N. 7 I agoSto / SetteMbRe 2010 MenSile del ciRcolo g. dozza atc Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (convertito in legge 27/02/2004 n. 46) Art. 1 Comma 1 D.C.B. Ufficio Bologna - e 0,90 BOLOGNA-FERRARA FINITE LE VACANZE VIGE UN CLIMA D’INCERTEZZA IL GRANDE AUTUNNO CALDO CONTIENE ATC FLASH 2 nuovoinformatore N. 6 I GIUGNO I 2010 sommario N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE 2010 Periodico della “Cooperativa Giuseppe Dozza A.T.C.” a.r.l. Scritti, foto, disegni e/o qualsiasi altro materiale consegnato per uso redazionale non è restituibile Registrazione presso il Tribunale di Bologna n. 6093 del 31/03/1992 Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in legge 27/02/2004 n. 46) Art. 1 Comma D.C.B. Ufficio di Bologna direttore responsabile Primo Mingozzi coordinatore editoriale Roberto Bertocchi comitato di redazione Maria Esmeralda Ballanti, Luciano Battistini, Roberto Bertocchi, Giancarlo Cacciari, Mirko Grimandi, Primo Mingozzi, Luigi Giorgio Tonelli, Martino Torri e Donato Ungaro segreteria di redazione Chiara Nassisi Maria Esmeralda Ballanti ricerca iconografica Gianni Giordano, Maurizio Ungarelli Redazione Circolo G. Dozza A.T.C. Via San Felice, 11/E - 40122 Bologna Tel. 051.231003 - Fax 051.222165 www.circolodozza.it [email protected] [email protected] responsabile pubblicità Andrea Bona referente polisportiva Chiara Nassisi casa editrice Edizioni Aspasia Bologna - San Giovanni in Persiceto Sede: Via San Felice, 18 (BO) Iscrizione al Roc n. 10522 Progetto grafico e impaginazione Idea Pagina snc Via Luigi Donini, 25-27 40068 San Lazzaro (BO) Tel. 051.6259011 - Fax 051.4998357 [email protected] elezioni circolo dozza Date e luoghi dove potere votare il Consiglio Direttivo 4 la crisi economica È una minaccia anche per i lavoratori Atc 5 la frattura della destra Un orizzonte alquanto nebuloso 6 cultura bolognese Santa Caterina da Bologna 7 a tu per tu con giordano bisemi La sicurezza sulle strade 8 editoriale la nota politica non tutti sanno che l'intervista sotto i portici momenti di storia 25 luglio, l'agonia del regime 10 ITALIA Le rotatorie: istruzioni per l'uso TRASPORTI MONDO Francia: Bordeaux 13 14 mobilità inserto staccabile vita da circolo I-IV Atc flash Ferrara Motosalsicciata del primo maggio / Autoferro da corsa Ferrara Spacapel, ovvero chiacchiere al termo / Fermata prenotata Ferrara Torneo di Trionfo / Palazzo Costabili Ferrara Il bello dell'autista / Il mitico bibus / A volte ritornano Bologna Castelli parmensi: eravamo in tanti / Un anno di più Bologna Mantova, battello, sole e... / Anteprima neve Bologna L'obbligo del casco in bici / Una stagione da podio 16 17 18 19 21 22 23 Bologna nuoto Il nuoto e i suoi benefici 24 bononia docet “Mater” a... scartamento ridotto 26 18 settembre 2010 Il gradito ritorno di Brunella Di Teodoro 27 attività polisportiva fermata a richiesta arte e cultura di Roberto Torreggiani bologna sezione scacchi Vi diamo scacco... L a sezione scacchi ha intenzione di organizzare un torneo sociale, per il mese di ottobre, al quale possono partecipare vecchi e nuovi tesserati. Attualmente abbiamo come il socio il Maestro Fiorentino Paliotto il quale si rende disponibile ad impartire sia lezioni ai principianti che agli avanzati. È un’occasione da non perdere! Chiunque sia interessato a seguire e a partecipare alle manifestazioni scacchistiche, è pregato di comunicare il nominativo ed il relativo recapito telefonico per essere contattato. La sezione scacchi è aperta il lunedì ed il giovedì dalle ore 16,00 alle ore 18,00 presso il Circolo Dozza ATC, Via San Felice 11/e Bologna. Nella foto il Maestro Fiorentino Palmiotto stampa Tipolitografia FD srl Via San Felice, 18/A - 40122 Bologna Tel.: 051.227879 - Fax: 051.220418 [email protected] www.tipolitografiafd.it chiuso in tipografia il 30 settembre 2010 stampato in 5.000 copie N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 nuovoinformatore 3 elezioni a cura della redazione ESITO DELL’ INDAGINE SVOLTA DALLA COMMISSIONE D’INCHIESTA E DEPOSITATA IL 27 LUGLIO 2010 Annullamento elezioni organi direttivi del Circolo Dozza Atc Si comunica che in seguito ai fatti emersi dalla relazione della Commissione di Inchiesta, il Consiglio Direttivo del Circolo Giuseppe Dozza ATC tenutosi il giorno 6 Settembre ha disposto la espulsione di un socio per avere tenuto un comportamento in contrasto con i principi informatori dello Statuto del Circolo Giuseppe Dozza ATC. NEI GIORNI DAL 13 OTTOBRE AL 22 OTTOBRE 2010 ELEZIONI DEL CIRCOLO DOZZA Calendario delle votazioni La Commissione Elettorale riunitasi il giorno 13 SETTEMBRE 2010 ha stabilito l’ubicazione dei seggi e gli orari per le votazioni come segue: Mercoledì 13 ottobre • Gruppo di Comacchio • Parc. Aut. Corso Isonzo dalle ore 08.30 alle 10.30 dalle ore 12.00 alle 17.30 Giovedì 14 ottobre • Deposito Ferrara Trenti 35 dalle ore 09.00 alle 17.30 Venerdì 15 ottobre • Parc. Aut. Corso Isonzo • Deposito Ferrara Trenti 35 dalle ore 09.00 alle 11.30 dalle ore 12.00 alle 17.30 Lunedì 18 ottobre • Deposito Battindarno • San Felice (Bo) dalle ore 05.00 alle 09.00 dalle ore 10.00 alle 17.00 Martedì 19 ottobre • Deposito 2 Madonne • Deposito Imola • San Felice (Bo) dalle ore 05.00 alle 09.00 dalle ore 10.00 alle 15,00 dalle ore 16.30 alle 19.00 Mercoledì 20 ottobre • Deposito Ferrarese dalle ore 05.00 alle 09.00 • San Felice (Bo) dalle ore 10.30 alle 13.00 Giovedì 21 ottobre • Uffici Zucca • San Felice (Bo) dalle ore 07.00 alle 12.00 dalle ore 15.00 alle 18.00 Venerdì 22 ottobre • San Felice (Bo) Spoglio delle schede dalle ore 09.00alle 12.30 dalle 14 in poi AVVISO AI SOCI VOTANTI La Commissione Elettorale informa i soci che per il consiglio Direttivo sarà possibile, durante le votazioni, esprimere un massimo di n° 4 preferenze. Per i sindaci revisori e i probiviri sarà possibile esprimere 1 sola preferenza. Il voto potrà essere espresso solo dai soci iscritti alla data della votazione. Il socio che non avesse ancora rinnovato la tessera associativa è pregato di presentarsi presso la segreteria del Circolo. Bologna, 13 settembre 4 nuovoinformatore La Commissione Elettorale N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 editoriale di primo mingozzi La crisi economica È una minaccia anche per i lavoratori Atc F inite le vacanze è subito un impatto amaro spinto da una crisi economica che è tanto forte e diffusa, che non fa più notizia. Avvertiamo una rassegnazione da fare paura perché la società sembra priva di anticorpi, di quei presidi di difesa che nel recente passato, erano visibili ed attivi e spesso se ne facevano carico. Oggi chi perde il lavoro, come spesso accade in questi giorni, è solo e per fare notizia sale sui tetti, chi è in disgrazia è preda della disperazione. In un paese così malmesso con centinaia di aziende pericolanti che lavorano a corrente alterna in un crescendo di cassa integrazione ormai a livelli insostenibili. Questa onda nera ha attraversato, con la vicenda Fiat ed il diktat di Marchionne tutta la stagione ferragostana in un vero e proprio disinteresse generale. Ma la “cura” Marchionne non è una partita che si chiude con qualche aggiustamento salariale. È uno scontro di tipo nuovo, che mira ai diritti dei lavoratori in un quadro di relazioni che ha come obiettivo quello di spaccare il sindacato, mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri. Da quanto riferisce la stampa, si tratta di un modello volto ad azzerare accordi e relazioni sindacali come mai si era visto nel nostro paese, perché basato sul ricatto di chi dice: “io investo, ma si lavora alle mie condizioni”. Il che significa: niente pause, niente scioperi, meno diritti, più produttività a parità di salario. O così, oppure l’investimento Fiat si fa in Serbia dove i lavoratori ricevono paghe molto inferiori a quelle dei lavoratori italiani. Ecco il dilemma della ripresa autunnale, in un paese, come il nostro, privo di una qualsivoglia strategia industriale e senza il ministro dell’economia e dello sviluppo da mesi, che di fatto, si configura come una nave in emergenza, senza chi la governa con le necessarie politiche volte a combattere la disoccupazione, soprattutto quella giovanile e creare nuove opportunità di N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 lavoro. Ormai sono i manager alla Marchionne a dettare l’agenda di un futuro che ha programmi di regressione nel mercato del lavoro, con inevitabili ripercussioni in tutti i settori della vita produttiva. Mentre scrivo questa nota, siamo, in pieno fermento con i problemi della scuola: è scoppiata la protesta degli insegnanti precari che in 200.000 sono stati messi alla porta dalla drastica riduzione dei posti di lavoro. E, anche in questo caso, il dramma che si ritrovano a vivere milioni di famiglie, porta molti insegnanti a proteste esasperate ed a forme addirittura di autodistruzione come lo sciopero della fame e della sete ed altre aberrazioni che mettono in pericolo la vita. E in ATC tutto bene? “No”, ci risponde Maurizio Lunghi della CGIL Trasporti, mentre la gara, che tanto ha tenuto in ansia i lavoratori, sta chiudendosi favorevolmente con l’attribuzione al Consorzio ATC, FER e private, è in arrivo la stangata cha taglia ai trasporti 580 milioni a livello regionale, con forti penalizzazioni per gli utenti del servizio e per il personale. La cosa ci preoccupa, e per cercare di fronteggiarla abbiamo chiesto un incontro con il Presidente Errani e, in quella sede, speriamo di trovare la soluzione, che consenta di evitare ricadute sui servizi offerti ai cittadini e, soprattutto, sul personale in servizio”. Concludo ringraziando Daniela Valdisserra e Catello di Capua che, intervenendo su quanto scritto da Roberto Bertocchi da “elettore di sinistra”, in un articolo del maggio scorso, hanno contribuito ad arricchire le problematiche vere che animano il dibattito vero dei nostri giorni. Per Daniela il nodo principale sono le conquiste sociali sempre più in pericolo e le disuguaglianze sociali che fanno emer– gere ingiustizie colossali fra chi guadagna appena per sopravvivere “e chi ha lauti stipendi”. Scrive Daniela “sarebbe bello se pubblicaste qualche articolo sul- le lotte civili e sindacali dal dopoguerra fino agli anni ‘70”. Consiglio condiviso ed accolto. Sarà impegno della Redazione fare quanto è possibile. Ricordo che si tratta della nostra recente storia e che anche i lettori ne possono raccontarne qualche pezzo. Scriveteci, come hanno fatto altri colleghi e lettori e noi ve lo pubblicheremo. Così ha fatto anche Catello Di Capua che ci ha proposto tanti spunti di riflessione sulla situazione politica, sulla crisi dei partiti. Anche per questa lettera, aspettiamo un vostro giudizio. Per i tanti temi a cui il collega ha fatto cenno, Di Capua mette le mani avanti dicendo: “Queste mie considerazioni non vogliono in alcun modo svalutare o denigrare le realtà politiche di sinistra e di destra, poiché credo siano elementi importanti, e parte integrante di una transizione in atto”. Proprio così, siamo d’accordo. Solo che le transizioni in politica sono buone o cattive a secondo dello sbocco che hanno. Qualche volta bisogna aiutarle e, questo, dipende da noi. nuovoinformatore 5 la nota politica di Natalino Guerra La frattura della destra Un orizzonte alquanto nebuloso L ’unità della Destra, postulata ed ipotizzata dalla nascita del “Partito della Libertà” appena due anni fa, è già drammatico tramonto, anche se razionalmente non è lecito confondere la Destra politica con la Destra governativa. Quest’ultima, nata e prosperata fra Popolo della Libertà e Lega, è stata ed è tuttora un’alleanza parlamentare, in cui le due ben distinte componenti si sorreggono e si premiano a vicenda in nome non di concezioni politiche comuni, ma di un comune Gianfranco Fini leader di Futuro e Liberà per l'Italia e Silvio Berlusconi “capo” indiscusso del Popolo della Libertà populismo, che finge di accettare tutto in cambio delle reciproche convenienze. Alla carenza dei reciproci vantaggi, l’alleanza governativa può sciogliersi , come avvenne alla fine degli anni Novanta. La Destra politica invece, creata unitariamente dal nebuloso e forse innaturale assemblaggio di “Forza Italia” e di An, è sembrata e sembra nata ibrida in un novecentesco salotto di mercificanti, senza caratteristiche politiche nuove, ma come appetitosa somma numerica di truppe sostanzial6 nuovoinformatore mente diverse ed eterogenee. Oggi questa destra si è duramente fratturata, come ha tuonato Fini nel rancoroso discorso di Mirabello: ciò comporta