La modellazione e l’analisi numerica di elementi non strutturali soggetti ad azioni sismiche Ing. Paolo Segala, CSPfea Introduzione Gli elementi non strutturali (impianti, controsoffitti, tamponature, tramezzature, facciate, scaffalature, etc.) sono oggetto di progettazione ad azioni sismiche. Tuttavia essendo un territorio border line tra differenti competenze, sono spesso un anello debole nella catena delle perdite per un evento catastrofale sismico. Le NTC2008, le recenti Linee Guida a seguito del sisma dell’Emilia, e numerosi Codici internazionali (di comprovata affidabilità), descrivono l’approccio da tenere nell’affrontare il tema. Tuttavia l’esperienza e l’engineering judgement richiesto nell’affrontare le modellazioni ed i calcoli per il proporzionamento di tali elementi non sono ancora di dominio dell’intera comunità degli strutturisti, che a fatica dialogano con impiantisti (il mondo “MEP”) ed architetti: il mancato scambio di informazioni è una delle principali cause di vulnerabilità sismica di tali componenti. L’argomento è stato affrontato dal mondo accademico italiano che ha iniziato con i test di caratterizzazione dei componenti dei vari sistemi non strutturali, per poi affrontare le simulazioni numeriche. Citare alcune ricerche significa dimenticarne delle altre, e per non far torto ai molti bravi ricercatori italiani consiglio di rivolgere l’attenzione agli atti dei Convegni ANIDIS o ai nomi presenti nei Comitati Scientifici, tra i quali cito solo Ingegneria Sismica Italiana. In campo internazionale, cito i lavori del Prof. Andre Filiatrault (Univ. New York Buffalo, USA), per la vastità dei suoi lavori e delle attività del laboratorio della sua Università applicato ai Non Structural Element. Nel presente articolo vengono presentati alcune tipologie di elementi non strutturali (Scaffalature, Tamponature di Edifici Industriali, Tamponature dei fabbricati tradizionali, impianti di distribuzione con tubazioni e canali), cercando di proporre alcuni elementi di attenzione nella corretta modellazione numerica mediante software di calcolo, in attesa di una esaustivo documento di Buone Pratiche di Modellazione che l’Autore sta preparando. Si è cercato di riassumere in forma tabellare i requisiti di un software di calcolo per procedere a ciascuna delle analisi indicate. Per quanto possibile, viene inoltre proposta una rassegna di Normative e Linee Guida, soprattutto internazionali, alle quali fare riferimento, sebbene le stesse siano sempre avare di indicazioni sul tema della modellazione, che attiene più alla sensibilità e preparazione dell’ingegnere analista che affronta la simulazione con il proprio software di calcolo. Si potranno consultare alcuni esempi di analisi numeriche svolte da Professionisti italiani. Il tema è solo all’inizio, ed è sicuramente una potenziale fonte di attività di progettazione e consulenze per coloro che decideranno di affrontare anche uno solo di tali argomenti. Le normative nazionali contribuiranno a dare impulso a questa nuova disciplina e siamo certi che la Revisione delle NTC2008 e le Linee Guida per l’Agibilità definitiva (ex. L.122/2012), di cui auspico una rapida emissione, in quanto oramai ad iter concluso, poteranno solide basi legali a tale attività di progettazione. Il presente articolo è una introduzione al Manuale che verrà presentato in occasione del SAIE 2013 che è già possibile prenotare presso il sito di CSPfea Gli Elementi Non Strutturali I componenti di un edificio si possono classificare in strutturali e non strutturali. Gli elementi strutturali di un edificio sono quelli che resistono ai carichi gravitazionali, sismici, da vento, e altre tipologie. Questi comprendono colonne, pilastri, travi, travetti, controventi, solette, pareti portanti, setti e fondazioni (platee, travi rovesce, plinti e pali). Questa tipologia è in genere progettata e analizzata in dettaglio da un ingegnere civile o strutturale. Gli elementi non strutturali invece, sono tutti quelli interni all’edificio, ad eccezione degli elementi definiti Non Strutturali (in altre parole, tutto tranne le colonne, pavimenti, travi, ecc.). Elementi non strutturali comuni includono tramezzature, tamponamenti, controsoffitti, finestre, mobili, scaffalature, apparecchiature elettriche, termosifoni, canali di ventilazione, tubazioni varie ed in generale gli impianti. Per la definizione di quali sono gli impianti posti a servizio degli edifici (indipendentemente alla loro destinazione d’uso) si può far riferimento all’elenco nell’Art. 1.2 del