COMUNE DI RUSSI
Martedì, 17 febbraio 2015
COMUNE DI RUSSI
Martedì, 17 febbraio 2015
Prime Pagine
17/02/2015 Prima Pagina
1
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
Cultura e Turismo
17/02/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 4
2
Per gli adulti
17/02/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 4
ROBERTA BEZZI
Resistono i costumidelle maschere popolariArlecchino e Pulcinella Tramonta...
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Pubblica amministrazione
17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1
5
Falso in bilancio, via le soglie
17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 1
7
I tweet di un ministro non «fanno» legge
17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 8
9
Scatta il riordino delle collaborazioni: più tutele per le partite...
17/02/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 21
11
Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo via tutti i freni...
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 2
EDOARDO NARDUZZI
Renzi abolisce l' Agid, l' agenzia per la gestione dell' Italia digitale
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 11
15
lettere
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 24
DARIO FERRARA
Comuni, ok ai legali esterni
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 29
FRANCESCO CERISANO
Ai comuni 5 mila beni dello stato
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 29
MATTEO BARBERO
Split payment, Iva in sospeso
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 30
PAGINA A CURA DI GABRIELE VENTURA
La revisione è per pochi
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 40
Per i dirigenti la valutazione avrà certamente effetti
18
21
22
Per diagnosi energetiche c' è il software
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 32
17
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Appalti, anticipi ricchi
17/02/2015 Italia Oggi Pagina 29
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CARLO FORTE
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
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Pagina 4
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cultura e Turismo
Per gli adulti
L' unica possibilità di noleggio è offerta dal
celebre Angelo Vintage Palace di Lugo, con
abiti per feste in stile anni Sessanta/Settanta e
Ottanta. Vasto assortimento nell' acquisto di
prodotti originali per travestimenti alla Carnival
Toys di Godo.
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cultura e Turismo
I GRANDI CLASSICI.
Resistono i costumidelle maschere
popolariArlecchino e Pulcinella Tramonta l' epoca
del noleggioOggi il costume è fai da te
Miniguida per gli ultimi acquisti nei negozi specializzati.
PER Carnevale ogni scherzo vale.
E non solo, perché c' è massima liberà anche
nella scelta del costume con cui mascherarsi.
Se resistono quelli classici da Pulcinella,
Arlecchino e Pantalone, fra i bambini
spopolano quelli da principessa, pirata, puffo.
Per i più grandicelli, ci sono alcuni
travestimenti che sono ormai evergreen': Cat
Woman e Wonder Woman, la dama dell'
ottocento, Mario B r o s , F r e d e W i l m a
Flintstone, fino a protagonisti dei musical,
come Sandy e Danny Di Grease, o dei cartoni
animati, come Fiona o Shrek. Sul web si
trovano molti siti che propongono costumi fai
da te': molto gettonata è l' eroina di Hunger
Games, interpretata da Jennifer Lawrance, per
cui basta vestirsi di nero con stivali
procurandosi una spilla, arco e frecce. I più
piccoli amano molto Elsa di Frozen, facile da
imitare grazie al vestito azzurro lungo
spruzzando sopra dei glitter e facendosi una
trecci laterale.
La tendenza al fabbricarsi da soli il proprio
abito è certamente ben collaudata a Ravenna
dove, da alcuni anni, non esistono più negozi di noleggio. «La vendita di stoffa per il carnevale è
aumentata conferma Maria Antonietta Rossi della storica Casa degli Scampoli di via Ponte Marino,
aperta nel lontano 1967 . Molti vengono da noi per risparmiare: fare da soli consente di ridurre i costi del
50 per cento. Con circa venti euro si compra la stoffa che serve. D' altra parte i prezzi sono economici in
quanto i tessuti sono in poliestere, con un costo di 5/7 euro al metro. Abbiamo una grande scelta per il
Carnevale: dalle stoffe per le maschere classiche fino a quelle leopardate, zebrate e a pois. Alle
bambine piace ancora molto l' ape maia, oltre che ovviamente trasformarsi per un giorno in romantiche
principesse. Abbiamo venduto bene anche i feltri e i panno lenci, ossia tessuti a taglio vivo che non
richiedono orlature, quindi già pronti per l' uso».
Ma c' è anche chi ravvisa, dietro la scomparsa dei negozi di noleggio, una perdita dello spirito giocoso
del Carnevale, soprattutto fra gli adulti. «Nonostante i nostri bei Carnevali commenta Laura Ancarani,
titolare del negozio La Libraffa in via Salara , non abbiamo la cultura di Olanda, Germania o Nord
Europa. Là i bambini si mascherano molto più spesso, tanto che già un mese prima del martedì grasso
è facile vederli girare travestiti. Da noi invece si aspetta solo il giorno della sfilata». Nel negozio è
possibile acquistare una selezione di abitini made in Olanda per bambini fino agli otto anni, ma anche
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Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Cultura e Turismo
colori per il viso senza parabeni e accessori vari, quali spade, bacchette magiche. L' azienda Carnival
Toys di Godo vende on­line e non solo qualcosa come oltre 4 mila articoli per travestirsi, offrendo un
assortimento di prodotti originali Star Wars, Marvel e Muppets. L' unica possibilità di noleggio la offre
Angelo Vintage Palace a Lugo, per abiti d' epoca per feste in stile anni Sessanta/Settanta e Ottanta.
Roberta Bezzi.
ROBERTA BEZZI
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Il Sole 24 Ore
Pubblica amministrazione
Pronto l' emendamento del governo ­ Si allungano i termini di prescrizione su corruzione e
concussione.
Falso in bilancio, via le soglie
Le sanzioni saranno graduate in base al volume d' affari delle società.
Addio vecchie soglie sul falso in bilancio. E con loro se ne
andrà anche l' attuale area di totale esenzione penale.
L' accordo raggiunto nella maggioranza prevede invece l'
applicazione di sanzioni diverse. La pena base è prevista da
un minimo di 2 a un massimo di 6 anni, ma per le società al
di sotto di un determinato volume d' affari, che potrebbe
attestarsi a 600mila euro, la pena è da 1 a 3 anni.
E ieri è stata formalizzata anche la proposta del governo sulla
prescrizione. Salgono i termini per corruzione e concussione.
