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Anno 8 - n° 16 - Distribuzione Gratuita
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INFORMAZIONE
17 Novembre 2012
SPORT & TURISMO
Marino Giuseppe
C.so Italia, 96 - ACIREALE
IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI
Nella padella la fettina di carne si cuoce e si può mangiare, sulla
brace rischi di bruciarla del tutto e gettarla, rimanendo a digiuno. Il
rimedio è strato peggiore del male? Solo il tempo (pochi mesi!?!?)
ci darà la risposta. Le elezioni regionali, con lo “sconquasso” che
hanno prodotto e con lo “stupido” assenteismo che ha coinvolto
oltre il 50% di siciliani che non sono andati a votare, hanno procurato, probabilmente, un sistema iniquo di governabilità che, speriamo, il “buon e casto” Crocetta cercherà di risolvere nel migliore (per
la Sicilia) di modi possibile, sposando, è solo un modo di dire, artisti e personalità del calibro di Franco Battiato (il quale, non ce ne
siamo meravigliati, vorrà al suo fianco il filosofo Sgalambro…) .
Eclatante, non sono il solo a dirlo, ma tutt’Italia ne parla, il successo dei “grillini” (tutti l’avevano previsto ! mi viene da ridere) ed eclatante anche il modo di porgersi di questi …….che certamente
hanno la testa sulle spalle e che, se non avranno qualche “buco
nero” nel loro interno, faranno vedere di che pasta sono fatti. Di
vero c’è che il leader Cancellieri sembra, speriamo lo sia, una persona in gamba, mentre, lo confesso, avevo sottovalutato e ignorato del tutto la personalità dell’acese Angela Foti (più in gamba di
quel che sembra!). Per restare a lavare i panni di casa nostra mi
preme sottolineare l’exploit (previsto visto l’apparato e la sua preparazione politica) di Nicola D’Agostino ( il migliore politico in senso
assoluto di quelli che “correvano”) che ha superato nelle preferenze Salvo Pogliese – penalizzato, questo, anche dal non voto degli
astensionisti. Si lecca le ferite Nello Catalano – meriterebbe molto
di più che il disinteresse degli acesi - penalizzato certamente dalle
bizzarre e sconclusionate interpretazioni del suo capo, quel tal
Miccichè che aveva tutto da guadagnare con Musumeci alleato ed
invece….vedete com’è finita! Niente da dire o aggiungere per gli
altri candidati acesi: Gianluca Cannavò che ha certamente pagato
per certe “uscite pubblicitarie” fuori dai canoni, per i continui agguati da parte di “jene” pronte ad azzannarlo e per la “voglia” assoluta
di candidarsi allorquando il suo capo (Catanoso?) preferiva rivolgere le sue attenzioni ad altre sponde, mentre il “giovane”
Primavera se l’è dovuta vedere nello scontro (locale) con il “vecchio” ma “pieno di esperienza ed altro” Raffaele Nicotra. Ero certo
che Giuseppe Cicala potesse farcela, ma la città ha risposto picche
al suo entusiasmo non riconoscendogli una efficace preparazione
politica in generale; in ogni caso una buona affermazione. Parliamo
di Silvio Cavallaro: ci credevo e sono rimasto deluso del risultato…non sempre l’onestà e la preparazione pagano…stesso discorso che si ripropone per Enzo D’Agata, altro candidato di Nello
Musumeci che, purtroppo, è stato messo contro il Cavallaro (non
me lo spiego!) nello stesso paese del Casalotto….due galli nel pollaio !!! In ogni caso ottima l’uscita elettorale del consigliere provinciale che potrebbe aspirare, notevoli le sue changes, alla candidatura di sindaco nelle prossime elezioni del paese del Casalotto.
Un pensiero rivolgo alla candidata Mariella Gennarino (Le voglio
bene e mi fa tanta, tanta simpatia), a forza voluta dall’apparato di
Leanza nella sua lista, ma di fatto lasciata sola a combattere contro una Sicilia votata solo a custodire privilegi ed intrallazzi (alcune
nomine, malgrado le dichiarazioni di comodo, sono lì a dimostrarlo!).
Così è come la penso e come l’ho vista. Pronto a cambiare opinione se qualcuno consentirà di farmi capire meglio e di più.
T.C. .
“Nel male l’uomo è l’eterno perdente,
nel bene, la misura di tutte le cose”.
Questo detto sapienziale arabo può
essere un buon “incipit” per riflettere
sulla vita, sul lavoro e sull’assassinio
di Maria Grazia Cutuli. Lungi dall’essere, soltanto, “il giorno della memoria” di una coraggiosa, intelligente e
passionale giornalista alla quale
hanno rubato la vita sol perché svolgeva al meglio il proprio lavoro a beneficio di tutti noi,
abbiamo, forse, l’occasione per riflettere, con calma, sui
grandi temi dell’umanità - così diversa nelle sue forme
espressive, in ragione dello spazio e del tempo che la condiziona - ma così identica a se stessa in tutte le latitudini
(sia in Afghanistan così come in Italia) e nei secoli.
Spesso l’eccesso di informazioni fornite dai media affastella così disordinatamente la nostra mente che non riusciamo più a distillare l’essenza dei messaggi, a metabolizzare l’autenticità dei contenuti. Abbiamo così la necessità di
elaborare “pensieri lunghi” contenendo lo scorrere veloce
dei nuovi eventi, sempre più eclatanti e/o ansiogeni, propri
del mondo e della società liquida. L’assassinio di Maria
Grazia Cutuli ci insegna che quando si oscura la coscienza, si oscura la ragione, si oscura il diritto, viene ad oscurarsi, giocoforza, l’umanità. “Dove c’è il diritto, lì c’e la
BUON LAVORO. GOVERNATORE!
società” (ubi ius, ibi societas): questa bimillenaria regola
aurea del mondo occidentale non credo proprio che Maria
Grazia Cutuli la declinasse nello sterile significato “legalistico”; di certo ne coglieva il senso più sostanziale: il diritto
inteso come giustizia; la giustizia intesa come conoscenza
oggettiva del mondo e amore per l’umanità; la bontà intesa nell’originario significato etimologico di “integrità e luminosità” a cui l’umanità deve necessariamente tendere. Di
questa luminosità abbiamo bisogno per non smarrirci nell’oscurità di quello che il grande poeta Giovanni Pascoli ha
chiamato “l’opaco atomo del male”. E proprio di questo
male - di questo male assoluto che è la guerra - ci ha scritto, non solo con l’inchiostro, ma con il suo sangue, Maria
Grazia Cutuli.
Che questo evento culturale e sociale
possa essere il più luminoso tributo di stima, di affetto e di
riconoscimento del merito ad una grande figlia della nostra
terra.
Il Sindaco del Comune di Santa Venerina
Enrico Pappalardo
Il servizio completo è a pagina 5
Buon lavoro, Commissario!
www.akis-aci.com
2 Sabato 17 Novembre 2012
ACIREALE IN BREVE
“Tradizioni culinarie e identità culturali”
del Progetto COMENIUS.
Un lungo applauso per acclamare i popoli d’Europa: si è
chiusa così la visita in Municipio di una ventina di studenti polacchi, estoni, bulgari e turchi ospiti del liceo
Regina Elena di Acireale nell’ambito del progetto
“Comenius” e, più precisamente, nel contesto dell'azione formativa “Tradizioni culinarie e identità culturali”.
A fare gli onori di casa l’assessore alla Pubblica istruzione Nives Leonardi e il presidente del Consiglio
Toruccio Di Maria che hanno accolto i giovanissimi ospiti nella sala del Consiglio comunale. Assieme a loro il
dirigente del Regina Elena, Sebastiano Raciti, la professoressa Margherita Scudero – referente del progetto oltre ai docenti degli istituti di Karczmiska (Polonia),
Rapla (Estonia), Topolovgrad (Bulgaria), Cerkeskoy
(Turchia) e una ventina di studenti che per una settimana gireranno in lungo e largo la nostra Isola. Snodo privilegiato, la città barocca di Acireale. Il progetto
“Comenius” prevede azioni interculturali come supporto volto a garantire lo sviluppo e la formazione scolastica al fine di aiutare i giovani e il personale docente a
meglio comprendere le culture europee. Peraltro, nell’ambito del Comenius, il liceo Regina Elena di Acireale
è l’unico istituto d’Italia ad ospitare stanzialmente per
circa 3 mesi anche studenti di nazionalità turca, che studiano ad Acireale per perfezionare l'apprendimento
della lingua italiana.
CENTRO MUSICALE “SPACE MUSIC”,
INCUBATORE DI PRODUZIONI SONORE GIOVANILI
Scattato l’happening di apertura del Centro musicale
comunale “Space Music”, di Acireale nel plesso scolastico "G. Sciuti" di via Sciarelle. L’incubatore di musica
giovanile è stato finanziato dal Ministero della Gioventù
in accordo con l’Anci e gode del patrocinio dell’Agenzia
Nazionale per i Giovani. “Space Music” diverrà centro di
produzione musicale giovanile indipendente, grazie alle
due sale prove e alla regia attrezzate e pronte per l’utilizzo: un investimento sui giovani come risorsa. “Space
Music” nasce grazie alla sinergia creata tra
Amministrazione comunale di Acireale (Comune capofila), Consulta Giovanile Comunale, associazione di promozione musicale Generazione Sonora, IV Circolo
didattico Sciascia. La struttura polivalente, accessibile ai
disabili, è pensata come luogo che vada oltre i confini
della Città, così da consentirne l’accesso anche ai giovani che risiedono nei comuni del Distretto di Acireale.
Foto Fabio Consoli
Si è svolto il consueto incontro dei soci del KC-Acireale
per la Festa di San Martino. Oltre alla visita alle cantine
ed al momento conviviale con prodotti tipici è stata
effettuata una raccolta , attraverso il sorteggio di un
quadro e di una tovaglia, per una Missione in Guinea
che assiste l’infanzia ed in particolare è stata consegnata una foto di un ragazzino ai soci. Matteo
Calabretta ha letto, come fa ogni anno, una sua poesia
composta per l’occasione.
La presidente Mariella Finocchiaro ha ringraziato i
numerosi soci ed ospiti per la fattiva partecipazione ed
adesione ai progetti del club.
AKIS
Toglie i fondi ai malati Sla e piange: le (ennesime) lacrime di coccodrillo della Fornero
Solcano ancora una volta il viso le lacrime della
Fornero. Piange ancora il ministro dopo aver verificato
che i soldi per i malati Sla e per tutti i disabili gravi che
hanno necessità di assistenza sanitaria, non ci sono
più. Piangono però in silenzio i malati Sla, in questi giorni in sciopero della fame, perché quei fondi sono stati
scippati a loro. Decine di malati di Sla, lontani dai riflettori mediatici, si sono mobilitati per contrastare il taglio
dei fondi che li priva, di fatto, del diritto a un’assistenza
domiciliare continua a qualificata. È a loro che il danno
è stato fatto, lasciati soli con le loro famiglie, dinanzi alla
malattia, nel momento in cui hanno più bisogno. Lo
stato fugge, si nasconde e non si fa carico di chi ha
bisogno. Non ci sono fondi, ripetono i vari ministri. Non
ci sono fondi e la Fornero piange in consiglio dei ministri. I fondi, in realtà, ci sarebbero anche, ma ci sono
altre priorità, come comprare gli aerei da guerra F35
(quasi 20 miliardi di euro che noi cittadini stiamo pagando e che lo stato sta dirottando verso lemultinazionali
delle armi, piuttosto che prendersi cura dei propri cittadini). Quei soldi, caro ministro Fornero, non sono spariti per caso, ma a seguito di una deliberata e precisa
volontà del governo del quale fa parte e del quale,
assieme al premier Monti, ne è l’espressione massima.
