n. 25
Icone di origine Greca
Russa-Rumena
ARTICOLI SACRI
a Senigallia
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Russa-Rumena
ARTICOLI SACRI
a Senigallia
via Andrea Costa 31
tel 071.60597
via Andrea Costa 31
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Settimanale della Diocesi di Senigallia - giovedì 8 luglio 2010 - € 1
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Ancona - Taxe Perçue - Tassa riscossa ufficio PT di Senigallia -
Editoriale
Lavoro giovane
Quasi un giovane su tre in
Italia è senza lavoro. Il tasso di disoccupazione nella
fascia di età 15-24 anni continua a salire e a inanellare
nuovi record: a maggio - fa
sapere l’Istat - è arrivato a
toccare il 29,2% (dal 29,1%
di aprile). Un tasso che risulta oltre tre volte maggiore
della media generale, che si
attesta all’8,7%, confermandosi stabile per il terzo mese
consecutivo. Fin qui le cifre.
Poi la dura realtà, anche
vicina, che fa ad esempio
arrivare numerose richieste
di collaborazione anche al
nostro piccolo giornale. O
rende le parrocchie dei piccoli centri di collocamento
informale in cui arrivano
genitori preoccupati per il
futuro dei figli. Non è una
buona società quella che non
garantisce i figli, quella che
non scommette sulle giovani
generazioni, quella che tutela molto di più chi ha raggiunto posizioni di rendita.
In tanti si riempono la bocca
di strategie per le nuove generazioni, ma guai a toccare
l’osso al cane. Siamo in un
paese che non scommette sui
giovani e quelli che hanno
la ‘fortuna’ di raggiungere
posizioni sicure, spesso sono
i primi a perpetuare i meccanismi della clientela e della raccomandazione. Ho in
mente volti di giovani amici
seri, preparati, competenti
che si sono ripetutamente
sentiti dire ‘no’, ‘le faremo
sapere’. Come possiamo, noi
adulti, incoraggiarli ancora
se questo paese è praticamente immobile da un punto di vista sociale? Se non sa
immaginare il suo futuro ed
ogni giorno abbiamo notizie
di tangenti, clientele, raggiri,
ecc. Quelli che sono ‘fuggiti’
all’estero, quando tornano,
parlano di un’aria stantia,
le solite facce in ogni dove,
promesse non mantenute e
riforme sempre rinviate. Mi
sento di dire, molto umilmente, che vale la pena credere ancora che una buona
preparazione e l’onestà possono ancora fare la differenza.
Gesualdo Purziani
La fragile età
In un anno gli interventi di Filo d’argento, il della domanda sociale”. In 9 casi su 10, al
servizio di telefonia sociale promosso dal- momento del contatto con il Filo d’Argento,
l’Auser e dotato del Numero verde nazionale “questa utenza – si legge nel rapporto - non
800-995988, sono cresciuti del 57%. Un au- beneficia di alcuna assistenza né pubblica
mento record che ha fatto balzare dal milio- né privata ed è inoltre caratterizzata da isone e quasi 300mila interventi del 2008 agli lamento relazionale e povertà estrema”. La
oltre 2 milioni del 2009, quasi 550 al giorno, maggior parte degli anziani seguiti da Auser
e ha fatto crescere il numero dei beneficia- si concentra nel Nord, ben 390mila, il 91%
ri, passato dagli oltre 373mila del 2008 ai del totale, ed è di sesso femminile.
430mila del 2009 (+15%). Sono i principali Il fenomeno, secondo l’Auser, si spiega “con
dati del Terzo rapporto nazionale dell’Auser, la progressiva avanzata di alcune emergenze
presentato dal presidente nazionale Michele sociali come il forte aumento del numero di
Mangano e da Francesco Montemurro che ha donne anziane vedove che vivono sole e in
curato la ricerca.
affitto soprattutto nelle grandi città del Nord
“Un fenomeno positivo e allo stesso tempo Ovest; lo sgretolamento delle reti parentamolto preoccupante – commentano i cura- li; la condizione di povertà che interessa un
tori - che va messo in relazione soprattutto numero crescente di anziani”. Più bassa la
con gli effetti della crisi economica manife- quota di chi si rivolge ai volontari nelle aree
statasi proprio dal 2007 e con l’incapacità del Centro (circa 21mila) e del Sud (poco più
degli ammortizzatori e delle politiche sociali di 15mila): una realtà - spiega l’associazione
di rispondere adeguatamente alle pressioni – “da collegarsi anche a una minore propen-
Rondini in vacanza
Su Radio Duomo
95.2 MHz
da Senigallia e da Jesi
Voci di
DONNE
un programma
al femminile a cura di
Michela Gambelli
lunedì
ore 19.30 e 23.30
giovedì
ore 12.00 - 20.30
domenica
ore 8.30
I
l Centro interculturale Le Rondini desidera ringraziare tutti i volontari per
l’accompagnamento quotidiano allo studio che si è concluso con preziosi successi. Quest’anno sono stati seguiti 35
bambini/ragazzi per lo più della scuola
primaria, ed alcuni della scuola secondaria che hanno affrontato in questi giorni,
con coraggio e senso di responsabilità
gli esami di terza. Grandi soddisfazioni
alla consegna del diploma, visto che alcuni di loro hanno avuto risultati ottimi,
nonostante la difficoltà linguistica che
purtroppo penalizza spesso l’espressione delle loro notevoli capacità. Una gioia
grande per i ragazzi e anche per tutti gli
operatori del centro che li hanno accom-
pagnati in tutto il percorso per il conseguimento del diploma. Le attività del
prossimo anno saranno incentrate sulla
scoperta delle ricchezze culturali, con
fiabe, arte pittorica e lingua dei paesi di
provenienza, tenute da esperti di origine
straniera. Durante quest’estate il centro
è aperto lun- mar - gio- ven dalle ore
16.00 alle 19.30 in piazza Garibaldi, 3 a
Senigallia, dove si eseguono i compiti
delle vacanze, laboratori di lingua italiana per i neo arrivati e si svolgono attività
ricreative, gite organizzate e passeggiate
naturalistiche. Per chi volesse collaborare con noi nel sostegno delle diverse attività: 340.3186057.
Barbara Assanti
sione alle attività di volontariato manifestata
dai cittadini”. Ma in questa parte del Paese
sono molti i diversamente abili a chiedere
aiuto, a conferma che “nel Mezzogiorno i
servizi territoriali faticano enormemente a
coprire la domanda sociale”.
Tra i “servizi” maggiormente richiesti, a farla da leone è il “trasporto sociale” per visite e controlli medici o per altre esigenze
(987mila interventi effettuati nel 2009, pari
al 48,9% del totale), seguito dalla compagnia
a domicilio e telefonica (375mila interventi,18,6%); dalla consegna pasti, spesa e farmaci (304mila, il 15%); dall’aiuto relazionale
e piccoli interventi domiciliari (294mila, pari
al 12,4%). Sempre più gli over 85 seguiti da
Filo d’Argento, in particolare quelli a basso
reddito, che vivono in isolamento sociale e
relazionale e in condizioni igieniche spesso
non adeguate.
A.S.
in questo numero
Stefano Basili diventa sacerdote
Pagine di chiesa giovane con + 21 grammi
pag. 6
pagg. 7 - 10
2
8 luglio 2010
attualità
Attualità Il tema della libertà di stampa non riguarda soltanto i giornalisti
Fremito, più che silenzio
U
na giornata di silenzio “per protestare contro il disegno di legge Alfano che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno
conto di fatti di cronaca giudiziaria e indagini
investigative”. Sono queste le motivazioni addotte
dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) per la “giornata del silenzio dell’informazione” in programma il prossimo 9 luglio. Della situazione del giornalismo in Italia e degli sviluppi
prevedibili con la nuova legislazione in discussione al Parlamento, abbiamo parlato con Andrea
Melodia, presidente dell’Ucsi (Unione cattolica
stampa italiana).
La “giornata del silenzio dell’informazione”
offre un’occasione che potrebbe essere sfruttata per riflettere e approfondire le tematiche
relative alla libertà dell’informazione in Italia?
Non so se una giornata di silenzio possa essere
davvero utile, però è certo che c’è motivo per
essere preoccupati. Non si tratta di difendere la
categoria dei giornalisti, che certo ha le sue responsabilità, ma quando il potere politico attacca indistintamente la stampa c’è da temere per
la libertà di informazione, che oggi c’è ma che si
potrebbe mettere in discussione. Ci sono legittimi e seri problemi di tutela della privacy, che
possono essere risolti in molti modi, ma porli
sullo stesso piano della libertà di informazione
che è un caposaldo della democrazia mi pare
una insensatezza.
In che modo si può trovare un equilibrio tra
la tavola degli
italiani in tempo
di crisi
Come
cambia
il carrello
I
le parti in causa: tutela della privacy, responsabilità dei giornalisti e diritto all’informazione?
Ci possono essere modi diversi di tutelare la privacy ed evitare abusi nelle pubblicazioni. Sono
implicate nel problema due categorie, entrambe
rilevanti nell’equilibrio dei poteri ed entrambe
sotto attacco, magistrati e giornalisti. Si devono definire meglio obblighi e responsabilità di
entrambe le categorie su questo tema specifico,
senza esprimere insofferenze o desideri di rivalsa che sembrano nascere da problemi del tutto
diversi. Vorrei che si fosse discusso serenamente, studiando le norme e le prassi di altri Paesi,
anziché accanirsi a inventare prescrizioni che
possono rischiare sia di favorire la delinquenza,
come i limiti forzosi alle intercettazioni, sia di
ostacolare il diritto dei cittadini a essere informati: dico ostacolare perché credo che qualche
norma verrebbe presto cancellata per incostituzionalità, ma questo al termine di un percorso
confuso e inutilmente conflittuale. Per quanto
riguarda i giornalisti, una strada prioritaria mi
pare quella della riforma della legge sull’Ordine
dei giornalisti, che oggi crea troppi ostacoli nell’applicazione delle norme deontologiche.
L’Ucsi è impegnata nella promozione di un
Comitato di Mediaetica ed ha redatto un
“Manifesto per un’etica dell’informazione”.
Come è possibile dare concreta attuazione ai
Codici deontologici e superare alcuni limiti
ad essi connaturati?
Noi siamo i primi a denunciare le carenze di
etica nell’informazione. Ma l’etica prima ancora
l carrello della spesa continua a modificarsi: in tempo di
crisi anche la tavola degli italiani cambia non solo per
quel che riguarda la varieta’ dei prodotti, ma anche riguardo alla quantita’. E’ il risultato di una rilevazione della CiaConfederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat
sui consumi delle famiglie nello scorso anno. In particolare, spiega la Cia, “nel 2009 sei famiglie su dieci sono state costrette a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari
mentre oltre il 35% ha ridotto la spesa. Il 40% ha optato per
prodotti di qualita’ inferiore e il 30% ha comprato soltanto ‘promozioni’, sempre piu’ frequenti nella nostra catena
distributiva. Poco meno del 14% ha, invece, rinunciato a
pranzi e cene fuori dalle mura domestiche (ristoranti, trattorie, tavole calde, fast food, pizzerie)”. In “netto calo soprattutto gli acquisti di pane (meno 12% negli ultimi due
anni), ridotto dal 50% delle famiglie. Analogo il discorso
per la scelta di prodotti di qualita’ inferiore, dove l’orientamento delle famiglie, a livello nazionale, ha, infatti, riguardato il pane per il 41,6%”.
Secondo la Cia, il prodotto “simbolo” della dieta mediterranea, assieme alla pasta, “si allontana sempre di piu’ dalle
nostre tavole, complici sia il cambiamento della dieta che
ha spinto verso un calo dei consumi, sia gli effetti dell’au-
che con le norme si difende con la formazione
e con le pratiche virtuose. Quando poi non si rispetta la deontologia devono intervenire, come
dicevo, gli organi di autogoverno dei giornalisti,
che oggi non funzionano decentemente perché
non si riesce a far passare una legge di riforma
che sarebbe molto più utile del decreto anti-intercettazioni. La proposta di un Comitato di
Mediaetica, che sarebbe un organo consultivo di
alto livello istituzionale, ha suscitato molto interesse ma purtroppo nessuna iniziativa concreta.
Il Manifesto, scritto dal prof. Adriano Fabris e
fatto proprio dall’Ucsi, è un decalogo di corretti
comportamenti per giornalisti e comunicatori;
fa parte delle iniziative culturali e formative necessarie per migliorare la conoscenza di questi
problemi nella categoria.
Di fronte a questo scenario, quale contributo
può offrire il giornalismo cattolico?
Il giornalismo cattolico ha i numeri per offrire
un surplus di onestà intellettuale e di competenza etica, senza pretendere di esserne detentore unico. La rete della stampa e delle radiotelevisioni cattoliche non deve sentirsi estranea a
questi problemi, perché si è visto che non basta
comportarsi bene per non essere colpiti. Quindi
dobbiamo pretendere che tutta la categoria giornalistica venga raggiunta da un fremito di consapevolezza e responsabilità; e l’imposizione di
quello che moltissimi colleghi sentono come un
bavaglio, anche se fosse pieno di buchi, non mi
pare vada in questa direzione.
a cura di Riccardo Benotti
mento medio del prezzo del pane che nello scorso anno e’
cresciuto di oltre il 4% e del 2% nel primo trimestre 2010”.
E proprio in quest’ultimo periodo si e’ avuta una “contrazione nelle vendite del 4%”. La Cia fa notare che “gli italiani
hanno dunque apportato alcune modifiche al carrello della
spesa. Molte di queste sono di natura strutturale, cioe’ indipendenti dal momento di crisi, ma dettate da nuovi stili di vita e di consumo. E’ il caso del calo nel consumo di
pane, che ha trovato una valida alternativa nei suoi sostituti: crackers, grissini e fette biscottate”. La Confederazione
ricorda inoltre che “il 72% degli italiani mangia pane ogni
giorno, l’11% 3 o 4 volte a settimana, il 10% 5 o 6 volte a
settimana”. Nella fotografia della Cia sui consumi alimentari, si rileva che “la famiglia italiana acquista con maggiore
consapevolezza e attenzione al prezzo, con l’obiettivo di
spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano alternative piu’ convenienti, si rincorrono, appunto, le promozioni, si compra in punti vendita dove gli stessi prodotti si
trovano a prezzo piu’ basso, si guarda con interesse a saldi,
sconti, offerte. Si punta, quindi, al prezzo piu’ basso”. E cosi’,
conclude la Cia, “l’indice degli acquisti domestici resta al
palo. La ripresa ritarda e, al momento, e’ difficile prevedere
quando si manifestera’ in maniera tangibile”.
Parla l’Ispettore generale dei cappellani della carceri. La testimonianza di don Giovanna
Carcere, quando si butta la chiave
I
cappellani nelle 205 carceri italiane sono 240.
Secondo gli ultimi dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il numero dei
detenuti in Italia è oggi pari a 67.542, di cui
24.944 stranieri (36,93%), a fronte di una capienza regolamentare di 44.218 unità e di una tollerabile pari a 66.905. Nel gennaio scorso, le persone
ristrette negli istituti di pena erano 65.737. Abbiamo rivolto alcune domande a mons. Giorgio
Caniato, ispettore generale dei Cappellani delle
carceri italiane
Qual è il ruolo dei cappellani nelle carceri?
Dal punto di vista giuridico, i cappellani sono
operatori come tutti gli altri. Il carcere è una
struttura dello Stato laico, che riconosce ai
detenuti il diritto alla pratica religiosa e chiede ai ministri di culto cattolici di entrarvi per
poter svolgere la propria attività pastorale.
Oltre ad essere a fianco dei detenuti nella partecipazione al loro trattamento rieducativo, i
cappellani aiutano anche gli agenti a svolgere il loro compito, in uno spirito di reciproca
collaborazione, pur nella rispettiva diversificazione di compiti.
Come giudica, dal suo punto di vista, la situazione delle carceri italiane?
A mio avviso, tutte le carceri andrebbero tutte
distrutte: il carcere, di per sé, è antiumano e
anticristiano, e spesso la rieducazione avviene solo sulla carta. La mia lunga esperienza
nelle carceri mi ha fatto constatare che il car-
cere non educa: i detenuti diventano davvero
capaci di cambiare vita solo se trovano persone che siano in grado, attraverso la loro testimonianza, di condurli a rivedere la propria
esistenza. E’ questo anche il ruolo dei cappellani: ho visto cambiamenti notevolissimi, in
persone devastate da esperienze sbagliate che
hanno saputo mutare direzione. Ma di certo
queste sono cose che non si leggono sui giornali...
Uno dei punti nodali è il reinserimento dei
detenuti, una volta scontata la pena…
In una società come la nostra, il reinserimento degli ex detenuti nel tessuto sociale rischia
di essere sempre più un’utopia, o al massimo
un obiettivo enunciare esclusivamente a livello teorico. Perfino i regimi di semilibertà, o
l’affido, sono strumenti che vengono utilizzati
quasi sempre solo dal punto di vista formale. Ci sono detenuti che vogliono veramente
redimersi, ed altri che hanno sempre fatto
quello e che hanno intenzione di continuare
a farlo. Per i primi, se non ci fosse il volontariato cattolico che si incarica di predisporre
percorsi che aiutino gli ex carcerati ad uscire
dal circuito dell’illegalità, l’alternativa sarebbe
il nulla. Ci vorrebbe un reale cambiamento di
mentalità, sia da parte degli addetti ai lavori
che dell’opinione pubblica: altrimenti, lo stigma nei confronti delle persone che affollano
gli istituti di pena è destinato a rimanere.
A.S.
P
erché la situazione delle carceri cambi in meglio
è necessario abbandonare la “delirante illusione
della certezza della pena. E’ più conveniente che chi
entra in carcere ne esca presto e ‘rinnovato’, piuttosto
che a fine pena e incattivito”. La pensa così don Giovanni Varagona, cappellano del carcere di Barcaglione ad Ancona. “Un altro carcere è possibile, e,
anche oltre qualsiasi propensione umanitaria, conviene pure dal punto di vista economico”. Il sovraffollamento delle celle “di fatto è un alibi per giustificare
il fatto che le carceri non funzionano - sostiene don
Varagona. “Sono sovrappopolate semplicemente perché non funzionano. Perché generano delinquenza,
anziché aiutare a debellarla. Perché a chi vi capita per
la prima volta, il carcere promette una recidiva a vita”.
Secondo il cappellano perfino la questione delle risorse economiche “è secondaria. Piuttosto è una questione di cultura: chi entra in carcere oggi è degradato da persona a delinquente. Non c’è fiducia nella sua
capacità di reinserirsi in società e per questo non si
investe nel recupero. Il detenuto cessa di essere persona perché gli spazi di libertà e autodeterminazione
vengono soppressi ben oltre il senso della pena e le
esigenze di sicurezza. Smette di scegliere, di decidere
sulla gestione del tempo, degli spazi, delle relazioni
con i compagni e con chi lo mantiene dentro”. E la repressione di queste abilità “compromette seriamente
la possibilità di reinserimento. Mentre il fallimento
giustifica l’ennesimo giro di vite, l’ennesimo giro di
chiave”.
Asteriski
* Il Papa in Abruzzo. E’
la terza visita di Papa
Ratzinger, per celebrare
gli 800 anni della nascita di Papa Celestino. Ha
ricordato gli eterni problemi: precarietà, lavoro, incertezza del futuro,
“Ombre che oscurano il
vostro orizzonte” dice ai
ragazzi stretti a lui con
grandi applausi contro i
“duri attacchi mediatici”
al Papa e alla Chiesa. “A
tutti – ha detto il Papa
– voglio assicurare la mia
vicinanza e il mio ricorso
nella preghiera, mentre
incoraggio a perseverare
nella testimonianza dei
valori umani e cristiani
così profondamente radicati nella fede e nella
storia di questo territorio
e della sua popolazione”.
Ha ricevuto anche un
gruppo di carcerati della
Casa che conta 11 suicidi
negli ultimi sette anni. A
loro ha augurato di “trovare la via” per essere
utili alla Società.
* Senigallia Rotonda. E’ il
centro della Notte bianca (con gente “sborniata”
anche troppo… e purtroppo!), con tante manifestazioni che si susseguono a pieno ritmo. Ci
sarà anche la rassegna
dedicata al jazz con gli
appuntamenti del 15 luglio; 13, 16, 20, 24 agosto
con il nostro grande Renato Sellani.
* Arcevia: bilancio. Forte
critica dell’opposizione
al bilancio della maggioranza: “A differenza di
quanto affermato dall’assessore Lenci, il bilancio
2009 – precisa Palazzesi
– si chiude con un saldo
di gestione di competenza fortemente negativo,
cioè pari a meno 169
mila e 247 euro. Questo
è segno tangibile delle
grosse difficoltà economiche in cui versa il Comune di Arcevia”.
* Serra de’ Conti: critiche. Anche a Serra, l’opposizione ritiene che sia
necessaria una verifica
dei costi e che sono da
cancellare le iniziative di
scarso successo.
* Marche: parole e fatti.
Un pensatoio per le Marche “Mi batto per la mia
Regione”, ha detto Della
Valle. Accusa “troppe parole e pochi fatti”. Certamente ha ragione.
* Ostra: rapina. Tentata rapina alla Cassa di
Risparmio di Jesi e Cupramontana a Casine. Il
cassiere, vista l’ambigua
figura del ladro, ha fatto
scattare l’allarme.
* Barbara e… l’Etiopia.
Lezione di storia su una
lapide restaurata con la
data del 18 novembre
1935, XIV (= era fascista)
che ricorda le inique sanzioni della Società delle
Nazioni per l’invasione
dell’Etiopia. Eravamo ragazzini e anche noi cantavamo “Allungheremo
lo stivale, fino all’Africa
orientale”. Purtroppo ci
hanno tagliato lo stivale
e le gambe!
