BENVENUTI AL PROGETTO
“Dialogando”
di Alessandra Ronzoni
COMUNICARE SIGNIFICA:
“METTERE IN COMUNE
QUALCOSA CHE CI APPARTIENE”
OBIETTIVO PRIMO INCONTRO:
ACQUISIRE NOZIONI BASE DEL PROCESSO
COMUNICATIVO E ACCRESCERE LA
CONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO MODO DI
COMUNICARE
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ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
LINGUAGGIO
COMUNICAZIONE INTERPERSONALE
COMUNICAZIONE EFFICACE
ERRORI NELLA COMUNICAZIONE
ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
da Paul Watzlawick
Gli assiomi della comunicazione sono:
“alcune caratteristiche evidenti della
comunicazione che hanno fondamentali
implicazioni interpersonali”.
• Primo assioma:
Non si può non comunicare
• Secondo assioma:
Ogni comunicazione ha in sé:
1. Un aspetto di contenuto (cosa)
2. Un aspetto di relazione (come)
• Terzo assioma:
La natura di una comunicazione dipende
da come vengono interpretate le sue
sequenze (punteggiatura)
• Quarto assioma:
La comunicazione si suddivide in due
tipologie:
1. Analogica (non verbale)
2. Digitale (verbale)
•
Quinto assioma:
Gli scambi di comunicazione, a seconda
dell’interlocutore, si dividono in due
diverse tipologie:
1.
2.
Scambi simmetrici (uguale piano relazionale)
Scambi complementari (diverso piano
relazionale)
LINGUAGGIO
dalla PNL
•
Il linguaggio è alla base del complesso
processo comunicativo
•
Ogni descrizione è il frutto di una nostra
semplificazione arbitraria che crea:
1.
2.
Un vantaggio: la rapidità nello scambio di informazioni.
Uno svantaggio: la mancata precisione della
comunicazione.
“LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO”
La scelta del tipo di linguaggio utilizzato
dipende dal nostro canale
sensoriale preferenziale:
• VISIVO
• UDITIVO
• CINESTESICO
TEST VAK
1)Quando comunico un'idea o una mia riflessione:
a. per prima cosa faccio il punto della situazione e
se necessario tendo a schematizzare ciò che dico
b. mi preoccupo di trovare le giuste parole e il
giusto tono per esprimerla
c. sono portato a illustrare gli aspetti concreti
dell’idea
2)Di un discorso importante ricordo maggiormente:
a. il quadro d’insieme di ciò che è stato detto
b. le parole esatte di quanto ho ascoltato (con
particolare riferimento a citazioni, aneddoti,
proverbi, etc.)
c. la sensazione positiva o negativa che ho
provato
3)Quando seguo un dibattito a cui partecipano dei
politici mi fido maggiormente:
a. dell’espressione del volto, più o meno sincera,
di chi parla
b. dell’autorevolezza e credibilità manifestata per
mezzo delle parole
c. della sensazione “viscerale” di fiducia, che va al
di là di ciò che dicono
4)Di una persona conosciuta in vacanza e che poi
non ho più rivisto, rammento:
a. il volto ma non il nome
b. il nome ed il suo modo di parlare (inflessioni
dialettali, tono della voce più o meno caldo o
stridente etc.)
c. ricordo la sensazione (positiva o negativa, di
simpatia o di antipatia) che mi comunicava
5)Se devo parlare ad un gruppo di persone, mi
viene spontaneo:
a. curare il mio abbigliamento e sottolineare ciò
che dico con appropriati movimenti delle mani e
dei miei gesti
b. modulare la voce per catturare l’attenzione di
chi mi ascolta
c. trasmettere sensazioni di sicurezza
dimostrando di trovarmi a mio agio
6)Guardando una vignetta di satira politica, in
genere mi diverte di più:
a. il modo in cui è ritratto ironicamente il politico
b. il contenuto di ciò che c’è scritto dentro la
“nuvoletta” del fumetto
c. la sensazione d’ilarità e di canzonatura del
personaggio rappresentato
7)Se penso ai tempi della scuola, mi vengono in
mente senza indugio:
a. i visi dei professori e dei compagni, con le loro
peculiarità, (capelli, occhiali, modo di vestire,
accessori d’abbigliamento, segni particolari, etc.)
b. l’unicità delle voci che caratterizzavano
professori e compagni
c. i patimenti per le interrogazioni o le
soddisfazioni provate dopo aver meritato un bel
voto
8)In una vacanza ideale, quali elementi devono
essere inevitabilmente presenti?:
a. vedere paesaggi e vedute incantevoli insolite
b. avere l’opportunità di parlare e conversare
amabilmente con persone sconosciute
c. compenetrare tutte le sensazioni piacevoli
dell’ambiente, assaporare la cucina locale nei suoi
sapori e fragranze, godermi il clima gradevole etc.
9)Quando mi presentano una persona che non
conosco, in genere per me sono importanti segni
rivelatori:
a. il modo curato o trascurato di abbigliarsi e la
sua mimica
b. il tono della voce sincero o falso, aspro o
suadente
c. la stretta di mano leale, schietta e genuina o
viscida, sfuggente, untuosa e “molliccia”
10)Quando devo fare un acquisto importante:
a. ho già visto con l’occhio della mente ciò che
desidero acquistare e ho già le idee chiare su ciò
che devo comprare
b. chiedo informazioni su ciò che mi farebbe
piacere comprare, ascolto con attenzione quanto
mi viene detto e rifletto sulla convenienza
dell’acquisto
c. non ci penso troppo e compro d'impulso,
perché quando una cosa mi piace, sento dentro di
me che è il giusto acquisto
VAK
• I visivi tendono a vedere il mondo per immagini. Poichè tentano di
stare al passo con le immagini che hanno in testa, hanno la
tendenza a parlare in fretta. Non si curano di come pronunciano le
parole, ma si sforzano di attribuire parole alle immagini. Amano
esprimersi per metafore visive, dicendo come le cose appaiono loro,
quali sono gli aspetti chiari e quelli oscuri.
• Gli uditivi, invece si mostrano più selettivi circa le parole che usano.
