A 288 Anno 11 - n° 3 - Distribuzione Gratuita K I S ATTUALITA’ KULTURA INFORMAZIONE SPORT & TURISMO Spero solo che sia stata autocombustione ( a me è successo con la macchina spenta da alcune ore) ma se così non fosse, dobbiamo proprio temere che la vigliaccheria, la delinquenza, anche minima, esiste ad Acireale; carabinieri e polizia accerteranno il dovuto e, certamente, molto presto in questa ventilata occasione, riusciranno a scoprire il (i) responsabile(i). Non siamo un'isola felice, purtroppo, il "nemico" è proprio quello della porta accanto. Certamente la solidarietà è da versare a piene mani al NOSTRO sindaco, dico NOSTRO, perchè è il Sindaco della Città, di TUTTI, insomma, ma cerchiamo, nello stesso tempo di mettere da parte invidie, gelosie, mire per il potere...c'è posto per tutti, nel tempo, basta meritarselo. La mia solidarietà, caro Sindaco, quella del Cine Foto Club "Galatea", del "Premio Aci e Galatea" di AKIS, quella di tutti noi. Turi Consoli 14 Marzo 2015 LETTERA APERTA AGLI UTENTI IRMA di Giovanni Tringali pag. 10 ANTONY GAUDI’ “L’ARCHITETTO DI DIO” pag. 2 di Filippo Lizzio L’Elzeviro pag. 3 di Pinella Musmeci I L G I O R N A L E Anno 0 › Numero D E L T E R R0.60 I T› Attualit O R I O D E L L E A C I , cronaca, cultura, politica, sport 1 › 13 Ottobre 2004 › Credo, crediamo proprio sia il caso di dire BASTA... ... a questo continuo stillicidio di malasanità e, alle volte, di morte. L’ultimo “grido di dolore” proveniente da Fernanda Visalli, moglie dell’uomo “parcheggiato” per ore in una barella e , poi, deceduto (l’accertamento della morte è dovuto alle autorità e, quindi, non esprimiamo sospetti o certezze!) mette ancora una volta in moto, sarà l’ultima volta, accertamenti e soluzioni definitive che non facciano della salute il binario morto della nostra esistenza. Siamo vicini a Fernanda Visalli, ma siamo anche e soprattutto vicini a tutti coloro che per un verso o l’altro sono costretti a recarsi all’Ospedale, specie al Pronto Soccorso, dove, al di là di ogni ragionevole dubbio e a dispetto di ogni realtà, convivono, purtroppo, anche situazioni di assoluto degrado e malasanità. Grande entusiasmo nel plesso scolastico della Scuola Media di Aci Bonaccorsi per l’arrivo del dott. Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency, noto, suo malgrado, per aver contratto l’ “Ebola” in Sierra Leone, dove si trovava per scopi umanitari.. Accolto dalla Fiduciaria dell’Istituto, prof.ssa Raffaella Cavallaro , dal corpo docente e dal sindaco di Aci Bonaccorsi, Mario Alì, il dott. Pulvirenti ha simpaticamente interloquito con gli studenti del plesso lasciando un segno tangibile nella loro memoria e nei loro cuori. A breve su RaiUno andrà in onda una nuova fiction prodotta da LuxVide per Rai Fiction. Dal 19 marzo Miriam Leone sarà la Dama Velata. Al suo fianco ci saranno Lino Guanciale, Andrea Bosca, Lucrezia Lante della Rovere, Paolo Mazzarelli, Francesco Salvi, Jaime Olias e Luciano Virgilio. Un giallo di 6 puntate che ci terrà compagnia il gio- Una foto, come tante altre, di una squadra. Molti di questi ragazzi da 5 anni raggiungono con la maglia dell'Acireale Calcio a 5 le fasi nazionali, prima con gli allievi, poi con la juniores, quindi con l'Under 21, portando il nome della nostra città in giro per l'Italia...e pensare alle bastonate prese i primi anni quando gli stessi ragazzini, "sotto età ", si confrontavano con giocatori 6 anni più grandi....umiltà, esperienza che aumenta anno dopo anno, un bagaglio sempre più ricco che ci ha permesso di conquistare anche quest'anno la salvezza in serie A2, peraltro condita da prestigiosi risultati ottenuti contro squadre che giocheranno i play off per accedere alla Serie A, l'Olimpo del Calcio a 5.....IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE! vedì sera. La protagonista, interpretata da Miriam Leone, è Clara Grandi Fossà. Bella, ribelle e moderna, troppo moderna per l’epoca. Siamo infatti all’inizio del ‘900. La fiction, diretta da Carmine Elia, vuole raccontare come si sia trasformata la famiglia in quegli anni. Matrimoni combinati, patrimonio destinato esclusivamente al figlio maschio primogenito, mogli subalterne ai mariti… La Dama Velata vuole raccontare com’è nata la famiglia moderna, come siano riuscite le donne di quell’epoca a cambiare la famiglia. Marino Giuseppe C.so Italia, 96 - ACIREALE del 2 AKIS Sabato 14 Marzo 2015 “Racconti di Donna” Domenica 08 marzo, in occasione della Festa della donna, presso la sala conferenze del Comune di Acireale si è svolta la premiazione della prima edizione del concorso letterario “Racconti di Donna”. Il concorso, organizzato dall’Associazione Culturale AciGaia e patrocinato dall’Assessorato Politiche Sociali-Pari Opportunità del Comune di Acireale, ha goduto di una numerosa partecipazione di concorrenti che scrivono per passione e che, con passione, hanno accettato l’invito dell’associazione a mettersi in gioco raccontando qualcosa di sé e dell’universo femminile. Simbolicamente il progetto è stato dedicato a Malala Yousafzay, la giovane studentessa pakistana insignita nel 2014 del premio Nobel per la pace per aver utilizzato, proprio la scrittura, come arma di difesa da contrapporre al regime talebano che nel suo Paese aveva abolito il diritto di istruzione per le giovani donne. La determinazione, il coraggio e la caparbietà di questa piccola grande donna sono sembrati, all’Associazione AciGaia, l’augurio più bello da rivolgere a tutte quelle donne che, malgrado le difficoltà quotidiane, riescono a trovare dentro se stesse la forza per affrontare la vita sempre a testa alta e con grande dignità. Da qui la scelta di realizzare un concorso letterario che avesse come tema principale il concetto “del ripartire”. Durante la manifestazione sono state premiate le prime tre opere giudicate meritevoli dalla giuria tecnica composta dalla Professoressa Antonella Calì, dall’Assessore Adele D’Anna, dalle giornaliste e scrittrici Cristina Torrisi e Silvia Ventimiglia e dal Dottor Gaetano Pulvirenti . Il primo classificato è stato il racconto “Legame perverso” scritto da Maria Concetta Preta; il secondo posto è stato assegnato al racconto “Pezzettini di carta” a cura di Anna Maria Costarella; il terzo classificato è stato il fantasy “Azzurra e la sfera magica” di Lucia Monaco. Una targa, fuori concorso, è stata consegnata a Teresa Concetta Caramma per premiare l’originalità del fumetto “X-Eros”. A conclusione di questa prima esperienza l’Associazione AciGaia, soddisfatta sia per il numero di partecipanti al concorso sia per il positivo riscontro di pubblico presente all’incontro, pensa già all’edizione dell’anno prossimo… 49^ Charter Night del Lions Club Acireale Il Lions Club di Acireale lo scorso 28 febbraio ha festeggiato la 49^ Charter Night in un noto locale acese. Nel corso di una speciale cerimonia sono stati ammessi due nuovi soci: l’infermiere professionale Rocco Bellina e l’ex dirigente scolastico e autore del romanzo “Sorsi di memoria” prof. Giuseppe Massimino. Padrone di casa il presidente del Club dr. Silvestro Cavallaro, cerimoniera, garbata ed elegante, la dott.ssa Margherita Matalone Fatuzzo. Presenti i past governatori distrettuali dr. Silvio Cavallaro e il dott. Antonio Pogliese, nonché altre autorità lionistiche circoscrizionali e zonali e rappresentanti di altri club service. Nel corso della serata sono state ricordate le attività, molte e interessanti, svolte in questa prima parte dell’anno sociale e presentati i prossimi appuntamenti. Infine, è stata premiata, previa presentazione di un video illustrativo, l’alunna dell’Istituto Comprensivo “G. Galilei” di Acireale Elena Morani, risultata vincitrice a livello distrettuale e nazionale del concorso Lions “Un poster per la pace”, classificatasi addirittura a pari merito al secondo posto a livello internazionale. G. V. L’Albo unico regionale dei servizi tecnici: Dall’iscrizione all’affidamento L’Associazione ingegneriarchitettiacesi, unitamente agli Ordini e Fondazioni degli Ingegneri ed Architetti della Provincia di Catania hanno organizzato il 22 febbraio il convegno, presso l’Istituto G. Ferraris di Acireale, avente per tema, attualissimo, l’iscrizione all’albo unico regionale dei servizi tecnici. A seguito della L.R. n.12 del 2011, con la quale in Sicilia è stato disposto il recepimento del D.Leg.vo 163/2006 (Codice dei contratti pubblici) e del D.P.R. 207/2010 (regolamento di attuazione) è stato emanato il D.Pres. 31/01/201 n.13 (G.U.R.S. suppl. ord. 17/02/2012 n.1) con il quale ai sensi dell’art.1 comma 1 della L.R. 12/2011 sono state stabilite definite le modalità applicative, in particolare ai sensi dell’art.12 sono dettate disposizioni concernenti l’Albo Unico regionale ove sono iscritti, ad istanza di parte, i professionisti ai quali possono essere affidati incarichi di progettazione, collaudo e direzione dei lavori di importo complessivamente non superiore a 100.000 euro. I relatori sono stati: Ing. Alfio Grassi, tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, che ha trattato la normativa in vigore sia in ambito nazionale sia in ambito regionale; Ing. Giuseppe Marano, consigliere all’ordine deli Ingegneri della provincia di Catania, che ha descritto procedure e modalità per la compilazione; Ing. Carmelo Cernuto , dirigente del Genio Civile di Catania, che ha spiegato le procedure seguite dalla Regione Siciliana nell’emanare il Decreto Presidenziale. Avv. Riccardo Todaro, consigliere associazione forense Ad Maiora, che ha parlato sugli aspetti legali della firma digitale e sulla pec. Ha moderato gli interventi. L’ing. Salvatore Maugeri presidente dell’associazione ingegneriarchitettiacesi. Sono intervenuti: La dirigente scolastica dell’Istituto Ferraris dott.sa Patrizia Magnasco; Per l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania il delegato del presidente, ing. Alfio Grassi; Per l’Ordine degli architetti, il delegato del presidente arch. Salvo Fiorito; Per la fondazione degli architetti, il presidente arch. Paola Pennisi; L’assessore all’Urbanistica del comune di Acireale avv. Francesco Fichera; A seguito delle relazioni si è aperto il dibattito dove ha visto protagonisti diversi professionisti che hanno posto tante riflessioni e quesiti. In più interventi è stato ribadito che, sicuramente è una crescita, in quanto si ha meno burocrazia maggiore semplificazione delle procedure, e più trasparenza, con l’augurio che sia dia spazio alle competenze e che si effettui la reale ed auspicata rotazione degli incarichi. Salvatore Maugeri Nel prossimo numero il servizio completo sul Sequestro Confisca Lavoro: conversazione sulla legalità per iniziativa della Diocesi di Acireale ANTONI GAUDI’ L’ARCHITETTO DI DIO Presso la sala conferenze del San Biagio Resort in Acireale, si è svolta con gran successo di pubblico e critica, la conferenza organizzata dal club Kiwanis Absolute Terra dei Ciclopi, presidente Daniela Simon, che ha avuto come relatore il Segretario dello stesso club, l’ing. Filippo Lizzio. Presenti il Luogotenente dott. Carmelo Cunsolo, il lgt. eletto dott. Ignazio Mammino , i past governatori Nicola Russo, Pippo Spampinato, numerosi Officers dei club della Divisione Sicilia 2 e il Vicario Generale della Diocesi di Acireale Mons. Guglielmo Giombanco, il presidente dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici dott. Giuseppe Contarino, il console di Grecia Arturo Bizzarro, il comandante dei Carabinieri di Acireale dott. Marco Salomone, il presidente dell’Unuci Ammiraglio Zanghì, il presidente provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro dott. Raffaele Messina. La serata elegantemente condotta dalla cerimoniera avv. Marcella Caruso, è stata anche l’occasione per l’ingresso nel club di due nuove socie: l’avvocato Rita Maccarrone, madrina commossa l’Adviser Adriana Marletta, e la prof.ssa Mariella Di Mauro, scrittrice, padrino il Chairman eventi culturali prof. Turi Consoli. Daniela Simon ha introdotto la serata con la lettura del messaggio augurale pervenutole dal Vescovo di Acireale, Mons. Antonino Raspanti, il quale,..”con la profonda genialità e grandezza di Chi riesce ad esprimere concetti profondi in modo semplice”… ha assicurato di accompagnare con la preghiera il cammino del Club con l’auspicio che i dibattiti e la presenza nel territorio, unitamente alle iniziative, contribuiscano alla crescita sociale e civile dell’intera società , ringraziando per l’operato. E’ seguita la lettura di un breve curriculum del relatore ing. Filippo Lizzio, che, a sua volta, ha dato inizio alla relazione e che, con accurata analisi, ha tracciato un profilo di questo geniale architetto catalano, partendo dagli avvenimenti che hanno caratterizzato, tutto il corso della sua vita professionale, spinto al massimo della sua fantasia creativa in una quasi distorsione cognitiva concretizzata con la realizzazione di opere originali ed affascinanti. Gaudì nasce il 25 Giugno 1852 in Spagna, in provincia di Tarragona nella città di Reus, dopo di che si trasferisce a Barcellona dove si laurea e dove lavora e realizza le sue opere più significative. La sua carriera di architetto è caratterizzata dalla elaborazione di forme straordinarie, imprevedibili ed oniriche con l’utilizzo di diversi materiali (mattone, pietra, ceramica, vetro, ferro) da cui Gaudì seppe trarre le massime potenzialità espressive, realizzate con la collaborazione di valenti artigiani. Queste scelte progettuali hanno spinto il noto architetto, Le Corbusier a definire Gaudì come il “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”. Egli è considerato ad oggi il più alto esponente del modernismo catalano al cui rinnovamento culturale ha attivamente contribuito, da giovane, già all’inizio della sua carriera professionale. La relazione veniva accompagnata da alcune diapositive, che illustravano le sue opere più significative tutte in Barcellona e che nel 1984 sono state inserite nella lista dei patrimoni dell’UNESCO, quali il tempio espiatorio della “Sagrada Famìlia”, Casa Vincéns, Palazzo Güell, Casa Calvet, il Parco Güell, Casa Batllò e Casa Milà. La relazione si è conclusa con un interessante filmato molto apprezzato dal pubblico presente, che ha contribuito a mettere in luce in modo significativo queste sue realizzazioni, valorizzandone anche i particolari ed i dettagli costruttivi. Il relatore non ha trascurato di mettere, altresì, in evidenza altri aspetti che hanno influenzato in modo determinante la profonda interiorità di questo originale architetto inducendolo ad una condotta di vita semplice, austera e