Giovanni Negri pagina 21 Milano Addio vecchie soglie del
falso in bilancio. Ma termini più lunghi per i principali reati
contro la pubblica amministrazione, dalla corruzione alla
concussione. È sera quando prendono corpo le soluzioni ai
nodi rimasti da sciogliere in materia di criminalità economica.
Sul falso in bilancio, la soluzione che è stata individuata dopo
un confronto nella maggioranza, vede la cancellazione dell'
attuale area di totale esenzione penale prevista dal Codice
civile, per dare invece spazio a sanzioni diverse sulla base,
più che dell' entità della violazione, della fisionomia della
società, anche se su quest' ultimo punto i giochi non
sarebbero ancora chiusi.
In sostanza, il falso in bilancio, nell' ipotesi base, sarà punito
di norma con una sanzione che va da 2 a 6 anni di carcere; al
di sotto di un determinato limite parametrato sul volume d'
affari (ieri sera l' asticella sembrava essersi attestata sui
600mila euro), la sanzione diminuisce e oscillerà tra un
minimo di 1 anno e un massimo di 3. Una maniera, nelle
intenzioni, per evitare di usare la mano pesante nei confronti
di società di dimensione ridotta. Il punto critico resta però
ancora quello dell' individuazione dell' entità del volume d'
affari al di sotto del quale scatteranno le sanzioni più leggere.
Viene confermata, in ogni caso, la perseguibilità d' ufficio,
senza nessuno spazio per la querela e la cancellazione delle
ipotesi di contravvenzione. Ora i contenuti dell' intesa, sulla
quale però il Governo deve dare ancora un parere
conclusivo, dovranno essere tradotti in emendamenti da
presentare, forse già nelle prossime ore, al Senato, in
commissione Giustizia, per innestarli, insieme ai 9 punti sui
quali già era stato raggiunto un accordo in materia di reati
contro la pubblica amministrazione, nel testo del disegno di legge Grasso sulla criminalità economica.
E ieri il ministero della Giustizia ha invece scoperto le carte su un' altra materia incandescente, la
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Il Sole 24 Ore
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Pubblica amministrazione
prescrizione. In 5 emendamenti al disegno di legge in discussione alla Camera, sono state formalizzate
le proposte dell' Esecutivo. Che confermano la "filosofia" dell' intervento, con alcune novità. Due quelle
principali: l' aumento dei termini per i principali reati contro la pubblica amministrazione (dalle varie
tipologie di corruzione alla concussione passando per l' induzione indebita) facendo leva sull' istituto
dell' interruzione che diventerà più lunga, aumentando della metà rispetto al quarto oggi previsto. E poi
la disciplina della fase transitoria, con il chiarimento definitivo che la riforma non si applicherà ai
processi in corso.
Non viene toccata, come invece prevede il testo adottato dalla commissione,la regola base, cioè termini
di prescrizione pari al massimo della pena prevista, secondo quanto disciplinato dalla ex Cirielli. Tanto
è vero che la Giustizia chiede la soppressione dell' articolo 1 del testo base che introduce termini di
prescrizione pari alla pena massima aumentata di un quarto. Il nucleo della proposta sta nel
congelamento dei termini in caso di giudizio di condanna in primo grado. Così, per dare modo ai
successivi gradi di giudizio di potere svolgersi senza l' incombere dell' incubo dell' estinzione del reato,
viene stabilita una sospensione di due anni dal primo grado all' appello e di uno dall' appello alla
Cassazione. Periodo di sospensione che però tornerà a valere per la prescrizione in caso di riforma
della condanna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Giovanni Negri.
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Il Sole 24 Ore
Pubblica amministrazione
IL CONSIGLIO DI STATO IN TEMPI DI SOCIAL NETWORK.
I tweet di un ministro non «fanno» legge
I tweet di un ministro non fanno legge. E neppure
provvedimento amministrativo. Forse un "cinguettio" può
disfare o creare un governo («stai sereno»...
), ma il Consiglio di Stato mette un paletto a favore dell' antico
"carta canta" in materia di norme: gli atti dell' autorità politica
sono di indirizzo e nomina e quindi, per avere un effetto,
devono sempre tradursi nella «dovuta forma tipica dell'
attività della pubblica amministrazione».
I giudici hanno così ritenuto irrilevante il tweet con cui nel
2013 il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray,
preannuciava al Comune di La Spezia un intervento contrario
alla riqualificazione ­ con taglio di antichi pini ­ in piazza
Verdi. Risultato finale: alberi tagliati e Comune salvo da
responsabilità.
Continua pagina 40 Franca Deponti Guglielmo Saporito
Continua da pagina 1 La vicenda ha visto sovrapporsi
competenze amministrative, incrociarsi questioni
architettoniche e tutela ambientalista, scontrarsi modalità
antiche e moderne di fare politica e legge. Ed è finita prima
davanti al Tar e poi al Consiglio di Stato.
Da un lato il Comune di La Spezia e la Soprintendenza, che
volevano rifare completamente piazza Verdi e ritenevano i
pini estranei alla morfologia della piazza stessa, quindi
"sacrificabili" alla ristrutturazione; dall' altro lato alcune
associazioni ambientaliste che si opponevano all'
abbattimento degli alberi e ­ retrodatandoli dal 1937 al 1935 ­
ne sostenenevano la coerenza con l' architettura del luogo.
Nel giugno 2013 il ministro Bray twittava: «Al Comune di La
Spezia sarà chiesto di sospendere l' avvio dei lavori in Piazza
Verdi perché il progetto sia verificato dal MiBAC». A questo
punto, con una serie di problemi pratici su come fare una
"copia conforme" del tweet per farlo leggere al giudice, il
Comune contestava al ministro la possibilità di sovrapporre il
proprio direttore generale al locale soprintendente. Il
messaggio veniva visto come un intervento a gamba tesa, di
indebita interferenza del ministro su precedenti atti della
Soprintendenza.
