Metodologia della ricerca
La ricerca e le sue fasi
Prof. Antonio Sabetta
La scelta dell’argomento
Il primo momento del cammino in un lavoro di
ricerca è certamente quello della scelta
dell'argomento e della definizione degli
obiettivi che si intendono perseguire.
E’ opportuno che l'argomento venga scelto
seguendo le indicazioni del docente che dovrà
seguire il lavoro nelle sue diverse fasi e
presenziare la difesa.
La scelta dell’argomento
È oltremodo necessario che nella scelta
del tema il candidato abbia ben presenti
 le proprie capacità,
 il proprio bagaglio culturale ed i propri
limiti,
 il tempo a propria disposizione perché
il lavoro giunga in porto.
La scelta dell’argomento
Così ad esempio sarà bene aver chiare le
competenze di carattere linguistico che una
determinata ricerca potrà richiedere
come anche le conoscenze disciplinari che
presuppone. A meno che non si intenda
acquisire tali competenze traendo occasione
dalla ricerca stessa, qualora non si posseggano,
è bene ripiegare su altre tematiche più
confacenti.
La scelta dell’argomento
Altro elemento di valutazione previa è la
disponibilità di strumenti di lavoro adeguati e le
possibilità di accesso per il candidato.
Qualche visita di ricognizione nelle biblioteche della
propria città o un giro di navigazione mirato in
Internet potrà essere utile a rispondere alla
questione della fattibilità del lavoro da parte dello
studente, che potrebbe anche essere disposto ad
intraprendere dei viaggi per acquisire la
documentazione necessaria
La scelta dell’argomento
La prima indicazione relativa all'argomento
mentre non coincide necessariamente col
titolo dell'elaborato, che è l'ultima cosa da
apporvi, è certamente il fatto che esso è
suscettibile di modifiche e di precisazioni
dettate dal proseguimento del lavoro stesso.
Altrettanto dicasi dell'obiettivo o degli obiettivi
che ci si propone, che potranno essere
ridimensionati
o
allargati
in
base
all'andamento del lavoro.
La raccolta e schedatura del
materiale
All'inizio sarà necessario rivolgersi ad opere
di carattere generale, in cui rinvenire
elementi utili alla formulazione dello "stato
della questione", che dovrà costituire la
piattaforma di partenza del proprio itinerario
di ricerca
quindi alla bibliografia man mano più
specializzata sull'argomento principale ed
eventuali tematiche collaterali comunque utili
al conseguimento dell'obiettivo prefissato.
La raccolta e schedatura del
materiale
La schedatura del materiale risulta tanto più
necessaria in quanto la ricerca normalmente
si svolge su pubblicazioni non proprie, ma in
biblioteca, dove è impossibile apporre segni
o sottolineature sui libri o sulle riviste. Essa
risulta tuttavia utile anche nel caso in cui il
lavoro si svolga su testi propri, perché grazie
alle schede i luoghi di cui si ha bisogno
diventano più facilmente reperibili.
La raccolta e schedatura del
materiale
La prima schedatura è quella destinata a
comprendere una serie di schede bibliografiche
contenenti
le
indicazioni
bibliografiche
indispensabili alla individuazione di un testo
La raccolta e schedatura del
materiale
Nella compilazione della scheda bisogna avere ben
presenti gli elementi bibliografici essenziali,
indicati nel frontespizio del volume da schedare,
cioè:
nome dell'autore in maiuscoletto (prima lettera
puntata)
nome dell'autore in maiuscoletto;
titolo dell'opera (corsivo) [il sottotitolo può non
essere corsivo];
nome e cognome del curatore o dei curatori
dell'opera e del traduttore o traduttori;
La raccolta e schedatura del
materiale
luogo e data di edizione [è facoltativo ma
raccomandato riportare la casa editrice];
il numero dell'edizione come esponente alla data;
la pagina (o colonna) o le pagine (o colonne) citate
(separate da un trattino). A questa indicazione si
può far precedere la sigla p. pp. o c. cc., a seconda
se si tratta di pagine o colonne.
