N. 1 APRILE 2014 - [email protected]
Corso per fidanzati:
Perché ne vale ancora la pena
Testimonianze:
Cent’anni e non sentirli
Genitori:
Gioie e fatiche dell’imparare
Aperti alla vita
Speciale giovani:
Oratorio
Settimana comunitaria
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
1
VITA DI COMUNITÀ: 2 marzo 20
14
COSCRITTI
ANNO 1996
Benvenuti
maggiorenni!
2
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
LA LETTERA DEL PARROCO:
Carissimi amici
Che strano personaggio
di Padre Michele
F
orse è un'ovvietà, ma, quelli che l'avevano abbandonato? Si
tra i vari personaggi del comporta come se niente fosse, la sua fiducia
vangelo, quello che a in loro rimane inattacabile e assoluta.
me sarebbe piaciuto Questi
aspetti
così
singolari
del
incontrare di persona è Gesù comportamento di Gesù risorto mi parlano di
risorto. Tra tutti è certamente il autenticità.
più attraente, il più affascinante e, Un personaggio così non era inventabile,
soprattutto, il più misterioso. Quando non era concepibile, nessuno scrittore
leggiamo nel vangelo i racconti che parlano avrebbe potuto crearlo. Se gli evangelisti
di lui troviamo molti inspiegabili particolari: avessero scritto per ingannarci non
è proprio Gesù, ma i suoi amici più stretti avrebbero detto queste cose. Sono stato
all'inizio non lo riconoscono;
sempre
interessato
al
entra a porte chiuse, ma
problema della storicità dei
Un personaggio così vangeli
mangia come tutti (e per uscire
e
inizialmente
non era inventabile, pensavo che le prove della
dal sepolcro sposta la pietra
d'entrata); ha in mano ogni
non era concepibile, loro autenticità storica si
potere, ma si mette a cucinare
trovassero soprattutto nell’arnessuno
scrittore
il pesce sulla brace per gli
cheologia, nella storia e nella
avrebbe potuto
apostoli...
letteratura, in luoghi insomma
Vorrei averlo conosciuto per
esterni allo scritto evangelico.
crearlo
capire il significato di tutto
Più tardi ho capito invece che
questo. Perché poi non fa
le prove fondamentali sono
quello che tutti ci aspetteremmo?
dentro il vangelo stesso, nel modo d’essere
Per esempio una bella visita, magari di Gesù, sempre diverso da come gli uomini
notturna, a Erode e a Pilato, oppure avrebbero potuto immaginarlo e inventarlo.
un'apparizione come si deve davanti al Se questi racconti sono sinceri significa che
tempio di Gerusalemme, giusto per togliersi il risorto è vivo, che le sue parole sono vere,
qualche sassolino dalle scarpe di fronte a chi che Lui è qui e che c'è speranza per ciascuno
l'aveva condannato.
di noi.
Niente di tutto questo, il suo stile rimane
Buona Pasqua a tutti Voi.
sommesso, senza enfasi, senza retorica.
Padre Michele
Perché, poi, non rimprovera Pietro e tutti
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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CATECHESI:
Alla scuola di Papa Francesco
Questa nostra madre Chiesa
a cura di Padre Giacomo
In questo numero del Bollettino
Parrocchiale, anziché un mio
articolo ho pensato di proporVi
questa catechesi del Papa, che
mi sembra sottolinei e indichi sia
che cosa è la chiesa sia che cosa
dovrebbe essere oggi.
Mi sembra tocchi la concretezza anche delle nostre famiglie.
Un caro augurio a tutti Voi per una Buona
Pasqua!
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 18 settembre 2013
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi ritorno ancora sull’immagine della
Chiesa come madre. A me piace tanto questa immagine della Chiesa come madre. Per
questo ho voluto ritornarvi, perché questa
immagine mi sembra che ci dica non solo
come è la Chiesa, ma anche quale volto dovrebbe avere sempre di più la Chiesa, questa nostra madre Chiesa.
Vorrei sottolineare tre cose, sempre guardando alle nostre mamme, a tutto quello che
fanno, che vivono, che soffrono per i propri
figli, continuando quello che ho detto mercoledì scorso.
Io mi domando: che cosa fa una mamma?
1. Prima di tutto insegna a camminare
nella vita, insegna ad andare bene nella
vita, sa come orientare i figli, cerca sempre di indicare la strada giusta nella vita
per crescere e diventare adulti. E lo fa
con tenerezza, con affetto, con amore, sempre anche quando cerca di raddrizzare il
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nostro cammino perché sbandiamo un poco
nella vita o prendiamo strade che portano
verso un burrone. Una mamma sa che cosa
è importante perché un figlio cammini bene
nella vita, e non l’ha imparato dai libri, ma
l’ha imparato dal proprio cuore. L’Università delle mamme è il loro cuore! Lì imparano
come portare avanti i propri figli.
La Chiesa fa la stessa cosa: orienta la nostra
vita, ci dà degli insegnamenti per camminare bene. Pensiamo ai dieci Comandamenti:
ci indicano una strada da percorrere per maturare, per avere dei punti fermi nel nostro
modo di comportarci. E sono frutto della
tenerezza, dell’amore stesso di Dio che ce li
ha donati. Voi potrete dirmi: ma sono dei
comandi! Sono un insieme di “no”! Io vorrei invitarvi a leggerli – forse li avete un po’
dimenticati – e poi di pensarli in positivo.
Vedrete che riguardano il nostro modo di
comportarci verso Dio, verso noi stessi e
verso gli altri, proprio quello che ci insegna
una mamma per vivere bene. Ci invitano a
non farci idoli materiali che poi ci rendono
schiavi, a ricordarci di Dio, ad avere rispetto per i genitori, ad essere onesti, a rispettare l’altro… Provate a vederli così e a considerarli come se fossero le parole, gli insegnamenti che dà la mamma per andare bene
nella vita. Una mamma non insegna mai ciò
che è male, vuole solo il bene dei figli, e
così fa la Chiesa.
2. Vorrei dirvi una seconda cosa: quando
un figlio cresce, diventa adulto, prende la
sua strada, si assume le sue responsabilità, cammina con le proprie gambe, fa
quello che vuole, e, a volte, capita anche
di uscire di strada, capita qualche incidente. La mamma sempre, in ogni situazione, ha la pazienza di continuare ad accompagnare i figli. Ciò che la spinge è la forza
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
dell’amore; una mamma sa seguire con discrezione, con tenerezza il cammino dei figli
e anche quando sbagliano trova sempre il
modo per comprendere, per essere vicina,
per aiutare. Noi – nella mia terra – diciamo
che una mamma sa “dar la cara”. Cosa vuol
dire questo? Vuol dire che una mamma sa
“metterci la faccia” per i propri figli, cioè è
spinta a difenderli, sempre. Penso alle mamme che soffrono per i figli in carcere o in
situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no,
continuano
ad
amarli e
spesso
subiscono
umiliazioni,
ma
non hanno paura,
non smettono
di
donarsi.
La Chiesa
è così, è una mamma misericordiosa, che
capisce, che cerca sempre di aiutare, di incoraggiare anche di fronte ai suoi figli che hanno sbagliato e che sbagliano, non chiude mai
le porte della Casa; non giudica, ma offre il
perdono di Dio, offre il suo amore che invita
a riprendere il cammino anche a quei suoi
figli che sono caduti in un baratro profondo,
la Chiesa non ha paura di entrare nella loro
notte per dare speranza; la Chiesa non ha
paura di entrare nella nostra notte quando
siamo nel buio dell’anima e della coscienza,
per darci speranza! Perché la Chiesa è madre!
3. Un ultimo pensiero. Una mamma sa
anche chiedere, bussare ad ogni porta per
i propri figli, senza calcolare, lo fa con
amore. E penso a come le mamme sanno
bussare anche e soprattutto alla porta del
cuore di Dio! Le mamme pregano tanto per i
propri figli, specialmente per quelli più deboli, per quelli che hanno più bisogno, per
quelli che nella vita hanno preso vie pericolose o sbagliate. Poche settimane fa ho celebrato nella chiesa di sant’Agostino, qui a
Roma, dove sono conservate le reliquie della
madre, santa Monica. Quante preghiere ha
elevato a Dio quella santa mamma per il figlio,
e
quante
lacrime
ha versato! Penso
a voi, care mamme: quanto pregate
per i vostri figli,
senza
stancarvi!
Continuate a pregare, ad affidare i vostri figli a Dio; Lui ha
un cuore grande! Bussate alla porta del cuore
di Dio con la preghiera per i figli.
