Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
Schede micofloristiche
delle specie eduli illustrate
(sezione iconografica e descrittiva)
– 67 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS BISPORUS Imbach
Cresce nei terreni concimati. È una specie piuttosto comune.
Cappello di taglia media con diametro di 5-10 cm, carnoso-polposo, brunogrigiastro pallido, squamuloso-fibrilloso verso il margine.
Lamelle fitte, color rosa carnicino, con taglio bianco.
Gambo cilindrico, corto, con base ingrossata, provvisto di anello in zona
mediana, doppio, superiormente striato.
Carne soda, bianca, virante al rosso-vinoso. Odore quasi legnoso.
Spore di colore bruno-cioccolato, rotondeggianti, 5-7x4,5-5,5 µm.
Commestibile anche da crudo in insalata finchè è immaturo e in piccole
quantità.
Note
Si tratta di una specie anche largamente coltivata e venduta. Valgono le stesse indicazioni riportate nelle note dell’A. campestris.
AGARICUS BITORQUIS (Quélet) Saccardo
Cresce a gruppi numerosi, dalla primavera all’autunno, nei parchi e ai margini di strade; a volte rompe addirittura il manto d'asfalto stradale. Comune.
Cappello carnoso, liscio, bianco, tendente a macchiarsi di giallo-ocraceo, 310 cm, da emisferico a piano con margine a lungo involuto.
Lamelle fitte, libere, da rosa a bruno-cioccolato, con taglio più pallido, cioè
sterile.
Gambo concolore al cappello, corto e tozzo, a base attenuata, con due anelli
inferi membranosi e ben evidenti.
Carne bianca, leggermente rosa-rosso al taglio, con odore di nocciola.
Spore di color bruno-cioccolato, rotondeggianti, 5-6x4-5, µm; cheilocistidi
numerosi e clavati.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le stesse indicazioni dell’A. campestris.
– 68 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 69 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS CAMPESTRIS var. Campestris L.: Fr.
sin. Psalliota campestris
Cresce a gruppi, dalla tarda primavera all’autunno, in pascoli e terreni incolti molto
concimati. Comune e abbondante. Cappello 6-8 cm, carnoso, emisferico e poi
espanso, biancastro, sericeo, con sfumature gialline o bruno-rossicce, coperto
minutamente da piccole squame fibrillose, margine involuto in gioventù, appendicolato a maturità. Lamelle fitte, libere, rosee da giovane, poi di color rosa-carne,
indi color cioccolato e infine nerastre. Gambo tozzo, generalmente attenuato,
pieno, liscio, bianco e un po’ fioccoso nel giovane. Anello bianco, semplice, sottile
e fragile. Carne bianca e soda, lievemente arrossante all’aria. Odore leggermente
acidulo, sapore grato. Spore color cacao in massa, ovate, lisce, 7-8x4-5 µm.
Commestibile anche da crudo finchè è immaturo e in piccole quantità.
Note
Si tratta del comunissimo prataiolo chiamato in dialetto “cnocch’”, ”tariddo”, “cuppitiello” o
“fung’ ross”. Nome che viene esteso un po’ a tutte le specie del genere Agaricus. Attenzione a
non confonderlo con gli Agaricus del gruppo Xanthodermatei (tossici) che si riconoscono perchè
la carne al piede del gambo diventa giallo cromo all’abrasione, e odora di inchiostro di china o
di acido fenico.
AGARICUS BRESADOLANUS Bohus
sin. Psalliota campestris var. radicata Bres.
Cresce a piccoli gruppi, dalla primavera avanzata all’autunno, soprattutto
sotto le robinie, in parchi e boschetti. Comune.
Cappello 5-10 cm, da chiuso a piano-depresso, bruno-grigiastro-fuligginoso
tendente a ingiallire, margine biancastro.
Lamelle fitte, da rosee a bruno porpora, con taglio concolore.
Gambo un po’ bulboso, ingiallente esternamente al tocco, con robusto cordone
miceliare. Anello supero, liscio, bianco.
Carne bianca, al taglio tendente al rosso. Odore e sapore grati.
Spore ellittiche, 6-7x4-5 µm; assenza di cheilocistidi.
Commestibile.
Note
Anche per questa specie valgono le indicazioni dell’A. campestris.
– 70 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 71 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS FLOCCIPES Bohus
Cresce in autunno, ma anche in primavera, nei prati e nelle radure dei boschi.
Comune.
Cappello 3-6 cm, bianco, sericeo-fibrilloso, spesso, in età adulta, con larghe
squame al centro, leggermente giallo-limone al tocco.
Lamelle fitte, attenuate al gambo, rossastre, bruno-nerastre a maturazione.
Gambo bianco, squamoso fino all'anello. Anello supero, persistente, sfumato
di rosa in alto.
Carne bianca, leggermente arrossante al taglio. Odore anisato o gradevole di
mandorle amare.
Spore di colore bruno-cioccolato, 6-7,5x4,5-5,5 µm.
Commestibile.
Note
Valgono le osservazioni dell’A. campestris.
AGARICUS FUSCOFIBRILLOSUS Pilat
Cresce sotto latifoglie. Comune.
Cappello 4-9 cm, color nocciola scuro, con fibrille innate bruno-nerastre (quasi
in rilievo) simili a peli.
Lamelle fitte, libere, roseo-carnicine, poi color cioccolato. Taglio sterile.
Gambo bianco, poi bruno chiaro, esile, cilindraceo e senza bulbo, con anello
bianco, supero e sottile.
Carne bianca e piuttosto sottile, all’aria diviene rosa-carnicina.
Spore bruno-scure in massa, ovate e guttulate, 5-7x4-4,5 µm.
Commestibile.
Note
Valgono le osservazioni relative all’A. campestris.
– 72 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 73 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS HAEMORRHOIDARIUS Schulz.
Cresce, in tarda estate-autunno, soprattutto nelle pinete. Comune.
Cappello con diametro di 6-13 cm, di colore bruno-scuro con squame concolori e appressate, da campanulato ad appianato con margine prima involuto,
poi disteso e appendicolato.
Lamelle da rosee a bruno-porpora, con taglio sterile, fitte e alte.
Gambo farinoso biancastro, ingrossato alla base. Anello supero, doppio, con
orlo brunastro.
Carne bianca, alla frattura virante velocemente al rosso-sangue. Odore fungino, sapore grato.
Spore in massa color cacao volgente al viola, ellittiche, 5-7x3-4 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le stesse indicazioni relative all’A. campestris.
AGARICUS VAPORARIUS Moser
Cresce, in estate-autunno, nei prati vicino agli immondezzai e ai letamai.
Comune.
Cappello di color marrone scuro, largo 6-13 cm, dapprima trapezoide, poi
convesso o leggermente depresso, a volte desquamato fino al disco e con orlo
appendicolato.
Lamelle molto fitte e sottili, prima grigio-carnicine, poi nero-brunastre con
taglio sterile.
Gambo bianco, sfumato di rosa, cilindrico attenuato.
Anello basso, ampio, biancastro, striato superiormente, squamuloso e brunastro inferiormente.
Carne biancastra. Odore quasi legnoso, sapore mite da giovane.
Spore bruno-scure in massa, tondeggianti, 6-7x5-6 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
– 74 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 75 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS SUBPERONATUS (Lange) Singer
Cresce soprattutto nelle pinete. Comune.
Cappello di diametro di 8-12 cm, convesso, spianato al centro, bruno-rossastro con larghe squame appressate, con orlo bianco e denticolato.
Lamelle alquanto fitte, prima rosate, poi bruno scure.
Gambo cilindrico, prima biancastro, poi grigiastro, decorato, in basso, da
squame e fibrille biancastro-ocro-brunicce.
Anello sottile a doppio margine.
Spore di color bruno cacao in massa, ovoidi, 6-7x4,5-5 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
AGARICUS SILVATICUS Schaeff.: Fr.
Cresce sotto conifere e latifoglie. Comune.
Cappello di 8-10 cm di diametro, emisferico-campanulato, poi convesso,
bruno-giallastro, bruno-rossastro, dissociato in piccole squame quasi triangolari su fondo biancastro
Lamelle libere, fitte, grigio-rosee, poi rosee, quindi bruno-violacee. Taglio sterile.
Gambo cilindrico con base bulbosa, bianco candido al di sopra dell'anello,
bianco sporco e squamuloso al di sotto.
Anello bianco, poi grigiastro, supero, semplice, ma consistente.
Carne bianca, molto arrossante al taglio. Odore acidulo, sapore grato.
Spore di color bruno-cacao in massa, ovate, monoguttulate, 4,5x3-3,5 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
– 76 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 77 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS ARVENSIS Schaeff.: Fries
Cresce, nei prati, a gruppi numerosi, dalla primavera all’autunno. Comune.
Cappello grosso e carnoso, largo 6-16 cm, da emisferico a convesso, bianco,
lucente e squamoso con disco nocciola, margine appendicolato e festonato,
ingiallente allo sfregamento e con l’età.
Lamelle libere, fitte e basse, mai rosee: da giovani a lungo di color grigio pallido, poi, cioccolato, con il tagliente più chiaro, cioè, sterile.
Gambo quasi nudo, bianco e cavo, ingrossato alla base. Anello supero, doppio, con la pagina inferiore dissociata a stella.
Carne bianca, all’aria ingiallente, con odore anisato e sapore grato.
Spore color cacao, ellittiche, 6-8x4-5 µm; cheilocistidi clavati.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
AGARICUS SILVICOLA (Vittadini) Saccardo
Cresce nelle radure aperte dei boschi di conifere e di latifoglie. Comune.
Cappello di diametro di 5-8 cm, con cuticola bianco-crema, percorsa da fibrille, che si macchia di giallo al tocco.
Lamelle fitte, inizialmente biancastre, poi roseo-carnicine, indi color brunocioccolato.
Gambo con base bulbosa.
Anello bianco, poi giallastro o brunastro, semplice, sottile, flocculoso e quasi
fugace.
Carne ingiallente al taglio. Odore di anice, sapore grato.
Spore color bruno-porpora in massa, ovali, 5-6x3-4 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
– 78 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 79 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS ALBERTII Bon
sin A. macrosporus Pilat
Cresce nei prati e nei pascoli di montagna. Comune.
Cappello con diametro di 6-18 cm, di color biancastro o camoscio, prima emisferico, poi convesso, carnoso, alutaceo, sericeo, fibrilloso, ingiallente al tatto.
Lamelle strette, libere, prima pallide, poi roseo-grigiastre, infine color brunocioccolata.
Gambo corto e grosso, fioccoso-squamoso sotto l’anello membranoso.
Carne spessa, bianca, leggermente imbrunente al taglio, ma rosata nel gambo
con odore leggero di mandorle amare. Sapore grato.
Spore brune in massa, grandi, ovali, 10-13x6-7 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
AGARICUS AUGUSTUS Fries
Cresce in parchi e boschetti con conifere. Presente a Monticchio. Non comune.
Cappello carnoso, 10-20 cm, da globoso a emisferico-espanso, con squame
brune di tonalità variabile su sfondo paglierino.
Lamelle fitte, non molto larghe, prima di color rosa-carnicino, poi bruno-cioccolato-porpora.
Gambo cilindrico, robusto, sotto l’anello ricoperto prima da squame bianche,
poi di color giallo-ocra.
Anello supero, ampio e ricadente sul gambo, squamoso nella faccia inferiore.
Carne bianca che si macchia di bruno-rosa al taglio.
Spore color bruno-porpora in massa, ellissoidi, 7-10x4,5-5 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
– 80 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 81 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGARICUS ESSETTEI BON
sin. Agaricus abruptibulbus ss Auct.
Cresce per lo più in autunno sotto conifere, raramente sotto latifoglie. Comune.
Cappello 10-12 cm, prima subemisferico, poi espanso, biancastro, sericeo,
nudo o fioccoso al margine, ingiallente allo sfregamento.
Lamelle fitte, libere, a lungo grigio pallide, poi grigio-rosate, infine brunoneraste con filo più pallido.
Gambo bianco, lucente, cilindrico, per lo più slanciato e ricurvo, a volte rosato
sopra l’anello, leggermente fioccoso verso la base bulbosa, marginata, appianata ed eccentrica, avvolta, spesso, da aghi. Anello bianco, sottile e ampio, a
ruota dentata, con squame disposte sulla pagina inferiore.
Carne biancastra, lievemente soffusa di rosa. Odore e sapore aniseo o di
mandorle amare.
Spore di colore marrone scuro in massa, ovoidali, lisce, 6-8x4-5 µm, cheilocistidi subsferici. Commestibile.
Note
Vedi nota dell’A. campestris.
AGARICUS SEMOTUS Fries
Cresce, in autunno, nei boschi. Specie non comune.
Cappello biancastro nel giovane, poi grigio-giallastro nell’adulto, con diametro
da 3 a 4- cm; emisferico, con centro leggermente squamoso e bruno-lilacino.
Lamelle fitte e sottili, arrotondate al margine, prima grigiastro-pallide, poi rosa
e infine nero-brunastre.
Gambo ingiallente, progressivamente allargato verso la base bulbosa.
Anello supero, semplice, bianco poi ingiallente.
Carne bianca, con odore simile a mandorle amare. Sapore grato.
Spore bruno-nerastre in massa, 4,5x2,5-3,5 µm.
Commestibile.
Note
Valgono per questa specie le indicazioni dell’A. campestris.
– 82 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 83 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEUCOAGARICUS BADHAMII Singer
sin. Lepiota badhamii
Cresce in orti, giardini e su depositi di segatura. È specie alquanto rara.
Cappello largo 7-18 cm, dapprima globoso-conico, poi convesso, con umbone
brunastro e scaglie più o meno brunastre e concentriche su fondo bianco.
Cuticola macchiata di giallo-zafferano, virante al rosso brunastro o violetto
scuro alla pressione. Lamelle bianche o cremine, macchiantesi di giallo-arancio, poi brunastre al tocco, fitte, ventricose, collariate. Gambo bianco che, alla
pressione, diventa rosso-aranciato e poi ancora più scuro. Anello caduco.
Carne bianca, virante al rosso-aranciato allo strofinio. A contatto con la saliva diventa
rosata e la stessa saliva si colora di rosso. Odore fruttato, sapore insignificante.
Spore crema-sporco in massa, ovoidali, 7,1-10x4,2-6 µm.
Commestibile, secondo Cetto.
