JUBILAEUM 20
Collegium Vocale di Crema (1994-2014)
Haydn, Mozart, Schubert
Domenica 13 aprile 2014, ore 21.00
Bagnolo Cr., Chiesa Parrocchiale
In collaborazione con la Pia Fondazione Crespi Antonietta ONLUS
Coro e orchestra del Collegium Vocale di Crema
Direttore Giampiero Innocente
www.collegiumvocale.it
Programma
F.J. Haydn (1732-1809): Te Deum n. 2, Hob. XXIIIc, ”für die Kaiserin Marie Therese”,
per coro e orchestra
W.A. Mozart (1756-1791): Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 243
per soli, coro e orchestra
Lucrezia Drei soprano, Federica Traspadini contralto, Angelo Arpini tenore, Nicola Fava basso
-
Kyrie
Panis vivus
Verbum caro
Hostia sancta
Tremendum
Dulcissimum convivium
Viaticum
Pignus futurae gloriae
Agnus Dei
Miserere
(soli, coro e orchestra)
(soprano e orchestra)
(coro e orchestra)
(soli, coro e orchestra)
(coro e orchestra)
(soprano e orchestra)
(soprani soli e orchestra)
(coro e orchestra)
(soprano e orchestra)
(soli, coro e orchestra)
F. Schubert (1797-1828): Stabat Mater, per coro e orchestra
Anton Bruckner (1824-1896): Vexilla Regis, per coro a cappella
F. Schubert (1797-1828): Kyrie D 66, per coro e orchestra
Collegium Vocale di Crema
Violini I: Lucy Manfredi, Simone Lobbia, Lorenzo Benelli, Matteo Livraga
Violini II: Stefania Ruini, Emanuela Barbieri, Maurizio Medici, Anna Forner, Chiara Bombeccari
Viole: Eugenia Gaboardi, Claudia Conti, Alberto Polli
Violoncelli: Leonardo Bertazzoni, Elena Conti
Contrabbasso: Roberto Illari
Organo: Riccardo Seresini
Flauti: Giuseppe Mezzadri, Angela Guglielmetti
Fagotto: Stefano Sperati
Oboi: Francesco Aliquò Mazzei, Ruggero Tacchi
Clarinetti: Elisa Sgorbini, Elizabeth Joseph
Trombe: Alberto Bleve, Walter Crippa
Corno: Alfredo Conti, Stefano Conti
Soprani: Elisa Barbaglio, Elisa Cazzamalli, Eleonora Filipponi, Sara Franceschini, MariaGrazia
Gagliardoni, Elena Manzoni, Lorena Mariani, Piera Pelizzari, Sara Zigatti
Contralti: Federica Belloli, Vanna Moretti, Doriana Peroni, Claudia Pislor, Paola Pisoni, Beatrice Stabile, Laura
Stabile, Federica Traspadini, Monica Vincenzi
Tenori: Adriano Bianchi, Angelo Arpini, Fabio Corlazzoli, Pierre Galassi, Francesco Paveglio, Giampaolo Rosi
Bassi: Nicola Fava, Giuseppe Gualandris, Pierangelo Mulazzani, Manuel Ottini, Matteo Panozzo, Alberto
Premi, Simone Riccetti, Doriano Soldati, Alfonso Vigani, Renato Zigatti
Te Deum!
Il 20 ottobre del 1994 veniva fondato il Collegium Vocale di Crema: il direttore Giampiero Innocente,
coadiuvato da un manipolo di giovani cremaschi, dava vita a quella che, nel corso degli anni, sarebbe
divenuta la realtà musicale più numerosa della provincia cremonese.
In questi due decenni nel Collegium Vocale sono transitati più di 150 componenti, all’attivo ha
centinaia di esecuzioni pubbliche, tour e concerti in Austria, Inghilterra, Scozia. Ogni anno il gruppo
cremasco offre la presenza dei cori dei più importanti college inglesi e si propone come una tra le più
attive componenti musicali dell’intero territorio nazionale.
