del 05/07/2011 5 luglio 2011 http://www.agi.it/l-aquila/notizie/201107041614-cro-raq1026sisma_familiari_vittime_casa_studente_in_coordinamento_comitati SISMA: FAMILIARI VITTIME CASA STUDENTE IN COORDINAMENTO COMITATI Si e' costituito a Viareggio il 29 giugno, in occasione del secondo anniversario della strage ferroviaria del 2009, il Coordinamento Nazionale delle Associazione e dei Comitati dei familiari di coloro che, in vari contesti (lavoro, frane, alluvioni, esposizione all'amianto, crolli ecc.) hanno perso la vita. "Il primo incontro, organizzato dal Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente, si era tenuto a L'Aquila il 5 aprile scorso, presenti oltre 20 associazioni provenienti da tutta Italia" si legge in una nota del comitato familiari vittime casa dello Studente. "Tra gli impegni assunti dal Coordinamento: l'istituzione di un organismo di consultazione periodico, composto dai rappresentanti di ogni associazioni e comitato; lo sviluppo e il consolidamento del dibattito e lo scambio di informazioni attraverso gli strumenti della rete; reciproca solidarieta' e sostegno, anche in fase processuale; promozione di iniziative comuni". "All'incontro era presente anche il Comitato familiari Vittime Casa dello Studente, tra i piu' convinti promotori della iniziativa". CSVAQ | Rassegna stampa 1 5 luglio 2011 http://www.ilcapoluogo.com/News/Attualita/Da-Viareggio-a-L-Aquila-una-giornata-diincontri-per-non-dimenticare-56932 DA VIAREGGIO A L'AQUILA UNA GIORNATA DI INCONTRI PER NON DIMENTICARE Due anni dalla strage di Viareggio del 29 giugno si è costituito il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e dei Comitati dei familiari di coloro che, in vari contesti (lavoro, frane, alluvioni, esosizione all'amianto, crolli ...) hanno perso la vita. Il primo incontro si era tenuto a L'Aquila il 5 aprile, organizzato dal comitato Familiari Vittime Casa dello Studente. Parteciparono 20 associazioni provenienti da tutta Italia. Tra gli impegni assunti dal Coordinamento: l’istituzione di un organismo di consultazione periodico, composto dai rappresentanti di ogni associazioni e comitato; lo sviluppo e il consolidamento del dibattito e lo scambio di informazioni attraverso gli strumenti della rete;reciproca solidarietà e sostegno, anche in fase processuale;promozione di iniziative comuni. All’incontro era presente anche il Comitato familiari Vittime Casa dello Studente, tra i più convinti promotori della iniziativa. L'impegno profuso dal Coordinamento nazionale e dal Comitato familairi Vittime Casa dello Studente è volto a non dimenticare le stragi che hanno tristemente accomunato Viareggio - dove un treno merci che trasportava gpl deragliò in prossimità della stazione, causando un incendio che coinvolse due strade circostanti, con la morte di molte persone - e L'Aquila dove il terremoto ha causato la morte di molti cittadini e studenti. CSVAQ | Rassegna stampa 2 5 luglio 2011 http://www.abruzzoweb.it/contenuti/nichi-vendola-allaquila-vostra-situazione-egrave/30720-302/ NICHI VENDOLA ALL'AQUILA ''VOSTRA SITUAZIONE E' GRAVE'' "Il terremoto aquilano non è solo un problema dei cittadini del capoluogo ma di tutta l'Italia". Lo ha affermato il segretario nazionale di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, intervenuto all'Aquila per la festa nazionale della salute mentale che si sta svolgendo sotto il tendone di piazza Duomo. "Le cose qui vanno malissimo - ha aggiunto Vendola - e questa situazione è la sconfitta di una classe dirigente che si crede onnipotente. All'Aquila si è definita l'ambizione, la volgarità e la sconfitta di una classe dirigente". Tornando al tema della manifestazione, Vendola ha detto: "Se sei matto ma povero ti portano in un ricovero, se invece sei ricco finisci in tv". "La normalità non esiste - ha proseguito Vendola - perché il genere umano è caratterizzato dalla biodiversità: ogni persona è unica e irripetibile". Ad ascoltare il leader di Sel, tra gli altri, ci sono il sindaco Massimo Cialente, il deputato Giovanni Lolli, l'assessore comunale Stefania Pezzopane e i dirigenti del presidente della Regione Puglia Betti Leone e Giustino Masciocco. "L'Italia di oggi ha bisogno di un salto di qualità radicale, non di piccoli correttivi. C'è bisogno davvero di un percorso di fuoriuscita e il centrosinistra deve accorgersi che il vento del cambiamento non lo abbiamo suscitato noi, ma le donne, i precari, gli studenti e i lavoratori che sono scesi in piazza per la difesa dei propri diritti. Il centrosinistra cerchi quindi di capire correttamente la domanda di cambiamento". "È un paese allo stremo che ha tagliato fuori dalle prospettive di futuro un'intera giovane generazione. C'è bisogno di una terapia d'urto - ha continuato Vendola - per uscire fuori dalla melma di un regime di cannibali dal punto di vista del rapporto con la natura, di affaristi degli appalti, di maschilisti volgari dal punto di vista del lessico della classe dirigente". CSVAQ | Rassegna stampa 3 5 luglio 2011 http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-seminario-su-convenzione-onu-per-personecon-disabilita/30848-4/ L'AQUILA: SEMINARIO SU CONVENZIONE ONU PER PERSONE CON DISABILITA' La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che dal 2009 è stata recepita anche dall’Italia, fissa alcuni elementi essenziali per ripensare le nostre politiche, i nostri servizi, le nostre comunità. Il divieto ad ogni discriminazione è il punto fermo per una convivenza civile basata sul rispetto dei diritti umani. Ma oltre al questo ineludibile impegno etico, la Convenzione richiama all’essenziale necessità di politiche inclusive che garantiscano pari opportunità e partecipazione anche per le persone con disabilità che devono essere coinvolti nelle scelte che li riguardano. È una sfida che impone un ripensamento. Se fino a ieri la disabilità poteva essere ridotta a “problema sanitario”, oggi è necessario considerare anche gli elementi sociali, psicologici, relazionali, culturali. E quindi ripensare le politiche e i servizi di ogni comunità, con una visione nuova. Questo è lo spirito che anima l’incontro che si terrà Lenze di Coppito (L’Aquila), venerdì 8 luglio 2011 (ore 9 – 14, Struttura polifunzionale canadese c/o Polo universitario). “La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ed il ruolo del disability manager nello sviluppo di una comunità inclusiva.” è il titolo significativo del seminario che sarà introdotto da una relazione di Pietro V. Barbieri Presidente FISH - Federazione Italiana Superamento Handicap. Attesi, fra gli altri gli interventi del Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, Angelo Di Paolo, Assessore ai Lavori pubblici della Regione e Stefania Pezzopane, Assessore alle Politiche sociali del Comune dell'Aquila. Una serie di interventi di esperti sui temi legati alla vita indipendente e l’autonomia personale, garantiranno nuovi spunti di riflessione e, sopratutto, suggerimenti di buone prassi. CSVAQ | Rassegna stampa 4 5 luglio 2011 http://www.abruzzoweb.it/contenuti/energia-di-matteo-legambiente-regione-difenda-lerinnovabili/30837-4/ ENERGIA: DI MATTEO (LEGAMBIENTE), ''REGIONE DIFENDA LE RINNOVABILI'' "La manovra finanziaria prevede la cancellazione del patrimonio collettivo italiano e la distruzione della più sana e fiorente filiera economica". Lo afferma Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo. "Con un accanimento senza precedenti e una miopia gravissima - continua Di Matteo - il governo nazionale torna a colpire drammaticamente il settore delle fonti rinnovabili con un taglio del 30 per cento di tutti gli incentivi e i benefici al comparto, tagliando così le gambe alle numerose imprese e condannando alla disoccupazione gran parte degli occupati". "Una risoluzione di questo genere mette in discussione anche gli sforzi che lo stesso presidente Gianni Chiodi ha messo in campo - ricorda Di Matteo - stabilendo per l’Abruzzo l’obiettivo del 50 per cento di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili entro il 2017". "Un impegno importante ed apprezzabile, da parte della Regione, che gli amministratori stessi dovrebbero provvedere a difendere - conclude Di Matteo - tramite un’operazione dissuasiva e propositiva nei confronti del governo nazionale, anche in considerazione del fatto che il Quarto conto energia e l’esito del recente referendum hanno sancito la volontà popolare di cancellare il nucleare e puntare sulle fonti pulite". CSVAQ | Rassegna stampa 5 5 luglio 2011 http://www.inabruzzo.com/?p=82857 3E32: “MO JETESENE TUTTI!” Scrive il comitato 3e32: “Senza Lavoro, Senza Case, L’Aquila non rinasce -Giovedi 7 luglio ore 15 da via Corrado IV alla sede della Regione di Palazzo Silone -I cittadini aquilani danno lo sfratto a Commissari e Amministratori locali che stanno facendo morire il nostro territorio. Riunione organizzativa martedi 5 luglio ore 18 a Piazza Duomo per la manifestazione. Il vostro tempo è finito. Mo jetesene tutti! A L’Aquila non c’è lavoro e non c’è futuro, per i giovani semplicemente non ci sono prospettive. I soldi per la ripresa socio-economica del cratere vengono sistematicamente dirottati altrove senza alcun imbarazzo. La ricostruzione pesante è ferma nel centro de L’Aquila, in periferia e in tutti i centri del cratere! Non esiste un’idea per la città e il suo territorio, se non la sua triste devastazione. Molte famiglie e single, poveri e nuovi poveri di questa L’Aquila sono senza casa e senza assistenza, vittime dei deliri di onnipotenza della struttura commissariale dell’emergenza e lasciati soli di fronte il mercato, libero di alzare i prezzi degli affitti all’infinito”. CSVAQ | Rassegna stampa 6 5 luglio 2011 http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-manifestazione-7-luglio-domani-riunioneorganizzativa/30838-302/ L'AQUILA: MANIFESTAZIONE 7 LUGLIO, DOMANI RIUNIONE ORGANIZZATIVA Una riunione operativa sulle modalità di svolgimento della manifestazione del 7 luglio prossimo. È quella che si svolgerà domani alle 18 nel tendone di Piazza Duomo. Giovedì il corteo si snoderà da viale Corrado IV alle 15 e si concluderà davanti la sede della Giunta regionale a Palazzo Silone a Coppito. "All'Aquila non c’è lavoro e non c’è futuro, per i giovani semplicemente non ci sono prospettive - si legge in una nota degli organizzatori della manifestazione -. I soldi per la ripresa socio-economica del cratere vengono sistematicamente dirottati altrove senza alcun imbarazzo. La ricostruzione pesante è ferma nel centro dell’Aquila, in periferia e in tutti i centri del cratere! Non esiste un’idea per la città e il suo territorio, se non la sua triste devastazione. Molte famiglie e single, poveri e nuovi poveri di questa L’Aquila sono senza casa e senza assistenza, vittime dei deliri di onnipotenza della struttura commissariale dell’emergenza e lasciati soli di fronte il mercato, libero di alzare i prezzi degli affitti all’infinito". CSVAQ | Rassegna stampa 7 5 luglio 2011 http://www.ilcapoluogo.com/News/Eventi/L-Aquila-nascere-e-ri-nascere-nella-bellezza56922 L'AQUILA, NASCERE E RI - NASCERE NELLA BELLEZZA Un ponte fra associazioni e organismi di base che, nel mondo, lavorano in luoghi colpiti da disastri ambientali, per scambiare esperienze e conoscenze. E’ questo il senso del dibattito che si svolgerà a L’Aquila il 6 luglio, alle ore 18.00, presso lo spazio autogestito all’interno del Festival Nazionale della Cultura del Pd - Padiglione Cultura - Parco del Sole - L’Aquila. L’incontro avverrà tra associazioni aquilane e abruzzesi e Ibu Robin Lim, Premio Langer 2006, indonesiana, ostetrica che corre a far nascere, naturalmente e nella bellezza, i bambini delle donne povere nelle terre disastrate (Sri Lanka, Haiti). L’incontro è stato proposto dalla Fondazione Langer di Bolzano, che quest’anno ha assegnato il Premio 2011 all’Associazione FDDPA di Haiti in memoria di Elane Printemps Dadoue, per lo straordinario impegno prima, durante e dopo il terremoto, a favore dei più deboli dell’isola. Ibu Robin Lim, già Premio Langer nel 2006, presente in Italia per la premiazione degli Haitiani, ha accettato di cuore di arrivare all’Aquila per continuare il ponte che, il 2 luglio, vedrà cittadine aquilane a Bolzano per raccontare le esperienze positive sorte a L’Aquila nel dopo-terremoto. L’incontro è organizzato nell’ambito delle iniziative di Piazza delle Arti dell’Aquila, Circolo Arci Querencia - Associazione Bibliobus L’Aquila. In collaborazione con: Fondazione Alexander Langer (BZ) - associazione Mila Donnambiente (PE) Il Melograno - Centro informazione maternità e nascita (PE) MISA a.p.s. Pescomaggiore (AQ) - Centro Antiviolenza (AQ) Madrisane Terrafelice (VR) Introduce: Simona Giannangeli del Centro Antiviolenza Donna Interviene: Tiziana Valpiana di Madrisane Terrafelice CSVAQ | Rassegna stampa 8 5 luglio 2011 http://www.leggimi.eu/quotidiano/pescara/19730-abruzzesi-nel-mondo-conferenza-stampaallaquila.html ABRUZZESI NEL MONDO, CONFERENZA STAMPA ALL'AQUILA Una conferenza stampa è stata convocata per mercoledì 6 luglio, alle 10:45, nella sala "Ignazio Silone" di Palazzo dell'Emiciclo all'Aquila, per illustrare il programma ufficiale del "Raduno degli abruzzesi nel Mondo", in programma sabato 9 luglio 2011 all'Aquila, nella Scuola Ispettori della Guardia di Finanza di Coppito. Alla conferenza stampa parteciperanno il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, e l'assessore regionale e Presidente del Cram, Mauro Febbo. CSVAQ | Rassegna stampa 9 5 luglio 2011 http://www.osr.regione.abruzzo.it/do/index?docid=8545 L'AQUILA: ATTIVO DA OGGI IL CONTACT CENTER DELLA PROTEZIONE CIVILE Rendere più accessibile il collegamento tra i cittadini ed il dipartimento della Protezione Civile. E' questo l'obiettivo che si propone di raggiungere il Contact Center, nato dal progetto "Sportello per il cittadino", sistema integrato di gestione delle relazioni con i cittadini colpiti dal sisma, e frutto della collaborazione con FormezPA, l'agenzia inhouse del dipartimento della Funzione pubblica. Il Contact Center, attivo da oggi, rappresenta, dicono i suoi autori, "un nuovo canale comunicativo a disposizione di tutti - cittadini, istituzioni, organizzazioni, imprese - per dare informazioni e ricevere segnalazioni sulle attivita' di competenza del dipartimento della Protezione civile, rispondendo a impegni di qualita' basati su chiarezza, trasparenza ed efficienza". Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. Suoi principali canali sono il numero verde 800 840 840 e il modulo online su wwww.protezionecivile.gov.it. La maggioranza degli operatori impegnati in questo nuovo servizio sono giovani abruzzesi e la sala di ascolto da cui rispondono si trova a L'Aquila. CSVAQ | Rassegna stampa 10 5 luglio 2011 http://www.inabruzzo.com/?p=82773 CONVEGNO “SORGENTI D’AQUILA” Convegno “Sorgenti d’Aquila”: un’oasi di parole che vogliono portare bellezza, consapevolezza ed evoluzione. Un incontro tra Scienza e Conoscenza. Un appuntamento che ha come filo conduttore l’acqua e apre e chiude con la Musica. Prima edizione del Convengo organizzato dall’Associazione Musicale Concentus Serafino Aquilano con la collaborazione della Società “ESPRIT FILM” ed inizia sotto il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila e del Comune dell’Aquila. Venerdì 8 luglio alle 18.30 il Convegno aprirà con la presentazione dei relatori e degli argomenti che saranno sviluppati il giorno dopo e seguirà con il Concerto del CONCENTUS SERAFINO AQUILANO diretto da Manlio Fabrizi. L’insieme di voci e strumenti con i brani originali del proprio repertorio introdurrà i temi del Convegno. Sabato 9 luglio alle 9.30 apertura dei lavori che vedranno il susseguirsi di interventi uno più interessante dell’altro e affidati a ricercatori di grande livello come Elio Sermoneta, Yuliana Arbelaez, Elpidio Valeri, Manuela Pompas, Annalisa Bertoli, Stefano Silvestri e Enza Ciccolo. Chiuderà alle 17.30 il Concerto del violinista Michele Gazich e la Nave dei Folli, bella conclusione per un Convegno che sogna di proiettarsi verso un futuro Aquilano. CSVAQ | Rassegna stampa 11 5 luglio 2011 http://www.ilpaesenuovo.it/brevi/regionali/20782-gala-di-danza-qliberi-di-danzareq-lasolidarieta-del-ballo-salentino-per-i-diversamente-abili-del-mondo-della-danza.html GALÀ DI DANZA "LIBERI DI DANZARE": LA SOLIDARIETÀ DEL BALLO SALENTINO PER I DIVERSAMENTE ABILI DEL MONDO DELLA DANZA L'Associazione Kitri comunica che Martedì 12 luglio alle ore 21.30, in Piazza Pisanelli a Tricase si svolgerà il Galà di Danza "LIBERI DI DANZARE", in collaborazione con l'Associazione “Diversamente in danza” di Lugagnano di Sona, in provincia di Verona, e con il Patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e della Città di Tricase. Dopo il successo riscosso lo scorso anno, con il Galà di Danza “Ricordando, Sperando...Danzando”, un’iniziativa di solidarietà con il mondo tersicoreo della martoriata città di L’Aquila, svoltosi a Specchia, quest’anno il tema dell’iniziativa si richiama alla frase di Madeleine Delbrêl: “Se non puoi danzare tu fai danzare la tua anima”, in quanto affermano una grande verità e racchiudono il senso, l’anima, il fine di questo progetto, nato proprio dalla passione della Danza e dal desiderio di volerla condividere con chi l’ha sempre amata e considerata come un’arte capace di liberare gli animi anche nei momenti in cui il domani diventa incerto e le difficoltà nel condurre una vita normale si moltiplicano. L’Associazione Culturale Sportiva Dilettantistica “Kitri” nasce con lo scopo e la voglia di promuovere eventi legati al mondo della Danza; arte che accomuna e unisce le sei componenti, tutte ballerine professioniste. L’obiettivo del sodalizio è di dar vita ad un Galà di Danza, durante il quale le scuole di danza della provincia di Lecce, insieme ai ragazzi dell’Associazione “Diversamente in danza”, si esibiranno solo per il piacere di condividere l’amore per quest’arte e per dare un sostegno al progetto del sodalizio veronese che nasce dall’idea di Giorgia Panetto di avvicinare le persone Diversamente Abili al mondo della danza e di sensibilizzare gli ambienti artistici al tema della disabilità. Il Laboratorio Integrato che offre “Diversamente in danza” non è un corso di danza per persone disabili dove i soggetti abili aiutano nell’apprendimento; è piuttosto uno spazio dove la presenza di persone che sperimentano ogni giorno i propri limiti, permette di acquisire più facilmente la consapevolezza dell’ostacolo e di lavorare insieme alla ricerca di un passaggio coreografico per superarlo. Paradossalmente: è un corso di Danza, dove i cosiddetti soggetti diversamente abili aiutano nella Ricerca… L’iniziativa del sodalizio salentino e quello veronese sarà l’occasione per scambiarsi amicizia, esperienze di danza e per le danzatrici “Diversamente in danza” un’opportunità di CSVAQ | Rassegna stampa 12 5 luglio 2011 sperimentare la loro autonomia. In quanto, per alcune di esse è una delle poche possibilità per trascorrere una “vacanza” senza i genitori, perché spesso le possibilità di questo tipo per le persone disabili sono molto poche, ma nell’occasione,grazie all’ausilio delle ballerine dell’Associazione Kitri, conosceranno le bellezze di Lecce e del Capo di Leuca. Nella gestione e nell’organizzazione dell’evento le ballerine del sodalizio salentino hanno focalizzato l’attenzione sul concetto di solidarietà, in quanto, le venti ragazze di “Diversamente in Danza” saranno ospitate dalle ballerine dell’Associazione Kitri.La quota d’iscrizione delle scuole di danza che parteciperanno al Galà non è istituita a scopo di lucro, ma solo per coprire le spese sostenute per la realizzazione dell’iniziativa. La restante somma sarà devoluta all’Associazione “Diversamente in Danza”. Tutto sarà gestito in maniera tale da contenere il più possibile le spese, per questo motivo sarà fondamentale il coinvolgimento degli Enti locali per la riuscita della serata e per far conoscere il Salento come Terra di Solidarietà. CSVAQ | Rassegna stampa 13 5 luglio 2011 http://www.abruzzoweb.it/contenuti/laquila-musica-e-scienza-per-convegnosullacqua/30782-1/ L'AQUILA: MUSICA E SCIENZA PER CONVEGNO SULL'ACQUA Si svolgerà nelle giornate dell'8 e 9 luglio prossimi il convegno "Sorgenti d'Aquila. "Un’oasi di parole che vogliono portare bellezza, consapevolezza ed evoluzione. Un incontro tra Scienza e Conoscenza. Un appuntamento che ha come filo conduttore l’acqua e apre e chiude con la Musica. - si legge in una nota - La prima edizione del Convengo organizzato dall’Associazione Musicale Concentus Serafino Aquilano con la collaborazione della Società “Esprit film” ed inizia sotto il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale dell’Aquila e del Comune dell’Aquila". "Venerdì 8 luglio alle 18.30 il Convegno aprirà con: la presentazione dei relatori e degli argomenti che saranno sviluppati il giorno dopo e seguirà con il Concerto del Concentus Serafino Aquilano diretto da Manlio Fabrizi. L’insieme di voci e strumenti con i brani originali del proprio repertorio introdurrà i temi del Convegno". "Sabato 9 luglio alle 9.30 apertura dei lavori che vedranno il susseguirsi di interventi uno più interessante dell’altro e