APPROFONDIMENTI LA CARITÀ NON È SOLO UN’IDEA FILOSOFICA PARROCCHIA “MISERICORDIOSI COME IL PADRE” OGGI È NATALE - LETTERA DEL PARROCO SANT’ANDREA: UNA COMUNITÀ DAI MOLTEPLICI INTERESSI LE STRADE DEL QUARTIERE NOTIZIE DALL’O.S.A. CON NOI FESTA DI SANT’ANDREA 2015 VITA CHE VA E VITA CHE CRESCE A SANT’ANDREA ELENCO CATECHISTI PELLEGRINI A ROMA CON PAPA FRANCESCO 3 14 15 20 24 36 37 39 GRUPPI SECONDO LO STILE DELL’INCLUSIONE... 5 12 34 35 me sentio coerto de vita. La neve parea bonbaso de mama: se basava al vento come carne de organi antichi, lassando musiche de Dio che se briscolava el sogno: el sogno e gnanca i bronzi de na slita incufià de bianco, incoloria de cielo ronpea el silenzio. Giuliano Rossettini Dai cornisoni grisi, candeloti de giasso CAMPO ESTIVO DEL GRUPPO GIOVANI DI 1a SUPERIORE FOTO DAGLI ALTRI CAMPI ESTIVI 17 18 19 PERSONE E TESTIMONIANZE UNA CHIACCHIERATA CON GIANCARLA DALL’ANGELO OGNI CHIAMATA... CIAO LIANO, UOMO TUTTO D’UN PEZZO 22 32 32 ASSOCIAZIONE NOVA TERRA FONDO DI SOLIDARIETÀ 30 38 ATTUALITÀ STORIA E STORIE DEL PANETTONE 26 33 ANDREOPOLI n.2 - 2015 Nadale de ieri Quando sonava Nadale, CAMPO ACR 2015 ALLA SCOPERTA DELLO SPAZIO 5° CONVEGNO DELLA CHIESA ITALIANA GIOCHI LA PAGINA DEI GIOCHI CAMPI ESTIVI CARITÀ “CHE COSA CERCATE?” IL CORETTO DEI BAMBINI 7 9 Redazione: Gianni Apolloni, Graziella Azzarini, don Claudio Bassotto, Maria Fagnani, Ada Iacono, Vittorio Peserico, Giuliano Rossettini, Tiberio Valente. Hanno inoltre collaborato: Gli animatori del campo estivo ACR, i ragazzi di Terza e Quarta Superiore, Annarosa Casarotto, Damiano Cassano, Dalla Vecchia Anna, Lorenzo Gumiero, Roberta Loro, Marta Lucietto, Marta Marinello, Silvia Moschetti, Pasini Andrea, Benedetta Rizzo, Maria Grazia Scaramella, Monica Toffanello, Lorenzo Tona, Rita Vieni, Luca Sandrucci, Suor Maria Zaffonato, Alvise Zanon, Ugo Zorzi, Beatrice Zovico, Elia Zovico. Grafica e impaginazione: Gianni Apolloni, don Claudio Bassotto, Gabriele Carpignani. PARROCCHIA Carissimi amici lettori, un altro anno sta per concludersi. Capita, in questi giorni, di avere uno sguardo rivolto al passato e uno verso il futuro. Da una parte, infatti, quando un anno volge al termine, si affollano nella memoria gioie e dolori che ci hanno segnato, momenti tristi e lieti che ci hanno colti di sorpresa o che abbiamo scelto noi. Dall’altra parte, nel cuore è forte il desiderio di cambiare, di vivere un anno migliore, di voltare pagina, quasi per dimenticare le fatiche affrontate, nella speranza che i nostri progetti vadano in porto, che le persone a noi care possano stare meglio, che la nostra stessa vita sia migliore. Mentre vi scrivo, il mio sguardo si rivolge ad un recente passato, quando gli attentati a Parigi ci hanno sconvolti e il ricordo è ancora vivo, la ferita è ancora aperta e fa male. Penso a quanta cattiveria può annidarsi nel cuore degli uomini e mi vedo triste e preoccupato. Mi chiedo il perché di tanta malvagità, perché dobbiamo subire tanta violenza... e non trovo risposta, non trovo parole che diano una qualche spiegazione logica a questi fatti assurdi. Allora guardo meglio e mi accorgo che la sera stessa degli attentati molti parigini hanno aperto le loro porte a sconosciuti, ho visto nei giorni successivi molte manifestazioni di solidarietà, ho ammirato i colori della Francia sui monumenti più importanti delle città d’Europa, ho sentito parole intense pronunciate da capi di stato e da persone semplici, ho accolto testimonianze di pace da grandi e da piccoli, ho apprezzato la compostezza di quei genitori che hanno perso la figlia... Il passato ferito, anche se ancora dolente, diventa fonte di speranza e, mentre il mio sguardo si volge al futuro, sento che il mio passato deve trovare consolazione, deve essere purificato, sanato, guarito. Tra poco è Natale e il nostro sguardo si volge a duemila anni fa… anche Gesù era nato in mezzo al freddo dell’indifferenza e all’odio di un sovrano che uccise molti bambini innocenti, solo per paura. La storia della cattiveria degli uomini, purtroppo, anche se cambia volti e modalità, continua a mietere le sue vittime. E il figlio di Dio nasce in mezzo a tutto questo: non ha atteso un mondo migliore, è nato e basta! È nato in mezzo agli intrighi dei potenti, in mezzo alle attese fuorvianti di chi voleva un dio rivoluzionario, ma è nato anche in mezzo a tanta gente buona, semplice, umile e povera. Per chi è rimasto nella cattiveria, la