Povertà infantile
“I bambini poveri sono privati delle risorse
materiali, spirituali ed emozionali necessarie
per sopravvivere, svilupparsi e crescere,
impossibilitati a soddisfare i loro diritti, a
realizzare il loro pieno potenziale e a
partecipare nella società come membri paritari
e a pieno titolo”
UNICEF
LA POVERTA’ INFANTILE
Acquista sempre maggior rilevanza politica e pubblica
Emerge nuova preoccupazione riguardo ai diritti dei bambini
Ostacolo alla realizzazione di progressi verso l’uguaglianza di
opportunità
Strettamente connessa a molti dei problemi sociali più
difficili da risolvere nelle società economicamente sviluppate
Comportamento criminale e antisociale
Gravidanza adolescenziale
Insuccesso scolastico
Cattiva salute
Abuso di sostanze
Povertà
infantile
Disoccupazione
Salario ridotto
Dipendenza dall’assistenza statale
Sembra essere un elemento costante dell’insieme di circostanze
che perpetuano questi problemi
Misurazione della povertà
• La maggior parte dei membri dell’OCSE hanno adottato soglie
relative della povertà.
• Definizione diffusamente accettata di povertà infantile: un
bambino deve essere considerato povero se il reddito
disponibile per lui, presupponendo un’equa distribuzione delle
risorse all’interno della famiglia e tenendo conto della sua
dimensione e composizione, è inferiore alla metà del reddito
mediano disponibile per i bambini di quella società.
Limitazioni
• Misura solamente la povertà del reddito.
• Può fornire un’indicazione solo approssimativa della capacità
economica dei genitori di provvedere ai bisogni dei loro figli.
• La povertà relativa del reddito non fornisce molte
informazioni sulle reali e materiali condizioni di vita.
Esigenza di dotarsi di altre misure per registrare
le altre dimensioni della povertà
Principi individuati per definire e
registrare la povertà infantile
• Evitare inutili complessità
• Misurare la privazione materiale
• Soglie della povertà riferite alla norma della società
• Creare un regolare sistema di registrazione
• Stabilire un “limite di non ritorno” della povertà e fissare
obiettivi credibili
• Mobilitare la società per la riduzione della povertà
Convenzione sui diritti dell’infanzia e
buon governo: un impegno in favore dei
bambini
La Convenzione delle Nazioni Unite sui
diritti dell’infanzia contiene 54 articoli
che trattano quasi tutti gli aspetti dei
diritti umani e del benessere dei
bambini. Si tratta di un impegno assunto
nei confronti dei bambini di tutto il
mondo.
Articolo 27
L’articolo 27 afferma che i governi “riconoscono il diritto di ogni
bambino ad un livello di vita adeguato a favorire il suo sviluppo
fisico, mentale, spirituale, morale e sociale”. L’articolo stabilisce
inoltre con molta chiarezza che i genitori o le altre persone
responsabili per il bambino “hanno la precisa responsabilità di
assicurare le condizioni di vita necessarie per lo sviluppo del
bambino”, ma che i governi devono aiutare i genitori a realizzare
questo diritto.
Articolo 4
L’articolo 4 afferma che questi diritti saranno rispettati da tutti i paesi
aderenti “nel massimo grado consentito dalle risorse a loro
disposizione”. L’articolo tratta dei tre principali problemi che tutti i
governi devono affrontare se vogliono mantenere la promessa della
Convenzione sui diritti dell’infanzia:
-diminuire la mortalità tra i bambini lattanti e fanciulli
-Assicurare a tutti i minori l’assistenza medica e le cure sanitarie
necessarie, con particolare attenzione per lo sviluppo delle cure
sanitarie primarie;lottare contro la malattia e la malnutrizione mediante
fornitura di alimenti adeguati e di acqua potabile, tenendo conto dei
pericoli e dei rischi di inquinamento dell’ambiente naturale
-Capire le capacità e i limiti delle famiglie e dei mercati nell’assicurare
quel livello minimo di vita
Articolo 18
Gli Stati accordano gli aiuti appropriati ai genitori e ai tutori legali
nell’esercizio della responsabilità che incombe loro di allevare il
fanciullo e provvedono alla creazione di istituzioni, istituti e servizi
incaricati di vigilare sul benessere del fanciullo. Adottano ogni
appropriato provvedimento per garantire ai fanciulli i cui genitori
lavorano, il diritto di beneficiare dei servizi e degli istituti di
assistenza all’infanzia, per i quali essi abbiano i requisiti necessari.
Articolo 24
Gli Stati riconoscono il diritto del minore di godere del migliore
stato di salute possibile e di beneficiare di servizi medici e di
riabilitazione. Realizzano programmi efficaci a vantaggio di
bambini poveri ed esclusi.
