La mia DITTA La rivista al servizio delle imprese con grandi ambizioni Edizione 1 /2014 Sicurezza IT Rimuovere le carenze prima che altri possano approfittarsene Pagina 12 Mobilità elettrica Il futuro elettrico s’avvicina inesorabilmente Pagina 18 Intervista a Gabriela Manser L’Appenzello è una fonte d’idee Come la titolare della fonte minerale di Gontenbad è riuscita a modernizzare l’azienda di famiglia. Pagina 26 Grande sul lavoro, piccolo nel consumo. NUOVO TRANSIT CONNECT La migliore efficienza nei consumi della categoria Utile per ogni attività: il nuovo Ford Transit Connect convince con qualità eccellenti, ad es. con le tecnologie ECOnetic per abbattere i consumi che assicurano imbattibili 4.0 litri/100 km e solo 108 g/km di emissioni di CO2. Innestate subito una marcia in più sul lavoro e approfittate del pacchetto completo di Business Partner che include manutenzione, usura, cambio pneumatici, veicolo di cortesia e finanziamento a partire da 29 centesimi al chilometro*. 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La redazione di «La mia ditta»: Melanie Ade e Sandra Willmeroth (d.) 18 Il mio mondo Il futuro è delle auto elettriche: produttori e scienziati ne sono fermamente convinti. I consumatori, tuttavia, sono ancora titubanti. André Wipf, responsabile del Centro di competenza di veicoli della città di Zurigo, illustra i vantaggi di un parco veicoli elettrico. 24 Il mio motivo d’orgoglio Imprenditori di successo raccontano di cosa vanno particolarmente fieri. 26 Ritratto Gabriela Manser, titolare e CEO della Mineralquelle Gontenbad, ha trasformato questa vecchia azienda di famiglia in una moderna PMI. 12 Il mio futuro Le piccole imprese sono un bersaglio appetibile per i cybercriminali. Pascal Mittner, CEO della ditta First Security, aiuta le ditte a individuare le lacune di sicurezza nell’IT. 14 Le mie domande Gli esperti di AXA Winterthur rispondono alle domande dei lettori. 29 Concorso Rispondete correttamente alla domanda del concorso e con un pizzico di fortuna con «La mia ditta» potete vincere una macchina da caffè Jura. 30 Il mio momento Monica Koeppel, titolare di Kumari Fleurs, prova a contagiare ogni cliente con la sua passione per fiori, piante e accessori. Copertina: Philipp Rohner COLOPHON Editore: AXA Winterthur, Internal Communication & Publications. Indirizzo della redazione: AXA Winterthur, «La mia ditta», GeneralGuisan-Strasse 40, casella postale, 8401 Winterthur, www.la-mia-ditta.ch, tel. 052 261 72 63. E-mail: lamia.ditta@ axa-winterthur.ch. Redazione: Sandra Willmeroth (direzione), Melanie Ade. Hanno collaborato a questo numero: Urs Binder, Robert Wildi, Jean-Calude Werz, Sonja Müller. Online: Urs Wildi. Traduzione: Language Services, AXA Winterthur. Concezione e realizzazione: Infel Corporate Media, Zurigo. Stampa e spedizione: Swiss Printers AG, 4800 Zofingen. Periodicità: pubblicazione trimestrale in italiano, tedesco e francese. Tiratura complessiva: 95 000, tiratura certificata REMP/FRP: 83 277. Inserzioni: Axel Springer Schweiz AG, Fachmedien, 8005 Zurigo, pascal.bösiger@ fachmedien.ch, tel. 043 444 51 05. In caso di cambiamento d’indirizzo: [email protected]. Ordinazioni di abbonamento: [email protected]. Avvertenza legale: lo scopo di questa pubblicazione è di informarvi sui nostri servizi e prodotti. Essa non costituisce alcuna forma di offerta in senso giuridico. Sui concorsi non si tiene alcuna corrispondenza. È escluso il ricorso alle vie legali. Fantasia e scienza Qual è il comune denominatore tra uno spazzolino da denti, un rasoio elettrico, un macinacaffè, una lavatrice, un ascensore, un martello pneumatico, una piattaforma elevatrice, un frullatore e un fornello? Oppure, in altre parole: i nostri nonni potevano immaginare che un giorno ci saremo lavati i denti con uno spazzolino elettrico? Che i chicchi di caffè sarebbero stati triturati con un macinino elettrico? Che il bucato sarebbe stato lavato con un apparecchio a propulsione elettrica? Che le persone sarebbero scese e salite per mezzo di un ascensore? Certamente no, inimmaginabile ai loro tempi. Allo stesso modo è per noi impossibile credere che un giorno ci muoveremo in città con veicoli elettrici a emissione zero e rumorosità ridotta. Provate a immaginare per un momento la calma irreale che regnerebbe nelle nostre città! E in estate non riceverei più i pressoché quotidiani messaggini della città di Zurigo che mi informano del superamento dei valori massimi di ozono e polveri fini. Scenario avvenieristico? Probabilmente. Proprio così hanno immaginato la mobilità del futuro i produttori di pellicole di questo genere. Da «Guerre stellari» a «Star Trek»: in tutti i film dal sapore futuristico, siano essi del 1970 o del 2014, i veicoli si muovono senza emissioni e rumori sui nostri schermi. Fantasia o scienza? Volendo credere agli scienziati si tratta di scienza. Gli scettici le ritengono per definizione fantasie. Chi vivrà, vedrà! Di certo sappiamo solo che la ricerca scientifica continuerà ad adoperarsi affinché si trovino propulsori alternativi per i veicoli, capaci di generare la performance necessaria per renderli idonei alla produzione di massa. Sandra Willmeroth 01/2014 La mia DITTA Foto: Gataric Fotografie 06 La mia responsabilità Un incidente in bicicletta senza colpa ha avuto gravi conseguenze per Luigi B. Lo sviluppatore di software ha addirittura perso il posto di lavoro. 3 PANORAMA Buon esempio sui social media «Unic», impresa attiva nell’ebusiness, ha analizzato i siti web di 21 assicuratori svizzeri. Come si legge sulla rivista «Marketing & Kommunikation», dall’analisi è scaturito uno spaccato delle presenze sul web degli assicuratori elvetici, incentrato sull’ottica dei clienti. A registrare il risultato migliore è stata Swiss Life, seguita da Zurich e dalla Mobiliare. Ad AXA è andato il quarto posto nella valutazione complessiva. «Unic» sottolinea come, in fatto di presenze sul web, nessuna delle imprese considerate eccella davvero. La maggior parte degli operatori del ramo, ad esempio, mancherebbe di ricorrere al responsive web design per presentare al cliente contenuti ottimizzati. Pochi sarebbero inoltre i siti accessibili da apparecchi mobili e la navigazione non sarebbe impostata secondo le esigenze della clientela, come invece avviene in altri settori. Per finire, le funzionalità selfservice e i portali per i clienti sarebbero perlopiù inesistenti o ancora in una fase di sviluppo iniziale. Secondo «Unic» anche la presenza sui social media verrebbe trascurata. A tal proposito AXA viene però menzionata come best case. «Unic» giudica apprezzabile il fatto che le presenze sul web si Buoni voti per la presenza AXA sui social media. orientino maggiormente alle esigenze dei clienti e descrivano in modo semplice e comprensibile le prestazioni delle assicurazioni. In termini di marketing digitale, tuttavia, il settore assicurativo potrebbe fare ancora molto. Il grafico: la tassazione delle imprese nel mondo In termini di burocrazia e pressione fiscale la Svizzera è un interessante luogo d’insediamento. Imposte e tributi totali a carico delle PMI in percentuale dell’utile (Stati europei selezionati) Ore annualmente dedicate dalle PMI alla preparazione, alla compilazione e al pagamento delle imposte 12 36 3. Qatar 41 4. San Marino 52 5. Lussemburgo 55 6. Bahamas 58 7. Svizzera 63 70 % 50 40 872 186. Libia 889 41,2 43,0 29,1 20,7 10 1025 2600 bu r 189. Brasilie Raffronto: 179 268 Fonte: Paying Taxes 2014; The Global Picture; NZZ 4 La mia DITTA 01/2014 20 956 188. Bolivia Ø mondiale 49,4 25,7 185. Vietnam 187. Nigeria Foto: Daniel Winkler 30 792 184. Venezuela Ø UE e AELS 39,3 57,5 52,4 34,0 732 183. Ciad 64,7 65,8 = onere complessivo ■ = imposta sull’utile ■ = contributi sociali ■ = altre imposte ■ 60 go Irl an d Sv a Gr i z an ze Br ra et Pa agn a es iB Ø a ss UE i e AE Ø m LS on di Ge ale rm an ia Au st ria Be lg io Fr an ci a Ita lia 2. Bahrein Lu ss em 1. EAU Viaggiare sicuri premia Grazie al nuovo e innovativo Drive Recorder, con il loro comportamento di guida i conducenti d’età compresa tra i 18 e i 25 anni possono inf luenzare direttamente l’entità del premio dell’assicurazione auto. Installato sul mezzo, l’apparecchio rileva i dati relativi a tratte e stile di guida. Sulla scorta del comportamento al volante viene quindi calcolato un ribasso individuale che sarà maggiore tanto più sicuro sarà lo stile di guida. Maggiori informazioni su www.axa.ch/driverecorder Drive Recorder: piccolo e maneggevole Grande solidarietà I collaboratori AXA di tutto il mondo si sono mostrati solidali con le vittime del tifone abbattutosi sulle Filippine aderendo in più di 3000 all’appello di AXA Cuori in Azione e donando circa 250 000 euro a CARE International. Il contribuito degli oltre 230 collaboratori svizzeri che hanno partecipato all’iniziativa è stato di 35 000 euro. In riconoscimento dell’impegno e della generosità dei dipendenti sparsi nel mondo, il Gruppo AXA ha raddoppiato il contributo del personale a un importo complessivo di 500 000 euro. I colori sono il trait d’union nella vita di Barbara Diethelm. 5 domande a: Barbara Diethelm, pittrice e titolare di Lascaux Lo specialista elvetico dei colori per artisti celebra 50 anni di successi internazionali. Quali sono i fattori che consentono di fare di una PMI un leader mondiale del suo settore? Come titolare dell’azienda che obiettivi ha per il futuro della stessa? Volendo sintetizzare: specializzazione, competenza tecnica, qualità, continuità, entusiasmo, tenacia e forza. Siamo specializzati nella produzione di colori d’alta qualità per artisti. Il dialogo con chi utilizza i colori e il confronto con le mutevoli richieste del mercato sono per noi vitali. In primo piano non vi è tanto la crescita di Lascaux, bensì il continuo aumento di qualità e prestigio. E per noi ciò significa fare quel che ci sta a cuore, ossia sviluppare e produrre colori per poi promuoverli con entusiasmo. Come compensa i costi d’insediamento e salariali, che in Svizzera sono più elevati che altrove? Un prodotto d’alta qualità deve valere il suo prezzo. Da noi i costi sono forse più elevati, ma prestazioni, efficienza e qualità sono migliori. Il mercato domestico è per noi il più importante, ma esportiamo comunque più della metà della produzione. E nell’export il «made in Switzerland» è tuttora sinonimo di qualità. Prenderebbe in considerazione uno spostamento della produzione all’estero? Difficilmente. Le nostre radici sono qui. La stima nei confronti delle persone e il riconoscimento della loro creatività e abilità artigianale fanno parte della nostra filosofia aziendale. E per me è decisivo che vengano portate avanti e tenute vive le attività produttive e manifatturiere locali. Qual è l’aspetto più bello della sua vita da titolare di un’azienda, dirigente e pittrice? I colori. Sono il trait d’union tra questi miei ruoli. Dalla loro intensità traggo quotidianamente ispirazione e motivazione come dirigente e come pittrice. Con i colori riesco a trasmettere gioia e a risvegliare senso del bello e creatività. Mi piacerebbe che la dimensione creativa venisse rivalutata dalla società, soprattutto dalla prossima generazione, che oggi viene formata in modo univoco e nel solo interesse del sistema economico. Vorrei sensibilizzare i giovani nei confronti della sfera interiore e far sì che, anziché con la sola testa, tornino a pensare anche con il cuore. Il colore è a tal proposito importantissimo. Barbara Diethelm (51 anni) è artista e titolare di Lascaux. Da 20 anni amministra, in seconda generazione, la ditta di Brüttisellen. Nel 2013 l’impresa, che conta 37 dipendenti, ha celebrato il suo cinquantenario. 