Il Tar Liguria dava ragione al Comune(sentenza n.787 del 19
maggio 2014) con conseguente taglio dei pini. E, a pini ormai
tagliati, anche il Consiglio di Stato si è pronuciato in questo senso con la sentenza n. 769 del 12
febbraio scorso. I giudici d' appello hanno escluso l' interferenza lamentata dal Comune, ma non perché
il ministro fosse rimasto nell' ambito delle sue competenze, bensì perché il tweet non ha alcun peso
amministrativo: in termini tecnici non è «volontà attizia», ma solo una forma di comunicazione. Di fatto,
quindi, il Consiglio di Stato non censura il modo di comunicare, ma sottolinea che un conto è la
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Pagina 1
Il Sole 24 Ore
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Pubblica amministrazione
comunicazione, altro i provvedimenti, e che questi ultimi non possono essere affidati a mezzi informali
«...anche, e a maggior ragione, nell' attuale epoca di comunicazioni di massa, messaggi, cinguettii,
seguiti ed altro, dovuti alle nuove tecnologie e alle nuove e dilaganti modalità di comunicare l' attività
politica».
Un ordine può essere dato anche in forma orale (lo è il comando del vigile urbano che regola il traffico),
ma, escludendo i casi limite, la volontà della Pa deve essere formale. Già altre volte nelle aule
giudiziarie si è discusso del confine tra forma e sostanza, escludendo che basti sottoscrivere «per
accettazione» una proposta, per generare un contratto pubblico (Consiglio di Stato 5444/2003).
Ma i problemi si pongono soprattutto per i cosiddetti "effetti annuncio" che, soprattutto in materia fiscale
e nell' imminenza di scadenze, anticipano con informalità provvedimenti che appariranno in Gazzetta
Ufficiale solo diversi giorni dopo. Di questa prassi si occupa lo Statuto dei diritti del contribuente (legge
212/2000), vietando sanzioni a chi si fida delle promesse dell' amministrazione. Altre volte, gli "annunci"
o i generici "segnali" sono invece stati condannati, perché generano privilegi ed opacità: ad esempio i
provvedimenti di clemenza o di sanatoria possono applicarsi (Corte costituzionale 169/1994) solo a fatti
antecedenti le prime discussioni parlamentari sull' opportunità dei condoni stessi .
© RIPRODUZIONE RISERVATA Franca Deponti Guglielmo Saporito.
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Pagina 8
Il Sole 24 Ore
Pubblica amministrazione
Jobs act. Verso l' allargamento del lavoro subordinato ­ Se c' è basso reddito e
monocommittenza estese le protezioni su malattia, maternità e tempi certi di pagamento.
Scatta il riordino delle collaborazioni: più tutele per
le partite Iva «deboli»
ROMA Un allargamento dell' area del lavoro
subordinato, per farvi confluire le
collaborazioni "fasulle". Qui potrebbe essere
introdotta una "presunzione relativa" che
scatterà quando il rapporto di lavoro è
strutturalmente organizzato e l' opera è
prestata a titolo esclusivamente personale (è
ammessa prova contraria da parte del datore
di lavoro). Per i lavoratori autonomi che
vogliono invece restare tali entrerà in ballo il
criterio della "dipendenza economica" per
tutelare le partite Iva più deboli (soprattutto i
giovani professionisti all' inizio della
professione). Qui si starebbe pensando a degli
"indici" (basso reddito, sotto i 30mila euro,
monocommittenza e prestazione continuativa)
al cui verificarsi si estenderebbero al soggetto
interessato alcune protezioni del lavoro
subordinato (malattia, maternità e tempi certi
di pagamento).
Sono queste le due strade a cui stanno
pensando i tecnici di palazzo Chigi e ministero
del Lavoro per intervenire sul variegato mondo
delle collaborazioni coordinate e continuative,
all' interno del Dlgs di riordino delle tipologie
contrattuali atteso venerdì in Consiglio dei
ministri (forse solo per una lettura iniziale), assieme alle norme sulla conciliazione vita­lavoro, e ­ per il
via libera finale ­ ai primi due Dlgs attuativi del Jobs acr su tutele crescenti e Naspi.
Oggi le collaborazioni, dopo gli irrigidimenti introdotti dalla legge Fornero, hanno subito una forte
contrazione: nel terzo trimestre 2014 (ultimo dato disponibile, fonte Comunicazione obbligatorie del
ministero del Lavoro) sono stati attivati 155mila rapporti (nel secondo trimestre 2012 sfioravano quota
200mila). L' intenzione dell' Esecutivo, una volta entrato in vigore il nuovo contratto a tempo
indeterminato a tutele crescenti, è ridurre il perimetro dei falsi lavori autonomi: «Adesso è il momento di
valorizzare il lavoro stabile, mantenendo le flessibilità utile alle imprese», spiega il responsabile
economico del Pd, Filippo Taddei. Per la sottospecie delle collaborazioni a progetto si starebbe
pensando a un superamento graduale (1° gennaio 2016 ­ ma si potrebbe prevedere un termine
transitorio un pò più lungo).
«Un' eccessiva estensione del lavoro subordinato è sbagliata ­ evidenzia Valerio Speziale, ordinario di
diritto del lavoro all' università di Chieti­Pescara ­ perchè ingessa i rapporti, e mostra una sfiducia a
priori nel vero lavoro autonomo. Più flessibile è l' idea di una presunzione relativa. Ma attenzione: anche
la strada tracciata dalla legge 92 non è in sé sbagliata, purché si allarghi il campo delle eccezioni».
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Pagina 8
Il Sole 24 Ore
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Pubblica amministrazione
Nel Dlgs di riordino dei contratti entrerà anche la semplificazione dell' apprendistato di 1° e 3° livello
(ma qui va ridotto il "peso" delle Regioni e va ammessa la possibilità di accordi ad hoc tra azienda e
istituto scolastico). Ancora in bilico è l' intervento sui contratti a termine (si ipotizza di ridurre la durata
da 36 a 24 mesi e le proroghe da 5 a 3), e si discute pure sul lavoro a chiamata: qui si vorrebbe
sostituirlo con un rafforzamento dei voucher (il cui tetto potrebbe salire da 5mila a 8mila euro) e con il
part­time verticale. Verso la cancellazione il job sharing e l' associazione in partecipazione.
