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INDICE
Premessa ........................................................................................................................ 1 Stato attuale iniziale ...................................................................................................... 2 Vincoli e condizionamenti............................................................................................. 4 Analisi della conformità del progetto con la normativa ambientale e paesaggistica, i
vigenti piani e programmi territoriali e ambientali ....................................................... 4 Caratteristiche del progetto ........................................................................................... 6 Organizzazione del cantiere ....................................................................................... 7 Delimitazioni, Accessi e Segnalazioni ................................................................... 7 Viabilita' di cantiere ................................................................................................ 8 Aree di deposito ...................................................................................................... 8 Infrastrutture e Impianti .......................................................................................... 9 Fase di esercizio, Consumi, Rifiuti e Inquinamento ............................................... 9 Dimensionamento del progetto ................................................................................ 11 Quadro Economico-Finanziario ............................................................................... 12 PREMESSA
La presente relazione integrativa, redatta ai sensi della Legge Regionale 3 novembre
1998 n. 78 Testo Unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili, della Legge Regionale 3 novembre 1998 n. 79 Norme per l'applicazione della valutazione di impatto ambientale, della Deliberazione della Giunta Regionale 21
dicembre 1998 n. 9 Attuazione art. 30 L.R. 3 novembre 1998 n.78 - Testo unico in materia di
cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili, della Deliberazione della Giunta Regionale 15 novembre 1999 n. 1269 "Linee guida per il coordinamento
delle funzioni di vigilanza e controllo nelle attività estrattive" art. 30 L.R. 3 novembre 1998, n.
78, della Deliberazione della Giunta Regionale 11 febbraio 2002 n. 138 Istruzioni tecniche per
la formulazione delle domande di autorizzazione all' esercizio dell' attività estrattiva e per la
redazione degli elaborati di corredo (ai sensi dell' art. 12, comma 4 della L.R. 78/1998) e per la
comunicazione del trasferimento dell' autorizzazione (ai sensi dell' art. 14, comma 3 della L.R.
78/1998), è di supporto al Progetto di coltivazione e risistemazione del Polo estrattivo "Rena
Bianca", posto in Comune di San Giovanni Valdarno (Ar), località Rena Bianca - Borrassole,
ed individuato con la sigla 133 I 5 nel Piano delle Attività Estrattive, di Recupero delle aree
escavate e riutilizzo dei residui recuperabili (PAERP) della Provincia di Arezzo.
La presente relazione fa seguito alla richiesta di integrazioni inoltrata dal Settore Assetto del Territorio, Servizio Urbanistica, del Comune di San Giovanni Valdarno in data 1 aprile
2010 (prot. n. 006302), finalizzata all'attivazione della 'Procedura di Verifica e assoggettabilità',
ai sensi del punto a) - comma 1 - art. 11 della Legge Regionale 3 novembre 1998 n. 79 Norme
per l'applicazione della valutazione di impatto ambientale.
Per quanto concerne il progetto nei suoi dettagli, in particolare l'analisi dettagliata delle
caratteristiche fisiche (paesaggistiche, geologiche, litotecniche, geomorfologiche, idrogeologiche) delle aree interessate dall'attività estrattiva e le scelte progettuali riguardanti il piano di
coltivazione e risistemazione dell'area di escavazione, si rimanda alla Relazione precedentemente presentata.
Si riportano nei successivi paragrafi gli aspetti integrativi richiesti.
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STATO ATTUALE INIZIALE
Sono stati redatti elaborati riguardanti l'area di intervento ed un congruo areale limitrofo, contenenti la rappresentazione delle componenti ambientali, paesaggistiche ed antropiche,
con particolare riferimento alla vegetazione, agli usi del suolo, all'idrografia, al patrimonio architettonico esistente, alle infrastrutture, alla viabilità ed ai servizi a rete esistenti (Tavole 1, 2 e
3).
Relativamente a tali aspetti, oltre a quanto già riportato e descritto nella Relazione precedentemente presentata (pagine 25 e seguenti), si precisa quanto segue.