Note
È simile al L. braesadolae, specie ritenuta tossica. Si consiglia di astenersi dal consumo.
LEUCOAGARICUS LEUCOTHITES (Vittadini) Wasser
sin. Lepiota naucina ss. Lge.
Cresce, dalla primavera all’autunno, in prati, parchi e al limitare dei boschi.
Comune.
Cappello biancastro, cinerognolo o nocciola, largo 4-10 cm, da ovoidale a
piano-umbonato,1iscio e serico, spesso screpolato da adulto.
Lamelle fitte, larghe, sottili, libere al gambo, bianche, poi rosa, infine grigioametistine.
Gambo bianco, fibrilloso, presto cavo, con base quasi a cipolla.
Anello bianco e mobile.
Carne bianca e tenera. Odore tenue. Sapore grato.
Spore bianco-rosee in massa, ovoidali, metacromatiche, 7,5-10x5-6 µm.
Commestibile.
Note
Da giovane potrebbe confondersi con la varietà alba dell’Amanita phalloides e con le
A. virosa e A. verna, che sono notoriamente mortali.
– 84 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 85 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEPIOTA IGNIVOLVATA Josser.
Cresce, gregaria, in autunno, nei boschi di latifoglie o misti. Specie rara.
Cappello largo 4-10 cm, bianco, ornato da squamette concentriche grigio-crema,
da convesso a piano-umbonato con margine appendiculato e cuticola separabile.
Lamelle biancastre o cremastre, libere al gambo e poco fitte.
Gambo cilindrico, diritto o curvo, biancastro, poi sporco di grigio-ocraceo,
con piede ingrossato e radicante munito di una sorta di cercine rosa-arancione
e di cordoni miceliari basali. Anello apicale araneoso, fugace e bianco, quello
mediano, formato da due lembi, arancione.
Carne bianca, sfumata di fulvo o di arancio-pallido verso la base del gambo.
Odore e sapore forti e sgadevoli.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 9-12x5-6 µm.
Commestibile, secondo Cetto.
Note
Diffidare delle Lepiota di piccola taglia, cioè con il diametro del cappello inferiore a 5
cm, molte delle quali sono tossiche.
MACROLEPIOTA EXCORIATA (Schaeff.: Fr.) Wasser
Cresce, tra le graminacee, ai margini delle zone silvicole. Comune.
Cappello con diametro di 5-10 cm, prima convesso, poi piano. Cuticola di
color ocra-brunastro su fondo chiaro, liscia o appena feltrata con aspetto stellare, cioè, fessurata radialmente o dissociata verso l'esterno in piccole squame
concentriche a partire dal margine.
Gambo bianco, completamente nudo, cioè privo di qualsiasi decorazione.
Lamelle prima biancastre, poi crema-brunastre, libere al gambo.
Anello semplice e biancastro.
Carne bianca. Odore e sapore grati.
Spore bianche in massa, ellittiche, 15-17x 9-10 µm, ialine.
Commestibile.
– 86 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 87 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MACROLEPIOTA EXCORIATA Wasser var. Rubescens Bon
Cresce in pascoli ricchi di materiali organici, cioè ben concimati. Specie rara.
Cappello con diametro di 8-12 cm, da biancastro a giallastro, a fulvo-brunastro su fondo pallido, prima conico-arrotondato, poi espanso e piano, con
margine escoriato.
Lamelle libere e fitte, color crema-brunastro, con riflessi vinosi nel fungo adulto.
Gambo arrossante dalla base verso l’alto.
Anello situato sul terzo superiore del gambo.
Carne bianca, allo strofinio violaceo-porporina. Odore e sapore grati.
Spore bianche in massa, ellittiche, 12-14x7,5-9 µm.
Commestibile.
MACROLEPIOTA KONRADII (Huijman.: Orton) Moser
Cresce in zone subsilvicole. Comune.
Cappello largo 4-12 cm, lievemente mammellonato. Cuticola di color brunogrigiastro, escoriata “a stella”, rotta, cioè, in squame larghe ed irregolari verso
il margine. Al di sotto di queste “escoriazioni” si può notare una superficie feltrato-irsuta, prima bianca, poi crema.
Lamelle biancastre e libere a collarium.
Gambo cavo, piuttosto pallido, ornato da fini squamule di color bistro chiaro,
con base bulbosa.
Anello semplice, imbutiforme, mobile, brunastro sulla faccia inferiore.
Carne pallida, lievemente arrossante verso la corteccia del gambo. Sapore e
odore miti.
Spore bianche in massa, ellissoidali, 11x7-8 µm.
Commestibile.
– 88 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 89 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MACROLEPIOTA MASTOIDEA (Fr:) Singer
sin. Lepiota mastoidea Fr.
Cresce nei prati, lungo i margini dei boschi. Comune
Cappello largo 8-12 cm, prima conico-campanulato, poi espanso, con umbone mammellonato più scuro.
Cuticola caffelatte, crema-ocracea, inizialmente a forma stellare, poi dissociata
in piccole scaglie su fondo sericeo-biancastro.
Lamelle color biancastro-crema, fragili, fitte e collariate.
Gambo slanciato, 1 o 2 volte il diametro pileico, con screziature concolori al
cappello, non molto appariscenti.
Anello semplice, brunastro sulla faccia inferiore.
Carne bianca con sapore di nocciola. Odore grato.
Spore bianche in massa, ellittiche, binoculate, 13-16,5x8-9,5 µm.
Commestibile.
MACROLEPIOTA RICKENII Bellù e Lanzoni
sin. Macrolepiota gracilenta
Cresce lungo i bordi dei boschi sia di conifere sia di latifoglie o anche misti.
Comune.
Cappello largo 8-15 cm, cupuliforme, poi convesso e spianato, con umbone
mammiforme. Cuticola mai pallida, ma piuttosto caffelatte o bruno-oscura, (particolarmente scura quella dell’umbone) dissociata in squamule, spesso puntiformi
verso la periferia, che lasciano intravvedere la carne bianca sottostante.
Lamelle prima biancastre, poi crema-brunastre, libere al gambo, fitte, larghe
ed elastiche.
Gambo lungo due o più volte il diametro pileico, con decorazioni ocracee e
bulbo basale biancastro.
Anello semplice, bruno al margine, bruno-nocciola sulla faccia inferiore
Carne biancastra, brunastra sulla corteccia del gambo. Odore e sapore miti.
Spore bianche in massa, ellittiche, 12-16x8,5-10 µm.
Commestibile.
– 90 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 91 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MACROLEPIOTA RACHODES (Vittadini) Singer
Cresce nei boschi e nei parchi. Comune.
Cappello con diametro di 10-15 cm, da campanulato ad emisferico con cuticola escoriata fino al centro, a squame grossolane, fitte e quasi sovrapposte, di
color bruno-grigiastro, spesso vaporose e retroverse verso il margine.
Lamelle libere, bianche, poi sporche di bruno.
Gambo, tozzo, liscio, bianco, poi bruno rossastro, progressivamente ingrossato verso la base a formare un bulbo.
Anello mobile, bianco-grigiastro, bruno sulla pagina superiore.
Carne, alla sezione, virante all’arancio vivo e poi al rosso vinoso. Odore e
sapore grati.
Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, destrinoidi, metacromatiche, 10-15x6-7 µm.
Commestibile.
Note
Questa specie viene confusa con la M. procera. Attenti a non confonderla con la M.
venenata, ritenuta tossica. Vedi anche nota sottostante.
MACROLEPIOTA RACHODES Singer var. Bohemica Bellù & Lanzoni
sin. M. hortensis Pilat
Cresce, d’autunno, in orti, giardini, fossati e sentieri. Comune.
Cappello robusto e carnoso, largo max 10-20 cm, munito di calotta centrale
larga. Cuticola bruna, rotta concentricamente in squame che lasciano intravvedere il fondo bianco.
Lamelle fitte, un po’ arrossanti.
Gambo bianco, bruno-rossastro verso il piede, liscio, corto, con bulbo arrotondato alla base. Anello spesso e imbutiforme.
Carne arrossante al taglio. Odore e sapore miti.
Spore bianche in massa, ovoidi, con poro germinativo, 9-12x6-9 µm.
Commestibile.
Note
Questa specie può essere confusa con la M. venenata, che è tossica. In M. venenata,
però, il rivestimento pileico è rotto in squame non disposte in modo concentrico e l’arrossamento della carne è meno netto, anzi tende al brunastro.
– 92 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 93 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MACROLEPIOTA PROCERA (Scop.: Fr.) Singer
Cresce ai margini e nelle radure dei boschi di latifoglie. Comune e abbondante.
Cappello avente diametro di 10-35 cm, dapprima oviforme, poi campanulato,
indi ombrelliforme, con decorazioni squamose da biancastre a marrone-grigiastre, larghe, regolari e persitenti.
Lamelle collariate, fitte, larghe, ventricose, facilmente separabili dal cappello,
da bianche a bianco-crema, con sfumature rosaceo-brune a maturità.
Gambo subconcolore al cappello, con bande cangianti che lasciano intravvedere la carne crema sottostante. Anello alto, largo, doppio, mobile sul gambo,
con la pagina superiore bianca e l’inferiore bruna, a margine sdoppiato.
Carne bianca e immutabile. Odore lieve di nocciola, sapore grato.
Spore bianche in massa, ellittiche, 13-17x9-10,5 µm.
Commestibile ottimo, soprattutto a cotoletta oppure arrostito.
Note
Usare solo il cappello. Si può anche essiccare perchè rinviene in acqua. Il gambo, una
volta essiccato, può essere ridotto in polvere.
MACROLEPIOTA PSEUDOOLIVASCENS Bellù & Lanzoni
Cresce, nell’erba, ai margini dei boschi di latifoglie con conifere. Comune.
Cappello di 10-20 cm di diametro, da bruno-ocraceo a bruno-castaneo, macchiantesi di verde sia alla pressione sia a contatto dell’aria.
Gambo subconcolore al pileo, che alla pressione si comporta come il cappello.
Lamelle fitte, alte, collariate, biancastre, poi color crema, infine rosa pallido.
Gambo più lungo del diametro del cappello, screziato da squame brune, più
scure verso la base e abbastanza fitte. Anello, doppio, biancastro, brunoocraceo nella faccia inferiore.
Carne spessa, biancastra, poi con toni rosso-rosati, infine rosa-carnicino sporco.
Spore ellittiche, 13-16x9,5-10 µm.
Commestibile come la M. procera. Il gambo può essere ridotto in polvere.
– 94 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 95 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MACROLEPIOTA PROCERA var. Fuliginosa (Barla) Bellù & Lanzoni
Cresce in zone subsilvicole. Comune. Viene confusa con la M. procera.
Cappello largo 10-20 cm, prima globoso, poi conico-emisferico, indi convesso. Cuticola di color bruno-scuro, fuligginoso, al disco bruno-rossastro, con
squame disposte irregolarmente e rade verso il margine, dove si intravvede la
carne sottostante, un po’ pelosa, prima bianco-crema, poi bruno chiara, indi
fuligginosa.
Lamelle fitte, collariate, cremine, poi macchiantesi di bruno chiaro. Filo appena crenato.
Gambo tozzo, con bulbo basale molto grosso, screziato da fitte squamature
bruno scuro che alla base diventano quasi nerastre e, quindi, poco individuabili.
Anello doppio, con bordo lacerato, un po’ ocraceo sulla faccia inferiore.
Carne, prima leggermente vinosa, poi lentamente brunastra e, infine, fuligginosa.
Spore ellittiche, 13-17x8-11 µm.
Commestibile.
MACROLEPIOTA PERMIXTA Candusso
Cresce in boschi misti, nei prati e nei pascoli. Viene confusa con la M. procera.
Cappello largo 10-15 cm, conico con mammellonatura poco accentuata e cuticola rotta, in senso radiale, in grosse squame, frammiste ad altre più piccole
che lasciano intravvedere il fondo di color crema o crema-rosaceo. Margine
fimbriato.
Lamelle bianche e fitte con inserzione a collarium, leggermente bruno-rossastre con l’età.
Gambo più lungo del diametro del cappello, ingrossato alla base, decorato di
bruno-rossastro.
Anello doppio, con faccia inferiore brunastra, imbutiforme, e margine lacerato.
Carne arrossante verso il bruno, e, per abrasione, verso il bruno-venoso, sul
gambo.
Spore bianche in massa, ellittiche, 12-16x9-10 µm.
Commestibile ottimo.
– 96 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 97 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA CAESAREA (Scopoli.: Fr.) Persoon
Cresce, d’estate e d’autunno, sotto castagni e querce, in zone calde e asciutte.
Specie comune.
Cappello largo 6-18 cm, globoso, poi campanulato-emisferico, infine espanso
con margine striato. Cuticola di color rosso-arancio, facilmente asportabile.
Lamelle gialle, libere e fitte.
Gambo liscio, internamente giallo, subcilindrico e ingrossato alla base.
Anello concolore al gambo, membranoso, ampio, pendulo e striato.
Volva bianca, ampia e membranosa.
Carne bianca internamente, giallina all'esterno. Odore e sapori grati.
Spore bianche in massa, ovoidali, 9-11x6-7 µm, non amiloidi.
Commestibile ottimo, anche da crudo.
Note
La Legge Regionale n. 48 del 1998 proibisce la raccolta di questa specie allo “stadio
di ovulo chiuso” e ne limita la quantità a un solo chilogrammo. Attenti a non confonderla con le Amanita mortali quando è allo stadio do ovolo chiuso e con l’A. muscaria, che però, ha l’anello, il gambo e le lamelle bianche.
AMANITA JUNQUILLEA Quélet
sin. A. gemmata
Cresce, dalla primavera all’autunno, nelle pinete, nei querceti e nei castagneti.
Non comune. Cappello largo 5-11 cm, prima conico-convesso, poi espanso,
con orlo sottile e striato, cuticola viscosa e brillante, giallognola o un po’ ocracea, al centro tendente al rossastro, con placche biancastre e fioccose
Lamelle bianche, fitte, ineguali, ventricose, libere al gambo.
Gambo bianco e fragile, prima pieno, poi farcito e indi cavo, fibrilloso, con
piede da affusolato a bulboso. Anello bianco e fugace. Volva formante uno o
più collari al piede del gambo. Carne bianca e fragile, giallognola sotto la
cuticola del cappello. Odore indistinto, sapore mite.
Spore bianche in massa, ellittiche, non amiloidi, 7-12x7-9 µm.
