N. 1 APRILE 2014 - [email protected] Corso per fidanzati: Perché ne vale ancora la pena Testimonianze: Cent’anni e non sentirli Genitori: Gioie e fatiche dell’imparare Aperti alla vita Speciale giovani: Oratorio Settimana comunitaria PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 1 VITA DI COMUNITÀ: 2 marzo 20 14 COSCRITTI ANNO 1996 Benvenuti maggiorenni! 2 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 LA LETTERA DEL PARROCO: Carissimi amici Che strano personaggio di Padre Michele F orse è un'ovvietà, ma, quelli che l'avevano abbandonato? Si tra i vari personaggi del comporta come se niente fosse, la sua fiducia vangelo, quello che a in loro rimane inattacabile e assoluta. me sarebbe piaciuto Questi aspetti così singolari del incontrare di persona è Gesù comportamento di Gesù risorto mi parlano di risorto. Tra tutti è certamente il autenticità. più attraente, il più affascinante e, Un personaggio così non era inventabile, soprattutto, il più misterioso. Quando non era concepibile, nessuno scrittore leggiamo nel vangelo i racconti che parlano avrebbe potuto crearlo. Se gli evangelisti di lui troviamo molti inspiegabili particolari: avessero scritto per ingannarci non è proprio Gesù, ma i suoi amici più stretti avrebbero detto queste cose. Sono stato all'inizio non lo riconoscono; sempre interessato al entra a porte chiuse, ma problema della storicità dei Un personaggio così vangeli mangia come tutti (e per uscire e inizialmente non era inventabile, pensavo che le prove della dal sepolcro sposta la pietra d'entrata); ha in mano ogni non era concepibile, loro autenticità storica si potere, ma si mette a cucinare trovassero soprattutto nell’arnessuno scrittore il pesce sulla brace per gli cheologia, nella storia e nella avrebbe potuto apostoli... letteratura, in luoghi insomma Vorrei averlo conosciuto per esterni allo scritto evangelico. crearlo capire il significato di tutto Più tardi ho capito invece che questo. Perché poi non fa le prove fondamentali sono quello che tutti ci aspetteremmo? dentro il vangelo stesso, nel modo d’essere Per esempio una bella visita, magari di Gesù, sempre diverso da come gli uomini notturna, a Erode e a Pilato, oppure avrebbero potuto immaginarlo e inventarlo. un'apparizione come si deve davanti al Se questi racconti sono sinceri significa che tempio di Gerusalemme, giusto per togliersi il risorto è vivo, che le sue parole sono vere, qualche sassolino dalle scarpe di fronte a chi che Lui è qui e che c'è speranza per ciascuno l'aveva condannato. di noi. Niente di tutto questo, il suo stile rimane Buona Pasqua a tutti Voi. sommesso, senza enfasi, senza retorica. Padre Michele Perché, poi, non rimprovera Pietro e tutti PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 3 CATECHESI: Alla scuola di Papa Francesco Questa nostra madre Chiesa a cura di Padre Giacomo In questo numero del Bollettino Parrocchiale, anziché un mio articolo ho pensato di proporVi questa catechesi del Papa, che mi sembra sottolinei e indichi sia che cosa è la chiesa sia che cosa dovrebbe essere oggi. Mi sembra tocchi la concretezza anche delle nostre famiglie. Un caro augurio a tutti Voi per una Buona Pasqua! UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 18 settembre 2013 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Oggi ritorno ancora sull’immagine della Chiesa come madre. A me piace tanto questa immagine della Chiesa come madre. Per questo ho voluto ritornarvi, perché questa immagine mi sembra che ci dica non solo come è la Chiesa, ma anche quale volto dovrebbe avere sempre di più la Chiesa, questa nostra madre Chiesa. Vorrei sottolineare tre cose, sempre guardando alle nostre mamme, a tutto quello che fanno, che vivono, che soffrono per i propri figli, continuando quello che ho detto mercoledì scorso. Io mi domando: che cosa fa una mamma? 1. Prima di tutto insegna a camminare nella vita, insegna ad andare bene nella vita, sa come orientare i figli, cerca sempre di indicare la strada giusta nella vita per crescere e diventare adulti. E lo fa con tenerezza, con affetto, con amore, sempre anche quando cerca di raddrizzare il 4 nostro cammino perché sbandiamo un poco nella vita o prendiamo strade che portano verso un burrone. Una mamma sa che cosa è importante perché un figlio cammini bene nella vita, e non l’ha imparato dai libri, ma l’ha imparato dal proprio cuore. L’Università delle mamme è il loro cuore! Lì imparano come portare avanti i propri figli. La Chiesa fa la stessa cosa: orienta la nostra vita, ci dà degli insegnamenti per camminare bene. Pensiamo ai dieci Comandamenti: ci indicano una strada da percorrere per maturare, per avere dei punti fermi nel nostro modo di comportarci. E sono frutto della tenerezza, dell’amore stesso di Dio che ce li ha donati. Voi potrete dirmi: ma sono dei comandi! Sono un insieme di “no”! Io vorrei invitarvi a leggerli – forse li avete un po’ dimenticati – e poi di pensarli in positivo. Vedrete che riguardano il nostro modo di comportarci verso Dio, verso noi stessi e verso gli altri, proprio quello che ci insegna una mamma per vivere bene. Ci invitano a non farci idoli materiali che poi ci rendono schiavi, a ricordarci di Dio, ad avere rispetto per i genitori, ad essere onesti, a rispettare l’altro… Provate a vederli così e a considerarli come se fossero le parole, gli insegnamenti che dà la mamma per andare bene nella vita. Una mamma non insegna mai ciò che è male, vuole solo il bene dei figli, e così fa la Chiesa. 2. Vorrei dirvi una seconda cosa: quando un figlio cresce, diventa adulto, prende la sua strada, si assume le sue responsabilità, cammina con le proprie gambe, fa quello che vuole, e, a volte, capita anche di uscire di strada, capita qualche incidente. La mamma sempre, in ogni situazione, ha la pazienza di continuare ad accompagnare i figli. Ciò che la spinge è la forza PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 dell’amore; una mamma sa seguire con discrezione, con tenerezza il cammino dei figli e anche quando sbagliano trova sempre il modo per comprendere, per essere vicina, per aiutare. Noi – nella mia terra – diciamo che una mamma sa “dar la cara”. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che una mamma sa “metterci la faccia” per i propri figli, cioè è spinta a difenderli, sempre. Penso alle mamme che soffrono per i figli in carcere o in situazioni difficili: non si domandano se siano colpevoli o no, continuano ad amarli e spesso subiscono umiliazioni, ma non hanno paura, non smettono di donarsi. La Chiesa è così, è una mamma misericordiosa, che capisce, che cerca sempre di aiutare, di incoraggiare anche di fronte ai suoi figli che hanno sbagliato e che sbagliano, non chiude mai le porte della Casa; non giudica, ma offre il perdono di Dio, offre il suo amore che invita a riprendere il cammino anche a quei suoi figli che sono caduti in un baratro profondo, la Chiesa non ha paura di entrare nella loro notte per dare speranza; la Chiesa non ha paura di entrare nella nostra notte quando siamo nel buio dell’anima e della coscienza, per darci speranza! Perché la Chiesa è madre! 3. Un ultimo pensiero. Una mamma sa anche chiedere, bussare ad ogni porta per i propri figli, senza calcolare, lo fa con amore. E penso a come le mamme sanno bussare anche e soprattutto alla porta del cuore di Dio! Le mamme pregano tanto per i propri figli, specialmente per quelli più deboli, per quelli che hanno più bisogno, per quelli che nella vita hanno preso vie pericolose o sbagliate. Poche settimane fa ho celebrato nella chiesa di sant’Agostino, qui a Roma, dove sono conservate le reliquie della madre, santa Monica. Quante preghiere ha elevato a Dio quella santa mamma per il figlio, e quante lacrime ha versato! Penso a voi, care mamme: quanto pregate per i vostri figli, senza stancarvi! Continuate a pregare, ad affidare i vostri figli a Dio; Lui ha un cuore grande! Bussate alla porta del cuore di Dio con la preghiera per i figli. E così fa anche la Chiesa: mette nelle mani del Signore, con la preghiera, tutte le situazioni dei suoi figli. Confidiamo nella forza della preghiera di Madre Chiesa: il Signore non rimane insensibile. Sa sempre stupirci quando non ce l’aspettiamo. La Madre Chiesa lo sa! Ecco, questi erano i pensieri che volevo dirvi oggi: vediamo nella Chiesa una buona mamma che ci indica la strada da percorrere nella vita, che sa essere sempre paziente, misericordiosa, comprensiva, e che sa metterci nelle mani di Dio. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 5 ATTIVITA’ DELLA PARROCCHIA: Corso per i fidanzati 2014 Perché ne vale ancora la pena di Chiara ed Enrico “Spesso mi incanto a guardare la televisione quando ci sono le coppie di pattinatori artistici sul ghiaccio, mi affascinano, così instabili su quelle lame, su quel terreno così scivoloso, eppure mi danno un’idea di grande stabilità … sono eleganti … danno l’idea di un’intesa perfetta.” Su queste parole di Stefania, protagonista del film Casomai, è iniziato il nostro percorso da fidanzati: come afferma Don Livio, altro personaggio del film, ci è piaciuta “questa immagine di equilibrio continuamente precario, su un terreno insidioso, dove solo la fiducia nell’altro e un allenamento infaticabile riescono a costruire risultati solidi, giorno per giorno”. Siamo un gruppo abbastanza eterogeneo, sei coppie, ognuna con la propria realtà alle spalle, il proprio mondo e famiglia d’origine, ma tutte con uno spirito comune: affrontare gli argomenti più disparati, proposti dalle nostre coppie guide e dai due sacerdoti, condividendo le proprie esperienze e i propri pensieri, sia quelli più leggeri sia altri molto più personali. Fin dal primo incontro, ognuno con la propria personalità si è in messo in gioco, in modo da instaurare un bel clima gioviale e un rapporto quasi di confidenza tra tutti i partecipanti: le battute, le risate, gli episodi di vita quotidiana, alternate da discorsi profondi e paure tangibili, sono state all’ordine del giorno. Il team, capitanato da Franco e Antonella, la coppia con più anni di matrimonio alle spalle, supportati da Francesca e Fabio e dai più freschi di matrimonio, Laura e Leonardo, guidati da Padre Giacomo e Padre Michele, ci ha proposto ogni serata spunti per la riflessione tratti dalla loro esperienza di famiglia cristiana: in seguito ad alcune attività per rompere il ghiaccio e alla visio- 6 ne di un film, Casomai, che, tra metafora e realismo quotidiano, mette a fuoco gli ostacoli che la società insinua anche in chi crede che il matrimonio sia un impegno per la vita, il corso ci ha aiutato ad esaminare questi corrosivi interni ed esterni, usando le parole di Leonardo e Laura, che possono minare la solidità della coppia. Così, tutti insieme abbiamo discusso l’importanza della Fede in Dio, definita da uno di noi come “le gambe del mobile, ma non il mobile stesso”, del pregare all’interno della coppia, sia da soli sia insieme (il Papa ha affermato, “lui per lei, lei per lui, e tutti e due insieme”), del saper perdonare in primis noi stessi e, solo in seguito, l’altro, della differenza tra la parola per-dono e scusa. E ancora sull’importanza del dialogo tra noi, oggi fidanzati e domani sposi, sulla qualità del parlarsi, sul rapporto tra la società e la nostra coppia, analizzata come un’isola, su ciò che noi sentiamo parte integrante della nostra famiglia e ciò che invece ne resta al di fuori. Ci siamo interrogati se valesse ancora la pena diventare madre e padre in un mondo che, a sentire il telegiornale, è solo caratterizzato da omicidi, violenza e truffe; ci siamo soffermati sul compito educativo della famiglia, sull’importanza dei nonni, su come noi ce li immaginiamo e sugli aggettivi caratterizzanti della figura della madre e del padre. Uno dei momenti più significativi è rappresentato dalla serata dedicata alle famiglie d’origine: attraverso alcune domande, abbiamo individuato le caratteristiche di ognuna di esse, le differenze, ciò che ci ha conquistati e ciò che ci dà tremendamente fastidio. È stato un incontro ricco di dialogo e di condivisione, in cui sono emerse alcune - divertenti - problematiche comuni, co- PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 me la presenza di genitori/suoceri troppo invasivi, la sensazione di strappare i figli alle madri, la soggezione nel dare del Lei agli suoceri, il dubbio sul dare una copia del mazzo di chiavi della propria casa ai genitori/suoceri, ecc., e altri piccoli problemi quotidiani in cui la maggior parte di noi non fa fatica a ritrovarsi: è stato molto utile l’apporto di chi ha già affrontato e superato queste situazioni ed è in grado, raccontando la propria esperienza, di suggerire una possibile soluzione. Questa serata, come anche le altre, ci ha permesso di comprendere l’importanza nel sentirsi parte di una comunità cristiana, in cui, attraverso la condivisione e lo scambio di pensieri, si riesce a individuare, non per forza più velocemente, ma senza dubbio in modo più sereno, le soluzioni a problemi che, da soli, sembrano insormontabili. Uno dei momenti più toccanti, invece, è stato ascoltare le parole di Papa Francesco durante l’incontro del 14 Febbraio scorso con i fidanzati: in particolare ci siamo soffermati sulla paura del “per sempre”, alla quale il Santo Padre risponde con l’importanza dell’affidarsi “giorno per giorno al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, passi piccoli, passi di crescita comune, fatto di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede”. Molto profonda è anche la definizione di amore e di famiglia che il Papa ci regala, “l’amore è una relazione, è una realtà che cresce. (..) La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa, che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno”. Tutto, perciò, inizia dal matrimonio: usando le parole del vescovo Nosiglia, esso “è un dono, perché nasce dall’amore gratuito di Dio, ed è mistero, perché resta l’esperienza che, solo vivendola pienamente, può essere gustata e approfondita giorno dopo giorno.” In conclusione, riprendendo le parole di Don Livio, rivolgiamo a tutti i “pattinatori”, a quelli giovani e a quelli un po’ più saggi, alle nostre guide, ai nostri genitori e a tutte le coppie della nostra Comunità “l’augurio di costruire basi solide. Piene d’amore. Che guardino verso un futuro pieno di speranza. Concreta. Buon Lavoro. Amen”. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 7 LA NOSTRA COMUNITA’ PARROCCHIALE Gruppo Pensionati e Anziani Un mercoledì da leoni Di Carlo ‘d Chinòta (Carlo Brosio) Ogni ultimo mercoledì del mese, in Parrocchia alle 15 ha luogo la riunione mensile dei pensionati e anziani. Sono quasi 11 anni che la frequento, essendo andato in pensione nel 2003 e sono ben lieto di passare 2 ore in compagnia di gente simpatica, a partire dai 3 parroci che si sono succeduti in questi anni: p. Adriano, p. Giacomo, p. Michele. Ahimé! Alcuni partecipanti nel corso degli anni ci hanno lasciato, ma son sicuro che da lassù continuano a seguirci con occhio benevolo. Noi sopravvissuti siamo contenti di mantener viva la tradizione. Ed ecco come si svolge la riunione. Dopo un corto preambolo di catechesi, un esperto ci aiuta ad affrontare i disagi quotidiani di noi anziani: un medico, un filosofo, uno psicologo, a cui rivolgiamo domande semplici. Oppure c'è un momento ludico tipo tombola, musichiere, proiezione di diapositive o di film. Qualche anno fa si organizzavano a fine maggio gite frequentatissime di mezza giornata. Mi ricordo Vezzolano, Vicoforte di Mondovì. Quest'anno abbiamo fatto visita a qualcuno più sfortunato di noi al Cottolengo di Mappano. Dopo la prima ora c'è