«Sopprimere contratti che hanno radici plurisecolari solo per estirpare gli abusi sarebbe davvero
insensato ­ sottolinea Pietro Ichino (Pd) ­. La soluzione migliore è l' estensione selettiva delle protezioni
proprie del lavoro subordinato qualora tali rapporti presentino i tratti caratteristici della dipendenza
economica».
Sul fronte infine dei primi due Dlgs attuativi del Jobs act oggi arriverà il parere della commissione
Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano. Sul capitolo "caldo" delle tutele crescenti si
chiederà al Governo, in particolare, di alzare gli indennizzi minimi e di escludere i licenziamenti collettivi
dalle nuove regole. Da quanto si apprende, l' Esecutivo potrebbe accogliere la specificazione, chiesta la
settimana scorsa da Maurizio Sacconi (Ap), di applicare cioè le tutele crescenti anche ai casi di
conversione dei contratti a termine, dopo l' entrata in vigore del Dlgs, e alle stabilizzazione di
apprendisti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Claudio Tucci.
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Il Sole 24 Ore
Pubblica amministrazione
INTERVENTO.
Lavoro, Ue, giustizia, fisco: per rilanciare il governo
via tutti i freni alla crescita
Caro Direttore, nei giorni scorsi i due rapporti
prodotti dalla Commissione Europea e dall'
Ocse disegnano per l' Italia, nell' anno in
corso, una prospettiva di crescita modesta,
trainata dalla sola domanda esterna, senza
occupazione aggiuntiva. Peggiora, oltre a
tutto, il nostro confronto con le aree di
maggiore riferimento nell' Unione tra le quali si
evidenzia la più marcata ripresa della Spagna.
Migliorano i conti pubblici ma nel contesto
della pur sempre abnorme dimensione del
nostro debito.
Ciò impone al Governo ­ e alla maggioranza
che lo sostiene ­ una ulteriore considerazione
del che fare a partire dal doveroso negoziato
europeo sulla più flessibile interpretazione del
Patto d i stabilità e crescita. Si ha talora la
sensazione che gli obiettivi perseguiti siano la
solita possibilità di qualche spesa corrente in
più ­ come la stabilizzazione degli insegnanti ­
e m a g g i o r i i n v e s t i m e n t i pubblici n e l l a
tradizionale speranza keynesiana che siano in
se' stimolo allo sviluppo. Eppure, di fronte ai
grandi cambiamenti geo­economici in corso,
dovremmo più ambiziosamente pretendere
una visione condivisa del posizionamento dell'
area dell' Unione attraverso l' avvio degli strumenti finanziari di attuazione di quelle infrastrutture a rete e
puntuali, a valenza transnazionale, che corrispondono alle possibili proiezioni commerciali verso est e
verso sud. Anche ai fini della nostra maggiore credibilità nel dialogo europeo, assumono quindi rilievo le
riforme strutturali cui ci siamo impegnati e che dovrebbero rendere la nostra società più vitale e
dinamica. La stessa immissione straordinaria di liquidità da parte della Bce non appare destinata a
sortire effetti nei contesti rigidi ed inefficienti come il nostro tanto quanto la politica monetaria ha
generato risultati nella flessibile economia nordamericana. Abbiamo quindi il compito di produrre
riforme vere e tempestive li ove si manifestano i maggiori freni alla crescita come nella regolazione
rigida del lavoro, nella complessità dell' ordinamento tributario, nella lentezza e imponderabilità del
sistema giudiziario. Se i titoli e gli obiettivi sono scritti, rimangono tutt' altro che scontati i contenuti. La
riforma del lavoro può ancora risolversi in un piccolo passo avanti e due passi indietro. Se ad una
flessibilità in uscita incerta e per pochi ­ i nuovi contratti ­ aggiungessimo una rigidità in entrata certa e
per tutti, ripeteremmo l' errore della legge Fornero che concorse a bruciare posti di lavoro. Non
possiamo rimanere l' unico Paese europeo in cui un rapporto di lavoro e' potenzialmente per sempre
finché morte o pensione non separino. Così come cambiare ancora una volta i contratti a termine o
cancellare le tipologie contrattuali flessibili significherebbe non comprendere i concreti bisogni delle
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Pagina 21
Il Sole 24 Ore
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Pubblica amministrazione
imprese e ridurre le concrete opportunità di lavoro che possono richiedere modulazione di tempo e di
orario o remunerazione a risultato. Analogamente la riforma fiscale può risolversi in maggiori certezze
per il contribuente, ponendo le premesse per una riduzione del prelievo, o produrre ulteriori incertezze e
nuove ragioni di tassazione. Emblematico e' il nodo del catasto e del mercato immobiliare. In una
società di proprietari, come noi siamo, lo spostamento drastico del pendolo dalla più conveniente alla
più sfavorevole tassazione su case, negozi e capannoni ha trasformato la proprietà da tradizionale fonte
di sicurezza a nuova ragione di insicurezza, probabile causa primaria della contrazione dei consumi
tanto quanto ieri ne costituiva la motivazione. Rimuovere questo fattore di rattrappimento significa
intervenire sulla finanza locale affinché si realizzino subito le associazioni obbligatorie tra comuni per la
gestione delle funzioni fondamentali e commissariare gli enti che deliberano aliquote superiori al teorico
equilibrio con spese corrispondenti ai fabbisogni standard. La revisione del catasto, in questo contesto,
può generare una distribuzione più equa ma non un incremento del carico fiscale. Ultimo ma non ultimo,
tra i nodi prioritari, quello della giustizia che determina inibizione ad intraprendere ed investire.
Criminalità e corruzione meritano prevenzione e repressione. Siamo tuttavia consapevoli che i risultati si
producono solo in contesti efficienti e non attraverso l' estensione abnorme della dimensione penale e
delle relative pene. La stessa ricerca di soluzioni stragiudiziali per il contenzioso civile e del lavoro si
scontra con resistenze corporative e ideologiche. Dell' ordinamento giudiziario e delle sue anomalie non
sono ancora ipotizzate specifiche riforme, ferie a parte.
Siamo insomma, ancora una volta, ad un bivio tra riforme vere ed occasioni mancate in un tempo che
non perdona gli errori o le timidezze della politica.
Maurizio Sacconi è Presidente commissione Lavoro Senato Maurizio Sacconi.
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
Il punto.
