NAPOLI
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Strade
Piazze
Opere d’arte
Monumenti
Castelli
VIA ROMA
CENNI STORICI
• Il percorso inizia da Piazza Dante e
termina in Piazza Trieste e Trento. Nella
sequenza della strada si diramano altre
arterie di notevole importanza, piazze,
qualche chiesa e palazzi nobiliari ed è una
delle tappe dello shopping napoletano e
della vita culturale fin dagli inizi del xx
secolo. Nel corso dei secoli la sua fama è
stata accresciuta tramite i viaggi del
Gran Toud e di alcune citazioni delle
canzoni napoletane.
• Nel xx secolo la via è stata devastata
dagli sventramenti per la realizzazione
del nuovo rione dei Guantai che portò ad
una disomogenizzazione di essa. Inoltre,
dal 1870 agli anni 80 nel secolo scorso
cambiò nome in Via Roma in onore della
neocapitale del Regno d’Italia.
Le ragioni per cui questa strada simbolo
della città di Napoli (il cui vero nome è
"San Biagio dei Librai" nel segmento più
rappresentativo) è da sempre chiamata
Spaccanapoli appaiono ampiamente
evidenti
osservando
questa
foto,
scattata dal piazzale di San Martino,
sommità della collina del Vomero.
Spaccanapoli taglia infatti in due buona
parte della città, partendo dal rione della
Pignasecca (ai piedi del Vomero),
attraversando tutto il centro storico (tra
cui via Roma, piazza del Gesù, piazza
San Domenico, San Gregorio Armeno e
via Duomo) e giungendo alle spalle di
Castel Capuano, nei pressi della
Stazione Centrale.
Spaccanapoli-tipicità
 Spaccanapoli
rappresenta
indubbiamente uno dei luoghi
più tipici della città, in cui si
coniugano tradizione, arte e
cultura napoletana. Negozi di
artigianato locale, ricchissime
pasticcerie, le celebri botteghe
d'arte
presepiale
(nell'adiacente via S.Gregorio
Armeno), i bar e locali
notturni la rendono una tappa
obbligata per i turisti e uno dei
luoghi più vivaci e animati
della città.
PIAZZA DANTE
CENNI STORICI
• Piazza Dante è caratterizzata dal foro
carolino di Carlo III di Borbone; le statue
rappresentano la virtù del sovrano. La
monumentale opera è stata eletta da Luigi
Vanvitelli.
• La piazza, prima di questa svolta veniva
chiamata Largo Mercatello appunto perché
oltre ai mercati e ad altri scambi commerciali,
non rappresentava una snodo particolarmente
rilevante.
• La piazza oggi è uno snodo cruciale per la
città, inoltre è un importante meta turistica in
quanto su di essa si affacciano tre chiese
monumentali quali Santa Maria di Caravaggio,
San Domenico Soriano e San Michele a
Port’Alba.
• Il convitto nazionale ospita due chiostri di cui
uno è una rara testimonianza di architettura
romano-gotica al centro la statua del poeta.
Inoltre Piazza Dante conduce a una delle vie
più famose di Napoli: Via Roma.
PIAZZA PLEBISCITO
CENNI STORICI
• La Piazza del Plebiscito di Napoli fu per secoli uno slargo
irregolare, dove si svolgevano le feste popolari attorno alle
cosiddette macchine da festa, che venivano periodicamente
innalzate da grandi architetti. Fu solo dall'inizio del
Seicento in poi fu gradatamente "regolarizzata", anche a
causa della costruzione del nuovo Palazzo Reale, opera di
Domenico Fontana. A questa graduale trasformazione si
successero, dalla metà del Settecento in poi, degli interventi
sempre più radicali, attuati dagli architetti che lavoravano
sul vicino Palazzo Reale.
• Ma fu solo all'inizio dell'Ottocento, durante il periodo
Napoleonico, che la piazza cambiò completamente volto. Per
ordine dei monarchi francesi, essa fu interamente
ridisegnata e ripensata: furono demoliti i troppi edifici
religiosi che ne limitavano lo spazio ed impedivano di
inserirla al meglio nel contesto urbano circostante ed in
luogo di essi vennero eretti palazzi di stato.
PALAZZO REALE
CENNI STORICI
• Il Palazzo Reale di Napoli: le dimensioni sono quelle
di una reggia, si affaccia maestoso sull'attuale Piazza
del Plebiscito, fu costruito nel 1600 da Domenico
Fontana, su commissione dell'allora viceré conte di
Lemos. Esso avrebbe dovuto ospitare il re Filippo III
di Spagna, atteso a Napoli con la sua consorte per una
visita ufficiale che non avvenne mai. Il palazzo
divenne la residenza dei vice ré spagnoli e poi di quelli
austriaci ed, in seguito, dei re di casa Borbone. Dopo
l'Unità d'Italia fu eletta residenza napoletana dei
sovrani di Casa Savoia.