D.M. 221-2008 n. 37, Ministero dello Sviluppo Economico riassunto in Tabella 1. Tabella: Impianti (ex DM 37/2008, MiSE) a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell'energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l'automazione di porte, cancelli e barriere; b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere; c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali; d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie; e) impianti per la distribuzione e l'utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali; f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili; g) impianti di protezione antincendio. Il danno agli elementi non strutturali per il Pubblico e per il Privato Esaminando la questione dal punto di vista Pubblico, si consideri che negli ultimi tre sismi italiani (Umbria 1997, L’Aquila 2009, Emilia 2012) con M>5, il “costo” dei tre eventi catastrofali è stato simile, pari a circa 12-15 Miliardi di € ciascuno, come dichiarato dal Prof. Mauro Dolce del Dipartimento della Protezione Civile. Si tratta di un costo medio di 3 Miliardi € all’anno, negli ultimi 15 anni, dato tutt’altro che occasionale e affatto trascurabile per l’economia nazionale. Tale dato, specie nel sisma dell’Emilia, ha una componente accentuata (1/3) di danni finanziari legati al fermo produzione, spesso per danneggiamento dei componenti non strutturali. L’impatto finanziario Privato dei danni sismici ad elementi non strutturali e ad altri componenti costituisce la maggior parte delle perdite finanziarie di un evento catastrofale sismico. Secondo una ricerca focalizzata sulle attività produttive a cura della CCS Group Inc. americana, in un sisma le perdite superano tipicamente il 50% del valore totale di una attività produttiva. L’impatto di tali perdite si riflette su: incolumità delle persone, perdite o danni degli investimenti e proprietà, tempi di ripristino o ricostruzione, perdita della funzionalità e conseguenti tempi di “fermo macchina”. Se si includono le perdite finanziarie causate all’attività produttiva per danni agli elementi non strutturali si comprende come il fondamentale parametro Expected Annual Loss (EAL), che classifica la vulnerabilità “economica” di un edificio, può incrementarsi di molto, evidenziando la “fragilità” della stessa attività produttiva. 1. Scaffalature Gli Stati Limite da considerare, in accordo alle NTC2008, dovrebbero essere lo SLV, considerando l’azione sismica prevista per questo SL, controllando la formazione di collassi locali o globali. In quest’ambito lo SL di Ribaltamento va controllato, con riferimento anche alla capacità della fondazione o della pavimentazione e dei relativi ancoraggi con la scaffalatura. Ancora, lo SL di martellamento tra strutture adiacenti nonché di spostamenti tali da indurre ad effetti del secondo ordine. 1.1 Analisi numeriche Modellazione. Le strutture di scaffalature, nei casi più semplici, possono essere costituite da montanti controventati in direzione trasversale e strutture resistenti a momento in direzione longitudinale. Inoltre, alcune Norme (es. le NEHRP) avvertono che pur essendo le scaffalature geometricamente simili a strutture tradizionali intelaiate, le loro membrature e connessioni hanno comportamenti inelastici significativamente diversi da quelli di un edificio. Ancora, mancano, in genere, di diaframmi di piano dei quali invece beneficiano le costruzioni civili e quindi vanno considerate come strutture con diaframmi flessibili (FEMA460, Par. 6.2.1 e Par. 6.3.2). Ulteriore cura andrà posta nella corretta valutazione dei baricentri delle masse portate dalla struttura, che sono significativamente differenti dal piano di appoggio della scaffalatura, ed alla loro modellazione con links che tuttavia non possono collegarsi all’ipotesi di piano rigido. Analisi. Sebbene le norme facciano riferimento all’applicazione di forze sismiche statiche equivalenti applicate al modello strutturale (spesso un telaio tridimensionale), si arriva necessariamente ad analizzare la struttura almeno con una analisi dinamica lineare, modale, più appropriata per conoscere i periodi fondamentali di tali strutture ed eventuali modi locali al fine di poter agire con l’ottimizzazione degli schemi strutturali. Dovrà essere giudicata la sicurezza nei confronti di effetti del secondo ordine. Tabella: requisiti software per analisi sismiche di scaffalature Gestire geometrie 3D di scaffalature complesse; Gestione GUI efficace di modelli con migliaia di elementi finiti; Ampia gamma di elementi