Renzi abolisce l' Agid, l' agenzia per la gestione dell'
Italia digitale
L' accelerazione l' ha impressa il miglior
elemento nella squadra dei consiglieri del
premier, Andrea Guerra. L' ex amministratore
delegato di Luxottica, che lavorando per
davvero nel mercato globale ha potuto capire
quanto sia importante oggi la tecnologia per
competere e offrire servizi innovativi, una volta
sbarcato, lo scorso ottobre, a Palazzo Chigi ha
impiegato poche settimane per capire che la
politica cosiddetta digitale del governo non
sarebbe andata da nessuna parte.
Competenze frammentate; nessun dirigente di
vertice con un vero curriculum di mercato
internazionale; una tendenza a comunicare più
c h e a d a n a l i z z a r e e pianificare v e r e
trasformazioni; una visione prevedibile sul
futuro, mentre il resto del mondo corre senza
tregua soprattutto su queste tematiche.
Basti pensare che la nuova responsabile delle
politiche digitali negli Usa, Megan Smith, che
opera alle dirette dipendenze di Barack
Obama, è un duplice ingegnere del Mit di
Boston con esperienze da top manager nelle
più importanti società della tecnologia del
pianeta. Prima in Apple nella divisione prodotti
multimediali, poi in Google come responsabile
dei nuovi business: Picasa, Google Maps e
Google Earth.
Non deve essere servito molto, quindi, allo staff dei consiglieri di Palazzo Chigi per convincere Matteo
Renzi che era necessario cambiare spartito e archiviare le scelte, per la verità tutte imputabili alla
ministra Marianna Madia e ai giochini di potere interni al Pd romano, inadeguate rispetto ai bisogni
riformisti dell' Italia. L' Agid, l' Agenzia per l' Italia digitale, figlia di troppe trasformazioni del recente
passato e ferma a parole d' ordine stereotipate, uscirà di scena. Sarà rottamata dal premier rottamatore
che riporterà gran parte delle sue competenze, alcune residuali saranno riassegnate ad altre entità
pubbliche, all' interno di una nuova struttura operativa alle sue dirette dipendenze e che sarà affidata a
un supermanager di mercato, meglio se ha anche lavorato all' estero con qualche colosso tecnologico
internazionale, in fase di selezione. A lui sarà affidata la trasformazione tecnologica della pubblica
amministrazione e non solo. Finalmente l' Italia avrà una politica Ict degna della dimensione della sua
economia e compiutamente in grado di agire da moltiplicatore dello sviluppo economico, migliorando la
produttività complessiva del sistema, e da abilitatore della trasformazione culturale italica. L' Italia deve
assorbire nel suo Dna sociale la consapevolezza che l' innovazione tecnologica è un bene comune
capace di creare esternalità positive e nuove opportunità collettive. Per riuscirci è importante che l'
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
esempio venga in primis dall' alto. Ecco perché la rottamazione dell' Agid è cosa buona e giusta.
EDOARDO NARDUZZI
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17 febbraio 2015
Pagina 11
Italia Oggi
Pubblica amministrazione
lettere
«Mi guardo allo specchio e piango, ricevo un
bel messaggio e piango, vedo mio padre e
piango». Cara Rocio, benvenuta in Italia.
Filippo Merli Inail: un solo partecipante per
gara da 30 mln Le gare pubbliche con un solo
partecipante sono sempre sospette. Come
diceva Giulio Andreotti che «a pensar male si
fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca»,
queste gare lasciano il dubbio di essere già
preassegnate prima ancora di essere bandite.
Come nel caso del primo lotto, il più grande da
ben 29.937.540 euro, della gara Consip per i
servizi Ict di Inail che curiosamente (ma tutto il
mercato già lo diceva da settimane) ha visto
un solo partecipante: il raggruppamento di
Engineering e Kpmg. Casualità?
Strano però che gli altri tre lotti siano molto
affollati e ancor più strano che il capitolato del
lotto 1 chiedesse capelli color antracite ed
occhi a pois per poter partecipare.
Prima Raffaele Cantone mette le sue tende
n e l l a g a r e i n f o r m a t i c h e d e l l a pubblica
amministrazione, meglio è per i contribuenti
italiani.
Stefano Lavori Un esempio che sta sotto gli
occhi di tutti Non c' è oggi senza domani, non
c' è domani senza oggi. Questo diceva l'
imprenditore Michele Ferrero, il signor
Michele, ai suoi dipendenti. Per costruire un impero industriale multinazionale come la Ferrero non
bastava solo aver imbroccato il prodotto del secolo, cioè la Nutella. Bisognava anche riuscire a farla
vivere e resistere al passare del tempo e delle mode, senza però rinunciare alla propria identità e al
legame con il proprio territorio. Questo probabilmente è stato il miglior testamento che il signor Michele
potesse lasciare non solo a chi lo seguirà in azienda, ma a tutti coloro che vorranno fare gli imprenditori
in Italia e nel mondo. Un paese sempre in cerca di modelli e di maestri cui ispirarsi, magari stranieri, ma
troppo spesso poco consapevoli di averne sempre avuti sotto il naso, come quel signore della vicina
Alba.
Roberto Miliacca Come svalorizzare il nostro patrimonio L' Italia retrocede nella classifica mondiale del
turismo? La Regione Veneto contribuisce al flop. Domenica, l' altroieri, volevo visitare palazzo Contarini,
una delle più famose ville venete, a Palazzolo sul Brenta. Alle 15,30 non sono potuto entrare perchè la
villa (di proprietà della Regione Veneto) chiude alle 16 (!) e non era più possibile aggregarsi all' ultimo
gruppo di visitatori. Insieme a una quindicina di altri turisti, alcuni dei quali stranieri, ce ne siamo andati
arrabbiati: è in questo modo che si valorizzano i nostri beni culturali? Governatore Zaia e ministro
Franceschini per favore datevi una mossa.
Massimo Bettazzi L' inquietante precedente della Cecenia Speriamo che in Ucraina i russi non ripetano
quanto hanno già fatto in Cecenia: bombardare le discariche dei rifiuti radioattivi delle centrali nucleari.
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
In Ucraina sarebbe Chernobyl.
