LA SAGRA: FESTA DELLA COMUNITA’ La sagra, come dice la parola, aveva origini religiose. Ogni anno si rinnovava la consacrazione del paese al Santo Patrono, protettore e tramite tra la comunità e Dio. Era la festa più importante, un momento che aveva anche una forte valenza commerciale per vendere o barattare i propri prodotti con altri beni necessari per il lavoro o la famiglia. Era prima di tutto il giorno in cui si mangiava bene e abbondantemente, almeno una volta l’anno, con il ritrovo di tutti i ¸ parenti, anche i più lontani. Ogni buona residura preparava il pranzo con i prodotti dell’orto e del pollaio, con la farina macinata o acquistata dal mugnaio, con il burro e il formaggio del vicino caseificio e il pezzo di carne per il brodo comprato dal macellaio del paese. Bisognava fare bella figura con i parenti. Dopo la prima messa in memoria di tutti gli antenati (una grande festa era tale se tutta la comunità era riunita, quella dei vivi e quella dei morti) seguiva il mercato, poi la celebrazione della messa cantata con gli uomini in fondo alla chiesa, impettiti e un po’ a disagio con il cappello in mano. Al termine si ritrovavano all’osteria con i commenti sulla sagra, le ultime informazioni sul lavoro nei campi, qualche contatto per eventuali contratti bagnato da un bicchiere di buon trebbiano. Poi tutti a pranzo per la rituale scodella di agnoli con il lambrusco (béer en vén); a tavola seguivano i lessi con la gallina ripiena o il cappone e il pezzo di manzo accompagnati da spinaci, purè di patate, salse verdi, sottaceti. Gli antipasti serviti all’inizio del pranzo non facevano parte della tradizione, ma un piatto di salame non mancava sul tavolo. Arrivavano poi gli arrosti, la faraona e l’anatra. Per concludere c’era la torta margherita, accompagnata dal budino o dalla crema di zabaglione, e infine l’immancabile nocino. I ragazzi erano autorizzati ad assaggiare qualche sorso di malvasia per completare il rito del grande pranzo, poi qualche giro in giostra. Per gli adulti la festa si chiudeva con il ballo, la cena di mezzanotte nelle trattorie locali e ancora il ballo sino alle prime luci dell’alba. Il giorno dopo, giorno di mezza festa, si sarebbe conclusa la sagra. Rimane oggi la nostalgia di quei ricordi vivi, radicati durante l’infanzia: l’attesa della grande festa, il fantasmagorico mondo delle giostre e delle bancarelle cariche di lustrini, il grande pranzo con tutti i parenti. Particolare della giostra dei cavalli 207 Per ogni fiera un rito, una tradizione religiosa e gastronomica. Ostiano: la parrocchiale è dedicata a San Michele Arcangelo, la sagra cade la quarta domenica di ottobre per celebrare il patrono San Gaudenzio. In paese si festeggiano altre sagre rionali: il primo maggio la fiera di Torricella, in luglio la fiera delle Cipollaie, il 16 agosto la fiera di San Rocco (piatto tipico i gnocchi) e l’8 settembre la fiera della Maestà (piatto tipico i tortelli di zucca). Il 17 gennaio è molto sentita anche la festa di sant’Antonio abate, in occasione della quale si bruciano i falò e si preparano tortelli di zucca e “el chiseul farinus” Pessina Cremonese: la parrocchiale è dedicata a San Giorgio, patrono del paese. La sagra cade il 23 aprile, giorno dedicato al Santo. Stilo de’ Mariani: l’oratorio della frazione è dedicato a Sant’Antonio abate, ma la sagra si tiene la quarta domenica di Novembre. Volongo: la parrocchiale è dedicata alla Beata Vergine e a San Pietro, ma la sagra si festeggia la seconda domenica di ottobre. Si festeggiano anche Sant’Antonio da Padova, venerato nel sacello della contrada Pozzetto, e Sant’ Antonio abate, ricordato dalla grande pira del falò. In quell’occasione si mangia il “chiseul farinus”, mentre intorno al falò si consumano ceci, lupini e “vin brulé”. Fiesse: il patrono