BENVENUTI AL PROGETTO “Dialogando” di Alessandra Ronzoni COMUNICARE SIGNIFICA: “METTERE IN COMUNE QUALCOSA CHE CI APPARTIENE” OBIETTIVO PRIMO INCONTRO: ACQUISIRE NOZIONI BASE DEL PROCESSO COMUNICATIVO E ACCRESCERE LA CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO MODO DI COMUNICARE • • • • • ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE LINGUAGGIO COMUNICAZIONE INTERPERSONALE COMUNICAZIONE EFFICACE ERRORI NELLA COMUNICAZIONE ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE da Paul Watzlawick Gli assiomi della comunicazione sono: “alcune caratteristiche evidenti della comunicazione che hanno fondamentali implicazioni interpersonali”. • Primo assioma: Non si può non comunicare • Secondo assioma: Ogni comunicazione ha in sé: 1. Un aspetto di contenuto (cosa) 2. Un aspetto di relazione (come) • Terzo assioma: La natura di una comunicazione dipende da come vengono interpretate le sue sequenze (punteggiatura) • Quarto assioma: La comunicazione si suddivide in due tipologie: 1. Analogica (non verbale) 2. Digitale (verbale) • Quinto assioma: Gli scambi di comunicazione, a seconda dell’interlocutore, si dividono in due diverse tipologie: 1. 2. Scambi simmetrici (uguale piano relazionale) Scambi complementari (diverso piano relazionale) LINGUAGGIO dalla PNL • Il linguaggio è alla base del complesso processo comunicativo • Ogni descrizione è il frutto di una nostra semplificazione arbitraria che crea: 1. 2. Un vantaggio: la rapidità nello scambio di informazioni. Uno svantaggio: la mancata precisione della comunicazione. “LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO” La scelta del tipo di linguaggio utilizzato dipende dal nostro canale sensoriale preferenziale: • VISIVO • UDITIVO • CINESTESICO TEST VAK 1)Quando comunico un'idea o una mia riflessione: a. per prima cosa faccio il punto della situazione e se necessario tendo a schematizzare ciò che dico b. mi preoccupo di trovare le giuste parole e il giusto tono per esprimerla c. sono portato a illustrare gli aspetti concreti dell’idea 2)Di un discorso importante ricordo maggiormente: a. il quadro d’insieme di ciò che è stato detto b. le parole esatte di quanto ho ascoltato (con particolare riferimento a citazioni, aneddoti, proverbi, etc.) c. la sensazione positiva o negativa che ho provato 3)Quando seguo un dibattito a cui partecipano dei politici mi fido maggiormente: a. dell’espressione del volto, più o meno sincera, di chi parla b. dell’autorevolezza e credibilità manifestata per mezzo delle parole c. della sensazione “viscerale” di fiducia, che va al di là di ciò che dicono 4)Di una persona conosciuta in vacanza e che poi non ho più rivisto, rammento: a. il volto ma non il nome b. il nome ed il suo modo di parlare (inflessioni dialettali, tono della voce più o meno caldo o stridente etc.) c. ricordo la sensazione (positiva o negativa, di simpatia o di antipatia) che mi comunicava 5)Se devo parlare ad un gruppo di persone, mi viene spontaneo: a. curare il mio abbigliamento e sottolineare ciò che dico con appropriati movimenti delle mani e dei miei gesti b. modulare la voce per catturare l’attenzione di chi mi ascolta c. trasmettere sensazioni di sicurezza dimostrando di trovarmi a mio agio 6)Guardando una vignetta di satira politica, in genere mi diverte di più: a. il modo in cui è ritratto ironicamente il politico b. il contenuto di ciò che c’è scritto dentro la “nuvoletta” del fumetto c. la sensazione d’ilarità e di canzonatura del personaggio rappresentato 7)Se penso ai tempi della scuola, mi vengono in mente senza indugio: a. i visi dei professori e dei compagni, con le loro peculiarità, (capelli, occhiali, modo di vestire, accessori d’abbigliamento, segni particolari, etc.) b. l’unicità delle voci che caratterizzavano professori e compagni c. i patimenti per le interrogazioni o le soddisfazioni provate dopo aver meritato un bel voto 8)In una vacanza ideale, quali elementi devono essere inevitabilmente presenti?: a. vedere paesaggi e vedute incantevoli insolite b. avere l’opportunità di parlare e conversare amabilmente con persone sconosciute c. compenetrare tutte le sensazioni piacevoli dell’ambiente, assaporare la cucina locale nei suoi sapori e fragranze, godermi il clima gradevole etc. 9)Quando mi presentano una persona che non conosco, in genere per me sono importanti segni rivelatori: a. il modo curato o trascurato di abbigliarsi e la sua mimica b. il tono della voce sincero o falso, aspro o suadente c. la stretta di mano leale, schietta e genuina o viscida, sfuggente, untuosa e “molliccia” 10)Quando devo fare un acquisto importante: a. ho già visto con l’occhio della mente ciò che desidero acquistare e ho già le idee chiare su ciò che devo comprare b. chiedo informazioni su ciò che mi farebbe piacere comprare, ascolto con attenzione quanto mi viene detto e rifletto sulla convenienza dell’acquisto c. non ci penso troppo e compro d'impulso, perché quando una cosa mi piace, sento dentro di me che è il giusto acquisto VAK • I visivi tendono a vedere il mondo per immagini. Poichè tentano di stare al passo con le immagini che hanno in testa, hanno la tendenza a parlare in fretta. Non si curano di come pronunciano le parole, ma si sforzano di attribuire parole alle immagini. Amano esprimersi per metafore visive, dicendo come le cose appaiono loro, quali sono gli aspetti chiari e quelli oscuri. • Gli uditivi, invece si mostrano più selettivi circa le parole che usano. Hanno voce più sonora, il loro eloquio è più lento, più ritmico, più misurato. Siccome le parole hanno per loro grande importanza, stanno attenti a quel che