Gubbio oggi - Mensile - Anno XXIII - n. 9 - Sped. A.P. - 45% - Art. 2 Comma 20/b Legge 662/96 Filiale di Perugia - € 2,50
NOVEMBRE 2013
I TUOI PARTITI
Colleziona tutte
le tessere di partito
La prima in regalo a pagina 37
All'interno:
Inchiesta: la crisi d'ora in poi
fa veramente male
Speciale Natale:
serenità da scoprire
Notiziario AVIS
I Misteri di Gubbio
Novembre 2013
2
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CONTENUTI
NOVEMBRE 2013
Editoriale
"Le Iene" a Gubbio? ma con troppi perché... 4
Inchiesta
Verso una vita migliore 6
Eugubini dall'Italia e dal mondo 8
Quel ponte tra Gubbio e l'Argentina 10
Gubbio senza usi civici 11
Costume
Nuovo Cinema Paradiso... 12
I Quaderni di Gubbio Oggi
Associazioni
Che Banda! 27
Sport
Per giocare ancora! 28
Cipiciani, 50 gare tutte d'un fiato 29
Un presidente e una società
Foto Pressnews
Shopping Natale 2013 17
che guardano al futuro 30
Gubbio oggi più
Varie32
I fatti del mese33
Pagina Rosa 34
La Satira 37
Gubbio ieri38
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03
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"Le Iene" a Gubbio?
ma con troppi perché...
E
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ra circolata un'indiscrezione, nelle ultime ore, prima di andare in stampa. Che a Gubbio si aggirasse
un inviato de “Le Iene”, la popolare trasmissione
di Mediaset, che settimanalmente smaschera magagne e piccoli grandi scandali sparsi per il Belpaese.
Più che verificare la fondatezza della notizia – che alla
fine, potrebbe essere anche una “non notizia”, visto
che ormai siamo piuttosto avvezzi nel veder circolare
telecamere di network nazionali da queste parti – ho
provato a chiedermi il motivo di un'eventuale sortita.
Certamente una questione non banale, non ordinaria,
e neanche di poco conto.
E ho iniziato, mnemonicamente, a elencare una serie
di ipotesi, tra vicende scabrose, scandali veri, polemiche speciose e quisquilie di costume, in un ventaglio
ampio ma compatibile con il taglio editoriale della
trasmissione.
A cominciare dal più recente caso di pedopornografia
emerso dagli uffici comunali, che certo non ha contribuito ad alleggerire il gravame d'immagine che pesa
su Palazzo Pretorio, la cui scalinata ha visto passare
da un paio d'anni più Carabinieri che altre rappresentanze istituzionali.
Poteva starci anche la storia dell'addio di “Don Matteo”,
un po' datata, sì, ma sempre buona - da giocarsi in qualsiasi momento della stagione, e forse ora attuale in vista
della messa in onda delle prime puntate “spoletine”.
Qualche chance ce l'aveva un bel servizio sull'ecomostro di San Pietro, costato milioni di euro e diventato l'emblema dello scempio estetico e della dilapi-
L’editoriale di:
Giacomo
Marinelli Andreoli
http://giacomo-marinelli.blogspot.com
http://twitter.com/giacomomarinel1
dazione di fondi europei a due passi dal centro storico
medioevale. O magari un approfondimento sui milioni di finanziamento andati in fumo grazie al flop del
Puc 2 (ex ospedale), per il quale non sono bastati quasi 10 anni di tempo per “partorire” una destinazione
minimamente funzionale e in grado di attenuare gli
effetti economici negativi dell'addio del nosocomio. Un'ipotesi era anche quella delle polemiche recenti
sul progetto delle Logge dei Tiratoi – con le possibili
vetrate che hanno sortito reazioni diverse, a differenza di analoghe soluzioni che invece da anni fa fanno
bella mostra di sè nelle arcate basilari del Teatro Romano, senza nessun sollevamento di scudi.
Ma “le Iene”, mi son detto, potrebbero arrivare anche
per una perlustrazione approfondita della pianura
eugubina, mostrando come in pochi decenni, il sistema urbanistico l'abbia “traviata”, con una lettura del
paesaggio che ormai è molto più che a macchia di
leopardo. E oltre 3.500 casi di abusi da sanare.
Insomma una bella lotteria di situazioni. A proposito di lotterie, ci sarebbe anche la “dea bendata” che
ha bussato tante volte da queste parti negli ultimi 24
mesi, in particolare con i 65 milioni di euro vinti in
una sera di settembre del 2011.
Insomma i motivi per un blitz da “Iene” sarebbero tanti.
Anche troppi, se pensiamo che la maggior parte non
offrirebbe una luce positiva sulla città.
E allora, finita l'elucubrazione mentale, ho concluso
che era preferibile aspettare l'eventuale sorpresa su
Italia 1: se non altro per non amareggiarsi troppo...
INCHIESTA
di Valentina Santucci
Verso una vita migliore
Le grandi emigrazioni hanno coinvolto tanti eugubini che si sono
trasferiti in Europa e in America con la speranza di fare fortuna.
“
Partire è un po' morire”, recita l'incipit
di una poesia di Edmond Haracourt
e tale aforisma è quanto più vero
quando ciò che si lascia è la propria terra natale con il suo carico di affetti.
A volte il viaggio verso Paesi lontani è
pura voglia di evasione e di scoperta,
altre volte invece è costrizione, dettata dal bisogno di assicurare alla propria famiglia una vita migliore.
Accadeva a cavallo tra l'Ottocento e il
Novecento, quando i nostri antenati si
avventuravano per mari sconosciuti
per sfuggire alla guerra e alla povertà,
ma accede anche oggi quando molti
giovani decidono di varcare i confini nazionali nella speranza di trovare
quelle occasioni professionali e lavorative che, ahimè, l'Italia sembra non
riuscire più ad offrire.
Un fenomeno, quello dell'emigrazione,
che ha caratterizzato anche la storia di
Gubbio tanto che non è raro imbattersi
all’estero in comunità di eugubini trasferitisi per motivi di lavoro o in famiglie di origine italiana che costituiscono le terze e le quarte generazioni di
emigranti dalla città di pietra.
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06
 Eugubini emigrati a Jessup che trovarono lavoro nelle miniere di carbone.
borghetto
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A mantenere i contatti con tutti gli eugubini nel mondo ci pensa l'omonima
associazione guidata dal dottor Mauro Pierotti, che dal 2000 ha dato vita
ad una sorta di Gubbio virtuale nella
quale, grazie anche all'aiuto delle moderne tecnologie informatiche, si ritrovano gli eugubini e i loro discendenti
sparsi per il mondo.
“Gli eugubini sono presenti in tutto il
mondo, dal Nord e Sud America al Sudafrica, passando per l'Australia – spiega il presidente dell'Associazione Eugubini nel mondo Mauro Pierotti – ma
le comunità più numerose si trovano in
Francia nei pressi di Villerupt, in Lussemburgo ad Esch sur Alzette, in Canada nella zona di Toronto e in Pennsylvania, negli Stati Uniti, dove a Jessup si
rinnova ogni anno la Corsa dei Ceri”.
Nel registro dell'Aire, vale a dire l’anagrafe degli italiani residenti all'estero,
risultano iscritti ben 2.000 eugubini,
ma il fenomeno è molto più ampio
se si considera che le prime famiglie
di emigrati sono oramai arrivate alla
quarta generazione.
“A Gubbio la prima ondata migratoria si
registrò tra gli anni Ottanta dell'Ottocento e il 1913, all'alba della Prima Guerra
Mondiale, quando la crisi agraria costrinse molti eugubini a trasferirsi in Germania e in Francia, ma anche oltreoceano,
fino all'America del Nord e all'Argentina
INCHIESTA
 Il presidente dell'associazione Eugubini nel mondo
Mauro Pierotti accende uno dei tre pini a Thann
vorendo il contatto tra culture differenti”.
Una terza ondata si registrò subito dopo
la Seconda Guerra Mondiale, dal 1947
fino agli inizi degli anni Settanta quando
gli eugubini che decidevano di lasciare
la propria terra natale alla ricerca di un
lavoro e di una nuova vita si dirigevano
soprattutto verso la Francia e il Lussemburgo. “Gli anni Settanta furono invece gli
anni del ritorno a casa – continua il presidente dell’Associazione Eugubini nel
mondo – e non si registrarono migrazioni
significative fino agli anni Duemila, quando ebbe inizio una nuova forma di emigrazione, molto diversa dalle precedenti”.
Questa volta erano i cervelli a lasciare
Gubbio per migrare in Paesi dove potevano esprimere appieno le proprie capacità. “Tanti giovani capaci se ne sono
andati all’estero dopo aver vinto una borsa di studio e non sono più tornati. – dice
Mauro Pierotti – Se fino agli anni Settanta
partivano braccia e tornavano soldi, ora
se ne vanno cervelli e non torna niente”.
Ma la nostalgia per Gubbio, quella non
se ne va. Ogni eugubino, da qualsiasi
parte del mondo si trovi, resta profondamente legato alla propria terra natale
e riesce a trasmettere l’amore per Gub-
bio anche alle generazioni successive.
Ne sono un esempio i tanti circoli di
eugubini sorti qua e là, affiliati all’Associazione Eugubini nel mondo: a
Jessup in Pennsylvania, ad High Point
nel North Carolina, nella città alsaziana gemellata con Gubbio di Thann, a
Narbonne sempre in Francia, a Differdange in Lussemburgo, a Budapest
in Ungheria, a Londra in Inghilterra, a
Sydney in Australia ma anche nelle più
vicine Milano e Santa Teresa di Gallura.
Ed è proprio nella cittadina di Jessup
che si manifesta tutta l’eugubinità al di
là dei confini nazionali: qui nel 1909 i
tanti eugubini emigrati in Pennsylvania
per lavorare nelle miniere di carbone,
per vincere la grande nostalgia della
patria lontana e per dimostrare il loro
immenso amore per Gubbio, improvvisarono una Festa dei Ceri, iniziativa che
fu poi ripetuta quasi ininterrottamente.
Ogni anno una delegazione di eugubini parte alla volta di Jessup per prendere parte alla Festa, che si tiene alla
fine del mese di maggio, come a rinsaldare quel profondo e indissolubile
legame che unisce gli eugubini di Gubbio ai tanti eugubini nel mondo.
07
Novembre 2013
– racconta Mauro Pierotti – Erano persone coraggiose, dotate di una grande forza
di spirito, come Raffaella Silvestri che l'8
gennaio del 1904 salpò da Napoli a bordo del piroscafo “Perugia” insieme ai suoi
quattro figli, di cui l'ultima di soli 4 mesi,
per raggiungere il marito, Nazzareno Generotti, emigrato a Jessup l'anno prima.
