U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à LEZIONE DEL 27 OTTOBRE 2010 Anno accademico 2010/2011 1 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à IL TRASPORTO STRADALE Anno accademico 2010/2011 2 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à BREVE STORIA DEL TRASPORTO STRADALE Anno accademico 2010/2011 3 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Il passaggio dalla cultura dei cacciatori/raccoglitori a quella degli agricoltori/allevatori, iniziata nel “fertile crescent” circa nel 10.000 a.C., ha generato sia la prima domanda di beni da trasportare (prodotti agricoli) che la prima offerta di mezzi di trasporto (animali addomesticati). Con lo svilupparsi della divisione del lavoro (produttori agricoli, soldati, sacerdoti-burocrati ecc.) crescono gli insediamenti concentrati, che da un lato incrementano il movimento dalle campagne alle città di prodotti agricoli, e dall’altro determinano esigenze di trasporti pesanti (materiali edilizi) e di persone, soprattutto per il controllo militare del territorio. Emerge come dominante per i costi di trasporto di materiali pesanti il problema dell’attrito, e dei costi che questo genera, mentre per la mobilità delle persone, prevalgono gli aspetti militari, e quindi i fattori connessi alla rapidità e alla sicurezza. E l’intreccio di aspetti economici e militari sembra caratterizzare la dinamica tecnologica del settore fino ai tempi più recenti. Anno accademico 2010/2011 4 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Ragioni di controllo spiegano la straordinaria estensione della rete stradale romana (84.000 km nella fase di massima espansione dell’impero, dal “miglio aureo” come decumano-cardo). Certamente, la pavimentazione garantiva una riduzione di attrito per le merci, e percorribilità a cavallo e a piedi per le truppe e i passeggeri in ogni condizione atmosferica, ma probabilmente un elemento centrale era l’esistenza di presidi militari a distanze note (mansiones), e il cambio di cavalli per i messaggeri (mutationes) e quest’ultimo aspetto mette in luce l’importanza del fattore velocità per quanto concerne il “trasporto di informazioni”, quand’anche non costituiscono dei cimiteri lato strada. I trasporti terrestri presentano bassa efficienza a motivo del ridotto sviluppo di alcune tecnologie specifiche legate alla trazione animale: sistemi di giogo poco efficienti, assenza di ferratura dei cavalli (comparsa in epoca tardo-romana), assenza di staffe che costringeva all’uso di selle pesanti e complesse, assenza di sistemi efficaci di sterzo e di molleggio dei carri. Come in tutto il periodo pre-medioevale, l’ampia disponibilità di lavoro basato sul regime schiavistico rendeva poco rilevante il tema della trasmissibilità e dell’evoluzione delle tecniche. Anno accademico 2010/2011 5 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à La crisi alto-medievale sviluppò alcune tecnologie agricole fortemente innovative: la scarsità di forza-lavoro (la popolazione europea diminuì drasticamente, fino a ridursi a un terzo di quella dell’apogeo romano) contribuì allo sviluppo di migliori bardature, dell’aratro pesante, della ferratura dei cavalli ecc., che determinarono, insieme alle migrazioni da est, lo spostamento del baricentro economico-politico dal Mediterraneo all’Europa continentale, resa fertile e produttiva dalle nuove tecniche agricole che consentivano la coltivazione di terreni più “freddi” e quindi duri. Ma i trasporti non marittimi non presentarono progressi di rilievo fino all’avvento della rivoluzione industriale, se non per un limitato sviluppo di canali navigabili a completamento dei sistemi di navigazione fluviale (Sud Ovest della Francia, Pianura Padana, Reno, ecc.). I trasporti terrestri veri e propri non si modificarono oltre ai già citati miglioramenti del “comfort” e del traino, che in termini economici ebbero effetti marginali. Il problema dell’attrito dominava ancora questo tipo di trasporto, rendendolo intrinsecamente più costoso del trasporto via acqua. Anno accademico 2010/2011 6 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à L’invenzione del motore a benzina (Bernardi, veronese) migliorò parzialmente la situazione consentendo la realizzazione di veicoli leggeri, vere “carrozze senza cavalli” apparse alla fine del 1800. Tuttavia i costi di costruzione elevatissimi mantenevano questi veicoli nell’ambito dei consumi di lusso, né