Trimestrale di informazione | anno V numero 4 agosto 2013 - € 5,80
informa
MERCATI
Questione di rating
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CASH AND CARRY
Cash and Carry Migro.
Facili da raggiungere difficili da dimenticare
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DIRITTO E FISCO
Pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali
FUORI
DAGLI SCHEMI
SOMMARIO
Finestra sui Mercati
6
A cosa pensano gli italiani
8
Questione di rating
Migro Informa agosto 2013
informa
Diritto e Fisco
6
20
P ronto il pacchetto delle
semplificazioni fiscali
22
R istrutturazioni edilizie:
detrazione del 50% per
l’acquisto di mobili
9
Conciliazione e
collaborazione tra
stato e cittadini
23
Multe: sconto del 30%
se paghi subito
10
Stop al mais OGM
11
Bandiere del gusto
Life Style
Marketing e fornitori
24
Computer e software: le
novità in arrivo in autunno
19
12
La qualità prima del prezzo
25
Google lancia la sfida a
webtv e smartphone
15
La parola ai clienti
26
Le ricette di “Zona Franca”
27
La dieta arcobaleno per il
buonumore
Cash and Carry
16
Cash and Carry Migro.
Facili da raggiungere
difficili da dimenticare
Lavoro e Carriere
Punti di Vista
20
28
Quale futuro per la Fiera del
Levante?
18
Imprese più fiduciose,
produzione industriale
torna a salire
29
La sesius tax
19
Tra paure e carte vincenti
al colloquio di lavoro
Rubriche
30
Libri
31
Lettere
3
EDITORIALE
Migro Informa agosto 2013
L’economia è in ripresa
Benedetta Maffia
C
“La recessione è agli sgoccioli,
l’Italia ne uscirà entro quest’anno.
I segnali già si intravedono
in questo terzo trimestre, il
quarto dovrebbe vedere il primo
segno positivo, e il 2014 sarà
interamente con segno più”
ari lettori, eccoci nuovamente insieme per riprendere il viaggio nel
mondo dell’economia. Cosa è cambiato dallo scorso anno? Rispetto
all’autunno 2012, lo scenario economico internazionale è migliorato.
Le banche centrali hanno favorito il recupero dei mercati finanziari, e questo
si sta gradualmente traducendo in un rafforzamento della domanda globale.
L’intensità della ripresa è direttamente proporzionale all’entità dello sforzo
profuso dalle politiche monetarie.
Affidiamoci allora alle previsioni per il 2013-2014 del Ref.ricerche e cerchiamo di intravedere lo scenario futuro che si prospetterà ai nostri occhi. “Il
ciclo si rafforzerà soprattutto in America, negli Stati Uniti e in Giappone. La
Fed, essendo riuscita nell’intento di prevenire una nuova fase di recessione,
inizia adesso a porsi il problema dell’exit strategy: il cambiamento di regime
richiederà gradualità e tempi lunghi; almeno un paio d’anni prima di iniziare
ad alzare i tassi d’interesse, tre per portarsi verso una situazione di neutralità.
Nell’area euro invece la recessione non è stata evitata. La situazione nei paesi
della periferia e’ grave per l’economia reale, devastante dal punto di vista sociale, in recupero sotto il profilo finanziario.”
In Italia l’economia tornerà quindi a crescere dal 2014, gravata da un ampio stock di disoccupati, concentrati nei paesi della periferia. Il futuro che ci
attende non sarà rosa e fiori ma già sapere di poter ripartire ci fa sperare al
meglio. La sfida sta nell’innescare una ripresa con ritmi sufficienti per consentire di riassorbire l’ampio stock di disoccupati e inattivi formatosi con la
recessione.
Notizie positive giungono da Confesercenti: l’emorragia di negozi ha rallentato. Tra maggio e giugno, per la prima volta dal 2012, è tornato il saldo
positivo tra chiusure e aperture (+1.422), grazie soprattutto alla vitalità del
Nord Italia. Sono i dati dell’Osservatorio Confesercenti che nel terzo bimestre 2013 ha rilevato un‘piccolo boom’ di aperture: 7.546 nuove imprese,
+88% rispetto a marzo-aprile (4.014).
“La recessione è agli sgoccioli, l’Italia ne uscirà entro quest’anno. I segnali già si intravedono in questo terzo trimestre, il quarto dovrebbe vedere il
primo segno positivo, e il 2014 sarà interamente con segno più”. Lo dice il
ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in un’intervista al Messaggero in cui annuncia colloqui con la Svizzera, a settembre, per tassare i capitali
in fuga.
L’Italia è quindi in prima fila fra i paesi che devono recuperare terreno
ma come sempre siamo certi che ce la farà. Adesso non mi resta che inviare
a tutti Voi, cari lettori, un saluto affettuoso da parte mia e di tutto lo staff
di redazione.
Buona lettura.
5
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FINESTRA SUI MERCATI
Migro Informa agosto 2013
A cosa pensano
gli italiani
Massimiliano Sassoli
I
taliani consapevoli ma fiduciosi.
Questo emerge dalla fotografia realizzata dalla Nielsen, l’azienda internazionale leader nelle misurazioni
e informazioni di marketing relative a
consumer, retail, advertising. Secondo i dati raccolti nell’ultima “Global
Survey sull’indice di fiducia dei consumatori e sulle intenzioni di spesa”
realizzata da Nielsen, emerge che
l’indice di fiducia in Italia si attesta a
quota 41, in linea, seppure al di sotto
del 1° trimestre 2013, con il dato registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente. L’indice si mantiene in
linea con i valori 2012, ma risulta ampiamente al di sotto dell’indice medio
europeo (71) e global (94). In Europa
la Global Survey di Nielsen posiziona
l’Italia in terz’ultima posizione, dopo
la Croazia (45 punti) e prima del Portogallo (33).
Sul tema recessione emerge che la
totalità degli italiani si dimostra ben
consapevole della gravità della congiuntura, a differenza di quanto si rileva in Europa, dove un quarto degli
intervistati (26%) dichiara che il proprio Paese non è investito dalla crisi
economica.
Il 57% degli italiani non prevede,
nei prossimi 12 mesi, un miglioramento della situazione economica
(media Europa 64%). Nel trimestre
precedente il dato era del 54%, nello
stesso periodo 2012 del 53%. In linea
con la media europea, e pari all’11%,
è, invece, la percentuale di quanti intravedono margini di superamento
della crisi (nel 1° trimestre 2013 erano il 13%, nel 2° trimestre 2012 il
15%). Oltre un terzo (32%) risponde
di essere incerto (media europea 26%)
sull’evolversi dello scenario.
Le prospettive di lavoro per il prossimo anno sono considerate negative/
pessime dalla quasi totalità del campione (93%), assolutamente al di sopra del valore europeo (72%). Solo il
5% le considera buone (23% Europa),
a fronte dell’8% e del 7% rispettivamente registrati nel 1° trimestre 2013
e nel 2° 2012.
Il sentiment degli italiani risulta
condizionato da diverse preoccupazioni, proiettate da qui a sei mesi. La
sicurezza del posto di lavoro si colloca in testa alle altre per il 26% degli
intervistati, quasi il doppio di quanto
rilevato in Europa (17%). Il dato, tuttavia, risulta in calo rispetto al trime-
stre precedente (30%).
La situazione economica è la principale preoccupazione del 13% dei rispondenti (analogamente in Europa),
i debiti del 9%, l’educazione dei figli
dell’8% (Europa 6%).
Il 7% del campione italiano posiziona come prima preoccupazione la
stabilità politica, un valore sensibilmente superiore a quello medio europeo (2%). Questa voce nel trimestre
precedente faceva registrare il 10%,
ma nello stesso periodo dello scorso
anno il 2%. Evidentemente, lo strascico delle turbolenze politiche dei primi mesi del 2013 non è ancora stato
metabolizzato e costituisce fattore di
incertezza nelle prospettive e nelle
scelte degli italiani.
L’indagine globale Nielsen
sulla fiducia dei consumatori e
sull’intenzione di spesa è stata
condotta tra il 13 e il 31 maggio
2013 su più di 29.000 consumatori
online, in 58 Paesi in Asia Pacifico,
Europa, America Latina, Medio
Oriente, Africa e Nord America
FINESTRA SUI MERCATI
Migro Informa agosto 2013
La propensione al consumo. L’89%
del campione non considera quello
presente il momento giusto per fare
acquisti, dato elevato anche se in calo
rispetto al 2° trimestre 2012 (92%).
L’Italia è, tuttavia, ancora distante dal
valore medio europeo (70%). La quota che ritiene di potere sostenere spese
nel momento attuale è pari al 10%, di
un terzo al di sotto del valore europeo
(27%).
E’ del 37% la percentuale degli intervistati (vs. 33% stesso periodo anno
precedente) che dichiara di impiegare
il denaro avanzato dopo le spese essenziali in forme di risparmio. Nello
stesso tempo, tuttavia, quanti non riescono a risparmiare nulla sono pari a
un terzo del campione (27%), in crescita sia rispetto al trimestre precedente (24%) che allo stesso periodo dello
scorso anno (25%). In Europa questo
fenomeno risulta decisamente meno
accentuato (21%). Il trend rilevato in
Italia segnala, dunque, una fase di
difficoltà nella capacità di risparmio
dei consumatori, dovuta, soprattutto,
a un innalzamento dei prezzi a fronte
di una media relativamente bassa degli stipendi.
Per ciò che concerne gli altri beni
di consumo, il 25% dei rispondenti
dichiara di destinare importi, dopo le
spese essenziali, per l’abbigliamento
in decremento rispetto all’impennata osservata nel trimestre precedente
(30%) e al di sotto della media europea (30%).
In sensibile discesa anche coloro
che intendono spendere in vacanze
(23% vs 28% del 1° trimestre 2013),
dato inferiore anche a quello dello
stesso periodo 2012 (25%).
In aumento, invece, rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente
(16%), la percentuale di chi dichiara
di riservare risorse all’intrattenimento fuori casa (21%), di poco al di sotto
della media europea. Tenendo come
base il 2° trimestre 2012, risulta superiore anche la quota di chi investe in
tecnologia (13% vs 10%).
Il 9% dichiara di volere stanziare
somme di denaro alla manutenzione
della casa, la metà della media europea
(20%), e meno di quanto registrato
nello stesso periodo del 2012 (12%).
L’effetto IMU può spiegare ancora un
atteggiamento di reazione nei confronti delle spese per il mattone.
Un dato estremamente positivo è
quello che fa riferimento all’indebitamento in mutui/prestiti. Se la media europea, infatti, registra più di un
quarto (26%) dei consumatori che devono fare fronte a impegni finanziari contratti, quella italiana risulta la
metà (14%).
L’81% degli italiani, in calo rispetto
al 2° trim 2012 (84%) ma al di sopra
della media europea (62%), dichiara
di avere cambiato il comportamento di
spesa da un anno a questa parte, con
l’obiettivo di risparmiare denaro per
l’abitazione.
In merito alle principali forme di
risparmio adottate dai consumatori, in
Italia, rispetto al trimestre precedente,
si è risparmiato soprattutto nei pasti
fuori casa (68% vs 62%), nell’abbigliamento (68% vs 65%), nell’intrattenimento fuori casa (60% vs 54%).
Fra gli italiani, infine, che hanno
adottato almeno una forma di risparmio di quelle suindicate, si rileva un
deciso orientamento a proseguire nelle azioni intraprese, se non a incrementarle.
Paragonando i dati del secondo trimestre 2013 con quelli del precedente,
il 30% dichiara che proseguirà a ridurre le spese nei pasti fuori casa (vs
il 22%), il 25% utilizzerà in modo più
avveduto l’auto (vs il 22%); il 25% proseguirà a risparmiare sui marchi degli
alimentari (vs il 22%); il 23% taglierà
sull’intrattenimento fuori casa (vs il
17%); il 23% risparmierà nell’abbiglia-
mento (vs il 18%).
Se si analizza l’indice di fiducia assumendo come parametro l’età degli
intervistati, si possono definire “pessimisti” gli appartenenti soprattutto alla
fascia 35/44 anni, che fanno rilevare
un valore al di sotto dell’indice medio
(-0,5), e alla fascia 55/64 (-2,76). Tra i
25/34 anni l’indice rilevato è, invece,
sopra media (+1).