affidati a ricercatori di grande livello come Elio Sermoneta, Yuliana Arbelaez, Elpidio Valeri, Manuela Pompas, Annalisa Bertoli, Stefano Silvestri e Enza Ciccolo. Chiuderà alle 17.30 il Concerto del violinista Michele Gazich e la Nave dei Folli, bella conclusione per un Convegno che sogna di proiettarsi verso un futuro Aquilano". CSVAQ | Rassegna stampa 14 5 luglio 2011 http://www.improntalaquila.org/2011/07/04/articolo24529/ FINALMENTE ‘QUEL RAMO DI MANDORLO’, PIU’ CHE UN LIBRO UNO SCRIGNO Sul finire d’una intensa e piacevole serata di fine giugno, assai attesa per l’uscita dell’ultima sua fatica letteraria, l’intervento di Errico Centofanti, conclusivo della presentazione di “Quel Ramo di Mandorlo” freschissimo di stampa per i tipi di One Group Edizioni, è inopinatamente breve, laconico. D’altronde il buongusto e la signorile sua discrezione che da sempre ne accompagnano il tratto, non gli consentono d’indugiare in valutazioni che solo ai lettori spettano sulla sua ultima creatura, la cui gestazione è stata lunga e complicata per via di quel 9 aprile 2009 che ha sconvolto la vita di ciascun aquilano e della nostra città. Lo ha detto con franchezza, l’Autore, confidando di sentirsi come un muratore che sa usare bene i suoi mattoni in questa speciale ricostruzione d’una parte della memoria della città, ricostruzione non meno importante di quella materiale. E i mattoni di Errico Centofanti sono le parole, elemento ed essenza del suo lavoro che egli sa usare a dovere, anzi a meraviglia. Ne è ben consapevole e non finge ipocrite modestie. E il messaggio che affida agli Aquilani, attraverso il suo bel libro, più d’un augurio è quasi richiamo all’impegno etico e civile, perché ciascuno senta il dovere di far bene ciò che sa fare, con lo sguardo rivolto alla rinascita dell’Aquila. Con “Quel Ramo di Mandorlo” Centofanti restituisce all’Aquila un pezzo di storia gloriosa, proprio nel momento in cui la memoria diventa parte fondante della rinascita. Protagonista è lo storico ristorante “Tre Marie” della famiglia Scipioni – locale entrato nel patrimonio monumentale del Paese - con i fatti e i personaggi che hanno segnato un’epoca, trasformando questo luogo del gusto e della buona cucina in un tempio di cultura e insieme di trasmissione di valori. Un luogo tra i più conosciuti e ambiti, attraverso tutto un secolo, la cui notorietà rimbalzava dalle più selettive guide gastronomiche ai prestigiosi quotidiani, come il New York Times. Modello d’avanguardia per quei tempi, oggi troverebbe riscontro nelle più sofisticate definizioni dell’alta gastronomia. A significare il legame profondo con la Madre Terra da cui provenivano gli ingredienti migliori della sua cucina, il capostipite don Peppe Scipioni pose all’ingresso dell’insigne locale, dove è sempre rimasto, un ramo di mandorlo. Da qui il titolo del libro, che non è solo un libro, ma un vero e proprio scrigno di preziose sorprese, avvincenti come e più d’un romanzo. Il libro è un colto viaggio dell’anima, fecondo di sentimenti, di storia non solo civica, di buone tradizioni aquilane, di usanze e costume, attraverso episodi di vita cittadina, aneddoti, fatti e personaggi che hanno animato il leggendario locale, un crocevia d’incontri tra personaggi illustri e custode di pezzi importanti di storia e cultura della città e dell’Italia. CSVAQ | Rassegna stampa 15 5 luglio 2011 E’ un singolare monologo interiore che si dispiega attraverso circa trecento pagine: un flusso di pensieri, ricordi, divagazioni e riflessioni, frutto dell’inestricabile intreccio di parole accumulato in ore e ore di conversazione tra Paolo Scipioni, ultimo discendente della famiglia proprietaria, e l’Autore. Racconta entusiasmi, utopie e tragedie del Novecento, secondo l’ottica di chi ne è stato testimone nel contraddittorio contesto, colto e diffidente, d’una città dall’irrisolta appartenenza. Lo sviluppo narrativo s’innerva intorno ad episodi sconosciuti o poco noti, intorno a sensazionali ricette di cucina e ad inedite vicende riguardanti personalità dei generi più diversi: Anouk Aimée, Giulio Andreotti, Michelangelo Antonioni, Pippo Baudo, Carmelo Bene, Nicola Bulgari, Luigi Carnacina, Primo Carnera, Liliana Cavani, Adriano Celentano, Fausto Coppi, Jacques Delors, Vittorio De Sica, Aldo Fabrizi, Faruk d’Egitto, Federico Fellini, Carla Fracci, Dario Fo, Richard Gere, Gustavo Adolfo di Svezia, Ugo La Malfa, Gino Marotta, Maurizio Micheli, Sandra Milo, Alberto Moravia, Pietro Nenni, Philippe Noiret, David Oistrach, Pier Paolo Pasolini, Goffredo Petrassi, Ettore Petrolini, Gigi Proietti, Mickey Rourke, Arthur Rubinstein, Dina Sassoli, Oscar Luigi Scalfaro, Andrés Segovia, Paride Stefanini, Palmiro Togliatti, Ugo Tognazzi, Alida Valli, Paolo Villaggio, Herbert von Karajan, Valerio Zurlini, per citarne alcuni, e tanti altri ancora. Alle 18 della sera del 28 giugno, nella Sala conferenze “Tre Marie” dell’Archivio di Stato, per via della diaspora dal devastato centro della città ospitato in un complesso dell’area industriale di Paganica-Bazzano, insieme all’Autore Errico Centofanti, sono convenuti Umberto De Carolis, scrittore, Francesco Lenoci, docente all’Università Cattolica di Milano, Francesca Pompa, editore, Alido Venturi, imprenditore che ha rilevato il prestigioso marchio Tre Marie e il caratteristico locale, ed Ernesto Di Renzo, antropologo dell’Università Tor Vergata di Roma, autore d’una delle postfazioni presenti nel libro. Ospite d’eccezione Paolo Scipioni. A coordinare l’incontro il giornalista e scrittore Angelo De Nicola e l’attore Bartolomeo Giusti per la lettura di brani tratti dal volume. Dopo i saluti istituzionali del vice Presidente del Consiglio Regionale Giorgio De Matteis, dell’assessore provinciale Mauro Fattore, dell’assessore Pierluigi Pezzopane per la Municipalità aquilana e di Paolo Muzi a nome del direttore dell’Archivio di Stato, è proprio Angelo De Nicola ad illustrare il senso dell’incontro, non solo la presentazione d’un libro che testimonia un pezzo importante della memoria civica attraverso le Tre Marie, un simbolo della città, ma anche la tesaurizzazione di quella memoria per far rinascere la città. La prima testimonianza è di Francesca Pompa, presidente della One Group, che parla del libro come di “un’operazione di recupero dell’identità cittadina, nel momento in cui la memoria diventa un tassello fondante per il futuro”. E’ stata un’operazione importante per la casa editrice pubblicare il libro di Errico Centofanti, un’edizione curata in ogni dettaglio, che documenta il significato profondo di legare il passato e al futuro, l’innovazione alla tradizione e la salvaguardia del genius loci. Un’operazione culturale attraverso la gastronomia per esaltare le valenze, le bellezze e le eccellenze del territorio aquilano. Richiesto d’una testimonianza dal provetto coordinatore dell’incontro, Paolo Scipioni non riesce a celare un velo di commozione che gli incrina la voce. Ringrazia l’Autore, ne ricorda i primi passi di cronista, il talento che già da allora evidenziava con quella sua spiccata curiosità culturale