LA VITA È BELLA
Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
Associazione di Enti Locali per l’Educational e la Cultura - Ente Formatore per Docenti
Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e all’Estero
Partendo dall’incipit di Leonilda Colamarino e con il coordinamento dei propri
docenti, hanno scritto il racconto gli studenti delle scuole e delle classi appresso
indicate:
Istituto Comprensivo “Edoardo De Filippo” di Sant’Egidio del Monte Albino –
Classi II A/B
Scuola Statale Italiana di Madrid – Classe II B
Istituto Comprensivo “Regio Parco” di Torino – Classe II D
Istituto Comprensivo “Europa Unita” di Afragola – Classe I C
Scuola Primaria “S. G. Bosco” di Pignataro Maggiore - Classe II A
Istituto Comprensivo “Europa Unita” Scuola dell'infanzia di Afragola - Infanzia
Sezioni H/A
Istituto Comprensivo di Forino - Classi I II A/B
Scuola Statale Italiana di Madrid - Classe II A
Istituto Comprensivo Rovigo 4 di Rovigo “A. Maini” - Classe I scuola primaria
Istituto Comprensivo Castellabate - Plesso Scuola Primaria di Perdifumo - Classi
I/II elementare
Istituto Comprensivo 1 “Don Milani” di Quarto (Indirizzo musicale) di Quarto - Plesso “Don Milani” - Classe I D
Direzione Didattica I Circolo- Castelletto M.To di Valenza - Classi I A Scuola
Primaria Castelletto M.to, Sezione A “Orsetti”, Sezione B “Violette” Scuola dell’infanzia Castelletto M.to
Editing a cura di: Silvia Tortorella
Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Associazione di Enti Locali
Ente Formatore per docenti accreditato MIUR
Il racconto è pubblicato in seno alla Collana dei Raccontiadiecimilamani
Staffetta Bimed/Exposcuola 2014
Istituzione Promotrice della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola in Italia e all’Estero
Direzione e progetto scientifico
Andrea Iovino
Monitoraggio dell’azione
e ottimizzazione delle procedure
Ermelinda Garofano
Segreteria di Redazione
e responsabili delle procedure
Valentina Landolfi
Margherita Pasquale
Staff di Direzione
e gestione delle procedure
Angelo Di Maso
Adele Spagnuolo
Responsabile per l’impianto editoriale
Marisa Coraggio
Grafica di copertina:
l’Istituto Europeo di Design, Torino
Docente: Sandra Raffini
Impaginazione
Tullio Rinaldi
Ermanno Villari
Relazioni Istituzionali
Nicoletta Antoniello
Piattaforma BIMEDESCRIBA
Gennaro Coppola
Angelo De Martino
Amministrazione
Rosanna Crupi
Annarita Cuozzo
Franco Giugliano
I libretti della Staffetta non possono essere in alcun modo posti in distribuzione Commerciale
RINGRAZIAMENTI
I racconti pubblicati nella Collana della Staffetta di Scrittura Bimed/ExpoScuola 2014 si
realizzano anche grazie al contributo erogato in favore dell’azione dalle istituzioni e dai
Comuni che la finanziano perché ritenuta esercizio di rilevante qualità per la formazione
delle nuove generazioni. Tra gli Enti che contribuiscono alla pubblicazione della Collana
Staffetta 2014 citiamo: Siano, Bellosguardo, Pisciotta, Pinerolo, Moncalieri, Castellamonte,
Torre Pellice, Forno Canavese, Ivrea, Chivasso, Cuorgnè, Santena, Agliè, Favignana, Lanzo
Torinese, Sicignano degli Alburni, Petina, Piaggine, San Giorgio a Cremano, l’Associazione
in Saint Vincent e l’Associazione Turistica Pro Loco di Castelletto Monferrato.
La Staffetta di Scrittura riceve un rilevante contributo per l’organizzazione degli Eventi di
presentazione dei Racconti 2014 dai Comuni di Moncalieri, Salerno, Pinerolo e dal Parco
Nazionale del Gargano/Riserva Naturale Marina Isole Tremiti.
Si coglie l’occasione per ringraziare i tantissimi uomini e donne che hanno operato per il
buon esito della Staffetta 2014 e che nella Scuola, nelle istituzioni e nel mondo delle associazioni promuovono l’interazione con i format che Bimed annualmente pone in essere in
favore delle nuove generazioni. Ringraziamenti e tanta gratitudine per gli scrittori che annualmente redigono il proprio incipit per la Staffetta e lo donano a questa straordinaria
azione qualificando lo start up dell’iniziativa. Un ringraziamento particolare alle Direzioni
Regionali Scolastiche e agli Uffici Scolastici Provinciali che si sono prodigati in favore dell’iniziativa. Infine, ringraziamenti ossequiosi vanno a S. E. l’On. Giorgio Napolitano che ha insignito la Staffetta 2014 con uno dei premi più ambiti per le istituzioni che operano in ambito
alla cultura e al fare cultura, la Medaglia di Rappresentanza della Repubblica Italiana giusto dispositivo SGPR 01/10/2013 0102715P del PROT SCA/GN/1047-1
Partner Tecnico Staffetta 2014
Si ringraziano per l’impagabile apporto
fornito alla Staffetta 2014:
i Partner tecnici
UNISA – Salerno, Dip. di Informatica;
Istituto Europeo di Design - Torino;
Cartesar Spa e Sabox Eco Friendly
Company;
il partner Must
Certipass, Ente Internazionale Erogatore
delle Certificazioni Informatiche EIPASS
By Bimed Edizioni
Dipartimento tematico della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
(Associazione di Enti Locali per l’Educational e la Cultura)
Via della Quercia, 64 – 84080 Capezzano (SA), ITALY
Tel. 089/2964302-3 fax 089/2751719 e-mail: [email protected]
La Collana dei Raccontiadiecimilamani 2014 viene stampata in parte su carta
riciclata. È questa una scelta importante cui giungiamo grazie al contributo di
autorevoli partner (Sabox e Cartesar) che con noi condividono il rispetto della
tutela ambientale come vision culturale imprescindibile per chi intende contribuire alla qualificazione e allo sviluppo della società contemporanea anche attraverso la preservazione delle risorse naturali. E gli alberi sono risorse ineludibili per
il futuro di ognuno di noi…
Parte della carta utilizzata per stampare i racconti proviene da station di
recupero e riciclo di materiali di scarto.
La Pubblicazione è inserita nella collana della Staffetta di Scrittura
Bimed/Exposcuola 2013/2014
Riservati tutti i diritti, anche di traduzione, in Italia e all’estero.
Nessuna parte può essere riprodotta (fotocopia, microfilm o altro mezzo)
senza l’autorizzazione scritta dell’Editore.
La pubblicazione non è immessa nei circuiti di distribuzione e commercializzazione e rientra tra i prodotti formativi di Bimed destinati
unicamente alle scuole partecipanti l’annuale Staffetta di Scrittura
Bimed/ExpoScuola.
La Staffetta 2013/14 riceve:
Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana
Patrocini:
Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia,
Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente
PRESENTAZIONE
Quante attenzioni, quanta positiva tensione e quanto straordinario e felice impegno
nella Staffetta di quest’anno. L’emozione che abbiamo provato quando il Presidente
della Repubblica ha conferito alla Staffetta la Medaglia di Rappresentanza è
stata grande ma ancora e di gran lunga maggiore è stata, l’emozione, nel vedere
gli occhi dei nostri ragazzi in visita al Quirinale. Ho avvertito in quegli occhi
l’orgoglio di chi sentiva di essersi impegnato in un’attività che le istituzioni gli stavano
riconoscendo … È quello che vorrei vedere negli occhi di quei tanti giovani che
dopo la scuola, a conclusione del proprio ciclo d’istruzione, invece, in questo tempo
sentono l’apprensione di un contesto che, probabilmente, dovrebbe sancire la
Staffetta come buona prassi da adottare in funzione del divenire comune. Cos’è, in
fondo la Staffetta? E’ un format educativo, un esercizio imperdibile per l’acquisizione
gli strumenti necessari a affrontare LA VITA sentendo lo straordinario dono della vita.