necessariamente un orizzonte vago per tutta la Destra, politica e governativa. Non c’è più un Partito della Libertà con l’alleato “Lega”, ma ci troviamo di fronte ad un partito ferito ed a due alleati armati l’un contro l’altro. Non per i sognatori, ma per i realisti, l’attuale triangolo a tre punte distrugge ogni idillio: nulla è più come prima. Gli avvenimenti degli ultimi due mesi hanno frantumato il Partito della Libertà. Sembrano sopravvivere due leader, apparentemente alloggiati nello stesso caravanserraglio, ma che si detestano e si odiano, in quanto portatori di due concezioni politiche antitetiche. Come si possono conciliare l’assolutismo personale e la democrazia popolare, l’ostracismo ai diversi e l’apertura agli immigrati, il baciamano a Gheddafi ed a Putin e la solidarietà con l’Europa e con l’America, le leggi ad personam e la difesa dei diritti umani, l’autoritarismo di stampo stalinista, calato dall’alto ed il personalismo pluralistico che nasce dal basso, la legge elettorale “Porcellum”, in cui i parlamentari sono nominati dai Capi, ed una legge elettorale democratica, che ridà ai cittadini la scelta degli eletti? Di fronte a tali interrogativi crolla ogni unità. Si possono raccogliere solo i cocci residuali di un passato inglorioso. Di fronte alle acute contestazioni di Fini, Berlusconi condanna e scomunica, con la prosopopea tipica di Don Chisciotte, che grottescamente parte in missione contro i mulini a vento. Condanne e scomuniche hanno generato una frattura insanabile, per cui la Destra ha iniziato una deriva forse inarrestabile. È una deriva contemporaneamente politica e governativa. Verso quali sbocchi? È inutile fermare le parole sulla bocca degli attuali tre leader: ognuno finge un gioco comune che più non esiste, ognuno gioca con sé stesso. La ricomposizione fra autoritarismo personalistico e liberalismo di respiro europeo è impossibile, ed evidentemente, al di là delle mosse furbesche, le vie future per le tre componenti non sono certo le “convergenze parallele”. Si avvicinano tempi burrascosi, drammatici, avventurosi, in cui perfino correnti di Destra e di Sinistra possono incontrarsi e scontrarsi. Il Dio denaro non potrà comprare tutto: sul suo fallimento potranno nascere nuovi diritti e nuovi doveri. Il Manzoni ci insegna che non per tutti i potenti c’è una notte tremenda e salvifica come la notte dell’Innominato. Anche i Don Rodrigo si perdono nel buio. N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 non tutti sanno che di Maria Esmeralda Ballanti cultura bolognese Santa Caterina da Bologna S e chiedete ad un bolognese chi sia il patrono della città vi risponderà correttamente San Petronio, che però forse non tutti sanno è affiancato anche da San Domenico, San Francesco d’Assisi, San Floriano e Santa Caterina de’ Vigri. Santa Caterina de’ Vigri, o da Bologna, veglia ancora oggi sulla città di Bologna dal Santuario di Via Tagliapietra, oggetto di forte devozione sia per la sua vita, già in odor di santità, sia per la miracolosa conservazione del corpo. Ma andiamo per ordine: Santa Caterina nasce nel settembre 1413 da Benvenuta Mammolini e da Giovanni de’ Vigri, patrizio ferrarese al servizio del marchese Niccolò III d'Este, signore di Ferrara. Da piccola viene educata a Bologna dalla madre e da parenti, per via delle molte assenze del padre, il quale impone però che impari anche il latino. All’età di 11 anni, Caterina entra alla corte Estense come damigella di compagnia di Margherita d'Este, figlia naturale di Niccolò III. Riceve quindi anche lei l’educazione migliore del tempo: studia musica, pittura, danza, impara a poetare e diventa esperta nell’arte della miniatura e della copiatura. Sentendo però che la vita di corte non faceva per lei, nel 1427 lascia la Corte Estense e si unisce a un gruppo di giovani di buona famiglia che facevano vita in comune dedite alla preghiera. Nel 1432, dopo alcune vicissitudini del gruppo a cui si era unita, sceglie con le compagne di abbracciare la regola di Santa Chiara, approvata da papa Innocenzo IV, e fonda un monastero intitolato al Corpus Domini a Ferrara. Pochi anni dopo si trasferì a Bologna, su richiesta della Chiesa locale, come badessa del nuovo convento di Clarisse ivi fondato, nel quale visse fino alla morte. Come detto fu già venerata in vita, ma il processo di canonizzazione iniziò N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 solo nel 1709 e si concluse dopo tre anni, nel 1712 sotto Papa Clemente XI. Viene commemorata il 9 marzo, giorno della sua morte. Si conservano ancora una viola da lei suonata e dipinti da lei eseguiti, mentre le opere religiose da lei scritte sono ancora oggi piuttosto famose e lette, in particolar modo “Le sette armi spirituali” e “I dodici giardini”, in cui narra della propria vocazione, delle visioni e di come riuscì a superare le tentazioni che ebbe negli anni di vita claustrale. La cosa che però stupisce ed attrae maggiormente devoti e non, è il modo miracoloso in cui si è conservato il suo corpo. Venne sepolta dalle consorelle nell’orto del convento, avvolta in un semplice lenzuolo. Quando le altre suore andavano a pregare sulla sua tomba notavano però sempre un profumo soave, anche se vicino alla tomba non vi erano né fiori né erbe aromatiche. Racconta la Beata, consorella e contemporanea, Illuminata Bembo nella sua biografia della Santa, che le suore decisero per questi fatti di disseppellirla dopo 18 giorni dalla morte, per darle una sepoltura più degna. Quando estrassero il corpo dal terreno si accorsero però che, ad esclusione del viso, rovinato dai badili usati, il corpo non era decomposto, ma profumato e con le giunture ancora morbide. Decisero quindi di aspettare un giorno prima di riseppellirla in una bara, ma quando il giorno seguente andarono a risistemare il corpo per la sepoltura definitiva, trovarono che il viso si era perfetto, nuovamente bianco ed intatto. Fu pertanto deciso di esporre il corpo nel coro della chiesa per la venerazione dei fedeli. Ed ancora oggi è possibile vedere la Santa, seduta su un trono e vestita in abiti da clarissa cambiati periodicamente dalle sorelle che si prendono cura di lei, perfettamente conservata. Come dicevamo ancora oggi è oggetto di profonda devozione, al punto che anche in tempi recenti sono uscite diverse pubblicazioni sulla sua vita ed i suoi scritti. Vi invitiamo quindi, se deciderete di fare una visita alla cappella della Santa, di avvicinarvi non solo con curiosità, ma con il rispetto dovuto ad un personaggio così degno. nuovoinformatore 7 l'intervista di stefano balboni a tu per tu coN giordano bisemi La sicurezza sulle strade Il nostro ex collega ma ancora socio del Circolo Dozza Stefano Balboni ha intervistato il dott. Giordano Biserni, presidente dell’ASAPS. Da questa intervista alcuni spunti, anche in relazione alla condotta di guida da tenere durante il viaggio da e per la meta della nostra sospirata vacanza estiva n Parliamo di sicurezza sulle strade col dottor Giordano Biserni, presidente ASAPS, Associazioni Sostenitori e Amici Polizia Stradale. L’associazione è nata nel 1991, ovvero negli anni delle “stragi del sabato sera”, quando troppe volte si andava a casa dalle famiglie a dire che il figlio non sarebbe più tornato. Quindi come addetti ai lavori abbiamo voluto dare il nostro contributo, con idee e analisi, una voce diversa da quelli che rappresentano interessi economici particolari. Abbiamo cominciato in 16 agenti di Polizia stradale, costituendo la nostra sede a Forlì. Abbiamo prodotto analisi e schede operative, che fra i colleghi hanno destato subito un grande interesse. Abbiamo raggiunto prima i mille, poi i quattromila e infine siamo arrivati ai quasi trentamila soci di oggi. La maggior parte sono appartenenti alla forze dell’ordine statali e alle polizie municipali, ma tanti soci sono comuni cittadini che lavorano nel settore del trasporto professionale di merci o persone. Abbiamo attivato successivamente una serie di osservatori sulla pirateria stradale, sui contromano, sugli incidenti ai bambini, sugli incidenti del fine settimana, sulle aggressioni alle divise. Tutto questo ha sollecitato da parte dei mass media un notevole interesse alle analisi e alle proposte che ASAPS mette in campo. Oggi l’associazione fa parte della Consulta nazionale per la sicurezza stradale, della Consulta della sicurezza dei servizi di Autostrade Italiane, della Consulta per la sicurezza della Fondazione ANIA (l’associazione che raggruppa tutte le assicurazioni). All’epoca del lancio dei sassi dai cavalcavia ASAPS propose alcune misure: 8 nuovoinformatore la numerazione dei cavalcavia e l’installazione di reti di contenzione, puntualmente eseguite dagli enti proprietari delle strade. Per l’abuso di sostanze alcoliche l’ASAPS richiese un’intensificazione dei controlli e una maggior durezza della pena (la confisca dell’auto per il limite superiore a 1,50). Ci stiamo adesso battendo per l’inutilità dei 150 all’ora, argomento che approfondiremo. Quando ASAPS si è costituita, nei primi anni ‘90 si contavano 8500 morti sulle strade. Nel 2008 sono stati rilevati 4.731 morti. Credo che questo saldo positivo di quasi 4000 morti in meno sia da attribuire anche al contributo importante di una associazione come la nostra. n Dr. Biserni esiste una correlazione fra l’uso di alcol e le stragi del sabato sera? Quanto influisce l’alcol sulla guida? È ovvio che la correlazione esiste, ma il problema non è solo l’alcol. Il dottor Baccini, farmacologo di Ravenna, in uno studio degli incidenti stradali del 2007 rileva una percentuale di incidenti correlata ad uso di alcol e/o narcotici veramente elevata, addirittura il 60% degli incidenti mortali o gravi. Un numero che la dice lunga su quanto pesi l’abuso di sostanze durante la guida. Ultimamente però stiamo assistendo ad una curiosa campagna in cui si dice che l’alcol influisce solo per il 2,5% sugli incidenti. Questo è un modo per sottostimare il problema perché dietro ci sono ovviamente interessi economici veramente importanti. Partiamo dal presupposto che l’alcol non fa mai bene, ma diventa micidiale quando si guida. Non ci stancheremo mai di dire che chi guida deve stare lontano dall’alcol. Perché solo il 2,5% degli incidenti viene correlato all’alcol? Nei trecentodiecimila feriti censiti ci sono quelli che si sono ammaccati un’unghia, quelli con il sospetto colpo di frusta (per lucrare sull’assicurazione) ma ci sono anche quelli che dopo l’incidenti sono paraplegici o tetraplegici, persone che sono in coma. Un solo esempio che ha poi avuto per altri motivi una rilevanza nazionale: Eluana Englaro era in coma per un incidente stradale. Se i dati venissero invece raccolti differenziando i feriti lievi dai feriti gravi e gravissimi e osservando i soli incidenti mortali vedremo che l’alcol sugli incidenti con esiti drammatici ha una rilevanza altissima, sfiorando il 35%. Sulla pirateria stradale, quando i pirati vengono rintracciati nell’immediatezza il 40% risultava essere in stato di ebbrezza o aver fatto uso di narcotici. Da questa percentuale ovviamente sono esclusi i pirati identificati molto tempo dopo l’evento o addirittura mai rintracciati. L’alcol pesa quindi come un macigno e questo non è un punto in discussione. Si tende a sminuire questo peso raccogliendo malamente i dati, solo per proteggere interessi economici importanti da tutelare. In altri paesi, dove la produzione di vini e superalcolici ha una rilevanza economica anche maggiore che in Italia, si tengono ben distinti la responsabilità dagli interessi economici. In Francia eseguono sei milioni di controlli l’anno. Vogliamo sottolineare come la estrema severità delle pene e i controlli intensificati con l’etilometro hanno dato risultati eccellenti: dai 250.000 controlli del 2006, al 1.400.000 del 2008, al 1.900.000 del 2009. In questi anni le stragi del sabato sera, e in generale la sinistrosità stradale, sono diminuite moltissimo. Quindi i due elementi N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 cardine (severità della pena e controlli con l’etilometro) della nostra campagna sono stati determinanti, anche se ancora c’è il grosso problema dei proprietari dei locali che danno tutta la responsabilità all’asfalto: dicono che tutto il problema alcool è da gestire sulle strade, invece il problema nasce nei locali, con la somministrazione di alcolici e superalcolici ai minorenni o a persone che sono già ubriache (la legge lo vieta). Serve quindi una presa di responsabilità da parte di tutto il sistema, che cominci dalla famiglia, dalla scuola, dai gestori dei locali e infine, laddove qualcuno ancora non avesse capito, bisogna elevare su strada la possibilità di incorrere nei controlli. Questo è un percorso virtuoso che sta dando risultati importanti, anche se ultimamente stiamo assistendo, come dicevo prima, ad una tendenza a sminuire il ruolo dell’alcol che noi non vorremmo vedere; vorremo invece vedere una forte attenzione su questo aspetto. n Hanno senso i 150 km l’ora in autostrada? La velocità è sempre una concausa della gravità dell’incidente e a volte è il solo elemento che rende devastante un incidente. Nei rilievi però la prima causa di incidente è la distrazione. Purtroppo noi abbiamo l’etilometro per l’alcol e l’autovelox per la velocità, ma nulla possiamo contro la distrazione. Quando parliamo ai giovani non possiamo dire che la velocità non attrae e non ha fascino: la Formula 1 ha grande attrattiva proprio per la velocità. Solo che noi non sappiamo distinguere fra la velocità verticale e la velocità orizzontale. Durante le sessioni scolastiche spieghiamo che lanciarsi da un terzo piano di un palazzo corN. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 risponde ad un impatto avvenuto ai 50 km l’ora. Quindi è già un impatto che rischia di essere mortale. Infatti quando si arriva sul luogo di un incidente il ferito è stupito perché, pur andando solo ai 50 all’ora si è fracassato le ossa! A livello istintivo la velocità verticale ci spaventa, mentre quella orizzontale non causa le stesse remore. Il partito dei 150 all’ora (qualcuno ha proposto anche i 160) propone questo limite dove ci sono tre corsie e il tutor; però il tutor non è stato installato per far andare più forte, ma a far procedere il traffico con una velocità più regolare. Infatti nella rete autostradale il livello di sinistrosità è già dentro il limite imposto dalla comunità europea. Dal 2000 al 2008 la mortalità si è infatti abbassata del 50%, non solo nelle tratte coperte dal tutor ma su tutta la rete autostradale. Aumentare il limite di velocità vanificherebbe questo risultato. I 150 sono inutili e pericolosi. Sono inutili perché il percorso medio di un italiano in autostrada è di 150 km: con un limite di velocità di 150 si “guadagnano” otto minuti, un tempo che fa veramente poca differenza. Bisogna inoltre ricordare che il limite dei 150 in realtà si traduce in 157 km orari senza sanzione, fino ai 166 km orari di media sanzione di 38 euro. Infatti chi promuove i 150 lo fa perché vuole andare ai 200: con 155 euro e 3 punti detratti dalla patente si potrà viaggiare fino a 200 km orari, per via della tolleranza del 5% sulla velocità rilevata; infatti la legge dei 150 prevede che il prelievo di punti passi da 5 a 3; e da 10 a 6 punti per la fascia dagli oltre 40 fino a 60 km orari. Prevale quindi la logica di cassa: si aumentano di poco gli importi ma si abbassano molto i punti prelevati. Chi è abbiente quindi rischia ed eventualmente paga, tanto perde pochi punti. I 150 orari sono pericolosi perché vedremo aumentare gli incidenti, anche se solo lievi, per tamponamenti: arrivo più velocemente alla coda, perché le code in autostrada non spariscono aumentando il limite! Altra considerazione: viaggiare ai 150 in autostrada significa aumentare considerevolmente i consumi, andando ad alimentare il circolo vizioso dell’aumento del costo dei carburanti, inquinando molto di più. Altro argomento da valutare è il differenziale di velocità: andando ai 150-160 la differenza di velocità con un veicolo pesante diventa di 60-70 km orari; infatti gli autocarri continueranno a transitare lungo le tre corsie, anche con il limite ai 150. Quando un camion nella corsia di sinistra viaggia agli 80, l’altro camion lo sorpassa nella corsia centrale agli 85 e per tre chilometri abbiamo davanti un muro fatto da due camion; nella terza corsia si dovranno immettere tutti i veicoli che sopraggiungono a velocità elevatissima ed è in questa situazione che capiteranno gli incidenti mortali, con i salti di corsia, perché la differenza tra le due velocità è una delle cose più rischiose della dinamica della mobilità autostradale. Ultima considerazione: i moderni sistemi di ritenuta presenti a bordo delle vetture non devono servire ad andare più forte; lo logica del “più airbag ho più vado forte” è sbagliata. Infine una domanda semplice: come mai solo l’Italia sta pensando di aumentare il limite di velocità, mentre in altri paesi nulla di tutto questo accade? Pensiamo di avere le macchine migliori o di essere i conducenti più adatti a questa condizione? Mediamente in autostrada in Europa si viaggia ai 125 l’ora. Solo in Germania ci sono delle tratte a velocità libera, paese in cui però le velocità adeguate sono consigliate. Ricordiamo anche per un tedesco un consiglio è un ordine, per un italiano un ordine è un consiglio; culturalmente infatti siamo molto diversi. La fregola della velocità è una questione tutta italiana: quando passiamo il confine con la Slovenia, con l’Austria, con la Svizzera, con la Francia, come ci comportiamo? Perché l’ansia dei 150 esiste solo da noi? Vogliamo parlare dei limiti negli Stati Uniti? Non scherziamo con la sicurezza stradale! nuovoinformatore 9 sotto i portici con MaRco Macciantelli MoMeNTI DI sToRIa 25 luglio, l’agonia del regime un MeMoRiale PRezioSo 25 luglio 1943, sessantasette anni fa. Ma perché quel giorno, anzi quella notte, tra il 24 e il 25 luglio del 1943, è ancora così importante per la storia italiana? In cima alle testimonianze va posta quella d’un protagonista del tempo, un protagonista di parte, ma non per questo meno significativo, come Dino Grandi, grazie alle sue memorie curate dallo storico Renzo De Felice.Dino Grandi: un gerarca del fascismo, uno dei suoi massimi espo- 17, in Palazzo Venezia, in un’atmosfera “drammatica”. Due settimane prima gli anglo-americani erano sbarcati in Sicilia; pochi giorni prima, il 22 luglio, avevano conquistato Palermo; il 19, alle ore 11 del mattino, mentre il duce si trovava a Feltre per incontrare Hitler, l’aviazione americana aveva bombardato il quartiere San Lorenzo a Roma, provocando migliaia di vittime. Nel mese di marzo si erano verificati gli scioperi nel triangolo industriale che avevano coinvolto anche Bologna. La dai mesi precedenti allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando, il 7 dicembre 1939, “senza sentire il Gran Consiglio e neppure il Consiglio dei Ministri, venne irrevocabilmente presa la fatale decisione di entrare in guerra a fianco della Germania”. Gli stessi membri del Gran Consiglio appresero “attraverso la radio la notizia” che l’Italia era andata in guerra il 10 giugno 1940 contro la Francia e la Gran Bretagna e altrettanto accadde “quando l’Italia un 25 Luglio 1943 - Nelle due foto i festeggiamenti in Piazza Maggiore per la caduta del fascismo (dal sito www.bolognaliberata.it/Immagini.htm) nenti. Ministro degli Esteri, ambasciatore a Londra, quindi ministro Guardasigilli, presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni. Originario di Mordano, nell’imolese, nato il 4 giugno 1895, morto a Bologna, dove volle infine stabilirsi, il 21 maggio 1988, sposato con Antonietta Brizzi, di Castenaso. Il memoriale di Grandi, da un lato, non va assunto come fonte unica ed esclusiva, dall’altro costituisce un documento oggettivamente prezioso. Ma che cosa accadde nella notte tra sabato 24 e domenica 25 luglio 1943? una lunga diScuSSione Il Gran Consiglio del fascismo, presente al completo, si riunì il 24 luglio, alle ore 10 nuovoinformatore situazione nel Paese era di malessere e di crescente opposizione al regime. Grande l’inquietudine all’interno delle forze armate. All’appuntamento Mussolini si presentò in uniforme di comandante generale della milizia fascista, i cui reparti, armati e in pieno assetto di guerra, presidiavano il luogo dell’incontro. Per comprendere il “clima” si tenga presente che Grandi ha confessato di aver portato con sé, come estrema difesa, due bombe a mano (una delle quali affidò a De Vecchi). Fu una discussione lunga, si protrasse per 10 ore, sino al mattino. Come Grandi spiega, l’organo supremo del fascismo non si riuniva da circa quattro anni e cioè anno dopo entrò in guerra contro la Russia e l’America”. un bilancio cRudo La discussione del Gran Consiglio ruotò intorno a diverse questioni. Dall’interpretazione del ruolo dell’organismo: istanza suprema o strumento di mera consultazione? Al rapporto di subordinazione al nazismo tedesco. Sino all’oppressione esercitata dal partito sullo Stato. Nella sua parte più interessante, il confronto si soffermò intorno ad un bilancio, crudo e schietto, sulla dittatura e sulle sue responsabilità. Ed ancora, intorno all’auspicio, illusorio ed evidentemente retorico, di un “ritorno allo Statuto”, al N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 A fianco, il “Corriere della Sera” dell’epoca annuncia le dimissioni di Mussolini precedente ordine legale ed alle prerogative del re. Sul piano politico è rilevante la sottolineatura della profonda frattura tra il regime e il Paese. La rappresentazione realistica della crisi e del disfacimento. Ed è sulla base di questi elementi di contesto che viene presentato da Dino Grandi un ordine del giorno, preannunciato dallo stesso Mussolini in un colloquio del 22 luglio, che, chiedendo al re di riprendere la guida della guerra, di fatto auspica l’esautorazione del dittatore. Un odg che ottenne una larghissima maggioranza: un astenuto, otto contrari, diciannove voti a favore: Acerbo, Albini, Alfieri, Balella, Bastianini, Bignardi, Bottai, Cianetti, Ciano, De Bono, De Marsico, De Stefani, De Vecchi, Federzoni, Gottardi, Marinelli, Pareschi, Rossoni, oltre allo stesso Grandi, naturalmente. Obiettivo politico: fornire a Vittorio Emanuele il pretesto per formalizzare la crisi di governo. “tRaditoRi” Il giorno successivo, alle 17, a Villa Savoia, l’incontro tra Vittorio Emanuele e Mussolini. Alle 18, la notizia: Badoglio nuovo capo del governo, il duce arrestato. Alle 22,45 ne dà ufficialmente annuncio la radio. Quindi, l’esilio del capo del fascismo all’isola di Ponza, alla Maddalena, al Gran Sasso, dove sarà successivamente “liberato” dai tedeschi. I primi passi del governo Badoglio, del tutto inadeguati, con le infelici frasi della dichiarazione diffusa dopo l’incarico ricevuto di formare un nuovo governo, là dove si afferma che: “la guerra continua” e “l’Italia mantiene fede alla parola data”. Per fortuna stava contestualmente emergendo dal sentimento popolare un'altra Italia, di cui seppero farsi interpreti, in modo pluralistico, i partiti democratici riemersi dalla clandestinità e dall'emigrazione. La vicenda della riunione notturna tra N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 il 24 e il 25 luglio del 1943 ebbe ulteriori conseguenze. Chi si schierò contro Mussolini fu ritenuto un “traditore”: nel gennaio del 1944, la Repubblica sociale, insediatasi con il determinante contributo della Germania nazista, processò e condannò a morte i firmatori dell'odg: lo stesso genero del duce, Galeazzo Ciano, fu giustiziato, in un clima di cupa tragedia, insieme al vecchio “quadrunviro” De Bono (classe 1866), a Gottardi, Marinelli e Pareschi. Grandi fu condannato in contumacia, perché, nel frattempo, aveva lasciato l'Italia per il Portogallo. irresponsabili del partito esercitavano ad ogni momento nelle attività degli organi dello Stato”, quando sottolinea come il regime fosse dominato da una dittatura senza più futuro davanti a sé, compie un atto politico che va valutato per gli sviluppi che ha concretamente prodotto. Quando denuncia il “conformismo grigio” di parole d'ordine come “Credere, obbedire, combattere” dà voce a ciò che gli antifascisti andavano affermando sin dal primo apparire della propaganda di regime. Quando ricorda che i fascisti hanno finito per legarsi “alla Germania nazista in una posizione di vassalli, tollerati quando non addirittura disprezzati”, fa suo un motivo della critica rivolta al regime mussoliniano. La circostanza realmente significativa è che l'odg di Grandi “delibera decaduto il regime di dittatura, perché esso ha compromesso i vitali interessi della nazione”. una MoRte Politica un PaRtito totalitaRio Questa la storia. Ora, a tanti anni di distanza, forse è possibile mettere in fila alcune considerazioni. Non v'è dubbio che Dino Grandi sia stato un fascista e che come tale abbia condiviso tutte le responsabilità del regime di cui fu un esponente di primissimo piano, anche se decisamente meno rozzo di altri. Non v'è dubbio