La mia DITTA
La rivista al servizio delle imprese con grandi ambizioni
Edizione 1 /2014
Sicurezza IT
Rimuovere le carenze
prima che altri possano
approfittarsene
Pagina 12
Mobilità elettrica
Il futuro elettrico
s’avvicina
inesorabilmente
Pagina 18
Intervista a Gabriela Manser
L’Appenzello
è una fonte d’idee
Come la titolare della fonte minerale di Gontenbad
è riuscita a modernizzare l’azienda di famiglia.
Pagina 26
Grande sul lavoro,
piccolo nel consumo.
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EDITORIALE
Sommario
04 Panorama
Cinque domande a Barbara Diethelm,
pittrice e titolare della rinomata ditta
Lascaux.
08 La mia sicurezza
La cabina di verniciatura a spruzzo
è il principale impianto della carrozzeria W. Eichelberger AG di Mägenwil.
Un difetto durante lavori di manutenzione ha rischiato di distruggere
l’azienda.
La redazione di «La mia ditta»:
Melanie Ade e Sandra Willmeroth (d.)
18 Il mio mondo
Il futuro è delle auto elettriche:
produttori e scienziati ne sono
fermamente convinti. I consumatori,
tuttavia, sono ancora titubanti. André
Wipf, responsabile del Centro di
competenza di veicoli della città di
Zurigo, illustra i vantaggi di un parco
veicoli elettrico.
24 Il mio motivo d’orgoglio
Imprenditori di successo raccontano di
cosa vanno particolarmente fieri.
26 Ritratto
Gabriela Manser, titolare e CEO
della Mineralquelle Gontenbad, ha
trasformato questa vecchia azienda
di famiglia in una moderna PMI.
12 Il mio futuro
Le piccole imprese sono un bersaglio
appetibile per i cybercriminali. Pascal
Mittner, CEO della ditta First Security,
aiuta le ditte a individuare le lacune
di sicurezza nell’IT.
14 Le mie domande
Gli esperti di AXA Winterthur rispondono alle domande dei lettori.
29 Concorso
Rispondete correttamente alla
domanda del concorso e con un pizzico
di fortuna con «La mia ditta» potete
vincere una macchina da caffè Jura.
30 Il mio momento
Monica Koeppel, titolare di Kumari
Fleurs, prova a contagiare ogni cliente
con la sua passione per fiori, piante e
accessori.
Copertina: Philipp Rohner
COLOPHON
Editore: AXA Winterthur, Internal Communication & Publications. Indirizzo della redazione: AXA Winterthur, «La mia ditta», GeneralGuisan-Strasse 40, casella postale, 8401 Winterthur, www.la-mia-ditta.ch, tel. 052 261 72 63. E-mail: lamia.ditta@
axa-winterthur.ch. Redazione: Sandra Willmeroth (direzione), Melanie Ade. Hanno collaborato a questo numero: Urs Binder, Robert
Wildi, Jean-Calude Werz, Sonja Müller. Online: Urs Wildi. Traduzione: Language Services, AXA Winterthur. Concezione e realizzazione: Infel Corporate Media, Zurigo. Stampa e spedizione: Swiss Printers AG, 4800 Zofingen.
Periodicità: pubblicazione trimestrale in italiano, tedesco e francese. Tiratura complessiva: 95 000, tiratura certificata REMP/FRP: 83 277. Inserzioni: Axel Springer Schweiz AG, Fachmedien, 8005 Zurigo, pascal.bösiger@
fachmedien.ch, tel. 043 444 51 05. In caso di cambiamento d’indirizzo: [email protected]. Ordinazioni
di abbonamento: [email protected]. Avvertenza legale: lo scopo di questa pubblicazione è di informarvi sui nostri servizi e prodotti. Essa non costituisce alcuna forma di offerta in senso giuridico. Sui
concorsi non si tiene alcuna corrispondenza. È escluso il ricorso alle vie legali.
Fantasia e scienza
Qual è il comune denominatore tra uno
spazzolino da denti, un rasoio elettrico, un macinacaffè, una lavatrice, un
ascensore, un martello pneumatico, una
piattaforma elevatrice, un frullatore e
un fornello? Oppure, in altre parole: i
nostri nonni potevano immaginare che
un giorno ci saremo lavati i denti con
uno spazzolino elettrico? Che i chicchi
di caffè sarebbero stati triturati con un
macinino elettrico? Che il bucato sarebbe
stato lavato con un apparecchio a propulsione elettrica? Che le persone sarebbero
scese e salite per mezzo di un ascensore?
Certamente no, inimmaginabile ai loro
tempi.
Allo stesso modo è per noi impossibile
credere che un giorno ci muoveremo in
città con veicoli elettrici a emissione zero
e rumorosità ridotta. Provate a immaginare per un momento la calma irreale
che regnerebbe nelle nostre città! E in
estate non riceverei più i pressoché quotidiani messaggini della città di Zurigo che
mi informano del superamento dei valori
massimi di ozono e polveri fini.
Scenario avvenieristico? Probabilmente.
Proprio così hanno immaginato la mobilità del futuro i produttori di pellicole
di questo genere. Da «Guerre stellari» a
«Star Trek»: in tutti i film dal sapore futuristico, siano essi del 1970 o del 2014,
i veicoli si muovono senza emissioni e
rumori sui nostri schermi. Fantasia o
scienza? Volendo credere agli scienziati si
tratta di scienza. Gli scettici le ritengono
per definizione fantasie.
Chi vivrà, vedrà! Di certo sappiamo solo
che la ricerca scientifica continuerà ad
adoperarsi affinché si trovino propulsori
alternativi per i veicoli, capaci di generare la performance necessaria per renderli
idonei alla produzione di massa.
Sandra Willmeroth
01/2014
La mia DITTA
Foto: Gataric Fotografie
06 La mia responsabilità
Un incidente in bicicletta senza colpa
ha avuto gravi conseguenze per
Luigi B. Lo sviluppatore di software ha
addirittura perso il posto di lavoro.
3
PANORAMA
Buon esempio sui social media
«Unic», impresa attiva nell’ebusiness, ha analizzato i siti web
di 21 assicuratori svizzeri.
Come si legge sulla rivista
«Marketing & Kommunikation», dall’analisi è scaturito
uno spaccato delle presenze sul
web degli assicuratori elvetici,
incentrato sull’ottica dei clienti.
A registrare il risultato migliore
è stata Swiss Life, seguita da Zurich e dalla Mobiliare. Ad AXA
è andato il quarto posto nella
valutazione complessiva.
«Unic» sottolinea come, in fatto
di presenze sul web, nessuna
delle imprese considerate eccella davvero. La maggior parte degli operatori del ramo, ad esempio, mancherebbe di ricorrere
al responsive web design per
presentare al cliente contenuti
ottimizzati. Pochi sarebbero
inoltre i siti accessibili da apparecchi mobili e la navigazione
non sarebbe impostata secondo
le esigenze della clientela, come
invece avviene in altri settori.
Per finire, le funzionalità selfservice e i portali per i clienti
sarebbero perlopiù inesistenti o
ancora in una fase di sviluppo
iniziale.
Secondo «Unic» anche la presenza sui social media verrebbe
trascurata. A tal proposito AXA
viene però menzionata come
best case.
«Unic» giudica apprezzabile il
fatto che le presenze sul web si
Buoni voti per la presenza AXA sui social media.
orientino maggiormente alle esigenze dei clienti e descrivano in
modo semplice e comprensibile
le prestazioni delle assicurazioni.
In termini di marketing digitale,
tuttavia, il settore assicurativo
potrebbe fare ancora molto.
Il grafico: la tassazione delle imprese nel mondo
In termini di burocrazia e pressione fiscale la Svizzera è un interessante luogo d’insediamento.
Imposte e tributi totali a carico delle PMI
in percentuale dell’utile (Stati europei selezionati)
Ore annualmente dedicate dalle PMI alla preparazione,
alla compilazione e al pagamento delle imposte
12
36
3. Qatar
41
4. San Marino
52
5. Lussemburgo
55
6. Bahamas
58
7. Svizzera
63
70 %
50
40
872
186. Libia
889
41,2
43,0
29,1
20,7
10
1025
2600
bu
r
189. Brasilie
Raffronto:
179
268
Fonte: Paying Taxes 2014; The Global Picture; NZZ
4 La mia DITTA 01/2014
20
956
188. Bolivia
Ø mondiale
49,4
25,7
185. Vietnam
187. Nigeria
Foto: Daniel Winkler
30
792
184. Venezuela
Ø UE e AELS
39,3
57,5
52,4
34,0
732
183. Ciad
64,7 65,8
= onere complessivo
■ = imposta sull’utile
■ = contributi sociali
■ = altre imposte
■
60
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io
Fr
an
ci
a
Ita
lia
2. Bahrein
Lu
ss
em
1. EAU
Viaggiare sicuri
premia
Grazie al nuovo e innovativo
Drive Recorder, con il loro
comportamento di guida i conducenti d’età compresa tra i 18
e i 25 anni possono inf luenzare
direttamente l’entità del premio
dell’assicurazione auto. Installato sul mezzo, l’apparecchio
rileva i dati relativi a tratte e
stile di guida. Sulla scorta del
comportamento al volante viene
quindi calcolato un ribasso individuale che sarà maggiore tanto
più sicuro sarà lo stile di guida.
Maggiori informazioni su
www.axa.ch/driverecorder
Drive Recorder: piccolo e maneggevole
Grande solidarietà
I collaboratori AXA di tutto il
mondo si sono mostrati solidali
con le vittime del tifone abbattutosi sulle Filippine aderendo
in più di 3000 all’appello di AXA
Cuori in Azione e donando circa
250 000 euro a CARE International. Il contribuito degli oltre
230 collaboratori svizzeri che
hanno partecipato all’iniziativa
è stato di 35 000 euro. In riconoscimento dell’impegno e della
generosità dei dipendenti sparsi
nel mondo, il Gruppo AXA ha
raddoppiato il contributo del
personale a un importo complessivo di 500 000 euro.
I colori sono il trait d’union nella vita di Barbara Diethelm.
5 domande a: Barbara Diethelm,
pittrice e titolare di Lascaux
Lo specialista elvetico dei colori per artisti celebra
50 anni di successi internazionali.
Quali sono i fattori che consentono
di fare di una PMI un leader mondiale del suo settore?
Come titolare dell’azienda che
obiettivi ha per il futuro della stessa?
Volendo sintetizzare: specializzazione, competenza tecnica, qualità, continuità, entusiasmo, tenacia e forza.
Siamo specializzati nella produzione
di colori d’alta qualità per artisti. Il
dialogo con chi utilizza i colori e il
confronto con le mutevoli richieste
del mercato sono per noi vitali.
In primo piano non vi è tanto la
crescita di Lascaux, bensì il continuo
aumento di qualità e prestigio. E per
noi ciò significa fare quel che ci sta
a cuore, ossia sviluppare e produrre colori per poi promuoverli con
entusiasmo.
Come compensa i costi d’insediamento e salariali, che in Svizzera
sono più elevati che altrove?
Un prodotto d’alta qualità deve valere
il suo prezzo. Da noi i costi sono forse
più elevati, ma prestazioni, efficienza
e qualità sono migliori. Il mercato domestico è per noi il più importante,
ma esportiamo comunque più della
metà della produzione. E nell’export
il «made in Switzerland» è tuttora
sinonimo di qualità.
Prenderebbe in considerazione
uno spostamento della produzione
all’estero?
Difficilmente. Le nostre radici sono
qui. La stima nei confronti delle persone e il riconoscimento della loro
creatività e abilità artigianale fanno
parte della nostra filosofia aziendale. E per me è decisivo che vengano
portate avanti e tenute vive le attività
produttive e manifatturiere locali.
Qual è l’aspetto più bello della
sua vita da titolare di un’azienda,
dirigente e pittrice?
