CLASSE IV° B
Scuola primaria
Don Lorenzo Milani
Parma
E’ possibile conoscere il passato,perché ci sono tracce che si possono studiare.
La ricerca comincia nel mese di ottobre 2008 con …
L’abbigliamento
di un piccolo esploratore
Piccole esploratrici,senza lenti
Anche l’ambiente naturale ha una storia…con pochi testimoni!
Il geologo studia la storia della TERRA,cioè la
formazione degli strati della crosta terrestre.
Appena scesi dal pullman
la guida ci ha proposto
un gioco con dei
cartelloni.
C’erano fotografati
quattro strati di terreno
con foto di fossili.
L’ultimo strato, quello più
in basso, era un mare
profondo che tantissimi
anni fa c’era qui.
Sopra a questo livello
sono stati trovati fossili di
un mare caldo e basso,
poi fossili di animali di un
mare freddo e sopra a
tutti,più in alto, uno strato
di terreno con fossili di
foglie e carbone ottenuto
dai tronchi di alberi.
I fossili sono resti o impronte di organismi viventi conservati negli strati della
crosta terrestre; nel fiume Stirone sono stati portati alla luce per erosione del
terreno dovuta alle attività dell’uomo che ha estratto la ghiaia dall’alveo del fiume
per costruire case, strade,ecc.
Abbiamo visto il canyon dove sono visibili alcuni strati
di terreno
Poi siamo scesi al fiume… alla ricerca delle conchiglie fossili.
Ne abbiamo trovate tante
e ci siamo emozionati
Quando, camminando fra
i sassi, le vedavamo.
Le abbiamo lasciate lì per
permettere di trovarle
anche a chi verrà a
visitare il parco dopo di
noi.
Al museo naturalistico vicino a Salsomaggiore
Vetrina del museo dove sono stati ricostruiti gli strati del terreno lungo
Le sponde del fiume ed i nidi che alcuni uccelli si costruiscono.
Con la nostra uscita abbiamo avuto la prova che tantissimi
anni fa qui c’era il mare.
Stanchi ma felici siamo ritornati a scuola;
Quel giorno non lo dimenticheremo mai!
L’origine e l’evoluzione
della pianura padana
Oggi l’Italia si presenta così
Milioni di anni fa, prima che l’uomo apparisse sulla Terra,
l’Italia non esisteva.
Essa si è formata durante lunghissimi periodi di tempo che gli
scienziati chiamano ERE GEOLOGIGHE.
All’inizio un mare poco profondo copriva quasi tutto il suo territorio:
affioravano soltanto montagne della Sardegna
e alcuni monti delle Alpi.
Successivamente,
a causa di paurosi cataclismi che sconvolsero la Terra,
emersero altre montagne.
Nell’epoca della glaciazione immensi ghiacciai coprirono le Alpi.
Essi scesero,sciogliendosi, verso il grande golfo che il mare
formava tra le Alpi e gli Appennini
e in più riprese, lo colmarono con i detriti
che avevano trascinato con sé.
Si formò così la Pianura Padana…
Infine l’Italia giunse ad avere l’aspetto attuale.
Fonte:Codice ’80 di U. Adorni M.Bottino,A
Chierici,F Riccardi G.Michelotti editore Marietti
Il territorio della provincia di
Parma,dopo una lunghissima
evoluzione, oggi presenta tre zone :
pianura,
collina,
montagna.
Le foto di G.Ridolfi sono tratte dal libro:
”Storia di Parma i caratteri originali”
MUP editore
La parte più a nord è
occupata dalla
pianura ed è
delimitata dal fiume
Po. I corsi d’acqua
più importanti della
provincia sono: lo
Stirone, il Taro, la
Parma, Il Ceno, Il
Baganza e il fiume
Enza che segna il
confine con la
provincia di Reggio
Emilia.
Parma, la città
capoluogo di
provincia, dove
abitiamo è situata in
pianura, ma
guardando a Sud,
in una giornata di
sole, si vedono le
colline.