L'area in esame si configura per la maggior parte come area estrattiva secondo quanto
riportato nella Carta dell'uso del suolo del Piano Strutturale (Tavola 1.1), che in quella prodotta
in seguito al rilevamento effettuato sul terreno (Tavola 1). In alcune zone circoscritte sono presenti macchie e colture abbandonate e talvolta colture agricole (ad es. oliveti).
Non sono stati rilevati aspetti ecologici di pregio, bensì una diffusa povertà ecologica
con funzioni di habitat di ridotta qualità e naturalità.
Nella Carta della Vegetazione del Piano Strutturale (Tavola 1.6) sono riportate alcune
modeste porzioni di aree individuate come boscate all'interno del perimetro dell'area estrattiva in
esame, in corrispondenza del lotto n. 5. Il rilevamento effettuato sul terreno ha invece confermato, come già trattato nella Relazione (pagina 7), l'assenza di associazioni arboree, tranne una
zona circoscritta caratterizzata da macchia diffusa e gruppi di alberature di scarsa rilevanza,
come riportato nella Carta dell'Ecotessuto, nella Carta delle associazioni arboree prevalenti ed in
quella delle associazioni arboreo-arbustive rilevate (Tavola 6, 7).
Il perimetro delle aree interessate dall'escavazione in progetto è stato dunque definito
tenendo in debita considerazione il limite delle zone boscate effettivamente rilevato e mantenendosi all'esterno di tali zone, come si evince dalle tavole di progetto (Tavola 1).
E' stato redatto un elaborato relativo all'idrografia di superficie (Carta dell'idrografia,
Tavola 3) che evidenzia quanto già esaustivamente trattato nella Relazione precedentemente
presentata (pagine 23-24).
In particolare il bacino idrografico di riferimento dell'area in esame è quello del Borro al
Sole, affluente destro del Borro della Madonna, nel quale confluisce circa 600 m più a nord
dell'area interessata dall'escavazione in progetto; si tratta di un corso d'acqua di modeste dimensioni, che raccoglie le acque di ruscellamento e quelle subsuperficiali provenienti dagli impluvi
e dai versanti limitrofi, ed interessato dallo scorrimento significativo di acque solo in occasione
di eventi meteorici. Tale corso d'acqua risente fortemente delle variazioni stagionali, con accen-
2
tuazione delle piene autunnali, in concomitanza di precipitazioni meteoriche intense, e dei periodi di magra estivi. Il corso d'acqua, che separa le due porzioni della zona estrattiva, non risulta soggetto a vincoli e prescrizioni di carattere idraulico, analogamente alle aree ad esso prospicienti.
Nell'area oggetto di indagine non è possibile identificare la presenza di testimonianze
relative a insediamenti e/o attività antropiche storico-culturali o al patrimonio architettonico di
particolare rilevanza che esulino dalle pratiche agricole diffuse in tutto il territorio circostante,
come già evidenziato nella Relazione (pagina 29).
Nella Carta del patrimonio architettonico esistente si evince la presenza di un nucleo di
valore storico-architettonico scarso, a conferma di quanto precedentemente esposto.
Sono state inoltre redatte la Carta delle infrastrutture e della viabilità e la Carta dei servizi a rete esistenti (Tavola 3).
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VINCOLI E CONDIZIONAMENTI
ANALISI DELLA CONFORMITÀ DEL PROGETTO CON LA NORMATIVA AMBIENTALE E
PAESAGGISTICA, I VIGENTI PIANI E PROGRAMMI TERRITORIALI E AMBIENTALI
Sono stati redatti elaborati relativi ai vincoli e condizionamenti esistenti ed indotti dalle
normative vigenti, redatti sulla base cartografica della disciplina del suolo del Regolamento
Urbanistico, che duplicano gli elaborati già trasmessi negli Allegati alla Relazione precedentemente presentata.
