LA ROMANIZZAZIONE
Milano
Città ad ovest
di Milano
di
MILANO ROMANA
• EVOLUZIONE DELLA MILANO
ROMANA
• STORIA DI MILANO fino al 1200 a.C.
• SANT’AMBROGIO
• MURA
• CIRCO
• BATTISTERO
• STRADE,PONTI e FOGNATURE
• ANFITEATRO
Evoluzione della città di Milano
Pianta della città di
Milano ai tempi di
S.Ambrogio
Visto che stiamo
trattando il periodo
romano, abbiamo
deciso di svolgere un
ipertesto che
trattasse l’evoluzione
architettonica di
Milano e dei dintorni
• In questa sezione
vorremmo spiegare a
tutti come si è evoluta
Milano nel tempo,
soprattutto nel
periodo Romano.
La prima pianta di Milano risale alle invasioni dei
Galli che restarono in questa zona fino al 222 a.C.
quando i Romani riconquistarono il territorio e la
valle del Po nel 196 a.C. Come di consueto i
Romani sovrapposero al borgo Gallico la pianta
quadrangolare dei loro accampamenti. Vi
tracciarono 2 vie principali perpendicolari: Il
cardine massimo e Il decumano; al loro incrocio
venne posto il Foro, cioè la piazza, che si trovava
dove ora sorge Piazza S. Sepolcro. Dove le 2 vie
principali incontravano le mura c’erano le porte.
Intorno alle mura c’era un fossato nel quale
scorrevano il Seveso e il Nirone che oggi si
trovano sotto la città. Data l’assenza di
cave nei dintorni del borgo si utilizzarono
principalmente ciottoli e sassi ripescati dai
fiumi per la struttura interna delle mura che
vennero poi rivestite con i mattoni. Nelle
altre zone vennero usati massi più grandi
provenienti appunto dalle cave sopracitate.
• Dalle porte della città uscivano strade
che portavano in tutte le direzioni.
Dai pochi resti pervenutoci possiamo
dedurre che il periodo di massimo
splendore per Milano fu quello
imperiale.In questa epoca ci furono
ampliamenti sia nella zona sud che in
quella nord \ est.
Una strada romana
(a Milano presso il
Museo Archeologico)
Resti del palazzo
imperiale
• Nella zona sud venne posta il
palazzo imperiale. Al di fuori
delle mura venne costruito un
anfiteatro di forma ellissoidale
dal quale prende il nome Via
Arena. Dai bassorilievi
pervenutici deduciamo che
davanti al palazzo era posto il
circo. Da cui prende nome la
Via Circo.
• Nella zona nord - est furono costruite
le terme che ora si possono vedere
nella zona Pasquirolo. Qui sono ancora
presenti i tipici pavimenti bucherellati
o a mosaico
Resti delle terme
romane di Milano
STORIA DI
MILANO
fino al 1200 d.C.
Milano dalle origini al 400 d.C.
Fondata dai Galli
Insubri, fu occupata
dai Romani
(Mediolanum), dai
quali fu elevata a
municipium, e quindi
a colonia. Fu capitale
dell’Impero
d’Occidente (292).
Perduta la posizione di
capitale, la città
conservò e accrebbe
quella di metropoli
religiosa, e i vescovi
successori di S.
Ambrogio (morto nel
397) vi acquistarono
crescente autorità e
prestigio anche in
campo civile.
Milano dal 500 al 1200 d.C.
Nel 569 cadde sotto il
dell’XI sec., distrutta da
dominio dei
Federico I Barbarossa
Longobardi, che la
(1162), divenne
tennero per ca. due
l’anima della prima
secoli. Conquistata dai
Lega lombarda, che ne
Franchi di Carlo
curò la ricostruzione
Magno (774), divenne
(1167) e diede il
sede di contea. Libero
massimo contributo
Comune verso la fine
alla vittoria di
Legnano (1176).
Sant’Ambrogio
un Vescovo
bonario,
un uomo
irremovibile.
Sant’Ambrogio
Quando, intorno alla seconda metà del IV secolo
d.C., Milano era dilaniata dalle lotte fra Ariani ed
Ortodossi e il Vescovo ariano di Cappadocia
Aussenzio morì, nel 374 d.C.da Roma venne
dato l’ordine di mandare a Milano un Vicario e
fu scelto un certo Ambrogio, uomo energico,
colto, figlio di un alto funzionario dell’Impero a
Treviri, città sulla riva della Mosella dove nacque
nel 334 circa.
