Ragazzi: “Voce!” Anno scolastico 2012-2013: La scuola è (quasi) finita! Vorremmo una scuola che fosse così! Notiziario di informazione della scuola media “D. Alighieri” di San Martino di V.zze Anno 6, Numero 1 Il nostro ideale di scuola perfetta dovrebbe lasciare a bocca aperta. Neanche a parlare di Boccaccio e Petrarca, meglio di certo una gita in Danimarca. Lo studio di certo sarà ben poco e da attuare sempre attraverso il gioco. Aule fantasma, insegnanti carini che al posto dei voti diano cioccolatini. La lettura, essendo faticosa, meglio renderla meno noiosa. Lezioni all’aperto, in mezzo alla natura questa sì che si chiama cultura! Sempre soddisfatti e felici saremo se solo una materia studiare potremo. Stare in compagnia, questo è importante, altro che studiare Dante! Meglio motoria al posto di storia, salviamo tecnologia, ma non di certo geografia. Classe I A Maggio 2013 Sommario:Le principali rubriche di questo numero: Vita skolastica Noi e l’ambiente Storia e storie La città dai ragazzi Classe II B Le nostre idee su … L’angolo della poesia e del racconto Sommario Vorremmo una scuola 1 che fosse così! Uscita al parco La Fenice 4 Ad amare si impara 6 Scuole in festa per gli alberi 7 Giacomo Matteotti e 10 la sua casa La Divina Commedia: 15 Adolescenza: come viverla 16 scopriamola insieme Vita skolastica I ragazzi e lo studio Classe II A Classe III A Classe II B Lettera aperta alla professoressa Paola Mastrocola Cara professoressa Mastrocola, noi alunni di III A abbiamo letto un brano tratto dal suo libro “La scuola raccontata al mio cane” riguardante i ragazzi e lo studio. Abbiamo riflettuto su ciò che Lei ha scritto e siamo abbastanza d’accordo: è vero, oggi i ragazzi intendono lo studio in modo diverso da come lo definisce Lei, cioè il trasferimento delle conoscenze dal libro alla mente e la loro sedimentazione. I ragazzi non passano molto tempo sui libri, e forse è questo il motivo per cui dimenticano presto. Però non per tutti è così. Ci sono, inoltre, molti modi per studiare, non solo con i libri. Per esempio, alcuni studiano attraverso le tecnologie e utilizzano Wikipedia o altri siti informativi; imparano anche analizzando immagini riferite a un determinato argomento. Con questo metodo apprendono, ottengono bei voti e scoprono curiosità ed informazioni che un giorno potrebbero essere loro utili. Altri, invece, imparano attraverso i videogame o con le enciclopedie elettroniche. Infine ci sono quelli che studiano, ma le conoscenze non si trasferiscono nella loro mente, forse perché mettono poca attenzione e troppa superficialità. Nella nostra classe i ragazzi che studiano molto hanno ottimi risultati, ma anche loro a volte dimenticano in breve tempo, cioè, per dirla con le Sue parole, “non si fanno deposito”, forse perché non sono sempre interessati agli argomenti trattati. Altri studiano meno e ottengono buoni risultati. Altri studiano meno ancora e hanno risultati appena sufficienti e, infine, c'è chi non studia affatto e non ha risultati. Forse basterebbe cambiare metodo per migliorare. Per concludere, pensiamo che Lei abbia in gran parte ragione, ma anche che ci siano alunni che costituiscono un'eccezione e, soprattutto, che esistano modi diversi di studiare. Cordiali Saluti Alice Canazzo,Veronica Cherubin, Paolo Magri, Mattia Morando, Giorgia Callegaro, Sonia Neodo, Sara Giuriati Classe III A Ragazzi: “Voce!” Pagina 2 Vita skolastica Personaggi … a scuola Il direttore Cristiano Draghi Classe III B Progetto Pinocchio Fumo e alcool nemici del cervello. Riflettori puntati sulle dipendenze Il 28 gennaio 2013 nella nostra classe, la II A di San Martino di Venezze, sono intervenute due esperte di dipendenze: Giulia e Aurora. La loro lezione è inserita nel progetto provinciale Pinocchio, cui il nostro Istituto ha aderito. Il progetto Pinocchio aiuta i giovani a capire il rischio di alcol e tabacco e le due esperte ci hanno parlato proprio della prevenzione all’uso di queste sostanze. Inizialmente ci hanno spiegato come è fatto il nostro cervello e le sue funzioni, poi ci hanno illustrato quali danni il fumo e l’alcol gli causano. Dopodiché ci hanno descritto le due sostanze e ci hanno consigliato di non consumarle nel nostro futuro. Abbiamo scoper- to che ogni volta che si fuma una sigaretta si riduce la vita di 11 minuti. Per farci capire meglio, le due esperte ci hanno proposto delle situazioni da rappresentare: noi alunni, diventati attori, abbiamo finto di trovarci nella situazione in cui ti viene offerta una sigaretta. Abbiamo così trovato i diversi modi di dire di no. Successivamente altri alunni hanno improvvisato un'altra scenetta con una situazione diversa: viene offerto dell’alcol. Siamo stati tutti molto attenti alle spiegazioni e ai consigli che ci hanno dato, ci siamo anche divertiti e possiamo tranquillamente dire che è stata una lezione molto interessante e utile a capire come certe scelte possono danneggiare la nostra salute. Irene Barison, Emma Finco e Asja Mazzucco Classe II A Il giorno 26 febbraio 2013, alle ore 9.30, presso la nostra scuola media “Dante Alighieri” di San Martino di Venezze, abbiamo incontrato il direttore del quotidiano “La Voce” di Rovigo, Cristiano Draghi. Prima dell’incontro il fotografo ha scattato, a noi alunni delle classi seconde, alcune foto ricordo. Dopo le foto ci siamo recati nell’aula LIM, dove ci aspettava il direttore. Successivamente il direttore ha cominciato a parlare dei vari mezzi di comunicazione, aiutandosi nella spiegazione con le slide proiettate alla LIM. Al giorno d’oggi, i principali mezzi di comunicazione sono il telefono, il computer, il social network, skype, la lettera, la televisione. Strano a dirsi, ma il mezzo più veloce rimane la radio! Il direttore, essendo un giornalista, si è soffermato sulla storia della stampa a caratteri mobili, dall’invenzione ad opera dei cinesi al perfezionamento di Johann Gutenberg con la stampa nel Rinascimento. Al giorno d’oggi la stampa avviene in modo veloce grazie alle complesse macchine rotative. I giornali sono comparsi nel 1800 e i più antichi che ci sono ancora adesso sono “Il Corriere della Sera”, nato a Milano, “Il Gazzettino”, nato a Venezia, e “Il Resto del Carlino”, nato a Bologna. La storia che ci ha colpito di più è stata quella del quotidia(Continua a pagina 4) Ragazzi: “Voce!” Pagina 3 Vita skolastica (Continua da pagina 3) no “ Il Resto del Carlino”. A proposito: il suo nome deriva dal fatto che in passato era usanza ricevere all’acquisto del sigaro il quotidiano come resto della moneta, il Carlino. Per noi questo intervento a scuola è stato molto interessante e coinvolgente perché il direttore, con la sua simpatia e con la sua professionalità, è riuscito a farci divertire, ma allo stesso tempo a farci imparare argomenti a noi sconosciuti. Dennis Cappello Emma Franceschetti Riccardo Rizzato Adele Marcomini Matteo Baccalgini Classe II B Uscita al parco La Fenice: le terze alla scoperta delle fonti di energia rinnovabile Lezione di scienze e di tecnica fuori dall'aula scolastica venerdì 15 marzo per noi ragazzi delle terze di San Martino. In quel giorno abbiamo visitato il Parco delle Energie Rinnovabili Fenice di Padova, situato lungo le golene del canale Roncajette. Durante l'intero percorso ci ha assistiti Dario, una guida del parco. La visita è stata divisa in due parti. La prima parte si è svolta in una stanza in cui Dario, attraverso alcune proiezioni, ci ha spiegato le finalità del parco: favorire la conoscenza delle fonti di energie rinnovabili e l'uso corretto del territorio nel rispetto