Link lineari e non lineari, anche isteretici, per la simulazione di qualsiasi tipologia di connessione in campo non lineare dissipativo Efficacia nel considerare anche effetti di non linearità geometrica (2° Ordine o P-) nelle suddette analisi Possibilità di condurre analisi Nonlineari Statiche estraendo pattern di forze derivanti da un solo modo di vibrare della struttura o da combinazioni lineari di più modi. Più algoritmi di estrazione degli auto valori (Ritz, Lanczos, Sub space iteration, etc.); Rapidità e semplicità di evidenziazione dei modi di vibrazione per identificare “quasi labilità” di tutta o parte della struttura. Trasparenza nella attivazione e disattivazione dell’ipotesi di piano rigido. Analisi dinamica lineare di una scaffalatura metallica 1.2 Riferimenti Normativi e bibliografici per le Scaffalature Come spesso accade, gli Stati Uniti sono precursori di una cultura legata al rischio sismico degli elementi non strutturali. Tuttavia anche in altre parti del mondo e non ultimo in Italia, le Linee Guida e Normative stanno moltiplicandosi, fornendo ultili riferimenti al progettista. Siamo in attesa delle già citate Linee Guida ex L.122/2012, ad iter concluso, in attesa di emanazione, dove viene trattato l’argomento scaffalature. Alcuni riferimenti circa le modalità di analisi e verifica possono essere trovati nei seguenti documenti: FEMA 460 – 2005 “Seismic Considerations for Steel Storage Racks located in Areas Accessible to the Public”, è un documento pratico e utile al progettista come Linea Guida al fine di determinare, tra l’altro, il “peso sismico” in funzione della percentuale di occupazione delle scaffalature. I “worked example” riportati nella Guida dovrebbero essere sufficienti a comprendere il metodo nei casi standard. EN 1998-1:2004 (Eurocodice 8), dove si affronta anche il tema del fattore di struttura q. Per scaffalature, tale fattore, a causa della scarsa capacità dissipativa viene suggerito tra 1.5 e 2. MH16.1:2008 (Rack Manufacturer Institute - RMI) “Specification for Design, Testing and Utilization of Industrial Steel Storage Racks”, che negli USA ha valore di norma tratta anch’essa le considerazioni su q, peso sismico e ulteriori fattori di dissipazione delle scaffalature metalliche. Si confronti l’articolo di Sesana e Orsatti “Evoluzione e contenuti delle norme tecniche per la progettazione antisismica delle scaffalature”, pubblicato su Ingenio. 2. Tamponature a pannelli prefabbricati Anche le tamponature assumono notevole importanza in fase sismica, sia che queste siano in muratura, oppure che siano prefabbricate in edifici industriali. Le tamponature possono essere collegate in vario modo alla struttura portante, ed è proprio in base al tipo di collegamento, che viene determinato il contributo di rigidezza che i tamponamenti forniscono all’intera struttura. Se il collegamento dei pannelli, non permette uno scorrimento reciproco, questi, essendo molto più rigidi della struttura a telaio sottostante, ne cambiano profondamente il comportamento. 2.1 Analisi numeriche Modellazione. Dopo il sisma dell’Emilia (2012), molti sono stati i testi e le ricerche pubblicate sul tema di una corretta modellazione ed analisi delle tamponature di edifici industriali (capannoni). In sintesi si possono segnalare alcune avvertenze, demandando il lettore ad alcuni testi. Per le costruzioni prefabbricate, occorre dedicare particolare attenzione: 1. alla determinazione di rigidezza, resistenza e spostamento ultimo (se necessario) dei vincoli tra i vari elementi strutturali; 2. alla determinazione delle proprietà meccaniche e geometriche degli elementi non strutturali e dei vincoli tra elementi non strutturali e struttura. A livello globale occorre individuare lo schema resistente della costruzione e la sua capacità di resistere oltre che alle azioni verticali, alle azioni orizzontali. Occorre altresì valutare la possibile interazione tra gli elementi strutturali e non strutturali ed i conseguenti effetti sulla risposta sismica della costruzione. L’influenza degli elementi non strutturali, in particolare quella dei tamponamenti o degli impianti molto rigidi, deve essere tenuta in debito conto, modellando adeguatamente tali elementi sia in termini di massa che in termini di rigidezza. A tal proposito occorre tenere conto dell’effettiva disposizione di questi pannelli o tubature, dell’effettivo grado di vincolo e della disposizione dei collegamenti tra elementi non strutturali e struttura. Tutti i collegamenti, sia quelli che fissano i pannelli