| 30 • ESTATE 2015 |
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DA L PA R C O N AT U R A L E A L P I M A R I T T I M E
| Editoriale |
| Dai comuni del Parco |
Quattro anni
alla guida del Parco
Gianluca Barale, il Commissario del Parco naturale Alpi Marittime.
L
a mia esperienza da Presidente prima e da Commissario poi del Parco
delle Alpi Marittime in giugno ha tagliato il traguardo dei quattro
anni. Durante questo periodo, nonostante la drastica riduzione delle
risorse disponibili, il Parco ha raggiunto alcuni risultati importanti.
Vorrei ricordare in particolare la creazione del GECT (Gruppo Europeo di
Cooperazione Territoriale), una realtà che riunisce il nostro Parco e il Parco
nazionale francese del Mercantour e che gestirà i futuri progetti europei.
Proprio i progetti europei hanno rappresentato in questi anni una fondamentale fonte di finanziamento. In questo momento stiamo lavorando
su due Alcotra, legati rispettivamente alla realizzazione del dossier per il
Patrimonio Mondiale UNESCO e all’educazione.
Mi piace anche rimarcare il caso di Sant’Anna, unico centro abitato all’interno del Parco, che con l’apertura di numerosi esercizi commerciali, è
tornata a nuova vita.
E ancora la recente nascita di due cooperative di giovani locali, “Montagne del Mare”, impegnata nell’accoglienza turistica, e “Grandalpi”, i cui
soci lavorano in campo forestale e nei ripristini ambientali.
•••
Per questo numero di Messaggi abbiamo chiesto ai sindaci dei comuni
che fanno parte del Parco di esprimere le loro valutazioni circa il futuro
dell’area protetta. Le scelte che dovremo affrontare o subire nel prossimo
futuro avranno effetti notevoli sui destini delle nostre valli.
È dunque importante dar voce ai rappresentanti di quanti in montagna vivono giorno dopo giorno. Dalle risposte emerge con chiarezza che l’idea di trasformare l’attuale Parco regionale in nazionale
è sostenuta da tutti, anche se con accenti diversi. Il Parco nazionale, è
innegabile, assicurerebbe maggior visibilità al nostro territorio oltre
ad un migliore ritorno turistico e si inserirebbe con coerenza nel percorso che l’Ente Parco ha da tempo intrapreso sviluppando una stret2 • Messaggi
ta collaborazione con il confinante Parco francese del Mercantour.
Il processo per la realizzazione di un parco internazionale rappresenta
molto più di una semplice idea e non potrebbe che trarre beneficio da un
quadro in cui i territori sui due versanti delle Alpi Marittime mostrassero
un pari livello di protezione. Per essere chiaro: è indubbio che sarebbe più
semplice il matrimonio tra due parchi nazionali che non tra un nazionale e
un regionale. La stessa candidatura a Patrimonio Mondiale dell’Umanità,
la nostra grande scommessa per gli anni a venire, ne uscirebbe rafforzata.
Il raggiungimento di obiettivi così ambiziosi si potrà concretizzare solo se
il territorio nel suo insieme saprà fare propria questa opportunità e dimostrare una convinta e condivisa volontà di procedere in modo unitario
verso tali mete.
•••
Aldilà delle prospettive, è importante che il Parco prosegua quotidianamente nelle sue attività di valorizzazione del territorio, sempre in stretta
sinergia con gli altri enti.
“Momenti di Marittime”, l’opuscolo curato dal Parco che raccoglie le iniziative dell’estate 2015 delle varie realtà che si occupano di animazione
nei comuni di Aisone, Entracque, Roaschia, Valdieri e Vernante con le sue
48 pagine fitte fitte di appuntamenti è una dimostrazione di quanto siano
vivaci le nostre comunità.
La riattivazione lo scorso anno del centro visita di Vernante, l’apertura
nell’estate in corso di un punto informativo a Valdieri, vanno a completare
un sistema di accoglienza che in poche altre zone è altrettanto capillare.
Uno sforzo particolarmente gravoso di questi tempi.
E dunque chiediamo a tutti, visitatori ma anche operatori locali, comprensione a fronte della necessità di far pagare alcuni servizi, come ad esempio i parcheggi. Arriva anche da lì la “benzina” che permette all’intero
sistema turistico locale di girare.
•••
Chiudo con un breve cenno al progetto di riforma della rete delle aree
protette piemontesi che la Regione ha portato avanti in questi mesi.
Tra gli amministratori locali prevale l’idea che l’accorpamento con il Parco
del Marguareis e soprattutto con le riserve ad esso collegate non porti alcun vantaggio. Il timore diffuso è che quanto di buono – e non è poco – è
stato fatto nei trent’anni trascorsi dalla creazione dell’allora Parco dell’Argentera possa essere vanificato da un riordino che mette forzatamente insieme aree dalle caratteristiche molto diverse e neppure contigue tra loro.
Non posso che augurarmi, e augurare a tutti, che i nostri Enti locali riescano ad ottenere un ulteriore momento di approfondimento con la Regione
al fine di dissipare ogni dubbio e di pervenire ad una soluzione ampiamente condivisa. •
Sì al Parco nazionale
motore di sviluppo locale
N
elle ultime elezioni amministrative Pietro Trocello e Bruno Viale sono stati eletti alla carica di primo cittadino rispettivamente ad Aisone e Roaschia. Si è così rinnovata
la “squadra” di sindaci alla guida dei comuni che fanno parte
del Parco, e che comprende oltre ai due nuovi entrati Gian Pietro Pepino per Entracque, Emanuel Parracone per Valdieri, Fulvio
Dalmasso per Vernante.
Ai cinque amministratori abbiamo chiesto, attraverso tre domande “secche”, di esprimere pareri e posizioni rispetto al futuro
prossimo dell’area protetta. Ecco le loro risposte.
Quali obiettivi si deve dare il Parco per gli anni a venire?
AISONE • Obiettivo prioritario è il mantenimento delle caratteristiche ecologiche dell’area, queste, dipendendo strettamente
dall’incidenza antropica, devono essere tutelate anche mediante
azioni di sensibilizzazione ambientale. Già alcuni progetti, come
la creazione dell’associazione Ecoturismo in Marittime e la mobilità sostenibile, sono stati attuati con successo. È necessario
promuovere queste caratteristiche per incrementare un turismo
attento alle peculiarità del Parco.
ENTRACQUE • Il Parco rappresenta, tra il resto, la principale
risorsa turistica per il nostro territorio.
In primo luogo occorre acquisire questa consapevolezza e farsi
carico delle responsabilità che ne derivano.
L’obiettivo prioritario, condiviso a quanto pare da tutti gli Enti locali interessati, dovrà essere la costituzione di un Parco nazionale. Subito dopo, o anche in parallelo, la costituzione di un’unica
area protetta internazionale con i vicini francesi del Mercantour.
Queste due operazioni, da sole, daranno al nostro territorio uno
straordinario ritorno in termini di immagine e, conseguentemente di presenze turistiche. L’obiettivo istituzionale della tutela ambientale avrà tanto più ragione di essere perseguito quanto più
sarà capace di generare positive ricadute economiche ed occupazionali sul territorio.
ti) che potrebbe anche essere opportunità di autofinanziamento. In un paese soffocato da normative, restrizioni e permessi,
il Parco potrebbe dare una mano ai locali aiutandoli a snellire
le pratiche burocratiche; con questo avvicinamento economico/
sociale il Parco sarebbe patrimonio dei turisti e dei cittadini che
ci abitano.
VALDIERI • La presenza di forme di tutela e gestione in Valle Gesso hanno origini ormai lontane nel tempo e si sono evolute fino alla creazione di un Parco regionale; con l’avvento di
quest’ultimo si sono notevolmente ampliate le relative attività soprattutto in campo scientifico, formativo, promozionale, turistico.
Un punto di forza, in questi anni, è stato la capacità di accesso ai
fondi disponibili su specifici bandi, soprattutto europei; tali finanziamenti saranno vitali anche in futuro, tenuto conto della grave
contrazione delle risorse ordinariamente disponibili. Il principale
obiettivo tuttavia, per un ente di gestione, deve rimanere il rafforzamento dei rapporti con il territorio e con le persone che in
esso vivono e lavorano. La tutela, che inevitabilmente comporta
l’imposizione di vincoli, deve essere accompagnata da un’attenta valutazione e sostegno delle esigenze di residenti ed operatori
economici la cui presenza ed attività garantiscono la vitalità di
aree che comunque, storicamente, si sono evolute con la presenza dell’uomo.
VERNANTE • L’obiettivo che il Parco dovrebbe porsi, oltre alla
tutela ed alla salvaguardia ambientale, è quello di promozione
e sviluppo socioeconomico del territorio nel suo complesso, diventando a tutti gli effetti soggetto attivo della politica turistica
locale, diffondendone e valorizzandone l’immagine in stretta
collaborazione e cooperazione con gli attori ed enti locali.
Turismo e tutela ambientale per la valorizzazione del territorio.
ROASCHIA • In una conferenza del Parco ho sentito una frase
che fa riflettere: “Il paesaggio va osservato ma anche vissuto”.
