PORTFOLIO Un nuovo documento per: Valutare ? Orientare? …? di Francesco Paolo Catanzaro C.I.D.I Palermo [email protected] PORTFOLIO Un nuovo documento che entra nella scuola E’ necessario chiedersi: A quale concetto di valutazione debba ispirarsi.(in realtà non esiste un concetto in astratto ma è funzionale a quello che si vuole misurare) Quali funzioni debba svolgere. Portfolio= Nuovo documento • Art. 3 Legge 53/03 è dedicato alla valutazione • La Legge innova l’oggetto della valutazione Conoscenze Abilità • Si valuterà il comportamento ( comportamenti) • E’ stato ampliato anche il come valutare ( ma mancano i principi docimologici) Ci chiediamo, dunque… Il portfolio è un PRODOTTO o un PROCESSO? Quale valutazione? La docimologia ha subito un processo di evoluzione che può essere riassunto in tre fasi corrispondenti a tre paradigmi epistemologici di riferimento: Il paradigma della decisione Il paradigma dell’informazione Il paradigma dell’interpretazione Paradigma della decisione Fondare scientificamente decisione degli insegnanti ed oggettivamente la Razionalità scientifica con lo scopo di definire le “graduatorie umane” (H. Pieron) Attribuzione di valore ad una prestazione Voto = Misura Paradigma della decisione Psicometria Prove oggettive Valutazione sommativa Funzione selettiva della scuola Legame con il comportamentismo • accettava l’idea che l’apprendimento è una modificazione di un comportamento; • accettava l’idea che il comportamento è osservabile e misurabile; • accettava l’idea che la modificazione coincide con la risposta che un soggetto fornisce ad uno stimolo; • ignorava, però non solo lo stimolo, ma anche il processo che avviene tra stimolo e risposta . Paradigma dell’informazione Valutazione non dei prodotti, ma dei processi Valutazione regolativa diagnostica, formativa, orientativa, Necessità di raccogliere informazioni Legge 517/77 = giudizi analitici + globale giudizio Differenza con il paradigma precedente << Non si tratta più di misurare, ma di analizzare, di diagnosticare: concentrarsi sull’alunno per conoscerlo meglio, al fine di aiutarlo meglio… Il paradigma della misura è ben lontano… così, non soltanto il problema della valutazione si trova posto nel cuore del problema pedagogico; ma per di più nel prendere sul serio la funzione di “miglioramento” comporta un esame critico dell’organizzazione pedagogica…>> (Ch Hadji) Paradigma dell’informazione Legame con funzione egalitaria della scuola Legame con il costruttivismo • l’apprendimento è il risultato di una costruzione; • il soggetto prende parte attiva a tale costruzione; • la costruzione avviene attraverso un processo di autoregolazione continua; • l’apprendimento adattamento è frutto di assimilazione e di Paradigma dell’interpretazione L’epoca delle differenze culturali, territoriali, individuali Richiede: Interconnessione e negoziazione: << Il vero pensiero è quello che interconnette >> (E.Morin) Il principio di prospettiva: << Il significato di qualsiasi fatto o incontro è relativo alla prospettiva o al quadro di riferimento nei cui termini viene interpretato >> (J. Bruner) Pensiero etnografico: • Il vero pensiero è quello capace di cogliere e di accogliere il suo contrario • Il vero pensiero è quello capace di accogliere le negazioni di sè (J. Guitton) Si dirà che… Senza dubbio… Ma… Paradigma dell’interpretazione Nell’epoca delle differenze culturali, territoriali, individuali Conoscere, Apprendere e Comprendere Significa: <<- essere in grado di riflettere su quella conoscenza spontanea che costruiamo dentro i nostri mondi idiografici, locali, particolari, irriducibilmente differenti e diversi. - allargare il proprio sapere contestuale attraverso l’incontro e lo scontro con altri saperi imparando a decentrare il proprio punto di vista e a comprendere la plausibilità di altri punti di vista. - imparare a costruire nuovi punti di vista negoziati e quindi condivisi >>. ( L. Fabbri-F.Batini) Valutazione INTERPRETATIVA • Parlare di valutazione comporta la ricerca di metodologie interpretative che consentano a chi ha compiti formativi di interpretare vite, culture e mondi immediatamente incomprensibili e cognitivamente estranei. • Il soggetto in apprendimento diventa un soggetto da ascoltare, ha una storia cognitiva da raccontare, un romanzo di formazione che aiuta a comprendere il senso di quella storia. • La conversazione autobiografica della valutazione è una delle strade promettenti; la sua cultura è un “testo” da interpretare, se l’insegnante ha competenze etnografiche o ermeneutiche >>. RIFLESSIVA • Se il pensiero tende