Tecnica La fusione del CoCr: un nuovo punto di vista? } Dr. Jürgen Lindigkeit, Odt. Frieder Galura Parole chiave: leghe in CoCr, provino di fusione, imperniatura, preriscaldo e temperatura di fusione, superfici di fusione Risultati insoddisfacenti comportano immancabilmente una revisione dei nostri protocolli di lavoro e, a volte, l’abbandono di vecchie abitudini. Il motivo del seguente test era capire perché alcune corone di un ponte esteso fuso in lega di CoCr remanium® star, presentavano superfici lisce mentre quelle degli elementi di ponte erano ruvide. L’eventualità di surriscaldare la lega durante la fusione di un ponte esteso può e deve essere sempre esclusa. L’imperniatura prescelta è stata di tipo convenzionale con perni da 3 mm per le corone, da 3,5 mm per gli elementi di ponte, da 5 mm per la barra stabilizzatrice e da 4 mm per i canali di raccordo al cono di colata. Di seguito viene descritto il metodo migliore per ottenere superfici di fusione uniformemente lisce. re, del tutto simile ad una barra fresata su impianti. Un altro obiettivo del test era quello di ottenere la fusione di grossi elementi di ponte privi di porosità, nell’esempio un elemento in sostituzione di un diatorico. Il provino di fusione a “barra” La Fig. 1 mostra una delle prime fusioni di prova. La superficie è cosparsa di micro bolle, il che fa presupporre un danneggiamento del rivestimento all’interno del cilindro. La quantità di metallo remanium® star utilizzata per ciascuna fusione è stata di 60 g, corrispondente a circa 140 g di lega preziosa per ceramica. Sono stati anche sperimentati vari tipi di imperniature, inizialmente con una temperatura di preriscaldo di 950 °C. La fusione è stata realizzata con fonditrice ad alta frequenza, ma anche in taluni casi con sistema di Preparazione del provino di fusione Condizione fondamentale per ottenere superfici di fusione lisce è, innanzitutto, l’impiego di un rivestimento a grana fine come il rema® CC per corone e ponti. Per le prime fusioni di prova, è stata realizzata una barra massiccia in cera delle dimensioni di circa 60 mm di lunghezza, 9 mm di altezza e 3 mm di spesso- 1 Tecnica presso-fusione sottovuoto. I “canali di sfogo” del diametro di 1,2 mm dovrebbero dimostrare la capacità di colata di questi piccoli perni alle basse temperature di preriscaldo del cilindro, vincendo la forza di centrifugazione. Per le fusioni successive, la temperatura di preriscaldo è stata gradualmente abbassata di 50 °C per volta. Il miglior risultato dal punto di vista delle superfici e dell’assenza di porosità è stato quello ottenuto con la temperatura di preriscaldo di 800 °C (Fig. 2). Tuttavia, erano sufficienti 50 °C in più (850 °C) per avere piccole rugosità superficiali. L’imperniatura è stata eseguita secondo criteri dettati dall’esperienza, ma come si è arrivati a questo si riparlerà più avanti nell’articolo. L’oggetto da fondere (barra in cera) è stato imperniato in maniera diretta con quattro canali del diametro di 3,5 mm ciascuno. Un perno di 5 mm è stato posizionato sui canali alla distanza di circa 10 mm dall’oggetto, nel centro termico, con la funzione di riserva (Fig. 3). Fig. 1: provino di fusione a “barra” con superfici ruvide, temperatura di preriscaldo di 950 °C Il provino di fusione “elemento di ponte” La Fig. 4 mostra l’elemento imperniato con una barra stabilizzatrice di 5 mm e con un perno di colata di 3,5 mm lungo circa 2,5 mm. Nonostante la temperatura di preriscaldo di 950 °C, le superfici di fusione presentavano una ruvidità minore alla barra. Tuttavia, la quantità di metallo fusa (9 g) era significativamente inferiore rispetto al caso precedente e, nonostante la riserva, si notavano cavità da ritiro. Sulla base di questo risultato non proprio brillante, si è provveduto ad allontanare la riserva a circa 10 mm dall’oggetto, incerandola saldamente nel centro termico sul perno di colata. Il taglio di quest’ultimo con un disco separatore (Fig. 5) ha rivelato la totale assenza di cavità da ritiro, validando la procedura adottata. Anche a livello dell’elemento di ponte, la riduzione della temperatura di preriscaldo a 800 °C ha prodotto le migliori superfici. L’utilizzo di un perno diretto da 3,5 mm è stato sufficiente per la rapida colata nel cilindro, rinunciando all’utilizzo della barra stabilizzatrice per un flusso Fig. 2: provino di fusione a “barra” con superfici lisce, temperatura