è San Lorenzo e la sagra si festeggia il 10 agosto. In dicembre, dal 1991, ricorre la Sagra del Pursèl, manifestazione nata a sostegno delle attività produttive legate alla tradizione del maiale. Caratterizzano la manifestazione convegni, rassegne gastronomiche, spettacoli, giochi, incontri culturali, vendita dei prodotti legati alla tradizione norcina della bassa bresciana. E’ il primo comune nel territorio dell’Ecomuseo ad inaugurare e promuovere questo tipo di iniziativa con il contributo delle Associazioni locali. Cadimarco: La chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Maddalena festeggiata il 10 aprile. Isola Dovarese: la parrocchiale è dedicata a S. Nicola, mentre la sagra cade per santa Caterina, alla fine di Novembre. Nell’ultima domenica di maggio ricorre la “Fiera della primavera”, ma la manifestazione oggi più significativa è certamente il “Palio delle Contrade” che si tiene ogni anno nella seconda domenica di settembre. Casalromano: la parrocchiale è dedicata a San Giovanni Evangelista. Fontanella Grazioli: la parrocchiale è dedicata a S. Bartolomeo e la sagra si festeggia il 17 - 18 - 19 agosto denominata Sagra del pesce 208 fritto. Un altro appuntamento molto importante, nel quale si perpetua un rito particolarmente antico, è la prima domenica di maggio quando davanti al santuario dedicato alla Madonna della Malongola viene innalzato l’albero del “mas”. Il 17 gennaio si festeggia anche Sant’Antonio abate con il rogo del falò. Drizzona: la parrocchiale è dedicata a Sant’Eufemia, mentre la sagra si festeggia per Sant’Omobono il 13 novembre. Nella frazione di Castelfranco d’Oglio la fiera cade per San Bartolomeo, il 24 Agosto. E’ una sagra molto antica durante la quale la statua del santo protettore è portata in processione su una barca per benedire le acque del fiume. Terminata la funzione religiosa inizia la festa con la distribuzione di cibo e bevande, allietando la serata con gruppi musicali. I piatti sono legati alla tradizione del territorio, come il risotto con la salsiccia e funghi, lo stracotto di manzo con polenta oppure l’arista di maiale con verdure di stagione. Non mancano i salumi e formaggi prodotti localmente. Re del pranzo è il lambrusco. Piadena: la parrocchiale è dedicata all’Assunta. La sagra si svolge però la seconda domenica di settembre. Anticamente cadeva ai primi di Novembre con la Commemorazione dei defunti. Oggi coincide con la festa dedicata al ricordo del grande umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Platina per la sua origine piadenese. San Bartolomeo, 24 agosto la benedizione del fiume Castelfranco Oglio, Drizzona Vho: la parrocchiale è dedicata a San Pietro. 209 Canneto sull’Oglio: la parrocchiale è dedicata a sant’Antonio abate, mentre la fiera cadeva il 30 novembre festa di Sant’Andrea. Questa fiera aveva origine medioevale, a partire dalla fondazione del borgo franco nel 1217. Era l’ultima fiera dell’anno in tutto il territorio dell’Oglio. Ora si svolge la prima domenica di ottobre. Piatti tipici sono gli agnoli in brodo accompagnati dai lessi (manzo, pollo o cappone e lingua salmistrata), faraona arrosto e torta margherita con lo zabaglione. Vista la stagione, è frequente anche il cotechino con il purè di patate. Bizzolano: la parrocchiale è dedicata a San Giorgio, patrono del borgo e la fiera a lui dedicata cade il 23 aprile. Carzaghetto: la parrocchiale è dedicata a San Michele e la sagra cade nella sua festa il 29 settembre. Acquanegra sul Chiese: i patroni sono San Tommaso e San Fortunato che vengono festeggiati con la sagra la terza domenica di ottobre. Mosio: l’antica chiesa era dedicata a San Zenone, mentre la parrocchiale è dedicata a San Filastro e la sagra si festeggia il 28 giugno. Calvatone: il patrono è san Biagio (3 febbraio), mentre