solitaria. La sua profonda fede cattolica, la sua spiritualità il suo peculiare misticismo permeano tutte le sue opere costellate di motivi simbolici complessi e spesso non immediatamente evidenti. Gaudì muore il 7 Giugno 1926 investito da un tram. (Il primo messo in circolazione nella città). Sebbene in un primo momento non fosse stato riconosciuto per il suo aspetto trasandato, una volta diffusa la notizia, al suo funerale parteciparono migliaia di persone e da quel momento i barcellonesi lo soprannominarono “L’architetto di Dio”. Nel 1998 è stato avviato, su iniziativa dell’arcivescovo di Barcellona, un processo di canonizzazione e di beatificazione e la relativa documentazione nel 2003 è stata inviata alla Santa Sede. Il tocco della campana e la consegna di un riconoscimento al relatore Filippo Lizzio, da parte della presidente Daniela Simon e dal Luogotenente Carmelo Cunsolo, ha chiuso la relazione ed introdotto i presenti ad un successivo momento conviviale. dott. Sergio Marino Sabato 14 Marzo 2015 Catalogo delle opere a stampa delle città di Acireale, Aci Catena e Aci S. Antonio dal XVII secolo al 1817 [email protected] I PROVERBI SICILIANI “Cui sputa 'n celu a facci ci veni Dante Alighieri nel 1300 considerò la lingua siciliana così degna di lode da essere inclusa fra i 14 linguaggi più elevati regionali italiani. La questione della lingua, lo sappiamo, non finì con il De Vulgari Eloquentia del sommo Poeta, ma suscitò polemiche e discussioni letterarie per parecchi secoli. Ancora un altro poeta, Giacomo Leopardi, nell'ottocento, propose una angolatura nuova della questione e, stabilendo limiti invalicabili fra i tipi di linguaggio “geometrico” e “poetico”; progettò di scrivere un trattato ( vedi Zibaldone ) che avrebbe avuto il titolo di Parallelo delle cinque lingue. Il trattato poi non fu completato ma dalla bozza progettuale sappiamo che l'autore aveva preso in considerazione soltanto cinque lingue: le geometriche, francese ed inglese e le poetiche, greca, latina ed italiana. Nella Italiana confluivano tutti i 14 nobili dialetti citati da Dante tra cui il Siciliano. Non è provincialismo affermare che la Koinè costitutiva del nostro dialetto assume forte pregnanza poetica, sedimentata attraverso le immagini, le tradizioni ed il portato immaginario collettivo della popolazione, sensibile, aperta , ricca di vissuto politico e sociale, di un habitus vocazionale di accoglienza verso molte splendide civiltà. Cui sputa'n celu a facci ci veni....è il verso iniziale di un'ottava di Antonio Veneziano, un poeta di cui non sappiamo molto, ma i cui saggi proverbi in vernacolo sono conosciuti dai Siciliani, essendo entrati con l'uso e con la tradizione orale, nel sostrato connettivo e logico del sapere popolare. Antonino Veneziano fu uno dei nove figli del Magnifico Antonio Veneziano, signore monrealese, ricco e potente; il bambino, alla morte del padre, prese il nome paterno Antonio, come a significare la continuità di vita tra padre e figlio, ribadita dal nome. Manifestò carattere vivace, impetuoso e ribelle ed istradato verso la carriera ecclesiastica, studiò presso i Gesuiti a Messina ed a Roma; ma insofferente all'abito clericale e sensibile al fascino delle donne, tornò al mondo ed intraprese la carriera delle armi. Fu un grande umanista e poeta, amico e compagno di prigionia ad Algeri, di Miguel de Cervantes. Nato a Monreale nel 1543, morì per lo scoppiò delle polveri della fortezza di Castellammare a Palermo, appena cinquantenne. Fra le opere di questo grande e misterioso poeta, la più singolare è la raccolta dei Proverbi che fu tramandata fedelmente, come abbiamo già accennato attraverso una tradizione orale. 'E considerato un fatto quasi unico nel panorama della letteratura mondiale perché la prima edizione dei Proverbi, piuttosto manchevole, fu realizzata nel XIX secolo; si tratta di parecchie centinaia di composizioni, in ottave, dette Siciliane, a rima alternata in versi endecasillabi. L'ottava che abbiamo scelto ( utilizzando l'edizione critica di Leonardo Sciascia, Einaudi 1967) veramente esemplare,, da sola, costituisce un vero e proprio vademecum di saggi consigli il cui intento pedagogico è chiarissimo fin dal primo verso. “Uomo non sputare verso l'alto del cielo, poiché su di te cadrà il danno ed il disprezzo”. Seguono altri otto proverbi, due dei quali sintetizzati al verso quinto, tutti di uso pratico domestico o da tenere da conto nei rapporti amicali e familiari. Con l'ultimo, si torna al simbolismo iniziale, traendo l'esperienza ammaestratrice dal mondo artigianale e del lavoro:” Chi tocca la pece, s'impecia le mani.” Cui sputa'n celu a facci ci veni pulici porta cui dormi cu cani, cui campa amanti pati middi peni, a l'offizii canusci li viddani; cui cerca trova, e cui fa beni ha beni a cani stranu si perdi lu pani, cui trama inganni lu dannu ci veni, cui tocca pici s'imbisca li mani. Non sarebbe male tornare alla saggezza antica che, in fondo, é sempre nostra! Pinella Musmeci L’ultimo scritto di Salvatore Pennisi Catalogo delle opere a stampa delle città di Acireale, Aci Catena e Aci S. Antonio dal XVII secolo al 1817 – Supplemento a Memorie e Rendiconti dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici – è stato presentato nella Biblioteca Zelantea dal prof. Carmelo Erio Fiore, direttore dell’Istituto di Clinica medica generale e Terapia medica dell’Università di Catania, ma noto anche come uno dei più preparati bibliofili siciliani, dalla dottoressa Maria Concetta Gravagno, direttrice della Biblioteca, e dalla prof. Cettina Laudani, docente di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Catania. La manifestazione è stata organizzata dall’Accademia e dal Lions club di Acireale. Il libro di Pennisi non è per tutti. Non è un romanzo, non è una raccolta di poesie. È un lavoro di consultazione, di ricerca, di studio che ha richiesto anni e anni di duro lavoro. Esso si rivolge a un pubblico di gusto raffinato, a bibliofili di naso fine, a gente esigente. E gli altri? Anche gli altri, resteranno appagati nel prendere in mano il volume, per almeno due ordini di motivi: 1)potranno consultare un libro rigoroso, essenziale e, nel suo genere, completo; quasi una fotografia del panorama culturale di Acireale nel periodo 1634-1917; 2) disporranno di una ricognizione impeccabile degli scritti degli autori acesi di questa epoca. Il Catalogo comprende oltre 300 titoli: un numero sorprendente che scaturisce da un gesto dì amore dei vari Autori nei confronti delle città di Acireale, Aci Catena e Aci S. Antonio, la cui storia si potrà avvalere adesso di ulteriori documenti da consultare. 300 libri - in meno di due secoli - sono il segno di una comunità viva, orgogliosa che riconosce la propria storia e la trascrive per incitare a un maggiore impegno i suoi componenti. Si dice che ogni libro è un grandino che consente di vedere più lontano. In tal senso, l’opera riepilogativa del Pennisi estende l’orizzonte e dà a tutti una bella opportunità di riflessione e di impegno. A questo primo passo, altri ne seguiranno. La ricerca, infatti, è sempre oggetto di rivisitazioni e aggiornamenti. Il Catalogo in questione non corre, tuttavia, il rischio di essere accantonato, perché rappresenta un punto fermo dal quale partire per comprendere l’evolversi dei costumi, delle tradizioni, il vissuto, la storia delle tre città. Dopo gli interventi del presidente dell’Accademia, Contarino, e dei tre relatori, l’autore ha chiuso brillantemente la serata, proiettando una serie di diapositive e illustrando alcune chicche che hanno vivamente interessato il folto pubblico. P.C. EDUARDO TRA NOI L’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, con il suo Presidente, il dott. Giuseppe Contarino, Il Kiwanis Club di Acireale, Presidente Michele Calì e l’Istituto comprensivo Galileo Galilei, guidato dalla dinamica Preside Rosaria Maltese, collaborata dalla V.P. prof. Lucia Monaco, hanno voluto ricordare Eduardo De Filippo a trenta anni dalla sua morte, con una riuscitissima manifestazione nei locali della Biblioteca Zelantea che hanno denominato “EDUARDO TRA NOI”. E’ stato il vulcanico Preside emerito Nino Pulvirenti a provocare la scintilla che ha portato alla realizzazione della serata. Ha aperto i lavori il dott. Contarino, padrone di casa, ricordando le performances di Eduardo ad Acireale, quando, ancora agli inizi della carriera, si esibiva con una compagnia di operette. Dopo i saluti del Presidente Calì e della Preside Maltese, piatto forte della serata è stata la dotta e interessantissima relazione della dott.ssa Emanuela Ferrauto, ricercatrice dell’Univ. di Salerno e appassionata studiosa del teatro napoletano in generale e di Eduardo in particolare, che ha contribuito, con eleganza e grande padronanza della materia, a far conoscere e approfondire le eccezionali qualità artistiche del personaggio: autore, regista e attore. Non va dimenticato che a queste, vanno aggiunte le doti umane e di sensibilità civile che gli hanno procurato l’alto riconoscimento della nomina a Senatore a vita. “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male”, diceva il Maestro in uno dei suoi aforismi; pensiero che sicuramente gli è stato da guida in tutte le sue espressioni di vita, e non solo da autore, da regista e da attore. Non avrebbe infatti potuto scrivere cinquantacinque commedie della intensità che tutti conosciamo se non avesse vissuto la sua vita in maniera seria, con impegno civile e con grande capacità di osservazione dell’uomo e della realtà circostante. E’ stato un fotografo dell’animo umano, più che un autore di teatro. Ha saputo aiutarci a conoscere Napoli, la napoletanità e i vari aspetti dell’animo umano come pochi hanno saputo fare; non per nulla è stato proposto per ben quattro volte per il premio Nobel senza mai però poterlo raggiungere, a differenza di qualche altro autore di teatro. La brillante relazione è stata arricchita dalla esibizione di alcuni docenti di musica della S. M. S. “Galileo Galilei”, i prof.ri Andrea Strazzulla al piano, Simona Postiglione al violino, Angelo Manciagli al flauto e Francesco Spina alla chitarra, che hanno eseguito un coinvolgente repertorio di musiche napoletane. Da sottolineare gli interventi degli attori Cettina e Maria Grazia Ardita, Gianni Costa, Orazio Finocchiaro e Nunzio La Rosa, dell’Officina d’Arte di Alfio Vecchio che, con attenta sensibilità artistica, nel corso della relazione della dott.ssa Ferrauto, hanno interpretato brani da “Filumena Murturano” e da “Napoli milionaria!”, facendo vivere ai presenti, in maniera più diretta, le emozioni trasmesse da queste opere. Alfio Vecchio Federico ed Ernesta, storia di un amore Federico De Roberto, autore conclamato de “I Vicerè” ed Ernesta Valle: storia di un amore segreto di rilevante interesse storico culturale. 2134 pagine raccolte in un elegante volume curato da Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla che sono state presentate all’Accademia degli Zelanti con l’introduzione dell’ing. Aldo Scaccianoce (vice presidente dell’Accademia) e la relazione del dott. Giuseppe Contarino (Presidente). A recitare alcuni brani gli attori Agostino Zumbo e Debora Bernardi mentre ospite d’onore della serata la scrittrice Simonetta Agnello Horby ( palermitana ma residente a Londra) che ha offerto la propria testimonianza nella qualità di Presidente del Tribunale dei bisogni educazionali speciali e le disabilità di Londra e che ha riscosso un personale successo tra il numerosissimo pubblico intervenuto. Visita il nostro sito: www.akis-aci.com 3 Terre di Aci in visita alla Tomax 4 AKIS Sabato 14 Marzo 2015 IL SOGNO DI CHIARA AL CENTRO DI UN DIBATTITO CULTURALE Doppia presentazione presso l’Antica Cioccolateria Acese su iniziativa del Circolo Bohémien presieduto da Cristina Torrisi: l’Unicum, l’annuale rivista cartacea del Circolo e Il sogno di Chiara, l’ultimo romanzo di Lorenzo Marotta. A presentare quest’ultimo il professor Alfonso Sciacca, Cristina Torrisi e l’attrice Laura Rapicavoli che ha dato voce a brani del libro. Un incontro culturale diverso per location e spirito, nel quale si è parlato, in uno scambio d’idee e di riflessioni con gli ospiti presenti, di delicati temi quali l’assenza del padre, la colpa, il perdono, il male, la bellezza, suggeriti dal romanzo di Marotta. «Un romanzo corale – ha detto Cristina Torrisi – dove una pluralità dei personaggi si esprimono e si definiscono attorno alla protagonista Chiara, il cui sogno è quello di ritrovare la parte mancante della sua anima, il padre Paul, geniale pittore dalla vita tormentata». A dare conto del valore dell’opera di Marotta l’intervento di Alfonso Sciacca, storico e scrittore lui stesso, che ha spiegato la doppia valenza culturale del libro. «Da una parte la sua contemporaneità, dall’altra l’ispirazione classica, antica, che richiama l’archetipo dell’Odissea, ma anche “Le Metamorfosi” di Lucio Apuleio, allorché la favola di Amore e Psiche insegna come la conquista della verità avviene attraverso il dolore che per questo ha una funzione catartica». Alla Topolinia School evento all’insegna della solidarietà e dell’amicizia con i k-kids! Nel salone della scuola primaria Paritaria TOPOLINIA SCHOOL, i K-kids del Kiwanis club di Acireale, insieme agli alunni della scuola Primaria hanno accolto alcuni ragazzi brasiliani dello Stato del Piauì (Brasile) che sono attualmente ospitati dalla Comunità “Madonna della Tenda di Cristo” di San Giovanni Bosco. I ragazzi brasiliani, in età compresa tra i 13 e 24 anni, accompagnati da Suor Rosalba, hanno partecipato insieme ai k-kids al Progetto “MUSICA PARA TODOS” e all’insegna della musica come lingua universale, si sono esibiti in canti e balli, portando “calore” e forti emozioni!e vivendo momenti di aggregazione, allegria e scambi culturali. Durante la mattinata, aiutati dalle famiglie e dai loro insegnanti, i k-kids della Topolinia School sono riusciti a raccogliere dei fondi, che sono stati consegnati a Suor Rosalba al fine di poter acquistare viveri e materiale di prima necessità per i ragazzi. Il giovane presidente dei K-Kids Matteo Busà, e la dirigente scolastica, Agata Pennisi si sono detti soddisfatti dell’ottima riuscita dell’evento. "Ma per fortuna è una notte di luna" Di Ermanno Carsana, la commedia più pazza del teatro italiano, rappresentata da "Quelli del 7°" con la regia di Domenico Platania. Ermanno Carsana, l'autore della commedia, iniziò la sua carriera come autore radiofonico affermandosi in seguito come sceneggiatore televisivo. Fu una delle voci più vive del teatro