...Colui che cade in una battaglia
per la liberazione,
non muore mai:è per lui che portano il lutto
il cielo e la terra,
la bestia e la natura,
e anche i cantanti cantano canzoni dedicate a lui...
Cristo Botjov Petkov
 Nato il 6 gennaio 1848 (il 25 dicembre 1847 secondo il
vecchio stile) nella città di Kalofer.
 Il padre: il maestro Botjo Petkov (1815–1869)- insegnante,
scrittore e personaggio pubblico, di Kalofer , studiò ad
Odessa, compilatore e traduttore di libri.
 La madre: Ivanka Boteva (1823–1911)- di una famiglia
modesta di Kalofer, madre di nove bambini.
 I fratelli e le sorelle: Ana (1850–1867), Petko (1852–1872),
Stefano (1854–1890), Kiril (1856–1944), Tota (1859–1864),
Ghenko (1861-1863), Ghenko (1863–1866) e Bojan(1866–
1885).
I genitori
Ivanka Boteva
Botjo Petkov
Biografia
 1854 suo padre- Botjo Petkov entra in conflitto con il
comune di Kalofer a causa del suo stipendio e tutta la
famiglia si trasferisce nella città di Karlovo.
 Cristo Botev comincia a frequentare la scuola di
Karlovo e il suo maestro è il padre stesso.
 1858 Botjo Petkov accusa il governo del comune di
Karlovo che cerca di usurpare i soldi lasciati in eredità
all scuola e dopo ritorna nella città di Kalofer.
Istruzione
 Dopo il ritorno a Kalofer frequenta la scuola locale di
tre classi dove il suo insegnante è il padre stesso.
 Nell’autunno del 1863, Cristo Botev ottiene la borsa di
studio dal governo russo e parte, attraversando Plovdiv
e Costantinopoli, per studiare ad Odessa dove arriva il
14novembre.
 Entra nel Secondo Ginnasio come „ascoltatore
volontario“ siccome non è abbastanza ben preparato
par essere un alunno regolare e si sistema nella
pensione del ginnasio.
Istruzione
 Nel 1864 Botev lascia la pensione del ginnasio e
comincia a vivere indipendentemente in diverse
dimore.
 Con il suo comportamento eccentrico respinge la
comunità bulgara a Odessa e molti dei suoi
rappresentanti limitano i loro contatti con lui.
 Passa molto tempo in diverse biblioteche- legge
soprattutto dei libri di autori russi.
 Aiuta Vittor Grigorovich nella traduzione russa di
canzoni bulgare popolari.
Istruzione
 Nel mese di settembre del 1865 diventa chiaro che
Botev non è promosso nella terza classe per la sua
„negligenza“ e la sua borsa di studio è interrotta.
Ottiene una somma singola con cui debba ritornare in
Bulgaria.
 Rimane a Odessa mantenendosi grazie alle lezioni
private che dà e stabilisce dei contatti con la comunità
polacca nella città.
 Si iscrive come „ascoltatore volontario“ nella facoltà
storico-filologica dell’Università imperiale di Nuova
Russia.
Biografia
 1866 – nominato insegnante nel paese di Zadunaevo.
 1867- riceve la notizia che suo padre è gravemente
malato e decide di ritornare a casa.
 Nel mese di aprile del 1867– sostituisce il padre malato
prendendo una parte delle sue lezioni nella scuola di
Kalofer.
 Il 15 aprile 1867 – il giornale „La zampogna“ di
Costantinopoli, Petko Slavejkov vi pubblica „Alla
madre“ scritto nel 1864г.
Sei tu, madre mia,che hai cantato così lamentosa,
sei tu quella che mi ha maledetto per tre anni interi,
così che io sto vagando come un misero vagabondo e mi
sto imbattendo in ciò che l’anima mia sta odiando?
Biografia
 L’11 maggio 1867- in occasione della festa dei santissimi
fratelli Kiril e Metodii, Botev tiene un discorso
improvvisato in cui sta criticando la moderazione del
movimento nazionale orientato in quel periodo soprattutto
alla creazione di un’indipendente chiesa.
 L’estate del 1867 la salute di Botjo Petkov sta migliorando
ed è chiaro che suo figlio non riesce a farcela con
l’insegnamento.
 La borsa di studio è rinnovata perchè Botev possa finire il
suo studio a Odessa ma lui preferisce andare in Romania
senza condividere la notizia della sua decisione con la
famiglia.