I colori. Sono il trait d’union tra
questi miei ruoli. Dalla loro intensità
traggo quotidianamente ispirazione e motivazione come dirigente e
come pittrice. Con i colori riesco a
trasmettere gioia e a risvegliare senso
del bello e creatività. Mi piacerebbe
che la dimensione creativa venisse
rivalutata dalla società, soprattutto
dalla prossima generazione, che oggi
viene formata in modo univoco e nel
solo interesse del sistema economico.
Vorrei sensibilizzare i giovani nei
confronti della sfera interiore e far sì
che, anziché con la sola testa, tornino
a pensare anche con il cuore. Il colore
è a tal proposito importantissimo.
Barbara Diethelm (51 anni) è artista e titolare di
Lascaux. Da 20 anni amministra, in seconda generazione, la ditta di Brüttisellen. Nel 2013 l’impresa, che conta 37 dipendenti, ha celebrato il
suo cinquantenario.
01/2014
La mia DITTA
5
La mia RESPONSABILITÀ
Pedalando
verso la crisi
Illustratione: Anna Sommer; Foto Beat Schweizer
Un incidente in bicicletta senza colpa ha avuto gravi conseguenze
per Luigi B.* Lo sviluppatore di software non riusciva più a lavorare
correttamente e alla fine ha addirittura perso il posto di lavoro.
È
l’11 giugno 2006, una giornata estiva
piacevolmente serena. Luigi B.* ne approfitta per fare un giro in bicicletta per
riprendersi dalle fatiche della settimana
lavorativa. Il sole sul volto e una leggera
arietta sulla schiena, pedala per le strette
stradine di Locarno. Ma la sua pedalata viene bruscamente interrotta: un automobilista non lo vede e da dietro lo investe. La
bicicletta si capovolge, Luigi vola per aria,
* Nomi modificati dalla redazione
6 La mia DITTA 01/2014
atterra violentemente sul cofano dell’auto
e poi di testa sull’asfalto. Si sente stordito,
ma la visita in ospedale mostra che, a parte
un lieve trauma cranio-cerebrale, una ferita alla testa e alcune escoriazioni, non presenta ulteriori lesioni. Fortuna nella sfortuna, quindi. O almeno così pensa Luigi B.
Incidente con conseguenze
Alcune settimane dopo, tuttavia, Luigi si
accorge di non riuscire più a concentrarsi
sul lavoro, di stancarsi rapidamente, e in
qualche modo non svolge più agevolmente
come prima il suo lavoro di sviluppatore
di software in una piccola azienda di Lugano. Fa inoltre fatica a stabilire nessi, commette errori nella programmazione, la sua
memoria lo pianta sempre più spesso in
asso. È sempre più raro che lo specialista
di computer riesca a rispettare le consegne.
Il suo capo non è soddisfatto della sua performance e infine, dieci mesi dopo l’incidente, lo licenzia perché non può più fare
affidamento su di lui.
Luigi B. è frustrato e confuso. L’unica cosa
certa è che i disturbi sono cominciati solo
dopo l’incidente. Chiede perciò una perizia neuropsicologica a uno specialista,
che dimostra chiaramente come i disturbi cognitivi e psichici dello sviluppatore
di software siano da ricondurre al trauma cranio-cerebrale. Anche a un anno
dall’incidente le conseguenze tardive dello stesso gli impediscono di svolgere la sua
precedente attività. Disperato si rivolge ad
AXA, il suo assicuratore infortuni. L’ispettore sinistri competente si accorge subito
che un’abituale gestione sinistri non sarà
Sostegno per tornare a una
vita normale
Laszlo Molnar, responsabile del
Case Management, spiega cosa
distingue il suo reparto da altri e
perché per la seconda volta AXA
è l’unica compagnia operante in
tutti i rami a essere stata premiata con il certificato dell’Associazione Svizzera per Sistemi di
Qualità e di Management (SQS).
sufficiente, e chiede l’intervento del case
manager Paolo Binetti.
Case
Management/
Il Case Management è un’offerta di sostegno che aiuta a
uscire da una crisi acuta le
persone colpite da infortunio
o malattia che attraversano
situazioni di vita complesse.
Il case manager di AXA coordina l’intervento di tutti i
servizi coinvolti oltre i confini
professionali e istituzionali.
Al centro c’è il miglioramento
della qualità di vita per le
persone colpite da un infortunio o una malattia, attraverso un efficace reinserimento
nella vita attiva e autonoma.
Il servizio, realizzato su misura per le esigenze individuali,
offre supporto e assistenza
alle persone interessate nel
loro processo di riabilitazione
e di reintegrazione nella vita
professionale.
www.axa.ch
Lavoro quotidiano in prova
«Luigi B. era veramente depresso. Dato che
i danni da lui subiti non erano visibili direttamente, sono difficili da comprendere
per un osservatore esterno, ma lo penalizzavano nel suo lavoro quotidiano», spiega
Paolo Binetti. Insieme a Luigi B. l’esperto
case manager elabora un piano per reintegrarlo nella vita professionale. È chiaro che
lo sviluppatore di software, che prima lavorava autonomamente, ormai non può più
sostenere da solo progetti complessi. Ma lo
specialista informatico non vuole assolutamente abbandonare la sua professione.
Paolo Binetti riesce a far partecipare il suo
cliente a un progetto di lavoro assistito
presso la Scuola universitaria professionale
della Svizzera italiana (SUPSI). Qui, collaborando con un team di progetto, impara
lentamente a riabituarsi a una giornata di
lavoro strutturata, e allo stesso tempo si
perfeziona professionalmente apprendendo nuovi metodi di lavoro e linguaggi di
programmazione. Un anno più tardi Luigi
B. è pronto per tornare nel mondo del lavoro. Il case manager Paolo Binetti lo accompagna nella ricerca di un nuovo posto e lo
segue anche nel colloquio di candidatura:
«Grazie alla sua rete di contatti abbiamo
effettivamente trovato una PMI locale disposta ad assumere in prova Luigi B.». E
lo sviluppatore di software supera brillantemente la sfida: dopo il periodo di prova
riceve dal suo nuovo datore di lavoro un
impiego full-time a tempo indeterminato.
Nell’estate 2013, a sette anni dall’incidente, il case manager Paolo Binetti chiude
definitivamente il caso ed è soddisfatto,
perché «l’aspetto più bello del mio lavoro
è quello di aiutare una persona a ritornare
Melanie Ade
a vivere».
Cosa significa la certificazione
Laszlo Molnar
SQS per AXA?
È estremamente importante per noi, in particolare perché siamo l’unica compagnia operante in tutti i rami in
Svizzera ad averla ricevuta. Significa che rispettiamo
i severi criteri di qualità di «Netzwerk Case Management Schweiz» e che ottimizziamo costantemente i
nostri processi. I clienti possono dunque essere certi
che in AXA il Case Management funziona davvero.
Chi trae vantaggio dal Case Management?
Questo servizio è aperto fondamentalmente a tutti i
clienti. Tuttavia viene principalmente impiegato nei
casi in cui, senza il nostro sostegno, le persone colpite
rischiano l’invalidità, situazione tragica a livello umano
e che comporterebbe anche elevati esborsi per sinistri
da parte dell’assicuratore.
Quali passi sono in programma per il futuro?
Investiremo ancora nel perfezionamento professionale dei nostri case manager, per poter far fronte al
continuo cambiamento e al mutamento delle esigenze.
Ci concentriamo così maggiormente sulla gestione
di problematiche psichiche; vogliamo però sviluppare
proprie competenze anche in altri settori, ad esempio
nella consulenza di carriera.
Di quali altri servizi possono usufruire le PMI?
Da alcuni anni AXA, a complemento del Case Management, offre il cosiddetto Care Management. A
differenza del Case Management, dove solitamente
si tratta di incapacità lavorativa di lunga durata, il
Care Management pone l’accento anche su assenze
di breve durata. Questo servizio è a disposizione di
ogni azienda con un contratto di indennità giornaliera
in caso di malattia o un’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni presso AXA.
Di cosa è particolarmente orgoglioso?
Dei 22 case manager, che ogni giorno fanno del loro
meglio e che a volte, anche in situazioni apparentemente irrisolvibili, riescono ad aiutare le persone
colpite con idee creative e a trovare una soluzione per
il loro futuro professionale. Nel 2013 abbiamo assistito 300 persone infortunate o malate e siamo riusciti
a reinserire nel mondo del lavoro il 75 percento dei
nostri clienti. Questo mi riempie di soddisfazione.
01/2014
La mia DITTA
7
La mia SICUREZZA
Tanto fumo tanto arrosto
La cabina di verniciatura a spruzzo ed essiccazione è il principale
impianto della carrozzeria W. Eichelberger AG.
Un difetto durante la manutenzione dei comandi ha rischiato di
privare l’azienda del suo cuore pulsante.
S
enza di lei la W. Eichelberger AG si fermerebbe: la moderna cabina di verniciatura a spruzzo ed essiccazione è il principale impianto della carrozzeria.
Nell’ampia cabina due auto possono essere
verniciate di colori diversi e asciugate contemporaneamente; ma al suo interno il
team guidato dal responsabile della verniciatura Ronny Eichelberger svolge anche
lavori su autocarri, aerei o carri da fiera.
«La cabina di verniciatura è indispensabile
per la nostra azienda», spiega Eichelberger.
Proprio questo impianto ha rischiato alcuni mesi fa di subire un danno totale.
Grazie a misure volte a limitare il danno, l’impianto è stato
rimesso in funzione appena
qualche giorno più tardi.
8 La mia DITTA 01/2014
Per rendere l’impianto più effi«Collaboriamo regolarmente
ciente e performante, nell’estada anni, e so esattamente
te 2013 gli Eichelberger avevache di lui posso fidarmi»
no deciso di sostituire il
Ronny Eichelberger,
bruciatore a olio con uno a gas
responsabile della verniciatura
e al tempo stesso di installare
un impianto per il recupero del
calore. «Ci ripromettevamo così una perterruttore principale e blocca l’arrivo del
formance ancora migliore e tempi di asciugas. Ma con lo spegnimento dell’impianto
gatura più brevi», afferma Werner Eichelsi chiudono anche le prese di aerazione sul
berger, il capo senior. Per la trasformazione
tetto della cabina, che durante la lavoraziodei comandi della cabina, gli Eichelberger
ne fanno in modo che l’aria surriscaldata
si sono affidati come sempre a Kurt Leupossa fuoriuscire. Se queste però sono chiutert. Da quarant’anni il sedicente «lupo
se, il calore causato dal bruciatore a gas
solitario», con la sua ditta, è il principale
non può disperdersi. Il rischio di incendio
interlocutore quando si tratta di tecnica di
è altissimo.
comando. La conoscenza dura da anni. «LaAppena Ronny Eichelberger vede i primi
voriamo regolarmente insieme, e so esattafocolai di incendio sul tetto della cabina di
mente che di lui posso fidarmi», spiega
Ronny Eichelberger. Ma quel 21 agosto
qualcosa è andato storto.
Conoscenza e fiducia
Leutert ha già effettuato i necessari adeguamenti ai comandi della cabina di verniciatura a spruzzo ed essiccazione, e i primi
cinque test di funzionamento sono stati
superati. Fiducioso che anche il test successivo si svolgerà senza problemi, rimette in
funzione il bruciatore a gas e avvia l’impianto. Nella cabina vi sono due auto, pronte per la verniciatura. Improvvisamente
uno dei collaboratori dalla parte posteriore
del capannone urla: «Esce del fumo dal forno!». Di rif lesso Leutert spegne subito l’in-
Assicurazione responsabilità civile per imprese/
L’assicurazione di responsabilità civile
Professional copre le spese che la vostra impresa è tenuta a pagare a terzi in
caso di sinistro per risarcire i danni alle
persone e alle cose. Rischi d’impianto,
d’esercizio, professionali, di produzione
e ambientali come pure i rischi specifici
del ramo sono quindi coperti in maniera
ottimale e la vostra impresa gode nel
contempo della protezione giuridica di
AXA.
www.axa.ch
Foto: Valentina Verdesca
Ispettore sinistri, titolari dell’azienda ed
esperto di comandi: tutti hanno contribuito a limitare il danno per la ditta (da
sin. Rolf Glarner, Werner Eichelberger,
Ronny Eichelberger, Kurt Leutert).