Commestibile buono, secondo Cetto, dopo cottura.
Note
Secondo Papetti et al., è da ritenersi specie sospetta perchè non da tutti ben tollerata.
Si può confondere con l’A. pantherina, velenosa, che, però, ha il cappello bruno e non
giallognolo.
– 98 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 99 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA RUBESCENS Person.: Fr.
Cresce, dalla primavera all’autunno, sotto quercia. È specie comune.
Cappello largo 5-15 cm, da emisferico a piano. Cuticola di color rosso-vinoso
più o meno scuro, a volte sbiadita, con verruche piccole e grigiastre.
Lamelle libere e fitte, bianche, ma macchiantesi di rossastro alla pressione.
Gambo cilindrico con piede ingrossato, più pallido o concolore al cappello,
ma sempre più chiaro in alto. Anello pendulo e striato superiormente. Volva
dissociata in squame.
Carne biancastra, tendente al rosso-vinoso all’aria, soprattutto al piede del
gambo. Odore insignificante. Sapore grato.
Spore bianche in massa, ovoidali, amiloidi, 7,3-11x5,5-7,5. µm.
Commestibile, dopo lunga cottura perchè contiene tossine termolabili.
Note
Si può confondere con l’A. pantherina, velenosa, che ha la carne bianca non virante al rossovinoso all’aria e una volva aderente e dissociata in anelli.
AMANITA SPISSA Quélet
Cresce, d’estate e d’autunno, in boschi misti. È specie non comune.
Cappello largo 8-15 cm, con margine liscio. Cuticola untuosa, di color nocciola-ocraceo con tonalità grigiastre o brune, ornata da placche o da verruche.
Lamelle bianche, attenuate sul gambo, fitte o intercalate da lamellule.
Gambo bianco, screziato da fiocchettature concolori, tozzo e robusto, prima
pieno poi bambagioso, con bulbo nappiforme e radicante.
Anello ampio, striato superiormente, con orlo frastagliato. Volva friabile, rotta
in squame. Carne soda, bianca, non arrossante. Odore e sapore di ravanello.
Spore bianche in massa, ovoidali, 8-10x6-8 µm, ialine, amiloidi.
Commestibile, dopo cottura, secondo Cetto.
Note
Assomiglia per taglia e caratteristiche morfologiche alla A. rubescens. La carne, però, non è
arrossante ed ha un sapore di ravanello. È da ritenersi un commestibile “da rifiutare“ in accordo
con Merlo e Traverso. Questa specie può confondersi con l’A. pantherina, velenosa, che non
odora di ravanello e non ha la volva friabile, rotta in squame, ma aderente e dissociata in anelli.
– 100 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 101 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA CROCEA (Quélet) Melzer
Cresce, dalla primavera all’autunno, nei boschi di latifoglie e di conifere.
Comune.
Cappello largo 6-12 cm, giallo-zafferano, arancione pallido, prima conicocampanulato, poi convesso-espanso con cuticola umida e margine tipicamente
striato.
Lamelle bianco-cremose, piuttosto fitte, ventricose, arrotondate al gambo,
intercalate da lamellule.
Gambo subcilindrico, slanciato, rastremato verso l’alto, ornato da squamettature concolori al cappello.
Volva alta, inguainante, bianca esternamente, ocracea internamente.
Carne fragile, di color bianco-arancio, senza odori e sapori particolari.
Spore bianche in massa, subsferiche, ialine, 10-12,5x9,5-11,5 µm, non amiloidi.
Commestibile, dopo cottura.
AMANITA VAGINATA (Bull.: Fr.) Vittadini
Cresce isolata, dalla fine della primavera a metà autunno, nelle radure dei
boschi. È una specie comune e abbondante.
Cappello da grigio scuro a quasi biancastro, umido e lucido, 3-9 cm, prima
campanulato poi piano, con umbone al centro, e margine nettamente striato ,
con lembi del velo generale biancastro.
Lamelle bianche, libere, alte e più o meno fitte, con lamellule tronche.
Gambo molle, midolloso, poi cavo, slanciato, rastremato in alto, bianco o concolore al cappello e ornato da zebrature.
Volva bianca, alta, lobata, membranosa e inguainante.
Carne bianca. Odore mite, sapore insignificante.
Spore bianche in massa, rotondeggianti, non amiloidi, 9-13 µm .
Commestibile, dopo cottura.
– 102 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 103 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA UMBRINOLUTEA Secretan
Cresce, da giugno a novembre, in boschi di querce e di conifere. Comune e
abbondante.
Cappello largo 6-12 cm, globoso-campanulato, poi appianato e umbonato al
centro, fortemente striato al margine. Cuticola separabile dal cappello, di color
bruno-giallastra (bruna al centro, più giallo pallida alla periferia), nuda o con
qualche placca bianca, residuo del velo generale.
Lamelle bianche, libere al gambo, larghe, più o meno fitte con lamellule tronche.
Gambo biancastro, ornato da minutissime bande brunastre, slanciato, midolloso,
poi cavo.
Volva avvolgente, bianca all’esterno, a tonalità giallastre all’interno.
Carne tenera, bianca, senza odori e sapori particolari.
Spore bianche in massa, quasi sferiche, 10-13 µm, non amiloidi.
Commestibile, dopo cottura.
AMANITA FULVA (Schaeffer) Bigeard & Guillemin
Cresce, in estate-autunno, nei boschi misti di castagno. Non molto comune.
Cappello avente 5-8 cm di diametro, prima conico, poi disteso-appianato, con
umbone arrotondato, glabro, leggermente vischioso a tempo umido, tipicamente pettinato all’orlo. Superficie pileica da fulvo-arancione a rosso-mattone,
più scura al disco.
Lamelle libere al gambo, bianche, con riflessi rosa-salmone nell’adulto, intercalate da qualche lamellula.
Gambo bianco, liscio, slanciato, rastremato verso l’apice, finemente ornato da
bande concolori al cappello.
Volva membranacea, esternamente biancastra, internamente sfumata di rossastro-arancione.
Anello assente.
Carne biancastra, esile e tenera. Senza odori e sapori particolari.
Spore bianche in massa, globulose o subglobulose, lisce, 10,5-11x9,3-10,5 µm,
non amiloidi.
Commestibile, dopo cottura.
– 104 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 105 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA VAGINATA var. Alba De Seynes
Cresce dall’estate all’autunno, in luoghi erbosi. Specie rara.
Cappello largo 3-8 cm, prima campanulato, poi spianato, con leggera depressione al centro. Cuticola separabile bianco candida in ogni parte, con margine
fortemente striato.
Lamelle bianche, fitte, arrotondato-attenuate.
Gambo fragile, slanciato, cilindrico, bianco, ricoperto, a volte, da una sorta di
cercini fioccosi.
Volva bianca, membranacea, alta
Carne bianca, tenera, fragile, inodore e insapore.
Spore bianche in massa, lievemente allungate, 10-12x8-10 µm, non amiloidi.
Commestibile, dopo cottura.
Note
Si può confondere con la f. alba dell’Amanita phalloides, con l’A. verna e l’A. virosa
(mortali) che, però, non hanno il margine del cappello striato.
AMANITA SUBMEMBRANACEA (Bon) Groger
Cresce, in autunno, sotto conifere. È una specie rara.
Cappello largo 7-10 cm, prima conico-campanulato, poi allargato con margine nettamente striato. Cuticola asportabile di color ocra-livido, nuda o con
qualche frammento del velo generale.
Lamelle biancastre, libere, con lamellule.
Gambo privo di anello, biancastro, finemente fioccoso, subcilindrico, prima
midolloso, poi cavo.
Volva bianca, tendente a ingrigire, farinosa e friabile .
Carne bianca, senza odore e sapore particolari.
Spore bianche in massa, rotondeggianti, 9-13 µm, non amiloidi.
Commestibile, dopo cottura.
– 106 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 107 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA MAGNIVOLVATA Aalton
Cresce in boschi misti su terreno erboso. È specie rara.
Cappello di 8-12 cm di diametro, grigio-olivastro, nudo, margine lungamente
striato e sfumato di olivastro, poi grigio.
Lamelle biancastre.
Gambo biancastro e liscio, con base allargata e avvolta da una volva bianca
o bruno-ruggine, carnosa, alta, spessa e resistente, divisa in lobi.
Spore bianche in massa, subglobose, 11x13 µm, non amiloidi.
Commestibile, dopo cottura.
AMANITA FRANCHETII (Boudier) Fayod
sin. Amanita aspera
Cresce sotto latifoglie e conifere. È specie rara.
Cappello largo 8-12 cm, con cuticola pileica di color giallo-olivastro chiaro,
dovuto, soprattutto, al giallo delle verruche o dei lembi più o meno estesi e
farinosi.
Gambo biancastro, ornato da fioccosità gialline, slanciato, ingrossato alla
base e bulbiforme.
Anello con orlo farinoso-verrucoso.
Volva effimera.
Carne bianca. Odore e sapori insignificanti.
Spore bianche in massa, ellittico-ovoidali, 9-11x6-7 µm, amiloidi.
Commestibile, dopo cottura secondo Papetti et al.
Note
Attenti a non confondere questa specie con l’A. pantherina, velenosa, che ha, però, il
margine del cappello striato, una volva circellata e un anello basso.
– 108 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 109 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA OVOIDEA (Bull.: Fr.) Link.
Cresce, in autunno, soprattutto sotto querce. Specie comune.
Cappello largo 10-20 cm, carnoso e massiccio, inizialmente emisferico, poi
convesso, infine piano-depresso. Cuticola asciutta e perlacea, bianca o bianco-crema, con margine debordante e ricoperto, spesso, dai residui cremosi del
velo parziale.
Lamelle libere, bianco-crema con filo leggermente fioccoso.
Gambo cilindrico, carnoso e robusto, bianco e ornato da fioccosità cremose.
Anello fragile, fioccoso-cremoso, facilmente effimero.
Volva ampia, membranosa, sacciforme e persistente, per lo più bianca, con
lembi ocracei.
Carne bianca, immutabile, con odore poco gradevole e sapore mite.
Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, 9-12x6-8 µm, amiloidi.
Commestibile con cautela perchè potrebbe confondersi con le Amanita bianche mortali che non hanno, però, la stessa taglia e l’anello soffice e cremoso.
AMANITA OVOIDEA var. Proxima Dumée
Cresce soprattutto sotto conifere e latifoglie della macchia mediterranea.
Specie comune.
Cappello largo 5-10 cm, dapprima emisferico, poi convesso, infine piano con
lieve depressione al centro, margine liscio e appendicolato. Cuticola bianca e
sericea, facilmente asportabile, per lo più ornata da residui velari fulvo-giallastri.
Lamelle bianco-crema con tonalità rosate, intramezzate da numerose lamellule.
Gambo bianco, cilindrico e poco bulboso, sottile e slanciato, liscio o con squame minute e cremose. Anello concolore al gambo, ampio, fioccoso, nettamente
striato superiormente. Volva profondamente interrata, di color ocra-aranciato
o fulvo-rossastro.
Carne bianca. Odore indefinibile, sapore mite.
Spore bianche in massa, ovoidali, 9-12x6-8 µm, amiloidi.
Ritenuta commestibile fino a qualche anno fa (Pace) e presumibilmente commestibile (Merlo e Traverso) è oggi, considerata specie più o meno tossica (Papetti
et al.). Astenersi dal consumo.
– 110 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 111 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA STROBILIFORMIS (Vitt.) Quélet
sin. A. solitaria Sécr.
Cresce in estate-autunno in boschi di querce. Specie comune.
Cappello di 6-20 cm di diametro, bianco, ocraceo al centro, coperto da grandi
verruche grigiastre e feltrate, residui della volva e con margine appendicolato.
Lamelle bianche, fitte e libere.
Gambo bianco squamoso, robusto e radicante.
Anello bianco e cremoso.
Carne bianca e tenera. Odore debole, sapore rafanoide.
Spore bianche in massa, ellittiche, amiloidi, 9-14x7-9,4 µm.
Commestibile, dopo cottura.
Note
Attenti a non confondere questa specie con quelle bianche mortali (A. phalloides, A. verna, A.
virosa) che, si ricorda, non hanno l’anello cremoso e la volva friabile, ma membranosa.
AMANITA PORPHYRIA Albertini & Schweinitz
Cresce, in estate-autunno, sotto conifere e nelle macchie di latifoglie. Rara.
Cappello avente max 5-10 cm di diametro, prima ovoide-campanulato, poi
convesso-espanso, con margine liscio, cuticola separabile, umidiccia e brillante, di color bruno-grigiastra con riflessi viola-lilacini, nuda, a volte, ricoperta
da piccole ornamentazioni grigio-farinose.
Lamelle di color bianco sporco, fitte, ventricose, intercalate da lamellule.
Gambo cilindraceo con base bulbosa, slanciato, biancastro o con bande concolori al cappello. Anello biancastro o grigio-lilacino, spesso fugace. Volva
submembranacea, biancastra, con tendenza verso il grigio-violetto.
Carne bianca, con sfumatura violetta sottola cuticola. Odore e sapore rafanoidi.
Spore bianche in massa, subarrotondate, 8-10 µm, amiloidi.
Commestibile mediocre, secondo Cetto.
Note
Da altri autori (Papetti et al., Merlo e Traverso) questa specie è ritenuta non commestibile per l’odore e il sapore non proprio gradevoli.
– 112 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 113 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA SOLITARIA (Bull.) Merat.
sin. Amanita echinocephala Vittadini
Cresce sotto latifoglie e conifere. Alquanto rara.
Cappello fino a 6-20 cm, carnoso e leggermente viscoso, prima subsferico, poi
convesso, con margine eccedente e merlettato, di color bianco, poi giallastro,
coperto da verruche coniche.
Lamelle fitte, sottili e ventricose, a filo frangiato, prima di colore grigio-verdastro pallido, poi grigio-giallo-verdastro.
Gambo slanciato, quasi sempre bulboso al piede e radicante.
Anello ampio, membranoso, con residui di velo.
Volva dissociata.
Carne bianca o lievemente colorata di azzurro-verdastro. Odore e sapori insignificanti.
Spore bianche o verdine in massa, ellissoidali, 9-12x8-11 µm.
Commestibile.
AMANITA GRACILIOR Bas & Honruba
Cresce, nel tardo autunno, sotto quercus della macchia mediterranea e sotto
Pinus halepensis. Specie rara.
