Poste Italiane S.p.A. - Spedizione A.P. D.L. 24/12/2003, n. 353, conv. in L. 27/02/2004 n. 46 - Cagliari · · Carbonia Anno XXIV numero 643 del 12 Settembre 2013 Euro 1,00 SETTIMANALE D’INFORMAZIONE DELLA PROVINCIA SULCIS-IGLESIENTE www.gazzettadelsulcis.it · e-mail: [email protected] PESANTI CONSEGUENZE NEGATIVE SENZA LA PROVINCIA DEL SULCIS IGLESIAS ADERISCE AL BANDO RECUPERO AREE MINERARIE STRANI MOVIMENTI IN ALCOA ALCUNI MACCHINARI VENDUTI ? Alcoa Salvatore Cherchi “ Con la soppressione della provincia, il territorio ritornerà come prima, un luogo di consumo di servizi prodotti altrove, a Cagliari verosimilmente. L’impatto sull’occupazione diretta, indiretta e indotta è stimabile in non meno di 400 unità di lavoro. L’effetto del bilancio provinciale sull’economia locale, considerando i normali moltiplicatori, è stimabile in non meno di 80 milioni euro /an- no. Non basta: i servizi consumati nel Sulcis ma prodotti altrove, saranno pagati con le tasse dei cittadini del Sulcis; per esempio le tasse sull’autotrasporto e sulle assicurazioni non resteranno più nel territorio, ma finiranno nelle casse cagliaritane o romane”. Questa la valutazione espressa dall’ex Presidente della Provincia Salvatore Cherchi alla luce degli indirizzi che si profilano nel territorio Sud Occi- dentale sardo. “Ma c’è qualcosa di più complesso da misurare di maggiore valore. Mi riferisco al ruolo di rappresentanza politica. In una situazione di grave emergenza sociale, la Provincia non è stata solo a fianco del mondo del lavoro, ma ha proposto e presentato nei modi dovuti un Piano di sviluppo che è diventato la base per il Piano Sulcis, finanziato con 575 milioni di euro di risorse pubbliche che muoveranno altre risorse per investimenti privati. Il Piano Sulcis non è merito esclusivo della Provincia, ma questa ha svolto il ruolo cruciale di programmazione e di iniziativa politica”. Pagina 5 CONSUNTIVO STAGIONE TURISTICA LUCI E OMBRE NEL SULCIS IGLESIENTE Pagina 8 FORMUFFICIO.IT Rag. Francesco Manca Concessionario Buffetti Forniture articoli per ufficio Libri giuridici e per corsi Vendita assistenza personal computer Via Gramsci, 31 - Carbonia Tel. 0781.671162 Fax 0781.675299 Pezzo per pezzo, come era accaduto alla Rockwool di Iglesias: così anche Alcoa di Portovesme viene smembrata alla chetichella, senza che alcuno muova un dito. Articolati, con regolare autorizzazione, stanno caricando macchinari e attrezzature che, una volta fuori dai cancelli, non si sa che direzione prendano. Ma soprattutto: per conto di chi. Per amor di correttezza va detto che tali macchinari e attrezzature potrebbero essere di ditte d’appalto. Ma in tale caso perché non fugare i sospetti? Tanto più che sul fronte della trattativa, per la vendita degli impianti, tutto pare arenato nelle stanze ministeriali, né i lavoratori in cassa integrazione conoscono la sorte che si sta profilando sul loro futuro. Pagina 4 PARCO GEOMINERARIO DELLA SARDEGNA ALLA 12^ CONFERENZA DEI GEOPERCHI Alla 12° conferenza Internazionale della rete dei Geoparchi (EGN), svoltasi nel Cilento, il coordinatore europeo Nicolas Zourous ha riconosciuto gli enormi progressi fatti dal Parco Geominerario della Sardegna negli ultimi 2 anni, confermando il superamento di tutte le criticità che avevano determinato, a suo tempo, il cartellino giallo. Nei mesi scorsi Richard Watson e Ana Ruiz Conde, delegati della Rete EGN, al termine della loro ispezione nel Parco Geominerario, avevano redatto un dettagliato rapporto sullo stato dei siti minerari, sui programmi, sugli assetti istituzionali e finanziari e sulle iniziative e collaborazioni avviate dal Parco con altri Enti Pubblici in particolare con la Regione Autonoma della Sardegna. Il rapporto dei Rivalidatori – nel mese di agosto – è transitato prima sul tavolo dell’Evaluation Committee, poi al Coordination Committee per la valutazione finale. Il Comitato, ha rilevato i molteplici aspetti positivi nella nuova governance del Parco Geominerario, tuttavia, si è riservato, prima di pronunciarsi per l’assegnazione del cartellino verde, di chiedere chiarimenti in merito agli aspetti relativi alla suddivisione del territorio del Parco in otto aree distinte. In questa fase, i delegati del Parco hanno fatto presente che tale suddivisione era già presente nel 1998 quando l’UNESCO riconosceva il Parco Geominerario come primo parco della costituenda rete mondiale dei geoparchi, e di tale situazione territoriale si prendeva atto nel decreto istitutivo del 2001 e conseguentemente nel momento dell’ingresso nella stessa Rete EGN nel 2007. Inoltre, non bisogna dimenticare che durante l’assemblea plenaria dell’UNESCO del 1998, era stata istituita la rete dei Geositi e Geoparchi nella quale il Parco Geominerario della Sardegna veniva indicato quale primo esempio emblematico della stessa Rete; Infine il 14 settembre del 2007 il Parco riceveva certificazione di riconoscimento da parte dell’EGN per i successivi quattro anni. Sulla base di quanto sopra, da parte dei vertici dell’Ente c’era la consapevolezza di aver fatto tutto quanto necessario per la permanenza nella Rete europea dei Geoparchi (EGN). Sorprende, pertanto, che oggi siano oggetto di perplessità e osservazioni quelle suddivisioni territoriali che hanno da sempre caratterizzato la storia dell’ Parco, facendogli ricevere il riconoscimento UNESCO e successivamente l’ingresso nella Rete EGN, e che sino ad oggi non erano mai state oggetto di discussione. In pratica, nei prossimi quattro mesi si dovrà dimostrare in che modo si concretizza la continuità territoriale tra le varie aree che ricordiamo insistono su una miriade di Comuni. I delegati del Parco, comunque, a seguito di tale richiesta, si sono riservati eccezioni che saranno meglio argomentate a ricevimento della comunicazione scritta, ed il Parco sarà lieto di esporre la situazione determinatasi in sede di conferenza in occasione della prossima Assemblea della Comunità del Parco che verra’ a breve convocata al fine di definire congiuntamente le risposte ed i chiarimenti da darsi. San Giorgio La Giunta Comunale di Iglesias ha deliberato di partecipare al bando regionale per l’ammissione a contributi regionali a favore dei Comuni per interventi di recupero ambientale di aree interessate da attività estrattive dismesse o in fase di dismissione. Il progetto presentato dall’Amministrazione Comunale intende intervenire nell’area della località di “Pozzo Speranza”, presso la località di San Giorgio, caratterizzata dalla presenza di alcune emergenze monumentali di archeologia industriale. Nei pressi di quest’area si trova infatti il giacimento della miniera di San Giorgio, coltivato sin dall’antichità, come testimoniato dalla presenza di antiche fosse pisane che si sviluppano per un centinaio di metri di profondità e caratterizzato dalle strutture del Pozzo Santa Barbara (1870), che ospitava una delle prime macchine a vapore per l’estrazione del minerale dal sottosuolo. Oltre a questo notevole importanza ricopre il villaggio Asproni della miniera di Seddas Moddizzis, dal nome del suo fondatore, l’ ing. Giorgio Asproni, che aveva acquisito la miniera a fine 800, e che risulta essere uno dei paesi fantasma più belli e affascinanti di tutta l’isola. “Il progetto, oltre a salvaguardare la testimonianza dell’attività mineraria svolta, - commenta l’assessore per la valorizzazione delle Aree Minerarie dimesse, Melania Meo - ha l’obiettivo di modificare la situazione di degrado territoriale derivante dall’abbandono dei siti interessati da attività estrattive”. ROTARIANI EUROPEI A IGLESIAS PER L’XI EUROMEETING Saranno un’ottantina i rotariani, provenienti da mezza Europa, che dal 20 al 22 settembre prossimo, daranno vita ad Iglesias all’undicesima edizione dell’Euromeeting. “Si tratta di una sorta di gemellaggio tra alcuni Rotary Club europei, e che ogni anno s’incontrano, a rotazione in ciascuno dei luoghi di origine. Esso si propone il continuo scambio culturale e di amicizia tra popoli con usanze e tradizioni diverse tra loro. Di questo gruppo Iglesias fece parte fin dall’ainizio”. Quest’anno ad Iglesias saranno presenti i Club di Hastings dal Regno Unito, Dublino dall’Irlanda, Bochum Rechen dalla Germania, Paphos Aphrodite da Cipro. Ad Iglesias sarà presente anche una delegazione del Club di Mosca Pokrovka della Russia. Il programma ufficiale inizierà il venerdì sera e si concluderà la domenica mattina. Pagina 6 2 Regione numero 643 del 12 Settembre 2013 IL PROBLEMA ENERGETICO ALLA BASE DELLE INIZIATIVE IN SARDEGNA Parco eolico Enel Sulcis Per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 è fondamentale che l’Unione Europea dia il massimo sostegno alle numerose iniziative per l’efficienza energetica avviate e quelle da avviare a livello locale e regionale”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Ugo Cappellacci, intervenendo all’incontro “Europa 2020” organizzato nel corso della riunione dell’Ufficio di Presidenza del Comitato delle Regioni. “Occorre un impegno deciso – ha osservato il presidente-, come evidenziato dal Comitato delle Regioni UE nei diversi pareri espressi sul tema negli ultimi anni, al fine di rinforzare le condizioni di riferimento sia legislative sia finanziarie per gli investimenti della comunità locali nel campo delle energie sostenibili”. Durante il suo intervento Cappellacci ha altresì fatto il punto sulle azioni portate avanti in Sardegna negli ultimi quattro anni: “Attraverso il programma Sardegna CO2.zero abbiamo dato organicità alle scelte politiche in materia, che vedono la nostra isola firmataria del Patto dei Sindaci, del Patto delle Isole e che trovano espressione anche nel Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile approvato dalla Giunta. Sono scelte – prosegue il presidente- che non sono destinate a rimanere sulla carta: il progetto Smart City, comuni in classe “A”, ha visto l’ade- sione di numerosi Comuni, che ora hanno redatto il proprio Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. I progetti in essi contenuti saranno finanziati con i 35 milioni stanziati attraverso il fondo JESSICA. A questi si aggiungono altri 4 per gli aspetti interenti alla governance del processo. Potremo così ridurre le emissioni, incrementare l’utilizzo di carburante “bio” nei trasporti, aumentare il livello di risparmio ed efficienza energetica nelle nostre comunità e raggiungere un “mix” più equilibrato delle fonti energetiche nell’isola”. Il presidente si è soffermato successivamente su un altro progetto strategico per la Sardegna: “A poco tempo dalla firma dell’intesa, abbiamo realizzato il centro di ricerca e aperto subito i cantieri per la conversione degli stabilimenti di Porto Torres nel più grande polo d’Europa per la chimica verde. La nostra isola – evidenzia Cappellacci- si propone come modello sul piano internazionale ed ha avviato un vero e proprio processo di cambiamento ‘a misura d’uomo’, che punta su un’idea di sviluppo sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della qualità della vita. Su azioni come queste – ha concluso il presidente- siamo convinti che debba convergere il sostegno di tutti gli attori istituzionali, dal piano locale a quello comunitario”. EMERGENZA COMMERCIO E TURISMO VISTA DA CONFCOMMERCIO SARDEGNA Per ridare impulso e vitalità ai centri urbani e, quindi, alle attività commerciali, artigianali e dei servizi, occorre che le Amministrazioni Municipali, le Camere di Commercio e le Organizzazioni di Categoria, promuovano i Distretti Economico Territoriali, intesi non come ulteriore sovrastruttura, ma come motore di programmazione e di coordinamento delle attività pubbliche e private, in grado di accedere a risorse regionali, statali e comunitarie per realizzare le infrastrutture necessarie a garantire la vivibilità, l’accessibilità e l’attrattività dei centri urbani. Presupposti indispensabili affinché gli operatori commerciali, artigianali e dei servizi, in forme aggregate o individuali, possano esercitare agevolmente la loro attività con “un gioco di squadra tra pubblico e privato”, lontano dalle dannose contrapposizioni che spesso portano alla desertificazione dei centri cittadini. Il disegno di legge, già varato dalla Giunta, su proposta dell’Assessore Regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, è all’esame del Consiglio Regionale. Occorre approvarlo subito, come vanno approvati altri urgenti provvedimenti, da parte della Giunta Regionale, in materia di indirizzi di urbanistica commerciale e di facilitazioni di subingresso di nuove attività commerciali di medie strutture di vendita nelle aree centrali delle nostre Città. Si rende, inoltre, improcrastinabile una rigorosa lotta alle svariate forme di abusivismo commerciale ed alla contraffazione, diventate autentica piaga sociale. L’ABBONAMENTO A È LA MIGLIORE FORMA PER RESPIRARE SEMPRE ARIA E PROBLEMI DI CASA Direttore Responsabile: MASSIMO CARTA e-mail: [email protected] www.gazzettadelsulcis.it Edizioni Sulcis di Salis Rosanna & C. sas Sede legale: Via Dalmazia 135 - Carbonia registrazione Tribunale Cagliari: decreto 15/1990 Iscriz. Registro Nazionale della Stampa n. 5184 del 10 Giugno 1996 ROC 3802 Settimanale del Sulcis - Iglesiente CCIAA Reg. Imprese REA 217220 - P. IVA 02691930925 Abbonamento Annuo (48 numeri) ITALIA: Euro 40 - PAESI CEE: Euro 80 - PAESI EXTRACOMUNITARI: Euro 160 CC. n° 43296169 Edizioni sulcis sas - Via Bandiera, 1 - 09010 CORTOGHIANA Hanno collaborato a questo numero: Gianni Podda, Alessandro Carta, Sergio Rombi, Armando Cusa, Marco Massa, Alfio Gessa, Elena Cossu, Sabrina Carta, Pino Piras, Giovanni Fiabane, Marcello Murru, Claudio Moica. Direzione - Redazione - Pubblicità: Via Gramsci, 199 - Carbonia (CA) Tel. 333.6077645 0781.675289 Fax 178.2282316 Foto e articoli inviati al giornale, anche via e-mail, sono da intendersi a titolo gratuito. La Direzione ne diviene proprietaria e si riserva la facoltà di pubblicarli. Responsabile Pubblicità: ROBERTO CARTA tel. 338.3592915 Grafica, impaginazione, stampa e allestimento: CTE Iglesias Z.Ind. Sa Stoia Tel. e fax 0781.21086 Distribuzione: Agenzia Distribuzione Pintus - Iglesias Fantini - Agenzia di distribuzione stampa s.r.l. Sestu Elmas - Tel. 070.262 699 I DATI STATISTICI SULL’OCCUPAZIONE NEL SECONDO TRIMESTRE IN SARDEGNA L’Agenzia regionale per il lavoro ha pubblicato “Congiuntura Lavoro Sardegna”, il periodico di analisi dei