COMUNE DI RUSSI Martedì, 17 febbraio 2015 COMUNE DI RUSSI Martedì, 17 febbraio 2015 Prime Pagine 17/02/2015 Prima Pagina 1 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Cultura e Turismo 17/02/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 4 2 Per gli adulti 17/02/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 4 ROBERTA BEZZI Resistono i costumidelle maschere popolariArlecchino e Pulcinella Tramonta... 3 Pubblica amministrazione 17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1 5 Falso in bilancio, via le soglie 17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1 7 I tweet di un ministro non «fanno» legge 17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 8 9 Scatta il riordino delle collaborazioni: più tutele per le partite... 17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 21 11 Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni... 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 2 EDOARDO NARDUZZI Renzi abolisce l' Agid, l' agenzia per la gestione dell' Italia digitale 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 11 15 lettere 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 24 DARIO FERRARA Comuni, ok ai legali esterni 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 29 FRANCESCO CERISANO Ai comuni 5 mila beni dello stato 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 29 MATTEO BARBERO Split payment, Iva in sospeso 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 30 PAGINA A CURA DI GABRIELE VENTURA La revisione è per pochi 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 40 Per i dirigenti la valutazione avrà certamente effetti 18 21 22 Per diagnosi energetiche c' è il software 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 32 17 19 Appalti, anticipi ricchi 17/02/2015 Italia Oggi Pagina 29 13 CARLO FORTE 23 25 17 febbraio 2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Prima Pagina Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 1 17 febbraio 2015 Pagina 4 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Cultura e Turismo Per gli adulti L' unica possibilità di noleggio è offerta dal celebre Angelo Vintage Palace di Lugo, con abiti per feste in stile anni Sessanta/Settanta e Ottanta. Vasto assortimento nell' acquisto di prodotti originali per travestimenti alla Carnival Toys di Godo. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 17 febbraio 2015 Pagina 4 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Cultura e Turismo I GRANDI CLASSICI. Resistono i costumidelle maschere popolariArlecchino e Pulcinella Tramonta l' epoca del noleggioOggi il costume è fai da te Miniguida per gli ultimi acquisti nei negozi specializzati. PER Carnevale ogni scherzo vale. E non solo, perché c' è massima liberà anche nella scelta del costume con cui mascherarsi. Se resistono quelli classici da Pulcinella, Arlecchino e Pantalone, fra i bambini spopolano quelli da principessa, pirata, puffo. Per i più grandicelli, ci sono alcuni travestimenti che sono ormai evergreen': Cat Woman e Wonder Woman, la dama dell' ottocento, Mario B r o s , F r e d e W i l m a Flintstone, fino a protagonisti dei musical, come Sandy e Danny Di Grease, o dei cartoni animati, come Fiona o Shrek. Sul web si trovano molti siti che propongono costumi fai da te': molto gettonata è l' eroina di Hunger Games, interpretata da Jennifer Lawrance, per cui basta vestirsi di nero con stivali procurandosi una spilla, arco e frecce. I più piccoli amano molto Elsa di Frozen, facile da imitare grazie al vestito azzurro lungo spruzzando sopra dei glitter e facendosi una trecci laterale. La tendenza al fabbricarsi da soli il proprio abito è certamente ben collaudata a Ravenna dove, da alcuni anni, non esistono più negozi di noleggio. «La vendita di stoffa per il carnevale è aumentata conferma Maria Antonietta Rossi della storica Casa degli Scampoli di via Ponte Marino, aperta nel lontano 1967 . Molti vengono da noi per risparmiare: fare da soli consente di ridurre i costi del 50 per cento. Con circa venti euro si compra la stoffa che serve. D' altra parte i prezzi sono economici in quanto i tessuti sono in poliestere, con un costo di 5/7 euro al metro. Abbiamo una grande scelta per il Carnevale: dalle stoffe per le maschere classiche fino a quelle leopardate, zebrate e a pois. Alle bambine piace ancora molto l' ape maia, oltre che ovviamente trasformarsi per un giorno in romantiche principesse. Abbiamo venduto bene anche i feltri e i panno lenci, ossia tessuti a taglio vivo che non richiedono orlature, quindi già pronti per l' uso». Ma c' è anche chi ravvisa, dietro la scomparsa dei negozi di noleggio, una perdita dello spirito giocoso del Carnevale, soprattutto fra gli adulti. «Nonostante i nostri bei Carnevali commenta Laura Ancarani, titolare del negozio La Libraffa in via Salara , non abbiamo la cultura di Olanda, Germania o Nord Europa. Là i bambini si mascherano molto più spesso, tanto che già un mese prima del martedì grasso è facile vederli girare travestiti. Da noi invece si aspetta solo il giorno della sfilata». Nel negozio è possibile acquistare una selezione di abitini made in Olanda per bambini fino agli otto anni, ma anche Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 3 17 febbraio 2015 Pagina 4 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Cultura e Turismo colori per il viso senza parabeni e accessori vari, quali spade, bacchette magiche. L' azienda Carnival Toys di Godo vende online e non solo qualcosa come oltre 4 mila articoli per travestirsi, offrendo un assortimento di prodotti originali Star Wars, Marvel e Muppets. L' unica possibilità di noleggio la offre Angelo Vintage Palace a Lugo, per abiti d' epoca per feste in stile anni Sessanta/Settanta e Ottanta. Roberta Bezzi. ROBERTA BEZZI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 17 febbraio 2015 Pagina 1 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione Pronto l' emendamento del governo Si allungano i termini di prescrizione su corruzione e concussione. Falso in bilancio, via le soglie Le sanzioni saranno graduate in base al volume d' affari delle società. Addio vecchie soglie sul falso