di tamponamento, sia quelli che sostengono gli impianti, devono essere modellati con le relative rigidezze. Valutare la rigidezza di un collegamento, a volte può essere un’operazione non banale, ma questa risulta essere un parametro fondamentale, soprattutto quando la struttura risulta iperstatica. Il proprio software di calcolo deve poter schematizzare i collegamenti utilizzando, ad esempio, gli elastic link a cui è possibile assegnare una rigidezza diversa per ognuno dei sei gradi di libertà. Su questi link è possibile leggere le sollecitazioni e di conseguenza si possono dimensionare o verificare. Analisi. L’analisi numerica risulta critica specialmente nella simulazione del comportamento sismico di strutture esistenti, al fine di determinare con maggiore precisione gli effettivi margini di resistenza ai sismi previsti dalle recenti classificazioni sismiche del territorio. Studiare gli elementi non strutturali, siano questi i pannelli di tamponamento o le tubazioni, con un’analisi lineare può risultare troppo limitativo e poco performante. Spingendosi invece nel campo non lineare si possono ottenere risultati più accurati e “veritieri” che tengono conto anche della plasticità dei materiali. Interazione di tamponature orizzontali con edificio prefabbricato Tabella: requisiti software per analisi sismiche di tamponature a pannelli prefabbricati Gestire geometrie di pannelli murari mediante beam equivalenti o plate element o Wall element; Gestione dettagliata dei cinematismi con vasto range di elementi link (elastici, plastici, isteretici) lungo i 6 gradi di libertà (DX, DY, DZ, RX, RY, RZ); Ottime performance nel caso di esecuzione di analisi dinamiche non lineari Efficacia nel considerare anche effetti di non linearità geometrica (2° Ordine o P-) nelle suddette analisi. Possibilità di condurre analisi Push-Over estraendo pattern di forze derivanti da un solo modo di vibrare della struttura o da combinazioni lineari di più modi sensibili 2.2 Riferimenti normativi e bibliografici per le tamponature a pannelli prefabbricati Ampiamente conosciute sono le Linee Guida diffuse dopo il sisma dell’Emilia sul tema degli edifici industriali sia da parte del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (“Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica“) che da parte di RELUIS et al. (“Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici”). Un esempio di modellazione completa di un capannone industriale con tamponature può essere consultata sul Numero 9 di Structural Modeling in un articolo dell’Ing. Luca Monardi. Un Documento a cui fare riferimento per la modellazione di strutture prefabbricate in CA è il testo “Buone Pratiche di Modellazione dei Prefabbricati in Zona Sismica”. 3. Tamponature in muratura a blocchi Passando ad un caso più noto agli ingegneri strutturisti che operano in zone sismiche da sempre, la tamponatura può in alcuni casi diventare un elemento sufficientemente resistente e rigido da interagire con il sistema strutturale principale, come nel caso di strutture miste muratura/telaio in c.a. E’ sempre necessario verificare il cambiamento del comportamento dinamico della struttura considerando o meno la presenza irrigidente della tamponatura. Il tema diventa quasi una sfida quando le tamponature sono dotate di fori quali finestre, cavedii, porte, etc. In questi casi diventa necessaria una buona modellazione che vada oltre l’utilizzo di elementi finiti monodimensionali, ma che consideri, in maniera pratica ed affrontabile dall’analista, una simulazione della frattura degli elementi sottoposti a trazione. 3.1 Analisi numeriche Modellazione. Per una schematizzazione corretta del fenomeno si necessita l’utilizzo di tre elementi. Elementi beam verticali ed orizzontali per schematizzare travi e colonne. Elementi plate con legame costitutivo non lineare (tipo Strumas) per schematizzare la muratura. Elementi di tipo “compression only” per rappresentare quel fenomeno di contatto/distacco che avviene tra pannello di muratura e telaio in c.a. In particolare se per effetto di una spinta orizzontale il telaio si scontra con il pannello di muratura i due elementi devono interagire scambiandosi spostamenti e sollecitazioni, al contrario se si allontanano i due non devono interagire in nessun modo. Per quanto elementare sia questo fenomeno, numericamente coinvolge diversi aspetti non banali: la non linearità della muratura in contemporaneità ad un fenomeno di contatto/distacco per la quale servono degli elementi non lineari ad hoc. Analisi. I risultati sono interessanti su tre diversi fronti. 