Hanno voce più sonora, il loro eloquio è più lento, più ritmico, più
misurato. Siccome le parole hanno per loro grande importanza,
stanno attenti a quel che dicono.
• Ancora più lenti risultano gli individui prevalentemente cinestesici,
che reagiscono soprattutto a ciò che sentono tattilmente. La loro
voce è di solito fonda, spesso le parole escono loro di bocca lente,
si servono di metafore tratte dal mondo fisico: le cose per loro sono
“pesanti” e “intense”, aspirano ad “entrare in contatto” con la realtà.
COMUNICAZIONE INTERPERSONALE
da Irvin Goffman
In ogni interazione sociale diamo luogo ad
una rappresentazione che contiene:
Comportamenti e produzione orale
COMPORTAMENTI
• Facciata:
tipo di situazione.
• Ambientazione:
luogo,arredi,ornamenti,sfondo…
• Identità personale:
età, sesso, razza, portamento,accessori,
abbigliamento…
PRODUZIONE ORALE
• Tema (argomento della comunicazione)
• Modalità espressiva (scelta del linguaggio)
• Tono ed inclinazione della voce
Osservatori/interlocutori si aspettano di
individuare un collegamento coerente
tra i vari elementi che compongono la
rappresentazione.
L’incoerenza produce perplessità, ma
attira l’attenzione!
Quanto mostriamo della nostra vera natura
agli altri?
Segna una X accanto alla voce in cui ti riconosci
maggiormente (una sola voce):
• Io mi muovo per primo se c'è da aiutare qualcuno (2)
• Io sono una persona efficiente, competente e di
successo (3)
• Io mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4)
• Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la
mia vita (9)
• Sono perspicace e comprendo bene le cose (5)
• Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8)
• Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6)
• Sono ottimista e cerco di divertirmi e godermi la vita (7)
• Io credo di aver sempre ragione o almeno il più delle
volte (1)
TIPO 1 - Il 'Riformatore'. Perfezionista. Ha un amore
esagerato per ordine e pulizia. E' corretto e sincero. Ha
senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità.
Emette critiche pungenti e giudizi. A volte è pedante. E'
pignolo.
• NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine. La non
puntualità, la spiritosaggine.
• INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere
approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti
• PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'?”
• CHIEDE: “Ho ragione?”
• IL PECCATO: Ira
•
TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità
all'imperfezione.
TIPO 2 - Il 'Benevolo'. Spirito di sacrificio; dedizione agli
altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo
Tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato
diventa piagnucoloso. E’ un sentimentale. Tende a
sentirsi una vittima.
• NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno", chi è
indipendente.
• INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile
per essere notato e amato. Ha 'dovuto' occuparsi degli
altri familiari
• PENSA: “C'è bisogno di me, sono troppo utile. Non ho
tempo per me. Devo 'aiutare' gli altri”
• CHIEDE: “Sono abbastanza buono? Sono
indispensabile? Chi ha bisogno di me?”
• IL PECCATO: l'Orgoglio
• LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione
TIPO 3 - Il 'Motivatore'. È attraente, magnetico,
carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile,
esibizionista. Produttivo, efficiente iperattivo.
Camaleontico: recita se stesso.
• NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento
• INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a
scuola, nello sport, ecc.
• PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che
faccio"
•
CHIEDE: “Sono abbastanza bravo? È andata bene? Vi è
piaciuto quello che ho fatto?”
• IL PECCATO: La menzogna
• LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine
TIPO 4 – L’'Artista'. Ha grande senso artistico, gusto del
bello, senso del colore. È romantico, sognatore,
eccentrico, stravagante. Si preoccupa dell'immagine.
Veste in maniera stravagante o ricercata. È malinconico.
Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o
sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccentrico, l'eccezionale
Si esprime attraverso l'arte: poeta, musicista, pittore,
ceramista, fioraio, design. Non disdegna situazioni
strane, scandali, cose proibite.
NON SOPPORTA: Il brutto; lo sporco; il "normale";
l'ordinarietà.
L' INFANZIA: Ha subito perdite (un genitore;
trasferimenti, sradicamenti)
PENSA: "Devo farmi notare o nessuno si accorgerà di
me"
CHIEDE: "Cosa pensate di me? Mi notate? Vi colpisco?"
Il PECCATO: L'invidia
LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di
morte
TIPO 5 - Il 'Pensatore'. Parla poco. È introverso. É un
pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore.
É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo.
Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore
Sembra freddo e distante.
• NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in
pubblico. La superficialità, la disattenzione
• INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati",
sono vissuti in ambienti ristretti
• PENSA: "Cogito ergo sum": penso dunque esisto
CHIEDE: “Come si fa? Come funziona?”
•
IL PECCATO: L'avidità
• LA TRAPPOLA: L'avarizia
TIPO 6 - Il 'Lealista'. Ha spirito di gruppo. È affidabile e
fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista.
Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È
sospettoso. Oppure: (Il tipo 'controfobico') È estremista,
provocatorio, temerario, amante del rischio.
• NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle
regole, le devianze.
•
INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili,
violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere
stato punito spesso senza un motivo giusto.
• PENSA: “Non posso fidarmi di nessuno, neanche di me
stesso”.
• Il PECCATO: La paura
• LA TRAPPOLA: La codardia o la temerarietà
TIPO 7 - Il 'Tuttofare'. Emana gioia e ottimismo, ama
giocare e divertirsi. É un entusiasta. Vuole avere "più" di
tutto, non vuole crescere (Peter Pan). Spesso ha
problemi di peso (odia le diete). Vive di eccessi.
• INFANZIA: Molti sette hanno fatto esperienze
traumatiche e dolorose nell'infanzia che non vogliono
ripetere
• NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza
• PENSA: “Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più
possibile”.
• CHIEDE: “Sarò abbastanza simpatico?”
• Il PECCATO: L'ingordigia, l'intemperanza
• LA TRAPPOLA: Idealismo, superficialità
TIPO 8 - Il 'Leader'. Ha un forte senso della giustizia. È
aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla
tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri È
provocatorio, litigioso, rissoso. Incute timore.
• NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia
• INFANZIA: Ha subito soprusi e ingiustizie (gli 8 spesso
provengono da ghetti, o da famiglie molto abusanti
fisicamente).