le potenze sviluppate consentivano di percorrere agevolmente strade extraurbane concepite per la trazione animale. In altre parole, senza la “via ferrata” il problema dell’attrito era ancora dominante. La soluzione per il trasporto stradale non fu tuttavia lineare: anche in questo caso, come nell’accoppiamento vapore-strada ferrata, si mise in moto un “circolo tecnologico virtuoso”. L’avvio di questo processo riguarda probabilmente non tanto la tecnologia di trasporto ma la tecnologia della produzione. La fine del secolo diciannovesimo vide una risorsa fino ad allora a basso costo divenire onerosa. Il lavoro infatti, in seguito ad una rilevante conflittualità sociale, divenne risorsa non più illimitata ma relativamente costosa, e quindi da risparmiare e da razionalizzare. Il risultato fu la creazione della catena di montaggio, cioè la meccanizzazione del lavoro umano, ed un conseguente rilevantissimo aumento della sua produttività. Anno accademico 2010/2011 7 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Ma non tutte le produzioni si prestavano a sfruttare appieno i vantaggi della catena di montaggio: in particolare i beni di consumo durevoli avevano caratteristiche costruttive pienamente adatte ad operazioni ripetitive di assemblaggio. Tra questi beni vi era l’automobile. La produzione in serie organizzata da Henry Ford nei primi anni del secolo scorso per un modello molto semplice ed economico (la Ford T) è assurta addirittura al rango di paradigma della produzione in serie, o di massa. Lo sviluppo della motorizzazione indusse rapidamente la creazione di una rete di strade asfaltate, che agì cumulativamente accelerando il già rapido fenomeno. Inoltre i costi unitari di investimento e gestione dell’infrastruttura stradale risultarono molto più bassi di quelli della rete ferroviaria, data la maggiore complessità intrinseca di quest’ultima, tanto da consentire il diffondersi di una rete stradale capillare. Il vantaggio economico sostanziale della strada è tuttavia da ricercarsi nella possibilità di effettuare trasporti porta-a-porta (cioè tra origine e destinazione finale), cosa che il modo ferroviario generalmente non può fare. Anno accademico 2010/2011 8 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Le perdite di tempo, i costi aggiuntivi, le complessità gestionali dei tratti terminali (stradali) del trasporto ferroviario erodono interamente i vantaggi “da attrito” di quest’ultimo: la ferrovia non è un sistema autosufficiente mentre il trasporto stradale lo è. L’assetto del territorio, grazie alla capillarità della rete stradale prima citata, si è evoluto rapidamente in funzione dei mezzi su gomma, contribuendo in modo decisivo a ridurre, in termini percentuali, le origini e le destinazioni (residenziali, produttive, ecc.) direttamente raccordate dal sistema ferroviario, cioè che non necessitano di “rotture di carico”. La circolarità di questo fenomeno si estende ad altri due aspetti: l’efficienza produttiva ( e in particolare la X-efficiency) delle ferrovie, ed il progresso tecnico. Il progresso tecnico tende, nel ventesimo secolo, a concentrarsi sul settore “vincente” (crescono rapidamente le potenze specifiche e le prestazioni dei veicoli stradali), e rallenta invece nel settore ferroviario, che introduce certo la trazione elettrica, ma senza con questo modificare sostanzialmente le prestazioni ferroviarie. Le ferrovie perdono quote relative di mercato, e in alcuni casi anche perdono traffico in termini assoluti. Anno accademico 2010/2011 9 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à La perdita di ruolo relativo delle ferrovie determinarono la loro progressiva pubblicizzazione (o abbandono). Ciò, a sua volta, determinò una crescente inefficienza nelle gestioni divenute pubbliche, che diventarono strumenti per assorbire disoccupazione e/o per gestire consensi elettorali. Questo “degrado cumulativo” viene accentuato dal crescere sul versante della domanda, del ruolo dei prodotti ad alto valore aggiunto, cioè di alto valore per unità di peso, propri di contesti industriali a crescente maturità. Tali prodotti, al contrario delle materie prime o dei prodotti “pesanti” propri di fasi iniziali dello sviluppo economico, presentano un’incidenza relativamente bassa dei costi di trasporto sui costi di produzione (tendenzialmente meno del 5%). Ciò rende il puro fattore “costo monetario del trasporto” meno rilevante