Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza C. 17 Comune di Carobbio degli Angeli Il Comune di Carobbio degli Angeli si trova nella parte meridionale della Valle del Cherio a circa 23Km dal capoluogo provinciale. Il suo territorio si sviluppa da una quota di 210m fino ad una di 241 m slm. 1 Estensione1 6.67 Kmq. Altitudine 232m slm Lat. – Long. (GR.MM.SS.) / / Lat. – Long. Gauss Boaga 5054661 – 5058517 1563691 – 1568692 Sezioni CTR C5c3, C5d3, C5d4 Direzione prevalente del vento / Numero rioni, frazioni 7: Carobbio, Santo Stefano, Cicola, Carobbio Sud, Carobbio Cherio, Duria e Sud Provinciale Popolazione residente 4619 Densità 693 Fonte: EUPOLIS Sistema Informativo Statistico Enti Locali Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 1 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Famiglie 1701 Stranieri residenti 950 Popolazione massima turistica / Sistemi di allarme presenti sul territorio comunale Campane e megafono Nel Comune di Carobbio degli Angeli sono presenti solo alcune situazioni di rischio di tipo idrogeologico determinate principalmente da fenomeni conseguenti alle dinamiche del Fiume Cherio e dei suoi affluenti minori. Nell’Inventario delle frane e dei dissesti idrogeologici della Regione Lombardia non sono stati censiti fenomeni gravitativi che abbiano interessato il territorio comunale. Nell’autunno del 1993, in località Cascina di Sotto si è verificata una frana di colamento, caratterizzata da una nicchia di distacco dell’ampiezza di circa 60 m e da una zona di accumulo estesa per circa 100 m. L’evento è stato causato dall’azione concomitante della gravità e delle intense precipitazioni che si sono avute in quel periodo ed ha interessato in buona parte terrazzamenti agricoli formati da materiale di riporto ad elevata componente argillosa. A tale evento, riportato nell’ambito dello Studio geologico comunale, si riferisce probabilmente anche la scheda di censimento n. 7200242 del Progetto AVI, dalla quale risulta che in data 9/10/1993 è stata emanata un’ordinanza sindacale per l’evacuazione di 10 persone. Sul territorio non sono presenti ditte a rischio di incidente rilevante ai sensi del D.L. 17/08/1999 n°334 e s.m.i.; è presente una modesta area artigianale ed industriale nella porzione più meridionale del territorio della quale però non si ha un quadro esauriente per quanto riguarda la tipologia delle lavorazioni ed i materiali utilizzati. Le lavorazioni insalubri possono infatti riguardare le manifatture o le fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono in altro modo riuscire pericolose alla salute degli abitanti; esse sono indicate in un elenco contenuto nel D.M. 5 settembre 1994 e s.m.i. Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 2 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza L’assenza di ditte a rischio di incidente rilevante sul territorio di Carobbio degli Angeli però non consente di affermare che il rischio industriale sia basso in quanto, dagli studi effettuati dalla Provincia e dalla Prefettura di Bergamo emerge la possibilità che il territorio di Carobbio sia interessato dagli effetti di ditte presenti nei territori contermini. La successiva immagine è tratta dal piano provinciale di emergenza per il rischio da incidente rilevante: Sul territorio di San Paolo D’Argon infatti è presente la ditta RGR le cui aree di impatto, così come pianificate dal documento provinciale del 2012 (cui si rimanda per gli opportuni approfondimenti ), possono interessare il territorio di Carobbio. Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 3 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Nel confinante territorio di Gorlago è invece presente la ditta Fiorgas che presenta delle aree di impatto molto minori ed un rischio specifico legato alla natura della sostanza considerata a rischio (deposito di gas liquefatti – GPL). Si può quindi affermare che il rischio indotto dalla presenza di ditte a rischio di incidente rilevante poste all’esterno del territorio è medio ed interessa potenzialmente un’area abbastanza significativa del territorio di Gorlago. Accanto al rischio industriale legato alle dinamiche produttive degli impianti fissi è da considerare anche il rischio indotto dai vettori che trasportano sostanze pericolose che possono venire coinvolti in un incidente stradale. Si rimanda al manuale operativo per quanto riguarda la pianificazione standard