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L'occasione
(l'ultima !) è stata una
riunione operativa-conferenza per
avviare ed agevolare la partecipazione
degli aderenti al nuovo percorso politico: Paolo Raciti, attuale commissario
politico dell'Udc locale, ha cercato di
serrare le fila degli "scontenti", in questo caso i consiglieri comunali Nello
Catalano e Giovanni Rapisarda, "per
riallacciare i contatti, che prevedono
certamente tempi lunghi, ma che
lasciano ben sperare", questo quanto
dichiarato dal Raciti. Alla riunione-conferenza operativa, però, non sono stati
invitati i due "dissidenti" e, pertanto, la
situazione resta di stallo. Il Catalano,
interpellato, minaccia anche di autosospendersi dal partito se non ci sarà a
breve termine un chiarimento definitivo
in tal senso, e conoscendo la serietà e
la coerenza con la quale "opera" il
tranquillo consigliere c'è anche da crederci. C'è da aggiungere, inoltre, che
la nomina di "commissario" al Raciti è
giunta "per virtù dello Spirito Santo",
tanto per usare una espressione locale che non vuole essere assolutamente blasfema, nomina che né il
Catalano né il Rapisarda, a quanto è
dato di sapere, accettano. Il
Governatore Cuffaro, "padrino" della
situazione, per intanto, non prende
cappello, e la cosa dispiace enormemente, in quanto il suo interessamento a serrare i ranghi porterebbe a fare
uscire dalla sala del "Panciroli" veleni
e quant'altro, ridando forza e vigore,
nel caso di "volemose bene", ad una
amministrazione, sindaco in testa, che
comincia a soffrire oltre il dovuto per
una situazione che non porta di certo
al (ri)lancio della Città, prova ne è il
tentativo di "corteggiamento" (certamente smentito dagli interessati) di
Nino Garozzo verso i "vecchi" amici
Rito Greco e Alfio Brischetto. Chi vivrà,
vedrà. Che ne dite?
T.C.
pag. 2
Bella, belle,
bellissime...
Settimanale del Sabato
4 Novembre 2006
ACIREALE: IL QUESTORE DI CATANIA
RICEVUTO DAL SINDACO GAROZZO
Cordiale incontro oggi a Palazzo di Città tra il sindaco Nino Garozzo e il neo
questore di Catania, Michele Capomacchia. Dopo una visita al personale del
Commissariato di Acireale, diretto dal dottor Salvatore Bonanno, il questore si
è incontrato con il primo cittadino. Tra gli argomenti affrontati, la fruizione dei
locali comunali del corso Umberto da parte del Commissariato e il controllo del
territorio. Il sindaco Garozzo ha ringraziato il Questore e la Polizia di Stato per
l'abnegazione profusa dai funzionari e dagli agenti impegnati quotidianamente ad Acireale, sottolineando nel contempo le positive esperienze messe in
atto dalle forze dell'ordine durante le grandi manifestazioni organizzate ed
IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI
"GLI ACQUERELLI DI ALDO SCACCIANOCE"
Alla presenza di molti illustri ospiti, tra i quali il sindaco, il giudice Macrì,gli 'assessori provinciali Ferlito e Castorina, l'ass.alla Cultura Nives Leonardi, il
Ccomandante della Stazione dei CC. di Acireale Giovanni Guastella,il direttore
della Biblioteca Zelantea M.C.Gravagno, e tantissimi altri, è stata inauguarata al
Cinefotoclub Galatea, l'interessante mostra di acquerelli di Aldo Scaccianoce.
Dopo il saluto della presidente Ketti Sottile e del dott. Salvatore Consoli, il dott.
Giuseppe Contarino ha presentato la rassegna. Pubblichiamo di seguito i passi più
significativi del suo intervento. Non è facile oggi imbattersi in una mostra di acquerelli come questa organizzata dal Cinefotoclub Galatea, non tanto perché mancano le competenze, ma perché mancano il sentimento e la sensibilità d'animo, che
ne costituiscono il presupposto. Negli ultimi 30 anni, la fortuna di questo genere
artistico, che pure vanta nomi di rilievo assoluto - si pensi a Durer, Delacroix,
Cezanne, Monet, Van Gogh fino ad arrivare al Canaletto, a Pablo Picasso, a
Giorgio Morandi, a Turner e Paul Klee - è notevolmente scemata. I nuovi movimenti, figli di una società in profonda trasformazione e attraversata da laceranti contraddizioni, hanno privilegiato filosofie e percorsi diversi, facendosi caricodi una contestazione globale che ha messo a soqquadro il
mondo dell'arte, introducendovi istanze sociali e gusti nuovi. Si pensi, a esempio, alla pop art, all'informale,
al materico, alla transavanguardia ecc.. Tranne poche eccezioni, oggi si va all'accostamento di colori e oggetti senza un progetto e si privilegia la "trovata" per stupire come quella che Sgarbi si accinge a proporre a
Milano, basata sulla merda nell'arte. L'acquerello è figlio di un altro mondo, di un'altra mentalità, di altri valori. Diversamente da quanto si potrebbe credere, esso non è il fratello ingenuo della pittura; anzi richiede maggior perizia - perché gli errori non possono essere corretti dipingendovi sopra, come nel caso di pittura a olio
- e una maggiore frequentazione del disegno, chiamato a tracciare con sicurezza le linee fondamentali di
quanto si vuole rappresentare. Il successo dell'acquerello non è dato dal colore, ma dall'atmosfera rarefatta,
dalla leggerezza, dalla capacità di cogliere determinati scorci, fornendo le coordinate fondamentali per un
preciso riconoscimento e, allo stesso tempo, smaterializzandoli, idealizzandoli, trasferendoli in una dimensione quasi surreale, al di fuori della storia. Per Imago urbis, Aldo Scaccianoce ben avrebbe potuto fare ricorso alla fotografia per illustrare la
cifra barocca di Acireale, ma, se
lo avesse fatto, non avrebbe mai
raggiunto la carica emotiva che
proviene dall'acquerello. Così
egli, forte di una predisposizione
naturale al disegno, si è sottoposto a un duro lavoro a mano libera per penetrare "dentro" i palazzi, le strade, le atmosfere della
nostra città, per stabilire con essi
un rapporto cuore a cuore, per
sentire il respiro misterioso delle
cose, per mettersi in sintonia
con un'epoca di elevato spessore culturale. Da questa singolare
opzione, sono venuti fuori
acquerelli, tecnicamente convincenti, intrisi di sensibilità e di
fascino, fatto questo che non
stupisce più di tanto se si considera la raffinata cultura classica,
sorretta da specifici interessi storici, del nostro autore, che abbiamo avuto occasione di apprezzare nei suoi libri e nelle sue collezioni uniformologiche. Per la delicatezza delle tinte, per quell'accarezzare il supporto cartaceo e chiamarlo al ruolo di
coprotagonista, piuttosto che dominarlo e stravolgerlo con pennellate imperiose, l'acquerello mutua dalla poesia il volo leggero delle farfalle, e dalla pittura, l'armonia della composizione, che gli consentono di restituire
in maniera soft, quasi come un concerto suonato con la sondina, la realtà riprodotta in chiave lirica. Sin dagli
anni della giovinezza, Scaccianoce ha prodotto numerosi acquerelli, dei quali molti si trovano in collezioni private in Russia, in Germania, in Inghilterra e naturalmente in Italia; altri sono stati cestinati perché ubbidivano a improvvise accelerazioni del cuore e della fantasia, soddisfatte le quali non avevano più motivo di
sopravvivere. La dispersione e l'occasionalità hanno impedito finora di cogliere la sua vera cifra stilistica, la
sua versatilità, la sua bravura anche in questo settore. La pubblicazione di Imago Urbis lo ha costretto alla
produzione di un corpus organico di acquerelli che dice in maniera compiuta di Acireale, facendoci "vedere"
e scoprire la città, che pur abbiamo sotto gli occhi, aiutandoci a percepirla per quella che veramente è, raccontandoci di sfumature e di dettagli tanto sorprendenti da sembrare inventati. Acireale si rivela tutta un
pastello, con colori tenerissimi e caldi: "un sistema urbano - come scrive Scaccianoce - unico e raro tra gli
apparati urbani meridionali, dove il vero artista è la città stessa e non chi tecnicamente la rappresenta", dichiarazione d'amore, questa che fa il paio con la lusinghiera affermazione dell'Accademico di Francia René Bazin,
secondo il quale "Acireale è un luogo incantato". Molte le sottolineature che potrebbero essere proposte sul
piano contenutistico. Siamo in presenza di acquerelli colti, realizzati non per un'esigenza squisitamente estetica, ma come testimonianza oggettiva di tesi portate avanti dal loro autore. Coerentemente, a esempio, essi
narrano di una città dove il Barocco ha un proprio linguaggio e una propria dignità architettonica non inferiore a quella netina, nei confronti della quale può addirittura vantare delle primogeniture, riproposte a Catania
e, in genere, in tutto il Val di Noto. Sul problema Barocco, il mondo politico di Acireale è andato incontro a una
clamorosa defaillance, ritenendo che il riconoscimento Unesco fosse uno sterile, inutile accademismo.
Abbiamo toccato con mano che si tratta, invece, di una preziosa occasione per conservare e promuovere il
patrimonio architettonico, e attivare un circuito virtuoso capace di creare posti di lavoro e di proporre le città
a livello mondiale. Di concerto col Sindaco, avv. Garozzo, con l'assessore Leonardi, e con i maggiori service club acesi, l'Accademia sta cercando di creare le premesse per un tardivo riconoscimento. L'auspicio è
che il progetto possa arrivare in porto. In tale direzione, gli acquerelli e gli scritti di Aldo Scaccianoce, socio
effettivo dell'Accademia, offrono un contributo di importanza non secondaria per fare apprezzare a tutti il volto
scenografico di Acireale, il senso di mistero, di incerto, di nascosto che caratterizza la struttura urbana del
centro storico, la signorilità e la civiltà di una comunità avanzata che si confrontava con le tre maggiori città
dell'isola, Palermo, Messina e Catania. In essi, oltre all'aspetto laudativo, emerge il rimpianto nostalgico per
un'eredità di rilevante pregio, che viene impunemente profanata sotto gli occhi di tutti, come è avvenuto col
Palazzo Geremia di via S. Carlo, o per luoghi cancellati da eventi naturali, come il famoso "Pugno" lavico, ultimo epigono della Grotta delle Colombe di Santa Maria La Scala; si coglie il ricordo di un'Acireale negata dai
palazzinari, com'è avvenuto col Palazzo Rossi Bonanno che chiudeva via Paolo Vasta, salvaguardando, però,
la vista del mare, palazzo, oggi sostituito, purtroppo, da un edificio di dieci piani, figlio di quella follia collettiva che, negli Anni Sessanta, vedeva nel cemento un segno di modernità; ci sono, infine, l'appello al rispetto
di una dimensione architettonica importante, la cui integrità è responsabilità di tutti, e l'ostinata speranza che
gli acesi apprendano a considerare la città come risorsa, a esserne gelosi custodi più che sprovveduti untorelli e a trarre dall'Imago urbis, motivi di riscatto per credere in un futuro diverso. In definitiva, quella del
Cinefotoclub Galatea è una mostra assai valida, che aiuta a recuperare il passato, per farne piattaforma sicura per l'avvenire.
Giuseppe Contarino
ospitate dalla "Città delle Cento Campane". Il nuovo questore di Catania
Michele Capomacchia è entrato in Polizia nel 1969. Nel corso della sua carriera ha prestato servizio in diverse città e in Sardegna, dove ha collaborato
nel periodo più critico del banditismo sardo e dei sequestri di persona. Dal
1997 al 2001 è stato Questore di Siracusa, successivamente è stato chiamato a dirigere il Programma Operativo Nazionale Sicurezza per lo Sviluppo del
Mezzogiorno d'Italia presso il Dipartimento della Polizia di Stato a Roma.
Proviene dalla Questura di Bolzano.
