Periodico
trimestrale di
informazione
del Parco
Natura Viva
euro
Educare alla
conservazione
Il nostro compito
come Parco
Incontro con
Laurie Marker
La donna che
sussurra ai ghepardi
Garantire un
futuro alla fauna
selvatica
I cavalli di Przewalski
1,50
MARZO
2015
1
Animal welfare
e zoo design
Le priorità del moderno
giardino zoologico
N° 1/2015 - MARZO
Natura Viva, periodico trimestrale edito da Parco
Natura Viva Srl registrazione presso il Tribunale di
Verona n.1165 del 30 Giugno 1995
REDAZIONE
Macri Puricelli DIRETTORE RESPONSABILE
Silvia Allegri COORDINATORE EDITORIALE
+39.3407785136
[email protected]
COMITATO SCIENTIFICO
Cesare Avesani Zaborra, Katia Dall’Aira,
Giorgio Ottolini, Caterina Spiezio, Marta Tezza
PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE
Marco Marastoni
per Gruppo Saldatori - Reggio Emilia
[email protected]
1
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6
8
9
10
12
HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
Giorgio Ottolini, Barbara Regaiolli,
Caterina Spiezio
IMMAGINE COPERTINA
Ghepardo al Parco Natura Viva
(foto di Bruna Zavattiero)
14
16
Sommario
La rete si rinforza
Educare alla salvaguardia della natura: l’attività del
settore educativo di un moderno giardino zoologico
La donna che sussurra ai ghepardi: Teo, Duma e
Mookane “abbracciano” Laurie Marker
Benvenute, piccole antilopi roane
Brevi dal parco
Garantire un futuro alla fauna selvatica
Benessere, privacy, serenità degli animali: ecco le
priorità del moderno giardino zoologico
Giorgina, mamma giocherellona
Voi e il Parco
STAMPA
Grafiche Stella - Legnago (VR)
[email protected]
COPYRIGHT
© 2015 Parco Natura Viva
Per la presente edizione Copyright © Parco Natura Viva
loc. Figara, 40 - 37012 Bussolengo (VR) - Tutti i diritti riservati.
Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione, anche parziale e con
qualsiasi mezzo, non è consentita senza la previa autorizzazione
scritta dell’Editore.
www.parconaturaviva.it
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QRCode, la multimedialità di Natura Viva
Quando, sfogliando Natura Viva, trovi un “riquadro” come questo, hai scoperto un QRCode (dall’inglese Quick Response, risposta rapida) che, grazie al tuo smartphone, ti
permetterà di vedere un video, leggere un testo su Internet, sfogliare un sito web, perderti in una galleria fotografica.
Ma come si fa? Il tuo smartphone deve avere a disposizione un programma (gratuito) di lettura. I più
comuni sono Nokia Reader, QR App e QR Launcher (per iPhone), KaywaReader, Barcode Scanner
(per Android). Una volta scaricato il programma, “mostra” al tuo cellulare, inquadrandolo con la fotocamera, il QRCode, e il gioco è fatto.
L’exhibit del Parco che vede
convivere rinoceronti bianchi,
ippopotami e nyala
foto © Cesare Avesani Zaborra
La rete si rinforza
C
Cesare Avesani Zaborra
Direttore Scientifico e
Amministratore Delegato
del Parco Natura Viva
foto © Giorgio Ottolini
Mitteria del Senegal. foto © Andrea Chemelli
aro lettore, caro visitatore,
la primavera porta un’importante novità: il parco si dota di una
propria fondazione che consentirà a tutti coloro che sono interessati di compartecipare attivamente ai progetti di tutela degli
animali nei loro luoghi d’origine. Ti invito dunque a leggere attentamente
l’inserto centrale allegato al questo numero della rivista.
I temi che affrontiamo in questo primo numero del 2015 sono di particolare
interesse. Ti racconteremo la figura dello zoo designer, praticamente assente
in Italia ma ben nota nei paesi nord europei: un professionista che sa coniugare le competenze tecniche con la conoscenza degli animali per poter realizzare
strutture sempre più rispondenti alle necessità biologiche delle specie.
Affronteremo poi il tema del “captive breeding”: questa possibilità per gli
animali di essere allevati fuori dai propri ambienti naturali ha potuto salvare alcune specie dall’estinzione, e inoltre, è in grado oggi di giocare un ruolo
importante nella divulgazione naturalistica e nella sensibilizzazione del pubblico. Era il 1992 quando per la prima volta in un contesto internazionale si è
esplicitata la possibilità di introdurre la conservazione ex situ come strumento
complementare e integrativo al principio della conservazione in situ. Oggi viviamo la sesta estinzione di massa delle specie animali. Secondo alcuni studiosi ne perdiamo quasi 10 al giorno e pertanto abbiamo la necessità di incrementare le tecniche di allevamento per fare in modo che le future generazioni non
siano penalizzate da questa tendenza all’impoverimento del pianeta.
In occasione del weekend 22 -23 e 24 maggio, dedicato alla Giornata Mondiale della Biodiversità, abbiamo in programma molti eventi per i nostri visitatori. E in attesa di quei giorni, vi raccontiamo la visita al Parco di una straordinaria studiosa: la zoologa americana Laurie Marker fondatrice in Namibia del
Cheetah Conservation Fund. Conosciuta in tutto il mondo come ‘la donna che
parla con i ghepardi’, Marker da 25 anni è in prima fila nella battaglia a favore
di questa straordinaria specie, divenuta sempre più rara.
La rivista racconta anche il nostro impegno, sempre maggiore, rivolto ai nostri
amici più piccoli. Perché il Parco Natura Viva vuole essere un punto di riferimento per l’osservazione delle specie animali da parte di tutti. Nessuno escluso.
1
Il Parco per l’educazione
NATURA Viva | 2
Il piccolo Maxim Palladino con i lemuri catta
foto © Giorgio Ottolini
Educare
di Silvia Allegri
alla salvaguardia
della natura
L’attività del settore educativo di un moderno
giardino zoologico
E
ducare alla conservazio- co. “Si tratta di una bella sfida e di
ne, al rispetto dell’am- una grande opportunità”, spiega Kabiente, alla salvaguardia tia Dell’Aira, responsabile settore
della biodiversità. Questa educativo del Parco Natura Viva.