Cappello 4-5 cm, prima emisferico, poi convesso, indi appianato, con margine
liscio, a volte, appendiculato e striato. Cuticola da bianca a bianco-alutacea,
percorsa da verruche concolori, conico-appuntite
Lamelle di color bianco-crema, libere al gambo, intramezzate da lamellule.
Gambo concolore al cappello, subcilindrico, esile e slanciato, con base bulboso-fusiforme. Anello submembranaceo, striato e lacerato. Volva bianca e friabile, rotta in minute scaglie.
Carne bianca e immutabile. Odore e sapore grati.
Spore bianche in massa, ellittico-allungate, 10-11,5x5,5-6,5 µm.
Commestibile, secondo Merlo e Traverso.
Note
Specie nuova “istituita” solo nel 1982. Circa la commestibiltà di questo micete, Bruno Cetto usa
la dicitura “probabilmente commestibile”. Se ne sconsiglia il consumo.
– 114 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 115 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AMANITA CODINAE Singer
Cresce, in autunno, soprattutto nelle radure della macchia mediterranea. Rara.
Cappello con diametro di 5-9 cm, prima ovoidale, poi convesso-disteso, con
margine involuto e fioccoso. Cuticola asciutta, biancastra, ornata da squame
verrucose, giallo-rabarbaro.
Lamelle di color giallo-ocraceo, soffuse di riflessi più o meno verdognoli, libere, fitte e panciute, con filo irregolare.
Gambo decorato da squame sovrapposte, concolori a quelle del cappello.
Anello bianco sporco, membranoso e festonato.
Volva dissociata.
Carne biancastra con lievi sfumature più o meno rosate. Odore e sapori indistinti.
Spore bianche in massa, ovoidali, 10-14,5x7-11 µm.
Commestibile con cautela. Valgono le stesse osservazioni fatte per la A.
Vittadinii.
AMANITA VITTADINII (Moretti ) Vittadini
Cresce, a novembre, tra l’erba e i cardi, in zone collinoso-montuose. Rara.
Cappello largo 10-18 cm, di color bianco-avorio-crema, prima globoso, poi
convesso. Cuticola separabile, ornata da verruche piramidali più fitte al centro, embricate al margine, sempre eccedente rispetto alle lamelle.
Lamelle bianco-crema con riflessi tendenti al verde, libere, fitte, ventricose con
filo seghettato, alternate da lamellule.
Gambo cilindrico, slanciato, bianco, con una squamettatura concolore che,
dalla base, raggiunge l’anello, imbrunente alla manipolazione. Anello biancastro, liscio superiormente, fioccoso nella parte inferiore. Volva apparentemente
assente, ma dissociata in minutissime squamettature concentriche.
Carne bianca, compatta e soda. Sapore e odore indistinti.
Spore bianco-crema in massa, ellittiche, 10-12x8,5-9,5 µm, amiloidi.
Commestibile di valore più o meno elevato per alcuni micologi (Merlo e
Traverso), per altri di “commestibilità ignota” (Cetto). Resta, comunque, una
specie da consumare con una certa cautela.
– 116 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 117 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AGROCYBE CILINDRACEA (D.C.: Fries) Maire
sin. Pholiota aegerita Quélet
Cresce, cespitosa, dalla primavera all’autunno, in genere su tronchi vecchi di
pioppo. Comune e abbondante. Cappello largo 3-10 cm, carnoso, prima globoso-emisferico, poi piano, grinzoso. Cuticola da caffè-latte a ocra scuro, più
scura e screpolata al centro. Lamelle sottili, serrate, adnato-decorrenti, da
biancastre a color tabacco. Gambo lungo, biancastro, pieno e fibrilloso, cilindrico, spesso sinuoso e ricurvo, attenuato al piede, tendente al nocciola con
l’età. Anello supero, fioccoso, tumido e persistente, concolore al gambo.
Carne bianca, compatta e tenera nel cappello, fibrosa e leggermente tabacco
nel gambo. Odore grato. Sapore mite.
Spore di color bruno-tabacco in massa, ellittiche o reniformi, 9-11x6-7 µm.
Commestibile.
Note
È una delle specie più ricercate fin dai tempi dell’Impero Romano. In dialetto viene chiamata
“fong’ r’ chiupp’”. È anche coltivata con successo su substrati di legno di pioppo.
COPRINUS COMATUS (Mull.: Fr.) Persoon
Cresce, a gruppi numerosi, in primavera e autunno, su terreni ricchi di sostanze organiche. Comune.
Cappello alto 4-12 cm, prima quasi cilindrico, poi campanulato, bianco con
squame concolori e brunastre, disco ocraceo, margine aperto e lacerato che, a
maturità, diventa prima roseo, poi progressivamente annerente.
Lamelle bianche, molto fitte e ventricose, con l’età prima rosee, poi nere e deliquescenti.
Gambo slanciato, cavo, bianco e liscio, con anello caduco e fugace.
Carne bianca, negli esemplari immaturi, senza odori e sapori caratteristici.
Spore nere in massa, ellissoidali, lisce, 10-13,5x7-9 µm.
Commestibile delicato, da consumare da giovane prima che le lamelle diventino rosa e poi nere. Ottimo per guarnire le salse.
Note
Si presta ad essere consumato trifolato oppure crudo (Papetti et al.).
– 118 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 119 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
CLITOPILUS PRUNULUS (scop.: Fr.) Kummer
Cresce specialmente nelle radure dei boschi, spesso nei pressi del Boletus edulis. Specie comune.
Cappello largo 3-5 cm, di color biancastro-cinerognolo, più scuro al centro,
pruinoso, irregolarmente convesso, poi espanso e pianeggiante, depresso e
gibboso, con margine lobato e ondulato.
Lamelle biancastre, poi rosee, infine color roseo sporco, fitte, sottili e decorrenti, staccabili dal cappello.
Gambo corto e fragile, a volte eccentrico e ricurvo, bambagioso al piede,
pruinoso in alto. Carne bianca, tenera e friabile con odore di farina fresca e
sapore farinaceo. Spore giallo-rosee in massa, fusiformi, 10-12x5-6 µm.
Commestibile. Si può utilizzare anche essiccata e in polvere.
Note
Specie conosciuta col nome volgare di spia del porcino. Attenzione a non confonderla con le
Clitocibe bianche che non hanno le spore rosee e il gambo che si rompe facilmente e sono, in
genere, tossiche.
ENTOLOMA CLYPEATUM (Linné) Kummer
Cresce cespitoso, in primavera, tra l’erba, all’ombra dei cespugli di rosacee
(biancospino, melo, pero, pruno). Non comune.
Cappello largo da 4 a 10 cm, igrofano, brunastro, fibrillato-striato, prima
campanulato, poi piano-umbonato, carnoso al centro, con margine sottile,
revoluto e lobato.
Lamelle da bianco-grigiastre a rosa, poco fitte, annesso-uncinate, con lamellule.
Gambo irregolarmente cilindrico, da pieno a cavo, bianco sporco, liscio, non
fibrillato.
Carne bianco-brunastra con intenso odore di farina fresca. Sapore gradevole.
Spore rosee in massa, globose, angolose, 10-12x8-11 µm.
Commestibile con cautela e frammisto ad altre specie.
Note
Questa specie viene confusa con l’E. saundersii var. hiemale presente sotto olmo e con l’E.
sepium legato alle rosacee, che ha la carne bianca e arrossante nei punti erosi dalle larve e un
odore di noce di cocco (Cetto).
– 120 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 121 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
ENTOLOMA APRILE (Britz) Romagnesi
Cresce, in primavera sotto cespugli e alberi di latifoglie. Non molto comune.
Cappello largo 2-9 cm, prima conico-campanulato, poi convesso, indi espanso, umbonato e lobato. Cuticola da color bruno grigio scuro a seppia ocraceo
chiaro. Lamelle prima grigio-brunastre, poi bruno-rosate.
Gambo cilindrico, pieno, poi cavo, striato da fibrille grigio scure.
Carne biancastra, sottile al margine. Odore e sapore farinosi.
Spore poliedriche, 9-12x7,5-9 µm.
Commestibile.
Note
Non si può confondere con l’E. sinuatum o E. lividum (tossico) perchè quest’ultimo cresce in un
periodo dell’anno diverso, cioè in autunno.
RHODOCYBE GEMINA (Fr.) Arnolds
sin. R. truncata
Cresce, in tardo autunno, nelle radure erbose dei boschi di conifere. Specie
non comune.
Cappello largo 4-10 cm, sodo, da convesso a depresso, con orlo a lungo involuto, sovente lobato, pruinoso. Cuticola da nocciola-carnicino a ocra-rossastro.
Lamelle bianco-ocracee, poi carnicine, da adnate ad appena decorrenti,
abbastanza fitte, prima arcuate, poi quasi ventricose.
Gambo da biancastro a subconcolore al cappello, pieno, robusto, ricoperto da
una pruina bianca all’apice.
Carne bianca e soda. Odore subfarinaceo-aromatico, sapore analogo con
retrogusto lievemente rancido.
Spore ocra-rosate in massa, ellissoidali e verrucose, 5-7,5x3-4,5 µm.
Commestibile.
– 122 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 123 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS AGATOSMUS (Fries) Fries
Cresce, in autunno inoltrato, nei boschi di conifere. Comune e abbondante.
Cappello largo 2,5-8 cm, liscio e vischioso, di color grigio pallido, prima campanulato, poi convesso, infine piano, con margine involuto.
Lamelle bianche o biancastre, spaziate e decorrenti, intramezzate da lamellule.
Carne bianca e tenera. Odore di mandorle amare. Sapore mite.
Spore bianche in massa, ellittiche, 9-10x5-6 µm, non amiloidi.
Commestibile mediocre, secondo Cetto.
Note
Da altri autori (Mazza, Papetti et al.) viene ritenuto non commestibile per il profumo forte e
penetrante. Può essere utilizzato nel “misto” in piccole quantità, sott’olio o sott’aceto.
HYGROPHORUS MARZUOLUS (Fr.: Fr.) Bresadola
Cresce, all’inizio della primavera, sotto l’abete bianco, il pino, le querce e i
faggi, ben nascosto sotto le foglie morte e il muschio. Specie rara. Presente
solo in alcune stazioni di crescita.
Cappello largo 3-12 cm, sodo e carnoso, da emisferico a piano-depresso-gibboso, con margine ondulato. Cuticola biancastra, grigio metallica, percorsa
da fibrille radiali.
Lamelle biancastre, poi grigiastre, ceracee, adnato-decorrenti, basse e ventricose, prima fitte, poi molto spaziate, con qualche lamellula.
Gambo corto e tozzo, diritto o curvo, bianco-grigio satinato, pruinoso in alto.
Carne bianca, grigiastra sotto il rivestimento del cappello. Odore mielato o di
rose appassite, sapore mite.
Spore bianche in massa, ellittiche, lisce, non amiloidi, 6-8x5,5-6,5 µm.
Commestibile.
– 124 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 125 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS NEMOREUS (Lasch.) Fries
Cresce, in autunno, nei boschi aperti di faggio e di castagno. Non comune.
Cappello largo 4-8 cm, campanulato, poi convesso-spianato, di color ocraaranciato con fibrille più scure al centro.
Lamelle color crema o rosate, spesse, distanziate e decorrenti.
Gambo biancastro e fibrilloso, affusolato alla base, cosparso di forfora all’apice.
Carne bianca. Odore farinaceo, sapore grato.
Spore bianche in massa, ovoidali, granulose, ialine, 6-7x3,5-5, µm.
Commestibile.
Note
Si tratta di un fungo alquanto carnoso e quindi molto redditizio in cucina.
HYGROPHORUS PENARIUS Fries
Cresce gregario in boschi di querce e faggi. Abbondante nelle stazioni di crescita.
Cappello bianco, avorio al centro, di 5-15 cm di diametro, emisferico, poi pianeggiante, umbonato, con margine lobato e sinuoso.
Lamelle bianco-crema con riflessi carnicini, spaziate e decorrenti.
Gambo concolore al cappello, piuttosto giallino alla base, pieno, assottigliato
in basso e ricurvo.
Carne biancastra, odore di “latte bollito”, sapore mite.
Spore bianche in massa, ellissoidali e lisce, 5,5-8x3,5-6 µm.
Commestibile.
Note
Secondo qualche autore è il miglior Hygrophorus tra quelli commestibili per la carnosità e le
qualità organolettiche.
– 126 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 127 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS PUDORINUS Fries
Cresce in autunno inoltrato nei boschi misti con abeti e faggi. Comune.
Cappello largo 3-8 cm, carnoso, con umbone ottuso, vischioso, da convesso a
emisferico, margine involuto-eccedente. Cuticola di colore giallo-miele, rosaaranciato, asportabile.
Lamelle spaziate, appena decorrenti, prima biancastre, poi con riflessi concolori al cappello, indi color albicocca.
Gambo prima bianco, poi rosa-arancio, slanciato, cilindraceo, spesso ricurvo
con base giallastra, fioccoso all’apice.
Carne compatta, bianca, aranciata sotto la cuticola. Odore e sapore resinoso.
Spore bianche in massa, ellissoidi, subovoidali, lisce, 8,5-9,5x5,2-6,4 µm.
Commestibile mediocre, secondo Cetto.
Note
Dopo aver asportato la cuticola del cappello, utilizzare esemplari, possibilmente giovani, conservati sott’olio. Qualcuno consiglia di lasciare i carpofori qualche ora in acqua salata prima di utilizzarli per ridurre l’accentuato sapore resinoso.
HYGROPHORUS RUSSULA Quélet
sin. Tricholoma russula
Cresce gregaria, dall’estate al tardo autunno, sotto querce. Specie comune e
abbondante.
Cappello largo 3-20 cm., biancastro, macchiato o sfumato di rosa-porporino,
convesso poi spianato, alquanto carnoso, liscio e vischioso.
Lamelle bianche, macchiate di rosa-porporino, fitte, adnate e un po’ decorrenti.
Gambo bianco, sfumato di rosa-porporino, sodo e robusto.
Carne bianca virante al roseo, con odore insignificante e sapore mite.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 6-8x4-6 µm.
Commestibile. Si presta ad essere conservata sott’olio.
Note
Questa specie si può confondere con l’H. erubescens che cresce, per lo più, sotto conifere e presenta lamelle meno fitte.
– 128 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 129 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS ARBUSTIVUS Fries
Cresce, in autunno, sotto querce e noccioli. Non comune.
