254 Anno 8 - n° 16 - Distribuzione Gratuita ATTUALITA’ A KI S K ULTURA INFORMAZIONE 17 Novembre 2012 SPORT & TURISMO Marino Giuseppe C.so Italia, 96 - ACIREALE IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI Nella padella la fettina di carne si cuoce e si può mangiare, sulla brace rischi di bruciarla del tutto e gettarla, rimanendo a digiuno. Il rimedio è strato peggiore del male? Solo il tempo (pochi mesi!?!?) ci darà la risposta. Le elezioni regionali, con lo “sconquasso” che hanno prodotto e con lo “stupido” assenteismo che ha coinvolto oltre il 50% di siciliani che non sono andati a votare, hanno procurato, probabilmente, un sistema iniquo di governabilità che, speriamo, il “buon e casto” Crocetta cercherà di risolvere nel migliore (per la Sicilia) di modi possibile, sposando, è solo un modo di dire, artisti e personalità del calibro di Franco Battiato (il quale, non ce ne siamo meravigliati, vorrà al suo fianco il filosofo Sgalambro…) . Eclatante, non sono il solo a dirlo, ma tutt’Italia ne parla, il successo dei “grillini” (tutti l’avevano previsto ! mi viene da ridere) ed eclatante anche il modo di porgersi di questi …….che certamente hanno la testa sulle spalle e che, se non avranno qualche “buco nero” nel loro interno, faranno vedere di che pasta sono fatti. Di vero c’è che il leader Cancellieri sembra, speriamo lo sia, una persona in gamba, mentre, lo confesso, avevo sottovalutato e ignorato del tutto la personalità dell’acese Angela Foti (più in gamba di quel che sembra!). Per restare a lavare i panni di casa nostra mi preme sottolineare l’exploit (previsto visto l’apparato e la sua preparazione politica) di Nicola D’Agostino ( il migliore politico in senso assoluto di quelli che “correvano”) che ha superato nelle preferenze Salvo Pogliese – penalizzato, questo, anche dal non voto degli astensionisti. Si lecca le ferite Nello Catalano – meriterebbe molto di più che il disinteresse degli acesi - penalizzato certamente dalle bizzarre e sconclusionate interpretazioni del suo capo, quel tal Miccichè che aveva tutto da guadagnare con Musumeci alleato ed invece….vedete com’è finita! Niente da dire o aggiungere per gli altri candidati acesi: Gianluca Cannavò che ha certamente pagato per certe “uscite pubblicitarie” fuori dai canoni, per i continui agguati da parte di “jene” pronte ad azzannarlo e per la “voglia” assoluta di candidarsi allorquando il suo capo (Catanoso?) preferiva rivolgere le sue attenzioni ad altre sponde, mentre il “giovane” Primavera se l’è dovuta vedere nello scontro (locale) con il “vecchio” ma “pieno di esperienza ed altro” Raffaele Nicotra. Ero certo che Giuseppe Cicala potesse farcela, ma la città ha risposto picche al suo entusiasmo non riconoscendogli una efficace preparazione politica in generale; in ogni caso una buona affermazione. Parliamo di Silvio Cavallaro: ci credevo e sono rimasto deluso del risultato…non sempre l’onestà e la preparazione pagano…stesso discorso che si ripropone per Enzo D’Agata, altro candidato di Nello Musumeci che, purtroppo, è stato messo contro il Cavallaro (non me lo spiego!) nello stesso paese del Casalotto….due galli nel pollaio !!! In ogni caso ottima l’uscita elettorale del consigliere provinciale che potrebbe aspirare, notevoli le sue changes, alla candidatura di sindaco nelle prossime elezioni del paese del Casalotto. Un pensiero rivolgo alla candidata Mariella Gennarino (Le voglio bene e mi fa tanta, tanta simpatia), a forza voluta dall’apparato di Leanza nella sua lista, ma di fatto lasciata sola a combattere contro una Sicilia votata solo a custodire privilegi ed intrallazzi (alcune nomine, malgrado le dichiarazioni di comodo, sono lì a dimostrarlo!). Così è come la penso e come l’ho vista. Pronto a cambiare opinione se qualcuno consentirà di farmi capire meglio e di più. T.C. . “Nel male l’uomo è l’eterno perdente, nel bene, la misura di tutte le cose”. Questo detto sapienziale arabo può essere un buon “incipit” per riflettere sulla vita, sul lavoro e sull’assassinio di Maria Grazia Cutuli. Lungi dall’essere, soltanto, “il giorno della memoria” di una coraggiosa, intelligente e passionale giornalista alla quale hanno rubato la vita sol perché svolgeva al meglio il proprio lavoro a beneficio di tutti noi, abbiamo, forse, l’occasione per riflettere, con calma, sui grandi temi dell’umanità - così diversa nelle sue forme espressive, in ragione dello spazio e del tempo che la condiziona - ma così identica a se stessa in tutte le latitudini (sia in Afghanistan così come in Italia) e nei secoli. Spesso l’eccesso di informazioni fornite dai media affastella così disordinatamente la nostra mente che non riusciamo più a distillare l’essenza dei messaggi, a metabolizzare l’autenticità dei contenuti. Abbiamo così la necessità di elaborare “pensieri lunghi” contenendo lo scorrere veloce dei nuovi eventi, sempre più eclatanti e/o ansiogeni, propri del mondo e della società liquida. L’assassinio di Maria Grazia Cutuli ci insegna che quando si oscura la coscienza, si oscura la ragione, si oscura il diritto, viene ad oscurarsi, giocoforza, l’umanità. “Dove c’è il diritto, lì c’e la BUON LAVORO. GOVERNATORE! società” (ubi ius, ibi societas): questa bimillenaria regola aurea del mondo occidentale non credo proprio che Maria Grazia Cutuli la declinasse nello sterile significato “legalistico”; di certo ne coglieva il senso più sostanziale: il diritto inteso come giustizia; la giustizia intesa come conoscenza oggettiva del mondo e amore per l’umanità; la bontà intesa nell’originario significato etimologico di “integrità e luminosità” a cui l’umanità deve necessariamente tendere. Di questa luminosità abbiamo bisogno per non smarrirci nell’oscurità di quello che il grande poeta Giovanni Pascoli ha chiamato “l’opaco atomo del male”. E proprio di questo male - di questo male assoluto che è la guerra - ci ha scritto, non solo con l’inchiostro, ma con il suo sangue, Maria Grazia Cutuli. Che questo evento culturale e sociale possa essere il più luminoso tributo di stima, di affetto e di riconoscimento del merito ad una grande figlia della nostra terra. Il Sindaco del Comune di Santa Venerina Enrico Pappalardo Il servizio completo è a pagina 5 Buon lavoro, Commissario! www.akis-aci.com 2 Sabato 17 Novembre 2012 ACIREALE IN BREVE “Tradizioni culinarie e identità culturali” del Progetto COMENIUS. Un lungo applauso per acclamare i popoli d’Europa: si è chiusa così la visita in Municipio di una ventina di studenti polacchi, estoni, bulgari e turchi ospiti del liceo Regina Elena di Acireale nell’ambito del progetto “Comenius” e, più precisamente, nel contesto dell'azione formativa “Tradizioni culinarie e identità culturali”. A fare gli onori di casa l’assessore alla Pubblica istruzione Nives Leonardi e il presidente del Consiglio Toruccio Di Maria che hanno accolto i giovanissimi ospiti nella sala del Consiglio comunale. Assieme a loro il dirigente del Regina Elena, Sebastiano Raciti, la professoressa Margherita Scudero – referente del progetto oltre ai docenti degli istituti di Karczmiska (Polonia), Rapla (Estonia), Topolovgrad (Bulgaria), Cerkeskoy (Turchia) e una ventina di studenti che per una settimana gireranno in lungo e largo la nostra Isola. Snodo privilegiato, la città barocca di Acireale. Il progetto “Comenius” prevede azioni interculturali come supporto volto a garantire lo sviluppo e la formazione scolastica al fine di aiutare i giovani e il personale docente a meglio comprendere le culture europee. Peraltro, nell’ambito del Comenius, il liceo Regina Elena di Acireale è l’unico istituto d’Italia ad ospitare stanzialmente per circa 3 mesi anche studenti di nazionalità turca, che studiano ad Acireale per perfezionare l'apprendimento della lingua italiana. CENTRO MUSICALE “SPACE MUSIC”, INCUBATORE DI PRODUZIONI SONORE GIOVANILI Scattato l’happening di apertura del Centro musicale comunale “Space Music”, di Acireale nel plesso scolastico "G. Sciuti" di via Sciarelle. L’incubatore di musica giovanile è stato finanziato dal Ministero della Gioventù in accordo con l’Anci e gode del patrocinio dell’Agenzia Nazionale per i Giovani. “Space Music” diverrà centro di produzione musicale giovanile indipendente, grazie alle due sale prove e alla regia attrezzate e pronte per l’utilizzo: un investimento sui giovani come risorsa. “Space Music” nasce grazie alla sinergia creata tra Amministrazione comunale di Acireale (Comune capofila), Consulta Giovanile Comunale, associazione di promozione musicale Generazione Sonora, IV Circolo didattico Sciascia. La struttura polivalente, accessibile ai disabili, è pensata come luogo che vada oltre i confini della Città, così da consentirne l’accesso anche ai giovani che risiedono nei comuni del Distretto di Acireale. Foto Fabio Consoli Si è svolto il consueto incontro dei soci del KC-Acireale per la Festa di San Martino. Oltre alla visita alle cantine ed al momento conviviale con prodotti tipici è stata effettuata una raccolta , attraverso il sorteggio di un quadro e di una tovaglia, per una Missione in Guinea che assiste l’infanzia ed in particolare è stata consegnata una foto di un ragazzino ai soci. Matteo Calabretta ha letto, come fa ogni anno, una sua poesia composta per l’occasione. La presidente Mariella Finocchiaro ha ringraziato i numerosi soci ed ospiti per la fattiva partecipazione ed adesione ai progetti del club. AKIS Toglie i fondi ai malati Sla e piange: le (ennesime) lacrime di coccodrillo della Fornero Solcano ancora una volta il viso le lacrime della Fornero. Piange ancora il ministro dopo aver verificato che i soldi per i malati Sla e per tutti i disabili gravi che hanno necessità di assistenza sanitaria, non ci sono più. Piangono però in silenzio i malati Sla, in questi giorni in sciopero della fame, perché quei fondi sono stati scippati a loro. Decine di malati di Sla, lontani dai riflettori mediatici, si sono mobilitati per contrastare il taglio dei fondi che li priva, di fatto, del diritto a un’assistenza domiciliare continua a qualificata. È a loro che il danno è stato fatto, lasciati soli con le loro famiglie, dinanzi alla malattia, nel momento in cui hanno più bisogno. Lo stato fugge, si nasconde e non si fa carico di chi ha bisogno. Non ci sono fondi, ripetono i vari ministri. Non ci sono fondi e la Fornero piange in consiglio dei ministri. I fondi, in realtà, ci sarebbero anche, ma ci sono altre priorità, come comprare gli aerei da guerra F35 (quasi 20 miliardi di euro che noi cittadini stiamo pagando e che lo stato sta dirottando verso lemultinazionali delle armi, piuttosto che prendersi cura dei propri cittadini). Quei soldi, caro ministro Fornero, non sono spariti per caso, ma a seguito di una deliberata e precisa volontà del governo del quale fa parte e del quale, assieme al premier Monti, ne è l’espressione massima. I tagli alla spesa sociale operati dal suo governo si inseriscono in una studiata strategia che è quella da una parte di reperire i fondi dai ceti deboli (hanno poco ma sono in tanti e non hanno chi li difende in parlamento) e dall’altra credere che l’assistenza sanitaria sia uno spreco di risorse