Hash-esule, emigrato durante la
dominizione ottomana
 Settembre 1867 Botev arriva nella città rumena Gjurghevo
dove presto stabilisce dei contatti con gli emigrati bulgari.
 Dopo il funerale di Rakovski parte per Odessa ma arriva
solo fino a Braila.
 Comincia a lavorare come tipografo in una tipografia,dove
viene stampato anche il giornale:”L’alba di Danubio“.
 Gennaio 1868 sul giornale „L’alba di Danubio“
viene pubblicata la seconda poesia di Botev - „Al
fratello“:
E’ grave, fratello,
vivere tra scemi frainteso;
L’anima mia in fiamme si strugge,
Il cuore in piaghe inciprignite.
 L’inizio del 1868 a Braila Cristo Botev fa parte del drappello
di Jeljo voivoda dove è nominato scrittore e proprio allora
scrive la sua poesia „Addio“:
Non piangere, madre, non essere triste,
perchè io sono diventato un ribelle,
un ribelle, madre, un rivoluzionario,
chè ti ho lasciata infelice
triste per il suo primogenito!
ma maledici, madre,imprechi
questo nero turco esilio,
che cacciò via noi giovani
in quelle terre straniere matrigne per errare, per vagare
senzatetto, miserabili, senza amici!
Biografia
 Settembre 1868 Botev va a Bucarest con il gruppo
teatrale dilettante di Dobri Vojnikov, scappando dalla
polizia di Braila che lo sta cercando per una rissa con
dei turchi nel parco cittadino.
 Cerca lavoro come insegnante ma non ci riesce perchè
non parla bene il rumeno
 Si iscrive alla scuola di medicina di Bucarest per vivere
nella sua pensione ma nell’ottobre la lascia.
Biografia
 Caduto in una situazione disperata, senza soldi, decide
di ritornare in Bulgaria per diventarci insegnante, però
non ha il denaro per il viaggio.
 Nel mese di novembre e l’inizio di dicembre 1868 lui
vive in un mulino abbandonato insieme a Levski.
 Da lì manda una lettera al suo amico Kiro Tuleskov in
cui descrive Levski.
La lettera a Kiro Tuleskov
… Ti scrivo, amico mio, perchè sono
rimasto qui [a Bucarest] con l’intenzione
di diventare insegnante nella scuola
bulgara ma mi sono ingannato abbastanza.
Sono caduto in una situazione così misera
che non riesco a descriverti.Vivo assai
poveramente; gli stracci che ho sono
laceratissimi e di giorno mi vergogno di
uscire per le strade. Vivo nella periferia
di Bucarest in un mulino a vento insieme
al mio connazionale Vasil il Diacono.
La lettera a Kiro Tuleskov
 Dei mezzi di sussistenza non chiedermi
perchè a malapena troviamo del pane a due
tre giorni per sfamarci... Questi giorni
penso di tenere una conferenza nella
biblioteca "Amore fraterno",ma come
presentarmi – non lo so! Nonostante tutta
‘sta situazione miserabile io non perdo
mai il mio coraggio e non cambio per niente
il mio discorso onesto…
La lettera a Kiro Tuleskov
Il mio amico Levski con il quale sto convivendo ha
un carattere particolare! Noi ci troviamo in una
sitazione misera ma ciò nonostante lui è così
allegro come quando viviamo decentemente bene. Fa
freddo,un freddo da cani, siamo morti di fame da due
o tre giorni mentre lui è sempre allegro, si
diverte! La sera – prima di coricarsi – lui canta;la
mattina, aprendo gli occhi, canta di nuovo. Per
quanto tu stia triste, lui troverà il modo di farti
felice , di farti dimenticare tutte le tristezze e
le sofferenze. E’bello convivere con delle persone
così …
Biografia
 Febbraio 1869 è nominato insegnante di bulgaro ad
Alessandria ma più tardi è licenziato siccome entra in
conflitto con dei bulgari abbienti della città che accusa
di mancanza di patriotismo.
 Agosto 1869 è nominato insegnante nella città di
Ismail nella parte rumena della Bessarabia del Sud.
 Nello stesso tempo a Kalofer muore suo padre
lasciando la sua famiglia con tanti bambini con risorse
limitate.