salvezza non ha potuto realizzarsi, per chi invece ha accolto Gesù nella sua vita, la salvezza è stata possibile e grande. Con Gesù lo sguardo verso il passato si purifica e lo sguardo verso il futuro si riempie di speranza. Non siamo da soli: oggi è Natale perché Gesù Cristo è il Vivente e, se lo accogliamo, ci fa vivere in modo diverso, cambia il nostro passato e il nostro futuro. Noi cambiamo con lui, perché ha rispetto della nostra libertà e non cambia per magia o con la forza la nostra situazione… cambia il nostro modo di vedere e di agire oggi. Carissimi, nell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia, vi auguro di avere tanta misericordia con voi stessi, prima di tutto. Vi auguro di cuore di fare esperienza di quanta misericordia abbiamo ricevuto da Dio e da tante persone che ci vogliono bene. Solo se il nostro sguardo al passato fa memoria viva della misericordia ricevuta, sarà anche uno sguardo capace di rivolgersi al futuro che è nelle mani misericordiose di Dio. Solo l’oggi è nostro, oggi possiamo decidere di essere misericordiosi, oggi possiamo decidere di cambiare. Il Natale di Gesù passato è passato, il Natale futuro non lo possiamo conoscere: oggi è il Natale da vivere, oggi la misericordia è possibile. Buon Natale ricco di pace e di misericordia! don Claudio 2 PARROCCHIA DA GIOVEDÌ 17/12 FINO A NATALE, ORE 7.45 E 18.10 IN CHIESA NOVENA DI NATALE GIOVEDÌ 17/12, ORE 20.00 IN CHIESA VEGLIA DI NATALE per tutte le famiglie della catechesi familiare SABATO 19/12, NEL POMERIGGIO DALLE ORE 16.00 FESTA DI NATALE PER BAMBINI e accensione dell’albero DOMENICA 20/12 – IV DI AVVENTO ore 10.30 in chiesa: santa messa con BENEDIZIONE DELLE STATUINE di Gesù bambino ore 12.30 in oratorio: PRANZO A FAVORE DELLE FAMIGLIE SEGUITE DALLA CARITAS GIOVEDÌ 24/12 – VIGILIA DI NATALE CONFESSIONI PER NATALE dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 sospesa la santa messa delle 18.30 ORE 22.00: SANTA MESSA DELLA VIGILIA a seguire, in oratorio: cioccolata calda e panettone per tutti VENERDÌ 25/12 – SANTO NATALE sante messe alle ore 8.00 – 10.30 – 18.30 LUNEDÌ 26/12 – SANTO STEFANO sante messe alle ore 8.00 e 18.30 3 GRUPPI “Che cosa cercate?” (Gv 1, 37 ) Venerdì 16 ottobre, alle 16.45 in oratorio, sono iniziati gli incontri del gruppo “Incontriamoci con le madri e le sorelle nei testi biblici”. Come ci ricorda il testo di Giovanni, un piccolo gruppo desideroso di conoscere aspetti nuovi della Bibbia, si è messo alla ricerca delle radici della nostra storia attraverso l’analisi dei personaggi femminili che la caratterizzano. A partire da Sara, per passare alle altre figure quali Agar, Rebecca, Lia, Rachele e molte altre, stiamo cercando di inoltrarci nella Sacra Scrittura, per metterci in umile ascolto di quanto la Parola ci offre e ci rivela. Certo non è cosa facile o scontata, ma già avere la voglia di iniziare il percorso ci fa capire quanto sia fondamentale e necessario conoscere la nostra storia di fede e da dove veniamo, per poter meglio disporci ad accogliere il cammino di vita che stiamo facendo. Come piccola introduzione all’incontro, durante il quale abbiamo letto il brano di Giovanni 20, 14-17, è stata proposta un’analisi del quadro “Noli me tangere” di Alonso Cano che vorrei condividere con voi. A mio parere, il dipinto, nel quale tutti possiamo sentirci rappresentati nella figura della Maddalena, può farci scorgere quanto sia limitato ciò che possiamo intuire sul mistero di Dio. Le nostre parole, il nostro linguaggio “umano” mai potranno dire tanto e tutto su ciò che più ci rimane nascosto e che, allo stesso tempo, per molti di noi rappresenta una desiderosa ricerca continua. Se ci soffermiamo ad osservare le mani del Cristo, ci accorgiamo che una mano resta a velare gli occhi della donna come a dirci che non saremo mai in grado di vedere tutto, resteremo sempre un po’ in sospeso, mai nella certezza. 