dati sull’occupazione che elabora, da un lato, quelli assoluti del SIL (il sistema informativo del lavoro della Regione) e, dall’altro, quelli statistici forniti dall’Istat. Nel periodo di riferimento, vale a dire il secondo trimestre del 2013, Congiuntura Lavoro Sardegna registra nell’isola un saldo positivo fra ingressi ed uscite dal mercato del lavoro di circa 27mila unità. In questo sistema telematico e informatizzato – giova ricordarlo – sono presenti tutti i contratti stipulati in Sardegna fra un datore di lavoro e il dipendente; rimane escluso dalla banca dati SIL il lavoro autonomo, che pertanto non viene conteggiato. Sempre nello stesso lasso di tempo - precisa Congiuntura Lavoro Sardegna - l’Istituto Nazionale di Statistica rileva invece una stabilità del numero di occupati, considerando soltanto quelli “alle dipendenze”, universo in un certo qual modo confrontabile con quello SIL: 411mila erano quelli stimati nel primo trimestre e 411mila sono quelli rilevati nel secondo trimestre. Queste discrepanze fra le due fonti sono da ricondurre fondamentalmente alla diversa metodologia utilizzata. L’ISTAT, infatti, conduce un’indagine campionaria che intercetta e misura il cosiddetto “stock di occupati”, vale a dire l’ammontare complessivo Stefano Tunis di coloro che, nel periodo di riferimento dell’indagine, dichiarano di essere occupati; il SIL, invece, si basa sull’analisi dei flussi occupazionali, misurando realmente in un dato momento gli ingressi e le uscite dal mercato dei cittadini che transitano nel sistema. La tecnica adottata dall’ISTAT è, per sua natura, più suscettibile di errori statistici, del tutto fisiologici nelle indagini campionarie; in questo caso, per stime nell’ordine delle 400-500mila unità, il margine è del 2%. Questo errore – spiega il periodico - si traduce in circa 10mila unità. Pertanto, scostamenti anche di una certa importanza, in più o in meno rispetto al valore stimato, sono legati appunto all’errore “fisiologico”. Differenza sottolineata dal direttore dell’Agenzia regionale per il lavoro, Stefano Tunis, che cita altri due esempi concreti: “Le discrepanze numeriche sono evidenti nei comparti manifatturiero e in quello di alberghi e ristoranti. Infatti, stando a quanto fotografato dall’ISTAT, nel secondo trimestre dell’anno, nel settore manifatturiero l’occupazione “alle dipendenze” sarebbe cresciuta di 14mila unità e addirittura diminuita di mille in quello degli alberghi e ristoranti. Variazioni che sono, apparentemente, del tutto inspiegabili. L’industria resta il comparto a maggior sofferenza della Sardegna e, coerentemente con questa rilevazione, si registra un numero di percettori di ammortizzatori sociali in deroga fra i più alti d’Italia; dall’altro, il periodo considerato ai fini statistici (aprile-maggio-giugno) anche per alberghi e ristoranti è proprio quello in cui si concentrano le maggiori assunzioni, legate alla stagione turistica. Proprio in riferimento a quest’ultimo settore – conclude Tunis - il SIL registra un saldo attivo di ben 17.227 unità lavorative, in linea con le 17.757 censite l’anno scorso”. WORKSHOP SARDEGNA A FINE MESE PER GETTARE LE BASI DEL TURISMO 2014 Novanta buyer provenienti da più di venti nazioni continentali: a fine settembre il meglio della ‘tour operazione’ europea si concentrerà a Cagliari. L’assessorato regionale del Turismo ha aperto ufficialmente agli operatori sardi del settore le iscrizioni al Workshop Sardegna, appuntamento finanziato con fondi PO – FESR 2007 – 2013), che si terrà il 26 (data della conferenza inaugurale) e 27 settembre prossimi nel capoluogo isolano. Le contrattazioni tra operatori dell’offerta sarda e quelli della domanda internazionale e gli incontri seminariali si svolgeranno al Convento di San Giuseppe di Pirri. Nel precedente Workshop Sardegna, svoltosi ad Alghero nell’ottobre del 2011, furono 250 i ‘seller’ sardi accreditati: ci si attendono numeri simili, se non superiori nelle adesioni all’edizione 2013. TOUR OPERATOR DA TUTTA EUROPA. I 90 buyer stranieri interessati alla destinazione Sardegna, che parteciperanno al workshop, arriveranno da Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Israele, Lettonia, Lituania, Norvegia, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ucraina. È possibile consultare le schede degli operatori stranieri nella sezione riservata dell’Area operatori del portale Sardegna Turismo (http://operatori.sardegnaturismo.it). “Si tratta - afferma l’assessore Luigi Crisponi - di un’ ini- ziativa capace di attirare e radunare in Sardegna un considerevole numero di buyer internazionali provenienti da tutto il Continente, una rappresentanza nutrita e prestigiosa di tour operator pronti a intrecciare una fitta rete di contatti commerciali nell’ottica di un sollecito ri- lancio dell’Isola come meta preferita del turismo nazionale e internazionale. Un’opportunità immancabile per i seller sardi che arriva immediatamente dopo una timida ma confortante ripresa di presenze turistiche nella stagione estiva in via di chiusura”. Lavoro IL MONDO DELLA RICERCA SCIENTIFICA INTERNAZIONALE GUARDA CON INTERESSE AL POLO TECNOLOGICO DEL SULCIS Sergio Rombi Il Sulcis ospiterà il più importante Polo Tecnologico europeo che si interesserà di ricerca sul carbone pulito. Ad esso sarà collegata la costruzione di una centrale elettrica clean coal technology per la quale la Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno sottoscritto apposita convenzione che rende l’operazione immediatamente cantierabile (progettazione e realizzazione degli impianti). Alla nascente iniziativa hanno già mostrato interesse primarie società e multinazionali europee ed extraeuropee, parte delle quali già collaborano con la piattaforma Sotacarbo (sede Carbonia) le cui professionalità e consulenze sono cresciute nel tempo in maniera esponenziale. Il Polo Tecnologico del Sulcis avrà due fronti: uno a Carbonia presso Sotacarbo e l’altro a Portovesme dove dovrà essere realizzata la centrale termoelettrica “clean coal technology) della potenza di 340 MW. La prima fase prevede la progettazione e la realizzazione del Polo Tecnologico, comprendente un impianto pilota (Sotacarbo-Carbonia) di ossicombustione da 50 MW termici, con tecnologia interamente italiana (Itea-Sofinter) ad alta trasferibilità, da realizzare e sperimentare entro due anni. La richiamata tecnologia di ossicobustione prevede la combustione di carbone (anche carboni poveri come quello Sulcis) ad alta pressione con ossigeno, anziché con aria, con il vantaggio di avere Sotacarbo fumi in uscita composti quasi esclusivamente da anidride carbonica (confinabile in sottosuolo) e vapore acqueo, facilmente separabili con costi fortemente competitivi. La parte finanziaria verrà assicurata con 30 milioni da Regione e Governo entro il primo trimestre 2014. Questi fondi saranno preceduti da poco oltre 8 milioni di euro, da erogarsi entro la fine 2013, per altre attività rientranti nel cosiddetto Piano Sulcis. Il Governo, inoltre garantirà, per la durata di 10 anni, un contributo di 3 milioni di euro per attività di supporto al Polo Tecnologico del Sulcis. Questi ultimi il Governo li reperirà nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico. La centrale termoelettrica dimostrativa CCS Sulcis avrà un costo 800 milioni in “project financing”, le cui risorse saranno garantite mediante le legge 99/2009 e già comprendenti le osservazioni della Commissione Europea. Al termine della sperimentazione, la Regione Sardegna bandirà una gara per la realizzazione di una centrale termoelettrica a carbone per la produzione di energia elettrica nel Sulcis (Portovesme), dotata di sezione di impianto di cattura di stoccaggio dell’anidride carbonica prodotta. Al fine della realizzazione dell’impianto le parti hanno convenuto che: - per la realizzazione di tale impianto si dovrà tener conto delle osservazioni e prescrizioni della comunità europea, che impone che “ il progetto SINDACO 0781.887811 (Prov. Carbonia Iglesias) 3 numero 643 del 12 Settembre 2013 Vice SINDACO 0781.887828 UFFICIO TURISMO SERVIZI SOCIALI SPORT SPETTACOLO 0781.887813 UFFICIO ASSESSORI 0781.887827 CALASETTA - Piazza Belly - Centralino - 0781.88780 www.comune.calasetta.ca.it CCS Sulcis” non può essere basato sull’obbligo di utilizzare il carbone prodotto nella miniera del Sulcis per evitare, come stabilito dai regolamenti comunitari, qualunque aiuto diretto o indiretto alla miniera di carbone; - si dovrà inoltre tener conto del fatto che la Commissione europea richiede di modificare il meccanismo del prelievo parafiscale basandolo su parametri tecnici rappresentanti i punti di connessione alla rete di distribuzione, quindi sulla potenza impegnata. Alla luce di quanto sopra e dei regolamenti comunitari vigenti si deve pertanto escludere ogni forma di aiuto alle miniere del Sulcis prevedendo per la centrale elettrica l’uso di carboni commerciali (compreso quello Sulcis, ma non esclusivo). L’entità del finanziamento necessario, la dimensione della centrale con CCs e l’entità del contributo pubblico saranno contenuti ai livelli minimi necessari a sostenere la fattibilità tecnico economica della centrale. Per consentire le verifiche sulla applicazione industriale della filiera tecnologica Oxicombustion, che in presenza di positivi risultati potrà essere applicata anche alla centrale CCS, la gara per la realizzazione della centrale CCS potrà avvenire entro il 30/06/2016. Le parti hanno convenuto altresì che per l’attuazione di quanto sopra esposto si dovrà procedere a una modifica e integrazione della normativa di riferimento prevedendo tra l’altro una proroga dei termini per l’espletamento della gara. Pertanto per sviluppare una filiera tecnologica italiana per la produzione di energia elettrica ad emissioni zero, entro il 30/06/2016, la Regione dovrà bandire una gara internazionale per l’affidamento ( Call for proposal) della realizzazione di una centrale termoelettrica, dotata di sistemi di cattura e di stoccaggio dell’anidride carbonica, realizzata con tecnologia, gassificazione, combustione a ciclo supercritico, ossicombustione, o altra tecnologia ambientale equivalente. Si conviene inoltre che per l’energia immessa in rete, sarà riconosciuto al vincitore della gara, dal primo al ventesimo anno di esercizio dell’impianto un incentivo pari a 30 ?/mwh, rivalutato sulla base dell’inflazione calcolata sull’indice Istat, fino ad un massimo di 2100 Gwh/anno. Al vincitore della gara sarà pertanto assicurato l’acquisto, da parte del Gestore dei servizi energetici, dell’energia prodotta entro i limiti del prezzo di mercato maggiorato dell’incentivo di 30 ?/mwh. La Regione Sardegna assicura la disponibilità delle aree e delle infrastrutture necessarie e assegnerà il project financing entro il 30/06/2016. La proce- dura di gara dovrà prevedere un sistema di audit che verifichi, anno per anno, l’assenza di sovra compensazione rispetto ai costi ammissibili effettivi rispetto ai parametri economici definiti. Le risorse saranno prelevate sulla tariffa elettrica, nelle proporzioni consentite dalle norme UE sugli aiuti di Stato, previa notifica alla Commissione Europea e ritiro del precedente progetto, ed erogate dal CCSE come stabilito dalla nuova norma in corso di predisposizione da parte del Mise da sottoporre alla approvazione del Parlamento. Via Su Pranu, 12 09010 Santadi (CA) tel. 0781.950127 fax 0781.950012 www.cantinasantadi.it Comune di Domusnovas Provincia di Carbonia Iglesias P.zza Caduti di Nassirya, 1 - Tel. 0781 70771 - Fax 0781 72368 4 Lavoro numero 643 del 12 Settembre 2013 CONFINDUSTRIA E PORTOVESME SRL Il giorno 30 agosto 2013 presso la sede della Confindustria Sardegna Meridionale, in occasione della presenza nei siti di Portovesme e San Gavino del responsabile industriale del Gruppo Glencore-Xstrata della divisione zinco, è stato promosso un incontro tra azienda e le rappresentanze sindacali CGIL, CISL e UIL regionali, territoriali e di categoria per analizzare congiuntamente lo stato degli investimenti attuati e l’evoluzione degli scenari dei mercati globali di riferimento. Le Parti hanno evidenziato l’importanza strategica per l’intero sistema economico regionale e nazionale degli insediamenti produttivi della Portovesme Srl in Sardegna, un esempio vincente di una grande multinazionale che ha scommesso nell’investire anche in questo generalizzato momento di crisi consentendo di incrementare i livelli occupazionali e di reddito nel territorio. Sono state presentate le linee generali dei recenti investimenti effettuati dalla controllata Portovesme Srl nei siti produttivi del Sulcis e del Medio Campidano, finalizzati, come noto, ad affrontare in modo competitivo i mercati globali in cui l’azienda opera, con l’illustrazione nel dettaglio delle attuali dinamiche e gli scenari internazionali dei settori produttivi del piombo e dello zinco, ricordando che la Portovesme Srl rappresenta, in tale contesto, una realtà di livello mondiale con un Portovesme srl importante e strategico posizionamento di leader nel mercato nazionale ed europeo. Relativamente agli scenari futuri è stato ricordato come la Portovesme Srl potrà avvan- taggiarsi delle opportunità che, in termini di mercato e di competenze, potranno derivare dalla recente fusione di Glencore e Xstrata, operazione questa che ha dato vita al principale gruppo mondiale delle commodities e una prospettiva di visibilità mondiale alla stessa Portovesme Srl. E’ stato confermato l’impegno congiunto sulle tematiche ancora irrisolte relativamente ai costi energetici, alla portualità ed alle infrastrutture di servizio alle aree industriali, con adeguate azioni di proposta, supporto e sollecitazione delle istituzioni competenti che saranno implementate nei prossimi giorni. Su queste tematiche le Parti concordano di calendarizzare dei prossimi incontri con la dirigenza della Portovesme srl. STRANI MOVIMENTI ALL’INTERNO DI ALCOA MACCHINARI E ATTREZZATURE VENDUTI ? Massimo Carta Pezzo per pezzo, come era accaduto alla Rockwool di Iglesias: così anche Alcoa di Portovesme viene smembrata alla chetichella, senza che alcuno muova un dito. Articolati, con regolare autorizzazione, stanno caricando macchinari e attrezzature che, una volta fuori dai cancelli, non si sa che direzione prendano. Ma soprattutto: per conto di chi. Al momento non si tratterebbe di pezzi di