01/2014 La mia DITTA 5 La mia RESPONSABILITÀ Pedalando verso la crisi Illustratione: Anna Sommer; Foto Beat Schweizer Un incidente in bicicletta senza colpa ha avuto gravi conseguenze per Luigi B.* Lo sviluppatore di software non riusciva più a lavorare correttamente e alla fine ha addirittura perso il posto di lavoro. È l’11 giugno 2006, una giornata estiva piacevolmente serena. Luigi B.* ne approfitta per fare un giro in bicicletta per riprendersi dalle fatiche della settimana lavorativa. Il sole sul volto e una leggera arietta sulla schiena, pedala per le strette stradine di Locarno. Ma la sua pedalata viene bruscamente interrotta: un automobilista non lo vede e da dietro lo investe. La bicicletta si capovolge, Luigi vola per aria, * Nomi modificati dalla redazione 6 La mia DITTA 01/2014 atterra violentemente sul cofano dell’auto e poi di testa sull’asfalto. Si sente stordito, ma la visita in ospedale mostra che, a parte un lieve trauma cranio-cerebrale, una ferita alla testa e alcune escoriazioni, non presenta ulteriori lesioni. Fortuna nella sfortuna, quindi. O almeno così pensa Luigi B. Incidente con conseguenze Alcune settimane dopo, tuttavia, Luigi si accorge di non riuscire più a concentrarsi sul lavoro, di stancarsi rapidamente, e in qualche modo non svolge più agevolmente come prima il suo lavoro di sviluppatore di software in una piccola azienda di Lugano. Fa inoltre fatica a stabilire nessi, commette errori nella programmazione, la sua memoria lo pianta sempre più spesso in asso. È sempre più raro che lo specialista di computer riesca a rispettare le consegne. Il suo capo non è soddisfatto della sua performance e infine, dieci mesi dopo l’incidente, lo licenzia perché non può più fare affidamento su di lui. Luigi B. è frustrato e confuso. L’unica cosa certa è che i disturbi sono cominciati solo dopo l’incidente. Chiede perciò una perizia neuropsicologica a uno specialista, che dimostra chiaramente come i disturbi cognitivi e psichici dello sviluppatore di software siano da ricondurre al trauma cranio-cerebrale. Anche a un anno dall’incidente le conseguenze tardive dello stesso gli impediscono di svolgere la sua precedente attività. Disperato si rivolge ad AXA, il suo assicuratore infortuni. L’ispettore sinistri competente si accorge subito che un’abituale gestione sinistri non sarà Sostegno per tornare a una vita normale Laszlo Molnar, responsabile del Case Management, spiega cosa distingue il suo reparto da altri e perché per la seconda volta AXA è l’unica compagnia operante in tutti i rami a essere stata premiata con il certificato dell’Associazione Svizzera per Sistemi di Qualità e di Management (SQS). sufficiente, e chiede l’intervento del case manager Paolo Binetti. Case Management/ Il Case Management è un’offerta di sostegno che aiuta a uscire da una crisi acuta le persone colpite da infortunio o malattia che attraversano situazioni di vita complesse. Il case manager di AXA coordina l’intervento di tutti i servizi coinvolti oltre i confini professionali e istituzionali. Al centro c’è il miglioramento della qualità di vita per le persone colpite da un infortunio o una malattia, attraverso un efficace reinserimento nella vita attiva e autonoma. Il servizio, realizzato su misura per le esigenze individuali, offre supporto e assistenza alle persone interessate nel loro processo di riabilitazione e di reintegrazione nella vita professionale. www.axa.ch Lavoro quotidiano in prova «Luigi B. era veramente depresso. Dato che i danni da lui subiti non erano visibili direttamente, sono difficili da comprendere per un osservatore esterno, ma lo penalizzavano nel suo lavoro quotidiano», spiega Paolo Binetti. Insieme a Luigi B. l’esperto case manager elabora un piano per reintegrarlo nella vita professionale. È chiaro che lo sviluppatore di software, che prima lavorava autonomamente, ormai non può più sostenere da solo progetti complessi. Ma lo specialista informatico non vuole assolutamente abbandonare la sua professione. Paolo Binetti riesce a far partecipare il suo cliente a un progetto di lavoro assistito presso la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). Qui, collaborando con un team di progetto, impara lentamente a riabituarsi a una giornata di lavoro strutturata, e allo stesso tempo si perfeziona professionalmente apprendendo nuovi metodi di lavoro e linguaggi di programmazione. Un anno più tardi Luigi B. è pronto per tornare nel mondo del lavoro. Il case manager Paolo Binetti lo accompagna nella ricerca di un nuovo posto e lo segue anche nel colloquio di candidatura: «Grazie alla sua rete di contatti abbiamo effettivamente trovato una PMI locale disposta ad assumere in prova Luigi B.». E lo sviluppatore di software supera brillantemente la sfida: dopo il periodo di prova riceve dal suo nuovo datore di lavoro un impiego full-time a tempo indeterminato. Nell’estate 2013, a sette anni dall’incidente, il case manager Paolo Binetti chiude definitivamente il caso ed è soddisfatto, perché «l’aspetto più bello del mio lavoro è quello di aiutare una persona a ritornare Melanie Ade a vivere». Cosa significa la certificazione Laszlo Molnar SQS per AXA? È estremamente importante per noi, in particolare perché siamo l’unica compagnia operante in tutti i rami in Svizzera ad averla ricevuta. Significa che rispettiamo i severi criteri di qualità di «Netzwerk Case Management Schweiz» e che ottimizziamo costantemente i nostri processi. I clienti possono dunque essere certi che in AXA il Case Management funziona davvero. Chi trae vantaggio dal Case Management? Questo servizio è aperto fondamentalmente a tutti i clienti. Tuttavia viene principalmente impiegato nei casi in cui, senza il nostro sostegno, le persone colpite rischiano l’invalidità, situazione tragica a livello umano e che comporterebbe anche elevati esborsi per sinistri da parte dell’assicuratore. Quali passi sono in programma per il futuro? Investiremo ancora nel perfezionamento professionale dei nostri case manager, per poter far fronte al continuo cambiamento e al mutamento delle esigenze. Ci concentriamo così maggiormente sulla gestione di problematiche psichiche; vogliamo però sviluppare proprie competenze anche in altri settori, ad esempio nella consulenza di carriera. Di quali altri servizi possono usufruire le PMI? Da alcuni anni AXA, a complemento del Case Management, offre il cosiddetto Care Management. A differenza del Case Management, dove solitamente si tratta di incapacità lavorativa di lunga durata, il Care Management pone l’accento anche su assenze di breve durata. Questo servizio è a disposizione di ogni azienda con un contratto di indennità giornaliera in caso di malattia o un’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni presso AXA. Di cosa è particolarmente orgoglioso? Dei 22 case manager, che ogni giorno fanno del loro meglio e che a volte, anche in situazioni apparentemente irrisolvibili, riescono ad aiutare le persone colpite con idee creative e a trovare una soluzione per il loro futuro professionale. Nel 2013 abbiamo assistito 300 persone infortunate o malate e siamo riusciti a reinserire nel mondo del lavoro il 75 percento dei nostri clienti. Questo mi riempie di soddisfazione. 01/2014 La mia DITTA 7 La mia SICUREZZA Tanto fumo tanto arrosto La cabina di verniciatura a spruzzo ed essiccazione è il principale impianto della carrozzeria W. Eichelberger AG. Un difetto durante la manutenzione dei comandi ha rischiato di privare l’azienda del suo cuore pulsante. S enza di lei la W. Eichelberger AG si fermerebbe: la moderna cabina di verniciatura a spruzzo ed essiccazione è il principale impianto della carrozzeria. Nell’ampia cabina due auto possono essere verniciate di colori diversi e asciugate contemporaneamente; ma al suo interno il team guidato dal responsabile della verniciatura Ronny Eichelberger svolge anche lavori su autocarri, aerei o carri da fiera. «La cabina di verniciatura è indispensabile per la nostra azienda», spiega Eichelberger. Proprio questo impianto ha rischiato alcuni mesi fa di subire un danno totale. Grazie a misure volte a limitare il danno, l’impianto è stato rimesso in funzione appena qualche giorno più tardi. 8 La mia DITTA 01/2014 Per rendere l’impianto più effi«Collaboriamo regolarmente ciente e performante, nell’estada anni, e so esattamente te 2013 gli Eichelberger avevache di lui posso fidarmi» no deciso di sostituire il Ronny Eichelberger, bruciatore a olio con uno a gas responsabile della verniciatura e al tempo stesso di installare un impianto per il recupero del calore. «Ci ripromettevamo così una perterruttore principale e blocca l’arrivo del formance ancora migliore e tempi di asciugas. Ma con lo spegnimento dell’impianto gatura più brevi», afferma Werner Eichelsi chiudono anche le prese di aerazione sul berger, il capo senior. Per la trasformazione tetto della cabina, che durante la lavoraziodei comandi della cabina, gli Eichelberger ne fanno in modo che l’aria surriscaldata si sono affidati come sempre a Kurt Leupossa fuoriuscire. Se queste però sono chiutert. Da quarant’anni il sedicente «lupo se, il calore causato dal bruciatore a gas solitario», con la sua ditta, è il principale non può disperdersi. Il rischio di incendio interlocutore quando si tratta di tecnica di è altissimo. comando. La conoscenza dura da anni. «LaAppena Ronny Eichelberger vede i primi voriamo regolarmente insieme, e so esattafocolai di incendio sul tetto della cabina di mente che di lui posso fidarmi», spiega Ronny Eichelberger. Ma quel 21 agosto qualcosa è andato storto. Conoscenza e fiducia Leutert ha già effettuato i necessari adeguamenti ai comandi della cabina di verniciatura a spruzzo ed essiccazione, e i primi cinque test di funzionamento sono stati superati. Fiducioso che anche il test successivo si svolgerà senza problemi, rimette in funzione il bruciatore a gas e avvia l’impianto. Nella cabina vi sono due auto, pronte per la verniciatura. Improvvisamente uno dei collaboratori dalla parte posteriore del capannone urla: «Esce del fumo dal forno!». Di rif lesso Leutert spegne subito l’in- Assicurazione responsabilità civile per imprese/ L’assicurazione di responsabilità civile Professional copre le spese che la vostra impresa è tenuta a pagare a terzi in caso di sinistro per risarcire i danni alle persone e alle cose. Rischi d’impianto, d’esercizio, professionali, di produzione e ambientali come pure i rischi specifici del ramo sono quindi coperti in maniera ottimale e la vostra impresa gode nel contempo della protezione giuridica di AXA. www.axa.ch Foto: Valentina Verdesca Ispettore sinistri, titolari dell’azienda ed esperto di comandi: tutti hanno contribuito a limitare il danno per la ditta (da sin. Rolf Glarner, Werner Eichelberger, Ronny Eichelberger, Kurt Leutert). 