Biografia
 Vivendo ad Ismail Botev collabora ad alcuni
giornali bulgari di Bucarest — il satirico „Il
tamburo“ e quello pubblicato da Ljuben
Karavelov „La libertà“.
1870 il giornale Libertà „Elegia“
Dimmi, dimmi, povero popolo,chi
in questa culla schiava ti dondola?
Colui che trafisse nelle costole in
maniera terribile il salvatore sul
crocefisso oppure colui che per anni e
anni ti canta:
«Soffri e salverai l’anima?!"
1870 il giornale Libertà
„Partizione“ dedicata a L. Karavelov
Per sentimenti siamo noi con te
fratelli
E pensieri uguali con te
coviamo,
E credo che, in questo mondo di
niente con te ci pentiamo.
Biografia
 La primavera del 1871 il comune di Ismail decide di mettere
la fine all’insegnamento del bulgaro nella scuola e smette
di pagare a Cristo Botev.
 Maggio 1871 Cristo Botev si trasferisce a Braila.
 Comincia a pubblicare il giornale „ La parola degli
emigranti bulgari“ – solo in 5 numeri, la parte principale è
scritta da Botev stesso – „Al posto del programma“, „Gli
esempi della giustizia turca“, „Il popolo -ieri, oggi e
domani“, „Il pianto ridicolo“, „Петрошан“, „E’ risolta la
questione riguardo la chiesa?“.
La parola degli emigranti bulgari
La parola degli emigranti bulgari-
„Al mio primo amore“
Lascia questa canzone amorosa,
Non versare il veleno nel mio cuore Sono giovane, ma la giovinezza non ricordo,
E se ricordo,non rivango ciò che ho dispezzato
e davanti a te ho pestato.
Dimentica quei tempi quando piangevo
Lo sguardo tenero e i sospiri:
Ero shiavo allora- le catene trascinavo,
Per un tuo sorriso,
Folle io il mondo odiavo
E i sentimenti nel fango ficcavo!
La parola degli emigranti bulgari -„La lotta“
In tristezza e sofferenza la giovinezza passa,
Il sangue si commuove con rabbia nelle vene,
Lo sguardo fosco, la ragione non vede
È buono o cattivo ciò che arriva di fronte...
Nell’anima giacciono gravi ricordi,
La memoria ostile li ripete spesso,
Dentro petto nè amore nè pizzico fede,
nè speranza di poter svegliare
da un sonno mortale un uomo onesto!
Le persone oneste da noi considerano matti,
Lo sciocco dappertutto viene rispettato:
«E’ricco", dice, ma non gli chiede
Quante persone ha arso vive,
Quanti poveri ha derubato
E all’oltare Dio ha ingannato
Con le preghiere, maledizioni e bugie.
Biografia
 Giugno 1871 A causa di mancanza di fondi termina la
pubblicazione del giornale „La parola degli emigranti
bulgari“.
 1871-1872 Botev mantiene attivi i suoi contatti con i
socialisti russi Nikolki Meletin e Sonja Rubinshtajn.
 Alla fine del 1871 Botev e Meletin cercano di ricattare un
abbiente bulgaro di Braila di soldi ma sono scoperti dalla
polizia e partono per Galaz.
 A Galaz tutti e due insieme ad altri complici fanno alcune
rapine a diversi commercianti e perfino cercano di
falsificare dei soldi.
1872 г., Il giornale Libertà– „Lo sconosciuto“
Sbrigati, sconosciuto, va in fretta
Per arrivare nella casa paterna,
Davanti alla casa c’è il coro,
Passerai attraverso il coro.
"Benvenuto", ti diranno
bambini, nonne e ragazze;
Le ragazze- danzano
Insieme alle loro amiche.
Biografia
 Aprile 1872– è arrestato, a casa sua scoperta la letteratura





russa anarchica.
Accusato di aver diffuso idee politiche radicali.
Mandato nel carcere di Foksciani.
Luglio 1872 liberato .
Agosto 1872 arriva a Bucarest.
Lavora come correttore nel giornale pubblicato da
Karavelov„Libertà“ che più tardi ottiene il nome di
„Indipendenza“.
Biografia
 La primavera del 1873 guida la pubblicazione del
giornale „La sveglia“.
 Pubblica i feuilleton O, tempora! O, mores!“ e „E’ ciò
che vi aspetta!“, come le poesie„Perchè non sono...?“,
„San Giorgio“ e „Patriota“.