della natura e della nostra salute. Subito dopo siamo usciRagazzi: “Voce!” Vedo, tocco, imparo. Chimici per un giorno Il giorno 27 marzo 2013 noi studenti di 2 A abbiamo ospitato Melissa Finali, una biologa. L’incontro dal titolo “Vedo, tocco…imparo: gli alimenti” aveva come obiettivo quello di farci capire che i cibi sono composti di molecole e che esse si possono vedere e scomporre attraverso degli esperimenti chimici. Abbiamo iniziato la nostra giornata con Melissa comprendendo come si suddivide la scienza. L’esperta ci ha mostrato, poi, i vari tipi di strumenti che aveva portato: provette, bruciatore gas, termometro e diverse sostanze. Ha proseguito con l'esperiti e Dario ci ha mostrato un piccolo pannello fotovoltaico orientabile collegato ad un trasformatore ed un voltimetro, collegato a sua volta a delle lampadine; questo per farci capire il differente consumo energetico delle lampadine. La guida ci ha anche mostrato i differenti modi in cui si può presentare un pannello. Dopodiché ci ha fatto vedere le turbine eoliche e ci ha mento del bicarbonato e l'aceto per dimostrare che la reazione chimica non distrugge l’energia ma la trasforma. Il secondo esperimento, quello che ci ha colpito di più, è stato quello del palloncino: Melissa ha gonfiato un palloncino e ha inserito nella sua apertura un'elica a tre alette di plastica. Lasciandolo, è salito volando per l'aula. Questo esperimento ci ha fatto capire che soffiando dentro il palloncino anidride carbonica, ovvero il nostro fiato, essa si trasforma in energia cinetica. Poi abbiamo osservato altri esperimenti e l'ultimo è stato svolto direttamente da noi, organizzati in gruppi, dal posto. Partecipando attivamente abbiamo scoperto che è possibile riconoscere le diverse sostanze negli alimenti attraverso la loro reazione a specifici reagenti. (Continua a pagina 5) spiegato in che cosa si differenziano l’una dall’altra. Alcuni di noi sono stati scelti per una prova: pedalare, su un'apposita bicicletta, per accendere lampadine di diverso consumo, che potevano benissimo corrispondere a computer e ad altri elettrodomestici. Hanno fatto pedalare anche il nostro professor Fregnan! Sarebbe stato meglio se la visita fosse durata un po’ di più, perché c’erano moltissime altre cose importanti da conoscere e comprendere. Sinceramente eravamo convinti che ci saremmo annoiati, invece tutto è stato molto interessante e anche divertente. Inoltre abbiamo imparato quanto sia importante utilizzare fonti di energia rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale e vivere un futuro migliore. Alex Raule, Martina Benà, Paolo Magri e Mattia Morando, classe III A Pagina 4 Vita skolastica Per ridere un po’ ... Alessia Merlo Classe II A Nel mondo della scuola si possono riconoscere modelli di studenti diversi. Abbiamo messo a confronto tre tipi di studenti diversi: il fenomeno, lo studente medio e il disastro. Vi assicuriamo che la nostra classe è composta solamente da fenomeni. Avvertenza: la tabella si legge partendo dalla colonna di sinistra e spostandosi verso destra lungo le righe. Lo studente fenomeno Lo studente medio Lo studente disastro Conosce tutti le capitali del mondo. Conosce tutti i capoluoghi di regione del suo paese. Ti domanda turbato: “Il capoluogo si mangia?” Diletta Bellinello, Simone Bellinello e Quando il professore mette la mani nel Durante l’interrogazione spera che Si finge morto per evitare l’interrogasacchettino dei bigliettini per estrarre il l’insegnante gli chieda solo le cose che zione. nome dell’interrogato, prega che sia sa. estratto il suo. Svolge tutti i compiti per casa, più altri Svolge solo quelli che gli sono stati Sbava e morde il quaderno per poter aggiuntivi, senza che il professore glielo assegnati. dire che il cane glielo ha sbranato. dica. Quando è ora di recitare una poesia la La recita con qualche intoppo. Si mostra creativo: la inventa. pronuncia correttamente con un tono di voce espressivo. Quando tutti sono in silenzio perché il Dice la sua creando un po’ di confusio- Si prende il merito. professore sta parlando di cosa si è det- ne. to di terribile al Consiglio di Classe, lui rimane in silenzio ed ascolta. Quando il professore spiega, è sempre Ascolta guardando fuori dalla finestra. Esamina le palpebre da dentro. pronto ad intervenire per aggiungere ulteriori informazioni all’argomento. In un’uscita scolastica, ascolta tutto con Ascolta distraendosi ogni tanto. Una volta partiti per il ritorno ci acmolta attenzione ed interviene con alcucorgiamo che è sparito. ne domande pertinenti. Non ha ricevuto nessuna annotazione Ha ricevuto un paio di note. E’ rimasto sospeso e a scuola si fedisciplinare. steggia. Alle risposte multiple risponde senza problemi. Risponde a quasi tutte le risposte mul- Recita: “ Ambarabacciccicocò …”. tiple. Se il professore esce un paio di minuti Rimane al suo posto, ma chiacchiera dall’aula, continua a spiegare la lezione ai con il vicino di banco. suoi compagni. (Continua da pagina 4) Questa esperienza ci ha fatto scoprire cose nuove e interessanti e questo ci è piaciuto molto. Al termine dell’incontro abbiamo posto a Melissa delle domande per capire come ha fatto a diventare biologa. Per raggiungere questo obbiettivo si è impegnata per lungo tempo. La prima tappa è stata il Liceo Ragazzi: “Voce!” scientifico, successivamente ha frequentato cinque anni di università e infine ha seguito dei corsi di specializzazione. Ci ha raccontato che quando era piccola voleva diventare una psichiatra ma, avendo il padre medico, ha preferito cambiare idea vedendo quanto impegnativo fosse quel lavoro. Alla fine ha raggiunto il suo obiettivo, diventando una nutrizionista. Cerca di scappare dalla finestra. Le domande hanno costituito uno stimolo per riflettere su come prendere delle decisioni sul nostro futuro, integrando il lavoro di orientamento che stiamo facendo quest’anno. Ringraziamo Melissa Finali per questa giornata insieme. Sofia Rizzato, Hajar Jallouli e Chiara Valsensi, classe II A Pagina 5 Vita skolastica Settimana dell’Intercultura 2013 La scuola che accoglie: uno sguardo a Est Tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Villadose, ogni anno, dedicano una settimana di studio e approfondimento a una tematica interculturale. Il giorno 23 marzo 2013, nell’atrio della scuola media “Dante Alighieri”, i ragazzi hanno esposto i lavori realizzati durante la settimana dell’intercultura, che quest’anno aveva come tema l’Est europeo. Ogni alunno di ciascuna classe della scuola ha preparato insieme ai suoi compagni di gruppo dei lavori di vario tipo con lo scopo di far riflettere sull'importanza dell’accettazione e dell’accoglienza degli immigrati. Educazione all’affettività e alla sessualità Ad amare si impara Ormai siamo adolescenti, il nostro corpo cambia e questo può portare delle preoccupazioni. Per aiutarci a superarle la nostra scuola con l'USL 18 ha organizzato per le classi terze un breve corso sull'affettività e la sessualità. L'attività si è svolta in tre incontri nel mese di dicembre ed è stata condotta da tre esperte: l’educatrice professionale Luciana Bordin, la psicologa Giulia Bressan e l’ostetrica Michela Fasolato. Nella prima lezione Giulia e Luciana ci hanno spiegato a grandi linee di cosa avremmo parlato negli incontri. Poi ci hanno consegnato un foglietto, nel quale ci dovevamo presentare; in seguito ci siamo riuniti in cerchio e a turno abbiamo letto la nostra presentazione, scegliendo chi doRagazzi: “Voce!” La classe 1^ , invece, ha interpretato una fiaba russa, dando vita a una piccola