• PENSA: “Devo essere 'cattivo' perché essere buoni
significa debolezza”.
•
IL PECCATO: La lussuria.
• LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione
del "colpevole“.
TIPO 9 - Il 'Pacificatore'. È costruttore di pace. È calmo,
dolce e piacevole. È semplice, è diplomatico. È sincero.
È amorevole. È influenzabile. Si lascia trasportare dalla
corrente. Cerca sempre di evitare il conflitto.
• NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività.
•
INFANZIA: Si è sentito trascurato in qualche modo. É
stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva
un'opinione.
• PENSA: “Non valgo molto, è meglio andare d'accordo
con tutti, così non ho fastidi”.
• CHIEDE: "Perché devo stare in piedi se posso sedermi?
Perché devo stare seduto se posso stare sdraiato?
Perché voi siete così frenetici?"
• IL PECCATO L'accidia, la pigrizia.
•
LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga.
COMUNICAZIONE EFFICACE
da Carl Rogers
Comunicare efficacemente implica:
• Accogliere e capire la prospettiva altrui
(anche se non la si condivide).
• Mettere in comune le “visioni” del mondo.
• Capacità di controllare che i messaggi
arrivino coerentemente a seconda
dell’obiettivo prestabilito.
FASI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE
1. Ascoltare: intenzione a capire prima di
giudicare. Disposizione mentale
all’ascolto attivo.
2. Osservare: attenzione alla percezione
delle manifestazioni emotive
dell’interlocutore. Contatto partecipe.
3. Raccogliere di informazioni:
formulazione di domande per costruire
sintonia.
FASI DELLA COMUNICAZIONE EFFICACE
4. Riformulare: riproporre con costrutti
analoghi il pensiero dell’interlocutore per
dimostrare l’attenzione.
5. Ricapitolare: reciproco chiarimento sulle
questioni affrontate che comporterà
decisioni e comportamenti.
ERRORI NELLA COMUNICAZIONE
da Irvin Goffman
Per essere incisivi bisogna limitare i
disturbi che possono compromettere la
comunicazione. Passi falsi:
• Gaffe/papere: inciampi, parole a
sproposito.
• Incidenti di percorso: impressioni
involontarie, compromettenti rivolte agli
interlocutori.
• Atti maldestri:dichiarazioni sprovvedute
che sottolineano le gaffes commesse da
un’ altra persona.
• Imbarazzo: effetto vergognoso suscitato
da uno o più passi falsi.
Grazie per l’attenzione
e
Arrivederci
Appendice
•
Consigli per la personalità 1
1. Imparate a RILASSARVI. Concedetevi tempo per voi stessi, senza pensare che siete voi a
dover fare tutto e che se non fate qualcosa sarà il caos. La salvezza del mondo non dipende solo
da voi.
2. Siete dei buoni insegnanti e avete molto da insegnare, ma non vi aspettate che gli altri cambino
immediatamente. Ciò che per voi è ovvio può non esserlo per gli altri. Se non cambiano subito
non vuol dire che non potranno cambiare dopo. Le vostre parole e il vostro esempio possono fare
molto.
3. Non fate prediche. Voi stessi non siete esenti da difetti, smettetela di esaminare gli altri e
riconoscete i vostri difetti.
4. Entrate in contatto con i vostri sentimenti e con i vostri impulsi inconsci. Potrebbe esservi utile
tenere un diario o iniziare terapie e lavori di gruppo, sia per sviluppare le vostre emozioni, sia per
vedere che gli altri non vi condannano se avete bisogni e limiti umani.
5. Il vostro punto debole è l'IRA che nasce dal sentirvi più virtuosi degli altri. Vi arrabbiate
facilmente per quello che vi sembra il perverso rifiuto degli altri di fare la "cosa giusta" come voi la
definite. Guardatevi dall'assumere il ruolo di GIUDICE e censore, tenendo sermoni e
moraleggiando. La vostra collera potrebbe portarvi l'ulcera o l'ipertensione.
6. Imparate ad accettare che gli altri siano quello che sono e che decidano per conto loro. Non
dite sempre agli altri quello che è "giusto" che facciano. Sappiate discernere saggiamente quando
dire e come dire, in base a cosa l'altro può accettare.
7. Ascoltate gli altri: anch'essi hanno spesso ragione. Ascoltando imparerete di più e diverrete
migliori insegnanti.
8. Smettetela di fare i perfezionisti: non c'è un modo preciso per lavare i piatti, per stirare una
camicia o per fare altre cose. Evitate di essere pignoli.
9. Non siate ossessivi nei vostri pensieri e forzati nelle vostre azioni. Non abbiate un "eccessivo"
amore per l'ordine (spesso ciò dimostra la paura di perdere il controllo in qualche campo della
vita) cercate di capire cosa vi turba e non sprecate le vostre energie in piccoli fastidi.
10. Non avete bisogno di essere perfetti per essere buoni. Siate UMANI, non perfetti e inumani.
•
Consigli per la personalità 2
1. Chiedetevi ciò di cui gli altri hanno VERAMENTE bisogno e quindi aiutateli a
perseguirlo. (Non date solo ciò che pensate farà loro piacere, ma ciò che realmente
necessitano).
2. Siate generosi senza preoccuparvi del contraccambio.
3. Cercate di acquisire CONSAPEVOLEZZA dei vostri secondi fini: la vostra
tendenza a controllare gli altri, le vostre aggressioni, la vostra lingua tagliente…
4. Resistete alla tentazione di attirare l'attenzione sulle vostre opere buone.
5. Non cercate di guadagnare l'amore degli altri facendo regali o lodi immeritate.
Aiutate gli altri quando ve lo chiedono aiutandoli a cavarsela da soli.
6. Non cercate sempre "nuovi" amici.
7. Quando fate qualcosa per gli altri fatelo "dietro le quinte" senza che essi se ne
accorgano.
8. Non siate possessivi con gli amici, condivideteli con gli altri. C'è abbastanza amore
per tutti.
9. Assicuratevi che i motivi che vi spingono ad aiutare gli altri siano
DISINTERESSATI. Non nascondetevi dietro "buone intenzioni".