Giuseppe Cionchi
8 luglio 2010
enti locali
Block Notes
La Regione Marche stanzia fondi per il ‘Fair Trade’
Commercio equo
9
7mila euro per promuovere e
sostenere iniziative mirate a
diffondere il commercio equo e
solidale. È lo stanziamento previsto dalla regione Marche (tra
le 9 regioni italiane dotate di una
legge equosolidale) per rafforzare
la dimensione sociale e culturale
del Fair Trade. “Il programma afferma l’assessore al Commercio
della regione Marche, Antonio
Canzian - sostiene le attività dei
soggetti iscritti al Registro regionale di settore. Il commercio equo
e solidale rappresenta, per la regione Marche, un valore sociale e
culturale, in quanto forma di cooperazione finalizzata a promuovere l’incontro e l’integrazione tra
culture diverse e a sostenere la
crescita economica e sociale dei
Paesi in via di sviluppo”.Le risorse
stanziate serviranno a sostenere i
progetti che alimentano nei consumatori la consapevolezza delle
conseguenze delle proprie scelte
quotidiane e dei propri consumi:
tra questi saranno privilegiate le
iniziative educative nelle scuole e
quelle di sensibilizzazione verso
la cittadinanza. Si prevede anche
l’istituzione di una giornata dedicata al commercio equo e solidale e la promozione dell’utilizzo di
prodotti equo e solidali nell’ambito dell’amministrazione regionale.
Il finanziamento pubblico delle
attività di sensibilizzazione è, secondo Agices, uno degli aspetti
più rilevanti per lo sviluppo del
commercio equo. “Negli ultimi
anni – dichiara Gaga Pignatelli, di Agices – con l’approvazione
delle leggi regionali sul commercio equo e solidale, Agices è diventata interlocutrice e referente
diretta delle istituzioni, in quanto
depositaria della carta italiana dei
criteri del commercio equo e solidale. Il grande lavoro svolto per
la predisposizione di un testo di
legge nazionale ha fornito ai soci
gli strumenti per ottenere delle
buone leggi regionali, che hanno
dato una grande opportunità alle
Risparmio
energetico
organizzazioni che operano nelle
regioni in cui esiste una legislazione equosolidale, mettendo loro a
disposizione un importo complessivo annuale di più di 1 milione
e mezzo di euro, fondamentale
non solo per la sostenibilità delle realtà direttamente coinvolte
ma anche per il consolidamento
del sistema in generale. Queste
risorse sono state cruciali per incrementare una delle attività più
importanti che il commercio equo
svolge: quella di educazione, sensibilizzazione e informazione volta ad accrescere la consapevolezza
dei cittadini e dei consumatori sui
prodotti e i produttori del commercio equo e solidale”.
E i dati lo confermano: nelle regioni in cui esiste una legge equosolidale, secondo il rapporto annuale
Agices 2009, le attività info-educative hanno registrato negli ultimi
anni un netto aumento in termini
di ore e di investimenti. In generale, nonostante la crisi generalizzata dei consumi, dal rapporto
annuale emerge che le organizzazioni di commercio equo italiane
hanno avuto un aumento dei ricavi di quasi 6 milioni di euro (per
un totale di 86 milioni e mezzo).
Il Trentino Alto Adige è uno dei
casi più rappresentativi di questa
crescita, con un incremento dei
ricavi di 2 milioni e mezzo di euro
(per un totale di circa 36 milioni
di euro), seguito dalla Lombardia (+2 milioni e 280mila), e dal
Piemonte (+ 545mila euro). Le
Marche hanno registrato un incremento di 170mila euro (su un
totale di 1.354.531), dal punto di
vista delle attività didattiche e di
sensibilizzazione, su un totale di
circa 19.000 ore e più di 1 milione e 100mila euro di investimenti,
nelle Marche il socio Agices locale, la cooperativa Mondo Solidale
ha realizzato attività educative per
circa 400 ore, con un investimento di 10mila euro nel 2009.
R.S.
I DATI EMERSI A SAN BENEDETTO DEL TRONO DA UN CONVEGNO DI ‘ON THE ROAD’
I PRODOTTI DEL TERRITORIO IN UNGHERIA
Sempre più donne migranti Made in Marche
S
ono sempre più le donne che scelgono di lasciare il proprio paese d’origine e di tentare la fortuna in Europa
per sostenere la propria famiglia. E’
quanto emerso dal seminario organizzato a San Benedetto del Tronto dall’associazione On the Road a conclusione del progetto “Aiutnomia”, di cui è
stata ente capofila, finanziato dall’Europa e ministero dell’Interno, per l’accoglienza, la formazione e l’inserimento
lavorativo delle donne richiedenti asilo
politico in Italia, a cui hanno preso parte altri cinque partners: la provincia di
Ascoli Piceno, la provincia di Crotone,
il centro di solidarietà di Genova onlus,
il centro di solidarietà onlus di Parma,
la cooperativa sociale Agorà Kroton di
Crotone. Il progetto che ha avuto una
durato di un anno giugno 2009- 2010
ha promosso nelle diverse realtà italiane coinvolte una serie azioni per l’integrazione sociale delle donne rifugiate e
la riduzione delle discriminazioni nell’accesso e nella permanenza nel mercato del lavoro.
“Le donne sono il perno della coesione nella comunità di provenienza - ha
spiegato Vincenzo Castelli, presidente
di On the Road - quando scelgono di
emigrare significa che l’equilibrio in
quella comunità si è rotto. E i dati degli ultimi cinque anni ci dicono proprio che sono in aumento le donne
migranti”. “E’ proprio attraverso questo
progetto finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati – ha ricordato Roberto Berselli del Centro di Solidarietà
L’Orizzonte di Parma - che ci siamo
resi conto di quanto anche sul territorio dell’Emilia Romagna la presenza di
donne rifugiate e richiedenti asilo stia
cominciando a incidere.”.
Secondo i dati dell’Agenzia Onu per i
rifugiati, in Italia sono 47 mila i richiedenti asilo politico e nel 2008 nel paese
sono state presentate circa 31 mila domande d’asilo. Negli anni ‘90 l’aumento di richieste d’asilo che si è registrato in tutta Europa come conseguenza
di conflitti, sconvolgimenti politici e
violazioni dei diritti umani in diverse
parti del mondo, si è registrato anche
in Italia in misura proporzionalmente
elevata. Per quanto riguarda il numero
di rifugiati, l’Italia presenta cifre molto
basse rispetto ad altri paesi dell’Unione
Europea, in termini sia assoluti che relativi. A titolo di comparazione, spiega
l’Agenzia Onu, la Germania ospita circa 580 mila rifugiati ed il Regno Unito
circa 290 mila, mentre i Paesi Bassi e la
Francia ne ospitano rispettivamente 80
mila e i 160 mila. In Danimarca, Paesi
Bassi e Svezia i rifugiati sono tra i 4,2 e
gli 8,8 ogni 1.000 abitanti, in Germania
oltre 7, nel Regno Unito quasi 5, mentre in Italia appena 0,7, ovvero 1 ogni
1.500 abitanti.
L.C.
3
E
va Kottrova, curatrice e
conduttrice di rubriche
dedicate all’enogastronomia e all’agroalimentare di
qualità su testate e network
Ungheresi e Slovacchi, promuove il prodotto marchigiano a Budapest con un
ciclo di disamine a tema
“La cultura italiana dell’eccellenza nelle produzioni
di nicchia” e presentazioni
di prodotti territoriali di
livello elevato nei templi
dell’enogastronomia magiara. Le sue rubriche di
docenza enogastronomica
sulla condivisione dei saperi e dei sapori nella multiculturalità, tradotte in due
lingue, sul network ungaro-slovacco
netBarátnő,
trattano l’espressione più
elevata delle produzioni di
nicchia marchigiane e, le
sistematiche presentazioni
dei prodotti meritevoli di
attenzione ai responsabili
acquisti di gamma elevata,
fanno conoscere le realtà
della nostra Regione collocate in un posizionamento
verticistico di mercato. Ristoranti stellati, hotel internazionali, compagnie di
navigazione, circoli esclusivi concorrono alla composizione del target individuato per la presentazione
del “Made in Marche”.
Distribuite copie del volume “Il Verdicchio dei Castelli di Jesi” edito in due
lingue da Edizioni Gabbiano di Ancona, ampio
reportage sulle aziende
produttrici e sul vitigno
autoctono delle colline
marchigiane contestualizzato nell’ambito di una
esaustiva descrizione dei
paesi vocati alla produzione nell’entroterra della
provincia di Ancona.
Ampio e lusinghiero
apprezzamento è stato
espresso dalle istituzioni
locali, dagli operatori di
settore, dagli editori che
pubblicano le sue rubriche sulla stampa estera e
soprattutto dai potenziali
compratori che stanno
poco a poco appassionandosi ad alcuni prodotti marchigiani assolutamente compatibili con
i gusti dei popoli che si
affacciano sulle sponde
del Danubio.
Secondo incontro di presentazione del progetto
Presa per il risparmio
energetico nei settori produttivi, in particolare artigianali. Dopo quello di
Pedaso, il nuovo appuntamento in programma
è a Castelfidardo, giovedì
8 luglio, alle ore 17.30,
al Polo Tecnologico ‘Valli
Aspio e Musone’, in via
Jesina. Presa (Progetto sul
risparmio energetico e la
sostenibilità ambientale)
è voluto e cofinanziato
dalla Regione Marche per
diffondere lo strumento
della diagnosi energetica
tra le imprese artigiane
delle Marche e viene attuato da Cna Marche e
Casartigiani Marche, le
due associazioni di categoria dell’artigianato che
hanno risposto all’invito
regionale di presentare
iniziative volte a coinvolgere le imprese artigiane
al raggiungimento degli
obiettivi del Pear.
‘Il fulcro delle attività spiega l’assessore all’Energia e Ambiente, Sandro
Donati - è rappresentato
dalla rete di dieci sportelli, distribuiti su tutto il
territorio regionale, che
avranno il compito di informare e sensibilizzare
le imprese artigiane sull’utilizzo dello strumento
della diagnosi energetica. Attraverso l’analisi
dei propri consumi, degli
eventuali sprechi, delle possibilità offerte dai
nuovi sistemi di produzione e gestione dell’energia,
dei vantaggi dell’impiego
delle fonti rinnovabili, le
imprese artigiane diventeranno soggetti attivi
del Pear e delle nuove
frontiere della green economy, cogliendone tutte
le opportunità’.
E’ previsto il coinvolgimento di 250 imprese e
la redazione di linee guida operative, di carattere
organizzativo e tecnologico, per la predisposizione
di Piani energetico ambientali aziendali relativi
a quattro settori produttivi. La durata del progetto
è di 18 mesi. Il prossimo
incontro si terrà a Pesaro
il 29 luglio. L’elenco dei
dieci sportelli attivati può
essere consultato sul sito
internet www.ambiente.
regione.marche.it.
4
8 luglio 2010
Senigallia
una BELLA SERATA PROPOSTA DA ARCHè
Torna la rassegna
Il prossimo 17 luglio, musica, animazione ed eventi di metà estate
Giardino in festa Burattini La notte della Rotonda
A
G
rande successo per
l’iniziativa
Giardino
in Festa tenutasi venerdì 25
giugno presso l’Area Verde
di Borgo Ribeca quest’anno
giunta alla terza edizione,
organizzata dagli educatori
e i giovani del Centro Diurno Socio Educativo Riabilitativo “Arena e Casolare”
della Cooperativa Archè di
Senigallia, Soddisfatti gli organizzatori che hanno visto
affluire oltre 170 partecipanti.
Tra i presenti il sindaco
Maurizio Mangialardi che
ha aperto la serata complimentandosi per l’iniziativa,
rimanendo piacevolmente
colpito dalla grande affluenza e auspicando altre iniziative di questo genere aperte
alla cittadinanza e il vicesindaco Maurizio Memè. Degna di menzione quest’anno
la partecipazione all’iniziativa di alcuni rappresentanti
del Comune di Fano e del
Comune di Rastatt ad esso
gemellato e i disabili con cui
il centro ha collaborato per il
progetto “Foresta nera mare
blu”, nonché i giovani e gli
educatori del Centro Diurno “Itaca” di Fano e “Margherita” di Pergola. Presente
la Consulta del Volontariato
di Senigallia e altri membri
delle associazioni che partecipano alla Consulta.
L’animazione affidata alla
musica della Piccola Orchestra Swing e alle danze
popolari dell’Associazione
DanzIntondo ha allietato l’atmosfera e coinvolto
tutti. La serata si è rivelata
un’occasione di incontro e
di condivisione tra i giovani
del centro, gli educatori, parenti amici e tanti volontari,
entusiaste anche le famiglie
che hanno potuto percepire
la rete che c’è intorno a loro,
apprezzando il grado di
coinvolgimento, l’impegno
e la motivazione di ciascuno
alla vita dei loro figli e familiari.
notizie della settimana
Succede a Senigallia
.
* E’ stato al comando della Stazione dei carabinieri di Senigallia per 21 anni, ha servito lo
Stato per 41. È andato in pensione il maresciallo
Francesco Imparato, 60 anni, “storico” luogotenente della stazione di Senigallia. Partenopeo di origini ma senigalliese d’adozione, il primo approccio
con le Marche per Imparato è stato nel 1974 quando da giovane brigadiere ha comandato la stazione
di Urbania. Dopo una breve parentesi nella città di
Agro Nocerino Sarnese (SA), nel 1982 è approdato al comando della stazione di Belvedere Ostrense dove è rimasto fino al 16 agosto 1989. Da lì in
avanti, la sua carriera è stata tutta senigalliese.
* I familiari delle vittime dell’incidente mortale di Sharm el Sheik del 2007 hanno richiesto un
risarcimento di 5 milioni di euro al tour operator
che ha organizzato la vacanza. L’incidente è avvenuto il primo novembre del 2007 e vi persero la
vita sei persone.
* La Zona Territoriale n. 4 di Senigallia durante
il periodo estivo registra un notevole incremento della popolazione Per il Presidio Ospedaliero
si è stabilito quanto segue: dal 1° luglio al 30 settembre il Pronto Soccorso viene potenziato di una
unità infermieristica dalle ore 21 alle ore 24 dalla
domenica al venerdì, e dalle ore 21 alle ore 7 tutti
i sabati; nel periodo 1 agosto / 30 settembre il Servizio di Guardia Medica Turistica, già attivo, viene
potenziato con ulteriori 12 ore diurne; per i mesi
di luglio e agosto viene istituito un terzo turno del
Servizio di Dialisi, al fine di favorire i cittadini non
residenti che trascorrono le vacanze a Senigallia.
* Si sono svolte da domenica 27 Maggio a lunedì
1 Luglio a Pesaro, le finali nazionali di ginnastica per tutti, nella quale la Polisportiva Senigallia si è presentata con ben 24 ginnaste. Domenica
mattina si è svolta la fase nazionale della Serie D e
subito la Polisportiva si è fatta notare conquistando il 10° posto su ben 42 squadre provenienti da
tutta Italia, grazie alle precise performance delle
sue ginnaste Casucci Martina, Donati Elisa, Margherita Fabini, Allegrezza Agnese e Gualtieri Nicole.
* Salvatore D’Amico ce l’ha fatta. Dopo 14 giorni
di fatica è arrivato alla meta della sua sfida. Toccare in bicicletta, con partenza da Senigallia, tutte le
città gemellate. Sabato 3 luglio il fisioterapista senigalliese ha consegnato il suo ultimo gagliardetto
alla ciità di Chester. D’Amico, partito da senigallia
il 19 giugno, è arrivato a meta il 3 luglio.
ffidato ancora una volta
alla cura della Compagnia teatro alla Panna, ritorna “Baracche e burattini”,
il tradizionale appuntamento con il teatro di figura
che anima ormai da quasi
vent’anni l’estate senigalliese. Le rappresentazioni
spaziano dagli archetipi
della Commedia dell’Arte
alle ricerche sul linguaggio
contemporaneo. Qui con il
teatro degli oggetti si creano spaccati ironici della
società contemporanea e la
manipolazione dei pupazzi,
mista alla recitazione ed ai
burattini, diventa il motivo
per proporre valori propri
del teatro civile. Quest’anno,
per la prima volta, Baracche
e Burattini aggiunge alle tradizionali location del Foro
Annonario e del Cortile
della Biblioteca Antonelliana, la scalinata dell’ex Hotel
Marche, dove uomini e pupi
accoglieranno il pubblico
nel mese di Agosto.
Tutti i martedì di luglio spettacoli gratuiti. Tutti i mercoledì di luglio spettacoli
nel Cortile della Biblioteca
Antonelliana a pagamento
€ 3. I primi due martedì e
mercoledì di agosto spettacoli al lungomare davanti
all’Hotel Marche con posti
seduti a € 3 e posti in piedi
gratuiti. La biglietteria sarà
aperta un’ora prima dello
spettacolo.
Inizio spettacoli ore 21.30
T
orna la lunga ‘Notte
della Rotonda’ a Senigallia, la festa di metà estate sulla spiaggia di velluto
marchigiana.
L’edizione
2010 a cura del Comune di
Senigallia Assessorato alla
Promozione dei Turismi e
Manifestazioni e Assessorato alla Cultura, è fissata per
sabato 17 luglio e avvolgerà
come sempre la Rotonda a
Mare e Piazzale della Libertà, arrivando fino al Foro
Annonario e per la prima
volta anche al porto, alla
Banchina di Ponente.
Tre spazi principali per accogliere musica live e spettacolo dal tramonto fino a
tarda notte, e festeggiare il
compleanno della Rotonda
a Mare. La splendida struttura architettonica sul mare,
realizzata nel 1933 e ancora
oggi unica nel suo genere in
Italia, è stata infatti oggetto di un attento e innovativo restauro concluso nel
2006. Da allora, la Rotonda
è tornata a essere il simbolo della città e delle Marche
turistiche, con i suoi bagliori appoggiati alla spiaggia e
protesi verso l’Adriatico, su
un tratto di mare per il 14°
anno consecutivo premiato
con la Bandiera Blu. Piazza
cittadina sul mare, piena di
glamour e versatile fascino,
la Rotonda è pronta ad accogliere eventi tutto l’anno,
in particolare nella stagione
estiva.
Il cartellone RAM 2010
Francesco Aquilanti (genere: future sound of jazz
deep house), alla Banchina
di Ponente il dj set di Raffo
dj (genere: house - elettro
house). Entrambi sono anche produttori e attenti al
ballabile, hanno esperienza
all’estero e diverse collaborazioni con altri artisti all’attivo. Al Foro Annonario,
è prevista invece la sfilata
di moda “Le Belle di Planet
Moda”.
Dalle 23.15 si entra nel vivo
della Notte della Rotonda
che chiama tutti a raccolta in Piazzale della Libertà
dove la musica live è il funkjazz di Paolo Belli e la sua
Big Band, tredici elementi, un dj e una vocalist. È il
cuore della serata e dell’attesa per il grande immancabile spettacolo pirotecnico
che a mezzanotte accenderà il cielo sopra la spiaggia
di velluto e idealmente anche l’estate della Rotonda
a Mare al grido di “Buon
compleanno Rotonda!”. La
Big Band di Paolo Belli riprenderà a suonare fino alle
01 di notte.
iniziativa della confartigianato senigallia
a denti stretti
Centro di ascolto
Soste
Incredibile ma vero: non passa
domenica senza essere costretti
– tra l’indifferenza totale di chi
dovrebbe tutelare la sicurezza
stradale – di vedere automobili
parcheggiate in maniera incivile.
Incivile è un termine anche troppo
leggero per coloro che continuano
a non rispettare le normali regole
di viabilità nella zona tra via Colombo e via Cavalieri di Vittorio
Veneto, nelle vicinanze del Ponte
Rosso. Come sempre, causa vetture parcheggiate senza ritegno nella zona, è improponibile accedere
ai giardini della grande piramide
di via delle Rose. Tutto questo accade nonostante le diverse segnalazioni da parte dei sottoscritto
al Comando dei vigili urbani di
Senigallia. La stessa polizia municipale mi ha risposto asserendo
che “avrebbero provveduto”.
Ma per percorrere poco più di un
chilometro dal Comando e recarsi sul posto hanno impiegato circa
6 ore. Giusto il tempo per constatare l’inconveniente, quando però
l’auto è poi ripartita ! In un’altra
circostanza, una vigilessa mi ha
suggerito di “scrivere al Sindaco!”,
come se loro (i vigili urbani) facessero un lavoro per il quale non
compete la sorveglianza su simili
situazioni … Oggi sta accadendo
la stessa cosa e questa volta, se
mai mi dovesse leggere, mi rivolgo
al sindaco Maurizio Mangialardi,
per sapere come risolvere questo
annoso inconveniente: insomma, nella zona non si passa con
la bici, con la carrozzella, tanto
meno per un diversamente abile.
Tale percorso serve per coloro che
venendo da via delle Rose per recarsi al mare debbono giocoforza
transitare in quello scivolo.
Carlo Montanari
a cura del Comune di Senigallia, Assessorato alla
Promozione dei Turismi e
Manifestazioni - Assessorato alla Cultura, sarà anche
quest’anno un susseguirsi
di appuntamenti tra luglio e
agosto, scanditi dai consueti contenitori: RAMin note,
jazz, ballo, libri, scienze,
cinema. Da 28 luglio, al 29
agosto sarà inoltre attivo il
Rotonda Caffè, unico e prestigioso punto ristoro in un
ambiente di classe, romantico, originale e con tocco
di chef, visto che a curare il
menù sarà di nuovo il pluripremiato Mauro Uliassi.
Dal 2006, la metà di luglio
è anche quella riservata alla
grande festa in onore della Rotonda, che edizione
dopo edizione attira decine di migliaia di cittadini e
turisti da ogni parte della
regione e della costa. Come
sarà allora la Notte della
Rotonda 2010? I protagonisti quest’anno sono grandi
nomi della scena musicale internazionale, pronti a
far salire il ritmo vibrante
e coinvolgente dello swing
del jazz del funk e electrolatin: Paolo Belli Big Band,
Nicola Conte e Da Cruz.
