Ragazzi: “Voce!”
Anno scolastico 2012-2013: La scuola è (quasi) finita!
Vorremmo una scuola che fosse così!
Notiziario di
informazione della
scuola media “D.
Alighieri” di San
Martino di V.zze
Anno 6, Numero 1
Il nostro ideale di scuola perfetta
dovrebbe lasciare a bocca aperta.
Neanche a parlare di Boccaccio e Petrarca,
meglio di certo una gita in Danimarca.
Lo studio di certo sarà ben poco
e da attuare sempre attraverso il gioco.
Aule fantasma, insegnanti carini
che al posto dei voti diano cioccolatini.
La lettura, essendo faticosa,
meglio renderla meno noiosa.
Lezioni all’aperto, in mezzo alla natura
questa sì che si chiama cultura!
Sempre soddisfatti e felici saremo
se solo una materia studiare potremo.
Stare in compagnia, questo è importante,
altro che studiare Dante!
Meglio motoria al posto di storia,
salviamo tecnologia, ma non di certo geografia.
Classe I A
Maggio 2013
Sommario:Le principali rubriche di questo numero:
 Vita skolastica
 Noi e l’ambiente
 Storia e storie
 La città dai ragazzi
Classe II B
 Le nostre idee su …
 L’angolo della poesia e
del racconto
Sommario
Vorremmo una scuola 1
che fosse così!
Uscita al parco La
Fenice
4
Ad amare si impara
6
Scuole in festa per
gli alberi
7
Giacomo Matteotti e 10
la sua casa
La Divina Commedia:
15
Adolescenza: come
viverla
16
scopriamola insieme
Vita skolastica
I ragazzi e lo studio
Classe II A
Classe III A
Classe II B
Lettera aperta alla
professoressa
Paola Mastrocola
Cara professoressa Mastrocola,
noi alunni di III A abbiamo letto un
brano tratto dal suo libro “La scuola raccontata al mio cane” riguardante i ragazzi e lo
studio.
Abbiamo riflettuto su ciò che Lei ha
scritto e siamo abbastanza d’accordo: è
vero, oggi i ragazzi intendono lo studio in
modo diverso da come lo definisce Lei, cioè
il trasferimento delle conoscenze dal libro
alla mente e la loro sedimentazione. I ragazzi non passano molto tempo sui libri, e
forse è questo il motivo per cui dimenticano
presto. Però non per tutti è così.
Ci sono, inoltre, molti modi per studiare, non solo con i libri. Per esempio, alcuni studiano attraverso le tecnologie e utilizzano Wikipedia o altri siti informativi; imparano anche analizzando immagini riferite
a un determinato argomento. Con questo
metodo apprendono, ottengono bei voti e
scoprono curiosità ed informazioni che un
giorno potrebbero essere loro utili. Altri,
invece, imparano attraverso i videogame o
con le enciclopedie elettroniche. Infine ci
sono quelli che studiano, ma le conoscenze
non si trasferiscono nella loro mente, forse
perché mettono poca attenzione e troppa
superficialità.
Nella nostra classe i ragazzi che studiano molto hanno ottimi risultati, ma anche
loro a volte dimenticano in breve tempo,
cioè, per dirla con le Sue parole, “non si
fanno deposito”, forse perché non sono
sempre interessati agli argomenti trattati.
Altri studiano meno e ottengono buoni risultati. Altri studiano meno ancora e hanno
risultati appena sufficienti e, infine, c'è chi
non studia affatto e non ha risultati. Forse
basterebbe cambiare metodo per migliorare.
Per concludere, pensiamo che Lei
abbia in gran parte ragione, ma anche che
ci siano alunni che costituiscono un'eccezione e, soprattutto, che esistano modi diversi di studiare.
Cordiali Saluti
Alice Canazzo,Veronica Cherubin,
Paolo Magri, Mattia Morando,
Giorgia Callegaro, Sonia Neodo,
Sara Giuriati
Classe III A
Ragazzi: “Voce!”
Pagina 2
Vita skolastica
Personaggi … a scuola
Il direttore
Cristiano Draghi
Classe III B
Progetto Pinocchio
Fumo e alcool nemici
del cervello.
Riflettori puntati
sulle dipendenze
Il 28 gennaio 2013 nella
nostra classe, la II A di San
Martino di Venezze, sono intervenute due esperte di dipendenze: Giulia e Aurora.
La loro lezione è inserita
nel progetto provinciale Pinocchio, cui il nostro Istituto ha
aderito. Il progetto Pinocchio
aiuta i giovani a capire il rischio di alcol e tabacco e le due
esperte ci hanno parlato proprio
della prevenzione all’uso di
queste sostanze.
Inizialmente ci hanno
spiegato come è fatto il nostro
cervello e le sue funzioni, poi
ci hanno illustrato quali danni il
fumo e l’alcol gli causano. Dopodiché ci hanno descritto le
due sostanze e ci hanno consigliato di non consumarle nel
nostro futuro. Abbiamo scoper-
to che ogni volta che si fuma
una sigaretta si riduce la vita di
11 minuti.
Per farci capire meglio,
le due esperte ci hanno proposto delle situazioni da rappresentare: noi alunni, diventati
attori, abbiamo finto di trovarci
nella situazione in cui ti viene
offerta una sigaretta. Abbiamo
così trovato i diversi modi di
dire di no. Successivamente
altri alunni hanno improvvisato
un'altra scenetta con una situazione diversa: viene offerto
dell’alcol.
Siamo stati tutti molto
attenti alle spiegazioni e ai consigli che ci hanno dato, ci siamo anche divertiti e possiamo
tranquillamente dire che è stata
una lezione molto interessante
e utile a capire come certe scelte possono danneggiare la nostra salute.
Irene Barison, Emma Finco e
Asja Mazzucco
Classe II A
Il giorno 26 febbraio 2013,
alle ore 9.30, presso la nostra
scuola media “Dante Alighieri” di
San Martino di Venezze, abbiamo incontrato il direttore del quotidiano “La Voce” di Rovigo, Cristiano Draghi.
Prima dell’incontro il fotografo ha scattato, a noi alunni
delle classi seconde, alcune foto
ricordo.
Dopo le foto ci siamo recati
nell’aula LIM, dove ci aspettava il
direttore.
Successivamente il direttore ha cominciato a parlare dei
vari mezzi di comunicazione, aiutandosi nella spiegazione con le
slide proiettate alla LIM.
Al giorno d’oggi, i principali
mezzi di comunicazione sono il
telefono, il computer, il social network, skype, la lettera, la televisione.
Strano a dirsi, ma il mezzo
più veloce rimane la radio!
Il direttore, essendo un
giornalista, si è soffermato sulla
storia della stampa a caratteri
mobili, dall’invenzione ad opera
dei cinesi al perfezionamento di
Johann Gutenberg con la stampa
nel Rinascimento.
Al giorno d’oggi la stampa
avviene in modo veloce grazie
alle complesse macchine rotative.
I giornali sono comparsi nel
1800 e i più antichi che ci sono
ancora adesso sono “Il Corriere
della Sera”, nato a Milano, “Il
Gazzettino”, nato a Venezia, e “Il
Resto del Carlino”, nato a Bologna.
La storia che ci ha colpito
di più è stata quella del quotidia(Continua a pagina 4)
Ragazzi: “Voce!”
Pagina 3
Vita skolastica
(Continua da pagina 3)
no “ Il Resto del Carlino”. A proposito: il suo nome deriva dal
fatto che in passato era usanza
ricevere all’acquisto del sigaro il
quotidiano come resto della moneta, il Carlino.
Per noi questo intervento a
scuola è stato molto interessante
e coinvolgente perché il direttore,
con la sua simpatia e con la sua
professionalità, è riuscito a farci
divertire, ma allo stesso tempo a
farci imparare argomenti a noi
sconosciuti.
Dennis Cappello
Emma Franceschetti
Riccardo Rizzato
Adele Marcomini
Matteo Baccalgini
Classe II B
Uscita al parco La Fenice:
le terze alla scoperta delle
fonti di energia
rinnovabile
Lezione di scienze e di tecnica fuori dall'aula scolastica venerdì
15 marzo per noi ragazzi delle terze
di San Martino. In quel giorno abbiamo visitato il Parco delle Energie Rinnovabili Fenice di Padova,
situato lungo le golene del canale
Roncajette.
Durante l'intero percorso ci
ha assistiti Dario, una guida del
parco.