La famiglia eugubina sbarcò a New York
il 25 gennaio, dopo 17 giorni di viaggio
in mare aperto e qualche anno fa è tornato a Gubbio il nipote di Nazzareno Generotti e Raffaella Silvestri, il senatore della
Pennsylvania Robert Mellow”.
Tra gli emigrati eugubini furono infatti
molti quelli che fecero fortuna e si stabilirono definitivamente nella nuova terra,
senza però dimenticare quel filo invisibile che sembra tenere legato indissolubilmente ogni eugubino alla sua amata
Gubbio. “E' l'anima invisibile dei Ceri che ci
tiene uniti. – dichiara Mauro Pierotti – C’è
un attaccamento molto forte alla città e la
Festa dei Ceri ne è l’emblema. I Ceri sono
riusciti a passare indenni attraverso i secoli, hanno superato guerre e carestie e in un
secolo molto burrascoso come l’Ottocento,
in 100 anni di feste ne sono state celebrate
addirittura 101, visto che il 25 settembre
del 1894 fu ripetuta la Corsa dei Ceri per
celebrare il settimo centenario della traslazione del corpo di Sant’Ubaldo”.
Alla prima ondata migratoria ne seguì poi una seconda nel periodo tra la
Prima e la Seconda Guerra mondiale;
questa volta le destinazioni predilette
furono soprattutto Francia, Lussemburgo, Belgio e gli Stati Uniti.
“Gli uomini di ritorno dal fronte con difficoltà riuscivano a tornare alla vita di
prima – spiega Pierotti - la guerra aveva
poi contribuito ad allargare le vedute, fa-
 Il foglio di registro della famiglia Generotti sbarcata a New York nel gennaio del 1904
SCADENZE DI NOVEMBRE/DICEMBRE
30 NOV
ACCONTO DENUNCIA REDDITI 2013
16 DIC
IVA VERSAMENTO MENSILE
IVA VERSAMENTO TRIMESTRALE
IRPEF DIPENDENTI
IRPEF LAVORO AUTONOMO
INPS DIP
INPS ARTIGIANI E COMMERCIANTI
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INCHIESTA
di Valentina Santucci
Eugubini dall'Italia e dal mondo
Sono tanti i giovani e meno giovani che cercano
(e trovano) lavoro fuori Gubbio. Ma sognano di tornare...
N
Novembre 2013
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e scoprire posti lontani è affascinante, ma dopo aver assaggiato un po' di
mondo, è bello anche tornare a casa.
Antonio Giorgi, 44 anni, Toronto (Canada) “Mi sono trasferito in Canada, a
Toronto, alla fine del 2006 per un’esperienza professionale nel settore media
in Nord America e ho messo su famiglia
qui. Non è facile rispondere alla domanda “tornare o restare”. Avendo ora
una famiglia, qualsiasi progetto deve
passare per le esigenze e le opportunità
di tutti i membri, a cominciare dai miei
figli. A favore di una permanenza in Canada ci sono senza dubbio le maggiori potenzialità rispetto alla situazione
asfittica che c’è in Italia, a favore di un
ritorno a Gubbio però la possibilità di
stare vicino ai miei familiari”.
Maddalena Traversini, 30 anni, Torino
“Mi sono trasferita da Gubbio a Torino
circa dieci anni fa, ho deciso di studiare
Lingue orientali per la comunicazione
internazionale e tale percorso universitario purtroppo non rientrava nell'offerta formativa di città più vicine come
Perugia. Amo molto la mia città e spero
di tornarci definitivamente, ma al momento non sembra possibile per il tipo
di professione che svolgo. Di certo, se
in futuro ce ne sarà la possibilità, tornerò sicuramente”.
Monica Ragni Calzuola, 39 anni, Civitanova Marche “Me ne sono andata principalmente perché Gubbio non
mi offriva buone opportunità di lavoro. Nel 1995 ho ricevuto il mio primo
incarico lavorativo presso l'ospedale
cardiologico Lancisi di Ancona, poi ho
girato alcune città italiane e ho fatto
un po’ di esperienza. Mi sono definitivamente trasferita a Civitanova Marche perché mi sono avvicinata alla
città natale di mio marito e per ora
preferisco restare qui perché questa
città offre molte opportunità non solo
a me ma anche alla mia famiglia e poi,
come dico sempre a mio padre, non
devo litigare con nessuno per prendermi il 15 maggio di ferie! Comunque torno a Gubbio spesso, almeno
una volta al mese, vorrei farlo di più
ma è difficile conciliare gli impegni familiari. Cerco di tornare perché casa
mia è lì, dove è sempre stata, e in nes-
 Monica Ragni Calzuola
con le sue bambine
08
on è così raro andare in vacanza all'estero e scoprire che
anche lì - che sia una città europea, statunitense o del Sud America - c'è qualche famiglia di origini
eugubine che ha deciso di trasferirsi
anche molto lontano senza però recidere del tutto quel cordone ombelicale che la lega alla sua città natale.
Perché se tanti sono gli eugubini emigrati all'estero, tanta è anche la voglia
di tornare a casa, a volte definitivamente, altre almeno per fare visita
alla famiglia o per vivere in prima persona la Festa dei Ceri.
C'è infatti un legame molto forte che
unisce gli eugubini alla loro città, un
legame frutto dell'amore per i Ceri,
per Sant'Ubaldo e più in generale per
quell'eugubinità unica e preziosa che
è difficile da comprendere per chi
non è nato nella città di pietra.
Una città che però, dall'altro canto,
non offre molte possibilità di carriera e che spinge quindi tanti giovani a
fare la valigia alla ricerca di un lavoro
che sia in grado di soddisfare le proprie aspirazioni personali e, perché no,
anche il portafogli. Ma ogni partenza
lascia un po' di amaro in bocca e un'irrefrenabile voglia di respirare l'aria di
casa. Perché conoscere nuove culture
INCHIESTA
 Sauro Scarabotta
 Giuseppe Rosati
ciso di accettare l'invito di Lidia e Joe
Bastianich che conoscevo da tempo e
di cimentarmi in questa nuova avventura. Tornare o restare? Bel dilemma!
Qua mi trovo molto bene sia sul piano
professionale che sul piano personale,
in Italia in questo momento storico ci
sono poche occasioni professionali a
questi livelli. Magari però potrei tornare in Europa per poter stare vicino alla
mia famiglia”.
Fabrizio Nicchi, 50 anni, L’Aquila “Me
ne so andato da Gubbio all'età di 19
anni in occasione della leva militare in
qualità di carabiniere ausiliario. Dopo
le incombenze della leva, mi sono trasferito nelle Marche, a Serra San Quirico ed oggi abito a L’Aquila. Tornare al
paese di origine fa sempre piacere, ma
oramai credo sia meglio restare dove è
cresciuta la mia famiglia. Però ci sono
ancora tanti motivi per venire a Gubbio, ci sono i miei familiari e ci sono
i Ceri! Sono molto attaccato alla mia
amata città e al patrono Sant'Ubaldo”.
Sauro Scarabotta, 48 anni, San Paolo
(Brasile) “Dopo aver partecipato ad alcune manifestazioni gastronomiche in
Giappone, Cile e Argentina nel 1994,
su invito di Giancarlo Bolla, noto ristoratore di origini italiane, me ne sono
andato a San Paolo del Brasile per fare
un mese di cucina italiana. Poi mi hanno proposto un contratto di lavoro di
due anni, e ancora una proroga di due
anni, fino a che nel 1997 insieme a
mia moglie, allora fidanzata, Rita, bra-
siliana di origini
italiane, ho deciso
di aprire un ristorante, il “Friccò”.
Me ne sono andato dall'Italia perché innamorato
della professione
di cuoco e curioso di conoscere il
mondo; dopo aver
lavorato a Gubbio
in moltissimi locali mi sono reso
infatti conto che
la mia città mi stava stretta, sia professionalmente, perché non aveva più
molto da insegnarmi, che, e soprattutto, economicamente. Oggi, coltivando le centinaia di ricordi che mi porto
dentro, riesco a sentirmi a Gubbio anche stando in Brasile, basta un po' di
calma, concentrazione ed esercizio e
il gioco è fatto ma credo anche che la
mentalità delle piccole città mi starebbe oramai stretta. Esiste la possibilità
di rientrare in Italia, soprattutto per la
qualità della vita, in quanto in Brasile
la sicurezza è poca e potrei pensare di
trascorrere metà anno da una parte e
metà dall'altra. Mia moglie ed io riteniamo che i cambiamenti di vita, quando pianificati e voluti, possano essere
una grande opportunità di crescita, soprattutto in un mondo molto dinamico
dove chi impara ad essere cittadino del
mondo ha una marcia in più”.
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Novembre 2013
sun altro posto. È difficile da spiegare
ma si è eugubini fin nel midollo ed in
qualsiasi posto ci troveremo sentiremo
sempre quella nostalgia di sottofondo
che ci farà restare attaccati a Gubbio
per sempre. E poi le mie bimbe adorano Gubbio; chissà, forse un giorno potremmo anche decidere di tornare...”.
Giuseppe Rosati, 43 anni, New York
(Usa) “Mi sono trasferito a New York
nel marzo 2011. Lavoro presso il Felidia Restaurant della famiglia Bastianich dove svolgo la mansione di junior
GM con delega all'acquisto dei vini. L’America mi ha attratto da sempre, come
paese e come opportunità di lavoro, e
New York è sempre stata in cima alla
lista dei miei desideri. Spinto da questo e da un esperienza professionale
conclusa nel 2010 con la chiusura del
ristorante che gestivo a Gubbio, ho de-
[email protected]
INCHIESTA
di Valentina Santucci
Quel ponte tra Gubbio e l'Argentina
La città di pietra ha dato i natali al presidente della Repubblica Argentina
Arturo Frondizi ed oggi è la pronipote Paula a mantenere i legami.
C'
 Arturo Frondizi.
Novembre 2013
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www.gubbiooggi.it
Ma la famiglia Frondizi divenne famosa soprattutto per Arturo Frondizi, figlio di Giulio e Isabella, che all'età di
50 anni, nel 1958, fu eletto Presidente della Repubblica Argentina.
Arturo, che sposò Elena Faggionato,
figlia dell'eugubina Clelia Cavicchi,
venne a fare visita a Gubbio proprio
in veste di presidente nel 1960 quando si recò in preghiera alla basilica di
Sant'Ubaldo e assistette alla Corsa dei
Ceri Piccoli. Questo intenso legame
con Gubbio non si è ancora interrotto
e i discendenti della famiglia Frondizi tornano periodicamente nella loro
città di origine, come Paula Frondizi,
nipote di Riccardo, fratello di Arturo.