La Staffetta è una sfida in cui tutti si mettono insieme stando dalla stessa parte,
sentendo anche le entità lontane come i compagni di un cammino comune …
L’altro che diventa te stesso … Questo è la Staffetta un momento che dura un intero
anno e che alla fine ti mette nella condizione di sentirti più forte e orgoglioso per
quello che è stato fatto, insieme a tanti altri che hanno concorso a realizzare un
prodotto che alla fine è la testimonianza di un impegno che ci ha visti UNITI (!)
in funzione di un obiettivo … Si tratta di quello di cui ha bisogno il Paese e di
quello che appare indispensabile per qualificare il tempo e lo spazio che stiamo
attraversando.
Andrea Iovino
L’innovazione e la Staffetta: una opportunità per la Scuola italiana.
Questo è il secondo anno che operiamo in partnership con Bimed per la realizzazione
della “Staffetta di scrittura Creativa e di Legalità”. Siamo orgogliosi di essere
protagonisti di questa importante avventura che, peraltro, ci consente di raggiungere
e sensibilizzare un così grande numero di persone sull’attualissimo, quanto per
molti ancora poco conosciuto, tema che attiene la cultura digitale.
Sentiamo spesso parlare di innovazione, di tecnologia e di internet: tutti elementi
che hanno rivoluzionato il mondo, dalle amicizie, al tempo libero,lo studio, il lavoro
e soprattutto il modo di reperire informazioni. L’innovazione ha travolto il mondo
della produzione, dei servizi e dell’educazione, ma non dobbiamo dimenticare
che “innovare” significa, prima di tutto, porre la dovuta attenzione alla cultura.
Da un punto di vista tecnico, siamo tutti più o meno esperti, ma quanti di noi
comprendono realmente l’essenza, le motivazioni, le opportunità e i rischi che
ne derivano?
La Società è cambiata e la Scuola, che è preposta alla formazione di nuovi
individui e nuove coscienze, non può restare ferma di fronte al cambiamento che
l’introduzione delle nuove tecnologie e internet hanno portato anche nella
didattica: oggi gli studenti apprendono in modo diverso e questo implica
necessariamente un metodo di insegnamento diverso.
Con il concetto di “diffusione della cultura digitale” intendiamo lo sviluppo del
pensiero critico e delle competenze digitali che, insieme all’alfabetizzazione,
aiutano i docenti e i nostri ragazzi a districarsi nella giungla tecnologica che
viviamo quotidianamente.
L’informatica entra a Scuola in modo interdisciplinare e trasversale: entra perché
i ragazzi di oggi sono i “nativi digitali”, sono nati e cresciuti con tecnologie di cui
non è più possibile ignorarne i vantaggi e le opportunità e che porta inevitabilmente
la Scuola a ridisegnare il proprio ruolo nel nostro tempo.
Certipass promuove la diffusione della cultura digitale e opera in linea con le
Raccomandazioni Comunitarie in materia, che indicano nell’innovazione e
nell’acquisizione delle competenze digitali la vera possibilità evolutiva del
contesto sociale contemporaneo. Poter anche soltanto raccontare a una comunità
così vasta com’è quella di Bimed delle grandi opportunità che derivano dalla
cultura digitale e dalla capacità di gestire in sicurezza la relazione con i contesti
informatici, è di per sé una occasione imperdibile. Premesso che vi sono indagini
internazionali da cui si evince l’esigenza di organizzare una forte strategia di
ripresa culturale per il nostro Paese e considerato anche che è acclarato il dato
che vuole l’Italia in una condizione di regressione economica proprio a causa del
basso livello di alfabetizzazione (n.d.r. Attilio Stajano, Research, Quality,
Competitiveness. European Union Technology Policy for Information Society IISpringer 2012) non soltanto di carattere digitale, ci è apparso doveroso
partecipare con slancio a questo format che opera proprio verso la finalità di
determinare una cultura in grado di collegare la creatività e i saperi tradizionali
alle moderne tecnologie e a un’idea di digitale in grado
di determinare confronto, contaminazione, incontro, partecipazione e condivisione.
Promuoviamo, insieme, la cultura digitale e la certificazione delle I-Competence
per garantire competenze indispensabili per acquisire a pieno il ruolo di cittadino
attivo nella società della comunicazione e dell’ informazione.
Partecipiamo attivamente alla diffusione della cultura digitale, perché essa diventi patrimonio di tutti e di ciascuno, accettando la sfida imposta dalle nuove
professioni che nascono e dai vecchi mestieri che si trasformano, in modo profondo
e radicale.
Tutti noi abbiamo bisogno di rigenerare il pensiero accettando nuove sfide e
mettendo in gioco tutto quanto imparato fino adesso, predisponendoci al
cambiamento per poter andare sempre più avanti e un po’ oltre.
Il libro che hai tra le mani è la prova tangibile di un lavoro unico nel suo genere,
dai tantissimi valori aggiunti che racchiude in sé lo slancio nel liberare futuro
collegando la nostra storia, le nostre tradizioni e la nostra civiltà all’innovazione
tecnologica e alla cultura digitale. Certipass è ben lieta di essere parte integrante
di questo percorso, perché l’innovazione è cultura, prima che evoluzione tecnologica!
Il presidente
Domenico PONTRANDOLFO
INCIPIT
LEONILDA COLAMARINO
Il Semino
Trascorso l’inverno, il sole faceva capolino sempre più presto al mattino, risvegliando la natura con i suoi caldi raggi.
Con l’aria tiepida della primavera un albero dai tralci alti e articolati si stiracchiò, aprì i pori chiusi per il freddo e
con voce rauca di chi si è appena svegliato augurò “buon risveglio” a tutti i
suoi rami, che si preparavano a vivere il
periodo più bello dell’anno: la primavera.
Col passare dei giorni sui rami spuntarono le prime verdi e tenere foglioline e
anche i primi semi che, trasportati grazie all’aiuto del vento, avrebbero gene-
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rato alberi alti e verdeggianti. Tra i semi
c’era un continuo chiacchierio, infatti
molti di essi dicevano: «Speriamo di essere trasportati lontano!»
Altri ancora mormoravano: «Speriamo di
trovare un terreno fertile dove mettere
radici!»
Insomma per quei piccoli semi tondeggianti era entusiasmante sognare e progettare il futuro; però un Semino color
sabbia del deserto, grande come un’unghia del dito mignolo, tremava e frignava tutta la giornata.
Allora il ramo più anziano gli chiese:
«Perché tremi e piangi?»
Il Semino, continuando a tremare col
corpo e con la voce, rispose: «Io… io… io
non... non… voglio volare via! Ho paura…»
CAPITOLO PRIMO
Le avventure del Semino
Mentre il Semino continuava a piangere,
un’improvvisa folata di vento lo portò in
alto nel cielo.
«Aiuto, aiuto!»
gridava il Semino
sempre più impaurito, mentre il vento lo
portava sempre più in alto e lontano.
All’improvviso, si ritrovò adagiato
su una
soffice nuvola bianca.
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Le avventure del Semino
Si guardò intorno tremante e angosciato
e si chiese: «Dove sono?»
Una delle tante goccioline d’acqua che
componevano la nuvola gli sussurrò:
«Non aver paura, sei tra amiche».