01/2014
La mia DITTA
9
La mia SICUREZZA
Come sempre, tra l’altro, è stato Leutert a
e gli Eichelberger credono che per un mooccuparsi delle riparazioni ai comandi dimento uno dei ventilatori non abbia funfettosi per conto degli Eichelberger. Per
zionato: «In un impianto così complesso
quanto il costruttore della cabina avesse
basta che una sola minuscola componente
consigliato loro di rinnovarla completanon funzioni correttamente per mandare
mente incaricando qualcun altro, per gli
in tilt l’intero sistema», afferma l’esperto
di comandi Kurt Leutert.
È un miracolo che non sia suc«Tutti si sono comportati
cesso di peggio, ha commentain modo esemplare e con
to qualche ora più tardi anche
misure immediate hanno
Se l’incendio non fosse stato spento così
il costruttore della cabina, vivelocemente, si sarebbe propagato all’intera
limitato il danno»
sionando il danno. Incendi di
officina.
Rolf Glarner, ispettore sinistri AXA
questo tipo sono frequenti nelle cabine di essiccazione, ma
Eichelberger era fuori discussione: «Sebbefinora non ne aveva mai visto uno che fosverniciatura, agisce immediatamente:
ne l’incendio sia scoppiato durante il colse stato effettivamente spento, riuscendo
«Con mio fratello sono salito sul tetto della
laudo di Kurt, non gli rimprovero nulla.
così a salvare l’impianto.
cabina, abbiamo subito rotto le prese di aeContinuerà a occuparsi di tutti gli incarichi
Solo grazie al coraggioso intervento del
razione e strappato via i filtri, così che il
relativi ai comandi dei nostri impianti»,
team la cabina della W. Eichelberger AG
calore potesse uscire». Ma il fumo nell’offispiega Ronny Eichelberger. Funziona così,
non ha subito un danno totale. In qualità
Melanie Ade
cina si fa sempre più denso. I fratelli Eichela Mägenwil.
di sostituto comandante dei pompieri della
berger lottano febbrilmente insieme a Leuregione di Mellingen, fortunatamente Rontert contro la combustione senza fiamma,
ny Eichelberger ha saputo subito come
mentre aspettano i pompieri chiamati
comportarsi per salvare l’impianto ed evid’urgenza. Quando questi arrivano, nemtare conseguenze più gravi. «Abbiamo avumeno dieci minuti più tardi, e riescono fito davvero fortuna nella sfortuna», afferma
nalmente a domare l’incendio, gli Eichelsollevato il capo junior ripensando all’accaLa mia DITTA
berger si tolgono un peso dal cuore: «Se
duto.
non avessimo spento l’incendio così veloceAnche le formalità assicurative vengono
La W. Eichelberger AG ha festeggiato
mente, si sarebbe propagato all’intera offisbrigate rapidamente. Il giorno stesso Leunel 2013 i suoi primi 40 anni. Fondata
cina – la polvere di vernice che qui si trova
tert notifica il sinistro ad AXA, la sua assinel 1973 dal capo senior Werner Eichelsempre ovunque sarebbe bruciata come
curazione di responsabilità civile per imberger, la ditta è specializzata in riparazioni della carrozzeria di ogni genere. Il
una miccia!», spiega Ronny Eichelberger
prese. Rolf Glarner, l’ispettore sinistri
principale impianto è la grande cabina
competente, visiona
per lavori di verniciatura a spruzzo e di
il
danno
alcuni
gior«Basta che una sola componente
essiccazione, capace di ospitare conni più tardi in loco e
non funzioni correttamente per
temporaneamente due auto. Nel 1997
sottopone all’esame
il figlio Ronny Eichelberger ha assunto
mandare in tilt l’intero sistema»
di un esperto tecnico
la guida del settore verniciatura, mentre
Kurt Leutert, LEUTAG
le offerte per il ripriil fratello Adrian guida oggi la lattoneria.
stino. Risulta subito
Complessivamente la W. Eichelberger
chiaro che AXA si
AG impiega dieci collaboratori.
scuotendo la testa e aggiunge: «A quel punfarà interamente carico dei danni verificawww.eichelberger-ag.ch
to avremmo potuto chiudere bottega». Un
tisi per un totale di 30 000 franchi. «Sia
Da 40 anni opera anche Kurt Leutert
incendio nell’intero edificio avrebbe comLeutert che Ronny Eichelberger si sono
con la sua LEUTAG. Con la sua espeportato una lunga interruzione d’esercizio
comportati in modo esemplare e con le loro
rienza pluriennale è il primo interlocue un notevole danno materiale – una permisure immediate hanno contribuito a litore per la tecnica di comando nella
dita che Ronny Eichelberger non vuole
mitare il danno, tanto che qualche giorno
regione. Tra i suoi servizi vi sono la
nemmeno immaginare.
più tardi l’impianto è stato rimesso in funmanutenzione e l’assistenza di comandi
zione», afferma Glarner. Gli Eichelberger
macchine, la stesura di documentazione
Fortuna nella sfortuna
sono lieti che il caso si sia concluso felicetecnica o il cablaggio di macchine, tutto
Nemmeno la polizia è riuscita ad accertare
mente. «AXA ha davvero reagito prontaquesto con un servizio 24 ore su 24.
perché l’impianto abbia fallito in questo
mente», commenta il capo senior Werner
www.leutag.ch
unico test di funzionamento. Kurt Leutert
Eichelberger.
10 La mia DITTA 01/2014
I MIEI DIRITTI
Gli appaltatori rispondono
per i loro subappaltatori
Le aziende sono ora responsabili anche per il rispetto delle
condizioni salariali e lavorative minime dei loro subappaltatori
nazionali. Gli imprenditori dovrebbero assolutamente disporre
di una prova liberatoria se hanno subappaltato dei lavori.
Foto: Keystone / Gaetan Bally
C
on l’apertura della Svizzera alle aziende estere sono sorti timori che queste,
attraverso dumping salariale e condizioni
di lavoro peggiori, possano ottenere un
vantaggio sproporzionato rispetto alle
aziende locali. Come misura di accompagnamento è stata emanata la Legge sui lavoratori distaccati, entrata in vigore il 1°
giugno 2004. Scopo della legge è far applicare le condizioni lavorative e salariali previste in Svizzera anche ai lavoratori impiegati in Svizzera da aziende estere. Il tenore
di questi obblighi in qualità di datore di
lavoro è stabilito dalla legge e da contratti
collettivi di obbligatorietà generale e da
contratti normali di lavoro del relativo settore.
La responsabilità dell’appaltatore primario
(appaltatore totale, generale o principale)
comprende il rispetto delle disposizioni salariali e lavorative minime per tutti i subappaltatori che gli subentrano nella «catena
contrattuale». È legittimato ad agire legalmente ogni dipendente di un subappaltatore che faccia valere il mancato rispetto di
tali condizioni. La querela è rivolta in ultima analisi nei confronti dell’appaltatore
primario, il quale risponde tuttavia soltanto
se il subappaltatore inadempiente è stato in
precedenza chiamato a rispondere senza
successo o non può essere citato in giudizio.
La responsabilità si applica ora anche in
caso di affidamento di lavori a un subappaltatore svizzero.
L’appaltatore primario può liberarsi dalla
responsabilità fornendo una cosiddetta
«prova liberatoria», ovvero dimostrando
che in occasione di ogni subappalto dei lavori ha usato la diligenza richiesta dalle
circostanze riguardo al rispetto delle condizioni salariali e lavorative.
Nessuna copertura nella responsabilità
civile
La copertura assicurativa comprende un’eventuale responsabilità per danni corporali e materiali dei dipendenti (ad esempio un
infortunio sul lavoro verificatosi perché i
subappaltatori non avevano rispettato le
prescrizioni in materia di sicurezza previste dalla legge). Ciò può rivestire particolare importanza in caso di infortuni che coinvolgono lavoratori provenienti da paesi con
prestazioni delle assicurazioni sociali insufficienti. Non è coperta la responsabilità
in merito all’osservanza di salari minimi e
pretese simili (ad esempio indennità per
ore di lavoro supplementari e per vacanze).
Si consiglia quindi di:
– informare i collaboratori interessati
circa le nuove disposizioni normative;
– farsi rilasciare dai subappaltatori una
dichiarazione firmata che essi garantiscono le condizioni salariali e lavorative
minime, richiedendo eventualmente i
relativi documenti;
– istruire capicantiere, capimastri e personale con funzione di quadro circa la
responsabilità per la sicurezza sul canJean-Claude Werz, Sonja Müller
tiere.
In particolare i lavoratori edili
devono
essere
meglio
tutelati.
01/2014
La mia DITTA
11
Il mio FUTURO
Sicurezza IT troppo
spesso trascurata
Le piccole imprese sono un bersaglio appetibile per
i cybercriminali. Per questo è opportuno individuare e
rimuovere le carenze dell’infrastruttura IT aziendale.
A
Foto: Nicola Pitaro
ttacchi di hacker, virus, furti di identità, spionaggio NSA: sui media rimbalzano le notizie sulle diverse problematiche
connesse alla sicurezza dei sistemi informatici. Ma a essere vulnerabili non sono
solo i PC privati, bensì anche quelli delle
imprese di tutte le dimensioni. Normalmente l’IT non rientra infatti nel core business, rendendo così la sicurezza informatica in azienda una fastidiosa incombenza
accessoria.
Ma le questioni che si pongono sono cruciali, in quanto senza informatica oggi si è
tagliati fuori. E solo un’infrastruttura IT
sicura garantisce la disponibilità, la riservatezza e l’integrità dei dati necessarie per
trattare le informazioni sensibili.
Sono proprio le piccole imprese a dover prestare la maggiore attenzione. Per la manutenzione di PC, server e rete si affidano
spesso a un collaboratore o a un conoscente
che se «ne intende un po’», ma che certo
non è qualificato in materia di sicurezza.
Molti titolari si illudono inoltre che la loro
azienda non sia un target interessante per
i cybercriminali. Per quanto riguarda la sicurezza IT adottano la «politica dello struzzo», testa nella sabbia e passività totale.
PMI particolarmente prese di mira
Che questo atteggiamento sia sbagliato è
dimostrato da uno studio di Symantec, specializzata in sicurezza, secondo cui nel
2012 quasi un terzo di tutte le PMI nel mon12 La mia DITTA 01/2014
La mia DITTA
First Security Technology AG con sede
a Coira è stata fondata nel 2001 e ha
sviluppato VulnWatcher, un software
basato sul web per un Vulnerability Management completo nelle PMI e nelle
grandi aziende. Ora la sua affiliata Astalavista AG offre sul sito www.astalavista.com un servizio cloud che permette
anche a utenti privati e piccole imprese
di svolgere una semplice analisi di vulnerabilità a condizioni convenienti.
www.astalavista.com
do è stato vittima di un cyberattacco.
Nell’anno precedente la quota era inferiore
al 20 %. La gamma di reati informatici spazia dalla sottrazione di proprietà intellettuali alla violazione di password, fino ai
cosiddetti attacchi «Denial of Service» in
cui si saturano deliberatamente i server
con un massiccio bombardamento di richieste. Un simile evento può avere gravi
conseguenze: un concorrente lancia sul
mercato un prodotto frutto di plagio, lo
shop online è inaccessibile per ore a causa
di un sovraccarico del server, un hacker
riesce a entrare nel conto bancario, l’intero
sistema IT (comprese e-mail, elenco telefonico, agenda, registri delle ordinazioni) si
paralizza.
La scarsa attenzione dedicata dalle PMI alla
sicurezza IT esercita un richiamo irresistibile per i pirati informatici rispetto alle
grosse società che dispongono di una
strategia di security a prova di bomba.
L’idea che «a noi» non possa capitare è pura
utopia.