dell’affidabilità, della rapidità, e della semplicità del porta-a-porta garantito dal modo stradale. Anche per il trasporto pax, in un contesto di redditi elevati il fattore “costo monetario” tende a decrescere di importanza rispetto ad altri parametri, soprattutto ai tempi totali di viaggio, di cui la velocità di trasporto è una componente, ma non l’unica (anche qui prevale l’effetto “porta a porta”, cioè l’assenza di rotture di carico, sulle distanze brevi). Anno accademico 2010/2011 10 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à INFRASTRUTTURE STRADALI E VEICOLI Anno accademico 2010/2011 11 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Infrastrutture E’ possibile distinguere le infrastrutture stradali di tipo lineare (i tratti di strada compresi fra due intersezioni) e puntuale (le intersezioni stesse, destinate a consentire la connessione fra gli archi della rete, ma anche le aree di parcheggio ed i caselli autostradali destinati a svolgere servizi terminali o di transito per gli spostamenti di pax e merci). La classificazione delle infrastrutture stradali viene usualmente normalizzata nei diversi stati in funzione delle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali. In Italia il Codice della Strada prevede le specifiche riassunte nella classificazione seguente: Anno accademico 2010/2011 12 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Tipologie di classificazioni delle strade: • Norme CNR (1980) • Tipo I, II e III (strade a carreggiate separate con spartitraffico) • Tipo IV, V e VI (strade ad unica carreggiata) • Tipo A, B e C (strade a destinazione particolare) Il nuovo Codice della Strada le suddivide in: • Autostrade • Strade extraurbane principali • Strade extraurbane secondarie • Strade urbane di scorrimento • Strade urbane di quartiere • Strade locali Anno accademico 2010/2011 13 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Le strade per appartenere alle diverse categorie devono possedere alcune caratteristiche, relativamente a: Ambito territoriale (urbano o extraurbano) Numero di corsie per senso di marcia Velocità di progetto Presenza e larghezza spartitraffico Larghezza corsia Capacità di riferimento per senso di marcia Per quanto riguarda la capacità gli ordini di grandezza sono: 1.800-2.000 veicoli/h per corsia per strade extraurbane e urbane di scorrimento 1.000-1.700 veicoli/h per corsia per strade urbane di quartiere e strade locali Anno accademico 2010/2011 14 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Anno accademico 2010/2011 15 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Sezione stradale - costruzione Anno accademico 2010/2011 16 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Sezione stradale - ingombro Anno accademico 2010/2011 17 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Definizione di capacità stradale E’ il numero massimo di veicoli che possono attraversare nell’unità di tempo una sezione stradale. Le strade extraurbane sono classificate anche secondo la loro funzione di collegamento in: • Statali: grandi direttrici del traffico nazionale, congiungono capoluoghi di regione o capoluoghi di provincia di regioni diverse, collegano alla rete stradale i porti, gli aeroporti, i centri di maggiore importanza turistica e culturale, ecc. • Regionali: direttrici del traffico regionale, collegano i capolughi di provincia della regione o i comuni con la rete stradale, ecc. • Provinciali: collegano al capoluogo di provincia ed alla rete statale e regionale i singoli comuni, ecc. • Comunali: collegano il comune con le sue frazioni e con le stazioni ferroviarie, gli aeroporti i porti, ecc. Anno accademico 2010/2011 18 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Le intersezioni stradali Sono i punti di confluenza ed intersezione di più tronchi stradali. Rivestono una fondamentale importanza in quanto sono la principale causa di congestione e di incidenti. Corrente veicolare È l’insieme di veicoli che seguono la stessa traiettoria (effettuano la stessa manovra) ad una intersezione. Punti di conflitto Punti di intersezione tra le diverse correnti veicolari (manovre) Tipologie di intersezioni Non semaforizzate (con regole di priorità): sono regolate da segnali di stop, dare precedenza o, secondo il Codice della Strada, con la precedenza a destra (tranne che nei paesi Commonwealth - a sx). Semaforizzate: sono regolate da un impianto semaforico che dà