Dolcetto d’Alba DOC Coste&Fossati VARIETÀ 100% Dolcetto [da selezione massale] DESCRIZIONE Aldo Vaira ha intrapreso una decisione insolita: conservare vecchi ceppi di Dolcetto negli illustri vigneti Coste e Fossati, tradizionalmente dedicati al Barolo. Una scelta volta a riaffermare il Dolcetto come vino di grande qualità, attraverso una precisa e attenta selezione massale che ha salvato ceppi dal picciolo rosso. Eleganza e concentrazione per una produzione limitata. VIGNETI Questo Dolcetto deve il nome ai due vigneti da cui provengono le uve: Coste di Vergne e Fossati, entrambi nel Comune di Barolo con altitudini che variano dai 400 ai 480 metri. Coste, esposto a Sud-Ovest, Fossati a Sud-Est, come le fiancate di una nave, condividono la composizione del suolo, caratterizzata da marne di Sant’Agata fossili e da depositi del Messiniano. COLTIVAZIONE Vajra ha da sempre creduto nell’agricoltura sostenibile e nell’inerbimento naturale dei vigneti. Non si ricorre all’irrigazione e i diradamenti sono decisi in base all’annata. VENDEMMIA E VINIFICAZIONE La vendemmia del Dolcetto Coste&Fossati inizia quando i piccioli di questa selezione virano verso il rosso: un segno distintivo dell’incipiente maturità. Solitamente ciò accade nella prima metà di Settembre. Una fermentazione di 20-25 giorni e 8-12 mesi di maturazione in cantina, precedono la messa in bottiglia. NOTE DI DEGUSTAZIONE Ammiccante colore viola brillante e una sinfonia di frutti, amarena, fiori, note avvolgenti di liquirizia e mentolo. Morbidi tannini per un Dolcetto capace di invecchiare. Coste&Fossati: un vino elegante, equilibrato e complesso. “ Parlare del Dolcetto Coste&Fossati significa raccontare l’ingresso “in punta di piedi” di nostro papà nel mondo del vino. Immedesimarsi nella curiosità giovanile che, affiancando le “vecchie” generazioni, assimila il gusto per l’osservazione. Un mix di stupore e spirito critico, tradizione e sperimentazione. Significa penetrare la realtà e desiderare affermare la vera natura di un vitigno un po’ bistrattato come il Dolcetto. E, amandola, trasmetterla. – Francesca Vaira –