impianto, ma di macchinari e attrezzature per la cui movimentazione occorrono prescritte autorizzazioni di varie istituzioni. Ciò che sconcerta è che tale movimento avvenga senza che alcuno muova un Alcoa dito e senza informazioni verso i lavoratori. A sapere qualcosa sarebbero alcuni sindacalisti interni, i quali mantengono bocche cucite. Per amor di correttezza va detto che tali macchinari e attrezzature potrebbero essere di ditte d’appalto. Ma in tale caso perché tener nascosta l’operazione? Tanto più che sul fronte della trattativa, per la vendita degli impianti, tutto pare arenato nelle stanze ministeriali, né i lavoratori in cassa integrazione conoscono la sorte che si sta profilando sul loro futuro. Certo è che, se i richiamati macchinari che escono dallo stabilimento Alcoa dovessero risultare come operazione di alienazione a beneficio di sospetti personaggi del territorio, per le centinaia di cassa integrati Alcoa si andrebbe ad aprire una muova beffa, non meno grave di quella che li ha visti, loro malgrado, vittime della politica industriale fatta da pressapochismi, con l’assistenza di certi ambienti locali. Lo stesso movimento istituzionale (Comuni e Provincia) che si era creato nel territorio sembra ormai acqua passata e non sembra che ci sia qualcuno capace di destare dal letargo coloro che hanno maturato visibilità col megafono in mano, fino a portarselo a letto. Il Sulcis Iglesiente sembra essere diventato terra di nessuno (dei propri abitanti) e di tutti (coloro che vengono da fuori) coloro che riescono a leggere tra le righe della burocrazia politica per arrivare primi a strappare condizioni di finanziamenti che non hanno mai fatto gli interessi di questa parte dell’Isola. L’ultimo esempio è dimostrato dagli strani movimenti che in questi giorni si registrano in Alcoa dove macchinari e attrezzature prendono nuove destinazioni. GEOPARCHI & LEGGE 394 SETTE INDIZI E UNA PROFEZIA Filippo Forte Tre indizi fanno una prova? Sì, soprattutto se sono circostanziati, univoci e concordanti. Figuriamoci se poi sono addirittura sette: perfino Perry Mason avrebbe difficoltà a smontare l’accusa. Che, in questo caso, si può così riassumere: vogliono inquadrare i parchi nazionali geominerari all’interno della Legge 394, quella che regolamenta i parchi naturali, con annessi e connessi a cominciare dai vincoli. Proprio l’esatto contrario per cui erano stati ideati quelli geominerari, all’inizio degli anni 2000, e non a caso definiti di “nuova generazione” cioè che andavano “oltre” le pastoie burocratiche della 394. Il primo indizio è il Decreto Presidenziale n° 73 del 26 giugno scorso: con quell’atto, voluto dal Governo Monti (ministro dell’Ambiente Corrado Clini) e firmato da Napolitano, il Parco Geominerario della Sardegna viene di fatto assimilato ai Parchi nazionali “targati 394”. E la mente non può non riandare alla “profezia” del vicepresidente di Federparchi, Salvatore Sanna, che durante il Forum dei Geoparchi tenutosi a Iglesias mise – era il 20 giugno, sei giorni prima – tutti in guardia: “Guardate che tra pochi giorni il Ministero vi farà una sorpresa e vi imporrà le sue scelte”. Sanna non volle aggiungere altro, salvo suggerire di trasformare il Parco geominerario della Sardegna da nazionale a regionale. Ecco allora – secondo indizio – che assume una logica il tentato blitz notturno, a metà luglio, in Commissione Bilancio dell’altro Sanna, l’on. Francesco, che aveva presentato un emendamento (con il parere favorevole del Governo Letta) con il quale le competenze del Parco sardo sarebbero dovute passare al Ministero dello Sviluppo Economico. Il blitz però fallì: leggenda narra per colpa di un “colpo di sonno” che colse alcuni deputati della maggioranza. Ma alla luce dei nuovi fatti, si fa forte il dubbio che quella “pennichella” fosse stata suggerita ai parlamentari PD d’osservanza dalemiana (a cui appartiene il ministro dell’Ambiente Orlando): visto e considerato che, terzo indizio, proprio uno di loro – e non uno qualunque, bensì il Presidente della Commissione Agricoltura – e cioè il maremmano Luca Sani ha da tempo annunciato una proposta di legge per inserire i parchi geominerari nella 394. Raccogliendo così, quarto indizio, la proposta lanciata un anno fa al Forum dei Geoparchi a Massa Marittima da un altro maremmano in quota PD, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri. Ed è sempre lo stesso Sani, in una interrogazione circa i finanziamenti al Parco delle Colline Metallifere, ad aver chiesto al ministro Orlando “quali iniziative urgenti intende adottare per assicurare ai parchi nazionali quelle risorse finanziarie e gestionali per una programmazione continua ed efficiente”. E siamo al 5° indizio. Il sesto riguarda proprio le Colline Metallifere, ancora senza statuto, che giace da un anno e mezzo in un cassetto del Dicastero: questo perchè “il Ministero – ha ammesso il presidente Luca Agresti – sta valutando l’inserimento dei nostri parchi nella 394”. I Parchi geominerari sono al momento quattro, ma nella sostanza il “piatto forte” è rappresentato dai due Geoparchi Unesco, Sardegna e Colline Metallifere. Però, ed ecco il settimo ed ultimo indizio, c’è n’è un quinto in pectore. Scartabellando tra gli atti parlamentari, abbiamo scoperto una proposta di legge – approvata in prima lettura alla Camera e poi arenatasi al Senato – per l’istituzione del Parco nazionale geominerario delle zolfatare siciliane. Tra i firmatari, Ermete Realacci, ex LegAmbiente e buon amico di Sani e Sammuri. E sapete qual è nel testo la normativa di riferimento per il nuovo Parco? Non, come sarebbe logico, quella attualmente inerente gli altri quattro, bensì la Legge 394. Come a dire: ecco il grimaldello legislativo con cui uniformare l’intera questione. E allora: bastano sette indizi (ed una “profezia”) a fare una prova? 347.4791496 - 340.5361947 In Collaborazione con Idea Fiore Di Mascia Monteponi - Galleria Cavour Per le prenotazioni telefonare al servizio visite: tel. 0781.491300 - fax 0781.491395 o via e-mail: [email protected] www.igeaspa.it PORTA A CASA UN RICORDO DELLA SARDEGNA Lavoro numero 643 del 12 Settembre 2013 PESANTI E GRAVI CONSEGUENZE NEGATIVE CON LA SOPRESSIONE DELLA PROVINCIA Salvatore Cherchi I mesi di luglio e agosto sono trascorsi senza che il Consiglio regionale, responsabile la maggioranza di centrodestra, abbia deliberato la riforma degli enti locali sardi. Altri mesi trascorsi invano cosi come l’intero precedente anno. I fatti confermano che il Commissariamento non è funzionale alla riforma ma all’occupazione di istituzioni contro il voto popolare. Diradato il polverone delle polemiche sulle poltrone, è bene che i cittadini abbiano chiare le conseguenze della soppressione della Provincia. Questa era innanzitutto un ente che produceva ed erogava servizi ai cittadini e investiva nel territorio, nelle materie di competenza (programmi di sviluppo, ambiente, protezione civile, trasporti, istruzione, servizi per il lavoro, cultura etc). Con la soppressione della nostra provincia, il territorio ritornerà come prima, un luogo di consumo di servizi prodotti altrove, a Cagliari verosimilmente. L’impatto sull’occupazione diretta, indiretta e indotta è stimabile in non meno di 400 unità di lavoro. L’effetto del bilancio provinciale sull’economia locale, considerando i normali moltiplicatori, è stimabile in non meno di 80 milioni euro /anno. Non basta: i servizi consumati nel Sulcis ma prodotti altrove, saranno pagati con le tasse dei cittadini del Sulcis; per esempio le tasse sull’autotrasporto e sulle assicurazioni non resteranno più nel territorio, ma finiranno nelle casse cagliaritane o romane. Questi sono gli effetti diretti più facilmente misurabili. Ma c’è qualcosa di più complesso da misurare di maggiore valore. Mi riferisco al ruolo di rappresentanza politica. In una situazione di grave emergenza sociale, la Provincia non è stata solo a fianco del mondo del lavoro, ma ha proposto e presentato nei modi dovuti un Piano di sviluppo che è diventato la base per il Piano Sulcis, finanziato con 575 milioni di euro di risorse pubbliche che muoveranno altre risorse per investimenti privati. Il Piano Sulcis non è merito esclusivo della Provincia, ma questa ha svolto il ruolo cruciale di programmazione e di iniziativa politica . Si dice che i costi della politica sono elevati e che bisogna tagliare. Questo è giusto ma ristabiliamo la verità. Secondo la Corte dei Conti, la nostra Provincia ha avuto i costi Salvatore Cherchi più bassi in Sardegna per la gestione degli organi, (costi onnicomprensivi della politica). L’ultimo anno certificato (2011) dalla Corte dei Conti, indica per il totale dei costi, questa situazione: Sulcis Iglesiente, 618.653 euro; Ogliastra, 778.953 euro; Medio Campidano,878.713 euro; Nuoro, 874.666 euro;Gallura 1.161234 euro; Oristano,1.910.554 euro; Sassari, 1.784.968 euro; Cagliari, 2 781 879 euro. Se questi costi a fronte dei benefici per il territorio, fossero ritenuti eccessivi, esisteva il modo per azzerarli lasciando in piedi la Provincia. Bastava adottare il modello spagnolo, dove il Consiglio provinciale è formato da Sindaci dei Comuni. Attenzione la Provincia è cosa diversa da un’Unione comunale che gestisce in forma associata funzioni e servizi comunali. Parliamo dunque di Provincia e non di Unione comunale. Quando vi dicono che le Province saranno tutte soppresse, vi raccontano una cosa non vera. Le Province sono infatti in Costituzione. Per sopprimerle tutte non basterà cambiare lo Statuto sardo. Bisognerà cambiare la Costituzione. Ammesso che nel tempo minimo di un anno, si cambi la Costituzione, al posto delle Province si inventerà un altro Ente poiché non sono sopprimibili i bisogni, i servizi e i piani alla scala di area vasta. Non è un caso che le Province esista- no in tutti gli Stati europei, tranne in quelli di piccola dimensione. In Spagna si chiamano Province; in Francia, Dipartimenti; in Gran Bretagna, Contee; in Germania, Landkreis. Ma sempre di Province si tratta. La conclusione di questo processo sarà l’accentramento su Cagliari. Attenzione, l’accentramento su Cagliari non riguarderà solo i servizi provinciali. La soppressione delle Province faciliterà la smobilitazione di altri servizi. Così è per i Tribunali e i Giudici di Pace. I Servizi sanitari sono già depotenziati e si annuncia la soppressione della Asl. Si inizia a discutere anche della riduzione dei servizi di sicurezza. Si perde di ruolo. Sarà mica un caso se la proposta di candidatura a Capitale europea della cultura dal Sulcis Iglesiente è finita a Cagliari? Il territorio e i cittadini sono penalizzati due volte: la prima perché si perdono aziende di servizi importanti (economia e lavoro) e la seconda perché dovranno sostenere maggiori costi per recarsi a Cagliari. Da Sindaco di Carbonia con tutta l’Amministrazione, ci siamo battuti perché nascesse la Provincia. Con Olbia siamo stati in prima fila. Oggi si ritorna indietro per rappresentanza istituzionale e servizi e investimenti prodotti nel territorio. Non sono un pentito di quelle battaglie. Bisogna non disperderne il senso più profondo anche nella situazione presente. In concreto significa che il nuovo ordine istituzionale che dovrà nascere, dovrebbe potenziare e non ridurre i servizi nel territorio e organizzare la rappresentanza istituzionale in modo tale che la specificità del Sulcis Iglesiente non sia cancellata. Spetta innanzitutto a chi ha voluto questa situazione, dimostrare che dalla cancellazione di rappresentanza provinciale e di servizi, derivi un concreto e misurabile beneficio ai cittadini. Spetta innanzitutto al centro-destra che governa la Regione, produce Commissari e non riforme, spreca risorse e mortifica territori. Ma spetta anche al Centrosinistra (a dire il vero piuttosto confuso sulla materia, almeno a livello regionale) inchiodare il Consiglio regionale sulle contraddizioni della maggioranza , imponendo un‘agenda di lavoro che porti alla riforma senza ulteriori indugi. Almeno questo è dovuto al territorio. SARDEGNA ENDURANCE LIFESTYLE 2013 PER IL RILANCIO DEL CAVALLO SARDO Alessandro Carta Il fine agosto 2013 si è caratterizzato in Sardegna con l’appuntamento di “Sardegna Endurance Lifestyle 2013”, imperniato su alcune esibizioni equestri e sull’impegno della rivalutazione del cavallo anglo- arabo-sardo, verso il quale si sono mostrati interessati numerosi operatori degli Emirati Arabi Uniti presenti per l’evento. La manifestazione è stata preceduta dalla conferenza stampa che si è tenuta a Villa Bar Ristorante Pizzeria Argentaria di Cosimo e Giovanni Cui NUOVI LOCALI CON SALA RICEVIMENTI SINO A 300 POSTI (Matrimoni - Sala da Thé - Convegni - Riunioni di vario genere) Tabacchi - Lotto - Totocalcio ARGENTARIA - Via Tasso Goldoni - Tel. 0781.30216 - IGLESIAS (angolo retro Ospedale CTO) Devoto e presieduta dal Presidente della Regione Ugo Cappellacci. Insieme al presidente Cappellacci, a rivelare un evento che ha l’obiettivo di incidere in maniera tangibile sull’economia e sulla promozione dell’isola, c’erano anche il CEO di sistemaeventi.it e campione del mondo di endurance Gianluca Laliscia, il segretario generale della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti Mauro Marzocchi, il direttore dell’Enit Andrea Babbi, il direttore di Sardegna Promozione Mariano Mariani. «La Sardegna – ha detto il presidente Cappellacci - deve ripartire da se stessa, dalle sue tradizioni e dai suoi valori. Tra questi c’è il cavallo, da sempre protagonista della nostra cultura, ma con una filiera in pesante crisi, che richiede interventi di rilancio. Agiremo nel breve periodo destinando risorse a programmi immediati e su base pluriennale, il che consentirà di generare almeno 1.000 posti di lavoro. Ed è anche per questo che puntiamo in modo deciso su un evento che, al suo interno, prevede non a caso un forum allevatoriale. Sardegna Endurance Lifestyle avrà anche il pregio di puntare su altri comparti, primo fra tutti il turismo per il quale sono arrivati tour operator e giornalisti degli Emirati Arabi Uniti, per conoscere l’isola e proporla alla propria clientela. Cavallo e turismo sono leve sulle quali agire con decisione, grazie a un evento al quale la Regione ha contribuito con 200mila euro, destinati a Forum e promozione turistica, a fronte di altri 100mila euro che sono arrivati da sponsor nazionali e 700mila da sponsor degli Emirati Arabi Uniti. Sardegna Endurance Lifestyle, nel complesso, ha sviluppato un indotto nell’ordine di 5 milioni di euro. Per il resto, cioè per il futuro e per le opportunità che Sardegna Endurance Lifestyle saprà innescare, basti per tutti un dato relativo all’evento analogo svoltosi nelle Marche negli ultimi due anni: da un anno all’altro, le esportazioni nell’agroalimentare verso gli Emirati Arabi Uniti sono passate da 18 a 68 milioni di euro». 