di questo genere di interventi. In questo lavoro si sono presi in considerazione i seguenti scenari: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 4 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza C. 17.a. Esondazione del Lago di Endine Il Comune di Carobbio degli Angeli non risente delle possibili esondazioni del Lago di Endine. C. 17.b. Esondazione del Fiume Cherio L'analisi storica degli eventi di esondazione e/o alluvionamento di parti del territorio comunale ha evidenziato quattro eventi principali, classificati dalle schede di censimento delle piene n.5200168, 1202271, 1202282 e 720046, che si riferiscono a piene del Fiume Cherio avvenute rispettivamente il 16/10/1953, il 4/11/1966, nell’ottobre 1976 e l’11/7/1992. In particolare, la scheda relativa all’avvenimento del 1966 indica che le acque, a Carobbio degli Angeli, avevano superato il metro di altezza. Un ulteriore episodio rilevante che ha interessato il territorio comunale è quello della notte tra il 21 e il 22 settembre 1979, che ha comportato estesi allagamenti sia a Gorlago che a Bolgare, oltre che in numerose località della Valle Cavallina. Infine, una piena eccezionale del Cherio si è verificata anche nell’autunno del 1993, tracciando evidenti segni di dinamica fluviale lungo le fasce perifluviali delimitate fra l’alveo ed il primo ordine di terrazzi che separa le alluvioni antiche da quelle recenti. Nella zona in esame sono inoltre presenti quattro ponti sul Cherio dei quali soltanto quello ferroviario della linea Bergamo-Brescia risulta idraulicamente adeguato, mentre in corrispondenza di quelli stradali di Via Variante di Cicola, di Via Tresolzio e di Via Asperti (in Comune di Gorlago, sul proseguimento della Via Salnitro) il deflusso idrico avverrebbe in pressione con sormonto dell’estradosso già a partire da eventi di piena con tempo di ritorno ventennale. Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 5 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza C. 17.b.1.1. (1) Scenario 1: Carobbio degli Angeli – Fiume Cherio Dinamica del fenomeno Il fenomeno interessa l’intero corso del Fiume a seguito di periodi di prolungate ed intense precipitazioni su tutto il bacino, anche sulla porzione sopralacuale del corso d’acqua (tipiche del periodo autunnale, ma anche estivo). La dinamica esondativa del Fiume Cherio risente in maniera significativa degli apporti idrici dei corsi d’acqua laterali. Lo studio ETATEC del 2005 prevede, per le sezioni di riferimento, i valori di portata riportati nella seguente tabella per i diversi tempi di ritorno: Comune TR 10 Livello Portata (m) (m3/s) TR 50 Livello Portata (m) (m3/s) TR 100 Livello Portata (m) (m3/s) TR 200 Livello Portata (m) (m3/s) TR 500 Livello Portata (m) (m3/s) Casazza 334,39 22,48 334,56 24,94 334,58 25,80 334,61 26,54 334,63 27,55 Casazza 333,93 22,94 334,11 25,76 334,11 25,76 334,16 26,69 334,19 27,37 Casazza 329,93 24,95 330,12 28,37 330,23 30,30 330,32 31,62 330,46 33,55 Vigano S. Martino 308,96 41,80 309,13 52,48 309,13 52,48 309,24 59,47 309,28 62,36 Luzzana 280,55 74,93 280,97 95,58 281,15 104,93 281,34 114,.28 281,45 120,08 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 6 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Trescore Balneario Trescore Balneario Trescore Balneario 260,52 108,70 261,03 142,02 262,08 157,12 262,27 172,43 262,41 186,22 249,17 129,63 249,64 175,55 249,64 175,55 249,97 208,87 250,24 227,24 247,81 129,62 248,13 175,53 248,20 194,68 248,26 208,88 248,31 227,22 Gorlago 239,16 137,88 239,45 154,36 239,59 162,12 239,71 168,95 239,81 174,75 Gorlago 229,20 147,90 229,58 189,41 229,77 217,75 229,93 247,70 230,08 280,52 Gorlago 225,15 145,51 226,03 189,69 226,54 216,62 226,79 240,33 226,97 264,04 Gorlago 222,73 146,45 223,65 190,42 223,86 217,89 224,01 241,51 224,15 265,77 Carobbio/ Gorlago 217,93 147,38 218,49 191,30 218,90 218,62 219,26 241,95 219,59 265,73 I tiranti idrici possono eccedere le quote degli argini, sebbene gli stessi appaiano sufficientemente dimensionati; l’esondazione avviene in maniera normalmente progressiva, in caso di continuo aumento dei livelli idrici soprattutto nelle sezioni di innesto delle valli laterali della Valle del Malmera in sinistra idrografica e, più a valle, del torrente Tadone in destra idrografica. All’iniziale spagliamento laterale delle acque si potrà sostituire una notevole portata extraalveo con velocità di