Electrolux Home Products Europe Leader in Household Appliances Company Presentation The Electrolux Group: a history of innovation and growth 1912 Acquisition of Zanussi, Italy First vacuum cleaner produced 1962 1950 First house-hold laundry machine Acquisition of Elektro Helios first commercial products Absorption refrigerator invented. Production starts in 1925 1940 1950 Acquisition of 1994 AEG Hausgeräte, Germany 1986 Acquisition of White 1978 Consolidated Acquisitionof USA Husquarna, outdoor products 1922 1930 Sales 1984 1960 1970 1980 1990 1996 Acquisition of Refripar, Brazil 2000 Electrolux Group 2002 – best performance in history In m, Euros 2002 2001 Net sales 14,552 14,681 -1% Operating income* 892 694 28% 6.1% 4.7% 872 579 5.7% 3.8% Net income per share* 1.84 1.20 53% Value creation 378 28 +350 82,000 87,000 Margin Income after financial items* Margin Employees *excluding items affecting comparability Change 50% Electrolux Group Consumer Durables Europe – a significant part of Group sales Group Sales Consumer Durables Europe Outdoor Indoor 8% 8% Rest of the World 11% Outdoor 8% Prof. Appl. 16% Consumer Durables 84% of Group Sales North America 37% Floor-care 7% Europe 36% Major Appliances (white goods) 85% EHP Europe Number One in Europe Last year EHP Europe sold: • More than 5 million refrigerators and freezers • Almost 5.5 million cookers, ovens, hobs, cooker hoods and micro wave ovens • More than 1.6 million dishwashers • Nearly 5 million washing mashines and dryers EHP Europe Pan-European industrial set-up 21 factories: “Cold” factories “Wet” factories S-Torsvik Dry-Dw-Wm, 180 “Hot” factories DK-Frederica Co-Ov-Ho, 230 S-Motala Co-Hoods, 550 S-Mariestad Ref-Frz, 1100 UK-Spennymoor Co-Ov, 650 D-Rothenburg Co-Ov-Ho, 900 F-Revin Wm, 700 PL-Siewierz Wm-Dry, 210 D-Nuremberg Dw-Wm-Dry, 1800 CH-Schwanden H-Jászberény F-Reims Ov-Ho-Dw, 300 Ref-Frz, 3500 Co-Ov, 300 I-Porcia I-Solaro Wm-Dry, 2450 Dw, 1200 RO-Satu Mare I-Susegana Co-Ov-Ho, 1000 Ref-Frz, 2050 E-Fuenmayor I-Forli Ref-Frz, 650 Co-Ov-Ho, 1300 E-Alcalá de Henares I-Florence Wm, 620 Ref-Frz, 680 Electrolux HOME PRODUCTS Le nuove sfide del Manufacturing Fulvio Camilli Udine, Settembre 2003 Noi e il Mercato Focus: Concentrazione reti di vendita Concentrazione di marchi Competizione sul prezzo/servizio al cliente Anni 2000 Potere commerciale concentrato sui Retalier Diversification Anni 90 Focus: Posizionamento del marchio Ampiezza della gamma Vendita al dettaglio Anni 60÷80 Potere commerciale concentrato sui Produttori Product Order Potere commerciale in equilibrio fra Produttori e Retalier Replenishment Key success factors del manufacturing: l’evoluzione Focus: Innovazione Costo Qualità TQM Tempo/Servizio Focus: Innovazione Costo Qualità TQM ANNI 2000 >> I C Focus: Innovazione Costo Qualità ANNI 60 - 80 I C ANNI 90 Q TQM Q T/S I C Q Priorita` del manufacturing: l’evoluzione FUTURO PRESENTE PASSATO • Quantita’ • Costo • Qualita’ intrinseca del prodotto • Servizio = Velocitá e Puntualitá • Qualitá Percepita= Prodotto+Brand • Servizio pre e post vendita • Make or Buy • Creazione del valore L’evoluzione organizzativa del manufacturing Anni 60÷80 Organizzazione “Gerarchico-Funzionale” caratterizzata da: Basso livello di delega (5-6 livelli gerarchici) Basso orientamento ai processi Focalizzazione sull’efficienza di funzione Anni 90 Organizzazione “Snella” caratterizzata da: Elevato livello di delega (3-4 livelli gerarchici) Integrazione delle funzioni (AGI-IPM) Orientamento all’efficienza dei processi interni 2000 Organizzazione “Per Processi” caratterizzata da: Elevato livello di delega (3-4 livelli gerarchici) Integrazione dei processi interni Orientamento all’efficienza dei processi Integrati Creazione di valore per il cliente Dal manufacturing alla logistica: Consumer la nuova mission del Plant Supply Mgmt Manufactoring Svil.Nuovo Prodotto PLANT Il focus del Plant e` sulla ottimizzazione dei singoli processi gestiti con piena responsabilita` sull’innovazione di prodotto, sul costo, sulla qualita`. RETAILERS/SALES COMPANIES OGGI E DOMANI: “DEMAND FLOW MANAGEMENT” Il focus del Plant e` sulla gestione del prodotto in esercizio con primaria responsabilita`sul tempo e sul livello di servizio fornito al cliente oltre che sul costo e la qualita` del prodotto. Process Owner FORNITORI PLANT Consumer FORNITORI IERI: ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI RETAILERS/SALES COMPANIES Porcia Plant Plant Manager Human Resource Management Manutenzione Centrale Sistemi Informativi Assicurazione Qualita’ Acquisti Tecnici Controllo Gestione Engineering Group Gestione Comprensorio Acquisti Locali Sezione Produzione Plastica Pianificazione Commerciale AGI Tecnologica Plant Engineering AGI Sottoassiemi AGI Assemblaggio L’organizzazione del plant di Porcia S.I. CO.GE AGI TEC HRM Assicurazione Qualita’ AGI ASS (Process Owner) Consumer Plant Manager Manutenzione Pianificazione Commerciale Acquisti Tecnici Acquisti Locali Plant Engineering Gestione Comprensorio La chiave di successo Verso un sistema integrato: fornitore - produttore - retailer Alleanze F ornitori P roduttori R etailers Produttori DRIVERS DELL’INTEGRAZIONE: Tempi di risposta Livello di servizio Qualita` Prezzo Consumer Consumer La chiave di successo • L’integrazione tra produttore - fornitore e retailer diventa la chiave di successo. Gli anni 90 hanno visto il superamento/abbattimento delle barriere funzionali all’interno dell’organizzazione aziendale (organizzazione per processi). • E` giunto il momento di abbattere le barriere tra fornitori - produttori e retailers. Tutti questi attori hanno un unico cliente: il consumatore finale. Le barriere allontanano dal cliente, creano sprechi, loop organizzativi e di comunicazione ovvero attivita` senza valore aggiunto che il cliente non e`disposto a pagare. La Diversificazione Affrontare l’evoluzione del mercato e servire tutti i clienti (driver) nello stesso modo non è più possibile, perche’ Driver sempre più importanti (a volte con fatturato superiore al nostro) vogliono forniture e livelli di servizio personalizzati Per mantenere l’economicità dei flussi ogni canale deve essere servito in modo diversificato E’ per questo che oggi viene utilizzato un modello personalizzato che permette di modificare le modalità di servizio in funzione di ogni cliente/flusso. L’evoluzione della logistica Ieri: ordine prev.vend. progr.produz. progr.fornit progr.spediz. la domanda del mercato presenta una certa stabilita` nel mese (oscillazioni del +/- 20%) gli ordini alle fabbriche fluttuano per un ordine di grandezza del +/100% per avere la certezza di fornitura gli eccessivi lead time di produzione amplificano i tempi di reazione alle fluttuazioni di mercato la coerenza (mix e volume) tra domanda e produzione non e` certa la capacita` produttiva e gli spazi dei magazzini non sono utilizzati al meglio Oggi: replenishment system su tutto il processo logistico piena trasparenza sulle informazioni di mercato lungo tutto il processo logistico l’applicazione estesa della logica pull e del replenishment minimizza le amplificazioni degli ordini e dei tempi di risposta i fornitori rappresentano una estensione della fabbrica Convergenza su un metodo