Fonte:La storia di Parma
Vol.I “I caratteri originari”
La provincia amministrativa è un territorio che
comprende più Comuni
Più province formano la Regione.
Noi abitiamo nella regione Emilia Romagna.
L’Italia è formata da 107 province amministrative
e 20 Regioni.
Fonte:internet
La ricerca prosegue e nell’ottobre 2009 ci rechiamo …
Ricostruzione di uno scavo;
che emozione per un paleontologo
scoprire a poco a poco lo scheletro di una balenottera,
abitante del mare
nell’antico golfo padano!
La guida ci ha spiegato che molti fossili esposti sono stati raccolti da un illustre
paleontologo, Pellegrino Strobel e da suoi allievi, come Pigorini.
Zanna di Mammuth
Reperti trovati nelle zone vicino a Traversetolo.
Corno di cervo lavorato;
questo reperto ci dice che già era apparso l’uomo.
Sul libro “Nuova guida naturalistica del parmense”di Angelo de Marchi
Ermanno Albertelli editore abbiamo trovato queste informazioni:
Le prime tracce della presenza dell’uomo nel parmense risalgono al
paleolitico.(antica età della pietra)
Il clima era molto più freddo di oggi, perché la Terra ha avuto fasi di
glaciazione.
La pianura era ricoperta di betulle, rododendri, piante che oggi troviamo
solo in montagna.
Tra gli animali sono stati trovati resti di renne, cervi, mammuth,
L’uomo che si ritiene vivesse qui, era il tipo di uomo di Neandertal.
Sulla Gazzetta di Parma del giorno 09-03-2010
è stata pubblicata questa notizia:
“Sensazionale scoperta di un cranio di Neanderthal sul Po”
Stasera alle ore 21 nella sala civica Pallavicino di Zibello (Parma) sarà
presentato il volume “Neodarwinismo-L’evoluzione della teoria” di Davide
Persico Editore Gilberto Polloni
I primi uomini per nutrirsi avranno dato la caccia agli animali, avranno pescato e raccolto
frutti selvatici. Per ripararsi dal freddo si saranno coperti con pelli di animali. Avranno
vissuto nelle grotte o in specie di capanne fatte di legni, pelli, ossa e zanne di grandi
animali. I nostri lontani progenitori parmensi avranno ricavato strumenti scheggiando la
pietra, così come abbiamo studiato sul libro per i primi uomini primitivi.
Selci erano usate come frecce, lame, coltelli, raschiatoi.
In questo lunghissimo periodo anche l’uomo compie una lenta evoluzione fisica e
intellettuale.
Da “Parma, città d’oro” di Marzio Dall’Acqua e Marzio Lucchesi
Ermanno Albertelli editore
Da “Parma, città d’oro” di Marzio Dall’Acqua e Marzio Lucchesi
Ermanno Albertelli editore
L’uomo
sapienssapiens;
l’uomo che
sa
di sapere
Da “Parma, città d’oro” di Marzio Dall’Acqua e Marzio Lucchesi
Ermanno Albertelli editore
Neolitico
Paleolitico
Civiltà delle
terramare
Avanti Cristo
Col termine PREISTORIA s’intende un lungo periodo che precede
l’invenzione della scrittura e quindi ha durata variabile da luogo a luogo.
La preistoria si suddivide in 4 periodi:
Paleolitioco
Mesolitico
Età del rame
Neolitico
Età dei metalli
Età del bronzo
Età del ferro
Anno
zero
Dopo
Cristo
Abbiamo percorso diverse sale senza fermarci, poi…
scesa una ripida scala, la maestra ha
cominciato a spiegare…
la preistoria
Col
inizia un nuovo sistema
economico basato sull’agricoltura e l’allevamento.
Nel parmense sono molto pochi i reperti di questa fase.
Pietre levigate trovate nella zona di Traversetolo, Felino.