pubbliche. No, cara ministra, l’assistenza sanitaria è un principio basilare delle moderne democrazie ed è una delle grandi conquiste sociali. Perché piange allora? Che fa: prima toglie i fondi e poi piange perché i fondi non ci sono? Chi, grazie a lei, non avrà più diritto all’assistenza sanitaria dovrebbe piangere, perché è a loro che sono stati scippati i fondi; non dovrebbe piangere lei che quei fondi li ha tolti. Al governo, con una maggioranza bulgara e con la possibilità di fare ciò che vuole, c’è lei e solo lei può aumentare gli scarsi fondi che avete destinato al sociale: ora sono 220 milioni, quando c’era Prodi nel 2008 erano ben 3 miliardi. È stata lei a tagliare i soldi per le politiche sociali, non gli altri. Che diamine piange allora? Francamente, caro Ministro, trovo disgustoso e offensivo togliere i fondi ai disabili gravi e non autosufficienti e poi piangere in consiglio dei ministri perché i fondi non ci sono. Forse la visita che ha fatto in questi giorni a Salvatore Usala, malato Sla che aveva iniziato uno sciopero della fame per protestare contro questo assurdo taglio, le ha fatto capire che dietro ai tagli operati nel sociale, non ci sono “sprechi”, ma cittadini che perdono il loro diritto ad essere aiutati dallo stato. Certo, di quella visita rimarrà solo la sua ennesima caduta di stile, quando non ha trovato di meglio da dire, rivolgendosi a Salvatore Usala, che: “anche la vita da ministro è difficile”. Pessima uscita, caro ministro. Pessima davvero. Ma non è solo questo il punto: in fondo questo è il suo stile. Il nocciolo del problema è che voi avete tolto quei soldi, non altri. E allora mi chiedo: ma cosa diamine piange? Certo potrà dire che in fondo non è colpa vostra, perché i soldi non ci sono, ma io qualche piccolo suggerimento sul dove recuperare un po’ di fondi lo avrei: comprate meno F35 (ci costano 20 miliardi di Euro), tassate le transazioni finanziarie, tassate i capitali scudati tornati in Italia pagando un misero 5% mentre tutti gli altri cittadini pagano dal 23% sino al 50% e oltre. Tagliate le pensioni d’oro (questo porterebbe ad un risparmio di 7 miliardi di euro che potete investire nell’assistenza ai disabili gravi, piuttosto di piangere) e non, come avete già fatto (piangendo anche allora) le pensioni dei poveri cristi. Dite no alla follia della TAV: che me ne faccio di arrivare, tra venti anni quando l’opera sarà (forse) conclusa, venti minuti prima a Lione (tra l’altro non si capisce cosa dovrei andare a fare a Lione) se i malati non hanno di che curarsi in Italia? Tagliate i super stipendi dei manager pubblici (ne cito 4 a caso: Antonio Manganelli capo della Polizia: 621.253,75 euro; Mario Canzio, ragioniere generale dello Stato: 562.331,86 euro; Franco Ionta, capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: 543.954,42 euro; Raffaele Ferrara, Direttore Monopoli di Stato: 481mila euro). Caro Ministro, ma anche cari partiti che sostenete questo governo, state scippando i fondi per l’assistenza ai disabili gravi e non autosufficienti, privandoli di fatto del diritto ad una vita dignitosa. Caro Ministro le sue lacrime di coccodrillo, non solo sono inutili ma anche offensive per chi sta ogni giorno lottando per una vita migliore. Le ripeto le parole di Salvatore Usala, malato di Sla e segretario del “Comitato 16 Novembre”, che lei ha visto in questi giorni: “Faccio lo sciopero della fame perché sto lottando per una vita dignitosa: per me, la mia famiglia, ma soprattutto per i tanti che vengono “imprigionati” in residenze. Io sono paralizzato, scrivo con gli occhi con un computer dotato di puntatore oculare, mi nutro tramite un tubo inserito nello stomaco e respiro grazie a un altro tubo inserito in trachea, alimentato da ventilatore.” Forse non sarà una vita difficile come quella che sostiene di avere il ministro, ma anche lui, e tutti coloro che stanno protestando per questi tagli, vogliono una vita dignitosa. E voi gliela state privando. Massimo Ragnedda [email protected] Sapete perché sorridono i Fratelli Patanè del Bar di Pozzillo Superiore? Perché hanno visto felici e contenti i loro clienti che avevano poco prima assaggiato (ed acquistato) il nuovo gelato alla Pomelia… Dopo il grande successo di Sondrio la mostra La Vaccara/Maillet si sposta nella Galleria del Credito Siciliano di Piazza Duomo, ad Acireale, dal 16 Novembre fino al 20 Gennaio del prossimo anno, arricchita da nuove opere, tra cui il maestoso trittico “O ultimo raion a mordomia equatorial” di Daniel Maillet. Ancora una volta Nord e Sud uno di fronte all’altro, con le opere di Maillet (nato a Zurigo ma valtellinese d’adozione) e quelle di Filippo La Vaccara, di Catania. Saranno (presto) Famose La Cassazione ha processato e condannato per diffamazione, lo scorso 18 settembre, a piu' di un anno dalla morte avvenuta il 17 luglio 2011, l'ex sindaco di Campobello di Licata (Agrigento) Calogero Gueli. Le motivazioni della sentenza sono state depositate con condanna per l'imputato defunto al pagamento delle spese processuali. Evidentemente per qualche disguido, la Quinta sezione penale della Suprema Corte non ha preso atto della morte di Gueli e lo ha processato come se fosse ancora vivo. Il fatto dovrebbe servire da monito a tutti coloro, sindaci , deputati o politici in genere che neppure dopo morti si è sicuri di avere lasciato alle spalle tutto il marcio “commesso” in vita. C’è qualcuno, oltre Iddio, che continuerà a ricordarli … Su invito della Baronessa Maria Correa, Presidente dei Federiciani dell’Uruguay, S.A. il Principe don Salvatore Coco, Presidente dei Federiciani, presiederà in Uruguay la Cerimonia di Investitura che si terrà il 13 dicembre prossimo. Nel corso della Cerimonia verranno conferiti i Titoli Onorifici Federiciani e i rispettivi incarichi ai Sigg.ri Mario Andres Cruz Mozzo, Barone e Vice Presidente per l’Uruguay, Cristina Acuña, Baronessa e Presidente per l’Argentina, Dialla Almeida, Baronessa e Presidente per il Brasile. Donna Rita Nicotra, il Barone Calogero Lo Rè, Presidente dei Federiciani di Palermo, il Barone Mancuso, Presidente dei Federiciani di Messina, la Baronessa Loredana Correale, Presidentessa dei Federiciani di Roma, e il Presidente dei Federiciani di Napoli, presenzieranno in rappresentanza dell’Italia, mentre l’Uruguay sarà rappresentato dalle più alte autorità del paese. Un’assistita dopo avere effettuato un tampone tonsillare all’I.R.M.A. di Acireale ha inoltrato un esposto all’ASP asserendo che non avrebbe dovuto pagare l’identificazione batterica perché i laboratori consultati hanno riferito che il pagamento dell’esame non era dovuto, essendo l’identificazione compresa nell’esame colturale. A seguito dell’esposto, il direttore sanitario dell’I.R.M.A., ha attivato un’indagine e dopo avere consultato i dati statistici dei laboratori clinici dell’ASP di Catania ha scoperto che ben 83 laboratori non effettuano l’identificazione batterica quantunque venga eseguito l’antibiogramma! In tal modo vengono eseguiti antibiogrammi a batteri non patogeni con conseguente prescrizione di antibiotici non necessari esponendo ingiustificatamente il paziente a rischio di shock anafilattico. In relazione alla scorretta e diffusa procedura analitica è stato inoltrato dall’I.R.M.A. un esposto inviato al Direttore Generale dell’ASP di Catania, al Responsabile del Distretto Sanitario di Acireale, al Comando Carabinieri NAS Catania, all’Assessorato Regionale per la Salute e all’Istituto Superiore di Sanità per valutare l’anomalia che vede la Sicilia al secondo posto a livello nazionale dopo la Campania nella prescrizione di antibiotici e che secondo il direttore dell’Istituto è causata da questo errato modo di effettuare gli esami microbiologici. Infatti, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), relativamente al consumo di antibiotici, riporta: “Valori minimi di consumo totale sono presenti a Bolzano (16 DDD/1000 ab die) e in Friuli Venezia Giulia (19 DDD/1000 ab die) a fronte di consumi doppi in Campania (40 DDD/1000 ab die) e Calabria e Sicilia (35 DDD/1000 ab die)”. Ogni anno si spendono in Italia mediamente 175 € per abitante in farmaci; in Sicilia, invece, 231 € e la spesa riguarda soprattutto antibiotici. E’ significativo il fatto che Sicilia, Campania e Calabria sono regioni con un esagerato numero di “microlaboratori” che ricorrono a questa scorretta tecnica analitica anche al fine di risparmiare evitando gli elevati costi dell’identificazione biochimica. L’I.R.M.A. ringrazia l’assistita perché , grazie al suo esposto, si conoscerà il motivo per cui in Sicilia si prescrive un numero esagerato di antibiotici con conseguente incremento di pericolose resistenze batteriche il cui allarme è stato da tempo lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. SEBASTIANO LEOTTA Sempre in via Lilibeo, non posso tralasciare di accennare sia pure brevemente a Sebastiano Leotta, artigiano abbastanza noto non solo nel suo quartiere, ma anche oltre i confini di esso. Da ragazzo, lavorava nell'officina del fabbro Giuseppe Cannavò, di fronte alla palestra del liceo ginnasio "Gulli e Pennisi". In seguito è stato allievo dei fratelli Mario, Giuseppe e Salvatore Corazzato. Intervistato mi precisava. "Frequentare l'officina di Mario Corazzato significava conseguire una “laurea in ferro battuto presso l'Università Corazzato”, egli vedendo che io promettevo mi incoraggiò ad imparare il mestiere". "Sono stato allievo della Scuola sera- le di Disegno del Mutuo Soccorso che allora aveva sede in via Musmeci, ed ho avuto la fortuna di avere come insegnanti il prof. Bella e il prof. Francesco Patanè. Era il 18 dicembre 1935 anno XIV E.F. quando fu proclamata la Giornata della fede: lo slogan era "oro alla Patria" e migliaia di italiani offrirono l'anello nuziale alla Patria. In quel periodo vennero requisiti monumenti in bronzo e manufatti in ferro. Quasi tutte le ville pubbliche e i monumenti ,vennero privati delle ringhiere per fornire ferro alla Patria. La stessa sorte toccò alla ringhiera del nostro Belvedere dal lato di piazza Indirizzo. Leotta giovanissimo, alle dipendenze di Mario Corazzato era addetto alla saldatura di tutti i vari pezzi che compongono la maestosa ringhiera. Quando, poi, si mise per conto proprio, l'ingegnere Mariano Grassi, sapendo che si era laureato presso “l'università” Corazzato, gli affidò altri lavori. Afferma il Leotta: "nel 1988 con il contributo della Regione Siciliana, grazie all'interessamento del Presidente della Regione Rino Nicolosi, dell'onorevole Giuseppe Aleppo e del segretario Franco Piazza, ho comprato il locale dove in atto esercito l'attività di lavori in alluminio, lavori in ferro, carpenteria leggera, carpenteria pesante e tutto quello che va per l'edilizia" . Il Leotta, nel corso della sua attività lavorativa, nel 1989 ha avuto assegnato il "Premio Progresso Sicilia" per i meriti acquisiti attraverso il significativo contributo dato al paese con la propria opera nel settore artigianale. Nel 1998 ha avuto il premio "Confederazione Nazionale dell'artigianato e delle piccole e medie imprese" per la sua prestigiosa attività professionale. Il 2 giugno 1986, con decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, è stato nominato Cavaliere. Il suo nome risulta nel registro dei Cavalieri Nazionali al n. 167536 sez. III. Mi raccontava che "Alla inaugurazione della nuova officina di via Nazionale per Catania erano presenti tutte le autorità civili e militari ed in prima fila il Presidente della Regione Rino Nicolosi che ha tagliato il nastro augurale, ed in rappresentanza della chiesa Mons. Pio Vittorio Vigo, allora, Arcivescovo di Monreale. Gli acesi, debbono molto a questo tenace lavoratore. I giovani debbono averlo come simbolo di attaccamento al lavoro e di perfetto galantuomo. Da “I quartieri di Acireale – San Domenico e Dintorni” di Salvatore Trovato - 2012 Nella Foto Leotta mentre riceve un Premio. AKIS Sabato 17 Novembre 2012 LE SFIDE DELLA FAMIGLIA OGGI L’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici e il Centro di cultura per lo sviluppo d Acireale hanno organizzato una interessante conferenza su “Le sfide della famiglia, oggi”. Relatori sono stati la professoressa Raffaella Iafrate dell’Università Cattolica di Milano, la dottoressa Maria Pia Fontana e il dott. Nino Pittera. Ha introdotto il tema, il dott. Giuseppe Contarino. Le ultime ricerche demoscopiche ci consegnano una nazione fondata sullo scandalo, sulla disoccupazione, sui reality show: una società in rapido degrado, senza regole, senza certezze, senza pudore, senza obiettivi da raggiungere, al di fuori del profitto e del tornaconto individuali. I mass media, con la Televisione in testa, si fannobanditori di una diseducazione di massa, di una realtà altra nella quale le tragedie diventano spettacolo e gli spettacoli tragedie per la loro insulsaggine. La crisi economica, la più grave del dopo guerra, pugnala le classi popolari spingendole alla disperazione e avvantaggia le famiglie benestanti. “In un contesto del genere – ha detto, tra l’altro, Contarino -, non c’è posto per i problemi dei giovani, non c’è posto per la fedeltà, la coerenza, il sentimento, il sacrificio, la gratuità, la generosità, la reciproca assistenza, considerati concetti patetici degni di Nonna Abelarda. Anche in campo sentimentale, è saltata ogni regola. Non stupisce, dunque, che la famiglia sia aggredita dai surrogati, dal mordi e fuggi, dal disimpegno, dal compromesso, dal sesso facile, esibito come espressione di disinvolta modernità. Né sorprende che l’io abbia preso il posto del noi e, quando questo accade, nessun sodalizio, nessuna amicizia, nessuna società ha la forza di resistere, compreso la famiglia, oggi appesantita da sacrifici e problemi quotidiani. Trionfa uno stile di vita improntato a una vita senza stile, che produce per un verso una sensazione di ebbrezza, di libertà, di appagamento, di indipendenza; per altro verso, instabilità, nevrosi, insicurezze, sofferenze che si scaricano non solo sugli anelli deboli del rapporto familiare – soprattutto sui figli - ma anche sulla stessa società, attraverso costi economici e comportamentali di difficile quantificazione”. Come reagisce la famiglia a questo inusitato scenario dell’effimero, fondato sull’illusione di una inestinguibile giovinezza, su piaceri senza amore, su criticità messe tra parentesi? “Nell’odierno panorama contraddittorio, frammentato e spesso disorientante - ha detto la prof. Raffaella Iafrate - la famiglia, pur con le sue debolezze, è in grado di proporre diverse sfide culturali, ad esempio, quelle di spingere a passare dall’individualismo al rap- porto di relazione con l’altro; dall’intimismo al legame sociale, dal “qui e ora” alla storia intergenerazionale; dall’emotività all’affetto responsabile e, infine, dall’indistinzione sterile alla differenza generativa”. La brillante relatrice ha colto la famiglia di oggi nella sua dimensione positiva e ne ha fatto una preziosa opportunità per dare una nuova rotta a una società incamminata verso una ineludibile deriva. La famiglia non è – ha concluso la Iafrate – né disarmata, né da rottamare. Essa, anzi, interpella la società e pone quesiti che non possono essere lasciati cadere. Da parte sua, la dottoressa Maria Pia Fontana, ha detto che se da un lato, si assiste al trionfo dell’uomo senza legami, che intenzionalmente persegue relazioni effimere e leggere, facili da avviare e spegnere, dall’altro, la famiglia continua a rendere “umani gli esseri umani” e a convincere che non vi può essere libertà dai legami, ma libertà nei legami. Quando ciò non accade, vuoi per l’affermarsi della cultura individualista, nichilista, edonista, consumista, vuoi per la mancanza di un’educazione affettiva e per l’incidenza di un offuscamento etico, si determinano guasti assoluti, che, come frane, travolgono la società stessa che le ha alimentato in vari modi. Dalle sfide che la famiglia pone alla società, si passa alle sfide che vengono poste alla famiglia: sfide spesso drammatiche, intrise di dolore e di disperazione, nelle quali gli assistenti sociali sono chiamati a impegnare ogni loro risorsa, a spendersi generosamente a fianco di chi soffre per riaprire il loro cuore alla speranza e lo Stato e gli enti pubblici in genere sono chiamati a rispettare il loro ruolo, assicurando ai nuclei familiari ogni sostegno. Il terzo relatore, il dott. Nino Pittera, ha speso buna parte della sua esistenza al servizio degli altri nella sua qualità di psicologo e psicoterapista presso i Consultorio familiare di Acireale e Giudice onorario componente del Collegio penale e del gruppo adozione. L’oratore ha riferito sull’esperienza di formazione, in chiave multidisciplinare di un gruppo di professionisti convenuti nel Centro di Cultura per lo sviluppo da tutta la Sicilia. I convegnisti hanno acquisito una formazione teorico pratica per esprimere pareri sulle capacità educative dei genitori sia in qualità di operatori di servizi sociali e socio sanitari di base e specialistici, sia come Consulenti tecnici di parte. Il dott. Pittera e la dottoressa Fontana sono anche scesi all’esemplificazione pratica parlando del recente caso del bambino di Padova “rapito” dalla polizia e accennando alle difficoltà che si riscontrano nel dare in affidamento i bambini che hanno superato i nove anni e quelli di origine extracomunitaria. ph Fabio Consoli A. Z. Difendere l’Agricoltura Grande rilevanza sul territorio ha avuto la conferenza “Difendere l’Agricoltura” tenuta nei locali della Biblioteca Zelantea dal prof Franco Scaramuzzi , Presidente dell’Accademia dei Georgofili e prof Emerito dell’Università di Firenze. Per l’occasione l’Accademia degli Zelanti che, ha organizzato la serata, ha curato una mostra interessante di antichi libri di botanica e agricoltura con riferimenti all’agrumicoltura. L’ iniziativa è stata apprezzata da un pubblico competente di studiosi ed esperti. Il prof Franco Scaramuzzi fra le tante cariche e meriti professionali è docente di Coltivazioni Arboree sin dal 1959, la sua continua attività scientifica è stata dedicata al miglioramento genetico ed alla proScaramuzzi ha detto che il tema “Difendere L’Agricoltura” vuole esprimere la necessità di tutelare il settore primario dai pericolosi rischi cui sembra avviato, anche indipendentemente dalla generale crisi che sta attraversando. Nel primo punto il relatore parte dalla fine del ventennio fascista per giungere agli anni cinquanta dove, con lo slogan “La terra ai contadini” furono attuate riforme agrarie e fondiarie . Ma ne queste, ne la soppressione della mezzadria e neppure i finanziamenti per la formazione della piccola proprietà contadina scongiurarono il forte esodo dei lavoratori agricoli verso i grandi centri industriali, dal sud verso il nord. Nel secondo punto il relatore raccoglie alcuni esempi di quelle che sono le incomprensioni e le difficoltà che la nostra agricoltura è costretta a subire ed alle quali si è aggiunta la forte crisi, non solo economico- finanziaria,che si sta attraversando da diversi anni. Oggi i nostri agricoltori sono delusi e demotivati, le cause sono da addebitare proprio al passato. Nel terzo punto Scaramuzzi rileva come i cambiamenti sociali assai pagazione delle specie legnose da frutto, con particolari riguardi ai temi di biologia applicata. Il relatore ha inoltre pubblicato circa 250 lavori scientifici ed ha partecipato a numerosi congressi in Italia ed all’estero. Scaramuzzi è presidente dell’Accademia dei Georgofili dal 1986 ed è stato eletto per ben otto volte consecutive. Nel presentare l’ospite, il Presidente dell’Accademia degli Zelanti dott. Giuseppe Contarino, ha sottolineato come il prof Scaramuzzi sia entrato a soli 31 anni nell’orbita dell’Accademia dei Georgofili, da quel momento la passione e cresciuta fino a diventare totalizzante. Adesso Scaramuzzi è un uomo di cultura che vive per l’Accademia dei Georgofili . Il relatore ha impostato il suo discorso su “Difendere l’Agricoltura” su quattro punti : “Il recente passato”, “La critica situazione attuale”, “ Un possibile futuro”,”Il ruolo costante delle Accademie”. In premessa rilevanti, ci proiettano in un terzo millennio dove fra le tante problematiche da risolvere c’è quella della sicurezza alimentare di fronte ad un continuo aumento della popolazione mondiale ed alla crescita delle esigenze individuali. Le nuove realtà non sono affrontabili da pochi paesi uniti, serve una civile convivenza ed un comune impegno globale. Nel quarto punto Il relatore ha sottolineato il ruolo delle accademie che è quello di diffondere conoscenze e formare coscienze, ma anche fornire elementi utili a tutti i governanti che hanno la responsabilità di operare delle scelte . Ecco quindi il ruolo delle Accademie offrire sintesi utili agli stessi ricercatori, che spesso sono chiamati ad affrontare ed approfondire tematiche sempre più ristrette. In chiusura, dopo la relazione, ampia e qualificata partecipazione al dibattito. ph Fabio Consoli SALVATORE PITTERA Bene comune "biodegradabile"? Politica tra etica pubblica e privata Fare chiarezza sul concetto di bene comune, di cui molto si parla oggi, ma che rischia di rimanere una scatola vuota. Con questa finalità venerdì pomeriggio in una gremita sala conferenze del Credito Siciliano di Acireale si è tenuto un incontro dibattito con Luigi Alici, già presidente dell’Azione Cattolica Italiana e docente di Filosofia morale presso l’Università di Macerata, a cui è seguito un vivace botta e risposta con i presenti. Tra questi anche il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti. Ad organizzare l’evento è stata l’Azione Cattolica diocesana in collaborazione con il MEIC, Movimento ecclesiale di impegno culturale. L’analisi del prof. Alici è partita dai risultati di una recente indagine Ipsos commissionata dalle Acli, relativa ai cattolici e alla politica, da cui emergono dati problematici: in Italia, ad una popolazione che va velocemente invecchiando si accosta un tasso di nuzialità in diminuzione, mentre si alza, attestandosi a 31 anni, l’età media del matrimonio. Aumentano le disparità sociali: il 10 per cento della popolazione detiene il 46 per cento della ricchezza complessiva del Paese, mentre anche la Chiesa fatica a conquistare la fiducia dei giovani