Il Parco, oltre la funzione naturale di tutela dell’ambiente per il
godimento dei visitatori, dovrebbe facilitare la vita delle comunità locali, per esempio essendo promotore di una microeconomia
forestale (nel massimo rispetto dell’ambiente e delle leggi vigenMessaggi • 3
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Può segnalare due-tre azioni da sviluppare nell’immediato che possono concorrere a rendere più concreto e
percepibile l’impegno del Parco a favore del territorio?
AISONE • Il Parco in sinergia con i vari enti presenti sul territorio deve creare attività che facciano capire la sua importanza e
le sue peculiarità ecologiche e culturali.
Un’azione importante potrebbe essere l’istituzione di un marchio di qualità per i prodotti locali, soprattutto quelli tipici, del
territorio del Parco.
ENTRACQUE • Il tema “Parco nazionale” riguarda il futuro ma
deve essere attivato nell’immediato.
A tale proposito il Commissario ha saputo interpretare le aspirazioni del territorio e si è già concretamente attivato.
Un’esigenza molto sentita riguarda la manutenzione delle strade di montagna, oggi posta principalmente a carico dei comuni. Occorre favorire la crescita del turismo escursionistico anche
mediante la valorizzazione di vecchi sentieri intervallivi e una
puntuale manutenzione del patrimonio.
Sarebbe importante infine rafforzare la collaborazione, già esistente, con i comuni e con gli operatori privati per la gestione del
patrimonio forestale sempre più soggetta a vincoli burocratici
di difficile superamento. Sarebbe a tale fine utile approfondire
la possibilità di individuare una nuova modalità di gestione dei
lottini boschivi a metà tra l’uso civico e l’uso commerciale. Immagino, in analogia con quanto avviene per funghi o erbe officinali,
l’introduzione del principio di “integrazione del reddito” a favore
dei residenti.
ROASCHIA • Ci vorrebbe un maggiore impegno nel gestire tutto il territorio all’interno del Parco con una distribuzione
proporzionale ma equa delle risorse economiche. L’esperienza
accumulata dal Parco negli anni dovrebbe servire da traino alle
amministrazioni locali per la valorizzazione del loro territorio,
sempre all’interno del contesto Parco.
Per esempio, noi chiediamo il ripristino del sentiero di collegamento con i comuni di Entracque e di Vernante (Roaschia, Balur,
Vernante/Palanfrè e Roaschia, Entracque/Trinità) e la sua manutenzione periodica, ma siamo convinti che questo non è sufficiente per attirare i turisti perciò si devono “inventare” delle
attività che possano incuriosire il visitatore. In questo, proprio
per l’esperienza maturata negli anni, il Parco dovrebbe dare una
mano nel coordinamento, per evitare sovrapposizioni di eventi.
VALDIERI • In primo luogo è necessario un rafforzamento, anche in collaborazione con gli altri enti, degli interventi di manutenzione del territorio. La ricchezza di infrastrutture sentieristiche e viarie derivanti da una diffusa presenza sul territorio,
in passato, di attività agro-silvo-pastorali ma anche di interessi
militari e di esercizio venatorio attuato dai reali di casa Savoia,
rappresenta un bene da preservare; tale dotazione infrastrutturale rimane infatti una condizione basilare anche oggi per le attività che possono sostenere l’economia locale: la gestione delle
4 • Messaggi
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risorse forestali e pascolive, l’accesso dei turisti e la protezione
dei territori da eventi e calamità naturali.
Inoltre, come vale per tutti gli enti pubblici, ci deve essere una
crescita della trasparenza e della concertazione attraverso un
sempre maggiore coinvolgimento delle popolazioni locali nelle
scelte operate all’interno degli strumenti di pianificazione/gestione di competenza del Parco (nel Comune di Valdieri questo
assume rilevanza soprattutto per i centri abitati e le proprietà
private ricomprese all’interno dell’area protetta).
Infine, ma non certamente all’ultimo posto come importanza, va
attentamente strutturata, in stretta collaborazione con gli operatori locali, l’offerta turistica.
Negli anni scorsi sono stati attuati importanti investimenti, non
sempre necessariamente coordinati all’interno di un progetto organico (questo anche per il fatto che il Parco non è certamente
il solo ente che si occupa di questo ambito, già di per sé piuttosto trasversale e dispersivo, e che tali investimenti sono quasi
sempre finanziati da bandi che limitano la libertà decisionale dei
beneficiari). Tuttavia si tratta ora di destinare le risorse disponibili
per colmare quelle lacune emerse con chiarezza nelle numerose analisi e studi commissionati dal Parco stesso e soprattutto
continuare a sostenere gli imprenditori nelle attività informativo/
promozionali che sarebbero precluse ai singoli per motivi organizzativi e di sostenibilità economica.
Nuova legge di riordino delle aree protette piemontesi - con possibile accorpamento dei Parchi delle Api
Marittime e del Marguareis - e trasformazione in Parco
nazionale: quali le valutazioni in merito?
AISONE • I due Parchi già collaborano da tempo su alcuni
progetti, questa sinergia è molto importante ma un eventuale
accorpamento creerebbe un allontanamento del territorio, oltre
a rendere più difficile la gestione essendo le due aree molto disomogenee.
La trasformazione a Parco nazionale sarebbe una grande opportunità, perché darebbe sicuramente maggiore visibilità e prestigio anche a livello internazionale.
Rafforzare la collaborazione col Parc National Mercantour. • M. Lucotti.
ROASCHIA • Il Parco nazionale potrebbe essere uno opportunità di sviluppo per Roaschia, ci sarebbe una maggior esposizione
dal punto di vista informativo, con la possibilità di far conoscere
non solo il nostro territorio dentro al Parco ma tutte (e sono
tante) le bellezze naturali e i punti d’interesse che ci sono al di
fuori. Siamo ancora in fase di valutazione, perciò solo posso anticipare che se sceglieremo di andare avanti con il Parco nazionale
lo faremo valutando bene i vincoli che potrebbero impedire o
comunque ostacolare la sopravvivenza della nostra comunità.
VALDIERI • La trasformazione in Parco nazionale è un’ipotesi
dibattuta a più riprese nel corso degli ultimi decenni, riemersa
oggi con rinnovato entusiasmo in relazione alla volontà della
Regione Piemonte di modificare la normativa sulle aree protette prevedendo, tra l’altro, una revisione degli organi di gestione
e l’accorpamento del Parco delle Alpi Marittime con quello del
Marguareis. Il Comune di Valdieri in data 28 maggio ha deliberato parere preliminare favorevole all’istituzione di un Parco
nazionale prevedendo, nel contempo, la programmazione di
un’iniziativa informativo/consultiva dei residenti e dei soggetti
portatori di interesse.
Questo, da un lato, per sostenere da subito l’opera dell’attuale
Commissario del Parco che si è fatto promotore del processo
presso le competenti strutture nazionali e regionali e, dall’altro,
per garantire la partecipazione consapevole della comunità valdierese in accordo con i principi fondamentali della legge quadro
sulle aree protette.
Strade, sentieri ed escursionismo: priorità per il futuro.
VERNANTE • Il Parco dovrebbe predisporre piani di sviluppo
pluriennali ponendo in essere tutte quelle azioni di marketing e
commerciali quali, a titolo esemplificativo, l’identificazione degli
attori coinvolti e il censimento delle risorse del territorio secondo
una logica di filiera turistica, l’analisi del visitatore “tipo” e la
conseguente verifica sull’attrattività dell’offerta e la predisposizione di incisivi strumenti di comunicazione. Nell’immediato si
propone quindi di programmare investimenti che perseguano
questa linea di indirizzo. Altra importante azione potrebbe essere il destinare risorse per la pulizia e la manutenzione dei sentieri
di montagna anche coinvolgendo, per un’azione coordinata e
comune, singoli o gruppi che sul territorio già svolgono tali attività. Vedi “Sentieri e bicchieri” a Vernante.
Vedo molto presente il rischio di perdere la nostra secolare identità. Il nostro territorio rappresentava, fin dal 1857, insieme ai territori francesi del Mercantour, la Riserva Reale di Caccia e Pesca.
Questo con il Mercantour è il legame che dobbiamo coltivare ed
è l’unico “accorpamento” a cui dobbiamo puntare perché rappresenta la nostra Storia e perché è l’unico che in questi anni ha
reso possibile il nostro accesso all’Europa e ai suoi indispensabili
finanziamenti.
ENTRACQUE • Sono schierato “senza se e senza ma” a favore
del Parco nazionale. Il Consiglio comunale di Entracque ha approvato un chiaro ordine del giorno sul tema.
Sono invece molto critico rispetto al disegno di Legge regionale.
Le osservazioni presentate dal Comune, consultabili sul sito internet del Consiglio regionale del Piemonte, illustrano dettagliatamente la nostra posizione. Non riesco a vedere nessuna utilità
per noi in questo accorpamento a “macchia di leopardo”.