5 Il VOLONTARIATO ISOLANO NELLA FORMAZIONE QUADRI FQTS (Formazione Quadri del Terzo Settore) è il percorso formativo promosso dalle reti del Terzo Settore per la formazione dei quadri dirigenti del volontariato, dell’associazionismo di promozione sociale e della cooperazione sociale. Il progetto è finanziato dalla Fondazione con il Sud e coinvolge sei regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il percorso prevede un insieme di azioni integrate fra le quali seminari interregionali, seminari regionali, e le agorà. Cuore del percorso sono invece i laboratori di Comunicazione Sociale, Progettazione Partecipata e Ricerca-azione che stanno coinvolgendo attivamente una trentina di dirigenti di tutta l’Isola. Lo staff della Sardegna coordinato da Stefano Porcu è composto da Damiana Culeddu Formatrice Laboratorio Ricerca-Azione, da Stefania Cuccu Formatrice Laboratorio Progettazione Partecipata e da Maria Giovanna Dessì - Formatrice Laboratorio Comunicazione Sociale. Del Sulcis Iglesiente sono coinvolte nel progetto formativo sei associazioni: Associazione Volontari del Soccorso di Sant’Anna Arresi, ACAT Sulcis Iglesiente, Collage Migranti del Sulcis Onlus, Oxfam Italia, Associazione Casa Emmaus e Soccorso Iglesias. Il laboratorio di Ricerca-Azione sta coinvolgendo attivamente Elena Alina Balan, Alessia Maiu, Tiziana Mori, Daniele Lucio Orrù, Paolo Soletta, Carla Evany Howard Leslie, Stefania Zaccheddu e Barbara Dessì. Otto rappresentanti di Associazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale e di Organizzazioni non governative. L’obiettivo del percorso è favorire lo sviluppo di competenze di ricerca. I partecipanti stanno realizzando una ricerca quantiqualitativa finalizzata, a partire dalle dimensioni e dagli indicatori di benessere individuati dal CNEL e dall’Istat, all’individuazione dei fattori che maggiormente influenzano il Benessere.Per la parte quantitativa si sta procedendo con la somministrazione di un questionario mentre per la parte qualititativa sono stati realizzati n. 3 focus group (intervista di gruppo) dove si chiedeva ai cittadini coinvolti di definire il loro concetto di benessere. Alla fine del percorso i partecipanti presenteranno un report di ricerca con i risultati riguardanti la Sardegna ma anche con una parte relativa la comparazione dei risultati ottenuti nelle altre cinque regioni del Sud Italia. Sta suscitando davvero un grande interesse, nel territorio interessato, anche il laboratorio di Progettazione Partecipata della Sardegna composto da Giuseppe Cau, Marco Dessì, Marco Fais, Antonio Mura, Gianmarco Pillai Giuseppe Russo, Giovanna Zucca. Il percorso laboratoriale del 2013 vede i partecipanti coinvolti nella costruzione di un percorso partecipato che, in continuità con quello del 2012, impegna il gruppo nell’apprendimento e sperimentazione di strumenti e metodologie attraverso il coinvolgimento e la partecipazione degli attori del territorio ad un processo di progettazione. I partecipanti, guidati dalla formatrice del laboratorio, hanno incontrato recentemente nella suggestiva Sala Consiliare del comune di Guspini gli Stakeholders del territorio per portare avanti una riflessione sulle migliori possibilità di recupero di un bene attualmente in disuso. Il gruppo ha riflettuto sull’importanza della progettazione di percorsi sostenibili nel tempo, dal punto di vista economico, sociale e ambientale e sta lavorando alla costruzione di un “Progetto Partecipato, Socialmente Rilevante, Economicamente Supportabile e Ambientalmente Compatibile”. Gianna Alessi, Gianluca Ardu, Laura Caggiari, Enrico Masala, Giorgia Massa, Massimo Moi, Renzo Mongittu e Marco Nioi, sono invece i protagonisti del laboratorio di Comunicazione Sociale. Otto dirigenti del terzo settore provenienti da diverse parti dell’Isola e da diverse organizzazioni uniti dall’obiettivo di sperimentare il processo di realizzazione di un video di taglio documentariogiornalistico. L’ attività di costruzione di questo prodotto di comunicazione è concepita come il pretesto per far acquisire ai dirigenti delle organizzazioni maggior consapevolezza sulla complessità e rilevanza dei processi di comunicazione. Partendo dal tema principale dell’edizione 2013 del progetto FQTS, l’Economia Solidale, i partecipanti hanno raccolto tre storie di vita, appartenenti a tre distinte fasi della storia recente, al fine di raccontare l’evoluzione del lavoro con un focus particolare sul contributo del terzo settore nel generare il cambiamento. 6 Politica numero 643 del 12 Settembre 2013 DAL 20 AL 22 SETTEMBRE ROTARIANI EUROPEI OSPITI AD IGLESIAS PER XI EUROMEETING AL COMUNE DI CARLOFORTE NUOVO STEMMA E GONFALONE Salvatore Borghero Marco Massa Oudenaarde: Belgio Saranno un’ottantina i rotariani, provenienti da mezza Europa, che dal 20 al 22 settembre prossimo, daranno vita ad Iglesias all’undicesima edizione dell’Euromeeting. Cosa è l’Euromeeting? “Si tratta di una sorta di gemellaggio tra alcuni Rotary Club europei, e che ogni anno s’incontrano, a rotazione, in ciascuno dei luoghi di origine. L’iniziativa nacque da un Club belga di una cittadina, Oudenaarde, sita ad una settantina di chilometri da Bruxelles. L’idea era quella di riunire un Rotary Club per nazione della comunità europea, allora composta da 15 paesi, che fosse nato, così come il Club di Iglesias, nell’anno 1968, in una sorta di grande unico Club europeo, con lo scopo di un continuo scambio culturale e di incentivare l’amicizia tra popoli con usanze e tradizioni diverse tra loro. Di questo gruppo Iglesias fece parte fin dall’ainizio”. Il primo di questi incontri si svolse in Belgio nel 2003 e all’appello risposero soltanto altri tre Club europei, oltre Iglesias: Auxerre dalla Francia e Jonkoping Tabergsdalen dalla Svezia. L’idea piacque e si decise continuare ad invitare Club rotariani di altre nazioni, magari tralasciando la clausola vincolante dell’anno di nascita. Si unirono ad uno ad uno Hastings dal Regno Unito, Dublino dall’Irlanda, Bochum Rechen dalla Germania, Paphos Aphrodite da Cipro, mentre Barendrecht dall’Olanda, dopo alcuni anni di partecipazione uscì dal giro per problemi interni al loro Club. Quest’anno ad Iglesias si aggiungerà invece il Club di Mosca Pokrovka dalla Russia, Club che aldilà dell’Euromeeting, fu in città per un’altra iniziativa, in campo musicale, e che instaurò con i soci locali un ottimo rapporto di stima e amicizia. Iglesias ospitò l’Euromeeting del 2005, quando i rotariani giunti in Sardegna furono oltre settanta: quest’anno saranno di più. Il programma ufficiale inizierà il venerdì sera e si concluderà la domenica mattina. Tuttavia è previsto anche un pre-programma già dal venerdì mattina per coloro che arriveranno presto. Il pre-programma prevede anche un torneo di golf, sport molto diffuso soprattutto nel nord Europa, da svolgersi nel campo di Is Molas, mentre chi non giocherà potrà visitare a scelta la città di Cagliari oppure il sito archeologico di Nora. L’apertura del programma ufficiale si terrà invece nella fantastica cornice del Castello Salvaterra, con le coreografie di alcuni tra gli splendidi gruppi medioevali iglesienti. Poi la sera gli ospiti si divideranno a gruppi nelle case dei rotariani iglesienti per la cena. Questa parte dell’Euromeetng è sempre stata molto simpatica ed istruttiva, perchè entrare nelle case di persone di altri paesi dà, più di ogni altra cosa, una idea di come si vive nel paese che ospita, ed inoltre aiuta ad instaurare nuove e durature amicizie. La mattina del sabato si terranno le visite ai siti turistici e culturali. Quest’anno i luoghi da visitare saranno la grotta di Santa Barbara e il nuraghe di Seruci, altre due “perle” del territorio. Dopo un pasto veloce, il pomeriggio normalmente è lasciato libero per un pò di relax o shopping, mentre la sera ci si preparerà per la cena di gala, che prevede i discorsi ufficiali e durante la quale si presenta uno spaccato di cultura del proprio paese. Si terminerà poi la mattina della domenica con un brunch durante il quale ogni Club presenterà qualcosa del proprio paese: può essere una canzone o un balletto, ma il tutto fatto in allegria e amicizia, per salutarsi e darsi l’appuntamento all’anno successivo. IL MEMORIAL DEDICATO A SILVIO OLLA SANT’ANTIOCO RICORDA IL SUO EROE CADUTO NEL 2003 A NASIRIYAH Elisa Sodde Per la seconda volta in tre anni, il 151° Reggimento Fanteria della Brigata “Sassari” di Cagliari si aggiudica il primo posto nella combattutissima finale del Memorial “Silvio Olla”, torneo di calcio a 11 dedicato al Maresciallo Capo Silvio Olla, Croce d’Onore alla memoria, caduto a Nasiriyah il 12 novembre 2003. Il Memorial è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Sant’Antioco – ed in particolare dall’Assessore Paolo Garau (Assessore allo Sport e alla Sicurezza nel 2011, anno della sua istituzione) di concerto con la famiglia Olla – per onorare e ricordare la figura e l’altissimo sacrificio del suo giovane concittadino, appartenente al 151° R. F. della Brigata “Sassari”, prematuramente scomparso in terra straniera (l’Iraq) ove, insieme ai suoi compagni dell’Operazione “Antica Babilonia”, si era recato in “missione di pace”. Nell’anno del decimo anniversario di quella dolorosa ed indimenticata ricorrenza, il Memorial “Silvio Olla”, organizzato dalla A.S.D Sant’Antioco Antiochense con il Patrocinio dell’Assessorato Comunale allo Sport, giunge alla sua III edizione. Fra il 1° ed il 3 agosto scorso, oltre alle due squadre dei due Reggimenti storici della Brigata, il 151° ed il 152°, che si sono disputate la finalissima, hanno preso parte al torneo tenutosi nello stadio della cittadina lagunare anche il 5° Reggimento Guastatori di Macomer, una rappresentativa del 1° e 3° Reggimento Corazzato di Capo Teulada e una rappresentativa dei Carabinieri del Comando Compagnia di Carbonia e della Stazione di Sant’Antioco; oltre naturalmente alla rappresentativa della A.S.D Sant’Antioco Antiochense Juniores assieme alla 3FC Amatori di Sant’Antioco. Alla cerimonia ufficiale di premiazione, alla presenza del Sindaco Mario Corongiu e di tutte le Autorità cittadine e della Fam. Olla, l’Assessora allo Sport Mariella Piredda nell’esprimere la grande soddisfazione di tutta l’Amministrazione per l’ottima riuscita di questo importante evento calcistico evocativo dell’“Eroe Antiochense”, sottolineando che tale manifestazione rappresenta anche un particolare “momento di socializzazione e di aggregazione fra le diverse squadre presenti ad un torneo che è destinato a crescere negli anni, proprio per l’importanza che gli stessi militari danno all’evento>>, ha annunciato <<una prossima edizione in notturna, allargata anche ad altre formazioni calcistiche rappresentative delle forze armate in genere, ma anche del mondo calcistico regionale”. Il Comune di Carloforte ha finalmente, a 275 anni dalla sua nascita, uno stemma ufficialmente riconosciuto. La cerimonia ufficiale si è svolta sull’isola di San Pietro il 16 luglio, alla presenza del prefetto di Cagliari che ha consegnato il decreto che istituisce stemma e gonfalone ufficiali. Quello usato sino a oggi era infatti “abusivo” ed era utilizzato per consuetudine. Ma qual è la storia del simbolo ufficiale di Carloforte prima perduto, poi recuperato e istituzionalizzato, come avrebbero voluto i primi colonizzatori dell’isola di San Pietro? Parte dalla nascita di Carloforte! In un documento che si trova presso l’Archivio di Stato di Cagliari, databile proprio fra il 1738 ed il 1739, durante uno dei primi consigli comunitativi (assimilabili agli attuali consigli comunali), quando l’isola di San Pietro ricevette i primi coloni che fondarono Carloforte. In tale scritto viene dettagliata una bozza di stemma che prevedeva: a) Lo scudo sannitico con croce sabauda Carloforte b) Il grifone alato, nel cantone sinistro del capo, a ricordo delle origini liguri c) La cittadella fortificata o Castello e una tipica barca carlofortina, a ricordo delle origini marinare. Nel secondo dopoguerra, anni 50, il Comune avviò la pratica, presso l’ufficio araldico (competente in materia) per avere uno stemma ufficiale (quello usato sino ai giorni nostri), ma tale pratica non fu mai completata. Il simbolo, in uso per oltre 60 anni, rappresentava una torre su tre piccole colline su sfondo azzurro. Dopo accurate ricerche di due appassionati di storia carlofortina: Salvatore Borghero e il compianto Gerolamo Simeone, durante la prima amministrazione guidata dal sindaco Marco Simeone (2002-2007) fu avviata una nuova richiesta presso l’ufficio araldico di Roma. Ora Carloforte ha un nuovo stemma. Lo stemma ufficiale di Carloforte ha dentro di se la storia di migrazioni e contaminazioni fra popoli e culture che sintetizza l’essere carlofortini. Ora finalmente si potrà ammirare ed utilizzare, come volevano i fondatori della cittadina sardoligure. CONCORSO “FOLKLANDO LA VALNERINA” TRIONFO DEL GRUPPO FOLK DI SANT’ANTIOCO Elisa Sodde Al concorso “Folklando la Valnerina”, nello splendido e rinfrescante scenario delle Cascate delle Marmore, trionfa il gruppo folk “Su Forti” di Sant’Antioco (CI). Dal 9 all’11 agosto a Torre Orsina e Collestatte, in provincia di Terni, si è tenuta la II Edizione del Concorso Folkloristico “FOLKLANDO LA VALNERINA”, organizzato dall’Associazione Culturale no profit “I 2 Colli” in collaborazione con la Circoscrizione Est, la Pro Loco “La Cascata”, l’Associazione “Diversa-mente” di Terni. I numerosi gruppi di diverse regioni non solo d’Italia si sono esibiti, esprimendo le più antiche tradizioni dei territori di provenienza, con storici canti popolari, coloratissimi e bellissimi costumi tipici e particolari coreografie. Al concorso, infatti, possono partecipare gruppi folkloristici, sia italiani che stranieri di qualsiasi dimensione e tipologia, che intendano presentare i loro balli e/o canti. Ogni gruppo partecipante ha a disposizione 15/20 minuti per la