Volume 10, numero 13
Sommario
29.03.2015
Ecologia
Editoriale
La politica e la mafia
Gli scarrafoni di Renzie
#corruzione
Muro del pianto
22.03.2015
Salviamo gli alberi di Milano!
#573alberi
Informazione
Chi è questa stronza?
Minipost
I bambini sordi abbandonati dallo Stato
Reddito di cittadinanza subito: ce lo
chiede l'Europa!
Fuori gli indagati dallo Stato!
I dirigenti senza concorso di #Equitalia
I funzionari illegittimi di #Equitalia
rimossi dall'incarico
Il perbenismo ha gli occhi chiusi
MoVimento
#Redditodicittadinanza contro la
povertà
Muro del pianto
Le locuste di #Equitalia non muoiono
mai
Gli scarrafoni di Renzie #corruzione
Un uomo solo al comando
#FermiamoRenzie
Passaparola
#Passaparola: Expo, la fiera della
corruzione - di Gianni Barbacetto
"Vi è stata una delega totale e
inammissibile
nei
confronti
della
magistratura e delle forze dell'ordine a
occuparsi esse solo del problema della
mafia. E c'è un equivoco di fondo: si dice
che quel politico era vicino alla mafia,
che quel politico era stato accusato di
avere interessi convergenti con la mafia,
però la magistratura, non potendone
accertare le prove, non l'ha condannato,
ergo quell'uomo è onesto... e no! Questo
discorso non va, perché la magistratura
può fare solo un accertamento giudiziale.
Può dire, be' ci sono sospetti, sospetti
anche gravi, ma io non ho le prove e la
certezza
giuridica
per
dire
che
quest'uomo è un mafioso. Però i consigli
comunali,
regionali
e
provinciali
avrebbero dovuto trarre le dovute
conseguenze
da
certe
vicinanze
sospette
tra
politici
e
mafiosi,
considerando il politico tal dei tali
inaffidabile nella gestione della cosa
pubblica. Ci si è nascosti dietro lo
schema della sentenza, cioè quest'uomo
non è mai stato condannato, quindi non
è un mafioso, quindi è un uomo onesto!"
Paolo Borsellino
Politica
#Renzie finanzia Mediaset
Interrogazione parlamentare M5S su
MPS - #Sorgenia
Le parole non bastano più
1
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Cinque sottosegretari del
governo Renzi non devono fare la stessa
scelta di Lupi, come avverrebbe in ogni
democrazia occidentale. Perché “ci si
dimette per questioni politiche (tipo
fallimento di ogni politica economica
dopo più di un anno?) ed etiche (tipo
elicottero di Stato e vacanze a
Courmayeur?), non per gli avvisi
garanzia“. Quindi non tocca anche ai
sottosegretari indagati Barracciu, Del
Basso De Caro, De Filippo, Faraone fare
un passo indietro? Per Renzie
“Assolutamente no”. Ogni scarrafone è
bello a mamma sua e gli scarrafoni
piddini per l'ebetino sono molto più
scarrafoni di Lupi che si è dimesso per
un rolex al figlio e un biglietto aereo alla
moglie (meglio un aereo di Stato per la
moglie, Renzie? Più etico?). Però: se a
ogni pioggia l’Italia frana, se i cittadini
muoiono, se le strade sono devastate, se
il welfare è scomparso, è anche colpa
loro. Il MoVimento 5 Stelle lo sta
denunciando da mesi, con interrogazioni,
question time, interpellanze. Adesso le
intercettazioni ci danno ragione. L’unica
soluzione è bloccare le Grandi Opere e
cacciare via gli indagati dal Ministero. Al
posto dell’arrestato e potentissimo
Ercole Incalza adesso ci troviamo Paolo
Emilio Signorini finito in un’inchiesta
della procura di Venezia. Una sua
telefonata di due anni fa con Giovanni
Mazzacurati, in carcere da luglio per lo
scandalo Mose, rivela una vacanza a
spese del Consorzio Venezia nuova.
Signorini era capo del Cipe, da lui
dipendevano i soldi per il Mose e per gli
inquirenti quella vacanza era un
“pressing”. La carriera di Signorini è
legata a doppio filo con Incalza: è stato
lui a scrivergli il bando per farlo
assumere al ministero. Un bando cucito
addosso al curriculum del super
dirigente.
Il vice di Lupi è il
sottosegretario Riccardo Nencini: già da
europarlamentare s’è fatto conoscere
(dal 1994 al 1999): indagato dall’Olaf,
l’Ufficio anti-frode dell’Unione europea,
poi condannato a restituire al Parlamento
europeo 456 mila Euro di spese
indebitamente accreditate durante il
mandato. Può un politico condannato dal
Tribunale della Corte di giustizia
dell’Unione Europea, festeggiato dai
dominus della cricca Incalza-Bargone,
ricoprire ancora il ruolo di vice-ministro
dei Trasporti? Dalle intercettazioni
emerge che Nencini chiese favori e
piazzò un ex esponente del Psi
attraverso l’indagato Giulio Burchi. “Ti
ringrazio a anche a nome di Riccardo”,
dice al telefono il suo capo della
segreteria. Burchi che ammette: “La Orte
Cesena è un project financing che non
sta da nessuna parte. È una roba
allucinante. Questo Vito Bonsignore è un
mascalzone che deve aver usato
dell’olio». E poi: « I soldi che ho
guadagnato in questo Paese di merda
deregolarizzato… non li avrei mai
guadagnati in Inghilterra o in America».
Paese di merda, ma non per lui: per gli
italiani che sono depredati dalle tangenti
(+40% del costo reale) delle Grandi
Opere Inutili. Tutti insieme, inquisiti,
indagati, avvisati marciano per far
approvare
la
Orte
Mestre,
la
superautostrada che attraverserà cinque
regioni, affidata a Vito Bonsignore, amico
fraterno di Lupi e cofondatore di Ncd, il
tutto sempre con i soldi nostri. E pure la
Cispadana s’ha da fare: ma qui ci
spostiamo direttamente nell’orbita Pd.