ad essere sempre più etnografico e negoziabile, i processi valutativi tendono ad essere sempre più idiografici, si affidano a tecniche narrative, interpretative e soprattutto riflessive. Valutazione PROATTIVA • Non solo assiste l’apprendimento, ma lo favorisce durante il processo, lo motiva all’origine. AUTENTICA << l’utilizzazione di un approccio riflessivo nelle pratiche valutative consentirebbe di ridurre il ricorso a metodologie standardizzate e quantitative, ma si chiederà l’adozione di pratiche individuali, locali, particolari, specifiche, che hanno a che fare con elementi biografici ed autobiografici sul versante cognitivo, che raccontano la storia, narrano cioè i passi percorsi nella storia formativa, irrepetibile di un soggetto >>. (M. Comoglio) << Non avendo prioritariamente lo scopo della classificazione o della selezione… cerca di promuovere e rafforzare tutti, dando opportunità a tutti di compiere azioni di qualità. Essa offre la possibilità sia agli insegnanti che agli studenti di vedere a che punto stanno, di autovalutarsi, in conformità a ciò, migliorare il processo di insegnamento o di apprendimento: gli uni (gli insegnanti) per sviluppare la propria professionalità e gli altri ( gli studenti) per diventare autoriflessivi e assumersi il controllo del proprio apprendimento >>.(M. Comoglio) Valutazione e Portfolio Riteniamo che il Portfolio debba essere affrontato soprattutto con questo nuovo paradigma che la valutazione va conquistando nel suo cammino epistemologico. Alla valutazione sommativa e a quella formativa bisogna affiancare anche la valutazione riflessiva che meglio si adatta al Portfolio. La riflessione sul proprio processo di apprendimento è finalizzata soprattutto a far assumere agli alunni la consapevolezza dei progressi. Le funzioni del Portfolio Orientativa Valutativa “Le due dimensioni, però, si intrecciano in continuazione perché l’unica valutazione positiva per lo studente di qualsiasi età è quella che contribuisce a conoscere l’ampiezza e la profondità delle sue competenze e, attraverso questa conoscenza progressiva e sistematica, a fargli scoprire ed apprezzare sempre meglio le capacità potenziali personali, non pienamente mobilitate, ma indispensabili per avvalorare e decidere un proprio futuro progetto esistenziale. Anche per questa ragione, la compilazione del Portfolio, oltre che il diretto coinvolgimento del fanciullo, esige la reciproca collaborazione tra famiglia e scuola…” Le funzioni del Portfolio Quali funzioni deve svolgere il portfolio, quali scopi dobbiamo raggiungere attraverso la sua struttura e compilazione? A. Documentare le competenze maturate dagli allievi; B. Stimolare lo studente all’autovalutazione e alla conoscenza di sé; C. Migliorare le pratiche di insegnamento; D. Corresponsabilizzare i genitori nei processi cognitivi; E. Agevolare la transizione. NON ESISTE UN MODELLO DI PORTFOLIO MINISTERIALE Le scuole nell’ottica dell’autonomia hanno costruito un loro portfolio. Dunque uno strumento per valutare ma al tempo stesso per capire. Far capire all’alunno sé stesso. La struttura del Portfolio • • Parte introduttiva Senso di appartenenza (Il MIO portfolio; Questo portfolio è TUO) Motivazione ( Che cos’è il Portfolio). • • • • • • SEZIONE N. 1 : Mi presento Ecco chi sono La mia storia Ecco come mi vedo I colori del mio carattere I Like Ecco come ti vedono • • • • • SEZIONE N. 2 : La mia carriera scolastica La mia storia scolastica Io … Studente Quando studio; Come studio… Io…a scuola Hit parade delle discipline SEZIONE N. 3 : Ricostruisco il mio apprendimento • le condizioni in cui apprende meglio ( Quando la mia testa lavora…; Imparo meglio quando…; Imparo meglio se…); • i motivi che impediscono la concentrazione o favoriscono la distrazione (Con la testa… altrove); • le sue modalità di apprendimento durante l’ascolto (Quando ascolto…una spiegazione; Se non capisco …); • le sue modalità di apprendimento durante e dopo la lettura (Quando leggo…; Dopo aver letto…; Se non capisco…); • alcune condizioni dell’apprendimento, quali memorizzazione, selezione, emotività…..