propria esibizione. La Giuria, composta dai presidenti delle due Associazioni Culturali e da soggetti competenti nel settore nonché personalità del panorama musicale e coreutico locale, esprime un giudizio tramite un punteggio in decimi, la graduatoria finale è a scorrimento e viene decretato vincitore il gruppo che avrà ottenuto il maggior punteggio in assoluto. I premi in palio sono: 1° Classificato Euro 1.000; 2° Classificato Euro 800; 3° Classificato Euro 600. Premio speciale per solo coro Euro 600; Premio speciale per il gruppo di provenienza più lontana Euro 500. Il primo premio quest’anno se lo è portato a casa l’Associazione Culturale “SU FORTI” dell’Isola di Sant’Antioco. Ancora freschi del successo riscosso nella loro cittadina al Summer Party I Edizione del Carnevale Estivo del 4 agosto 2013, dove si sono aggiudicati il primo premio del valore di 1000, i ragazzi del Gruppo “Su Forti” si sono guadagnati il podio anche in Umbria, dove parte del gruppo di ballo, si è esibito nell’ambito del citato Festival Nazionale del Folklore, meritando il primo posto (anche stavolta corrispondente a 1000) e il plauso di tutta la giuria che, oltre all’abilità dei ballerini, ha apprezzato i costumi e l’eleganza nell’indossarli. Nel contempo, a Sant’Antioco, la restante parte del gruppo ha partecipato alla manifestazione “Calici di Stelle”, allietando la serata con musiche, canti e balli, degustazioni di dolci tipici, per il piacere e la passione di tenere sempre vive le tradizioni della nostra terra. Il presidente del Gruppo, Filippo Piras racconta che <<l’Associazione Culturale “Su Forti” viene a formarsi su iniziativa di un gruppo di cittadini uniti dalla passione per le tradizioni dell’isola. L’esperienza pluriennale dei componenti in precedenti realtà locali, ha permesso un’organizzazione ed una preparazione più fondata degli associati che si esprime in costume, con il canto corale e, soprattutto, con il ballo sardo: tutte espressioni culturali radicate nella tradizione isolana, attraverso le quali cerchiamo di recuperare e rivendicare una nostra identità, in una realtà che spinge sempre più verso l’omologazione ed una cultura globalizzata, senza lasciar spazio all’espressione delle particolarità locali. L’Associazione si radica nel solco della dottrina Cristiana legata al culto di Sant’Antioco, Martire Sulcitano, al quale con umiltà e devozione consacra tutta l’attività associativa. L’Associazione “Su Forti” si pone quindi come obiettivi quelli di promuovere, con continuità ed attenzione, iniziative volte alla promozione delle nostre tradizioni e di proporsi come luogo di incontro ed aggregazione dove poter condividere la conoscenza e l’amore per le tradizioni locali e più in generale della Sardegna.>> Ancora, il presi- dente sottolinea che fra gli 80 componenti del gruppo, dei quali fanno parte anche 16 abili ballerini le cui specialità sono i balli tipici campidanesi, si possono ammirare diverse fogge d’abito: <<Prevalgono, vistosamente, i cosiddetti costumi “de mesu grana”, con gonna rossa fittamente pieghettata e “su gipponi” (il corsetto) in velluto o in raso di colore rosso vivo con maniche preziosamente ricamate. Il copricapo di panno azzurro si sovrappone ad un fazzoletto di tulle bianco lavorato. Il tutto impreziosito, poi, da bottoni e gioielli vari in filigrana sarda. Era, questo, l’abito indossato dalle donne della classe sociale più elevata. Agli abiti “de mesu grana” si affiancano, più “discreti” e austeri, i costumi in seta dai disegni orientaleggianti (“filu in sera”) e “is panneddus”, dal nome del copricapo di orbace nero fittamente plissettato, con gonne di pesante seta a strisce verticali dai colori contrastanti; abiti, questi ultimi, indossati dalle donne più avanti negli anni. L’abito maschile è, invece, molto più semplice: camicia bianca in tela dalle larghe maniche, con collo alto impunturato. Sopra un corsetto di panno nero (come le brache) con doppia fila di bottoni dorati.>> L’Associazione “Su Forti” viene invitata per sfilare e ballare in occasione delle più importanti sagre della Sardegna, fra le quali si possono ricordare: il Redentore a Nuoro, il Matrimonio Mauritano a Santadi, il Matrimonio Selargino a Selargius, le diverse feste paesane di Isili, Orroli, Lanusei ecc, ecc. Il gruppo si è inoltre esibito anche oltre i confini nazionali, a Pineda de Mar in Spagna e a Praga in Repubblica Ceca, riscuotendo sempre enorme successo ed apprezzamento. Realtà Locale La spettacolarità dei paesaggi iglesienti è ben manifestata nel percorso che da “Case Marganai”, passando per la miniera di”Reigraxius” conduce alle bellissima valle carsica di “Gutturu Farris” da cui si raggiunge la sorgente “Sa Mitza de Predi Giuanni Antoni”. Partendo da Iglesias, una volta giunti alla frazione di San Benedetto, si prosegue per la località denominata “Mamenga”, e poi ci si dirige verso“Case Marganai”; nel piazzale in cui vengono parcheggiati i mezzi, sono presenti alcuni esemplari di leccio di dimensioni considerevoli e le indicazioni sul percorso da seguire nella foresta. Da questo punto, lasciando sulla sinistra la stazione meteo dotata di pluviometro, anemometro e altri strumenti utilizzati per il monitoraggio meteorologico posizionati dall’Ente Foreste, si prosegue per una suggestiva mulattiera ricoperta da fogliame secco che attraversa un’area in cui sono presenti delle panchine e tavoli per pic-nic, e nella quale si possono osservare scavi minerari recintati, caratterizzati da alcune trincee nel cui interno si trovano grossi massi isolati di calcare ceroide. Sul bordo della mulattiera si possono notare i tubi di una condotta idrica in cui passa l’acqua attinta tramite impianto di sollevamento dalla sottostante miniera di Reigraxius. Dopo aver affrontato un breve tratto del percorso con leggera pendenza si giunge a “Gruttoni Mauris”. Tanto tempo fa quest’area era una riserva faunistica recintata che ospitava i daini; attualmente a causa di un forte incremento di popolazione di cervi nelle aree circostanti, principalmente nel Monte Linas e DA CASE MARGANAI ALLA VALLE CARSICA DI GUTTURU FARRIS TRA I COMUNI DI IGLESIAS E DOMUSNOVAS Roberto Curreli-Luciano Cuccu Ingresso Galleria Mineraria cino e bruno scuro e da una bella colonna. Lungo le pareti si possono osservare interessanti forme di erosione prodotte sia dall’azione diretta che indiretta dell’acqua. La parte finale è costituita da un esteso salone, ampliato dal collassamento del pavimento, che ha generato l’inclinazione dello stesso di circa 30°. La cavità si è impostata lungo una frattura obliqua orientata NE-SW e immerge verso NW. La volta, dalla quale pendono le radici degli alberi che costituiscono il bosco soprastante, è in- Miniera Reigraxius Monti Mannu, i dirigenti dell’Ente Foreste stanno pensando di ripopolare l’area con questi ungulati. Sulla sinistra dell’ingresso della grotta avanzando qualche decina di metri si raggiunge un belvedere dal quale si possono ammirare sia la stupenda vallata che comprende la miniera di “Reigraxius”, che i rilievi del “Monte Linas”, “Punta Campu Spina” con i suoi ripetitori, “Punta Su Fenu Trainu”, “Punta Arbona”, le discariche minerarie di “Sa Duchessa de Pitzus” e di “Salixi Nieddu”, la bonifica di “Perda Niedda” e in lontananza la dighetta di “Siuru”, bacino artificiale realizzato per fornire acqua all’impianto di flottazione nella laveria della miniera di “Barraxiutta”. Dopo aver osservato lo stupendo panorama si torna indietro fino a raggiungere “Grottoni Mauris”, cavità naturale frequentata già nella preistoria, all’interno della quale sono stati rinvenuti resti di vasellame, poi restaurati dagli archeologi del Centro Iglesiente Studi Speleo Archeologici (C.I.S.S.A.), ed attualmente esposti nel museo-natura di “Case Marganai” in prossimità del Parco Linasia. L’imboccatura, protetta da uno steccato, permette l’ingresso all’interno della cavità tramite una piccola discenderia di circa dieci metri; il pavimento è costituito da massi di calcare di medie dimensioni. Nella parte iniziale, prevalentemente inattiva, è presente una colata con alcune mineralizzazioni di ferro di colore marron- 7 numero 643 del 12 Settembre 2013 teressata dallo stillicidio che alimenta la formazione di speleotemi, tra cui figurano piccole stalattiti tubolari e concrezioni globulari; sulla sinistra, sia nel tetto che nelle pareti, sono visibili interessanti forme di erosione inversa. Una volta usciti dalla cavità carsica si percorre sulla destra un sentiero in mezzo al bosco, inizialmente attrezzato con una gradinata costituita da tronchi di legno ancorati sul terreno e protetto da una staccionata, che prosegue sino ad una sbarra, che rappresenta il punto d’innesto con la strada che conduce alla Grotta di San Giovanni. Lungo il percorso descritto si incontrano i ruderi di una tramoggia utilizzata per caricare il minerale estratto da trasportare all’impianto di trattamento. Tutt’attorno vi sono i ruderi di alcuni edifici del villaggio minerario; particolare interesse rivestono i resti di alcuni fabbricati a schiera, aventi pareti alte oltre sette metri, dove sono presenti caratteristici archi sovrastanti gli ingressi, e sulle cui pareti frontali si possono osservare gli anelli in ferro utilizzati, per legare i cavalli e i muli utilizzati durante l’attività estrattiva. Proseguendo lungo la mulattiera si costeggia la montagna e si raggiunge un muro sulla cui parete si legge la scritta “DEPOSITO”. Nella fronte calcareo si aprono gli ingressi in muratura di accesso a due ambienti, il primo introduce in un vano di piccole dimensioni (1,20 x 1,00 m.) e altezza 1,70 m., sicuramente adibito a deposito esplosivi. Il secondo per- mette dopo aver superato all’interno della montagna un corridoio con volta ad arco, lungo circa cinque metri e largo un metro di accedere ad un serbatoio per la raccolta dell’acqua avente dimensioni 3,50 x 3,50 x 3,50 metri, con volta costruita in mattoni pieni la cui parte di sfioro dell’altezza di 2,20 metri è raggiungibile tramite una scala realizzata con gradini in ferro. Camminando lungo il tracciato e discostandosene per un breve tratto sulla sinistra si raggiunge un altro punto panoramico ubicato sopra una discarica mineraria dalla quale è possibile fotografare i caseggiati e l’area circostante la miniera di Reigraxius; in prossimità del piazzale è presente una galleria mineraria, la cui imboccatura è stata scavata sul Calcare Nodulare della “Formazione di Campo Pisano” e nel cui interno è stata intercettata una cavità carsica identificata con una targhetta indicante il numero attribuito dalla Federazione Speleologica Sarda. Proseguendo lungo il tracciato si incontrano rocce appartenenti al Cambriano Inferiore dell’era paleozoica (attualmente datato a circa 540 Milioni di anni) rappresentante dal dal “Calcare Ceroide”, roccia carbonatica di colore che varia dal grigio scuro a grigio chiaro, seguito dal “Cal- Bacino acquifero di Siuru care Nodulare” costituito da alternanze di livelli argillosi metamorfosati di colore grigio, talora marroncino e livelli di calcare variante dal verde al rosato per concludere con gli “Scisti di Cabitza” argille metamorfosate dal particolare colore rosso vinaccia, alternato al verdolino (Cambriano Superiore-Ordoviciano Inferiore 500-470 M.a.), Avanzando nel percorso si raggiunge la miniera di Reigraxius il complesso minerario comprende i cantieri di Su Coravau, Perdu Carta e Perdu Andria, ed è ubicato nei pressi dell’omonima sorgente tra Monte Reigraxius e Cea Manna. Il complesso minerario, era già noto sia ai romani che ai pisani, che hanno lasciato le loro in tracce di numerosi scavi; in tempi più moderni fu oggetto di numerose ricerche e coltivazioni. La prima concessione mineraria per piombo e zinco venne rilasciata nel 1859 alla Ditta F.lli Ferro e trasferita nel 1867 a un certo William Scott e in seguito nel 1874 alla Marganai Mining and Forest Company di Londra che coltivavano, per conto della Vieille Montagne anche le mineralizzazioni a calamine di Campi Elisi e Genna Ruxitta. Nell’anno 1896 la concessione mineraria venne acquistata dal Barone Scotto che a sua volta la cedette nel 1913 alla Società Monteponi che coltivò i giacimenti dal 1925 al 1943. Negli anni Sessanta l’attività mineraria di Reigraxius passò alla Società Monteponi-Montevecchio venne inglobata nella concessione di Marganai sino alla chiusura. Il giacimento è costituito da alcune masse calami nari e da un “filone” quarzoso-calcitico mineralizzato a solfuri di piombo. Dal piazzale della nuova miniera, si può osservare una parete calcarea in cui sono posizionati alcuni grottoni; attorno allo spiazzo sono ubicate le strutture della miniera, costituite dalla laveria, nella cui parte bassa vi è un ambiente in cui sono depositati fanghi di flottazione incrostati sul pavimento, da un serbatoio di grosse dimensioni, dagli uffici, da alcune gallerie minerarie e da una stazione di pompaggio ricostruita ex novo dall’Ente Foreste nel 1996. Da questo punto l’acqua della miniera spiega Sandro Cappai ex funzionario dell’Ente Foreste, l’acqua della miniera viene scaricata in un serbatoio per poi essere portata tramite impianto di solleva- Serbatoio acqua mento a “Case Marganai” e all’Eliporto. Dalla miniera dirigendosi verso valle di si può ammirare il rilievo di Punta Su Fenu Trainu, dove è presente “Sa Fossa de su Su Fenu Trainu” pozzo naturale profondo 160 metri, rilevato dallo Speleo Club Cagliari, che prosegue con un’ampia galleria caratterizzata da una serie di vaschette che ne costituiscono il pavimento e dalla presenza di spettacolari aragoniti. Sulla destra il tracciato si addentra nel canalone di “Gutturu Farris”, bellissima valle carsica in taluni punti intensamente incassata, con pareti verticali, in cui sono ubicate alcune grotte, caratterizzata da una vegetazione costituita principalmente da grossi lecci, corbezzoli e agrifogli. Nella parte alta si può osservare un’interessante endemismo esclusivamente sardo l’Iberis integerrima arbusto che possiede delicati fiori bianchi, che cresce tra le rocce prive di altra vegetazione. Lungo la valle si possono osservare i resti di un forno di calcinazione ancora ben conservato e nella parte finale alcuni fornelli e gallerie minerarie. Superata una sbarra si percorre in salita per alcune centinaia di metri una strada sterrata che permette di giungere a “Sa Mitza