dicono. • Ancora più lenti risultano gli individui prevalentemente cinestesici, che reagiscono soprattutto a ciò che sentono tattilmente. La loro voce è di solito fonda, spesso le parole escono loro di bocca lente, si servono di metafore tratte dal mondo fisico: le cose per loro sono “pesanti” e “intense”, aspirano ad “entrare in contatto” con la realtà. COMUNICAZIONE INTERPERSONALE da Irvin Goffman In ogni interazione sociale diamo luogo ad una rappresentazione che contiene: Comportamenti e produzione orale COMPORTAMENTI • Facciata: tipo di situazione. • Ambientazione: luogo,arredi,ornamenti,sfondo… • Identità personale: età, sesso, razza, portamento,accessori, abbigliamento… PRODUZIONE ORALE • Tema (argomento della comunicazione) • Modalità espressiva (scelta del linguaggio) • Tono ed inclinazione della voce Osservatori/interlocutori si aspettano di individuare un collegamento coerente tra i vari elementi che compongono la rappresentazione. L’incoerenza produce perplessità, ma attira l’attenzione! Quanto mostriamo della nostra vera natura agli altri? Segna una X accanto alla voce in cui ti riconosci maggiormente (una sola voce): • Io mi muovo per primo se c'è da aiutare qualcuno (2) • Io sono una persona efficiente, competente e di successo (3) • Io mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4) • Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la mia vita (9) • Sono perspicace e comprendo bene le cose (5) • Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8) • Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6) • Sono ottimista e cerco di divertirmi e godermi la vita (7) • Io credo di aver sempre ragione o almeno il più delle volte (1) TIPO 1 - Il 'Riformatore'. Perfezionista. Ha un amore esagerato per ordine e pulizia. E' corretto e sincero. Ha senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità. Emette critiche pungenti e giudizi. A volte è pedante. E' pignolo. • NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine. La non puntualità, la spiritosaggine. • INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti • PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'?” • CHIEDE: “Ho ragione?” • IL PECCATO: Ira • TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità all'imperfezione. TIPO 2 - Il 'Benevolo'. Spirito di sacrificio; dedizione agli altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo Tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato diventa piagnucoloso. E’ un sentimentale. Tende a sentirsi una vittima. • NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno", chi è indipendente. • INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato e amato. Ha 'dovuto' occuparsi degli altri familiari • PENSA: “C'è bisogno di me, sono troppo utile. Non ho tempo per me. Devo 'aiutare' gli altri” • CHIEDE: “Sono abbastanza buono? Sono indispensabile? Chi ha bisogno di me?” • IL PECCATO: l'Orgoglio • LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione TIPO 3 - Il 'Motivatore'. È attraente, magnetico, carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile, esibizionista. Produttivo, efficiente iperattivo. Camaleontico: recita se stesso. • NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento • INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a scuola, nello sport, ecc. • PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che faccio" • CHIEDE: “Sono abbastanza bravo? È andata bene? Vi è piaciuto quello che ho fatto?” • IL PECCATO: La menzogna • LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine TIPO 4 – L’'Artista'. Ha grande senso artistico, gusto del bello, senso del colore. È romantico, sognatore, eccentrico, stravagante. Si preoccupa dell'immagine. Veste in maniera stravagante o ricercata. È malinconico. Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccentrico, l'eccezionale Si esprime attraverso l'arte: poeta, musicista, pittore, ceramista, fioraio, design. Non disdegna situazioni strane, scandali, cose proibite. NON SOPPORTA: Il brutto; lo sporco; il "normale"; l'ordinarietà. L' INFANZIA: Ha subito perdite (un genitore; trasferimenti, sradicamenti) PENSA: "Devo farmi notare o nessuno si accorgerà di me" CHIEDE: "Cosa pensate di me? Mi notate? Vi colpisco?" Il PECCATO: L'invidia LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di morte TIPO 5 - Il 'Pensatore'. Parla poco. È introverso. É un pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore. É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo. Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore Sembra freddo e distante. • NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in pubblico. La superficialità, la disattenzione • INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati", sono vissuti in ambienti ristretti • PENSA: "Cogito ergo sum": penso dunque esisto CHIEDE: “Come si fa? Come funziona?” • IL PECCATO: L'avidità • LA TRAPPOLA: L'avarizia TIPO 6 - Il 'Lealista'. Ha spirito di gruppo. È affidabile e fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista. Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È sospettoso. Oppure: (Il tipo 'controfobico') È estremista, provocatorio, temerario, amante del rischio. • NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle regole, le devianze. • INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili, violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere stato punito spesso senza un motivo giusto. • PENSA: “Non posso fidarmi di nessuno, neanche di me stesso”. • Il PECCATO: La paura • LA TRAPPOLA: La codardia o la temerarietà TIPO 7 - Il 'Tuttofare'. Emana gioia e ottimismo, ama giocare e divertirsi. É un entusiasta. Vuole avere "più" di tutto, non vuole crescere (Peter Pan). Spesso ha problemi di peso (odia le diete). Vive di eccessi. • INFANZIA: Molti sette hanno fatto esperienze traumatiche e dolorose nell'infanzia che non vogliono ripetere • NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza • PENSA: “Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più possibile”. • CHIEDE: “Sarò abbastanza simpatico?” • Il PECCATO: L'ingordigia, l'intemperanza • LA TRAPPOLA: Idealismo, superficialità TIPO 8 - Il 'Leader'. Ha un forte senso della giustizia. È aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri È provocatorio, litigioso, rissoso. Incute timore. • NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia • INFANZIA: Ha subito soprusi e ingiustizie (gli 8 spesso provengono da ghetti, o da famiglie molto abusanti fisicamente). • PENSA: “Devo essere 'cattivo' perché essere buoni significa debolezza”. • IL PECCATO: La lussuria. • LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione del "colpevole“. TIPO 9 - Il 'Pacificatore'. È costruttore di pace. È calmo, dolce e piacevole. È semplice, è diplomatico. È sincero. È amorevole. È influenzabile. Si lascia trasportare dalla corrente. Cerca sempre di evitare il conflitto. • NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività. • INFANZIA: Si è sentito trascurato in qualche modo. É stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un'opinione. • PENSA: “Non valgo molto, è meglio andare d'accordo con tutti, così non ho fastidi”. • CHIEDE: "Perché devo stare in piedi se posso sedermi? Perché devo stare seduto se posso stare sdraiato? Perché voi siete così frenetici?" • IL PECCATO L'accidia, la pigrizia. • LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga. COMUNICAZIONE EFFICACE da Carl Rogers Comunicare efficacemente implica: • Accogliere e capire la prospettiva altrui (anche se non la si condivide). • Mettere in comune le “visioni” del mondo. • Capacità di controllare che i messaggi arrivino coerentemente a seconda dell’obiettivo prestabilito. FASI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE 1. Ascoltare: intenzione a capire prima di giudicare. Disposizione mentale all’ascolto attivo. 2. Osservare: attenzione alla percezione delle manifestazioni emotive dell’interlocutore. Contatto partecipe. 3. Raccogliere di informazioni: formulazione di domande per costruire sintonia. FASI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE 4. Riformulare: riproporre con costrutti analoghi il pensiero dell’interlocutore per dimostrare l’attenzione. 5. Ricapitolare: reciproco chiarimento sulle questioni affrontate che comporterà decisioni e comportamenti. ERRORI NELLA COMUNICAZIONE da Irvin Goffman Per essere incisivi bisogna limitare i disturbi che possono compromettere la comunicazione. Passi falsi: • Gaffe/papere: inciampi, parole a sproposito. • Incidenti di percorso: impressioni involontarie, compromettenti rivolte agli interlocutori. • Atti maldestri:dichiarazioni sprovvedute che sottolineano le gaffes commesse da un’ altra persona. • Imbarazzo: effetto vergognoso suscitato da uno o più passi falsi. Grazie per l’attenzione e Arrivederci Appendice • Consigli per la personalità 1 1. Imparate a RILASSARVI. Concedetevi tempo per voi stessi, senza pensare che siete voi a dover fare tutto e che se non fate qualcosa sarà il caos. La salvezza del mondo non dipende solo da voi. 2. Siete dei buoni insegnanti e avete molto da insegnare, ma non vi aspettate che gli altri cambino immediatamente. Ciò che per voi è ovvio può non esserlo per gli altri. Se non cambiano subito non vuol dire che non potranno cambiare dopo. Le vostre parole e il vostro esempio possono fare molto. 3. Non fate prediche. Voi stessi non siete esenti da difetti, smettetela di esaminare gli altri e riconoscete i vostri difetti. 4. Entrate in contatto con i vostri sentimenti e con i vostri impulsi inconsci. Potrebbe esservi utile tenere un diario o iniziare terapie e lavori di gruppo, sia per sviluppare le vostre emozioni, sia per vedere che gli altri non vi condannano se avete bisogni e limiti umani. 5. Il vostro punto debole è l'IRA che nasce dal sentirvi più virtuosi degli altri. Vi arrabbiate facilmente per quello che vi sembra il perverso rifiuto degli altri di fare la "cosa giusta" come voi la definite. Guardatevi dall'assumere il ruolo di GIUDICE e censore, tenendo sermoni e moraleggiando. La vostra collera potrebbe portarvi l'ulcera o l'ipertensione. 6. Imparate ad accettare che gli altri siano quello che sono e che decidano per conto loro. Non dite sempre agli altri quello che è "giusto" che facciano. Sappiate discernere saggiamente quando dire e come dire, in base a cosa l'altro può accettare. 7. Ascoltate gli altri: anch'essi hanno spesso ragione. Ascoltando imparerete di più e diverrete migliori insegnanti. 8. Smettetela di fare i perfezionisti: non c'è un modo preciso per lavare i piatti, per stirare una camicia o per fare altre cose. Evitate di essere pignoli. 9. Non siate ossessivi nei vostri pensieri e forzati nelle vostre azioni. Non abbiate un "eccessivo" amore per l'ordine (spesso ciò dimostra la paura di perdere il controllo in qualche campo della vita) cercate di capire cosa vi turba e non sprecate le vostre energie in piccoli fastidi. 10. Non avete bisogno di essere perfetti per essere buoni. Siate UMANI, non perfetti e inumani. • Consigli per la personalità 2 1. Chiedetevi ciò di cui gli altri hanno VERAMENTE bisogno e quindi aiutateli a perseguirlo. (Non date solo ciò che pensate farà loro piacere, ma ciò che realmente necessitano). 