Pietre levigate
I primi villaggi neolitici stabili con pietra levigata e uso della ceramica
sono nati nel Parmense attorno al 5000 a.C. Il clima è diventato più mite
e si pratica una forma primitiva di agricoltura, oltre all’ allevamento del
bestiame. I morti si seppelliscono rannicchiati nella nuda terra, a volte
protetti da qualche lastra di pietra
Scheletro rinvenuto vicino a Collecchio
Statuina ritrovata vicino a Vicofertile che fa pensare
ad un primitivo senso religioso nei confronti della
vita e della donna come madre.
Foto classe IV°B
Dea Madre. Parma, Museo Archeologico Nazionale (Foto L.
Rossi) Statuetta in terracotta della "Dea Madre", rinvenuta
nel 2006 in un cantiere edile a Vicofertile dentro una tomba
femminile che sembra rivestisse una posizione preminente
all'interno di una piccola necropoli, data la ricchezza del
corredo e la collocazione della tomba al centro di quattro
sepolture maschili. La statuetta, alta 20 cm, raffigura la dea
seduta, caratterizzata da un volto ovale circondato da una
lunga chioma ondulata, in cui spiccano occhi a fessura e un
naso come il becco di un uccello rapace. Per queste sue
peculiarità, non sembra che la statuetta di Vicofertile
rappresenti l'opulenta dea della fertilità, bensì la signora
della morte e della rinascita. Essa può essere datata in una
fase del Neolitico dell'Italia settentrionale che abbraccia un
periodo di tempo compreso tra il 5.000 e il 4.300 a.C.
Fonte:Atlante iconografico della storia di Parma
MUP editore.Foto n°1
Sito internet:
http://parma. repubblica. it/multimedia/home/4023919/6/1
“Terramare” è un termine che indica una terra nera, grassa e fertile,
formatasi dai detriti portati dal fiume.
Nel periodo delle Terramare la pianura era già formata e il clima era diventato
meno freddo. Sono stati trovati reperti di questi animali e di queste piante:
1) cervo, rinoceronte lanoso, cinghiale, castoro, lupo, cavallo, pecora, mucche,
buoi e maiali.
2) aceri, olmi, tigli, querce, rododendri
•1)Dove è nata e dove si è sviluppata
•2)Quando
•3)Come vivevano gli uomini e le donne
•4)Come erano organizzati
•5)Cosa sapevano fare (il lavoro)
•6)Qual era la loro cultura
1)Reperti di terramare sono stati recuperati dove
oggi ci sono i seguenti comuni: Parma,
Fontanellato, Collecchio, Noceto, Busseto, Felino,
Langhirano, Borgotaro.
2)Il periodo cronologico della Terramara sembra compreso tra XVI e il XII
secolo a.C.
Fonte: Atlante iconografico della storia di Parma
MUP editore. Foto n°2
Sito internet:
http://parma. repubblica. it/multimedia/
Parma, Museo Archeologico Nazionale. La fotografia precedente si riferisce
ad un villaggio di Terramara trovato a a Parma, nello scavo effettuato da
Giovanni Mariotti nel giardino di casa Mauri all'inizio di Borgo Valorio
nel1907.
Parti dello stesso insediamento, sottoposto a scavo scientifico da parte di
Luigi Pigorini, fin dal 1864, sono stati localizzati a partire dalla seconda metà
dell'Ottocento sotto i quartieri nordorientali della città. In base ai dati
disponibili, è stato ipotizzato che questa Terramara avesse una estensione
di circa sei ettari e si sviluppasse tra gli attuali Viale Mentana, Stradello San
Girolamo, Strada Nuova e tra gli orti delle Suore Luigine. Resti di una
necropoli, dove i morti venivano bruciati e le ceneri custodite in urne, sono
stati trovati a distanza, (forse per motivi religiosi) ma si pensa siano collegati
al villaggio e sono stati trovati nel 1967 in Piazzale della Macina. Sulla
scorta dei materiali recuperati, oggi conservati nel Museo Archeologico
Nazionale di Parma, il periodo cronologico della Terramara sembra
compreso tra XVI e il XII secolo a.C.
Pali delle capanne
esposti al museo
3) Le persone vivevano in
villaggi di capanne costruite su
terrapieno spesso difesi da
argini,circondati da fossato.