che connota ogni giornalista di vaglia. E poi come nacque l’idea di scrivere un libro sulle Tre Marie, più d’un lustro fa, e quella lunga intervista, dal CSVAQ | Rassegna stampa 16 5 luglio 2011 pomeriggio al mattino inoltrato del giorno seguente, nel corso della quale Centofanti annotava fitti appunti sulla sua agenda con scrittura minuta. Ci ha lavorato tanto all’opera, Centofanti, anche dopo il terremoto. Ma ne ha compreso a pieno lo spirito, se n’è immedesimato. Le Tre Marie non era solo un ristorante, ma “una storia”, afferma don Paolo. Infine egli ringrazia Alido Venturi, saprà dare continuità alla grande storia delle Tre Marie e restituirlo a nuova vita. E’ il turno di Francesco Lenoci, docente all’Università Cattolica, pugliese trapiantato a Milano. “Quello che sta accadendo qui stasera - esordisce il prof. Lenoci - domani si saprà in tutto il mondo. Farò avere il mio intervento alle associazioni pugliesi in tutti i continenti, per email e attraverso Facebook. Ho chiesto con un sms a Dino Abbascià, presidente dell’Associazione Pugliesi di Milano, di poter riproporre nel capoluogo lombardo la presentazione del libro e l’annessa mostra d’arte. Mi ha risposto dopo qualche minuto: “Sei autorizzato a replicare l’evento a Milano. Porgi i saluti a tutti i presenti all’Aquila: ogni italiano ha un pezzo di cuore in quel territorio”. Sul Freccia Rossa Milano-Roma stamattina ho letto Il Sole-24Ore. C’è un’intervista a Massimo Bottura, proclamato Cuoco dell’Anno 2011 dall’Accademia Mondiale di Gastronomia. Mi ha colpito un passaggio: “All’Osteria Francescana di Modena il miglior cuoco del mondo serve piatti della tradizione del suo territorio”. La spiegazione fornita da Massimo Bottura è la seguente: “Occorre guardare al passato, riattualizzandolo in chiave contemporanea. Il che non significa affatto seguire la moda, ma vivere il tempo presente”. Sono sobbalzato: quel concetto non era per me nuovo. È incredibile, ma l’avevo letto nel libro di Errico Centofanti, Quel Ramo di Mandorlo. Si tratta del principio etico e professionale che don Peppe Scipioni definisce “semplicità”. “Semplicità”, infatti, “vuol dire pure rifuggire dall’innovazione fine a se stessa e sapersi attenere alla tradizione, pur senza rinunciare a interpretare con garbo ogni ragionevole esigenza di attualizzazione”. “Tradizione”, diceva Gustav Mahler del quale quest’anno ricorre il centenario, “non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco”. Mi permetto di aggiungere che io quel ramo di mandorlo l’ho visto, il 18 marzo 2009. Se ne stava freddo e morto, come il resto del Ristorante Tre Marie. Mi venne in mente la frase di Robert De Niro in “C’era una volta in America”, quando portò la ragazza di cui era perdutamente innamorato in un ristorante stranamente deserto: “Avevi detto che ti sarebbe piaciuto un ristorante al mare. Fuori stagione sono chiusi. E io l’ho fatto aprire”. Nel 2009, il Ristorante Tre Marie era “fuori stagione” già da qualche anno . E allora voglio, desidero, anelo credere che all’Aquila si possa realizzare la fiaba della contadina e del secchio col buchino raccontata da Alido Venturi nella sua postfazione. Bisogna crederci, perché non basta più enunciare la Speranza, ma occorre organizzarla. Agli organizzatori della Speranza rivolgo i meravigliosi pensieri di un grande profeta, don Tonino Bello: “Chi spera, non fugge: cammina . . . corre . . . danza. Cambia la storia, non la subisce. Costruisce il futuro, non lo attende soltanto. Ha la grinta del lottatore, non la rassegnazione di chi disarma. Ha la passione del veggente, non l’aria avvilita di chi si lascia andare. Ricerca la solidarietà con gli altri viandanti, non la gloria del navigatore solitario”. Concludo confidando, come sempre, sulla cortesia degli Aquilani. Quando Robert De Niro verrà a visitare le Tre Marie, invitatemi di nuovo”. “C’è molta riflessione antropologica nel libro di Centofanti”, afferma Ernesto Di Renzo, docente all’Università di Roma Tor Vergata, ricordando le sue origini marsicane e le CSVAQ | Rassegna stampa 17 5 luglio 2011 circostanze che lo portarono, l’anno scorso, a conoscere l’Autore per via di alcune sue ricerche sull’Aquila e la Perdonanza. Ne nacque una coinvolgente conversazione di Centofanti sulla straordinaria storia della sua città e sul primo giubileo della cristianità. Molti mesi dopo quell’incontro, Centofanti gli ha chiesto di scrivere una postfazione a “Quel Ramo di Mandorlo”, un libro che Di Renzo confida avergli procurato una serie di forti suggestioni. “Da un lato Centofanti sa essere molto analitico – sottolinea il prof. Di Renzo – dall’altro la sua visione risulta sintetica, con uno sguardo unitario sulla vita politica e culturale della città che dalla fine dell’Ottocento arriva ai nostri giorni, dal locale al globale”. Molto interessanti le annotazioni del relatore nel sostenere come nell’alimentazione risieda buona parte dell’identità d’un popolo o d’una comunità. Citando al riguardo l’esempio della “panarda” aquilana – il tradizionale banchetto, un rito pantagruelico dal tramonto all’alba, che conta trentasei portate diverse – non quale simbolo dell’opulenza bensì una rivalsa all’atavica indigenza, allo sfruttamento per secoli inferto dalle classi dominanti ai pastori, con la transumanza, o nelle campagne ai cafoni di siloniana memoria. Vale la pena, tuttavia, di richiamare un breve stralcio della bella ed interessante postfazione al volume. “…Ma non solo in vista del nutrimento fisico il cibo estrinseca le sue funzioni a vantaggio dell’uomo e della sfera dei suoi bisogni primari. Al contrario, l’atto del mangiare si pone come una diffusa pratica intellettuale e come un generalizzato strumento simbolicocomunicativo attraverso cui le persone fanno (spesso inconsciamente) molte cose: ad esempio dialogano con la cultura di appartenenza e assecondano i propri psichismi interiori; ad esempio plasmano l’identità individuale e esternalizzano il proprio status sociale; ad esempio esaltano l’io locale-identitario e svalorizzano gastrocentricamente l’altrui alterità. Tutte processualità, queste ed altre, che l’Autore dimostra di comprendere a pieno allorché punta a riflettere sui nessi che nell’oggi intercorrono tra l’uomo, il cibo e la postmodernità…”. Di Renzo conclude il suo intervento con l’apodittica dichiarazione: “Peccato che il libro non l’abbia scritto io!”