APPROFONDIMENTI
LA CARITÀ NON È SOLO UN’IDEA FILOSOFICA
PARROCCHIA
“MISERICORDIOSI COME IL PADRE”
OGGI È NATALE - LETTERA DEL PARROCO
SANT’ANDREA: UNA COMUNITÀ DAI MOLTEPLICI INTERESSI
LE STRADE DEL QUARTIERE
NOTIZIE DALL’O.S.A. CON NOI
FESTA DI SANT’ANDREA 2015
VITA CHE VA E VITA CHE CRESCE A SANT’ANDREA
ELENCO CATECHISTI
PELLEGRINI A ROMA CON PAPA FRANCESCO
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GRUPPI
SECONDO LO STILE DELL’INCLUSIONE...
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me sentio
coerto de vita.
La neve parea
bonbaso
de mama:
se basava al vento
come carne
de organi antichi,
lassando
musiche de Dio
che se briscolava
el sogno:
el sogno
e gnanca i bronzi de na slita
incufià de bianco, incoloria de cielo
ronpea el silenzio.
Giuliano Rossettini
Dai cornisoni
grisi,
candeloti
de giasso
CAMPO ESTIVO DEL GRUPPO GIOVANI DI 1a SUPERIORE
FOTO DAGLI ALTRI CAMPI ESTIVI
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PERSONE E TESTIMONIANZE
UNA CHIACCHIERATA CON GIANCARLA DALL’ANGELO
OGNI CHIAMATA...
CIAO LIANO, UOMO TUTTO D’UN PEZZO
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ASSOCIAZIONE NOVA TERRA
FONDO DI SOLIDARIETÀ
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ATTUALITÀ
STORIA E STORIE DEL PANETTONE
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ANDREOPOLI n.2 - 2015
Nadale de ieri
Quando
sonava Nadale,
CAMPO ACR 2015 ALLA SCOPERTA DELLO SPAZIO
5° CONVEGNO DELLA CHIESA ITALIANA
GIOCHI
LA PAGINA DEI GIOCHI
CAMPI ESTIVI
CARITÀ
“CHE COSA CERCATE?”
IL CORETTO DEI BAMBINI
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Redazione:
Gianni Apolloni, Graziella Azzarini, don Claudio Bassotto, Maria Fagnani, Ada Iacono,
Vittorio Peserico, Giuliano Rossettini, Tiberio
Valente.
Hanno inoltre collaborato:
Gli animatori del campo estivo ACR, i ragazzi
di Terza e Quarta Superiore, Annarosa Casarotto, Damiano Cassano, Dalla Vecchia
Anna, Lorenzo Gumiero, Roberta Loro, Marta Lucietto, Marta Marinello, Silvia Moschetti,
Pasini Andrea, Benedetta Rizzo, Maria Grazia Scaramella, Monica Toffanello, Lorenzo
Tona, Rita Vieni, Luca Sandrucci, Suor Maria Zaffonato, Alvise Zanon, Ugo Zorzi, Beatrice Zovico, Elia Zovico.
Grafica e impaginazione:
Gianni Apolloni, don Claudio Bassotto, Gabriele Carpignani.
PARROCCHIA
Carissimi amici lettori,
un altro anno sta per concludersi.
Capita, in questi giorni, di avere uno sguardo rivolto al passato e uno verso il futuro.
Da una parte, infatti, quando un anno volge
al termine, si affollano nella memoria gioie e
dolori che ci hanno segnato, momenti tristi e
lieti che ci hanno colti di sorpresa o che abbiamo scelto noi. Dall’altra parte, nel cuore
è forte il desiderio di cambiare, di vivere un
anno migliore, di voltare pagina, quasi per
dimenticare le fatiche affrontate, nella speranza che i nostri progetti vadano in porto,
che le persone a noi care possano stare meglio, che la nostra stessa vita sia migliore.
Mentre vi scrivo, il mio sguardo si rivolge ad
un recente passato, quando gli attentati a
Parigi ci hanno sconvolti e il ricordo è ancora vivo, la ferita è ancora aperta e fa male.
Penso a quanta cattiveria può annidarsi nel
cuore degli uomini e mi vedo triste e preoccupato. Mi chiedo il perché di tanta malvagità, perché dobbiamo subire tanta violenza...
e non trovo risposta, non trovo parole che
diano una qualche spiegazione logica a questi fatti assurdi.
Allora guardo meglio e mi accorgo che la sera stessa degli attentati molti parigini hanno
aperto le loro porte a sconosciuti, ho visto
nei giorni successivi molte manifestazioni di
solidarietà, ho ammirato i colori della Francia sui monumenti più importanti delle città
d’Europa, ho sentito parole intense pronunciate da capi di stato e da persone semplici,
ho accolto testimonianze di pace da grandi
e da piccoli, ho apprezzato la compostezza
di quei genitori che hanno perso la figlia...
Il passato ferito, anche se ancora dolente, diventa fonte di
speranza e, mentre il mio
sguardo si volge al futuro, sento che il mio passato deve trovare consolazione, deve essere purificato, sanato, guarito.
Tra poco è Natale e il nostro
sguardo si volge a duemila anni fa… anche
Gesù era nato in mezzo al freddo dell’indifferenza e all’odio di un sovrano che uccise
molti bambini innocenti, solo per paura.
