I Primi cristiani
Roma e i papi
La Persecuzione
Non ci sono ancora i Vangeli, ma sono presenti gli apostoli testimoni oculari della vita di Gesù per
istruirne la fede ai credenti, dove avevano ricevuto l’incarico da Dio, portando la testimonianza della
resurrezione aiutando a rileggere tutto l’Antico Testamento. I cristiani si riunivano celebrando pasti
fraterni tra loro, alcune notazioni ci parlano della domenica come giorno d’incontro dove si ricorda la
celebrazione dell’eucarestia che Gesù aveva fatto nell’Ultima Cena. Per ricordare i momenti più
importanti della vita di Gesù è la preghiera dove veniva svolta secondo l’usanza ebraica; tutto questo
all’esterno veniva visto e apprezzato lo stile di fraternità e di amore. La diffusione del Vangelo oltre i
confini della Giudea porta alla riflessione della Chiesa, questo perché sollecitato dai giudeo-cristiani dove
si deve chiedere se rispettare tutte le norme della tradizione mosaica. Questo si presenta a proposito su
alcune differenze: della circoncisione segno della fede ebraica del legame tra Dio e il suo popolo, sacrifici
degli animali, e il più importante il rapporto tra ebraismo e cristianesimo. Queste problematiche vengono
prese nel Concilio di Gerusalemme dove si afferma che la vera salvezze viene da Gesù Cristo e il suo
arrivo segna il punto decisivo tra Dio e l’uomo, la circoncisione non è più richiesta perché il segno
distintivo del cristiano è il battesimo, di non mangiare carni che venivano sacrificati agli dei. La Chiesa
quindi diventa un popolo fondato sulla libera e sincera adesione alla fede in Cristo, dove non è più
necessario passare attraverso l’ebraismo per giungere alla salvezza, poiché raggiungibile direttamente da
tutti.
La Chiesa cattolica vene fondata da Gesù, dove diventa luogo di comunità dei suoi fedeli con il
vescovo di Roma, il papa: capo visibile, suo sostituto, detto anche vicario di Cristo, che fosse al
centro di unità per garantire e custodire la fede. Primo fu svolto da Pietro,nome cambiato al posto di
Simone, che incaricato direttamente da Cristo dopo la risurrezione, sarà guida e pastore della Chiesa.
Pietro starà a Roma per 25 anni, sede in grado di esprimersi autorevolmente su questioni di eresie e
deviazioni dottrinali, dove l’importanza e la preminenza del vescovo di Roma sono fondate solo su
ragioni dottrinali. Il papa ha dei compiti : mantenere unita la Chiesa conservando la comunione di
tutti i vescovi e cristiani; deve trasmettere la Parola di Dio; sostenere l’evangelizzazione di tutti i
popoli, promuovendo la pace, il rispetto e l’autentico sviluppo umano e offrire a tutti la possibilità
della salvezza; guidare la Chiesa prendendo le decisioni necessarie. L’elezione del papa avviene in
conclave, riunione segreta dei cardinali, in stretta clausura evitando così ogni condizionamento e
essere pienamente liberi. Sono 120 cardinali, rappresentativi di tutto il mondo, che nella Cappella
Sistina, eleggono il papa, dove dopo la sua accettazione diventa vescovo di Roma quindi Capo della
Chiesa, bruciando subito dopo ogni scrutinio le schede di votazione in un camino visibile da Piazza
San Pietro segnalato con una “fumata bianca” o “nera” segno dell’avvenuta elezione o meno .
Negli Atti degli apostoli Luca racconta la diffusione del cristianesimo e descrive le ostilità e le persecuzioni contro i cristiani e gli
apostoli in luoghi della giudea. Contro gli apostoli ci sono atti di derisione, minacce, incarcerazioni, fino ad arrivare alla persecuzione e
alle uccisioni. Il primo martire fu Santo Stefano, il quale la sua predicazione fa arrabbiare i giudei che lo arrestano e lo interrogano in
Sinedrio. Stefano si difende raccontando tutta la storia di Israele come una preparazione alla venuta di Cristo. Viene accusato di
bestemmia e quindi viene condannato alla lapidazione. La testimonianza e la forza dello Spirito faceva aumentare giorno per giorno il
numero di credenti. Il martirio è una presenza costante lungo la storia della Chiesa fino e anche ai giorni nostri.
Nel xx secolo sono stati uccisi e perseguitati un numero enorme di cristiani. Il 7 maggio 2000 durante una celebrazione il papa
Giovanni Paolo II ha ricordato i martiri del xx secolo. Dal punto di vista psicologico, il martirio è la prova più eloquente della verità
della fede, che sa dare un volto umano anche alla più violenta delle morti e manifesta la sua bellezza anche nelle più atroci
persecuzioni.
In un recente libro ci sono raccolte informazioni sui cristiani uccisi in Italia nel Novecento per la loro fede.
Oggi nel mondo ci sono ancora Paesi dove la fede cristiana è perseguitata, le chiese vengono distrutte, le opere umanitarie dei cristiani
vengono sabotate o proibite e i cristiani vengono discriminati e subiscono torture o addirittura la morte.