I tagli alla spesa sociale operati dal suo governo si inseriscono in una studiata strategia che è quella da una
parte di reperire i fondi dai ceti deboli (hanno poco ma
sono in tanti e non hanno chi li difende in parlamento) e
dall’altra credere che l’assistenza sanitaria sia uno spreco di risorse pubbliche. No, cara ministra, l’assistenza
sanitaria è un principio basilare delle moderne democrazie ed è una delle grandi conquiste sociali. Perché
piange allora? Che fa: prima toglie i fondi e poi piange
perché i fondi non ci sono? Chi, grazie a lei, non avrà
più diritto all’assistenza sanitaria dovrebbe piangere,
perché è a loro che sono stati scippati i fondi; non
dovrebbe piangere lei che quei fondi li ha tolti. Al governo, con una maggioranza bulgara e con la possibilità di
fare ciò che vuole, c’è lei e solo lei può aumentare gli
scarsi fondi che avete destinato al sociale: ora sono 220
milioni, quando c’era Prodi nel 2008 erano ben 3 miliardi. È stata lei a tagliare i soldi per le politiche sociali, non
gli altri. Che diamine piange allora? Francamente, caro
Ministro, trovo disgustoso e offensivo togliere i fondi ai
disabili gravi e non autosufficienti e poi piangere in consiglio dei ministri perché i fondi non ci sono. Forse la
visita che ha fatto in questi giorni a Salvatore Usala,
malato Sla che aveva iniziato uno sciopero della fame
per protestare contro questo assurdo taglio, le ha fatto
capire che dietro ai tagli operati nel sociale, non ci sono
“sprechi”, ma cittadini che perdono il loro diritto ad essere aiutati dallo stato. Certo, di quella visita rimarrà solo
la sua ennesima caduta di stile, quando non ha trovato
di meglio da dire, rivolgendosi a Salvatore Usala, che:
“anche la vita da ministro è difficile”. Pessima uscita,
caro ministro. Pessima davvero. Ma non è solo questo
il punto: in fondo questo è il suo stile. Il nocciolo del problema è che voi avete tolto quei soldi, non altri. E allora
mi chiedo: ma cosa diamine piange? Certo potrà dire
che in fondo non è colpa vostra, perché i soldi non ci
sono, ma io qualche piccolo suggerimento sul dove
recuperare un po’ di fondi lo avrei: comprate meno F35
(ci costano 20 miliardi di Euro), tassate le transazioni
finanziarie, tassate i capitali scudati tornati in Italia
pagando un misero 5% mentre tutti gli altri cittadini
pagano dal 23% sino al 50% e oltre. Tagliate le pensioni d’oro (questo porterebbe ad un risparmio di 7 miliardi
di euro che
potete investire nell’assistenza
ai
disabili gravi,
piuttosto
di
piangere) e
non,
come
avete già fatto
(piangendo
anche allora)
le
pensioni
dei poveri cristi. Dite no
alla follia della TAV: che me ne faccio di arrivare, tra
venti anni quando l’opera sarà (forse) conclusa, venti
minuti prima a Lione (tra l’altro non si capisce cosa
dovrei andare a fare a Lione) se i malati non hanno di
che curarsi in Italia? Tagliate i super stipendi dei manager pubblici (ne cito 4 a caso: Antonio Manganelli capo
della Polizia: 621.253,75 euro; Mario Canzio, ragioniere
generale dello Stato: 562.331,86 euro; Franco Ionta,
capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria:
543.954,42 euro; Raffaele Ferrara, Direttore Monopoli
di Stato: 481mila euro).
Caro Ministro, ma anche cari partiti che sostenete questo governo, state scippando i fondi per l’assistenza ai
disabili gravi e non autosufficienti, privandoli di fatto del
diritto ad una vita dignitosa. Caro Ministro le sue lacrime
di coccodrillo, non solo sono inutili ma anche offensive
per chi sta ogni giorno lottando per una vita migliore. Le
ripeto le parole di Salvatore Usala, malato di Sla e
segretario del “Comitato 16 Novembre”, che lei ha visto
in questi giorni: “Faccio lo sciopero della fame perché
sto lottando per una vita dignitosa: per me, la mia famiglia, ma soprattutto per i tanti che vengono “imprigionati” in residenze. Io sono paralizzato, scrivo con gli occhi
con un computer dotato di puntatore oculare, mi nutro
tramite un tubo inserito nello stomaco e respiro grazie a
un altro tubo inserito in trachea, alimentato da ventilatore.” Forse non sarà una vita difficile come quella che
sostiene di avere il ministro, ma anche lui, e tutti coloro
che stanno protestando per questi tagli, vogliono una
vita dignitosa. E voi gliela state privando.
Massimo Ragnedda
[email protected]
Sapete perché sorridono i Fratelli Patanè
del Bar di Pozzillo Superiore?
Perché hanno visto felici e contenti i loro clienti che avevano poco prima assaggiato (ed acquistato) il nuovo
gelato alla Pomelia…
Dopo il grande successo di Sondrio la mostra La
Vaccara/Maillet si sposta nella Galleria del Credito
Siciliano di Piazza Duomo, ad Acireale, dal 16
Novembre fino al 20 Gennaio del prossimo anno, arricchita da nuove opere, tra cui il maestoso trittico “O ultimo raion a mordomia equatorial” di Daniel Maillet.
Ancora una volta Nord e Sud uno di fronte all’altro, con
le opere di Maillet (nato a Zurigo ma valtellinese d’adozione) e quelle di Filippo La Vaccara, di Catania.
Saranno
(presto)
Famose
La Cassazione ha processato e condannato per diffamazione, lo scorso 18 settembre, a piu' di un anno dalla
morte avvenuta il 17 luglio 2011, l'ex sindaco di
Campobello di Licata (Agrigento) Calogero Gueli.
Le motivazioni della sentenza sono state depositate con
condanna per l'imputato defunto al pagamento delle
spese processuali. Evidentemente per qualche disguido, la Quinta sezione penale della Suprema Corte non
ha preso atto della morte di Gueli e lo ha processato
come se fosse ancora vivo. Il fatto dovrebbe servire da
monito a tutti coloro, sindaci , deputati o politici in genere che neppure dopo morti si è sicuri di avere lasciato
alle spalle tutto il marcio “commesso” in vita.
C’è qualcuno, oltre Iddio, che continuerà a ricordarli …
Su invito della Baronessa Maria Correa, Presidente dei
Federiciani dell’Uruguay, S.A. il Principe don Salvatore
Coco, Presidente dei Federiciani, presiederà in Uruguay la
Cerimonia di Investitura che si terrà il 13 dicembre prossimo. Nel corso della Cerimonia verranno conferiti i Titoli
Onorifici Federiciani e i rispettivi incarichi ai Sigg.ri Mario
Andres Cruz Mozzo, Barone e Vice Presidente per
l’Uruguay, Cristina Acuña, Baronessa e Presidente per
l’Argentina, Dialla Almeida, Baronessa e Presidente per il
Brasile. Donna Rita Nicotra, il Barone Calogero Lo Rè,
Presidente dei Federiciani di Palermo, il Barone Mancuso,
Presidente dei Federiciani di Messina, la Baronessa
Loredana Correale, Presidentessa dei Federiciani di
Roma, e il Presidente dei Federiciani di Napoli, presenzieranno in rappresentanza dell’Italia, mentre l’Uruguay sarà
rappresentato dalle più alte autorità del paese.
Un’assistita dopo avere effettuato un tampone tonsillare
all’I.R.M.A. di Acireale ha inoltrato un esposto all’ASP asserendo
che non avrebbe dovuto pagare
l’identificazione batterica perché
i laboratori consultati hanno riferito che il pagamento dell’esame non era dovuto, essendo l’identificazione compresa nell’esame colturale. A
seguito dell’esposto, il direttore sanitario dell’I.R.M.A.,
ha attivato un’indagine e dopo avere consultato i dati
statistici dei laboratori clinici dell’ASP di Catania ha scoperto che ben 83 laboratori non effettuano l’identificazione batterica quantunque venga eseguito l’antibiogramma! In tal modo vengono eseguiti antibiogrammi a batteri non patogeni con conseguente prescrizione di antibiotici non necessari esponendo ingiustificatamente il
paziente a rischio di shock anafilattico. In relazione alla
scorretta e diffusa procedura analitica è stato inoltrato
dall’I.R.M.A. un esposto inviato al Direttore Generale
dell’ASP di Catania, al Responsabile del Distretto
Sanitario di Acireale, al Comando Carabinieri NAS
Catania, all’Assessorato Regionale per la Salute e
all’Istituto Superiore di Sanità per valutare l’anomalia
che vede la Sicilia al secondo posto a livello nazionale
dopo la Campania nella prescrizione di antibiotici e che
secondo il direttore dell’Istituto è causata da questo errato modo di effettuare gli esami microbiologici.
Infatti, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), relativamente al consumo di antibiotici, riporta: “Valori minimi di
consumo totale sono presenti a Bolzano (16 DDD/1000
ab die) e in Friuli Venezia Giulia (19 DDD/1000 ab die) a
fronte di consumi doppi in Campania (40 DDD/1000 ab
die) e Calabria e Sicilia (35 DDD/1000 ab die)”.
Ogni anno si spendono in Italia mediamente 175 € per
abitante in farmaci; in Sicilia, invece, 231 € e la spesa
riguarda soprattutto antibiotici. E’ significativo il fatto che
Sicilia, Campania e Calabria sono regioni con un esagerato numero di “microlaboratori” che ricorrono a questa
scorretta tecnica analitica anche al fine di risparmiare
evitando gli elevati costi dell’identificazione biochimica.
L’I.R.M.A. ringrazia l’assistita perché , grazie al suo
esposto, si conoscerà il motivo per cui in Sicilia si prescrive un numero esagerato di antibiotici con conseguente incremento di pericolose resistenze batteriche il
cui
allarme
è
stato
da
tempo
lanciato
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
SEBASTIANO LEOTTA Sempre in via Lilibeo, non posso tralasciare di accennare sia pure brevemente a Sebastiano Leotta, artigiano abbastanza noto non solo nel suo quartiere, ma
anche oltre i confini di esso. Da ragazzo, lavorava nell'officina del fabbro Giuseppe Cannavò, di fronte alla
palestra del liceo ginnasio "Gulli e Pennisi". In seguito
è stato allievo dei fratelli Mario, Giuseppe e Salvatore
Corazzato. Intervistato mi precisava. "Frequentare l'officina di Mario Corazzato significava conseguire una
“laurea in ferro battuto presso l'Università Corazzato”,
egli vedendo che io promettevo mi incoraggiò ad imparare il mestiere". "Sono stato allievo della Scuola sera-
le di Disegno del Mutuo Soccorso che allora aveva
sede in via Musmeci, ed ho avuto la fortuna di avere
come insegnanti il prof. Bella e il prof. Francesco
Patanè. Era il 18 dicembre 1935 anno XIV E.F. quando
fu proclamata la Giornata della fede: lo slogan era "oro
alla Patria" e migliaia di italiani offrirono l'anello nuziale
alla Patria. In quel periodo vennero requisiti monumenti in bronzo e manufatti in ferro. Quasi tutte le ville pubbliche e i monumenti ,vennero privati delle ringhiere per
fornire ferro alla Patria. La stessa sorte toccò alla ringhiera del nostro Belvedere dal lato di piazza Indirizzo.