I pali delle palafitte parmensi
sono per la maggior parte in
legno di olmo, più raramente in
quercia.
Sembra da escludere che i pali
fossero sopraelevati su palafitte.
Foto classe IV°B
Non abbiamo documenti che ci facciano capire se nel
villaggio c’era un capo e con quali criteri fosse scelto.
Allora possiamo formulare delle ipotesi…
Se nel Paleolitico il capo quasi certamente era un abile
cacciatore,qui il capo potrebbe essere chi raccoglie più
prodotti dai campi o chi ne possiede di più,oppure chi è
più saggio…
Le donne se prima non potevano andare a caccia, ora
con l’agricoltura hanno un ruolo più importante, perché
partecipano direttamente alla produzione di prodotti
indispensabili per la vita.
L’economia era prevalentemente agricola;
era praticata ancora la caccia e la pesca
ma la grandi novità sono l’allevamento del
bestiame e l’agricoltura.
Queste attività economiche cambiano la
vita delle persone che ora abitano in
luoghi stabili e non sono più nomadi.
Foto scattata in gita
all’Archeopark
di Brescia, dove è stato
ricostruito un villaggio neolitico
Sanno addomesticare i cavalli e conoscono l’uso della ruota e del
carro.
Foto di un carro a ruota piena
ricostruito e collocato nel
villaggio
Al museo c’è un frammento in legno di una ruota
piena.
Sapevano produrre la ceramica.
Al museo abbiamo visto scavata
nella terra una fossa dove venivano
posti i vasi.
Scavi archeologici a Monte
Leoni (Felino)
Ceramica dell’età del bronzo
proveniente da Monte Leoni
(Felino)
Fonte: Nuova guida naturalistica
del parmense
Di A.De Marchi
Albertelli editore
Punteruolo ed oggetti in osso e in corno
In basso a destra ci sono oggetti usati per i cavalli
Foto classe IV°B
Si lavorano: bronzo,
osso e legno.
Esempio di telaio usato nelle terramare
Frammento di
paniere di vimini
da Castione
Marchesi
Nella terramara
sono stati trovati
anche resti di
stoffe e di pelli
conciate che
testimoniano un
una produzione
di vari oggetti per
la casa e per il
vestire affidata
probabilmente
alle donne.
Fonte:”Parma città d’oro M.Dall’Acqua
M.Lucchesi
Albertelli editore
Lavorano il bronzo e costruiscono pugnali
Matrice per fondere aghi
Trovata a Basilicanova
I defunti venivano cremati e messi dentro piccole urne, sepolte una di fianco
all'altra, in vere proprie necropoli, città dei morti
La cultura delle terramare entra in
crisi intorno al 1170 a.C, negli stessi
anni in cui gli Achei, cioè i Greci,
distruggono Troia, come racconta
Omero. Non sappiamo il motivo , ma
scompaiono misteriosamente tutti i
villaggi. Cambiamento di clima?
Invasione di qualche popolo
aggressivo e violento?
Dopo la sala della civiltà delle
terramare c’è un bellissimo elmo che
ci fa pensare a delle guerre…
Ma la ricerca continua!
Ecco i nomi dei piccoli storici che hanno scritto questa storia:
Alfieri Lorenzo, Allegri Alessandro,
Anceschi Arianna, Aragon Federico,
Bamba Daouda, Banci Maria Chiara, Benassi Chiara,
Bronzoni Sofia,Cageggi Mattia, Cannella Andrea,
Celli Laura,Cofano Lorenzo, Copacinschi Elena Eliza,
Di Natale Adriana,
D’Urso Pignataro Giuseppina,
Fazzari Matilde, Gabriele Anna Chiara, Gandini Margherita,
Masola Laura, Misuraca Njcolas, Monica Nicolò, Profeta Paolo,
Sverdlic Victoria, Valenti Sonia.
Insegnanti:Copelli Enrica,Corradi Marta, Menegatti Vanna, in
collaborazione con Zangari Valeria
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