Cultura e spettacoli LIBERTÀ Martedì 20 novembre 2012 L’artista ha cercato di creare un limite spaziale fra un“dentro”e un“fuori”nelle opere esposte fino a sabato Il Giappone evocato su artistici paraventi Nella personale della Barattieri allo Spazio RossoTiziano PIACENZA - È un Giappone amorosamente evocato quello che Ludovica Barattieri di San Pietro ha ritratto nei suoi “paraventi”: l’occasione di scoprirlo la offre una bella personale dell’artista, intitolata appunto Paraventi, che attualmente è ospitata allo Spazio Rosso Tiziano dove resterà fino a sabato (grazie a una felice e fortunosa proroga stabilita insieme al “padrone di casa” Maurizio Sesenna). A finire sotto i riflettori è un’esposizione misurata e fortemente evocativa nella quale la pittrice si confronta continuamente con un’iconografia giapponese sapientemente padroneggiata: umanità e natura sono le due sfere tematiche che vengono “toccate” e ritratte da Barattieri in un caleidoscopio di suggestioni che sembrano avvicinare la compostezza e il rigore del Giappone, ma anche la sua pacata sensualità, la sua velata morbidezza. A fare la parte del “leone” sono i paraventi: quelli dell’artista in particolare, lo ha CODOGNO - Artisti del territorio II è la riuscitissima continuazione dell’omonima collettiva di pittura e scultura del 2011. Sempre nello scenografico ex Ospedale Soave, viale Gandolfi 6, Codogno (Lodi), il gallerista Maurizio Caprara e il coordinatore Fulvio Mengoni hanno riunito oltre 40 artisti piacentini e lodigiani a rimarcare una fantasiosa padanità di stile e contenuti. Fino a domenica esporranno alcune ultime creazioni, in ordine alfabetico: Stefano Andena (Riva), Alberto Andreis, Anna Maria Antozzi, Anna Atenasio, Pietro Benuzzi, Margherita Berselli, Noemi Bolzi, Alfredo Bonetti, Alessandra Bonomini, Giuseppe Borella, Roberta Braceschi, Ottorino Buttarelli, Leopoldo Cattaneo, Giuseppe Coda Zabetta, Alvaro Daccò, Anna Maria Falsetti, Elisabetta Falsetti, Laura Gandolfi, Giovanni Grazioli, Gabriella Antonia Guglieri, William Maffezzoni, Simone Malabarba, Vittoriana Ma- A sinistra: l’artista Ludovica Barattieri di fronte a uno dei suoi paraventi, in mostra allo Spazio Rosso Tiziano (foto Franzini) ben fatto notare anche la critica Marina Carmignani, assolvono alla duplice funzione di creare un limite spaziale, un confine definito fra un “dentro” intimo e confortan- te e un “fuori” assediante e pratico e nel contempo farsi espressione di arte immaginifica ed espressiva. Rappresentano dunque una felice sintesi di raffinatezza e uti- lità, diletto e praticità queste strutture che, al pari dei paraventi particolarmente amati dal Settecento della pittura del paesaggio, diventano opere d’arte vere e proprie, de- gne dunque di essere esposte e ammirate. La mostra allo Spazio Rosso Tiziano offre appunto questa occasione: ma insieme ai paraventi, che nella maggior parte dei casi raffigurano un’umanità “donnesca” semplice e compostamente discinta quasi a creare un collegamento diretto con le femminilità che proprio dietro quei pannelli potrebbero celarsi, la personale di Barattieri si compone anche di una serie di pregevoli tele che di volta in volta mostrano donne e fiori, geishe e calle: ad accomunare i soggetti è la preziosità composta del segno pittorico, l’equilibrio elegante e definito di una forma rotonda e morbida che si concretizza nella linea di uno stelo o in quella di una schiena mollemente adagiata e coperta dalle fantasie ricche (e ovviamente naturalistiche) di un kimono. Il Giappone evocato da Barattieri è dunque allora sì quello desunto dall’iconografia classica e dai repertori consueti dell’arte nipponica, ma nel contempo si allarga e si espande attraverso degli ingrandimenti dei soggetti che quasi sembrano uscire dai telai: alla base c’è un’invenzione compositiva generosa che si unisce