Il rito ambrosiano
Avvocato e governatore della Liguria-Emilia
giunse a Milano dove era già stato acclamato, e
dopo aver ricevuto il battesimo prese la carica di
Vescovo. Questi cominciò la sua importante
missione il 7 dicembre 373 (giorno in cui si
celebra la sua festa) e nella prima messa che
celebrò, introdusse un nuovo rito, il rito
ambrosiano,che subito piacque alla gente e che
quindi fu utilizzato in tutte le messe seguenti fino
ai nostri tempi in tutta la Lombardia.
Il carnevale ambrosiano
Il papa Damaso I rimproverò Ambrogio per il rifiuto (voce del
popolo milanese) di pagare le tasse imperiali, ma Ambrogio
dicendo che aveva fretta per via del carnevale, sentendo
suonare le campane si congedò col permesso di allungare a
Milano il carnevale di quattro giorni (usanza che ricorre ai
giorni nostri)per permettergli di festeggiarlo in tempo. Uomo
accondiscendente nei limiti del giusto e dell’onesto, non fu
feroce come altri Vescovi contro chi si faceva il bagno,
soprattutto dopo l’editto di Milano in cui i cristiani facevano
largo uso delle Terme.
Ambrogio e l’imperatore (I)
Permissivo per alcune cose era invece irremovibile nei principi
della Fede e non aveva paura nemmeno dell’imperatore.
Accadde infatti a Tessalonica che un giorno fu arrestato per
una mancanza un auriga; questi era l’idolo del popolo nella
corsa dei cavalli e quando il popolo venne a sapere dell’arresto
eseguito dai pretoriani, si gettò contro di loro. A Teodosio il
grande questa faccenda non piacque per niente e diede ordine
ai soldati di punire i tifosi. Ci fu un massacro, infatti in una
sola giornata furono trucidati quasi trecentomila cittadini
inermi.
Ambrogio e l’imperatore (II)
Quando Ambrogio seppe ciò decise di rimproverare
l’imperatore scrivendogli una lettera in cui gli chiedeva un
colloquio personale; quando Teodosio giunse a Milano per
ricevere i sacramenti fu pubblicamente umiliato dal
vescovo a fare penitenza. L’imperatore fece penitenza per
otto mesi finche fu perdonato, diventando uno dei più
strenui difensori della cristianità fino alla morte (395) .
La morte di Ambrogio
Due anni dopo, il 4 aprile 397 dopo una lunga malattia si
spense anche Ambrogio. Milano era in lutto e si narra che in
quel giorno tutti i bambini furono buoni e tristi, nessuno “fece
i capricci” e la sera di quel 4 aprile che era Venerdì Santo, tutti
si misero a piangere, mentre Ambrogio moriva dopo dieci ore
di agonia. Aveva soltanto 57 anni, ed in 24 anni di Vescovado
entrò nei cuori di tutti i milanesi e persino degli imperatori
compiendo miracoli, facendo carità e rimproverando chi si
comportava male.
Milano dopo Ambrogio
Gli succedette Simpliciano che però morì dopo soli
tre anni. Così quando l’importanza di Milano aveva
raggiunto il suo apice con Ambrogio, si capì che
ormai il suo degrado era vicino. Gran parte delle leggi
più importanti venivano emanate da Milano, centro
degli scambi commerciali europei; la città era
circondata da mura spesse tre metri con torri dalle
quali si poteva vedere la corona delle Alpi, quasi
come una roccaforte inespugnabile. Ma Milano era ai
piedi delle Alpi a un passo dalle scorrerie barbariche,e
si decise sotto Onorio di trasferire la capitale
imperiale, prima ad Asti poi a Ravenna.
Le Mura
Edificazione delle mura
Della mura romane a Milano non rimane che qualche resto,
ormai affiancato dai moderni edifici. Un tempo, però,
circondavano tutta la città.. Le prime mura furono edificate
da Cesare nel primo secolo a.C., quando Milano era il punto
di partenza delle legioni romane dirette in Gallia.
Queste avevano, naturalmente, scopo difensivo, anche
perché Milano s’ingrandiva sempre di più, stava diventando
un importante centro per l’impero romano ed era quindi
necessario creare un efficiente sistema di difesa.
Durante l’impero di Massimiano fu poi costruita un’altra
cinta di mura, esterna a quella precedente.