Il Semino non sapeva perché, ma la
voce della gocciolina lo tranquillizzava e si lasciò coccolare dalla mor-
bidezza della nuvola.
Un venticello primaverile faceva muovere
lentamente la nuvola e il Semino, curioso, iniziò a guardarsi intorno.
Si affacciò e si meravigliò di quello che
vedeva.
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Le avventure del Semino
Da lassù vide città, montagne, fiumi,
laghi, campagne… e rimase affascinato da
quella visione.
Nel frattempo, il vento trascinava la nuvola verso il sole e i caldi raggi facevano
evaporare le goccioline che lo salutarono
affettuosamente.
Prima di dissolversi le goccioline augurarono al Semino: «Buona vita!»
Il Semino, un po’ più tranquillo, continuò il suo viaggio
alla
scoperta
delle
meraviglie del mondo.
Capitolo primo
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CAPITOLO SECONDO
A spasso nella Foresta Amazzonica
Il vento gentile smise di spingere la
nuvola e il Semino si trovò sopra un
bosco gigantesco, una foresta, la Foresta dell’Amazzonia. Cominciò a cadere.
Era così spaventato che svenne. Cadendo fra l’erba alta si svegliò mentre
due occhioni giganteschi lo stavano
guardando.
Erano gli occhi di una coccinella.
«Che Semino strano sei, da
dove vieni?»
Il Semino non lo sapeva...
«Tu mi fai paura, hai tanti
colori».
«Non avere paura, io ti proteggerò perché sei strano ma tanto bello».
La coccinella prese delicatamente il Semino con l’idea di condurlo a conoscere la
sua casa. Il Semino ora era più tranquillo
e felice e ne approfittò per guardare e
familiarizzare con la foresta.
Capitolo secondo
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Mentre volavano vide tanti
fiori colorati che gli sorrisero
e lo salutarono dicendogli:
«Benvenuto Semino, la foresta è la tua casa».
Poi vide volare delle farfalle variopinte
che li accompagnarono per un tratto.
C’era un bel fiume azzurro
brulicante di pesciolini che,
saltando, lo salutarono augurandogli una bella giornata.
La coccinella era stanca e si fermò tra
i rami di un albero. Arrivò uno scoiattolo che, dolcemente, li prese su di sé
per aiutarli nel loro cammino, saltando
24
A spasso nella Foresta Amazzonica
di ramo in ramo, fino alla casa della
coccinella. Era in un prato pieno di orchidee e la tana della coccinella si
trovava sotto terra tra quelle meraviglie. Le radici delle orchidee formavano le pareti della casetta e la
adornavano.
Il Semino era sorpreso e si intimidì un
po’ perché la casetta era strana.
Piena di quadri di fiori,
farfalle e pesciolini.
La coccinella non solo era un’artista, ma
era anche una fata buona che poteva
esaudire desideri.
Capitolo secondo
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CAPITOLO TERZO
Il Semino fa amicizia
Il Semino superò il suo timore perché nella
casetta trovò tanti altri semini che gli sorridevano, però questi parlavano varie lingue
sconosciute. Allora il piccolo Semino si sentì
sperduto perché incompreso e, a sua volta,
non comprendeva gli altri. Intervenne la fatina che percepì il disagio del piccolo e, con
una magica filastrocca, permise a quei semini
di comunicare e di capirsi:
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«Cari semini guardate tutti me,
non siete cugini,
ma tanti fratellini,
ed ora per mia magia,
vi capirete in allegria:
Hello, dice l’inglese,
Bonjour, dice il francese,
Ciao, l’italiano
Il Semino fa amicizia
e Salem, l’iraniano.
Ma un abbraccio in compagnia
riempie i cuori di allegria!»
I piccoli semini dissero alla fatina: «Cara
mammina (così i semini chiamavano la fatina), spiegaci come faremo a crescere, a svilupparci per diventare fiori e frutti».
La fatina rispose: «Non abbiate timore perché ci penseranno la terra, il sole, la pioggia
e il vento».
E così cominciò l’avventura dei piccoli semini
che, trasportati dal vento, caddero in bellissime distese di terra, ricche di sali minerali
e di altre sostanze nutritive. I semini cominciarono a ballare, a giocare, a rincorrersi e a
saltare cantando felici la filastrocca del loro
girotondo:
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«Seme, Semino,
attento a quel tacchino,
Il Semino fa amicizia
nascondi nel buchino
il tuo piccolo capino».
Spaziavano in quei grandi terreni contenti di
essere diventati amici e di volersi un mondo
di bene!
Poi si sedettero in cerchio e decisero di aiutarsi sempre fino a quando fossero diventati
piante, fiori e frutti.
Ognuno dei semini aveva una sua particolarità.
Erano tutti diversi, nel colore, nella forma e
nella sostanza e avrebbero dato tutti prodotti diversi.
La fatina era contenta perché aveva permesso
a quei semini, prima sconosciuti, di diventare
amici e di aiutarsi l’uno con l’altro.
I piccoli semini, però, non avevano fatto i
conti con i loro vecchi amici: acqua e vento
che si sarebbero potuti trasformare in pericolosi nemici.
Capitolo terzo
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CAPITOLO QUARTO
La magia dell’amicizia
I semini giocavano tra loro e, nel tepore
del sole primaverile, si giurarono eterna
amicizia, promettendo di aiutarsi nei momenti difficili:
«Sempre amici noi saremo
e insieme cresceremo.
Promettiamo di aiutarci,
l’un con l’altro sempre uniti».
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La magia dell’amicizia
Mentre giocavano,
una folata di vento
spazzò via foglie e terreno, rischiando di
trascinare con sé anche i semini.
Tutti, allora, ricordando
il giuramento,
si presero per mano
per proteggersi
l’un l’altro.
La coccinella, che era la fata della natura,
con una magia donò loro la forza per
combattere.
Tramite lo scoiattolo, suo aiutante, li avvertì della tempesta che stava per scoppiare: «Semini! Semini! Sta per arrivare
un forte temporale, Fata Natura vi manda
a dire che l’acqua è un pericolo e può portarvi via!»
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La magia dell’amicizia
Così, i semini pregarono lo scoiattolo di chiedere l’aiuto di Fata Natura per superare la
minaccia del cattivo tempo.
Subito, magicamente, dal cielo insieme alla
pioggia cadde polvere di fata che rese il terreno più soffice, permettendo ai semini di
mettersi al riparo in profondità e non scivolare via.
Scongiurato il pericolo, i semini ringraziarono la Fata, che aveva voluto così premiarli
per la loro amicizia e, insieme, si misero a
pensare a come rendere più sicuro il nuovo
rifugio.
CAPITOLO QUINTO
Il coraggio e l’amore
Nel tepore del soffice terreno, i semini si
resero conto di essere diventati forti e
coraggiosi e quindi consapevoli della sicurezza conquistata insieme, intonarono
in coro:
«Dopo tante avventure
non abbiam più paura
ora è tempo di andare
e gli altri aiutare».
Il Semino e i suoi amici avevano capito
che era giunto il momento di mettere radici e di diventare degli alberi per donare
la loro frutta dolce e succosa a chi ne
avesse avuto bisogno.
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Il coraggio e l’amore
Un po’ dispiaciuti per l’imminente separazione, ma felici di potersi rendere
utili, si divisero in coppie.
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Il coraggio e l’amore
«Vieni amica coccinella, vogliamo fare un
ultimo viaggio, portaci in luoghi incontaminati e poveri, dove le persone apprezzino un albero da frutta» disse il Semino.
«Dove vorreste andare?» chiese la coccinella.
I semini risposero:
«In coppia vogliam migrare,
non troppo lontano
dalle nostre origini tornare.