FMI: “Italia
acceleri
le riforme
sul lavoro
e la concorrenza”
Il direttore generale del Fmi,
Christine Lagarde
Migliorare il funzionamento
del mercato del lavoro” e “accelerare la concorrenza nel mercato dei
prodotti”. Sono queste le due riforme che il Fondo monetario internazionale indica come prioritarie
per l’Italia nel Rapporto stilato al
termine della missione ex articolo
4 nell’Eurozona. In particolare, i
tecnici di Washington “raccomandano” al nostro Paese di “chiarire le
condizioni per il reintegro via processo giudiziario”, di “introdurre
contratti flessibili a tempo indeterminato”, di “promuovere la contrattazione aziendale”, di “considerare
le differenze regionali nelle retribuzioni pubbliche” e di “sostenere
la flessibilità salariale nel settore
privato”. Sul fronte della maggiore
concorrenza, il Fondo sottolinea
“la necessità di ulteriori passi avanti
nelle privatizzazioni, in particolare
dei servizi pubblici locali”.
7
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FINESTRA SUI MERCATI
Migro Informa agosto 2013
Questione di rating
Eugenio Benetazzo
H
o avuto modo di parlarne in
più occasioni anche all’interno di contenitori mediatici
indipendenti in televisione, tuttavia
per quanto e per come è stato affrontato l’argomento e il suo possibile
impatto finanziario con ovvie conseguenze spiacevoli sembra più di tanto non preoccupare. Stiamo parlando
del recente downgrade
italiano da parte di Standard & Poor’s che ha ricevuto tutto sommato modesta visibilità da parte
dei media italiani. Per
chi non conosce la metodologia e la ratio con
cui vengono assegnati i
rating da parte delle tre
sorelle, Moody’s, Fitch
Ratings e Standard & Poor’s, consiglio vivamente
di ritagliarsi qualche ora
per studiarsi il tutto in
rete o in qualche manuale di portfolio management in quanto la prossima revisone
del rating italiano dovrebbe impattare profondamente (in termini negativi) sulla stabilità e solidità dei vostri
risparmi, sul vostro fondo pensione,
sulla vostra index linked, sulla vostra
banca ed anche sulla ricchezza finanziaria del paese nel suo complesso.
Andiamo per gradi. Il debito italiano
è stato dowgradato a BBB dal precedente BBB+ (qualcuno potrebbe dire:
tutta questa preoccupazione per un
più in meno mi sembra esagerato). In
vero questo + in meno rappresenta
l’innesco della miccia in una bomba
che è pronta ad esplodere: l’unica incertezza è il quando.
Il debito in senso lato, sia di
un’azienda che di un paese sovrano,
si divide in due categorie: investiment grade e non-investiment grade
(conosciuto anche come speculative).
Sostanzialmente i sogetti che emettono obbligazioni o titoli di stato
per finanziare il loro debito vengono
suddivisi in due insiemi: quelli che
sono considerati solvibili (con diversi gradi di sicurezza) e quelli che
vengono considerati a rischio (con
diversi gradi di pericolo). Questi due
insiemi vengono definiti dalle lettere
del rating finanziario che assegnano
rispettivamente le agenzie finanziarie che valutano la qualità del debito
dei vari soggetti. Le lettere le conosciamo ormai abbastanza bene, si parla della AAA, AA, A e BBB per quanto
riguarda la categoria dell’investment
grade, mentre si utilizzano la BB, B,
C e D per individuare i soggetti a
rischio quindi non investiment grade o speculative grade. Spesso si
parla giornalisticamente
e semplicisticamente di
junk bond ovvero di titoli finanziari considerati
letteralmente spazzatura
quando si fa riferimento
alla BB, alla B o alla C.
La D viene utilizzata per convenzione quando si deve esprimere una
situazione oggettiva di default sia
parziale che totale ovvero la certezza
che il debitore non è in grado di onorare i propri impegni (quindi rimborsare i creditori).
Ogni livello di rating può essere
rafforzato o indebolito per enfatizzare la singola situazione attraverso
l’aggiunta dei simboli matematici
(+/-) per sottolineare come il rating
attuale possa essere oggetto di un
futuro upgrade o dowgrade. Recentemente abbiamo avuto alcuni dowgrade eccellenti, la perdita della AAA
da parte di USA, Francia e Inghilterra,
segno questo di un corale indebolimento delle economie avanzate in
Occidente. Il rating, per quanto sia
stato messo in discussione l’operato
e l’indipendenza delle varie agenzie
chiamate in causa, rappresenta una
valutazione tecnica determinante per
chi amministra i risparmi degli altri
in quanto tutti gli OICR (organismi
di investimento collettivo del risparmio) si devono attenere al mandato
di gestione che gli è stato conferito
con precise istruzioni in termini di
investIment policy. Sul piano pratico
significa che il portfolio manager di
un fondo obbligazionario, in cui il
mandato di gestione lo vincola ad investire in strumenti investment grade
con un minimo del 20% in AAA e un
massimo del 20% in BBB, è obbligato
a liberarsi di un titolo di stato o di un
corporate bond qualora questi ultimi
siano downgradati al punto da non
essere più all’interno della categoria
investment grade.
Attualmente questo è il rischio
oggettivo che caratterizza l’outlook
del nostro paese ovvero il possibile
(e sempre più probabile) sell-off massivo sui governativi italiani nei prossimi mesi in caso di ulteriore dowgrade, quindi diventare
un paese a rischio nel
rimborso del proprio debito (classe di rating BB).
La scena politica italiana ha stigmatizzato la
revisione al ribasso del
rating, sottolinenando
come invece l’Italia stia
lavorando alla fase di
risanamento dei conti
pubblici. Potrebbe essere possibile a tal
punto una rivisitazione
dell’IMU (nel senso che
non verrebbe abolita o
rimodulata) o peggio ancora un massiccio programma di cessione di beni
di proprietà pubblica al fine di abbattere il peso del debito rapportato al
PIL. Per molti analisti indipendenti,
tuttavia, viene messo in discussione
l’eccessivo ottimismo che si ripone
sia sulle autorità sovranazionali,
penso allo scudo anti-spread di Mario Draghi (che entrerebbe tosto in
azione in caso di ulteriore declassamento) ed alla capacità del paese di
utilizzare risorse non convenzionali
(come riserve auree e prelievi forzosi)
per contenere una fase di marcata instabilità ed aggressione finanziaria.
Per prudenza e buon senso, vista
l’incognita sulla tenuta del Governo
Letta, sarebbe opportuno alleggerire
la propria esposizione nei confronti
sia del governativo italiano che del
comparto obbligazionario bancario.
FINESTRA SUI MERCATI
Migro Informa agosto 2013
Conciliazione e collaborazione
tra stato e cittadini
Canio Trione
D
a tempo si sventola la prossima fine della recessione.
Proclamato da chi non immaginava che potesse arrivare e che
ha fatto di tutto per produrla non
sembra credibile. Ma anche se fosse,
sarà una ripresa “statistica”, cioè la
crescita delle vendite (probabilmente
all’estero) di qualche settore (come
la Ferrari, il parmigiano, il Brunello,…) compenseranno la stasi del
resto dell’economia; quindi sembrerà –appunto statisticamente- che la
caduta dell’economia si sia bloccata.
In realtà interi settori saranno morti
mentre taluni vocati all’export ancora sopravviveranno; e i disoccupati? e
il gettito? i consumi? il debito? la domanda interna? il futuro dei giovani?
Nessuna risposta. Se vuoi un lavoro te
lo devi inventare e devi produrre una
cosa che non produce nessuno; devi
essere una specie di Leonardo da Vinci. Questo è quello che propongono i
bocconiani al governo e questo non è
il futuro per nessuno; anzi è la morte
della nostra economia.
Per fare il futuro e per ricreare fiducia in se e nel sistema Italia è neces-
sario che si fermi la lotta tra politica
e gente comune. È certo che non c’è
futuro senza conciliazione. Sulla fase
conciliativa si può edificare la fiducia
nel futuro e quindi il futuro stesso.
Conciliazione e collaborazione tra
stato e gente comune, tra burocrazia
e piccole imprese, centro e periferia
che era la sostanza del messaggio
democristiano del secondo dopoguerra, è oggi il veicolo che può riportare
l’economia italiana alla crescita. La
fine della contrapposizione e l’inizio
della collaborazione tra stato, burocrazia, uffici pubblici centrali e periferici da un lato e imprese, famiglie e
gente comune dall’altro è imprescindibile se si vuole riavviare lo sviluppo.
La crescita non cade come la
manna; la si costruisce con la collaborazione di ogni componente
dell’economia e della politica. Il terrore della furia antievasori ha prodotto
arresto dell’economia, fuga dall’Italia,
recessione. Deve immediatamente
finire questa fase veramente demenziale per aprirne un’altra improntata
sulla conciliazione. La parola conciliazione non si deve applicare al rap-
porto tra parti politiche ma tra italiani; conciliare opposti parti politiche
significa creare un grande super
partito privo di oppositori e quindi
maggiormente capace di imporre alla
gente le nefandezze o le incapacità
che la politica deciderà; impedendo
alle proposte nuove di emergere; esattamente come è accaduto nel periodo
montiano. Peraltro la democrazia si
sostanzia propria nel confronto delle
idee e degli interessi.
Senza il sale delle differenze non
si va da nessuna parte. Solo alla dittatura. La stessa “governabilità” avulsa
dalla proposta politica condivisa, ma
radicata nei premi di maggioranza,
cosa è se non una negazione evidente
della democrazia?
La parola d’ordine deve essere conciliazione nazionale perché si ricrei
da subito una vera unità di intenti e
di idee tra rappresentati e rappresentanti. Mai più deve accadere che essi
siano contrapposti e che i rappresentanti, per garantire i propri stipendi
sguinzaglino il meglio dei propri investigatori contro chi crea ricchezza.
Creando solo povertà.
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FINESTRA SUI MERCATI
Migro Informa agosto 2013
Stop al mais OGM
I
ministri del Governo Letta mettono Ko gli Ogm. È infatti stato
firmato dal ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo,
dal ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin e dal ministro all’’Ambiente e
della tutela del territorio e del Mare,
Andrea Orlando il decreto interministeriale che vieta in modo esclusivo la
coltivazione di mais geneticamente
modificato appartenente alla varietà
MON810 sul territorio italiano.
Il divieto è così in vigore fino
all’adozione delle misure previste dal
regolamento comunitario 178/2002
e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento
sarà immediatamente notificato alla
Commissione europea e agli altri 27
Stati membri dell’Unione europea.
Il divieto di coltivazione del Mais
MON810 è motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del
Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da
un recentissimo approfondimento
tecnico scientifico dell’Istituto Supe-
riore per la protezione e la ricerca ambientale, che ne evidenzia l’impatto
negativo sulla biodiversità, non escludendo rischi su organismi acquatici,
peraltro già evidenziati da un parere
dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare reso nel
dicembre 2011.
Il decreto giunge
a conclusione della
procedura di emergenza attivata dal
nostro
Governo
nell’aprile 2013, ed
è giuridicamente
sostenuto anche dal
precedente provvedimento di divieto di
coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe
motivazioni, adottato il 16 marzo
2012 dal Governo francese e tuttora
in vigore.
Le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione europea, cui l’Italia
si conforma, ribadiscono la legitti-
mità di misure di coesistenza che
salvaguardino le colture tradizionali
e biologiche, e che dovranno essere
adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della
Corte costituzionale, nel quadro di
una organica e condivisa disciplina
statale che definirà principi comuni al
fine di garantire il rispetto della libera
concorrenza e della libertà di iniziativa economica, a parità di condizioni
sull’intero territorio nazionale.
“Con i Ministri Lorenzin e Orlando – ha spiegato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali
Nunzia De Girolamo - avevamo preso
un impegno preciso sugli Ogm, considerate anche le posizioni unitarie
del Parlamento e delle Regioni. Con
il decreto che abbiamo firmato oggi
vietiamo la sola coltivazione del mais
Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti
sentenze della Corte di Giustizia europea. È un provvedimento che tutela
la nostra specificità,
che
salvaguardia
l’Italia dall’omologazione. La nostra
agricoltura si basa
sulla biodiversità,
sulla qualità e su
queste
dobbiamo
continuare a puntare, senza avventure che
anche dal punto di vista
economico non ci vedrebbero
competitivi. Il decreto di oggi è solo
il primo elemento, quello più urgente,
di una serie di ulteriori iniziative, con
le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di
Ogm nel nostro Paese”.
FINESTRA SUI MERCATI
Migro Informa agosto 2013
Bandiere
del gusto
S
algono al numero record di 4698
le tipicità a tavola assegnate
all’Italia nel 2013 sulla base delle
specialità alimentari presenti sul territorio nazionale che sono ottenuti
secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. La
speciale classifica del patrimonio enogastronomico, tracciata da Coldiretti
vede salire sul podio la Toscana (463),
la Campania (387) e il Lazio (384) seguiti dal Veneto (371).