Cappello largo 2-7 cm, ocra-roseo, più scuro al disco e con margine color
crema, umbonato, spianato, nettamente fibrillato.
Lamelle bianche, poi crema-fulvastre, rade e poco decorrenti.
Gambo bianco-crema, alto, robusto e asciutto, pruinoso alla sommità.
Carne bianca. Odore e sapore insignificanti.
Spore bianche in massa, 6-9x4,5-6 µm.
Commestibile.
HYGROPHORUS SPECIOSUS Peck
H. bresadolae Quélet.
Cresce, in autunno, nei prati. Non comune.
Cappello largo 2-6 cm, vischioso con l’umidità, di color giallo-crema con disco
rosso-arancio.
Lamelle prima biancastre, poi giallastre, spaziate e decorrenti.
Gambo vischioso, giallo con bande aranciate e sommità bianca.
Carne biancastra. Odore e sapori insignificanti.
Spore bianche in massa, 8-10x5-6 µm.
Commestibile.
– 130 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 131 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS OLIVACEOALBUS (Fr.: Fr.) Fries
Cresce, in autunno, sotto aghifoglie. Comune e abbondante.
Cappello largo da 2 a 4 cm, bruno-bistro, campanulato-convesso, poco carnoso e vischioso, con umbone netto e più scuro.
Lamelle bianche con riflessi crema negli esemplari adulti, rade, spesse e decorrenti.
Gambo biancastro, pieno e uniforme, decorato da cercini brunastri leggermente furfuracei all’apice.
Carne bianca, inodore, sapore mite.
Spore bianche in massa, 9,5-12x6-7 µm, ialine.
Commestibile.
Note
Si può confondere con l’H. personii, ugualmente commestibile, tipico delle latifoglie, la cui cuticola reagisce, a contatto con l’ammoniaca, al blu-verde.
HYGROPHORUS CHRYSODON (Batsch.: Fr.) Fries
Cresce, in autunno, in boschi di conifere e di latifoglie. Comune.
Cappello largo 5-7 cm, gibboso, bianco, giallo-oro sul margine involuto.
Lamelle bianche, rade e decorrenti, cosparse da fioccosità gialline sul taglio.
Gambo bianco, poi adorno da fioccosità gialline, cilindrico, attenuato in
basso.
Carne bianca, inodore e insapore.
Spore bianche in massa, lisce, ellittiche, ialine, 8-10x4-5 µm.
Commestibile, secondo Cetto.
Note
Da Papetti et al. è ritenuto non commestibile per l’odore sgradevole. Potrebbe, tuttavia, essere
utilizzato in un “misto”.
– 132 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 133 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS LIMACINUS Scopoli
Cresce sotto aghifoglie (pino silvestre e abete bianco). Comune.
Cappello 5-15 cm, bruno-bistro, convesso, liscio, ma piuttosto vischioso e carnoso.
Lamelle bianche o cinerognolo-verdognole, grosse, spaziate e decorrenti.
Gambo bianco, vischioso, fusiforme, ingrossato al centro e rastremato in alto,
con squamature brunastre nella parte inferiore.
Carne bianca e soda. Odore nullo, sapore mite.
Spore bianche in massa, ellissoidali, 9-13x6-8 µm.
Commestibile.
HYGROPHORUS PERSOONII Arnolds
sin. H. dichrous Kühner e Romagnesi
Cresce, in autunno, sotto querce. Comune.
Cappello largo 3-8 cm, bruno-sporco o piuttosto grigiastro, ricoperto da una
cuticola pileica viscosa, con orlo involuto, che a contatto con l’ammoniaca,
diventa blu-verde.
Lamelle biancastre o livide, leggermente decorrenti.
Gambo fusiforme, con apice attenuato, bianco e pruinoso-granuloso e la parte
inferiore vischiosa con ornamentazioni concolori al cappello.
Carne bianca. Inodore e insapore.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 9-13x5-7,5 µm.
Commestibile.
Note
Cappello, lamelle, odore e sapore sono simili a quelli dell’H. limacinus. Questa specie si può
confondere anche con l’H. olivaceoalbus la cui cuticola, però, a contatto con l’ammoniaca, non
mostra alcuna reazione.
– 134 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 135 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HYGROPHORUS HYPOTEJUS Fries
Cresce, nel tardo autunno, tra l’erba, sotto pini e abeti. Non comune.
Cappello con diametro da 3 a 8 cm, elastico, giallo-verdastro o bruno-olivaceo, coperto da uno strato umido, pallido al margine, piuttosto nerastro al
centro.
Lamelle rade, alte, decorrenti, prima biancastre, poi gialle o giallo-arancione.
Gambo bianco-giallognolo, cilindrico, slanciato, glutinoso verso l’alto.
Carne bianca, gialla sotto la cuticola del cappello. Odori e sapori insignificanti.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 7-10x4-5 µm.
Commestibile.
Note
Secondo qualche autore questa specie potrebbe confondersi con l’H. olivaceoalbus che si distingue per il portamento più slanciato, le lamelle bianche e il gambo decorato.
CHAMAROPHYLLUS PRATENSIS (Pers.:Fr.) Kummer
Cresce, in autunno, nei prati e ai margini dei boschi. Specie non diffusa.
Cappello con diametro 4-7 cm, color arancio-albicocca, prima campanulato,
poi convesso, indi spianato, a volte depresso, con margine sottile.
Lamelle color crema, poi arancio pallido, rade, larghe, arcuate, decorrenti,
venoso-congiunte.
Gambo bianco o sfumato di fulvo, pieno, fibrilloso, striato, ma liscio all’apice.
Carne biancastra, poi ocracea, fragile e fibrillosa. Odore grato, sapore mite.
Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, 5-7x4-6 µm.
Commestibile.
– 136 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 137 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
PLUTEUS CERVINUS (Schaeffer) Kummer
Cresce su tronchi di latifoglie e di conifere in disfacimento. Comune.
Cappello largo 6-20 cm, da campanulato a piano-convesso, bruno o fuligginoso, più scuro al centro, con margine lobato e sinuoso.
Lamelle prima biancastre, poi rosee, infine bruno-ametistine, fitte e libere al
gambo.
Gambo cilindraceo, biancastro con fibrille brunastre.
Carne biancastra e fragile. Odore e sapore debolmente rafanoide con retrogusto amarognolo.
Spore rosee in massa, ovoidi o subglobose, 6-8x5-6,5 µm.
Commestibile. Utilizzare piccole quantità e solo in un “misto”.
VOLVARIELLA SPECIOSA fo. Gloyocephala
(De Cand.:Fr.) Court.
Cresce, in autunno, su letame, paglia e materiali organici in via di decomposizione, in orti, giardini e campi. Specie comune.
Cappello largo 8-12 cm, grigiastro o grigio-fuligginoso, campanulato, poi
piano, umbonato con orlo striato a maturità e cuticola asportabile.
Lamelle biancastre, poi rosee, infine roseo-brunastre, fitte, alte, libere al
gambo.
Gambo biancastro, con sfumature concolori al cappello, slanciato e glabro.
Volva bianca e cotonosa, alta e lobata.
Carne bianca e molle. Odore e sapore rafanoide.
Spore di color rosa-carnicino in massa, ellittiche, 12-18 x 8-10 µm.
Commestibile mediocre, secondo Cetto. Utilizzare solo in un “misto” e in piccole quantità.
Note
Specie conosciuta col nome dialettale di “fong’ pagliarin”.
– 138 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 139 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
STROPHARIA RUGOSOANNULATA Farlow: Murr
sin. Stropharia ferrii Bres.
Cresce, a gruppi, in estate-autunno, su terreno ricco di paglia, letame e detriti
vegetali. Specie rara.
Cappello largo 5-12 cm, prima emisferico, poi convesso, carnoso, liscio, secco
e lucente. Cuticola da giallo-violetto a rosso-mattone-violetto.
Lamelle di color cenere-violetto, grigio-blu, con filo bianco.
Gambo cilindrico, bianco in alto, (ma quasi rugginoso per la caduta delle
spore) e giallino in basso, con anello doppio, ampio e striato e ife izomorfe
alla base. Carne bianca immutabile, senza odore e sapore particolari.
Spore porporo-nerastre in massa, ellittiche, lisce, 11-13x7,5-8 µm.
Commestibile.
Note
In una parte della letteratura non gode di molte simpatie. Da Mazza questa specie viene data
per sospetta, dal Cetto viene sconsigliata. Sta di fatto che viene coltivata ed è una delle specie
che il Ministero della Sanità ha ammesso alla vendita.
ARMILLARIA MELLEA (Vahl.: Fr.) Kummer
Cresce in autunno su legno di latifoglie. Comunissima e abbondante.
Cappello largo da 2,5 a 7 cm, prima emisferico, poi convesso, infine appianato-umbonato. Cuticola da ambra a bruno-giallastro, a bruno-scuro, coperta da
fugaci squame brunastre.
Lamelle adnato-decorrenti, biancastre, poi beige-chiaro, infine macchiate di
ruggine.
Gambo slanciato, cilindraceo, affusolato al piede e cespitoso. Anello bianco,
membranaceo, striato sulla pagina inferiore, a volte giallo al margine.
Carne biancastra, sapore amarognolo-astringente. Odore subfungino. Spore
bianco-crema in massa, ellissoidali-obovoidali, lisce, 7-8,6x5,4-6 µm.
Commestibile, dopo prebollitura.
Note
Si tratta di una specie diffusa e conosciuta da sempre col nome volgare di chiodino e quello dialettale di “chiuvaridd”. Attenti a non confoderla con l’Hipholoma fasciculare o con l’H. sublateritium che
sono tossici e con l’A. gallica o A. lutea che pare abbia procurato qualche caso di intolleranza.
– 140 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 141 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
ARMILLARIA TABESCENS (Scopoli) Emeland
Cresce, d’estate e d’autunno, cespitoso ai piedi delle querce. Specie comune
ed abbondante.
Cappello largo 4-7 cm, scarno, prima umbonato-campanulato, poi pianodepresso, fulvo-rossiccio o bruno-giallastro con minute squame più scure e
margine sinuoso e sottile.
Lamelle prima biancastre, poi bruno-rosate, quasi fitte, adnato-decorrenti.
Gambo concolore al cappello, privo di anello membranoso, sottile, slanciato,
cilindraceo, ricurvo, attenuato alla base, sempre fascicolato.
Carne compatta e biancastra. Odore fungino, sapore quasi mite.
Spore color avorio in massa, ellittiche, lisce, non amiloidi, 8-10x5-7 µm.
Commestibile, dopo prebollitura.
Note
È chiamato da qualcuno “chiodino senza cravatta”. Si presta ad essere conservato sott’olio. Si
può confondere con l’A. mellea che si distingue perchè ha un anello membranoso.
CALOCYBE CARNEA (Bull.: Fries) Kühner
Cresce, in primavera, spesso gregaria, nei prati, nei pascoli e nei boschi.
Specie non comune.
Cappello largo 2-3 cm, piano-convesso, di color rosa carnicino pallido.
Lamelle bianche, strette e libere al gambo.
Gambo cilindrico, cavo, piuttosto fragile, quasi concolore al cappello con macchie bianche in alto e fioccosità.
Carne bianca, inodore e insapore.
Spore bianche in massa, lisce, ellittiche, incolori, 4-5,5x2-3 µm.
Commestibile.
Note
Specie ricercata solo da pochissime persone, perchè scarsamente conosciuta.
– 142 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 143 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
CALOCYBE GAMBOSA (Fr.: Fr.) Donk
sin. Tricholoma georgii Quélet
Cresce, in primavera (raramente d’autunno) nei prati, ai margini dei boschi, nelle
radure, tra i cespugli, formando i cosidetti “circoli delle streghe” o linee a zig-zag.
Specie comune.
Cappello largo 5-14 cm, carnoso, da subsferico ad appianato con margine
involuto, sinuoso o lobato. Cuticola di color bianco-crema, camoscio-pallido,
liscia, a volte un po’ screpolata. Lamelle di color bianco-avorio, fitte, smarginate, strette, con filo irregolare. Gambo pieno, biancastro, irregolarmente
cilindraceo. Carne bianca, spessa. Odore e sapore di farina fresca.
Spore bianche in massa, ellittiche, lisce, non amiloidi, 5-6x3-4 µm.
Commestibile buono.
Note
Specie conosciuta e ricercata col nome dialettale di “musciarone”. La Legge Regionale n. 48 ne
impone il limite per la raccolta: il diametro del cappello non deve essere inferiore a 2 cm e la
quantità consentita non superiore a 1 Kg.
CALOCYBE IONIDES (Bul.: Fries) Donk
Cresce, d’estate o primo autunno, in boschi ricchi di humus. Specie non molto
comune.
Cappello largo 3-5 cm, prima campanulato-convesso, poi espanso, umbonato,
liscio, con colori dal violetto al porporino, decolorati con l’età. Margine, da
giovane, piuttosto fioccoso.
Lamelle fitte, sottili, pallide con orlo crenulato.
Gambo concolore al cappello, fibrilloso, feltrato alla base.
Carne biancastra o leggermente violetta. Sapore mite, odore lieve di farina.
Spore bianche in massa, ellittiche, lisce, 5-7x3-4 µm.
Commestibile.
– 144 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 145 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
CLITOCYBE ALEXANDRI (Gillet) Gillet
Cresce, in estate-autunno, nei boschi soprattutto di aghifoglie. Specie comune.
Cappello largo 15-20 cm, grigio-beige, guttulato, carnoso, convesso, indi
piano e depresso, con margine, da giovane, involuto e brevemente scanalato.
Lamelle fitte e decorrenti, biancastre, poi di color giallo-legno con riflessi rosati.
Gambo cilindraceo, tozzo e robusto, concolore al cappello, ma bianco e
tomentoso sia all’apice che alla base.
Carne beige-grigiastra. Odore di mandorle amare, sapore mite.
Spore biancastre in massa, ellissoidali, lisce, 6-8x3,5-5 µm.
Commestibile, secondo Cetto.
Note
Da Mazza, Papetti et al. questa specie viene data per non commestibile per le mediocri qualità
organolettiche.
CLITOCYBE COSTATA Kühner & Romagnesi
Cresce, in estate-autunno, sotto conifere e in boschi misti. Specie comune.
Cappello largo 4-6 cm, ocraceo con sfumature rossastre, presto imbutiforme
con margine solcato.