4 Però è la stessa mano che ci sfiora e che ci fa sentire la sua presenza. Nelle mani della Maddalena invece scopriamo la necessità di restare appoggiati a terra, alla nostra quotidianità, per poter avere la certezza di non cadere e di rimanere stabili. Allo stesso tempo però la mano che cerca di fermare il suo Signore, sospesa in aria, sembra dire di sapere con certezza che lui è li, che non la lascia sola, quasi in attesa di essere presa e ottenere così tutte le risposte che cerca : “ Dov’eri, dove devi andare, cosa faccio senza di te”. Negli incontri trovano spazio la lettura della Bibbia, come piccolo impegno da fare singolarmente; un sincero confronto per poter aggiornare ciò che conosciamo e poter così condividere il nostro sapere; un interrogarsi sui problemi di tutti i giorni, attualizzando così una parola che altrimenti resterebbe a noi lontana e sterile. Naturalmente gli incontri sono aperti a tutti, anche a chi ha solo voglia di scoprire figure bi- GRUPPI bliche poco conosciute e punti di vista non solo dicembre, 15 gennaio 2016, 5 febbraio, 4 marzo, 1 basati sui personaggi principali della Bibbia. aprile, 22 aprile, 6 maggio e 3 giugno e si svolgeLe prossime date fissate sono: 6 novembre, 4 ranno presso l’Oratorio di S. Andrea, nella sala 4, alle ore 17. Nella speranza che possa essere un momento di condivisione nel quale sentirvi tutti coinvolti, vi saluto e vi aspetto. Monica Toffanello NATALE DI SPERANZA Ho una speranza riposta nel mio cuore che ogni anno, a Natale, in ogni casa, vi sia pace e amore in abbondanza. Mi preparo alla festa, come sempre, con l’albero e luci multicolori che riempiono i miei occhi ma non il mio cuore. Tra tante luci ne scorgo una, la più bella, quella della stella, che illumina tutto il mondo racchiuso in una stalla. È la luce della fede. È una promessa che si realizza; È Dio che si fa bambino e dona se stesso, e mi chiede, anche quest’anno, di amarlo, si…..solo di amarlo. È NATALE È Natale quando hai la pace nel cuore. È Natale quando ami di cuore. È Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori: che vi sia la pace in tutti i cuori! È Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra ma siede alla tavola imbandita d'amore. È Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto! È Natale quando ancora ti emozioni al canto d’infante. Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia, serenità e salute! Rita Vieni Donato Cassano 5 APPROFONDIMENTI LA CARITÀ non è solo un’idea filosofica S.Tommaso d’Aquino (Roccasecca 1225Fossanova 1274) fu un frate domenicano, esponente della Scolastica, definito Doctor Angelicus dai suoi contemporanei. Se vogliamo pensare in grande e fare sfoggio di preparazione filosofica, possiamo ricorrere a trattati completi scritti da Tommaso D’Aquino sulla CARITA’. Ma ci fermiamo ad una definizione che solo apparentemente ci sembra più semplice e che presenta la CARITA’ come “AMORE DI AMICIZIA CON DIO”. Questa definizione già in sé stessa è difficile da comprendere, infatti si pone la domanda: “Che rapporto di ami- cizia fra Dio e l’uomo può esserci, se si trovano su due piani diversi e che reciprocità è possibile?” Non possiamo certo misurare l’amore che Dio, “Essere Infinito”, ha verso le sue creature. Queste, come tali, non potranno mai restituire, in toto, l’amore ricevuto proprio perché la creatura è finita. Affermato questo concetto “alto”, caliamoci nella realtà, perché qui davvero la CARITA’ deve prendere forma concreta e non aleggiare in cielo sotto forma di idee perfettissime, ma molto lontane. Prendiamo allora come filo conduttore il Vangelo che, in quanto a far vivere la CARITA’, ci è maestro. Personalmente, noto che CARITA’-AMOREGRATUITA’ procedono insieme. Non può esistere l’una senza l’altra, così come non può esistere la preghiera che non contempli anche la lode al Creatore. Ma non possiamo parlare di amore autentico e gratuito se aspettiamo una ricompensa o un qualsiasi ritorno per ciò che si è fatto o dato. In una parola non aspettiamoci ricompensa alcuna. Questa è la vera CARITA’. Luca, nel suo Vangelo, mette in risalto che l’amo- 6 re verso Dio deve essere accompagnato dall’amore verso i fratelli e le sorelle e, riportando le parole del Deuteronomio (5° libro della Torah), così afferma: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso”. (Luca 10,27). Paolo, nell’Inno alla CARITA’ (1° Corinzi 13, 113), esplicita altre due compagne di vita e guide importanti, che si chiamano FEDE e SPERANZA e conclude che la più grande di tutte è la CARITA’, che ci avvolge nell’amore totale che è il Signore. Quindi dò visibilità alle parole pensate e meditate in questa riflessione: CARITA’, AMORE, GRATUITA’, FEDE, SPERANZA. Mi accorgo, però, che, improvvisamente, in una mente libera e in un cuore allargato, trovano posto tante altre parole che danno nuova forma alla CARITA’ e, come in un caleidoscopio, specchio della nostra vita, assumono i colori di figure meravigliose. Sono già importanti