Alle 21, i tre spazi coinvolti,
Piazzale della Libertà-Rotonda, Foro Annonario e
Banchina di Ponente si accenderanno ufficialmente
per la Notte della Rotonda
2010. In Piazzale della Libertà si troverà il dj set di
L
a Confartigianato ha
inaugurato il Centro
d’Ascolto. Si tratta di un’iniziativa unica nelle provincia
di Ancona e nuova in tutt’Italia. Un centro d’ascolto
aperto due volte al mese che
ha come obiettivo quello di
guidare le persone fra gli
ostacoli burocratici e non
solo della vita di tutti i giorni. “Siamo molto contenti di
poter aprire questo centro
di ascolto - ha detto il presidente di Confartigianato
Senigallia, Giacomo Cicconi
Massi-. Si tratta di un servizio di orientamento che mira
a dare le giuste risposte ai
cittadini. Ma non solo. I nostri volontari, competenti e
preparati, sono pronti anche
a cura di
a dare aiuto e solidarietà”. Il
centro di ascolto sarà aperto
ogni primo e terzo giovedì
del mese, dalle 10 alle 12. Si
trova in via Bonopera 55. Lo
staff che si occuperà del centro è composto da volontari
e associati Confartigianato.
Primi fra tutti Carla Billet,
Caterina Pantone e Mohamed Malih. “E’ un orgoglio
per Confartigianato Persone
aprire questo centro d’ascolto - dice Marta Burattini,
resposabile delle politiche
sociali-. Un progetto che si
pone come obiettivo quello
di conoscere e lavorare sul
territorio e per il territorio.
Un problema troppo spesso
evidente è la mancanza di
ascolto delle persone”.
Giuseppe Nicoli
Dill’ al monc’ in piazza
• Da un abitante di via Buozzi, via che collega piazza Diaz a via Trieste, ci è giunta
questa lettera: “Considerato che a tutt’oggi
nessuna concreta risposta scritta è giunta
dal Comune di Senigallia dopo una petizione firmata da tutti gli abitanti della via, dopo
un esposto al Difensore civico e dopo un
articolo apparso sul Resto del Carlino che
a nulla sono valsi, si chiede che le autorità
comunali competenti intervengano per risolvere i seguenti problemi: 1. Rimozione di
tutte le radici e quant’altro mette in pericolo
le persone. 2. Sistemazione delle fognature e
di alcuni pozzetti stradali per la raccolta dell’acqua piovana perché sono scomparsi da
anni, con la conseguenza che quando piove
si formano enormi pozzanghere. 3. Messa in
opera di una adeguata segnaletica stradale a
salvaguardia dei residenti e dei passanti. 4.
Un’illuminazione uniforme che sia veramente illuminazione della via e che rispetti le
dovute distanze fra un lampione e l’altro. 5.
Siccome da oltre 60 anni non c’è traccia alcuna di marciapiedi, che questi vengano fatti su ambo i lati, con i nuovi criteri, affinché
possano essere usati da tutte le categorie di
persone, dai bambini agli invalidi sulle carrozzine e dai non vedenti. Si fa notare che
via B.Buozzi è una via di passaggio ed è percorsa da molti turisti in quanto si trova vicino al mare ed al centro storico e da decenni
pazientemente gli abitanti attendono un fattivo intervento del Comune per risolvere i
problemi sopra esposti”.
• Ci è stato chiesto, di rivolgere un invito al
Sindaco perché posizioni almeno una panchina, magari in ferro battuto, sotto i Portici
Ercolani per far sedere le persone anziane
che vi aspettano la loro corriera, sedute magari sui gradini delle abitazioni. La posizione ideale sarebbe più avanti alla vetrina del
negozio, in modo da non coprirla.
8 luglio 2010
speciale pellegrinaggio
5
Paray Le Monial - Sacro cuore
La camera del curato d’Ars
La preghiera a Taizé
Dal pellegrinaggio diocesano in Francia, seconda puntata con alcune testimonianze
Luoghi di santità
il Vescovo Giuseppe
Paola Gobbetti
C
E
redo che il papa Benedetto XVI abbia avuto un’intuizione veramente provvidenziale nell’indire questo
anno sacerdotale. A conclusione di questo anno penso
si possa conoscere come è stato importante riflettere in
questo tempo sul significato, sul valore del sacerdozio e
questo pellegrinaggio che noi abbiamo fatto nei luoghi
dove è vissuto il Curato d’Ars, una figura molto significativa, che il Papa stesso ha scelto come modello, come
punto di riferimento per i sacerdoti, per i parroci di tutto
il mondo, questo viaggio ci è effettivamente servito per
conoscere meglio questa figura e anche per fraternizzare un po’ fra noi. A questo pellegrinaggio hanno partecipato sacerdoti ma anche laici e questo è servito ai sacerdoti per rendersi conto di avere bisogno dei laici e ai
laici credo che sia servito per rendersi conto di quanto
sia importante la presenza dei sacerdoti e ugualmente di
quanto sia importante che fra i sacerdoti e i laici ci sia un
rapporto di collaborazione nella comune corresponsabilità per costruire nella Chiesa. Ritornando a casa, nella
nostra Diocesi, io mi auguro che l’esperienza di questo pellegrinaggio possa portare molti frutti, anche per
quanto riguarda il Sinodo. Il Sinodo diocesano già avviato vuol essere un’esperienza di un cammino fatto insieme
e questi giorni che abbiamo passato insieme in questo
pellegrinaggio credo che ci abbiano fatto approfondire la
consapevolezza dell’importanza di questo cammino che
facciamo insieme.
’ stato un pellegrinaggio bellissimo. Un pellegrinaggio che mi ha portato verso l’adorazione. Abbiamo visitato tanti luoghi. Quelli del santo
Curato d’Ars, che con la sua vita, con quello che ci
hanno raccontato, con anche tutte le sue debolezze, col fatto che per tre volte ha cercato di lasciare quella che era la sua parrocchia, dove però
poi sempre – affidandosi al Signore – vi è sempre ritornato e ha continuato quella che era la
sua missione, mi hanno particolarmente colpito.
Sono rimasta contenta di aver visitato i luoghi dove
è vissuta Santa Margherita Maria Alacoque, anche
lei con tante difficoltà, ma anche con la tanta grandezza che le era stata concessa. Umanamente, però,
con tutti i suoi dubbi, le persone che non credevano
e la scambiavano per pazza. Questo è un po’ essere
“i profeti” dei tempi più moderni, più nostri. E questo è stato un continuo riportarmi verso l’adorazione,
quindi un senso spirituale molto intenso.
Poi anche a Taizè, in questo ambiente dove ci siamo
ritrovati con tanti altri come noi, ma che magari professano religioni diverse, mi ha molto colpito e anche
questo senso della spiritualità estesa anche a tutti noi
partecipanti al pellegrinaggio. Si è toccato particolarmente questo, con mano. E’ stato bello vederci più
da vicino, avere questo contatto fra noi.
Irene Maria Cavalli
H
o avuto un’opportunità straordinaria, una di quelle che capitano nella vita forse non a caso. E’ stato molto bello
vivere un pellegrinaggio che puntava, soprattutto, sul Curato d’Ars e innanzitutto mi sento di dire grazie a una
comunità che mi ha accolto con calore, con un senso di fraternità, di convivialità non comuni. Ringrazio don Gesualdo che mi ha detto di questo pellegrinaggio, il Vescovo Orlandoni che ogni giorno ci ha accompagnato con un pensiero semplice ma di grande profondità, facendoci riflettere soprattutto sulle cose che man mano noi vedevamo e grazie
alle quali noi potevamo riflettere e fare un po’ il punto della nostra vita. Sono rimasta stupita per la semplicità del Curato d’Ars che mi ha portato a riflettere sulla necessità della preghiera, perché non si può fare senza prima rivolgersi
a Dio, senza prima che noi abbiamo fatto scorrere dentro di noi la grazia di Dio. Un’altra cosa che mi ha commosso
tantissimo è stata l’esperienza di Taizè perché mi sono ritrovata fra cattolici, protestanti. Tutti pregavamo insieme lo
stesso Dio; tutti credono nello stesso amore di Dio; nella preghiera alla quale abbiamo partecipato, abbiamo posto al
centro, in quel momento, l’amore di Dio che andava fuori dai nostri cuori, era incontenibile. Ho sentito queste energie positive e mi sono commossa moltissimo. Quindi ho riscoperto un po’ quelle che sono le radici della mia fede e
spero che questa esperienza continui, cioè i frutti di questa esperienza continuino ancora ad operare nella mia vita
futura. E anche santa Margherita Maria Alacoque, la Certosa di Pavia sono tutte cose che hanno richiamato in modo
profondo la mia sensibilità soprattuttonella necessità di scartare tutti gli orpelli: voglio ritornare invece alla semplicità evangelica e mettermi in ginocchio ad adorare Dio, anche senza dire niente, però guardarlo e dire: oggi cosa posso
fare per i miei fratelli? Signore, grazie.
Quintiliano Mencucci
I
primi anni della mia permanenza a Corinaldo, quando
andavo in parrocchia, vedovo nell’ufficio del vice parroco,
don Mauro Mattioli, un piccolo quadro con un pretino semplice e umile. Era il santo Curato d’Ars. Io non sapevo tutto
quello che voleva dire. Don Umberto ne era particolarmente
devoto. Solo ora ho visto quello che questo piccolo Curato
ha fatto e quello che ha realizzato con la sua umiltà.
Paola Sbordoni
P
er me è stato un pellegrinaggio molto bello, molto
interessante che mi ha dato modo di conoscere due
personaggi straordinari di cui avevo appena sentito parlare, che adesso conosco e apprezzo di più. E’ stata bella la condivisione con il Vescovo, i sacerdoti e i laici di
un’esperienza simile perché ho sentito – diciamo – l’idea
di Chiesa, di tutta la Chiesa di Senigallia che idealmente era con noi e che noi abbiamo rappresentato. Quindi
è stata un’esperienza molto positiva e molto bella. Sono
stata molto contenta di aver partecipato a questo pellegrinaggio e ai vari momenti di preghiera. Poi soprattutto
anche di aver visitato il Santuario del Sacro Cuore perché ho sempre avuto questo amore per il Sacro Cuore trasmessomi da mia nonna, poi l’avevo dimenticato.
Quindi mi ha fatto veramente piacere. Per il resto sono
stata contenta del clima di preghiera, della compagnia
dei sacerdoti.
don Luciano Guerri
T
re riflessioni su questo pellegrinaggio: il primo ha un testimone, che è il santo Curato d’Ars; il secondo è il messaggio del Sacro Cuore e il terzo è l’invito che ci trasmette
Taizè. Abbiamo colto nel Curato d’Ars la sua modernità, non
tanto nell’esercizio del ministero ma nella percezione della
sua identità di pastore. Il secondo messaggio, quello del Sacro Cuore, è sempre attuale, legato come testimone al dono
del Cuore di Gesù e in qualche modo all’aspetto che si è
sottolineato: la necessità di una riparazione alle offese nel
messaggio dato a Santa Margherita Maria Alacoque; il terzo,
Taizè, è un invito a rinascere; a vivere insieme nella diversità
delle esperienze. Questo è un appello che coinvolge appunto
coloro che si trovano nel centro ecumenico di Taizè e questo
può essere anche un invito per il nostro cammino sinodale.
Vedremo un po’ cosa il Signore ci porta a condurre.
Testimonianze raccolte da don Gesualdo Purziani
6
8 luglio 2010
Chiesa
Appunti di vita
ecclesiale
In pellegrinaggio a Pietralcina
Nei giorni 10 e 11 settembre 2010 (venerdì e sabato) si andrà in Pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, Pietralcina
e Pompei. Programma venerdì 10 San Giovanni Rotondo:
01,00 partenza dall’ex pesa pubblica di Senigallia (viale
Leopardi); 7,30 S.Messa chiesa inferiore San Pio; 9,30 visita
guidata chiesa San Pio; 11,15: visita guidata Ospedale Casa
Sollievo della Sofferenza; 12,30: pranzo presso il ristorante
“L’Approdo”; 16,00: Via Crucis; 20,00: cena e pernottamento
presso l’Hotel “L’Incanto”. Sabato 11 Pompei e Pietralcina:
7,30 partenza per Pompei; 10,00 S.Messa al Santuario; 11,00
visita guidata al Santuario; 13,00 pranzo presso il ristorante
“L’Incanto”; 15,00 Pietralcina; rientro in serata. Quota individuale di partecipazione euro 130, supplemento camera singola euro 10. La quota comprende: viaggio in pullman G.T.,
sistemazione in camere doppie o multiple in hotel, pensione completa come da programma: dal pranzo del primo
al pranzo del secondo giorno, bevande comprese, servizio
guida a Pompei e San Giovanni Rotondo, assicurazione medico-bagaglio. La quota non comprende: tutto quanto non
espressamente menzionato ne “La quota comprende”. Per
informazioni e prenotazioni: Socrate Viaggi – Via Carducci
7 Senigallia – tel.071-60332 –email: socrateviaggi@hotmail.
com Per urgenze dell’ultima ora contattare Oronzo: cell.
331-9275829.
Incontro Avulss Senigallia
L’Avulss (Associazione Volontari Unità Locali Socio Sanitarie) ha organizzato un incontro, mercoledì 23 giugno, per
un saluto e uno scambio di idee. Oltre agli iscritti nei vari
settori (Ospedale, Opera Pia Mastai, Casa Protetta, domicilio e Centro aiuto alla vita) c’erano amici, parenti e alcuni
ospiti dell’Opera Pia. Sono state molto apprezzate le poesie
recitate dagli autori presenti: la Preside Renata Sellani, Edda
Baioni, Mafalda Ieni e Carlo Barbieri. Si è anche parlato del
nuovo corso Avulss che si svolgerà in autunno, a partire da
settembre, rivolto a chi vuole operare come volontario nell’Associazione.
diocesi Sabato 10 luglio 2010, a Corinaldo, l’ordinazione sacerdotale
Stefano Basili, sacerdote
S
tefano Basili sarà ordinato sacerdote sabato 10 luglio, alle ore 21.00,
nella chiesa parrocchiale di Corinaldo.
Quando hai sentito la chiamata ad
una vocazione come questa?
Durante la Giornata Mondiale della
Gioventù a Roma, nel 2000; eravamo
2 milioni e prima della veglia con il
Papa, a un certo punto, mi sono alzato
in piedi, mi sono guardato intorno e
un pensiero mi si è materializzato in
testa: “Pensa che bello sarebbe se mi
mettessi al servizio di tutto questo”.
Da quella volta le cose hanno iniziato
ad assumere un colore diverso. A un
certo punto non entrare in seminario
mi sembrava dire no a qualcosa.
È stato un percorso difficile?
Non ho mai avuto una vera e propria
crisi. Mi sono reso conto, però, che il
mio cammino coinvolgeva talmente
tanto la mia vita che se non mettevo
in chiaro tutto quello che vivevo, il
passato, il presente, i desideri futuri,
sarei risultato falso nell’andare avanti
e questa cosa qui mi faceva soffrire. Ti
devi mettere in gioco totalmente e il
voler capire è una grande fatica.
Ancor prima di diventare prete, sei
già stato nominato vice parroco di
Chiaravalle...
Quest’estate sarà un mosaico che andrà a comporsi piano piano e che mi
Sulle orme
di padre
Matteo Ricci
porterà, a settembre a vivere questa
nuova avventura. Spero di avere sempre più l’umiltà della pazienza e il coraggio di guardare.
E’ contento anche il parroco, mons.
Umberto Mattioli, che conclude con
questo momento emozionante il suo
servizio pastorale a Corinaldo.
Don Umberto, che cosa si sente di
dire a giovani si interrogano sulle
scelte della vita?
Per Corinaldo questa è una festa speciale, doppia perché in meno di un
anno Dio ci ha voluto un gran bene
in quanto ci ha donato due sacerdoti:
don Davide Barazzoni e, sabato, don
Stefano Basili. Ai giovani mi sento di
dire che prima di affrontare la vita,
devono capire quello che Dio vuole da
loro. Non si sceglie a caso: né la vita
matrimoniale né qualsiasi altra missione. Le scelte non sono a caso. Bisogna domandarsi: Dio cosa vuole che
io faccia? Questo vale per i giovani,
per le ragazze. Infatti abbiamo anche
un’altra ragazza che da circa tre anni
ha fatto i voti semplici ed è nel Monastero delle Agostiniane a Urbino.
Che ricordo ha di Stefano?
Lo conosco da ventidue anni, quando
era ragazzo. Frequentava la parrocchia, l’Azione Cattolica, poi le varie
manifestazioni che ci sono state in
parrocchia, nel canto, in tanti servizi…
Il programma consiste nell’incontro
con i ragazzi delle medie, poi da martedì 6 a venerdì 8 avremo per i giovani/giovanissimi la Messa celebrata da
sacerdoti recenti: don Giacomo Bettini, don Andrea Baldoni, don Filippo
Savini e don Davide Barazzoni. Poi il
6 luglio, alla sera, Claudia Kholl con
la sua testimonianza sulla vocazione
alla vita, alla fede e alla missione. Poi
ci sarà la liturgia penitenziale; giovedì
8, con l’animazione dei giovani della
Parrocchia, in Oratorio, un incontro
musicale con testimonianze; venerdì 9
la veglia a San Francesco guidata dal
Parroco di Ripe don Emanuele Lauretani e sabato sera, alle 21, l’ordinazione sacerdotale; il giorno successivo,
domenica, alle 11 Messa solenne; poi
alla sera alle 21 festa con don Stefano
all’oratorio.
a cura di Michela Gambelli
L
a Diocesi di Macerata è partita alla volta di una ‘esperienza ricchissima di significati’, che completa questo 2010 del tutto particolare intitolato alla straordinaria figura di Padre Matteo Ricci.
Si svole dal 4 al 14 luglio, infatti, il pellegrinaggio in Cina, guidato dal Vescovo
mons. Claudio Giuliodori e organizzato in collaborazione con Opera Romana
Pellegrinaggi, a cui prendono parte ben 200 persone provenienti anche da altre Diocesi italiane, tra cui Milano, Parma, Varese e Trento. Dopo i prestigiosi
appuntamenti a Roma - con l’inaugurazione in Vaticano della mostra ‘Ai crinali
della storia. Padre Matteo Ricci (1552-1610) fra Roma e Pechino’ e l’Udienza speciale del Santo Padre il 29 maggio scorso - e a Parigi, grazie al simposio presso la
sede dell’Unesco, il calendario incentrato sulle Celebrazioni per il IV Centenario
dalla scomparsa del gesuita maceratese morto a Beijing (Pechino) l’11 maggio
1610, si arricchisce ora di un’ulteriore “tappa” in quella Terra di Mezzo dove Ricci seppe compiere un’incredibile opera di ‘inculturazione del Vangelo’.
idee da condividere
In ricordo di don Angelo Mencucci
Il Gruppo di preghiera ‘Padre Pio’ di Senigallia insieme al
Movimento Mariano, terrà la commemorazione della morte
di don Angelo Mencucci nella chiesa della Maddalena lunedì 12 luglio. Alle ore 16,30 ci sarà la recita del Santo Rosario
ed alle 17,00 la Santa Messa e benedizione con la reliquia di
Padre Pio. Sarà cosa molto gradita la partecipazione di tutti
gli amici che hanno voluto bene a don Angelo.
Incontro nazionale Acr e Giovanissimi di Ac
ICominciano a circolare i volantini di iscrizione per l’incontro nazionale dell’Acr e dei Giovanissimi di Azione Cattolica. “C’è di più” è lo slogan della gionata che porterà a Roma
tanti ragazzi e adolescenti per un incontro di festa tra loro e
con il Santo Padre.
diocesi Elementi per vivere al meglio la corresponsabilità
La posta in gioco
A
bbiamo cercato di vedere negli
scorsi articoli come la comunicazione non sia un aspetto o un’attività
della Chiesa, ma una sua dimensione
costitutiva. Comprendere questo vuol
dire cogliere e coltivare delle grandi
opportunità, anche se non si è esenti
dall’affrontare difficoltà e resistenze,
perché è qui che si gioca la scommessa di una comunità ecclesiale che si è
lanciata nell’esperienza di attivarsi nello stile partecipativo, comunionale. Ciò
che sembra chiaro, e che comunque
occorre tener presente, è il fatto che
non si tratta di operare qualche piccolo
aggiustamento o di ripresentare qualche esortazione alla collaborazione;
non è né una operazione di maquillage,
né semplicemente questione di buona
o cattiva volontà. Certo, ci sono come
conseguenza anche questi elementi, ma
bisogna considerare tutta la complessità di ciò che fa funzionare un’esperienza ecclesiale, è una questione di stile, di
atteggiamento di fondo.
E’ frustrante ribadire in continuazione
i motivi validi a sostegno della cor-
responsabilità, invocando la collaborazione di tutti, se poi non si trovano
anche i modi concreti per realizzare
questa collaborazione, rispettando il
ministero e il carisma di ciascuno. D’altra parte è anche inefficace far nascere
strutture di partecipazione, se poi non
si è convinti del modello di corresponsabilità che tali strutture suppongono
o non si hanno le competenze per farle
funzionare.
