N. 7 I agoSto / SetteMbRe 2010
MenSile del ciRcolo g. dozza atc
Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (convertito in legge 27/02/2004 n. 46) Art. 1 Comma 1 D.C.B. Ufficio Bologna - e 0,90
BOLOGNA-FERRARA
FINITE LE VACANZE VIGE
UN CLIMA D’INCERTEZZA
IL GRANDE
AUTUNNO
CALDO
CONTIENE ATC FLASH
2
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N. 6 I GIUGNO I 2010
sommario
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE 2010
Periodico della
“Cooperativa Giuseppe Dozza A.T.C.” a.r.l.
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elezioni
circolo dozza Date e luoghi dove potere votare il Consiglio Direttivo
4
la crisi economica È una minaccia anche per i lavoratori Atc
5
la frattura della destra Un orizzonte alquanto nebuloso
6
cultura bolognese Santa Caterina da Bologna
7
a tu per tu con giordano bisemi La sicurezza sulle strade
8
editoriale
la nota politica
non tutti sanno che
l'intervista
sotto i portici
momenti di storia 25 luglio, l'agonia del regime
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ITALIA Le rotatorie: istruzioni per l'uso
TRASPORTI MONDO Francia: Bordeaux
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14
mobilità
inserto staccabile
vita da circolo
I-IV
Atc flash
Ferrara Motosalsicciata del primo maggio / Autoferro da corsa
Ferrara Spacapel, ovvero chiacchiere al termo / Fermata prenotata
Ferrara Torneo di Trionfo / Palazzo Costabili
Ferrara Il bello dell'autista / Il mitico bibus / A volte ritornano
Bologna Castelli parmensi: eravamo in tanti / Un anno di più
Bologna Mantova, battello, sole e... / Anteprima neve
Bologna L'obbligo del casco in bici / Una stagione da podio
16
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21
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Bologna nuoto Il nuoto e i suoi benefici
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bononia docet “Mater” a... scartamento ridotto
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18 settembre 2010 Il gradito ritorno di Brunella Di Teodoro
27
attività polisportiva
fermata a richiesta
arte e cultura
di Roberto Torreggiani
bologna sezione scacchi
Vi diamo scacco...
L
a sezione scacchi ha intenzione di organizzare un torneo sociale, per il mese
di ottobre, al quale possono partecipare vecchi e nuovi tesserati. Attualmente
abbiamo come il socio il Maestro Fiorentino Paliotto il quale si rende disponibile
ad impartire sia lezioni ai principianti che agli avanzati. È un’occasione da non perdere! Chiunque sia interessato a seguire e a partecipare alle manifestazioni scacchistiche, è pregato di comunicare il nominativo ed il relativo recapito telefonico per
essere contattato. La sezione scacchi è aperta il lunedì ed il giovedì dalle ore 16,00
alle ore 18,00 presso il Circolo Dozza ATC, Via San Felice 11/e Bologna.
Nella foto il Maestro Fiorentino Palmiotto
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chiuso in tipografia il 30 settembre 2010
stampato in 5.000 copie
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
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3
elezioni
a cura della redazione
ESITO DELL’ INDAGINE SVOLTA DALLA COMMISSIONE
D’INCHIESTA E DEPOSITATA IL 27 LUGLIO 2010
Annullamento
elezioni organi direttivi
del Circolo Dozza Atc
Si comunica che in seguito ai fatti emersi dalla relazione della Commissione di Inchiesta, il Consiglio Direttivo del Circolo Giuseppe
Dozza ATC tenutosi il giorno 6 Settembre ha disposto la espulsione di un socio per avere tenuto un comportamento in contrasto
con i principi informatori dello Statuto del Circolo Giuseppe Dozza ATC.
NEI GIORNI DAL 13 OTTOBRE AL 22 OTTOBRE 2010
ELEZIONI DEL CIRCOLO DOZZA
Calendario delle votazioni
La Commissione Elettorale riunitasi il giorno 13 SETTEMBRE 2010 ha stabilito l’ubicazione dei seggi
e gli orari per le votazioni come segue:
Mercoledì 13 ottobre
• Gruppo di Comacchio
• Parc. Aut. Corso Isonzo
dalle ore 08.30 alle 10.30
dalle ore 12.00 alle 17.30
Giovedì 14 ottobre
• Deposito Ferrara Trenti 35
dalle ore 09.00 alle 17.30
Venerdì 15 ottobre
• Parc. Aut. Corso Isonzo
• Deposito Ferrara Trenti 35
dalle ore 09.00 alle 11.30
dalle ore 12.00 alle 17.30
Lunedì 18 ottobre
• Deposito Battindarno
• San Felice (Bo)
dalle ore 05.00 alle 09.00
dalle ore 10.00 alle 17.00
Martedì 19 ottobre
• Deposito 2 Madonne
• Deposito Imola
• San Felice (Bo)
dalle ore 05.00 alle 09.00
dalle ore 10.00 alle 15,00
dalle ore 16.30 alle 19.00
Mercoledì 20 ottobre
• Deposito Ferrarese
dalle ore 05.00 alle 09.00
• San Felice (Bo)
dalle ore 10.30 alle 13.00
Giovedì 21 ottobre
• Uffici Zucca
• San Felice (Bo)
dalle ore 07.00 alle 12.00
dalle ore 15.00 alle 18.00
Venerdì 22 ottobre
• San Felice (Bo)
Spoglio delle schede
dalle ore 09.00alle 12.30
dalle 14 in poi
AVVISO AI SOCI VOTANTI
La Commissione Elettorale informa i soci che per il consiglio Direttivo sarà possibile, durante le votazioni, esprimere un massimo
di n° 4 preferenze. Per i sindaci revisori e i probiviri sarà possibile esprimere 1 sola preferenza.
Il voto potrà essere espresso solo dai soci iscritti alla data della votazione. Il socio che non avesse ancora rinnovato la tessera
associativa è pregato di presentarsi presso la segreteria del Circolo.
Bologna, 13 settembre
4
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La Commissione Elettorale
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
editoriale
di primo mingozzi
La crisi economica
È una minaccia anche
per i lavoratori Atc
F
inite le vacanze è subito un impatto
amaro spinto da una crisi economica che è tanto forte e diffusa, che
non fa più notizia. Avvertiamo una rassegnazione da fare paura perché la società
sembra priva di anticorpi, di quei presidi
di difesa che nel recente passato, erano
visibili ed attivi e spesso se ne facevano
carico. Oggi chi perde il lavoro, come
spesso accade in questi giorni, è solo e per
fare notizia sale sui tetti, chi è in disgrazia
è preda della disperazione.
In un paese così malmesso con centinaia
di aziende pericolanti che lavorano a corrente alterna in un crescendo di cassa integrazione ormai a livelli insostenibili.
Questa onda nera ha attraversato, con la
vicenda Fiat ed il diktat di Marchionne
tutta la stagione ferragostana in un vero
e proprio disinteresse generale. Ma la
“cura” Marchionne non è una partita che
si chiude con qualche aggiustamento salariale. È uno scontro di tipo nuovo, che
mira ai diritti dei lavoratori in un quadro
di relazioni che ha come obiettivo quello
di spaccare il sindacato, mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri.
Da quanto riferisce la stampa, si tratta di
un modello volto ad azzerare accordi e relazioni sindacali come mai si era visto nel
nostro paese, perché basato sul ricatto di
chi dice: “io investo, ma si lavora alle mie
condizioni”. Il che significa: niente pause,
niente scioperi, meno diritti, più produttività a parità di salario. O così, oppure
l’investimento Fiat si fa in Serbia dove i
lavoratori ricevono paghe molto inferiori
a quelle dei lavoratori italiani.
Ecco il dilemma della ripresa autunnale,
in un paese, come il nostro, privo di una
qualsivoglia strategia industriale e senza il
ministro dell’economia e dello sviluppo da
mesi, che di fatto, si configura come una
nave in emergenza, senza chi la governa
con le necessarie politiche volte a combattere la disoccupazione, soprattutto quella
giovanile e creare nuove opportunità di
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
lavoro. Ormai sono i manager alla Marchionne a dettare l’agenda di un futuro che
ha programmi di regressione nel mercato
del lavoro, con inevitabili ripercussioni in
tutti i settori della vita produttiva.
Mentre scrivo questa nota, siamo, in pieno fermento con i problemi della scuola:
è scoppiata la protesta degli insegnanti
precari che in 200.000 sono stati messi
alla porta dalla drastica riduzione dei posti di lavoro. E, anche in questo caso, il
dramma che si ritrovano a vivere milioni
di famiglie, porta molti insegnanti a proteste esasperate ed a forme addirittura di
autodistruzione come lo sciopero della
fame e della sete ed altre aberrazioni che
mettono in pericolo la vita.
E in ATC tutto bene? “No”, ci risponde
Maurizio Lunghi della CGIL Trasporti, mentre la gara, che tanto ha tenuto in
ansia i lavoratori, sta chiudendosi favorevolmente con l’attribuzione al Consorzio
ATC, FER e private, è in arrivo la stangata cha taglia ai trasporti 580 milioni a
livello regionale, con forti penalizzazioni
per gli utenti del servizio e per il personale. La cosa ci preoccupa, e per cercare di
fronteggiarla abbiamo chiesto un incontro
con il Presidente Errani e, in quella sede,
speriamo di trovare la soluzione, che consenta di evitare ricadute sui servizi offerti
ai cittadini e, soprattutto, sul personale in
servizio”.
Concludo ringraziando Daniela Valdisserra e Catello di Capua che, intervenendo su quanto scritto da Roberto Bertocchi
da “elettore di sinistra”, in un articolo del
maggio scorso, hanno contribuito ad arricchire le problematiche vere che animano il dibattito vero dei nostri giorni.
Per Daniela il nodo principale sono le
conquiste sociali sempre più in pericolo e
le disuguaglianze sociali che fanno emer–
gere ingiustizie colossali fra chi guadagna appena per sopravvivere “e chi ha
lauti stipendi”. Scrive Daniela “sarebbe
bello se pubblicaste qualche articolo sul-
le lotte civili e sindacali dal dopoguerra
fino agli anni ‘70”. Consiglio condiviso
ed accolto. Sarà impegno della Redazione fare quanto è possibile. Ricordo che
si tratta della nostra recente storia e che
anche i lettori ne possono raccontarne
qualche pezzo. Scriveteci, come hanno
fatto altri colleghi e lettori e noi ve lo pubblicheremo.
Così ha fatto anche Catello Di Capua che
ci ha proposto tanti spunti di riflessione
sulla situazione politica, sulla crisi dei
partiti. Anche per questa lettera, aspettiamo un vostro giudizio. Per i tanti temi
a cui il collega ha fatto cenno, Di Capua
mette le mani avanti dicendo: “Queste
mie considerazioni non vogliono in alcun
modo svalutare o denigrare le realtà politiche di sinistra e di destra, poiché credo
siano elementi importanti, e parte integrante di una transizione in atto”. Proprio
così, siamo d’accordo. Solo che le transizioni in politica sono buone o cattive a
secondo dello sbocco che hanno. Qualche
volta bisogna aiutarle e, questo, dipende
da noi.
nuovoinformatore
5
la nota politica
di Natalino Guerra
La frattura della destra
Un orizzonte
alquanto nebuloso
L
’unità della Destra, postulata ed
ipotizzata dalla nascita del “Partito della Libertà” appena due anni
fa, è già drammatico tramonto, anche se
razionalmente non è lecito confondere la
Destra politica con la Destra governativa.
Quest’ultima, nata e prosperata fra Popolo
della Libertà e Lega, è stata ed è tuttora
un’alleanza parlamentare, in cui le due
ben distinte componenti si sorreggono e si
premiano a vicenda in nome non di concezioni politiche comuni, ma di un comune
Gianfranco Fini leader di Futuro e Liberà
per l'Italia e Silvio Berlusconi “capo”
indiscusso del Popolo della Libertà
populismo, che finge di accettare tutto in
cambio delle reciproche convenienze. Alla
carenza dei reciproci vantaggi, l’alleanza
governativa può sciogliersi , come avvenne alla fine degli anni Novanta. La Destra
politica invece, creata unitariamente dal
nebuloso e forse innaturale assemblaggio di “Forza Italia” e di An, è sembrata
e sembra nata ibrida in un novecentesco
salotto di mercificanti, senza caratteristiche politiche nuove, ma come appetitosa
somma numerica di truppe sostanzial6
nuovoinformatore
mente diverse ed eterogenee. Oggi questa
destra si è duramente fratturata, come ha
tuonato Fini nel rancoroso discorso di Mirabello: ciò comporta necessariamente un
orizzonte vago per tutta la Destra, politica e governativa. Non c’è più un Partito
della Libertà con l’alleato “Lega”, ma ci
troviamo di fronte ad un partito ferito ed a
due alleati armati l’un contro l’altro. Non
per i sognatori, ma per i realisti, l’attuale
triangolo a tre punte distrugge ogni idillio:
nulla è più come prima.
Gli avvenimenti degli ultimi due mesi
hanno frantumato il Partito della Libertà.