01/2014 La mia DITTA 9 La mia SICUREZZA Come sempre, tra l’altro, è stato Leutert a e gli Eichelberger credono che per un mooccuparsi delle riparazioni ai comandi dimento uno dei ventilatori non abbia funfettosi per conto degli Eichelberger. Per zionato: «In un impianto così complesso quanto il costruttore della cabina avesse basta che una sola minuscola componente consigliato loro di rinnovarla completanon funzioni correttamente per mandare mente incaricando qualcun altro, per gli in tilt l’intero sistema», afferma l’esperto di comandi Kurt Leutert. È un miracolo che non sia suc«Tutti si sono comportati cesso di peggio, ha commentain modo esemplare e con to qualche ora più tardi anche misure immediate hanno Se l’incendio non fosse stato spento così il costruttore della cabina, vivelocemente, si sarebbe propagato all’intera limitato il danno» sionando il danno. Incendi di officina. Rolf Glarner, ispettore sinistri AXA questo tipo sono frequenti nelle cabine di essiccazione, ma Eichelberger era fuori discussione: «Sebbefinora non ne aveva mai visto uno che fosverniciatura, agisce immediatamente: ne l’incendio sia scoppiato durante il colse stato effettivamente spento, riuscendo «Con mio fratello sono salito sul tetto della laudo di Kurt, non gli rimprovero nulla. così a salvare l’impianto. cabina, abbiamo subito rotto le prese di aeContinuerà a occuparsi di tutti gli incarichi Solo grazie al coraggioso intervento del razione e strappato via i filtri, così che il relativi ai comandi dei nostri impianti», team la cabina della W. Eichelberger AG calore potesse uscire». Ma il fumo nell’offispiega Ronny Eichelberger. Funziona così, non ha subito un danno totale. In qualità Melanie Ade cina si fa sempre più denso. I fratelli Eichela Mägenwil. di sostituto comandante dei pompieri della berger lottano febbrilmente insieme a Leuregione di Mellingen, fortunatamente Rontert contro la combustione senza fiamma, ny Eichelberger ha saputo subito come mentre aspettano i pompieri chiamati comportarsi per salvare l’impianto ed evid’urgenza. Quando questi arrivano, nemtare conseguenze più gravi. «Abbiamo avumeno dieci minuti più tardi, e riescono fito davvero fortuna nella sfortuna», afferma nalmente a domare l’incendio, gli Eichelsollevato il capo junior ripensando all’accaLa mia DITTA berger si tolgono un peso dal cuore: «Se duto. non avessimo spento l’incendio così veloceAnche le formalità assicurative vengono La W. Eichelberger AG ha festeggiato mente, si sarebbe propagato all’intera offisbrigate rapidamente. Il giorno stesso Leunel 2013 i suoi primi 40 anni. Fondata cina – la polvere di vernice che qui si trova tert notifica il sinistro ad AXA, la sua assinel 1973 dal capo senior Werner Eichelsempre ovunque sarebbe bruciata come curazione di responsabilità civile per imberger, la ditta è specializzata in riparazioni della carrozzeria di ogni genere. Il una miccia!», spiega Ronny Eichelberger prese. Rolf Glarner, l’ispettore sinistri principale impianto è la grande cabina competente, visiona per lavori di verniciatura a spruzzo e di il danno alcuni gior«Basta che una sola componente essiccazione, capace di ospitare conni più tardi in loco e non funzioni correttamente per temporaneamente due auto. Nel 1997 sottopone all’esame il figlio Ronny Eichelberger ha assunto mandare in tilt l’intero sistema» di un esperto tecnico la guida del settore verniciatura, mentre Kurt Leutert, LEUTAG le offerte per il ripriil fratello Adrian guida oggi la lattoneria. stino. Risulta subito Complessivamente la W. Eichelberger chiaro che AXA si AG impiega dieci collaboratori. scuotendo la testa e aggiunge: «A quel punfarà interamente carico dei danni verificawww.eichelberger-ag.ch to avremmo potuto chiudere bottega». Un tisi per un totale di 30 000 franchi. «Sia Da 40 anni opera anche Kurt Leutert incendio nell’intero edificio avrebbe comLeutert che Ronny Eichelberger si sono con la sua LEUTAG. Con la sua espeportato una lunga interruzione d’esercizio comportati in modo esemplare e con le loro rienza pluriennale è il primo interlocue un notevole danno materiale – una permisure immediate hanno contribuito a litore per la tecnica di comando nella dita che Ronny Eichelberger non vuole mitare il danno, tanto che qualche giorno regione. Tra i suoi servizi vi sono la nemmeno immaginare. più tardi l’impianto è stato rimesso in funmanutenzione e l’assistenza di comandi zione», afferma Glarner. Gli Eichelberger macchine, la stesura di documentazione Fortuna nella sfortuna sono lieti che il caso si sia concluso felicetecnica o il cablaggio di macchine, tutto Nemmeno la polizia è riuscita ad accertare mente. «AXA ha davvero reagito prontaquesto con un servizio 24 ore su 24. perché l’impianto abbia fallito in questo mente», commenta il capo senior Werner www.leutag.ch unico test di funzionamento. Kurt Leutert Eichelberger. 10 La mia DITTA 01/2014 I MIEI DIRITTI Gli appaltatori rispondono per i loro subappaltatori Le aziende sono ora responsabili anche per il rispetto delle condizioni salariali e lavorative minime dei loro subappaltatori nazionali. Gli imprenditori dovrebbero assolutamente disporre di una prova liberatoria se hanno subappaltato dei lavori. Foto: Keystone / Gaetan Bally C on l’apertura della Svizzera alle aziende estere sono sorti timori che queste, attraverso dumping salariale e condizioni di lavoro peggiori, possano ottenere un vantaggio sproporzionato rispetto alle aziende locali. Come misura di accompagnamento è stata emanata la Legge sui lavoratori distaccati, entrata in vigore il 1° giugno 2004. Scopo della legge è far applicare le condizioni lavorative e salariali previste in Svizzera anche ai lavoratori impiegati in Svizzera da aziende estere. Il tenore di questi obblighi in qualità di datore di lavoro è stabilito dalla legge e da contratti collettivi di obbligatorietà generale e da contratti normali di lavoro del relativo settore. La responsabilità dell’appaltatore primario (appaltatore totale, generale o principale) comprende il rispetto delle disposizioni salariali e lavorative minime per tutti i subappaltatori che gli subentrano nella «catena contrattuale». È legittimato ad agire legalmente ogni dipendente di un subappaltatore che faccia valere il mancato rispetto di tali condizioni. La querela è rivolta in ultima analisi nei confronti dell’appaltatore primario, il quale risponde tuttavia soltanto se il subappaltatore inadempiente è stato in precedenza chiamato a rispondere senza successo o non può essere citato in giudizio. La responsabilità si applica ora anche in caso di affidamento di lavori a un subappaltatore svizzero. L’appaltatore primario può liberarsi dalla responsabilità fornendo una cosiddetta «prova liberatoria», ovvero dimostrando che in occasione di ogni subappalto dei lavori ha usato la diligenza richiesta dalle circostanze riguardo al rispetto delle condizioni salariali e lavorative. Nessuna copertura nella responsabilità civile La copertura assicurativa comprende un’eventuale responsabilità per danni corporali e materiali dei dipendenti (ad esempio un infortunio sul lavoro verificatosi perché i subappaltatori non avevano rispettato le prescrizioni in materia di sicurezza previste dalla legge). Ciò può rivestire particolare importanza in caso di infortuni che coinvolgono lavoratori provenienti da paesi con prestazioni delle assicurazioni sociali insufficienti. Non è coperta la responsabilità in merito all’osservanza di salari minimi e pretese simili (ad esempio indennità per ore di lavoro supplementari e per vacanze). Si consiglia quindi di: – informare i collaboratori interessati circa le nuove disposizioni normative; – farsi rilasciare dai subappaltatori una dichiarazione firmata che essi garantiscono le condizioni salariali e lavorative minime, richiedendo eventualmente i relativi documenti; – istruire capicantiere, capimastri e personale con funzione di quadro circa la responsabilità per la sicurezza sul canJean-Claude Werz, Sonja Müller tiere. In particolare i lavoratori edili devono essere meglio tutelati. 01/2014 La mia DITTA 11 Il mio FUTURO Sicurezza IT troppo spesso trascurata Le piccole imprese sono un bersaglio appetibile per i cybercriminali. Per questo è opportuno individuare e rimuovere le carenze dell’infrastruttura IT aziendale. A Foto: Nicola Pitaro ttacchi di hacker, virus, furti di identità, spionaggio NSA: sui media rimbalzano le notizie sulle diverse problematiche connesse alla sicurezza dei sistemi informatici. Ma a essere vulnerabili non sono solo i PC privati, bensì anche quelli delle imprese di tutte le dimensioni. Normalmente l’IT non rientra infatti nel core business, rendendo così la sicurezza informatica in azienda una fastidiosa incombenza accessoria. Ma le questioni che si pongono sono cruciali, in quanto senza informatica oggi si è tagliati fuori. E solo un’infrastruttura IT sicura garantisce la disponibilità, la riservatezza e l’integrità dei dati necessarie per trattare le informazioni sensibili. Sono proprio le piccole imprese a dover prestare la maggiore attenzione. Per la manutenzione di PC, server e rete si affidano spesso a un collaboratore o a un conoscente che se «ne intende un po’», ma che certo non è qualificato in materia di sicurezza. Molti titolari si illudono inoltre che la loro azienda non sia un target interessante per i cybercriminali. Per quanto riguarda la sicurezza IT adottano la «politica dello struzzo», testa nella sabbia e passività totale. PMI particolarmente prese di mira Che questo atteggiamento sia sbagliato è dimostrato da uno studio di Symantec, specializzata in sicurezza, secondo cui nel 2012 quasi un terzo di tutte le PMI nel mon12 La mia DITTA 01/2014 La mia DITTA First Security Technology AG con sede a Coira è stata fondata nel 2001 e ha sviluppato VulnWatcher, un software basato sul web per un Vulnerability Management completo nelle PMI e nelle grandi aziende. Ora la sua affiliata Astalavista AG offre sul sito www.astalavista.com un servizio cloud che permette anche a utenti privati e piccole imprese di svolgere una semplice analisi di vulnerabilità a condizioni convenienti. www.astalavista.com do è stato vittima di un cyberattacco. Nell’anno precedente la quota era inferiore al 20 %. La gamma di reati informatici spazia dalla sottrazione di proprietà intellettuali alla violazione di password, fino ai cosiddetti attacchi «Denial of Service» in cui si saturano deliberatamente i server con un massiccio bombardamento di richieste. Un simile evento può avere gravi conseguenze: un concorrente lancia sul mercato un prodotto frutto di plagio, lo shop online è inaccessibile per ore a causa di un sovraccarico del server, un hacker riesce a entrare nel conto bancario, l’intero sistema IT (comprese e-mail, elenco telefonico, agenda, registri delle ordinazioni) si paralizza. La scarsa attenzione dedicata dalle PMI alla sicurezza IT esercita un richiamo irresistibile per i pirati informatici rispetto alle grosse società che dispongono di una strategia di security a prova di bomba. L’idea che «a noi» non possa capitare è pura utopia. Per rendere sicura l’infrastruttura IT occorre sapere di quali elementi si compone. L’IT non comprende solo computer, server e dispositivi mobili, ma anche componenti di rete come router e access point WLAN. Le lacune a livello di sicurezza possono verificarsi in qualunque punto: ad esempio, i sistemi operativi basati su Linux dei normali dispositivi per la connessione Internet via VDSL o cavo sono spesso obsoleti, non essendo più stati aggiornati. Se un cyberincursore riesce a craccare questa importante interfaccia tra Internet e rete aziendale, l’IT interno resta privo di difese. La situazione si complica ulteriormente se anche i PC e i server sono scarsamente protetti, ad esempio in caso di sistemi operativi superati, configurazioni sbagliate o update non eseguiti. Sapere ciò che si