Semplice ricerca del piacere o patologia?
Noi uomini,forse per natura,o perchè frutto di una lenta
evoluzione,siamo sempre alla ricerca di qualcosa che possa
appagarci,soddisfarci..
ma appena riusciamo a trovare ciò che riesca a darci quel
pizzico di piacere,ecco che a poco a poco non riusciamo a
farne più a meno..
inizia una ricerca sfrenata e un desiderio incontrollato di tutto,facendo si che ciò che
poteva sembrarci un qualcosa di semplice,una piccola abitudine,diventa un
desiderio irrefrenabile,dal quale non si può più evadere...quindi un qualcosa di
patologico ed esagerato,perdendo ogni controllo
Ed ecco che una volta arrivati a questo punto,quando pur di ottenere
ciò di cui non possiamo fare più a meno,rischiamo di commettere
anche gli sbagli peggiori,
arrivando alla
DIPENDENZA
Ci sono innumerevoli tipi di dipendenza a cose che ,a noi sembrano banali,ma
per molti altri diventano l’unica ragione di vita
UNA BRUTALE OSSESSIONE!!!
Dal punto di vista delle cause si può dipendere patologicamente da:
Sostanze stupefacenti o tossico dipendenza
dipendenza sessuale,masturbazione convulsiva
DALLO SHOPPING…
Nutrirsi,è un fenomeno biologico,fondamentale per la nostra vita,in quanto
consente,attraverso l’assunzione di sostanze necessarie al nostro
organismo,di poter sopravvivere!!!
è considerato ormai noto che una dieta povera possa avere un impatto dannoso
sulla salute umana e animale causando ad esempio nell'uomo malattie da
carenza,come scorbuto, rachitismo
mentre un’insana ed eccessiva alimentazione può
causare l‘obesità e comuni malattie croniche
sistemiche CARDIOVASCOLARI
OSTEOPOROSI
DIABETE
Al giorno d’oggi,soprattutto nei paesi molto sviluppati dov’è diffusa
l’insana concezione di “bellezza”
molti non riescono a tollerare di non entrare in questi canoni
diventando soggetti ad alcuni disturbi
ANORESSIA
ORTORESSIA
BULIMIA
OBESITA’
molti soggetti sovrappeso che quotidianamente lottano contro il pensiero
del cibo,
falliscono nel tentativo di ignorare o
controllare il proprio appetito,non
traggono beneficio da misure dietologiche,
semplicemente perché non sono in grado
di gestire la propria tendenza nel mangiar
troppo.
 Ma soprattutto, queste persone sanno che il problema non
si esaurirà nella perdita di peso, e che il problema
dell’appetito ritornerà anche dopo essere dimagriti,
causando un nuovo ingrassamento.
Ormai si può dire di essere dipendenti dal cibo,quando il desiderio di
esso diventa implacabile…
.
Consumare il cibo diventa qualcosa di soddisfacente e gratificante,infatti in
momenti di tristezza o disperazione è necessario consumare quelLA “DOSE”di
cibo,proprio perche si ci riesce a staccare dal resto del mondo,a fare una “pausa con
il cervello”
l’appetito e quindi il comportamento di ricerca del cibo non sono
controllabili nemmeno avendo una forte motivazione al
dimagrimento.
 Mangiare più velocemente del normale, con il risultato di gustare di meno il cibo stesso
 Mangiare anche quando ci si sente pieni. Alcuni usano magari bevande o alcol o caffè per favorire un
rilassamento o uno svuotamento dello stomaco in maniera da poter introdurre ancora cibo, o al limite il
vomito autoindotto.
 Mangiare senza avere più la capacità di distinguere tra fame e sazietà.
 Compiacersi nell’immaginarsi mentre si consuma cibo, pensare mentre si compiono altre attività a
quando si andrà “finalmente” a mangiare.
 Accorgersi che le proprie spese per il cibo, e anche il tempo dedicato al mangiare stanno aumentando in
maniera imbarazzante.
Perchè è così facile resistere a carote, broccoli o spinaci mentre non riusciamo a staccarci da un
pacchetto di patatine o dall’ultimo pezzettino,di torta…???
“
questo perchè gli alimenti particolarmente ricchi di zuccheri e di grassi sono
definiti
“COMFORT FOOD”
Ma come si può evadere da questo tunnel??
La terapia però spesso inizia con un errore
fondamentale, ovvero quello di trattare questi casi
come se derivassero da un appetito abnorme per il
modo in cui si genera:
si cerca di ripristinare un contesto normale di alimentazione, e di
modulare fattori affettivi, cognitivi per riportare l’appetito in linea con la
fame
Il successo delle diete è possibile, ma temporaneo, e non è seguito da un equilibrio
soddisfacente e stabile con un regime alimentare più controllato, che è vissuto
comunque come una privazione o una rinuncia.
