Lo stagno di Pilo
Il bacino, di 120 ettari, si trova presso la centrale termoelettrica
di Fiumesanto, ed è separato dal mare dalla duna della spiaggia
di Ezzi Mannu. Viene adibito a peschiera perché ricco di cefali,
spigole, orate e molluschi bivalvi. Stagionalmente viene aperto il
collegamento con il mare.
In alcuni punti è stata aumentata la profondità fino a 5 m
mediante dragaggi.
DUNA SPIAGGIA
DI EZZI MANNU
STAGNO DI PILO
TERMOCENTRALE
ENEL DI FIUMESTANTO
Oggi 29 marzo abbiamo osservato lo stagno di Pilo, ed è stata una sorpresa.
Abbiamo percorso la strada per Stintino e svoltato verso la centrale termoelettrica
di Fiume Santo fino ad un punto in cui si trova un grande cancello dove, ovviamente,
c’è un bel cartello con su scritto “divieto d’accesso”.
Allora si decide di svoltare a sinistra in un sentiero che si inoltra in aperta campagna.
Facciamo pochi passi e iniziamo a vedere qualcosa che niente ha a che fare con le alte
torri della centrale termoelettrica: un panorama bellissimo, un regalo della natura,
guardiamo indietro perché per un attimo ci sembra di essere stati proiettati in un altro
mondo e invece no le torri sono proprio lì a quattrocento metri da uno stagno che si
estende sul lato sinistro del viottolo e da una spiaggia bellissima e bianchissima che si
prolunga sul lato destro.
I colori del mare, dei prati in fiore e del cielo ci hanno emozionato e abbiamo pensato
che lo studio di questo ambiente arricchirà la nostra conoscenza e ci farà amare ancora
di più la nostra splendida isola.
Pian piano ci inoltriamo verso le sponde dello stagno e purtroppo il nostro entusiasmo
viene smorzato dalla presenza sulle rive di una schiumetta poco naturale e di cattivo
auspicio. Ci meraviglia la presenza di qualcosa della quale non conosciamo le origini e
continuiamo a camminare verso una abitazione, apparentemente dismessa, che si trova
sulle sponde dello stagno e a circa cento metri dal mare. Ci avviciniamo al capanno e ci
viene incontro un signore un po’ attempato che ci dice di essere un pensionato e che
vive in quella casa.
Gli diciamo subito che la nostra scuola con la collaborazione di “Italia Nostra” ha
deciso di studiare lo stagno di Pilo e chiediamo una spiegazione sulla presenza della
schiuma. Ci dice che i giorni precedenti c’era stata una mareggiata che ha trasportato
sulle rive anche fronde di Poseidonia.
In effetti l’abbiamo vista anche noi, ciò nonostante insistiamo sulla presenza della
schiuma e il signor Francesco Manunta (questo è il suo nome) molto candidamente ci
dice che forse dipende dallo scarico del depuratore di Pozzo San Nicola, che per
comodità è stato convogliato invece che verso il mare, verso lo stagno.
Questa informazione ci turba non poco perché abbiamo intrapreso questa avventura
perché volevamo capire come e se era stato modificato l’ambiente dello stagno di
Casaraccio dopo che era diventato il bacino di lagunaggio del depuratore del
comune di Stintino e del “Bagaglino” (insediamento turistico a spalle della
spiaggia delle Saline) e ignoravamo che lo stesso destino era stato riservato allo
stagno di Pilo.
Continuiamo a chiacchierare con signor Francesco che ci racconta che gli attuali
proprietari dello stagno sono gli eredi Bucci Casale che vivono attualmente in Australia
e che riscuotono periodicamente parte del fatturato di un pescatore che ha avuto
l’autorizzazione a pescare nello stagno di loro proprietà . Ci racconta inoltre che sino al
1960 lo stagno era di proprietà del Conte Enrico Lucangeli che lo aveva acquistato per
destinarlo a riserva di caccia.
