Progetto dei lavori di messa in sicurezza degli immobili scolastici denominati: Scuola media ‘Alessandro Manzoni’ in via Ghibellina e Scuola materna, elementari e media ‘Salvo D’Acquisto – UNRRA’ in via Calispera, Villaggio UNRRA nel Comune di Messina. CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO IL PROGETTISTA ING. FRANCESCA FRANZA 1 PARTE I DEFINIZIONE TECNICA ED ECONOMICA DELL'OGGETTO DELL'APPALTO Art. 1 OGGETTO DELL'APPALTO - IMPORTO PRESUNTIVO DELL'OPERA E DEI LAVORI L'appalto ha per oggetto il progetto di MESSA IN SICUREZZA DEGLI IMMOBILI SCOLASTICI DENOMINATI : SCUOLA MEDIA “ALESSANDRO MANZONI” IN VIA GHIBELLINA E SCUOLA MATERNA, ELEMENTARI E MEDIA “SALVO D’ACQUISTO – UNRRA IN VIA CALISPERA VILLAGGIO UNRRA, NEL COMUNE DI MESSINA nella consistenza qualitativa e quantitativa indicata nel presente capitolato speciale e nei disegni di progetto di cui al successivo art. 5. L'importo dei lavori, oggetto del presente appalto, ammonta presuntivamente ad Euro 647.089,47 (Euro seicentoquarantasettemilaottantanove/47) comprensivo di Euro 33.621,97 (Euro trentatremilaseicentoventuno/97) per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. La categoria prevalente1 dell'appalto è la OG1 e la relativa classifica la I. Le ulteriori categorie ed importi relativi alle altre lavorazioni previste in progetto sono riportati nella seguente tabella2: N CATEGORIE IMPORTO OPERE GENERALI Euro OG 1 Edifici civili e industriali 647.089,47 OG 2 Restauro e manutenzione di beni immobili sottoposti a tutela OG 3 Strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie, metropolitane OG 4 Opere d'arte nel sottosuolo OG 5 Dighe OG 6 Acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere d'irrigazione e d'evacuazione OG 7 Opere marittime e lavori di dragaggio OG 8 Opere fluviali, di difesa, sistemazione idraulica, bonifica OG 9 Impianti per la produzione di energia elettrica OG 10 Impianti per la trasformazione alta/media tensione e distribuzione energia elettrica OG 11 Impianti tecnologici OG 12 Opere ed impianti di bonifica e protezione ambientali OG 13 Opere d'ingegneria naturalistica OPERE SPECIALIZZATE OS 1 Lavori in terra OS 2 Superfici decorate e beni mobili d'interesse storico artistico ............ ................................................................................... OS 33 Coperture speciali OS 34 Sistemi antirumore per infrastrutture di mobilità Art. 2 INDICAZIONE SOMMARIA DEI LAVORI L’importo complessivo dei lavori a misura, parte dei quali soggetti al ribasso di gara e parte relativi alla sicurezza non soggetti al ribasso ai sensi dell’art. 12, comma 1 del D.L. 494/1996, sarà quello specificato in seguito. I prezzi sono stati stabiliti dalla tariffa di cui al prezziario regionale per i lavori pubblici nella Regione Siciliana pubblicato su Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n°18 del 24.04.2009 descritte nell’elenco prezzi allegato al progetto; pertanto le voci dell’elenco prezzi saranno le uniche alle quali l’appaltatore dovrà fare riferimento nelle proprie valutazioni tecniche ed economiche (art. 8 R.D. 422/1923 e art. 19, commi 4 e 5 legge 109/1994). L’importo complessivo dell’appalto ammonta presuntivamente a € 647.089,47, come risulta dalla specificazione delle parti d’opera e dalle categorie di lavoro di cui al prospetto seguente3: GRUPPI DI LAVORAZIONE Euro (1) Demolizioni 11.377,94 (2) Adeguamento strutturale 277.635,11 (3) Rifacimento finiture a seguito dell’adeguamento strutturale 167.356,41 (4) Rinforzo travi e pilastri in c.a. 44.660,67 (5) Risanamento prospetti 112.437,37 (6) Ponteggi e opere per la sicurezza 33.621,97 Totali 647.089,47 I precedenti importi possono variare in più o in meno nei casi e nei limiti previsti dagli articoli 10 - 12 del Capitolato Generale approvato dal Ministero dei lavori pubblici con decreto 19/04/2000 n° 145. 1 A norma dell'art. 30 di tale Regolamento s'intende per Categoria prevalente quella d'importo più elevato; le opere di categorie diverse da quelle prevalenti sono quelle di valore singolarmente superiore al 10% dell'importo dell'opera. 2 Le Categorie sono stabilite nell'Allegato A al Regolamento approvato con DPR 25/01/2000 n° 34. 3 Indicare sommariamente i lavori per la realizzazione dell'opera quali, scavi, demolizioni, murature, etc. 2 Tutte le opere oggetto del presente Appalto verranno compensate sulla base di prezzi globali e forfetatri, comprensivi di tutte le opere parziali che compongono le varie opere e che sono descritte nell’allegata specifica tecnica. I prezzi a forfait, anche se non dettagliatamente elencati, includono tutti i lavori e prestazioni necessari per dare l’opera finita, con la sola esclusione di quanto espressamente indicato come da computarsi a misura od in economia e come facente parte di fornitura del Committente o di terzi. Le opere a forfait saranno contabilizzate progressivamente nei vari stati di avanzamento, sulla base di una percentuale equamente stimata di volta in volta e corrispondente alla quota parte del lavoro effettivamente svolto al momento della stesura dello stato di avanzamento. Eventuali nuove opere, ovvero opere non previste nella specifica tecnica verranno contabilizzate a misura, per le quantità effettivamente eseguite, in base ai prezzi unitari previsti nell’allegato elenco dei prezzi unitari. Solo le opere per le quali verrà esplicitamente richiesta l’esecuzione in economia saranno contabilizzate e liquidate, nella loro effettiva entità risultante dalle bollette di economia, in base ai prezzi unitari previsti nell’allegato elenco dei prezzi unitari. Per la valutazione dei lavori a misura verrà applicato l’elenco dei prezzi unitari; le quantità potranno variare in più o in meno esclusivamente in base alle quantità effettivamente risultanti dopo l’esecuzione dei lavori. L’importo degli oneri per la sicurezza, fisso e invariabile, verrà corrisposto in proporzione dell’avanzamento dei lavori. Le cifre del prospetto di cui sopra, che indicano gli importi presuntivi delle diverse categorie di lavoro, potranno variare tanto in più che in meno per effetto di variazioni nelle rispettive quantità, e ciò tanto in via assoluta quanto nelle reciproche proporzioni ed entro i limiti di un quinto del prezzo complessivo convenuto. Art. 3 DESIGNAZIONE SOMMARIA DELLE OPERE L’intervento consiste nella messa in sicurezza dei corpi di fabbrica delle scuole Manzoni e D’Acquisto con indicatore di sicurezza ante-intervento inferiore a 0.65. I corpi interessati sono: corpo A e corpo C della scuola Manzoni e corpo A e corpo C della scuola D’Acquisto. Scuola media “Alessandro Manzoni” Si è prevista la realizzazione di nuovi pilastri in posizione tale da non interferire con aperture esterne e con i passaggi interni, e l’aumento di resistenza a taglio mediante l’inserimento di tessuti in CRFRP in alcune travi del corpo A, limitando così l’invasività degli interventi. La presenza delle nuove membrature amplifica i valori della resistenza e della rigidezza strutturale d’insieme. Si è avuto cura di disporre gli elementi aggiuntivi in posizione tale da raggiungere una maggiore simmetria in pianta limitando gli effetti torcenti globali. Si sono inoltre previsti alcuni interventi finalizzati al risanamento del prospetto principale su via Ghibellina e del prospetto su via Citarella, attualmente interessati da microfessure diffuse con ossidazione dei ferri di armatura delle lesene e degli architravi in cemento armato di copertura. Si ottiene cosi il ripristino della rigidezza e resistenza delle strutture perimetrali garantendo un più efficace comportamento strutturale di insieme. Scuola materna, elementare e media “Salvo D’Acquisto” Si è prevista la maggiorazione della sezione di alcuni pilastri, in moda tale da non interferire con aperture esterne e i passaggi interni; il rafforzamento locale di nodi, travi e pilastri mediante l’inserimento di tessuti in CRFRP e piastre in acciaio ancorate a pannelli di nodo; si è previsto inoltre il ringrosso di alcune travi di fondazione del corpo di fabbrica A. La presenza delle nuove membrature amplifica i valori della resistenza e della rigidezza strutturale d’insieme. Si è avuto cura di aumentare le sezioni dei pilastri in modo tale da ricentrare il baricentro di rigidezza in prossimità di quello delle masse limitando gli effetti torcenti globali. Al fine di garantire l’ottimale prestazione strutturale, si prevede la ripresa dei calcestruzzi e dei ferri vistosamente degradati in corrispondenza del piano di calpestio. Art. 4 OSSERVANZA DELLE LEGGI, DEL REGOLAMENTO E DEL CAPITOLATO GENERALE L'appalto è regolato dalle leggi e dai regolamenti attualmente in vigore nella Regione Siciliana in materia di opere pubbliche, a particolarmente, dalla Legge 11 febbraio 1994 n. 109 nel Testo coordinato con la legge regionale n° 7 del 02/08/2002 che in seguito si indicherà con "Legge", dal Regolamento di attuazione della Legge n. 109 approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999 n. 554 che in seguito si indicherà con "Regolamento", nonchè dalle condizioni stabilite dal Capitolato Generale approvato con Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici del 19 aprile 2000 n. 145 che in seguito si indicherà con "Capitolato Generale". Per lavori da eseguire in zone sismiche sono da osservarsi le particolari prescrizioni contenute dalla legge n. 64/74. Art. 5 DOCUMENTI CHE FANNO PARTE DEL CONTRATTO Fanno parte del contratto: a) il Capitolato Generale; b) il Capitolato Speciale; c) il Cronoprogramma di cui all'art. 42 del Regolamento; d) i Piani di sicurezza di cui all'art. 31 della Legge; 3 e) l'Elenco dei prezzi unitari; f) il Piano operativo di sicurezza g) i seguenti disegni ed elaborati progettuali: All. EA 00R Relazione tecnica generale e cronoprogramma; All. ES NPM Norme e prescrizioni sui materiali e modalità sui lavori; All. ES01C Computo metrico estimativo; All. ES02C Analisi prezzi; All. ES03C Calcolo dell’incidenza della mano d’opera; All. ES03A Competenze tecniche e quadro economico. Elaborati tecnici e grafici Scuola “S. D’Acquisto”: All. ES01R Relazioni di calcolo - Verifiche di progetto; All. ES02R Verifiche stato di fatto; allegati architettonici EA001, EA002, EA003; allegati strutturali ES001, ES002, ES003, ES004, ES005, ES006. Elaborati tecnici e grafici Scuola “A. Manzoni”: All. ES01R Relazioni di calcolo - Verifiche di progetto; All. ES02R Verifiche stato di fatto; allegati architettonici EA001, EA002, EA003, EA004, EA005; allegati strutturali ES001, ES002, ES003, ES004, ES005, ES006, ES007, ES008, ES009, ES0010. Art. 6 PROGRAMMA DEI LAVORI Entro 15 (quindici) giorni dalla sottoscrizione del contratto, e comunque prima dell’inizio dei lavori, l’appaltatore predispone e consegna alla direzione lavori un proprio programma esecutivo dei lavori, elaborato in relazione alle proprie tecnologie, alle proprie scelte imprenditoriali ed alla propria organizzazione lavorativa; tale programma deve riportare per ogni lavorazione, le previsioni circa il periodo di esecuzione nonché l’ammontare presunto, parziale e progressivo, dell’avanzamento dei lavori alle date contrattualmente stabilite per la liquidazione dei certificati di pagamento, deve essere coerente con i tempi contrattuali di ultimazione e deve essere approvato dalla direzione lavori, mediante apposizione di un visto, entro cinque giorni dal ricevimento. Trascorso il predetto termine senza che la direzione lavori si sia pronunciata il programma esecutivo dei lavori si intende accettato, fatte salve palesi illogicità o indicazioni erronee incompatibili col rispetto dei termini di ultimazione. (Art. 45, comma 10, regolamento generale). Il programma esecutivo dei lavori dell’appaltatore può esser modificato o integrato dall’amministrazione, mediante ordine di servizio, ogni volta che sia necessario alla miglior esecuzione dei lavori e in particolare: a) per il coordinamento con le prestazioni o le forniture di imprese o altre ditte estranee al contratto; b) per l’intervento o il mancato intervento di società concessionarie di pubblici servizi le cui reti siano coinvolte in qualunque modo con l’andamento dei lavori, purché non imputabile ad inadempimenti o ritardi dell’appaltatore; c) per l’intervento o il coordinamento con autorità, enti o altri soggetti diversi dall’amministrazione, che abbiano giurisdizione, competenze o responsabilità di tutela sugli immobili, i siti e le aree comunque interessate dal cantiere; a tal fine non sono considerati soggetti diversi le società o aziende controllate o partecipate dall’amministrazione o soggetti titolari di diritti reali sui beni in qualunque modo interessati dai lavori intendendosi, in questi casi, ricondotta la fattispecie alle responsabilità gestionale dell’amministrazione; d) per la necessità o l’opportunità di eseguire prove sui campioni, prove di carico e di tenuta e funzionamento degli impianti, nonché collaudi parziali o specifici; e) qualora sia richiesto dal coordinatore per la sicurezza e la salute nel cantiere, in ottemperanza all’articolo 5 del decreto legislativo n. 494 del 1996. In ogni caso il programma esecutivo dei lavori deve essere coerente con il piano di sicurezza e di coordinamento del cantiere, eventualmente integrato ed aggiornato. I lavori sono comunque eseguiti nel rispetto del cronoprogramma predisposto dall’amministrazione e integrante il progetto esecutivo. Art. 7 CONDIZIONI DI APPALTO Nell’accettare i lavori l’appaltatore dichiara: - di aver preso conoscenza delle opere da eseguire, di aver visitato gli immobili interessati ai lavori e di avere accertato le condizioni sia dei corpi di fabbrica che degli impianti; - di aver valutato le condizioni di viabilità e di accesso; di aver valutato, nella formulazione dell’offerta di ribasso, tutte le circostanze e gli elementi che possano, in qualche modo, influire sulla determinazione dei costi sia della manodopera che delle forniture e dei noleggi; - di avere attentamente esaminato tutte le condizioni del presente capitolato speciale, gli elaborati di progetto, i particolari costruttivi e quanto altro fornito dall’amministrazione per valutare l’appalto; - di aver esaminato i prezzi giudicandoli congrui e remunerativi; - di avere valutato adeguati e sufficienti i tempi del programma dei lavori tenendo conto anche di eventuali condizioni climatiche sfavorevoli; - di prendere in consegna parzialmente i lavori; - di avviare il cantiere secondo il cronoprogramma e, comunque, di avviare i lavori in un lotto scolastico dopo aver consegnato il precedente, da far usufruire alla popolazione scolastica; - di limitare le operazioni d cantiere rumorose durante l’attività didattica. L’impresa deve lavorare con almeno due squadre, una per ogni scuola, in modo da garantire contemporaneamente i avori in entrambi i plessi scolastici, per assicurare al consegna dei vari lotti scolastici. 4 L’appaltatore non potrà, quindi, eccepire, durante l’esecuzione dei lavori, la mancata conoscenza delle condizioni, o la sopravvenienza di elementi non valutati o non considerati, tranne che nei casi di forza maggiore previsti dal codice civile o nelle circostanze soggette alla revisione dei prezzi. Con l’accettazione dei lavori l’appaltatore dichiara di avere i mezzi necessari per l’esecuzione delle opere a perfetta regola d’arte e con le più aggiornate tecniche d’intervento. Art. 8 GARANZIE E COPERTURE ASSICURATIVE Per la partecipazione alle gare per lavori di importo superiore alla soglia comunitaria, a norma dell'art. 30 della Legge, occorre corredare l'offerta da una cauzione, di validità minima di 180 giorni dall'offerta, che può essere costituita mediante fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui all'art. 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Il relativo valore è fissato in Euro............. pari al 2% dell'importo a base d'asta arrotondati all'unità superiore. Per i lavori d'importo a base d'asta compreso tra la soglia comunitaria e 150.000 euro la percentuale è ridotta a 0,50%, da prestare mediante fideiussione bancaria. La cauzione non è prevista nel caso che si tratti di lavori di importo inferiore a 150.000 euro. L'appaltatore aggiudicatario è obbligato a costituire una garanzia fideiussoria pari al 10% dell'importo dei lavori. Se l'aggiudicazione avviene con un ribasso superiore al 10% la garanzia è aumentata di 0,5 punti percentuali per ogni punto percentuale eccedente il ribasso del 10%; se il ribasso d'asta supera il 20% l'aumento della cauzione è di un punto percentuale per ogni punto di ribasso superiore al 20%. La cauzione provvisoria sarà automaticamente svincolata all'atto della sottoscrizione del contratto; la cauzione definitiva sarà svincolata nei tempi e con le modalità di cui all'art. 30 comma 2 della Legge ed all'art. 109 del Regolamento. Le fideiussioni bancarie o le polizze assicurative debbono prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e la sua operatività entro quindici giorni a semplice richiesta scritta della stazione appaltante. L'aggiudicatario deve stipulare altresì una polizza assicurativa nei modi e per gli effetti del comma 3 dell'art. 30 della Legge. Ove l'importo dei lavori superi Euro 500.000 l'appaltatore deve stipulare una polizza indennitaria decennale e una, sempre decennale, per responsabilità civile verso terzi, a copertura dei rischi di rovina totale o parziale dell'opera, ovvero dei rischi derivanti da gravi difetti costruttivi. Art. 9 INVARIABILITA' DEI PREZZI I prezzi unitari in base ai quali, sotto deduzione del pattuito ribasso d'asta, saranno pagati i lavori e le forniture sia di materiali sia di mano d'opera, risultano dall'elenco allegato al Capitolato speciale. Essi comprendono tutti gli oneri generali e particolari previsti dalle norme vigenti in materia di lavori pubblici, dal Capitolato Generale e dal presente Capitolato Speciale; s'intendono accettati dall'imprenditore in base a calcoli di sua convenienza e a tutto suo rischio; sono quindi fissi ed invariabili ed indipendenti da qualsiasi eventualità. Peraltro l'appaltatore nel confermare quanto ha già dichiarato nella nota che accompagna l'offerta ai sensi del comma 2 dell'art. 71 del Regolamento ha giudicato i prezzi stessi nel loro complesso remunerativi e tali da consentire il ribasso offerto. A norma del capoverso 3 dell'art. 26 della Legge, è esclusa la possibilità di procedere alla revisione dei prezzi e non si applica il primo comma dell'art. 1664 del codice civile. Art. 10 PREZZO CHIUSO Per i lavori affidati dall'amministrazione aggiudicatrice e dagli altri enti aggiudicatari o realizzatori, si applica il prezzo chiuso nei casi e con le modalità prescritte al comma 4 dall'art. 26 della Legge. Nel cronoprogramma allegato al progetto viene stabilito l'importo dei lavori da eseguire per ogni anno intero decorrente dalla data della consegna. Nel caso di sospensioni o ritardi dei lavori per fatti imputabili all'impresa, resta fermo lo sviluppo esecutivo risultante dal cronoprogramma. Art. 11 CONTRATTO A norma dell'art. 109 del Regolamento, il contratto di appalto sarà stipulato entro 60 giorni dalla data di aggiudicazione nel caso di pubblico incanto o licitazione privata; entro 30 giorni dalla comunicazione di accettazione dell'offerta nel caso trattasi di trattativa privata o cottimo fiduciario. Se la stipula del contratto non avviene entro i suddetti termini, per fatti non imputabili all'impresa, questa, mediante atto notificato alla stazione appaltante, può sciogliersi da ogni impegno o recedere dal contratto. In caso di mancata presentazione dell'istanza, all'impresa non spetta alcun compenso. 5 Si conviene contrattualmente che se l'istanza di recessione viene accolta all'impresa spetta solamente il rimborso delle spese contrattuali. Tutte le lavorazioni previste nel presente appalto, a qualunque categoria e classe appartengano, a norma dell'art. 34 della legge ed alle condizioni indicate in detto articolo ed all'art. 141 del Regolamento, sono subappaltabili od affidabili in cottimo, con le prescrizioni di cui al comma 7 dell'art. 13 della stessa Legge e ferme restando le vigenti disposizioni che prevedono per particolari ipotesi il divieto del subappalto. I subappalti, i cottimi, i noli e le forniture sono sottoposti inoltre alle disposizioni previste dall'art. 121 della L.R. 13/09/1999 n. 20 come modificato dall'art. 37 della L.R. 02/08/2002 n. 7. Art. 12 PROROGHE, SOSPENSIONI, INDENNIZZI PER MAGGIORI SOSPENSIONI L'appaltatore, ove per cause non a lui imputabili, preveda di non potere ultimare i lavori entro il termine contrattualmente fissato, può chiedere una proroga all'amministrazione. L'istanza di proroga deve essere formulata con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine per l'ultimazione, tenendo conto del tempo di 30 giorni previsto per la risposta. A norma dell'art. 133 del Regolamento e dell'art. 24 del Capitolato Generale, è ammessa la sospensione dei lavori qualora circostanze speciali ne impediscano la prosecuzione a regola d'arte e cioè nei casi di avverse condizioni climatiche, di forza maggiore, o di altre circostanze speciali, quali quelle che determinano la necessità di redigere un'ammissibile variante in corso d'opera rientrante nei casi previsti dall'art. 25 comma 1 lettera a), b), b-bis), c) della Legge. Nel caso di sospensione parziale di cui al comma 7 dell'art. 133 del Regolamento, si applicano i commi 1 - 2 5 - 7 dell'art. 24 del Capitolato Generale. Art. 13 PAGAMENTI IN ACCONTO I pagamenti in acconto saranno corrisposti in corso d'opera in base a stati d'avanzamento emessi ogni qualvolta l'ammontare dei lavori eseguiti, al netto del ribasso d'asta e delle prescritte ritenute, raggiunge l'importo di Euro 100.000,00 (Euro centomila/00). Il compenso a corpo, se previsto, sarà soggetto al ribasso d'asta e sarà pagato in proporzione all'avanzamento dei lavori. Raggiunto il superiore importo, il direttore dei lavori redige entro 10 giorni, lo stato di avanzamento in base al quale, entro il termine di 454 giorni, il responsabile del procedimento emetterà il relativo certificato di pagamento. L'amministrazione appaltante, entro i successivi 30 giorni emetterà il conseguente titolo di spesa. A norma del capoverso 2 dell'art. 28 del Capitolato Generale, all'importo dei lavori eseguiti, è aggiunta la metà di quello dei materiali provvisti a piè d'opera valutati ai prezzi di contratto o, in mancanza, ai prezzi di stima. Ai fini indicati dall'art. 7 del Capitolato Generale, sull'importo netto progressivo dei lavori è operata una ritenuta dello 0,5% a garanzia dell'osservanza delle norme di tutela dei lavoratori. Le ritenute possono essere svincolate dopo l'approvazione del collaudo provvisorio o certificato di regolare esecuzione, ove entro il termine di 30 giorni dalla richiesta, gli enti previdenziali ed assicurativi, compresa la Cassa edile, non comunichino eventuale inadempienze dell'impresa. I compensi a corpo, se previsti, sono contabilizzati in proporzione all'importo dei lavori eseguiti. Nel caso di sospensioni di durata superiore a 90 giorni, sarà pagata all'impresa una rata d'acconto per l'importo dei lavori eseguiti fino alla data di sospensione. L'ultimo acconto è pagato dopo l'accertamento dell'ultimazione dei lavori indipendentemente dall'importo raggiunto. La rata di saldo e lo svincolo della cauzione, a norma del comma 2 dell'art. 29 del Capitolato generale, sarà pagata entro 90 giorni dall'emissione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione. In qualunque caso di decadenza o di cessazione dall'incarico delle persone incaricate a riscuotere, anche se, nel caso di carica di amministratore o procuratore o direttore generale, la decadenza avvenga, «ope legis» o per fatto previsto dallo Statuto Sociale o sia pubblicata nei modi di legge, l'appaltatore deve tempestivamente darne comunicazione mediante notifica all'amministrazione appaltante, in difetto della quale l'Amministrazione è esente da qualunque responsabilità per i pagamenti eseguiti. Qualora l'Amministrazione chieda l'anticipazione di somme per il pagamento di lavori o provviste relative all'opera appaltata, ma non compresi nell'appalto, sulle somme anticipate l'imprenditore ha diritto all'interesse del 5% annuo. Art. 14 ULTIMAZIONE DEI LAVORI - PENALE PER IL RITARDO Il tempo utile per l'ultimazione dei lavori è stabilito in giorni duecento consecutivi decorrenti dalla data del 1° verbale di consegna, dove verrà consegnato il 1° lotto dei lavori, così come individuato nel cronoprogramma lavori. In detto tempo utile è compreso quello occorrente per l'impianto del cantiere e per qualsiasi altro lavoro preparatorio da eseguire prima dell'inizio dei lavori. 4 Il comma 1 dell'art. 29 del Capitolato Generale prescrive il termine max di 45 giorni. 6 L'avvenuta ultimazione dei lavori sarà attestata dal direttore dei lavori con le modalità e nei termini previsti dall'art. 172 del Regolamento. Il conto finale sarà compilato entro il termine di5 90 giorni dalla data del certificato di ultimazione. In caso di ritardo nell'ultimazione dei lavori, a norma dell'art. 117 del Regolamento, sarà applicata una penale pari al6 0,1% dell'ammontare netto contrattuale per ogni giorno di ritardo, e comunque complessivamente non superiore al 10%, determinata in € 120,00 al giorno. Qualora il ritardo fosse tale da determinare un importo massimo della penale superiore al 10%, si procederà alla risoluzione del contratto secondo le procedure previste dall'art. 119 del Regolamento. Art. 15 PREMIO DI INCENTIVAZIONE A norma di legge l'anticipata ultimazione dei lavori rispetto al termine assegnato non consente attribuzione di alcun premio di incentivazione Art. 16 ANTICIPAZIONE DI SOMME ALL'APPALTATORE Ove all'Impresa spetti l'anticipazione sull'importo contrattuale nella misura prevista dalle leggi vigenti, la stazione appaltante provvede ad erogare la stessa entro quindici giorni dall'effettivo inizio dei lavori accertato dal responsabile del procedimento. Ove venisse ritardata la corresponsione, spetta all'appaltatore il pagamento degli interessi legali a norma dell'art. 1282 del Codice Civile come se si trattasse di crediti liquidi ed esigibili. L'erogazione dell'anticipazione è, in ogni caso, subordinata alla costituzione di garanzia fideiussoria, bancaria od assicurativa, d'importo pari all'anticipazione maggiorata degli interessi legali applicati al periodo necessario al recupero dell'anticipazione stessa secondo il cronoprogramma. A norma del comma 2 dell'art. 29 del Capitolato Generale, nel caso che l'appaltatore non abbia presentato la garanzia fideiussoria, il termine di cui sopra decorre dalla presentazione di detta garanzia. L'importo della garanzia viene gradualmente ed automaticamente ridotto in rapporto al recupero, da parte della stazione appaltante, dell'anticipazione. L'anticipazione è revocata nel caso e con le modalità previste dal comma 2 dell'art. 113 del Regolamento. Art. 17 DIFETTI DI COSTRUZIONE Nel caso che il direttore dei lavori presuma che vi siano difetti di costruzione può ordinare i necessari accertamenti da effettuare in contraddittorio con l'appaltatore. Ove si riscontrino difetti l'appaltatore è obbligato a demolire e ricostruire le parti difettose o eseguite con materiali diversi da quelli contrattuali e le spese per tali accertamenti restano a suo carico; in caso contrario l'appaltatore ha diritto al solo rimborso di tali spese e di quelle del ripristino delle originarie situazioni. Art. 18 DANNI DI FORZA MAGGIORE L'appaltatore ha l'obbligo di adottare tutte le misure e tutti gli adempimenti comprese le opere provvisionali per evitare il verificarsi di danni alle opere, all'ambiente, alle persone ed alle cose nell'esecuzione dell'appalto. Ai sensi dell'art. 14 del Capitolato Generale, gli oneri per il ripristino di opere o il risarcimento di danni ai luoghi, a cose o a terzi determinati da mancata, tardiva o inadeguata assunzione dei necessari provvedimenti, sono a totale carico dell'appaltatore, indipendentemente dall'esistenza di adeguata polizza assicurativa ai sensi del Titolo VII del Regolamento. Nel caso di danni causati da forza maggiore l'appaltatore ne dovrà fare denunzia al direttore dei lavori entro il termine massimo di cinque giorni da quello dell'evento, a pena di decadenza dal diritto al riconoscimento. Il direttore dei lavori procederà ai conseguenti accertamenti a norma dell'art. 139 comma 2 del Regolamento. Nessun compenso è dovuto all'appaltatore per danni o perdite di materiali non ancora posti in opera, di utensili, ponti di servizio ed in generale degli oggetti ed attrezzature di cantiere. Sono altresì a carico dell'appaltatore tutti i lavori occorrenti per rimuovere le materie per qualunque causa scoscese nei cavi, le acque che li avessero invasi e i danni che si dovessero verificare anche per effetto di afflussi eccezionali di acque meteoriche o da piene improvvise e straordinarie dei corsi d'acqua prossimi ai lavori ed ai cantieri. Art. 19 CONTRATTI COLLETTIVI DI LAVORO 5 Si richiama a proposito l'attenzione su quanto previsto dal comma 2 dell'art. 29 del Capitolato Generale. A norma dell'art. 117 del Regolamento tale penale deve essere fissata in misura compresa tra lo 0,03% e lo 0,1% dell'importo netto contrattuale, in relazione alle conseguenze legate all'eventuale ritardo. 