ognuna per sé stessa, ma vissute insieme, rendono veramente conforme al Vangelo la vita cristiana. Esse sono: GRAZIA, LIBERTA’, VO- APPROFONDIMENTI LONTA’, AMICIZIA, SOLIDARIETA’, FRATERNITA’, GIOIA, CONDIVISIONE, COMUNIONE, ACCOGLIENZA, MISERICORDIA. Possiamo quindi affermare che la CARITA’ deve diventare un abito mentale che interessa tutto l’umano, le sue emozioni e le sue relazioni. Solo alla luce della CARITA’ evangelica sopra descritta e che dovrebbe essere vissuta da tutti i cristiani della nostra comunità, si può parlare di ciò che opera la CARITAS in Parrocchia: - Raccolta e dispensa degli alimenti: vengono aiutate la famiglie che hanno perso il lavoro o che fanno un lavoro a chiamata e quindi con una retribuzione scarsa. - L’intervento viene monitorato con i servizi sociali, soprattutto per quanto riguarda la presenza di minori in famiglia. (Sono seguiti 66 minori) - Raccolta e dispensa di vestiario per bambini/e e ragazzi/e fino ai 14-15 anni. Il vestiario degli adulti va mandato al centro missionario di Villaverla per essere spedito nell’America Latina. - Centro di ascolto: è importante la disponibilità all’ascolto e alla riservatezza. Non sempre riusciamo a soddisfare tutte le necessità che sono sia di ordine economico che di soluzione di problemi specifici. Nostro compito è di aiutare chi ha bisogno a rivolgersi agli uffici competenti. Nella brutta stagione diventa problematico il numero delle bollette da pagare e là dove ci sono bambini o anziani è ancora più doloroso non poter interve- 7 nire per dare soluzione al problema. La CARITAS parrocchiale conta sulla Provvidenza, ma ricorda che essa si rende esplicita ed efficace con il nome di persone concrete dal cuore grande che condividono spese e problemi. Grazie a tutti coloro che, in qualsiasi modo, si fanno presenti. Per la CARITAS Maria Grazia Scaramella APPROFONDIMENTI “Misericordiosi come il Padre” (Luca 6,36) Ogni comunità ecclesiale sia un’oasi di misericordia: è il “programma di vita tanto impegnativo quanto ricco di gioia e di pace”, che papa Francesco indica come obiettivo di un Giubileo straordinario indetto con la bolla “Misericordiae Vultus” dell’11 aprile 2015 (n° 12 e 13 M.V., così d’ora in poi verranno citati i numeri interni alla bolla). Tale evento si svolgerà dall’8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016 ( n° 3.4.5 M.V.). L’occasione è data dal cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II°, fondamentale per la teologia, la pastorale, l’ecumenismo e tanti altri aspetti della Chiesa oggi. Tutte le religioni cercano Dio, ma non tutte allo stesso modo. Il Cristianesimo – il Cattolicesimo per quanto ci riguar- da- dopo due millenni di esperienza sa di offrire un dono prezioso, il Cristo rivelazione di Dio che ama l’umanità con cuore di Padre e di Madre. Gesù, dopo essere passato sanando e beneficando, sulla Croce prega anche per i nemici; con la Risurrezione pone il sigillo della vittoria su peccato e morte. Indica che solo il perdono può vincere la logica dell’”occhio per occhio, dente per dente”, solo la misericordia rompe definitivamente la spirale di violenza che chiama odio, senza per questo venire meno alle esigenze di giustizia. Ad essa la società non può certo rinunciare, ma da sola la giustizia non basta. Tornando al Giubileo, quasi a stuzzicare la volontà di approfondirne i convenuti, vorrei tentare un’ abbozzo iniziale di ri- 8 sposta ad alcune domande: cos’è e perché esiste il Giubileo, con quali manifestazioni si svolge, chi ne beneficia…, tralasciandone molte altre, ad esempio sulla storia e sul retroterra culturale dei vari concili, quali le problematiche collegate alla dottrina, alla cultura e al modo di agire dei vari momenti storici, cose che probabilmente interessano a pochi specialisti ma potrebbe essere interessante scoprire. Cos’è un Giubileo, perché nacque l’idea? Il Giubileo è un modo speciale di vivere la Chiesa come “sacramento di salvezza”, di riconciliazione con Dio e di rinnovato cammino verso la meta comune, la Gerusalemme celeste. Quando il Giubileo fu indetto per la prima volta, Gerusalemme non era in mano dei Cristiani, ma dei Turchi. APPROFONDIMENTI Dal basso (francescanesimo in prima linea) si delineava una Chiesa rinnovata. Papa Bonifacio VIII° propose Roma come nuova Gerusalemme, punto di incontro tra politica e religione, luogo dove rivivere la fede di Pietro e Paolo e dei primi martiri, dove sentirsi “concittadini dei santi e familiari di Dio” secondo l’espressione di S. Paolo (Efesini 2,19), “edificati su Cristo pietra viva” ( I° lettera di Pietro 2,4). Il pellegrinaggio a Roma acquistò qualcosa di nuovo quando ai soliti gesti di penitenza e di conversione, a chi compiva il pellegrinaggio alle basiliche romane, il Papa aggiunse un’indulgenza plenaria, che scontava ogni debito spirituale connesso al peccato perdonato. Il Giubileo nell’Antico Testamento Il Giubileo cristiano si ispira al Giubileo ebraico di cui parla il libro del Levitico (Lv 25,9-10). L’idea di partenza è che Dio rinnova ogni cosa: è Lui il proprietario della terra concessa ad Israele e l’uomo l’amministratore che deve essere attento al povero perché la sua difesa è Dio. Ogni 50 anni il suono dello shofar, un corno dal suono potente come tromba, annunciava un ”anno di liberazione”, che azzerava ogni contratto di appropriazione e tutte le servitù a carico dei più deboli di Israele. E richiamava tutti alla fedeltà verso l’alleanza e a tutti i comandamenti della Torah, quasi una nuova creazione per la terra e per l’uomo. II° Giubileo Bonifacio VIII° fu papa discutibile sotto molti aspetti, ma la storia gli riconosce la volontà di valorizzare la sede papale nella sua più alta e pura forma, quella di sciogliere e di legare i peccati in nome di Dio. Diede sbocco ad un entusiasmo religioso autentico di movimenti popolari. La proposta di un Giubileo nel 1300 per il perdono di peccati, fu accolta con grande gioia e risposta nell’affluenza di pellegrini a Roma. E’ noto che da sempre nella Chiesa il pellegrinaggio penitenziale era pratica tradizionale anche verso molti altri luoghi sacri. Il secondo Giubileo avvenne nel 1350. Poi, tranne qualche eccezione, ogni 25 anni, come stabilito da papa Paolo II° (1454-1471). Quali benefici spirituali dal Giubileo? Anche per la società civile, in ogni reato si può distinguere la colpa, cioè l’offesa recata alla persona o all’istituzione, e la pena che, una volta scontata col carcere, la multa o servizi sociali, estingue il debito contratto con la società. Nella giustizia umana magari peserà l’iscrizione al casellario giudiziario che, per fortu- 9 Bonifacio VIII nato Benedetto Caetani (Anagni 1230 circa - Roma 1303) fu il 193° papa della Chiesa cattolica dal 1294 alla morte. na, non esiste per quanto riguarda il buon Dio, quando si tratta del Suo perdono verso una colpa umana. Poiché il perdono di Dio è radicale: la “penitenza” imposta dal confessore (gesti di bene, preghiere…) mette nelle condizioni migliori per alleviare eventuali danni provocati agli altri e sviluppare in positivo i doni di Dio, aggiungendo tesori di grazia ai “meriti” che nei secoli anime buone e sante hanno accumulato presso Dio, meriti che solo Lui conosce, ma ha affidato alla Chiesa per la santificazione di tutto il popolo di Dio. È il senso della “indulgenza” collegata ad eventi salvifici quali il Giubileo, nei quali si vive davvero la “comunione dei Santi”( n°22 M.V.) APPROFONDIMENTI Il Giubileo della misericordia: i segni Papa Francesco indica, come specifica da vivere in questo Giubileo, la dimensione della misericordia, cui ogni segno fa quindi riferimento perché “architrave che sorregge la vita della Chiesa”(n°10 M.V.), cuore pulsante del Vangelo. (n°12 M.V.) La Porta Santa È il primo vistoso segno giubilare. Attraversarla significa adire alla misericordia del Padre, convertire il cuore ad un Cristianesimo non chiuso in se stesso, ma che renda partecipi i fratelli della misericordia ottenuta. A Vicenza questo sarà sottolineato da un gesto inusuale: la processione di apertura della Porta Santa non avverrà dall’esterno verso l’interno della Cattedrale, ma dall’interno verso l’esterno, per una Chiesa “fuori”, aperta “a quanti vivono nella più disparate periferie esistenziali”.