Piera Graffer Se la mostra di Van Gogh è un esempio, allora Sono andato a vedere la mostra su Van
Gogh a Palazzo Reale a Milano. Dovrebbe essere (anche per l' esplicito richiamo che viene fatto in
sede di presentazione) una delle mostre di punta della proposta milanese nell' anno di Expo, proprio
perché fortemente legata (il cibo, l' agricoltura) ai temi di Expo. Ora, al di là dei ben poveri contenuti
della mostra, che annovera un gran numero di disegni e stampe (soprattutto del primo Van Gogh, che
disegnava come un ragazzino delle medie) e poche tele di cui solo un paio veramente apprezzabili, la
cosa che colpisce è l' estrema incuria della location. Le didascalie che illustrano i vari quadri sono in
molti punti consunte, con lettere illeggibili così come i numeri necessari per seguire il percorso con le
audio guide. La moquette che ricopre il pavimento si è squarciata in diversi punti ed è stata riparata con
dello scotch da quattro soldi messo lì alla bell' e meglio.
In un paio di zone la moquette si è proprio sollevata, creando avvallamenti anche pericolosi per il rischio
di inciamparci. Immagino che all' inizio dell' esposizione la situazione non fosse questa, ma è
inammissibile che chi arriva dopo non possa godersi la mostra allo stesso modo di chi l' ha vista prima,
considerando che paga lo stesso (molto costoso) ticket d' ingresso. Non un bel biglietto da visita per
Milano.
Alberto Giacomazzi.
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
tar napoli.
Comuni, ok ai legali esterni
Valido l' accordo fra il professionista esterno
con il quale il comune affida al privato la
gestione delle cause civili nelle quali è parte l'
amministrazione l o c a l e i n a t t e s a c h e s i a
nominato il nuovo dirigente dell' avvocatura. Il
funzionario del servizio legale dell' ente locale
non riesce a bloccare la convenzione
sottoscritta: deve infatti escludersi che la
circostanza si risolva in una lesione della
professionalità del dipendente laddove il
provvedimento è comunque temporaneo. È
quanto emerge dalla sentenza 826/15,
pubblicata il 4 febbraio dalla prima sezione del
Tar Campania. Non c' è dubbio che il
funzionario sia titolare di una posizione
certamente qualificata, come avvocato in
servizio presso l' Avvocatura municipale, dell'
interesse a contestare la razionalità del
provvedimento del comune, che
oggettivamente comporta la sottrazione di una
fetta di contenzioso alla competenza dell'
ufficio legale, sia pure in via temporanea. Il
fatto è che il contenzioso dell' ente risulta
troppo voluminoso per essere gestito dall'
ufficio senza capo: sono oltre 300 le cause
pendenti.
I 15 mila euro l' anno che la convenzione
riconosce all' avvocato privato non
costituiscono per le casse del comune un esborso tale da configurare l' illegittimità del provvedimento.
Né giova al dipendente dell' amministrazione invocare la nuova legge forense: non risultano messe in
discussione le prerogative professionali dell' avvocato in inquadrato nel ruolo legale dell'
amministrazione laddove non sono pregiudicate l' indipendenza e l' autonomia delle restanti funzioni
affidate all' avvocato dell' ente pubblico.
E in ogni caso l' incarico al legale esterno non è in contrasto con il Testo unico degli enti locali: la
convenzione è «coerente con le esigenze di funzionalità dell' amministrazione» che conferisce il
mandato al professionista che non rientra nell' organico.
Spese compensate tranne il contributo unificato che è carico del funzionario dell' avvocatura.
© Riproduzione riservata.
DARIO FERRARA
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17 febbraio 2015
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
dati demanio.
Ai comuni 5 mila beni dello stato
Un immobile demaniale su due, tra quelli
richiesti dagli enti locali, sarà trasferito ai
sindaci. Su 9.367 domande, l' Agenzia del
demanio ne ha accolte 5.555, disponendo il
passaggio dei beni in 1701 casi. Per gli altri, l'
Agenzia guidata da Roberto Reggi è in attesa
di ricevere le delibere da parte degli enti
richiedenti.
Gli ultimi dati (aggiornati a ieri) sul riscontro
avuto presso le autonomie locali dal restyling
del federalismo demaniale dimostrano come,
dopo anni di stand by, l' interesse per i beni
statali sia tornato prepotentemente in auge.
Secondo i dati dell' Agenzia, le domande
respinte sono state 3.593. E le ragioni possono
essere state molteplici. L' art. 56­bis del
cosiddetto «decreto del fare» (dl n. 69/2013),
che ha rilanciato dopo anni di naftalina il
trasferimento dei beni statali agli enti locali,
esclude infatti dall' operazione gli immobili
ancora in uso da parte delle pubbliche
amministrazioni o quelli per cui sia già in corso
un' operazione di valorizzazione o
dismissione.
Ma anche chi ha ricevuto il no del Demanio
può ancora sperare perché la legge dà agli
enti 30 giorni di tempo per inoltrare le richieste
di riesame. All' appello mancano, infine, 219
domande, particolarmente complesse, su cui i pareri dell' Agenzia sono ancora in corso di definizione.
Lo scarto tra il numero di domande accolte (5.555) e gli effettivi provvedimenti di trasferimento (1.701)
si spiega col fatto che in caso di parere favorevole, il decreto del Fare prevede che, svolte le necessarie
attività tecnico­amministrative, sia necessario acquisire la delibera con la quale l' ente locale conferma
la volontà di entrare in possesso del bene. Solo a quel punto il procedimento si può concludere con l'
emissione da parte dell' Agenzia del demanio del provvedimento di trasferimento della proprietà a titolo
gratuito.
FRANCESCO CERISANO
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17 febbraio 2015
Pagina 29
Italia Oggi
Pubblica amministrazione
MILLEPROROGHE/ Proroga centrali uniche con modifiche parlamentari.
Appalti, anticipi ricchi
L' importo per i costruttori sale dal 15 al 20%
ANDREA MASCOLINI ­ Sulla proroga dell'
obbligo per i comuni di avvalersi di centrali
uniche di committenza non ci sarà alcun
emendamento del governo; l' orientamento dei
relatori sarebbe quello di verificare la
possibilità di una riformulazione dei diversi
emendamenti parlamentari; passerà dal 15 al
20% l' importo dell' anticipazione contrattuale
per le imprese di costruzioni.