6 7 L'Appaltatore si obbliga ad osservare nei riguardi dei lavoratori occupati nei lavori costituenti oggetto del presente contratto, condizioni normative e retributive previste nei contratti collettivi di lavoro, nelle leggi e regolamenti vigenti sulla tutela, sicurezza, salute, assicurazione ed assistenza dei lavoratori, e a continuare ad applicare i suddetti contratti collettivi anche dopo la loro scadenza e fino alla loro sostituzione. L'Appaltatore si obbliga in particolare ad osservare le clausole dei contratti collettivi nazionali e provinciali relative al trattamento economico per ferie, gratifica natalizia e festività e a provvedere all'accantonamento degli importi relativi nei modi e nelle forme in essi contratti previsti. Per i fini indicati dall'art. 7 del Capitolato generale si opera sull'importo netto progressivo dei lavori una ritenuta dello 0,50%; tale trattenuta potrà essere svincolata in uno al conto finale dopo l'approvazione del certificato di collaudo provvisorio. Art. 20 SICUREZZA DEL CANTIERE Nel caso in cui il cantiere è soggetto alla disciplina del Decreto legislativo n. 494/96 e successive modifiche ed integrazioni, il piano di sicurezza e coordinamento è predisposto dall'amministrazione e fa parte integrante del contratto d'appalto. Resta l'obbligo dell'appaltatore di redigere e consegnare all'amministrazione, entro trenta giorni dall'aggiudicazione, il piano operativo di sicurezza previsto dall'art. 31 comma 1/bis lettera b) della Legge. Eventuali proposte integrative al piano predisposto dall'amministrazione devono essere presentate sempre entro trenta giorni dall'aggiudicazione, e faranno parte del contratto d'appalto. Ove i lavori siano fuori il campo di applicazione del Decreto legislativo n. 494/96 e successive modifiche ed integrazioni, il piano di sicurezza e di coordinamento ed il piano generale di sicurezza è sostituito da un piano di sicurezza redatto dall'appaltatore che dovrà redigerlo e consegnarlo all'amministrazione, sempre entro il termine di trenta giorni dall'aggiudicazione e, così come il piano integrativo di cui sopra, farà parte integrante del contratto d'appalto. Art. 21 CERTIFICATO DI COLLAUDO TECNICO AMMINISTRATIVO Il certificato di collaudo tecnico amministrativo dei lavori deve essere concluso entro mesi sei dalla data della ultimazione. All'approvazione del certificato di regolare esecuzione si provvederà entro due mesi dalle precedenti scadenze. Trascorso tale termine, salvo che siano necessari maggiori tempi per fatti imputabili all'impresa, l'appaltatore ha diritto alla restituzione della cauzione definitiva e delle altre trattenute di garanzia. Art. 22 ONERI ED OBBLIGHI DELL'IMPRENDITORE 19.1 - L'appaltatore è obbligato, a propria cura e spese, alla manutenzione di tutte le opere eseguite fino al giorno dell'approvazione del collaudo. 19.2 - Resta espressamente convenuto che qualsiasi intralcio, ostacolo o danno dovesse subire l'appaltatore in conseguenza di qualsiasi uso delle opere dalla D.L. disposto durante il corso dei lavori, fino al collaudo, l'appaltatore non avrà diritto ad alcun compenso. 19.3 - L'appaltatore ha l'obbligo di organizzare i lavori in modo tale da produrre il minimo danno possibile alla fruizione ed all'uso dell'opera anche parziale, restando sempre a suo carico la manutenzione fino all'approvazione del collaudo. 19.4 - La manutenzione di cui al punto 1 comprende tutti i guasti da qualsiasi evento causati, tranne quelli di forza maggiore, che dovranno essere riparati a regola d'arte dall'appaltatore non appena ne è venuto a conoscenza in qualsiasi modo. 19.5 - Dei danni provocati a persone o cose in conseguenza del mancato o tardivo intervento manutentivo, l'appaltatore ne risponde ad ogni effetto di legge sollevando l'Amministrazione e la D.L. da ogni responsabilità civile e penale. 19.6 - Oltre gli oneri di cui agli artt. 9, 11, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23 del Capitolato Generale d'Appalto, e gli altri specificati nel presente C.S.A., saranno a carico dell'appaltatore gli oneri ed obblighi seguenti: 1° - La formazione del cantiere e l'esecuzione di tutte le opere a tal uopo occorrenti, comprese quelle di recinzione e di protezione e quelle necessarie per mantenere la continuità delle comunicazioni, nonchè di scoli, acque e canalizzazioni esistenti. 2° - L'installazione delle attrezzature ed impianti necessari ed atti, in rapporto all'entità dell'opera, ad assicurare la migliore esecuzione ed il normale ed ininterrotto svolgimento dei lavori. 3° - L'apprestamento delle opere provvisionali quali ponteggi, impalcature, assiti, steccati, armature, centinature, casserature, ecc. compresi spostamenti, sfridi, mantenimenti e smontaggi a fine lavori. Le incastellature, le impalcature e le costruzioni provvisionali in genere, se prospettanti all'esterno del cantiere o aggettanti su spazi pubblici o privati, dovranno essere idoneamente schermate. Tra le opere in argomento è compresa altresì un'adeguata illuminazione del cantiere. 4° - La sistemazione delle strade e dei collegamenti esterni ed interni, la collocazione, ove necessario di ponticelli, andatoie, scalette di adeguata portanza e sicurezza. 8 5° - L'installazione di tabelle e segnali luminosi nel numero sufficiente, sia di giorno che di notte, nonchè l'esecuzione di tutti i provvedimenti che la Direzione Lavori riterrà indispensabili per garantire la sicurezza delle persone e dei veicoli e la continuità del traffico. I segnali saranno conformi alle disposizioni del Testo Unico delle Norme della Circolazione Stradale e del relativo Regolamento di esecuzione. 6° - La vigilanza e guardiania del cantiere, nel rispetto dei provvedimenti antimafia, sia diurna che notturna e la custodia di tutti i materiali, impianti e mezzi d'opera esistenti nello stesso (siano essi di pertinenza dell'Appaltatore, dell'Amministrazione, o di altre ditte), nonchè delle opere eseguite od in corso di esecuzione e delle piantagioni. Tale vigilanza si intende estesa anche ai periodi di sospensione dei lavori ed al periodo intercorrente tra l'ultimazione ed il collaudo, salvo l'anticipata consegna delle opere all'Amministrazione appaltante e per le opere consegnate. 7° - La prevenzione delle malattie e degli infortuni con l'adozione di ogni necessario provvedimento e predisposizione inerente all'igiene e sicurezza del lavoro, essendo l'Appaltatore obbligato ad attenersi a tutte le disposizioni e norme di Leggi e dei Regolamenti vigenti in materia all'epoca di esecuzione dei lavori ed in particolare al Dec. Leg.vo n. 626 del 19/09/1994. 8° - La pulizia del cantiere e la manutenzione ordinaria e straordinaria di ogni apprestamento provvisionale. 9° - La fornitura di locali uso ufficio (in muratura o prefabbricati) idoneamente rifiniti e forniti dei servizi necessari alla permanenza ed al lavoro di ufficio della Direzione Lavori. I locali saranno realizzati nel cantiere od in luogo prossimo, stabilito od accettato dalla Direzione, la quale disporrà anche il numero degli stessi e le attrezzature in dotazione. Saranno inoltre idoneamente allacciati alle normali utenze (luce, acqua, telefono) facendosi carico all'Appaltatore di tutte le spese di allacciamento, di uso e di manutenzione. 10° - La fornitura di mezzi di trasporto per gli spostamenti della Direzione Lavori e del personale di assistenza. 11° - La fornitura di locali e strutture di servizio per gli operai, quali tettoie, ricoveri, spogliatoi prefabbricati o meno, e la fornitura di servizi igienico-sanitari in numero adeguato. 12° - Le spese per gli allacciamenti provvisori, e relativi contributi e diritti, dei servizi di acqua, elettricità, gas, telefono e fognature necessari per il funzionamento del cantiere e l'esecuzione dei lavori, nonchè le spese di utenza e consumo relative ai predetti servizi. 13° - La fornitura di tutti i necessari attrezzi, strumenti e personale esperto per tracciamenti, rilievi, misurazioni, saggi, picchettazioni, ecc. relativi alle operazioni di consegna, verifiche in corso d'opera, contabilità e collaudo dei lavori. 14° - La riproduzione di grafici, disegni ed allegati vari relativi alle opere in esecuzione. 15° - Il tracciato plano-altimetrico e tutti i tracciamenti di dettaglio riferentesi alle opere in genere. 16° - Lo smacchiamento generale della zona interessata dai lavori, ivi incluso il taglio di alberi, siepi e l'estirpazione delle ceppaie. 17° - Le pratiche presso Amministrazioni ed Enti per permessi, licenze, concessioni, autorizzazioni per: opere di presidio, occupazioni temporanee di suoli pubblici o privati, apertura di cave di prestito, uso di discariche, interruzioni provvisorie di pubblici servizi, attraversamenti, cautelamenti, trasporti speciali nonchè le spese ad esse relative per tasse, diritti, indennità, canoni, cauzioni, ecc. In difetto rimane ad esclusivo carico dell'Appaltatore ogni eventuale multa o contravvenzione nonchè il risarcimento degli eventuali danni. 18° - La conservazione ed il ripristino delle vie, dei passaggi e dei servizi, pubblici o privati, che venissero interrotti per l'esecuzione dei lavori, provvedendosi a proprie spese con opportune opere provvisionali. 19° - Il risarcimento dei danni che in dipendenza del modo di esecuzione dei lavori arrecati a proprietà pubbliche o private od a persone, restando libere ed indenni l'Amministrazione appaltante ed il suo personale. 20° - La fornitura di cartelli indicatori e la relativa installazione, nel sito o nei siti indicati dalla Direzione, entro 5 giorni dalla consegna dei lavori. I cartelloni, delle dimensioni minime di mt. 1,00 x 2,00 recheranno: impresse a colori indelebili le diciture da concordare con la D.L., con le opportune modifiche ed integrazioni da apportare, ove occorra, in relazione alla peculiarità delle singole opere. I particolare, nello spazio per aggiornamento dati, dovranno essere indicate le sospensioni e le interruzioni intervenute nei lavori, le relative motivazioni, le previsioni di ripresa ed i nuovi tempi. Tanto i cartelli che le armature di sostegno dovranno essere eseguiti con materiali di adeguata resistenza e di decoroso aspetto e mantenuti in ottimo stato fino al collaudo dei lavori. Per la mancanza od il cattivo stato del prescritto numero di cartelli indicatori, sarà applicata all'Appaltatore una penale di Euro 50,00. Sarà inoltre applicata una penale giornaliera di Euro 5,00 dal giorno della constatata inadempienza fino a quello dell'apposizione o riparazione del cartello mancante o deteriorato. L'importo delle penali sarà addebitato sul certificato di pagamento in acconto, successivo all'inadempienza. 21° - La fornitura di notizie statistiche sull'andamento dei lavori, per periodi quindicinnali, a decorrere dal sabato immediatamente successivo alla consegna degli stessi, come di seguito: a) Numero degli operai impiegati, distinti nelle varie categorie, per ciascun giorno della quindicina, con le relative ore lavorative. b) Genere di lavoro eseguito nella quindicina, giorni in cui non si è lavorato e cause relative. Dette notizie dovranno pervenire alla Direzione non oltre il mercoledì immediatamente successivo al termine della quindicina. 22° - L'esaurimento delle acque superficiali o di infiltrazione concorrenti nei cavi e l'esecuzione di opere provvisionali per lo scolo e la deviazione preventiva di esse dalle sedi stradali o dal cantiere, in generale. 9 23° - La riparazione dei danni, dipendenti anche da forza maggiore, che si verificassero negli scavi, nei rinterri, agli attrezzi ed a tutte le opere provvisionali. 24° - L'esecuzione di modelli e campionature di lavori, materiali e forniture che venissero richiesti dalla Direzione Lavori. 25° - L'approntamento di un laboratorio di cantiere, fisso o mobile e con le necessarie attrezzature, che l'Amministrazione ritenesse di istituire, nonchè le spese per il personale addetto. 26° - L'esecuzione di esperienze ed analisi, come anche verifiche, assaggi e relative spese che venissero in ogni tempo ordinati dalla Direzione Lavori, presso il laboratorio di cantiere o presso gli Istituti autorizzati, sui materiali e forniture da impiegare od impiegati o sulle opere, in corrispettivo a quanto prescritto nella normativa i accettazione o di esecuzione. 27° - La conservazione dei campioni fino al collaudo, muniti di sigilli controfirmati dalla Direzione e dall'Appaltatore, in idonei locali o negli uffici direttivi. 28° - Il carico, trasporto e scarico dei materiali delle forniture e dei mezzi d'opera ed il collocamento a deposito od in opera con le opportune cautele atte ad evitare danni od infortuni. 29° - Il ricevimento dei materiali e forniture escluse dall'appalto nonchè la loro sistemazione, conservazione e custodia, garantendo a proprie spese e con piena responsabilità il perfetto espletamento di tali operazioni. 30° - La custodia di opere escluse dall'appalto eseguite da ditte diverse per conto dell'Amministrazione o della stessa direttamente. La riparazione dei danni che, per ogni causa o per negligenza dell'Appaltatore, fossero apportati ai materiali forniti od ai lavori da altri compiuti. 31° - L'autorizzazione al libero accesso alla Direzione Lavori ed al personale di assistenza e sorveglianza, in qualsiasi momento, nei cantieri di lavoro o di produzione di materiali, per le prove, i controlli, le misure e le verifiche previsti dal presente Capitolato. 32° - L'autorizzazione al libero accesso ad altre Imprese o Ditte ed al relativo personale dipendente, ai cantieri di lavoro, nonchè l'uso parziale o totale di ponteggi, impalcature, opere provvisionali ed apparecchi di sollevamento, senza diritto a compenso, per tutto il tempo occorrente all'esecuzione dei lavori o delle forniture scorporate. 33° - La fornitura di fotografie delle opere nel formato, numero e frequenza prescritti dalla Direzione Lavori e comunque non inferiori a due per ogni stato di avanzamento, nel formato 18 x 24. 34° - L'assunzione di un Direttore del cantiere, ove l'Appaltatore non ne abbia il titolo, nella persona di un tecnico professionalmente abilitato, regolarmente iscritto all'Albo o al Collegio di categoria, e di competenza professionale estesa ai lavori da dirigere. Il nominativo ed il domicilio di tale tecnico dovranno essere comunicati alla Direzione, per iscritto, prima dell'inizio dei lavori. 35° - La calcolazione di tutti gli impianti compresi nell'appalto e la relativa progettazione esecutiva, compresa ogni incombenza e spesa per denuncie, approvazioni, licenze, collaudi, ecc. che al riguardo fossero prescritti. 36° - La calcolazione delle strutture resistenti e la relativa progettazione esecutiva, con gli oneri di cui sopra, fermo restando che l'approvazione del progetto da parte della Direzione Lavori non solleva l'Appaltatore, il Progettista ed il Direttore del cantiere, per le rispettive competenze, dalla responsabilità relativa alla stabilità di dette opere. 37° - Le indagini geognostiche ove necessarie e lo studio della portanza dei terreni a verifica delle soluzioni strutturali e del dimensionamento delle opere di fondazione o di sostegno. 38° - Le prove di carico e le verifiche delle varie strutture (pali di fondazione, travi, solai, mensole, rampe, ecc.) che venissero ordinate dalla Direzione o dal Collaudatore; l'apprestamento di quanto occorrente (materiali, mezzi d'opera, opere provvisionali, operai e strumenti) per l'esecuzione di tali prove e verifiche. 39° - L'osservanza delle norme di polizia stradale, di quelle di polizia mineraria nonchè di tutte le prescrizioni, leggi e regolamenti in vigore per l'uso di mine, ove tale uso sia consentito. 40° - La consegna e l'uso di tutte o di parte delle opere eseguite, previo accertamento verbalizzato in contraddittorio, ancor prima di essere sottoposte a collaudo. 41° - La custodia, la conservazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le opere fino al collaudo. 42° - Lo sgombero e la pulizia del cantiere entro un mese dall'ultimazione dei lavori, con la rimozione di tutti i materiali residuali, i mezzi d'opera, le attrezzature e gli impianti esistenti nonchè con la perfetta pulizia di ogni parte e di ogni particolare delle opere da sfrabbricidi, calcinacci, sbavature, pitture, unto, ecc. 43° - Le spese per i collaudi tecnici prescritti dall'Amministrazione o per legge per le strutture e gli impianti, ivi compresi gli onorari spettanti ai collaudatori designati. Tali oneri vigendo, comunque, ove detti onorari non siano stati appositamente previsti ed inseriti, come spese tecniche, fra le somme a disposizione dell'Amministrazione. 44° - Le spese di collaudazione per tutte le indagini, prove e controlli che il Collaudatore o i Collaudatori riterranno opportuno disporre, a loro insindacabile giudizio, e per gli eventuali ripristini. 45° - Le spese di contratto ed accessorie e cioè tutte le spese e tasse, nessuna esclusa, inerenti e conseguenti alla stipulazione del contratto e degli eventuali atti complementari, le spese per le copie esecutive, le tasse di registro e di bollo principali e complementari. 46° - La predisposizione del piano delle misure per la sicurezza fisica dei lavoratori, ove non inserito in progetto, prima della stipula del contratto. 19.7 - Si dichiara espressamente che di tutti gli oneri ed obblighi specificati nel presente articolo e di tutti gli altri del presente capitolato, si è tenuto conto nello stabilire i prezzi di cui all'unito elenco; non spetterà quindi altro compenso all'appaltatore qualora il prezzo di appalto subisca aumenti. 10 19.8 - Riguardo alla segnaletica l'appaltatore si uniformerà, a sue spese ed a sua responsabilità, a tutte le disposizioni che verranno impartite per le esigenze della circolazione, della sicurezza, della viabilità e della pubblica igiene, intendendosi tutti i compensi per tali oneri inclusi nei prezzi di tariffa. In particolare sono a carico dell'appaltatore tutte le spese relative alle segnalazioni provvisorie ed agli oneri previsti nel Codice della strada e nel Regolamento di esecuzione della circolazione stradale. 19.9 - La documentazione di avvenuta denuncia agli enti previdenziali, inclusa la cassa edile, assicurativi ed enti infortunistici, deve essere presentata al Direttore dei lavori a cura dell'appaltatore, prima dell'inizio dei lavori e comunque entro 30 giorni dalla data del verbale di consegna. 19.10 - La trasmissione, al Direttore dei lavori, delle copie dei versamenti contributivi, previdenziali ed assicurativi nonchè di quelli dovuti agli organismi paritetici previsti dalla contrattazione collettiva, dovrà essere effettuata con cadenza quadrimestrale, restando al Direttore dei lavori la facoltà di procedere alla verifica di tali versamenti in sede di emissione dei certificati di pagamento. 19.11 - Il mancato rispetto degli obblighi sopra detti comporterà, per ognuno di essi, una penale di Euro 26,00 al giorno a partire dalla contestazione scritta della D.L. oltre alle penali previste. PARTE II MATERIALI NORME PER LA VALUTAZIONE E MISURAZIONE DEI LAVORI CONDIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI L'APPALTO Art. 23 NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI Per tutte le opere dell'appalto le varie quantità di lavoro saranno determinate con misure geometriche, escluso ogni altro metodo. Particolarmente si conviene quanto appresso: 1° Scavi in genere. - Oltre agli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi di elenco per gli scavi in genere, l'Appaltatore devesi ritenere compensato anche per i seguenti oneri: - per il taglio di piante, estirpazione di ceppaie, radici, ecc. e relativi eventuali riempimenti; - per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rilevato o a rinterro nell'ambito del cantiere, eventuale deposito provvisorio e successiva ripresa, ritorno a vuoto del mezzo di trasporto; - per la regolarizzazione, anche a mano, del fondo del cavo, delle scarpate e delle pareti, per la formazione di gradoni, per il rinterro all'ingiro delle murature se necessario secondo le sagome definitive di progetto; - per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere, escluse quelle a cassa chiusa per cui si applica la maggiorazione indicata nell'elenco prezzi, secondo tutte le prescrizioni contenute nel presente Capitolato, compresi le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonchè sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname e dei ferri; - per impalcature, ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per l'esecuzione dei trasporti delle materie di scavo e sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.; - per ogni altra spesa infine necessaria per l'esecuzione completa degli scavi. Si conviene inoltre che la misurazione degli scavi verrà effettuata nei seguenti modi: a) Il volume degli scavi di sbancamento verrà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate che verranno rilevate in contraddittorio. b) Gli scavi di fondazione verranno valutati per un volume uguale a quello risultante dal prodotto della base di fondazione per la sua profondità sotto il piano di sbancamento. Quando lo sbancamento non viene effettuato il volume degli scavi di fondazione sarà valutato a tratti in ciascuno dei quali l'andamento del terreno sia sensibilmente uniforme, moltiplicando la lunghezza del tratto per la base di fondazione e per la sua profondità sotto il piano medio del terreno naturale. c) Quando trattasi di scavi occorrenti per la costruzione di opere di sottosuolo, quali fognature, acquedotti, etc., rimane contrattualmente stabilito che la larghezza massima del cavo viene computata come appresso, in rapporto alla profondità del cavo stesso: - per profondità fino a cm. 60, la larghezza massima ammissibile in contabilità è di cm. 40, oppure pari alla larghezza del manufatto aumentata di cm. 20, quando tale somma è maggiore di cm. 40; - per profondità maggiori di cm. 60 e fino a cm. 150, la larghezza massima ammissibile è di cm. 70, oppure pari alla larghezza del manufatto aumentata di cm. 20, quando tale somma è maggiore di cm. 70; - per profondità maggiori di cm. 150, la larghezza massima ammissibile è di cm. 90, oppure pari alla larghezza del manufatto aumentata di cm. 20, quando tale somma è maggiore di cm. 90. Nel caso di condutture cilindriche per larghezza del manufatto deve intendersi il diametro esterno del tubo e, di norma, non si terrà conto delle maggiori dimensioni dei giunti. Quando eccezionalmente, per particolari circostanze, il Direttore dei lavori dovesse riconoscere la necessità di aumentare le larghezze sopra indicate, e quindi, mediante apposito ordine di servizio, dovesse disporre larghezze diverse, l'impresa ha l'obbligo di uniformarsi alle direttive impartitele e la larghezza degli scavi che verrà contabilizzata sarà quella eseguita in ottemperanza alle prescrizioni del Direttore dei lavori. Le maggiori larghezze di scavo, non ordinate, anche se eseguite, non saranno contabilizzate. 11 Al volume così calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nell'elenco per gli scavi; essi saranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali, ritenendosi già compreso e compensato col prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo occorrente. Tuttavia per gli scavi di fondazione da eseguire con impiego di casseri o paratie e simili, sarà incluso nel volume di scavo per fondazione anche lo spazio occupato dalle palancole, e ciò a compenso del maggiore scavo che dovrà praticarsi per la costruzione dei casseri e la posa delle filange interne a tali opere in legname. I prezzi di elenco per gli scavi di fondazione sono applicabili unicamente e rispettivamente al volume di scavo ricadente in ciascuna zona compresa fra la quota del piano superiore e quella del piano inferiore che delimitano le varie zone successive a partire dalla quota di sbancamento o dal piano medio del terreno naturale e proseguendo verso il basso. Pertanto la valutazione definitiva dello scavo eseguito entro i limiti di ciascuna zona risulterà dal prodotto del volume ricadente nella zona stessa per il relativo prezzo di elenco. 2° Rilevati e rinterri. - Il volume dei rilevati sarà misurato con il metodo delle sezioni ragguagliate: cioè si considerano dei tratti, in ciascuno dei quali l'andamento del terreno si presenta sensibilmente uniforme, e si moltiplicherà la lunghezza del tratto, misurata in orizzontale, per la media aritmetica delle sezioni estreme del tratto stesso. Il riempimento dei cavi, che sarà necessario eseguire attorno alle murature per ricolmare il maggiore scavo eventualmente eseguito, non sarà compensato. L'Impresa ha però ugualmente l'obbligo di impiegare materie idonee, sciolte o ghiaiose, con l'assoluto divieto di impiegare materie argillose, anche se ciò comporta la necessità di approvvigionamento fuori dall'ambito del cantiere, e anche se tali materie provengono dagli scavi. Il ricolmo dei cavi per le condotte in genere sarà compensato con il relativo prezzo di elenco che verrà applicato al volume del materiale costipato, cioè al volume del cavo detratto il volume della condotta o del manufatto in genere, e senza tener conto del colmo eventualmente da realizzare per sopperire ai successivi eventuali assestamenti. Col prezzo è compreso inoltre l'onere della pulitura del materiale da impiegare, anche se il materiale stesso proviene dagli scavi, e la ripresa dal bordo del cavo qualunque sia il grado di costipamento delle materie depositate. 3° Riempimento di pietrame a secco. - Il riempimento di pietrame a secco a ridosso delle murature per drenaggio, per vespai, ecc. sarà valutato a mc. per il suo volume effettivo misurato in opera. 4° Demolizioni di muratura. - I prezzi fissati in tariffa per le demolizioni di murature si applicheranno rispettivamente o al volume effettivo delle murature o al volume apparente, vuoto per pieno, dei fabbricati o residui di fabbricati da demolire. Nel primo caso il prezzo va applicato al volume effettivo delle murature anche se trattasi di demolizioni entro terra; nel secondo caso il prezzo va applicato al volume risultante dal prodotto della superficie esterna dei vari piani, con esclusione di aggetti cornici e balconi, per le altezze dei piani da solaio a solaio; per l'ultimo piano l'altezza va misurata fino al piano di calpestio del solaio di copertura o del piano di imposta del tetto; per il piano inferiore si farà riferimento alla quota inferiore della demolizione. I prezzi delle demolizioni comprendono i compensi per gli oneri ed obblighi specificati nell'art. 22 ed in particolare tutte le cautele di qualunque natura, puntellature, ponti di servizio, stuoie, lamiere e quanto in genere necessario per tutelare la incolumità degli operai, dei passanti e delle cose di terzi. Il trasporto a rifiuto del materiale di risulta alle pubbliche discariche o su aree da procurarsi a cura e spese dell'Impresa, per distanze fino a Km. 10: per distanze di trasporto maggiori, accertate ed autorizzate dalla Direzione dei lavori, verrà pagato il compenso per trasporto a rifiuto. In tale caso il volume che sarà computato sarà quello effettivo di demolizione se trattasi di demolizioni valutate per il volume effettivo delle murature demolite, oppure un quarto del volume del fabbricato, se trattasi di demolizioni valutate vuoto per pieno. 5° Murature in genere. - Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni in appresso specificate, saranno misurate geometricamente, a volume o a superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul vivo dei muri esclusi cioè gli intonaci. Sarà fatta deduzione di tutti i vuoti di luce superiore a mq. 0,25. Così pure sarà sempre fatta deduzione del volume corrispondente alla parte incastrata di pilastri piattabande ecc. di strutture diverse, nonchè di pietre naturali o artificiali da pagarsi con altri prezzi di tariffa. Nei prezzi delle murature per muri di sostegno, qualora non debbano essere eseguite con paramento di faccia vista, s'intende compreso il rinzaffo delle facce visibili dei muri. Tale rinzaffo sarà sempre eseguito, ed è compreso nel prezzo unitario, anche a tergo dei muri che debbono poi essere caricati dai terrapieni. E' pure sempre compresa la formazione di feritoie regolari e regolarmente disposte per lo scolo delle acque ed in generale quella della ammorsature e la costruzione di tutti gli incastri per la posa in opera della pietra da taglio o artificiale. Nei prezzi unitari delle murature di qualsiasi genere si intende compreso ogni onere per formazione di spalle, sguinci, canne, spigoli, strombature, incassature per imposte, archi, volte e piattabande. Qualunque sia la incurvatura data alla pianta ed alle sezioni trasversali dei muri, anche se si debbono costruire sotto raggio di qualunque entità, le relative murature non potranno essere comprese nella categoria delle volte e saranno valutate con i prezzi delle murature rette senza alcun compenso in più. Le murature rette o curve in pietrame o mattoni saranno quindi pagate a mc. con i prezzi di elenco stabiliti per i vari tipi, strutture e provenienza dei materiali impiegati. Le murature miste di pietrame e mattoni saranno misurate come le murature in genere e con i relativi prezzi di tariffa s'intendono compensati tutti gli oneri di cui all'art. 28 del presente Capitolato per la esecuzione in mattoni di spigoli, angoli, spallette, sguinci, parapetti, ecc. 12 Le ossature di cornici, cornicioni, lesene, pilastri, ecc. di aggetto superiore a cm. 5 sul filo esterno del muro, saranno valutate per il loro volume effettivo in aggetto con l'applicazione dei prezzi di tariffa per le relative murature, opportunamente maggiorati. Per le ossature di aggetto inferiore ai 5 cm. non verrà applicato alcun sovrapprezzo. Quando la muratura in aggetto è diversa da quella del muro sul quale insiste, la parete incastrata sarà considerata come della stessa specie del muro stesso. Nei prezzi unitari delle murature da eseguire con pietrame di proprietà dell'Amministrazione, s'intende compreso ogni trasporto, ripulitura ed adattamento dei materiali stessi per renderli idonei alla messa in opera. Le murature di mattoni ad una testa od in foglio, od in tavelloni di pomicemento, di cotto, di tufo, ecc., fino allo spessore di cm. 13 si misureranno a vuoto per pieno al rustico, deducendo soltanto le aperture di superficie uguale o superiore a mq. 1, intendendo nel prezzo compensata la formazione di sordini, spalle, piattabande, ecc., nonchè eventuali intelaiature in legno che la Direzione dei lavori credesse di ordinare allo scopo di fissare i serramenti al telaio anzichè alla parete. 