Gambo quasi concolore al cappello, appena ingrossato alla base e con residui
vegetali.
Carne bianca. Odore e sapore grati.
Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, 6-9x4-5 µm.
Commestibile.
– 146 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 147 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
CLITOCYBE NEBULARIS (Batsch.: Fr.) Kummer
sin. Lepista nebularis (Fr.) Harmaja
Cresce gregaria, a gruppi numerosi, in autunno, nei boschi. Comune e abbondante.
Cappello sodo e carnoso, largo 15-20 cm, grigiastro o grigio-beige, più scuro
al centro, margine inizialmente involuto, a volte anche lobato.
Lamelle bianco-giallognole, fitte e poco decorrenti.
Gambo subconcolore al cappello, da obeso a claviforme, ornato da fibrillosità
e striature concolori.
Carne bianca. Odore caratteristico, sapore acidulo.
Spore gialline in massa, a forma di seme di mela, lisce, 6-8x3-5 µm.
Commestibile con cautela, secondo Cetto, previa prebollitura di esemplari giovani. Può essere usata in polvere per aromatizzare salse, ragù, minestre.
Note
Questa specie è conosciuta col nome dialettale di “palummella o natalino” ed è molto apprezzata nella nostra regione. Recenti studi sulle sostanze mutagene e, soprattutto, casi di intolleranze
individuali la rendono estremamente sospetta per cui se ne sconsiglia l’uso in cucina.
CLITOCYBE ODORA (Bull.: Fr.) Kummer
Cresce, dalla fine dell’estate al tardo autunno, nei boschi di latifoglie e di conifere. Specie comune e abbondante.
Cappello largo 3-7 cm, prima convesso, poi appianato e quasi imbutiforme, di
color verde-blu, verde-bruno, quasi liscio, opaco e decolorato da adulto.
Lamelle grigiastro-verdastre, adnate o subdecorrenti, fitte.
Gambo cilindraceo, subconcolore al cappello, con base biancastra e tomentosa.
Carne biancastra con odore e sapore di anice.
Spore di color crema in massa, ellissoidali, lisce, cianofile, 6-7x3-4 µm.
Commestibile sia fresca sia essiccata o in polvere.
Note
Specie conosciuta col nome volgare di anicino o col termine dialettale “fong’ di frasch’”. Usare
piccole quantità in un misto per via del profumo intenso. Può essere anche utilizzata per preparare torte o gelati.
– 148 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 149 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
CLITOCYBE SINOPICA (Fr.:Fr.) Kummer
Cresce gregaria, in primavera, in boschi di conifere e ai bordi di sentieri.
Specie comune.
Cappello color mattone, largo fino a 5 cm, con depressione centrale e poi
imbutiforme, igrofano, quasi glabro, margine irregolare, sinuoso o lobato.
Lamelle poco fitte, decorrenti, bianche e poi giallognole.
Gambo concolore al cappello, pieno e poi farcito, cilindraceo, ma svasato
all’apice e ricoperto da fibrille longitudinali.
Carne bianca, ma rossastra sotto la cuticola. Odore di farina alla sezione.
Sapore analogo.
Spore bianche in massa, subsferiche, lisce, 7-10x5-7 µm.
Commestibile.
CLITOCYBE GEOTROPA (Bulliard) Quélet
Cresce, in tardo autunno, nelle radure o ai margini dei boschi, in lunghi filari.
Specie comune.
Cappello largo 6-15 cm, beige o color crosta di pane, glabro, prima campanulato, poi piano-convesso, infine imbutiforme con piccolo umbone centrale e
margine involuto e costolato.
Lamelle subconcolori al cappello, fitte e decorrenti.
Gambo concolore al cappello, slanciato e fibrillato, con base biancastra e
tomentosa.
Carne bianca. Odore grato, sapore mite.
Spore bianche in massa, a forma di gocce, lisce, 6-7x5-6,5 µm.
Commestibile ottimo.
Note
Specie ricercata e apprezzata, conosciuta col nome dialettale di “fong’ a ordine” o “ordinario”.
– 150 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 151 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
CLITOCYBE GEOTROPA (Bull.: Fr.) var. Maxima Kummer
Cresce, in tardo autunno, spesso in cerchi, nei pascoli e nelle radure dei boschi
di latifoglie. Non molto comune.
Cappello largo 10-30 cm, carnoso, imbutiforme, senza umbone centrale o
appena accennato, con orlo liscio. Cuticola inizialmente di color bianco-ocraceo, poi ocra-alutaceo.
Lamelle biancastre, fitte e alquanto decorrenti.
Gambo in genere corto, elastico, biancastro o brunastro pallido, fibrillosostriato.
Carne bianca e compatta. Odore e sapore grati.
Spore bianche in massa, ellittiche, ialine, 6-8,5x4-5 µm.
Commestibile ottimo.
Note
Anche questa specie è conosciuta col nome dialettale di “fong’ a ordine” o ordinario.
CLITOCYBE GIBBA (Pers.: Fr.) Kummer
sin. C. infundibuliformis
Cresce, gregaria, nei boschi. Specie comune e abbondante.
Cappello carnoso, largo 3-8 cm, prima convesso, poi imbutiforme, di color
camoscio, con margine sottile e involuto.
Lamelle bianche o biancastre, fitte e molto decorrenti.
Gambo concolore al cappello, elastico, fibroso, ingrossato alla base e bambagioso.
Carne bianca con odore lieve di mandorle amare. Sapore grato.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 5-8x3-5 µm, ialine.
Commestibile sia da fresca sia essiccata.
Note
Specie conosciuta col nome dialettale di “mutidd’” o “fung’ d’ frasc’“. È alquanto ricercata e
apprezzata.
– 152 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 153 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
COLLYBIA BUTYRACEA var. Asema (Fr.: Fr.) Quélet
Cresce, a gruppi, in autunno, su residui vegetali di conifere e latifoglie.
Comune.
Cappello largo 3-6 cm, sottile, da convesso-campanulato a disteso, umbonato,
igrofono, color corno di bue, cioè grigiastro chiaro.
Lamelle biancastre, sottili e strette, fitte, intercalate da lamellule, con tagliente
non crenulato.
Gambo subconcolore al cappello, appena attenuato in alto, striato e pruinoso
alla base.
Carne biancastra, molle, leggermente più scura sotto la cuticola del cappello.
Odore lievemente fruttato-rancido.
Spore bianche in massa, ellittiche, ialine, 6,5x3-3,5 µm.
Commestibile. Da utilizzare in un “misto”.
COLLYBIA ACERVATA Karst.
sin. C. marasmioides Brs.& St.
Cresce subcespitoso o in grandi cespi su ceppaie soprattutto di conifere, in primavera-autunno. Specie piuttosto rara.
Cappello largo 2-8 cm, liscio e poi rugoso, chiaro, a tempo umido di color
bruno-rossastro.
Lamelle biancastre, sottili, non tanto fitte, quasi libere, con tagliente ondulato.
Gambo flessuoso, tenace, liscio, di color più o meno rosso-brunastro, con base
feltrata.
Carne sottile e biancastra. Sapore insignificante. Odore subagliaceo.
Spore bianche in massa, ellissoidi, ialine 8-10x5,6 µm.
Commestibile. Utilizzare solo il cappello in un misto di altri funghi.
– 154 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 155 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
COLLYBIA DRYOPHILA (Bull.: Fr.) Kummer
Cresce a gruppetti, dalla primavera all’autunno, nei boschi e anche nei prati
sia su terreno sia su residui legnosi. Comune.
Cappello largo 2-5 cm, convesso e poi spianato, sovente con margine ondulato e più pallido. Cuticola liscia e lucente, molto igrofana, di color ocraceobruno-fulvo, sbiadito a tempo secco.
Lamelle bianche, anche ingiallenti, fitte e basse, sinuate, quasi libere al
gambo.
Gambo concolore al cappello, vuoto, ma tenace e fistuloso, cilindrico e glabro,
con base non bulbosa.
Carne bianca, sottile, con leggero odore fungino e sapore mite.
Spore bianche in massa, ialine, 5,6x2-3,5 µm.
Commestibile. Usare solo il cappello, il gambo è piuttosto coriaceo.
FLAMMULINA VELUTIPES (Curt.: Fr.) Karsten
sin. Collybia velutipes Sing.
Cresce cespitosa, dal tardo autunno alla primavera, su tronchi di olmi, pioppi
e salici, sia vivi che morti. Comune.
Cappello largo 5-7 cm, poco carnoso, irregolarmente emisferico, poi appianato, giallo-arancio, rosso bruno al centro, con orlo più pallido.
Lamelle da biancastre a giallastre, quasi rade, annesso-ventricose.
Gambo fibroso e sinuoso, prima pieno, poi midolloso, indi vuoto, finemente
vellutato, bruno-nerastro, spesso radiciforme.
Carne color crema. Odore, delle lamelle, rancido o di pelargonio, sapore
mite.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 8-9x0,5 µm.
Commestibile.
Note
Ritenuta “preziosa” dai micofagi perchè è presente in un periodo dell’anno privo di altre specie
commestibili.
– 156 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 157 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
HOHENBUEHELIA GEOGENIA (D:C.: Fr.) Singer
sin. Acanthocystis geogenius
Cresce in boschi misti di conifere e di latifoglie. Specie non molto diffusa.
Cappello largo 4-12 cm, di color bruno-giallo scuro, aperto a ventaglio conchiforme o chiuso a petalo, con margine sottile e sinuoso. Cuticola opaca e
gelatinosa.
Lamelle prima biancastre, poi ocracee, spaziate e decorrenti.
Gambo pallido, laterale, più chiaro del cappello, con fibrille innate.
Carne biancastra. Odore e sapore indefinibili.
Spore bianche in massa o pallide, 5-7x4-5 µm.
Commestibile.
LACCARIA LACCATA (Scop.: Fr.) Berkeley & Broome
Cresce, sopra le foglie o tra il muschio, in boschi umidi o al loro margine.
Comune.
Cappello largo da 2 a 5 cm, carnicino, bruno-rosa, ocra pallido, finemente
squamoso, depresso al centro.
Lamelle rosee, poi con una pruina biancastra, rade, spesse e leggermente
decorrenti.
Gambo concolore al cappello, brunastro-fibrilloso alla base, cilindrico, flessuoso e tenace.
Carne sottile, concolore al cappello. Odore erbaceo, sapore mite.
Spore di color lilla pallido in massa, subtondeggianti-ellissoidali, aculeate,
7-9x6-7,5 µm, ialine.
Commestibile. Da utilizzare solo in un misto di funghi.
– 158 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 159 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEPISTA CAESPITOSA (Bresadola) Singer
Cresce nei prati e pascoli in cerchi concentrici e cespitosi. Non molto comune.
Cappello largo 4-9 cm, prima piano, poi convesso e anche depresso, biancastro, alutaceo o bruno pallido, con margine sinuoso.
Lamelle biancastre, poi isabelline, separabili dal cappello.
Gambo bianco, appena fibrilloso-squamoso, cilindrico, ricurvo. Si trova insieme ad altri a formare un unico cespo.
Carne bianca. Odore e sapore rancido-farinoso.
Spore color rosa-carnicino in massa, rotondeggianti, 5-6x3-5 µm.
Commestibile da giovane.
LEPISTA GLAUCOCANA (Bresadola) Singer
sin. Tricholoma glaucocanum B.
Cresce gregaria, in autunno, nei boschi di aghifoglie e latifoglie. Specie non
molto diffusa.
Cappello con diametro di 6-12 cm, da azzurro a grigio-violetto, piuttosto carnoso.
Lamelle fitte e strette, facilmente separabili dal cappello, di color grigio-azzurro-violetto.
Gambo concolore al cappello, cilindrico, con residui di ife miceliari al bulbo.
Carne grigio-azzurrina, senza sapore e con odore di terriccio o farinoso-mentolato.
Spore rosate in massa, subellittiche, 6-7x3-5 µm, ialine.
Commestibile, secondo Cetto.
Note
Da Papetti et al. è ritenuta non commestibile per le “scadenti qualità organolettiche”.
– 160 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 161 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEPISTA INVERSA (Scop.: Fr.) Patouillard.
sin. Clitocybe inversa Kumm.
Cresce, a gruppi, in autunno, nei boschi di aghifoglie e di latifoglie. Comune.
Cappello tenace, largo 3-9 cm, convesso, poi imbutiforme, con margine involuto, ondulato e lobato. Cuticola da giallo-rossastro-fulvo a rosso-maculato,
liscia e lucente.
Lamelle facilmente separabili dal cappello, fitte, sottili, strette, molto decorrenti,
di color avorio e poi crema-rossastre.
Gambo concolore al cappello, cilindrico o ingrossato alla base, pieno, poi
cavo, tenace, con micelio basale chiaro.
Carne tenace, biancastra o rossastra. Odore lieve, sapore mite.
Spore biancastre in massa, subellittiche, verrucose, 3-4,5x2,7-3,6 µm, non
amiloidi.
Commestibile nonostante la carne sia un po’ tenace.
LEPISTA LUSCINA (Fr.) Sing
sin. L. panaeola (Fr.) Karst
Cresce, a piccoli gruppi o a cerchi, in autunno nei prati e nei pascoli. Comune.
Cappello largo 3-10 cm, convesso-depresso, con margine involuto, pruinoso e
più pallido, scanalato o liscio. Cuticola di color grigio-bruno, grigio-corno, a
macchie acquose.
Lamelle fitte e sottili, leggermente decorrenti, facilmente separabili dal cappello, prima biancastre, poi ocra-grigiastre.
Gambo pieno, cilindrico, concolore al cappello, fibrillato-rigato.
Carne biancastra con odore fungino, o, secondo Cetto, con leggero odore di
farina un po’ rancida. Sapore mite.
Spore rosa-brune in massa, ellisoidi, verrucose, 5-7x3,5-4,5 µm, cianofile.
Commestibile.
– 162 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 163 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEPISTA NUDA (Bull.: Fr.) Cooke
sin. Tricoloma nudum (Bull.: Fr.) Mte.
Cresce in tardo autunno e, a volte, anche in primavera, su terreno ricco di
humus e in boschi misti. Comune.
Cappello con 5-14 cm di diametro, carnoso, da emisferico a pianeggiante,
liscio, arrotondato al margine, di color violetto più o meno sfumato.
Lamelle subconcolori al cappello, separabili dalla carne, alquanto fitte, sinuate, arrotondate al gambo, quasi libere, più o meno decorrenti.