l'intervallo, il cui inizio è un momento di golosità: i mitici canestrelli di Irma, innaffiati da tè e cioccolata di Mariuccia, poi io o Adriana o Luigina rubiamo 5 minuti di attenzione, con nostre poesie o racconti. Io scrivo e leggo in piemontese, ma se me la si chiede fornisco anche a traduzione in italiano. Oggi ho letto la poesia che avevo mandato a Papa Francesco (che riporto qui sotto) e la lettera di risposta della Segreteria di Stato in cui mi si partecipa la Sua Benedizione (chissà se ciò renderà meno impervio il cammino verso la grazia celeste di un povero peccatore come me?). Le due ore sono volate anche questa volta, arrivederci al 26 marzo col nostro motto: NON SIAMO VECCHI O ANZIANI, SIAMO DIVERSAMENTE GIOVANI! Papa Ceco? dal Monfrà ij pias 'l vin Da Castelneuv a ven soa famija A bèiv barbera frèisa e grignolin E, con ij doss, 'n pòch 'd malvasija. Vardo sèmper "Tvvitter" pér lòn che a scriv Paròle che tuti a peulo capì Paròle d'un che per la gent a viv ed lì davsin, Moncuch, a l'era mare E mi, anche da cit, bèivija 'l vin. Spiritual, ma avèilo come pare! Anche amis, Papa Ceco, l'Argentin. A dis che le guère a deuvo finì E a prega pér tuti ij emarginà Che a peusso trové soa bon-a stra. Papa Ceco Papa Francesco? gli piace il vino del Monferrato. La sua famiglia arriva da Castelnuovo Don Bosco, beve barbera freisa e grignolino e, con i dolci, un poco di malvasia. E di li vicino, Moncucco, era mamma ed io, anche da piccolo, bevevo il vino. Spirituale, ma averlo come padre! Anche amico, Papa Francesco, l'Argentino. Guardo sempre twitter per quello che scrive, parole che tutti possono capire, parole di uno che vive per la gente, dice che le guerre devono finire e prega per tutti gli emarginati, che possano trovare la loro buona strada. 8 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 LA NOSTRA COMUNITA’ PARROCCHIALE: I Gruppi Famiglia Un cammino di fede insieme di Elisabetta Chi su proposta del parroco proprio il giorno del matrimonio, chi dopo qualche anno dal grande passo, il nostro gruppo famiglia è nato in punta di piedi quasi come un esperimento per vedere se anche delle coppie giovani potessero iniziare un cammino di fede insieme. Alcuni di noi hanno alle spalle genitori che a loro volta hanno preso parte ai primi gruppi famiglia parrocchiali e proprio per questo hanno ben chiaro che questi incontri nascono per parlare di fede magari facendosi aiutare da un testo o da un brano di Vangelo, ma in realtà pongono le basi di rapporti di amicizia unici e profondi. Trovarsi per confrontarsi, condividere e an- che farsi illuminare in momenti critici e di scelte familiari che spesso, seppur con protagonisti e situazioni diverse, si ripetono in tutti i focolari domestici. Non fa, sicuramente, da contorno la figura di padre Michele. La sua presenza ci aiuta a non cadere nel banale, nel luogo comune. Durante ogni incontro possiamo sperimentare come la meditazione personale, di coppia e di gruppo sia un momento di crescita e di verifica che stimola il dialogo e il confronto. E non possiamo dimenticare le animatrici che durante gli incontri intrattengono i nostri bimbi: anche loro cominciano ad apprezzare e ad aspettare l’appuntamento quasi mensile. AAA Coristi cercasi … Hei! Dico a te, ugola d’oro. Se non ti senti Pavarotti va bene ugualmente. Abbiamo bisogno di te uomo (la domenica mattina in Parrocchia per la Santa Messa delle 11,00) per sostenere con la tua voce il coro. Credimi: sei importante! Seguire la Santa Messa è bello, ma servirla è davvero bellissimo. L’impegno non è gravoso. Facciamo le prove solo una volta alla settimana, il martedì dalle 21,00 alle 22,30. Se vuoi far sentire anche la tua voce e hai dai 10 ai 90 anni sei l’ideale. Ti aspettiamo a braccia aperte. Ciao PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 9 TESTIMONIANZE Nonna Lina racconta ... Cent’anni e non sentirli intervista a cura di Valeria e Rino Sfidiamo chiunque partecipi alla messa festiva alle 11 della domenica, ad attribuire la giusta età alla anziana signora che abitualmente occupa il primo banco a sinistra, vestita in modo giovanile, con giacche a colori vivaci, pantaloni abbinati, viso con accenno di qualche ruga, capelli bianchi con taglio curato e ben pettinati, sguardo vivace ed attento. Solo il bastone che la accompagna tradisce qualche incertezza nel camminare. Ebbene, Carolina Francone, è di lei che parliamo (per tutti nonna Lina), il 23 giugno 2014 compirà cento anni!. Siamo andati a farle visita per conoscere meglio le sue abitudini e cercare di carpirle il segreto della sua longevità cosi brillante…. Sono nata a San Francesco al Campo in una casa di via Bruna, angolo via Maurina, terza dopo due maschi. I miei genitori erano contadini e io, dopo la scuola, anda- 10 vo nei campi a guidare le mucche che tiravano l’aratro o l’erpice per poi seminare il grano o il granoturco. Contribuivo anche ai lavori di casa aiutando la mamma in cucina ed in particolare a fare il bucato che a quei tempi era un’operazione lunga e laboriosa. In un mastello di legno il quale aveva un foro di scarico nella parte inferiore, chiuso con un tappo, si disponevano le lenzuola da lavare quindi un telo che occupava tutta l’area del mastello a mo’ di coperchio sul quale si metteva della cenere di legna. A questo punto si versava, sopra la cenere, dell’acqua bollente che filtrava attraverso la cenere ed il telo ; dopo un po’ si faceva fuoriuscire l’acqua attraverso il foro di scarico, raccogliendola in un secchio e si versava di nuovo sopra le cenere. Questa operazione veniva ripetuta più volte. Il giorno dopo caricavamo il mastello con la biancheria sul carro trainato dalle mucche e andavamo al torrente Fisca dove mia mamma sciacquava le lenzuola nell’acqua corrente. Finite le scuole elementari, a dodici anni, andai a lavorare alla “Remmert” a San Maurizio: Il mio compito era quello di preparare le spolette per l’operaia che le utilizzava sui telai. Ero molto svelta e quando vedevo che ne avevo già parecchie PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 di riserva, andavo a giocare un po’ a nascondino, nel reparto, con altre bambine. Una volta mi ero nascosta in un cassone, arrivò il capo ed alzò il coperchio per controllarne il contenuto. Io balzai fuori spaventata e scattai di corsa al mio posto. Il capo, divertito, non ebbe il coraggio di sgridarmi. Dopo tre anni lasciai il lavoro in fabbrica e rimasi a casa ad aiutare i miei genitori nei lavori di campagna A diciotto anni tornai in fabbrica, alla “Barella” dove lavoravo ad una macchina che produceva suole di gomma. Rimasi lì parecchi anni, fino alla nascita della mia seconda figlia. Il 22 aprile del ’39 mi sposai con Clemente, un giovane anche lui di san Francesco, che lavorava al sesto baraccamento e ho continuato a vivere, con mio marito, nella casa paterna. Poco tempo dopo ebbe inizio la seconda guerra mondiale. Furono anni duri e difficili. Il cibo scarseggiava, c’erano le incursioni aeree e i bombardamenti,( una volta hanno colpito una casa poco lontano dalla mia) io e i miei famigliari andavamo a ripararci sotto il ponte del rio Ritanasso. Intanto, nel ’43,in piena guerra, nacque Rosalba, la mia prima figlia e dopo cinque anni la seconda, Michelina. Mio marito ed io, progettavamo di costruire una casetta per conto nostro. Comprammo un terreno ai Gamberi e Clemente, nel tempo libero, insieme a mio fratello che era muratore, a poco a poco, costruì la nostra casa e ci trasferimmo in quella borgata. Io avevo lasciato il lavoro in fabbrica per poter allevare le figlie e cercavo di contribuire al bilancio famigliare continuando ad allevare mucche, galline e conigli. Mio marito non si era mai deciso a prendere la patente cosi, io, a cinquantacinque anni, già nonna, pensai di iscrivermi alla scuola guida; ottenni la patente e comprammo la