“La prima volta che sono venuta a Gubbio è stata tanti anni fa, quando nel
1974, a 12 anni, mi sono trasferita con
tutta la mia famiglia in Italia mentre l'ultima è stata lo scorso anno - racconta
Paula – Per me che vengo da una metropoli come Buenos Aires, Gubbio è una
città molto particolare; è
un piccolo gioiello medioevale, affascinante, curatissimo e pulitissimo. Ogni
volta che ci vado affondo nella notte dei tempi,
nella storia, nella cultura,
nelle tradizioni. Venire a
Gubbio è anche un viaggio spirituale se
penso a San Francesco, a Sant'Ubaldo,
ai miei bisnonni eugubini che partirono
per l'America alla fine del diciannovesimo secolo affrontando tanti pericoli, tante sorprese, tante novità, persone
con un'immensa forza interiore”.
Dell'Italia Paula ama soprattutto la storia, la cultura, l'arte, la gastronomia, la
bellezza naturale. “Ma soprattutto la
musica visto che di professione faccio la
cantante – continua – Mi piacerebbe fare
una nuova esperienza in Italia e vivere
per un po' a Napoli e a Gubbio, anche
se oggi sono tanti i giovani italiani che
scelgono di trasferirsi in Argentina”.
 Paula Frondizi, nipote di
Riccardo Frondizi, fratello di Arturo
è un ponte invisibile lungo
11.000 km che lega Gubbio
all'Argentina. E' il ponte che
hanno percorso i tanti eugubini che,
specie tra la fine dell'Ottocento e gli
inizi del Novecento, hanno attraversato
l'Atlantico nella speranza di trovare oltreoceano un lavoro e una vita migliori.
Tra questi c'era anche la famiglia di
Giulio Frondizi, un muratore che nel
1890 ottenne il passaporto per l'Argentina. Fu proprio nel Paese sudamericano che la sua
famiglia, composta
dalla moglie Isabella Ercoli e dalle figlie
Luidina e Tersilia, fece
fortuna così decise di
stabilirsi definitivamente in Argentina
anche se continuò a
venire spesso a Gubbio dove il padre volle far studiare i figli.
INCHIESTA
dalla Redazione
Gubbio senza usi civici
Opportunità anticrisi: la storia del territorio sembra averci privato nei
secoli di questo istituto diffuso invece a Umbertide, Scheggia e Gualdo.
da conservare, utilizzare e trasmettere alle generazioni future, da inquadrarsi come Bene Comune e non
come proprietà, diventa un’opportunità irrinunciabile per l’incremento
delle risorse locali. Perché moderna?
Perché la natura dei demani o proprietà collettive, diversa dal demanio
pubblico, è riserva della popolazione
che abita quella zona e sua prerogativa essenziale è la redistribuzione
delle risorse proprio all’interno della
comunità locale.
Inoltre dove esistono proprietà collettive, solitamente gestite da Università Agrarie e da Comunanze Agrarie, la presenza di vincoli collettivi
prevale sul comportamento e l’interesse individuale con il risultato di
una maggiore coesione sociale che
deriva proprio dalla regolamentazione dell’uso delle risorse.
L’accento posto dal Prof. Pietro Ner-
vi (Università di Trento) sul ruolo di
sentinella delle popolazioni locali, sui
tentativi di dominio e sfruttamento, ha
innescato l’inizio di un sentito e prolungato dibattito su quello che presto
è divenuta il filo conduttore dell’evento: la Comunanza Agraria Appennino
Gualdese di Gualdo Tadino e la sua
istanza di riattivazione di riordino.
I 2.500 ettari di Montagna sull’Appennino Gualdese, dominio collettivo dagli abitanti che ne hanno richiesto il
perduto possesso e la perduta gestione proprio presso il Commissario agli
Usi Civici, sono stati il centro focale di
un susseguirsi di domande e risposte
da cui sono emersi alcuni chiari punti:
la Regione, che ha già accertato la natura collettiva del demanio in oggetto,
ha il ruolo e precipuo compito di esercitare azione di tutela della Comunità
locale che rivendica il bene e non del
Comune attuale gestore.
11
Novembre 2013
Ce
li hanno a Umbertide, a
Scheggia e a Gualdo ma
non ci sono toccati in dote
a Gubbio. Parliamo degli usi civici oggetto dell’annuale Convegno Regionale sugli Usi Civici, svoltosi a Giano e
patrocinato dalla Regione Umbria.
Di grande interesse e sorprendente
attualità gli interventi programmati
di esperti della complicata materia
susseguitosi e coordinati dal Commissario Usi Civici per la Toscana,
Umbria e Lazio, Prof. Catalani.
Tema centrale dell’incontro è stata
la rilettura in chiave moderna del significato dei diritti di uso civico delle comunità locali: “che cosa sono? A
che servono? Si può guardare oltre il
semplice diritto collettivo di far legna e pascolare in un certo territorio?
Che cos’è una proprietà collettiva?”.
Oggi come e più che in passato la
proprietà collettiva, capitale naturale
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COSTUME
di Simone Zaccagni
Nuovo Cinema Paradiso...
Dopo tanti anni chiude il Cinema Italia, uno dei punti di riferimento del
centro storico e di tante generazioni. I ricordi e gli aneddoti più curiosi.
N
on sono venuto a seppellire il
cinema Italia, ma a farne il suo
elogio. Parodiando le parole pronunciate da Antonio, durante la celebre orazione funebre per Giulio Cesare, nell’omonima opera di Shakespeare,
voglio ricordare con affetto un’istituzione culturale cittadina che, purtroppo, ha chiuso i battenti. Ne parlo con
uno dei gestori, Vincenzo Belardi.
Quali sono state le cause della chiusura? La causa della chiusura è stato il calo verticale, ed al tempo stesso
inarrestabile, degli spettatori, che negli
ultimi 3 anni si sono ridotti di circa il
50%. Questo vero e proprio tracollo nel
numero delle presenze in sala ha fatto
sì che la gestione diventasse del tutto
anti-economica, per cui la cessazione
Novembre 2013
12
 Il vecchio ingresso del cinema Italia. Dalla locandina
(Il medico della mutua), si può datare la foto al 1968.
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della attività, sebbene con un profondo
rammarico da parte nostra, è stata inevitabile. Del resto, in molte altre realtà
simili alla nostra per bacino di utenza,
si è registrato lo stesso fenomeno e,
molto spesso, anche in tempi precedenti al nostro.
Perché c’è stato questo vistoso calo
degli spettatori?
Il calo degli spettatori non è riconducibile ad un’unica motivazione ma ad
una serie di concause che vanno dalla
crisi economica che attanaglia il nostro
paese, alla concorrenza delle pay per
view e soprattutto di internet ma anche,
specialmente fra i giovani, ad una certa
disaffezione verso lo spettacolo cinematografico.
Quale è il film che ha avuto più successo?
I film che negli ultimi venti anni hanno
avuto il maggior successo di pubblico
sono stati "Il Mostro" con Roberto Benigni del 1994 con circa 4.800 spettatori,
seguito da "Titanic" del 1998 con circa
4.600 spettatori e da "Pinocchio" del
2002 con circa 4.100 spettatori. Oltre
un Eugubino su 10 andò a vederli. Ma la
maschera mi ha riferito che negli anni
‘60 e ’70 la media a week-end era di circa 1.500 spettatori, gli stessi che sono
venuti al cinema nell’intero periodo 1
Gennaio - 30 Giugno 2013. Questo per
dare un’idea di come siano cambiate
nel tempo le cose e di come ormai il cinema fosse diventato una sorta di club
per un circolo ristretto di persone.
Aneddoti particolari?
Gli aneddoti, anche molto gustosi, in
tanti anni di attività sono davvero numerosi ed i limiti di spazio non permettono certo di raccontarli tutti. Ne
riporterò dunque solo alcuni, a partire
da due che mi hanno visto diretto protagonista. Quando ero ragazzo ricordo
che mio nonno Elio, che passava tutti
i pomeriggi al cinema, lo amava talmente che quando gli chiesi i soldi per
acquistare un televisore per la nostra
casa, mi disse che i soldi me li avrebbe
dati per il motorino, ma non per il televisore aggiungendo: “Cosa ci fai con
il televisore? C’è il cinema che basta
ed avanza”. Un altro è di pochi anni fa:
una sera andai al cinema, in galleria,
dove mi ritrovai da solo. Preso dal sonno mi addormentai mentre guardavo il
film, finché non sentii squillare il cellulare. Meccanicamente con la mano lo
cercai alla mia destra, immaginando
che fosse sul comodino, ma non lo trovai. Solo allora mi resi conto che non
ero nel mio letto. Presi il cellulare dalla tasca e risposi: era mia moglie, che
preoccupata voleva sapere dove fossi.
COSTUME
 Il nuovo ingresso ormai sbarrato.
La bacheca è riconvertita alla pubblicità
alle 17 ma c’era qualcuno che arrivava
alle 15 per prendere il posto in prima
fila, rigorosamente camuffato con una
sciarpa che gli copriva la faccia per non
farsi riconoscere all’esterno, mentre la
sera era tanta la calca alla biglietteria
per potersi accaparrare i posti migliori,
che alla fine, muti testimoni delle sgomitate e degli spintoni, restavano numerosi bottoni, così tanti che alla fine
dell’anno Gualtiero ne aveva fatto qualche chilo che regalò ad una sua amica
merciaia, la quale li rivendette!
Come sono cambiati l’idea di cinema,
il fruitore, le pellicole in questi anni?
Negli anni abbiamo assistito ad un progressivo abbassamento dell’età media
dei fruitori di cinema. Al di là di un numero percentualmente circoscritto di
appassionati di cinema, se si eccettuano alcuni film di particolare richiamo,
la fascia di persone ultratrentenni che
venivano al cinema si è andata progressivamente assottigliando. Questo
ha determinato anche un mutamento
nella produzione dei film che si sono
fatti sempre più adrenalici e vorticosi
per quanto riguarda i film americani e
piuttosto triviali, nel linguaggio e nelle situazioni, per quanto riguarda la
produzione comica italiana. Non esiste
più, purtroppo, la grande tradizione della commedia all’italiana dei vari Pietro
Germi, Vittorio de Sica, Nanny Loy, Ettore Scola, Lina Wertmuller, Mario Monicelli né il grande cinema di impegno
civile, salvo pochissime eccezioni, alla
Francesco Rosi. E quello che più rammarica è che gran parte dei nostri giovani neppure hanno mai visto capolavori come "Divorzio all’italiana", "I soliti
ignoti", "Amici Miei", "Un borghese piccolo piccolo", "Le mani sulla città" solo
per citarne alcuni.
Chiudo questo Amarcord (e il termine
calza a pennello), con un ricordo che
spero solleverà il morale dei tanti romantici amanti del cinematografo. Con
la mia infanzia che si sviluppò in via
Cairoli, la locandina del cinema è stata la mia prima lavagna, praticamente
ci ho imparato a leggere, attratto da
quelle belle fotografie e le scritte in
maiuscolo, che erano un caleidoscopio di colori, attrazione irresistibile per
un bambino. Un giorno di settembre,
chiesi: “Nonna, sono due mesi che al
cinema proiettano lo stesso film, non
sarà ora che lo cambiano?”. Lei mi domandò: “Come si intitola ‘sto film?”.