Il progetto è stato redatto coerentemente alla normativa vigente in materia di cave e torbiere ed in accordo con gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, le norme e i
piani territoriali e ambientali.
I terreni interessati dall'area estrattiva non risultano soggetti ai vincoli, alle limitazioni d'
uso e alle procedure per la tutela ambientale del territorio indicati dalla Delibera della Giunta
Regionale n. 138/02 Istruzioni tecniche per la formulazione delle domande di autorizzazione
all' esercizio dell' attività estrattiva […].
In particolare:
•
il progetto è conforme con il Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE), essendo
le aree interessate dall'attività estrattiva interamente comprese all'interno del perimetro
individuato come bacino estrattivo nelle cartografie del PRAE e del PAERP, recepite
dallo strumento urbanistico del Comune di San Giovanni Valdarno.
Le aree in esame risultano completamente esterne alle zone caratterizzate da elementi di
condizionamento territoriale non compatibile con le attività estrattive individuate dai
piani di governo del territorio.
•
il progetto è conforme allo Strumento Urbanistico del Comune di San Giovanni Valdarno, in quanto le aree in oggetto ricadono all'interno del perimetro individuato come AE Area estrattiva nella Carta della Disciplina del suolo (Tav. 4) del Regolamento Urbanistico vigente.
•
le aree in oggetto non sono sottoposte a vincolo idrogeologico, né alle forme di tutela
previste dal Decreto Legislativo n. 42/04 Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio così come modificato dal D.Lgs. n. 157/06 Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42, in relazione al paesaggio, non ricadono all' interno
di parchi, riserve naturali e aree protette o delle relative aree contigue, né all' interno di
Siti di Importanza Regionale SIR e Siti di Interesse Comunitario SIC, o in aree di tutela
paesistica e/o di pregio, ai sensi della Delibera del Consiglio Regionale n. 296/1988.
4
•
le aree in oggetto non sono ascrivibili ad alcuna delle invarianti paesistiche, condizionamenti o particolari esigenze di tutela ambientale individuate nel Regolamento Urbanistico del Comune di San Giovanni Valdarno.
•
le aree in oggetto non risultano individuate come zona di rispetto per la tutela delle risorse idriche destinate al consumo umano.
•
le aree in oggetto ricadono parzialmente in aree individuate in cartografia come zone
boscate.
Nonostante risulti la sovrapposizione parziale di una modesta porzione delle aree interessate dall'escavazione in progetto con le zone individuate come boscate nelle cartografie di
supporto ai piani di governo del territorio, è stato eseguito un approfondito e dettagliato rilievo
in sito, individuando graficamente il limite delle zone boscate, riportato su base topografica in
scala 1:1.000, utilizzata come base per la stesura delle piante del piano di coltivazione e delle
cartografie allegate. Il perimetro delle aree interessate dall'escavazione in progetto è stato dunque definito tenendo in debita considerazione il limite delle zone boscate effettivamente rilevato
e mantenendosi all'esterno di tali zone (Tavola 1).
L'assenza di zone boscate all'interno del perimetro dell'area estrattiva è inoltre stata riportata nella Carta dell'Ecotessuto, nella Carta delle associazioni arboree prevalenti ed in quella
delle associazioni arboreo-arbustive rilevate (Tavola 7), derivanti dal rilevamento effettuato sul
terreno di supporto agli elaborati progettuali.
Per quanto riguarda la presenza di viabilità, infrastrutture e reti, questi aspetti sono riportati nella Tavola 3.
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CARATTERISTICHE DEL PROGETTO
Vengono di seguito descritti gli aspetti relativi allo stato di progetto, in particolare al
programma dei lavori, all'organizzazione del cantiere e al dimensionamento in termini di superfici e volumi interessati.
Per quanto riguarda il piano di coltivazione e le varie fasi distinte per i singoli lotti,
nonché le prescrizioni e le modalità esecutive degli scavi, comprese le verifiche di stabilità dei
fronti di scavo, si rimanda a quanto già approfonditamente descritto e schematizzato nella Relazione precedentemente presentata (pag. 32 e seguenti).