solo: • Perchè il replenishment sarà il metodo migliore per affrontare il futuro? • IL BEER GAME Risultato: servizio pessimo e scorte altissime Ordini di Produzione Mercato Materie Prime Ordini da Cliente Punto vendita Distributore Magazzino centrale Fabbrica Alcuni commenti Dobbiamo allargare il periodo di chiusura di 8 settimane Voglio tutto la prossima settimana Bisogna che parli direttament con il produttore questo rivenditore e‘ troppo lento Perche‘ non ho ricevuto nessuna previsione? Cosa .. Sta succedendo a questa fabbrica? Questo mercato e‘ pazzo L‘esempio Audi - L‘effetto del MIX Cliente: “Voglio un A2 Blu” Concessionario: “Ci voglio 3 mesi per produrla ma se ne prendi rossa ti faccio uno sconto di 200 Euro” Cliente: …umhh… “OK” Produzione di un’altra A2 rossa. Previsioni di macchine rosse: Bonus al conessionarei per le macchine rosse Volumi delle macchine rosse , prezzo Ma alla fine… Molti clienti potrebbero passare a Ford che e’ capace di produrre la macchine del colore che vuoi tu in tre settimane! Cosa e‘ successo? Ragioni e problemi Comunicazione proibita (regola del gioco) Mancanza di informazioni dirette Livelli di stock scollegati dalla pianificazione delle vendite Nessuna previsione disponibile Tempi di risposta della Supply Chain sconosiuti Pricipali cause dell’effetto Forrester • Coordinamento degli anelli della supply chain • Il numero di attori della supply chain • Il lead time della supply chain Il Coordinamento • Modello 1: Ogni anello ottimizza se stesso 2 3 4 Consumer 1 Ottimo1+Ottimo2+Ottimo3+Ottimo4 Ottimo globale Amplifica l’effeto Forrester aggiungendo margini di “sicurezza/insicurezza” Diminuisce la capacità di reazione della catena alle variazioni della domanda (somma dei tempi di reazione di ciascun livello) Il Coordinamento • Modello 2: Gestione centralizzata 2 3 4 Informazioni Decisioni •Necessita che tutte le fasi siano sotto la stessa responsabilità Consumer 1 Il Coordinamento • Modello 3: Condivisione delle informazioni 2 3 4 Informazioni •E’ necessaria una stretta collaborazione tra le parti Consumer 1 Il Lead Time • Il Lead time (lungo o corto) definisce direttamente a ciascun livello della catena: – La capacità di reazione in caso di forti variazioni della domanda – L’orizzonte di previsione/capacità di prevedere le vendite Costo LT=3 LT=1 Servizio Il Lead Time • Determina (insieme al servizio promesso al cliente) il punto di entrata dell’ordine e il rapporto buio/luce della supply chain Fasi: F E D C B A Tempo BUIO LUCE Tempo tra ordine e consegna Tempo Il Replenishment Le Sales Forecast Dal 1995 il metodo utilizzato per la pianificazione sia in termini di logistica che di fabbrica è stato il replenishment. Le società commerciali non inviano più ordini alle fabbriche ma previsioni di vendita, per ogni PNC e per ogni settimana. Oltre alle previsioni le SC inviano la loro situazione di magazzino (GSC, Good ad Sales Company) ed il loro venduto (SO, Sell Out). Con tutte queste informazioni le fabbriche provvedono autonomamente a calcolare cosa spedire alle società commerciali e cosa mettere in produzione. Il Target Stock Il concetto centrale del replenishment è il Target Stock. Il Target Stock è un livello di scorta, espresso in giorni medi di vendita, che deve essere presente nel magazzino della società commerciale. Fabbrica e società commerciale concordano il Target Stock per ogni PNC che commercializzano tra di loro. La fabbrica ogni volta che calcola il replenishment traduce il Target Stock in giorni nella quantità di merce deve essere presente presso il magazzino della sales company con la formula: Tsk