Di posti bellissimi ne abbiamo visti tanti,
voglia di viaggiar ne abbiamo
non sai quanta,
ma per quei poveri bimbi della nostra terra
c’è tanto amore, qui nel nostro cuore».
La coccinella decise di accontentarli e
loro, felici ed eccitati, organizzarono una
festa d’addio.
Capitolo quinto
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Tra giochi e danze i semini promisero di impegnarsi ad aiutare gli altri come la coccinella li aveva aiutati finora.
Ogni Semino scelse una compagna… erano
pronti ad affrontare una nuova vita!
Con un lieve volo la coccinella salì su, tra i
rami degli alberi, dove volavano festose farfalle, quasi volessero salutarli, e poi… via
lontano verso i bambini delle favelas brasiliane.
“Che dolce sensazione!
Planare nell’aria, caro amico,
andare giù in Brasile,
mettere radici,
crescere l’uno accanto all’altro
sostenendoci,
dare tanta buona frutta,
rendere sorridenti quei visetti tristi
che spesso piangono perché non hanno
cibo”.
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Il coraggio e l’amore
Dall’alto videro sfavillanti città, ville, cascate: immagini meravigliose che rallegravano l’animo e donavano la gioia di
esistere.
Capitolo quinto
39
I semini avrebbero voluto che il viaggio
durasse all’infinito, ma all’improvviso incominciarono a cadere le prime gocce di
pioggia.
«Sono stanca, Semino mio!» disse la coccinella.
«Puoi scendere giù e cercare un riparo
dove c’è un terreno fertile?» chiese il Semino.
Finalmente atterrarono nei pressi di un
cespuglio variopinto e profumato.
Il Semino e la sua compagna salutarono
la coccinella, che dopo essersi riposata,
ripartì, per tornare nella foresta.
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Il coraggio e l’amore
Timorosamente, perché la separazione
aveva impoverito il suo coraggio; il Semino sbirciò fuori dalle foglie e, meraviglia
delle
meraviglie,
ai
suoi
occhi
apparve uno spettacolo strabiliante.
In lontananza c’erano tante cascate che
sembravano precipitare dal cielo, tra nuvole di goccioline accompagnate da un
sonoro sciabordio d’acqua.
Era una vista mozzafiato.
Sia pure in lontananza, si distinguevano
la foresta, il fiume, le bianche rocce della
montagna e tutta quell’acqua che creava
effetti scenici e sonori.
Capitolo quinto
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Dall’altro lato, poco più in là, c’erano
tante piccole case: era il posto ideale per
un albero.
Il Semino e la sua compagna si tuffarono
nel terreno, cercando un posticino comodo mentre alcune gocce d’acqua, scivolando dalle foglie, li innaffiavano.
In un mattino luminoso sbucarono dal
terreno due teneri germogli.
42
Il coraggio e l’amore
CAPITOLO SESTO
I piccoli germogli sognano
Che splendida giornata!
Il cielo era azzurro e l’aria calda.
Un piacevole venticello muoveva le tenere
foglioline dei piccoli germogli.
Sembravano danzare.
Si svegliarono felici.
«Evviva, evviva
siam due piccoli germoglini,
siamo piccoli e carini,
presto noi cresceremo;
grandi e forti diverremo!»
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I piccoli germogli sognano
«Immagina fratellino mio, presto saremo alberi.
Faremo più bella la natura. Ci saranno altre
piante come noi. Renderemo l’aria più pulita
e l’ambiente più sano.
Produrremo tanta deliziosa e dolce frutta che
aiuta a crescere bene, nutriente e saporita,
ricca di vitamine che i bambini potranno
anche portare a scuola per una sana merenda!»
Capitolo sesto
45
«Con gioia ospiteremo gli uccellini che costruiranno i loro nidi fra i nostri rami, e vedremo le farfalle allietarli con i loro gioiosi
voli! Daremo riparo e nutrimento a tanti nostri amici animaletti.
Staremo tutti in allegria ascoltando il dolce
cinguettio dei passerotti. Che bel futuro ci
aspetta! Siamo proprio fortunati!»
46
I piccoli germogli sognano
«Sarà bellissimo quando ci circonderanno
bimbi festosi che avranno cura di noi e riconoscenti abbasseremo i nostri rami per abbracciarli.
Ora siamo solo due
ma numerosi diventeremo
e tanta frutta doneremo
così il nostro sogno si realizzerà;
che grande felicità!»
Capitolo sesto
47
CAPITOLO SETTIMO
L’unione fa la forza
Passarono gli anni e il sogno dei due germogli si avverò: diventarono due alberi dai tronchi alti e diritti, con le chiome talmente
intrecciate tra loro, da sembrare una sola.
Grande fu la loro gioia nel ritrovarsi circondati da tanti altri fratelli con i quali rendere
quel luogo unico e straordinario, sia per gli
animali che per gli uomini.
In un gesto di grande affetto, tesero le loro
radici fino a quando si unirono in un grande
abbraccio con cui affrontare le avversità
della vita perché consapevoli che l’unione fa
la forza.
Così, la loro vita scorreva tranquilla, allietata dal canto degli uccellini, dalle voci
degli animaletti che popolavano il bosco e da
quelle dei bambini che si rincorrevano felici
tra i tronchi per giocare a nascondino.
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L’unione fa la forza
Un giorno incominciò a esserci un viavai di
strani personaggi che armeggiavano con strumenti mai visti prima; quando parlavano, menzionavano spesso la parola hotel, ma gli alberi
continuavano a non comprendere le motivazioni del loro arrivo.
Finché una mattina videro comparire persone
che conoscevano molto bene: erano i boscaioli, attrezzati di tutto punto, venuti per disboscare il loro terreno per costruire l’hotel
di cui avevano sentito parlare.
Solo allora gli alberi compresero i movimenti
dei giorni precedenti e il conseguente pericolo.
I boscaioli si misero al lavoro, tentarono di
abbattere un albero, ma, per quanti sforzi facessero, non riuscirono nel loro intento.
All’improvviso sentirono una voce: «Ehi, voi,
basta! Andate via perché non riuscirete mai
ad abbatterci; le nostre radici sono ben salde
tra loro e nessuno mai, con qualsiasi mezzo
possa tentare, riuscirà a dividerci».
Capitolo settimo
49
I boscaioli si spaventarono perché sapevano
che gli alberi non parlano, ma, oltre a loro,
non c’era nessuno, per cui la voce udita poteva provenire solo dagli alberi.
Fecero molti altri tentativi, ma tutti fallimentari. Si convinsero, quindi, di trovarsi in
un luogo incantato, protetto dagli spiriti del
bosco e decisero di andar via in cerca di un
altro posto perché vinti dalla vitalità di
quell’amore straordinario che superava tutte
le paure e affrontava con coraggio le difficoltà della vita.
La gioia fu incontenibile, erano fieri del risultato raggiunto.
Con la sola forza della loro unione, avevano
salvato quell’incantevole bosco dove bambini
e animali avrebbero potuto ancora a lungo
vivere felici e spensierati.
Dalla felicità, cominciarono a scuotere le
chiome, tanti piccoli semini presero il volo
50
L’unione fa la forza
e…
Capitolo settimo
51
CAPITOLO OTTAVO
Gli alberi della vita
…il vento forte di un improvviso temporale trasportò alcuni semini molto lontano. Sorvolarono un’immensa distesa di
acqua e atterrarono nel giardino di una
strana casa, in un posto lontano dell’Africa.
I semini caddero a terra, si guardarono
intorno e capirono: nella casa abitava il
Mago Tempo!
Quando lui li vide chiese subito se conoscessero un altro mago perché aveva bisogno di amici.
I semini, che erano quattro, risposero che
non c’era bisogno di un altro mago, perché loro sarebbero diventati i suoi amici.