Anche grazie a questi risultati l’Italia è leader mondiale nel turismo enogastronomico a livello mondiale con
oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri nel belpaese per
consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche
per acquistare prodotti tipici, secondo
l’analisi della Coldiretti dalla quale si
evidenzia che è destinata alla tavola
ben un terzo (33 per cento) della spesa
di italiani e stranieri in vacanza in Italia. Il mangiare e bere è il vero valore
aggiunto delle vacanze Made in Italy
e tra tutti gli elementi della vacanza,
dall’alloggio ai trasporti, dai servizi
di intrattenimento a quelli culturali,
la qualità del cibo in Italia - precisa la
Coldiretti - è quella che ottiene il più
alto indice di gradimento trai i turisti
stranieri e italiani.
Un successo sostenuto dal fatto
che nel 2013 secondo la speciale classifica elaborata dalla Coldiretti sono
stati riconosciuti ben 4698 i prodotti
alimentari tipici presenti sul territorio
nazionale che sono ottenuti secondo
regole tradizionali protratte nel tem-
po per almeno 25 anni. Quasi il 10
per cento dei prodotti riconosciuti sul
territorio nazionale si trova – sottolinea la Coldiretti - in Toscana dove se
ne contano ben 463 ma sul podio sale
anche la Campania con 387 specialità
e il Lazio con 384. A seguire – precisa
la Coldiretti – si posizionano il Veneto (371), il Piemonte con 341 prodotti
seguito dall’Emilia Romagna con 307
specialità e dalla Liguria che può contare su 295 prodotti. A ruota tutte le
altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti, la Lombardia con
246, la Sicilia con 234, la Puglia con
232, la Sardegna con 181, il Molise
con 159, il Friuli-Venezia Giulia con
153, le Marche con 150, l’Abruzzo con
147, la provincia autonoma di Trento
con 109, quella di Bolzano con 92, la
Basilicata con 77, l’Umbria con 69 e
la Val d’Aosta con 32. A prevalere tra
le specialità regionali, spesso salvate
grazie all’impegno degli imprenditori
agricoli nel recupero delle tradizioni,
sono – riferisce la Coldiretti - i 1438
diversi tipi di pane, pasta e biscotti,
seguiti da 1304 verdure fresche e lavorate, 764 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 472
formaggi, 174 piatti composto o prodotti della gastronomia, 159 bevande
tra analcoliche, liquori e distillati, 155
prodotti di origine animale (miele,
lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e
147 preparazioni di pesci, molluschi,
crostacei.
Nell’elenco 2013, oltre ad una
consistente revisione delle specialità
piemontesi, troviamo numerose new
entry. Tra queste, in Campania la salsiccia rossa di Castelpoto (nell’impasto di questo insaccato del Beneventano sono presenti, oltre alla carne di
maiale “sopranno”, cioè oltre i dodici
mesi di età, il peperone sia dolce, sia
piccante che conferisce il caratteristico colore rosso), in Emilia-Romagna
la bomba di Canossa, un energetico
dolce fatto con savoiardi reggiani e
farcito con zabaione, in Friuli-Venezia
Giulia il miele di Amorfa, derivato da
una pianta, l’Amorpha fruticosa, che
si trova per lo più nei greti di fiumi
e torrenti, in Lombardia la Grappa
Riserva Personale, un distillato lungamente invecchiato ottenuto dalla
distillazione di pregiate vinacce provenienti da uve di Nebbiolo e Dolcetto e il luccio in bianco (ma c’è anche la
versione in salsa) alla rivaltese, la cui
caratteristica è che al pesce del Mincio
si aggiunge il grana padano Dop grattugiato al momento, in Piemonte il fidighin (o fideghina), una mortadella
di fegato cruda, in Puglia il cece nero,
in Sardegna il fagiolo tianese (Tiana,
nel nuorese, paese di centenari, viene
considerata la capitale sarda dei fagioli bianchi pregiati), in Toscana il pecorino delle cantine di Roccalbegna
(Grosseto) e nel Veneto la patata di
Bolca, un tubero vulcanico dei Monti
della Lessinia ottimo per la preparazione degli gnocchi.
Una offerta che cresce e che – conclude la Coldiretti – conferma i primati dell’agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare ogm, ha il primato
europeo nel numero di aziende biologiche e vanta inoltre la leadership nei
prodotti riconosciuti a livello comunitario con ben 252 denominazioni di
origine sono 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a
denominazione di origine controllata
e garantita (Docg) e 118 a indicazione
geografica tipica (Igt).
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12
MARKETING E FORNITORI
Migro Informa agosto 2013
La qualità prima del prezzo
Massimiliano Sassoli
L’
Italia il Paese europeo più propenso agli acquisti ecofriendly,
nonostante il prezzo più alto.
Per il 65% degli italiani nel momento dell’acquisto la qualità è la preoccupazione più importante, mentre
sono il 53% coloro che indicano nel
prezzo il fattore determinante (Europa 65%). Inoltre, ben il 76% (Europa
43%) si dichiara particolarmente interessato all’acquisto di prodotti promozionati sul punto vendita. Nello stesso
tempo oltre un terzo (34%) è disponibile ad acquistare prodotti ecofriendly
indipendentemente dal prezzo e il
63% (Europa 49%) a modificare il proprio stile di vita al fine di risparmiare
energia.
I dati emergono dalla Global Survey of Consumer Shopping Behavior
sui consumatori, eseguita nel 2012.
L’indagine mette a tema la dinamica di
acquisto di 29.000 intervistati online,
in 58 paesi.
Abitudini di acquisto
Nonostante la crisi, il 23% degli
Italiani ammette di acquistare impulsivamente (Europa 27%); il 60% dichiara di visitare più negozi per potere
scegliere il prodotto più conveniente
nel rapporto qualità/prezzo (Europa
60%); il 66% di fare sempre il raffronto tra i prezzi dei singoli prodotti (Europa 57%); il 63% di preparare molto
frequentemente la lista della spesa
(55% Europa); il 43% di leggere sempre i volantini con le offerte (Europa
33%), il 29% di usare i coupons (Europa 19%). Tuttavia, il 35% si lascia
tentare dagli extra displays, le isole
promozionali. Quest’ultimo è un indicatore dell’importanza dell’esperienza
d’acquisto che il consumatore “vive”
nel punto vendita.
Dalla Global Survey emerge anche che il 59% degli intervistati del
campione italiano dichiara di tenersi
costantemente aggiornato su sconti
e promozioni (Europa 54%); il 59%
raccoglie informazioni e opinioni sul
prodotto (Europa 51%); il 55% preferisce sempre provare un campione e
poi decidere se fare l’acquisto (Europa 51%); il 53% preferisce acquistare
prodotti pubblicizzati nella lingua
d’origine (italiano, Europa 58%). Per
il 49% dei rispondenti sono affidabili
i prodotti raccomandati da professionisti (Europa 45%); per il 40% i prodotti venduti con omaggi risultano
più attrattivi (Europa 52%). Al 36%
interessa spendere di più per oggetti
di design che per articoli dotati delle
stesse funzioni (Europa 24%) mentre
il 29% preferisce prodotti di brand famosi (Europa 41%).
Criteri di acquisto
In genere, gli italiani si fanno
guidare più dalla qualità rispetto al
prezzo. Il contenimento della spesa,
attraverso una maggiore attenzione
MARKETING E FORNITORI
Migro Informa agosto 2013
alle promozioni, non si traduce in un
impoverimento del value for money /
valore del carrello.
I criteri di acquisto subiscono delle
variazioni in relazione alla categoria di
prodotto: nel food & beverage, il 39%
del campione dichiara che l’elemento determinante è quello degli ingredienti/qualità (Europa 32%), il 38% il
gusto (Europa 55%), il 30% il prezzo
(Eu 41%). Per i prodotti destinati alla
cura della persona il prezzo risulta discriminante per il 31% dei rispondenti (Europa 39%), la qualità per il 31%
(Europa 32%), il gusto per il 24% (Europa 26%).
Per ciò che riguarda le auto, il
39% del campione italiano utilizza
come criterio quello del prezzo (Europa 40%), il 25% il brand (Europa
27%), il design il 21% (Europa 19%),
mentre il 16% dichiara di non avere
intenzione di acquistarne (Europa
22%). Per l’abbigliamento, in Italia il
42% definisce il prezzo come fattore
chiave (Europa 48%), il 37% il design
(Europa idem), il 18% la qualità (Europa 22%). Anche per l’elettronica
il prezzo costituisce l’elemento base
(41% Italia, 44% Europa), per il 23%
la funzionalità (Europa 25%), per il
20% il brand (Europa 23%). Nell’acquisto di cellulari, infine, il prezzo
conta per il 40% dei rispondenti (Europa 42%). Il brand in questo caso
risulta incidente per il 25% del campione (Europa 26%), la funzionalità
per il 23% (Europa 26%).
Le fonti di informazioni negli
acquisti dei singoli prodotti
In Italia l’esperienza nel punto
vendita è la principale fonte di informazione per i prodotti FMCGs (Fast
Moving Consumer Goods, cioè bevan-
de/alimentari/cura casa/cura persona)
e di abbigliamento, mentre internet è
soprattutto utilizzato all’interno del
mondo dell’elettronica, telefonia e automobilistico. La TV ricopre un ruolo
chiave per i prodotti per la cura della
persona e della casa. In particolare:
per alimentari/bibite il punto di vendita è la fonte informativa per il 30%
(Europa 37%), per il 25% la tv (Europa 22%), per il 24% mail e volantini
(Europa 19%); per la cura della persona il 24% trae informazioni dalla tv
(stessa media Europa), il 22% presso
il negozio (Europa 26%) e il 20% da
internet (Europa 22%). Per l’acquisto
di auto internet è diventata la fonte
di informazioni più utilizzata (31%
campione italiano, Europa 38%), seguito dalla tv (28%, Europa 25%) e
dai magazine (19%, Europa 13%). Per
avere informazioni sull’abbigliamento il consumatore italiano prevalentemente si rivolge al negozio (27%,
Europa 37%), ma una buona parte
(22%) indica internet (Europa 28%),
seguito dai magazine (Italia 21%, Europa 15%). Per l’elettronica internet
costituisce la prima sorgente informativa (39%, Europa 46%), la tv incide
in ragione del 24% (Europa 24%) e il
punto vendita del 17% (Europa 20%).
Infine, per i cellulari si ricorre alla rete
in misura del 37% (Europa 46%), alla
tv del 22% (Europa 22%), al negozio
del 21% (Europa 20%).
Fedeltà al marchio
In Italia in media il 66% degli intervistati afferma di avere un paniere di
marche preferite per ciascuna categoria
di prodotti (media europea 64%).
Per quanto riguarda la fedeltà al
marchio, la ricerca suddivide i prodotti per la persona dagli alimentari. Per
i primi, si rilevano i seguenti valori:
50% si dichiara fedele al marchio dei deodoranti (Europa 45%), 49% degli
shampoo, (Europa 50%), 33% dei prodotti sanitari(Europa 31%), 20% dei
saponi per il viso (Europa 19%), 17%
dei cosmetici (Europa 25%), 15% delle
lenti a contatto monouso (Europa 8%).
Per gli alimentari, le percentuali sono le seguenti: 54% per il caffè
(Europa 50%), 32% per il latte (Europa 34%), 31% per le bevande (Europa 36%), 30% per lo yogurt (Europa
idem), 23% per i surgelati (Europa
16%), 17% per i chewing gum (Europa
18%), 15% per i cereali (Europa 16%),
12% per condimenti (Europa 17%),
10% per gli snacks (Europa 8%), 6%
per le zuppe (Europa 9%), 2% per paste pronte (Europa 8%).
Pubblicità
In merito al rapporto advertising/
consumi, il 53% del campione è convinto che l’esposizione alla pubblicità
favorisca le decisioni di acquisto (media Europa 48%), il 47% comprerebbe
un prodotto perché gli è piaciuto lo
spot (34%), il 40% sostiene che l’adv
incrementa la preferenza per il brand
(Europa 38%), il 36% è dell’opinione
che l’immagine di prodotto creata dalla pubblicità influisca sulle scelte di
spesa (39%), il 33% si sente rassicurato
nell’acquisto di un prodotto pubblicizzato (31%).
“Nei mercati in crescita, – ha detto
Roberto Pedretti amministratore delegato di Nielsen Italia – come risulta
dalla Global Survey, gli intervistati
consumano spesso in misura maggiore rispetto alla media globale. Al
contrario, nei Paesi sviluppati, spesso i consumatori sono scettici, guidati soprattutto dal prezzo e molto
attenti a non farsi influenzare dagli
altri. L’Italia, all’interno di tale contesto, costituisce, per alcuni aspetti,
un’eccezione. Il fattore qualità viene,
infatti, ancora ritenuto preponderante rispetto al prezzo. Ciò può essere
in parte spiegato con il radicamento
della nostra tradizione artigianale e
il valore del marchio “made in Italy”.