di preriscaldo di 800 °C Fig. 3: imperniatura del provino di fusione a “barra” Fig. 4: elemento di ponte fuso con cavità da ritiro nonostante la riserva, temperatura di preriscaldo di 950 °C Fig. 5: elemento di ponte fuso senza cavità da ritiro con diversa riserva, temperatura di preriscaldo di 800 °C 2 Tecnica meno turbolento del metallo fuso. Il provino di fusione “ponte” Oltre ad un miglioramento delle superfici di fusione (Fig. 6), la minore temperatura di preriscaldo (800 °C) ha evidenziato anche la perfetta colata dei bordi delle corone che presentavano angoli vivi (Fig. 7). L’arrotondamento dei bordi coronali sarebbe stato il risultato di una solidificazione troppo rapida. Il ponte di 13 elementi raffigurato nella Fig. 8, dimostra che non è necessario alimentare con un perno ogni suo elemento. Ogni coppia di corona adiacente ed elemento di ponte è stata alimentata al centro con un perno da 3,5 mm. La riserva è stata progettata seguendo il principio già esposto in precedenza (Fig. 9). Questa procedura semplifica il successivo lavoro di taglio dei perni e minimizza il rischio di danneggiare le corone con il disco separatore. Rispetto alle leghe preziose, quando si lavora con leghe in CoCr il rischio di perdita di spessore in fase di rettifica è del tutto trascurabile. In un ponte molto esteso, l’imperniatura diretta ha lo svantaggio che la modellazione in cera non viene stabilizzata da una barra e può quindi deformarsi quando viene prelevata dal modello di lavoro. Nonostante ciò, la precisione della fusione è apparsa eccellente (Fig. 10). Fig. 6: ponte fuso con imperniatuta diretta Fig. 7: corone con spigoli vivi anche con preriscaldo a 800 °C Considerazioni di carattere metallurgico I risultati dei test condotti hanno dimostrato che le conoscenze tecniche della microfusione possono essere trasferite anche al campo odontotecnico: l’importante è evitare accumuli di materiale, utilizzare temperature di colata alte solo quanto strettamente necessario, indirizzare la colata dal “grosso” al “sottile”, alimentare con perni sufficientemente dimensionati rispettando il centro termico. Conclusioni In un’epoca in cui le nuove tecnologie di produzione odontotecnica, come i sistemi CAD-CAM o di laser- Fig. 8: l’imperniatura di un ponte esteso Fig. 10: fusione “grezza” del ponte di 13 elementi sul modello Fig. 9: riserva posizionata nel centro termico 3 Tecnica sintering, stanno prendendo il sopravvento, la tecnica di fusione del CoCr trova ancora molto spazio nel nostro laboratorio. Questo articolo vuole evidenziare quali fattori possono influenzare la buona riuscita di una fusione. La tecnica di colata di una lega preziosa non può essere trasferita “copia e incolla” a quella impiegata per una lega in CoCr. I seguenti parametri giocano un ruolo determinante nella qualità della fusione e devono quindi essere presi in grande considerazione: •la corretta dimensione dei perni di colata •il posizionamento della riserva nel centro termico per evitare le cavità da ritiro •la giusta distanza dell’oggetto dalla riserva rispetto alla rapidità di solidificazione in funzione del tipo di lega •la scelta della temperatura di preriscaldo tenendo conto delle dimensioni dell’oggetto da fondere •la quantità di metallo da utilizzare in funzione della pressione di fusione. Generalmente, il surriscaldamento del metallo durante la fusione, nonché l’accumulo di calore e i lunghi tempi di solidificazione in caso di grande quantità di metallo, sono fattori che possono creare superfici ruvide. È comunque consigliabile verificare i parametri sopra descritti nei cicli di lavoro del proprio laboratorio. Ulteriori consigli tecnici sono disponibili nel remanium® kompendium “Come ottenere fusioni precise”. } MATERIALI IMPIEGATI: Lega in CoCr: remanium® star Dentaurum GmbH & Co. KG (Ispringen, Germania) Rivestimento: rema® CC, Dentaurum Fonditrice ad alta frequenza: megapuls compact, Dentaurum Fonditrice a presso-fusione sottovuoto: rematitan® universal 230, Dentaurum Modalità d’uso: remanium® kompendium, Dentaurum DR. JÜRGEN LINDIGKEIT Tel.: 0 72 31 / 80 34 76 E-Mail: [email protected] ODT. FRIEDER GALURA Tel.: 0 72 31 / 80 34 21 E-Mail: [email protected] DENTAURUM GMBH & CO. KG Turnstraße 31, 75228 Ispringen (Germania) www.dentaurum.de “Erstveröffentlichung (Copyright-Zeichen): Das internationale ZAHNTECHNIK MAGAZIN, Spitta Verlag, D-Balingen.” 4