flusso anche significative. L’acqua esondata può permanere per qualche ora o per interi giorni a seconda della quota e dal livello idrometrico raggiunto, flussi idrici residui o acque ferme possono persistere nell’area cartografata anche dopo il rientro delle acque nell’alveo. Dalle analisi idrologiche effettuate è possibile identificare una soglia di riferimento relativa all’idrometro di Carobbio degli angeli, posto nelle vicinanze della SP 91 il quale, rappresenta un riferimento a cui ci si può riferire in caso di emergenza: Cherio (2) Idrometro Valore Carobbio degli Angeli +2,60 Elementi a rischio I poligoni rappresentanti l'area in oggetto sono distribuiti per una lunghezza di circa 5 Km e per una estensione circa 0,36 Kmq e possono coinvolgere i seguenti elementi: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 7 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Popolazione nr. 50 persone possibilmente coinvolte. Abitazioni nr. 10 edifici residenziali (stima) Produttivo nr. 30 edifici industriali o commerciali, Nome strada Località collegate Lunghezza Note Ex SP 91 Variante di Cicola 300 m Ponte sul Cherio Via Strada del Mulino 250 m Strada del Mulino 200 m Ex SP 88 Via Bolgare 50 + 60 m Via Croatelli 300 m Via G. Puccini 400 m Via Salnitro 200 m Ponte sul Cherio Via Tresolzio 50 m Ponte sul Cherio Viabilità Passaggio a livello Possibile coinvolgimento di reti tecnologiche che solitamente Reti tecnologiche (life- utilizzano il medesimo percorso della strada. L’interruzione delle lifelines può essere determinata da crisi lines) localizzate nelle attività produttive Edifici vulnerabili - Risorse - Beni storico-ambientali - Altro - (3) Sintesi dello scenario I danni possono essere ascritti a quelli già anticipati nella descrizione generale relativa agli ambiti urbani. Percorrendo il corso del Fiume da nord verso sud si possono registrare, oltre a quelli più generali già descritti nello scenario di rischio, i seguenti effetti: Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 8 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Fenomeni Effetti • • • • • • • erosioni delle sponde; allagamenti in corrispondenza di tratti con sezioni idrauliche insufficienti o per cedimenti delle sponde; locali depositi del trasporto di detriti con occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque, che provocano anche formazione di correnti esterne ai corsi d’acqua; occlusioni parziali o totali delle aree di libero deflusso delle acque in corrispondenza dei ponti. • • • • • • danni alle attività prossime al corso d’acqua, danni a beni mobili e immobili, con allagamenti di scantinati rimesse e delle aree più depresse di centri abitati; danni anche strutturali, a singoli edifici, a capannoni industriali e di distribuzione con possibile interruzione delle attività interruzione di attività private e pubbliche, danni alle opere di regimazione del reticolo idraulico, e conseguenti allagamenti; danni a infrastrutture pubbliche o di pubblica utilità come depuratori, centri ricreativi, ecc. interruzione della viabilità minore per l'accumulo di materiale trasportato dal flusso idrico intasamento di materiale litoide e vegetale in corrispondenza di discontinuità d’alveo, infrastrutture, opere di regimazione-derivazione; trasporto e deposito di rifiuti di vario genere In questa sede appare importante escludere il coinvolgimento diretto della SP91 dalle piene più frequenti (con tempi di ritorno più bassi), mentre appaiono maggiormente critiche le sezioni poste in corrispondenza dei ponti di Via Salnitro il ponte della SP88 (il quale presenta una intera arcata inutilizzabile per il deflusso delle acque). Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 9 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza (4) Priorità operative I fenomeni in oggetto hanno una dinamica che molte volte consente l'instaurarsi delle condizioni di preallarme (codice 1) ed allarme (codice2); la tempistica prevista per il passaggio alla seconda fase è tale da imporre di mettere in atto misure efficaci di monitoraggio puntuale e di evacuazione della popolazione residente nelle aree potenzialmente alluvionabili. Un monitoraggio diretto dei livelli idrici potrebbe avvenire in corrispondenza dei ponti di attraversamento del Cherio, in particolare delle ponte della SP91 e dei ponti di Via Salnitro e della SP88. Appare necessario sottolineare come questo genere