è la mission del settore educativo “Il nostro parco infatti è frequentato
di un moderno giardino zoologi- da persone di tutte le età: bambini,
2
insegnanti, genitori, nonni, gruppi di
giovani. La visita si può dunque trasformare in un’occasione piacevole di
riflessione sull’importanza del rispetto per la natura, l’ambiente e gli animali, a partire dai gesti e dalle piccole
Il Parco per l’educazione
e grandi scelte della vita quotidiana”. vrebbe vivere”. La liberazione delle tile per veicolare messaggi educativi e
L’educazione parte dal sensibiliz- specie ‘aliene’ in natura provoca di rispetto verso l’ambiente. E spesso
zare il pubblico stimolando ciascun danni spesso irreparabili all’ecosi- il bambino, se stimolato e motivato,
visitatore a una presa di coscien- stema e mette a repentaglio la sa- diventa buon promotore all’interno
della famiglia: sprona a fare la racza ambientalista e dunque all’at- lute di ambiente e animali.
La carta vincente di un parco colta differenziata, stimola il dibattito
tuazione di una serie di gesti che
possono portare a un vero cambia- zoologico? La massa di pubblico che nelle scuole e con gli amici.”
L’attività educativa
mento a vantaggio del
si svolge secondo varie
mondo che ci circonda.
Educare alla conservazione,
modalità.
Gli interventi eduUna grande novità
cativi riguardano una
al rispetto dell’ambiente,
rispetto al passato sta
vastissima serie di tealla salvaguardia della biodiversità. nel modo di informare
matiche. “Uno dei temi
il pubblico. La visita a
più caldi è sicuramente
Questa è la mission del settore
un giardino zoologico
quello del turismo ecoeducativo
di
un
moderno
giardino
deve costituire un’esostenibile e consapevozoologico. Gli interventi educativi
sperienza piacevole,
le”, spiega Katia. “Cosa
ed è stato dimostrato
deve e non deve fare un
riguardano una vastissima serie
che la visione di imturista per non essere
di tematiche - dal turismo
magini e video sciocinvasivo e impattante
canti allontana invece
nel suo viaggio? Cosa
responsabile all’interazione
di avvicinare al pronon dovrebbe assolue rispetto per gli animali –
blema. Ora si parla al
tamente portare a casa
pubblico in maniera
come ricordo di viaggio?
e di iniziative, dai centri estivi
positiva e serena, sugRicordiamoci che uno
ai
percorsi
per
le
scuole.
gerendo cosa fare per
dei problemi più grandi
migliorare questo piache la globalizzazione
e un turismo irresponsabile hanno frequenta gli zoo è davvero enor- neta, e non presentando immagicreato è stata l’introduzione di specie me: più di 700 milioni di persone ni di distruzione e sofferenza. “In
aliene e invasive. Un esempio: pap- all’anno nel mondo (fonte, www. questo modo le persone si sentono
pagalli e tartarughe vivono molto waza.org), e più di 140 milioni di spronate ad assumere comportapiù a lungo di altri animali domestici. visitatori all’anno in Europa (fonte: menti responsabili in un ambiente
Il risultato? Spesso l’acquisto incauto www.eaza.net). E si tratta in gran sereno. E il ricordo che si portano a
di un animale esotico ha come conse- parte di un pubblico interessato casa, dopo una giornata trascorsa
guenza l’abbandono e la liberazione agli animali. “Questo significa che al parco, è pieno di emozioni piacein uno spazio naturale in cui non do- abbiamo davanti a noi un terreno fer- voli e rasserenanti”.
Katia Dell’Aira impegnata in un’attività educativa con i piccoli visitatori del Parco. foto © Giorgio Ottolini
3
NATURA Viva | 2
Keeper per un giorno
Tutti i sabati pomeriggio si svolge l’iniziativa “keeper per un giorno”, momenti nei quali si prepara
l’arricchimento per alcuni animali,
di solito per le specie interessate dal
tema della settimana o del mese:
così, se la domenica si parla di scimmie, il sabato si possono preparare
gli arricchimenti per le scimmie.
Compleanni al Parco
V. Zanardi impegnata in un’attività educativa con i piccoli visitatori del Parco. foto © Giorgio Ottolini
Il ruolo degli educatori, dunque,
all’interno di un giardino zoologico moderno è fondamentale: la
loro presenza rende la visita non
solo un momento di relax, ma
anche l’occasione per imparare,
puntando tutto sull’osservazione,
l’esperienza diretta e l’interazione
con ambiente e animali.
Il settore educativo ha un suo
ambito di formazione, che prevede per il personale frequenti corsi
di aggiornamento e di approfondimento nel circuito nazionale ed
europeo oltre a convegni internazionali dove si definiscono nuovi
progetti e interventi educativi.
“A livello italiano facciamo parte
del gruppo di lavoro Eduzoo che si
riunisce tre volte all’anno nei vari zoo
Bimbi preparano arricchimenti per lemuri.
foto © Giorgio Ottolini
4
del gruppo UIZA. La finalità è la formazione generale, con relatori esterni
o interni al gruppo, e la definizione di
campagne di sensibilizzazione comuni. È del 2013/2014 la campagna dal
titolo “Occhio all’alieno”. Mentre nel
2015 verrà trattato il tema del bracconaggio con “Banditi in natura”: i temi
vengono scelti in base alle ‘emergenze’
e ai temi che necessitano più di altri di
un investimento a livello educativo e
di formazione”.
Su richiesta è possibile festeggiare il proprio compleanno,
nell’attigua fattoria didattica, adibita di solito alla terapia con gli
animali, oppure all’interno del
Parco impegnandosi in vari laboratori.
Per la scuola
Il secondo ambito del settore
educativo riguarda il mondo scolastico.
“Ospitiamo gruppi scolastici in
visita al giardino coi loro insegnanti,
che possono scegliere tra una rosa di
proposte, che prevedono visite guiIncontri con lo staff
date di 90 minuti: una fase di accomInsieme al settore ricerca, il set- pagnamento nel parco, e infine una
tore educativo definisce ogni anno fase di rielaborazione delle informail calendario di eventi e iniziative a zioni ottenute nel percorso guidato”.
