LA VITA E LE SUE OPERE
LA VITA
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Leonardo di ser Piero da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio
1519) è stato un pittore, ingegnere e scienziato italiano. Uomo d'ingegno e
talento universale del Rinascimento, incarnò in pieno lo spirito della sua
epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi
dell'arte e della conoscenza. Si occupò di architettura e scultura, fu
disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista e, in generale,
progettista e inventore. È considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.
Considerato per la vastità dei suoi interessi la massima e irripetibile
manifestazione del Rinascimento, Leonardo, non legato a nessuna città, Stato
o principe, è il primo esempio del cosmopolitismo degli intellettuali italiani,
unico in Europa, espressione di una frattura fra cultura e popolo destinata a
prolungarsi fino ai nostri giorni.
I contemporanei riferivano di una presunta omosessualità di Leonardo, a
partire da una denuncia anonima, dalla mancanza di relazioni con donne,
dalle note sulla sua ambiguità del Vasari e dal rapporto con i suoi allievi Melzi
e Caprotti. Se l'omosessualità di Leonardo resta probabile per quanto non
certa, la sua irreligiosità e scetticismo sono indubbi.
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CHIUSE
VINCIANE
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Porte "vinciane“
Ideate da Leonardo da Vinci, da cui deriva
l’aggettivo vinciane, sono dette anche “porte a vento”.
Questo sistema di chiuse o porte, ancorate su robusti
pilastri a cuneo, si aprono utilizzando la sola forza
dell’acqua che, da un punto di maggiore altitudine,
durante la bassa marea scende verso il mare
consentendone lo scolo. In caso di alta marea, la forza
dell’acqua che sale fa sì che le porte si richiudano,
evitando così che l’acqua salata del mare risalga il
corso dei canali interni e arrivi ai terreni circostanti.
DAMA CON L’ERMELLINO
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Databile al 1488-1490 è conservato per anni nel
Czartoryski Muzeum di Cracovia.
La donna ritratta è quasi sicuramente
identificata con Cecilia Gallerani, una delle
amanti di Ludovico Sforza "il Moro";
l'identificazione con la giovane amante del Moro
Cecilia Gallerani si basa sul sottile rimando che
rappresenterebbe l'ermellino infatti, oltre che
simbolo di purezza e di incorruttibilità, si chiama
in greco "galé ", che alluderebbe al cognome
della fanciulla.
UOMO VITRUVIANO
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L'Uomo vitruviano è un disegno a matita e inchiostro
su carta (34x24 cm) di Leonardo da Vinci, databile al
1490 circa e conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle
Stampe delle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Celeberrima rappresentazione delle proporzioni ideali del
corpo umano, dimostra come esso possa essere
armoniosamente inscritto nelle due figure "perfette" del
cerchio e del quadrato.
L'opera viene attribuita al periodo in cui Leonardo, in
viaggio per Pavia, ebbe modo di conoscere Francesco di
Giorgio che lo rese partecipe del suo Trattato di
architettura e della lezione di Vitruvio. Leonardo infatti si
definiva "omo sanza lettere", poiché non aveva avuto
un'educazione che gli permettesse di comprendere il testo
latino.
L'uomo vitruviano è stato scelto da Carlo Azeglio Ciampi,
all'epoca Ministro dell'Economia, per comparire sulle
monete da 1 euro italiane, con significato altamente
simbolico (l'uomo come misura di tutte le cose).
L’ULTIMA CENA
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L'Ultima Cena è un dipinto parietale a tempera grassa (e forse altri leganti oleosi) su
intonaco (460×880 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498 e conservato
nell'ex-refettorio del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a
Milano. importante commissione da Ludovico il Moro. Il duca di Milano aveva infatti
eletto la chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie a luogo di celebrazione della
casata Sforza. Come è noto Leonardo non amava la tecnica dell'affresco, la cui rapidità
di esecuzione, dovuta alla necessità di stendere i colori prima che l'intonaco asciughi
imprigionandoli, era incompatibile con il suo modus operandi, fatto di continui
ripensamenti, aggiunte e piccole modifiche, come testimonia dopotutto il brano di
Bandello. Scelse di dipingere quindi su muro come dipingeva su tavola. Ciò permise la
particolare ricchezza della pittura, con una serie di piccole pennellate quasi infinita,
che consentì una cura estrema dei dettagli, visibili solo da distanza ravvicinata; ma la
tecnica fu anche all'origine dei problemi conservativi, soprattutto in ragione
dell'umidità dell'ambiente, confinante con le cucine. L'opera era già terminata nel
1498, quando Luca Pacioli in data 4 febbraio di quell'anno la ricordò come compiuta.
(clicca per l'immagine dell'opera)
GIOCONDA
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La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto
a olio su tavola di pioppo (77x53 cm) di Leonardo da Vinci,
databile al 1503-1514 circa e conservata nel Museo del
Louvre di Parigi. Opera emblematica ed enigmatica, si
tratta sicuramente del ritratto più celebre del mondo,
nonché di una delle opere d'arte più note in assoluto,
oggetto di infiniti omaggi, tributi, ma anche parodie e
sberleffi.
Il sorriso impercettibile della Gioconda, col suo alone di
mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, di
letteratura, di opere di immaginazione, di studi anche
psicoanalitici. Sfuggente, ironica e sensuale, la Monna Lisa
è stata di volta in volta amata, idolatrata, ma anche derisa o
aggredita. Vera e propria icona della pittura, è vista ogni
giorno da migliaia di persone, tanto che nella grande sala in
cui è esposta un cordone deve tenere a notevole distanza i
visitatori: nella lunga storia del dipinto non sono mancati i
tentativi di vandalismo, nonché un furto rocambolesco che
in un certo senso ne ha alimentato la leggenda.
AUTORITRATTO
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L'Autoritratto di Leonardo Da Vinci è un disegno a
sanguigna su carta (33,5x21,6 cm), databile al 1515
circa e conservato nella Biblioteca Reale di Torino.
L'opera mostra il volto di un uomo canuto, con
lunghi capelli e lunga barba, calvo alla sommità della
testa. Lo sguardo accigliato è rivolto a destra, con
un'espressione seria e leggermente imbronciata.
I segni del tempo sono ben evidenti, con solchi lungo
la fronte, attorno agli occhi e ai lati della bocca lungo
le guance. I dettagli sono molto curati, sebbene una
parte appaia come non finita: per dare l'effetto del
cranio liscio e calvo l'artista ricorse a pochissime
linee, lasciando il foglio in alto quasi intonso.
FINE
FINE
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Balgera Alessandro
Colzada Paolo
Prati Gretha
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LEONARDO DA VINCI - IIS Leonardo Da Vinci – Chiavenna