ha Un buon approccio per migliorare la sicurezza IT è quello di svolgere un’analisi approfondita della vulnerabilità unita a un inventario dettagliato dei sistemi in uso. Diversi operatori specializzati in sicurezza IT propongono questo servizio, tra cui First Security Technology AG con sede a Coira, che opera dal 2001 e ha sviluppato una soluzione di Vulnerability Management grazie alla quale è possibile individuare i punti deboli della sicurezza nelle reti aziendali. Pascal Mittner, CEO di First Security, cita un esempio estremo preso dalla pratica. L’analisi presso un cliente aveva rilevato un server con un sistema operativo antiquato e innumerevoli lacune di sicurezza. Nessuno sapeva dove era collocato il dispositivo «incriminato». Solo dopo averlo scovato, seguendo un misterioso cavo di rete, tutto è risultato chiaro: il server era stato praticamente «sepolto vivo» dietro una parete in occasione degli ultimi lavori di ristrutturazione. «Abbiamo dovuto tagliare il cavo per escludere dalla rete il server che costituiva un enorme rischio per la sicurezza». I sei «comandamenti» della sicurezza IT @ Installare un firewall: schermare la rete aziendale da Internet mediante un firewall configurato correttamente. Ammettere gli accessi esterni solo per servizi assolutamente necessari. Attivare sempre la funzione firewall anche su singoli PC e dispositivi mobili. @ Implementare una soluzione antivirus: installare su tutti i sistemi un software antivirus costantemente aggiornato con scanning in tempo reale. @ Essere sempre up to date: procedere tempestivamente agli aggiornamenti di sicurezza forniti dai produttori di sistemi operativi e applicativi. Attivare la funzione «Aggiornamento automatico» sui sistemi Windows. Eliminare gli apparecchi con sistemi operativi non più supportati come Windows 3.1 o Windows 2000. @ Effettuare dei backup: una copia di sicurezza periodica è il modo migliore per evitare la perdita di dati. Per le aziende vi sono programmi specifici, ad esempio il Network Attached Storage (NAS). Per una copia dei dati in un luogo esterno per il disaster recovery ci si può rivolgere a servizi online con sede in Svizzera come Mount10, Datatrust o Swiss Data Safe. Importante: testare periodicamente se il recupero dati funziona davvero. @ Usare password sicure: non scegliere parole correnti, date di compleanni, nomi, numeri di telefono, AVS o di altri documenti personali. Non utilizzare la stessa password per più sistemi o servizi. @ Securizzare l’accesso: attivare la massima codifica agli access point WLAN, il protocollo WPA2 è il più diffuso. Mai usare l’identificativo (Service Set Identifier, SSID) preinstallato, ma uno proprio in cui non vi siano informazioni sull’azienda. Si consiglia inoltre di disattivare l’opzione «SSID Broadcast» in modo da rendere invisibile a terzi l’access point. Il principio «Sapere ciò che si ha» vale sia per hardware e software, sia per i dati. E poiché è economicamente impossibile garantire il massimo livello di sicurezza per l’insieme dei dati, occorre procedere a una loro classificazione. Quali sono coperti dal segreto d’affari e devono essere conservati in assoluta sicurezza? Quali devono essere criptati? Quali richiedono un’archiviazione di anni? Le risposte devono tenere conto soprattutto delle normative giuridiche e servono per definire le modalità di una siUrs Binder curezza IT ottimale. Pascal Mittner, CEO di First Security, aiuta le aziende a scoprire i rischi per la sicurezza nella loro infrastruttura IT. Offerta promozionale per i lettori Testate la vostra rete Volete sapere se la vostra rete è in grado di resistere agli attacchi degli hacker? First Security offre ai lettori di «La mia ditta» un test con Astalavista. Andate su www.astalavista.com e aderite all’iniziativa, indicando il codice voucher AXAPROMO. Riceverete 5 credit gratuiti per un esclusivo Security Scan. Offerta valida fino al 31 maggio 2014 01/2014 La mia DITTA 13 Le mie DOMANDE I lettori domandano – AXA risponde I nostri esperti sono lieti di rispondere ai vostri quesiti. Le domande più interessanti vengono pubblicate in forma anonima. AXA Winterthur, redazione «La mia ditta», 8401 Winterthur, [email protected] Previdenza professionale Penalizzazioni a causa del pensionamento flessibile? Ho letto con interesse l’articolo nel numero 03 / 2013 «Pianificare la vita e non contare gli anni». La tesi sostenuta mi è sembrata poco obiettiva; in realtà in caso di pensionamento anticipato o riduzione del grado di occupazione si è penalizzati nell’AVS, e di molto. Quando ho iniziato a lavorare, l’ufficio AVS mi ha informato che per il calcolo della rendita AVS gli ultimi tre anni sono molto importanti. Se si riduce il grado di occupazione poco prima dell’età AVS, il 2° pilastro non riesce a compensare la perdita, a meno che non si paghi di tasca propria l’intero ammontare dei contributi. Mostratemi che mi sbaglio. La soluzione proposta nell’articolo avvantaggia soprattutto il datore di lavoro. Illustrazione: Peter Gut; foto: Stefan Kubli, Matthias Jurt, Martin Guggisberg, Ruben Wyttenbach M. S., Chêne-Bougeries Per evitare malintesi vorrei fare una premessa. L’articolo affronta la tematica del pensionamento f lessibile nel quadro della previdenza professionale e prende come esempio la ditta Hunziker Partner AG di Winterthur in cui è stato introdotto un modello di questo tipo. Nei regolamenti delle fondazioni collettive di AXA è infatti prevista una simile forma di pensionamento. Questo, e solo questo, era l’argomento specifico trattato. Lei sostiene, a ragione, che negli anni prima del pensionamento una persona deve soppesare con attenzione le conseguenze, ad esempio, di un’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Tra le ripercussioni da considerare vi sono anche quelle da lei citate della riduzione della rendita AVS. È vero che la rendita di vecchiaia, ed eventualmente le rendite per vedove, vedovi e orfa- 14 La mia DITTA 01/2014 Sabine Spross Avvocato, Servizio giuridico Vita collettiva ni, subiscono una decurtazione nel caso in cui una persona assicurata richieda il versamento anticipato di due anni al massimo della rendita AVS (art. 40 della Legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, LAVS). La riduzione ammonta in genere al 6,8 percento per un anno o al 13,6 percento per due anni di anticipo (art. 56 dell’Ordinanza sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, OAVS). Una somma senza dubbio elevata. Non sappiamo se il datore di lavoro dell’articolo intende eventualmente corrispondere ai collaboratori interessati un conguaglio finanziario per risarcirli di tale decurtazione in un’ottica giuridica AVS. Nell’ambito della normativa concernente la previdenza professionale, la Hunziker Partner AG ha nel frattempo previsto di versare dei contributi volontari ai collaboratori più anziani. Non si può quindi affermare che la soluzione del pensionamento f lessibile vada a vantaggio esclusivo del datore di lavoro. Responsabilità civile per danni patrimoniali Rinuncia all’ufficio di revisione? Per ridurre i costi sto pensando, come membro del consiglio di amministrazione, di rinunciare in futuro all’ufficio di revisione e di avvalermi di un opting-out. Quali aspetti devono essere considerati a tale proposito? S. M., Turgi Per poter ricorrere a un optingout è necessario che la società soddisfi i requisiti richiesti per una revisione limitata e abbia, nella media annua, non più di dieci posti di lavoro a tempo pieno. La rinuncia all’ufficio di revisione è valida solo se viene approvata dagli azionisti all’unanimità. Nelle realtà aziendali più piccole, con tale rinuncia spesso il consiglio di amministrazione perde l’unico interlocutore indipendente a cui rivolgersi per questioni riguardanti la rendicontazione e il sistema interno di controllo. Soprattutto nelle situazioni critiche ciò rischia di compromettere l’individuazione precoce di un sovraindebitamento e la comunicazione tempestiva al giudice. In futuro, nessuno si occuperà più della verifica dettagliata della chiusura annuale, per cui i collaboratori preposti lavo- Patrik Fässler Revisore dei conti AXA Responsabilità civile per danni patrimoniali reranno con minore precisione o si abbasserà la soglia di scrupolo verso operazioni illecite. Senza un bilancio certificato, inoltre, risulta di solito più difficile o più oneroso ottenere un credito presso un istituto finanziario. La responsabilità personale dei membri del consiglio di amministrazione aumenta inoltre in modo considerevole. Diritto delle obbligazioni Validità dei buoni senza data Da 15 anni gestisco un negozio di abbigliamento nella regione di Basilea. Ieri un cliente mi ha presentato un buono di 200 franchi sul quale non era indicata la data di scadenza. Era scritto solo che poteva essere utilizzato come mezzo di pagamento all’acquisto di vestiti. So che questi buoni sono stati emessi circa otto anni fa. Sono obbligato ad accettare il buono? K. D., Liestal Carole Kaufmann Avvocato AXA-ARAG In questo caso deve accettarlo, in quanto i buoni senza data di scadenza sono validi per dieci anni. Previdenza professionale Contributi CP dopo il pensionamento Ho raggiunto l’età ordinaria di pensionamento e percepisco una rendita di vecchiaia dall’AVS e dalla previdenza professionale (LPP). Sono però tuttora impiegato al 100 percento nell’azienda. Posso continuare a versare i contributi nella CP? L. P., Olten La previdenza professionale prevede un’età di pensionamento f lessibile. Per favorire la permanenza dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro, l’istituto di previdenza può stabilire a livello regolamentare che resti assicurata la prestazione intera (salario assicurato) nel caso in cui, dopo i 58 anni, la retribuzione di un dipendente si riduca del 50 percento al massimo. La protrazione non può andare oltre l’età ordinaria di pensionamento fissata nel regolamento (art. 33a LPP). Al contempo l’istituto di previdenza può includere nel regolamento la possibilità per i collaboratori di lavorare ed essere assicurati oltre l’età ordinaria di pensionamento, al massimo fino al compimento dei 70 anni (art. 33b LPP). AXA ha recepito queste disposizioni nei regolamenti di previdenza delle sue fondazioni collettive e offre una vasta gamma di opzioni per il pensionamento f lessibile: è possibile un pensionamento Markus Kaufmann Agente generale Burgdorf graduale (a tappe) o parziale così come un proseguimento dell’impiego e della copertura previdenziale fino ai 70 anni compiuti. Nel suo caso non può continuare ad essere assicurato per la sua attività lavorativa presso AXA avendo optato, al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, per il percepimento integrale della rendita di vecchiaia. Ciò comporta l’estinzione dell’obbligo assicurativo LPP e l’impossibilità di assicurare il suo reddito nella previdenza professionale. 