La storia della cattiveria degli uomini, purtroppo, anche se cambia volti e modalità,
continua a mietere le sue vittime. E il figlio
di Dio nasce in mezzo a tutto questo: non ha
atteso un mondo migliore, è nato e basta! È
nato in mezzo agli intrighi dei potenti, in
mezzo alle attese fuorvianti di chi voleva un
dio rivoluzionario, ma è nato anche in mezzo
a tanta gente buona, semplice, umile e povera. Per chi è rimasto nella cattiveria, la
salvezza non ha potuto realizzarsi, per chi
invece ha accolto Gesù nella sua vita, la salvezza è stata possibile e grande.
Con Gesù lo sguardo verso il passato si purifica e lo sguardo verso il futuro si riempie di
speranza. Non siamo da soli: oggi è Natale
perché Gesù Cristo è il Vivente e, se lo accogliamo, ci fa vivere in modo diverso, cambia
il nostro passato e il nostro futuro. Noi cambiamo con lui, perché ha rispetto della nostra libertà e non cambia per magia o con la
forza la nostra situazione… cambia il nostro
modo di vedere e di agire oggi.
Carissimi,
nell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia, vi auguro di avere tanta misericordia con voi stessi, prima di tutto. Vi auguro di cuore di fare esperienza di quanta misericordia abbiamo ricevuto da Dio e da tante persone che ci vogliono bene. Solo se il
nostro sguardo al passato fa memoria viva
della misericordia ricevuta, sarà anche uno
sguardo capace di rivolgersi al futuro che è
nelle mani misericordiose di Dio.
Solo l’oggi è nostro, oggi possiamo decidere
di essere misericordiosi, oggi possiamo decidere di cambiare.
Il Natale di Gesù passato è
passato, il Natale futuro non
lo possiamo conoscere: oggi
è il Natale da vivere, oggi la
misericordia è possibile.
Buon Natale ricco di pace e
di misericordia!
don Claudio
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PARROCCHIA
DA GIOVEDÌ 17/12 FINO A NATALE, ORE 7.45 E 18.10 IN CHIESA
NOVENA DI NATALE
GIOVEDÌ 17/12, ORE 20.00 IN CHIESA
VEGLIA DI NATALE per tutte le famiglie della catechesi familiare
SABATO 19/12, NEL POMERIGGIO DALLE ORE 16.00
FESTA DI NATALE PER BAMBINI e accensione dell’albero
DOMENICA 20/12 – IV DI AVVENTO
ore 10.30 in chiesa:
santa messa con BENEDIZIONE DELLE STATUINE di Gesù bambino
ore 12.30 in oratorio:
PRANZO A FAVORE DELLE FAMIGLIE SEGUITE DALLA CARITAS
GIOVEDÌ 24/12 – VIGILIA DI NATALE
CONFESSIONI PER NATALE dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
sospesa la santa messa delle 18.30
ORE 22.00: SANTA MESSA DELLA VIGILIA
a seguire, in oratorio: cioccolata calda e panettone per tutti
VENERDÌ 25/12 – SANTO NATALE
sante messe alle ore 8.00 – 10.30 – 18.30
LUNEDÌ 26/12 – SANTO STEFANO
sante messe alle ore 8.00 e 18.30
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GRUPPI
“Che cosa cercate?” (Gv 1, 37 )
Venerdì 16 ottobre, alle 16.45 in oratorio, sono
iniziati gli incontri del gruppo “Incontriamoci con
le madri e le sorelle nei testi biblici”. Come ci
ricorda il testo di Giovanni, un piccolo gruppo
desideroso di conoscere aspetti nuovi della Bibbia, si è messo alla ricerca delle radici della nostra storia attraverso l’analisi dei personaggi
femminili che la caratterizzano.
A partire da Sara, per passare alle altre figure
quali Agar, Rebecca, Lia, Rachele e molte altre,
stiamo cercando di inoltrarci nella Sacra Scrittura, per metterci in umile ascolto di quanto la
Parola ci offre e ci rivela. Certo non è cosa facile
o scontata, ma già avere la voglia di iniziare il
percorso ci fa capire quanto sia fondamentale e
necessario conoscere la nostra storia di fede e
da dove veniamo, per poter meglio disporci ad
accogliere il cammino di vita che stiamo facendo.
Come piccola introduzione all’incontro, durante il quale abbiamo letto il brano di Giovanni 20,
14-17, è stata proposta un’analisi del quadro “Noli
me tangere” di Alonso Cano che vorrei condividere con voi.
A mio parere, il dipinto, nel quale tutti possiamo sentirci rappresentati nella figura della Maddalena, può farci scorgere quanto sia limitato ciò
che possiamo intuire sul mistero di Dio. Le nostre parole, il nostro linguaggio “umano” mai potranno dire tanto e tutto su ciò che più ci rimane
nascosto e che, allo stesso tempo, per molti di
noi rappresenta una desiderosa ricerca continua.
Se ci soffermiamo ad osservare le mani del
Cristo, ci accorgiamo che una mano resta a velare gli occhi della donna come a dirci che non
saremo mai in grado di vedere tutto, resteremo
sempre un po’ in sospeso, mai nella certezza.
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Però è la stessa mano che ci sfiora e che ci fa
sentire la sua presenza.