la sagra si celebra la prima domenica di ottobre. Bozzolo: il 19 marzo cade la fiera di San Giuseppe nei pressi dell’edicola votiva campestre, Il primo maggio si celebra la fiera della Badia, antico convento oggi divenuto insediamento agricolo, accanto al quale sorge ancora l’antica chiesa. Il 29 giugno cade la fiera dei patroni Pietro e Paolo. La prima domenica di luglio “sagra ad li fuiadi”, un appuntamento gastronomico gestito dalla ProLoco. L’ultima domenica di settembre si festeggia la fiera settembrina. Marcaria: la parrocchiale è dedicata a S. Giovanni Battista che si festeggia il 24 giugno. Sagra di Calvatone San Michele in bosco: la parrocchiale è dedicata a S. Michele. La sagra si festeggia la prima domenica di ottobre, festa campestre la seconda domenica di luglio. Casatico: la parrocchiale è dedicata all’Annunciazione. Ultima domenica di maggio festa gastronomica a Corte Castiglione, invece il 9 e 14 luglio festa dei Santi Patroni. Ultima domenica di settembre sagra autunnale. Cesole: la parrocchiale è dedicata a S. Benedetto. Seconda domenica di ottobre sagra autunnale. 210 Campitello: il 20 ottobre si festeggia la sagra locale. Ospitaletto: per San Bartolomeo, il 25 - 27 agosto, sagra gestita dall’AVIS. Gabbiana: nella prima settimana di agosto si tiene la festa gastronomica, con intrattenimenti popolari gestita dall’AVIS. Gusti e cultura al tempo del Platina Gusti e Cultura ai tempi del Platina è il titolo della manifestazione che da alcuni anni il Comune di Piadena promuove per ricordare il suo illustre concittadino, Bartolomeo Sacchi, noto umanista, nato nel 1421 a Piadena, da cui prese il soprannome Platina. Al servizio dei Gonzaga, poi Prefetto della Biblioteca Vaticana con Sisto IV, tra le sue opere il lavoro più conosciuto realizzato nel 1466 rimane il De honesta voluptate et valetudine (Il piacere onesto e la buona salute), ossia la capacità di conciliare i bisogni del corpo con quelli dello spirito. L’arte del mangiare, pertanto, insieme alla cultura della vita sana, raggiungibile mediante l’esercizio del corpo e della mente, concorrevano alla formazione dell’individuo secondo l’ideale proprio dell’Umanesimo. Come scrive Antonella Campanini (Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo CN), è un’opera multiforme e talmente ricca che non nega allo storico odierno nuovi filoni di ricerca, sebbene sia già stata ampiamente studiata. “Uno di questi filoni può essere identificato con un tema oggi all’ordine del giorno: l’origine dei prodotti e delle ricette. Alla ricerca di quelle origini si dedicano attualmente innanzitutto coloro che si occupano della salvaguardia di derrate o di modi di prepararle che, senza una tutela, potrebbero rischiare l’estinzione o l’oblio. “Il De honesta voluptate è un’opera unica per il medioevo, come unica per il medioevo è la sua volontà di ricerca delle origini. In questo senso Platina può essere considerato un precursore, la cui eredità sarà raccolta nei secoli successivi. Con modalità diverse e differenti scopi, alcuni altri autori prenderanno posto nel suo solco. Difficile dire se si tratti di eredità diretta o se gli autori successivi siano a loro volta figli di quei classici che Platina amava, ma ciò nulla toglie ai meriti del precursore né al fatto che i posteri – noi – continuino a ricordare l’età in cui visse anche grazie al suo contributo. In questo senso il suo obiettivo può ritenersi del tutto conseguito.” “Gusti e cultura ai tempi del Platina” propone una serie di incontri di approfondimento storico-gastronomico che si concludono con un corteo in costume d’epoca ed un Convivio rigorosamente contrassegnato da un menù tratto dal Platina. Panfocaccia a li Mille foglie cum Salumi de la Corte dei Gonzaga Formaggia ricotta de lo casaro cum mostarda de li meli e le erbette del contado ripassate ne lo burro Minestra di Ciriali e ciceri Macaroni passati ne lo torchio e lo sugo d’oca Gallo Rostito con le verdure de l’orto Tavola de la Corte cum dulci tipici. 