recita. Purtroppo il tempo messo a disposizione sabato 23 non ha consentito ai ragazzi delle terze di terminare l’esposizione dei loro lavori. Quindi, considerata l’importanza dell’evento, si è deciso vesse leggere dopo di noi. Eravamo tutti un po’ impauriti, ma dopo ci siamo rilassati e la paura è passata anche grazie al lavoro di gruppo che abbiamo svolto, in cui ci siamo sbizzarriti a inventare il finale di alcu- ne storie tra fidanzati e ci siamo divertiti moltissimo. Abbiamo trovato Giulia e Luciana delle persone molto sensibili, disponibili e simpatiche. Nel secondo incontro Michela che gli alunni avrebbero proseguito mercoledì 27. Ogni classe ha svolto diverse attività. Hanno iniziato le classi seconde preparando delle presentazioni PowerPoint con immagini e schemi riassuntivi riguardanti la Russia. La 2^A, in particolare, ha realizzato il proprio lavoro suddividendosi in gruppi di tre/quattro alunni. Ogni gruppo ha composto varie slides che poi sono state assemblate formando un’unica presentazione. Gli argomenti illustravano la storia della Russia, con particolare attenzione al periodo della Guerra Fredda, per far comprendere agli studenti riuniti le ragioni storiche più pro(Continua a pagina 7) ha presentato con delle diapositive il funzionamento dell’apparato riproduttivo, i cambiamenti del corpo che caratterizzano l'adolescenza, i metodi contraccettivi, come la pillola e il preservativo, e quanto quest’ultimo possa evitare le malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS. Nel terzo incontro abbiamo fatto una sintesi dell'intera esperienza e le esperte ci hanno invitato a rivolgerci a loro nel consultorio se avessimo avuto in futuro dei dubbi. Questa esperienza ci ha aiutati a capire meglio argomenti fondamentali ed è stata perfino divertente, anche se in qualche momento un po' imbarazzante, perché non è facile parlare della propria intimità con persone che si conoscono appena. Mattia Morando, Sonia Neodo, Alice Canazzo e Giorgia Callegaro classe III A . Pagina 6 Vita skolastica (Continua da pagina 6) fonde dell’immigrazione dall’est europeo. La 2^B allo stesso modo si è separata in gruppi da due persone per illustrare le caratteristiche più generali della Russia attuale. Alla fine i lavori delle due seconde sono risultati complementari, offrendo un quadro generale dell’area geografica trattata. La 1^ ha lavorato molto su una fiaba russa, “Vassilissa la bella”, impegnandosi anche a casa per imparare a memoria le battute e immedesimarsi nei personaggi russi al meglio. Per la dimostrazione finale hanno indossato degli abiti inerenti al personaggio che interpretavano. Mentre un’alunna narrava la fiaba, i vari “attori” hanno offerto una prova priva di errori. Naturalmente non potevano mancare i collaboratori di scena che, pur non recitando, hanno contribuito alla buona riuscita del piccolo “spettacolo” mettendo gli il tema specifico dell’immigrazione, fornendo dati sui flussi e illustrando le ragioni di tali movimenti migratori. Oltre alle presentazioni hanno creato dei cartelloni, che i ragazzi hanno esposto sia in italiano che in francese sotto la supervisione della professoressa di lingua francese Federica Pavarin. La 3^B, inoltre, ha scaricato da Internet un video tratto dal film LAMERICA che racconta del viaggio di due immigrati. attrezzi di scena al posto giusto e fornendo agli attori gli oggetti necessari. L’attività è riuscita anche grazie al lavoro di un alunno di 2^A che ha gestito i diversi file sul computer e ha messo a punto l’impianto acustico. Giovanni Pellegrini e Diego Dicati, classe II A Le terze hanno affrontato Noi e l’ambiente Scuole in festa per gli alberi Giorni fa si è svolta a San Martino una festa dalle origini molto antiche: la festa degli alberi. Infatti si celebrava già all'epoca dei Romani per motivi religiosi. Nella seconda metà dell'Ottocento fu ripresa dagli Stati Uniti, dove erano avvenuti grandi disastri naturali causati dal disboscamento. L'Arbor Day Ragazzi: “Voce!” nacque così per ricordare l'importanza della preservazione delle foreste. Con questa stessa finalità la festa è arrivata fino a noi. A San Martino è stata organizzata dal Comune mercoledì 24 aprile e noi alunni delle scuole del paese ne siamo stati i protagonisti. Tutti i cittadini sono stati invitati a partecipare presso il CEOD, il centro per l’inserimento lavorativo di disabili adulti, e ad assistere al programma proposto dai bambini delle scuole dell'infanzia di Beverare e di San Martino, dagli alunni della primaria e (Continua a pagina 8) Pagina 7 Noi e l’ambiente (Continua da pagina 7) da noi ragazzi del CCR assieme a qualche compagno della classe III A. Il sindaco Vinicio Piasentini ha dato il via alla manifestazione, chiedendo l’intervento del sindaco dei ragazzi Giovanni Merlo. Poi ha passato la parola a Michele Casarin, una guardia forestale molto impegnata nell'educazione ambientale. Infine è arrivato il turno di noi alunni. Hanno iniziato i più piccoli con i canti “E' la natura” e “L'ambiente sei anche tu”. La primaria ha letto frasi sull'ambiente e il decalogo dell'albero, poi ha cantato “Amica Terra” e recitato una poesia in dialetto. I ragazzi del CCR e della scuola media hanno partecipato con cartelloni e con poesie di propria composizione. Inoltre cinque nostre frasi sono state stampate A lezione di botanica Spesso non prestiamo loro abbastanza attenzione, se non quando con le loro gemme ci annunciano l'arrivo della primavera o ci offrono un riparo dalla calura estiva. Invece degli alberi e delle piante in genere dovremmo ricordarci sempre, perché senza di loro non ci sarebbe ossigeno e quindi la vita. L'intervento delle guardie forestali Eddi Boschetti e Michele Casarin, mercoledì 17 aprile, è servito a farci riflettere proprio su questo, ma anche ad aiutarci a conoscere meglio il mondo vegetale. L'insolita lezione si è svolta nell'aula LIM. Ha iniziato Eddi, spiegandoci com'è fatto il seme e in che modo le piante si riproducono. SapeRagazzi: “Voce!” dal Comune su tabelle che saranno affisse in vari luoghi del paese. Infine bambini e ragazzi, aiutati dagli adulti, hanno piantato delle essenze e poi hanno lanciato dei palloncini muniti di messaggi nell'azzurro di un cielo finalmente primaverile. Alice Canazzo e Mattia Morando, classe III A, componenti del CCR vamo già molte cose sull'argomento, ma ci ha affascinati comunque l'idea che nel seme ci sia una pianta in miniatura, oltre al nutrimento necessario per la sua sopravvivenza. Poi Michele ha parlato dell'importanza delle piante e delle specie presenti in Veneto. Ci ha anche raccontato una storiella curiosa sull'invenzione del Velcro, quel geniale dispositivo che serve ad unire due parti di tessuto senza bottoni e cerniere. Un uomo che lavorava in campagna tornava sempre a casa con i vestiti ricoperti di semini difficili da staccare. Guardandoli al microscopio, vide che possedevano degli uncini. Anche la spiegazione delle condizioni particolari di cui il seme ha bisogno per germinare è stata seguita da un esempio efficace. Infatti, se queste condizioni mancano, la membrana cellulare si indurisce e così il seme si conserva per moltissimi anni. E' successo nelle tombe dei faraoni che, una volta aperte, hanno restituito semi perfettamente conservati. Infine con Eddi e Michele abbiamo messo a dimora delle piantine di quercia in sacchetti riempiti di terra, con la promessa di curarli come ci hanno spiegato. E' stata un'esperienza davvero unica! Alessia Brevigliero, Giovanni Merlo, Matteo Tiengo, Benedetta Poli, Alessia Decimi, Serena Stabilin classe