Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
C. 17 Comune di Carobbio degli Angeli
Il Comune di Carobbio degli Angeli si trova nella parte meridionale della Valle del
Cherio a circa 23Km dal capoluogo provinciale.
Il suo territorio si sviluppa da una quota di 210m fino ad una di 241 m slm.
1
Estensione1
6.67 Kmq.
Altitudine
232m slm
Lat. – Long. (GR.MM.SS.)
/
/
Lat. – Long. Gauss Boaga
5054661 – 5058517
1563691 – 1568692
Sezioni CTR
C5c3, C5d3, C5d4
Direzione prevalente del vento
/
Numero rioni, frazioni
7: Carobbio, Santo Stefano, Cicola,
Carobbio Sud, Carobbio Cherio, Duria e
Sud Provinciale
Popolazione residente
4619
Densità
693
Fonte: EUPOLIS Sistema Informativo Statistico Enti Locali
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 1
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Famiglie
1701
Stranieri residenti
950
Popolazione massima turistica
/
Sistemi di allarme presenti sul
territorio comunale
Campane e megafono
Nel Comune di Carobbio degli Angeli sono presenti solo alcune situazioni di rischio di
tipo idrogeologico determinate principalmente da fenomeni conseguenti alle
dinamiche del Fiume Cherio e dei suoi affluenti minori.
Nell’Inventario delle frane e dei dissesti idrogeologici della Regione Lombardia non
sono stati censiti fenomeni gravitativi che abbiano interessato il territorio comunale.
Nell’autunno del 1993, in località Cascina di Sotto si è verificata una frana di
colamento, caratterizzata da una nicchia di distacco dell’ampiezza di circa 60 m e da
una zona di accumulo estesa per circa 100 m. L’evento è stato causato dall’azione
concomitante della gravità e delle intense precipitazioni che si sono avute in quel
periodo ed ha interessato in buona parte terrazzamenti agricoli formati da materiale
di riporto ad elevata componente argillosa.
A tale evento, riportato nell’ambito dello Studio geologico comunale, si riferisce
probabilmente anche la scheda di censimento n. 7200242 del Progetto AVI, dalla
quale risulta che in data 9/10/1993 è stata emanata un’ordinanza sindacale per
l’evacuazione di 10 persone.
Sul territorio non sono presenti ditte a rischio di incidente rilevante ai sensi del D.L.
17/08/1999 n°334 e s.m.i.; è presente una modesta area artigianale ed industriale
nella porzione più meridionale del territorio della quale però non si ha un quadro
esauriente per quanto riguarda la tipologia delle lavorazioni ed i materiali utilizzati.
Le lavorazioni insalubri possono infatti riguardare le manifatture o le fabbriche che
producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono in altro modo
riuscire pericolose alla salute degli abitanti; esse sono indicate in un elenco
contenuto nel D.M. 5 settembre 1994 e s.m.i.
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 2
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
L’assenza di ditte a rischio di incidente rilevante sul territorio di Carobbio degli Angeli
però non consente di affermare che il rischio industriale sia basso in quanto, dagli
studi effettuati dalla Provincia e dalla Prefettura di Bergamo emerge la possibilità che
il territorio di Carobbio sia interessato dagli effetti di ditte presenti nei territori
contermini.
La successiva immagine è tratta dal piano provinciale di emergenza per il rischio da
incidente rilevante:
Sul territorio di San Paolo D’Argon infatti è presente la ditta RGR le cui aree di
impatto, così come pianificate dal documento provinciale del 2012 (cui si rimanda per
gli opportuni approfondimenti ), possono interessare il territorio di Carobbio.
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 3
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Nel confinante territorio di Gorlago è invece presente la ditta Fiorgas che presenta
delle aree di impatto molto minori ed un rischio specifico legato alla natura della
sostanza considerata a rischio (deposito di gas liquefatti – GPL).
Si può quindi affermare che il rischio indotto dalla presenza di ditte a rischio di
incidente
rilevante
poste
all’esterno
del
territorio
è
medio
ed
interessa
potenzialmente un’area abbastanza significativa del territorio di Gorlago.
Accanto al rischio industriale legato alle dinamiche produttive degli impianti fissi è da
considerare anche il rischio indotto dai vettori che trasportano sostanze pericolose
che possono venire coinvolti in un incidente stradale.
Si rimanda al manuale operativo per quanto riguarda la pianificazione standard di
questo genere di interventi.
In questo lavoro si sono presi in considerazione i seguenti scenari:
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 4
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
C. 17.a. Esondazione del Lago di Endine
Il Comune di Carobbio degli Angeli non risente delle possibili esondazioni del Lago di
Endine.