52
Gli alberi della vita
Nella casa, che sorpresa! C’era un altro semino che era nascosto in un bicchiere e
non si faceva vedere perché era molto timido.
Il Mago, che andava a scuola di maghi, si
stava specializzando nelle tecniche di
crescita e diversificazione delle piante.
Il Semino timido incominciò a piangere
perché si sentiva solo, allora il Mago lo
portò, con il bicchiere, a conoscere i
nuovi arrivati, e diventarono tutti amici.
Era lunedì e il Mago sarebbe dovuto andare a scuola, allora fece una magia e
quel giorno diventò sabato e senza compiti, in modo da essere libero e poter
giocare con loro.
Capitolo ottavo
53
Il Semino del bicchiere era timido ma
simpatico, gli domandarono di cosa
avesse paura, e lui rispose: «Ho paura
della magia cattiva!»
I quattro semini replicarono che doveva
stare tranquillo perché loro sarebbero
stati insieme a lui per sempre e gli diedero un nome: lo chiamarono Vita!
Gli spiegarono che non esiste la magia
cattiva, perché la magia nasce dai cuoricini di tutti e dal cuore possono solo nascere cose buone. Il Mago Tempo poteva
essere un po’ birichino e fare magie dispettose, ma non c’era da temere: non
avrebbe certo fatto nulla di male!
In seguito ai discorsi dei semini, e in particolare di Vita, il Mago pensò a tutti i
54
Gli alberi della vita
bambini dell’Africa che non hanno cibo,
né vestiti, né acqua, né giocattoli.
Un folletto gli fece notare che i giocattoli non interessano tanto ai bambini
africani che giocano tra di loro con tutto
quello che trovano nell’ambiente: legnetti, palline e le foglie che intrecciano
in modo fantasioso.
Il Mago Tempo decise, quindi, di piantare
i cinque semini nel suo giardino incantato, li annaffiò con acqua magica e li
fece crescere subito.
Vennero fuori cinque enormi alberi un po’
strani perché, volendo sfamare tutti i
bambini africani, questi alberi diventarono
altissimi come i grattacieli e i loro rami si
ricoprirono velocemente di gemme. Uno
Capitolo ottavo
55
era carico di svariate qualità di frutta, un
altro ricoperto di dolci, un albero con
tutti i tipi di carne, un albero di verdura
e, infine, l’albero-Vita era pieno di piccole bottigliette scintillanti di acqua potabile, indispensabile per la vita e la
crescita.
Poiché gli alberi erano altissimi, si chinavano maestosi e gentili per permettere di
cogliere i loro frutti.
Un giorno un bambino mangiò un frutto
vicino all’albero, gettò per terra il seme
e…
56
Gli alberi della vita
CAPITOLO NONO
Una scoperta straordinaria
…e sentì una vocina alle sue spalle: «Ehi,
dove vai?»
Kelvin, il bambino, si voltò e, non vedendo nessuno, chiese: «Chi ha parlato?»
«Sono io, il semino che hai appena gettato per terra».
«Ma tu… sei… VIVO?»
«Sono vivo eccome! Madre Natura mi ha
creato perché dovrò diventare un nuovo
albero».
«E si può sapere che albero diventerai?»
«Eh, questo dovrai scoprirlo da solo!»
«E in che modo?»
«Guardati intorno nella meravigliosa Natura» suggerì il semino.
58
Una scoperta straordinaria
Kelvin lo raccolse e lo osservò attentamente, poi si incamminò pensieroso; si ritrovò davanti al giardino di Mago Tempo
che gli chiese: «Come mai quell’aria pensosa?»
«Devo risolvere un problema e non so
come fare, ma forse tu puoi aiutarmi».
«Deve essere un grosso problema davvero,
di cosa si tratta?»
Kelvin aprì la mano e mostrò al Mago il
semino: «Devo scoprire che seme è… ma
non so da dove cominciare. Io sono troppo
piccolo, ho solo sette anni e non posso saperlo. Tu puoi forse dirmi qualcosa?»
60
Una scoperta straordinaria
Il Mago osservò il seme e, sorridendo, gli rivelò:
«Nelle tue mani c’è qualcosa di molto prezioso,
un tesoro per la nostra amata Africa. È un seme
di baobab; un albero altissimo, con un tronco così
largo che al suo interno ci si potrebbe ricavare
una bella casetta. È una pianta molto generosa: le
foglie, utilizzate fresche, sono un’ottima verdura;
la polpa dei frutti, mescolata all’acqua, diventa
una bevanda rinfrescante e ricca di vitamine. Le
giovani pianticelle e le radici si possono mangiare; con la corteccia si intrecciano corde, cestini, tappeti e altri oggetti.
62
Una scoperta straordinaria
Dai semi del frutto si ottengono olio e farina
per l’alimentazione dei bambini; il legno, che
contiene molta acqua, può essere masticato da
uomini e animali per dissetarsi.
Le parti di questa pianta sono utilizzate anche
in medicina».
Con enfasi, Mago Tempo concluse: «Comprendi
l’importanza di questo piccolo tesoro, Kelvin?»
«Credo di aver capito… questo seme è speciale
perché dovrà diventare… un albero speciale!» e in
quel momento, nella sua testa balenò un’idea fantastica…
Capitolo nono
63
CAPITOLO DECIMO
Il viaggio
Kelvin aveva capito la grande importanza di
quel seme e non voleva rischiare che, mettendolo nella terra arida, morisse.
Non voleva perdere quel dono prezioso e pensò
di portarlo in un posto pieno d’acqua.
Aveva sentito parlare del fiume più lungo del
mondo, il Nilo, e decise di mettersi in cammino per trovarlo, visto che si trovava proprio in Africa.
Con grande coraggio, si mise in marcia canticchiando per farsi compagnia. A un certo
punto, sentì un sibilo provenire da terra: abbassò lo sguardo e vide la testa di un serpente a sonagli che sbucava dalla sabbia. Era
terrorizzato e chiamò aiuto, anche se pensava
che nessuno potesse udirlo.
64
Il viaggio
Quando ormai stava sul punto di piangere arrivò l’elegante e agile zebra FilaStroc, che si
frappose tra lui e il serpente, e gli disse:
«Io ti aiuterò
e in salvo ti porterò,
mio amico diventerai
e nel cuore mi porterai!»
FilaStroc sferrò un energico calcio al serpente, colpendolo col suo zoccolo duro, e
quello scappò spaventato.
Kelvin abbracciò la sua nuova amica e le raccontò della sua idea di arrivare fino al fiume
Nilo per seminare il suo seme di baobab, dove
sicuramente sarebbe nato e cresciuto.
La zebra gli disse:
Capitolo decimo
65
«Dai, ti ci porto io, salta su,
in un battibaleno ti porto laggiù
dove da sempre tutto è verde
e il tuo semino non si perde».
Kelvin salì sulla sua groppa e, veloci come il
vento, galopparono per tutta la notte attraverso il deserto.
66
Il viaggio
Un grande vento si levò e la sabbia volava
nell’aria formando dune piccole e grandi.
Faceva freddo e non si riusciva a vedere
niente: la zebra consigliò di fermarsi per un
po’, e si sistemarono per la notte, abbracciati
stretti stretti.
Al mattino ripresero il cammino e in breve si
trovarono davanti uno spettacolo meraviglioso: una distesa verde, alberi altissimi con
foglie enormi e cespugli folti.
Kelvin rimase a bocca aperta emozionato di
fronte a tanta bellezza. Capì che quello era il
luogo giusto per piantare il seme: lo depose
nella terra e si avvicinò alla riva del fiume
per prendere un po’ d’acqua, ma rimase impietrito all’apparire di due grandi occhi che
lo fissavano.