• Durante quel periodo furono aggiunte alla struttura
L'Ala delle Feste e una nuova facciata prospiciente il
mare, caratterizzata da un basamento di bugnato e da
una torretta-belvedere. Ad angolo con il Teatro San
Carlo fu invece creata una piccola facciata in luogo del
Palazzo Vecchio di don Pedro de Toledo.
TEATRO SAN CARLO
CENNI STORICI
• « Gli occhi sono abbagliati, l’anima
rapita. [...] Non c’è nulla, in tutta
Europa, che non dico si avvicini a
questo teatro, ma ne dia la più
pallida idea. »(Stendhal, Roma,
Napoli e Firenze nel 1817)
• Il Real Teatro di San Carlo,
meglio noto come Teatro San
Carlo, è il più importante teatro
della città di Napoli ed uno fra i
più celebri del mondo.
• È il più antico teatro lirico
d'Europa, fra quelli oggi esistenti,
ed uno tra i più grandi teatri
italiani.
• Riconosciuto dall'UNESCO come
patrimonio
dell'umanità,
può
ospitare tremila spettatori e
conta cinque ordini di palchi
disposti a ferro di cavallo, più un
ampio palco reale, un loggione ed
un palcoscenico lungo circa
trentacinque metri.
GALLERIA UMBERTO
CENNI STORICI
•
•
La zona su cui sorge la Galleria era già
intensamente urbanizzata nel XVI secolo
ed era caratterizzata da un groviglio di
strade parallele raccordate da brevi vicoli,
che da via Toledo sboccavano di fronte a
Castel Nuovo. Questi vicoli godevano di
cattiva fama in quanto vi si trovavano
taverne, case di malaffare e vi si
consumavano delitti di ogni genere. La
fama conquistata nei secoli dalla zona si
mantenne per quasi tutto l'Ottocento.
Nel 1885 fu approvata la Legge per il
risanamento della città di Napoli,che
ricevette
una
nuova
definizione
territoriale. Furono presentate varie
proposte, il progetto che risultò vincente
fu quello dell'ingegner Emmanuele Rocco.
Tale progetto prevedeva una galleria a
quattro braccia che si intersecavano in una
crociera ottagonale coperta da una cupola.
Le demolizioni degli edifici preesistenti
iniziarono il 1 maggio 1887 ed il 5
novembre fu posta la prima pietra
dell'edificio. Nel giro di tre anni, il 19
novembre 1890, la nuova galleria veniva
inaugurata.
LA CERTOSA DI SAN MARTINO
CENNI STORICI
• Sulla sommità del colle che domina l’intero golfo di
Napoli sorge la Certosa di San Martino, fondata nel
1325 da Carlo d’Angiò.
• Il complesso fu realizzato da Tino di Camaino, e
Attanasio Primario, ma della loro opera sono
rimasti solo i sotterranei gotici.
• Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento
Tre architetti e i migliori pittori, rinnovarono la
Certosa dandole l’aspetto attuale.
Capodimonte
• Il palazzo presente nel
parco un tempo era la
residenza estiva dei re
borboni.
• Veniva anche utilizzato
per risiedervi durante le
battute di caccia che i
reali ed il suo seguito
frequentemente facevano
nel parco liberandovi
prima gli animali da
cacciare.
• Oggi il palazzo viene
utilizzato come una
delle sedi distaccate
del Ministero per i
Beni e le Attività
Culturali ed utilizzato
come museo.
• In esso, vengono
infatti frequentemente
organizzate mostre di
opere d’arte.
La ceramica
Nel 1743 a Napoli,
durante la
dominazione
borbonica il re Carlo e
sua moglie, la regina
Maria Amalia di
Sassonia, fondano la
scuola di ceramica
all'interno della
famosa Reggia di
Capodimonte, oggi
Museo, dando inizio
ad una tradizione che
non è mai finita.
• La porcellana che si
produce in questa
zona ha delle
caratteristiche
peculiari che la
contraddistinguono
dalla porcellana nord
europea.
• Al sud Italia, infatti,
non c'è il caolino
pertanto l'impasto si
compone di una
fusione di varie argille
provenienti dalla cave
del sud miste al
feldespato.
Basilica dell’Incoronata
Madre del Buon Consiglio
• La chiesa fu
fortemente voluta da
Maria di Gesù Landi.
Ella già da bambina
dimostrava fervide
vocazioni spirituali e
si distinse per la sua
grande devozione alla
Madonna del Buon
Consiglio.