2. Siate generosi senza preoccuparvi del contraccambio. 3. Cercate di acquisire CONSAPEVOLEZZA dei vostri secondi fini: la vostra tendenza a controllare gli altri, le vostre aggressioni, la vostra lingua tagliente… 4. Resistete alla tentazione di attirare l'attenzione sulle vostre opere buone. 5. Non cercate di guadagnare l'amore degli altri facendo regali o lodi immeritate. Aiutate gli altri quando ve lo chiedono aiutandoli a cavarsela da soli. 6. Non cercate sempre "nuovi" amici. 7. Quando fate qualcosa per gli altri fatelo "dietro le quinte" senza che essi se ne accorgano. 8. Non siate possessivi con gli amici, condivideteli con gli altri. C'è abbastanza amore per tutti. 9. Assicuratevi che i motivi che vi spingono ad aiutare gli altri siano DISINTERESSATI. Non nascondetevi dietro "buone intenzioni". 10. Amate gli altri DISINTERESSATAMENTE e per quello che sono. • Consigli per la personalità 3 1. Sviluppate la CARITÀ e la cooperazione nelle vostre relazioni. Non cercate di sottomettere gli altri, di escluderli, di fare gli snob. Prendete in considerazione i loro bisogni e i loro sentimenti. 2. Siate SINCERI! Siate onesti riguardo alle vostre imprese, senza vantarvi o esagerare le cose. Non gonfiate la vostra importanza. Siate AUTENTICI. 3. Siate degni di fiducia. Mantenete i segreti e le confidenze e resistete al desiderio di usarli a vostro vantaggio. Non siate "doppi" o falsi. 4. Sviluppate una COSCIENZA SOCIALE. Siate coscienti della vostra tendenza a sentirvi in diritto di ottenere ciò che volete a spese altrui. Non usate gli altri, non approfittate delle situazioni. Siate disponibili a dare quanto ricevete e anche di più. 5. Non siate "camaleonti" (o "cloni") per essere accettati. Siate voi stessi e sviluppate i vostri valori. 6. Sostenete gli altri e incoraggiateli. Invece di cercare l'attenzione e l'ammirazione datela voi agli altri quando la meritano. Apprezzate gli altri. 7. Utilizzate le vostre grandi energie, il senso dell'umorismo, l'organizzazione, l'animazione, il brio a beneficio dei gruppi a cui appartenete e dei singoli, assicurandovi che anch'essi stiano sviluppando le loro migliori qualità. 8. Non esagerate nel voler essere acclamati. 9. Limitate la vostra tendenza a voler competere. 10. Sviluppate le vostre potenzialità spirituali. Non distraetevi a confrontarvi con chicchessia e non crucciatevi per il successo altrui. Se concentrate la vostra attenzione e le vostre capacità nello svolgere un'opera meritoria (specialmente a beneficio altrui) siete già sulla buona strada e i confronti diventano fuori luogo. Date il meglio di voi e non preoccupatevi degli altri. • Consigli per la personalità 4 1. Non prestate troppa attenzione ai vostri sentimenti. 2. Evitate di rimandare le cose fino a quando non siate "dell'umore giusto". Impegnatevi in un'opera produttiva e significativa che contribuisca al bene vostro e degli altri. Non state ad aspettare "l'ispirazione". Mantenete il collegamento col mondo reale: lavorate! 3. L'autostima e la fiducia in voi stessi si svilupperanno soltanto provando esperienze positive, indipendentemente dal fatto che crediate di essere pronti o meno ad affrontarle. Mettetevi in cammino verso il bene. Dedicatevi a qualcosa di incoraggiante e positivo per voi (non aspettate di sentirvi "a posto"). Non rinviate! Iniziate dal poco, ma iniziate! 4. Utilizzate una sana AUTODISCIPLINA e perseverate in essa: dormite regolarmente quanto basta, lavorate regolarmente. Evitate di darvi ad eccessi sessuali, alcool, sonno o fantasie. 5. Evitate di fantasticare troppo (soprattutto se in pensieri negativi, di risentimento, o troppo romantici). Invece di immaginare, VIVETE! 6. Parlate apertamente con qualcuno di cui vi fidate. Potrete scoprire che non siete diversi ed estranei quanto sentite di essere. Entrate in relazione con qualcuno per "trovare voi stessi". 7. Il servizio comunitario vi renderà meno timidi e impacciati e vi farà sentire meglio. Scoprite quali sono le cose buone in voi e lasciatevi coinvolgere praticamente. 8. Non lasciatevi sopraffare dall'autocommiserazione o dalle lamentele verso i genitori, dai pensieri della vostra infanzia infelice, dalle relazioni andate male o sul fatto che nessuno vi capisce. Se vi sforzate di comunicare vi capiranno. Non minate continuamente la vostra autostima. 9. Non fate di tutto una questione personale, non siate permalosi o ipersensibili. Dopotutto un'osservazione critica non è tutta la verità su di voi. Parlate in modo schietto e spontaneo e non permettete agli altri di approfittare di voi. 10. Siete amici migliori per gli altri che non per voi stessi. Siate AMICI DI VOI STESSI!. Concedetevi un'opportunità. • Consigli per la personalità 5 1. Non ponete preconcetti alla realtà e osservatela. Analizzate meno e OSSERVATE di più, anziché tenere la mente occupata in teorie fantastiche o speculazioni. 2. Sforzatevi di imparare a calmarvi, rilassarvi, distendervi: meditazione, jogging, yoga, danza sono utili per voi. 3. Vi manca il senso della prospettiva, vedete molte possibilità e non sapete scegliere né giudicare. Ascoltate qualcuno del cui giudizio vi fidate, ne varrà la pena. 4. Non affrettate le conclusioni. Non siate pregiudizialmente ancorati a precedenti idee, mantenete APERTA LA MENTE e concedete un'altra opportunità alle persone. 5. Apritevi emozionalmente agli amici, siate ACCESSIBILI, ciò vi gioverà enormemente. 6. Cerate di essere cooperativo e meno solitari. Educate le altre persone, per voi sarà istruttivo. 