Leotta giovanissimo, alle dipendenze di Mario
Corazzato era addetto alla saldatura di tutti i vari pezzi
che compongono la maestosa ringhiera. Quando, poi,
si mise per conto proprio, l'ingegnere Mariano Grassi,
sapendo che si era laureato presso “l'università”
Corazzato, gli affidò altri lavori. Afferma il Leotta: "nel
1988 con il contributo della Regione Siciliana, grazie
all'interessamento del Presidente della Regione Rino
Nicolosi, dell'onorevole Giuseppe Aleppo e del segretario Franco Piazza, ho comprato il locale dove in atto
esercito l'attività di lavori in alluminio, lavori in ferro, carpenteria leggera, carpenteria pesante e tutto quello che
va per l'edilizia" . Il Leotta, nel corso della sua attività
lavorativa, nel 1989 ha avuto assegnato il "Premio
Progresso Sicilia" per i meriti acquisiti attraverso il significativo contributo dato al paese con la propria opera
nel settore artigianale. Nel 1998 ha avuto il premio
"Confederazione Nazionale dell'artigianato e delle piccole e medie imprese" per la sua prestigiosa attività
professionale. Il 2 giugno 1986, con decreto del
Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, è
stato nominato Cavaliere. Il suo nome risulta nel registro dei Cavalieri Nazionali al n. 167536 sez. III. Mi raccontava che "Alla inaugurazione della nuova officina di
via Nazionale per Catania erano presenti tutte le autorità civili e militari ed in prima fila il Presidente della
Regione Rino Nicolosi che ha tagliato il nastro augurale, ed in rappresentanza della chiesa Mons. Pio Vittorio
Vigo, allora, Arcivescovo di Monreale. Gli acesi, debbono molto a questo tenace lavoratore. I giovani debbono
averlo come simbolo di attaccamento al lavoro e di perfetto galantuomo.
Da “I quartieri di Acireale –
San Domenico e Dintorni”
di Salvatore Trovato - 2012
Nella Foto Leotta mentre riceve un Premio.
AKIS
Sabato 17 Novembre 2012
LE SFIDE DELLA FAMIGLIA OGGI
L’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici e il Centro di cultura per lo
sviluppo d Acireale hanno organizzato una interessante conferenza
su “Le sfide della famiglia, oggi”. Relatori sono stati la professoressa Raffaella Iafrate dell’Università Cattolica di Milano, la dottoressa
Maria Pia Fontana e il dott. Nino Pittera. Ha introdotto il tema, il dott.
Giuseppe Contarino. Le ultime ricerche demoscopiche ci consegnano una nazione fondata sullo scandalo, sulla disoccupazione,
sui reality show: una società in rapido degrado, senza regole, senza
certezze, senza pudore, senza obiettivi da raggiungere, al di fuori
del profitto e del tornaconto
individuali. I mass media, con la
Televisione in testa, si fannobanditori di una diseducazione
di massa, di una realtà altra
nella quale le tragedie diventano
spettacolo e gli spettacoli tragedie per la loro insulsaggine. La
crisi economica, la più grave del
dopo guerra, pugnala le classi
popolari spingendole alla disperazione e avvantaggia le famiglie benestanti.
“In un contesto del genere – ha
detto, tra l’altro, Contarino -, non
c’è posto per i problemi dei giovani, non c’è posto per la
fedeltà, la coerenza, il sentimento, il sacrificio, la gratuità, la
generosità, la reciproca assistenza, considerati concetti patetici
degni di Nonna Abelarda. Anche in campo sentimentale, è saltata
ogni regola. Non stupisce, dunque, che la famiglia sia aggredita dai
surrogati, dal mordi e fuggi, dal disimpegno, dal compromesso, dal
sesso facile, esibito come espressione di disinvolta modernità. Né
sorprende che l’io abbia preso il posto del noi e, quando questo
accade, nessun sodalizio, nessuna amicizia, nessuna società ha la
forza di resistere, compreso la famiglia, oggi appesantita da sacrifici e problemi quotidiani. Trionfa uno stile di vita improntato a una
vita senza stile, che produce per un verso una sensazione di
ebbrezza, di libertà, di appagamento, di indipendenza; per altro
verso, instabilità, nevrosi, insicurezze, sofferenze che si scaricano
non solo sugli anelli deboli del rapporto familiare – soprattutto sui
figli - ma anche sulla stessa società, attraverso costi economici e
comportamentali di difficile quantificazione”. Come reagisce la famiglia a questo inusitato scenario dell’effimero, fondato sull’illusione di
una inestinguibile giovinezza, su piaceri senza amore, su criticità
messe tra parentesi?
“Nell’odierno panorama contraddittorio, frammentato e spesso disorientante - ha detto la prof. Raffaella Iafrate - la famiglia, pur con le
sue debolezze, è in grado di proporre diverse sfide culturali, ad
esempio, quelle di spingere a passare dall’individualismo al rap-
porto di relazione con l’altro; dall’intimismo al legame sociale, dal
“qui e ora” alla storia intergenerazionale; dall’emotività all’affetto
responsabile e, infine, dall’indistinzione sterile alla differenza generativa”. La brillante relatrice ha colto la famiglia di oggi nella sua
dimensione positiva e ne ha fatto una preziosa opportunità per dare
una nuova rotta a una società incamminata verso una ineludibile
deriva. La famiglia non è – ha concluso la Iafrate – né disarmata, né
da rottamare. Essa, anzi, interpella la società e pone quesiti che
non possono essere lasciati cadere.
Da parte sua, la dottoressa Maria Pia Fontana, ha detto che se da
un lato, si assiste al trionfo dell’uomo senza legami, che intenzionalmente persegue relazioni effimere e leggere, facili da avviare
e spegnere, dall’altro, la famiglia
continua a rendere “umani gli
esseri umani” e a convincere
che non vi può essere libertà dai
legami, ma libertà nei legami.
Quando ciò non accade, vuoi
per l’affermarsi della cultura individualista, nichilista, edonista,
consumista, vuoi per la mancanza di un’educazione affettiva e
per l’incidenza di un offuscamento etico, si determinano guasti assoluti, che, come frane, travolgono la società stessa che le
ha alimentato in vari modi.
Dalle sfide che la famiglia pone
alla società, si passa alle sfide
che vengono poste alla famiglia: sfide spesso drammatiche, intrise
di dolore e di disperazione, nelle quali gli assistenti sociali sono
chiamati a impegnare ogni loro risorsa, a spendersi generosamente a fianco di chi soffre per riaprire il loro cuore alla speranza e lo
Stato e gli enti pubblici in genere sono chiamati a rispettare il loro
ruolo, assicurando ai nuclei familiari ogni sostegno.
Il terzo relatore, il dott. Nino Pittera, ha speso buna parte della sua
esistenza al servizio degli altri nella sua qualità di psicologo e psicoterapista presso i Consultorio familiare di Acireale e Giudice onorario componente del Collegio penale e del gruppo adozione.
L’oratore ha riferito sull’esperienza di formazione, in chiave multidisciplinare di un gruppo di professionisti convenuti nel Centro di
Cultura per lo sviluppo da tutta la Sicilia. I convegnisti hanno acquisito una formazione teorico pratica per esprimere pareri sulle capacità educative dei genitori sia in qualità di operatori di servizi sociali e socio sanitari di base e specialistici, sia come Consulenti tecnici di parte. Il dott. Pittera e la dottoressa Fontana sono anche scesi
all’esemplificazione pratica parlando del recente caso del bambino
di Padova “rapito” dalla polizia e accennando alle difficoltà che si
riscontrano nel dare in affidamento i bambini che hanno superato i
nove anni e quelli di origine extracomunitaria.
ph Fabio Consoli
A. Z.
Difendere l’Agricoltura
Grande rilevanza sul territorio ha avuto la conferenza
“Difendere l’Agricoltura” tenuta nei locali della
Biblioteca Zelantea dal prof Franco Scaramuzzi ,
Presidente dell’Accademia dei Georgofili e prof Emerito
dell’Università di Firenze. Per l’occasione l’Accademia
degli Zelanti che, ha organizzato la serata, ha curato una
mostra interessante di antichi libri di botanica e agricoltura con riferimenti
all’agrumicoltura. L’ iniziativa è stata apprezzata da un pubblico competente di studiosi ed esperti. Il prof Franco Scaramuzzi fra le tante cariche e meriti professionali è docente di Coltivazioni Arboree sin dal 1959, la sua continua attività scientifica è stata dedicata al miglioramento genetico ed alla proScaramuzzi ha detto che il tema “Difendere L’Agricoltura” vuole esprimere la
necessità di tutelare il settore primario dai pericolosi rischi cui sembra avviato, anche indipendentemente dalla generale crisi che sta attraversando. Nel
primo punto il relatore parte dalla fine del ventennio fascista per giungere agli
anni cinquanta dove, con lo slogan “La terra ai contadini” furono attuate riforme agrarie e fondiarie . Ma ne queste, ne la soppressione della mezzadria e
neppure i finanziamenti per la formazione della piccola proprietà contadina
scongiurarono il forte esodo dei lavoratori agricoli verso i grandi centri industriali, dal sud verso il nord. Nel secondo punto il relatore raccoglie alcuni
esempi di quelle che sono le incomprensioni e le difficoltà che la nostra agricoltura è costretta a subire ed alle quali si è aggiunta la forte crisi, non solo
economico- finanziaria,che si sta attraversando da diversi anni. Oggi i nostri
agricoltori sono delusi e demotivati, le cause sono da addebitare proprio al
passato. Nel terzo punto Scaramuzzi rileva come i cambiamenti sociali assai
pagazione delle specie legnose da frutto, con particolari riguardi ai temi di
biologia applicata. Il relatore ha inoltre pubblicato circa 250 lavori scientifici
ed ha partecipato a numerosi congressi in Italia ed all’estero. Scaramuzzi è
presidente dell’Accademia dei Georgofili dal 1986 ed è stato eletto per ben
otto volte consecutive. Nel presentare l’ospite, il Presidente dell’Accademia
degli Zelanti dott. Giuseppe Contarino, ha sottolineato come il prof
Scaramuzzi sia entrato a soli 31 anni nell’orbita dell’Accademia dei
Georgofili, da quel momento la passione e cresciuta fino a diventare totalizzante. Adesso Scaramuzzi è un uomo di cultura che vive per l’Accademia dei
Georgofili . Il relatore ha impostato il suo discorso su “Difendere l’Agricoltura”
su quattro punti : “Il recente passato”, “La critica situazione attuale”, “ Un
possibile futuro”,”Il ruolo costante delle Accademie”. In premessa
rilevanti, ci proiettano in un terzo millennio dove fra le tante problematiche da
risolvere c’è quella della sicurezza alimentare di fronte ad un continuo
aumento della popolazione mondiale ed alla crescita delle esigenze individuali. Le nuove realtà non sono affrontabili da pochi paesi uniti, serve una
civile convivenza ed un comune impegno globale. Nel quarto punto Il relatore ha sottolineato il ruolo delle accademie che è quello di diffondere conoscenze e formare coscienze, ma anche fornire elementi utili a tutti i governanti che hanno la responsabilità di operare delle scelte . Ecco quindi il ruolo
delle Accademie offrire sintesi utili agli stessi ricercatori, che spesso sono
chiamati ad affrontare ed approfondire tematiche sempre più ristrette. In
chiusura, dopo la relazione, ampia e qualificata partecipazione al dibattito.
ph Fabio Consoli
SALVATORE PITTERA
Bene comune "biodegradabile"? Politica tra etica pubblica e privata
Fare chiarezza sul concetto di bene comune, di cui molto si parla oggi, ma che
rischia di rimanere una scatola vuota. Con questa finalità venerdì pomeriggio in
una gremita sala conferenze del Credito Siciliano di Acireale si è tenuto un incontro dibattito con Luigi Alici, già presidente dell’Azione Cattolica Italiana e docente
di Filosofia morale presso l’Università di Macerata, a cui è seguito un vivace botta
e risposta con i presenti. Tra questi anche il vescovo di Acireale, mons. Antonino
Raspanti. Ad organizzare l’evento è stata l’Azione Cattolica diocesana in collaborazione con il MEIC, Movimento ecclesiale di impegno culturale. L’analisi del prof.
Alici è partita dai risultati di una recente indagine Ipsos commissionata dalle Acli,
relativa ai cattolici e alla politica, da cui emergono dati problematici: in Italia, ad
una popolazione che va velocemente invecchiando si accosta un tasso di nuzialità in diminuzione, mentre si alza, attestandosi a 31 anni, l’età media del matrimonio. Aumentano le disparità sociali: il 10 per cento della popolazione detiene il
46 per cento della ricchezza complessiva del Paese, mentre anche la Chiesa fatica a conquistare la fiducia dei giovani che, nella percentuale del 27 per cento,
affermano di non frequentare per niente la comunità cristiana. Infine, il 43 per
cento dei cattolici intervistati dichiara di volersi astenere alle prossime elezioni. Un
dato che supera quello sul totale dei cittadini. «È evidente – spiega Alici – che i
cattolici impegnati hanno qualche problema con il futuro e con il concetto di “noi”.