in bilancio. E con loro se ne andrà anche l' attuale area di totale esenzione penale. L' accordo raggiunto nella maggioranza prevede invece l' applicazione di sanzioni diverse. La pena base è prevista da un minimo di 2 a un massimo di 6 anni, ma per le società al di sotto di un determinato volume d' affari, che potrebbe attestarsi a 600mila euro, la pena è da 1 a 3 anni. E ieri è stata formalizzata anche la proposta del governo sulla prescrizione. Salgono i termini per corruzione e concussione. Giovanni Negri pagina 21 Milano Addio vecchie soglie del falso in bilancio. Ma termini più lunghi per i principali reati contro la pubblica amministrazione, dalla corruzione alla concussione. È sera quando prendono corpo le soluzioni ai nodi rimasti da sciogliere in materia di criminalità economica. Sul falso in bilancio, la soluzione che è stata individuata dopo un confronto nella maggioranza, vede la cancellazione dell' attuale area di totale esenzione penale prevista dal Codice civile, per dare invece spazio a sanzioni diverse sulla base, più che dell' entità della violazione, della fisionomia della società, anche se su quest' ultimo punto i giochi non sarebbero ancora chiusi. In sostanza, il falso in bilancio, nell' ipotesi base, sarà punito di norma con una sanzione che va da 2 a 6 anni di carcere; al di sotto di un determinato limite parametrato sul volume d' affari (ieri sera l' asticella sembrava essersi attestata sui 600mila euro), la sanzione diminuisce e oscillerà tra un minimo di 1 anno e un massimo di 3. Una maniera, nelle intenzioni, per evitare di usare la mano pesante nei confronti di società di dimensione ridotta. Il punto critico resta però ancora quello dell' individuazione dell' entità del volume d' affari al di sotto del quale scatteranno le sanzioni più leggere. Viene confermata, in ogni caso, la perseguibilità d' ufficio, senza nessuno spazio per la querela e la cancellazione delle ipotesi di contravvenzione. Ora i contenuti dell' intesa, sulla quale però il Governo deve dare ancora un parere conclusivo, dovranno essere tradotti in emendamenti da presentare, forse già nelle prossime ore, al Senato, in commissione Giustizia, per innestarli, insieme ai 9 punti sui quali già era stato raggiunto un accordo in materia di reati contro la pubblica amministrazione, nel testo del disegno di legge Grasso sulla criminalità economica. E ieri il ministero della Giustizia ha invece scoperto le carte su un' altra materia incandescente, la Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 5 17 febbraio 2015 Pagina 1 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione prescrizione. In 5 emendamenti al disegno di legge in discussione alla Camera, sono state formalizzate le proposte dell' Esecutivo. Che confermano la "filosofia" dell' intervento, con alcune novità. Due quelle principali: l' aumento dei termini per i principali reati contro la pubblica amministrazione (dalle varie tipologie di corruzione alla concussione passando per l' induzione indebita) facendo leva sull' istituto dell' interruzione che diventerà più lunga, aumentando della metà rispetto al quarto oggi previsto. E poi la disciplina della fase transitoria, con il chiarimento definitivo che la riforma non si applicherà ai processi in corso. Non viene toccata, come invece prevede il testo adottato dalla commissione,la regola base, cioè termini di prescrizione pari al massimo della pena prevista, secondo quanto disciplinato dalla ex Cirielli. Tanto è vero che la Giustizia chiede la soppressione dell' articolo 1 del testo base che introduce termini di prescrizione pari alla pena massima aumentata di un quarto. Il nucleo della proposta sta nel congelamento dei termini in caso di giudizio di condanna in primo grado. Così, per dare modo ai successivi gradi di giudizio di potere svolgersi senza l' incombere dell' incubo dell' estinzione del reato, viene stabilita una sospensione di due anni dal primo grado all' appello e di uno dall' appello alla Cassazione. Periodo di sospensione che però tornerà a valere per la prescrizione in caso di riforma della condanna. © RIPRODUZIONE RISERVATA Giovanni Negri. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 17 febbraio 2015 Pagina 1 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione IL CONSIGLIO DI STATO IN TEMPI DI SOCIAL NETWORK. I tweet di un ministro non «fanno» legge I tweet di un ministro non fanno legge. E neppure provvedimento amministrativo. Forse un "cinguettio" può disfare o creare un governo («stai sereno»... ), ma il Consiglio di Stato mette un paletto a favore dell' antico "carta canta" in materia di norme: gli atti dell' autorità politica sono di indirizzo e nomina e quindi, per avere un effetto, devono sempre tradursi nella «dovuta forma tipica dell' attività della pubblica amministrazione». I giudici hanno così ritenuto irrilevante il tweet con cui nel 2013 il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, preannuciava al Comune di La Spezia un intervento contrario alla riqualificazione con taglio di antichi pini in piazza Verdi. Risultato finale: alberi tagliati e Comune salvo da responsabilità. Continua pagina 40 Franca Deponti Guglielmo Saporito Continua da pagina 1 La vicenda ha visto sovrapporsi competenze amministrative, incrociarsi questioni architettoniche e tutela ambientalista, scontrarsi modalità antiche e moderne di fare politica e legge. Ed è finita prima davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato. Da un lato il Comune di La Spezia e la Soprintendenza, che volevano rifare completamente piazza Verdi e ritenevano i pini estranei alla morfologia della piazza stessa, quindi "sacrificabili" alla ristrutturazione; dall' altro lato alcune associazioni ambientaliste che si opponevano all' abbattimento degli alberi e retrodatandoli dal 1937 al 1935 ne sostenenevano la coerenza con l' architettura del luogo. Nel giugno 2013 il ministro Bray twittava: «Al Comune di La Spezia sarà chiesto di sospendere l' avvio dei lavori in Piazza Verdi perché il progetto sia verificato dal MiBAC». A questo punto, con una serie di problemi pratici su come fare una "copia conforme" del tweet per farlo leggere