Costituire un nuovo Ente Parco che comprenda le Alpi Marittime,
l’ex Valle Pesio, i Ciciu del Villar, le Grotte di Bossea, le Sorgenti
del Belbo, l’area archeologica di Benevagienna, l’Oasi di Crava e
Morozzo e il Comune di Ormea mi pare non abbia alcuna logica
ambientale e non porti vantaggio a nessuno.
VERNANTE • L’ipotesi di istituire un Parco nazionale pensiamo
possa tornare utile agli obiettivi di immagine e promozione e di
conseguenza è stato deliberato in tal senso nell’ultimo Consiglio comunale. Siamo però contrari ad accettare integralmente il Disegno di legge regionale attualmente in discussione che
prevede, tra il resto, l’istituzione di un nuovo Ente al quale sono
affidati in gestione il Parco delle Alpi Marittime, la Riserva delle
Grotte del Bandito, la Riserva di Rocca San Giovanni-Saben, il
Parco del Marguareis, la Riserva dei Ciciu del Villar, la Riserva
delle Sorgenti del Belbo, la Riserva di Crava Morozzo, la Riserva
delle Grotte di Bossea e la Riserva di Benevagienna.
Un così vasto e disomogeneo territorio non solo non è promuovibile ma anche difficilmente gestibile, antieconomico e causa di
frammentazione di rappresentatività.
Da non dimenticare l’attrattiva ipotesi di accorpamento con il
vicino Parco del Mercantour già nostro partner nel progetto di
candidatura UNESCO. • NV
Messaggi • 5
| Patrimonio Mondiale UNESCO |
| Patrimonio Mondiale UNESCO |
criterio
VIII
Alpi del Mediterraneo:
un patrimonio da UNESCO
C
«I
on la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’avvento della Repubblica, viene
meno la Riserva Reale di Valdieri-Entracque, che si estendeva anche sul versante
delle Alpi Marittime che sarebbe passato alla Francia. Da più parti ci si interroga
quindi sul destino da dare a questi territori, eccezionali per flora, fauna e paesaggio.
Alla fine degli anni ‘60, in un convegno organizzato dalla Provincia di Cuneo, insigni
studiosi dell’epoca, dai francesi Ozenda e Barbero dell’Università di Nizza all’italiano
padre Giuseppe Bono, concepiscono con lungimiranza profetica il progetto di un grande “Parco Internazionale per la flora e la fauna”.
Dopo più di 50 anni quell’ardita visione si sta realizzando: non solo sono stati istituiti, in
Francia il Parc National du Mercantour, in Italia i parchi regionali delle Alpi Marittime e
del Marguareis (Piemonte) e delle Alpi Liguri (Liguria) ma si sta lavorando per l’iscrizione di questo territorio nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Questa lista ha lo scopo di porre sotto la protezione dell’umanità intera e per il beneficio delle future generazioni beni culturali o, nel nostro caso, naturali, che rispondano a
criteri di eccezionalità a livello del pianeta. Il bene deve possedere un “valore universale
eccezionale” che consiste nel rispondere a uno o più criteri (per i beni naturali sono
quattro: VII-VIII-IX-X), garantire autenticità e integrità, e infine assicurarne la protezione
e gestione a lungo termine.
Perché questo territorio è tanto eccezionale? La spiegazione sta tutta in un concetto
molto semplice: alte montagne (Argentera, 3297 metri) a soli cinquanta chilometri di
distanza in linea d’aria dal Mar Mediterraneo. Viaggiando in questi pochi chilometri
è come percorrere (dal punto di vista ecologico) la distanza che separa i Tropici dal Polo
Nord. Oppure, come amava dire il professor Enrico Martini, illustre botanico, è come se
vivessero fianco a fianco il dromedario e l’orso polare.
Per giustificare questa eccezionalità il Comitato scientifico che collabora alla redazione
del dossier di candidatura (composto da insigni rappresentanti del mondo scientifico italiano e francese) ha individuato in modo specifico i criteri VIII, IX e X (descritti
nelle pagine che seguono). • PR
Il territorio delle Alpi del Mediterraneo.
LA CANDIDATURA IN SINTESI
Eccezionale perché?
• Crocevia geografico e climatico.
• Grande variabilità geologica e biologica
concentrata in un piccolo spazio.
• Processi ecologici attivi ancor oggi.
Le tappe
della candidatura
• Fatto: iscrizione (passaggio indispensabile) sulla Lista Indicativa di Francia e Italia
nell’aprile 2013.
• Fatto: passaggio di pre-valutazione davanti agli esperti IUCN France (26/3 e
10/6/2015) con parere positivo.
• In corso: elaborazione del dossier, con
supporto del Comitato scientifico e finanziamento derivante da un progetto europeo INTERREG e da fondi del Principato
di Monaco; consegna prevista nel 2016.
• In corso: contatti col territorio per
un’adesione forte e collettiva attorno alla
candidatura (incontri coi comuni del territorio interessato, ricerca di sponsor, creazione comitato di sostegno, iniziative di
comunicazione).
Quali sono i vantaggi
dell’iscrizione a
Patrimonio Mondiale?
• Grande notorietà.
• Aumento della frequentazione turistica
di qualità.
• Migliore protezione di un patrimonio eccezionale.
APPROFONDIMENTI
Il ciclo di Wilson
Il ciclo di Wilson, come illustra il disegno sottostante, descrive l’interazione
delle placche tettoniche che compongono la crosta terrestre: il loro allontanarsi genera gli oceani, il loro avvicinarsi, o addirittura scontrarsi, dà
luogo ai corrugamenti che costituiscono le montagne (orogenesi).
L’erosione di queste ultime chiude il ciclo.
l bene proposto deve costituire una
testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra,
comprese testimonianze di vita, di processi
geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre
o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative.»
Il criterio VIII riguarda i processi geologici.
Il nostro sito rappresenta una testimonianza eccezionale per la
registrazione, principalmente per due fenomeni: “Le Alpi del Mediterraneo” sono l’unico caso nelle Alpi, e raro anche nel resto
del mondo, di tre cicli di Wilson magnificamente esposti: il “ciclo
varisico”, il “ciclo alpino” e il “ciclo mediterraneo”; il secondo è
rappresentato dall’apertura del Mar Ligure (28-15 milioni di anni
fa), a seguito del distacco dalla crosta continentale della Corsica
e della Sardegna.
L’UNESCO richiede che i fenomeni che testimoniano la rispondenza ai criteri (vengono definiti “attributi”) siano ben visibili e facilmente accessibili: gli scienziati ne hanno individuati a centinaia.
Quello illustrato nella foto sotto è particolarmente significativo.
Con un paio d’ore di cammino su un comodo sentiero si arriva al
cospetto della Testa di Tablasses, testimonianza straordinaria delle due orogenesi: si vede infatti il “cappello” di rocce scure e più
vecchie della prima orogenesi, spinto in alto dalla seconda orogenesi, quella alpina, che ha portato alla luce, dalle profondità dove
si trovava, il più chiaro e più giovane granito dell’Argentera. •
Il sito “Alpi del Mediterraneo” rappresenta una testimonianza eccezionale
per la registrazione, unico caso nelle Alpi e raro anche nel resto del mondo,
di tre cicli di Wilson:
• ciclo varisico (formazione della catena montuosa varisica 400-290
milioni di anni fa e successiva peneplazione a causa dell’erosione);
• ciclo alpino (formazione della catena montuosa alpina 240-25 milioni di anni fa; attualmente in fase di collisione-erosione);
• ciclo mediterraneo (rottura trasversale della catena e apertura del
bacino oceanico ligure-provenzale, 28-15 milioni di anni fa; attualmente in fase di oceanizzazione-subduzione). •
Un mare che prima non c’era
L’apertura del Mar Ligure risale a un periodo compreso tra i 28 e i 15
milioni di anni fa, con una spaccatura eccezionalmente perpendicolare alla
catena alpina, a seguito del distacco dalla crosta continentale della Corsica
e della Sardegna: si è così creato, tra la cima delle montagne e il fondo del
mare, un dislivello di quasi 6000 metri con una pendenza media di 18° in
meno di cinquanta chilometri. Questa situazione influenza in modo determinante il clima e quindi anche la presenza di flora e fauna. •
Testa di Tablasses: testimonianza visibile e facilmente accessibile.
Le informazioni e le illustrazioni proposte
dall’articolo sono tratte da materiali forniti dai
membri del Comitato Scientifico, in particolare
da: J.M. Lardeaux e G. Gosso per la geologia,
L. Minuto, J. Mascle, J. Andrieu e A. Vigna
Taglianti per la biologia.
6 • Messaggi
Messaggi • 7
| Patrimonio Mondiale UNESCO |
APPROFONDIMENTI
Incrocio biogeografico unico
Il sito “Alpi del Mediterraneo” è posto all’incrocio tra i principali sistemi
montuosi Europei e assicura un punto di contatto e di passaggio obbligato
tra biocenosi a volte molto distanti tra loro: a ovest i Pirenei, e attraverso
questi l’Atlantico; a nord il resto delle Alpi, e attraverso queste i Carpazi, i
Balcani e l’Asia; a sud il Mediterraneo; a sud-est gli Appennini e attraverso
questi il sud del Mediterraneo e l’Africa.