C. 17.b. Esondazione del Fiume Cherio
L'analisi storica degli eventi di esondazione e/o alluvionamento di parti del territorio
comunale ha evidenziato quattro eventi principali, classificati dalle schede di
censimento delle piene n.5200168, 1202271, 1202282 e 720046, che si riferiscono a
piene del Fiume Cherio avvenute rispettivamente il 16/10/1953, il 4/11/1966,
nell’ottobre 1976 e l’11/7/1992. In particolare, la scheda relativa all’avvenimento del
1966 indica che le acque, a Carobbio degli Angeli, avevano superato il metro di
altezza.
Un ulteriore episodio rilevante che ha interessato il territorio comunale è quello della
notte tra il 21 e il 22 settembre 1979, che ha comportato estesi allagamenti sia a
Gorlago che a Bolgare, oltre che in numerose località della Valle Cavallina.
Infine, una piena eccezionale del Cherio si è verificata anche nell’autunno del 1993,
tracciando evidenti segni di dinamica fluviale lungo le fasce perifluviali delimitate fra
l’alveo ed il primo ordine di terrazzi che separa le alluvioni antiche da quelle recenti.
Nella zona in esame sono inoltre presenti quattro ponti sul Cherio dei quali soltanto
quello ferroviario della linea Bergamo-Brescia risulta idraulicamente adeguato,
mentre in corrispondenza di quelli stradali di Via Variante di Cicola, di Via Tresolzio e
di Via Asperti (in Comune di Gorlago, sul proseguimento della Via Salnitro) il
deflusso idrico avverrebbe in pressione con sormonto dell’estradosso già a partire da
eventi di piena con tempo di ritorno ventennale.
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 5
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
C. 17.b.1.1.
(1)
Scenario 1: Carobbio degli Angeli – Fiume Cherio
Dinamica del fenomeno
Il fenomeno interessa l’intero corso del Fiume a seguito di periodi di prolungate ed
intense precipitazioni su tutto il bacino, anche sulla porzione sopralacuale del corso
d’acqua (tipiche del periodo autunnale, ma anche estivo).
La dinamica esondativa del Fiume Cherio risente in maniera significativa degli
apporti idrici dei corsi d’acqua laterali.
Lo studio ETATEC del 2005 prevede, per le sezioni di riferimento, i valori di portata
riportati nella seguente tabella per i diversi tempi di ritorno:
Comune
TR 10
Livello
Portata
(m)
(m3/s)
TR 50
Livello
Portata
(m)
(m3/s)
TR 100
Livello
Portata
(m)
(m3/s)
TR 200
Livello
Portata
(m)
(m3/s)
TR 500
Livello
Portata
(m)
(m3/s)
Casazza
334,39
22,48
334,56
24,94
334,58
25,80
334,61
26,54
334,63
27,55
Casazza
333,93
22,94
334,11
25,76
334,11
25,76
334,16
26,69
334,19
27,37
Casazza
329,93
24,95
330,12
28,37
330,23
30,30
330,32
31,62
330,46
33,55
Vigano S.
Martino
308,96
41,80
309,13
52,48
309,13
52,48
309,24
59,47
309,28
62,36
Luzzana
280,55
74,93
280,97
95,58
281,15
104,93
281,34
114,.28
281,45
120,08
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 6
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Trescore
Balneario
Trescore
Balneario
Trescore
Balneario
260,52
108,70
261,03
142,02
262,08
157,12
262,27
172,43
262,41
186,22
249,17
129,63
249,64
175,55
249,64
175,55
249,97
208,87
250,24
227,24
247,81
129,62
248,13
175,53
248,20
194,68
248,26
208,88
248,31
227,22
Gorlago
239,16
137,88
239,45
154,36
239,59
162,12
239,71
168,95
239,81
174,75
Gorlago
229,20
147,90
229,58
189,41
229,77
217,75
229,93
247,70
230,08
280,52
Gorlago
225,15
145,51
226,03
189,69
226,54
216,62
226,79
240,33
226,97
264,04
Gorlago
222,73
146,45
223,65
190,42
223,86
217,89
224,01
241,51
224,15
265,77
Carobbio/
Gorlago
217,93
147,38
218,49
191,30
218,90
218,62
219,26
241,95
219,59
265,73
I tiranti idrici possono eccedere le quote degli argini, sebbene gli stessi appaiano
sufficientemente dimensionati; l’esondazione avviene in maniera normalmente
progressiva, in caso di continuo aumento dei livelli idrici soprattutto nelle sezioni di
innesto delle valli laterali della Valle del Malmera in sinistra idrografica e, più a valle,
del torrente Tadone in destra idrografica.