Dentro la Cispadana troviamo l’indagata
Coopsette, che ha affidato molti lavori
alla Eco.Ge dei Mamone, legata al boss
Gullace e colpita da interdittive. Sempre
loro,
sempre
gli
stessi,
che
miracolosamente vincono appalti, si
aggiudicano gare, piazzano i propri
uomini. Relazioni poco chiare, indagati
sistemati al calduccio da viceministri, tutti
seduti a mangiare alla stessa tavola.
Peccato che il conto del ristorante di
decine di miliardi lo paghiamo sempre
noi. E poi dicono che non ci sono le
coperture per il reddito di cittadinanza.
Bisogna bloccare le Grandi Opere sotto
inchiesta una per una e utilizzare quei
soldi per la manutenzione pubblica e
contro il dissesto idrogeologico e contro
la povertà. Le regole in Italia per Renzie
valgono solo per gli altri. Nessuno ha
particolare simpatia per Lupi, ma è stato
cacciato senza avvisi di garanzia "Gesto
saggio", mentre gli scarrafoni piddini
rimangono al loro posto. Del resto il loro
partito è una fogna, quale posto
migliore?
Le locuste di #Equitalia non
muoiono mai
I bambini sordi abbandonati
dallo Stato
Muro del pianto
23.03.2015
Minipost
23.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Credits vignetta: TheHand
Chiudiamo Equitalia! Con un un
precedente post abbiamo chiesto le
vostre testimonianze sul rapporto con
Equitalia. Oggi pubblichiamo la sesta.
Nei commenti inserite la storia delle
vostra esperienza con Equitalia, per chi
ha avuto la sfortuna di averla.
Ricordiamo
che
le
testimonianze
saranno raccolte in un libro scaricabile
on line gratuitamente. "Salve, eredito
piccola azienda di famiglia nel 1999,
ricco di entusiasmo e speranze, gli affari
vanno bene tanto che dopo soli 2 anni ci
trasformiamo in una s.a.s. metto su
famiglia e compro casa; in quel periodo il
commercialista per errore non trasferisce
le rimanenze alla società, che mi restano
su groppone. All'agenzia delle entrate
concordo un rateizzo, ma con mia
sorpresa mi viene notificata cartelle
equitalia. Concordo quindi rateizzo con
Equitalia, il debito intanto passa da
10.000.000 vecchie lire a 20.000 euro.
Inizia il calvario mi applicano una rata di
600 euro mensili che riesco a pagare
solo per sei rate. Dopo sei mesi mi
pignorano la casa. La crisi incalza,
chiudo l'azienda cercando di vendere
l'immobile e ripianare ma nulla; nel
frattempo il valore della mia casa scende
del 50% e non riesco a pagare più il
mutuo... ora la mia casa è all'asta.
Intanto il debito con Equitalia è fuori ogni
controllo e logica siamo arrivati a cifre
intorno alle 60.000 euro. La banca non
sente ragioni e non cerca nessun
accordo. Posso solo dire che lo Stato e
le banche mi hanno distrutto e rischio
che dopo l'asta sarò sempre debitore in
quanto la vendita all'asta non coprirà mai
i debiti. Grazie Italia." Antonio Simeone
Leggi le altre testimonianze: Dalla moglie
si divorzia, da #Equitalia no! #Equitalia è
sempre l'ultima a sapere, e il cittadino il
primo a pagare #Equitalia bussa sempre
due volte Dio perdona, Equitalia no!
#Equitalia tassa anche i morti
2
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Sono stato a Genova al
Centro Redulco che assiste circa 400
bambini audiolesi, anche a nome di
Dario Fo e di Beppe Grillo con cui ho
scritto “Il Grillo canta sempre al
tramonto” e i cui diritti di autore sono
destinati al Centro Redulco e al Centro
Ageranvi di Milano. Mi ha accompagnato
Roberto Fico che, in qualità di di
presidente
della
Commissione
di
Vigilanza RAI, ha preparato una
proposta per sottotitolare i programmi
RAI, ora alla firma del sottosegretario
Giacomelli. Roberto è fiducioso che
possa diventare operativa in pochi mesi
e consentire così a milioni di sordi o
audiolesi di seguire le trasmissioni
televisive. Ho visto molti bambini sordi
con i loro genitori e ho saputo alcune
cose che mi hanno indignato. Il Centro
vive in sostanza di volontariato e di
donazioni. La diagnosi della sordità a
livello ospedaliero in Liguria è ormai
molto diffusa e se il neonato viene
affidato a un centro di rieducazione
presto, entro il sesto mese di vita , può
imparare a comunicare e a interagire con
buone probabilità di successo. Il
problema è che di centri di rieducazione
c’è solo il Centro Redulco che non riesce
a coprire tutte le richieste e ha liste di
attesa di 12 mesi. Questo nella totale
indifferenza dello Stato e della Regione .
Per un bambino di sei mesi entrare in un
processo rieducativo dopo 12 mesi può
risultare
un ritardo incolmabile. La
rieducazione dovrebbe essere avviata
subito negli ospedali che riscontrano il
deficit auditivo e non affidata alla buona
volontà dei cittadini. Inoltre, il prontuario
nazionale che prevede un rimborso per
gli apparecchi acustici è fermo al '99. La
tecnologia da allora ha fatto molti passi
avanti e il costo degli apparecchi è
aumentato. Un genitore si trova così a
integrare dai 1.500 ai 2.000 euro per due
apparecchi acustici. E chi non li ha? Se
non ci occupiamo dei nostri bambini di
cosa dobbiamo occuparci? Ringrazio il
Centro Redulco per l’accoglienza, per
aver accettato la donazione e in futuro
spero che ci siano altre possibilità di
aiuto. Dario Fo sta preparando una
sorpresa per i prossimi giorni."
Gianroberto Casaleggio
Per chi volesse fare una donazione:
Fondazione Redulco Onlus, Largo San
Giuseppe
3/37Genova
C.F.