6° Paramenti di faccia vista. - I prezzi stabiliti in tariffa per la lavorazione delle parti viste che siano da pagare separatamente dalle murature, comprendono non solo il compenso per la lavorazione delle facce viste, dei piani di posa e di combaciamento, ma anche quello per l'eventuale maggior costo del pietrame di rivestimenti, qualora questo fosse previsto di qualità e provenienza diversa da quella del materiale impiegato per la costruzione della muratura interna. La misurazione dei paramenti in pietrame e delle cortine di mattoni verrà effettuata per la loro superficie effettiva (dedotti i vuoti e le parti occupate da pietra da taglio od artificiale). 7° Conglomerati e calcestruzzi - I conglomerati e i calcestruzzi per fondazioni, murature, volte ecc. in opera, saranno pagati a mc. e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eccedenza, ancorchè inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi e dal modo di esecuzione dei lavori. Nei relativi prezzi oltre ogni onere delle murature in genere, si intendono compensati tutti gli oneri di cui all'art. 32 del presente Capitolato, ivi compresi quelli inerenti alla fornitura e all'impiego degli additivi in genere. 8° Conglomerato cementizio armato. - Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore sarà valutato per il suo volume effettivo senza detrazione del volume di ferro che verrà pagato a parte. Nei prezzi di elenco dei conglomerati armati sono anche compresi e compensati il getto a qualunque altezza o profondità e la pistonatura con qualunque mezzo, i palchi provvisori di servizio, l'innalzamento dei materiali, qualunque sia l'altezza alla quale l'opera in cemento armato dovrà essere costruita, nonchè la rimozione delle armature e ponteggi ad opera ultimata. 9° Solai. - I solai in cemento armato misti a laterizi, saranno valutati a metro quadrato, in base alla superficie netta interna dei vani che ricoprono, qualunque sia la forma di questi, misurati al grezzo delle murature principali di perimetro, esclusa quindi la presa e l'appoggio sulle murature stesse. I solai in cemento armato non misti a leterizi saranno valutati a mc, come ogni altra opera in cemento armato ed il relativo prezzo è comprensivo di tutti gli oneri contemplati per dette opere di cemento armato di cui al precedente n. 8 oltre a quello di cui al presente n. 9. Nei prezzi dei solai in genere è compreso oltre all'onere stabilito all'art. 36 anche l'onere per lo spianamento superiore con malta sino al piano di posa del massetto per i pavimenti: nonchè ogni opera e materiale occorrente per dare il solaio completamente finito e pronto per la pavimentazione e per l'intonaco e sono comprese le casseforme e le impalcature di sostegno di qualunque tipo e di altezza fino a m. 4,50 dall'appoggio di dette impalcature, con tutti gli oneri specificati per le casseforme dei cementi armati, compreso il ferro di armatura. Il prezzo a mq. dei solai misti a laterizi si applicherà senza alcuna maggiorazione anche a quelle porzioni in cui per resistere a momenti negativi, il laterizio sia sostituito da calcestruzzo. 10° Controsoffitti. - I controsoffitti piani saranno pagati in base alla superficie della loro proiezione orizzontale, senza tener conto degli eventuali raccordi curvi con i muri perimetrali. I controsoffitti a finta volta di qualsiasi forma e monta, si misureranno per una volta e mezza la loro proiezione orizzontale. Nei prezzi dei controsoffitti in genere sono compresi e compensati tutte le armature, ed ogni fornitura, magistero e mezzo d'opera per dare i controsoffitti compiuti in opera come prescritto sall'art. 37. 11° Copertura a tetto. - Le coperture in genere saranno computate a mq., misurando geometricamente la superficie delle falde del tetto senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari ed altre parti sporgenti dalla copertura, purchè non eccedenti ciascuna la superficie di mq. 1,00, nel qual caso si dedurranno per intero. In compenso non si tiene conto delle sovrapposizioni e ridossi dei giunti. Nel prezzo dei tetti è compreso e compensato tutto quanto prescritto all'art. 38 ad eccezione della grossa armatura (capriate, puntoni, arcarecci, colmi, costoloni). Le lastre di piombo, ferro e zinco che siano interposte nella copertura, con tegole od ardesia, per i compluvi o alle estremità delle falde, intorno ai lucernari, fumaioli, od altre parti sporgenti come sopra, sono pagate a parte coi prezzi fissati in elenco. 12° Vespai. - Nei prezzi dei vespai è compreso ogni onere per forniture di materiale e posa in opera come prescritto all'art. 29. I vespai in laterizi saranno valutati a mq. per la superficie dell'ambiente. I vespai di ciottoli o pietrame saranno invece valutati a mc. di materiale in opera. 13 13° Pavimenti. - I pavimenti, di qualunque genere, saranno valutati per la superficie vista tra le pareti intonacate dell'ambiente. Nella misura non sarà perciò compresa l'insaccatura dei pavimenti nell'intonaco. I prezzi di elenco per ciascun genere di pavimento comprendono la fornitura dei materiali ed ogni lavorazione per dare i pavimenti stessi completi e rifiniti come prescritto dall'articolo 40 escluso il sottofondo che verrà invece pagato a parte per il suo volume effettivo reso in opera in base al corrispondente prezzo di elenco. In ciascuno dei prezzi concernenti i pavimenti, anche nel caso di sola posa in opera, si intendono comprese le opere di ripristino e di raccordo con gli intonaci, qualunque possa essere l'entità dei lavori per tali ripristini, nonchè la pulitura dei pavimenti stessi. 14° Rivestimenti di pareti. - I rivestimenti in piastrelle verranno misurati per la superficie effettiva qualunque sia la sagoma e la posizione delle pareti da rivestire. Nel prezzo a mq. sono compresi tutti i prezzi speciali di raccordo, gusci, angoli, ecc., che saranno però computati nella misurazione, nonchè la preventiva preparazione in malta delle pareti da rivestire. 15° Marmi, pietre naturali ed artificiali. - I prezzi per la fornitura e posa in opera delle pietre e marmi od anche nel caso della sola posa in opera, comprendono: lo scarico in cantiere, il deposito e provvisoria protezione in deposito, la ripresa e successivo trasporto e sollevamento fino a qualunque altezza con eventuale protezione e copertura o fasciatura anche durante queste operazioni; ogni successivo sollevamento e ripresa per le prove ed i ritocchi, con biacca di cemento, compresa la fornitura di lastre di piombo, di grappe, staffe, chiavette, perni di metallo, nelle forme e numero che verrà ordinato, caso per caso, occorrenti per il fissaggio; ogni occorrente scalpellamento delle strutture murarie e la successiva chiusura e ripresa delle stesse; la stuccatura dei giunti, la pulizia accurata e completa, la protezione a mezzo di opportune opere provvisorie delle pietre già collocate in opera; tutte le opere che risultassero necessarie per il perfetto rifinimento dopo la posa in opera, escluso solo la prestazione dello scalpellino e marmista per i ritocchi ai pezzi da montarsi, solo quando le pietre o marmi non fossero forniti dall'Appaltatore stesso. I prezzi di elenco sono pure comprensivi dell'onere dell'imbottitura dei vani dietro i pezzi, fra gli stessi o comunque tra i pezzi e le opere murarie da rivestire, in modo da ottenere un buon collocamento e, dove richiesto, un incastro perfetto. 16° Intonaci. - I prezzi degli intonaci saranno applicati alla superficie intonacata compresa la fattura degli spigoli, dei risalti, ecc. Varranno sia per superfici piane, che curve. L'esecuzione dei gusci di raccordo, se richiesti negli angoli fra le pareti e soffitti è compresa nel prezzo, avuto riguardo che gli intonaci verranno misurati anche in questo caso come se esistessero degli spigoli vivi. Nella fattura degli intonaci è compreso l'onere della ripresa dopo la chiusura di tracce di qualunque genere, la muratura di eventuali ganci al soffitto e le riprese contro pavimenti, zoccolature e serramenti. I prezzi dell'elenco valgono anche per intonaci su murature di mattoni forati a più di una testa, con l'onere dell'intasamento dei fori del laterizio. Gli intonaci interni ed esterni sui muri di spessore maggiore di cm. 15 saranno computati a vuoto per pieno a compenso della riquadratura dei vani, degli oggetti e delle lesene alle pareti che non saranno perciò sviluppate. Tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore a mq. 4 valutando a parte la riquadratura di detti vani. Saranno invece sempre computati per la superficie effettiva e quindi saranno detratti i vuoti di qualunque area quando non dovranno essere eseguite riquadrature di vani come, ad esempio, se si dovranno collocare infissi monoblocco o simili. Gli intonaci interni su tramezzi in foglio o ad una testa saranno computati per la loro superficie effettiva e dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di qualunque dimensione essi siano. La superficie di intradosso delle volte, di qualsiasi forma e monta, si determinerà moltiplicando la loro superficie in proiezione orizzontale per il coefficiente medio 1,20. Nessuno speciale compenso sarà dovuto per gli intonaci eseguiti a piccoli tratti anche in corrispondenza di spalle mazzette di vani di porta e finestre. L'intonaco dei pozzetti di ispezione delle fognature sarà valutato per la superficie delle pareti senza detrarre la superficie di sbocco delle fogne, in compenso delle profilature e dello intonaco delle grossezze dei muri. 17° Tinteggiature, coloriture e verniciature. - Nei prezzi delle tinteggiature, coloriture e verniciature in genere sono compresi tutti gli oneri di cui all'articolo 45 del presente Capitolato, e con essi s'intende ancora compensato ogni mezzo d'opera, trasporto, sfilatura e rifilatura d'infissi, ecc. Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale misurate con le stesse norme sancite per gli intonaci. Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili valgono le norme seguenti: a) per porte, bussole e simili, si computerà due volte la luce netta dell'infisso, più la mostra e lo sguincio se ci sono, non detraendo la eventuale superficie del vetro. E' compresa con ciò anche la verniciatura del telaio per muri grossi o del cassettoncino tipo romano per tramezzi o dell'imbotto tipo lombardo, pure per tramezzi. La misurazione della mostra o dello sguincio sarà eseguita in proiezione su piano verticale, senza tener conto di sagome, risalti o risvolti; b) per le finestre senza persiane, ma controsportelli, si computerà tre volte la luce netta dell'infisso, comprendendo con ciò anche la coloritura della soglia e del telaio (o cassettone); c) per le finestre senza persiane e senza controsportelli si computerà una sola volta la luce netta dell'infisso, comprendendo con ciò anche la coloritura della soglia e del telaio (o cassettone); 14 d) per le persiane comuni e gelosie si computerà tre volte la luce netta dell'infisso comprendendo con ciò anche la coloritura del telaio; e) per le persiane avvolgibili si computerà due volte e mezzo la luce netta dell'infisso comprendendo con ciò anche la coloritura del telaio e dell'apparecchio a sporgere salvo a misurare a parte il cassettoncino coprirullo; f) per il cassettone completo, tipo romano, cioè con controsportelli e persiane, montati su cassettone, si computerà sei volte la luce netta dell'infisso comprendendo con ciò anche la coloritura del cassettone e della soglia; g) per le opere in ferro semplici e senza ornati, quali finestre grandi e vetrate e lucernari, serrande avvolgibili a maglia, infissi di vetrina per negozi, saranno computati i tre quarti della loro superficie complessiva, misurata sempre in proiezione, ritenendo così compensata la coloritura dei sostegni, grappe e simili accessori, dei quali non si terrà conto alcuno nella misurazione; h) per le opere in ferro di tipo normale a disegno, quali ringhiere, cancelli anche riducibili, inferriate e simili, sarà computata l'intera loro superficie, misurata con le norme e con le conclusioni di cui alla lettera precedente; i) per le opere in ferro ornato, cioè come alla lettera precedente ma con ornati ricchissimi, nonchè per le pareti metalliche e le lamiere stirate, sarà computata una volta e mezzo la loro superficie, misurata come sopra; l) per le lamiere ondulate e per le serrande da bottega ad elementi di lamiera, sarà computata tre volte la luce netta del vano, misurato in altezza tra la soglia e la battitura della lamiera e della serranda, intendendo con ciò compensata la coloritura delle pareti non in vista. 18° Lavori in legname. - Nella valutazione dei legnami non si terrà conto dei maschi e dei nodi per le congiunzioni dei diversi pezzi, e parimenti non si dedurranno le relative mancanze od intagli. Nei prezzi riguardanti la lavorazione e posa in opera dei legnami è compreso ogni compenso per la provvista di tutta la chioderia, staffe, bulloni, chiavette, ecc., per l'applicazione delle ferramenta, gli sprechi occorrenti a dare ai legnami le dimensioni e forme prescritte, per l'esecuzione delle giunzioni e degli innesti di qualunque specie, per palchi di servizio, catene, cordami, malta, cemento, meccanismi e simili, e qualunque altro mezzo provvisionale e di mano d'opera per l'innalzamento, trasporto e posa in opera. La grossa armatura dei tetti verrà misurata a mc di legname lavorato in opera, e nel prezzo relativo sono comprese e compensate le ferramenta, la catramatura delle teste, ecc. Gli infissi come porte, finestre, vetrate, coprirulli e simili si misureranno da una sola faccia sul perimetro esterno dei telai, siano essi semplici a cassettoni, fatta esclusione degli zampini da incassare nei pavimenti o soglie, le parti centinate saranno valutate secondo la superficie del minimo rettangolo circoscritto, ad infisso chiuso, compreso come sopra il telaio maestro, se esistente. Le persiane avvolgibili si computeranno aumentando la luce netta dell'apertura di cm. 5 in larghezza e cm. 20 in altezza; le mostre e contromostre saranno misurate linearmente lungo la linea di massimo sviluppo, ed infine i controsportelli e rivestimenti saranno anche essi misurati su una sola faccia, nell'intera superficie vista. Gli spessori indicati nelle varie voci della tariffa sono quelli che debbono risultare a lavoro compiuto. Tutti gli infissi si intendono provvisti sempre completi di ferramenti di sostegno e di chiusura, di codette a muro, pomoli, maniglie ed ogni altro accessorio per il loro buon funzionamento ed ultimati con una mano di olio di lino cotto quando non sono altrimenti lucidati o verniciati. Essi dovranno inoltre corrispondere in ogni particolare ai campioni approvati dalla Direzione dei lavori. I prezzi elencati comprendono la fornitura a piè d'opera, l'onere dello scarico e distribuzione ai singoli vani di destinazione, la posa in opera, sempre quando non sia pagata a parte, e la manutenzione per garantirne il perfetto e regolare funzionamento sino al collaudo finale. 19° Lavori in metallo. - Tutti i lavori in metallo saranno in generale valutati a peso ed i relativi prezzi verranno applicati al peso effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima della loro posa in opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell'Appaltatore, escluse beninteso dal peso le verniciature e le coloriture. Nei prezzi dei lavori in metallo è compreso ogni e qualunque compenso per forniture ed accessori per lavorazioni, montatura e posa in opera. Sono pure compresi e compensati: - la esecuzione dei necessari fori ed incastri delle murature e pietre da taglio, le impiombature e suggellature, la malta ed il cemento, nonchè la fornitura del piombo per le impiombature; - tutti gli oneri e spese derivanti da tutte le norme e prescrizioni contenute nell'articolo 43; - la coloritura con minio ed olio di lino cotto, il tiro ed il trasporto in alto, ovvero la discesa in basso e tutto quanto è necessario per dare i lavori compiuti in opera a qualsiasi altezza. Nel prezzo del ferro per armature di opere in cemento armato oltre alla lavorazione ed ogni altro sfrido è compreso l'onere della legatura dei singoli elementi con filo di ferro, la fornitura del filo di ferro, la posa in opera dell'armatura stessa. 20° Doccie e tubi per pluviali. - Le doccie e i tubi per pluviali in lamiera saranno misurati a ml. in opera, senza cioè tener conto delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi di elenco la fornitura e posa in opera di staffe e cravatte di ferro. I prezzi delle doccie ed i tubi di lamiera di ferro zincato comprendono altresì la verniciatura con due mani di vernice ad olio di lino cotto, biacca e colori fini previo raschiamento e pulitura con le coloriture che indicherà la Direzione dei lavori. 15 21° Apparecchi igienico-sanitari. - Tutti i prezzi unitari relativi alla fornitura ed installazione di apparecchi igienico-sanitari di qualunque tipo sono comprensivi di tutti gli oneri, materiali e magisteri per l'allacciamento dei nuovi sanitari alle colonne di scarico e di adduzione acqua calda e fredda esistenti. 22° Tubazioni in genere. - I tubi di ghisa e quelli di acciaio saranno valutati a peso o a ml. a seconda come stabilito nell'elenco prezzi. Il prezzo di tariffa per le tubazioni in ghisa od in acciaio comprende, oltre alla fornitura del materiale, compresi i pezzi speciali, e relativa posa in opera con suggellatura e canapa catramata e piombo fuso e cianfrinato, anche la fornitura delle staffe di qualsiasi forma e lunghezza occorrente per fissare i singoli pezzi e così pure tutte le opere murarie per fissare le staffe, e per le prove a tenuta dei giunti. Nella valutazione del peso si terrà calcolo di quello della sola tubazione escluso il peso del piombo e delle staffe per le quali nulla verrà corrisposto all'Appaltatore intendendosi il tutto compensato con il prezzo dei tubi. Nella valutazione a ml. non si terrà conto delle sovrapposizioni. Il prezzo di tariffa per le tubazioni in ghisa o in acciaio vale anche nel caso che i tubi debbano venire inclusi nei getti delle strutture in calcestruzzo con ogni onere relativo al loro provvisorio fissaggio nelle casseforme. La valutazione delle tubazioni in grès e cemento-amianto, in opera sarà fatta a ml. misurata sull'asse della tubazione senza tener conto delle parti destinate a compenetrarsi. I pezzi speciali saranno ragguagliati al ml. delle tubazioni del corrispondente diametro, nel seguente modo: curve, gomiti, e riduzione di ml. 1; imbraghe semplici ml. 1,25; imbraghe doppie ed ispezioni con tappo compreso ml. 1,75; sifoni ml. 2,75. Le riduzioni saranno valutate per 1 ml. di tubo del diametro più piccolo. Il loro prezzo s'intende per tubazioni complete in ogni parte, esso è comprensivo degli oneri derivanti dall'esecuzione di tutte le opere murarie occorrenti, della fornitura e posa in opera di mensole di ferro, grappe di sostegno di qualsiasi lunghezza. Per i tubi di cemento vale quanto detto per i tubi di grès o cemento-amianto. Il prezzo si intende per tubazione completa posta in opera colla sigillatura a cemento dei giunti, compreso l'eventuale sottofondo di calcestruzzo, le grappe occorrenti ed escluso lo scavo. Per tutte indistintamente le tubazioni suddette si intenderanno compresi nei prezzi tutti gli oneri specificati all'art. 44 del presente Capitolato. Nel caso di sola posa in opera di tubi di qualsiasi genere, valgono le norme sopra specificate per ogni tipo di tubo, ad eccezione della fornitura dei tubi stessi. 22° Vetri, cristalli e simili. - Per la misura dei vetri e cristalli resta convenuto che essa va eseguita sulla sola superficie effettivamente collocata in opera senza tener conto degli eventuali sfridi occorsi per ricavare la dimensione del vetro o cristallo effettivamente collocato in opera, i quali si ritengono già compensati nel prezzo indicato nell'elenco, come si intende compensato col prezzo il mastice e le punte per il loro fissaggio, e le eventuali guarnizioni in gomma prescritte per i telai interni. Resta parimenti convenuto che per le misurazioni di vetri o cristalli centinati si assumerà il minimo rettangolo ad essi circoscritto. 23° Impianti elettrici interni. - Gli impianti elettrici interni saranno pagati a punto luce o a punto presa come meglio appresso specificato. A parte saranno invece pagati i quadri generali, i quadri di piano o di settore e le linee principali di alimentazione. In particolare resta stabilito: A) Linee principali di alimentazione. - Ove nell'impianto è previsto un quadro generale e dei quadri secondari o di settore, le linee principali partenti dal quadro generale e facenti capo ai quadri secondari o di settore, saranno pagate a metro lineare con il corrispondente prezzo d'elenco. La misura verrà fatta da morsettiera a morsettiera, dei rispettivi quadri. Ove nell'impianto invece è previsto un solo quadro all'uscita dagli apparecchi misuratori e non sono quindi previsti quadri secondari o di settore, le linee di uscita non si considerano linee principali di alimentazione ma bensì linee principali di distribuzione e pertanto non saranno pagate a parte. Il prezzo relativo alle linee principali di alimentazione comprende la formazione delle tracce occorrenti, la fornitura e collocazione delle canalizzazioni eseguite con i tubi fissati nelle tracce con graffe di ferro, la fornitura e collocazione di cassette, tappi, morsettiere e pezzi speciali di raccordo e derivazione, la fornitura e collocazione dei conduttori, il muramento delle tracce con malta cementizia la ripresa dell'intonaco e quanto altro occorre per dare le linee perfettamente funzionanti ed efficienti come prescritto all'art. 46 del presente Capitolato. B) Punti luce e prese di corrente. - Con il relativo prezzo di elenco si intendono compensati tutte le forniture e gli oneri relativi alla installazione delle linee principali e secondarie di distribuzione eseguite come prescritto all'art. 46 del presente Capitolato, e come più dettagliatamente indicato al precedente comma A del presente articolo relativo alle linee principali di alimentazione. Nel prezzo inoltre è compresa e compensata la fornitura e collocazione dei frutti per interruttori semplici, deviati, commutali, relais, ganci a soffitto, basette, prese ed ogni accessorio e quanto altro occorre per dare i vari punti perfettamente efficienti come prescritto all'art. 46 del presente Capitolato. C) Segnalazione di chiamata acustiche-luminose. - Il prezzo di elenco per ogni chiamata, oltre agli oneri per la fornitura ed installazione delle linee principali e secondarie di distribuzione come sopra dette, comprende: la fornitura e collocazione degli apparecchi di chiamata, sia a pulsante da muro del tipo ad incasso o da tavolo sia a 16 pulsante a peretta, di segnali luminosi da parete del tipo da incassare completi di ogni e qualsiasi accessorio, di segnali luminosi direzionali del tipo da incasso, di pulsante luminoso per annullamento chiamata, di segnalatori acustici. Le apparecchiature anzidette saranno tutte del tipo da incassare. Restano esclusi dal prezzo solamente i quadri indicatori ed i trasformatori occorrenti. Art. 24 CONDIZIONI PARTICOLARI L'Amministrazione si riserva la facoltà di affidare ad altri Imprenditori l'esecuzione dei lavori o di gruppi di lavoro che interessano l'opera. L'Imprenditore si impegna esplicitamente di stabilire cordiali rapporti di collaborazione con questi ultimi, evitando ogni interferenza o sovrapposizione di attività, e di consentire loro l'accesso alla zona dei lavori attraverso anche passaggi e stradelle costruiti a sue spese, l'uso parziale o totale dei ponti di servizio, impalcature, costruzioni provvisorie, apparecchi di sollevamento, ecc., per tutto il tempo occorrente, senza pretendere compensi o indennità di sorta. L'Imprenditore è tenuto a provvedere a sua cura e spese e sotto la sua responsabilità, al ricevimento in cantiere, alla buona conservazione ed alla custodia dei materiali delle forniture eseguite da altre ditte per conto della Amministrazione Appaltante. PARTE III ORDINE DA TENERSI NELL'ANDAMENTO DEI LAVORI QUALITA' E PROVENIENZA DEI MATERIALI MODO DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO Art. 25 ORDINE DA TENERSI NELL'ANDAMENTO DEI LAVORI L'Imprenditore, ricevuta la consegna dei lavori, deve provvedere, entro il termine di cinque giorni, all'impianto del cantiere. In genere l'Imprenditore ha facoltà di sviluppare i lavori nel modo che ritiene più conveniente per darli perfettamente compiuti nel termine contrattuale, purchè, a giudizio della Direzione, l'andamento non riesca pregiudizievole alla buona riuscita dell'opera ed agli interessi dell'Amministrazione. Lo sviluppo dei lavori deve essere in via di massima proporzionale al tempo assegnato per l'ultimazione. L'Amministrazione si riserva il diritto di stabilire che determinate opere vengano eseguite con precedenza sulle altre prescrivendo all'occorrenza un termine perentorio, o di disporre l'ordine di esecuzione dei lavori nel modo che riterrà più conveniente specialmente in relazione alle esigenze dipendenti dall'esecuzione dell'opera, ed alla consegna delle forniture escluse dall'appalto, senza che l'Imprenditore possa rifiutarsi o farne oggetto di richiesta di speciali compensi. Art. 26 QUALITA' E NORME DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI Salvo le particolari disposizioni qui contenute, l'Imprenditore provvede all'approvvigionamento dei materiali dalle località di sua scelta purchè a giudizio della D.L. siano delle migliori qualità e rispondenti alle indicazioni e ai requisiti contenuti nel presente Capitolato. L'Imprenditore è obbligato a prestarsi senza alcun compenso in ogni tempo alle prove di laboratorio o alle analisi dei materiali, da eseguirsi presso Istituti autorizzati, anche se più volte ripetute. I campioni sono prelevati secondo le norme prescritte dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), che l'Imprenditore dichiara di conoscere ed alle quali si assoggetta, e occorrendo, conservati negli Uffici dell'Amministrazione munendoli di suggelli e firme e previa redazione di appositi verbali. In ogni caso l'Imprenditore è sempre responsabile della costanza delle caratteristiche accettate per tutto il materiale impiegato nel corso dei lavori. In particolare si prescrive: 1) ACQUA. - L'acqua dovrà essere dolce, limpida, scevra da materie terrose, non limacciosa, nè torbida. Per l'impiego in conglomerati cementizi non dovrà contenere sali, particolarmente cloruri e solfati, in percentuali dannose e non deve essere aggressiva. 2) CALCE. - La calce aerea dovrà rispondere ai requisiti di cui al R.D. 16-11-1939 n. 2231. La calce viva in zolle dovrà provenire da calcari puri, essere di recente perfetta ed uniforme cottura non bruciata nè vitrea nè pigra ad idratarsi ed infine di qualità tale che mescolata con la sola quantità di acqua dolce necessaria alla estinzione, si trasformi completamente in una pasta soda grasselo tenuissimo, senza lasciare residui maggiori del 2% dovuti a parti non bene decarburate, siliciose od altrimenti inerti. La calce viva in zolle al momento della estinzione dovrà essere perfettamente anidra, sarà rifiutata quella ridotta in polvere o sfiorita, e perciò si dovrà approvvigionare la calce viva a misura del bisogno e conservata in luoghi asciutti e ben preservata dall'umidità. Dopo l'estinzione la calce dovrà conservarsi in apposite vasche impermeabili rivestite di tavole o di muratura, mantenendola coperta con uno strato di arena. La calce grassa destinata agli intonaci dovrà essere spenta almeno due mesi prima dell'impiego, quella destinata alle murature almeno 15 giorni prima dell'impiego. 