«I
l bene proposto deve costituire
esempi rappresentativi di importanti
processi ecologici e biologici in atto
nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri,
di acqua dolce, costieri e marini.»
Il criterio IX riguarda l’evoluzione degli ecosistemi.
Il nostro territorio costituisce la migliore realtà al mondo per mostrare e studiare i processi biologici ed ecologici nel contatto tra
Mediterraneo e Alpi, poiché mette in evidenza:
La combinazione di due regioni biogeografiche
L’area rappresenta, proprio come suggerisce il nome, il contatto
tra la Regione Biogeografica Alpina e quella Mediterranea.
Inoltre, in poco spazio sono presenti ben tre climi: continentale, alpino e mediterraneo, con le loro relative influenze su flora e fauna.
Una successione continua di biocenosi
L’evoluzione geologica ha creato una morfologia del tutto particolare: in circa cinquanta chilometri in linea d’aria si passa dai
3000 metri sotto il livello del mare della scarpata continentale,
fino ai 3297 della cima più alta, l’Argentera. Questo fa si che si
trovino, in successione continua, tutti gli habitat che vanno dai
fondali marini mediterranei fino alle nevi perenni.
La storia biogeografica degli ultimi 30 milioni di anni
Durante le glaciazioni del quaternario la calotta glaciale che copriva l’emisfero nord aveva proprio qui il suo margine meridionale
e, grazie l’influenza del mare molto vicino, porzioni di territorio (specialmente le pareti rocciose), sono state risparmiate dai
ghiacci. In tal modo hanno potuto sopravvivere, solo qui, specie
di origine più antica (terziaria) che vengono definite “paleoendemismi” e sono veri e propri fossili viventi. La glaciazione di
Würm, la più recente, è datata tra 100 e 10 milioni di anni fa:
Berardia subacaulis, Silene cordifolia, Saxifraga florulenta, hanno
origine in questo periodo e possono essere considerate i nostri “dinosauri botanici”! Così, accanto a piante “vecchie” ci sono piante
“nuove” che arrivano per “migrazione” o addirittura “si creano sul
posto”: ibridi, generati dall’incrocio di due specie affini ma diverse,
o addirittura, attraverso fenomeni genetici più complessi come la
speciazione, specie totalmente nuove, dette “neoendemiche”. •
8 • Messaggi
X
criterio
criterio
IX
| Patrimonio Mondiale UNESCO |
«I
L’importanza di questo crocevia è dimostrato dalle migrazioni di specie botaniche e recentemente dalla ricomparsa del lupo, che, arrivato dagli Appennini, passando da qui ha ricolonizzato tutte le Alpi, ricongiungendosi sia con
le popolazioni orientali che con quelle dei Pireni occidentali. •
Dai Tropici al Polo in cinquanta km
La morfologia dell’area “Alpi del Mediterraneo” fa sì che si trovino, in successione continua ed estremamente “compressi”, tutti gli habitat che vanno
dai fondali marini mediterranei fino alle nevi perenni, passando attraverso
il termo-mediterraneo (arbusti della macchia mediterranea), meso-mediterraneo (lecceti e querceti), montano (boschi di latifoglie, faggete), subalpino
(boschi di conifere) e alpino (praterie e arbusteti d’alta quota). •
Neoendemismi: nuove specie
Nel territorio delle “Alpi del Mediterraneo” possiamo trovare ibridi floristici,
generati dall’incrocio di due specie affini ma diverse, o addirittura – attraverso fenomeni genetici più complessi come la speciazione – specie totalmente
nuove, dette “neoendemiche”. Esempi di questi fenomeni sono evidenti in
alcune nostre primule, che hanno avuto origine dal gruppo Primula auricula,
originaria dell’Europa orientale. Tra loro la rarissima Primula allionii, la cui
precocissima fioritura primaverile decora le rupi calcaree di cuscinetti rossi. •
l bene proposto deve presentare gli
habitat naturali più importanti e più
significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi
quelli in cui sopravvivono specie minacciate
di eccezionale valore universale dal punto di
vista della scienza o della conservazione.»
Il criterio X riguarda la ricchezza di specie.
Il sito “Alpi del Mediterraneo” è classificato tra i 10 punti caldi della
biodiversità nel Mediterraneo, è il più importante centro di endemismo delle Alpi (endemismo = specie che si trova solo qui) ed è
incluso in una delle 200 « Global Eco-regions » segnalate dal WWF.
Perché è così importante per la biodiversità? I fenomeni descritti
prima per la flora hanno ovviamente influenzato anche la fauna,
specialmente la fauna minore (anfibi e invertebrati).
Anche tra la fauna troviamo i paleoendemismi, a titolo di esempio si possono citare lo Speleomantes strinatii, il carabide
Aptinus alpinus, il Carabus solieri, la Vesubia jugorum.
Si potrebbero citare numerosissimi altri esempi: si pensi che l’Inventario Biologico Generalizzato (detto all’inglese All Taxa Biological Inventory, o ATBI), messo in atto dai parchi negli ultimi
anni, ha consentito di reperire e catalogare 12000 specie, di cui
numerosissime nuove per il territorio e addirittura 13 invertebrati
e 16 licheni nuovi per la scienza (cioè mai descritti prima)! •
PALEOENDEMISMI DELLE ALPI DEL MEDITERRANEO
Speleomantes strinatii
Lo Speleomantes strinatii è un piccolo anfibio, anche lui piuttosto “antico”
(60 milioni di anni fa!), che vive nelle grotte umide e che si trova solo qui,
in pochissimi esemplari. •
Aptinus alpinus
Il carabide Aptinus alpinus è l’equivalente faunistico della pianta Berardia
subacaulis. • Fotografia: A. Colla, Collezione MSN di Trieste
Carabus solieri
Il Carabus solieri (un tempo si chiamava Chrysocarabus proprio per il suo
colore dorato) è un coleottero dalla livrea iridescente che vive solo qui e
non ha nessuna parentela con le altre specie congeneri delle Alpi. •
Il Troglocheles lanai, nuova specie per la scienza rinvenuta con ATBI.
Vesubia jugorum
La Vesubia jugorum – relitto glaciale – è un grosso ragno che vive nelle
pietraie d’alta quota ed è amante dei climi freddi. Anche lui endemico,
prende il nome dalla Val Vésubie dove è stato descritto per la prima volta,
ma è presente anche sul versante italiano oltre i 2000 metri. •
La rarissima Primula allionii.
Messaggi • 9
| Speciale “Progetto internazionale reintroduzione gipeto” |
| Speciale “Progetto internazionale reintroduzione gipeto” |
Gipeto: in 20 anni
45 gli esemplari liberati
Già in volo
Herculis e Roman
L
D
a storia dell’umanità è costellata di estinzioni più o meno
recenti, legate essenzialmente alla nostra capacità di modificare l’ambiente e di utilizzare tecnologie innovative per
procacciarci il cibo, costruirci un riparo o eliminare i competitori.
L’estinzione del gipeto, Gypaetus barbatus, sull’arco alpino è una
delle più recenti ed è strettamente connessa con l’altissima densità umana raggiunta su questa catena montuosa alla fine del
XIX secolo. Il connubio fra ignoranza e avidità, fra chi lo credeva
specie “nociva” all’allevamento e chi lo desiderava per collezionismo, hanno fatto sì che questo grande avvoltoio sparisse dalle
Alpi dapprima in Austria e poi via via verso est, fino alle Marittime, dove sono sopravvissuti gli ultimi esemplari, ancora osservati
negli anni Trenta del secolo scorso, non più in grado di riprodursi.
Ed è probabile che gli ultimi gipeti siano scomparsi qui non perché questo settore geografico sia il più idoneo, piuttosto perché
le condizioni socioeconomiche permettevano a pochissime persone di avere armi efficienti per uccidere i selvatici.
Fortunatamente a momenti bui seguono periodi in cui l’uomo
dimostra maggior sensibilità rispetto all’ambiente in cui vive.
Montagna e natura per tutti!
Al rilascio dei gipeti ha partecipato l’associazione “Movimento in libertà” per presentare
il GOING (una speciale carrozzina elettrica) e la collaborazione con il CAI di Peveragno
e il Parco naturale Alpi Marittime per la fruizione dell’area protetta.
10 • Messaggi
Ed è così che a partire dal 1986 vengono rilasciati sulle Alpi
Austriache alcuni gipeti. Come per rispetto della storia, i siti di
reintroduzione iniziano la loro attività da est verso ovest. L’ultimo
viene attivato nel 1993/94 nell’area Mercantour – Marittime.
Dai primi tre gipeti rilasciati nel Mercantour siamo arrivati oggi
a quarantacinque individui, gli ultimi dei quali liberati nel giugno
di quest’anno sul sito di San Giacomo di Entracque. Questi due
esemplari vanno ad aggiungersi agli altri che hanno scritto la
storia del ritorno del gipeto sull’arco alpino: Aisone, rilasciato nel
1998, è stato uno dei due partner della prima coppia riprodottasi
in Engadina, Michegabri si è stabilito in Val d’Aosta dove ha già
dato alla luce tre giovani, Sereno è il padre di cinque pulli nati
nella vicina valle dell’Ubaye, sul versante del Mercantour.