Forse occorre richiamarci ancora una
volta come la posta in gioco di un organismo partecipativo non sta immediatamente nei temi che esso affronta,
né nella qualità dei progetti pastorali
che da esso scaturiscono, anche perché
si sa per esperienza che questi solo in
parte trovano attuazione. La vera posta
in gioco è la modalità con cui la Chiesa
mette in atto se stessa, il proprio stile
ecclesiale, la propria capacità di dialogo e confronto nell’orizzonte di un’ecclesiologia di comunione, attuata nella
partecipazione e comunicazione dei
suoi membri. Il risultato reale, quello
che resta, è il modo di relazionarsi al-
LA SETTIMANA DEL VESCOVO
Giovedì 8 luglio
Visita alle Parrocchie
Venerdì 9 luglio
Ore 20.30: Convegno GIO
Sabato 10 luglio
Ore 21.00: Ordinazione di Don Stefano Basili a Corinaldo
l’interno della Chiesa, una nuova abitudine ad ascoltare, ascoltarsi, comunicare, partecipare, progettare insieme,
discernere.
Sulla scia di tutto questo, possiamo
cogliere alcune direttrici verso le quali orientare il cammino ecclesiale, che
possono essere collocate su quattro
livelli: chiarire i motivi e i presupposti
della corresponsabilità e partecipazione, che stanno alla base della collaborazione; coltivare uno stile di relazioni capace di esprimere un modello di
Chiesa comunionale, uscendo dalle
strettoie di un modello di Chiesa ancora molto centrato sul clero; ridisegnare
i compiti ministeriali e la loro interazione; rinnovare le strutture pastorali.
Nel prossimo articolo cercheremo di
dettagliare queste quattro piste che
diventano come quattro gambe per
permettere al corpo che è la Chiesa di
camminare insieme, nella comunione
con Dio e nella comunione al proprio
interno.
don Paolo Gasperini
Domenica 11 luglio
Ore 18. 00: Inaugurazione “Angolo Solidale” (Via Arsilli, Senigallia)
Lunedì 12 – Giovedì 16 luglio
Visita a Campo famiglie
Sabato 17 luglio
Ore 18.00: S.Messa a Castelcolonna (S.Marina)
Domenica 18 luglio
Ore 11.30: S.Messa a S.Apollinare (Arcevia)
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LA BELLEZZA.
L’occasione di aver ospitato
padre Marco Ivan Rupnik,
che ha realizzato uno dei suoi mosaici per
la cappellina del Punto Giovane, fa rifl ettere
su quanto tempo, quanta pazienza e quanta
cura per i dettagli ci vogliano per realizzare
qualcosa di bello.
Otto artisti, migliaia di tasselli da posizionare
secondo una logica ben precisa, provando e
riprovando per trovare ad ognuno il posto
giusto. Ore di lavoro silenzioso, minuzioso,
attento; gli occhi di padre Rupnik concentrati
sull’insieme e sul dettaglio, la polvere che
cade addosso… ma non fa nulla, si lavora per
qualcosa di bello. E alla fi ne la meraviglia dei
colori, la luce del vetro e dell’oro raccontano
la storia della Samaritana al pozzo, di quella
donna che dopo una vita di sofferenza alla fi ne
trova la bellezza di cui tutti hanno bisogno.
E su questo lungo cammino di ricerca
incontriamo anche i nostri due nuovi sacerdoti,
Enrico e Stefano, o meglio uno già ordinato e
uno in arrivo; loro la bellezza l’hanno trovata
in Cristo e a lui hanno deciso di dedicare la
loro vita. Come i pellegrini che partiranno a
settembre, alla ricerca del bello nella nostra
diocesi, in un cammino lungo e faticoso, ma
pieno di sorprese. La bellezza e la fatica di un
esame di maturità alla fi ne di 5 anni di studio,
affrontata sui due fronti, quello dei professori
e quello degli studenti, che è coronamento di
un percorso che sarà ricordato come “gli anni
più belli”, quelli della crescita, delle diffi coltà
e delle amicizie. Perché “ la bellezza salverà
il mondo” come scrive Dostoevskij; quella di
Maria l’ha già salvato una volta e in eterno,
facendo si che la Parola diventasse carne
attraverso di lei e ci insegnasse l’Amore, quello
che vince la morte. Adesso tocca a noi ritrovare e fare ri-vedere agli altri la bellezza,
riconoscendola dentro di noi, “Ed ecco, tu
eri dentro di me” come dice Sant’ Agostino
rivolgendosi alla bellezza, per poi riseminare
questa speranza nell’uomo di oggi, che stenta
a capire e raccogliere il dono della sua vita e i
doni che ha attorno.
Francesca Vici
Quando ci si trova di fronte ad un’opera
d’arte, non servono spiegazioni, dati, neppure
conoscere l’autore, bisogna stare, fermarsi,
osservare, contemplare: essa parla da sé. L’arte,
quella autentica, parla da sé, perché tocca
misteriosamente qualcosa nelle profondità
dell’uomo e comunica.
Ma poi un’opera è poi sempre espressione di un
artista: allora nella sua creazione si può ritrovare
espressione del suo carattere, della sua storia,
di qualcosa della sua vita che passa poi in
quella di chi guarda, perché magari fa vibrare le
stesse corde per armonia o magari anche per
dissonanza. Quando una parte dell’equipe di
artisti del Centro Aletti, guidati da p. Marko I.
Rupnik son venuti al Punto Giovane per creare un
mosaico nella cappellina della casa, osservandoli
lavorare, creare, sembra di dover rivedere un
po’ queste considerazioni piuttosto assodate.
C’è un’opera d’arte infatti ora al Punto Giovane,
due mosaici, tre se contiamo anche lo spazio
del tabernacolo: immediatamente si percepisce
l’incontro con qualcosa di bello, lo si percepisce
osservando il volto delle persone che entrano e
vedendo formarsi un’espressione di meraviglia,
notando il tono di voce che subito si abbassa,
come in una particolare forma di rispetto. Forse
è l’effetto di trovarsi di fronte alla fi gura di Gesù,
11- 15 agosto
DESTATE LA FESTA ai giardini della Rocca Roveresca
25° edizione!!!
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29 agosto – 5 settembre 2010
PELLEGRINAGGIO DIOCESANO GIOVANI!!!
a grandezza naturale, di più è l’incontro con il
Bello. Ma la particolarità di quest’opera è questa
volta proprio nel modo in cui è nata.
Un’opera nata dalla comunione, come tutti i
mosaici realizzati dall’equipe del Centro Aletti.
Fino a poco questa era una affermazione ripetuta
sulla fi ducia, ora è diventata una testimonianza
concreta.Abbiamo visto questa squadra di otto
persone lavorare singolarmente sul mosaico,
eppure allo stesso tempo insieme, guidati
da padre Marko: ciascuno lavora alla propria
porzione di mosaico, attaccando con cura una
pietra dopo l’altra, scegliendole ad una ad una,
perché siano armonicamente disposte. Sembra
quasi che ciascuno lavori sul particolare, sappia
cosa fare e dove andare. Ma non è così.
Ciascuno ha sì il proprio compito da svolgere
secondo la sua sensibilità e il suo occhio, ma
tutto è armonizzato dallo sguardo d’insieme
di padre Marko che osservando “da lontano”
il lavoro di ciascuno punta alla visione globale
dell’opera, ha in mente il quadro fi nale.
Ma il quadro fi nale non è defi nito, ma sempre
pronto a ricomporsi e ad adattarsi all’ispirazione
di ogni artista, alla “piega” che prende la linea di
tasselli che sta disponendo, alla sfumature delle
pietre che si stanno usando.
Serve umiltà nel lasciarsi guidare dallo sguardo
BU
dell’altro, serve fi ducia piena, per affi darsi alla
guida e rinunciare apparentemente ad esprimere
se stessi, credendo che sia la comunione a
creare, non l’individualità. Serve umiltà anche
in chi guida, capacità di condividere il proprio
dono, sapendo che solo condividere genera
bellezza, fi ducia nell’altro, capacità di uscire da sé
verso un bene più grande. Perché è l’amore che
è creativo, è lo Spirito Santo, l’amore di Dio nel
quale siamo immersi che parla attraverso l’altro
ed armonizza l’opera di ciascuno.
È un metodo “interessante” per costruire la
Chiesa, che è fatta di mattoni, di pietre che sono
persone. Se si immagina di essere nei panni di
quell’artista che dispone pietruzze nella sua
parte di parete, nella consapevolezza di costruire
qualcosa di bello insieme, insieme all’altro che
sta costruendo dall’altra parte, sotto lo sguardo
di qualcuno che guida, che cerca di avere lo
sguardo di insieme, che cerca di rimanere
nell’Amore che è Dio….
È come ci auguriamo che cammini la nostra
chiesa diocesana. È come la vediamo camminare
già ora, pur nelle sue povertà, ma anche con la
sua ricchezza di doni. In cammino per essere “un
cuor solo e un’anima sola”
Chiara Pongetti
NE NOTIZIE
Segni di speranza
Nonostante la violenza anticristiana in India, il governo del Bihar apprezza da tempo
l’opera della Chiesa per i dalit, casta di poveri, che svolgono lavori manuali, pulendo
fogne, latrine, portando via spazzatura, visti come impuri e banditi dai templi indù
e da molti luoghi pubblici, anche dalle fontane. La Chiesa ha crato 3000 gruppi di
auto aiuto con programmi su diritti umani, diritti delle donne, economia domestica,
capacità organizzative. “La maggior parte delle persone con cui lavoriamo non sono
cattoliche”, ha detto il presule. “Ci dicono che siamo i loro salvatori. Restano in
contatto con noi, ma a causa dei bisogni mutevoli della gente non riusciamo a seguirli
continuamente”.
Diritto non scontato: sapere quando sei nato!
Ogni anno 51 milioni di bambini nel mondo non sono registrati alla nascita. Non
esistono per lo Stato e sono in pericolo per ogni tipo di abuso: non possono
iscriversi a scuola, possono sparire, essere arruolati, vittime di traffi ci, venduti. La
Comunità di S.Egidio ha ideato il programma Bravo (Birth Registration for All Versus
Oblivion) per garantirne la registrazionee promuovere sistemi anagrafi ci sostenibili
laddove mancano. Con il governo del Burkina Faso,“Bravo” ha registrato nel Paese
più di 2,5 milioni di bambini, donne e adulti allo stato civile in 10 mesi. Si tratta del
più grande programma di questo tipo messo in atto in Africa.
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QUELLI CHE...
ESAMI DI STATO. AI DUE LATI DELLA CATTEDRA
Un compito diffi cile
Quello che si prova a stare dall’altra parte
del banco durante lo svolgimento degli
esami di stato è una sensazione di disagio e
insieme di trepidazione.
Il disagio accompagna
È proprio lì che
inevitabilmente
ogni
è necessario
operazione di giudizio che
tenere presente
– come insegnanti – siamo
non più soltanto
chiamati a fare. In questi
i contenuti, ma
anche la certezza
giorni come “commissario
che il “sapere”
esterno” mi sono trovato
di una persona si
più volte in una situazione
misura su altre
imbarazzante.
capacità, più
Come si può valutare
complesse, più
adeguatamente un ragazzo
articolate.
nello spazio esiguo di una
prova scritta o in una
chiacchierata troppo breve per concludere
degnamente un intero ciclo di studi? Il problema
non è di poco conto perché in realtà su quei
pochi minuti lo studente ha accumulato negli anni
e nell’ultimo periodo una serie di aspettative che
– se disattese - rischiano purtroppo di generare
insoddisfazione e frustrazione.
Gli studenti esprimono modi completamente
diversi di affrontare l’esame.
Alcuni lo vivono come una qualsiasi altra
esperienza scolastica. Altri affrontano l’orale con
la consapevolezza che quella giornata chiuderà
per sempre un ciclo della loro esistenza. Altri
ancora si pongono di fronte alla commissione
cercando di comunicare in poco tempo tutta la
propria preparazione e tutte le proprie capacità.
Infi ne alcuni trovano nell’esame un momento di
massima espressione della propria maturità e
un luogo per esternare a pieno la più o meno
raggiunta consapevolezza della propria identità.
Stare dall’altra parte signifi ca rendersi conto
di tutti questi approcci diversi di fronte ad una
esperienza che è una tappa fondamentale della
crescita.
Signifi ca anche gustare fi no in fondo le
diversità che rendono ciascuno interessante e
speciale. Signifi ca però anche maturare assieme
agli studenti stessi una certa sensazione di
trepidazione, perché nel momento della prove
si vive assieme a loro l’ansia e l’attesa della
valutazione fi nale, spesso insoddisfacente a dare
un giudizio esaustivo.
È in quei momenti che ci si sente inadeguati
perché il lavoro dell’insegnante si fa complicato
e supera le barriere della singola disciplina. È a
quel punto che un docente non deve dimenticarsi
di essere un “educatore”, che ha il compito
di tirare fuori il meglio dai ragazzi, di offrire
loro tutti gli strumenti necessari per potersi
esprimere. Compito diffi cile, perché può segnare
per sempre (positivamente o negativamente) le
opinioni e le aspirazioni di una persona e, forse,
infl uire sulle scelte future.
Giovanni Frulla,
professore di lettere
Alla fi ne di un percorso
“La notte prima degli esami è strana ti chiedi
che cosa succederà il giorno dopo e senti come
un presagio di fallimento, qualsiasi cosa cerchi
di ripassare non ti entra in testa perché sei
talmente in ansia che non riesci a respirare,
allora ti aggrappi a qualsiasi speranza...”
Si, la notte prima degli esami è così. Hai paura,
una paura che non ti fa mangiare, una paura che
ti fa stare sveglio la notte, una paura che non ti
fa sentire all’ altezza, o meglio, non ti fa sentire
abbastanza “maturo” per affrontare quella che
sarà la prima vera prova importante della nostra
vita.
L’ostacolo più grande per noi maturandi però
è il fatidico colloquio. Quando chiamano il tuo
nome ti annulli,
non ti ricordi
nemmeno
la fatica che
hai
fatto
per arrivare
fi no a lì. Nel
momento in
cui ti siedi però
sei talmente
concentrato che l’ ansia scompare e le parole ti
escono dalla bocca come se stessi facendo una
semplice chiacchierata tra amici.
Non c’è da preoccuparsi però. Oltre ai lati
negativi non dimentichiamoci i lati fantastici di
questo percorso. Un Percorso che fa crescere,
che ti fa capire (anche inconsapevolmente)
come riuscire ad affrontare le tante sfi de che
affronteremo durante la nostra vita.
Ricorderemo le amicizie, le litigate, le risate e
le tante lacrime versate ma sono sicura che lo
faremo sempre con il sorriso in viso.
La mia prima estate da sacerdote. Come sarà? Sicuramente è e sarà un’estate bellissima, più
bella di tutte le altre. Gli impegni non saranno molto diversi dalle precedenti estati. C’è, però,
una grande e semplicissima differenza: è che prima non ero prete invece ora lo sono. Il dono
del sacerdozio veramente ti cambia, ti trasforma. Non sei più la stessa persona di prima. Anche
il rapporto che hai con le persone è diverso: nel momento in cui sei prete ti relazioni da prete
anche con le persone e questa è una cosa meravigliosa. Senti che la grazia del sacramento
dell’ordine ti avvolge, ti da la forza. Questa esperienza che tu vivi la percepiscono anche gli
altri. Le tante persone che ho incontrato me lo hanno detto: si vede dallo sguardo, dalla gioia,
dagli atteggiamenti che sei diverso, che in te è successo qualcosa di straordinario. Chiaramente
l’esperienza più bella in assoluto è la celebrazione dell’Eucaristia. Questa esperienza è sì
un’esperienza individuale e personale soprattutto per il sacerdote che celebra ma è anche
un’esperienza che trasmetti agli altri. È bellissimo nella celebrazione della messa consacrare
il pane e il vino che sono Cristo stesso. È bellissimo attraverso le mani consacrate dal crisma
spezzare quel pane e farne dono ai fratelli. È altrettanto bello, attraverso il sacramento della
riconciliazione, far fare esperienza dell’amore, del perdono e della misericordia di Dio.
Questo è quello che sto vivendo e che mi sembra sia la cosa più importante per un sacerdote.
Tutto deve partire dai sacramenti, dalla preghiera e soprattutto dall’Eucaristia. Senza l’Eucaristia
il ministero sacerdotale, la carità pastorale, le tante iniziative non hanno alcun senso e il
sacerdozio non ha nessun signifi cato.
Un’esperienza così straordinaria l’ho vissuta e la sto vivendo nelle parrocchie di Ripe e
Castelcolonna dove sono arrivato due anni fa da seminarista e dove ora svolgo il mio ministero
sacerdotale. Ma non solo a Ripe e Castelcolonna ma anche in altre parrocchie e comunità
dove sono stato a celebrare: Borghetto di Monte San Vito, Montemarciano, Passo Ripe, Morro
d’Alba, Castelleone di Suasa, Loreto, il Seminario Regionale di Ancona, le suore della Casa di
Riposo Villa Torlonia a Senigallia, la Casa di Riposo di Ripe, la parrocchia del Duomo a Senigallia,
in Francia ad Ars durante il pellegrinaggio diocesano, al Santuario della Madonna delle Grotte
a Mondolfo.
E anche nelle comunità e nelle parrocchie dove andrò a celebrare: nella mia parrocchia di origine
a Roma, a Monterado, dalle Clarisse di Serra de’ Conti, le Clarisse di Arcevia, le Benedettine
di Senigallia. Con i ragazzi dei campiscuola di Azione Cattolica e dei campi Scouts. E in altri
posti dove mi inviteranno e mi chiederanno di andare. Ma soprattutto questa esperienza e la
bellezza della vita sacerdotale la vivrò nel nuovo anno pastorale come viceparroco di Marzocca e
Montignano.
DA QUEST’ESTATE CAMBIA TUTTO!
SPAZIO UNIVERSITÀ
Cristina Saccinto
Gianluca Cicetti
Silvia Tarsi
In questi primi, caldi giorni di luglio, a una settimana dall’ordinazione che sarà sabato prossimo e
che darà l’avvio alla mia vita da
prete, mi trovo in una situazione
strana,
certamente
non
come me la sarei immaginata
tempo fa’: posso dire che mi
sento impreparato, un po’
come quando a pochi minuti
dall’esame hai la sensazione di
non sapere più niente.. In un
certo senso è da molto che
sto camminando per diventare
prete e sono felice di poter
iniziare a vivere veramente e in
modo pieno questa missione ma
so di certo di non sapere fi no in
fondo cosa voglia dire essere
prete. Più mi avvicino al giorno
dell’ordinazione e più comprendo che è “qualcosa” che non potrò gestire a modo mio o secondo
degli schemi ma che vivrò bene solo se starò in ascolto di Colui che mi ha chiamato. Proprio per
questo nei prossimi giorni, mi preparerò facendo silenzio per ascoltare bene e in profondità, la
sua Parola. È una preparazione che mi sarà sempre necessaria per rimanere sveglio, come dice il
Vangelo, per avere gli occhi, le mani e il coraggio di Gesù e per togliere di mezzo ogni mio egoismo
e paura di fronte alle diffi coltà. Un silenzio per scoprire ancora di più nel pane dell’Eucaristia
quanto il Signore ci ami e quanto in basso possa venire a trovarci.
Pensando all’estate che inizia mi vengono in mente, la sabbia, il mare, le risate, le passeggiate in
montagna, i campi scuola, “la voglia di un’estate che vorrei potesse non fi nire mai”.. ma anche l’afa,
la noia, l’arida solitudine e la sete di chi non vede orizzonti nella propria vita, di chi è povero: ho
proprio voglia di mettermi in gioco e di prendermi cura in nome di Cristo di chi avrò accanto
e di spezzare il pane per lui, perché so che è un tesoro. A Chiaravalle e nella nostra diocesi non
mancheranno occasioni in cui potrò condividere con voi il cammino, la vostra ricerca di vita, di
Dio.
Don Enrico Ciarimboli
Don Stefano Basili
IN DIALOGO CON
SETTIMANE DI CONDIVISIONE
Per il pellegrinaggio dei giovani è stato indetto un concorso per rinnovare il logo usato nel 2006.
Tra i partecipanti alla gara, esperti grafi ci e non, la vincitrice è risultata Isabella, di cui potete
ammirare opera e leggerne la spiegazione. …quando ogni talento è speso per il regno di Dio!
Pensando al restyling del logo del pellegrinaggio2010, sono partita quindi dal logo già esistente
nel quale sono ben evidenti i simboli del pellegrino (bastone, bisaccia, conchiglia) e della diocesi
rappresentata dai petali dai colori vivaci.
Mi mancavano solo i colli marchigiani e la meta del cammino. Beh, il titolo di questo pellegrinaggio
grida forte e chiaro “sulle strade che portano a te”.
Così ho disegnato una strada per dare il senso del cammino, una collina per identifi care
l’ambiente e tutto ciò che camminare in mezzo al creato fa scaturire in noi e chi è attorno a noi
(forse mi dilungo un pò, ma la natura è un grande alleato dell’ascolto di noi stessi e degli altri).
E il cammino va verso un albero - sono partita dal portamento di una quercia, sicura e secolare,
alberi che si incontrano spesso sulle strade della nostra campagna - l’albero della vita, ossia il
Cristo risorto. Come chioma ho inserito i petali colorati del logo precedente, cioè la Chiesa, noi,
che aggrappati a Cristo formiamo un bel fi ore, una corona intorno a Lui, centro dell’esistenza,
meta del cammino!
Poi dal confronto con i responsabili durante la lavorazione, è nata l’aggiunta di una croce
nell’albero per rendere chiara ed evidente la presenza di Cristo, e la conchiglia (conchiglia
di san Giacomo, per i marinari capasanta, doveva essere cucita sul mantello o sul cappello ed
era l’indicazione o il simbolo da mostrare a tutti che il pellegrino aveva raggiunto e visitato la
tomba di san Giacomo nella penisola iberica . Quindi è il simbolo del pellegrino di Santiago di
Compostela, e da lì simbolo dei pellegrini) per dare un punto di partenza ben preciso alla diocesi
che cammina verso Cristo risorto.