La Struttura delle mura (I)
• Le mura avevano come basamenti fondamenta
costituite da ciottoli, ghiaia e sabbia, profonde
all’incirca cinque metri. Le mura vere e proprie
erano costituite invece da pietre molto più grosse.
Esisteva proprio una cerchia di mura; tuttavia
queste erano intervallate da torri che possono
risultare circolari, ma guardandole più
attentamente ci si accorge che sono sfaccettate.
Le torri servivano principalmente per poter
avvistare il nemico da lontano.
Tecniche di costruzione
Sia le mura che le torri venivano costruite scavando
prima un fossato, nel quale venivano poste le
fondamenta. Venivano poi innalzate mediante una
rudimentale impalcatura, formata da pali di legno,
che venivano inseriti fra le pietre delle mura già
costruite e formavano così un ponteggio, che veniva
poi smontato a fine costruzione. Infatti si possono
notare i buchi nei quali venivano posti i pali, come
nel Castello Sforzesco.
IL CIRCO
Rovine del circo romano di Milano
IL CIRCO
•Come già detto (vedi ampliamento zona
sud) davanti al palazzo imperiale fatto
costruire da Massimiano si trovava il circo.
•Occupiamoci ora della struttura,
delle caratteristiche e dell’
importanza del circo nella società
romana
STRUTTURA DEL CIRCO (I)
• Presso i romani il circo era il luogo adibito alle
corse equestri ,aveva un perimetro a forma
ellissoidale e una sola sua estremità presentava
una parete dritta munita di torri sulla quale vi
erano le entrate alle stalle dei cavalli. Lungo il
perimetro del circo erano disposte imponenti e
capienti gradinate sulle quali i numerosissimi
spettatori assistevano alle gare. A queste gare
assisteva spesso l’imperatore che aveva la sua
tribuna privata nella parte sovrastante l’entrata
delle stalle.
STRUTTURA DEL CIRCO (II)
All’interno dello spazio delimitato dalle tribune
vi era la pista anch’essa ellissoidale le cui corsie
erano divise da un muro detto “spina”spesso
ornato da preziosi monumenti. L’esempio più
grandioso di circo romano è quello del Circo
Massimo a Roma nel quale i monumenti di sette
delfini d’argento posti sulla parete che divideva
le due corsie della pista si abbassavano uno ad
uno per ogni giro percorso.
Il circo era costruito in mattoni d’argilla e
generalmente ricoperti di marmo, questo
accadeva solo nelle città più importanti.
DIMENSIONI DEL CIRCO
• Per riportare alcune dimensioni prendiamo in
esame il circo massimo di Roma.Esso era lungo
635 m e largo 110 m ,aveva una capienza di
100000 spettatori nel primo secolo a.C. allargata a
250000 nel primo sec. d.C. e a 350000 nel quarto
sec. a.C.La spina era costituita da un muro alto
1,75m.e largo 5,8m., oltre che da statue di delfini
era ornata anche da obelischi e da altri soggetti.
Agli estremi di questa spina erano presenti
colonne coniche vicino alle quali i carri dovevano
girare il più possibile rasenti al muro.
IMPORTANZA DEL CIRCO
• L’importanza del circo nella società romana supera
addirittura quella degli stadi nella nostra società.
Ciò è anche manifestato dalla capienza di alcuni
circhi che superava la capienza quella di qualsiasi
stadio odierno. Gli spettacoli nei circhi erano
seguiti da folle di tifosi molto accesi che spesso
attuavano violenze per sostenere i loro idoli. Non
erano rari episodi di morte dopo gare nei circhi. Le
corse erano offerte dagli imperatori per aggiudicarsi
i favori della plebe, che contraccambiava con il
sostegno politico. Venivano fatte scommesse con
somme esorbitanti per il proprio fantino ed erano
possibili episodi di corruzione.
IL “ BATTISTERO “
Di San Giovanni Alle Fonti
I resti del
battistero nei
sotterranei del
Duomo
importanza del battistero
Il battistero di S.Giovanni alle fonti
è famoso perché S.Ambrogio vi
battezzò un giovane intellettuale
africano, che sarebbe poi diventato
uno dei più importanti teorici del
cristianesimo: S.Agostino.
Struttura Del Battistero
È posto sotto le fondamenta del Duomo di Milano,
ha forma ottagonale. Può essere paragonato ad
una piscina , in quanto si presenta come una
vasca ,dove un tempo ,al suo interno , erano
situati dei gradini, per immergersi e per uscirne.