E così fa anche la Chiesa: mette nelle mani
del Signore, con la preghiera, tutte le situazioni dei suoi figli. Confidiamo nella forza
della preghiera di Madre Chiesa: il Signore
non rimane insensibile. Sa sempre stupirci
quando non ce l’aspettiamo. La Madre Chiesa lo sa!
Ecco, questi erano i pensieri che volevo dirvi
oggi: vediamo nella Chiesa una buona mamma che ci indica la strada da percorrere nella
vita, che sa essere sempre paziente, misericordiosa, comprensiva, e che sa metterci nelle mani di Dio.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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ATTIVITA’ DELLA PARROCCHIA:
Corso per i fidanzati 2014
Perché ne vale ancora la pena
di Chiara ed Enrico
“Spesso mi incanto a guardare la televisione quando ci sono le coppie di pattinatori
artistici sul ghiaccio, mi affascinano, così
instabili su quelle lame, su quel terreno
così scivoloso, eppure mi danno un’idea di
grande stabilità … sono eleganti … danno
l’idea di un’intesa perfetta.”
Su queste parole di Stefania, protagonista del film Casomai, è iniziato il nostro
percorso da fidanzati: come afferma Don
Livio, altro personaggio del film, ci è piaciuta “questa immagine di equilibrio continuamente precario, su un terreno insidioso,
dove solo la fiducia nell’altro e un allenamento infaticabile riescono a costruire risultati solidi, giorno per giorno”.
Siamo un gruppo abbastanza eterogeneo, sei coppie, ognuna con la propria realtà alle spalle, il proprio mondo e famiglia
d’origine, ma tutte con uno spirito comune:
affrontare gli argomenti più disparati, proposti dalle nostre coppie guide e dai due
sacerdoti, condividendo le proprie esperienze e i propri pensieri, sia quelli più leggeri
sia altri molto più personali. Fin dal primo
incontro, ognuno con la propria personalità
si è in messo in gioco, in modo da instaurare un bel clima gioviale e un rapporto quasi
di confidenza tra tutti i partecipanti: le battute, le risate, gli episodi di vita quotidiana,
alternate da discorsi profondi e paure tangibili, sono state all’ordine del giorno.
Il team, capitanato da Franco e Antonella,
la coppia con più anni di matrimonio alle
spalle, supportati da Francesca e Fabio e
dai più freschi di matrimonio, Laura e Leonardo, guidati da Padre Giacomo e Padre
Michele, ci ha proposto ogni serata spunti
per la riflessione tratti dalla loro esperienza
di famiglia cristiana: in seguito ad alcune
attività per rompere il ghiaccio e alla visio-
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ne di un film, Casomai, che, tra metafora e
realismo quotidiano, mette a fuoco gli ostacoli che la società insinua anche in chi crede che il matrimonio sia un impegno per la
vita, il corso ci ha aiutato ad esaminare
questi corrosivi interni ed esterni, usando
le parole di Leonardo e Laura, che possono
minare la solidità della coppia. Così, tutti
insieme abbiamo discusso l’importanza
della Fede in Dio, definita da uno di noi
come “le gambe del mobile, ma non il mobile stesso”, del pregare all’interno della
coppia, sia da soli sia insieme (il Papa ha
affermato, “lui per lei, lei per lui, e tutti e
due insieme”), del saper perdonare in primis noi stessi e, solo in seguito, l’altro, della differenza tra la parola per-dono e scusa.
E ancora sull’importanza del dialogo tra
noi, oggi fidanzati e domani sposi, sulla
qualità del parlarsi, sul rapporto tra la società e la nostra coppia, analizzata come
un’isola, su ciò che noi sentiamo parte integrante della nostra famiglia e ciò che invece ne resta al di fuori. Ci siamo interrogati
se valesse ancora la pena diventare madre e
padre in un mondo che, a sentire il telegiornale, è solo caratterizzato da omicidi, violenza e truffe; ci siamo soffermati sul compito educativo della famiglia, sull’importanza dei nonni, su come noi ce li immaginiamo e sugli aggettivi caratterizzanti della
figura della madre e del padre.
Uno dei momenti più significativi è rappresentato dalla serata dedicata alle famiglie d’origine: attraverso alcune domande,
abbiamo individuato le caratteristiche di
ognuna di esse, le differenze, ciò che ci ha
conquistati e ciò che ci dà tremendamente
fastidio. È stato un incontro ricco di dialogo
e di condivisione, in cui sono emerse alcune - divertenti - problematiche comuni, co-
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
me
la presenza di
genitori/suoceri
troppo invasivi, la sensazione di strappare i
figli alle madri, la soggezione nel dare del
Lei agli suoceri, il dubbio sul dare una copia
del mazzo di chiavi della propria casa ai genitori/suoceri, ecc., e altri piccoli problemi
quotidiani in cui la maggior parte di noi non
fa fatica a ritrovarsi: è stato molto utile l’apporto di chi ha già affrontato e superato queste situazioni ed è in grado, raccontando la
propria esperienza, di suggerire una possibile soluzione. Questa serata, come anche le
altre, ci ha permesso di comprendere l’importanza nel sentirsi parte di una comunità
cristiana, in cui, attraverso la condivisione e
lo scambio di pensieri, si riesce a individuare, non per forza più velocemente, ma senza
dubbio in modo più sereno, le soluzioni a
problemi che, da soli, sembrano insormontabili.
Uno dei momenti più toccanti, invece, è
stato ascoltare le parole di Papa Francesco
durante l’incontro del 14 Febbraio scorso
con i fidanzati: in
particolare
ci siamo
soffermati
sulla paura
del
“per
sempre”,
alla quale
il
Santo
Padre risponde con
l’importanza dell’affidarsi
“giorno
per giorno
al Signore
Gesù in una vita che diventa un
cammino spirituale quotidiano, fatto di
passi, passi piccoli, passi di crescita comune, fatto di impegno a diventare donne e
uomini maturi nella fede”. Molto profonda è
anche la definizione di amore e di famiglia
che il Papa ci regala, “l’amore è una relazione, è una realtà che cresce. (..) La famiglia
nasce da questo progetto d’amore che vuole
crescere come si costruisce una casa, che
sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di
sostegno”. Tutto, perciò, inizia dal matrimonio: usando le parole del vescovo Nosiglia,
esso “è un dono, perché nasce dall’amore
gratuito di Dio, ed è mistero, perché resta
l’esperienza che, solo vivendola pienamente,
può essere gustata e approfondita giorno
dopo giorno.”
In conclusione, riprendendo le parole di
Don Livio, rivolgiamo a tutti i “pattinatori”,
a quelli giovani e a quelli un po’ più saggi,
alle nostre guide, ai nostri genitori e a tutte
le coppie della nostra Comunità “l’augurio
di costruire basi solide. Piene d’amore. Che
guardino verso un futuro pieno di speranza.
Concreta. Buon Lavoro. Amen”.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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LA NOSTRA COMUNITA’ PARROCCHIALE
Gruppo Pensionati e Anziani
Un mercoledì da leoni
Di Carlo ‘d Chinòta (Carlo Brosio)
Ogni ultimo mercoledì del mese, in Parrocchia alle 15 ha luogo la riunione mensile dei
pensionati e anziani.
Sono quasi 11 anni che la frequento, essendo
andato in pensione nel 2003 e sono ben lieto
di passare 2 ore in compagnia di gente simpatica, a partire dai 3 parroci che si sono succeduti in questi anni: p. Adriano, p. Giacomo, p. Michele. Ahimé! Alcuni partecipanti
nel corso degli anni ci hanno lasciato, ma
son sicuro che da lassù continuano a seguirci
con occhio benevolo. Noi sopravvissuti siamo contenti di mantener viva la tradizione.
Ed ecco come si svolge la riunione.
Dopo un corto preambolo di catechesi, un
esperto ci aiuta ad affrontare i disagi quotidiani di noi anziani: un medico, un filosofo,
uno psicologo, a cui rivolgiamo domande
semplici. Oppure c'è un momento ludico tipo
tombola, musichiere, proiezione di diapositive o di film. Qualche anno fa si organizzavano a fine maggio gite frequentatissime di
mezza giornata. Mi ricordo
Vezzolano, Vicoforte di Mondovì. Quest'anno abbiamo fatto visita a qualcuno
più sfortunato di noi al Cottolengo di
Mappano.
