1° ANNO
2007/2008
2° ANNO
2008/2009
QUALE ARMONIA?
Prospettive e problemi nel rapporto tra
persone.
NON SIAMO TUTTI UGUALI.
L’insegnante in relazione
con i colleghi.
SILENZIO!?
Ascolto e dialogo nella scuola,
tra adulti,
tra insegnanti e alunni.
LA DIDATTICA, IL MIO STILE.
Mettersi in gioco
tra modelli
e bisogni personali.
TI FIDI DI ME?
Le dinamiche della fiducia nel contesto
formativo.
LA FIDUCIA NON E’ UN REGALO.
Imparare ad avere fiducia
degli altri per dare fiducia.
IO + TU = NOI.
Insieme alla scoperta dell’empatia.
COLLABORARE! CHI IO?
Dalla sopportazione all’adattamento
creativo
LA FIDUCIA NON E’ UN
REGALO
Imparare ad avere fiducia
degli altri per dare fiducia
a cura di Girardi Gaetano
LA FIDUCIA NON E’ UN REGALO
“Di chi non si fida non è da fidarsi”: così recita
un noto proverbio, per evidenziare che c’è un
legame stretto tra il dare e il ricevere fiducia
LA FIDUCIA NON E’ UN REGALO
Per approfondire il rapporto tra giovani e fiducia il ministero per le
Politiche Giovanili alla fine del 2006 ha incaricato l’Istituto IARD
“Franco Brambilla” di realizzare un’indagine su un campione di 8.000
giovani tra i 15 e i 35 anni.
L’obiettivo era proprio quello di analizzare come si compone la
costruzione della fiducia individuale e sociale dei giovani italiani.
Il risultato più interessante è stata la constatazione che, oggi più
che mai, per i giovani italiani il concetto di fiducia è in stretta relazione
con quello di prevedibilità dei comportamenti altrui.
CARATTERISTICHE CHE PORTANO AD AVERE
FIDUCIA IN UNA PERSONA (VALORE MEDIO IN
DECIMI, BASE = 7982)
“Ho fiducia in colui con il quale posso interagire, che
reagisce ai miei stimoli, che mi permette di comprendere
qualcosa di se stesso aprendomi parte del suo mondo, ma,
allo stesso modo, mostrandosi interessato a ciò che avviene
nel mio mondo”.
“Al contrario non riesco ad avere fiducia in chi ha costruito un
sistema di norme e regole che mi impediscono di comunicare,
di comprendere ciò che pensa o che esplicitamente non è
interessato a me”
Allo stesso tempo, i giovani intervistati sembrano caratterizzarsi per
un orizzonte di fiducia assai limitato. La fiducia verso l’altro è
sempre una fiducia condizionata: non si fa qualcosa
semplicemente perché qualcuno di nostra fiducia ci ha detto di
farlo, ma solo nel momento in cui siamo convinti che quella sia la
scelta giusta.
Non basta avere fiducia in qualcuno per mettere in atto
comportamenti di cui non siamo convinti. Si tratta di un passaggio
cruciale all’interno dei percorsi educativi: la perdita di peso
dell’autorità fine a se stessa è certificata. Le parole pronunciate da
insegnanti, animatori, sacerdoti, esperti non valgono
perché arrivano da persone “autorevoli”, se non possono essere
calate concretamente nella realtà, sperimentate e così fatte
proprie.
OTTENERE FIDUCIA
I miei allievi si fidano di me?
Un bambino, un ragazzo o un adolescente stabilisce un rapporto
affettivo positivo nei confronti di quelle persone che, con una
certa continuità, interagendo con lui, lo aiutano a crescere come
persona sotto tutti gli aspetti ( autostima, capacità di autonomia,
di programmare, di interagire con gli altri, di assumersi le proprie
responsabilità, di ispirare il proprio comportamento a valori
morali universali, di reagire positivamente ad un insuccesso,
ecc), a crescere intellettualmente e culturalmente e lo coinvolgono
nelle attività di apprendimento
Per ottenere fiducia
1. Adottare uno stile di guida né autoritario né paternalistico né
permissivo , ma democratico
2. Apparire ed essere accessibili quando un allievo ci cerca (né
distratti né scostanti), perché questo trasmette a chi cerca
l’idea di essere rispettato, di essere considerato importante (=
stimato) sia come persona sia per quello che deve dire.