Segue Basilica dell’Incoronata
• Maria Landi nel
1884 mostrò al
popolo l'immagine
della Madonna del
Buon Consiglio e
l'epidemia di colera
che
attanagliava
Napoli
in
quel
periodo,
cessò
immediatamente.
• La chiesa fu fondata
nel 1920 ad opera del
Marchese Innocenzo
Mazza per creare un
luogo di culto per i
pochi contadini locali:
fu
intitolata
alla
Madonna del Buon
Consiglio in quanto
era
presente
un'edicola
votiva
dedicata proprio alla
Madonna.
• Essa fu edificata
su progetto
dell'architetto
Vincenzo Veccia
ad imitazione della
Basilica di San
Pietro in Vaticano,
sia all’interno che
all’esterno.
Il bosco
• Il parco di Capodimonte è
il polmone verde della
città di Napoli.
• Il bosco costituiva (come
già detto) la riserva di
caccia voluta da Carlo III
di Borbone nel 1734 e
circonda
l'omonima
reggia, oggi sede di un
ricco museo nazionale.
• Nel corso dell'Ottocento il
bosco venne gradual=
mente modellato con la
introduzione di vaste
zone a "giardino inglese",
con
l'inserimento
di
specie nuove ed esotiche
di alberi, trasformandolo
in parco.
• Degli antichi orti oggi
rimane solo il Giardino
Torre alla estremità nordest del bosco.
Le Catacombe di S. Gennaro
• Le Catacombe di San
Gennaro risalgono al
II secolo d.C. e
devono il loro nome al
fatto che nel V secolo,
per volere dell'allora
vescovo di Napoli, vi
vennero trasferite le
reliquie di San
Gennaro.
• All'interno di queste
catacombe si trovano
le sepolture dei primi
vescovi della città.
L'ingresso alle
catacombe è
collocato attualmente
nei pressi della
Chiesa della
Incoronata a
Capodimonte.
• Le catacombe di San
Gennaro sono aperte al
pubblico dal martedì al
sabato: dalle ore
09.00 alle 15.00
(cadenza oraria).
• domenica: dalle ore
09.00 alle 12.00
(cadenza oraria).
• lunedì: chiuso.
IL CRISTO VELATO
CENNI STORICI
• Il Cristo velato è una scultura marmorea di
Giuseppe
Sammartino
conservata
nella
Cappella Sansevero, edificio situato in via
Francesco De Sanctis a Napoli. Realizzata nel
1753, é considerata uno dei maggiori
capolavori della scultura mondiale ed è meta di
migliaia di visitatori ogni anno.
• Tra i suoi estimatori ci fu Antonio Canova, che
tentò di acquistare l'opera e si dichiarò
disposto a dare dieci anni della sua vita "pur di
essere l'autore di un simile capolavoro."
IL MISTERO DEL VELO
• Il mistero del velo che appare
sul corpo del Cristo è descritto
nell’Archivio
Notarile
Distrettuale di Napoli - Scheda
Notaio Liborio Scala anno
1752: “L'Ecc.mo Pnpe obbliga la
sua persona ad apprestare una
Sindone di tela intessuta la quale
doverà essere depositata sovra
la scultura; acciò dipoiché Esso
Sig.Pnpe l'averà lavorata secondo
sua propria creazione: e cioè una
deposizione di strato minutioso
di marmo composito in grana
finissima soprapposto a velo. Il
quale strato di marmo dell'idea
del D.Sig. Pnpe, farà apparire per
la sua finezza il sembiante di
Nostro Signore dinotante come
fosse scolpito di tutto con la
statua.”
PORTA CAPUANA
• Porta Capuana
accoglieva nei secoli
passati le migliaia di
visitatori che si
recavano a Napoli.
Porta Capuana fu
eretta nel 1488 per
volere di Ferrante I
d’Aragona.
• La costruzione della nuova porta alta 23
metri mirava anche a celebrare l’incoronazione
di Ferrante come re di Napoli. La parte
esterna è ricoperta di marmo di Carrara
scolpito raffigurante trofei e armi. Al centro
dell’arco era raffigurata una chiave a squame
con la rappresentazione dell’incoronamento di
Ferrante. Questo stemma fu sostituito nel
1535 con quello di Carlo V: rappresentava la
sua entrata a Napoli. Ai lati della porta
troviamo due statue di due Santi protettori
San Gennaro e Sant ’Agnello.
LA TERMINAZIONE DELLA
PORTA.
• La porta fu terminata
nel 1495. In alcuni
documenti
si
prova
infatti che la porta
nell’entrata di Carlo
VIII era gia ricca di
battenti.
Nel
1656
Napoli fu invasa dalla
peste e così la gente
fece affliggere su ogni
porta la Vergine Maria e
la prima porta fu proprio
Porta Capuana.