1. Lato muratura: si hanno una serie di informazioni che descrivono il comportamento e danneggiamento dei pannelli. Le crocette nere indicano una plasticizzazione locale dell’elemento, cioè un superamento in quel punto della tensione limite a trazione della muratura (valore deciso dall’utente). 2. I segmenti colorati indicano le isostatiche di compressione, a questa mappa di colore viene assegnato un valore tensionale di sola compressione ed il loro orientamento descrive la fascia di muratura interessata dallo sforzo. 3. Contatto telaio/pannello: si evidenziano i soli risultati riguardanti gli elementi di contatto. Gli elementi con valore nullo evidenziano una zona con fenomeno di allontanamento tra telaio e muratura, al contrario dove avviene un contatto gli elementi forniscono il valore della quantità di forza. 4. Lato telaio c.a.: la struttura mista conserva come aspetto strutturale fondamentale la portanza del telaio in c.a. il quale oltre alle sollecitazioni indotte dall’aspetto dinamico delle masse che deve sostenere, si aggiunge l’interazione degli elementi con la muratura di tamponamento, che causa uno stravolgimento delle sollecitazioni ed in alcuni casi si evidenziano picchi di taglio e momento flettente in prossimità delle estremità degli elementi. Da notare che la tamponatura essendo modellata con elementi bidimensionali plate può schematizzare forature di qualsiasi forma e grandezza che andranno a influenzare la rigidezza complessiva del pannello. Il metodo descritto va oltre le semplificazioni adottate per esempio con il metodo a puntone equivalente a volte adottato per questo tipo di problematiche. Tabella: requisiti software per analisi sismiche di tamponature Gestire geometrie 2D di pannelli murari anche con aperture; Controllo sull’adeguatezza della mesh per cogliere adeguatamente gli effetti di fessurazione; Materiali con modelli costitutivi che considerino la frattura a trazione (Strumas, Total Strain Crack) Più metodi di convergenza (ad es. Newton Raphson, Initial Stiffness, Secant Stiffness, Arc-Lenght) per i modelli di materiale evoluti come il Total Strain Crack 3.2 Riferimenti bibliografici per le tamponature in muratura a blocchi Un esempio di modellazione di una tamponatura a blocchi può essere consultata sul Numero 4 di Structural Modeling in un articolo di Nicola Tarque Ruiz, Guido Camata, Enrico Spacone. Un Documento a cui fare riferimento per la modellazione di murature considerando la fessurazione a trazione è il testo di Carlo Tuzza “Analisi Non Lineare di Strutture in Muratura e miste”. Interazione della struttura in CA con tamponatura in blocchi di muratura e formazione delle fessure Interazione della struttura in CA con tamponatura in blocchi di muratura 4. Tubazioni Le tubazioni sono un elemento non strutturale molto diffuso. Le normative ASME B31 per tubazioni in pressione utilizzano un a terminologia che può essere utile, differenziando tra “Process piping”, per le tubature usate in processi industriali, e “Building Services Piping” utilizzate negli edifici. Un riferimento normativo italiano riguarda gli impianti antincendio. Per la verifica in zona sismica di tali impianti si può far riferimento alla Guida Tecnica “Linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica dell’impiantistica antincendio” (edizione di aprile 2011) e ai documenti tecnici in essa richiamati. Per impianti non ricadenti nel campo di applicazione della predetta Guida Tecnica, si può operare in analogia, anche riferendosi alle indicazioni specifiche fornite dai produttori di componenti impiantistici. Con una modellazione ed analisi tridimensionale FEM, spesso comprensiva di struttura ed impianto, è possibile determinare il comportamento sia della struttura principale, degli elementi non strutturali , che dei relativi collegamenti. 