Questo concerto dà inizio all’anno del “Jubilaeum 20”, e il primo brano in programma nei concerti non
potrebbe essere diverso da un “Te Deum”, l’inno di ringraziamento più solenne che esista.
Quello di F.J. Haydn fu composto nel 1800 durante la visita dell’ammiraglio Lord Nelson a Vienna,
ospite dell’Imperatrice Maria Teresa, attiva promotore di cultura anche nelle nostre terre del nord
Italia.
Lord Nelson era un eroe per tutti gli stati e gli imperi che si sentivano minacciati dalla Francia
napoleonica: la sua vittoria navale a Trafalgar contro Napoleone fu salutata come la liberazione da
colui che intendeva conquistare l’Europa intera.
Haydn si appassionò così tanto a Nelson che non solo compose per lui un “Te Deum” (commissionato
direttamente dall’imperatrice) ma anche una famosa messa, la “Lord Nelson Messe”, la più difficile da
eseguire delle messe del compositore austriaco.
La seconda opera in programma prevede le “Litaniae de venerabili altaris Sacramento” KV 243,
presentate dal Collegium Vocale di Crema lo scorso dicembre in un ciclo di concerti che hanno
riscosso notevole successo.
La parola “litaniae” evoca probabilmente particolari sensazioni e ricordi, reazioni a un mondo
tradizionale o devozionale che una troppo frettolosa riforma liturgica (o male interpretata) ha messo
in disparte.
Solo il genio di Mozart riesce a trasformare questa lunga sequenza di invocazioni (Kyrie eleison, Panis
vivus miserere nobis, ecc.) in una straordinaria teoria di generi musicali, di interventi solistici, corali e
strumentali, alternando piani sonori, timbri e dinamiche di grande effetto.
Nulla di monotono, nulla di superato ma solo una grande composizione (circa 35 minuti) in cui
l’ascoltatore è portato con una musica sublime alla contemplazione del grande “Mistero dell’altare”,
l’Eucarestia (altaris Sacramento).
Composte nel marzo 1776, pochi giorni dopo il ventesimo compleanno di Mozart, rivelano una
maturità artistica sorprendente e il tratto ormai deciso e consolidato di un musicista unico nella
storia.
Anima profondamente cattolica, quella di Mozart, che alla corte del principe-vescovo di Salisburgo
non può che esaltare il nucleo di fede del cattolicesimo, vivendo e lavorando in una città al confine
con la Germania in cui il protestantesimo si faceva veicolo della sola fide e sola scriptura.
Siamo lontani dalla mentalità universale ed ecumenica che ormai fa parte del nostro bagaglio
culturale e spirituale: in quei tempi la contrapposizione tra confessioni di fede della stessa religione
era normale e proprio Mozart ripete più volte “i protestanti non comprenderanno mai la grandezza e
la dolcezza di un Agnus Dei”.
Proprio l’Agnus Dei delle Litaniae diviene la sintesi musicale e spirituale di quest’opera: una melodia
affidata agli archi e all’oboe riprende un celeberrimo andante di un concerto per pianoforte e
orchestra, mentre il soprano disegna melodie di una bellezza che trascende il visibile posto sull’altare
(il semplice pane) e ne sottolinea musicalmente quello che invece è (l’Eucarestia).
Mozart prova a penetrare questo mistero con la forza e la dolcezza della sua musica, quanto mai
“sacra” e dedita alla liturgia di ogni tempo e di ogni luogo, realmente universale.
La sua musica sembra convincere anche chi non crede in quel misterioso segno che dietro ciò che si
vede c’è una presenza invisibile (“latens deitas”), e tale opera di convincimento non viene operata con
trattati di alta scuola teologica, ma semplicemente con il disegno musicale, un disegno che parla da
solo senza bisogno di altro. E’ l’essenzialità di Mozart, quello che i musicisti chiamano “purezza di
suono” che, tecnicamente, si traduce in un enorme lavoro d’insieme ma che sotto un profilo più
ampio rivela l’universalità della sua musica.