di osservazione diretta necessiti della preventiva valutazione delle condizioni di sicurezza per gli operatori in quanto non si può escludere a priori l’interessamento del manufatto stesso in condizioni di piena eccezionale. L’osservazione degli andamenti idrometrici all’idrometro di Carobbio appare necessaria per individuare le possibili dinamiche critiche per il corso d’acqua; si ritiene che la crescita dei livelli possa avvenire con ratei anche importanti in concomitanza con fenomeni meteorici molto intensi anche solo su porzioni del bacino di monte. Nel caso in cui l’osservazione continua del fenomeno consenta di individuare dinamiche critiche per il territorio è possibile mettere in atto azioni di mitigazione del danno a breve termine. Nelle prime fase dell’emergenza le strutture di Protezione Civile dovranno essere quindi in grado di anticipare l’andamento del fenomeno e di attivare le necessarie procedure di protezione del territorio, in particolare fornendo alla popolazione potenzialmente interessata le adeguate informazioni. La messa in opera di arginature temporanee volte alla gestione delle possibili dinamiche esondative appare più importante per la sponda destra del fiume (nel territorio di Gorlago) ma si può ritenere opportuno mettere in opera delle arginature temporanee di chiusura dei varchi alle recinzioni (le quali hanno già un muretto di circa 40Cm di altezza che può proteggere le proprietà private dai possibili deflussi extaraalveo) anche lungo l’argine di sinistra, in particolare in corrispondenza della Ditta Maraschi, a monte della SP 88 e lungo la Via Croatelli. Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 10 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Appare meno probabile la necessità di operare in emergenza con tecniche di soccorso tecnico e sanitario urgente sebbene questa attività non si possa escludere completamente a priori; nelle fasi conseguenti all’esondazione delle acque, la priorità operativa dovrà comunque essere garantita agli enti deputati alle attività di SAR (118 Criticità moderata e VVF) e successivamente a quelle di assistenza alla popolazione. Mantenere aggiornato il rilevamento idrometrico degli strumenti di Carobbio degli Angeli (>+2.60) e quello pluviometrico con riferimento al pluviometro di Ranzanico o Sarnico2 Mantenere operative le comunicazioni tra le squadre sul territorio Verificare le eventuali segnalazioni provenienti dal territorio Reperire informazioni sull'andamento del fenomeno dalla S.O.U. o dal C.O.M. Provvedere all'informazione della popolazione potenzialmente a rischio Provvedere all’informazione alle aziende a rischio 2 http://sinergie.protezionecivile.regione.lombardia.it/sinergie_wsp5/html/public/report/mapHPMNetwork .jsf) Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 11 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Svolgere un opportuno e costante monitoraggio delle situazioni maggiormente a rischio (confluenza con il Torrente Malmera e Tadone a monte del territorio comunale) e sui ponti della SP91, di Via Salnitro e della SP88 (monitoraggio visivo) Monitorare l’alveo in corrispondenza delle infrastrutture di servizio con particolare attenzione alla rete stradale posta sugli argini (ATTENZIONE alla sicurezza degli operatori) Criticità elevata Attivare e mantenere presidiato il Centro Operativo Comunale mantenendo i contatti con il Comune di Trescore e con quello di Gorlago, con la Provincia di BG, la Prefettura UTG di Bergamo e la Regione Lombardia Mettere in atto le azioni di mitigazione del rischio anche con il contributo della popolazione in particolare lungo l’argine in sinistra idrografica, in particolare in corrispondenza della Ditta Maraschi, a monte della SP 88 e lungo la Via Croatelli Porre attenzione anche all’area prossima al ponte della SP91 con particolare attenzione alle ditte presenti nelle immediate vicinanze delle sponde; fornire la necessaria informazione all’azienda ortofrutticola Bellina Attivare i servizi di soccorso di assistenza alla popolazione (sanità, vitto ed alloggio) Provvedere all'evacuazione ed all'alloggiamento della popolazione dalle aree a maggiore rischio di deflusso idrico, dalle attività produttive e commerciali comprese nelle aree a rischio (A.S.L. Servizi sociali, coordinamento C.M.) Attivare i servizi di assistenza e manutenzione delle reti tecnologiche Informare enti superiori attività in atto