Grazie ai viaggi di Paolo e degli altri apostoli il cristianesimo si diffuse nelle maggiori province romane e nelle altre regioni non
appartenenti all’Impero romano. Le prime comunità si formarono nelle città e in seguito anche nelle zone rurali e di campagna.
“ verso il 250 il cristianesimo aveva messo radici ben salde che ormai nessuno e niente le avrebbe distrutte. Nel IV una popolazione
complessiva dell’impero romano di circa 50 milioni, il numero di cristiani era di 7 milioni.“I primi imperatori romani non hanno
perseguitato i cristiani. Claudio nel 49 espulse gli ebrei da Roma e questo colpì anche i cristiani di origine giudaica ma non era una vera
e propria persecuzione. La prima lettera di Pietro testimonia che esisteva già una forte ostilità contro i cristiani e invita i credenti a
essere leali cittadini per mettere a tacere le calunnie.Nel 64 a Roma scoppiò un violento incendio, in un momento di scontro tra Nerone
e il Senato. Si sparse la voce che la città fosse stata fatta bruciare per ordine di Nerone.Con una manovra la colpa fu data ai cristiani che
furono condannati : crocifissione, caccia di belve, torce viventi e rappresentazioni cruenti di scene mitologiche. Pietro e Paolo morirono
durante queste persecuzioni. Sotto il potere di Vespasiano e Tito i cristiani vissero in pace ma negli ultimi anni di Domiziano accentuò
il culto dell’imperatore “Signore e divinità” e fu un periodo di terrore e sofferenze. Fu giustiziato il cugino dell’imperatore,il senatore
ed ex console Tito Flavio Clemente con la moglie. Nerva riportò la pace.
Tranio diede inizio ad una nuova persecuzione. La procedura che sarà applicata per lungo tempo: non si devono fare ricerche
d’ufficio, se però i cristiani vengono denunciati e ammettono i reati vanno puniti, chi rinnega la fede sia lasciato libero ed è vietato
accettare denunce anonime. La posizione dei cristiani è difficile perché il cristianesimo non è permesso ed è punito con la morte.
Adriano e Antonio Pio furono disponibili verso i cristiani. Marco Aurelio e il figlio Commodo tennero un comportamento
umano ma i cristiani furono accusati dal popolo di portare peste,carestia e minacce dai barbari. Lucio Settimo Severo vietò la
conversione al giudaismo tramite la circoncisone e al cristianesimo con il battesimo.Marco Aurelio Antonino detto Caracalla e
Alessandro Severo tarrarono i cristiani con benevolenza, ma le leggi erano ancora in vigore contro loro. Massimino Trace infierì
conto la gerarchia e il papa Ponziano e Ippolito furono costretti ai lavori forzati nelle miniere dove morirono. La pace tornò
durante il regno di Gordiano III e di Filippo Arabo e di quest’ultimo si dice che era cristiano. Dopo quarant’anni di pace si
scatenò una breve ma violentissima persecuzione di Decio che voleva sottomettere tutti alla religione e diede l’ordine che tutti si
dovevano sacrificare agli dei e chi non eseguiva veniva messo in carcere,confisca dei beni, tortura e anche la pena di morte. Alcuni
vescovi rinunciarono alla loro fede per potersi salvare. Terminata la persecuzione molti cristiani volevano tornare alla propria
religione. L’imperatore Gallo si lasciò influenzare e rese obbligatori dei sacrifici ad Apollo. Valeriano anche lui influenzato ordinò
che i vescovi, preti e diaconi offrissero sacrifici, e vietò la visita al cimitero. Gallieno restituì ai cristiani i cimiteri e i luoghi di
culto. Dopo una breve persecuzione di Aureliano ci fu un periodo di pace all’inizio del regno di Diocleziano. Dopo qualche anno
decise di scatenare la più dura e lunga persecuzione. Fece demolire i luoghi di culto, impose la consegna dei libri sacri, estese
l’obbligo di sacrificare a tutti i cristiani, minacciò torture e inflisse la pena di morte. La libertà giunse con Galerio che emanò
l’Editto di tolleranza ( 30 aprile 311 a Sardica) e tra l’incontro fra Costantino e il cognato Licinio avvenuto a Milano nel febbraio
313, con l’Editto di Milano.Bisogna capire su che base erano perseguitati i cristiani. Alcuni studiosi si applicò il principio di
coercitio cioè il diritto di repressione che ogni magistrato poteva esercitare un caso di pericolo pubblico. Secondo altri studiosi
furono emanate leggi speciali contro i cristiani. I cristiani venivano disprezzati considerati ignoranti , superstiziosi, e seguaci di
una religione “malefica”, li si accusa di ateismo perché erano assenti ai culti ufficiali e venivano considerati nemici dello Stato. La
fede cristiana era giudicata perché si credeva in un unico Dio e invece i pagani credevano in più dei. I cristiani dimostrarono
grande venerazione per i martiri e per i confessori della fede che erano sopravvissuti e testimoniavano la fede cristiana erano
considerati come speciali “imitatori di Cristo” il cui sangue sparso era “seme di nuovi cristiani” secondo una celebre espressione di
Tertulliano.
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