Per rendere sicura l’infrastruttura IT occorre sapere di quali elementi si compone. L’IT
non comprende solo computer, server e
dispositivi mobili, ma anche componenti di
rete come router e access point WLAN. Le
lacune a livello di sicurezza possono verificarsi in qualunque punto: ad esempio, i
sistemi operativi basati su Linux dei normali dispositivi per la connessione Internet
via VDSL o cavo sono spesso obsoleti, non
essendo più stati aggiornati. Se un cyberincursore riesce a craccare questa importante interfaccia tra Internet e rete aziendale,
l’IT interno resta privo di difese. La situazione si complica ulteriormente se anche i
PC e i server sono scarsamente protetti, ad
esempio in caso di sistemi operativi superati, configurazioni sbagliate o update non
eseguiti.
Sapere ciò che si ha
Un buon approccio per migliorare la sicurezza IT è quello di svolgere un’analisi approfondita della vulnerabilità unita a un
inventario dettagliato dei sistemi in uso.
Diversi operatori specializzati in sicurezza
IT propongono questo servizio, tra cui First
Security Technology AG con sede a Coira,
che opera dal 2001 e ha sviluppato una soluzione di Vulnerability Management grazie alla quale è possibile individuare i punti deboli della sicurezza nelle reti aziendali.
Pascal Mittner, CEO di First Security, cita
un esempio estremo preso dalla pratica.
L’analisi presso un cliente aveva rilevato un
server con un sistema operativo antiquato
e innumerevoli lacune di sicurezza. Nessuno sapeva dove era collocato il dispositivo
«incriminato». Solo dopo averlo scovato,
seguendo un misterioso cavo di rete, tutto
è risultato chiaro: il server era stato praticamente «sepolto vivo» dietro una parete
in occasione degli ultimi lavori di ristrutturazione. «Abbiamo dovuto tagliare il cavo
per escludere dalla rete il server che costituiva un enorme rischio per la sicurezza».
I sei «comandamenti»
della sicurezza IT
@
Installare un firewall: schermare la rete aziendale da Internet mediante un firewall configurato
correttamente. Ammettere gli accessi esterni solo
per servizi assolutamente necessari. Attivare sempre
la funzione firewall anche su singoli PC e dispositivi
mobili.
@
Implementare una soluzione antivirus: installare su
tutti i sistemi un software antivirus costantemente
aggiornato con scanning in tempo reale.
@
Essere sempre up to date: procedere tempestivamente agli aggiornamenti di sicurezza forniti dai
produttori di sistemi operativi e applicativi. Attivare
la funzione «Aggiornamento automatico» sui sistemi
Windows. Eliminare gli apparecchi con sistemi operativi non più supportati come Windows 3.1 o Windows
2000.
@
Effettuare dei backup: una copia di sicurezza
periodica è il modo migliore per evitare la perdita
di dati. Per le aziende vi sono programmi specifici,
ad esempio il Network Attached Storage (NAS). Per
una copia dei dati in un luogo esterno per il disaster
recovery ci si può rivolgere a servizi online con sede in
Svizzera come Mount10, Datatrust o Swiss Data Safe.
Importante: testare periodicamente se il recupero dati
funziona davvero.
@
Usare password sicure: non scegliere parole correnti, date di compleanni, nomi, numeri di telefono,
AVS o di altri documenti personali. Non utilizzare la
stessa password per più sistemi o servizi.
@
Securizzare l’accesso: attivare la massima codifica agli access point WLAN, il protocollo WPA2
è il più diffuso. Mai usare l’identificativo (Service Set
Identifier, SSID) preinstallato, ma uno proprio in cui
non vi siano informazioni sull’azienda. Si consiglia inoltre di disattivare l’opzione «SSID Broadcast» in modo
da rendere invisibile a terzi l’access point.
Il principio «Sapere ciò che si ha» vale sia
per hardware e software, sia per i dati. E
poiché è economicamente impossibile garantire il massimo livello di sicurezza per
l’insieme dei dati, occorre procedere a una
loro classificazione. Quali sono coperti dal
segreto d’affari e devono essere conservati
in assoluta sicurezza? Quali devono essere
criptati? Quali richiedono un’archiviazione di anni? Le risposte devono tenere conto
soprattutto delle normative giuridiche e
servono per definire le modalità di una siUrs Binder
curezza IT ottimale.
Pascal Mittner, CEO di First
Security, aiuta le aziende
a scoprire i rischi per
la sicurezza nella loro infrastruttura IT.
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01/2014
La mia DITTA
13
Le mie DOMANDE
I lettori domandano – AXA risponde
I nostri esperti sono lieti di rispondere ai vostri quesiti.
Le domande più interessanti vengono pubblicate in forma anonima.
AXA Winterthur, redazione «La mia ditta», 8401 Winterthur,
[email protected]
Previdenza professionale
Penalizzazioni a causa
del pensionamento flessibile?
Ho letto con interesse l’articolo nel numero 03 / 2013 «Pianificare la
vita e non contare gli anni». La tesi sostenuta mi è sembrata poco
obiettiva; in realtà in caso di pensionamento anticipato o riduzione
del grado di occupazione si è penalizzati nell’AVS, e di molto. Quando
ho iniziato a lavorare, l’ufficio AVS mi ha informato che per il calcolo
della rendita AVS gli ultimi tre anni sono molto importanti. Se si riduce il grado di occupazione poco prima dell’età AVS, il 2° pilastro non
riesce a compensare la perdita, a meno che non si paghi di tasca
propria l’intero ammontare dei contributi. Mostratemi che mi sbaglio.
La soluzione proposta nell’articolo avvantaggia soprattutto il datore
di lavoro.
Illustrazione: Peter Gut; foto: Stefan Kubli, Matthias Jurt, Martin Guggisberg, Ruben Wyttenbach
M. S., Chêne-Bougeries
Per evitare malintesi vorrei fare
una premessa. L’articolo affronta
la tematica del pensionamento
f lessibile nel quadro della previdenza professionale e prende
come esempio la ditta Hunziker
Partner AG di Winterthur in cui
è stato introdotto un modello di
questo tipo. Nei regolamenti delle fondazioni collettive di AXA è
infatti prevista una simile forma
di pensionamento. Questo, e solo
questo, era l’argomento specifico
trattato.
Lei sostiene, a ragione, che negli
anni prima del pensionamento
una persona deve soppesare con
attenzione le conseguenze, ad
esempio, di un’uscita anticipata
dal mondo del lavoro. Tra le
ripercussioni da considerare vi
sono anche quelle da lei citate
della riduzione della rendita
AVS. È vero che la rendita di
vecchiaia, ed eventualmente le
rendite per vedove, vedovi e orfa-
14 La mia DITTA 01/2014
Sabine Spross
Avvocato,
Servizio giuridico
Vita collettiva
ni, subiscono una decurtazione
nel caso in cui una persona assicurata richieda il versamento anticipato di due anni al massimo
della rendita AVS (art. 40 della
Legge federale sull’assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti,
LAVS). La riduzione ammonta
in genere al 6,8 percento per un
anno o al 13,6 percento per due
anni di anticipo (art. 56 dell’Ordinanza sull’assicurazione per
la vecchiaia e per i superstiti,
OAVS). Una somma senza dubbio
elevata. Non sappiamo se il datore di lavoro dell’articolo intende
eventualmente corrispondere ai
collaboratori interessati un conguaglio finanziario per risarcirli
di tale decurtazione in un’ottica
giuridica AVS. Nell’ambito della
normativa concernente la previdenza professionale, la Hunziker
Partner AG ha nel frattempo
previsto di versare dei contributi volontari ai collaboratori
più anziani. Non si può quindi
affermare che la soluzione del
pensionamento f lessibile vada a
vantaggio esclusivo del datore di
lavoro.
Responsabilità civile per danni patrimoniali
Rinuncia all’ufficio di revisione?
Per ridurre i costi sto pensando, come membro del consiglio di
amministrazione, di rinunciare in futuro all’ufficio di revisione e di
avvalermi di un opting-out. Quali aspetti devono essere considerati a
tale proposito?
S. M., Turgi
Per poter ricorrere a un optingout è necessario che la società
soddisfi i requisiti richiesti per
una revisione limitata e abbia,
nella media annua, non più di
dieci posti di lavoro a tempo
pieno. La rinuncia all’ufficio di
revisione è valida solo se viene
approvata dagli azionisti all’unanimità. Nelle realtà aziendali più
piccole, con tale rinuncia spesso
il consiglio di amministrazione
perde l’unico interlocutore indipendente a cui rivolgersi per
questioni riguardanti la rendicontazione e il sistema interno
di controllo. Soprattutto nelle
situazioni critiche ciò rischia di
compromettere l’individuazione
precoce di un sovraindebitamento e la comunicazione tempestiva
al giudice. In futuro, nessuno si
occuperà più della verifica dettagliata della chiusura annuale, per
cui i collaboratori preposti lavo-
Patrik Fässler
Revisore dei
conti AXA
Responsabilità
civile
per danni
patrimoniali
reranno con minore precisione o
si abbasserà la soglia di scrupolo
verso operazioni illecite. Senza
un bilancio certificato, inoltre,
risulta di solito più difficile o
più oneroso ottenere un credito
presso un istituto finanziario. La
responsabilità personale dei membri del consiglio di amministrazione aumenta inoltre in modo
considerevole.
Diritto delle obbligazioni
Validità dei buoni senza data
Da 15 anni gestisco un negozio
di abbigliamento nella regione di
Basilea. Ieri un cliente mi ha presentato un buono di 200 franchi
sul quale non era indicata la data
di scadenza. Era scritto solo che
poteva essere utilizzato come
mezzo di pagamento all’acquisto
di vestiti. So che questi buoni
sono stati emessi circa otto anni
fa. Sono obbligato ad accettare il
buono?
K. D., Liestal
Carole
Kaufmann
Avvocato
AXA-ARAG
In questo caso deve accettarlo,
in quanto i buoni senza data di
scadenza sono validi per dieci
anni.
Previdenza professionale
Contributi CP dopo il pensionamento
Ho raggiunto l’età ordinaria di pensionamento e percepisco una
rendita di vecchiaia dall’AVS e dalla previdenza professionale (LPP).
Sono però tuttora impiegato al 100 percento nell’azienda. Posso
continuare a versare i contributi nella CP?
L. P., Olten
La previdenza professionale prevede un’età di pensionamento
f lessibile. Per favorire la permanenza dei lavoratori anziani sul
mercato del lavoro, l’istituto di
previdenza può stabilire a livello regolamentare che resti assicurata la prestazione intera (salario assicurato) nel caso in cui,
dopo i 58 anni, la retribuzione
di un dipendente si riduca del
50 percento al massimo. La protrazione non può andare oltre
l’età ordinaria di pensionamento fissata nel regolamento (art.
33a LPP). Al contempo l’istituto
di previdenza può includere nel
regolamento la possibilità per i
collaboratori di lavorare ed essere assicurati oltre l’età ordinaria
di pensionamento, al massimo
fino al compimento dei 70 anni
(art. 33b LPP). AXA ha recepito
queste disposizioni nei regolamenti di previdenza delle sue
fondazioni collettive e offre
una vasta gamma di opzioni
per il pensionamento f lessibile:
è possibile un pensionamento
Markus
Kaufmann
Agente generale
Burgdorf
graduale (a tappe) o parziale
così come un proseguimento
dell’impiego e della copertura
previdenziale fino ai 70 anni
compiuti. Nel suo caso non può
continuare ad essere assicurato
per la sua attività lavorativa
presso AXA avendo optato, al
raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, per il
percepimento integrale della
rendita di vecchiaia. Ciò comporta l’estinzione dell’obbligo
assicurativo LPP e l’impossibilità di assicurare il suo reddito
nella previdenza professionale.
01/2014
La mia DITTA
15
Le mie DOMANDE
Assistenza legale
interattiva/
MyRight.ch, il portale Internet di AXA-ARAG, offre
un utile servizio in tutta la
Svizzera: i clienti dell’assicurazione di protezione
giuridica possono richiedere assistenza legale online.
La pagina web consente
di allestire documenti personalizzati, come contratti
di acquisto o di locazione.