. Il puntuale contributo di Umberto De Carolis, docente e scrittore, avanza come una cronistoria d’impressioni rilevate attraverso la lettura di “Quel Ramo di Mandorlo”, segnalando come Errico Centofanti abbia affrontato la sua fatica letteraria similmente a Colombo, nel buscar el levante por el poniente, facendoci così conoscere terre inesplorate e ricchezze sconosciute attraverso la “pasta raffinata della sua scrittura”. Analitica l’introspezione del relatore nei meandri della ricchezza del linguaggio, del lessico ricercato, della dovizia di riferimenti storici e letterari con cui Centofanti costruisce la sua avvincente narrazione. Ne contrappunta gli esempi, chiamando di volta in volta Bartolomeo Giusti a leggerne lacerti, con la perizia di consumato interprete teatrale, efficace nel creare suggestioni. L’ultimo intervento, prima d’ascoltare l’Autore, è di Alido Venturi, il tenace imprenditore di Antrodoco che, innamorato della storia prestigiosa delle Tre Marie, ha raccolto l’eredità culturale della famiglia Scipioni acquistando marchio, locale e opere d’arte che l’impreziosivano, con il proposito di riportare il ristorante, sottoposto a tutela dal Ministero dei Beni Culturali per il suo interesse storico, presto ai fasti migliori. Il terremoto ha solo ritardato i programmi, ma la convinzione è più solida che mai, partendo dall’assunto che “i sapori sono saperi”. Piuttosto Venturi, neanche velatamente, si dice stupito del fatto che tanta ricchezza di prestigiosa tradizione culinaria, d’arte e di cultura, che in un secolo ha costruito il mito delle Tre Marie, non abbia intrigato imprenditori CSVAQ | Rassegna stampa 18 5 luglio 2011 aquilani, negletti e superficiali rispetto a cotanta storia. Infine, contorna la sua avventura imprenditoriale per le Tre Marie, nel rigoroso rispetto della sua gloriosa storia, non come fatto che lo riguardi al singolare, ma come una sfida comunitaria nella cornice proprio dell’identità e della memoria della città, che deve rinascere al suo splendore. Si diceva dell’attesa di questo libro di Errico Centofanti. Il testo, nella sua bozza, era pronto nel settembre del 2008. L’Autore avrebbe apportato limature e provveduto al necessario corredo di note, riferimenti ed immagini, con il giusto equilibrio emotivo che solo un distacco temporale consente. Invece, fu il terremoto. Lo dice lo stesso Autore, nel Post Scriptum al volume. Scrive Centofanti, il 13 giugno 2010: “A lungo i palazzi nuovi e quelli antichi le chiese e le vecchie case avevano invidiato gli orti i giardini i vicoli e le piazze che per tetto tenevano quell’incomparabile cielo stellato risplendente attraverso il terso cristallo soffiato dalle alte cime genitrici, ma quando per la quarta volta il cielo si rovesciò addosso ai palazzi e dentro le chiese e le case e tutto ebbe a suo tetto il firmamento allora ai palazzi alle chiese e alle case nemmeno lacrime fu possibile trasudare dalle proprie orbite svuotate e deserte né a rimprovero della tramontata invidia né di rimpianto per la morte altrui e di sé. Era già accaduto tre secoli prima. E sei e sette secoli prima ancora. Ma ogni volta la città da sé s’era ricomposta ogni volta reinventando le membra frantumate senza tradirne le divine proporzioni architettate dai padri fondatori. Anche questa volta nelle menti e nei cuori niente fu più come prima ma, questa volta, non s’intravide un orizzonte di ricomposizione che fosse a portata di vita di noi disisperanti girovaghi in circumambulazione ai piedi della città diruta e sigillata manu militari. Le squadrate pietre accasciate e tutta la vita e le vite che esse avevano contenuto, diventate per mappe ebdomadari e cataloghi un indecifrato e inservibile non luogo, con segreto fervore in noi seguitano a durare. (…) Nella città distrutta era difficile ottenerlo, ma talvolta fu concesso d’oltrepassare garitte e reticolati per inoltrarsi attraverso le selve di legno e acciaio messe a tener dritti gli ulcerosi monconi delle gran fabbriche di sfiorito incanto. Quando accadeva, diventava possibile sostare per un po’ davanti qualcuno degli archi o portoni o finestre dove non diversamente da una madeleine intinta nel tè sgorga dal silenzio della città morta la memoria dell’abitare del soffermarsi o del conversare di chi abbiamo amato o ammirato. Non volli mancare d’andare a salutare una porta, quella porta che già prima del rovesciarsi del cielo stellato s’era impenetrabilmente rinserrata come una lastra funebre su tutto ciò che le stava alle spalle”. L’Autore quindi continua: ”C’è un antefatto, però, e non posso non darne conto, con precisione, perché nei capitoli che precedono questo P. S. s’è più volte parlato di terremoti e a me preme dissipare l’idea che qualcosa in quei capitoli sia stato aggiustato o integrato successivamente al gran terremoto del 2009. In verità, il 23 Settembre del 2008, alle 12:06, avevo chiuso il programma di videoscrittura e ero sceso per un caffè al bar sotto lo studio: il grosso dell’impresa era ormai alle spalle: ricerche struttura e scrittura di ciò che sarebbe diventato questo libro erano compiute. Altro non restava se non la messa a punto dei dettagli e la risciacquatura generale: operazioni lunghe e fastidiose quanto indispensabili, alle quali avrei messo mano solo dopo qualche mese. Come d’abitudine, allo scopo di recuperare la freddezza critica necessaria per calibrare al meglio possibile forma e sostanza del libro, avevo necessità di prendere le distanze, di lasciar sfumare l’emozionalità della fase di composizione, di lasciar affondare nelle profondità della CSVAQ | Rassegna stampa 19 5 luglio 2011 memoria i materiali e le suggestioni che avevo scartato. Di tempo, poi, ne è trascorso più del sufficiente, perché l’estensione del deliberato distacco s’è assai dilatata in forza delle complicanze logistiche e dell’inerzia sopraggiunte dopo i tragici sussulti che nella notte tra il 5 e il 6 Aprile del 2009 hanno irreversibilmente squarciato la continuità tra il prima e il dopo. Davanti quella porta chiusa, mi sono domandato cosa fare del libro: lasciarlo sotto le macerie o cercargli un editore?, aggiornarlo e volgerne l’esposizione al passato remoto o lasciare tutto così com’era stato raccontato e descritto fino al Settembre del 2008? La città era in quel tempo ancora viva e presente a se stessa, anche se inquieta. Inquieta, forse, più che per le contingenti ambasce, per un oscuro sentire, quasi presago e deducente di un qualche disgraziato destino che potesse sopravvenire, immiserita e periclitante quale percepiva se stessa per via del miope e neghittoso reggimento in cui s’era impigliata negli ultimi decenni e tuttavia ben lungi dall’ipotizzare l’eventualità di un sovvertimento scatarrato dagl’inferi ma anzi consapevole delle intatte potenzialità e attitudini giacenti in funzione di un rifiorire allora sperato come prossimo venturo. Poi, è stato quel che è stato”. E ancora:”Un giorno, forse, gli edifici verranno rialzati, nuove vite rimpiazzeranno quelle travolte, le piazze e le strade si rianimeranno, le botteghe e i teatri riprenderanno a funzionare. Se quel giorno arrivasse, i soli luoghi salvati e ristorati non basteranno a far di nuovo della città un’entità vivente, reincardinata nella storia. Servirà una comunità che l’abiti e ne faccia la ragion d’essere della propria quotidianità e del proprio futuro. Serviranno memoria e identità: l’aver medicato l’atroce dolore incontrato e l’aver partorito la fatica della ricomposizione avranno bisogno di trovare non inaridite e non disperse le radici della memoria e dell’identità, di ritrovare gli umori delle persone che in quei luoghi hanno vissuto conformandoli e riempiendoli con le loro vite. Così, nulla di sostanziale ho mutato del testo chiuso nel Settembre 2008. Ho