Sono questi alcuni degli sviluppi delle
convulse ore di esame del disegno di legge di
conversione del dl 192/2014 (cosiddetto
«Milleproroghe»), attualmente all' esame della
camera.
Sul tema delle centrali di committenza vi era
attesa per un intervento del governo che
intervenisse sull' obbligo, già prorogato in
p a s s a t o , p e r i comuni non capoluogo di
provincia, di affidare contratti di forniture,
servizi (dal 1° gennaio 2015) e lavori (dal 1°
luglio 2015) attraverso le centrali uniche di
committenza, cioè attraverso la Consip o altro
soggetto aggregatore di riferimento (per i
comuni con popolazione superiore a 10.000
abitanti è invece ammesso procedere
autonomamente per gli acquisti di beni, servizi
e lavori di importo inferiore a 40.000 euro).
Da quanto risulta a ItaliaOggi, però, l'
orientamento dei relatori sarebbe quello di valutare la possibilità di riformulare gli emendamenti
parlamentari agendo esclusivamente sul termine di applicazione dell' obbligo. Ci sarebbero infatti seri
dubbi, già emersi presso la commissione ambiente, rispetto ad ipotesi di modificare nel merito la norma
oggetto di rinvio (cioè il comma 3­bis aggiunto all' articolo 33 del codice dei contratti pubblici,
successivamente modificato dal dl 66/2014, convertito nella legge 89/2014, e dal decreto legge 90/2014
convertito nella legge 114/2014).
Si andrebbe quindi verso una mera proroga, forse a fine 2015 per tutte le tipologie di contratti.
In precedenza, infatti, i diversi emendamenti presentati un po' da tutti i gruppi parlamentari incidevano
anche sulle soglie di applicazione dell' obbligo e sulla dimensione dei comuni tenuti all' obbligo,
prendendo anche spunto da diversi rilievi critici espressi dall' Anci nelle scorse settimane soprattutto
con riguardo alla disciplina prevista per i comuni fino a 10.000 abitanti.
Sarà probabilmente un altro provvedimento a toccare questi profili di ambito di applicazione soggettivo
visto che in teoria, il decreto 192 si dovrebbe occupare soltanto di differimento dei termini. Il
condizionale è d' obbligo visto quanto successo sempre in questi ultimi giorni e in queste ultime ore,
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
con l' anticipazione contrattuale per gli appalti di lavori.
Si era partiti con un differimento a fine 2016 dell' obbligo di corrispondere l' anticipazione del 10%
prevista dal decreto 69/2013, per poi arrivare ad una modifica di merito con l' innalzamento dal 10 al
15% della percentuale (vedi ItaliaOggi del 13 febbraio 2015).
Infine si è arrivati ad un ulteriore innalzamento della percentuale al 20% con l' emendamento 8.106
firmato dai due relatori del provvedimento Maino Marchi (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi).
L' obiettivo, venendo incontro anche alle pressioni del mondo delle costruzioni, sarebbe anche quello di
«risarcire» le imprese dopo l' entrata in vigore del cosiddetto split payment che ha tolto liquidità alle
imprese non più destinatarie dell' Iva.
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Pagina 29
Italia Oggi
Pubblica amministrazione
Cambia la piattaforma di certificazione.
Split payment, Iva in sospeso
L a v o r i i n c o r s o s u l l a piattaforma p e r l a
certificazione dei crediti, al fine di
implementare le funzionalità necessarie alla
gestione completa delle fatture soggette allo
split payment. Nel frattempo, l' Iva che non
verrà più corrisposta ai fornitori dovrà essere
contabilizzata come sospeso mediante
apposizione di una specifica causale.
È quanto chiarisce una news pubblicata nei
giorni scorsi sul sito della piattaforma (pcc)
per fornire agli utenti le prime indicazioni
necessarie ad adeguare il relativo
funzionamento alle novità introdotte dal
meccanismo della cosiddetta scissione dei
pagamenti Quest' ultimo, come noto, impone
di scorporare il pagamento del corrispettivo
dovuto al fornitore da quello della relativa
imposta, che dovrà essere versata dall'
amministrazione acquirente direttamente all'
erario.
Attualmente, infatti, il pagamento solo parziale
delle fatture impedisce di «chiuderle», dato
che esse risultano in parte non pagate.
Per ovviare, occorre operare come segue: ­
relativamente al corrispettivo spettante al
fornitore (corrispondente, di regola, alla quota
imponibile), le operazioni di contabilizzazione
e pagamento devono essere registrate sul
sistema nei modi consueti; ­ relativamente all' Iva, va contabilizzata ponendola nello stato «Sosp»
(sospeso) indicando l' apposita causale «SplitIva».
La contabilizzazione dell' Iva nello stato «Sosp» con la causale «SplitIva» è possibile sia mediante la
procedura di caricamento on line che attraverso la procedura di caricamento massivo/telematico
utilizzando l' azione di Co (contabilizzazione) nel modello 003.
Tutte le novità inerenti all' utilizzo della nuova causale saranno descritte nel prossimo aggiornamento
della «Guida utenti P.a.» e della «Guida utenti creditori» disponibili nella sezione «Assistenza­ Raccolta
Guide» della homepage della pcc.
Tale procedura verrà successivamente rivista nel quadro di un più complessivo restyling delle
funzionalità del sistema.
MATTEO BARBERO
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
sugli edifici.
Per diagnosi energetiche c' è il software
Per la diagnosi energetica edifici è operativo il
software Seas 3.0. La procedura di diagnosi
energetica del Seas può essere condotta per i
servizi di riscaldamento, produzione di acqua
calda sanitaria e ventilazione meccanica (aria
primaria), in edifici dotati di impianti idronici.
La diagnosi energetica degli edifici si può
realizzare, a partire da ora, mediante l' ausilio
di questo software professionale a carattere
completamente gratuito, grazie alla
collaborazione di Enea e dell' università di
Pisa (dipartimento di ingegneria dell' energia,
dei sistemi, del territorio e delle costruzioni).