macchina. Potevo così portare mio marito in giro e andare a fare le commissioni anche per i miei famigliari e per i vicini che ne avevano bisogno. Siccome le mie figlie lavoravano, mi presi cura dei miei sei nipoti e li ho accuditi finché sono cresciuti. Nell’anno 1979 venni colpita da un grave lutto: la morte di mio marito. Nonostante la dolorosa perdita non mi sono sentita sola perché le mie figlie, i miei generi ed i miei nipoti mi sono sempre stati vicini e non mi hanno fatto mancare la loro compagnia ed il loro affetto. Dal canto mio ho cercato di tenermi occupata e rendermi utile secondo le mie possibilità. Con l’avanzare dell’età mi sono concessa anche qualche svago partecipando a gite e viaggi e, ogni estate, alla villeggiatura al mare organizzata dal comune. In questi ultimi anni continuo a vivere a casa mia, ma non cucino più; vado a pranzo e a cena dalle mie figlie e mangio con buon appetito tutto ciò che mi preparano. Non guido più l’auto anche se ce l’ho ancora in garage, ma di tanto in tanto la metto in moto e la faccio uscire in cortile, poi la rimetto dentro, così la faccio girare un po’!. Partecipo volentieri alle iniziative di “Generazione più” di cui faccio parte del direttivo e ogni sabato sera, con mia figlia e mio genero, vado giocare a carte in casa di amici, così tengo in allenamento la mente e la memoria. Ringrazio il Signore per la lunga vita che mi ha donato, per la fede che mi ha permesso di superare i momenti difficili e le sofferenze, per la salute che ancora mi accompagna, per la mia famiglia: figlie, generi, nipoti e pronipoti che mi vogliono bene e che mi circondano di attenzioni e di premure. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 11 SCUOLA DEI GENITORI Nuovo ciclo di incontri Gioie e fatiche dell’imparare di Paola Sono circa un centinaio le famiglie dell’Istituto Comprensivo di San Maurizio che hanno sentito la necessità di confronto e supporto riguardo i temi educativi proposti dalla quarta edizione della “Scuola dei Genitori” che si sta svolgendo presso la Scuola primaria F.lli Pagliero di San Maurizio C.se. I temi affrontati, su suggerimento degli stessi genitori, sono stati: La collaborazione tra genitori e scuola nel riconoscere e affrontare le difficoltà degli alunni Educare all’affettività autentica e gioiosa Conflitti tra genitori e sofferenze dei figli L’umiliante trappola delle droghe. Quattro argomenti apparentemente diversi, ma così legati da permettere l’individuazione dei punti di forza e delle difficoltà presenti nel percorso armonico della crescita della persona. La famiglia, oggi, ha il compito di sviluppare la crescita attraverso saldi legami affettivi cosicché bambini e ragazzi motivati all’apprendimento, possano inserirsi nel primo contesto sociale che viene loro proposto: la scuola; chiamata a istruire, formare e accompagnare. Se la persona non sente di valere non riesce a formarsi nella sua pienezza, quindi famiglia e scuola devono diventare l’una il contesto dell’altra, così da collaborare in modo sinergico e costante. Per trovare le radici di una crescita affettiva matura dobbiamo sforzarci di guardare alla coppia genitoriale. I tabù legati al sesso sono caduti, ma ancora non è stata raggiunta una vera parità uomo- donna, lo dimostrano i continui episodi di violenza familiare presenti sotto gli occhi di tutti. La sessualità indagata dalla ricerca scientifica sin nei minimi particolari, rimane, nel terzo millennio, un’esperienza indefinibile e insondabile che non ha perso il suo mistero e resiste alla sua continua banalizzazione. Imparare a gestire le emozioni che portano all’affetto è la grande sfida di oggi. Dentro alle parole “TI AMO” dette consapevolmente rientrano: passione, intimità, impegno e parità; e solo con queste premesse si può giungere alla formazione di un equilibrio familiare armonico che porta a scelte educative coraggiose, alla comprensione positiva della sessualità, all’interiorizzazione degli ideali, e a una giusta collocazione dell’individuo nel contesto familiare. Anche gestire i conflitti diventa insormontabile quando non si dà importanza all’espressione dei sentimenti e delle emozioni: la comunicazione diventa difficoltosa o addirittura s’interrompe. Se non siamo capaci di usare parole e i gesti per cercare di trasmetterci reciprocamente e in modo chiaro il messaggio: "tu vali per me" , "tu sei proprio importante per me", “Io ho fiducia in te” viene meno il legame che ci rende unici agli occhi dei nostri familiari, il 12 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 micro mondo domestico crolla e il dolore delle incomprensioni irrompe nel quotidiano ferendo adulti, ragazzi e bambini in modo egualmente doloroso e insopportabile. E’ però proprio attraverso i riti nel quotidiano che possiamo uscire dalla mediocrità riscoprendo la gioia e la bellezza dell’amore familiare che più è difficile più è forte se capace di perdono. L’ultimo incontro sarà arricchito dal contributo dei ragazzi di III media, di S. Francesco e S. Maurizio, che con i loro elaborati sul tema delle droghe: Sguardi sul mondo delle dipendenze. Come riconoscerle e come contrastarle, ci daranno l’occasione di un confronto schietto e diretto sul mondo moderno che propone soluzioni “adulte” a come affrontare le dipendenze ma che farebbe cosa più saggia se sapesse mettersi in ascolto dei giovani perché in loro manca l’equilibrio dell’età ma vi è la freschezza di ideali quali fiducia, giustizia, dedizione, che noi adulti abbiamo in parte perduto, ma che camminando insieme possiamo recuperare per costruire un mondo più sobrio e gioioso. 11 maggio in famiglia Incontro dei gruppi famiglia a San Mauro di Valeria e Rino Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, avvertendo l’esigenza di un momento di confronto fra tutti i “Gruppi Famiglia” presenti nella nostra parrocchia, ha organizzato una giornata comunitaria a Villa Speranza di San Mauro, domenica 11 maggio 2014 dalle ore 9,30 alle 17,00. L’incontro pomeridiano sarà guidato da don Osvaldo Maddaleno. Tutti i componenti dei vari “Gruppi Famiglia” sono caldamente invitati a partecipare per non perdere questa importante occasione che permetterà di conoscersi meglio e scambiarsi le proprie esperienze. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 13 ORATORIO: A vele spiegate! Una ricca stagione da scoprire A cura di Cecilia e degli Animatori I progetti in ballo sono tanti: domeniche in collaborazione con le catechiste, chiusura dell'anno oratoriale, estate ragazzi, campi estivi, ritiri di formazione, possibile gemellaggio con l'oratorio di San Carlo... Ogni nuova proposta, per quanto impegnativa e non priva di ostacoli, mostra quanto noi animatori crediamo in ciò che facciamo. Malgrado i nostri problemi, siamo sempre pronti a rimboccarci le maniche e a darci da fare, supportandoci (e sopportandoci!) uno con l'altro. Quindi eccoci qui: davanti a noi si apre una stagione ricca di impegni, proposte e possibilità per cui ci stiamo preparando al meglio. Quest'anno è partito con una marcia in più rispetto a quelli passati, soprattutto perché abbiamo cercato un modo per riavvicinarci alla Comunità. È infatti in via di stesura un “progetto educativo” segno della volontà di promuovere la nostra attività e della voglia di metterci in gioco, anche attraverso le collaborazioni con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con il gruppo dei catechismi e con la Commissione Giovani dell'Unità Pastorale. Con quest'ultima ci siamo preparati all'accoglienza dell'urna di Don Bosco, presso la chiesa di San Giovanni a Ciriè. “L'educazione è cosa del cuore”, diceva il Santo, ed è proprio su queste parole che animiamo ogni domenica, organizziamo corsi di formazione per animatori e aiuto-animatori, tornei di calcetto e tanto altro! Un esempio? Il 16 febbraio ha avuto luogo la gita sulla neve ad Usseglio. Tutti insieme, (bambini, genitori e animatori) abbiamo preso parte alla Decima Ciaspolata organizzata dal Comune, “gareggiando” e addirittura vincendo una forma di toma (enorme e buonissima) nella categoria “gruppo più numeroso”. 