Sembrano sopravvivere due leader, apparentemente alloggiati nello stesso caravanserraglio, ma che si detestano e si odiano,
in quanto portatori di due concezioni
politiche antitetiche. Come si possono
conciliare l’assolutismo personale e la democrazia popolare, l’ostracismo ai diversi
e l’apertura agli immigrati, il baciamano a Gheddafi ed a Putin e la solidarietà
con l’Europa e con l’America, le leggi
ad personam e la difesa dei diritti umani,
l’autoritarismo di stampo stalinista, calato dall’alto ed il personalismo pluralistico
che nasce dal basso, la legge elettorale
“Porcellum”, in cui i parlamentari sono
nominati dai Capi, ed una legge elettorale
democratica, che ridà ai cittadini la scelta
degli eletti? Di fronte a tali interrogativi
crolla ogni unità. Si possono raccogliere
solo i cocci residuali di un passato inglorioso. Di fronte alle acute contestazioni di
Fini, Berlusconi condanna e scomunica,
con la prosopopea tipica di Don Chisciotte, che grottescamente parte in missione
contro i mulini a vento.
Condanne e scomuniche hanno generato una frattura
insanabile, per cui
la Destra ha iniziato una deriva forse
inarrestabile. È una
deriva contemporaneamente politica e
governativa. Verso
quali sbocchi? È
inutile fermare le
parole sulla bocca
degli attuali tre leader: ognuno finge
un gioco comune
che più non esiste,
ognuno gioca con
sé stesso. La ricomposizione fra autoritarismo personalistico e liberalismo di
respiro europeo è impossibile, ed evidentemente, al di là delle mosse furbesche, le
vie future per le tre componenti non sono
certo le “convergenze parallele”. Si avvicinano tempi burrascosi, drammatici, avventurosi, in cui perfino correnti di Destra
e di Sinistra possono incontrarsi e scontrarsi. Il Dio denaro non potrà comprare
tutto: sul suo fallimento potranno nascere
nuovi diritti e nuovi doveri. Il Manzoni ci
insegna che non per tutti i potenti c’è una
notte tremenda e salvifica come la notte
dell’Innominato. Anche i Don Rodrigo si
perdono nel buio.
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
non tutti sanno che
di Maria Esmeralda Ballanti
cultura bolognese
Santa Caterina
da Bologna
S
e chiedete ad un bolognese chi sia
il patrono della città vi risponderà
correttamente San Petronio, che
però forse non tutti sanno è affiancato
anche da San Domenico, San Francesco
d’Assisi, San Floriano e Santa Caterina
de’ Vigri.
Santa Caterina de’ Vigri, o da Bologna,
veglia ancora oggi sulla città di Bologna
dal Santuario di Via Tagliapietra, oggetto
di forte devozione sia per la sua vita, già in
odor di santità, sia per la miracolosa conservazione del corpo.
Ma andiamo per ordine: Santa Caterina
nasce nel settembre 1413 da Benvenuta
Mammolini e da Giovanni de’ Vigri, patrizio ferrarese al servizio del marchese
Niccolò III d'Este, signore di Ferrara.
Da piccola viene educata a Bologna dalla
madre e da parenti, per via delle molte assenze del padre, il quale impone però che
impari anche il latino.
All’età di 11 anni, Caterina entra alla corte
Estense come damigella di compagnia di
Margherita d'Este, figlia naturale di Niccolò III. Riceve quindi anche lei l’educazione migliore del tempo: studia musica,
pittura, danza, impara a poetare e diventa
esperta nell’arte della miniatura e della
copiatura.
Sentendo però che la vita di corte non
faceva per lei, nel 1427 lascia la Corte
Estense e si unisce a un gruppo di giovani
di buona famiglia che facevano vita in comune dedite alla preghiera.
Nel 1432, dopo alcune vicissitudini del
gruppo a cui si era unita, sceglie con le
compagne di abbracciare la regola di Santa Chiara, approvata da papa Innocenzo IV,
e fonda un monastero intitolato al Corpus
Domini a Ferrara.
Pochi anni dopo si trasferì a Bologna, su
richiesta della Chiesa locale, come badessa del nuovo convento di Clarisse ivi fondato, nel quale visse fino alla morte.
Come detto fu già venerata in vita, ma
il processo di canonizzazione iniziò
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
solo nel 1709 e si
concluse dopo tre
anni, nel 1712 sotto Papa Clemente
XI. Viene commemorata il 9 marzo,
giorno della sua
morte.
Si conservano ancora una viola da
lei suonata e dipinti da lei eseguiti, mentre
le opere religiose da lei scritte sono ancora
oggi piuttosto famose e lette, in particolar
modo “Le sette armi spirituali” e “I dodici
giardini”, in cui narra della propria vocazione, delle visioni e di come riuscì a superare le tentazioni che ebbe negli anni di
vita claustrale.
La cosa che però stupisce ed attrae maggiormente devoti e non, è il modo miracoloso in cui si è conservato il suo corpo.
Venne sepolta dalle consorelle nell’orto
del convento, avvolta in un semplice
lenzuolo. Quando le altre suore andavano a pregare sulla sua tomba notavano
però sempre un profumo soave, anche se
vicino alla tomba non vi erano né fiori
né erbe aromatiche. Racconta la Beata,
consorella e contemporanea, Illuminata
Bembo nella sua biografia della Santa,
che le suore decisero per questi fatti di
disseppellirla dopo 18 giorni dalla morte, per darle una sepoltura più degna.
Quando estrassero il corpo dal terreno
si accorsero però che, ad esclusione del
viso, rovinato dai badili usati, il corpo
non era decomposto, ma profumato e
con le giunture ancora morbide. Decisero quindi di aspettare un giorno prima
di riseppellirla in una bara, ma quando il
giorno seguente andarono a risistemare il
corpo per la sepoltura definitiva, trovarono che il viso si era perfetto, nuovamente
bianco ed intatto. Fu pertanto deciso di
esporre il corpo nel coro della chiesa per
la venerazione dei fedeli.
Ed ancora oggi è possibile vedere la Santa,
seduta su un trono e vestita in abiti da clarissa cambiati periodicamente dalle sorelle
che si prendono cura di lei, perfettamente
conservata.
Come dicevamo ancora oggi è oggetto di
profonda devozione, al punto che anche in
tempi recenti sono uscite diverse pubblicazioni sulla sua vita ed i suoi scritti.
Vi invitiamo quindi, se deciderete di fare
una visita alla cappella della Santa, di avvicinarvi non solo con curiosità, ma con
il rispetto dovuto ad un personaggio così
degno.
nuovoinformatore
7
l'intervista
di stefano balboni
a tu per tu coN giordano bisemi
La sicurezza
sulle strade
Il nostro ex collega ma ancora socio del Circolo Dozza Stefano
Balboni ha intervistato il dott. Giordano Biserni, presidente
dell’ASAPS. Da questa intervista alcuni spunti, anche in relazione
alla condotta di guida da tenere durante il viaggio da e per la meta
della nostra sospirata vacanza estiva
n Parliamo di sicurezza sulle strade
col dottor Giordano Biserni, presidente
ASAPS, Associazioni Sostenitori e Amici Polizia Stradale.
L’associazione è nata nel 1991, ovvero
negli anni delle “stragi del sabato sera”,
quando troppe volte si andava a casa dalle
famiglie a dire che il figlio non sarebbe più
tornato.
Quindi come addetti ai lavori abbiamo
voluto dare il nostro contributo, con idee e
analisi, una voce diversa da quelli che rappresentano interessi economici particolari.
Abbiamo cominciato in 16 agenti di Polizia stradale, costituendo la nostra sede a
Forlì.
Abbiamo prodotto analisi e schede operative, che fra i colleghi hanno destato subito un
grande interesse. Abbiamo raggiunto prima
i mille, poi i quattromila e infine siamo arrivati ai quasi trentamila soci di oggi.
La maggior parte sono appartenenti alla
forze dell’ordine statali e alle polizie municipali, ma tanti soci sono comuni cittadini
che lavorano nel settore del trasporto professionale di merci o persone.
Abbiamo attivato successivamente una serie di osservatori sulla pirateria stradale,
sui contromano, sugli incidenti ai bambini,
sugli incidenti del fine settimana, sulle aggressioni alle divise. Tutto questo ha sollecitato da parte dei mass media un notevole
interesse alle analisi e alle proposte che
ASAPS mette in campo.
Oggi l’associazione fa parte della Consulta nazionale per la sicurezza stradale,
della Consulta della sicurezza dei servizi
di Autostrade Italiane, della Consulta per
la sicurezza della Fondazione ANIA (l’associazione che raggruppa tutte le assicurazioni). All’epoca del lancio dei sassi dai
cavalcavia ASAPS propose alcune misure:
8
nuovoinformatore
la numerazione dei cavalcavia e l’installazione di reti di contenzione, puntualmente
eseguite dagli enti proprietari delle strade.
Per l’abuso di sostanze alcoliche l’ASAPS
richiese un’intensificazione dei controlli e
una maggior durezza della pena (la confisca dell’auto per il limite superiore a
1,50).
Ci stiamo adesso battendo per l’inutilità
dei 150 all’ora, argomento che approfondiremo.
Quando ASAPS si è costituita, nei primi
anni ‘90 si contavano 8500 morti sulle
strade. Nel 2008 sono stati rilevati 4.731
morti. Credo che questo saldo positivo di
quasi 4000 morti in meno sia da attribuire
anche al contributo importante di una associazione come la nostra.
n Dr. Biserni esiste una correlazione fra
l’uso di alcol e le stragi del sabato sera?
Quanto influisce l’alcol sulla guida?
È ovvio che la correlazione esiste, ma
il problema non è solo l’alcol. Il dottor
Baccini, farmacologo di Ravenna, in uno
studio degli incidenti stradali del 2007 rileva una percentuale di incidenti correlata
ad uso di alcol e/o narcotici veramente
elevata, addirittura il 60% degli incidenti mortali o gravi. Un numero che la dice
lunga su quanto pesi l’abuso di sostanze
durante la guida. Ultimamente però stiamo assistendo ad una curiosa campagna
in cui si dice che l’alcol influisce solo per
il 2,5% sugli incidenti. Questo è un modo
per sottostimare il problema perché dietro
ci sono ovviamente interessi economici
veramente importanti. Partiamo dal presupposto che l’alcol non fa mai bene, ma
diventa micidiale quando si guida. Non
ci stancheremo mai di dire che chi guida
deve stare lontano dall’alcol. Perché solo
il 2,5% degli incidenti viene correlato
all’alcol? Nei trecentodiecimila feriti censiti ci sono quelli che si sono ammaccati
un’unghia, quelli con il sospetto colpo di
frusta (per lucrare sull’assicurazione) ma
ci sono anche quelli che dopo l’incidenti
sono paraplegici o tetraplegici, persone
che sono in coma. Un solo esempio che ha
poi avuto per altri motivi una rilevanza nazionale: Eluana Englaro era in coma per
un incidente stradale.
Se i dati venissero invece raccolti differenziando i feriti lievi dai feriti gravi e gravissimi e osservando i soli incidenti mortali
vedremo che l’alcol sugli incidenti con
esiti drammatici ha una rilevanza altissima,
sfiorando il 35%. Sulla pirateria stradale,
quando i pirati vengono rintracciati nell’immediatezza il 40% risultava essere in stato
di ebbrezza o aver fatto uso di narcotici. Da
questa percentuale ovviamente sono esclusi
i pirati identificati molto tempo dopo l’evento o addirittura mai rintracciati.
L’alcol pesa quindi come un macigno e
questo non è un punto in discussione.
Si tende a sminuire questo peso raccogliendo malamente i dati, solo per proteggere
interessi economici importanti da tutelare.
In altri paesi, dove la produzione di vini e
superalcolici ha una rilevanza economica
anche maggiore che in Italia, si tengono
ben distinti la responsabilità dagli interessi
economici. In Francia eseguono sei milioni di controlli l’anno.
Vogliamo sottolineare come la estrema severità delle pene e i controlli intensificati
con l’etilometro hanno dato risultati eccellenti: dai 250.000 controlli del 2006, al
1.400.000 del 2008, al 1.900.000 del 2009.
In questi anni le stragi del sabato sera, e in
generale la sinistrosità stradale, sono diminuite moltissimo. Quindi i due elementi
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
cardine (severità della pena e controlli con
l’etilometro) della nostra campagna sono
stati determinanti, anche se ancora c’è il
grosso problema dei proprietari dei locali
che danno tutta la responsabilità all’asfalto: dicono che tutto il problema alcool è
da gestire sulle strade, invece il problema
nasce nei locali, con la somministrazione
di alcolici e superalcolici ai minorenni o a
persone che sono già ubriache (la legge lo
vieta). Serve quindi una presa di responsabilità da parte di tutto il sistema, che cominci dalla famiglia, dalla scuola, dai gestori dei locali e infine, laddove qualcuno
ancora non avesse capito, bisogna elevare
su strada la possibilità di incorrere nei
controlli. Questo è un percorso virtuoso
che sta dando risultati importanti, anche
se ultimamente stiamo assistendo, come
dicevo prima, ad una tendenza a sminuire
il ruolo dell’alcol che noi non vorremmo
vedere; vorremo invece vedere una forte
attenzione su questo aspetto.
n Hanno senso i 150 km l’ora in autostrada?