Le caratteristiche di Seas lo rendono uno
strumento idoneo a rispondere alle richieste
provenienti dalle direttive Ue e ad una
domanda di mercato per l' efficienza
energetica in continua crescita, in modo
particolare per il segmento dell' efficienza
energetica nella pubblica amministrazione.
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17 febbraio 2015
Pagina 32
Italia Oggi
Pubblica amministrazione
ENTI LOCALI/Lo rileva uno studio della Fondazione Commercialisti italiani.
La revisione è per pochi
Quasi 17 mila aspiranti per 4 mila incarichi.
Quasi 17 mila aspiranti revisori dei conti degli
enti locali per quattro mila posti disponibili.
Uno ogni quattro iscritti. Con una probabilità di
ottenere un incarico nel 2015 che, in media, è
pari al 10%. Addirittura, in Puglia la possibilità
di essere estratti da uno dei comuni è dell' 1%.
Sono i dati che emergono dall' analisi statistica
effettuata dalla Fondazione nazionale dei
commercialisti sui quattro elenchi dei revisori
dei conti degli enti locali approvati finora e, in
particolare, sull' elenco attualmente in vigore e
valido per tutto il 2015.
Dal 10 dicembre 2012, infatti, i revisori dei
conti degli enti locali sono estratti a sorte da un
elenco tenuto dal ministero dell' interno e
aggiornato annualmente.
Anzitutto, dall' analisi emerge le netta
segmentazione tra chi ha già svolto almeno
una volta l' incarico di revisore dei conti degli
enti locali (iscritto in fascia 2 o 3 oltre che
eventualmente in fascia 1) e chi non ha mai
svolto l' incarico (iscritto esclusivamente in
fascia 1). I primi, infatti, sono pari a 6.190,
mentre i secondi sono 9.543 (57% del totale),
per un totale di 16.902 iscritti presenti nell'
elenco 2015. Quasi 10 mila professionisti,
quindi, nel 2015 aspirano al primo incarico di
revisore dei conti in un ente locale. A questi,
però, si aggiungono altri 5.186 iscritti in fascia 1 che, in quanto iscritti anche in fascia 2 o 3, sono già
stati revisori almeno una volta. Così, gli aspiranti al primo incarico devono competere nell' estrazione
con gli altri revisori che hanno scelto anche la prima fascia. Considerato il numero di comuni di prima
fascia (con popolazione fino a 4.999 abitanti) pari a 4.597, si legge nel documento della Fondazione, e
la durata triennale dell' incarico, i 9.543 aspiranti revisori, insieme agli altri 5.186, avrebbero una
probabilità di essere estratti nell' anno 2015 pari al 10%: 1.532 estrazioni a fronte di 14.729 candidati.
Entrando nel dettaglio, gli iscritti in prima fascia sono 15.733, a fronte di 4.597 comuni/posti disponibili,
gli iscritti in seconda fascia 6.932, a fronte di 1.433 comuni/posti disponibili, gli iscritti in terza fascia
sono infine 5.142, per 635 comuni e 1.905 posti disponibili.
L' analisi della Fondazione si concentra inoltre sulle possibilità di incarico a livello regionale: mostrando
una elevata disparità tra i professionisti in base alla regione di residenza. La probabilità media generale
del 10%, infatti, sale al 39% in Piemonte, a causa di un minor numero di aspiranti a fronte di un elevato
numero di comuni in prima fascia, e scende all' 1% in Puglia, dove i comuni in prima fascia sono
appena 85 a fronte di 1.892 aspiranti.
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17 febbraio 2015
Pagina 32
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Italia Oggi
Pubblica amministrazione
In genere, le probabilità di venire estratti sono più basse nelle regioni del Sud e più alte in quelle del
Nord.
Per esempio, la percentuale è pari al 4% in Campania, all' 8% in Calabria e Basilicata. È piuttosto bassa
anche in alcune regioni centrali come in Toscana (5%), Emilia Romagna (6%) e Lazio (7%). È più alta,
invece, nelle regioni settentrionali: Lombardia 23%, Liguria 18%, Veneto 10%.
PAGINA A CURA DI GABRIELE VENTURA
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17 febbraio 2015
Pagina 40
Italia Oggi
Pubblica amministrazione
Per i dirigenti la valutazione avrà certamente effetti
«Risulta evidente», si legge nella cm 47/2014,
«come il procedimento di valutazione,
delineato nel Regolamento (d.p.r. 80/2013
n.d.a.), non si concluda con la formulazione di
un giudizio o con l' attribuzione di un
punteggio o con il rilascio di una certificazione;
la valutazione in tutte le sue fasi deve piuttosto
diventare un modus operandi che mira a
sostenere la scuola in un processo di
miglioramento continuo». L' autovalutazione e
il sistema nazionale di valutazione,
comprensivo della fase di valutazione esterna,
miglioramento e rendicontazione, è vero non
serve a valutare l' operato dei docenti, ma
quello dei dirigenti scolastici si.
Nel regolamento si legge che «l' S.N.V.
fornisce i risultati della valutazione di cui al
comma 1 ai direttori generali degli uffici
scolastici regionali per la valutazione dei
dirigenti scolastici ai sensi dell' articolo 25 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni». Al punto a3 della
direttiva 11/2014 si legge che «entro dicembre
2014, l' Invalsi definirà gli indicatori per la
valutazione dei dirigenti scolastici, così come
stabilito dall' articolo 3, lettera e), del
Regolamento. Tali indicatori dovranno essere
inseriti nell' ambito di una proposta organica di
valutazione della dirigenza scolastica». E inoltre: «Come previsto dal Regolamento, il modello di
valutazione della dirigenza scolastica dovrà prestare attenzione agli obiettivi di miglioramento della
scuola individuati attraverso il rapporto di autovalutazione e alle aree di miglioramento organizzativo e
gestionale delle istituzioni scolastiche direttamente riconducibili all' operato del dirigente scolastico, ai
fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale». D' altra parte se da qualcuno bisognava
pur iniziare, i presidi si chiedono se resteranno gli unici a dover pagare il conto chiesto da Bruxelles nel
2011 quando, insieme al patto d i stabilità, l' Europa chiese di valutare la scuola © Riproduzione
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CARLO FORTE
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Rassegna stampa 17-02-2015