aggiustato e messo da parte, per un editore, se ci sarà, o per qualche archivio che tramandi materiali a curiosi da venire. Per quanto di poco pregio possa venir accreditato, e nonostante soggettività e frammentarietà, esso vale in qualche modo come un’istantanea scattata negli ultimi giorni della città ancora viva: noi ce la ricordiamo così e così vogliamo ricordarcela, noi che non vedremo il suo futuro, qualsiasi possa essere, noi che vi siamo nati e abbiamo voluto permanerci, che vi abbiamo gioito e sofferto, che ne abbiamo amato la plurisecolare capacità di generazione della bellezza, che per lei abbiamo inventato e creato, che infine ci siamo straziati a fronte del malsano cupio dissolvi del suo finale di partita. Così, questo, che voleva essere semplicemente un libro capace di offrire argomenti per indurre a rianimare un luogosimbolo della città, forse adesso diventa qualcosa d’altro: un frammento di memoria, un’evocazione del volto e dell’anima della città così com’erano in tempi trapassati, qualcosa che somiglia a quei ritratti delle persone care esposti in casa sulle pareti o sui mobili, ritratti che servono un po’ da strumenti memorativi e un po’ da confortativi supplenti delle presenze irreparabilmente private della fisicità e degli umori che tanto avevamo amato”. Ecco, in fondo, le motivazioni profonde di questo straordinario libro di Errico Centofanti. Lo sto leggendo, gustandolo come altrove si gusterebbe nettare e ambrosia. Fluisce come un fiume, calmo, le acque limpide conoscono la cornucopia d’essenze alle sponde e l’animata varietà delle specie che l’abitano. Così la bellezza della scrittura, facondo l’idioma, generosa la ricchezza d’un lessico sottile e raffinato, attento alle sfumature e ai dettagli, CSVAQ | Rassegna stampa 20 5 luglio 2011 senza che tanta prodigalità di linguaggio, richiami storici e letterari, minimamente appesantisca il testo e la sua leggibilità. Che anzi avvince, intriga, come la trama d’un romanzo, seduce il lettore conquistandone intelletto ed emozioni. Convince davvero questa ulteriore prova letteraria di Centofanti, ma ad altre competenze, delle quali non dispongo, spetta addentarsi in appropriate valutazioni critiche di “Quel Ramo di Mandorlo”. Chi scrive invece ne osserva la singolarissima costruzione, perfino l’originale divisione del testo in lettere dell’alfabeto, l’io narrante ambivalente tra l’Autore e gli Scipioni, che connota una profonda immedesimazione senza si procuri confusione. La storia circoscritta, particolare, d’una stirpe di ristoratori e del loro locale concatena in un ibrido armonico elementi civici di rara suggestione e rimandi alla vita e alla storia del Paese nel corso del Novecento. Uno spaccato di vita aquilana, ma non solo, in quel “secolo breve” i cui terribili drammi come le grandi speranze hanno reso più piccolo il mondo, più comune la consapevolezza dell’umanità, più decifrabile il suo destino: anche nella scala ridotta d’una città di provincia, L’Aquila, colta e altera, in un “ambiente d’elezione” qual è stato, attraverso un intero secolo, le Tre Marie. Merito di don Peppe Scipioni, “uomo dal multiforme ingegno” e quindi di suo figlio don Paolo, del loro talento, della loro capacità d’elevare a fatto culturale la tradizione culinaria del mitico locale, facendone un cenacolo d’incontri colti e significativi, un ambiente impreziosito con una collezione di opere d’artisti abruzzesi del Novecento ed appropriati arredi. Tanto ci sa narrare, con rara sapienza descrittiva, Errico Centofanti. Partendo da quella Locanda Cancellieri, che nei primi anni del passato secolo dall’Acconcio – l’attuale via Patini – si trasferì dopo la prima Grande Guerra nel locale cambiando il nome nelle Tre Marie a motivo dall’icona invetriata creata negli anni Venti da don Peppe Scipioni - le cui personali doti molto avevano assorbito in sensibilità dall’ambiente artistico vicino a Teofilo Patini e alla sua scuola – e raffigurante le evangeliche Maria madre di Gesù, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Fu in quegli anni che prese il largo l’avventura delle Tre Marie, consegnando alla città uno spicchio della sua storia ed un’insigne tradizione gastronomica che ha coltivato estimatori in tutto il mondo. CSVAQ | Rassegna stampa 21 5 luglio 2011 http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/L %27Aquila/41628/Teatrabile_presenta_a_pescara_lo_spettacolo_trilogia_della_bugia.html TEATRABILE PRESENTA A PESCARA LO SPETTACOLO “TRILOGIA DELLA BUGIA” Giovedì 7 luglio, alle ore 18:30, presso lo “spazio verde” del Teatro D’Annunzio di Pescara, la compagnia Teatrabile presenta la sua nuova produzione dal titolo "Trilogia della bugia". E’ questo il secondo anno consecutivo che la compagnia aquilana partecipa al Festival "I teatri del mondo", che, in questa edizione, si terrà a Pescara. Lo spettacolo presentato lo scorso anno a Porto Sant’Elpidio continua ad avere riscontri importanti e significativi, considerato che è stato replicato molte volte ed in diversi contesti anche all'estero, in Olanda e Germania. “Trilogia della bugia” è uno spettacolo adatto a tutti, che strizza l'occhio al pubblico dei ragazzi e dei bambini grazie ad un ampio uso di canzoni e musiche e di oggetti di scena accattivanti. Affronta lo spinoso tema delle bugie, dalle più grosse (quelle che arrivano a causare persino le guerre), alle più piccole, sottili ed insidiose. Si arriva a dimostrare, alla fine, che le bugie altro non sono che l’altra faccia della stupidità. Molte, a dire “il vero”, sono le letture possibili dello spettacolo: si possono trovare, a cercarli bene, persino dei riferimenti all’attualità e alla politica… L’intento, però, non è solo quello di criticare bugiardi antichi e moderni ma è ben più ambizioso: ritrovare, nella semplicità e nel gusto per la verità, il senso profondo dello “stare insieme agli altri”. In scena vi sono Roberta Bucci e Roberto Mascioletti; le musiche originali sono eseguite dal vivo da Francesco Cardilli, la regia è di Eugenio Incarnati. L'Associazione Teatrabile è nata a L’Aquila nel febbraio del 1990. Fra i progetti che impegnano Teatrabile in questo periodo, vi è quello della gestione della “Casa del Teatro di Piazza d’Arti”, spazio di fruizione e produzione culturale attivo (in quella nota e frequentatissima area non lontana dall’ospedale regionale dell’Aquila), lì dove risiedono ben diciotto importantissime realtà della cultura e del sociale del capoluogo. CSVAQ | Rassegna stampa 22 5 luglio 2011 http://www.arte.go.it/eventi/2011/e_1955.htm AZ CONTEMPORARY ART 2011 - 150 ANNI DI TRICOLORE Oggi come ieri, come sempre, con le sue varie tecniche l'arte ha saputo raccontare i tanti momenti che si sono susseguiti per stimolare, suggerire, a volte denunciare; timori e speranze si celano nel tricolore, la realtà vera e quella sognata, tutto è racchiuso nel simbolo. Avezzano rientra a forza nel circuito artistico nazionale che da qualche tempo la vedeva esclusa; insieme al territorio dell'intera Marsica, da sempre aveva partecipato di un fervore culturale che, in tempi