(n° 15 M.V.) L’esempio viene dal Papa che, difatti, ha desiderato aprire il Giubileo a Bangui in Africa, anticipando l’apertura ufficiale a RomaIl Pellegrinaggio Il pellegrinaggio è “icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza”. Si effettua visitando le quattro basiliche maggiori di Roma: San Pietro, San Paolo, Santa Maria Maggiore e San Giovanni Laterano, è segno peculiare dell’Anno Santo, ricorda che anche essere misericordiosi è un traguardo che richiede impegno, sacrificio e conversione. La misericordia va vissuta dovunque. Ecco perché sarà un Anno Santo decentrato, con altri luoghi della Diocesi dove poter compiere il pellegrinaggio e vivere il segno sacramentale della riconciliazione con Dio; precisamente il Santuario di Monte Berico, Scaldaferro e Chiampo. Iniziative varie Sottolineeranno il cammino spirituale, valorizzando i tesori che già la Chiesa vive attraverso la liturgia. In particolare il Papa indica un’iniziativa quaresimale, “24 ore per il Signore”, in cui riscoprire il senso della propria vita mediante il Sacramento della Riconciliazione “fonte di vera pace interiore”. (n°17 V.M.) Per noi potrebbe essere segno giubilare la partecipazione alla “Settimana della Comunità”. Le opere di misericordia corporale e spirituale È l’occasione questa per riscoprirle: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti sono quelle materiali. Le spirituali: consi- 10 gliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. (n°15 M.V.) Abbiamo bisogno di gesti che spezzino “la barriera d’indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo” In conclusione, il Giubileo prospetta un cammino niente male quanto ad impegno, da compiere con gioia (Romani 12,8) e con creatività e potrebbe iniziare proprio dalla lettura della bolla papale, citata qui spesso, ma certamente in modo molto lacunoso. Le edizioni paoline la propongono al costo di € 1,90. Se sei arrivato a leggere queste ultime righe, il Signore premi la tua pazienza Vittorio Peserico GRUPPI Secondo lo stile dell’inclusione… Come scrive Papa Francesco nel suo messaggio per l’89.ma Giornata Missionaria Mondiale celebrata il 18 ottobre “la dimensione missionaria appartiene alla natura stessa della Chiesa, è passione per Gesù Cristo e nello stesso tempo è passione per la gente”, è “intrinseca ad ogni forma di vita consacrata” e a chi ha scelto di “imitare la sua dedicazione al Padre e i suoi gesti di servizio e di amore, a perdere la sua vita per ritrovarla” chiede di “ascoltare la voce dello Spirito che li chiama ad andare verso le grandi periferie della missione, tra le genti a cui non è ancora arrivato il Vangelo”. In conformità a questo pressante invito tutti gli uomini di buona volontà sono chiamati ad aprire il loro cuore alle esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti di solidarietà a sostegno di quanti operano per annunciare l’amore di Gesù agli ultimi, ai miseri, ai diversi. Con spirito di umiltà e rispetto, come richiesto dal Santo Padre, anche le signore del Gruppo Missionario mettono a disposizione il loro tempo per la realizzazione di preziosi lavori di ricamo, di cucito e di filet che con tanta generosità sono acquistati dalla Comunità, sia in occasione della Sagra di S. Andrea, sia nella tradizionale Bancarella di Natale che si svolge durante il week end di 11 dicembre prossimo all’Immacolata. Nella giornata missionaria, invece, vengono offerti freschissimi dolci e profumati sacchetti di lavanda, sempre confezionati rigorosamente a mano. Grazie alla vostra sensibile partecipazione e al vostro senso di altruismo, con immensa gratitudine, anche quest’anno abbiamo potuto donare: 1.500 euro a Padre Bruno Ghiotto per la sua Missione in Burundi, ove, come lui ha recentemente comunicato, ci sono gravi situazioni di criticità, essendo in atto una rivoluzione, che speriamo, non sfoci in una nuova e sanguinosa guerra civile; 1.500 euro all’Istituto San Gaetano per la Missione in Mozambico; 1.500 euro a Suor Giulia per la Missione in Perù; 1.500 euro a Suor Clara per la Missione nelle Filippine; 500 euro al presidente della J.A.D.E. che aiuta i missionari in Togo; 500 euro ai Missiona- GRUPPI ri Diocesani e altro piccolo aiuto è stato donato a don Claudio per contribuire alle spese di rifacimento del pavimento della chiesa; 700 euro sono stati mandati, per il tramite di Suor Maria, alla missione delle Suore di Maria Bambina che opera in Nepal, per collaborare alla ricostruzione di una scuola, crollata a seguito del terrificante terremoto che ha col- pito il Paese nell’aprile scorso Con infinita riconoscenza ringraziamo ancora una volta tutti coloro che, acquistando i nostri lavoretti, ci danno la possibilità di continuare ad offrire il nostro aiuto ai missionari che operano in terre lontane. Nell’Anno Santo della Misericordia promosso dal Santo Padre offriamo con forza il nostro impegno per essere “popolo della Misericordia”, cioè uo- mini e donne che sanno farsi compagni di viaggio di qualunque fratello e sorella, uniti per accogliere il dono dell’Amore che libera il cuore. Solo con questa libertà potremo incarnare lo “stile dell’inclusione” e non più quello dell’esclusione dell’altro, potremo essere noi stessi “storia di salvezza” per chi ci incontra. per il Gruppo Missionario Ada Iacono Il Natale d’oro Son cinquanta armonie eguale l’amore Canta con gioia la voce del cuore. Specchia il cielo la finestra del tinello: È notte di Natale, notte santa. Guarda, il cielo ci regala le stelle, Tra le nubi ne ho contate cinquanta: Sembra che danzino ci fan da ancelle. Chè son cinquanta anche i nostri Natali: È il nostro Natale d’oro quest’anno. Come son volati, in un batter d’ali: Sei andato di fretta tempo tiranno! 