Compiaciuto del nostro interesse ci presta un binocolo e ci fa osservare in assoluto
silenzio le folaghe, i fenicotteri rosa e altri uccelli non ben identificati
La sua posizione un pò defilata e la vicinanza con la centrale
elettrica di Fiume Santo, che si inserisce nel paesaggio come un
buon pugno nell'occhio, ha sempre preservato lo stagno dai
flussi turistici, attirati invece da zone più accoglienti del golfo
dell'Asinara. Così come la sua posizione anche la sua origine è
particolare. Infatti gli stagni del Nord Sardegna si sono formati
a seguito di uno sbarramento ad opera di un cordone litorale
che ha chiuso una morfologia di costa bassa, separandola dal
mare.
Pilo invece ha una costa tutt'altro che bassa e in passato, circa
centomila anni fa, quando il livello del mare era molto più alto,
quelle che attualmente sono le sponde dello stagno erano la linea
di costa.
…un po’ di storia
Solo nel momento in cui il
mare è arretrato si è potuto
formare lo stagno, in quella
valle che in ere ancora
precedenti era stata scavata
dal fiume che gli ha dato vita
e che tutt'ora lo alimenta
insieme alle piogge. Da allora
l'estensione di Pilo si è
ridotta per il rimontare del
mare, costringendolo alla
configurazione
attuale,
d'altronde gli stagni con tali
morfologie
hanno
vita
limitata e sono destinati a
sparire. Ovviamente, i circa
cinquantamila
anni
che
resterebbero allo stagno per
noi sono più che sufficienti
per non vederne la fine.
Negli ultimi anni però,
tutto il golfo dell'Asinara
è
interessato
da
un'erosione
accelerata
delle coste, dovuta a tutti
quei lavori che a partire
dagli anni 60' hanno
irrimediabilmente
cambiato la morfologia
della costa. Nei ricordi
dei più anziani abitanti
della zona rimane viva
l'immagine
di
una
lunghissima spiaggia che
partiva da Marinella,
alla periferia di P.Torres
e arrivava fino a Stintino,
interrotta solo per brevi
tratti dalle scogliere.
SCIMMIE A FIUME SANTO
Il professor Ginesu con la dottoressa S. Sias, in collaborazione con
l'Università di Liegi, già da tempo studiavano i sedimenti geologici
della zona di Fiume Santo e quando il dottor Mario Doria e Marzio
Lamberti gli portarono dei resti ossei ritrovati in quella zona (a
seguito di uno scavo per la realizzazione di un inceneritore dei
rifiuti!), li fecero analizzare, scoprendo che questi appartenevano a
dei bovidi come l'antilope di lorez (maremmia lorenzi), nonché a dei
coccodrilli di ben ottomilioni e mezzo di anni fa.
Il riconoscimento inoltre, nei sedimenti di resti vegetali di mangrovie
ci fa immaginare uno scenario molto più caldo e umido, di tipo
africano. L'allora zona di Fiume Santo e dintorni, consisteva in
un'ampia piana costiera, foce di un fiume popolato da almeno due diverse
specie di coccodrilli e da anfibi;
in una zona pianeggiante simile alla savana, in cui i bovidi pascolavano e in
cui erano presenti addirittura due specie di girafidi; infine completavano lo
scenario gli ambienti collinari a copertura arborea in cui viveva il più vecchio
sardo che si conosca: "Proto". Con questo nome viene identificato
l'Oreopitecus bambolii, una scimmia antropomorfa i cui resti fossilizzati di
almeno sei individui sono stati recuperati durante gli scavi in questione.
L'eccezionalità della scoperta è accentuata dal fatto che oltre a quello sul
monte Bamboli in Toscana non esistono altri giacimenti a Oreopitheco nel
mondo. Lo status zoologico di questa scimmietta alta un metro per quaranta
Kg. di peso, è ancora incerto e anche se si è praticamente sicuri che la sua
linea evolutiva non porti all'uomo, la ricchezza del giacimento fa presagire
nuove ed eclatanti sorprese.
Capanno del pescatore
Caratteristiche delle acque e dei fondali
ettari
Superficie
utile (%)
Fondale prevalente
(%)
Classe di
sanità (2)
Classe di
trofia (2)
PILO
120
80
1
3
3
CASARACCIO
85
90
2
4
2
Stagno
(1) Fondale prevalente: 1= fangoso, 2 = sabbioso, 3 = misto sabbia- fango,
4 = altro (roccia...)