01/2014 La mia DITTA 15 Le mie DOMANDE Assistenza legale interattiva/ MyRight.ch, il portale Internet di AXA-ARAG, offre un utile servizio in tutta la Svizzera: i clienti dell’assicurazione di protezione giuridica possono richiedere assistenza legale online. La pagina web consente di allestire documenti personalizzati, come contratti di acquisto o di locazione. Inoltre è possibile ottenere una risposta in modalità interattiva a domande standard in quattro ambiti giuridici. ¼ www.myright.ch Responsabilità civile Proroga del termine di prescrizione? Siamo una ditta di installazioni elettriche che si occupa della posa e della manutenzione di impianti elettrici negli edifici. Inoltre vendiamo elettrodomestici. Quali sono gli effetti dei nuovi termini di prescrizione sulla nostra responsabilità e la nostra assicurazione? M. G., Sementina Innanzitutto è importante precisare che i termini di prescrizione non devono essere confusi con quelli di garanzia o di notifica. La garanzia rappresenta una conferma contrattuale di conformità di determinate caratteristiche (ad es. funzionalità), rilasciata dal venditore e valida per un periodo prestabilito. Il termine di notifica è invece l’arco di tempo durante il quale il committente e / o l’acquirente può segnalare eventuali difetti degli apparecchi installati o venduti. Per legge la verifica dell’oggetto garantito deve avvenire alla conclusione della transazione. Eventuali vizi nascosti che non sono stati rilevati in quell’oc- 16 La mia DITTA 01/2014 casione possono essere comunicati successivamente, subito dopo la loro constatazione. Nel caso di lavori edili spesso vengono fissati dei termini di notifica più lunghi (ad es. norma SIA 118). Il termine di prescrizione indica solo il periodo di tempo entro il quale il committente o l’acquirente può esercitare i propri diritti alla rimozione dei vizi. Ai fini della vostra responsabilità è determinante il termine di notifica, sempre inferiore a quello di prescrizione. Per i lavori edili i termini di prescrizione sono fissati da tempo in cinque anni, anche per gli apparecchi e gli impianti forniti e installati. A questo riguardo per voi non vi sono variazioni sostanziali. Cambia per contro il periodo in cui possono essere fatti valere i diritti per oggetti difettosi che avete fornito (ma non installato), che da uno passa a cinque anni. Se l’articolo venduto non è destinato a essere installato, il termine di prescrizione è ora di due anni. Nella vendita si allungano quindi i tempi in cui siete chiamati a rispondere. Tuttavia, nel caso in cui riceviate la merce da un fornitore per poi installarla in una costruzione, la vostra posizione giuridica è più favorevole rispetto a prima. Finora i vostri diritti alla rimozione dei difetti nei confronti del fornitore cadevano in prescrizione dopo un Jean-Claude Werz Esperto Assicurazioni di responsabilità civile anno. Per contro il periodo in cui il committente poteva far valere i suoi diritti nei vostri confronti per vizi all’impianto si estingueva solo dopo cinque anni. Attualmente le vostre azioni di regresso verso i fornitori poggiano su basi più solide. In linea di principio, i termini di prescrizione possono essere ridotti, tenendo però presente che per gli apparecchi ad uso privato non possono essere inferiori a due anni. Le riduzioni temporali, così come le restrizioni poste all’obbligo legale di garanzia, devono essere menzionate esplicitamente nell’ordine e non solo nelle Condizioni generali. Dato che la vostra assicurazione RC copre il vostro obbligo legale di responsabilità, i nuovi termini di prescrizione sono automaticamente compresi nella copertura. Non è quindi necessario adeguare la polizza. Secondo le disposizioni assicurative per i danni a persone e cose a seguito di difetti o carenze, siete coperti come finora durante i nuovi termini di prescrizione imposti dalla legge. HILUX CARATTERE DI FERRO TOYOTA HILUX ORA DA FR. 23’982.–* – Tecnica 4x4 indistruttibile, oltre 13 milioni di unità vendute in tutto il mondo – Eccellente potenza motrice con motori diesel 2.5 D-4D o 3.0 D-4D (anche con cambio automatico) – Disponibile in versione Single Cab, Extra Cab o Double Cab – Carico rimorchiato fino a 3,25 tonnellate e 970 chili di carico utile – Postazione di guida confortevole e opzioni come telecamera di retromarcia, sedili in pelle e cerchi in alluminio 17" Con leasing al 4,9%: Fr. 264.– al mese.* Provatelo subito! toyota.ch * Tutti prezzi sono intesi come prezzi di vendita netti consigliati in franchi svizzeri, IVA escl. 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Ma quando questo futuro diventerà il presente, dipende dai consumatori. E forse un po’ anche dallo Stato. O gni offerta crea la propria domanda»: stando a questo principio dell’economia nazionale classica, nel futuro prossimo le auto elettriche conquisteranno il mercato. Tutte le più rinomate case automobilistiche presentano infatti al Salone dell’auto di Ginevra i loro nuovi modelli elettrici che nel corso dell’anno faranno la loro apparizione negli showroom delle concessionarie in Svizzera. BMW i3 Foto: Martin Guggisberg; p. g. c. Velocità massima: 150 km / h Da 0 a 100: 7,2 secondi Tempo di ricarica: 5,5 h Lunghezza / larghezza: 4m / 2 m Capacità di carico: 260 – 1100 l Prezzo: a partire da 39 950 franchi E questo sebbene finora i consumatori non abbiano ancora veramente dimostrato di aver abbracciato il trend delle auto a zero emissioni e rumorosità ridotta, come emerge dalla statistica delle nuove immatricolazioni che, nel 2012, ha contato solo 1800 auto elettriche sulle strade svizzere, su un totale di 5,6 milioni di veicoli. Pur a fronte 18 La mia DITTA 01/2014 di una domanda fiacca, i produttori investono massicciamente nella nuova tecnologia di trazione. Ma è come un cane (economico) che si morde la coda: finché la domanda non aumenta, i produttori non fanno il salto verso la produzione di massa e di conseguenza i prezzi rimangono elevati – al momento uno dei principali ostacoli sul mercato. Per la city car elettrica «e-up!» della Volkswagen, disponibile in Svizzera dalla fine del 2013, l’acquirente interessato deve sborsare 33 250 franchi. La «up» invece, ossia la variante tradizionale, è disponibile già a partire da 13 400 franchi. Una differenza di prezzo tale non si compensa in tempi brevi. Nemmeno per chi gestisce un intero parco di veicoli plug-in come la città di Zurigo. «La prima auto elettrica è stata una Citroën Saxo, nel 2002, ancora in uso oggi», racconta André Wipf, responsabile del Centro di competenza veicoli della città di Zurigo. Dal 2002 la città continua a potenziare la quota di veicoli a trazione elettrica (cfr. anche l’intervista a pag. 23). Nel portafoglio figurano Smart, Renault Kangoo, una Nissan Leaf, una Mitsubishi i-MiEV e una Mercedes Vito E-Cell. A dettare l’espansione è una motivazione di ordine politico: nel quadro di un calcolo dei costi completi non è così semplice stabilire se per il gestore la f lotta elet- André Wipf, responsabile del Centro di competenza veicoli della città di Zurigo, «fa il pieno» al suo parco veicoli. 01/2014 La mia DITTA 19 Il mio MONDO trica sia più conveniente rispetto ai veicoli con motore a scoppio, anche dal punto di vista dell’economia aziendale e per tutto il ciclo di vita del bene. «In genere i veicoli appartenenti alla città vengono lasciati in uso ai dipendenti, anche per il tragitto casa-lavoro. Ma in questo caso, per i veicoli elettrici spesso è impossibile registrare la quantità di energia utilizzata per la ricarica presso il domicilio del dipendente», spiega Wipf. Elettriche ancora troppo care I prezzi elevati dipendono da un lato dal numero ancora esiguo di esemplari prodotti e dall’altro dal costo del «cuore» delle auto elettriche: le batterie agli ioni di litio. «La densità di energia delle batterie è oltre venti volte più bassa rispetto a quella della benzina o del diesel. Quindi, rispetto ai motori a scoppio o l’autonomia è molto ridotta, o la batteria è molto pesante», spiega Christopher Onder dell’Institute for Dynamic Systems and Control dell’ETH di Zurigo. Marcel Gauch dell’Empa, il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca, ribatte però che sebbene la densità di energia delle batterie sia più bassa, la benzina, una volta usata, se ne è andata per sempre, ossia viene bruciata – a differenza della batteria elettrica che può essere ricaricata migliaia di volte. E sono proprio le frequenti ricariche necessarie, allo stato attuale della tecnologia, a non incontrare il favore degli automobilisti. Autonomie che vanno in media da 100 a 170 km non sono buoni argomenti di vendita sul mercato, e se si punta sulle batterie più performanti e più pesanti i costi lievitano ancora di più. Anche VW e-up! Velocità massima: 130 km / h Da 0 a 100: 12,4 secondi Tempo di ricarica: 5,5 h Lunghezza / larghezza: 3,5 m / 1,7 m Capacità di carico: 250 – 923 l Prezzo: a partire da 32 700 franchi 20 La mia DITTA 01/2014 In Francia è già una realtà, in Svizzera ancora di là da venire: le colonnine per la ricarica elettrica gratuita. qui vale il principio economico «Questa energia deve della produzione di massa: per ora essere messa a disposila domanda di batterie è ancora zione tramite la nostra troppo scarsa per consentire una rete elettrica» produzione più a buon mercato. Christopher Onder, IDSC ETH Zurigo «Ma per quanto riguarda i costi di produzione, negli ultimi tempi Come spesso accade con i prodotti nuovi e sono stati compiuti molti passi avanti. Ora le innovazioni, con ogni nuovo passo avansi parla già di prezzi sui 100 dollari a kWh, ti nello sviluppo il prezzo si riduce, «come tuttavia solo per le celle e senza nel caso delle batterie nel settore dell’ininvolucro, sistema di raffreddatrattenimento», sostiene Marcel Gauch mento, di riscaldamento e di gedell’Empa. Questo «sviluppo evoluzionastione delle batterie», spiega Chririo», che lui intravede all’orizzonte, avrà stopher Onder. Nonostante il forti ripercussioni sull’autonomia delle continuo abbattimento dei costi batterie per auto, tanto che nei prossimi di produzione, rispetto a quelli anni il grado di maturità del mercato delle dei veicoli a propulsione fossile il batterie dovrebbe aumentare sensibilmenprezzo rimane elevato: «Anche te. Christopher Onder, il ricercatore 100 dollari a kWh per il ‹pieno› dell’ETH, è invece un po’ più cauto nella sono moltissimi se si pensa che 10 valutazione: «Vi saranno continui miglioralitri di diesel hanno un contenuto menti, ma non mi aspetterei una svolta energetico di 100 kWh», afferma epocale nei prossimi anni», afferma. Ad Onder. ogni modo lo sviluppo proseguirà – quale che sarà la sua velocità. Per quanto riguarda l’autonomia, quasi ogni settimana dal mondo dei motori elettrici per auto si susseguono notizie di nuovi successi. Per ora il numero uno del settore in materia di capacità delle batterie è la casa automobilistica americana Tesla. Cinque anni fa Tesla con la sua Roadster ha dimostrato che le auto elettriche non devono necessariamente essere piccole, pratiche e squadrate, ma che possono anche essere auto sportive e slanciate che non devono essere agganciate a una presa di corrente ogni 100 km. Il pacco batterie di Tesla, secondo i dati forniti dall’azienda, ha la più alta densità di energia del settore, grazie a migliaia di celle agli ioni di litio assemblate all’interno di un unico pacco batteria, raffreddato a liquido e avvolto in un involucro di metallo. Gli altri dettagli riguardanti la batteria e come si è riusciti a migliorare l’autonomia sono tenuti rigorosamente segreti da Tesla, come fa Coca-Cola con la ricetta della sua bevanda. Ad ogni modo la batteria del nuovo modello «S» di Tesla anche con una guida sportiva riesce a percorrere il tragitto Ginevra-Marsiglia con un pieno: la Tesla S percorre dai 400 ai 500 km prima di doverla agganciare a una colonnina di ricarica. Svizzera ed e-mobility, un connubio ideale Ma qui il verbo più calzante è «cercare». La Svizzera, per via dell’alta densità abitativa, è