Inoltre è possibile ottenere
una risposta in modalità
interattiva a domande
standard in quattro ambiti
giuridici.
¼ www.myright.ch
Responsabilità civile
Proroga del termine di prescrizione?
Siamo una ditta di installazioni elettriche che si occupa della posa e
della manutenzione di impianti elettrici negli edifici. Inoltre vendiamo
elettrodomestici. Quali sono gli effetti dei nuovi termini di prescrizione sulla nostra responsabilità e la nostra assicurazione?
M. G., Sementina
Innanzitutto è importante precisare che i termini di prescrizione
non devono essere confusi con
quelli di garanzia o di notifica. La
garanzia rappresenta una conferma contrattuale di conformità di
determinate caratteristiche (ad
es. funzionalità), rilasciata dal
venditore e valida per un periodo
prestabilito. Il termine di notifica
è invece l’arco di tempo durante
il quale il committente e / o l’acquirente può segnalare eventuali
difetti degli apparecchi installati
o venduti. Per legge la verifica
dell’oggetto garantito deve avvenire alla conclusione della transazione. Eventuali vizi nascosti che
non sono stati rilevati in quell’oc-
16 La mia DITTA 01/2014
casione possono essere comunicati successivamente, subito dopo
la loro constatazione. Nel caso di
lavori edili spesso vengono fissati
dei termini di notifica più lunghi
(ad es. norma SIA 118). Il termine di prescrizione indica solo il
periodo di tempo entro il quale il
committente o l’acquirente può
esercitare i propri diritti alla rimozione dei vizi. Ai fini della vostra responsabilità è determinante
il termine di notifica, sempre inferiore a quello di prescrizione.
Per i lavori edili i termini di prescrizione sono fissati da tempo
in cinque anni, anche per gli
apparecchi e gli impianti forniti
e installati. A questo riguardo per
voi non vi sono variazioni sostanziali. Cambia per contro il periodo
in cui possono essere fatti valere
i diritti per oggetti difettosi che
avete fornito (ma non installato),
che da uno passa a cinque anni. Se
l’articolo venduto non è destinato
a essere installato, il termine di
prescrizione è ora di due anni.
Nella vendita si allungano quindi
i tempi in cui siete chiamati a
rispondere.
Tuttavia, nel caso in cui riceviate
la merce da un fornitore per poi
installarla in una costruzione, la
vostra posizione giuridica è più favorevole rispetto a prima. Finora
i vostri diritti alla rimozione dei
difetti nei confronti del fornitore
cadevano in prescrizione dopo un
Jean-Claude
Werz
Esperto
Assicurazioni
di responsabilità
civile
anno. Per contro il periodo in cui
il committente poteva far valere
i suoi diritti nei vostri confronti
per vizi all’impianto si estingueva
solo dopo cinque anni. Attualmente le vostre azioni di regresso
verso i fornitori poggiano su basi
più solide. In linea di principio, i
termini di prescrizione possono
essere ridotti, tenendo però presente che per gli apparecchi ad
uso privato non possono essere
inferiori a due anni. Le riduzioni
temporali, così come le restrizioni
poste all’obbligo legale di garanzia, devono essere menzionate
esplicitamente nell’ordine e non
solo nelle Condizioni generali.
Dato che la vostra assicurazione
RC copre il vostro obbligo legale
di responsabilità, i nuovi termini
di prescrizione sono automaticamente compresi nella copertura.
Non è quindi necessario adeguare
la polizza. Secondo le disposizioni
assicurative per i danni a persone
e cose a seguito di difetti o carenze, siete coperti come finora
durante i nuovi termini di prescrizione imposti dalla legge.
HILUX
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immatricolazione entro il 30 maggio 2014 o fino a revoca. L’immagine riproduce delle opzioni disponibili con sovrapprezzo.
Il mio MONDO
Mobilità
elettrica
Il futuro è delle auto elettriche: produttori e scienziati
ne sono fermamente convinti. Ma quando questo
futuro diventerà il presente, dipende dai consumatori.
E forse un po’ anche dallo Stato.
O
gni offerta crea la propria domanda»: stando a questo principio
dell’economia nazionale classica,
nel futuro prossimo le auto elettriche conquisteranno il mercato. Tutte le più rinomate case automobilistiche presentano
infatti al Salone dell’auto di Ginevra i loro
nuovi modelli elettrici che nel corso
dell’anno faranno la loro apparizione negli
showroom delle concessionarie in Svizzera.
BMW i3
Foto: Martin Guggisberg; p. g. c.
Velocità massima: 150 km / h
Da 0 a 100: 7,2 secondi
Tempo di ricarica: 5,5 h
Lunghezza / larghezza: 4m / 2 m
Capacità di carico: 260 – 1100 l
Prezzo: a partire da 39 950 franchi
E questo sebbene finora i consumatori non
abbiano ancora veramente dimostrato di
aver abbracciato il trend delle auto a zero
emissioni e rumorosità ridotta, come emerge dalla statistica delle nuove immatricolazioni che, nel 2012, ha contato solo 1800
auto elettriche sulle strade svizzere, su un
totale di 5,6 milioni di veicoli. Pur a fronte
18 La mia DITTA 01/2014
di una domanda fiacca, i produttori investono massicciamente nella nuova tecnologia di trazione. Ma è come un cane (economico) che si morde la coda: finché la
domanda non aumenta, i produttori non
fanno il salto verso la produzione di massa
e di conseguenza i prezzi rimangono elevati – al momento uno dei principali ostacoli
sul mercato. Per la city car elettrica «e-up!»
della Volkswagen, disponibile in Svizzera
dalla fine del 2013, l’acquirente
interessato deve sborsare 33 250
franchi. La «up» invece, ossia la variante tradizionale, è disponibile
già a partire da 13 400 franchi.
Una differenza di prezzo tale non
si compensa in tempi brevi. Nemmeno per chi gestisce un intero
parco di veicoli plug-in come la città di Zurigo. «La prima auto elettrica è stata una Citroën Saxo, nel
2002, ancora in uso oggi», racconta
André Wipf, responsabile del Centro di competenza veicoli della città di Zurigo. Dal 2002 la città continua a potenziare la quota di
veicoli a trazione elettrica (cfr. anche l’intervista a pag. 23). Nel portafoglio figurano
Smart, Renault Kangoo, una Nissan Leaf,
una Mitsubishi i-MiEV e una Mercedes Vito
E-Cell. A dettare l’espansione è una motivazione di ordine politico: nel quadro di un
calcolo dei costi completi non è così semplice stabilire se per il gestore la f lotta elet-
André Wipf, responsabile del Centro di
competenza veicoli
della città di Zurigo,
«fa il pieno» al suo
parco veicoli.
01/2014
La mia DITTA
19
Il mio MONDO
trica sia più conveniente rispetto ai veicoli
con motore a scoppio, anche dal punto di
vista dell’economia aziendale e per tutto il
ciclo di vita del bene. «In genere i veicoli
appartenenti alla città vengono lasciati in
uso ai dipendenti, anche per il tragitto casa-lavoro. Ma in questo caso, per i veicoli
elettrici spesso è impossibile registrare la
quantità di energia utilizzata per la ricarica
presso il domicilio del dipendente», spiega
Wipf.
Elettriche ancora troppo care
I prezzi elevati dipendono da un lato dal
numero ancora esiguo di esemplari prodotti e dall’altro dal costo del «cuore» delle
auto elettriche: le batterie agli ioni di litio.
«La densità di energia delle batterie è oltre
venti volte più bassa rispetto a quella della
benzina o del diesel. Quindi, rispetto ai motori a scoppio o l’autonomia è molto ridotta, o la batteria è molto pesante», spiega
Christopher Onder dell’Institute for Dynamic Systems and Control dell’ETH di Zurigo. Marcel Gauch dell’Empa, il Laboratorio
federale di prova dei materiali e di ricerca,
ribatte però che sebbene la densità di energia delle batterie sia più bassa, la benzina,
una volta usata, se ne è andata per sempre,
ossia viene bruciata – a differenza della batteria elettrica che può essere ricaricata migliaia di volte. E sono proprio le frequenti
ricariche necessarie, allo stato attuale della
tecnologia, a non incontrare il favore degli
automobilisti. Autonomie che vanno in
media da 100 a 170 km non sono buoni argomenti di vendita sul mercato, e se si punta sulle batterie più performanti e più pesanti i costi lievitano ancora di più. Anche
VW e-up!
Velocità massima: 130 km / h
Da 0 a 100: 12,4 secondi
Tempo di ricarica: 5,5 h
Lunghezza / larghezza: 3,5 m / 1,7 m
Capacità di carico: 250 – 923 l
Prezzo: a partire da 32 700 franchi
20 La mia DITTA 01/2014
In Francia è già una realtà, in Svizzera
ancora di là da venire: le colonnine per
la ricarica elettrica gratuita.
qui vale il principio economico
«Questa energia deve
della produzione di massa: per ora
essere messa a disposila domanda di batterie è ancora
zione tramite la nostra
troppo scarsa per consentire una
rete elettrica»
produzione più a buon mercato.
Christopher Onder, IDSC ETH Zurigo
«Ma per quanto riguarda i costi di
produzione, negli ultimi tempi
Come spesso accade con i prodotti nuovi e
sono stati compiuti molti passi avanti. Ora
le innovazioni, con ogni nuovo passo avansi parla già di prezzi sui 100 dollari a kWh,
ti nello sviluppo il prezzo si riduce, «come
tuttavia solo per le celle e senza
nel caso delle batterie nel settore dell’ininvolucro, sistema di raffreddatrattenimento», sostiene Marcel Gauch
mento, di riscaldamento e di gedell’Empa. Questo «sviluppo evoluzionastione delle batterie», spiega Chririo», che lui intravede all’orizzonte, avrà
stopher Onder. Nonostante il
forti ripercussioni sull’autonomia delle
continuo abbattimento dei costi
batterie per auto, tanto che nei prossimi
di produzione, rispetto a quelli
anni il grado di maturità del mercato delle
dei veicoli a propulsione fossile il
batterie dovrebbe aumentare sensibilmenprezzo rimane elevato: «Anche
te. Christopher Onder, il ricercatore
100 dollari a kWh per il ‹pieno›
dell’ETH, è invece un po’ più cauto nella
sono moltissimi se si pensa che 10
valutazione: «Vi saranno continui miglioralitri di diesel hanno un contenuto
menti, ma non mi aspetterei una svolta
energetico di 100 kWh», afferma
epocale nei prossimi anni», afferma. Ad
Onder.
ogni modo lo sviluppo proseguirà – quale
che sarà la sua velocità. Per quanto riguarda l’autonomia, quasi ogni settimana dal
mondo dei motori elettrici per auto si susseguono notizie di nuovi successi. Per ora
il numero uno del settore in materia di capacità delle batterie è la casa automobilistica americana Tesla. Cinque anni fa Tesla
con la sua Roadster ha dimostrato che le
auto elettriche non devono necessariamente essere piccole, pratiche e squadrate, ma
che possono anche essere auto sportive e
slanciate che non devono essere agganciate
a una presa di corrente ogni 100 km. Il pacco batterie di Tesla, secondo i dati forniti
dall’azienda, ha la più alta densità di energia del settore, grazie a migliaia di celle agli
ioni di litio assemblate all’interno di un
unico pacco batteria, raffreddato a liquido
e avvolto in un involucro di metallo. Gli
altri dettagli riguardanti la batteria e come
si è riusciti a migliorare l’autonomia sono
tenuti rigorosamente segreti da Tesla,
come fa Coca-Cola con la ricetta
della sua bevanda. Ad ogni modo la
batteria del nuovo modello «S» di
Tesla anche con una guida sportiva
riesce a percorrere il tragitto Ginevra-Marsiglia con un pieno: la Tesla
S percorre dai 400 ai 500 km prima
di doverla agganciare a una colonnina di ricarica.
