Capitolo 1 Che cos’è Flash Flash è un software molto particolare. Nato come programma per realizzare animazioni per il Web con possibilità d’interazione programmate, fin dal suo primo apparire sulla scena della grafica digitale ha stupito per la proposta di una metodologia di lavoro semplice ma innovativa. Realizzare un’animazione con questo programma è molto facile. Il suo sistema di programmazione basato sul linguaggio ActionScript è alla portata anche di chi non si intende di programmazione. È un software di grafica vettoriale, ma con un metodo di lavoro differente dai classici programmi vettoriali, che sembra quasi unire in sé metodologie di elaborazione di immagini bitmap e vettoriali. La semplicità di Flash ha indotto molti utenti ad avvicinarsi al programma, sancendone il successo. Le versioni successive (l’attuale Flash CS5 corrisponde alla versione 11) hanno potenziato il programma rendendolo ormai una piattaforma operativa fondamentale, sicuramente al livello dei più conosciuti programmi dedicati alle varie branche della grafica digitale, tanto che molti professionisti lo utilizzano oggi anche per operazioni per le quali il programma non è nato originariamente: grafica, illustrazione, fumetto, pubblicità ecc. Il successo di Flash ha generato una grande comunità di grafici e sviluppatori che, oltre a elaborare progetti personali e sperimentare nuove applicazioni e metodologie, hanno messo a disposizione nuovo materiale scaricabile gratuitamente da Internet (a tal proposito si veda il Capitolo 12 dedicato alla sitografia). Grazie a Flash potete oggi creare: immagini statiche e dinamiche; siti web evoluti, dinamici e accattivanti (i filmati di Flash possono essere inseriti in un file HTML, e divenire quindi una parte o l’intero sito); soluzioni per l’e-commerce e l’e-business; animazioni per il Web, il cinema e la televisione; prodotti multimediali distribuiti su CD e DVD; contenuti interattivi per la Cap01.indd 1 In questo capitolo • Le novità di Flash CS5 • Installazione di Flash e Flash Player • Grafica digitale • I formati grafici 09/07/2010 11.41.45 2 Capitolo 1 telefonia mobile e i palmari; presentazioni multimediali; gallerie fotografiche; giochi e quant’altro la vostra fervida fantasia saprà suggerirvi. Le novità di Flash CS5 Adobe lancia Adobe Flash Professional CS5 arricchendo il programma con importanti novità che andremo a descrivere nelle prossime pagine. Nuovi strumenti si affiancano così al linguaggio di programmazione ActionScript 3.0, sempre più basilare nell’ultima versione del programma. Esso ha soppiantato ormai da due versioni della piattaforma l’ActionScript 2.0 (pur consentendo a chi vuole lavorare ancora con il vecchio codice di scegliere all’apertura di un nuovo documento quale tipologia di filmato generare). L’approccio su cui è basato ActionScript 3.0 avvicina le modalità operative al linguaggio tipico della programmazione, mentre ActionScript aveva fin dall’inizio instaurato il suo punto di forza nella semplicità e immediatezza di legare le azioni e i relativi script di codice agli oggetti presenti sulla scena o nella Libreria, e ai fotogrammi. I grafici saranno forse un po’ restii nell’accettare questo passaggio, ma le potenzialità offerte sono indubbiamente evidenti e aprono il programma a sviluppi multimediali sempre più complessi e con forme interattive molto articolate. Vediamo in sintesi le novità, per poi affrontarle nel dettaglio nei vari capitoli più specificatamente dedicati ai singoli argomenti. Text Layout Framework Text Layout Framework vi permette di creare del testo molto liberamente, con potenzialità tipografiche finora non contemplate dal programma. Per esempio, vi è la possibilità di creare delle aree di testo collegabili fra loro nella pagina in modo che il testo in esse contenute passi da una zona all’altra attraverso l’editazione del testo stesso. Se cioè aggiungete del testo nel primo riquadro, il testo precedente slitta nel secondo riquadro collegato e così di seguito negli eventuali altri riquadri collegati. In questa maniera potete creare velocemente delle pagine ricche di testo con impaginazioni fortemente personalizzate senza paura di doverle rifare interamente nel caso si rendano necessarie delle correzioni. Una volta impostata la struttura di base, l’interfaccia grafica della disposizione del testo potrà rimanere identica anche per altre nuove finestre; sarà necessario aggiornare solo il testo in esse contenuto. Cap01.indd 2 09/07/2010 11.41.50 Che cos’è Flash 3 Pannello Snippet È un pannello che facilita l’introduzione e la scrittura di codice ActionScript 3.0 per chi non conosce la programmazione. Attraverso una serie di passaggi a cascata è possibile generare in automatico il codice e le relative azioni. È evidente come Adobe punti molto sulle potenzialità del nuovo codice, cercando di farvi avvicinare anche chi non ha dimestichezza con la programmazione. Migliorato l’Editor ActionScript Sono state velocizzate le operazioni di sviluppo di un codice ActionScript grazie ad alcune migliorie apportate all’editor ActionScript, che ora include suggerimenti personalizzati sul codice delle classi e delle funzioni. Integrazione con Creative Suite È sempre più ottimizzata l’integrazione fra i vari prodotti del pacchetto di software Adobe Creative Suite. In particolare, è reso più facile e automatico il passaggio di contenuti fra Adobe Photoshop, Illustrator, InDesign e Flash Builder. Flash Builder Flash Builder diventa l’editor di linguaggio ActionScript più facile e immediato da utilizzare per i progetti di Flash Professional. Ottimizzati l’uso e la gestione dei video È ora più semplice e diretto gestire delle componenti video all’interno dello Stage di