passati, ma non remoti, l' aveva posta in primissimo piano con prestigiose mostre, premi, eventi troppo presto dimenticati o, quel che è peggio, volutamente relegati nell'oblio. Diventa allora un imperativo morale quello di riproporre il territorio come fucina di idee che possono e debbono rappresentare il fuoco sacro dal quale ripartire: per la città, per la Marsica, per l'Aquila, per l'intera area interna di una Regione troppo spesso squilibrata tra aree costiere e montane, sempre a scapito di queste ultime. Le potenzialità che questo territorio esprime sono all'altezza di qualsiasi sfida; si avvertono da più parti pulsazioni leggibili nella dimensione stessa delle cose che faticosamente, ma con passione, si cominciano a riproporre, se ne coglie la necessità nella partecipazione entusiasta di chi volentieri accetta di misurarsi con questa realtà. Un nutrito gruppo di artisti del centro-sud, ognuno dei quali partecipa con un'opera, ha dato vita ad un evento che, al di là del motivo nobile e necessario delle celebrazioni dell' Unità d'Italia, si colloca proprio come input altrettanto nobile e necessario della rinascita. È come se le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, scendendo di scala, trovassero in questa parte del Paese una ragion d'essere ancora più profonda: l'unità si costruisce partendo da un comune sentire che si si trova in prima istanza nel cerchio ristretto degli affetti, della propria città, del proprio territorio per dilatarsi fino a comprendere l'intera Nazione. Non è forse questo ciò che suggerisce il tricolore? Dalle serene interpretazioni della natura ai drammi dell'abbandono, dalla storia a volte drammatica all'accoglienza possibile, dalle domande silenziose alle risposte più diversificate, la mostra Az Contemporary Art 2011: 150 anni di tricolore, da uno spaccato significativo di ciò che, in questo momento, è, e può essere, il contributo dell'arte. Az Contemporary Art 2011 150 anni di tricolore CSVAQ | Rassegna stampa 23 5 luglio 2011 A cura di: Franco Sinisi Artisti: Alviani Lino, Battista Fernando, Berardi Gino, Carma, Cascella Giuseppe, Cerio Annalisa, Cipollone Giuseppe, Conti Laura, Costantini Mario, Costanzo Giancarlo, Cotellessa Giuliano, Di Fabrizio Luigi, Esposito Peppe, Fusari Alfonzina, Maria Pavone, Massimiani Antonio, Mastropaolo Cinzia, Mazzini Manuela, Pendenza Vincenzo, Rea Mauro, Scipioni Francesco, Seccia Anna, Sinisi Franco, Urbani Patrizia, Volpicella Carlo. Periodo: 09/07/11 - 17/07/11 PALAZZO CORRADINI via Corradini Avezzano (AQ) Organizzazione: Associazione Culturale Etereoarte Catalogo: Palladino Editore CSVAQ | Rassegna stampa 24 5 luglio 2011 http://www.ilcapoluogo.com/News/Eventi/Tagliacozzo-Ascanio-2011-tra-rievocazionegusto-e-divertimento-56924 TAGLIACOZZO: ASCANIO 2011, TRA RIEVOCAZIONE, GUSTO E DIVERTIMENTO Anche quest'anno nei giorni tra l'8 e il 10 luglio si rinnova l'appuntamento con Ascanio, la tipica e attesissima rievocazione rinascimentale ospitata dalla cittadina marsicana. L'edizione 2011 di Ascanio - organizzata dal Comune di Tagliacozzo, con la direzione artistica del romanziere e cantautore Andrea Buoninfante e la collaborazione dell'Associazione Amici del festiva di mezza estate - avverrà in forma di "messa in scena" teatrale e narrativa. La piéce di strada rinascimentale avrà come scenografia due mercati: il primo in costume rinascimentale con banchi e mestieri nel centro di Tagliacozzo; e il mercato Novo in Piazza Duca degli Abruzzi con banchi di artigianato artistico ed enogastronomico. Anche nelle taverne dell'Ascanio 2011 sarà possibile gustare tipici menù rinascimentali e a seguire assistere alle esibizioni degli sbandieratori e musici dei sette rioni storici, degli arcieri di san Giovanni e a intermezzi giullareschi. L’articolata serie di attività per l’edizione 2011 prevede anche le esibizioni degli attori della compagnia teatrale Orchestra Teatralica e dei partecipanti dei laboratori AscanioLab nel Palazzo Incantato. Ampio sarà il coinvolgimento dei cittadini, turisti e soprattutto bambini, ai quali sono dedicate le visite guidate tra le avventure e i personaggi dell'Orlando Furioso e la quotidiana riduzione teatrale itinerante del poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, per la regia e l'interpretazione di Giovanni Avolio. Per maggiori informazioni su tutti gli eventi previsti, compagnie partecipanti e appuntamenti enogastronomici visitare i siti: ascanio2011.wordpress.com http://www.orchestrateatralica.org/ http://www.teatroaleph.it/ http://www.abnoba.it/ http://ascanio2011.wordpress.com/taverne/ CSVAQ | Rassegna stampa 25 5 luglio 2011 http://www.ilcapoluogo.com/News/Sport/Cala-il-sipario-su-Amicosport-L-Aquila-con-Forlima-solo-per-quest-anno-56973 CALA IL SIPARIO SU “AMICOSPORT L’AQUILA CON FORLÌ”... MA SOLO PER QUEST'ANNO Entusiasmo e partecipazione, queste le parole chiave della seconda edizione di “Amicosport L’Aquila con Forlì”, dodici mesi dopo, salutata la Romagna, l’appuntamento è stato in terra aquilana. Quattro giorni (dal 30 giugno al 3 luglio) durante i quali le difficoltà non sono mancate, (legate soprattutto ad un meteo capriccioso), ma sono state poi puntualmente superate grazie alla prontezza di un folto comitato organizzatore. Più di 200 ragazzi, per metà forlivesi e per l’altra metà aquilani, si sono ritrovati nel tardo pomeriggio di giovedì 30 giugno, nell’ambito della tendopoli allestita da Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Associazione Nazionale Alpini, all’interno dell’impianto sportivo del Centi Colella. Il primo atto è stato il saluto delle autorità sotto la tribuna del campo centrale della storica struttura aquilana. Presenti l’assessore regionale alla Protezione Civile Giuliante, il vice sindaco dell’Aquila Arduini e svariate altre autorità, per rendere omaggio a chi ha creduto nel progetto sin dai suoi primi passi. Il simbolico "scambio di maglie" tra i ragazzi è stato possibile grazie all'Avis provinciale e comunale L'Aquila, rappresentata dai presidenti Massimo Continenza e Roberta Galeotti. Il venerdì è stato invece contraddistinto dalla presenza pomeridiana della professoressa Letta, presidente regionale della Croce Rossa Italiana e del presidente nazionale SGS Figc, Gianni Rivera, che si è trattenuto per diverse ore all’interno della tendopoli firmando autografi a centinaia di adolescenti entusiasti per la presenza dell’ex Golden Boy. Solo l’addensarsi di nuvole minacciose è riuscito a raffreddare un po’ l’entusiasmo di una truppa che nella giornata di sabato ha dovuto fronteggiare ogni tipo di circostanza. Una pioggia battente e insistente ha infatti reso inutilizzabile la tendopoli e ha azzerato il programma originario che è stato poi recuperato la domenica in un’intensa mattinata, che si è conclusa con una commovente cerimonia di arrivederci, durante la quale ci sono stati diversi momenti di commozione che hanno confermato la bontà della filosofia che accompagna la manifestazione sin dai suoi primi vagiti. E fra dodici mesi la palla passerà di nuovo a Forlì. CSVAQ | Rassegna stampa 26