I A Pagina 8 Noi e l’ambiente Poesie sugli alberi Il giorno della Festa degli Alberi sono state lette alcune poesie composte dagli alunni di classe prima per l’occasione. Erano alle prime armi con il testo poetico, ma se la sono cavata benissimo e i loro lavori sono stati molto applauditi. Li propongo con vero piacere. E.T. L'albero e il vento Il vento passa e saluta ogni dì. L'albero stanco non risponde più. Allora il vento lo butta giù. E poi l'albero di nuovo vien su. Io, l'albero Infine l'accordo: non si litighi più. Posso parlare ma non muovermi. Giovanni Vivevo in un bel parco poi abbandonato. Ma una bimba l'ha curato. Ora è bellissimo amato frequentato. Lei è stata le mie gambe. Benedetta Conforto Solo con i miei pensieri più neri la mia tristezza nella natura porto. Un albero mi ascolta allunga i suoi rami su di me. Un abbraccio. Una melodia dolce il sussurro delle sue foglie. Serena Ragazzi: “Voce!” Primavera Il vento soffia. Degli alberi inizia la danza. Prima uno poi tutti. Davanti a me un albero s'inchina trema si agita mi parla. Al vento gli alberi danzano poi si fermano. Tutto tace in attesa della prossima danza. Alessia, Virginia, Elisabetta, Monir Caro Albero Le tue foglie verdi riflettono la luce del sole. I tuoi petali colorati volano via spensierati. I tuoi rami robusti si muovono al ritmo del vento. Le tue radici infossate non sembrano toccate. E noi oggi qui accanto a te per ringraziarti di ciò che ci dai. Gaia, Elena, Cristian, Fabio Il premio A Pino, albero gentile, s'accostò un giorno Rino, scoiattolo dall'aria febbrile. “L'inverno s'avvicina e nella mia tana piccina poche sono ancor le nocciole”. L'ascoltò Pino. “Conosco un albero che ne ha di buone. Sali sui miei rami e segui la direzione”. Rino fiducioso andò e le nocciole trovò. E con l'amicizia la gentilezza di Pino ricambiò. Silvia, Denise, Davide Insieme Nacque Antonio e con lui un alberello. L'albero era piccolino anche Antonio era magrolino. Ma all'improvviso la pianta si risvegliò e il ragazzo volle cambiare impegnandosi a migliorare. Ora insieme forti entrambi. Alessia Pagina 9 Storia e storie La storia di un uomo e della sua casa: Giacomo Matteotti e la villa di Fratta Polesine Una giornata fuori dall’aula scolastica, un modo nuovo per imparare molte cose su un personaggio importante della nostra Provincia e dell’Italia intera. Nel mese di dicembre noi ragazzi delle classi terze, accompagnati da alcune insegnanti, abbiamo visitato la casa-museo Villa Matteotti a Fratta Polesine, nell’ambito di un progetto del Ce.Di di Rovigo finanziato dal Comune di San Martino di Venezze. All’arrivo siamo stati accolti da Sara Fumaneri, la nostra guida nella visita. La villa risale al 1700 ed ha la tipica pianta delle ville venete: un salone centrale, dal quale si entrava, e le Tra storia e finzione Dal diario di un soldato della Prima guerra mondiale 13 ottobre 1916, ore 22.30 9° C, brezza leggera A pochi chilometri da Caporetto Caro diario, finalmente un po’ di pace. Dopo un’intensa giornata di combattimenti mi tocca il turno di notte. Adoro questo turno perché è l'unico momento tranquillo della giornata, mi ricorda la tranquillità di casa, mi ricorda quando sedevo sulla veranda e restavo per ore a guardare il cielo. Anche adesso guardo il cielo, ma non è più quello di una volta. Ogni stella sembra brillare in memoria di ogni mio compagno vittima della guerra. Ogni tanto la tranquillità di questo momento viene interrotta dal fuoco dei mortai, ma poi scende nuovamente la pace. Anno 6, Numero 1 stanze che si trovavano lateralmente ad esso, cioè la cucina, il salone, la sala da pranzo e lo studio. La cucina è ampia e alle pareti sono appese delle fotografie dell’epoca riguardanti la casa. Nel salone centrale, invece, sono appesi ritratti e foto di tutta la famiglia. Al piano superiore ci sono un altro salone e tutte le camere da letto. Prima abbiamo visitato quella di Giacomo e della moglie Velia, poi quelle di Giancarlo, di Gianmatteo e di Isabella, i figli della coppia. La famiglia di Giacomo era originaria del Trentino, ma con il nonno paterno si era trasferita a Fratta e qui gestiva una sorta di bazar, così redditizio che con i guadagni il padre di Giacomo aveva acquistato molte proprietà terriere. Giacomo si era laureato in giurisprudenza e subito dopo aveva iniziato la carriera politica. Infine, dopo aver pronunciato in Parlamento il celebre discorso accusatorio contro Mussolini, nel giugno del 1924 era stato rapito dai seguaci di Mussolini e assassinato a soli 39 anni. L’ultima parte della casa che abbiamo visitato è stata la mansarda, dove è allestita una mostra che illustra tutti gli aspetti della vita di Giacomo Matteotti, dalla nascita al suo assassinio, passando per gli studi, il matrimonio e la carriera politica; ci sono tantis(Continua a pagina 11) Il fronte è molto peggio di come lo immaginavamo: qui siamo solo carne da macello e noi stessi siamo i macellai. Ognuno di noi si è arruolato credendo di andare a combattere compiendo azioni eroiche, ma molti di noi hanno capito che non sarebbe stato così dopo essersi ritrovati a pochi passi dal nemico costretti nelle trincee. Oggi siamo riusciti ad avanzare di un centinaio di metri, ma molti di noi non hanno potuto assaporare questa vittoria. Non credevo che cento metri di terra valessero migliaia di vite. La situazione degenera. Iniziamo persino ad ucciderci a vicenda. L'altro giorno avevamo chiesto all'artiglieria del fuoco di supporto per riuscire a conquistare un avamposto degli austriaci, ma non ci era arrivata nessuna risposta. Dopo aver conquistato l'avamposto, ci siamo fermati per riposarci e allora hanno iniziato a piovere bombe. Solo io e altri due compagni siamo sopravvissuti e dopo aver chiamato l'artiglieria per chiedere spiegazioni loro ci hanno risposto: “Ci avete chiesto del fuoco di supporto e noi ve ne abbiamo dato!" La vita in trincea è un inferno. Le trincee do- vrebbero salvarci, invece ci uccidono meglio del piombo austriaco. “Tenete la testa bassa” ci ripetono di continuo gli ufficiali. D'altra parte, se alzi la testa è poco probabile che ti rimanga attaccata al collo. Arruolandomi ho firmato la mia condanna a morte. Nelle trincee viviamo assieme ai topi e ai cadaveri dei nostri compagni. Invidio molto gli ufficiali con i gradi più alti perché, mentre noi siamo qui a fare da bersagli umani, loro sono a diversi chilometri dal fronte, al sicuro dentro a dei bunker sotterranei a darci ordini via radio. Noi soldati ci sentiamo come le pedine di un brutale gioco e sappiamo che le nostre vite dipendono solo dalle decisioni di poche persone. La parola d'ordine è paura. Ogni minuto che si sopravvive è come un piccolo traguardo personale. Rimpiango di non essermi impegnato di più al corso di addestramento. Magari sarei entrato a far parte dei tiratori scelti e sarei stato lontano dal pericolo, al sicuro dal fuoco nemico. Ma riconosco che la colpa è solo mia. (Continua a pagina 11) Pagina 10 La città dei ragazzi Volti e storie di cittadinanza attiva Consiglio Comunale dei Ragazzi Ecco come sono diventato Sindaco dei ragazzi di San Martino In vista del rinnovo del Consiglio Comunale dei Ragazzi a novembre la nostra insegnante di Italiano ci ha spiegato in che cosa consiste questo progetto. L'ho trovato molto interessante, al punto da decidere di candidarmi come Sindaco. Si è svolta una campagna elettorale vera e propria, in cui io e una mia compagna di classe, (Continua da pagina 10) sime foto e alcuni video. Alla fine della visita ci siamo fermati nel salone al pianterreno e