Poi ci sono percorsi personalizdisposizione del pubblico interessato ad un approffondimento. Le zati, su richiesta degli insegnanti:
attività vengono svolte nei giorni
festivi, e sono rivolte a famiglie e a Laboratorio creativo per piccoli ospiti del
centro estivo. foto © Katia Dell’Aira
tutti i visitatori interessati a partecipare. “Si tratta di momenti di incontro con lo staff del settore educativo,
i keeper e membri dello staff ricerca,
i cosiddetti public talks”, spiega Katia: “gli orari degli incontri vengono
esposti in punti strategici del parco,
come la cassa e i punti ristoro. Sono
momenti piacevoli e leggeri, della durata di circa 15 minuti, durante i quali
vengono date informazioni generali:
si spiega da dove vengono gli animali,
che abitudini hanno, come vengono
gestiti nel parco per migliorare il loro
benessere, rispondendo alle curiosità
del pubblico che può assistere agli
arricchimenti, gli ‘spuntini’ preparati
per gli animali utili a stimolare la loro
curiosità e a renderli sempre attivi”.
L’angolo dei più piccoli
a cura di Marta Tezza
questi sono progetti più articolati
e di maggiore durata, che prevedono anche interventi delle educatrici del parco nelle scuole.
“Il progetto guida si chiama Custodi dell’Arca: la finalità è quella di
rispondere alle necessità educative
specifiche dei docenti e attraverso
il coinvolgimento nelle attività del
Parco fidelizzare i ragazzi attraverso una serie di incontri. “Essere
custodi dell’Arca, che rappresenta il
logo del Parco, significa essere paladini della natura, protettori di ambiente e animali”.
Anche agli insegnanti vengono
proposti momenti di approfondimento, gli educational, che si tengono a
settembre, inizio dell’anno scolastico.
CHI SONO?
UNISCI I PUNTINI E LO SCOPRIRAI
COMPLETA IL DISEGNO
…E INVIACELO A [email protected]
Centri estivi
“Ma il fiore all’occhiello dell’attività del settore educativo è rappresentato dai centri estivi per i bambini delle scuole elementari e medie, e
dai corsi estivi per adolescenti delle
scuole superiori. Questi progetti concretizzano la nostra volontà di creare una generazione di giovani che
cresca nella consapevolezza dell’immenso patrimonio che abbiamo e che
dobbiamo impegnarci a conservare e
proteggere: la biodiversità”.
Ogni settimana vengono proposti temi diversi e i ragazzi sono
coinvolti nella vita del Parco in
maniera intensa e continuativa.
Le adozioni
Infine, si può contribuire attivamente al sostegno dei progetti del
parco: “Si può adottare una specie,
non il singolo animale che può essere
spostato da un parco all’altro per esigenze riproduttive. Chi adotta riceve
un certificato di adozione, materiale
informativo sulla specie e partecipa,
una volta all’anno, alla giornata dei
genitori adottivi”.
DI CHI SONO LE MACCHIE?
UNISCI CON UNA LINEA LA PELLICCIA AL SUO PROPRIETARIO
LEOPARDO
GHEPARDO
PER SAPERNE DI PIÙ
• CONSULTA IL SITO DEL PARCO
>
http://www.parconaturaviva.it/
contenuto.php?title=Educazione
• SCRIVI UNA MAIL A
> [email protected]
GIAGUARO
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Incontri
NATURA Viva | 2
Ghepardo
La
donna
foto © Andrea Chemelli
che sussurra
ai ghepardi
di Macri Puricelli
Teo, Duma e Mookane “abbracciano” Laurie Marker
La zoologa, massima esperta mondiale di ghepardi, è in Europa
per celebrare i 25 anni del suo Cheetah Conservation Fund.
Lo scorso febbraio, Verona è stata la seconda delle tre tappe italiane.
Non è un caso che la zoologa sia venuta in questa città. Lo ha fatto per Teo,
Duma e Mookane, i tre giovani ghepardi che vivono al Parco Natura Viva.
Laurie Marker li ha incontrati. E Teo, il più intraprendente,
le si è avvicinato e le ha annusato le gambe.
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Il Personaggio
Laurie Marker con il Direttore del Parco Cesare Avesani Zaborra.
foto © Giorgio Ottolini
“S
ono più di trent’anni che vivo e mi batto per i
ghepardi. E più passa il tempo, più mi convinco che risolvere il conflitto fra esseri umani e
animali selvatici, compresi i ghepardi, è una
delle sfide ambientali e culturali più importanti che oggi
il mondo deve affrontare. Nel caso del ghepardo, l’informazione, la conoscenza, l’educazione pubblica e lo
sviluppo di nuove strategie di gestione degli allevamenti stanno dimostrando di essere la chiave del successo”.
Era il 1990 quando, poco più che trentenne, la zoologa americana Laurie Marker si presenta alle case
di pastori, allevatori e agricoltori della Namibia con
una domanda nel cuore: “Perché uccidete i ghepardi?”
Sempre uguale la risposta: il ghepardo attacca una
delle poche fonti di reddito delle nostre famiglie, le
capre. Marker capisce presto che non ci sarebbe stata
salvezza per il felino se non avesse anche aiutato la
popolazione a difendere il proprio sostentamento.
In Namibia, il centro da lei fondato, il Cheetah
Conservation Fund, si occupa infatti anche di educare i pastori a vivere con i ghepardi. Non solo convincendoli della grande valenza ecologica del felino, ma anche difendendo le loro capre con i cani
da pastore dell’Anatolia. Questi grandi cani fanno
paura ai ghepardi. E quando loro sono lì a difendere
il gregge, il veloce predatore preferisce non avvicinarsi. Così, non è più necessario ucciderlo. Il progetto funziona. Oltre 500 cuccioli sono arrivati in
Namibia dall’Anatolia. Altri ne arriveranno perché
la domanda dei pastori è in costante crescita. E corre di bocca in bocca (ma anche sul web) la storia di
Bonzo che in sette anni di lavoro ha ridotto quasi a
zero gli attacchi dei ghepardi al gregge del padrone.