Flash. Una nuova funzione permette di trascinare il video sullo Stage e attiva i processi di visualizzazione tramite una comoda barra di player sottostante. Sono anche stati introdotti i cue-point, in parte tralasciati nella precedente versione e invece molto funzionali per lavorare con il video. File FLA sorgente basati su XML È stata migliorata la gestione dell’XML per creare sistemi di controllo sorgente e permettere una calibrazione più semplice fra i vari file di un progetto. Cap01.indd 3 09/07/2010 11.41.50 4 Capitolo 1 Ampliata la distribuzione dei contenuti È stata ampliata la possibilità di distribuire i contenuti in modo uniforme su schermi di ogni dimensione, inclusi i dispositivi iPhone (anche se su quest’ultimo punto rimangono ancora forti contrasti fra Apple e Adobe; infatti per produrre contenuti per iPhone bisognerà seguire i requisiti e chiedere l’approvazione di Apple). Lo strumento per effettuare il testing delle varie piattaforme sarà sempre Adobe Device Central. L’esempio ufficiale che Adobe propone sulla schermata del suo sito è quello delle mappe interattive. Approfondiamo questo discorso nel Capitolo 9, dedicato specificatamente alla telefonia mobile. Cinematica inversa con lo Strumento Osso Un nuovo strumento Molla permette di creare effetti di cinematica inversa più aderenti alla realtà con le nuove opzioni di movimento offerte dallo Strumento Osso (in particolare è possibile regolare i parametri di Intensità e Smorzamento dell’opzione Molla per realizzare animazioni più realistiche). Strumenti di disegno Decorazione Nuovi e divertenti effetti di animazione avanzati con un ricco kit di pennelli da utilizzare con lo strumento Decorazione per creare effetti speciali originali e personalizzabili: riempimento rampicante, riempimento griglia, pennello simmetria, pennello 3D, pennello edificio, pennello decorato, animazione fuoco, pennello fiore, pennello lampo, sistema particellare, animazione fumo, pennello albero. Grazie a questi particolari pennelli è molto veloce realizzare un disegno ed effetti particolari prima difficilmente realizzabili, se non al prezzo di molte ore di lavoro. Sul sito adobe.it Sul sito www.adobe.it trovate una sezione con esercitazioni, esempi, trucchi e approfondimenti per imparare a utilizzare al meglio la tecnologia di Flash. Inoltre, esiste una miriade di community dedicate a Flash cui è possibile partecipare: dai blog ai gruppi di utenti che si incontrano di persona per condividere le proprie esperienze sul software. Cap01.indd 4 09/07/2010 11.41.50 Che cos’è Flash 5 Flash TV Dal sito www.adobe.it, oppure dalla prima schermata che appare quando avviate il programma, un apposito link vi rimanda al servizio online Flash TV: una serie di lezioni e tutorial video per apprendere le basi del programma e l’utilizzo delle novità presenti sull’ultima release del software. Questa funzione arricchisce il pacchetto offerto rendendone l’apprendimento ancora più veloce e immediato. Installazione di Flash e Flash Player Per poter visualizzare le animazioni realizzate in Flash dovete aver installato sul vostro computer il plug-in Flash Player. Non è un programma che funziona autonomamente (standalone), ma aggiunge al browser (Internet Explorer, Mozilla Firefox, Opera ecc.) la possibilità di leggere i file con estensione swf, ovvero quelli creati con Flash. Solitamente i browser più recenti hanno già il plugin Flash Player. Se il vostro non ne fosse provvisto o non fosse aggiornato, potete installarlo o aggiornarlo scaricando la versione gratuita dal sito www.adobe.it. Installando il vero e proprio programma di authoring Flash, il player viene caricato automaticamente. Il formato proprietario di Flash è FLA, quello con cui salvate i vostri lavori, memorizzando in esso tutte le caratteristiche degli Figura 1.1 La finestra di visualizzazione dei file SWF Adobe Flash Player 10. Cap01.indd 5 09/07/2010 11.41.50 6 Capitolo 1 oggetti, delle animazioni e delle programmazioni effettuate. Per distribuire i filmati finali e permettere di renderli visibili, magari su Internet, anche da chi non ha il programma (ma solo il player gratuito) il software permette di generare un file SWF (per la pubblicazione del filmato finale si veda il Capitolo 8). Questo formato riesce a comprimere le dimensioni del file, ottimizzando solo ciò che effettivamente serve alla visualizzazione del filmato (Figura 1.1), ed eliminando i passaggi editabili, velocizzandone la visione e lo scaricamento via Internet, grazie a una particolare gestione dei contenuti vettoriali e bitmap. Versione trial del programma Adobe permette di scaricare una versione trial del programma, completamente funzionante (prima di effettuare il download del file di installazione controllate se il vostro sistema possiede le caratteristiche necessarie per il corretto funzionamento del software elencate sul sito della casa produttrice). Potrete così seguire passo passo gli esercizi di questo libro e familiarizzare con le potenzialità operative di Flash e decidere in seguito, se reputerete che il programma è utile alle vostre esigenze, di acquistare la licenza. La versione trial dura 30 giorni. Per scaricare la versione trial visitate il sito www.adobe.it. Sul sito stesso potrete vedere le offerte relative alle varie tipologie di suite proposte, organizzati secondo le specifiche professionali cui si rivolgono. ● Adobe Creative Suite 5 Web Premium riunisce i migliori strumenti per il design e lo sviluppo di contenuti per il Web. Il pacchetto comprende i seguenti software: Dreamweaver CS5; Flash CS5 Professional; Flash Catalyst CS5; Flash Builder 4; Photoshop CS5 Extended; Illustrator CS5; Fireworks CS5; Acrobat 9 Professional; Contribute