Il giornale „La sveglia“
- San Giorgio
Sii allegro,popolo! Giovani e vecchi,
Lodate anche oggi Dio e lo zar!
Oggi è san Giorgio. Un branco di pecore ieri
belava dietro il suo pastore,quando lo zar
spensierato, sciocco come tutti gli zar della
terra condusse il branco con il suo bel bastone
e i suoi cani intelligenti – i ministri
fedeli,senza il portafoglio ma anche senza lo
stipendio ai quali se lo zar bada potrebbe dire:
«Beata la pecora, vive meglio del mio popolo!"
Il giornale „La sveglia“ - Patriota
E’ un patriota- dà l’anima per la scienza per
la libertà;
Ma non la propria anima, fratelli,
Ma l’anima del popolo!
E ad ognuno fa del bene,
solo, dovete saperlo, per i soldi,
Come un uomo- cosa potrebbe fare?
Si vende l’anima.
 1873traduce un libro russo di aritmetica ma vi
introduce dei commenti politici e il libro è
annientato dopo la sua edizione a Plovdiv.
 1873 Cristo Botev pubblica nel giornale „Indipendenza“
alcune delle sue più famose poesie: „Hadji Dimitar“,
„Nella locanda“, „La mia preghiera“ e„E’ apparsa una
nuvola tenebrosa“.
Biografia
 L’autunno del 1873 traduce il libro„La questione
orientale e la Bulgaria“ dell’ufficiale dei servizi
russi segreti Ivan Liprandi.
 La primavera del 1874 Botev lavora come
insegnante nella scuola bulgara di Bucarest.
 Si trasferisce a vivere nella scuola che si trova nella
casa del vescovo Panaret Rascev.
 Conosce la sua futura sposa Veneta Vesireva, la
nipote del vescovo.
Nella locanda
La mia preghiera
E’difficile! Datemi del vino!
Ubriaco almeno dimentichi io
ciò che voi gli sciocchi non
sapete è vergogna o gloria!
Oh, Dio mio!
Non tu che sei in cielo, ma tu
che sei dentro di me DioMe nel mio cuore e nella mia
anima...
Che dimentichi io
il mio paese, la carissima
casa paterna e quelli che mi
hanno lasciato in eredità
lo spirito della libertà e
della lotta!
Non tu davanti al quale
s’inginocchiano sia i monaci
che i vescovi
E in onore del quale accendono
delle candele le bestie
ortodosse;
Biografia
 L’estate del 1874 Cristo Botev lavora molto attivamente
per Il Comitato centrale bulgaro rivoluzionario e
diventa il suo segretario.
 L’autunno del 1874Botev finisce la traduzione del libro
„Dell’origine slava dei bulgari del Danubio“ dello
storico russo Dmitrii Ilovajski.
 1874 – comincia a pubblicare il giornale„La bandiera“,
lascia il suo posto di insegnante che occupa subito
dopo suo fratello Stefano.
Biografia
 Marzo 1875 Karavelov e Botev entrano in un conflitto
pubblico e Karavelov sequestra per debiti l’ultimo
numero del giornale „La bandiera“.
 Il conflitto suscita emozioni tra gli emigrati bulgari e
mette in dubbio l’efficacia del comitato rivoluzionario.
 giugno 1875- riesce a comprare la propria tipografia,
continua a pubblicare il giornale „La bandiera“.
 luglio 1875 – sposa Veneta Vesireva.
Biografia
 Il 12 agosto 1875– la riunione comune del comitato
rivoluzionario.
 Risoluzioni:
1. Presidente – Dimitar Cenovich.
2. Vicepresidente – Cristo Botev.
3. L’organizzazione di un’insurrezione al più presto
possibile per approfittare della crisi nell’Impero
ottomano risultato della rivolta di Hercegovina.
4. Botev è mandato dal comitato per raccogliere dei
soldi e delle armi eper organizzare i volontari per
l’insurrezione tra i bulgari locali.
 Entra in conflitto con la comunità bulgara di
Kiscinev e un gruppo, al quale appartengono
ufficiali di origine bulgara, che deve
partecipare alla futura insurrezione.
 Tali gruppi sono formati ad Odessa e Nikolaev.
 A Odessa convince Filip Totjo di partire per
la Romania dove deve essere il capo del
drappello di volontari locali.