Laurie Marker è in Europa per celebrare i 25 anni
del suo Cheetah Conservation Fund. Lo scorso febbraio,
Verona è stata la seconda delle tre tappe italiane, dopo
Milano e prima di Roma. Non è un caso che la zoologa
sia venuta in questa città. Lo ha fatto per Teo, Duma e
Mookane. È infatti qui al Parco Natura Viva che Marker ha fatto la sua prima tappa veronese. Li ha voluti
incontrare “i ragazzotti”. Assieme al direttore scientifico del Parco, Cesare Avesani Zaborra, è entrata in auto nella grande area del Parco Safari che
ospita i tre felini. Ha teso la mano, ha sussurrato
suoni di richiamo, ha incontrato il loro sguardo
curioso e per nulla inquieto. Teo, il più intraprendente, le si è avvicinato. Le ha annusato le gam-
be. Poi è tornato dai compagni. “I ghepardi sono animali
molto docili, molto simili a dei grandi gatti”, ha spiegato la
zoologa anche nel corso dell’intenso incontro pubblico
ospitato al museo di Storia naturale di Verona. “Ma trovo corretta la filosofia di questo Parco che, nonostante la
natura bonaria di questi felini, non stringe volontariamente
un rapporto emozionale con l’animale per non alterarne i
comportamenti naturali. Questo invece è un problema in
Africa, loro habitat naturale, dove soffrono dell’attività illecita dell’uomo che li commercializza come animali domestici.
Ho deciso di percorrere l’Europa proprio per informare
il pubblico sulle condizioni in cui versa questa magnifica
specie. E ho voluto incontrare i ghepardi del Parco Natura
Viva per toccare con mano l’intensa attività scientifica di un
parco zoologico all’avanguardia: qui questi animali potranno riprodursi lontano dai pericoli. È proprio negli zoo come
questo che si conserva la biodiversità che in natura rischia
di scomparire.”
Teo, Duma e Mookane fanno parte infatti del Programma europeo di conservazione delle specie minacciate. E il Parco collabora e sostiene da anni il Cheetah
Conservation Fund. Perché è massima l’attenzione
per questo animale, il più antico e il più speciale tra i
felini africani. Sono anni che la popolazione mondiale
dei ghepardi diminuisce senza sosta. In Africa, all’inizio del ‘900 erano oltre 100mila. Oggi ne resistono, in
piccoli gruppi sparsi, non più di 10mila. Con un patrimonio genetico sempre più povero. “Con questo ritmo”,
spiega Marker, “entro vent’anni il ghepardo sarà estinto”.
PER SAPERNE DI PIÙ
> http://www.cheetah.org
Ghepardo (Acinonyx jubatus)
Mammiferi, Ordine Carnivori, Famiglia Felidi
Dieta: carnivora. Caccia di preferenza ungulati di piccola e
madia taglia, in particolare gazzelle..
Peso: 21-72 kg.
Longevità: in natura circa 6-8 anni, in ambiente controllato
17-19 anni.
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Tswalo,
uno dei due piccoli di
antilope roana
foto © Giorgio Ottolini
Benvenute
di Giorgio Ottolini
piccole antilopi roane
L’
inverno ha portato alcune novità tra gli animali del Parco. Nella savana africana del
Parco Safari, il gruppo di antilopi roane (Hippotragus equinus) si è allargato con la nascita di due piccoli a distanza di poche settimane l’uno
dall’altro. Dopo aver partorito, le madri sono rimaste
ciascuna con il proprio piccolo in un’area pensata appositamente per loro, separate dagli altri membri del
gruppo per alcuni giorni. Questa procedura permette ai veterinari di monitorare con cura le prime fasi
di vita dei piccoli e aiuta gli animali a manifestare i
comportamenti tipici della specie. In natura, infatti,
le femmine lasciano il gruppo una o due settimane
prima del parto. Dopo aver dato alla luce, durante il
giorno si ricongiungono al gruppo lasciando il piccolo ben nascosto nella vegetazione e quando arriva
il tramonto ritornano per passare con lui la notte. I
piccoli rimangono nascosti per circa quattro o cinque
settimane dopo la nascita, finché non sono cresciuti abbastanza da poter fuggire dai predatori. A quel
punto, si uniscono definitivamente al gruppo insieme alla madre. Queste nascite sono molto importanti
perché la popolazione selvatica di antilopi roane, originarie dell’Africa sub sahariana, è in declino a causa
del bracconaggio e della distruzione dell’habitat per
far spazio agli insediamenti urbani. Per questo motivo, questa specie è inserita all’interno del programma
di riproduzione europeo EEP (European Endangered
species Programme) e al Parco Natura Viva vengono
allevate con successo da anni. Le antilopi roane sono
ospitate in un ampio reparto insieme a due femmi-
8
ne di struzzo, animali con cui condividono l’habitat
in natura. Tuttavia, non sono gli unici inquilini di
quest’area: molto spesso, infatti, i giovani lichi del
Nilo, più leggeri e agili delle antilopi roane, saltano
oltre il fossato di separazione delle loro aree e si possono osservare facilmente mentre pascolano insieme.
Ma le novità non sono finite qui, perché al Parco sono arrivati altri due ospiti. Fred, il maschio di
fossa (Cryptoprocta ferox), ha ora una compagna di
nome Mantadia, arrivata direttamente dallo zoo di
Duisburg nell’ambito del programma di riproduzione europeo EEP. Per i due animali è stata realizzata una nuova casa nell’area malgascia, strutturata in modo da poterli accogliere insieme nella
stagione riproduttiva e separatamente durante il
resto dell’anno, dal momento che si tratta di una
specie solitaria e territoriale.
Nell’area europea, invece, è arrivata una nuova
femmina di lince eurasiatica (Lynx lynx) a formare
una coppia con Vilcan, mentre la femmina Elizabeth è stata trasferita in un altro giardino zoologico
italiano, il Parco Faunistico Cappeller, dove era stata
portata in precedenza sua figlia, Sally. Un nuovo reparto è stato realizzato appositamente per loro.