10. Amate gli altri DISINTERESSATAMENTE e per quello che sono.
•
Consigli per la personalità 3
1. Sviluppate la CARITÀ e la cooperazione nelle vostre relazioni. Non cercate di
sottomettere gli altri, di escluderli, di fare gli snob. Prendete in considerazione i loro
bisogni e i loro sentimenti.
2. Siate SINCERI! Siate onesti riguardo alle vostre imprese, senza vantarvi o
esagerare le cose. Non gonfiate la vostra importanza. Siate AUTENTICI.
3. Siate degni di fiducia. Mantenete i segreti e le confidenze e resistete al desiderio di
usarli a vostro vantaggio. Non siate "doppi" o falsi.
4. Sviluppate una COSCIENZA SOCIALE. Siate coscienti della vostra tendenza a
sentirvi in diritto di ottenere ciò che volete a spese altrui. Non usate gli altri, non
approfittate delle situazioni. Siate disponibili a dare quanto ricevete e anche di più.
5. Non siate "camaleonti" (o "cloni") per essere accettati. Siate voi stessi e sviluppate
i vostri valori.
6. Sostenete gli altri e incoraggiateli. Invece di cercare l'attenzione e l'ammirazione
datela voi agli altri quando la meritano. Apprezzate gli altri.
7. Utilizzate le vostre grandi energie, il senso dell'umorismo, l'organizzazione,
l'animazione, il brio a beneficio dei gruppi a cui appartenete e dei singoli,
assicurandovi che anch'essi stiano sviluppando le loro migliori qualità.
8. Non esagerate nel voler essere acclamati. 9. Limitate la vostra tendenza a voler
competere.
10. Sviluppate le vostre potenzialità spirituali. Non distraetevi a confrontarvi con
chicchessia e non crucciatevi per il successo altrui. Se concentrate la vostra
attenzione e le vostre capacità nello svolgere un'opera meritoria (specialmente a
beneficio altrui) siete già sulla buona strada e i confronti diventano fuori luogo. Date il
meglio di voi e non preoccupatevi degli altri.
•
Consigli per la personalità 4
1. Non prestate troppa attenzione ai vostri sentimenti.
2. Evitate di rimandare le cose fino a quando non siate "dell'umore giusto". Impegnatevi in
un'opera produttiva e significativa che contribuisca al bene vostro e degli altri. Non state ad
aspettare "l'ispirazione". Mantenete il collegamento col mondo reale: lavorate!
3. L'autostima e la fiducia in voi stessi si svilupperanno soltanto provando esperienze positive,
indipendentemente dal fatto che crediate di essere pronti o meno ad affrontarle. Mettetevi in
cammino verso il bene. Dedicatevi a qualcosa di incoraggiante e positivo per voi (non aspettate di
sentirvi "a posto"). Non rinviate! Iniziate dal poco, ma iniziate!
4. Utilizzate una sana AUTODISCIPLINA e perseverate in essa: dormite regolarmente quanto
basta, lavorate regolarmente. Evitate di darvi ad eccessi sessuali, alcool, sonno o fantasie.
5. Evitate di fantasticare troppo (soprattutto se in pensieri negativi, di risentimento, o troppo
romantici). Invece di immaginare, VIVETE!
6. Parlate apertamente con qualcuno di cui vi fidate. Potrete scoprire che non siete diversi ed
estranei quanto sentite di essere. Entrate in relazione con qualcuno per "trovare voi stessi".
7. Il servizio comunitario vi renderà meno timidi e impacciati e vi farà sentire meglio. Scoprite quali
sono le cose buone in voi e lasciatevi coinvolgere praticamente.
8. Non lasciatevi sopraffare dall'autocommiserazione o dalle lamentele verso i genitori, dai
pensieri della vostra infanzia infelice, dalle relazioni andate male o sul fatto che nessuno vi
capisce. Se vi sforzate di comunicare vi capiranno. Non minate continuamente la vostra
autostima.
9. Non fate di tutto una questione personale, non siate permalosi o ipersensibili. Dopotutto
un'osservazione critica non è tutta la verità su di voi. Parlate in modo schietto e spontaneo e non
permettete agli altri di approfittare di voi.
10. Siete amici migliori per gli altri che non per voi stessi. Siate AMICI DI VOI STESSI!.
Concedetevi un'opportunità.
•
Consigli per la personalità 5
1. Non ponete preconcetti alla realtà e osservatela. Analizzate meno e OSSERVATE
di più, anziché tenere la mente occupata in teorie fantastiche o speculazioni.
2. Sforzatevi di imparare a calmarvi, rilassarvi, distendervi: meditazione, jogging,
yoga, danza sono utili per voi.
3. Vi manca il senso della prospettiva, vedete molte possibilità e non sapete scegliere
né giudicare. Ascoltate qualcuno del cui giudizio vi fidate, ne varrà la pena.
4. Non affrettate le conclusioni. Non siate pregiudizialmente ancorati a precedenti
idee, mantenete APERTA LA MENTE e concedete un'altra opportunità alle persone.
5. Apritevi emozionalmente agli amici, siate ACCESSIBILI, ciò vi gioverà
enormemente.
6. Cerate di essere cooperativo e meno solitari. Educate le altre persone, per voi sarà
istruttivo.
7. Non fate sentire gli altri a disagio, non dimenticate le convenzioni sociali che
aiutano gli altri a sentirsi a loro agio con voi.
8. Evitate di guardare dall'alto in basso coloro che ritenete meno intelligenti di voi. Se
anche fossero meno intelligenti di voi non vuol dire che siano stupidi. Cercate di
accettare i limiti intellettuali altrui senza essere cinici e sdegnosi.
9. SE gli altri cominciano ad evitarvi o reagiscono in modo antagonistico con voi
considerate la possibilità che sia partito da voi. Esaminatevi per vedere in che cosa
avete contribuito ad alimentare i vostri conflitti interpersonali.
10. Disponete di un'enorme capacità di comprensione. Pensate ai modi in cui potete
sviluppare la COMPASSIONE per gli altri. Così emergeranno i vostri sentimenti più
amabili e smusserete le spigolosità. La diffidenza diminuirà e sarete più rilassati e
felici. Non usate solo la testa: usate di più il cuore, ciò vi renderà più completi.