La visita è stata divisa in due
parti. La prima parte si è svolta in
una stanza in cui Dario, attraverso
alcune proiezioni, ci ha spiegato le
finalità del parco: favorire la conoscenza delle fonti di energie rinnovabili e l'uso corretto del territorio
nel rispetto della natura e della nostra salute. Subito dopo siamo usciRagazzi: “Voce!”
Vedo, tocco, imparo.
Chimici per un giorno
Il giorno 27 marzo 2013 noi
studenti di 2 A abbiamo ospitato Melissa Finali, una biologa.
L’incontro dal titolo “Vedo, tocco…imparo: gli alimenti” aveva come
obiettivo quello di farci capire che i cibi
sono composti di molecole e che esse
si possono vedere e scomporre attraverso degli esperimenti chimici.
Abbiamo iniziato la nostra giornata con Melissa comprendendo come si suddivide la scienza. L’esperta
ci ha mostrato, poi, i vari tipi di strumenti che aveva portato: provette,
bruciatore gas, termometro e diverse
sostanze. Ha proseguito con l'esperiti e Dario ci ha mostrato un piccolo
pannello fotovoltaico orientabile
collegato ad un trasformatore ed un
voltimetro, collegato a sua volta a
delle lampadine; questo per farci
capire il differente consumo energetico delle lampadine. La guida ci
ha anche mostrato i differenti
modi in cui si può presentare un
pannello. Dopodiché ci ha fatto
vedere le turbine eoliche e ci ha
mento del bicarbonato e l'aceto per
dimostrare che la reazione chimica
non distrugge l’energia ma la trasforma.
Il secondo esperimento, quello
che ci ha colpito di più, è stato quello
del palloncino: Melissa ha gonfiato un
palloncino e ha inserito nella sua
apertura un'elica a tre alette di plastica. Lasciandolo, è salito volando per
l'aula. Questo esperimento ci ha fatto
capire che soffiando dentro il palloncino anidride carbonica, ovvero il nostro
fiato, essa si trasforma in energia cinetica. Poi abbiamo osservato altri
esperimenti e l'ultimo è stato svolto
direttamente da noi, organizzati in
gruppi, dal posto. Partecipando attivamente abbiamo scoperto che è possibile riconoscere le diverse sostanze
negli alimenti attraverso la loro reazione a specifici reagenti.
(Continua a pagina 5)
spiegato in che cosa si differenziano l’una dall’altra. Alcuni di noi
sono stati scelti per una prova: pedalare, su un'apposita bicicletta, per
accendere lampadine di diverso
consumo, che potevano benissimo
corrispondere a computer e ad altri
elettrodomestici. Hanno fatto pedalare anche il nostro professor Fregnan!
Sarebbe stato meglio se la
visita fosse durata un po’ di più,
perché c’erano moltissime altre
cose importanti da conoscere e
comprendere. Sinceramente eravamo convinti che ci saremmo annoiati, invece tutto è stato molto
interessante e anche divertente.
Inoltre abbiamo imparato quanto
sia importante utilizzare fonti di
energia rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale e vivere un futuro
migliore.
Alex Raule, Martina Benà, Paolo Magri e
Mattia Morando, classe III A
Pagina 4
Vita skolastica
Per ridere un po’ ...
Alessia Merlo
Classe II A
Nel mondo della scuola si
possono riconoscere modelli di studenti diversi. Abbiamo messo a
confronto tre tipi di studenti diversi: il fenomeno, lo studente medio e il disastro. Vi assicuriamo che
la nostra classe è composta solamente da fenomeni. Avvertenza: la
tabella si legge partendo dalla colonna di sinistra e spostandosi verso destra lungo le righe.
Lo studente fenomeno
Lo studente medio
Lo studente disastro
Conosce tutti le capitali del mondo.
Conosce tutti i capoluoghi di regione
del suo paese.
Ti domanda turbato: “Il capoluogo si
mangia?”
Diletta Bellinello,
Simone Bellinello e
Quando il professore mette la mani nel Durante l’interrogazione spera che
Si finge morto per evitare l’interrogasacchettino dei bigliettini per estrarre il l’insegnante gli chieda solo le cose che zione.
nome dell’interrogato, prega che sia
sa.
estratto il suo.
Svolge tutti i compiti per casa, più altri Svolge solo quelli che gli sono stati
Sbava e morde il quaderno per poter
aggiuntivi, senza che il professore glielo assegnati.
dire che il cane glielo ha sbranato.
dica.
Quando è ora di recitare una poesia la
La recita con qualche intoppo.
Si mostra creativo: la inventa.
pronuncia correttamente con un tono di
voce espressivo.
Quando tutti sono in silenzio perché il
Dice la sua creando un po’ di confusio- Si prende il merito.
professore sta parlando di cosa si è det- ne.
to di terribile al Consiglio di Classe, lui
rimane in silenzio ed ascolta.
Quando il professore spiega, è sempre Ascolta guardando fuori dalla finestra. Esamina le palpebre da dentro.
pronto ad intervenire per aggiungere
ulteriori informazioni all’argomento.
In un’uscita scolastica, ascolta tutto con Ascolta distraendosi ogni tanto.
Una volta partiti per il ritorno ci acmolta attenzione ed interviene con alcucorgiamo che è sparito.
ne domande pertinenti.
Non ha ricevuto nessuna annotazione
Ha ricevuto un paio di note.
E’ rimasto sospeso e a scuola si fedisciplinare.
steggia.
Alle risposte multiple risponde senza
problemi.
Risponde a quasi tutte le risposte mul- Recita: “ Ambarabacciccicocò …”.
tiple.
Se il professore esce un paio di minuti Rimane al suo posto, ma chiacchiera
dall’aula, continua a spiegare la lezione ai con il vicino di banco.
suoi compagni.
(Continua da pagina 4)
Questa esperienza ci ha fatto
scoprire cose nuove e interessanti e
questo ci è piaciuto molto.
Al termine dell’incontro abbiamo posto a Melissa delle domande
per capire come ha fatto a diventare
biologa. Per raggiungere questo obbiettivo si è impegnata per lungo tempo. La prima tappa è stata il Liceo
Ragazzi: “Voce!”
scientifico, successivamente ha frequentato cinque anni di università e
infine ha seguito dei corsi di specializzazione. Ci ha raccontato che quando
era piccola voleva diventare una psichiatra ma, avendo il padre medico,
ha preferito cambiare idea vedendo
quanto impegnativo fosse quel lavoro.
Alla fine ha raggiunto il suo obiettivo,
diventando una nutrizionista.
Cerca di scappare dalla finestra.
Le domande hanno costituito
uno stimolo per riflettere su come
prendere delle decisioni sul nostro
futuro, integrando il lavoro di orientamento che stiamo facendo quest’anno.
Ringraziamo Melissa Finali per
questa giornata insieme.
Sofia Rizzato, Hajar Jallouli e
Chiara Valsensi, classe II A
Pagina 5
Vita skolastica
Settimana dell’Intercultura 2013
La scuola che accoglie:
uno sguardo a Est
Tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Villadose,
ogni anno, dedicano una settimana
di studio e approfondimento a
una tematica interculturale. Il
giorno 23 marzo 2013, nell’atrio
della scuola media “Dante Alighieri”, i ragazzi hanno esposto i
lavori realizzati durante la settimana dell’intercultura, che quest’anno aveva come tema l’Est
europeo.
Ogni alunno di ciascuna
classe della scuola ha preparato
insieme ai suoi compagni di gruppo dei lavori di vario tipo con lo
scopo di far riflettere sull'importanza dell’accettazione e
dell’accoglienza degli immigrati.
Educazione all’affettività e
alla sessualità
Ad amare si impara
Ormai siamo adolescenti, il
nostro corpo cambia e questo può portare delle preoccupazioni.
Per aiutarci a superarle la nostra scuola con l'USL 18 ha organizzato per le classi terze un breve corso
sull'affettività e la sessualità.
L'attività si è svolta in tre incontri nel mese di dicembre ed è stata
condotta da tre esperte: l’educatrice
professionale Luciana Bordin, la psicologa Giulia Bressan e l’ostetrica
Michela Fasolato.
Nella prima lezione Giulia e
Luciana ci hanno spiegato a grandi
linee di cosa avremmo parlato negli
incontri. Poi ci hanno consegnato un
foglietto, nel quale ci dovevamo presentare; in seguito ci siamo riuniti in
cerchio e a turno abbiamo letto la nostra presentazione, scegliendo chi doRagazzi: “Voce!”
La classe 1^ , invece, ha interpretato una fiaba russa, dando vita a
una piccola recita.