de Predi Giuanni Antoni” punto di ristoro attrezzato con tavoli e panche in legno. FOTO: MORENA BONACCORSI 8 Realtà Locale numero 643 del 12 Settembre 2013 UNA SVOLTA PERBeppe RILANCIARE IL TURISMO Tassone L’Italia non è riuscita a dirottare i flussi turistici che hanno abbandonato l’Egitto: la notizia, accompagnata da un lungo e completo reportage, pubblicata nel bel mezzo del mese d’agosto dal quotidiano torinese “La Stampa”, mi ha fatto tornare indietro con la mente agli scenari degli anni novanta quando un’altra sanguinosa guerra civile, quella nell’ex Jugoslavia, interruppe i collegamenti via terra con la Grecia e la Turchia. Sono andato a rileggere il commento che scrissi in quell’occasione: penso potrebbe essere mutuato, pari pari, alla situazione di oggi. L’Italia, e non da oggi, ha dimostrato una cronica incapacità a rinnovarsi e a adeguarsi nel campo dell’offerta turistica, scegliendo la strada dell’ammodernamento e della destagionalizzazione. Tranne in poche fortunate aree, il resto sembra esclusivamente votato ad un turismo estivo, di massa, al quale segue, per lo più da metà autunno, la sospensione di buona parte delle attività. Pochi settori ne sono esclusi e sicuramente non quelli che assicurano i così detti “grandi numeri”. Il quotidiano torinese parla anche di difficoltà nell’approccio, di poca gentilezza, assenza nelle conoscenze delle lingue, difficoltà nell’adattarsi ad esigenze gastronomiche che possono derivare anche dalla mondializzazione del turismo. Tutti elementi validi che si aggiungono a quello che, più di ogni altro, crea il problema: l’ingessatura del settore, l’incapacità di aprirsi alla concorrenza e le difficoltà prodotte dall’applicazione di una massa di norme statali, regionali e locali che allungano i tempi e rendono incerta sotto il profilo amministrativo ogni attività. Il costo del lavoro, con tutto questo, conta assai poco: a incrementare le presenze, accogliendo questi nuovi flussi, sono stati anche Paesi come la Francia e la Spagna che certo non si differenziano molto da noi. Vi sono, poi, le croniche patologie che non aiutano l’immagine italiana a crescere nel mondo: difficoltà nelle comunicazioni, scarsa conoscenza delle lingue straniere con particolare riferimento a quelle dell’Est Europeo, prezzi poco chiari nei bar e nei ristoranti con tentativi, spesso documentati, di praticare vere e proprie truffe. Il tutto condito con la follia, che ora emerge in tutta la sua drammaticità, di trasferire le competenze alle regioni creando tanti centri di spesa, ma non un sistema unico di diffusione e di propaganda dell’immagine Italia all’estero. Occorre correre con urgenza ai ripari: lo si sottolineava già negli anni novanta, ma ora, sull’onda delle crisi economica e della necessità di porre le basi per una ripresa concreta e stabile, non si può più tergiversare. Il settore turistico ha necessità di ammodernarsi, di vedersi rispettato dallo Stato mediante l’emanazione di leggi chiare che sintetizzino le troppe norme che ora rendono nebuloso l’intero settore e di aprirsi alla concorrenza vera. Un intervento che rispetti gli operatori, ma anche li responsabilizzi, che consenta loro di crescere, ma non permetta più di vivacchiare su rendite di posizione, che renda la situazione fiscale trasparente, ma colpisca anche larghi strati di abusivismo o, peggio ancora, di evasione. Dai “falsi tour operator” ad attività mascherate il nostro Paese è in questo settore vittima di un fai da te che ci sta relegando sempre più distanti da quel posto di vertice che la bellezza, italiana, il suo patrimonio artistico e culturale, il paesaggio e la varietà dei territorio meriterebbero. Un decreto del “fare turismo” s’impone con urgenza, scritto da esperti del settore, con la mente libera e trasparente, senza voglia di creare italianissimi sotterfugi. Questo settore è tra quelli che debbono rivelarsi trainanti per la nostra economia: occorre rispettarlo fino in fondo, ma anche pretendere rispetto da parte di chi vi opera. Alternative non ve ne sono. ESTATE 2013 VIRTUALMENTE CONCLUSA ORA AL LAVORO PER RIDARE COMPETITIVITA’ “Ci auguriamo che l’estate, in Sardegna, prosegua almeno per un altro mese, in modo da dare un po’ di linfa vitale al comparto turistico. D’altro canto, la stagione può considerarsi virtualmente conclusa, perlomeno dal punto di vista delle attività produttive e, insieme, della politica. Dopo la legittima pausa per tirare il fiato e riordinare le idee, è lecito aspettarsi dal Consiglio e dalla Giunta regionale uno sforzo eccezionale di impegno e progetti, per risollevare l’Isola da una situazione gravissima”. Il presidente della Confesercenti Sardegna, Marco Sulis, richiama la classe politica isolana ad uno scatto d’orgoglio dopo un anno che sarà difficile dimenticare. “Il 2012 e il primo semestre del 2013 – prosegue Sulis – sono stati caratterizzati dalla chiusura di parecchie centinaia di aziende e dai conseguenti licenziamenti del personale o, nella migliore delle ipotesi, dalla cassa integrazione. Imprese grandi, medie e piccole, spesso con parecchi decenni di comprovata esperienza alle spalle, hanno dovuto arrendersi di fronte all’assurdo carico fiscale ma anche a causa delle note e non più sopportabili carenze infrastrutturali, che gravano in maniera eccessiva su chi vuole stare nel mercato in maniera competitiva. Ecco perché confidiamo nell’immediata convocazione dei tavoli tecnici ai quali devono partecipare le Associazioni datoriali e gli organismi sindacali, indispensabili interlocutori e portatori di idee. La continuità territoriale, e con essa il problema dei trasporti aerei e marittimi, deve essere risolta in tempi stretti e definitivamente: è fondamentale per il trasporto delle merci ma anche delle persone, siano esse turisti o i sardi residenti. La Giunta regionale è chiamata anche al confronto con il Governo nazionale su tematiche come il costo dell’energia, gli sgravi fiscali e l’accesso al credito (attraverso il rodato sistema dei Consorzi fidi, che però va sostenuto attraverso la patrimonializzazione). Altri temi a noi cari sono la semplificazione della pubblica amministrazione, a tutti i livelli, e l’istituzione dei Distretti del commercio, attesa da troppi anni e ferma in Consiglio regionale. A questo proposito è bene precisare che devono essere varate strutture snelle, non nuovi carrozzoni politici che dilapidano risorse pubbliche senza neppure dare risultati”. “Siamo d’accordo – prosegue Sulis – con quanto è stato affermato da altre Associazioni di categoria: non è più tempo di retorica, promesse e scontri strumentali. È arrivato il momento di individuare soluzioni condivise, attraverso percorsi semplici e realmente accessibili. Imprese e cittadini non possono più tollerare le perdite di tempo, perché sono al collasso. E non da oggi”. La Confesercenti Sardegna, fa sapere il presidente Sulis, “nei prossimi giorni si coordinerà con le organizzazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia, per chiedere un immediato confronto con la Giunta regionale sui temi citati”. COMUNE DI CARBONIA BANDO DI GARA PROCEDURA APERTA PER LA FORNITURA, INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE IMPIANTI ANTINTRUSIONE. GESTIONE DEL SERVIZIO DI VIGILANZA TELEALLARME NEGLI EDIFICI COMUNALI. N. 2 LOTTI FUNZIONALI L’appalto è diviso in due lotti funzionali: • 1° LOTTO – CIG 5260053D0A - Fornitura e installazione degli impianti di antintrusione come da elenco di cui all’art. 5 lettera A) del capitolato speciale d’appalto, verifica di funzionamento degli impianti esistenti di proprietà comunale, la loro attivazione ed eventuale ripristino degli stessi come da elenco di cui all’articolo 5 lettera B) del capitolato. Manutenzione ordinaria e straordinaria dei sistemi di sicurezza esistenti e di nuova fornitura. • 2° LOTTO – CIG 526006896C - Servizio di gestione e collegamento con la Centrale Operativa con fornitura a titolo di noleggio dei sistemi Bidirezionali degli impianti indicati nelle lettere A) e B) di cui all’art. 5 del capitolato speciale d’appalto, comprensivo di oneri d’intervento in caso di segnalazione di allarme come da art. 32 del capitolato speciale d’appalto. L’importo complessivo dell’appalto per tre anni è pari ad Euro 147.800,00 oltre IVA di legge, così ripartiti: - Importo a base d’asta Lotto 1: Euro 47.000,00 oltre Iva di Legge - Importo a base d’asta Lotto 2: canone mensile per ogni impianto Euro 50,00 oltre IVA di legge, per un importo complessivo del servizio per il triennio pari ad Euro 100.800,00 oltre Iva di Legge. Termine di ricezione delle offerte: ENTRO E NON OLTRE LE ORE 12 DEL GIORNO 23/09/2013. Indirizzo a cui inviare le offerte: Comune P.zza Roma, 1 – 09013 Carbonia. Il Responsabile del Servizio Dott. Giantonio Sau IGLESIAS NESSUNO HA PRESENTATO DOMANDA PER LE BORSE DI STUDIO ROTARY CLUB Nel mese di giugno scorso, il Rotary Club di Iglesias aveva bandito un concorso riservato ai ragazzi delle scuole superiori, figli di disoccupati o di cassaintegrati per l’assegnazione di borse di studio ai meritevoli. Il concorso era suddiviso in due sezioni: una per gli alunni dalla prima alla quarta ed una per i diplomati. Mentre per la prima sezione hanno presentato domanda 8 ragazzi, ai quali verranno con- segnati 8 premi per un importo variabile sino a 400 euro; per la sezione riservata ai diplomati, con dotazione di 500 euro, nessuno ha presentato la domanda. Le borse in concorso sono due. Per la partecipazione al concorso sono richiesti i seguenti requisiti: Aver conseguito la Maturità o Diploma di Scuola Media Superiore; Non avere appartenenza diretta ad alcun Rotary club; Avere almeno un genitore disoccupato o iscritto alla cassa integrazione; Non avere rapporti di parentela diretta con gli iscritti al Rotary club di Iglesias; Essere residenti in uno dei comuni rientranti nell’ambito del Rotary club Iglesias (Iglesias, Buggerru, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Musei, Portoscuso e Villamassargia). LA STAGIONE TURISTICA NEL SULCIS IGLESIENTE QUALCHE LUCE E MOLTE OMBRE DA DIRADARE Marco Massa S’Archittu E’ ancora troppo presto per tirare le somme delle presenze turistiche in quest’estate 2013 nel Sulcis Iglesiente. Ma, come avviene da qualche anno, sembrano prevalere luci e ombre, anche se il malcontento degli operatori del settore non sembra destinato a lasciare alcuno spazio a consuntivi positivi. Tuttavia, se si analizzano in dettaglio tutti i fattori sinergici al turismo, non sembra che i risultati siano stati così disastrosi come taluno vorrebbe dipingerli. Intanto c’è da tener conto della economia, non solo nazionale, che ha imposto un certo rigore nella spesa delle famiglie. Anche le altre Regioni, tradizionalmente prese d’assalto da correnti turistiche del Nord Europa, hanno dovuto registrare un sensibile decremento di presenze, ma non per questo gli operatori demordono dai loro programmi. Certo, per la Sardegna il costo di traversata ha inciso sul bilancio familiare più di quanto non si potesse immaginare. La cordata gallurese che ha noleggiato una nave, offrendo la traversata a prezzi contenuti, ha avuto ragione e ha dimostrato come si possa affrontare il problema con coraggio e determinazione. Al punto che per l’anno prossimo è già prevista una seconda nave nei collegamenti Gallura-Toscana. Il Sulcis Iglesiente ha sempre raccolto i fondi dei flussi turistici sbarcati a Cagliari, Olbia, Portotorres; oppure agli aeroporti di Cagliari, Olbia o Fertilia. Il discorso di sempre, per il territorio Sud Occidentale sardo, è la promozione. Una intelligente promozione non può non tenere conto delle sue peculiarità: miniere, archeologia antica e industriale, eventi, musealità (aperta), enogastronomia. Il mare? Questa è una peculiarità generalizzata in tutta l’isola. Per il resto l’estate 2013 è trascorsa ancora senza aree di sosta per camper, campeggi quasi inesistenti, generici b&b, alberghi non sempre al top igienico, scarsa segnaletica stradale, assenza di coordinamento degli eventi promossi, in larga parte, nella stessa data. Questi sono elementi da correggere per offrire migliori servizi e dare l’immagine adeguata ai tempi in cui la concorrenza è spietata. Le due maggiori città, Carbonia e Iglesias, hanno ripetuto la loro “movida” settimanale del Nottinsieme e Notteggiando, proponendo qualche serata musicale con artisti di nota fama. Per il resto: “Matrimonio Mauritano” a Santadi; “Settimana medioevale” a Iglesias; Sant’Anna Arresi con “Ai confini tra Sarde- gna e jazz”; “Narcao Blues”; “Liberevento” di Calasetta; “Parole sotto la torre” a Portoscuso; cui vanno aggiunti l’appuntamento col “Carignano Music Experience” e le varie sagre che immancabilmente riscuotono il loro successo di pubblico. E’ anche vero che l’estate ancora non è conclusa e, in genere, l’autunno riserva qualche sprazzo di sole e di sapori vacanzieri. Ora, però, va ricordato che l’assenza della Provincia ha di fatto “sgarrettato” l’entusiasmo degli organizzatori di eventi, per i quali le prospettive non sembrano che vogliano tendere al miglioramento. Ecco quindi l’esigenza di programmare per tempo eventi ed appuntamenti di richiamo, capaci di interessare l’attenzione di coloro che approdano nell’Isola, di cui vorrebbero godere il meglio che non sempre è fatto di sole, spiagge e mare. Per il resto l’estate 2013 non è del tutta da buttar via, almeno rispetto a trascorse esperienze che avevano lasciato più segno negativo di quanto non sia destinato a lasciarne quest’anno. CTM S.P.A. BANDO DI GARA Servizio di assistenza a bordo dei mezzi CTM che effettuano il servizio di trasporto delle persone disabili. Il bando riguarda: un appalto pubblico per servizio di assistenza a bordo dei mezzi CTM che effettuano il servizio di trasporto delle persone disabili. Il valore presunto per 12 mesi € 214.230,00 di cui € 1.920,00 di oneri interferenziali non soggetti a ribasso. Durata dell’appalto; 12 mesi rinnovabili di ulteriori 12 mesi. Cauzione richiesta: € 4.284,60 pari al 2% dell’importo annuale presunto da costituirsi secondo le modalità e le condizioni tassativamente previste dal disciplinare di gara. Situazione personale degli operatori: Possesso dei requisiti di ordine generale di cui all’art.38 del d.lgs.n.163/2006, da attestare tramite dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n.445/2000. Possesso dei requisiti di idoneità professionale