Nella foto di Nuccia Leotta da sx.: il dott. Salvatore Bonanno, il sindaco
Garozzo e il dott. Michele Capomacchia.
La rubrica del micio
Essere trombati alle elezioni? Tutto sommato meglio
così. C'è sempre un "lombardo" che ti ripesca e che ti
rimette in carreggiata. E' il destino dei vari politici che
dopo avere "militato", più o meno dignitosamente, nei
meandri della politica locale e provinciale, un bel giorno
s'illudono di avere conquistato le masse popolari ed allora decidono di scendere nell'agone politico regionale…Mal gliene incolse, direste voi, ma non è proprio
così…c'è sempre la scialuppa di salvataggio lanciata in
mare dal "lombardo": è il caso, tanto per restare a quelli a noi vicino, di Margherita Ferro, Daniele Capuana,
Nino Amendolia. Discorso a parte quello di Mario Grancagnolo, sempre "alla
ricerca dell'Arca Perduta" che sceglie l'Udeur di Mastella ritenendo"la politica condotta dal Ministro (Mastella) a difesa dei valori e degli ideali e che rispecchia la
volontà dei moderati italiani…", discorso avallato da Angelo Moschetto, commissario provinciale, che dichiara "coraggiosa"(sic!) la sua adesione al partito che si
sta organizzando. Commenti? A voi la scelta! Miao.
UN ACESE AL VITTORIANO
Si è inaugurata presso le prestigiose sale del Complesso del Vittoriano a
Roma, alla presenza di numerose personalità dell'arte e della cultura , la
mostra antologica del maestro Turi Sottile. Un excursus di 50 anni di pittura
che raccoglie opere significative dei periodi che hanno caratterizzato la vita
artistica del pittore acese, da tempo residente a Roma. Tra le opere esposte,
circa sessanta, una particolare attenzione va alle più recenti: le "Finestre",
realizzate su supporti trasparenti che mostrano, oltre alla perizia e all' abilità
indiscussa dell' artista, la sua capacità di rinnovarsi continuamente e di tro-
vare sempre un linguaggio nuovo e stimolante. E sono state proprio queste
tele, con la loro magia, ad attrarre i visitatori, numerosissimi, che sono accorsi, come sempre, al richiamo dell'artista eclettico, geniale, capace di incantare non solo con la sua perizia pittorica, ma anche con la sua irruenza poetica. Questa esposizione che si protrarrà fino al 12 novembre p. v. assume certamente una valenza celebrativa e di autentico riconoscimento all'opera
instancabile e varia dell'artista siciliano che ha trasfuso la luce della sua
Terra in cromie di grande impatto emozionale e di forte spinta interpretativa
come suggerisce lo stesso titolo della mostra " Emigrare al di là del visibile".
Rita Piangerelli
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sabato 4 Novembre 2006
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Continuiamo le interviste con le “miss” che da qualche anno a questa parte, hanno fatto
parte delle finali nazionali del concorso di Miss Italia, una volta identificato come il concorso “5.000 Lire per un sorriso”.
Bella, belle, bellissime
Due interviste con Maurina e Rossella, le sorelle Bella
che hanno partecipato al Concorso di Miss Italia
Bella, belle, bellissime,…così iniziava l’articolo precedente
sulle Miss che hanno rappresentato il territorio delle Aci nei vari
“campionati” del famoso concorso inneggiante alla bellezza italica, quello, appunto, di “5.000 Lire per un Sorriso”, così veniva
chiamato il concorso di Miss Italia. E’ la volta di un’altra “Bella”,
bellissima, il cui nome corrisponde a Rossella e, vedi caso, è la
sorella di quella “Maurina” di cui abbiamo tracciato un breve
profilo recentemente. La incontriamo nel negozio dei genitori dove le due ragazze svolgono regolarmente la loro attività allorquando non sono impegnate in momenti di moda e/o
spettacolo. I capelli biondi “a codino” sulle spalle, un paio di occhi castano chiari che riesci a mala pena a guardare, tanto sono belli, la Rossella, qualche anno in meno della
sorella, indossa un abbigliamento casual, che è quello che preferisce di solito, mette subiph Nuccia Leotta
to a proprio agio il suo interlocutore (io, ndr), e racconta, con “scioltezza parlantina” (l’espressione è una mia licenza!), il suo approccio con i concorsi. Segue, all’inizio, le performance della sorella più grande…già a sedici anni partecipa ai primi incontri-concorso senza tante speranze “manifeste” di vincere…ma la sua bellezza si impone facilmente e cominciano i primi successi, le prime chiamate
per sfilate e concorsi. Miss Italia del 2002 è il suo trampolino –definitivo –
di lancio. Papà e mamma fanno il tifo per lei, mobilitano amici e parenti, la
città e tutto il territorio sono impegnati a votare la bella Rossella. I negozi,
le strade, sono pieni del bel viso di Rossella. Il sogno si spegne durante la
serata finale (è la ragazza arrivata più in alto delle cinque che hanno partecipato): riceve i complimenti di Fabrizio Frizzi (un galantuomo pacioccone, lo dichiara Rossella), del patron Mirigliani (con il quale ha una foto) e
della sua Sicilia che ha portato nel cuore a Salsomaggiore. L’uscita di
scena dal concorso non le chiude, però, le porte dello spettacolo (il suo
sogno): sfilate (ricorda con emozione l’ingresso sul palco di
Salsomaggiore, con l’abito rosso, come testimonial di Mariella Burani),
prodotto da Antenna Sicilia, assieme a Ruggero Sardo (astro nascente)
con “Un sogno che diventa realtà”. Gli studi di Tecnico della Gestione
Aziendale, svolti al Professionale di Acireale, le danno quel senso di equilibrio e di buona gestione della vita. Dosa gli impegni, li sceglie senza forzare la mano…una presenza discreta sul palco, prima valletta poi coopresantrice su tante piazze siciliane che la fanno apprezzare per il suo talento e la sua bellezza. La bellezza? “E’ fondamentale”, dice lei, “ma necessita anche di una testa che pensi, di un’anima che ci sia…”. Gli stessi concetti della sorella Maurina, gli stessi concetti inculcati da una sana famiglia
borghese. Non accetta compromessi che, nella vita dello spettacolo e della
moda, necessariamente corrono…non è mai capitato, però…Non sa cantare ed è una fortuna ! (mia moglie
Mariella ha la pretesa di sapere
cantare!!!), non ha intenzione di
sposarsi subito con il suo Fabio (un
cameraman che vive nel mondo
dello spettacolo, anche lui!), geloso
quanto basta per una gelosia, reciproca, fatta di sentimenti ma anche
di assoluta fiducia e libertà.
Rinuncerebbe alla moda e allo
spettacolo per il matrimonio felice…se potesse, però, ottemperare
alle
due
cose,
sarebbe
meglio…Molto, molto pragmatica,
sicura di se, affronta le vicende
della vita con decisione e serietà massima. Il suo attore preferito: Lorenzo Crespi
(chi è? mi domando); l’attrice: Nicole Kidman (lo so chi è!). Odia i film dell’horror
mentre si emoziona con le commedie e le storie sentimentali. Legge poco, il suo ultimo romanzo: “Undici minuti”. Di Camilleri piacciono le storie televisive, non i romanzi (non è la sola), tesse le lodi del grande Pippo Baudo e di Fiorello (due siciliani, è
forse un caso?). Come la sorella è molto critica su Acireale e su come viene amministrata…non le basterebbero i cento campanili per buttare giù qualcuno !!! Adora il
pollo con le patate al forno (i suoi grandi occhi brillano particolarmente per la golosità) mentre non può fare a meno delle crepes alla nutella (golosona). Per le auto
ha una predilezione per quelle “grandi” mentre il complimento che più preferisce è
quello dedicato al suo comportamento nella vita. Semplice, elegante e sinuosa nei
garbati movimenti del suo splendido corpo, pensa che la bellezza sia passeggera…a 50 anni si vede ancora interessante e bella (non disdegna, però, se necessario, qualche “rifacimento” in corsa). Se continua così, è la mia impressione, non avrà
bisogno di alcun “correttivo”. E’ Bella, di nome e di fatto, è Bella Rossella.
T.C
Pianeta Scuola
Galileo Galilei – Sarà presentato, lunedì 6 Novembre,
nella sala della Biblioteca della Scuola, alla presenza
di tutti i partecipanti, il risultato del Progetto Filmico
realizzato nel corso del recente anno scolastico dalle
sezioni H ed F. Il lavoro finale consiste nella proiezione di due “corti” a soggetto, “La cagnolina ritrovata” e
“Il sogno di Enrica”, lavori interamente prodotti dagli
alunni delle due sezioni.
- Con grande partecipazione di alunni e genitori e
docenti sono stati presentati il DVD e la mostra fotografica realizzati nel corso del viaggio in Messico dell’estate scorsa. I momenti intensamente vissuti in
Messico hanno ripercorso le tappe fondamentali del
viaggio.
- Hanno avuto inizio, molto partecipate, le lezioni di
Lingua Araba tenute dal dott. Vincenzo Tarascio.
Archimede – Ha preso il via il progetto “Biblia” attuato in collaborazione con la biblioteca “Rosario
Livatino”. Il progetto, che si intitola “Assonanze” è proposto dall’Ass. “Anta Sicilia” che porta avanti un itinerario progettuale sulle identità culturali e linguistiche
della Sicilia. Uno dei momenti più significativi ha avuto
luogo sabato scorso com “Il mistero della lingua dei
Siculi” (relatore il glottologo prof. Enrico Caltagirone) e
“Iano Cantastorie di natura”, con “ ‘a mia mi pari
arabu” sulle assonanze tra il vernacolo siciliano e la
lingua araba.
BAR FRATELLI PATANE’
POZZILLO SUPERIORE
L’angolo della Poesia
Dame
Sono conteso da due strane dame,
molto attraenti e molto profumate.
Mai sono insieme le due strane dame:
ora vien l’una, vestita di bianco
or vien l’altra vestita di nero.
La dama bianca mi passa vicino,
destando in me la gioventù assopita.
La dama nera, con lo sguardo acuto,
mi fissa oltre il silenzio e sta in attesa.
Ignazio Barbarossa
L A V I A PA O L O VA S TA N E G L I A N N I ‘ 5 0
( 1- I luoghi )
La via che porta il nome del maggiore pittore acese,
Paolo Vasta, si stende in direzione est-ovest tra via
Regina Margherita e piazza Dante e interseca corso
Umberto all'altezza di piazza Garibaldi e corso Savoia
in corrispondenza di piazza Gusmana, l'antica Porta
Cusmana dalla quale,
prima che si costruisse
tra gli anni '50 e '60 la
Statale 114 panoramica oggi Viale dello Jonio- si
usciva in direzione nord
per Giarre, Taormina o
Messina. Negli anni cinquanta essa chiudeva a
nord la via Marchese di
San Giuliano, indicata
popolarmente come "a
strata di scoli", perché
accoglieva il 1° Circolo
Didattico comprensivo di
scuola elementare e
materna,
l'Istituto
Magistrale
Statale
"Regina
Elena",
la
Biblioteca e Pinacoteca
Zelantea e, nei locali dell'ex convento di San Giuseppe
espropriati dopo il 1860, il Liceo Classico "Gulli e
Pennisi" e la Scuola Media "Paolo Vasta". Oltrepassata
la via Marchese di San Giuliano, la via P.Vasta giungeva, con una ripida salita in terra battuta, fino all'attuale
piazza Dante, allora luogo brullo, deserto e inospitale
chiamato "Chianu o Pizzuni", adibito a pubblica discarica e di quando in quando anche teatro di duelli rusticani; quando giungeva un circo equestre, là trovavano
posto carrozzoni, tendone e gabbie per gli animali: una
volta si seppe di un leone in fuga e la gente spiava, con
un misto di curiosità e di apprensione, gli spostamenti
della belva che, dati i tempi, di fame doveva averne
parecchia. Poche stradine “medievali”, strette e tortuose, con basole al centro e acciottolato lavico ai lati, si
dipartivano da via P.Vasta, tutte in direzione sud, cioè
verso il centro della città: via Ricca, via Lettighieri da
piazza Gusmana, via Carcagnolo e, molto più in alto, la
via Spezze (oggi via G.Verga). Non mancavano le condutture dell’acqua potabile e le fontanelle pubbliche, ma
quasi ogni casa aveva la sua cisterna dove si raccoglieva l’acqua piovana, che essendo priva di calcare era
ottima per cuocere la pasta e per il bucato; in attesa
delle prime lavabiancheria a getto d’acqua, il bucato si
faceva nelle tinozze o si dava a fare alle lavandaie delle
frazioni rivierasche. Ne rivedo una alta e magra che reggeva con agile portamento la sua "truscia" in equilibrio
sulla testa; veniva da Santa Maria La Scala a piedi
scalzi come si usava allora tra la gente di mare per
risparmiare le scarpe; veniva su percorrendo una delle
viottole ripide e scoscese che collegavano Acireale al
mare per ritirare la biancheria che avrebbe lavato con
l’acqua sorgiva presso il Mulino e steso in riva al mare
sulle “cocole” di basalto, lisce e arrotondate come uova
di dinosauro.