il via libera, alternativamente, alle varie correnti riducendo o annullando i punti di conflitto. Anno accademico 2010/2011 19 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Interazione tra veicoli nell’infrastruttura stradale Sperimentalmente, si è visto che: • per densità tendenti a 0, la velocità del deflusso è prossima ad un valore massimo detta velocità libera di deflusso v0 • la velocità decresce all’aumentare della densità • per valori densità tendenti al valore della densità limite kL (veicoli accodati), la velocità tende a zero Queste osservazioni sperimentali possono essere modellizzate con diversi modelli analitici; il più semplice è il modello di Greenshields, che ipotizza una relazione lineare tra velocità e densità di traffico. Anno accademico 2010/2011 20 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à In questa ipotesi le relazioni v = v(f) e k = k(f) hanno andamento quadratico. Il flusso corrispondente ai punti di massimo delle parabole è la capacità della strada; i corrispondenti valori di densità e velocità sono detti critici (kCR e vCR). Interazione tra veicoli nell’infrastruttra stradale Se si esaminano i diagrammi v = v(f) e k = k(f) si nota che lo stesso flusso f* si può avere sotto due diverse condizioni: • in corrispondenza di una velocità minore della velocità critica (densità maggiore della densità critica) • in corrispondenza di una velocità maggiore della velocità critica (densità minore della densità critica) Anno accademico 2010/2011 21 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à I diagrammi v = v(f) e k = k(f) possono essere suddivisi in due rami, rappresentativi di diverse condizioni del deflusso: • ramo stabile, per v > vCR (k < kCR) • ramo instabile, per v < vCR (k > kCR) Sul ramo stabile, un aumento di densità comporta una diminuzione della velocità, ma un aumento del flusso; viceversa, sul ramo instabile, un aumento della densità comporta una ulteriore diminuzione della velocità ed anche una diminuzione del flusso, instaurando fenomeni di stop-and-go. Sul ramo instabile i livelli di servizio della strada sono modesti. Anno accademico 2010/2011 22 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à I costi dei servizi d’infrastruttura e di trasporto I soggetti che sopportano i costi connessi ad un sistema di trasporto possono essere raggruppati in tre categorie: • soggetti proprietari e/o gestori in concessione dell’infrastruttura e del relativo sistema di controllo (ad esempio: Società Autostrade per l’Italia, Regioni, ecc.) • soggetti produttori del servizio di trasporto (ad esempio: aziende di trasporto collettivo in regime di concessione o affidamento, ditte in regime di autorizzazione, ecc.) • soggetti fruitori del sistema di trasporto (utenti) A questi va aggiunta la collettività che, in molti casi, sopporta i costi, sia monetari (accise sui carburanti, imposte sul valore aggiunto del trasporto) che non monetari (impatti ed esternalità), di un sistema di trasporto. Anno accademico 2010/2011 23 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Riassumendo, in generale: • la costruzione (e manutenzione) di una strada è generalmente effettuata con soldi pubblici e quindi con costi diretti sulla collettivita (che pertanto assume il ruolo di proprietario e/o gestore) • le aziende di trasporto collettivo hanno delle sovvenzioni regionali indispensabili per mantenere i prezzi dei titoli di viaggio a valori politicamente accettabili (la collettività assume parte dei costi di produzione del servizio), anche se i fruitori del servizio sono relativamente pochi. Anno accademico 2010/2011 24 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Tre sono le tipologie di costi connessi ad un sistema di trasporto: costi di costruzione e manutenzione dell’infrastruttura o sono costi che ricadono sul proprietario dell’infrastruttura e/o sulla collettività costi di produzione del servizio o sono costi che ricadono sul produttore del servizio; in alcuni casi, parte di questi costi sono trasferiti alla collettività (come sovvenzioni alle aziende di trasporto collettivo) costi di uso del servizio o i costi di uso del servizio sono quelli sopportati dagli utenti del sistema di trasporto; per il sistema di trasporto stradale individuale, parte di tali costi coincidono con i costi di produzione del servizio Ammortamento e manutenzione ordinaria rappresentano le due principali voci di costo per