“Chiusura estiva”, fu la risposta...
13
Novembre 2013
Le risposi che ero al cinema e non era
il caso di allarmarsi: non mi ero accorto
che erano le quattro del mattino! Altri
me li ha raccontati la nostra maschera Gualtiero. Tra i più divertenti, quello
dello spettatore che era solito venire al
cinema tutte le domeniche alle 15 per
uscire alle 18, dopo aver visto il film
sempre almeno due, se non tre volte. Un
giorno, alla domanda di Gualtiero se gli
fosse piaciuto il finale del film, con la
più totale naturalezza rispose: “Guarda,
mi dispiace ma non ti posso dire niente.
Non l’ho visto tutto”. In un’altra circostanza un tale, di soprannome Broccolo,
che aveva l’abitudine di commentare il
film a voce decisamente un po’ alta e risultava così fastidioso per gli altri spettatori, venne al cinema con la fidanzata
e cominciò, secondo il suo solito, a parlare con lei del film finché una signora,
seduta davanti, spazientita, si voltò e
decisamente seccata gli disse: “Vui sta
zitto? Broccolo!”. E lui: “Piacere” e, rivolto alla fidanzata:” Vedi, oh, a Gubbio
me conoscon tutti”. Un’altra volta Gualtiero, al termine dello spettacolo serale, dopo aver verificato che in sala non
fosse rimasto nessuno, spense le luci e
stava per chiudere la porta del cinema,
quando fu raggiunto da uno spettatore
che si era attardato in bagno, il quale
tutto trafelato gridava al tentato sequestro di persona e voleva chiamare i
Carabinieri. Ma forse gli episodi più divertenti si sono verificati quando, nella
seconda metà degli anni ’70, il cinema
organizzava anche spettacoli di “varietà”. Lo spettacolo pomeridiano iniziava
[email protected]
Novembre 2013
14
www.gubbiooggi.it
I Quaderni
di GUBBIOoggi
Shopping
Shopping Natale 2013 - Shopping Natale 2013 -Shopping Natale 2013 -Shopping Natale 2013 -Shopping Natale 2013 -Shopping Natale 2013 -
Natale
2013
Edito da Gubbio Oggi S.r.l.
dal blog di Martina Cancellotti
www.glamourmarmalade.com
Tempo di Natale, tempo di shopping
Qualche consiglio di un'esperta per non farsi trovare impreparati...
(e non pensateci solo all'ultimo momento...)
A
ncora sono là a prendere polvere. I bikini sono
appoggiati sulla sedia della camera e prima poi
mi deciderò a rimetterli in ordine.
Ne ho uno rosso, neanche a farlo di proposito perfetto per il clima natalizio. Tutte noi non abbiamo ancora
fatto in tempo, infatti, a pensare di sistemarli nella scatola del cambio stagione, che è già tempo del Natale.
 In rosso. (Sono in anticipo per il Natale)
Novembre 2013
16
Lo dicono tutti che è arrivato l’inverno e lo dice anche
il termometro che segna l’abbassarsi delle temperature con le sciarpe che fanno il loro ingresso nei nostri armadi. Sciarpe che ci coprono il collo e le labbra
ma non gli occhi. E così quell’aria pungente li fa lacrimare facendo colare il mascara nero.
Poi i cappelli in lana che come si fa a stare senza per
le vie vestite di luci. Mai la città come in questo periodo è
brillante e suggestiva con quel
chiarore pronto ad esaltare
ogni piccolo angolo eugubino.
Quell’atmosfera natalizia che
si respira intensamente, si sente sulla pelle vuoi anche per
quell’Albero che semplicemente incanta.
I negozi così sono già a festa
pronti a ricordare che non è
mai presto per programmare i
regali, soprattutto a chi si agita
solo a stilare la lista con i nomi
di quelli a cui fare un pensiero,
dettagliata manco fosse quella
per gli invitati di un matrimonio.
Ricordatevi, cari uomini, non è che vogliamo diamanti
ma manco un semplice messaggio su whatsapp con
gli auguri vale.
Per i maschi, invece, va bene tutto: si accontentano
con poco. Per chi vuole sorprendere, un viaggio. Ma
se volete davvero non sbagliare: un libro, mai fuori
luogo.
Da non sottovalutare i prodotti da mangiare: quelle
composizioni natalizie che con quello che c’è dentro
si potrebbe andare avanti un anno, direttamente fino
al prossimo 25 dicembre. E con questi tempi che corrono, un cesto è sempre cosa buona e giusta.
17
Novembre 2013
Si comincia con i familiari, amici, per proseguire con i
colleghi o i compagni di scuola/università, ancor prima i parenti per poi chiudere con quelli che “non conosco così bene, ma me lo fanno di certo quindi non
posso farmi trovare impreparata”.
Ad ogni nome poi un regalo con tanto di prezzo e data
di consegna. Uno shopping natalizio che ha il suo fascino ma che non fa di certo per me.
Faccio parte, infatti, di un’altra categoria: quella di chi
pensa che sia presto occuparsene anche il 22 dicembre e che si riduce sempre all’ultimo momento. Così
che nei due giorni precedenti il 25 dicembre, mi trasformo in una sorta di wonder woman senza lista con
tutto ben chiaro in testa. Il classico atteggiamento di
chi crede che ci sia sempre tempo per tutto, tempo
che invece sfugge tra le dita senza accorgersene.
Di questo passo mi ritroverò a pensare alla prova costume per la prossima estate ancor prima di aver dato
l’ultimo morso di panettone la sera di Santo Stefano.
Voglio però semplificare il lavoro di chi è come me
e vuole risolvere il problema dei regali in un paio di
giorni. Ora prendete foglio e penna.
Segnate: per le donne qualsiasi cosa abbia a che fare
con trucco, parrucco e profumi. Non si sbaglia mai.
Vorrei aggiungere vestiti ma questo già è ben noto.
Natale con gli "Angels"
Dopo la Germania direttamente al Teatro di Gubbio per
vivere insieme una serata tra musica ed emozioni!
F
orti del grande successo riscosso nella cittadina
tedesca di Wertheim, il coro adesso desidera festeggiare il Natale con la sua città e presentare il
nuovo cd: “Shosholoza”
Scrivere in poche righe le emozioni che abbiamo provato nel proporre il nostro concerto in Germania non
è cosa semplice, si rischia di cadere nella banalità e
di non trasferire realmente quello che questa esperienza ci ha regalato, come coro e come persone, ma
crediamo che “tutto quello che si fa con il cuore può
diventare magico” e quindi, pur non essendo scrittori
o giornalisti, proveremo a mettere nero su bianco ciò
che abbiamo vissuto.
Accoglienza, disponibilità e professionalità sono le
parole che hanno caratterizzato il nostro viaggio, che
per molti potrebbe definirsi un primo scambio culturale con una cittadina da anni gemellata con Gubbio,
ma che per noi, in realtà, rappresenta molto di più: significa il nostro primo concerto al di fuori dei confini
nazionali e l’essere riconosciuti come il primo coro rappresentante del Gospel a Gubbio.
A Wertheim fin da subito è nata una
stretta amicizia con i “Feelings”, una
realtà corale locale simile a quella nostra eugubina e dalla quale scaturiranno, con molta
certezza, future collaborazioni. È stata un’esperienza
all’insegna della musica e dell’arte, ma anche della
sana amicizia e del valore di rispetto reciproco, ideali che da sempre caratterizzano il nostro gruppo e le
sue origini e che non sempre oggi si riesce a trasmettere con facilità.
Il nostro coro, meglio conosciuto come “Associazione
culturale Angels” è una realtà corale giovane, formata da circa 30 ragazzi tra i 20 e i 40 anni, e presente
a Gubbio da circa dodici anni. Nata appunto dall’amicizia e dal piacere di stare insieme e condividere
delle passioni, negli anni è cresciuta e ha iniziato a
prendere forma, passando dai primi concerti di Natale
in chiesa a veri e propri spettacoli di Musical Theatre
messi in scena nel comprensorio. Tra questi ci piace
ricordare il celebre “Evita”, portato in scena nel 20022003 nell’indimenticabile cornice di Piazza Grande,
ma anche “Musical”, un’opera integrata da tre diversi
Musicals di pari fama: “Les Miserables”, “Chicago” e
“Notre Dame de Paris”. A coronare la nostra iniziale
stagione musicale, nel 2007 la produzione del nostro
primo CD “Angels of music”, una raccolta dei più bei
brani musical da noi interpretati, a ricordo delle nostre origini.
Questi sono stati i nostri primi passi nel mondo della
musica, che ci hanno aiutato a crescere e a trovare la
nostra vera identità di coro e ci hanno supportato nel
momento in cui abbiamo deciso di avvicinarci al magico e difficile mondo del “Gospel Contemporaneo”,
un genere figlio dello Spiritual e del Gospel Classico,
che dalla fine degli anni 60 si è lasciato sempre più
influenzare dal blues, jazz, rock,
R&B, funk, pop, prendendo il
meglio di ognuno e che, sebbene non sia ancora molto
conosciuto nella realtà locale, a nostro avviso sarà
ben presto destinato ad
essere apprezzato e amato
da tutti.
Il Gospel da tempo è diventato il nostro strumento per comunicare emozioni, per far parlare
il nostro cuore e, dopo una lunga serie di concerti sparsi per tutto il comprensorio di Gubbio e al di
fuori dei confini regionali, l’essere stati invitati in
Germania per una data è stato un vero onore e una
magnifica esperienza dell’anima, ha significato realizzare un sogno, e ci ha permesso di comunicare,
attraverso la musica, messaggi d’amore e di vita.
Dopo il grande successo riscosso nella cittadina tedesca di Wertheim, in presenza anche del sindaco
locale Wolfgang Stein, tra gli abbracci, gli applausi e
i calci scalpitanti del pubblico tedesco, adesso il nostro desiderio è quello di festeggiare il Natale con
la nostra città e presentare il nuovo cd: “Shosholoza”
“Shosholoza” in lingua zulu significa “andare avanti”;
questa volta il cd, finanziato dalla Fondazione Cassa
di Risparmio Perugia, raggruppa un repertorio di soli
brani Gospel, scelti tra quelli per noi più rappresentativi e significativi; come la tanto amata Babethandaza, che ormai da qualche anno viene dedicata a Sciusciai e Asmara, i due gemellini africani che abbiamo
preso in adozione come gruppo già dal 2006. L’impegno nel sociale, infatti, ci rappresenta e ci arricchisce
da sempre: abbiamo fissato per il 13 dicembre una
data importante per il nostro concerto all’Ospedale
di Branca, così da condividere, anche con chi sarà
impossibilitato a venire
a teatro, alcuni brani del
nostro nuovo disco.