In un primo tempo la maggioranza dei giovani rilasciati in questa
zona si è spostata nelle vallate vicine oppure più a nord, dove
più intensa era la presenza di altri gipeti. Da qualche anno, con la
formazione di tre coppie sul versante francese, tutte a pochissimi
chilometri dall’Italia, si sta assistendo finalmente alla ricolonizzazione stabile anche delle Alpi Marittime. • LG
ietro ogni reintroduzione di gipeti sulle Alpi ci sono mesi di
preparativi e prima ancora un grande impegno per la ricerca
di fondi che, nel caso del rilascio nelle Marittime, sono stati
messi a disposizione, sulla base di una convenzione, dalla “Fondazione Prince Albert II di Monaco”.
Il 6 giugno scorso, due gipeti maschi dell’età di circa novanta giorni, ancora inadatti al volo, sono stati portati del Vallone del Gesso
del Barra e sistemati nel nido utilizzato, sin dal 1996, nell’ambito
del progetto di reintroduzione nelle Alpi del Sud di questo magnifico avvoltoio.
Da quel sabato di inizio giugno – una giornata in cui al
gias Isterpis oltre ad appassionati e curiosi, sono convenute numerose autorità, tra cui l’assessore regionale ai Parchi,
Alberto Valmaggia – volontari e tecnici da una postazione fissa
allestita di fronte al nido hanno controllato e riempito taccuini
di dati sul comportamento di Herculis e Roman. Il primo è nato
nello zoo di Berlino, il secondo in Spagna ma è stato allevato da
genitori adottivi nello zoo di Ostrava nella Repubblica Ceca.
Per i nostri “sorvegliati speciali” tutto va per il meglio.
Dopo pochi giorni nei pressi del nido si è fatto vedere Paolo Peila,
gipeto rilasciato nelle Marittime nel 2002. Come già avvenuto
in due precedenti reintroduzioni, dopo aver preso coscienza della
situazione, l’adulto ha scelto di dare sfogo alla sua indole genitoriale entrando nell’antro dove si trovano Herculis e Roman per
essere loro di aiuto in particolare per cibarsi con quanto viene
regolarmente fornito dai guardaparco. Si tratta di un comportamento eccezionale, esclusivo, che in centinaia di rilasci su tutto
l’arco alpino non si è mai verificato altrove.
Con il passare dei giorni i due giovani hanno iniziato a sbattere
sempre più frequentemente le loro grandi ali: esercizio necessario
a sviluppare i muscoli pettorali, la cui funzione è fondamentale
nel volo.
Con l’avvicinarsi della data del “decollo” gli animali sono stati
equipaggiati con radio trasmittenti satellitari messe a disposizione dalla “Vulture Conservation Foundation”, che coordina l’intero
progetto di reintroduzione. Le radio permetteranno alla “Swild”
di Zurigo, partner di progetto, di monitorare i gipeti nei loro spostamenti, raccogliendo informazioni che serviranno a integrare le
utilissime segnalazioni che arrivano da “terra” dai frequentatori
della montagna.
Il 30 giugno per Roman è finalmente arrivato il gran giorno e ha
provato l’ebrezza del suo primo voletto. Il 1° luglio anche Herculis
ha preso coraggio e si è lanciato nel vuoto. Paolo Peila è sempre
nei paraggi e sorveglia con attenzione i suoi pargoli adottivi. • GB
I Junior Ranger al rilascio dei gipeti.
JUNIOR RANGER
Vilda, reporter JR al rilascio gipeti
I Junior Ranger hanno contribuito al rilascio di due gipeti sulle Alpi Marittime: Herculis e Roman. Il 6 giugno scorso partendo da San Giacomo
gli avvoltoi sono stati trasportati in auto fino al vallone della Barra dove i
ragazzi hanno trasportato per brevi tratti le scatole coi gipeti.
Gli uccelli, che hanno circa novanta giorni, sono ancora troppo piccoli per
volare, quindi sono stati lasciati nel nido. Al cibo e alla loro protezione ci
pensa (oltre ai volontari dell’associazione Amico Parco) “Paolo Peila”, un
gipeto più anziano che si è incaricato di accudire i cuccioli.
Roman, stressato dal viaggio, non è stato esposto al numeroso pubblico.
Al rilascio ha partecipato anche l’associazione “Movimento in libertà”.
Il progetto di rilascio è realizzato grazie al contributo della fondazione
Principe Albert II di Monaco.
Un’emozione fantastica per i ragazzi che hanno avuto l’onore di portare in
spalle un gipeto, avventura che forse non rivivranno più.
Essendo in molti, non tutti i Junior Ranger hanno potuto portare Herculis e
Roman al nido, ma sono riusciti in ogni caso a fare magnifiche foto.
Per chi non lo sapesse, i Junior Ranger fanno parte del Parco: si tratta di
un progetto Europarc che offre a ragazzi e ragazze, abitanti della Valle
Gesso e dintorni, la possibilità di partecipare ad attività di vario tipo (pulire
sentieri, vedere il lupo, fare passeggiate con le racchette da neve, giri in
bici), tra le quali il rilascio del gipeto. • VK
Messaggi • 11
| Notizie dal territorio del Parco Naturale Alpi Marittime |
| Notizie dal territorio del Parco Naturale Alpi Marittime |
Notizie dal territorio del Parco
Al Parco un laboratorio
per l’estrazione del DNA
I ragazzi delle Marittime
all’Adamello - Brenta
TransFormEd: insieme
per una didattica nuova
Nell’ambito del progetto LIFE WOLFALPS, è stato allestito presso la sede di Casermette un
piccolo laboratorio per l’estrazione del DNA da
campioni organici di lupo quali feci, urina e peli.
Nel corso della seconda settimana di giugno il
Parco ha ospitato la dottoressa Kristine Pilgrim,
dell’”USFS–RMRS Carnivore Genetic Laboratory” (Missoula, USA), che ha insegnato le tecniche di estrazione al guardiaparco James Beauchamp e alle volontarie Stefania Rivelli e
Piera Loprete, che hanno in carico la gestione
del Centro faunistico Uomini e lupi.
Bella esperienza di scambio per la scuola secondaria della Valle Gesso nell’ambito delle
azioni del progetto “LIFE Wolfalps”. Quattro
giorni in Val Rendena, nel Parco Naturale Adamello Brenta e in visita al MUSE di Trento.
Un viaggio all’insegna dello scambio di esperienze fra il Parco Naturale Alpi Marittime e i
“suoi” ragazzi che hanno partecipato al progetto didattico “Ululato sulle Alpi”, a cura di
“LIFE Wolfalps”, e il Parco Naturale Adamello
Brenta con la scuola di Spormaggiore, incontrati presso la Casa dell’Orso del PNAB e al
Centro dell’Orso nel Comune di Spormaggiore.
Un soggiorno fra allegria e scoperte sul lupo e
gli altri grandi carnivori delle Alpi con le escursioni ai laghi di Tovel e di Valagola e con la visita al MUSE, un vero “concentrato” di scienze
naturali alla portata di tutti.
I ragazzi e le insegnanti della scuola secondaria della Valle Gesso sono rimasti entusiasti
dell’esperienza: i ragazzi ci hanno messo l’allegria e la simpatia (e una super preparazione
da veri “lupologi” in erba!), l’ottima organizzazione, gli ambienti fantastici delle Alpi orientali e la disponibilità degli accompagnatori
hanno fatto il resto. • IB
Da maggio il Parco Alpi Marittime è impegnato, insieme al Parco fluviale Gesso e Stura
– ente capofila – e al Parc National du Mercantour, nell’attuazione di Trans.Form.Ed, un
nuovo progetto ALCOTRA dedicato all’educazione e alla didattiica.
Il progetto, che coinvolge attivamente anche il
Comune francese di Srignan-du-Comtat, gestore del Centro di educazione ambientale “Le
Naturoptére”, si pone come obiettivo la messa
in rete dei Centri di Educazioni Ambientale
Transfrontalieri nelle Alpi Latine.
Dalla prossima stagione di monitoraggio (inverno 2015/2016) sarà dunque possibile
estrarre il DNA dai campioni organici di lupo
selezionati per essere successivamente inviati ai
laboratori di analisi genetiche, garantendo una
miglior qualità dei campioni e maggiori possibilità di successo e precisione delle analisi. • IB
Censimento 2015:
stambecchi in crescita
A distanza di un anno, il personale del Parco è
stato nuovamente impegnato per quasi due
settimane (dal 18 al 29 maggio) nell’operazione di censimento degli stambecchi.
Novità di quest’anno è la partecipazione di
due colleghi francesi del Parc National du Mercantour che, con la loro grande esperienza,
hanno collaborato al monitoraggio: Patrick
Ormea e Stéphane Combeaud, che lavorano
rispettivamente nella Val Vèsubie e nella Valle
Roya-Bevera.