Nelle mani della Maddalena invece scopriamo
la necessità di restare appoggiati a terra, alla
nostra quotidianità, per poter avere la certezza
di non cadere e di rimanere stabili. Allo stesso
tempo però la mano che cerca di fermare il suo
Signore, sospesa in aria, sembra dire di sapere
con certezza che lui è li, che non la lascia sola,
quasi in attesa di essere presa e ottenere così
tutte le risposte che cerca : “ Dov’eri, dove devi
andare, cosa faccio senza di te”.
Negli incontri trovano spazio la lettura della
Bibbia, come piccolo impegno da fare singolarmente; un sincero confronto per poter aggiornare ciò che conosciamo e poter così condividere il
nostro sapere; un interrogarsi sui problemi di
tutti i giorni, attualizzando così una parola che
altrimenti resterebbe a noi lontana e sterile.
Naturalmente gli incontri sono aperti a tutti,
anche a chi ha solo voglia di scoprire figure bi-
GRUPPI
bliche poco conosciute e punti di vista non solo dicembre, 15 gennaio 2016, 5 febbraio, 4 marzo, 1
basati sui personaggi principali della Bibbia.
aprile, 22 aprile, 6 maggio e 3 giugno e si svolgeLe prossime date fissate sono: 6 novembre, 4 ranno presso l’Oratorio di S. Andrea, nella sala 4,
alle ore 17.
Nella speranza che
possa essere un
momento di condivisione nel quale
sentirvi tutti coinvolti, vi saluto e vi
aspetto.
Monica
Toffanello
NATALE DI SPERANZA
Ho una speranza
riposta nel mio cuore
che ogni anno, a Natale,
in ogni casa, vi sia pace e amore
in abbondanza.
Mi preparo alla festa,
come sempre, con l’albero
e luci multicolori
che riempiono i miei occhi
ma non il mio cuore.
Tra tante luci ne scorgo una,
la più bella, quella della stella,
che illumina tutto il mondo
racchiuso in una stalla.
È la luce della fede.
È una promessa che si realizza;
È Dio che si fa bambino
e dona se stesso, e mi chiede,
anche quest’anno, di amarlo,
si…..solo di amarlo.
È NATALE
È Natale quando hai la pace nel cuore.
È Natale quando ami di cuore.
È Natale quando preghi per l’umanità intrisa d’orrori:
che vi sia la pace in tutti i cuori!
È Natale nel ricordo di chi non è più su questa terra
ma siede alla tavola imbandita d'amore.
È Natale se hai la gioia di vivere e sperare nel futuro per
chi ti sta accanto, per chi nasce al mondo senza incanto!
È Natale quando ancora ti emozioni al canto d’infante.
Sarà presto Natale e lo auguro a tutti uguale in gioia,
serenità e salute!
Rita Vieni
Donato Cassano
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APPROFONDIMENTI
LA CARITÀ
non è solo
un’idea filosofica
S.Tommaso d’Aquino
(Roccasecca 1225Fossanova 1274)
fu un frate domenicano,
esponente della Scolastica,
definito Doctor Angelicus
dai suoi contemporanei.
Se vogliamo pensare in
grande e fare sfoggio di
preparazione filosofica,
possiamo ricorrere a trattati completi scritti da
Tommaso D’Aquino sulla
CARITA’.
Ma ci fermiamo ad una
definizione che solo apparentemente ci sembra
più semplice e che presenta la CARITA’ come
“AMORE DI AMICIZIA
CON DIO”. Questa definizione già in sé stessa è
difficile da comprendere,
infatti si pone la domanda: “Che rapporto di ami-
cizia fra Dio e l’uomo può
esserci, se si trovano su
due piani diversi e che reciprocità è possibile?”
Non possiamo certo misurare l’amore che Dio,
“Essere Infinito”, ha verso
le sue creature. Queste,
come tali, non potranno
mai restituire, in toto, l’amore ricevuto proprio
perché la creatura è finita.
Affermato questo concetto “alto”, caliamoci
nella realtà, perché qui
davvero la CARITA’ deve
prendere forma concreta
e non aleggiare in cielo
sotto forma di idee perfettissime, ma molto lontane. Prendiamo allora
come filo conduttore il
Vangelo che, in quanto a
far vivere la CARITA’, ci è
maestro.
Personalmente, noto
che
CARITA’-AMOREGRATUITA’ procedono
insieme. Non può esistere l’una senza l’altra, così
come non può esistere la
preghiera che non contempli anche la lode al
Creatore. Ma non possiamo parlare di amore autentico e gratuito se
aspettiamo una ricompensa o un qualsiasi ritorno per ciò che si è fatto o
dato. In una parola non
aspettiamoci ricompensa
alcuna. Questa è la vera
CARITA’.
Luca, nel suo Vangelo,
mette in risalto che l’amo-
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re verso Dio deve essere
accompagnato dall’amore verso i fratelli e le sorelle e, riportando le parole del Deuteronomio
(5° libro della Torah), così
afferma: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il
cuore, con tutta la tua
anima, con tutta la tua
forza e con tutta la tua
mente e il prossimo tuo
come te stesso”. (Luca
10,27).
Paolo, nell’Inno alla CARITA’ (1° Corinzi 13, 113), esplicita altre due
compagne di vita e guide
importanti, che si chiamano FEDE e SPERANZA e
conclude che la più grande di tutte è la CARITA’,
che ci avvolge nell’amore
totale che è il Signore.