Articolo 28
Gli Stati riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione e in
particolare :
-rendono l’insegnamento primario obbligatorio e gratuito per
tutti
-adottano misure per promuovere la regolarità della frequenza
scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola
Articolo 32
Gli Stati riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto
contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi.
L’articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti
dell’uomo,del 1948, afferma che “tutti hanno diritto ad un
livello di vita adeguato per la salute ed il benessere loro e della
loro famiglia, inclusa l’alimentazione, il vestiario, l’alloggio,
l’assistenza medica e i necessari servizi sociali”.
I fattori determinanti della povertà
In tutti i paesi i livelli della povertà sono determinati da tre fattori:
I mutamenti sociali e familiari influenzano i tassi della povertà in
tutti i paesi.
Aumenta l’età media dei genitori e il livello di istruzione.
Il numero medio dei bambini tende a diminuire. Tutte queste
incidenze fanno aumentare le risorse economiche disponibili per i
bambini mentre l’incidenza delle famiglie monoparentali è
aumentata facendo aumentare la povertà infantile.
Il mercato del lavoro: il mercato ha assunto un ruolo più
importante nella vita dei cittadini.
Vi sono stati cambiamenti significativi nelle politiche e nelle
priorità di spese di molti governi.
Un appello per l’infanzia
E’ opportuno ribadire l’importanza della causa dei
bambini
I governi hanno la fondamentale responsabilità di
proteggere i bambini dagli effetti più crudi della
povertà nei loro anni di crescita e formazione
Questo è il segno di una società civilizzata
Le risorse pubbliche per l’infanzia
Gli sforzi e le entrate delle famiglie mantengono la
maggior parte dei bambini al di sopra della soglia di
povertà in tutti i paesi OCSE.
I governi OCSE intervengono in misura significativa
per ridurre i livelli di povertà prodotti dalle forse
di mercato. In media, ne risulta una diminuzione del
tasso di povertà del mercato pari a oltre il 40 %.
Emergenza povertà minorile in
Italia
649000 minori non possono avere accesso ai beni essenziali.
La morte di Devid.il neonato di 20 giorni che ha perso la vita il 5
Gennaio 2011 a Bologna in condizioni di precarietà,è un esempio di
come la povertà minorile in Italia registri uno dei più alti valori in
Europa. Secondo Eurostat, sul tasso di rischio per la povertà minorile,
peggio dell’Italia farebbero solo Bulgaria e Romania.
La povertà in Italia colpisce soprattutto famiglie con minori. Per questo
motivo Save the Children rinnova la richiesta di varare un piano
Nazionale di lotta alla povertà minorile.
Obiettivi di Target 2015
Vertice del Millennio
Dichiarazione del Millennio
Obiettivo 1: eliminare la povertà estrema e la fame
Obiettivo 2: raggiungere l’istruzione elementare universale
Obiettivo 3: promuovere l’uguaglianza fra i sessi e conferire potere
e responsabilità alle donne
Obiettivo 4: diminuire la mortalità infantile
Obiettivo 5: migliorare la salute materna
Obiettivo 6: combattere l’ HIV/AIDS, la malaria e altre malattie
Obiettivo 7: assicurare la sostenibilità ambientale
Obiettivo 8: sviluppare una collaborazione globale per lo sviluppo
Obiettivo 2- raggiungere istruzione
elementare universale
Unesco- l’Organizzazione delle Nazioni Unite per
l’Educazione, la Scienza e la Cultura
«Quando i sistemi finanziari falliscono le conseguenze sono palesi e
i governi agiscono prontamente. Quando invece falliscono i sistemi
di educazione, le conseguenze sono meno visibili, ma non meno reali.
La disparità di opportunità nell’accesso all’istruzione alimenta
infatti la povertà, la fame, la mortalità infantile e riduce le
prospettive di crescita economica. Per questo motivo i governi
devono agire con un maggiore senso dell’urgenza».
Sono le parole con cui il direttore generale dell’Unesco, ha
recentemente presentato un rapporto che documenta il
“fallimento” in corso, da parte dei Paesi ricchi, nel diffondere
l’educazione primaria a tutte le persone del mondo.
Il Rapporto presentato dall’Unesco documenta quello che viene
definito come un vero e proprio «abisso» nell’opportunità di
istruzione che separa i Paesi ricchi da quelli poveri.