Trovano difficoltà a trasformare sul piano civile l’individuo in cittadino e sul piano
spirituale il fedele nel corpo vivo della Chiesa». Il vero problema, secondo l’ex
presidente dell’Ac, non va individuato in «singoli personaggi politici», ma nella
«difficoltà a riconoscersi parte di un intero, da cui invece si tende a prendere le
distanze per erigere una cortina intorno al vissuto personale». Ecco dunque che
la scena pubblica appare, continua Alici, come «un insieme di tribù slegate tra
loro, ognuna con il suo dialetto, i suoi simboli e i suoi riti, nelle quali si entra non
per un senso di giustizia ma per la cooptazione di un capo». Come agire dunque
per arginare questa degradazione? Come tornare a «dire noi senza doverci vergognare, come un pronome che ci appassiona e non come un buco nero che ci
fa paura?». Il professore individua tre linee di riflessione: sulla persona umana,
sul bene comune e sull’idea di partecipazione. L’individuo ha bisogno delle relazioni. È il mistero della Trinità a rivelarcelo. «La relazione tra le persone è così
importante che è persona essa stessa. E’ lo spirito, è l’amore ciò che accomuna
le persone. Dio non ha creato solo la persona, ma creando essa ha creato anche
la relazione tra le persone». Si passa dunque al livello successivo: il bene comune che, precisa subito Alici, «non è addizione, somma di interessi ed egoismi e
non è neanche soltanto il semplice insieme dei beni naturali come l’acqua e l’aria. È piuttosto una profonda riflessione, in tutti i progetti che facciamo, su quello
che ci accomuna e sulla qualità delle relazioni tra le persone». A livello politico,
Alici individua nel modello bipolare italiano una delle cause della confusione sul
concetto di bene comune, «diviso dagli schieramenti politici come se fosse una
mela». «Ogni parte – spiega il docente universitario – pretende di avere un copyright sui beni preferenziali: il valore della vita, della libertà o della giustizia sociale. Aver vissuto il bipolarismo come un’opzione manichea, con il bene o il male
tutto da una parte, ha creato un cortocircuito che ha bruciato il senso di un pavimento etico comune di cui abbiamo bisogno come un fondamentale politico che
consente poi, nel legittimo esercizio della dialettica, di dare interpretazioni particolari». Il terzo passo è la partecipazione politica che i cristiani sono spinti a vivere su un doppio livello. Il primo, «in cui tutti i cristiani si spendono per mantenere
un sistema valoriale superiore». Il secondo investe la responsabilità personale e
prevede, per chi si impegna attivamente, l’inevitabile scelta di uno schieramento.
«Da questi cristiani – precisa Alici - dovremmo esigere il rispetto della responsabilità della verità. Lo stile di sistematico fraintendimento delle cose, la difesa ad
oltranza del proprio capo sono comportamenti difficilmente classificabili come una
vocazione cristiana».Nel botta e risposta finale, moderato dall’avvocato Mario Di
Prima, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Acireale, sono
intervenuti Ninni Salerno (presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Acireale),
Alberto Rapisarda (rappresentante del settore diocesano giovani di Azione
Cattolica), Elio Tringali (per il settore adulti dell’Ac), Santo Toscano (ex presidente diocesano di Ac), Morena Patti (responsabile del settore ragazzi di Ac),
Marinella Sciuto (presidente del MEIC). Ha concluso il dibattito una riflessione del
vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti. «La svolta comincia già nel
momento in cui facciamo un gesto di discontinuità e di novità. Anche se è piccolo e insignificante», ha detto Raspanti. Le riflessioni del professor Luigi Alici sono
riassunte nel suo blog Dialogando, da cui a breve verrà pubblicato un libro dal titolo I cattolici e il paese.
Salvo Catalano
[email protected]
S. Venerina - Incontro su “Informazioni e Minori – La Carta di Treviso
La Convenzione di Lanzarote e il reato di pedofilia
E’ questo il titolo dell’incontro organizzato dal Comune di Santa Venerina Assessorato alla Cultura retto dall'Avv.Orazio Giovanni Vecchio, dall’Ordine
dei Giornalisti, dalla Fondazione “Maria Grazia Cutuli”, dall’Associazione
Onlus METER, che si è svolto
presso l’Auditorium “Casa del
Vendemmiatore” a S. Venerina. Dopo i saluti del sindaco Dr Enrico
Pappalardo, in rappresentanza del Comune e di Giuseppe Vecchio, quale
componente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, i lavori sono
stati introdotti da Giuseppe Lazzaro Danzuso, componente del Consiglio
Regionale dell’Ordine dei Giornalisti. I lavori, moderati da Luigi Ronsisvalle
(vicesegretario vicario della Federazione Nazionale della Stampa), hanno
visto tra i relatori Angelo Costanzo (magistrato del Tribunale di Catania);
Marcello La Bella (vicequestore, dirigente del Compartimento Polizia
Postale e delle comunicazioni “Sicilia Orientale); Anna Ruggieri (avvocato,
esperta in diritto di famiglia); Don Fortunato di Noto (presidente Associazione
Meter) e Enzo Iacopino (presidente del Consiglio Nazionale Ordine dei
Giornalisti). Sono intervenuti, inoltre, Antonio Morra (caporedattore del
Corriere della Sera e membro della Fondazione “Maria Grazia Cutuli”);
Sabina Cutuli (sorella della giornalista Maria Grazia Cutuli, assassinata in
Afghanistan il 19 novembre 2001); Cosimo Bruno (coordinatore
dell’Osservatorio Minori del Consiglio
Nazionale Ordine dei Giornalisti); e
Giuseppe Marano (presidente del consiglio comunale di Santa Venerina).
Oggetto dell'incontro è stata la “Carta
di Treviso” ovvero il protocollo firmato il
5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione Nazionale della
Stampa Italiana e Telefono azzurro con
l'intento di disciplinare i rapporti tra
informazione e infanzia. La Carta, da
una parte salvaguarda il diritto di cronaca, dall'altra pone l'accento sulla
responsabilità che tutti i mezzi d'informazione hanno nella costruzione di
una società che rispetti appieno l'immagine di bambini e adolescenti. Alla
base c'è il principio di difendere l'identità, la personalità e i diritti dei minorenni vittime o colpevoli di reati, o comunque coinvolti in situazioni che
potrebbero comprometterne l'armonioso sviluppo psichico. Il documento è
stato approfondito e integrato dal Vademecum del 25 novembre 1995 e successivamente il 30 marzo 2006. Il 25 luglio 2012 i tre firmatari hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per la promozione e la diffusione dei princìpi
contenuti nella Carta. Lo scorso 23 Ottobre, inoltre, è entrata in vigore la
legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori
contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, siglata a Lanzarote il 12 luglio
2007 dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Si tratta di un documento con il quale i Paesi aderenti si impegnano a rafforzare la protezione
dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei
colpevoli e la tutela delle vittime. Gli stati aderenti si sono impegnati ad armonizzare i propri ordinamenti giuridici, modificando, quando necessario, il diritto penale nazionale. L’obiettivo è contrastare quei reati che, come la pedopornografia, sempre più spesso, vengono compiuti con l’ausilio delle moderne tecnologie e sono consumati al di fuori dei confini nazionali del Paese di
origine del colpevole. La novità principale riguarda l’introduzione di due nuovi
reati: l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (articolo 414
bis del codice penale) e l’adescamento di minorenni o grooming (articolo 609
- undecies del codice penale). La ratifica della convenzione comporta anche
l’inasprimento delle pene per tutta una serie di reati legati al fenomeno dell’abuso sessuale come i reati di prostituzione minorile e di pornografia minorile. All'incontro, molto apprezzato per il delicatissimo argomento trattato,
hanno partecipato numerosi formatori e docenti delle scuole dell'infanzia,
elementari e medie inferiori, giornalisti, studenti ed esponenti della società
civile.
G. V.
4
AKIS
Sabato 17 Novembre 2012
COMITATO DAME NASTRO AZZURRO
Sì è svolta la cerimonia di presentazione delle 22 Nuove Dame
Azzurre dell'Istituto del Nastro
Azzurro di Acireale, presieduto
dalla Prof.ssa. Daniela Simon. L'
incontro si è svolto nei locali del
COM 3 diretto dall'Ing Giuseppe
Torrisi
Direttore Capo del
Dipartimento della Protezione
Civile. Dopo il consueto Protocollo
Cerimoniale, con l'omaggio al Labaro dell'Istituto ed alla
Bandiera Italiana, sono seguiti il discorso della Presidente
delle Dame, aniela Simon che, in modo del tutto personale ,
ha voluto rendere partecipe il numeroso e qualificato pubblico intervenuto, degli accadimenti che l'hanno portata a ricoprire questo ruolo ed a scegliere la sua professione l'amore
per la storia ed il riconoscimento del ruolo dell'insegnamento come "dono" di valori. A questo è seguito l'intervento del
Presidente di Federazione Provinciale dott. Raffaele
Messina che ha illustrato i compiti e le finalità dell'Istituto e
che ha dato il suo personale benvenuto alle Nuove Dame,
tutte Professioniste impegnate in vari campi della letteratura,
scolastico, del mondo scientifico, medico, storico, dell'avvocatura , manageriale, imprenditoriale e sociale. Non è voluto
mancare all'incontro il Sindaco del Comune di Aci S.Antonio
dott. Pippo Cutuli, che ha già ospitato in altre occasioni, il
Comitato Dame, e che ha invitato la sua "vulcanica" concittadina a tornare presto ad operare anche nel suo territorio. A
seguire l'intervento del Consigliere Busà, figlio di una Dama
Patronessa. L'ingresso delle Dame è avvenuto con la consegna del Distintivo, da parte della prof.ssa Fernanda
Donnari Trovato, Presidente dell'Istituto del Nastro Azzurro di
Acireale e figlia di Decorato, dell'omaggio floreale del dott.
Messina e della tessera dalla loro Presidente Daniela
Simon, che ha letto il curriculum vitae di ognuna di loro
E' stato consegnato il gagliardetto del Nastro Azzurro all'Ing
Giuseppe Torrisi per la sua preziosa collaborazione.
Erano presenti: il Colonnello dott. Alfio Licciardello, il sindaco di Aci S. Antonio, dott. Pippo Cutuli ed Autorità di nume-
Entrano a far parte del Comitato Dame:
Marcella Caruso - Annalisa Marchese
Ragona - Antonella Privitera - Adele
Giuppa - Rosa Aloisi - Graziella Savoca
- Angela Venuto - Caterina Patanè
Nunzia Sapienza - Francesca Ragusa
Ilaria Costa - Nicoletta Pinzarrone
Laura Greco - Maria Valeria Sanfilippo
Anna Badalà - Venera Leotta - Alessandra Castorina
Rosanna Castorina - Fatima Tornatore - Mariangela
Mongibello - Pina Leotta – Maria Teresa Guarnotta
ph servizio Fabio Consoli
rosi Club Service e Associazioni
Culturali di Acireale e Catania, l’ing.
Filippo
Lizzio,
past
Luogotenentegovernatore
e
Chairman Distrettuale per l'espansione dl Kiwanis all'estero, l'avv.
Giuseppe Schembari, presidente
della S.C.A.M, la Referente
Distrettuale
della
Fondazione
Fidapa Antonella D'addato, la
Segretaria e la Presidente della Fidapa di Acireale Rossella
Pandolfini e Pina Consoli, il Past President del Kiwanis club
di Acireale dott.Sergio Marino, l'avv. Antonio Bellia ,Censore
del Lions Catania Host, oltre, naturalmente, la Past
Presidente delle dame del Nastro Azzurro, Lucia Catanzaro.