E’ interessante osservare – ha concluso Pedretti - come questi elementi nel
nostro Paese risultano sempre più coniugati con l’evoluzione digitale del
mercato: la Rete viene affermandosi
come fonte primaria di informazioni per i consumatori, allineandosi
e, talvolta, superando i media tradizionali, come tv o display sul punto
vendita”.
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Migro Informa agosto 2013
La parola ai clienti
Pasquale Travaglini
Da quando ha aperto il Cash and Carry Migro di Pescara
vengo a fare rifornimento tutte le mattine. Ho una pizzeria a
pochi chilometri ed i prezzi qui sono inferiori rispetto a quelli
della concorrenza, seguo con attenzione le offerte sul volantino e ho un buon rapporto con il personale.
Apro l’attività anche la mattina perché trovandomi nei
pressi di una scuola riesco a essere un punto di riferimento
per offrire un servizio utile. Chiaramente l’attività principale
è quella serale. L’estate si lavora di più e pizza da asporto e al
taglio si vendono bene soprattutto nel fine settimana.
Filippo de Santis
Sono cliente del Cash and Carry Migro di Frosinone da
molti anni, ho un minimarket a gestione familiare da più di
trent’anni e faccio la rifornimento una volta a settimana. I
prezzi sono davvero buoni e c’è la possibilità di scegliere tra
tanti prodotti, anche se alle volte mi è capitato di non riuscire
a trovare ciò che cercavo.
Il personale del magazzino è sempre gentile. Nel mio paese
non c’è concorrenza con gli ipermercati, ma comunque la crisi
si è fatta sentire, soprattutto negli ultimi due o tre anni, spero
davvero che migliori la situazione economica generale.
Claudio Bertolani
Posso dire di essere stato uno dei primi clienti del Cash and
Carry di Livorno. Eppure vengo da Massarosa in provincia di
Lucca e tra andata e ritorno mi tocca fare 150km. Ma una volta
a settimana sono qui a rifornire il mio negozio di alimentari
a libero servizio perchè trovo il mio risparmio. I prezzi sono
concorrenziali, e nella maggioranza buoni.
Onestamente non seguo molto il volantino promozionale
tranne nei periodi festivi.
Se si riprenderà l’economia? Non lo so, ma bisogna creare
concorrenza in tutti i settori è quella la chiave. Oggi la gente
compra meno le cose che non sono necessarie, ma come fa a rinunciare alla pasta, al pane... Sono commerciante da una vita, i
miei genitori hanno avviato l’attività da 70 anni, ne ho viste di
cose. La concorrenza degli altri supermercati si cerca di batterla
con prezzi simili, così come io faccio spesa a Migro e prendo un
po’ di tutto quando trovo un prezzo concorrenziale.
MARKETING E FORNITORI
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CASH AND CARRY
Migro Informa agosto 2013
Cash and Carry Migro.
Facili da raggiungere
difficili da dimenticare
D
al Salento alla riviera del Conero, dalla Versilia a Catania
in tutte le località turistiche
più ricercate della Penisola ci sono ristoranti, alberghi, supermercati, bar
che si riforniscono dai Cash and Carry
Migro. Con la stagione estiva, infatti,
si rafforza l’impegno della Migro che
non va in ferie e rinnova il suo assortimento per non far mancare merce
a tutti i clienti che cercano maggiori
quantità di prodotti per soddisfare
le esigenti richieste dei turisti. Tutti i
Cash and Carry in Italia si trovano in
zone strategiche e non lontane dalle
località turistiche del bel Paese.
Disponibilità e convenienza sono
le chiavi del successo. Partiamo
dall’ultimo magazzino aperto a marzo del 2013: Ancona. Sono passati solo
pochi mesi, ma il passaparola corre in
fretta nel commercio indipendente
lungo la riviera del Conero. Uscita
Ancona sud dell’autostrada, e come
dicono i clienti è facile da raggiungere
difficile da dimenticare per la qualità
dei prodotti, l’ampio assortimento e il
livello dei prezzi.
Centocinquanta chilometri più a
sud, dalle Marche scendiamo in Abruzzo, c’è Pescara, il Cash and Carry
Migro che ha avviato le sue attività
di vendita alla fine dell’agosto 2010.
Anche qui è bastato poco ed i clienti
hanno capito che possono rifornirsi
al Cash Migro a prezzi imbattibili e
senza incontrare tra i corridoi i loro
clienti finali. E soprattutto senza alcun vincolo di insegna.
Dall’altro lato dell’appennino, allontanandosi dagli orizzonti del mare
attraversando il confine del Lazio e
entrando nella magnifica zona della
ciociaria c’è un altro presidio Migro a
Frosinone. Arrivano anche da Latina e
perfino dai comuni costieri perchè in
zona non esistono strutture che possano competere con la convenienza
della Migro. Una struttura che ha
dimostrato, anche nei periodi gelidi
dell’inverno e con le strade bloccate
dalla neve, di non fermare le sue attività pur di soddisfare la domande
dei clienti.
Risalendo prima di entrare nella
slendida Versilia si passa per Livorno.
Importante centro industriale e por-
CASH AND CARRY
Migro Informa agosto 2013
tuale dove, esattamente a Collesalvetti, sorge un grande Cash and Carry
Migro che si estende su una superficie
di 12.500 metri quadrati e serve clienti
fino all’isola d’Elba.
L’avamposto più a nord dell’azienda
è Tortona, in provincia di Alessandria.
Qui scorrendo l’elenco dei clienti non
c’è solo Rapallo, Monza, Torino ma si
sconfina facilmente verso la Svizzera,
la Francia e la Germania. In una struttura di 9.500 mq con oltre 40.000 ref-
erenze le porte della convenienza si
aprono ai possessori di partita iva e ai
tir che attraversano il traforo del Frejus
che trovano convenienti i prezzi e i servizi offerti.
A una settantina di chilometri da
Tortona c’è Quarto dei Mille, città
certo nota per l’impresa garibaldina
la cui rotta seguiamo per sbarcare in
Sicilia, non sulle coste del tirreno, ma
su quelle ioniche di Catania.Sull’isola
per beneficiare dei vantaggi offerti
dalla Migro occorre iscriversi on line
al servizio CediCash un modo sicuro
sicuro e affidabile per ordinare oltre
30.000 prodotti ai prezzi migliori sul
mercato e riceverli direttamente e comodamente nel proprio punto vendita
entro 48 ore, non solo sull’isola ma in
tutta Italia, grazie alle altre piattaforme distributive presenti a Corigliano
d’Otranto in Puglia.
E proprio la Puglia è la culla
dell’azienda con il maggior numero di
punti vendita. A Corigliano d’Otranto
nel cuore del grande Salento, al centro
della rete di 97 comuni, c’è anche un
attivissimo Cash and Carry che serve
le attività commerciali che dai paesi in
estate si sposta nelle marine invase di
turisti.
In provincia di Taranto c’è poi Massafra. Tutti i commercianti che senza
sottostare a vincoli sanno che possono
trovare la richiestissima Birra Raffo ma
anche la Franziskaner, birra bavarese
ricercata dai tedeschi che amano i litorali sabbiosi dello Ionio.
Sempre in Puglia ma in provincia
di Bari i due punti di riferimento sono
i Cash di Terlizzi e Modugno. Uno che
guarda al litorale nord di Bisceglie e
Trani, l’altro a sud da Torre a Mare alle
frequentatissime spiagge di Polignano
e Capitolo. Inoltre il Cash di Terlizzi
non si rivolge solo alla zona ma guarda
anche ai Balcani, ai tanti acquirenti
che appoggiandosi al porto di Bari utilizzano il percorso viario che l’Unione
europea chiama “corridoio otto”.
E, infine, Molfetta. L’apertura a
gennaio 2011 ha segnato una tappa
importante per l’azienda, a distanza di
venticinque anni dal primo punto vendita di Terlizzi, e soprattutto la prima
di tre strutture commerciali che si spingono a servire anche i dettaglianti.
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LAVORO E CARRIERE
Imprese più fiduciose, produzione
industriale torna a salire
L
e imprese italiane sono più fiduciose nel futuro e la produzione
industriale mostra un ulteriore
recupero in luglio. Secondo l’Istat il
‘clima’ di fiducia delle aziende sale a
luglio da 76,4 a 79,6. Il miglioramento
è stato rilevato in tutti i settori: dalle
imprese manifatturiere e quelle di costruzione, nel commercio al dettaglio
e nei servizi di mercato. Notizie positive arrivano anche dal fronte delle
retribuzioni contrattuali, aumentate a
giugno - afferma sempre l’Istituto di
statistica - dello 0,2% rispetto al mese
precedente e dell’1,5% nei confronti
di giugno 2012.
Complessivamente, nei primi sei
mesi del 2013, la retribuzione oraria
media è cresciuta dell’1,4% rispetto
al corrispondente periodo del 2012.
Più nel dettaglio migliorano i giudizi
delle imprese sugli ordini e le attese
di produzione (da -39 a -37 e da -2 a
0, i rispettivi saldi). L’analisi per rag-
gruppamenti principali di industrie
(Rpi) indica un aumento diffuso della
fiducia: nei beni di consumo da 91,3
a 92,8, nei beni intermedi da 89,8 a
90,8 e nei beni strumentali da 91,1 a
92,5. L’indice delle imprese di costruzione sale da 71,1 di giugno a 76,5.
Migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sia
le attese sull’occupazione (i saldi
aumentano da -56 a -52 e da -27 a
-20, rispettivamente). Il dato delle
imprese dei servizi di mercato sale
da 70,7 di giugno a 75,6. Crescono i saldi dei giudizi e delle attese
sugli ordini (da -29 a -27 e da -17 a
-11, rispettivamente) e migliorano
le attese sull’andamento generale
dell’economia italiana. Nel commercio al dettaglio, l’indice passa da 80,9
di giugno a 82,1, mentre diminuisce
nella grande distribuzione (da 80,0
a 73,0) e aumenta nella distribuzi-
Migro Informa agosto 2013
one tradizionale (da 84,7 a 90,8). Per
quanto riguarda le retribuzioni contrattuali a giugno, prosegue l’Istat, si
è registrato un incremento tendenziale del 2,1% per i dipendenti del
settore privato e una variazione nulla
per quelli della pubblica amministrazione. I settori che hanno presentato
gli incrementi tendenziali maggiori
sono: alimentari bevande e tabacco
(4,4%); agricoltura (3,1%); pubblici
esercizi e alberghi (2,9%). Alla fine di
giugno la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 52,1% nel totale
dell’economia e del 38,1% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per
i lavoratori con il contratto scaduto è
in media di 25,2 mesi per l’insieme
dei dipendenti e di 12,3 mesi per
quelli del settore privato. Buone notizie anche sul fronte dell’industria
che recupera terreno a luglio. Per il
Centro Studi Confindustria si registra un incremento dello 0,2% su giugno. Lo scorso mese è stato stimato
un aumento dello 0,4% su maggio.
In luglio la distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008) si attesta
a -24,5%. La produzione, calcolata
al netto del diverso numero di giornate lavorative, è diminuita in luglio
dello 0,9% rispetto a luglio 2012; in
giugno si era avuto un calo dell’1,9%
sullo stesso mese dello scorso anno.
Gli ordini in volume hanno registrato in luglio un aumento dello 0,3%
su giugno e un arretramento dello
0,7% su luglio 2012. In giugno erano
rimasti invariati su maggio ed erano
diminuiti dell’1,8% su giugno 2012.
Nel secondo trimestre 2013 il Ccs
stima una flessione della produzione industriale dell’1,0% sul primo.
La variazione congiunturale acquisita per il terzo trimestre è invece di
+0,5%.
LAVORO E CARRIERE
Migro Informa agosto 2013
Tra paure e carte vincenti
al colloquio di lavoro
I
l colloquio è la fase cruciale della
selezione per un posto di lavoro. A
pensarla così è il 52,8% degli italiani, che lo definisce infatti come il
momento in cui ci si gioca il tutto per
tutto. Dare il meglio di sé davanti ai
potenziali capi è, quindi, fondamentale e per questo il 62% afferma di
dedicare tempo alla preparazione del
colloquio. E’ quanto emerge da un
sondaggio condotto da InfoJobs.it, la
principale realtà italiana ed europea
nel settore del recruiting online per
numero di offerte di lavoro, traffico
Internet e numero di cv in database,
che ha voluto indagare su quali siano
gli atteggiamenti più diffusi tra gli
aspiranti lavoratori.
Si scopre così che il 46,7% legge
tutto ciò che trova sull’azienda, il
12,8% cerca informazioni non ufficiali in rete o tra i conoscenti, mentre
un esiguo 2,7% ammette di prepararsi
anticipatamente un discorso per
non farsi cogliere dal panico. C’è comunque chi decide di ricorrere all’arte
dell’improvvisazione, il 37,9% si affida infatti al proprio istinto.