il proprietario o gestore dell’infrastruttura, che potranno essere coperte in tutto od in parte da oneri per il suo uso, da imporre al gestore del servizio e che si differenzieranno in tipologia ed entità per le diverse modalità di trasporto. Anno accademico 2010/2011 25 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Costi di costruzione e manutenzione delle infrastrutture stradali Sono costi che ricadono sul proprietario dell’infrastruttura e/o sulla collettività. Il costo di costruzione di una infrastruttura stradale può essere valutato come costo a km; esso dipende dalle caratteristiche planoaltimetriche del tracciato, dal tipo di piattaforma e dalle opere d’arte necessarie (ponti, viadotti, gallerie, ecc.). Anno accademico 2010/2011 26 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Una valutazione preliminare può essere effettuata considerando i km di infrastruttura sttradali con determinate caratteristiche (in viadotto, in galleria, in trincea, in rilevato, ecc.); ad ogni tipologia può essere attribuito, per analogia con i costi sostenuti in progetti precedenti, attualizzati, un costo a km (Euro/km). Tra i costi non devono essere dimenticati gli eventuali espropri. Il costo totale di costruzione è dato dalla somma dei prodotti tra il costo a km di una data tipologia per i km della stessa tipologia. A titolo puramente indicativo, il costo a km di una infrastruttura stradale varia tra 1 e 7 milioni di Euro a km. L’utilizzazione della rete stradale da parte degli utenti pubblici o privati è di norma libera ed il suo potenziamento e mantenimento in efficienza viene finanziato con gli introiti fiscali dello Stato oltre che, in talune situazioni, con tassazioni più mirate, direttamente (accisa di fabbricazione sui carburanti) o indirettamente (tasse di registro regionali o di proprietà dei veicoli) correlate all’uso. Anno accademico 2010/2011 27 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Fanno eccezione a tale principio generale alcune infrastrutture, per le quali è previsto il pagamento di un pedaggio (in Italia buona parte delle autostrade ed i trafori alpini ed appenninici). Di norma si tratta di grandi infrastrutture caratterizzate da elevati costi di costruzione e di manutenzione, per le quali lo Stato può concedere a società di gestione la delega alla costruzione ed all’esercizio per un certo numero di anni (di solito 30, in regime di concessione), al termine dei quali lo Stato riceverà l’infrastruttura a titolo gratuito. È, talvolta, previsto anche l’utilizzo di costruzione e gestione in project financing. Anno accademico 2010/2011 28 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Altre tipiche applicazioni del costo d’uso delle infrastrutture sono i parcheggi a pagamento, i quali, una volta costruiti, possono essere gestiti direttamente anche dal proprietario dell’infrastruttura (ad esempio la municipalità o le aziende pubbliche affidatarie di servizi di trasporto pubblico locale) oppure affidati anch’essi in concessione/affidamento a terzi privati. I costi tipici d’infrastruttura possono identificarsi in questo caso nelle categorie della tabella precedente, a cui s’aggiungono le relative voci di costo per la manutenzione e l’ammortamento delle spese di realizzazione. Più di recente, un Road pricing si è diffuso anche in aree metropolitane ad elevata densità demografica e veicolare come misura dissuasiva all’impiego del veicolo motorizzato a fini di riduzione della congestione e di protezione ambientale ed in contemporaneo sviluppo delle politiche di parcheggio regolato. Anno accademico 2010/2011 29 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Parcheggi Sono i luoghi destinati alla sosta dei veicoli stradali .Si distinguono in: • Parcheggi su strada: ricavati ai margini della carreggiata o in appositi spazi (piazze, strade chiuse) • Parcheggi fuori strada: apposite strutture, al di fuori della carreggiata stradale (parcheggi multipiano e parcheggi a stalli mobili) Uno spazio di sosta è denominato stallo. Le dimensioni di uno stallo sono 4,5-5,0 x 2,2-2,3 m. Gli stalli possono essere: Anno accademico 2010/2011 30 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à La capacità di un parcheggio (CS), su strada o fuori strada, è pari al numero massimo di vetture che può usufruire del parcheggio in un giorno; essa dipende dal numero di stalli (nS) e dalla durata media della sosta (tS): CS = nS / tS I