qui Sara ci ha somministrato un questionario per capire quello che ci era rimasto più impresso. Immaginavamo la visita leggermente più coinvolgente, ma è stata lo stesso interessante. Secondo noi poteva essere strutturata in modo diverso, magari con una spiegazione più dettagliata di alcuni oggetti della casa, che erano molto curiosi, come la cosiddetta “munega” o scaldaletto. Ad ogni modo il nostro giudizio sull’esperienza è sicuramente positivo e ci sentiamo di consigliarla ai ragazzi delle altre scuole. Paolo Magri e Michael Grigolo III A Anno 6, Numero 1 candidata alla carica di Sindaco anche lei, abbiamo presentato un programma. Con i miei candidati consiglieri ho discusso gli obiettivi del nostro gruppo e ho scelto il nome della lista: The Rockets. Il desiderio di ricoprire la carica di Sindaco dei Ragazzi è aumentato dopo l'incontro tra il sindaco Piasentini e noi alunni a scuola. Egli ha parlato di quanto sia importante il punto di vista di un ragazzo, perché vede le cose con occhi diversi da un adulto. Nella stessa occasione un'impiegata dell'ufficio anagrafe ci ha spiegato come si doveva votare. Le elezioni sono avvenute il 5 di- cembre 2012. Non conoscevo il significato di trepidazione e di tensione prima di quel giorno. Ma, nel momento in cui ho sentito il mio nome, mi ha riportato alla realtà l'abbraccio dei miei compagni. Diventare Sindaco dei Ragazzi mi ha già fatto crescere un po', perché ho superato la timidezza: ora riesco a parlare di fronte ad un pubblico. Per questo sono state importanti due uscite successive: la prima il 7 dicembre, nel municipio di San Martino, dove il Sindaco dei Ragazzi uscente mi ha infilato la fascia tricolore; la seconda il 10 dicem(Continua a pagina 12) (Continua da pagina 10) Per ora il mio unico desiderio è quello di riuscire a ritornare a casa sano e salvo. Voglio tornare a casa per trascorrere il tempo che mi rimane assieme alla mia famiglia. Spesso mi ritorna in mente la serenità della campagna, tutte le serate trascorse a guardare il cielo stellato e la luna, sognando e fantasticando, accarezzato da una brezza leggera. Vorrei poter rivivere un’ultima volta quei momenti prima di morire. Se dovessi riuscire a sopravvivere voglio solo ritornare a casa. Non mi importa cosa troverò al mio ritorno, sono disposto anche a ripartire da zero, basta che al mio fianco ci siano i miei cari. Purtroppo devo lasciarti perché il mio turno è finito e voglio solo andare a riposarmi un po'. A domani. Paolo Pagina 11 La città dei ragazzi (Continua da pagina 11) bre per l'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, quando ho letto un pensiero sulla ricorrenza davanti ai ragazzi di varie scuole riuniti a Palazzo Celio, sede della Provincia di Rovigo. Grazie a questo incarico sto imparando a rapportarmi con gli altri e a valutare cose importanti. Giovanni Merlo classe I A Il paese dei libri La biblioteca comunale di San Martino di Venezze San Martino è un piccolo paese non molto distante da Rovigo e tra le cose di cui gli abitanti vanno fieri c’è la Biblioteca Comunale . Questa, che si trova vicino alla Scuola dell’Infanzia, è ben fornita di testi di vario genere, aggiornati e catalogati con cura e precisione dalla bibliotecaria. Nella struttura è possibile, ovviamente, prendere in prestito libri, video e, in più, accedere ad una rete Wi-Fi gratuitamente. L’edificio è diviso in due sezioni, una dedicata agli adulti e l’altra riservata a bambini e ragazzi. L’area dei bambini è suddivisa, a sua volta, per genere ed età e, quando i piccoli lettori accedono alla biblioteca, possono anche colorare, disegnare e giocare in un ambiente Anno 6, Numero 1 simpatico e accogliente. Nell’area destinata agli adulti si trovano libri suddivisi per genere. L’elemento più importante è che la biblioteca è gestita da una responsabile che, con molta disponibilità e professionalità, sa consigliare i libri adeguati ad ogni persona. Infatti, quando andiamo a prendere un libro e non abbiamo le idee molto chiare, basta chiederle aiuto e lei sa cosa proporci. Anche perché ormai, dopo tanti anni, conosce bene noi e le nostre preferenze. Vi consigliamo quindi di provare a visitare la nostra Biblioteca Comunale; siamo sicuri che vi piacerà! Riccardo Aggio, Enrico Ercolin Enrico Zhou, Elena Garbin Emma Bellinello Classe 2B Carnevale di San Martino Sfilate, zumba e gangnam style È stata una giornata indimenticabile per tutta la comunità di San Martino quella di domenica 3 marzo, data in cui si è svolto il 33° Carnevale Sanmartinese negli impianti sportivi del paese. Le persone in maschera potevano iscriversi al concorso “Mascherina Sanmartinese 2013”. Io ero vestito da medico-clown. La manifestazione è stata filmata dall’ormai celebre cameraman Alessandro Sdrusci. Il carnevale è cominciato con alcuni balli di gruppo e con lo spettacolo “Il mostro peloso”, entrambi a cura dell’associazione EsserGi di Anguillara Veneta (PD). Lo spettacolo consisteva nella narrazione di una storia con intervalli musicali ballati da alcune bambine. Tra i balli non potevano mancare Gangnam Style, Bara Bara Bere Bere, Ai Se Eu Te Pego e Balada Boa, grandi successi della scorsa estate. Lo spettacolo si è concluso con un grande girotondo che coinvolgeva grandi e piccini. Finito lo spettacolo, dopo un breve discorso del sindaco Vinicio Piasentini e del vicesindaco Ilenia Francescon, la manifestazione è continuata con la sfilata delle maschere, condotta dal simpatico presidente dell’Associazione Culturale di San Martino Lino Fabbian. Intanto, in cucina, i cuochi dell’Associazione Culturale preparavano, come scritto nel volantino, “crostoi, fritee e vin”. Dopo la sfilata, due ballerini, Sara e Simone, si sono esibiti con lo Zumba Fitness, una specie di danza aerobica, che è stata interrotta per lasciare spazio alle premiazioni. C’erano due tipi di premio, il “premio dei bambini” e quello, come diceva Lino Fabbian, “dei più grandini”. Per quanto riguarda il premio dei bambini al primo posto, a pari merito, si sono piazzate una bambina vestita da cinesina e una da diavoletta; al secondo, sempre a pari merito, Pippi Calzelunghe e Minnie, e al terzo un bambino vestito da funghetto e una bambina vestita da lucciola. Poi al quarto posto si è classificato un (Continua a pagina 13) Pagina 12 La città dei ragazzi (Continua da pagina 12) capo indiano, al quinto un alieno, al sesto un pinguino e una lucciola e al settimo un simpaticissimo bambino nei panni del grande attore e principe Totò. Al premio dei grandi si sono classificati il Signor Tim, ovvero un signore vestito dal protagonista della pubblicità della compagnia telefonica, e le suore del famoso film “Sister Act” con il “bambino dell’orfanotrofio”. Proprio con queste suore e con il “bambino” ho ballato il Gangnam Style qualche ora prima. Io non mi sono classificato, ma a tutti gli iscritti è stato consegnato un premio di partecipazione, e poi il carnevale è continuato con lo Zumba Fitness. Giuseppe Giavara Classe III B Un nuovo luogo di incontro La piazza di San Martino La nuova piazza di San Martino è stata terminata martedì 12 novembre 2012 e l’inaugurazione è avvenuta la domenica seguente, cioè il 18 novembre, alla presenza delle autorità, del sindaco Vinicio Piasentini e di gran parte degli abitanti di San Martino. I ragazzi del paese hanno partecipato attivamente alla cerimonia esibendosi in una sfilata vestiti con costumi medioevali e fingendo di essere i bambini di un tempo passato giocando, ad esempio, con una palla di pezza. Hanno sfilato anche cavalli, sbandieratori e altre persone