che, nella percentuale del 27 per cento, affermano di non frequentare per niente la comunità cristiana. Infine, il 43 per cento dei cattolici intervistati dichiara di volersi astenere alle prossime elezioni. Un dato che supera quello sul totale dei cittadini. «È evidente – spiega Alici – che i cattolici impegnati hanno qualche problema con il futuro e con il concetto di “noi”. Trovano difficoltà a trasformare sul piano civile l’individuo in cittadino e sul piano spirituale il fedele nel corpo vivo della Chiesa». Il vero problema, secondo l’ex presidente dell’Ac, non va individuato in «singoli personaggi politici», ma nella «difficoltà a riconoscersi parte di un intero, da cui invece si tende a prendere le distanze per erigere una cortina intorno al vissuto personale». Ecco dunque che la scena pubblica appare, continua Alici, come «un insieme di tribù slegate tra loro, ognuna con il suo dialetto, i suoi simboli e i suoi riti, nelle quali si entra non per un senso di giustizia ma per la cooptazione di un capo». Come agire dunque per arginare questa degradazione? Come tornare a «dire noi senza doverci vergognare, come un pronome che ci appassiona e non come un buco nero che ci fa paura?». Il professore individua tre linee di riflessione: sulla persona umana, sul bene comune e sull’idea di partecipazione. L’individuo ha bisogno delle relazioni. È il mistero della Trinità a rivelarcelo. «La relazione tra le persone è così importante che è persona essa stessa. E’ lo spirito, è l’amore ciò che accomuna le persone. Dio non ha creato solo la persona, ma creando essa ha creato anche la relazione tra le persone». Si passa dunque al livello successivo: il bene comune che, precisa subito Alici, «non è addizione, somma di interessi ed egoismi e non è neanche soltanto il semplice insieme dei beni naturali come l’acqua e l’aria. È piuttosto una profonda riflessione, in tutti i progetti che facciamo, su quello che ci accomuna e sulla qualità delle relazioni tra le persone». A livello politico, Alici individua nel modello bipolare italiano una delle cause della confusione sul concetto di bene comune, «diviso dagli schieramenti politici come se fosse una mela». «Ogni parte – spiega il docente universitario – pretende di avere un copyright sui beni preferenziali: il valore della vita, della libertà o della giustizia sociale. Aver vissuto il bipolarismo come un’opzione manichea, con il bene o il male tutto da una parte, ha creato un cortocircuito che ha bruciato il senso di un pavimento etico comune di cui abbiamo bisogno come un fondamentale politico che consente poi, nel legittimo esercizio della dialettica, di dare interpretazioni particolari». Il terzo passo è la partecipazione politica che i cristiani sono spinti a vivere su un doppio livello. Il primo, «in cui tutti i cristiani si spendono per mantenere un sistema valoriale superiore». Il secondo investe la responsabilità personale e prevede, per chi si impegna attivamente, l’inevitabile scelta di uno schieramento. «Da questi cristiani – precisa Alici - dovremmo esigere il rispetto della responsabilità della verità. Lo stile di sistematico fraintendimento delle cose, la difesa ad oltranza del proprio capo sono comportamenti difficilmente classificabili come una vocazione cristiana».Nel botta e risposta finale, moderato dall’avvocato Mario Di Prima, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Acireale, sono intervenuti Ninni Salerno (presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Acireale), Alberto Rapisarda (rappresentante del settore diocesano giovani di Azione Cattolica), Elio Tringali (per il settore adulti dell’Ac), Santo Toscano (ex presidente diocesano di Ac), Morena Patti (responsabile del settore ragazzi di Ac), Marinella Sciuto (presidente del MEIC). Ha concluso il dibattito una riflessione del vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti. «La svolta comincia già nel momento in cui facciamo un gesto di discontinuità e di novità. Anche se è piccolo e insignificante», ha detto Raspanti. Le riflessioni del professor Luigi Alici sono riassunte nel suo blog Dialogando, da cui a breve verrà pubblicato un libro dal titolo I cattolici e il paese. Salvo Catalano [email protected] S. Venerina - Incontro su “Informazioni e Minori – La Carta di Treviso La Convenzione di Lanzarote e il reato di pedofilia E’ questo il titolo dell’incontro organizzato dal Comune di Santa Venerina Assessorato alla Cultura retto dall'Avv.Orazio Giovanni Vecchio, dall’Ordine dei Giornalisti, dalla Fondazione “Maria Grazia Cutuli”, dall’Associazione Onlus METER, che si è svolto presso l’Auditorium “Casa del Vendemmiatore” a S. Venerina. Dopo i saluti del sindaco Dr Enrico Pappalardo, in rappresentanza del Comune e di Giuseppe Vecchio, quale componente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, i lavori sono stati introdotti da Giuseppe Lazzaro Danzuso, componente del Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti. I lavori, moderati da Luigi Ronsisvalle (vicesegretario vicario della Federazione Nazionale della Stampa), hanno visto tra i relatori Angelo Costanzo (magistrato del Tribunale di Catania); Marcello La Bella (vicequestore, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle comunicazioni “Sicilia Orientale); Anna Ruggieri (avvocato, esperta in diritto di famiglia); Don Fortunato di Noto (presidente Associazione Meter) e Enzo Iacopino (presidente del Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti). Sono intervenuti, inoltre, Antonio Morra (caporedattore del Corriere della Sera e membro della Fondazione “Maria Grazia Cutuli”); Sabina Cutuli (sorella della giornalista Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan il 19 novembre 2001); Cosimo Bruno (coordinatore dell’Osservatorio Minori del Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti); e Giuseppe Marano (presidente del consiglio comunale di Santa Venerina). Oggetto dell'incontro è stata la “Carta di Treviso” ovvero il protocollo firmato il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa Italiana e Telefono azzurro con l'intento di disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia. La Carta, da una parte salvaguarda il diritto di cronaca, dall'altra pone l'accento sulla responsabilità che tutti i mezzi d'informazione hanno nella costruzione di una società che rispetti appieno l'immagine di bambini e adolescenti. Alla base c'è il principio di difendere l'identità, la personalità e i diritti dei minorenni vittime o colpevoli di reati, o comunque coinvolti in situazioni che potrebbero comprometterne l'armonioso sviluppo psichico. Il documento è stato approfondito e integrato dal Vademecum del 25 novembre 1995 e successivamente il 30 marzo 2006. Il 25 luglio 2012 i tre firmatari hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per la promozione e la diffusione dei princìpi contenuti nella Carta. Lo scorso 23 Ottobre, inoltre, è entrata in vigore la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, siglata a Lanzarote il 12 luglio 2007 dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Si tratta di un documento con il quale i Paesi aderenti si impegnano a rafforzare la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei colpevoli e la tutela delle vittime. Gli stati aderenti si sono impegnati ad armonizzare i propri ordinamenti giuridici, modificando, quando necessario, il diritto penale nazionale. L’obiettivo è contrastare quei reati che, come la pedopornografia, sempre più spesso, vengono compiuti con l’ausilio delle moderne tecnologie e sono consumati al di fuori dei confini nazionali del Paese di origine del colpevole. La novità principale riguarda l’introduzione di due nuovi reati: l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (articolo 414 bis del codice penale) e l’adescamento di minorenni o grooming (articolo 609 - undecies del codice penale). La ratifica della convenzione comporta anche l’inasprimento delle pene per tutta una serie di reati legati al fenomeno dell’abuso sessuale come i reati di prostituzione minorile e di pornografia minorile. All'incontro, molto apprezzato per il delicatissimo argomento trattato, hanno partecipato numerosi formatori e docenti delle scuole dell'infanzia, elementari e medie inferiori, giornalisti, studenti ed esponenti della società civile. G. V. 4 AKIS Sabato 17 Novembre 2012 COMITATO DAME NASTRO AZZURRO Sì è svolta la cerimonia di presentazione delle 22 Nuove Dame Azzurre dell'Istituto del Nastro Azzurro di Acireale, presieduto dalla Prof.ssa. Daniela Simon. L' incontro si è svolto nei locali del COM 3 diretto dall'Ing Giuseppe Torrisi Direttore Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Dopo il consueto Protocollo Cerimoniale, con l'omaggio al Labaro dell'Istituto ed alla Bandiera Italiana, sono seguiti il discorso della Presidente delle Dame, aniela Simon che, in modo del tutto personale , ha voluto rendere partecipe il numeroso e qualificato pubblico intervenuto, degli accadimenti che l'hanno portata a ricoprire questo ruolo ed a scegliere la sua professione l'amore per la storia ed il riconoscimento del ruolo dell'insegnamento come "dono" di valori. A questo è seguito l'intervento del Presidente di Federazione Provinciale dott. Raffaele Messina che ha illustrato i compiti e le finalità dell'Istituto e che ha dato il suo personale benvenuto alle Nuove Dame, tutte Professioniste impegnate in vari campi della letteratura, scolastico, del mondo scientifico, medico, storico, dell'avvocatura , manageriale, imprenditoriale e sociale. Non è voluto mancare all'incontro il Sindaco del Comune di Aci S.Antonio dott. Pippo Cutuli, che ha già ospitato in altre occasioni, il Comitato Dame, e che ha invitato la sua "vulcanica" concittadina a tornare presto ad operare anche nel suo territorio. A seguire l'intervento del Consigliere Busà, figlio di una Dama Patronessa. L'ingresso delle Dame è avvenuto con la consegna del Distintivo, da parte della prof.ssa Fernanda Donnari Trovato, Presidente dell'Istituto del Nastro Azzurro di Acireale e figlia di Decorato, dell'omaggio floreale del dott. Messina e della tessera dalla loro Presidente Daniela Simon, che ha letto il curriculum vitae di ognuna di loro E' stato consegnato il gagliardetto del Nastro Azzurro all'Ing Giuseppe Torrisi per la sua preziosa collaborazione. Erano presenti: il Colonnello dott. Alfio Licciardello, il sindaco di Aci S. Antonio, dott. Pippo Cutuli ed Autorità di nume- Entrano a far parte del Comitato Dame: Marcella Caruso - Annalisa Marchese Ragona - Antonella Privitera - Adele Giuppa - Rosa Aloisi - Graziella Savoca - Angela Venuto - Caterina Patanè Nunzia Sapienza - Francesca Ragusa Ilaria Costa - Nicoletta Pinzarrone Laura Greco - Maria Valeria Sanfilippo Anna Badalà - Venera Leotta - Alessandra Castorina Rosanna Castorina - Fatima Tornatore - Mariangela Mongibello - Pina Leotta – Maria Teresa Guarnotta ph servizio Fabio Consoli rosi Club Service e Associazioni Culturali di Acireale e Catania, l’ing. Filippo Lizzio, past Luogotenentegovernatore e Chairman Distrettuale per l'espansione dl Kiwanis all'estero, l'avv. Giuseppe Schembari, presidente