Ma Questi alimenti attivano un recettore del nostro cervello,
LA DOPAMINA,
la quale aumenta sempre quando siamo sottoposti ad un attività piacevole spingendo le
persone a ripetere quell’attività.
Per porre fine allo scaturirsi di questa dipendenza,si cerca di agire sul sistema della
dopamina attraverso due tipi di farmaci
alimentano i recettori della dopamina
che messi in attività, fanno scendere il
desiderio di cibo.
Questi sono
PERGOLIDE
CABERGOLINA
ROTIGOTINA
Gli antagonisti della dopamina, invece, bloccano i recettori.
Quelli più usati sono gli antidepressivi,che riducono l’appetito nella persona affetta da
dipendenza,il cui vantaggio è quello di ridurre i sensi di colpa.
Il CIOCCOLATO è un alimento
derivato dai semi della pianta
del CACAO ormai diffuso in tutto il
mondo.
esso è prodotto nelle forme più
svariate; la più comune è la
tavoletta, ma,ne possiamo
trovare di tutti i
tipi,specialmente durante le
festività.
malgrado sia considerato ormai un
“Piaga”,soprattutto per i giovani in
quanto alimento ricco di calorie,il
cioccolato ha anche proprietà
benefiche
È un antiossidante naturale:
i flavonoidi che vi si trovano, proteggono le arterie dai danni dell‘arteriosclerosi e prevengono malattie
cardiovascolari come l‘infarto e l'ictus.
Il consumo quotidiano di piccole quantità di cioccolato fondente è inoltre in grado di abbassare lievemente la
pressione arteriosa.
…MA??
È stato accertato che esistono alcuni componenti chimici
di questo alimento possono generare dipendenza..
Gli amminoacidi che vi si trovano per
esempio,sono in grado di far produrre
un ormone
“SEROTONINA” che è capace da far
scaturire nell’uomo sensazioni di piacere
che a volte danno infatti l’impressione di
essere innamorati!
Il cioccolato contiene importanti sostanze psicoattive: teobromina e caffeina,
eccitanti e stimolanti del respiro e dell’attività cardiaca,
fenilanina e tiroxina, importanti mediatori del sistema nervoso centrale.
La presenza di tali sostanze
potrebbe spiegare l’efficacia del
cioccolato nel contrastare stati di
ansietà e di depressione e
nell’indurre sensazioni di piacere,
benessere fisico e psichico ed una
aumentata capacità lavorativa.
Si tratta di una dipendenza di tipo psicologico scatenata da
particolare processi:
• Il consumo di cioccolato viene generalmente associato a
occasioni di festa e da la sensazione di momenti positivi pieni
di emozioni;
•rappresenta la conciliazione di opposti: può essere solido e
liquido, chiaro e scuro, dolce e amaro che dà l’idea di un di un
piacere completo e quindi più gratificante;
• Coinvolge sfere inconsce sensoriali molto forti: per questo
quando si gusta un cioccolatino si ha l’impressione di staccare
da tutto il resto.
E non si può praticamente parlare di astinenza, perché i veri abusatori di cioccolato non
smettono mai di mangiarne, non fanno nessuna differenza tra l’estate e l’inverno..
Il cioccolato viene consumato
prevalentemente dopo cena, come
ultimo e spesso unico piacere di una
giornata faticosa, o per calmare
l’irritabilità, dare nuova energia,o
migliorare il tono dell’umore.
Viene maggiormente ricercato dalle
donne nel periodo che precede il
ciclo mestruale.
.
Il cibo quindi non è solo un qualcosa di necessario alla nostra sopravvivenza
ma diventa una sorta di dipendenza e le fissazioni che ne derivano nel
tempo, destabilizzano i vari contesti lavorativo, familiare, sociale, di
coppia,e portano sempre maggiore ansia,stress e preoccupazione
nell'individuo che le mette in pratica.
Quindi pensiamoci un po’,rendiamoci conto che anche il cibo è diventato una piaga della nostra
società e non prendiamo tutto con superficialità e presunzione,ma pensiamo a chiunque possa
essere afflitto da questo problema e combattiamolo!
SITOGRAFIA:
 www. Wikipedia . It
 www. Corriere della Sera . It
 www. Medici Italia. It
BIBLIOGRAFIA
 Trattato di Patologia medica di “Ugo Terroi”
 IMMAGINI TRATTE DA:
 www. Google immagini . It
 www. Medici italia.it
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Dipendenza dal cibo - Angela Corea