Gli spostamenti di animali all’interno dei giardini zoologici sono all’ordine del giorno e avvengono
sulla base delle indicazioni fornite dai coordinatori
europei nell’ambito dei programmi di riproduzione
delle diverse specie. In questo modo, si garantisce il
mantenimento di una popolazione con un’elevata
variabilità genetica.
Brevi dal Parco
ri. Ideato e arredato in perfetto stile
africano, il chiosco è una bellissima
terrazza che guarda il reparto degli
scimpanzé, che potranno così essere
seguiti nelle loro attività quotidiane
durante una piacevole pausa.
foto © Giorgio Ottolini
foto © Giorgio Ottolini
Sono arrivate due
nuove giraffe
Eccoli, sono Amos e Themba,
due maschi di giraffa arrivati al
Parco lo scorso dicembre. Amos
è arrivato da Arnhem, in Olanda,
Themba dallo zoo di Gelsenkirchen, in Germania. Hanno trascorso i primi giorni separati dagli altri
due maschi già presenti al parco
(Klaus e Sule) e durante la chiusura invernale del Parco si è lavorato
per favorire la socializzazione. Ora
vanno tutti d’accordo e possono
presentarsi insieme ai visitatori.
Il Chiosco Gombe
diventa più grande
La casa dei suricati
è stata rinnovata
Due osservatori a vetri consentiranno a tutti, grandi e piccini, di vedere i buffi suricati (li potete incontrare
nell’area Sentieri d’Africa del Parco)
nelle loro attività quotidiane. Dalla
cura dei piccoli all’attività instancabile
di sentinella per avvisare i compagni
della presenza di “predatori”.
I nuovi termitai
Abbiamo da poco realizzato due
strutture simili al tipico termitaio
presente in natura dove gli scimpanzé trascorrono il tempo a cercare di recuperare le termiti. Costruiti
nel reparto esterno degli scimpanzé,
sono strutture molto grandi che aiuteranno gli animali a cooperare tra
loro e ad apprendere nuovi comportamenti, tipici in natura. Con degli
stick speciali, forniti nelle attività di
arricchimento dallo staff dei keeper,
gli scimpanzé potranno recuperare
il cibo nei tubi dei termitai.
foto © Giorgio Ottolini
foto © Leonardo Delfini
Nel periodo invernale si è lavorato sull’accoglienza dei visitatori migliorando le aree ristoro all’interno
del parco e differenziando l’offerta
di piatti e bevande. Il chiosco Gombe è stato ampliato e rimodernato e
oggi può ospitare fino a 160 visitatodisegno © Uwe Thuernau
Il Training per
migliorare il benessere degli animali
Cercopiteco grigioverde
foto © Giorgio Ottolini
Una rinomata rivista scientifica, Animal Welfare, che si occupa di benessere animale, ha
riscontrato come il training - attività di supporto agli animali all’interno dei parchi - possa
essere uno strumento di gestione che migliora il benessere degli individui. Certo, nelle
sue prime fasi sembra essere un po’ stressante perché un individuo per un breve tempo
deve essere isolato dal gruppo, ma poi l’individuo partecipa volentieri a questa procedura
perché ha la possibilità di fare qualcosa di divertente prima di raggiungere tutti gli altri.
Questa strategia consente di poter somministrare farmaci e controllare lo stato di salute di
ogni singolo individuo senza necessariamente catturarlo. In più, grazie al training, sembra
migliorare l’attività del gruppo e la socialità all’interno del gruppo stesso.
Tutto questo emerge dallo studio condotto dal Settore Ricerca e Conservazione del
Parco Natura Viva in collaborazione con l’Università di Torino, dipartimento di Scienze della
Vita e Biologia dei Sistemi, con una colonia di cercopitechi grigio-verde. Lo studio, ritenuto
valido dal punto di vista scientifico è stato appunto pubblicato su Animal Welfare affinché
tutta la comunità scientifica ne possa essere a conoscenza.
Garantire un futuro
alla fauna selvatica
Non basta riprodurre e allevare individui nei giardini
di Caterina Spiezio
responsabile Settore ricerca
zoologici per preservare le specie dall’estinzione.
e conservazione
del Parco Natura Viva
È necessario lavorare direttamente nei luoghi di origine
delle specie. Infatti se la specie si estingue in natura
è perché non vi sono le condizioni affinché possa
I cavalli di Przewalski
sopravvivere. Reintrodurre degli esemplari senza
foto © Tommaso Sandri
adottare delle strategie di conservazione
in situ non garantirebbe il
successo al progetto e gli individui
non sopravvivrebbero.
Il caso del cavallo di Przewalski.
10
Il Parco e la conservazione
“G
arantire un futuro alla fauna selvatica” è il titolo della versione italiana, curata dal Parco
Natura Viva, del testo inglese della WAZA
(World Association of Zoos and Aquariums), l’associazione mondiale di zoo e acquari. Lo studio riporta alcuni importanti esempi che evidenziano
quanto allevare individui nei giardini zoologici abbia
permesso di salvare le specie dall’estinzione.
Nel 2014 è stato celebrato l’anniversario dei cento
anni della scomparsa della colomba migratrice: questa
specie è stata presa come simbolo del concreto rischio
di altre gravissime estinzioni. Una colomba
per poter parlare ancora una volta della necessità di salvare le specie. Perché il dramma dell’estinzione non
ha colpito solo i dinosauri, 65 milioni
di anni fa, ma continua ai nostri giorni,
in modo silenzioso e inarrestabile.
La sopravvivenza degli ambienti
naturali e di numerose specie animali e
vegetali è infatti seriamente minacciata
dalla rapida crescita della popolazione
mondiale e dal conseguente incremento della domanda di risorse naturali. Per
cercare di rispondere concretamente ai
problemi di tutela dell’ambiente connessi allo sviluppo della civiltà umana,
nel giugno del 1992 a Rio de Janeiro si è
tenuta la Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite, alla quale hanno partecipato i
rappresentanti di 153 Paesi e che ha portato
alla stesura di un documento sulla biodiversità. La Convention on Biodiversity è stata ratificata anche dal Parlamento Italiano nel 1994.