Svizzera ed e-mobility,
un connubio ideale
Ma qui il verbo più calzante è «cercare». La Svizzera, per via dell’alta
densità abitativa, è come predestinata al traffico elettrico. Secondo
le rilevazioni di e’mobile, l’Associazione
svizzera dei veicoli stradali elettrici ed efficienti, la distanza media percorsa giornalmente dai pendolari va dai 30 ai 40 km.
Solo circa il 2 percento di essi supera i 100
km. Una batteria con un’autonomia di anche soli 100 km nella maggior parte dei casi
Renault Kangoo Z.E.
Velocità massima: 130 km / h
Da 0 a 100: 20,3 secondi
Tempo di ricarica: 6 – 8 h
Lunghezza / larghezza: 4,2 m / 2,1 m
Capacità di carico: 3000 – 3500 l
Prezzo: a partire da 28 400 franchi
sarebbe quindi sufficiente per le esigenze
di spostamento quotidiane. Se solo la rete
nazionale delle colonnine di ricarica pubbliche non fosse così scarna: il Forum svizzero della mobilità elettrica conta 670 stazioni di ricarica. Rispetto alle 3626
«normali» pompe di benzina sul territorio
01/2014
La mia DITTA
21
Il mio MONDO
elvetico, il numero è ancora piuttosto esiguo. «Una infrastruttura pubblica per la
ricarica è in fase di costruzione», è il commento lapidario di e’mobile in merito.
Ma pare che alcuni operatori elettrici la
vedano diversamente. Mentre l’Azienda
elettrica del Canton Zurigo (ewz) gestisce
ormai circa 12 punti di ricarica, quest’anno
BKW (l’azienda bernese) ha deciso di rinun-
Nissan Leaf
Velocità massima: 144 km / h
Da 0 a 100: 11,5 secondi
Tempo di ricarica: 8 h
Lunghezza / larghezza: 4,5 m / 1,8 m
Capacità di carico: 355 – 720 l
Prezzo: a partire da 27 990 franchi
ciare per ora alla costruzione di una rete
pubblica di colonnine di ricarica: «In qualità di fornitori di energia, in questo ambito non vediamo, nemmeno a medio termine, un modello operativo economicamente
conveniente», ha dichiarato Urs Gasche,
presidente del Consiglio di amministrazione, nel suo discorso presidenziale.
Norvegia: un modello di successo
Tutto gira intorno al fatto che la domanda
di auto elettriche è ancora troppo esigua. E
si chiede quindi l’intervento dello Stato per
stimolare gli acquirenti, così sensibili ai
costi. Ed è proprio quello che ha fatto il
governo norvegese. Dal 2009 le auto elettriche sono esentate dall’IVA del 25 percento
e inoltre per loro sono state eliminate le
tasse di immatricolazione e di importazione nonché i dazi doganali. E non è finita: «I
conducenti di auto elettriche non devono
pagare pedaggi stradali, possono usare le
corsie preferenziali riservate agli autobus
e parcheggiare e caricare gratuitamente la
batteria presso una delle circa 4000 stazioni di ricarica pubbliche disseminate ad oggi
in tutto il Paese», ha dichiarato Snorre Sletvold, presidente dell’Associazione norvege22 La mia DITTA 01/2014
se dei veicoli elettrici «Norsk
«È prevedibile che
Elbilforening» al settimanale
le batterie vedranno
tedesco «Spiegel». Grazie a queun incremento della
sti incentivi, il mercato norvecapacità di stoccaggio»
gese delle auto elettriche è diMarcel Gauch, Empa
ventato il più grande in Europa,
e nel paese dei Troll si contano
ormai 11 000 veicoli in circolazione.
re negativamente sull’ecobilancio delle
L’idea dei parcheggi gratuiti per le auto
auto elettriche a tutt’oggi sono soprattutto
elettriche nei centri cittadini è enla produzione delle batterie agli ioni di litrata da poco nel dibattito politico
tio, che richiede molta energia, e le fonti da
anche in un paese amante delle
cui estrarre l’energia necessaria per la loro
macchine come la Germania. Ma il
ricarica. «Un punto estremamente impornostro vicino, solitamente generotante per i costi e l’ecobilancio delle auto
so con le sovvenzioni, in questo
elettriche è la questione della provenienza
caso è stato molto più restìo riguardell’energia utilizzata per la ricarica», afdo a ulteriori forme di incentivaferma Christopher Onder. «Questa energia
zione. In Svizzera gli acquirenti di
deve essere messa a disposizione tramite la
auto elettriche beneficiano solo
nostra rete elettrica. Tuttavia, poiché nel
dell’esenzione dall’imposta di cirquadro della svolta energetica siamo esorcolazione per i primi tre anni dopo
tati a diminuire il consumo di energia eletl’immatricolazione del veicolo, e in
trica, e non ad aumentarlo, l’espansione
seguito pagano il 50 percento
del parco veicoli elettrici ha senso solo se
dell’aliquota. Alcuni cantoni conva di pari passo a un aumento dell’energia
cedono inoltre una riduzione o pergenerata da fonti rinnovabili», spiega.
sino un’esenzione dalla tassa sui veicoli a
Se grazie alla svolta energetica le fonti di
motore: stimoli però non particolarmente
energia sono, o meglio, diventeranno comallettanti, visto l’elevato prezzo di acquipletamente «pulite» e se i metodi di produsto. Senza dimenticare i costi di esercizio di
zione delle batterie diventeranno più effiuna piccola auto elettrica tradizionale che,
cienti, l’ecobilancio potrà pendere
stando all’ATA, nel caso ideale ammontano
decisamente più a favore delle auto elettria 2,70 franchi per 100 km e sono quindi più
che. Per ora però il citato studio dell’Empa
convenienti di un diesel (6,70 franchi), ma
e dell’Istituto Paul Scherrer giunge alla
non sono gratis.
conclusione «che per alcuni indicatori ambientali che contribuiscono a danneggiare
Ecobilancio: un punto controverso
Uno stimolo indiscusso per passare
Tesla S
alle auto elettriche è la loro silenziosità e il livello di emissioni pari
Velocità massima: 200 km / h
quasi a zero. «Con un consumo meDa 0 a 100: 4,4 – 6,2 secondi
dio di elettricità, in Svizzera le
Tempo di ricarica: 3 – 30 h
emissioni di gas serra causate dai
Lunghezza / larghezza: 4,9 m / 2,2 m
veicoli elettrici sono decisamente
Capacità di carico: 745 – 1645 l
inferiori rispetto a quelle dei veicoPrezzo: a partire da 85 900 franchi
li tradizionali», emerge dal «raffronto di diversi studi sul bilancio
ecologico nel campo della mobilità
elettrica» dell’Empa e dell’Istituto
Paul Scherrer. L’ecobilancio complessivo e il confronto tra veicoli a
propulsione elettrica e fossile sono
però più complessi e infiammano
le discussioni scientifiche. A pesa-
«Gran parte del parco auto potrebbe
venir ‹elettrificato›»
la salute umana e gli ecosistemi, i veicoli a
batteria ne escono peggio rispetto alle auto
ad elevata efficienza energetica che montano motori a combustione ad altissima
tecnologia». Ma «si stima che il potenziale
di sviluppo dei veicoli a batteria sia più elevato rispetto a quello delle auto con motore a combustione», conclude lo studio. In
termini concreti ciò significa che «già nel
2025 circa il 10 percento dei veicoli venduti in Svizzera sarà di tipo plug-in», afferma
Marcel Gauch. «Entro il 2035 circa la metà
dei nuovi veicoli venduti circolanti sulle
nostre strade sarà a trazione elettrica».
Un piacere di guida nuovo e unico
Oltre al progresso tecnologico, a favore di
questa previsione depone un altro fattore,
che tuttavia è quasi impossibile misurare:
il piacere di guida stampato in faccia a ogni
automobilista al volante di un’auto elettrica. L’elevato grado di efficienza energetica
dell’elettricità, trasformata immediatamente in forza motrice e moto quasi senza
dispersioni, garantisce prestazioni eccezionali in accelerazione.
La Tesla S Performance vola da 0 a 100 in
soli 4,4 secondi. Per provare l’emozione di
un’accelerazione altrettanto inebriante tra
le auto a benzina bisogna guardare inevitabilmente alle auto sportive. E qui, rispetto
ad esempio a una Ferrari 599 GTB (da 0 a
100 in 3,7 secondi), in vendita a partire da
208 000 euro, la limousine Tesla S Performance, con i suoi 95 900 euro (e fino a 7
posti) sembra quasi a buon mercato. Per
non parlare dei costi per la benzina della
Ferrari (consumo medio: 21,3 l / 100 km).
Sandra Willmeroth
André Wipf,
responsabile del
Centro di competenza veicoli della
città di Zurigo.
Quanti veicoli conta l’intero parco auto
della città di Zurigo?
La città di Zurigo gestisce circa 2500
veicoli. Di questi 1600 sono auto e veicoli
commerciali leggeri fino a 3,5 t, in uso
presso i più svariati dipartimenti, come
il servizio di gestione del verde pubblico,
la Polizia Municipale, l’Azienda elettrica
(ewz) ecc. Al momento l’ewz, con
35 veicoli «plug-in» vanta la flotta elettrica più grande in Svizzera. È ovvio che
il parco veicoli è molto variegato: nei
nostri 30 dipartimenti abbiamo autovetture, che vanno dalla Smart all’Audi A8,
veicoli per la pulizia di canali e condotti e
macchine levigatrici del ghiaccio.
Quanti veicoli sono a trazione elettrica?
Alla fine del 2013 avevamo in tutto 52
auto a trazione elettrica. A queste si
aggiungono 20 veicoli commerciali leggeri
elettrici. Ciò equivale a circa il 5,6 percento del totale per le auto e a circa il
3 percento per i veicoli commerciali leggeri, contando tutti i veicoli che possono
essere ricaricati agganciandoli a una
presa elettrica, ossia i veicoli puramente
elettrici e i cosiddetti ibridi plug-in e con
range extender.
Quando fu acquistato il primo veicolo
elettrico dalla città di Zurigo? Come si è
sviluppato il parco veicoli elettrici?
Già negli anni ’80 sono state fatte le
prime esperienze con la mobilità elettrica,
ma l’ewz ha acquistato il primo veicolo
elettrico solo nel 2002: una Citroën Saxo
ancora in uso oggi. Da allora il parco è
stato continuamente ampliato. Se nel
2004 solo circa l’1,1 percento dei veicoli
acquistati era plug-in, nel 2013 lo era già
l’8,5 percento.
Quali veicoli si prestano particolarmente
per la trazione elettrica e quali meno?
Visto da fuori, gran parte del parco auto
potrebbe venir «elettrificato». Le premesse ci sono, a patto di limitarsi soprattutto agli spostamenti nell’area urbana e
circostante. Comunque oggi è possibile
avere autonomie di percorrenza fino a
150 km. Se le condizioni lo consentono
usiamo le auto elettriche. Ma ci sono
molti fattori che mettono i bastoni tra
le ruote alla mobilità elettrica: come la
stagione fredda, il continuo trasporto di
materiali, la disponibilità d’uso o requisiti
complessi come ad es. per la polizia. E se i
veicoli sono utilizzati spesso in autostrada
o in montagna, i plug-in di solito non sono
ancora indicati. Ciononostante sono già in
uso i primi camion ibridi.
Esistono degli obiettivi quantitativi per
l’ampliamento della flotta elettrica?
L’obiettivo della politica cittadina in materia di veicoli è che entro il 2020 almeno
il 10 percento dei veicoli in uso sia a propulsione alternativa. Questa quota include
però anche i veicoli alimentati a metano.
L’ewz mira a portare a un totale di 60 i suoi
veicoli elettrici entro fine 2014.
Che cosa è stato decisivo per la scelta
dei veicoli elettrici? Chi sta dietro all’ampliamento della flotta elettrica?