L'escavazione dell'area occidentale prevede la coltivazione, inizialmente, della parte del
Lotto n. 3 compresa nell'area di escavazione e, successivamente, la coltivazione del Lotto n. 4.
Contestualmente, nella porzione orientale dell'area estrattiva, si prevede la coltivazione del Lotto n. 5.
Schematicamente si può illustrare il progetto di coltivazione distinguendo le seguenti
fasi generali di lavorazione:
•
allestimento dell'area di cantiere, realizzazione della rete di recinzione, posizionamento degli appositi cartelli e delle opere provvisorie necessarie al cantiere.
•
completa asportazione del cappellaccio del giacimento, costituito dai depositi limoso-argillosi sommitali ed in particolare riferibili (dal basso verso l'alto nella successione stratigrafica) ai Limi di Terranuova, alle Argille del Torrente Ascione ed ai
Limi e sabbie del Torrente Oreno.
•
accantonamento del materiale sterile, da riutilizzare per il successivo ripristino
morfologico, in aree di stoccaggio provvisorio.
•
coltivazione del banco di materiale utile, costituito dai depositi sabbiosi delle Sabbie della Rena Bianca.
•
ripristino ambientale e morfologico dell'area interessata dall'escavazione.
•
asportazione della recinzione e delle opere provvisorie di cantiere.
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ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
L'area di cantiere è composta dall'area estrattiva e dall'area di servizio, comprendente le
zone da adibire a viabilità interna e movimentazione dei mezzi.
Il cantiere dovrà essere installato e delimitato prima dell'inizio dei lavori e smobilizzato
solo ad ultimazione di tutte le attività.
Particolare attenzione dovrà essere riservata ai percorsi e agli accessi dei mezzi, al fine
di non creare interferenza con l'attività estrattiva in senso stretto.
A fine giornata lavorativa dovranno essere opportunamente riposte le attrezzature, i materiali ed i mezzi. Le macchine operatrici dovranno essere parcheggiate in sicurezza, con gli
organi di manovra in condizioni di riposo.
Al termine dei lavori le aree dovranno essere ripristinate; dovranno pertanto essere rimosse le opere provvisionali, le infrastrutture di cantiere e le recinzioni provvisorie e le aree
dovranno essere sgombrate da eventuali rimanenze di materiali e/o rifiuti.
DELIMITAZIONI, ACCESSI E SEGNALAZIONI
L'area di cantiere dovrà essere completamente recintata, allo scopo di garantire il divieto
di accesso ai non addetti ai lavori. La recinzione di delimitazione delle aree di cantiere dovrà
risultare sufficientemente robusta e visibile e potrà essere costituita da reti plastiche colorate
(arancione). La rete plastificata dovrà essere alta almeno 1.5 m e sorretta da montanti.
Le soluzioni adottate per le recinzioni provvisorie dovranno assicurare la necessaria robustezza pur evitando interventi invasivi, in modo da poter ripristinare, con la semplice rimozione anche temporanea, le condizioni di transito attuali.
Le recinzioni delle aree di cantiere verranno installate all'inizio dei lavori e rimosse al
termine delle attività, ripristinando le zone nelle condizioni attuali.
Sulla recinzione verranno realizzati accessi, regolati da sbarre o cancelli dotati di sistema di chiusura con catena e lucchetto, od altro sistema che garantisca comunque l'inaccessibilità
ai non addetti ai lavori. Sugli accessi dovranno essere posti appositi cartelli di identificazione
del cantiere (dati relativi all'autorizzazione: data, comune, progettista, direttore dei lavori, impresa esecutrice...), di divieto, di pericolo ed eventuali prescrizioni. Segnalazioni di 'pericolo',
'lavori in corso' e 'uscita mezzi' dovranno essere indicate anche sulla viabilità, in prossimità
dell'accesso.