Purtroppo il tempo messo a
disposizione sabato 23 non ha
consentito ai ragazzi delle terze
di terminare l’esposizione dei loro
lavori. Quindi, considerata l’importanza dell’evento, si è deciso
vesse leggere dopo di noi.
Eravamo tutti un po’ impauriti,
ma dopo ci siamo rilassati e la paura è
passata anche grazie al lavoro di gruppo che abbiamo svolto, in cui ci siamo
sbizzarriti a inventare il finale di alcu-
ne storie tra fidanzati e ci siamo divertiti moltissimo.
Abbiamo trovato Giulia e Luciana delle persone molto sensibili,
disponibili e simpatiche.
Nel secondo incontro Michela
che gli alunni avrebbero proseguito mercoledì 27.
Ogni classe ha svolto diverse attività.
Hanno iniziato le classi seconde preparando delle presentazioni PowerPoint con immagini e
schemi riassuntivi riguardanti la
Russia.
La 2^A, in particolare, ha
realizzato il proprio lavoro suddividendosi in gruppi di tre/quattro
alunni.
Ogni gruppo ha composto
varie slides che poi sono state
assemblate formando un’unica
presentazione. Gli argomenti illustravano la storia della Russia,
con particolare attenzione al periodo della Guerra Fredda, per
far comprendere agli studenti
riuniti le ragioni storiche più pro(Continua a pagina 7)
ha presentato con delle diapositive il
funzionamento dell’apparato riproduttivo, i cambiamenti del corpo che caratterizzano l'adolescenza, i metodi
contraccettivi, come la pillola e il preservativo, e quanto quest’ultimo possa
evitare le malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS.
Nel terzo incontro abbiamo
fatto una sintesi dell'intera esperienza
e le esperte ci hanno invitato a rivolgerci a loro nel consultorio se avessimo avuto in futuro dei dubbi.
Questa esperienza ci ha aiutati
a capire meglio argomenti fondamentali ed è stata perfino divertente, anche
se in qualche momento un po' imbarazzante, perché non è facile parlare
della propria intimità con persone che
si conoscono appena.
Mattia Morando, Sonia Neodo,
Alice Canazzo e Giorgia Callegaro
classe III A
.
Pagina 6
Vita skolastica
(Continua da pagina 6)
fonde dell’immigrazione dall’est
europeo.
La 2^B allo stesso modo si
è separata in gruppi da due persone per illustrare le caratteristiche più generali della Russia
attuale.
Alla fine i lavori delle
due seconde sono risultati
complementari, offrendo un
quadro generale dell’area
geografica trattata.
La 1^ ha lavorato molto su una fiaba russa,
“Vassilissa la bella”, impegnandosi anche a casa per
imparare a memoria le battute e immedesimarsi nei personaggi russi al meglio. Per la dimostrazione finale hanno indossato
degli abiti inerenti al personaggio
che interpretavano.
Mentre un’alunna narrava la
fiaba, i vari “attori” hanno offerto una prova priva di errori.
Naturalmente non potevano
mancare i collaboratori di scena
che, pur non recitando, hanno
contribuito alla buona riuscita del
piccolo “spettacolo” mettendo gli
il tema specifico dell’immigrazione, fornendo dati sui flussi e illustrando le ragioni di tali movimenti migratori. Oltre alle presentazioni hanno creato dei cartelloni, che i ragazzi hanno esposto sia in italiano che in francese
sotto la supervisione della professoressa di lingua francese
Federica Pavarin.
La 3^B, inoltre, ha scaricato da Internet un video tratto
dal film LAMERICA che racconta del viaggio di due immigrati.
attrezzi di scena al posto giusto
e fornendo agli attori gli oggetti
necessari.
L’attività è riuscita anche
grazie al lavoro di un alunno di
2^A che ha gestito i diversi
file sul computer e ha messo a
punto l’impianto acustico.
Giovanni Pellegrini e
Diego Dicati,
classe II A
Le terze hanno affrontato
Noi e l’ambiente
Scuole in festa
per gli alberi
Giorni fa si è svolta a San
Martino una festa dalle origini
molto antiche: la festa degli alberi.
Infatti si celebrava già
all'epoca dei Romani per motivi
religiosi. Nella seconda metà
dell'Ottocento fu ripresa dagli
Stati Uniti, dove erano avvenuti
grandi disastri naturali causati
dal disboscamento. L'Arbor Day
Ragazzi: “Voce!”
nacque così per ricordare
l'importanza
della preservazione
delle foreste. Con
questa stessa finalità
la festa è arrivata
fino a noi.
A San Martino
è stata organizzata
dal Comune mercoledì
24 aprile e noi alunni
delle scuole del paese
ne siamo stati i protagonisti.
Tutti i cittadini sono stati
invitati a partecipare presso il
CEOD, il centro per l’inserimento
lavorativo di disabili adulti, e ad
assistere al programma proposto
dai bambini delle scuole dell'infanzia di Beverare e di San Martino, dagli alunni della primaria e
(Continua a pagina 8)
Pagina 7
Noi e l’ambiente
(Continua da pagina 7)
da noi ragazzi del CCR assieme a
qualche compagno della classe
III A.
Il sindaco Vinicio Piasentini
ha dato il via alla manifestazione,
chiedendo l’intervento del sindaco dei ragazzi Giovanni Merlo. Poi
ha passato la parola a Michele
Casarin, una guardia forestale
molto impegnata nell'educazione
ambientale. Infine è arrivato il
turno di noi alunni. Hanno iniziato
i più piccoli con i canti “E' la natura” e “L'ambiente sei anche tu”.
La primaria ha letto frasi
sull'ambiente e il decalogo
dell'albero, poi ha cantato “Amica
Terra” e recitato una poesia in
dialetto. I ragazzi del CCR e della
scuola media hanno partecipato
con cartelloni e con poesie di propria composizione. Inoltre cinque
nostre frasi sono state stampate
A lezione di
botanica
Spesso non prestiamo loro
abbastanza attenzione, se non quando con le loro gemme ci annunciano
l'arrivo della primavera o ci offrono
un riparo dalla calura estiva.
Invece degli alberi e delle
piante in genere dovremmo ricordarci sempre, perché senza di loro non
ci sarebbe ossigeno e quindi la vita.
L'intervento delle guardie
forestali Eddi Boschetti e Michele
Casarin, mercoledì 17 aprile, è servito a farci riflettere proprio su questo, ma anche ad aiutarci a conoscere
meglio il mondo vegetale.
L'insolita lezione si è svolta
nell'aula LIM. Ha iniziato Eddi, spiegandoci com'è fatto il seme e in che
modo le piante si riproducono. SapeRagazzi: “Voce!”
dal Comune su tabelle che saranno affisse in vari luoghi del paese.
Infine bambini e ragazzi,
aiutati dagli adulti, hanno piantato delle essenze e poi hanno lanciato dei palloncini muniti di messaggi nell'azzurro di un cielo finalmente primaverile.
Alice Canazzo e
Mattia Morando,
classe III A,
componenti del CCR
vamo già molte cose sull'argomento,
ma ci ha affascinati comunque l'idea
che nel seme ci sia una pianta in miniatura, oltre al nutrimento necessario per la sua sopravvivenza. Poi Michele ha parlato dell'importanza delle piante e delle specie presenti in
Veneto. Ci ha anche raccontato una
storiella curiosa sull'invenzione del
Velcro, quel geniale dispositivo che
serve ad unire due parti di tessuto
senza bottoni e cerniere. Un uomo
che lavorava in campagna tornava
sempre a casa con i vestiti ricoperti
di semini difficili da staccare.
Guardandoli al microscopio,
vide che possedevano degli
uncini. Anche la spiegazione
delle condizioni particolari di
cui il seme ha bisogno per germinare è stata seguita da un
esempio efficace. Infatti, se
queste condizioni mancano, la
membrana cellulare si indurisce
e così il seme si conserva per
moltissimi anni. E' successo
nelle tombe dei faraoni che, una volta
aperte, hanno restituito semi perfettamente conservati.
Infine con Eddi e Michele
abbiamo messo a dimora delle piantine di quercia in sacchetti riempiti di
terra, con la promessa di curarli come ci hanno spiegato.
E' stata un'esperienza davvero unica!
Alessia Brevigliero, Giovanni
Merlo, Matteo Tiengo, Benedetta
Poli, Alessia Decimi, Serena Stabilin
classe I A
Pagina 8
Noi e l’ambiente
Poesie sugli alberi
Il giorno della Festa degli Alberi sono state lette alcune poesie
composte dagli alunni di classe prima per l’occasione. Erano alle prime
armi con il testo poetico, ma se la
sono cavata benissimo e i loro lavori
sono stati molto applauditi. Li propongo con vero piacere.