Il prossimo appuntamento è quindi per il 14 dicembre, per festeggiare insieme il Natale tra musica
ed emozioni! Ad arricchire il concerto questa volta sarà l’orchestra dal vivo, composta come al solito dai nostri fedeli amici e al contempo artisti veri,
Lorenzo Cannelli (al piano) e Mirco Capecci (al basso), supportati per l’occasione da Giuliano Bei (alla
batteria), Alessandro Panfili (alle percussioni), Maurizio Pugno (alla chitarra elettrica) e Bruno Erminero
(all’organo Hammond).
Dulcis in fundo, come da buona ricorrenza, interverranno sul palco anche nuovi ospiti a sorpresa,
allietando la serata con la propria arte volta al pubblico presente.
Quindi che dire…. Vi aspettiamo al Teatro Comunale
di Gubbio Sabato 14 Dicembre ore 21,00.
Staremo benissimo insieme!!
ANGELS CORO
Menù delle feste: Tartine di Tartan
Dalle gonnelline da collegiale ai blazer aristocratici, i quadretti tipicamente
scozzesi sono sotto ai riflettori dell’Autunno/Inverno 2013-2014.
 Il cappotto in tartan oversize di Céline.
“
 L'abitino da Lolita punk di Saint Laurent.
Check, si gira!” sembra essere la parola d’ordine
di tutte le vetrine di questa stagione. Abiti, gonne, pantaloni, camicie e accessori si coprono di
quadretti di ogni colore e dimensione, prediligendo
come tonalità il rosso e il nero e come forma il quadrato piuttosto grande, evidente, invasivo.
Come quello delle camicie
che indossava Kurt Cobain,
il leader dei Nirvana, storica band americana che
negli anni Novanta si fece
promotrice del grunge, sottogenere del rock. E come la
sua musica, il suo look era
essenzialmente anti-moda,
fatto di indumenti scoordinati e sovrapposti, di dimensioni o troppo grandi o
troppo piccole. In parallelo
nel fashion system si sviluppò uno stile più urbano,
che faceva riferimento proprio al grunge come sottocultura da inserire nell’alfabeto vestimentario e a cui
ispirarsi, in cui il tartan aveva un ruolo chiave.
L’origine dello scozzese è però molto più remota:
esso comparve in Scozia per la prima volta all’inizio del XVIII secolo, inizialmente
associato alle Highlands, e solo
verso la fine del XVIII divenne
ufficialmente un modo per distinguere i diversi clan.
Fu poi lo scrittore Sir Walter
Scott in parte responsabile
dell’imperversare del tartan nei
costumi del periodo, quando nel
1822 convinse Re Giorgio IV, in
visita ad Edimburgo, a indossare
il celebre motivo scozzese.
Fino all’epoca vittoriana ed edoardiana il quadretto è stata una
componente esclusiva dell’abbigliamento maschile ma poi
entrò a far parte anche della
moda femminile, per via della
sua associazione all’aristocrazia
inglese. Grazie a questo, il tartan
sviluppò un’aria di dignità e uni-
cità, che la moda captò
subito e che ha riproposto con frequenza
quasi regolare fino ai
giorni nostri.
Gli stilisti hanno sempre accolto a braccia
aperta il motivo quadrettato per le loro collezioni, grazie al quale
è stato possibile creare
nel tempo capi couture
con mix and match unici e innovativi.
Nella stagione attuale, ad esempio, Céline
propone un cappotto
over size dove il tartan
è protagonista dentro
e fuori, sia per il capospalla che per l’interno.
La donna di Givenchy
abbina una camicia scozzese a una longuette in pelle nera con maxi ruches, mentre Jil Sander mostra un
vestito longuette in tartan stampato.
Vincente è la pensata di Hedi Slimane per Saint
Laurent: il mini dress scozzese, con tanto di colletto
bianco, che indossato con i collant di tulle e i boots
in pelle nera è perfetto per una vera dark Lolita.
E’ questa l’interpretazione ideale del tartan per l’Inverno 20132014: in chiave dark e rock,
magari combinando una blusa
scozzese a un pantalone skinny in pelle nera oppure mixando
una minigonna in check con una
t-shirt e uno stivale borchiato.
E’ una fantasia facile da farsi piacere per via delle sue molteplici
facce, da quella neopunk a quella
più collegiale, british, country.
Se siete amanti del trend di stagione ma non ve la sentite di
indossare il quadretto, potete
puntare su un accessorio che riprenda il motivo, come una borsa o una sciarpa, che ravvivano il
look e lo rendono alla moda senza esagerare.
A tutto tartan!
 La camicia rock di Givenchy.
Novembre 2013
21
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Lions, calendario 2014 e concorso fotografico
Torna anche quest'anno l'appuntamento con "Gubbio - Giorno per Giorno".
E dalla fine di novembre al via un concorso dedicato alle città medievali.
R
itorna l’appuntamento con il Calendario Lions
“Gubbio - Giorno per Giorno”, edizione 2014, con
cui il Lions Club Gubbio Host si ripropone alla cittadinanza presentando “nuove” notizie e fotografie storiche di Gubbio.
Un appuntamento ormai consolidato e di interesse con
cui il Club intende richiamare la generosità di tutti perché, come già è avvenuto per l’edizione 2013, il ricavato
verrà destinato a finalità sociali sul territorio, coinvolgendo realtà come il Centro A.S.A.D. e l’Associazione Amici del
Cuore. Non a caso il motto lionistico è “We serve”, principio basilare che non solo il Club fa proprio ma estende a
“Insieme We Serve” nella convinzione che la solidarietà
non è tale se non trova la forza nel coinvolgimento di tutti.
Le modalità di diffusione del calendario sono quelle
dell’anno precedente: si potranno trovare presso i supermercati locali, le edicole e sotto le Logge dei Tiratori
anche nelle settimane successive alla Mostra del Tartufo. E a riprova di un periodo particolarmente denso
di impegni e appuntamenti, il Lions Club Gubbio Host
ha presentato il regolamento del concorso fotografico
“Le città murate”, che si pone l’obiettivo di mettere in
evidenza le problematiche, le attività e le iniziatiche caratteristiche dei centri storici.
Si tratta di un nuovo percorso, che avrà cadenza pluriennale, che ogni anno presenterà un tema specifico attinente all’obiettivo generale. Il primo, in programma dalla
fine di novembre fino a inizio marzo (e nel periodo natalizio avrà comunque il suo culmine), avrà come tema
specifico “La vita nelle piazze delle città medievali”. Verranno premiate le immagini migliori volte a raccontare la
vita che comunemente si svolge nelle piazze di un centro
storico medievale sotto il profilo architettonico, sociale,
economico e culturale, nonché le foto che riusciranno a
comunicare nel miglior modo possibile la vita che comunemente si svolge nelle piazze e a fornire nuove idee per
il loro sviluppo ad un pubblico quanto più vasto.
Originalità e creatività, insomma, faranno da sfondo a
un progetto esteso a tutte le più belle città medievali,
ambito nel quale Gubbio riveste certamente un ruolo
di assoluta preminenza (per il regolamento dettagliato
consultare il sito www.lionsgubbio.it).
L'Albero è pronto a mostrarsi al mondo
Tutto pronto per la cerimonia d'accensione del 7 dicembre: quest'anno a
premere il pulsante sarà il presidente della Caritas Italiana, mons. Soddu.
P
scorso con la sua rielezione a capo dello Stato (non
era mai accaduto prima). La scelta di invitare a Gubbio mons. Soddu si spiega nella volontà del comitato
di individuare una figura che potesse far risaltare l’immagine del puro volontariato e della solidarietà, due
principi che da sempre ispirano l’opera allestita lungo il monte Ingino. Il presidente della Caritas Italiana
rappresenta il giusto punto d’unione nell’ottica di un
doveroso riconoscimento a quel mondo nel quale gli
ultimi e gli emarginati sono accettati ed ascoltati, dove
proprio la Caritas si pone come espressione e frontiera
per quell’umanità più in difficoltà, specialmente in un
momento storico come l’attuale. Da qualche settimana è già in vendita nei consueti punti vendita anche il
calendario 2014 realizzato dal Comitato dell’Albero di
Natale, quest’anno proposto di due differenti versioni.
23
Novembre 2013
er qualcuno è la più bella cartolina che la città di
Gubbio possa offrire al mondo intero. Per molti è
semplicemente un qualcosa di irrinunciabile che
fa parte integrante del proprio vissuto, e non soltanto
perché rischiara con le sue luci e i suoi colori uno dei
momenti più densi di significato dell’anno. L’Albero di
Natale più grande del mondo è pronto ad illuminare le
festività degli eugubini e a richiamare in città una folla di appassionati e curiosi che di fronte alla maestosità dell’opera restano sempre a bocca aperta. E come
tutti gli anni l’accensione avverrà nel tardo pomeriggio
di sabato 7 dicembre, col comitato degli alberaioli che
per l’occasione ha deciso di affidare l’onore di schiacciare il pulsante al presidente della Caritas Italiana,
mons. Francesco Antonio Soddu, vescovo di Sassari in
carica dal 1997. Una scelta differente rispetto a quelle del passato recente, quando ad accendere l’Albero
vennero invitati prima il pontefice emerito Benedetto
XVI (nel 2011: il messaggio d’auguri inviato dal Papa nell’occasione è stato inserito all’interno della
Basilica di Sant’Ubaldo lo scorso
11 settembre), quindi il Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano (2012) che all’epoca tutti pensavano avrebbe mantenuto l’incarico ancora per pochi mesi, salvo
poi doversi ricredere nel maggio
I dolci delle feste
La ricette sono state proposte da:
Agriturismo L'Oca Blu
Loc. Monteluiano, 9 - Gubbio - tel. 075/9275206
www.ocablu.com - www.facebook.com/agriturismoocablu
[email protected]
TORTA TENERINA
Ingredienti:
6 uova , 200gr burro,
300 gr cioccolato fondente ,
200gr zucchero,
Preparazione:
Sciogliete a bagnomaria il burro
ed il cioccolato, nel frattempo
montate i tuorli e lo zucchero, in
una seconda terrina montate gli
albumi a neve fermissima. Unire
il cioccolato e burro fuso ai tuor-
li montati, unire poi al composto
gli albumi mescolando sempre
dal basso verso l'alto.
Versate il composto in una tortiera rivestita di carta da forno,
ed infornare subito, in forno
preriscaldato a 150°C per 30
min. Sfornatela giratela su un
piatto e riponete in frigo, finchè
non sarà ben fredda...accompagnate con panna...e decoratela
con zucchero a velo.
La seconda ricetta è delle mitiche caramelline all'orzo... ottima idea
per un dolcissimo pensiero natalizio... che fa pensare a tempi lontani... (a me ricordano la mia nonna che le aveva sempre in borsa).