Per rendere ancora più immediato il cammino
e la relazione di questi tre elementi (conchiglia/
strada/albero) li ho colorati di un unico colore
giallo.
Infi ne mi è sembrato che il segno migliore per
rappresentare movimento e freschezza fosse
il segno di un pennello imbevuto di tempera;
strumento dinamico, pieno di risorse e di cose
da dire…beh proprio come i nostri giovani!
Isabella
Presentatevi:
Andrea, 27 anni, sono laureato in scienze
politiche.
Davide, ho 20 anni, studio Ingegneria Informatica
e al conservatorio G.Rossini di Pesaro.
Giacomo, 21 anni e faccio il progettista
elettronico.
Marco, 35 anni, sono educatore.
Perché hai scelto di partecipare al
concorso?
Andrea: L’idea di comporre un inno per il
pellegrinaggio è stata veramente geniale. Non
ho resistito!
Davide: Ho scelto di partecipare al concorso
Qual è il messaggio che vuoi dare con il
tuo inno?
Andrea: Partirei dalla frase “Il Cristo risorto
accompagna l’umanità”. Il messaggio è quello
di cercare di essere maggiormente consapevoli
che Gesù guida le vite di ognuno di noi e della
Chiesa intera. Per questo l’ho intitolato “Lui,
cammina insieme a noi”.
Davide: Il signifi cato principale della canzone
è che non è esiste una vera distinzione fra Lui
e la persona che cammina al tuo fi anco. Il “Te”
della canzone ha una funzione ambivalente: ha
signifi cato sia riferendosi a Dio, sia riferendosi al
tuo vicino, proprio perché sono la stessa cosa.
Giacomo: È lo stupore che ci può essere nel
camminare. Le strade che noi normalmente
percorriamo con le macchine, durante il
pellegrinaggio si trasformano. Inoltre c’è l’invito
a scoprire la bellezza delle persone che hai
accanto, ma anche del territorio che ti circonda.
Marco: Il messaggio è quello di invitare tutti al
pellegrinaggio, perché è un modo bello per fare
comunione. La stessa che sperimentiamo nei
campiscuola o nel mese al punto giovane, ma
che diviene ancora più forte con la modalità del
pellegrinaggio.
Qual è stata la tua fonte d’ispirazione?
Da quali sentimenti, immagini, idee sei
partito per comporlo?
Andrea: Sono partito dal ricordo del
pellegrinaggio del 2006. Per questo ho
pensato a una canzone con un ritmo allegro,
da cantare con la chitarra battendo le mani
mentre si percorrono i meravigliosi luoghi
che ci circondano. Nel ritornello volevo
esprimere, oltre all’idea dell’essere in cammino
accompagnati da Lui, anche ciò che più mi è
rimasto negli occhi dall’esperienza di quattro
anni fa: i compagni di cammino e i canti con cui
esprimevamo la nostra gioia, che è stato uno dei
modi con cui abbiamo pregato.
Davide: Per quanto riguarda il testo,
semplicemente mi sono fatto guidare dalle idee
generali sul pellegrinaggio, dato che non ho
partecipato in prima persona a quello del 2006.
Scrivere quest’inno è stata un’esperienza molto
bella, come ogni esperienza di composizione.
Giacomo: Le immagini del pellegrinaggio
del 2006, come l’arrivo fatto a piedi scalzi a
Chiaravalle oppure la partenza accompagnati dal
nostro vescovo. E poi tutti i sentimenti che ho
provato lungo l’intero cammino.
Marco: L’immagine da cui sono partito è quella
del camminare insieme verso Cristo. Inoltre
volevo far in modo che l’inno stesso fosse un
invito agli altri a partecipare al pellegrinaggio.
Cosa diresti ad un giovane per invitarlo al
pellegrinaggio?
Andrea: Guarda che se non vieni poi ti penti!
Davide: Sono sicuro che sarà un ottimo
modo per confrontarsi e stare con gli altri, per
mettersi alla prova e per crescere nella Fede. E
poi, ragazzi, quanto vi ricapita di cantare tutte
queste belle canzoni? Forza!
Giacomo: Direi di preparare lo zaino e di
avere tanta voglia di divertirsi! Il pellegrinaggio
è un’opportunità per vivere la nostra diocesi da
un diverso punto di vista.
Marco: Gli direi di provarci, di fi darsi di chi ha
già fatto l’esperienza e… gli canterei l’inno!
Maria Savini
POLITICALLY (UN)CORRECT
UNA PAROLA TRA LE ALTRE
Non riesco ad entrare in cappellina al Punto
Giovane e non guardare l’anfora che la
samaritana porta al pozzo. L’esegesi moderna
ha scoperto che la parola usata per descrivere
questo recipiente è “urna mortuaria”, lo stesso
contenitore che si usava per mettere le ceneri
dei defunti. “Le pietre” di Padre Marko che
raccontano dell’incontro tra Gesù e la samaritana
al pozzo di Sicar, mi immettono nel mistero
grande, come dice lui, del perfetto scambio che
avviene tra Dio e l’uomo: Cristo, in cambio della
nostra morte, dona a noi la Sua vita.
La donna va ad attingere acqua, ma il pozzo
è insabbiato, senza acqua, senza vita, e ci sta
andando con una urna mortuaria, porta la sua
morte, che regna nella sua esistenza. Arriva al
pozzo e ha uno strano incontro con un uomo
che sembra a prima vista sprovveduto, perché
Abbiamo intervistato i quattro compositori
che hanno partecipato al concorso per la
composizione dell’inno del pellegrinaggio.
perché scrivere canzoni mi piace, e soprattutto
mi è piaciuto mettermi alla prova sul tema del
cammino insieme all’” altro”.
Giacomo: Perché l’esperienza del pellegrinaggio
del 2006 è stata veramente stupenda e mi
piaceva l’opportunità di scrivere una canzone
per qualcosa di grosso!
Marco: Mi piaceva l’idea di poter dare il
mio contributo al pellegrinaggio, soprattutto
attraverso qualcosa che so fare e che sento mia,
la musica.
nell’afoso mezzogiorno mediorientale, sta al
sole vicino ad un pozzo senza neanche uno
strumento per attingere acqua, e non solo,
dopo che chiede aiuto fa anche strani discorsi
sul fatto che lui può dare acqua viva a lei, senza
neanche un secchio. Inizia qui uno dei dialoghi
che in Giovanni ricorrono spesso, in cui le
parole di Gesù scorrono su un piano diverso da
quelle dei suoi interlocutori, e sembra esserci
una incomunicabilità incolmabile. Ma poi, come
dice Padre Marko, “tra Gesù e le donne succede
tutto subito”, e questa samaritana intuisce che
l’acqua posseduta da Gesù è viva e fa diventare
a loro volta coloro che la bevono, piccoli pozzi
di acqua viva. L’unica condizione per bere
quest’acqua e godere della vita, è lasciar cadere
l’urna con cui si tentava di attingere vita effi mera
al pozzo della morte, perché ora il pozzo nuovo
è Cristo e l’anfora con cui si raccoglie l’acqua
è il calice eucaristico della nuova alleanza,
quello riempito del sangue di Cristo che sgorga
da Suo costato. È lo scambio di cui parlavo,
un movimento circolare che di fronte a quel
mosaico, fa sentire il vento fresco dello Spirito,
che gonfi a il mantello di Gesù e il vestito della
samaritana: quella donna nell’anfora, da cui esce
l’ultimo spruzzo del veleno che il serpente aveva
iniettato in Eva, porta e lascia cadere in mano di
Gesù la sua vita che è morta, e Gesù le da la Sua
morte che è viva, Lui che è il morto, vive, e la Sua
morte è fonte di vita. Dice Padre Marko: “Cristo
è morto per assorbire la morte nel Suo corpo,
ma lì non c’era spazio per essa, perché il Suo era
un corpo perfettamente a immagine dell’Amore
del Padre. Questo Amore ha bruciato la morte!
Lui veramente può dare la vita, perché la sua vita
coincide con l’Amore, e
l’Amore di Dio, anche se muore risuscita, non si
riesce ad ucciderlo, gli uomini ci avevano provato,
ma Cristo è riapparso davanti ai loro occhi”.
La sete di vita con cui mi è capitato di entrare,
la pesantezza che ho portato, il mio sentirmi
inadeguato di fronte a molte situazioni; questa
sporcizia che mi sento addosso, la lascio
scivolare nella mano di Cristo, allora si che
diviene il pegno per ricevere in cambio la vita.
Ecco perché appena entro lo sguardo è ben fi sso
sulla mia urna mortuaria, che ad un tratto lascio
cadere, non perché me ne dimentichi, ma perché
alla fi ne di ogni discorso, solo Colui che è stato
trattato come peccato sa cosa farsene dei miei
peccati.
Paolo Vagni
Esulando un po’ dal titolo di questa rubrica [Politically uncorrect – n.d.r.], in questo breve articolo
proveremo ad andare alla ricerca della felicità, proprio come propone la traccia dell’ambito socio
- economico del saggio breve presentata quale prima prova all’esame di maturità di quest’anno.
Premettiamo che su questo tema è stato scritto moltissimo sin da quando l’uomo possa aver
memoria e la sua rifl essione su cosa sia, su come possa essere defi nita e, soprattutto, perseguita, è
sempre stata costante ed “energicamente” dispendiosa. Scritto questo, possiamo anche facilmente
notare come ogni persona tenda ad essere felice in modi anche completamente differenti e, di
conseguenza, una componente molto infl uente è certamente quella soggettiva, insita nelle nostre
cellule, nei nostri neurotrasmettitori. Questa componente chimico – biologica non è suffi ciente a
defi nire la felicità; occorre che impariamo ad essere felici e a stare bene prima con noi stessi e poi
con gli altri. Se è vero, come affermava già il greco Senofonte, che occorre avere una mente sana
in un corpo altrettanto in salute, capiamo che per essere felici dobbiamo perfezionare l’armonia
mente-corpo: dal cibo all’esercizio fisico, dagli hobby a dei momenti da dedicare alla meditazione/
spiritualità; tralasciare una delle due componenti potrebbe risultare dannoso. La “getologia”, la
scienza del sorriso, ha dimostrato che quando si ride il corpo produce degli “ormoni della felicità”
che inibiscono lo stato depressivo e, inoltre, si attivano oltre 300 muscoli; in conclusione ridere fa
bene! Se l’uomo sereno poi procura serenità a sé e agli altri, nel nostro piccolo non dobbiamo far
altro che eliminare questi vincoli di varia natura che ci allontanano dalla serenità. Dobbiamo cercare
di essere contagiosi per relazionarci in modo migliore e costruttivo con gli altri. La felicità poi è vista
non solo come obiettivo futuro ma anche come strumento dell’azione presente: chi non progetta il
suo futuro, chi non sogna godrà al massimo di una felicità effi mera perché sarà sempre schiavo della
materialità e del tempo che passa, lasciandosi sfuggire quanto di bello ha già intorno a sè. Questa
vecchissima storiella esprime il modo di cercare la felicità nelle azioni quotidiane e racconta di uomo
che, recatosi in pellegrinaggio in una grande città del passato, vede per strada un tipo sudatissimo,
stremato, che sta spaccando pietre. Si avvicina e gli chiede: “Che cosa state facendo, buon uomo?”
E il tipo: “Vedete, signore, sto spaccando pietre. E’ dura, ho mal di schiena, ho sete, ho caldo... faccio
un mestiere da cani, non sono più un uomo…” Il pellegrino prosegue, e vede più lontano un altro
tipo, anche lui sta spaccando pietre, ma non ha l’aria così malmessa come il primo. “Cosa fate, buon
uomo?” “Eh, si, mi sto guadagnando la giornata! Spacco pietre, non ho trovato un lavoro migliore
per dar da mangiare alla mia famiglia, ma sono contento che almeno ho questo qua!”. Il pellegrino
continua e si avvicina ad un terzo uomo. Anche lui sta tagliando pietre, ma è sorridente, energico,
sereno. “Cosa fate, buon uomo?” E il tipo risponde: “Ah, caro amico, io sto costruendo una bellissima
cattedrale e con questo mio duro lavoro posso provvedere serenamente a me e alla mia famiglia!”
Ecco, è la possibilità di dare un senso alle cose che facciamo gni giorno che fa la vera differenza e che
ci permette di essere felici.
Felice ricerca a tutti!
Diego Bossoletti
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IL PUNTO GIOVANE
Dopo 8 mesi passati insieme condividendo gioie e fatiche dell’intenso cammino di seminario
sembrerebbe strano e senza senso vivere un’altra settimana insieme durante le vacanze. Era
questo il mio dubbio quando noi seminaristi di
Senigallia abbiamo deciso di passare una settimana di vita comune al Punto Giovane: ovvero
che la voglia di riposarsi un po’ non ci avrebbe
permesso di trascorrerla all’insegna della gioia
dello stare insieme.
Beh, senza tanti giri di parole e molto sinceramente posso dirvi che questa settimana di convivenza è stata invece un’occasione per ricari-
care un po’ le pile, e riposarsi non lasciandoci
vincere dalla pigrizia, ma vivendo quel ristoro
che spesso ci insegna il Vangelo.
La parola d’ordine è stata fi n dall’inizio semplicità: in tutto, già dalla domenica sera, quando
ognuno è arrivato ad orari diversi per via dei
vari impegni presi.
E poi… via! Si comincia, con Paolo e Christian
impegnati nello studio, Stefano alle prese con
i preparativi per la sua ordinazione sacerdotale, Leonardo occupato nella preparazione del
campo giovanissimi e Andrea, don Davide e io
nell’arduo compito di fare spesa e cucinare!
Quello che più mi ha colpito è stato come, nonostante ognuno avesse degli impegni che lo
coinvolgevano per gran parte della giornata, non
è mancato il tempo in cui ci siamo riuniti per
stare insieme, sia nello svago, in cui tutti hanno
dato prova della loro “sana” pazzia, sia nella preghiera, dalla Messa quotidiana alle lodi, ai vespri
e alla compieta.
È stata una grazia il poter pregare per una setti-
mana nella “nuova” cappella del Punto Giovane,
dove pochi giorni prima Padre Marko I. Rupnik
aveva montato il tanto atteso mosaico con raffigurato l’episodio di Gesù e la Samaritana: iniziare
e concludere la giornata davanti a un capolavoro
del genere ha veramente dato una marcia in più
alla nostra preghiera!
Quante persone poi ci sono venute a trovare!
Ogni giorno abbiamo avuto il piacere di ospitare
qualcuno a pranzo o a cena, a cominciare dal Vescovo che giovedì si è fermato a pranzo insieme
a don Luciano e per i quali il mitico chef Paolo
Vagni ha “osato” cucinare le sue famose crepès!
E poi don Enrico Ciarimboli a cui è toccata la
“cena americana”; la temibile triade composta
da don Giuseppe Bartera, don Giancarlo Cicetti
e don Adriano Torreggiani; alcuni amici e infi ne il
vice-rettore del Seminario Regionale, don Luciano, che ha dovuto “ combattere” con il terribile
maiale alle mele preparato da me e Stefano!
Per concludere, dopo avervi descritto un po’
alla buona questa settimana, mi rendo conto
che tutto questo è stato possibile grazie a dei
compagni di viaggio che hanno realmente voluto
vivere una settimana da fratelli… da fratelli nella
fede; e quindi un ultimo grazie va proprio ai miei
compagni seminaristi di Senigallia, per quanto
ci tengono a voler camminare nella fede con la
semplicità di chi prova ogni giorno a mettersi
nelle mani del Padre!
Emanuele Piazzai
ASSOCIAZIONI
Nella Novo Millennio Ineunte, il papa Giovanni Paolo II ci ricordava che oggi “c’è bisogno di un
cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera” (NMI n.32). E aggiungeva che
questa non va data per scontata, ma “è necessario imparare a pregare, quasi apprendendo sempre
nuovamente quest’arte”, (cf Ibid.). Cristo è presente quando la Chiesa prega, lo Spirito è operante
quando la Chiesa prega, il Padre è benedicente quando la Chiesa prega. E la Chiesa “è l’umanità che
ha trovato come pregare, come parlare a Dio, con Dio, di Dio”, diceva Paolo VI. La preghiera è l’anima
della fede e allo stesso tempo fede in esercizio, è uno stile di vita, un modo di essere al mondo, di
vivere in comunione con Dio e con gli altri, seguendo l’esempio di Gesù che si prendeva il suo tempo
per pregare. Il pellegrinaggio per noi può anche essere questo spazio di preghiera, di colloquio con il
Signore nella natura che contempleremo, negli sguardi, nei gesti, nelle confi denze dei nostri compagni
di cammino. Ma come pregare? “La preghiera l’abbiamo ricevuta al momento del nostro Battesimo
(..). Là, nell’intimo più profondo di noi stessi, siamo in continuo contatto con Dio (…). Portiamo
continuamente questo stato di preghiera con noi”, scrive l’autore spirituale Louf. Al pellegrinaggio
ben si addice uno degli aspetti fondamentali che il Padre Nostro ci indica, la preghiera di lode. Lodare
Dio signifi ca riconoscere Dio per ciò che Egli è, per il suo amore, per ciò che compie nella nostra
vita. Come non fi darci completamente di questo Dio che mi ama e può tutto nella mia vita? La lode,
allora, diventa atto di affi damento della nostra esistenza a Dio e supplica per i nostri bisogni e quelli
dei nostri fratelli. Tutta la Sacra è piena di preghiere di
lode, basta pensare al Libro dei Salmi. “Grande è il Signore
e degno di ogni lode” (Sal 48,2), “Lodate il Signore nel suo
santurio, lodatelo nel fi rmamento della sua potenza” (dal
Sal 150),“Se guardo il tuo cielo, opera delle tua dita, la luna
e le stelle che tu hai fi ssate, che cos’è l’uomo perché te ne
ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi? (Sal 8,4-5).
Sant’Agostino, che ci è maestro nella lode e nell’arte della
preghiera, ci guidi nel cammino sulle strade della Diocesi
perché possiamo davvero diventare sempre più amici di
Gesù, giovani maturi nella fede, testimoni della gioia e
della speranza che è in noi ai nostri coetanei: “Cantiamo
da viandanti, canta, ma cammina. Se progredisci, è segno che cammini, ma devi camminare nel bene,
devi avanzare nella retta fede, devi progredire nella santità. CANTA e CAMMINA!”, (S. Agostino,
Discorso 256).
Valentina Girolimetti
DALLA VICARIA...CORINALDO
Si respira un’aria diversa, una gioia silenziosa
che ci permette di vivere la quotidianità da un
punto di vista insolito: niente è fatica, tutto è
dono; in modo particolare in questi giorni di
preparazione che precedono la data tanto attesa
dall’intera comunità.
È sorprendente… è sorprendente come
Qualcuno non si stanchi mai di donarci
gratuitamente
occasioni. Quante
volte
tocchiamo il fondo perché pensiamo che dipenda
tutto da noi, che ogni secondo sia una nostra
responsabilità e non ci accorgiamo invece di ciò
che è essenziale?
La nostra vita appartiene ad un Altro e Stefano
ancora una volta ci aiuta a capirlo, ci mostra la
strada, ce ne dà piena testimonianza!
“Ho capito che quella che stavo cercando era
una gioia più grande, totale e per sempre, non
limitata dalla luce dei rifl ettori”… sono sue
parole rimaste impresse nelle nostre menti dallo
scorso anno durante la veglia in preparazione al
suo diaconato. Di fronte a tutto ciò non possiamo
che sentirci privilegiati di poter condividere con
lui questa tappa, questo nuovo inizio; già, con
Stefano che è stato nostro compagno di viaggio
e guida nel cammino di Azione Cattolica, nei
campi scuola e nella vita parrocchiale.
Ci ha testimoniato il suo voler camminare dietro
Gesù e ora ne fa il centro della sua vita.
La nostra Vicaria ringrazia perciò il Signore
per questo tempo di grazia che dona alla
nostra Chiesa in preparazione all’ordinazione e
preghiamo“perché il tuo Spirito Gesù gonfi di
passione la sua vita, perché non trovi appoggio
più dolce per il suo riposo se non sulla spalla del
Maestro e perché sia per noi una testimonianza
viva della Tua chiamata d’amore”. (Don Tonino
Bello)
Pierluigi e Vanessa
Avvicinandovi a lui, pietra viva quali pietre
santo e per offrire sacrifi ci spirituali graditi vive siete costruiti anche voi come edifi cio spirituale, per un sacerdozio
a Dio, mediante Gesù Cristo
1Pt2,4
www.senigalliagiovani.it
HANNO COLLABORATO
Chiara
Canonici, Chiara
Pongetti,
Francesca Vici, Diego Bossoletti, don
Enrico Ciarimboli, don Stefano Basili,
Emanuele Piazzai, Giovanni Frulla, Isabella
Giampieretti, Letizia Prezzemoli, Maria
Savini, Paolo Vagni, Pierluigi Piaggesi, Silvia
Tarsi,Valentina Girolimetti,Vanessa Santini.
SORRIDENDO...
Al telefono: “Pronto, Telefono
Amico? Nella mia vita ho sbagliato
tutto: studi, amore, lavoro,
amicizie...”.
“Guardi che ha anche sbagliato
numero!”
8 luglio 2010
territorio
pianello La mostra fotografica di Walter Giuliani
Sguardi di musical
A
Pianello di Ostra (nell’area degli impianti sportivi) ha riscosso consenso pieno
la mostra fotografica all’aperto di Walter
Giuliani ‘Sguardi di Musical’.
La rassegna si è proposta come completo
excursus sugli spettacoli prodotti dal Gruppo Teatrale ‘Rumori Fuori Scena’ (Il Gobbo
di Notre Dame, Il Re Leone, Petere Pan...).
Giuliani ha proposto particolari e primi piani, passaggi e visioni d’assieme con l’obiettivo di rendere lo sforzo creativo, l’impegno
etico e la tensione comunicativa dell’intero
cast ostrense.