della S.C.A.M, la Referente Distrettuale della Fondazione Fidapa Antonella D'addato, la Segretaria e la Presidente della Fidapa di Acireale Rossella Pandolfini e Pina Consoli, il Past President del Kiwanis club di Acireale dott.Sergio Marino, l'avv. Antonio Bellia ,Censore del Lions Catania Host, oltre, naturalmente, la Past Presidente delle dame del Nastro Azzurro, Lucia Catanzaro. Il rinfresco con la gigantesca torta raffigurante lo stemma del Nastro Azzurro e lo spumante hanno concluso la serata. AKIS Sabato 17 Novembre 2012 5 L’ottava edizione del Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli” incentrato sulle emergenze dell’area mediterranea Nei giorni di venerdì 23 e sabato 24 novembre avrà luogo tra Coinvolti anche gli alunni della scuola media locale Il Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”, organizzato da otto anni dal Comune di Santa Venerina insieme con i soggetti costituenti la “Fondazione Cutuli”, tra questi il Corriere della Sera, ha goduto dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e si indirizza verso le nuove “leve” del giornalismo e le firme più affermate del panorama mondiale operanti in zone di crisi. Quest’anno in ambito comunale la Presidenza del Consiglio, in stretta collaborazione con il Sindaco, l’Ass. alla Cultura Orazio Vecchio, ed il sostegno di Giunta Municipale e Consiglio comunale, ha lavorato all’edizione 2012 che trova spazio nel programma generale nella giornata inaugurale del 23 novembre p.v. quando nella Casa del Vendemmiatore di via Trieste, oltre ad illustri firme del giornalismo, saranno presenti i vincitori del premio. Questa edizione ha segnato anche una assoluta novità costituita dalla collaborazione con il dirigente scolastico prof.ssa Mariangiola Garraffo dell’I.C. “A. Manzoni” e la formulazione di un concorso destinato alle scolaresche di seconda e terza media del comune di Santa Venerina. Saranno sei i premiati che potranno così mostrare le loro capacità e le prime affinità verso una professione, quella di giornalista, nuova ed interessante. Per meglio far comprendere loro il mondo del giornalismo, in sinergia con la scuola locale, è stato possibile dedicare alla loro formazione delle vere e proprie lezioni sui primi elementi del giornalismo e della divulgazione della notizia che sono ritornate utili per l’approccio al tema del concorso, concernente la conoscenza del territorio. Giuseppe Marano Pres. Cons. Comunale di S. Venerina Anna Maria Cancellieri Ferruccio De Bortoli Santa Venerina e Catania l’ottava edizione del Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”, organizzato dalla Fondazione Cutuli con l’apporto decisivo del “Corriere della Sera”, del Comune di S. Venerina e delle quattro Università siciliane. Il 23 novembre, alle ore 18,00, nella sala conferenze della “Casa del Vendemmiatore” di via Trieste a S. Venerina ci sarà la serata preliminare, presentata dalla brava Anna Pavone, nel corso della quale i giornalisti premiati colloquieranno con Antonio Morra, caporedattore del “Corriere della Sera”. Quest’anno il Premio è incentrato sull’area del mediterraneo e i giornalisti premiati sono dei testimoni diretti di quanto accade in Tunisia, in Siria, in Libano e in altre regioni del Nord Africa e del Medio Oriente. Infatti la vincitrice per il giornalismo internazionale è Joumana Haddad, giornalista, traduttrice e poetessa libanese, responsabile delle pagine culturali del quotidiano An Nahar e docente all’Università Libanoamericana di Beirut. Il giornalista italiano è Salah Methnani, nato in Tunisia, dove si è laureato in Lingue e letterature straniere. Vive in Italia dal 1988 e lavora a Roma come traduttore di libri arabi. E’ autore, assieme a Mario Fortunato, del romanzo autobiografico Immigrato, diario del suo periodo di clandestinità in Italia e del rapporto degli italiani con gli stranieri. Il giornalista emergente siciliano scelto è il freelance Alessio Genovese, uno dei migliori fotogiornalisti italiani, parla correntemente l’arabo ed ha documentato da Lampedusa alla Siria le situazioni più tragiche di questi ultimi anni. Nel corso della serata preliminare di Santa Venerina saranno premiati sei alunni della scuola media locale che si saranno distinti nell’elaborazione di un articolo giornalistico avente per argomento il territorio etneo, proposto dalla Fondazione Cutuli con la collaborazione del Comune di S. Venerina. Tutti gli studenti di seconda e terza media sono stati preliminarmente preparati dalle giornaliste Pinella Leocata e Ada Mollica e assistiti dai loro insegnanti. Saranno proiettati dei filmati nuovi su Maria Grazia Cutuli e saranno letti dall’attrice Càrola Colonna degli estratti dagli articoli della giornalista; altri filmati riguarderanno servizi dei giornalisti premiati. Le associazioni locali “Sicilia R&D” e “Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale” ufficializzeranno la proposta di intitolare una traversa di via Sabotino di Monacella al preside Giuseppe Cutuli, padre di Maria Grazia, originario di quella frazione del Comune di Santa Venerina. La dirigente scolastica Mariangiola Garraffo dell’Istituto Comprensivo “A. Manzoni” di Santa Venerina annuncerà la denominazione della scuola (che da quest’anno ha accorpato l’ex Circolo Didattico) a Maria Grazia Cutuli. Gli Intermezzi musicali saranno a cura della cantante jazz Edy Valastro e del chitarrista classico Alfredo D’Urso, del “Gesuele Sciacca Group”, e del chitarrista Flavio Emanuele C. Burtone. Il sabato 24 novembre, alle ore 10,00, i due giornalisti vincitori del premio internazionale e di quello nazionale terranno delle lezioni magistrali nella Facoltà di Lettere dell’Università di Catania, mentre alle ore 18,00 dello stesso giorno nel Teatro Sangiorgi a Catania ci sarà la cerimonia ufficiale della premiazione dei giornalisti e dei neo laureati con tesi sul giornalismo selezionati dai rappresentanti delle quattro Università siciliane. Sono previsti premi in denaro e segnalazioni di merito; ai vincitori sarà data la possibilità di effettuare uno stage al “Corriere della Sera”. La manifestazione finale sarà presentata dalla giornalista Rai Monica Maggioni alla presenza dell Ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, del direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli e della dott.ssa Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Interverranno l’attrice Piera Degli Esposti, il cantautore Antonello Venditti, il giornalista greco Nikos Megrelisis e, in collegamento con la Siria, il giornalista Lorenzo Cremonesi. Sarà presentato un balletto del Flusso Dance Projet dedicato a New York a Maria Grazia Cutuli. Giovanni Vecchio Anna Pavone Antonio Morra Joumana Haddad Salah Methnani Alessio Genovese Monica Maggioni Laura Boldrini, portavoce in Italia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite Laura Boldrini è la portavoce in Italia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), organismo dell'Onu che conta 50 milioni di rifugiati assistiti, seimila impiegati e 278 uffici in 111 paesi, oltre a due Nobel per la Pace presi nel 1954 e nel 1981. Il percorso di Laura Boldrini inizia dopo la maturità in un'azienda di riso in Venezuela, ed è costellato di riconoscimenti; ultimo quello di "Italiano dell'anno" attribuitole da Famiglia Cristiana nel 2009 "per il costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di migranti, rifugiati e richiedenti asilo." Medaglia ufficiale della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna nel 1999, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004, anno in cui riceve anche il Premio Elsa Morante "alla figura femminile internazionale", sono riconoscimenti che, come altri ricevuti, sottolineano il suo impegno e la sua passione nell'essere portavoce "dei beneficiari", di parlare "per nome e per conto di chi non può". Fabrizio Buratto Piera Degli Esposti Antonello Venditti Lorenzo Cremonesi Nikos Megrelisis Via Lazzaretto - ACIREALE 6 AKIS Sabato 17 Novembre 2012 “CASA MIA”... Avete mai visto protestare per le strade di una città suore e sacerdoti, per non parlare di vescovi e arcivescovi? Probabilmente no, anche se una foto che vi proponiamo prova il contrario (Napoli, 15 ottobre 2012 – alcune suore protestano davanti a Palazzo S.Giacomo, sede del comune- incatenate e con i fischietti a favore dei 2.000 ragazzi che frequentano i 40 istituti di assistenza di Napoli, che dal 2009 – leggi: 2009 - non ricevono stipendi! ). Ad Acireale non siamo ancora a questo, anche perché le “Piccole Sorelle” che assistono gli ospiti di Casa Mia hanno una loro particolare virtù…sperano sempre nella Provvidenza Divina che le ha sempre aiutate. Le “Piccole Sorelle” che dal 1881 assistono con tanto amore gli anziani poveri di Acireale, e ora a “Casa mia”, sita al civico 34 di Viale Jonio, sono in gravi difficoltà. Le necessità sono tante, da quelle economiche, alle quali cercano di fare fronte in un modo o un altro, alla impossibilità, per gli anziani, di potere arrivare in centro città, considerato che il servizio pubblico degli autobus di linea è stato soppresso da oltre 2 anni, malgrado le assicurazioni (solo verbali, tanto per togliersi il disturbo dalla testa) delle autorità tutte, sindaco e assessori vari in prima linea. L’assistenza continua di volontari ed aiuti trasversali che provengono dalla società civile, tengono a galla la struttura e i nostri “vecchietti” …oltre cento persone – 80 solo gli assistiti e 12 suore – in cerca di…aiuto… C’è forse un disegno particolare che cerca di recuperare l’imponente struttura e farla diventare un serbatoio di …camere a pagamento, miniappartamenti…residence di lusso….? Pensiamo solo che lì dentro potrebbe esserci uno dei nostri genitori e che da un giorno all’altro possa essere sfrattato solo perché…..non ce ne siamo interessati! Meditiamo, gente, meditiamo. T.C. “Sabato, domenica e lunedì” dal 29 novembre al 1 dicembre. Una selezione operata sui 576 cortometraggi iscritti quest'anno da 45 paesi del mondo, e la collaborazione con due festival europei d'avanguardia che vedrà la proiezione del loro meglio all'interno di Magma con la massiccia partecipazione di filmaker da tutta Europa e di una giuria d'eccezione che assegnerà i premi . Grande successo, e non poteva assolutamente mancare, per “Il cappello di carta” di Gianni Clementi portato in scena al “Brancati” di Catania con la regia di Giuseppe Romani e le superbe interpretazioni di Tuccio Musumeci, Loredana Marino, Massimo Leggio, Olivia Spigarelli, Laura Il cappello di carta Tornambene, Claudio Musumeci, Josefia Forlì. In questa occasione ci piace sottolineare l’interpretazione dell’acese Loredana Marino, attrice versatile e già Premio Aci e Galatea qualche anno addietro che ha notevol- L’ennesima “avventura” cine- è un classico del teatro italiano poco rappresentato. La famiglia è la protagonista di questa commedia o, forse bisognerebbe dire, tragicommedia, la cui trama nasce da una ridicola incomprensione tra coniugi che, paradossalmente, è causata proprio dal loro grande amore. Marito e moglie alla fine si confessano tutto quello che avevano sempre tenuto nascosto nei loro