Dopo la prima ora c'è l'intervallo, il cui inizio è un momento di golosità: i mitici canestrelli di Irma, innaffiati da tè e cioccolata di
Mariuccia, poi io o Adriana o Luigina rubiamo 5 minuti di attenzione, con nostre poesie
o racconti. Io scrivo e leggo in piemontese,
ma se me la si chiede fornisco anche a traduzione in italiano. Oggi ho letto la poesia che
avevo mandato a Papa Francesco (che riporto qui sotto) e la lettera di risposta della Segreteria di Stato in cui mi si partecipa la Sua
Benedizione (chissà se ciò renderà meno
impervio il cammino verso la grazia celeste
di un povero peccatore come me?).
Le due ore sono volate anche questa volta,
arrivederci al 26 marzo col nostro motto:
NON SIAMO VECCHI O ANZIANI,
SIAMO DIVERSAMENTE GIOVANI!
Papa Ceco? dal Monfrà ij pias 'l vin
Da Castelneuv a ven soa famija
A bèiv barbera frèisa e grignolin
E, con ij doss, 'n pòch 'd malvasija.
Vardo sèmper "Tvvitter" pér lòn che a scriv
Paròle che tuti a peulo capì
Paròle d'un che per la gent a viv
ed lì davsin, Moncuch, a l'era mare
E mi, anche da cit, bèivija 'l vin.
Spiritual, ma avèilo come pare!
Anche amis, Papa Ceco, l'Argentin.
A dis che le guère a deuvo finì
E a prega pér tuti ij emarginà
Che a peusso trové soa bon-a stra.
Papa Ceco
Papa Francesco? gli piace il vino del Monferrato. La sua famiglia arriva da Castelnuovo Don Bosco, beve barbera freisa e grignolino e, con i dolci, un poco di malvasia. E di li vicino, Moncucco,
era mamma ed io, anche da piccolo, bevevo il vino. Spirituale, ma averlo come padre! Anche amico,
Papa Francesco, l'Argentino. Guardo sempre twitter per quello che scrive, parole che tutti possono
capire, parole di uno che vive per la gente, dice che le guerre devono finire e prega per tutti gli
emarginati, che possano trovare la loro buona strada.
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
LA NOSTRA COMUNITA’ PARROCCHIALE:
I Gruppi Famiglia
Un cammino di fede insieme
di Elisabetta
Chi su proposta del parroco proprio il giorno
del matrimonio, chi dopo qualche anno dal
grande passo, il nostro gruppo famiglia è
nato in punta di piedi quasi come un esperimento per vedere se anche delle coppie giovani potessero iniziare un cammino di fede
insieme.
Alcuni di noi hanno alle spalle genitori che
a loro volta hanno preso parte ai primi gruppi famiglia parrocchiali e proprio per questo
hanno ben chiaro che questi incontri nascono per parlare di fede magari facendosi aiutare da un testo o da un brano di Vangelo,
ma in realtà pongono le basi di rapporti di
amicizia unici e profondi.
Trovarsi per confrontarsi, condividere e an-
che farsi illuminare in momenti critici e di
scelte familiari che spesso, seppur con protagonisti e situazioni diverse, si ripetono in
tutti i focolari domestici.
Non fa, sicuramente, da contorno la figura
di padre Michele. La sua presenza ci aiuta a
non cadere nel banale, nel luogo comune.
Durante ogni incontro possiamo sperimentare come la meditazione personale, di coppia
e di gruppo sia un momento di crescita e di
verifica che stimola il dialogo e il confronto.
E non possiamo dimenticare le animatrici
che durante gli incontri intrattengono i nostri bimbi: anche loro cominciano ad apprezzare e ad aspettare l’appuntamento quasi
mensile.
AAA Coristi cercasi
… Hei! Dico a te, ugola d’oro. Se non ti
senti Pavarotti va bene ugualmente.
Abbiamo bisogno di te uomo (la domenica mattina in Parrocchia per la Santa
Messa delle 11,00) per sostenere con la
tua voce il coro. Credimi: sei importante! Seguire la Santa Messa è bello, ma
servirla è davvero bellissimo.
L’impegno non è gravoso. Facciamo le
prove solo una volta alla settimana, il
martedì dalle 21,00 alle 22,30. Se vuoi
far sentire anche la tua voce e hai dai
10 ai 90 anni sei l’ideale.
Ti aspettiamo a braccia aperte. Ciao
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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TESTIMONIANZE
Nonna Lina racconta ...
Cent’anni e non sentirli
intervista a cura di Valeria e Rino
Sfidiamo chiunque partecipi alla messa
festiva alle 11 della domenica, ad attribuire la giusta età alla anziana signora che
abitualmente occupa il primo banco a
sinistra, vestita in modo giovanile, con
giacche a colori vivaci, pantaloni abbinati, viso con accenno di qualche ruga,
capelli bianchi con taglio curato e ben
pettinati, sguardo vivace ed attento. Solo il
bastone che la accompagna tradisce
qualche incertezza nel camminare. Ebbene, Carolina Francone, è di lei che parliamo (per tutti nonna Lina), il 23 giugno
2014 compirà cento anni!.
Siamo andati a farle visita per conoscere
meglio le sue abitudini e cercare di carpirle il segreto della sua longevità cosi brillante….
Sono nata a San Francesco al Campo in
una casa di via Bruna, angolo via Maurina,
terza dopo due maschi. I miei genitori
erano contadini e io, dopo la scuola, anda-
10
vo nei campi a
guidare le mucche
che tiravano l’aratro
o l’erpice per poi
seminare il grano o
il granoturco. Contribuivo anche ai
lavori di casa aiutando la mamma in
cucina ed in particolare a fare il bucato
che a quei tempi era
un’operazione lunga
e laboriosa. In un
mastello di legno il
quale aveva un foro
di scarico nella parte inferiore, chiuso con
un tappo, si disponevano le lenzuola da
lavare quindi un telo che occupava tutta
l’area del mastello a mo’ di coperchio sul
quale si metteva della cenere di legna. A
questo punto si versava, sopra la cenere,
dell’acqua bollente che filtrava attraverso
la cenere ed il telo ; dopo un po’ si faceva
fuoriuscire l’acqua attraverso il foro di
scarico, raccogliendola in un secchio e si
versava di nuovo sopra le cenere. Questa
operazione veniva ripetuta più volte. Il
giorno dopo caricavamo il mastello con la
biancheria sul carro trainato dalle mucche
e andavamo al torrente Fisca dove mia
mamma sciacquava le lenzuola nell’acqua
corrente.
Finite le scuole elementari, a dodici anni,
andai a lavorare alla “Remmert” a San
Maurizio: Il mio compito era quello di
preparare le spolette per l’operaia che le
utilizzava sui telai. Ero molto svelta e
quando vedevo che ne avevo già parecchie
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
di riserva, andavo a giocare un po’ a nascondino, nel reparto, con altre bambine.
Una volta mi ero nascosta in un cassone,
arrivò il capo ed alzò il coperchio per
controllarne il contenuto. Io balzai fuori
spaventata e scattai di corsa al mio posto. Il
capo, divertito, non ebbe il coraggio di
sgridarmi. Dopo tre anni lasciai il lavoro in
fabbrica e rimasi a casa ad aiutare i miei
genitori nei lavori di campagna
A diciotto anni tornai in fabbrica, alla
“Barella” dove lavoravo ad una macchina
che produceva suole di gomma. Rimasi lì
parecchi anni, fino alla nascita della mia
seconda figlia.
Il 22 aprile del ’39 mi sposai con Clemente,
un giovane anche lui di san Francesco, che
lavorava al sesto baraccamento e ho continuato a vivere, con mio marito, nella casa
paterna. Poco tempo dopo ebbe inizio la
seconda guerra mondiale. Furono anni duri
e difficili. Il cibo scarseggiava, c’erano le
incursioni aeree e i bombardamenti,( una
volta hanno colpito una casa poco lontano
dalla mia) io e i miei famigliari andavamo a
ripararci sotto il ponte del rio Ritanasso.
Intanto, nel ’43,in piena guerra, nacque
Rosalba, la mia prima figlia e dopo cinque
anni la seconda, Michelina. Mio marito ed
io, progettavamo di costruire una casetta
per conto nostro. Comprammo un terreno ai
Gamberi e Clemente, nel tempo libero,
insieme a mio fratello che era muratore, a
poco a poco, costruì la nostra casa e ci
trasferimmo in quella borgata. Io avevo
lasciato il lavoro in fabbrica per poter
allevare le figlie e cercavo di contribuire al
bilancio famigliare continuando ad allevare
mucche, galline e conigli.
