Il territorio della Francia si
suddivide in tre aree
morfologiche, rappresentate
dai rilievi meridionali e
orientali, da un altopiano
centromeridionale e da una
regione pianeggiante a nord e
a nord-ovest.
La Francia
Una sezione del sistema alpino segna il
confine franco-italiano, dove troviamo
alcuni monti, tra cui il Monte Bianco.
Lungo il confine con la Spagna si innalzano
i Pirenei. La scarsità di valichi che li
attraversano è sempre stato un ostacolo
per i collegamenti tra Spagna e Francia.
I Pirenei
Monte Bianco dal Lago di Cheserys
Nella sezione nord occidentale del paese le valli dei fiumi
Senna e Loira attraversano una regione pianeggiante,
chiamata Bacino Parigino. La linea costiera della Francia
presenta pochi porti naturali. La costa settentrionale si
articola in promontori, estuari e insenature minori che
offrono scarse possibilità di ancoraggio.
Bacino della Senna
La costa atlantica, ha invece un profilo irregolare
tra la penisola della Bretagna e l’estuario della
Gironda, mentre a sud è bassa e sabbiosa. I
quattro principali fiumi della Francia sono la
Senna, la Loira, il Rodano e la Garonna. Con i
loro affluenti, questi fiumi costituiscono un’
importante rete idrografica. Tra le superfici
lacustri del paese vi sono il lago di Ginevra e il
lago di Annecy.
La Senna ad Argenteuil
Bacino della Loira
Una delle regioni di questo Stato è la LOIRA.
Nel tardo Medioevo e per tutto il rinascimento, quando la corte di Francia non era
stanziale, la valle della Loira si popolò di castelli sempre più belli e monumentali,
dove abitavano i re e la sua corte. Cosi e anche per tanti importanti avvenimenti
che vi ebbero luogo, questi castelli entrarono a far parte della storia della Francia.
Stemma della Regione
La Loira a La Charitè
Ora sono i protagonisti dell’interessante volume “La vita
quotidiana nei castelli della Loira nel Rinascimento” di Ivan
Cloulas. Il libro spiega la storia dei castelli e della Francia di
circa due secoli, da Carlo VII e Enrico III, praticamente il
Quattrocento e il Cinquecento.
Ivan Cloulas
Gli scopi anche
difensivi dei primi
castelli nella valle
della Loira sono
dimostrati dai loro
aspetti di vere e
proprio fortezze.
Castelli
Giovanna d’Arco
Castello di Chinon
Castello di Loches
Ludovico il Moro
In uno dei castelli
precisamente quello di Chinon
il re ricevette Giovanna d’ Arco
e più di mezzo secolo dopo,
Loches, ormai diventato
prigione di stato, ospitò
Ludovico il Moro dal 1500 alla
sua morte nel 1508.
Già il modesto castello di
Plessis-lès-Tours, dove visse una
buona parte della sua vita Luigi
XI ( uno dei principali artefici
dell’unificazione territoriale
francese e della centralizzazione
del potere nelle mani della
monarchia), ha perso l’aspetto
di roccaforte, ma non ha ancora
la leggiadra dei successivi
castelli.
Luigi XI
Carlo VIII
Castello di Plessis-les-Tours
Il primo di questi è Amboise,
residenza preferita di Carlo
VIII, che gia risente di
influenze rinascimentali dopo
la fallimentare impresa di
questo re in Italia.
Castello di Amboise
Con i re successivi, Luigi XII e
soprattutto Francesco I,
Luigi XII
entrambi ancor più interessati
all’Italia, si entra in pieno
Rinascimento Francese con apporti
italiani e nella valle della Loira
sorsero o furono modificati e abbelliti
anche altri castelli, come quelli di
Blois.
Francesco I
Fu proprio durante il regno di
Francesco I che i castelli della Loira
persero un po’ della loro importanza
come dimore reali a favore di altri
castelli più vicini a Parigi o nella
capitale stessa ( come il Louvre).
Castello di Blois
Castello del Louvre
Enrico II
La tendenza favorevole alla
zona parigina continuò sotto il
suo successore, Enrico II, senza
però che i castelli della Loira
fossero abbandonati.
L’instabilità politica seguita alla
prematura morte di questo
sovrano e le guerre di religione
riportano la Corte a vivere
sempre più spesso nella valle
della Loira, i cui castelli
conobbero allora un periodo di
grande splendore e furono
testimoni di ogni genere di
avvenimento, dagli intrighi
amorosi o di altra natura ai
grandi fatti politici, dalle feste
sontuose ai delitti efferati.