al giudice, il Comune contestava al ministro la possibilità di sovrapporre il proprio direttore generale al locale soprintendente. Il messaggio veniva visto come un intervento a gamba tesa, di indebita interferenza del ministro su precedenti atti della Soprintendenza. Il Tar Liguria dava ragione al Comune(sentenza n.787 del 19 maggio 2014) con conseguente taglio dei pini. E, a pini ormai tagliati, anche il Consiglio di Stato si è pronuciato in questo senso con la sentenza n. 769 del 12 febbraio scorso. I giudici d' appello hanno escluso l' interferenza lamentata dal Comune, ma non perché il ministro fosse rimasto nell' ambito delle sue competenze, bensì perché il tweet non ha alcun peso amministrativo: in termini tecnici non è «volontà attizia», ma solo una forma di comunicazione. Di fatto, quindi, il Consiglio di Stato non censura il modo di comunicare, ma sottolinea che un conto è la Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 7 17 febbraio 2015 Pagina 1 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione comunicazione, altro i provvedimenti, e che questi ultimi non possono essere affidati a mezzi informali «...anche, e a maggior ragione, nell' attuale epoca di comunicazioni di massa, messaggi, cinguettii, seguiti ed altro, dovuti alle nuove tecnologie e alle nuove e dilaganti modalità di comunicare l' attività politica». Un ordine può essere dato anche in forma orale (lo è il comando del vigile urbano che regola il traffico), ma, escludendo i casi limite, la volontà della Pa deve essere formale. Già altre volte nelle aule giudiziarie si è discusso del confine tra forma e sostanza, escludendo che basti sottoscrivere «per accettazione» una proposta, per generare un contratto pubblico (Consiglio di Stato 5444/2003). Ma i problemi si pongono soprattutto per i cosiddetti "effetti annuncio" che, soprattutto in materia fiscale e nell' imminenza di scadenze, anticipano con informalità provvedimenti che appariranno in Gazzetta Ufficiale solo diversi giorni dopo. Di questa prassi si occupa lo Statuto dei diritti del contribuente (legge 212/2000), vietando sanzioni a chi si fida delle promesse dell' amministrazione. Altre volte, gli "annunci" o i generici "segnali" sono invece stati condannati, perché generano privilegi ed opacità: ad esempio i provvedimenti di clemenza o di sanatoria possono applicarsi (Corte costituzionale 169/1994) solo a fatti antecedenti le prime discussioni parlamentari sull' opportunità dei condoni stessi . © RIPRODUZIONE RISERVATA Franca Deponti Guglielmo Saporito. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 17 febbraio 2015 Pagina 8 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione Jobs act. Verso l' allargamento del lavoro subordinato Se c' è basso reddito e monocommittenza estese le protezioni su malattia, maternità e tempi certi di pagamento. Scatta il riordino delle collaborazioni: più tutele per le partite Iva «deboli» ROMA Un allargamento dell' area del lavoro subordinato, per farvi confluire le collaborazioni "fasulle". Qui potrebbe essere introdotta una "presunzione relativa" che scatterà quando il rapporto di lavoro è strutturalmente organizzato e l' opera è prestata a titolo esclusivamente personale (è ammessa prova contraria da parte del datore di lavoro). Per i lavoratori autonomi che vogliono invece restare tali entrerà in ballo il criterio della "dipendenza economica" per tutelare le partite Iva più deboli (soprattutto i giovani professionisti all' inizio della professione). Qui si starebbe pensando a degli "indici" (basso reddito, sotto i 30mila euro, monocommittenza e prestazione continuativa) al cui verificarsi si estenderebbero al soggetto interessato alcune protezioni del lavoro subordinato (malattia, maternità e tempi certi di pagamento). Sono queste le due strade a cui stanno pensando i tecnici di palazzo Chigi e ministero del Lavoro per intervenire sul variegato mondo delle collaborazioni coordinate e continuative, all' interno del Dlgs di riordino delle tipologie contrattuali atteso venerdì in Consiglio dei ministri (forse solo per una lettura iniziale), assieme alle norme sulla conciliazione vitalavoro, e per il via libera finale ai primi due Dlgs attuativi del Jobs acr su tutele crescenti e Naspi. Oggi le collaborazioni, dopo gli irrigidimenti introdotti dalla legge Fornero, hanno subito una forte contrazione: nel terzo trimestre 2014 (ultimo dato disponibile, fonte Comunicazione obbligatorie del ministero del Lavoro) sono stati attivati 155mila rapporti (nel secondo trimestre 2012 sfioravano quota 200mila). L' intenzione dell' Esecutivo, una volta entrato in vigore il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, è ridurre il perimetro dei falsi lavori autonomi: «Adesso è il momento di valorizzare il lavoro stabile, mantenendo le flessibilità utile alle imprese», spiega il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei. Per la sottospecie delle collaborazioni a progetto si starebbe pensando a un superamento graduale (1° gennaio 2016 ma si potrebbe prevedere un termine transitorio un pò più lungo). «Un' eccessiva estensione del lavoro subordinato è sbagliata evidenzia Valerio Speziale, ordinario di diritto del lavoro all' università di ChietiPescara perchè ingessa i rapporti, e mostra una sfiducia a priori nel vero lavoro autonomo. Più flessibile è l' idea di una presunzione relativa. Ma attenzione: anche la strada tracciata dalla legge 92 non è in sé sbagliata, purché si allarghi il campo delle eccezioni». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 9 17 febbraio 2015 Pagina 8 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione Nel Dlgs di riordino dei contratti entrerà anche la semplificazione dell' apprendistato di 1° e 3° livello (ma qui va ridotto il "peso" delle Regioni e va ammessa la possibilità di accordi ad hoc tra azienda e istituto scolastico). Ancora in bilico è l' intervento sui contratti a termine (si ipotizza di ridurre la durata da 36 a 24 mesi e le proroghe da 5 a 3), e si discute pure sul lavoro a chiamata: qui si vorrebbe sostituirlo con un rafforzamento dei voucher (il cui tetto potrebbe salire da 5mila a 8mila euro) e con il parttime verticale. Verso la cancellazione il job sharing e l' associazione in partecipazione. «Sopprimere contratti che hanno radici plurisecolari solo per estirpare gli abusi sarebbe davvero insensato sottolinea Pietro Ichino (Pd) . La soluzione migliore è l' estensione selettiva delle protezioni proprie del lavoro subordinato qualora tali rapporti presentino i tratti caratteristici della dipendenza economica». Sul fronte infine dei primi due Dlgs attuativi del Jobs act oggi arriverà il parere della commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano. Sul capitolo "caldo" delle tutele crescenti si chiederà al Governo, in particolare, di alzare gli indennizzi minimi e di escludere i licenziamenti collettivi dalle nuove regole. Da quanto si apprende, l' Esecutivo potrebbe accogliere la specificazione, chiesta la settimana scorsa da Maurizio Sacconi (Ap), di applicare cioè le tutele crescenti anche ai casi di conversione dei contratti a termine, dopo l' entrata in vigore del Dlgs, e alle stabilizzazione di apprendisti. © RIPRODUZIONE RISERVATA Claudio Tucci. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 17 febbraio 2015 Pagina 21 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione INTERVENTO. Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni alla crescita Caro Direttore, nei giorni scorsi i due rapporti prodotti dalla Commissione Europea e dall' Ocse disegnano per l' Italia, nell' anno in corso, una prospettiva di crescita modesta, trainata dalla sola domanda esterna, senza occupazione aggiuntiva. Peggiora, oltre a tutto, il nostro confronto con le aree di maggiore riferimento nell' Unione tra le quali si evidenzia la più marcata ripresa della Spagna. Migliorano i conti pubblici ma nel contesto della pur sempre abnorme dimensione del nostro debito. Ciò impone al Governo e alla maggioranza che lo sostiene una ulteriore considerazione del che fare a partire dal doveroso negoziato europeo sulla più flessibile interpretazione del Patto d i stabilità e crescita. Si ha talora la sensazione che gli obiettivi perseguiti siano la solita possibilità di qualche spesa corrente in più come la stabilizzazione degli insegnanti e m a g g i o r i i n v e s t i m e n t i pubblici n e l l a tradizionale speranza keynesiana che siano in se' stimolo allo sviluppo. Eppure, di fronte ai grandi cambiamenti geoeconomici in corso, dovremmo più ambiziosamente pretendere una visione condivisa del posizionamento dell' area dell' Unione attraverso l' avvio degli strumenti finanziari di attuazione di quelle infrastrutture a rete e puntuali, a valenza transnazionale, che corrispondono alle possibili proiezioni commerciali verso est e verso sud. Anche ai fini della nostra maggiore credibilità nel dialogo europeo, assumono quindi rilievo le riforme strutturali cui ci siamo impegnati e che dovrebbero rendere la nostra società più vitale e dinamica. La stessa immissione straordinaria di liquidità da parte della Bce non appare destinata a sortire effetti nei contesti rigidi ed inefficienti come il nostro tanto quanto la politica monetaria ha generato risultati nella flessibile economia nordamericana. Abbiamo quindi il compito di produrre riforme vere e tempestive li ove si manifestano i maggiori freni alla crescita come nella regolazione rigida del lavoro, nella complessità dell' ordinamento tributario, nella lentezza e imponderabilità del sistema giudiziario. Se i titoli e gli obiettivi sono scritti, rimangono tutt' altro che scontati i contenuti. La riforma del lavoro può ancora risolversi in un piccolo passo avanti e due passi indietro. Se ad una flessibilità in uscita incerta e per pochi i nuovi contratti aggiungessimo una rigidità in entrata certa e per tutti, ripeteremmo l' errore della legge Fornero che concorse a bruciare posti di lavoro. Non possiamo rimanere l' unico Paese europeo in cui un rapporto di lavoro e' potenzialmente per sempre finché morte o pensione non separino. Così come cambiare ancora una volta i contratti a termine o cancellare le tipologie contrattuali flessibili significherebbe non comprendere i concreti bisogni delle Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 11 17 febbraio 2015 Pagina 21 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione imprese e ridurre le concrete opportunità di lavoro che possono richiedere modulazione di tempo e di orario o remunerazione a risultato. Analogamente la riforma fiscale può risolversi in maggiori certezze per il contribuente, ponendo le premesse per una riduzione del prelievo, o produrre ulteriori incertezze e nuove ragioni di tassazione. Emblematico e' il nodo del catasto e del mercato immobiliare. In una società di proprietari, come noi siamo, lo spostamento drastico del pendolo dalla più conveniente alla più sfavorevole tassazione su case, negozi e capannoni ha trasformato la proprietà da tradizionale fonte di sicurezza a nuova ragione di insicurezza, probabile causa primaria della contrazione dei consumi tanto quanto ieri ne costituiva la motivazione. Rimuovere questo fattore di rattrappimento significa intervenire sulla finanza locale affinché si realizzino subito le associazioni obbligatorie tra comuni per la gestione delle funzioni fondamentali e commissariare gli enti che deliberano aliquote superiori al teorico equilibrio con spese corrispondenti ai fabbisogni standard. La revisione del catasto, in questo contesto, può generare una distribuzione più equa ma non un incremento del carico fiscale. Ultimo ma non ultimo, tra i nodi prioritari, quello della giustizia che determina inibizione ad intraprendere ed investire. Criminalità e corruzione meritano prevenzione e repressione. Siamo tuttavia consapevoli che i risultati si producono solo in contesti efficienti e non attraverso l' estensione abnorme della dimensione penale e delle relative pene. La stessa ricerca di soluzioni stragiudiziali per il contenzioso civile e del lavoro si scontra con resistenze corporative e ideologiche. Dell' ordinamento giudiziario e delle sue anomalie non sono ancora ipotizzate specifiche riforme, ferie a parte. Siamo insomma, ancora una volta, ad un bivio tra riforme vere ed occasioni