Gambo sodo e carnoso, lilla, ricoperto di fibrille e pruina grigio-lilacina,
ingrossato al piede, con ife miceliari basali.
Carne violacea, tenera e fragile, di odore aromatico e di sapore grato.
Spore rosee in massa, cianofile, ellissoidali, finemente verrucose, 6-8x4-5 µm.
Commestibile ricercato e apprezzato. Può essere utilizzato sia fresco, dopo
prebollitura, sia in polvere per aromatizzare ragù, frittate, salse e minestre.
LEPISTA PERSONATA (Fr.: Fr.) Cooke
sin. L. saeva
Cresce spesso in cerchi concentrici, nel tardo autunno, tra l’erba, sotto i cespugli nei boschi di latifoglie. Non molto comune.
Cappello largo 5-12 cm, piano, convesso, con orlo inizialmente involuto, di
color lilla-bruniccio, più chiaro al margine.
Lamelle fitte, grigio pallide con sfumature lilla, più o meno scure di quelle del
cappello.
Gambo pieno, spesso, lilla-violetto leggermente più scuro del cappello, finemente decorato da squame.
Carne biancastra. Odore e sapore grati.
Spore di color rosa pallido in massa, con membrana ruvida, 6-7x4-5 µm.
Commestibile.
– 164 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 165 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEPISTA SORDIDA (Schum.: Fr.) Singer
sin. Tricholoma sordidum Sing.
Cresce, in autunno avanzato, a gruppi, nei prati, lungo i sentieri, nei parchi.
Comune.
Cappello largo 5-8 cm, depresso-umbonato con margine involuto, ondulato,
fragile, igrofano e lucente. Cuticola di color bruno-lilla, bruno-grigio con toni
lilla.
Lamelle separabili dal cappello, fitte, quasi decorrenti, concolori al cappello
con tonalità carnicine.
Gambo concolore al cappello, pieno, fibrilloso-striato, appena ricurvo, cotonoso alla base.
Carne grigio-lilacina, igrofana, con odore terroso e sapore mite.
Spore lilla in massa, ellittico-ovoidali, verrucose, 6-7x3,5-4 µm, cianofile.
Commestibile.
Note
Questa specie da Papetti et al. è ritenuta commestibile senza valore.
LEUCOPAXILLUS BARBARUS R. Maire.
Cresce sotto leccio nella macchia mediterranea. Specie rara.
Cappello largo 6-10 cm, carnoso, color ocra-crema, pallido e pruinoso, con
orlo involuto nel giovane.
Lamelle biancastre, sinuato-smarginate, piuttosto spesse e lungamente decorrenti.
Gambo cilindrico, appena fioccoso all’apice.
Carne con odore e sapore più o meno farinoso.
Spore bianche in massa, finemente verrucose, amiloidi, 7-9x4-5,5 µm.
Commestibile.
– 166 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 167 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
LEUCOPAXILLUS GIGANTEUS Singer (f. bianca)
sin. L. candidus Sing.
Cresce, a cerchi, d’estate e d’autunno, nei pascoli montani. Specie non comune.
Cappello fino a 10-28 cm di diametro, carnoso, da piano a convesso, profondamente depresso al centro, scanalato al margine, involuto e pubescente da
giovane, di colore bianco-latte con sfumature giallognole verso il centro.
Lamelle facilmente staccabili dal cappello, da bianche a biancastre, molto fitte,
strette e decorrenti, intersecate da lamellule.
Gambo bianco, massiccio, spesso ventricoso, pruinoso alla sommità.
Carne bianca. Odore farinoso-erbaceo-rancido, sapore più o meno mite.
Spore bianche in massa, fortemente ellittiche, lisce, ialine, 6-7,6x4-4,5 µm.
Commestibile.
Note
Si tratta della forma bianca della più conosciuta Clitocybe gigantea di Quélet.
LYOPHILLUM LORICATUM (Fr.) Kühner
sin. Clitocybe cartilaginea Bulliard
Cresce, in autunno, nei boschi di latifoglie. Specie comune e abbondante.
Cappello di 4-9 cm di diametro, da convesso a espanso, piuttosto gibbosorugoso. Cuticola di color marrone-nerastro, dura e cartilaginea.
Lamelle piuttosto fitte, biancastre e consistenti, leggermenti decorrenti.
Gambo cilindrico, tenace e cespitoso, di color brunastro-pallido, alla sommità
farinoso.
Carne cartilaginea, bianca, inodore, di sapore mite o leggermente pepato.
Spore bianche, globose, monoguttulate, ialine, 6-7 µm.
Commestibile ottimo.
– 168 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 169 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MARASMIUS ALLIACEUS (Jacq.: Fr.) Fries
Cresce su legno marcescente di latifoglie, anche e soprattutto interrato. Specie
comune.
Cappello di 1-2,5 cm di diametro, di piccole dimensioni, da biancastro a brunastro, poco carnoso, conico-convesso, rugoso.
Lamelle biancastre, strette e fitte.
Gambo nerastro, bruno alla sommità, sottile, ma molto lungo, fistoloso e pruinoso.
Carne con forte odore di aglio. Sapore amarognolo.
Spore di color crema-pallido in massa, 7-11x6-8 µm.
Commestibile: utilizzare solo il cappello per insaporire le pietanze, in sostituzione dell’aglio.
MARASMIUS SCORODONIUS (Fr.: Fr.) Fries
Cresce in autunno nei boschi di abeti. Comune.
Cappello beige-carnicino, più scuro al centro, con diametro di 2-3 cm, poco
carnoso e rugoso.
Lamelle bianche o biancastre, alquanto spaziate, quasi libere al gambo.
Gambo liscio, rosso-nerastro con apice bianco-giallognolo, alquanto tenace e
coriaceo,
Carne esigua. Odore e sapore agliaceo.
Spore bianche in massa, larmiformi, lisce, 7-9x3,5-5 µm.
Commestibile, sia fresco sia secco, dopo aver eliminato il gambo. Da utilizzare al posto dell’aglio.
– 170 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 171 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MARASMIUS OREADES (Bolt.: Fr.) Fries
Cresce, dalla primavera all’autunno, in gruppi, lungo i sentieri e nei prati.
Comune.
Cappello reviviscente, largo 2-7 cm, poco carnoso, prima convesso o campanulato, poi piano e umbonato al centro, con margine sinuoso e leggermente
striato. Cuticola color ocra-caffelatte, a tempo asciutto più sbiadita.
Lamelle bianche, poi ocraceo-paglierine, libere al gambo, piuttosto rade e
ventricose.
Gambo più pallido del cappello, cilindrico, alto, elastico e tenace. Cotonoso al piede.
Carne esigua e biancastra. Odore più o meno cianico, sapore grato.
Spore bianche in massa, larmiformi o più allungate, lisce, 7-10x4-7 µm.
Commestibile.
Note
Si tratta del famoso “gambesecche”, in dialetto chiamato “silfilz”. Si può utilizzare anche secco,
perchè rinviene in acqua, o in polvere per aromatizzare una purea e guarnire pietanze di carni
varie.
MELANOLEUCA EXCISSA (Fr.) Singer
sin. M. kuehneri. Bon.
Cresce in primavera-autunno tra l’erba, nei parchi, lungo i sentieri. Comune.
Cappello largo 4-6,5 cm, convesso-appianato, grigio-brunastro, grigio cenere, opaco, igrofano, con umbone bruno e orlo involuto.
Lamelle bianche con tonalità crema, fitte e sottili, adnato-decorrenti.
Gambo esile, a volte eccentrico, biancastro poi grigio bruno in basso, pruinoso in alto, con base leggermente ingrossata, imbrunente al tocco.
Carne bianca, inodore e senza sapore particolare.
Spore bianche in massa, ellittiche, verrucose, amiloidi, 8-10x5-6 µm.
Commestibile.
– 172 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 173 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
MELANOLEUCA GRAMMOPODIA (Bull.: Fr.) Patouillard
sin. T. grammopodium Quélet
Cresce, a gruppi, in estate-autunno, nelle radure e nei pascoli. Comune.
Cappello largo 5-15 cm, convesso-campanulato, poi piano, largamente umbonato al centro. Cuticola grigio-brunastra, più chiara al margine, più scura al
centro, appena viscida a tempo umido, liscia e lucente a tempo asciutto.
Lamelle prima biancastre, poi color crema sporco, adnato-decorrenti, larghe e
molto fitte, con lamellule.
Gambo da bianco a concolore al cappello, grosso, robusto e fibroso, striato di
fibrille brunastre, ingrossato al piede.
Carne biancastra, appena cinerognolo-brunastra sotto la cuticola del cappello,
imbrunente con l’età. Odore farinoso-rancido. Sapore mite.
Spore bianche in massa, ellissoidali, aculeate e ialine, 8,5-9,5x6 µm.
Commestibile.
OUDEMANSIELLA MUCIDA (Schrad.: Fr.) V. Höhnel
sin. Mudidula mucida (Schrad.: Fries) Patouillard
Cresce cespitosa o isolata, sui tronchi e rami di faggio, soprattutto marcescenti.
Comune.
Cappello largo 3-8 cm, prima emisferico, poi convesso. Cuticola sovente rugosa, vischioso-mucillaginosa, bianca, cinerognolo-bistrata.
Lamelle bianche, molli, alte, rade, sinuosa-smarginate, appena decorrenti,
intramezzate da lamellule.
Gambo bianco, esile, pieno, fibroso, flocculoso, striato in alto.
Anello bianco, ampio, sottile, pendulo, striato nella parte superioe.
Carne bianca e molle. Odore tenue. Sapore mite.
Spore bianche in massa, ovali o subglobose, guttulate, ialine, 14-18x12x15 µm.
Commestibile, dopo aver eliminato la vischiosità. Da utilizzare in un misto di
altri funghi.
– 174 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 175 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
OUDEMANSIELLA RADICATA (Relhan.: Fr.) Singer
sin. Collybia radicata
Cresce, dalla primavera all’autunno inoltrato, nei boschi soprattutto di faggio,
su residui legnosi marcescenti, generalmente interrati. Comunissima.
Cappello poco carnoso, largo 5-15 cm, convesso, poi espanso, sovente irregolare, con largo umbone al centro. Cuticola viscida, rugosa e grinzosa, di color
giallastro o brunastro.
Lamelle biancastre con filo, a volte, tendente al bruno, piuttosto spaziate, alte,
arrotondato-adnate.
Gambo subconcolore al cappello, affusolato, solcato, ingrossato al piede sempre molto lungo e radicante.
Carne sottile, dura e biancastra, senza sapori e odori particolari.
Spore biancastre in massa, ellissoidi, lisce, 12-15x8-11 µm, ialine.
Commestibile: eliminare il gambo ed utilizzare solo il cappello in un misto.
PSEUDOCLITOCYBE CYATHIFORMIS (Bull.: F.) Singer
Cresce, fino all’autunno inoltrato, in boschi o in luoghi erbosi. Comune.
Cappello largo 6-8 cm, bruno oscuro, ombelicato-imbutiforme, liscio, regolare, a volte scanalato o arricciato.
Lamelle grigiastre con tonalità brunastre, fitte, adnato-decorrenti.
Gambo quasi concolore al cappello, fibrillato, tomentoso in basso, appena
ingrossato alla base.
Carne grigiastra. Odore e sapore insignificanti.
Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, amiloidi, 7-10x5-7 µm.
Commestibile.
– 176 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 177 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA TERREUM (Scaeff.: Fr.) Kummer
Cresce, in gruppi numerosi, nei boschi misti, nelle abetaie, pinete e presso
cipressi. Specie comune e abbondante.
Cappello di 3-7 cm di diametro, prima emisferico, poi convesso, spesso umbonato. Cuticola feltrata, di color uniformemente grigio più o meno scuro, ma, a
volte, con tonalità brunastre.
Lamelle più o meno fitte, dapprima bianco puro, poi livide, con filo regolare.
Gambo corto, vuoto a maturità, assottigliato, bianco-sericeo, senza resti di
veli.
Carne bianca e fragile. Odore non farinoso, sapore mite.
Spore bianche in massa, larmiformi, lisce, non amiloidi, 5-7x4,5-5,5 µm.
Commestibile.
Note
Specie molto ricercata, facilmente confusa con altri tricolomi della sottosezione Terrea, parimenti
commestibili. Attenzione, si può confondere con il T. virgatum e il T. pardinum ritenuti tossici.
TRICHOLOMA GAUSAPATUM (Fries) Quélet
Cresce, in autunno, sotto pini, cedri e abeti, ma anche sotto latifoglie. Specie
comune e abbondante.
Cappello largo 4-8 cm, da convesso a espanso con margine involuto e con
cuticula rimoso-lacerata di color grigio-ardesia, grigio-brunastro.
Lamelle larghe e ventricose, smarginate, distanti dal gambo, subito grigiastre,
con lieve tendenza a macchiarsi di rosa.
Gambo corto, cilindrico, rastremato alla base, con resti di velo grigi nella
parte mediana.
Carne biancastra, scura sotto la cuticola, priva di odore farinoso, sapore mite.
Spore bianche in massa, ellissoidali, monoguttulate, lisce, 6-7,4x5-5,5 µm.
Commestibile.
Note
Questa specie, come altre della sottosezione Terrea, può essere confusa con il T. virgatum e il T.
pardinum ritenuti tossici.
– 178 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 179 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA SQUARRULOSUM Bresadola
Cresce, gregario, in estate-autunno, soprattutto sotto conifere. Comune.
Cappello largo 4-7 cm, poco carnoso, convesso, grigio scuro, fittamente lanoso-imbricato e con cuticola debordante.
Lamelle fitte, bianche con filo scuro.
Gambo lungo, cilindraceo, grigio-brunastro, fibrilloso-feltrato, decorato da
scagliette nerastre.
Carne biancastra. Odore delle lamelle come quello del pepe nero, della carne,
di farina.
Spore bianche in massa, larmiformi, lisce, 6-8x4-5,5 µm. non amiloidi.
Commestibile.
Note
Valgono, per questa specie, le stesse osservazioni relative al T. gausapatum.
TRICHOLOMA ORIRUBENS Quélet
Cresce, gregario, in autunno, in boschi di latifoglie. Comune.
Cappello largo 6-8 cm, poco carnoso, grigio chiaro, decorato da scagliette
nerastre, concentriche e fitte.
Lamelle bianco-grigiastre, a maturità color rosa-lampone.