Il battistero fu costruito con dell’argilla , in modo
tale , che l’acqua non fuoriuscisse, e anche
perché a Milano la pietra scarseggiava
L’acqua affluiva alla vasca del Battistero tramite un
canale che prelevava l’acqua da sorgenti
sotterranee
il BattesimoDEL
all’epoca
di
“UTILIZZO
BATTISTERO”
ambrogio e agostino
Nel Battistero, si celebravano i battesimi. I
battezzandi , scendevano lungo i gradini
immergendosi completamente nell’acqua santa
indossando una tunica bianca, in segno di purezza
e umiltà. Ricevevano il battesimo in presenza di un
sacerdote il quale celebrava una serie di
preghiere. In fine il battezzando usciva dall’acqua
privo di ogni peccato. Un tempo, gli uomini
battezzati erano per la maggior parte adulti.
STRUTTURE STRADALI (I)
• Il selciato romano è apparso in vari punti della città,
ma una sicura misura della larghezza di una strada si
è avuta in via Dante nello scavo del 1889: 5 metri,
pari a quasi 16 piedi. Poi in via dei Piatti nel 1962 e in
piazza del Duomo nel 1983: 4,50 metri.
•
La Via Porticata aveva una larghezza superiore a 9
metri: era, infatti, il solenne ingresso alla città.
Una strada
romana (a
Milano presso il
Museo
Archeologico)
STRUTTURE STRADALI (II)
• I selciati sono stati riconosciuti a varie profondità: per il
piano “del Foro” vanno da m 2,35 in via S. Maria Fulcorina
a m 3 in via S. Maurilio a m 3,80 all’angolo fra via Orefici e
piazza Duomo; i livelli delle strade del piano del Nord-Sud,
invece, vanno da m 2,20 in via Dante a m 2,30 in via dei
Piatti.
• Il selciato romano è stato conservato in loco e reso
ispezionabile.
• La pietra utilizzata è di Moltrasio: arenaria grigia e dura.
PONTI
• In tre punti della città sono stati scoperti dei ponti.
• Il più importante sembra quello davanti alla porta Ticinese
al Carrobbio e scavalca il Seveso. Può ritenersi antico
perché costituito da due arcate (m 4,30 e m 3,75 di
apertura) delle quali una non più in uso. Ha le volte in conci
di ceppo e il resto in mattoni.
• Di ceppo erano i conci residui e la spalla del ponte
(luce m 2,50) scoperto nel 1960 nel largo fra via San Vito e
via Olmetto; anch’esso superava il Seveso.
• Di mattoni nella volta e nelle spalle era il ponte, scoperto
sempre nel 1960, davanti alla chiesa di San Carlo in corso
Vittorio Emanuele. E’ stato sistemato nel 1961 in un
sottopassaggio ricavato sotto il corso. Ha m 2,64 di luce e
ci passava sopra la strada seguita dall’attuale corso Vittorio
Emanuele.
• Un altro ponte a due archi è stato ritrovato nel 1896 nei
pressi della colonna davanti a San Babila.
FOGNATURE
• Della fognatura romana vari tratti sono apparsi in passato e
in epoca più recente durante scavi occasionali e sotto
strade dei due antichi piani regolatori della città.
• Purtroppo nessun condotto risulta conservato. Si può
sperare che si sia conservato il tratto sotto il selciato
romano di via dei Piatti, ma non è stato indagato.
• In generale dai vari ritrovamenti minori si può dire che gli
spechi (canali sotterranei) delle antiche fognature erano alti
almeno da m 0,80 a m 1,70 e larghi almeno da m 0,60 a m
0,85, evidentemente a seconda dell’importanza e della
portata delle acque..
L’anfiteatro
L’anfiteatro
L’anfiteatro era un edificio di forma
solitamente ovale, a volte, circolare. E’ una
costruzione prettamente romana basata sulla
combinazione di archi e volte, strutture
architettoniche innovative perché grazie alla
loro forma il peso che sostengono viene
scaricato a terra.
Perciò non era più necessario sfruttare i
pendii naturali come facevano i greci ma
l’anfiteatro poteva sorgere dovunque.
Struttura (1)
• Era costituito dall’arena circolare dove
avvenivano i combattimenti tra i gladiatori,
tutt’ attorno sorgeva un muro chiamato
podium dal quale si dipartivano i gradini
che formavano la cavea dove sedevano gli
spettatori.
Struttura (2)
Vi erano ammessi il vivarium per i servizi
e la cucina, lo spoliarum dove si portavano
i gladiatori morti e i ludi cioè le scuole per
i gladiatori.