CARAMELLE ALL'ORZO
Ingredienti:
100gr orzo vestito,
200gr zucchero,
1l acqua
Preparazione:
Bollire l'orzo in un litro d'acqua.
Far ridurre il liquido fino a quando sarà più o meno della quantità di mezza tazzina da caffè.
In una padella antiaderen-
te versare lo zucchero con
l'acqua di bollitura dell'orzo, quando lo zucchero sarà
sciolto versare il tutto su una
superficie liscia, fredda e precedentemente unta.
Incidere la superficie con un
coltello dalla lama sottile, una
volta fredda spezzare in corrispondenza delle incisioni...
Conservare in un barattolo!
La Stella di Natale
a cura di
Caratteristiche e cura della pianta delle festività natalizie.
L'
Euphorbia Pulcherrima, conosciuta comunemente
con il nome di 'Stella di Natale' nasce in territorio
messicano ed è quindi una pianta idonea soprattutto ad ambienti ben riscaldati, con temperature non inferiori ai 14 gradi. I fiori della stella di Natale sono quelli di colore giallo all'interno, mentre le parti di colore rosso sono
foglie che generalmente sono rosse, ma possono essere
anche rosa o bianche. La stella di Natale è una pianta fotoperiodica, regola cioè la sua fioritura ed altre funzioni vitali come la fotosintesi sulla lunghezza del giorno e quindi
sull'intensità e sulla quantità di luce che le arriva. Proprio
per questo motivo la stella di Natale inizia il processo di
fioritura solo quando il periodo di illuminazione nell'arco
della giornata è inferiore a 12 ore. Pertanto, per avere le
stelle di Natale fiorite per il periodo natalizio è sufficiente allungare o accorciare artificialmente la lunghezza del
giorno. Chi possiede una stella di Natale dall'anno precedente non deve assolutamente tenerla in luoghi dove può
ricevere luce artificiale e verso ottobre/novembre deve
riportarla in casa e porla in un ambiente poco luminoso
in cui riceva al massimo 8 ore di luce al giorno, al fine di
agevolare la crescita di nuove foglie (che assumeranno il
caratteristico colore rosso) e di nuovi rami. Da ricordare è
il fatto che nel periodo della fioritura, l'irrigazione deve
essere poco abbondante. Altra importante accortezza per
far rifiorire la stella di Natale è la concimazione; la stella
di Natale preferisce concimazioni a base di potassio e fosforo, soprattutto nel periodo autunno invernale. Durante
l'inverno la stella di Natale va tenuta in un ambiente luminoso in quanto non teme la luce diretta del sole. Una
volta terminata la fioritura, la pianta fisiologicamente perderà parte delle foglie ed in primavera si dovrà portare in
giardino per una potatura abbastanza vistosa. Nel caso in
cui la pianta dovesse crescere troppo si potranno eseguire altri tagli più leggeri, ma non dopo il mese d'agosto in
quanto la pianta dovrà prepararsi per l'induzione a fiore.
Novembre 2013
26
ASSOCIAZIONI - Banda Comunale di Gubbio
 La Banda ha suonato per le vie della
città durante la Mostra del Tartufo.
dalla Redazione
Che Banda!
tivo dell’Associazione, nasce
dall’esigenza di
dare maggior visibilità all’attività del
nostro organismo, partendo dal principio che la Banda Comunale appartiene al patrimonio storico della nostra città e che la cittadinanza può a
buon titolo esserne orgogliosa.
Dal 18 maggio 2012 i progressi sono
stati molti e incoraggianti, a partire
dal primo concerto di S. Cecilia tenutosi dopo anni di sospensione, al
Concerto di S. Ubaldo che ci ha visto
partecipare in più di 60 elementi,
per arrivare alle uscite fuori Comune come la rassegna di Selci Lama e
il Concerto Propiziatorio del Palio di
S. Sepolcro, un successo andato assai
al di sopra delle normali aspettative.
Sicuro merito di chi ha creduto in questo progetto che tre anni fa, oltre ad
essere sembrato utopistico, era stato
fortemente osteggiato da chi non l’aveva compreso appieno. Sicuro merito di chi si è impegnato, e continua ad
impegnarsi in una attività appagante
ma faticosa, non solo dal punto di vista artistico, ma anche sotto l’aspetto
economico ed organizzativo.
Sicuro merito del riconfermato direttore M° Nolito Bambini che ha saputo
valorizzare le risorse musicali eugubine facendo in modo che professionisti e dilettanti, giovani e meno giovani, spalla a spalla, collaborassero al
conseguimento di un unico fine.
Il Consiglio Direttivo, eletto dopo un
anno e mezzo di attività costituente,
ha visto riconfermare Marco Bellucci
Presidente, Franco Pugnitopo Segretario, Cesare Bedini Vicepresidente (già
consigliere costituente), Annalisa Tinti
(già consigliere costituente) e nominare i nuovi Consiglieri, Giovanni Panfili,
Marco Ottaviani e Francesco Riccardini.
La rubrica, oltre ad ospitare le informazioni sull’attività sociale, si prefigge di
pubblicare curiosità, ricordi, aneddoti,
foto e documenti che i lettori sapranno sicuramente apprezzare.
27
Novembre 2013
A
partire dal presente numero, in
ossequio allo stile prettamente cittadino che anima questa
pubblicazione, “Gubbio Oggi” ospiterà la BACHECA MENSILE della Associazione BANDA COMUNALE DI GUBBIO, giovane di appena un anno e
mezzo dalla sua ri-costituzione, storicamente antica di quasi due secoli.
La rubrica, curata dal Consiglio Diret-
[email protected]
SPORT
di Simone Zaccagni
Per giocare ancora!
N
on sono un accumulatore
seriale, tranne che per le
scarpe da calcio.
Alla fine di ogni campionato, il
paio che avevo utilizzato veniva riposto nella propria scatola a riposare per sempre. Già, perché non
sarebbe stato in grado di affrontare una nuova stagione, ma i troppi
ricordi ed emozioni che mi legavano a quella pelle, cuoio, o non meglio identificato materiale sintetico, mi impedivano di buttarle, pur
sapendo che non le avrei mai più
utilizzate. Infatti, puntualmente,
con la nuova stagione acquistavo
un nuovo paio di scarpe.
Così, con il passare degli anni, nel
garage si è formato una specie di
cimitero delle scarpe, di giardino
dei dormienti, come li chiamano
nei paesi islamici.
Dalle prime, rigorosamente nere,
alle ultime, con colori fosforescenti ed improbabili.
Novembre 2013
28
www.gubbiooggi.it
Più che un ossario, però, era un
museo: ogni tanto le riaprivo, rivedevo le forme, accarezzavo le
più vecchie, riassaporavo l’odore
di cuoio misto a grasso, ne osservavo i laccetti, da quelli larghi e
neri, di cotone, a quelli bianchi
ed in tessuto sintetico, con il lusso della plastificazione per infilarli bene nell'occhiello.
I tacchetti logorati, ricordo dei
tanti passi fatti, la pelle sfibrata,
qualche buco sull'interno, qualcuna sfondata, aperta sul davanti. Il paio cui sono più affezionato, la mitica "Pantofola d'Oro",
ingrassata con amore e scrupolo alla fine di ogni allenamento,
regalatami per un compleanno
misto a Natale (il fatto di essere nato a dicembre economizzava le cose a casa mia…), tenuta
come un oracolo per il non indifferente prezzo pagato.
Le prime scarpe a sei, quelle con
i tacchetti di alluminio, quelle
dei calciatori veri, che teoricamente andavano utilizzate solo
per campi in erba, ma che in realtà calzavo anche quando sarebbero stati meglio i tredici, che se
avessi dovuto aspettare i campi
in erba… e pazienza se a fine partita avevo le vesciche… Ogni paio
una storia diversa, una stagione
di partite ed allenamenti; ogni
scarpa un ricordo, un tiro, un ri-
I nostri rifiuti sono un sogno per
altre persone più sfortunate.
Ciò che per il bruco è la morte,
per la farfalla è la vita.
gore, un passaggio…Finché, un giorno
di ottobre, non
vengo a sapere che stanno
organizzando
un container
di scarpe da
calcio da inviare in Burkina Faso.
Quelle che per
noi sono inutili, vecchie, da
buttare,
per
i ragazzi di
quello sfortunato Paese sono fiammanti scarpe da calciatore. Che non hanno
mai avuto. Lì giocano scalzi. Allora non ci ho pensato un attimo.
Piuttosto che la polvere del mio
garage, è meglio che prendano
quella degli assolati campetti
africani. Le ho messe tutte con
cura in uno scatolone, toccate
per l'ultima volta, e consegnate a
Fernando Sebastiani, l'organizzatore della raccolta.
Ma prima di lasciargliele, ho parlato alle mie scarpe (lo facevo
spesso, anche in partita) ed ho
detto loro: "Con me siete morte
ed inutili, ai piedi di quei ragazzi
potrete vivere e giocare di nuovo. E segnare ancora!”
SPORT - Motori
di Roberto Barbacci
Cipiciani, 50 gare tutte d'un fiato
Il giovane centauro eugubino, in sella dal 2005, ha raggiunto il prestigioso
traguardo e punta già al 2014: "Voglio che sia l'anno della riscossa".
al Trofeo Bridgestone 600 Supersport
(e in questo caso sarebbe un ritorno),
oltre a un contatto per correre il CIV
Supersport e addirittura la Moto3 del
CIV (Campionato Italiano Velocità).
Ma onestamente nel mio futuro vedo
ancora la Master Cup 600 Supersport,
anche perché al di là della nutrita concorrenza questo palcoscenico ti consente di confrontarmi con il meglio
che c’è in circolazione. Vediamo, ancora non ho preso una decisione definitiva, ma lo farò a breve e sarà comunque quella migliore per tutti”.
Con un occhio rivolto anche e soprattutto al budget, che come impongono i tempi risulta sempre più risicato.
“Ma nel mio piccolo non posso lamentarmi. All Foods, Colmef e Coprox Italia hanno già fatto sapere di voler rinnovare i loro impegni per il 2014 e di
questo gliene sono grato”.
Certo il sogno di fare una puntata nei
campionati europei o perché no, magari nel circus del motomondiale ad
oggi risulta stroncato proprio dalla
mancanza di fondi adeguati.
“In altre epoche e in altre situazioni
probabilmente questo desiderio l’avrei
esaudito. Ma non mi lamento: corro in
moto dal 2005 e quel che conta è coltivare la passione. Avere la possibilità
di vivere tutto questo è comunque una
gran cosa”.