14 Ma non è certo finita qui! Per la prima volta ben 7 ragazzi e 3 animatori della nostra parrocchia hanno partecipato alla Settimana Comunitaria, con la speranza di poter rivivere questa splendida esperienza il prossimo anno. Domenica 23 febbraio, poi, abbiamo festeggiato il Carnevale con l'Avis e il Comune e i W.C. (i Clown di Corsia dell'ospedale di Ciriè). che hanno organizzato uno spettacolo di magia. La partecipazione dei bambini e dei ragazzi è stata senza precedenti! Il pomeriggio si è svolto all'insegna di giochi e divertimento, accompagnato da una squisita merenda, dalla consueta sfilata (con la premiazione delle maschere migliori) e dalla battaglia dei coriandoli... fortunatamente senza alcun ferito! Per la Quaresima abbiamo organizzato una serie di giornate in oratorio dove ospitiamo di volta in volta i ragazzi dei vari gruppi e le loro catechiste, che ci danno una mano nella preparazione e nello svolgimento della giornata! La tematica è un po' diversa da quella di tutto l'anno, perché abbiamo deciso di intraprendere un percorso vicino alla liturgia della Parola, sulle orme di Gesù, percorrendo e interpretando il Suo cammino verso Gerusalemme come solo noi sappiamo fare: giocando! Un grande successo stanno avendo anche i gruppi del dopocresima, del biennio e del triennio con la partecipazione di ragazzi appassionati e pieni di voglia di vivere e mettersi alla prova. Ringraziamo tutti: genitori, aiuto-animatori, bambini, catechiste e soprattutto Padre Michele e Suor Jeanette, che ci danno fiducia e coraggio! Ricordiamo alcuni appuntamenti: Tutte le domeniche in oratorio dalle 14,30 alle 17,30! PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 23 febbraio 2104: alcuni momenti della festa di Carnevale Domenica il 4 aprile la caccia al teso ro per il paese, con l'aiuto delle catechiste. Domenica 11 Maggio ci sarà la festa della mamma. Domenica 18 maggio l'oratorio rimarrà chiuso per dare la possibilità a tutti di partecipare alle prim e Comunioni. Domenica 25 maggio si svolgerà la giornata di chiusura dell'oratorio e del catechismo, nei locali della parrocchia, dalle 14,30 alle 17,30. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 15 16 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 CIASPOLATA A USSEGL LIO 16 febbraio 2014 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 17 MONDO GIOVANI La settimana comunitaria a San Carlo 18 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 MONDO GIOVANI La settimana comunitaria a San Carlo Cosa sei disposto a perdere? A cura di una Animatrice “Ragazzi, non sapete quanto mi mancano i vostri cori, le vostre risate la vostra compagnia. È stata una settimana piena di emozioni. GRAZIE, siete fantastici.” Maddalena. “Manca avere 60 persone che gironzolano per casa, Mancano le facce, i sorrisi, gli sguardi assonati a colazione e i cori durante pasti. Manca sentire le vostre risate, la gente che se va in giro cantando o cercando qualcuno. Ragazzi in voi ho trovato una grande famiglia e siete tutti fantastici.” Alessia. “Dopo una settimana così capisco cosa vuol dire stare bene assieme ad altre persone. Ho sentito uno spirito di comunità che non mi aspettavo, mi sono messo in gioco, ho messo a disposizione le mie qualità, le mie esperienze e conoscenze. Ho ricevuto affetto, tanto affetto, da parte di persone conosciute da pochissimo! Ho capito il vero senso della parola "sacrificio" e ne farò tesoro.” Riccardo. “La settimana comunitaria? Semplicemente fantastica! (tornare alla solita vita, sarà veramente difficile!)” Sara. Questi sono alcuni dei numerosissimi stati apparsi sulla mia Home di Facebook domenica 23 febbraio. Maddalena, Alessia, Riccardo e Sara sono solo quattro dei quaranta ragazzi che quest'anno hanno partecipato alla sesta Settimana Comunitaria. Accomunati da una grande voglia di mettersi in gioco e di crescere, i ragazzi, guidati dai quindici animatori, da Don Luciano, Suor Fernanda e Padre Michele, hanno affrontato un tema difficile e impegnativo: Il Sacrificio. Come Gesù si è fatto uomo e sacrificato per la nostra salvezza, ognuno di noi, nel suo piccolo, è spesso chiamato a rinunciare a qualcosa per un Bene maggiore, per un Progetto più grande. Partendo proprio dalla lettura del Vangelo, ciascuno, nei momenti di preghiera e durante le serate, ha dovuto fare i conti con una sola, difficilissima, domanda: “E io, cosa sono disposto a perdere?”. Alcuni hanno perso ore di sonno, altri allenamenti sportivi, altri ancora hanno dedicato una parte del loro tempo per aiutare un amico in difficoltà. Ciascun ragazzo si è impegnato a fondo per riuscire a mettersi al servizio degli altri. Tante piccole rinunce che hanno reso la Settimana, come sempre, un momento di condivisione e di felicità. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 19 EDUCAZIONE La sfida continua Adolescente cerca adulti competenti: presentatevi! di Cinzia Riassetto Vi sembrerà strano ma è così: l’adolescente, più del bambino, guarda verso l’alto. La sua attenzione non è attratta solo dai coetanei, nonostante le apparenze, ha fame di relazioni verticali, con adulti competenti. E a questi adulti competenti l’adolescente chiede anche di svolgere verso di lui delle funzioni, che consistono sostanzialmente in un rilevante sostegno alla crescita. Non sono funzioni che si possono delegare ai coetanei: solo un adulto può assolvere questo compito e questo significa che un adolescente privo di adulti di riferimento rimanga senza sostegno: uno strumento che a questa età non è solo consigliato ma evidentemente necessario. Vi conduco più in profondità nei pensieri: l’adolescente chiede all’adulto competente di essere ammirato. Per molti versi il bisogno di ammirazione dell’adolescente da parte degli adulti, è molto simile alla funzione che svolgono i genitori nel corso dei primi passi del bambino verso la crescita: gli occhi del bambino sono perennemente orientati verso lo sguardo degli adulti di riferimento per vedere l’effetto che fa l’impresa che sta compiendo, per riscuotere la loro ammirazione e quindi riprovare a fare quell’impresa. Lo sviluppo si compie durante l’infanzia grazie all’espressione convincente della loro tenera partecipazione di incoraggiamento. Anche l’adolescente nel corso del proprio processo di “seconda nascita” ha paradossalmente bisogno che le proprie azioni vengano teneramente rispecchiate dagli adulti: paradossalmente perché tutto lascerebbe pensare che egli stia lavorando per ottenere 20 il massimo dell’indifferenza da parte loro, nei confronti dei quali sembra aver preso ogni tipo di distanza: emotiva, normativa, relazionale. A volte lo stesso adolescente che dipende dall’ammirazione dell’adulto, non appare consapevole della sua necessità e sembra anzi deciso ad ottenere esattamente il contrario di cui ha bisogno. L’adolescente non chiede ammirazione per rinsaldare un legame di dipendenza! Al contrario, ha bisogno di essere ammirato mentre si allontana, quando disprezza proprio chi dovrebbe ammirare la sua capacità di sputare nel piatto in cui mangia, poiché ciò che lo nutre proviene ormai da altre cucine e non hanno a che vedere con i manicaretti ci cui era ghiotto durante l’infanzia! La richiesta di ammirazione dell’adolescente non sottintende dipendenza; ciò differenzia la richiesta di tenerezza rispecchiante avanzata dal bambino. L’adulto competente è convocato anche per adempiere ad un rito tutt’altro che facile. All’adolescente serve una presenza che lo aiuti a separarsi dalle attese e nostalgie del figlio che è stato e del bambino che continua ad