7. Non fate sentire gli altri a disagio, non dimenticate le convenzioni sociali che aiutano gli altri a sentirsi a loro agio con voi. 8. Evitate di guardare dall'alto in basso coloro che ritenete meno intelligenti di voi. Se anche fossero meno intelligenti di voi non vuol dire che siano stupidi. Cercate di accettare i limiti intellettuali altrui senza essere cinici e sdegnosi. 9. SE gli altri cominciano ad evitarvi o reagiscono in modo antagonistico con voi considerate la possibilità che sia partito da voi. Esaminatevi per vedere in che cosa avete contribuito ad alimentare i vostri conflitti interpersonali. 10. Disponete di un'enorme capacità di comprensione. Pensate ai modi in cui potete sviluppare la COMPASSIONE per gli altri. Così emergeranno i vostri sentimenti più amabili e smusserete le spigolosità. La diffidenza diminuirà e sarete più rilassati e felici. Non usate solo la testa: usate di più il cuore, ciò vi renderà più completi. • Consigli per la personalità 6 1. Ricordatevi che non c'è niente di straordinario nell'essere ansiosi, dato che tutti lo sono. Imparate ad utilizzare la vostra ansia e a venire a patti con essa. 2. Cercate di non stare sulle difensive e di non essere irascibili. Non incolpate gli altri per cose che voi stessi avete fatto o determinato. Resistete alla tendenza di pensare negativo e di piagnucolare. 3. Imparate ad identificare ciò che vi porta ad iper-agire. Le cose non sono così nere come le dipingete e molte le avete attirate voi col vostro atteggiamento. 4. Sforzatevi di fidarvi di più ed entrate in intimità, correte il rischio di essere rifiutati, ne vale la pena. Rivelate alle persone quali sono i vostri sentimenti nei loro riguardi. 5. L'opinione che gli altri si sono fatti di voi è migliore di quanto non pensiate. Siete voi ad avere paure ingiustificate. 6. Accettate le responsabilità con più maturità. La gente rispetta chi si assume le responsabilità specialmente se ha commesso un errore. 7. Non potrete mai sentirvi sicuri se non sarete SICURI DI VOI STESSI. Dovrete concentrarvi sull'obiettivo di affermare voi stessi, sviluppando un'autentica fiducia nelle vostre capacità. Sviluppate buone ragioni per aver fiducia nelle vostre capacità. 8. Non adorate l'autorità e non nascondetevi dietro l'atteggiamento di chi dice: "Stavo solo obbedendo agli ordini". Non ingraziatevi coloro che comandano, se qualcuno cerca un gregario, non offrite voi stessi. 9. Non lanciate comunicazioni ambigue sui vostri atteggiamenti e desideri. Siate leali con gli altri e dite ciò che vi passa per la mente. Evitate che vi prendano per persone svenevoli, indecise, sempre sulle difensive. 10. Parlate francamente con chi detiene l'autorità (capoufficio o qualcuno di cui vi serva l'aiuto e la benevolenza). Se parlate francamente però non diventate ostili e bellicosi. Cercate di mantenere un equilibrio delle vostre emozioni. • Consigli per la personalità 7 1. Non siate impulsivi. Osservate i vostri impulsi e non cedete ad essi. Esercitate controllo su voi stessi così potrete concentrarvi su ciò che vi giova. 2. Imparate ad ascoltare gli altri. Potrete apprendere cose nuove. Imparate ad apprezzare il silenzio e la solitudine (non dovete sempre distrarvi o proteggervi dall'ansia) con il continuo rumore di TV e stereo. Se imparate a confidare in voi stessi sarete più felici anche se farete meno cose. 3. Non dovete avere tutto subito (vale per cibo, alcool, o un cono gelato). Molte opportunità vi si ripresenteranno. 4. Preferite la QUALITÀ alla quantità, specialmente nelle vostre esperienze. Prestate attenzione a quello che fate e assimilate le vostre esperienze. 5. Assicuratevi che ciò che desiderate vi giovi veramente a lungo termine. "Badate a ciò che desiderate, perché i vostri desideri potrebbero essere esauditi!" 6. La felicità sopravviene dall'essersi dedicati a qualcosa per cui valeva la pena di impegnarsi. Quando le priorità sono quelle giuste. Perciò non fate della felicità il vostro principale obiettivo di vita perché ciò vi condurrà sul sentiero sbagliato, verso l'incontentabilità e l'egocentrismo. 7. Non perdete il controllo di voi stessi, è facile che ciò vi accada perché vi è naturale entusiasmarvi per ogni cosa. Avete paura di subire privazioni, ma se non la superate, sarete inevitabilmente privati non solo della felicità, ma di molte altre cose. 8. Sapete essere molto simpatici, avete senso dell'umorismo, tuttavia STATE ATTENTI A CIÒ CHE DITE. Non siate sgarbati, non dite di più per fare effetto o per suscitare una reazione negli altri. Potreste offendere. 9. Trovate dei modo per DARE anziché solo avere. Considerate il motto: "È meglio dare che ricevere". Il possesso materiale non potrà mai soddisfarvi pienamente. 10. Ricordate di trovare il tempo per ESSERE GRATI dell'esistenza. • Consigli per la personalità 8 1. Agite con RIGUARDO. Dimostrerete la vostra vera forza se eviterete di scagliarvi contro gli altri. Il meglio di voi lo date quando aiutate qualcuno a superare la sua crisi. Se siete MISERICORDIOSI ben pochi approfitteranno di voi e vi assicurerete più lealtà e devozione. 2. Non siete gli unici ad essere al mondo. Gli altri hanno i vostri stessi diritti e bisogni che non possono essere ignorati né violati. Se li ignorate la gente non solo vi temerà (cosa che volete) ma perderà ogni rispetto per voi e vi odierà. 3. Imparate a cedere, almeno ogni tanto. Il desiderio di dominare sempre tutto e tutti è indice di un ego gonfiato: è un segnale di pericolo che vi porterà gravi conflitti. 4. È tipico degli 8 contare solo su di sé e non dipendere da nessuno, ma ironicamente essi dipendono da molte persone (gli altri comunque devono eseguire i vostri ordini), se allontanate tutti alla fine vi troverete solo con gente servile e infida. Sia nel mondo degli affari sia nella vita familiare, la vostra autosufficienza è in gran parte illusione. 