italiano, cui ha dato opere di lucida vena comico-satirica rappresentate con successo anche all'estero. La commedia, si sviluppa in due atti e narra di un'eccentrica contessa che organizza il finto furto del suo prezioso diadema allo scopo di farsi risarcire Dopo avere apprezzato la cura della lingua nella quale è narrata l’accattivante vicenda di Chiara, tale da catturare il lettore dalla prima all’ultima pagina, il professor Sciacca, si è soffermato, da cultore dell’Arte, sul ruolo giocato propria da questa nel tessuto narrativo de Il sogno di Chiara, definito da Sciacca un romanzo come un “Inno all’Arte”. E sulla “bellezza” e la “genialità” dell’Artista è intervenuta Maria Pia Fontana osservando che non sempre l’Arte riesce a salvare gli stessi autori così com’è capitato all’altro protagonista del romanzo, Paul, il padre di Chiara. “Un personaggio riuscitissimo, di cui sorprende la capacità inventiva e descrittiva di Marotta”. “Un’opera matura” l’ha definita Marinella Sciuto che ha seguito e conosce il percorso narrativo dell’Autore. Da parte sua Lorenzo Marotta ha ringraziato tutti, dicendosi soddisfatto del successo del libro tra i lettori e la critica, rilevando l’urgenza di un recupero di valori interiori se non si vuole rischiare la fine della stessa umanità, di cui i quadri di Paul esprimono nel libro i segni della perdita e del dissolvimento. Un romanzo da leggere e da fare leggere. T.C. dall'Assicurazione. Ma il ladro che si presenta per primo non è quello da lei “Un mare di mani” “Un mare di mani” e gli alunni della Topolinia School di Acireale – è il Progetto che gli alunni della scuola Paritaria TOPOLINIA SCHOOL hanno realizzato durante il Carnevale di Acireale. Il Mediterraneo, nostro mare e culla di civiltà, luogo di incontro di culture diverse, è oggi troppo spesso nero, custode di anime migranti. La luce della speranza è nelle bianche anime dei bambini, rappresentata da semplici abiti . Le mani colorate, in segno di unione tra i popoli, il verde della speranza di un mondo migliore. Il Progetto è stato molto apprezzato dal sindaco, ing. Roberto Barbagallo e dall’Assessore alle Pari opportunità e alla Pubblica Istruzione, Adele Chiara D’Anna che si sono complimentati con la Dirigente Agata Pennisi, il Maestro Alosha e l’Insegnante Lilla Cavallaro per aver trasmesso un messaggio di solidarietà verso bambini meno fortunati dei nostri. contattato, ma un complice della sua poco irreprensibile governante. Da qui comincia a nascere una serie di equivoci che, nel corso della storia, si moltiplicano a dismisura in un vortice di situazioni comiche e paradossali, grazie ai bizzarri personaggi che popolano la commedia. ladri maldestri, un investigatore stravagante e trasformista, un salumaio miliardario con il mal di denti, una sorella opportunista, innamorata di un impacciato "Romeo" poco shakespeariano, si muovono tra valigie e sarcofaghi, camini e vasi da notte, cassapanche e clavi, tigri e cacca di colombi, contribuendo a determinare un incredibile caos. Il tutto sotto lo sguardo sornione e gaudente della luna alta nel cielo notturno. Domenico Platania AKIS Sabato 14 Marzo 2015 Prospettive e soluzioni per il lavoro nella Sicilia di domani Ha preso il via con uno dei temi, da sempre, più delicati per l’Isola e i suoi abitanti l’attività di dibattito e riflessione dell’associazione MetaSicilia, il laboratorio di politica animato dalla volontà di affrontare le sfide del nostro tempo non solo con l’ottica riformista, che accomuna tutti quelli che hanno inteso scommettere sul contributo che l’elaborazione riuscirà a dare. Ma anche con la volontà di contribuire fattivamente al cambiamento, superando la mera critica ma andando verso la costruzione condivisa. Si inizia con l’Assemblea pubblica Formazione al Lavoro, un partecipato incontro che ha visto come relatori, introdotti da Beppe Spampinato, Michele Giorgianni, Presidente di Catania Multiservizi, l’avvocato Harald Bonura Avvocato, l’assessore Regionale al lavoro Regione Siciliana, Bruno Caruso, il sindaco di Catania, Enzo Bianco e il senatore accademico Stefano Orlando. Di fronte a una nutrita platea di circa 400 persone, tra cui l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Catania, Angelo Villari, la deputata regionale del Pd, Concetta Raia, la deputata del Pd Luisa Albanella e il vicesindaco del Comune di Catania, Marco Consoli, oltre a esponenti del mondo sindacale, si è discusso di formazione, intesa come opportunità per ristabilire la centralità del lavoro, e della promozione del lavoro come unica strada da precorrere per recuperare terreno. Attraverso, ad esempio, i contratti di ricollocazione, di cui ha parlato l’assessore Caruso, spiegando come la Regione stia investendo per avviare il nuovo progetto che, nell’ambito del Sistema regionale dei servizi per l’impiego, possa consentire a chi ha perso un’occupazione di trovarne un’altra. Il sindaco Bianco ha auspicato la partecipazione al dibattito politico e sociale cittadino, salutando con molto favore l’iniziativa promossa da MetaSicilia. Il primo cittadino ha inoltre invitato la nuova formazione a pensare positivo e diffondere “coraggio” nella propria azione. Le conclusioni sono state affidate a Nello Catalano, già vice presidente della Provincia e membro dell’associazione: “Chiudiamo questa esaltante giornata di fondazione del nostro sodalizio offrendo una sintesi a tutti i convenuti e all’indirizzo della politica. Crediamo che la formazione, tutta ed a tutti i livelli, sia il fondamento per la crescita democratica ed economica di una comunità. La formazione ha anche il compito di preparare le generazioni ad affrontare il percorso della vita e delle relazioni sociali. Nella nostra Regione è accaduto che alla formazione è stato accostato mal funzionamento delle istituzioni, impiego dei fondi in modo inefficace e, peggio, ha svolto la funzione di ammortizzatore sociale. Ne deriva che una radicale rivisitazione del settore risulti indispensabile per la credibilità della politica, per rendere efficace e credibile l’intervento pubblico e per essere davvero strumentale alla crescita economica della regione fornendo nuove professionalità per ogni livello di occupazione, migliorando le professionalità esistenti e, non ultimo, rispondendo alla domanda di mercato che è sempre in costante evoluzione. Offriamo un solo caso esemplificativo a titolo di esempio: un grande progetto di neo-alfabetizzazione informatica di base. Conoscenza minima indispensabile per tutte le attività. Basti pensare alle comunicazioni mediante posta elettronica e all’introduzione della fattura elettronica a carico delle piccole imprese artigiane per rendersi conto che corrono il rischio di non stare più nel mondo reale. Non si cada nell’errore che molti nostri piccoli imprenditori, giovani e non, abbiano superato questa condizione di “ignoranza”. Il contesto deve essere accorciato nella filiera decisionale e concentrato nel versante delle responsabilità. Offriamo, per questo, una sintesi del quadro di azione e rilancio del settore: Apertura alla interazione con le istituzioni di istruzione classica; Correlazione con le aziende operanti sul territorio per misurare e riscontrare la domanda di formazione con modalità di flessibilità temporali e di contenuto; Assemblare in un unico assessorato regionale la formazione ed il lavoro per ottenere un unico centro di responsabilità.” L’avv. Consolo nel Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania Il 28 febbraio u.s. si sono concluse le elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli avvocati di Catania per il quadriennio 2015 – 2018. L’avv. Orazio Consolo è stato eletto con la lista guidata dall’ex presidente Maurizio Magnano di San Lio, lista che ha registrato un brillante successo. L’elezione dell’avv. Consolo, sostenuto sia dai colleghi acesi che dai “penalisti”, consente al foro acese e alla città di Acireale di mantenere un suo rappresentante nell’importante organo istituzionale dell’avvocatura catanese. Il risultato assume particolare significato perché arriva dopo la chiusura della sezione distaccata del Tribunale di Acireale. ORPHAN DISEASES, ORPHAN DRUGS or ORPHAN HUMANITY ? 8 FEBBRAIO 2015: OTTAVA GIORNATA MONDIALE delle MALATTIE RARE Ogni anno l’ultimo giorno del mese di febbraio si celebra la “GIORNATA MONDIALE delle MALATTIE RARE”, che rappresenta il più importante appuntamento nel mondo per gli ammalati di queste malattie, i loro familiari, i medici e quanti sono impegnati in questo delicato settore. Quest’anno, nell’ottava ricorrenza “dedicata ai malati, alle famiglie, e a chi presta loro assistenza”, alle manifestazioni che si stanno celebrando in tutto il mondo, si sono aggiunti anche l’Istituto Siciliano di Bioetica e l’Associazione A.V.U.L.L.S. di Acireale, organizzando un incontro, curato dallo scrivente e svolto il 25 corrente presso la Casa Sollievo San Camillo, in cui sono stati affrontati i problemi e le sofferenze di questi ammalati “orfani”, come le loro malattie e i farmaci indicatiti nelle cure. Le “malattie rare” costituiscono un gruppo, vasto e multiforme, di patologie che hanno in comune soltanto la loro bassa frequenza, in Europa e negli U.S.A., convenzionalmente, sono considerate tali le malattie la cui prevalenza è inferiore a 5 casi ogni 10.000 abitanti. Queste malattie, trascurate dalla medicina per molti decenni, sono state prese in considerazione, sul piano sanitario e normativo, soltanto negli ultimi 30 anni, man mano che il progresso della medicina e delle tecniche diagnostiche ne consentivano l’inquadramento nosografico, ne facilitavano la diagnosi e ne indicavano, quando esistente, la terapia. Si tratta, complessivamente di oltre 5.000 patologie, in gran parte (l’80%) di origine “genetica”, in piccola parte (20%) “acquisita”. Da notare che la “rarità” riguarda soltanto la singola malattia, non la totalità dei pazienti, i quali, considerando il numero elevato di queste infermità, sono tanti: 2 milioni in Italia, 30 milioni in Europa. Ma queste cifre sono destinate a crescere nei prossimi anni, perché tanti casi restano ancora non diagnosticati, in quanto molte di queste malattie non sono state trattate nei corsi universitari, né affrontate in quelli di aggiornamento, ed è chiaro che un medico non potrà mai riconoscere una malattia che non conosce! I pazienti affetti da una malattia rara soffrono terribilmente perché sanno di essere stati colpiti da una malattia misteriosa, somigliante ad un fantasma che si è impadronito di loro e contro il quale non esistono né esorcismi, né esorcisti, soffrono perché si sentono soli, soli nel buio di una lunga notte, che non sarà mai rischiarita dall’aurora di un nuovo giorno. Il Paziente affetto da malattia rara è innanzitutto una persona che ha diritto alla cura della salute, che in questo caso si esplica come diritto ad ottenere trattamenti efficaci, ma anche come diritto alla speranza di nuovi possibili trattamenti. Nella maggioranza delle regioni italiane, purtroppo questi malati continuano ad incontrare difficoltà per quanto riguarda la diagnosi, l’accesso al trattamento farmacologico, l’accesso alle terapie riabilitative, l’accesso alle tutele previdenziali e lavorative. Nelle attuali società, sempre più condizionate dalle leggi dell’economia, sempre meno sensibili ai principi della bioetica e della solidarietà umana e sociale, i malati di malattia rara rappresentano una minoranza discriminata nel godimento del bene comune per antonomasia: la salute, che è un diritto fondamentale e costituzionale del cittadino. Chi governa un paese o chi amministra la sanità non può fingere di non sentire il grido di dolore che giornalmente si leva da 2 milioni di sofferenti, non può fingere di non vedere le disparità sociali e assistenziali che queste persone continuano a subire causa della loro patologia! Il medico ricercatore non può trascurare queste malattie solo perché interessano un numero ristretto di persone, egli non può farsi condizionare dall’audience delle sue relazioni congressuali e delle sue pubblicazioni: i congressi scientifici non sono uno show e le pubblicazioni mediche non sono assimilabili ai gossip magazines. Il medico curante non può continuare ad ignorare molte di queste patologie, la cui diagnosi tardiva potrebbe avere conseguenze disastrose, egli, svolgendo il suo delicato lavoro, deve possedere la “sete della conoscenza” e il “tarlo del dubbio”. La riflessione bioetica non può scotomizzare tutte quelle situazioni in cui la vita dell’uomo e la Sua dignità vengono messe in pericolo; non può tralasciare il malato abbandonato nelle sue sofferenze per motivazioni economiche, vere o presunte; non può assistere omertosamente al de-finanziamento della “medicina delle necessità”, mentre prospera la “medicina dei desideri”; non può assistere muta alle sofferenze dei malati, trascurati o abbandonati a se stessi, in quanto poco numerosi; non può tacere sul comportamento di chi si occupa di una malattia, soltanto quando si trova davanti ad un businnes. Dott. Giuseppe Quattrocchi 5 A BOCCA ASCIUTTA Fu una conferenza importante, quella tenuta nel salone dell’’Istituto San Michele qualche mese fa. In seguito ad un cortese invito, vi ho assistito. E’ stata proposta dai Padri dell’Oratorio Filippino di Acireale, sempre operosi e instancabili, e tenuta dall’Ispettore Ministeriale, Rosario Musmeci. Egli con perfetta e sicura competenza, ha affrontato il problema della Scuola Cattolica, vale a dire della Scuola cosiddetta “privata” o paritaria, gestita dall’Autorità Ecclesiastica e, in particolare, quella esistente in Acireale. Il salone, che ospitava la conferenza, era occupato a metà. Il pubblico era rappresentato da persone di età media e, in parte, da alcuni alunni infreddoliti e sonnacchiosi. Il conferenziere, provetto esperto di problemi scolastici, ha esposto con chiarezza i termini della situazione e ha proposto un’affettuosa attenzione al caso nostro. Poiché constatava che, in città la “paritaria”, gestita dall’autorità ecclesiastica, è in forte crisi e quasi scomparsa. Egli, opportunamente citava la Costituzione, l’attuale legislazione scolastica, le encicliche del Papa, le lettere pastorali dei vescovi, gli articoli di alcuni giornali , pure la propria esperienza e le proprie riflessioni. Pertanto, faceva appello alla coscienza degli acesi, dei legislatori, dei politici, degli uomini di buona volontà. Ma forse non faceva appello al Clero diocesano, né alle parrocchie, anche perché i rappresentanti del Clero erano assenti, sebbene invitati. Agli applausi