COM’E’ OGGI PORTA CAPUANA
• Oggi porta Capuana è
diventato
un
monumento di Napoli
visitato da molti
turisti per la sua
bellezza e le sue
fonti storiche.
• Porta Capuana si è sempre trovata in un posto
molto vitale di Napoli e rappresenta il luogo di
aggregazione artistico e culturale.
• Porta Capuana viene chiamato anche
Quartiere Latino ovvero il luogo dove si
incontravano gli artisti più famosi di Napoli.
PRIMA, DOPO.
MASCHIO ANGIOINO
CENNI STORICI
• Castel nuovo o meglio noto come Maschio
Angioino, è uno dei simboli della città di
Napoli. Domina la scenografia di Piazza
Municipio.
• Il castello è sede della Società napoletana di
storia patria e del comitato di Napoli
dell’istituto per la storia del risorgimento
Italiano.
• Nel complesso è situato anche il museo civico
della città di Napoli da cui si protendono la
cappella palatina e i percorsi museali del
primo e secondo piano.
• Carlo I d’Angiò assegnò il progetto
all’architetto francese Pierre de Chaule
ed i lavori per la costruzione del castello
ebbero inizio nel 1279.
• Il re tuttavia non vi dimorò mai.
CASTEL SANT’ ELMO
Castel Sant'Elmo è un castello medievale, oggi adibito a
museo, sito sulla collina del Vomero, a Napoli.
Un tempo era denominato Paturcium e sorge nel luogo dove
vi era, a partire dal X secolo, una chiesa dedicata a
Sant'Erasmo (da cui Ermo e poi Elmo). Oltre che come
museo permanente, è anche sede di varie fiere e
manifestazioni, tra cui il Napoli Comicon che vi si svolge
ogni anno in primavera.
Questo possente edificio trae origine da una torre
d'osservazione Normanna chiamata Belforte. Per la sua
importanza strategica, il castello è sempre stato un
possedimento molto ambito: dalla sua posizione si può
controllare tutta la città, il golfo, e le strade che dalle
alture circostanti conducono alla città.
CENNI STORICI
Le prime notizie storiche sul castello
risalgono al 1329, anno in cui Roberto il
Saggio ordinò al reggente della Vicaria,
Giovanni de Haya, la costruzione di un
palazzo, il Palatium castrum, sulla sommità
della collina di Sant'Erasmo. Il castello ha
avuto una lunga storia di assedi: nel
gennaio del 1348, ebbe il battesimo del
fuoco con il suo primo assedio da parte di
Ludovico di Ungheria giunto a Napoli per
vendicare il fratello la cui uccisione era
attribuita a sua moglie, la regina Giovanna
I d'Angiò. Dopo la resa della regina, il
castello fu occupato da Carlo di Durazzo.
Nel 1416 la regina Giovanna II lo
vendette per la somma di 10500 ducati ad
Alfonso d'Aragona. Il castello fu un
ambito obiettivo militare Don Pedro de
Toledo lo fece ricostruire nel 1537.
Divenne poi un carcere nel quale furono
prigionieri, tra gli altri, il filosofo
Tommaso Campanella e Giovanna di Capua,
principessa di Conca.
Veduta di Castell Sant’Elmo dall’alto
Castello dell’Ovo
Il Castel dell’Ovo
Sorge sull'isolotto di
Megaride, costituito da due
scogli uniti tra di loro da
un grande arcone.
Sull'isolotto e sul Monte
Echia, nel I secolo a.C.,
durante la dominazione
romana, fu costruita la
celebre villa di Lucio Licinio
Lucullo, che
probabilmente, si
estendeva con giardini e
fontane fino all'attuale
Piazza Municipio, come
sembra dimostrare una
struttura riportata alla luce
dai recenti scavi
sotto Castelnuovo.
Della ricordata villa
rimangono i rocchi
delle colonne nella
cosiddetta "Sala delle
Colonne" che, durante
l'alto Medio Evo, fu
adibita a refettorio di
uno dei conventi che
furono costruiti
sull'isolotto e i resti di
un ninfeo sulla
terrazza di Monte
Echia.
• Il castel dell’ovo fu
anche una prigione
dove
fu
tenuto
prigioniero Corradino
Di Svevia che fu poi
decapitato a Piazza
Mercato
e
le
cui
spoglie riposano nella
Chiesa della Madonna
del Carmine che su di
essa si affaccia.
Presentazione a cura di:
Carraturo Emma
Fabbrocini Mariangela
Lombardi Michele
Zecca Francesca
Istituto Sacro Cuore – Napoli
Classe III B
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Alla scoperta di Napoli! - Istituto Sacro Cuore Napoli