5. Non sopravvalutate il denaro come fonte di potere. Coloro che si sentono attratti da voi per il vostro denaro non vi amano per voi stessi e voi non li amate né rispettate. 6. Imparate a dedicarvi ad uno scopo più alto del vostro interesse personale. Dare il vostro amore alla famiglia e riceverne in cambio è uno scopo alto. Ma se tutto si riduce al vostro interesse personale non vi elevate spiritualmente. 7. Se Dio esiste, vi è qualcun altro al quale dovete sottomettervi e questo per voi è inaccettabile. Se non credete in Dio, ciò si fonda su autentiche convinzioni intellettuali o non volete rinunciare al vostro io e alle cose che vi piacciono? Molto può dipendere dalla vostra risposta a questa domanda. 8. Se siete stati spietati o causa di dolore o di offesa per gli altri, se avete usato persone per il vostro piacere o profitto, cambiate la vostra vita finché siete in tempo. Una vita così porta ad una morte solitaria. 9. Una delle vostre potenzialità è quella di creare opportunità per gli altri. Se create la vostra forza per dare speranza e prosperità verrete ricordati come benefattori e rispettati. Quindi, se siete in una posizione di potere siate MAGNANIMI. Se andrete incontro ai bisogni degli altri, gli altri verranno incontro ai vostri. 10. Pensate al male che potete provocare agli altri e anche al bene che potete fare. Per che cosa volete essere ricordati? • Consigli per la personalità 9 1. Dovreste esaminare la vostra tendenza ad andare d'accordo con tutti facendo quello che vogliono loro pur di mantenere la pace. Avrete così relazioni soddisfacenti? Non potete amare annullandovi. Dovete essere indipendenti per esserci quando gli altri hanno bisogno di voi 2. Siate attivi! Datevi da fare. Non sognate ad occhi aperti. Siate partecipi del mondo che vi circonda. Rispondete di più mentalmente e emozionalmente. 3. Siate consapevoli di avere anche impulsi aggressivi, ansie ed altri sentimenti che dovete affrontare. 4. Esaminate le vostre relazioni e cercate di vedere come avete contribuito a creare i problemi. Sacrificate per un momento la vostra pace mentale per ottenere relazioni autentiche. 5. Esercitatevi ad essere CONSAPEVOLI del vostro corpo e delle vostre emozioni. Praticate esercizio regolare, questa è una forma di AUTODISCIPLINA. Cercate di acquisire concentrazione. 6. Non reprimete i vostri sentimenti o somatizzerete con inspiegabili mal di testa, dolori alla schiena, nausea, attacchi di panico (paura di uscire in luoghi pubblici). Cercate aiuto se insorgono questi problemi. 7. Non usate tranquillanti (se non in casi di crisi profonda), vi impediscono la consapevolezza. Affrontare la crisi vi porterà maggiore autostima e farà capire agli altri che siete forti e che possono contare su di voi. 8. Accettate la vita e vivetela per non giungere alla fine della vita e sentire di "non aver mai vissuto". Siate consapevoli della grandezza della vita e sentitevi VIVI. 9. Confidate le vostre ansie al coniuge, ai vostri amici. Abbiate fiducia ed esprimetevi. Questa è una base per vivere sereni. 10. Gli altri si sentono calmi, accettati e al sicuro con voi, ma vi ameranno ancora di più se sentiranno che li capite e che siete attenti ai loro bisogni. Ascoltate gli altri attentamente e imparate a conoscerli per quello che sono. OBIETTIVO SECONDO INCONTRO: COSTRUIRE E MANTENERE UN BUON GRUPPO DI LAVORO COSTRUIRE IL “NOI” DEL GRUPPO dalla Teoria Sistemica Per costituire un buon gruppo di lavoro è necessario che tutti i componenti si sentano: • Rispettati dagli altri • Abbiano la possibilità di esprimere le proprie idee e capacità • Si sentano parte del gruppo CHECK UP • Componenti del gruppo: chi sono, nomi. • Ruolo dei componenti del gruppo: cosa fanno, i loro compiti. • Risorse e capacità dei singoli: elenco per ogni componente. • Valutazione spazio relazionale nel gruppo: ampiezza. • Valutazione del clima (vd.Slide precedente):rispetto, libertà,appartenenza. COSTRUIRE E RAFFORZARE IL “NOI” • Valutazione di nuove proposte per effettuare eventuali cambiamenti. • Ridefinire i compiti di ciascun componente. • Stabilire obiettivi comuni del gruppo di lavoro. • Creare uno slogan e trovare un nome al proprio gruppo. DIFENDERE IL GRUPPO Crisi interne e/o attacchi esterni • Contrasti: ''difetti'' di comunicazione riconducibili alla dimensione di contenuto, ovvero divergenze di opinioni. • Conflitti: ''difetti'' di comunicazione che riguardano la dimensione della relazione. • Il contrasto si risolve agendo sul contenuto della comunicazione, senza dover addentrarsi nell’ambito relazionale. • Il conflitto non può essere risolto, bensì gestito e trasformato in altro, andando ad incidere sulla relazione. Può essere causato da: soggetti litigiosi, scarsità di risorse, lotta di potere, invasione, disconferma… Strategie per gestire un conflitto • La metacomunicazione: andare oltre al contenuto della comunicazione per spostare la conversazione sul problema di comunicazione insorto. • Disarmo unilaterale: di fronte ad una persona ''armata'' si può reagire tentando di fargli ''posare le armi'' gettandole per primo, oppure facendo leva su un atteggiamento comprensivo. • Intervento di una terza persona: richiedere l'intervento di un soggetto terzo che, però, per essere efficace, deve possedere due caratteristiche: essere equidistante ed essere super partes. • Ristrutturazione: riprendere la relazione allo scopo di ristrutturala su piani diversi e più positivi. Rivedere