che coloro che sottoscrissero l'odg da lui proposto rappresentassero il vertice di un totalitarismo che si macchiò di delitti (da Matteotti ad Amendola ai Fratelli Rosselli), di ingiustizie (il Tribunale Speciale, il confino), di infamie (come il “Manifesto sulla razza”, nel 1938), di piccole e grandi oppressioni conseguenti alla fascistizzazione della vita sociale e civile, nonché di veri e propri errori o di calcoli sbagliati (come la scelta di entrare in guerra a fianco del Terzo Reich hitleriano). Non v'è dubbio che, pur con motivazioni per lo più dettate dalle convenienze, i firmatari di quell'odg concorsero a determinare un fatto che non ha mancato di incidere sulla storia d'Italia. Quando Grandi, nelle sue memorie, deplora i “propagandisti nazifascisti della guerra”, quando denuncia la totale assenza di rispetto delle istituzioni, o parla di “ingerenze e interferenze che le gerarchie Fatto sta che Dino Grandi capì, capì che il regime era alla fine, e con il suo odg, da un lato, si illuse in un cambiamento dei rapporti di forza all'interno del sistema di potere, vagheggiando una sostituzione del duce, dall'altro finì per contribuire alla presa d'atto della fine. Rimane da chiedersi che cosa agiti o motivi ancora certi atteggiamenti, nostalgici o apologetici che, purtroppo, pur a distanza di tanti decenni, inspiegabilmente persistono. Se la stessa maggioranza del fascismo sentì l'esigenza di mettere in minoranza Mussolini, decretandone la fine, certe interpretazioni indulgenti verso il fascismo come vanno considerate? E come va intesa la pervicace difesa di ciò che accadde dopo, con la Repubblica sociale asservita al nazismo? Come ha lucidamente spiegato De Felice (storico rispettato dalla destra): “Politicamente Mussolini morì il 25 luglio. Il Mussolini della RSI non sarebbe stato che l'ombra, il fantasma del Mussolini morto il 25 luglio. Un fantasma patetico, talvolta spietato e grottesco al tempo stesso”. Chi ancora non vuole capirlo, fa torto alla storia e alla serenità con cui, a distanza di tanto tempo, si dovrebbe, invece, finalmente, rileggere una pagina così importante della nostra vicenda nazionale. nuovoinformatore 11 12 nuovoinformatore N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 mobilità di Maurizio Dall’Ara italia Le rotatorie: istruzioni per l’uso I n Italia negli ultimi anni si sta sempre più estendendo la costruzione, e di conseguenza l’uso, delle rotatorie o rotonde stradali. Questa crescita è dovuta anche al fatto che la legge ha reso obbligatoria la redazione dei “Piani Urbani del Traffico” con i quali le Amministrazioni pubbliche sono chiamate a realizzare migliori condizioni di viabilità e questo tipo di infrastruttura costituisce in molti casi una soluzione a basso costo per problemi di congestione di traffico e di alto numero di incidenti. Tecnicamente si tratta sempre di un incrocio, ma la sua forma circolare, con un’isola centrale, fa si che possano confluire in un punto anche più delle quattro strade dell’incrocio classico, assumendo in alcuni casi anche forme diverse, come quella ovale o a doppia circonferenza. Il tipo di rotatoria più utilizzato in Italia è quello che si ispira al modello “francese”, cioè caratterizzato dal diritto di precedenza per i veicoli che circolano all’interno della stessa. Le rotatorie alla “francese” consentono di ottenere i seguenti importanti vantaggi: 1) riduzione delle velocità troppo elevate di percorrenza in quel tratto di strada; 2) miglior fluidità del traffico con riduzione dei tempi morti; 3) diminuzione dell’inquinamento acustico e delle emissioni di gas di scarico; 4) diminuzione dei punti di conflitto fra i veicoli e quindi riduzione del numeri di incidenti e della loro gravità; 5) possibilità di compiere in tutta sicurezza la manovra di svolta a sinistra o di inversione di marcia; 6) miglior aspetto architettonico dell’intersezione stradale. La grande diffusione di questa innovativa soluzione, porta, come in tutte le novità, anche qualche inconveniente; capita spesso, infatti. di vedere comportamenti non proprio corretti, fino al caso estremo di chi ha imboccato la rotatoria al contrario. N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 Non sono tantissimi i comportamenti per evitare inconvenienti. COSA FARE NEI PRESSI DELLA ROTATORIA Quando si giunge nei pressi di una rotatoria in fase di entrata, occorre rallentare, verificare la presenza di veicoli che già la percorrono, dare la precedenza e poi immettersi. Quando le corsie lo permettono, è possibile circolare anche per file parallele. La rotatoria è sempre a senso unico e va percorsa in verso antiorario. menti per i pedoni stessi. Questi pericoli possono essere notevolmente ridotti con la sistemazione di isole spartitraffico ben visibili per aiutare i pedoni e ciclisti, ricordando che, se sono sulle apposite strisce, hanno sempre la precedenza. Per i ciclisti è obbligatorio impegnare la pista ciclabile che affianca la rotatoria, qualora sia esistente; in caso contrario, dopo l’immissione nella rotonda, bisogna sempre mantenere la destra, mai spostarsi COSA FARE ALL’INTERNO DELLA ROTATORIA Quando ci si trova all’interno della rotatoria si ha diritto di precedenza rispetto ai veicoli in entrata, anche se questi provengono da destra o da strade di maggior importanza. Nelle rotatorie a due corsie di scorrimento, è buona norma impegnare la corsia esterna nel caso in cui si debba svoltare subito a destra; viceversa è opportuno impegnare la corsia più interna (di solito è più stretta di quella esterna) nel caso in cui si debba percorrere larga parte della rotatoria o si debba effettuare un’inversione di marcia rispetto al senso di entrata, percorrendola tutta. Ogni manovra effettuata all’interno della rotatoria è obbligatorio che sia segnalata con gli indicatori di direzione (le “frecce”), così come ogni volta la si debba lasciare per immettersi in una ramificazione laterale. PUNTI CRITICI Riguardano essenzialmente le difficoltà per pedoni e ciclisti (i ben noti utenti “deboli” della strada) ad attraversare la sede stradale in corrispondenza della rotatoria e nel fatto che in uscita i veicoli di solito aumentano la velocità proprio di solito nei punti dove si trovano gli attraversa- all’interno. Per gli automobilisti in entrata che vedono un ciclista che sta affrontando una rotatoria è opportuno prestare ancora più attenzione, perché spesso è difficile interpretarne le reali intenzioni, visto che in quel momento il ciclista stesso si trova esposto ad una serie di potenziali pericoli provenienti da più direzioni (è preferibile perdere qualche secondo in più ed agevolarlo nella manovra di uscita). In generale è bene sempre ricordare che le rotatorie, al pari delle altre componenti della strada, non sono “terra di nessuno” dove prendersi diritti o precedenze che non si hanno, ma che, se usate con il dovuto criterio, sono uno strumento molto efficace per migliorare il traffico delle nostre città e, perché no, anche per migliorare un po’ la qualità della nostra vita. nuovoinformatore 13 mobilità di Di Alessandro, Graziella, Fabio, Lorenzo e Stefania trasporti nel mondo Francia: Bordeaux B enedetti i voli economici della Ryanair, un veloce testa o croce e il fato indica in Bordeaux la meta per la nostra breve vacanza. Città francese poco più piccola di Bologna, e noi, cinque ragazzi un pò prevenuti al cospetto di una piacevole sorpresa: palazzi antichi, chiese, splendide piazze e il lungofiume, la Garonna, che di giorno è la méta di chi fa jogging o semplicemente passeggia, di chi va in bicicletta, dei più piccini che giocano chiusi alle sue estremità. Fuori dal centro la sua sede è separata, posta tra le due corsie per il traffico su gomma, e prende corrente dalla linea aerea, mentre in centro il trolley scende e si alimenta dalla linea a terra in tutta sicurezza per auto e pedoni che possono transitare. Questo particolare sistema e’ chiamato APS ed è un brevetto Alstom: il tram in transito attiva un tratto isolato del terzo binario di alimentazione centrale la cui elettricità viene captata da vandalizzate. All'interno del tram ci colpisce la pulizia e le obliteratrici sono ad un'altezza fruibile da persone di qualsiasi statura. Ci sono seggiolini fissi ed alcuni richiudibili con apposito adesivo che invita gli utenti, in caso di affollamento, ad alzarsi (e prontamente eseguono, altra meraviglia). Giunti in centro notiamo che le rotaie si incontrano un pò ovunque e le tre linee (A, B, C) passano nelle piazze, davanti al teatro grande, sul lungofiume senza appa- In alto a sinistra, il gruppo in viaggio di “piacere” e, sopra, un tram. A fianco, a sinistra un bus e a destra il Place de la bourse nelle aiuole verdi e di notte si trasforma in uno spettacolo di luci colorate che si riflettono sullo specchio d'acqua. Ma non dimentichiamo il motivo che ci ha portato a scrivere queste righe: il trasporto pubblico... in fondo siamo addetti ai lavori. Già dall'aeroporto, con soli 1,40 euro di biglietto orario acquistato dal conducente (incredibile... è in bermuda!!!), la linea 1 ci porta in centro o in un comodo punto per un interscambio. Per arrivare al nostro albergo ci serve la linea A e possiamo provare subito il tram marchiato Alstom, un serpentone lungo circa una trentina di metri con due posti guida completamente 14 un apposito pattino. Dopo un avvio molto difficoltoso e costoso, soprattutto legato ai malfunzionamenti ed ai rischi prodotti da eventi climatici quali la pioggia, oggi questa tecnologia è diventata affidabile grazie anche all’esperienza apripista fatta a Bordeaux e comincia a diffondersi in altre città con centri storici da preservare da antiestetiche e complesse reti aeree, tra cui Milano. Lungo le linee ogni fermata è dotata di pensilina con citofono per segnalazioni ed emettitrice automatica per acquistare i diversi titoli di viaggio anche con carta di credito, perfettamente funzionanti e non rire corpi estranei. Bordeaux è proprio una città a misura d'uomo, e all'uomo, i pedoni, è dedicato tutto il centro storico e i mezzi privati sembrano rispettare senza problemi i divieti. La TBC (tram et bus de la communautè urbaine de Bordeaux) dispone di un parco vetture di 510 bus di cui 143 a gas impiegati nelle 75 linee urbane diurne e 12 notturne, 44 tram snodati più una navetta elettrica per il centro. A fine viaggio ci rimane il ricordo di una bella città e di abitanti cordiali e disponibili, pronti ad aiutare cinque turisti in difficoltà con la lingua francese e di un trasporto pubblico che ha esaudito le nostre necessità. Chi volesse contribuire a questa rubrica può inviare scritti e foto a [email protected] N. 6 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 Trasporti pubblici Bologna - Ferrara Ecco la nuova campagna abbonamenti 2010-2011 Anche quest’anno la campagna abbonati si "sdoppia" fra Bologna e Ferrara: ecco le condizioni riservate a chi acquista gli abbonamenti annuali (ATC) per il bacino di traffico di Bologna, e quelle dedicate ai titolari di abbonamento annuale per il bacino di traffico di Ferrara. N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 nuovoinformatore I Trasporti pubblici Bologna - Ferrara Per gli abbonamenti per il bacino di Bologna: Tra i diversi abbonamenti annuali di ATC c'è sicuramente la soluzione che meglio si adatta alle esigenze di ognuno: per le aree urbane, per i percorsi extraurbani nelle varie fasce chilometriche e con integrazione per le aree urbane, con tariffe scontate per gli studenti fino a 30 anni e per chi ha compiuto 70 anni. Comodità e libertà di movimento L'abbonamento annuale al trasporto pubblico è la soluzione giusta per viaggiare liberamente e senza problemi di parcheggio e di accesso al centro città. Vale 12 mesi, permette di circolare tutti i giorni, senza limitazione di orari. L'inizio della validità può decorrere, a scelta del cliente, da uno qualsiasi dei 30 giorni successivi all'acquisto. Non deve essere timbrato a bordo e in caso di furto o smarrimento è possibile ottenere un duplicato, presentando la denuncia, a soli 5 euro. I vantaggi e le opportunità... L'abbonamento annuale personale consente risparmi concreti per l'ingresso al museo, a teatro o al cinema, l'acquisto di libri, il giro turistico di bologna e l'utilizzo del car sharing. Come per gli anni scorsi alle famiglie viene offerta una grossa opportunità di risparmio: il possesso di 2 abbonamenti annuali dà diritto ad uno sconto del 50% sull'acquisto di ogni successivo abbonamento annuale per i minorenni appartenenti al medesimo nucleo