vestite poveramente per ricordare la San Martino di un tempo. Mentre prima della sistemaAnno 6, Numero 1 zione la piazza era solamente un prato, ora è diventata un vero giardino: è dotata di fontane con luci a led, luci serali, percorsi, aiuole e panchine in marmo bianco, che al sole luccicano grazie ai frammenti di quarzo presenti. Per realizzare tutto ciò hanno dovuto sradicare degli alberi, ma ne sono stati piantati degli altri al loro posto. Inoltre davanti al municipio c’è una parte di piazza ricoperta da due tipi di marmi che compongono una scacchiera. Qui si è potuto giocare con delle pedine da scacchi alte circa 1 metro in occasione dell’inaugurazione. In questo luogo, ogni giorno, al termine delle lezioni, noi ragazzi della seconda media ci riuniamo per chiacchierare un po’ e per organizzare il pomeriggio. La nuova piazza per noi è diventata un punto di ritrovo per decidere cosa fare e dove andare. Siamo entusiasti del nuovo luogo d’incontro e auspichiamo che ne vengano realizzati altri sul territorio. Matteo Armaroli e Nicolò Franceschetti II A Pagina 13 La città dei ragazzi 25 aprile 2013 68° Anniversario della Liberazione Tutto è iniziato venerdì 20 aprile. Dalla Provincia di Rovigo mi è arrivata una lettera per partecipare al 68° Anniversario della Liberazione. Ho deciso subito di accettare. Dallo scorso dicembre sono sindaco dei ragazzi di San Martino. In questa veste ho già preso parte alla cerimonia per la celebrazione dei sessantaquattro anni della Dichiarazione universale dei diritti umani e mi faceva piacere ed emozionava l'idea di partecipare ad un'altra iniziativa importante con la fascia tricolore. L'incontro è avvenuto nella sala consiliare di palazzo Celio, sede della Provincia. Erano presenti parecchie autorità di Rovigo, tra cui il prefetto, il sindaco, i rappresentanti di varie associazioni e di diversi corpi delle forze dell'ordine. La presidente della Provincia, Tiziana Virgili, ha tenuto un bellissimo di- scorso sull'importanza della manifestazione, che celebra la liberazione dell'Italia dal regime nazifascista. Ha ricordato, inoltre, tutti i caduti della Seconda guerra mondiale. A questo proposito, mi ha colpito molto sapere dei numerosi martiri, anche tra i civili, fucilati nelle piazze di molti paesi della nostra provincia. Tra gli invitati c'era anche una rappresentanza del gruppo musicale della scuola di Castelguglielmo, che ha eseguito quattro brani, tra cui l'inno di Mameli. E' stato un momento commovente, tanto che tutti i presenti si sono alzati in piedi e hanno accompagnato l'in- terpretazione degli alunni con il canto. Lasciato palazzo Celio, ci siamo recati tutti in piazza Vittorio Emanuele, dov'è continuata la cerimonia. Davanti ad un folto pubblico io e altri due sindaci dei ragazzi eravamo schierati insieme alle autorità civili e militari e ai reparti delle forze armate. Un ufficiale dei Carabinieri ha presentato gli onori ai caduti e alla bandiera, che è stata issata sul pennone. Il prefetto, seguito da altre autorità, ha portato le corone ai monumenti ai caduti della città. Poi, ancora una volta, sono risuonate le note dell'inno di Mameli e la gente ha applaudito con calore. Infine, dopo qualche minuto di silenzio, è stata annunciata la conclusione della cerimonia. Mi sono sentito onorato di avervi partecipato e spero di esserci anche il prossimo anno. Giovanni Merlo, classe I A, sindaco dei ragazzi di San Martino Le nostre idee su ... Miti del nostro tempo/1 Liam James Payne Liam James Payne è un cantante molto amato dalle ragazze e fa parte di una band musicale, composta da cinque ragazzi: gli One Direction. Liam è americano. E’ nato il 29 agosto 1993 e ha diciannove anni. E’ fidanzato con Danielle Peazer, una giovane ballerina. Lui adora lo sport, soprattutto il basket. Ha piccoli occhi marroni e capelli castani, con una frangetta che gli copre quasi gli occhi. Ha un tono di voce pulito e squillante.Liam non è un fanatico della moda ma adora le camicie, ne ha di Anno 6, Numero 1 tutti i tipi,soprattutto a quadretti. E’ molto legato a tutti i ragazzi della band e adora viaggiare con loro in giro per il mondo, ma fra tutti loro è considerato il più tranquillo e saggio. Nonostante Liam sia un ragazzo molto famoso, non si è mai montato la testa, forse perché anche lui, come tutti, ha dei problemi: infatti gli funziona un solo rene. Quando lo sento cantare insieme ai suoi compagni, mi fa venire in mente dei bei momenti, l’amicizia, il divertimento, l’estate… Cosa che altri cantanti non riescono a trasmettermi. Ecco perché mi piace e lo stimo molto! Serena Stabilin, classe I A Pagina 14 Le nostre idee su ... Miti del nostro tempo/2 Selena Gomez Un personaggio del mondo della musica e del cinema che mi piace molto è Selena Marie Gomez, meglio nota come Selena Gomez. È un attrice, cantante, stilista e ballerina statunitense. È nata a Grand Prairie il 22 luglio 1992, ha vent’anni ed è del Cancro. Selena è fidanzata con Justin Bieber, un famoso cantante canadese. Suo padre si chiama Ricardo Joel Gomez ed è di origini messicane, mentre sua madre, Mardy Dawn Corne, è un ex attrice italoamericana di teatro. Selena ha i capelli neri, lisci e lunghi e gli occhi scuri. È alta e slanciata e ha la pelle liscia e chiara. Il piacere della lettura La Divina Commedia: scopriamola insieme In questo periodo noi alunni della classe II B stiamo affrontando lo studio della Divina Commedia scritta da Dante Alighieri. L’opera, conosciuta in tutto il mondo e piuttosto complessa nella struttura, è suddivisa in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ognuna di queste è composta da trentatré canti. Questo poema ci racconta del viaggio ultraterreno effettuato da Dante, grande poeta fiorentino, dall’Inferno al Paradiso presentandoci, inoltre, una vasta panoramica sui grandi personaggi della storia italiana. Ad alcuni di noi è piaciuta molto per via della ricchezza di dettagli, soprattutto Anno 6, Numero 1 Selena ha una voce bellissima, dolce e armoniosa, che mi piace tantissimo. E’ una ragazza allegra, solare, molto coraggiosa e romantica; è il tipo di persona che stringe amicizia molto facilmente e ha molta voglia di imparare anche se spesso si “dimentica” di studiare... A Selena piace molto la moda: le piace lo stile casual e ama una scuola pubblica, ma successivamente ha studiato in una scuola privata per attori e personaggi famosi. Una qualità che mi piace molto di lei è l’umiltà: non si vanta mai di essere la migliore o la più importante. A Selena non piacciono le sue orecchie, però ha imparato a godere della sua bellezza. Inoltre Selena è la più giovane ambasciatrice dell’UNICEF e questo mi fa molto piacere. Una cosa spiacevole che è accaduta nella sua vita è stato il divorzio dei suoi genitori quando lei aveva solo cinque anni: per lei è stato un momento molto brutto, ma è riuscita a superarlo. A me piace tantissimo Selena Gomez e quando la sento cantare mi emoziono ogni tipo di scarpe. Le piacciono molto, anche perché è una persona anche le borse, gli orecchini e i bellissima. braccialetti, ma ama comunque la Alessia Decimi, I A semplicità. Selena ha frequentato nelle descrizioni delle pene subite dalle anime all’Inferno; ad altri alunni, invece, non è piaciuta, in quanto risulta piuttosto difficile comprendere il testo. È innegabile però la maestosità dell’opera nel suo complesso! Dante, in quest’opera, appoggia alcune teorie religiose, le quali affermano che, dopo la morte, in base a come ci si è comportati nella propria vita, si va nell’Inferno, nel Purgatorio o nel Paradiso. L’intenzione