La velocità è sempre una concausa della
gravità dell’incidente e a volte è il solo elemento che rende devastante un incidente.
Nei rilievi però la prima causa di incidente
è la distrazione. Purtroppo noi abbiamo
l’etilometro per l’alcol e l’autovelox per
la velocità, ma nulla possiamo contro la
distrazione.
Quando parliamo ai giovani non possiamo dire che la velocità non attrae e non ha
fascino: la Formula 1 ha grande attrattiva
proprio per la velocità. Solo che noi non
sappiamo distinguere fra la velocità verticale e la velocità orizzontale. Durante le
sessioni scolastiche spieghiamo che lanciarsi da un terzo piano di un palazzo corN. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
risponde ad un impatto avvenuto ai 50 km
l’ora. Quindi è già un impatto che rischia
di essere mortale. Infatti quando si arriva
sul luogo di un incidente il ferito è stupito
perché, pur andando solo ai 50 all’ora si è
fracassato le ossa! A livello istintivo la velocità verticale ci spaventa, mentre quella
orizzontale non causa le stesse remore.
Il partito dei 150 all’ora (qualcuno ha proposto anche i 160) propone questo limite
dove ci sono tre corsie e il tutor; però il
tutor non è stato installato per far andare più forte, ma a far procedere il traffico
con una velocità più regolare. Infatti nella
rete autostradale il livello di sinistrosità è
già dentro il limite imposto dalla comunità
europea. Dal 2000 al 2008 la mortalità si
è infatti abbassata del 50%, non solo nelle
tratte coperte dal tutor ma su tutta la rete
autostradale. Aumentare il limite di velocità vanificherebbe questo risultato.
I 150 sono inutili e pericolosi. Sono inutili
perché il percorso medio di un italiano in
autostrada è di 150 km: con un limite di
velocità di 150 si “guadagnano” otto minuti, un tempo che fa veramente poca differenza. Bisogna inoltre ricordare che il limite dei 150 in realtà si traduce in 157 km
orari senza sanzione, fino ai 166 km orari
di media sanzione di 38 euro. Infatti chi
promuove i 150 lo fa perché vuole andare
ai 200: con 155 euro e 3 punti detratti dalla patente si potrà viaggiare fino a 200 km
orari, per via della tolleranza del 5% sulla
velocità rilevata; infatti la legge dei 150
prevede che il prelievo di punti passi da 5
a 3; e da 10 a 6 punti per la fascia dagli
oltre 40 fino a 60 km orari. Prevale quindi
la logica di cassa: si aumentano di poco
gli importi ma si abbassano molto i punti prelevati. Chi è abbiente quindi rischia
ed eventualmente paga, tanto perde pochi
punti. I 150 orari sono pericolosi perché
vedremo aumentare gli incidenti, anche se
solo lievi, per tamponamenti: arrivo più
velocemente alla coda, perché le code in
autostrada non spariscono aumentando il
limite!
Altra considerazione: viaggiare ai 150 in
autostrada significa aumentare considerevolmente i consumi, andando ad alimentare il circolo vizioso dell’aumento del costo
dei carburanti, inquinando molto di più.
Altro argomento da valutare è il differenziale di velocità: andando ai 150-160 la
differenza di velocità con un veicolo pesante diventa di 60-70 km orari; infatti gli
autocarri continueranno a transitare lungo le tre corsie, anche con il limite ai 150.
Quando un camion nella corsia di sinistra
viaggia agli 80, l’altro camion lo sorpassa
nella corsia centrale agli 85 e per tre chilometri abbiamo davanti un muro fatto da
due camion; nella terza corsia si dovranno
immettere tutti i veicoli che sopraggiungono a velocità elevatissima ed è in questa
situazione che capiteranno gli incidenti
mortali, con i salti di corsia, perché la differenza tra le due velocità è una delle cose
più rischiose della dinamica della mobilità
autostradale.
Ultima considerazione: i moderni sistemi
di ritenuta presenti a bordo delle vetture
non devono servire ad andare più forte; lo
logica del “più airbag ho più vado forte”
è sbagliata.
Infine una domanda semplice: come mai
solo l’Italia sta pensando di aumentare il
limite di velocità, mentre in altri paesi nulla
di tutto questo accade? Pensiamo di avere
le macchine migliori o di essere i conducenti più adatti a questa condizione?
Mediamente in autostrada in Europa si
viaggia ai 125 l’ora. Solo in Germania ci
sono delle tratte a velocità libera, paese in
cui però le velocità adeguate sono consigliate. Ricordiamo anche per un tedesco
un consiglio è un ordine, per un italiano un
ordine è un consiglio; culturalmente infatti
siamo molto diversi.
La fregola della velocità è una questione
tutta italiana: quando passiamo il confine
con la Slovenia, con l’Austria, con la Svizzera, con la Francia, come ci comportiamo? Perché l’ansia dei 150 esiste solo da
noi? Vogliamo parlare dei limiti negli Stati
Uniti?
Non scherziamo con la sicurezza stradale!
nuovoinformatore
9
sotto i portici
con MaRco Macciantelli
MoMeNTI DI sToRIa
25 luglio,
l’agonia del regime
un MeMoRiale PRezioSo
25 luglio 1943, sessantasette anni fa. Ma
perché quel giorno, anzi quella notte, tra
il 24 e il 25 luglio del 1943, è ancora così
importante per la storia italiana?
In cima alle testimonianze va posta quella
d’un protagonista del tempo, un protagonista di parte, ma non per questo meno
significativo, come Dino Grandi, grazie
alle sue memorie curate dallo storico
Renzo De Felice.Dino Grandi: un gerarca
del fascismo, uno dei suoi massimi espo-
17, in Palazzo Venezia, in un’atmosfera
“drammatica”. Due settimane prima gli
anglo-americani erano sbarcati in Sicilia;
pochi giorni prima, il 22 luglio, avevano
conquistato Palermo; il 19, alle ore 11 del
mattino, mentre il duce si trovava a Feltre
per incontrare Hitler, l’aviazione americana aveva bombardato il quartiere San
Lorenzo a Roma, provocando migliaia di
vittime. Nel mese di marzo si erano verificati gli scioperi nel triangolo industriale
che avevano coinvolto anche Bologna. La
dai mesi precedenti allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando, il 7 dicembre 1939, “senza sentire il Gran Consiglio e neppure il Consiglio dei Ministri,
venne irrevocabilmente presa la fatale decisione di entrare in guerra a fianco della
Germania”.
Gli stessi membri del Gran Consiglio appresero “attraverso la radio la notizia” che
l’Italia era andata in guerra il 10 giugno
1940 contro la Francia e la Gran Bretagna
e altrettanto accadde “quando l’Italia un
25 Luglio 1943 - Nelle due foto i festeggiamenti in Piazza Maggiore
per la caduta del fascismo (dal sito www.bolognaliberata.it/Immagini.htm)
nenti. Ministro degli Esteri, ambasciatore
a Londra, quindi ministro Guardasigilli,
presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni. Originario di Mordano,
nell’imolese, nato il 4 giugno 1895, morto a Bologna, dove volle infine stabilirsi,
il 21 maggio 1988, sposato con Antonietta Brizzi, di Castenaso. Il memoriale di
Grandi, da un lato, non va assunto come
fonte unica ed esclusiva, dall’altro costituisce un documento oggettivamente prezioso. Ma che cosa accadde nella notte
tra sabato 24 e domenica 25 luglio 1943?
una lunga diScuSSione
Il Gran Consiglio del fascismo, presente
al completo, si riunì il 24 luglio, alle ore
10
nuovoinformatore
situazione nel Paese era di malessere e di
crescente opposizione al regime. Grande
l’inquietudine all’interno delle forze armate.
All’appuntamento Mussolini si presentò
in uniforme di comandante generale della milizia fascista, i cui reparti, armati e
in pieno assetto di guerra, presidiavano il
luogo dell’incontro. Per comprendere il
“clima” si tenga presente che Grandi ha
confessato di aver portato con sé, come
estrema difesa, due bombe a mano (una
delle quali affidò a De Vecchi).
Fu una discussione lunga, si protrasse
per 10 ore, sino al mattino. Come Grandi spiega, l’organo supremo del fascismo
non si riuniva da circa quattro anni e cioè
anno dopo entrò in guerra contro la Russia e l’America”.
un bilancio cRudo
La discussione del Gran Consiglio ruotò
intorno a diverse questioni. Dall’interpretazione del ruolo dell’organismo: istanza
suprema o strumento di mera consultazione? Al rapporto di subordinazione al
nazismo tedesco. Sino all’oppressione
esercitata dal partito sullo Stato.
Nella sua parte più interessante, il confronto si soffermò intorno ad un bilancio,
crudo e schietto, sulla dittatura e sulle
sue responsabilità. Ed ancora, intorno
all’auspicio, illusorio ed evidentemente
retorico, di un “ritorno allo Statuto”, al
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
A fianco,
il “Corriere della
Sera” dell’epoca
annuncia
le dimissioni
di Mussolini
precedente ordine legale ed alle prerogative del re. Sul piano politico è rilevante la
sottolineatura della profonda frattura tra il
regime e il Paese. La rappresentazione realistica della crisi e del disfacimento. Ed
è sulla base di questi elementi di contesto
che viene presentato da Dino Grandi un
ordine del giorno, preannunciato dallo
stesso Mussolini in un colloquio del 22
luglio, che, chiedendo al re di riprendere la guida della guerra, di fatto auspica
l’esautorazione del dittatore.
Un odg che ottenne una larghissima
maggioranza: un astenuto, otto contrari,
diciannove voti a favore: Acerbo, Albini, Alfieri, Balella, Bastianini, Bignardi,
Bottai, Cianetti, Ciano, De Bono, De
Marsico, De Stefani, De Vecchi, Federzoni, Gottardi, Marinelli, Pareschi, Rossoni,
oltre allo stesso Grandi, naturalmente.
Obiettivo politico: fornire a Vittorio Emanuele il pretesto per formalizzare la crisi
di governo.
“tRaditoRi”
Il giorno successivo, alle 17, a Villa Savoia, l’incontro tra Vittorio Emanuele e
Mussolini. Alle 18, la notizia: Badoglio
nuovo capo del governo, il duce arrestato.
Alle 22,45 ne dà ufficialmente annuncio
la radio. Quindi, l’esilio del capo del fascismo all’isola di Ponza, alla Maddalena,
al Gran Sasso, dove sarà successivamente
“liberato” dai tedeschi. I primi passi del
governo Badoglio, del tutto inadeguati,
con le infelici frasi della dichiarazione
diffusa dopo l’incarico ricevuto di formare un nuovo governo, là dove si afferma
che: “la guerra continua” e “l’Italia mantiene fede alla parola data”.
Per fortuna stava contestualmente emergendo dal sentimento popolare un'altra
Italia, di cui seppero farsi interpreti, in
modo pluralistico, i partiti democratici
riemersi dalla clandestinità e dall'emigrazione.
La vicenda della riunione notturna tra
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
il 24 e il 25 luglio del 1943 ebbe ulteriori conseguenze. Chi si schierò contro
Mussolini fu ritenuto un “traditore”: nel
gennaio del 1944, la Repubblica sociale,
insediatasi con il determinante contributo della Germania nazista, processò e
condannò a morte i firmatori dell'odg: lo
stesso genero del duce, Galeazzo Ciano,
fu giustiziato, in un clima di cupa tragedia, insieme al vecchio “quadrunviro” De
Bono (classe 1866), a Gottardi, Marinelli
e Pareschi. Grandi fu condannato in contumacia, perché, nel frattempo, aveva lasciato l'Italia per il Portogallo.
irresponsabili del partito esercitavano ad
ogni momento nelle attività degli organi
dello Stato”, quando sottolinea come il
regime fosse dominato da una dittatura
senza più futuro davanti a sé, compie un
atto politico che va valutato per gli sviluppi che ha concretamente prodotto.
Quando denuncia il “conformismo grigio” di parole d'ordine come “Credere,
obbedire, combattere” dà voce a ciò che
gli antifascisti andavano affermando sin
dal primo apparire della propaganda di
regime.
Quando ricorda che i fascisti hanno finito
per legarsi “alla Germania nazista in una
posizione di vassalli, tollerati quando non
addirittura disprezzati”, fa suo un motivo
della critica rivolta al regime mussoliniano.
La circostanza realmente significativa è
che l'odg di Grandi “delibera decaduto il
regime di dittatura, perché esso ha compromesso i vitali interessi della nazione”.
una MoRte Politica
un PaRtito totalitaRio
Questa la storia. Ora, a tanti anni di distanza, forse è possibile mettere in fila alcune considerazioni. Non v'è dubbio che
Dino Grandi sia stato un fascista e che
come tale abbia condiviso tutte le responsabilità del regime di cui fu un esponente
di primissimo piano, anche se decisamente meno rozzo di altri.
Non v'è dubbio che coloro che sottoscrissero l'odg da lui proposto rappresentassero il vertice di un totalitarismo
che si macchiò di delitti (da Matteotti ad
Amendola ai Fratelli Rosselli), di ingiustizie (il Tribunale Speciale, il confino), di
infamie (come il “Manifesto sulla razza”,
nel 1938), di piccole e grandi oppressioni conseguenti alla fascistizzazione della vita sociale e civile, nonché di veri e
propri errori o di calcoli sbagliati (come
la scelta di entrare in guerra a fianco del
Terzo Reich hitleriano).