•
Consigli per la personalità 6
1. Ricordatevi che non c'è niente di straordinario nell'essere ansiosi, dato che tutti lo
sono. Imparate ad utilizzare la vostra ansia e a venire a patti con essa.
2. Cercate di non stare sulle difensive e di non essere irascibili. Non incolpate gli altri
per cose che voi stessi avete fatto o determinato. Resistete alla tendenza di pensare
negativo e di piagnucolare.
3. Imparate ad identificare ciò che vi porta ad iper-agire. Le cose non sono così nere
come le dipingete e molte le avete attirate voi col vostro atteggiamento.
4. Sforzatevi di fidarvi di più ed entrate in intimità, correte il rischio di essere rifiutati,
ne vale la pena. Rivelate alle persone quali sono i vostri sentimenti nei loro riguardi.
5. L'opinione che gli altri si sono fatti di voi è migliore di quanto non pensiate. Siete
voi ad avere paure ingiustificate.
6. Accettate le responsabilità con più maturità. La gente rispetta chi si assume le
responsabilità specialmente se ha commesso un errore.
7. Non potrete mai sentirvi sicuri se non sarete SICURI DI VOI STESSI. Dovrete
concentrarvi sull'obiettivo di affermare voi stessi, sviluppando un'autentica fiducia
nelle vostre capacità. Sviluppate buone ragioni per aver fiducia nelle vostre capacità.
8. Non adorate l'autorità e non nascondetevi dietro l'atteggiamento di chi dice: "Stavo
solo obbedendo agli ordini". Non ingraziatevi coloro che comandano, se qualcuno
cerca un gregario, non offrite voi stessi.
9. Non lanciate comunicazioni ambigue sui vostri atteggiamenti e desideri. Siate leali
con gli altri e dite ciò che vi passa per la mente. Evitate che vi prendano per persone
svenevoli, indecise, sempre sulle difensive.
10. Parlate francamente con chi detiene l'autorità (capoufficio o qualcuno di cui vi
serva l'aiuto e la benevolenza). Se parlate francamente però non diventate ostili e
bellicosi. Cercate di mantenere un equilibrio delle vostre emozioni.
•
Consigli per la personalità 7
1. Non siate impulsivi. Osservate i vostri impulsi e non cedete ad essi. Esercitate
controllo su voi stessi così potrete concentrarvi su ciò che vi giova.
2. Imparate ad ascoltare gli altri. Potrete apprendere cose nuove. Imparate ad
apprezzare il silenzio e la solitudine (non dovete sempre distrarvi o proteggervi
dall'ansia) con il continuo rumore di TV e stereo. Se imparate a confidare in voi stessi
sarete più felici anche se farete meno cose.
3. Non dovete avere tutto subito (vale per cibo, alcool, o un cono gelato). Molte
opportunità vi si ripresenteranno.
4. Preferite la QUALITÀ alla quantità, specialmente nelle vostre esperienze. Prestate
attenzione a quello che fate e assimilate le vostre esperienze.
5. Assicuratevi che ciò che desiderate vi giovi veramente a lungo termine. "Badate a
ciò che desiderate, perché i vostri desideri potrebbero essere esauditi!"
6. La felicità sopravviene dall'essersi dedicati a qualcosa per cui valeva la pena di
impegnarsi. Quando le priorità sono quelle giuste. Perciò non fate della felicità il
vostro principale obiettivo di vita perché ciò vi condurrà sul sentiero sbagliato, verso
l'incontentabilità e l'egocentrismo.
7. Non perdete il controllo di voi stessi, è facile che ciò vi accada perché vi è naturale
entusiasmarvi per ogni cosa. Avete paura di subire privazioni, ma se non la superate,
sarete inevitabilmente privati non solo della felicità, ma di molte altre cose.
8. Sapete essere molto simpatici, avete senso dell'umorismo, tuttavia STATE
ATTENTI A CIÒ CHE DITE. Non siate sgarbati, non dite di più per fare effetto o per
suscitare una reazione negli altri. Potreste offendere.
9. Trovate dei modo per DARE anziché solo avere. Considerate il motto: "È meglio
dare che ricevere". Il possesso materiale non potrà mai soddisfarvi pienamente.
10. Ricordate di trovare il tempo per ESSERE GRATI dell'esistenza.
•
Consigli per la personalità 8
1. Agite con RIGUARDO. Dimostrerete la vostra vera forza se eviterete di scagliarvi contro gli
altri. Il meglio di voi lo date quando aiutate qualcuno a superare la sua crisi. Se siete
MISERICORDIOSI ben pochi approfitteranno di voi e vi assicurerete più lealtà e devozione.
2. Non siete gli unici ad essere al mondo. Gli altri hanno i vostri stessi diritti e bisogni che non
possono essere ignorati né violati. Se li ignorate la gente non solo vi temerà (cosa che volete) ma
perderà ogni rispetto per voi e vi odierà.
3. Imparate a cedere, almeno ogni tanto. Il desiderio di dominare sempre tutto e tutti è indice di un
ego gonfiato: è un segnale di pericolo che vi porterà gravi conflitti.
4. È tipico degli 8 contare solo su di sé e non dipendere da nessuno, ma ironicamente essi
dipendono da molte persone (gli altri comunque devono eseguire i vostri ordini), se allontanate
tutti alla fine vi troverete solo con gente servile e infida. Sia nel mondo degli affari sia nella vita
familiare, la vostra autosufficienza è in gran parte illusione.
5. Non sopravvalutate il denaro come fonte di potere. Coloro che si sentono attratti da voi per il
vostro denaro non vi amano per voi stessi e voi non li amate né rispettate.
6. Imparate a dedicarvi ad uno scopo più alto del vostro interesse personale. Dare il vostro amore
alla famiglia e riceverne in cambio è uno scopo alto. Ma se tutto si riduce al vostro interesse
personale non vi elevate spiritualmente.
7. Se Dio esiste, vi è qualcun altro al quale dovete sottomettervi e questo per voi è inaccettabile.
Se non credete in Dio, ciò si fonda su autentiche convinzioni intellettuali o non volete rinunciare al
vostro io e alle cose che vi piacciono? Molto può dipendere dalla vostra risposta a questa
domanda.