95162610109 - IBAN per 5 x mille e
donazioni:
IT11A0335901600100000071748 Grazie
#Passaparola: Expo, la fiera
della corruzione - di Gianni
Barbacetto
Passaparola
23.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Il Passaparola di Gianni
Barbacetto, autore assieme a Marco
Maroni di "Excelsior - Il gran ballo
dell'Expo" Ed. Chiarelettere "Ciao a tutti
gli amici del blog di Beppe Grillo, oggi
parliamo di Expo. Mancano ormai poche
settimane all’apertura dell’evento, il
cantiere è ancora indietro, paga i ritardi
che sono stati fatti in questi 6 anni di
attesa, di questi almeno 3 sono stati
persi perché i politici hanno litigato tra
loro per decidere chi comandava, chi
governava l’evento, chi distribuiva i soldi.
Appalti e deroghe Negli ultimi 3 anni è
stata fatta una corsa pazzesca per
realizzare davvero l’evento, realizzarlo
con molti sprechi, molte gare fatte in
deroga, in deroga di almeno un’ottantina
di articoli di vari codici che dovrebbero
presiedere alla regolarità degli appalti.
Moltissimi soldi sono stati dati a una
trattativa privata, senza gara, anche
cose importanti, centrali come per
esempio i ristoranti. I ristoranti italiani
che sono un po’ il cuore dell’evento sono
stati affidati a Farinetti senza nessuna
gara. Farinetti diventerà colui che decide
chi c’è e chi non c’è, quali cuochi, quali
ristoranti ci sono e quali non ci sono
dentro Expo, una scelta molto importante
per qualificare l’evento.
Appalti sotto
indagine Dei molti appalti, quelli affidati
con gara regolare, si fa per dire, i 4
principali sono tutti e 4 sotto indagine
della Magistratura. Ci sono stati anche
degli arresti: sono 18 le persone fino
adesso arrestate per cose che hanno a
che fare con Expo e sono una
sessantina le aziende che sono state
escluse dai cantieri perché in qualche
modo in contatto con la criminalità
organizzata, soprattutto l’ndrangheta.
L’Expo che doveva essere la bandiera
dell’Italia, dell’Italia che produce, che
realizza il meglio di se e lo fa vedere al
mondo intero, è diventata la fiera della
corruzione. Le inchieste al momento
sembrano un pochino rallentate, se non
addirittura fermate, è possibile che dopo
la fine dell’Expo prendano nuovo
impulso, chissà... questo non lo
sappiamo, bisogna aspettare cosa
succederà.
Le promesse non
mantenute All’inizio su Expo sono stati
fatti conti faraonici, si sono promessi
investimenti per 15 miliardi, 11 per opere
connesse a Expo: autostrade, strade,
bretelle etc. e 4 per realizzare il sito vero
e proprio. Non sappiamo cosa sarà fatto
a consuntivo, se queste cifre sono state
rispettate, se saranno in più o se
saranno in meno, lo vedranno soltanto
alla fine, certamente sono state
promesse cose che non verranno
mantenute. Non sappiamo quanti
saranno i visitatori, la previsione era 29
milioni di biglietti venduti, vedremo, allo
stato delle cose non sembra possibile
raggiungere questa cifra. Sono state
promesse cifre altissime per quanto
riguarda l’occupazione, si era promesso
che l’Expo avrebbe dato occupazione a
centinaia di migliaia di persone, invece
allo stato attuale sono poche migliaia. I
costi faraonici a carico dei cittadini
Invece per quanto riguarda i costi e
soprattutto chi ha guadagnato, un
ragionamento lo si può fare fin da ora e
per farlo bisogna spiegare qual è il
peccato originale di Expo. È stato scelto
dalla politica, sostanzialmente dall’ex
Sindaco Letizia Moratti, Sindaco nel
2008 e dall' allora Presidente della
Regione, Roberto Formigoni. È stato
scelto come sito per realizzare l’Expo
una strana area bislacca alla periferia di
Milano, stretta tra un cimitero, un
carcere, due autostrade, una ferrovia,
un’area
agricola
inutilizzata
e
inutilizzabile. Il valore di quell’area era di
circa 20 milioni di Euro. È stata
acquistata dai privati a 160 milioni di
Euro, questo è il peccato originale,
perché adesso quei soldi andati ai
privati, Fondazione Fiera e gruppo
Cabassi, sono stati messi dal pubblico,
soprattutto Comune di Milano e Regione
Lombardia, in realtà a metterceli davvero
sono state le banche, ma Comune e
Regione dovranno restituire questi soldi
alle banche con gli interessi. Hanno fatto
una gara cercando di rivendere questa
area dopo la fine di Expo ai privati, una
gara per 314 milioni di Euro, nessuno si
è presentato, quindi allo stato attuale
non sappiamo 1) cosa succederà
dell’area finito l’Expo; per cosa sarà
utilizzata: 2) non sappiamo se i soldi
nostri di Comune e Regione, 160 milioni
più gli interessi che sono stati messi
torneranno nelle casse di Comune e
Regione, questo è il grande peccato
originale e potrà essere, se non si
troverà il modo di farli rientrare, il grande
buco che resterà a carico dei
contribuenti, dei cittadini. Gli sponsor I
soldi che sono investiti per Expo
dovranno, almeno in parte essere
recuperati con la vendita dei biglietti, le
sponsorizzazioni,
ci
sono
le
sponsorizzazioni? Sì perché Expo in
realtà è diventata anche una grossa
fiera, vera e propria perché ci sono i
padiglioni della Coca Cola, della Nestlè,
delle grandi multinazionali del food and
beverage, le quali hanno il loro
padiglione e pagano Expo, aiuteranno a
rientrare nei conti, ma certo fanno
perdere quella che era la vocazione
iniziale di Expo: da grande iniziativa sul
nutrire il pianeta, diventerà una grande
fiera del settore agro- alimentare.
Chi
ci guadagna I conti si potranno fare
soltanto alla fine dell’evento, per ora si
può già dire chi ci ha perso e chi ci ha
guadagnato, a perderci rischiano di
essere i cittadini del Comune di Milano e
della Regione Lombardia che allo stato
attuale non hanno ancora capito come
poter rientrare dei 160 milioni più gli
interessi, spesi per acquistare delle aree
private. Di solito le manifestazioni di
questo tipo si fanno su aree pubbliche; a
Milano c’erano grandi aree pubbliche
possibili, quella di Porto di Mare, per
esempio. Invece chi ci ha guadagnato?