animi e dal chiarimento nasce il ricordo di un sentimento che ancora li terrà uniti. Quando, alla fine del 1959, venne portata in scena per la prima volta, Sabato, domenica e lunedì fu ritenuta come il segnale iniziale di un fermento contestatario, quasi un'anticipazione dell'avvento del divorzio in Italia. Secondo tale interpretazione, la famiglia nell’opera veniva descritta come un’entità falsa, senza avvenire, come un aggregato negativo sia per i membri che la compongono sia, soprattutto, per la società. Forse, nell’intento di portare acqua al mulino di chi metteva in discussione l’istituzione matrimoniale, si cercò di amplificare fortemente l’incomunicabilità fra coniugi, ritenendola sufficiente a giustificare l’epilogo traumatico, dissociante e con effetti solitamente dirompenti, qual è la rottura di un matrimonio. Nella commedia, a parere mio, è invece chiaro l’ottimismo edoardiano riguardo alla sopravvivenza della famiglia, in quanto quella di Peppino Priore è una famiglia sana, una grande famiglia dove, come in tutte, non mancano incomprensioni e contrasti, ma sono anche presenti la solidarietà e l’affetto. Prova ne è che l’input che avvia il processo di rappacificazione fra i due coniugi parta da Giulianella, la più giovane della famiglia, attenta nel leggere chiaramente la realtà affettiva dei suoi genitori. Per avvicinare maggiormente il testo all’uditorio, ho preferito trasporre l’opera in lingua siciliana, rispettando, ovviamente, con meticolosità lo spirito ed il pensiero del grande De Filippo. Domenico Platania matografica del CineCircolo “Aci-Club” di Acireale pren- LE PALME E IL PAESAGGIO SICILIANO derà il via il 6 dicembre prossimo, al Cinema Margherita, con la proiezione del film “Il Rosso e il Blu” di Giuseppe Piccioni (con Margherita Buy e Riccardo Scamarcio). Quindici film in programma che allestiscono un calendario di tutto rispetto e con film anche della stagione in corso. Un’ennesima “fatica” di mente contribuito al successo dell’opera ambienta tra l’estate e l’inizio dell’inverno del 1943, filtrata da un modesto interno familiare della periferia romana. . La storia dell’uomo è ricca di cenni di ammirazione sulle singolari forme delle Palme. Lo scrittore Cattabiani (1996), che nel suo "Florario" ha cercato di riassumerne miti, leggende e simboli, così scriveva in merito alle motivazioni che sostengono l'incanto destato da queste piante: "Si provi a osservare una palma....la verticalità del tronco e l'armonia delle foglie disposte a raggiera evocheranno immediatamente il simbolo della bellezza e dell'armonia. E questa non è soltanto una mia impressione personale se nell'area mediterranea il miglior complimento a una donna consisteva nel paragonarla ad una palma". Inoltre, bellezza a parte, possono assicurare rifugio, cibo, bevande, medicine e fibre. A tal proposito pensiamo, in prossimità del mare, Turi Pittera desinata certamente al successo dato dal gradimento del pubblico. Compra a chilometri zero... o quasi...." Proponiamoci di comprare i regali di Natale da piccoli imprenditori, piccoli artigiani, piccole librerie indipendenti, oppure dall'amica che realizza gioielli con materiali riciclati, dall'amico che ha un agriturismo che produce marmellate e conserve... Facciamo in modo che i nostri soldi arrivino a gente comune, che lavora seriamente e che ha bisogno di essere sostenuta, e non alle multinazionali. Così facendo, saremo NOI a dare una mano alla nostra ripresa e molte più persone potranno forse vivere un Natale più Sereno. Si chiama "compra a chilometri zero... o quasi...." Leo Sorrentino C’era ‘na vota nu caruseddu… Alla fiera di Aci Sant’ Antonio un cliente si rivolge ad una bancarella: “mi scusi, avete salvadanai?” Il venditore si mostra incuriosito ed eminentemente dialettofono -“cchi bbuliti?”- per poi chiedere aiuto alla moglie: “cchi bboli chistu?” La donna risponde “nu caruseddu!”. U caruseddu [carusèđđu], il carosello, non è altro che il salvadanaio. Si parte proprio dal dialetto meridionale: il siciliano caruso (ma anche il napoletano carusiellë) indica una persona con i capelli corti, un ragazzo. Ed ecco il primo elemento: la forma. Il legame tra l’oggetto e il ragazzo(e in latino *carosus indicava una testa pelata) è dato dalla forma ovale dei primi salvadanai in terracotta, la quale ricorda appunto la testa di un fanciullo. Infatti, caruseddu è il diminutivo di carusu e u caruseddu veniva(e viene) solitamente donato ai bambini per raccogliere e custodire monete e risparmi. Ma il Varvaro associa la forma del salvadanaio anche al ventre della donna(si pensi all’idea di fertilità e abbondanza, alla Dea Madre) e ancora l’universo femminile viene evocato nell’espressione figurata rùmpiri u caruseddu, togliere la verginità ad una fanciulla. Si giunge alla lingua: "carosello" risale al XVI secolo(Battaglia) ed indica un gioco, introdotto a Napoli dagli Spagnoli, che vede schiere di cavalieri affrontarsi e scagliarsi palle di creta. Il secondo elemento, che accomuna il gioco e l’oggetto, è dunque il materiale : la creta. Il termine ha una certa fortuna e dall’Italia passa in Francia dove si specializza e già nel 1620 carrousel indica le jeu équestre, il torneo, la giostra. Il piccolo salvadanaio presenta oggi le forme più varie. La più comune è quella del porcellino: la grassezza del maiale dà un'idea di abbondanza e si sa che del maiale non si butta via niente. Così si scoraggia lo spreco di denaro. Vanessa Loiacono [email protected] alla palma da cocco che può essere gustata sia cruda che cotta, o, addirittura, essiccata e l’acqua che produce, fornisce una bevanda rinfrescante. Il paesaggio siciliano è ricco di queste piante, per secoli esse hanno rappresentato il principale ornamento di giardini grandi o piccoli, di palazzi o di piccole casette rurali, di ville pubbliche. Spesso, molti di questi utilizzi, proprio per la loro presenza, hanno attribuito, ai luoghi dove vegetavano, un enorme valore storico-artistico. Tra l’altro, proprio per la loro resistenza ai forti venti, sono le uniche piante ad alto fusto che possono resistere e che, poi, ne caratterizzano il luogo: Pantelleria. Da alcuni anni anche il territorio acese è stato fortemente turbato dalla presenza inquietante del “punteruolo rosso” che ha causato la malattia prima e la morte dopo di molti esemplari di palme che contraddistinguevano numerosissimi luoghi del nostro territorio. Acireale, Acicatena, Aci S. Antonio, Acicastello, Riposto hanno dovuto fare i conti con questo insetto che in brevissimo tempo ha stravolto i paesaggi che anche i nostri trisavoli avevano conosciuto. Il punteruolo, abbiamo ormai appreso tutti, ha una elevata capacità di riprodursi e di spostarsi velocemente, la femmina dell’insetto depone le uova alla base delle foglie giovani o nelle cavità della palma (circa 300) e dopo solo cinque giorni si schiudono le larve, le quali cominciano immediatamente a divorare il tronco della pianta. La caduta delle foglie è già, in breve tempo, la fine della pianta, la quale deve essere abbattuta perché potrebbe arrecare forti danni a persone o cose. All’inizio noi abitanti guardavamo straniti gli interventi sulle palme, le cure, le recisioni, poi abbiamo capito e ad una ad una abbiamo visto morire le piante che ognuno di noi conosceva dall’infanzia. Siamo tutti concordi nell’affermare che piazza Lionardo Vigo, Piazza Garibaldi, l’ex pastificio Leonardi, alcuni angoli delle nostre strade non sono più gli stessi luoghi, sono sempre belli ma ci siamo dovuti riabituare ad un paesaggio nuovo e un po’ più triste privo di quelle palme con quelle “singolari forme”. Speriamo che tutti i convegni, gli studi e le azioni concordate degli specialisti possano, quantomeno, fermare lo scempio delle piante ancora rimaste. foto di Fabio Consoli Mariella Di Mauro AKIS Sabato 17 Novembre 2012 Inizio del ministero pastorale don Salvatore Scalia Rosario D’Anna al Comitato Nazionale dell’AIA Ha avuto inizio ufficialmente giovedì 1° Novembre, solennità di Tutti i Santi, il ministero pastorale di don Salvatore Scalia nella Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Acireale. Nel corso della Santa Messa del mattino, presieduta dal vicario generale della diocesi, mons. Guglielmo Giombanco, si è svolto il solenne rito della presa di possesso canonico. Hanno concelebrato l’Eucaristia lo stesso don Salvatore Scalia e don Vincenzo Castiglione. Erano presenti le diverse confraternite ed associazioni che hanno sede nella Basilica (Arcic. SS.Sacramento, Arcic. SS.Crocifisso, Confr.Santi Alfio, Filadelfo e Cirino, Pia Unione della Guardia d’Onore al S.Sepolcro) oltre ad una folta rappresentanza delle due comunità parrocchiali dove padre Scalia ha svolto in precedenza il suo ministero (“Maria SS. di Pompei” di Scillichenti e “S.Maria del Carmelo” di Acireale). Graditissima anche la presenza del can. prof. don Salvatore Arcifa. La liturgia è stata animata dalla corale polifonica “Akàthistos”, diretta da Carmelo Falcotti, accompagnata all’organo da Davide Marano. A nome del Vescovo, il Vicario ha simbolicamente consegnato al neo Rettore della Basilica il libro delle sacre scritture e la chiave del tabernacolo. Nella sua omelia mons. Giombanco ha inoltre ricordato che i sacerdoti si alternano nella guida pastorale di una comunità, mentre Cristo resta sempre. Al termine della Santa Messa, sono stati letti due messaggi: Camillo Leotta, a nome della parrocchia di Scillichenti, ha voluto ricordare l’esperienza pastorale di don Scalia in quella comunità, augurandogli al contempo ogni bene per il nuovo ministero; il secondo messaggio augurale è stato letto dal prof. Luigi Musmeci, in rappresentanza delle confraternite della Basilica, le quali hanno promesso, da parte loro, la massima collaborazione nel comune impegno di crescere insieme nella Fede. Don Salvatore Scalia ha poi ricevuto personalmente gli auguri dei numerosissimi presenti, che hanno preso parte in sagrestia ad un momento di convivialità. Guido Leonardi Rosario D’Anna è stato eletto come componente del Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri in rappresentanza della Macro Regione Sud. E’ questo il responso dell’Assemblea Generale elettiva dell’AIA tenutasi il 10 novembre a Roma presso l’hotel Hilton Airport di Fiumicino. D’Anna, facente parte della “squadra” del candidato presidente Marcello Nicchi (trionfalmente rieletto con 208 preferenze su 332 votanti), ha totalizzato 72 voti su 111, affermandosi sull’altro candidato, Pierfranco Racanelli di Bari, che componeva il team del candidato presidente Robert Anthony Boggi. Un risultato che va aldilà di ogni più rosea aspettativa e che testimonia l’apprezzamento verso la persona ed il dirigente arbitrale pressoché unanime dei votanti, i presidenti di sezione e delegati delle regioni Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. E’ un ulteriore prestigioso incarico per l’acese Rosario D’Anna, che è così il primo siciliano a far parte del Comitato Nazionale, il “governo” dell’AIA da quando questo è stato costituito. Un evento importante per la Sezione di Acireale, che vede per la prima volta un suo iscritto raggiungere i