Vita di corte
La fortuna dei castelli della Loira come dimore reali finì con
i Valois e la pacificazione del regno all’avvento di Enrico IV.
Da lui in poi la corte risedette a Parigi e nei vicini castelli,
ultimo quello di Versailles.
Chateau de Versailles, cortile interno
Enrico IV
Chateau de Versailles
Quanto allo svolgimento della
giornata nella corte vi erano regole
che diventarono via via più precise
fino a esigere una forma di etichetta
piuttosto rigida sotto Enrico III.
Questo re pranzava subito dopo la messa, cenava alle
18 e nessuno poteva rivolgergli la parola quando era a
tavola. Il re andava a dormire alle 22, tranne che il
giovedì e la domenica, le cui serate erano dedicate al
ballo.
Tombe di Enrico II e Caterina de’ Medici
Caterina de’ Medici
Le ultime grandi feste
rinascimentali furono
quelle organizzate da
Caterina dei Medici.
Anche durante i periodi in
cui questi castelli furono
dimore reali, le
consacrazioni dei re
continuarono ad avvenire
a Reims e le loro
definitive sepolture a St.
Denis, vicino Parigi.
Cattedrale
di Reims
Cripta
Cattedrale di S. Denis
Tombe di
Carlo
Martello,
Pipino il
Breve, Carlo
il Calvo
Castello di Chambord
Castello di Chambord
Luigi XII
Il castello di Chambord è il più
vasto dei castelli della Loira. È
stato costruito tra il 1519 ed il
1547 nei pressi di una curva
del fiume Cosson, corso
d'acqua affluente del Beuvron
che si getta poi a sua volta
nella Loira. Sorge nel
dipartimento Loir-et-Cher, 14
Km. a nord-est di Blois ed a
circa 6 Km. dalla riva sinistra
della Loira.
Il vasto dominio boscoso di
Chambord fu comprato nel
1392 dalla famiglia d'Orlèans
dai precedenti proprietari, i
conti di Blois. Quando il duca
d'Orlèans divenne re di
Francia nel 1498 col nome di
Luigi XII, il dominio divenne
proprietà della Corona.
Stefano, Conte di Blois
Francesco I
Nel 1516 Francesco I tornò
dall'Italia con Leonardo da
Vinci e col desiderio di
realizzare un grande edificio
sullo stile del rinascimento
italiano. Nel 1519 l'area di
Chambord fu scelta per la
costruzione di una residenza
di caccia e dal 1526 ben 1800
operai lavorarono alla
realizzazione del castello.
Castello di Chambord
I lavori si conclusero nel 1547, dopo molti
ingrandimenti successivi al primo progetto, con l'ala
degli appartamenti reali. Francesco I passò molto poco
tempo a Chambord prima della sua morte.
Leonardo da Vinci
Luigi XIII
Luigi XIV
Castello di Chambord
Stanislao Leszczyński
Nel 1639 Luigi XIII lo
donò a suo fratello
Gastone d'Orléans. Luigi
XIV sottopone nel 1684
la residenza a nuovi
lavori per far coprire la
cappella e per far
collegare tra loro i
quattro appartamenti del
vestibolo nord del primo
piano per farne le sue
stanze. Dal 1725 al 1733
il castello fu occupato da
Stanislao Leszczyński, re
detronizzato di Polonia e
suocero di Luigi XV.
Luigi XV
Maurice di Sassonia
Castello di Chambord
Maresciallo Berthier
Dal 1745 al 1750 servì da caserma al
reggimento di Maurice di Sassonia. Nel
1792 il governo rivoluzionario ne pose
in vendita i mobili. Napoleone donò la
residenza al maresciallo Berthier, la cui
vedova poi lo vendette ad Henri
d'Artois, duca di Bordeaux, che prese
allora anche il titolo di conte di
Chambord.
Henri d’Artois
Napoleone Bonaparte
Castello di
Chambord
Carlo X lo occupò per
un breve periodo
durante il quale lo fece
sommariamente
restaurare. Durante la
guerra franco-tedesca
del 1870 servì come
ospedale di campagna.
Dal 1883 Chambord
appartenne alla
famiglia ducale di
Parma.