familiare. Per ottenere lo sconto è sufficiente presentare in biglietteria al momento dell'acquisto, oltre ad un II nuovoinformatore documento di identità, uno stato di famiglia e i due abbonamenti annuali in corso di validità. Il prezzo dei titoli scontati al 50% non può essere rateizzato. Per gli abbonamenti acquistati a prezzo non scontato è’ possibile rateizzare il pagamento in tre rate, senza interessi. N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 Trasporti pubblici Bologna - Ferrara Per gli abbonamenti per il bacino di Ferrara: Comodità e libertà di movimento L’abbonamento annuale ordinario e l’abbonamento annuale sulla tratta Ferrara-bologna valgono 12 mesi dal giorno dell’emissione; l’abbonamento annuale studenti Tpf vale dal 1° settembre al 30 giugno (10 mesi). È possibile circolare tutti i giorni, senza limitazione di orario. Non deve essere timbrato a bordo e, in caso di furto o smarrimento, è possibile ottenere un duplicato, presentando la denuncia, a soli 5 euro. I vantaggi e le opportunità... L’abbonamento annuale personale consente risparmi concreti per l’ingresso a teatro, al museo e al cinema, l’acquisto di libri e di articoli di elettronica. Se in una famiglia c’è un abbonato annuale, gli abbonamenti annuali studenti acquistati successivamente beneficiano di sconti: il prezzo del secondo abbonamento è ridotto del 20%, il prezzo del terzo del 30%, il prezzo del quarto (e dei successivi) è ridotto del 40%. Per ottenere lo sconto è sufficiente presentare in biglietteria al momento dell’acquisto, oltre ad un documento di identità, uno stato di famiglia e gli abbonamenti annuali in corso di validità che danno diritto all’agevolazione. N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 nuovoinformatore III Trasporti pubblici Bologna - Ferrara in breve Le modifiche al servizio invernale scolastico in vigore dal 14 settembre A Bologna: A seguito della riforma della scuola superiore, che ha prolungato l'orario delle lezioni, è stato effettuato uno slittamento in avanti di tutte le corse di rientro scolastico sia nel servizio urbano che nell’extraurbano; Viene introdotto un nuovo percorso per la linea 11 che effettuerà via Indipendenza in direzione Bertalia/ Arcoveggio anzichè via Marconi; Viene soppressa la linea F; Sulla linea 35 sono state inserite delle corse aggiuntive nella punta del mattino; Viene modificato l’assetto delle fermate in viale Pietramellara: • arretramento linee 21 e 25; • spostamento in avanti linee 35 e 38; • soppressione fermata J. Viene introdotta la nuova linea 181 che sostituisce i prolungamenti di varie linee suburbane (87, 91, 96) per uniformità con tutti gli altri collegamenti scolastici; Viene introdotta la nuova linea 185 che integra la 184 da via dei Mille per migliorare i collegamenti fra le linee suburbane e l’istituto Rosa Luxemburg. Viene cambiata la numerazione delle “300” 331 --> 231: le linee i numeri della serie 300 saranno attribuiti a linee del bacino di Ferrara A Ferrara: La linea 11 effettuerà ingresso e regresso in stazione in entrambe le direzioni, permettendo così il collegamento da via Bologna / Chiesuol del Fosso / Osp. S. Giorgio e da Pontelagoscuro con la stazione. Non è previsto il transito in stazione la mattina dei giorni festivi, in quanto i tempi di percorrenza sarebbero insufficienti e non sono disponibili risorse per inserire una macchina aggiuntiva sulla linea. Ci complimentiamo con i colleghi che hanno conseguito la patente E… Andrea Castelli; Rosa Colorito; Nicola Fabbiano Chiacchio; Carmelino Fonti; Marina Maroni; Ettore Giuseppe Mastragostino; Michele Montanino; Marco Mungiovi'; Daniele Riccobono; Simone Rizzoli; Luigi Saponaro; Iolanda Scarinzi; Teresa Scuccimarra. …e con i colleghi che hanno conseguito il patentino filoviario Daniele De Vincenzo; Daniele Deluigi; Damiano Druidi; Fabrizio Fanti; Raffaele Fraiese D'Amato; Mirko Grimandi; Alvise Lecce; Luciano Limoccia; Evelin Melchiorri; Vincenzo Napolano; Massimiliano Paoletti; Antonio Rusciano; Fabio Sabbioneda; Melissa Tomaselli. Pubblichiamo con piacere alcune segnalazioni positive “Salve siamo due infermiere della provincia dell'Aquila che nei giorni 11-12-maggio hanno fruito dei vs mezzi per spostarsi a Bologna per un convegno, ebbene abbiamo rilevato nei conducenti dei vs mezzi molta cortesia, disponibilità ed anche simpatia nel fornirci delucidazioni ed indicazioni sui nostri itinerari. Ci complimentiamo con voi e vi invitiamo a trasmettere loro questa mail di apprezzamento per il loro lavoro”. “Sono una pensionata accompagnatrice del marito invalido 100% e cieco. Vi scrivo solo per ringraziarVi per tutte le cortesie e gentilezze che avete fatto a me e mio marito (è 120 KG ed è difficile da accompagnare). Grazie tante e un caro saluto”. “Vorrei segnalare che questa, sulla corriera che dai Lidi Ferraresi portava a Ferrara, una signora si è sentita male e il Vostro personale è stato estremamente attento e solerte per aiutarla. L’autista ed un altro dipendete Atc si sono prodigati per raggiungere velocemente un punto sicuro dove incontrare un’ambulanza prontamente allertata e far così soccorrere la signora Volevo solo segnalare la professionalità e la solerzia dei due dipendenti, di cui non conosco il nome. So solo che sono stati pronti, gentili e professionali. La signora è stata assistita e rassicurata con massima cura e cortesia. È stato bello vedere tanta umanità. Tutti qui. C’è tanta brava gente in giro e questi ragazzi sono stati davvero in gamba”. “Vorrei ringraziare pubblicamente e fare avere i più sentiti complimenti all’autista che questa mattina 23/06/2010 era alla guida dell’autobus 206. Solo per la sua eccellente abilità nella guida, la sua prontezza di riflessi e di spirito, e la sua capacità di affrontare un ostato di pericolo, abbiamo evitato uno scontro frontale con un’auto che a folle velocità stava piombando addosso al nostro bus..." “Salve, sono una ragazza di 22 anni. Scrivo perché stasera ero sull’ultima corsa del 14A dove c’era un ragazzo che mi dava fastidio e l’autista mi ha fatto scendere al capolinea Due Madonne assicurandosi che arrivassi a casa sana e salva. Volevo ringraziarlo e ringraziare voi per il servizio, poiché altre volte gli autisti sono stati molto cortesi". IV nuovoinformatore N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 N. 6 I GIUGNO I 2010 nuovoinformatore 15 vita da circolo di DIANA MARGUTTI ferrara sezione moto Motosalsicciata del primo maggio C ome ormai tradizione per i motociclisti ferraresi, anche il primo maggio 2010 Luca Benini, coadiuvato da tre sgargini d’eccezione (Davide Bianconi detto Bunny, Alberto Panziera detto Pancera e Daniele Cavallini detto Cratte), ha organizzato il rituale gitone di primavera, destinazione Asiago, numero di partecipanti…45! Un successo strepitoso. Menzione speciale va fatta ad un parco mezzi moooolto eterogeneo, una carovana viaggiante di scooter e moto di ogni tipo e cilindrata, dalla vespa di Ruffini, all’inossidabile Majesty di Pelle con nastro isolante nero nella sella scucita, alla rossa Guzzi di Cavallini il quale si presenta con T-shirt stampata a caratteri cubitali “Cratte il Centauro”, con inevitabile risata a crepapelle dei compagni di merende. Già il nome della manifestazione la dice lunga sugli scopi di questo ritrovo, in quanto la sfida non è di certo basata sulla capacità di cavalcare certe strade delle località che si vanno a visitare, ma una vera e propria prova di resistenza enogastronomica ad un ristoro di tipo nuziale. Con piacevole sorpresa, i centauri si rendono subito conto che “ristoro” e “salsicciata” sono termini molto riduttivi rispetto al motobanchetto che devono affrontare al Ristorante al Turcio: tris di minestre con bigoli all’anatra, tagliatelle alla selvaggina e tortelloni con ripieno di asiago e funghi, arrosto di vitello, fagiano al forno, daino in umido con polenta, le immancabili patate fritte, i funghi freschi e le verdure del bosco, il tutto accompagnato da un buon vino friulano (a fiumi), macedonia, meringa, grappa come se piovesse e da cori improvvisi tipo “Evviva gli sposi” o “Bacio, bacio, bacio…”. Del resto in vino veritas e spesso fa fare confusione! Il tutto ad un prezzo da Osteria Gigi Il Puzzone. In questa foto alcuni dei 45 partecipanti. I partecipanti ringraziano i promoters e confermano la riuscita perfetta dell’evento, per la quantità e qualità di cibo servito, per le ore trascorse a tavola in piacevole compagnia, ma soprattutto, per quanto riguarda la sottoscritta, per aver avuto la rara opportunità di gustarsi la giornata a pieni voti senza i suoi marsupi viventi di 2 e 4 anni…! Nello scorso numero dell’Informatore (n. 6, Giugno 2010) l’articolo a pagina 18 riguardante la sezione moto di Ferrara, causa errore di “refuso” era errato. Ci scusiamo sia coi lettori che con gli autori, ve lo riproponiamo nella sua versione originale integrale. di DIANA MARGUTTI Autoferro di corsa E finalmente si è compiuta l'opera del famigerato campionato nazionale di podismo autoferrotranvieri! Ne danno triste notizia gli autisti/podisti che dovranno convivere con un senso di vuoto incolmabile ed esultano gli autisti che se ne sbattono altamente della corsa e si sono dovuti cuccare in saletta mesi e mesi di discussioni su tempi di percorrenza, km effettuati, diete pre-gara, etc. Partenza ore 9 da Pivati venerdì 21 Maggio, viaggio lunghettino e caldo, sosta all'autogrill più brutto del mondo e fermata obbligatoria per un pranzo sul mare in un ristorantino economico di Cecina (con stappo della bottiglia del gestore per essere riuscito a rifilare un conto sul salato andante - modello “turisti per caso” - a 15 polli da Ferrara) e poi... rullo di tamburi... l'arrivo al villaggio. Una meraviglia, mica roba da plumoni, se hai della tosse vai alla spiaggia libera al lido delle Nazioni a mangiare panini alla mortadella, altrimenti vai al Club Village a San Vincenzo: massimo comfort, cucina 10 e lode, verde ovunque, piscina alla Beverly Hills, spiaggia di fronte all'Isola d'Elba. Insomma, 'na pacchia! Peccato che il sabato, piccolo dettaglio, ci aspettano 10 km 16 nuovoinformatore sotto un sole cocente, perché ovviamente l'estate scoppia ufficialmente alle ore 10 del 22 di maggio. Pensiero mio: “beh, visto che siamo al mare almeno non dovrò avere a che fare con salite e discese, al massimo ci sarà un po' di stofag...”. Ceeeerto, una bella emme. Dieci km e mezzo infernali! Non era un percorso ma una vera e propria tortura fatta SOLO di salite (ma dov'erano le discese? E dire che erano tre giri; per le leggi matematiche/ geologiche per forza le discese ci dovevano essere...boh). Non mi soffermo sulla classifica e piazzamenti vari perché: 1. sono arrivata ultima del gruppo Ferrara quindi non ci tengo.. .; 2. tanto saranno appesi in bacheca in saletta; 3. non ho spazio, la mia caporedattrice me lo taglierebbe. Però mi soffermo sui fatti salienti della gara. Intanto l'ironman Cavallini ci ha deliziati di uno sprint finale (sempre alla moviola, stile inconfondibile) su Paparella che al traguardo è costretto a buttare via le scarpe. Giusto. Ogni promessa è debito. Beno a fianco di Rugge commenta i tatuaggi dei romani davanti a loro e fa il simpaticone sotto sforzo “ehi, ci distraete con tutti quei disegni sulla schiena...”