Come in tutte le opere sacre, il genio salisburghese non manca di firmare il suo prodotto musicale:
anche nelle Litaniae c’è la presenza del fugato solenne e austero (Pignus futurae gloriae).
Lo studio dell’armonia e dello stile sacro compiuto a Bologna sotto la guida di Padre Martini emerge
ogni qual volta Mozart decide di scrivere un pezzo sacro: il contrappunto rigoroso, che trova
fondamento nelle opere di Palestrina, diviene il segno che certifica il sacro. In nessuna opera profana
troviamo questa firma inconfondibile che non è la dimostrazione tecnica della bravura del
compositore, quanto piuttosto lo sviluppo musicale che diviene simbolo dello sviluppo dialettico
della verità, quella verità che il dogma porta in sé come gioco contrappuntistico di misterocomprensione velata-mistero-contemplazione.
Una lunga citazione dal volume “Mozart” di H.U. Von Balthasar, grande teologo e conoscitore di
Mozart, ci aiuta a comprendere meglio l’opera proposta.
“Di fronte a tutta la musica di Beethoven noi sentiamo anche tutte le gocce di sudore che essa è costata al suo
inventore. Di fronte a quella di Bach noi percepiamo sempre l'imponenza ciclopica dei volumi e delle
architetture. L'enorme opera di Mozart ci appare invece come già nata senza alcuno sforzo, messa al mondo
come un figlio già perfetto, giunta alla sua maturità senza turbamenti.
Ci domandiamo se non sia una sorta di intatto arcobaleno che viene dalla memoria del paradiso terrestre.
Mozart vuole, creando e vivendo, far percepire il canto trionfale della creazione innocente e risorta: dove dolore
e colpa ci stanno di fronte non già come lontano ricordo, bensì come presente oltrepassato, perdonato,
trasfigurato. Non si trova tutto questo, ed esattamente così, nella stessa radice creativa del grande Regina Coeli
(KV 276), nei due Vespri , nelle Litanie e nelle Messe , nelle quali Mozart non trovò affatto necessario
nascondere la voce per assumere uno stile spirituale? E invero, che cosa deve essere trasfigurato se non la
creazione stessa; e che cosa deve essere redento e venire a preghiera se non la natura, figlia di Dio? Tutto questo
non è barocco. E' semplicemente cristiano”.
Meno religioso e decisamente non credente, Franz Schubert, in una Vienna profondamente
impregnata di cattolicesimo (religione di stato), compone autentici capolavori sacri, tutt’oggi eseguiti
sulle magnifiche cantorie delle chiese viennesi.
Lo Stabat Mater, qui eseguito nella Domenica delle Palme, è un esempio di tensione drammatica
tradotta in musica: su linee armoniche semplici Schubert traspone il dolore lacerante della Madre di
fronte al Figlio morto in croce. Due fortissimi dell’orchestra che suona accordi diminuiti rendono
bene l’idea della spada che trafigge il cuore della Madre, mentre un finale meno tragico lascia
presagire l’evoluzione di questo immenso dolore nella speranza di una vita eterna.
Il Kyrie D 66, probabilmente composto per una messa rimasta incompleta, è strutturato in due
momenti, come da tradizione: l’andante iniziale alterna momenti calmi a fortissimi molto espressivi,
mentre un fugato finale rende il brano brillante e solenne.
La conclusione del concerto è affidata ancora a Haydn: “Die Himmel erzählen” (I cieli narrano la gloria
di Dio) è il coro più famoso dell’opera “La Creazione”, un autentico esplodere di gioia e di scintille
della creazione che loda il Creatore per ogni cosa che esiste.
Giampiero Innocente
Direttore del Collegium Vocale di Crema
www.collegiumvocale.it
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