E.T.
L'albero e il vento
Il vento passa
e saluta ogni dì.
L'albero stanco
non risponde più.
Allora il vento lo butta giù.
E poi l'albero di nuovo vien su.
Io, l'albero
Infine l'accordo: non si litighi più.
Posso parlare
ma non muovermi.
Giovanni
Vivevo in un bel parco
poi abbandonato.
Ma una bimba
l'ha curato.
Ora è bellissimo
amato
frequentato.
Lei
è stata
le mie gambe.
Benedetta
Conforto
Solo
con i miei pensieri
più neri
la mia tristezza
nella natura
porto.
Un albero mi ascolta
allunga i suoi rami
su di me.
Un abbraccio.
Una melodia dolce
il sussurro delle sue foglie.
Serena
Ragazzi: “Voce!”
Primavera
Il vento soffia.
Degli alberi
inizia la danza.
Prima uno
poi tutti.
Davanti a me
un albero
s'inchina
trema
si agita
mi parla.
Al vento
gli alberi danzano
poi si fermano.
Tutto tace
in attesa
della prossima danza.
Alessia, Virginia, Elisabetta, Monir
Caro Albero
Le tue foglie verdi
riflettono la luce del sole.
I tuoi petali colorati
volano via spensierati.
I tuoi rami robusti
si muovono al ritmo del vento.
Le tue radici infossate
non sembrano toccate.
E noi oggi qui
accanto a te
per ringraziarti
di ciò che ci dai.
Gaia, Elena, Cristian, Fabio
Il premio
A Pino, albero gentile,
s'accostò un giorno Rino,
scoiattolo dall'aria febbrile.
“L'inverno s'avvicina
e nella mia tana piccina
poche sono ancor le nocciole”.
L'ascoltò Pino.
“Conosco un albero
che ne ha di buone.
Sali sui miei rami
e segui la direzione”.
Rino fiducioso andò
e le nocciole trovò.
E con l'amicizia
la gentilezza di Pino
ricambiò.
Silvia, Denise, Davide
Insieme
Nacque Antonio
e con lui un alberello.
L'albero era piccolino
anche Antonio era magrolino.
Ma all'improvviso
la pianta si risvegliò
e il ragazzo volle cambiare
impegnandosi a migliorare.
Ora
insieme
forti entrambi.
Alessia
Pagina 9
Storia e storie
La storia di un uomo e
della sua casa: Giacomo
Matteotti e la villa di
Fratta Polesine
Una giornata fuori dall’aula
scolastica, un modo nuovo per imparare molte cose su un personaggio importante della nostra Provincia e
dell’Italia intera.
Nel mese di dicembre noi ragazzi delle classi terze, accompagnati
da alcune insegnanti, abbiamo visitato
la casa-museo Villa Matteotti a Fratta
Polesine, nell’ambito di un progetto
del Ce.Di di Rovigo finanziato dal
Comune di San Martino di Venezze.
All’arrivo siamo stati accolti da
Sara Fumaneri, la nostra guida nella
visita.
La villa risale al 1700 ed ha la
tipica pianta delle ville venete: un salone centrale, dal quale si entrava, e le
Tra storia e finzione
Dal diario di un soldato
della Prima guerra
mondiale
13 ottobre 1916, ore 22.30
9° C, brezza leggera
A pochi chilometri da Caporetto
Caro diario,
finalmente un po’ di pace. Dopo
un’intensa giornata di combattimenti mi
tocca il turno di notte. Adoro questo turno
perché è l'unico momento tranquillo della
giornata, mi ricorda la tranquillità di casa,
mi ricorda quando sedevo sulla veranda e
restavo per ore a guardare il cielo. Anche
adesso guardo il cielo, ma non è più quello
di una volta. Ogni stella sembra brillare in
memoria di ogni mio compagno vittima
della guerra. Ogni tanto la tranquillità di
questo momento viene interrotta dal fuoco
dei mortai, ma poi scende nuovamente la
pace.
Anno 6, Numero 1
stanze che si trovavano lateralmente
ad esso, cioè la cucina, il salone, la
sala da pranzo e lo studio. La cucina
è ampia e alle pareti sono appese
delle fotografie dell’epoca riguardanti la casa. Nel salone centrale,
invece, sono appesi ritratti e foto di
tutta la famiglia. Al piano superiore
ci sono un altro salone e tutte le camere da letto. Prima abbiamo visitato
quella di Giacomo e della moglie Velia, poi quelle di Giancarlo, di Gianmatteo e di Isabella, i figli della coppia.
La famiglia di Giacomo era
originaria del Trentino, ma con il nonno paterno si era trasferita a Fratta e
qui gestiva una sorta di bazar, così
redditizio che con i guadagni il padre
di Giacomo aveva acquistato molte
proprietà terriere. Giacomo si era laureato in giurisprudenza e subito dopo
aveva iniziato la carriera politica. Infine, dopo aver pronunciato in Parlamento il celebre discorso accusatorio
contro Mussolini, nel giugno del 1924
era stato rapito dai seguaci di Mussolini e assassinato a soli 39 anni.
L’ultima parte della casa che
abbiamo visitato è stata la mansarda,
dove è allestita una mostra che illustra
tutti gli aspetti della vita di Giacomo
Matteotti, dalla nascita al suo assassinio, passando per gli studi, il matrimonio e la carriera politica; ci sono tantis(Continua a pagina 11)
Il fronte è molto peggio di come lo
immaginavamo: qui siamo solo carne da
macello e noi stessi siamo i macellai.
Ognuno di noi si è arruolato credendo di
andare a combattere compiendo azioni
eroiche, ma molti di noi hanno capito che
non sarebbe stato così dopo essersi ritrovati a pochi passi dal nemico costretti nelle
trincee. Oggi siamo riusciti ad avanzare di
un centinaio di metri, ma molti di noi non
hanno potuto assaporare questa vittoria.
Non credevo che cento metri di terra valessero migliaia di vite.
La situazione degenera. Iniziamo
persino ad ucciderci a vicenda. L'altro
giorno avevamo chiesto all'artiglieria del
fuoco di supporto per riuscire a conquistare un avamposto degli austriaci, ma non ci
era arrivata nessuna risposta. Dopo aver
conquistato l'avamposto, ci siamo fermati
per riposarci e allora hanno iniziato a piovere bombe. Solo io e altri due compagni
siamo sopravvissuti e dopo aver chiamato
l'artiglieria per chiedere spiegazioni loro ci
hanno risposto: “Ci avete chiesto del fuoco
di supporto e noi ve ne abbiamo dato!" La
vita in trincea è un inferno. Le trincee do-
vrebbero salvarci, invece ci uccidono meglio del piombo austriaco. “Tenete la testa
bassa” ci ripetono di continuo gli ufficiali.
D'altra parte, se alzi la testa è poco probabile che ti rimanga attaccata al collo. Arruolandomi ho firmato la mia condanna a
morte. Nelle trincee viviamo assieme ai
topi e ai cadaveri dei nostri compagni.
Invidio molto gli ufficiali con i gradi più alti
perché, mentre noi siamo qui a fare da
bersagli umani, loro sono a diversi chilometri dal fronte, al sicuro dentro a dei bunker sotterranei a darci ordini via radio. Noi
soldati ci sentiamo come le pedine di un
brutale gioco e sappiamo che le nostre vite
dipendono solo dalle decisioni di poche
persone.
La parola d'ordine è paura. Ogni
minuto che si sopravvive è come un piccolo traguardo personale. Rimpiango di non
essermi impegnato di più al corso di addestramento. Magari sarei entrato a far parte
dei tiratori scelti e sarei stato lontano dal
pericolo, al sicuro dal fuoco nemico. Ma
riconosco che la colpa è solo mia.
(Continua a pagina 11)
Pagina 10
La città dei ragazzi
Volti e storie di cittadinanza attiva
Consiglio Comunale dei Ragazzi
Ecco come sono
diventato Sindaco dei
ragazzi di San Martino
In vista del rinnovo del
Consiglio Comunale dei Ragazzi a
novembre la nostra insegnante di
Italiano ci ha spiegato in che cosa consiste questo progetto. L'ho
trovato molto interessante, al
punto da decidere di candidarmi
come Sindaco.
Si è svolta una campagna
elettorale vera e propria, in cui io
e una mia compagna di classe,
(Continua da pagina 10)
sime foto e alcuni video.