Quindi dò visibilità alle
parole pensate e meditate in questa riflessione:
CARITA’, AMORE, GRATUITA’, FEDE, SPERANZA. Mi accorgo, però,
che, improvvisamente, in
una mente libera e in un
cuore allargato, trovano
posto tante altre parole
che danno nuova forma
alla CARITA’ e, come in
un caleidoscopio, specchio della nostra vita, assumono i colori di figure
meravigliose. Sono già
importanti ognuna per sé
stessa, ma vissute insieme, rendono veramente
conforme al Vangelo la
vita cristiana. Esse sono:
GRAZIA, LIBERTA’, VO-
APPROFONDIMENTI
LONTA’, AMICIZIA, SOLIDARIETA’, FRATERNITA’,
GIOIA, CONDIVISIONE,
COMUNIONE,
ACCOGLIENZA, MISERICORDIA. Possiamo quindi affermare che la CARITA’
deve diventare un abito
mentale che interessa
tutto l’umano, le sue
emozioni e le sue relazioni.
Solo alla luce della CARITA’ evangelica sopra
descritta e che dovrebbe
essere vissuta da tutti i
cristiani della nostra comunità, si può parlare di
ciò che opera la CARITAS
in Parrocchia:
- Raccolta e dispensa
degli alimenti: vengono
aiutate la famiglie che
hanno perso il lavoro o
che fanno un lavoro a
chiamata e quindi con
una retribuzione scarsa.
- L’intervento viene monitorato con i servizi sociali, soprattutto per
quanto riguarda la presenza di minori in famiglia. (Sono seguiti 66 minori)
- Raccolta e dispensa di
vestiario per bambini/e e
ragazzi/e fino ai 14-15
anni. Il vestiario degli
adulti va mandato al centro missionario di Villaverla per essere spedito
nell’America Latina.
- Centro di ascolto: è importante la disponibilità
all’ascolto e alla riservatezza. Non sempre riusciamo a soddisfare tutte
le necessità che sono sia
di ordine economico che
di soluzione di problemi
specifici. Nostro compito
è di aiutare chi ha bisogno a rivolgersi agli uffici
competenti. Nella brutta
stagione diventa problematico il numero delle
bollette da pagare e là
dove ci sono bambini o
anziani è ancora più doloroso non poter interve-
7
nire per dare soluzione al
problema.
La CARITAS parrocchiale conta sulla Provvidenza, ma ricorda che essa si
rende esplicita ed efficace con il nome di persone
concrete dal cuore grande che condividono spese e problemi.
Grazie a tutti coloro
che, in qualsiasi modo, si
fanno presenti.
Per la CARITAS
Maria Grazia Scaramella
APPROFONDIMENTI
“Misericordiosi come il Padre” (Luca 6,36)
Ogni comunità ecclesiale sia un’oasi
di misericordia: è il
“programma
di vita tanto
impegnativo quanto ricco di
gioia e di pace”, che papa
Francesco
indica
come
obiettivo di un Giubileo
straordinario indetto con la
bolla “Misericordiae Vultus”
dell’11 aprile 2015 (n° 12 e
13 M.V., così d’ora in poi verranno citati i numeri interni
alla bolla). Tale evento si svolgerà dall’8 dicembre 2015 al
20 novembre 2016 ( n° 3.4.5
M.V.).
L’occasione è data dal cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio
Vaticano II°, fondamentale
per la teologia, la pastorale,
l’ecumenismo e tanti altri
aspetti della Chiesa oggi.
Tutte le religioni cercano Dio,
ma non tutte allo stesso modo. Il Cristianesimo – il Cattolicesimo per quanto ci riguar-
da- dopo due millenni di
esperienza sa di offrire un dono prezioso, il Cristo rivelazione di Dio che ama l’umanità
con cuore di Padre e di Madre. Gesù, dopo essere passato sanando e beneficando,
sulla Croce prega anche per i
nemici; con la Risurrezione
pone il sigillo della vittoria su
peccato e morte. Indica che
solo il perdono può vincere la
logica dell’”occhio per occhio,
dente per dente”, solo la misericordia rompe definitivamente la spirale di violenza
che chiama odio, senza per
questo venire meno alle esigenze di giustizia. Ad
essa la società non
può certo rinunciare,
ma da sola la giustizia non basta.
Tornando al Giubileo,
quasi a stuzzicare la
volontà di approfondirne i convenuti,
vorrei tentare un’ abbozzo iniziale di ri-
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sposta ad alcune domande:
cos’è e perché esiste il Giubileo, con quali manifestazioni
si svolge, chi ne beneficia…,
tralasciandone molte altre,
ad esempio sulla storia e sul
retroterra culturale dei vari
concili, quali le problematiche collegate alla dottrina, alla cultura e al modo di agire
dei vari momenti storici, cose
che probabilmente interessano a pochi specialisti ma potrebbe essere interessante
scoprire.
Cos’è un Giubileo,
perché nacque l’idea?
Il Giubileo è un modo speciale di vivere la Chiesa come
“sacramento di salvezza”, di
riconciliazione con Dio e di
rinnovato cammino verso la
meta comune, la Gerusalemme celeste.