Per fare buona impressione, però,
essere preparati non basta: si dimostra
fondamentale anche l’abbigliamento.
Il 56,3% degli utenti di InfoJobs.it,
infatti, durante il colloquio preferisce
lo stile molto formale, contro un
39,5% che sceglie invece di vestire i
soliti panni per rispecchiare la propria indole. Infine, non mancano gli
scaramantici che svelano di indossare
sempre un capo o un accessorio portafortuna (4,3%).
Superata la preparazione e
l’impatto della prima impressione,
le preoccupazioni degli italiani si
spostano sul contenuto vero e proprio
del colloquio. Le domande che spaventano di più e che gli intervistati non
vorrebbero mai sentirsi porgere sono
quelle relative alla propria situazione
sentimentale (32,8%) e quelle relative
ai motivi per i quali bisognerebbe essere assunti (38,4%).
La tensione può giocare brutti
scherzi e davanti a una domanda inaspettata è facile trovarsi in evidente
difficoltà: come reagiscono gli aspi-
ranti lavoratori in queste situazioni?
Per il 40% del campione intervistato,
la soluzione migliore consiste nel chiedere all’esaminatore di riformulare la
domanda per tentare di capire meglio
la richiesta e prendere tempo, mentre
solo il 3% sostiene che ammettere il
proprio nervosismo e scusarsi sia la
cosa migliore da fare in queste situazioni. Il 25%, invece, preferisce rispondere subito in ogni caso, per non correre il rischio di sembrare insicuro.
Davanti ad alcune domande, tuttavia, la prontezza di spirito potrebbe
non bastare: quando gli esaminatori
decidono di voler testare la capacità
di reazione degli intervistati, è possibile trovarsi a dover far fronte a quesiti alquanto inconsueti che spiazzano
il malcapitato. Tra le richieste più
strane e degne di nota riportate dai
candidati, se ne trovano di ogni tipo,
da quelle ‘logico-scientifiche’, come
‘quanta acqua c’è nel lago di Como?’
o, ancora, ‘quanto pesa un carro armato?’, a quelle che tendono invece a
indagare sulla vita del colloquiante e
sulle sue abitudini in ufficio, ad esempio: ‘quante volte si alza in media per
andare in bagno o per bere il caffè?’.
Sembra, quindi, che chi si presenta a
un colloquio di lavoro debba essere
preparato ad ogni evenienza, anche a
richieste curiose e insolite.
L’immagine che emerge dal sondaggio è quella di un candidato pronto
che cerca di dare il massimo contando
principalmente sulla propria preparazione. Quest’ultima impressione è confermata dal fatto che ben l’82% degli
intervistati non porta le lettere di referenze dei propri ex datori di lavoro. Il
20,6% degli scettici è convinto che le
referenze non contino nel processo di
selezione, mentre il 61,4% non le porta
perché non le ha mai richieste.
19
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DIRITTO E FISCO
Migro Informa agosto 2013
Pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali
D
alle dichiarazioni ai modelli,
passando per le comunicazioni e i servizi online. Meno
adempimenti e procedure più snelle a
vantaggio di cittadini e imprese.
Salta, quindi, l’obbligo di presentare il modello per i dati degli studi di
settore da parte delle aziende in fallimento. Diventa più snello e facile da
compilare il quadro RU del modello
Unico che “ospita” i crediti d’imposta.
Semplificazioni in arrivo anche per lo
Lavoro
autonomo
occasionale, stop
alla ritenuta
se il rimborso
equivale
alle spese
R
itenuta alla fonte non più obbligatoria nell’ipotesi di prestazioni di lavoro autonomo occasionale per il cui svolgimento è previsto
il solo rimborso delle spese strettamente necessarie per l’esecuzione della prestazione stessa o l’anticipo delle
“Spesometro” e per le comunicazioni
sui contratti di leasing e noleggio, che
viaggeranno in un unico modello, così
come le operazioni black list. L’onda
lunga delle semplificazioni investe anche il versante dei servizi online, con il
Cassetto fiscale ancora più utile e ricco
di dati, il canale Civis che apre le porte
al 36 ter e l’F24 che allarga il suo bacino di tributi. Questi interventi, tutti
di “taglio” amministrativo, si aggiungono alle misure contenute nel Dise-
stesse da parte del committente. Si
tratta di un nuovo passo avanti nella
semplificazione degli adempimenti
fiscali illustrato nella risoluzione n.
49/E delle Entrate di oggi. Il documento di prassi, infatti, chiarisce che
in questi casi la prestazione occasionale genera un reddito diverso pari
a zero e quindi, non è più necessario
applicare la ritenuta e lo stesso lavoratore non è tenuto a riportare i rimborsi ricevuti e le corrispondenti spese
nella dichiarazione dei redditi.
Quando va applicata la ritenuta
– L’applicazione della ritenuta alla
fonte non si può omettere nel caso in
cui il compenso superi (anche nella
forma di spese rimborsate o anticipate dal committente) le spese strettamente necessarie allo svolgimento
dell’attività. In questo caso viene
gno di legge semplificazioni come, ad
esempio, i nuovi importi aggiornati
(75mila euro di attivo per i parenti in
linea retta) per presentare la dichiarazione di successione o l’eliminazione
del “riaddebito” in fattura delle spese
di vitto e alloggio dei professionisti.
Ma vediamoli in dettaglio.
Studi di settore,
semplificare si può
A partire dal periodo d’imposta
meno il carattere sostanzialmente gratuito dell’attività occasionale e quindi
all’intera cifra elargita dal committente dovrà essere applicata la ritenuta
(articolo 25 del DPR n. 600 del 1973).
DIRITTO E FISCO
Migro Informa agosto 2013
2012 non devono presentare il modello
per la comunicazione dei dati rilevanti
ai fini degli studi di settore le imprese
in liquidazione coatta amministrativa
o fallimento.
Inoltre, a partire dall’annualità
2012, l’invito rivolto al contribuente a
presentare il modello di comunicazione
dei dati rilevanti viene inserito direttamente nella ricevuta telematica che attesta la trasmissione di Unico 2013.
Per l’annualità 2012 viene meno
l’obbligo di presentare il modello per la
comunicazione dei dati rilevanti anche
per i contribuenti con residenza o sede
operativa in una delle zone colpite dal
sisma del maggio 2012 (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) che dichiarano la presenza delle seguenti cause
di esclusione: cessazione dell’attività,
liquidazione volontaria o periodo di
non normale svolgimento dell’attività.
Modelli in soffitta, il dato
va in dichiarazione
Stop agli “appositi allegati” per
le imprese che variano i criteri di valutazione dei propri beni iscritti in
bilancio. La comunicazione viaggerà
direttamente in dichiarazione a partire dal periodo d’imposta in corso al 31
dicembre 2013 (modello Unico 2014).
Allo stesso modo, sempre a partire da
Unico 2014, confluiscono nella dichiarazione dei redditi le minusvalenze sopra i 50mila euro: non vanno, quindi,
più inviate comunicazioni alla Direzione Regionale competente.
Guadagna in leggerezza anche il
quadro RU, storicamente dedicato ai
crediti d’imposta derivanti da agevolazioni alle imprese: a partire da Unico
2013 è stato completamente ristrutturato e semplificato con un’unica sezione “multimodulo” che raggruppa
tutti i crediti agevolativi (a eccezione
di tre crediti che, per via delle specifiche informazioni richieste, sono gestiti
in apposite sezioni). In precedenza, il
quadro RU era composto di 22 sezioni
per i crediti, con ulteriori sezioni per la
gestione dei crediti d’imposta ricevuti
e trasferiti e per i limiti di utilizzo.
Comunicazioni più leggere,
si parte dallo “Spesometro”
Anche lo “Spesometro”, che prevede l’obbligo per gli operatori economici di comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti a fini Iva, è
interessato da alcune misure di semplificazione, che troveranno applicazione
a partire dalle comunicazioni relative
all’anno 2012.
L’intervento riguarda le operazioni interessate, i dati da comunicare, le
modalità e la tempistica di invio. Un
Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate specificherà, con riferimento alle operazioni per cui è previsto l’obbligo di fattura, che è possibile
comunicare, per ciascun cliente e fornitore, in alternativa: le singole operazioni effettuate, indipendentemente
dall’importo; l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento.
Facilitazioni in arrivo anche per
il settore del leasing e del noleggio: a
partire dalle comunicazioni relative
all’anno 2012, gli operatori che svolgono attività di leasing finanziario e
operativo e di locazione e/o noleggio
di autovetture, caravan, altri veicoli,
unità da diporto e aeromobili, potranno comunicare all’Anagrafe Tributaria
i dati relativi ai propri clienti, utilizzando, in alternativa alla vecchia comunicazione, il modello in uso per lo
“Spesometro”.
I servizi online diventano ancora
più utili e easy - Civis, il canale telematico dedicato all’assistenza ai contribuenti, apre le porte anche ai 36 ter.
I contribuenti o i loro intermediari
potranno quindi utilizzarlo per l’invio
della documentazione richiesta ai fini
del controllo formale, usufruendo così
di un’ulteriore modalità di assistenza
fiscale. Si estendono, poi, le modalità
di versamento tramite F24: l’uso della
delega di pagamento si estende fra gli
altri, anche ai pagamenti per l’imposta
sulle successioni e donazioni, dell’Invim, dell’imposta sostitutiva Invim,
dell’imposta di registro, dell’imposta
ipotecaria, dell’imposta catastale, delle
tasse ipotecarie, dell’imposta di bollo
e dei tributi speciali. Sempre nell’ottica
di semplificare le procedure, entro il 30
settembre 2013 sarà possibile richiedere l’abilitazione al servizio Entratel via
Pec. Una nuova modalità che si affianca a quella tradizionale che prevede la
presentazione di una domanda presso
un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Spese di vitto e alloggio
dei professionisti non più
riaddebitate in fattura
Le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande
acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in
natura per i professionisti che ne usufruiscono. I professionisti, pertanto,
non devono “riaddebitare” in fattura
tali spese al committente e non possono considerare il relativo ammontare
quale componente di costo deducibile
dal proprio reddito di lavoro autonomo.
Dichiarazione di successione
Si allarga la platea di contribuenti
esonerati dall’obbligo di presentare la
dichiarazione di successione e si alleggerisce la documentazione per chi
deve consegnarla al Fisco. Aumenta a
75mila euro, infatti, il valore “soglia”
dell’attivo ereditario devoluto al coniuge o ai parenti in linea retta (prima
fissato a 50 milioni di vecchie lire) per
poter essere esonerati dall’obbligo di
presentare la dichiarazione di successione. Inoltre, per chi la presenta diventa più facile allegare la documentazione: non occorre più accompagnare
necessariamente la denuncia con gli
originali o le copie autenticate dei documenti, ma sono sufficienti le copie
non autenticate, insieme alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
Limite elevato a 50 euro per dedurre gli omaggi ai fini Iva - Il limite per
la piena deducibilità delle spese per gli
omaggi sale a 50 euro anche per l’Iva
e non solo per le imposte dirette. Per
evitare complicazioni alle imprese, la
soglia ai fini Iva si allinea così a quella
delle imposte dirette.
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DIRITTO E FISCO
Migro Informa agosto 2013
Slitta la
comunicazione
degli acquisti
tramite Pos
Ristrutturazioni edilizie:
detrazione del 50%
per l’acquisto di mobili
I
contribuenti che eseguono lavori di ristrutturazione di immobili
residenziali hanno diritto a una
detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili
destinati all’arredo degli immobili su
cui sono effettuati i lavori, con un tetto massimo di spesa di 10mila euro.
In attesa di conoscere l’esatto contenuto dell’articolo 16 del recente Dl
n. 63 del 2013 come risultante dalla
conversione in legge del decreto, attualmente all’esame del Parlamento,
è opportuno dare prime indicazioni
sulle modalità di esecuzione dei pagamenti.
Come avere diritto alla detrazione
I contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o
postali, con le medesime modalità già
previste per i pagamenti dei lavori di
ristrutturazione fiscalmente agevolati.
Nei bonifici, pertanto, dovranno
essere indicati:
• la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da
Poste Italiane SPA per i bonifici
relativi ai lavori di ristrutturazione
fiscalmente agevolati;
• il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
• il numero di partita Iva ovvero il
codice fiscale del soggetto a favore
del quale il bonifico è effettuato.
Leasing e noleggio,
scadenza al 12
novembre per
le comunicazioni
al Fisco
tiene conto delle attività di semplificazione attualmente in corso, è prevista dal Provvedimento dall’Agenzia
delle Entrate.