la propria opinione andando incontro a quella dell'altro, cambiando apparentemente la mia posizione allo scopo di sedare l'aggressività (Es. ''Lei ha ragione, ma...''). Grazie per l’attenzione e Arrivederci OBIETTIVO TERZO INCONTRO: VALUTAZIONE DEI 4 SOTTOSISTEMI • • • • • • • I PLESSI I SERVIZI GLI AMBIENTI STRUTTURA ORGANIZZATIVA ORGANIGRAMMA LEADERSHIP I LIVELLI I SOTTOSISTEMI (PLESSI) • EMILIO SALGARI • VIA BERTA ELEMENTARE • VIA TOLMINO • VIA BERTA MATERNA I SERVIZI • • • • • SEGRETERIA DIRIGENZA SCUOLA DELL’ INFANZIA SCUOLA PRIMARIA ATTIVITA’ EXTRA SCOLASTICHE GLI AMBIENTI • • • • • • LUOGO TIPO DI EDIFICIO AREE VERDI COLORI ARREDAMENTO STATO DI MANUTENZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA • PIRAMIDALE: i lavoratori sono suddivisi in vari livelli, a seconda della mansione lavorativa che svolgono. Ai livelli inferiori troviamo il personale che svolge compiti che richiedono limitate responsabilità e, in genere, poca formazione, salendo troviamo personale sempre più specializzato che si assume sempre più responsabilità, sino al vertice dove, vi è il capo. • PIATTA: pari responsabilità ad ogni livello. In genere è possibile questo tipo di organigramma negli ambienti con pochi lavoratori. • RETICOLARE: i lavoratori svolgono professioni molto diverse tra loro, le informazioni non solo devono essere fruibili da ogni componente, ma devono anche essere condivise. Il vostro modo di vedere l’organigramma Inserite all’interno della piramide i vari livelli del sottosistema (plesso) al quale appartenete ORGANIGRAMMA • UFFICIALE : ruoli ed incarichi stabiliti dall’alto e dichiarati ufficialmente • LATENTE: ruoli ed incarichi esercitati nella realtà ATTENZIONE: Un’ organizzazione è in buona salute se i due organigrammi coincidono LEADERSHIP Il leader è la figura di riferimento che è al comando dell’organizzazione e detiene il potere. Un leader può svolgere in modi diverse le proprie funzioni, esistono quindi vari tipi di leadership. • 1) Leadership organizzativa: è uno stile di leadership centrato sul controllo, sulla funzionalità e sulla responsabilità. Il leader organizzativo è colui che con fermezza e decisone, se pur con saggia oculatezza e diplomazia, ordina e struttura l’azione collettiva sentendosi responsabile degli eventi. Abbastanza freddo ed inespressivo, è affidabile e stabile. Il suo rischio è di diventare decisamente oppressivo e/o ossessivo. • 2) Leadership motivante: è uno stile centrato sulle dinamiche di attivazione, di produzione e sulla reattività primaria. E’ uno stile deciso e istintivo, netto e determinato, instancabile. Il leader motivante trascina il gruppo nelle imprese e di fatto svolge la funzione del rompighiaccio, instillando nel gruppo coraggio e fiducia per l’impresa. Difende il gruppo con forza. Può diventare uno stile intimidatorio • 3) Leadership a maglie larghe: è molto blanda e leggera, ma osserva e indirizza le energie con sapienza e attenzione. Ottimizza gli sprechi di energie e mantiene fermezza e stabilità con bassi costi anche nei momenti di tensione. Il leader è una sorta di rimbalzista, non costruisce l’azione, ma la lascia evolversi dando qua e là aggiustamento e consigli procedurali e lasciando ampi spazi agli individui. Rischia però di diventare un’assenza di leadership, aprendosi a tutte le demotivazioni e le oppressioni da parte dei subordinati. • 4) Leadership affettiva-relazionale:si centra sulle relazioni e sulle persone. L’obiettivo di tale leadership non è la gestione della produzione, dell’innovazione o la prontezza amministrativa e normativa, ma l’affiliazione gruppale e l’unità interna, nel rispetto delle differenze e nella valorizzazione dei comportamenti socio-solidali interni al gruppo o di collaborazione. Trasmette il senso di squadra e di team, unisce e affilia i componenti verso una dimensione affettiva e quasi familiare, riassorbendo le intemperanze e gli eccessi. E’ dinamica e attiva, ma rischia di diventare invischiante e manipolatoria. I LIVELLI Nella vostra organizzazione, i livelli rappresentano gruppi di lavoratori che svolgono mansioni diversissime tra loro. Diventa quindi molto difficile comprendere appieno il carico di lavoro, le problematiche, i bisogni dei lavoratori che appartengono ai livelli diversi dal vostro. Questo ignorare, può creare distanza ed incomprensione. Le mansioni degli Operatori • • • • • • • Sorveglianza ai piani Accoglienza / portineria Controllo entrata ed uscita dei bambini Accompagnamento fuori orario Centralino Intervento di primo soccorso Sostituzione momentanea per assenza docente • Commissioni Le mansioni degli Operatori • Gestione del materiale per pulizia (ordini) • Raccolta delle presenze per la mensa • Segnalazione e richiesta di manutenzione (gli uomini se riescono la eseguono personalmente) • Pulizia ordinaria dell’Istituto • Pulizia straordinaria cortile, cantina… • Assistenza ai disabili (accompagnamento, igiene personale) Le mansioni degli Operatori • • • • • Allestimento per Progetti o Feste Sistemazione delle brandine Aiuto nel mettere a letto i bimbi Aiuto nel far alzare i bimbi Occuparsi dell’igiene personale dei bambini e dei loro malesseri • Aiuto nell’assunzione dei pasti Le mansioni dell’Amministrazione • • • • • • • • Contratti Gestione pratiche del personale Piani delle attività Organizzazione delle sostituzioni Gestione finanziaria e contabile Gestione bilancio Rapporti con gli enti ex. Comune Gestione dei flussi di informazione Le mansioni dell’Amministrazione • • • • • • • • • Controllo sito web Smistamento posta Protocollo e archivio Fotocopie Iscrizioni Segnalazione per