( 2- I limoni e le altre risorse )
A quel tempo la via P.Vasta segnava il limite nord tra la
città e la campagna: al di là delle case che la delimitavano si stendevano fino alla pianura di Pozzillo i giardini di limoni che, fiorendo due o tre volte l'anno, riempivano l'aria del profumo
intenso della zagara. Gli
agrumi, portati in Sicilia
dagli Arabi, avevano
fatto la ricchezza di alcune aree come la Conca
d'Oro di Palermo o la
riviera ionica e a quel
tempo trovavano un
ampio mercato estero,
specialmente
in
Germania, garantendo
guadagni agli esportatori
e lavoro a contadini e
operai dei “malazzeni”,
dove i limoni venivano
selezionati, incartati e
sistemati dentro cassette di legno per la spedizione; toccava poi a corpulenti cavalli fulvi e ai buoi trainare carri e vagoni fino
alla stazione. Nel territorio acese, ricco di acque sorgive, digradante verso il mare e al riparo dai venti freddi,
i limoni, che tra gli agrumi sono quelli che più temono il
gelo, trovavano l'habitat ideale, traendo dal terreno vulcanico umori aspri e saporosi: dalla timpa occhieggiavano, col giallo carico dei frutti che impreziosiva il verde
intenso e lucido delle foglie, al sole che fin dal mattino li
riscaldava. Quale mescolanza di errori di gestione,
disinteresse politico, congiunture interne o internazionali sfavorevoli ha privato Acireale della sua più importante fonte di lavoro e di redditi? Si viveva di poco con
dignità e molte attività ruotavano intorno al recupero e
alla riparazione di oggetti e macchinari; nulla poteva
andare sprecato: gli straccivendoli raccoglievano non
soltanto stracci per la cartiera, ma anche rottami di
metalli e persino capelli, offrendo in cambio modesti
oggetti d’uso quotidiano o grassottelle bambole di cartapesta dalle unghie assurdamente smaltate di rosso.
Nella fiera del sabato, che si teneva nel viale Regina
Margherita alla scarsa ombra dei giovanissimi tigli,
numerosi erano i rivenditori di abiti usati, “i robbi
d’America”. La ricostruzione era un antidoto alla disoccupazione, ma le paghe rimanevano basse, tanto che
nel 1960 la lira ottenne l’oscar per la stabilità. Gli artigiani acesi, specialmente ebanisti e fabbri, erano molto
abili a realizzare mobili solidi e splendidamente scolpiti e artistici lavori in ferro battuto, ma i semilavorati venivano dalle fabbriche del nord e nell’arco di un decennio
anche i mobili industriali, fatti in serie, meno solidi,
meno curati nei particolari, ma più economici, avrebbero soppiantato quelli artigianali lavorati con perizia e
senso del bello. Nel sud la ricostruzione riguardò le
case. Si diceva: “quannu travagghia a manicula travagghiunu tutti” e non si pensava che anche questa fonte di
guadagni prima o poi si sarebbe esaurita; nel nord la
ricostruzione riguardò le grosse industrie che lo Stato
aveva già favorito con le commesse militari e ha continuato a sostenere in vari modi. Il sud parsimonioso, ma
non disposto a rischiare, metteva i soldi in banca o li
impiegava nella speculazione edilizia che rendeva
bene, nel nord invece si mettevano su le industrie meccaniche che avrebbero invaso il sud con auto ed elettrodomestici e si organizzava la ricerca di mercati: a
questo servivano le gimcane organizzate in piazza
Duomo, la distribuzione gratuita nelle scuole elementari di ricettari per il riso prodotto in abbondanza nella pianura Padana e chi non ricorda i panettoni d’oro sorteggiati ai consumatori di nuovi prodotti dolciari ?
Maria Laura Tringale
Foto: “Acireale d’Altri Tempi”
di Cristoforo Cosentini
NoèComunication al “Galatea”
Parcolarmente partecipato il primo incontro che il dott. Salvo
Noè ha presentato al “Galatea”nel quadro delle attività culturali
che il club acese organizza durante l’anno. Presentato dal presidente Ketty Sottile, il dott. Salvo Noè ha brevemente tracciato un
“curriculum” della sua attività relazionando, quindi sulla “comunicazione” e sulla psicologia della stessa. Gli incontri avranno
una cadenza mensile a partire dal mese di Dicembre prossimo.
Di seguito diamo alcune informazioni su “NoèComunicationTraining Group”
.La NoèCommunications è un centro di formazione e ricerca nazionale fondato con l'obiettivo di divulgare le tecniche e i metodi di sviluppo del potenziale umano. All'interno operano professionisti con
elevate competenze di sociologia, psicologia, comunicazione, e
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mediante l'organizzazione di seminari, conferenze, convegni di studio, corsi e trainings specifici atti a sviluppare il processo di autorealizzazione dell'individuo; promuove attività di ricerca partecipando e
supportando il lavoro di altri organismi scientifici nazionali, realizzando programmi di collaborazione nei settori di interesse comune. Per
quanto riguarda la formazione da tempo sono attivati dei master e dei
corsi in comunicazione e autostima, che sono stati già frequentati da
centinaia di persone con grandi risultati. In questi anni il centro si è
adoperato per l'affermazione di una "una nuova mentalità del benessere" promuovendo a tal proposito la diffusione delle conoscenze e
delle esperienze nel campo delle scienze umane e in particolar modo
della psicologia, attraverso seminari, stages, conferenze, workshoPJ
programmi radiotelevisivi che hanno arricchito il bagaglio umano, formativo ed esperenziale di tante persone. Le aree di competenza della
NC. sono molteplici e la formazione può soddisfare qualsiasi esigenza, dalle scuole alle aziende ai gruppi di lavoro ar singoli. Il tutto in
perfetta sintonia con gli obiettivi che il richiedente si pone, quindi con
procedure e rapporti personalizzati. Genitori, insegnanti, studenti,
liberi professionisti hanno già apprezzato il nostro metodo formativo.
Iniziativa Salvalarte Sicilia 2006
Proposta interventi urgenti per la
salvaguardia della Cappella del
SS. Crocifisso della Buona Nuova
In occasione della campagna nazionale dell’associazione denominata
Salvalarte e curata nella nostra regione dal Dipartimento per la tutela e la
valorizzazione dei Beni culturali di
Legambiente Sicilia al fine di promuovere la conoscenza, tutela e valorizzazione dei Beni culturali della nostra
isola, presso la R.N.O. LA TIMPA di
Acireale, Centro Visite Fortezza del
Tocco ha avuto luogo un’iniziativa
mirata alla salvaguardia e tutela dell’antico sentiero delle Chiazzette ed al
recupero
della
Cappella
del
Santissimo Crocifisso della Buona
Nuova ivi sita. Il circolo Legambiente di
Acireale promuove un incontro tra gli
Enti preposti per riportare ancora una
volta alla luce le innumerevoli problematiche inerenti la fruizione delle
Chiazzette, tra cui l’incocepibile pericolosità dell’attraversamento della
Strada Statale 114 per accedere al
sentiero. Nel corso dell’iniziativa è
stata presentata una proposta
riguardante gli
interventi
urgenti
di
messa in sicurezza
della
ottocentesca
Cappella del
Santissimo
Crocifisso della
Buona Nuova,
sita per l’appunto lungo il sentiero delle
Chiazzette, e da anni lasciata nel più
completo abbandono. Sono intervenuti il Sindaco e l’Assessore ai Beni
Culturali per il comune di Acireale, il
capo sezione architettonico per la
Soprindentenza ai Beni Culturali e
Ambientali di Catania, il direttore dell’area protetta per l’Azienda Foreste
Demaniali della Regione Sicilia, il dott.
Gianfranco Zanna per il Dipartimento
per la tutela e la valorizzazione dei
Beni culturali di Legambiente Sicilia.
AKIS
sabato 4 Novembre 2006
DON BARTOLO GUARRERA E DON CARMELO GRESTI
Nello scranno a lui riservato nel coro della
Cattedrale il CanonIco Bartolo Guarrera era sempre
uno del primI, se non Il primo. a prendere posto in
occasione di Pontlflcall solenni o per la recita del
VesprI. Esile, dalla andatura un pò curiosa e dalla
parlantIna rapida, che si dIstingueva per le sIbIlantI
fortemente accentuate, era cortesissimo, un vero
sIgnore. Per nulla parco di parole, Interloquiva, con
felice scelta degli argomenti da trattare,
simpatIca-mente con tuttI. Se incomlnclava a parlare di latino o di arte o dI questIoni dI storIa, il suo eloquio scorreva abbon-dante come un fiume In piena.
DI Pietro Paolo Vasta e della sua attività dI pittore
non avrebbe smesso mal di dIsquisIre. non mancando di mettere In rilievo l'influsso esercItato sul nostro
artista dal sublime Raffaello Sanzio. Socchiudendo
gli occhi, Illustrava, fin nel particolari an-che mInImI,
le varIe parti degli affreschI vasteschl della BasilIca
di San Sebastiano, del Duomo, delle ChIese di San
Camllo e di Sant'Antonio di Padova e della
monu-mentale Santa Maria del Suffragio, con la precisione di terminI, l'eleganza espressiva e la perizia
del competente appassionato. Tutto preso dall'argomento, parlava a lungo, tenendo avvinta l'attenzione
dell'interlocutore.
Cappellano
delle
Suore
Domenicane, nel Collegio. Arcangelo Raffae-le.
celebrava la Messa, nel corso della quale, a
com-mento del brano evangelico del giorno, rivolgeva un gar-bato fervorino. Trovandosi a parlare con le
alunne, rac-comandava loro, sempre con la
massIma dolcezza, di pronunzIare correttamente le
parole latine delle formule liturgiche, senza creare
stridentI “qui pro quo”.. Una desinenza errata e la
storpiatura dI un termine sarebbero state offesa gravissima alla lingua latina, che è il pIù bello, Il più logico degli IdiomI. Quando Si rivolgeva agII altri, il
Canonico Guarrera non faceva pesare mal la sua
cultura: era ben lontano dalla vana presunzione di
chI si atteggia a cattedratico, riversando sul povero
prossimo un fiume di parole con degnazione e antipatica suffIcien-za. Rispettoso con tutti, era sempre
Il primo a salutare. Togliendosi Il cappello con un
misurato movimento della mano sinistra, si rivolgeva
alla persona con questa cor-tese espressione
accomp89nata da un sorriso: • La riverisco, Signore
Solido e ben piantato come una quercia:la. dal
passo sicuro e spedito, don Carmelo Grestl era uno
del più po-polari tra I Canonici del Capitolo della
Cattedrale. Alla energia, dote preminente della sua
natura, si accompa-gnavano la bontà, Il buon senso,
lo spirito dI tolleranza, la capacItà di penetrare subito nell'Intima essenza delle cose. Nessuna inutile
astrattezza sI direbbe che I blzan-tlnlani non fossero
fatti per questo pragmatico Monsi-gnore di Curia,
che preferiva prendere di petto senza Indugi qualunque questione per arrivare al suo epilogo quanto più
presto fosse possibile. Da professore Impo-stava le
lezioni sul plano della concretezza, insegnandocl ad
avere una vls/one ben chiara delle cose, senza
per-dersi In mezzo a banali “qulsquille”. Quando al
posto del-"Indicativo cl servivamo del condizionale
mentre l'uso del
modo della realtà
non avrebbe fatto
una grinza, cl invitava a non esagerare con il condizionale, e a chi facesse frequente uso
del
congiuntivo
diceva
scherzosa-mente che è un
brutto male la •
congiuntivite
•.