. La sottoscritta ad ogni passaggio davanti ai nostri sostenitori dice paonazza N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 vita da circolo di CLAUDIO SCAPOLI ferrara PERSONAGGI D’ALTRI TEMPI Spacapel, ovvero chiacchiere al termo A i tempi della Siamic, a Ferrara, il deposito era anche l’autostazione, le partenze venivano effettuate nella parte coperta del deposito stesso e la gente aveva a disposizione come sala d’aspetto e biglietteria una vasta stanza adiacente lo stabile della direzione, con vista su tre lati e sui settori di partenza. In questa grande sala, al centro, vi era un enorme termosifone in ghisa che, specialmente quando le partenze vennero spostate altrove, rappresentava il punto di raccolta degli autisti e bigliettai in transito o in partenza. Attorno a quel termo ascoltai storie, accadimenti, fantasticherie, epiche gesta e avventure salgariane. In quel luogo assursero a leggenda alcuni fra i personaggi più caratteristici del panorama autoferro di allora. Un “oratore da termo” fra i più apprezzati (e che ebbi il piacere di conoscere) era il mitico Faccini “Spacapel” da Berra, che fomentato dal famoso “Taston” Tresoldi da Mezzogoro, si esibiva nel racconto di gesta fantastiche con tale naturalezza da sembrare quasi veritiero. Il Faccini era un tipo segaligno dalle movenze dinoccolate e sempre elegante in divisa; per dare enfasi ai suoi racconti, assumeva pose tipo lo stare in piedi, mani in tasca e gambe divaricate dondolando sulla punta dei piedi, oppure, piede su una sedia e braccia incrociate poggiate al ginocchio. L’eventuale pubblico di colleghi lo ascoltava sempre rapito dalla tanta fantasia, ma faticava non poco a mantenersi serio. Diciamo che, eufemisticamente, era ritenuto un simpatico esagerato. Una volta raccontò di essere talmente veloce in bicicletta, da raggiungere (quasi) la luce del fanale; ed un’altra volta asserì che durante una battuta di caccia riuscì ad abbattere un’oca selvatica che volava talmente in alto che Nella foto una tabella superstite della super trasformata SIAMIC. È posizionata nella fermata San Giorgio, vicino all’agenzia 4 della CA.RI.FE. impiegò un paio di minuti per cadere a terra; e un’altra volta ancora che sparò ad un branco di anitre, ma, per errore, mirò basso e asportò loro solo le zampe. E disse anche che …. ma ci vorrebbero pagine e pagine e comunque mancherebbero la gestualità, le espressioni e i commenti degli ascoltatori per godere appieno di quei momenti che ricordo sempre con tanto piacere. di DIANA MARGUTTI Fermata prenotata sempre la solita frase “Nafadigadaporc”. Morara alias Pistorius porta a termine una gara con uno strappo al polpaccio e una fasciatura tipo protesi con un tempo da keniano. Antonio Campioni arriva primo di categoria e del gruppo Ferrara (ma chi se ne frega!) e si aggiudica anche quest'anno con la maggioranza assoluta il titolo di PESISSIMO, e non stiamo parlando della prestazione podistica. Molto buona la prestazione dell'emergente Mangiaracina, nuovo del gruppo, e del perennemente allergico Emiliani; bravo Zaghi che ha corso tutta la notte sul letto per tenersi caldo (ne sa qualcosa la sua fidanzata Paparella); grande Turo che è forse l'unico che non si era allenato di nascosto sulle montagne di notte alla Rocky Balboa ma ha fatto un ottimo tempo. Complimenti a Bicio che ha onorato l'impresa quest'anno con i suoi sette chili in più, un post-operazione sul groppone e la sua inseparabile panza. E complimenti anche ai non nominati come Robu, la Paola, Occhiali e Tasso. Da parte mia un grazie di cuore a tutto il gruppo per la compagnia e le risate non stop, tranne il sabato dalle 10 alle 11 circa che non c'era proprio niente da ridere... N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 Continua il nostro tour alla ricerca di pensiline che sono state prese di mira dagli automobilisti. Qui la fermata fiera, sulla via Bologna. Nottetempo un automobilista preso forse da raptus alcolico ha deciso che il rettilineo era un po’ noioso, ha sterzato bruscamente ad occhi chiusi e ha centrato la pensilina, abbattendo poi anche la recinzione della fiera. Per fortuna nessuno aspettava l’autobus, altrimenti avrebbero trovato spezzatino di passeggero nel raggio di cento metri. Da notare come, curiosamente siano poi rimaste in piedi le due tabelle di fermata. Grazie ad Andrea Buzzoni per la foto. nuovoinformatore 17 vita da circolo a cura della redazione di ferrara ferrara giochi da “circolo” Torneo di trionfo I l 14 maggio si è tenuto l’ormai consueto Torneo di Trionfo e Briscola, gradita occasione in cui autisti, impiegati e pensionati si sfidano nell’antico gioco ferrarese del Trionfo (che sarebbe il tresette complicato dal fatto che ci sono le trionfe, ovvero le briscole). Le 32 coppie si sono sfidate durante una serata organizzata dalla “Cagnati & Ciccia events”, che ha pianificato la manifestazione in ogni dettaglio. Tutto è cominciato verso le 19 quando i primi giocatori sono arrivati all’ex mof affamati come lupi. Lucio Leandro si è preso la sua dose di “carne” da Francesco Cagnati perché smontava da un turnaccio e aveva una fame assassina: ha sterminato infatti una pertica di “salam da l’aj” (salami all’aglio). Anche il mitico Faustone Ferrazzi non è rimasto indietro e solo loro hanno potuto banchet- tare in anticipo. Poi Francesco, preso dalla frenesia bramosa dei concorrenti ha dato il via alle danze intorno al tavolo del buffet, come sempre rifornitissimo di ogni bendiddio enogastronomico. Quest’anno ha esordito per la prima volta una coppia di giocatrici tutta al femminile, composta da Diana Margutti e Debora Bruni. Non hanno passato il primo turno, ma non l’hanno passato onorevolmente anche se disturbate da alcuni “giocatori d’angolo” piuttosto fastidiosi, tipo mosconi. Dopo innumerevoli “ciapa e torna”, “busso”, “piombo” e “angh’è un gust come tajar un tri” sono arrivati alla finalissima Davide Faccini e Fabrizio Corli contro Luigi Mari e Davide Bosi (da sinistra nella foto). Hanno vinto Mari e Bosi, ma tutti e quattro hanno portato a casa dei bei premi… mangerecci. ferrara IL TURISMO DIETRO CASA Palazzo Costabili S ulla linea due percorriamo una delle strade più suggestive di Ferrara, ovvero XX Settembre. Non ci dilunghiamo sul fatto che un progetto di espansione urbanistica di 600 anni fa stia ancora funzionando! Ovviamente chi è alla guida sulla preferenziale, contro mano rispetto al resto del traffico, non presta molta attenzione agli scorci dei soffitti affrescati intravisti dalle finestre aperte o alla fascino dei giardini interni sbirciati dai portoni; siamo piuttosto presi dalla profondità dei tombini che fanno gemere le sospensioni e le colonne vertebrali, o siamo attentissimi a chi, sbucando da una via laterale si “dimentica” di darci la precedenza. Se ci resta il tempo di prendere fiato, prima di immetterci nello stretto budello che è Porta Romana, magari mentre scarichiamo qualche allegra nonnina con carriolino per la spesa, osserviamo il cosiddetto Palazzo di Ludovico il Moro, il cui vero nome sarebbe Palazzo Costabili. Iniziato nel 1500 per volere appunto di Antonio Costabili, ambasciatore estense 18 nuovoinformatore alla corte di Ludovico il Moro, il Palazzo su progetto di Biagio Rossetti, è rimasto incompiuto (anche allora come oggi, forse Ferrara aveva la vocazione alle opere non finite: il palazzo degli specchi, la circonvallazione, l’ospedale di Cona, tanto per citare le ultime). Notevole è la decorazione marmorea dei gradini dello scalone del cortile d'onore, che fu affidata a Gabriele Frisoni (nella foto). Della originale decorazione pittorica resta testimonianza solo in alcune sale affrescate nel sec. XVI dal Garofalo. Degno di nota il sontuoso soffitto della cosiddetta "Sala del Tesoro", visitabile solo la domenica. Notevole anche il giardino interno, forse unico esempio cittadino di restauro verde. L'edificio, acquistato dallo Stato nel 1920, divenne nel 1935 sede del Museo Archeologico Nazionale, e contiene i reperti della città greco-etrusca di Spina, emporio commerciale che fiorì dal VI al III secolo a.C , che scompare senza lasciare traccia nella prima metà del II secolo a.C. La scoperta di Spina è legata alle In alto i vincitori del torneo. Da citare anche Marco Baroni e Papparella Davide (3° posto) e la coppia Valieri Francesconi (4° posto). La serata si è conclusa verso le due, con buona pace di chi alla mattina aveva una prima! Un ringraziamento particolare a Francesco Cagnati e signora (la Ciccia), sulle cui spalle è gravato il fardello organizzativo, a quanti hanno comunque attivamente partecipato a rendere ricco il buffet e a chi ha preteso che la spesa sostenuta non fosse rimborsata bensì fosse devoluta in beneficenza (Andrea Frozzi per intenderci). Un solo appunto organizzativo: per Paparella chiediamo a gran voce che venga istituito uno speciale regolamento di torneo, ovvero un numero massimo di minuti che può utilizzare per decidere la sua mossa, altrimenti la prossima volta finiamo alle quattro del mattino! opere di prosciugamento delle Valli di Comacchio che hanno portato alla luce più di 4.000 tombe oltre che a una parte dell’abitato. Nelle sale del Museo sono esposti corredi funerari, dalle tombe più antiche a quelle più recenti. Particolarmente numerosi e di pregio sono i grandi Corredi da Simposio, un’usanza sociale di origine greca il cui nome significa “bere insieme” (alla faccia di chi pensa che “fare l’ape” sia cosa assai moderna) che costituiscono la più grande collezione al mondo di ceramiche attiche a figure rosse. Grandi crateri, slanciate kylikes, anfore, hydrie: ogni parte di questi completi è decorata con scene mitologiche dove si riconoscono le mani dei più famosi artigiani ateniesi dell’epoca. Vi sono poi ceramiche della Magna Grecia e quelle di produzione locale, dette “alto adriatiche”, caratterizzate da pitture rapide, quasi moderne. Nell’ultima sala spiccano, tra le altre, due corredi femminili con diademi d’oro decorati a sbalzo e fibule d’argento insieme a contenitori di profumi. (fonte www.artecultura.fe.it) N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 vita da circolo di deboRa bRuni feRRaRa sVago Il bello dell’autista D opo qualche anno di guida mi sento di poter dire che mi sono sorbita la mia buona parte di situazioni assurde durante i turni, soprattutto su certe linee ed in certi orari che, come il triangolo delle Bermuda, attirano le stranezze. Sicuramente la famosa ultima di Bologna ha il suo fascino, sia per i passeggeri che per gli orari. La partenza da Ferrara per Bologna delle 14 e 10 era molto più attraente quando si partiva con il collega passeggero, e una volta arrivati a Bologna (meteo permettendo) si correva a prendere il gelato sotto le due torri con il collega che arrivava da Finale Emilia. Adesso il collega passeggero non c’è più, il collega di Finale sta guidando e la pausa la si passa spesso da soli. Poi si riparte alle 17 e 10, con una bella fetta dei pendolari che sono partiti alla mattina. Facce note, con le quali spesso non manca la confidenza per scambiare qualche battuta. Si arriva poi a Ferrara “in brucio” per fare la partenza delle 18 e 40 e altrettanto al pelo ci si prepara al ritorno verso casa alle 20. Durante questi quasi 200 chilometri di linea capita di tutto: passeggere con vesciche deboli che a metà percorso ti chiedono di aspettarle perché devono fare plin plin; operai a pezzi che si mettono in loggione e cominciano a cenare, con tanto di cartocci della rosticceria, birra, vodka e perché no, anche una sigaretta; colleghi sonnecchianti che smontano dai turni urbani di Bologna; pendolari che durante tutta la corsa non fanno altro che tacchinare le commesse; immancabile poi il Vasco Rossi dei poveri, un attempato finto giovane che scende a San Martino, spesso rotolando giù dai gradini a causa del notevole tasso alcolico. Anche sulla corsa delle 18 e 20 da Modena per Ferrara non mancano i personaggi ormai mitici, come la signora che sembra la Moira Orfei e che mi offre sempre le gelatine che le danno come resto al bar, o gli stanchi lavoratori che finalmente tornano a casa, peccato che si addormentino e spesso si risveglino in deposito! Anche l’urbano offre alcuni spunti: il tabaccaio di Foro Boario che torna a casa con la corsa delle 19 e 55 della linea 2 e N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 che sempre ti saluta con un sonoro “Buonanotte” è ormai un appuntamento fisso, tipo che mi preoccupo quando non c’è. Ma quello che mi ha colpito di più in questi anni sono gli spettacoli della natura: non dimenticherò mai gli aironi che si sono alzati in volo dalla Valle Bertuzzi durante uno dei miei primi giorni di servizio a Comacchio o i meravigliosi scorci del mare in burrasca dal ponte che collega Lido Estesi con Lido di Spina; meravigliosi i fagiani e le lepri nei campi di Malborghetto; confortanti le rane che dal canale di Vallelunga trattengono il fiato durante la mia retromarcia; sbalorditivi i fagiani che osservano la corriera che si dirige a Ponte Reale o a Cadriano. Continua a incuriosirmi il Po, che con i suoi alti e bassi non è mai uguale, ma è spesso minaccioso. Nella primavera di quest’anno, abbondante di piogge, ho fatto, come gli altri, parecchi chilometri sotto la pioggia; è una situazione snervante perché si deve guidare con più attenzione alle distanze di sicurezza, alle pozzanghere per evitare docce a sorpresa ai pedoni, in situazioni di visibilità pessima e con il caratteristico odore da “fraschin” (traducibile con “cane bagnato”) in corriera. Però il trucco è riuscire a cogliere comunque il bello del nostro mestieraccio, che ogni tanto ci riserva qualche sorpresa come in questa foto: uno stupefacente arcobaleno a Ca’ de Fabbri. feRRaRa sPoRT Il mitico bibus In queste immagini che faranno la gioia del Gruppo Studi