Mio marito non si era mai deciso a prendere la patente cosi, io, a cinquantacinque
anni, già nonna, pensai di iscrivermi alla
scuola guida; ottenni la patente e comprammo la macchina. Potevo così portare mio
marito in giro e andare a fare le commissioni anche per i miei famigliari e per i vicini
che ne avevano bisogno.
Siccome le mie figlie lavoravano, mi presi
cura dei miei sei nipoti e li ho accuditi
finché sono cresciuti.
Nell’anno 1979 venni colpita da un grave
lutto: la morte di mio marito. Nonostante la
dolorosa perdita non mi sono sentita sola
perché le mie figlie, i miei generi ed i miei
nipoti mi sono sempre stati vicini e non mi
hanno fatto mancare la loro compagnia ed il
loro affetto.
Dal canto mio ho cercato di tenermi occupata e rendermi utile secondo le mie possibilità.
Con l’avanzare dell’età mi sono concessa
anche qualche svago partecipando a gite e
viaggi e, ogni estate, alla villeggiatura al
mare organizzata dal comune.
In questi ultimi anni continuo a vivere a
casa mia, ma non cucino più; vado a pranzo
e a cena dalle mie figlie e mangio con buon
appetito tutto ciò che mi preparano.
Non guido più l’auto anche se ce l’ho
ancora in garage, ma di tanto in tanto la
metto in moto e la faccio uscire in cortile,
poi la rimetto dentro, così la faccio girare
un po’!.
Partecipo volentieri alle iniziative di
“Generazione più” di cui faccio parte del
direttivo e ogni sabato sera, con mia figlia e
mio genero, vado giocare a carte in casa di
amici, così tengo in allenamento la mente e
la memoria.
Ringrazio il Signore per la lunga vita che
mi ha donato, per la fede che mi ha permesso di superare i momenti difficili e le sofferenze, per la salute che ancora mi accompagna, per la mia famiglia: figlie, generi,
nipoti e pronipoti che mi vogliono bene e
che mi circondano di attenzioni e di premure.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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SCUOLA DEI GENITORI
Nuovo ciclo di incontri
Gioie e fatiche dell’imparare
di Paola
Sono circa un centinaio le famiglie dell’Istituto Comprensivo di San Maurizio che hanno
sentito la necessità di confronto e supporto riguardo i temi educativi proposti dalla quarta
edizione della “Scuola dei Genitori” che si sta svolgendo presso la Scuola primaria F.lli Pagliero di San Maurizio C.se.
I temi affrontati, su suggerimento degli stessi genitori, sono stati:
 La collaborazione tra genitori e scuola nel riconoscere e affrontare le difficoltà degli alunni
 Educare all’affettività autentica e gioiosa
 Conflitti tra genitori e sofferenze dei figli
 L’umiliante trappola delle droghe.
Quattro argomenti apparentemente diversi, ma così legati da permettere l’individuazione dei
punti di forza e delle difficoltà presenti nel percorso armonico della crescita della persona.
La famiglia, oggi, ha il compito di sviluppare la crescita attraverso saldi legami affettivi cosicché bambini e ragazzi motivati all’apprendimento, possano inserirsi nel primo contesto
sociale che viene loro proposto: la scuola; chiamata a istruire, formare e accompagnare. Se
la persona non sente di valere non riesce
a formarsi nella sua pienezza, quindi
famiglia e scuola devono diventare l’una il contesto dell’altra, così da collaborare in modo sinergico e costante.
Per trovare le radici di una crescita affettiva matura dobbiamo sforzarci di
guardare alla coppia genitoriale. I tabù
legati al sesso sono caduti, ma ancora
non è stata raggiunta una vera parità
uomo- donna, lo dimostrano i continui
episodi di violenza familiare presenti
sotto gli occhi di tutti. La sessualità indagata dalla ricerca scientifica sin nei
minimi particolari, rimane, nel terzo
millennio, un’esperienza indefinibile e insondabile che non ha perso il suo mistero e resiste
alla sua continua banalizzazione.
Imparare a gestire le emozioni che portano all’affetto è la grande sfida di oggi. Dentro alle
parole “TI AMO” dette consapevolmente rientrano: passione, intimità, impegno e parità; e
solo con queste premesse si può giungere alla formazione di un equilibrio familiare armonico che porta a scelte educative coraggiose, alla comprensione positiva della sessualità,
all’interiorizzazione degli ideali, e a una giusta collocazione dell’individuo nel contesto familiare.
Anche gestire i conflitti diventa insormontabile quando non si dà importanza all’espressione
dei sentimenti e delle emozioni: la comunicazione diventa difficoltosa o addirittura s’interrompe. Se non siamo capaci di usare parole e i gesti per cercare di trasmetterci reciprocamente e in modo chiaro il messaggio: "tu vali per me" , "tu sei proprio importante per me",
“Io ho fiducia in te” viene meno il legame che ci rende unici agli occhi dei nostri familiari, il
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
micro mondo domestico crolla e il dolore
delle incomprensioni irrompe nel quotidiano
ferendo adulti, ragazzi e bambini in modo
egualmente doloroso e insopportabile. E’
però proprio attraverso i riti nel quotidiano
che possiamo uscire dalla mediocrità riscoprendo la gioia e la bellezza dell’amore familiare che più è difficile più è forte se capace di perdono.
L’ultimo incontro sarà arricchito dal contributo dei ragazzi di III media, di S. Francesco
e S. Maurizio, che con i loro elaborati sul
tema delle droghe: Sguardi sul mondo delle
dipendenze. Come riconoscerle e come contrastarle, ci daranno l’occasione di un confronto schietto e diretto sul mondo moderno
che propone soluzioni “adulte” a come affrontare le dipendenze ma che farebbe cosa
più saggia se sapesse mettersi in ascolto dei
giovani perché in loro manca l’equilibrio
dell’età ma vi è la freschezza di ideali quali
fiducia, giustizia, dedizione, che noi adulti
abbiamo in parte perduto, ma che camminando insieme possiamo recuperare per costruire un mondo più sobrio e gioioso.
11 maggio in famiglia
Incontro dei gruppi famiglia a San Mauro
di Valeria e Rino
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, avvertendo l’esigenza di un momento di confronto fra tutti i “Gruppi Famiglia” presenti nella nostra
parrocchia, ha organizzato una giornata comunitaria a Villa Speranza di San Mauro, domenica 11 maggio 2014 dalle ore 9,30 alle
17,00.
L’incontro pomeridiano sarà guidato da don Osvaldo Maddaleno.
Tutti i componenti dei vari “Gruppi Famiglia” sono caldamente invitati a partecipare per non perdere questa importante occasione che
permetterà di conoscersi meglio e scambiarsi le proprie esperienze.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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ORATORIO:
A vele spiegate!
Una ricca stagione da scoprire
A cura di Cecilia e degli Animatori
I progetti in ballo sono tanti: domeniche in
collaborazione con le catechiste, chiusura
dell'anno oratoriale, estate ragazzi, campi
estivi, ritiri di formazione, possibile gemellaggio con l'oratorio di San Carlo... Ogni
nuova proposta, per quanto impegnativa e
non priva di ostacoli, mostra quanto noi animatori crediamo in ciò che facciamo. Malgrado i nostri problemi, siamo sempre pronti
a rimboccarci le maniche e a darci da fare,
supportandoci (e sopportandoci!) uno con
l'altro.
Quindi eccoci qui: davanti a noi si apre una
stagione ricca di impegni, proposte e possibilità per cui ci stiamo preparando al meglio.
Quest'anno è partito con una marcia in più
rispetto a quelli passati, soprattutto perché
abbiamo cercato un modo per riavvicinarci
alla Comunità.
È infatti in via di stesura un “progetto educativo” segno della volontà di promuovere
la nostra attività e della voglia di metterci in
gioco, anche attraverso le collaborazioni con
il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con il
gruppo dei catechismi e con la Commissione
Giovani dell'Unità Pastorale.
Con quest'ultima ci siamo preparati all'accoglienza dell'urna di Don Bosco, presso la
chiesa di San Giovanni a Ciriè.
“L'educazione è cosa del cuore”, diceva il
Santo, ed è proprio su queste parole che animiamo ogni domenica, organizziamo corsi di
formazione per animatori e aiuto-animatori,
tornei di calcetto e tanto altro! Un esempio?
Il 16 febbraio ha avuto luogo la gita sulla
neve ad Usseglio. Tutti insieme, (bambini,
genitori e animatori) abbiamo preso parte
alla Decima Ciaspolata organizzata dal Comune, “gareggiando” e addirittura vincendo
una forma di toma (enorme e buonissima)
nella categoria “gruppo più numeroso”.