(2) Classe di salinità: 1= salinità fino a 15â, 2 = da 15 al 30â, 3 = da 30 al 38â,
4 = superiore al 38â, 5 = astatico
(3) Classe di trofia: 1= oligotrofico, 2 = mesotrofico, 3 = eutrofico , 4 = ipertrofico
Litorale sabbioso
Lotus cytisoides
Sbocco a mare dello stagno
Durante le mareggiate il mare entra nello stagno ossigenandolo e aumentando la salinità.
Durante la primavera del 2008 la scarsità delle mareggiate e delle piogge ha fatto
arretrare lo Stagno e il pescatore incaricato della sua custodia ci ha detto che, pur
avendo presentato regolare richiesta alla regione per favorire l’ingresso del mare
utilizzando mezzi meccanici, non ha ottenuto l’autorizzazione a procedere
La maggior parte dei pesci e soprattutto dei molluschi sono morti
Canale dello sbocco a mare
Ecologia dello stagno
Lo stagno, presenta una grandissima varietà di specie viventi, ma dal
punto di vista ecologico, esso può essere diviso in 2 parti distinte, con
diverse varietà di piante e animali.
Zona d’acqua dolce
Zona d’acqua salmastra
Questa parte è quella più interna,
alimentata da vari torrenti e fiumi.
La popolazione è dunque tipica dei
sistemi di acqua dolce.
La parte più esterna, in collegamento
con il mare, dove sono presenti
poche specie animali.
ACQUE SALMASTRE
ACQUE DOLCI
ACQUE SALMASTRE
Acque prive di vegetazione, che lambiscono la candida spiaggia,
dove quindi nella riva hanno sede poche specie vegetali tipiche
delle spiagge, come la matthiola tricuspidata, o il crithmum
maritimum, ecc..
ACQUE DOLCI
Sviluppo di piante palustri sede di nidificazioni, quindi dove gli
uccelli depongono le uova. Qui è molto ricca la fauna, dove
annoverano i gruccioni, il tuffetto, il fraticello, il germano reale, la
folaga,ecc…
Vegetazione delle acque salmastre
La vegetazione delle acque salmastre è quella riguardante la zona
limitrofa della spiaggia di Ezzi Mannu. Qui lo stato di degrado è
notevole, in quanto poche specie animali popolano questa zona, e le
dune di sabbia lasciano spazio alle numerose popolazioni di piante
marittime…
Qui si può notare la differenza fra 2 ecosistemi che si incontrano e
hanno uno stretto rapporto fra di loro: da un lato l’ambiente marino,
con la spiaggia, dall’altro l’inizio dello stagno salmastro, separati
soltanto da un sottile lembo di sabbia.
Asinara
Spiaggia
Acque dello stagno
Flora
Sono state raccolte e classificate diverse specie vegetali tipiche
delle zone umide e della macchia mediterranea.
In genere la vegetazione è rappresentata da specie arbustive ed
erbacee, mancano zone di tipo boschivo.
Una caratteristica fondamentale,
tipica del luogo, specie costante, è il
tamericio, che offre rifugio alle
zanzare che tempestano la zona, e
ricordano il passato in cui la
malaria decimava la popolazione.
Infatti
lo
stagno
venne
completamente abbandonato nel
periodo malarico.
Durante l'inchiesta del Gruppo
Conservazione Natura della Società
Botanica Italiana lo stagno di Pilo è
stato inserito nel "censimento dei
biotopi di rilevante interesse
vegetazionale
meritevoli
di
conservazione in Italia" (1971). In
questo studio viene messa in
evidenza la presenza di una
vegetazione e una flora ricca di
endemismi e di specie rare, nonché
la necessità dell'istituzione di una
riserva naturale.