Buono e di gran
cuore, con noi
alunnI era cordialissimo, slmpatlcamante espansivo e
non mancava della
battuta Cau-stica ed arguta. ma non tollerava affatto
che cadessimo In Insulsagglnl Insipide e urtantI. Un
giorno, una Improv-visa astensione di quasi tutti gli
studenti dalle lezioni per sollecitate Il ritorno di
Trieste all'Italia lasciò molto per-plesso Il cons/gllo
del professori, che, da una parte, avrebbE!! voluto
applicare In pieno Il codice scolastico. dall'altra non
se la sentiva di infliggere " massimo della pena.
Alcuni insegnanti sostenevano che non si poteva
passar sopra (altri tempI!) su una mancanza cos1
grave, tanto più che l/Preside, don Giuseppe
Maugerl, alle prime avvlsaglle si era prodigato per
convincete gli scio-perantl a non disertare le aule e
a rinunziare, almeno per " momento, alla manifestazione. A ridimensionare l'epi-sodio contrlbul
l'Intervento moderato e pieno di buon senso di
Monslgnor GrestL che, come sempre. si man-tenne
sulla via di mezzo: bisognava tutelare la dignità della
scuola ricorrendo alla punizione, ma non era il caso
di colpire duramente alcune centlnaia di alunni
mossi da amar di Patria, chi poteva metterlo In dubbio?, ma anche un po' euforici per un Imprevisto
giorno di vacanza. Ce ne uscimmo quasi Indenni,
con una lievissima sospen-sione e con una terribile
• lavata di capo » del Preside Maugeri, che ricordò
quanto fossero pericolose certe de-cisioni prese a
cuor leggero. Monslgnor Grestl aveva due 'grandi
amori: Acireale e Santa Venera. Il Vescovo,
Monslgnor Pasquale Bacile, In una cortesissima lettera invlatami Il giorno 11 giugno 1971 per rlngrazlarmi del doveroso omaggio del mio volume •
AcIreale viva. Viaggio nella nostalgia li, scriveva che
« Carmelo Grestl era un Sacerdote, che Acireale e
Santa Venera Insieme con quanto di nobile e di bello
è legato a questi due nomi le portava e custodiva nel
cuore, come In uno scrigno, gelosamente e direi religiosamente. Mon-signor Grastl non ha fatto In
tempo a leggere il suo lIbro. Se l'avesse letto. ne
avrebbe rlcevuto diletto e commo-zione ... », Acese
autentico, visse Intensamente la vIta dalla sua Città,
dalla quale auspicò sempre il progresso morale e
civile. Nella sua modestia infinita non si arrogò mai
alcun merito. Dopo avere agito, preferiva sempre
tenersi in disparte. Per Lui, uomo pragmatico, quel
che contava di più era agire. Al resto non badava.
Nella foto, gentilmente concessa da Salvatore
Trovato (Centoventianni della Società Mutuo
Soccorso “Agostino Pennisi”), la cerimonia di
consegna di una pergamena al cav. Giuseppe
Sardella. Da sx Rosario Pettinato, Salvatore
Martinez, can. Carmelo Gresti, Mario Inastasi,
Giuseppe Sardella, Piero Pizzone, Salvatore
Messina
Antonio Pagano
NUOVI PROFILI DI OBSOLETE PROFESSIONI
L'obsolescenza tecnologica della moderna società ci ha abituati ad
annotare rapidamente e con occhi sempre più distaccati e privi di qualsivoglia sosta d'osservazione, che i cambiamenti, sia nelle metodologie
che nel procedere dei modi d'espletamento, sono rapidi e talora precedono le esigenze umane che, in seguito alle realizzazioni di sempre
maggiori strumenti, vengono invitate a sperimentare le nuove vie tracciate o a soddisfare quelle esigenze marginali e/o completamente non
sentite nella scala dei bisogni umani, che prima non erano prese in
alcuna considerazione. Si potrebbe dire che si guarda alla globalizzazione del mercato mondiale con sempre crescente curiosità ed instancabile senso di conoscenza, ma questa, quasi sempre, da parte dell'osservatore casuale, è soltanto fine a se stessa e non produttiva o
foriera di ultronei accrescimenti nello scibile. Per contro, tutta questa
corsa sfrenata, al vedere scomparire oneste e laboriose classi di maestranze che hanno costellato di tappe di conoscenza la nostra infanzia,
la nostra gioiosa spensierata giovinezza e la nostra prima esperienza
lavorativa, lascia in bocca un retro gusto d'insoddisfazione, ma, il
mondo ruota ed è strutturato perché possa andare sempre avanti. Una
mattina, ad una solita fermata semaforica, vedo avvicinarsi un giovane
rumeno che in una mano reggeva una bottiglia piena di acqua saponata e nell'altra il lungo manico di uno largo spazzolino ch'egli poggiava
sulla spalla sinistra. Aveva un andamento dinoccolato. Il viso, non decisamente bello, anzi, mostrava quasi un ghigno, dipintogli da madre
natura e non voluto dal possessore ed era piuttosto sporco, con tendenza al nero. Prima ancora che arrivasse vicino al vetro della mia vettura, ne sentii il lezzo e l'afrore dell'alcool etilico. Istintivamente mossi in avanti l'auto per non rimanere sottovento a quegli effluvio Il lava vetri
s'accostò all'automobilista successivo. Mentre aspettavo d'andar via, dallo' specchietto retrovisore, osservavo quello strano giovane e mi sovvennero
due figure: SILENO. il satiro della mitologia
greca, veramente brutto e scheletricamente
descritto da tutte le ricostruzioni che le ninfe ne
facevano, con la caratteristica di essere sempre ubriaco e ciò per due suoi validi motivi:
omaggiare sempre il padre Bacco e giustificare
il proprio operato adducendolo ai fumi dell'alcool; uno SPAZZACAMINO moderno: questi,
infatti, a somiglianza dei suoi illustri predecessori, tende a far star bene il padrone dell'abitacolo col pulirgli il parabrezza, consentendogli
una maggiore visibilità e quindi serenità nel
soggiorno e nella conduzione dell'autovettura;
per contro, l'antico mestierante, rendeva più
confortevole il soggiorno in casa, liberandola
dal ritorno di fumo di un camino ostruito.
Salvatore Guglielmino
[email protected]
L A V E L E T TA
Ne conservo ancora qualcuna in
un cassetto. Erano triangoli di
merletto nero e si mettevano in
testa quando si entrava in
chiesa. Se per caso avevamo
dimenticato la “velètta” a
casa, questa veniva frettolosamente sostituita da un fazzoletto.
Bastava comunque partire da casa
con un vezzoso cappellino in testa,
o con un più elegante cappello a
falde larghe, soprattutto in
occasione delle cerimonie più importanti, per
farne a meno. Le bambine avevano la loro “veletta” bianca e le donne più pie
avevano una “veletta” grandissima,
a volte addirittura smisurata, di forma
quasi sempre rettangolare. Quando
chiedevo alle suore dell’istituto religioso che frequentavo a quel tempo il perché dell’uso del velo, mi rispondevano brusche: ”I capelli sono un ornamento e in chiesa vanno coperti!”. Poi le direttive del catechismo praticato cambiarono e l’uso del velo, “velètta” in siciliano,
decadde. È noto però a tutti che ancora oggi il velo,
corto o lunghissimo, viene indossato dalle spose il giorno del matrimonio. Perché tanta meraviglia se alcune
donne oggi lo vogliono indossare per andare a scuola o
solo per uscire da casa? Le leggi di Pubblica Sicurezza
che vietano in Italia i travisamenti integrali riguarderanno
solo gli anacronistici ed antigieAnna Ruggieri
nici barracani integrali.
Costume
SICILIA, L’ABITUDINE A VIVERE MALE…
L’abitudine, di tutte le attitudini umani, è la compagna più ambigua che esista. Ti aiuta
sì a vivere meglio, magari affrontando con un sorriso le difficoltà, ma giorno dopo
giorno ti priva della tua serena capacità di giudizio, facendoti quasi credere bello ciò
che invece meriterebbe solo una vivace riprovazione. Dunque, mi trovavo a Giardini.
Serata di agosto, grande confusione, lunga fila di auto e un mio caro amico milanese seduto accanto a me in macchina, col quale si chiacchierava allegramente del più
e del meno. Di colpo però mi si è parata davanti la seguente scena: sulla corsia
oppsta, nel bel mezzo di quella terribile confusione, una macchina era comodamente posteggiata in senso contrario alla carreggiata e ostacolava il cammino alle macSilvana La Porta
chine che giungevano. Per giunta al suo interno erano comodamente sedute quattro
persone, tranquille e beate, che sembravano attendere qualcuno che arrivasse dagli
appartamenti di fronte. Naturalmente è stato caos allo stato puro. Traffico bloccato, macchine che per scansare la
suddetta in sosta si riversavano sulla mia corsia. Paralisi totale. A questo punto il mio amico ha sbottato, col quel
suo accento milanese lì: “Ma guarda un po’, ma ti rendi conto? Ma che fanno quei cretini?”.E io? Io, lo confesso
candidamente, avevo sì fatto caso alla cosa, ma così, superficialmente, epidermicamente, guardando l’evento con
noncuranza, con rassegnazione, come se fosse una condanna alla quale non mi potevo sottrarre.Il milanese inveiva, io abbassavo il capo, abituata ormai a questo vergognoso andazzo cui nessuno riesce a porre rimedio. Ecco a
cosa porta quella preziosa, necessaria, ma paralizzante cosa chiamata abitudine. Che in Sicilia è solo, ma non ce
ne rendiamo più conto, abitudine a vivere male.
’’Perché ci ostiniamo a ritornare se non sappiamo neanche
- Paul Gaugin –
chi siamo e da dove veniamo?’’
Si è rinnovato, presso i locali del Bar Castorina di Piazza Duomo, l’appuntamento con il “Caffè letterario”,
organizzato dall’associazione “Gulliberiana indipendente” di Acireale, sul tema del ritorno (“Turn”) con la
lettura di brani letterari ed uno spazio per la "self production". Da Primo Levi (La Tregua) a Ugo Foscolo
(A Zacinto), da Cesare Pavese (I Falò) al poeta cinese Mo Mo (Ritorno a casa), si è sviscerato il tema del
viaggio, già affrontato nel precedente incontro, sotto il particolare aspetto del ritorno. Ritorno non solo fisico, ma anche ideale, spirituale.
Guido Leonardi
Si è svolto il nono caffè letterario organizzato
dall’Associazione Gulliliberiana Indipendente dal titolo
’’Turn’’. Un nome singolare, un momento pieno ed intenso d’emozioni, brani e poesia. ’’Turn’’ appunto. Tale
parola d’origine inglese significa nel gergo comune ’’il
giro, la curva ,il cambiamento ’’. Qui l’utilizzo nell’eccezione di ’’viaggio’’, di ’’non ritorno ’’, di ’’smarrimento’’.
Già perché l’essere umano ha sempre il bisogno di ritornare sui propri
passi. Vi sono dei
passi già dati, ma
vi sono altri che
affiancandosi costituiscono
nuovi
cammini, per questo bisogna ricominciare nuovamente a viaggiare.