Raccolta e schedatura
Esempio di scheda per un libro
K. BARTH, Introduzione alla teologia evangelica.
Con un'appendice autobiografica sui rapporti
Barth-Schleiermacher, edizione italiana a cura di
Giampiero Bof, Paoline, Cinisello Balsamo (MI)
1990.
La raccolta e schedatura del
materiale
Ecco ora due citazioni relative rispettivamente ad
un articolo contenuto in un Dizionario ed alla voce
di un'Enciclopedia
I numeri indicano la prima e l'ultima pagina o
colonna dell'articolo schedato, qualora l'opera è in
più volumi va indicato il numero del volume con
cifre romane magari preceduto dalla sigla vol.
prima dell'indicazione dei numeri relativi alle pagine
o colonne, che possono essere preceduti dal segno
pp. o cc.:
La raccolta e schedatura del
materiale
A. FABRIS, “Male”, in G. BARBAGLIO - G. BOF S. DIANICH
(edd.), Teologia, San Paolo,
Cinisello Balsamo (MI) 2002, 893-906.
A. FABRIS, Male, in G. BARBAGLIO - G. BOF S. DIANICH
(edd.), Teologia, San Paolo,
Cinisello Balsamo (MI) 2002, 893-906.
La raccolta e schedatura del
materiale
A. DULLES, “Faith and reason: from Vatican I to
John Paul II“, in D. RUEL FOSTER - J.W.
KOTERSKI (eds.), The two wings of catholic
tought, The Catholic University of America Press,
Washington (DC) 2003, 193-208.
A. DULLES, Faith and reason: from Vatican I to John
Paul II, in D. RUEL FOSTER - J.W. KOTERSKI
(eds.), The two wings of catholic tought, The
Catholic University of America Press, Washington
(DC) 2003, 193-208.
La raccolta e schedatura del
materiale
Articolo contenuto in una rivista, dove bisogna tener conto
del numero relativo all'annata della rivista stessa, che dovrà
precedere l'indicazione dell'anno (tra parentesi tonde):
A. SABETTA, “La storia tra provvidenza e libertà. La teologia
filosofica della Scienza nuova di G.B. Vico“, in Rassegna di
Teologia 50 (2009), 559-590.
A. SABETTA, La storia tra provvidenza e libertà. La teologia
filosofica della Scienza nuova di G.B. Vico, in Rassegna di
Teologia 50 (2009), 559-590.
La raccolta e schedatura del materiale
• s. ed.
• s. l.
• s. d.
=
=
=
senza indicazione editore
senza indicazione città
senza indicazione data
La raccolta e schedatura del
materiale
Naturalmente il materiale raccolto potrà
ulteriormente arricchirsi in base a nuove
pubblicazioni o a nuove scoperte,
allorché comunque lo studente ritiene
provvisoriamente conclusa questa prima fase
di raccolta e schedatura del materiale,
suddivide il tutto in due grandi blocchi in
base all'importanza che i testi avranno nel
suo lavoro di ricerca:
La raccolta e schedatura del
materiale
Il primo blocco sarà quello delle Fonti e
raccoglierà
i
testi
fondamentali
ed
imprescindibili, possibilmente in lingua
originale, su cui lo studente intende basare il
proprio lavoro.
La raccolta e schedatura del
materiale
Il secondo blocco conterrà invece la
Letteratura secondaria o di supporto che si
intende comunque utilizzare.
La raccolta e schedatura del
materiale
Nel caso in cui si lavora su alcune opere di
un autore si potrà ricorrere ad una triplice
partizione del materiale raccolto:
 Opere dell'autore considerate come fonti;
 Altre opere dello stesso autore;
 Letteratura o studi.
La raccolta e schedatura del
materiale
Si giunge così alla fase della lettura del
materiale raccolto.