Castello di Chambord
Dal 1930 il dominio è di
proprietà dello stato
francese che lo gestisce
tramite l'Associazione
amici di Chambord. Nel
1947 iniziò un imponente
restauro del castello che
lo fece divenire la
notevole attrazione
turistica che è oggi.
Carlo X
Il castello di Chambord possiede
senza dubbio una silhouette molto
particolare e costituisce una
grande espressione architettonica
dello stile rinascimentale.
Castello di Chambord
La sua facciata è lunga ben 128
metri, ha 440 locali, più di 80
scale, 365 camini ed 800 capitelli
scolpiti. Nella realizzazione si nota
l'influenza di Leonardo da Vinci,
che ha lavorato come architetto
alla corte di Francesco I, e quella
di Domenico da Cortona.
La pianta del castello si sviluppa attorno alla
costruzione chiamata maschio (donjon)
anche se Chambord non ha mai avuto
vocazione difensiva, a sua volta centrata
attorno allo scalone principale a doppia elica.
Dallo scalone si dipartono quattro grandi
vestiboli disposti a croce che permettono
l'accesso ad otto appartamenti: uno in
ognuna delle quattro torri ed altri quattro ad
occupare gli spazi tra le torri stesse ed i
vestiboli.
Pianta del castello
La stessa disposizione si ripete su tre piani. In un
secondo tempo il re Francesco I estese il castello
inglobando il maschio in un quadrilatero di nuova
costruzione ed installando i suoi appartamenti (più
vasti) nell'ala orientale.
Torre interna del castello
Una cappella è stata costruita nell'ala occidentale e
terminata da Jules Hardouin-Mansart sotto il regno
di Luigi XIV. Lo scalone a doppia elica al centro
dell'edificio principale rivela lo stile di Leonardo.
Esso è composto da due scale a chiocciola rotanti
nello stesso senso che non si incrociano mai.
Percorrendolo fino all'ultimo piano raggiungibile si
ha accesso alla terrazza, anch'essa ispirata da
un'idea di Leonardo, che offre una stupenda visione
del fiume, del bosco circostante il castello e dei
numerosi camini e capitelli che ornano la
costruzione.
Scalone a doppia elica
La terrazza gira attorno a tutta la struttura del
maschio e permette di volgere lo sguardo a
360° sul panorama circostante. La sommità
dello scalone è sormontato da una torre
lanterna. Il secondo piano è notevole per il
suo soffitto a cassettoni, decorati con i simboli
reali di Francesco I, la F coronata e la
salamandra, e dal simbolo di sua madre,
Luisa di Savoia, una corda annodata. Alcuni di
tali simboli, quelli posti più in alto all'altezza
della terrazza, sono fatti al contrario in modo
che Dio, dall'alto dei cieli, potesse vedere la
potenza del re.
Soffitto a cassettoni
Castello Sully sur Loire
Orleans
Il castello di Sully su Loire è un castello
rinascimentale situato sulla riva sinistra
della Loira, nell’omonima città. Il castello
fu menzionato per la prima volta nel 1102
come “ Castrum Soliacense” e venne
edificato per difendere un ponte di pietra
costruito in epoca romana.
Il castello apparteneva allora a Gilson,
signore di Sully. In questo periodo la
cappella fu asservita ad un collegio
canonico e ottenne, dunque, lo statuto di
collegio.
Incoronazione di
Filippo II Augusto
Statua Filippo Augusto
- Versailles
A seguito di contrasti tra Enrico di Sully e
il vescovo d’Orlèans,nel 1218, il castello
passò brevemente nelle mani del re di
Francia: Filippo Augusto, il quale si fece
costruire una grande torre cilindrica, oggi
scomparsa.
Stemma Famiglia Tremoille
Nello stesso anno, però, il castello ritornò nelle mani
del suo proprietario originario. Un’ importante piena
della Loira, nel 1363, portò via il vecchio ponte
romano, ma Sully non perse la sua importanza
strategica. La vita dei signori Sully si spense nel XIV
secolo, così il castello passò a Guido della Trèmoille,
che aveva sposato Maria, ultima erede dei Sully.
Nel 1395 fu iniziata una completa ristrutturazione
del castello, progettata da Raymond du Temple,
architetto del re di Orlèans.
Castello Sully sur Loire
Nel 1429 il castello
ospitò per breve tempo
Giovanna D’Arco.