Non v'è dubbio che, pur con motivazioni per lo più dettate dalle convenienze,
i firmatari di quell'odg concorsero a determinare un fatto che non ha mancato di
incidere sulla storia d'Italia.
Quando Grandi, nelle sue memorie, deplora i “propagandisti nazifascisti della
guerra”, quando denuncia la totale assenza di rispetto delle istituzioni, o parla di
“ingerenze e interferenze che le gerarchie
Fatto sta che Dino Grandi capì, capì che il
regime era alla fine, e con il suo odg, da
un lato, si illuse in un cambiamento dei
rapporti di forza all'interno del sistema
di potere, vagheggiando una sostituzione
del duce, dall'altro finì per contribuire alla
presa d'atto della fine.
Rimane da chiedersi che cosa agiti o motivi ancora certi atteggiamenti, nostalgici
o apologetici che, purtroppo, pur a distanza di tanti decenni, inspiegabilmente
persistono.
Se la stessa maggioranza del fascismo
sentì l'esigenza di mettere in minoranza
Mussolini, decretandone la fine, certe interpretazioni indulgenti verso il fascismo
come vanno considerate? E come va intesa la pervicace difesa di ciò che accadde
dopo, con la Repubblica sociale asservita
al nazismo?
Come ha lucidamente spiegato De Felice
(storico rispettato dalla destra): “Politicamente Mussolini morì il 25 luglio. Il
Mussolini della RSI non sarebbe stato che
l'ombra, il fantasma del Mussolini morto
il 25 luglio. Un fantasma patetico, talvolta
spietato e grottesco al tempo stesso”.
Chi ancora non vuole capirlo, fa torto alla
storia e alla serenità con cui, a distanza di
tanto tempo, si dovrebbe, invece, finalmente, rileggere una pagina così importante della nostra vicenda nazionale.
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N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
mobilità
di Maurizio Dall’Ara
italia
Le rotatorie:
istruzioni per l’uso
I
n Italia negli ultimi anni si sta sempre
più estendendo la costruzione, e di conseguenza l’uso, delle rotatorie o rotonde
stradali.
Questa crescita è dovuta anche al fatto
che la legge ha reso obbligatoria la redazione dei “Piani Urbani del Traffico” con
i quali le Amministrazioni pubbliche sono
chiamate a realizzare migliori condizioni
di viabilità e questo tipo di infrastruttura
costituisce in molti casi una soluzione a
basso costo per problemi di congestione
di traffico e di alto numero di incidenti.
Tecnicamente si tratta sempre di un incrocio, ma la sua forma circolare, con
un’isola centrale, fa si che possano confluire in un punto anche più delle quattro
strade dell’incrocio classico, assumendo
in alcuni casi anche forme diverse, come
quella ovale o a doppia circonferenza.
Il tipo di rotatoria più utilizzato in Italia è
quello che si ispira al modello “francese”,
cioè caratterizzato dal diritto di precedenza per i veicoli che circolano all’interno
della stessa.
Le rotatorie alla “francese” consentono di
ottenere i seguenti importanti vantaggi:
1) riduzione delle velocità troppo elevate
di percorrenza in quel tratto di strada;
2) miglior fluidità del traffico con riduzione dei tempi morti;
3) diminuzione dell’inquinamento acustico e delle emissioni di gas di scarico;
4) diminuzione dei punti di conflitto fra
i veicoli e quindi riduzione del numeri di
incidenti e della loro gravità;
5) possibilità di compiere in tutta sicurezza la manovra di svolta a sinistra o di
inversione di marcia;
6) miglior aspetto architettonico dell’intersezione stradale.
La grande diffusione di questa innovativa
soluzione, porta, come in tutte le novità,
anche qualche inconveniente; capita spesso, infatti. di vedere comportamenti non
proprio corretti, fino al caso estremo di
chi ha imboccato la rotatoria al contrario.
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
Non sono tantissimi i comportamenti per
evitare inconvenienti.
COSA FARE NEI PRESSI
DELLA ROTATORIA
Quando si giunge nei pressi di una rotatoria in fase di entrata, occorre rallentare,
verificare la presenza di veicoli che già
la percorrono, dare la precedenza e poi
immettersi.
Quando le corsie lo permettono, è possibile circolare anche per file parallele.
La rotatoria è sempre a senso unico e va
percorsa in verso antiorario.
menti per i pedoni stessi.
Questi pericoli possono essere notevolmente ridotti con la sistemazione di isole spartitraffico ben visibili per aiutare i
pedoni e ciclisti, ricordando che, se sono
sulle apposite strisce, hanno sempre la
precedenza.
Per i ciclisti è obbligatorio impegnare la
pista ciclabile che affianca la rotatoria,
qualora sia esistente; in caso contrario,
dopo l’immissione nella rotonda, bisogna
sempre mantenere la destra, mai spostarsi
COSA FARE ALL’INTERNO
DELLA ROTATORIA
Quando ci si trova all’interno della rotatoria si ha diritto di precedenza rispetto
ai veicoli in entrata, anche se questi provengono da destra o da strade di maggior
importanza.
Nelle rotatorie a due corsie di scorrimento, è buona norma impegnare la corsia
esterna nel caso in cui si debba svoltare
subito a destra; viceversa è opportuno impegnare la corsia più interna (di solito è
più stretta di quella esterna) nel caso in
cui si debba percorrere larga parte della
rotatoria o si debba effettuare un’inversione di marcia rispetto al senso di entrata, percorrendola tutta.
Ogni manovra effettuata all’interno della
rotatoria è obbligatorio che sia segnalata con gli indicatori di direzione (le “frecce”), così come ogni volta la si debba
lasciare per immettersi in una ramificazione laterale.
PUNTI CRITICI
Riguardano essenzialmente le difficoltà
per pedoni e ciclisti (i ben noti utenti “deboli” della strada) ad attraversare la sede
stradale in corrispondenza della rotatoria
e nel fatto che in uscita i veicoli di solito
aumentano la velocità proprio di solito
nei punti dove si trovano gli attraversa-
all’interno.
Per gli automobilisti in entrata che vedono un ciclista che sta affrontando una
rotatoria è opportuno prestare ancora più
attenzione, perché spesso è difficile interpretarne le reali intenzioni, visto che
in quel momento il ciclista stesso si trova
esposto ad una serie di potenziali pericoli
provenienti da più direzioni (è preferibile
perdere qualche secondo in più ed agevolarlo nella manovra di uscita).
In generale è bene sempre ricordare che
le rotatorie, al pari delle altre componenti
della strada, non sono “terra di nessuno”
dove prendersi diritti o precedenze che
non si hanno, ma che, se usate con il dovuto criterio, sono uno strumento molto
efficace per migliorare il traffico delle nostre città e, perché no, anche per migliorare un po’ la qualità della nostra vita.
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mobilità
di Di Alessandro, Graziella, Fabio, Lorenzo e Stefania
trasporti nel mondo
Francia:
Bordeaux
B
enedetti i voli economici della Ryanair, un veloce testa o croce e il fato
indica in Bordeaux la meta per la
nostra breve vacanza. Città francese poco
più piccola di Bologna, e noi, cinque ragazzi un pò prevenuti al cospetto di una
piacevole sorpresa: palazzi antichi, chiese, splendide piazze e il lungofiume, la
Garonna, che di giorno è la méta di chi fa
jogging o semplicemente passeggia, di chi
va in bicicletta, dei più piccini che giocano
chiusi alle sue estremità. Fuori dal centro la sua sede è separata, posta tra le due
corsie per il traffico su gomma, e prende
corrente dalla linea aerea, mentre in centro
il trolley scende e si alimenta dalla linea a
terra in tutta sicurezza per auto e pedoni
che possono transitare. Questo particolare
sistema e’ chiamato APS ed è un brevetto
Alstom: il tram in transito attiva un tratto
isolato del terzo binario di alimentazione
centrale la cui elettricità viene captata da
vandalizzate. All'interno del tram ci colpisce la pulizia e le obliteratrici sono ad
un'altezza fruibile da persone di qualsiasi
statura. Ci sono seggiolini fissi ed alcuni
richiudibili con apposito adesivo che invita
gli utenti, in caso di affollamento, ad alzarsi (e prontamente eseguono, altra meraviglia). Giunti in centro notiamo che le rotaie
si incontrano un pò ovunque e le tre linee
(A, B, C) passano nelle piazze, davanti al
teatro grande, sul lungofiume senza appa-
In alto a sinistra, il gruppo in viaggio
di “piacere” e, sopra, un tram.
A fianco, a sinistra un bus e a destra
il Place de la bourse
nelle aiuole verdi e di notte si trasforma
in uno spettacolo di luci colorate che si
riflettono sullo specchio d'acqua. Ma non
dimentichiamo il motivo che ci ha portato
a scrivere queste righe: il trasporto pubblico... in fondo siamo addetti ai lavori.
Già dall'aeroporto, con soli 1,40 euro di
biglietto orario acquistato dal conducente
(incredibile... è in bermuda!!!), la linea 1
ci porta in centro o in un comodo punto
per un interscambio. Per arrivare al nostro albergo ci serve la linea A e possiamo
provare subito il tram marchiato Alstom,
un serpentone lungo circa una trentina di
metri con due posti guida completamente
14
un apposito pattino. Dopo un avvio molto
difficoltoso e costoso, soprattutto legato
ai malfunzionamenti ed ai rischi prodotti
da eventi climatici quali la pioggia, oggi
questa tecnologia è diventata affidabile
grazie anche all’esperienza apripista fatta
a Bordeaux e comincia a diffondersi in altre città con centri storici da preservare da
antiestetiche e complesse reti aeree, tra cui
Milano.
Lungo le linee ogni fermata è dotata di
pensilina con citofono per segnalazioni
ed emettitrice automatica per acquistare i
diversi titoli di viaggio anche con carta di
credito, perfettamente funzionanti e non
rire corpi estranei. Bordeaux è proprio una
città a misura d'uomo, e all'uomo, i pedoni,
è dedicato tutto il centro storico e i mezzi
privati sembrano rispettare senza problemi
i divieti. La TBC (tram et bus de la communautè urbaine de Bordeaux) dispone di
un parco vetture di 510 bus di cui 143 a
gas impiegati nelle 75 linee urbane diurne e 12 notturne, 44 tram snodati più una
navetta elettrica per il centro. A fine viaggio ci rimane il ricordo di una bella città e
di abitanti cordiali e disponibili, pronti ad
aiutare cinque turisti in difficoltà con la lingua francese e di un trasporto pubblico che
ha esaudito le nostre necessità.
Chi volesse contribuire
a questa rubrica può inviare scritti e foto
a [email protected]
N. 6 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
Trasporti pubblici Bologna - Ferrara
Ecco la nuova
campagna abbonamenti
2010-2011
Anche quest’anno la campagna abbonati si "sdoppia" fra Bologna e Ferrara: ecco le condizioni riservate a chi acquista gli abbonamenti annuali
(ATC) per il bacino di traffico di Bologna, e quelle dedicate ai titolari di
abbonamento annuale per il bacino di traffico di Ferrara.
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
nuovoinformatore
I
Trasporti pubblici Bologna - Ferrara
Per gli abbonamenti per il bacino di Bologna:
Tra i diversi abbonamenti annuali di ATC
c'è sicuramente la soluzione che meglio
si adatta alle esigenze di ognuno: per le
aree urbane, per i percorsi extraurbani
nelle varie fasce chilometriche e con integrazione per le aree urbane, con tariffe
scontate per gli studenti fino a 30 anni e
per chi ha compiuto 70 anni.
Comodità
e libertà di movimento
L'abbonamento annuale al trasporto pubblico
è la soluzione giusta per viaggiare liberamente e senza problemi di parcheggio e di accesso
al centro città. Vale 12 mesi, permette di circolare tutti i giorni, senza limitazione di orari.
L'inizio della validità può decorrere, a scelta del cliente, da uno qualsiasi dei 30 giorni
successivi all'acquisto. Non deve essere timbrato a bordo e in caso di furto o smarrimento è possibile ottenere un duplicato, presentando la denuncia, a soli 5 euro.
I vantaggi
e le opportunità...
L'abbonamento annuale personale consente
risparmi concreti per l'ingresso al museo, a teatro o al cinema, l'acquisto di libri, il giro turistico di bologna e l'utilizzo del car sharing.
Come per gli anni scorsi alle famiglie viene
offerta una grossa opportunità di risparmio: il
possesso di 2 abbonamenti annuali dà diritto ad uno sconto del 50% sull'acquisto di ogni
successivo abbonamento annuale per i minorenni
appartenenti al medesimo nucleo familiare.
Per ottenere lo sconto è sufficiente presentare in
biglietteria al momento dell'acquisto, oltre ad un
II
nuovoinformatore
documento di identità, uno stato di famiglia e i due
abbonamenti annuali in corso di validità. Il prezzo
dei titoli scontati al 50% non può essere rateizzato.
Per gli abbonamenti acquistati a prezzo non scontato è’ possibile rateizzare il pagamento in tre rate,
senza interessi.