17 3) LEGANTI IDRAULICI. - Gli agglomerati cementizi e le calci idrauliche dovranno corrispondere a tutte le particolari prescrizioni contenute nel D.M. 31-8-1972 e successive modifiche. I sacchi contenenti gli agglomeranti in genere dovranno essere mantenuti in locali asciutti apprestati dall'Impresa, a sua cura e spese, con i sigilli intatti. Saranno rifiutati quelli con i sigilli che presentassero alterazioni o manomissioni. Gli agglomeranti dovranno essere, all'atto dell'impiego, in perfetto stato di conservazione. Saranno rifiutati quelli che presentassero avarie di qualsiasi sorta. Le prove sui leganti idraulici previste dal citato D.M. 31-8-1972 saranno eseguite in uno dei laboratori ufficiali considerati dall'art. 20 della legge 5-11-1971 n. 1086; i campioni saranno prelevati per come prescritto dal D.M. 36-1968. Le spese per tali prove sono a totale carico dell'Appaltatore. 4) POZZOLANA. - La pozzolana dovrà essere esente da cappellaccio e da sostanze eterogenee e corrispondere a tutti i requisiti prescritti nel R.D. 16 novembre 1939, n. 2230. Essa dovrà essere fine, ben vagliata, ed allo stato asciutto non dovrà pesare meno di Kg. 850 al metro cubo. Sarà rifiutata quella pozzolana che, versata in acqua, desse colorazione nerastra, intensa e persistente, e quella che, nella prova da farsi a spese dell'Impresa non desse i risultati prescritti dal citato R.D. n. 2230. 5) GESSO. - Il gesso dovrà essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro di materie eterogenee e senza parti alterate per estinzione spontanea. Il gesso dovrà essere conservato in locali coperti e ben riparati dall'umidità. 6) INERTI. - Gli inerti da adoperare nella confezione delle malte e dei conglomerati, siano essi naturali o di frantumazione, devono essere costituiti da elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, privi di gesso e comunque privi di materie estranee che possano risultare nocive all'indurimento dei conglomerati, alla conservazione delle armature metalliche, alla presa delle malte. Per l'impiego nei conglomerati dovranno avere la granulometria preventivamente studiata, anche in relazione alla natura degli inerti stessi, in modo da ottenere i requisiti voluti sia di consistenza, omogeneità, ecc. nell'impasto fresco, sia di resistenza, modulo elastico, ritiro, ecc., nell'impasto indurito. In ogni caso le dimensioni massime degli inerti, dovranno essere commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto ed all'ingombro delle armature metalliche. 7) LATERIZI. - I laterizi da impiegare in lavori di qualsiasi genere, dovranno rispondere ai requisiti stabiliti dalle norme di accettazione di cui al R.D. 16-11-1939 n. 2233. Dovranno essere di perfetta cottura, duri, sonori alla percussione, non contorti ma a spigoli vivi, non vetrificati, nè screpolati. Dovranno essere confezionati con pasta fine, compatta ed omogenea, ben manipolata, scevra di sabbia e noduli di calcare; il contenuto di fosfati alcalini deve essere tale che il tenore di SO3 non sia superiore allo 0,50%. Per ciascun tipo di laterizio, potrà essere richiesto all'Imprenditore di fornire il campione, al quale, dopo l'accettazione, dovrà uniformare la fornitura. I mattoni pieni per uso corrente dovranno essere parallelopipedi di lunghezza doppia della larghezza, di modello costante, e dovranno presentare asciutti una resistenza alla compressione non inferiore a 150 Kg/cmq., se imbevuti di acqua la resistenza alla compressione non deve essere inferiore a 135 Kg/cmq. I mattoni forati e i tavelloni dovranno presentare, asciutti, una resistenza alla compressione di almeno 16 Kg. cmq. sulla superficie totale premuta. I requisiti che debbono possedere i laterizi per solai sono precisati nell'articolo 36 del presente Capitolato. Le tegole piane o curve, di qualunque tipo siano, dovranno essere esattamente adattabili le une alle altre, senza sbavature e presentare una tinta uniforme; appoggiate su due regoli posti a mm. 20 dai bordi estremi dei due lati corti, dovranno sopportare, sia un carico graduale concentrato nel mezzo di Kg. 120, sia l'urto di una palla di ghisa di peso di Kg. 1 cadente dall'altezza di cm. 20; sotto un carico di mm. 50 d'acqua, mantenuto per 24 ore, le tegole dovranno risultare impermeabili. Le tegole piane, infine, non devono presentare difetto alcuno nel nasello. 8) PIETRE NATURALI. - Le pietre naturali (vulcaniche, basaltiche, calcaree ed arenarie) da impiegarsi nelle murature e per qualsiasi altro lavoro, dovranno essere a grana compatta e monde da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, senza screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire una resistenza proporzionata alla entità della sollecitazione cui devono essere soggette ed avere una efficace adesività alle malte. Le pietre da taglio oltre a possedere i requisiti ed i caratteri generali sopra indicati, dovranno avere struttura uniforme e dovranno essere scevre da fenditure, cavità e litoclasi, sonore alla percussione e di perfetta lavorabilità. Il tufo dovrà essere di struttura litoide, compatto ed uniforme, escludendo il cappellaccio, quello pernicioso e facilmente friabile. 9) MATERIALI FERROSI. - I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie, soffiature e simili e da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione o trafilatura. Essi dovranno rispondere a tutte le condizioni previste dal Decreto Ministeriale 29-1-1908 modificato dal Decreto Reale 15-7-1925 e presentare inoltre, a seconda della loro qualità, i seguenti requisiti: a) Acciaio extra dolce laminato - L'acciaio extra dolce laminato (comunemente chiamato ferro omogeneo) dovrà essere eminentemente dolce e malleabile, perfettamente lavorabile a freddo ed a caldo, senza presentare 18 screpolature o alterazioni; dovrà essere saldabile e non suscettibile di perdere la tempera. Alla rottura dovrà presentare struttura finemente granulare ed aspetto sericeo. b) Acciaio per cemento armato - Le caratteristiche ed i requisiti che debbono possedere gli acciai per cementi armati sono quelli stabiliti in 2.2 e 2.3 della parte prima del D.M. 26-3-1980. In particolare le tensioni caratteristiche rispettivamente di snervamento e di rottura debbono essere, per i vari tipi di acciaio, maggiori di: FeB22: 215-335 N/mmq (=Kg/mmq 22-34); FeB32: 315-490 N/mmq (=Kg/mmq 32-50); FeB38: 375-450 N/mmq (=Kg/mmq 38-46); FeB44: 430-540 N/mmq (=Kg/mmq 44-55). c) Ghisa - La ghisa dovrà essere di prima qualità e di seconda fusione, dolce, tenace, leggermente malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello, di frattura grigia, finemente granosa e perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature, asperità ed altri difetti capaci di menomarne la resistenza. Dovrà essere inoltre perfettamente modellata. I requisiti dei materiali debbono rispondere alle norme UNI 688. E' assolutamente escluso l'impiego di ghise fosforose. d) Tubi di ghisa - I tubi di ghisa centrifugati e ricotti del tipo a cordone e a bicchiere, devono essere perfetti in ogni loro parte, esenti da ogni difetto di fusione, di spessore uniforme e senza soluzioni di continuità. Saranno sempre incatramati a caldo internamente ed esternamente. e) Tubi di acciaio - I tubi di acciaio dovranno essere trafilati e perfettamente calibrati. I tubi di acciaio zincati dovranno presentare una superficie ben pulita e scevra da grumi, e lo strato di zinco, sarà di spessore uniforme e ben aderente al pezzo, di cui dovrà ricoprire ogni parte. f) Metalli vari - Il piombo, lo stagno, il rame e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da impiegare nelle opere appaltate devono essere delle migliori qualità, ben fusi o laminati a seconda della specie di lavori a cui sono destinati, e scevri da ogni impurità o difetto che ne vizi la forma, o ne alteri la resistenza o la durata. 10) MATERIALI DI GRES. - I materiali di grès devono essere ottenuti da miscela di caolino, argilla e feldspati; saranno a struttura omogenea, smaltati internamente ed esternamente con smalto vetroso, non deformati, privi di screpolature e di lavorazione accurata e con innesto a bicchiere o a manicotto. In ciascun pezzo i manicotti devono essere formati in modo da permettere una buona giunzione nel loro interno, e la estremità opposta sarà lavorata esternamente a scannellatura. I pezzi battuti leggermente con un corpo metallico dovranno rispondere con un suono argentino per denotare buona cottura ed assenza di screpolature non apparenti. Lo smalto vetroso deve essere liscio, specialmente all'interno, chimicamente immedesimato con la pasta ceramica, di durezza non inferiore a quella dell'acciaio ed inattaccabile dagli alcali e dagli acidi concentrati, ad eccezione soltanto del fluoridrico. La massa interna deve essere semifusa omogenea, senza materiali estranei, assolutamente priva di calce, dura, compatta, resistente agli acidi (escluso il fluoridrico) ed agli alcali. Lo spessore dei tubi e dei pezzi speciali deve essere proporzionato ai diametri, sui quali è ammessa una tolleranza del 3%. I tubi saranno cilindrici e diritti, tollerandosi solo eccezionalmente nel senso della lunghezza, curvatura con freccia inferiore ad 1% della lunghezza di ciascuno elemento. I materiali di grès debbono altresì rispondere alla prova di resistenza idraulica, la quale sarà eseguita su tubi interi, escluso il manicotto ed in posizione verticale, sottoponendoli ad una pressione idraulica interna di 3 Kg/cmq., per diametri fino a 25 cm. e gradatamente inferiore per i diametri maggiori. Tale pressione deve essere raggiunta gradualmente, in non meno di tre minuti e mantenuta per 60" senza che il pezzo presenti in alcun punto segni di trasudamento. 11) TUBI DI CEMENTO. - I tubi di cemento dovranno essere confezionati con conglomerato da Kg. 300 bene stagionato, e dovranno presentarsi ben compatti, levigati, lisci perfettamente rettilinei a sezione interna perfettamente circolare, di spessore uniforme e scevri affatto di screpolature. Le superfici interne dovranno essere perfettamente lisce. Alla frattura i tubi di cemento dovranno presentarsi compatti, senza fessure ed omogenei. Il ghiaietto del conglomerato dovrà essere intimamente mescolato con la malta al punto che i grani dovranno rompersi sotto l'azione del martello senza distaccarsi dalla malta. 12) TUBI DI ARDESIA ARTIFICIALE - I tubi di ardesia artificiale (tipo « Eternit » e simili) dovranno possedere una elevata resistenza alla trazione ed alla pressione congiunta e sensibile elasticità; inalterabilità al gelo e alle intemperie, assoluta impermeabilità all'acqua e resistenza al fuoco, scarsa conducibilità del calore. Dovranno inoltre essere bene stagionati mediante immersione in vasche di acqua per il periodo di almeno una settimana. 13) LEGNAMI - I legnami da impiegare in opere stabili o provvisorie, di qualunque essenza essi siano, dovranno rispondere a tutte le prescrizioni di cui al Decreto Ministeriale 30 ottobre 1912, saranno provveduti fra le più scelte qualità della categoria prescritta e non presenteranno difetti incompatibili con l'uso a cui sono destinati. Il tavolame dovrà essere ricavato dalle travi più diritte, affinchè le fibre non riescano mozze dalla sega e si ritirino nelle connessure. I pezzi rotondi o i pali dovranno provenire dal tronco dell'albero e non dai rami e dovranno essere sufficientemente diritti, in modo che la congiungente i centri delle due basi non debba uscire in alcun punto del palo; dovranno essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e conguagliati alla superficie. I legnami destinati alla costruzione degli infissi dovranno essere di prima scelta, di struttura e fibra compatta e resistente, non deteriorata, perfettamente sana, diritta e priva di spaccature sia in senso radiale che circolare. Essi 19 dovranno essere perfettamente stagionati, a meno che non siano stati essiccati artificialmente, presentare colore e venature uniformi, esseri privi di alburno ed esenti da nodi, cipollature, buchi o altri difetti. 14) MATERIALI PER PAVIMENTAZIONI. - I materiali per pavimentazioni, pianelle di argilla, mattonelle e marmette di cemento, mattonelle greificate, lastre e quadrelle di marmo, mattonelle di asfalto, dovranno corrispondere alle norme di accettazione di cui al R.D. 16 novembre 1939 n. 2234. Le mattonelle, marmette ed i pietrini di cemento dovranno essere di ottima fabbricazione a compressione meccanica, stagionati da almeno tre mesi, ben calibrati, a bordi sani e pieni, non dovranno presentare nè carie, nè peli, nè tendenza al distacco tra il sottofondo e lo strato superiore. La colorazione del cemento dovrà essere fatta con colori adatti, amalgamati, uniformi. Le mattonelle, di spessore complessivo non inferiore a mm. 25 avranno uno strato superficiale di spessore costante non inferiore a mm. 7 costituito da un impasto di cemento, sabbia e scaglie di marmo. I pietrini avranno uno spessore complessivo non inferiore a mm. 30 con lo strato superficiale di assoluto cemento di spessore non inferiore a mm. 8; la superficie dei pietrini sarà liscia, bugnata o scanalata secondo il disegno che sarà prescritto. 15) COLORI E VERNICI. - I materiali da impiegare nelle opere da pittore dovranno essere sempre della migliore qualità. In particolare si prescrive: a) Olio di lino cotto - L'olio di lino cotto sarà depurato, di colore assai chiaro e perfettamente limpido, di odore forte ed amarissimo al gusto, scevro da adulterazioni con olio, olio minerale, olio di pesce, ecc. e non dovrà lasciare alcun deposito nè essere rancido; disteso sopra una lastra di vetro o di metallo dovrà essiccare completamente nell'intervallo di 24 ore. Avrà acidità nella misura del 7%, impurità non superiore all'1% ed alla tremperatura di 15°C presenterà una densità compresa fra 0,91 e 0,93. b) Acquaragia (essenza di trementina) - Dovrà essere limpida, incolore di odore gradevole e volatilissima. La sua densità a 15°C sarà 0,87. c) Biacca - La biacca o cerusa (carbonato basico di piombo) deve essere pura, senza miscele di sorta e priva di qualsiasi traccia di solfato di bario. d) Bianco di zinco - Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima bianca costituita da ossido di zinco, e non dovrà contenere più del 4% di sali di piombo allo stato di solfato, nè più dell'1% di altre impurità; l'umidità non deve superare il 3%. e) Minio - Sia di piombo (sesquiossido di piombo) che di alluminio (ossido di alluminio) dovrà essere costituito da polvere finissima e non contenere colori derivati dall'anilina nè oltre il 10% di sostanze estranee (solfato di bario, ecc.). f) Latte di calce - Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta per immersione. Vi si potrà aggiungere la quantità di nerofumo strettamente necessaria per evitare la tinta giallastra. g) Colori all'acqua, a colla e ad olio - Le terre coloranti destinate alle tinte all'acqua, a calce a colla o ad olio, saranno finemente macinate e prive di sostanze eterogenee e dovranno venire perfettamente incorporate nell'acqua, nel latte di calce, nella colla e negli olii ma non in infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalità. h) Vernici - Le vernici che si impiegheranno per gli interni saranno a base di trementina e gomme pure, di qualità scelta; disciolte nell'olio di lino dovranno presentare una superficie brillante. E' escluso l'impiego di gomme da distillazione. Le vernici speciali eventualmente prescritte dovranno essere fornite nei loro recipienti originali chiusi. i) Encaustici - Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza, secondo le prescrizioni delle norme particolari. La cera gialla dovrà risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustico adottato, o nell'acqua calda alla quale sarà aggiunto del sale di tartaro, o nell'essenza di trementina. 16) MATERIALI DIVERSI. a) Asfalto - Proverrà dalle miniere più reputate, sarà in pani, compatto, omogeneo, ed il suo peso specifico varierà fra i limiti di 1104 a 1205 Kg/m3. Il suo pesodi bitume dovrà essere del 14-15% ed il suo indice di plasticità compreso fra 50 e 70 (Wilson). b) Bitume asfaltico - Il bitume asfaltico proverrà dalla distillazione di rocce di asfalto, sarà molle, scorrevole, di colore nero e scevro dell'odore proprio del catrame minerale e del catrame vegetale. Dovrà avere una solubilità in SC2 pari ad almeno il 99%. c) Vetri e cristalli - I vetri e cristalli dovranno essere, per le richieste dimensioni, di un sol pezzo di spessore uniforme, di prima qualità, perfettamente incolori, molto trasparenti, privi di scorie, bolle, soffiature, ondulazioni, nodi, opacità lattiginose, macchie e di qualsiasi altro difetto. d) Materiali ceramici - I prodotti ceramici più comunemente impiegati per rivestimento di pareti, per tubazioni, ecc. dovranno presentare struttura omogenea, superficie perfettamente liscia, non scheggiata e di colore uniforme, con lo smalto privo assolutamente di peli, cavillature, bolle, soffiature o simili difetti. e) Idrofughi - Dovranno possedere i requisiti necessari ad assicurare la perfetta impermeabilità degli intonaci e saranno del tipo da mescolare alle malte, nella dosatura adeguata. Art. 27 20 TRACCIAMENTI Prima di por mano ai lavori di sterro e di riporto l'Impresa è obbligata ad eseguire la picchettazione completa del lavoro in modo che risultino indicati i limiti degli scavi e dei riporti, in base ai disegni di progetto ed alle speciali istruzioni che potranno essere date in sede di consegna dei lavori. Passerà quindi l'Appaltatore al tracciamento delle fondazioni delle opere murarie, pur con l'obbligo della conservazione dei picchetti. Art. 28 DEMOLIZIONI E RIMOZIONI Le demolizioni di muratura, calcestruzzi, etc. specie se parziali, devono essere eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni in modo da non danneggiare le eventuali residue murature, da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi e disturbo. Rimane pertanto vietato l'uso degli esplosivi, gettare dall'alto i materiali in genere, che invece devono essere trasportati e guidati in basso, e di sollevare polvere, per il che tanto le murature, quanto i materiali di risulta, dovranno essere opportunamente bagnati. Nelle demolizioni e rimozioni l'Appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali puntellature necessarie per sostenere le parti che devono restare. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti e alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti e di altre precauzioni, venissero demolite anche parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure a cura e spese dell'Appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite. Tutti i materiali utili, ad eccezione di quelli che potranno essere specificati nell'elenco prezzi, restano di proprietà dell'Impresa. Compete all'Impresa l'onere della pulizia, custodia, carico, trasporto, scarico, selezione ed accatastamento dei materiali dell'Amministrazione nei depositi. I materiali che restano di proprietà dell'Impresa possono venire impiegati previa autorizzazione della Direzione dei lavori ed alle condizioni che questa fisserà. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono dall'Appaltatore essere trasportati a sue spese a rifiuto alle pubbliche discariche. I materiali di proprietà dell'Impresa non reimpiegabili nell'esecuzione dei lavori, devono essere allontanati dal cantiere a cura e spese dell'Appaltatore stesso. Art. 29 SCAVI IN GENERE Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto e le particolari prescrizioni che potrà dare all'atto esecutivo la Direzione dei lavori. Nella esecuzione degli scavi in genere l'Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltrechè totalmente responsabile di eventuali danni alle persone e alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate. L'Appaltatore dovrà inoltre provvedere a sue spese affinchè le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi. Le materie provenienti dagli scavi in genere, ove non siano utilizzabili o ritenute inadatte, a giudizio insindacabile della Direzione, ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate a rifiuto fuori dalla sede del cantiere ai pubblici scarichi, ovvero su aree a cui l'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese. Qualora le materie provenienti dagli scavi dovessero essere utilizzate per riempimenti e rinterri, esse dovranno essere depositate nei pressi di cavi o in luogo adatto, accettato dalla Direzione dei lavori, per essere poi riprese a tempo opportuno. In ogni caso le materie depositate non dovranno riuscire di danno ai lavori, al transito, alle proprietà pubbliche o private e al libero deflusso delle acque scorrenti alla superficie. Art. 30 SCAVI DI SBANCAMENTO E DI FONDAZIONI Per scavi di sbancamento o sterri andanti s'intendono quelli occorrenti per lo spianamento o sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le costruzioni, per tagli di terrapieni, per la formazione dei cortili, giardini, scantinati, piani di appoggio per platea di fondazione, vespai, rampe incassate; in genere qualunque scavo eseguito a sezione aperta su vasta superficie ove sia possibile l'allontanamento delle materie di scavo evitandone il sollevamento, sia pure con la formazione di rampe provvisorie. Saranno pertanto considerati scavi di sbancamento anche quelli che si trovino al di sotto del piano di campagna, quando gli scavi rivestono i caratteri sopra accennati, con esclusione dello scavo per cassonetti stradali che sarà valutato con il relativo prezzo. Per scavi di fondazione in genere si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta, per dar luogo ai cavi delle murature, dei pozzetti e delle condotte in genere. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla Direzione dei lavori verrà ordinata all'atto della loro esecuzione. Le profondità che si trovano indicate nei disegni di consegna, sono perciò di semplice avviso e l'Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che 21 ciò possa dare all'Appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domanda di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti per le varie profondità da raggiungere. Qualora lo scavo venisse eseguito in acqua con tirante maggiore di cm. 20, la D.L. potrà ordinare l'esaurimento di acqua. In tal caso l'onere relativo sarà compensato a parte. E' vietato all'Appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle murature prima che la Direzione dei lavori abbia verificato i piani delle fondazioni. I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra falde inclinate, dovranno a richiesta della Direzione dei lavori, essere disposti a gradini ed anche con determinate contropendenze. Compiuta la muratura della fondazione, lo scavo che si fosse dovuto eseguire all'ingiro della medesima, e che non sarà pagato, dovrà diligentemente essere riempito e costipato, a cura e spese dell'Appaltatore, con le stesse materie scavate, se idonee, sino al piano del terreno naturale primitivo. Gli scavi di fondazione dovranno, quando occorra ed a spese dell'Appaltatore, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste armature in modo da assicurare abbondantemente contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materie durante l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature. L'Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche o private che potessero accadere per mancanza o insufficienza di tali puntellamenti e sbadacchiature, alle quali egli deve provvedere di sua iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla Direzione dei lavori senza che venga meno alla sua responsabilità. Col procedere delle murature l'Appaltatore potrà recuperare i legnami costituenti le armature, semprechè non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in proprietà dell'Amministrazione; i legnami però, che a giudizio della Direzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo e danno al lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi. Art. 31 RILEVATI E RINTERRI Per la formazione di rilevati e per qualunque opera di rinterro ovvero per riempire i vuoti tra le pareti di cavi e le murature, o da addossare alle murature, e fino alla quota prescritta dalla Direzione dei Lavori, si impiegheranno in genere e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti sul lavoro, in quanto disponibili ed adatti a giudizio della Direzione dei Lavori. Quando venissero a mancare in tutto ed in parte i materiali di cui sopra, si provvederà alle materie occorrenti prelevandole ovunque l'Appaltatore crederà di sua convenienza purchè i materiali siano riconosciuti idonei dalla Direzione dei Lavori. Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, per il riempimento dei cavi per le condotte in genere e per le fognature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in modo assoluto l'impiego di quelle argillose e in generale di tutte quelle che con l'assorbimento di acqua rammolliscono e si gonfiano generando spinte. Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perchè la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza da tutte le parti, e mai superiore a cm. 30. Il costipamento di ogni strato dovrà avvenire dopo sufficienti imbibizioni del materiale costituente lo strato stesso. E' vietato di addossare terrapieni a murature di fresca costruzione. Tutte le riparazioni e ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata, imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a tutto carico dell'Appaltatore. E' obbligo dell'Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall'assestamento delle terre, affinchè all'epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate. La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà previamente scorticata ove occorra e, se inclinata, sarà tagliata a gradoni con leggera pendenza verso monte. Art. 32 MALTE I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle malte, salvo le particolari indicazioni che potranno essere imposte dalla Direzione dei Lavori o stabilite nell'elenco dei prezzi, dovranno corrispondere alle seguenti proporzioni: a) Malta comune Calce spenta in pasta .......................................................... mc. 0,450 Sabbia ................................................................................ mc. 0,900 b) Malta idraulica Calce idraulica ................................................................... q.li 3,000 Sabbia ................................................................................ mc. 1,000 c) Malta cementizia Cemento a lenta presa tipo 325 .......................................... q.li 3,000 22 Sabbia ................................................................................ mc. 1,000 d) Malta cementizia per intonaci Cemento a lenta presa tipo 325 .......................................... q.li 4,000 Sabbia ................................................................................ mc. 0,400 e) Malta cementizia speciale Cemento a lenta presa tipo 325 oppure tipo 450 ................. q.li 4,500 Sabbia ................................................................................ mc. 1,000 Quando la Direzione dei Lavori ritenesse di variare le proporzioni suddette, l'Appaltatore sarà obbligato ad uniformarsi alle prescrizioni della medesima, salvo le conseguenti variazioni di prezzo in base alle nuove proporzioni ordinate. I materiali per le malte esclusi quelli forniti in sacchi di peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere pesati oppure misurati con apposite casse della capacità prescritta dalla Direzione e che l'Appaltatore è in obbligo di provvedere e mantenere a sue spese costantemente su tutti i piazzali ove verrà effettuata la manipolazione. Gli ingredienti delle malte dovranno essere mescolati con mezzi meccanici; in casi particolari la Direzione dei Lavori potrà consentire la manipolazione degli ingredienti a braccia d'uomo. Gli ingredienti componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a secco, fino ad ottenere un miscuglio di tinta uniforme, il quale verrà poi asperso ripetutamente con la minore quantità di acqua possibile, ma sufficiente, rimescolando continuamente. Art. 33 MURATURE IN GENERE Nella costruzione delle murature in genere verrà curata la perfetta esecuzione degli spigoli, la formazione di voltine, piattabande, archi, e verranno lasciati tutti i necessari incavi, sfondi, canne e fori per i passaggi dei tubi per pluviali ed impianti idrici e di scarico, canne da fumo e da immondizie, in modo che non vi sia mai bisogno da scalpellare i muri già costruiti per praticarvi i fori ed incavi suddetti. La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto collegamento sia con le murature esistenti, sia tra le varie parti di esse, evitando nel corso dei lavori la formazione di strutture eccessivamente emergenti dal resto della costruzione. La muratura procederà a filari allineati, coi piani di posa normali alle superfici viste. I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, non dovranno essere eseguiti nei periodi di gelo, nei quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al di sotto di zero °C. Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in muratura ordinaria possono essere eseguite nelle ore meno fredde del giorno, purchè vengano adottati i provvedimenti di uso comune per difendere le murature dal gelo notturno. Le facce delle murature in malta dovranno essere mantenute bagnate almeno per 15 giorni dalla loro ultimazione ed anche più se sarà richiesto dalla Direzione dei Lavori. Le canne, le gole di camino e simili, saranno intonacate a grana fina, quelle di discesa delle immondizie saranno intonacate a cemento liscio. Si potrà ordinare che tutte le canne, le gole ecc., nello spessore dei muri, siano lasciate aperte sopra una faccia, temporaneamente, anche per tutta la loro altezza; in questi casi, il tramezzo di chiusura si eseguirà posteriormente. Sui muri delle costruzioni, nel punto di passaggio fra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra, sarà disteso se ordinato dalla Direzione dei Lavori uno strato di asfalto formato come quello dei pavimenti, escluso la ghiaietta, dell'altezza in ogni punto di almeno mm. 10. La muratura su di esso non potrà essere ripresa che dopo il suo consolidamento. Nei fabbricati dovranno eseguirsi ad ogni piano e su tutti i muri portanti in corrispondenza del solaio, cordoli di conglomerato cementizio della classe R 150 di altezza non minore di cm. 20 con armatura costituita da non meno di 4 tondi di ferro omogeneo del diametro di 14 mm. collegati da staffe del diametro 5 mm. ad ogni 30 cm. di distanza per un perfetto collegamento e una maggiore rigidità della costruzione. In corrispondenza delle aperture, saranno costruite apposite piattabande in conglomerato cementizio armato. In corrispondenza delle canne, fori, ecc. il detto cordolo sarà pure opportunamente rinforzato perchè presenti la stessa resistenza che nelle altre parti. Art. 34 MURATURA CON MALTA DI PIETRAME E TUFI La muratura di pietrame grezzo sarà eseguita con scapoli delle maggiori dimensioni consentite dalla grossezza della massa muraria, spianati grossolanamente nei piani di posa ed allettati di malta cementizia a Kg. 300 di cemento. Le pietre prima di essere collocate in opera, saranno diligentemente pulite dalle sostanze terrose e bagnate prima dell'impiego, essendo proibito di eseguire la bagnatura dopo averle disposte sul letto di malta. Tanto le pietre, quanto la malta saranno interamente disposte a mano seguendo le migliori regole d'arte, in modo da costruire una massa perfettamente compatta nel cui interno le pietre stesse ben battute col martello risultino concatenate fra loro e rivestite da ogni parte di malta, senza alcun interstizio. 23 La costruzione delle murature dovrà progredire a strati orizzontali di conveniente altezza, concatenati nel senso della grossezza del muro, disponendo successivamente una pietra trasversale (di punta) dopo ogni due pietre in senso longitudinale, allo scopo di ben legare la muratura anche nel senso della grossezza. Dovrà sempre evitarsi la corrispondenza delle connessure fra due corsi consecutivi. Gli spazi vuoti che verranno a formarsi per le irregolarità delle pietre saranno riempiti con piccole pietre che non si tocchino fra loro mai a secco e non lascino mai spazi vuoti, colmando con malta tutti gli interstizi. Nelle murature senza speciali paramenti si impiegheranno per le facce viste, le pietre di maggiori dimensioni, con le facce esterne rese piane e regolari in modo da costituire un paramento rustico a faccia vista e si disporranno negli angoli le pietre più grosse e più regolari. Detto paramento rustico dovrà essere più accurato e maggiormente regolare nelle murature di elevazione di tutti i muri dei fabbricati. Quando la muratura dovrà avere un rivestimento esterno, il nucleo della muratura dovrà risultare, con opportuni accorgimenti, perfettamente concatenato col detto rivestimento nonostante la diversità del materiale, di struttura e di forma dell'una e dell'altro. Le facce viste delle murature in pietrame che non debbono essere intonacate o comunque rivestite saranno sempre rabboccate diligentemente con malta bastarda. La muratura mista di pietrame e mattoni dovrà progredire a strati orizzontali intercalando 2 filari di mattoni ogni m. 1,50 di altezza di muratura di pietrame, altezza misurata da asse ad asse. I filari dovranno essere estesi a tutta la grossezza del muro e disposti secondo piani orizzontali. La muratura con conci di tufo dovrà procedere per strati perfettamente orizzontali ed a tale scopo i conci dovranno essere perfettamente squadrati e di altezza costante. Le lunghezze dei conci per ciascun filare non dovranno mai risultare inferiori alla minore dimensione dei conci. I conci saranno messi in opera con malta comune con la quale saranno pure eseguite le necessarie rabboccature. Lo spessore dello strato di malta nei letti di posa non dovrà essere superiore a mm. 15. Art. 35 MURATURE E RIEMPIMENTI IN PIETRAME A SECCO - VESPAI a) Murature in pietrame a secco. - Dovranno essere eseguite con pietre ridotte col martello alla forma più che sia possibile regolare, restando assolutamente escluse quelle di forme rotonde. Le pietre saranno collocate in opera in modo che si colleghino perfettamente fra loro scegliendo per i paramenti quelle di maggiori dimensioni, non inferiore a cm. 20 di lato, e le più adatte per il migliore combaciamento onde supplire così colla accuratezza della lavorazione alla mancanza di malta. E' escluso l'uso di scaglie all'esterno. Si eviterà sempre la ricorrenza delle connessure verticali. Nell'interno delle murature si farà uso delle scaglie soltanto per appianare i corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra. b) Riempimenti in pietrame a secco. - Dovranno essere formati con pietrame da collocarsi in opera a mano su terreno ben costipato, al fine di evitare cedimenti per effetto dei carichi superiori. Per drenaggi e fognature si dovranno scegliere le pietre più grosse e regolari e possibilmente a forma di lastroni per la copertura dei sottostanti pozzetti e cunicoli. c) Vespai. - Nei locali in genere i cui pavimenti verrebbero a trovarsi in contatto con il terreno naturale saranno adottati vespai in pietrame. Il terreno di sostegno di tali opere dovrà essere debitamente spianato, bagnato e ben battuto con la mazzaranga per evitare qualsiasi cedimento. Per i vespai si dovrà formare anzitutto in ciascun ambiente una rete di cunicoli di ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse massimo di m. 1,50; essi dovranno correre anche lungo tutte le pareti ed essere regolarmente comunicanti tra loro. Detti canali dovranno, ove non stabilito diversamente, avere sezione non minore di cm. 15 di larghezza per 20 di altezza ed un sufficiente sbocco all'aperto, in modo di assicurare il ricambio dell'aria. Ricoperti tali canali con adatto pietrame di forma piatta, si completerà il sottofondo riempendo le zone rimaste fra cunicolo e cunicolo con pietrame in grossi scheggioni disposti coll'asse maggiore verticale ed in contrasto fra loro, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e spargendo infine strato di ghiaietto di conveniente grossezza sino al piano prescritto. Art. 36 MURATURA IN BLOCCHI DI CONGLOMERATO CEMENTIZIO VIBRATO I blocchi, di tipo preventivamente approvato dalla Direzione dei Lavori, se non portanti, saranno confezionati con impasto contenente Kg. 200 di cemento per mc.; se portanti con impasto contenente Kg. 300 di cemento per mc. La superficie delle costole dovrà essere almeno pari: nel 1° caso del 40%, nel 2° caso al 65% della superficie apparente del piano di posa del blocco. Il carico di rottura a 28 gg. non dovrà essere inferiore per blocchi portanti a Kg. 65 per cmq. I blocchi saranno posti in opera con malta cementizia a Kg. 300 e si provvederà alla sigillatura dei giunti, sia sulla faccia interna che su quella esterna, con lo stesso tipo di malta. 24 Nelle murature con blocchi portanti deve essere sempre eseguita la pilastratura nei cantonali e negli incroci dei muri, con conglomerato a Kg. 300 ed armata con tondi di ferro omogeneo. L'area del ferro di armatura dovrà essere uguale allo 0,8% della sezione di conglomerato ed il passo, nelle staffe ottenute con ferro del diametro 5 mm., sarà pari almeno alla altezza di ciascun blocco. Occorrendo, per la creazione di detti pilastrini si potrà ricorrere a blocchi di idonea forma e dimensione. Art. 37 MURATURA IN MATTONI I mattoni prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a loro saturazione per immersione prolungata in appositi bagnaroli e mai per aspersione. Essi dovranno mettersi in opera con le connessure alternate in corsi ben regolari e normali alla superficie esterna; saranno posati sopra un abbondante strato di malta cementizia a Kg. 300 e premuti sopra di essa in modo che la malta refluisca all'ingiro a riempire le connessure. La larghezza delle connessure non dovrà essere maggiore di otto nè minore di cinque mm. I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore presa all'intonaco ed alla stuccatura col ferro. Le malte da impiegarsi per la esecuzione di questa muratura dovranno essere passate ad adeguato setaccio per evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato. Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e collegantesi a morsa con la parete interna. Se la muratura dovesse eseguirsi a paramento visto (cortina) si dovrà avere cura di scegliere per la faccia esterna i mattoni migliori di cottura, meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli con perfetta regolarità e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con pressione i giunti verticali. In questo genere di paramento le connessure di faccia vista non dovranno avere grossezza maggiore di 5 millimetri e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta di cemento per intonaci, lisciata con apposito ferro e senza sbavature. Art. 38 CONGLOMERATI E MURATURE IN CALCESTRUZZO CICLOPICO A) CONGLOMERATI In applicazione alle nuove norme contenute nel D.M. 30-5-1972, i conglomerati vengono suddivisi per classi in base alla resistenza caratteristica cubica a 28 giorni determinata per come stabilito nell'allegato 1 del suddetto D.M.: più precisamente si distinguono le seguenti classi in rapporto alla relativa resistenza e caratteristica cubica: - classe R 150 resis. caratt. cubica a 28 gg. 1500 N/cmq (150 Kg/cmq) - classe R 200 resis. caratt. cubica a 28 gg. 2000 N/cmq (200 Kg/cmq) - classe R 250 resis. caratt. cubica a 28 gg. 2500 N/cmq (250 Kg/cmq) - classe R 300 resis. caratt. cubica a 28 gg. 3000 N/cmq (300 Kg/cmq) - classe R 400 resis. caratt. cubica a 28 gg. 4000 N/cmq (400 Kg/cmq) - classe R 500 resis. caratt. cubica a 28 gg. 5000 N/cmq (500 Kg/cmq) Nel caso in cui si vogliono usare conglomerati R 400 ed R 500 dovranno sempre essere eseguiti accurati studi preliminari, continui controlli statistici in corso d'impiego ed uno studio delle strutture particolarmente accurato. Quando i conglomerati sono destinati a massetti, a spianamenti e a strutture massicce in genere lavoranti a gravità possono essere impiegati conglomerati con resistenza caratt. non inferiore a 1000 N/cmq (100 Kg/cmq). Per strutture armate non è consentito l'impiego di conglomerati con resistenza caratteristica inferiore a 1500 N/cmq (150 Kg/cmq). Per l'esecuzione dei conglomerati l'Appaltatore è tenuto all'osservanza delle seguenti norme e prescrizioni ad integrazione di quelle contenute nei citati D.M. 30-5-1972 e D.M. 27-7-1985 che qui si deve intendere integralmente richiamato. Prima di dare inizio alle opere in conglomerato, l'impresa deve eseguire gli studi preliminari in base agli elementi che dovrà usare per la confezione dei conglomerati, tendenti fra l'altro a stabilire quali dovranno essere le varie proporzioni di essi per ottenere conglomerati della classe prescritta (resistenza caratteristica cubica a 28 giorni di maturazione). La Direzione dei Lavori potrà richiedere, senza che l'impresa possa per ciò pretendere compenso alcuno, che tali studi siano condotti o confermati da uno dei laboratori ufficiali di cui all'art. 20 della Legge 5-111971 n. 1086. Dovranno innanzitutto essere impiegati esclusivamente leganti idraulici definiti come cementi dalle disposizioni vigenti in materia e devono rispondere ai requisiti di cui alle norme di accettazione emanate con D.M. 3-6-1968. - Gli inerti debbono rispondere ai requisiti di cui all'art. 20-6) del presente Capitolato; se sono approvvigionati in più classi, in rapporto alla granulometria, la miscelazione deve essere eseguita a fondo in modo da ottenere una composizione granulometrica omogenea che dovrà mantenersi costante; la classe più fine non dovrà contenere più del 5% di materiale trattenuto al vaglio a maglia quadrata da 4,76 mm. di lato; - l'acqua dovrà rispondere ai requisiti di cui all'art. 20-1) del presente Capitolato, deve essere impiegata nella quantità minima necessaria per consentire una buona lavorabilità del conglomerato, mentre in relazione agli elementi già fissati, il rapporto acqua-cemento, (e quindi il dosaggio del cemento), deve essere quello occorrente per ottenere la resistenza richiesta per il conglomerato. 25 E' consentito l'impiego di additivi per migliorare le caratteristiche del conglomerato, purchè sia assolutamente accertata l'assenza di ogni pericolo di aggressività. L'Appaltatore, a richiesta della Direzione dei Lavori, dovrà produrre appositi certificati, rilasciati da laboratori ufficiali, dai quali risulti sia l'assenza di aggressività sia la conformità dell'additivo alle disposizioni vigenti in materia. In ogni caso tutti gli oneri finanziari per la fornitura e l'impiego degli additivi, anche quando autorizzati dalla Direzione dei Lavori sono a totale carico dell'Impresa. Per la confezione dei conglomerati si debbono impiegare mezzi meccanici idonei ed il dosaggio dei singoli componenti deve essere effettuato a peso ed in modo da garantire la costanza del proporzionamento stabilito nello studio preliminare di cui si è detto sopra. Quando il cemento è contenuto in silos, questi debbono essere costruiti in modo da evitare che l'umidità atmosferica venga a contatto con il cemento stesso; in ogni caso, gli accertamenti sui requisiti del cemento potranno essere fatti all'uscita dei silos stessi, ove detti accertamenti non risultassero positivi, la Direzione dei Lavori potrà ordinare l'allontanamento del materiale insilato o addirittura potrà vietare l'uso del silos stesso. Sia nella preparazione degli impasti sia soprattutto nel trasporto dei conglomerati si deve assolutamente escludere il pericolo della separazione o del prematuro inizio della presa. In tal senso potranno essere effettuate prove di omogeneità del conglomerato fresco prelevando almeno due campioni, ad 1/5 ed a 4/5 dello scarico dal mezzo di trasporto e passandoli ad un vaglio a maglia quadrata da 4,76 mm.; tale prova sarà positiva se la percentuale di materiale grosso dei due campioni non differisce più del 10%. Inoltre l'abbassamento al cono di Abrams per i due campioni, prima della vagliatura, non dovrà differire più di 3 cm. Non è consentito l'impiego di conglomerati che alla prova del cono di Abrams presentassero abbassamenti inferiori a 2 cm. e superiori a 18 cm. Per la posa in opera del conglomerato devono essere adottati tutti gli accorgimenti atti ad evitare fenomeni di separazione. Deve essere steso a strati di spessore da 20 a 50 cm. in rapporto alle dimensioni della struttura e successivamente, se consentito, si può passare alla vibratura. Questa deve essere eseguita immergendo il vibratore verticalmente a distanza di 40-80 cm. e ritirandolo poi lentamente in modo da non lasciare fori o impronte. Perchè le strutture risultino monolitiche deve essere ridotto al minimo il tempo tra due getti successivi. Quando questi tempi dovessero risultare troppo lunghi potrà essere consentita l'aggiunta di idonei additivi ritardanti. Nella ripresa dei getti interrotti si dovrà preventivamente stendere uno strato di boiacca (sabbia e cemento nella misura di 600 Kg/mc.) dello spessore di 1-2 cm. o, se consentito dalla Direzione dei lavori, di malta speciale tipo « Embeco ». Non è consentito fare getti di conglomerato a temperatura inferiore a 0°C, salvo che non si ricorra ad opportune cautele che potranno comprendere il riscaldamento degli inerti e dell'acqua di impasto. Tale riscaldamento dovrà essere eseguito anche quando si dovessero usare additivi quali acceleranti invernali o aeranti. Durante la stagione calda peraltro, dovranno essere adottate particolari cautele per evitare degradazioni all'impasto, quali perdita di consistenza (e quindi maggiore fabbisogno d'acqua), acceleramento della presa. Per ridurre la temperatura degli inerti sarà utile sia mantenerli umidi sia proteggere opportunamente i relativi depositi. In tal caso si dovrà tenere conto dell'acqua contenuta negli inerti, nel determinare il rapporto acqua-cemento. La Direzione dei lavori potrà autorizzare, per migliorare le caratteristiche degli impasti nelle stagioni calde, l'impiego di additivi plastificanti-ritardanti. La superficie dei getti dovrà essere mantenuta umida per almeno tre giorni. L'Appaltatore non può procedere al disarmo dei getti se non siano trascorsi almeno i seguenti termini: - sponde dei casseri di travi e pilastri 3 giorni - armature di solette di luce modesta 10 giorni - puntelli e centine di travi, archi e volte, ecc. 24 giorni Tali tempi possono essere ridotti per getti eseguiti con cemento ad alta resistenza rispettivamente a: 2, 4, 8 giorni. Ove l'Appaltatore documenti, con specifici accertamenti, che la resistenza del conglomerato ha raggiunto il valore necessario in relazione all'impiego della struttura all'atto del disarmo, la Direzione dei lavori può autorizzare che il disarmo stesso sia fatto amche prima che siano trascorsi i tempi di cui sopra. L'Appaltatore ha l'obbligo di tenere in cantiere le casseformi necessarie per la confezione dei provini da sottoporre alle prove di resistenza. Tali casseformi devono avere le caratteristiche volute dalla UNI 6-30-67, devono riprodurre dei cubi con spigoli di cm. 10, cm. 15, cm. 20, cm. 30, e devono essere tenute in cantiere in numero di almeno 2 per ogni dimensione. B) MURATURA IN CALCESTRUZZO CICLOPICO Il calcestruzzo ciclopico è costituito da conglomerato cementizio, della dosatura specifica nell'elenco prezzi e comunque non inferiore a Kg. 200 di cemento, e pietrame nelle proporzioni di 2/3 di conglomerato e 1/3 di pietrame. Il pietrame deve possedere i requisiti di cui al R.D. 16-11-1939 n. 2232 e quelli indicati all'art. 22 n. 7 del presente capitolato Speciale. La sua resistenza a rottura per compressione non deve essere inferiore a 900 Kg./cmq. Deve essere assolutamente privo di residui terrosi e in ogni caso prima dell'impiego deve essere sempre accuratamente lavato. Il pietrame deve essere impiegato in pezzatura assortita con limite superiore a cm. 20 per getti di fondazione e cm. 16 per quelli di elevazione. Sono tollerate pezzature maggiori fino a cm. 25 per i getti di fondazione e cm. 20 per quelli di elevazione, nella misura massima del 10% del volume totale del pietrame impiegato. 26 Art. 39 PARAMENTI PER LE MURATURE DI PIETRAME Per le facce viste delle murature di pietrame, potrà esere prescritta la esecuzione delle seguenti lavorazioni: A) con pietra rasa e teste scoperte (ad opera incerta); B) a mosaico grezzo; C) con pietra squadrata a corsi pressochè regolari. Nel paramento con pietra rasa e teste scoperte (ad opera incerta) il pietrame dovrà essere scelto diligentemente tra il migliore, e la sua faccia a vista dovrà essere ridotta col martello a superficie approssimativamente piana; le parti esterne dei muri dovranno risultare bene allineate e non presentare alla prova del regolo rientranze e sporgenze maggiori di mm. 25. Le facce di posa e di combaciamento delle pietre dovranno essere spianate ed adattate col martello in modo che il contatto dei pezzi avvenga in tutti i giunti per una rientranza non minore di cm. 8. Nel paramento a mosaico grezzo la faccia dei singoli pezzi dovrà essere ridotta col martello e lavorata alla grossa punta a superficie pressochè piana ed a figura poligonare ed i singoli pezzi dovranno combaciare fra loro regolarmente, restando vietato l'uso delle scaglie. Nel paramento a corsi pressochè regolari il pietrame dovrà essere ridotto a conci piani e squadrati, sia col martello che con la grossa punta, con le facce di posa parallele fra loro e quelle di combaciamento normali a quelle di posa. I conci saranno posti in opera a corsi orizzontali di altezza che può variare da corso a corso, e potrà non essere costante per l'intero filare. Nella superficie esterna dei muri saranno tollerate alla prova del regolo rientranze e sporgenze non maggiori di 15 mm. La stilatura dei giunti va fatta raschiando le connessure sino ad una conveniente rientranza per pulire dalla malta che non abbia fatto buona presa e da qualunque altra materia poco aderente, si lavano quindi le connessure e si riempiono di malta cementizia a Kg. 400 convenientemente forzata, quindi si lisceranno con ferri per modo che il contorno di pietre o dei mattoni risulti nettamente disegnato senza sbavature. Art. 40 TRAMEZZI Le pareti ad una testa ed in foglio potranno essere eseguite con mattoni pieni forati, con tavelle cave in conglomerato di pomice, con tufi segati. Tutte le dette parti di qualsiasi specie saranno eseguite con le migliori regole dell'arte, a corsi orizzontali a due fili per evitare la necessità di forte impiego di malta per l'intonaco. I tramezzi, per opere da eseguire in località sismiche dovranno essere eseguiti in muratura di mattoni con i particolari accorgimenti ed opere stabiliti nelle norme tecniche per le località colpite da terremoti. Quando una parete deve eseguirsi fin sotto al soffitto, la chiusura dell'ultimo corso sarà ben serrata, se occorre, dopo congruo tempo con maglie e cemento. Art. 41 OPERE IN CEMENTO ARMATO Nella esecuzione delle opere in cemento armato l'Appaltatore dovrà attenersi strettamente a tutte le norme contenute nella legge 5-11-1971 n. 1086 e nel Decreto Ministeriale dettante le « Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresse e per le strutture metalliche », vigente alla data dell'appalto, nonchè a quanto stabilito dall'art. 32 A) del presente Capitolato. Compete all'Appaltatore l'obbligo della denunzia delle opere all'ufficio del Genio Civile competente per territorio, prescritta dall'art. 4 della legge 5-11-1971 n. 1086, a meno che non ricorrano i casi di esonero previsti dall'ultimo comma dello stesso art. 4. Nei casi in cui non vi è esonero, l'Appaltatore deve osservare gli altri adempimenti prescritti dagli articoli 6, 7 e 8 della suddetta legge n. 1086. Deve attenersi inoltre l'Appaltatore, quando i lavori si eseguono in zone dichiarate sismiche, alle particolari prescrizioni contenute nella legge 2 febbraio 1974 n. 64 e successive modifiche e integrazioni. Tutte le opere in cemento armato facente parti dell'opera appaltata saranno eseguite in base ai calcoli di stabilità accompagnati da disegni esecutivi, redatti a cura e spesa dell'impresa. L'esame e verifica da parte della Direzione lavori dei progetti delle varie strutture in cemento armato non esonera in alcun modo l'Appaltatore dalle responsabilità a lui derivanti per legge e per le precise pattuizioni del contratto restando contrattualmente stabilito, che, malgrado i controlli di ogni genere eseguiti dalla Direzione lavori nell'esclusivo interesse dell'Amministrazione, rimane unico e completo responsabile delle opere, per quanto ha riguardo la qualità dei materiali e la loro esecuzione; di conseguenza egli dovrà rispondere degli inconvenienti che avessero a verificarsi, di qualunque natura, importanza e conseguenze, essi potranno risultare. Avvenuto il disarmo, la superficie delle opere sarà regolarizzata con malta cementizia. L'applicazione si farà previa pulitura e lavatura della superficie delle gettate e la malta dovrà essere ben conguagliata con cazzuola fratazzo, con l'aggiunta di opportuno spolvero di cemento puro. Art. 42 SOLAI 27 Le coperture degli ambienti e dei vani potranno essere eseguiti, a secondo quanto specificato nella descrizione delle opere, in uno dei tipi appresso descritti. a) Solai in cemento armato. Per tali solai si richiamano tutte le norme e prescrizioni per l'esecuzione delle opere in c.a. di cui all'art. 35. b) Solai di tipo misto in cemento armato e laterizi. I laterizi per solaio devono soddisfare le norme per l'accettazione dei materiali laterizi emanate con UNI 5631-65 e UNI 5633-65. Lo spessore delle pareti orizzontali compresse deve essere non minore di 8 mm., quello delle pareti perimetrali non minore di 7 mm. e quello dei setti non minore di 6 mm. I laterizi aventi nel solaio funzione statica devono essere conformati in modo che nel solaio in opera sia assicurata con continuità la trasmissione degli sforzi di compressione dall'uno all'altro elemento. Nel caso si richiede al laterizio il concorso nella resistenza agli sforzi tangenziali, si devono usare laterizi monoblocchi disposti in modo che nelle file adiacenti, comprendenti una nervatura in conglomerato, i giunti risultino sfalsati tra di loro. La resistenza a compressione, riferita alla sezione netta delle pareti e delle costolature, deve risultare non minore di 200 Kg/cmq per i laterizi aventi funzione principale di alleggerimento, e di 350 Kg/cmq per i laterizi aventi funzione statica integrativa. Il calcolo, la progettazione e l'esecuzione dei solai devono essere eseguiti per come prescritto in 5.3 e in 5.4 della parte prima del D.M. 30-5-1972. Quando l'armatura è collocata entro scanalature, qualunque superficie metallica deve risultare contornata in ogni direzione da uno spessore minimo di malta cementizia di 5 mm. In presenza di salsedine marina, o ambiente comunque aggressivo, il solaio deve essere protetto mediante intonaco cementizio, il cui onere si intende compreso nel prezzo del solaio. I laterizi prima dell'impiego devono essere sempre convenientemente bagnati. Per la confezione a piè d'opera di travi in laterizio armato, l'impasto di malta di cemento deve essere formato con dosature non minori di 450 Kg/mc. di sabbia viva. Per i travetti prefabbricati si dovrà adoperare conglomerato con resistenza minima a rottura di 225 Kg/cmq. I carichi accidentali di cui si dovrà tenere conto nel calcolo dei solai saranno quelli fissati dal C.N.R. n. 4773 dell'8-6-73 e in particolare: Kg/mq. 200 per abitazioni o uffici senza pubblico; Kg/mq. 350 per locali pubblici, aule ecc; Kg/mq. 500 per locali pubblici, suscettibili di grande affollamento; Kg/mq. 400 per balconi e scale; Kg/mq. 500 per balconi e scale per edifici pubblici; Kg/mq. 150 per solai non praticabili. Art. 43 CONTROSOFFITTI Tutti i controsoffitti in genere dovranno eseguirsi con cure particolari allo scopo di ottenere superficie esattamente orizzontale (o sagomata) secondo le prescrizioni, senza ondulazioni od altri difetti ed evitare in modo assoluto la formazione, in un tempo più o meno prossimo, di crepe, crenature o distacchi nell'intonaco. Al manifestarsi di tali screpolature la Direzione lavori avrà facoltà a suo insindacabile giudizio, di ordinare all'Appaltatore la rifazione, a carico di quest'ultimo, dell'intero soffitto con l'onere del ripristino di ogni altra opera già eseguita (stucchi, tinteggiature ecc.). Dalla faccia inferiore di tutti i controsoffitti dovranno sporgere, se ordinati, i ganci di ferro appendilumi. Tutti i legnami impiegati per qualsiasi scopo nei controsoffitti dovranno essere abbondantemente spalmati di carbolineo su tutte le facce. La Direzione lavori potrà prescrivere anche la predisposizione di adatte griglie o sfiatatoi in metallo per la ventilazione dei vani racchiusi dai controsoffitti. a) Controsoffitto in rete metallica (cameracanna). I controsoffitti in rete metallica saranno composti: 1) Dall'armatura principale retta o centinata in legno di abete, formata con semplici costoloni di cm. 6x12 oppure con centine composte di due o tre tavole sovrapposte ed insieme collegate ad interasse di cm. 100; 2) Dall'orditura dei correntini in abete della sezione di cm. 4x4 posti alla distanza di cm. 30 gli uni dagli altri e fissati solidamente con chiodi e reggette alle centine od ai costoloni di cui sopra ed incastrati ai lati entro le murature in modo da assicurarne l'immobilità; 3) Dalla rete metallica, in filo di ferro lucido, del diametro di mm. 2, di lato mm. 10, che sarà fissato all'orditura dei correntini con opportune grappette; 4) Dal rinzaffo di malta bastarda o malta di cemento, secondo quanto prescritto, la quale deve risalire superiormente alla rete; 5) Dall'intonaco (eseguito con malta comune di calce e sabbia e incollata a colla di malta fine) steso con le dovute cautele e con le migliori regole dell'arte perchè riesca del minore spessore possibile, con superficie piana e liscia. 