di cui all’art.39 del d.lgs. n.163/2006: è richiesta l’iscrizione al registro delle imprese tenuto dalla C.C.I.A.A. per attività inerenti al servizio oggetto del presente bando, da attestare tramite dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. n.445/2000. III.2.3) Capacità tecnica: A) aver maturato un’esperienza quinquennale nel settore dell’assistenza socio sanitaria, da attestare tramite dichiarazione indicante l’oggetto del contratto, il committente, il periodo di durata e il relativo importo. Nel caso di partecipazione di un raggruppamento temporaneo di imprese il requisito dovrà essere posseduto per intero almeno dalla mandataria. B) avere struttura organizzativa, atta a garantire un’efficiente esecuzione del servizio; avere una sede nel Comune di Cagliari o zone limitrofe o dichiarazione di impegno a costituirla. C) essere in possesso della certificazione di qualità per assistenza socio sanitaria o similari. Tipo di procedura: aperta. Criteri di aggiudicazione: prezzo più basso. Condizioni per ottenere il capitolato d’oneri e la documentazione complementare: previa richiesta da inoltrare anche via fax entro il 9.09.2013, ore 13.00. CTM non provvederà alla spedizione della documentazione. Termine per il ricevimento delle offerte. Data: 17.09.2013; ora: 13.00. Periodo minimo durante il quale l’offerente è vincolato alla propria offerta: giorni 180 decorrenti dal termine di scadenza. Modalità di apertura delle offerte: in seduta pubblica il giorno 17.09.2013 ore 16.30. Sezione VI: Altre informazioni. Per la documentazione da produrre e le ulteriori informazioni si rinvia al disciplinare di gara che fa parte integrante del presente bando. Le dichiarazioni attestanti il possesso dei requisiti dovranno essere prodotte a pena di esclusione e redatte in conformità dei Moduli scaricabili dal sito www.ctmcagliari.it, nella sezione Bandi di Gara, che costituiscono parte integrante del presente bando. Il Modello d’offerta, il Disciplinare di gara e il Capitolato di gara potranno essere ritirati all’indirizzo previa richiesta al numero di fax: 070/2091.222. Qualunque informazione in merito al presente bando dovrà essere richiesta solo a mezzo fax al numero 070/2091222, inviato all’attenzione del Settore Approvvigionamenti entro il 10.09.2013, ore 13.00. Le risposte ai quesiti richiesti verranno pubblicate sul sito www.ctmcagliari.it, nella sezione Bandi di gara. Si applicano gli art. 46, 48, 49 e 75 del d. lgs. 12.04.2006, n.163. Non sono ammesse offerte al rialzo. CTM in ogni fase del presente appalto si riserva di eseguire le opportune verifiche sulla veridicità delle dichiarazioni presentate. E’ previsto a pena di esclusione il pagamento del contributo all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Relativamente all’informativa privacy si rimanda al documento “Informativa privacy” pubblicato sul sito www.c tmcagliari.it, nella sezione Bandi di gara. Responsabile del Procedimento: Dott. Ezio Castagna. Determina a contrarre 22.07.2013. Organismo responsabile delle procedure di ricorso: T.A.R. REGIONE SARDEGNA – VIA SASSARI, 37 – 09124 – CAGLIARI – ITALIA – tel.: 070/679751. VI.4.3) Servizio presso il quale sono disponibili informazioni sulla presentazione del ricorso: T.A.R. REGIONE SARDEGNA VIA SASSARI, 37 – 09124 – CAGLIARI – ITALIA – tel: 070/679751. IL DIRETTORE GENERALE Dott. Ezio CASTAGNA Realtà Locale numero 643 del 12 Settembre 2013 ALLA SCOPERTA DEL REGNO DELLA POSIDONIA NELLE PROFONDITA’ DEL MARE DI SARDEGNA Massimiliano Perlato Miliardi di sottili, verdi foglie nastriformi ondeggiano all’unisono mosse dalle correnti e dall’andirivieni delle onde: da 40 metri di profondità fino alla superficie, ampi tratti dei fondali marini che circondano la Sardegna, sono coperti da fitte praterie. Si, praterie come quelle che stanno fuori dell’acqua, formate dalla posidonia, una pianta che cresce sott’acqua e che come quelle terrestri produce fiori e frutti. Questa strana pianta, endemica del Mediterraneo, ha un ruolo di straordinaria importanza per la qualità degli ambienti sommersi e per i litorali sabbiosi dell’isola. Nell’intrico fittissimo delle radici, dei fusti e delle foglie non solo si produce un’enorme quantità di ossigeno, ma si rifugiano, si cibano, si riproducono miliardi di organismi vegetali ed animali. La presenza diffusa della posidonia è denunciata anche dai grandi ammassi di foglie che si accumulano sulle spiagge alla fine dell’inverno: si tratta di un evento assolutamente naturale, un indicatore di buona salute. Anche perché proprio la presenza della prateria sul fondale e l’accumulo dei detriti sulle spiagge riducono o addirittura annullano i fenomeni di erosione sui litorali sabbiosi. Eppure sia le grandi distese sommerse sia gli ammassi di foglie morte non sono ben visti; sono interpretati le prime come inutili distese di alghe prive di vita, gli altri come scomodi impedimenti all’uso delle spiagge. Niente di più sbagliato: se il mare che circonda la Sardegna è così trasparente, se alla fine dell’estate si leggono agevolmente fondali profondi più di 40 metri, lo si deve anche all’enorme polmone verde delle praterie di posidonia che circonda l’isola. E con le verdi foglie della posidonia il mare sardo racchiude un’infinità di altri gioielli da scoprire: il corallo rosso, le vistose gorgonie rosse e gialle, le grandi cernie, che stanno divenendo sempre più numerose, le aragoste, sempre più rare invece, ed un’infinità di organismi grandi e piccoli dai colori insospettabili e dalle forme straordinarie. Le rocce fin dai primi metri di profondità sono popolate da nuvole di castagnole, da coloratissime donzelle, da piccoli saraghi fasciati e da tordi indolenti: saraghi maggiori e orate sono meno facili da osservare, presenze elusive, sensibili al disturbo dell’uomo. Al largo e a maggiori profondità nuotano i grandi dentici e fanno le loro in- cursioni branchi di ricciole. Anche le nude distese di sabbia sott’acqua sono tutt’altro che deserte: di giorno e di notte, gli organismi più disparati sono costantemente in cerca di cibo. C’è chi con la sabbia si confonde come sogliole e rombi, i virtuosi del mimetismo che adeguano il loro colore alla natura del fondo e chi nel sedimento ci si infossa come le tracine, il pesce lucertola e molte specie di granchi. Insieme al complicato intreccio dei paesaggi sommersi e degli organismi che li popolano, sott’acqua giacciono straordinarie testimonianze antiche e moderne di chi ha solcato questi mari. Ancore antiche, di pietra, di piombo e di ferro, anfore dalle mille forme, interi carichi e scafi di relitti raccontano, già dai primi metri di profondità, l’intensità dei traffici marinari che hanno interessato l’isola fin dall’età nuragica. Così dal mare di Porto Rotondo è tornata alla luce un’ancora litica, di granito sardo, decorato da fregi orizzontali che risale ad almeno 3500 anni fa. Ma le scoperte di questi manufatti, alcuni dal peso enorme, sono sempre più frequenti in tutto il perimetro dell’isola, smentendo clamorosamente il luogo comune di un popolo sardo relegato alle montagne, senza rapporti con il mare ed incapace di navigare. Non a caso l’ancora di Porto Rotondo giaceva sott’acqua a pochi metri di distanza dai resti del nuraghe che dominava il promontorio. Ha fatto scalpore tempo fa la scoperta della nave di Mal di Ventre, di fronte alla penisola del Sinis, per il suo carico di lingotti di piombo di epoca romana: ancora più prezioso e particolare il recupero di un carico di lingotti ed altri manufatti in piombo decorati con preziosi bassorilievi, avvenuto di recente nella costa settentrionale. Se gli studi confermeranno le prime valutazioni, si tratta di un carico personale dell’imperatore Augusto proveniente dai possedimenti d’oltralpe. Una sequenza diffusa ed ininterrotta di testimonianze che porta fino ai giorni nostri: decine di relitti moderni infatti punteggiano a varie profondità i fondali della Sardegna, inanimati simulacri di tragedie di pace e di guerra. Ma la maggior parte di essi racconta di un anno cruciale, il 1943, nel quale l’isola fu al centro dello scontro bellico. Lo raccontano i relitti del golfo di Cagliari, di Capo Ferrato, del Golfo di Orosei e di Tavolara: molti di essi furono affondati dal medesimo sottomarino inglese che pattugliava la costa orientale per fermare i convogli di vettovagliamenti diretti verso l’Africa. Tra natura e storia il mistero dei fondali marini si dirada, risalendo verso il litorale e scoprendo il fascino della costa. Sono oltre 1800 chilometri di rocce e spiagge: intorno all’isola predominano le coste rocciose, che solo a tratti si aprono e si addolciscono sulle spiagge. Minuscole mezze lune bianche in Gallura, incastonate tra le forme morbide e mutevoli del granito, aperte su specchi d’acqua dove la sequenza dal turchese al blu cupo colpisce sempre per la sua bellezza. Scendendo verso sud le spiagge si allungano e raccordano tra loro promontori di roccia lontani: è così fino ad Orosei dove il paesaggio cambia ancora. Si apre infatti il grande anfiteatro calcareo del Supramonte: qui le spiagge diventano rare e minuscole, piccoli gioielli, al termine delle codule che tagliano l’alto bastione roccioso, ultimi ricettacoli, un tempo non lontano, di uno dei miti della natura sarda, l’ormai estinta foca monaca. Continua così andando verso sud questo alternarsi tra roccia e sabbia fino alle candide spiagge di Villasimius e a quelle del cagliaritano, terminali della grande pianura campidanese. Poi risalendo verso nord dopo le ardue coste rocciose di Sant’Antioco, di San Pietro, di Nebida e Masua, il deserto in miniatura della foce del rio Piscinas prepara alle spiagge del Sinis. Non sono normali distese di sabbia: a Is Arutas, a Mari Ermi la spiaggia è formata da miliardi di piccoli granuli di quarzite, tutti del medesimo calibro, come se fossero stati selezionati ad uno ad uno. Gemme preziose in una zona ancora in gran parte trascurata dal turismo estivo. Salendo ancora a nord bisogna doppiare l’Asinara per ritrovare grandi spiagge: dalla Pelosa di Stintino a Platamona, a Castelsardo e, fin quasi a Capo Testa, al litorale di Rena Maiore. CARBONIA CONFERMATO IL SUCCESSO PER “NOTTINSIEME” La Manifestazione “Nottinsieme: shopping e spettacolo a Carbonia” si è confermata un appuntamento capace di dare ottimi risultati e in grado di raccogliere l’apprezzamento della gente. Basta fare memoria del numero di persone che per otto mercoledì consecutivi hanno riempito le vie e le piazze del centro città per comprendere le dimensioni del successo dell’edizione 2013 di Nottinsieme. “Si può affermare che, visti i buoni risultati ripetutisi nel corso degli anni, ha commentato l’Assessore Fabio Desogus, Nottinsieme debba essere considerata qualcosa di più di una semplice manifestazione. Siamo convinti che sia, invece, un modello di promozione, a tutto tondo, della città, in grado di dare, anche, un po’ di respiro alle attività commerciali che da anni soffrono gli effetti della crisi economica. Sentiamo, quindi, il piacevole dovere di ringraziare tutti coloro che hanno operato per i risultati ottenuti. Ringraziamo innanzitutto gli Uffici Cultura, Sport e Spettacolo del Comune che si sono adoperati per far funzionare al meglio la macchina amministrativa, la Pro Loco per l’eccellente lavoro svolto nella disposizione degli stand espositivi, i commercianti e i numerosissimi espositori che hanno creduto all’iniziativa, i Vigili Urbani, le Forze dell’Ordine e le Associazioni di Volontariato per aver contribuito a garantire la buona e ordinata riuscita dell’evento. La soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto quest’anno ci spinge a lavorare fin da subito per l’edizione 2014 che, se possibile, dovrà essere ancora migliore. Per questo motivo è mia intenzione incontrare, la settimana prossima, tutti i soggetti interessati per fare un’analisi dell’edizione 2013, al fine di delineare le linee progettuali per l’edizione futura.” 9 CHIESA E MUSICA A S.PIETRO DI SORRES Si è conclusa la seconda edizione di Chiesa e musica svoltasi presso il monastero benedettino di San Pietro di Sorres (Borutta - SS). Organizzato dall’Archivio musicale dell’Angelo di Milano, il convegno quest’anno ha avuto per titolo e tema “La musica e il canto esprimono la fede”. Fulcro dell’intero convegno è stata la giornata interamente dedicata alla memoria del cardinale Carlo Maria Martini, di cui il 31 agosto ricorrerà il primo anniversario della scomparsa. Venerdì 23 agosto nella basilica di San Pietro di Sorres i partecipanti alla seconda edizione del convegno Chiesa e musica hanno ricordato con affetto il cardinal Martini. Per l’occasione è stato invitato in Sardegna mons. Erminio De Scalzi, abate della basilica di Sant’Ambrogio a Milano e primo segretario di Martini alla nomina di quest’ultimo come arcivescovo della diocesi lombarda. La liturgia scelta per la Santa Messa è stata quella dell’esaltazione della Croce, in sintonia con il luogo in cui Martini è se- polto, la cappella davanti al Crocefisso di san Carlo nel Duomo di Milano. Il coro, costituito dai partecipanti al convegno, ha arricchito la celebrazione con il graduale gregoriano Christus factus est e due brani di Pietro Allori, Pater si vis e Crux mundi benedictio. E il tema della Croce e dello sconcertante paradosso che essa incarna nel messaggio di Gesù Cristo è stato affrontato con grande efficacia e convinzione da De Scalzi nella sua omelia, fino a tracciare un percorso tra l’esempio inarrivabile del Cristo sulla Croce, “la cattedra più alta”, e il cammino intrapreso dallo stesso Martini. Il racconto di mons. De Scalzi è stato incastonato in una veglia musicale che si è aperta con l’esecuzione nella basilica di San Pietro di Sorres immersa nell’oscurità della sera del lucernario ambrosiano Lucerna pedibus meis, versetto del salmo 118 che è iscritto sulla lapide del cardinal Martini. La musica è proseguita poi con l’interpretazione di Emanuele Vianelli (organista titolare del Duomo di Milano) del sontuoso Preludio e fuga in si minore BWV 544 di Johann Sebastian Bach all’organo Tamburini della basilica. Dopo la commemorazione il coro dei partecipanti al convegno ha eseguito ancora tre brani di Pietro Allori a cappella e Le Cantique de Racine di Gabriel Fauré con l’organo, che ha concluso la serata con la Passacaglia e tema fugato in do minore BWV 582 di