Non ebbe il tempo di capire a chi potessero
appartenere che si spalancò un’enorme bocca,
piena di denti aguzzi.
Capitolo decimo
67
Un coccodrillo enorme stava per trasformarlo
nel suo pasto quotidiano, ma la sua amica
zebra, fortunatamente, era vicino a lui e intervenne velocissima dicendo:
«Coccodrillo brutto e affamato,
non toccare il mio amico adorato,
lui deve compiere una missione
e non sarà la tua colazione!»
Completò l’azione, senza pensarci due volte,
assestandogli un bel calcione.
Il coccodrillo, per un po’, non si fece vedere
da quelle parti.
Kelvin, finalmente, poté attingere l’acqua
preziosa del Nilo e farla bere al suo seme.
Kelvin era fiducioso che ciò bastasse per
farlo crescere, ancora non sapeva quanti altri
pericoli erano in agguato.
68
Il viaggio
CAPITOLO UNDICESIMO
Baobab: vita, amicizia
e solidarietà
Kelvin e la sua amica zebra vivevano contenti
nella foresta vicino al fiume Nilo.
Spesso, Kelvin, portava acqua al suo seme
sperando di veder crescere un bellissimo albero, ma non vedendo crescere nulla, decise
di indagare scavando e… OPS! Che incontro!
Anzi, uno scontro! Scoprì una talpa dispettosa e con gli occhiali!
70
Baobab: vita, amicizia e solidarietà
«Sei tu che bevi l’acqua del mio semino?»
chiese Kelvin.
«Sì» rispose la talpa «voglio diventare la
grande e potente regina della foresta!»
«Io sarò l’Albero della Vita» disse piangendo
il seme «ho bisogno di tanta acqua per diventare grande, offrire i miei frutti ai bambini e, con i miei fiori, profumare le notti
stellate».
Capitolo undicesimo
71
Ed ecco, all’improvviso, apparire il Mago
Tempo che borbottò una delle sue formule
magiche: «Unci, dunci, merinci» e, con un
colpo di bacchetta, trasformò il seme in un
variopinto albero di Baobab.
La talpa guardò l’albero stupita e sussurrò:
«Sei un arcobaleno profumatissimo, con i
tuoi fiori simbolo dell’amicizia e della solidarietà!»
72
Baobab: vita, amicizia e solidarietà
Nel silenzio della notte, ammirato da Kelvin,
dalla zebra e dalla talpa, il Baobab aprì i suoi
fiori sgargianti e profumatissimi.
Gli animali della Foresta, incantati da quel
profumo, ne seguirono la scia e si incamminarono felici, zampa nella zampa, verso il
Baobab, dove fecero amicizia con gli altri; insieme iniziarono un girotondo e…
Capitolo undicesimo
73
CAPITOLO DODICESIMO
La forza dell’amore
…mentre con gioia si stringevano le
zampe, cantavano ammirati alla vista di
un albero così bello.
Era veramente uno spettacolo: il profumo
e i colori dell’albero circondati dalla loro
allegria.
La dispettosa talpa fu assalita di nuovo
dal desiderio di essere una potente regina
e così si allontanò in cerca di aiuto per
realizzare il suo sogno.
74
La forza dell’amore
Radunò tutte le talpe del luogo e chiese
loro di aiutarla a succhiare l’acqua dalle
radici del Baobab, per prendere la sua
energia. Così fecero e in breve tempo l’albero si indebolì e la talpa si ingigantì.
Kelvin, la zebra e tutti gli altri animali,
preoccupati, decisero di aiutarlo in nome
della loro grande amicizia.
76
La forza dell’amore
Ogni animale rinunciò a un pochino della
propria razione di acqua per portarla alla
pianta. In breve tempo, l’albero riprese
vigore e, grazie al calore ricevuto dai suoi
amici, diventò più forte di prima. Anche
i suoi deliziosi fiori ripresero colore e
profumo, arricchiti da una luce splendente
che intenerì definitivamente il cuore
avido della talpa vanitosa.
78
La forza dell’amore
Finalmente la talpa e le sue compagne avevano compreso l’importanza dell’amore.
Il Baobab aveva ormai la certezza della
solidità delle proprie radici e, grazie ai
suoi veri amici, sentiva di poter affrontare il futuro con ottimismo. Così Kelvin,
la tigre, le talpe e tutti gli animali della
Foresta ripresero il girotondo iniziale,
questa volta però sotto il divino trionfo
dell’Albero della Vita.
Capitolo dodicesimo
81
APPENDICE
1. Le avventure del Semino
Istituto Comprensivo “Edoardo De Filippo” di Sant’Egidio del Monte Albino –
Classi II A/B
Dirigente Scolastico
Francesco Buonocore
Docente referente della Staffetta
Benedetta Zacardo
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Teresa Montagna, Natalina Pepe
Gli studenti/scrittori delle classi II A/B
Federica Amato, Alfredo Apicella, Masha Attianese, Martina Brandini, Carmen Ceglia, Luigi Pio Del Gaudio, Salvatore Fattoruso, Maripia Fusco, Francesco Grimaldi,
Michele Leonelli, Emanuele Petti, Francesco Pio Pisani, Manuela Salzano, Alessandro Sorrentino, Rosa Staiano, Luigi Tagliamonte, Sharon Pia Casafredda, Domenico
Clemente, Debora Desiderio, Ilaria Gambardella, Simone Gambardella, Denisa Elena
Maftei, Annasara Muto, Adrian Emanuel Onitiu, Ettore Pignataro, Noemi Principale,
Giovanni Quattordici, Vincenzo Tortora, Mattia Vitale
Il disegno è di Alfredo Apicella
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Gli alunni hanno accolto con entusiasmo il progetto di contribuire alla stesura di una storia. È stato motivo di particolare impegno sapere che il loro scritto
sarebbe stato letto e partecipato da coetanei di altre città e di altri continenti.
Ognuno ha dato un valido suggerimento o un input utile alla stesura della storia
sotto la guida sapiente delle insegnanti”.
APPENDICE
2. A spasso nella Foresta Amazzonica
Scuola Statale Italiana di Madrid – Classe II B
Dirigente Scolastico
Cosimo Guarino
Docente referente della Staffetta
Marco Madaro
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Maurizio Sestieri
Gli studenti/scrittori della classe II B
Paula Jane Alfonso, Luna Andriani, Claudia Anglano Villar, Fernando Ayo Suárez,
Michele Beltrame García-Zarza, Serena Boschi Arango, Azzurra Cassinelli, Daniela Chiriatti Sánchez-Prieto, Naira Colagreco García, Juan García Alonso, Ernesto López Duro, Sofia Marafioti Robredo, Irene Matheu Cermeño, Alessandra
Olivares Soddu, Inés Ortega Carrillo, Davide Rey Bolaños, Marco Salerno Alonso,
Nicolás Sánchez Armenteros, Daniel Sánchez Martín, Diego Sinatti Peludo, Stefano Val Bagli, Leonardo Verdasco Hidalgo, Jaime Villanueva González de Mendoza, Daniel Vita Carrasco, Martina Yañez
Hanno scritto dell’esperienza:
“… La nostra è stata un’esperienza indimenticabile. Scrivere la storia del semino
ci ha emozionato e divertito. Abbiamo scritto in amicizie e abbiamo continuato
finché avevamo delle idee. Speriamo tutti di poter continuare a scrivere con la
staffetta anche quando saremo in terza elementare”.