28 b) Controsoffitto tipo « Perret ». I controsoffitti eseguiti con materiale laterizio tipo «Perret», «Italia» o simili saranno costituiti da tavelline sottili di cotto dello spessore di cm. 2,5 armato longitudinalmente da tondini di acciaio annegato in malta a ql. 3 di cemento per mc. di sabbia, il tutto ancorato al solaio sovrastante mediante robusti cavallotti di ferro posti a opportuna distanza. c) Controsoffitto in graticcio tipo « Strauss ». I controsoffitti con graticcio di cotto armato tipo «Strauss» o simile saranno costituiti essenzialmente da strisce di rete di filo di ferro ricotto del diametro di mm. 1 a maglie di mm. 20 di lato aventi gli incroci annegati in crocettine di forma poliedrica in argilla cotta ad alta temperatura, che assicurino alla malta una buona superficie di aderenza. Dette strisce, assicurate agli estremi a tondini di ferro da mm. 8 almeno, ancorati a loro volta nelle murature perimetrali con opportune grappe poste a distanza di cm. 25, e ben tese mediante tagie tendifili, verranno sostenute con cavallotti intermedi (a distanza di circa m. 0,40) ed occorrendo mediante irrigidimenti di tondini di ferro da mm. 3 in modo da risultare in tutta la superficie saldamente fissato al soffitto senza possibilità di cedimenti. Per l'intonacatura si procederà come per un controsoffitto normale: la malta gettata con forza contro il graticcio deve penetrare nei fori tra le varie crocette, formando al di là di esse tante piccole teste di fungo che trattengano fortemente l'intonaco alla rete. Trattandosi di rivestire superfici curve comunque centinate, la rete metallica del controsoffitto tanto del tipo comune (lett. a) che del tipo «Strauss» (lett. c) dovrà seguire le sagome di sostegni retrostanti opportunamente disposte, ed essere fissata ad esse con tutti i necessari accorgimenti per assicurare la rete e farle assumere la curvatura prescritta. Art. 44 COPERTURE ED IMPERMEABILIZZAZIONE A) Coperture a tetto. La copertura a tetto sarà sostenuta da una grossa armatura di legno, ferro o cemento armato, il tutto con le dimensioni e disposizioni che saranno prescritte dai tipi di progetto o dalla Direzione dei Lavori. Sulla grossa armatura saranno poi disposti i travicelli ed i listelli di legno (piccola armatura) sulla quale sarà poi distesa la copertura di tegole direttamente o con l'interposizione di un sottomanto in legno o in laterizi. Il sottomanto di legno, sarà costituito da tavole dello spessore di cm. 2,5 spiallate dalla parte in vista, unite a filo piano e chiodate alla sottostante orditura di travicelli. Il sottomanto di pianelle e tavelline si eseguirà collocando sui travicelli o correntini del tetto le pianelle e tavelline una vicina all'altra bene allineate e in modo che le estremità di esse posino sull'asse di detti legnami e le connessure saranno chiuse con malta idraulica liquida. I corsi estremi lungo la gronda saranno ritenuti da un listello di abete chiodato alla sottostante armatura di tetto. Copertura di tegole curve o coppi. - La copertura di tegole a secco si farà posando sulla superficie da coprire un primo strato di tegole con la convessità rivolta in basso, disposte a filari ben allineati ed attigui, accavallate per cm. 15 ed assicurate con frammenti di laterizi. Su questo strato se ne collocherà un secondo colla convessità rivolta in alto, similmente accavallate per cm. 15 disposte in modo che ricoprano la connessura fra le tegole sottostanti. Le teste delle tegole in ambedue gli strati saranno perfettamente allineate con la cordicella, sia nel senso parallelo alla gronda che in qualunque senso diagonale. Il comignolo, i displuvi ed i compluvi saranno formati con tegoloni. I tegoloni del comignolo e dei displuvi saranno diligentemente suggellati con malta e così pure saranno suggellate tutte le tegole che formano contorno delle falde che poggiano contro i muri, lucernari, canne da camino e simili. Le tegole che vanno in opera sulle murature verranno posate sul letto di malta. La copertura di tegole sul letto di malta verrà eseguita con le stesse norme indicate per la copertura di tegole a secco ad eccezione che le tegole che saranno poste su un letto di malta della grossezza di cm. 4 o 5. Copertura in tegole alla romana. - La copertura di tegole alla romana (o «maritate») composte di tegole piane (embrici) e di tegole curve (coppi) si eseguirà con le stesse norme della precedente, salvo che si poserà sulla superficie da coprire il primo strato di tegole piane, col dovuto interasse e ricoprimento, e successivamente il secondo strato di tegole curve che ricopriranno i vuoti fra i vari filari di tegole piane. Anche per questo tipo di copertura a secco dovrà eseguirsi con malta idraulica mezzana la necessaria muratura delle testate e dei colmi. In corrispondenza delle gronde dovranno impiegarsi embrici speciali a lato parallelo. Coperture di tegole piane. - Nella copertura di tegole piane ad incastro, quando le tegole devono poggiare su armature correnti, correntini o listelli, esse saranno fissate ai medesimi legnami mediante legatura di fili di ferro zincato, grosso mm. 1 circa, il quale, passando nell'orecchio esistente nella faccia inferiore di ogni tegola, si avvolgerà ad un chiodo pure zincato, fissato in una delle facce dei correntini o listelli. Quando invece le tegole devono poggiare sopra un assito, sul medesimo prima della collocazione delle tegole, saranno chiodati parallelamente alla gronda dei listelli della sezione di cm. 4x3 a distanza tale, tra loro, che vi possano poggiare i denti delle tegole di ciascun filare. Per la copertura di tegole piane ad incastro su sottomano di laterizio, le tegole dovranno posare sopra uno strato di malta cementizia grossa da cm. 4 a 5 suggellando accuratamente ogni tegola con la malta stessa. 29 In ogni caso dovranno essere impiegate nella posa della copertura mezze tegole rette e diagonali alle estremità delle falde della copertura e negli spigoli in modo da alternare le tegole da un filare all'altro. Inoltre dovranno essere disposti sopra gli spigoli appositi tegoloni di colmo murati in malta idraulica, ed in corrispondenza delle falde un numero adeguato di cappucci di aereazione. B) Coperture a terrazzo. Il solaio di copertura dell'ultimo piano a terrazzo, se praticabile, sarà eseguito in piano, mentre le pendenze da darsi al terrazzo, non inferiori all'1%, saranno raggiunte mediante inclinazione del lastrico di copertura da eseguirsi in smalto, grattonato o simile. Sopra tale lastrico verrà eseguito uno spianato di malta idraulica dello spessore di cm. 2 (camicia di calce) e quindi la spianata di asfalto, che sarà data in due strati successivi, dati l'uno in senso normale all'altro, e ciò allo scopo di evitare ogni infiltrazione di acqua. Anche le pareti perimetrali del terrazzo verranno protette, nella parte inferiore, previamente preparate con intonaco grezzo, mediante una applicazione verticale di asfalto dello spessore di mm. 8 e dell'altezza non inferiore a cm. 20 raccordata opportunamente col piano del terrazzo. Sulla spianata di asfalto sarà poi applicata direttamente (senza massetto) la pavimentazione. C) Impermeabilizzazione. 1) In malta asfaltica da proteggere con pavimentazioni asfaltiche. La malta asfaltica dovrà corrispondere alle seguenti composizioni percentuale in peso. Mastice d'asfalto naturale ........................... 92 ÷ 94% Bitume ........................................................ 6 ÷ 8% Essa dopo la distesa e il raffreddamento dovrà avere un peso per unità di volume di circa 2. Gli spessori dei manti per impermeabilizzazioni orizzontali saranno di norma da 8 a 10 mm. se distesi in unico strato e di 12 mm. se distesi in due strati sovrapposti a giunti sfalsati, ciascuno dello spessore minimo di 5mm. ed applicato in unico strato. Lo strato di malta asfaltica per impermeabilizzare le superfici orizzontali, dovrà essere steso sul massetto delle pendenze accuratamente eseguito in modo da permettere la facile eliminazione delle acque piovane. Tale massetto formato da un gretonato di calce e pozzolana o da calcestruzzo cementizio con materiali preferibilmente leggeri, dovrà essere ben battuto e bene asciutto e consistente prima dell'impermeabilizzazione. Per le superfici verticali lo strato di malta asfaltica sarà steso su pareti preparate con arricciatura di malta bastarda, lavorata al fratazzino ed assolutamente asciutta. La malta asfaltica verrà preparata sul luogo di impiego usando delle caldaie portabili costituite da due parti staccate: focolare e recipiente di fusione. Nella preparazione e confezione degli impianti sarà curato e controllato che la miscela durante la cottura sia continuamente rimescolata e mantenuta ad una temperatura non eccedente i 180°C e ciò per evitare le carbonizzazioni. La malta asfaltica sarà posta in opera accuratamente e lentamente e dovrà essere lavorata a mezzo di spatole di legno con energia e regolarità. Sarà stesa in pannelli limitati sul lato libero a mezzo righello di ferro di opportuno spessore in modo da essere di guida al posatore, e determinare lo spessore che si vuole dare al manto. I pannelli dovranno avere forma regolare affinchè ciascun pannello si congiunga al precedente mediante linea, per quanto possibile, rettilinea. La linea di giuntura fra i pannelli in opera dovrà essere saldata con miscela calda in modo che la saldatura risulti perfetta e senza soluzione di continuità. Le superfici verticali saranno le prime ad essere impermeabilizzate con uno strato orizzontale e verticale. 2) In asfalto colato, bitume e sabbia. La pasta di asfalto per stratificazioni impermeabilizzanti di terrazzi e coperture non calpestabili, fondazioni, ecc., risulterà dalla fusione di: - 60 parti in peso di asfalto naturale in pani; - 4 parti in peso di bitume naturale raffinato; - 36 parti in peso di sabbia vagliata, lavata e ben secca. I vari materiali dovranno presentare i requisiti indicati al precedente art. 25. Nella fusione i componenti saranno ben mescolati perchè l'asfalto non carbonizzi e l'impasto non diventi eterogeneo. La pasta di asfalto sarà distesa a strati e a strisce, parallele, dello spessore prescritto con l'ausilio delle opportune guide di ferro, compressa e spianata con la spatola e sopra di essa, mentre è ancora ben calda, si spargerà della sabbia silicea di granulometria fine e uniforme la quale verrà battuta per ben incorporarla nello strato asfaltico. 3) E' in facoltà della Direzione lavori di prescrivere anche impermeabilizzazione di coperture o terrazze mediante manti isolanti costituiti da fogli di un composto bituminoso stabile e ad alto punto di fusione (non inferiore a 70°C) opportunamente armato e reso tenace, elastico e flessibile. Tali fogli, dello spessore di 3÷5 mm. saranno posti in opera sui massetti preparati con le necessarie pendenze, con giunti opportunamente sfalsati e incollati con speciali collanti. Le impermeabilizzazioni, di qualsiasi genere dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza possibile, specie in vicinanza di fori, passaggi, cappe, ecc., le eventuali perdite che si manifestassero in esse anche a distanza 30 di tempo e sino al collaudo dovranno essere riparate ed eliminate dall'Impresa a sua cura e spese, compreso ogni opera di ripristino. Art. 45 INTONACI Gli intonaci dovranno essere eseguiti dopo aver rimosso dai giunti delle murature la malta poco aderente, e dopo avere pulita e abbondantemente bagnata la superficie della parete stessa. Quelli comunque difettosi o che non presentassero la necessaria aderenza alle murature, dovranno essere demoliti e rifatti dall'Appaltatore a sue spese. La calce da usarsi negli intonaci dovrà essere estinta da almeno tre mesi per evitare scoppietti, sfioriture e screpolature, verificandosi le quali, sarà a carico dell'Appaltatore il fare tutte le riparazioni occorrenti. Ad opera finita l'intonaco dovrà avere uno spessore non inferiore ai mm. 15. Gli spigoli sporgenti o rientranti verranno eseguiti ad angolo vivo oppure con opportuno arrotondamento a seconda degli ordini che in proposito darà la Direzione dei Lavori. Particolarmente per ciascun tipo d'intonaco si prescrive quanto appresso: a) Intonaco grezzo o arricciatura. - Predisposte le facce verticali, sotto regolo di guida, in numero sufficiente, verrà applicato alle murature, un primo strato di malta .................... detto rinzaffo, gettato con forza in modo che possa penetrare nei giunti e riempirli. Dopo che questo strato sarà alquanto asciutto si applicherà su di esso un secondo strato di malta .................... che si stenderà con la cazzuola o col frattone staccando ogni fessura e togliendo ogni asprezza, sicchè le pareti riescano per quanto possibile regolari. b) Intonaco comune o civile. - Appena l'intonaco grezzo avrà preso consistenza, si distenderà su di esso un terzo strato di malta fine comune, che si conguaglierà con le fasce di guida per modo che l'intera superficie risulti piana ed uniforme senza ondeggiamenti e disposta a perfetto piano verticale o secondo le superfici degli intradossi. c) Intonaci colorati. - Per gli intonaci delle facciate esterne, potrà essere ordinato che alla malta da adoperarsi sopra l'intonaco grezzo, siano mischiati i colori che verranno indicati, per ciascuna parte delle facciate stesse, per modo che dalle opportune combinazioni degli intonaci colorati, escano quelle decorazioni che dalla Direzione dei Lavori saranno giudicate convenienti. d) Intonaco ad impasto ad imitazione di pietra tufacea naturale (cosiddetto uso Li Vigni). Va adoperato per prospetti esterni e per pareti decorative. Sull'intonaco grezzo di cui alla lettera a) ma eseguito con malta .................... si distenderà uno strato di impasto, dello spessore non inferiore a mm. 3, lavorato fino alla perfetta imitazione di qualsiasi pietra tufacea naturale. L'impasto è ottenuto con grassello, terra colorata e sabbia dolomitica. e) Intonaco a stucco. - Sull'intonaco grezzo sarà sovrapposto uno strato alto almeno mm. 4 di malta per stucchi che verrà spianata con piccolo regolo e governata con la cazzuola, così da avere pareti perfettamente piane nelle quali non sarà tollerata la minima imperfezione. Ove lo stucco debba colorarsi, nella malta verranno stemperati i colori prescelti dalla Direzione dei Lavori. f) Intonaco a stucco lucido. - Verrà preparato con lo stesso procedimento dello stucco semplice; l'abbozzo però deve essere con più diligenza apparecchiato, di uniforme grossezza e privo affatto di fenditure. Spianato lo stucco, prima che esso sia asciutto si bagna con acqua in cui sia sciolto del sapone di Genova e quindi si comprime, si tira a lucido con ferri caldi, evitando qualsiasi macchiala quale sarà sempre da attribuire a cattiva esecuzione del lavoro. Terminata l'operazione si bagna lo stucco con la medesima soluzione saponacea, lisciandolo con pannolino. g) Intonaco di cemento liscio. - L'intonaco a cemento sarà fatto nella stessa guisa di quello di cui sopra alla lettera a) impiegando la malta cementizia a 400 Kg/mc. sia per il rinzaffo che per gli strati successivi. L'ultimo strato dovrà essere tirato liscio col ferro e potrà essere ordinato anche colorato. h) Rivestimenti in cemento a marmiglia martellinata. - Questo rivestimento sarà formato in conglomerato di cemento nel quale sarà sostituito al pietrisco la marmiglia della qualità, della dimensione e del colore che saranno indicati. La superficie in vista sarà lavorata a bugne, a fasce, a riquadri, ecc. secondo i disegni e quindi martellinata, ad eccezione di quegli spigoli che la Direzione ordinasse di formare lisci o lavorati a scalpello piatto. i) Impermeabilizzazione alle pareti. - Nel caso si dovesse ricorrere ad una protezione delle pareti contro infiltrazioni d'umidità sarà assicurata la perfetta impermeabilizzazione, mescolando alla malta per gli strati dell'intonaco grezzo l'adeguata dosatura del tipo di idrofugo previsto per le mescolanze. Art. 46 PAVIMENTI E RIVESTIMENTI La posa in opera dei pavimenti di qualsiasi tipo e genere dovrà essere perfetta in modo da ottenere piani esatti e nel collocamento in opera degli elementi saranno scrupolosamente osservate le disposizioni che, di volta in volta, saranno impartite dalla Direzione dei Lavori. I singoli elementi dovranno combaciare esattamente fra di loro, dovranno risultare perfettamente fissati al sottostrato e non dovrà verificarsi nelle connessure dei diversi elementi a contatto la benchè minima ineguaglianza. I pavimenti si addentreranno per mm. 15 entro l'intonaco delle pareti dell'ambiente da pavimentare, tirato verticalmente sino al pavimento, evitando quindi ogni raccordo o guscio; questo, se prescritto, dovrà sopravanzare interamente sul pavimento e non giammai costituire l'ancoraggio. 31 I pavimenti dovranno essere consegnati diligentemente finiti, lavorati e puliti senza macchia di sorta. Resta comunque contrattualmente stabilito che per un periodo di almeno dieci giorni dopo l'ultimazione di ciascun pavimento, l'Appaltatore avrà l'obbligo di impedire, a mezzo di chiusura provvisoria, l'accesso di qualunque persona nei locali; e ciò anche per pavimenti costruiti da altre Ditte. A ogni modo ove i pavimenti risultassero in tutto o in parte danneggiati per il passaggio abusivo di persone o per altre cause l'Appaltatore dovrà a sua cura e spese ricostruire le parti danneggiate. L'Appaltatore ha l'obbligo di presentare alla Direzione dei lavori i campioni dei pavimenti che saranno prescritti. Tuttavia l'Amministrazione ha piena facoltà, a suo insindacabile giudizio, di provvedere il materiale di pavimentazione. L'Appaltatore, se richiesto, ha l'obbligo di provvedere alla posa in opera al prezzo indicato nell'elenco ed eseguire il sottofondo giusto le disposizioni che saranno impartite dalla Direzione stessa. Il piano destinato alla posa di un qualsiasi tipo di pavimento dovrà essere opportunamente spianato mediante un sottofondo in guisa che la superficie di posa risulti regolare e parallela a quella del pavimento da eseguire ed alla profondità necessaria. Il sottofondo potrà essere costituito, a secondo che verrà ordinato dalla Direzione dei Lavori, da un massetto di calcestruzzo idraulico o cementizio o da gretonato, di spessore non minore di cm. 4 in via normale, che dovrà essere gettato in opera a tempo debito per essere lasciato stagionare per almeno dieci giorni. Prima della posa in opera del pavimento le lesioni eventualmente manifestatesi nel sottofondo saranno riempite e stuccate con un beverone di calce o cemento, e quindi vi si stenderà, se prescritto, lo spianato di calce idraulica (camicia di calce) dello spessore di cm. 1,5÷2. Nel caso che si richiedesse un massetto di notevole leggerezza la Direzione dei Lavori potrà prescrivere che sia eseguito in calcestruzzo di pomice. Quando i pavimenti dovessero poggiare sopra materie comunque compressibili, il massetto dovrà essere costituito da uno strato di conglomerato di congruo spessore, da gettare sopra un piano ben costipato e fortemente battuto, in maniera da evitare qualsiasi successivo cedimento. I pavimenti sia di laterizi sia in mattonelle di cemento saranno formati distendendo sopra il massetto uno strato di malta grassa crivellata sul quale le mattonelle si disporranno poi a filari paralleli, a spina di pesce o a diagonale, secondo quanto prescritto, comprimendole affinchè la malta rifluisca nei giunti. Le connessure devono essere allineate e stuccate con cemento e la loro larghezza non deve superare mm. 3 per i mattoni e le pianelle non arrotate e mm. 1 per le mattonelle di cemento. Avvenuta la presa della malta i pavimenti in mattonelle di cemento saranno arrotati con pietra pomice ed acqua e con molle di carborundum o arenaria, a seconda del tipo, e quelli in graniglia saranno spalmati in un secondo tempo con una mano di cera, se richiesta. I rivestimenti in piastrelle, di qualsiasi genere essi siano, dovranno essere eseguiti a perfetta regola d'arte con il materiale prescritto ed uguale, volta a volta, ai campioni eseguiti. Particolare cura dovrà porsi nella posizione in sito dei rivestimenti, in modo che questi a lavoro ultimato risultino perfettamente aderenti al retrostante intonaco. Pertanto prima del loro impiego le piastrelle dovranno essere immerse nell'acqua fino a saturazione e dopo avere abbondantemente innaffiato l'intonaco delle pareti, alle quali dovrà applicarsi il rivestimento, saranno allettate in sito con la necessaria e sufficiente malta cementizia normale. Le piastrelle dovranno perfettamente combaciare fra loro e le linee dei giunti, debitamente stuccate con cemento bianco, dovranno risultare a lavoro ultimato perfettamente allineate. I rivestimenti dovranno essere completati con tutti i gusci di raccordo ai pavimenti ed agli spigoli, listelli, cornici, ecc. A lavoro ultimato i rivestimenti dovranno essere convenientemente lavati e puliti. Art. 47 OPERE IN MARMO E PIETRE NATURALI Le opere in marmo, pietre naturali od artificiali dovranno in genere corrispondere esattamente alle forme e dimensioni di progetto ed essere lavorate a seconda delle prescrizioni generali del presente Capitolato e di quelle particolari che potrà impartire la Direzione lavori all'atto dell'esecuzione. Tutti i materiali dovranno avere le caratteristiche di aspetto esterno, grana, coloritura e venatura essenziali della specie prescelta. Prima di cominciare i lavori, qualora non siasi provveduto in merito avanti l'appalto da parte dell'Amministrazione appaltante, l'Appaltatore, se richiesto dalla Direzione, dovrà preparare a sue spese i campioni dei vari marmi o pietre e della loro lavorazione e sottoporli all'approvazione della Direzione lavori. Per tutte le opere infine è fatto obbligo all'Appaltatore di rilevare e controllare, a propria cura e spese, la corrispondenza delle varie opere ordinate dalla Direzione dei Lavori con le strutture rustiche esistenti, segnalando tempestivamente a quest'ultima ogni divergenza od ostacolo, restando esso Appaltatore in caso contrario unico responsabile, della perfetta rispondenza dei pezzi all'atto della posa in opera. Esso avrà pure l'obbligo di apportare alle stesse, in corso di lavoro, tutte quelle modifiche che potrebbero essere richieste dalla Direzione dei lavori. Le opere in marmo dovranno avere quella perfetta lavorazione che è richiesta dall'opera stessa, con giunzioni e piani esatti e senza risalti. Salvo contraria disposizione i marmi dovranno essere di norma lavorati in tutte le facce viste a pelle liscia, arrotate e pomiciate. 32 I marmi colorati dovranno presentare in tutti i pezzi le precise tinte e venature caratteristiche della specie prescelta. Potranno essere richieste, quando la venatura si presti, con la superficie vista a spartito geometrico, a macchia aperta a libro o comunque giocata. La pietra da taglio da impiegare nelle costruzioni dovrà presentare la forma e le dimensioni di progetto, ed essere lavorata, a norma delle prescrizioni che verranno impartite dalla Direzione all'atto della esecuzione. Per pietra da taglio a grana grossa, si intenderà quella lavorata semplicemente con la grossa punta senza fare uso della martellina per lavorare le facce viste, nè dello scalpello per ricavare gli spigoli netti. Verrà considerata come pietra da taglio a grana ordinaria quella le cui facce viste saranno lavorate con la martellina a denti larghi. La pietra da taglio s'intenderà lavorata a grana mezza fina e a grana fina, secondo che le facce predette saranno lavorate con la martellina a denti mezzani o a denti finissimi. In tutte le lavorazioni, esclusa quella a grana grossa, le facce esterne di ciascun concio della pietra da taglio dovranno avere gli spigoli vivi e ben cesellati per modo che le connessure fra concio e concio non eccedano la larghezza di mm. 5 per la pietra a grana ordinaria e di mm. 3 per le altre. Qualunque sia il genere di lavorazione per le facce viste, i letti di posa e le facce di combaciamento dovranno essere ridotti a perfetto piano e lavorate a grana fina. Per ancorare i diversi pezzi di marmo, ecc., si adoperano grappe, perni e staffe, in ferro zincato o stagnato od anche in rame, di tipo e dimensioni adatti allo scopo ed agli sforzi che sono destinati a sostenere e di gradimento della Direzione dei Lavori. Tali ancoraggi si fisseranno saldamente ai marmi o pietre entro apposite incassature di forma adatta, preferibilmente a mezzo di piombo fuso e battuto a mazzuolo, e murati nelle murature di sostegno con malta cementizia. I vuoti che risulteranno tra i rivestimenti in pietra o marmo e le retrostanti murature dovranno essere diligentemente riempiti con malta idraulica fina o mezzana, sufficientemente fluida e debitamente scagliata, accertandosi che non rimangano vuoti di nessuna entità. La stessa malta sarà impiegata per l'allattamento delle lastre in piano per pavimenti, ecc. I piani superiori delle pietre o marmi posti all'esterno dovranno avere le opportune pendenze per convogliare le acque piovane secondo le indicazioni che darà la Direzione dei Lavori. Sarà in ogni caso a carico dell'Appaltatore, anche quando esso avesse l'incarico della sola posa in opera, il ridurre e modificare le murature ed ossature ed eseguire i necessari scalpellamenti ed incamerazioni in modo da consentire la perfetta posa in opera dei marmi e pietre di qualsiasi genere. Nel caso di rivestimenti esterni potrà essere richiesto indifferentemente che la posa in opera delle pietre o marmi segua immediatamente il progredire delle murature, come pure che venga eseguita in un tempo successivo senza che l'Appaltatore possa per ciò accampare pretese a compensi speciali, oltre quelli previsti dalla tariffa. Art. 48 OPERE IN LEGNAME A) Opere da carpentiere. Tutti i legnami da impiegarsi in opere stabili da carpentiere (grossa armatura di tetto, travatura per solai, impalcati, ecc.) devono essere lavorati con la massima cura e precisione secondo ogni buona regola d'arte ed in conformità alla prescrizione che potrà dare la Direzione dei Lavori. Le giunzioni del legname devono avere la forma e le dimensioni prescritte, ed essere nette e precise in modo da ottenere un esatto combaciamento dei pezzi che devono essere uniti. Non è tollerato alcun taglio in falso, nè zeppe o conci, nè qualsiasi altro mezzo di guarnitura o ripieno. Secondo che verrà ordinato dalla Direzione dei Lavori nelle facce di giunzione possono essere interposte delle lamine di piombo o di zinco, od anche del cartone incatramato. Le diverse parti componenti un'opera in legname devono essere fra loro collegate solidamente in tutti i punti di contatto mediante caviglie, chiodi, squadre, staffe di ferro, fasciature ed altro in conformità delle prescrizioni che saranno date. Dovendosi impiegare chiodi per collegamento dei legnami, è espressamente vietato farne l'applicazione senza apparecchiarne prima il conveniente foro col succhiello. I legnami prima della loro posizione in opera e prima dell'esecuzione della spalmatura di catrame e della coloritura se ordinata, si devono congiungere in prova nei cantieri per essere esaminati ed accettati provvisoriamente dalla Direzione dei lavori. Tutte le parti dei legnami che rimangono incassate nella muratura devono, prima della posa in opera, essere convenientemente spalmate di catrame vegetale o di carbolineum e tenute, almeno lateralmente e posteriormente isolate in modo da permettere la permanenza di uno strato di aria possibilmente ricambiabile. B) Infissi in legno. Il legname per i serramenti dovrà essere perfettamente lavorato e piallato e risultare, dopo ciò, dello spessore richiesto, intendendosi che le dimensioni dei disegni e gli spessori si intendono fissati a lavoro ultimato, nè saranno tollerate eccezioni a tale riguardo, dovendo l'Appaltatore provvedere al legname di spessore superiore a quello richiesto per il lavoro finito. 