All’iniziale spagliamento laterale delle acque si potrà sostituire una notevole portata
extraalveo con velocità di flusso anche significative.
L’acqua esondata può permanere per qualche ora o per interi giorni a seconda della
quota e dal livello idrometrico raggiunto, flussi idrici residui o acque ferme possono
persistere nell’area cartografata anche dopo il rientro delle acque nell’alveo.
Dalle analisi idrologiche effettuate è possibile identificare una soglia di riferimento
relativa all’idrometro di Carobbio degli angeli, posto nelle vicinanze della SP 91 il
quale, rappresenta un riferimento a cui ci si può riferire in caso di emergenza:
Cherio
(2)
Idrometro
Valore
Carobbio degli Angeli
+2,60
Elementi a rischio
I poligoni rappresentanti l'area in oggetto sono distribuiti per una lunghezza di circa 5
Km e per una estensione circa 0,36 Kmq e possono coinvolgere i seguenti elementi:
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 7
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Popolazione
nr. 50 persone possibilmente coinvolte.
Abitazioni
nr. 10 edifici residenziali (stima)
Produttivo
nr. 30 edifici industriali o commerciali,
Nome strada
Località
collegate
Lunghezza
Note
Ex SP 91 Variante di
Cicola
300 m
Ponte sul
Cherio
Via Strada del
Mulino
250 m
Strada del
Mulino
200 m
Ex SP 88 Via Bolgare
50 + 60 m
Via Croatelli
300 m
Via G. Puccini
400 m
Via Salnitro
200 m
Ponte sul
Cherio
Via Tresolzio
50 m
Ponte sul
Cherio
Viabilità
Passaggio a
livello
Possibile coinvolgimento di reti tecnologiche che solitamente
Reti tecnologiche (life- utilizzano il medesimo percorso della strada.
L’interruzione delle lifelines può essere determinata da crisi
lines)
localizzate nelle attività produttive
Edifici vulnerabili
-
Risorse
-
Beni storico-ambientali
-
Altro
-
(3)
Sintesi dello scenario
I danni possono essere ascritti a quelli già anticipati nella descrizione generale
relativa agli ambiti urbani.
Percorrendo il corso del Fiume da nord verso sud si possono registrare, oltre a quelli
più generali già descritti nello scenario di rischio, i seguenti effetti:
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 8
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Fenomeni
Effetti
•
•
•
•
•
•
•
erosioni delle sponde;
allagamenti in corrispondenza di
tratti con sezioni idrauliche
insufficienti o per cedimenti delle
sponde;
locali depositi del trasporto di detriti
con occlusione parziale delle
sezioni di deflusso delle acque, che
provocano anche formazione di
correnti esterne ai corsi d’acqua;
occlusioni parziali o totali delle aree
di libero deflusso delle acque in
corrispondenza dei ponti.
•
•
•
•
•
•
danni alle attività prossime al corso
d’acqua,
danni a beni mobili e immobili, con
allagamenti di scantinati rimesse e
delle aree più depresse di centri
abitati;
danni anche strutturali, a singoli
edifici, a capannoni industriali e di
distribuzione con possibile
interruzione delle attività
interruzione di attività private e
pubbliche,
danni alle opere di regimazione del
reticolo idraulico, e conseguenti
allagamenti;
danni a infrastrutture pubbliche o di
pubblica utilità come depuratori,
centri ricreativi, ecc.
interruzione della viabilità minore
per l'accumulo di materiale
trasportato dal flusso idrico
intasamento di materiale litoide e
vegetale in corrispondenza di
discontinuità d’alveo, infrastrutture,
opere di regimazione-derivazione;
trasporto e deposito di rifiuti di vario
genere
In questa sede appare importante escludere il coinvolgimento diretto della SP91
dalle piene più frequenti (con tempi di ritorno più bassi), mentre appaiono
maggiormente critiche le sezioni poste in corrispondenza dei ponti di Via Salnitro il
ponte della SP88 (il quale presenta una intera arcata inutilizzabile per il deflusso
delle acque).
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 9
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
(4)
Priorità operative
I fenomeni in oggetto hanno una dinamica che molte volte consente l'instaurarsi delle
condizioni di preallarme (codice 1) ed allarme (codice2); la tempistica prevista per il
passaggio alla seconda fase è tale da imporre di mettere in atto misure efficaci di
monitoraggio puntuale e di evacuazione della popolazione residente nelle aree
potenzialmente alluvionabili.