Slitta dal 30 giugno al 12 novembre 2013 il termine per comunicare
all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai
contratti stipulati dalle società di leasing e dagli operatori commerciali che
svolgono attività di locazione e/o noleggio nel 2012 (art. 7, comma 12, del
DPR n. 605 del 1973). La proroga, che
I soggetti interessati
alla comunicazione
Banche, intermediari finanziari
che esercitano attività di leasing fi-
Scade il 12
novembre 2013
il termine ultimo per la comunica zione
da parte degli
operatori finanziari dei dati
delle operazioni
rilevanti ai fini
Iva, di importo
non
inferiore
a 3.600 euro, relative al periodo 6
luglio - 31 dicembre 2011, in cui
l’acquirente è un consumatore finale che ha pagato con carta di
credito, di debito o prepagata. Lo
prevede il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, diffuso il 3 luglio.
Lo slittamento nasce dall’esigenza di mettere a punto gli accorgimenti tecnici necessari, in sintonia
con le principali associazioni di categoria rappresentative dei soggetti
obbligati alla comunicazione. Allo
stesso tempo, l’ulteriore allungamento dei tempi inizialmente previsti è stato disposto per consentire
l’allineamento del termine d’invio
con quello di altre comunicazioni
anch’esse rientranti nell’ambito
dell’attività volta alla semplificazione degli adempimenti.
nanziario e/o operativo nonché gli
operatori commerciali che svolgono
attività di locazione e/o noleggio.
Sono questi i soggetti obbligati alla
comunicazione dei contratti di leasing all’Anagrafe Tributaria.
Cosa comunicare
Oggetto della comunicazione sono,
in ordine, i contratti di leasing finanziario e operativo, di locazione e quelli
di noleggio, stipulati sia con le persone
fisiche che giuridiche. Tra i contratti
interessati ci sono quindi quelli relativi a autovetture, autocaravan a altri
veicoli, unità di diporto commerciali,
aeromobili, immobili e beni mobili.
DIRITTO E FISCO
Migro Informa agosto 2013
Multe: sconto del 30%
se paghi subito?
M
ulte stradali scontate del
30% se pagate entro 5 giorni
dalla notifica o contestazione ovvero se l’automobilista non ha
subito riduzioni di punti sulla patente. E’ questa la principale novità nelle
proposte alle modifiche del Codice
della strada da inserire nel decreto
“del fare”, D.L. n. 69 del 2013.
Sconto multe stradali
nel decreto “del fare”
Nel decreto in questione si prevedono delle novità per ciò che riguarda
le multe stradali. L’importo di queste
infatti sarà ridotto del 30% in due
casi: se il pagamento della stessa sarà
effettuato entro cinque giorni dalla
contestazione o dalla notificazione,
oppure se il trasgressore non ha subito, negli ultimi due anni, tagli di
punti sulla patente di guida. Nel caso
di sanzioni accessorie della confisca
del veicolo o della sospensione della
patente lo sconto del 30% sulla multa
stradale, non si applicherà invece alle
violazioni delle norme del Codice della strada.
Novità
sull’applicazione
dell’imposta
di bollo
Chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sulla nuova imposta di bollo che
si applica agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio e alle comunicazioni relative ai
prodotti finanziari.
Differenza tra conti deposito
L’imposta di bollo deve essere
applicata nella misura fissa prevista
dall’articolo 13, comma 2-bis, per i
depositi che costituiscono la provvista di un rapporto di conto corrente.
Invece, nel caso di contratti giuridicamente distinti dal conto corrente
ovvero di depositi in conto corrente la
cui funzione principale non sia quella
di fornire una provvista al conto, l’imposta deve essere invece applicata nel-
la misura proporzionale (articolo 13,
comma 2-ter).
Nel caso in cui l’intestatario di
un conto corrente o di un libretto di
risparmio sia un imprenditore individuale l’imposta di bollo applicata su base annua ammonta a 34,20
euro, la stessa misura applicata alle
persone fisiche, e non a 100 euro
previsti su base annua per i soggetti
diversi da queste ultime. Come già
chiarito dalla circolare n. 48/2012,
per individuare la misura dell’imposta applicabile occorre prendere
in considerazione l’intestazione del
conto corrente o del libretto di risparmio.
Pagamento multa
con bancomat e carte di credito
Ma non solo sconti del 30%. L’altra novità importante riguarda il pagamento della multa stradale con
strumenti di pagamento elettronico,
quindi carte di credito, bancomat,
ecc, direttamente all’atto della contestazione della violazione al Codice
della strada. Ecco quello che si legge
nella modifica al decreto “del fare”
riguardante lo sconto alla multa stradale del 30%: “Qualora l’agente accertatore sia munito di idonea apparecchiatura il conducente è ammesso
a effettuare immediatamente, nelle
mani dell’agente accertatore medesimo, il pagamento mediante strumenti
di pagamento elettronico”. In questo
caso l’agente trasmetterà il verbale al
proprio comando o ufficio e rilascerà
al trasgressore una ricevuta della somma riscossa facendone pure menzione
nel verbale. Da ultimo si prevede anche che la notifica della multa potrà
avvenire anche via Pec.
Prodotti assicurativi soggetti
a imposta sulle assicurazioni
Per le polizze di assicurazione e i
contratti di capitalizzazione stipulati
o rinnovati entro il 31 dicembre 2000,
che scontano già l’imposta sui premi
assicurativi nella misura del 2,5%,
l’imposta di bollo non trova applicazione. La trova, invece, per gli atti e i
documenti relativi ai predetti contratti assicurativi esentati dall’imposta
sulle assicurazioni.
Acconto per le società fiduciarie
Le società fiduciarie che possono
esercitare l’attività di gestione dei patrimoni mediante operazioni aventi
ad oggetto valori mobiliari (art. 17
della Legge n. 1/1991) sono tenute al
versamento dell’acconto dell’imposta
di bollo entro il 16 aprile. L’acconto
dell’imposta di bollo non deve, invece, essere versato dalle società fiduciarie cosiddette ‘statiche’, in quanto
queste società non sono ricomprese
tra quelle di intermediazione mobiliare di cui alla Legge n. 1/1991.
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LIFE STYLE
Migro Informa agosto 2013
Computer e software: le novità in arrivo in autunno
I
nfornata di novità in casa ASUS. La
società taiwanese che, come tante
altre aziende, al Computex gioca
abitualmente in casa, ha confermato
il lancio del tablet Zenbook Infity con
display da 13,3 pollici. Il design del
dispositivo è tutto incentrato sull’utilizzo di alluminio e vetro; lo schermo
è basato sulla tecnologia Gorilla Glass
di Corning; il processore è un Intel
“Haswell” dual-core con un valore di
TDP pari a 28 Watt. Il TDP (Thermal
Design Power) rappresenta un’indicazione del calore (energia) dissipato da
un processore che deve
essere smaltito dal sistema di raffreddamento
in modo da mantenere
la CPU al di sotto del
massimo valore di temperatura consentito.
Nuovi tablet
E’ pronto anche a essere lanciato sul mercato l’ASUS Transformer
Pad Infinity. Il nuovo tablet Android dispone di uno schermo IPS
da 2.560x1.600 pixel e 10 pollici di
diagonale, una CPU Tegra 4, 2 GB di
RAM. Una dotazione hardware che
secondo i portavoce di ASUS sarà
sufficiente per trasferire flussi video
4K attraverso la porta HDMI-out.
Completano la dotazione del Tran-
sformer Pad Infinity una porta USB
3.0, lo slotd microSD, una fotocamera
posteriore da 5 Megapixel, una frontale da 1,2 Megapixel e 32 GB di memoria storage.
Il tablet può utilizzare una tastiera “fisica” QWERTY che consta di una
serie di porte di comunicazione aggiuntive e di una batteria accessoria
capace di estendere l’autonomia del
dispositivo mobile. Il prodotto “nudo
e crudo” dovrebbe costare 399 dollari mentre la versione con tastiera 499
dollari.
Microsoft presenta la nuova versione della sua soluzione Dynamics 2013 di Customer Relationship
Management disponibile sia online
come Dynamics CRM Online Fall ’13
sia on-premise come Dynamics CRM
2013. La nuova release consentirà di
accedere ai dati su un’ampia gamma
di dispositivi mobili con maggiori
informazioni contestuali, aiutando il
personale aziendale ad avere una conoscenza più approfondita dei clienti
e delle loro esigenze.
Microsoft Dynamics CRM inclu-
de inoltre funzionalità di social collaboration, per entrare in contatto le
persone e le risorse più appropriate.
L’ integrazione con MarketingPilot,
la soluzione Microsoft per l’automazione del marketing, con la quale le
aziende possono gestire prodotti,
budget e risorse e monitorare l’andamento delle campagne di marketing,
assicura al cliente un’esperienza coerente sui canali social e digital.
L’implementazione di una nuova
interfaccia utente incentrata sui risultati e basata sulle più importanti
best practice di settore ottimizza i tempi di
chiusura delle vendite.
L’introduzione di nuove
applicazioni client per
iPad e tablet Windows 8
offre agli utenti l’accesso in mobilità
a capacità analitiche. A breve, dopo
il rilascio della nuova versione del
CRM, Microsoft intende offrire nuove
esperienze mobili, ottimizzate per la
modalità touch, per telefoni Windows
8, iPhone e Android, che consentiranno agli utenti di accedere ai dati CRM
dai loro dispositivi preferiti.
Il personale addetto ai contatti
con la clientela può collaborare e di
condividere informazioni relative ai
clienti attraverso Yammer integrato
nella soluzione di CRM.
LIFE STYLE
Migro Informa agosto 2013
Arriva Android,
Jelly Bean 4.3
Google lancia la sfida
a webtv e smartphone
G
oogle prepara la video rivoluzione. Chromecast segna un
paio di passi avanti rispetto a
YouTube e lancia la possibilità di trasmette sulla tv di casa i contenuti normalmente fruibili sui device mobili.
Ciliegina sulla torta, in combutta
con Asus, la casa di Mountain View
ha messo a punto il tablet Nexus 7,
lo strumento perfetto da accoppiare a
Chromecast.
Mario Queiroz, capo di Google TV,
ha assicurato che Chromecast, grande
qunato un pollice, non rovinerà il design dei televisori, ma semplicemente
‘sparirà’ sul retro collegandosi a una
porta Usb. Sarà in vendita a 35 dollari sul market Google Play, oltre che
su Amazon. In sostanza i video marcati “Cast” potranno essere trasmessi
sul televisore di casa da smartphones,
tablets o laptop. “Sarà semplice come
usare YouTube sul cellulare” ha detto
Queiroz, “qualunque device di casa
può diventare un telecomando per la
tv”. Non solo immagini: il servizio di
radio streaming on-line Pandora ha già
messo a punto un’applicazione per utilizzare Chromecast, ma Google ha avviato collaborazioni con altri fornitori
di contenuti multimediali per moltiplicare l’offerta. Da parte sua il Nexus 7
dà nuovo impulso alla sfida di Google
all’iPad con un tablet più sottile e facilmente trasportabile che dà accesso più
rapido a una quantità dui contenuti
e servizi on-line. Ha uno schermo ad
lata definizione e altoparlanti che ottimizzano la fruizione di film, giochi e
musica. Sarà disponibile in te modelli,
tutti da sette pollici. Ue avranno la connessione solo wi-fi e il terzo userà una
connessione cellulare ad alta velocità.
Competitivo anche il prezzo: negli Usa
il prezzo di vendita sara’ compreso tra i
229 e i 349 dollari. Sarà in vendita dal
30 luglio negl Usa e in Francia, Australia, Gran Bretagna, Corea del Sud.
Sarà il primo tablet equipaggiato con
Da Sammobile, noto sito web
dedicato al mondo Samsung ed
Android, arrivano indiscrezioni importanti riguardanti i prossimi aggiornamenti e le release di Android.
A quanto pare, fra poche settimane sarà lanciato l’attesissimo
aggiornamento di Jelly Bean, il
4.3. Sul sito sono usciti già alcuni screenshot che mostrano
quali potrebbero essere le novità
dell’update e l’aspetto grafico della
pagina principale.
I primi a ricevere l’aggiornamento
saranno i device della linea Nexus,
seguiti dai Galaxy S3 ed S4. Fra le
novità che dovrebbero essere presenti, una tecnologia Bluetooth a
basso consumo energetico e la compatibilità con alcune librerie, fra cui
OpenGL ES 3.0.
Android “Jelly Bean” 4.3.