33 Le unioni dei ritti con traversi saranno eseguite con le migliori regole dell'arte; i ritti saranno continui per tutta l'altezza del serramento, ed i traversi collegati a dente e mortisa con caviglie di legno duro e con biette a norma delle indicazioni che darà la Direzione dei lavori. I denti e gli incastri a maschio e femmina, dovranno attraversare dall'una all'altra parte i pezzi in cui verranno calettati, e le linguette avranno comunemente la grossezza di 1/3 del legno e saranno incollate. Nei serramenti ed altri lavori a specchiatura, i pannelli saranno uniti ai telai ed ai traversi intermedi mediante scanalatura nei telai e linguette nella specchiatura con sufficiente riduzione dello spessore per non indebolire soverchiamente il telaio. Fra le estremità della linguetta ed il fondo della scanalatura deve lasciarsi un gioco per conseguire il movimento del legno nella specchiatura. Le unioni delle parti delle opere in legno e dei serramenti verranno fatte con viti, usando chiodi o punte di Parigi solo quando sia espressamente indicato dalla Direzione dei lavori. Tutti gli accessori, ferri ed apparecchi di chiusura, di sostegno, di manovra, ecc., dovranno essere prima della loro applicazione accettati dalla Direzione dei lavori. La loro applicazione alle varie opere dovrà essere fatta a perfetto incastro, per modo da non lasciare alcuna discontinuità, quando sia possibile, mediante bulloni a viti. Quando si tratta di serramenti da aprire e chiudere, ai telai maestri ed ai muri dovranno essere sempre assicurati appositi ganci su lastre, catenelle od altro, che mediante opportuni occhielli ai serramenti ne fissino la posizione quando i serramenti stessi debbono restare aperti. Per ogni serratura di porta o uscio dovranno essere consegnate due chiavi. A tutti i serramenti ed altre opere in legno prima del loro collocamento in opera e previa accurata pulitura a raspa e carta vetrata, verrà applicata una prima mano di olio di lino cotto, accuratamente spalmato in modo che il legname ne resti bene impregnato. Essi dovranno conservare il loro colore naturale e, quando la prima mano sarà bene essiccata, si procederà alla loro posa in opera e quindi alla loro pulitura con pomice e carta vetrata. Le forme e le dimensioni delle opere in legno saranno fissate caso per caso; per i serramenti e le loro parti saranno osservate le prescrizioni normali precisate nella descrizione delle opere contenute nell'elenco di prezzi o nei disegni di progetto, oltre quanto sarà ordinato dalla Direzione dei lavori all'atto pratico. Resta di più stabilito che quando l'ordinazione riguarda la fornitura di più serramenti, appena avuti i particolari per la costruzione di ciascun tipo, l'Appaltatore dovrà tosto allestire il campione di ogni tipo che dovrà essere approvato dalla Direzione dei lavori e verrà depositato presso di essa. Detti campioni verranno posti in opera per ultimi, quando tutti gli altri serramenti saranno stati presentati ed accettati. Ciascun lavoro in legno o serramento prima dell'applicazione della prima mano d'olio di lino cotto, dovrà essere sottoposto all'esame ed all'accettazione della Direzione dei lavori, la quale rifiuterà senza eccezione, tutti quelli che fossero stati verniciati o colorati senza tale prima vista ed accettazione. Gli infissi esterni ed interni saranno eseguiti del tutto in conformità alle prescrizioni e descrizioni contenute nell'elenco prezzi o nei particolari costruttivi allegati ai grafici di progetto. Gli infissi di finestre, porte, vetrate, ecc. saranno collocate in opera fissandole alle strutture di sostegno, a secondo dei casi, mediante grappe di ferro a viti assicurate a tasselli cuneati di legno o a controtelai debitamente murati. Nel caso di infissi qualsiasi muniti di controtelaio, l'Appaltatore sarà tenuto ad eseguirne il collocamento in opera anticipato, a murature rustiche, a richiesta della Direzione dei lavori. Nell'esecuzione della posa in opera, le grappe dovranno essere murate a calce o cemento se cadenti entro strutture murarie, o fissate con piombo fuso e battuto a mazzuolo se cadenti entro pietre, marmi, ecc. Sarà a carico dell'Appaltatore ogni opera necessaria per permettere il libero e perfetto movimento dell'infisso posto in opera (come scalpellamenti di piattabande, ecc.) ed ogni riparazione conseguente (ripristini, stuccature intorno ai telai, ecc.) come pure di verificare che il collocamento in opera degli infissi sia eseguito nella esatta posizione richiesta e con tutte le regole d'arte, restando a suo carico la correzione di qualsiasi imperfezione che venisse riscontrata, anche in seguito, sino al momento del collaudo. Art. 49 OPERE IN FERRO Nei lavori in ferro, questo deve essere lavorato diligentemente con maestria, regolarità di forme e precisione di dimensioni, secondo i disegni che fornirà la Direzione dei lavori, con particolare attenzione nelle saldature e bolliture. I fori saranno tutti eseguiti col trapano, le chiodature, le ribaditure, ecc. dovranno essere perfette, senza sbavature; i tagli dovranno essere limitati. Saranno rigorosamente rifiutati tutti quei pezzi che presentino il più leggero indizio d'imperfezione. Ogni pezzo ed opera completa dovrà essere fornita a piè d'opera con coloritura a minio. Per ogni opera in ferro, a richiesta della Direzione dei lavori, l'Appaltatore avrà l'obbligo di presentare il relativo modello alla preventiva approvazione. L'Appaltatore sarà in ogni caso obbligato a controllare gli ordinativi e a rilevare sul posto le misure esatte delle diverse opere in ferro, essendo esso responsabile degli inconvenienti che potessero verificarsi per l'omissione di tale controllo. In particolare si prescrive: a) Inferriate, cancellate, cancelli, eec. Saranno costruiti a perfetta regola d'arte secondo i tipi che verranno indicati all'atto esecutivo. Essi dovranno presentare tutti i regoli ben diritti, spianati in perfetta composizione. I tagli per le 34 connessure per i ferri incrociati mezzo a mezzo dovranno essere della massima precisione ed esattezza, ed il vuoto di uno dovrà esattamente corrispondere al pieno dell'altro, senza la minima ineguaglianza e discontinuità. Le inferriate con regoli intrecciati ad occhio non presenteranno nei buchi formati a fuoco, nessuna fessura che si prolunghi oltre il buco necessario. In ogni caso l'intreccio dei ferri dovrà essere diritto ed in parte dovrà essere munito di occhi in modo da non potere mai essere in nessun caso sfilato. I telai saranno fissati ai ferri di orditura e saranno poi muniti di forti grappe ed arpioni ben inchiodati ai regoli di telaio in numero, dimensioni e posizioni adeguate. b) Infissi in ferro. Infissi per finestre, vetrate ed altro, potranno essere richiesti con profilati ferro-finestra, o con ferri comuni profilati, ovvero con lamiera di ferro sagomata, secondo come prescritto. Le chiusure saranno eseguite a ricupero ad asta rigida, con corsa inversa ed avranno il fermo inferiore e superiore. Il sistema di chiusura potrà essere a leva od a manopola a secondo di come è prescritto. Le cerniere dovranno essere a quattro maschiettature, in numero di tre per ciascuna partita dell'altezza non inferiore a cm. 6, con ghiande terminali. Gli apparecchi di chiusura e di manovra in genere dovranno risultare bene equilibrati e non richiedenti eccessivi sforzi per la manovra. Le ante apribili dovranno essere munite di gocciolatoio. Le ferramenta di ritegno dovranno essere proporzionate alla robustezza dell'infisso stesso. In ogni caso dovranno essere del tutto conformi alle prescrizioni precisate nell'elenco prezzi o nei particolari costruttivi allegati ai grafici di progetto, o alle prescrizioni che potrà fornire la Direzione dei lavori all'atto esecutivo. Le opere in ferro, quali infissi di porte, finestre, vetrate, ecc. saranno collocate in opera con gli stessi accorgimenti e cure, per quanto applicabili, prescritte dall'articolo precedente per le opere in legno. c) Grossa carpenteria. Il montaggio in sito e collocamento in opera di grossa carpenteria metallica dovrà essere eseguito da operai specializzati in numero sufficiente affinchè il lavoro proceda con la dovuta celerità. Il montaggio dovrà essere fatto con la massima esattezza, ritoccando opportunamente quelle parti che non coincidessero perfettamente e tenendo opportuno conto degli effetti delle dilatazioni. Dovrà tenersi presente infine che i materiali componenti le opere di grossa carpenteria, ecc., debbono essere tutti recuperati completamente, senza guasti nè perdite. Art. 50 TUBAZIONI Le tubazioni in genere, del tipo e dimensioni prescritte, dovranno seguire il minimo percorso compatibile col buon funzionamento di esse e con la necessità dell'estetica; dovranno evitarsi, per quanto possibile, gomiti, bruschi risvolti, giunti e cambiamenti di sezione ed essere collocate in modo da non ingombrare e da essere facilmente ispezionabili, specie in corrispondenza a giunti, sifoni, ecc. Inoltre quelle di scarico dovranno permettere il rapido e completo smaltimento delle materie, senza dar luogo ad ostruzioni, formazioni di depositi od altri inconvenienti. Quando le tubazioni possono venire a funzionare in pressione, anche per breve tempo, dovranno essere sottoposte ad una pressione di prova da 1,5 a 2 volte la pressione di esercizio. Tanto le tubazioni a pressione che quelle a pelo libero dovranno essere provate, prima della loro messa in funzione, a cura e spese dell'Impresa e nel caso che si manifestassero delle perdite, anche di lieve entità, dovranno essere riparate e rese stagne a tutte spese di questa ultima. Così pure sarà a carico dell'Impresa la riparazione di qualsiasi perdita ad altro difetto che si manifestasse nelle varie tubazioni, pluviali, docce, ecc., anche dopo la loro entrata in esercizio e sino al momento del collaudo, compresa ogni opera di ripristino. Tutte le condutture non interrate dovranno essere fissate e sostenute con convenienti staffe, cravatte, mensole, grappe o simili, in numero tale da garantire il loro perfetto ancoraggio alle strutture di sostegno. Tali sostegni, eseguiti di norma in ferro o ghisa malleabile, dovranno essere in due pezzi, snodati a cerniera o con fissaggio a vite, in modo da permettere la rapida rimozione del tubo, ed essere posti a distanza non superiore a m. 1. Le condutture interrate poggeranno, a secondo delle disposizioni della Direzione dei lavori, o su poggioli isolati in muratura di mattoni, o su letto costituito da un massetto di calcestruzzo, di gretonato, ecc., che dovrà avere forma tale da seguire perfettamente la circonferenza esterna del tubo per almeno 60°; in ogni caso detti sostegni dovranno avere dimensioni tali da garantire il mantenimento delle tubazioni nella esatta posizione stabilita. Nel caso in cui i tubi poggiano su sostegni isolati, il rinterro dovrà essere curato in modo particolare. Art. 51 OPERE DA PITTORE Qualunque tinteggiatura, coloritura o verniciatura dovrà essere preceduta da una conveniente ed accuratissima preparazione delle superfici e precisamente da raschiature, scrostature, stuccature, eventuali riprese di spigoli e tutto quanto occorre per eguagliare le superfici medesime. Successivamente le dette superfici dovranno essere perfettamente levigate con carta vetrata e, quando trattasi di coloriture o verniciature, nuovamente stuccate, indi pomiciate e lisciate, previa imprimitura, con le modalità e sistemi migliori atti ad assicurare la perfetta riuscita del lavoro. Speciale riguardo dovrà aversi per la superficie da rivestire con vernici. Per le opere in legno, la stuccatura ed imprimitura dovrà essere fatta con mastici adatti e la levigatura e rasatura delle superfici dovrà essere perfetta. 35 Per le opere metalliche la preparazione delle superfici dovrà essere preceduta dalla raschiatura delle parti ossidate. Le tinteggiature, coloriture e verniciature dovranno, se richiesto essere anche eseguite con colori diversi su una stessa parete, complete di filettature, zoccoli e quanto altro occorre alla perfetta esecuzione dei lavori. La scelta dei colori è dovuta al criterio insindacabile della Direzione dei lavori e non sarà ammessa alcuna distinzione tra i colori ordinari e colori fini dovendosi in ogni caso fornire i materiali più fini e delle migliori qualità. Le successive passate di coloritura ad olio e vernice dovranno essere di tonalità diversa, in modo che sia possibile in qualunque momento controllare il numero delle passate che sono state applicate. L'Impresa ha inoltre l'obbligo di eseguire, nei luoghi e con le modalità che le saranno prescritte, i campioni dei vari lavori di rifinitura, sia per la scelta delle tinte che per il genere di esecuzione, e ripeterli eventualmente con le varianti richieste sino ad ottenere l'approvazione della Direzione dei lavori, prima di por mano all'opera stessa. Essa dovrà infine adottare ogni precauzione e mezzo necessario ad evitare spruzzi o macchie di tinte o vernice sulle opere eseguite (pavimenti, rivestimenti, infissi, ecc.) restando a suo carico ogni lavoro necessario a riparare i danni eventualmente arrecati. Le opere complete di rifinitura dovranno eseguirsi di norma secondo le operazioni elementari e le particolari indicazioni che seguono. a) Tinteggiatura a calce. - La tinteggiatura a calce degli intonaci interni e la relativa preparazione consisterà in: 1) spolveratura e raschiatura delle superfici; 2) prima stuccatura a gesso e colla; 3) levigamento con carta vetrata; 4) applicazione di due mani di tinta a calce. Gli intonaci da tinteggiare dovranno già avere ricevuto la mano preventiva di latte di calce denso (scialbatura). b) Tinteggiatura a colla e gesso. - Saranno eseguite come appresso: 1) spolveratura e ripulitura delle superfici; 2) prima stuccatura a gesso e colla; 3) levigamento con carta vetrata; 4) spalmatura di colla temperata; 5) rasatura dell'intonaco ed ogni altra idonea preparazione; 6) applicazione di due mani di tinta a colla e gesso. Tale tinteggiatura potrà essere eseguita a mezzo tinte oppure a tinte forti e colori fini. c) Dipintura ad olio. - Le dipinture degli infissi in legno saranno eseguite come appresso: 1) spalmatura di uno strato di olio di lino cotto, che va eseguita, come disposto dall'art. 42 lettera B, prima del collocamento in opera dell'infisso e che va rifatta, a giudizio del Direttore dei lavori, se tra la detta spalmatura e la coloritura definitiva risulta un intervallo di tempo tale da richiedere il rinnovo della spalmatura d'olio; 2) stuccatura parziale con mastice ad olio e la quantità occorrente di biacca di piombo per coprire i buchi e le connessure; 3) levigamento con carta vetrata e lisciatura; 4) spalmatura di uno strato di colore argentino ad olio; 5) nuovo levigamento con carta vetrata e lisciatura; 6) spalmatura di un secondo strato di colore ad olio (del colore scelto dal Direttore dei lavori); 7) spalmatura di un terzo strato come sopra. Se si tratta di infissi interni, dopo la stuccatura parziale ed il levigamento relativo, si procederà alla stuccatura generale con mastice di creta di Sciacca ad olio e con quella quantità di biacca che si reputerà occorrente, indi al levigamento con pietra pomice, alla revisione con mastice necessaria in seguito al levigamento e quindi alla spalmatura d'uno strato di colore «argentino» ad olio, revisione con carta vetrata per rendere lisce le pareti a colorire e coloritura definitiva nel colore prescelto e nel numero normale di due strati. d) Verniciatura a smalto comune. - Saranno eseguite con appropriate preparazioni, a seconda del grado di rifiniture che la Direzione dei lavori vorrà conseguire ed a seconda del materiale da ricoprire (intonaci, opere in legno, ferro, ecc.). A superficie debitamente preparata si eseguiranno le seguenti operazioni: 1) applicazione di una mano di vernice a smalto con lieve aggiunta di acquaragia; 2) leggera pomiciatura a panno; 3) applicazione di una seconda mano di vernice a smalto con esclusione di diluente. e) Verniciatura con vernici pietrificate e lavabili, a base di bianco di titanio (tipo «Cementite» o simili), su intonaci, con superficie, finita liscia o a «buccia d'arancia»: 1) spolveratura, ripulitura e levigamento delle superfici con carta vetrata; 2) stuccatura a gesso e colla; 3) mano fissativa di leggera soluzione di colla in acqua; 4) applicazione di uno strato di standalio con leggera aggiunta di biacca in pasta, il tutto diluito con acquaragia; 5) applicazione a pennello di due strati di vernice a base di bianco di titanio, con aggiunta di piccola percentuale di olio di lino cotto e diluita con acquaragia; la seconda mano sarà eventualmente battuta con spazzola per ottenere la superficie a buccia d'arancia. 36 Art. 52 IMPIANTO ELETTRICO - PRESCRIZIONI E CARATTERISTICHE TECNICHE GENERALI Gli impianti dovranno rispondere in tutto alle disposizioni legislative nonchè alle norme C.E.I. - U.N.E.L. E.N.P.I. - U.N.I. vigenti all'atto della esecuzione dei lavori. L'Impresa appaltatrice rimane unica responsabile della perfetta esecuzione delle opere in relazione all'obbligo di soddisfare integralmente le norme sopra richiamate. I) Quadro generale: a valle degli apparecchi misuratori dell'energia erogata, posti dalla Società erogatrice dell'energia stessa, sarà collocato il quadro generale di tipo a cabina in lamiera di ferro sagomata e rinforzata, ove occorra, con i necessari profilati di ferro, e posto in apposito locale. Il quadro deve essere costituito da sezioni di tipo unificato in modo da rendere possibile l'agevole ingrandimento del quadro stesso. Ogni sezione sarà in genere costituita da un pannello frontale (in lamiera di ferro o alluminio) portante i pulsanti e le leve di comando, le lampade di segnalazioni, gli strumenti indicatori, ecc. nonchè da una incastellatura indipendente di profilati di ferro portante tutte le apparecchiature di manovra e di protezione. Qualora il quadro generale è formato da più sezioni, le barre ed i conduttori di connessione delle singole sezioni debbono essere dimensionati per una corrente pari a 1,5 volte la corrente di esercizio, presupponendo una densità di corrente pari a 2 A x mmq. Tutte le discese tra le barre e gli utilizzatori debbono essere protette in modo da non permettere il contatto accidentale con esse. Le linee di alimentazione, uscenti dal quadro debbono essere attestate in apposite morsetterie protette contro i contatti accidentali e saranno poste di preferenza lateralmente nell'incastellatura di ogni singola sezione. Le linee in partenza debbono essere facilmente identificabili, siano esse in cavo od in tubo e, qualora la struttura del quadro lo consenta, potranno raggiungere i punti di uscita mediante attraversamento della parte alta del quadro. Ogni linea deve essere provvista di un interruttore automatico e di un sezionatore-valvola a contatti protetti. Ogni circuito deve essere contrassegnato con chiare targhette indicatrici e provvisto da lampada spia. La incastellatura del quadro, verniciata alla nitrocellulosa previa fostatizzazione, deve essere posta permanentemente a terra mediante collegamento con la rete di terra (secondo norme C.E.I.) regolamentare. II) Quadri secondari o di settore: i quadri secondari o di settore debbono avere struttura del tipo a cassettone di lamiera od incassati nelle murature. Debbono essere convenientemente rinforzati e muniti di telaio e controtelaio per l'apertura a libro in modo da rendere facilmente accessibili le apparecchiature. All'esterno deve essere previsto uno sportello di lamiera pesante munito di serratura di sicurezza. Essi saranno verniciati a fuoco alla nitrocellulosa. Sia le linee in arrivo che quelle in partenza debbono far capo ad apposite morsetterie dimensionate tenendo anche conto della necessità di porre un 20% di morsetti di riserva. Le morsetterie debbono avere basi isolanti esclusivamente in steatite. Ogni circuito deve essere contrassegnato da chiare targhette indicatrici. III) Linee - Prescrizioni generali. Tutte le linee saranno eseguite con cavi unipolari o pluripolari isolati con materiale termoplastico correnti entro tubazioni di polivinile di forte spessore (spessore 1,6÷2 mm.), poste sotto traccia. Tutti i conduttori dovranno essere di rame elettrolitico puro secondo le norme C.E.I. - U.N.E.L. Il diametro dei tubi sarà calcolato in modo da assicurare una riserva di spazio pari al 40% della sezione utile di previsione. Per i conduttori si presuppone una densità di corrente pari a 2 A x mmq. Non sono ammessi tubi aventi diametro interno minore di mm. 13. Le tubazioni saranno perfettamente verticali nei tratti ascendenti e discendenti, orizzontali nei tratti in piano con leggera pendenza opportunamente orientata per lo smaltimento di eventuale condensa che potrebbe raccogliersi nei contenitori. Resta rigorosamente vietato ogni attraversamento diagonale sia nei soffitti come nelle pareti. Le curve saranno sufficientemente ampie senza gomiti, strozzature e simili. Le giunzioni delle tubazioni saranno realizzate mediante manicotti fissati con apposito mastice in modo che i due tratti di tubo combacino perfettamente. I cavi posti entro i tubi dovranno risultare facilmente sfilabili ed il loro infilaggio dovrà avvenire dopo che i tubi stessi siano murati sotto intonaco. I cavi nei tubi saranno sempre interi senza giunzioni, e saldature. IV) Classificazione delle linee dal punto di vista della destinazione. A) Linee principali di alimentazione: Si indicano con linee principali di alimentazione quelle che vanno dal quadro generale ai quadri secondari od alle utenze speciali di illuminazione e di forza motrice. B) Linee principali di distribuzione: Si indicano con linee principali di distribuzione quelle che vanno dai quadri secondari alle cassette di distribuzione. C) Linee secondarie di distribuzione: Si indicano con linee secondarie di distribuzione quelle che vanno dalle cassette di distribuzione alle cassette di derivazione ed ai singoli utilizzatori. V) Classificazioni. Gli impianti dovranno avere le seguenti canalizzazioni separate: 37 a) circuiti punti luce e prese luce; b) circuiti prese di forza motrice; c) circuiti forza motrice trifase e monofase. VI) Cassette di derivazione. Le cassette di derivazione potranno essere o in lamiera smaltata, o di ghisa od in bachelite di tipo pesante. I coperchi, dello stesso materiale delle cassette, saranno ad esse fissati con viti. VII) Calcolo delle linee. Il dimensionamento delle varie linee deve essere effettuato assumendo i carichi medi dei punti di utilizzazione (prese, punti luce, ecc.). Per quanto riguarda la densità di corrente la determinazione del carico deve essere effettuata come segue: - per circuiti punti luce considerando il 100% del carico; - per circuiti prese luce e circuiti di forza motrice (carichi ohmici ed induttivi) considerando il 40% del carico, ad eccezione dei circuiti F.M. alimentanti uno o due utilizzatori per i quali deve essere considerato il 100% del carico (impianti elevatori, elettroventilatori isolati, ecc.) Determinati i carichi, per il dimensionamento delle sezioni deve essere assunta una densità di corrente mai maggiore di 2 A x mmq. La caduta di tensione massima ammessa è: - del 3% per i circuiti di illuminazione; - del 5% per i circuiti di F.M. Tale caduta va intesa dal quadro secondario all'utilizzatore in peggiori condizioni. Per i circuiti di alimentazione diretta di motori va considerato un carico pari al: - 300% di quello nominale di un solo motore; - 200% di quello nominale di due motori; - 150% di quello nominale per tre motori; - 100% di quello nominale per quattro o più motori. Tale criterio di calcolazione presuppone che i motori siano di potenza praticamente uguale tra loro, mentre nel caso di notevole diversità di potenza, si eseguirà un opportuno raggruppamento dei motori più piccoli in moda da ottenere gruppi di macchine di potenze paragonabili. Per il calcolo delle linee dei segnali luminosi, orologi, etc. valgono le norme stabilite per i circuiti luce, nel mentre per la caduta di tensione si terrà conto delle norme date dai costruttori delle apparecchiature impiegate; in ogni caso non è ammessa una caduta di tensione maggiore dell'8%. I calcoli delle linee per gli impianti di diffusione sonora, segnalazione automatica d'incendio e simili, saranno eseguiti secondo le norme stabilite nei precedenti paragrafi e per le cadute di tensione si terrà conto di quelle fissate dai costruttori delle apparecchiature impiegate (in ogni caso non è ammessa una caduta di tensione maggiore del 5%). Per gli impianti telefonici si applicheranno le prescrizioni dettate dalla Società concessionaria. VIII) Utilizzatori. Tutti gli utilizzatori (prese, interruttori, pulsanti, ecc.) saranno del tipo da incasso con fissaggio dei frutti a vite. Le scatole di contenimento saranno preferibilmente di metallo con fondo di bachelite ad altissimo isolamento. I frutti, le scatole di contenimento e le placche dovranno consentire combinazioni di utilizzatori. Gli interruttori, deviatori, commutatori saranno del tipo con comando a bilanciere, contatti di argento, corrente di esercizio 5 A con carichi induttivi. Dovrà essere prevista la possibilità di combinazione delle suddette apparecchiature con il tasto di spegnimento degli impianti di segnalazione. Le prese di corrente saranno tutte provviste di polo di terra e avranno una portata di 6 A. Le prese di corrente speciali per lampade portatili (alimentazione a 25 V) saranno del tipo stagno preferibilmente predisposte per innesto a jack. Le prese di F.M. monofase e trifase, provviste tutte di polo di terra e di 15 A di portata, dovranno rispondere alle norme antinfortunistiche soprattutto per quanto riguarda l'inserimento e disinserimento della spina a circuito aperto. Le prese di F.M. trifase con blocco meccanico saranno munite di interruttore non automatico con fusibili tipo Diazed e di blocco meccanico che impedisce l'inserzione e la disinserzione della spina a circuito chiuso. La portata deve essere di 20 A. Le prese a pavimento saranno costituite da due parti: una fissa e una mobile; la parte fissa, annegata nel pavimento, in condizione di riposo dovrà essere chiusa da un coperchio di acciaio inossidabile a perfetta tenuta stagna posto a filo pavimento. L'altra parte da inserire solo quando la presa è utilizzata deve essere costituita da un'apparecchiatura metallica la quale ad una estremità presenti un innesto multiplo speciale per l'inserimento nella parte annegata ed all'altra estremità porti i frutti costituenti la combinazione prescelta. IX) Impianti di segnalazione acustico-luminose. La tensione massima di esercizio consentita è di 24 V. La chiamata, oltre a provocare l'accensione del segnale luminoso (luce fissa) al di fuori della stanza donde è partita, deve provocare il suono (intermittente) di un ronzatore, l'accensione (intermittente) di un quadro di segnalazione posto nel locale di ricezione delle chiamate, 38 la accensione di un segnale luminoso (lampada di tranquillizzazione) posto all'interno del locale di chiamata e l'accensione di indicatore direzionale di settore, quando l'edificio è diviso in più settori. Un tasto di annullamento, posto nell'interno della stanza, servirà a spegnere tutti i segnali. Particolare cura sarà posta nel dimensionamento dei contatti e degli avvolgimenti dei relè e delle bobine dei ronzatori che debbono essere in grado di sopportare le correnti di lavoro anche per periodi di maggiore durata di quella normalmente prevista (grado di intermittenza 40%). Art. 53 SCAVI PER LA POSA DEI TUBI DI ACQUEDOTTO E SUCCESSIVO RIEMPIMENTO DEI CAVI I cavi entro i quali si poseranno le tubazioni dovranno avere il fondo regolarmente spianato affinché i tubi gli si appoggino in tutta la loro lunghezza. I cavi dovranno avere la profondità precisa stabilita nei rispettivi profili o quella che verrà fissata all'atto esecutivo dalla direzione lavori comunque non inferiore a m 1,00 misurati sulla generatrice superiore della tubazione. Nei punti ove cadono i giunti dei tubi si faranno delle nicchie sufficienti per poter eseguire regolarmente tutte le operazioni relative alla posa dei tubi ed alla esecuzione dei giunti. Nel paleggiamento delle materie fuori dei cavi, si dovranno tenere separate quelle terrose e scelte che dovranno poi per primo essere riversate e buttate sul fianco del tubo e per almeno cm 15 al disopra del medesimo per difenderlo dalle rotture e rincalzarlo solidamente. Nei tratti di cavo ricadenti per tutta la loro altezza nella roccia, le materie scelte necessarie per costruire il primo strato a protezione del tubo verranno fornite da cave di prestito, senza speciale compenso oltre a quello stabilito per gli scavi per la posa di condotta. Nella riempitura dei cavi dovranno usarsi tutte le cautele per non danneggiare i tubi. In ogni caso il riempimento degli scavi dovrà essere eseguito a cordoli dell'altezza non maggiore di cm 25 pigiati regolarmente strato per strato in modo da ottenere un completo assodamento delle materie. Gli scavi da eseguire entro gli abitati o comunque in prossimità di abitazioni, dovranno essere tenuti aperti il minor tempo possibile in modo da dare il minor disturbo ai privati e non interrompere il transito dei veicoli sulle strade provinciali. L'impresa dovrà provvedere ai necessari puntellamenti, ripari o sbadacchi ed ai passaggi provvisori con tavole od altro per assicurare la libera circolazione dei pedoni e l'accesso alle case fronteggianti. Per gli scavi sarà concesso l'uso delle mine solo quando ne sarà ritenuta l'opportunità dalla direzione lavori e si sia ottenuta la necessaria autorizzazione dell'autorità competente, sempre però sotto la esclusiva e completa responsabilità dell'impresa per gli eventuali danni alle persone od alle cose. In ogni modo l'impresa prima di procedere agli scavi per la conduttura dovrà accertarsi dello stato delle fondazioni delle case latistanti sospendendo ogni lavoro quando dette fondazioni non siano in buone condizioni e si possano temere danni in occasione dell'esecuzione dei detti scavi. In tali casi l'impresa ne informerà immediatamente la direzione lavori per stabilire i provvedimenti del caso e frattanto essa impresa dovrà provvedere d'urgenza ai puntellamenti e a quanto altro necessario per evitare danni. Per gli oneri derivanti dall'osservanza delle precedenti prescrizioni l'appaltatore non avrà diritto a compensi come pure non avrà compensi speciali nei casi in cui non sarà possibile e non sarà permesso l'uso delle mine intendendosi che i prezzi unitari uguali per detti scavi resteranno in ogni caso, invariati. I prezzi degli scavi per le condotte resteranno invariati anche se