dominanza
Autoritarismo
freddo
Autoritarismo
benevolo: paternalismo
Guida
democrazia
ascolto
rifiuto
Permissivismo
freddo
Permissivismo
benevolo
sottomissione
accet
tazio
ne
3. Essere disponibili a dare aiuto, sotto forma di
- counseling: aiutare una persona, inducendolo a esprimersi
e a riflettere, sia ad analizzare la situazione in cui si trova e le
difficoltà che lo angustiano, sia a trovare poi in modo il più
possibile autonomo la soluzione e, dentro di sé, le forze per
realizzarla (= si ha fiducia nella sua sincerità e nelle sue
potenzialità)
- incoraggiamento: dare il senso che un obiettivo è alla
portata dell’allievo, perché egli ha le capacità per raggiungerlo
(= fiducia in lui)
- disponibilità a fare da tramite fra lui e altri con cui ha
difficoltà a comunicare
4. Valorizzare frequentemente (= evidenziare gli elementi positivi
che sono sempre presenti): sia le singole prestazioni che la
persona. Valorizzare anche un solo elemento di una
prestazione è sempre implicitamente valorizzare la persona
che l’ha fornita, e ciò indica stima e fiducia, e predispone anche
meglio ad accettare eventuali critiche
5. Aiutare nella conoscenza di sé, sia proponendo attività in cui
può mettersi alla prova, sia attraverso le valutazioni che diamo.
ATTENZIONE! Noi diamo giudizi con il nostro comportamento
(più o meno attenzione, ascolto più o meno attivo,
atteggiamento più o meno indifferente, trasmettono più o
meno stima e fiducia) e con le parole ( che dovrebbero essere
realistiche [le bugie, anche quelle pietose, hanno le gambe
corte], dinamiche [ “non sei ancora arrivato a fare giusto”],
ottimistiche [“se fai così, sono sicuro che riuscirai”])
DARE FIDUCIA
ho fiducia nei miei allievi?
• Senza fiducia reciproca non c’è relazione
educativa, perché imparare è comunque
avventurarsi in un terreno sconosciuto
• Abbiamo fiducia nei bambini-ragazziadolescenti?
• La relazione educativa è asimmetrica: tocca a
noi dare fiducia per primi se vogliamo che gli
studenti ne abbiano in noi
• Siamo capaci di dare fiducia?
DARE FIDUCIA
DARE FIDUCIA
Il nostro stile comunicativo dimostra fiducia nei
nostri allievi?
Analizzando onestamente il nostro modo di comunicare possiamo avere utili indicazioni su qual
è il nostro reale atteggiamento nei confronti degli
allievi ( e anche dei colleghi ), perché inevitabilmente noi comunichiamo quello che siamo e le nostre
reali relazioni, anche se non sempre ne siamo
consapevoli o lo vogliamo
DARE FIDUCIA
• Uno stile comunicativo fatto di descrizione,
orientamento sul problema, autenticità, empatia,
flessibilità e pariteticità trasmettono fiducia perché
metacomunicano disponibilità e attenzione all’altro
nella sua realtà.
• Viceversa valutazione (giudizio), controllo, manipolazione, superiorità, neutralità e dogmatismo non
trasmettono fiducia, perché metacomunicano
concentrazione su di sé e disinteresse alle esigenze
dell’altro ( “tu non sei importante per me”)
DARE FIDUCIA
• Valutazione/descrizione: concerne la capacità
di riportare fenomenologicamente i fatti
osservati: valutazioni (giudizi) e interpretazioni
giudicano il pensiero e le idee degli altri
provocando chiusura e irrigidimento. Le
descrizioni dei fatti osservabili invece sono
comunicazioni che non spingono gli altri a
cambiare il loro comportamento, e quindi uno
si sente accettato per quello che è.
DARE FIDUCIA
• Controllo/orientamento sul problema: concerne il
grado in cui chi comunica si assume il diritto di
stabilire i confini di competenza (“qui decido io le
regole”)
• controllo = proibizioni, disposizioni, forme
autoritarie, direttive ( tipiche dello stile autoritario)
• orientamento sul problema: manifestano il desiderio
di lavorare insieme per la soluzione di un problema, e
quindi la fiducia che l’altro sia in grado di dare un
contributo significativo (stile democratico)
DARE FIDUCIA
• Manipolazione/autenticità: concerne il grado in
cui una persona si introduce nella relazione in
modo autentico e personale (senza secondi fini
occulti o palesi)
• Manipolazione: comunicazioni incongruenti,
strategiche (= mi interessa che l’altro contribuisca
a realizzare i miei scopi/progetti), di ruolo
• Autenticità: corrispondenza tra pensare e agire,
senza motivi nascosti.