12 Riverbera e il presepio vive, incanta. Lì, Giuseppe E Maria col Bambinello Che ci sorridono: solo cinquanta! Augusto Ferrari Giovanni Nardi PARROCCHIA SANT’ANDREA: UNA COMUNITÀ DAI MOLTEPLICI INTERESSI A partire dal mese di ottobre 2015, la bella Parrocchia un vecchio proverbio, i cachi dolcissimi, le noci, le nocdi Sant’Andrea Apostolo in Vicenza si è arricchita di ciole, le castagne… due nuovi gruppi: il primo, di carattere biblico,. il se- L’autunno: tempo di raccolta, ma anche di semina, condo ha un taglio che si potrebbe definire “fraterno- perché in questo periodo dell’anno l’agricoltore sparpastorale”, perché si propone di leggere avvenimenti ge nel terreno arato di fresco, abbondanti chicchi di ecclesiali e socio culturali alla luce della Parola di Dio e grano, perché il freddo dell’inverno li faccia morire e del Magistero in un clima di amichevole condivisione. quindi germogliare e così si avveri il famoso adagio:” Non che a Sant’Andrea manchino incontri, attività, Sotto la neve, pane”! iniziative arricchenti, originali e molto preziosi/e per Così per le persone adulte, mature per sapienza e per bambini, ragazzi, giovani e adulti; tuttavia è sembrato fede vissuta: ciò che nella vita hanno conosciuto, vismolto opportuno dare vita a qualche cosa di “nuovo” suto, sperimentato, amato lo donano ai figli e ai nipoti per persone adulte interessante a meglio conoscere il diventando, semplicemente, ma concretamente, ruolo della donna nella Sacra Scrittura e, per quanto preziosi maestri di vita, di valori umani e cristiani. concerne la seconda proposta, a trascorrere insieme Ecco perché ogni lunedì pomeriggio, dalle ore 15.30 un pomeriggio piacevole, nell’ascolto intelligente, nel alle 17.00, ci incontriamo, ospitati da Don Claudio, il dialogo sereno e propositivo che sa creare un’atmo- nostro Parroco, nella sala della Canonica per parlare, sfera di simpatica amicizia e un desiderio sincero di commentare, scambiarci esperienze, utili consigli e ritrovarsi presto ancora insieme. proposte per vivere e far vivere serenamente, il temPer l’autore del Salmo n° 1, le persone sagge sono po di questa stupenda stagione e quella della “come alberi piantati lungo corsi d’acqua…”, “primavera” delle nuove generazioni , confidando piante ad alto fusto con foglie sempre verdi, cioè gio- nell’aiuto che il Signore Gesù non manca mai di offrirvani e capaci di offrire continuamente frutti saporiti. ci, anche grazie a questo nostro incontrarci nel suo L’età tardo adulta può essere paragonata alla stagione Nome. autunnale, il tempo dei colori e dei sapori, della rac- In tal modo, guardando in alto, verso il futuro, conticolta di tanti frutti saporiti quali l’uva bruna e bionda, nuiamo a crescere “come alberi piantati lungo corsi le mele variopinte, le succose pere, le nespole che d’acqua….”. maturano “con il tempo e con la paglia”, come recita Suor Maria Zaffonato 13 PARROCCHIA LE STRADE DEL QUARTIERE Via Gerolamo Salvi Il lato est di Via Salvi, delimita parte del confine parrocchiale, mentre il fronte opposto insiste nella Parrocchia di San Pietro. A Sant’Andrea appartiene il tratto che parte dall’incrocio con V.le Fusinieri e arriva all’incrocio con Via Pizzocaro, che rimane nel territorio parrocchiale di Sant’Andrea, ma con l’eccezione dell’area occupata dalla casa di cura Villa Berica. In via Salvi abitano 50 famiglie composte da 50 maschi e 51 femmine. Lunghezza e direzione della strada corrispondono ancora oggi a quanto descritto nel 1955 dal Giarolli nel suo primo libro sulla toponomastica stradale. Allora, però, non esisteva l’incrocio con la “nuova” Via S. Bertilla, nata con delibera consigliare del 1958, non esistevano molti condomini costruiti successivamente. Molti di noi, penso, ricordano la fattoria che