Il rinfresco con la gigantesca torta raffigurante lo stemma del
Nastro Azzurro e lo spumante hanno concluso la serata.
AKIS
Sabato 17 Novembre 2012
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L’ottava edizione del Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”
incentrato sulle emergenze dell’area mediterranea Nei giorni di venerdì 23 e sabato 24 novembre avrà luogo tra
Coinvolti anche gli alunni della scuola media locale
Il Premio Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”, organizzato da otto anni dal Comune di Santa Venerina insieme con i
soggetti costituenti la “Fondazione Cutuli”, tra questi il Corriere della
Sera, ha goduto dell’Alto Patronato della Presidenza della
Repubblica e si indirizza verso le nuove “leve” del giornalismo e le
firme più affermate del panorama mondiale operanti in zone di crisi.
Quest’anno in ambito comunale la Presidenza del Consiglio, in
stretta collaborazione con il Sindaco, l’Ass. alla Cultura Orazio
Vecchio, ed il sostegno di Giunta Municipale e Consiglio comunale,
ha lavorato all’edizione 2012 che trova spazio nel programma generale nella giornata inaugurale del 23 novembre p.v. quando nella
Casa del Vendemmiatore di via Trieste, oltre ad illustri firme del
giornalismo, saranno presenti i vincitori del premio. Questa edizione ha segnato anche una assoluta novità costituita dalla collaborazione con il dirigente scolastico prof.ssa Mariangiola Garraffo
dell’I.C. “A. Manzoni” e la formulazione di un concorso destinato
alle scolaresche di seconda e terza media del comune di Santa
Venerina. Saranno sei i premiati che potranno così mostrare le loro
capacità e le prime affinità verso una professione, quella di giornalista, nuova ed interessante. Per meglio far
comprendere loro il mondo del giornalismo, in
sinergia con la scuola locale, è stato possibile dedicare alla loro formazione delle vere e
proprie lezioni sui primi elementi del giornalismo e della divulgazione della notizia che
sono ritornate utili per l’approccio al tema del
concorso, concernente la conoscenza del territorio.
Giuseppe Marano
Pres. Cons. Comunale di S. Venerina
Anna Maria Cancellieri
Ferruccio De Bortoli
Santa Venerina e Catania l’ottava edizione del Premio
Internazionale di Giornalismo “Maria Grazia Cutuli”, organizzato dalla Fondazione Cutuli con l’apporto decisivo del “Corriere
della Sera”, del Comune di S. Venerina e delle quattro
Università siciliane. Il 23 novembre, alle ore 18,00, nella sala
conferenze della “Casa del Vendemmiatore” di via Trieste a S.
Venerina ci sarà la serata preliminare, presentata dalla brava
Anna Pavone, nel corso della quale i giornalisti premiati colloquieranno con Antonio Morra, caporedattore del “Corriere
della Sera”. Quest’anno il Premio è incentrato sull’area del
mediterraneo e i giornalisti premiati sono dei testimoni diretti
di quanto accade in Tunisia, in Siria, in Libano e in altre regioni del Nord Africa e del Medio Oriente. Infatti la vincitrice per il
giornalismo internazionale è Joumana Haddad, giornalista, traduttrice e poetessa libanese, responsabile delle pagine culturali del quotidiano An Nahar e docente all’Università Libanoamericana di Beirut. Il giornalista italiano è Salah Methnani,
nato in Tunisia, dove si è laureato in Lingue e letterature straniere. Vive in Italia dal 1988 e lavora a Roma come traduttore
di libri arabi. E’ autore, assieme a Mario Fortunato, del romanzo autobiografico Immigrato, diario del suo periodo di clandestinità in Italia e del rapporto degli italiani con gli stranieri. Il
giornalista emergente siciliano scelto è il freelance Alessio
Genovese, uno dei migliori fotogiornalisti italiani, parla correntemente l’arabo ed ha documentato da Lampedusa alla Siria
le situazioni più tragiche di questi ultimi anni. Nel corso della
serata preliminare di Santa Venerina saranno premiati sei
alunni della scuola media locale che si saranno distinti nell’elaborazione di un articolo giornalistico avente per argomento il
territorio etneo, proposto dalla Fondazione Cutuli con la collaborazione del Comune di S. Venerina. Tutti gli studenti di
seconda e terza media sono stati preliminarmente preparati
dalle giornaliste Pinella Leocata e Ada Mollica e assistiti dai
loro insegnanti. Saranno proiettati dei filmati nuovi su Maria
Grazia Cutuli e saranno letti dall’attrice Càrola Colonna degli
estratti dagli articoli della giornalista; altri filmati riguarderanno
servizi dei giornalisti premiati. Le associazioni locali “Sicilia
R&D” e “Storia, Cultura e Sviluppo Territoriale” ufficializzeranno la proposta di intitolare una traversa di via Sabotino di
Monacella al preside Giuseppe Cutuli, padre di Maria Grazia,
originario di quella frazione del Comune di Santa Venerina. La
dirigente scolastica
Mariangiola Garraffo dell’Istituto
Comprensivo “A. Manzoni” di Santa Venerina annuncerà la
denominazione della scuola (che da quest’anno ha accorpato
l’ex Circolo Didattico) a Maria Grazia Cutuli. Gli Intermezzi
musicali saranno a cura della cantante jazz Edy Valastro e del
chitarrista classico Alfredo D’Urso, del “Gesuele Sciacca
Group”, e del chitarrista Flavio Emanuele C. Burtone. Il sabato
24 novembre, alle ore 10,00, i due giornalisti vincitori del premio internazionale e di quello nazionale terranno delle lezioni
magistrali nella Facoltà di Lettere dell’Università di Catania,
mentre alle ore 18,00 dello stesso giorno nel Teatro Sangiorgi
a Catania ci sarà la cerimonia ufficiale della premiazione dei
giornalisti e dei neo laureati con tesi sul giornalismo selezionati
dai rappresentanti delle quattro Università siciliane. Sono previsti premi in denaro e segnalazioni di merito; ai vincitori sarà
data la possibilità di effettuare uno stage al “Corriere della
Sera”. La manifestazione finale sarà presentata dalla giornalista Rai Monica Maggioni alla presenza dell Ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, del direttore del Corriere Ferruccio
De Bortoli e della dott.ssa Laura Boldrini, portavoce dell’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).
Interverranno l’attrice Piera Degli Esposti, il cantautore
Antonello Venditti, il giornalista greco Nikos Megrelisis e, in collegamento con la Siria, il giornalista Lorenzo Cremonesi. Sarà
presentato un balletto del Flusso Dance Projet dedicato a New
York a Maria Grazia Cutuli.
Giovanni Vecchio
Anna Pavone
Antonio Morra
Joumana Haddad
Salah Methnani
Alessio Genovese
Monica Maggioni
Laura Boldrini,
portavoce in Italia dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite
Laura Boldrini è la portavoce in Italia dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati (Unhcr), organismo dell'Onu che
conta 50 milioni di rifugiati assistiti, seimila
impiegati e 278 uffici in 111 paesi, oltre a due
Nobel per la Pace presi nel 1954 e nel 1981.
Il percorso di Laura Boldrini inizia dopo la
maturità in un'azienda di riso in Venezuela, ed
è costellato di riconoscimenti; ultimo quello di
"Italiano dell'anno" attribuitole da Famiglia Cristiana nel 2009 "per il
costante impegno, svolto con umanità ed equilibrio, a favore di
migranti, rifugiati e richiedenti asilo." Medaglia ufficiale della
Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna nel 1999,
Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2004, anno
in cui riceve anche il Premio Elsa Morante "alla figura femminile
internazionale", sono riconoscimenti che, come altri ricevuti, sottolineano il suo impegno e la sua passione nell'essere portavoce "dei
beneficiari", di parlare "per nome e per conto di chi non può".
Fabrizio Buratto
Piera Degli Esposti
Antonello Venditti
Lorenzo Cremonesi
Nikos Megrelisis
Via Lazzaretto - ACIREALE
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AKIS
Sabato 17 Novembre 2012
“CASA MIA”...
Avete mai visto protestare
per le strade di una città
suore e sacerdoti, per non
parlare di vescovi e arcivescovi? Probabilmente
no, anche se una foto che
vi proponiamo prova il
contrario (Napoli, 15 ottobre 2012 – alcune suore
protestano davanti a
Palazzo S.Giacomo, sede del comune- incatenate e con i fischietti a favore dei 2.000 ragazzi che frequentano i 40 istituti di assistenza di Napoli, che
dal 2009 – leggi: 2009 - non ricevono stipendi! ). Ad Acireale non siamo
ancora a questo, anche perché le “Piccole Sorelle” che assistono gli ospiti di Casa Mia hanno una loro particolare virtù…sperano sempre nella
Provvidenza Divina che le ha sempre aiutate. Le “Piccole Sorelle” che dal
1881 assistono con tanto amore gli anziani poveri di Acireale, e ora a
“Casa mia”, sita al civico 34 di Viale Jonio, sono in gravi difficoltà. Le necessità sono tante, da quelle economiche, alle quali cercano di fare fronte in
un modo o un altro, alla
impossibilità, per gli
anziani, di potere arrivare in centro città, considerato che il servizio
pubblico degli autobus di
linea è stato soppresso
da oltre 2 anni, malgrado
le assicurazioni (solo
verbali, tanto per togliersi il disturbo dalla testa)
delle autorità tutte, sindaco e assessori vari in
prima linea. L’assistenza continua di volontari ed aiuti trasversali che provengono dalla società civile, tengono a galla la struttura e i nostri “vecchietti” …oltre cento persone – 80 solo gli assistiti e 12 suore – in cerca
di…aiuto… C’è forse un disegno particolare che cerca di recuperare l’imponente struttura e farla diventare un serbatoio di …camere a pagamento,
miniappartamenti…residence di lusso….?
Pensiamo solo che lì dentro potrebbe esserci uno dei nostri genitori e che
da un giorno all’altro possa essere sfrattato solo perché…..non ce ne siamo
interessati!
Meditiamo, gente, meditiamo.
T.C.
“Sabato, domenica e lunedì”
dal 29 novembre al 1 dicembre.
Una selezione operata sui 576 cortometraggi iscritti quest'anno da 45 paesi
del mondo, e la collaborazione con due festival europei d'avanguardia che
vedrà la proiezione del loro meglio all'interno di Magma con la massiccia
partecipazione di filmaker da tutta Europa e di una giuria d'eccezione che
assegnerà i premi .
Grande successo, e non
poteva
assolutamente
mancare, per “Il cappello
di carta” di Gianni
Clementi portato in scena
al “Brancati” di Catania
con la regia di Giuseppe
Romani e le superbe
interpretazioni di Tuccio
Musumeci,
Loredana
Marino, Massimo Leggio,
Olivia Spigarelli, Laura
Il cappello di carta
Tornambene,
Claudio
Musumeci, Josefia Forlì.
In questa occasione ci
piace sottolineare l’interpretazione
dell’acese
Loredana Marino, attrice
versatile e già Premio Aci
e Galatea qualche anno
addietro che ha notevol-
L’ennesima “avventura” cine-
è un classico del teatro italiano poco rappresentato. La famiglia è la protagonista di
questa commedia o, forse bisognerebbe
dire, tragicommedia, la cui trama nasce da
una ridicola incomprensione tra coniugi
che, paradossalmente, è causata proprio
dal loro grande amore. Marito e moglie alla
fine si confessano tutto quello che avevano sempre tenuto nascosto nei loro animi
e dal chiarimento nasce il ricordo di un
sentimento che ancora li terrà uniti.