DARE FIDUCIA
• Neutralità/empatia: concerne il grado di
interesse e coinvolgimento che una persona
dimostra nella sua interazione con gli altri:
• Neutralità: comunicazioni che
metacomunicano freddezza, distanza, scarsa
considerazione
• Empatia: comunicazioni di vicinanza,
interesse, sostegno emotivo
DARE FIDUCIA
• Superiorità/pariteticità: concerne la capacità
di considerare il proprio interlocutore come
persona di pari dignità: l’altro vale per se
stesso
• Superiorità: comunicazioni che tendono a
metacomunicare superiorità rispetto
all’interlocutore
• Pariteticità: comunicazioni che considerano
l’altro come persona di pari dignità
DARE FIDUCIA
• Dogmatismo/flessibilità: concerne la capacità
di confrontarsi con apertura e flessibilità con
la diversità
• Dogmatismo: comunicazioni rigide, persuasive
a tutti i costi
• Flessibilità: comunicazioni di confronto,
disponibili al cambiamento, adattabili
DARE FIDUCIA
Non è detto che ci riesca sempre facile e spontaneo dare
fiducia alle persone, nemmeno ai nostri allievi, anche se sono
piccoli. Quali esperienze nella nostra vita ci rendono difficile
dare fiducia? Possiamo mancare più o meno profondamente
della fiducia di base nella vita e negli altri che deriva dalla
nostra primissima infanzia, ma di questo di solito non siamo
consapevoli, e su cui possiamo fare ben poco con i normali
mezzi psicologici a nostra disposizione (tendenze depressive
ansie immotivate……..), ma che possiamo comunque
riconoscere e gestire.
DARE FIDUCIA
Possiamo aver fatto esperienze di tradimento
della nostra fiducia che ci hanno fatto chiudere
in noi stessi e resi diffidenti verso tutti o verso
alcune categorie di persone. Ne siamo
consapevoli?
Quando un bambino/ragazzo/giovane tradisce la
nostra fiducia , siamo capaci di continuare ad avere
fiducia in lui, magari con altre motivazioni? O
aspettiamo che sia lui a cambiare?
DARE FIDUCIA
• Bambini/ragazzi/giovani spesso provocano per
vedere fino a che punto siamo disposti a fidarci di
loro. Siamo capaci di riconoscerlo?
• La fiducia si nutre di speranza e apre alla
speranza: soprattutto per soggetti in età evolutiva
è una molla potente per credere in se stessi e
riuscire
• Siamo disposti a dare fiducia a “tutti” i nostri
studenti o pensiamo che qualcuno non la meriti
proprio? In base a quali caratteristiche?
DARE
DARE FIDUCIA
FIDUCIA
Per dare fiducia è necessario
il che
significa che la persona ha una valenza positiva
stabile, cioè un potere di attrazione che non
subisce frequenti oscillazioni nel tempo.
DARE FIDUCIA
Ci possono essere aspetti della personalità dei
nostri allievi che facciamo fatica ad accettare
perché fanno riemergere in noi stati emotivi
spiacevoli o conflitti non risolti, con relativo seguito
di insicurezze, frustrazioni, magari rivalità, rancori
più o meno mascherati, ricordi dolorosi. In queste
situazioni noi tendiamo a mettere in atto dei
meccanismi di difesa (razionalizzazioni,
proiezioni….) che ci impediscono di vedere quanto
di buono ha l’altro e di avere fiducia in lui.
DARE
DAREFIDUCIA
FIDUCIA
L’importanza del dare fiducia, specialmente in
ambito educativo, è stata confermata da molti
studi. Ricordiamo, tra l’ altro, le ricerche sul
cosiddetto “Effetto Pigmalione”, che hanno
dimostrato quanto la consapevolezza di godere
della fiducia di qualcuno riesca a mobilitare energie
e risorse che rendono possibili miglioramenti e
progressi anche notevoli
LA FIDUCIA NON E’ UN REGALO
Scarica

LA FIDUCIA NON E` UN REGALO