Quando il Giubileo fu indetto
per la prima volta, Gerusalemme non era in mano dei
Cristiani, ma dei Turchi.
APPROFONDIMENTI
Dal basso (francescanesimo
in prima linea) si delineava
una Chiesa rinnovata. Papa
Bonifacio VIII° propose Roma
come nuova Gerusalemme,
punto di incontro tra politica
e religione, luogo dove rivivere la fede di Pietro e Paolo e
dei primi martiri, dove sentirsi “concittadini dei santi e familiari di Dio” secondo l’espressione di S. Paolo (Efesini
2,19), “edificati su Cristo pietra viva” ( I° lettera di Pietro
2,4).
Il pellegrinaggio a Roma acquistò qualcosa di nuovo
quando ai soliti gesti di penitenza e di conversione, a chi
compiva il pellegrinaggio alle
basiliche romane, il Papa aggiunse un’indulgenza plenaria, che scontava ogni debito
spirituale connesso al peccato perdonato.
Il Giubileo
nell’Antico Testamento
Il Giubileo cristiano si ispira al
Giubileo ebraico di cui parla il
libro del Levitico (Lv 25,9-10).
L’idea di partenza è che Dio
rinnova ogni cosa: è Lui il proprietario della terra concessa
ad Israele e l’uomo l’amministratore che deve essere
attento al povero perché la
sua difesa è Dio. Ogni 50 anni
il suono dello shofar, un corno dal suono potente come
tromba, annunciava un ”anno
di liberazione”, che azzerava
ogni contratto di appropriazione e tutte le servitù a carico dei più deboli di Israele. E
richiamava tutti alla fedeltà
verso l’alleanza e a tutti i comandamenti della Torah,
quasi una nuova creazione
per la terra e per l’uomo.
II° Giubileo
Bonifacio VIII° fu papa discutibile sotto molti aspetti, ma
la storia gli riconosce la volontà di valorizzare la sede
papale nella sua più alta e
pura forma, quella di sciogliere e di legare i peccati in nome di Dio. Diede sbocco ad
un entusiasmo religioso autentico di movimenti popolari. La proposta di un Giubileo
nel 1300 per il perdono di
peccati, fu accolta con grande
gioia e risposta nell’affluenza
di pellegrini a Roma. E’ noto
che da sempre nella Chiesa il
pellegrinaggio penitenziale
era pratica tradizionale anche
verso molti altri luoghi sacri.
Il secondo Giubileo avvenne
nel 1350. Poi, tranne qualche
eccezione, ogni 25 anni, come stabilito da papa Paolo II°
(1454-1471).
Quali benefici spirituali
dal Giubileo?
Anche per la società civile, in
ogni reato si può distinguere
la colpa, cioè l’offesa recata
alla persona o all’istituzione,
e la pena che, una volta scontata col carcere, la multa o
servizi sociali, estingue il debito contratto con la società.
Nella giustizia umana magari
peserà l’iscrizione al casellario giudiziario che, per fortu-
9
Bonifacio VIII
nato Benedetto Caetani
(Anagni 1230 circa - Roma
1303) fu il 193°
papa della Chiesa cattolica
dal 1294 alla morte.
na, non esiste per quanto riguarda il buon Dio, quando si
tratta del Suo perdono verso
una colpa umana. Poiché il
perdono di Dio è radicale: la
“penitenza” imposta dal confessore (gesti di bene, preghiere…) mette nelle condizioni migliori per alleviare
eventuali danni provocati agli
altri e sviluppare in positivo i
doni di Dio, aggiungendo tesori di grazia ai “meriti” che
nei secoli anime buone e sante hanno accumulato presso
Dio, meriti che solo Lui conosce, ma ha affidato alla Chiesa per la santificazione di
tutto il popolo di Dio.
È il senso della “indulgenza”
collegata ad eventi salvifici
quali il Giubileo, nei quali si
vive davvero la “comunione
dei Santi”( n°22 M.V.)
APPROFONDIMENTI
Il Giubileo
della misericordia: i segni
Papa Francesco indica, come
specifica da vivere in questo
Giubileo, la dimensione della
misericordia, cui ogni segno
fa quindi riferimento perché
“architrave che sorregge la vita della Chiesa”(n°10 M.V.),
cuore pulsante del Vangelo.
(n°12 M.V.)
La Porta Santa
È il primo vistoso segno giubilare. Attraversarla significa
adire alla misericordia del Padre, convertire il cuore ad un
Cristianesimo non chiuso in
se stesso, ma che renda partecipi i fratelli della misericordia ottenuta.
A Vicenza questo sarà sottolineato da un gesto inusuale:
la processione di apertura
della Porta Santa non avverrà
dall’esterno verso l’interno
della Cattedrale, ma dall’interno verso l’esterno, per una
Chiesa “fuori”, aperta “a
quanti vivono nella più disparate periferie esistenziali”.(n°
15 M.V.)
L’esempio viene dal Papa che,
difatti, ha desiderato aprire il
Giubileo a Bangui in Africa,
anticipando l’apertura ufficiale a RomaIl Pellegrinaggio
Il pellegrinaggio è “icona del
cammino che ogni persona
compie nella sua esistenza”.