si dovesse modificare in tutto od in parte il tracciato delle condotte stesse. In tali prezzi sono compresi lo spianamento del fondo, la formazione delle nicchie e buche in corrispondenza dei giunti, l'eventuale taglio degli alberi ed arbusti e la sterpatura della striscia ove ricadono gli scavi, lo sgombero delle materie che eventualmente franassero nei cavi prima del collocamento dei tubi, gli eventuali esaurimenti di acqua comunque provenienti e comunque eseguiti sia durante l'esecuzione dei cavi che durante la posa in atto delle tubazioni, il trasporto a rifiuto delle materie di scavo eccedenti al riempimento ed in genere quanto potrà occorrere per il lavoro regolarmente eseguito. E' vietato all'appaltatore sotto pena di demolire il già fatto, di porre mano alle murature ed alla posa dei tubi prima che la direzione lavori abbia verificato ed accettato i piani di fondazione; lo scavo che si fosse fatto all'ingiro della medesima, dovrà essere diligentemente riempito e costipato a cura e spese dell'appaltatore, con le stesse materie scavate sino al pianerottolo naturale e primitivo. Negli scavi da farsi in prossimità delle abitazioni è vietato l'impiego di mine, e di tale onere è stato tenuto debito conto nei prezzi di elenco i quali tutti comprendono tale eventualità e nessun compenso spetta quindi all'appaltatore all'infuori dei detti prezzi. Art. 54 FORMAZIONE DEI CONDOTTI 39 I condotti e i manufati si costruiranno mantenendo il piano di fondazione costantemente all'asciutto, ove sia espressamente ordinato dalla direzione dei lavori. Allora per lo scolo delle acque di sottosuolo si collocherà sotto il piano della fondazione un canaletto o un tubo di drenaggio o più d'uno, occorrendo, e una platea di conci in calcestruzzo così da ottenere con l'esercizio delle pompe (naturalmente ove abbiasi uno scarico opportuno) l'abbassamento della falda acquifera sotto il piano di fondazione. Sopra i tubi di drenaggio di stenderà uno strato di ghiaia; sopra i conci si collocheranno le lastre di copertura dei relativi canaletti e su queste uno strato di ghiaia; dopo di che si incomincerà la gettata di fondazione del condotto e del manufatto. Sul piano superiore della gettata di fondazione si collocheranno in giusto allineamento e livelletta i pezzi speciali di fondo e, dopo verificata l'esattezza della loro posa in opera, si rincalzeranno con fine malta di cemento colandone poi altra di puro cemento nei giunti fra due pezzi successivi. In seguito si inizierà il getto dalla parte inferiore dei piedritti lasciando in essi, con apposita dima la rientranza per il rivestimento e completato con relativa stilatura, si appresteranno le dime superiori e si eseguirà la gettata dei rimanenti piedritti lasciando le incassature per i pezzi speciali di immissione degli scarichi laterali. Dopo sufficiente presa del calcestruzzo si toglieranno le dime dei piedritti per fare posto a quelle delle volte, ma prima di collocare queste ultime dime si provvederà alla messa in opera dei pezzi speciali di immissione riempiendo il vano rimasto nell'incastratura con malta di cemento. Compiute queste operazioni si procederà all'armatura della volta, alla sua formazione in getto di calcestruzzo od in mattoni secondo le prescrizioni, e sopra la volta si stenderà la cappa lisciandola a ferro con spolveratura di cemento puro. Quando il calcestruzzo di volta abbia fatto sufficiente presa, si toglieranno le armature e si procederà all'intonacatura interna del condotto. La posa dei pezzi speciali d'immissione nei piedritti del condotto dovrà farsi durante la costruzione dei medesimi. Se mentre si costruisce il condotto avvenisse qualche infiltrazione d'acqua dalle pareti dello scavo o dai muretti di sostegno della terra, si dovrà provvedere a condurre tale acqua fino al drenaggio centrale; se poi qualche filo d'acqua penetrasse nella fognatura finita attraverso le pareti si otturerà il foro o la screpolatura con cemento ordinario o con cemento a rapida presa, previamente attenuando la forma con stoppa catramata o spalmata di sego. E' lecito usare casseforme pneumatiche interne e si potrà prescindere, a giudizio della direzione lavori dall'impiego delle casseforme esterne qualora la natura del terreno lo consenta. Art. 55 INDICAZIONI PER LA POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI DI ACQUEDOTTO E DEI GIUNTI 1) Tubazioni - All'atto della consegna dei lavori saranno indicati all'Impresa i pezzi speciali di ghisa, le saracinesche, gli sfiati ed ogni altro accessorio, che dovranno costituire i nodi, o comunque dovranno essere inseriti nei vari tronchi delle tubolature appaltate, sia definitivamente, sia temporaneamente per le prove delle condutture eseguite. Di tutto il materiale così determinato sarà formato apposito elenco che verrà firmato dall'appaltatore in segno di riconoscimento della sua esattezza e della corrispondenza dei singoli pezzi allo scopo cui sono destinati in relazione alle condizioni locali e di contratto. 2) Giunzione dei tubi A) Giunto elastico automatico - Pulito accuratamente l'interno del bicchiere con spazzole di acciaio, raschiando via in modo particolare eventuali residui di catrame dalla sede della guarnizione di gomma, pulita quest'ultima, si comprime la guarnizione stessa a forma di cuore e si introduce nel bicchiere in modo che la parte esterna della guarnizione s'incastri nell'apposita scanalatura. Infine si appiattisce l'occhiello che si è formato, premendolo. Se si incontrano difficoltà ad appiattire l'occhiello, estrarre un secondo occhiello nella parte opposta. Sarà più facile ricondurre alla giusta posizione questi due piccoli occhielli. La guarnizione montata non deve superare con lo spigolo interno della gomma il collare di centraggio del bicchiere. Si cosparge di pasta lubrificante la superficie interna della guarnizione ed il tratto terminale di tubo che verrà imboccato, previa accurata pulitura con spazzola metallica di quest'ultimo. Tracciato sulla parte terminale del tubo da imboccare un segno ad una distanza dalla estremità pari alla profondità del bicchiere diminuita di 10 mm, si introduce il tubo nel bicchiere corrispondente sino a che il segno tracciato sulla canna si trovi sul piano della superficie frontale del bicchiere. Per la posa in opera dei tubi con giunto elastico automatico, l'impresa si dovrà fornire di adeguato apparecchio tenditore. B) Giunto elastico meccanico - Pulita accuratamente l'estremità del tubo da imboccare e l'interno del bicchiere corrispondente con spazzola di acciaio, si inserisce sul tratto terminale del tubo la controflangia e successivamente la guarnizione di gomma. Mantenendo l'allineamento del tubo si introduce la sua parte terminale nel bicchiere corrispondente facendo in modo che tra l'estremità di questa ed il fondo del bicchiere vi sia una distanza di circa 10 mm. Per ottenere questo posizionamento degli elementi di giunzione, si traccerà sulla parte terminale del tubo un riferimento ad una distanza dall'estremità pari alla profondità d'imbocco diminuita di 10 mm. 40 Si fa quindi scorrere la guarnizione di gomma sino a sistemarla nel suo apposito alloggiamento all'interno del bicchiere e successivamente la controflangia portandola a contatto con l'anello di gomma. Quindi si sistemano i bulloni e si avvitano i dadi, a mano, sino a portarli a contatto della controflangia. Verificato il corretto posizionamento di questa si provvede a serrare progressivamente e per passate successive, i dadi con una chiave del tipo a bicchiere. Art. 56 POSA DELLE TUBAZIONI DI ACQUEDOTTO PEZZI SPECIALI IDRAULICI E PROVA DELLE TUBAZIONI A) Tubazioni e pezzi speciali in ghisa La posizione esatta in cui devono essere posti i pezzi speciali e gli apparecchi, deve essere riconosciuta e approvata dal Direttore dei Lavori. Conseguentemente resta determinata la lunghezza dei diversi tratti di tubazione continua. Questa deve essere formata con massimo numero di tubi interi, così da ridurre al minimo il numero delle giunture. Resta quindi vietato l'impiego di spezzoni di tubo ove non sia strettamente necessario. Qualora venisse riscontrato l'impiego non necessario di spezzoni di tubo, l'appaltatore dovrà a tutte sue spese, rifare i lavori correttamente, e saranno a suo carico tutti gli eventuali compensi per danni all'Amministrazione. Prima di essere posto in opera ciascun tubo o spezzone, pezzo speciale ed apparecchio, deve essere, a piè d'opera accuratamente pulito dalle tracce di ruggine o di qualunque altro elemento estraneo e nella operazione di posa deve evitarsi che nell'interno della condotta vadano detriti o corpi estranei di qualunque natura. Gli estremi della condotta posata devono essere tappati accuratamente, durante le interruzioni del lavoro, con tappi di legno. I tubi, pezzi speciali ed apparecchi, devono essere discesi con cura nelle trincee e nei cunicoli dove debbono essere posati, evitando urti, cadute ecc. I singoli elementi saranno calati il più vicino possibile al posto che dovranno avere in opera. Tutti i tubi prima di essere calati nei cavi saranno battuti a piccoli colpi di martello per accertare che non vi siano rotture nè soffiature nè camere d'aria. Quando siano state raggiunte le profondità di scavo prescritte, l'Impresa farà porre e quotare con canne metriche e livello a cannocchiale dei picchetti nei punti del fondo scavo che corrispondono ai cambiamenti in modo che la distanza fra picchetto e picchetto non superi 15 metri. Con riferimento a detti picchetti verrà ritoccato e perfettamente livellato il fondo del cavo. Il fondo dei cavi sia esso in terra che in roccia non dovrà presentare rilievi od infossature superiori a 5 cm. Qualora la Direzione Lavori lo ritenga necessario, potrà essere ordinato lo spandimento sul piano di posa, per uno spessore non inferiore a cm 10 di pietrisco o ghiaia ben lavato, di pezzatura da cm 3 a cm 5. In taluni casi potrà essere ordinato che attorno ai tubi venga costruito apposito cassonetto di pietrisco della stessa pezzatura (da cm 3 a cm 5), esteso a tutta la larghezza del cavo, poggiante sul letto di posa di cui si è detto e ricoprente la generatrice superiore del tubo per una altezza minima di cm 10. L'eventuale fornitura e spandimento di pietrisco sul piano di posa per la formazione del cassonetto verrà compensata a parte con il relativo prezzo unitario di elenco, per una larghezza pari alla larghezza dello scavo previsto, non tenendo conto dell'eventuale maggior scavo eseguito dall'Impresa. Sul fondo dei cavi, nel caso in cui non è necessario il letto di pietrischietto, in corrispondenza dei bicchieri dei tubi, si eseguiranno apposite incavature di dimensioni tali da consentire che i tubi possano essere disposti in modo da poggiare per tutta la loro lunghezza. La profondità dello scavo non sarà di norma inferiore a m 1,00 sull'estradosso della tubazione. Potrà essere ammessa una profondità minore, a giudizio insindacabile del Direttore dei Lavori. Durante l'esecuzione dei lavori di posa debbono essere adottate tutte le necessarie cautele per evitare danni agli elementi di condotta posata. Si impedirà quindi, con le necessarie cautele durante i lavori, e con adeguate sorveglianze nei periodi di sospensione, la caduta di pietre, massi ecc. che possono danneggiare le tubazioni e gli apparecchi. Con opportune arginature e deviazioni si impedirà che le trincee siano invase dalle acque piovane e si eviterà parimenti, con rinterri parziali eseguiti a tempo debito, senza comunque interessare i giunti, che verificandosi nonostante ogni precauzione, l'inondazione dei cavi, le condotte che siano vuote e chiuse agli estremi possano essere sollevate dalle acque. Ogni danno di qualsiasi entità che si verificasse in tali casi per mancanza di adozione delle necessarie cautele è a carico dell'appaltatore. Trasportati i tubi a piè d'opera lungo il tratto di condotta da eseguirsi, proceduto alla rettifica del fondo del cavo e alla eventuale formazione del letto di pietrisco, eseguita la pulizia dei tubi ed il loro preventivo controllo, gli stessi verranno calati nelle trincee. Tutte queste operazioni verranno eseguite secondo le prescrizioni precedentemente indicate. Eseguita la giunzione dei tubi ogni tratto di condotta deve essere disposto a rettificato in modo che l'asse del tubo unisca con uniforme pendenza i diversi punti già fissati con gli appositi picchetti, in modo da corrispondere esattamente all'andamento planimetrico e altimetrico stabilito nei profili approvati dalla Direzione Lavori con le varianti che potranno essere disposte dalla Direzione stessa. In particolare non saranno tollerate contropendenze in corrispondenza dei punti in cui non sono stati previsti sfiati e scarichi. 41 Nel caso che nonostante tutto questo si verificasse, l'appaltatore dovrà sottostare a tutti quei maggiori oneri che, a giudizio insindacabile della Direzione Lavori, saranno ritenuti necessari per rettificare la tubazione, compreso quello di rimuovere la tubolatura già posata e ricostruirla nel modo prescritto. Nessun tratto di tubazione deve essere posato in orizzontale; la pendenza minima ammessa è del 5‰ (cinque per mille). Gli assi dei tubi consecutivi debbono essere rigorosamente disposti sulla stessa retta. Sono solo consentite deviazioni sino ad un massimo di circa 5 gradi, allo scopo di consentire la formazione di curve a grande raggio. I tubi debbono essere disposti in modo da poggiare per tutta la loro lunghezza. Il taglio dei tubi di qualsiasi natura e diametro dovrà essere fatto con i mezzi più idonei che assicurino l'integrità della parte del tubo che rimarrà in opera o da ricollocare. Il taglio dovrà risultare secondo la generatrice ortogonale all'asse del tubo, senza rientranze e sporgenze rispetto al piano ideale passante per quella sezione. Nella tubazione a giunto rapido, i tubi tagliati in cantiere devono essere ben arrotondati all'estremità con una lima a grosso taglio oppure con una mola. La dimensione dell'arrotondamento deve corrispondere a quella della punta liscia originale. In corrispondenza di ogni diramazione d'utenza esistente, durante la posa della condotta, sarà inserito uno T a due bicchieri il cui corpo principale sarà dello stesso diametro della tubazione posata e la diramazione dovrà essere di DN 60 mm. Detta diramazione sarà chiusa con un piatto cieco, mediante l'integrazione di una guarnizione di gomma, che sarà rimossa solo dopo la prova della condotta, quando verrà eseguito il collegamento della tubazione posata con la diramazione d'utenza. Per la fornitura, la collocazione e la rimozione del provvisorio piatto cieco, nulla sarà dovuto all'appaltatore essendosene tenuto conto nella formazione del prezzo speciale a T. Per la posa della toulipe, il cui giunto è del tipo meccanico, bisogna fare in modo che tra l'estremità del tubo imboccato ed il fondo del bicchiere della toulipe, vi sia una distanza di circa 10 mm. Per ottenere questo posizionamento degli elementi di giunzione, si deve tracciare sull'estremità del tubo un riferimento ad una distanza dall'estremità, pari alla profondità d'imbocco della toulipe, diminuita di 10 mm. Il tubo sarà poi imboccato sino a che il suddetto riferimento si trovi sul piano della superficie frontale del bicchiere della toulipe. Così operando si è creato un giunto di smontaggio che è necessario nell'eventualità in cui bisogna smontare il pezzo speciale a flangia o l'organo di manovra, collegati con la suddetta toulipe. Similmente per gli apparecchi dovrà essere usata ogni cura per evitare, durante i lavori e la messa in opera, danni alle parti delicate. In particolare, poi, dovranno osservarsi le norme seguenti: - i manicotti e pezzi a T per scarichi e sfiati saranno situati in opera disponendo orizzontale o verticale la rispettiva diramazione, alla quale va unita una saracinesca di scarico o di sfiato. Se l'applicazione dei relativi apparecchi non è fatta contemporaneamente all'applicazione dei manicotti e degli T, si dovrà chiudere provvisoriamente con piatti di ghisa il foro lasciato dalla diramazione del manicotto. In questo caso potranno usarsi per guarnizioni rondelle di cartone imbevute di olio di lino cotto; - i pezzi a T ed a croce dovranno collocarsi in opera a perfetta squadra rispetto all'asse della conduttura con l'attacco orizzontale o verticale, a seconda che prescriverà la Direzione Lavori. Per passare da un diametro all'altro si impiegheranno le riduzioni tronco coniche che si raccorderanno alle tubazioni. Le saracinesche di arresto saranno collocate nei punti che saranno indicati dalla Direzione Lavori all'atto della loro esecuzione. Le saracinesche di carico saranno collocate nei punti più depressi delle condotte, fra due rami di pendenza contraria, ovvero alla estremità di una condotta isolata quando questa è in continua discesa. Le saracinesche saranno posate verticalmente entro pozzetti o camere in muratura. In genere le saracinesche di arresto avranno lo stesso diametro di quello delle tubazioni sulle quali debbono essere inserite. Gli sfiati automatici da collocarsi in punti culminanti delle condotte, in quei tratti su cui ad un ramo ascendente ne succede uno discendente, ovvero alla fine di tronchi orizzontali e alla sommità di sifoni anche di breve sviluppo, saranno messi in opera mediante opportuno pezzo speciale. Lo sfiato sarà sempre preceduto da una saracinssca e munito di apposito rubinetto di spurgo. B) Tubazioni in acciaio I tubi delle condotte per acquedotto dovranno essere collocati sia altimetricamente che planimetricamente nella precisa posizione risultante dai disegni di progetto, salvo disposizioni da parte della direzione lavori. 1) Posa in opera delle tubazioni in acciaio - I tubi verranno calati nelle fosse secondo le prescritte cautele, previa pulitura delle materie che vi fossero internamente depositate. Conseguentemente il tubo dovrà essere spogliato dell'eventuale rivestimento agli estremi e quindi lavato allo scopo di agevolare l'adesione della saldatura e la perfetta tenuta della medesima. I tubi verranno allineati approssimativamente tanto in senso planimetrico che altimetrico rincalzandoli in vicinanza dei giunti; in seguito si fisserà la posizione reciproca dei tubi e dei giunti e riferendosi ai picchetti di quota e di direzione si rettificherà l'allineamento nella definitiva sua posizione curando la perfetta centratura dei vari pezzi in modo che non abbiano a verificarsi contropendenze rispetto al piano di posa. Dopodichè i tubi verranno fissati in tale posizione, rincalzandoli opportunamente lungo tutta la linea senza impiegare zappe di metallo e pietrame. Il giunto dovrà essere eseguito mediante tre passate di saldatura elettrica con esclusione della saldatura autogena. 42 Effettuate le giunzioni, si attenderà l'esito favorevole della prova di tenuta e solamente dopo tale risultato, previa accurata pulitura si provvederà alla verniciatura dei tubi in corrispondenza dei giunti mediante catrame fluido a caldo e quindi al rivestimento del giunto stesso con vetroflex e bitume. Tale operazione va eseguita anche nei punti di applicazione dei pezzi speciali ed in ogni punto dove la copertura risultasse deteriorata. La saldatura dovrà essere eseguita con arco elettrico da operai specializzati dotati di tutta la necessaria attrezzatura. Lo spessore del cordone di saldatura dovrà essere non inferiore a quello del tubo e presentare un profilo converso senza soluzioni di continuità. Si dovrà studiare il numero più conveniente di passate, per ogni diametro nonchè il calibro più conveniente dell'elettrodo. I cordoni di saldatura debbono essere eseguiti in modo da compenetrarsi con metallo base lungo tutta la superficie di unione. La superficie di ogni passata, prima di eseguire la successiva, deve essere ben pulita e liberata dalle scorie mediante spazzolatura e leggera martellatura. Il metallo degli elettrodi deve rispondere alle seguenti caratteristiche: R = 45 ÷ 55 kg/mmq Ap = 24% L'impresa non ha diritto ad alcun specale compenso per la esecuzione dei giunti, essendosi tenuto conto di ciò nella formazione del prezzo unitario della tubazione in opera. 2) Posa in opera di apparecchi idraulici - Saracinesche: le saracinsche dovranno essere collegate alle tubazioni, per mezzo di raccordi in ghisa, con una delle estremità a flangia, tornite e forate secondo la dima internazionale ed unite alla saracinesca con interposizione di dischi di piombo dello spessore di mm. 4. Si dovrà avere cura di montare le saracinesche con il cuneo completamente chiuso e di evitare l'entrata di granelli di terra. I bulloni del premistoppa saranno ingrassati nell'impanatura ed opportunamente serrati curando che il premistoppa abbia ancora sufficiente riserva di guarnizione, i bulloni delle flange dovranno essere serrati alternativamente e con le dovute regole d'arte. Sulle saracinesche, pezzi speciali di collegamento, dopo la posa sarà data una mano di catrame liquido. C) Prova delle tubazioni Le condotte, tubazioni, pezzi speciali, apparecchi inseriti e derivati, verranno sottoposti alla prova di pressione per tronchi di lunghezza media di m 500-700, e restando però in facoltà della direzione lavori aumentare o diminuire tali lunghezze. La prova di pressione sarà fatta possibilmente nei tronchi a pendenza uniforme. I singoli tratti di conduttura dovranno subire una prova idraulica alla pressione di almeno 5 atmosfere superiore a quella idrostatica di ciascun tratto in esame. Le saracinesche dovranno resistere alla pressione di prova del tratto nel quale ricadono. La prova consisterà nel portare la pressione a mezzo di pompa nel tratto di condotta che si vuole provare, previamente isolato dagli altri a mezzo di saracinesche o di flangie cieche. Interrotta poi la comunicazione con la pompa, tale pressione dovrà mantenersi nel tubo almeno 6 (sei) ore. L'impresa non potrà procedere alla copertura del cavo in corrispondenza dei giunti prima che sia eseguita la prova e constatata la tenuta dei medesimi. Non è ammesso il benchè minimo trasudo, dovendo il giunto risultare perfettamente stagno. In particolare, qualora non sia stato possibile per una qualsiasi ragione l'ispezione dei giunti non potrà essere convalidata la prova corrispondente in base alle sole indicazioni, ancorchè buone del manometro registratore. La direzione si riserva a suo insindacabile giudizio di procedere al collaudo in fabbrica dei tubi a cura e spese dell'impresa assuntrice dei lavori, ed inoltre ad effettuare, sempre a cura e spese della stessa, la prova a pressione dell'intera rete costruita o di più tratti riuniti. Art. 57 ACQUEDOTTI E TOMBINI IN CALCESTRUZZO Gli acquedotti possono essere a sezione circolare od ovoidale, gettati in opera o prefabbricati. Il getto in opera degli acquedotti in conglomerato cementizio verrà eseguito utilizzando opportune sagome e casseformi in legno, ferro o pneumatiche. Gli acquedotti prefabbricati, di qualunque forma devono essere fabbricati a regola d'arte, ben stagionati, di perfetto impasto e lavorazione, sonori alla percussione, senza sbavature o screpolature e sagomati alle estremità per consentire un giunto a perfetta tenuta. Gli acquedotti prefabbricati devono essere posati in opera alle livellette ed ai piani stabiliti su una platea di calcestruzzo magro di spessore variabile in funzione del diametro del tubo e comunque secondo le prescrizioni del Direttore dei lavori; i rinfianchi in calcestruzzo devono essere eseguiti con dosaggio e sagoma prescritti o determinati dal Direttore dei lavori, previa sigillatura dei giunti. Gli acquedotti a servizio del corpo stradale devono avere il diametro non inferiore a cm 80, o superficie equivalente per quelli ovoidali. 43 Art. 58 PAVIMENTAZIONI IN PIETRA I blocchi devono essere posti in opera su una fondazione in precedenza predisposta su un sottofondo di malta e i giunti dovranno essere opportunamente sigillati. Per favorire l'assestamento, la battitura deve essere accompagnata da abbondanti bagnature ed essere eseguita in almeno tre riprese, con pestelli metallici o in legno. Il pavimento verrà coperto, dopo le prime battiture, con un sottile strato di sabbia fine e boiacca, che verrà fatta penetrare, mediante scope ed acqua, in tutte le connessure, in modo da chiuderle completamente; l'ultima battitura deve essere eseguita dopo avere corretto le eventuali deficienze di sagoma o di posa e deve essere condotta in modo da assestare definitivamente i singoli blocchi. I blocchi che a lavorazione ultimata apparissero rotti o deteriorati o eccessivamente porosi, stentando per esempio ad asciugarsi dopo la bagnatura, dovranno essere sostituiti, a cura e spese dell'appaltatore, con materiale sano. La posa dei blocchi di pietra dovrà essere fatta nel modo più accurato, cosicché i giunti risultino il più possibile serrati e sfalsati di corso in corso, gli archi perfettamente regolari e in modo da assicurare, dopo energica battitura, la perfetta stabilità e regolarità del piano viabile. La pavimentazione ultimata deve corrispondere esattamente alle quote e alle livellette di progetto o stabilite dalla Direzione dei lavori e non presentare in nessuna parte irregolarità o depressioni superiori a 1 cm rispetto ad un'asta rettilinea della lunghezza di 3 metri appoggiata longitudinalmente sul manto. Il lavoro di sigillatura dei giunti deve essere eseguito, salvo diverse disposizioni della Direzione dei lavori, dopo non meno di 10 giorni di transito sulla pavimentazione. Riparati accuratamente i piccoli cedimenti e le irregolarità eventualmente verificatesi, si procederà alla pulizia delle pavimentazioni mediante getti d'acqua a pressione ed energica scopatura, in modo da ottenere lo svuotamento dei giunti per due o tre centimetri di profondità; appena il tratto di pavimentazione così pulita sia asciugato, si procederà alla sigillatura dei giunti, colando negli stessi, con tazze a beccuccio od altri adatti attrezzi, il bitume caldo avente penetrazione 30/40; il legante verrà poi saturato con sabbia o graniglia. Art. 59 PERSONALE DELL'APPALTATORE - DISCIPLINA NEI CANTIERI SICUREZZA FISICA DEI LAVORATORI 1) L'appaltatore ha l'obbligo di far risiedere permanentemente in cantiere un suo legale rappresentante con ampio mandato, in conformità a quanto previsto dall'art. 11 del C.G.A. 2) L'appaltatore dovrà provvedere alla condotta effettiva dei lavori con personale tecnico idoneo di provata capacità e adeguato, numericamente, alle necessità. 3) L'appaltatore risponde dell'idoneità dei dirigenti dei cantieri ed in generale di tutto il personale addetto ai medesimi, personale che dovrà essere di gradimento della direzione dei lavori, la quale ha il diritto di ottenere l'allontanamento dai cantieri stessi di qualunque addetto ai lavori senza l'obbligo di specificarne il motivo e rispondere delle conseguenze. 4) Qualora non ne abbia personalmente i requisiti, l'appaltatore è tenuto ad affidare la direzione tecnica dei lavori, per suo conto, ad un ingegnere o altro tecnico, nei limiti di competenza professionale, che assumerà ogni responsabilità civile e penale relativa a tale carica. Il tecnico incaricato o lo stesso imprenditore, dovrà essere iscritto ad un albo professionale e, nel caso che non fosse dipendente dell'appaltatore, dovrà rilasciare dichiarazione scritta di accettazione da comunicare alla D.L. in sede di consegna dei lavori. 5) L'appaltatore ha l'obbligo di predisporre, a propria cura e spese, prima dell'inizio dei lavori, il piano delle misure di sicurezza fisica dei lavoratori. Tale piano deve essere depositato in cantiere e messo a disposizione delle autorità competenti preposte alle verifiche ispettive di controllo dei cantieri. 6) L'obbligo di cui al punto 5 incombe anche a tutte le eventuali altre imprese operanti nel cantiere, i cui piani devono essere compatibili fra loro e coerenti con quello presentato dall'appaltatore, a tale scopo il piano sarà aggiornato di volta in volta a cura dell'appaltatore. 7) Il Direttore tecnico di cantiere nominato dall'appaltatore è responsabile del rispetto del piano da parte di tutte le imprese impegnate nella esecuzione dei lavori. 8) Copia del piano di cui al punto 5 deve essere trasmessa all'Amministrazione appaltante prima dell'inizio dei lavori e comunque non oltre 30 giorni dalla data di consegna degli stessi. 11) Nell'ipotesi di associazione temporanea di impresa o di consorzio, detto obbligo incombe all'impresa mandataria o designata quale capo gruppo. 12) In caso di inadempienza all'obbligo del comma precedente verrà applicata una penale di Euro 26,00 (Euro ventisei) per ogni giorno di ritardo a partire dalla data di inizio dei lavori. Art. 60 DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE 1) Per le contestazioni che dovessero sorgere fra D.L. e appaltatore si procederà alla loro risoluzione in via amministrativa a norma del D.P.R. n° 554 del 21/12/1999. 44 2) Qualora le controversie sorte durante il corso dei lavori o dopo il collaudo non siano state definite in via amministrativa, qualunque sia la loro natura tecnica, amministrativa, giuridica o altro, saranno definite, a norma dell'art. 13 e seguenti del C.G.A. ricorrendo al giudizio arbitrale. 45