parcheggi multipiano sono, in generale, strutture di sosta a pagamento, con un gran numero di stalli, disposti su più piani. Essi sono molto usati come parcheggi di interscambio modale (park and ride) e come parcheggi seminterrati nei centri cittadini. I parcheggi a stalli mobili consentono, a parità di spazio, di disporre un numero più elevato di stalli; gli svantaggi sono: i tempi di servizio ed i costi di gestione elevati. Sono utilizzati soprattutto nei condomini. Anno accademico 2010/2011 31 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à CSIC rappresenta il costo connesso ai rischi (mancanza di sicurezza del viaggio) Questi ultimi due termini non sono di facile valutazione, ma influenzano non poco le scelte di viaggio degli utenti. Il costo generalizzato assume diversi aspetti a seconda delle problematiche per le quali è utile conoscere i costi sostenuti dagli utenti; si possono individuare, pertanto, due tipologie di costo generalizzato: • costo generalizzato effettivo • costo generalizzato percepito Categorie di trasporto - trasporto con mezzo proprio: • il costo generalizzato effettivo comprende i costi reali sostenuti dall’utente per effettuare uno spostamento; quindi, tutti i costi di produzione del servizio (carburante, lubrificante, pneumatici, quote di ammortamento, eventuali pedaggi autostradali e/o di sosta) ed il tempo effettivo speso per effettuare il viaggio Anno accademico 2010/2011 32 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à I costi di utilizzo di un sistema di trasporto (infrastruttura + mezzo) In generale, un utente di un sistema di trasporto, per utilizzare il sistema stesso, “spende” delle risorse non solamente monetarie; il costo totale sopportato dall’utente per l’uso del servizio è detto costo generalizzato. Il costo generalizzato CG, in termini puramente formali, può essere considerato somma di 4 aliquote: CG = CM + CT + CCOM + CSIC dove: CM rappresenta le risorse monetare spese per effettuare lo spostamento (pedaggi, carburante, biglietti, ecc.) CT rappresenta le risorse, in termini di tempo, spese per effettuare lo spostamento (tempo di attesa alle fermate, tempo di viaggio, ecc.) CCOM rappresenta il costo connesso alla mancanza di comfort dello spostamento Anno accademico 2010/2011 33 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à • il costo generalizzato percepito è legato alla percezione dei costi da parte dell’utente e comprende solo alcuni costi di produzione del servizio (carburante ed eventuali pedaggi autostradali e/o di sosta), il tempo percepito dall’utente, che può essere diverso da quello effettivo (ad esempio gli utenti tendono a dare un peso diverso ai tempi per effettuare il viaggio se spesi in coda ad un semaforo o in marcia) Categorie di trasporto – trasporto mezzo collettivo: • il costo generalizzato effettivo comprende il costo del biglietto ed i tempi effettivi spesi per effettuare il viaggio • il costo generalizzato percepito comprende il costo del biglietto, i tempi percepiti dall’utente in modo diverso a seconda se di attesa, a bordo, di accesso/egresso, l’assenza di comfort Anno accademico 2010/2011 34 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Costi di uso del servizio – integrazioni progettuali Il costi effettivi si calcolano per le valutazioni economiche degli investimenti, mentre i costi percepiti si usano per simulare le scelte di viaggio degli utenti. Sia il costo percepito che quello effettivo dovrebbero, a rigore, comprendere esplicitamente i costi legati al comfort ed alla sicurezza. In generale, però, tali fattori non sono tenuti esplicitamente in conto nei costi sostenuti dagli utenti; più precisamente, nel costo effettivo si trascurano questi aspetti, valutando in altro modo comfort e sicurezza all’interno delle analisi economiche; nel costo percepito si tiene conto di un termine, da calibrare, legato alla specifica variabile, che tiene conto dei questi fattori non misurabili. Anno accademico 2010/2011 35 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Calcolo dei costi generalizzati Il costo generalizzato effettivo CGE può essere calcolato come: CGE = CME + βT TE dove: CME è il costo monetario effettivo (Euro) TE è il tempo di viaggio effettivo (h) βT è il valore unitario del tempo (Euro/h) Il costo monetario effettivo comprende tutti i costi monetari (ad esempio anche il consumo dei pneumatici). Il βT, detto anche VOT (Value Of