Gambo biancastro, percorso da alcune fibrille bruno-rosa, pruinoso in alto,
con ife miceliari gialle alla base.
Carne debolmente arrossante e spesso virante all’azzurro al piede del gambo.
Sapore ed odore farinosi.
Spore bianche in massa, ellittico-rotondeggianti, 4-6x3-4 µm, ialine.
Commestibile.
Note
Valgono, anche per questa specie, le stesse osservazioni relative al T. gausapatum.
– 180 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 181 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA BASIRUBENS (Bon) Riva & Bon
Cresce sotto querce. Comune.
Cappello largo 5-7 cm, convesso o spianato con margine a lungo involuto,
ornato da fibrille o piccole squame brunastre su fondo grigiastro, al centro più
numerose e fitte.
Lamelle non molto fitte, strette, color grigio fumo, appena arrossanti.
Gambo cilindrico, bianco-grigio, con decorazioni più scure e con micelio color
rosa.
Carne di color grigio chiaro, soffuso di rosso alla base del gambo. Odore
debole non farinoso, quasi di terriccio. Sapore insignificante.
Spore ellittiche-ovoidali, 6-8x4,5-5,5 µm.
Commestibile.
Note
Vedi T. gausapatum.
TRICHOLOMA SCALPTURATUM (Fries) Quélet
Cresce, in autunno e in primavera, sotto pini, ma anche e spesso sotto abeti.
Comune.
Cappello largo 3-5 cm, prima conico, poi spianato, umbonato e asciutto,
decorato da fitte scagliette concentriche grigio-brune.
Lamelle quasi fitte, smarginate, biancastre che virano al giallastro o al crema
a maturità.
Gambo bianco con rade fibrille grigio-brunastre.
Carne bianca, ingiallente, con odore e sapore farinosi.
Spore bianche in massa, ellittiche, 5-6x3-4 µm.
Commestibile.
Note
Vedi T. gausapatum.
– 182 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 183 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA CINGULATUM (Almfelt in Fries) Jacobatsch
Cresce, in autunno, sotto salici, aceri e carpini. Non comune.
Cappello largo 4-6 cm, convesso emisferico, umbonato, grigio-brunastro, finemente fibrillato, spesso feltrato-lanoso al margine.
Lamelle smarginate, biancastro-cremine.
Gambo biancastro, cilindrico, slanciato, con anello fioccoso.
Carne scarsa, fragile e bianca. Odore e sapori farinosi.
Spore bianche in massa, 4-5x2,5-3 µm, ialine.
Commestibile.
Note
Vedi T. gausapatum.
TRICHOLOMA ACERBUM (Bulliard: Fries) Quélet
Cresce in boschi di latifoglie e misti. Comune.
Cappello da 6 a 14 cm, giallognolo, liscio e carnoso, prima irregolamente
globoso, poi convesso e pianeggiante. Orlo dapprima molto involuto, poi
disteso e scanalato-striato.
Lamelle fitte e smarginate, bianche o color crema, al tocco si macchiano di
ruggine.
Gambo corto, tozzo, concolore al cappello, ricoperto in alto da una tenue
fioccosità giallino-bruna.
Carne bianca, compatta e soda. Inodore, sapore acerbo (astringente, amarognolo).
Spore bianche in massa, subglobose, lisce, 4-6x3,5-4,5 µm.
Commestibile.
Note
Ottimo conservato sott’olio.
– 184 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 185 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA ROSEOACERBUM Riva
Cresce sotto querce e castagni oppure sotto latifoglie miste a pini. Non comune.
Cappello largo 6-10 cm, tozzo e carnoso, sfumato da striature rosate, rosabrunastre, talvolta quasi fiammato, con orlo involuto e costolato da giovane,
poi disteso e liscio.
Lamelle fitte, poco arrotondate al gambo, color giallo paglierino chiaro, mai
bianche.
Gambo corto, rossiccio, finemente punteggiato-fibrillato con apice bianco e
forforaceo.
Carne biancastra. Alcuni autori parlano di odore e sapore indefinibili, altri di
odore e sapore lievemente farinosi.
Spore bianco-paglierine in massa, sublarmiformi, lisce, 5-5,5x3-4 µm.
Commestibile. Si consiglia di conservarlo sott’olio.
TRICHOLOMA APIUM Schaeffer
Cresce, in tarda estate-inizio autunno, nelle pinete. Specie rara.
Cappello largo 5-10 cm, di color giallo-paglia con sfumature brunastre, carnoso e convesso con orlo lungamente involuto e striato. Cuticola pileica vellutata, subito screpolata in aureole concentriche.
Lamelle fitte e strette, biancastre, sfumate di bruno-giallastro.
Gambo biancastro, giallognolo o bruniccio, fibrilloso-squamoso, corto, pieno
e cilindrico.
Carne bianca e soda, giallognola al tocco, con odore di sedano e sapore mite.
Spore bianche in massa, tondeggianti, 2-3x2-4 µm.
Commestibile.
– 186 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 187 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA COLUMBETTA (Fries) Kummer
Cresce, gregario, in tarda estate-autunno, sotto faggi. Non comune.
Cappello largo 5-10 cm, carnoso, da convesso a piano-depresso, di colore
bianco puro. Cuticola sericea e liscia, talvolta con sfumature grigio-azzurrine.
Lamelle bianche, fitte, appena smarginate, con filo seghettato, a volte con
riflessi carnicini.
Gambo bianco, sfumato di bluastro al piede, cilindraceo, cedevole alla pressione.
Carne bianca e consistente. Odore insignificante, ma farinaceo alla frattura,
sapore mite.
Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, 4-7x4-5,5 µm.
Commestibile.
TRICHOLOMA EQUESTRE (L.: Fr.) Kummer
Cresce, in tardo autunno, nei boschi di conifere e di latifoglie o misti. Non
comune.
Cappello largo 6-12 cm, carnoso, prima campanulato, poi spianato-ondulato,
con cuticola da giallo-citrino a giallo-oro, separabile dal cappello.
Lamelle gialle, fitte con filo ondulato.
Gambo giallo, cilindrico e pieno.
Carne biancastra, gialla all’esterno. Odore farinoso allo strofinio, sapore mite.
Spore bianche in massa, ellittiche, ialine, 6-8 x 4-5 µm.
Commestibile.
– 188 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 189 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
TRICHOLOMA PORTENTOSUM (Fr.: Fr.) Quélet
Cresce soprattutto nei boschi di conifere in autunno inoltrato. Non molto comune.
Cappello di 5-10 cm di diametro, da grigio chiaro a nero, soffuso di giallognolo con l’età o di verdognolo.
Lamelle bianche, poi quasi giallo-citrine con filo, a volte, seghettato.
Gambo prima biancastro, poi con riflessi giallo-citrini, soprattutto verso l’alto il
cui apice è, però, bianco e forforaceo.
Carne soda e bianca, giallastra verso il gambo, grigiastra sotto la cuticola del
cappello. Odore di farina allo sfregamento, sapore analogo.
Spore bianche in massa, ellissoidali, ialine, 5-6x3,5-5 µm.
Commestibile.
TRICHOLOMA POPULINUM Lange.
Cresce, a gruppi numerosi, in autunno inoltrato, solo ed esclusivamente presso
pioppi Comune e abbondante.
Cappello largo 8-12 cm, bruno pallido o rossastro più scuro al centro.
Lamelle fitte, bianche tendenti al ruggine nell’esemplare vecchio.
Gambo cilindraceo, inizialmente bianco poi concolore al cappello a partire
dal basso.
Carne biancastra con odore di farina e sapore farinoso-amarognolo
Spore bianche in massa, 5,5-6x3,5-4 µm.
Commestibile.
Note
È conosciuto ad Acerenza come fungo dell’”Albanella”, generalmente viene conservato sott’olio.
– 190 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 191 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
AUREOBOLETUS GENTILIS (Quélet) Pouzar
sin. Xerocomus gentilis Quélet
Cresce, in estate-inizio autunno, sotto latifoglie. Specie non comune.
Cappello largo 2-5 cm, prima emisferico, poi convesso, con margine involuto.
Cuticula separabile, liscia, molto vischiosa, roseo-rossastra, poi con tonalità
ocra-grigiastre. Tubuli gialli, adnati, appena decorrenti. Pori ampi, giallo-oro,
a maturazione giallo-olivastri.
Gambo molto sottile, slanciato, flessuoso, liscio, giallo-oro in alto, rosa-fulvo
scuro in basso.
Carne bianca-cremastra, lievemente rosata sotto la cuticola. Carnicina alla
sezione. Odore e sapori insignificanti.
Spore bruno-olivastre in massa, ellittiche-fusiformi, lisce, guttulate, 10-17x4-7 µm.
Commestibile.
Note
Può confondersi con lo Xerocomus rubellus che, però, presenta una cuticola tomentosa e la
carne virante al blu.
BOLETUS EDULIS Bulliard: Fr.
Cresce, sotto latifoglia, in estate e autunno. Comune.
Cappello largo 10-20 cm, da emisferico a piano-convesso, ruguloso-viscoso,
da bianco a bruno oscuro, con bordo più pallido, quasi bianchiccio.
Tubuli e pori fini, prima bianchi, poi crema, indi verde-oliva.
Gambo da ventricoso a cilindrico, bianco-brunastro con reticolo più chiaro
nella parte alta.
Carne bianca, immutabile al taglio, sotto la cuticola del cappello vinoso-violetta. Odore gradevole.
Spore bruno-olivastre in massa, 14-17x5 µm.
Commestibile ottimo anche dopo essiccazione.
Note
Si tratta del famoso e squisito “porcino” citato dalla legge regionale che, come è noto, ne vieta
la raccolta di esemplari con il diametro del cappello inferiore a 4 cm. Si può confondere con il
Tylopilus felleus che, però, ha la carne molto amara che rende la pietanza immangiabile.
– 192 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 193 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
BOLETUS PINOPHYLUS Pilat & Dermek
sin. B. pinicola Vittadini
Cresce, in primavera-autunno, in boschi di conifere e di latifoglie. Rara. Si
conoscono due stazioni di crescita. Cappello largo 8-25 cm, carnoso e rugoso,
convesso-emisferico con orlo ondulato-lobato, di colore bruno-granata o
anche bruno-rosso. Tubuli fini e lunghi, arrotondati al gambo, concolori ai
pori. Pori piccoli, rotondi, regolari, bianco-crema, poi giallastri, infine giallo-olivastri. Gambo bianco, poi ocraceo, ricoperto da un reticolo fitto rosso cupo e
con base brunastra. Carne soda, bianca, immutabile, soffusa di bruno-granata
sotto la cuticola. Odore aromatico. Sapore grato.
Spore bruno-olivastre in massa, 14-17x4,5-5 µm.
Commestibile. Specie che si presta anche all’essiccazione perchè la carne,
come quella di tutti i “porcini”, rinviene nell’acqua tiepida.
Note
La Legge Regionale n. 48 del 1998 vieta la raccolta di “porcini” con il diametro del cappello
inferiore a 4 cm.
BOLETUS RETICULATUS Schaeffer
sin. Boletus aestivalis Fr.
Cresce, da maggio a settembre-ottobre, sotto querce. Comune e abbondante.
Cappello largo 5-18 cm, alquanto irregolare, con cuticola finemente vellutata, di
color nocciola o bruno-grigio, che, a tempo secco, si rompe facilmente in reticoli.
Tubuli arrotondati al gambo, bianchi, poi giallastri e finalmente olivastri. Pori
piccoli, concolori ai tubuli, lievemente rosei lungo il margine del cappello.
Gambo concolore al cappello, ricoperto interamente da un reticolo in rilievo a
maglie regolari, più chiare del fondo. Carne molle, bianca, giallognola sotto i
tubuli. Spore bruno-olivastre in massa, 11,5-16x4,55 µm.
Commestibile. È largamente apprezzato per il suo profumo, soprattuto da
essiccato.
Note
La legge regionale vieta la raccolta di “porcini” con il diametro del cappello inferiore a 4 cm.
Questa specie si riconosce per la cuticola spesso screpolata, il gambo concolore al cappello e la
carne tenera e molle del cappello che cede alla pressione delle dita.
– 194 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 195 –
Osvaldo e Rosario Tagliavini
BOLETUS AEREUS Bull.: Fries
Cresce, in estate-autunno, nei boschi luminosi di quercia e castagno. Specie
comune e abbondante.
Cappello largo 5-20 cm, prima emisferico, poi convesso, dalla terra di siena
bruciata sino al nerognolo, con chiazze più chiare, da giovane pubescente,
poi glabro.
Tubuli fitti e quasi liberi al gambo, inizialmente di un bianco puro, poi verdognoli. Pori prima piccoli, tondeggianti, bianchi e pruinosi, poi più grandi e
giallastri, indi olivastri.
Gambo bruno-ruggine, con reticolo più marcato nella parte alta.
Carne bianca e immutabile, di color ocra-bruno sotto la superficie del cappello.
Spore bruno-olivastre in massa, 13-15x4-5 µm.
Commestibile. Può essere utilizzata anche da secca e in polvere a mo’ di spezia.
Note
È il cosidetto porcino nero, apprezzato per le sue straordinarie qualità organolettiche. La legge
regionale vieta la raccolta di esemplari con il diametro del cappello inferiore a 4 cm.
BOLETUS FRAGRANSVittadini
Cresce, anche cespitoso, da luglio a ottobre, nei boschi di querce. Non molto
comune.
Cappello largo 5-15 cm, ocra-caffelatte, leggermente feltrato, con orlo involuto
e lobato. Tubuli corti, giallo-oro. Pori minuti, concolori ai tubuli, viranti al bluastro come i tubuli stessi.
Gambo ventricoso con base subradicante, giallo in alto, ricoperto da una fine
punteggiatura bruno-ruggine.
Carne bianco-crema, virante al bluastro alla sezione. Odore quasi di cicoria
torrefatta. Sapore mite.
Spore giallo vivo in massa, grossolanamente ellittiche, lisce, guttulate,
11-12x4-5 µm.
Commestibile.
Note
Qualche autore ascrive questa specie al genere Xerocomus. Si distingue dal X. badius per la
cuticola vellutata, per il gambo e i pori gialli e per la carne gialla, non biancastra.
– 196 –
Atlante dei funghi commestibili della Basilicata
– 197 –
Scarica

Tagliavini sez. 2 - Consiglio Regionale della Basilicata