Di strada ne ha fatta, il buon “Lollo”,
da quando ha cominciato la sua parabola nel campionato 125 ben 8 stagioni fa. Tanto che con l’ultima gara
del 2013 a Vallelunga ha tagliato il
prestigioso traguardo delle 50 gare:
“È un risultato eccezionale che ho voluto condividere con tutti coloro che
mi sono stati vicino, dai miei familiari
alla mia fidanzata, dai ragazzi del fan
club che non si sono persi mai un appuntamento al mio team, composto
dai meccanici Luca Cova e Alviero
Billi della LCT Corse di Perugia”.
Un traguardo che Cipiciani (vicecampione italiano 2010 delle 250) festeggerà assieme a sponsor e amici nel
brindisi di ringraziamento in programma a inizio dicembre, l’occasione giusta
per svelare anche i progetti futuri.”
29
Novembre 2013
La
stagione delle due ruote
è praticamente già andata
in archivio e per il giovane
centauro eugubino Lorenzo Cipiciani
il bilancio è sostanzialmente positivo.
Avrebbe voluto lottare per le posizioni di vertice di campionato, invece una
concorrenza spietata e un notevolmente aumentata rispetto agli anni passati
l’ha obbligato a remare in gruppo, dove
ha comunque tirato fuori gli artigli.
“Onestamente pensavamo che le cose
sarebbero potute andare in maniera
differente, ma la crisi ha consigliato
a tanti piloti di scendere di categoria
e partecipare al campionato italiano
(la Master Cup) aumentando di gran
lunga il livello. Ma sono contento, ho
chiuso all’ottavo posto finale (4° tra i
gommati Metzeler) e pure in crescendo,
al punto che le premesse per potermi
ripresentare in condizioni di maggiore competitività nel
2014 ci sono tutte”.
Già, perché Lorenzo
ha già le idee abbastanza chiare su
ciò che vuole fare
nella prossima stagione: “Ho ricevuto
diverse proposte, tra
cui quella di partecipare al campionato
Honda 600 Stock e
[email protected]
SPORT
di Roberto Barbacci
Un presidente e una società che guardano al futuro
Da 40 anni l'ASD Fontanelle-Branca è molto più di un punto di riferimento per giovani
e allenatori. E grazie a tanta innovazione è più facile guardare al domani con fiducia.
Le
Novembre 2013
30
www.gubbiooggi.it
cessità di un punto di ritrovo in una
frazione. Non è vincolato a obblighi
particolari, come potrebbe essere
un qualsiasi altro posto dove si fa
socialità. È subito motivo di grande
orgoglio, per coloro i quali hanno in
primis creduto nel progetto sportivo
e per le persone che nel corso degli
anni si sono succedute nei vari incarichi, dai custodi dell’impianto ai magazzinieri, dai segretari ai consiglieri,
fino ad arrivare ai presidenti, cui va
un plauso e un immenso grazie.
L’attuale presidente è Giorgio Saldi,
22 sono gli anni che lo vedono protagonista, insieme ai sui fedeli collaboratori, nello scenario del settore
giovanile dilettantistico. La sua presidenza s’è caratterizzata subito con
una forte azione verso un’organizzazione semi-professionistica. Grazie
alla sua grande esperienza di vita e
lavorativa, e una capacità di fare scelte nel lungo termine, ha fatto si che la
struttura societaria è cresciuta di pari
passo con l’impianto sportivo.
Di lui, emerge
fortemente un
carattere
sereno e riflessivo ma anche
forte e deciso
quando si tratta di prendere
decisioni delicate. Giorgio, che per tutti è sempre
punto di riferimento, spicca di virtù
per grande generosità e disponibilità. Nonostante in questo momento storico assai difficile si operi con
poche risorse, la figura rassicurante
di Giorgio, mette sempre d’accordo
tutti. Coloro che hanno il piacere di
collaborare con lui lo indicano come
una figura paterna a cui ci si affeziona subito. Lo zoccolo duro, composto
dal gruppo dei “vecchi” fondatori e
consiglieri, l’attuale team operativo
e il nuovo che avanza, compone una
 Giorgio Saldi, Presidente
ASD Fontanelle-Branca
attività per un settore giovanile, specie in un società come l’ASD Fontanelle-Branca, fondata nel1973 da un
gruppo di amici, al di là dell’aspetto
agonistico e dei risultati sono necessari e fondamentali per il ruolo sociale che svolgono e il compito che
l’aspetta negli anni futuri.
In una realtà di provincia come Gubbio,
la consapevolezza di avere come riferimento una realtà che è andata consolidandosi e strutturandosi nel tempo
attorno al primo campetto di “frazione” è di fondamentale importanza, e
le persone che lo hanno frequentato,
si identificano con la comunità. Credere in qualcosa, che è al disopra di una
semplice partita tra amici, il più delle
volte coetanei, o di una simpatica sfida tra scapoli e ammogliati, è altresì di
fondamentale importanza.
Già nei primi anni ‘70, gli allora ragazzi che frequentavano il campetto
da subito si resero conto della ne-
SPORT
società dilettantistica tra le più organizzate nel panorama umbro. Novità
assoluta e voluta molto, la nascita
del nuovo sito internet: www.fontanellebranca.it. che si affianca alla già
perfezionata pagina Facebook. Contatti settimanali con i maggiori organi di stampa regionale, e un rinnovato team di allenatori, fanno la forza
dell’attuale assetto societario ospitato nell’impianto comunale del “Marco Minelli” di Fontanelle. Numerose
sono le segnalazioni positive da parte di genitori, e ragazzi che hanno notato quest’anno una forte spinta non
solo al divertimento, ma soprattutto
al rispetto delle regole e di seguito
all’educazione e alla crescita.
Le attuali categorie presenti sono
Piccoli Amici, Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Juniores. La prima
squadra partecipa al campionato di
Prima Categoria, e da quest’anno in
completa sinergia con il settore giovanile nell’organizzazione, con l’intenzione di utilizzare e valorizzare i
giovani atleti, aggregandoli alla prima
squadra dove saranno inseriti nell’organico non solo per opportunità di
minutaggio, ma per una scelta societaria che guarda al futuro.
Quanto all’impianto, aperto a tutti
(sono tre le società ospitate regolarmente), s’è registrato un potenziamento grazie anche all’investimento
del campo sintetico, molto utilizzato
per le attività della scuola calcio. E
per consentire ai più piccoli di allenarsi nella brutta stagione si utilizzano anche impianti sportivi al chiuso
come palestre del territorio.
Gli scenari di 40 anni fa sono completamente cambiati, la tv, i videogiochi
e i social network hanno di fatto soppiantato le partite di pallone o altre
attività ludiche di gruppo nel cortile
o nelle piazzette. Il Fontanelle-Branca
si fa carico, con grande presa di coscienza, di una grande responsabilità di valore sociale. Un genitore che
affida proprio figlio ad una scuola
calcio deve essere consapevole che
l’impegno profuso da parte di tutte
le componenti della società conver-
ge esclusivamente su ciò che più gli
sta a cuore: la sana crescita psicofisica del ragazzo. Anche se oggi in ogni
settore è richiesto maggiore specializzazione, è stato ribadito più volte
che il risultato non è assolutamente
di primaria importanza.
I giovani che vogliono provare di persona a cimentarsi nel calcio trovano
una società disponibile a inserirli
nelle varie categorie di appartenenza, dove esperti tecnici, potranno allenare, per farli crescere, senza particolari pressioni. Una struttura creata
per tutti quelli che vorranno utilizzare l’impianto, nelle varie attività. Un
presidente e una società che concretamente lavora nel volontariato e che
guarda ai giorni d’oggi, e con altrettanta sfida, si proietta nel futuro del
calcio dilettantistico giovanile con
forte attenzione alla crescita dei futuri uomini di domani.
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Novembre 2013
 Fontanelle Juniores 2013-14
[email protected]
GUBBIO OGGI PIÙ - Varie
di Gubbio Cultura e Multiservizi Srl
Riscontri Positivi per le presenze e novità per il 2014
La società Gubbio Cultura e Multiservizi Srl che gestisce tra gli altri servizi il Museo Civico del
Palazzo dei Consoli, la Chiesa di San Francesco della Pace oltre che il servizio del parcheggio, ha
registrato un notevole afflusso di presenze per il ponte del 31 Ottobre 2013 – 3 Novembre 2013.
Il
Parcheggio di Piazza 40
Martiri ha avuto ben 4324
ingressi circa il 35% in più
rispetto quelli dello scorso anno.
Il Museo Civico del Palazzo dei
Consoli ha registrato l’ingresso
di nr. 2813 visitatori, ben 1458
in più dello scorso anno quando
oltre tutto il ponte fu caratterizzato da un giorno in più.
Il Museo Civico che ha offerto una tariffa ridotta a tutti i
visitatori ha proposto, come
di consueto, apertura con orario continuato dalle 10.00 alle
18.00 ed ha arricchito la visita
oltre che con percorsi guidati,
anche con la divertente iniziativa " Cacciatori di Storie..." un
gioco a squadre collegato all'iconografia dei santi rappresentati nei dipinti della Pinacote-
ca cui hanno partecipato oltre
100 bambini.
La Chiesa di San Francesco della
Pace, aperta da maggio di quest’anno, ha avuto 654 visitatori.
La società ha inoltre garantito
il servizio di sorveglianza degli
ascensori di Via Baldassini e Via
XX Settembre tramite l’ausilio
del servizio ausiliari del traffico.
La riorganizzazione societaria
che si è avuta dall’Aprile dello
scorso anno, sta producendo i
propri effetti e si stanno concretizzando gli obiettivi fissati,
tutti i servizi gestiti (farmacia
comunale, museo civico, scuola di musica, scuola di liuteria,
parcheggio e ausiliari del traffico) sono stati interessati da
una radicale programmazione
al fine di ottimizzare i risultati
A cura di Avvocato Francesco Gagliardi
Le novità in materia condominiale
per ogni singolo ambito.
Nel corso del 2014 sono previste varie iniziative sia per quanto concerne l’ambito museale
che per quanto riguarda i servizi offerti dalla farmacia comunale, quest’ultima sta sempre più diventando il punto di
riferimento degli eugubini che
premiano non solo la professionalità di chi opera all’interno,
ma riconoscono il ruolo sociale che la contraddistingue da
quelle private.
Consolidare il ruolo sociale significa operare e svolgere tutte
quelle azioni a favore del cittadino sia in materia di prevenzione
ed educazione sanitaria, sia che
in campo commerciale, attuando
campagne promozionali a favore
delle fasce più deboli.
La nuova normativa
riscrive le regole.
32
La
Novembre 2013
nuova normativa in materia
condominiale riscrive le regole aggiornando una legislazione vecchia di 71 anni, con lo scopo di
ridurre il livello di litigiosità e di contenziosi cresciuto negli anni.
La novità più rilevante riguarda la figura
dell’amministratore, al quale competono una serie di prerogative ed obblighi,
tra i quali figurano il dovere di agire per
la riscossione forzosa dei crediti condominiali, la tenuta del registro contabile e
dell’anagrafe condominiale.