come predestinata al traffico elettrico. Secondo le rilevazioni di e’mobile, l’Associazione svizzera dei veicoli stradali elettrici ed efficienti, la distanza media percorsa giornalmente dai pendolari va dai 30 ai 40 km. Solo circa il 2 percento di essi supera i 100 km. Una batteria con un’autonomia di anche soli 100 km nella maggior parte dei casi Renault Kangoo Z.E. Velocità massima: 130 km / h Da 0 a 100: 20,3 secondi Tempo di ricarica: 6 – 8 h Lunghezza / larghezza: 4,2 m / 2,1 m Capacità di carico: 3000 – 3500 l Prezzo: a partire da 28 400 franchi sarebbe quindi sufficiente per le esigenze di spostamento quotidiane. Se solo la rete nazionale delle colonnine di ricarica pubbliche non fosse così scarna: il Forum svizzero della mobilità elettrica conta 670 stazioni di ricarica. Rispetto alle 3626 «normali» pompe di benzina sul territorio 01/2014 La mia DITTA 21 Il mio MONDO elvetico, il numero è ancora piuttosto esiguo. «Una infrastruttura pubblica per la ricarica è in fase di costruzione», è il commento lapidario di e’mobile in merito. Ma pare che alcuni operatori elettrici la vedano diversamente. Mentre l’Azienda elettrica del Canton Zurigo (ewz) gestisce ormai circa 12 punti di ricarica, quest’anno BKW (l’azienda bernese) ha deciso di rinun- Nissan Leaf Velocità massima: 144 km / h Da 0 a 100: 11,5 secondi Tempo di ricarica: 8 h Lunghezza / larghezza: 4,5 m / 1,8 m Capacità di carico: 355 – 720 l Prezzo: a partire da 27 990 franchi ciare per ora alla costruzione di una rete pubblica di colonnine di ricarica: «In qualità di fornitori di energia, in questo ambito non vediamo, nemmeno a medio termine, un modello operativo economicamente conveniente», ha dichiarato Urs Gasche, presidente del Consiglio di amministrazione, nel suo discorso presidenziale. Norvegia: un modello di successo Tutto gira intorno al fatto che la domanda di auto elettriche è ancora troppo esigua. E si chiede quindi l’intervento dello Stato per stimolare gli acquirenti, così sensibili ai costi. Ed è proprio quello che ha fatto il governo norvegese. Dal 2009 le auto elettriche sono esentate dall’IVA del 25 percento e inoltre per loro sono state eliminate le tasse di immatricolazione e di importazione nonché i dazi doganali. E non è finita: «I conducenti di auto elettriche non devono pagare pedaggi stradali, possono usare le corsie preferenziali riservate agli autobus e parcheggiare e caricare gratuitamente la batteria presso una delle circa 4000 stazioni di ricarica pubbliche disseminate ad oggi in tutto il Paese», ha dichiarato Snorre Sletvold, presidente dell’Associazione norvege22 La mia DITTA 01/2014 se dei veicoli elettrici «Norsk «È prevedibile che Elbilforening» al settimanale le batterie vedranno tedesco «Spiegel». Grazie a queun incremento della sti incentivi, il mercato norvecapacità di stoccaggio» gese delle auto elettriche è diMarcel Gauch, Empa ventato il più grande in Europa, e nel paese dei Troll si contano ormai 11 000 veicoli in circolazione. re negativamente sull’ecobilancio delle L’idea dei parcheggi gratuiti per le auto auto elettriche a tutt’oggi sono soprattutto elettriche nei centri cittadini è enla produzione delle batterie agli ioni di litrata da poco nel dibattito politico tio, che richiede molta energia, e le fonti da anche in un paese amante delle cui estrarre l’energia necessaria per la loro macchine come la Germania. Ma il ricarica. «Un punto estremamente impornostro vicino, solitamente generotante per i costi e l’ecobilancio delle auto so con le sovvenzioni, in questo elettriche è la questione della provenienza caso è stato molto più restìo riguardell’energia utilizzata per la ricarica», afdo a ulteriori forme di incentivaferma Christopher Onder. «Questa energia zione. In Svizzera gli acquirenti di deve essere messa a disposizione tramite la auto elettriche beneficiano solo nostra rete elettrica. Tuttavia, poiché nel dell’esenzione dall’imposta di cirquadro della svolta energetica siamo esorcolazione per i primi tre anni dopo tati a diminuire il consumo di energia eletl’immatricolazione del veicolo, e in trica, e non ad aumentarlo, l’espansione seguito pagano il 50 percento del parco veicoli elettrici ha senso solo se dell’aliquota. Alcuni cantoni conva di pari passo a un aumento dell’energia cedono inoltre una riduzione o pergenerata da fonti rinnovabili», spiega. sino un’esenzione dalla tassa sui veicoli a Se grazie alla svolta energetica le fonti di motore: stimoli però non particolarmente energia sono, o meglio, diventeranno comallettanti, visto l’elevato prezzo di acquipletamente «pulite» e se i metodi di produsto. Senza dimenticare i costi di esercizio di zione delle batterie diventeranno più effiuna piccola auto elettrica tradizionale che, cienti, l’ecobilancio potrà pendere stando all’ATA, nel caso ideale ammontano decisamente più a favore delle auto elettria 2,70 franchi per 100 km e sono quindi più che. Per ora però il citato studio dell’Empa convenienti di un diesel (6,70 franchi), ma e dell’Istituto Paul Scherrer giunge alla non sono gratis. conclusione «che per alcuni indicatori ambientali che contribuiscono a danneggiare Ecobilancio: un punto controverso Uno stimolo indiscusso per passare Tesla S alle auto elettriche è la loro silenziosità e il livello di emissioni pari Velocità massima: 200 km / h quasi a zero. «Con un consumo meDa 0 a 100: 4,4 – 6,2 secondi dio di elettricità, in Svizzera le Tempo di ricarica: 3 – 30 h emissioni di gas serra causate dai Lunghezza / larghezza: 4,9 m / 2,2 m veicoli elettrici sono decisamente Capacità di carico: 745 – 1645 l inferiori rispetto a quelle dei veicoPrezzo: a partire da 85 900 franchi li tradizionali», emerge dal «raffronto di diversi studi sul bilancio ecologico nel campo della mobilità elettrica» dell’Empa e dell’Istituto Paul Scherrer. L’ecobilancio complessivo e il confronto tra veicoli a propulsione elettrica e fossile sono però più complessi e infiammano le discussioni scientifiche. A pesa- «Gran parte del parco auto potrebbe venir ‹elettrificato›» la salute umana e gli ecosistemi, i veicoli a batteria ne escono peggio rispetto alle auto ad elevata efficienza energetica che montano motori a combustione ad altissima tecnologia». Ma «si stima che il potenziale di sviluppo dei veicoli a batteria sia più elevato rispetto a quello delle auto con motore a combustione», conclude lo studio. In termini concreti ciò significa che «già nel 2025 circa il 10 percento dei veicoli venduti in Svizzera sarà di tipo plug-in», afferma Marcel Gauch. «Entro il 2035 circa la metà dei nuovi veicoli venduti circolanti sulle nostre strade sarà a trazione elettrica». Un piacere di guida nuovo e unico Oltre al progresso tecnologico, a favore di questa previsione depone un altro fattore, che tuttavia è quasi impossibile misurare: il piacere di guida stampato in faccia a ogni automobilista al volante di un’auto elettrica. L’elevato grado di efficienza energetica dell’elettricità, trasformata immediatamente in forza motrice e moto quasi senza dispersioni, garantisce prestazioni eccezionali in accelerazione. La Tesla S Performance vola da 0 a 100 in soli 4,4 secondi. Per provare l’emozione di un’accelerazione altrettanto inebriante tra le auto a benzina bisogna guardare inevitabilmente alle auto sportive. E qui, rispetto ad esempio a una Ferrari 599 GTB (da 0 a 100 in 3,7 secondi), in vendita a partire da 208 000 euro, la limousine Tesla S Performance, con i suoi 95 900 euro (e fino a 7 posti) sembra quasi a buon mercato. Per non parlare dei costi per la benzina della Ferrari (consumo medio: 21,3 l / 100 km). Sandra Willmeroth André Wipf, responsabile del Centro di competenza veicoli della città di Zurigo. Quanti veicoli conta l’intero parco auto della città di Zurigo? La città di Zurigo gestisce circa 2500 veicoli. Di questi 1600 sono auto e veicoli commerciali leggeri fino a 3,5 t, in uso presso i più svariati dipartimenti, come il servizio di gestione del verde pubblico, la Polizia Municipale, l’Azienda elettrica (ewz) ecc. Al momento l’ewz, con 35 veicoli «plug-in» vanta la flotta elettrica più grande in Svizzera. È ovvio che il parco veicoli è molto variegato: nei nostri 30 dipartimenti abbiamo autovetture, che vanno dalla Smart all’Audi A8, veicoli per la pulizia di canali e condotti e macchine levigatrici del ghiaccio. Quanti veicoli sono a trazione elettrica? Alla fine del 2013 avevamo in tutto 52 auto a trazione elettrica. A queste si aggiungono 20 veicoli commerciali leggeri elettrici. Ciò equivale a circa il 5,6 percento del totale per le auto e a circa il 3 percento per i veicoli commerciali leggeri, contando tutti i veicoli che possono essere ricaricati agganciandoli a una presa elettrica, ossia i veicoli puramente elettrici e i cosiddetti ibridi plug-in e con range extender. Quando fu acquistato il primo veicolo elettrico dalla città di Zurigo? Come si è sviluppato il parco veicoli elettrici? Già negli anni ’80 sono state fatte le prime esperienze con la mobilità elettrica, ma l’ewz ha acquistato il primo veicolo elettrico solo nel 2002: una Citroën Saxo ancora in uso oggi. Da allora il parco è stato continuamente ampliato. Se nel 2004 solo circa l’1,1 percento dei veicoli acquistati era plug-in, nel 2013 lo era già l’8,5 percento. Quali veicoli si prestano particolarmente per la trazione elettrica e quali meno? Visto da fuori, gran parte del parco auto potrebbe venir «elettrificato». Le premesse ci sono, a patto di limitarsi soprattutto agli spostamenti nell’area urbana e circostante. Comunque oggi è possibile avere autonomie di percorrenza fino a 150 km. Se le condizioni lo consentono usiamo le auto elettriche. Ma ci sono molti fattori che mettono i bastoni tra le ruote alla mobilità elettrica: come la stagione fredda, il continuo trasporto di materiali, la disponibilità d’uso o requisiti complessi come ad es. per la polizia. E se i veicoli sono utilizzati spesso in autostrada o in montagna, i plug-in di solito non sono ancora indicati. Ciononostante sono già in uso i primi camion ibridi. Esistono degli obiettivi quantitativi per l’ampliamento della flotta elettrica? L’obiettivo della politica cittadina in materia di veicoli è che entro il 2020 almeno il 10 percento dei veicoli in uso sia a propulsione alternativa. Questa quota include però anche i veicoli alimentati a metano. L’ewz mira a portare a un totale di 60 i suoi veicoli elettrici entro fine 2014. Che cosa è stato decisivo per la scelta dei veicoli elettrici? Chi sta dietro all’ampliamento della flotta elettrica? I cittadini di Zurigo nel 2008 si sono pronunciati a grande maggioranza a favore di uno sviluppo sostenibile e una società a 2000 watt. Ciò ha ovviamente ripercussioni anche sul parco veicoli cittadino. Alla fine del 2012 la politica cittadina in materia di veicoli è stata rivista e diversi punti sono stati regolamentati con maggiore precisione. Ad es. entro il 2020 per le nuove auto le emissioni di CO2 dovranno essere in media di 105 g / km e il consumo di 4,35 l / 100 km. Inoltre tutela dall’inquinamento acustico e sostenibilità sono temi importanti per la città. Tutto ciò incentiva i progetti e gli obiettivi di e-mobility. Anche il Consiglio comunale è a favore e sostiene l’acquisto di veicoli «da colonnina elettrica» e vi sono già numerosi interventi che affrontano questo argomento. Da dove proviene l’energia per le auto? Per noi è tassativo che i veicoli plug-in facciano il pieno solo con energia rinnovabile. L’ewz, in collaborazione con il WWF Svizzera, m-way, Renault, The Mobility House e la «Verein für umweltgerechte Energie» (associazione per la produzione di energia nel rispetto dell’ambiente) ha messo a punto la vignetta eco-corrente che per una prestazione chilometrica annua definita garantisce di contenere energia ecologica del marchio «naturemade star» e con la quale possiamo essere certi che un veicolo cittadino venga ricaricato sempre con eco-corrente. 