Naturalmente un'attenzione tutta particolare
verrà dedicata allo studio e all'interpretazione
delle fonti rispetto alla letteratura secondaria.
Durante questa fase del lavoro di ricerca si
procede ad un'ulteriore schedatura, che
prevede la compilazione delle schede di
contenuto.
La raccolta e schedatura del
materiale
Avremo così tre tipi di schede di contenuto:
le schede su cui sono riportati brani tratti
dalle fonti (= schede F), le schede su cui
sono riportati brani tratti dalla letteratura
secondaria (= schede L) ed infine le schede
su cui il ricercatore annota le proprie
considerazioni personali (= schede P).
La raccolta e schedatura del
materiale
Il segno [...] significa che si è tralasciata
parte del testo. Il segno [sic!] significa che
nel testo trascritto vi è un errore di stampa, di
traduzione o altro. Qualora il testo riportato
nell'originale fosse in una lingua diversa dalla
propria si può trascrivere la traduzione
propria o di altri (indicando in questo caso il
preciso riferimento bibliografico).
Status quaestionis – ipotesi di lavoro –
primo schema
Un triplice impegno.
 1) delineare lo "stato della questione“: descrivere la piattaforma
di partenza del proprio lavoro, tenendo conto dei risultati di
precedenti ricerche dedicate allo stesso argomento e
disegnando una mappa delle posizioni sostenute da singoli
autori o interpreti
 2) predisporre la propria "ipotesi di lavoro", che la ricerca viene
a verificare o falsificare
 3) stendere un primo schema del lavoro da svolgere con
un'approssimativa, ma indicativa ripartizione dei singoli
contenuti. Il tutto va naturalmente sottoposto al giudizio del
docente che sta seguendo il lavoro.
Status questionis – ipotesi di lavoro –
primo schema
Gli studenti soprattutto agli inizi spesso si limitano ad
effettuare degli status quaestionis, certamente utili e
talvolta dignitosi e che comunque possono giovare ad
eventuali sviluppi successivi della ricerca e ad
elaborati di livello superiore.
Sarà comunque indispensabile che il candidato
fornisca almeno una lettura critica degli autori studiati,
indicandone aspetti condivisibili ed elementi discutibili.
In questo caso si passa immediatamente alla fase
successiva, cioè alla prima stesura del lavoro.
Status questionis – ipotesi di lavoro –
primo schema
Qualora invece si ritenga di poter procedere oltre una
ricerca meramente compilativa, allora sarà necessario
un consistente momento di ripresa del materiale e di
riflessione personale per giungere ad una propria
prospettiva storica, interpretativa o speculativa che sia
sull'argomento.
Dopo aver raggiunto tale risultato, averlo confrontato e
verificato nel colloquio col docente di riferimento si
può iniziare la prima stesura della dissertazione, non
prima comunque di aver rivisitato e magari riscritto lo
schema di lavoro alla luce della posizione raggiunta.
Prima stesura dell’elaborato
La prima stesura dell'elaborato va consegnata al
docente, che la restituirà con le necessarie correzioni
e gli opportuni suggerimenti
Qualora i cambiamenti richiesti dal docente fossero
fondamentali, sarà necessario un suo ulteriore ultimo
sguardo all'elaborato
Naturalmente il testo dovrà rispettare le regole
morfologiche e sintattiche della lingua in cui viene
scritto
Prima stesura dell’elaborato
Giova richiamare in questa sede la necessità di
rendere il più possibile chiaro e ben distinto, all'interno
del lavoro, quanto deriva dalle letture effettuate e
quanto invece è “farina del proprio sacco”, ossia
costituisce la parte originale e decisamente più
interessante del lavoro stesso.
Così sarà molto utile che l'autore indichi nella
conclusione della propria ricerca i risultanti in essa
conseguiti, il metodo di lavoro adottato e le eventuali
prospettive di ulteriore lavoro che si aprono per il
futuro, ossia cosa è già stato fatto e cosa resta da fare
sull'argomento prescelto.
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