essere potente negli strati più profondi della propria mente. A rendere meno prepotente quel bambino e a ridurre il potere del ruolo del figlio concorrono in molti: dall’amico del cuore al gruppo degli amici, alla fidanzata o fidanzato; ma anche l’adulto competente ha un ruolo importante. Se non viene aiutato a liberarsi serenamente di queste parti, quest’azione di sviluppo rischia di assumere dei connotati paranoici e truci, esagerati, perché porta con sé l’immagine dell’obbligo a “uccidere” quelle PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 parti di sé, a doverle lasciare. Guardiamoci attorno: si aggirano nelle scuole e per le strade degli adolescenti che sono diventati tali da soli, senza l’aiuto di competenti e se ne scorgono i segni. Sono adolescenti che non serbano traccia della bellezza del bambino, della sua capacità di sperare: sono adolescenti che hanno suicidato gli aspetti più creativi di sé. Certi preadolescenti, travestite senza bellezza da donne sensuali e procaci sono figlie della loro solitudine educativa priva di mediazioni adulte: non hanno avuto a disposizione le donne adulte che le aiutassero a capire come prendere la grazia della bambina che erano state e iniettarla nella sua attuale età. Altri preadolescenti rimangono goffi nelle loro vesti alla ricerca dei motivi del dover crescere perché nessuno glielo ha insegnato. L’adulto competente è perciò convocato anche per adempiere a questa funzione iniziatica, promuoverla e darle un senso: da bambino ad adolescente. Gli è chiesto di esserci come testimone della certezza che si può sopportare il dolore e lo sgomento di dover tanto soffrire solo per realizzare un progetto naturale e ineludibile: si resta figli per sempre all’anagrafe ma non si può rimanere figli per sempre: si rischia di impazzire. Charmet, maestro di Psicologia sugli adolescenti, mette in guardia dai rischi di rimanere figli per tutta la vita così: “I pazzi sono bambini grandi che passeggiano dando la mano alla mamma che cammina ammutolita dal disastro che ha combinato il papà per non aver mai cercato di separarla dal figlio sequestrato senza speranza”. QUARESIMA DI FRATERNITA' 2014 Durante il periodo di quaresima nelle parrocchie della nostra diocesi si raccolgono offerte destinate ad opere dei paesi in via di sviluppo. Nella nostra parrocchia quest'anno raccogliamo in favore di un'opera in Madagascar (Antanambao) per la formazione tecnica agricola di base ai capi famiglia. L'opera è guidata da Suor Ester Bovetti, delle Suore Carmelitane di Santa Teresa e dall'Associazione Toko Vato. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 21 GENITORIALITA’ Una testimonianza concreta: Cinzia Aperti alla vita Intervista doppia a Cinzia e Mirko, a cura della Redazione 1. Qual è il momento più bello della giornata con Olga? Il momento più bello per me è quando senza volere niente di particolare da me, Olga mi guarda e mi chiama “mamma”, per avere la certezza che io sia li con lei, o forse in quel “mamma” c'è l'intenzione di dirmi: “ti voglio bene”. 2. Cosa hai pensato la prima volta che l'hai vista? L'ho vista la prima volta in braccio alla sua tata e l'ho riconosciuta subito dalla foto che avevo di lei. Mi mettevo nei suoi panni, sentivo la sua difficoltà, la sua paura. Non ci aveva mai visto, la mia difficoltà era il farle capire che non volevo farle del male. Ero piena di emozioni, avevo freddo, avevo caldo, mi chiedevo “cosa posso fare per farti capire che sono qui per te?” 3. Che differenza c'è tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva? Secondo me, non c'è. L'amore che provi per un figlio è infinito in entrambi i casi. Se ci penso temo di essere una mamma più protettiva delle mamme biologiche, perché mi sento di doverla proteggere di più, ma poi forse no. Certo la differenza è che la mia “gravidanza” è stata più lunga di nove mesi. 4. Cosa spinge una coppia alla fatica enorme di adottare? Nel mio caso la mia famiglia con Mirko era pensata con dei figli. Adesso che penso che il mio futuro ha l’obiettivo di far star bene anche altri mi fa sentire bene. 5. In che cosa ti ha sorpreso Mirko nel diventare papà? Sai che me lo aspettavo così? E' dolce con lei, giocoso, tenero. Quando la guarda vedo i suoi occhi a forma di cuore, e probabilmente li vede anche Olga. Olga sta molto bene con il suo papà. Preferirei che fosse un po’ più autorevole in alcuni momenti, perché se siamo presenti entrambi lo fa fare a me. 6. Viziare o trascurare? Tra gli antipodi dello stile educativo, il tuo qual è? Quali valori stai trasferendo a Olga? Sicuramente l'educazione e il rispetto per sé e per gli altri. Credo che la prima parola che ho insegnato a mia figlia, dopo mamma e papà, sia stata “grazie”. Cerco di farle capire il valore delle cose. 7. Perché avete deciso di battezzarla, di darle un’educazione religiosa? Le sue radici religiose sono ortodosse, da grande farà le sue scelte, ma per ora io le do la mia fede che a me da tanto. Del resto è certamente un suo progetto quello di averci fatto incontrare, era già tutto segnato e io vorrei che lei conoscesse Colui che ha permesso tutto questo. 8. Il paese come ha accolto la tua bambina? Tanti sapevano che sarebbe arrivata Olga dalla Russia, io non sono di qui ma la famiglia di mio marito è conosciuta. Ho sentito da parte di tanti la voglia di conoscerla, si informavano sui tempi e quando è arrivata, la gente che ci conosce si fermava per salutarla, sorriderle, darle il benvenuto: un’accoglienza così spontanea e anche inattesa che ci ha riempito il cuore. 22 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 Una testimonianza concreta: Mirko 1. Qual è il momento più bello della tua giornata con Olga? Un momento particolarmente bello è quando torno dal lavoro alla sera tardi e non accendo le luci per non svegliarla, faccio piano per non fare rumore ma lei è sveglia. Mi sta aspettando perché vuole giocare con me e io l’accontento fino a quando Cinzia non si arrabbia perché a quell’ora dovrebbe già dormire!! 2. Cosa hai pensato la prima volta che l’hai vista? La tata che si occupava di lei nell’istituto in Russia, ci aveva detto di recarci nella stanza vicina ad aspettare l’arrivo di Olga. Invece lei era già lì ad aspettarci!! Non sapevamo come comportarci, cosa fare. Lei piangeva disperata ed io ero preoccupato perché non sapevo cosa fare per rassicurarla. 3. Che differenza c'è tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva? Da un punto di vista tecnico è l’opposto. Da un punto di vista psicologico, morale, sentimentale, secondo me, non cambia nulla. In entrambi i casi è un dono grandissimo che ricevi da Dio. 4. Cosa spinge una coppia alla fatica enorme di adottare? Sicuramente il desiderio di voler completare la famiglia, di riempire la tua vita. Il percorso per adottare un figlio può essere lungo (il nostro è durato tre anni). Nell’adozione ci sono molti intoppi burocratici, incontri con psicologi, viaggi, tribunali e tutto ciò richiede parecchio tempo, anni interi di lunga attesa. Ma anche l’attesa di un figlio naturale non è per tutte le coppie uguale. Per alcuni dura di più dei canonici nove mesi. Per tutti quanti, però, tutte le ansie, la disperazione e lo sconforto provato scompaiono nell’istante in cui vedi tuo figlio per la prima volta e lo puoi finalmente stringere nelle tue braccia. 5. In che cosa ti ha sorpreso Cinzia nel diventare mamma? Ero sicuro che sarebbe stata una brava mamma, ma non avrei mai detto che sarebbe stata così brava sin da subito. Lei sa essere dolce e disponibile con Olga ma anche severa quando è il momento (sa, come si dice, usare il “bastone” e la carota). Io, adesso, sono più per il gioco, ho scelto la parte più semplice! 