 Ritorna a Bucarest e il30 settembre lascia il comitato.
 Finisce la pubblicazione del giornale„La bandiera“.
 Apre nella casa propria una libreria mentre i suoi
fratelli cominciano a girare per la Romania e
Bessarabia per vendere i suoi libri tradotti e l’unica sua
raccolta di poesie pubblicata mentre era in vita.
 Ottobre 1875 - pubblica anche „Calendario murale del
1876“ con la poesia„L’impiccagione di Vasil Levski“.
L’impiccagione di Vasil Levski
Оh, madre mia, patria mia,
Perchè piangi in maniera così lamentosa?
Corvo, e tu , maledetto uccello,
A quale tomba lì stai gracchiando così
orribilmente ?
Oh, lo so, lo so, tu piangi, madre,
Perchè sei una schiava nera,
Perchè la tua voce santa, mamma,
È una voce debole, una voce in deserto.
La strada verso la morte
 Làautunno del 1875è formato un nuovo gruppo- il
comitato rivoluzionario di Ghjurghevo da Stefano
Stambolov e Stojan Zaimov. I membri del comitato
rivoluzionario sono isolati appositamente.
 Il programma del comitato di un’insurrezione prevede
un lavoro attivo dentro la Bulgaria che è divisa in 4
regioni rivoluzionarie e l’organizzazione di alcuni
drappelli in Romania che debbano oltrepassare il
confine e appoggiare i ribelli.
 Si mettono a preparare l’insurrezione di aprile.
La strada verso la morte
 L’inizio del 1876 gli attivisti del comitato preparano
questi drappelli raccogliendo volontari, denaro e armi.
 Aprile 1876 – è già chiaro che Panajot Hitov non sarà al
capo del drappello previsto per la regione di Vraza.
 il13 aprile 1876 nasce la figlia di Cristo Botev e VenetaIvanka.
 Il14 aprile 1876 gli Apostoli di Vraza Nikola Obretenov
e Gheorghi Apostolov incontrano Botev- lui stesso gli
propone di capeggiare il drappello.
La strada verso la morte
 Il 20 aprile 1876- Botev parte per Kiscinev e Odessa per
cercare dei volontari per il drappello e riesce ad
ottenere una somma di denaro in donazione.
 Il 1 maggio 1876 – Botev ritorna a Bucarest.
 Nel frattempo l’insurrezione a Koprivshtica è scoppiata
e gli apostoli di Vraza vogliono che il drappello parti
prima dellla data prevista l’11 maggio.
 Decidono che il drappello parti il 5 maggio 1876.
 Nei giorni fino alla partenza pubblica l’unico numero
del suo ultimo giornale „La nuova Bulgaria“.
La strada verso la morte
 La decisione che il drappello passi in Bulgaria il
5maggio non viene realizzata a causa di difficoltà
logistiche soprattutto legate alla fornitura di armi.
 Il programma include in sè il rapimento della nave a
vapore con lo scopo di un a notevole risposta
internazionale.
 I partecipanti al drappello sono sparpagliati in diverse
città del Danubio per non attirare l’attenzione.
La strada verso la morte
 Il 13 maggio 1876 – Botev arriva a Ghjurghevo.
 Il 16 maggio 1876– Insieme ad una parte del drappello
sale sulla nave „ Radecki “ come giardinai. Nelle casse
come strumenti da giardinaio sono raccolte le divise
dei ribelli e le armi.
La strada verso la morte
 Fermandosi in diversi porti rumeni lungo il Danubio
sulla nave salgono anche gli altri partecipanti del
drappello.
 Il 17 maggio 1876 la mattina Botev riceve ad Orjahovo
una lettera da Stojan Zaimov in cui dice che la trasferta
del drappello in Bulgaria dopo la sconfitta della rivolta
intorno a Panaghjurishte non ha senso e il drappello
deve continuare la propria strada verso la Serbia ma
Botev rifiuta di prendere in considerazione queste
indicazioni.
La strada verso la morte
 A mezzogiorno dello stesso giorno lui costringe il
capitano a fermare la nave alla riva destra del fiume
presso il paese di Kozloduj e i ribelli scendono dalla
nave.
 Si avviano verso la città di Vraza, il centro della regione
rivoluzionaria, attraversando i paesi di Butan e
Borovan ma nessuno dei bulgari locali si unisce ai
ribelli nonostante le aspettative in precedenza.