Si effettua visitando le
quattro basiliche maggiori di
Roma: San Pietro, San Paolo,
Santa Maria Maggiore e San
Giovanni Laterano, è segno
peculiare dell’Anno Santo, ricorda che anche essere misericordiosi è un traguardo che
richiede impegno, sacrificio e
conversione. La misericordia
va vissuta dovunque. Ecco
perché sarà un Anno Santo
decentrato, con altri luoghi
della Diocesi dove poter compiere il pellegrinaggio e vivere il segno sacramentale della
riconciliazione con Dio; precisamente il Santuario di Monte Berico, Scaldaferro e
Chiampo.
Iniziative varie
Sottolineeranno il cammino
spirituale, valorizzando i tesori che già la Chiesa vive
attraverso la liturgia. In particolare il Papa indica un’iniziativa quaresimale, “24 ore per
il Signore”, in cui riscoprire il
senso della propria vita mediante il Sacramento della Riconciliazione “fonte di vera
pace interiore”. (n°17 V.M.)
Per noi potrebbe essere segno giubilare la partecipazione alla “Settimana della Comunità”.
Le opere di misericordia
corporale e spirituale
È l’occasione questa per riscoprirle: dare da mangiare
agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli
ammalati, visitare i carcerati,
seppellire i morti sono quelle
materiali. Le spirituali: consi-
10
gliare i dubbiosi, insegnare
agli ignoranti, ammonire i
peccatori,
consolare
gli
afflitti, perdonare le offese,
sopportare pazientemente le
persone moleste, pregare Dio
per i vivi e per i morti. (n°15
M.V.)
Abbiamo bisogno di gesti che
spezzino “la barriera d’indifferenza che spesso regna
sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo”
In conclusione, il Giubileo
prospetta un cammino niente
male quanto ad impegno, da
compiere con gioia (Romani
12,8) e con creatività e potrebbe iniziare proprio dalla
lettura della bolla papale, citata qui spesso, ma certamente in modo molto lacunoso.
Le edizioni paoline la propongono al costo di € 1,90.
Se sei arrivato a leggere queste ultime righe, il Signore
premi la tua pazienza
Vittorio Peserico
GRUPPI
Secondo lo stile dell’inclusione…
Come scrive Papa
Francesco nel suo messaggio
per
l’89.ma
Giornata
Missionaria
Mondiale celebrata il
18 ottobre “la dimensione missionaria appartiene alla natura
stessa della Chiesa, è
passione per Gesù Cristo e nello stesso tempo
è passione per la gente”, è “intrinseca ad
ogni forma di vita consacrata” e a chi ha scelto di “imitare la sua dedicazione al Padre e i
suoi gesti di servizio e
di amore, a perdere la
sua vita per ritrovarla”
chiede di “ascoltare la
voce dello Spirito che li
chiama ad andare verso le grandi periferie
della missione, tra le
genti a cui non è ancora arrivato il Vangelo”.
In conformità a questo
pressante invito tutti
gli uomini di buona volontà sono chiamati ad
aprire il loro cuore alle
esigenze spirituali della missione e ad impegnarsi con gesti concreti di solidarietà a sostegno di quanti operano per annunciare l’amore di Gesù agli ultimi, ai miseri, ai diversi.
Con spirito di umiltà e
rispetto, come richiesto dal Santo Padre, anche le signore del
Gruppo
Missionario
mettono a disposizione
il loro tempo per la
realizzazione di preziosi lavori di ricamo,
di cucito e di filet che
con tanta generosità
sono acquistati dalla
Comunità, sia in occasione della Sagra di S.
Andrea, sia nella tradizionale Bancarella di
Natale che si svolge
durante il week end di
11
dicembre
prossimo
all’Immacolata.
Nella
giornata
missionaria,
invece, vengono offerti
freschissimi dolci e
profumati sacchetti di
lavanda, sempre confezionati rigorosamente
a mano.
Grazie alla vostra sensibile partecipazione e
al vostro senso di altruismo, con immensa
gratitudine, anche quest’anno abbiamo potuto donare:
 1.500 euro a Padre
Bruno Ghiotto per la
sua Missione in Burundi, ove, come lui
ha recentemente comunicato, ci sono
gravi situazioni di
criticità, essendo in
atto una rivoluzione,
che speriamo, non
sfoci in una nuova e
sanguinosa guerra civile;
 1.500 euro all’Istituto
San Gaetano per la
Missione in Mozambico;
 1.500 euro a Suor
Giulia per la Missione
in Perù;
 1.500 euro a Suor
Clara per la Missione
nelle Filippine;
 500 euro al presidente della J.A.D.E. che
aiuta i missionari in
Togo;
 500 euro ai Missiona-
GRUPPI

ri Diocesani e altro
piccolo aiuto è stato
donato a don Claudio
per contribuire alle
spese di rifacimento
del pavimento della
chiesa;
700 euro sono stati
mandati, per il tramite di Suor Maria, alla
missione delle Suore
di Maria Bambina che
opera in Nepal, per
collaborare alla ricostruzione
di
una
scuola, crollata a seguito del terrificante
terremoto che ha col-
pito il Paese nell’aprile scorso
Con infinita riconoscenza ringraziamo ancora una volta tutti coloro che, acquistando i
nostri lavoretti, ci danno la possibilità di continuare ad offrire il nostro aiuto ai missionari
che operano in terre
lontane. Nell’Anno Santo della Misericordia
promosso dal Santo Padre offriamo con forza
il nostro impegno per
essere “popolo della
Misericordia”, cioè uo-
mini e donne che sanno
farsi compagni di viaggio di qualunque fratello e sorella, uniti per
accogliere
il
dono
dell’Amore che libera il
cuore. Solo con questa
libertà potremo incarnare lo “stile dell’inclusione” e non più quello
dell’esclusione dell’altro, potremo essere noi
stessi “storia di salvezza” per chi ci incontra.
per il
Gruppo Missionario
Ada Iacono
Il Natale d’oro
Son cinquanta armonie eguale l’amore
Canta con gioia la voce del cuore.