Un viaggio, un
cammino ancora
non concluso quello dell’uomo. E se
vi fosse un ritorno
invece? Se tutto
fosse per così dire
’’stabilito’’ e ’’circolare’’? Che cosa
sarebbe allora la
nostra esistenza?
Una riflessione non
basterebbe in ogni
modo. Ma è importante però che si
inizi a fare. Così
ponendo un loro inizio, una propria riflessione, i ragazzi dell’Agi hanno pensato di iniziare il loro caffè letterario così come se quasi stessero riflettendo un po’ sulla
loro vita, con alcuni brani davvero singolari nel panorama della letteratura contemporanea italiana e non solo.
Il primo brano è stato tratto da colui il quale forse può
essere definito ’’il viaggiatore per eccellenza ’’, Primo
Levi appunto. Di Primo Levi sappiamo tanto, ma straordinariamente ogni talvolta che si legge un suo brano
scopriamo dei nuovi misteri. Uno degli organizzatori,
Roberto Cannavò , ha commentato così la sua scelta:’’I
motivi che mi hanno spinto a scegliere questo brano
sono stati quelli di illustrare il viaggio non solo come un
ritorno fisico, ma esistenziale. Primo Levi, così come
altri uomini e donne a metà del ventesimo secolo vive
un dramma quello della Shoah. Ciò che mi ha colpito è
un dramma quello della Shoah. Ciò che mi ha colpito è
come questi uomini ritornano ad essere uomini ma allo
stesso tempo ritornano ad essere uomini svuotati, privi
di senso. E’ bello vedere come la voglia di vivere rimanga forte, conducendoli però ad una triste morte .’’ Il viaggio è morte dunque? La sua destinazione cos’è? Primo
Levi in tal senso parla di un treno. Un treno che per certi
versi rappresenta una sorta di ’’limbo’’. Una metafora
esistenziale che li
tiene sospesi tra
la vita e la morte.
Ma ecco però
come
durante
un’altra lettura il
viaggiatore diventa ’’viandante’’ e si
trasforma in Ugo
Foscolo e la sua
meravigliosa ’’A
Zacinto’’. ’’Né mai
più toccherò le
sacre
sponde
Ove il mio cuore
fanciuletto giacque, O Zacinto
mia….’’. Un poeta
forse umiliato ma
allo stesso tempo
tradito dalla vita.
Da una vita che
non gli avrebbe
neanche assicurato quell’illacrimata sepoltura.
Al brano di Foscolo è seguita una riflessione breve dai
toni piuttosto realisti. Un Foscolo che rappresenta forse
quel pellegrino errante, quel uomo moderno che si è
perduto. Un uomo cui i valori però non sono più la
patria, l’attaccamento alla propria terra, la famiglia, l’amore. Valori in realtà ripresi dai ragazzi (e pienamente
condivisi) nelle letture di poeti come Mo Mo, di Gu
Cheng, Ungaretti. Ed ecco poi un’ultima frase:’’
Sorpresa dopo tanto d’un amore, credevo di averlo
sparpagliato per il mondo ’’.(A Casa Mia- G.Ungaretti)
Un ritorno che rivive tra i muri di casa, tra le sabbie
silenziose, tra i sogni sfiniti. Un ritorno a cui l’uomo non
sa porre fine, perché infondo non vive che per trovare
una metà stessa.
Margherita Grasso
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AKIS
sabato 4 Novembre 2006
Scherma – La Federazione Italiana della
Scherma intende candidare Acireale
quale sede dei Campionati del mondo giovani e cadetti del 2009. Grande la soddisfazione in città per l’annuincio.
USL3
Distretto
di
Acireale
"L'importanza dello sport per il benessere
psico- fisico" La Scuola Media G.Galilei di
Acireale, rappresentata dalle classi 3D e
3G , e l'Istit:uto Comprensivo "Arista", rappresentato da una classe, ha partecipato.
alla Tavola Rotonda~ organizzata dalla
ASL 3, Distretto di Acir,eale, sul tema:
"L'importanza dello sport per i benessere
psico-fisico" . L’incontro è stato presenziato dal Direttore del Distretto, Dott.Alfio
Cristaudo, che dopo aver dato il benvenuto agli intervenuti, ha focalizzato l'attenzione sulla particolare valenza assunta dall'attività fisica e sportiva, che oggi si esprime nei contesti sia scolastici che familiari
e sociali. Hanno relazionato la dott.ssa
Alfia Raciti, il dott.Cosimo Trovato, il dott.
Luigi Raciti, la prof.ssa Iolanda Pettinato.
ph
Nuccia
Leotta
Turi Consoli
[email protected]
Rete Orienta – Si è svolto, promosso dal
Comune (ass.P.I.), il corso di formazione
ed orientamento “Rete Orienta”. per gli
insegnanti dell'Istituto Comprensivo
"V.Fuccio-M.La Spina" e dell'Istituto
Comprensivo "Giovanni XXIII" il primo
incontro si è svolto
nell' Istituto
Comprensivo "Giovanni XXIII": Il corso è
stato condotto dalla dottoressa Luisa
Franco, orientatore dello Sportello multifunzionale CIOFS-Fp Sicilia di Acireale;
per gli insegnanti dell'Istituto Comprensivo
"P.Vasta" e dell'Istituto Comprensivo
"G.B.Arista"il primo incontro si è svolto
nell' Istituto Comprensivo "P.Vasta", ed è
stato condotto dalla dott.ssa Donatella
Busà e dalla dott.ssa Alessandra
Seminara, psicologhe del Servizio di
Psicologia Scolastica dell'Assessorato
comunale alla Pubblica Istruzione;
per gli insegnanti della Scuola Media
"G.Galilei"il primo incontro si è tenuto nella
stessa scuola ed è stato condotto dal dottor Gianfranco Ruggeri, orientatore dello
Sportello
multifunzionale
CEFOPAcireale.
Terme – Il prossimo 9 Novembre sarà presentato, da parte del CdA, il nuovo Piano
Industriale. Nel frattempo, alle tante “iniziative” di sostegno o di critica, si aggiunge la
dichiarazione dell’on.le Gianni Villari che
dice:”non si sa qual è il ruolo delle Terme
(SpA9 e quello delle Terme (Azienda ) che
ancora riceve i soldi dalla Regione…qual è
la logica per cui la SpA deve gestire per
ricavare utili mentre le perdite devono
essere a carico della Regione?”.
Cine Foto Club “Galatea”
Ricordando
GIANNI
PISTARA’
Chi è?
Giovedì 9 Novembre - h. 19.30
PA S S A G G I O
D E L L A C A M PA N A
A.S. 2006-2007
Acireale 21 Ottobre. Alla presenza
dell’European
President
Kiwanis
International 2006/2007, Jean Paul
Ravasi e di Gianfilippo Muscianisi, vice
Presidente, nell’Hotel Santa Tecla
Palace, l’avv. Rosario Leonardi subentra
al
Presidente
uscente
Giovanni
Licciardello. Passaggio della campana
anche per la presidenza Kiwanis Junior
Club dove, il
Presidente
uscente Nunzio
Peluso, rassegna le consegne
al
giovane
Gianfranco
Lizzio, che presiederà per l’anno sociale 20062007. Fra autorità Kiwaniane,
soci ed ospiti, si
riassumono attività ed iniziative
svolte e si tracciano ambiziose linee di
sostegno sociale, affini ai valori e principi
del Kiwanis. Fra le attività svolte,
Giovanni Licciardello cita le iniziative a
sostegno e tutela della timpa di Acireale,
l’adozione di una bimba brasiliana e l’attività rivolta a soggetti che vivono nel
disagio. Il neo Presidente, Rosario
Leonardi, onorandosi di presiedere per la
seconda volta il Club, lancia il suo impegno affinché valori, principi e diritti umani
siano sempre difesi, nonostante le criticità e i dubbi affioranti in questo 3° millennio. Fra gli obiettivi, afferma ancora,
l’impegno sarà profuso per la città, tra
valorizzazione dei beni monumentali e
protezione della timpa, iniziative rivolte al
rilancio e promozione degli agrumi, attività sociale e sostegno alle associazioni,
Unicef e iniziative pro minori. A tal fine le
attività del Club Acireale, continua
Leonardi, si completano ed integrano fra
Senior e Junior con la nascita del Builders
Club, iniziativa lodevole avviata dal presidente uscente, coadiuvato dall'operosità
dell’adviser ing. Filippo Lizzio e da Lucia
Catanzaro, in collaborazione con il
Preside Pulvirenti
della S.M.S Galileo
Galilei. La cerimonia
ufficializza
anche l’ingresso di
nuovi soci: il prof.
Antonino Pulvirenti,
il
prof.
Tarsia
Carmelo, il dott.
Marcello Trovato, la
Prof.ssa
Enza
Arcidiacono. Infine,
il
Presidente
Europeo Jean Paul
Ravasi, entusiasta dell’attività del Kiwanis
Club Acireale, felice della nomina del giovanissimo Presidente del Builders Club,
Giuseppe Finocchiaro, studente appena
quattordicenne, porge caloroso apprezzamento ai Club siciliani e lancia un forte
augurio a Presidenti, dirigenti e soci tutti,
esortandoli a tenere sempre alto l’impegno, affinché il Kiwanis Club di Acireale, a
conferma sempre dell’eccellente distinzione nell’interpretare principi e valori
umani e sociali, oggi indirizzi maggiore
attenzione verso bambini, persone disagiate e soggetti deboli, affinché un sorriso
possa ridisegnare i volti di tanti innocenti
colorandoli di vita.
Stefano Finocchiaro
[email protected]
CARTA GIOVANI
Presso il locali dell’assessorato P.I. del
Comune di Acireale, ha avuto luogo una
riunione tra l’assessore, prof.ssa Nives
Leonardi, ed i rappresentanti delle
associazioni giovanili acesi che aderiscono all’iniziativa “Carta Giovani”. La
riunione è servita a dare impulso a questo progetto che interessa non solo i
giovani della città, ma anche la categoria dei commercianti, mirando a stimolare i consumi in un periodo di lamentata crisi del settore. Nel corso della riunione si è provveduto a formare dei
gruppi di lavoro: uno di questi terrà i
contatti con quegli esercenti che intendano aderire all’iniziativa, un altro si
occuperà della realizzazione della card
e del depliant illustrativo, mentre un
terzo gruppo provvederà alla sua distribuzione. L’idea della “Carta Giovani”,
promossa dalla locale sezione della
Sinistra Giovanile per incrementare i
consumi giovanili e venire incontro ai
bisogni degli universitari, ha fatto registrare il fattivo interessamento del
Comune di Acireale, nella persona dell’assessore Leonardi, che ha voluto fare
proprio il progetto, coinvolgendo altre
associazioni (politiche, culturali, sportive) del mondo giovanile acese.
Guido Leonardi
Natale Longo
Pillo le Acesi
Pro Loco Aci S. Antonio – Ritorna
l’Autunno e ritorna “Castagne, Vino e
Musica”, l’annuale incontro con balletti,
canti e risate e cultura. Questo anno l’importante avvenimento, curato come sempre dal presidente avv. Antonino Pennisi,
che finanzia la manifestazione a cura
dell’Istituto Regina Elena di Catania, vedrà
la partecipazione dello stesso Presidente
e della dott.ssa Silvana Ursino che parleranno de “I minori nella cultura agricola
siciliana all’inizio del ‘900” e del gruppo
folkloristico taorminese di Dino Zullo. La
stessa manifestazione sarà anticipata il
giorno 9 nei locali dell’Istituto Regina
Elena di Catania di via Empedocle.