APPENDICE
3. Il Semino fa amicizia
Istituto Comprensivo “Regio Parco” di Torino – Classe II D
Dirigente Scolastico
Concetta Mascali
Docente referente della Staffetta
Emanuela Di Dio
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Agata Fonti
Gli studenti/scrittori della classe II D
Sofia Ambrosioni, Kennedy Cisse, Matteo Croce, Alessia Di Mare, Najat Ech-Chellaoui, Soufiane El Guemra, Salah El Khalifi, Jinyi Hu, Amir Jamail, Imane Khadiri, Aymane Khazine, Hamza Kiram, Roberto Meligrana, Mahmoud Sayed Mohamed,
Ritu Momin, Yasmine Nanaoui, Adam Nasrallah, Tania Oziosa Okoli, Mohamed
Shalby, Zhonghui Xu, Abla Zahoui, Franco Zegarra
Il disegno è di Matteo Croce
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Allora, ragazzi vi è piaciuta quest’esperienza?
La risposta è stata corale: Si, tantissimo, i semini diversi sono come noi bambini!
Tutti diversi, ma tutti uguali; qui ci vogliamo bene e ci capiamo anche se parliamo lingue diverse. Il semino che ha paura sembra il nostro ultimo compagno arrivato, che, dopo la nostra calda accoglienza si sente tra amici e comincia a
parlare la nostra stessa lingua. Ora siamo più ricchi e contenti, perché anche lui
ci dà qualcosa! Maestra Agata, possiamo scrivere una storia anche il prossimo
anno, dai, per favore!”.
APPENDICE
4. La magia dell’amicizia
Istituto Comprensivo “Europa Unita” di Afragola – Classe I C
Dirigente Scolastico
Giovanna Mugione
Docente referente della Staffetta
Anna Laezza
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Pasqualina De Liso, Raffaela Isernia, Stefania Picciocchi
Gli studenti/scrittori della classe I C
Bruno Altomare, Michele Amato, Roberta Apuzzo, Ciro Boiano, Antonio Calise,
Ferdinando Castaldo, Antonio Cerbone, Biagio D’auria, Salvatore De Biase, Asia
Di Domenico, David Fiorentino, Marika Forte, Raffaele Giuliano, Francesca Antonia Mosca, Angelica Russo, Vincenzo Scevola, Sonia Tramontano, Iolanda Zanfardino
I disegni sono di Ciro Boiano, Marika Forte, Salvatore De Biase, Francesca Antonia Mosca
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Il laboratorio ha permesso a tutti i bambini di esprimere le proprie idee, di cavalcare la fantasia, senza alcuna paura, ecco questo è stato fantastico e ha
consentito un passo in avanti per dei bimbi di prima e un ulteriore consolidamento per la loro autostima”.
APPENDICE
5. Il coraggio e l’amore
Scuola Primaria “S. G. Bosco” di Pignataro Maggiore - Classe II A
Dirigente Scolastico
Paolo Mesolella
Docente referente della Staffetta
Giovanna Elisa Bonacci
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Giovanna Elisa Bonacci, Teresa Laurenza
Gli studenti/scrittori della classe II A
Giovanni Affinito, Arianna Bonaccio, Pietro Cenname, Tommaso Cerullo, F. Pio
Chiocca, Francesco Cilento, Gerardo Cirelli, G. Pio De Chiara, Ludovico De
Lucia., Augusto De Monaco, Mirko De Monaco, Barbara De Spirito, Cristian Feola,
, Angelica Giordano, Vincenzo Izzo, Davide Marcello, Nicola Martucci, Marika
Palumbo, Miriam Pettrone, Antonio Scialdone, Carmine Scialdone, Domenico Sciorio, Francesco Testa
Hanno scritto dell’esperienza:
“… La nostra partecipazione alla Staffetta è stata divertente, abbiamo scritto a
23 mani, perché abbiamo usato la LIM e ognuno di noi aggiungeva o correggeva. Forse non è un capolavoro ma è stato un bel gioco”.
APPENDICE
6. I piccoli germogli sognano
Istituto Comprensivo “Europa Unita” Scuola dell'infanzia di Afragola - Sezioni H/A
Dirigente Scolastico
Giovanna Mugione
Docente referente della Staffetta
Anna Fiume
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Anna Fiume, Antonia Dell'Aglio, Maria Di Lauro
Gli studenti/scrittori della scuola dell'infanzia sezioni H/A
Aniello Cinicolo, Francesco Petriccione, Bianca Damiano, Ines Adinolfi, Dora Giglio, Antonio Salierno, Rosa Serrano, Giosuè De Simone
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Gli alunni hanno dimostrato un forte interesse , hanno collaborato alla realizzazione dei disegni dando spazio alla loro immaginazione e fantasia. La storia del racconto ha avuto la loro attenzione e li ha incuriositi formulando
domande e trovando soluzioni per portare a termine il loro capitolo”.
APPENDICE
7. L’unione fa la forza
Istituto Comprensivo di Forino - Classi I II A/B
Dirigente Scolastico
Gregorio Iannaccone
Docente referente della Staffetta
Vincenza Trerotola
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Vincenza Trerotola
Gli studenti/scrittori della classe
Chiara Calienno, Ludovica Perna, Vera Galietta, Sabrina Fiorino, Maria Testa,
Melissa Criscitiello, Armando Laudati, Carmine Urti, Grazia Rinaldi, Carmen
Ruocco, Zaira Saporito, Michela Montuori, Cristian De Filippis, Lorena Faggiano,
Giulia Autunno, Manuel Esposito, Luigi Leo Galietta, Yole Granese, Marisa Discepolo, Fatima Smedile, Irene Biondi
Il disegno è di Chiara Calienno, Melissa Criscitiello, Antonio Caserta
Hanno scritto dell’esperienza:
“… L’attività è stata coinvolgente ed ha contribuito a consolidare il rapporto di
amicizia di questo gruppo di ragazzi di classi diverse. Il tema conduttore del nostro capitolo nasce da un racconto vero dei una delle nostre docenti, subito ripreso dagli alunni e rielaborato con la loro inventiva”.
APPENDICE
8. Gli alberi della vita
Scuola Statale Italiana di Madrid - Classe II A
Dirigente Scolastico
Cosimo Guarino
Docente Referente Della Staffetta
Marco Madaro
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Laura Maria Zampardi, Malena Siciliani
Gli studenti/scrittori della classe II A
Zoe Afonso, Octavio Callum Bartolomei Alderete, Indro Casalini Vergara, Mario
De La Sota Alonso, Daniela del Varo Pérez, Luca Diazzi Juan, Chiara Fracanzani
Alva, Roberto Franco D’Ambrosio , Livia Gomez Fernández, Martina Greppi Mateos, Daniel Guibelalde Patino, Eva Jiménez di Ciommo, Laura López- Linares
Aguirre, Pietro Mantovani, Alessandro Montoya Marchesiello, Ezekiel Novick Martinez, Joel Novick Martinez, Berta Paniego Hernández, Diana Penna Bikdeli,
Chiara Perinotto, Sofia Pisciotti, Bruno Saad, Sofia Van Donk, Matilda Vecchi
Covian, Marta Vegetti Sanmamed, Erik Roberto Cristian Verona
Il disegno è della classe II A
Hanno scritto dell’esperienza:
“… L’esperienza è stata bellissima, ci ha dato la possibilità di ascoltare ed ascoltarci. È stato bello poter arricchire la storia in base alle esperienze vissute da tutti.
I nostri pensieri, pieni di fantasia e di saggi ragionamenti, hanno denotato un
certo spirito critico nello scrivere il capitolo e, infine, abbiamo dovuto dosare l’immaginazione, usandola con gioia ma anche con cautela.
Bellissimo anche il momento del disegno: tutti abbiamo rappresentato il racconto
con entusiasmo e in tanti modi diversi, sentendoci padroni assoluti dalla creazione generata in classe.
Decisamente un’esperienza da fare e da ripetere”.