Specchia il cielo la finestra del tinello:
È notte di Natale, notte santa.
Guarda, il cielo ci regala le stelle,
Tra le nubi ne ho contate cinquanta:
Sembra che danzino ci fan da ancelle.
Chè son cinquanta anche i nostri Natali:
È il nostro Natale d’oro quest’anno.
Come son volati, in un batter d’ali:
Sei andato di fretta tempo tiranno!
12
Riverbera e il presepio vive, incanta.
Lì, Giuseppe E Maria col Bambinello
Che ci sorridono: solo cinquanta!
Augusto Ferrari
Giovanni Nardi
PARROCCHIA
SANT’ANDREA: UNA COMUNITÀ DAI MOLTEPLICI INTERESSI
A partire dal mese di ottobre 2015, la bella Parrocchia un vecchio proverbio, i cachi dolcissimi, le noci, le nocdi Sant’Andrea Apostolo in Vicenza si è arricchita di ciole, le castagne…
due nuovi gruppi: il primo, di carattere biblico,. il se- L’autunno: tempo di raccolta, ma anche di semina,
condo ha un taglio che si potrebbe definire “fraterno- perché in questo periodo dell’anno l’agricoltore sparpastorale”, perché si propone di leggere avvenimenti ge nel terreno arato di fresco, abbondanti chicchi di
ecclesiali e socio culturali alla luce della Parola di Dio e grano, perché il freddo dell’inverno li faccia morire e
del Magistero in un clima di amichevole condivisione. quindi germogliare e così si avveri il famoso adagio:”
Non che a Sant’Andrea manchino incontri, attività, Sotto la neve, pane”!
iniziative arricchenti, originali e molto preziosi/e per Così per le persone adulte, mature per sapienza e per
bambini, ragazzi, giovani e adulti; tuttavia è sembrato fede vissuta: ciò che nella vita hanno conosciuto, vismolto opportuno dare vita a qualche cosa di “nuovo” suto, sperimentato, amato lo donano ai figli e ai nipoti
per persone adulte interessante a meglio conoscere il diventando, semplicemente, ma concretamente,
ruolo della donna nella Sacra Scrittura e, per quanto preziosi maestri di vita, di valori umani e cristiani.
concerne la seconda proposta, a trascorrere insieme Ecco perché ogni lunedì pomeriggio, dalle ore 15.30
un pomeriggio piacevole, nell’ascolto intelligente, nel alle 17.00, ci incontriamo, ospitati da Don Claudio, il
dialogo sereno e propositivo che sa creare un’atmo- nostro Parroco, nella sala della Canonica per parlare,
sfera di simpatica amicizia e un desiderio sincero di commentare, scambiarci esperienze, utili consigli e
ritrovarsi presto ancora insieme.
proposte per vivere e far vivere serenamente, il temPer l’autore del Salmo n° 1, le persone sagge sono po di questa stupenda stagione e quella della
“come alberi piantati lungo corsi d’acqua…”,
“primavera” delle nuove generazioni , confidando
piante ad alto fusto con foglie sempre verdi, cioè gio- nell’aiuto che il Signore Gesù non manca mai di offrirvani e capaci di offrire continuamente frutti saporiti.
ci, anche grazie a questo nostro incontrarci nel suo
L’età tardo adulta può essere paragonata alla stagione Nome.
autunnale, il tempo dei colori e dei sapori, della rac- In tal modo, guardando in alto, verso il futuro, conticolta di tanti frutti saporiti quali l’uva bruna e bionda, nuiamo a crescere “come alberi piantati lungo corsi
le mele variopinte, le succose pere, le nespole che d’acqua….”.
maturano “con il tempo e con la paglia”, come recita
Suor Maria Zaffonato
13
PARROCCHIA
LE STRADE DEL QUARTIERE
Via Gerolamo Salvi
Il lato est di Via
Salvi, delimita parte del confine parrocchiale, mentre il
fronte opposto insiste nella
Parrocchia di San Pietro. A
Sant’Andrea appartiene il tratto che parte dall’incrocio con
V.le Fusinieri e arriva all’incrocio con Via Pizzocaro, che
rimane nel territorio parrocchiale di Sant’Andrea, ma con
l’eccezione dell’area occupata
dalla casa di cura Villa Berica.
In via Salvi abitano 50 famiglie composte da 50 maschi e
51 femmine.
Lunghezza e direzione della
strada corrispondono ancora
oggi a quanto descritto nel
1955 dal Giarolli nel suo primo libro sulla toponomastica
stradale. Allora, però, non esisteva l’incrocio con la
“nuova” Via S. Bertilla, nata
con delibera consigliare del
1958, non esistevano molti
condomini costruiti successivamente. Molti di noi, penso,
ricordano la fattoria che insisteva all’incrocio con V.le Fusinieri, sostituita dall’attuale
condominio..