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Ma non è certo finita qui! Per la prima volta
ben 7 ragazzi e 3 animatori della nostra parrocchia hanno partecipato alla Settimana
Comunitaria, con la speranza di poter rivivere questa splendida esperienza il prossimo
anno.
Domenica 23 febbraio, poi, abbiamo festeggiato il Carnevale con l'Avis e il Comune e i
W.C. (i Clown di Corsia dell'ospedale di Ciriè). che hanno organizzato uno spettacolo di
magia. La partecipazione dei bambini e dei
ragazzi è stata senza precedenti! Il pomeriggio si è svolto all'insegna di giochi e divertimento, accompagnato da una squisita merenda, dalla consueta sfilata (con la premiazione
delle maschere migliori) e dalla battaglia dei
coriandoli... fortunatamente senza alcun ferito!
Per la Quaresima abbiamo organizzato
una serie di giornate in oratorio dove
ospitiamo di volta in volta i ragazzi dei
vari gruppi e le loro catechiste, che ci danno una mano nella preparazione e nello svolgimento della giornata! La tematica è un po'
diversa da quella di tutto l'anno, perché abbiamo deciso di intraprendere un percorso
vicino alla liturgia della Parola, sulle orme di
Gesù, percorrendo e interpretando il Suo
cammino verso Gerusalemme come solo noi
sappiamo fare: giocando!
Un grande successo stanno avendo anche i
gruppi del dopocresima, del biennio e del
triennio con la partecipazione di ragazzi appassionati e pieni di voglia di vivere e mettersi alla prova.
Ringraziamo tutti: genitori, aiuto-animatori,
bambini, catechiste e soprattutto Padre Michele e Suor Jeanette, che ci danno fiducia e
coraggio! Ricordiamo alcuni appuntamenti:
Tutte le domeniche in oratorio dalle 14,30
alle 17,30!
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
23 febbraio 2104:
alcuni momenti della festa di Carnevale
Domenica il 4 aprile la caccia al teso
ro per il paese, con
l'aiuto delle catechiste.
Domenica 11 Maggio ci sarà la festa
della mamma.
Domenica 18 maggio l'oratorio rimarrà
chiuso per dare la
possibilità a tutti di partecipare alle prim
e Comunioni.
Domenica 25 maggio si svolgerà la
giornata di chiusura dell'oratorio e del
catechismo, nei locali della parrocchia, dalle
14,30 alle 17,30.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
CIASPOLATA A USSEGL
LIO 16 febbraio 2014
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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MONDO GIOVANI
La settimana comunitaria a San Carlo
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
MONDO GIOVANI
La settimana comunitaria a San Carlo
Cosa sei disposto a perdere?
A cura di una Animatrice
“Ragazzi,
non sapete quanto mi mancano i vostri cori, le vostre risate la
vostra compagnia. È stata una settimana piena di emozioni. GRAZIE, siete fantastici.” Maddalena.
“Manca avere 60 persone che gironzolano per casa, Mancano le facce, i
sorrisi, gli sguardi assonati a colazione e i cori durante pasti. Manca sentire le vostre risate, la gente che se va in giro cantando o cercando qualcuno. Ragazzi in voi ho trovato una grande famiglia e siete tutti fantastici.” Alessia.
“Dopo una settimana così capisco cosa vuol dire stare bene assieme ad
altre persone. Ho sentito uno spirito di comunità che non mi aspettavo,
mi sono messo in gioco, ho messo a disposizione le mie qualità, le mie
esperienze e conoscenze. Ho ricevuto affetto, tanto affetto, da parte di
persone conosciute da pochissimo! Ho capito il vero senso della parola
"sacrificio" e ne farò tesoro.” Riccardo.
“La settimana comunitaria? Semplicemente fantastica! (tornare alla solita vita, sarà veramente difficile!)” Sara.
Questi sono alcuni dei numerosissimi stati apparsi sulla mia Home di Facebook domenica 23 febbraio. Maddalena, Alessia, Riccardo e Sara sono
solo quattro dei quaranta ragazzi che quest'anno hanno partecipato alla
sesta Settimana Comunitaria.
Accomunati da una grande voglia di mettersi in gioco e di crescere, i ragazzi, guidati dai quindici animatori, da Don Luciano, Suor Fernanda e
Padre Michele, hanno affrontato un tema difficile e impegnativo: Il Sacrificio.
Come Gesù si è fatto uomo e sacrificato per la nostra salvezza, ognuno
di noi, nel suo piccolo, è spesso chiamato a rinunciare a qualcosa per un
Bene maggiore, per un Progetto più grande.
Partendo proprio dalla lettura del Vangelo, ciascuno, nei momenti di preghiera e durante le serate, ha dovuto fare i conti con una sola, difficilissima, domanda: “E io, cosa sono disposto a perdere?”.
Alcuni hanno perso ore di sonno, altri allenamenti sportivi, altri ancora
hanno dedicato una parte del loro tempo per aiutare un amico in difficoltà. Ciascun ragazzo si è impegnato a fondo per riuscire a mettersi al servizio degli altri. Tante piccole rinunce che hanno reso la Settimana, come
sempre, un momento di condivisione e di felicità.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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EDUCAZIONE
La sfida continua
Adolescente cerca adulti competenti:
presentatevi!
di Cinzia Riassetto
Vi sembrerà strano ma è così:
l’adolescente, più del bambino,
guarda verso l’alto. La sua attenzione non è attratta solo dai coetanei, nonostante le apparenze, ha
fame di relazioni verticali, con
adulti competenti. E a questi adulti competenti l’adolescente chiede anche di svolgere
verso di lui delle funzioni, che consistono
sostanzialmente in un rilevante sostegno
alla crescita. Non sono funzioni che si possono delegare ai coetanei: solo un adulto
può assolvere questo compito e questo significa che un adolescente privo di adulti di
riferimento rimanga senza sostegno: uno
strumento che a questa età non è solo consigliato ma evidentemente necessario.
Vi conduco più in profondità nei pensieri:
l’adolescente chiede all’adulto competente
di essere ammirato. Per molti versi il bisogno di ammirazione dell’adolescente da
parte degli adulti, è molto simile alla funzione che svolgono i genitori nel corso dei
primi passi del bambino verso la crescita:
gli occhi del bambino sono perennemente
orientati verso lo sguardo degli adulti di
riferimento per vedere l’effetto che fa l’impresa che sta compiendo, per riscuotere la
loro ammirazione e quindi riprovare a fare
quell’impresa. Lo sviluppo si compie durante l’infanzia grazie all’espressione convincente della loro tenera partecipazione di
incoraggiamento.
Anche l’adolescente nel corso del proprio
processo di “seconda nascita” ha paradossalmente bisogno che le proprie azioni vengano teneramente rispecchiate dagli adulti:
paradossalmente perché tutto lascerebbe
pensare che egli stia lavorando per ottenere
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il massimo dell’indifferenza da parte loro,
nei confronti dei quali sembra aver preso
ogni tipo di distanza: emotiva, normativa,
relazionale.
A volte lo stesso adolescente che dipende
dall’ammirazione dell’adulto, non appare
consapevole della sua necessità e sembra
anzi deciso ad ottenere esattamente il contrario di cui ha bisogno.
L’adolescente non chiede ammirazione per
rinsaldare un legame di dipendenza! Al
contrario, ha bisogno di essere ammirato
mentre si allontana, quando disprezza proprio chi dovrebbe ammirare la sua capacità
di sputare nel piatto in cui mangia, poiché
ciò che lo nutre proviene ormai da altre cucine e non hanno a che vedere con i manicaretti ci cui era ghiotto durante l’infanzia!
La richiesta di ammirazione dell’adolescente non sottintende dipendenza; ciò differenzia la richiesta di tenerezza rispecchiante
avanzata dal bambino.
L’adulto competente è convocato anche per
adempiere ad un rito tutt’altro che facile.
All’adolescente serve una presenza che lo
aiuti a separarsi dalle attese e nostalgie del
figlio che è stato e del bambino che continua ad essere potente negli strati più profondi della propria mente. A rendere meno
prepotente quel bambino e a ridurre il potere del ruolo del figlio concorrono in molti:
dall’amico del cuore al gruppo degli amici,
alla fidanzata o fidanzato; ma anche l’adulto competente ha un ruolo importante.