Trasporti vediamo il mitico bipiano in servizio lungo le vie di ferrara, per la precisione in corso Martiri nei pressi di “Martinetti”, che da allora ha cambiato nome e gestione parecchie volte. Veniva utilizzato per un giro turistico della città e di sicuro faceva il suo effetto. Complicato e piuttosto brigoso da guidare (come tutti i mezzi della sua stessa età) è stato per un breve periodo esso stesso una attrazione turistica, un po’ come i bipiano rossi londinesi. Poi la scarsa lungimiranza di chi all’epoca ci amministrava lo ha fatto dimenticare. Per fortuna i nostri colleghi di Bologna hanno avuto la bella idea di recuperarlo spendendo non poco in termini di risorse economiche e manodopera! Grazie a Mauro Molesini, immortalato vicino al mezzo, che ci ha fornito queste belle foto. A volte ritornano Come ogni anno durante il servizio estivo comincia una specie di transumanza tutta ferrarese che porta i colleghi dei capolinea esterni a coprire dei turni urbani. Addirittura qualche sfortunato non viene a ferrara saltuariamente ma si cucca addirittura tutta l’estate in città, sudando sul 4+1 estivo. La coppia dei nostrani Starsky (Alessandro Boschetti) e Hutch (Igor Paganin) si ripresenta quindi nell’ambito urbano, facendo sembrare la saletta di piazza Cacciaguida il palcoscenico di zelig e sopportando stoicamente per un'altra estate il trasferimento forzato, insieme agli altri “spostati”. Grazie a Gianni Veronesi per l’elaborazione grafica dell’immagine. nuovoinformatore 19 vita da circolo a cura della redazione 20 nuovoinformatore N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 vita da circolo di Mirko Grimandi bologna sezione moto Castelli Parmensi: eravamo tanti! O re 8.00 del 9 maggio 2010, il cielo è sereno ma fa un po’ fresco. Il parcheggio di via Normandia, al capolinea della linea 13 comincia ad animarsi. Ad una ad una arrivano le moto dei partecipanti all’escursione ai Castelli di Parma, si tolgono i caschi, due chiacchiere, il caffè, possiamo contarci. 18 moto per un totale di 31 persone, confermo il numero al ristorante e lo metto in crisi, avevo previsto 20 persone! Si parte, sulla A1 fino alla nuova pellegrino. Il resto delle sale presenta begli affreschi del bolognese Baglione, che rappresentano giocolieri e grottesche, ma sono di epoca successiva quando, alla morte di Pier Maria, il castello divenne degli Sforza. La visita è stata molto interessante, conclusa con l’immancabile foto di gruppo; poi a pranzo nel locale ricavato da un vecchio mulino elegantemente ristrutturato e con menù molto raffinato. Il cielo intanto continua a rannuvolarsi, rimettiamo in la storia. Qui l’Imperatore Enrico IV attese, in ginocchio nella neve per tre giorni che, grazie all’intercessione di Matilde, il papa Gregorio VII lo ricevesse per revocarne la scomunica, era il gennaio del 1077. La piacevolezza della nostra gita è stata proprio questa: una cavalcata in moto su strade divertenti ed attraverso la storia delle nostre terre. Poco importa se tornando a casa per la sinuosa strada pedemontana abbiamo dovuto indossare l’abbigliamento da acqua In alto il gruppo dei partecipanti al motoraduno che ha avuto come itinerario i castelli Parmensi uscita di Terre di Canossa, poi ci dirigiamo a Torrechiara, alto sulla collina troneggia il castello, che ci accoglie con un bel parcheggio. E’ affascinante il castello, con alte torri ghibelline e tripla cerchia di mura. Pier Maria Rossi uomo d’armi ma anche di cultura, lo fece costruire dal 1448 al 1460 e lo descrisse come “ altiero e felice” : altero perchè grande e sicuro; felice perchè destinato a proteggere la felicità e l’amore per la “sua” Bianca ( Bianca Pellegrini d’Arluno). Visto che siamo nel “gossip” d’epoca, va detto che sia Bianca che Pier Maria erano entrambi sposati, ma vissero una romanticissima e felice storia d’amore. Rossi possedeva ben 30 castelli nella zona parmense, era stato al servizio di Visconti e Sforza ed anche con i veneziani. Dopo la parentesi storico romantica torniamo al castello di Torrechiara o Torchiara come era chiamata la località, pare perchè in zona si producevano torchi per vino ed olio. La sala più importante è la “camera d’oro” tappezzata da mattonelle in terracotta un tempo ricoperte d’oro, il soffitto, affrescato dal Bembo, mostra tutte le proprietà di Pier Maria e Bianca che le percorre vestita da N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 moto il lungo serpentone formato dalle 18 moto verso le colline, raggiungendo prima il castello di Rossena, irto su di un colle di roccia rossiccia (da qui il nome). Poi a Canossa dove il rudere del castello della Contessa affascina, sia per la posizione sia per per circa mezz’ora, a causa di una pioggia non troppo insistente. La giornata è stata, a detta di tutti, un successo e dopo i saluti abbiamo sciolto la compagnia con un po’ di dispiacere perchè il tempo è passato troppo velocemente. Alla prossima… Un anno di più A maggio si è tenuta la gloriosa “convention” gastronomica dei “quindicenni” ATC. Come si vede, sono ancora lanciatissimi e pieni di entusiasmo. Complimenti ad Irene per la foto che coglie perfettamente lo spirito della serata! Arrivederci dunque alla prossima celebrazione. nuovoinformatore 21 vita da circolo di Mirko Grimandi bologna sezione moto Mantova, battello, sole ed… aironi esibizionisti I l sole filtra,radente, dalla tapparella mentre apro gli occhi un secondo prima che suoni la sveglia, sono le 7 del mattino del 23 maggio, dobbiamo fare presto, a Borgo Panigale ci aspettano per l’escursione a Mantova. Davanti agli occhi assonnati mi passano i flash della preparazione di questa gita, molto complessa, le adesioni sono state Sorpresa! 16 moto 26 persone altre 3 moto e 5 persone ci raggiungeranno a S. Benedetto Po provenienti da S. Maria Maddalena (io dico sempre gli amici di Rovigo ma semplifico troppo, scusa Silvano!). Hanno dato forfait: Sole tradito dalla BMW che sprizzava benzina come birra da un barile, Marco, Fiorillo, Alessandra, Gianni ecc. numerose e graduali tanto da raggiungere un numero superiore alle 40 unità. Per tempo avevo prenotato il battello per navigare sul Mincio, per 15-20 persone, altrettanto era successo con il ristorante consigliato da una bella ragazza (ahimè rimasta sconosciuta!) amica di Sole. Per cui tutta la settimana precedente è stato un rincorrersi di telefonate tendenti ad aumentare il numero delle persone prenotate. A complicare la situazione ci si è messo anche il servizio, molte richieste di congedo poca disponibilità. In via Normandia quanti saremo? per congedo non pervenuto. Michele è su Suzuki a causa di un guasto al Kawa, ma la “zavorrina” è notevole, oltre che proprietaria del suddetto Suzuki. Insomma quasi puntuali ci siamo avviati sulla strada per Mantova, prima sosta prevista S. Benedetto Po, la strada è bella, percorre, sinuosa, tutta la bassa padana, fiancheggia campi e fossi fra paesi ordinati e tanti velox. Mi faccio sfilare dal lungo biscione delle moto e seguo per un po’ l’ Harley di Stefania, il rombo è stupendo e…cavoli, va talmente veloce che i ricci biondi sono spariti, i capelli che esco- attività polisportiva Anteprima neve n Corso di sci per ragazzi I 2-6 gennaio 2011 • Viaggio A/r in pullman G.T. • Sistemazione in hotel 3 stelle - trattamento di pensione completa • Scuola di sci con maestri locali e nostri accompagnatori. n Prima Neve I 16-19 dicembre 2010 Week end lungo n Meeting nazionale autoferrotranvieri di sci Sauze d’Oulx (TO) I 20-23 gennaio 2011 Week end lungo I Settimana 16-23 gennaio 2011 22 nuovoinformatore I DETTAGLI SU INIZIATIVE, LOCALITà E COSTI SUL PROSSIMO NUMERO no dal casco sono, sì biondi, ma lisci!!!. Sosta a San Benedetto, la Basilica del Polirone è bellissima ma la visita può essere solo veloce, ci sono le cresime! Il rendez-voux con Silvano e company si è compiuto e possiamo avviarci verso Mantova, lungo la strada,casualmente, ci aggreghiamo ad un gruppo numeroso di motociclisti, forse un motoraduno, e per A sinistra il gruppo un po’ ci sentiamo dei partecipanti parte del gruppo, è e a fianco... l'airone bellissimo. Al ristoammirato dal gruppo rante la signora Iva ci accoglie con gentilezza e professionalità, i maccheroni con lo stracotto e lo stinco sono eccezionali, grazie alla disponibiltà della signora, possiamo lasciare le moto in parcheggio e caschi ed abbigliamento al ristorante. Così alleggeriti possiamo iniziare una buona passeggiata digestiva lungo il lago inferiore fino all’imbarcadero, Il battello è grande ed al piano superiore il sole picchia forte, appena partiti però la brezza mitiga il caldo e possiamo godere il panorama, lo sky-line, della città, le ninfee , purtroppo non sono ancora fiorite, a causa del freddo e del maltempo di questo periodo, ma il fascino del fiume Mincio è comunque notevole, e dopo aver superato paratie ed idrovore, che servono a mantenere il livello del fiume sicuro, torniamo verso la città. Tanti sono gli aironi appollaiati in attesa delle prede ed alcuni in posa un po’… strana, sembrano esibizionisti che aprono l’impermeabile. Lo fanno solo per asciugare le ali ma sono buffissimi. Dopo lo sbarco, passeggiata per il centro e partenza, una, due, tre curve attorno all’isolato e….ci siamo persi. Chi è andato di qua chi di là, morale: torniamo a casa in 7 moto per la statale, gli altri in autostrada. Peccato !! Ma la giornata è stata bellissima, calda ed assolata , la compagnia divertente e, mentre il sole tramonta ed arrossa la campagna, ci salutiamo felici, pensando alla prossima escursione, magari ancora più numerosi. N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 vita da circolo di Carmelo Santagati bologna ciclismo L’obbligo del casco in bici C on un emendamento al disegno di legge "sicurezza stradale", la Commissione Trasporti della Camera ha cancellato la norma, approvata dal Senato, che introduceva l'obbligo del casco per i minori di 14 anni. Fondamentale, al riguardo, un'audizione della FIAB che ha fornito dati e pareri. Le motivazioni della decisione sono riportate negli atti parlamentari secondo cui "tale norma risulta in larga parte inapplicabile e che dalle statistiche ufficiali emerge un dato assai basso relativo all'incidentalità dei conducenti di bicicletta nella fascia di età fino a 14 anni. Inoltre che potrebbe avere delle conseguenze negative in relazione al contenzioso sugli incidenti in quanto le società di assicurazione potrebbero servirsene per rifiutar il risarcimento dei danni occorsi a conducenti minori privi di casco". La notizia non ha fatto tanto scalpore, appunto perché riguardava un pub- blico ed una utenza giovane. Proviamo ad immaginare invece se si arriverà a prevedere l’obbligo per tutti i ciclisti indipendentemente della loro età, come accade nei paesi del nord Europa o in certi stati Americani ! Allora sì che si solleverà, a mio parere, un polverone. Certo, perché quando una cosa non ci obbliga non ci interessa. Ora, potremmo anche non essere tutti d’accordo sull’utilizzo del casco, come è accaduto all’inizio per i ciclomotori, ma la sostanza è la stessa: proteggerci da cadute ed incidenti, non deve essere concepito come un “ordine” imposto dallo Stato, ma semplicemente come uno strumento che può salvarci la vita. Nelle nostre strade, ancora prive di piste ciclabili, che ci obbligano a pedalare nel traffico caotico cittadino, tra macchine, bus e pedoni, i rischi sono tantissimi, ma di ragazzini sotto i 14 anni, sinceramente, io dall’alto del mio bus durante il giorno ne vedo pochi, anzi pochissimi. Per lo più sono anziani e donne che, a fatica, si ritagliano uno spazio sull’asfalto e che quando vengono superati dai mezzi a motore vengono quasi insultati come se fossero loro il problema del traffico!! Ritornando al discorso di tutti questi ciclisti che vedo girare in città, nessuno di loro indossa il casco, anche se sono proprio loro i più esposti ai pericoli. Una riflessione va fatta. Per questo consiglio tutti coloro che girano la città in bici, di comprare un casco, anche perché in commercio ce ne sono di tutti i tipi e prezzi e poi è bene considerarlo come un accessorio importante della bici come le ruote o i freni. Anche le statistiche degli incidenti ci inducono a farne uso, il primo trauma provocato da caduta da bici riguarda la spalla, il secondo la testa !! Quindi non consideratelo un obbligo nel caso che cambi la legge che lo estenderà a tutti, ma solo come una precauzione per la vostra salute e credetemi voi valete molto più di quelle poche decine di euro che spenderete per un casco