È una strada piena di verde,
come del resto l’intero quartiere, con alberi maestosi, nuovi eleganti condomini dai balconi fioriti ed interessanti villette della prima metà del
‘900.
Girolamo Salvi, nobile vicentino, fu un grandissimo be-
nefattore. Egli lasciò alla natia
Vicenza tutto il suo patrimonio, davvero ingente, perché
fosse fondato “un asilo per
poveri impotenti al lavoro”.
Le sue volontà furono attuate
e fu costruito l’attuale istituto
denominato Residenza Salvi,
il cui muro di cinta si eleva
sulla strada omonima.
A tale scopo, oltre appunto ad
un’ingente somma di denaro,
Girolamo lasciò anche il Giardino Salvi di Porta Castello,
diventato di sua proprietà per
via ereditaria. Come è noto il
Giardino era appartenuto per
secoli ai conti Valmarana, con
i quali i Salvi erano imparentati. Il giardino, sul quale non
era ancora stata costruita la
Scuola Giusti, diventò patrimonio dell’opera pia e fu
chiuso al pubblico, fino a ché
il Comune, acquistatolo e sistematolo, lo riaprì nel Giugno
del 1909. Scritte queste brevi
note, mi limito a riportare integralmente quanto scrive
Giambattista Giarolli. Egli illustra il personaggio, ci racconta della strada come era
negli anni ’50 del secolo scorso, delle proprietà che vi insistevano, e ci fa così conoscere
i grandi cambiamenti avvenuti
in questa parte del territorio di
Vicenza.
La strada, dunque “Da corso Padova, angolo dell'Istituto
Salvi, a via di Velo, nel punto
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dove a destra ha inizio il viale
Fusinieri. Lunga m. 340 - larga m. 4,75 - bitumata - marciapiede sul solo lato sinistro carreggiabile.”
La via Salvi costituiva in passato l'ultimo tratto delle Mure
di borgo Scroffa, le quali, partendo dall'attuale viale Trieste,
nella località detta “al Fornaretto”, seguivano il muro di
cinta della proprietà degli
Scroffa (donde l'antico nome)
e uscivano in borgo Padova,
rasentando il fianco dell'Istituto di ricovero per vecchi inabili.
Già solitaria e quasi priva di
abitazioni fino a pochi decenni
addietro, la via si è venuta abbellendo di ville e di moderne
costruzioni, specialmente nella seconda parte del suo percorso dove negli orti Meschinelli, già Scroffa, è sorto un
tranquillo e signorile quartiere,
e venne intitolata al nome attuale con la deliberazione con-
PARROCCHIA
siliare 31 luglio 1914 per onorare la memoria di un generoso
patrizio che volle legato il suo
nome ad una grande opera di
beneficenza.
Il personaggio “Fu questi il
conte Gerolamo Salvi, nato a
Vicenza il 16 settembre 1804,
il quale, morendo il 22 ottobre
1878, istituì erede universale
del suo cospicuo patrimonio
allora
valutato
in
lire
1.182.109,17 «il Comune di
Vicenza, sua cara patria, affinché, con la sostanza ereditaria
che per tale titolo avrà a percepire, debba fondare un Asilo
di Mendicità» per ricoverarvi
«i poveri del Comune di Vicenza, quelli cioè che, privi di
ogni mezzo di sussistenza per
età avanzata o per difetti fisici,
siano assolutamente incapaci
ed inabili a pro-cacciarsi un
pane, senza ricorrere all'accattonaggio» esprimendo il desiderio «non per vanità, ma perché resti memoria dell'affetto
che porto alla mia Città natale, che questo Asilo sia denominato Istituto Salvi». Il che,
dopo la sua morte, avvenne.
La famiglia Salvi, alias De Salvi, alla quale apparteneva il co:
Girolamo, era una delle
più cospicue per censo, ammessa nel Consiglio Nobile
della Città nel 1790, dopoché
già dal 1750 aveva ottenuto
dalla Repubblica Veneta il titolo comitale per tutta la sua discendenza maschile, in seguito
ad acquisto fattone al pubblico
incanto; come si sa, non era
infrequente in quei tempi di
grande bisogno per la Serenissima, ormai purtroppo avviata
alla decadenza e all'onta di
Campoformio, che i ricchi proprietari, desiderosi di accrescere lustro alla loro prosapia,
comperassero con oro sonante
titoli nobiliari e investiture di
feudi. Ma ben dimostrò di possedere la vera nobiltà, quella che vale
e che è la nobiltà
dell'animo, il conte Girolamo Salvi
che, ultimo della
sua stirpe, non po-
Massime e Perle.
AMORE: Nella gelosia c’è più
egoismo che amore.
(F. La Rochefoucauld)
FELICITÀ: Perché cerchi la
gioia fuori da te, non sai che
la puoi trovare solo nel tuo
cuore? (R. Tagore)
OTTIMISMO: La maturità
consiste nel saper affrontare
le situazioni per cui non
siamo preparati. (Anonimo)
SAGGEZZA: La saggezza si
matura attraverso sofferenze.
(Eschilo)
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Andreopoli Natale I° parte - Parrocchia di Sant`Andrea Apostolo