dimensionando l’eventuale richiesta di supporto/aiuto Procedere alla messa in sicurezza della popolazione ed all’istituzione dei centri di comando e controllo Emergenza Mettere in atto le attività di ricerca e soccorso della popolazione Inibire la circolazione anche attraverso posti di blocco presidiati ed attraverso l'emissione di ordinanze sindacali estese anche a tutto il territorio comunale (F.S. n°7) Garantire alla popolazione evacuata adeguati livelli di assistenza (vitto, alloggio, sanità, igiene, protezione) Nel caso di interruzione della viabilità individuare percorsi alternativi per popolazione e soccorritori Identificare le aree di ammassamento delle risorse e quelle da destinare all’accoglienza dei soccorritori Procedere al ripristino della funzionalità dei servizi eventualmente interrotti dando priorità al sistema della viabilità e di distribuzione dell’elettricità Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 12 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza (5) Risorse necessarie Vista l’estensione spaziale della problematica appare fondamentale poter contare su di un sistema di comunicazioni che funzioni anche in condizioni di emergenza, che consenta una copertura significativa del territorio ed il collegamento ai livelli di gestione superiori. Occorre portare l’informazione alla popolazione potenzialmente coinvolta dal rischio e/o nell’evacuazione (vedi Manuale Operativo) ed alla restante porzione di popolazione residente o operante sul territorio. Potrebbe essere necessario l’utilizzo di generatori di corrente e di fotoelettriche per le attività di monitoraggio visivo, evacuazione e S.A.R. Appare necessario provvedere al recupero delle risorse necessarie all’allestimento delle strutture ricettive (vedi Manuale Operativo). Per un periodo anche lungo di tempo poterebbe venire interdetto l’utilizzo delle acque provenienti da pozzi coinvolti nell’esondazione delle acque. In ogni caso la risorsa fondamentale in questa occasione può essere rappresentata dall'acqua potabile, in quanto, con buona probabilità, i sistemi acquedottistici e fognari possono venire compromessi pesantemente. Con molta probabilità sarà necessario operare sia in emergenza che nel post emergenza con macchine per il movimento terra (pale gommate, terne), inoltre potrebbero essere necessarie pompe da svuotamento anche di portate consistenti. A seguito del rientro delle acque appare necessario disporre, per la fase di bonifica degli edifici invasi dalle acque, di pompe idrovore e di idropulitrici. Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 13 Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza C. 17.c. Esondazione del reticolo idrografico Il reticolo idrografico del Comune di Carobbio degli Angeli è caratterizzato dalla presenza di alcuni corsi d’acqua posti in vicinanza della Cascina Rivarola, dalla modesta lunghezza e dalle pendenze tutto sommato moderate. Questi corsi d’acqua presentano una pericolosità modesta o bassa e non interferiscono con la parte urbanizzata dell’abitato, sebbene eventi pluviometrici di particolare intensità possano dare luogo a locali esondazioni (in particolare in corrispondenza con il Tombotto di Via delle Cusine). I fenomeni in questione però non comportano particolari problematiche per cui non sono stati oggetto di pianificazione di emergenza. C. 17.d. Scenari di rischio da frane Nell’ambito dello studio di supporto alla pianificazione urbanistica del territorio di Carobbio degli Angeli sono state identificate alcune situazioni relative a frane attive che però, per posizione o per natura dei fenomeni non coinvolgono direttamente ed in maniera critica la popolazione. Nell’autunno 1993, in località Cascina di Sotto, si è verificata una frana di colamento caratterizzata da una nicchia di distacco dell’ampiezza di circa 60m e da una zona di accumulo estesa per circa 100 m. L’evento è stato causato dall’azione concomitante della gravità e delle intense precipitazioni che si sono avute in quel periodo ed ha interessato in buona parte terrazzamenti agricoli formati da materiale di riporto ad elevata componente argillosa. I fenomeni in questione però non comportano particolari problematiche per cui non sono stati oggetto di pianificazione di emergenza. Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi Piano di emergenza Aggiornamento: febbraio 2013 Ing. Mario Stevanin Carobbio degli Angeli 14