Nelle aree di cantiere dovranno essere apposte le segnaletiche previste dalla vigente
normativa. I cartelli dovranno essere costruiti con appositi materiali, resistenti il più possibile
agli urti e alle intemperie, e conformi, in particolare per tipo e dimensione, alla normativa vigen-
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te. I cartelli andranno rimossi quando non sussiste più la situazione che ne giustifica la presenza.
VIABILITA' DI CANTIERE
L'area interessata dall'attività estrattiva è raggiungibile seguendo due percorsi possibili:
il primo provenendo dall'abitato di San Giovanni Valdarno, percorrendo Via della Madonna e
poi la Strada bianca di Borrassole; il secondo percorrendo la Strada Provinciale n. 12 di Santa
Lucia in direzione Cavriglia, da cui si diparte una recente viabilità a fondo bianco realizzata a
servizio dell'intera zona estrattiva che si ricongiunge con la Strada di Borrassole.
Nella Carta delle Infrastrutture e della Viabilità è individuata la viabilità interna di cantiere e di collegamento e accesso allo stesso.
La viabilità risulta già esistente, sia per quanto riguarda la viabilità interna dell'area estrattiva, sia per quanto concerne quella di accesso.
Un tratto di strada esistente interna di servizio all'area estrattiva risulta posto all'interno
del Lotto n. 4, oggetto di escavazione. Durante le fasi di scavo questo tratto di strada verrà temporaneamente deviato; la posizione del tracciato non è al momento definibile poichè sarà variabile in funzione dei tempi e degli spostamenti della coltivazione.
I mezzi utilizzati sosteranno in cantiere solo il tempo necessario alle operazioni di competenza e per lo stazionamento temporaneo occorrente al carico dei materiali.
I materiali scavati saranno trasportati con mezzi pesanti direttamente all'impianto di lavorazione dell'impresa Silva S.r.l., posto lungo la Strada Provinciale n. 12, ad una distanza di
circa 1.2 km dall'area di escavazione.
La viabilità di collegamento utilizzata consisterà nel tratto di strada vicinale a fondo
bianco che congiunge la Strada di Borrassole con la Strada Provinciale n. 12, che attraversa
terreni in cui non sono presenti insediamenti abitativi di una qualche entità; dunque si procederà
percorrendo un breve tratto di strada provinciale fino all'impianto di lavorazione.
Tale viabilità, dedicata alle attività di escavazione già presenti nell'area, è stata realizzata dal consorzio cavatori e penetra in tutto il comprensorio inserito nel P.R.A.E., consentendo di
assorbire i flussi di traffico ed eliminando le interferenze con le viabilità minori ed i centri abitati circostanti.
Considerata la lontananza degli insediamenti abitativi, questi non saranno disturbati in
maniera significativa dal passaggio degli automezzi.
AREE DI DEPOSITO
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All'interno dell'area di cantiere è stata prevista un'area di deposito per i materiali e le attrezzature.
Il materiale sterile di scarto sarà accantonato in un'area di stoccaggio provvisorio e sarà
riutilizzato per il successivo ripristino dell'area soggetta a coltivazione. Il materiale inerte di
natura prevalentemente argillosa non determina alcun tipo di rischio ambientale.
L'area di stoccaggio provvisoria sarà posta a distanza di sicurezza dal fronte di escavazione e dalla viabilità interna e dovrà essere segnalata con appositi cartelli.
In conformità alle caratteristiche geotecniche dei terreni i cumuli di materiale temporaneamente depositato dovranno avere un angolo di riposo non superiore a 30° ed un'altezza massima di 5 m.
INFRASTRUTTURE E IMPIANTI
Considerando che il materiale scavato utile sarà trasportato direttamente all'impianto di
lavorazione non occorrerà insediare in cava né impianti, né opere di smaltimento dei rifiuti.
Non si prevedono allacciamenti alle utenze (telefono, energia elettrica, gas, acquedotto).
Per la coltivazione saranno esclusivamente impiegati escavatori cingolati e mezzi pesanti per il trasporto del materiale escavato all'impianto di lavorazione dell'impresa Silva S.r.l.,
posto lungo la Strada Provinciale n. 12.