A Milano l’anfiteatro sorgeva fuori le mura
fra le attuali vie De Amicis, Conca del
Naviglio,e la via Arena che ne conserva il
nome.
LE CITTÀ AD OVEST DI MILANO
MAGENTA
CORBETTA
CISLIANO
INVERUNO
ABBIATEGRASSO
BAREGGIO E CUGGIONO
SEDRIANO
VITTUONE
La storia della romanizzazione
di magenta .
Introduzione
• La nostra zona trasse notevoli
benefici economici dalla politica di
espansione voluta dai Romani, ai
quali va anche riconosciuto il merito
di aver fatto costruire una strada
che, partendo dalla porta milanese
dalle Vercellina, attraverso Settimo,
raggiungeva Corbetta e Magenta,
toccava Novara e proseguiva per la
Gallia.
Tracce dei primi insediamenti 1
• La presenza di insediamenti romani
nel territorio magentino trova
conferma nel ritrovamento di
diverse necropoli contenenti
oggetti e monete databili dal I a
V secolo d.C..
E’ comunque probabile che già
alcuni gruppi di Galli Insubri,
scesi nella pianura padana nel V
secolo a.C., trovarono sede a
Magenta
Tracce dei primi insediamenti 2
• Magenta è posta nei pressi del
Ticino; è pertanto un baluardo a
difesa del suolo italico,
tormentato dalle scorrerie dei
popoli provenienti da oltre le
Alpi.
Inoltre la collocazione di
Magenta lungo la strada che
rappresentava allora la via
naturale verso le Gallie ne
accrebbe l’importanza strategica
CORBETTA ROMANA
Corbetta è un paese ricco di storia e di tradizioni
e, una volta, fu considerato addirittura “capitale”
di uno dei grandi contadi di Milano. Nel suo
passato si ritrovano anche vicende militari
essendo, terra di confine lungo il Ticino, ma
soprattutto lavoro agricolo in una campagna
fertile e ricca di sorgenti. Le origini del paese
risalgono al periodo celtico (VIII sec.a.C.)
durante il quale Corbetta è uno dei “pagi”, tipica
istituzione economica, della popolazione gallica.
Il villaggio passa poi sotto la dominazione
romana , assume il nome di “ Curia Picta “ e si
trasforma grazie alla politica di espansione
commerciale che poco a poco logora la struttura
tribale.
È proprio nel periodo romano , che si diffonde la
nuova religione : il Cristianesimo. I secoli
successivi vedono alternarsi sul nostro territorio
prima i Goti poi i Longobardi. Questi ultimi
segnano una tappa decisiva nello sviluppo civile.
Ai Longobardi succedono i Franchi. Costoro
perseguono una politica di conciliazione e di
affiancamento alla Chiesa che porta la formazione
del Sacro Romano Impero. Vengono creati
vescovi-conti , capi non solo spirituali ma anche
temporali , ai quali si assegna il territorio a feudo.
CISLIANO
ROMANA
INTRODUZIONE
• Cisliano è un paesello fra prati e campi verdi che
dista 15 km dal centro di Milano . Il nome di questo
paese deriva dal fatto che questo territorio
apparteneva alla gente romana Caecilia; da varie
carte di vendita o concessione si possono notare le
diverse modifiche che ebbe il nome di questo
villaggio nel tempo.
I documenti che sono
pervenuti a noi sulle sue origini si basano sulla
necropoli della Mischia scavate nel 1903 dal conte
Carlo Alberto Pisani
LA NECROPOLI DELLA
MISCHIA (1)
Il podere della Mischia è situato a est dell’attuale centro
abitato.
Da questa necropoli si è riusciti a capire che il rito della
cremazione indiretta era quello più diffuso.
Erano presenti i resti provenienti dal rogo
funebre;abbondano forme vascolari aperte generalmente
frantumate intenzionalmente o dal calore del
rogo,ciotole di vario genere,colpi.In condizioni migliori
sono gli oggetti del corredo vero e proprio, che
all’interno della fossa funebre veniva raccolto in uno
spazio ben definito.