CS5; Adobe Bridge CS5; Adobe Device Central CS5. ● Adobe Creative Suite 5 Design Premium è il kit di strumenti ideale per la stampa, il web publishing, la progettazione di applicazioni interattive e di contenuti per dispositivi mobili. Il pacchetto comprende i seguenti software: InDesign CS5; Photoshop CS5 Extended; Illustrator CS5; Flash Catalyst CS5; Flash CS5 Professional; Dreamweaver CS5; Fireworks CS5; Acrobat 9 Professional; Adobe Bridge CS5; Adobe Device Central CS5. ● Adobe Creative Suite 5 Production Premium è la soluzione di postproduzione completa per i professionisti del video. Il pacchetto comprende i seguenti software: After Effects CS5; Cap01.indd 6 09/07/2010 11.41.50 Che cos’è Flash ● 7 Adobe Premiere Pro CS5; Photoshop CS5 Extended; Flash CS5 Professional; Flash Catalyst CS5; Illustrator CS5; Soundbooth CS5; Encore CS5; Adobe Bridge CS5; Adobe Device Central CS5; Dynamic Link; Adobe OnLocation CS5. Adobe Creative Suite 5 Master Collection consente di creare contenuti adatti a qualsiasi tipo di supporto (stampa,Web, applicazioni interattive, film, video e dispositivi mobili) nell’ambiente creativo più completo che sia stato mai realizzato. Il pacchetto comprende i seguenti software: InDesign CS5; After Effects CS5 Professional; Dreamweaver CS5; Fireworks CS5; Contribute CS5; Acrobate 9 Professional; Adobe Premiere Pro CS5; Photoshop CS5 Extended; Flash CS5 professional; Flash Catalyst CS5; Flash Builder 4; Illustrator CS5; Soundbooth CS5; Encore CS5; Adobe Bridge CS5; Adobe Device Central CS5; Dynamic Link; Adobe OnLocation CS5. Servizi CS Live Le prestazioni sempre più ottimizzate dei vari software e l’integrazione con i nuovi ed efficienti servizi online Adobe CS Live (i servizi CS Live sono gratuiti per un periodo limitato) sono un utile strumento per i propri lavori: permettono di semplificare i vari passaggi creativi, di velocizzare i test di compatibilità dei propri siti Internet e molto altro ancora. I servizi online Adobe CS Live comprendono le seguenti voci. ● Adobe BrowserLab: fornisce una soluzione semplice e veloce per il testing delle produzioni con Flash su varie tipologie di browser. Visualizza in anteprima le pagine web dinamiche e in locale. Sul vostro computer avrete strumenti di visualizzazione multipla, diagnostica e confronto dei vostri file SWF. ● Adobe CS Review: permette di condividere revisioni online dei propri progetti con altri utenti e di ricevere commenti sui progetti grafici direttamente attraverso gli strumenti della vostra applicazione desktop Creative Suite. ● Acrobat.com: permette di ottimizzare il flusso di lavoro fra vari operatori grazie ad appositi servizi online come le conferenze via Web, la condivisione di file e la creazione di documenti online. ● Adobe Story: ottimizza il flusso dati nelle produzioni video. ● SiteCatalyst NetAverages: rende possibile ottimizzare la progettazione di contenuti destinati al Web e ai dispositivi mobili attraverso statistiche aggiornate, raccolte via Internet, con specifiche su browser, sistemi operativi ecc). Cap01.indd 7 09/07/2010 11.41.51 8 Capitolo 1 ● È evidente il tentativo di Adobe di creare una piattaforma web sempre più estesa, con collegamento diretto a quella locale, dove gli utenti possano trovare tutti gli strumenti necessari per il loro lavoro. Requisiti di sistema Il software Flash richiede la seguente dotazione hardware e software per funzionare correttamente (dati ufficiali della casa produttrice Adobe). Requisiti di sistema per Windows ● ● ● ● ● ● ● ● Processore Intel Pentium 4 o AMD Athlon 64. Microsoft Windows XP con Service Pack 2 (consigliato Service Pack 3), Windows Vista Home Premium, Business, Ultimate o Enterprise con Service Pack 1, oppure Windows 7. 1 GB di RAM. 3,5 GB di spazio disponibile su disco rigido per l’installazione. È necessario ulteriore spazio durante l’installazione, che non può essere effettuata su periferiche di archiviazione di massa flash rimovibili. Risoluzione schermo 1024×768 (consigliata 1280×800) con scheda video a 16 bit. Unità DVD-ROM. È richiesto QuickTime 7.6.2 per le funzionalità multimediali. È richiesta una connessione Internet a banda larga per i servizi online. Requisiti di sistema per Macintosh ● ● ● ● ● ● Cap01.indd 8 Processore Intel multicore. Mac OS X v. 10.5.7 o 10.6. 1 GB di RAM. 4 GB di spazio disponibile su disco rigido per l’installazione. È necessario ulteriore spazio durante l’installazione, che non può essere effettuata su volumi che utilizzano file system con distinzione tra maiuscole e minuscole o su periferiche di archiviazione di massa flash rimovibili. Risoluzione schermo 1024×768 (consigliata 1280×800) con scheda video a 16 bit. Unità DVD-ROM. 09/07/2010 11.41.51 Che cos’è Flash 9 È richiesto QuickTime 7.6.2 per le funzionalità multimediali. ● È richiesta una connessione Internet a banda larga per i servizi online. Se si dispone di una connessione Internet ad alta velocità, Flash può consentire l’accesso ad alcune funzioni disponibili online, come i servizi CS Live. ● Grafica digitale Prima di iniziare a mostrare l’utilizzo del programma Flash, dedichiamo alcuni paragrafi all’approfondimento dei concetti di base su cui vi troverete a operare all’interno dei software di grafica digitale. È fondamentale conoscere la distinzione tra grafica bitmap e grafica vettoriale per capire con quali procedimenti il software elabora i file, così come è indispensabile conoscere le caratteristiche principali dei formati grafici disponibili. Se siete già esperti di queste informazioni potete passare direttamente al Capitolo 2. Il disegnatore, prima di tuffarsi nel bianco mare creativo del foglio, controlla sempre la punta e la mina della sua matita. Foglio e matita