8. Se siete stati spietati o causa di dolore o di offesa per gli altri, se avete usato persone per il
vostro piacere o profitto, cambiate la vostra vita finché siete in tempo. Una vita così porta ad una
morte solitaria.
9. Una delle vostre potenzialità è quella di creare opportunità per gli altri. Se create la vostra forza
per dare speranza e prosperità verrete ricordati come benefattori e rispettati. Quindi, se siete in
una posizione di potere siate MAGNANIMI. Se andrete incontro ai bisogni degli altri, gli altri
verranno incontro ai vostri.
10. Pensate al male che potete provocare agli altri e anche al bene che potete fare. Per che cosa
volete essere ricordati?
•
Consigli per la personalità 9
1. Dovreste esaminare la vostra tendenza ad andare d'accordo con tutti facendo
quello che vogliono loro pur di mantenere la pace. Avrete così relazioni
soddisfacenti? Non potete amare annullandovi. Dovete essere indipendenti per
esserci quando gli altri hanno bisogno di voi
2. Siate attivi! Datevi da fare. Non sognate ad occhi aperti. Siate partecipi del mondo
che vi circonda. Rispondete di più mentalmente e emozionalmente.
3. Siate consapevoli di avere anche impulsi aggressivi, ansie ed altri sentimenti che
dovete affrontare.
4. Esaminate le vostre relazioni e cercate di vedere come avete contribuito a creare i
problemi. Sacrificate per un momento la vostra pace mentale per ottenere relazioni
autentiche.
5. Esercitatevi ad essere CONSAPEVOLI del vostro corpo e delle vostre emozioni.
Praticate esercizio regolare, questa è una forma di AUTODISCIPLINA. Cercate di
acquisire concentrazione.
6. Non reprimete i vostri sentimenti o somatizzerete con inspiegabili mal di testa,
dolori alla schiena, nausea, attacchi di panico (paura di uscire in luoghi pubblici).
Cercate aiuto se insorgono questi problemi.
7. Non usate tranquillanti (se non in casi di crisi profonda), vi impediscono la
consapevolezza. Affrontare la crisi vi porterà maggiore autostima e farà capire agli
altri che siete forti e che possono contare su di voi.
8. Accettate la vita e vivetela per non giungere alla fine della vita e sentire di "non
aver mai vissuto". Siate consapevoli della grandezza della vita e sentitevi VIVI.
9. Confidate le vostre ansie al coniuge, ai vostri amici. Abbiate fiducia ed esprimetevi.
Questa è una base per vivere sereni.
10. Gli altri si sentono calmi, accettati e al sicuro con voi, ma vi ameranno ancora di
più se sentiranno che li capite e che siete attenti ai loro bisogni. Ascoltate gli altri
attentamente e imparate a conoscerli per quello che sono.
OBIETTIVO SECONDO INCONTRO:
COSTRUIRE E MANTENERE
UN BUON GRUPPO DI LAVORO
COSTRUIRE IL “NOI” DEL GRUPPO
dalla Teoria Sistemica
Per costituire un buon gruppo di lavoro è
necessario che tutti i componenti si
sentano:
• Rispettati dagli altri
• Abbiano la possibilità di esprimere le
proprie idee e capacità
• Si sentano parte del gruppo
CHECK UP
• Componenti del gruppo: chi sono, nomi.
• Ruolo dei componenti del gruppo: cosa
fanno, i loro compiti.
• Risorse e capacità dei singoli: elenco per
ogni componente.
• Valutazione spazio relazionale nel gruppo:
ampiezza.
• Valutazione del clima (vd.Slide
precedente):rispetto, libertà,appartenenza.
COSTRUIRE E RAFFORZARE IL “NOI”
• Valutazione di nuove proposte per
effettuare eventuali cambiamenti.
• Ridefinire i compiti di ciascun componente.
• Stabilire obiettivi comuni del gruppo di
lavoro.
• Creare uno slogan e trovare un nome al
proprio gruppo.
DIFENDERE IL GRUPPO
Crisi interne e/o attacchi esterni
• Contrasti: ''difetti'' di comunicazione
riconducibili alla dimensione di contenuto,
ovvero divergenze di opinioni.
• Conflitti: ''difetti'' di comunicazione che
riguardano la dimensione della relazione.
• Il contrasto si risolve agendo sul
contenuto della comunicazione, senza
dover addentrarsi nell’ambito relazionale.
• Il conflitto non può essere risolto, bensì
gestito e trasformato in altro, andando ad
incidere sulla relazione. Può essere
causato da: soggetti litigiosi, scarsità di
risorse, lotta di potere, invasione,
disconferma…
Strategie per gestire un conflitto
• La metacomunicazione: andare oltre al contenuto della
comunicazione per spostare la conversazione sul
problema di comunicazione insorto.
• Disarmo unilaterale: di fronte ad una persona ''armata''
si può reagire tentando di fargli ''posare le armi''
gettandole per primo, oppure facendo leva su un
atteggiamento comprensivo.
• Intervento di una terza persona: richiedere l'intervento
di un soggetto terzo che, però, per essere efficace, deve
possedere due caratteristiche: essere equidistante ed
essere super partes.
• Ristrutturazione: riprendere la relazione allo scopo di
ristrutturala su piani diversi e più positivi. Rivedere la
propria opinione andando incontro a quella dell'altro,
cambiando apparentemente la mia posizione allo scopo
di sedare l'aggressività (Es. ''Lei ha ragione, ma...'').