Quasi quindici giorni prima, il 6 maggio 2015,
erano stati invece i colleghi italiani del Parco
Naturale Alpi Marittime, Mario Dalmasso, Paolo Fantini, Mario Bertaina e James Beauchamp,
a collaborare con i colleghi d’oltralpe al censimento della colonia di stambecchi del vallone
di Bachelard in Ubaye.
Purtroppo, a causa delle condizioni meteo non
molto favorevoli, il censimento non ha coperto
l’intero territorio e sono rimaste escluse dal
conteggio alcune zone del massiccio del Matto. Nelle cinquantacinque zone censite (su
sessantaquattro previste) sono stati contati
settecentosessantaquattro stambecchi, trentadue in più se si rapporta il dato alle stese zone
conteggiate lo scorso anno. • LM
12 • Messaggi
Il Parco delle Marittime sarà impegnato nella
realizzazione di quattro azioni specifiche:
1. miglioramento dell’offerta didattica del
Centro “Uomini e Lupi” di Entracque;
2. creazione di un percorso didattico sull’itinerario che, attraversando il ponte di Burga, mette in comunicazione il Centro faunistico di
Casermette con il Centro visita di Entracque;
3. stampa di un libro illustrato per bambini;
4. coinvolgimento delle scuole locali in scambi
transfrontalieri finalizzati allo sviluppo di programmi didattici dedicati alla gestione sostenibile delle risorse naturali. • ABA
Arte in Valle Gesso con la Compagnia di San Paolo
Sono appena dodici su centoventisei candidati i
vincitori dell’ultimo bando di sostegno per progetti culturali innovativi in montagna promosso dalla
Compagnia di San Paolo nell’ambito del Festival
“Torino e le Alpi 2015”, il programma nato per
tessere legami fra la città e le montagne piemontesi, valdostane e liguri attraverso progetti di ricerca e iniziative culturali.
Tra i progetti vincitori c’è anche “Le Marittime invisibili”, presentato dal Parco Naturale Alpi Marittime, che beneficerà di un contributo finanziario di
16.000 euro al quale si sommerà una quota di
cofinanziamento pari a 4.000 euro, per un budget
complessivo di 20.000 euro.
Di che si tratta? L’idea viene da una suggestione
letteraria, Le città invisibili di Italo Calvino e da
un’esigenza attuale, quella di rivolgere sguardi
nuovi e giovani alle Alpi, capaci di cogliere e raccontare a un pubblico più ampio possibile quello
che finora è rimasto invisibile agli occhi.
Il progetto ha come protagonisti artisti professionisti e amatori, di età compresa fra i 18 e i 35
anni, interpreti linguaggi diversi – musica, narra-
tiva, illustrazione, videomaking – che si immergeranno nell’ambiente alpino per portare a valle,
al termine del percorso, un diario fatto di musica,
parole, disegni e immagini che sarà proposto al
pubblico nel corso di una serie di appuntamenti
culturali e di intrattenimento gratuiti.
Il calendario completo degli eventi è consultabile
sul sito: www.lemarittimeinvisibili.it. • IB
Centro Uomini e Lupi
e polo archeologico
Sentieri: ora tocca
al Remondino
Un hotel a fabbisogno
energetico quazi zero
Un moderno sistema di telecamere all’interno
dell’area faunistica del Centro Uomini e Lupi.
Finanziato con fondi messi a disposizione dal
Gruppo di Azione Locale Gesso-Vermenagna-Pesio nell’ambito del Piano di Sviluppo
Rurale, è entrato in funzione nel mese di giugno e permetterà un salto di qualità nel monitoraggio e nello studio dei comportamenti dei
lupi che vivono all’interno del recinto. Dal nuovo assetto tecnico trae vantaggio anche la visita, poiché viene migliorata la resa delle postazioni video che permettono di osservare gli
animali quando gli stessi si trovano in punti
lontani dalla torretta esterna di avvistamento.
Come sono cambiati i sentieri della Valle Gesso e quali lavori sono in programma per l’anno
in corso?
Le squadre del Parco hanno portato a termine
i lavori di manutenzione delle aree attrezzate
delle Terme e di San Giacomo, pulendo inoltre
le sponde del primo tratto della strada che
conduce al Pian della Casa.
Il primo albergo d’Italia a “fabbisogno energetico quasi zero”si trova nel Parco ed è una
struttura associata a Ecoturismo in Marittime.
Il Grand Hotel delle Terme di Valdieri è caso
pilota nazionale del progetto europeo “neZEH
- Nearly Zero Energy Hotels”.
Le nuove capanne del Parco archeologico.
Con un finanziamento di pari importo, circa
30.000 euro, il GAL è intervenuto anche a favore del parco archeologico di Valdieri. Sono
state costruite otto strutture in legno, ognuna
delle quali può accogliere due-tre persone.
Sempre in riferimento all’area della necropoli,
e sempre su bando GAL, il Comune di Valdieri
ha a sua volta ottenuto delle risorse per procedere all’allestimento della segnaletica di accesso e a quella di carattere informativo. Oltre
a cartelli lungo le principali vie d’accesso, sono
stati posizionati totem con pannelli esplicativi
su temi archeologici (nelle vicinanze della capanna; a cura della Sovrintendenza Belle Arti e
Paesaggio) e su temi storico-ambientali (lungo
il sentiero che collega l’area con la strada per
Madonna del Colletto; a cura del Parco).
La valorizzazione dell’area a valle della Riserva
di Rocca San Giovanni - Saben si va completando anche grazie all’apporto del WWF svizzero, che ha messo a disposizione 75.000
euro per un progetto di riqualificazione dell’ex
cava Cementir. Si procederà all’eliminazione
sui gradoni di specie invasive, cercando di assicurare una maggior diffusione della Ptychotis saxifraga, pianta della famiglia delle Ombrellifere su cui si sviluppano i bruchi di Papilio
alexanor, farfalla mediterranea che nelle Alpi
vive in stazioni relitte e ristrette. Sono inoltre
previsti lavori di intubazione e sistemazione
lungo il percorso in direzione Andonno, in
modo da ampliare la rete di collegamento tra i
due centri, Necropoli di Valdieri e Grotte del
Bandito, che congiuntamente formano il polo
archeologico della Valle Gesso. • NV
“In programma ci sono poi la pulizia del sentiero diretto che collega il Lago della Rovina al
rifugio Genova - Figari, un intervento sul sentiero dell’Ecomuseo a Sant’Anna di Valdieri, il
decespugliamento del tracciato diretto per il
rifugio Emilio Questa.
In agenda c’è anche il sentiero fra Trinità e Palanfrè, rispetto al quale ci coordineremo con le
squadre della Regione”, racconta il guardiaparco Valter Roggero.
Anche la Regione è infatti molto attiva per
quanto riguarda il ripristino della sentieristica
in Valle Gesso, come spiega Marco Rocca, responsabile delle squadre di operai del Settore
Forestazione: “A inizio stagione abbiamo risistemato il sentiero che da Valdieri sale a Madonna del Colletto, quindi ci siamo dedicati
alla manutenzione ordinaria di quanto fatto
negli anni scorsi, come i sentieri per i rifugi Valasco, Dante Livio Bianco e Bozano o il tracciato che dall’invaso del Chiotas sale al Colle di
Fenestrelle.
Uno dei lavori più “di sostanza” è stato il rifacimento della passerella che porta al Gias della Vagliotta, scaraventata dalle valanghe 150
metri più a valle (malgrado pesasse 25 quintali!): un’operazione importante non solo e non
tanto per gli escursionisti, ma perché il gregge
della famiglia Macario-Giorgis potesse salire
anche quest’anno in alpeggio.
A Esterate, dopo aver ripristinato completamente il tracciato della GTA tra la piana della
frazione e San Giacomo di Entracque attraverso il ripido vallone della Truccia, si è provveduto a risistemare un collegamento diretto su
vecchi sentieri tra Tetti Ambrin e Tetti Jose, eliminando così il tratto su strada asfaltata attraverso Tetti Airetta.
Ancora, i lavori sul sentiero per il rifugio Remondino sono iniziati ufficialmente il 21 giugno, con una giornata di manutenzione davvero… straordinaria!
Infatti si è trattato di una dimostrazione per i
ragazzi del CAI Giovanile di Cuneo, che si sono
dati da fare con impegno e passione tutto il
giorno!
Un altro importante cantiere aperto è quello
tra il rifugio Soria - Ellena e il Colle di Fenestrelle: dopo aver ripristinato la prima parte
del percorso nel 2014 fino al Gias Balmetta,
nel 2015 l’obiettivo è raggiungere il Colle di
Fenestrelle”. • IB
Il Grand Hotel Royal di Terme di Valdieri.
La struttura, di cui re Vittorio Emanuele II pose
la prima pietra nel 1857, dopo aver superato
più fasi selettive legate al bando pubblico, ha
potuto contare, a titolo gratuito, su un checkup e su uno studio per abbattere spechi e dispersioni energetiche.
Il Grand Hotel, in un processo che punti sul
minimo utilizzo di energia e sulla provenienza
da fonti rinnovabili, è indubbiamente avvantaggiato perché il calore dell’acqua termale
viene impiegato per il riscaldare la struttura e
produrre una quantità di acqua calda sanitaria
tale da coprire il suo intero fabbisogno.