Se non viene aiutato a liberarsi serenamente
di queste parti, quest’azione di sviluppo
rischia di assumere dei connotati paranoici
e truci, esagerati, perché porta con sé l’immagine dell’obbligo a “uccidere” quelle
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
parti di sé, a doverle lasciare.
Guardiamoci attorno: si aggirano nelle scuole e per le strade degli adolescenti che sono
diventati tali da soli, senza l’aiuto di competenti e se ne scorgono i segni. Sono adolescenti che non serbano traccia della bellezza
del bambino, della sua capacità di sperare:
sono adolescenti che hanno suicidato gli
aspetti più creativi di sé.
Certi preadolescenti, travestite senza bellezza da donne sensuali e procaci sono figlie
della loro solitudine educativa priva di mediazioni adulte: non hanno avuto a disposizione le donne adulte che le aiutassero a capire come prendere la grazia della bambina
che erano state e iniettarla nella sua attuale
età.
Altri preadolescenti rimangono goffi nelle
loro vesti alla ricerca dei motivi del dover
crescere perché nessuno glielo ha insegnato.
L’adulto competente è perciò convocato anche per adempiere a questa funzione iniziatica, promuoverla e darle un senso: da bambino ad adolescente. Gli è chiesto di esserci
come testimone della certezza che si può
sopportare il dolore e lo sgomento di dover
tanto soffrire solo per realizzare un progetto
naturale e ineludibile: si resta figli per sempre all’anagrafe ma non si può rimanere figli
per sempre: si rischia di impazzire.
Charmet, maestro di Psicologia sugli adolescenti, mette in guardia dai rischi di rimanere
figli per tutta la vita così:
“I pazzi sono bambini grandi che passeggiano dando la mano alla mamma che cammina
ammutolita dal disastro che ha combinato il
papà per non aver mai cercato di separarla
dal figlio sequestrato senza speranza”.
QUARESIMA DI FRATERNITA' 2014
Durante il periodo di quaresima nelle parrocchie della nostra diocesi si
raccolgono offerte destinate ad opere dei paesi in via di sviluppo.
Nella nostra parrocchia quest'anno raccogliamo in favore di un'opera in
Madagascar (Antanambao) per la formazione tecnica agricola di base ai capi famiglia. L'opera è guidata da Suor Ester Bovetti, delle Suore
Carmelitane di Santa Teresa e dall'Associazione Toko Vato.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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GENITORIALITA’
Una testimonianza concreta: Cinzia
Aperti alla vita
Intervista doppia a Cinzia e Mirko,
a cura della Redazione
1. Qual è il momento più bello della giornata con Olga?
Il momento più bello per me è quando senza volere niente
di particolare da me, Olga mi guarda e mi chiama
“mamma”, per avere la certezza che io sia li con lei, o forse
in quel “mamma” c'è l'intenzione di dirmi: “ti voglio bene”.
2. Cosa hai pensato la prima volta che l'hai vista?
L'ho vista la prima volta in braccio alla sua tata e l'ho riconosciuta subito dalla foto che avevo di lei. Mi mettevo nei suoi panni, sentivo la sua difficoltà, la sua paura. Non ci aveva mai
visto, la mia difficoltà era il farle capire che non volevo farle del male. Ero piena di emozioni, avevo freddo, avevo caldo, mi chiedevo “cosa posso fare per farti capire che sono qui per
te?”
3. Che differenza c'è tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva?
Secondo me, non c'è. L'amore che provi per un figlio è infinito in entrambi i casi. Se ci penso
temo di essere una mamma più protettiva delle mamme biologiche, perché mi sento di doverla proteggere di più, ma poi forse no. Certo la differenza è che la mia “gravidanza” è stata
più lunga di nove mesi.
4. Cosa spinge una coppia alla fatica enorme di adottare?
Nel mio caso la mia famiglia con Mirko era pensata con dei figli. Adesso che penso che il
mio futuro ha l’obiettivo di far star bene anche altri mi fa sentire bene.
5. In che cosa ti ha sorpreso Mirko nel diventare papà?
Sai che me lo aspettavo così? E' dolce con lei, giocoso, tenero. Quando la guarda vedo i suoi
occhi a forma di cuore, e probabilmente li vede anche Olga. Olga sta molto bene con il suo
papà. Preferirei che fosse un po’ più autorevole in alcuni momenti, perché se siamo presenti
entrambi lo fa fare a me.
6. Viziare o trascurare? Tra gli antipodi dello stile educativo, il tuo qual è? Quali valori
stai trasferendo a Olga?
Sicuramente l'educazione e il rispetto per sé e per gli altri. Credo che la prima parola che ho
insegnato a mia figlia, dopo mamma e papà, sia stata “grazie”. Cerco di farle capire il valore
delle cose.
7. Perché avete deciso di battezzarla, di darle un’educazione religiosa?
Le sue radici religiose sono ortodosse, da grande farà le sue scelte, ma per ora io le do la mia
fede che a me da tanto. Del resto è certamente un suo progetto quello di averci fatto incontrare, era già tutto segnato e io vorrei che lei conoscesse Colui che ha permesso tutto questo.
8. Il paese come ha accolto la tua bambina?
Tanti sapevano che sarebbe arrivata Olga dalla Russia, io non sono di qui ma la famiglia di
mio marito è conosciuta. Ho sentito da parte di tanti la voglia di conoscerla, si informavano
sui tempi e quando è arrivata, la gente che ci conosce si fermava per salutarla, sorriderle,
darle il benvenuto: un’accoglienza così spontanea e anche inattesa che ci ha riempito il cuore.
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
Una testimonianza concreta: Mirko
1. Qual è il momento più bello della tua giornata con Olga?
Un momento particolarmente bello è quando torno dal lavoro alla sera tardi e
non accendo le luci per non svegliarla, faccio piano per non fare rumore ma lei
è sveglia. Mi sta aspettando perché vuole giocare con me e io l’accontento fino
a quando Cinzia non si arrabbia perché a quell’ora dovrebbe già dormire!!
2. Cosa hai pensato la prima volta che l’hai vista?
La tata che si occupava di lei nell’istituto in Russia, ci aveva detto di recarci
nella stanza vicina ad aspettare l’arrivo di Olga. Invece lei era già lì ad aspettarci!!
Non sapevamo come comportarci, cosa fare. Lei piangeva disperata ed io ero
preoccupato perché non sapevo cosa fare per rassicurarla.
3. Che differenza c'è tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva?
Da un punto di vista tecnico è l’opposto. Da un punto di vista psicologico, morale, sentimentale, secondo me, non cambia nulla. In entrambi i casi è un dono grandissimo che ricevi
da Dio.
4. Cosa spinge una coppia alla fatica enorme di adottare?
Sicuramente il desiderio di voler completare la famiglia, di riempire la tua vita.
Il percorso per adottare un figlio può essere lungo (il nostro è durato tre anni). Nell’adozione
ci sono molti intoppi burocratici, incontri con psicologi, viaggi, tribunali e tutto ciò richiede
parecchio tempo, anni interi di lunga attesa.
Ma anche l’attesa di un figlio naturale non è per tutte le coppie uguale. Per alcuni dura di
più dei canonici nove mesi. Per tutti quanti, però, tutte le ansie, la disperazione e lo sconforto provato scompaiono nell’istante in cui vedi tuo figlio per la prima volta e lo puoi finalmente stringere nelle tue braccia.
5. In che cosa ti ha sorpreso Cinzia nel diventare mamma?
Ero sicuro che sarebbe stata una brava mamma, ma non avrei mai detto che sarebbe stata
così brava sin da subito. Lei sa essere dolce e disponibile con Olga ma anche severa quando
è il momento (sa, come si dice, usare il “bastone” e la carota). Io, adesso, sono più per il
gioco, ho scelto la parte più semplice!
6. Viziare o trascurare? Tra gli antipodi dello stile educativo, il tuo qual è? Quali valori stai trasferendo a Olga?
Stiamo cercando di educarla al meglio e di insegnarle soprattutto il rispetto verso il prossimo. Il mio difetto più grande rispetto a Cinzia è che non riesco ad essere “duro” come lei!
Basta un suo sguardo, con quei suoi occhi dolci, per farmi “sciogliere”.
Forse questo mio comportamento è dovuto anche ad un episodio che mi ha segnato nel profondo. Le prime settimane di vita con Olga sono state per me molto difficili. Olga non mi ha
accettato sin da subito. Non potevo avvicinarmi a lei o prenderla in braccio perché si metteva a piangere. La figura maschile in Russia non è molto presente. L’aver vissuto questa
esperienza all’inizio del nostro percorso mi ha segnato parecchio e per il momento tendo ad
assecondare di più le sue richieste rispetto a mia moglie.