sono i suoi strumenti primari, la base da cui partire per concretizzare visivamente i voli pindarici della sua fantasia. Nel caso di un disegno digitale la prima cosa che bisogna definire è se se si vuole disegnare in “vettoriale” oppure in “bitmap”. Sono questi i due grandi insiemi nei quali si suddividono tutti i software di grafica digitale. Questi programmi gestiscono le immagini in maniera completamente differente gli uni dagli altri, consentendo metodologie di disegno in base alla tipologia di lavoro e al risultato che si vuole ottenere. Sono ambienti complementari, ma è possibile (con piccoli accorgimenti) passare da un programma bitmap a uno vettoriale e viceversa. Esistono inoltre scorciatoie inventate dai programmatori, soprattutto nelle versioni più recenti dei software, che permettono di impostare immagini bitmap in programmi vettoriali e di gestire effetti vettoriali in ambienti bitmap. È bene però non fare confusione. Conoscere questi due mondi della grafica digitale è fondamentale. Programmi bitmap e vettoriali Nella famiglia dei software bitmap troviamo tutti i programmi di fotoritocco e pittura digitale, come Photoshop, Painter, Paint Shop Pro, Gimp, Corel Photo-Paint ecc. Cap01.indd 9 09/07/2010 11.41.51 10 Capitolo 1 Nella categoria dei software vettoriali si annoverano invece programmi di disegno geometrico, grafico e illustrativo, come Illustrator, FreeHand, Corel Draw, Xara X ecc. Anche se apparentemente diversi, sono vettoriali anche i software di modellazione tridimensionale come Maya, LightWave, SoftImage, 3D Studio Max, o di disegno tecnico come AutoCad e ArchiCad, o di animazione bidimensionale come Flash. Non sono programmi di grafica, ma potrebbero rientrare nella famiglia vettoriale anche Word e PowerPoint (con i loro strumenti di disegno)… tutto dipende dalle modalità con cui il software gestisce i dati (in particolare un’immagine) e di conseguenza dalla tipologia di formato di file generato. Immagini bitmap Le immagini di tipo bitmap sono immagini bidimensionali, composte da un fittissimo intreccio di puntini colorati, indipendentemente dal loro soggetto, che può essere bidimensionale o tridimensionale (una fotografia, un disegno realizzato a mano libera, una forma geometrica, una scansione o un’elaborazione fatta con la tavoletta grafica...). Il computer, per poterla memorizzare nel processo di digitalizzazione, suddivide l’immagine in una vera e propria griglia costituita da tante piccole tessere. Ogni tassello corrisponde a un’unità di colore (o di grigio, o di bianco e nero); insieme, i tasselli compongono l’immagine. È come se, utilizzando la punta di un pennarello, aveste realizzato un disegno con tanti puntini accostati uno accanto all’altro senza lasciare spazi bianchi (anche gli spazi bianchi vanno considerati come punti). Più i puntini sono piccoli, più la figura apparirà nitida e dettagliata, e i singoli soggetti definiti con estrema cura e tonalità differenti. Se invece i punti sono grandi, il soggetto tenderà a perdere definizione, fino ad assumere contorni frastagliati, grossolani e colorazioni piatte e poco sfumate. Parafrasando una vecchia pubblicità: per dipingere un’immagine grande ci vuole un pennello grande, che faccia puntini grandi, mentre per fare un’immagine piccola ci vuole un pennello piccolo che faccia puntini talmente piccoli da non apparire alla vista del nostro occhio. Sempre che si voglia ammirare la bellezza dell’immagine e non dei punti che la compongono. È lo stesso fenomeno dei manifesti pubblicitari. Se li si osserva da lontano (come solitamente si fa camminando per strada) appaiono belli e con colori sgargianti. Ma se ci si avvicina, ci si accorge dei tipici puntini della stampa tipografica da cui sono composti. Il nostro occhio tende a fondere insieme macchie diverse di colore Cap01.indd 10 09/07/2010 11.41.51 Che cos’è Flash per poter percepire l’unicità dell’immagine. Questo fenomeno è stato sfruttato dai neo impressionisti, e in particolare da Georges Seurat (Figura 1.2) che realizzava i suoi dipinti su tela con tanti puntini di colori primari, per mantenere la purezza cromatica e la luminosità dei colori puri, che si sarebbero miscelati solo nell’occhio dello spettatore. Il software suddivide l’immagine in righe di punti orizzontali e verticali, per poterla ridurre in dati digitali da memorizzare. Ogni singolo centimetro della figura sarà composto da un numero di punti definito, che corrisponde alla risoluzione. Più alta è la risoluzione, maggiore è il numero di punti che compongono l’immagine, maggiori saranno quindi le informazioni che il software deve registrare in quel file (e maggiore sarà la dimensione del file finale). Prendendo come riferimento un pollice, possiamo creare per esempio un’immagine composta da 72 punti per ogni riga (è la classica risoluzione delle immagini utilizzate per i siti Internet, non molto definita ma leggera per poter scaricare le immagini stesse tramite la rete e ottimale per una visualizzazione a monitor), oppure 200 punti per ogni riga (un’immagine che potrà essere stampata con la nostra stampante, ottenendo un buon rapporto tra qualità e dimensione del file), oppure 600 o 1200 punti (è la ri- Cap01.indd 11 11 Figura 1.2 Georges Seurat, “Un dimanche d’eté à la Grande Jatte”, 1884-86 (Chicago, Art Institute). 