seguirono parecchi interventi. Discorsi forti gestititi da persone competenti e, pure, risentiti di fronte ad un problema che si agita, almeno da cinquant’anni, senza alcuna soddisfacente soluzione. Anzi, ormai, quasi irreversibile! Emersero parecchie proposte, numerose rimostranze, molti suggerimenti e commenti, frequenti applausi. Qualcuno volle spiegare, persino, il significato del termine “paritario”, facendo presente che esso sostituisce il termine “parificato” e che proviene dal termine francese “paritaire” e significa: cosa che è realizzata secondo la parità, che è in condizioni di parità. E, quindi, riguardo all’aggettivo precedente “privato”, ci sarebbe un progresso, un passo in avanti. Ma, di fronte a tale spiegazione, qualcuno osservò che, nell’attuale contesto, la Scuola paritaria, gestita dall’Autorità ecclesiastica non è in condizioni di parità., anche per motivi economici. Tra l’altro, ci si soffermò sul concetto di Scuola cattolica. Sul suo significato. Sulle qualità della Scuola Cattolica. E’ sufficiente che essa sia gestita dall’Autorità Ecclesiastica? Oppure da persone appartenenti alla Religione Cattolica? Oppure dall’Ufficio Pastorale Scolastica della Diocesi? Ma come far risuscitare i sette collegi scomparsi? A questo punto, le varie opinioni si confrontarono, si intensificarono, concludendo che bisognava ottenere una soluzione Rapida e unanime Ma quale soluzione? Già, come prima e meglio di prima: a bocca asciutta! Tuttavia, se mi avessero consentito di intervenire, ma non mi fu possibile, non avrei fatto alcuna proposta, né espresso lamenti o rimproveri e neppure elogi. Avrei giustamente ringraziato l’Ispettore, la signora Rosaria Patanè, l’ing. Camillo De Martino, per la loro disponibilità. Poi, considerando il fatto che le scuole di ispirazione cattolica ( o collegi) si sono spente In città e qualcuna, se c’è, languisce, avrei rivolto agli accaniti conversatori la semplice domanda: veramente volete, in Acireale, una Scuola Paritaria di ispirazione cattolica?....Se sì, createla, costruitela!...Impegnatevi! Non pretendete che essa si faccia da sé. Non aspettate le decisioni dello Stato o di altri. Lavorate, agite, costruite a costo di piccoli sacrifici, voi famiglie di cattolici osservanti, procurate se è il caso qualche risorsa. Non è vero che la crisi divori le scuole cattoliche! Dove i cattolici le vogliono, esistono. E’ possibile. Nessuna crisi imperversa. Infatti esistono, in Italia, parecchie scuole cattoliche, degne di questo nome, affermate e perfettamente efficienti, a partire dall’Università Cattolica del Sacro Cuore con le sue vaste ramificazioni, per arrivare al Liceo Leone XIII di Milano. Parecchie altre ne esistono, che sarebbe facile elencare, per non parlare degli istituti di Scienze Religiose, gestiti dalle sedi vescovili. Scuole ricercatissime e contese dai candidati. Dove, alla qualità dei contenuti si associa quella dei docenti. Dove l’attualità degli studi assicura buone prospettive di lavoro. Inoltre, se avessi potuto esprimere una particolare osservazione, ma non mi fu permesso, avrei fatto notare che, da più di un cinquantennio, esiste in Italia un’unione professionale, di ispirazione cattolica: l’Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi, cioè, l’UCIIM. Essa accoglie tutti i docenti di Scuola Media . Fondata dal compianto Gesualdo Nosengo, più che orientarsi verso la formazione cristiana e cattolica degli alunni, si orienta verso la formazione dei docenti, per poi farla ricadere sugli stessi alunni e sulle loro famiglie. Anche la Scuola dello Stato può formare e forma dei buoni cattolici. Qualcuno può negarlo? In caso contrario, molti potrebbero accettare una specie di manicheismo, distinguendo tra il mondo dei buoni e quello dei meno buoni. Tra scuola buona e scuola non buona. A parte il fatto che, nella scuola, gestita dallo stato, esiste l’insegnamento della Religione. Certamente i Media, l’intensificarsi delle comunicazioni e delle conoscenze, le applicazioni della tecnica, non rafforzano l’immagine dell’aureolato educatore di un tempo. Conta, più che una volta la personalità del docente. Ma forse il tema della Scuola Cattolica non è un vero problema, neppure per la Chiesa. Essa lo ha già risolto per conto suo, senza attendere ulteriori proposte. Le Scuole Cattoliche, le possiede sin dai tempi di padre Agostino Gemelli e dell’Opus Dei. Se i Cattolici osservanti di Acireale, le vogliono nella loro terra, possono averle, persino superando con successo le barriere economiche, come risulta dagli esempi già citati. Però è bene tener presente che scuola non significa un pezzo di carta! Can. Prof. Salvatore Pappalardo 6 Sabato 14 Marzo 2015 LE PRALINE “CIGNI DI BELLINI” SINFONIE DI GUSTO CON IL CIOCCOLATO DI MODICA E LE MUSICHE DEL CELEBRE COMPOSITORE CATANESE Sono i “Cigni di Bellini”, le praline di purissimo cioccolato modicano presentate in anteprima mondiale al foyer del Teatro Bellini di Catania. Le dieci opere del celebre compositore e musicista Vincenzo Bellini, di origine catanese, sono “diventate” di cioccolato grazie all’incontro tra il maestro d’orchestra prof. Luigi De Giorgi e il maestro cioccolatiere Giuseppe Rizza, quarta generazione dell’Antica Dolceria Rizza di Modica. Alla presenza del sinSdaco e presidente del Bellini di Catania, avv. Enzo Bianco, del direttore artistico Francesco Nicolosi, si è svolto l’evento “Sinfonie di Gusto” che ha sancito il matrimonio inedito tra la musica belliniana e il cioccolato modicano prossimo all’Igp. Dieci opere sinfoniche, undici cioccolatini “Cigni di Bellini”. Il maestro Rizza, che dopo due anni di studio e progettazione ha ideato la forma e gli accostamenti degli ingredienti di qualità, ha voluto infatti dedicare a Bellini un’altra speciale pralina, regina su tutte le altre, realizzata da fave di cacao mono origine Santo Domingo con dentro fichi secchi siciliani bagnati al moscato di Noto e croccanti mandorle. Un trionfo di sapori che diventano, come ha poi dimostrato la degustazione guidata, condotta dallo stesso Rizza, vere e proprie sinfonie di gusto. Momenti di sublimazione che sono stati abbinati a tre opere di Bellini suonate dal vivo dal sestetto Italian Ensemble, composto tutto da maestri d’orchestra del teatro (i bravissimi musicisti hanno suonato le arie Casta Diva dalla Norma, Ah, non credea mirarvi da La Sonnambula, A te, o cara, dai Puritani e i Cavalieri). “L’idea, in verità, mi è venuta ben 27 anni fa, quando a scuola mi interrogavano sulle opere del Bellini e non riuscivo a ricordarle tutte – ha detto il maestro d’orchestra De Giorgi – Mi venne l’idea che forse per memorizzarle dovevo ricordarle in modo diverso. Ho immaginato all’epoca dei cioccolatini che potessero trasformarsi in una golosa opera didattica. Adesso quei cioccolatini immaginati, grazie al maestro Rizza e alla sua dolceria sono diventati realtà e penso che possano anche diventare un’occasione per far conoscere ancor di più la musica e le opere di Bellini anche tra i più giovani. I Cigni di Bellini sono l’omaggio all’artista, al compositore italiano tra i più celebri del XIX secolo, denominato “il Cigno” per l’eleganza e la delicatezza del suo stile musicale”. E nel creare le undici tipologie di cioccolatini, il maestro cioccolatiere Rizza si è lasciato ispirare proprio dall’ascolto e dallo studio delle opere di Bellini: “Ho raccolto la sfida lanciata da De Giorgi, mi sono appassionato e mi sono ispirato alle melodie musicali, plasmando le praline di cioccolato di Modica attraverso la figura di un cigno ricurvo su se stesso, quasi dormiente, pensante, sognante. Ho equilibrato i gusti collegando i profumi e i sapori degli ingredienti di qualità alla musica e al testo delle opere stesse. Un progetto che ha visto un lavoro di ricerca attento ai dettagli, al gusto con l’obiettivo riu- scito di avvolgere il palato in sensazioni uniche”. Una piacevole e gustosa presentazione che ha posto le basi anche su una futura e proficua collaborazione nel segno della qualità, come annunciato dal sindaco di Catania, Enzo Bianco: "Questa collaborazione tra Modica e Catania, tra i maestri cioccolatieri e il Teatro Massimo Bellini, nel segno del Distretto Sud orientale, è veramente importante. Un'iniziativa che va nella direzione giusta mettendo insieme due eccellenze: quella musicale e quella gastronomica. Iniziativa che, inoltre, si coniuga con l'idea che abbiamo del nostro Teatro che si deve aprire ad attività ed eventi che possano portare nuove risorse poiché quelle pubbliche non bastano più. L'importate è che queste iniziative siano di qualità, come appunto è questa. Siamo disponibili, come Cunes, Comuni Unesco di Sicilia, a sostenere questa iniziativa all'Expo di Milano. Il Teatro Massimo Bellini e la sua orchestra sono un patrimonio non solo di Catania ma dell'intera Sicilia e quindi anche del Distretto del Sud-Est". Una dichiarazione di buoni intenti presa al balzo dal sindaco di Modica, Ignazio Abbate, presente all’evento: “Salutiamo con piacere l’iniziativa che nasce dalla tradizione artigiana di Modica, del maestro Rizza, che ben si unisce alla musica straordinaria di Bellini. Noi ci occuperemo del cluster del cioccolato in occasione di Expo a Milano e dunque potremmo trovare la giusta intesa per esaltare il cioccolato e in generale l’enogastronomia di qualità insieme all’orchestra sinfonica del Teatro Bellini”. Durante la manifestazione, ad offrire un proprio contributo culturale sono state la docente universitaria Maria Rosa De Luca e la storica Grazia Dormiente, direttore culturale del Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica. L’artista etneo Giuseppe Mario Frezza ha esposto un quadro dedicato al compositore. Nella foto il prof. Luigi De Giorgi (direttore artistico), il maestro cioccolatiere Giuseppe Rizza e il Prof. Domenico De Meo (ritenuto il più qualificato filologo delle partiture autografe di Vincenzo Bellini). Il teatro dell'Opera dei pupi “Emanuele Macrì” è chiuso da oltre sei mesi anche se rappresenta un nostro grande patrimonio culturale, popolare e artigianale ed è sempre stato promotore di un buon “turismo internazionale”. Prendiamo atto, però, che qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta e che i nostri impresari pupari non si danno per vinti. Prendiamo atto che nel 2014, in occasione della riapertura della Villa Belvedere dopo i lavori di riqualificazione, l'amministrazione Garozzo, all'interno dell'Arena Eden ha promosso due spettacoli di opera dei pupi e successivamente ben nove nel teatro di via Alessi, affidando l'intera realizzazione alla Compagnia teatrale di Nello Caramma. Per la cronaca Caramma, acese, classe 1947, timbro di voce baritonale eguale a quella di don Emanuele, per ben quindici anni è stato un suo stretto collaboratore. Con esperienza diretta, poi, fin dal 1976 nella Cooperativa Emanuele Macrì, dal 2013 nell'associazione culturale “I Paladini”, e sempre dal 2013 nella Compagnia teatrale “I Paladini”, creata con altri acesi, i fratelli Angelo e Orazio Scalia. Francia, Regno Unito, California, Lussemburgo, Olanda, Albania, Bulgaria e Australia, sono le tante nazioni, oltre alla nostra Italia, nelle quali Nello Caramma per oltre trentacinque anni ha fatto conoscere storie di paladini e saraceni e l'arte dei pupari acesi. Il nostro teatro dell'Opera dei pupi, quindi, con le maestranze esistenti è in grado di stupirci ancora. Non facciamolo morire! Camillo De Martino AKIS Una ricostruzione cronachistica approfondita degli eventi garibaldini in Sicilia nel 1860 Ricerche e testimonianze sconcertanti sui massacri delle Foibe nel Liceo Scientifico “Archimede” “Garibaldi in Sicilia” di Luigi Gabriele Frudà (ed. Gangemi, Roma 2014) è un lavoro di ricerca che si propone di ricostruire gli eventi, i personaggi (tutti!) e i luoghi della spedizione garibaldina in Sicilia dal 27 maggio al 18 agosto 1860. Ma non è un testo di storia come comunemente si intende, si tratta, invece, di un’indagine analitica sui territori siciliani coinvolti nell’impresa e sui protagonisti principali e secondari di quel momento storico. L’approccio è sociologico e cronachistico. Sorprende il lettore la prima parte dell’opera nella quale vengono individuati i luoghi fisici attraversati dagli avvenimenti nella città di Palermo e la loro denominazione. Infatti l’autore ripercorre le origini di questa toponomastica risalendo molto indietro nei secoli e così veniamo a sapere perché tutt’oggi abbiamo, ad esempio, la denominazione “Il ponte dell’Ammiraglio” o il “Ponte delle teste (mozze) o il castello di Maredolce. Non solo, Frudà è tornato sui luoghi ed ha constatato come essi, quasi tutti, sono non curati e soprattutto ignorati dagli stessi abitanti i quali, pur adoperando tuttora i nomi, non sanno dire nulla sul perché di tale appellativo. La seconda parte, invece, frutto di una ricerca analitica e puntigliosa, ricostruisce tutti (o quasi) i momenti dell’impresa garibaldina relativa alla cacciata dei Borbone dalla Sicilia soffermandosi su informazioni, anche minute, arricchite da note a piè di pagina, talora esplicative tal’altra integrative rispetto al testo generale, il tutto sempre accompagnato da immagini dei personaggi coinvolti (anche rare) e dei luoghi come vennero raffigurati nell’Ottocento e come si presentano ai giorni nostri. Chi pensa, leggendo il titolo, di trovarsi di fronte all’ennesima opera storica su Garibaldi o nell’ambito di prese di posizione contrastanti sugli eventi del 1860, rimane sorpreso perché Frudà non è uno storico di professione e neanche un giornalista alla ricerca di successi editoriali, è invece professore ordinario di Metodologia della Ricerca Sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Il suo interesse per la tematica è legato soprattutto alle sue origini, infatti è nativo di Linguaglossa in provincia di Catania e ama ripercorrere le tracce degli eventi passati dell’isola. La parte centrale dell’opera è occupata dalla descrizione di tutti i movimenti delle truppe, delle strategie adottate da Garibaldi per aggirare le mosse dei borbonici, delle barricate garibaldine e dei bombardamenti borbonici, delle comunicazioni ufficiali (proclami) e riservate, dei contatti , dopo la conquista della città di Palermo, con gli esponenti della Corona inviati da Napoli Letizia e Buonopane. Non mancano pagine dedicate alla presenza dello scrittore Alessandro Dumas padre e dei giornalisti inglesi e francesi al seguito della spedizione. Dopo Palermo, l’autore ci racconta il prosieguo della campagna di Sicilia con tre comandanti per tre colonne e