Grazie alla presenza di una micro centralina
idroelettrica, inoltre, si produce energia pulita,
in parte impiegata all’interno dell’hotel stesso
e il rimanente venduta in rete. La struttura nei
prossimi mesi applicherà, utilizzando risorse
proprie, le indicazioni del progetto di miglioramento fornito nell’ambito del progetto europeo. “Terminati i lavori l’Hotel otterrà un marchio di qualità del network internazionale
neZEH e sarà inserito all’interno di una campagna di promozione realizzata ad hoc che
punta a dare visibilità alle strutture che si sono
impegnate nel recupero green” – spiegano i
responsabili di “SiTI” (Istituto Superiore sui
Sistemi Territoriali per l’Innovazione), partner
italiano del progetto che ha selezionato l’Hotel della Terme e più recentemente una struttura del Torinese. • GB
Messaggi • 13
| Notizie dal territorio del Parco Naturale Alpi Marittime |
Ora i lupi sono cinque
Ilmurrán nella Meris
Il Centro “Uomini e Lupi” ha due nuovi ospiti,
che portano a cinque il numero degli animali
presenti nell’area faunistica.
Gina parla francese ed è arrivata il 10 aprile
scorso: porta il nome della moglie di chi l’ha
soccorsa ed è stata recuperata a pochi mesi,
vittima di un incidente d’auto nei dintorni di
Ceillac, proprio dietro al Monviso.
Nel mese di maggio è stata raggiunta da
Alberto (dal nome di chi ha trovato l’animale),
un lupo di quattro anni ospite dal 2012 del
Centro di Pescasseroli nel Parco nazionale
d’Abruzzo.
Anche Alberto ha una storia sfortunata, ci
spiega Stefania Rivelli, una delle responsabili
del Centro: “A cinque mesi di età, denutrito e
malato di rogna si era rifugiato in una stalla
nel paese di Villetta Barrea. Lo staff veterinario
del Parco ha visitato e curato l’animale,
salvandogli la vita. Ma purtroppo Alberto, una
volta guarito non era più in grado di tornare
allo stato selvatico. In compenso, col passare
dei mesi, è diventato un magnifico esemplare
adulto con la necessità di nuovi spazi, che il
centro abruzzese non riusciva a garantirgli e
che ha invece trovato a Entracque”.
Dopo un breve periodo di ambientamento
nelle gabbie per monitorare la salute degli
animali e le loro reciproche interazioni, Gina e
Alberto hanno raggiunto la lupa Hope in un
recinto ampio e boscato a margine dell’area
principale.
“In estate è possibile visitare quest’area
prenotandosi allo 0171 978007: ogni visita
guidata dura circa un’ora e mezza. Osservare
gli animali è più facile rispetto al recinto
grande, ma non garantito: questa è una
struttura di recupero e non uno zoo, quindi gli
animali hanno la libertà di sottrarsi alla vista
dei visitatori”. • IB
Nell’estate del 2014 Leah Lekanayia, ragazza
Maasai, ha trascorso tre mesi in Valle Gesso
ospite di Silvia Somà, da mezzo secolo storica
“bergera” del Vallone della Meris. Due donne
lontanissime tra loro, diverse per colore di pelle,
età e lingua hanno vissuto una stagione d’alpeggio insieme, condividendo il lavoro, raccontandosi la loro storia, riconoscendosi vicine.
Da quella esperienza è nato “Ilmurrán”, film
del giovane regista monregalese Sandro Bozzolo. L’opera, realizzata in autoproduzione
dall’associazione culturale “Geronimo Carbonò” con la collaborazione dell’Ecomuseo
della Segale (Parco Alpi Marittime), è stata presentata fuori concorso al Trento Film Festival
2015 e successivamente è entrata nel programma del festival della Montagna di Cuneo.
“Ilmurrán” in lingua Maa significa “guerrieri”,
e può essere coniugato solamente al maschile.
“Quando ho incontrato in Kenia Leah, – spiega
Bozzolo – immediatamente il mio pensiero è
andato a Silvia, che conoscevo da tempo. Maasai e bergé hanno molto in comune. Entrambi
praticano la pastorizia nomade, e per questo
spesso hanno subito l’ostilità dei loro vicini.
Oggi si ritrovano a dover camminare in delicato
equilibrio sulla linea di confine tra tradizione e
modernità e per sopravvivere devono sostenere
continue battaglie. Ecco il perché del titolo Ilmurran.” “Il film – prosegue il regista – sarà
proiettato anche in concorsi all’estero, e credo
che questo debba essere motivo di soddisfazione per quanti, come il Parco, hanno creduto in
questo progetto. Unica nota dolente è che proprio questa estate, dopo cinquant’anni di fedele presenza nel Vallone della Meris, Silvia e il
figlio Simone porteranno le loro greggi a Elva.
Per uno scherzo del destino, Ilmurrán rimarrà il
documento di una relazione tra questi due esseri umani tenaci e la loro montagna.” • NV
| Notizie dal territorio del Parco Naturale Alpi Marittime |
Aisone: migliora
l’accoglienza turistica
Strutture e servizi
per il turismo a Roaschia
Treno delle Meraviglie:
mostre, serate e gite
“Tempo di lupi”
alla centrale dell’Enel
Per rendere più agevole il raggiungimento
dell’area protetta a partire dal fondovalle Stura,
la nuova amministrazione, insediatasi questa
primavera, ha confermato il regolamento comunale che prevede deroghe circa il divieto
di transito lungo la strada del Pinet. Quanti
vogliono fare escursionismo nel bellissimo
Vallone della Valletta, possono ottenere un
permesso temporaneo che costituisce titolo per
risalire i sei chilometri di rotabile sterrata sino al
parcheggio in località Pinet.
La richiesta va avanzata telefonando al numero
0171 95751 o scrivendo qualche giorno prima
della gita a [email protected].
Nel Vallone della Freida di Roaschia è aperto
un nuovo rifugio per gli escursionisti. Costruito
dal Comune nei pressi del Balur, monte da cui
prende il nome, è stato affidato in gestione
all’associazione L’Orissa. La struttura ha dodici
posti letto e d’estate, fino al 13 settembre, è
gestita dai volontari del sodalizio dal giovedì
sera al lunedì mattina con la possibilità di usufruire del servizio di mezza pensione.
Quest’estate, per supportare le azioni di sensibilizzazione a favore della linea ferroviaria Cuneo-Nizza-Ventimiglia, penalizzata nel 2013
dalla riduzione da 16 a 4 corse giornaliere, il
Parco in collaborazione con il Comune di Vernante ha presentato il programma “Il Treno
delle Meraviglie”.
Nel nuovo centro visita del paese della Vermenagna sono allestite, fino al 13 settembre, due
mostre “Un treno per l’Europa” a cura di “PromoCuneo” e “Scie Luminose” del fotografo
Paolo Lombardi. A inaugurarle un incontro in
cui sono stati presentati studi, analisi e progetti
relativi la linea ferroviaria, mentre l’assessore
Trasporti Francesco Balocco ha illustrato l’impegno della Regione Piemonte a favore della strada ferrata.
Domenica 28 giugno presso lo Spazio esposizioni del Centro visite della centrale “Luigi Einaudi” di Entracque è stata inaugurata la mostra itinerante “Tempo di lupi. La storia di un
ritorno”, realizzata nell’ambito del Progetto
europeo “LIFE Wolfalps”. L’esposizione, partita
dal Museo delle Scienze di Trento e già ospitata
dal Parco nazionale della Val Grande, rimarrà in
Valle Gesso per tutta l’estate, fino al 20 settembre. Sarà visitabile gratuitamente negli orari di
apertura del Centro visite.
“Tempo di lupi” affronta la biologia e il comportamento della specie, il suo ritorno naturale
sulle Alpi e i conflitti con l’uomo, la ricerca
scientifica e il futuro di questi animali. Attraverso angoli interattivi, reperti storici e attuali, sei
personaggi parlano del lupo partendo da un
punto di vista personale ed emozionale, per
approdare infine a una visione oggettiva e
scientificamente mediata.
Per sfatare credenze e superstizioni, con il rigore e la chiarezza della ricerca scientifica.
Il Parco ha dato disdetta del contratto di gestione del negozio e punto informativo di Aisone in
scadenza nel corso dell’estate. Appena l’Ente
rientrerà nella piena disponibilità dei locali procederà alla pubblicazione di un nuovo bando
per la sua conduzione. Al nuovo gestore sarà
richiesto di garantire al paese il servizio di negozio alimentari e generi vari, di diventare centro informativo dell’area protetta e del percorso
turistico delle grotte, nonché di essere punto di
appoggio per le attività didattiche.
Il rifugio Balur • G. Bernardi.
Per gli altri giorni e periodi si possono richiedere le chiavi al referente Federico Faggion (349
0028174) oppure in Comune (0171 758119).
Per soggiornare a Roaschia ma senza dover
camminare per un buon paio d’ore, quelle necessarie per salire al Balur, si può utilizzare
l’area attrezzata “I Funtanil”.