Nei Paesi in via di sviluppo un bambino su tre (193 milioni in
totale) arriva all’età della scuola primaria con uno sviluppo
cerebrale e prospettive di istruzione compromesse dalla
malnutrizione; cifra, questa, che supera il 40% nelle zone dell’Asia
meridionale. In alcuni Paesi, poi, la prorompente crescita
economica non ha corrisposto alla riduzione della malnutrizione.
75 milioni di bambini nell’età della scuola primaria non la
frequentano affatto.
Laddove nei Paesi ricchi più di un terzo dei ragazzi arrivano a
completare il ciclo di istruzione universitaria, nell’Africa
Subsahariana una parte ancora minore di essi riesce a
terminare la scuola primaria e solo il 5% arriva a frequentare
l’università.
Obiettivo 4 - Ridurre la mortalità infantile
è finalizzato alla riduzione di due terzi entro il 2015 - rispetto
ai valori del 1990 - del tasso di mortalità infantile, definito come
il numero di decessi di bambini tra 0 e 5 anni ogni mille nati vivi.
Nel 2006, per la prima volta nella storia, il numero di decessi
infantili annui a livello globale è sceso sotto la soglia dei 10 milioni.
Nel 2008 il numero dei decessi dei bambini sotto i cinque anni di
vita è continuato a diminuire: 8,8 milioni, rispetto ai 12,5 milioni
del 1990
Globalmente, la mortalità infantile è in declino, ma non ovunque allo stesso
passo. Il progresso deve necessariamente accelerare in Africa, in Asia
meridionale, nei paesi asiatici dell'ex Unione Sovietica e in Oceania.
Il morbillo è una delle principali cause di mortalità infantile, e può
essere prevenuto con un vaccino.
Tra il 1999 e il 2005 la mortalità da morbillo è diminuita di oltre il
60% (da 873.000 a 345.000 decessi annui.
Il progresso maggiore è stato registrato in Africa, con un crollo
della mortalità da morbillo di circa il 75% nell'ultimo quinquennio
(da 506.000 a 126.000 casi letali).
Questo successo è dovuto a Measles Initiative (una
partnership internazionale che vede tra i protagonisti
l'UNICEF, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la
Croce Rossa statunitense e altri), attiva in 47 Stati,
nonché dall'impegno di molti Governi africani.
L’ANGELO CUSTODE
associazione di volontariato
Il Centro di Servizi contro la Povertà Infantile è un progetto
promosso dall’Associazione “L’Angelo Custode” e finanziato dalla
Regione Abruzzo, rivolto ai bambini e alle famiglie che versano in una
situazione di grave disagio socio- economico e rappresenta una
risposta sperimentale, integrata e comunitaria al fenomeno della
povertà e dell’esclusione sociale nel contesto locale.
Nello specifico, il progetto prevede:
azioni di presa in carico della persona fragile del
territorio
orientamento ed accompagnamento nella fruizione dei
servizi del territorio
azioni di sensibilizzazione e di mobilitazione sociale
rivolte alla comunità intera.
Tra i servizi e le risorse attivate, ci sono:
•il Centro Volontari, offre ascolto ed accoglienza a chi non è in grado di
esprimere in modo autonomo la propria richiesta di aiuto; il Centro è anche
uno spazio ludico e di prima socializzazione per mamme e bambini di strada
che trovano presso il Centro, operatori sociali che svolgono anche una
importante funzione di sostegno psicologico, le Tutor.
•una Unità Mobile, impegnata quotidianamente in attività di monitoraggio
del fenomeno della mendicità infantile a livello locale e
nell’accompagnamento ai servizi fondamentali (mensa, dormitorio, ricerca
lavoro) di mamme e bambini che hanno necessità di aiuto nella fruizione dei
servizi sul territorio.
•I Tutor Amici, ossia i volontari che, grazie ad un percorso formativo
organizzato appositamente, sono in grado di affiancare gli operatori nelle
attività di accompagnamento ed orientamento delle persone prese in carico.
In tal modo i volontari diventano presenze di fiducia in grado di supportare
anche emotivamente il minore e la sua famiglia nel percorso di
reinserimento sociale
•un Numero Verde 800.633.577, dedicato alle segnalazioni di situazioni di
grave disagio e utile strumento per gestire i contatti ed i percorsi con le
persone prese in carico.
Tra le azioni di sensibilizzazione e mobilitazione sociale,
sono previste:
la campagna “Dona 1 Euro, regala la speranza”, in
collaborazione con i supermercati Tigre, Maxi Tigre e
Ipermercati Oasi, che prevede l’emissione di buoni spesa a
favore dei bambini e delle famiglie in stato di povertà,
seguiti dall’associazione in percorsi di reinserimento sociale
Il corso formativo e di sensibilizzazione per Tutor Amici,
per la formazione di nuovi volontari da inserire nella rete di
sostegno e di solidarietà costruita fino ad oggi.