Alla fine della visita ci siamo
fermati nel salone al pianterreno e qui
Sara ci ha somministrato un questionario per capire quello che ci era rimasto più impresso.
Immaginavamo la visita leggermente più coinvolgente, ma è stata
lo stesso interessante. Secondo noi
poteva essere strutturata in modo diverso, magari con una spiegazione più
dettagliata di alcuni oggetti della casa,
che erano molto curiosi, come la cosiddetta “munega” o scaldaletto.
Ad ogni modo il nostro giudizio sull’esperienza è sicuramente positivo e ci sentiamo di consigliarla ai
ragazzi delle altre scuole.
Paolo Magri e
Michael Grigolo
III A
Anno 6, Numero 1
candidata alla carica di Sindaco
anche lei, abbiamo presentato un
programma.
Con i miei candidati consiglieri ho discusso gli obiettivi del
nostro gruppo e ho scelto il nome
della lista: The Rockets.
Il desiderio di ricoprire la
carica di Sindaco dei Ragazzi è
aumentato dopo l'incontro tra il
sindaco Piasentini e noi alunni a
scuola. Egli ha parlato di quanto
sia importante il punto di vista di
un ragazzo, perché vede le cose
con occhi diversi da un adulto.
Nella stessa occasione un'impiegata dell'ufficio anagrafe ci ha
spiegato come si doveva votare.
Le elezioni sono avvenute il 5 di-
cembre 2012. Non conoscevo il
significato di trepidazione e di
tensione prima di quel giorno. Ma,
nel momento in cui ho sentito il
mio nome, mi ha riportato alla
realtà l'abbraccio dei miei compagni.
Diventare Sindaco dei Ragazzi mi ha già fatto crescere un
po', perché ho superato la timidezza: ora riesco a parlare di
fronte ad un pubblico. Per questo
sono state importanti due uscite
successive: la prima il 7 dicembre, nel municipio di San Martino,
dove il Sindaco dei Ragazzi
uscente mi ha infilato la fascia
tricolore; la seconda il 10 dicem(Continua a pagina 12)
(Continua da pagina 10)
Per ora il mio unico desiderio è
quello di riuscire a ritornare a casa sano e
salvo. Voglio tornare a casa per trascorrere
il tempo che mi rimane assieme alla mia
famiglia. Spesso mi ritorna in mente la serenità della campagna, tutte le serate trascorse a guardare il cielo stellato e la luna, sognando e fantasticando, accarezzato da
una brezza leggera. Vorrei poter rivivere
un’ultima volta quei momenti prima di morire. Se dovessi riuscire a sopravvivere voglio
solo ritornare a casa. Non mi importa cosa
troverò al mio ritorno, sono disposto anche
a ripartire da zero, basta che al mio fianco ci
siano i miei cari. Purtroppo devo lasciarti
perché il mio turno è finito e voglio solo
andare a riposarmi un po'. A domani.
Paolo
Pagina 11
La città dei ragazzi
(Continua da pagina 11)
bre per l'anniversario della Dichiarazione universale dei diritti
umani, quando ho letto un pensiero sulla ricorrenza davanti ai ragazzi di varie scuole riuniti a Palazzo Celio, sede della Provincia di
Rovigo.
Grazie a questo incarico sto imparando a rapportarmi con gli
altri e a valutare cose importanti.
Giovanni Merlo
classe I A
Il paese dei libri
La biblioteca comunale di
San Martino di Venezze
San Martino è un piccolo paese non molto distante da Rovigo e
tra le cose di cui gli abitanti vanno
fieri c’è la Biblioteca Comunale .
Questa, che si trova vicino
alla Scuola dell’Infanzia, è ben fornita di testi di vario genere, aggiornati
e catalogati con cura e precisione
dalla bibliotecaria. Nella struttura è
possibile, ovviamente, prendere in
prestito libri, video e, in più, accedere
ad una rete Wi-Fi gratuitamente.
L’edificio è diviso in due sezioni, una dedicata agli adulti e l’altra
riservata a bambini e ragazzi.
L’area dei bambini è suddivisa, a sua volta, per genere ed età e,
quando i piccoli lettori accedono alla
biblioteca, possono anche colorare,
disegnare e giocare in un ambiente
Anno 6, Numero 1
simpatico e accogliente.
Nell’area destinata agli adulti
si trovano libri suddivisi per genere.
L’elemento più importante è
che la biblioteca è gestita da una
responsabile che, con molta disponibilità e professionalità, sa consigliare
i libri adeguati ad ogni persona. Infatti, quando andiamo a prendere un
libro e non abbiamo le idee molto
chiare, basta chiederle aiuto e lei sa
cosa proporci. Anche perché ormai,
dopo tanti anni, conosce bene noi e
le nostre preferenze.
Vi consigliamo quindi di provare a visitare la nostra Biblioteca
Comunale;
siamo sicuri che vi piacerà!
Riccardo Aggio, Enrico Ercolin
Enrico Zhou, Elena Garbin
Emma Bellinello
Classe 2B
Carnevale di San Martino
Sfilate, zumba e
gangnam style
È stata una giornata indimenticabile per tutta la comunità di San Martino
quella di domenica 3 marzo, data in cui
si è svolto il 33° Carnevale Sanmartinese negli impianti sportivi del paese.
Le persone in maschera potevano
iscriversi al concorso “Mascherina Sanmartinese 2013”. Io ero vestito da medico-clown. La manifestazione è stata filmata dall’ormai celebre cameraman
Alessandro Sdrusci. Il carnevale è cominciato con alcuni balli di gruppo e
con lo spettacolo “Il mostro peloso”,
entrambi a cura dell’associazione EsserGi di Anguillara Veneta (PD). Lo spettacolo consisteva nella narrazione di una
storia con intervalli musicali ballati da
alcune bambine. Tra i balli non potevano mancare Gangnam Style, Bara Bara
Bere Bere, Ai Se Eu Te Pego e Balada
Boa, grandi successi della scorsa estate.
Lo spettacolo si è concluso con un grande girotondo che coinvolgeva grandi e
piccini. Finito lo spettacolo, dopo un
breve discorso del sindaco Vinicio Piasentini e del vicesindaco Ilenia Francescon, la manifestazione è continuata con
la sfilata delle maschere, condotta dal
simpatico presidente dell’Associazione
Culturale di San Martino Lino Fabbian.
Intanto, in cucina, i cuochi dell’Associazione Culturale preparavano, come scritto nel volantino, “crostoi, fritee e vin”.
Dopo la sfilata, due ballerini, Sara e Simone, si sono esibiti con lo Zumba Fitness, una specie di danza aerobica, che è
stata interrotta per lasciare spazio alle
premiazioni. C’erano due tipi di premio,
il “premio dei bambini” e quello, come
diceva Lino Fabbian, “dei più grandini”.
Per quanto riguarda il premio dei bambini al primo posto, a pari merito, si sono
piazzate una bambina vestita da cinesina
e una da diavoletta; al secondo, sempre a
pari merito, Pippi Calzelunghe e Minnie,
e al terzo un bambino vestito da funghetto e una bambina vestita da lucciola.
Poi al quarto posto si è classificato un
(Continua a pagina 13)
Pagina 12
La città dei ragazzi
(Continua da pagina 12)
capo indiano, al quinto un alieno, al
sesto un pinguino e una lucciola e al
settimo un simpaticissimo bambino
nei panni del grande attore e principe
Totò. Al premio dei grandi si sono
classificati il Signor Tim, ovvero un
signore vestito dal protagonista della
pubblicità della compagnia telefonica, e le suore del famoso film “Sister
Act” con il “bambino dell’orfanotrofio”. Proprio con queste suore e con il
“bambino” ho ballato il Gangnam
Style qualche ora prima. Io non mi
sono classificato, ma a tutti gli iscritti
è stato consegnato un premio di partecipazione, e poi il carnevale è continuato con lo Zumba Fitness.
Giuseppe Giavara
Classe III B
Un nuovo luogo di incontro
La piazza di San Martino
La nuova piazza di San Martino è stata terminata martedì 12
novembre 2012 e l’inaugurazione è
avvenuta la domenica seguente,
cioè il 18 novembre, alla presenza
delle autorità, del sindaco Vinicio
Piasentini e di gran parte degli abitanti di San Martino.
I ragazzi del paese hanno
partecipato attivamente alla cerimonia esibendosi in una sfilata vestiti
con costumi medioevali e fingendo
di essere i bambini di un tempo
passato giocando, ad esempio, con
una palla di pezza. Hanno sfilato
anche cavalli, sbandieratori e altre
persone vestite poveramente per
ricordare la San Martino di un tempo.