I cittadini di Zurigo nel 2008 si sono
pronunciati a grande maggioranza a favore
di uno sviluppo sostenibile e una società a
2000 watt. Ciò ha ovviamente ripercussioni
anche sul parco veicoli cittadino. Alla fine
del 2012 la politica cittadina in materia di
veicoli è stata rivista e diversi punti sono
stati regolamentati con maggiore precisione. Ad es. entro il 2020 per le nuove
auto le emissioni di CO2 dovranno essere
in media di 105 g / km e il consumo di
4,35 l / 100 km. Inoltre tutela dall’inquinamento acustico e sostenibilità sono temi
importanti per la città. Tutto ciò incentiva
i progetti e gli obiettivi di e-mobility. Anche
il Consiglio comunale è a favore e sostiene
l’acquisto di veicoli «da colonnina elettrica»
e vi sono già numerosi interventi che affrontano questo argomento.
Da dove proviene l’energia per le auto?
Per noi è tassativo che i veicoli plug-in
facciano il pieno solo con energia rinnovabile. L’ewz, in collaborazione con il WWF
Svizzera, m-way, Renault, The Mobility
House e la «Verein für umweltgerechte
Energie» (associazione per la produzione
di energia nel rispetto dell’ambiente) ha
messo a punto la vignetta eco-corrente che
per una prestazione chilometrica annua
definita garantisce di contenere energia
ecologica del marchio «naturemade star» e
con la quale possiamo essere certi che un
veicolo cittadino venga ricaricato sempre
con eco-corrente.
01/2014
La mia DITTA
23
Il mio MOTIVO D’ORGOGLIO
Imprese vincenti,
idee brillanti
Professione e vocazione
«Il volontariato mi è sempre stato a cuore e mi ha
accompagnata fin da giovane.
Dopo aver concluso gli studi
giuridici e aver superato l’esame da avvocato, è nato in me
il desiderio di conciliare professionalmente formazione e
passione. Per questo 17 anni fa,
insieme a una collega, ho fondato il Büro für Stiftungs- und
Verbandsberatung. Adesso ho sei
collaboratori con impiego fisso
e curo una rete di partner competenti. Sostenere fondazioni e
Non convenzionale
e comunicativa
altre organizzazioni non-profit
sul piano amministrativo e
giuridico è per me una sorta di
vocazione. Amo i contatti umani
che il mio lavoro comporta e li
metto consapevolmente al centro della mia attività quotidiana.
Il fatto che ciò venga apprezzato
continuamente sia dal mio team
che dai clienti mi riempie di
soddisfazione e anche un po’ di
orgoglio. Come avvocato, forse
altrove potrei guadagnare di più,
ma non farei mai a cambio».
www.stiftung.ch
Brigitt Küttel,
amministratrice e
titolare.
Foto: Daniel Winkler; Beat Schweizer; Claudio Bader; Jolanda Flubacher Derungs; Fred Merz / Rezo
Curare la salute della gente
«Dopo 10 anni di
lavoro in ospedale,
20 anni fa ho seguito una
formazione di naturopata
e più tardi di specialista in
prevenzione e promozione
della salute. Troppo spesso
mi è capitato di osservare
che le persone sono disposte
a cambiare stile di vita solo
in caso di malattia, invece di
rafforzare prima le loro difese con opportune misure
di prevenzione. Da oltre 18
anni opero come naturopata, prima ad Altendorf, oggi
a Rapperswil. Qui, inoltre,
nel 2005 ho fondato la Swiss
Prävensana Akademie, in
cui sono attivo come docente. Oltre 1000 laureati della
nostra accademia lavorano
oggi come istruttori di fitness, esperti di wellness,
promotori della salute nelle
PMI oppure hanno aperto
propri studi medici. Sempre
a Rapperswil ho aperto nel
2009 il mio centro salute
di medicina preventiva e
complementare, la Swiss
Prävensana Aktimed GmbH.
Il nostro team, composto da
nove terapeuti, assiste da
una parte persone con problemi di salute, ma anche
persone che vogliono impegnarsi nella prevenzione
o migliorare la loro performance sportiva. I feedback
di pazienti e frequentatori
sono estremamente positivi.
La nostra filosofia di promozione attiva della salute, che
considera la persona nel suo
insieme, sembra dare i suoi
frutti. E ciò mi rende davvero orgoglioso».
www.aktimed.ch
www.swisspraevensana.ch
Emanuel Portmann, responsabile dell’accademia e naturopata.
24 La mia DITTA 01/2014
«Quando comunico, vorrei
creare del valore aggiunto e
dare un tocco di colore. Dopo la
mia formazione di base nel turismo
con approfondimento in economia
aziendale mi sono accorta subito
che il contatto diretto con persone,
aziende e istanze decisionali mi
affascinava. Ero decisa a mettermi
in proprio nel settore della comunicazione, e mi sono perfezionata in
questa direzione. Tramite Google
mi sono imbattuta nell’esperto
consulente turistico Kurt Metz e
l’ho contattato. Insieme abbiamo
trasformato la sua ditta individuale
che esisteva da molti anni nella
Konzeptchuchi GmbH, che oggi dirigiamo in due. Curiamo mandati di
consulenza e di comunicazione nel
settore del turismo e della mobilità.
Con una veste fresca, colorata e
diretta possiamo guadagnare punti
con molti imprenditori e ingrandire
il portafoglio. Ciò mi riempie di
soddisfazione e di orgoglio. Il mio
percorso non è stato convenzionale.
Da sempre perseguo i miei obiettivi
con grande entusiasmo e in questo
modo intendo creare vantaggi per i
clienti.
È così che voglio proseguire».
www.konzeptchuchi
Sandra Pfyffer
Briker,
economista
aziendale SUP.
Da sinistra:
Enrico,
Alessio,
Lorenzo e
Dario
Brumana.
Carrozzeria per tre generazioni
«Le auto sono la mia, anzi
la nostra passione. Con
mio fratello Enrico dirigo dal
1987 la carrozzeria che nostro
padre ha fondato 57 anni fa.
Ripariamo ogni auto di qualsiasi
marca con la massima cura,
dall’antenna rotta al complesso
danno al motore, e vendiamo
anche auto nuove. Nella regione
di Lugano e del Mendrisiotto
abbiamo una grande clientela di
lunga data, a cui si aggiungono
regolarmente nuovi clienti. Il
fatto che così tanti automobilisti
si affidino alla nostra officina è
una bella conferma. Ci riempie
di orgoglio anche il fatto che la
nostra azienda familiare con 21
dipendenti funzionerà a pieno
regime anche nella prossima
generazione. I miei due figli e
il figlio di mio fratello già oggi
collaborano con noi. Hanno
poco più di 20 anni e un giorno
rileveranno l’attività. Mio fratello e io ne siamo felici». www.carrozzeriabrumana.ch
I clienti soddisfatti
ci raccomandano
«Nel 2002, insieme al mio
attuale partner commerciale Bertrand Ainoux – anche lui
come me falegname qualificato
– abbiamo fondato una piccola
falegnameria a Bardonnex. Ci
siamo immediatamente creati
un’ampia clientela. Dopo cinque
anni eravamo troppo stretti.
Abbiamo trasferito l’azienda in
locali più grandi a Châtelaine,
nel cuore della città di Ginevra,
dove al momento siamo un
team di undici membri. La nostra superficie aziendale è stata
continuamente ampliata. Oltre
alla falegnameria abbiamo oggi
anche un ampio magazzino, uffici funzionali e uno showroom
in cui presentiamo ai clienti i
nostri prodotti: porte per garage,
finestre, porte, mobili per interni
ed esterni. La nostra clientela
si estende sull’intera regione di
Ginevra, fino a Nyon. Cresce continuamente grazie al passaparola
positivo – credo che possiamo
esserne orgogliosi».
www.proposeservices.ch
Bertrand Ainoux (a sinistra)
e Pascal Foray, amministratore e
titolare della Pro Pose Services.
01/2014
La mia DITTA
25
Spontaneità e
successo: Gabriela
Manser, proprietaria
e CEO di Goba.
26 La mia DITTA 01/2014
Foto: Philipp Rohner
RITRATTO
«Ma almeno ci avrei provato»
Sono passati 15 anni da quando Gabriela Manser prese in mano
le redini della Mineralquelle Gontenbad. Trasformare questa vecchia
azienda di famiglia in una moderna PMI non è stato facile.
P
prima volta l’argomento della vendita della
stata l’arresto della produzione in paese e
sorgente», ricorda Gabriela Manser. Rifiutò
il trasporto «solo» del prezioso dono della
subito di subentrare nell’azienda. «Non me
natura, l’acqua minerale. «A quel punto mi
lo sarei mai sognato, in quel momento non
chiesi: che cos’ho da perdere? Se va male,
me ne sentivo assolutamente in grado»,
tra due anni l’azienda verrà venduta o
confessa. Che cosa le fece cambiare idea dieci anni più tardi?
«Naturalmente non è facile ammettere
«Le condizioni erano quelle giui propri errori e fallimenti»
ste», ricorda, e come tali non
Gabriela Manser, CEO
intende quelle della rilevazione
bensì le sue condizioni personali. «Solo allora mi sentii abbastanza machiusa. Ma almeno ci avrò provato», ractura, esperta e sicura, soprattutto grazie
conta entusiasta. Perché non solo ci ha proall’esperienza acquisita come preside di
vato, ma ci è anche riuscita.
scuola», continua.
Nel 2005 è stata nominata imprenditrice
Per l’impresa non c’era più tanto da perdedell’anno e insignita del premio di lunga
re. Il padre già da tempo cercava qualcuno
tradizione «Prix Veuve Clicquot». Quella
con la sua stessa filosofia, a cui cedere l’ache prima era una vecchia azienda a conzienda di famiglia fondata nel 1930 e i nove
duzione familiare si è espansa fino a comdipendenti. Un compito difficile nel quieto
prendere un parterre di circa 40 azionisti.
Appenzello. Non si trovava il candidato ideDotata di un moderno impianto di imbotale e la fabbrica rischiava di chiudere o di
tigliamento, l’azienda produce una vasta e
essere venduta. La conseguenza sarebbe
innovativa gamma di prodotti che la con-
Fotos: zVg
ur avendo dei modi non convenzionali,
sarebbe un errore sottovalutare Gabriela Manser. «Un errore che sicuramente
molti hanno fatto all’inizio», racconta la
manager 51enne della sorgente minerale
dell’Appenzello. Nel 1999 rilevò dai genitori l’azienda di famiglia, senza grande esperienza di management o nozioni di economia, congiuntura e marketing. Con una
formazione come insegnante di scuola
dell’infanzia, aveva svolto questo lavoro
con entusiasmo per molti anni, un’esperienza che le ha insegnato molto sulla natura umana e che le è tornata utile in seguito come manager di 40 collaboratori. «La
conduzione ha pur sempre a che fare con
le persone; l’età è un fattore irrilevante; in
definitiva è sempre necessaria una predisposizione al contatto interpersonale» afferma con una franchezza disarmante. «Fu
alla fine degli anni ‘80, quando ancora lavoravo come maestra d’asilo all’ospedale
pediatrico, che nostro padre affrontò per la
Da marzo 2012 le bottiglie in PET
disegnate appositamente per Goba
vengono prodotte in azienda.
La Goba AG, Mineralquelle und
Manufaktur ha oggi un organico
di circa 40 collaboratori.
Fino a un tragitto di circa
120 km il vetro ha
un ecobilancio migliore.
01/2014
La mia DITTA
27
RITRATTO
La gamma dei prodotti
viene costantemente ampliata.
correnza le invidia, tanto che sul mercato
esistono già imitazioni di Flauder, bevanda
analcolica cult.
Se fosse una musicista si potrebbe dire che
il successo le è arrivato nel 2002 con Flauder. Visto che però produce acqua minerale
e soft drink, la stampa la definisce una fonte di idee. Il che non è del tutto vero. «Tut-
«Sono andata di porta
in porta a vendere le azioni
ad amici e conoscenti»
Gabriela Manser, CEO
Foto: zVg
te le nuove idee sono state sviluppate insieme, testate dai consumatori e infine
immesse sul mercato», precisa, e per «insieme» intende i quattro membri del team
centrale e il forum da lei lanciato. «La prima cosa che volevo fare dopo la rilevazione
era rispolverare i prodotti esistenti, a cominciare dall’etichetta. La volevo più fresca e moderna», racconta l’imprenditrice.