massimi vertici associativi; un risultato che giunge proprio nella stagione sportiva in cui la Sezione acese festeggerà il suo quarantennio di esistenza, essendo stata fondata nel 1973. Rodolfo Puglisi Angelo Musmeci Presidente provinciale dell’ASI Angelo Silvio Musmeci è stato rieletto Presidente del Comitato Provinciale di Alleanza Sportiva Italiana. L’ASI è un Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, un Ente Nazionale con Finalità Morali e Assistenziali ed è inoltre un Associazione iscritta all'Albo Nazionale di Promozione Sociale.Musmeci reggerà il Comitato Provinciale per il prossimo quadriennio olimpico, quello 2012 – 2016, eletto all’unanimità dai rappresentanti delle venticinque società aventi diritto al voto, su un totale di trentasette, presenti all'assemblea elettiva svoltasi venerdì 12 ottobre presso la sede di Santa Venerina. Eletto anche il Direttivo che è composto dai signori Giovanni Pane, Riccardo D'Urso, Rodolfo Puglisi e Nando Salerno. Angelo Silvio Musmeci, 47 anni, sposato e padre di tre figli, è un militare di carriera ed attualmente ricopre la carica di Assessore allo Sport del Comune di Santa Venerina; da quasi trent’anni impegnato nel sociale e nella promozione dello sport, è anche giornalista pubblicista. Al nostro collaboratore Angelo Silvio Musmeci le congratulazioni della redazione di Akis per il prestigioso incarico. Rodolfo Puglisi Farmacia dott. Teresina Ferreri & C.snc Piazza Cantarella 10 - 95025 Aci S.Antonio - 095 7921871 Il settore Allievi dell’Acireale Calcio ’46 ha ingaggiato un nuovo portiere per la stagione in corso proveniente dalla “Pianeta Calcio Catania”; il giovane ha disputato gli Esordienti e Giovanissimi Regionali e Sperimentali. Nella foto il direttore sportivo Antonio Pulvirenti e l’allenatore Tommaso Zanghì assieme al giovane atleta. . TRINACRIA ACIREALE - C5 La classica mattinata durante la quale tutto ti va …storto? Scacchi: IX Torneo “Dott. Enrico Puglisi” Giovanni Sposito, da qualche tempo indiscutibilmente il giocatore più forte della Galatea Scacchi di Acireale, ha vinto il torno sociale, disputato nel periodo tra maggio e luglio, dedicato alla memoria del “Dott. Enrico Puglisi”, scacchista acese allievo in gioventù del “maestro” Angelo D’Arrigo e Presidente del Circolo Universitario negli anni 70. Sposito ha ripetuto il successo dello scorso anno, realizzando da allora un vero e proprio “slam” aggiudicandosi tutti i tornei sociali: il Rapid Play “Frecce Tricolori”, il Torneo “avv. Rosario Spadaro” ed il Rapid Play di Primavera. Quattordici i partecipanti per otto turni di gioco con un’ora di tempo con la formula italo-svizzera. Sposito ha realizzato 7 punti sugli 8 disponibili, 2° si è classificato Pietro Nicolosi con 6 punti e bukolz 34,5, 3° Simonpietro Spina con 6 punti e bukolz 34. Seguono poi in classifica Salvatore Mangiagli, Salvatore Fresta ed Alessandro D’Anna a 4,5 punti, Luigi Safiotti e Giuseppe Magazzù a 4, Francesco Ferrarello e Rodolfo Puglisi a 3,5, Rosario Puglisi e Salvatore Giudice a 3, Antonella Romeo a 1,5 e Lino Scandura a 1. L’Albo d’Oro del Torneo “Dott. Enrico Puglisi” vede le vittorie di Pippo Marletta nel 2004, Santo Scavo nel 2005, Gaetano Grasso nel 2006 e 2007, Pietro Nicolosi nel 2008, Giovanni Sposito nel 2009, Paolo Di Mauro nel 2010 e di nuovo Sposito nelle ultime due edizioni. Angelo Silvio Musmeci Errata corrige: in relazione all’articolo sulla simultanea di scacchi pubblicato a pag. 7 del n. 10 di Akis del 14 luglio 2012, si precisa che il Candidato Maestro e Campionessa Italiana Under 16 ha ottenuto 11 vittorie, due patte con il giovane Giovanni Sposito e con Giuseppe Lanza, e due sconfitte ad opera di Santo Daniele Spina e di Salvatore Mangiagli. AK IS 7 Riuscitissima anche quest’anno la festa del Gesù Bambino di Praga Organizzata dalla parrocchia “SS.Cuore di Gesù” di Acireale, con una grande partecipazione di fedeli, a riprova di una devozione che si radica sempre più, anche al di fuori del quartiere. Ricordiamo, infatti, che dal gennaio dello scorso anno nella chiesa parrocchiale “SS.Cuore di Gesù” il giorno 25 di ogni mese viene celebrata una S.Messa in onore del Gesù Bambino di Praga. Giorno 1 novembre, festa di Tutti i Santi, al termine della S.Messa delle ore 10, nel corso della quale è stato conferito il mandato alle catechiste, la venerata immagine del Gesù Bambino, col suo ricco addobbo floreale, è stata condotta in processione per le vie del quartiere, portata a spalle sulla nuova varetta fatta realizzare appositamente quest’anno. La statua è stata accompagnata da tantissimi bambini che, al rientro della processione in chiesa, sotto una pioggia di nastrini multicolore, hanno fatto volare in cielo i loro palloncini colorati, a cui erano stati legati dei foglietti con le preghiere da loro composte. Nel pomeriggio, grazie anche alla collaborazione di animatori e catechiste, i bambini della parrocchia hanno potuto trascorrere un paio di ore in allegra spensieratezza, tra giochi, canti e balli, nella rinnovata bambinopoli, che è stata ufficialmente inaugurata e benedetta dal parroco tra l’entusiasmo generale dei presenti. A seguire, bambini e genitori hanno preso parte ad un piacevole e allegro momento di convivialità, con la degustazione dei manicaretti realizzati dalle mamme e catechiste della parrocchia. Soddisfatto il parroco, don Orazio Greco: “La festa vuole essere un momento di coinvolgimento per i bambini e le famiglie. Quest’anno i primi hanno partecipato davvero numerosi, mentre i genitori con tanta disponibilità e generosità si sono prestati per la sistemazione e pulizia di tutta l’area adibita a bambinopoli”. I nuovi giochi sono stati acquistati esclusivamente con il ricavato delle raccolte dei fedeli (senza alcuna altro tipo di finanziamento pubblico). Guido Leonardi "Capelli allisciati ieri sera. Stamattina piove e il mio ombrello è rotto. Il cane sguazza felice nelle pozzanghere. Le mie scarpe “assuppano” un po' meno felici. L'idraulico mi dà il buongiorno: "signora, c'è un problema serio". Dieci minuti dopo il trasportatore delle mattonelle "Signora, mi sono perso in tutte queste rotonde, può venire a prenderci all'Agip?" L'Alfa non ha alcuna voglia di accendersi e quando finalmente si decide: biiiiip avaria luce targa. Ok, poi controllo, intanto andiamo. Biiiiip avaria luce posizione sx. Va bene, poi controlliamo anche questo, però è tardi. Biiiiiip avaria luce posizione dx. Ce li siamo tolti tutti, ora vogliamo andare? Andiamo. Neanche 200 metri: biiiiip benzina. Posso contribuire anch'io? Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiipppppp!!!!!!" Massimo dei voti e la lode sono il risultato degli studi universitari per la laurea in Medicina e Chirurgia di Grazia Carrara all’Università di Catania. Relatore il Chiar.mo prof.re Antonio Gulisano, la neo dottoressa ha discusso una tesi sperimentale su “Screening delle aneuploidie fetali”. Ci congratuliamo con i genitori prof.ssa Serafina Ardita e con il prof. Alfonso Carrara assieme al fratello prof.re Francesco Carrara facendo giungere alla neo dottoressa le felicitazioni di Akis per il brillante obiettivo raggiunto. “Un passo dal cielo 2” vede come protagonista la nostra Miriam Leone che recita nel ruolo di Astrid accanto all’attore Enrico Iannello (con lei nella foto)nella fiction in onda su Rai 1 . Un altro successo per la splendida Miriam, ad una passo dal “cielo delle stelle”.. CompuTecnica Riparazione computer a domicilio 338 2071014 AKIS: Anno VIII, numero 16 del 17 Novembre 2012 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania IL GIORNALE Sede: via M. di Casalotto 68 - 95025 Aci S.Antonio Redazione: via Alliotta, 14 - 95024 Acireale - Tel.- Fax 095 7921059 – 347 5382517 - [email protected] DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: “TM” di Mangano Venera - via N. Martoglio, 93 - S. VENERINA (CT) - Tel. 095 953455 - Site: www.akis-aci.com - www.akis-acionline.com DELLE ACI Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel. 347 1433135 - Distribuzione e arretrati: 340 7152814 254 8 AKIS Sabato 17 Novembre 2012 Vera Messina, un’artista acese L’occasione per gli acesi di conoscere una loro concittadina che da decenni egregiamente dipinge, riscuotendo successo in tutta la Sicilia, Vera Messina Trigona, è stata la svelata e la benedizione da parte del vescovo mons.Antonino Raspanti del suo quadro raffigurante il beato John Henry Newman, nella chiesa dell’Oratorio filippino. Il quadro indica con estrema chiarezza la mano raffinata e ricca di esperienza dell’autrice. Nata ad Acireale, la Messina dopo il matrimonio si è trasferita a Catania, ma nell’anno 2000 è ritornata al paese natio, domiciliandosi nella la frazione Balatelle. “ Cominciai con i colori all’età di 19 anni – ci dice, e la persona minuta tradisce una grande passione e un desiderio di esternare all’interlocutore i propri sentimenti - ricordo che i miei genitori non erano tanti entusiasti del mio amore per il mondo pittorico, ciò nonostante con caparbia intenzione ho continuato a disegnare. La mia vita, in fondo, è stata molto semplice, anche se venata di tristezza ora quasi scomparsa per i due nipotini che tanto mi allietano”. La verità è che per questa artista l’arte non è stata un semplice diletto, un passeggero interesse, ma una vera necessità e sopravvivenza, per estraniarsi da subite dolorose contingenze personali. Vera Messina si caratterizza per un iperrealismo: nelle sue tele la luce, col gioco delle ombre, fa rivivere una splendida realtà. Gli incarnati opalescenti sembrano rifrangere la luce. Sapiente è il gioco del drappeggio delle vesti, la delicatezza dei petali delle sue rose, le velature del colore ben dosate. Recensioni ed opere sono inserite in prestigiosi cataloghi d’arte e riviste specializzate. Da ricordare la serie di grandi tele su sant’Agata dipinte negli anni Ottanta per la chiesa della Collegiata di Catania. Molto religiosa, Messina vuole “trasferire sulle tele la bellezza del creato, dando a chi guarda la sensazione del bello, così come Dio ce la dà nel mostrarci la natura nelle sue molteplici sfaccettature”. E’ oratoriana secolare e fa parte attiva del “Cenacolo dello spirito” di san Filippo Neri. Felice Saporita Una nuova rubrica che, speriamo, possa essere continuamente arricchita anche dalle vostre segnalazioni, per dare spazio e fare conoscere nuovi talenti del nostro Territorio ERIKA DONZELLA Una giovane scrittrice, Erika Donzella, ragusana del 1998, vive a Catania e frequenta la Facoltà di Scienze della Comunicazione. Appassionata d’arte e letteratura, musica e fo¬tografia, inizia una fortunata collaborazione con l’Associazione culturale “Arte al Cubo”, di cui cura l’organizzazione di eventi artistici.Dal novembre 2011, è direttrice della rubrica d’arte “Uni-verso In-verso”, collocata all’interno del mensile “La Meteora” di Roma. La sua opera prima è “Pyro”, un esordio all’insegna del fuoco…una raccolta di poesie dove si evince come la protagonista, Erika Donzella, sia invasa dal fuoco. Un’opera che vi appassionerà, un’opera che potete trovare da Cavallotto a Catania o su on-line Facebook “Erika Donzella” . FEDERICO