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
Trasporti pubblici Bologna - Ferrara
Per gli abbonamenti per il bacino di Ferrara:
Comodità
e libertà di movimento
L’abbonamento annuale ordinario e l’abbonamento annuale sulla tratta Ferrara-bologna valgono
12 mesi dal giorno dell’emissione; l’abbonamento
annuale studenti Tpf vale dal 1° settembre al 30
giugno (10 mesi).
È possibile circolare tutti i giorni, senza limitazione di orario. Non deve essere timbrato a bordo e, in caso di furto o smarrimento, è possibile
ottenere un duplicato, presentando la denuncia,
a soli 5 euro.
I vantaggi
e le opportunità...
L’abbonamento annuale personale consente
risparmi concreti per l’ingresso a teatro, al
museo e al cinema, l’acquisto di libri e di articoli di elettronica.
Se in una famiglia c’è un abbonato annuale,
gli abbonamenti annuali studenti acquistati successivamente beneficiano di sconti: il
prezzo del secondo abbonamento è ridotto
del 20%, il prezzo del terzo del 30%, il prezzo del quarto (e dei successivi) è ridotto del
40%.
Per ottenere lo sconto è sufficiente presentare in biglietteria al momento dell’acquisto, oltre ad un documento di identità, uno
stato di famiglia e gli abbonamenti annuali in corso di validità che danno diritto
all’agevolazione.
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
nuovoinformatore
III
Trasporti pubblici Bologna - Ferrara
in breve
Le modifiche al servizio invernale scolastico in vigore dal 14 settembre
A Bologna:
A seguito della riforma della scuola superiore, che ha
prolungato l'orario delle lezioni, è stato effettuato uno
slittamento in avanti di tutte le corse di rientro scolastico
sia nel servizio urbano che nell’extraurbano;
Viene introdotto un nuovo percorso per la linea 11
che effettuerà via Indipendenza in direzione Bertalia/
Arcoveggio anzichè via Marconi;
Viene soppressa la linea F;
Sulla linea 35 sono state inserite delle corse aggiuntive
nella punta del mattino;
Viene modificato l’assetto delle fermate in viale
Pietramellara:
• arretramento linee 21 e 25;
• spostamento in avanti linee 35 e 38;
• soppressione fermata J.
Viene introdotta la nuova linea 181 che sostituisce
i prolungamenti di varie linee suburbane (87, 91, 96) per
uniformità con tutti gli altri collegamenti scolastici;
Viene introdotta la nuova linea 185 che integra la
184 da via dei Mille per migliorare i collegamenti fra le
linee suburbane e l’istituto Rosa Luxemburg.
Viene cambiata la numerazione delle “300” 331 -->
231: le linee i numeri della serie 300 saranno attribuiti a
linee del bacino di Ferrara
A Ferrara:
La linea 11 effettuerà ingresso e regresso in
stazione in entrambe le direzioni, permettendo così il
collegamento da via Bologna / Chiesuol del Fosso / Osp.
S. Giorgio e da Pontelagoscuro con la stazione. Non
è previsto il transito in stazione la mattina dei giorni
festivi, in quanto i tempi di percorrenza sarebbero
insufficienti e non sono disponibili risorse per inserire
una macchina aggiuntiva sulla linea.
Ci complimentiamo con i colleghi che hanno conseguito la patente E…
Andrea Castelli; Rosa Colorito; Nicola Fabbiano Chiacchio; Carmelino Fonti; Marina Maroni; Ettore Giuseppe Mastragostino;
Michele Montanino; Marco Mungiovi'; Daniele Riccobono; Simone Rizzoli; Luigi Saponaro; Iolanda Scarinzi; Teresa
Scuccimarra.
…e con i colleghi che hanno conseguito il patentino filoviario
Daniele De Vincenzo; Daniele Deluigi; Damiano Druidi; Fabrizio Fanti; Raffaele Fraiese D'Amato; Mirko Grimandi; Alvise
Lecce; Luciano Limoccia; Evelin Melchiorri; Vincenzo Napolano; Massimiliano Paoletti; Antonio Rusciano; Fabio Sabbioneda;
Melissa Tomaselli.
Pubblichiamo con piacere alcune segnalazioni positive
“Salve siamo due infermiere della provincia dell'Aquila che nei giorni 11-12-maggio hanno fruito dei vs mezzi per
spostarsi a Bologna per un convegno, ebbene abbiamo rilevato nei conducenti dei vs mezzi molta cortesia, disponibilità
ed anche simpatia nel fornirci delucidazioni ed indicazioni sui nostri itinerari. Ci complimentiamo con voi e vi invitiamo a
trasmettere loro questa mail di apprezzamento per il loro lavoro”.
“Sono una pensionata accompagnatrice del marito invalido 100% e cieco. Vi scrivo solo per ringraziarVi per tutte le cortesie
e gentilezze che avete fatto a me e mio marito (è 120 KG ed è difficile da accompagnare). Grazie tante e un caro saluto”.
“Vorrei segnalare che questa, sulla corriera che dai Lidi Ferraresi portava a Ferrara, una signora si è sentita male e il Vostro
personale è stato estremamente attento e solerte per aiutarla. L’autista ed un altro dipendete Atc si sono prodigati per
raggiungere velocemente un punto sicuro dove incontrare un’ambulanza prontamente allertata e far così soccorrere la signora
Volevo solo segnalare la professionalità e la solerzia dei due dipendenti, di cui non conosco il nome. So solo che sono stati pronti,
gentili e professionali. La signora è stata assistita e rassicurata con massima cura e cortesia. È stato bello vedere tanta umanità.
Tutti qui. C’è tanta brava gente in giro e questi ragazzi sono stati davvero in gamba”.
“Vorrei ringraziare pubblicamente e fare avere i più sentiti complimenti all’autista che questa mattina 23/06/2010 era alla
guida dell’autobus 206. Solo per la sua eccellente abilità nella guida, la sua prontezza di riflessi e di spirito, e la sua capacità di
affrontare un ostato di pericolo, abbiamo evitato uno scontro frontale con un’auto che a folle velocità stava piombando addosso
al nostro bus..."
“Salve, sono una ragazza di 22 anni. Scrivo perché stasera ero sull’ultima corsa del 14A dove c’era un ragazzo che mi dava
fastidio e l’autista mi ha fatto scendere al capolinea Due Madonne assicurandosi che arrivassi a casa sana e salva. Volevo
ringraziarlo e ringraziare voi per il servizio, poiché altre volte gli autisti sono stati molto cortesi".
IV
nuovoinformatore
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
N. 6 I GIUGNO I 2010
nuovoinformatore
15
vita da circolo
di DIANA MARGUTTI
ferrara sezione moto
Motosalsicciata
del primo maggio
C
ome ormai tradizione per i motociclisti ferraresi, anche il primo maggio 2010 Luca Benini, coadiuvato da tre
sgargini d’eccezione (Davide Bianconi
detto Bunny, Alberto Panziera detto Pancera e Daniele Cavallini detto Cratte), ha
organizzato il rituale gitone di primavera,
destinazione Asiago, numero di partecipanti…45! Un successo strepitoso.
Menzione speciale va fatta ad un parco
mezzi moooolto eterogeneo, una carovana viaggiante di scooter e moto di ogni
tipo e cilindrata, dalla vespa di Ruffini,
all’inossidabile Majesty di Pelle con nastro isolante nero nella sella scucita, alla
rossa Guzzi di Cavallini il quale si presenta con T-shirt stampata a caratteri cubitali
“Cratte il Centauro”, con inevitabile
risata a crepapelle dei compagni di merende.
Già il nome della manifestazione la dice
lunga sugli scopi di questo ritrovo, in
quanto la sfida non è di certo basata sulla
capacità di cavalcare certe strade delle località che si vanno a visitare, ma una vera
e propria prova di resistenza enogastronomica ad un ristoro di tipo nuziale.
Con piacevole sorpresa, i centauri si rendono subito conto che “ristoro” e “salsicciata” sono termini molto riduttivi rispetto
al motobanchetto che devono affrontare al
Ristorante al Turcio: tris di minestre con
bigoli all’anatra, tagliatelle alla selvaggina
e tortelloni con ripieno di asiago e funghi,
arrosto di vitello, fagiano al forno, daino
in umido con polenta, le immancabili
patate fritte, i funghi freschi e le verdure del bosco, il tutto accompagnato da un
buon vino friulano (a fiumi), macedonia,
meringa, grappa come se piovesse e da
cori improvvisi tipo “Evviva gli sposi” o
“Bacio, bacio, bacio…”. Del resto in vino
veritas e spesso fa fare confusione! Il tutto
ad un prezzo da Osteria Gigi Il Puzzone.
In questa foto alcuni dei 45 partecipanti.
I partecipanti ringraziano i promoters e
confermano la riuscita perfetta dell’evento, per la quantità e qualità di cibo servito,
per le ore trascorse a tavola in piacevole
compagnia, ma soprattutto, per quanto
riguarda la sottoscritta, per aver avuto la
rara opportunità di gustarsi la giornata a
pieni voti senza i suoi marsupi viventi di
2 e 4 anni…!
Nello scorso numero dell’Informatore
(n. 6, Giugno 2010) l’articolo a pagina
18 riguardante la sezione moto di
Ferrara, causa errore di “refuso” era
errato. Ci scusiamo sia coi lettori che
con gli autori, ve lo riproponiamo nella
sua versione originale integrale.
di DIANA MARGUTTI
Autoferro di corsa
E finalmente si è compiuta l'opera del famigerato campionato
nazionale di podismo autoferrotranvieri! Ne danno triste notizia
gli autisti/podisti che dovranno convivere con un senso di vuoto
incolmabile ed esultano gli autisti che se ne sbattono altamente
della corsa e si sono dovuti cuccare in saletta mesi e mesi di discussioni su tempi di percorrenza, km effettuati, diete pre-gara,
etc.
Partenza ore 9 da Pivati venerdì 21 Maggio, viaggio lunghettino
e caldo, sosta all'autogrill più brutto del mondo e fermata obbligatoria per un pranzo sul mare in un ristorantino economico
di Cecina (con stappo della bottiglia del gestore per essere riuscito a rifilare un conto sul salato andante - modello “turisti per
caso” - a 15 polli da Ferrara) e poi... rullo di tamburi... l'arrivo
al villaggio. Una meraviglia, mica roba da plumoni, se hai della
tosse vai alla spiaggia libera al lido delle Nazioni a mangiare panini alla mortadella, altrimenti vai al Club Village a San Vincenzo:
massimo comfort, cucina 10 e lode, verde ovunque, piscina alla
Beverly Hills, spiaggia di fronte all'Isola d'Elba. Insomma, 'na
pacchia!
Peccato che il sabato, piccolo dettaglio, ci aspettano 10 km
16
nuovoinformatore
sotto un sole cocente, perché ovviamente l'estate scoppia ufficialmente alle ore 10 del 22 di maggio. Pensiero mio: “beh, visto
che siamo al mare almeno non dovrò avere a che fare con salite
e discese, al massimo ci sarà un po' di stofag...”. Ceeeerto, una
bella emme. Dieci km e mezzo infernali! Non era un percorso
ma una vera e propria tortura fatta SOLO di salite (ma dov'erano
le discese? E dire che erano tre giri; per le leggi matematiche/
geologiche per forza le discese ci dovevano essere...boh). Non
mi soffermo sulla classifica e piazzamenti vari perché: 1. sono
arrivata ultima del gruppo Ferrara quindi non ci tengo.. .; 2. tanto
saranno appesi in bacheca in saletta; 3. non ho spazio, la mia
caporedattrice me lo taglierebbe.
Però mi soffermo sui fatti salienti della gara.
Intanto l'ironman Cavallini ci ha deliziati di uno sprint finale
(sempre alla moviola, stile inconfondibile) su Paparella che al
traguardo è costretto a buttare via le scarpe. Giusto. Ogni promessa è debito. Beno a fianco di Rugge commenta i tatuaggi
dei romani davanti a loro e fa il simpaticone sotto sforzo “ehi, ci
distraete con tutti quei disegni sulla schiena...”. La sottoscritta
ad ogni passaggio davanti ai nostri sostenitori dice paonazza
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
vita da circolo
di CLAUDIO SCAPOLI
ferrara PERSONAGGI D’ALTRI TEMPI
Spacapel, ovvero
chiacchiere al termo
A
i tempi della Siamic, a Ferrara, il
deposito era anche l’autostazione,
le partenze venivano effettuate nella parte coperta del deposito stesso e la gente
aveva a disposizione come sala d’aspetto
e biglietteria una vasta stanza adiacente lo
stabile della direzione, con vista su tre lati
e sui settori di partenza. In questa grande
sala, al centro, vi era un enorme termosifone in ghisa che, specialmente quando le
partenze vennero spostate altrove, rappresentava il punto di raccolta degli autisti e
bigliettai in transito o in partenza.
Attorno a quel termo ascoltai storie, accadimenti, fantasticherie, epiche gesta e
avventure salgariane. In quel luogo assursero a leggenda alcuni fra i personaggi
più caratteristici del panorama autoferro
di allora.
Un “oratore da termo” fra i più apprezzati
(e che ebbi il piacere di conoscere) era il
mitico Faccini “Spacapel” da Berra, che
fomentato dal famoso “Taston” Tresoldi
da Mezzogoro, si esibiva nel racconto di
gesta fantastiche con tale naturalezza da
sembrare quasi veritiero.