In questo testo è stata riconosciuta l’importanza fondamentale delle azioni di conservazione delle specie viventi, raccomandando l’adozione
di programmi per la tutela delle specie attraverso una
strategia integrata tra conservazione in situ ed ex
situ. I giardini zoologici, gli orti botanici e gli acquari sono stati riconosciuti come luoghi dove attuare la
conservazione ex situ delle specie animali e vegetali.
La strategia integrata tra conservazione
in situ ed ex situ
Non basta riprodurre e allevare individui nei
giardini zoologici per preservare le specie dall’estinzione. È necessario lavorare direttamente nei luoghi
di origine delle specie. Infatti se la specie si estingue
in natura è perché non vi sono le condizioni affinché
possa sopravvivere. Reintrodurre degli esemplari
senza adottare delle strategie di conservazione in situ
non garantirebbe il successo al progetto e gli individui non sopravvivrebbero. Ecco perché è necessario
attuare programmi di conservazione che prevedano
primo fra tutti la sensibilizzazione della popolazione
locale alla tutela del proprio patrimonio di flora e fau-
na. È necessario poi ricostruire gli ambienti originari
. Spesso bisogna anche riforestare e attendere che la
foresta secondaria si sviluppi. E far in modo che gli
abitanti della zona riescano a preservare la nuova foresta. Anni e anni di lavoro, per arrivare al successo.
Il caso del cavallo di Przewalski
Equus ferus ssp. przewalskii o semplicemente
Equus przewalskii, è il solo cavallo selvatico oggi
presente in natura. Originario della Mongolia, nella
Lista Rossa (Red List) delle specie in via di estinzione
stilata dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), il cavallo di Przewalski è oggi fra
gli Endangered (dal 2011), ma fino al 1996 era considerato Exitnct in the wild: estinto in natura.
È solo grazie alla strategia integrata tra conservazione in ed ex situ messo in atto dai giardini zoologici
che oggi questa specie non si trova sul gradino più
alto della scala che porta all’estinzione, bensì è tornata indietro di 3 gradini (in tutto la scala ha 9 gradini
e l’ultimo è l’estinzione definitiva della specie). Il programma di conservazione di questa specie è iniziato
negli anni ’90 del secolo scorso e solo nel 2011 si è potuta ottenere una popolazione stabile in natura.
Molti sono gli individui che sono stati reintrodotti
negli ultimi anni, oltre 500, ma solo pochi sono stati
quelli che sono riusciti a sopravvivere e a riprodursi dando origine a una nuova popolazione selvatica
sostenibile. Sono infatti solo una cinquantina oggi gli
individui maturi che popolano la Mongolia da oltre 5
anni e che costituiscono una popolazione in grado di
riprodursi. Salvare il cavallo di Przewalski vuol dire
preservare un ecosistema molto delicato e vulnerabile e dare nuove opportunità a tutte le specie presenti.
Cosa significa
conservazione ex situ?
Da anni il Parco Natura Viva partecipa ai programmi europei di conservazione ex situ: EEP (European Endangered species Programme) e ESB
(European StudBook). Questi programmi prevedono di allevare individui
delle specie a rischio di estinzione in diversi giardini zoologici europei. La
popolazione di un solo giardino zoologico sarebbe troppo esigua per poter
essere considerata sufficiente per una reintroduzione. Quando più giardini
zoologici ospitano individui diversi di una stessa specie e si uniscono per cooperare tra di loro attuando quel fenomeno che in natura è noto come dispersione naturale, allora sì che è possibile tenere alta la variabilità genetica degli
individui e raggiungere un numero sufficiente di esemplari per poter pianificare programmi di reintroduzione in natura. Infatti, in natura, quando i maschi
o le femmine nate in un gruppo raggiungono la maturità sessuale, lasciano
il gruppo natale per unirsi a un nuovo gruppo, trovare un nuovo partner e
riprodursi. Nei giardini zoologici avviene pressoché lo stesso fenomeno. Solo
che questa volta è l’uomo che sposta l’individuo in un nuovo gruppo, presso
un nuovo giardino zoologico, dove incontrerà un nuovo partner e si riprodurrà.
Nei programmi di conservazione ex situ per salvare la specie è necessario
garantire il benessere di ogni individuo.
Nel Parco
NATURA Viva | 2
Fred, il fossa del Parco.
foto © Tommaso Sandri
Benessere, privacy,
serenità degli animali:
ecco le priorità del
di Silvia Allegri
moderno giardino zoologico
L’architetto tedesco ha seguito il nuovo piano di sviluppo
del Parco Natura Viva per garantire una maggiore fruibilità
da parte del pubblico che si muove a piedi e una visione
dei reparti più naturale e senza gabbie, ma con barriere
che comunque garantiscono la sicurezza del visitatore.
Uno degli ultimi lavori realizzati qui è la nuova casa
di Frederick e Mantadia, i Fossa dell’area Madagascar.
12
Peter Rasbach al lavoro al Parco Natura Viva. foto © PNV
Nel Parco
Incontro con lo zoo designer Peter Rasbach
C
onciliare la passione e la
conoscenza degli animali
con il lavoro di architetto. Adesso si può. E Peter
Rasbach, uno dei primi e più conosciuti zoo designer del mondo, ne è
la prova vivente.
“Da bambino volevo diventare direttore di un giardino zoologico. Poi il
mio percorso di studi mi ha fatto approdare all’architettura. E a un certo
punto i due sogni si sono uniti”. Le
persone davvero esperte in questo
settore sono poche, ma si tratta di
un ambito in continua espansione.
Di cosa si occupa esattamente
uno zoo designer?
“Il mio lavoro presuppone una
conoscenza approfondita
degli animali e delle loro esigen-
Sono sempre più numerosi i
ze. La collaborazione con naturalisti,
biologi e veterinari rappresenta per giardini zoologici attenti alle esiquesto un presupposto fondamen- genze degli animali, in nome di
tale. Quando si lavora a un reparto una sempre maggiore attenzione
destinato a ospitare una specie, bi- al loro benessere e alla sensibilizsogna dunque tener conto di tutte le zazione del visitatore. “Negli ultimi
esigenze dell’animale. Per permettere anni”, racconta Peter Rasbach, “abuna tutela del suo benessere che al biamo assistito a un interesse molto
tempo stesso consenta al visitatore di forte al benessere degli animali anche
da parte di alcune strutture asiatiche.
goderne la vista”.