LA NECROPOLI DELLA
MISCHIA (2)
• Si sono ritrovate delle monete (obolo di
Caronte),tuttavia ossidate e illeggibili.Sono
stati ritrovati ammassi informi di lame grazie
alle quali si è potuto risalire al sesso del
defunto;potrebbero essere maschili quelle in
cui sono presenti coltelli cesoie e lame di
ferro,femminili quelli con specchi balsamari in
cotto o in vetro contenenti unguenti
LA NECROPOLI DELLA
MISCHIA (3)
Questi reperti appartengono ad una comunità
agricola pastorale in cui le donne si dedicavano
alla tessitura ed ai lavori domestici mentre gli
uomini praticavano l’agricoltura e
l’allevamento.Da corredi sembra di poter
rilevare uniformità sociale,con la sola eccezione
di un capo della comunità.Queste sono
caratteristiche comuni a tutte le necropoli tardoceltiche
Nell’ età della pietra,le zone paludose della pianura padana
erano abitate da tribù che vivevano su palafitte.Nel periodo
successivo detto Insubre Etrusco si trovano resti di una città :
Alba,fondata dagli Insubri ,popolazione asiatica barbara che
conosceva il ferro.Questi erano giunti fino al Ticino dalle Alpi
Giulie scacciando le popolazione autoctone.Successivamente
orde feroci di Galli provenienti dalla Francia si fermarono e
tolsero ai primi abitanti la signoria del paese occupando
stabilmente le rive del fiume Ticino, e le campagne circostanti
costruendovi villaggi .Il paese era abbastanza civile quando i
Galli lo invasero, ma la loro barbarie distrusse ogni segno della
precedente civiltà. I Galli dalla pastorizia passarono alla
agricoltura diventando meno feroci e più stabili.
I Celti (I Galli ) indossavano tessuti di lana che arrivavano
fino al ginocchio e possedevano bestiame che si procuravano
con rapine.Erano ospitali e fedeli alle promesse fatte ma
spesso si ubriacavano di vino,bevanda che avevano conosciuto
in Italia.Erano divisi in tribù nelle quali la plebe e gli schiavi
ne costituivano la maggioranza.I sacerdoti,detti
Druidi,celebravano i loro riti,gli orrendi sacrifici umani ,nelle
selve a cielo aperto.Può darsi che sapessero leggere e scrivere
ma non sono stati trovati reperti scritti prima della
dominazione romana.Erano ricchi agricoltori e allevatori per
la fertilità della pianura padana e commerciavano i loro
prodotti a bassi prodotti. Spesso uscivano dal loro villaggio
per scorribande, anche se la ricchezza prosperava nelle loro
terre.
I Galli dirigevano le loro scorribande contro
Roma e i suoi alleati e i romani alla fine ebbero
ragione degli impetuosi barbari. I Celti si
civilizzarono e si integrarono poi perfettamente
nelle strutture dello stato romano.Recentemente
sono stati realizzati scavi che hanno portato alla
luce 210 tombe ricche di reperti interessanti
(urne,monete,lucerne,fibbie e anfore).
CENNI STORICI
Le origini di Abbiategrasso
possono essere fatte risalire
all’epoca della conquista
romana, durante la quale la
città entro a far parte dei
possedimenti di un ricco
patrizio che apparteneva
alla “gens Abia”, da cui
deriva il nome della città,
Abbiatum, che subì nel corso
degli anni diverse
trasformazioni per giungere
alla attuale Abbiategrasso,
derivante dalla sua
posizione centrale in Val
Grassa, fertile e ricca di
corsi d’acqua.
CENNI STORICI
BAREGGIO
Furono i Galli Insubri, di lingua celtica, a scacciare dal territorio
dove ora sorge Bareggio gli Etruschi, suoi antichi abitanti.
Dai Galli si passò ai Romani, nel 197 a.C., ed ancora ai
Longobardi.
CUGGIONO
L’origine di Cuggiono è molto antica: si può infatti dedurre dai
reperti archeologici ritrovati nella zona che i suoi primi
abitanti furono i Celti che vi si stanziarono nei primi secoli
dopo Cristo.
CENNI STORICI
Il nome trova gli studiosi incerti; la maggior parte lo fa
derivare da “sator”, seminatore in latino altri da
“sedes Arianorum”, Leandro Alberti vuol farlo
risalire a “Desidrianum”, storpiatura di Desiderio,
famoso re dei Longobardi, che si vuole fosse il
fondatore del borgo.
CENNI STORICI
Sulla storia di Vittuone non esistono molti
documenti; sembra comunque certo che il
paese abbia origini romane dato che quasi
tutto il territorio compreso ad ovest di Milano
era stato colonizzato da questo popolo.
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Urbes: la romanizzazione a Milano e nella zona ad