In una parola, l’ “agone”, nel suo primigenio significato di “luogo di adunanza” e, per
estensione, nell’accezione di “tenzone atletica e poetica”.
Del resto la stessa arena che ha ospitato la
mostra è stata ricavata in via Fausto Coppi, nome-simbolo del mito agonistico, della
passione contagiosa, della lucida intraprendenza, della sfida, dell’impresa dell’uomo
che vuole andare oltre.
Nel gioco dei tratti di unione, il “Campionissimo” e l’“Uomo solo al comando” hanno
ricondotto ad un’altra passione del fotografo
Walter Giuliani, il ciclismo, equivalente, in
loco, al Gruppo Sportivo Pianello, celebre
e benemerito nucleo delle due ruote capace anche del vincente Progetto ‘Colline del
Verdicchio’: operazione consistente nel lavoro sinergico della Lega dei Venti Comuni
mirante a perpetuare e sviluppare il meglio
del territorio di quattro Valli (Misa, Nevola,
Cesano, Esino).
Attraverso gli scatti di Giuliani, i visitatori della mostra ‘Sguardi di Musical’ hanno riflettuto intorno al genio
immaginifico, all’impietosa critica sociale, alla profondità del mistero, alla
tragedia ed alla speranza, testimoniati dal complesso percorso che si snodava da Victor Hugo a Walt Disney a
Riccardo Cocciante, attraverso figure
come quelle di Quasimodo, Esmeralda, Frollo...
Pieno, di riflesso, è stato il plauso
tributato alla compagnia ostrense,
in grado nel suo tracciato vitale di
profondere significative energie per
focalizzare anche la straordinaria figura di Madre Teresa di Calcutta, nel
segno della nobiltà solidale, ribadito
dalle serate di beneficenza, con fondi
devoluti al Centro “San Gregorio” per
disabili di Pianello di Ostra e all’Associazione Onlus “Aiuta un amico”.
Un notevole sforzo, espresso dagli attori, dal
corpo di ballo, dal complesso musicale e dal
coro (musiche eseguite rigorosamente dal
vivo), dal corpo registico, dallo staff impegnato nell’allestimento della macchina tecnica ed organizzativa.
Umberto Martinelli
Barbara accoglie otto bambini per le vacanze
Dalla Bielorussia
S
ono tornati. Avvolti nei loro inconfondibili ‘caschetti’ biondi, animati da una
carica vitale contagiosa e dalla curiosità
che sempre accompagna chi mette piede
in terra straniera. Ad accoglierli, per l’un-
dicesima estate consecutiva, il consueto
apparato logistico, che l’Amministrazione
municipale, la Pro loco, la Parrocchia ed un
nutrito gruppo di volontari hanno puntualmente rinnovato e perfezionato di anno in
anno, grazie anche al meritorio appoggio
della Fondazione della Cassa di Risparmio
di Jesi e allo spirito di altruismo delle famiglie barbaresi. Nel centro collinare, gli
otto ‘bambini di Chernobyl’ (3 bambini e
5 femmine) sono arrivati lunedì 28 giugno
e vi resteranno per tutto il mese di luglio.
Quartier generale del loro soggiorno sono i
locali dell’ex ambulatorio medico, in via del
Parco; da qui la giovane comitiva, guidata
da due accompagnatrici, si è già mossa per
riprendere confidenza con la realtà paesana e riassaporare la generosità dei suoi abitanti, nonché per partecipare ai numerosi
momenti d’intrattenimento e di socializzazione ideati in loro onore, alle escursioni sul territorio e, soprattutto, per giovare,
insieme ai loro coetanei barbaresi, degli
effetti benefici della colonia elioterapica in
riva al mar Adriatico (Senigallia), motivo
essenziale della loro simpatica permanenza
estiva.
Leonardo Pasqualini
L’ufficio turistico ad Ostra Vetere
D
a qualche settimana, Ostra Vetere è
percorsa da numerosi turisti, la maggior parte stranieri: inglesi, tedeschi, olandesi, spagnoli, che si soffermano a fotografare le bellezze monumentali e ad ammirare
il Borgo medioevale e il sito archeologico
dell’antica città romana. Ed è proprio per
questo che, con l’avvio della stagione estiva,
l’Amministrazione comunale di Ostra Vetere ha organizzato l’apertura dell’Ufficio IAT
(Informazioni e Accoglienza Turistica) per
tutti coloro che desiderino avere notizie ed
informazioni sugli eventi e le manifestazioni.
L’Ufficio IAT, che si trova in Piazza Satellico, 3 (Tel. e Fax 071 96 43 69) è aperto tutti
i giorni di luglio, di agosto e dal I° al 15 settembre dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15
alle ore 20. Sono attivi anche i siti web del
Comune (www.ostravetere.com e www.co-
mune.sotravetere.an.it) per ottenere informazioni in tempi rapidi e direttamente sui
propri pc, comunicando con l’indirizzo di
posta elettronica [email protected].
E’, inoltre, possibile visitare il sito web dell’Associazione turistica “Riviera del Conero
(www.conero.info). Il Museo-Pinacoteca e il
Fondo Antico della Biblioteca, situati nell’ex
Palazzo Marulli, ospitano un inestimabile
patrimonio artistico e librario, che è possibile visitare, fino al 15 settembre, tutti i giorni
dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore
20. L’Area Archeologica “Le Muracce”, che
contiene l’antica città romana di Ostra Vetere, è al centro della sesta campagna di scavo
da parte dell’Università degli Studi di Bologna e dell’Università di Clermond-Ferrant,
ma è possibile visitarla liberamente o chiedendo una guida (Tel. 071.96.50.53).
11
Mondolfo, mostre al complesso Sant’Agostino
Serate con l’arte
I
l Complesso Monumentale di
S.Agostino si conferma a Mondolfo un
prestigioso contenitore d’arte; mentre è
ormai alle porte la rassegna del circuito provinciale Spac che aprirà con “Le
emozioni morali” il prossimo 16 luglio,
è stato il presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche, Vittoriano Solazzi, insieme all’Assessore Comunale alla
Cultura Laura Servadio ad inaugurare
invece sabato scorso nel Complesso Monumentale di S.Agostino a Mondolfo la
rassegna nazionale d’arte “Artisti insieme”. Lo ricorda Francesco Caramia, presidente dell’Associazione “Val Cesano
Arte”, con sede a Marotta, che per questa
estate 2010 ha messo in cartellone un
evento di risonanza davvero nazionale. “Val Cesano Arte – spiega Caramia
- si propone di sensibilizzare i giovani e
i meno giovani all’Arte in senso lato, attraverso l’incontro fra pubblico e le varie
espressioni artistiche. Per questo la nostra rassegna prende in considerazione
attori, fotografi, musicisti, pittori, poeti,
scultori, scrittori e critici d’arte e non
solo”. La rassegna d’arte, ospitata nella
prestigiosa sede del Complesso Monumentale di S.Agostino, a due passi dal
Castello di Mondolfo, prende le mosse
all’interno dei seicentesco chiostro, per
spaziare poi nei vari ambienti del restaurando complesso già conventuale. “Oltre
57 artisti espongono sino a domenica 11
luglio, in una mostra divisa in sezioni
dedicate alle arti visive, alla poesia, fotografia musica, poesia, spettacolo, letteratura e scultura, spaziando pertanto a
360 gradi nell’arte contemporanea e non
solo”. Intenso il programma che l’Associazione propone per l’intera settimana.
Dopo il taglio del nastro, infatti, subito
uno spettacolo con Poliarte ha intrattenuto i visitatori, per poi passare al Salone Aurora, dove l’associazione ha presentato la propria attività, alla presenza
dello staff direttivo composto dal presidente Francesco Caramia, assieme ai
collaboratori Ideana Orrico, Bigelli Moira, Laura Bruscia, Pietro Del Bianco, Patrizio Massi, Giovanna Medi e Francesca
Sciorra. Alle 21 di sabato, il Centro Danza Vaganova ha proposto una sua imperdibile performance, dopo di che hanno
avuto inizio le visite. “Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato, la Regione Marche, il Comune di Mondolfo,
così come i vari sponsor dell’iniziativa;
sottolineando che la nostra associazione – ha concluso il presidente Caramia
nell’invitare residenti e turisti - è sempre
aperta al contributo artistico, nelle varie
espressioni, di tutti coloro che hanno
interesse e amore per l’arte: è possibile
prendere contatti diretti con Val Cesano
Arte, ed entrare nel sodalizio”. Domani
sera sera, venerdì 9 luglio, poi, alle ore
21, nell’ambito della rassegna sempre ad
ingresso gratuito, un incontro musicale
con Megu Megun, sempre nel Chiostro
di S.Agostino, particolarmente atteso da
tutti gli appassionati del genere. La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta
tutte le sere sino a domenica 11 luglio,
con orario 20-23.
Alessandro Berluti
Ripe in gioco
ticolare va a Francesco Clementi che ha
fornito l’equipaggiamento ai giocatori.
Grande soddisfazione dei genitori non
solo per la vittoria ma per la compattezza, l’unione, l’amicizia e la sportività che
hanno dimostrato tutti i ragazzi in tutte
le 5 partite disputate. Nel segno dell’amicizia genitori e figli si ritroveranno tutti
insieme venerdi prossimo a festeggiare
con una pizza e vernaccia come piace al
nostro caro DFon Giuseppe! Le premiazioni del torneo si svolgeranno invece
Domenica 22 Agosto presso la Pro Loco
di Ripe.
Giancarlo Rossi
Nell’ambito della manifestazione ‘Ripe
in Gioco’, si è svolto a Brugnetto il torneo di calcio per i ragazzi nati negli anni
1997-1998-1999 e 2000-2001-2002. Nel
torneo per i nati fra il 1997 ed il 1999, ha
prevalso la formazione dei Monterado
boys che in finale ha battuto quella del
Manchester United, dopo aver superato
quelle del Barcellona e del Real Madrid.
L’iniziativa ottimamente organizzata dal
G.S. Brugnetto da Doriano Belbusti e Fabrizio Terrazzani ha coinvolto circa 80
ragazzi del comprensorio di Brugnetto,
Passo Ripe, Ripe, Castelcolonna,Croce,
Monterado e Ponterio ed ha visto un
folto successo di pubblico a tutte le
serate. Sono mancate le ormai famose vuvuzelas in compenso le zanzare
brugnettesi hanno tenuto sugli attenti il pubblico ed i giocatori. La squadra
di Monterado ottimamente diretta dal
Mister Simone Angeloni dopo la prima
partita un po’ incerta ha sbaragliato il
campo degli avversari. In porta il mitico
paratutto Gianluca Angeloni, la difesa
granitica composta dal geometra Latini
Dario, dai panzer Rettaroli Andrea e Biagetti Michele, dal ritrovato Cabrini della Croce, Minucci Luca, a centrocampo
la gazzella africana Ezekiel Owusu e da
quella di Monterado Nicolò Cesari, dal
promettente Latini Angelo. In attacco
ci ha pensato Daniele Rossi a bucare le
reti avversarie mettendo a segno 6 gol,
ma lo spettacolo andava in onda quando
entrava il Romario di Monterado tal Andrea Clementi, un gioiellino tascabile in
Ecopannolini a Barbara
Nella mattinata di venerdì 2 luglio l’assessore provinciale Mariani si è recato presso
la farmacia comunale per incontrare due
famiglie con bambini neonati, alle quali ha
consegnato il kit degli ecopannolini. Su
input della Provincia di Ancona, l’iniziativa
degli ecopannolini vuole essere un contributo decisivo alla riduzione dei rifiuti e ad
un approccio più consapevole verso i consumi che effettuiamo, come ha spiegato lo
stesso amministratore provinciale. Le due
famiglie, che hanno avuto il lieto evento
della nascita di un bambino nelle scorse
settimane, sono state inviate a ritirare il
kit gratuito presso la farmacia comunale. Prodotti da un’azienda tutta italiana, gli
ecopannolini sono facilmente lavabili in
lavatrice, consentendo un risparmio economico e ambientale rispetto ai classici panquanto pur essendo nato nel 2001 è sta- nolini usa e getta, che costituiscono il 10%
to inserito nella formazione maggiore a dei rifiuti prodotti quotidianamente e che
furor di popolo ed oltre a non mostrare impiegano almeno 500 anni per decompornessun timore reverenziale, ha messo a si. “Anche la scelta di usare gli ecopannolini
segno 2 gol da cineteca. Gli altri gol sono – si legge in una nota del Comune - constati realizzati da Cesari (3), Rettaroli (2) tribuisce a creare un mondo migliore, e siLatini (1) e Minucci (1) Faceva parte del- curamente non è un ritorno al passato ma
la squadra anche Alessandro Angeloni il una scelta fatta con una nuova coscienza, di
quale non è potuto scendere in campo rispetto per l’ambiente e per gli altri”.
per infortunio. Un ringraziamento parL.P.
12
8 luglio 2010
Cultura
eventi L’appuntamento con la musica estiva nella parrocchia del Portone di Senigallia: il ricco programma
Il festival organistico torna
L
a deliziosa “Pierino e il lupo” di Prokofiev trascritta ed
eseguita per organo a 4 mani e voce recitante. Autori di
barocco tedesco, romantico francese e tedesco con commemorazione di Schumann nel 150° anniversario dalla morte.
Omaggio a Pergolesi nel 300° anno dalla nascita. Opera lirica e repertorio contemporaneo. Sorprese all’insegna di improvvisazioni
jazzistiche. Interpreti acclamati e giovani
talenti dell’organo. Concerti per organo
solo e inediti
a cco s t a m e n ti tra organo
e voce, flauto,
violino.
Dall’8 luglio
al 19 agosto,
per il IX anno
consecutivo, l’estate di Senigallia torna ad arricchirsi di musica colta ad altissimo livello grazie al Festival Internazionale
Organistico “Città di Senigallia” ospitato alla Chiesa di Santa
Maria della Neve detta del Portone e alla Chiesa dei Cancelli.
Il Festival è senz’altro tra le proposte distintive della stagione
culturale estiva di Senigallia, data la qualità del cartellone e Massimo Nosetti con un programma di autori mai eseguila massiccia adesione e partecipazione da parte del pubblico ti prima nel contesto del Festival, per proseguire giovedì 15
che ogni anno affolla i concerti. Centinaia di cittadini e turi- luglio con l’esclusiva italiana di Johannes Skudlik, grandissti, italiani e stranieri, musicisti, studiosi, curiosi, appassio- simo nome del panorama organistico internazionale per la
nati di età diverse sia giovani e giovanissimi che adulti, sie- prima volta nelle Marche. Programma antologico anche per
dono ogni anno fianco a fianco, condividendo l’ascolto di un Roberto Velasco in concerto il 29 luglio, ottimo interprete e
repertorio poco noto in Italia, ma non meno importante nel- talento che il Festival farà conoscere e ascoltare al pubblico.
l’evoluzione della musica europea. Basti pensare alle pagine La IX edizione del Festival Organistico di Senigallia si condi Bach, Mozart, Widor, ma anche Nielsen e Schonberg. In clude giovedì 19 agosto con un delizioso appuntamento che
questo senso, il Festival Organistico di Senigallia si distingue non solo divertirà il pubblico adulto e i bambini, ma rivelerà
anche nel panorama nazionale, a detta dello stesso pubblico ancora di più le potenzialità di uno strumento come l’orgadi esperti e degli artisti che ogni anno animano il cartellone. no capace di sostituirsi a un’intera orchestra. I due organiTra le novità di rilievo quest’anno ci sono gli inediti accosta- sti Roberto Antonello e Maurizio Croci eseguiranno infatti
menti proposti tra organo e altri strumenti, così come nello la favola per voce recitante e orchestra “Pierino e il lupo” di
spirito del Festival ormai da diverse edizioni. Nello specifico Prokofiev trascritta per organo a 4 mani, affiancati dalla voce
il concerto di giovedì 22 luglio vede insieme organo e voce, recitante di Giovanna Diamantini. “Le scelte di cartellone
in un’affinità tutta da ascoltare grazie all’abilità di Alessan- – spiega il direttore artistico Maestro Federica Iannella, lei
dra Mazzanti e del tenore Gregory Bonfatti. Il concerto del stessa organista – sono sempre dettate da una coerenza in5 agosto vede invece inseme l’organista Svetlana Berezhnaya terna attraverso interpreti e programmi che mettano in luce
già a Senigallia l’anno scorso, stavolta in duo con il virtuoso la bellezza della musica per organo e le potenzialità dello
del violino Mark Cheikhet per una serata di “sorprese musi- strumento”. Anche quest’anno la manifestazione può contacali”. Giovedì 12 agosto, la voce dell’organo si sposerà ideal- re su due chiese e due strumenti distinti, un organo storico
mente a quella del flauto grazie al duo di Claudio Benatti e e uno contemporaneo, rendendo possibile una più ampia
Luca Truffelli. Il IX Festival Organistico di Senigallia si apre proposta di programmi e repertori. I concerti avranno inizio
però giovedì 8 luglio con il recital antologico di uno dei pro- alle 21. L’ingresso è gratuito. www.organsenigallia.com
fessionisti dello strumento attualmente in ascesa in Italia,
Alessandro Piccinini
arte A Palazzo del Duca la personale di Mario Logli
Lieti colli e arte
V
iaggio nelle visioni di “Lieti colli e spaziosi campi”
Mario Logli in 60 opere. di leopardiana memoria. In
Dal 20 giugno scorso, Pa- quella esaltazione delle collilazzo del Duca a Senigallia ne, dei calanchi, delle vallate,
ospita “Lieti colli e spaziosi del mare, in una successione
campi”, personale del pit- di visioni che si rincorrono,
tore urbinate allestita fino si intrecciano e penetrano
al 1 agosto. Suddivisa in tre negli occhi e nel profondo
parti, la mostra si articola dell’animo, traspare il leganella Stanza delle Isole Vo- me che univa il pittore urlanti (due stanze attigue), la binate all’amico fotografo
Stanza delle Dame e degli Mario Giacomelli, sia come
Invasori e la Stanza dei Pae- uomo sia come artista. Le
saggi Evocativi (due stanze rughe profonde dei solchi di
attigue). Le opere selezio- Giacomelli si smaterializzanate per dar vita a questo no ed entrano in quei segni
percorso sono tutte tele olio di Logli, incisi sulla sabbia,
e acrilico, appartenenti a di- nelle striature del mare, nei
versi periodi e diverse serie, filamenti delle nuvole. Nelprivilegiando in particolare l’affrontare la pittura di Loil paesaggio marchigiano e gli, la critica ricorre sempre
città come Urbino, Recana- a concetti semantici quali
ti, Senigallia, Loreto. Più di figura, visione, poesia, comaltre volte infatti, in questa posizioni e scomposizioni,
mostra Logli sembra privi- lodando la precisione teclegiare il territorio e appun- nica e la cura del dettaglio
to il paesaggio marchigiano visivo al servizio della riflesche da sempre rientra tra sione sulla contemporaneità.
le tematiche a lui più care. È possibile visitarla tutti i
Concentrato sulla natura e giorni dalle 18 alle 24. Insul degrado che la minaccia, gresso libero. Informazioni:
le suggestioni sono quelli dei 334.3621624 - 071.63225.
Senigallia Waiting for Summer
Adriatico - Mediterraneo,
tappa a Sarajevo
U
N
Attesa rock
ltimo
appuntamento per il “Waitin’ for Summer Jamboree”, sabato 10 luglio
alla Rotonda a Mare
di Senigallia. È ormai
iniziato il conto alla rovescia verso l’unica inimitabile baldoria estiva
a ritmo di rock and roll
che dal 31 luglio all’8
agosto renderà ancora
più hot la spiaggia di
velluto marchigiana.
Il Summer Jamboree,
Festival internazionale di musica e cultura
dell’America anni ’40
e ’50 è arrivato alla sua
XI edizione e continua
a macinare esclusive
internazionali.
Quest’anno il big event è
atteso per la notte del 6
agosto quando sul palco del Foro annonario
salirà il padre del rock
and roll Chuck Berry, unica data europea.
Berry sarà accompagnato dalla sua band
americana. Uno spet-
tacolo da non mancare.
Nella stessa notte sullo
stesso palco sempre in
esclusiva salirà anche
la regina del rockabilly, Wanda Jackson, una
vera pioniera del rock
che lo stesso Elvis incoraggiò a suonare e
perseguire la carriera
musicale.
Per prepararsi agli
eventi del cartellone
2010 del Summer Jamboree, sabato 10 luglio
alla Rotonda si balla
con il Record Hop di
una coppia di djs: dj
Rocketeer e dj Sandrino. La serata avrà
inizio dalle 21.30. L’ingresso alla Rotonda è
di euro 10, con riduzione a 7 euro prevista per
i corsisti del Summer
Jamboree che nei mesi
invernali e primaverili
hanno frequentato le
lezioni di ballo in stile,
tenute da professionisti
internazionali di specialità a Senigallia.
“Palio dei Castelli” di San Severino Marche. Ma il gruppo
storico “Combusta Revixi” di Corinaldo non sarà da meno.