Time), può essere calibrato o fissato esogenamente; in generale dipende dal motivo dello spostamento (per spostamenti per lavoro vale sui 10-15 Euro). Anno accademico 2010/2011 36 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Il costo generalizzato percepito CGP può essere calcolato come: CGP = CMP + βA/E TA/E + βA TA + βB TB + βSPEC dove: CMP è il costo monetario percepito (Euro) TA/E è il tempo di accesso/egresso al sistema (h) βA/E è il valore unitario del tempo di accesso/egresso (Euro/h) TA è il tempo di attesa (h) βA è il valore unitario del tempo di attesa (Euro/h) TB è il tempo a bordo del veicolo (h) βB è il valore unitario del tempo a bordo (Euro/h) βSPEC è una costante specifica che tiene conto dei fattori sicurezza, comfort, privacy, ecc. (Euro) I β vanno calibrati opportunamente; ad esempio, detto 1 il valore percepito del tempo a bordo, il tempo di attesa vale da 2 a 3, cioè l’utente percepisce il tempo di 2 o 3 volte il tempo a bordo. Anno accademico 2010/2011 37 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Il tempo di accesso/egresso è il tempo che impiega l’utente a raggiungere la stazione o la fermata di partenza del proprio viaggio sul sistema di trasporto collettivo; il suo peso può variare a seconda del modo di trasporto utilizzato per raggiungere la stazione/fermata (piedi, auto, ecc.). Precisazione sul costo del tempo Essendo di norma il trasporto considerato un servizio intermedio, ancorché necessario, il tempo per esso impiegato viene considerato perduto. Possibili eccezioni sono relative ad alcuni viaggi di piacere, nei quali il tempo speso all’interno del sistema di trasporto è parte integrante dell’attività turistica (ad esempio treni turistici o d’epoca, autobus per city-tour, crociere, voli panoramici). Il tempo complessivo per l’effettuazione dello spostamento doorto-door può essere, nel caso più generale, suddiviso nelle seguenti componenti: Anno accademico 2010/2011 38 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à • accessibilità al primo sistema di trasporto (tempo di accesso) • attesa dei servizi di trasporto (tempo di attesa) • percorrenza a bordo dei veicoli (tempo di percorrenza) • interscambio fra sistemi di trasporto diversi (tempo di interscambio) • raggiungimento della destinazione finale (tempo di uscita) La traduzione dei suddetti tempi in termini di costo generalizzato rende necessaria la loro monetizzazione, per la quale è opportuno distinguere il caso delle persone che si spostano in forma sistematica (pressoché quotidiana) per motivi di studio e lavoro, da coloro che viaggiano per lavoro (agenti di commercio, personale in missione, ecc.), da quelli che viaggiando impiegano tempo libero. Per i primi e soprattutto i secondi è necessario tenere conto del tasso salariale con il quale viene pagato il lavoro effettuabile nel tempo non impiegato per lo spostamento (il suo prezzo ombra). Nella realtà il valore del tempo risparmiato andrà valutato non già in relazione a come l’utente lo utilizzerà, bensì al disagio che gli provoca quando non lo risparmia (come costo opportunità). Anno accademico 2010/2011 39 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Considerando il valore di un’ora di tempo libero pari al rapporto fra il reddito pro-capite e le ore di tempo libero disponibili, i diversi studi effettuati mostrano come il valore monetario del tempo si attesti attorno al 15÷50% di tale valore. Ulteriori indicazioni emerse dagli studi effettuati evidenziano come i tempi di accessibilità, interscambio ed attesa del servizio vengano di norma valutati 2÷2,5 volte quelli trascorsi a bordo dei veicoli e come nei servizi ad orario le attese vengono di norma considerate tali se superano un quarto circa dell’intervallo fra due passaggi (ad esempio se superano 5 minuti per un servizio con passaggi ogni 20 minuti). Risulta inoltre di particolare rilevanza la garanzia di regolarità dei servizi offerti, che condiziona sia il tempo effettivo di viaggio, in quanto il ritardo medio diviene un prolungamento di fatto di quest’ultimo, sia direttamente la percezione di qualità da parte del cliente, che pone di norma la puntualità molto in alto nella sua scala di parametri di qualità. Anno accademico 2010/2011 40 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à I costi generalizzati sopportati da produttori dei servizi, che si traducono in oneri monetari per gli utenti (componenti