Mancano solo l’annuncio uffciale,
infine, per il nuovo Moto X, lo smartphone di Google. Nelle ultime ore in
rete sono emerse un numero importante di immagini che non mostrano
in modo evidente lo smartphone, ma
confermano le caratteristiche tecniche complete e mostrano una serie
di benchmark sintetici del dispositivo con Android 4.2.2. Il processore
è un dual-core Qualcomm S4 Pro
MSM8960DT 1.7GHz CPU, Adreno
320 Gpu, la RAM è da 2GB, il display
è 720×1184 da 4.7’ e la fotocamera anteriore da 2.1MP mentre quella posteriore è da 10.5MP con flash. La memoria interna è da 16GB, 12GB con
tecnologia NFC. La batteria da 2.200
mAh garantiecs una lunga operatività. Sebbene ancora non sia certa la
data di commercializzazione sembra
molto probabile che il debutto sia ad
agosto negli Usa.
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LIFE STYLE
Migro Informa agosto 2013
Le ricette di “Zona Franca”
Caponata di polpo
La caponata è un noto piatto siciliano, molto usato nelle feste. L’origine del nome caponata, è incerta, una delle
ricette prevedeva tra gli ingredienti dei pesci, tra i quali il
“pesce capone” e molluschi come il polpo.
Ingredienti
Un polpo da 500 g.
4 etti di pomodoro fresco
mezza cipolla
uno spicchio di aglio
una manciata di olive verdi ed una di olive nere
un mazzetto di prezzemolo
sedano q.b.
un cucchiaino da te di curry
un cucchiaio di capperi sotto aceto
olio di oliva
una melanzana grande
basilico
Preparazione
Lessare il polpo in acqua salata a cui si è unito precedentemente mezzo bicchiere scarso di aceto bianco. Tenere
da parte una tazza del brodo di cottura del polpo. Lavare la
melanzana e tagliare a dadini, unire un po’ di sale e lasciare
riposare circa dieci minuti. Scolare la melanzana del succo
scuro rilasciato e friggere in olio di oliva. A parte preparare il sugo con i pomodori freschi facendo in soffritto con
aglio e cipolla e sedano. Unire il pomodoro tagliato a dadini. Dopo qualche minuto unire capperi olive.
Salare ed unire prezzemolo e qualche fogliolina di basilico. A questo punto unite le melanzane ed il polpo tagliato
a dadini ed il curry. Se necessario unire un po’ del brodo
di cottura del polpo e fare insaporire per 5 minuti circa. La
preparazione non deve essere ne asciutta ne troppo brodosa.
Insalata di gamberetti esotica
Piatto fresco e gustoso
Ingredienti
1 bel mango
300gr di gamberetti
3 rametti di limoncello
1/2 bouquet di coriandolo
150gr di valerianella o un 1 mazzetto di crescione
Salsa:
1cc di rafano in polvere
1cc di ketchup
4cc d’olio d’arachidi
1cc d’aceto di cherry
sale e pepe
Preparazione
Sbucciare i gamberetti e marinarli 10 minuti in un luogo fresco dentro una salsa preparata con ketchup, aceto di
cherry, sale e pepe.
Nel frattempo, pulire, lavare, e tagliare l’insalata.
Mettere l’insalata dentro un’insalatiera e peparla leggermente.
Sminuzzare le due erbette e unirle all’insalata, lasciandone un cucchiaio da parte. Pelare il mango e tagliarlo a
fettine. Una parte è da aggiungere alla preparazione e un’altra ridurla in succo.
Unire i gamberetti all’insalata.
Per terminare il condimento, versare nella salsa utilizzata come marinata il rafano, il succo di mango, sale e pepe.
Mescolando con una frusta, aggiungere il resto dell’olio
e dell’aceto.
Versare il tutto nell’insalatiera e cospargere con le erbette triturate rimaste.
Servire subito.
LIFE STYLE
Migro Informa agosto 2013
La dieta arcobaleno
per il buonumore
I
n estate largo ai cibi colorati, in
special modo i frutti, che danno
energia e aiutano a superare stanchezza, stress e tensione...
Tutti conosciamo la cioccolata e i
suoi benefici sull’umore, ma… non
esiste solo il piacere di addentare la
dolce tavoletta. In realtà, la regola fondamentale per stare bene è una dieta
equilibrata nel suo complesso, che fornisca al cervello tutte quelle sostanze
(vitamine, minerali e zuccheri) capaci
di mantenere efficienti le cellule nervose. In estate il segreto della salute è
la “tavola arcobaleno”. Se ogni giorno
mettiamo nel piatto alimenti di tutti i
colori ci assicuriamo una dieta equilibrata e salutare. Studi clinici hanno
evidenziato che i pazienti nutriti per
un certo periodo solo di cibi bianchi
(cereali raffinati, latticini, albume di
uova sode, zucchero, sale, ecc.) contraevano disturbi gastrointestinali
nonostante un apporto di nutrienti apparentemente corretto. Furono
sufficienti tre giorni di alimentazione
“colorata” senza uso di farmaci per riequilibrare la condizione ed eliminare lo stato d’ansia e nervosismo che si
era creato.
Colazione, pranzo o cena:
scegli il momento giusto
Per approfittare pienamente del
potere benefico dei cibi colorati, è
molto utile ripartirne la somministrazione in diversi momenti della
giornata.
• Al mattino, per partire con un pieno di energia, è bene ricorrere a cibi
e bevande di colore rosso, arancione e giallo: spremute di agrumi,
lamponi, mele, meloni, albicocche,
pesche.
• A pranzo, sono indicate le insalate e le verdure di colore verde, con
ampie pennellate di giallo. Perfetto anche un minestrone dai vivaci
colori.
• I colori riposanti, cioè blu, violetto
e indaco, sono riservati alla sera e
consigliabili soprattutto agli ipertesi e a chi fa fatica a prendere le
distanze dai ritmi della giornata.
Ceniamo dunque con radicchio,
cavolo rosso-violaceo, susine, uva
“nera”, melanzane, barbabietole,
fichi, datteri e frutta di bosco.
Cibi rossi: largo a fragole,
ciliegie e anguria gli
antiossidanti energetici
I vegetali di colore rosso brillante
hanno effetto stimolante. Con i cibi
di questo colore (pomodori, fragole,
ciliegie, anguria) facciamo il pieno
di giovinezza: contengono sostanze
antiossidanti e licopene, un carotene che aiuta a prevenire i tumori
gastrointestinali. La tonalità rossoviolaceo in frutti e bacche è dovuta
al tormentale e migliora le difese immunitarie.
L’effetto sull’umore - Ricchi di
“fuoco”, gli alimenti rossi sono una
carica di energia potente per tutto l’organismo. Assumetene in abbondanza
se vi sentite stanchi, affaticati, apatici
e privi di forze. Ottimi stimolanti, riattivano il metabolismo e così aiutano
a perdere qualche chilo in vista della
partenza per le vacanze estive. Unica
avvertenza: non abusatene se siete
ipertesi o collerici.
Cibi gialli: con pesche
e carote via lo stress
Gli alimenti giallo-arancio (limoni, pompelmi, arance, peperoni, carote, albicocche, pesche) rafforzano
le difese immunitarie. Il betacarotene, poi, protegge le cellule dall’invecchiamento. Da tempo si sa che gli
ortaggi di colore giallo arancio hanno
un effetto tonificante sull’umore. In
più, sono ricchi di betacarotene, che
svolge un’azione protettiva contro i
radicali liberi.
L’effetto sull’umore - I cibi gialloarancioni hanno un valido effetto
antistress. Consumateli spesso nei
periodi di forte tensione e di super
lavoro.
Cibi blu: i frutti di bosco
gran rilassanti
Il blu della mirtillina, presente soprattutto nei frutti di bosco, migliora
la trasmissione degli impulsi nervosi.
Il viola di rutina e quercetina, presente in numerosi frutti e ortaggi, ha
effetto vitalizzante, favorisce l’ossigenazione dei tessuti e svolge un’azione
protettiva nei confronti dei capillari.
L’effetto sull’umore - Il blu è rilassante e aiuta a ripristinare l’equilibrio psicofisico ottimale. Scegliete
cibi di questa tonalità se avete bisogno di ritrovare la calma o se soffrite
di insonnia.
Cibi verdi: lattuga, porri e
insalate danno scacco all’ansia
Il colore degli ortaggi verdi è dato
dalla clorofilla, che è ricca di magnesio e aiuta a regolarizzare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri. Gli
alimenti più chiari tendenti al bianco
(aglio, porri, cipolle) sono ricchi di
solfuro di allile, una sostanza che abbassa la pressione e il colesterolo.
L’effetto sull’umore - Il verde è un
colore equilibrante, e per questa sua
caratteristica non dovrebbe mancare
in nessun pasto. è consigliato in particolare alle persone ansiose, quando
lo stress dà origine a mal di testa o
gastrite.
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PUNTI DI VISTA
Migro Informa agosto 2013
Quale futuro
per la Fiera del Levante?
Canio Trione
Q
uando la Fiera del Levante era
florida si potevano ammirare
i padiglioni di Iri, Fiat, Enel,
Regioni varie, Acquedotto pugliese,…
che occupavano interi edifici per non
vendere nulla, ma solo per immagine.
Il popolino -sempre prono verso i potenti- ammirava tali esibizioni di potenza e visitava tali padiglioni rimanendone ammirato. Anche i politici di
oggi rimpiangono quel lontano passato. Mi chiedevo: “ma cosa vengono a
fare costoro in una Fiera (per giunta
Campionaria) dove si espongono
merci e prodotti da vendere subito o in altro momento?” al male non c’è
mai fine e così anche la
risposta a questa domanda è peggio di ogni pessimistica immaginazione:
serviva a dare un po’ di
danari alla Fiera. Il partito tale spingeva il tale potentato economico a contribuire al bilancio della
Fiera assegnandogli uno
spazio. La Fiera sopravviveva pur non essendo
utile se non pochissimo,
il partito sponsor faceva bella figura,
la gente era ammirata da tanto sfoggio
di potenza e sembrava che si facesse
qualcosa per il Sud (anche se ad essere presenti in Fiera erano per lo più
settentrionali). E così si tirava a campare per non tirare le cuoia. Però nel
contempo si credeva all’interno della
Fiera che per sempre ci sarebbe stato
qualcuno pronto ad “aiutare” la baracca; né ci si sforzava di immaginare
una gestione effettivamente orientata
a dare spazio alle imprese che producevano beni e servizi veri. D’altronde
i meridionali pensano che alla fine
non cambia mai nulla e che i potenti
di ieri rimarranno tali per sempre…
Il Sud e la Puglia hanno cercato nel
frattempo di vendere in ogni parte
del mondo divani e scarpe, vini e magliette, olio e pasta, frutta e verdura,…
senza nessuna vetrina fieristica che li
valorizzasse. Ci sono riusciti con al-
terne fortune e con estremo sacrificio
La Fiera stava lì per pagare gli
stipendi al presidente e agli impiegati e per far vendere qualcosa ai
pochi presenti (per la gran parte
non meridionali) che con la loro
partecipazione
davano
parvenza di Fiera alla Fiera del Levante.
Poi è venuta l’Europa Unita e la mon-
dializzazione. L’Iri è stato ingloriosamente soppresso e così tutti gli altri
grandi imprenditori hanno cominciato a fare i conti con la crisi sempre
più profonda. La Fiera di Bari ha perso quella sorgente di danari e si è scoperto che è ed è sempre stata priva di
ogni ruolo attivo a favore di chi crea
ricchezza (appunto le piccole e medie
imprese); quindi non serve più. Qualche bocconiano ci dirà che bisogna
ripianare i conti dopo di che tutto torna come prima ma, come sempre, sbaglia: la realtà è che i conti non tornano
perché così come è e come
è stata nei passati decenni, la Fiera non ha svolto
bastevolmente il ruolo di
sostegno della economia
locale e quindi era un carrozzone assistito. Il deficit e i debiti sono il metro
del fallimento della gestione; se la Fiera riuscisse
a stimolare le vendite dei
prodotti locali i danari
affluirebbero copiosi senza bisogno di far pagare i
biglietti di ingresso pure
agli espositori!! Quindi
è finita. Adesso il sistema economico locale la scarica. È si scopre che la
Fiera non è mai servita a quello che
doveva servire se non in piccola parte.
Se la si vuole salvare si deve riuscire a farle fare quello che l’economia
attende da essa; e, se il management è
bravo, anche qualcosa in più. E senza
soldi pubblici.
PUNTI DI VISTA
Migro Informa agosto 2013
La sesius tax
Eugenio Benetazzo
T
utto ebbe inizio nel 1958 quando Angelina Merlin, ostile maestra padovana e senatrice socialista intollerante dell’ipocrisia cristiana
che consentiva ai maschi dell’epoca la
frequentazione delle case chiuse, forte
della sua idilliaca vocazione nel difendere i soggetti più deboli (leggasi allora
le donne), si fece portavoce ed autrice
della infelice Legge Merlin per l’abolizione della prostituzione. Sono passati
più di cinquant’anni e sono nel frattempo cambiati anche molti costumi e
punti di riferimento per il nostro tessuto sociale, a distanza di così tanto tempo una riflessione è pertanto dovuta.