Con l’estate torna puntuale la Rassegna di Teatro per Ra- I giovani protagonisti della festa si esibiranno venerdì sera
gazzi promossa dalla Biblioteca- Circolo Culturale “Oscar in alcuni spettacoli itineranti per le vie del paese, sabato
Franceschini” di Brugnetto di concerto con il Comune di sera alle 22 in piazza del Terreno con il palio degli Arcieri e
Ripe. “A teatro con mamma e papa” è lo slogan che da di- alle 22.30 con lo spettacolo di Tamburi e Chiarine dal titolo
versi anni caratterizza questa iniziativa. Per tutte le dome- “Prometeo e la scintilla di Fuoco”. Domenica sera toccherà
niche sera di luglio ci sarà uno spettacolo teatrale gratuito agli sbandieratori corinaldesi con lo spettacolo “Dracula” in
dedicato ai bambini, ai ragazzi e a tutte le famiglie. Come piazza Gioco del Pallone.
ogni anno, ci sarà la “tratrocard”: a coloro che parteciperanno a tutti gli spettacoli verrà consegnato un simpatico
regalo. Ecco le rappresentazioni in programma quest’anno: “La guerra degli Scipioni”
• 11 luglio – “L’antica Tradizione di Pulcinella” Pulcinella di Venerdì 9 luglio 2010, alle ore 21.30, presso la Sala del
Mare • 18 luglio - “Il pulcino” Teatro Pirata di Jesi • 25 lu- Trono del Palazzo Ducale di Senigallia, si terrà, con il paglio - “La caccia al tesoro” - Teatro delle Fragole. Tutti gli trocinio delle associazioni culturali “Circolo d’Iniziativa
spettacoli sono gratuiti e avranno luogo alle ore 21 nella Pi- Culturale – Rivista Sestante” e “Sena Nova” e in collabosta polivalente di Brugnetto, in via Pio IX.
razione con la Biblioteca “Antonelliana” e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Senigallia, la presentazione
dell’ultimo libro dell’autore senigalliese Luca Rachetta, dal
La ‘Contesa del Pozzo’ a Corinaldo
titolo “La guerra degli Scipioni”. Luca Rachetta, che ha già
Torna la ‘Contesa del Pozzo’ a Corinaldo. La festa parte il 16 pubblicato le raccolte di racconti Dove sbiadisce il sentieluglio fino al 18. Ci saranno 4 taverne (piazza del Cassero, ro e La teoria dell’elastico e il racconto lungo La torre di
lo Sperone, via del Teatro, piazza del Terreno), all’interno Silvano, propone questa volta il romanzo La guerra degli
delle quale si potranno gustare pietanze di oggi ma soprat- Scipioni, L’incontro sarà introdotto dal critico Gian Paolo
tutto piatti tipici del medioevo. Da programma saranno Grattarola, che, a proposito dello stile narrativo di Luca
ben 5 i gruppi storici che arriveranno nel paese gorettia- Rachetta, ha scritto: “Raffinato cultore di una scrittura cano. Venerdì sera alle 21.15 in piazza Gioco del Pallone si librata, pastosa e ricca di implicazioni etiche, come già con
esibirà il gruppo tamburi di Offagna, “La Corte dei Mira- La torre di Silvano, anche con questa sua ultima fatica l’aucoli”. Sabato sera alle 21 in Piazza del Terreno sarà la vol- tore senigalliese ci consegna un libro di nobile pensiero e di
ta degli sbandieratori “Città dell’Aquila” mentre alle 23.15 prosa raffinata”. Parteciperanno alla serata anche Fabrizio
in piazza Gioco del Pallone si esibiranno gli sbandieratori Chiappetti, che condurrà la conversazione con l’Autore, e
“Cavalcata dell’Assunta di Fermo”. Domenica pomeriggio Mauro Pierfederici, al quale sarà affidata la lettura di alcuni
alle 18.30 in piazza del Terreno ci saranno i balestrieri del passi dell’opera.
Teatro per ragazzi a Brugnetto
ella splendida sala grande dell’Istituto bosniaco di
Sarajevo alla presenza di un numerosissimo pubblico si sono svolti due concerti organizzati da Adriatico Mediterraneo e inseriti nel Festival de Le notti della
Bascarsija. Grande successo quindi per la terza tappa
internazionale del progetto 2010 di Adriatico Mediterraneo, in una Sarajevo vivacissima piena di eventi e concerti nelle strade e nelle piazze, in occasione delle Notti
della Bascarsija (la Bascarsija è il cuore, il centro storico
di Sarajevo) dove artisti provenienti da tutto il mondo si
esibiscono e si confrontano in un clima di incontro e di
scambio.
I due concerti hanno visto la compartecipazione di insegnati e studenti degli Istituti Musicali di Alta Formazione: l’Istituto Superiore di Studi Musicali G.B. Pergolesi
di Ancona e l’Accademia di Sarajevo, per incrementare
gli scambi culturali tra le due città in collaborazione con
l’Ambasciata Italiana. In questi due concerti le eccellenze
musicali delle due sponde dell’Adriatico si sono incontrate e hanno suonato insieme. Gli autori presentati sono
stati selezionati dal repertorio classico con particolare
attenzione ai compositori mediterranei. La bravura interpretativa degli allievi e dei docenti dei due conservatori è stata eccellente, tanto da scatenare gli entusiasmi
del numeroso pubblico.
Si sono poste le basi per una collaborazione futura tra le
due Istituzioni di alta formazione musicale per scambi e
progetti europei che possano coinvolgere studenti e professori.
Prossima tappa internazionale per il progetto 2010 di
Adriatico Mediterraneo è il 25 luglio ad Hammamet in
Tunisia.
Scavi e cultura nell’antica Suasa
Lunedì prossimo, 5 luglio, in occasione dell’inizio degli scavi archeologici a Suasa e a Madonna del Piano di Corinaldo, sono state presentate ufficialmente le iniziative culturali
collegate alle ricerche dell’Università di Bologna nella valle
del Cesano. Il programma dell’estate 2010 prevede, oltre ai
consueti scavi archeologici, una serie di sette manifestazioni teatrali all’anfiteatro romano di Suasa, la presentazione
di un volume sull’archeologia della valle del Cesano (in occasione dei venti anni di scavo di Suasa e dei dieci anni di
scavo a S. Maria in Portuno), una serie di serate a tema e
l’allestimento di due esposizioni museali dal titolo: “Scrivere in tutti i sensi...”. Si tratta di un’esposizione archeologicache hanno come filo conduttore proprio la “parola antica”.
Senigallia Art street festival
Il SenigArt Street Festival nasce da un duplice intento, in
primo luogo quello di proporre alla cittadinanza forme
d’arte che sviluppino un concetto d’intrattenimento pubblico condiviso e gratuito. In secondo luogo quello di offrire
un palcoscenico e un pubblico alle doti creative di artisti
emergenti della zona e non, che molto spesso sono frettolosamente messi da parte a favore di grandi nomi. Il Festival
vuole anche capovolgere molti luoghi comuni sulle cosiddette arti di strada come la giocoleria, il teatro, la musica, lo
skateboarding e il wraiting spesso considerate arti minori o
confuse con atti vandalici, sono invece delle enormi risorse
di intrattenimento sociale. Nelle serate del 9/10/11 luglio
gli artisti vi condurranno in un itinerario culturale all’interno del centro storico senigalliese. L’ingresso è libero.
M.C.
8 luglio 2010
Spettacolo
eventi Il programma per la bella stagione
Estate ad Ostra Vetere
serra de’ conti Inviato il programma estivo
Serate d’estate
L
L
’assessorato comunale alla Cultura, unitamente
alle varie associazioni localmente operanti nel territorio locale, ha inviato a tutte le famiglie di Serra de’
Conti il programma delle iniziative estive. Si tratta di
un programma assai variegato e che è caratterizzato
da alcune manifestazioni di un certo livello e validità,
tutte ad ingresso libero.
Si è partiti domenica scorsa con l’inaugurazione del
monumento realizzato in frazione Osteria dal maestro Bruno d’Arcevia e dedicato a Salvo d’Acquisto.
Una kermesse che ha degnamente inaugurato il calendario degli eventi, visto che alla inaugurazione del
monumento hanno partecipato tanti serrani e molte
autorità.
Si è proseguito la domenica successiva presso i giardini di Osteria, con la festa ed esibizione della Banda
cittadina, un momento di musica davvero coinvolgente. Martedì 13 luglio, al Parco Verde, nuova edizione
di “Stand by rock” con la partecipazione di Paola Turci e del gruppo rock Rumore Rosa. Mercoledì 14 luglio al Parco Verde: “Omaggio a Nanni Mancini” con
l’esibizione del noto gruppo degli Intillimani.
Mercoledì 21 luglio ad Osteria, Concerto della Banda
giovanile di Valencia. Lunedì 2 agosto: al Bar Italia, incontro con lo scrittore Giuseppe Lupo su “Cagli e la
Scuola romana”. Domenica 8 agosto a Serra de’Conti:
Monsano rock festival. Sabato 21 agosto la “Nottenera”. Dal 28 agosto al 31 ottobre, presso la Chiesa di
San Michele, mostra “Cagli dei fotografi”: l’iniziativa
certamente più di spicco dell’intera programmazione
ed al tempo stesso la più onerosa su cui ha puntato
l’amministrazione comunale. Dal 1° luglio al 31 agosto
il Museo delle Arti Monastiche Le Stanze del Tempo
Sospeso sarà aperto al pubblico dal martedì al sabato
(17-20); domenica e festivi (10,30-12,30 e 17-20). Una
programmazione che ci si augura possa agire da utile volano per il rilancio del centro storico di Serra de’
Conti.
Luigino Romagnoli
Una terra di saggi
accontare l’accoglienza e la rela- a forma di cubo nelle aree pedonali
R
zione dell’anziano con il territo- dei Comuni della Marca Anconerio e sensibilizzare la cittadinanza tana. Per partecipare al concorso è
necessario registrarsi sul sito http://
terradeisaggi.zapjuice.it/, dove si
possono caricare al massimo tre
immagini in digitale, con un titolo
e un breve commento. Oppure inviare le foto stampate alla Scuola
Comics, in via Castelfidardo a 5/A
Jesi. Data di scadenza il 15 luglio
2010. In premio mille euro per il
primo classificato e 350 euro per il
secondo. Previsto anche un premio
speciale Terza Età Expo: 350 euro e
l’utilizzo dell’immagine come visual
per la campagna promozionale sul
territorio nazionale della fiera Terza Età Expo 2010. La premiazione
dei vincitori del contest si terrà il 3
ottobre in occasione del galà della
fiera al teatro delle Muse.
libri L’emozionante racconto di una donna vicina alla malattia
Prendersi cura
Monica Follador “Io, madre di mia suocera”, pag. 104, euro 10,00 edizioni Paoline
D
enis, la suocera dell’autrice, è affetta
dalla malattia dell’Alzheimer ed è incapace di badare a se stessa. Monica, allora,
decide di prendersi cura di lei: sono ore di
angoscia, notti in bianco, delusioni, sacrifici, per cercare di arginare la progressiva
perdita di autonomia della suocera, per
far fronte alle sue allucinazioni, ai suoi più
Le orme
delle farfalle
S
’amministrazione comunale di Ostra Vetere ha presentato nei giorni
scorsi il cartellone estivo degli eventi, che accompagnerà le serate dell’estate 2010. Una programmazione realizzata dall’assessorato al turismo e
cultura, che colorerà i mesi di luglio e agosto di quest’anno. Una serie di appuntamenti per allietare le calde serate di turisti, visitatori e cittadini pronti
a degustare iniziative legate al teatro, musica, arte, ballo, enogastronomia e
sport. Il prossimo appuntamento di terrà venerdì 9 con Festino nella sera
del giovedì grasso avanti cena di Adriano Banchieri, uno spettacolo brillante di musica e teatro a cura del Coro Francesco Tomassini Di Serra de’ Conti Sipario originale dipinto da Bruno d’ Arcevia. Lo spettacolo si terrà alle 21
nel Chiostro San Francesco. Venerdì 16 luglio ci sarà la Cantina del Signorì,
musica e degustazioni alle 19 sulle Scalette Porta Pesa. Il giorno successivo,
sabato 17 luglio “ArmonieRitmiCanti”, spettacolo di musica e danza a cura
della Corale Polifonica S. Cassiano di Montemarciano con il corpo di ballo
Asd di Chiaravalle, dirige il maestro Marco Guarnieri: lo spettacolo si terrà
alle 21.30 in piazza della Libertà. Domenica 18 luglio alle 11 gli appassionati delle 500 si troveranno in piazza della Libertà per uno speciale raduno,
mentre nella stessa piazza ma alle 21 si terrà “Cocomeravis” con spettacolo
a cura dell’Avis. Venerdì 23 luglio “Teatro dei Burattini” a cura di Renzo
Guerra, uno spettacolo per bambini che si svolgerà alle 21 nel Chiostro San
Francesco. Sabato 24 luglio “Un, do’ e tre” Tre atti unici brillanti in dialetto
senigalliese adattati da Ezio Giorgini: lo spettacolo teatrale è stato allestito
dalla Compagnia La Sciabica e si terrà alle 21.30 in piazza della Libertà; alle
17 invece in piazza Satellico ci sarà la “Festa dei Nonni”.
Domenica 25 luglio “Festa Rinascimentale” a cura del Gruppo Storico Città
di Corinaldo Combusta Revixi con l’esibizione itinerante nel centro Storico
del Gruppo “Tamburi e Sbandieratori”: spettacolo degli Arcieri con bersagli mobili, effetti pirici e frecce infuocate; spettacolo teatrale del Gruppo
Sbandieratori Dracula”: il tutto alle 21 in piazza della Libertà.
sull’importanza della risorsa “terza
età”. Questi gli obiettivi di “Terra
dei Saggi”, il contest fotografico nazionale organizzato dalla Provincia
di Ancona, in collaborazione con
l’associazione ZapJuice di Jesi, Terza Età Expo, il Sistema turistico
della Marca Anconetana e la scuola
internazionale di Comics di Jesi.
L’iniziativa si inserisce all’interno
della seconda edizione della fiera
Terza Età Expo, che si terrà ad Ancona dal 1° al 3 ottobre prossimo.
Il concorso, a iscrizione gratuita,
darà la possibilità ai partecipanti,
che saranno selezionati da un’apposita giuria, di esporre le proprie
immagini in una mostra itinerante
all’aperto, allestita su una struttura
13
i è svolta giovedì 1 luglio 2010
all’Auditorium San Rocco di Senigallia alle ore 21.00 la presentazione
del libro “Shaneder le orme delle farfalle” del dott. Mariwan Izat.
L’autore di origine curda medico chirurgo , laureato all’università della
città di Ancona , lavora con successo
a Senigallia da oltre vent’anni nell’ambito delle manipolazioni osteoarticolari e neuromuscolari.
Ha voluto presentare alla città che
lo ha accolto e apprezzato per la sua
professionalità il suo romanzo autobiografico dove per la prima volta in
Italia si scrive dell’antica arte medica curda di cui è erede dall’età di 18
anni, periodo nel quale al termine
degli studi nella Scuola di Shaneder
di antica arte medica curda divenne
maestro.
La presentazione introdotta con
eleganza dal prof. Giuliano Bonvini e a cui è intervenuto l’assessore
alla cultura del comune di Senigallia
Stefano Schiavoni è stata arricchita
dalle letture e dalle interpretazioni di
Antonella Crostelli e di Luca Violini
che sono riusciti con le loro voci ad
emozionare e commuovere le tante
persone che hanno partecipato all’evento. La voce calda e passionale
di Antonella Crostelli è riuscita a far
assaporare la dolcezza descritta nel
libro dalla madre dell’autore, Luca
Violini ha attratto l’attenzione dei
presenti con l’interpretazioni di brani poetici ed altri cruenti riuscendo a
far calare il pubblico ora nella magia
del bosco e quindi nella crudeltà della distruzione di un villaggio curdo,
con maestria e professionalità.
In apertura della presentazione è stata letta la lettera che il sindaco Maurizio Mangialardi ha inviato al dottor
Izat per ringraziarlo dell’invito che
non ha potuto accogliere per impegni
istituzionali e per salutare i presenti.
L’autore desidera ringraziare tutte le
persone presenti e coloro che sono
rimaste per oltre un ora in piedi ad
ascoltare con partecipazione lo scorrere della sua vita e le vicende della
sua famiglia ed in particolare il vicesindaco Maurizio Memè e l’assessore
Francesca Paci per aver onorato con
la loro presenza l’amicizia che li lega.
Scelti in arena
Nella ricca programmazione estiva dell’Arena
‘Gabbiano’ di Senigallia,
consigli per vedere film di qualità
diversi problemi, anche molto concreti. In
queste pagine l’autrice racconta la propria
esperienza di ‘persona qualunque’ a contatto giorno dopo giorno con la persona
malata, facendo emergere il ruolo di sostegno che ha avuto la fede nel permetterle
di fronteggiare una situazione per molti
aspetti drammatica.
il taccuin
EVENTI
Varie località - Le Acli delle Marche con la collaborazione dell’Unasp – Unione Nazionale Arti e Spettacolo delle Acli e con il Patrocinio della Regione
Marche organizzano nel mese di luglio e agosto 2010
il II Festival regionale musicale dal titolo “I suoni
della solidarietà” . Le iscrizioni al concorso termineranno il 30 agosto.
Senigallia - Il Centro sociale Molinello 2 organizza
il XVI concorso di poesia dialettale e il IV concorso
di racconti brevi in dialetto. I testi dovranno essere
inviati in busta chiusa all’indirizzo “Centro Sociale
Molinello 2” - via Pierelli 5 - 60019 Senigallia entro il
25 settembre prossimo.
Borghetto di Monte San Vito - L’associazione Il
Sogno di Una Cosa, con il patrocinio del Comune di
Monte Sav Vito, presenta il ‘Viva Voce festival 2010’:
giovedì 8 luglio - incontro dibattito con Marco Travaglio (giornalista, Il fatto quotidiano); giovedì 15 luglio - incontro dibattito con Gioacchino Genchi (ex
direttore del nucleo anticrimine della sicilia occidentale e consulente tecnico dell’autorità giudiziaria) e
Bruno Tinti (ex magistrato della Corte di Cassazione, giornalista, il fatto quotidiano); giovedì 22 luglio - presentazione del libro “Don Vito” di Massimo
Ciancimino e Francesco La Licata. Oltre agli autori
sarà presente la giornalista Sandra Amurri. Tutti gli
incontri avranno luogo dalle 21.00 presso il parco
Rodari di Borghetto di Monte San Vito.
MOSTRE
Senigallia - “Lieti colli e spaziosi campi” di Mario Logli,
fino a domenica 1 agosto 2010, Palazzo del Duca. Orario
di apertura: tutti i giorni 18.00 - 24.00.
Martedì 13 luglio 2010
- ore 21.30 -
14
8 luglio 2010
sport
vigor Aldino Clementi allenerà la squadra senigalliese per il prossimo, impegantivo campionato
Vigor, finalmente il nuovo mister
F
inalmente la Vigor ha scelto il suo mister nella
persona di Aldino Clementi. E’ una soluzione
interna alla Società stessa in quanto è allenatore
degli Allievi, assunto ora al ruolo più importante:
“la guida della prima squadra”. Dopo il tanto parlare del rinnovo del contratto a mister Favi, passato
alla Biagio Nazzaro di Chiaravalle, di un ritorno
di Giuliani, di Giancamilli, di Morganti e, non ultimo, di Fefi Goldoni, si è passati ad una soluzione interna. Aldino Clementi, classe 1966, ha un
passato come giocatore nelle file della Pergolese e
dell’Ostra Vetere, passando poi - come allenatore
- delle giovanili vigorine e in particolare degli Allievi, che più volte ha portato al successo in campo
regionale.Ora il compito si fa più arduo: la guida
della prima squadra nel Campionato di Promozione, ma non sarà solo. La dirigenza vigorina ha
inserito, quale collaboratore, Fabio Giulietti con le
mansioni di sostenerlo nello stretto rapporto fra i
singoli giocatori. Altro ritorno fra le file vigorine è
quello del prof.Glauco Simonetti in qualità di pre-
paratore atletico, una persona di grande esperienza
e professionalità, che per tanti anni ha collaborato
con tutti i tecnici succedutesi alla guida della Vigor.
Ora si passa alla successiva fase: la formazione della
squadra. Il compito di definire acquisti e partenze
spetta adesso al direttore sportivo Fabrizio Galdenzi, in collaborazione col mister Aldino Clementi e
alla dirigenza. Partenze certe sono quelle di Caprini, rientrato al Fano, di Fraboni, Paniconi e anche
di Giorgini. Altra partenza sicura è quella di Savelli,
salvo ripensamento, ma il ragazzo è ricercato da diverse squadre. I giovani che si sono messi in mostra
nello scorso campionato ma ancora di proprietà
della Vigor: Guerra, Mosca e Candelaresi pensano
di sistemarsi in squadre di categoria superiore. Il
presidente Mandolini ci ha assicurato che si farà di
tutto per formare un complesso degno di ben figurare nel prossimo campionato.Attualmente si è in
cerca di alcuni elementi di provata esperienza e di
mestiere. Il tempo ci dirà se si è operato bene.
Giancarlo Mazzotti
CAMPIONATO NAZIONALE SERIE B - goldengas
Squadra riferimento
Q
uello che non si aspettava, ad inizio campionato, si è avverato: la
Goldengas è diventata il punto di riferimento dello sport senigalliese da
parte degli sportivi locali. E’ un risultato che fa onore alla Società, che ha
saputo - con un gruppo straordinario
di giocatori - calamitare al Palazzetto
dello sport di via Capanna un sempre
crescente numero di spettatori per le
straordinarie imprese che settimanalmente la Goldengas andava acquisendo su tutti i campi, interni ed esterni,
con vittorie sempre più prestigiose. Al
momento attuale la Goldengas, per i
meriti acquisiti in questo campionato, aspetta il “ripescaggio” in serie “A”.
Lo ha detto chiaramente il presidente
Claudio Moroni che, sostenuto da tutto il consiglio direttivo, ha intenzione
di sollecitarlo presso la Federazione
Nazionale Pallacanestro. La sentenza,
per un eventuale ripescaggio, verrà
decisa fra il 15 e il 20 luglio, un tempo che terrà sospeso tutto: la formazione della nuova squadra, i possibili
cambiamenti ecc. Moroni ha la ferma
intenzione di riconfermare in blocco
l’intero gruppo della passata stagione.