4.1 Analisi numeriche Modellazione. Si elencano alcune attenzioni da porre nella corretta modellazione. In caso reti di tubazioni a geometria complessa e a grande sviluppo planimetrico (e talvolta altimetrico), modellare tridimensionalmente delle geometrie dei fasci tubieri, in prima battuta mediante elementi beam o pipe (quest’ultimi includono l’eventuale pressione interna del fluido). Modellare le strutture portanti quando si giudichi importante l’interazione cinematica. La flessibilità delle strutture (in caso di strutture in acciaio, strutture prefabbricate in CA, strutture complesse senza diaframma rigido di piano, strutture scollegate mediante giunti, etc) interagisce con il passaggio dei tubi, induce spostamenti che si ripercuotono sull’impianto e che possono essere più rilevanti, ai fini della verifica, delle semplici forze inerziali agenti sui tubi (figlie della formula NTC2008, Par. 7.2.3., proposta nel Par. 7.2.4. “Criteri di progettazione degli impianti”) Quando i diametri delle tubature non sono trascurabili, l’elemento beam può non essere ragionevole specie in curve e gomiti: le Norme prevedono fattori correttivi (FF Flexibility Factor), oppure è possibile modellare parti di tubo con elementi plate. Definire i punti di fissaggio/sostegno della rete alla struttura portante (o ad altri elementi non strutturali) con adeguati “link” dotati di cinematismi, rigidezze e smorzamenti con valori giustificati dall’analista. Definire i giunti e i raccordi tra i tubi, sede di verifica della resistenza, e la possibile collocazione di cerniere plastiche per analisi nonlineari. Analisi. Per cogliere gli effetti sopra elencati, l’analisi dinamica lineare (modale con spettro di risposta), applicata alla struttura + tubi, risulta spesso appropriata. Per cogliere i modi interessanti la partecipazione dinamica delle masse dei tubi sarà necessario estrarre un gran numero di autovalori, con l’accortezza di aver modellato i tubi suddividendoli in un numero sufficiente di elementi monodimensionali. L’analisi numerica risulta critica specialmente nella simulazione del comportamento sismico di strutture esistenti, laddove l’analisi lineare potrebbe “fermarsi” al raggiungimento della prima sollecitazione critica su un componente di fissaggio, senza evidenziare la “fragilità” della rete di tubi, espressa ad esempio dal “first leakage” che avviene ad un determinato ciclo di ripetizione della sollecitazione dinamica. In questi casi è possibile di determinare con maggiore precisione gli effettivi margini di resistenza e di tenuta della rete di tubi mediante una analisi non lineare dinamica della evoluzione progressiva del danno considerando cerniere isteretiche ai giunti della rete. Tabella: requisiti software per analisi sismiche di tubazioni Gestire geometrie complesse nel 3D ed elevato numero di Elementi Finiti (struttura e tubazioni nello stesso modello); Gestione avanzata della mesh (funzioni avanzate di suddivisione) per cogliere i modi locali di vibrazione delle tubazioni; Calcolo corretto in presenza di modi disaccoppiati (dove il range delle frequenze della struttura può essere diverso del range delle frequenze della rete di tubazioni) Corretta estrazione dei modi simmetrici Avere ottime performance (velocità e precisione numerica) nell’estrazione di auto valori (che possono raggiungere il migliaio) Strumenti GUI di controllo dell’effettiva partecipazione delle masse delle tubazioni. Possibilità di eseguire analisi Non Linear Time History con cerniere isteretiche (es. Takeda) 4.2 Riferimenti Normativi per le tubazioni Le NTC2008 considerano gli impianti al Par. 7.2.4. “Criteri di progettazione degli impianti”. Utili elementi per le verifiche di impianti in zona sismica potranno essere desunte con ogni probabilità dalle Linee Guida per la messa in sicurezza in via definitiva dei capannoni a cura del C.S.LL.PP., oramai redatta e in attesa di pubblicazione. Min. Interno, Dip. VV.FF. Guida Tecnica “Linee di indirizzo per la riduzione della vulnerabilità sismica dell’impiantistica antincendio” (12/2011). EN 13480-3:2002 “Metallic industrial piping, Part 3: Design and calculation”, esamina estensivamente I requisiti per una corretta modellazione. In particolare al Par. 12.2.10.3 “Basic assumptions and requirements” si affronta la modellazione. L’Annesso A “Dynamic analysis” avverte del problema dello spostamento relativo dei supporti ed ancoraggi durante l’evento sismico (A.2.1.7 “Seismic support displacement”). ASME B31.3-2002 “Process piping”, esamina le tubature utilizzate nei processi industriali (petrolifero, chimico, farmaceutico, tessile, cartario, etc), e fa riferimento alle azioni sismiche in accordo ad ASCE 7 o all’UBC ed ad analisi simiche statiche o dinamiche, analogamente ad ASME B31.9-2008 “Building Services Piping”. 4.3 Esempi Per consultare un esempio di “Analisi sismica dei sistemi di tubazioni di raffinerie petrolifere”, è possibile consultare l’articolo di Fabrizio Paolacci sul Numero 6 di Structural Modeling. Analisi comparativa tra impianto in acciaio e impianto in sandwich di poliuretano Analisi spostamenti impianto di condizionamento con canali aeraulici Interazione struttura con impianto aeraulico