insisteva all’incrocio con V.le Fusinieri, sostituita dall’attuale condominio.. È una strada piena di verde, come del resto l’intero quartiere, con alberi maestosi, nuovi eleganti condomini dai balconi fioriti ed interessanti villette della prima metà del ‘900. Girolamo Salvi, nobile vicentino, fu un grandissimo be- nefattore. Egli lasciò alla natia Vicenza tutto il suo patrimonio, davvero ingente, perché fosse fondato “un asilo per poveri impotenti al lavoro”. Le sue volontà furono attuate e fu costruito l’attuale istituto denominato Residenza Salvi, il cui muro di cinta si eleva sulla strada omonima. A tale scopo, oltre appunto ad un’ingente somma di denaro, Girolamo lasciò anche il Giardino Salvi di Porta Castello, diventato di sua proprietà per via ereditaria. Come è noto il Giardino era appartenuto per secoli ai conti Valmarana, con i quali i Salvi erano imparentati. Il giardino, sul quale non era ancora stata costruita la Scuola Giusti, diventò patrimonio dell’opera pia e fu chiuso al pubblico, fino a ché il Comune, acquistatolo e sistematolo, lo riaprì nel Giugno del 1909. Scritte queste brevi note, mi limito a riportare integralmente quanto scrive Giambattista Giarolli. Egli illustra il personaggio, ci racconta della strada come era negli anni ’50 del secolo scorso, delle proprietà che vi insistevano, e ci fa così conoscere i grandi cambiamenti avvenuti in questa parte del territorio di Vicenza. La strada, dunque “Da corso Padova, angolo dell'Istituto Salvi, a via di Velo, nel punto 14 dove a destra ha inizio il viale Fusinieri. Lunga m. 340 - larga m. 4,75 - bitumata - marciapiede sul solo lato sinistro carreggiabile.” La via Salvi costituiva in passato l'ultimo tratto delle Mure di borgo Scroffa, le quali, partendo dall'attuale viale Trieste, nella località detta “al Fornaretto”, seguivano il muro di cinta della proprietà degli Scroffa (donde l'antico nome) e uscivano in borgo Padova, rasentando il fianco dell'Istituto di ricovero per vecchi inabili. Già solitaria e quasi priva di abitazioni fino a pochi decenni addietro, la via si è venuta abbellendo di ville e di moderne costruzioni, specialmente nella seconda parte del suo percorso dove negli orti Meschinelli, già Scroffa, è sorto un tranquillo e signorile quartiere, e venne intitolata al nome attuale con la deliberazione con- PARROCCHIA siliare 31 luglio 1914 per onorare la memoria di un generoso patrizio che volle legato il suo nome ad una grande opera di beneficenza. Il personaggio “Fu questi il conte Gerolamo Salvi, nato a Vicenza il 16 settembre 1804, il quale, morendo il 22 ottobre 1878, istituì erede universale del suo cospicuo patrimonio allora valutato in lire 1.182.109,17 «il Comune di Vicenza, sua cara patria, affinché, con la sostanza ereditaria che per tale titolo avrà a percepire, debba fondare un Asilo di Mendicità» per ricoverarvi «i poveri del Comune di Vicenza, quelli cioè che, privi di ogni mezzo di sussistenza per età avanzata o per difetti fisici, siano assolutamente incapaci ed inabili a pro-cacciarsi un pane, senza ricorrere all'accattonaggio» esprimendo il desiderio «non per vanità, ma perché resti memoria dell'affetto che porto alla mia Città natale, che questo Asilo sia denominato Istituto Salvi». Il che, dopo la sua morte, avvenne. La famiglia Salvi, alias De Salvi, alla quale apparteneva il co: Girolamo, era una delle più cospicue per censo, ammessa nel Consiglio Nobile della Città nel 1790, dopoché già dal 1750 aveva ottenuto dalla Repubblica Veneta il titolo comitale per tutta la sua discendenza maschile, in seguito ad acquisto fattone al pubblico incanto; come si sa, non era infrequente in quei tempi di grande bisogno per la Serenissima, ormai purtroppo avviata alla decadenza e all'onta di Campoformio, che i ricchi proprietari, desiderosi di accrescere lustro alla loro prosapia, comperassero con oro sonante titoli nobiliari e investiture di feudi. Ma ben dimostrò di possedere la vera nobiltà, quella che vale e che è la nobiltà dell'animo, il conte Girolamo Salvi che, ultimo della sua stirpe, non po- Massime e Perle. AMORE: Nella gelosia c’è più egoismo che amore. (F. La Rochefoucauld) FELICITÀ: Perché cerchi la gioia fuori da te, non sai che la puoi trovare solo nel tuo cuore? (R. Tagore) OTTIMISMO: La maturità consiste nel saper affrontare le situazioni per cui non siamo preparati. (Anonimo) SAGGEZZA: La saggezza si matura attraverso sofferenze. (Eschilo) 15