Mentre prima della sistemaAnno 6, Numero 1
zione la piazza era solamente un
prato, ora è diventata un vero giardino: è dotata di fontane con luci a
led, luci serali, percorsi, aiuole e
panchine in marmo bianco, che al
sole luccicano grazie ai frammenti
di quarzo presenti. Per realizzare
tutto ciò hanno dovuto sradicare
degli alberi, ma ne sono stati piantati degli altri al loro posto. Inoltre
davanti al municipio c’è una parte
di piazza ricoperta da due tipi di
marmi che compongono una scacchiera.
Qui si è potuto giocare
con delle pedine da
scacchi alte circa 1
metro in occasione
dell’inaugurazione.
In questo luogo,
ogni giorno, al termine
delle lezioni, noi ragazzi della seconda
media ci riuniamo per
chiacchierare un po’ e
per organizzare il pomeriggio. La
nuova piazza per noi è diventata un
punto di ritrovo per decidere cosa
fare e dove andare.
Siamo entusiasti del nuovo
luogo d’incontro e auspichiamo che
ne vengano realizzati altri sul territorio.
Matteo Armaroli e
Nicolò Franceschetti
II A
Pagina 13
La città dei ragazzi
25 aprile 2013
68° Anniversario
della Liberazione
Tutto è iniziato venerdì 20 aprile.
Dalla Provincia di Rovigo mi è
arrivata una lettera per partecipare al 68°
Anniversario della Liberazione.
Ho deciso subito di accettare.
Dallo scorso dicembre sono sindaco dei ragazzi di San Martino. In questa
veste ho già preso parte alla cerimonia per
la celebrazione dei sessantaquattro anni
della Dichiarazione universale dei diritti
umani e mi faceva piacere ed emozionava
l'idea di partecipare ad un'altra iniziativa
importante con la fascia tricolore.
L'incontro è avvenuto nella sala
consiliare di palazzo Celio, sede della
Provincia. Erano presenti parecchie autorità di Rovigo, tra cui il prefetto, il sindaco, i
rappresentanti di varie associazioni e di
diversi corpi delle forze dell'ordine.
La presidente della Provincia, Tiziana Virgili, ha tenuto un bellissimo di-
scorso sull'importanza della manifestazione, che celebra la liberazione dell'Italia dal
regime nazifascista. Ha ricordato, inoltre,
tutti i caduti della Seconda guerra mondiale. A questo proposito, mi ha colpito molto
sapere dei numerosi martiri, anche tra i
civili, fucilati nelle piazze di molti paesi
della nostra provincia. Tra gli invitati c'era
anche una rappresentanza del gruppo
musicale della scuola di Castelguglielmo,
che ha eseguito quattro brani, tra cui l'inno
di Mameli. E' stato un momento commovente, tanto che tutti i presenti si sono
alzati in piedi e hanno accompagnato l'in-
terpretazione degli alunni con il canto.
Lasciato palazzo Celio, ci siamo
recati tutti in piazza Vittorio Emanuele,
dov'è continuata la cerimonia. Davanti ad
un folto pubblico io e altri due sindaci dei
ragazzi eravamo schierati insieme alle
autorità civili e militari e ai reparti delle
forze armate. Un ufficiale dei Carabinieri
ha presentato gli onori ai caduti e alla bandiera, che è stata issata sul pennone. Il
prefetto, seguito da altre autorità, ha portato le corone ai monumenti ai caduti della
città. Poi, ancora una volta, sono risuonate
le note dell'inno di Mameli e la gente ha
applaudito con calore.
Infine, dopo qualche
minuto di silenzio, è
stata annunciata la conclusione della cerimonia.
Mi sono sentito onorato
di avervi partecipato e
spero di esserci anche il
prossimo anno.
Giovanni Merlo, classe I
A, sindaco dei ragazzi di
San Martino
Le nostre idee su ...
Miti del nostro tempo/1
Liam James Payne
Liam James Payne è un cantante molto amato dalle ragazze e fa parte
di una band musicale, composta da
cinque ragazzi: gli One Direction.
Liam è americano. E’ nato il 29
agosto 1993 e ha diciannove anni. E’
fidanzato con Danielle Peazer, una
giovane ballerina. Lui adora lo sport,
soprattutto il basket.
Ha piccoli occhi marroni e capelli castani, con una frangetta che gli
copre quasi gli occhi.
Ha un tono di voce pulito e
squillante.Liam non è un fanatico della
moda ma adora le camicie, ne ha di
Anno 6, Numero 1
tutti i tipi,soprattutto a quadretti.
E’ molto legato a tutti i ragazzi
della band e adora viaggiare con loro
in giro per il mondo, ma fra tutti loro è
considerato il più tranquillo e saggio.
Nonostante Liam sia un ragazzo molto famoso, non si è mai montato
la testa, forse perché anche lui, come
tutti, ha dei problemi: infatti gli funziona un solo rene.
Quando lo sento cantare insieme ai suoi compagni, mi fa venire in
mente dei bei momenti, l’amicizia, il
divertimento, l’estate… Cosa che altri
cantanti non riescono a trasmettermi.
Ecco perché mi piace e lo stimo
molto!
Serena Stabilin, classe I A
Pagina 14
Le nostre idee su ...
Miti del nostro tempo/2
Selena Gomez
Un personaggio del mondo
della musica e del cinema che mi
piace molto è Selena Marie Gomez,
meglio nota come Selena Gomez. È
un attrice, cantante, stilista e
ballerina statunitense.
È nata a Grand Prairie
il 22 luglio 1992, ha vent’anni ed è del Cancro. Selena è
fidanzata con Justin Bieber,
un famoso cantante canadese. Suo padre si chiama Ricardo Joel Gomez ed è di
origini messicane, mentre
sua madre, Mardy Dawn
Corne, è un ex attrice italoamericana di teatro.
Selena ha i capelli neri, lisci e
lunghi e gli occhi scuri. È alta e
slanciata e ha la pelle liscia e chiara.
Il piacere della lettura
La Divina Commedia:
scopriamola insieme
In questo periodo noi alunni della classe II B stiamo affrontando lo studio della Divina
Commedia scritta da Dante Alighieri. L’opera, conosciuta in
tutto il mondo e piuttosto complessa nella struttura, è suddivisa
in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ognuna di queste
è composta da trentatré canti.
Questo poema ci racconta del
viaggio ultraterreno effettuato da
Dante, grande poeta fiorentino,
dall’Inferno al Paradiso presentandoci, inoltre, una vasta panoramica sui grandi personaggi della storia italiana. Ad alcuni di noi
è piaciuta molto per via della ricchezza di dettagli, soprattutto
Anno 6, Numero 1
Selena ha una voce bellissima, dolce e armoniosa, che mi piace tantissimo. E’ una ragazza allegra, solare,
molto coraggiosa e romantica; è il
tipo di persona che stringe amicizia
molto facilmente e ha molta voglia
di imparare anche se spesso si
“dimentica” di studiare...
A Selena piace molto la moda: le piace lo stile casual e ama
una scuola pubblica, ma successivamente ha studiato in una scuola privata per attori e personaggi famosi.
Una qualità che mi piace molto di
lei è l’umiltà: non si vanta mai di
essere la migliore o la più importante.
A Selena non piacciono le
sue orecchie, però ha imparato a
godere della sua bellezza. Inoltre
Selena è la più giovane ambasciatrice dell’UNICEF e questo mi fa molto piacere. Una
cosa spiacevole che è accaduta nella sua vita è stato il divorzio dei suoi genitori quando lei aveva solo cinque anni:
per lei è stato un momento
molto brutto, ma è riuscita a
superarlo. A me piace tantissimo Selena Gomez e quando
la sento cantare mi emoziono
ogni tipo di scarpe. Le piacciono molto, anche perché è una persona
anche le borse, gli orecchini e i bellissima.
braccialetti, ma ama comunque la
Alessia Decimi, I A
semplicità. Selena ha frequentato
nelle descrizioni delle pene subite
dalle anime all’Inferno; ad altri
alunni, invece, non è piaciuta, in
quanto risulta piuttosto difficile
comprendere il testo. È innegabile però la maestosità dell’opera
nel suo complesso! Dante, in
quest’opera, appoggia alcune teorie religiose, le quali affermano
che, dopo la morte, in base a come ci si è comportati nella propria vita, si va nell’Inferno, nel
Purgatorio o nel Paradiso. L’intenzione di Dante era di condurre
gli uomini a riflettere sulle proprie azioni. A noi alunni è capitato, infatti, leggendo alcuni brani
dell’opera, di ragionare sui nostri
piccoli vizi e di proiettarci in base ad essi nei vari cerchi dell’Inferno: al momento nessuno tra
noi andrebbe diretto in Paradiso!