a un’espressività lirica e intensa e che connota in maniera assolutamente originale questa mostra fatta di realtà e di sogno, di concretezza labile e di incanto realistico. Betty Paraboschi Paraventi, personale di Ludovica Barattieri di San Pietro allo Spazio Rosso Tiziano fino a sabato. Tra scenari immaginari e confini della ricerca Prosegue fino a domenica la collettiva“Artisti del territorio II” curata da Caprara scheroni, Anna Mazza, Cinzia Morini, Maria Peverali, Ermanno Peviani, Lasia (Marina Parenti), Renzo Rapacioli, Roberto Scarioni, Antonella Signaroldi, Michele Stragliati, Sanja Temelkova, Roberto Tortelotti, Ippolita Valentinetti, Ada Eva Verbena, Andrea Viani, Maurizio Zaccardi, Vittorio Zerbi e Roberta Zerbi Zoppi. Gli organizzatori hanno inoltre previsto due collaterali: la prima Una giovane promessa dell’arte - dedicata al pittore siciliano Francesco Marino e la seconda - Un artista che non c’è più al compianto Paolo Soresi, piacentino doc. Artisti del territorio II è uno spaccato di arte contemporanea dove appaiono creativi più o meno affermati, alcuni esordienti, alcuni addirittura anco- Sopra opere di William Maffezzoni e Renzo Rapacioli gli anni ‘90, molti pittori superata l’ebbrezza del Fantastico si spostarono verso il Surrealismo padano. Qui il segreto intento è dare continuità a quei movimenti, l’auspicio è che da qualche artista o da un’eventuale collaborazione possano arrivare altre scosse, altri stimoli. Ricordiamo il contributo del Comune di Codogno, il sostegno di Euthema, Borgocromo e dell’associazione culturale Operadarte e di altri importanti sponsor privati. ra studenti all’Accademia. Il significato ultimo è mostrare come l’arte sia potente antidoto contro i periodi di crisi, sia strumento per esorcizzare i serpeggianti timori. Gli artisti amano sognare, raccontano Artisti del territorio II, collettiva all’ex Ospedale Soave di Codogno. Orari di apertura: venerdì, sabato domenica e festivi 10-12.30 e 15.30-19.30. Apertura straordinaria domani pomeriggio. un mondo utopico, tratteggiano un immaginario sempre ai limiti, sempre spinto ai confini alla ricerca soprattutto di originalità ma anche di metodo. Fino a pochi anni fa, segnatamente per tutto il dibattito de- Fabio Bianchi Dall’infanzia ad universi fantasmagorici: quattro autori e la loro visione dell’arte PIACENZA - Sempre una collettiva con quattro affermati artisti alla galleria La Spadarina: fino a domenica esporranno infatti i pittori Annalisa Santini, Sergio Urbinati, il piacentino Stefano Villaggi e lo scultore Francesco Triglia. Santini di Pietrasanta (Lucca) presenta opere a tecnica mista tratte del ciclo I colori dell’infanzia dove quel magico momento della vita viene poeticamente trasfigurato. Santini vuole catturare non solo il tanto celebrato “attimo fuggente” ma anche la potenza visionaria del sogno caratteristico di quell’età quindi sottolineare la profondità della nostalgia provata da adulti cresciuti magari troppo in fretta. I dipinti sono allora un atto d’amore verso la spensieratezza, la libertà as- soluta di fantasticare. Urbinati di Rimini presenta invece una gran varietà di opere, di colori e anche di stili dove idealmente ripercorre la storia dell’arte contemporanea approfondendone aspetti e tematiche particolari. Ogni composizione è un piccolo compendio di un movimento, prevale l’astrazione con excursus nel fantastico. Importanti quelle che riprendono le tensioni soprattutto del Futurismo e delle Avanguardie in generale perché denotano ecletticità e dinamismo nella varietà stilistica. Villaggi - attivo da tempo e con successo nel campo dell’allestimento e dei complementi di arredo - si addentra in un universo poetico e fantasmagorico assemblando disinvoltamente iconografie di varia provenienza sem- S’ISPIRA A SINATRA Ferro: «Ora canto canzoni swing e sogno