mancate in un tempo che non perdona gli errori o le timidezze della politica. Maurizio Sacconi è Presidente commissione Lavoro Senato Maurizio Sacconi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 12 17 febbraio 2015 Pagina 2 Italia Oggi Pubblica amministrazione Il punto. Renzi abolisce l' Agid, l' agenzia per la gestione dell' Italia digitale L' accelerazione l' ha impressa il miglior elemento nella squadra dei consiglieri del premier, Andrea Guerra. L' ex amministratore delegato di Luxottica, che lavorando per davvero nel mercato globale ha potuto capire quanto sia importante oggi la tecnologia per competere e offrire servizi innovativi, una volta sbarcato, lo scorso ottobre, a Palazzo Chigi ha impiegato poche settimane per capire che la politica cosiddetta digitale del governo non sarebbe andata da nessuna parte. Competenze frammentate; nessun dirigente di vertice con un vero curriculum di mercato internazionale; una tendenza a comunicare più c h e a d a n a l i z z a r e e pianificare v e r e trasformazioni; una visione prevedibile sul futuro, mentre il resto del mondo corre senza tregua soprattutto su queste tematiche. Basti pensare che la nuova responsabile delle politiche digitali negli Usa, Megan Smith, che opera alle dirette dipendenze di Barack Obama, è un duplice ingegnere del Mit di Boston con esperienze da top manager nelle più importanti società della tecnologia del pianeta. Prima in Apple nella divisione prodotti multimediali, poi in Google come responsabile dei nuovi business: Picasa, Google Maps e Google Earth. Non deve essere servito molto, quindi, allo staff dei consiglieri di Palazzo Chigi per convincere Matteo Renzi che era necessario cambiare spartito e archiviare le scelte, per la verità tutte imputabili alla ministra Marianna Madia e ai giochini di potere interni al Pd romano, inadeguate rispetto ai bisogni riformisti dell' Italia. L' Agid, l' Agenzia per l' Italia digitale, figlia di troppe trasformazioni del recente passato e ferma a parole d' ordine stereotipate, uscirà di scena. Sarà rottamata dal premier rottamatore che riporterà gran parte delle sue competenze, alcune residuali saranno riassegnate ad altre entità pubbliche, all' interno di una nuova struttura operativa alle sue dirette dipendenze e che sarà affidata a un supermanager di mercato, meglio se ha anche lavorato all' estero con qualche colosso tecnologico internazionale, in fase di selezione. A lui sarà affidata la trasformazione tecnologica della pubblica amministrazione e non solo. Finalmente l' Italia avrà una politica Ict degna della dimensione della sua economia e compiutamente in grado di agire da moltiplicatore dello sviluppo economico, migliorando la produttività complessiva del sistema, e da abilitatore della trasformazione culturale italica. L' Italia deve assorbire nel suo Dna sociale la consapevolezza che l' innovazione tecnologica è un bene comune capace di creare esternalità positive e nuove opportunità collettive. Per riuscirci è importante che l' Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 13 17 febbraio 2015 Pagina 2 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione esempio venga in primis dall' alto. Ecco perché la rottamazione dell' Agid è cosa buona e giusta. EDOARDO NARDUZZI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 14 17 febbraio 2015 Pagina 11 Italia Oggi Pubblica amministrazione lettere «Mi guardo allo specchio e piango, ricevo un bel messaggio e piango, vedo mio padre e piango». Cara Rocio, benvenuta in Italia. Filippo Merli Inail: un solo partecipante per gara da 30 mln Le gare pubbliche con un solo partecipante sono sempre sospette. Come diceva Giulio Andreotti che «a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca», queste gare lasciano il dubbio di essere già preassegnate prima ancora di essere bandite. Come nel caso del primo lotto, il più grande da ben 29.937.540 euro, della gara Consip per i servizi Ict di Inail che curiosamente (ma tutto il mercato già lo diceva da settimane) ha visto un solo partecipante: il raggruppamento di Engineering e Kpmg. Casualità? Strano però che gli altri tre lotti siano molto affollati e ancor più strano che il capitolato del lotto 1 chiedesse capelli color antracite ed occhi a pois per poter partecipare. Prima Raffaele Cantone mette le sue tende n e l l a g a r e i n f o r m a t i c h e d e l l a pubblica amministrazione, meglio è per i contribuenti italiani. Stefano Lavori Un esempio che sta sotto gli occhi di tutti Non c' è oggi senza domani, non c' è domani senza oggi. Questo diceva l' imprenditore Michele Ferrero, il signor Michele, ai suoi dipendenti. Per costruire un impero industriale multinazionale come la Ferrero non bastava solo aver imbroccato il prodotto del secolo, cioè la Nutella. Bisognava anche riuscire a farla vivere e resistere al passare del tempo e delle mode, senza però rinunciare alla propria identità e al legame con il proprio territorio. Questo probabilmente è stato il miglior testamento che il signor Michele potesse lasciare non solo a chi lo seguirà in azienda, ma a tutti coloro che vorranno fare gli imprenditori in Italia e nel mondo. Un paese sempre in cerca di modelli e di maestri cui ispirarsi, magari stranieri, ma troppo spesso poco consapevoli di averne sempre avuti sotto il naso, come quel signore della vicina Alba. Roberto Miliacca Come svalorizzare il nostro patrimonio L' Italia retrocede nella classifica mondiale del turismo? La Regione Veneto contribuisce al flop. Domenica, l' altroieri, volevo visitare palazzo Contarini, una delle più famose ville venete, a Palazzolo sul Brenta. Alle 15,30 non sono potuto entrare perchè la villa (di proprietà della Regione Veneto) chiude alle 16 (!) e non era più possibile aggregarsi all' ultimo gruppo di visitatori. Insieme a una quindicina di altri turisti, alcuni dei quali stranieri, ce ne siamo andati arrabbiati: è in questo modo che si valorizzano i nostri beni culturali? Governatore Zaia e ministro Franceschini per favore datevi una mossa. Massimo Bettazzi L' inquietante precedente della Cecenia Speriamo che in Ucraina i russi non ripetano quanto hanno già fatto in Cecenia: bombardare le discariche dei rifiuti radioattivi delle centrali nucleari. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 15 17 febbraio 2015 Pagina 11 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione In Ucraina sarebbe Chernobyl. Piera Graffer Se la mostra di Van Gogh è un esempio, allora Sono andato a vedere la mostra su Van Gogh a Palazzo Reale a Milano. Dovrebbe essere (anche per l' esplicito richiamo che viene fatto in sede di presentazione) una delle mostre di punta della proposta milanese nell' anno di Expo, proprio perché fortemente legata (il cibo, l' agricoltura) ai temi di Expo. Ora, al di là dei ben poveri contenuti della mostra, che annovera un gran numero di disegni e stampe (soprattutto del primo Van Gogh, che disegnava come un ragazzino delle medie) e poche tele di cui solo un paio veramente apprezzabili, la cosa che colpisce è l' estrema incuria della location. Le didascalie che illustrano i vari quadri sono in molti punti consunte, con lettere illeggibili così come i numeri necessari per seguire il percorso con le audio guide. La moquette che ricopre il pavimento si è squarciata in diversi punti ed è stata riparata con dello scotch da quattro soldi messo lì alla bell' e meglio. In un paio di zone la moquette si è proprio sollevata, creando avvallamenti anche pericolosi per il rischio di inciamparci. Immagino che all' inizio dell' esposizione la situazione non fosse questa, ma è inammissibile che chi arriva dopo non possa godersi la mostra allo stesso modo di chi l' ha vista prima, considerando che paga lo stesso (molto costoso) ticket d' ingresso. Non un bel biglietto da visita per Milano. Alberto Giacomazzi. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 17 febbraio 2015 Pagina 24 Italia Oggi Pubblica amministrazione tar napoli. Comuni, ok ai legali esterni Valido l' accordo fra il professionista esterno con il quale il comune affida al privato la gestione delle cause civili nelle quali è parte l' amministrazione l o c a l e i n a t t e s a c h e s i a nominato il nuovo dirigente dell' avvocatura. Il funzionario del servizio legale dell' ente locale non riesce a bloccare la convenzione sottoscritta: deve infatti escludersi che la circostanza si risolva in una lesione della professionalità del dipendente laddove il provvedimento è comunque temporaneo. È quanto emerge dalla sentenza 826/15, pubblicata il 4 febbraio dalla prima sezione del Tar Campania. Non c' è dubbio che il funzionario sia titolare di una posizione certamente qualificata, come avvocato in servizio presso l' Avvocatura municipale, dell' interesse a contestare la razionalità del provvedimento del comune, che oggettivamente comporta la sottrazione di una fetta di contenzioso alla competenza dell' ufficio legale, sia pure in via temporanea. Il fatto è che il contenzioso dell' ente risulta troppo voluminoso per essere gestito dall' ufficio senza capo: sono oltre 300 le cause pendenti. I 15 mila euro l' anno che la convenzione riconosce all' avvocato privato non costituiscono per le casse del comune un esborso tale da configurare l' illegittimità del provvedimento. Né giova al dipendente dell' amministrazione invocare la nuova legge forense: non risultano messe in discussione le prerogative professionali dell' avvocato in inquadrato nel ruolo legale dell' amministrazione laddove non sono pregiudicate l' indipendenza e l' autonomia delle restanti funzioni affidate all' avvocato dell' ente pubblico. E in ogni caso l' incarico al legale esterno non è in contrasto con il Testo unico degli enti locali: la convenzione è «coerente con le esigenze di funzionalità dell' amministrazione» che conferisce il mandato al professionista che non rientra nell' organico. Spese compensate tranne il contributo unificato che è carico del funzionario dell' avvocatura. © Riproduzione riservata. DARIO FERRARA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 17 17 febbraio 2015 Pagina 29 Italia Oggi Pubblica amministrazione dati demanio. Ai comuni 5 mila beni dello stato Un immobile demaniale su due, tra quelli richiesti dagli enti locali, sarà trasferito ai sindaci. Su 9.367 domande, l' Agenzia del demanio ne ha accolte 5.555, disponendo il passaggio dei beni in 1701 casi. Per gli altri, l' Agenzia guidata da Roberto Reggi è in attesa di ricevere le delibere da parte degli enti richiedenti. Gli ultimi dati (aggiornati a ieri) sul riscontro avuto presso le autonomie locali dal restyling del federalismo demaniale dimostrano come, dopo anni di stand by, l' interesse per i beni statali sia tornato prepotentemente in auge. Secondo i dati dell' Agenzia, le domande respinte sono state 3.593. E le ragioni possono essere state molteplici. L' art. 56bis del cosiddetto «decreto del fare» (dl n. 69/2013), che ha rilanciato dopo anni di naftalina il trasferimento dei beni statali agli enti locali, esclude infatti dall' operazione gli immobili ancora in uso da parte delle pubbliche amministrazioni o quelli per cui sia già in corso un' operazione di valorizzazione o dismissione. Ma anche chi ha ricevuto il no del Demanio può ancora sperare perché la legge dà agli enti 30 giorni di tempo per inoltrare le richieste di riesame. All' appello mancano, infine, 219 domande, particolarmente complesse, su cui i pareri dell' Agenzia sono ancora in corso di definizione. Lo scarto tra il numero di domande accolte (5.555) e gli effettivi provvedimenti di trasferimento (1.701) si spiega col fatto che in caso di parere favorevole, il decreto del Fare prevede che, svolte le necessarie attività tecnicoamministrative, sia necessario acquisire la delibera con la quale l' ente locale conferma la volontà di entrare in possesso del bene. Solo a quel punto il procedimento si può concludere con l' emissione da parte dell' Agenzia del demanio del provvedimento di trasferimento della proprietà a titolo gratuito. FRANCESCO CERISANO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 18 17 febbraio 2015 Pagina 29 Italia Oggi Pubblica amministrazione MILLEPROROGHE/ Proroga centrali uniche con modifiche parlamentari. Appalti, anticipi ricchi L' importo per i costruttori sale dal 15 al 20% ANDREA MASCOLINI Sulla proroga