Grazie per l’attenzione
e
Arrivederci
OBIETTIVO TERZO INCONTRO:
VALUTAZIONE
DEI 4 SOTTOSISTEMI
•
•
•
•
•
•
•
I PLESSI
I SERVIZI
GLI AMBIENTI
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
ORGANIGRAMMA
LEADERSHIP
I LIVELLI
I SOTTOSISTEMI (PLESSI)
• EMILIO SALGARI
• VIA BERTA ELEMENTARE
• VIA TOLMINO
• VIA BERTA MATERNA
I SERVIZI
•
•
•
•
•
SEGRETERIA
DIRIGENZA
SCUOLA DELL’ INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA
ATTIVITA’ EXTRA SCOLASTICHE
GLI AMBIENTI
•
•
•
•
•
•
LUOGO
TIPO DI EDIFICIO
AREE VERDI
COLORI
ARREDAMENTO
STATO DI MANUTENZIONE
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
• PIRAMIDALE: i lavoratori sono suddivisi in vari livelli, a
seconda della mansione lavorativa che svolgono. Ai
livelli inferiori troviamo il personale che svolge compiti
che richiedono limitate responsabilità e, in genere, poca
formazione, salendo troviamo personale sempre più
specializzato che si assume sempre più responsabilità,
sino al vertice dove, vi è il capo.
• PIATTA: pari responsabilità ad ogni livello. In genere è
possibile questo tipo di organigramma negli ambienti con
pochi lavoratori.
• RETICOLARE: i lavoratori svolgono professioni molto
diverse tra loro, le informazioni non solo devono essere
fruibili da ogni componente, ma devono anche essere
condivise.
Il vostro modo di vedere l’organigramma
Inserite all’interno della piramide i vari livelli
del sottosistema (plesso) al quale
appartenete
ORGANIGRAMMA
• UFFICIALE : ruoli ed incarichi stabiliti
dall’alto e dichiarati ufficialmente
• LATENTE: ruoli ed incarichi esercitati nella
realtà
ATTENZIONE: Un’ organizzazione è in
buona salute se i due organigrammi
coincidono
LEADERSHIP
Il leader è la figura di riferimento che è al
comando dell’organizzazione e detiene il
potere. Un leader può svolgere in modi
diverse le proprie funzioni, esistono quindi
vari tipi di leadership.
• 1) Leadership organizzativa: è uno stile
di leadership centrato sul controllo, sulla
funzionalità e sulla responsabilità. Il leader
organizzativo è colui che con fermezza e
decisone, se pur con saggia oculatezza e
diplomazia, ordina e struttura l’azione
collettiva sentendosi responsabile degli
eventi. Abbastanza freddo ed
inespressivo, è affidabile e stabile. Il suo
rischio è di diventare decisamente
oppressivo e/o ossessivo.
• 2) Leadership motivante: è uno stile
centrato sulle dinamiche di attivazione, di
produzione e sulla reattività primaria. E’
uno stile deciso e istintivo, netto e
determinato, instancabile. Il leader
motivante trascina il gruppo nelle imprese
e di fatto svolge la funzione del rompighiaccio, instillando nel gruppo coraggio e
fiducia per l’impresa. Difende il gruppo con
forza. Può diventare uno stile intimidatorio
• 3) Leadership a maglie larghe: è molto
blanda e leggera, ma osserva e indirizza
le energie con sapienza e attenzione.
Ottimizza gli sprechi di energie e mantiene
fermezza e stabilità con bassi costi anche
nei momenti di tensione. Il leader è una
sorta di rimbalzista, non costruisce
l’azione, ma la lascia evolversi dando qua
e là aggiustamento e consigli procedurali e
lasciando ampi spazi agli individui. Rischia
però di diventare un’assenza di
leadership, aprendosi a tutte le
demotivazioni e le oppressioni da parte dei
subordinati.
• 4) Leadership affettiva-relazionale:si centra
sulle relazioni e sulle persone. L’obiettivo di tale
leadership non è la gestione della produzione,
dell’innovazione o la prontezza amministrativa e
normativa, ma l’affiliazione gruppale e l’unità
interna, nel rispetto delle differenze e nella
valorizzazione dei comportamenti socio-solidali
interni al gruppo o di collaborazione. Trasmette il
senso di squadra e di team, unisce e affilia i
componenti verso una dimensione affettiva e
quasi familiare, riassorbendo le intemperanze e
gli eccessi. E’ dinamica e attiva, ma rischia di
diventare invischiante e manipolatoria.
I LIVELLI
Nella vostra organizzazione, i livelli
rappresentano gruppi di lavoratori che
svolgono mansioni diversissime tra loro.
Diventa quindi molto difficile comprendere
appieno il carico di lavoro, le
problematiche, i bisogni dei lavoratori che
appartengono ai livelli diversi dal vostro.
Questo ignorare, può creare distanza ed
incomprensione.
Le mansioni degli Operatori
•
•
•
•
•
•
•
Sorveglianza ai piani
Accoglienza / portineria
Controllo entrata ed uscita dei bambini
Accompagnamento fuori orario
Centralino
Intervento di primo soccorso
Sostituzione momentanea per assenza
docente
• Commissioni
Le mansioni degli Operatori
• Gestione del materiale per pulizia (ordini)
• Raccolta delle presenze per la mensa
• Segnalazione e richiesta di manutenzione
(gli uomini se riescono la eseguono
personalmente)
• Pulizia ordinaria dell’Istituto
• Pulizia straordinaria cortile, cantina…
• Assistenza ai disabili (accompagnamento,
igiene personale)
Le mansioni degli Operatori
•
•
•
•
•
Allestimento per Progetti o Feste
Sistemazione delle brandine
Aiuto nel mettere a letto i bimbi
Aiuto nel far alzare i bimbi
Occuparsi dell’igiene personale dei
bambini e dei loro malesseri
• Aiuto nell’assunzione dei pasti
Le mansioni dell’Amministrazione
•
•
•
•
•
•
•
•
Contratti
Gestione pratiche del personale
Piani delle attività
Organizzazione delle sostituzioni
Gestione finanziaria e contabile
Gestione bilancio
Rapporti con gli enti ex. Comune
Gestione dei flussi di informazione
Le mansioni dell’Amministrazione
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Controllo sito web
Smistamento posta
Protocollo e archivio
Fotocopie
Iscrizioni
Segnalazione per manutenzione
Didattica
Gestione personale ATA
AUTONOMIA SCOLASTICA
Le mansioni dei Docenti