tre vie: Stefano Turr e Ferdinand Nandor Eber, Nino Bixio, Giacomo Medici. Una ricostruzione analitica è riservata ai fatti di Bronte e a Nino Bixio, visto negli aspetti ufficiali e psicologici. Molto interessante la parte dello scontro con le forze borboniche della fascia tirrenica attestate su Messina e Milazzo: sembra di assistere ad un film d’azione altamente drammatico; la ricostruzione del terribile scontro è lucida e talora inedita. Infine l’autore si sofferma sul tentativo di attraversare lo Stretto da Capo Faro e la scelta finale di partire, invece, di sera da Giardini Naxos a luci spente con direzione verso Catania e, una volta verificato che non c’erano in vista altri piroscafi nel quadrante di mare vicino alla Calabria, si provvede all’inversione di rotta verso Porto Salvo di Melito. Qui finisce la ricostruzione di Frudà. Chi era convinto di saper tutto su questi eventi, dopo aver letto questo libro dovrà ricredersi perché scoprirà che c’è molto da aggiungere e spiegare rispetto a quanto, talora superficialmente, è stato scritto. Giovanni Vecchio Il Giorno del Ricordo di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo istriano-fiumano-dalmata, stabilito dalla Legge n° 92 del 30 marzo 2004 per il 10 febbraio di ogni anno, è stato vissuto dagli studenti delle quinte classi (sezioni B D E G I M) del Liceo Scientifico Linguistico e Scienze Applicate di Acireale, con l’esposizione in aula magna “G. Bianca” da parte dei corsisti del progetto POF “Il valore della memoria. Per una cittadinanza attiva”, dei risultati delle loro ricerche, guidate dai docenti e coordinate dalla prof.ssa Marinella V. Sciuto. Da questa indagine, denominata “Magazzino 18”, sono emerse informazioni note e anche inedite su questa tragedia che è stata tenuta nascosta per molto tempo anche dai libri di storia e che, finalmente ricostruita con le sue atrocità, ha permesso di conoscere il rastrellamento e la pulizia etnica nell’Istria ad opera dei “titini”, ovvero i seguaci del maresciallo Tito (pseudonimo di Josip Broz), fondatore dopo il 1945 del nuovo stato socialista della Jugoslavia, il quale represse con ferocia gli oppositori ( di ogni orientamento diverso dal suo) e cacciò con la forza tutti gli italiani che abitavano nell’Istria e nell’area friulana, accorpata alla Jugoslavia. Le testimonianze sono davvero sconcertanti: uomini e donne massacrati, (fascisti, cittadini comuni, partigiani “bianchi”) buttati spesso vivi in questa FOIBE, cavità naturali a forma di imbuto, con pareti ripide, tipiche delle regioni del Carso. In questo modo fu attuata una “pulizia” etnica e ideologica: tantissimi scomparvero e per tanti decenni non se ne seppe più nulla neanche da parte delle famiglie; queste ultime, con i componenti salvatisi,furono costrette in condizioni disastrose e inumane a rifugiarsi in regioni lontane. Ne giunsero anche in Sicilia. Nell’incontro del Liceo, dopo l’esposizione dei lavori di ricerca degli studenti, hanno portato la loro testimonianza Maria Cacciola, presidente per la provincia di Messina dell’Associazione Nazionale tra Congiunti dei Deportati uccisi o scomparsi in Jugoslavia (A.N.C. D. J.) e Bruna Fiore, membro della stessa associazione. La prima ha raccontato della scomparsa del padre e delle vicende della sua infanzia travagliata, mentre la seconda ha riferito sulla tragedia della sua famiglia d’origine, sterminata dai partigiani titini; lei, ancora piccola, assieme alla madre si rifugiò a Roma, dove venne poi adottata da una famiglia di Messina e cambiò anche il suo cognome originario con quello attuale. Il loro racconto ha coinvolto intensamente gli studenti, i quali a loro volta hanno rivolto tante domande e chiesto spiegazioni. Il tutto è stato coordinato dalla prof.ssa Sciuto, molto puntuale nel dare le indicazioni utili per la conoscenza dei fatti soprattutto allo scopo di creare consapevolezza critica e far crescere nei giovani una cittadinanza attiva. Giovanni Vecchio Visita dell’Azienda Haisheng al CRA-ACM Il Centro di Ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture Mediterranee (CRA-ACM) di Acireale (CT), nei giorni 4-5-6 febbraio 2015, ha ospitato quattro manager dell’azienda “Haisheng”, una delle più grandi multinazionali agroalimentari della Cina. In particolare, la rappresentanza cinese era formata da Mrs Hayan Xie (vice presidente dell’azienda), Miss Osier Wu, Mr Andy Zhang, Mr Zhonghuai Pan. L’azienda Haisheng, fondata nel 1996, produce principalmente succo di mela concentrato e dispone di circa 1500 ettari di superficie coltivata destinata alla produzione di mele, kiwi e bacche. Nell’ottica di ampliamento dell’attività agricola, l’azienda dell’estremo oriente ha deciso di intraprendere la produzione di agrumi, in particolare di arance rosse; a tal fine, dopo aver visitato il Centro di ricerca scientifica nazionale per gli agrumi in Cina e le principali aziende agrumarie sparse nel mondo (Florida, California, Argentina, Spagna, Israele), si è rivolta all’Italia, leader del settore. Durante il primo giorno di visita, presso la sala conferenze “Giacomo Lanza” del CRA-ACM, è stato organizzato un seminario volto ad illustrare l’attività di ricerca del Centro di Acireale. Nell’occasione il dott. Paolo Rapisarda, Direttore del Centro, ha rivolto il saluto di benvenuto agli ospiti e aperto i lavori presentando i diversi programmi di ricerca attualmente in corso di realizzazione. Successivamente, ha dato la parola a ciascuno dei Ricercatori, esperti del settore, che hanno presentato la propria attività di ricerca. Hanno relazionato il dott. Marco Caruso, la dott.ssa Paola Caruso, la dott.ssa Concetta Licciardello, il dott. Giancarlo Roccuzzo, il dott. Guido Sorrentino, la dott.ssa Silvia Di Silvestro, la dott.ssa Maria Concetta Strano e la dott.ssa Flora Valeria Romeo. Sono stati illustrati i programmi di breeding, le principali varietà e portinnesti, gli ibridi brevettati. Presentate le attività di ricerca che riguardano gli agrumi ornamentali, le ultime tecniche di biologia molecolare, utilizzate a supporto dell’agrumicoltura. E’ stato affrontato il tema della nutrizione vegetale, della gestione del suolo e dell’irrigazione degli agrumi e le problematiche derivanti dagli attacchi dei parassiti. Infine, si è parlato delle problematiche del post-raccolta e delle proprietà nutrizionali e salutistiche dei frutti e dei derivati agrumari. A conclusione degli interventi dei Ricercatori, la vice-presidente, Mrs Hayan Xie, ha illustrato le attività di cui l’azienda “Haisheng” si è finora occupata e L’on.le D’Agostino visita il CRA L’on.le Nicola D’Agostino, su invito del Direttore del CRA, dott. Paolo Rapisarda, si è recato in visita di cortesia presso l’importante Istituto di ricerca acese incontrandosi con la “forza lavorativa” che nello stesso opera con particolare solerzia ed efficienza. All’on.le D’Agostino il Direttore ha esposto le linee guida del Centro,le difficoltà che si incontrano, le possibilità di sviluppo . Il deputato acese, prendendo atto della realtà, difficile, nella quale opera il contesto agrumicolo ha assicurato il suo intervento continuo per la risoluzione dei vari problemi. ha manifestato l’interesse a impiantare diverse varietà di arancio pigmentato in alcune provincie cinesi, soprattutto per rifornire il loro mercato interno di arance rosse, ma con l’obiettivo futuro di produrre anche succhi rossi. Nel pomeriggio, accompagnati dai Ricercatori del CRA-ACM, si non recati in visita ai vivai “Flora Faro”, per prendere visione delle strutture dove si producono le piante di agrumi ornamentali e industriali. Durante la giornata di giovedi 5 febbraio, gli ospiti sono stati accompagnati all’azienda sperimentale “Palazzelli” del CRA-ACM, sita nel Comune di Lentini, dove il dott. Giuseppe Russo ha mostrato le piante e i frutti dei cloni più interessanti di Tarocco, nonché dei nuovi mandarini a polpa rossa sviluppati e brevettati dal Centro di Acireale. Nel pomeriggio, gli ospiti hanno visitato l’azienda “Oranfreezer” per osservare il processo di trattamento post-raccolta dei frutti prima della loro commercializzazione. In conclusione, venerdì 6 febbrario, lo staff del CRA-ACM ha accompagnato gli ospiti presso i “Vivai Messina” e presso l’azienda di trasformazione “F.lli Calabretta”, un'azienda attrezzata con macchinari moderni che produce succhi di agrumi naturali e concentrati. AKIS Sabato 14 Marzo 2015 TRISTE EVENTO VISSUTO IN CECENIA Il prof. Angelo Lizzio, già docente di Geometria Università di Catania, ha presentato l’ospite dell’incontro che l’Associazione degli ex alunni “Archimede”ha programmato: il dott. GIUSEPPE VALENTI, medico dell’Organizzazione Umanitaria InterSos originario da Acicatena; cresciuto fra le mura del S. Michele, dove ha avuto una notevole formazione umana oltre che culturale e uno stile di vita basato sui principi cristiani dell’amicizia, del vivere in armonia con il prossimo secondo i canoni oratoriani di san Filippo Neri. Laureatosi in medicina e Chirurgia a Catania ha ivi conseguito la specializzazione in Chirurgia G.generale. Trasferitosi al nord , si è specializzato in Urologia presso l’Università di Padova e subito dopo espatria in Tanzanica e Uganda come medico volontario con l’associazione dei medici missionari del CUAM di Padova. Successivamente con altre organizzazioni umanitarie --quali il COOPI (MI),il COSVI(MI) l’INTERSOS(Roma) – è stato in Bosnia, Erzegovina, Etiopia e Somalia. In questo incontro ha evocato la memoria del suo sequestro, avvenuto in Cecenia nel 1967 assieme a due suoi colleghi, per quasi tre mesi, in condizioni molto precarie. Protagonista determinante del rilascio dei prigionieri fu l’allora ambasciatore d’Italia a Mosca S.E. Emanuele Scammacca del Murgo, attento conoscitore della storia repubblicana sia nazionale che internazionale , che ha ben rappresentato lo Stato Italiano ovunque sia stato nella sua ricca e lunga carriera diplomatica. Uomo di grande spessore culturale, cattolico fervente, dotato di grande umanità e amante della vita e del bello che non ha mai fatto pesare i suoi trascorsi e il suo rango e, in modo umile e signorile nello stesso tempo, è stato sempre disponibile per il servizio del territorio e delle persone. Invitato, per l’occasione, circa due mesi fa, con molta generosità aveva dato la sua disponibilità, ma, con molta commozione il prof. Angelo Lizzio (che per l’occasione ha sostituito il Presidente Pavone che ha inviato un messaggio di saluto) ha partecipato ai presenti che il giorno prima il buon Dio l’aveva chiamato a sé. Gli è stato dedicato un commosso minuto di silenzio.”Tre mesi di isolamento, senza potere contattare i propri cari, senza potere comunicare con gli altri ostaggi e con la paura di essere ucciso da un momento all’altro”: Si è trasformata in un incubo la missione umanitaria di Giuseppe Valenti, medico chirurgo originario di Acireale, mandato dalla CRI e dall’organizzazione non governativa InterSos di Roma, assieme ad altri due dottori, nel 1966, in Cecenia, per aiutare la popolazione locale martoriata dal conflitto con la Russia. Un racconto lucido e pieno di dettagli anche se sono passati ben diciannove anni dall’avvenimento. Ed il “Triste evento vissuto in Cecenia” (questo il titolo della emozionante rievocazione) ha fatto vivere nel numeroso pubblico partecipante un pathos particolare soprattutto quando è stata individuata nella “fede” la possibilità di superare i 64 giorni di prigionia e di superamento di tutte le difficoltà. La scomparsa di S.E. Emanuele Scamacca Barone del Murgo e dell’Agnone ex Ambasciatore d’Italia a Mosca Conobbi S.E. l’Ambasciatore d’Italia a Mosca Emanuele Scamacca Barone del Murgo e dell’Agnone in un momento particolare della mia vita. Quando l’airbus proveniente da Grozny atterrò a Mosca e si arrestò nel proprio parcheggio, vidi attraverso l’oblò una Lancia Thema con un vessillo tricolore sul parafango anteriore di destra ed un Signore dall’aspetto distinto ai piedi della scaletta. Il cuore fu quasi in fibrillazione e assai incuriosito mi chiesi cosa ci facesse la macchina italiana dentro l’aeroporto e chi fosse quel Signore elegante in attesa. Quella mattina pioveva, il Signore mi riparò sotto il suo ombrello e si presentò: sono l’Ambasciatore d’Italia, mi chiamo Emanuele Scammacca, nacquì a Catania ma vivo Acireale. Esclamai d’acchito inebriato di felicità: Eccellenza anch’io sono di questa nobile città. L’accoglienza nell’Ambasciata fu un atto di eccezionale cortesia! Sia il Barone sia la Baronessa la N.D. Agnese, ci misero a nostro agio, mettendo a disposizione la propria dimora, ci sentimmo a casa nostra insomma, respirammo aria di libertà tutta italiana. Ci potemmo lavare e cambiare tutta la biancheria dopo quasi tre mesi ( SettembreNovembre), di prigionia subita nelle montagne del Caucaso, durante la quale le sofferenze furono inenarrabili mentre la paura ci penetrò nelle vene come una fleboclisi e ci scolò addosso lungo tutta la colonna vertebrale. A tavola trovammo “ poenta e bacalà” ( piatto tipico della zona), poiché risultavo nell’elenco ufficiale essere un vicentino. Il vino aveva i bagliori dell’Etna mentre il gusto corposo i profumi di salsedine del Jonio pescoso Il triste evento della prigionia in Cecenia nel 1996, che coinvolse assieme a me gli altri chirurgi: Pocaterra e Lombardi fu evocato il 03.11.2014 presso l’Aula Universitaria della Facoltà di Scienze Politiche dell’Ateneo catanese. In questo ateneo si laureò in Scienze Politiche e subito dopo intraprese la carriera diplomatica al servizio della amata Patria. Non fece mai politica in quanto la considerò indegna per un gentiluomo. La preziosa scolaresca universitaria lo applaudi per il suo porgere gli argomenti in modo schietto , sincero di stile pedagogico indicando nella scuola una ricchezza primaria e dopotutto nella cultura, l’ascensore sociale . Sono andato a trovare S.E. Emanuele Scammacca nella propria tenuta: S.Michele di Dagala del Re,con immutata devozione ogni volta che sono rientrato ad Acireale poiché vivo a Vicenza ormai da 50 anni. Tra noi si stabilì un rapporto di umanità molto forte sicché godetti del privilegio esclusivo della Sua toccante amicizia. Dovevamo rifare la conferenza il 19 febbraio u.s. presso l’Aula Magna dell’Istituto Scientifico Statale “Archimede” della città ma il 17 è avvenuto il suo triste quanto inaspettato exitus dopo avermi salutato telefonicamente qualche ora prima con la Sua consueta voce stentorea di cordialità. Lo voglio ricordare nel cuore di coloro che lo conobbero rimarcando il proprio stile e la propria