09/07/2010 11.41.51 12 Capitolo 1 soluzione classica di stampa tipografica, cui corrisponde un file di dimensioni maggiori). Il numero di punti contenuti in un pollice lineare viene chiamato tecnicamente “punti (o pixel) per pollice” (dpi, Dot Per Inch). Fissata l’unità di misura, per far stare in un centimetro (oppure in un pollice) 72 punti li si dovrà fare di una certa dimensione, mentre per potercene far stare 300 si dovranno fare quei punti molto più piccoli. Ecco perché una risoluzione a 300 dpi è molto più dettagliata di una a 72 dpi (Figura 1.3). Questo tipo di tecnologia permette di ottenere immagini estremamente particolareggiate o di definirne la risoluzione a seconda dell’utilizzo. Il software che utilizziamo per manipolare quell’immagine salverà in un formato scelto ogni singolo punto di ogni singola riga con le relative informazioni di colore, luminosità e coordinate di posizione nella griglia dell’immagine. Ecco perché salvando un’immagine di grande dimensioni in alta definizione vengono generati file mastodontici. Facciamo un esempio: una fotografia di 20 cm per 20 cm a 300 dpi contiene 5 579 044 punti, ognuno magari di colore diverso… o quasi! Calcolando di salvare con il metodo di colore RGB (Red, Green, Blue) con profondità di colore di 24 bit, otterremo un file di 16,7 MB. La stessa fotografia, salvata con una risoluzione di 72 dpi, contiene 321 489 punti che salvati in RGB generano un file di 965 KB. Se invece di salvarla in RGB utilizziamo il metodo scala di grigio (8 bit di profondità), la dimensione del file si riduce a 314 KB. La compressione Figura 1.3 Schematizzazione del concetto di risoluzione dpi: ogni punto è più piccolo o più grande in base alla quantità di punti che devono essere contenuti in un pollice (inch) dell’immagine. Cap01.indd 12 Per gestire un file di grandi proporzioni ci vogliono computer potenti e molta pazienza, una potenza che fino a qualche anno fa la tecnologia non permetteva. Per velocizzare i calcoli e abbassare il peso dei file i tecnici sono ricorsi alla compressione via software: si cerca di “semplificare” il metodo di registrazione di tutti i dati che compongono un’immagine, tentando di assemblare e accomunare i vari pixel che la compongono in base a particolari algoritmi matematici (per similarità di colore, luminosità, vicinanza ecc.). Esistono vari formati di compressione, che danno risultati differenti. I formati di un file sono identificabili dalle tre lettere che compaiono sempre dopo il punto che segue il nome (l’estensione: per esempio, nome.tif). Conoscere le differenze e le potenzialità offerte dai vari formati ci permetterà di sceglierli correttamente in base al lavoro che dovremo realizzare. 09/07/2010 11.41.51 Che cos’è Flash 13 Il formato TIFF comprime e mantiene una qualità molto alta dell’immagine. Il formato PSD, nativo di Photoshop, permette di salvare livelli e altre opzioni del software di casa Adobe, ma genera file di grosse dimensioni che aumentano in base alla quantità di informazioni registrate. JPEG invece è un formato che lascia all’utente la scelta del livello di compressione (da 0 per una qualità bassa a 12 per una qualità massima). Questo formato, per poter aumentare la compressione, interviene sull’insieme dei pixel contigui che compongono l’immagine deformandoli, sfuocandone i contorni, mischiando e fondendo i punti fra loro per renderli più omogenei. L’alterazione con livelli minimi di compressione non si nota ma diventa sempre più evidente verso livelli alti di compressione. JPEG è un formato stupendo, ma non bisogna abusarne! Le immagini bitmap sono estremamente duttili, permettono di realizzare ritocchi fotografici, illustrazioni e colorazioni digitali sfruttando i migliori software in circolazione. Il loro limite consiste nella pesantezza dei file, soprattutto per immagini molto grandi (come dimensioni e come risoluzione), che potrebbero diventare troppo pesanti da gestire. All’opposto, immagini di bassa risoluzione, se viste da vicino o ingrandite, mostrano la loro natura, ovvero i pixel da cui sono costituite. Non è possibile per esempio usare immagini in bassa risoluzione, magari scaricate da Internet, per fare dei poster: risulterebbero immediatamente sgranate! Windows permette di visualizzare i file con l’anteprima, una soluzione molto comoda per individuare immediatamente l’immagine o il lavoro che dobbiamo aprire. Questa tipologia di visualizzazione può però nascondere il formato del file. Gli utenti alle prime armi spesso non si preoccupano della tipologia del file, individuandolo solo attraverso l’anteprima. Imparare a gestire i diversi formati può invece essere molto utile per capire immediatamente con che tipologia di software è stato realizzato e come potremo andarlo a modificare. Se Esplora risorse (Windows Explorer) non visualizza le estensioni che identificano i formati dei file, potete attivarle con il comando: Strumenti | Opzioni cartella | Visualizzazione e disattivando l’opzione Nascondi le estensioni per i tipi di file conosciuti (in Windows 7 il percorso è Organizza | Opzioni cartella e ricerca | Visualizzazione | Nascondi le estensioni per i tipi di file conosciuti). Rapporto fra compressione e risoluzione In questo paragrafo faremo una prova per spiegare il rapporto fra formati di salvataggio e risoluzione. La foto di Figura 1.4 nella sua Cap01.indd 13 09/07/2010 11.41.51 14 Capitolo 1 Figura 1.4 La foto iniziale. Figura 1.5 La finestra di Photoshop per il salvataggio nel formato TIFF compresso. Cap01.indd 14 versione originale a colori misurava 22 cm di larghezza e 16 cm di altezza, a 300 dpi. Salvata in formato TIFF (senza nessun fattore di compressione), pesa circa 15 MB. Riducendone semplicemente le dimensioni (sino a 15×11 cm) il file diventa di circa 7 MB. Attivando la compressione LZW tipica del formato TIFF (Figura 1.5), il file scende ulteriormente a 5 MB. (Il formato TIFF permette quattro scelte di compressione differenti: Nessuna, LZW, ZIP o JPEG.) A questo punto trasformiamo l’immagine in scala di grigio (in Photoshop il comando è Immagine | Metodo | Scala di grigio). Perdendo tutte le informazioni di colore il peso della fotografia si abbassa a 1,8 MB. Continuiamo l’esperimento salvando l’immagine nel formato JPEG , mantenendo il fattore di compressione alla sua massima qualità (corrispondente al valore 12, come in Figura 1.6). Il file si riduce a 1,3 MB. Rispetto all’immagine iniziale siamo scesi di ben oltre dieci volte la sua dimensione, a scapito ovviamente della qualità. Eppure un occhio non esperto, a parte la mancanza di colore, non si accorgerebbe ancora della differenza. 