Non essendo presenti impianti di lavorazione del materiale, le uniche infrastrutture saranno: una baracca ad uso spogliatoio ed un wc chimico.
Il piano terra della casa colonica di proprietà della società Silva, individuata nella tavola
esplicativa, contiene tutti gli spazi necessari per le attività di servizio.
L'area dove saranno poste le citate infrastrutture dovrà essere recintata e munita di appositi cartelli di pericolo.
Le infrastrutture saranno soggette a demolizione a fine lavori e pertanto non necessitano
di procedimenti autonomi in quanto rientranti nell'autorizzazione dell'attività estrattiva.
FASE DI ESERCIZIO, CONSUMI, RIFIUTI E INQUINAMENTO
L'organizzazione del cantiere nella fase di esercizio avverrà nel seguente modo.
Per la coltivazione saranno esclusivamente impiegati escavatori cingolati. Il banco sabbioso asportato durante l'escavazione, che presenta un interesse economico, sarà subito caricato
su autocarri per essere trasportato, attraverso la viabilità interna ed un tratto di Strada Provinciale n. 12, all'impianto di lavorazione per il lavaggio e la selezione. Dall'impianto verrà inviato
all'utilizzatore finale.
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Considerando che il materiale scavato utile sarà trasportato direttamente all'impianto di
lavorazione non occorrerà insediare in cava né impianti, né opere di smaltimento dei rifiuti. I
rifiuti che deriveranno dallo svolgimento dell'attività estrattiva infatti saranno limitati essenzialmente agli olii esausti e ai filtri dei mezzi meccanici impiegati che, in quanto classificabili
come rifiuti speciali, verranno periodicamente ritirati da ditte autorizzate al loro smaltimento. Il
rifornimento delle macchine operatrici ed il loro lavaggio avviene nel cantiere della società.
Durante l'escavazione non verrà sfruttata alcuna 'risorsa acqua' relativamente alle acque
di sottosuolo. I lavori di escavazione in corrispondenza dei litotipi considerati non richiedono
l'utilizzo di acqua, quindi non sarà prodotta alcuna tipologia di scarico. Analogamente le attività
previste non potranno determinare inquinamento delle acque superficiali o di sottosuolo, considerata anche la profondità della falda dall'attuale fondovalle.
Non essendo presenti impianti di lavorazione del materiale, le uniche emissioni di polveri non convogliate e diffuse sono quelle generate dalla movimentazione dei mezzi in opera,
soprattutto durante la stagione secca. Tali polveri saranno contenute mediante periodiche e ripetute bagnature delle piste di cantiere e delle gomme degli automezzi. Per l'innaffiamento verranno utilizzati autobotti con approvvigionamento al cantiere dell'impianto di Via Montecarlo.
I lavori di escavazione in progetto saranno svolti durante le ore diurne, pertanto non è
previsto nessun tipo di inquinamento visivo. La rumorosità e le vibrazioni saranno determinate
soltanto dalla movimentazione dei mezzi in opera e saranno mantenute a livelli accettabili.
Considerata la natura litologica dei sedimenti presenti nel sito di escavazione, non sussistono rischi ambientali derivanti dalla presenza di amianto nei materiali estratti.
Non saranno inoltre utilizzati macchinari che emettano radiazioni di qualsiasi natura.
Non è inoltre previsto lo stoccaggio nell'area di sostanze pericolose.
Durante i lavori non verranno utilizzati esplosivi, martelli demolitori o altre tecniche
che possano provocare pericoli di incidenti.
Per l'attività in esame sono previsti mediamente 10 viaggi al giorno con gli atuomezzi.
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DIMENSIONAMENTO DEL PROGETTO
La superficie complessiva interessata dall'escavazione è di circa 39.214 m2.
La porzione ovest (Lotto n. 3 e Lotto n. 4) si estende per un'area di circa 24.019 m2. La
porzione est (Lotto n. 5) si estende per un'area di circa 15.195 m2.