Alcuni Risultati:
137 i bambini assistiti presso il Centro
Volontari in via Ravenna e attraverso il servizio
mobile;
210 gli adulti, la maggior parte donne di età compresa tra 18 e
25 anni che hanno ricevuto aiuti concreti (distribuzione di beni
di prima necessità, assistenza nella fruizione dei servizi sul
territorio, nella ricerca di un lavoro, di una migliore condizione
abitativa, etc.).
30 le persone che si sono rivolte all’associazione per
essere inseriti in attività di volontariato.
Le principali iniziative che l'Associazione in questi anni
sta portando avanti sono:
•la promozione delle attività volontarie e il sostegno alle finalità e
alle strutture di accoglienza di minori in difficoltà, gestite dalla
Fondazione "Maria Regina" e dall'Associazione "Focolare Maria
Regina";
•la prevenzione dei fenomeni di devianza minorile e di abbandono
attraverso un servizio di aiuto ai bambini e alle mamme di strada o
che si trovano in situazioni di povertà estrema;
•la promozione sul territorio di nuove modalità integrate di intervento
per la diagnosi e il sostegno delle capacità genitorialidi persone che
vivono una condizione tossicomanica;
•la promozione di nuovi modelli educativi e relazionali finalizzati alla
prevenzione ed ascolto del disagio minorile, attraverso
l'organizzazione sul territorio regionale di seminari e incontri di
studio;
Associazione Carlo Marchini Onlus per le opere salesiane
a favore dei bambini poveri del Brasile
L'obbiettivo dell'Associazione è quello di aiutare la crescita e
l'educazione di bambini poveri
Questi bambini, sotto la direzione di sacerdoti
e suore salesiane, vengono concretamente assistiti e seguiti nei loro
bisogni e nella loro crescita.
Grazie alla generosità di amici, sparsi ormai in tutta Italia, poiché
l'Associazione ha superato i limiti cittadini e regionali, diverse opere
sono state realizzate per consentire un concreto aiuto alla
moltitudine di bambini e giovani privi di tutto.
Un altro nostro impegno è aiutare le suore salesiane nel
loro progetto di rieducazione delle "bambine di strada". E' allo
studio una scuola per preparare dei buoni artigiani, finanziando
dei corsi per maglieria, cucito, parrucchiera, elettricisti, idraulici e
muratori
Associazione ABIO.
L' Associazione ha per oggetto lo studio, la promozione e la
realizzazione di tutte le iniziative finalizzate all’accoglienza del
bambino, che necessiti di ricovero ospedaliero, e della sua famiglia.
Gli interventi potranno essere effettuati anche prima e dopo il ricovero.
A titolo puramente esplicativo e non tassativo un'Associazione
ABIO deve:
organizzare nei reparti di degenza, negli ambulatori, nei
consultori e in tutte le strutture sanitarie dell’area pediatrica la
presenza e l'opera dei soci;
assicurare i mezzi per lo svolgimento di attività ludiche e
ricreative in tali strutture;
favorire il rapporto fra ente ospedaliero e genitori del bambino
ricoverato;
promuovere la collaborazione con la scuola dell'obbligo per preparare
adeguatamente gli alunni ad un'eventuale ospedalizzazione, al fine di
prevenire/ridurre il trauma del ricovero;
Associazione “più vita onlus”
Obiettivo generale
Promuovere lo sviluppo delle popolazioni più svantaggiate del Sud del
Mondo, in particolare dei bambini e delle donne, e garantire il pieno
godimento dei principali diritti di base quali: istruzione, alimentazione e
assistenza medica.
Obiettivi Specifici sono finalizzati principalmente a:
- garantire il diritto all’istruzione per i bambini delle comunità più
povere attraverso il recupero e il sostegno attivo delle strutture
scolastiche più isolate;
- garantire il diritto alla salute e all’assistenza medica di base per
la popolazione infantile e femminile in difficoltà;
- combattere la fame, la denutrizione e la malnutrizione attraverso
specifici programmi alimentari e sanitari focalizzato su controllo del
peso e dei principali indicatori della crescita;
- sostenere l’agricoltura e la produzione locale attraverso piccoli sussidi
ad agricoltori e allevatori locali;
- promuovere la cura dell’ambiente la pulizia ed igienizzazione dei
quartieri e delle strade quale principale forma di prevenzione dalle
malattie.
Lavoro svolto da:
Bertoni Maria Elena
Sasso Giulia
Pelanconi Noemi
Ghirardi Paola
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Povi - Licei Manzoni