APPENDICE
9. Una scoperta straordinaria
Istituto Comprensivo 4 di Rovigo “A. Maini” - Classe I Scuola Primaria
Dirigente Scolastico
Paola Malengo
Docente referente della Staffetta
Maria Enrica Samiolo
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Maria Enrica Samiolo, Annamaria Rizzo
Gli studenti/scrittori della classe I scuola primaria
Joy Asemota, Alessio Baccaglini, Niccolò Baccaglini, Isabel Barbaro, Paolo Barion, Marika Carlino, Angelo Cojocari, Tommaso Fogato, Hu Yong Le, Idemudia
Ivie Patrial, Alessandro Milan, Vittoria Monesi, Simone Mori, Simone Mudu, Aicha
Nordine, Angelica Poli, Pietro Polichetti, Francesco Recanatese, Leonardo Saggiorato, Samuele Saladino, Gaia Stocco, Thomas Venco, Zhampeng Ye
I disegni sono di Pietro Polichetti, Alessio Baccaglini, Vittoria Monesi, Idemudia
Ivie Patrial
Hanno scritto dell’esperienza:
“… I bambini si sono dimostrati coinvolti dalla lettura dei capitoli della storia a
loro assegnata, attendendo e richiedendo l’uscita del nuovo capitolo.
Sono stati coinvolti nella rielaborazione dei capitoli attraverso i disegni di sequenze con relative didascalie per la costruzione di una striscia del tempo della
storia. Al momento della produzione del loro capitolo però, si sono avute le maggiori difficoltà: nonostante gli input delle insegnanti, hanno faticato molto nel trovare idee per la prosecuzione della storia, anche dopo il lavoro di ricerca sugli
alberi dell’Africa. Qualcuno ha detto: avevo le idee ma non sapevo come dirle.
Spunti utili a noi insegnanti per proseguire il nostro lavoro in classe”.
APPENDICE
10. Il viaggio
Istituto Comprensivo Castellabate - Plesso Scuola Primaria di Perdifumo - Classi I/II
Dirigente Scolastico
Luisa Sicignano
Docenti referenti della Staffetta
Antonella Fronzuti, Amalia Persico
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Antonella Fronzuti, Maria Grazia Bernardo, Amalia Persico
Gli studenti/scrittori delle classi I/II elementare
Annarita Borria, Marco Carrano, Maria Chiara Di Gregorio, Alexia Gabriela
Ioané, Nicole Malandrino, Antonio Pio Manganelli, Francesca Pecora, Amedeo
Lembo, Pasquale Matarazzo
Il disegno è di Amedeo Lembo
Hanno scritto dell’esperienza:
“… La pluriclasse è formata da 7 bambini di 1^ e 2 bambini di 2^. Le attività di
lettura dei vari capitoli, svolte sin dalla pubblicazione del 1°capitolo, già li
aveva entusiasmati tantissimo: abbiamo visto crescere in loro la curiosità del tipo
‘chissà che scrivono nella prossima puntata!?’. Dopo ogni capitolo erano sempre
pronti a dire la propria, in maniera sempre più creativa e personale. Quando è
arrivato il testimone, ed è stato il loro turno di continuare la storia, l’entusiasmo
è arrivato alle stelle e, come un acquazzone, sono ‘piovuti’ suggerimenti e idee
da tutti loro. La cosa che ci ha colpite maggiormente è che non tendevano a fantasticare troppo, bensì cercavano di formulare ipotesi che potessero essere
piuttosto verosimili o che potessero avere un risvolto realistico. I bambini ti stupiscono sempre!”.
APPENDICE
11. Baobab: vita, amicizia e solidarietà
Istituto Comprensivo 1 “Don Milan”i di Quarto (Indirizzo musicale) - Classe I D
Plesso Don Milani
Dirigente Scolastico
Filippo Monaco
Docente Referente della Staffetta
Giovanna Barretta
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Anna Martino, Raffaela Cartoncino
Gli studenti/scrittori della classe I D
Gabriella Elisabetta Cafiero, Vincenzo Carandente, Assunta De Vivo, Mattia
Di Francia, Noemi Di Fusco, Pasquale Fruttaldo, Naomi Gaudino, Francesco
Pio Granillo, Geremia Intemerato, Desandi Jayasinghe, Giulia Mastropaolo,
Salvatore Fabio Regio, Giovanni Trito, Emanuela Troise, Mario Volpe
I disegni sono di Salvatore Fabio Reggio, Naomi Gaudino, Vincenzo Carandente
Hanno scritto dell’esperienza:
“… La partecipazione alla Staffetta è stata sicuramente un'esperienza positiva
e costruttiva per noi insegnanti e per i nostri alunni. I bambini hanno partecipato
al progetto con entusiasmo sia nell'ascolto dei capitoli scritti dagli alunni delle
altre scuole, sia nello scrivere il loro capitolo”.
APPENDICE
12. La forza dell’amore
Direzione Didattica I Circolo - Castelletto M.To di Valenza - Classi I A Scuola
primaria Castelletto M.to, Sezione A “Orsetti”, Sezione B “Violette” Scuola dell’Infanzia Castelletto M.to
Dirigente Scolastico
Maria Elena Dealessi
Docente referente della Staffetta
Fiorita Siano
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Fiorita Siano, Roberta De Grandis
Gli studenti/scrittori delle classi I A Scuola primaria Castelletto M.to, Sezione A
“Orsetti”, Sezione B “Violette” Scuola dell’infanzia Castelletto M.to
Beatrice Bavastri, Rayan Boumlik, Leonardo Brundu, Matteo Conio, Gaia Costanzo, Bilal Ennajar, Mattia Franco, Pietro Fusco, Arianna Gilardenghi, Emanuele
Margarone, Rebecca Minetto, Sveva Noce, Nicola Perrini, Giacomo Praglia, Matteo Ratta, Alessia Sanna, Ilary Zito, Beatrice Sorce
I disegni sono di Davide Canepari, Andrea Dall’Agnol, Gjyli Ketlin, Kulla Savina,
Greta La Salvia, Emanuele Magri, Angelo Maimone Baronello, Ginevra Pancot,
Vittoria Pancot, Ludovica Peola, Gabriele Ricci, Luca Sorce, Carlo Luigi Testa,
Lorenzo Tudisco
Hanno scritto dell’esperienza:
“… I bambini si sono appassionati alla storia, vivendo in prima persona avventure e disavventure di tutti i personaggi. Particolarmente coinvolgente è stata la
vicenda del baobab in difficoltà. Con tanto ardore i bambini hanno voluto il
trionfo del bene sul male, mettendo in luce i valori dell’amicizia e della solidarietà
a loro molto cari”.
INDICE
Incipit di LEONILDA COLAMARINO ............................................................pag
16
Cap. 1 Le avventure del Semino..........................................................................»
18
Cap. 2 A spasso nella Foresta Amazzonica ....................................................»
22
Cap. 3 Il Semino fa amicizia ..................................................................................»
26
Cap. 4 La magia dell’amicizia ..............................................................................»
30
Cap. 5 Il coraggio e l’amore ................................................................................»
34
Cap. 6 I piccoli germogli sognano ....................................................................»
44
Cap. 7 L’unione fa la forza......................................................................................»
48
Cap. 8 Gli alberi della vita ....................................................................................»
52
Cap. 9 Una scoperta straordinaria ....................................................................»
58
Cap. 10 Il viaggio ..................................................................................................»
64
Cap. 11 Baobab: vita, amicizia e solidarietà ................................................»
70
Cap. 12 La forza dell’amore..................................................................................»
74
Appendici ..................................................................................................................»
82
Finito di stampare nel mese di aprile 2014
da Tipogafia Gutenberg, Fisciano (SA)
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LA VITA È BELLA