personalità in unica compattezza di etica e di alto rango prendendo a mutua il contenuto di una canzone di successo: “Si avvicina lentamente con incedere elegante, ha un cilindro per cappello, due diamanti per gemelli, un bastone di cristallo e sul candido gilet un papillon di seta blu”. Giuseppe Valenti M.D. Nella foto il barone Murgo (a sx) con il prof. Giovanni Vecchio 7 Il canto e la musica nell’antica Grecia “X Factor ad Atene. Il canto e i modi di giudicarlo in età classica”, questo il titolo di un interessante conferenza svoltasi presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Gulli e Pennisi”, il cui tema ha trattato un aspetto poco conosciuto e che ha suscitato curiosità nel numeroso pubblico formato perlopiù da studenti. Ad organizzare questo appuntamento culturale, oltre all’Istituto scolastico diretto da Elisa Colella, la Delegazione acese dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, presieduta dal prof. Rocco Schembra, e la Biblioteca del Liceo “Giuseppe Romeo”. A relazionare il Prof. Massimo Raffa, dell’Università di Perugia, docente al Liceo Classico “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando e Presidente della Delegazione AICC di Milazzo. Il periodo preso in esame è l’età classica, perché nelle città democratiche l’evoluzione musicale è più veloce rispetto per esempio alla Sparta arcaica, che era un centro fiorentissimo per l’arte e la musica, attraverso la quale veniva educato il cittadino guerriero. Gli agoni musicali di Atene, invece, avevano una flessibilità paragonabile ad un moderno “talent show”, dato che la “performance” dell’artista veniva giudicata in parte da una giuria; l’importante era quindi piacere al pubblico. Nell’agone i giudici non erano musicisti ma cittadini illustri, tra i quali, molto spesso, vi erano proprio coloro che organizzavano le gare. Nella cultura greca implicito è l’elemento agonistico, per cui il pubblico andava conquistato per vincere la gara; ecco quindi che diventa un po’ meno importante il testo, mentre la parte musicale assume maggiore rilievo. Poi, il relatore entra nel vivo dell’argomento, descrivendo come Platone avesse un’idea estremamente chiusa riguardo la diffusione della musica nella polis, perché per lui soltanto certe tipologie musicali erano consentite. Viceversa Aristotele aveva un approccio fenomenologico tanto che lui e quelli della sua scuola percepivano la fatica del cantante. Da sottolineare, ovviamente, che nel canto virtuosistico esisteva una componente agonistica. Un altro passaggio interessante è quello in cui Raffa ha parlato delle innovazioni di Euripide nelle sue opere riguardo alle parti cantate, che scardina e cambia la struttura preesistente delle parole con la musica che diventa indipendente, come ha scritto lo storico e retore Dionigi di Alicarnasso. Un’ora e mezza interessante nella quale Raffa ha anche dato esibizioni delle sue doti di pianista, riscuotendo l’apprezzamento del pubblico. Nella foto, seduto al tavolo il prof. Massimo Raffa, in piedi il prof. Rocco Schembra. Rodolfo Puglisi E’ con particolare dolore e tristezza che partecipo al dolore della moglie, signora Erika Weinmann, e di tutta la sua famiglia per la scomparsa del cav. uff. dott. Gugliemo Tarro al quale ero particolarmente legato da oltre cinquanta anni di conoscenza, stima ed amicizia. La Sua scomparsa chiude nella realtà terrena un capitolo bellissimo della mia vita ma non chiude quello dei ricordi e delle esperienze vissute dal compianto amico e dal rapporto che Lui ha avuto con mio padre nel quadro dell’attività lavorativa nella Torrefazione Caffè di Piazza Duomo, ad Acireale, fino agli anni ’70. Che il Cielo lo accolga tra i suoi figli migliori. Turi Consoli Un' altra pagina di storia locale si chiude. Dopo una lunga e inesorabile malattia, sopportata serenamente come nel suo stile, ci ha lasciato il signor Giovanni Cristaldi ( detto Giuvanni u Fascista ) Uomo mite ed equilibrato, storico esponente della Destra Sociale, per lungo tempo segretario del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale di Aci Sant'Antonio , consigliere comunale di opposizione dal 1975 al 1980, assessore dal 1995 al 1998 e componente del comitato di gestione dell' USL 37 negli anni "80, bravo ebanista ma dai più conosciuto come il sistemista del totocalcio nel Bar Maugeri, educò generazioni di giovani all'onestà, al coraggio e alla Politica intesa come servizio. I funerali sono stati celebrati nella Chiesa Madre di Aci S. Antonio. Enzo D’Agata AK IS IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI Scacchi, il Torneo di Carnevale Inserito nel programma del “Carnevale di Acireale, il più bel Carnevale di Sicilia” si è disputato il “Trofeo di Carnevale, Città di Acireale”, giunto alla tredicesima edizione, un quadrangolare scacchistico organizzato dalla Società Dilettantistica Galatea Scacchi, presieduta da Rosario Puglisi, in collaborazione con la Fondazione Carnevale di Acireale e con l’Amministrazione della Città di Acireale. Ha vinto il quadrangolare l’Accademia Scacchistica “Don Pietro Carrera” di Viagrande che ha totalizzato 5 punti; al secondo posto si è classificata l’Associazione Scacchistica Etnea di Catania con 4 punti, terza la Galatea Scacchi di Acireale con 3 punti, quarta l’Amatori Scacchi Catania fermo a zero in classifica. L’Accademia Scacchistica “Don Pietro Carrera” di Viagrande iscrive per la prima volta il proprio nome nell’Albo d’Oro del torneo, che vede in testa la Galatea Scacchi Acireale con sei vittorie, con due affermazioni vi è poi il Circolo Scacchi Giarre, mentre ad una sono il Grammichele, l’A.D. Scacchi Valverde, l’Associazione Scacchistica Etnea di Catania e l’A.P.D. Kodokan di Messina. Alla premiazione sono intervenuti il Vice Sindaco della Città di Acireale Nando Ardita, l’Assessore allo Sport Francesco Carrara ed il componente della Fondazione Carnevale di Acireale, Nicoletta Nicolosi. Rodolfo Puglisi AKIS: Anno XI, numero 3 del 14 Marzo 2015 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania - Sede: via M. di Casalotto 68 - 95025 Aci S.Antonio Tel.- Fax 095 7921059 – 347 5382517 - [email protected] - Tipografia-Litografia: Graficaunita - via Archimede, 75 - S. VENERINA (CT) - Tel. 095 950153 Site: www.akis-aci.com - www.akis-acionline.com - Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel. 347 1433135 - Distribuzione e arretrati: 340 7152814 - Gli articoli pubblicati esprimono il pensiero dei rispettivi autori e non rispecchiano necessariamente la linea editoriale assolutamente indipendente della testata. La Direzione si riserva di pubblicare in tutto o in parte le foto, gli articoli e i servizi pervenuti, secondo le esigenze di spazio. Il materiale anche se non pubblicato non sarà restituito. 289 8 AKIS Sabato 14 Marzo 2015 “Etna tra informazione, passione e scienza” E’ stato il tema di una conferenza che si è tenuta all’albergo Orizzonte, su iniziativa del Rotary di Acireale, presieduto dal dottor Vincenzo Carbonaro. Le relazioni tenute da Giovanni Tomarchio, giornalista Rai, e Marco Neri, esperto vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, hanno appassionato il pubblico che ha potuto cogliere aspetti inediti legati all’Etna. Particolarmente suggestive le immagini proposte da Giovanni Tomarchio attraverso due documentari che hanno consentito di apprezzare anche gli angoli più affascinanti del nostro vulcano. Marco Neri, dal canto proprio, ha illustrato numerosi dettagli relativi all’Etna, ponendo l’accento su aspetti che ai più sono sconosciuti. La capacità del relatore è stata anche quella di sapere usare un linguaggio accessibile anche ai profani, alla fine entusiasti per il bagaglio di conoscenze acquisito. Nel corso della serata, è stato ammesso al club il dottor Giuseppe Giordano, noto e stimato medico pediatra, presentato dal socio Angelo Borzì. “E’ stata una delle iniziative più coinvolgenti – ha osservato il presidente Carbonaro – e, sotto questo aspetto, ritengo doveroso rivolgere un sentito ringraziamento ai relatori che hanno saputo appassionare il pubblico intervenuto numeroso. Un degno seguito, insomma, dopo il successo ottenuto con il concerto di Roberto Vecchioni, organizzato di recente al teatro “Bellini” di Catania, a fini benefici”. E le somme raccolte nell’occasione verranno consegnate al vescovo, monsignor Raspanti, ed alle suore della “Madonna della Tenda di Cristo” Gaetano Rizzo “Obesità Infantile” La S.M.S. Paolo Vasta è quella scelta per l’attuazione del progetto “Obesità Infantile” promosso dal Rotary che riguarda la tutela dei giovani in relazione al rischio obesità, sempre più diffuso. Nella foto di Fabio Consoli un Quaresima Nel lontano 5 aprile del 1950, dalle pagine de “La Sicilia”, Alfio Fichera, aspettando la Santa Pasqua, diceva “… malgrado il mutare dei tempi e dei costumi, malgrado la solennità delle processioni e delle cerimonie non sia più quella degli anni trascorsi, la profonda mesta poesia del Sacrificio supremo rimane immutata e rinasce ogni anno e diffonde con l’aroma delle violaciocche e degli incensi il senso dell’angoscia infinita, rievocando il dramma più doloroso che un Uomo abbia sofferto per redimere il mondo”. Nell’articolo è forte il rimpianto per tutto ciò che negli anni era andato, ad Acireale, in disuso. Le confraternite, per prima cosa, e i loro accoliti che avvolti nelle loro cappe riccamente decorate incedevano in processione appoggiandosi ai loro bacoli dorati. Già nel ’50 questi paramenti, di cui Acireale andava fiera, non esistevano più e girava voce che erano stati venduti agli antiquari da gente senza scrupoli. Famosa era, fra le tante e numerose, la confraternita dei Bianchi che nei tempi passati aveva avuto il compito doloroso di confortare i condannati a morte. Il loro nome deriva dal fatto che indossavano un abito e un cappuccio bianco che gli copriva il volto, questi, così parati, entravano in chiesa in processione, seguiti da camerieri in livrea, mentre il predicatore parlava, a gran voce, alla gente che accorreva per adorare Cristo crocefisso ma nascosto dalla tela viola per il lutto. Questa tradizione lunga tre secoli fu poi interrotta nel 1932. Famosa era anche la predica della cena del giovedi che si teneva nella Basilica di San Sebastiano, per rievocare l’ultimo saluto di Gesù ai suoi apostoli. Il venerdì santo, invece, sempre nella stessa chiesa, era molto seguita l’omelia chiamata della Sacra Sindone, alla predica seguiva la processione in chiesa con la copia del lenzuolo dove era stato avvolto il corpo di Cristo e la seguente esposizione dello stesso ad una folla di fedeli che gremiva il tempio del compatrono. Subito dopo questa funzione, la gente accorreva ad assistere ad un’altra cerimonia, ispirata nel 1656 dal gesuita don Luigi La Nuzza, nella piccola chiesa del Calvario da dove la statua del Cristo morto veniva portata in processione fino alla chiesa di San Pietro. In un altro articolo de “ Il Popolo di Sicilia” del 1933, sempre Alfio Fichera concludeva “…senso di stupore misterioso e di sgomento che invade tutti nella sera triste, quando l’immagine piagata passa quasi sostenuta dalla volontà commossa di migliaia e migliaia di fedeli…” Gli acesi, oggi, certamente riconoscono, in questo scritto, le chiese e i riti della loro città, in fin dei conti ancora sopravvivono, senza eccessivi fasti o preziosi da ostentare che sicuramente non sono indispensabili. Ma di quella fede dei nostri avi, così sincera e oserei dire sottomessa, che ne è stato? Anche questa è stata barbaramente venduta? Venduta no, direi data via allo stesso modo di quando ci si disfa di una cosa superflua. Non voglio ergermi a giudice di nessuno. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ma basta girare per le vie della nostra piccola città, nei giorni stretti di quaresima, per notare che ormai, buona parte di noi, vive i riti della quaresima come una festa o, come si dice oggi, un evento. I cristiani non devono essere dei sepolcri imbiancati, ma certi momenti sono particolari! Il venerdi Santo, per esempio, durante la “discesa dal calvario”, molte persone sembra che vadano ad assistere ad uno spettacolo, e ciò spesso è comprensibile dal chiacchierio della gente che, seguendo la processione, sovrasta il pietoso mormorio delle litanie. C’è anche il “turismo” di Pasqua, un movimento che induce alcuni a recarsi in luoghi, in Sicilia o anche in Spagna, per partecipare o semplicemente assistere, ai riti Pasquali più caratteristici. E’ certamente una cosa molto bella se ognuno andasse come fedele e, quindi, rimanere coinvolto dall’evento pietoso in cui Cristo è stato flagellato e poi ucciso. Quello che mi lascia perplessa è che da alcuni anni, noi cristiani, diventiamo sempre più distaccati spettatori anzicchè noi stessi celebranti di un evento “Salvifico” che è la morte e la risurrezione di Cristo. Mariella Di Mauro ‘U Panzaruccutu E’ stato certamente un incontro felice quello che “ ‘U Panzaruccutu” ha avuto con i soci dell’Associazione ex alunni Archimede” di Acireale, diretta da Mario Pavone. Il cibo, la simpatia, la sicilianità l’hanno fatta da padrone momento dell’incontro con gli studenti tenuto dal Presidente Vincenzo Carbonaro con la Dirigente dell’Istituto, prof.ssa Nunziata Di Vincenzo (dx). Così è se vi pare... L'Ass. Culturale "Terre di Aci" ha organizzato un’ incontro-dibattito sul tema: DIFENDERE LA DEMOCRAZIA, L'ECONOMIA REALE E IL LAVORO DALL'ASSALTO DELLA FINANZA INTERNAZIONALE Relatrice è stata la dott.ssa LIDIA UNDIEMI Studiosa di Diritto ed Economia, dottore di ricerca in Diritto dell'Economia presso l'Università di Palermo e consulente tecnico in materia di outsourcing e societarizzazioni, è autrice di diverse pubblicazioni e indagini sul tema della tutela del lavoro (ultimo suo lavoro: " Il ricatto dei mercati"). Dal 2011, segue da vicino gli sviluppi della crisi economica e delle istituzioni politiche nel contesto italiano e internazionale. all’ora che Marinella Arcidiacono (bella e brava….brava e bella) ha condotto per l’attento uditorio ; simpatia, quindi, domande, aria di cibo sano e nutriente ….”’U Panzaruccutu” non si smentisce mai! CompuTecnica La Dott.ssa Lidia Undiemi, di indubbia competenza nel campo dell'economia e del diritto del lavoro, ha condotto un'inchiesta che sfata tutti i miti sull'Unione Europea, denunciando il progetto autoritario elaborato nelle segrete stanza della oligarchia finanziaria mondiale. "Alla dott.ssa Undiemi va riconosciuto un indubbio merito: quello di aver fornito elementi di cognizione che aiutano a capire cosa sta accadendo sopra