Ci hanno guadagnato le imprese che
sono sul posto, che lavorano, molte di
esse hanno dimostrato alle indagini che
3
hanno vinto le gare truffando, pagando le
stecche, circuendo i manager di Expo,
tant’è vero che alcuni di questi sono stati
arrestati. Ci hanno guadagnato i
manager che hanno alti compensi, alcuni
di questi manager sono anche stati
arrestati, per il resto il Consuntivo finale
si potrà fare soltanto a manifestazione
finita, aprirà il primo maggio, terminerà il
31 ottobre, dal 31 ottobre in poi si
faranno i bilanci." Gianni Barbacetto,
scrittore e giornalista
Salviamo gli alberi di
Milano! #573alberi
Ecologia
24.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Il Comune di Milano sta
abbattendo alberi a iosa (ne hanno già
fatto fuori più di 700 in piazza Dateo e
Corso Plebisciti) perché "non compatibili"
con il progetto della Metro M4 di Milano.
Il progetto in questione non è accurato,
nè definitivo. Per di più è gestito dalla
SPM Consulting di Stefano Perotti,
arrestato neppure una settimana fa
insieme ad Incalza per le tangenti sulle
grandi opere. Gli alberi non si toccano!
Oggi il consigliere comunale del M5S
Mattia Calise si è arrampicato su uno
degli alberi a Lorenteggio per impedirne
l'abbattimento. "Non avrei mai pensato
di fare un comunicato politico da un
albero, ma la situazione è davvero
allucinante. Nelle scorse settimane
hanno abbattuto gli alberi in Frattini, ieri
e oggi in Lorenteggio e continueranno.
Alberi abbattuti le scorse settimane a
Milano in piazza Dateo e Corso Plebisciti
Oggi inizia una battaglia civica per
salvare o almeno ridurre i danni che
porteranno i cantieri di M4 (la nuova
linea metropolitana di Milano) ad
abbattere 570 alberi. La società che sta
gestendo questi progetti esecutivi della
M4 è la SPM Consulting di Perotti,
arrestato pochi giorni fa con Incalza.
Perotti era l'uomo chiave di Incalza e la
SPM Consulting era quella società che
ha reso possibile il far la cresta sulle
opere pubbliche negli ultimi 7 anni per 25
miliardi. La M4 è uno di queste. La città
di Milano rischia di perdere degli alberi
per sempre a causa di progetti
inaccurati. La gran parte sono salvabili
perché i progetti non sono né accurati né
definitivi. Buttano giù gli alberi anche se
non c'è nulla di definitivo. La nostra
richiesta è semplice: interrompere
l'abbattimento degli alberi (tanto non
sarà mai pronta per Expo 2015),
ridiscutere con i cittadini e limitare il
numero degli alberi abbattuti, dato che a
Milano ne abbiamo pochi. Noi rimarremo
qui fino a oggi pomeriggio insieme agli
attivisti. Chiunque è benvenuto! Siamo
tutti a favore della metropolitana e che
passi in Lorenteggio, ma non può essere
fatta con progetti inaccurati!" Mattia
Calise, consigliere M5S Milano
Reddito di cittadinanza
subito: ce lo chiede
l'Europa!
#Renzie finanzia Mediaset
Politica
24.03.2015
Minipost
24.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); });
"Oggi nel Consiglio di
Europa, nella Commissione Affari sociali,
si parla di reddito di cittadinanza. In
particolare si sottolinea l'importanza di
introdurre in Italia una misura come il
reddito di cittadinanza proposto dal M5S
che segua i principi del modello sociale
europeo e che abbia come obiettivo
quello di rilanciare la piena occupazione,
garantire una vita dignitosa ad ogni
cittadino, nonché che garantisca il
benessere comune e la tutela della
democrazia. Il Movimento 5 stelle sin
dall'inizio della legislatura si batte anche
in Europa per introdurre il reddito di
cittadinanza in Italia. Una misura che
manca solo in Italia, Grecia ed Ungheria
e che serve, oltre a ridare dignità ai tutti i
cittadini che l'hanno persa, a contrastare
la povertà e ad evitare ricatti dalla mafie.
Una misura urgentissima, da introdurre
subito per tutelare tutte quelle famiglie
colpite da dalla crisi. Ce lo chiede anche
l'Europa. E' arrivata l'ora del reddito di
cittadinanza anche in Italia." Nunzia
Catalfo, portavoce M5S Senato, dal
Consiglio d'Europa di Parigi
4
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Si fa presto a dire fine del
patto del Nazareno. Un recente articolo
del Fatto Quotidiano riporta uno studio
della società Nielsen sulle spese
pubblicitarie affrontate dal governo in
carica e da quello precedente. Secondo
il dossier, nel 2013, quando a Palazzo
Chigi c’era Enrico Letta, le reti Mediaset
avrebbero raccolto il 10% della pubblicità
istituzionale del governo, ovvero circa
540 mila euro in 12 mesi. Si tratta degli
spot e delle comunicazioni che ministeri
e presidenza del consiglio diffondono
abitualmente su tutti i media per far
conoscere
l’attività
dei
dicasteri,
eventuali nuovi provvedimenti o per
approfondire temi di interesse generale.
Bene. Da quando c’è Renzi a capo
dell’esecutivo, queste cifre sarebbero
cresciute in modo esponenziale. Nel
2014 il governo avrebbe infatti acquistato
spazi pubblicitari sulle reti del gruppo di
Silvio Berlusconi per un totale di 2,5
milioni di euro. Avete letto bene: il 369%
in più rispetto all'anno precedente. Giù
gli introiti, invece, per web, radio e per
altre emittenti private come La 7 e Sky.
Occorre vederci chiaro, anche perché
esiste una normativa che stabilisce
precisi paletti per l’acquisto da parte
delle pubbliche amministrazioni di spazi
sui mezzi di comunicazione di massa.