211 A fare verze piene in minestra Le quantità sono approssimative perché la ricetta lascia al cuoco ampio margine di discrezione (Messisbugo) Le grandi foglie di verza esterne Formaggio grana grattugiato Qualche uovo per legare Poco lardo battuto Maggiorana, timo freschi Noci tritate Pepe, zenzero in polvere, chiodi di garofano e noce moscata Poco zafferano Poco aglio Cuori di verza Brodo di carne ristretto Osso di prosciutto crudo Prezzemolo tritato Togliere la costa dura alle foglie di verza, scottarle velocemente in acqua per ammorbidirle e raffreddarle ancora velocemente, asciugarle e tenerle da parte. Mescolare il resto degli ingredienti amalgamando bene. Riempire le foglie di verza formando dei pacchettini che verranno poi legate con un filo di erba cipollina, porre a cuocere in una casseruola bassa in buon brodo dove precedentemente è stato posto a dar sapore l’osso di prosciutto prima di servire cospargere di prezzemolo. Pollo in agresto Ricetta ambivalente perché generosamente nobile quando i polli sono sempre disponibili, povera se come dice un antico proverbio ligure “quando un uomo mangia un pollo uno dei due è malato”. (Platina) Un pollo di media grandezza a pezzi Pancetta affumicata Olio extra v. Acini d’uva Prezzemolo Menta Pepe, Sale Zafferano 212 Il Palio di Isola Dovarese La comunità ha condensato la sua voglia di vivere in una ricerca giocosa del proprio passato nel Palio delle contrade che dal 1967 viene organizzato dalla Proloco e realizzato da tutta la comunità con un crescendo di impegno che oggi vede occupate circa 400 persone a fronte di una partecipazione di circa 15.000 visitatori. Nel secondo fine settimana del mese di settembre si realizza, da venerdì a domenica, l’evento dedicato al ricordo del matrimonio fra Filippino Gonzaga ed Anna Dovara avvenuto nel 1322, ma rievocato e celebrato come origine dell’entrata, poi divenuta stabile, del borgo nel dominio gonzaghesco, nei festeggiamenti collocati simbolicamente verso la fine del XV secolo sotto il marchese Ludovico. Se all’inizio il gioco e la rievocazione erano al centro della manifestazione, dal 1995 il Palio comincia a concentrarsi anche sulle caratteristiche gastronomiche di questa parte della pianura, prima che le influenze americane modificassero le consuetudini alimentari. Bartolomeo Sacchi detto il Platina, nato a Piadena, cittadina a qualche chilometro da Isola, nel 1474 diede alle stampe il primo libro sulla gastronomia e la salute, con una particolare attenzione al benessere intitolandolo “Il piacere onesto e la buona salute”. Il ricettario, ispirato da un “coquo” come mastro Martino de Rossi da Como, cuoco del Patriarca di Aquileia, incontrato dal Platina durante il suo soggiorno romano. Oltre al Platina, rovistando fra gli antichi ricettari, come quello pubblicato nel 1549 da Cristoforo Messisbugo, scalco della casata d’Este di Ferrara, o fra gli anonimi trecenteschi del nord Italia si ritrova un tesoretto gastronomico che aspira ad illustrare l’immagine della cucina centro padana alla fine del XV secolo, quando la gastronomia cominciò a diventare sofisticata e la differenza fra i rustici (la gente povera o modesta) e i ricchi che attraverso la gastronomia trovavano un mezzo per rimarcare il loro status diventa ancora più marcata. Il Palio offre questa differenza dividendo l’offerta tra le taverne delle quattro contrade e il grande convivio dedicato alla nobiltà, con una radicale differenza tra le offerte gastronomiche dei due momenti della festa e con uno stimolo alla riflessione su cosa si poteva cucinare senza tutti quegli