La nuova norma aggiorna anche l’ammontare delle sanzioni previste per chi
vìola il regolamento condominiale portandole ad €. 200,00 incrementabili, in
caso di recidiva, fino ad €. 800,00.
La nomina dell’amministratore è obbligatoria quando i condomini sono
almeno nove ed ha durata annuale,
rinnovabile per un ulteriore anno. L’amministratore deve aver frequentato un
corso di formazione ed è sottoposto
all’aggiornamento obbligatorio.
Su richiesta dell’assemblea, l’amministratore deve stipulare una polizza di
assicurazione individuale per la responsabilità civile e provvedere all’attivazione di un sito web del condominio, che
consenta ai condomini di consultare i
documenti e le delibere assembleari.
Inoltre l’amministratore, è tenuto a redigere il rendiconto condominiale annuale e convocare l’assemblea per la relativa approvazione. E’ imposto l’obbligo di
creare un conto corrente condominiale
sui cui vanno fatte transitare le somme
ricevute dall’amministratore.
E’ prevista una nuova maggioranza per
la modifica della destinazione d’uso
delle parti comuni: 4/5 dei condomini
più i 4/5 del valore dell’edificio.
L’amministratore senza bisogno di autorizzazione dell’assemblea può agire per
ottenere un decreto di ingiunzione. Nel
caso di morosità protratta per oltre un
semestre l’amministratore è autorizzato
a sospendere l’erogazione al condomino moroso dei servizi che possono essere goduti in esclusiva. La riforma del
condominio consente al condomino di
staccarsi dall’impianto di riscaldamento
centralizzato, purché non arrechi squilibrio di funzionamento o aggravi la spesa per gli altri condomini.
Infine, per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dovrà essere costituito un fondo di importo pari
all’ammontare della spesa.
SPORT
TENNIS AVIS
Sono stati 2813 i visitatori che durante il ponte di Ognissanti
dal 1° al 3 novembre hanno visitato il Museo Civico di Palazzo dei Consoli e 654 quelli che hanno visitato la Chiesa di
San Francesco della Pace. Lo comunica l’amministratore unico di Gubbio Cultura e Multiservizi Roberto Tanganelli che
precisa: «Il dato , estremamente positivo, segnala un significativo miglioramento rispetto al ponte del 2012 pur essendo, quello, più lungo. Confrontando i dati dei giorni 1,2,3, novembre nel 2013 le presenze sono state più che raddoppiate
( 2813 a fronte di 1355) ed anche confrontando il dato di
questo anno con l'intero ponte del 2012 ( 1,2,3,4 novembre)
si registrano 1213 visitatori in più. Nessun confronto è possibile per la Chiesa di San Francesco della Pace , aperta da
quest’anno, che comunque continua a registrare il favore dei
visitatori. Il Museo Civico che ha offerto una tariffa ridotta a
tutti i visitatori ha proposto, come di consueto, apertura con
orario continuato dalle 10.00 alle 18.00 ed ha arricchito la
visita oltre che con percorsi guidati, anche con la divertente
iniziativa " Cacciatori di Storie..." un gioco a squadre collegato all'iconografia dei santi rappresentati nei dipinti della
Pinacoteca cui hanno partecipato oltre 100 bambini».
SALVA TUO FIGLIO
Venerdì 8 novembre ore 17 Aula Magna Liceo Mazzatinti, organizzata dal Rotary Club Gubbio in collaborazione con Croce
Rossa Italiana, si è svolta la lezione Interattiva sulle Manovre di
Disostruzione delle viee aeree in età pediatrica – Salva tuo Figlio.
TARTUFO: CRESCONO VENDITE
Torna a crescere la vendita di tartufo. I prezzi bassi hanno
fatto il miracolo. Due complici d’eccezione: le piogge estive
e i prezzi che, di conseguenza, si sono abbassati. E come per
un’insperata, attesissima magia, le vendite di tartufo fresco
sono di nuovo schizzate. Sono soddisfatti e speranzosi i tartufai presenti alla XXXII Mostra mercato nazionale del tartufo
bianco e dei prodotti agroalimentari di Gubbio: “Le vendite
sono finalmente ricominciate – dice Fabio Martinelli di Martinelli Tartufi – e sembra davvero che il mercato sia tornato a muoversi. Le piogge di quest’estate hanno favorito la
crescita dei tuberi, quindi i prezzi sono calati notevolmente.
Quest’anno vendiamo il bianco ad un costo che è esattamente la metà di quello dello scorso anno: ecco perché in molti
hanno ricominciato ad acquistarlo”.
33
Novembre 2013
TURISTI DA PONTE
E' iniziato sabato 9 novembre 2013, patrocinato dal Comune di Gubbio, la ventunesima edizione del torneo di tennis
intitolato al compianto dipendente comunale LUIGI BOMBOLETTI. Per il 10° anno consecutivo, al torneo è stato abbinato
il “TROFEO AVIS” così come intenzione della locale Sezione
AVIS di Gubbio al fine di sensibilizzare la cittadinanza sull’utilità della donazione di sangue. Il totale dei partecipanti è
di circa n. 60 atleti, suddivisi nelle tradizionali categorie “A”,
“B”, FEMMINILE, DOPPIO GIALLO, DOPPIO MISTO. Le gare si
disputeranno presso gli impianti del Circolo Tennis Gubbio.
Lo spirito degli organizzatori e di tutti i partecipanti è quello
di promuovere la solidarietà ed il volontariato: numerosi partecipanti al torneo sono iscritti e donatori periodici di sangue
della locale Sezione AVIS del Comune di Gubbio. Inoltre, come
già accaduto per le passate edizioni, l’eventuale ricavato del
torneo verrà devoluto in beneficenza ad alcune associazioni
eugubine operanti nel campo della solidarietà e del sociale.
GUBBIO OGGI PIÙ - GUBBIOrosa
Silvia Longetti
ti
Gianpierpaolo Mischian
ina
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Chiesa di Santa Cr
(Aedi Photographers)
Novembre 2013
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Tiziana Bianchi
Paolo Minelli
Chiesa di Sant'Ubaldo
(Foto Ars Fotografica)
Silvia Fumanti
Alessio Gambini
Chiesa di Sant'Ubaldo
(Aedi Photographers)
Cecilia Mosca
Luca Casagrande
Chiesa di Madonna del Ponte
(Foto Ars Fotografica)
Elisa Rosati
Fabio Petruccioli
Chiesa di San Secondo
(Aedi Photographers)
Chiara Gaggiotti
Vantaggi Fabio
Chiesa di San Marziale
(Foto Ars Fotografica)
GUBBIO OGGI PIÙ - GUBBIOrosa
Maria
Congraturazioni al neo-avvocato
uito
seg
con
ha
Assunta che il 2 ottobre
uri
aug
o
stat
brillantemente l'esame di
vivissimi dai suoi cari.
Tanti auguri a papà Marco e mamm
a
Stefania per l'arrivo della bellissima
Rachele. Auguri dai nonni e zii.
Ringraziamenti
Con queste poche righe vorremmo porre l'attenzione sull'attività di accompagnamento alla nascita del Servizio Consultoriale Alto Chiascio svolto presso gli ambulatori dell’ ex Ospedale di Gubbio. Ci siamo affidati a tale servizio sia durante la gravidanza partecipando al corso di preparazione al parto, sia nella fase così delicata successiva alla nascita.
Durante il corso di otto incontri le ostetriche hanno affrontato tutte le tematiche inerenti alla gestazione, al momento del
parto, all’allattamento e la cura del neonato con il coinvolgimento non solo delle partorienti, ma anche dei futuri papà.
Ciò che caratterizza tali incontri è l’attenzione rivolta alle esigenze delle singole partecipanti e la creazione di un clima
di scambio di esperienze e di dubbi al fine di far emergere la naturale condizione delle donne di diventare madri.
Tale servizio è volto sopratutto a far comprendere, sia alle neo mamme e neo papà, le nuove emozioni e fornisce le informazioni
necessarie, permettendo così ai genitori di vivere in modo sereno e consapevole le loro scelte, appoggiandoli e sostenendoli.
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Novembre 2013
Molto importante per noi è stata assistenza ricevuta in questi primi giorni di vita di nostra figlia da parte delle ostetriche: grazie alla loro esperienza e alla formazione, ci hanno accompagnato offrendo conforto e consigli, comprensione e
l’aiuto concreto nell’affrontare soprattutto la fase dell’allattamento sia presso gli ambulatori che con visite a domicilio.
Un sentito ringraziamento a tutto il personale dell'intera struttura sanitaria che con la sua professionalità e disponibilità ha seguito la nostra famiglia in questo periodo gioioso e intenso per la nascita di nostra figlia Anna.
Bernardetta e Daniel
Consigli per gli acquisti
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www.gubbiooggi.it
GUBBIO OGGI PIÙ - La Satira
Lo Zi’ Baldino
tel-dico-io-du-stà-barognola
Solo a Gubbio
GUBBIO S’INTERROGA
I grandi sondaggi
de lo Zi’ Baldino
...ma in fondo
non si sta poi così male!!!
- You Tube Parcheggio del Seminario dopo il maltempo - Gubbio
«...con le pinne ,fucile ed occhiali...».
IMPANTANATI
Giovedi
dovria
sta mejo!
Cosa ne pensa della “gaffe” di Aurelie
Filippetti ministro francese con nonno
gualdese che proprio a Gualdo ha detto:
«Questa è la mia città e la mia terra. Sono
davvero felice di essere qui a Gubbio!»?
Co’ vuj!?
0,2%
Te parrà!
0,1%
Senti oh! ma con tutta la gente che c’è no!? proprio ta me...
0,4%
Je piacerebbe éhhhhh!
0,3%
Ma adesso rompite i cojoni anche co’ sto freddo?
0,5%
Filippetti chi? nna parente del Fula?
0,7%
Gubbio sarà sempre Gubbio e gualdo solo gualdo...
0,9%
(Nostradamus)
Intanto iniziate la nostra collezione …
forse c’è più tempo di quel che pensate!
Ogni numero una tessera di partito e se ti abboni
ti mandiamo anche il comodo raccoglitore …
96,9%
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Lasceme gi’ che ciò da fa’!
[email protected]
Banda Comunale nel 1910
Visto l’esordio della bacheca mensile dedicata alla Banda Comunale di Gubbio pubblichiamo, dall'Archivio
della Società Operaia di Mutuo Soccorso, messa gentilmente a disposizione dal Presidente Cesare Migliarini, la
foto del 1910 relativa alla festa della Banda Comunale.
Il M° De Marinis, direttore, è il quarto da sinistra in seconda fila, tra i due frati.
Il cortile dove è stata scattata è probabilmente quello dei Cappuccini, dove si tenevano abitualmente i convivii
sociali della S.O.M.S. e della Banda stessa.
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