Per questo motivo ho presentato
un’interrogazione parlamentare rivolta al
Presidente del Consiglio dei Ministri. Se,
infatti, tali dati fossero confermati, ci
troveremmo di fronte a plurime violazioni
della legge e a un’evidente ed
ingiustificata predilezione del governo
nei riguardi di Mediaset. Renzi, infatti,
non solo avrebbe destinato il 57% degli
investimenti in pubblicità istituzionale a
Canale 5, Italia 1, Rete 4 e a tutto
l'impero televisivo del Biscione, ma
avrebbe anche drasticamente ridotto le
campagne informative su internet (500
mila euro a fronte di 1,7 milioni impegnati
da Letta), cosa che appare oltremodo
contraddittoria rispetto alla stessa
strategia di promozione ed utilizzo di
internet, tanto declamata dal premier.
Chiediamo, dunque, di conoscere
l’ammontare esatto della spesa in
pubblicità per il 2014, la ripartizione di
tale spesa tra i vari mezzi di
comunicazione
e
la
percentuale
indirizzata alle reti di Berlusconi, che a
sua volta, quando era Presidente del
Consiglio, ci aveva già abituati a questo
genere di operazioni in una situazione di
lampante conflitto di interessi. Ora che
Silvio non siede più in Parlamento
(grazie al M5S), ci pensa Matteo a
tutelarne gli interessi e a non ostacolarne
gli affari". Roberto Fico Approfondisci:
VIDEO - L'assalto di Mediaset alla RAI
grazie a Renzie, la denuncia di Airola
M5S
Interrogazione parlamentare
M5S su MPS - #Sorgenia
Politica
25.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Un'azienda di De Benedetti,
Sorgenia, ha ottenuto in passato un
prestito di 600 milioni (provate voi a
chiedere un fido di qualche decina di
migliaia di euro...) da MPS , banca
notoriamente sotto l'influenza del PD,
partito che ha ormai la Repubblica come
suo organo ufficiale. La Sorgenia
sostanzialmente fallisce (ha un debito di
1,8 miliardi di euro), la banca invece di
chiedere il rientro del prestito si offre per
uno scambio di quote con il prestito
erogato, ma che valore hanno oggi le
quote? C'è poi un piccolo particolare.
MPS ha ottenuto da parte del governo
Monti un finanziamento di circa 5 miliardi
per evitare il fallimento. Quindi, lo Stato è
oggi uno dei principali azionisti di MPS
(che a rigor di logica dovrebbe essere
nazionalizzata). In sostanza con i soldi
dei contribuenti dati a MPS stiamo
salvando un imprenditore privato. Il M5S
ha presentato una interrogazione
parlamentare. Aspettiamo risposte dal
Governo. "Al Ministro dell’Economia e
delle Finanze Premesso che: Sorgenia
spa, nata nel 1999, è uno dei principali
operatori del mercato libero dell’energia
elettrica e del gas naturale, con circa
400.000 clienti su tutto il territorio
nazionale, concentrati in particolare nel
segmento dei professionisti e delle
piccole e medie aziende. Dispone di
impianti di generazione per circa 5.000
MW di potenza installata. Sorgenia spa
in circa 10 anni di attività, ha accumulato
un debito societario pari a 1,8 miliardi di
euro per il quale si è reso necessario
giungere
ad
un
accordo
di
ristrutturazione con le banche creditrici a
norma dell’art. 182 bis della legge
fallimentare che disciplina in forma
negoziale i risanamenti di aziende. Le
principali banche creditrici della società
erano Monte dei Paschi (600 milioni),
IntesaSanpaolo (371 milioni), Unicredit
(180 milioni), Ubi (180 milioni), Bpm (177
milioni), Banco popolare (157 milioni); il
piano dei creditori ha dato vita ad un
nuovo veicolo controllante, che ha quale
primo azionista MPS con il 22%, seguito
da Ubi con il 18%, Banco popolare con il
11,5%, Unicredit con il 9,8%, Intesa
Sanpaolo con il 9,7%, Bpm con il 9%.
Cir, Sorgenia Holding e Verbund non
detengono più azioni di Sorgenia. Il
processo
di
ristrutturazione
dell'indebitamento di Sorgenia attuato
nell’autunno 2014 ha previsto, tra l’altro,
un aumento di capitale da 400 milioni di
euro interamente sottoscritto dalle
banche finanziatrici – e dunque anche
MPS - attraverso la conversione di crediti
nel capitale della società. A parere degli
interroganti è inaccettabile che la MPS
5
sia diventata la principale azionista di
Sorgenia;
nell’ambito
dell’indagine
conoscitiva sul sistema bancario italiano
nella prospettiva della vigilanza europea,
il 26 febbraio 2015 presso la VI^
Commissione Finanze e Tesoro del
Senato della repubblica si è tenuta
l’audizione dei rappresentanti di MPS; in
quella sede, il presidente Alessandro
Profumo e l’amministratore delegato
Fabrizio Viola hanno rappresentato che
“il Gruppo MPS ha superato l’AQR
(Asses Quality Risk) confermando la
solidità della struttura patrimoniale della
Banca” e che “il Common Equity Tier 1
(CET1) post AQR è stato del 9,5% (al 31
dicembre 2013), sopra la soglia minima
prevista
(8,0%)".