ingredienti che il Nuovo Mondo ci avrebbe fornito in seguito. La ricerca gastronomica è in continuo divenire, conseguenza della appassionata ricerca nelle fonti antiche. Le ricette vengono leggermente modificate per renderle più adatte ai gusti di oggi. Far cuocere il pollo arrosto con la pancetta affumicata e poco olio in una casseruola, bagnando con poca acqua se necessario. A mezza cottura aggiungere gli acini d’uva tagliati a metà dopo aver tolto i vinaccioli. A cottura ultimata sciogliere nel fondo di cottura lo zafferano e aggiungere il trito di prezzemolo e menta, aggiustare con sale e pepe. Corte Castiglioni a Casatico di Marcaria. Prodotti tipici a corte Il territorio mantovano della zona a sinistra del fiume Oglio, in gran parte appartenente al Comune di Marcaria, è caratterizzato da una intensiva e qualificata produzione agricola dalle tradizioni millenarie e che negli ultimi decenni si è specializzata negli allevamenti suinicoli, ma anche di bovini da latte e di ovini. In questa zona il terreno è fertile, ricco d’acqua e ha favorito nel tempo lo sviluppo di una agricoltura fiorente, fonte di gran parte del reddito della popolazione locale. Ora molte imprese agricole hanno accentuato un processo di integrazione verticale, sviluppando anche in proprio la diretta commercializzazione dei propri prodotti costituiti da tutti i derivati dell’allevamento quali salumi di ogni tipo, formaggi (in particolare il grana), naturalmente carne e latte, ma anche cereali direttamente destinati all’alimentazione, frutta, verdura, mostarde, miele, etc. Negli ultimi anni si è assistito quale corollario e conseguenza anche allo sviluppo di iniziative agrituristiche e alla tendenza delle aziende di creare punti di vendita diretta al consumatore in azienda anche con proprio marchio. Sembra pertanto che nell’area sussistano tutte le condizioni perché si sviluppi una caratterizzazione dell’immagine tipica dei prodotti agricoli ed in questo contesto si ritiene senz’altro opportuno riproporre la mostra mercato già iniziata con successo da tre anni e da svolgersi in un week-end nel mese di settembre. Si ritiene opportuno mantenere l’iniziativa presso lo stesso luogo, 213 “Corte Castiglioni” nella frazione di Casatico, un monumento ricco di fascino e di storia, dove si mescolano gli stili delle diverse epoche della costruzione (Quattrocento, Cinquecento e Settecento), e dove si intrecciano diverse tematiche architettoniche, fra cui quella offerta dalla straordinaria torre ottagonale. La Corte costituisce il contesto ideale in cui ambientare l’evento, e – nell’intento di valorizzarne il clima quattrocentesco - si prevede la realizzazione di luoghi di intrattenimento in stile d’epoca (es. taverne) e l’organizzazione di eventi a tema (concerti, danze, ricreazione, situazione fiere di un tempo, con ciarlatani, amanuensi, grafologi, lettura della sorte, trampolieri, giocolieri, giullari, ecc.). Nelle precedenti edizioni hanno partecipato con propri prodotti una ventina di aziende, fra aziende locali e aziende del mantovano. Scopi dell’iniziativa: l’obiettivo del progetto è quello di far conoscere i prodotti della zona, le loro caratteristiche e la loro qualità per cui l’iniziativa è rivolta al pubblico. Si intende, inoltre, far rivivere i fasti del Rinascimento a Corte Castiglioni, creando un evento capace di coinvolgere i sensi attraverso la combinazione di musiche, sapori e antichi splendori. Tale fiera qualificata come “locale” è inserita nel calendario fieristico regionale, ed è patrocinata dal Comune di Marcaria, Provincia di Mantova, Camera di Commercio di Mantova e Regione Lombardia. Sede della fiera: la fiera si svolge abitualmente Corte Castiglioni a Casatico di Marcaria nel week-end (sabato e domenica) di metà/fine del mese di settembre. 214