01/2014 La mia DITTA 23 Il mio MOTIVO D’ORGOGLIO Imprese vincenti, idee brillanti Professione e vocazione «Il volontariato mi è sempre stato a cuore e mi ha accompagnata fin da giovane. Dopo aver concluso gli studi giuridici e aver superato l’esame da avvocato, è nato in me il desiderio di conciliare professionalmente formazione e passione. Per questo 17 anni fa, insieme a una collega, ho fondato il Büro für Stiftungs- und Verbandsberatung. Adesso ho sei collaboratori con impiego fisso e curo una rete di partner competenti. Sostenere fondazioni e Non convenzionale e comunicativa altre organizzazioni non-profit sul piano amministrativo e giuridico è per me una sorta di vocazione. Amo i contatti umani che il mio lavoro comporta e li metto consapevolmente al centro della mia attività quotidiana. Il fatto che ciò venga apprezzato continuamente sia dal mio team che dai clienti mi riempie di soddisfazione e anche un po’ di orgoglio. Come avvocato, forse altrove potrei guadagnare di più, ma non farei mai a cambio». www.stiftung.ch Brigitt Küttel, amministratrice e titolare. Foto: Daniel Winkler; Beat Schweizer; Claudio Bader; Jolanda Flubacher Derungs; Fred Merz / Rezo Curare la salute della gente «Dopo 10 anni di lavoro in ospedale, 20 anni fa ho seguito una formazione di naturopata e più tardi di specialista in prevenzione e promozione della salute. Troppo spesso mi è capitato di osservare che le persone sono disposte a cambiare stile di vita solo in caso di malattia, invece di rafforzare prima le loro difese con opportune misure di prevenzione. Da oltre 18 anni opero come naturopata, prima ad Altendorf, oggi a Rapperswil. Qui, inoltre, nel 2005 ho fondato la Swiss Prävensana Akademie, in cui sono attivo come docente. Oltre 1000 laureati della nostra accademia lavorano oggi come istruttori di fitness, esperti di wellness, promotori della salute nelle PMI oppure hanno aperto propri studi medici. Sempre a Rapperswil ho aperto nel 2009 il mio centro salute di medicina preventiva e complementare, la Swiss Prävensana Aktimed GmbH. Il nostro team, composto da nove terapeuti, assiste da una parte persone con problemi di salute, ma anche persone che vogliono impegnarsi nella prevenzione o migliorare la loro performance sportiva. I feedback di pazienti e frequentatori sono estremamente positivi. La nostra filosofia di promozione attiva della salute, che considera la persona nel suo insieme, sembra dare i suoi frutti. E ciò mi rende davvero orgoglioso». www.aktimed.ch www.swisspraevensana.ch Emanuel Portmann, responsabile dell’accademia e naturopata. 24 La mia DITTA 01/2014 «Quando comunico, vorrei creare del valore aggiunto e dare un tocco di colore. Dopo la mia formazione di base nel turismo con approfondimento in economia aziendale mi sono accorta subito che il contatto diretto con persone, aziende e istanze decisionali mi affascinava. Ero decisa a mettermi in proprio nel settore della comunicazione, e mi sono perfezionata in questa direzione. Tramite Google mi sono imbattuta nell’esperto consulente turistico Kurt Metz e l’ho contattato. Insieme abbiamo trasformato la sua ditta individuale che esisteva da molti anni nella Konzeptchuchi GmbH, che oggi dirigiamo in due. Curiamo mandati di consulenza e di comunicazione nel settore del turismo e della mobilità. Con una veste fresca, colorata e diretta possiamo guadagnare punti con molti imprenditori e ingrandire il portafoglio. Ciò mi riempie di soddisfazione e di orgoglio. Il mio percorso non è stato convenzionale. Da sempre perseguo i miei obiettivi con grande entusiasmo e in questo modo intendo creare vantaggi per i clienti. È così che voglio proseguire». www.konzeptchuchi Sandra Pfyffer Briker, economista aziendale SUP. Da sinistra: Enrico, Alessio, Lorenzo e Dario Brumana. Carrozzeria per tre generazioni «Le auto sono la mia, anzi la nostra passione. Con mio fratello Enrico dirigo dal 1987 la carrozzeria che nostro padre ha fondato 57 anni fa. Ripariamo ogni auto di qualsiasi marca con la massima cura, dall’antenna rotta al complesso danno al motore, e vendiamo anche auto nuove. Nella regione di Lugano e del Mendrisiotto abbiamo una grande clientela di lunga data, a cui si aggiungono regolarmente nuovi clienti. Il fatto che così tanti automobilisti si affidino alla nostra officina è una bella conferma. Ci riempie di orgoglio anche il fatto che la nostra azienda familiare con 21 dipendenti funzionerà a pieno regime anche nella prossima generazione. I miei due figli e il figlio di mio fratello già oggi collaborano con noi. Hanno poco più di 20 anni e un giorno rileveranno l’attività. Mio fratello e io ne siamo felici». www.carrozzeriabrumana.ch I clienti soddisfatti ci raccomandano «Nel 2002, insieme al mio attuale partner commerciale Bertrand Ainoux – anche lui come me falegname qualificato – abbiamo fondato una piccola falegnameria a Bardonnex. Ci siamo immediatamente creati un’ampia clientela. Dopo cinque anni eravamo troppo stretti. Abbiamo trasferito l’azienda in locali più grandi a Châtelaine, nel cuore della città di Ginevra, dove al momento siamo un team di undici membri. La nostra superficie aziendale è stata continuamente ampliata. Oltre alla falegnameria abbiamo oggi anche un ampio magazzino, uffici funzionali e uno showroom in cui presentiamo ai clienti i nostri prodotti: porte per garage, finestre, porte, mobili per interni ed esterni. La nostra clientela si estende sull’intera regione di Ginevra, fino a Nyon. Cresce continuamente grazie al passaparola positivo – credo che possiamo esserne orgogliosi». www.proposeservices.ch Bertrand Ainoux (a sinistra) e Pascal Foray, amministratore e titolare della Pro Pose Services. 01/2014 La mia DITTA 25 Spontaneità e successo: Gabriela Manser, proprietaria e CEO di Goba. 26 La mia DITTA 01/2014 Foto: Philipp Rohner RITRATTO «Ma almeno ci avrei provato» Sono passati 15 anni da quando Gabriela Manser prese in mano le redini della Mineralquelle Gontenbad. Trasformare questa vecchia azienda di famiglia in una moderna PMI non è stato facile. P prima volta l’argomento della vendita della stata l’arresto della produzione in paese e sorgente», ricorda Gabriela Manser. Rifiutò il trasporto «solo» del prezioso dono della subito di subentrare nell’azienda. «Non me natura, l’acqua minerale. «A quel punto mi lo sarei mai sognato, in quel momento non chiesi: che cos’ho da perdere? Se va male, me ne sentivo assolutamente in grado», tra due anni l’azienda verrà venduta o confessa. Che cosa le fece cambiare idea dieci anni più tardi? «Naturalmente non è facile ammettere «Le condizioni erano quelle giui propri errori e fallimenti» ste», ricorda, e come tali non Gabriela Manser, CEO intende quelle della rilevazione bensì le sue condizioni personali. «Solo allora mi sentii abbastanza machiusa. Ma almeno ci avrò provato», ractura, esperta e sicura, soprattutto grazie conta entusiasta. Perché non solo ci ha proall’esperienza acquisita come preside di vato, ma ci è anche riuscita. scuola», continua. Nel 2005 è stata nominata imprenditrice Per l’impresa non c’era più tanto da perdedell’anno e insignita del premio di lunga re. Il padre già da tempo cercava qualcuno tradizione «Prix Veuve Clicquot». Quella con la sua stessa filosofia, a cui cedere l’ache prima era una vecchia azienda a conzienda di famiglia fondata nel 1930 e i nove duzione familiare si è espansa fino a comdipendenti. Un compito difficile nel quieto prendere un parterre di circa 40 azionisti. Appenzello. Non si trovava il candidato ideDotata di un moderno impianto di imbotale e la fabbrica rischiava di chiudere o di tigliamento, l’azienda produce una vasta e essere venduta. La conseguenza sarebbe innovativa gamma di prodotti che la con- Fotos: zVg ur avendo dei modi non convenzionali, sarebbe un errore sottovalutare Gabriela Manser. «Un errore che sicuramente molti hanno fatto all’inizio», racconta la manager 51enne della sorgente minerale dell’Appenzello. Nel 1999 rilevò dai genitori l’azienda di famiglia, senza grande esperienza di management o nozioni di economia, congiuntura e marketing. Con una formazione come insegnante di scuola dell’infanzia, aveva svolto questo lavoro con entusiasmo per molti anni, un’esperienza che le ha insegnato molto sulla natura umana e che le è tornata utile in seguito come manager di 40 collaboratori. «La conduzione ha pur sempre a che fare con le persone; l’età è un fattore irrilevante; in definitiva è sempre necessaria una predisposizione al contatto interpersonale» afferma con una franchezza disarmante. «Fu alla fine degli anni ‘80, quando ancora lavoravo come maestra d’asilo all’ospedale pediatrico, che nostro padre affrontò per la Da marzo 2012 le bottiglie in PET disegnate appositamente per Goba vengono prodotte in azienda. La Goba AG, Mineralquelle und Manufaktur ha oggi un organico di circa 40 collaboratori. Fino a un tragitto di circa 120 km il vetro ha un ecobilancio migliore. 01/2014 La mia DITTA 27 RITRATTO La gamma dei prodotti viene costantemente ampliata. correnza le invidia, tanto che sul mercato esistono già imitazioni di Flauder, bevanda analcolica cult. Se fosse una musicista si potrebbe dire che il successo le è arrivato nel 2002 con Flauder. Visto che però produce acqua minerale e soft drink, la stampa la definisce una fonte di idee. Il che non è del tutto vero. «Tut- «Sono andata di porta in porta a vendere le azioni ad amici e conoscenti» Gabriela Manser, CEO Foto: zVg te le nuove idee sono state sviluppate insieme, testate dai consumatori e infine immesse sul mercato», precisa, e per «insieme» intende i quattro membri del team centrale e il forum da lei lanciato. «La prima cosa che volevo fare dopo la rilevazione era rispolverare i prodotti esistenti, a cominciare dall’etichetta. La volevo più fresca e moderna», racconta l’imprenditrice. Non aveva però le idee ben chiare su come procedere. Quando si rivolse a un noto consulente di marketing di San Gallo scoprì che la realizzazione di una nuova etichetta costava al giorno tanto quanto la neomanager guadagnava al mese. «Allora cominciai a chiedere tra i miei conoscenti. A tutte le persone che all’inizio si offrirono di aiutarmi domandai un input concreto». Incontro di personalità complementari e contrarie Si rivolse alle persone più disparate, dalla mediatrice culturale fino al grafico e alla grafica con esperienza di marketing, riunendole in un forum di discussione una volta alla settimana in casa. Raccoglieva idee, chiedeva aiuto e incoraggiava lo spirito critico. «Hanno contribuito tutti! E in cambio hanno ricevuto una cassa di acqua minerale», sorride soddisfatta Gabriela Manser ripercorrendo i modesti esordi del gruppo di discussione. Per lei era ed è tut28 La mia DITTA 01/2014 tora di fondamentale importanza che il forum raccolga membri sia esterni che interni, per consentire una visione a tutto tondo. Così come ritiene importante sapere cosa è in grado o meno di fare. Solo in questo modo può selezionare le persone giuste, che sappiano