Gli
interroganti
contestano queste affermazioni che non
rispondono in alcun modo al vero poiché
dal rapporto stilato dalla BCE sulla
Banca Monte Paschi Siena (pagina 2,
cella B18) risulta che la banca abbia
evidenziato un deficit di capitale per
l’AQR pari a 847 milioni di euro, a fronte
di un livello di capitale (CET1) di 6.99%
ovvero 101 punti base sotto la soglia
dell’8%. A questo risultato negativo
sull’AQR si aggiunge poi il deficit
generato dagli stress test per un importo
cumulato di ben €4,2 miliardi incluso
l’AQR. Nonostante la banca sia stata
salvata grazie allo Stato italiano, cioè ai
4 miliardi di euro di prestiti (cosiddetti
Monti Bond) di cui oltre un miliardo
ancora da restituire ed il successivo
aumento di capitale di 5 miliardi nel
giugno 2014, il 26 ottobre 2014 la Banca
Centrale Europea ha stabilito che
mancano ancora 2,5 miliardi di capitale
per mettersi in regola. Monte Paschi
Siena, dal 2011 ad oggi ha registrato
perdite per circa quindici miliardi di euro
di cui circa dieci miliardi nel corso della
gestione degli attuali vertici (Presidente
Profumo,
Amministratore
Delegato
Viola). Sempre dal rapporto della BCE
del 27 ottobre 2014 è emerso che la
vigilanza europea ha trattato come
derivati una gigantesca operazione
riportata da MPS come investimenti in
titoli di stato (la c.d. Operazione Nomura)
con questo potendosi prefigurare
possibili profili di responsabilità
sui
bilanci. I cinque miliardi di aumento di
capitale versato dagli azionisti, la cui
maggioranza è oggi costituita da migliaia
di piccoli azionisti, sono andati
letteralmente in fumo in meno di sei mesi
(piu di quanto abbia perso la
capitalizzazione di Parmalat nei mesi
che hanno preceduto il fallimento) i
vertici attuali della banca, a fronte di
nuove perdite per oltre 5 miliardi appena
annunciate per l’esercizio 2014, si
apprestano a chiedere ai risparmiatori di
versare altri tre miliardi in un nuovo
aumento di capitale che si intende varare
a maggio-giugno 2015; di fatto gli aiuti di
stato pagati con i soldi dei contribuenti
ed i quattrini raccolti con l’aumento di
capitale (5 miliardi) eseguito a giugno
2014 e quelli che ancora si vuole
raccogliere saranno serviti anche per
convertire il debito di Sorgenia in azioni
evitando il fallimento della società di De
Benedetti. Sul Mps ed in particolare sul
mancato commissariamento da parte da
parte della Banca d'Italia in virtù degli
articoli 70 e ss. del Testo unico bancario
è stata presentata, in data 11 febbraio
2015, un’interrogazione a risposta in VI^
Commissione Finanze della Camera dei
deputati, ad oggi rimasta inevasa. Si
chiede se il Ministro interrogato: - sia a
conoscenza
dei
fatti
esposti
in
premessa; - ritenga opportuno che
Sorgenia sia stata salvata da MPS
salvata a sua volta salvata con i quattrini
dei contribuenti che dunque sono andati
anche a Sorgenia - se intende
domandare alla Banca d’Italia per quale
motivo l’autorità di vigilanza non abbia
presentato istanza di commissariamento
ai sensi dell’art 70 TUB a seguito delle
ingenti perdite (15 miliardi in 4 anni) e di
possibili profili di responsabilità
per
l’errata contabilizzazione dell’Operazione
Nomura evidenziati dalla BCE - ha
intenzione di chiedere alla Consob di
verificare la correttezza del prospetto
dell’aumento di capitale di MPS eseguito
nel giugno 2014 posto che l’AQR ha fatto
emergere rettifiche sui crediti per oltre
quattro miliardi a valere sul bilancio 2013
(ultimo bilancio approvato disponibile
prima di eseguire l’aumento di capitale);
- condivida la riconferma del vertice di
MPS
(Presidente
Profumo
e
dell’Amministratore Delegato Viola),
proposta dalla Fondazione MPS su cui il
MEF ha funzioni di controllo" M5S
Parlamento
Chi è questa stronza?
Informazione
25.03.2015
Fuori gli indagati dallo
Stato!
Minipost
26.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Telecamere in tutti gli asili e
pene durissime per chi picchia i bambini
abusando del suo ruolo.
6
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); });
"Per il pd i criteri di
selezione sono candidare condannati in
primo grado come è per De Luca,
candidato presidente in Campania,
mettere sottosegretari inquisiti, la
Barracciu non poteva fare il governatore
in Sardegna e poi viene promossa a
sottosegretario. Se questi sono i criteri di
selezione di una classe politica che
garantisca dal rischio di corruzione...
All'interno del M5S non si candidano né
inquisiti né condannati. E' semplice! Per
partecipare a un concorso pubblico devo
avere la fedina penale pulita e un politico
che va nelle istituzioni può essere
condannato. Paolo Borsellino diceva: "se
un politico è oggetto di sospetti gravi, di
collusioni con la criminalità organizzata è
dovere di ogni partito fare pulizia al
proprio interno. Perché non vuole dire
che se non scatta la condanna quel
politico è onesto. La magistratura si basa
sulla certezza giuridica. Altra cosa è
l'etica e la moralità!" Valeria Ciarambino
candidata M5S in Campania questa
mattina in diretta TV su Omnibus
Le parole non bastano più
Politica
26.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Le parole non bastano più.
Le denunce non bastano più. Contro
ladri e corrotti non bastano più. Le
menzogne del Governo e del suo
imbonitore da strapazzo non reggono
più. L'indignazione non basta più. Il
rispetto istituzionale non basta più. Il
Parlamento non c'è più, non rappresenta
più nulla, incostituzionale involtino di
nominati. Le parole non bastano più. La
corruzione non gli basta mai. La
criminalità organizzata non basta più.
Tutto sta esondando. Le parole, le nostre
parole, le manifestazioni, le elezioni non
bastano più. Dobbiamo inventarci
qualcos'altro di fronte alla sfacciataggine
del Potere, alla distruzione del Paese,
alle famiglie ridotte in povertà ai nostri
figli emigranti dopo la laurea a un ex
sindaco nominato capo del Governo
dalla massoneria e dalla finanza
internazionale.
Ma,
ora,
almeno
sappiamo che le parole non bastano più.
Questo lo abbiamo imparato. Abbiamo
giocato con dei bari, siamo stati forse
ingenui, credevamo che avessero un
minimo di pudore nel macellare la
democrazia, ma la stanno addirittura
squartando sotto i nostri occhi abusando
delle loro cariche. Cambieremo gioco,
definiremo le nostre regole sul territorio.
Le parole non bastano più contro un
parlamento
incostituzionale,
un
presidente del consiglio mai eletto dalle
urne, contro istituzioni prive di ogni
legittimità, contro centinaia di miliardi
rubati con le Grandi Opere Inutili. contro
Mafiacapitale,
Expo,
Mose,
Tav,
Salerno-Reggio Calabria. Le parole non
bastano più. Un popolo senza voce,
senza futuro, impaurito, questo è
diventato oggi il popolo italiano. un cane
di paglia (*), il più pericoloso tra i cani,
che può prendere fuoco ad ogni
momento. Le parole non bastano più.