uno show come Studio Uno» ROMA - Tiziano Ferro realizza un sogno coltivato da anni: incidere un disco di canzoni swing. E rivela che se dovesse fare un duetto stile Robbie Williams-Nicole Kidman, vorrebbe al suo fianco Giorgia o Elisa, ma anche Karima e Carmen Consoli. E che se gli offrissero un show tv tipo Studio uno, vorrebbe al suo fianco Raffaella Carrà, Maria Il cantante De Filippi o, a Tiziano Ferro sorpresa, Lilli Gruber. Domani esce la special edition di L’amore è una cosa semplice, doppio Cd che contiene il cinque volte disco di platino, ma anche l’inedito L’amore è una cosa swing. Sette brani in cui per la prima volta il cantautore lascia il pop e indossa i panni di un raffinato interprete swing. «È dai tempi di Alla mia età che scrivo canzoni pensando a un album interamente in questa direzione spiega Ferro - ma non sono mai riuscito ad avere un numero sufficiente di inediti in questo stile. Così ho voluto divertirmi a ridecorare alcune mie vecchie canzoni. È stato stimolante. Ho voluto evitare l’effetto “raccolta di singoli” - aggiunge - e pescare tra le canzoni più nascoste, quelle che solo gli ascoltatori attenti ricordavano e tenevano nel cuore», dice Tiziano, che qualche giorno fa ha presentato live i brani in uno showcase all’Auditorium Multimediale di Rds a Roma. Quale artista italiana vorrebbe per un duetto alla Something Stupid? «È dura rispondere... però abbiamo delle cantanti importantissime a livello vocale in Italia. Giorgia ed Elisa sono le più quotate e adoro le loro voci. Aggiungerei Karima e Carmen Consoli», dice Ferro, che nel cofanetto in uscita domani ha incluso anche il documentario Trama sintetica di una giornata storica, il dietro le quinte del Concerto allo Stadio Olimpico di Roma dove ha cantato davanti a oltre 50.000 fan. Quali sono i suoi artisti swing preferiti? «Se devo fare dei nomi, ne scelgo uno su tutti, the king: Frank Sinatra», risponde Tiziano, artista capace di riempire gli stadi che, invece, alla domanda se gli piacerebbe fare un concerto al Blue Note, non ha dubbi: «Magari! Lo farei domani. A patto che mi segua tutta la band con la quale abbiamo prodotto questo disco». E se le offrissero un show tipo Studio uno, con chi le vorrebbe condurlo? «Mi piacerebbe farlo - risponde - ma la tv è cambiata, tutto è più veloce e meno patinato». tura internazionale con un curriculum prestigioso e capolavori di riconosciuto spessore. Le sue opere si ispirano soprattutto all’antica Grecia, patria di eroi e semidei e culla della cultura occidentale ma l’ellenistica perfezione viene oggi diluita, scalfita e frammentata. Le sue fusioni in bronzo a cera persa sono infatti soggette alla corrosione all’apparenza temporale e materiale invero dovuta alla crisi che attanaglia l’attuale società. fa. bia. A sinistra un lavoro del piacentino Stefano Villaggi.Sopra dipinti di Annalisa Santini e Sergio Urbinati esposti alla Spadarina pre utilizzando smalti ed acrilici. C’è in lontananza il riferimento ai bestiari medioevali ma c’è anche l’aggiornamento della gloriosa Pop-art evidente nei colori vivaci e nell’esplicitazione dei contenuti. Da non sottovalutare il ri- chiamo alla Street art e alla Graffiti art, sinonimo di modernità e ancora in grado di garantire uno slancio ecumenico pieno di speranza e di umanità (Solo l’anima crea la vita; Meraviglioso). Notevole e rigorosa la sottintesa de- nuncia ecologica ed ambientale (Avanzi), la ferma presa di posizione contro un mondo sempre più corrotto e corruttibile (A che ora è la fine del mondo). Infine Triglia, reggino residente a Milano, è uno scultore di sta- Collettiva d’arte.Galleria La Spadarina, strada Agazzana 14.Fino a domenica.Orari: mercoledì, giovedì e venerdì 16.30-20, sabato e domenica 10.30-13, 16-20 e.06.11.12 32 dj 0 stra e RE 15,3 Orche POMERIGGAIOB. OORE 22,00 IC A -S DOMEMNART. - VEN.