Per la porzione ovest (Lotto n. 3 e Lotto n. 4) è stato stimato un volume di materiale escavato pari a circa 175.000 m3 per i depositi costituiti dalle Sabbie della Rena Bianca e circa
82.600 m3 per i depositi limoso-argillosi sommitali, costituiti in prevalenza dai Limi di Terranuova e dalle Argille del Torrente Ascione. Il totale del materiale estratto in quest'area sarà
quindi pari a circa 257.600 m3.
Per la porzione est (Lotto n. 5) è stato stimato un volume di materiale escavato pari a
circa 59.650 m3 per le sabbie silicee e circa 4.500 m3 per i depositi limoso-argillosi, per un totale di materiale estratto pari a circa 64.150 m3.
Il totale di materiale estratto per entrambi i lotti risulta pari a circa 321.750 m3.
E' stato stimato un quantitativo di circa 174.720 m3 di materiale necessari al ripristino.
La coltivazione effettuata con il presente progetto prevede la commercializzazione di
circa 325.600 t al netto dello scarto. Non è stata valutata la porzione merceologica, destinata
all'industria del laterizio, dei depositi limoso-argillosi escavati, in quanto risulta quantitativamente irrilevante.
Il materiale sterile di scarto, pari a circa 87.100 m3 per i depositi di copertura sommitali
e la porzione giudicata non utilizzabile del banco sabbioso, accantonato in aree di stoccaggio
provvisorio, sarà riutilizzato per il successivo ripristino dell'area soggetta a coltivazione. Il materiale mancante per completare il ripristino, oltre a quello di scarto derivante dall'escavazione,
sarà costituito da terre e rocce da scavo, provenienti da aree esterne a quella di cava, ai sensi
dell'art. 186 del Decreto Legislativo n. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni.
Le terre e rocce utilizzate saranno gestite ai sensi della normativa vigente, garantendo la
qualità e la provenienza dei materiali ogni volta utilizzati; potranno anche essere effettuate convenzioni a lungo termine relativamente alla gestione ed al trasporto delle stesse.
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QUADRO ECONOMICO-FINANZIARIO
Considerata la previsione di sfruttamento del banco sabbioso riferibile alle Sabbie della
Rena Bianca, per un volume stimato pari a circa 175.000 m3 per la porzione ovest (Lotto n. 3 e
Lotto n. 4) e pari a circa 59.650 m3 per la porzione est (Lotto n. 5), risulta un quantitativo complessivo di materiale escavato pari a circa 234.650 m3, corrispondenti a circa 351.975 tonnellate.
Secondo questa ipotesi di escavazione il volume di materiale potenzialmente produttivo,
corrispondente mediamente al 90-95 % di quello escavato, in quanto il rimanente 5-10 % consiste in terreni merceologicamente non idonei, risulta pari a circa 325.600 t.
Considerando i quantitativi commercializzati nell'ultimo quinquennio e quelli stimati
potenzialmente produttivi si può prevedere una durata della coltivazione di 5 anni, con un quantitativo medio di materiale commercializzato pari a circa 65.000 t all'anno ed un imponibile
medio di circa 845.000 €.
Sono di seguito riportati i quantitativi commercializzati durante gli ultimi cinque anni e
l'imponibile ricavato, sulla base dei quali sono stati ipotizzati i quantitativi ed i costi previsti.
Anno
Quantità (t)
Imponibile (€)
Prezzo medio (€/t)
2005
113.385,82
1.432.463,13
12,63
2006
92.218,66
1.245.176,13
13,50
2007
97.232,42
1.260.038,45
12,96
2008
67.136,91
874.449,29
13,00
2009
45.919,50
666.574,70
14,52
I quantitativi commercializzati previsti per una durata della coltivazione pari a cinque
anni risultano dunque i seguenti.
Durata coltivazione
Quantità (t)
Imponibile (€)
Prezzo medio (€/t)
2011-2016
325.600
4.230.000
13,00
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