manutenzione Didattica Gestione personale ATA AUTONOMIA SCOLASTICA Le mansioni dei Docenti • • • • • • • Insegnamento Educazione Relazione con i genitori Relazione con gli esperti Assistenza mensa Scelta delle attività Progettazione Le mansioni dei Docenti • • • • • • • Programmazione Aggiornamento Correzione dei compiti Compilazione schede “Baby sitteraggio” Iscrizioni materna Straslochi Le mansioni dei Docenti • • • • • • • Preparazione cartelloni Lettura circolari Responsabilità fisica e emotiva Supplenza Laboratori Reperire i materiali Partecipazione alle commissioni Le mansioni dei Docenti • • • • • • • Uscite Attesa dei genitori Primo soccorso Compilazione dell’orario Responsabilità economica Fotocopie Formazione delle classi Le mansioni dei Docenti • Osservazioni • Valutazione • Assistenza ai tirocinanti Uno spazio per voi: • PROBLEMI • RICHIESTE Grazie per l’attenzione e Arrivederci OBIETTIVO QUARTO INCONTRO: PROGETTAZIONE DI UN BUON SISTEMA ORGANIZZATIVO • • • • • • • La vostra Organizzazione Mission e Vision Organizzazione di Servizi Flussi di Informazioni Protocolli Punti di vista Direzione partecipativa La Matrioška • L’individuo e il proprio modo di comunicare • Il gruppo e le strategie per costruire e mantenere il “NOI” • Il sottosistema (Plesso) e la sua complessa struttura • Il sistema e la sua organizzazione LA VOSTRA ORGANIZZAZIONE dalla teoria Sistemica La vostra organizzazione si potrebbe paragonare al corpo umano, dove le varie parti rappresentano le diverse categorie professionali: Cervello = dirigenza Polmoni = amministrazione Apparato circolatorio = operatori Cuore = docenti Per mantenere un buon funzionamento globale del sistema, tutte le parti devono essere efficienti. Infatti, basta una sola disfunzione all’interno di una delle sue parti, per compromette l’intero sistema. Ciò significa che, all’interno della vostra organizzazione, le varie professionalità sono interdipendenti. ATTENZIONE: Questa visione aumenta lo spirito di squadra e il senso di responsabilità. VISION e MISSION Ogni organizzazione deve avere ben chiara la propria: • VISION: che cosa fa un’organizzazione, quale è la sua natura (logo). • MISSION: perché svolge la sua attività, quale è il suo fine (slogan). ATTENZIONE: In genere logo e slogan vengono proposti e/o scelti dai lavoratori per fortificare il senso di appartenenza. ORGANIZZAZIONE DI SERVIZI • Nelle organizzazioni di Servizi (scuola) le energie e le risorse tendono ad essere sempre proiettate al di fuori, verso l’utenza (bambini). • Le richieste e i bisogni esterni sono sempre prioritari rispetto a quelli interni. ATTENZIONE: Le risorse interne devono essere salvaguardate poiché, il troppo impoverimento, può provocare un deficit dei servizi. FLUSSI DI INFORMAZIONI • Un’organizzazione funziona bene se ogni sottosistema (Plesso) svolge i propri compiti, raggiungendo così gli obiettivi prestabiliti, ma non basta… • Tra i vari sottosistemi è necessaria una buona interazione per creare un funzionamento armonico ed efficiente dell’intero sistema (Circolo didattico). FLUSSI DI INFORMAZIONI • Per fare in modo che i vari sottosistemi interagiscano tra loro, è molto importante che la comunicazione sia sempre funzionante e, perché ciò si mantenga nel tempo, occorre stabilire delle regole tra le parti e aggiornarle. ATTENZIONE: Affinchè le regole siano rispettate da tutti è necessario che siano sempre motivate e condivise!! PROTOCOLLI • Si parla sempre più spesso di “protocolli”, all’interno delle grandi realtà lavorative, ossia di modalità prestabilite che devono essere applicate a seconda della situazione, lasciando sempre meno spazio di decisione al singolo. • L’utilizzo di protocolli accorcia i tempi di reazione, favorisce la fiducia tra le parti, diffonde un clima di equità ed uguaglianza. ATTENZIONE: l’abuso può determinare la diminuzione della motivazione e del senso di responsabilità nei lavoratori. PUNTI DI VISTA • Visione professionale: la vostra organizzazione ha una struttura verticale (gerarchica) dove i ruoli devono essere ben definiti. • Visione relazionale: la vostra organizzazione ha una struttura orizzontale dove il rispetto e la collaborazione devono essere reciproci, a tutti i livelli. ATTENZIONE: Spesso si può confondere il piano professionale (ruolo) con quello relazionale (identità). LA DIREZIONE PARTECIPATIVA (un modello che funziona) • Si fonda sul riconoscimento e sulla soddisfazione dei bisogni dei membri del gruppo di lavoro. • Motiva le persone a fare del loro meglio. • Tutti i membri del gruppo di lavoro, indipendentemente dalla mansione che svolgono, conoscono e comprendono lo scopo dell’organizzazione nel suo complesso. • • • • • LA DIREZIONE PARTECIPATIVA Tutti i lavoratori vedono sia il “grande quadro” sia il modo in cui la loro mansione si inserisce in esso. Sono coinvolti nelle decisioni che influenzano il proprio lavoro. Sono incoraggiati a presentare idee su come eseguire meglio i loro compiti. Sono esplicitate le funzioni di controllo (raggiungimento degli obiettivi). Viene accettata l’esistenza dei conflitti e si è pronti ad affrontarli e mediarli. 1. 2. 3. 4. 5. 6. Un percorso per affrontare la crisi Mi trovo in un contrasto o in un conflitto? Espongo il mio disagio all’interlocutore. Si esplicita insieme il problema (comunicazione efficace) che ora diventa comune. Si elencano insieme tutte le varie idee per trovare una soluzione (brainstorming). Si mettono in pratica quelle condivise. Se non cambia la situazione, si propone di andare insieme da una terza persona che tenti una mediazione. Grazie per l’attenzione e la partecipazione