VILLARUEL Una scoperta musicale: si chiama Federico Villaruel, catanese del 1989,.Nel 2007 la prima incisione con il brano I'VE LOST MY MIND e la realizzazione del video con i quali apre il suo canale ufficiale su You Tube partecipando, superandoli, a tutti i provini di X Factor, Nel 2008 fa parte del cas come concorrente nella trasmissione Roxy Bar su D2 Channel Sicilia., Nel 2009 il singolo inedito “Io non ho parole”, un brano contro il maltrattamento degli animali, ottiene un grande successo radiofonico. .Risulta vincitore del concorso “Talent scout show II°”e partecipa al workshop di recitazione e dizione diretto da Fioretta Mari (attrice ed ex insegnate di Amici) Nel 2012 esce il singolo “Close Your eyes” Attualmente impegnato nella realizzazione del suo primo CD, un esperimento pop/elettronico in italiano e inglese con influenze pop/dance internazionali. ILARIA ANASTASI QUANDO LA COPPIA … SCOPPIA! Se due coniugi decidono di separarsi (una piaga sociale in continua espansione) spero, me lo auguro e ne vorrei essere certa, che abbiano tentato di tutto prima di giungere a quell’epilogo, in genere, non sempre piacevole poiché, comunque, un tempo si sono scelti e amati. Se non c’è prole e comunione di beni “arrivederci e grazie, abbiamo scherzato!” di solito la storia finisce lì e ognuno va per la sua strada. La faccenda si fa più delicata e complicata quando i figli ci sono, specie se minori. Anni di convivenza, propositi, progetti per un avvenire migliore insieme ai bimbi nati dalla loro unione, meravigliosa cornice di un uomo e una donna che si erano giurati amore eterno, vengono bruciati, buttati alle ortiche. I problemi che segnano una separazione non sono pochi specie se vi sono interessi economici in comu- ne, in più c’è da stabilire l’assegno mensile per i figli e la moglie (se non lavora), l’affitto e l’arredo per la seconda casa, l’affidamento dei minori e/o quando vederli. Se il marito non percepisce un lauto stipendio, che prima bastava a stento, adesso l’ex famiglia, per sopravvivere, dovrà arrampicarsi sugli specchi. In due era un’altra cosa. L’unione fa la forza. Di solito, affinché si stabilisca un certo equilibrio tra la coppia dovranno trascorrere mesi, qualche volta anni, duranti i quali, nella maggior parte dei casi, fra ripicche, gelosie, odi e rancori, chi ne paga le spese e ci rimette, sono i bambini, smarriti, sconvolti, confusi, inermi contro una lotta senza esclusione di colpi e contro un mondo che, per un infausto destino, gli è caduto addosso. Ma una cosa è d’obbligo dirla, per lo meno per alcuni, che rispettino la dignità dei loro figli, già abbastanza compromessa dagli eventi, avere il buon senso e il dovere di tenerli lontani da tutto ciò che potrebbe causare traumi e minare la loro psiche creandogli disagi, confusioni, amarezze e mancanza di fiducia verso i genitori e la società. I coniugi intelligenti, come penso ce ne siano molti, si adoperano affinché i bimbi non vengano coinvolti dagli inevitabili problemi che il fallimento di un matrimonio comporta, evitando, in nome di quel grande amore che si nutre per loro, di non farli brancolare nel buio di quel tunnel, ormai senza via d’uscita. Taluni, invece, se ne servono come scudo, iniziando una guerra fredda e vergognosa a colpi di bambini, spettatori involontari esterrefatti, sgomenti e allibiti, il cui biglietto, per assistere a questa drammatica e squallida commedia, costerà molto caro, senza nessuna possibilità di … sconto! Maria Dorata Di talenti in giro ce ne sono tanti, ma crediamo di non far torto ad alcuno se ci azzardiamo a dire che il suo, di talento, è più unico che raro. Una passione nata per gioco alcuni anni addietro quando, durante una lezione di chitarra, Ilaria si accorge che i suoi plettri, quei piccoli triangolini con cui pizzica le corde del suo strumento preferito, andavano consumandosi molto celermente. A quel punto nasce un’idea, una lampadina che si accende, magari con lo sprone del suo insegnante, ed ecco che inizia la prima auto-produzione di plettri. In plastica all’inizio, o in plexiglass, ma poi il gioco vien piacendo a questa 21 enne acese ed ecco che poi iniziano ad arrivare i primi pezzi in legno (inizialmente scolpiti a partire da piccoli avanzi di legno donati dal suo liutaio), e poi in osso, in noce di cocco, ebano, palissandro e via dicendo. Ilaria si affretta ad accaparrarsi una gran quantità di materiali, passando puntualmente da uno zio ebanista che le regale scarti di legno, dal macellaio di fiducia che le conserva pezzi di osso da pulire e sagomare, o dal fruttivendolo che, alla richiesta di una noce di cocco, si affretta a donarle una cassa con ben 20 pezzi. Il gioco è così gradito ad Ilaria che la produzione e l’ottimizzazione di questi piccoli arnesi assume quasi una connotazione professionale. Arrivano, dunque, i primi piccolissimi guadagni che lei, pazientemente, mette da parte per acquistare i ferri del mestieri, piccoli macchinari che le garantiscono una media di produzione di oltre cento plettri settimanali, sfornati in assoluta autonomia, senza l’ausilio di aiutanti o altro. E conosciuti, adesso, a tre anni di distanza, anche dai più giovani talentuosi chitarristi nazionali che si prestano a pubblicizzare il marchio in concerti e serate musicali (gli “endorser”, come si dice in gergo), ed a commissionarle ordini variegati di plettri in tutte le forme e materiali, secondo anche le più bizzarre richieste. Senza dimenticare l’oggettistica, i gadget, piccoli capi di abbigliamento che portano un marchio in continua ascesa: Devil Picks. O “Plettri Artigianali”, se preferite, i compagni di viaggio di questa giovane artista che presto realizzerà il sogno di frequentare l’accademia nazionale di liuteria di Cremona. Eventuali nuove segnalazioni sono da inviare al nostro giornale o a Giuseppe Maesano ([email protected]) NON SONO SOLO LUNE STORTE…. Cari amici di Akis, sono davvero stufo. Anzi. Perdonatemi il francesismo, ma sono incazzato. Certamente sono incazzato nero. Di certo, il motivo di cotanta arrabbiatura non è da ricercarsi in una misteriosa e personalissima luna storta, quella che, ahinoi, appare al risveglio quotidiano di parecchi. Ma è una normale conseguenza di ciò che ultimamente accade in città. Si sprecano fiumi di parole, si battono imperterriti cento e cento più tasti delle nostre tastiere da computer da riversare nel mare dei social network per convincere ( e autoconvincersi) che, nonostante le miriadi di storture, Acireale possa ancora risollevarsi, ritrovando nuova linfa e nuove ragioni per rinascere ed affermare di nuovo la sua identità culturale, la sua leadership economica e commerciale tra i comuni siciliani ad alta densità, e fuoriuscire dalla melma ristagnante che l’ha appiattita e decomposta per anni a causa di scellerate gestioni amministrative. Ma tutto ciò non sembra essere gradito ad alcuni personaggi-ombra che popolano l’etere (spaziale ed anche informatico) sovrastante l’acese se, come poi puntualmente documentato, questi sono i primi a gettare insinuazioni, illazioni, sperequazioni di natura profondamente ipocrita su ogni nuova proposta atta ad evitare l’affossamento. Ad Acireale non vi è più uno slancio propositivo, che sia esso di natura culturale, economico, politico, gestionale o che quant’altro si voglia, che non passi più sotto la gogna dei giudizi di tali personaggiombra, gufi da bar o corvi metropolitani ai quali (secondo la loro convinzione) sembra sia demandato in STORTA, CALANTE, via totalmente esclusiva lo “sta PIENA O SCURA bene” su tutti e su tutto. Qualcuno domanderà degli esempi, ma, state NON E' LA SOLA RESPONSABILE certi, non v’è da andare lontano per DELLA COMUNE STORTURA"..... rintracciarne alcuni. Tralasciando il calderone di ogni tornata elettorale ed il suo impetuoso stuolo di sospetti ed infauste allusioni di colore sfacciatamente politico (e di parte), e più in generale, la vita politica di una collettività variegata come quella acese, la quotidianità ci offre continuamente nuovi spunti: si bandisce un concorso per un posto di lavoro nella pubblica amministrazione? Ecco il gufo pronto a polemizzare sul fatto che l’ente in questione non può permetterselo perché deve dare conto ( e rendiconto) di altre criticità. Peccato che queste criticità appartengano ad un altro ente la cui gestione è differente in toto. E chi vuol capire capisca. Si rende merito ad un personaggio (o meglio un pastore) che, finalmente, cerca il contatto quotidiano con la comunità ( o meglio, col suo gregge) per rinnovare un rapporto di costante contatto ed interscambio? Ecco che il corvo riesce strenuamente a gettare ombre sul pastore perche “non ne riconosce la carica e l’autorità”. E, ultimo esempio in ordine cronologico, si alza il sipario su un progetto a lungo rincorso, inseguito, e finalmente realizzato che dia spazio e nuove risorse per la creatività dei giovani? No, non può risultare scevro da polemiche, insinuazioni e sospetti perché si tratta di un progetto che proviene da una fazione politica differente da quella prediletta dal corvo. Siamo alle solite. Tra lune storte e condizioni di “continua e continuata idiozia mentale”, non v’è spazio per la crescita e per un percorso che, seppur a rilento, porti alla ripresa. Per le ombre, le storture, le illazioni e la gratuita ipocrisia, lo spazio, per quello, c’è. Il Grillo (s)parlante: Nelle scuole, a dispetto di tagli indiscriminati, del massacro dei precari e del paventato e punitivo aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti, c’è tanta, ma tanta vitalità. E soprattutto tante idee originali. Come quella sottesa a una gustosa, è il caso di dirlo, raccolta di cibi e bevande nella canzone italiana, adesso racchiusa in un simpatico libro dal titolo “L’appetito vien cantando” realizzato dall’I.C. “Giovanni Paolo II” di Castiglione di Sicilia sotto la guida dell’infaticabile docente di musica Maria Strano. Nato da un progetto interdisciplinare di Educazione alimentare, alimentato dalla curiosità di docenti e alunni, il percorso si snoda attraverso canzoni di tutti i tempi alla ricerca della loro “particolarità culinaria” con risultati sorprendenti. Ma quanto cibo scorre nella canzone italiana? Tanto ma tanto, accompagnato da fiumi di vino e bevande: dal caffè della Peppina agli spaghetti a Detroit fino alle lacrime calde della Valentina della Vanoni, che piange su tre fette di Saint Honorè, si ride di cuore, scorrendo le pagine del volumetto, colorate e impreziosite da disegni originali dei ragazzi. E, tra banane e lamponi e fragole buone buone, un gelato al cioccolato e polenta e baccalà, si impara come tra l’alimentazione e la musica vi è sempre stato un rapporto fecondo, ricco di riferimenti culturali. Così, In una società dove c’è fame di cultura, ben venga dunque questo percorso canoro, con l’obiettivo di stimolare nei giovani un appetito più difficile, ma più redditizio: quello per la cultura attraverso i felici motivetti delle canzoni. Perché, come ci insegnavano Albano e Romina in una canzone conosciuta nel mondo, “felicità è un bicchiere di vino con un panino…” Silvana La Porta 347 1433135 [email protected]