Giovanna D’arco ( 14121430 ) è una Santa
Francese, eroina
nazionale e venerata
dalla Chiesa Cattolica.
Ebbe il merito di aver
riunificato il proprio
Paese contribuendo a
risollevarne la posizione
durante la guerra dei
100 anni. Venne
catturata nel 1430,
durante la battaglia di
Giovanna d’Arco - Louvre
Campiègne e venne,
poi, uccisa sul rogo il 30
Maggio del 1430 a soli
19 anni.
Guerre di religione
Castello Sully sur Loire
Nel 1563 il castello venne danneggiato dalle
guerre di religione fu distrutta l’antica
cappella. Nel 1600 il castello venne acquistato
da Massimiliano di Bethune, detto il Grand
Sully, che fu subito dichiarato duca di Sully.
Sotto il suo comando furono intrapresi lavori
di trasformazione e fu sistemato il parco.
Stemma Famiglia Bethune
Maximilien de Bethune,
duca di Sully
Durante la Rivoluzione Francese vennero distrutte delle
mura, ma il castello restò di proprietà dei Sully fino al 1807,
passando poi ad un lontano ramo della famiglia che lo
mantenne fino al 1962. Oggi è di proprietà del dipartimento
del Loiret.
Il castello è circondato da fossati,
alimentati dalla Sange, piccolo
affluente della Loira.
Veduta aerea del castello
Sul lato nord sorge un corpo di fabbrica ("Donjon") a
pianta rettangolare, costruito alla fine del XIV secolo.
Presenta torri cilindriche molto sporgenti agli angoli. Le
torri sul lato orientale conservano ancora i merli e il
tetto a punta. La porta di accesso sul lato sud in origine
era accessibile da un ponte levatoio che sorpassava un
piccolo fossato oggi riempito. L’edificio comprende
sotterranei coperti a volta, un piano terra con i servizi
(cucina e dispensa) e il piano nobile con una grande
sala di ricevimento e gli appartamenti di residenza. I
diversi piani sono accessibili da una scala a chiocciola
alloggiata nella torre sud-est dell'ingresso.
Particolarmente notevole la copertura dell'ultimo piano
con la struttura lignea del tetto (conosciuta come
"Grand Galetas") a forma di carena rovesciata, ancora
molto ben conservata. Gli spazi interni sono stati
profondamente rimaneggiati all'epoca di Massimiliano di
Béthune. Al primo piano c’è una grande sala con le sue
porte il legno del XVII secolo, una pittura raffigurante il
castello di Rosny-sur-Seine sopra la cappa del camino, e
infine una porta di ferro che dà accesso allo studio di
Sully. Vi sono inoltre conservati una serie di sei arazzi
del XVII secolo della manifattura di Psyché, acquistati
nel 1994.
Torri del Donjon. ( Est )
Angolo della corte tra il Petit Chateau
e il Donjon
L’ALA ORIENTALE
Davanti al "Donjon" si trova una vasta corte
quadrangolare ("corte bassa"). Vi si trovava
inoltre la chiesa collegiata, trasferita da
Massimiliano di Béthune all'interno della
città. A sud-est della corte venne costruita
una residenza più confortevole, il cosiddetto
"Petit château" ("Castello piccolo"), che fu la
residenza abituale dei signori di Sully. Gli
interni vennero sistemati (decoro e
arredamento) nel XIX secolo. Una porta
inserita in una torre quadrata costituisce
l'accesso principale al castello. Il fabbricato
che collega il Petit château all'ala
settentrionale venne aggiunto nel XVIII
secolo e ricostruito dopo un incendio nel
1918. Del parco resta oggi la vasta
superficie, circondata da canali che vennero
sistemati sotto Massimiliano di Béthune, allo
scopo di riparare il castello dalle alluvioni
della Loira
Portale d’ingresso
e statua a Luigi XII
Il castello di Blois è uno dei principali castelli della Loira; la
città da cui prende il nome, Blois, è il capoluogo del
dipartimento francese di Loir-et-Cher e si trova lungo il fianco
di una collina sulla riva destra della Loira. È stato la residenza
di numerosi sovrani francesi e Giovanna d'Arco vi fu
benedetta dall'arcivescovo di Reims prima della spedizione
destinata a liberare Orléans dall'assedio.