di Dante era di condurre gli uomini a riflettere sulle proprie azioni. A noi alunni è capitato, infatti, leggendo alcuni brani dell’opera, di ragionare sui nostri piccoli vizi e di proiettarci in base ad essi nei vari cerchi dell’Inferno: al momento nessuno tra noi andrebbe diretto in Paradiso! Certo che se la teoria del mondo ultraterreno di Dante fosse esatta, considerando inoltre la storia dell’uomo e la situazione mon- diale attuale, viene spontanea la domanda: che razza di sovraffollamento ci sarà all’Inferno? Tuttavia vogliamo sperare che l’umanità si ravveda e che il “bene” trionfi sul “male”. Davide Aggio, Diego Businaro, Massimo Favaro, Marco Finco, Lorenzo Lucchin CLASSE II B Pagina 15 La maison Goupil a Palazzo Roverella Alla scoperta dei pittori italiani di successo in Francia E' stata una mattinata scolastica dedicata all'arte italiana quella vissuta sabato 16 marzo dalle classi terze di San Martino: infatti abbiamo visitatola mostra pittorica di Palazzo Roverella a Rovigo e abbiamo partecipato al laboratorio annesso. La mostra espone i dipinti dei pittori italiani acquistati dal mercante francese Goupil nell'Ottocento e venduti a Parigi con grande successo, anzi, con un successo perfino maggiore di quello dei quadri dei contemporanei impressionisti francesi. Abbiano notato che molte persone, soprattutto anziane, visitavano con interesse la mostra. La nostra guida era una ragazza di nome Gianna Previato, che ci Adolescenza: “Il sabato del villaggio” ci insegna come viverla Adolescenza. Che dire? Che pensare? Come spiegare il significato di questa parola? Non lo sappiamo, non siamo completamente in grado di rispondere a queste domande. Proprio per questo abbiamo cercato risposte nel nostro amato libro di letteratura, trovandole nella figura del grande romantico Giacomo Leopardi. Poeta vissuto tra il 1700 e il 1800, ebbe una vita molto dura, segnata da lutti e da svariate sofferenze, e questo lo portò a comporre una poesia a nostro avviso molto interessante: Il sabato del villaggio. L’autore dipinge agli occhi del lettore una serie di quadri che rappresentano la vita del sabato all’interno di un villaggio, quando la gente si adorna e si prepara per accogliere al meglio l’attesissima domenica. Potrebbe sembrare che tutto ciò non c’entri nulla ma, in realtà, il poeta paragona il giorno del sabato, ricco di speranze riposte nella giornata successiva, all’aAnno 6, Numero 1 ha assistiti lungo il percorso spiegandoci in modo dettagliato ogni quadro. Molti quadri della mostra ci sono piaciuti, soprattutto uno di grandi dimensioni che raffigurava una famosa attrice dell’epoca mentre gira su se stessa per mostrare la propria vanità; un altro dipinto che ci ha colpiti è stato quello che raffigura due donne, che fanno da baby sitter ad una bambina che gioca con la sabbia nel parco. Durante l’uscita siamo stati coinvolti in un’attività di laboratorio molto interessante: ognuno di noi ha ricalcato un dipinto della mostra con creatività, divertimento e impegno e alla fine sono risultati dei meravigliosi disegni che abbiamo portato a scuola come ricordo dell'iniziativa. Speriamo di partecipare al più presto ad altre esperienze simili. Sonia Neodo e Aurora Cherubin, classe III A dolescenza e la domenica, momento di riflessione e di noia, all’età adulta. Pensate, ragazzi: quante volte abbiamo perso tempo riflettendo sul nostro futuro e su quello che ci attenderà fra qualche anno? Quante volte abbiamo sprecato delle preziose ore della giovinezza focalizzandoci sui nostri sogni? Leopardi considera inutile tutto ciò perché, secondo il suo parere, l’età matura si rivelerà portatrice solamente di delusioni, infelicità e problemi. Ovviamente non dobbiamo pensare proprio così negativamente, dopotutto i nostri genitori vivono serenamente e a discapito di ciò che diceva Leopardi. Noi due, ragionando su Il sabato del villaggio, ci siamo rese conto che la vita è davvero breve e che quindi merita di essere assaporata giorno dopo giorno. Forse, però, rivolgere qualche pensiero al nostro futuro non è totalmente sbagliato, poiché per costruire qualcosa bisogna avere degli obiettivi e delle idee ben precise; basta solo non pensarci troppo. Forse Giacomo Leopardi ha ragione: siamo nel fiore dei nostri anni e dobbiamo vivere il più serenamente possibile. Forse stiamo sbagliando tutto. Forse non sappiamo nemmeno cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Tanti, troppi “forse” vivono in noi, e probabilmente le risposte non le troveremo mai. Questo articolo è stato scritto per invitare voi, sia che siate spensierati o che siate dei grandi “pensatori”, a ricordare sempre quanto la vita sia preziosa e breve. Perciò vivete! Vivete, e fatelo davvero! Non seguite completamente le idee leopardiane, ma non affogate neppure nei vostri pensieri. Vivete! Sofia Farinella e Francesca Favaron, classe III B Pagina 16 Le nostre idee su ... Il fiore delle donne La mimosa La Festa della Donna si celebra l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora soggette nel mondo. Si è tenuta per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, in alcuni paesi europei nel 1911 e in Italia nel 1922. Sembra che l'adozione della mimosa come simbolo della festa sia dovuta alle femministe italiane. Era il 1946 quando l’UDI (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra. Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. Miti del nostro tempo/3 Papa Francesco Il personaggio che preferisco è l’attuale papa Jorge Mario Bergoglio, chiamato “Francesco”; di origini piemontesi, ha però vissuto sempre in Argentina. Ha 77 anni, è un uomo alto e un po’ robusto, veste naturalmente gli abiti papali, cioè una tunica bianca con una mantellina e una fascia bianca intorno alla vita ed in testa porta sempre un copricapo, chiamato zucchetto. Papa Francesco dà Anno 6, Numero 1 Le donne italiane lo individuarono nelle palline morbide e accese della profumata mimosa. Questo fiore, inoltre, aveva (e ha) il vantaggio di fiorire proprio nel periodo della ricorrenza e di non essere troppo costoso. Purtroppo la mimosa è molto delicata e ha vita breve. Basta, però, un piccolo trucco per allungargliela. Utilizzando un coltellino affilato, eliminate tutte le foglie che si sono rovinate e quelle che crescono in basso, che marciscono rapidamente. Riempite il vasetto con dell’acqua tiepida, in modo da far fiorire i capoli- l’impressione di una persona pacata e tranquilla con gesti e toni molto rassicuranti. Sicuramente ha seguito una facoltà di Teologia per poter diventare prete ed ha inoltre perfezionato i suoi stu- di per diventare cardinale; è dunque una persona molto istruita. ni non ancora aperti e rendere più soffici quelli già sbocciati, e tenetelo lontano da ogni fonte di calore perché peggiorerebbe l’aspetto della mimosa. Se, poi, volete conservare i fiori recisi, magari regalo di una persona “speciale”, eliminate del tutto le foglie dagli steli, poi appendete il mazzolino a testa in giù in un locale asciutto, poco luminoso ma ben aerato e tenetelo così finché non si sarà seccato del tutto. Infine un’idea molto carina è quella di acquistare un piccolo alberello di mimosa e di piantarlo in giardino o in un vaso. Così potrete avere ogni anno la bellissima sorpresa di trovarla fiorita proprio per la Festa della Donna! Irene Cominato, III B E’ inoltre una persona semplice, che ama stare in mezzo alla gente. Da quando è diventato Papa, ogni giorno la mattina celebra la Messa a cui partecipano i dipendenti del Vaticano; questa è una cosa che nessuno aveva mai