La strada verso la morte
La strada verso la morte
 Il drappello entra in scontri sporadici con dei circassi
locali ma senza conseguenze significative.
 La mattina del 18 maggiovicino al paese Banica a circa
20 chilometri da Vraza il drappello entra in uno
scontro più serio con un grande gruppo di circassi
dopo di che si ritira sull’altura Malin kamak.
 Tutto il giorno del 18 maggio il drappello di Botev si
difende sull’altura di Malin kamak attaccato da circa
200-300 circassi e altri bascibosuk.
La strada verso la morte
 Sperano inutilmente in aiuto da Vraza.
 Verso Malin kamak sono mandate parti del regolare
esercito ottomano e circa 30 dei ribelli sono uccisi o
feriti, gli altri si ritirano verso il sud della montagna.
 Il19 maggio a Vraza entrano un significativo numero di
eserciti turchi e la possibilità di una rivolta nella città è
interrotta. Il drappello di Botev va verso la parte
interna delle Montagne Vecchie.
La strada verso la morte
 La notte del 20 maggio il drappello giunge alla località
Vola dove rimane per pernottare ma presto è scoperto
dai circassi e bascibosuk( i turchi) e comincia la lotta.
 Lo scontro continua per tutta la giornata, il drappello
subisce gravi danni e rimane quasi senza munizioni.
 Al tramonto del 20 maggio(il primo giugno secondo il
nuovo stile) 1876 quando la battaglia si era placata,
un proiettile trafigge Botev e lui muore sul posto.
Immortalità
 Dopo la morte di Botev la sua testa è tagliata dagli
ottomani ed è esposta nella piazza della città di Vraza
la quale oggi porta il suo nome.
Convinzioni e ideologia
 Continua l’attività di Gheorghi Rakovski e Vasil Levski.
 L’unico mezzo radicale con cui risolvere la questione
nazionale per lui è la rivoluzione.
 Internazionalista secondo le sue convinzioni, Botev
difende il diritto del popolo bulgaro di consapevolezza
e autogoverno.
 Sostiene l’idea della lotta rivoluzionaria radicale a
scapito dell’ideologia illuminante..
 E’ contro lo sfruttamento dei più deboli socialmente da
parte dei più forti.
Convinzioni e ideologia
 Conosce personalmente molti rivoluzionari russi del
suo tempo.
 Legge i libri di Harbart Spensar, Charls Darvin, Karl
Marx, Mikhail Bachunin ecc.
 E’ un grande difensore del comune di Parigi nella
primavera del 1871 .
 Le visioni filosofiche e politiche di Botev si formano
sotto l’influsso del pensiero pubblico europeo – i
rivoluzionari russi democratici, i socialisti utopisti
francesi.
Convinzioni e ideologia
 Le sue visioni ideologiche includono molte idee
delle concezioni di G. Rakovski, V.Levski,
L.Karavelov ma nello stesso tempo influisce molti
altri rappresentanti socio-politici del pensiero
filosofico dell’ideologia sinistra. (Prudon,
Bachunin, Cerniscevski, Karl Marx).
L’anima
Carissimi Veneta, Dimitar e Ivanka!
Perdonatemi per non avervi detto la verità dove
andavo.L’amore che provo per voi mi fa fare questo.So che
piangerete e le vostre lacrime sono molto care per me!
Veneta, tu sei mia moglie e devi darmi ascolto e
credermi in tutto quello che faccio.Prego i miei amici di non
lasciarti e di appoggiarti.Dio mi guarda e se rimango vivo saremo
i più felici al mondo.Se muoio, devi sapere che dopo la Patria ,
ho amato soprattutto te e perciò prenditi cura di Ivanka e
ricordati per sempre tuo marito!
Cristo
Il 17 maggio 1876
«Radecki"
[Sul dorso della lettera, custodita da D.Rascev, Botev ha scritto con le proprie mani]:
Questa lettera venga recapitata a mia moglie Veneta Botjova a Bucarest 182
Il capolavoro
…Si fa la sera – la luna sorge,
Le stelle coprono
L’arca celeste;
La foresta si mette a stormire,
il vento soffia, –
Le montagne vecchie cantano
la canzone del ribelle!....
Scarica

ХРИСТО БОТЕВ