Quando, alla fine del 1959, venne portata
in scena per la prima volta, Sabato, domenica e lunedì fu ritenuta
come il segnale iniziale di
un fermento contestatario,
quasi
un'anticipazione
dell'avvento del divorzio in
Italia. Secondo tale interpretazione, la famiglia nell’opera veniva descritta
come un’entità falsa,
senza avvenire, come un
aggregato negativo sia per i membri che la compongono sia, soprattutto,
per la società. Forse, nell’intento di portare acqua al mulino di chi metteva
in discussione l’istituzione matrimoniale, si cercò
di amplificare fortemente l’incomunicabilità fra
coniugi, ritenendola sufficiente a giustificare l’epilogo traumatico, dissociante e con effetti solitamente dirompenti, qual è la rottura di un matrimonio. Nella commedia, a parere mio, è invece chiaro l’ottimismo edoardiano riguardo alla sopravvivenza della famiglia, in quanto quella di Peppino
Priore è una famiglia sana, una grande famiglia
dove, come in tutte, non
mancano incomprensioni e contrasti, ma sono
anche presenti la solidarietà e l’affetto. Prova ne
è che l’input che avvia il processo di rappacificazione fra i due coniugi parta da Giulianella, la
più giovane della famiglia, attenta nel leggere
chiaramente la realtà affettiva dei suoi genitori.
Per avvicinare maggiormente il testo all’uditorio,
ho preferito trasporre l’opera in lingua siciliana,
rispettando, ovviamente, con meticolosità lo spirito ed il pensiero del grande De Filippo.
Domenico Platania
matografica del CineCircolo
“Aci-Club” di Acireale pren-
LE PALME E IL PAESAGGIO SICILIANO
derà il via il 6 dicembre prossimo, al Cinema Margherita, con
la proiezione del film “Il Rosso
e il Blu” di Giuseppe Piccioni
(con Margherita Buy e Riccardo
Scamarcio). Quindici film in
programma che allestiscono un
calendario di tutto rispetto e
con film anche della stagione in
corso. Un’ennesima “fatica” di
mente contribuito al successo dell’opera ambienta tra l’estate e l’inizio dell’inverno del 1943, filtrata da un modesto interno familiare della periferia
romana. .
La storia dell’uomo è ricca di cenni di ammirazione sulle singolari forme delle
Palme. Lo scrittore Cattabiani (1996), che nel suo "Florario" ha cercato di
riassumerne miti, leggende e simboli, così scriveva in merito alle motivazioni che sostengono l'incanto destato da queste piante: "Si provi a osservare
una palma....la verticalità del tronco e l'armonia delle foglie disposte a raggiera evocheranno immediatamente il simbolo della bellezza e dell'armonia.
E questa non è soltanto una mia impressione personale se nell'area mediterranea il miglior complimento a una donna consisteva nel paragonarla ad
una palma". Inoltre, bellezza a parte, possono assicurare rifugio, cibo,
bevande, medicine e fibre. A tal proposito pensiamo, in prossimità del mare,
Turi Pittera desinata certamente al successo dato dal gradimento del pubblico.
Compra a chilometri zero... o quasi...."
Proponiamoci di comprare i regali di Natale da piccoli imprenditori, piccoli
artigiani, piccole librerie indipendenti, oppure dall'amica che realizza gioielli
con materiali riciclati, dall'amico che ha un agriturismo che produce marmellate e conserve... Facciamo in modo che i nostri soldi arrivino a gente
comune, che lavora seriamente e che ha bisogno di essere sostenuta, e non
alle multinazionali. Così facendo, saremo NOI a dare una mano alla nostra
ripresa e molte più persone potranno forse vivere un Natale più Sereno.
Si chiama "compra a chilometri zero... o quasi...." Leo Sorrentino
C’era ‘na vota nu caruseddu…
Alla fiera di Aci Sant’ Antonio un cliente si rivolge ad una bancarella: “mi
scusi, avete salvadanai?” Il venditore si mostra incuriosito ed eminentemente dialettofono -“cchi bbuliti?”- per poi chiedere aiuto alla moglie: “cchi bboli
chistu?” La donna risponde “nu caruseddu!”. U caruseddu [carusèđđu], il
carosello, non è altro che il salvadanaio. Si parte proprio dal dialetto meridionale: il siciliano caruso (ma anche il napoletano carusiellë) indica una persona con i capelli corti, un ragazzo. Ed ecco il primo elemento: la forma. Il
legame tra l’oggetto e il ragazzo(e in latino *carosus indicava una testa pelata) è dato dalla forma ovale dei primi salvadanai in terracotta, la quale ricorda appunto la testa di un fanciullo. Infatti, caruseddu è il diminutivo di carusu e u caruseddu veniva(e viene) solitamente donato ai bambini per raccogliere e custodire monete e risparmi. Ma il Varvaro associa la forma del salvadanaio anche al ventre della donna(si pensi all’idea di fertilità e abbondanza, alla Dea Madre) e ancora l’universo femminile viene evocato nell’espressione figurata rùmpiri u caruseddu, togliere la verginità ad una fanciulla. Si giunge alla lingua: "carosello" risale al XVI secolo(Battaglia) ed indica
un gioco, introdotto a Napoli dagli Spagnoli, che vede schiere di cavalieri
affrontarsi e scagliarsi palle di creta. Il secondo elemento, che accomuna il
gioco e l’oggetto, è dunque il materiale : la creta. Il termine ha una certa fortuna e dall’Italia passa in Francia dove si specializza e già nel 1620 carrousel indica le jeu équestre, il torneo, la giostra. Il piccolo salvadanaio presenta oggi le forme più varie. La più comune è quella del porcellino: la grassezza del maiale dà un'idea di abbondanza e si sa che del maiale non si butta
via niente. Così si scoraggia lo spreco di denaro.
Vanessa Loiacono
[email protected]
alla palma da cocco che può essere gustata sia cruda che cotta, o, addirittura, essiccata e l’acqua che produce, fornisce una bevanda rinfrescante.
Il paesaggio siciliano è ricco di queste piante, per secoli esse hanno rappresentato il principale ornamento di giardini grandi o piccoli, di palazzi o di piccole casette rurali, di ville pubbliche. Spesso, molti di questi utilizzi, proprio
per la loro presenza, hanno attribuito, ai luoghi dove vegetavano, un enorme
valore storico-artistico. Tra l’altro, proprio per la loro resistenza ai forti venti,
sono le uniche piante ad alto fusto che possono resistere e che, poi, ne
caratterizzano il luogo: Pantelleria. Da alcuni anni anche il territorio acese è
stato fortemente turbato dalla presenza inquietante del “punteruolo rosso”
che ha causato la malattia prima e la morte dopo di molti esemplari di palme
che contraddistinguevano numerosissimi luoghi del nostro territorio.
Acireale, Acicatena, Aci S. Antonio, Acicastello, Riposto hanno dovuto fare i
conti con questo insetto che in brevissimo tempo ha stravolto i paesaggi che
anche i nostri trisavoli avevano conosciuto. Il punteruolo, abbiamo ormai
appreso tutti, ha una elevata capacità di riprodursi e di spostarsi velocemente, la femmina dell’insetto depone le uova alla base delle foglie giovani
o nelle cavità della palma (circa 300) e dopo solo cinque giorni si schiudono
le larve, le quali cominciano immediatamente a divorare il tronco della pianta. La caduta delle foglie è già, in breve tempo, la fine della pianta, la quale
deve essere abbattuta perché potrebbe arrecare forti danni a persone o
cose. All’inizio noi abitanti guardavamo straniti gli interventi sulle palme, le
cure, le recisioni, poi abbiamo capito e ad una ad una abbiamo visto morire
le piante che ognuno di noi conosceva dall’infanzia. Siamo tutti concordi nell’affermare che piazza Lionardo Vigo, Piazza Garibaldi, l’ex pastificio
Leonardi, alcuni angoli delle nostre strade non sono più gli stessi luoghi,
sono sempre belli ma ci siamo dovuti riabituare ad un paesaggio nuovo e un
po’ più triste privo di quelle palme con quelle “singolari forme”. Speriamo che
tutti i convegni, gli studi e le azioni concordate degli specialisti possano,
quantomeno, fermare lo scempio delle piante ancora rimaste.
foto di Fabio Consoli
Mariella Di Mauro
AKIS
Sabato 17 Novembre 2012
Inizio del ministero pastorale don Salvatore Scalia
Rosario D’Anna al Comitato Nazionale dell’AIA
Ha avuto inizio ufficialmente giovedì 1° Novembre, solennità di Tutti i Santi,
il ministero pastorale di don Salvatore Scalia nella Basilica dei Santi
Apostoli Pietro e Paolo di Acireale. Nel corso della Santa Messa del mattino, presieduta dal vicario generale della diocesi, mons. Guglielmo
Giombanco, si è svolto il solenne rito della presa di possesso canonico.
Hanno concelebrato l’Eucaristia lo stesso don Salvatore Scalia e don
Vincenzo Castiglione. Erano presenti le diverse confraternite ed associazioni che hanno sede nella Basilica (Arcic. SS.Sacramento, Arcic.
SS.Crocifisso, Confr.Santi Alfio, Filadelfo e Cirino, Pia Unione della Guardia
d’Onore al S.Sepolcro) oltre ad una folta rappresentanza delle due comunità parrocchiali dove padre Scalia ha svolto in precedenza il suo ministero (“Maria SS. di Pompei” di
Scillichenti e “S.Maria del Carmelo” di Acireale).
Graditissima anche la presenza del can. prof. don
Salvatore Arcifa. La liturgia è stata animata dalla
corale polifonica “Akàthistos”, diretta da Carmelo
Falcotti, accompagnata all’organo da Davide
Marano. A nome del Vescovo, il Vicario ha simbolicamente consegnato al neo Rettore della Basilica
il libro delle sacre scritture e la chiave del tabernacolo. Nella sua omelia mons. Giombanco ha inoltre ricordato che i sacerdoti si alternano nella guida pastorale di una comunità, mentre Cristo resta sempre. Al termine della Santa Messa, sono stati
letti due messaggi: Camillo Leotta, a nome della parrocchia di Scillichenti,
ha voluto ricordare l’esperienza pastorale di don Scalia in quella comunità,
augurandogli al contempo ogni bene per il nuovo ministero; il secondo messaggio augurale è stato letto dal prof. Luigi Musmeci, in rappresentanza
delle confraternite della Basilica, le quali hanno promesso, da parte loro, la
massima collaborazione nel comune impegno di crescere insieme nella
Fede. Don Salvatore Scalia ha poi ricevuto personalmente gli auguri dei
numerosissimi presenti, che hanno preso parte in sagrestia ad un momento di convivialità.
Guido Leonardi
Rosario D’Anna è stato eletto come componente del Comitato Nazionale
dell’Associazione Italiana Arbitri in rappresentanza della Macro Regione
Sud. E’ questo il responso dell’Assemblea Generale elettiva dell’AIA tenutasi il 10 novembre a Roma presso l’hotel Hilton Airport di Fiumicino.
D’Anna, facente parte della “squadra” del candidato presidente Marcello
Nicchi (trionfalmente rieletto con 208 preferenze su 332 votanti), ha totalizzato 72 voti su 111, affermandosi sull’altro candidato, Pierfranco Racanelli
di Bari, che componeva il team del candidato presidente Robert Anthony
Boggi. Un risultato che va aldilà di ogni più rosea aspettativa e che testimonia l’apprezzamento verso la persona ed il dirigente arbitrale pressoché
unanime dei votanti, i presidenti di sezione e delegati delle regioni Abruzzo,
Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. E’ un ulteriore prestigioso incarico per l’acese Rosario D’Anna, che è così il primo siciliano a
far parte del Comitato Nazionale, il “governo” dell’AIA da quando questo è
stato costituito. Un evento importante per la Sezione di Acireale, che vede
per la prima volta un suo iscritto raggiungere i massimi vertici associativi;
un risultato che giunge proprio nella stagione sportiva in cui la Sezione
acese festeggerà il suo quarantennio di esistenza, essendo stata fondata
nel 1973.