"Parole non ne voglio più. Le rose e i
violini raccontateli ad altri violini e rose
li posso sentire quando la cosa mi va,
se mi va quando è il momento e dopo si
vedrà". (*) "Il Cielo e la Terra non usano
carità, tengono le diecimila creature per
cani di paglia. Il santo non usa carità
tiene i cento cognomi per cani di paglia."
Tao Te Ching
I dirigenti senza concorso di
#Equitalia
Un uomo solo al comando
#FermiamoRenzie
Minipost
26.03.2015
Muro del pianto
27.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Le nomine "fasulle" dei
funzionari dell’Agenzia delle Entrate,
portati al ruolo di dirigenti senza un
pubblico concorso, sono nulle. Nulli
anche gli atti fiscali da questi firmati e
notificati ai contribuenti. Nulle pure le
cartelle esattoriali emesse da Equitalia
sulla scorta di tali accertamenti. Abbiamo
chiesto al Ministro Padoan se la
pensasse come il M5S e come mai il
governo Renzi continua a prorogare
questa
situazione
vergognosa
e
anticostituzionale come dichiarato dalla
Corte Costituzionale? Padoan risponde
che la Consulta intralcia il lavoro di
Agenzia delle Entrate. Secondo il
Ministro, che ha il ruolo di esecutivo e
non le competenze per giudicare una
sentenza della Corte Costituzionale ma
dovrebbe occuparsi di gestirne le
conseguenze, la pronuncia della Corte
"non
pregiudica
la
funzionalità
dell’agenzia". In sintesi Padoan con le
sentenze della Corte Costituzionale ci si
pulisce il culo. Un ministro così dovrebbe
andarsene solo a casa. E se tu, nel
frattempo, hai ricevuto una cartella
Equitalia partita da un atto firmato da un
dirigente fasullo e sei stato costretto a
vendere casa per sanare la situazione?
"Arrangiati." Questa è la risposta del
governo. Ora insieme ai cittadini onesti
colpiti da provvedimenti ingiusti ci
organizzeremo per procedere con
contenziosi in massa. Padoan e il
Governo Renzi dovranno rispondere: 1.
Degli stipendi illegittimi pagati a dirigenti
che non avevano diritti per essere
nominati tali. A nostro avviso la Corte dei
Conti dovrebbe aprire un'indagine in
merito. 2. Dell'aver determinato una
diminuzione delle garanzie dei cittadini
che confidano in una amministrazione
competente, imparziale ed efficiente. 3.
Dell'ultima proproga di una situazione
illegittima attraverso l'articolo 1 del
decreto Milleproroghe del 26 febbraio
2015 che porta la firma di Renzi 4. Infine
se, come sostiene il Ministro, gli atti
firmati dai funzionari illegittimi sono validi
perchè utilizzano il principio della "firma
per delega" allora: che bisogno c'era di
nominare nuovi dirigenti ? State facendo
un favore a qualcuno? E, questo
"qualcuno", che favore vi ha fatto?" M5S
Parlamento
7
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Ci sono inquietanti analogie
tra Andrea Lubitz, il copilota dell'Airbus
A320 della Germanwings che si è
schiantato sulle Alpi francesi, e Matteo
Renzie che sta schiantando l'Italia. Si
tratta in entrambi casi di uomini soli al
comando. Entrambi si sono chiusi dentro
eliminando ogni interferenza esterna.
Dall'interno della cabina di pilotaggio
Lubitz ha azionato il cockpit door, Renzie
ha eliminato il Senato e ogni opposizione
interna e ridotto il Parlamento a un
ratificatore di decreti legge. I passeggeri
dell'Airbus hanno capito solo all'ultimo
che il copilota li stava portando al
disastro, dopo otto lunghi minuti. L'Italia
lo capirà anch'essa all'ultimo, quando
non ci sarà più niente da fare. Un uomo
solo al comando lo si è già visto in
passato e non è stato un bello
spettacolo. In Francia si è notata la
commozione della Merkel abbracciata a
Hollande,
due
personaggi
che
piangeranno in futuro lacrime di
coccodrillo se l'Italia andrà in default per
pagare gli interessi sui titoli pubblici
comprati dai loro Paesi. L'Airbus Italia ha
un copilota chiuso in cabina, non soffre
di depressione, ma la fa venire agli
italiani, ha un ego ipertrofico. Si è chiuso
dentro e ogni due minuti spara cazzate
attraverso l'interfono per rassicurare i
passeggeri che cominciano ad avere dei
dubbi più si avvicina il massiccio Le
compagnie aeree hanno ripristinato la
regola di mai meno di due in cabina.
Infatti, ad oggi i regolamenti europei non
impedivano che un pilota rimanesse da
solo all'interno della cabina. Fermiamo
Renzie finché siamo in tempo e evitiamo
che dopo aver chiuso all'esterno il
Senato si faccia una legge elettorale ad
hoc per pilotare l'Italia a suo piacimento.
Se lo lasciamo fare non ci saranno
superstiti, ma soltanto "morceaux". Una
differenza tra il copilota e l'ex sindaco di
Firenze comunque c'è: il copilota era
depresso, ma non i passeggeri. Renzie
non è depresso, ma lo sono gli italiani.
I funzionari illegittimi di
#Equitalia rimossi
dall'incarico
Minipost
27.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "Abbiamo saputo che da ieri
i funzionari incaricati in maniera
illegittima dirigenti sono stati sollevati
dall'incarico. I loro compiti saranno
espletati fino al 31 dicembre di
quest'anno da dirigenti di ruolo che
dovranno pertanto dirigere più uffici
provinciali. Un primo passo avanti che
ripristina un po di legalità, l'efficienza e
l'efficacia nella Pubblica Amministrazione
che il governo Renzi aveva messo in
pericolo. Questo notizia, guarda caso,
viene fuori subito dopo il nostro Question
Time in aula al Ministro Padoan. Proprio
come con il "caso Incalza", dove la
nostra attività in aula aveva dato
elementi per il suo arresto, la storia si
ripete questa volta spingendo la pubblica
amministrazione ad un'azione giusta.