Il Faccini era un tipo segaligno dalle movenze dinoccolate e sempre elegante in
divisa; per dare enfasi ai suoi racconti,
assumeva pose tipo lo stare in piedi, mani
in tasca e gambe divaricate dondolando
sulla punta dei piedi, oppure, piede su una
sedia e braccia incrociate poggiate al ginocchio.
L’eventuale pubblico di colleghi lo ascoltava sempre rapito dalla tanta fantasia, ma
faticava non poco a mantenersi serio. Diciamo che, eufemisticamente, era ritenuto
un simpatico esagerato. Una volta raccontò di essere talmente veloce in bicicletta,
da raggiungere (quasi) la luce del fanale;
ed un’altra volta asserì che durante una
battuta di caccia riuscì ad abbattere un’oca
selvatica che volava talmente in alto che
Nella foto una tabella superstite
della super trasformata SIAMIC.
È posizionata nella fermata San Giorgio,
vicino all’agenzia 4 della CA.RI.FE.
impiegò un paio di minuti per cadere a
terra; e un’altra volta ancora che sparò ad
un branco di anitre, ma, per errore, mirò
basso e asportò loro solo le zampe. E disse anche che …. ma ci vorrebbero pagine
e pagine e comunque mancherebbero la
gestualità, le espressioni e i commenti degli ascoltatori per godere appieno di quei
momenti che ricordo sempre con tanto
piacere.
di DIANA MARGUTTI
Fermata prenotata
sempre la solita frase “Nafadigadaporc”. Morara alias Pistorius porta a termine una gara con uno strappo al polpaccio e
una fasciatura tipo protesi con un tempo da keniano. Antonio Campioni arriva primo di categoria e del gruppo Ferrara
(ma chi se ne frega!) e si aggiudica anche quest'anno con la
maggioranza assoluta il titolo di PESISSIMO, e non stiamo
parlando della prestazione podistica. Molto buona la prestazione dell'emergente Mangiaracina, nuovo del gruppo, e del
perennemente allergico Emiliani; bravo Zaghi che ha corso
tutta la notte sul letto per tenersi caldo (ne sa qualcosa la sua
fidanzata Paparella); grande Turo che è forse l'unico che non
si era allenato di nascosto sulle montagne di notte alla Rocky
Balboa ma ha fatto un ottimo tempo. Complimenti a Bicio
che ha onorato l'impresa quest'anno con i suoi sette chili in
più, un post-operazione sul groppone e la sua inseparabile
panza. E complimenti anche ai non nominati come Robu, la
Paola, Occhiali e Tasso.
Da parte mia un grazie di cuore a tutto il gruppo per la compagnia e le risate non stop, tranne il sabato dalle 10 alle 11
circa che non c'era proprio niente da ridere...
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
Continua il nostro tour alla ricerca di pensiline che sono state
prese di mira dagli automobilisti. Qui la fermata fiera, sulla via
Bologna. Nottetempo un automobilista preso forse da raptus
alcolico ha deciso che il rettilineo era un po’ noioso, ha sterzato bruscamente ad occhi chiusi e ha centrato la pensilina,
abbattendo poi anche la recinzione della fiera. Per fortuna
nessuno aspettava l’autobus, altrimenti avrebbero trovato
spezzatino di passeggero nel raggio di cento metri. Da notare come, curiosamente siano poi rimaste in piedi le due
tabelle di fermata. Grazie ad Andrea Buzzoni per la foto.
nuovoinformatore
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vita da circolo
a cura della redazione di ferrara
ferrara giochi da “circolo”
Torneo di trionfo
I
l 14 maggio si è tenuto l’ormai consueto
Torneo di Trionfo e Briscola, gradita occasione in cui autisti, impiegati e pensionati si sfidano nell’antico gioco ferrarese del
Trionfo (che sarebbe il tresette complicato
dal fatto che ci sono le trionfe, ovvero le
briscole). Le 32 coppie si sono sfidate durante una serata organizzata dalla “Cagnati
& Ciccia events”, che ha pianificato la manifestazione in ogni dettaglio. Tutto è cominciato verso le 19 quando i primi giocatori sono arrivati all’ex mof affamati come
lupi. Lucio Leandro si è preso la sua dose
di “carne” da Francesco Cagnati perché
smontava da un turnaccio e aveva una fame
assassina: ha sterminato infatti una pertica
di “salam da l’aj” (salami all’aglio). Anche
il mitico Faustone Ferrazzi non è rimasto
indietro e solo loro hanno potuto banchet-
tare in anticipo. Poi Francesco, preso dalla
frenesia bramosa dei concorrenti ha dato il
via alle danze intorno al tavolo del buffet,
come sempre rifornitissimo di ogni bendiddio enogastronomico. Quest’anno ha
esordito per la prima volta una coppia di
giocatrici tutta al femminile, composta da
Diana Margutti e Debora Bruni. Non hanno passato il primo turno, ma non l’hanno
passato onorevolmente anche se disturbate
da alcuni “giocatori d’angolo” piuttosto fastidiosi, tipo mosconi.
Dopo innumerevoli “ciapa e torna”, “busso”, “piombo” e “angh’è un gust come tajar
un tri” sono arrivati alla finalissima Davide
Faccini e Fabrizio Corli contro Luigi Mari e
Davide Bosi (da sinistra nella foto). Hanno
vinto Mari e Bosi, ma tutti e quattro hanno
portato a casa dei bei premi… mangerecci.
ferrara IL TURISMO DIETRO CASA
Palazzo Costabili
S
ulla linea due percorriamo una delle
strade più suggestive di Ferrara, ovvero XX Settembre. Non ci dilunghiamo sul
fatto che un progetto di espansione urbanistica di 600 anni fa stia ancora funzionando! Ovviamente chi è alla guida sulla preferenziale, contro mano rispetto al resto del
traffico, non presta molta attenzione agli
scorci dei soffitti affrescati intravisti dalle
finestre aperte o alla fascino dei giardini
interni sbirciati dai portoni; siamo piuttosto presi dalla profondità dei tombini che
fanno gemere le sospensioni e le colonne
vertebrali, o siamo attentissimi a chi, sbucando da una via laterale si “dimentica” di
darci la precedenza. Se ci resta il tempo di
prendere fiato, prima di immetterci nello
stretto budello che è Porta Romana, magari
mentre scarichiamo qualche allegra nonnina con carriolino per la spesa, osserviamo
il cosiddetto Palazzo di Ludovico il Moro,
il cui vero nome sarebbe Palazzo Costabili. Iniziato nel 1500 per volere appunto di
Antonio Costabili, ambasciatore estense
18
nuovoinformatore
alla corte di Ludovico il Moro, il Palazzo
su progetto di Biagio Rossetti, è rimasto
incompiuto (anche allora come oggi, forse
Ferrara aveva la vocazione alle opere non
finite: il palazzo degli specchi, la circonvallazione, l’ospedale di Cona, tanto per citare
le ultime). Notevole è la decorazione marmorea dei gradini dello scalone del cortile
d'onore, che fu affidata a Gabriele Frisoni
(nella foto). Della originale decorazione
pittorica resta testimonianza solo in alcune
sale affrescate nel sec. XVI dal Garofalo.
Degno di nota il sontuoso soffitto della cosiddetta "Sala del Tesoro", visitabile solo
la domenica. Notevole anche il giardino
interno, forse unico esempio cittadino di
restauro verde. L'edificio, acquistato dallo
Stato nel 1920, divenne nel 1935 sede del
Museo Archeologico Nazionale, e contiene i reperti della città greco-etrusca di
Spina, emporio commerciale che fiorì dal
VI al III secolo a.C , che scompare senza
lasciare traccia nella prima metà del II secolo a.C. La scoperta di Spina è legata alle
In alto i vincitori del torneo.
Da citare anche Marco Baroni e Papparella
Davide (3° posto) e la coppia Valieri Francesconi (4° posto). La serata si è conclusa
verso le due, con buona pace di chi alla
mattina aveva una prima! Un ringraziamento particolare a Francesco Cagnati e signora (la Ciccia), sulle cui spalle è gravato
il fardello organizzativo, a quanti hanno comunque attivamente partecipato a rendere
ricco il buffet e a chi ha preteso che la spesa
sostenuta non fosse rimborsata bensì fosse
devoluta in beneficenza (Andrea Frozzi per
intenderci). Un solo appunto organizzativo:
per Paparella chiediamo a gran voce che
venga istituito uno speciale regolamento di
torneo, ovvero un numero massimo di minuti che può utilizzare per decidere la sua
mossa, altrimenti la prossima volta finiamo
alle quattro del mattino!
opere di prosciugamento
delle Valli di Comacchio
che hanno portato alla luce
più di 4.000 tombe oltre
che a una parte dell’abitato.
Nelle sale del Museo sono
esposti corredi funerari,
dalle tombe più antiche a
quelle più recenti. Particolarmente numerosi e di
pregio sono i grandi Corredi da Simposio,
un’usanza sociale di origine greca il cui
nome significa “bere insieme” (alla faccia
di chi pensa che “fare l’ape” sia cosa assai
moderna) che costituiscono la più grande
collezione al mondo di ceramiche attiche a
figure rosse. Grandi crateri, slanciate kylikes, anfore, hydrie: ogni parte di questi
completi è decorata con scene mitologiche dove si riconoscono le mani dei più
famosi artigiani ateniesi dell’epoca. Vi
sono poi ceramiche della Magna Grecia
e quelle di produzione locale, dette “alto
adriatiche”, caratterizzate da pitture rapide, quasi moderne. Nell’ultima sala
spiccano, tra le altre, due corredi femminili con diademi d’oro decorati a sbalzo e
fibule d’argento insieme a contenitori di
profumi. (fonte www.artecultura.fe.it)
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
vita da circolo
di deboRa bRuni
feRRaRa sVago
Il bello dell’autista
D
opo qualche anno di guida mi sento di
poter dire che mi sono sorbita la mia
buona parte di situazioni assurde durante i
turni, soprattutto su certe linee ed in certi
orari che, come il triangolo delle Bermuda,
attirano le stranezze.
Sicuramente la famosa ultima di Bologna ha il suo fascino, sia per i passeggeri
che per gli orari. La partenza da Ferrara
per Bologna delle 14 e 10 era molto più
attraente quando si partiva con il collega
passeggero, e una volta arrivati a Bologna
(meteo permettendo) si correva a prendere
il gelato sotto le due torri con il collega che
arrivava da Finale Emilia. Adesso il collega
passeggero non c’è più, il collega di Finale
sta guidando e la pausa la si passa spesso
da soli. Poi si riparte alle 17 e 10, con una
bella fetta dei pendolari che sono partiti
alla mattina. Facce note, con le quali spesso non manca la confidenza per scambiare
qualche battuta. Si arriva poi a Ferrara “in
brucio” per fare la partenza delle 18 e 40
e altrettanto al pelo ci si prepara al ritorno
verso casa alle 20.
Durante questi quasi 200 chilometri di linea capita di tutto: passeggere con vesciche deboli che a metà percorso ti chiedono
di aspettarle perché devono fare plin plin;
operai a pezzi che si mettono in loggione e
cominciano a cenare, con tanto di cartocci
della rosticceria, birra, vodka e perché no,
anche una sigaretta; colleghi sonnecchianti
che smontano dai turni urbani di Bologna;
pendolari che durante tutta la corsa non
fanno altro che tacchinare le commesse;
immancabile poi il Vasco Rossi dei poveri,
un attempato finto giovane che scende a
San Martino, spesso rotolando giù dai gradini a causa del notevole tasso alcolico.
Anche sulla corsa delle 18 e 20 da Modena per Ferrara non mancano i personaggi
ormai mitici, come la signora che sembra
la Moira Orfei e che mi offre sempre le gelatine che le danno come resto al bar, o gli
stanchi lavoratori che finalmente tornano a
casa, peccato che si addormentino e spesso
si risveglino in deposito!
Anche l’urbano offre alcuni spunti: il tabaccaio di Foro Boario che torna a casa
con la corsa delle 19 e 55 della linea 2 e
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
che sempre ti saluta con un sonoro “Buonanotte” è ormai un appuntamento fisso,
tipo che mi preoccupo quando non c’è.
Ma quello che mi ha colpito di più in questi anni sono gli spettacoli della natura: non
dimenticherò mai gli aironi che si sono
alzati in volo dalla Valle Bertuzzi durante
uno dei miei primi giorni di servizio a Comacchio o i meravigliosi scorci del mare in
burrasca dal ponte che collega Lido Estesi
con Lido di Spina; meravigliosi i fagiani e
le lepri nei campi di Malborghetto; confortanti le rane che dal canale di Vallelunga
trattengono il fiato durante la mia retromarcia; sbalorditivi i fagiani che osservano
la corriera che si dirige a Ponte Reale o a
Cadriano. Continua a incuriosirmi il Po,
che con i suoi alti e bassi non è mai uguale,
ma è spesso minaccioso.