le nostre teste, di essersi impegnata per rendere visibili le parti salienti degli invisibili processi di ristrutturazione del potere". Riceviamo e Pubblichiamo: Preg.mo dott. Vincenzo Barbagallo Con riferimento all’articolo “Dipendente in malattia ma sul palco in piazza a fare un comizio” mi corre l’obbligo precisare ed integrare (a mio parere) le lacunose informazioni da Voi fornite. In primo luogo devo evidenziare che la partecipazione al comizio era ed è da considerarsi, totalmente compatibile con il mio stato di malattia. E posso rassicurarLa che lo rifarei altre mille volte. Difendere il proprio operato e la propria dignità è un atto dovuto. Se mi fossi sottratto sarei stato additato come un vile …… Lei al mio posto cosa avrebbe fatto? Mi rincresce invece evidenziare che tutto questo non è stato riportato né evidenziato nel suo articolo che pare invece voglia affermare senza ombra di dubbio il principio secondo cui un soggetto in malattia non può partecipare ad alcun comizio. Atteso che nessun Giudice o Tribunale ha affermato che la mia partecipazione a quel comizio fosse illecita non credo che ciò possa essere affermato invece da Lei che Giudice non è, ma che da buon giornalista si occupa giustamente solo di riferire i fatti. Mi permetto anche di farLe osservare che il mio “scandaloso” comportamento consisteva in fondo nell’essere seduto a parlare di politica con un'altra persona, cosa che per la mia lunga esperienza in materia non mi risulta per nulla stancante o faticoso. Ciò nonostante dopo undici giorni dal comizio ricevetti un provvedimento disciplinare. A seguire una condanna a otto giorni di sospensione dal lavoro, decurtazione stipendio e divieto per due anni a partecipare ai concorsi interni dell’ Ente. Provvedimento da me impugnato con ricorso ex art. 700 cpc dinanzi il tribunale di Catania - Sezione Lavoro- ove successivamente il provvedimento risulta con atto G.M. n. 162 del 31/12/2014 essere stato revocato a seguito accordo transattivo tra le parti, riducendo la pena ad un solo giorno e basta. Ora Le posso assicurare che da Uomo della Prima Repubblica non avrei certamente mai tenuto un comportamento o un atteggiamento simile verso un ex collega. Mi dispiace ancora dovere evidenziare come ritengo sia fuori luogo il tono vagamente allusivo con cui riferisce delle mie assenze dal lavoro e della passeggiata “miracolosa” che avrei compiuto per vedere il fercolo del nostro patrono Sant’Antonio Abate. Mi spiace deluderLa ma la patologia che mi affligge (e di cui lei forse però non ha avuto il tempo di appurare la natura e la consistenza, e non capisco se essere in malattia è un reato?) non mi impedisce di deambulare né di colloquiare, per cui sicuramente tra i tanti miracoli compiuti dal nostro Patrono non possiamo annoverare, come Lei vorrebbe, la mia partecipazione alla processione. In ogni caso non Le auguro i miei malanni. Apprezzo infine il fatto che il mio abbigliamento abbia soddisfatto i suoi canoni estetici e sono certo che i suoi lettori avranno sicuramente appagato la loro sete di conoscenza su questo punto fondamentale. Non tollero, né posso tollerare, invece che Lei si permetta di affermare che nessuna visita fiscale abbia subito in quanto sarei “più speciale degli altri dipendenti comunali”. Non lo tollero poiché sono stato oggetto di ben quattro controlli fiscali domiciliari e quindi posso senza dubbio affermare di non avere avuto nessun trattamento privilegiato. Comprendo che la fretta forse non le ha consentito di verificare tutte le circostanze riportate, tanto che il suo articolo risulta pieno di verbi espressi in forma dubitativa (pare, sembrerebbe, avrebbe … ) che, secondo me, però mal si conciliano con la narrazione di fatti. La prossima volta, e qualora Lei ne abbia il tempo e la voglia , sarò lieto (se ritiene utile verificare i dati con il diretto interessato prima di scrivere un articolo) di fornirLe direttamente le notizie di cui necessita. Se avrà la cortesia di chiamarmi, Le fornirò ogni ragguaglio. Però mi sovviene un dubbio. Può un lavoratore in malattia rispondere al telefono e parlare con un giornalista? Dimenticavo. Vorrei infine ringraziarLa per l’inaspettata quanto straordinaria pubblicità che Lei ancora una volta ha voluto riversare sulla mia persona. Lì, 24/02/2015 Dottor Giuseppe Cutuli Già Sindaco Aci S. Antonio Riparazione computer a domicilio 338 2071014 La possiamo certamente considerare una caduta di stile. Da parte di chi? Difficile andare a scovare il responsabile (credo siano, in verità, molti) ma verosimilmente il giornalista locale (Vincenzo Barbagallo), a caccia del colpo sensazionale, il classico scoop, intravedendo la possibilità di una certa notorietà, ma restando da parte – tira la pietra ma subito ritira il braccio – allerta qualche collega di Mediaset, udite, udite, e fa scomodare un giornalista (Massimiliano Di Dio) che pensando certamente, anche lui, di fare chissà quale servizio, fa accedere sul Telegiornale di Canale 5, quello delle 13, punta massima di ascolto (video realizzato da Simone Olivelli), la miserevole vicenda di una ripicca da parte di …. tanti e di una “leggera scivolata”da parte del ex. Sindaco Cutuli di Aci S.Antonio. Questi, diventato reo per essere ammalato ma, nello stesso tempo, alle 21 della sera, di avere partecipato ad un dibattito pubblico sulla piazza del paese, su sollecito del sindaco Caruso che aveva apertamente invitato l’antagonista ad un dibattito. Premesso che la “malattia”, al Cutuli, consentiva di uscire e la patologia di cui era affetto non gli impediva di muoversi fuori dagli orari canonici di accertamento di legge, il susseguente atteggiamento delle autorità comunali che poi si sono insediate al Comune dopo avere “vinto” le elezioni si è adoperato, a norma di legge, è bene precisarlo, ad effettuare controlli e prendere provvedimenti. Da tutto ciò è uscito fuori il classico parto del classico topolino … una “sanzione di otto giorni” con “sospensione dal servizio e dalla retribuzione ” ,”divieto per 2 anni dal partecipare ai concorsi indetti da Comune”. Il Cutuli, a questo punto impugna il provvedimento con ricorso alla segreteria comunale -ufficio procedimenti disciplinari, che a sua volta accetta il ricorso con ridimensionamento totale (solo un giorno di pena!-con buona pace di tutti) e tutto, alla fine … finisce in una bolla di sapone.. Una vicenda da Circo du Soleil (leggi Circo Equestre) che solo una commedia pirandelliana poteva rappresentare. Che dire? Come ho scritto nell’ultimo numero di Akis, a proposito di “facce di bronzo” e “facce di pietra”, non sono di parte e quindi a favore di una o dell’altra parte. Sarebbe quindi il caso che qualcuno recitasse un atto di dolore (quello che ci insegnarono durante il Catechismo, a scuola) e facesse di una serie di azioni virtuose (pubbliche) il proprio stile di vita a favore della società santantonese. Per il resto … panta rei. Solo un appunto a Canale 5 …. Era il migliore Telegiornale delle 13, il Telegiornale che “notiziava di notizie serie”. Era …. Ma così è se vi pare ! Turi Consoli AKIS Sabato 14 Marzo 2015 9 La signora Cettina Parisi, di Aci Sant'Antonio si imbarcherà per una crociera della MSC Preziosa il 18 maggio da Palermo per il Mediterraneo Occidentale. Una “ cabina doppia con balcone” per 2 persone e per 7 notti è il Premio che la fortunata signora ha vinto “frequentando” la Farmacia Ferreri di Aci S. Antonio e dove, con un classico pagamento alla cassa dell’esercizio, ha avuto la possibilità di vincere il favoloso premio. Festa grande, quindi, tra i clienti e tutto lo staff dell’esercizio che ha voluto festeggiare in maniera particolare l’avvenimento. Particolarmente fortunata la Farmacia dove più di una volta si sono riscontrati premi consistenti. Il primo gesto di bellezza del viso per ottenere una pelle fresca e trasparente, consiste nel pulire la cute in profondità con un esfoliante, liberandola così dalle cellule morte depositate sulla superficie, che creano inestetiche zone d'ombra e opacità. Il momento migliore per effettuare un'esfoliazione è la sera, perchè durante le ore di riposo notturno,l'epidermide ha tutto il tempo per ricostruire la sottile barriera protettiva ( film idrolipidico) che è stata asportata assieme alle impurità. In commercio esistono due tipi di esfolianti: gli esfolianti meccanici levigano la pelle per mezzo delle particelle, naturali o sintetiche, che puliscono la cute solo se l'applicazione viene effettuata con un massaggio. Gli esfolianti chimici contengono sostanze ( come per esempio glicolico o della frutta), che allentano i legami tra le cellule morte depositate in superfici, asportandole con il contatto. Si applicano con leggeri sfioramenti , si rimuovono la mattina seguente con un detergente prima di applicare una crema idratante preferibilmente con filtro solare. Gli esfolianti si distribuiscono sul viso, evitando il contorno occhi e labbra con una frequenza che può variare da una a due volte la settimana secondo le condizioni della pelle. Freschezza al viso Discutendo brillantemente una tesi, di grande attualità, dal titolo “Oltre la libertà di espressione: i discorsi di odio online” si è laureata in Giurisprudenza, presso l'Università Cattolica “Sacro Cuore”di Milano, LUISA ZAPPALA'. Relatrice la Chiar.ma Prof.ssa Marinella Fumagalli Meraviglia. Ai genitori, Salvo Zappalà e Maria Lunetta, ed al fratello Julian - noti ed illuminati imprenditori nel settore turistico-alberghiero, nonchè nostri carissimi amici... felicitazioni vivissime! Alla neodottoressa, che dimostra essere attenta a tematiche a sfondo sociale ed aderenti alla realtà di questo scorcio di millennio, l'augurio di godere di tutte le soddisfazioni che merita...senza se e senza ma. Ad majora sempre, Luisa! La redazione 10 AKIS Sabato 14 Marzo 2015 ISTITUTO SUPERIORE STATALE “Majorana - Meucci” “AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING” “SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI RELAZIONI INTERNAZIONALI PER IL MARKETING” ISTITUTO PROFESSIONALE INDUSTRIA, ARTIGIANATO E SETTORE SERVIZI Via Luigi Galvani n° 5 - Via delle Terme 78 95024 – Acireale (CT) – Tel 095 6136015 - Fax 095 6136014 e-mail : [email protected] [email protected] web: www.majorana-meucci.gov.it CF 90050140871 interventi formativi per lo sviluppo delle competenze chiave “comunicazione nelle lingue straniere” azione C1 – PON “Competenze per lo sviluppo” progetto FSE- C1 2014 – 1118 “ BRUXELLES” - Selezione ditte ed esperti Si comunica che sul sito dell’istituto www.majorana-meucci.it sono disponibili due bandi di selezione per ditte ed esperti madrelingua francese per il progetto FSE-C1-2014–1118 di approfondimento della lingua francese. Il pro- getto permetterà ad un gruppo di 15 allievi di usufruire di un mese di formazione linguistica presso una scuola specializzata in un Paese di lingua francese. Al termine gli studenti conseguiranno la certificazione Delf. La formazione linguistica verrà integrata con attività di conoscenza del territorio che permetterà agli studenti partecipanti di conoscere luoghi, usi e costumi del Paese ospitante. Il dirigente scolastico Prof Ing Gaetano La Rosa ACI S. ANTONIO E IL CARRETTO SICILIANO Ai carradori santantonesi l’intitolazione di alcune strade La Direzione Giuseppe Di Bella, autore del libro “Il carretto siciliano – memoria e tecnica per non dimenticare”, ha avanzato nei giorni scorsi agli Organi del Comune di Aci S. Antonio di intitolare tre vie principali della cittadina ad altrettanti artisti carradori santantonesi scomparsi, antesignani di quella scuola d’arte del carretto siciliano che ha visto inseriti dalla Regione nel “Registro delle Eredità immateriali – Libro dei tesori umani viventi” ben sei artigiani ancora attivi nonostante l’età avanzata. Il meritato riconoscimento è stato proposto dal Di Bella per il caposcuola dei carradori Francesco D’Agata (18511909), per il pittore di carretti Zappalà Giuseppe (18911980) detto “u surdu”, premiato nel 1934 e rinomato in Italia e nel mondo, e per il decano dei costruttori di carretti Rosario D’Agata (1878-1966) premiato con la medaglia d’oro dal Capo del Governo nel 1924. L’iniziativa del Di Bella si pone a coronamento dell’altrettanta meritevole proposta dell’Associazione culturale “Terre di Aci”, presieduta dall’avv. Carmelo Sardella, di intitolare l’intera cittadina come patria del carretto siciliano, proposta sollecitata dallo stesso avv. Sardella dalla sede del museo del carretto siciliano l’8 novembre scorso durante la presentazione del libro del Di Bella e fatta propria dall’Amministrazione Comunale che, con grande sensibilità, il 27 novembre successivo deliberò la denominazione di Aci S. Antonio “Città del carretto siciliano”. Ora l’Associazione “Terre di Aci” si associa con convinzione alla lodevole proposta del Di Bella e auspica che l’Amministrazione Comunale renda al più presto tangibile la riconoscenza della città ai tre antesignani artigiani carradori. L’auspicio dell’avv. Sardella – come lo stesso ci riferisce - si estende alla revisione della cartellonistica cittadina con l’aggiunta al nome del Paese della meritata denominazione “Città del carretto siciliano” nonché all’apposizione della segnaletica indicante l’ubicazione del nuovo museo del carretto siciliano. (vedi foto libro carretto) Angelo Russo AKIS Sabato 14 Marzo 2015 11 Femminile Plurale premia le donne di S. Venerina... ...che si sono affermate nelle arti e nelle professioni. Ecco i nomi. Le protagoniste della quarta edizione di “Femminile Plurale” di sabato 21 marzo 2015, che avrà luogo nella sala teatro “S. Venera” di via Mazzini a Santa Venerina, alle ore 19,00, sono otto donne native e/o residenti nel territorio del Comune di Santa Venerina, che sono riuscite ad affermarsi nelle Arti e nelle Professioni grazie al loro impegno e alla forza di volontà, anche di fronte a difficoltà e impedimenti. La manifestazione, ideata e organizzata dall’Associazione “Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale” (Sto.Cu.Svi.T.), presieduta da Domenico Strano, si avvale del patrocinio del Comune di Santa Venerina e dell’apporto degli assessorati alle Pari Opportunità e Cultura. Seguendo l’ordine alfabetico, accosteremo ai nomi delle brevi note informative, che saranno ben più complete nel corso della manifestazione, che verrà condotta dalla brava Elena Ronsisvalle, premiata l’anno scorso e che ha preso parte alla riedizione del Musical “Grease” in tournée in Italia. La prima è Francesca Arcidiacono, giovane operatrice umanitaria, che ha scelto le zone più