6. Viziare o trascurare? Tra gli antipodi dello stile educativo, il tuo qual è? Quali valori stai trasferendo a Olga? Stiamo cercando di educarla al meglio e di insegnarle soprattutto il rispetto verso il prossimo. Il mio difetto più grande rispetto a Cinzia è che non riesco ad essere “duro” come lei! Basta un suo sguardo, con quei suoi occhi dolci, per farmi “sciogliere”. Forse questo mio comportamento è dovuto anche ad un episodio che mi ha segnato nel profondo. Le prime settimane di vita con Olga sono state per me molto difficili. Olga non mi ha accettato sin da subito. Non potevo avvicinarmi a lei o prenderla in braccio perché si metteva a piangere. La figura maschile in Russia non è molto presente. L’aver vissuto questa esperienza all’inizio del nostro percorso mi ha segnato parecchio e per il momento tendo ad assecondare di più le sue richieste rispetto a mia moglie. 7. Perché avete deciso di battezzarla, di darle un’educazione religiosa? Se un genitore è credente viene spontaneo indirizzare il proprio figlio all’educazione cristiana. La fede aiuta un credente, riesci a vivere la vita in modo più felice e completo. Riesci a vedere le cose sotto un’altra ottica sapendo che c’è Qualcuno al di sopra di te che ti aiuta e ti dà una forza nei momenti più difficili della vita. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 23 ATTIVITA’ IN PARROCCHIA: Un bel regalo dall’Argentina Hablo español (e non solo) Di Maria Laura Raccontare in poche righe l'esperienza vissuta a San Francesco nel mese di gennaio non è un compito facile. Le parole non sono capaci di rivelare la ricchezza, l’amicizia e la generosità che ho ricevuto dalla comunità parrocchiale in seguito all'idea di fare un piccolo corso d'introduzione allo spagnolo. Grazie alla disponibilità di Padre Michele ho potuto organizzare un mini corso di lingua spagnola Argentina durante le mie vacanze trascorse a San Francesco al Campo come un modo di ringraziare la comunità per l’ospitalità riservatami. Alcuni mercoledì e sabato di gennaio un gruppo di allievi di tutte le età (è anche venuta la piccola Lisa con i suoi nonni) si è incontrato in Parrocchia per imparare non solo la lingua, ma anche per condividere tradizioni argentine come il mate o il dulce de leche, o trovare tante coincidenze tra le paro- le spagnole e piemontesi. L'ambiente che si è generato è stato di molta confidenza. Abbiamo condiviso le nostre storie di emigrati italiani in Argentina - come i miei bisnonni di Ciriè e Leinì - e storie di vita. Abbiamo riso molto sbagliando, gli italiani lo spagnolo ed io l’italiano e tifando quasi tutti per la Juve, eccetto io ed altri pochi che tifiamo per il Grande Torino, come dico io: "La grande squadra che gioca oggi per Dio". Non avrò mai parole e modo di ringraziare ognuno per i momenti, le piccole cose condivise, i gesti carini e l’amicizia che continua, in spagnolo o in italiano, attraverso internet. La comunità di San Francesco è stata molto generosa con me e questo è il migliore segno dell’amore di Dio. Scrivendo questo brano continuo a emozionarmi per i momenti vissuti. Voglio finire questo piccolo articolo facendo mio il desiderio che Papa Francesco ha espresso nell’udienza del 21/1/2014: “che la vostra comunità continui a vivere unita, perché "le divisioni sono uno scandalo"”. Grazie San Francesco! 24 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 VITA DI COMUNITA’ Un ricordo di Angelo di Rosa Maria a nome dei Gruppi di Vangelo “Oh! Ecco, ora il Cielo ha un Angelo in più!”. Così ho subito pensato alla notizia, non improvvisa, che Angelo era mancato … Non è solo un gioco di parole, peraltro molto facile; è che per me e molti di noi “il marito di Domenica” o “il papà di Andreina”, come era più conosciuto, era una persona speciale, una pietra viva della nostra Comunità Parrocchiale. Uno che per tutta la vita ha servito la Chiesa con umiltà, fede e affetto sincero, senza parole inutili, giudizi, prese di posizione o altro. Lui c’era sempre; cambiava il Parroco, il Diacono, la Cantoria … (qui sarebbe lungo elencare tutte le varie “giravolte” della nostra Parrocchia in questi anni) ma Angelo continuava ad essere lì a potare, a rasare l’erba, a portare qui e là Domenica per la sua evangelizzazione nelle case, a raccogliere le elemosine e a depositarle con indefessa onestà in Banca, ad aprire e chiudere porte e portoni e a fare tutti quei mille altri piccoli servizi così utili e necessari, direi indispensabili, per il buon andamento della casa di Dio e di chi vi entra. Lavori che non danno visibilità o gloria, fatti solo per amore, senza speranza di avere un piccolo grazie, un qualche compenso …. Fatti per niente, così, solo e sempre per amore, come dovrebbe fare ogni cristiano adulto. Ora ci sta certamente guardando col suo solito sorriso sereno, un po’ ironico che non dimenticherò, non dimenticheremo facilmente. Forse non è neanche d’accordo su questo tardivo riconoscimento, scritto nella commozione più sentita, ma mi pare che almeno queste poche parole di ringraziamento gli siano dovute. Angelo le sopporterà certamente, così paziente com’era, anzi come è ora nella Vita Vera, con Gesù che incontrava con l’anima nell’Eucaristia e con Maria che pregava ogni giorno nel Rosario, che saranno stati certamente lieti di accoglierlo. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 25 IL FILM La leggenda di Bagger Vance a cura di Carlo Film uscito nelle sale cinematografiche nel 2000. Stati Uniti, commedia-drammatica, regia di R. Redford, sceneggiatura J. Levin. durata 126 min. tratto dal romanzo di Steven Pressefield. Con W. Smit, M. Damon, C. Theron, J. Lemmon, J.M. Mancrief, L. Smith. ...Il golf è un gioco che non può essere vinto ma solo giocato. Così io continuo a giocare. Gioco per i momenti che devono ancora venire, cercando il mio posto in campo... (Handy Graves: J.Lemmon). incontra un bambino e un misterioso “caddie” (B. Vance). Insieme lo accompagneranno e lo aiuteranno a trovare il suo “swing” in campo e nella vita. Non è un film per esperti o appassionati del golf. Il golf è soltanto la cornice della storia. Può anche incuriosire e avvicinare coloro che spesso considerano questo sport snob e non meditativo. Una splendida metafora sulla nostra esistenza, aiuta a ricordare il senso della vita, aiuta a ricordare come è facile dimenticare l'importante, aiuta a capire come si è fortunati quando si decide di “vedere” e accettare incontri determinanti per svolte decisive. Spesso sono le persone “invisibili” e poco apprezzate ad essere il punto cardine. Persone “invisibili”, non decadenti. La fortuna di incontrare “la svolta” capita anche a coloro che credono di avere conquistato l'accettazione nei “salotti”. Una storia che rilassa e trasmette il coraggio, un film senza pretese, leggero e profondo. Se continuiamo o incominciamo a vedere la brina sui fili d'erba e se incominciamo a camminare a piedi nudi …. forse sorrideremo più spesso. Curiosità: In questo film compare per l'ultima volta J. Lemmon, pochi mesi prima della sua morte. Trama: R. Junuh (M.Damon), straordinario giocatore di golf, parte per la prima guerra mondiale. Dopo un girovagare per paesi e città, torna a casa, senza speranze, senza identità, con un fardello pesante sulle spalle. Decide di dimenticare con l'alcol, vivendo ai margini della società. Una sera 26 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 L’ANGOLO DEL LETTORE Letti per voi a cura di Barbara Nelle prime pagine del libro della Genesi leggiamo “Dio il Signore chiamò l'uomo e gli disse: dove sei?”