Nella primavera di quest’anno, abbondante
di piogge, ho fatto, come gli altri, parecchi
chilometri sotto la pioggia; è una situazione snervante perché si deve guidare con più
attenzione alle distanze di sicurezza, alle
pozzanghere per evitare docce a sorpresa
ai pedoni, in situazioni di visibilità pessima
e con il caratteristico odore da “fraschin”
(traducibile con “cane bagnato”) in corriera. Però il trucco è riuscire a cogliere
comunque il bello del nostro mestieraccio,
che ogni tanto ci riserva qualche sorpresa
come in questa foto: uno stupefacente arcobaleno a Ca’ de Fabbri.
feRRaRa sPoRT
Il mitico bibus
In queste immagini che faranno la gioia del Gruppo
Studi Trasporti vediamo
il mitico bipiano in servizio lungo le vie di ferrara,
per la precisione in corso
Martiri nei pressi di “Martinetti”, che da allora ha
cambiato nome e gestione
parecchie volte. Veniva utilizzato per un
giro turistico della città e di sicuro faceva
il suo effetto. Complicato e piuttosto brigoso da guidare (come tutti i mezzi della
sua stessa età) è stato per un breve periodo esso stesso una attrazione turistica,
un po’ come i bipiano rossi londinesi. Poi
la scarsa lungimiranza di chi all’epoca ci
amministrava lo ha fatto dimenticare. Per
fortuna i nostri colleghi di Bologna hanno
avuto la bella idea di recuperarlo spendendo non poco in termini di risorse economiche e manodopera! Grazie a Mauro
Molesini, immortalato vicino al mezzo,
che ci ha fornito queste belle foto.
A volte ritornano
Come ogni anno durante il servizio estivo
comincia una specie
di transumanza tutta
ferrarese che porta i
colleghi dei capolinea esterni a coprire dei turni urbani.
Addirittura qualche
sfortunato
non
viene a ferrara saltuariamente ma si cucca addirittura tutta
l’estate in città, sudando sul 4+1 estivo.
La coppia dei nostrani Starsky (Alessandro Boschetti) e Hutch (Igor Paganin) si
ripresenta quindi nell’ambito urbano, facendo sembrare la saletta di piazza Cacciaguida il palcoscenico di zelig e sopportando stoicamente per un'altra estate
il trasferimento forzato, insieme agli altri
“spostati”. Grazie a Gianni Veronesi per
l’elaborazione grafica dell’immagine.
nuovoinformatore
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vita da circolo
a cura della redazione
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N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
vita da circolo
di Mirko Grimandi
bologna sezione moto
Castelli Parmensi: eravamo tanti!
O
re 8.00 del 9 maggio 2010, il cielo
è sereno ma fa un po’ fresco. Il parcheggio di via Normandia, al capolinea
della linea 13 comincia ad animarsi. Ad
una ad una arrivano le moto dei partecipanti all’escursione ai Castelli di Parma, si
tolgono i caschi, due chiacchiere, il caffè,
possiamo contarci. 18 moto per un totale
di 31 persone, confermo il numero al ristorante e lo metto in crisi, avevo previsto 20
persone! Si parte, sulla A1 fino alla nuova
pellegrino. Il resto delle sale presenta begli
affreschi del bolognese Baglione, che rappresentano giocolieri e grottesche, ma sono
di epoca successiva quando, alla morte di
Pier Maria, il castello divenne degli Sforza. La visita è stata molto interessante,
conclusa con l’immancabile foto di gruppo; poi a pranzo nel locale ricavato da un
vecchio mulino elegantemente ristrutturato
e con menù molto raffinato. Il cielo intanto continua a rannuvolarsi, rimettiamo in
la storia. Qui l’Imperatore Enrico IV attese,
in ginocchio nella neve per tre giorni che,
grazie all’intercessione di Matilde, il papa
Gregorio VII lo ricevesse per revocarne la
scomunica, era il gennaio del 1077. La piacevolezza della nostra gita è stata proprio
questa: una cavalcata in moto su strade divertenti ed attraverso la storia delle nostre
terre. Poco importa se tornando a casa per
la sinuosa strada pedemontana abbiamo
dovuto indossare l’abbigliamento da acqua
In alto il gruppo dei partecipanti al motoraduno che ha avuto come itinerario i castelli Parmensi
uscita di Terre di Canossa, poi ci dirigiamo
a Torrechiara, alto sulla collina troneggia
il castello, che ci accoglie con un bel parcheggio. E’ affascinante il castello, con alte
torri ghibelline e tripla cerchia di mura.
Pier Maria Rossi uomo d’armi ma anche di
cultura, lo fece costruire dal 1448 al 1460
e lo descrisse come “ altiero e felice” : altero perchè grande e sicuro; felice perchè
destinato a proteggere la felicità e l’amore per la “sua” Bianca ( Bianca Pellegrini
d’Arluno). Visto che siamo nel “gossip”
d’epoca, va detto che sia Bianca che Pier
Maria erano entrambi sposati, ma vissero
una romanticissima e felice storia d’amore.
Rossi possedeva ben 30 castelli nella zona
parmense, era stato al servizio di Visconti
e Sforza ed anche con i veneziani. Dopo la
parentesi storico romantica torniamo al castello di Torrechiara o Torchiara come era
chiamata la località, pare perchè in zona
si producevano torchi per vino ed olio. La
sala più importante è la “camera d’oro”
tappezzata da mattonelle in terracotta un
tempo ricoperte d’oro, il soffitto, affrescato
dal Bembo, mostra tutte le proprietà di Pier
Maria e Bianca che le percorre vestita da
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
moto il lungo serpentone formato dalle 18
moto verso le colline, raggiungendo prima
il castello di Rossena, irto su di un colle di
roccia rossiccia (da qui il nome). Poi a Canossa dove il rudere del castello della Contessa affascina, sia per la posizione sia per
per circa mezz’ora, a causa di una pioggia
non troppo insistente. La giornata è stata, a
detta di tutti, un successo e dopo i saluti abbiamo sciolto la compagnia con un po’ di
dispiacere perchè il tempo è passato troppo
velocemente. Alla prossima…
Un anno di più
A maggio si è tenuta la gloriosa “convention” gastronomica dei “quindicenni” ATC. Come si vede, sono ancora lanciatissimi e pieni di entusiasmo.
Complimenti ad Irene per la foto che coglie perfettamente lo spirito della
serata! Arrivederci dunque alla prossima celebrazione.
nuovoinformatore
21
vita da circolo
di Mirko Grimandi
bologna sezione moto
Mantova, battello, sole ed… aironi esibizionisti
I
l sole filtra,radente, dalla tapparella mentre
apro gli occhi un secondo prima che suoni la sveglia, sono le 7 del mattino del 23
maggio, dobbiamo fare presto, a Borgo Panigale ci aspettano per l’escursione a Mantova. Davanti agli occhi assonnati mi passano i flash della preparazione di questa gita,
molto complessa, le adesioni sono state
Sorpresa! 16 moto 26 persone altre 3 moto
e 5 persone ci raggiungeranno a S. Benedetto Po provenienti da S. Maria Maddalena (io dico sempre gli amici di Rovigo ma
semplifico troppo, scusa Silvano!). Hanno
dato forfait: Sole tradito dalla BMW che
sprizzava benzina come birra da un barile,
Marco, Fiorillo, Alessandra, Gianni ecc.
numerose e graduali tanto da raggiungere
un numero superiore alle 40 unità. Per tempo avevo prenotato il battello per navigare
sul Mincio, per 15-20 persone, altrettanto
era successo con il ristorante consigliato
da una bella ragazza (ahimè rimasta sconosciuta!) amica di Sole. Per cui tutta la settimana precedente è stato un rincorrersi di
telefonate tendenti ad aumentare il numero
delle persone prenotate. A complicare la
situazione ci si è messo anche il servizio,
molte richieste di congedo poca disponibilità. In via Normandia quanti saremo?
per congedo non pervenuto. Michele è su
Suzuki a causa di un guasto al Kawa, ma
la “zavorrina” è notevole, oltre che proprietaria del suddetto Suzuki. Insomma quasi
puntuali ci siamo avviati sulla strada per
Mantova, prima sosta prevista S. Benedetto
Po, la strada è bella, percorre, sinuosa, tutta
la bassa padana, fiancheggia campi e fossi
fra paesi ordinati e tanti velox. Mi faccio sfilare dal lungo biscione delle moto e seguo
per un po’ l’ Harley di Stefania, il rombo è
stupendo e…cavoli, va talmente veloce che
i ricci biondi sono spariti, i capelli che esco-
attività
polisportiva
Anteprima
neve
n Corso di sci per ragazzi I 2-6 gennaio 2011
• Viaggio A/r in pullman G.T. • Sistemazione in hotel 3
stelle - trattamento di pensione completa • Scuola di sci
con maestri locali e nostri accompagnatori.
n Prima Neve I 16-19 dicembre 2010
Week end lungo
n Meeting nazionale autoferrotranvieri di sci
Sauze d’Oulx (TO) I 20-23 gennaio 2011
Week end lungo I Settimana 16-23 gennaio 2011
22
nuovoinformatore
I DETTAGLI SU INIZIATIVE, LOCALITà
E COSTI SUL PROSSIMO NUMERO
no dal casco sono, sì biondi, ma lisci!!!. Sosta a San Benedetto, la Basilica del Polirone è bellissima ma la visita può essere solo
veloce, ci sono le cresime! Il rendez-voux
con Silvano e company si è compiuto e
possiamo avviarci verso Mantova, lungo la
strada,casualmente, ci aggreghiamo ad un
gruppo numeroso di motociclisti, forse un
motoraduno, e per
A sinistra il gruppo
un po’ ci sentiamo
dei partecipanti
parte del gruppo, è
e a fianco... l'airone
bellissimo. Al ristoammirato dal gruppo
rante la signora Iva
ci accoglie con gentilezza e professionalità, i maccheroni
con lo stracotto e lo
stinco sono eccezionali, grazie alla
disponibiltà della
signora, possiamo
lasciare le moto in
parcheggio e caschi ed abbigliamento al
ristorante. Così alleggeriti possiamo iniziare una buona passeggiata digestiva lungo
il lago inferiore fino all’imbarcadero, Il
battello è grande ed al piano superiore il
sole picchia forte, appena partiti però la
brezza mitiga il caldo e possiamo godere
il panorama, lo sky-line, della città, le ninfee , purtroppo non sono ancora fiorite, a
causa del freddo e del maltempo di questo
periodo, ma il fascino del fiume Mincio è
comunque notevole, e dopo aver superato
paratie ed idrovore, che servono a mantenere il livello del fiume sicuro, torniamo verso la città. Tanti sono gli aironi appollaiati
in attesa delle prede ed alcuni in posa un
po’… strana, sembrano esibizionisti che
aprono l’impermeabile. Lo fanno solo per
asciugare le ali ma sono buffissimi. Dopo
lo sbarco, passeggiata per il centro e partenza, una, due, tre curve attorno all’isolato
e….ci siamo persi. Chi è andato di qua chi
di là, morale: torniamo a casa in 7 moto per
la statale, gli altri in autostrada. Peccato !!
Ma la giornata è stata bellissima, calda ed
assolata , la compagnia divertente e, mentre il sole tramonta ed arrossa la campagna,
ci salutiamo felici, pensando alla prossima
escursione, magari ancora più numerosi.
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
vita da circolo
di Carmelo Santagati
bologna ciclismo
L’obbligo del casco in bici
C
on un emendamento al disegno di legge
"sicurezza stradale", la Commissione
Trasporti della Camera ha cancellato la norma, approvata dal Senato, che introduceva
l'obbligo del casco per i minori di 14 anni.
Fondamentale, al riguardo, un'audizione
della FIAB che ha fornito dati e pareri. Le
motivazioni della decisione sono riportate
negli atti parlamentari secondo cui "tale norma risulta in larga parte inapplicabile e che
dalle statistiche ufficiali emerge un dato assai
basso relativo all'incidentalità dei conducenti
di bicicletta nella fascia di età fino a 14 anni.
Inoltre che potrebbe avere delle conseguenze
negative in relazione al contenzioso sugli incidenti in quanto le società di assicurazione
potrebbero servirsene per rifiutar il risarcimento dei danni occorsi a conducenti minori
privi di casco". La notizia non ha fatto tanto
scalpore, appunto perché riguardava un pub-
blico ed una utenza giovane. Proviamo ad
immaginare invece se si arriverà a prevedere l’obbligo per tutti i ciclisti indipendentemente della loro età, come accade nei paesi
del nord Europa o in certi stati Americani !
Allora sì che si solleverà, a mio parere, un
polverone. Certo, perché quando una cosa
non ci obbliga non ci interessa. Ora, potremmo anche non essere tutti d’accordo sull’utilizzo del casco, come è accaduto all’inizio
per i ciclomotori, ma la sostanza è la stessa:
proteggerci da cadute ed incidenti, non deve
essere concepito come un “ordine” imposto
dallo Stato, ma semplicemente come uno
strumento che può salvarci la vita. Nelle nostre strade, ancora prive di piste ciclabili, che
ci obbligano a pedalare nel traffico caotico
cittadino, tra macchine, bus e pedoni, i rischi
sono tantissimi, ma di ragazzini sotto i 14
anni, sinceramente, io dall’alto del mio bus
durante il giorno ne vedo pochi, anzi pochissimi. Per lo più sono anziani e donne che, a
fatica, si ritagliano uno spazio sull’asfalto e
che quando vengono superati dai mezzi a
motore vengono quasi insultati come se fossero loro il problema del traffico!! Ritornando al discorso di tutti questi ciclisti che vedo
girare in città, nessuno di loro indossa il casco, anche se sono proprio loro i più esposti
ai pericoli. Una riflessione va fatta. Per questo consiglio tutti coloro che girano la città in
bici, di comprare un casco, anche perché in
commercio ce ne sono di tutti i tipi e prezzi e
poi è bene considerarlo come un accessorio
importante della bici come le ruote o i freni.