Inoltre questo atteggiamento rafforza i
dubbi sulle vere necessita di effettuare
queste promozioni incostituzionali da
funzionari a dirigenti visto che ora le loro
funzioni saranno espletate dai dirigenti di
ruolo. Il M5S ha azionato il meccanismo
di fiato sul collo e i primi risultati già si
vedono. Le nostre azioni sul tema
proseguono e presto coinvolgeremo la
corte dei conti sulla vicenda." Carlo
Sibilia, Portavoce MoVimento 5 Stelle
Camera
Il perbenismo ha gli occhi
chiusi
#Redditodicittadinanza
contro la povertà
Minipost
28.03.2015
MoVimento
28.03.2015
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); "A volte per far aprire gli
occhi si può scegliere di usare immagini
molto forti. Solo scardinando i piani si
possono smuovere le coscienze per
costringere a vedere quanto altrimenti
rimarrebbe nascosto. Charlie Hebdo ne
è un esempio lampante. Facile attaccarci
per un confronto forte espresso con
l’intento di accendere i riflettori su una
realtà che rischia di inghiottirci.
Dichiarazioni fatte per far riflettere, certo
non per piacere, meno che mai per
strumentalizzare il dolore altrui. Abbiamo
piene le orecchie di espressioni
edulcorate e vuote come quelle usate dal
premier per coprire una spregiudicata
azione di governo, con l'intento di
restringere spazi di democrazia, e per
nascondere
incapacità
o
inerzia
nell'affrontare questioni che davvero
dovrebbero essere affrontate e risolte.
Lecito criticare un'opinione espressa in
modo estremo, ma rifugiamo dal
perbenismo che avalla un marketing
politico usato per far digerire decisioni
scomode, scelte scellerate che pesano
ogni giorno sulle vite di milioni di
cittadini. Io sono per dire le cose come
stanno. Sempre. Anche con parole
amare. E mai vorrei alla guida del mio
paese l'uomo solo al comando". Roberto
Fico, M5s Camera
8
googletag.cmd.push(function()
{
googletag.display('div-gpt-ad-137223905
2320-0'); }); Il reddito di cittadinanza
contro povertà e sfiducia. Dieci milioni di
italiani sono sotto la soglia di povertà. La
UE stessa ci ha chiesto (da tempo) di
introdurre il reddito di cittadinanza che in
Europa è assente solo in Grecia,
Ungheria e Italia. I nuovi dati
dell'osservatorio socio-economico ixè
fotografano la stagnazione dell'economia
italiana ai livelli più bassi raggiunti in
questi anni di crisi. L'indagine si basa su
interviste sulla percezione rispetto alla
ripresa
dell'economia,
al
reddito
familiare, al risparmio e alla sicurezza
del posto di lavoro.
"La ripresa
dell'economia e l'ottimismo di famiglie e
imprese esiste solo nelle favole di Renzi
e dei suoi ministri. Entriamo nel dettaglio.
Al 12 marzo 2015 il 64% degli italiani
vede la ripresa ancora lontana e il 9%
crede che non ci sarà. La grande
maggioranza
è
molto
sfiduciata
sull'azione del Governo Renzi (73%),
mentre gli ottimisti scendono di un punto
percentuale rispetto al luglio 2014 (da
25% a 24%). Per il risparmio aumentano
di ben 11 punti percentuali gli intervistati
di un nucleo familiare che non sta
risparmiando: dal 51% del luglio 2014 al
61% di oggi. La memorabile uscita di
Renzi
("Gli
italiani
si
stanno
arricchendo") è una barzelletta ogni
giorno di più. Aumentano coloro che
sono preoccupati per la perdita del
proprio lavoro o di un famigliare. Il Jobs
Act spaventa gli italiani. Ad oggi il 47%
teme di rimanere senza occupazione nel
giro di sei mesi. Le conclusioni più
interessanti, però, si traggono dalla
percezione degli italiani riguardo al
reddito
familiare.
Diminuiscono
nettamente le famiglie che grazie ai
redditi percepiti riescono a vivere
"serenamente e senza particolari affanni"
(dal 41% del luglio 2014 al 32% del
marzo 2015), mentre aumentano le
famiglie che riescono a "pagare appena
le spese" (dal 41% al 52%). Questo
significa che la classe media sta
scomparendo, erosa dall'austerità, dalla
pressione fiscale e dalla repressione
salariale. Ma a (non) sorprendere è il
dato sulle famiglie più ricche. Crescono
infatti di un punto (dal 3% al 4%) i nuclei
che hanno la fortuna di "vivere
agiatamente" e si possono anche
"concedere dei lussi". Impoverimento
generale e redistribuzione al contrario
sono le facce della stessa medaglia
neoliberista. Il tutto inserito in un
contesto di povertà dilagante e in
crescita. Secondo i dati Istat per il 2013 i
poveri assoluti sono sei milioni, ovvero il
10% della popolazione, mentre tra
assoluti e relativi si raggiunge il vertice
impressionante dei 10 milioni (16,6%
della popolazione). È evidente che
disoccupazione, povertà, sfiducia, crisi e
stagnazione si alimentano a vicenda.
Serve una politica economica espansiva
con provvedimenti che permettano al
ciclo di invertirsi grazie all'aumento della
liquidità familiare (non bancaria, vero
Draghi?). Della ripresa dei consumi
gioverebbero immediatamente sia le
imprese che i lavoratori in cerca di
impiego.
Il reddito di cittadinanza
proposto con serietà, coerenza e
coperture finanziarie dal M5S è la chiave
di volta di questa drammatica situazione.
Si tratta di un vero piano di lavoro e di
diritti sociali. 780 euro al mese garantiti a
chi non raggiunge una soglia minima di
sopravvivenza, che aumentano in base
al numero di componenti familiari
secondo un criterio di progressività. Il
M5S vuole inaugurare al più presto l'era
del reddito di cittadinanza, per ridare
dignità agli italiani e per rilanciare la
spesa, e quindi la produzione industriale,
attraverso i consumi". M5s Senato
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