La striscia di
4
“IL MULINO DEL MILO”
di
Paolo Sessa
3 - continua - Il nostro mulino divenne velocemente luogo di interesse strategico perché non serviva né
era destinato a soddisfare solo le esigenze dei monaci, ma anche quelle dei contadini disseminati nei
boschi circostanti e oltre il limite dei boschi verso la costa. Ma chi erano questi contadini cui la Chiesa destinava questo enorme sforzo di organizzazione sociale? Chi viveva, insomma, a Milo verso la fine del XIV
secolo, quando i monaci decisero di costruire (o ricostruire) un mulino lungo il corso del torrente Nespola,
proprio di fronte alla piccola chiesa dedicata a S. Andrea e costruita appena una trentina di anni prima?
Nessun documento specifico ci aiuta a rispondere a questa domanda; possiamo, comunque, con accettabile grado di approssimazione, supporre che in questo scorcio di tardo Medioevo, queste contrade fossero abitate da contadini, taglialegna, carbonai che vivevano delle risorse della scarsa agricoltura e dei
boschi, che ricoprivano quasi interamente l'area fino alle quote più basse: il bosco di Catania fino alla "bar-
Ardo, sì ardo...
Celata al riparo d'una roccia, rannicchiata in grembo al mio Aci udivo distante il suo canto e ne ricordo ancor le
parole: "0 Galatea più pura del bianco
petalo di ligustro, più variegata d'un
prato, più agile dell'alto lontano,
Galatea, resti indifferente. più sfolgorante d'un vitreo specchio, più capricciosa
d'un tenero agnello, più vellutata delle
conchiglie levigate dal moto perenne
dell'onda, più desiderata del sole d'inverno e dell'ombra d'estate, più imponente della farnia e più regale dell'immenso platano, più nitida del ghiaccio,
più zuccherina dell 'uva matura, più soffice delle piume del cigno e del latte rappreso e, se non scappassi, più ridente
d'un orto irriguo e, tuttavia, Galatea, più
scontrosa d'un brado torello, più coriacea d'un cerro annoso, più inaffidabile
dell 'onda, più viscosa dei germogli del
salice e della vitalba, più inerte di queste scogliere ... Se volessi un poco
conoscermi meglio non sfuggiresti. lo
possiedo posti riparati - una parte del
monte - con tetti di pietra naturale, dove
il sole non giunge quando fuori tutto
arde, né vi può la sferza dell 'inverno.
Possiedo alberi dai rami piegati sotto
frutti copiosi, uva come oro sui generosi tralci e anche del genere porporino
entrambe le specialità sono custodite in
tua attesa. Tu stessa con le tue mani
raccoglierai le tenere fragole che fan
riera del bosco", alle porte della città, la "macchia" in un continuum fino alle Jaci. In questo territorio scosceso, ma estremamente fertile, lussureggiante di boschi, con un sistema viario insicuro, solcato da numerosi torrenti in direzione del mare, lungo i quali si snodavano i pochi sentieri che dalle quote più alte del vulcano scendevano verso le arterie costiere che conducevano verso nord nella val Demona e verso sud nella
val di Noto, vivevano, lontani da guerre ed epidemie, frequentissime in quegli anni, in uno stato quasi selvatico, con poche necessità e nessuna comodità, preferibilmente nelle vicinanze di fonti d'acqua, piccoli
gruppi sparsi di contadini, pastori e boscaioli. La chiesa, il monastero, il mulino e gli altri officinia rappresentavano, per il clero, uno strumento potentissimo di controllo del territorio e delle anime e per i contadini una straordinaria opportunità di organizzazione sociale. I mulini ad acqua, ancorché conosciuti in epoca
romana, non ebbero una gran diffusione fino all'alto Medioevo per tutta una serie di ragioni: nell'antichità,
la considerevole disponibilità di manodopera gratuita o a buon mercato rendeva più convenienti le macine
girevoli; la costruzione di un mulino ad acqua era complessa e costosa, tanto che solo i signori e i monasteri riuscivano a sopportarne le spese; e, infine, la nuova tecnologia trovava un ostacolo insormontabile
nella penuria d'acqua. Nel secolo XIV, a Milo, tutte queste condizioni erano pienamente soddisfatte: l'interesse da parte del Conte-Vescovo a rendere disponibile una macchina idraulica di tal fatta alla comunità di
monaci e contadini che andava crescendo era altissimo, almeno quanto quello a mantenere una chiesa,
un convento, una bottega, una fornace e una turrim; e la presenza dell'acqua lungo il corso del torrente
Nespola era assicurata per tutto l'anno. Del mulino in questione non abbiamo testimonianze; tuttavia, possiamo ipotizzare che si trattasse di una macchina assai semplice, sul modello dei mulini greci ad asse verticale rispetto alla direzione della corrente, assai diffuso nelle zone collinari, con correnti d'acqua forti, capaci di imprimere una rotazione rapida alle pale. Il funzionamento di questo tipo di mulino presupponeva,
naturalmente, un flusso più o meno costante di acqua che all'epoca era probabilmente garantito da una
maggiore portata di fiumi e torrenti ovunque in Sicilia. Il mulino del quale stiamo parlando era probabilmente
l'antenato di quello del XVII - XVIII secolo che conosciamo storicamente da numerosi documenti conservati nell'archivio parrocchiale e che i più anziani ricordano bene, tanto da poterne descrivere struttura e funzionamento. In estrema sintesi, la macchina idraulica era così composta: una ruota di legno (o di ferro) orizzontale, mossa da un getto d'acqua, trasmetteva, attraverso un asse perpendicolare, il movimento ad una
ruota di pietra detta mola suprana che sfregava contro un'altra ruota dello stesso materiale, detta mola suttana o frascinu, che stava fissa. La suprana col suo movimento circolare frantumava i chicchi di grano, producendo la farina. Questo complesso meccanico era posto su due livelli: la ruota idraulica ad un livello inferiore, dove arrivava l'acqua convogliata attraverso una condotta detta "saitta" fino al garaffo, la sua parte
finale con la funzione di dirigere il getto d'acqua sulle pale della ruota; e il complesso molitorio su un piano
superiore, dove operava il mulinaro. - continua
Istituto Sperimentale per l Agrumicoltura (CRA ISAGRU) di Acireale
capolino nell'ombra dei boschi, tu stessa coglierai le prugne e le corniole d'autunno. Né ti mancheranno le castagne e
le bacche del corbezzolo se sarai la mia
sposa. - Fatti avanti, metti fuori il tuo
volto stupendo dal mare. fatti avanti,
Galatea, e non rifiutare i miei doni. lo mi
conosco bene e proprio adesso ho
ammirato la mia immagine nell'acqua
trasparente, ho ponderato il mio corpo,
mi è gradevole! Guardami nella mia
grandezza! Nemmeno Giove sull'alto
del cielo ha un corpo più imponente del
mio. Un occhio solo brilla in mezzo alla
mia fronte simile a un grande occhio. Tu
devi avere comprensione e ascoltare, te
ne scongiuro, le mie ferventi parole, tu
sei l'unica cui cede il mio ginocchio a
piegarsi - Il tuo rifiuto è più letale del fulmine. Tuttavia mi adatterei a questo tuo
diniego se evitassi tutti. Perché disprezzi il Ciclope e ami Aci? Ardo, sì, ardo e
il mio tormento incompreso mi fa bruciare ancora più fortemente, sento tutto
il fuoco dell 'Etna e tutta la sua potenza
abitare nel mio petto. Ma tu, Galatea,
resti indifferente.
(dalle Metamorfosi di Ovidio, libro XIII°)
Disegno di Gianni Bottino, traduzione di Savinio Greco da: “La mia
Acireale” di Maria Bella Calabretta Eringio Ed. Pa
4 - continua - l Prof. Di Martino si è occupato dei parassiti animali e la loro relativa lotta,interessandosi
dei fitofagi più diversi, dai piccolissimi Acari eriofidi ai Roditori. Il professore ha segnalato, tra i numerosi
studi effettuati, la presenza nella nostra agrumicoltura di “Aceria Sheldoni” ( acaro delle meraviglie ) dettandone i principi di lotta come la presenza della Ceratitis Capitata ( la mosca della frutta ) flagello di molti
fruttiferi effettuando le prime efficaci esperienze di lotta in Italia. Durante questo periodo l’Istituto ha continuato ad occuparsi del miglioramento genetico degli agrumi ad opera del Dr. Francesco Russo,che ha
dedicato, fino a quell’epoca, oltre un ventennio della sua instancabile attività a questo interessante settore
della ricerca scientifica. Altri temi di ricerca di notevole risalto sono stati la frigonconservazione, le virosi,la
difesa dalle gelate, le caratteristiche del succo e degli
oli essenziali degli agrumi, i parassiti animali e relativi mezzi di lotta, la nutrizione e la concimazione degli
agrumi, e il settore dei fitoregolatori di crescita. Dal
1972 al 1993 l’Istituto è stato diretto dal Prof.Paolo
Spina, dal 1993 al 2004 dal Dott.Giorgio Terranova e
dal 2004 ad oggi dal Dott.Francesco Intrigliolo. Dal 1
ottobre 2004, in virtù del D.L.vo 454/1999, l’Istituto
afferisce al Consiglio per la Ricerca e la
Sperimentazione in Agricoltura (C.R.A.). In attesa
della riorganizzazione degli Istituti all’interno del
C.R.A., l’ISAG continua ad occuparsi degli studi e
delle ricerche riguardanti gli agrumi. L’Istituto, oltre
agli uffici amministrativi, è articolato in quattro sezioni operative: tre centrali in Acireale ed una periferica
in Reggio Calabria. DaL 23 novembre del 1967 la
Stazione Sperimentale di Frutticoltura e di
Agrumicoltura, che era subentrata nel 1907 al
Comizio Agrario del circondario di Acireale, è stata soppressa ed il suo patrimonio è stato devoluto
all’Istituto Sperimentale per l’Agrumicoltura con sede in Acireale D.P.R. 1318 del 23/11/67. L’Istituto è articolato, come spiega il Dott Intrigliolo, in tre sezioni operative centrali ed una sezione operativa periferica in
Reggio Calabria. Esso “provvede agli studi ed alle ricerche riguardanti la costituzione ed il miglioramento
delle varietà di agrumi, nonché la tecnica di coltivazione delle medesime, secondo le esigenze poste dallo
sviluppo della produzione agrumicola nel contesto dei mercati interni ed internazionali. L’Istituto è formato
da tre sezioni centrali: Miglioramento genetico, Tecniche colturali, Biologia e Difesa e da una sezione periferica: “Miglioramento e propagazione; bergamotto e cedro” dislocata a Reggio Calabria. Ha 5 aziende sperimentali: -“S.Salvatore”, annessa alla sede dell’Istituto di circa 3 ettari,nella quale insistono 5 serre,una
screen house e un ombraia.Vi trovano posto anche una collezione di varietà di agrumi e di altre specie subtropicali. -“Palazzelli”(Lentini), della superficie di 25 ettari,ceduta in uso all’Istituto dalla Regione Siciliana,
destinata a campi sperimentali e a collezioni varietali di arancio, di mandarini, di pompelmo ed di altri agrumi minori ed all’allevamento di piante madri .E’dotata di fabbricati,di una serra e di una screen house. “Fonti Ciane”( Siracusa),della superficie di 25 ettari, con campi di limone per prove di resistenza al “mal
secco”, con collezioni varietali e di nuovi portinnesti. -“Arcimusa” (Lentini) della supercie di 33 ettari di bosco
naturale. -“S.Gregorio” ( Reggio Calabria ) della superficie di 4 ettari, con collezioni di arancio, di limone,di
beramotto e di cedro quest’ultime tipiche di questo areale calabro. - continua Angelo Battiato
Esclusivista
ACI S. ANTONIO
ACI S. ANTONIO
AKIS
5
Sabato 4 novembre 2006
A
C
I
R
E
A
L
E
CINEMA “PANCIROLI”
C'è voluto un po' di tempo (ci
credevano in pochi!) ma, finalmente l'Acireale 2006, quello targato Massimino, per intenderci,
è in testa alla classifica, da solo
al comando. Un rotondo 5 a 0
sull'Agira, squadra volenterosa e
niente più, ha confermato le
scelte dell'allenatore Giuffrida e
del patron. L'Acireale comincia a
giocare bene ed i risultati sono
sotto gli occhi di…pochi (spettatori non ce ne sono per i gravi
fatti imputabili ai delinquenti teppisti!), ma se si deve vincere
sempre, per alcuni anni, insomma, è meglio così. Al cuore non
si comanda ed anche attorno
allo stadio si può incitare la propria squadra. Domani un'altra
vittoria? Speriamo di registrarla
con qualche altra bella foto di
Franco Barbagallo.Buona fortuna, Acireale. T.C.