Certo che se la teoria del mondo
ultraterreno di Dante fosse esatta,
considerando inoltre la storia
dell’uomo e la situazione mon-
diale attuale, viene spontanea la
domanda: che razza di sovraffollamento ci sarà all’Inferno? Tuttavia vogliamo sperare che l’umanità si ravveda e che il “bene”
trionfi sul “male”.
Davide Aggio, Diego Businaro, Massimo Favaro, Marco Finco,
Lorenzo Lucchin
CLASSE II B
Pagina 15
La maison Goupil
a Palazzo Roverella
Alla scoperta dei pittori
italiani di successo in
Francia
E' stata una mattinata scolastica dedicata all'arte italiana quella
vissuta sabato 16 marzo dalle classi
terze di San Martino: infatti abbiamo
visitatola
mostra pittorica di Palazzo Roverella
a Rovigo e abbiamo partecipato al
laboratorio annesso.
La mostra espone i dipinti dei
pittori italiani acquistati dal mercante francese Goupil nell'Ottocento e
venduti a Parigi con grande successo, anzi, con un successo perfino
maggiore di quello dei quadri dei
contemporanei impressionisti francesi.
Abbiano notato che molte persone, soprattutto anziane, visitavano
con interesse la mostra.
La nostra guida era una ragazza di nome Gianna Previato, che ci
Adolescenza:
“Il sabato del villaggio” ci
insegna come viverla
Adolescenza. Che dire? Che
pensare? Come spiegare il significato
di questa parola? Non lo sappiamo,
non siamo completamente in grado di
rispondere a queste domande. Proprio
per questo abbiamo cercato risposte
nel nostro amato libro di letteratura,
trovandole nella figura del grande romantico Giacomo Leopardi. Poeta
vissuto tra il 1700 e il 1800, ebbe una
vita molto dura, segnata da lutti e da
svariate sofferenze, e questo lo portò
a comporre una poesia a nostro avviso molto interessante: Il sabato del
villaggio. L’autore dipinge agli occhi
del lettore una serie di quadri che rappresentano la vita del sabato all’interno di un villaggio, quando la gente si
adorna e si prepara per accogliere al
meglio l’attesissima domenica. Potrebbe sembrare che tutto ciò non c’entri
nulla ma, in realtà, il poeta paragona il
giorno del sabato, ricco di speranze
riposte nella giornata successiva, all’aAnno 6, Numero 1
ha assistiti lungo il percorso spiegandoci in modo dettagliato ogni quadro. Molti quadri della mostra ci
sono piaciuti, soprattutto uno di
grandi dimensioni che raffigurava
una famosa attrice dell’epoca mentre
gira su se stessa per mostrare la propria vanità; un altro dipinto che ci ha
colpiti è stato quello che raffigura
due donne, che fanno da baby sitter
ad una bambina che gioca con la
sabbia nel parco.
Durante l’uscita siamo stati
coinvolti in un’attività di laboratorio
molto interessante: ognuno di noi ha
ricalcato un dipinto della mostra con
creatività, divertimento e impegno e
alla fine sono risultati dei meravigliosi disegni che abbiamo portato a
scuola come ricordo dell'iniziativa.
Speriamo di partecipare al più presto
ad altre esperienze simili.
Sonia Neodo e
Aurora Cherubin, classe III A
dolescenza e la domenica, momento
di riflessione e di noia, all’età adulta.
Pensate, ragazzi: quante volte abbiamo perso tempo riflettendo sul nostro
futuro e su quello che ci attenderà fra
qualche anno? Quante volte abbiamo
sprecato delle preziose ore della giovinezza focalizzandoci sui nostri sogni?
Leopardi considera inutile tutto ciò
perché, secondo il suo parere, l’età
matura si rivelerà portatrice solamente
di delusioni, infelicità e problemi. Ovviamente non dobbiamo pensare proprio così negativamente, dopotutto i
nostri genitori vivono serenamente e a
discapito di ciò che diceva Leopardi.
Noi due, ragionando su Il sabato del
villaggio, ci siamo rese conto che la
vita è davvero breve e che quindi merita di essere assaporata giorno dopo
giorno. Forse, però, rivolgere qualche
pensiero al nostro futuro non è totalmente sbagliato, poiché per costruire
qualcosa bisogna avere degli obiettivi
e delle idee ben precise; basta solo
non pensarci troppo. Forse Giacomo
Leopardi ha ragione: siamo nel fiore
dei nostri anni e dobbiamo vivere il più
serenamente possibile. Forse stiamo
sbagliando tutto. Forse non sappiamo
nemmeno cosa sia giusto e cosa sia
sbagliato. Tanti, troppi “forse” vivono
in noi, e probabilmente le risposte non
le troveremo mai.
Questo articolo è stato scritto
per invitare voi, sia che siate spensierati o che siate dei grandi “pensatori”,
a ricordare sempre quanto la vita sia
preziosa e breve. Perciò vivete! Vivete, e fatelo davvero! Non seguite completamente le idee leopardiane, ma
non affogate neppure nei vostri pensieri. Vivete!
Sofia Farinella e Francesca
Favaron, classe III B
Pagina 16
Le nostre idee su ...
Il fiore delle donne
La mimosa
La Festa della Donna si
celebra l’8 marzo di ogni anno
per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche
delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora soggette nel mondo. Si è
tenuta per la prima volta negli
Stati Uniti nel 1909, in alcuni
paesi europei nel 1911 e in Italia
nel 1922.
Sembra che l'adozione
della mimosa come simbolo della
festa sia dovuta alle femministe
italiane. Era il 1946 quando l’UDI (Unione donne italiane) stava
preparando il primo “8 marzo”
del dopoguerra. Si cercava un
fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata.
Miti del nostro tempo/3
Papa Francesco
Il personaggio che preferisco è l’attuale papa Jorge
Mario Bergoglio, chiamato
“Francesco”; di origini piemontesi, ha però vissuto
sempre in Argentina. Ha
77 anni, è un uomo alto e
un po’ robusto, veste naturalmente gli abiti papali,
cioè una tunica bianca
con una mantellina e una
fascia bianca intorno alla
vita ed in testa porta sempre un copricapo, chiamato
zucchetto.
Papa Francesco dà
Anno 6, Numero 1
Le donne italiane lo individuarono nelle palline morbide e accese
della profumata mimosa. Questo
fiore, inoltre, aveva (e ha) il vantaggio di fiorire proprio nel periodo della ricorrenza e di non essere troppo costoso.
Purtroppo la mimosa è
molto delicata e ha vita breve.
Basta, però, un piccolo trucco per
allungargliela. Utilizzando un
coltellino affilato, eliminate tutte
le foglie che si sono rovinate e
quelle che crescono in basso, che
marciscono rapidamente. Riempite il vasetto con dell’acqua tiepida, in modo da far fiorire i capoli-
l’impressione di una persona
pacata e tranquilla con gesti e
toni molto rassicuranti.
Sicuramente ha seguito
una facoltà di Teologia per
poter diventare prete ed ha
inoltre perfezionato i suoi stu-
di per diventare cardinale; è
dunque una persona molto
istruita.
ni non ancora aperti e rendere più
soffici quelli già sbocciati, e tenetelo lontano da ogni fonte di calore perché peggiorerebbe l’aspetto
della mimosa. Se, poi, volete conservare i fiori recisi, magari regalo di una persona “speciale”, eliminate del tutto le foglie dagli
steli, poi appendete il mazzolino
a testa in giù in un locale asciutto,
poco luminoso ma ben aerato e
tenetelo così finché non si sarà
seccato del tutto.
Infine un’idea molto carina
è quella di acquistare un piccolo
alberello di mimosa e di piantarlo
in giardino o in un vaso.
Così potrete avere ogni
anno la bellissima sorpresa di
trovarla fiorita proprio per la Festa della Donna!
Irene Cominato, III B
E’ inoltre una persona
semplice, che ama stare in
mezzo alla gente.
Da quando è diventato
Papa, ogni giorno la mattina
celebra la Messa a cui partecipano i dipendenti del Vaticano; questa è una cosa
che nessuno aveva
mai fatto.
Comunque, essendo
Papa da poco tempo,
non posso dire se ha
dei difetti, ma solo
pregi. Quando lo vedo, nei suoi confronti
provo stima, considerazione e ammirazione.