pcs n w 1 SFw nd Tsk dys Dove n è il numero di settimane da traguardare e d è il numero di giorni di vendita per settimana della società commerciale. Tuning del Target Stock • Per ottimizzare il replenishment è importante impostare correttamente i parametri di calcolo del Target Stock – Il numero di giorni d di vendita nella settimana determina l’altezza del target stock – Il numero di settimane n determina l’anticipo rispetto alle fluttuazioni • Nelle due pagine seguenti alcuni esempi con Tsk in giorni pari a 8 Definizione dell’altezza (variazione del numero di giorni d di vendita per settimana) 3500 3000 2500 2000 1500 1000 500 0 1 2 3 4 Richiesta Tsk 6days 4 weeks 5 6 7 8 Tsk 4days 4 weeks Tsk 7days 4 weeks 9 10 11 Tsk 5days 4 weeks 12 Anticipo delle fluttuazioni (variazione del numero n di settimane) 5500 5000 4500 4000 3500 3000 1 2 3 4 Richiesta Tsk 7days 3 weeks 5 6 7 8 Tsk 7days 5 weeks Tsk 7days 4 weeks 9 10 11 Tsk 7days 2 weeks 12 Calcolo Del Replenishment • Il calcolo del replenishment semplicemente proietta la situazione di magazzino della società commerciale fino al periodo di replenishment Stock Level Target Stock (pcs) GIT Replenishment Need GSC Week Sales Forecast + Orders GSC Week+1 Time Beyond the Replenishment I Metodi / Possibilità Replenishment: Come visto precedentemente permette di ottenere grande flessibilità ed economicità nei flussi stabili (maturi) Make To Order: Per clienti con necessità precise permette di eliminare la gestione necessaria per il metodo del replenishment e permette di ottimizzare il flusso in funzione delle richieste del cliente Direct Delivery Sia per i flussi informativi/commerciali diretti sia per quelli gestiti dalla società commerciale porta a ottimizzare fortemente i trasporti e a ridurre le scorte all’interno della pipe-line Time-Frame Il passaggio di informazioni nei vari flussi non è uguale per tutti i tipi di gestione, ma le frequenze di gestione vanno da giornaliera a mensile in funzione del canale Le possibilita’ della supply chain Noi siamo proattivi Supply Chain Offerings Fully Integrated Consumer Checklist: Set of Requirements for different Supply Chain Solutions Make to Order Opportunistic Directs On-Demand (Bulk) On-Demand (Small delivery) Home Delivery Self Collection Servizio migliore a costi minori Un’analisi dei flussi logistici PRODUCT DIVISION FACTORY DISTRIBUTION CENTER CONSIGNEMENT WAREHOUSE REGIONAL DISTRIBUTION CENTER RLATFORM POINT OF DISTRIBUTION POINT OF SALES SCS – Servizi Standard DTO MTO VMI DTO – DELIVER TO ORDER Spedire da un REGIONAL DISTRIBUTION CENTER vicino al cliente , per esempio 24÷48 ore dalla scadenza dell’ordine. Tipicamente piccole quantita’, molto meno di un carico completo. L’accordo e’ tra il cliente e la Sales Division Il REGIONAL DISTRIBUTION CENTER e’ normalmente rifornito con un VMI interno (replenishment) tra la Sales Division e le fabbriche. MTO – MAKE TO ORDER Ordini da clienti con un lungo lead-time che coprono sia la produzione che il lead-time distributivo. Nessuna produzione prima dell’ordine. DIRECT DELIVERY di camion\vagoni completi dalla fabbrica al magazzino del cliente. Livello di servision quasi del 100% L’accordo e’ tra il cliente ed il Key Account, saltando l’order desk, la pianificazione della sales company legando direttamente il cliente e le fabbriche. VMI – VENDOR MANAGED INVENTORY Il fornitore e’ responsabile del mantenimento di un livello di stock concordato in un magazzino del cliente . Il fornitore calcola le spedizioni in delega del cliente. L’accordo e’ normalmente tra un cliente e la Sales Division Confronto di alcuni