collaborare, consigliare e sedere in seno al Consiglio di amministrazione. Perché si tratta anche di trovare personalità complementari e contrarie, dalla cui sinergia nascono nuove idee, afferma. «Fin dall’inizio ho potuto contare sull’assistenza di un esperto in finanza, da cui non smetto mai di imparare e che nel frattempo è diventato direttore finanziario di Goba. Per quanto mi riguarda, ho perso familiarità con il mondo dei numeri già durante la mia attività di pedagoga», ammette Gabriela Manser. Investimenti elevati Il forum esiste ancor oggi, anche se ora la manager retribuisce i partecipanti, che spesso sollevano le domande giuste e la incoraggiano. Anche quando si tratta di accettare un insuccesso. Non tutti i progetti La mia DITTA Gabriela Manser, classe 1962, è a capo della Goba AG, Mineralquelle und Manufaktur dal 1999. Con una formazione in insegnamento per le scuole dell’infanzia ed ex preside di scuola, ha trasformato l’azienda di famiglia in una PMI fiorente con un organico di 40 dipendenti, un moderno impianto di imbottigliamento e una gamma di prodotti innovativi. Il soft drink finora più conosciuto è «Flauder», l’ultima creazione è «chalte Kafi», una gazzosa con molta caffeina. www.mineralquelle.ch partoriti dalla casa Goba hanno avuto lo stesso esito di Flauder. «Naturalmente non è facile ammettere i propri errori e fallimenti. Ma se i numeri dimostrano che le stime erano sbagliate, non resta altro da fare che accettarli. E continuare, senza arrendersi e concentrandosi su quello che si può cambiare», spiega. Crede a quello che dice, ma anche per lei non è sempre stato così facile, confessa. Eppure negli ultimi dieci anni, nonostante i contraccolpi e le difficoltà, non ha mai pensato di gettare la spugna. «O al massimo per un momento, quando nel 2003 dovevo decidere se incrementare il capitale azionario per rinnovare l’intera infrastruttura», racconta. Questo passo richiedeva investimenti pari, a quel tempo, a quattro fatturati annui. «Sono andata di porta in porta», dice e racconta di come ha venduto personalmente le azioni della Goba – per cui nutriva un valore affettivo – ad amici, conoscenti, vicini, fornitori e collaboratori. Con successo – per tutte le parti coinvolte. L’investimento ha fruttato bene, gli affari prosperano e finora i circa 40 azionisti, tra amici e persone attaccate alla regione, sono soddisfatti degli utili. Avanti con prudenza «Qui siamo nell’Appenzello», spiega con significativa ambiguità la Manser. Fa capire che forse qui la mentalità è un po’ diversa. «Quando ho avuto in mano la bozza per la nuova etichetta e il nome dell’acqua minerale, per prima cosa sono andata lassù», racconta, accennando con la testa verso i monti e, più precisamente, in direzione dell’Alpstein. La vecchia etichetta raffigurava la catena montuosa, e riportava la dicitura «Alpstein Mineralwasser» (acqua minerale dell’Alpstein) e non, come oggi, «Appenzell Mineral laut, leise und still» (minerale dell’Appenzello, fragorosa, leggera e silenziosa). «Per fortuna ai ristoratori, ma soprattutto alle ristoratrici, la nuova etichetta e il nuovo logo sono piaciuti, così come il nome», ricorda l’imprenditrice. Desiderava fortemente il supporto dei suoi conterranei prima di immettere le nuove bottiglie sul mercato, sia per rispetto e riguardo, sia per ragioni economiche. «Oggi come allora i ristoratori e i negozi locali CONCORSO Concorso: con «La mia ditta» e un pizzico di fortuna potete vincere il piacere di un buon caffé sono i nostri clienti più importanti», spiega. Una clientela risentita non sarebbe stata la base migliore per l’azienda. «La mia ditta» mette in palio due macchine da caffè professionali del tipo IMPRESSA XF50 Platin del produttore svizzero di qualità Jura. Sostenibilità ancor più elevata Gabriela Manser fa le cose in maniera avveduta. Anche per questo le bevande vengono ora confezionate in bottiglie PET appositamente prodotte sul posto. «Prima il soffiaggio delle bottiglie avveniva a Bischofszell», spiega, e aggiunge che le sembrava poco intelligente far correre per il paese camion carichi di bottiglie PET soffiate. «Per questo, da marzo 2012 produciamo le nostre bottiglie PET disegnate appositamente per l’azienda. I pezzi grezzi sono dei minuscoli cappellini di plastica», spiega e indica un pallet colmo fino all’orlo all’inizio dell’impianto di produzione. Ma Goba imbottiglia le bevande anche in bottiglie di vetro, soprattutto per la ristorazione. Alla domanda quale materiale sia più conveniente, risponde subito: «Fino a un tragitto di circa 120 km il vetro ha un ecobilancio migliore, per distanze superiori, però, è meglio usare le bottiglie PET perché sono più leggere e non è più necessario restituire i colli». I numeri, in realtà, li conosce bene. Vincete una delle due macchine da caffé IMPRESSA XF50, messe in palio dalla casa JURA. Grazie ai quattro tasti di erogazione e la migliorata navigazione di gestione tramite il Rotary Switch preparare uno squisito caffè diventa un gioco da ragazzi. La nuova IMPRESSA XF50 Platin, infatti, non solo soddisfa la voglia di un buon caffè bensì anche quella di un cremoso cappuccino o latte macchiato. Grazie a un’interfaccia MDB è possibile allacciare tutti i comuni sistemi di pagamento e / o una monetiera Sandra Willmeroth Letture consigliate Elisabeth Rizzi e Sandra Willmeroth: «frauMACHTkarriere» Erfolgreich in die Teppichetage. 136 pagine, Klappenbroschur, CHF 27.– (ISBN 978-37253-1008-1). Per avere più donne in posizioni di leadership servono delle pioniere che spianino la strada. Questo libro descrive le difficoltà che le donne incontrano nella loro ascesa verso il potere – ma dà la parola anche ad affermate imprenditrici come Gabriela Manser e mostra come le donne sanno gestire un’azienda con successo o sono a capo di gruppi internazionali. 1° e 2° premio: una macchina da caffè IMPRESSA XF50 Platin La domanda del concorso: Come si chiama l’offerta di sostegno che aiuta a uscire da una crisi acuta le persone colpite da infortunio o malattia che attraversano situazioni di vita complesse? a) Case Management b) Aiuto in caso di crisi c) Programma d’emergenza Ecco come partecipare al sorteggio: Internet: rispondete alla domanda del concorso sul nostro sito Internet www.la-mia-ditta.ch. Cartolina postale: scrivete la soluzione e le vostre coordinate su una cartolina e inviatela a: AXA Winterthur, concorso «La mia ditta», casella postale 362, 3052 Zollikofen. Termine d’invio: 31 marzo 2014 Soluzione del concorso: Nel numero 04 /2013 vi avevamo chiesto il nome del programma di AXA nell’ambito del quale i collaboratori possono effettuare degli interventi di utilità sociale durante l’orario di lavoro. La risposta esatta era b) AXA Cuori in Azione. I tre diversi abbonamenti Freshbox sono stati vinti da: Andreas Wanner, Christian Stelzer und Stacie VanTreese. Congratulazioni! Avvertenza legale Con la partecipazione al concorso acconsento a che AXA Winterthur conservi i miei dati personali e mi inoltri informazioni tramite e-mail. La presente dichiarazione di consenso può essere revocata in qualsiasi momento. AXA Winterthur si impegna a non utilizzare i dati personali per finalità diverse da quelle indicate o a non cederli a terzi. I collaboratori di AXA Winterthur e del Servizio esterno sono esclusi dal concorso. Sul concorso non si tiene alcuna corrispondenza. È escluso il ricorso alle vie legali. 01/2014 La mia DITTA 29 Il mio MOMENTO Monica Koeppel, titolare di Kumari Fleurs Foto: Daniel Ammann Horn TG, 14 febbraio 2014, ore 9.20 «Di tanto in tanto entrano nel nostro negozio clienti dall’aria un po’ stressata. Anche a questi clienti io e il mio team di fioraie ci rivolgiamo con un cordiale sorriso. Nel dialogo cerchiamo di contagiarli con la nostra passione per fiori, piante e accessori e far loro dimenticare per un attimo i grattacapi della vita quotidiana. Il momento in cui 30 La mia DITTA 01/2014 scorgo in loro un repentino brillio negli occhi mi riempie di soddisfazione. Gestisco il mio negozio di fiori Kumari Fleurs da 10 anni. Il profumo dei petali colorati rappresenta per me un elisir di lunga vita. I miei clienti, addirittura i bambini, sembrano accorgersene. Quando il mio entusiasmo li contagia, sono veramente felice». La mia DITTA Monica Koeppel ha fondato Kumari Fleurs a Horn TG nel 2003. La proprietaria ha alle sue dipendenze due impiegate e due apprendiste. Monica Koeppel è convinta che dei mazzi di fiori amorevolmente composti contribuiscono alla positività e quindi a una maggiore gioia di vivere. Fedele al motto «Con i fiori tutto diventa un po’ migliore» gestisce con successo la sua oasi floreale, con un crescente numero di clienti abituali. www.kumari.ch Proteggere il clima. Sostenere le PMI. La Fondazione Svizzera per il Clima «Proteggere il clima. Sostenere le PMI.» Con questo motto la Fondazione Svizzera per il Clima sostiene i progetti delle piccole e medie imprese (PMI) che offrono un contributo per la protezione del clima. Da quando è stata fondata nel 2008, la Fondazione ha devoluto complessivamente 10 milioni di franchi a circa 550 PMI, tra cui il Garden Centre Schilliger nel canton Vaud. Oggi il consumo di olio combustibile di questo vivaio è diminuito del 15 percento grazie a un nuovo sistema di distribuzione di calore. La Fondazione Svizzera per il Clima è un’iniziativa promossa dall’economia destinata all’economia ed è finanziata da 24 rinomate società di servizi in Svizzera e nel Principato del Liechtenstein, tra cui anche AXA Winterthur. Le società partner destinano il denaro derivante dal «rimborso netto» della tassa d’incentivazione sul CO2 ai progetti di efficienza energetica e di protezione del clima delle PMI svizzere e liechtensteinensi. Ulteriori informazioni: www.fondazione-clima.ch Hans Erni un mondo di gioielli esclusivi Il corso del tempo valori che restano %DIZIONELIMITATAASOLO @ESEMPLARI ,@ESCLUSIVOOROLOGIOARTISTICODI(ANS%RNI #ONL@OROLOGIOu)LCORSODELTEMPOh(ANS%RNIHACREATOUN@EDIZIONE SPECIALECHESICONTRADDISTINGUEPERL@ESTETICAEL@AFFASCINANTETEMA DELLAMISURAZIONEDELTEMPO3ULQUADRANTEVISONOLEDUElGURE COME ELEMENTO DI UNIONE TRA UOMO E NATURA E IL SOLE CHE FORMA L@INDICATOREDEISECONDI#OSÖRISULTAESSEREUNACOMPOSIZIONEVIVA CHEVARIACONTINUAMENTEEMOSTRAINMANIERASTRAORDINARIAILCORSO DELTEMPO /RDINISUBITOQUESTAEDIZIONESPECIALEESIASSICURIUNOGGETTOARTISTICO DALVALOREDURATURO 0REZZODELPRODOTTO&R 0AGABILEINCOMODERATEMENSILI CIASCUNADI&R &RPER3PEDIZIONEE3ERVIZIO s%DIZIONESPECIALEDI(ANS%RNI s#ONCERTIlCATODIAUTENTICITÌ s0REGIATOMECCANISMOSVIZZERO s!CCIAIOINOXDIALTAQUALITÌ s2ICCAMENTEDORATO s$ISPONIBILESOLOPRESSOLA"RADFORD 52491 52491 Buono d’ordine esclusivo Termine di ordinazione: 7 aprile 2014 $IAMETRODELL@OROLOGIO MM T Sì, ordino “Hans Erni – Il corso del tempo” Desidero T fattura unica T rate mensili T Pagherò con MasterCard oppure Visa Valida fino: Nome/Cognome (MMAA) Per cortesia, scrivere in stampatello Via/N. &IRMADI(ANS%RNI INCISASULRETRO )LSOLEGIRACOME lancetta dei secondi 3PEDIZIONEIN CONFEZIONEREGALO Cap/Città E-mail Firma Telefono Per cortesia, compilare in stampatello e spedire subito a: The Bradford Exchange, Ltd. Jöchlerweg 2, 6340 Baar Tel. 041 768 58 58 / Fax 041 768 59 90 HPDLONXQGHQGLHQVW#EUDGIRUGFK,QWHUQHWZZZEUDGIRUGFK 'ARANZIADIRESAVALIDAGIORNI Per gli ordini on line indicare il no. di riferimento: 52491 Telefono: 041 768 58 58 7 giorni 24 ore www.bradford.ch 4HE"RADFORD%XCHANGE,TDsV iÀÜi}ÊÓÊUÊÈÎ{äÊ>>ÀÊ i>\ÊÕ`i`iÃÌJLÀ>`vÀ`°V