Matteo Tiengo, IA
Pagina 17
L’angolo della poesia e del racconto
Ettore e Andromaca
HAIKU
Quando ero ancora piccolo, mi
ricordo che andavo molto d'accordo con
mia madre, che voleva farmi crescere nel
modo migliore possibile. Voleva farmi diventare un bravo governante del popolo,
lontano dalle guerre, e soprattutto un bravo
padre.
Anche mio padre voleva che diventassi un bravo sovrano, ma, al contrario di
mia madre, voleva che allo scoppio di una
guerra io entrassi nella mischia e
combattessi fino alla fine, fino alla
morte, e questo purtroppo è successo.
Ma partiamo dall'inizio. Via
via che crescevo mia madre mi
insegnava a leggere e a scrivere,
mentre mio padre, quelle poche
volte che lo vedevo, a causa delle
guerre continue, mi insegnava
tutte le tecniche di battaglia e a
scegliere le migliori armi e i migliori scudi per proteggermi. Inoltre mi
insegnava a guidare l'esercito in
guerra.
Gli anniversari della mia
nascita erano ottime occasioni per
dimostrare la mia forza, il mio
valore, e mai nessuno riuscì a
sconfiggermi. Un giorno, però,
arrivò uno sconosciuto. Non si
sapeva da dove venisse, non si
sapeva quanti anni avesse né il
suo ruolo nell'esercito, insomma,
di lui non si sapeva niente, a parte
il nome: ci disse che si chiamava
Achille. Ma la cosa più incredibile
di tutte è che non si sapeva chi
l'avesse istruito a combattere.
Perché quello, a combattere, ci
sapeva proprio fare: era come se avesse
combattuto fin da quando era bambino e,
quand'era sul campo di battaglia, era come
un ciclone che distrugge al suo passaggio
ogni cosa, ogni guerriero.
Poco dopo il giorno della mia sconfitta ebbi un fratello che chiamammo Paride. Mio padre diede a me il compito di
Anno 6, Numero 1
istruirlo e la scelta di quali armi insegnargli
ad usare in battaglia. Gli insegnai ad usare
l'arco, perché era l'unica arma che riusciva
ad usare, e devo ammettere che lo sapeva
fare meglio di me, che non sapevo centrare
il bersaglio. Ma per fortuna c'erano molte
altre cose che ero in grado di fare.
A tredici anni mio padre mi destinò
come moglie una principessa di nome Andromaca, che avrei potuto vedere solo il
giorno delle nozze. Quel giorno arrivò in
fretta, anche troppo in fretta! Mi accompagnò all'altare mia madre, perché mio padre
era in guerra. Tremavo come una foglia
ma, quando Andromaca sollevò il velo,
restai senza fiato: era bellissima, e per tutta
la cerimonia non feci che guardarla incantato.
Quando compii diciott'anni Andromaca ebbe un figlio, che chiamammo
Astianatte. Su di lui coltivavo sogni di gloria
e volevo diventasse forte come me. Ero
l'uomo più felice del mondo, ma la mia
felicità si interruppe dieci anni dopo, quando tornò mio fratello, che era stato bandito
dal regno perché una profezia ci aveva
rivelato che avrebbe provocato la distruzione di Troia. Egli ci raccontò che gli dei lo
avevano incaricato di donare alla
dea più bella una mela, e naturalmente lui l'aveva donata ad Afrodite, perché in cambio gli aveva
promesso la ragazza più bella del
mondo. Io non credevo molto alla
sua storia, ma ne ebbi conferma
quando, tornando da Sparta, dove
avevo stretto un'alleanza per conto dei Troiani, egli mi portò a vedere una “cosa” sottocoperta: era
Elena, la moglie di Menelao, la
donna più bella del mondo, e lui
se ne era innamorato. Quando lo
scoprì, Menelao chiese aiuto al
fratello Agamennone per sconfiggere Troia e riprendersi Elena. I
Greci sbarcarono sulle coste con
più di mille navi. Nella guerra morirono migliaia di uomini per mano
di Achille, ma poi lui litigò con
Agamennone e decise di tenersi
lontano dalla battaglia. Allora Patroclo gli chiese le armi e l'armatura per combattere al suo posto.
Era molto forte, ma Euforbo lo
colpì alle spalle e io gli diedi il
colpo di grazia. Per vendicare la
morte di Patroclo Achille scese di
nuovo in campo e lui ed io ci trovammo faccia a faccia. Lo scontro fu interminabile, il più difficile che avessi mai sostenuto. Ero sfinito, non riuscivo quasi più a
reggermi in piedi, e lui ne approfittò per
trafiggermi il collo, l'unico punto dove l'armatura non mi copriva. In quel momento
pensai ad Andromaca e a mio figlio Astia(Continua a pagina 19)
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natte: non volevo che diventassero schiavi,
ma non potevo più fare niente. Poi crollai a
terra e morii.
Allora Achille mi legò al suo carro e
mi trascinò attorno alle mura di Troia più
volte; infine mi portò all'accampamento
greco. Mio padre, disperato, andò alla
tenda di Achille e gli chiese in ginocchio il
mio corpo. Achille, impietosito, glielo consegnò e la notte dello stesso giorno bruciarono il mio corpo. Ecco la mia fine.
Giovanni Merlo, I A
Sparta, 25 anni dopo la guerra di
Troia
Arianna, figlia mia, ho deciso di
scriverti questa lettera, che conserverai
negli anni, per raccontarti tutto ciò che mi
riguarda: dalla mia nascita ad oggi. Mi
dispiace annunciarti che sto per morire, ma
sono sicura che te la caverai anche senza
di me. Dunque, inizio. Era un bel giorno di
primavera. La pallida luce del sole si posava proprio sulla finestra di una casa di
pietra dove Elena, mia madre, aveva appena dato alla luce una bambina. Ero io,
Arianna, quella bambina, a cui mio padre,
Euribate, diede il nome di Andromaca. La
mia era una famiglia nobile composta dai
miei genitori, dai miei sette fratelli e da me,
la più piccola. Sai, figlia mia, a volte era
difficile vivere all'interno di una famiglia
nobile. Mi ricordo che a dieci anni avevo
una noiosissima maestra privata che insegnava perfino come diventare una brava
sposa. Eh sì, cara Arianna, a quel tempo
eravamo obbligati a sposarci molto giovani
con chi veniva scelto dai nostri genitori.
Purtroppo non avevo tempo per giocare e
gli unici momenti di svago erano i miei
anniversari di nascita. Mi ricordo che i miei
genitori organizzavano una grande festa, in
cui io ricevevo tanti regali. Ma la cosa che
preferivo era il pranzo: manzo allo spiedo,
cipolle e, come dolce, una fetta di pane
ricoperta di dolcissimo miele. Poi andavo
con le amiche a giocare in cortile. Erano
tutti così i miei anniversari di nascita, ma il
decimo fu l'ultimo. Infatti quell'anno mio
padre morì per mano di Achille. Mi ricordo
il pianto di mia madre mentre il figlio di Teti
la portava via. Noi, Arianna, pagammo per
riaverla, e lei tornò, ma per morire di dolore, all'improvviso. Anche i miei sette fratelli
vennero uccisi da Achille mentre pascolavano i buoi. Rimasi sola. In seguito fu trovato un documento che stabiliva il mio
matrimonio con Ettore, figlio di Priamo e di
Ecuba. Fu così che a quattordici anni mi
sposai con questo ragazzo a me sconosciuto, ma di cui mi innamorai subito. Da
Anno 6, Numero 1
lui ebbi un figlio, Astianatte. Non ero più
sola. Avevo una famiglia da amare. Oltre a
mio marito e a mio figlio c'era anche Alessandra, la nutrice. Ma poi venne la guerra
ed Ettore, il più forte dei Troiani, andò in
battaglia. Ed io, figlia mia, lo vidi morire per
mano di Achille. Vinsero gli Achei la guerra
di Troia e io venni portata via da tuo padre
Taltibio e resa schiava. Poco dopo diventai
sua moglie e adesso ho te, ma soffro ancora. Spero in cuor mio che con questa lettera tu abbia scoperto qualcosa di più su tua
madre Andromaca.
Con affetto
Tua madre Andromaca
Benedetta Poli, I A
Agli alunni e alle loro famiglie dalla
redazione del giornalino
Haiku (poesia di diciassette sillabe) illustrato da Silvia Genova
Haiku illustrato da Benedetta Poli
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Ragazzi: “Voce!” - Istituto Comprensivo di Villadose