Bach. Da ricordare anche le parole di mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e per la seconda volta presente al convegno Chiesa e musica, che, nella sua omelia di sabato 24 agosto, ha voluto sottolineare il contributo fondamentale del canto nella trasmissione della fede. 10 Speciale Parco Geominerario numero 643 del 12 Settembre 2013 LA MINIERA DI ORANI Roberto Curreli Talco Il talco era conosciuto sin dal Neolitico, infatti durante la fase culturale, denominata Cultura di Ozieri (3300-2500 a.C.) veniva cavata una particolare varietà, la “steatite”, che serviva per realizzare statuette e oggetti ornamentali. La prima estrazione del minerale vera e propria inizia verso la metà dell’Ottocento, anche grazie all’individuazione dei giacimenti da parte di Alberto Lamarmora. I dati riguardanti l’estrazione nel bacino minerario del talco di Orani, risalgono al 1917, ma le coltivazioni vere e proprie cominciarono subito dopo la prima guerra mondiale. I lavori progredirono in una situazione di forte degrado sociale condizionato dall’indecente povertà delle popolazioni locali. Il lavoro in miniera si svolgeva senza nessuna regola e sicurezza, durante la coltivazione mineraria il minerale veniva avvicinato ai punti camionabili con mezzi precari, a dorso di cavalli e di asini, per poi trainarli con i carri a buoi; tali condizioni rimasero fino al secondo conflitto mondiale. Furono gli anni in cui vennero composte varie commissioni interne, i cui dibattiti sfociarono negli anni ’50 con lotte sindacali, dovute alla rivendicazione di un salario equo e condizioni di sicurezza; questo portò alla lotta, con conseguente occupazione delle miniere che si prolungò per cinquanta giorni, in cui si verificarono scontri molto duri tra occupanti e forze dell’ordine. A metà degli anni Sessanta la coltivazione, passò dal sottosuolo a cielo aperto, non senza creare difficoltà e polemiche, poiché questo tipo di sfruttamento occupava grossi mezzi meccanici, a discapito dell’occupazione e conseguente degrado ambientale. In questo periodo, con la messa in funzione e il potenziamento di tre grossi cantieri, quello di San Francesco, certamente il più importante, quello si S’Arenargiu e quello di Lasasai Bonucore si ottennero significative produzioni destinate alle industrie della penisola. Gli anni Settanta furono invece quelli della crisi e del declino definitivo dell’attività estrattiva dell’intero bacino di Orani. Questo coinvolse diverse società, tra le quali la SOIM dell’imprenditore nuorese Pietrino Guiso Gallisai, che al momento del fallimento contava 120 lavoratori e della Società Mineraria Valchisone. Tra alti e bassi le concessioni passarono alla Talco Sardegna dell’EMSA, e di seguito ai tedeschi dell’HOECHST, per poi subentrare la società LUZENAC, e successivamente la RIO TINTO. I GIACIMENTI DI TALCO Il talco è un minerale appartenente alla famiglia dei fillosilicati di magnesio, possiede cristalli tabulari sottoforma di minerale secondario, ed è presente sia nelle rocce intrusive che in quelle metamorfiche. Esso è utilizzato prevalentemente nell’industria delle materie plastiche, in quella della carta, come lubrificante, nonchè nell’industria di pitture, vernici, stucchi e nella cosmesi. Tra i giacimenti di talco presenti nel territorio il più importante sia per qualità che per quantità del minerale è sicuramente quello di Sa Matta, distinguibile in due distinte masse mineralizzate denominate: Vecchio Sa Matta e Massa Pierino. I corpi talcosi, praticamente affiancati, sono ospitati all’interno di rocce carbonatiche delimitate da due faglie e divise da una parete di roccia granitica, si trova in ammassi lentiformi o filoniani, possiedono distribuzione omogenea, ma si presentano irregolarmente all’interno della roccia incassante, il colore del talco presente nelle lenti è bianco o debolmente grigio-verde, dovuto alla presenza di clorite, è prevalentemente microcristallino, si presenta compatto oppure scaglioso, talvolta è pulverulento, in associazione con il talco ci sono la grafite, la clorite, la calcite. Gli ammas- si filoniani sono strettamente legati alle giaciture delle rocce carbonatiche, in quanto si sviluppano spesso lungo le loro discontinuità; si può trovare anche al contatto con le rocce granitoidi, molto spesso separato dallo sterile da una fascia di clorite. Lo spessore di questa banda oscilla da pochi centimetri fino a superare il metro dando luogo in que- st’ultimo caso alla coltivazione. Il più importante corpo mineralizzato è la “Massa Pierino”, questa è stata indagata con sondaggi da cui è stato possibile determinarne la geometria assimilabile ad un cilindroide inclinato verso Nord di circa 45°, formata per intensa alterazione delle rocce granitiche. Miniera Talco CONSORZIO DEL PARCO GEOMINERARIO STORICO E AMBIENTALE DELLA SARDEGNA Via Monteverdi, 16 - 09016 Iglesias (CI) Tel. +39 0781 255066 - Fax. +39 0781 255065 www.parcogeominerario.eu - E-mail: [email protected] Orani Miniera Talco Il minerale estratto nelle miniere di Orani possiede un buon mercato, con rendimenti molto competitivi, esso viene trattato in un impianto costituito da tre settori principali: nel primo avviene la frantumazione primaria, con conseguente vagliatura e lavaggio, nel secondo settore avvengono le frantumazioni che determinano la produzione del mercantile commerciale e nel terzo viene eseguita la cernita ottica a colori reali del minerale. Cultura “Il tentativo di raccontare pezzi di “cose” iglesienti attraverso i ricordi di chi ha vissuto dati momenti, talvolta essendone protagonista principale o coprotagonista o magari interprete secondario o semplice osservatore”. Questa la natura del libro “Cronache Iglesienti” scritto da Roberto Cherchi, giornalista professionista trapiantato in quel di Torino e che i lettori di “Gazzetta del Sulcis Iglesiente” ricordano come collaboratore del giornale. Il libro in argomento, assai gradevole a leggersi, “è il racconto che un giornalista fa di persone che hanno vissuto e operato ad Iglesias e di cose realmente capitate in città”. Roberto Cherchi, insomma, mettendo “le mani avanti”, con “Cronache Iglesienti” ha proposto tutta una serie di personaggi e circostanze di cui la città è stata testimone e protagonista. L’Autore, ripercorrendo alcuni sprazzi della sua vita (appena entrato negli…anta), ha spigolato tra i soggetti che gli sono rimasti impressi nella memoria, quasi fotograficamente, rievocandone carattere, ruolo sociale, sensibilità. Mai di essi, però, una caricatura ironica o canzonatoria. E non a caso ha scelto come foto di copertina del libro la sala del suo barbiere Franco Baraglia, perché lì ha imparato a conoscere il pettegolezzo o l’antessiniano “passa parola” dell’informazione cittadina-paesana (Con le pani nei capelli). Ma non ci sono solo uomini (o donne) di modesto lignaggio. Tra i personaggi scannerizzati da Roberto Cherchi ci sono anche quattro Sindaci (Pietro Fontana, Angelo Corsi, Carlo Meloni e Giuseppe Tocco) che hanno lasciato ampie tracce del loro modo di vivere la vita 11 numero 643 del 12 Settembre 2013 “CRONACHE IGLESIENTI” DI ROBERTO CHERCHI QUADRETTI DI PERSONAGGI E NOTE STORICHE DI UNA CITTA’ ANCORA CARICA DI INTERESSI Massimo Carta Roberto Cherchi amministrativa e politica, ponendo gli interessi della collettività avanti a qualsiasi personalismo. Tra le “Cronache Iglesienti” ci sono anche “uomini di Chiesa” come l’indimenticato Vescovo Enea Selis e il Canonico di Cattedrale Angelo Pala. Tuttavia in questa carrellata di icone iglesienti, scritte e già pubblicate (la maggior parte) su quotidiani e periodici, spiccano alcuni personaggi con i quali Roberto Cherchi ha avuto rapporti di amicizia profonda e di riferimento per la crescita professionale. In primis spiccano i nomi dell’ingegnere Giulio Boi e della professoressa Anna Maria Landis. Con il primo l’Autore di “Cronache Iglesienti” aveva scritto un altro libro (Cara Iglesias…), un diario aperto sulla città. Ma non la città che tutti, oggi, conoscono e vivono, ma una comunità che il tempo, inesorabilmente, ha sbiadito se non proprio cancellato. Un diario aperto sulla città di ieri, si potrebbe dire: un ricordo scritto dalla lucidissima memoria del compianto Giulio Boi e di cui Roberto Cherchi era diventato quasi l’erede delle memorie. Però poteva essere un’eredità destinata a rimanere nascosta, se la sensibilità di Roberto Cherchi non avesse fatto si che quelle cartoline, cartoline illustrate con le parole di Giulio Boi, conoscessero la luce col libro “Cara Iglesias…”. L’Iglesias che si ritrova in quel primo libro scritto a quattro mani da Giulio Boi e Roberto Cherchi, è una città, come già detto, lontana nel tempo. Nelle Quasi 120 manifestazioni finanziate con circa 3 milioni di euro. É stata definita e pubblicata dall’assessorato regionale del Turismo la graduatoria 2013 dei beneficiari della legge regionale 7/1955, che prevede contributi a favore di amministrazioni comunali e operatori privati per l’organizzazione di eventi di richiamo turistico-culturali che si sono svolti e che si svolgeranno nel corso dell’anno. Da quest’anno gli eventi di richiamo in Sardegna sono stati inseriti in una serie di “network” tematici, rappresentando così una vera e propria vetrina dell’Isola. Nel dettaglio le manifestazioni che hanno beneficiato del finanziamento sono così suddivise: i “classici” 13 grandi eventi identitari (Sant’Efisio a Cagliari, Cavalcata Sarda e Candelieri a Sassari, Redentore a Nuoro, Sartiglia di Oristano, Ardia di Sedilo, ecc.), 9 eventi del network della cultura (per esempio “Isola delle storie” a Gavoi e Monumenti Aperti edi- Visita il Sito www.gazzettadelsulcis.it TROVERAI QUELLO CHE TI SERVE GAZZETTA DEL SULCIS IGLESIENTE Ogni Giovedì in edicola pagine di “Cara Iglesias…” si parla di strade, di fontane, del cinema, di circoli, dei caffè, di passeggiate, del carnevale, di scuola, di giochi, di chierici e preti, di botteghe del vino, di farmacie, di giornali, di personaggi caratteristici, e anche, perché no, di vasi da notte alleggeriti in piazza La Marmora. Ora, però, con “Cronache Iglesienti”, Roberto Cherchi ha scelto di parlare di persone, non importa il ruolo o la professione svolta, ma legate ad una particolare sfaccettatura sociale, dove primeggia l’entrospettività del personaggio che, comunque, ha lasciato una traccia e un ricordo. Tre le donne ricordate: la già citata professoressa Anna Maria Landis, la scrittrice Grazia Sanna Serra e l’archivista Celestina Sanna. “E’ un brogliaccio, un quaderno di vecchi appunti rimasto nel cassetto, un biglietto del treno dimenticato nella tasca della giacca per anni. Qualcosa che era lì, certo…ma chi se lo ricordava? Sono cose che capitano a chi fa il mio mestiere: Mettere da parte materiale che non perde significato il giorno dopo la pubblicazione sul giornale e che può aver senso riproporre al lettore”. Alcune di queste “Cronache” sono state ripescate da archivi, come quella de “Il Crocifisso e il pizzicagnolo” che ricorda l’ultimo condannato all’impiccagione nella piazza iglesiente (1850); o del “Giallo di quattrocento anni fa”. Ma nelle “Cronache Iglesienti” vengono ricordati anche il gelataio Massimo, l’orafo Italo Ragazzola con i figli Ettore e Carlo, i Ragazzi del S.Barbara, lo storico Collegio Enaoli. Né poteva mancare un cenno al rientro ad Iglesias del Retablo del Mainas e sulla Scuola Mineraria che dopo la miniera di Monteponi e l’Arciconfraternita del Santo Monte, così scrive Cherchi, rappresenta l’istituzione più importante della città. Di quest’ultima istituzione, perennemente guidata da ingegneri minerari, viene evidenziato il mandato presidenziale dell’unica donna, nella persona di Anna Maria Landis. La stessa che ancora oggi viene indicata come “Preside” per antonomasia di un Istituto scolastico dal forte carattere maschilista. GRADUATORIA CONTRIBUTI PER EVENTI IN SARDEGNA zione 2013), 18 manifestazioni del “network del jazz” (da “Time in jazz” a “Calagonone jazz”) e altrettanti del “network del folk” (le principali esibizioni folkloristiche con esibizione di gruppi regionali, nazionali e internazionali), 13 del “network dell’enograstronomia” (kermesse incentrate sui prodotti agro-alimentari tipici del luogo in cui si svolgono), 12 del network dello spettacolo (manifestazioni di danza, spettacoli teatrali e concerti di artisti famosi), 11 del “network dell’artigianato” (mostre-mercato, fiere e laboratori di produzioni artigianali, come quelle di Mogoro, Samugheo, Pattada, ecc.) e altrettante di quello del turismo equestre (fiere relative alla riscoperta degli spettacoli equestri e alla valorizzazione e tutela del cavallo e dell’asino sardo); 4 eventi sportivi, 3 del “network del cinema” (festi- val con registi e attori del piccolo e grande schermo in “location” suggestive); 6 del circuito dell’Isola che danza (Fuochi di Sant’Antonio, Carnevali e riti della Settimana Santa). “Abbiamo tutelato e valorizzato, come sempre – spiega l’assessore Luigi Crisponi – gli eventi storici che caratterizzano la cultura e l’identità sarde, in grado di promuoverle a livello internazionale; ad esse, in tempo di crisi, abbiamo garantito un contributo pari a quello del 2012. Quanto agli altri network, segnalo quello dell’artigianato artistico: le istanze pervenute sono state tutte finanziate. Un grosso sforzo, inoltre, è stato compiuto per quanto riguarda il jazz, che costituisce una filiera turistico - culturale ormai consolidata e di sicuro interesse e riscontro”. SULCIS - IGLESIENTE:TURNI DEL 14 & 15 SETTEMBRE 2013 A cura di Franco Airi. FARMACIE: IGLESIAS: SANNA, via Vivaldi, tel. 0781.24621 CARBONIA: GIGLIO, piazza Iglesias, tel. 0781.64281 CARLOFORTE: PICCALUGA, via XX Settembre, tel. 0781.854011 SANT’ANTIOCO: RUBISSE, piazza Umberto, tel. 0781.83031 VILLAMASSARGIA: MASSIDDA, via Eleonora, tel. 0781.74008 PORTOSCUSO: PUSCEDDU, via Giulio Cesare, tel. 0781.509713 S.GIOVANNI SUERGIU: CINCOTTI, via Portobotte, tel. 0781.68018 BENZINAI: IGLESIAS: SOLO SERVIZIO 24ORE CARBONIA: AGIP-GESSA, via Cagliari Q8-CROBEDDU, viale Arsia AGIP-SECCI, Flumentepido VILLAMASSARGIA: Q8-PAU, provinciale per Carbonia GONNESA: ESSO-DEMURO, via Iglesias SANT’ANTIOCO: AGIP-PINNA, via Nazionale CARLOFORTE: Q8-LUXORO, corso Cavour PORTOSCUSO: TAMOIL-MARONGIU, via Giulio Cesare SAN GIOVANNI SUERGIU: AGIP-MASSENTI, statale 126 SANTADI: TAMOIL-MELE, strada provinciale n°1