Un monitoraggio diretto dei livelli idrici potrebbe avvenire in corrispondenza dei ponti
di attraversamento del Cherio, in particolare delle ponte della SP91 e dei ponti di Via
Salnitro e della SP88.
Appare necessario sottolineare come questo genere di osservazione diretta necessiti
della preventiva valutazione delle condizioni di sicurezza per gli operatori in quanto
non si può escludere a priori l’interessamento del manufatto stesso in condizioni di
piena eccezionale.
L’osservazione degli andamenti idrometrici all’idrometro di Carobbio appare
necessaria per individuare le possibili dinamiche critiche per il corso d’acqua; si
ritiene che la crescita dei livelli possa avvenire con ratei anche importanti in
concomitanza con fenomeni meteorici molto intensi anche solo su porzioni del bacino
di monte.
Nel caso in cui l’osservazione continua del fenomeno consenta di individuare
dinamiche critiche per il territorio è possibile mettere in atto azioni di mitigazione del
danno a breve termine. Nelle prime fase dell’emergenza le strutture di Protezione
Civile dovranno essere quindi in grado di anticipare l’andamento del fenomeno e di
attivare le necessarie procedure di protezione del territorio, in particolare fornendo
alla popolazione potenzialmente interessata le adeguate informazioni.
La messa in opera di arginature temporanee volte alla gestione delle possibili
dinamiche esondative appare più importante per la sponda destra del fiume (nel
territorio di Gorlago) ma si può ritenere opportuno mettere in opera delle arginature
temporanee di chiusura dei varchi alle recinzioni (le quali hanno già un muretto di
circa 40Cm di altezza che può proteggere le proprietà private dai possibili deflussi
extaraalveo) anche lungo l’argine di sinistra, in particolare in corrispondenza della
Ditta Maraschi, a monte della SP 88 e lungo la Via Croatelli.
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 10
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Appare meno probabile la necessità di operare in emergenza con tecniche di
soccorso tecnico e sanitario urgente sebbene questa attività non si possa escludere
completamente a priori; nelle fasi conseguenti all’esondazione delle acque, la priorità
operativa dovrà comunque essere garantita agli enti deputati alle attività di SAR (118
Criticità moderata
e VVF) e successivamente a quelle di assistenza alla popolazione.
Mantenere aggiornato il rilevamento idrometrico degli strumenti di Carobbio
degli Angeli (>+2.60) e quello pluviometrico con riferimento al pluviometro di
Ranzanico o Sarnico2
Mantenere operative le comunicazioni tra le squadre sul territorio
Verificare le eventuali segnalazioni provenienti dal territorio
Reperire informazioni sull'andamento del fenomeno dalla S.O.U. o dal C.O.M.
Provvedere all'informazione della popolazione potenzialmente a rischio
Provvedere all’informazione alle aziende a rischio
2
http://sinergie.protezionecivile.regione.lombardia.it/sinergie_wsp5/html/public/report/mapHPMNetwork
.jsf)
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 11
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Svolgere un opportuno e costante monitoraggio delle situazioni
maggiormente a rischio (confluenza con il Torrente Malmera e Tadone a
monte del territorio comunale) e sui ponti della SP91, di Via Salnitro e della
SP88 (monitoraggio visivo)
Monitorare l’alveo in corrispondenza delle infrastrutture di servizio con
particolare attenzione alla rete stradale posta sugli argini (ATTENZIONE alla
sicurezza degli operatori)
Criticità elevata
Attivare e mantenere presidiato il Centro Operativo Comunale mantenendo i
contatti con il Comune di Trescore e con quello di Gorlago, con la Provincia di
BG, la Prefettura UTG di Bergamo e la Regione Lombardia
Mettere in atto le azioni di mitigazione del rischio anche con il contributo della
popolazione in particolare lungo l’argine in sinistra idrografica, in particolare in
corrispondenza della Ditta Maraschi, a monte della SP 88 e lungo la Via
Croatelli
Porre attenzione anche all’area prossima al ponte della SP91 con particolare
attenzione alle ditte presenti nelle immediate vicinanze delle sponde; fornire
la necessaria informazione all’azienda ortofrutticola Bellina
Attivare i servizi di soccorso di assistenza alla popolazione (sanità, vitto ed
alloggio)
Provvedere all'evacuazione ed all'alloggiamento della popolazione dalle aree
a maggiore rischio di deflusso idrico, dalle attività produttive e commerciali
comprese nelle aree a rischio (A.S.L. Servizi sociali, coordinamento C.M.)