Se l’obiettivo della legge e della senatrice era quello di scoraggiare il meretricio e i suoi potenziali clienti, allora
possiamo dire che il fallimento legislativo è plateale. Sino a prima dell’arrivo della Merlin, in Italia, intesa come
denominazione geografica, la prostituzione è sempre stata regolamentata e consentita, andando dall’Antica
Roma sino al Regno delle Due Sicilie,
quest’ultimo che con grande lungimiranza aveva addirittura previsto il rilascio di una patente o concessione reale
per l’esercizio della professione, se così
possiamo chiamarla.
Il fenomeno della prostituzione
in Italia è ormai privo di qualsiasi
controllo grazie ad una legge tanto
obsoleta quanto ridicola per l’epoca
in cui stiamo vivendo. Tanto per dare
alcuni numeri in Italia si stimano essere operative oltre 70 mila prostitute,
la maggior parte delle quali esercita
in strada o in luoghi pubblici (65%).
Circa 20 mila sono straniere, soprattutto di etnia africana e slava. Il parco clienti è stimato in nove milioni
di maschi, il che significa che ai fini
statistici quasi un maschio su due è
un potenziale cliente, considerando
una popolazione maschile tra i 15 ed
i 65 anni di quasi 20 milioni. Il dato
che pochi invece soppesano adeguatamente è la percentuale di donne vittima del racket della prostituzione,
vale a dire il 10%, questo significa
che la quasi totalità (il restante 90%)
sceglie liberamente di prostituirsi per
i più vari motivi. Uno di questi probabilmente è rappresentato dalle aspettative di reddito, che può andare dai
3.000 agli oltre 10.000 euro mensili.
Tax free naturalmente. In Italia, infatti, non è considerato reato la vendita del proprio corpo, mentre lo è lo
sfruttamento del corpo altrui anche se
in ambiente organizzato. Questa assurdo quadro legislativo ha permesso
proprio la mercificazione corporale
nelle strade oltre che nelle case, tuttavia in piena clandestinità.
Eppure la prostituzione non è illegale in gran parte dell’Europa, ogni
singolo stato cerca invece di punire le
varie forme di sfruttamento, favoreggiamento ed induzione, nella speranza
che questo renda più difficile il prostituirsi. L’era dei social network con tutte
le loro potenzialità, unita alle risorse
tecnologiche degli smart phone, ha letteralmente creato un effetto over boost
all’intero settore del sesso a pagamento. Oggi infatti non vengono considerati e nemmeno normati severamente
fenomeni di nuova generazione come
il sexting (l’invio di immagini sessuali
esplicite, principalmente tramite dispositivi di telefonia mobile, ma anche
tramite altri mezzi informatici) che
rappresentano nuove forme di microprostituzione. Le foto ed i video servono per pure finalità di marketing
nell’intento di adescare nuovi potenziali clienti a cui erogare successivamente prestazioni sessuali complete.
Deve fare rabbrividire per chi è un
giovane padre sapere che l’ambiente
in cui si svolgono tali incontri è nella
stragrande maggioranza dei casi la
scuola pubblica. Personalmente ho in
più occasioni esplicitato la necessità
di istituzionalizzare e tassare la prostituzione, stimando un gettito fiscale
compreso tra i 10 e i 15 miliardi annui.
La mia personale proposta è la
S.E.S.I.U.S. Tax intesa come acronomo di Soggetti Erogatori di Servizi di
Intrattenimento e di Utilità Sociale,
riferendosi tanto a chi si prostituisce
(maschi e femmine) in modalità convenzionale quanto a chi si rivolge a
un pubblico dedicato o di nicchia
pensiamo ad esempio alle escort di
lusso. La Sesius Tax è concepita come
una licenza amministrativa che prevede, a pagamento, un rinnovo annuo
in base alla tipologia di attività di intrattenimento sessuale che si desidera
esercitare: in questo modo eventuali
fenomeni di repressione o l’attività
sanzionatoria diventano di facile ed
intuibile implementazione. I vantaggi
e benefici per la collettività si possono identificare su tre diversi steps:
monitoraggio sanitario (ogni intestatario di licenza deve effettuare periodicamente accurati controlli medici), sicurezza pubblica (chi decide di
esercitare sulla strada può stazionare
solo in prossimità di un parchimetro
come è già stato introdotto ad esempio nella città di Bonn) ed infine un
aumento del gettito fiscale grazie agli
introiti provenienti dai rinnovi annui. Il vantaggio della licenza al posto
dell’obbligo di rilascio di una ricevuta
fiscale per ogni prestazione ha lo scopo di evitare fenomeni di evasione fiscale più che altro dovuti a motivazioni di privacy della clientela.
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30
LIBRI
Migro Informa agosto 2013
E l’eco
rispose
La risposta
è nelle stelle
Hosseini
Khaled
Sparks
Nicholas
Editore
Piemme
Editore
Frassinelli
Sulla strada che dal piccolo villaggio
di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano
un padre e due bambini. Sono a piedi
e il loro unico mezzo di trasporto
è un carretto rosso, su cui Sabur,
il padre, ha caricato la figlia di tre
anni, Pari. Sabur ha cercato in molti
modi di rimandare a casa il figlio,
Abdullah, senza riuscirci. Il legame
tra i due fratelli è troppo forte perché
il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha
deciso che li accompagnerà a Kabul
e niente potrà fargli cambiare idea,
anche perché c’è qualcosa che lo turba
in quel viaggio, qualcosa di non detto
e di vagamente minaccioso di cui
non sa darsi ragione. Ciò che avviene
al loro arrivo è una lacerazione
che segnerà le loro vite per sempre.
Attraverso generazioni e continenti,
in un percorso che ci porta da Kabul
a Parigi, da San Francisco all’isola
greca di Tinos, Khaled Hosseini
esplora con grande profondità
i molti modi in cui le persone
amano, si feriscono, si tradiscono
e si sacrificano l’una per l’altra.
Una strada coperta di neve, un’auto
che perde il controllo e va a sbattere.
Alla guida il vecchio Ira, che ora è
incastrato, ferito, intirizzito dal gelo,
e così solo. Il dolore lo immobilizza
e rimanere cosciente è uno sforzo
indicibile, almeno fino a quando
davanti ai suoi occhi prende forma
una figura, prima indistinta, poi
dolcemente nitida: è l’immagine
dell’amatissima moglie Ruth. Che
lo incalza, gli impone di resistere,
lo tiene vivo raccontandogli le
storie che li hanno uniti per più di
cinquant’anni: i momenti belli e
quelli tristi, le passioni e i rimpianti,
e sempre l’amore infinito. Lui sa
che Ruth non può essere lì, ma si
aggrappa ai ricordi, alle emozioni,
alle parole di loro due insieme. Poco
distante da quella strada, la vita di
Sophia sta per cambiare per sempre.
L’università, l’ex fidanzato traditore
e violento, le feste e le amiche
scompaiono nella notte di stelle in
cui incontra Luke. Innamorarsi di lui
è inevitabile, immaginare un futuro
diverso diventa un sogno possibile.
Un sogno che solo Luke può rendere
reale. Purché il segreto che nasconde
non lo distrugga. Ira e Ruth. Sophia e
Luke. Due coppie che apparentemente
non hanno nulla in comune, divise
dagli anni e dalle esperienze, ma
che il destino farà incontrare, nel più
inaspettato ed emozionante dei modi.
Ricordandoci che anche le decisioni
più difficili possono essere l’inizio
di un viaggio straordinario, perché
i sentimenti e i segreti degli uomini
percorrono strade impossibili.
La verità
sul caso
Harry Quebert
Dicker Joël
Editore
Bompiani
Estate 1975. Nola Kellergan, una
ragazzina di 15 anni, scompare
misteriosamente nella tranquilla
cittadina di Aurora, New Hampshire.
Le ricerche della polizia non danno
alcun esito. Primavera 2008, New
York. Marcus Goldman, giovane
scrittore di successo, sta vivendo uno
dei rischi del suo mestiere: è bloccato,
non riesce a scrivere una sola riga del
romanzo che da lì a poco dovrebbe
consegnare al suo editore. Ma
qualcosa di imprevisto accade nella
sua vita: il suo amico e professore
universitario Harry Ouebert, uno
degli scrittori più stimati d’America,
viene accusato di avere ucciso la
giovane Nola Kellergan. Il cadavere
della ragazza viene infatti ritrovato
nel giardino della villa dello scrittore,
a Goose Cove, poco fuori Aurora,
sulle rive dell’oceano. Convinto
dell’innocenza di Harry Ouebert,
Marcus Goldman abbandona
tutto e va nel New Hampshire per
condurre la sua personale inchiesta.
Marcus, dopo oltre trentanni deve
dare risposta a una domanda:
chi ha ucciso Nola Kellergan? E,
naturalmente, deve scrivere un
romanzo di grande successo.
LETTERE
Migro Informa agosto 2013
Gentile redazione,
questa estate è stata incoraggiante. Vi siete più volte occupati della situazione degli acquisti, che autunno sarà? Ci aspettiamo una ripresa. Ho letto, ma ho
anche avuto modo di vedere nel Cash di Pescara che le proposte per acquisti di
ogni genere non mancano. Ma finora mi sono trattenuto dal fare molta spesa.
Francesco Marcucci
Dovremmo dirle di non temere un calo dei consumi. Ma non lo facciamo per mero
interesse. Abbiamo registrato anche in questo numero di Migro informa i segnali di
ripresa che autorevoli istituiti di ricerca hanno pubblicato. La nostra rassicurazione è
però più ampia. I nostri Cash and Carry in tutta Italia sono i vostri migliori magazzini.
Diversamente da quanto sono costretti a fare gli associati, da noi siete liberi di scegliere. Le nostre offerte e l’apprezzamento che i nostri clienti ci hanno accordato negli anni
sono le nostre migliori rassicurazioni.
informa
la Città s.r.l.
via Boccardi, 1/C - 70056 Molfetta (Ba)
Direttore responsabile
Benedetta Maffia
Grafica e impaginazione
Forme Comunicazione Visiva
di Michelangelo Manente
Collaboratori
Eugenio Benetazzo
Mariano Leone
Giovanni Puggione
Massimiliano Sassoli
Canio Trione
Angelo Valenzano
Stampa
Incentive Promomedia s.r.l. - Bari
Gentile redazione
Ho saputo da un mio collega della nuova apertura e mi sono recato presso
il vostro cash di Ancona. Ho avuto modo di constatare i vantaggi sia di prezzo
che di qualità, anche dei prodotti a marchio Migro. La posizione è strategica e
penso che in periodi come questo sia importante una struttura simile, soprattutto per le possibilità di lavoro che dà alla nostra regione e al capoluogo.
Antonio Capomagi
REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI TRANI
N° 8/08 DEL 29/07/08
ISCRIZIONE AL R.O.C. 11645
© TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Tutti i diritti di riproduzione, adattamento totale o parziale con qualsiasi mezzo, nonché i diritti di traduzione sono riservati per tutti i paesi. Ogni riproduzione,
totale o parziale, sotto qualsiasi forma, anche a uso
interno o didattico, se non espressamente autorizzata
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l’utilizzo dei marchi o slogan usati dagli inserzionisti e
per eventuali errori presenti nella pubblicazione; testi
e foto sono puramente indicativi.
L’editore garantisce la massima riservatezza dei dati
forniti e la possibilità di richiedere gratuitamente la
rettifica o la cancellazione scrivendo a:
La Città srl, Via Boccardi, 1/C - 70056 Molfetta (Ba).
Sig. Capomagi
la ringrazio per l’attenzione che ha nei nostri confronti. In ogni Cash & Carry
Migro si trovano, oltre alle marche industriali più note e meno note, un ampio assortimento di prodotti Migro caratterizzati da un buon rapporto qualità/prezzo. Infatti i
fornitori vengono valutati e scelti sulla base di precisi standard qualitativi. E’ nostra
premura di rifornire gli scaffali di tutte le referenze per offrire i migliori vantaggi ai
nostri clienti.
Invitiamo tutti i gentili lettori
di Migro Informa a scriverci:
C.P. 151 - 70056 Molfetta (Ba)
Tel. 080 33 50 888 - Fax 080 33 50 555
E-mail: [email protected]
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Il nostro periodico è aperto a tutti coloro che desiderano collaborare gratuitamente nel rispetto dell’articolo
21 della costituzione che cosi recita:“tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo
scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, non costituendo pertanto tale collaborazione gratuita alcun rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione autonoma.
A presto
Massimiliano Sassoli
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