monetarie del costo generalizzato) ed i costi sopportati dai soggetti proprietari o gestori delle infrastrutture, che vengono in taluni casi parzialmente o totalmente trasferiti ai gestori dei servizi o direttamente agli utenti, imponendo loro costi per l’uso delle infrastrutture stesse, si rappresentano come in tabella Bisogna tuttavia tenere conto che nel momento in cui si sottopone a valutazione un intervento pubblico nel settore dei trasporti i costi da valutare sono quelli per la collettività, che comprende in se tutti i soggetti coinvolti nel sistema: utenti, esercenti dei servizi e proprietari o esercenti dell’infrastruttura, soggetti terzi Anno accademico 2010/2011 41 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à L’analisi dei costi per la produzione dei servizi è essenziale per pervenire a misure quantitative delle risorse necessarie ad intervenire sul sistema dei trasporti, per verificare la coerenza fra i costi stessi e budget prefissati, per valutare l’efficienza dei servizi, per confrontare scenari alternativi di assetto del sistema dei trasporti. I costi di produzione, sopportati dal produttore del servizio di trasporto, includono in generale: • costi di acquisizione dei veicoli • costi di gestione La valutazione dei primi si conduce sulla base dei prezzi proposti dal costruttore per le forniture; esistono, tuttavia, diverse forme di acquisizione (acquisto, noleggio, leasing), ciascuna delle quali con oneri finanziari e fiscali diversi. La valutazione dei costi di gestione si rapporta, di norma, a stime delle unità di trasporto prodotte (veicoli x km) e delle risorse impegnate (ore di personale, quantità di energia, tempi di utilizzazione di veicoli ed impianti, ecc.). Anno accademico 2010/2011 42 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à In quest’ambito un’aliquota del costo può essere considerata, entro ampi limiti fissa nel breve periodo, in quanto indipendente dalle quantità prodotte, un’altra può essere considerata variabile, in quanto proporzionale a queste; tra i costi variabili rientrano gli eventuali costi d’uso delle infrastrutture. L’invariabilità dei costi fissi viene comunque meno nel lungo periodo, allorquando le mutate esigenze della domanda possono richiedere interventi rilevanti sul sistema (acquisto di veicoli, assunzione di personale, ecc.). Anno accademico 2010/2011 43 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Veicoli per il trasporto stradale - sinossi I criteri di progettazione dei veicoli stradali sono il risultato delle esigenze di mercato e del rispetto delle normative imposte in relazione alle caratteristiche geometriche, alla massa, alla potenza, alla sicurezza ed al comfort. I veicoli stradali destinati al trasporto dei passeggeri possono essere distinti in individuali se sono utilizzati in modo autonomo da singoli o piccoli gruppi di utenti e collettivi allorquando vengono utilizzati da gruppi di utenti in modo autonomo o sulla base di un programma di esercizio preparato, reso pubblico e rispettato dal gestore. I veicoli di trasporto stradale sono: Ciclomotori e motoveicoli Autoveicoli Rimorchi e semirimorchi Autoarticolati ed autosnodati Autotreni autobus Anno accademico 2010/2011 44 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à I veicoli – componenti - sinossi I limiti di massa dei veicoli • Motoveicoli 2,5 t • Autoveicoli 18,0 t (due assi) 24,0 t (tre assi) • Rimorchi da 6,0 t a 25,2 t (secondo assi) • Autoarticolati e autosnodati da 30,0 t a 44,0 t • Autotreni da 24,0 t a 44,0 t • Autobus da 19,0 t a 24,0 t In funzione dei limiti di massa si progetta la resistenza delle infrastrutture (pavimentazioni, ponti e viadotti, ecc.) I limiti di velocità dipendono dal tipo di veicolo e dal tipo di strada. I componenti fondamentali di un veicolo sono: • la cassa • gli organi di propulsione (motore, cambio, trasmissione) • gli impianti (frenante, elettrico, ecc.) Anno accademico 2010/2011 45 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Anno accademico 2010/2011 46 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à VEICOLI DI TRASPORTO INDIVIDUALE DELLE PERSONE E DELLE COSE Anno accademico 2010/2011 47 U n i ve rs i tà d e g l i S t u d i d i Ve ro n a Facoltà di Economia Corso di laurea in Economia e Management delle Imprese di Servizi I n s e g n a m e n t o d i Ec o n o m i a d e i Tra s p o r t i e d e l l a M o b i l i t à Anno accademico 2010/2011 48