Rodolfo Puglisi
Angelo Musmeci Presidente provinciale dell’ASI
Angelo Silvio Musmeci è stato rieletto Presidente
del Comitato Provinciale di Alleanza Sportiva
Italiana. L’ASI è un Ente di Promozione Sportiva
riconosciuto dal CONI, un Ente Nazionale con
Finalità Morali e Assistenziali ed è inoltre un
Associazione iscritta all'Albo Nazionale di
Promozione Sociale.Musmeci reggerà il Comitato
Provinciale per il prossimo quadriennio olimpico,
quello 2012 – 2016, eletto all’unanimità dai rappresentanti delle venticinque società aventi diritto al voto, su un totale di trentasette, presenti all'assemblea elettiva svoltasi venerdì 12 ottobre presso la
sede di Santa Venerina. Eletto anche il Direttivo che è composto dai signori Giovanni Pane, Riccardo D'Urso, Rodolfo Puglisi e Nando Salerno.
Angelo Silvio Musmeci, 47 anni, sposato e padre di tre figli, è un militare di
carriera ed attualmente ricopre la carica di Assessore allo Sport del
Comune di Santa Venerina; da quasi trent’anni impegnato nel sociale e
nella promozione dello sport, è anche giornalista pubblicista. Al nostro collaboratore Angelo Silvio Musmeci le congratulazioni della redazione di Akis
per il prestigioso incarico.
Rodolfo Puglisi
Farmacia
dott. Teresina Ferreri & C.snc
Piazza Cantarella 10 - 95025 Aci S.Antonio - 095 7921871
Il settore Allievi dell’Acireale Calcio ’46 ha ingaggiato un nuovo portiere per la stagione in corso proveniente dalla “Pianeta Calcio
Catania”; il giovane ha disputato gli Esordienti e Giovanissimi
Regionali e Sperimentali. Nella foto il direttore sportivo Antonio
Pulvirenti e l’allenatore Tommaso Zanghì assieme al giovane atleta. .
TRINACRIA ACIREALE - C5
La classica mattinata durante la quale tutto ti va …storto?
Scacchi: IX Torneo “Dott. Enrico Puglisi”
Giovanni Sposito, da qualche tempo indiscutibilmente il giocatore più forte
della Galatea Scacchi di Acireale, ha vinto il torno sociale, disputato nel
periodo tra maggio e luglio, dedicato alla memoria del “Dott. Enrico Puglisi”,
scacchista acese allievo in gioventù del “maestro” Angelo D’Arrigo e
Presidente del Circolo Universitario negli anni 70. Sposito ha ripetuto il successo dello scorso anno, realizzando da allora un vero e proprio “slam”
aggiudicandosi tutti i tornei sociali: il Rapid Play “Frecce Tricolori”, il Torneo
“avv. Rosario Spadaro” ed il Rapid Play di Primavera. Quattordici i partecipanti per otto turni di gioco con un’ora di tempo con la formula italo-svizzera. Sposito ha realizzato 7 punti sugli 8 disponibili, 2° si è classificato Pietro
Nicolosi con 6 punti e bukolz 34,5, 3° Simonpietro Spina con 6 punti e
bukolz 34. Seguono poi in classifica Salvatore Mangiagli, Salvatore Fresta
ed Alessandro D’Anna a 4,5 punti, Luigi Safiotti e Giuseppe Magazzù a 4,
Francesco Ferrarello e Rodolfo Puglisi a 3,5, Rosario Puglisi e Salvatore
Giudice a 3, Antonella Romeo a 1,5 e Lino Scandura a 1. L’Albo d’Oro del
Torneo “Dott. Enrico Puglisi” vede le vittorie di Pippo Marletta nel 2004,
Santo Scavo nel 2005, Gaetano Grasso nel 2006 e 2007, Pietro Nicolosi nel
2008, Giovanni Sposito nel 2009, Paolo Di Mauro nel 2010 e di nuovo
Sposito nelle ultime due edizioni.
Angelo Silvio Musmeci
Errata corrige: in relazione all’articolo sulla simultanea di scacchi pubblicato a pag. 7 del n. 10 di Akis del 14 luglio 2012, si precisa che il
Candidato Maestro e Campionessa Italiana Under 16 ha ottenuto 11 vittorie, due patte con il giovane Giovanni Sposito e con Giuseppe Lanza, e
due sconfitte ad opera di Santo Daniele Spina e di Salvatore Mangiagli.
AK IS
7
Riuscitissima anche quest’anno la festa del Gesù Bambino di Praga
Organizzata dalla parrocchia “SS.Cuore di Gesù” di Acireale, con una grande partecipazione di fedeli, a riprova di una devozione che si radica sempre più, anche al di fuori del quartiere. Ricordiamo, infatti, che dal gennaio
dello scorso anno nella chiesa parrocchiale “SS.Cuore di Gesù” il giorno 25
di ogni mese viene celebrata una S.Messa in onore del Gesù Bambino di
Praga. Giorno 1 novembre, festa di Tutti i Santi, al termine della S.Messa
delle ore 10, nel corso della quale è stato conferito il mandato alle catechiste, la venerata immagine del Gesù Bambino, col suo ricco addobbo floreale, è stata condotta in processione per le vie del quartiere, portata a spalle sulla nuova varetta
fatta realizzare appositamente
quest’anno. La statua è stata
accompagnata da tantissimi bambini che, al rientro della processione in chiesa, sotto una pioggia
di nastrini multicolore, hanno fatto
volare in cielo i loro palloncini
colorati, a cui erano stati legati dei
foglietti con le preghiere da loro
composte. Nel pomeriggio, grazie anche alla collaborazione di
animatori e catechiste, i bambini della parrocchia hanno potuto trascorrere
un paio di ore in allegra spensieratezza, tra giochi, canti e balli, nella rinnovata bambinopoli, che è stata ufficialmente inaugurata e benedetta dal parroco tra l’entusiasmo generale dei presenti. A seguire, bambini e genitori
hanno preso parte ad un piacevole e allegro momento di convivialità, con
la degustazione dei manicaretti realizzati dalle mamme e catechiste della
parrocchia. Soddisfatto il parroco, don Orazio Greco: “La festa vuole essere un momento di coinvolgimento per i bambini e le famiglie. Quest’anno i
primi hanno partecipato davvero numerosi, mentre i genitori con tanta
disponibilità e generosità si sono prestati per la sistemazione e pulizia di
tutta l’area adibita a bambinopoli”. I nuovi giochi sono stati acquistati esclusivamente con il ricavato delle raccolte dei fedeli (senza alcuna altro tipo di
finanziamento pubblico).
Guido Leonardi
"Capelli allisciati ieri sera. Stamattina piove e il mio ombrello è rotto. Il cane
sguazza felice nelle pozzanghere. Le mie scarpe “assuppano” un po' meno
felici. L'idraulico mi dà il buongiorno: "signora, c'è un problema serio". Dieci
minuti dopo il trasportatore delle mattonelle "Signora, mi sono perso in tutte
queste rotonde, può venire a prenderci all'Agip?" L'Alfa non ha alcuna
voglia di accendersi e quando finalmente si decide: biiiiip avaria luce targa.
Ok, poi controllo, intanto andiamo. Biiiiip avaria luce posizione sx. Va bene,
poi controlliamo anche questo, però è tardi. Biiiiiip avaria luce posizione dx.
Ce li siamo tolti tutti, ora vogliamo andare? Andiamo. Neanche 200 metri:
biiiiip benzina. Posso contribuire anch'io? Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiipppppp!!!!!!"
Massimo
dei voti e
la
lode
sono
il
risultato
degli studi
universitari per la
laurea in
Medicina
e Chirurgia di Grazia Carrara all’Università
di Catania. Relatore il Chiar.mo prof.re Antonio Gulisano, la neo dottoressa
ha discusso una tesi sperimentale su “Screening delle aneuploidie fetali”.
Ci congratuliamo con i genitori prof.ssa Serafina Ardita e con il prof. Alfonso
Carrara assieme al fratello prof.re Francesco Carrara facendo giungere alla
neo dottoressa le felicitazioni di Akis per il brillante obiettivo raggiunto.
“Un passo dal cielo 2” vede come protagonista la nostra Miriam Leone
che recita nel ruolo di Astrid accanto all’attore Enrico Iannello (con lei nella
foto)nella fiction in onda su Rai 1 . Un altro successo per la splendida
Miriam, ad una passo dal “cielo delle stelle”..
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AKIS: Anno VIII, numero 16 del 17 Novembre 2012 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania
IL GIORNALE Sede: via M. di Casalotto 68 - 95025 Aci S.Antonio Redazione: via Alliotta, 14 - 95024 Acireale - Tel.- Fax 095 7921059 – 347 5382517 - [email protected]
DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: “TM” di Mangano Venera - via N. Martoglio, 93 - S. VENERINA (CT) - Tel. 095 953455 - Site: www.akis-aci.com - www.akis-acionline.com
DELLE ACI
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AKIS
Sabato 17 Novembre 2012
Vera Messina, un’artista acese
L’occasione per gli acesi di
conoscere una loro concittadina
che da decenni egregiamente
dipinge, riscuotendo successo in
tutta la Sicilia, Vera Messina
Trigona, è stata la svelata e la
benedizione da parte del vescovo mons.Antonino Raspanti del
suo quadro raffigurante il beato
John Henry Newman, nella chiesa dell’Oratorio filippino. Il quadro indica con estrema chiarezza la mano raffinata e ricca di
esperienza dell’autrice. Nata ad
Acireale, la Messina dopo il
matrimonio si è trasferita a
Catania, ma nell’anno 2000 è
ritornata al paese natio, domiciliandosi nella la frazione
Balatelle. “ Cominciai con i colori all’età di 19 anni – ci dice, e la persona
minuta tradisce una grande passione e un desiderio di esternare all’interlocutore i propri sentimenti - ricordo che i miei genitori non erano tanti entusiasti del mio amore per il mondo pittorico, ciò nonostante con caparbia
intenzione ho continuato a disegnare. La mia vita, in fondo, è stata molto
semplice, anche se venata di tristezza ora quasi scomparsa per i due nipotini che tanto mi allietano”. La verità è che per questa artista l’arte non è
stata un semplice diletto, un passeggero interesse, ma una vera necessità
e sopravvivenza, per estraniarsi da subite dolorose contingenze personali.
Vera Messina si caratterizza per un iperrealismo: nelle sue tele la luce, col
gioco delle ombre, fa rivivere una splendida realtà. Gli incarnati opalescenti sembrano rifrangere la luce. Sapiente è il gioco del drappeggio delle vesti,
la delicatezza dei petali delle sue rose, le velature del colore ben dosate.
Recensioni ed opere sono inserite in prestigiosi cataloghi d’arte e riviste
specializzate. Da ricordare la serie di grandi tele su sant’Agata dipinte negli
anni Ottanta per la chiesa della Collegiata di Catania. Molto religiosa,
Messina vuole “trasferire sulle tele la bellezza del creato, dando a chi guarda la sensazione del bello, così come Dio ce la dà nel mostrarci la natura
nelle sue molteplici sfaccettature”. E’ oratoriana secolare e fa parte attiva
del “Cenacolo dello spirito” di san Filippo Neri.
Felice Saporita
Una nuova rubrica che,
speriamo, possa essere
continuamente arricchita
anche dalle vostre segnalazioni, per dare spazio e
fare conoscere nuovi
talenti
del
nostro
Territorio
ERIKA DONZELLA
Una giovane scrittrice, Erika Donzella, ragusana del 1998, vive a Catania e frequenta la
Facoltà di Scienze della Comunicazione.
Appassionata d’arte e letteratura, musica e
fo¬tografia, inizia una fortunata collaborazione con l’Associazione culturale “Arte al
Cubo”, di cui cura l’organizzazione di eventi
artistici.Dal novembre 2011, è direttrice della
rubrica d’arte “Uni-verso In-verso”, collocata
all’interno del mensile “La Meteora” di Roma.
La sua opera prima è “Pyro”, un esordio
all’insegna del fuoco…una raccolta di poesie
dove si evince come la protagonista, Erika
Donzella, sia invasa dal fuoco. Un’opera che
vi appassionerà, un’opera che potete trovare
da Cavallotto a Catania o su on-line
Facebook “Erika Donzella” .