Il castello, che si trova nel cuore della città, è un insieme
di costruzioni eterogenee risalenti ad epoche diverse, che
vanno dal XIII al XVII secolo. La fortezza medievale dei
conti di Blois divenne la residenza principale del re Luigi
XII. All'inizio del Cinquecento, questi ne intraprese una
prima ricostruzione e la messa a dimora di un giardino
rinascimentale (scomparso nel 1890 per la costruzione
dell'Avenue Victor-Hugo).
Francesco I
Scalone
Castello di
Fontainebleau
Con l'avvento al trono di Francesco I la moglie
Claudia avviò il rinnovo dell'arredamento del
castello con l'intenzione di trasferirvi la corte,
che si trovava allora presso il Castello di
Amboise. Francesco primo intraprese la
costruzione di una nuova ala del castello e vi
fondò una tra le più importanti biblioteche
dell'epoca. Dopo la morte di Claudia, nel 1524,
egli abbandonò tuttavia il castello di Blois
preferendogli quello di Fontainebleau, dove
trasferì anche la pregevole collezione di libri
che darà origine alla Bibliothèque nationale de
France.
ala Francesco I
Enrico III, che aveva abbandonato Parigi nel
periodo delle guerre di religione, risedette a
Blois e vi convocò gli Stati generali nel 1576 e
nel 1588. In quest'ultima occasione ebbe
luogo l'assassino del rivale del Re, il duca di
Guisa, commissionato dal sovrano.
Enrico III
Enrico di Lorena,
Duca di Guisa
Assassinio Duca di Guisa –
Stampa di Franz Hogenbergh
Castello di Blois
Maria dei Medici – Ritratto di Rubens
Enrico IV
In seguito il castello fu dimora di Enrico IV e alla morte di
questi divenne il luogo d'esilio della sua vedova Maria de'
Medici. Nel 1626 Luigi XIII ne fece dono al fratello
Gastone d'Orléans in occasione delle sue nozze. Un nuovo
tentativo di ampliamento del castello ebbe luogo a partire
dal 1635, con la realizzazione di una nuova ala progettata
da François Mansart. I lavori vennero però interrotti nel
1638 a causa di difficoltà finanziarie, costringendo
Gastone ad occupare l'ala Francesco I.
Sala degli Stati Generali
Alla sua morte, avvenuta nel 1660, il castello
venne abbandonato. Nel periodo della
Rivoluzione francese il palazzo era ormai
disabitato da 130 anni e i rivoluzionari,
ansiosi di cancellare ogni traccia della
monarchia, ne saccheggiarono gli ambienti
disperdendo mobilio, statue ed accessori. La
rovina fu tale da valutare anche la
demolizione totale del castello, che venne
salvato dalla scomparsa solo grazie alla sua
riconversione in caserma.
Castello di Blois, cortile interno
Nella sua conformazione attuale, il
Castello è costituito principalmente
da tre ali che presentano una
commistione di stili gotico,
rinascimentale e barocco.
L’ALA LUIGI VII
Luigi VII
L'accesso al Castello avviene
attraverso l'ala Luigi XII, dalla
struttura policroma in pietra e
mattoni;le modanature, le trifore e
i pinnacoli degli abbaini sono tutti
elementi che testimoniano la
prevalenza di uno stile gotico, ma
si trovano anche alcuni elementi
rinascimentali quale un piccolo
candelabro. L'ingresso è
sormontato da una statua equestre
del sovrano.
Luigi VII ed Eleonora
d’Aquitania
ALA FRANCESCO I
Nell'ala intitolata a Francesco I sia
lo stile architettonico che quello
decorativo sono influenzati da temi
italiani; l'elemento centrale è
costituito dallo scalone a chiocciola
monumentale, esterno al corpo
principale, ricoperto di fini sculture
e con ampie aperture verso il
cortile del Castello. Sul lato
opposto si trova la facciata delle
Logge, caratterizzata da una serie
di nicchie non comunicanti.
Scalone dell’area Francesco I
Castello di Blois
Castello di Blois,
cortile interno
Corte interna
ALA GASTONE D’ ORLEANS
La realizzazione dell'ala che porta il
nome di Gastone d'Orléans fu affidata
all'architetto François Mansart. Essa si
trova sul fondo del cortile, dirimpetto
all'ala Luigi XII. L'anticorpo centrale si
sviluppa su tre ordini di arcate,
caratterizzati dalla sovrapposizione
degli ordini dorico, ionico e corinzio.
Gastone d’Orleans
Francois Mansart
Scarica

I castelli della Loira (prima parte)