09/07/2010 11.41.51 Che cos’è Flash Proviamo allora ad agire sul fattore di compressione JPEG, abbassando la qualità al valore Media (corrispondente a 6). Il file scende drasticamente a 346 KB. Come dice il proverbio, “l’appetito vien mangiando”: salviamo nuovamente (File | Salva con nome) portando la qualità sul valore Bassa (corrispondente a 1); il file ora è di 138 KB. Possiamo fare ancora una cosa per ridurre ulteriormente il peso del nostro file: abbassare anche la risoluzione. Da 300 dpi portiamo la risoluzione a 150 dpi (Immagine | Dimensione immagine) e il file diventa di 53 KB. A 72 DPI diventerà di 28 KB ma il risultato finale sarà ciò che vedete in Figura 1.7. I dettagli come mattoni, erba e foglie sono andati perduti. Le fronde dell’albero non si staccano più dal cielo di fondo ma si mischiano con esso. Le tonalità sono slavate e confuse, opacizzate da un velo come se fossero poste dietro a un vetro smerigliato. Le linee più dritte sono diventate incerte, sfuocate e frastagliate, e attorno a loro si nota chiaramente l’artefatto della compressione JPEG. Si vede inoltre la squadratura dei pixel dovuta alla bassa risoluzione. Cap01.indd 15 15 Figura 1.6 La finestra di salvataggio nel formato JPEG da Photoshop. Figura 1.7 La foto finale. 13/07/2010 18.23.51 16 Capitolo 1 Immagini vettoriali Figura 1.8 Una sfumatura diagonale, un semplice esempio riproducibile sia con software bitmap sia con software vettoriali. Cap01.indd 16 I software vettoriali lavorano con un concetto di “assemblaggio” più vicino al vecchio sistema con cui il grafico poneva sul suo tavolo di lavoro fotografie, testi e illustrazioni per la composizione finale della pagina. Nello stesso modo, sul desktop dei programmi vettoriali troviamo diversi “oggetti” (linee, forme geometriche, fotografie, testi ecc.), ognuno con caratteristiche specifiche. Questi oggetti possono essere spostati, scalati, colorati e modificati per arrivare alla soluzione definitiva. Si chiamano “vettoriali” perché il computer, in questo caso, per generare una forma non la costruisce suddividendola in pixel, ma ne traccia il contorno, ne definisce un riempimento (colore, sfumatura, texture o altro), ne assegna comportamenti peculiari. Ogni oggetto, per quanto complesso, viene generato partendo da forme geometriche caratterizzate da vettori. In Figura 1.8 vedete un quadrato contenente una sfumatura diagonale; questa figura può essere riprodotta sia con un software bitmap sia con uno vettoriale. Nel primo caso il software calcola tutti i pixel che compongono le righe dell’immagine, ognuno con un valore di grigio differente per ricreare l’idea di sfumatura. Se la nostra immagine fosse a 300 dpi, in un pollice avremo almeno 90 000 informazioni corrispondenti ai pixel che la compongono. Il programma, in base al fattore di compressione da noi scelto, cercherà di comprimerla per diminuire il numero di informazioni da registrare, che rimarranno comunque in numero molto elevato. Nel caso del software vettoriale, invece, il quadrato sarà semplicemente creato con le coordinate dei suoi vertici e i valori cromatici dei due estremi attraverso i quali realizzare la sfumatura. Semplificando, nel primo caso potremmo ipotizzare 90 000 dati, nel secondo invece solo 6 dati, ottenendo un file di peso molto inferiore. Ecco quindi un primo importantissimo vantaggio di questa tipologia di soluzione grafica, che permette di lavorare anche senza elevate risorse hardware. Non essendo legata alla risoluzione e ai pixel che la compongono, l’immagine vettoriale può essere ingrandita e stampata a piacere, senza perdita di qualità. Lavorando nel campo della grafica pubblicitaria spesso devo realizzare manifesti di grandi proporzioni (dal formato 100×70 cm ai mastodontici 6×3 m). I file bitmap di questi lavori sono enormi, soprattutto per cartelloni molto colorati e ricchi di dettagli; raggiungono facilmente alcune centinaia di megabyte. Ciò comporta alcuni problemi: la necessità di avere computer potenti per poter gestire immagini di così alta densità, 09/07/2010 11.41.52 Che cos’è Flash 17 tempi di caricamento e salvataggio rallentati, l’impossibilità di inviare al tipografo il file direttamente via mail nonostante l’ausilio della veloce linea ADSL. Lo stesso file, se fosse realizzato in vettoriale, peserebbe invece esattamente la stessa quantità di byte sia per essere stampato in formato A4 sia se dovesse coprire la facciata del Duomo di Milano. Curve di Bézier Nel sistema vettoriale è inoltre possibile modificare in ogni momento la forma del disegno semplicemente mutando la posizione dei suoi vertici, per poi applicare colori, sfumature e trasparenze. Le forme vettoriali sono caratterizzate dalle curve di Bézier: un insieme di linee o segmenti disegnati uno di seguito all’altro e congiunti fra di loro da nodi o vettori. Per generare una di queste curve basta posizionare il primo nodo, poi successivamente gli altri, e automaticamente il software genera le linee di congiunzione fra i vari nodi. Ogni nodo definisce i punti fissi della curva e può essere sempre spostato. Per ogni nodo vengono definite delle “maniglie” (rappresentate solitamente da quadratini e linee tratteggiate) che permettono