parametri delle Supply Chain Modello CTS (COST TO SERVE) Guidare i cambiamenti Integrated Partnering MAKE TO ORDER Direct DELIVER TO ORDER customized Perfect Partnering (thru Commercial / Category / Supply Flow) 100% Data Share Advanced Processes Make to order Central RDC Data share Order lead time Category mgmt Central range PARTNERING Some factory Direct Delivery Central RDC’s or virtual W/H Base data share Central range Order lead time some J.I.T. Re-Active Replenishment Warehouse Replenishment No Factory Directs Multi site Small drop No RDC No Data No forecast COST TO SERVE Maximum Efficiency Minimum Efficiency I vantaggi • La diversa combinazione dei tools precedentemente elencati dà luogo ad un’ampio ventaglio di possibilità gestionali per il servizio ai clienti. • Si cerca l’ottimizzazione tra tempo di risposta, economicità e livello di servizio per ogni canale Gli svantaggi • L’apertura di un così ampia gamma di gestioni se da un lato ottimizza i nostri rapporti con i clienti, dall’altro crea delle grosse criticità interne – Il livello di complessità interna è molto elevato – Sono necessarie delle risorse preparate per gestire tutti i tipi canali – Bisogna sincronizzare con i tempi di fabbrica i diversi Time Frame esterni La Diversificazione Fisica S.C. warehouse (with target stock). UK : staging warehouses France : Cross Docking-Lyon. Secondary transport Traditional Trade = Little Retailers Giant Stores External Customers: Alno,Quelle,Comet, (8EN-8KP for Sweden), (8XN for Norway), (8KU-HOL for Holand), (8FN for Russia), DGE for Germany and DKM La Diversificazione Informatica Replenishment Sales Companies Automatic transfer Replenishment Sales Companies/Direct Deliveires Automatic transfer Product Order Sales Companies Manual input Factory External Customer PO, Call Off and Safety Stock Manual input Marketing AS400 Customer External Customer PO, Call Off Automatic transfer 3090 Customer Automatic transfer Data Entry Point (Elux WEB) Data Entry Point E.F.S. 95 (Elux) NPV (Normalizzatore) Factory Manufacturing: l’evoluzione della specie KEY SUCCESS FACTORS PASSATO PRESENTE FUTURO SEGMENTAZION E DEL MERCATO AMPIEZZA DELLA GAMMA POSIZIONAMENT O DI MARCHIO “PRODURRE CIO` CHE SERVE” MAGGIOR INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE CONCENTRAZIO NE RETI DISTRIBUTIVE “PRODURRE CIO` CHE SERVE QUANDO SERVE” TEMPO=RISORSA SCARSA CREAZIONE DI VALORE “PRODURRE SERVIZI” ORGANIZZAZIONE & STRUMENTI PRIORITA` QUANTITA` COSTO QUALITA` INTRINSECA DEL PRODOTTO SERVIZIO: PUNTUALITA` E VELOCITA` DI SODDISFAZIONE DELLA DOMANDA (NUOVI PRODOTTI + PRODOTTI A CATALOGO) QUALITA` PERCEPITA (PRODOTTO + BRAND) SERVIZIO PRE E POST VENDITA MAKE OR BUY FONDATO SU COMPETENZE DISTINTIVE E SU VANTAGGIO GLOBALE PERCEPITO (CREAZIONE DI VALORE) INDICATORI DI PERFORMANCE LOGICA PUSH ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE E GERARCHICA KNOW HOW ACCENTRATO IN STAFF PESANTI STILE DI MANAGEMENT DIRETTIVO LOGICA PULL ORGANIZZAZIONE PER PROCESSI KNOW DIFFUSO NELLA “LINE” E STAFF SNELLE E COMPETENTI STRUMENTI: TIME TO MARKET, REPLENISHMENT, PARTNERSHIP LOGISTICA STILE DI MGMT:DELEGA E RESPONSABILIZZAZION E LOGICA DINAMICA = CHANGE MANAGEMENT CATEGORY MANAGEMENT & DEMAND FLOW MANAGEMENT STRUMENTI:COMUNICA ZIONE, COMPETENZE MANAGERIALI COSTI DI PRODUZIONE DIFETTOSITA` DI PRODOTTO COSTO DEL PRODOTTO QUALITA` INTRINSECA + QUALITA` PERCEPITA (CUSTOMER SATISFACTION) INNOVAZIONE: PRODOTTO/PROCE SSO/SERVIZI LOGISTICI COMPETENZE SODDISFAZIONE DIPENDENTI LEADERSHIP INDIVIDUALE E DI GRUPPO COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI COMPETENZE DI BUSINESS