Attivare i servizi di assistenza e manutenzione delle reti tecnologiche
Informare enti superiori attività in atto dimensionando l’eventuale richiesta di
supporto/aiuto
Procedere alla messa in sicurezza della popolazione ed all’istituzione dei
centri di comando e controllo
Emergenza
Mettere in atto le attività di ricerca e soccorso della popolazione
Inibire la circolazione anche attraverso posti di blocco presidiati ed attraverso
l'emissione di ordinanze sindacali estese anche a tutto il territorio comunale
(F.S. n°7)
Garantire alla popolazione evacuata adeguati livelli di assistenza (vitto,
alloggio, sanità, igiene, protezione)
Nel caso di interruzione della viabilità individuare percorsi alternativi per
popolazione e soccorritori
Identificare le aree di ammassamento delle risorse e quelle da destinare
all’accoglienza dei soccorritori
Procedere al ripristino della funzionalità dei servizi eventualmente interrotti
dando priorità al sistema della viabilità e di distribuzione dell’elettricità
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 12
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
(5)
Risorse necessarie
Vista l’estensione spaziale della problematica appare fondamentale poter contare su
di un sistema di comunicazioni che funzioni anche in condizioni di emergenza, che
consenta una copertura significativa del territorio ed il collegamento ai livelli di
gestione superiori.
Occorre portare l’informazione alla popolazione potenzialmente coinvolta dal rischio
e/o nell’evacuazione (vedi Manuale Operativo) ed alla restante porzione di
popolazione residente o operante sul territorio.
Potrebbe essere necessario l’utilizzo di generatori di corrente e di fotoelettriche per le
attività di monitoraggio visivo, evacuazione e S.A.R.
Appare necessario provvedere al recupero delle risorse necessarie all’allestimento
delle strutture ricettive (vedi Manuale Operativo).
Per un periodo anche lungo di tempo poterebbe venire interdetto l’utilizzo delle
acque provenienti da pozzi coinvolti nell’esondazione delle acque. In ogni caso la
risorsa fondamentale in questa occasione può essere rappresentata dall'acqua
potabile, in quanto, con buona probabilità, i sistemi acquedottistici e fognari possono
venire compromessi pesantemente.
Con molta probabilità sarà necessario operare sia in emergenza che nel post
emergenza con macchine per il movimento terra (pale gommate, terne), inoltre
potrebbero essere necessarie pompe da svuotamento anche di portate consistenti.
A seguito del rientro delle acque appare necessario disporre, per la fase di bonifica
degli edifici invasi dalle acque, di pompe idrovore e di idropulitrici.
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 13
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
C. 17.c. Esondazione del reticolo idrografico
Il reticolo idrografico del Comune di Carobbio degli Angeli è caratterizzato dalla
presenza di alcuni corsi d’acqua posti in vicinanza della Cascina Rivarola, dalla
modesta lunghezza e dalle pendenze tutto sommato moderate.
Questi corsi d’acqua presentano una pericolosità modesta o bassa e non
interferiscono con la parte urbanizzata dell’abitato, sebbene eventi pluviometrici di
particolare intensità possano dare luogo a locali esondazioni (in particolare in
corrispondenza con il Tombotto di Via delle Cusine).
I fenomeni in questione però non comportano particolari problematiche per cui non
sono stati oggetto di pianificazione di emergenza.
C. 17.d. Scenari di rischio da frane
Nell’ambito dello studio di supporto alla pianificazione urbanistica del territorio di
Carobbio degli Angeli sono state identificate alcune situazioni relative a frane attive
che però, per posizione o per natura dei fenomeni non coinvolgono direttamente ed
in maniera critica la popolazione.
Nell’autunno 1993, in località Cascina di Sotto, si è verificata una frana di colamento
caratterizzata da una nicchia di distacco dell’ampiezza di circa 60m e da una zona di
accumulo estesa per circa 100 m. L’evento è stato causato dall’azione concomitante
della gravità e delle intense precipitazioni che si sono avute in quel periodo ed ha
interessato in buona parte terrazzamenti agricoli formati da materiale di riporto ad
elevata componente argillosa.
I fenomeni in questione però non comportano particolari problematiche per cui non
sono stati oggetto di pianificazione di emergenza.
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi
Piano di emergenza
Aggiornamento: febbraio 2013
Ing. Mario Stevanin
Carobbio degli
Angeli 14
Scarica

19_ Rischio idrogeologico