povere dell’Africa per testimoniare la condivisione soprattutto con le donne rese schiave del sesso per sopravvivere e i bambini privi di ogni speranza. Venera Contarino è un’insegnante attiva e innovativa nella didattica che ha dovuto affrontare un trauma come la cecità, che l’ha colpita inesorabilmente, ma ciò nonostante ha voluto proseguire nell’attività di insegnamento e si prodiga altresì per i ciechi e gli ipovedenti dell’area etnea, fornendo loro supporto quale responsabile territoriale dell’Unione Italiana Ciechi (UDC); ella inoltre ha promosso l’associazione “Mondo aperto” e ha scritto e fatto rappresentare dei testi teatrali. Daniela Greco è l’attuale direttrice dell’Ufficio Postale di Santa Venerina, la quale, entrata giovanissima per concorso nelle Poste, ha rinunciato alla carriera di dirigente per potersi dedicare alla famiglia. E’ nota anche come musicista arrangiatrice e corista nel Gesuele Sciacca Group, con il quale si è esibita in grandi teatri e un manifestazioni umanitarie come Telethon, Non solo Ippocrate, ed altre. Rosa Rapisarda, dopo gli studi al Liceo Classico di Acireale, è stata ammessa alla Scuola Superiore (di eccellenza) dell’Università di Catania, dove ha conseguito la laurea in ingegneria gestionale. E’ stata assunta dalla multinazionale Bosch, dove attualmente è manager nella sede di Milano, gestisce un team di acquisto ed è anche Projerct Leader per le forniture complesse, in contatto diretto con la casa madre di Stoccolma. Svolge anche attività di volontariato con la Dutur Claun V.I.P.Milano onlus. Ottavia Rinaldi, formatasi nel Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, ha perfezionato gli studi musicali avviati da tempo nei corsi di arpa dei Conservatori di Monopoli e di Como. Oggi è apprezzata concertista ed è inserita in formazioni orchestrali di alto livello. Maria Pia Russo, dalla brillante carriera scolastica nel Liceo Classico “Michele Amari” di Giarre alla laurea in Filosofia con il massimo dei voti, alle abilitazioni all’insegnamento di Lettere e Storia e Filosofia; dopo un lungo periodo di insegnamento, è risultata vincitrice del concorso ordinario per dirigente scolastico ed ha svolto tale ruolo fino alla pensione. Diverse le sue pubblicazioni a stampa, tra le quali segnaliamo “Fiabe e racconti popolari di Sicilia”, premiato nel Salone del Libro di Torino, e “Matteo Russo. Lettere dal fronte”, nel quale analizza la corrispondenza del nonno con la famiglia dal fronte durante la prima guerra mondiale. Simona Russo, si è affermata in molteplici concorsi di danza a livello nazionale ed è istruttrice presso una sua scuola ben affermata, la “Universe Dance”. Infine, Simona Todaro, dalla brillante carriera scolastica, dal liceo classico di Acireale alla laurea in Lettere Classiche e alla specializzazione in archeologia. Quale ricercatrice , ha svolto attività di archeologa, specialmente nell’isola di Candia o Creta. I suoi studi, pubblicati in lingue inglese, hanno fatto il giuro del mondo. E’ attualmente anche docente nell’Università di Catania. Accanto alle donne che otterranno il riconoscimento, è previsto un premio speciale per la Comunità Giovanni XXIII di Linera, che accoglie nella casa famiglia condotta dai coniugi Laura Lubatti e Marco Lovato, ragazzi e ragazzi in difficoltà e promuove il loro riscatto attraverso il teatro e il lavoro. All’interno, infatti, è nata la cooperativa “Rò la formichina”, che consente ai ragazzi e alle ragazze di impegnarsi in lavori artigianali anche per conto terzi. Ad arricchire l’evento contribuirà la dott.ssa Maria Pia Fontana, sociologo e formatore, assistente sociale specialista del Ministero della Giustizia, la quale si soffermerà brevemente sul tema delle pari opportunità. I momenti musicali saranno a cura del noto gruppo musicale “I Titani” e dei cantanti Cinzia Bonaccorso, Marika Tomarchio ed Amedeo Raciti. Nei locali saranno esposte alcune pirografie di Melo Mirenda, dedicate a figure femminili, opere premiate a livello europeo. Giovanni Vecchio Una manifestazione culturale che mette al centro storie di donne impegnate nella società con la propria professione e li incoraggia a proseguire nella loro carriera. È quanto accade al “Femminile Plurale”dedicato alle donne originarie o che operano professionalmente a Santa Venerina, kermesse contro corrente giunta alla quarta edizione e promossa dall’associazione “Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale” che mi onoro di guidare in qualità di presidente. L’evento, sin dalla sua ideazione, intende superare la festa tradizionale dell’8 marzo, oramai “sbiadita” non certamente per il venire meno delle sue motivazioni storiche ma per il consumismo ad essa legata. Si tratta di uno spettacolo vero e proprio, con una scaletta ricca di personaggi femminili di cui spesso la cittadinanza non ne conosce la storia. Alle donne “alla ribalta” nelle professioni e nelle arti viene consegnata una pergamena quale segno di riconoscimento per i loro meriti e i traguardi raggiunti. Dalla scorsa edizione il “Femminile Plurale” viene introdotto da una riflessione sulle pari opportunità: si tratta di una nota che, affidata di regola a studiosi del settore, aiuta la platea a riflettere sulla condizione femminile sotto gli aspetti storici, sociologici e antropologici. Altro punto di forza è il premio speciale a enti o associazioni che operano nel campo delle pari opportunità. Proprio per la rilevanza che essa ha sul territorio comunale, la manifestazione vede l’apporto delle amministrazioni comunali e anche questa quarta edizione si svolge con il patrocinio del Comune di Santa Venerina, assessorati alla Cultura e alle Pari opportunità. Questa manifestazione, posso affermarlo, è la punta di diamante dell’associazione “Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale”, nata nel 2011 dal desiderio di fare cultura e dallo spirito volontaristico di un gruppo di amici il cui motto è “Senza entusiasmo non si compie niente di grande”. Domenico Strano 12 AKIS Sabato 14 Marzo 2015 “Le Donne e l’Arte tra visione e identità: da Sofonìsba Anguissòla a Marina Abràmovic” Buon Lavoro all’Ing. Alfio Grassi, nuovo Segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Catania Premio di Poesia “Carmelo Pitrolino” Un pomeriggio di alta cultura quello organizzato qualche giorno fa al S. Biagio Resort, dalla Presidente della Fidapa di Acireale, M° Vera Pulvirenti, che ha proposto un tema inusuale, ma molto coinvolgente: La storia delle donne nell'arte, ospite d’eccezione la relatrice prof.ssa Leda Vasta, storico dell’arte. Un tema abbastanza vasto e, nello stesso tempo, versatile per cui è quasi impossibile tentare di darne un quadro di insieme. Le donne nell’arte hanno sempre fatto molto fatica per trovare il giusto spazio e ancora oggi, nonostante le Accademie accolgano ormai, per la stragrande maggioranza, donne, le grandi esposizioni ufficiali rispecchiano una tradizione artistica per la maggior parte maschile. Dunque, nonostante la dedizione delle donne per l’arte, sono poche quelle che riescono a raggiungere obiettivi importanti. Tradizionalmente, nell'arte di alto livello, sono stati gli uomini a forgiare le immagini, come ad es. Tiziano, tanto per citare solo uno degli antichi maestri che furono ispirati dalla magnificenza della donna, e che realizzò almeno 39 quadri della Madonna e 19 Veneri, perchè e non a caso gli uomini erano gli unici ad avere accesso alla formazione, avendo sostegno e patrocinio da parte dei magnati. "Perché non ci sono state grandi artiste donne?". Ci sono ovviamente le eccezioni che non confermano la regola: alcune monache medioevali famose per le loro illustrazioni sui manoscritti; un gruppo di pittrici rinascimentali, tra cui Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana, specializzate nei ritratti di re e regine e componenti di nobili famiglie. É già in moto la macchina organizzatrice per la nuova edizione del Premio Regionale di Poesia “Città di Gravina”, dedicato alla memoria di Carmelo Pitrolino, giunta alla sua decima edizione ed organizzata dall’associazione “Centro Culturale e Ricreativo per la terza età…e non solo” di Gravina di Catania e con il patrocinio del Comune di Gravina, del Patronato 50&Più Enasco di Catania e della Banca Popolare Agricola di Ragusa. Il comitato organizzatore ricorda che il 12 aprile 2015 scadrà il termine ultimo per aderire al bando di partecipazione al Premio. Anche quest’anno l’evento, come nelle scorse edizioni, oltre alle due sezioni, una per la poesia in italiano e l’altra per quella in dialetto siciliano, ne dedicherà una terza alla memoria di Carmelo Pitrolino fondatore nel 1994 del “Centro Culturale e ricreativo per la terza età...e non solo" e del giornale “Paesi Etnei Oggi”. «Andiamo avanti - commenta l’organizzatore Andrea Pitrolino, figlio del compianto Carmelo - in ricordo dei suoi insegnamenti, portando avanti tutto ciò che per vocazione il caro Carmelo ci ha lasciato. Si tratta di un appuntamento davvero irrinunciabile per tutti gli amanti della poesia provenienti da tutte le parti della Sicilia, che come ogni anno si ritroveranno all’auditorium del Centro Civico di Gravina per assistere alla cerimonia di premiazione prevista per domenica 26 aprile. Ricordiamo inoltre che durante la premiazione oltre ad esibirsi vari artisti che hanno portato con impegno e dedizione la sicilianità nel mondo, saranno assegnati dei premi speciali al mondo del giornalismo, della sanità, della cultura ed al mondo dell’imprenditoria locale. In questo difficile momento di crisi – incalza l’organizzatore - tutti devono far sì che la cultura non sia considerata un peso per la società, bensì un’opportunità in più su cui far leva. La storia ci insegna che gli investimenti nella cultura sono il vero volano di sviluppo e crescita di un territorio e che, anzi, sono questi che ne rafforzano l’identità». Per qualsiasi informazione e per adesioni al bando di partecipazione è possibile rivolgersi alla segreteria del premio contattando il 340 6091442 o inviare un email all’indirizzo: [email protected] Hanno incendiato la macchina del Sindaco acese E’ un gesto vandalico e ci fa riflettere sul valore della violenza gratuita e dissennata. Avere in testa idee diverse può portare al dibattito ed al confronto civile, quindi è ricchezza e varietà di vedute. Collaborare ed accettare le proposte giuste anche se dette prima da altri che non siamo noi, è indice di saggezza e di umanità. Non è facendosi la guerra e fomentando piccole e grandi violenze che gli uomini troveranno benessere. Ricordiamolo sempre (e non l'ho detto io, ma un famoso filosofo) : l'uomo che alza per primo il pugno in un gesto di violenza, è quello che non ha più idee in testa. Pinella Musmeci Benintende " Le arance per la vita" Si è appena conclusa la manifestazione "Le arance per la vita"attività a scopo benefico del neonato club kiwanis,"Absolute CT.Terra dei Ciclopi", presieduto da Daniela Simon,Chair del Distretto Italia e della Divisione 2 Sicilia. L'evento, che ha riscosso notevole apprezzamento, ha avuto come location il parco della parrocchia S.Michele Arcangelo, retta da padre Di Bella, in via Sebastiano Catania. Il lavoro sinergico dei Chairmen del club,rispettivamente per l'Eliminate dott.Salvatore Sanfilippo, alla salute dott.Sergio Marino e rapporti con le Istituzioni dott.Seby Anastasi, professionalità ben note ed apprezzate del quartiere S.Nullo e della città,ha fatto sì che venisse conosciuta e sostenuta in maniera massiccia,la campagna di vaccinazioni contro il tetano materno e neonatale che il kiwanis condivide con l'Unicef.Efficiente il lavoro dei consiglieri Saro Basile, Daniela Lanza, Adriana Marletta, Caterina e Rita La Spina, Mariella Di Mauro, del tesoriere dott.Michele Lanza, della vicepresidente dott.ssa Adriana Roccamo, che si sono alternati nello stand. Viva soddisfazione della presidente e del segretario del club ing.Filippo Lizzio, per la partecipazione entusiastica di tutti i soci dell " Absolute" e per i complimenti pervenuti al club dalle massime autorità del kiwanis International. La storia dell’arte ha spesso penalizzato la figura dell’artista donna, nonostante diverse protagoniste siano emerse nei secoli: da Tamara de Lempicka, a Frida Kahlo, da Camille Claudel a Barbara Hepworth (nomi noti e spesso affiancati a quelli maschili). Tuttavia ci sono state anche altre artiste, brave quanto gli uomini, ma trascurate o dimenticate. Studi recentissimi hanno permesso di individuare il nome di artiste d’epoca grecoromana, mentre dell’arte al maschile si sa praticamente tutto sin dall’antichità. Le donne hanno portato, da sempre, un contributo importante all’arte che va analizzato con attenzione e apprezzato nel profondo. Analizzare tutta la produzione artistica è fondamentale per comprendere l’influenza delle immagini delle donne nell'arte sulla nostra cultura e sulla nostra vita politica: la donna come madre, come dea, come musa o come oggetto sessuale e, in ultima analisi, la donna in qualità di creatrice stessa della sua immagine artistica. Solo nel ventesimo secolo, in particolare nell'ultimo quarto, il modello inizia a mutare, in quanto le donne iniziavano a pretendere per sé l'arte e a percepire la loro vita da artiste. Un’importante mostra milanese ha messo in luce le opere e il lavoro svolto da 110 artiste, il mondo che le circondava, i cambiamenti sociali e politici in cui si sono trovate, promuovendo ed evidenziando il ruolo della donna nell’arte e recuperando il valore scientifico, sociale e antropologico delle opere di alcune fra le più illustri artiste della storia. L’illustre relatrice si è avvalsa di una numerosa proiezione di preziose immagini, iniziando appunto, dal ‘500 con Sofonisba Anguissola (omaggiata da Anton van Dyck) e Lavinia Fontana Marietta Robusti, figlia di Tintoretto e Artemisia Gentileschi, pittrice e femminista della prima ora, che denunciò lo stupro subito da parte del pittore Agostino Tassi, suo maestro, e l’umiliazione del processo in cui da vittima divenne colpevole. E, continuando nel ‘700 con Rosalba Carriera, artista del pastello, e nel neoclassicismo Angelica Kauffmann, passando per l’ottocento con la cognata di Manet, Berthe Morisot, Eva Gonzalès e Mary Cassatt, scoperta da Degas. La madre di Utrillo, l’artista Suzanne Valadon, e la più nota Camille Claudel. Ancora con le audaci Tamara de Lempicka e Frida Kahlo e la più esasperata? avanguardista Marina Abràmovic. Una bellissima serata che ha fatto aprire un vivace dibattito con le numerose persone presenti in sala. Auguri, prof.!