7. Perché avete deciso di battezzarla, di darle un’educazione religiosa?
Se un genitore è credente viene spontaneo indirizzare il proprio figlio all’educazione cristiana. La fede aiuta un credente, riesci a vivere la vita in modo più felice e completo. Riesci a
vedere le cose sotto un’altra ottica sapendo che c’è Qualcuno al di sopra di te che ti aiuta e ti
dà una forza nei momenti più difficili della vita.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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ATTIVITA’ IN PARROCCHIA:
Un bel regalo dall’Argentina
Hablo español
(e non solo)
Di Maria Laura
Raccontare in poche righe l'esperienza vissuta a San Francesco nel mese di gennaio non
è un compito facile. Le parole non sono capaci di rivelare la ricchezza, l’amicizia e la
generosità che ho ricevuto dalla comunità
parrocchiale in seguito all'idea di fare un
piccolo corso d'introduzione allo spagnolo.
Grazie alla disponibilità di Padre Michele ho
potuto organizzare un mini corso di lingua
spagnola Argentina durante le mie vacanze
trascorse a San Francesco al Campo come un
modo di ringraziare la comunità per l’ospitalità riservatami.
Alcuni mercoledì e sabato di gennaio un
gruppo di allievi di tutte le età (è anche venuta la piccola Lisa con i suoi nonni) si è
incontrato in Parrocchia per imparare non
solo la lingua, ma anche per condividere tradizioni argentine come il mate o il dulce de
leche, o trovare tante coincidenze tra le paro-
le spagnole e piemontesi. L'ambiente che si è
generato è stato di molta confidenza. Abbiamo condiviso le nostre storie di emigrati italiani in Argentina - come i miei bisnonni di
Ciriè e Leinì - e storie di vita. Abbiamo riso
molto sbagliando, gli italiani lo spagnolo ed
io l’italiano e tifando quasi tutti per la Juve,
eccetto io ed altri pochi che tifiamo per il
Grande Torino, come dico io: "La grande
squadra che gioca oggi per Dio".
Non avrò mai parole e modo di ringraziare
ognuno per i momenti, le piccole cose condivise, i gesti carini e l’amicizia che continua,
in spagnolo o in italiano, attraverso internet.
La comunità di San Francesco è stata molto
generosa con me e questo è il migliore segno
dell’amore di Dio.
Scrivendo questo brano continuo a emozionarmi per i momenti vissuti.
Voglio finire questo piccolo articolo facendo
mio il desiderio
che Papa Francesco
ha
espresso nell’udienza
del
21/1/2014: “che
la vostra comunità continui a
vivere
unita,
perché "le divisioni sono uno
scandalo"”.
Grazie San
Francesco!
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
VITA DI COMUNITA’
Un ricordo di Angelo
di Rosa Maria a nome dei Gruppi di Vangelo
“Oh! Ecco, ora il Cielo ha un Angelo in
più!”. Così ho subito pensato alla notizia, non improvvisa, che Angelo era
mancato …
Non è solo un gioco di parole, peraltro
molto facile; è che per me e molti di noi
“il marito di Domenica” o “il
papà di Andreina”, come era più conosciuto, era una
persona speciale, una
pietra
viva della nostra
Comunità Parrocchiale.
Uno che per
tutta la vita ha
servito la Chiesa
con umiltà, fede e
affetto sincero, senza parole inutili, giudizi, prese di posizione o altro.
Lui c’era sempre; cambiava il Parroco,
il Diacono, la Cantoria … (qui sarebbe
lungo elencare tutte le varie “giravolte”
della nostra Parrocchia in questi anni)
ma Angelo continuava ad essere lì a potare, a rasare l’erba, a portare qui e là
Domenica per la sua evangelizzazione
nelle case, a raccogliere le elemosine e a
depositarle con indefessa onestà in Banca, ad aprire e chiudere porte e portoni e
a fare tutti quei mille altri piccoli servizi
così utili e necessari, direi indispensabili, per il buon andamento della casa di
Dio e di chi vi entra.
Lavori che non danno visibilità o gloria,
fatti solo per amore, senza speranza di
avere un piccolo grazie, un qualche
compenso …. Fatti per niente,
così, solo e sempre
per amore, come
dovrebbe fare
ogni cristiano adulto.
Ora ci
sta
certamente
guardando
col suo
solito sorriso sereno,
un po’ ironico
che non dimenticherò,
non dimenticheremo facilmente. Forse non è neanche d’accordo su
questo tardivo riconoscimento, scritto
nella commozione più sentita, ma mi
pare che almeno queste poche parole di
ringraziamento gli siano dovute.
Angelo le sopporterà certamente, così
paziente com’era, anzi come è ora nella
Vita Vera, con Gesù che incontrava con
l’anima nell’Eucaristia e con Maria che
pregava ogni giorno nel Rosario, che
saranno stati certamente lieti di accoglierlo.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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IL FILM
La leggenda di Bagger Vance
a cura di Carlo
Film uscito nelle sale cinematografiche nel
2000. Stati Uniti, commedia-drammatica,
regia di R. Redford, sceneggiatura J. Levin.
durata 126 min. tratto dal romanzo di Steven Pressefield.
Con W. Smit, M. Damon, C. Theron, J.
Lemmon, J.M. Mancrief, L. Smith.
...Il golf è un gioco che non può essere vinto ma solo giocato. Così io continuo a giocare. Gioco per i momenti che devono ancora venire, cercando il mio posto in campo... (Handy Graves: J.Lemmon).
incontra un bambino e un misterioso
“caddie” (B. Vance). Insieme lo accompagneranno e lo aiuteranno a trovare il suo
“swing” in campo e nella vita. Non è un
film per esperti o appassionati del golf. Il
golf è soltanto la cornice della storia.
Può anche incuriosire e avvicinare coloro
che spesso considerano questo sport snob e
non meditativo.
Una splendida metafora sulla nostra esistenza, aiuta a ricordare il senso della vita,
aiuta a ricordare come è facile dimenticare
l'importante, aiuta a capire come si è fortunati quando si decide di “vedere” e accettare incontri determinanti per svolte decisive.
Spesso sono le persone “invisibili” e poco
apprezzate ad essere il punto cardine. Persone “invisibili”, non decadenti. La fortuna
di incontrare “la svolta” capita anche a coloro che credono di avere conquistato l'accettazione nei “salotti”. Una storia che rilassa e trasmette il coraggio, un film senza
pretese, leggero e profondo.
Se continuiamo o incominciamo a vedere la
brina sui fili d'erba e se incominciamo a
camminare a piedi nudi …. forse sorrideremo più spesso.
Curiosità: In questo film compare per l'ultima volta J. Lemmon, pochi mesi prima della sua morte.
Trama: R. Junuh (M.Damon), straordinario giocatore di golf, parte per la prima
guerra mondiale. Dopo un girovagare per
paesi e città, torna a casa, senza speranze,
senza identità, con un fardello pesante sulle
spalle. Decide di dimenticare con l'alcol,
vivendo ai margini della società. Una sera
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
L’ANGOLO DEL LETTORE
Letti per voi
a cura di Barbara
Nelle prime pagine del libro della Genesi leggiamo
“Dio il Signore chiamò l'uomo e gli disse: dove
sei?”. Nel Vecchio testamento, Dio ricerca, chiama e
comunica con l'uomo.
Il Nuovo Testamento termina affermando che Gesù
è “il nuovo tempio”, dimora di Dio. Attraverso la
fede il Figlio, il Padre e lo Spirito prendono dimora
in noi. Lungo il percorso della nostra vita l'uomo si
pone questa domanda: Dio dove sei?
DIO, DOVE SEI? di E. Bianchi – Ed. RCS libri- €
8,90.
Quando l'uomo incomincia seriamente la ricerca,
capisce che è stato Dio a cercarlo. La domanda giusta è: Dio, dove sei? Oppure dov'era, dov'è l'uomo?
Uomo dove sei?
Enzo Bianchi, nato a Castel Boglione nel 1943, è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose. Autore di numerosi scritti. Pagine che aiutano, se si vuole
approfondire la nostra esistenza.
Dopo aver letto “Il Piccolo Principe” e “Il Gabbiano Jonathan Livingston”, possiamo leggere
IL GIARDINO SEGRETO, scritto da F.H. Burnett – ed. BUR - € 9,90.