FEDERICO VILLARUEL
Una scoperta musicale: si chiama Federico Villaruel, catanese
del 1989,.Nel 2007 la prima incisione con il brano I'VE LOST
MY MIND e la realizzazione del
video con i quali apre il suo
canale ufficiale su You Tube partecipando, superandoli, a tutti i
provini di X Factor, Nel 2008 fa
parte del cas come concorrente
nella trasmissione Roxy Bar su
D2 Channel Sicilia., Nel 2009 il
singolo inedito “Io non ho parole”, un brano contro il maltrattamento degli animali, ottiene un
grande successo radiofonico.
.Risulta vincitore del concorso “Talent scout show II°”e partecipa al workshop di recitazione e dizione diretto da Fioretta Mari (attrice ed ex insegnate di Amici) Nel 2012 esce il singolo “Close Your eyes” Attualmente impegnato nella realizzazione del suo primo CD, un esperimento pop/elettronico in italiano e inglese con influenze pop/dance internazionali.
ILARIA ANASTASI
QUANDO LA COPPIA … SCOPPIA!
Se due coniugi decidono di separarsi (una piaga sociale in continua espansione) spero, me lo auguro e ne vorrei essere certa, che abbiano tentato di
tutto prima di giungere a quell’epilogo, in genere, non sempre piacevole poiché, comunque, un tempo si sono scelti e amati. Se non c’è prole e comunione di beni “arrivederci e grazie, abbiamo scherzato!” di solito la storia finisce lì e ognuno va per la sua strada. La faccenda si fa più delicata e complicata quando i figli ci sono, specie se minori. Anni di convivenza, propositi, progetti per un avvenire migliore insieme ai bimbi nati dalla loro unione,
meravigliosa cornice di un uomo e una donna che si erano giurati amore
eterno, vengono bruciati, buttati alle ortiche. I problemi che segnano una
separazione non sono pochi specie se vi sono interessi economici in comu-
ne, in più c’è da stabilire l’assegno mensile per i figli e la moglie (se non
lavora), l’affitto e l’arredo per la seconda casa, l’affidamento dei minori e/o
quando vederli. Se il marito non percepisce un lauto stipendio, che prima
bastava a stento, adesso l’ex famiglia, per sopravvivere, dovrà arrampicarsi sugli specchi. In due era un’altra cosa. L’unione fa la forza. Di solito, affinché si stabilisca un certo equilibrio tra la coppia dovranno trascorrere mesi,
qualche volta anni, duranti i quali, nella maggior parte dei casi, fra ripicche,
gelosie, odi e rancori, chi ne paga le spese e ci rimette, sono i bambini,
smarriti, sconvolti, confusi, inermi contro una lotta senza esclusione di colpi
e contro un mondo che, per un infausto destino, gli è caduto addosso. Ma
una cosa è d’obbligo dirla, per lo meno per alcuni, che rispettino la dignità
dei loro figli, già abbastanza compromessa dagli eventi, avere il buon senso
e il dovere di tenerli lontani da tutto ciò che potrebbe causare traumi e minare la loro psiche creandogli disagi, confusioni, amarezze e mancanza di
fiducia verso i genitori e la società. I coniugi intelligenti, come penso ce ne
siano molti, si adoperano affinché i bimbi non vengano coinvolti dagli inevitabili problemi che il fallimento di un matrimonio comporta, evitando, in
nome di quel grande amore che si nutre per loro, di non farli brancolare nel
buio di quel tunnel, ormai senza via d’uscita. Taluni, invece, se ne servono
come scudo, iniziando una guerra fredda e vergognosa a colpi di bambini,
spettatori involontari esterrefatti, sgomenti e allibiti, il cui biglietto, per assistere a questa drammatica e squallida commedia, costerà molto caro,
senza nessuna possibilità di … sconto!
Maria Dorata
Di talenti in giro ce ne sono tanti, ma crediamo di non far torto ad alcuno se
ci azzardiamo a dire che il suo, di talento, è più unico che raro.
Una passione nata per gioco alcuni anni addietro quando, durante una
lezione di chitarra, Ilaria si accorge che i suoi plettri, quei piccoli triangolini
con cui pizzica le corde del suo strumento preferito, andavano consumandosi molto celermente. A quel punto nasce un’idea, una lampadina che si
accende, magari con lo sprone del suo insegnante, ed ecco che inizia la
prima auto-produzione di plettri. In plastica all’inizio, o in plexiglass, ma poi
il gioco vien piacendo a questa 21 enne acese ed ecco che poi iniziano ad
arrivare i primi pezzi in legno (inizialmente scolpiti a partire da piccoli avanzi di legno donati dal suo liutaio), e poi in osso, in noce di cocco, ebano,
palissandro e via dicendo. Ilaria si affretta ad accaparrarsi una gran quantità di materiali, passando puntualmente da uno zio ebanista che le regale
scarti di legno, dal macellaio di fiducia che le conserva pezzi di osso da pulire e sagomare, o dal fruttivendolo che, alla richiesta di una noce di cocco,
si affretta a donarle una cassa con ben 20 pezzi.
Il gioco è così gradito
ad Ilaria che la produzione e l’ottimizzazione di questi piccoli
arnesi assume quasi
una connotazione professionale. Arrivano,
dunque, i primi piccolissimi guadagni che
lei,
pazientemente,
mette da parte per
acquistare i ferri del
mestieri, piccoli macchinari che le garantiscono una media di produzione di
oltre cento plettri settimanali, sfornati in assoluta autonomia, senza l’ausilio
di aiutanti o altro. E conosciuti, adesso, a tre anni di distanza, anche dai più
giovani talentuosi chitarristi nazionali che si prestano a pubblicizzare il marchio in concerti e serate musicali (gli “endorser”, come si dice in gergo), ed
a commissionarle ordini variegati di plettri in tutte le forme e materiali,
secondo anche le più bizzarre richieste. Senza dimenticare l’oggettistica, i
gadget, piccoli capi di abbigliamento che portano un marchio in continua
ascesa: Devil Picks. O “Plettri Artigianali”, se preferite, i compagni di viaggio di questa giovane artista che presto realizzerà il sogno di frequentare
l’accademia nazionale di liuteria di Cremona.
Eventuali nuove segnalazioni sono da inviare al nostro giornale
o a Giuseppe Maesano ([email protected])
NON SONO SOLO LUNE STORTE….
Cari amici di Akis, sono davvero stufo.
Anzi. Perdonatemi il francesismo, ma
sono incazzato. Certamente sono incazzato nero.
Di certo, il motivo di cotanta arrabbiatura
non è da ricercarsi in una misteriosa e personalissima luna storta, quella che, ahinoi,
appare al risveglio quotidiano di parecchi.
Ma è una normale conseguenza di ciò che
ultimamente accade in città. Si sprecano
fiumi di parole, si battono imperterriti cento
e cento più tasti delle nostre tastiere da
computer da riversare nel mare dei social network per convincere ( e autoconvincersi) che, nonostante le miriadi di storture, Acireale possa ancora
risollevarsi, ritrovando nuova linfa e nuove ragioni per rinascere ed affermare di nuovo la sua identità culturale, la sua leadership economica e commerciale tra i comuni siciliani ad alta densità, e fuoriuscire dalla melma ristagnante che l’ha appiattita e decomposta per anni a causa di scellerate
gestioni amministrative. Ma tutto ciò non sembra essere gradito ad alcuni
personaggi-ombra che popolano l’etere (spaziale ed anche informatico)
sovrastante l’acese se, come poi puntualmente documentato, questi sono i
primi a gettare insinuazioni, illazioni, sperequazioni di natura profondamente ipocrita su ogni nuova proposta
atta ad evitare l’affossamento. Ad
Acireale non vi è più uno slancio
propositivo, che sia esso di natura
culturale, economico, politico,
gestionale o che quant’altro si
voglia, che non passi più sotto la
gogna dei giudizi di tali personaggiombra, gufi da bar o corvi metropolitani ai quali (secondo la loro convinzione) sembra sia demandato in
STORTA, CALANTE,
via totalmente esclusiva lo “sta
PIENA O SCURA
bene” su tutti e su tutto. Qualcuno
domanderà degli esempi, ma, state NON E' LA SOLA RESPONSABILE
certi, non v’è da andare lontano per DELLA COMUNE STORTURA".....
rintracciarne alcuni. Tralasciando il
calderone di ogni tornata elettorale ed il suo impetuoso stuolo di sospetti ed
infauste allusioni di colore sfacciatamente politico (e di parte), e più in generale, la vita politica di una collettività variegata come quella acese, la quotidianità ci offre continuamente nuovi spunti: si bandisce un concorso per un
posto di lavoro nella pubblica amministrazione? Ecco il gufo pronto a polemizzare sul fatto che l’ente in questione non può permetterselo perché deve
dare conto ( e rendiconto) di altre criticità. Peccato che queste criticità
appartengano ad un altro ente la cui gestione è differente in toto. E chi vuol
capire capisca. Si rende merito ad un personaggio (o meglio un pastore)
che, finalmente, cerca il contatto quotidiano con la comunità ( o meglio, col
suo gregge) per rinnovare un rapporto di costante contatto ed interscambio?
Ecco che il corvo riesce strenuamente a gettare ombre sul pastore perche
“non ne riconosce la carica e l’autorità”. E, ultimo esempio in ordine cronologico, si alza il sipario su un progetto a lungo rincorso, inseguito, e finalmente realizzato che dia spazio e nuove risorse per la creatività dei giovani? No, non può risultare scevro da polemiche, insinuazioni e sospetti perché si tratta di un progetto che proviene da una fazione politica differente da
quella prediletta dal corvo.
Siamo alle solite. Tra lune storte e condizioni di “continua e continuata idiozia mentale”, non v’è spazio per la crescita e per un percorso che, seppur a
rilento, porti alla ripresa. Per le ombre, le storture, le illazioni e la gratuita
ipocrisia, lo spazio, per quello, c’è.
Il Grillo (s)parlante:
Nelle scuole, a dispetto di tagli indiscriminati, del massacro dei precari e del paventato e punitivo aumento dell’orario di lavoro
degli insegnanti, c’è tanta, ma tanta vitalità.
E soprattutto tante idee originali. Come
quella sottesa a una gustosa, è il caso di
dirlo, raccolta di cibi e bevande nella canzone italiana, adesso racchiusa in un simpatico libro dal titolo “L’appetito vien cantando” realizzato dall’I.C. “Giovanni Paolo
II” di Castiglione di Sicilia sotto la guida
dell’infaticabile docente di musica Maria Strano.
Nato da un progetto interdisciplinare di Educazione alimentare, alimentato
dalla curiosità di docenti e alunni, il percorso si snoda attraverso canzoni di
tutti i tempi alla ricerca della loro “particolarità culinaria” con risultati sorprendenti. Ma quanto cibo scorre nella canzone italiana? Tanto ma tanto,
accompagnato da fiumi di vino e bevande: dal caffè della Peppina agli spaghetti a Detroit fino alle lacrime calde della Valentina della Vanoni, che piange su tre fette di Saint Honorè, si ride di cuore, scorrendo le pagine del
volumetto, colorate e impreziosite da disegni originali dei ragazzi. E, tra
banane e lamponi e fragole buone buone, un gelato al cioccolato e polenta
e baccalà, si impara come tra l’alimentazione e la musica vi è sempre stato
un rapporto fecondo, ricco di riferimenti culturali. Così, In una società dove
c’è fame di cultura, ben venga dunque questo percorso canoro, con l’obiettivo di stimolare nei giovani un appetito più difficile, ma più redditizio: quello per la cultura attraverso i felici motivetti delle canzoni. Perché, come ci
insegnavano Albano e Romina in una canzone conosciuta nel mondo, “felicità è un bicchiere di vino con un panino…”
Silvana La Porta
347 1433135
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Marino Giuseppe