(Mi capita di …); • le sue reazioni di fronte all’errore e alle valutazioni dell’insegnante (Sbagliando … s’impara; Di fronte alle valutazioni…) • La voce dei genitori… • La parola ai docenti… il mio comportamento; La parola ai docenti… il mio stile di apprendimento. SEZIONE N. 4 : Diario di bordo • Oggi in classe… L’insegnate ha spiegato; • Oggi in classe… Abbiamo discusso di…; • Oggi in classe…Abbiamo svolto un lavoro di gruppo; • Oggi in classe… Abbiamo svolto una verifica; • Oggi in classe… E’ arrivato…; • Oggi… Siamo andati a…; • Oggi… Sono in laboratorio SEZIONE N. 5 : I miei (capo)lavori Criteri di selezione: documenti “migliori” documenti più “significativi” = progressi documenti che mettano in risalto l’originalità dell’io e quindi più carichi di attese identitarie: Scelto da me…; Scelto dai miei genitori…; Scelto dai docenti… SEZIONE N. 6 : le mie …competenze • Mi fermo… e ripenso • Mi fermo… e mi valuto • Hit parade finale delle discipline • La parola finale… ai genitori • La parola … ai docenti • Scheda di descrizione delle competenze raggiunte *Modello di portfolio tratto dalla relazione di Carlo Petracca” la valutazione autentica e il porfolio delle competenze” Palermo IRRE Sicilia A chi è rivolto i portfolio? • All’alunno • Ai genitori ( per orientare il proprio figlio nelle scelte future) • Ai docenti dell’equipe psicopedagogica • Ai docenti dei laboratori extracurriculari e curriculari (opzionali) ….? Quanto “dura” il portfolio? PROPOSTA: 1.a fase Far “ durare” 2.a fase il portfolio 3.a fase per un ciclo d’istruzione… 4.a fase Scuola dell’infanzia Scuola primaria Scuola media inferiore Sc. Media superiore/ professionale 5.a fase UNIVERSITA’ ? %.a fase bis MONDO DEL LAVORO ? Con la compilazione ad ogni ciclo di studi si evita… • Il condizionamento dell’osservazione pregressa. • Si avranno più soggetti che hanno osservato con differenti punti di vista. • Si metterà in evidenza competenze e conoscenze acquisite senza pregiudizi • Si orienterà l’alunno nell’autoanalisi Pronunciamento del Garante Garante per la protezione dei dati personali Vista la legge 31 dicembre 1996, n. 676, recante delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e successive modifiche… » SCUOLA: PIÙ PRIVACY PER IL "PORTFOLIO" DEGLI ALUNNI Più privacy per gli alunni della scuola e più chiarezza per gli insegnanti alle prese con un nuovo documento di valutazione ed orientamento introdotto dalla riforma scolastica. La chiede il Garante per la protezione dei dati personali che ha indicato ad istituti pubblici e privati le modalità per trattare lecitamente i dati personali in occasione della compilazione e gestione del cosiddetto "Portfolio", il nuovo strumento didattico redatto dall’insegnante per ciascun alunno che, oltre ai progressi formativi ed educativi dello studente, documenta interessi, attitudini, aspirazioni personali che emergono nel corso degli anni scolastici. » . Pronunciamento del Garante (2.a parte) • Nel provvedimento (consultabile su www.garanteprivacy.it), di cui è stato relatore Mauro Paissan, il Garante spiega che nel "Portfolio", o cartella delle competenze individuali, dovranno essere inseriti solamente dati personali pertinenti e necessari per la valutazione e l’orientamento dell’alunno. I dati più delicati, in grado di rivelare particolari condizioni come lo stato di adozione o malattie, potranno essere annotati solo se strettamente indispensabili per la valutazione e l’orientamento dell’alunno. Il Garante ha ricevuto numerosi reclami e segnalazioni da parte di genitori ed alunni che lamentano possibili violazioni della riservatezza per le modalità con le quali questo documento è stato predisposto dalle singole scuole. In alcuni casi esaminati dall’Autorità le raccolte di dati sono risultate eccessive ed ingiustificate: determinate domande presenti in alcuni modelli possono, infatti, far emergere informazioni particolarmente delicate sull’alunno (es.stato di adozione) oppure riguardare informazioni relative al suo profilo psicologico (descrizioni di paure e disagi), al suo stato di salute (eventuali ricoveri ospedalieri e patologie), al credo religioso, alla condizione sociale e familiare, tutti dati sensibili per i quali il Codice della privacy impone un elevato livello di protezione. In base alle regole stabilite dal Garante ogni istituto scolastico dovrà, quindi, adottare opportune misure per prevenire la raccolta di dati non necessari e per informare i genitori sul trattamento dei dati degli alunni. Alla fine del corso di studi il Portfolio deve essere rilasciato allo studente, affinché lo consegni, ove previsto, al nuovo istituto scolastico A chi rimane il portfolio? • All’alunno • Alla famiglia in virtù della corresponsabilità educativa • Alla memoria della “propria storia cognitiva” senza sconfinamenti nella privacy del soggetto. Quindi: PORTFOLIO Un nuovo documento per: Valutare / Orientare/Documentare la storia cognitiva dell’alunno Infatti… NARRARE SE’ STESSI E’ UN MODO PER COSTRUIRSI in quanto OGNUNO DI NOI E’ LA NOSTRA STORIA. Francesco Paolo Catanzaro