Noi tutti abbiamo bisogno del nostro “giardino segreto”. E' lo spazio, è il luogo che aiuta a ricordare
chi siamo, che aiuta a non dimenticare i nostri obiettivi e i nostri sogni.
I protagonisti in questo romanzo “ nel giardino segreto” nella brughiera inglese trovano se stessi , si
ritrovano, illuminano e migliorano la propria vita.
Incontriamo personaggi ricchi e poveri, simpatici e
antipatici, “ruvidi” e accoglienti, solari e ombrosi...
incontriamo l'umanità. Umanità che in queste pagine
migliora, grazie all'incontro con il giardino segreto.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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PROSSIMAMENTE IL CANTIERE
Lavori alla Cappella dell’Assunta
Interventi di recupero
di Gianfranco e Noemi
Circa un anno fa alcuni devoti dell'Assunta
iniziarono a preoccuparsi seriamente dello
stato di degrado in cui versa la parte esterna
della Cappella di Borgata Madonna.
La Compagnia di Santa Lucia e Santa Liberata decise così di raccogliere le varie idee
su come raccogliere fondi per procedere
con l'iniziativa e mettere in moto la macchina organizzativa. Dopo la visita del funzionario - Architetto Lisa Accurti - avvenuta la
scorsa estate, vennero subito richiesti i permessi agli enti preposti. Ricevuto il benestare dalle Sovrintendenze del Piemonte e
dalla Curia, si intende ora iniziare le operazioni di restauro di questa bella ed elegante
facciata barocca con il suo portico.
Il primo lotto di lavori interesserà il porticato, con la canalizzazione delle acque ed il
rifacimento del pavimento, eliminando le
barriere architettoniche ancora esistenti; il
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secondo lotto prevede la tinteggiatura secondo l'antica cromia settecentesca; per ultimo l'illuminazione esterna.
L'ammontare della cifra ancora da coprire si
aggira attorno ai 20.000 euro. Con le offerte
già a disposizione, grazie alle iscritte alla
Compagnia di cui sopra e ad altri devoti
fortemente interessati alla conservazione in
buono stato della cappella, si potranno coprire le spese per l'onorario dell'Architetto
Gillio Annamaria che ha curato la progettazione dei lavori.
Si prevede che la collaborazione con le fondazioni bancarie unita alla generosità dei
tanti fedeli che si sono già interessati all'avanzamento dell'opera permetta la copertura
dei costi, riportando all'antico splendore un
bell'edificio di culto, patrimonio non soltanto religioso ma storico-culturale di tutto il
territorio di San Francesco al Campo.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
GLI ORARI DELLA COMUNITA’
SANTE MESSE
sabato e
prefestivo
feriale
PARROCCHIA
17.00 ora solare *
18.00 ora legale *
CAPPELLA dell’Assunta
8.00
S. MAURIZIO Canavese
8.30
18.00
festivo
9.00, 11.00
8.00, 10.00
MALANGHERO
18.00
8.00, 9.30, 11.00
18.00
10.30, 18.00
Parrocchia
San Francesco
d'Assisi
Via Roma, 101
10070
San Francesco al
Campo
tel. 011 9278342
 ogni primo lunedì del mese S. Messa nella cappella delle Suore Carmelita-
ne (Scuola dell’Infanzia)
 in occasione di funerali non c’è la S. Messa feriale in Parrocchia
CONFESSIONI
ADORAZIONE
sabato dalle 16.30 alle 17.30
su appuntamento anche in altri orari
il venerdì, mezz’ora prima della S. Messa
GRUPPO di PREGHIERA
ogni secondo giovedì del mese alle 20.30 nella
cappella delle Suore Carmelitane (Scuola dell’Infanzia)
GRUPPO di PREGHIERA
“AMICI DEL CARMELO”
ogni seconda domenica del mese alle ore 15.00
nella cappella delle Suore Carmelitane
chiamare a qualunque ora ai numeri:
PER AMMALATI
UFFICIO
PARROCCHIALE
(per certificati,
Caritas,
Sante Messe)
UFFICIO CARITAS
011 9278342
340 3939294
339 41 31 309
377 17 32 456
Segreteria Parrocchiale:
lunedì, mercoledì, sabato 9.00 -12.00
Padre Michele (Parroco):
martedì 9.00-12.00, mercoledì 15.00-17.00,
sabato 9.00-12.00 o su appuntamento anche in
altri orari, tel. 011 9278342
Padre Giacomo:
venerdì 9.00-12.00
4° sabato del mese dalle 11.00 alle 12.00
Sacramento del BATTESIMO
La seconda domenica di ogni mese.
Prenotarsi in ufficio parrocchiale per
gli incontri prebattesimali
Sacramento del MATRIMONIO
Incontri 2014
Prenotarsi almeno sei mesi prima
in ufficio parrocchiale
In cammino
verso la
comunità
Periodico d’informazione della Comunità
parrocchiale di
San Francesco al
Campo
dicembre 2013
Sempre aperti a
nuove collaborazioni, vi invitiamo a scrivere
commenti, suggerimenti, articoli, domande a:
bollettinosanfrancesco@
gmail.com
STAMPATO IN
PROPRIO IN NUMERO LIMITATO
DI COPIE
Il bollettino è
distribuito
gratuitamente
a tutte le famiglie della
Parrocchia.
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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LA PAGINA DEI RAGAZZI
Vietato ai maggiori
di Padre Michele
Benvenuti, ragazzi e ragazze, in questa pagina dedicata a voi. Parliamo
di Internet, o meglio navighiamo. Come sapete benissimo, Internet è diventato un immenso oceano dove si può incontrare di tutto, le cose peggiori e le cose migliori. Beh, scegliamo queste ultime. Vorrei farvi conoscere qualcosa che vi potrà piacere e forse vi tornerà anche utile.
Partiamo da uno dei siti più affascinanti che io abbia conosciuto:
The scale of the universe. Un vero viaggio dall’oggetto più piccolo dell’universo a quello più
grande. Lo trovate qui (copiare
gli indirizzi è in po' noioso, ma
ne vale la pena): http://
htwins.net/scale2/. Se poi cliccate sulle immagini leggerete dei
commenti umoristici.
Alle 11.15 vi passa un aereo sulla testa: da dove arriva? Dove
sta andando? A che ora atterrerà? Di che nazione è? Tutte queste domande trovano la risposta qui: http://www.flightradar24.com/, un sito
dove troverete tutti i voli dell’Europa e degli USA in tempo reale. Provate
a orientarlo su San Francesco al Campo.
Questo sito potrebbe fornirvi dati utili per le ricerche scolastiche, ma anche per la vostra curiosità. È aggiornato ogni secondo su come va il
mondo: quanti abitanti in questo momento, quanti bambini nati oggi,
quante biciclette, quanti computer, quante sigarette, quanti giorni mancano alla fine del petrolio e del gas:
http://www.worldometers.info/it/
Infine, siccome siamo in primavera,
un breve cartone animato intitolato
"La prima primavera", realizzato da
mio fratello Paolo. Ho collaborato
anche io con la colonna sonora. Lo
trovate su Youtube scrivendo "Paolo
la prima primavera".
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
GIOCHIAMO UN PO’
CONCORSO
Aiutandoti con le definizioni, inserisci le lettere mancanti utili per
formare 10 parole di senso compiuto. Le lettere evidenziate formeranno il nome del fiore che,
secondo le leggende, porterebbe
i segni della Passione: la corona
di spine, i chiodi e il martello.
1. Sono nel campanile
2. Eroe greco
3. Dolce siciliano
4. Per non scottarsi
5. Record
6. Brasato
7. Il Vesuvio
8. Un mare
9. Per non perdersi
10. È di cartone
UNISCI I PUNTINI
di Reby e Madda
Abbiamo scattato questa foto qui a San
Francesco... Ci sapete dire dove si trova? Si può vedere anche da lontano...
Inviateci la risposta all’indirizzo:
[email protected]
Per partecipare bisogna avere massimo 12 anni. Tra i primi dieci sarà
estratto un premio speciale!
Lo scorso concorso è stato vinto da
Ingrid e Gioele: complimenti!
PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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Il primo giorno della settimana, al mattino presto
esse si recarono al sepolcro. Trovarono che la pietra era stata rimossa e,
entrate, non trovarono il
corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano
che senso avesse tutto
questo, ecco due uomini
presentarsi a loro in abito
sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto
chinato a terra, ma quelli
dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è
vivo? Non è qui, è risorto».
Copertina a cura
di Veronica Brunetto
Luca 24, 1-6
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PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014
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Bollettino 2014_04