•
•
•
•
•
•
•
Insegnamento
Educazione
Relazione con i genitori
Relazione con gli esperti
Assistenza mensa
Scelta delle attività
Progettazione
Le mansioni dei Docenti
•
•
•
•
•
•
•
Programmazione
Aggiornamento
Correzione dei compiti
Compilazione schede
“Baby sitteraggio”
Iscrizioni materna
Straslochi
Le mansioni dei Docenti
•
•
•
•
•
•
•
Preparazione cartelloni
Lettura circolari
Responsabilità fisica e emotiva
Supplenza
Laboratori
Reperire i materiali
Partecipazione alle commissioni
Le mansioni dei Docenti
•
•
•
•
•
•
•
Uscite
Attesa dei genitori
Primo soccorso
Compilazione dell’orario
Responsabilità economica
Fotocopie
Formazione delle classi
Le mansioni dei Docenti
• Osservazioni
• Valutazione
• Assistenza ai tirocinanti
Uno spazio per voi:
• PROBLEMI
• RICHIESTE
Grazie per l’attenzione
e
Arrivederci
OBIETTIVO QUARTO INCONTRO:
PROGETTAZIONE DI UN BUON SISTEMA
ORGANIZZATIVO
•
•
•
•
•
•
•
La vostra Organizzazione
Mission e Vision
Organizzazione di Servizi
Flussi di Informazioni
Protocolli
Punti di vista
Direzione partecipativa
La Matrioška
• L’individuo e il proprio modo di comunicare
• Il gruppo e le strategie per costruire e
mantenere il “NOI”
• Il sottosistema (Plesso) e la sua
complessa struttura
• Il sistema e la sua organizzazione
LA VOSTRA ORGANIZZAZIONE
dalla teoria Sistemica
La vostra organizzazione si potrebbe
paragonare al corpo umano, dove le varie
parti rappresentano le diverse categorie
professionali:
Cervello = dirigenza
Polmoni = amministrazione
Apparato circolatorio = operatori
Cuore = docenti
Per mantenere un buon funzionamento
globale del sistema, tutte le parti devono
essere efficienti. Infatti, basta una sola
disfunzione all’interno di una delle sue
parti, per compromette l’intero sistema.
Ciò significa che, all’interno della vostra
organizzazione, le varie professionalità
sono interdipendenti.
ATTENZIONE: Questa visione aumenta lo
spirito di squadra e il senso di
responsabilità.
VISION e MISSION
Ogni organizzazione deve avere ben
chiara la propria:
• VISION: che cosa fa un’organizzazione,
quale è la sua natura (logo).
• MISSION: perché svolge la sua attività,
quale è il suo fine (slogan).
ATTENZIONE: In genere logo e slogan
vengono proposti e/o scelti dai lavoratori
per fortificare il senso di appartenenza.
ORGANIZZAZIONE DI SERVIZI
• Nelle organizzazioni di Servizi (scuola) le
energie e le risorse tendono ad essere
sempre proiettate al di fuori, verso l’utenza
(bambini).
• Le richieste e i bisogni esterni sono
sempre prioritari rispetto a quelli interni.
ATTENZIONE: Le risorse interne devono
essere salvaguardate poiché, il troppo
impoverimento, può provocare un deficit
dei servizi.
FLUSSI DI INFORMAZIONI
• Un’organizzazione funziona bene se ogni
sottosistema (Plesso) svolge i propri
compiti, raggiungendo così gli obiettivi
prestabiliti, ma non basta…
• Tra i vari sottosistemi è necessaria una
buona interazione per creare un
funzionamento armonico ed efficiente
dell’intero sistema (Circolo didattico).
FLUSSI DI INFORMAZIONI
• Per fare in modo che i vari sottosistemi
interagiscano tra loro, è molto importante
che la comunicazione sia sempre
funzionante e, perché ciò si mantenga nel
tempo, occorre stabilire delle regole tra le
parti e aggiornarle.
ATTENZIONE: Affinchè le regole siano
rispettate da tutti è necessario che siano
sempre motivate e condivise!!
PROTOCOLLI
• Si parla sempre più spesso di “protocolli”,
all’interno delle grandi realtà lavorative,
ossia di modalità prestabilite che devono
essere applicate a seconda della
situazione, lasciando sempre meno spazio
di decisione al singolo.
• L’utilizzo di protocolli accorcia i tempi di
reazione, favorisce la fiducia tra le parti,
diffonde un clima di equità ed uguaglianza.
ATTENZIONE: l’abuso può determinare la
diminuzione della motivazione e del senso
di responsabilità nei lavoratori.
PUNTI DI VISTA
• Visione professionale: la vostra
organizzazione ha una struttura verticale
(gerarchica) dove i ruoli devono essere
ben definiti.
• Visione relazionale: la vostra
organizzazione ha una struttura
orizzontale dove il rispetto e la
collaborazione devono essere reciproci, a
tutti i livelli.
ATTENZIONE: Spesso si può confondere il
piano professionale (ruolo) con quello
relazionale (identità).
LA DIREZIONE PARTECIPATIVA
(un modello che funziona)
• Si fonda sul riconoscimento e sulla
soddisfazione dei bisogni dei membri del
gruppo di lavoro.
• Motiva le persone a fare del loro meglio.
• Tutti i membri del gruppo di lavoro,
indipendentemente dalla mansione che
svolgono, conoscono e comprendono lo
scopo
dell’organizzazione
nel
suo
complesso.
•
•
•
•
•
LA DIREZIONE PARTECIPATIVA
Tutti i lavoratori vedono sia il “grande
quadro” sia il modo in cui la loro mansione
si inserisce in esso.
Sono coinvolti nelle decisioni che
influenzano il proprio lavoro.
Sono incoraggiati a presentare idee su
come eseguire meglio i loro compiti.
Sono esplicitate le funzioni di controllo
(raggiungimento degli obiettivi).
Viene accettata l’esistenza dei conflitti e si
è pronti ad affrontarli e mediarli.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Un percorso per affrontare la crisi
Mi trovo in un contrasto o in un conflitto?
Espongo il mio disagio all’interlocutore.
Si esplicita insieme il problema
(comunicazione efficace) che ora diventa
comune.
Si elencano insieme tutte le varie idee
per trovare una soluzione (brainstorming).
Si mettono in pratica quelle condivise.
Se non cambia la situazione, si propone
di andare insieme da una terza persona
che tenti una mediazione.
Grazie per l’attenzione e la
partecipazione
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