L’attenzione allo zoo design fa Questo è davvero importante, se si
parte dunque di un percorso edu- tiene conto che fino a oggi in certi
cativo che coinvolge anche il visi- luoghi del pianeta l’attenzione verso
tatore e si pone l’obiettivo di creare gli animali in generale è stata sempre
dei luoghi il più possibile idonei alla molto scarsa”.
Peter Rasbach ha seguito il
natura degli animali. Una differenza fondamentale rispetto al passato nuovo piano di sviluppo del Parè l’attenzione alla privacy degli ani- co Natura Viva che prevede una
mali. A ciascuna specie è consentito maggiore fruibilità da parte del
di trovare uno spazio lontano dagli pubblico che si muove a piedi. Una
occhi del visitatore. Questo consen- visione dei reparti più naturale e
te di proteggere gli animali da forti senza gabbie, ma con barriere che
stress e allo stesso tempo di gestire comunque assicurano la sicurezza
del visitatore.
al meglio la presenza del pubblico.
Uno degli ultimi lavori realizzaSi tratta di un progresso fondamentale, rispetto a qualche decennio ti da Rasbach al Parco Natura Viva
fa, quando la funzione del giardino è la realizzazione della nuova casa
zoologico era limitata alla sola espo- dei due fossa, Frederick e Mantadia, dell’area Madagascar.
sizione degli animali al pubblico.
Fossa
(Cryptoprocta ferox)
foto © Giorgio Ottolini
Dieta: carnivora. Si nutre di piccoli
mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e insetti. È un abile predatore di lemuri.
Peso: 7-12 kg.
Longevità: in natura non nota, in
ambiente controllato il fossa può raggiungere i 20 anni.
foto © Giorgio Ottolini
Mammiferi, Ordine Carnivori, Famiglia Eupleridi
Il Fossa (Cryptoprocta ferox) è un carnivoro endemico del Madagascar. L’aspetto è simile a
quello di un felino, il naso è tondeggiante e le vibrisse sono molto sviluppate. Ha un corpo muscoloso e di forma allungata che, dalla testa alla coda, misura fra 1.3 e 1.5 metri. Il peso medio è di
circa 6.7 kg, anche se i maschi possono pesare fino a 10 kg. La pelliccia è caratterizzata da un pelo
corto e marrone-rossiccio, che diventa più chiaro nelle zone inferiori del corpo.
Il fossa è un abile arrampicatore e si muove con agilità sugli alberi grazie ai cuscinetti delle
zampe ampi e glabri, che consentono una presa migliore sui rami, e alla lunga coda, utile al mantenimento dell’equilibrio. Inoltre, le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori, consentendo una maggiore abilità nel saltare da un ramo all’altro. Le zampe hanno artigli semi-retrattili.
Il fossa ha vista, udito e olfatto ben sviluppati. In particolare, poiché è una specie molto attiva
di notte o al crepuscolo, gli occhi sono molto grandi. I fossa marcano il loro territorio con particolari secrezioni prodotte da specifiche ghiandole odorifere e utilizzano sostanze chimiche per
comunicare il loro status riproduttivo.
La femmina può partorire da due a quattro piccoli, che rimangono nella tana, accuditi dalla
madre, per alcuni mesi. A circa 4 mesi e mezzo di età i piccoli sono svezzati e iniziano ad avventurarsi fuori dalla tana.
Il fossa compare come ‘vulnerabile’ nella lista rossa della IUCN e viene mantenuto nei giardini
zoologici in quanto in Madagascar è minacciato da distruzione e alterazione dell’habitat, caccia e
commercio. Queste minacce sono alla base del costante declino della sua popolazione in natura.
Nel Parco
Giorgina,
NATURA Viva | 2
Mamma Giorgina gioca
con la figlia, Madax
foto © Giorgio Ottolini
di Caterina Spiezio
mamma giocherellona
Cosa si può fare se una giovane scimpanzè,
subito dopo il parto abbandona la figlioletta nelle braccia
della nonna e sembra non avere alcun interesse per lei?
Questa è la storia (a lieto fine) di mamma Giorgina,
nonna Luisa e della piccola Madax che oggi ha 5 anni.
14
Q
ualche anno fa, in un esame di controllo
sugli scimpanzé, viene fatta un’ecografia
a Giorgina (la potete riconoscere perché
è l’unica del gruppo a camminare sulle
corde con le sole zampe posteriori). Con stupore ci accorgiamo che è gravida. Aspetta un piccolo. Giorgina
a quel tempo non aveva ancora compiuto 9 anni. In
natura, le femmine di scimpanzé entrano in pubertà
a 7 anni e per i primi 3 anni hanno un periodo di adolescente sterilità dove presentano il ciclo, ma senza
ovulazione. In ambiente controllato, però, tutto è più
veloce. L’ecografia rivela che la gravidanza di Giorgina potrebbe essere già di 4-5 mesi. Da quel momento
la giovane scimpanzé riceve tutte le attenzioni dai keeper e viene monitorata dallo staff veterinario e dal
settore ricercache si prepara così a ogni evenienza.
Il 19 marzo 2010 al mattino, il dottor Camillo Sandri,
curatore generale e responsabile di tutti gli animali,
viene avvisato dalla keeper del reparto che Giorgina
ha probabilmente partorito. Ma perde sangue e la
piccola non è con lei. È con la nonna Luisa.
In effetti, Giorgina sembra molto spossata dal parto,
anche perché la neonata Madax è davvero molto grande (e anche molto bella). Si cerca di aiutare la mamma
con bevande ricche di integratori. La preoccupazione
è alta: Giorgina dovrebbe riprendersi presto dal parto,
ma la piccola? Come mai è con la nonna e non con lei?
Giorgina a quel tempo era una primipara e quindi non
vi era alcuna possibilità di conoscere le sue capacità di
fare la mamma. Certo era stata allevata da nonna Luisa, una mamma molto brava, ma lei non aveva alcuna
esperienza ed era davvero molto giovane. In più, Giorgina è sempre stata una gran giocherellona.