di agevolare la definizione della lunghezza e l’angolo della tangente della linea in entrata o in uscita al nodo stesso (Figura 1.9). Spostando queste maniglie, si variano i parametri dei singoli vertici e con essi la curvatura della linea, realizzando forme estremamente dettagliate e precise. È possibile aggiungere o eliminare nodi in base alla complessità della linea e del disegno da realizzare. I software vettoriali possono simulare la modulazione del tratto tracciato manualmente che, soprattutto nel caso del fumetto, conferisce alla vignetta una connotazione fortemente dinamica al segno, senza dover ricorrere al ripasso a china. Figura 1.9 Forma modulata realizzata con un software vettoriale. Si notano i vettori che costituiscono le curve e le maniglie che permettono di modificare la curvatura e la forma dei segmenti che uniscono i vettori fra di loro. Cap01.indd 17 09/07/2010 11.41.52 18 Capitolo 1 Quale sistema utilizzare? I software bitmap come Photoshop hanno un approccio più diretto, “imitando” strumenti reali quali aerografo, pennelli, gomme ecc. I software vettoriali hanno una curva di apprendimento più ripida, ma offrono molti vantaggi. La scelta relativa all’utilizzo di un programma piuttosto che di un altro non andrebbe fatta in base a personali propensioni, bensì alla tipologia di lavoro da effettuare. È evidente che per rielaborazioni pittoriche o realistiche come il ritocco fotografico sono utili le funzioni offerte dai programmi bitmap, mentre per realizzazioni grafiche come marchi, design e impaginazioni sono più indicati i programmi vettoriali. È bene quindi conoscere entrambi i metodi di lavoro. I formati grafici Vengono elencati di seguito i più comuni formati grafici, il loro campo di utilizzo e le loro principali caratteristiche. Formati bitmap o raster ● ● ● ● Cap01.indd 18 BMP (bmp): BitMaP. Introdotto da Microsoft Windows come formato standard per le immagini bitmap. Non ha un campo di applicazione specifico; può essere utilizzato sia nel DTP (DeskTop Publishing) sia nel DTV (DeskTop Video). Memorizza le immagini con una profondità compresa fra 1 e 24 bit (16,8 milioni di colori) senza compressione. Per le immagini a 4 e a 8 bit si può anche applicare una compressione RLE (Run Length Encoding) che non elimina il dettaglio dell’immagine. CPT (cpt): formato nativo di Corel Photo-Paint. Quando si salva un’immagine in formato CPT, con essa vengono salvate anche le maschere, gli oggetti flottanti e le lenti generate con il software. FPX (fpx): FlashPix. Originariamente creato da Eastman Kodak Company, è utilizzato nelle fotografie digitali. Ha la prerogativa di memorizzare più risoluzioni di un’immagine nello stesso file. GIF (gif): Graphic Interchange Format. Si impiega soprattutto in Internet e in tutte quelle applicazioni dove è importante ridurre il peso delle immagini. Memorizza con una compressione non distruttiva a tasso fisso, studiata appositamente per ridurre il tempo di trasmissione sulla Rete. Supporta solo 8 bit (256 colori). Il formato è particolarmente indicato per 09/07/2010 11.41.52 Che cos’è Flash ● ● ● ● ● ● ● Cap01.indd 19 19 le immagini con colori uniformi. Le immagini GIF possono contenere parti trasparenti, una caratteristica molto utile, per esempio, quando si vuole sovrapporre un testo o un personaggio a uno sfondo. Le immagini inoltre possono essere salvate con più fotogrammi, generando così piccole animazioni. IIF (iif): Interchange File Format. Introdotto e utilizzato con Commodore Amiga, è supportato anche da numerosi programmi di disegno su PC. JPEG (jpg): Joint Photographic Expert Group. Date le sue notevoli capacità di compressione, viene utilizzato per arricchire siti Internet e in tutte quelle applicazioni dove è necessario ridurre il peso delle immagini. È stato sviluppato specificatamente per fotografie e illustrazioni composte da un elevato numero di sfumature. Memorizza le immagini con un tasso di compressione variabile, mantenendo le informazioni sui colori RGB, ma perdendo informazioni con l’aumentare della compressione. La qualità può dunque variare a secondo del tasso di compressione. Supporta una palette a 24 bit. I file JPEG possono essere salvati sia nello spazio colore CMYK sia in quello RGB, anche se i browser web supportano esclusivamente le immagini in RGB. PCD (pcd): Kodak Photo CD. Sviluppato da Eastman Kodak per inserire fotografie su compact disc. Permette la memorizzazione e il trattamento di immagini ad alta qualità. PCX (pcx): formato stabilito da Zsoft per il proprio software Paintbrush. Le immagini possono avere una profondità di colore di 1, 4, 8, o 24 bit. Supporta il metodo di compressione RLE, ma non supporta i canali alfa. PICT (pct): formato largamente utilizzato dalle applicazioni di grafica e impaginazione che girano su Macintosh. È particolarmente efficace nella compressione di immagini con ampie superfici di colore a tinte piatte o contenenti canali alfa. Un’immagine in scala di grigio può essere salvata con 2, 4, 8 bit per pixel, mentre un’immagine RGB può essere salvata con profondità 16 o 32 bit. PIXAR: formato studiato specificatamente per applicazioni grafiche ad alto livello come il rendering o le animazioni tridimensionali. Viene utilizzato per lo scambio di file con le workstation PIXAR. Supporta immagini sia a scala di grigio sia in RGB, e un solo canale alfa. PNG (png): Portable Network Graphics. È un recente formato grafico per il Web, estremamente versatile, sviluppato come alternativa al formato GIF. Poiché è molto recente, solo i browser di ultima generazione lo visualizzano. Il formato 09/07/2010 11.41.53 20 Capitolo 1 ● ● ● ● PNG supporta colori fino a 32 bit, può contenere la trasparenza e i canali