Tamericio
Juncus aculeatus
Glaucium flavum
Matthiola incana
Glaucium flavum
Agave
Piante
acquatiche
tamerici
graminacee
Rive popolate da
tamerici
lentisco
Glaucium flavum
Lotus cytisoides
Otanthus maritimus
Armeria pungens
Elicriso
Lobularia marittima
Lobularia Marittima
Matthiola incana
Poligonum maritimum
Euforbie
Tamerici
Lentisco
Ombrellifera
Ginestra
Bella di giorno
Cisto salvifolius
i
Armeria pungens
La produttività nello stagno è più ricca
perché una temperatura più elevata rispetto
a quella marina permette che le reazioni Biologiche
si svolgano più velocemente
Profondità
ridotta
Elementi particolari nello stagno
Scarsa profondità
Elemento fondamentale, soprattutto per gli stagni sardi, permette
l’ossigenazione e l’accumulo di nutrienti nei sedimenti e
impedisce la stratificazione. La scarsa profondità degli stagni
sardi, con un assenza di una zona fotica, fa si che tutto il
nutrimento in arrivo venga subito reso disponibile per il
fitoplancton e il fitobenthos, innescando così catene e reti
alimentari che rendono interessante questo ambiente di
transizione.
La distribuzione degli organismi nelle acque
Gli organismi planctonici sono sostanzialmente simili a quelli
presenti nell’ ambiente marino, anche se alcuni fenomeni
chimico-fisici intervengono a selezionare alcune specie.
cianophita
Alghe azzurre e
cianobatteri, diatomee e
dinoflagellati.
clorophita
Alghe verdi
FITOPLANCTON
crostacei
ZOOPLANCTON
Larve di molluschi
Catene alimentari in uno stagno
Sedimenti di
nutrienti
Fitobenthos e fitoplancton
Macroinvertebrati
Isopode
I campioni prelevati sono stati osservati al microscopio.
Non avendo le attrezzature necessarie per fotografarle,
man mano che venivano riconosciute le diverse specie
planctoniche si cercavano le fotografie su siti internet e
sono state riportate di seguito
Lemna minor
Cosmarium
Eubranchipus
Diatomee
Ceratium
Dinoflagellati
Alga enteromorfa, che costituisce il fitobenthos degli stagni.
Ulva lactuca
Poseidonia oceanica
Una scoperta inaspettata
Tramite varie attrezzature trasportate sul campo e in laboratorio, si è
proceduto all’analisi delle acque effettuando 2 campionamenti: uno nella
zona più salmastra, nella duna di Ezzi Mannu, e l’altro nella zona più
interna dello stagno.
ACQUE SALMASTRE
1
ACQUE DOLCI
2
Multifunzione acquistato con contributo
Fondazione Banco di Sardegna
Determinazione del pH
Prelievo del 21/04/2008 Analisi Chimico-fisica del
campione di acqua prelevata dallo stagno di Pilo
Temperatura dell’aria: 18°
ANALISI EFFETTUATE
Unità di misura
Campione n° 1
Campione n° 2
°C
19,1
19,5
8,27
8,18
°F
59
62
Nitrati NO3-
mg/l
0,0
0,4
Nitriti NO2-
mg/l
0
0
Ione nitrato
mg/l
0
0
Ammoniaca N-NH4
mg/l
1,214/09,96
1,214/09,96
Cloro libero
mg/l
0,169
0,170
Cloro totale
mg/l
1,27
1,23
Nichel
mg/l
0,20
0,20
Rame
mg/l
1,39
1,39
Cromo VI
mg/l
0
0
Fosfati
mg/l
0,10
0,11
Fosforo totale
mg/l
0,0326
0,0374
Temperatura superficiale dell’acqua
pH
Durezza
> 30
L’analisi microbiologica delle acque ha lo scopo di ricercare ed isolare i microrganismi che
normalmente sono presenti, in concentrazioni molto elevate, nell’intestino umano ed
animale.
Essi sono eliminati mediante le feci e vengono trasportati quindi negli scarichi fognari,
che raccolgono l’acqua “sporca”, usata dall’uomo per tutte le sue necessità.
Quest’acqua, prima di essere restituita al fiume o al mare viene opportunamente “pulita” in
un impianto di depurazione, ed i microrganismi, così, vengono eliminati.
Non sempre, però, l’acqua che torna al mare è depurata.
Ad esempio alcuni scarichi fognari (quelli abusivi) scaricano direttamente nel mare senza
passare per il depuratore.