Vernante:
centro escursionistico
Una guida per le Alpi del Mare
A fine giugno è uscito nelle edicole, in
abbinamento con il quotidiano La Stampa, il
volume “Dalle Alpi al mare - A piedi nei parchi di
Marittime e Liguri”.
L’autore, Roberto Pockaj, guida del Parco delle
Alpi Marittime, propone una traversata di sedici
giorni con partenza da Sant’Anna di Valdieri e
arrivo a Mentone, “che per varietà di colori,
profumi e ambienti attraversati – si legge nella
scheda di presentazione – ha pochi eguali in
tutto l’arco alpino e forse oltre”.
L’itinerario offre all’escursionista la possibilità di
vedere il meglio di un territorio che a breve
potrebbe diventare, per i suoi elementi di unicità
negli ambiti della geologia e della biodiversità,
Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il processo di candidatura è in pieno svolgimento,
14 • Messaggi
sotto la spinta di quattro parchi – Alpi Marittime,
Marguareis e Alpi Liguri in territorio italiano,
Mercantour sul lato francese – che insieme ai
Giardini Hanbury e alla Provincia di Imperia sono
impegnati nella stesura del dossier da presentare
all’UNESCO.
La realizzazione della guida di Roberto Pockaj
rappresenta un ulteriore importante tassello
nella promozione del territorio delle “Alpi del
Mediterraneo” e fa seguito ad altre importanti
iniziative, tra cui l’educational per giornalisti
tedeschi voluto lo scorso anno dall’associazione
Ecoturismo in Marittime che ancora in questi
giorni sta portando i suoi frutti: è del 13 giugno
2015 la pubblicazione di un lungo reportage a
firma di Gerald Backhaus sul diffusissimo
quotidiano Die Welt.” • NV
Per tutta la durata delle mostre sono in calendario serate a tema e anche due escursioni per
promuovere l’utilizzo del treno. Il mezzo su rotaia che attraversa le valli Vermenagna e Roya
ha valenza ecologica, sociale ed economica,
turistica e per questo sono necessari interventi
per il suo mantenimento e potenziamento. Un
ruolo importantissimo, il Treno delle Meraviglie
lo avrà anche perché sarà il mezzo ideale per
attraversare e visitare le Alpi del Mediterraneo,
territorio transfrontaliero che sta lavorando al
riconoscimento di bene naturale della lista del
Patrimonio mondiale dell’UNESCO. • GB
La confraternita di Santa Croce di Aisone.
La bella confraternita di Santa Croce di Aisone
in stile barocco e decorata dal pittore Luigi Molineris (1850) è diventata un’accogliente sala
polifunzionale.
La sua nuova destinazione è il risultato di un
progetto di ristrutturazione avviato, nel 2009,
dal sindaco Marisa Degioanni e finanziato da
GAL e Comune, con un contributo della “Fondazione CRT”.
La struttura adatta ad ospitare proiezioni, incontri e spettacoli teatrali è stata inaugurata
quest’estate dalla nuova amministrazione comunale ed ha già ospitato anche una serata a
cura del Parco. • GB
Il gestore di “Al Drago Nero” • G. Bernardi.
Inaugurata nell’estate 2014 ne cura la conduzione Giacchino Carmelo del Bar Trattoria “Al
Drago Nero”, struttura associata di Ecoturismo in Marittime e punto della rete di noleggio di biciclette “Parko Bike”. L’area è dotata
di dodici piazzole per camper e tende con colonnine elettriche, di un blocco di servizi sanitari con docce con acqua calda, lavelli e lavatoi. Tra gli altri servizi disponibili: punto di
carico acqua e scarico reflui, tavoli e panche
per il pic-nic, barbecues, wi-fi, area sportiva
per il calcetto e il tennis. • GB
Antichi collegamenti, mulattiere e sentieri di Vernante sono stati recentemente ripuliti e recuperati per iniziativa di “Sentieri e bicchieri” che riunisce un manipolo di volontari appassionati di
escursionismo. Il gruppo di allegri e volenterosi
pensionati, da un paio d’anni, si dedica con metodo alla valorizzazione della fitta rete escursionistica del territorio comunale.
Sono già una ventina gli itinerari sottratti all’oblio perché in parte non erano più percorribili.
Adesso chi va per quei sentieri trova cartelli direzionali e tacche di vernice colorate che conducono a visitare valloni quasi sconosciuti, borgate e
boschi bellissimi. A rendere fruibile il “giacimento” di percorsi del Comune anche una cartina in
vendita nei negozi e al Centro visita del Parco.
L’ultimo intervento, fatto in collaborazione con le
amministrazioni di Vernante e Limone e alcuni
volenterosi, è un lungo sentiero di collegamento
tra le due località turistiche dell’alta valle, primo
spezzone di un circuito che permetterà di scoprire passo dopo passo l’intera Vermenagna. • GB
Mostra a cura di “LIFE Wolfalps”.
Nel corso della visita, la voce di un ipotetico
cacciatore paleolitico, testimone di un rapporto
quasi mistico e magico con il lupo si alterna a
quella di un allevatore medioevale, che narra la
trasformazione concettuale dell’animale in entità malvagia. Il pensiero di un allevatore contemporaneo, sicuramente la categoria più danneggiata dal ritorno naturale del lupo sulle Alpi,
si contrappone alla visione del turista, affascinato e attratto dal carnivoro, ma al contempo
impaurito dall’idea di un incontro diretto. L’interesse di un ricercatore che studia il lupo si
affianca allo sguardo del bambino che teme
l’animale, così come viene rappresentato in
tante fiabe, ma che ne subisce anche il fascino
e la suggestione.
E al centro del percorso espositivo il protagonista della mostra, il lupo, che si svela così com’è,
senza trucco e senza inganno. La mostra sarà
completata da attività collaterali, come conferenze e incontri di approfondimento. • IB
Messaggi • 15
| Associazione “Amico Parco” |
Migranti al lavoro
in Valle Gesso
MESSAGGI
dal Parco Naturale Alpi Marittime
Direttore responsabile:
Nanni Villani
Direzione e redazione:
Parco naturale delle Alpi Marittime
Piazza Regina Elena 30 • 12010 • Valdieri
tel. 0171 97397, fax 0171 97542
e-mail: [email protected]
Hanno collaborato a questo numero:
Alessio Barale (ABA), Giorgio Bernardi (GB),
Irene Borgna (IB), Luca Giraudo (LG),
Vilda Karstrom (VK), Laura Martinelli (LM),
Gianni Oppi (GO), Patrizia Rossi (PR),
Nanni Villani (NV)
Foto:
dove non diversamente indicato,
le immagini provengono dall’archivio
del Parco Naturale Alpi Marittime
In copertina:
Il gipeto Paolo Peila • F. Panuello
Impaginazione e grafica:
Alessio Barale
Stampa:
MG Servizi tipografici, Vignolo
Registrazione del Tribunale di Cuneo
n. 497 del 21/12/1996
Con il contributo di:
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16 • Messaggi
Q
uaranta migranti sono stati alloggiati a Entracque. Provengono da Afghanistan,
Gambia, Mali, Nigeria, Senegal, Somalia e hanno tra i diciotto e i trent’anni.
Una struttura ricettiva del paese nei mesi scorsi ha partecipato alla gara per dare
ospitalità ai giovani e la comunità li ha accolti.
Un gruppo di volontari si è subito mobilitato organizzando corsi di italiano e attività
ricreative in modo da rendere più lieve il soggiorno temporaneo in Valle Gesso dei ragazzi, in attesa di ingresso nel “Programma di protezione per i richiedenti asilo”.
Anche Comune e Parco stanno facendo la loro parte. Entracque ha sottoscritto una
convenzione con la Prefettura per la messa in atto di percorsi educativi, di accoglienza
e integrazione dei migranti. Attività che si possono svolgere solo attraverso associazioni
di volontariato riconosciute. Per questo l’area protetta ha messo a disposizione del
Comune l’associazione “Amico Parco” che per la prima volta si trova impegnata in un
contesto molto diverso rispetto agli ambiti di carattere ambientale e naturalistico in cui
ha operato nel passato.
Il sodalizio fornisce la copertura assicurativa e ha permesso di impiegare, su base esclusivamente volontaria, una parte dei ragazzi in attività di supporto ai servizi tecnici del
Comune e del Parco per la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio pubblico.
Nelle scorse settimane gli ospiti migranti armati di badile, pennello e rastrello hanno
lavorato sulla ciclabile, sulle zone verdi e sui marciapiedi del paese, collaborando inoltre
agli interventi presso il Parco archeologico, le aree attrezzate e sui sentieri.
Gli impegni non mancano, soprattutto in questo periodo, e per i giovani è un’occasione
per impiegare proficuamente il loro tempo, per fare esperienze e attività che potranno
essere utili in futuro.
Un’esperienza nuova per Parco e Comune di Entracque, un bell’esempio nel campo
della solidarietà e dell’integrazione. • GB
Ragazzi migranti impegnati nella manutenzione di un’area verde.
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DAL PARCO NATURALE ALPI MARITTIME