alfa. Utilizza uno schema di compressione senza perdite. Durante il salvataggio del file si può scegliere l’opzione per visualizzare l’immagine con un dettaglio crescente mentre viene scaricata tramite Rete. PSD (psd): formato standard di memorizzazione per i file di Photoshop di Adobe. Supporta tutti i metodi di colore disponibili per le immagini, come: bitmap, scala di grigio, due tonalità, scala di colore, RGB, CMYK. Supporta i canali alfa e i livelli. RIFF (rif): formato originale di Corel Painter. Il salvataggio memorizza anche le informazioni sul progetto e sugli oggetti mobili, rendendo il file più grande di quelli salvati con GIF o JPEG. Può essere compresso con un metodo di compressione a bassa perdita di informazioni. TARGA (tga): formato indicato per sistemi che utilizzano la scheda video Truevision. Molto diffuso nell’ambito DTV e in quello dell’elaborazione video. Memorizza le immagini con una profondità di colore selezionabile, fino ad arrivare all’alta qualità a 32 bit. In questo modo si gestiscono al meglio gli effetti di trasparenza e mascheratura. TIFF (tif): Tagged Image File Format. Si impiega soprattutto in DTP, per lo scambio di file tra piattaforme diverse, per lavori di tipografia, data l’alta qualità delle immagini richiesta per questo genere di lavori. Permette la memorizzazione di immagini non compresse, oppure con una compressione (LZW) di tipo non distruttivo, che non elimina i dettagli dell’immagine. È possibile scegliere tra le ulteriori opzioni di compressione JPEG e ZIP. Formati vettoriali ● ● ● Cap01.indd 20 AI (ai): formato di Adobe Illustrator. Essendo un formato molto utilizzato, può essere comodamente sfruttato come file d’interscambio fra i diversi programmi vettoriali. CDR (cdr): formato utilizzato nelle applicazioni di illustrazione per il desktop publishing per la sua compattezza e scalabilità. Nativo per i file creati in CorelDraw. DWF (dwf): Drawing Web Format. Con questo formato e la funzione ePlot di AutoCAD, è possibile pubblicare file di disegno elettronici su Internet. Se si dispone del plug-in WHIP! è possibile aprire, visualizzare e stampare senza problemi i file DWF. Questo formato infatti supporta la panoramica e lo zoom in tempo reale nonché il controllo sulla visualizzazione 09/07/2010 11.41.53 Che cos’è Flash ● ● ● 21 dei layer, delle viste con nome e dei collegamenti ipertestuali incorporati. DWG (dwg): AutoCAD Drawing Database. Formato nativo per il programma AutoCAD, è diventato uno dei formati più utilizzati nei disegni CAD. DXF (dxf): Drawing Interchange Format. I file DXF sono file di testo contenenti informazioni sul disegno che possono essere lette da sistemi CAD diversi da AutoCad. FH (fh): formato vettoriale nativo di FreeHand. Altri formati ● ● EPS (eps): Encapsulated PostScript. È supportato dalla maggior parte dei programmi di illustrazione e di impaginazione. La codifica può essere di tre tipi: ASCII, che è la più generica, ma crea file più grandi; binaria; JPEG, che crea file piccoli ma che possono ridurre la qualità di stampa. PDF (pdf): formato di pubblicazione elettronica, basato sul linguaggio PostScript. Viene utilizzato da Adobe Acrobat per rappresentare immagini bitmap e vettoriali. Formato multipiattaforma, può essere utilizzato indifferentemente su piattaforme Windows, Macintosh, Unix. I file PDF possono contenere anche funzioni di ricerca e navigazione, collegamenti ipertestuali e un sommario elettronico. Per poterli leggere basta installare il software gratuito Acrobat Reader (www.adobe. it) o software analogo, mentre per generarli bisogna acquistare la licenza di Acrobat o di programma analogo. Una volta installato il programma, il file PDF viene generato come se fosse un processo di stampa; invece di inviare i dati alla periferica hardware, essi vengono codificati nel formato di Acrobat. È uno dei formati più usati per consegnare in tipografia i file pronti per andare in stampa. I formati di Flash Il formato standard di Flash è FLA. Il programma genera tuttavia un secondo formato solo per la pubblicazione dell’animazione finale, che si chiama SWF. Il primo formato memorizza tutti i passaggi di realizzazione del file e viene aperto dal programma (se è installato sul computer), il secondo è solo un formato di visualizzazione in grado di semplificare, comprimere e ridurre il peso del file per ottimizzarne la riproduzione e lo scaricamento dalla Rete.Viene aperto dal player gratuito di Flash. Cap01.indd 21 09/07/2010 11.41.53 22 Capitolo 1 Importazione Flash riconosce i seguenti formati nel processo di importazione: Adobe Illustrator (ai); PNG File (png); Photoshop (psd); AutoCad (dxf); Bitmap (bmp, dib); Filmati Flash (swf); immagini GIF e JPEG; Audio Wave (wav); Audio Mp3 (mp3); audio AIFF (aif, aiff); documento audio Adobe (asnd); Sun Au (au); filmati QuickTime (mov, qt); video per Windows (avi); filmati MPEG (mpg, mpeg, m2p, m2t, m2ts, mts, tod); file MPEG-4 (mp4, m4v, avc); Digital Video (dv, dvi); Video Adobe Flash (flv, f4v); 3GPP / 3GPP2 per dispositivi mobili (3gp, 3gpp, 3gp2); Adobe FXG (fxg); immagine TIFF (tif, tiff); immagine Quick Time (qtif). Esportazione Flash esporta come immagini nei seguenti formati: filmato Flash (swf); Adobe FXG (fxg); Bitmap (bmp); immagini JPEG, GIF, PNG. Flash esporta come filmati nei seguenti formati: filmato Flash (swf); Windows (avi); Quick Time (mov); GIF animato (gif); Audio (wav); come sequenze di immagini (jpg, gif, png). Oltre a questi formati spesso è possibile incollare dei contributi nello Stage di lavoro di Flash semplicemente copiandoli da un programma (con la combinazione di tasti Ctrl+C) e incollandoli nell’ambiente di lavoro di Flash (con Ctrl+V). Cap01.indd 22 09/07/2010 11.41.53