Per questo motivo l’analisi microbiologica è importante; infatti la presenza di batteri
Coliformi denota inquinamento fecale e quindi se ne deduce che l’acqua non è stata
opportunamente depurata.
L’analisi microbiologica si basa essenzialmente sulla possibilità di coltivare, su terreni
selettivi e in idonee condizioni colturali, i batteri contenuti nell’acqua in esame
utilizzando particolari metodologie finalizzate all’individuazione di batteri significativi per
la formulazione di un giudizio di qualità microbiologica.
Terreno di coltura
microorganismo
T°
Endoagar base
Coliformi totali
37 °C
Endoagar base
Coliformi fecali
45 °C
Plate count agar
Carica batterica
22 °C
Plate count agar
Carica batterica
37 °C
Streptococchi fecali
45 °C
Pseudomonas aeruginosa
37 °C
Slanetz Bartley agar base
Cetrimide agar
Campione n° 1
Acque salmastre
Campione n° 2
Acque dolci interne
Prelievo 21/04/2008 Analisi microbiologica
Nel campione di acqua prelevata dallo stagno di Pilo sono stati ricercati i più comuni
microrganismi per valutarne l’inquinamento;
Metodica utilizzata: Metodo a membrane filtranti; Metodo M.P.N.
Campione 1
Campione 2
Unità di misura
Quantità
Quantità
Coliformi totali
u.f.c./100 ml
Colonie
confluenti
Colonie
confluenti
Coliformi fecali
u.f.c./100 ml
Colonie
confluenti
Colonie
confluenti
Streptococchi fecali
u.f.c./100 ml
Colonie
confluenti
Colonie
confluenti
Carica Microbica Totale a 22°C
u.f.c./1 ml
Colonie
confluenti
Colonie
confluenti
Carica Microbica Totale a 36°C
u.f.c./1 ml
Colonie
confluenti
Colonie
confluenti
u.f.c./100 ml
Colonie
confluenti
Colonie
confluenti
RISULTATI OTTENUTI
MICRORGANISMO RICERCATO
Pseudomonas aeruginosa
Brodo lattosato a doppia
concentrazione
Campanella duram
RISULTATI DELLE ANALISI EFFETTUATE ALLO STAGNO DI PILO
In data 21 Aprile 2008
Le analisi chimico-fisiche e microbiologiche denotano un forte inquinamento
dovuto alla presenza di una carica batterica molto elevata caratterizzata dalla
presenza soprattutto di batteri aerobi e anaerobi, confermato dalle analisi
Microbiologiche:
evidenziate dall’esame con il metodo a membrane filtranti e M.P.N.
Le analisi chimiche, globalmente risultano all’interno dei parametri previsti
ad eccezione della quantità dell’ossigeno disciolto e dell’ammoniaca.
Fauna caratteristica dello stagno
La fauna caratteristica dello stagno è strettamente correlata alla
vegetazione, dove arbusti e macchia servono per la deposizione
delle uova. La fauna è costituita prevalentemente da numerosi
uccelli e insetti, legati allo stagno per il cibo.
Nello stagno di Pilo sono numerosissime le specie di uccelli, quali i
gruccioni, che nidificano numerosi sulle rive orientali, mentre
dove la vegetazione è più fitta, nidificano il fraticello, il tuffetto, il
germano reale, la folaga, il porciglione, l’occhione, il tarabuso,
l’airone rosso, il pollo sultano. Sono presenti con frequenza anche
svassi, garzette, aironi cinerini, fenicotteri e le numerosissime
folaghe.
L’osservazione della fauna non ha consentito agli alunni di
fotografare e commentare le diverse specie di uccelli che
nidificano nello stagno.
Lo studio di questo ambiente è stato completato con la lettura
di testi specifici e con fotografie pubblicate su diversi siti
internet
fenicotteri
GERMANO REALE
FOLAGA IN ACQUA
TUFFETTO
TARABUSO
FRATICELLO
GRUCCIONI
FENICOTTERI
PORCIGLIONE
Gallinella d’acqua
volpoca
• Falco pescatore
Falco pescatore
Cavaliere d’Italia
Scarica

RISULTATI DELLE ANALISI EFFETTUATE ALLO STAGNO DI PILO