da bici. E ve lo dice uno che ne ha già rotti 2 di caschi!! di Giuseppe Tartaglia bologna VOLLEY DOZZA Una stagione da podio I l 14 maggio si è tenuto l’ormai consueto Torneo di Trionfo e Briscola, gradita occasione in cui autisti, impiegati e pensionati si sfidano nell’antico gioco ferrarese del Trionfo. Ci eravamo lasciati con la squadra del Circolo Dozza del volley che aveva appena vinto il campionato promozione csi, ma avevamo fatto ache una promessa, ci impegnavamo a dare il massimo per vincere il campionato provinciale uisp, e noi siamo di quelli che le promesse le manteniamo. A metà maggio si è disputata la finale del campionato uisp Circolo Dozza vs Polisportiva ed è stato un dominio assoluto, tutti gli atleti si sono impegnati al massimo e per gli avversari non c'è stato niente da fare, risultato finale 3 set a 0 in una cornice di pubblico meraviglioso nella splendida palestra del pala Margelli all'arcoveggio. Ci eravamo anche promessi, che se vincevamo dovevamo fare ancora delle dediche, e allora questa vittoria la dedichiamo alla piccola Alice (auguri mamma Vale e papà Alessandro) e ai 2 novelli sposi Massimo e Sara che il 5 giugno si sono inanellati dicendo siiiiiiiii sull'altare. Ma noi, dopo questa vittoria non ci siamo fermati, infatti il 22 e 23 maggio si sono svolti i campionati regionali uisp a Punta Marina di Ravenna, e siamo tornati a casa con un onorevole secondo posto subito dietro ad una squadra di Ferrara e ancora, per concludere in bellezza la stagione, dopo aver perso una semi finale della coppa csi contro la Zinella al 5° N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 set 16 a 14, nella finale per il 3° e 4° posto abbiamo acciuffato un altro podio battendo 3 set a 1 la squadra del Budrio. Quindi ricapitolando, in questa stagione abbiamo vinto il Torneo di Natale Uisp, vinto il Campionato Provinciale Uisp, secondo posto Campionati Regionali Uisp, abbiamo vinto il Campionato Promozione Csi e siamo arrivati terzi nella Coppa Csi è proprio il caso di dirlo, una stagione da podio. Quest'anno è stata una stagione lunga, abbiamo disputato circa 50 partite ufficiali, perdendone soltanto 5, “siamo una squadra fortissimi fatta di gente fantastica” e adesso conclusa la stagione delle palestre iniziamo i tornei all'aperto dove possiamo ancora dire la nostra. Salutiamo tutti i componenti della squadra e tutti i nostri tifosi più affezionati soprattutto la signora Lucia che è sempre presente e Franco (diventato nonno bis da poco) che è sempre disponibile. nuovoinformatore 23 attività polisportiva a cura della redazione bologna nuoto Il nuoto e i suoi benefici Il nuoto è da sempre indicato come sport completo e salutare per svariati motivi, di seguito, ve ne elenchiamo alcuni decisamente importanti. fa bene al cuore Stiamo parlando di un esercizio di resistenza, cioè si pratica solitamente con uno sforzo di durata e regolare, favorevole per tutto l’apparato cardiovascolare. Grazie al lavoro aerobico che si viene a costituire, si registra un vantaggio sul consumo energetico del cuore, il quale viene allenato a consumare meno ossigeno e meno energie. Questo processo di allenamento è detto effetto training sul cuore ed avviene solo se si pratica il nuoto con una certa regolarità (2-3 volte la settimana e per almeno una trentina di minuti). può curare il mal di schiena Il nuoto aiuta a prevenire e a riabilitare il corpo nelle terapia riguardanti l’apparato muscoloscheletrico. Permette libertà di movimento, ottima mobilizzazione articolare. Si può addirittura recuperare il trofismo e la funzionalità dell’apparato locomotore senza danneggiare tessuti in via di guarigione. può curare l’obesità e l’alta pressione Attività fisica accompagnata da un’adeguata dieta sono gli ingredienti perfetti per combattere l’obesità alimentare e il sovrappeso in generale. Il nuoto è indicato anche per curare l’ipertensione lieve entità: riduce sensibilmente i valori di pressione minimi e massimi. È anche un ottimo rimedio per l’asma che nel 50% dei giovani insorge proprio dopo uno sforzo con conseguente allontanamento dall’attività sportiva. Obbligando a un ritmo respiratorio regolare, il nuoto facilita la coordinazione dei muscoli respiratori, portando il soggetto asmatico ad una ginnastica respiratoria correttiva. È un’ottima ricetta contro depressione e dolori pre-mestruali Stimolando la produzione di endorfine, gli ormoni del buon umore, è particolarmente efficace contro la sindrome premestruale, attenuando tutti i malesseri. Ma questo non è tutto. Il nuoto è una grande risorsa e un ottimo modo per perdere chili, per rimodellare il proprio corpo: il notevole dispendio energetico converte gran parte del grasso in muscolo e leviga i cuscinetti cellulitici su cosce e fianchi. L'attività in acqua, inoltre, offre considerevoli benefici anche durante la gravidanza, preservando e mantenendo attive le capacità motorie. Le esercitazioni in acqua, per le donne in gravidanza agiscono non solo a livello muscolare, ma anche circolatorio e respiratorio. Devono essere eseguite in uno stato di rilassamento psicologico e di decontrazione muscolare per permettere di godere delle piacevoli sensazioni di leggerezza offerte dall'ambiente liquido. IN ESCLUSIVA PER I SOCI DEL corsi di nuoto a prezzi specialissimi di avviamento e perfezionamento piscina comunale vandelli arcoveggio - via di corticella 180/4 lunedì e giovedì dalle ORE 22:00 alle ORE 22:50 iscrizioni ed informazioni dal 20 settembre 2010 presso la Segreteria del Circolo - Tel 051.225.659 dal Lunedì al Benerdì dalle ore 9:00 alle ore 12.30 e dalle ore 14,00 alle ore 17.45 24 nuovoinformatore N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 CENTRO SPORTIVO ARCOVEGGIO Vuoi fare sport divertendoti? Polisportiva ACACIS, Circolo Dozza ATC e Polisportiva Lame propongono Corsi di avviamento al calcio per bambini di 5-7 anni e 8-10 anni INIzIO CORSI MESE DI OTTOBRE Quota annuale: Euro 280,00 + assicurazione Prova lo sport mese di settembre gratis per tutti il lunedì e il giovedì dalle 17.00 alle 18.30 Altre opportunità per fare sport nei nostri impianti AFFITTO CAMPI TENNIS AFFITTO CAMPI CALCIO AFFITTO PALESTRA BASKET AFFITTO SPAZI PER FESTE E RIUNIONI TEL 3777060358 TEL 3777085709 TEL 3777085709 TEL 3777085709 INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI c.S. arcoveggio, via di Corticella 180/4 - Bologna - 051.379218 aSd Polisportiva acaciS circolo dozza Via San felice 11/e - 40122 Bologna - 051.231003 - [email protected] - www.circolodozza.it aSd Polisportiva lame Via Vasco De Gama 20 - Bologna - 051.6345717 - www.polisportivalame.bologna.it - [email protected] N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 nuovoinformatore 25 fermata a richiesta di Angelo Caparrini bologna bononia docet “Mater” a... scartamento ridotto A vevamo prefissato di fermarci nei pressi della “Città Universitaria”, ma poi ci è sovvenuto che nell’area del centro urbano che ospita la maggior parte dell’attività di “Bonomia docet” – come dice il luogo di lavoro più grande e più qualificato di Bologna – non c’è servizio di trasporto pubblico degno di essere definito tale, salvo un pul- Abbiamo macinato a lungo il quesito senza trovare una risposta convincente, e probabilmente una spiegazione compiuta non la posseggono nemmeno i giovani protagonisti dei bivacchi e delle intemperanze che talora vi fanno seguito. Ci siamo tuttavia convinti che la ricerca delle cause che vorremmo scoprire prescinde dal luo- città ed alimentano la rinomanza dell’Ateneo bolognese, dovrebbero essere accolti con qualche attenzione in più. Le pagine storiche di Bologna narrano di episodi che spinsero più volte gli studenti a trasferirsi in altre sedi di studio, e ciò provocava proteste a volte molto acute, capaci di ottenere con rapidità provvedimenti di riparazione: segno evidente che il peso economico dato dalla presenza di chi veniva qui a studiare era tutt’altro che trascurabile. Ai nostri giorni, con una popolazione studentesca complicata, anche rispetto ai tempi che siamo in grado di ricordare, non si possono trascurare problemi di mantenimento agli studi come l’alloggio, i servizi alla persona e gli spazi che chiameremo socializzanti. L’alloggio, soprattutto, richiede qualche intervento che, senza creare il terrore fra i conce- go, ma riguarda quel che sentono, e sono, quei giovani. La riflessione sull’esistenza di una traccia meritevole d’essere seguita, ci ha condotto a pensare, a nostra volta, se siamo sicuri che il rapporto effettivo fra la nostra città e la popolazione studentesca si regga sul giusto equilibrio. Un po’ per volta abbiamo tentato di immedesimarci nei problemi del mondo universitario, avendo cura di distinguerne le componenti. Gli studenti che vengono a Bologna per costruirsi una formazione ed un avvenire, che provengono da lontano e qui debbono soggiornare, e – sia detto sull’altare della verità – qui portano reddito, ricchezza alla denti, riconduca il problema nei limiti del lecito. Non è difficile intuire che fra migliaia di giovani, lontani dalla loro casa, privi di quel che la famiglia può dare in più del mantenimento, si formino delle sacche di un malessere che sfocia in trasgressioni moleste e sgradevoli, e finisce col dilatarsi trascinando con sé disagi di altra provenienza. È probabile che questi problemi risuonino da qualche parte. Certamente non possono transitare in silenzio negli ambienti studenteschi, e forse anche nelle sfere autorevoli dell’Università, ma nella città tacciono. E in un silenzio che ha il sapore di noncuranza si aggravano. In queste immagini, Via Zamboni (in alto) presa da due angolazioni differenti, sopra un muro imbrattato in zona universitaria e a sinistra Piazza Verdi mino che trotterella lambendo la zona per un breve tratto. Ci erano balzati alla mente episodi e luoghi riportati con frequenza sulle cronache locali, turbando residenti, studenti, esercenti, negozianti, nonché le Pubbliche Autorità e di riflesso l’intera cittadinanza. Ci siamo domandati: ma cosa c’è qui, in questi spazi, per queste strade, sotto questi portici, che spieghi, prima ancora di giustificare, il verificarsi di certe turbolenze, apparentemente vuote di significato, che sembrano animate solo dal desiderio di produrle? Che cosa succede effettivamente in Piazza Verdi, a cui si possa attribuire una giustificazione? 26 nuovoinformatore N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 arte e cultura a cura della Redazione boLogNa aLLa gaLLeRIa “IL PUNTo” Il gradito ritorno di Brunella Di Teodoro I l programma delle esposizioni alla Galleria “Il Punto” è ripreso, dopo la pausa estiva, a settembre con la personale dell’anzolese, Brunella di Teodoro che ha esposto i suoi dipinti raffiguranti figure, nudi, fiori, nature morte e paesaggi. Una mostra, la sua, ricca di colori vivaci e tenui, di un ottimo cromatismo caldo che si abbina in maniera originale con le sue splendide immagini, trasferite nelle tele dei suoi quadri che si distinguono per il suo personale modo di dipingere. Questo perché Brunella ha tanta forza espressiva emozionale che sa esprimere e trasmettere nelle sue opere, dando così la possibilità ai suoi visitatori e/o collezionisti di poter ammirare i suoi lavori eseguiti con una buona tecnica e lasciando a ciascuno una passionale partecipazione. In questa immagine un dipinto di Brunella Di Teodoro oRganizza PeR la prossima graNde gita per visitare la mostra CHe si terrÀ a padova PaLaZZo ZabareLLa “da CaNova a modigliaNi il volto dell'ottoCeNto” lunedì 4 ottobRe 2010 cenTo rITraTTI, cenT'annI da canoVa a modIgLIanI, PerSonaLITÀ cHe PIÙ dIVerSe non SI PUÒ coSÌ come dIVerSISSImo È IL mondo cHe raPPreSenTano la Quota per persoNe È di euro 36,00 ed iNClude viaggio iN pullmaN, guide, assiCurazioNe, Bagagli e r.C. programma ore 07:15 rITroVo cHIeSa cerToSa nord ore 07:30 ParTenZa In PULLman ore 10:00 IngreSSo a PaLaZZo ZabareLLa 1° grUPPo con gUIda ore 10:15 IngreSSo 2° grUPPo con gUIda ore 14:45 VISITa aLLa cITTÀ con gUIda ore 19:00 arrIVo a boLogna kalu WoRld tRavel VIA SAN fELICE, 11 40122 BOLOGNA, TEL. 051.266180 - fAX 051.271399 Lo svolgimento della gita in pullman è subordinato al raggiungimento di un minimo di 35 partecipanti ritrovo: parcheggio chiesa certosa nord ore 7:15 condizioni generali di contratto di vendita di Pacchetti Turistici. per iNformazioNi gIUSePPe doZZa a.T.c. 051.225659 - dIP. comUnaLI: 051.263604 Programma PreSenTaTo aLLa ProVIncIa dI boLogna In daTa 14/07/2010 N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010 nuovoinformatore 27