ACICATENA CALCIO
L'AciCatena corsaro, quasi. A Paternò gli acesi stavano facendo fare il "karakiri" ai rosso-azzurri, fino a pochissimi minuti
dalla fine dell'avvincente match…ma va bene così. Con il
cuore e con la grinta messa in campo da un felicissimo Tosto
la strada non sarà certamente agevole ma non difficile di certo.
Continuate così, ragazzi. ph Studio Barbagallo
A PROPOSITO DI DEGRADO
Ancora luoghi abbandonati, zone degradate, angoli trascurati che, purtroppo, troviamo in queste condizioni da molto
tempo, troppo. Questa volta siamo andati nel quartiere di
piazza Dante qui, in via Jacopone da Todi in un piccolo ter-
reno abbandonato adiacente il liceo classico "Gulli e
Pennisi", segnaliamo la presenza ultra decennale di un
rudere riguardante una casa della quale restano ormai solo
alcuni muri perimetrali in pietra. La strada in questione, poi,
di certo non è di secondaria importanza, anche perché se in
un prossimo futuro (tempi… Biblici Acesi permettendo!) il
vicino cantiere dei carri di carnevale verrà sistemato,
ampliato e speriamo anche trasformato in un vero e proprio
centro visite, con annesso museo e laboratori artigianali di
lavorazione della cartapesta e dell'argilla, certamente molti
visitatori e turisti passeranno da qui. Oltre a questo comunque, anche per una questione di igiene e decoro, sarebbe
opportuno eliminare al più presto questa bruttura, realizzando in questo terreno uno spazio a verde tanto utile per la
salute e il benessere dei cittadini.
Giuseppe Bella
Natlò
Palestriadi, l'Aias di Acireale approda alla fase regionale
IL QUESTORE DI CATANIA A MEZZOGIORNO
A PALAZZO DI CITTA’
A prevalere, con 132 punti all'attivo, è stata l'Aias di Acireale, ottenendo così di fatto la qualificazione
alla fase regionale. Dopo Caltanissetta, Enna, Trapani e Siracusa, le Palestriadi Life, manifestazione
ludico-sportiva riservata ai diversamente abili, depositano, dunque, in archivio anche la quinta tappa .
I riflettori si sono accesi per due giorni sul
Palazzetto dello Sport "Tupparello" che ha
ospitato l'avvenimento. In gara sei associazioni che si sono affrontate in quattro giochi:
calcio cassetta, circuito sportivo, torre di
babele e fai centro. Le gare si sono disputate in un clima di grande fair play, di divertimento e di sano agonismo. Insomma i partecipati hanno interpretato l'impegno con il giusto spirito, supportati da una buona cornice di
pubblico. Nel corso della due giorni della kermesse, che gode, tra gli altri, del prestigioso
Premio di Rappresentanza concesso dal
Presidente della Repubblica, al Palazzetto
dello Sport acese sono intervenuti il sindaco
Nino Garozzo, l'assessore alle Pari
Opportunità, Giusy Brischetto, e l'assessore
alla Pubblica Istruzione Leonardi.
ph Studio Consoli
MIC Manufatti in Cemento
di Basile Rosario
ACI S. ANTONIO
30 ANNI
RADIO ETNA ESPRESSO 1976-2006
“ESPRESSO
FORTE”
SONO UN PIANISTA DI PIANO BAR. - "LA MUSICA E' VITA E AMORE."
di Antonello Tonna
3 - continua - LA PSICOLOGIA DEL PIANISTA DI PIANOBAR IL PIANOBAR quello serio non è facile,devi
avere molta psicologia,devi sempre capire il pubblico che ti ascolta, devi sempre cercare di inserire il brano
giusto al momento giusto e una cosa molto importante devi cercare di essere gradevole,cercando di sbagliare
il meno possibile specialmente se fai dancing... Un esempio: se in un dancing canti CHAMPAGNE di PEPPINO DI CAPRI oppure IL CIELO IN UNA STANZA, O L'EMOZIONE
NON HA VOCE STAI PUR SICURO che la maggioranza del pubblico
presente va a ballare. In quel momento stai avendo tanto successo... se
stai invece suonando in un bar dove non si balla sicuramente ti puoi
esprimere più liberamente e non sei per niente condizionato nell'eseguire brani dancing,quindi suoni liberamente quello che vuoi in base al tuo
gusto musicale... io preferisco l'uno e l'altro... mi piace tanto vedere la
gente divertirsi ballando, ma mi piace anche quando propongo musica di
solo pianoforte durante cocktail e intrattenimenti vari. L'ESPERIENZA
DEL PIANISTA Il pianobar è una grande scuola se non hai mestiere lo
impari a poco a poco con l'esperienza.... il pianobar di una volta consisteva nell'eseguire musica soft da sottofondo, oggi puoi anche trovare il
pianista protagonista che fa spettacolo, ti coinvolge e ti rende partecipe,divertendoti e facendoti passare una bella serata... ma attenzione nn
esistono regole, dipende sempre e solo dalle caratteristiche del locale...
Il pianista coinvolgente è in grado di far cantare anche il pubblico e di
farlo partecipare all'esecuzione di un brano,ma li entriamo nei confini del
karaoke che non centra nulla con il pianobar. Il pianobar di oggi è un po'
cambiato perchè è cambiato il pubblico... anche alle due di notte c'è chi
vuol sentire musica coinvolgente... oggi al pianobar vanno giovani stanchi forse delle discoteche e magari prima fanno una capatina dal pianista e dopo si va in disco... è chiaro che il night di una volta ha ceduto il
passo alla discoteca e i giovani si dividono tra le grandi piste e i locali
dove consumano birra e gin tonic oppure cenando ascoltando gli artisti
di pianobar. continua Fonte Fancity
info line 095 891030 SMS – 349 8508509
e.mail : [email protected]
[email protected]
Storia della Musica
Gli CHIC
ph Nuccia Leotta
Via Paolo Vasta, 20 - ACIREALE
AKIS
3 - continua - Nile e
Bernard spiegarono che loro
erano gli Chic e che erano
stati invitati da Grace Jones,
ma non ci fu storia.
Immaginarsi il loro animo
considerato le gelide temperature delle notti invernali di
New York! Fu per questo
che tornati a casa composero un'intera canzone nella
con Marcello Muscuso
quale manifestarono tutta la
loro rabbia. La chiamarono "Fuck Off". Il jingle era "aaahh Fuck
Off". Ma suonandola e riascoltandola con attenzione capirono
che in realtà poteva essere un grande successo. Fu così che le
cambiarono il titolo in "Le Freak" e il jingle in "aaahh Freak Out".
Ebbene, la canzone rimase in testa alle classifiche americane
per 6 settimane e fu titolo più venduto dalla Atlantic Records. E'
tuttora il titolo più venduto di sempre in Canada e negli soli Stati
Uniti vendette 6 milioni di copie!!! - continua
AKIS: Anno II, numero 37 del 4 Novembre 2006, in vendita a € 1.00 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania
IL GIORNALE
Sede e Redazione Akis: via M. di Casalotto 68 -95025 Aci S.Antonio - Tel.- Fax 095 7921786 –347 5382517 - 393 0516617 - e.mail: [email protected] - Site: www.akis-aci.com
DEL TERRITORIO
Tipografia-Litografia: “ITALGRAFICA” - via F. Guglielmino, 40/A - ACICATENA (CT) - Tel. 095 802962 - Distribuzione e arretrati: 340 7152814
DELLE ACI
Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel. 347 1433135 - Pubblicità e Redazionali: 328 8115194
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sabato 4 Novembre 2006
Ufficio Marketing e Pubblicità Akis - Franco Pulvirenti - tel. 328 8115194 - Grafica: MP - 347 1433135
Sono stufo di parlare bene sempre delle stesse persone
Chi scrive, come il sacerdote-arbitro dell’oratorio, ha il dovere di mantenere un rigida condotta imparziale, pronto a sferzare per la parolaccia ma anche a dividere, ecumenicamente, le caramelline in sopranumero. Tuttavia il mio noto tallone d’Achille, la
sinistra acese, non mi concede mai alcuna possibilità di scrivere bene, una volta per
tutte e in maniera unitaria, del suo impegno politico. Primo perché ad Acireale una
sinistra propriamente detta non esiste. Secondo perché, basandosi sulle sbiadite
figure che oggi dicono di rappresentare la gauche cittadina, di iniziative meritorie se
ne rintracciano ben poche. Così, oltre a riconoscere le virtù dei giovani comunisti e
dei giovani democratici impegnati nei vari mercatini del libro usato (problema, quello
del caro-manuali, che in barba ad ogni costituzionale diritto allo studio, frustra un’altissima percentuale di famiglie italiane), non posso che dare atto ai, così detti,
“Movimenti” di avere spezzato l’empasse, l’inerzia grigia che inquina la sinistrorsa
politica cittadina. Nulla di trascendentale, s’intende, ma in un contesto come quello
acese, nel quale una cultura politica che stenta a sopravvivere non solo non si impegna a fondo nella salvaguardia della città ma vive di basse e ridicole scaramucce
personalistiche, perfino un gemito fa notizia. E il documento, varato dai girotondini
locali, risulta essere una analisi chiara e puntuale dello status politco-sociale cittadina. La decadenza complessiva, le difficoltà degli abitanti, il malcontento diffuso (e
questa, dal momento che gli acesi sembrerebbero spesso in grado di tollerare ogni
genere di prepotenza, è una grande novità), sono temi concreti che una classe politica aperta e attenta dovrebbe considerare e tentare di risolvere. La crisi delle frazioni, del verde pubblico, l’incipiente disagio sociale ed economico che investe con
sempre maggior pressione tante famiglie, il gap culturale che allontana costantemente Acireale dalle realtà limitrofe, sono questioni che l’amministrazione attuale,
approssimativa, ignorante, in grave disagio politico, non riesce ad affrontare con la
dovuta diligenza. Quello che difetta ad Acireale, e su questo punto paiono tutti d’accordo, è un progetto lungimirante, dettagliato, di largo respiro, che sia in grado di
coinvolgere tutte le intelligenze locali e di dare futuro alla città. Come detto molti, sia
a destra che a sinistra, condividono tale critica. Bisognerebbe però spiegare a costoro che i progetti, i piani di lavoro, non si determinano autonomamente e non si generano per invocazione. Esistono due vocaboli fondamentali: impegno e lavoro.