dell' obbligo per i comuni di avvalersi di centrali uniche di committenza non ci sarà alcun emendamento del governo; l' orientamento dei relatori sarebbe quello di verificare la possibilità di una riformulazione dei diversi emendamenti parlamentari; passerà dal 15 al 20% l' importo dell' anticipazione contrattuale per le imprese di costruzioni. Sono questi alcuni degli sviluppi delle convulse ore di esame del disegno di legge di conversione del dl 192/2014 (cosiddetto «Milleproroghe»), attualmente all' esame della camera. Sul tema delle centrali di committenza vi era attesa per un intervento del governo che intervenisse sull' obbligo, già prorogato in p a s s a t o , p e r i comuni non capoluogo di provincia, di affidare contratti di forniture, servizi (dal 1° gennaio 2015) e lavori (dal 1° luglio 2015) attraverso le centrali uniche di committenza, cioè attraverso la Consip o altro soggetto aggregatore di riferimento (per i comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti è invece ammesso procedere autonomamente per gli acquisti di beni, servizi e lavori di importo inferiore a 40.000 euro). Da quanto risulta a ItaliaOggi, però, l' orientamento dei relatori sarebbe quello di valutare la possibilità di riformulare gli emendamenti parlamentari agendo esclusivamente sul termine di applicazione dell' obbligo. Ci sarebbero infatti seri dubbi, già emersi presso la commissione ambiente, rispetto ad ipotesi di modificare nel merito la norma oggetto di rinvio (cioè il comma 3bis aggiunto all' articolo 33 del codice dei contratti pubblici, successivamente modificato dal dl 66/2014, convertito nella legge 89/2014, e dal decreto legge 90/2014 convertito nella legge 114/2014). Si andrebbe quindi verso una mera proroga, forse a fine 2015 per tutte le tipologie di contratti. In precedenza, infatti, i diversi emendamenti presentati un po' da tutti i gruppi parlamentari incidevano anche sulle soglie di applicazione dell' obbligo e sulla dimensione dei comuni tenuti all' obbligo, prendendo anche spunto da diversi rilievi critici espressi dall' Anci nelle scorse settimane soprattutto con riguardo alla disciplina prevista per i comuni fino a 10.000 abitanti. Sarà probabilmente un altro provvedimento a toccare questi profili di ambito di applicazione soggettivo visto che in teoria, il decreto 192 si dovrebbe occupare soltanto di differimento dei termini. Il condizionale è d' obbligo visto quanto successo sempre in questi ultimi giorni e in queste ultime ore, Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 19 17 febbraio 2015 Pagina 29 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione con l' anticipazione contrattuale per gli appalti di lavori. Si era partiti con un differimento a fine 2016 dell' obbligo di corrispondere l' anticipazione del 10% prevista dal decreto 69/2013, per poi arrivare ad una modifica di merito con l' innalzamento dal 10 al 15% della percentuale (vedi ItaliaOggi del 13 febbraio 2015). Infine si è arrivati ad un ulteriore innalzamento della percentuale al 20% con l' emendamento 8.106 firmato dai due relatori del provvedimento Maino Marchi (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi). L' obiettivo, venendo incontro anche alle pressioni del mondo delle costruzioni, sarebbe anche quello di «risarcire» le imprese dopo l' entrata in vigore del cosiddetto split payment che ha tolto liquidità alle imprese non più destinatarie dell' Iva. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 20 17 febbraio 2015 Pagina 29 Italia Oggi Pubblica amministrazione Cambia la piattaforma di certificazione. Split payment, Iva in sospeso L a v o r i i n c o r s o s u l l a piattaforma p e r l a certificazione dei crediti, al fine di implementare le funzionalità necessarie alla gestione completa delle fatture soggette allo split payment. Nel frattempo, l' Iva che non verrà più corrisposta ai fornitori dovrà essere contabilizzata come sospeso mediante apposizione di una specifica causale. È quanto chiarisce una news pubblicata nei giorni scorsi sul sito della piattaforma (pcc) per fornire agli utenti le prime indicazioni necessarie ad adeguare il relativo funzionamento alle novità introdotte dal meccanismo della cosiddetta scissione dei pagamenti Quest' ultimo, come noto, impone di scorporare il pagamento del corrispettivo dovuto al fornitore da quello della relativa imposta, che dovrà essere versata dall' amministrazione acquirente direttamente all' erario. Attualmente, infatti, il pagamento solo parziale delle fatture impedisce di «chiuderle», dato che esse risultano in parte non pagate. Per ovviare, occorre operare come segue: relativamente al corrispettivo spettante al fornitore (corrispondente, di regola, alla quota imponibile), le operazioni di contabilizzazione e pagamento devono essere registrate sul sistema nei modi consueti; relativamente all' Iva, va contabilizzata ponendola nello stato «Sosp» (sospeso) indicando l' apposita causale «SplitIva». La contabilizzazione dell' Iva nello stato «Sosp» con la causale «SplitIva» è possibile sia mediante la procedura di caricamento on line che attraverso la procedura di caricamento massivo/telematico utilizzando l' azione di Co (contabilizzazione) nel modello 003. Tutte le novità inerenti all' utilizzo della nuova causale saranno descritte nel prossimo aggiornamento della «Guida utenti P.a.» e della «Guida utenti creditori» disponibili nella sezione «Assistenza Raccolta Guide» della homepage della pcc. Tale procedura verrà successivamente rivista nel quadro di un più complessivo restyling delle funzionalità del sistema. MATTEO BARBERO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 21 17 febbraio 2015 Pagina 30 Italia Oggi Pubblica amministrazione sugli edifici. Per diagnosi energetiche c' è il software Per la diagnosi energetica edifici è operativo il software Seas 3.0. La procedura di diagnosi energetica del Seas può essere condotta per i servizi di riscaldamento, produzione di acqua calda sanitaria e ventilazione meccanica (aria primaria), in edifici dotati di impianti idronici. La diagnosi energetica degli edifici si può realizzare, a partire da ora, mediante l' ausilio di questo software professionale a carattere completamente gratuito, grazie alla collaborazione di Enea e dell' università di Pisa (dipartimento di ingegneria dell' energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni). Le caratteristiche di Seas lo rendono uno strumento idoneo a rispondere alle richieste provenienti dalle direttive Ue e ad una domanda di mercato per l' efficienza energetica in continua crescita, in modo particolare per il segmento dell' efficienza energetica nella pubblica amministrazione. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 22 17 febbraio 2015 Pagina 32 Italia Oggi Pubblica amministrazione ENTI LOCALI/Lo rileva uno studio della Fondazione Commercialisti italiani. La revisione è per pochi Quasi 17 mila aspiranti per 4 mila incarichi. Quasi 17 mila aspiranti revisori dei conti degli enti locali per quattro mila posti disponibili. Uno ogni quattro iscritti. Con una probabilità di ottenere un incarico nel 2015 che, in media, è pari al 10%. Addirittura, in Puglia la possibilità di essere estratti da uno dei comuni è dell' 1%. Sono i dati che emergono dall' analisi statistica effettuata dalla Fondazione nazionale dei commercialisti sui quattro elenchi dei revisori dei conti degli enti locali approvati finora e, in particolare, sull' elenco attualmente in vigore e valido per tutto il 2015. Dal 10 dicembre 2012, infatti, i revisori dei conti degli enti locali sono estratti a sorte da un elenco tenuto dal ministero dell' interno e aggiornato annualmente. Anzitutto, dall' analisi emerge le netta segmentazione tra chi ha già svolto almeno una volta l' incarico di revisore dei conti degli enti locali (iscritto in fascia 2 o 3 oltre che eventualmente in fascia 1) e chi non ha mai svolto l' incarico (iscritto esclusivamente in fascia 1). I primi, infatti, sono pari a 6.190, mentre i secondi sono 9.543 (57% del totale), per un totale di 16.902 iscritti presenti nell' elenco 2015. Quasi 10 mila professionisti, quindi, nel 2015 aspirano al primo incarico di revisore dei conti in un ente locale. A questi, però, si aggiungono altri 5.186 iscritti in fascia 1 che, in quanto iscritti anche in fascia 2 o 3, sono già stati revisori almeno una volta. Così, gli aspiranti al primo incarico devono competere nell' estrazione con gli altri revisori che hanno scelto anche la prima fascia. Considerato il numero di comuni di prima fascia (con popolazione fino a 4.999 abitanti) pari a 4.597, si legge nel documento della Fondazione, e la durata triennale dell' incarico, i 9.543 aspiranti revisori, insieme agli altri 5.186, avrebbero una probabilità di essere estratti nell' anno 2015 pari al 10%: 1.532 estrazioni a fronte di 14.729 candidati. Entrando nel dettaglio, gli iscritti in prima fascia sono 15.733, a fronte di 4.597 comuni/posti disponibili, gli iscritti in seconda fascia 6.932, a fronte di 1.433 comuni/posti disponibili, gli iscritti in terza fascia sono infine 5.142, per 635 comuni e 1.905 posti disponibili. L' analisi della Fondazione si concentra inoltre sulle possibilità di incarico a livello regionale: mostrando una elevata disparità tra i professionisti in base alla regione di residenza. La probabilità media generale del 10%, infatti, sale al 39% in Piemonte, a causa di un minor numero di aspiranti a fronte di un elevato numero di comuni in prima fascia, e scende all' 1% in Puglia, dove i comuni in prima fascia sono appena 85 a fronte di 1.892 aspiranti. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 23 17 febbraio 2015 Pagina 32 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione In genere, le probabilità di venire estratti sono più basse nelle regioni del Sud e più alte in quelle del Nord. Per esempio, la percentuale è pari al 4% in Campania, all' 8% in Calabria e Basilicata. È piuttosto bassa anche in alcune regioni centrali come in Toscana (5%), Emilia Romagna (6%) e Lazio (7%). È più alta, invece, nelle regioni settentrionali: Lombardia 23%, Liguria 18%, Veneto 10%. PAGINA A CURA DI GABRIELE VENTURA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 24 17 febbraio 2015 Pagina 40 Italia Oggi Pubblica amministrazione Per i dirigenti la valutazione avrà certamente effetti «Risulta evidente», si legge nella cm 47/2014, «come il procedimento di valutazione, delineato nel Regolamento (d.p.r. 80/2013 n.d.a.), non si concluda con la formulazione di un giudizio o con l' attribuzione di un punteggio o con il rilascio di una certificazione; la valutazione in tutte le sue fasi deve piuttosto diventare un modus operandi che mira a sostenere la scuola in un processo di miglioramento continuo». L' autovalutazione e il sistema nazionale di valutazione, comprensivo della fase di valutazione esterna, miglioramento e rendicontazione, è vero non serve a valutare l' operato dei docenti, ma quello dei dirigenti scolastici si. Nel regolamento si legge che «l' S.N.V. fornisce i risultati della valutazione di cui al comma 1 ai direttori generali degli uffici scolastici regionali per la valutazione dei dirigenti scolastici ai sensi dell' articolo 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni». Al punto a3 della direttiva 11/2014 si legge che «entro dicembre 2014, l' Invalsi definirà gli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici, così come stabilito dall' articolo 3, lettera e), del Regolamento. Tali indicatori dovranno essere inseriti nell' ambito di una proposta organica di valutazione della dirigenza scolastica». E inoltre: «Come previsto dal Regolamento, il modello di valutazione della dirigenza scolastica dovrà prestare attenzione agli obiettivi di miglioramento della scuola individuati attraverso il rapporto di autovalutazione e alle aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche direttamente riconducibili all' operato del dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale». D' altra parte se da qualcuno bisognava pur iniziare, i presidi si chiedono se resteranno gli unici a dover pagare il conto chiesto da Bruxelles nel 2011 quando, insieme al patto d i stabilità, l' Europa chiese di valutare la scuola © Riproduzione riservata. CARLO FORTE Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 25