Anche le statistiche degli incidenti ci inducono a farne uso, il primo trauma provocato da
caduta da bici riguarda la spalla, il secondo la
testa !! Quindi non consideratelo un obbligo
nel caso che cambi la legge che lo estenderà
a tutti, ma solo come una precauzione per la
vostra salute e credetemi voi valete molto più
di quelle poche decine di euro che spenderete per un casco da bici. E ve lo dice uno che
ne ha già rotti 2 di caschi!!
di Giuseppe
Tartaglia
bologna VOLLEY DOZZA
Una stagione da podio
I
l 14 maggio si è tenuto l’ormai consueto Torneo di Trionfo e Briscola, gradita occasione in cui autisti, impiegati e pensionati si sfidano nell’antico gioco ferrarese del Trionfo. Ci eravamo lasciati con
la squadra del Circolo Dozza del volley che aveva appena vinto il
campionato promozione csi, ma avevamo fatto ache una promessa, ci
impegnavamo a dare il massimo per vincere il campionato provinciale
uisp, e noi siamo di quelli che le promesse le manteniamo. A metà
maggio si è disputata la finale del campionato uisp Circolo Dozza
vs Polisportiva ed è stato un dominio assoluto, tutti gli atleti si sono
impegnati al massimo e per gli avversari non c'è stato niente da fare,
risultato finale 3 set a 0 in una cornice di pubblico meraviglioso nella
splendida palestra del pala Margelli all'arcoveggio. Ci eravamo anche
promessi, che se vincevamo dovevamo fare ancora delle dediche, e
allora questa vittoria la dedichiamo alla piccola Alice (auguri mamma
Vale e papà Alessandro) e ai 2 novelli sposi Massimo e Sara che il
5 giugno si sono inanellati dicendo siiiiiiiii sull'altare. Ma noi, dopo
questa vittoria non ci siamo fermati, infatti il 22 e 23 maggio si sono
svolti i campionati regionali uisp a Punta Marina di Ravenna, e siamo
tornati a casa con un onorevole secondo posto subito dietro ad una
squadra di Ferrara e ancora, per concludere in bellezza la stagione,
dopo aver perso una semi finale della coppa csi contro la Zinella al 5°
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
set 16 a 14, nella finale per il 3° e 4° posto abbiamo acciuffato un altro
podio battendo 3 set a 1 la squadra del Budrio. Quindi ricapitolando,
in questa stagione abbiamo vinto il Torneo di Natale Uisp, vinto il
Campionato Provinciale Uisp, secondo posto Campionati Regionali Uisp, abbiamo vinto il Campionato Promozione Csi e siamo
arrivati terzi nella Coppa Csi è proprio il caso di dirlo, una stagione
da podio. Quest'anno è stata una stagione lunga, abbiamo disputato
circa 50 partite ufficiali, perdendone soltanto 5, “siamo una squadra
fortissimi fatta di gente fantastica” e adesso conclusa la stagione delle
palestre iniziamo i tornei all'aperto dove possiamo ancora dire la nostra. Salutiamo tutti i componenti della squadra e tutti i nostri tifosi più
affezionati soprattutto la signora Lucia che è sempre presente e Franco
(diventato nonno bis da poco) che è sempre disponibile.
nuovoinformatore
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attività polisportiva
a cura della redazione
bologna nuoto
Il nuoto e i suoi benefici
Il nuoto è da sempre indicato come sport completo e salutare per
svariati motivi, di seguito, ve ne elenchiamo alcuni decisamente
importanti.
fa bene al cuore
Stiamo parlando di un esercizio di resistenza, cioè si pratica solitamente con uno sforzo di durata e regolare, favorevole per tutto
l’apparato cardiovascolare. Grazie al lavoro aerobico che si viene
a costituire, si registra un vantaggio sul consumo energetico del
cuore, il quale viene allenato a consumare meno ossigeno e meno
energie. Questo processo di allenamento è detto effetto training
sul cuore ed avviene solo se si pratica il nuoto con una certa regolarità (2-3 volte la settimana e per almeno una trentina di minuti).
può curare il mal di schiena
Il nuoto aiuta a prevenire e a riabilitare il corpo nelle terapia
riguardanti l’apparato muscoloscheletrico. Permette libertà di
movimento, ottima mobilizzazione articolare. Si può addirittura
recuperare il trofismo e la funzionalità dell’apparato locomotore senza danneggiare tessuti in via di guarigione.
può curare l’obesità e l’alta pressione
Attività fisica accompagnata da un’adeguata dieta sono gli ingredienti perfetti per combattere l’obesità alimentare e il sovrappeso
in generale. Il nuoto è indicato anche per curare l’ipertensione
lieve entità: riduce sensibilmente i valori di pressione minimi e
massimi. È anche un ottimo rimedio per l’asma che nel 50% dei
giovani insorge proprio dopo uno sforzo con conseguente allontanamento dall’attività sportiva. Obbligando a un ritmo respiratorio
regolare, il nuoto facilita la coordinazione dei muscoli respiratori,
portando il soggetto asmatico ad una ginnastica respiratoria correttiva.
È un’ottima ricetta contro
depressione e dolori pre-mestruali
Stimolando la produzione di endorfine, gli ormoni del buon umore, è particolarmente efficace contro la sindrome premestruale,
attenuando tutti i malesseri.
Ma questo non è tutto. Il nuoto è una grande risorsa e un ottimo
modo per perdere chili, per rimodellare il proprio corpo: il notevole dispendio energetico converte gran parte del grasso in muscolo
e leviga i cuscinetti cellulitici su cosce e fianchi. L'attività in acqua, inoltre, offre considerevoli benefici anche durante la gravidanza, preservando e mantenendo attive le capacità motorie. Le
esercitazioni in acqua, per le donne in gravidanza agiscono non
solo a livello muscolare, ma anche circolatorio e respiratorio. Devono essere eseguite in uno stato di rilassamento psicologico e di
decontrazione muscolare per permettere di godere delle piacevoli
sensazioni di leggerezza offerte dall'ambiente liquido.
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nuovoinformatore
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
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N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
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fermata a richiesta
di Angelo Caparrini
bologna bononia docet
“Mater” a... scartamento ridotto
A
vevamo prefissato di fermarci nei pressi della “Città Universitaria”, ma poi ci
è sovvenuto che nell’area del centro urbano
che ospita la maggior parte dell’attività di
“Bonomia docet” – come dice il luogo di
lavoro più grande e più qualificato di Bologna – non c’è servizio di trasporto pubblico
degno di essere definito tale, salvo un pul-
Abbiamo macinato a lungo il quesito
senza trovare una risposta convincente, e
probabilmente una spiegazione compiuta non la posseggono nemmeno i giovani
protagonisti dei bivacchi e delle intemperanze che talora vi fanno seguito. Ci siamo
tuttavia convinti che la ricerca delle cause
che vorremmo scoprire prescinde dal luo-
città ed alimentano la rinomanza dell’Ateneo bolognese, dovrebbero essere accolti
con qualche attenzione in più.
Le pagine storiche di Bologna narrano di
episodi che spinsero più volte gli studenti a trasferirsi in altre sedi di studio, e ciò
provocava proteste a volte molto acute,
capaci di ottenere con rapidità provvedimenti di riparazione: segno evidente che
il peso economico dato dalla presenza di
chi veniva qui a studiare era tutt’altro che
trascurabile. Ai nostri giorni, con una popolazione studentesca complicata, anche
rispetto ai tempi che siamo in grado di
ricordare, non si possono trascurare problemi di mantenimento agli studi come
l’alloggio, i servizi alla persona e gli spazi
che chiameremo socializzanti. L’alloggio,
soprattutto, richiede qualche intervento
che, senza creare il terrore fra i conce-
go, ma riguarda quel che sentono, e sono,
quei giovani. La riflessione sull’esistenza
di una traccia meritevole d’essere seguita,
ci ha condotto a pensare, a nostra volta, se
siamo sicuri che il rapporto effettivo fra la
nostra città e la popolazione studentesca si
regga sul giusto equilibrio. Un po’ per volta
abbiamo tentato di immedesimarci nei problemi del mondo universitario, avendo cura
di distinguerne le componenti.
Gli studenti che vengono a Bologna per
costruirsi una formazione ed un avvenire,
che provengono da lontano e qui debbono
soggiornare, e – sia detto sull’altare della
verità – qui portano reddito, ricchezza alla
denti, riconduca il problema nei limiti del
lecito. Non è difficile intuire che fra migliaia di giovani, lontani dalla loro casa,
privi di quel che la famiglia può dare in
più del mantenimento, si formino delle
sacche di un malessere che sfocia in trasgressioni moleste e sgradevoli, e finisce
col dilatarsi trascinando con sé disagi di
altra provenienza. È probabile che questi
problemi risuonino da qualche parte. Certamente non possono transitare in silenzio
negli ambienti studenteschi, e forse anche
nelle sfere autorevoli dell’Università, ma
nella città tacciono. E in un silenzio che ha
il sapore di noncuranza si aggravano.
In queste immagini, Via Zamboni (in alto)
presa da due angolazioni differenti,
sopra un muro imbrattato in zona
universitaria e a sinistra Piazza Verdi
mino che trotterella lambendo la zona per
un breve tratto.
Ci erano balzati alla mente episodi e luoghi
riportati con frequenza sulle cronache locali, turbando residenti, studenti, esercenti,
negozianti, nonché le Pubbliche Autorità e
di riflesso l’intera cittadinanza. Ci siamo
domandati: ma cosa c’è qui, in questi spazi,
per queste strade, sotto questi portici, che
spieghi, prima ancora di giustificare, il verificarsi di certe turbolenze, apparentemente
vuote di significato, che sembrano animate
solo dal desiderio di produrle? Che cosa
succede effettivamente in Piazza Verdi, a
cui si possa attribuire una giustificazione?
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nuovoinformatore
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
arte e cultura
a cura della Redazione
boLogNa aLLa gaLLeRIa “IL PUNTo”
Il gradito ritorno di Brunella Di Teodoro
I
l programma delle esposizioni alla
Galleria “Il Punto” è ripreso, dopo la
pausa estiva, a settembre con la personale dell’anzolese, Brunella di Teodoro
che ha esposto i suoi dipinti raffiguranti
figure, nudi, fiori, nature morte e paesaggi.
Una mostra, la sua, ricca di colori vivaci e tenui, di un ottimo cromatismo
caldo che si abbina in maniera originale con le sue splendide immagini, trasferite nelle tele dei suoi quadri che si
distinguono per il suo personale modo
di dipingere.
Questo perché Brunella ha tanta forza
espressiva emozionale che sa esprimere e trasmettere nelle sue opere, dando
così la possibilità ai suoi visitatori e/o
collezionisti di poter ammirare i suoi
lavori eseguiti con una buona tecnica
e lasciando a ciascuno una passionale
partecipazione.
In questa immagine un dipinto
di Brunella Di Teodoro
oRganizza PeR
la prossima graNde gita per visitare la mostra CHe si terrÀ a padova
PaLaZZo ZabareLLa
“da CaNova a modigliaNi il volto dell'ottoCeNto”
lunedì 4 ottobRe 2010
cenTo rITraTTI, cenT'annI da canoVa a modIgLIanI, PerSonaLITÀ cHe PIÙ dIVerSe non SI PUÒ
coSÌ come dIVerSISSImo È IL mondo cHe raPPreSenTano
la Quota per persoNe È di euro 36,00 ed iNClude viaggio iN pullmaN, guide, assiCurazioNe, Bagagli e r.C.
programma
ore 07:15 rITroVo cHIeSa cerToSa nord
ore 07:30 ParTenZa In PULLman
ore 10:00 IngreSSo a PaLaZZo ZabareLLa
1° grUPPo con gUIda
ore 10:15 IngreSSo 2° grUPPo con gUIda
ore 14:45 VISITa aLLa cITTÀ con gUIda
ore 19:00 arrIVo a boLogna
kalu WoRld tRavel
VIA SAN fELICE, 11
40122 BOLOGNA,
TEL. 051.266180 - fAX 051.271399
Lo svolgimento della gita in pullman è subordinato
al raggiungimento di un minimo di 35 partecipanti
ritrovo: parcheggio chiesa certosa nord ore 7:15
condizioni generali di contratto di vendita di Pacchetti
Turistici.
per iNformazioNi
gIUSePPe doZZa a.T.c. 051.225659 - dIP. comUnaLI: 051.263604
Programma PreSenTaTo aLLa ProVIncIa dI boLogna In daTa 14/07/2010
N. 7 I AGOSTO / SETTEMBRE I 2010
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IL GRANDE AUTUNNO CALDO