Non aveva però le idee ben chiare su come
procedere. Quando si rivolse a un noto consulente di marketing di San Gallo scoprì
che la realizzazione di una nuova etichetta
costava al giorno tanto quanto la neomanager guadagnava al mese. «Allora cominciai
a chiedere tra i miei conoscenti. A tutte le
persone che all’inizio si offrirono di aiutarmi domandai un input concreto».
Incontro di personalità complementari e
contrarie
Si rivolse alle persone più disparate, dalla
mediatrice culturale fino al grafico e alla
grafica con esperienza di marketing, riunendole in un forum di discussione una
volta alla settimana in casa. Raccoglieva
idee, chiedeva aiuto e incoraggiava lo spirito critico. «Hanno contribuito tutti! E in
cambio hanno ricevuto una cassa di acqua
minerale», sorride soddisfatta Gabriela
Manser ripercorrendo i modesti esordi del
gruppo di discussione. Per lei era ed è tut28 La mia DITTA 01/2014
tora di fondamentale importanza che il
forum raccolga membri sia esterni che interni, per consentire una visione a tutto
tondo. Così come ritiene importante sapere
cosa è in grado o meno di fare. Solo in questo modo può selezionare le persone giuste,
che sappiano collaborare, consigliare e sedere in seno al Consiglio di amministrazione. Perché si tratta
anche di trovare personalità complementari e contrarie, dalla
cui sinergia nascono
nuove idee, afferma.
«Fin dall’inizio ho potuto contare sull’assistenza di un esperto
in finanza, da cui non smetto mai di imparare e che nel frattempo è diventato direttore finanziario di Goba. Per quanto mi riguarda, ho perso familiarità con il mondo
dei numeri già durante la mia attività di
pedagoga», ammette Gabriela Manser.
Investimenti elevati
Il forum esiste ancor oggi, anche se ora la
manager retribuisce i partecipanti, che
spesso sollevano le domande giuste e la incoraggiano. Anche quando si tratta di accettare un insuccesso. Non tutti i progetti
La mia DITTA
Gabriela Manser, classe 1962, è a capo
della Goba AG, Mineralquelle und Manufaktur dal 1999. Con una formazione in
insegnamento per le scuole dell’infanzia
ed ex preside di scuola, ha trasformato
l’azienda di famiglia in una PMI fiorente
con un organico di 40 dipendenti, un
moderno impianto di imbottigliamento e
una gamma di prodotti innovativi. Il soft
drink finora più conosciuto è «Flauder»,
l’ultima creazione è «chalte Kafi», una
gazzosa con molta caffeina.
www.mineralquelle.ch
partoriti dalla casa Goba hanno avuto lo
stesso esito di Flauder. «Naturalmente non
è facile ammettere i propri errori e fallimenti. Ma se i numeri dimostrano che le
stime erano sbagliate, non resta altro da
fare che accettarli. E continuare, senza arrendersi e concentrandosi su quello che si
può cambiare», spiega. Crede a quello che
dice, ma anche per lei non è sempre stato
così facile, confessa. Eppure negli ultimi
dieci anni, nonostante i contraccolpi e le
difficoltà, non ha mai pensato di gettare la
spugna. «O al massimo per un momento,
quando nel 2003 dovevo decidere se incrementare il capitale azionario per rinnovare
l’intera infrastruttura», racconta.
Questo passo richiedeva investimenti pari,
a quel tempo, a quattro fatturati annui.
«Sono andata di porta in porta», dice e racconta di come ha venduto personalmente
le azioni della Goba – per cui nutriva un
valore affettivo – ad amici, conoscenti, vicini, fornitori e collaboratori. Con successo
– per tutte le parti coinvolte. L’investimento ha fruttato bene, gli affari prosperano e
finora i circa 40 azionisti, tra amici e persone attaccate alla regione, sono soddisfatti degli utili.
Avanti con prudenza
«Qui siamo nell’Appenzello», spiega con
significativa ambiguità la Manser. Fa capire
che forse qui la mentalità è un po’ diversa.
«Quando ho avuto in mano la bozza per la
nuova etichetta e il nome dell’acqua minerale, per prima cosa sono andata lassù»,
racconta, accennando con la testa verso i
monti e, più precisamente, in direzione
dell’Alpstein. La vecchia etichetta raffigurava la catena montuosa, e riportava la dicitura «Alpstein Mineralwasser» (acqua
minerale dell’Alpstein) e non, come oggi,
«Appenzell Mineral laut, leise und still»
(minerale dell’Appenzello, fragorosa, leggera e silenziosa). «Per fortuna ai ristoratori,
ma soprattutto alle ristoratrici, la nuova
etichetta e il nuovo logo sono piaciuti, così
come il nome», ricorda l’imprenditrice. Desiderava fortemente il supporto dei suoi
conterranei prima di immettere le nuove
bottiglie sul mercato, sia per rispetto e riguardo, sia per ragioni economiche. «Oggi
come allora i ristoratori e i negozi locali
CONCORSO
Concorso: con «La mia ditta» e
un pizzico di fortuna potete vincere
il piacere di un buon caffé
sono i nostri clienti più importanti», spiega. Una clientela risentita non sarebbe stata la base migliore per l’azienda.
«La mia ditta» mette in palio due macchine da
caffè professionali del tipo IMPRESSA XF50 Platin
del produttore svizzero di qualità Jura.
Sostenibilità ancor più elevata
Gabriela Manser fa le cose in maniera avveduta. Anche per questo le bevande vengono
ora confezionate in bottiglie PET appositamente prodotte sul posto. «Prima il soffiaggio delle bottiglie avveniva a Bischofszell»,
spiega, e aggiunge che le sembrava poco
intelligente far correre per il paese camion
carichi di bottiglie PET soffiate. «Per questo, da marzo 2012 produciamo le nostre
bottiglie PET disegnate appositamente per
l’azienda. I pezzi grezzi sono dei minuscoli
cappellini di plastica», spiega e indica un
pallet colmo fino all’orlo all’inizio dell’impianto di produzione. Ma Goba imbottiglia
le bevande anche in bottiglie di vetro, soprattutto per la ristorazione. Alla domanda
quale materiale sia più conveniente, risponde subito: «Fino a un tragitto di circa
120 km il vetro ha un ecobilancio migliore,
per distanze superiori, però, è meglio usare
le bottiglie PET perché sono più leggere e
non è più necessario restituire i colli». I numeri, in realtà, li conosce bene.
Vincete una delle due macchine
da caffé IMPRESSA XF50, messe
in palio dalla casa JURA. Grazie ai
quattro tasti di erogazione e la migliorata navigazione di gestione tramite il Rotary Switch preparare uno
squisito caffè diventa un gioco da
ragazzi. La nuova IMPRESSA XF50
Platin, infatti, non solo soddisfa la
voglia di un buon caffè bensì anche
quella di un cremoso cappuccino o
latte macchiato.
Grazie a un’interfaccia MDB è
possibile allacciare tutti i comuni
sistemi di pagamento e / o una
monetiera
Sandra Willmeroth
Letture
consigliate
Elisabeth Rizzi e
Sandra Willmeroth:
«frauMACHTkarriere»
Erfolgreich in die
Teppichetage.
136 pagine,
Klappenbroschur,
CHF 27.–
(ISBN 978-37253-1008-1).
Per avere più donne in posizioni di leadership servono delle pioniere che spianino
la strada. Questo libro descrive le difficoltà che le donne incontrano nella loro
ascesa verso il potere – ma dà la parola
anche ad affermate imprenditrici come
Gabriela Manser e mostra come le donne
sanno gestire un’azienda con successo o
sono a capo di gruppi internazionali.
1° e 2° premio: una macchina
da caffè IMPRESSA XF50 Platin
La domanda del concorso:
Come si chiama l’offerta di sostegno che aiuta a uscire da una crisi acuta le persone colpite da infortunio o malattia che attraversano situazioni
di vita complesse?
a) Case Management
b) Aiuto in caso di crisi
c) Programma d’emergenza
Ecco come partecipare al sorteggio:
Internet:
rispondete alla domanda del concorso sul nostro sito Internet
www.la-mia-ditta.ch.
Cartolina postale:
scrivete la soluzione e le vostre coordinate su una cartolina e inviatela a:
AXA Winterthur, concorso
«La mia ditta», casella postale 362,
3052 Zollikofen.
Termine d’invio: 31 marzo 2014
Soluzione del concorso:
Nel numero 04 /2013 vi avevamo chiesto il nome del programma di AXA nell’ambito del quale
i collaboratori possono effettuare degli interventi di utilità sociale durante l’orario di lavoro.
La risposta esatta era b) AXA Cuori in Azione. I tre diversi abbonamenti Freshbox sono stati
vinti da: Andreas Wanner, Christian Stelzer und Stacie VanTreese. Congratulazioni!
Avvertenza legale
Con la partecipazione al concorso acconsento a che AXA Winterthur conservi i miei dati
personali e mi inoltri informazioni tramite e-mail. La presente dichiarazione di consenso
può essere revocata in qualsiasi momento. AXA Winterthur si impegna a non utilizzare i dati
personali per finalità diverse da quelle indicate o a non cederli a terzi. I collaboratori di AXA
Winterthur e del Servizio esterno sono esclusi dal concorso. Sul concorso non si tiene alcuna corrispondenza. È escluso il ricorso alle vie legali.
01/2014
La mia DITTA
29
Il mio MOMENTO
Monica Koeppel,
titolare di
Kumari Fleurs
Foto: Daniel Ammann
Horn TG,
14 febbraio 2014, ore 9.20
«Di tanto in tanto entrano nel nostro negozio clienti dall’aria un po’ stressata. Anche
a questi clienti io e il mio team di fioraie ci
rivolgiamo con un cordiale sorriso. Nel dialogo cerchiamo di contagiarli con la nostra
passione per fiori, piante e accessori e far
loro dimenticare per un attimo i grattacapi
della vita quotidiana. Il momento in cui
30 La mia DITTA 01/2014
scorgo in loro un repentino brillio negli
occhi mi riempie di soddisfazione. Gestisco
il mio negozio di fiori Kumari Fleurs da 10
anni. Il profumo dei petali colorati rappresenta per me un elisir di lunga vita. I miei
clienti, addirittura i bambini, sembrano
accorgersene. Quando il mio entusiasmo li
contagia, sono veramente felice».
La mia DITTA
Monica Koeppel ha fondato Kumari
Fleurs a Horn TG nel 2003. La proprietaria ha alle sue dipendenze due impiegate
e due apprendiste. Monica Koeppel è
convinta che dei mazzi di fiori amorevolmente composti contribuiscono alla
positività e quindi a una maggiore gioia
di vivere. Fedele al motto «Con i fiori tutto
diventa un po’ migliore» gestisce con
successo la sua oasi floreale, con un crescente numero di clienti abituali.
www.kumari.ch
Proteggere il clima. Sostenere le PMI.
La Fondazione Svizzera per il Clima
«Proteggere il clima. Sostenere le PMI.» Con questo motto la Fondazione Svizzera per il
Clima sostiene i progetti delle piccole e medie imprese (PMI) che offrono un contributo per
la protezione del clima. Da quando è stata fondata nel 2008, la Fondazione ha devoluto
complessivamente 10 milioni di franchi a circa 550 PMI, tra cui il Garden Centre Schilliger nel
canton Vaud. Oggi il consumo di olio combustibile di questo vivaio è diminuito del 15 percento
grazie a un nuovo sistema di distribuzione di calore.
La Fondazione Svizzera per il Clima è un’iniziativa promossa dall’economia destinata
all’economia ed è finanziata da 24 rinomate società di servizi in Svizzera e nel Principato del
Liechtenstein, tra cui anche AXA Winterthur. Le società partner destinano il denaro
derivante dal «rimborso netto» della tassa d’incentivazione sul CO2 ai progetti di efficienza
energetica e di protezione del clima delle PMI svizzere e liechtensteinensi.
Ulteriori informazioni: www.fondazione-clima.ch
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