Si vedrà! Per la Società, importante
se non fondamentale, è la riconferma
dello sponsor “Goldengas” e di tutti gli
altri che in vario modo contribuiscono
al buon andamento della Pallacanestro
senigalliese. Le nuove norme federali
impongono il rifacimento del parquet
del Palazzetto dello sport. Il Comune
di Senigallia si è prontamente attivato.
I lavori inizieranno quanto prima, in
modo che già dal 15 agosto tutto sia
pronto.
G.M.
Il rugby sul velluto
ganizzato dal Delegato Regionale della FeSabato 3 luglio si è tenuta a Senigallia sulla derazione Italiana Badminton Alessandro
“Spiaggia di velluto” la prima tappa della se- Bailetti. Si è svolta la qualificazione per l’acconda edizione del “Summer rugby on the cesso alla fase nazionale di serie ”B” d tra il
beach”, facente parte del circuito del campionato nazionale della lega di beach rugby
collegata alla federazione italiana rugby, la
seconda tappa verrà effettuata sabato 17 luglio. La manifestazione è organizzata dal
Sena rugby asd & Pikta studio con il patrocinio del comune di Senigallia e della Provincia di Ancona . Alla tappa di sabato 3 p.v.
oltre alla squadra di casa del Sena Rugby
hanno partecipato altre 5 squadre: Cani
Romani di Roma; Fermo beach squadra
dell’Amatori Rugby di Fermo; Cus Perugia;
Daggs Strani tipi di Prato con giocatori dei
Cavalieri Prato squadra del campionato FIR
Top Ten; Amatori rugby Macerata. All’ in- “Badminton Senigallia” e il “Fano Badminterno della manifestazione c’è stata anche ton”, in cui si sono affermati brillantemente
la possibilità di effettuare partite per le for- nel singolare maschile Alfredo Franceschimazioni giovanili del Sena Rugby e prove di ni, punta di diamante della squadra Senigioco per quei ragazzi che volessero prova- gallia, contro Enrico Tamanti di Fano, nel
re la variante balneare di questo sport che singolare femminile la fanese Lucia Rosetti
il Sena Rugby come precursore ha portato contro Barbara Assanti. Nel doppio maa Senigallia e che sta continuando a diffon- schile il gradino più alto del podio è andato
dere soprattutto fra i giovani di Senigallia agli atleti senigalliesi, Francesco Pesaresi e
e dei paesi limitrofi con altre iniziative che Andrea Gabbanella contro Matteo Bellucci
saranno effettuate nel mese di luglio lungo e Federico Lombardi, nel doppio femminile
la spiaggia di Senigallia.
hanno vinto Lucia Rosetti e Elisa Lombardi.
I fanesi Michela Marcuccini e Matteo Bellucci hanno sconfitto Andrea Gabbanella e
Francesca Rossetti nella specialità del doppio misto.
Nell’occasione si sono disputati anche tornei maschili e femminili per le categorie
under 13-15, amatori e classificati. Numerosi i partecipanti, tra i quali una nutrita
rappresentativa di atleti del Bangladesh,
dove il badminton è uno sport molto praticato. I ragazzi bangladesi si sono affermati
brillantemente con Nasil che ha battuto il
connazionale Raoul. Terzo classificato Lorenzo Piccinini. Bella la performance dei
Gare di badminton
numerosi bambini presenti che sono stati
Mercoledì 30 giugno sui campi delle Saline, premiati dall’Assessore allo Sport Gennaro
oltre 50 atleti di ogni età si sono affrontati Campanile.
sportivamente nel torneo di badminton, orAlessandro Bailetti
Ciclismo
Il cronoman d’oro
I
l cronoman mattatore in rosanero allunga
la positiva striscia stagionale della scuderia fermano-misena gestita da Alessandro
Fasciani e Rolando Navigli: Gi.Vi.Plast Tacchificio - Gianmarco Lorenzi - Cicli Cingolani. Il già vicecampione europeo della
specialità, Andrea Evangelisti, si impone per
due secondi e centra la prima agognata vittoria del 2010 (alla media di 42,74).
La prova contro il tempo viene impreziosita
da due iridati della cronocoppie: il chiaravallese re dei supergentlemen Pierino Fava
(Simoncini - Ragamon - Zeppa Bike, società
leader) ed il molisano Rosario Iacurti (Cicli
Borgo Antico, 4° veterano).
Sul podio torna un solido specialista: Giovanni Teodori, d’argento davanti a Domenico Parissi.
Quarto termina il toscano Paolo Generali.
Quinto l’italo-argentino Gabriel Scortichini.
Vestono le casacche di campioni interprovinciali fermano-ascolani: Egidio Vallati, Marco
Galletta, Alessandro Gioacchini, Michele
Dialuce, Pierino Fava, Luciano Battistelli,
Enrico Fioretti, Pierluigi Fratini.
Il tic tac amatoriale prende forma sull’asse
Servigliano-Bivio S.Ruffino (km 13,4 leggermente a salire per superare il dislivello
di 91 metri, con leggero vento perlopiù trasversale). Puntuale l’organizzazione del team
Matenano e dell’Udace Csain Fermo-Ascoli
(il CicloMaresciallo Angelo De Santis e Mirko Marini). Vincitori di categoria: Michela
Mancini (G.C.Osimo Stazione - Starplast),
Egidio Vallati, Giacomo Bravi, Domenico
Parissi, Michele Dialuce, Luciano Battistelli,
Paolo Generali, Luciano Celi.
Euforia nel clan giviplastiano, che dedica il
successo a Edoardo Fasciani. ”Qualcuno nasce con la camicia. Questo invece con la maglietta della Gi.Vi.!” Così recita la didascalia
che accompagna la prima foto ufficiale del
‘campioncino’, la cui carta di identità ce lo dà
forte del doppio segno dei gemelli e subito
tostamente nonché volitivamente in fuga,
con i suoi 4,130 kg di passista-veloce (nato
l’11 giugno 2010, alle 13, 47).
Insomma: un predestinato.
Papà Alessandro: corridore, vulcanico promotore, team manager. Nonno Rolando Navigli: pilastro del sodalizio fermano-miseno
ed in feeling con tutto ciò che equivale a ciclismo di successo, dal professionismo alla
Gran Fondo del Conero, dai Sette Muri Fermani alla Gran Fondo Colline del Verdicchio.
Classifica assoluta: 1.Andrea Evangelisti (Gi.
Vi.Plast - Gianmarco Lorenzi - Cicli Cingolani) km 13,4 in 19’39”20, media 42,74 km/
h; 2.Giovanni Teodori a 2”; 3.Domenico Parissi a 9”40; 4.Paolo Generali a 10”20; 5.Gabriel Scortichini a 14”; 6.Giovanni Rotatori;
7.Enrico Fioretti; 8.Rosario Iacurti; 9.Pierino
Fava; 10.Egidio Vallati.
Umberto Martinelli
Foto: Evangelisi con gli iridati
Iacurti e Fava
Nuoto sincronizzato
C
ome tutti gli anni, anche quest’anno si è svolta presso la Piscina comunale delle Saline, la consueta manifestazione di fine anno dove le ragazze della Società di nuoto
sincronizzato di Senigallia, hanno potuto mettere in mostra tutta la loro bravura, la
loro grazia e la loro preparazione dopo un anno di corsi, esibendosi, nei loro coloratissimi costumi, in danze acquatiche su brani musicali e scenografie di ottima fattura
curate in alcuni casi, direttamente dalle ragazze sotto la supervisione delle istruttrici.
Il saggio finale, come da consuetudine, ha richiamato molti spettatori sugli spalti della
piscina tra i quali i familiari e amici delle ragazze ed anche appassionati di questo sport
al femminile, ed hanno potuto ammirare la grazia che questo sport mette in risalto.
8 luglio 2010
penultima
IN BREVE
11 LUGLIO 2010 XV domenica del tempo ordinario
LA
PAROLA Il cuore della legge
DI DIO È
Dt 30,10-14
Salmo 18
Col 1,15-20
Lc 10,25-37
di Paolo Curtaz
la scoperta straordinaria fatta da un popolo di nomadi fuggiti dalla schiavitù.
Un popolo guidato da un liberatore liberato,
un ebreo cresciuto alla corte di Faraone che
nel deserto scoprì che Dio c’era ed era immensamente diverso dalle divinità ad uso dei
sacerdoti e dei potenti della terra d’Egitto.
Il Dio dei Padri, il Dio di Mosè si era rivelato:
il suo nome era: “Io ci sono”. C’è Dio, non ci fa.
E scoprire il vero volto di Dio aveva svelato il
vero volto degli uomini. Dio c’è e parla al cuore
degli uomini. La sua legge è scritta nel profondo di ciascuno di noi. Il problema è che frequentiamo poco il nostro dentro, che evitiamo
di avvicinarci al nostro cuore, che fatichiamo a
scavare.
O che confondiamo il nostro dentro con le
nostre capacità intellettuali, o la conoscenza, o
l’esperienza mistica o che so io. Come il dotto
dottore della legge che pone al falegname diventato Rabbì una delle tipiche questioni teologico-morali dell’epoca. Qual è il primo fra i
613 comandamenti? A tanti erano gonfiate le
scarne e asciutte dieci parole che Dio diede a
Mosè sul monte nel deserto. Domanda semplice, esigenza reale: saper distinguere il centro
dalla periferia, l’essenziale dal relativo. Opera,
questa, in cui gli ebrei eccellono e che - ahimè
- i cristiani stanno dimenticando a causa della
pigrizia mentale e di una sconcertante superficialità mediatica.
Gesù sa che il dottore sa. E lo invita, con rispetto e ironia, a far sfoggio della propria cultura.
La risposta è esatta, forte, essenziale, presa dalla Parola di Dio, conclusione di un lungo dibattito fra i rabbini dell’epoca.
Il primo e il secondo tra i comandi sono: ama.
Ama Dio come riesci, esplorando l’ampiezza
del tuo limite. Amalo pensandolo ed emozionandoti, amalo perché sei amato. E poi scopriti
amato per poter amare gli altri, che da avversari divengono fratelli. Bene: risposta splendida,
un applauso.
Il dottore è basito. Sa e sa di sapere e Gesù gli
conferma il suo sapere. Sa ma non ama, sa ma
non sa che farsene del sapere, non ha sapore
il suo sapere. Tentenna, ondeggia, poi replica:
chi devo amare? Molti Rabbì sostengono che
indirizzare a: La Voce Misena
Piazza Garibaldi, 3 - 60019 Senigallia
fax 071.7914132
e-mail: [email protected]
Ancora grazie al vescovo Odo
bisogna amare il povero, l’orfano e la vedova,
pupilla di Dio. O che bisogna amare tutti. Tutti
coloro che appartengono al popolo di Israele.
Gesù sorride e si guarda nel cuore, là dove Dio
abita. E in lui Dio è. Non è presente, è sé.
Il racconto della parabola del samaritano spiazza tutti.
Un tale viene rapinato e ferito, l’unico che si
occupa di lui è uno straniero, un extracomunitario, uno che non tira diritto. Altri due scendono dalla capitale, bazzicano il Tempio, uno è
prete e l’altro un cantore/lettore. Tirano diritto
e fanno bene. Che ne sanno di chi è quel tale e
cosa è successo? E se fosse un regolamento fra
bande? E se avesse l’Aids? E se i briganti tornassero?
(Mi raccontava un barelliere che in certe città
se si soccorre un ferito da arma da fuoco bisogna andare calmi: se doveva essere ammazzato
è meglio che spiri. Un suo collega è stato picchiato a sangue per avere salvato uno che non
doveva essere salvato).
Hanno Dio nel cuore, sulle labbra, fanno discorsi sensati. Gesù non li biasima, né li condanna: sono figli del loro tempo. E del loro
Tempio.
Il prossimo è il samaritano. E Gesù conclude:
tu di chi vuoi essere prossimo? A chi vuoi avvicinarti? Siamo stati pestati a sangue. Tutti.
La vita è così, più o meno faticosa o rigida o dolorosa, ma tutti prima o poi prendiamo qualche
bastonata.
I cristiani sono coloro che sono stati soccorsi
da Cristo, buon samaritano, che ha versato sulle loro piaghe il vino della consolazione e l’olio
della speranza e si sono visti portare alla locanda che è la Chiesa.
La Chiesa, come canta la comunità di Colossi,
segue il buon samaritano e lo imita, lo considera il Capo, cioè la testa e il principale e cerca di
imitarlo.
Animo, discepoli del Nazareno, convalescenti
della vita: se avete sperimentato la tenerezza del Signore e la sua consolazione siete resi
capaci di consolazione, di leggere la legge nel
cuore, di passare dalla norma(lità) all’eccezione,
dalla testa al cuore. Per vedere nel volto del fratello il vostro volto, il volto di Cristo.
i Lettori scrivono...
Il Consultorio familiare Ucipem, tutti gli
operatori, esprimono, con tutto il loro
cuore, i propri voti augurali a Sua Eccellenza mons.Odo Fusi Pecci per il Suoi
splendidi 90 anni. Per Lui preghiamo
e ringraziamo il Signore, per la grande
sensibilità d’ascolto ai bisogni della Sua
comunità, tanto da aver voluto e realizzato a Senigallia, nell’ottobre del 1973,
un Consultorio familiare Ucipem, con la
generosa collaborazione di don Eugenio
Giulianelli. Intuizione, veramente all’avanguardia e profetica, quando ancora
questa realtà del Consultorio era poco
percepita, realtà, poi, che non ha voluto
isolata, ma facente parte di un’Unione di
Consultori italiani qualificati e operanti, fondati da don Liggeri, a cui il nostro
Consultorio ha potuto attingere negli
anni continua formazione e collaborazione. A Sua Eccellenza la nostra affettuosa
gratitudine per averci sempre sostenuti e
incoraggiati nei tanti momenti della nostra lunga e ininterrotta attività!.
Consultorio Ucipem - Senigallia
Il grazie dal Cif
E’ con sentimento di intensa gratitudine, che le aderenti al Cif Centro Italiano
Femminile di Senigallia, attraverso il
settimanale della Diocesi, intendono ringraziare il Vescovo Odo Fusi Pecci, per il
sostegno proficuo, attento e premuroso,
con il quale ha saguito, per molti anni,
come consulente spirituale, il lavoro del
comitato comunale in tutte le iniziative.
In occasionedei suoi lucidissimi 90 anni,
tutte insieme, augurano con affetto, tanta buona salute ancora,per continuare il
suo ricco operato intellettuale, per moltissimo tempo, a beneficio suo e della
comunita’ di Senigallia!
Centro Italiano Femminile - Senigallia
Voce Misena al mare
Gentile redazione, sono una turista affezionata alla vostra accogliente e bella
cittadina. Ogni anno il mio soggiorno è
allietato dalla lettura del vostro settimanale, che trovo ricco di interessanti notizie e vivace nel raccontare la vita della
chiesa senigalliese. Nelle settimane di
permanenza al mare mi capita di portare in spiaggia un numero di Voce Misena, mi fa buona compagnia. E più di una
volta è passato di mano in mano sotto
l’ombrellone. E’ un modo semplice di conoscere meglio il vostro territorio.
Lucia Aguzzi
RUBRICA DI STORIA E CULTURA DEDICATA AL BEATO SENIGALLIESE GIOVANNI MARIA MASTAI
Pagine antiche su Pio IX
I
l nostro grande ammiratore di Pio IX, Luigi Mignoli,
ci ha segnalato una preziosa pubblicazione: “Narrazione storica, religiosa, politica, militare del soggiorno,
nella Real Piazza di Gaeta, del Sommo Pontefice Pio IX,
dal dì 25 novembre 1848 al dì 4 settembre 1849”.
Il libro è stato scritto da Giovanni Blois, tenente-colonnello del Corpo Reale di Artiglieria, ed è stato pubblicato a Napoli, dalla Reale Tipografia Militare nel
1854. Il Centro Storico Culturale “Gaeta” ne ha diffuse
le copie anastatiche, con la riproduzione, in appendice,
di documenti inediti di Pio IX conservati nell’Archivio
Capitolare della Basilica Cattedrale di Gaeta. La ri-edizione è stata fatta in occasione della visita pastorale di
Giovanni Paolo II, nel 1989, ricordando i 140 anni dell’Enciclica “Ubi primum” (del 2 febbraio 1840) con la
quale Pio IX annunciava ai Vescovi del mondo intero
la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione.
L’autore, che segue la vicenda di Pio IX quasi giorno per
giorno, stende la cronaca per “divozione ed amore alle
Sacre venerande Persone del Pontefice Massimo Pio
IX, dell’Augusto Mio Sovrano Ferdinando II, ornamenti del secolo, strenui sostenitori dei diritti della S.Sede
Apostolica e della Sovranità conferita loro da Dio, cari
a tutti quei che hanno in petto un’anima fedele, un cuor
puro… La narrazione è scritta a foggia di Diario, perché il leggitore sappia distintamente ciocché avvenne
in ciascun dì, ed è dettato in maniera semplice e senza
fasto”’.
a cura di Giuseppe Cionchi
15
MONTERADO
Fra le tante belle caratteristiche della Festa di san
Paterniano – il cui programma è stato diffuso nelle
famiglie (per l’opera capillare di Rosella e Valeria) e nei
luoghi pubblici (con l’interessamento di Patrizio) – c’è
anche il Forum delle Famiglie – venerdì, ore 21, oratorio,
con gli interventi di don Mario Camborata, responsabile
per la pastorale familiare delle Marche e della psicologa
Carboni su elementi di interviste ad alcuni ragazzi/
ragazze con queste domande 1. Quali le qualità più
belle di mamma? Ecco le risposte: E’ intelligente, è
brava, mi aiuta su tutto, se chiedo qualche cosa di solito
mi accontenta sempre – Pazienza. – Buona, gentile,
intelligente – Mamma è bella, sincera ed affettuosa.
Cucina molto bene, è molto intelligente ed è molto
simpatica – Cucinare i dolci. 2. Cosa non vorrei della
mamma? Non vorrei che si arrabbiasse così facilmente;
che non mi urlasse sempre nelle orecchie – E’ ritardataria
– Rigida nelle regole – Mamma non è molto paziente; è
testarda perché è quasi sempre convinta di avere ragione
e non le piace stirare e quindi lo chiede a me – Mi riprende
quando sbaglio. 3. Quali le qualità più belle di babbo? E’
d’accordo con le mie decisioni – Babbo è molto attento,
preciso e sempre pronto ad aiutare gli altri. Assomiglia a
Robbie Williams ed è molto simpatico – Quando glielo
chiedo andiamo a caccia. 4. Cosa non vorrei da babbo?
La sua suscettibilità – Babbo lavora troppo e va alla
Messa raramente, solo nelle occasioni più importanti. E’
un po’ testardo e c’è poche volte a casa – Va troppo al tiro
al piattello. Come si vede, ci sono motivazioni più che
sufficienti per “crescere insieme”.
MERCATINO FOTOGRAFICO
Domenica scorsa 4 luglio, pur in questo afoso mese di
luglio, spirava una leggera brezza di mare sotto i Portici
Ercolani, dove la “Pro Loco Spiaggia di Velluto” aveva
organizzato la Mostra di materiale fotografico usato e da
collezione, di orologi e di tele-radio e dove il fotografo
Roberto Giampaoli di Potenza Picena aveva esposto venti
opere da lui realizzate. Dodici espositori, provenienti
anche da altre
Regioni,
hanno
messo in mostra
f o t o c a m e r e
e
materiale
fotografico,
che
fecero vagheggiare
i ragazzi degli anni
Trenta, Quaranta ed
oltre, quando allora
correvano
tempi
difficili e non tutti
potevano permettersi
il lusso di acquistare una buona macchina fotografica. In
questa terza edizione della Mostra, quei ragazzi sono
tornati con la stessa passione, con i capelli imbiancati
e con la Digitale in mano per la gioia di continuare il
loro sogno lontano. Molto interessante è stata anche
l’esposizione di due maxi-volumi fotografici di Giorgio
Pegoli, che contengono diverse migliaia di foto d’epoca,
con immagini straordinarie, che ci fanno commuovere
e rivedere tutto il passato della vecchia e cara Senigallia
e della gente, che abbiamo conosciuto ed amato e che
vi ha vissuto e dominato prima di noi. E, forse, molte di
quelle foto vennero realizzate da quelle stesse macchine
fotografiche che ora riposano in esposizione in questa
Mostra. L’iniziativa, realizzata come detto dalla Pro Loco
Spiaggia di Velluto, soddisfa pienamente il desiderio dei
fotografi e va, inoltre, ad aumentare il prestigio della
nostra Città. E per tutto questo dobbiamo ringraziare il
Presidente Umberto Solazzi, il Vice Piergiorgio Moretti
e la Segretaria Giovanna Russo, che ogni anno si danno
tanto da fare per una sempre migliore riuscita della
bella manifestazione. Il calendario nazionale ha stabilito
che a Senigallia, per l’Italia centrale, questa mostra di
materiale fotografico venga fatta tutti gli anni, la prima
domenica di luglio.
Rino Girolimetti
Settimanale della Diocesi di Senigallia
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Redazione: Laura Mandolini, Tullio Piersantelli, Rosaria Cenerelli,
Giancarlo Mazzotti. Collaboratori: Alessandro Berluti, Fabrizio
Chiappetti, Roberto Ferretti, Luca Giancarli, Anna Gobbetti, Elvio Grossi,
Simone Mandolini, Leonardo Marcheselli, Vittorio Mencucci, Giuseppe
Nicoli, Leonardo Pasqualini, Michele Pinto, Stefania Sbriscia, Giorgio
Silvestri, Luciano Sole, Federica Spinozzi, Ilario Taus, Raoul Mancinelli,
Umberto Martinelli. Tecnici: Speranza Brocchini, Daniele Guidarelli,
Anna Maria Roberti, Mariannina Puerini.
Stampa: Galeati Industrie Grafiche S.p.A. - Imola (www.galeati.it)
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