. Nel Vecchio testamento, Dio ricerca, chiama e comunica con l'uomo. Il Nuovo Testamento termina affermando che Gesù è “il nuovo tempio”, dimora di Dio. Attraverso la fede il Figlio, il Padre e lo Spirito prendono dimora in noi. Lungo il percorso della nostra vita l'uomo si pone questa domanda: Dio dove sei? DIO, DOVE SEI? di E. Bianchi – Ed. RCS libri- € 8,90. Quando l'uomo incomincia seriamente la ricerca, capisce che è stato Dio a cercarlo. La domanda giusta è: Dio, dove sei? Oppure dov'era, dov'è l'uomo? Uomo dove sei? Enzo Bianchi, nato a Castel Boglione nel 1943, è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose. Autore di numerosi scritti. Pagine che aiutano, se si vuole approfondire la nostra esistenza. Dopo aver letto “Il Piccolo Principe” e “Il Gabbiano Jonathan Livingston”, possiamo leggere IL GIARDINO SEGRETO, scritto da F.H. Burnett – ed. BUR - € 9,90. Noi tutti abbiamo bisogno del nostro “giardino segreto”. E' lo spazio, è il luogo che aiuta a ricordare chi siamo, che aiuta a non dimenticare i nostri obiettivi e i nostri sogni. I protagonisti in questo romanzo “ nel giardino segreto” nella brughiera inglese trovano se stessi , si ritrovano, illuminano e migliorano la propria vita. Incontriamo personaggi ricchi e poveri, simpatici e antipatici, “ruvidi” e accoglienti, solari e ombrosi... incontriamo l'umanità. Umanità che in queste pagine migliora, grazie all'incontro con il giardino segreto. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 27 PROSSIMAMENTE IL CANTIERE Lavori alla Cappella dell’Assunta Interventi di recupero di Gianfranco e Noemi Circa un anno fa alcuni devoti dell'Assunta iniziarono a preoccuparsi seriamente dello stato di degrado in cui versa la parte esterna della Cappella di Borgata Madonna. La Compagnia di Santa Lucia e Santa Liberata decise così di raccogliere le varie idee su come raccogliere fondi per procedere con l'iniziativa e mettere in moto la macchina organizzativa. Dopo la visita del funzionario - Architetto Lisa Accurti - avvenuta la scorsa estate, vennero subito richiesti i permessi agli enti preposti. Ricevuto il benestare dalle Sovrintendenze del Piemonte e dalla Curia, si intende ora iniziare le operazioni di restauro di questa bella ed elegante facciata barocca con il suo portico. Il primo lotto di lavori interesserà il porticato, con la canalizzazione delle acque ed il rifacimento del pavimento, eliminando le barriere architettoniche ancora esistenti; il 28 secondo lotto prevede la tinteggiatura secondo l'antica cromia settecentesca; per ultimo l'illuminazione esterna. L'ammontare della cifra ancora da coprire si aggira attorno ai 20.000 euro. Con le offerte già a disposizione, grazie alle iscritte alla Compagnia di cui sopra e ad altri devoti fortemente interessati alla conservazione in buono stato della cappella, si potranno coprire le spese per l'onorario dell'Architetto Gillio Annamaria che ha curato la progettazione dei lavori. Si prevede che la collaborazione con le fondazioni bancarie unita alla generosità dei tanti fedeli che si sono già interessati all'avanzamento dell'opera permetta la copertura dei costi, riportando all'antico splendore un bell'edificio di culto, patrimonio non soltanto religioso ma storico-culturale di tutto il territorio di San Francesco al Campo. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 GLI ORARI DELLA COMUNITA’ SANTE MESSE sabato e prefestivo feriale PARROCCHIA 17.00 ora solare * 18.00 ora legale * CAPPELLA dell’Assunta 8.00 S. MAURIZIO Canavese 8.30 18.00 festivo 9.00, 11.00 8.00, 10.00 MALANGHERO 18.00 8.00, 9.30, 11.00 18.00 10.30, 18.00 Parrocchia San Francesco d'Assisi Via Roma, 101 10070 San Francesco al Campo tel. 011 9278342 ogni primo lunedì del mese S. Messa nella cappella delle Suore Carmelita- ne (Scuola dell’Infanzia) in occasione di funerali non c’è la S. Messa feriale in Parrocchia CONFESSIONI ADORAZIONE sabato dalle 16.30 alle 17.30 su appuntamento anche in altri orari il venerdì, mezz’ora prima della S. Messa GRUPPO di PREGHIERA ogni secondo giovedì del mese alle 20.30 nella cappella delle Suore Carmelitane (Scuola dell’Infanzia) GRUPPO di PREGHIERA “AMICI DEL CARMELO” ogni seconda domenica del mese alle ore 15.00 nella cappella delle Suore Carmelitane chiamare a qualunque ora ai numeri: PER AMMALATI UFFICIO PARROCCHIALE (per certificati, Caritas, Sante Messe) UFFICIO CARITAS 011 9278342 340 3939294 339 41 31 309 377 17 32 456 Segreteria Parrocchiale: lunedì, mercoledì, sabato 9.00 -12.00 Padre Michele (Parroco): martedì 9.00-12.00, mercoledì 15.00-17.00, sabato 9.00-12.00 o su appuntamento anche in altri orari, tel. 011 9278342 Padre Giacomo: venerdì 9.00-12.00 4° sabato del mese dalle 11.00 alle 12.00 Sacramento del BATTESIMO La seconda domenica di ogni mese. Prenotarsi in ufficio parrocchiale per gli incontri prebattesimali Sacramento del MATRIMONIO Incontri 2014 Prenotarsi almeno sei mesi prima in ufficio parrocchiale In cammino verso la comunità Periodico d’informazione della Comunità parrocchiale di San Francesco al Campo dicembre 2013 Sempre aperti a nuove collaborazioni, vi invitiamo a scrivere commenti, suggerimenti, articoli, domande a: bollettinosanfrancesco@ gmail.com STAMPATO IN PROPRIO IN NUMERO LIMITATO DI COPIE Il bollettino è distribuito gratuitamente a tutte le famiglie della Parrocchia. PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 29 LA PAGINA DEI RAGAZZI Vietato ai maggiori di Padre Michele Benvenuti, ragazzi e ragazze, in questa pagina dedicata a voi. Parliamo di Internet, o meglio navighiamo. Come sapete benissimo, Internet è diventato un immenso oceano dove si può incontrare di tutto, le cose peggiori e le cose migliori. Beh, scegliamo queste ultime. Vorrei farvi conoscere qualcosa che vi potrà piacere e forse vi tornerà anche utile. Partiamo da uno dei siti più affascinanti che io abbia conosciuto: The scale of the universe. Un vero viaggio dall’oggetto più piccolo dell’universo a quello più grande. Lo trovate qui (copiare gli indirizzi è in po' noioso, ma ne vale la pena): http:// htwins.net/scale2/. Se poi cliccate sulle immagini leggerete dei commenti umoristici. Alle 11.15 vi passa un aereo sulla testa: da dove arriva? Dove sta andando? A che ora atterrerà? Di che nazione è? Tutte queste domande trovano la risposta qui: http://www.flightradar24.com/, un sito dove troverete tutti i voli dell’Europa e degli USA in tempo reale. Provate a orientarlo su San Francesco al Campo. Questo sito potrebbe fornirvi dati utili per le ricerche scolastiche, ma anche per la vostra curiosità. È aggiornato ogni secondo su come va il mondo: quanti abitanti in questo momento, quanti bambini nati oggi, quante biciclette, quanti computer, quante sigarette, quanti giorni mancano alla fine del petrolio e del gas: http://www.worldometers.info/it/ Infine, siccome siamo in primavera, un breve cartone animato intitolato "La prima primavera", realizzato da mio fratello Paolo. Ho collaborato anche io con la colonna sonora. Lo trovate su Youtube scrivendo "Paolo la prima primavera". 30 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 GIOCHIAMO UN PO’ CONCORSO Aiutandoti con le definizioni, inserisci le lettere mancanti utili per formare 10 parole di senso compiuto. Le lettere evidenziate formeranno il nome del fiore che, secondo le leggende, porterebbe i segni della Passione: la corona di spine, i chiodi e il martello. 1. Sono nel campanile 2. Eroe greco 3. Dolce siciliano 4. Per non scottarsi 5. Record 6. Brasato 7. Il Vesuvio 8. Un mare 9. Per non perdersi 10. È di cartone UNISCI I PUNTINI di Reby e Madda Abbiamo scattato questa foto qui a San Francesco... Ci sapete dire dove si trova? Si può vedere anche da lontano... Inviateci la risposta all’indirizzo: [email protected] Per partecipare bisogna avere massimo 12 anni. Tra i primi dieci sarà estratto un premio speciale! Lo scorso concorso è stato vinto da Ingrid e Gioele: complimenti! PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014 31 Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro. Trovarono che la pietra era stata rimossa e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto». Copertina a cura di Veronica Brunetto Luca 24, 1-6 32 PARROCCHIA SAN FRANCESCO AL CAMPO - APRILE 2014