fatto. Comunque, essendo Papa da poco tempo, non posso dire se ha dei difetti, ma solo pregi. Quando lo vedo, nei suoi confronti provo stima, considerazione e ammirazione. Matteo Tiengo, IA Pagina 17 L’angolo della poesia e del racconto Ettore e Andromaca HAIKU Quando ero ancora piccolo, mi ricordo che andavo molto d'accordo con mia madre, che voleva farmi crescere nel modo migliore possibile. Voleva farmi diventare un bravo governante del popolo, lontano dalle guerre, e soprattutto un bravo padre. Anche mio padre voleva che diventassi un bravo sovrano, ma, al contrario di mia madre, voleva che allo scoppio di una guerra io entrassi nella mischia e combattessi fino alla fine, fino alla morte, e questo purtroppo è successo. Ma partiamo dall'inizio. Via via che crescevo mia madre mi insegnava a leggere e a scrivere, mentre mio padre, quelle poche volte che lo vedevo, a causa delle guerre continue, mi insegnava tutte le tecniche di battaglia e a scegliere le migliori armi e i migliori scudi per proteggermi. Inoltre mi insegnava a guidare l'esercito in guerra. Gli anniversari della mia nascita erano ottime occasioni per dimostrare la mia forza, il mio valore, e mai nessuno riuscì a sconfiggermi. Un giorno, però, arrivò uno sconosciuto. Non si sapeva da dove venisse, non si sapeva quanti anni avesse né il suo ruolo nell'esercito, insomma, di lui non si sapeva niente, a parte il nome: ci disse che si chiamava Achille. Ma la cosa più incredibile di tutte è che non si sapeva chi l'avesse istruito a combattere. Perché quello, a combattere, ci sapeva proprio fare: era come se avesse combattuto fin da quando era bambino e, quand'era sul campo di battaglia, era come un ciclone che distrugge al suo passaggio ogni cosa, ogni guerriero. Poco dopo il giorno della mia sconfitta ebbi un fratello che chiamammo Paride. Mio padre diede a me il compito di Anno 6, Numero 1 istruirlo e la scelta di quali armi insegnargli ad usare in battaglia. Gli insegnai ad usare l'arco, perché era l'unica arma che riusciva ad usare, e devo ammettere che lo sapeva fare meglio di me, che non sapevo centrare il bersaglio. Ma per fortuna c'erano molte altre cose che ero in grado di fare. A tredici anni mio padre mi destinò come moglie una principessa di nome Andromaca, che avrei potuto vedere solo il giorno delle nozze. Quel giorno arrivò in fretta, anche troppo in fretta! Mi accompagnò all'altare mia madre, perché mio padre era in guerra. Tremavo come una foglia ma, quando Andromaca sollevò il velo, restai senza fiato: era bellissima, e per tutta la cerimonia non feci che guardarla incantato. Quando compii diciott'anni Andromaca ebbe un figlio, che chiamammo Astianatte. Su di lui coltivavo sogni di gloria e volevo diventasse forte come me. Ero l'uomo più felice del mondo, ma la mia felicità si interruppe dieci anni dopo, quando tornò mio fratello, che era stato bandito dal regno perché una profezia ci aveva rivelato che avrebbe provocato la distruzione di Troia. Egli ci raccontò che gli dei lo avevano incaricato di donare alla dea più bella una mela, e naturalmente lui l'aveva donata ad Afrodite, perché in cambio gli aveva promesso la ragazza più bella del mondo. Io non credevo molto alla sua storia, ma ne ebbi conferma quando, tornando da Sparta, dove avevo stretto un'alleanza per conto dei Troiani, egli mi portò a vedere una “cosa” sottocoperta: era Elena, la moglie di Menelao, la donna più bella del mondo, e lui se ne era innamorato. Quando lo scoprì, Menelao chiese aiuto al fratello Agamennone per sconfiggere Troia e riprendersi Elena. I Greci sbarcarono sulle coste con più di mille navi. Nella guerra morirono migliaia di uomini per mano di Achille, ma poi lui litigò con Agamennone e decise di tenersi lontano dalla battaglia. Allora Patroclo gli chiese le armi e l'armatura per combattere al suo posto. Era molto forte, ma Euforbo lo colpì alle spalle e io gli diedi il colpo di grazia. Per vendicare la morte di Patroclo Achille scese di nuovo in campo e lui ed io ci trovammo faccia a faccia. Lo scontro fu interminabile, il più difficile che avessi mai sostenuto. Ero sfinito, non riuscivo quasi più a reggermi in piedi, e lui ne approfittò per trafiggermi il collo, l'unico punto dove l'armatura non mi copriva. In quel momento pensai ad Andromaca e a mio figlio Astia(Continua a pagina 19) Pagina 18 natte: non volevo che diventassero schiavi, ma non potevo più fare niente. Poi crollai a terra e morii. Allora Achille mi legò al suo carro e mi trascinò attorno alle mura di Troia più volte; infine mi portò all'accampamento greco. Mio padre, disperato, andò alla tenda di Achille e gli chiese in ginocchio il mio corpo. Achille, impietosito, glielo consegnò e la notte dello stesso giorno bruciarono il mio corpo. Ecco la mia fine. Giovanni Merlo, I A Sparta, 25 anni dopo la guerra di Troia Arianna, figlia mia, ho deciso di scriverti questa lettera, che conserverai negli anni, per raccontarti tutto ciò che mi riguarda: dalla mia nascita ad oggi. Mi dispiace annunciarti che sto per morire, ma sono sicura che te la caverai anche senza di me. Dunque, inizio. Era un bel giorno di primavera. La pallida luce del sole si posava proprio sulla finestra di una casa di pietra dove Elena, mia madre, aveva appena dato alla luce una bambina. Ero io, Arianna, quella bambina, a cui mio padre, Euribate, diede il nome di Andromaca. La mia era una famiglia nobile composta dai miei genitori, dai miei sette fratelli e da me, la più piccola. Sai, figlia mia, a volte era difficile vivere all'interno di una famiglia nobile. Mi ricordo che a dieci anni avevo una noiosissima maestra privata che insegnava perfino come diventare una brava sposa. Eh sì, cara Arianna, a quel tempo eravamo obbligati a sposarci molto giovani con chi veniva scelto dai nostri genitori. Purtroppo non avevo tempo per giocare e gli unici momenti di svago erano i miei anniversari di nascita. Mi ricordo che i miei genitori organizzavano una grande festa, in cui io ricevevo tanti regali. Ma la cosa che preferivo era il pranzo: manzo allo spiedo, cipolle e, come dolce, una fetta di pane ricoperta di dolcissimo miele. Poi andavo con le amiche a giocare in cortile. Erano tutti così i miei anniversari di nascita, ma il decimo fu l'ultimo. Infatti quell'anno mio padre morì per mano di Achille. Mi ricordo il pianto di mia madre mentre il figlio di Teti la portava via. Noi, Arianna, pagammo per riaverla, e lei tornò, ma per morire di dolore, all'improvviso. Anche i miei sette fratelli vennero uccisi da Achille mentre pascolavano i buoi. Rimasi sola. In seguito fu trovato un documento che stabiliva il mio matrimonio con Ettore, figlio di Priamo e di Ecuba. Fu così che a quattordici anni mi sposai con questo ragazzo a me sconosciuto, ma di cui mi innamorai subito. Da Anno 6, Numero 1 lui ebbi un figlio, Astianatte. Non ero più sola. Avevo una famiglia da amare. Oltre a mio marito e a mio figlio c'era anche Alessandra, la nutrice. Ma poi venne la guerra ed Ettore, il più forte dei Troiani, andò in battaglia. Ed io, figlia mia, lo vidi morire per mano di Achille. Vinsero gli Achei la guerra di Troia e io venni portata via da tuo padre Taltibio e resa schiava. Poco dopo diventai sua moglie e adesso ho te, ma soffro ancora. Spero in cuor mio che con questa lettera tu abbia scoperto qualcosa di più su tua madre Andromaca. Con affetto Tua madre Andromaca Benedetta Poli, I A Agli alunni e alle loro famiglie dalla redazione del giornalino Haiku (poesia di diciassette sillabe) illustrato da Silvia Genova Haiku illustrato da Benedetta Poli Pagina 19