Impegnarsi e lavorare per costruire, finalmente, una piattaforma minuziosa per il progresso di Acireale. Una destra tradizionalmente spalmata nelle aule istituzionali,
intenta a sgranocchiare la sua politica conservatrice e poco trasparente, mai avrà il
tempo di disegnare qualcosa di efficace. Le speranze di tanti acesi vengono dunque
riposte nella, così detta, Sinistra. Si scommette su una effettiva alternativa, in grado
di scardinare un sistema politico antiquato, caliginoso, del tutto inefficiente. A questo
punto la domanda cruciale è se la gauche cittadina possiede effettivamente il coraggio, la voglia, l’intelligenza di assumersi tale responsabilità. I “Movimenti” di Citto
Leotta, Francesco Fichera, Enzo Dato e di tutti quei cittadini onesti che caratterizzano una società civile attenta e partecipe, hanno accettato la sfida. I partiti “tradizionali” invece, con la lentezza che i vecchi schemi impongono, ritardano, sbadigliano,
non riescono a superare anacronistiche (e un po’ ridicole) lacerazioni. Deve essere
chiaro che senza un progetto unitario, in grado di rappresentare una effettiva e valida alternativa rispetto all’attuale modo di gestire la cosa pubblica, ad Acireale mai
potrà essere innescato un processo di innovazione e progresso. Se l’immobilismo,
la conflittualità, l’incapacità della cultura politica conservatrice genera sfaceli per la
città, d’altro canto, lo stesso malgoverno, concede un immenso margine di manovra
ad una alternativa efficace, attiva e progressista. I “Movimenti” hanno intuito questa
possibilità ed invocano una sinistra unita ed autonoma, sorda ai richiami di forze centriste, oggi opposizione solo per basse rese dei conti (anzi, la conflittualità degli
avversari, deve servire da sprone per l’Unione acese). L’ho detto e lo ripeto:
Fabbriche programmatiche, incontri con i cittadini, progetti concreti e sinergici, sono
questi gli ingredienti utili a rigenerare la politica locale. Se la fenice acese, ultimate
le perle d’incenso e attualmente in stato d’arsura,
sarà in grado di resuscitare dalle proprie polveri, lo
Gregorio Romeo
scopriremo solo strada facendo.
[email protected]
L’Assessorato allo Sviluppo
Economico ha presentato la
nuova
bozza
del
Piano
Commerciale. “Nella bozza
segnaliamo la presenza massiccia di esercizi di vicinato, cioè i
piccoli esercizi del centro storico
– afferma l’assessore Privitera . L’Amministrazione intende fare
di questa importante prerogativa, motivo qualificante e primario del movimento commerciale
cittadino, oltre che occasione
per la ripresa economica del
settore e dell’indotto.ponendo
l’attenzione, nel contempo,
sulla opportunità di istradare
nella città di Acireale due “Centri
commerciali naturali”; il primo di
tipologia “alimentare” in piazza
Marconi e vie limitrofe, il secondo “non alimentare” nei corsi
Umberto, Savoia e Italia ed aree
attigue”. Le associazioni dei
commercianti hanno espresso
parere favorevole.
ph Nuccia Leotta
AUGURI
KAROL
AKIS
“Alleanza Nazionale parlerà con una sola voce”
Si è tenuta nei locali del Coordinamento Provinciale di Alleanza
Nazionale in Corso Sicilia 11, la Conferenza degli Amministratori di
AN negli Enti Locali della Provincia di Catania. L’incontro, riservato
agli addetti ai lavori, è stato convocato dal Commissario provinciale
di AN Basilio Catanoso per fare il punto della situazione sulle politiche del partito negli Enti locali e studiare un’azione sinergica in vista
dei rinnovi di numerose Ammistrazioni. “Abbiamo scelto di riunire
tutti gli Amministratori” – ha dichiarato l’On. Catanoso – “per attuare
un’azione di coordinamento fra coloro i quali rappresentano An nei
Comuni, alla Provincia o all’interno delle Aziende municipalizzate,
allo scopo di far sentire ad alleati e avversari politici la presenza di un
partito capace di parlare una sola voce, di affrontare i grandi temi
dello sviluppo del territorio come quelli della quotidianità dei cittadini,
con la medesima forza e il medesimo impegno. Discuteremo tutti
insieme le strategie in vista delle prossime elezioni amministrative,
per chiarire il nostro ruolo all’interno della
Casa delle Libertà, ridefinire programmi e
obiettivi in un rapporto di collaborazione e
rispetto reciproco, ma salvaguardando le
specificità e le prerogative di ciascuna forza
politica. I nostri amministratori hanno il
mandato elettorale e morale di fare gli interessi dei cittadini che rappresentano e ci
batteremo perché questo diritto – dovere
venga rispettato e difeso”. “Alleanza
Nazionale parlerà con una sola voce” – ha
dichiarato il Commissario di An, Basilio
Catanoso – “quella degli interessi dei cittadini, della salvaguardia del territorio e dei
programmi chiari e intelligibili. Ci presenteremo ad alleati ed elettori
con il nostro patrimonio di uomini e idee, ribadendo con chiarezza
che non ci interessano le alchimie della politica e le scelte catapultate dall’alto. Alleanza Nazionale si sente profondamente legata alla
storia e ai programmi della Casa delle Libertà, ma questo dovrà avvenire in un rapporto di reciproco rispetto e di chiarezza, senza mai
dimenticare le esigenze di ciascuna realtà e l’obbligo morale di perseguire il bene dei cittadini della provincia di Catania. Su questo c’è
il massimo consenso di tutti i nostri Amministratori e con loro riprendiamo il cammino che ci ha voluto protagonisti in questi anni, per crescere ancora e recepire proposte e suggerimenti che arrivano dal
cuore profondo di questo partito”.
FEDERICIANI
SICILIANTICA - LECTIO DANTIS
ALLEANZA SICILIANA ELEGGE IL SEGRETARIO POLITICO
Il congresso cittadino di Alleanza Siciliana di Aci S.Antonio elegge il primo segretario politico. Giovanbattista Lombardo, viene incaricato all'unanimità dall'assemblea congressuale sezionale, presieduta dall'avv. Gino Ioppolo e dirigenti del
Movimento, al termine di ampio e approfondito dibattito sulla linea politica autonomista del partito e sui temi locali che si dovranno affrontare. Alleanza Siciliana,
secondo statuto, pianifica l'organizzazione del partito e trova in Aci S.Antonio un
neo segretario equilibrato, d'esperienza politica, che incontriamo ed intervistiamo
per conoscerne motivazioni e sensazioni. Lombardo, cosa prova ad essere stato
eletto segretario politico cittadino, di Alleanza Siciliana in Aci S.Antonio? "Sono
lunsigato -recita il neo eletto- che una folta assemblea di socie ed aderenti, ha
accettato all'unanimità la candidatura che l'esimio Avv. Emanuele Consortini ha
proposto al congresso cittadino, celebrato alla presenza della dirigenza e presieduto dall'On. Ioppolo. Per me -continua Lombardo- si tratta di un ritorno alla vita
politica attiva in questa cittadina. Infatti, come qualcuno ricorderà, un impegno è
stato profuso nel governo di città fra le fila dell'amministrazione Sen. Presti". Quali
sono oggi gli impegni che attendono il primo segretario cittadino di Alleanza
Siciliana? Per me, come detto, è un ritorno dopo anni di serena analisi fra la tanta
confusione politica che regna sovrana. L'adesione ad Alleanza Siciliana nasce
spontaneamente sulla scia delle interessanti idee autonomistiche lanciate dall'on.le Nello Musumeci, uomo politico di notevole carisma, che stimo ed apprezzo
per la sua correttezza, competenza e impegno verso i problemi di noi siciliani. Il
ruolo che mi viene affidato -continua Lombardo- è certamente impegnativo, ma
sono sicuro che con lo spirito propositivo e l'entusiasmo espresso dall'assemblea
congressuale, con Emanuele Consortini, dirigenti e soci sapremo trasferire i contenuti salienti del percorso autonomistico di Alleanza Siciliana, per far tornare l'interesse alla politica e alla cosa pubblica, che negli ultimi anni era inesorabilmente
scemato, fino a diventare quasi apatia". Quale sarà il ruolo di Alleanza Siciliana in
città? Alleanza Siciliana, secondo l'indirizzo politico autonomistico statutario, avrà
un ruolo specifico a sostegno di una politica d'equità sociale, dove il cittadino
diventa protagonista delle scelte prioritarie a garanzia di sviluppo legale e democratico. Si contrasteranno scelte di potere politico fine a se stesso, pur nella consapevolezza delle difficoltà che genera un percorso autonomistico in generale.
Rimane in ogni modo tanto interesse per la Sicilia e la genuinità degli ideali che
hanno sempre caratterizzato la politica seria di Nello Musumeci. Gli stessi ideali
caratterizzeranno la politica locale, affinché Aci S.Antonio ritorni ad un politica di
servizio nell'interesse di tutti". L'entusiasmo e la motivazione del neo segretario
Giovanbattista Lombardo si palesa certamente interessante e, pertanto, esterniamo i migliori auguri per un proficuo lavoro a vantaggio della città.
Stefano Finocchiaro
Presso i locali del chiostro del
Convento San Domenico di
Acireale si è tenuto il primo dei
sei incontri della "Lectio Dantis",
organizzata dalla sede acese di
"SiciliAntica", sul tema "Donne
ed eroi nella Divina Commedia".
L'interessante iniziativa, programmata e realizzata dal dinamico sodalizio in collaborazione
col Comune di Acireale, non si
limita a proporre una semplice
lettura del testo della Divina
Commedia, ma intende assumere la dignità di una vera e propria lezione
sulla produzione letteraria di quello che, non a caso, viene definito "il
Sommo Poeta". La Divina Commedia è la "summa" culturale, poetica e letteraria dell'autore fiorentino; essa, secondo la definizione che ne ha dato
Mario Apollonio, è una vera e propria enciclopedia di tutto ciò che c'è nel
mondo, ricca com'è di "exempla", cioè campioni di individualità, che, però,
si sciolgono nell'universale. La serata si è aperta con il saluto del presidente dell'associazione "SiciliAntica" di Acireale, prof. Luigi Benintende, il
quale ha presentato i due protagonisti d'eccezione della serata, la prof.ssa
Pinella Musmeci e l'attore Concetto Romeo, definendoli come "due persone il cui rapporto con la Cultura può ben dirsi intrinseco… due veri e propri operatori culturali". L'amministrazione comunale era rappresentata dal
sindaco Nino Garozzo e dall'assessore Nives Leonardi, i quali, nei loro
interventi, hanno manifestato l'apprezzamento e l'adesione dell'amministrazione stessa verso simili iniziative di alto livello culturale. Nel corso della sua coinvolgente lezione, la
prof.ssa Musmeci ha introdotto la distinzione sulla
quale verte questo ciclo di lezioni: quella tra uomo
ed eroe. L'Eroe è la persona eccezionale (l'eroe del
mito era un semidio), mentre l'uomo (da humus =
terra) è la persona normale. Dante è il primo eroe,
il protagonista che incarna l'umanità, nel percorso
che lo porterà verso la visione della celeste beatitudine. Egli è l'Eroe, perché si investe di una missione: quella di caricarsi delle colpe, dei peccati del
mondo al fine del raggiungimento della redenzione.
La prof.ssa Musmeci ha voluto, inoltre, sottolineare
la modernità di Dante, il quale, nelle sue opere, non
descrive la realtà storica a lui contemporanea, ma narra dei sentimenti e
delle passioni dell'uomo di ogni tempo, come il numeroso pubblico intervenuto ha avuto, poi, modo di apprezzare grazie alla magistrale ed emozionante interpretazione che del primo canto dell'Inferno ha proposto, con
voce calda e intonazione ricca di "pathos", l'attore acese Concetto Romeo.
ph Nuccia Leotta
Guido Leonardi
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Si è svolto nell’Auditorium ATM di Messina il “Premio Europeo
Tindari Terzo Millennio”, con la consegna di riconoscimenti e premi a
varie personalità. Nel corso della serata di rilievo la consegna a
Barone, da parte di S.A. Salvatore Coco, Duca di Caltabellotta, del
coordinatore di Messina, on.le Pietrro Franzalanza, sottosegretario
per le Americhe. Hanno partecipato gli stilisti Anna Atelier Sposa &
Alta Moda di Messina, Fabrizio Minardo di Ragusa, e gli acesi
Rosario Licciardello, Viviana Tomarchio, Vera Scalia e Grazia Vinci.
Madrina della serata la Baronessa Laura Donato.
ph Nuccia Leotta
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In quale sito di Acireale si trova
questa basola che reca scolpito
"1888 Mario Grasso"? Per i
lettori di Akis non dovrebbe
essere difficile scoprirlo. Inviare
la soluzione al seguente indirizzo [email protected]
Il primo quesito proposto, da
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Acicatena
I laboratori
dell’IRMA
sono aperti
anche
la domenica
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