Lo staff veterinario decide di non intervenire e
di lasciare che Giorgina si riprenda dalle fatiche del
parto. Una scelta difficile anche perché la piccola
Madax avrebbe potuto sopravvivere solo tre giorni senza il latte materno. Giorgina, Luisa e Madax
vengono controllate ora per ora. Nonna Luisa si avvicina spesso a mamma Giorgina, ma lei sembra non
essere interessata alla cucciola. La preoccupazione
cresce e il primo giorno vola via. Al mattino seguente Giorgina sembra una scimpanzé diversa rispetto
a quella della sera precedente. Ha recuperato completamente le forze, si muove agilmente e, cosa molto importante, sembra essere finalmente interessata
alla piccola. Ma Madax continua a stare con la nonna. Si decide di pazientare ancora un po’. Intervenire
con animali selvatici, seppur in ambiente controllato, rischia di compromettere il miglior risultato possibile. Anche per il secondo giorno non si interviene.
Al mattino seguente, Giorgina sta decisamente bene,
ma la piccola è ancora con la nonna. “Bisogna intervenire” decide il dottor Sandri. Nonna, mamma e
piccola vengono separate dal gruppo sociale. Poi la
nonna con la piccola vengono separate dalla mamma. La nonna viene sedata leggermente per consentire ai veterinari di prendere Madax e di adagiarla
Mamme speciali
per figli speciali
foto © Johannes Fritz
Il 10 maggio celebreremo la giornata mondiale delle migrazioni. Conosceremo chi sono i campioni negli spostamenti,
come si preparano e come riescono a trovare ogni volta la strada
giusta. Uno dei protagonisti della giornata sarà l’ibis eremita che
sta riconquistando i cieli italiani grazie a mamme speciali (due
ragazze) che li guidano nella scoperta della rotta migratoria.
in una stanza accanto a quella della mamma. Ora
la tensione di tutto lo staff è al massimo: Giorgina
incontrerà la piccola e … deve assolutamente prenderla con sé! Madax inizia a emettere i primi versi di
richiamo, il primo pianto. Si apre la porta di separazione tra le due stanze e Giorgina corre a prendersi
la sua piccola… Sììì! Questo era proprio quello che
doveva accadere. Giorgina prende Madax con sé e
inizia subito ad allattarla. Nel frattempo la nonna si
riprende e tutte e tre vengono riunite: per l’intera
giornata restano insieme.
Nonna Luisa ogni tanto prova a riprendersi la
piccola, ma Giorgina la tiene sempre attaccato a sé.
Alla sera viene ricostituito l’intero gruppo. Nei giorni seguenti però, come ogni giovane mamma, Giorgina decide che la nonna è proprio brava a tenere
la piccola e ogni tanto lascia Madax con Luisa. Poi
la riprende, l’allatta, le fa grooming, la coccola. Pian
piano Giorgina capisce che la nonna è davvero utile
e le lascia la piccola per tempi più lunghi. Mentre lei
ritorna a giocare, fa le capriole, rincorre Valentina,
insomma si diverte. Ma non dimentica il suo nuovo ruolo di mamma e torna dalla piccola ad allattarla e a stare con lei tutte le volte che può. Luisa è
bravissima a fare la nonna e Madax cresce davvero
bene. Come in natura e come fra gli esseri umani,
anche in questa colonia di scimpanzé, le femmine
imparentate tra loro si prendono cura di un piccolo.
Fino a quando possono. Nonna Luisa lo ha fatto fino
all’ultimo. Lei, che era molto vecchia, se ne è andata
un giorno di marzo dell’anno scorso, quando Madax
aveva ormai 4 anni. Ma fino a poco prima di perdere le forze si è sempre presa cura della piccola. E
lei, quando ha visto la vecchia nonna nella stanzetta
accanto, con la flebo attaccata, è andata a salutarla.
Guardandola intensamente con i suoi grandi occhi
marrone scuro.
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Voi e il Parco
NATURA Viva | 2
Durante la vostra visita al Parco avete scattato foto, scritto poesie,
fatto disegni? Inviateli a [email protected]
Gru della manci√ia
foto∑afata da T»maso Sandri
Alice - 7 anni
Sµena - 8 anni
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I GRANDI TEMI DI UN ANNO DI EVENTI AL PARCO
Ogni mese singoli eventi legati al tema e da giugno ad ottobre speciali visite al crepuscolo,
consulta www.parconaturaviva.it
MARZO - Alberi da difendere
AGOSTO - In azione per la conservazione
La varietà del mondo vegetale e l’acqua come bene
prezioso da salvaguardare.
I progetti di Conservazione promossi dal Parco
APRILE - Banditi in natura
Focus sulle specie a rischio d’estinzione oggetto di
progetti internazionali di salvaguardia che il Parco
supporta.
Il bracconaggio, dalla situazione locale alle grandi
crisi internazionali, un pericolo per la sopravvivenza di
molte specie animali.
MAGGIO - Biodiversità in movimento
Gli spostamenti delle specie, siano essi volontari, come
le migrazioni, o indotte dall’uomo, e l’introduzione di
specie aliene in nuovi territori.
SETTEMBRE - Natura minacciata
OTTOBRE - Animal-Mente
Mese dedicato agli animali che hanno con l’essere
umano un rapporto speciale: gli animali domestici.
NOVEMBRE - Buon riposo, Natura
GIUGNO - Il pianeta di sabbia
Imparare ad osservare la natura con occhi nuovi e
scoprire le piccole tracce lasciate dagli animali.
La desertificazione e il rischio che questo comporta
per il pianeta Terra.
DICEMBRE - Lassù sulla montagna
LUGLIO - Colorati per natura
Le specie animali che abitano le regioni montuose della
Terra e gli adattamenti agli ambienti estremi.
La sorprendente varietà dei colori degli animali.
Il perché alcune specie hanno colori accesi e vistosi e
altre meno.
BUSSOLENGO · VERONA
Parco Natura Viva. Educazione, ricerca, tutela e puro relax.
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Parco Natura Viva - Bussolengo (VR)
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Incontro con Laurie Marker Garantire un futuro