Deliberazione n.
14/SEZAUT/2010/FRG
LA CORTE DEI CONTI
in
SEZIONE DELLE AUTONOMIE
nell’adunanza del 22 giugno 2010
Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D.
12/07/1934 n.1214 e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 14 gennaio 1994 n. 20 e successive modificazioni ed
integrazioni;
Visto il T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con il
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, art. 7 comma 7, recante disposizioni
per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale
18/10/2001 n.3;
Visto l’art. 9 della deliberazione delle Sezioni Riunite della Corte dei conti
16 giugno 2000 n. 14, recante il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di
controllo della Corte dei conti, come modificato dalla deliberazione delle Sezioni
Riunite 3 luglio 2003 n. 2, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 16 luglio 2003 n. 163
e con deliberazione del Consiglio di Presidenza n. 229/CP/2008;
Viste le deliberazioni n.5 del 14/03/2008 e n.13/AUT/2008 del 18/09/2009;
Vista la nota prot. 803/AUT/A91/P del 10/06/2010 con la quale il Presidente
della Corte dei conti ha convocato la Sezione delle Autonomie per l’adunanza
odierna;
Udito il relatore Cons. Cinzia Barisano;
approva
la relazione allegata, che è parte integrante della presente deliberazione, con la
quale si riferisce al Parlamento sul fenomeno delle partecipazioni in società ed altri
organismi da parte di Comuni e Province.
Dispone che copia della presente deliberazione,
con l’allegata relazione
sia
trasmessa a cura della Segreteria della Sezione, ai Presidenti delle due Camere del
Parlamento.
Così deliberato nell’adunanza del 22 giugno 2010.
Il Presidente
F.to
LAZZARO
Il Relatore
F.to
BARISANO
Depositata in Segreteria il
30/06/2010
Il Dirigente
F.to
RIZZOLO
CORTE DEI CONTI
SEZIONE DELLE AUTONOMIE
INDAGINE SUL FENOMENO DELLE PARTECIPAZIONI IN
SOCIETÀ ED ALTRI ORGANISMI DA PARTE DI COMUNI E
PROVINCE
Deliberazione n. 14/ AUT/2010/FRG
Magistrato relatore: Cons. Cinzia BARISANO
Direzione e coordinamento del gruppo di lavoro: dott.ssa Daniela GRECO
Sezione delle Autonomie: dott. Giampaolo FESTA, dott. Guido PARLATO, dott. Nicola BUA, sig.
Vittorio Emanuele GASPARRI, sig. Gianfranco SIMONETTI, Sig.ra Eleonora POLVERARI
Analisi, progettazione informatica e grafica dott.ssa Daniela GRECO, dott. Mauro
CARDARELLI, dott. Giampaolo FESTA, sig. Vittorio Emanuele GASPARRI, dott. Guido PARLATO,
dott.ssa Donatella FRACASSA, dott. Gabriele TOCCI, dott. Nicola BUA, dott.ssa Daniela PROIETTI
MANCINI, sig. Gianfranco SIMONETTI
Attività di programmazione informatica: sig. Vittorio Emanuele GASPARRI
Revisione amministrativo-contabile ed analisi economico finanziaria: dott.Giampaolo FESTA
Editing: Sig.ra Eleonora POLVERARI
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’indagine, il
cui ausilio è stato fondamentale
INDAGINE SUL FENOMENO DELLE PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ
ED ALTRI ORGANISMI DA PARTE DI COMUNI E PROVINCE
INDICE
Deliberazione n. 14/ AUT/2010/FRG del 30 giugno 2010
pag. III
Premessa metodologica
pag.
3
Considerazioni conclusive e di sintesi
pag.
6
PARTE PRIMA
Partecipazioni in organismi da parte di Comuni e Province:
evoluzione del quadro di riferimento
Cap. I
Le società a partecipazione
normative e giurisprudenziali
pubblica
locale.
Innovazioni
pag. 17
I.1
Art. 13 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto
2006, n.248. Le società strumentali
pag. 18
I.2
Art.1, commi 718 e ss. legge finanziaria 2007 e art.6, commi 5, 6 e
19 del d.l. 31 maggio 2010. n.78. Limiti remunerativi e numerici ai
consigli d’amministrazione. Limiti per le società in perdita
pag. 21
I.3
Art.3, commi 27 e ss. della legge finanziaria 2008. Rispetto
dell’inerenza alla missione istituzionale dell’ente e produzione di
servizi di interesse generale
pag. 24
I.4
Art.23-bis del decreto legge del 25 giugno 2008, n.112, convertito in
legge 6 agosto 2008, n.166. Servizi pubblici locali di rilevanza economica pag. 30
I.5
Art.18 e ss. del d.l. 112 del 25 giugno 2008, convertito in legge 33
del 6 agosto 2008. Art.9, comma 29 del d.l. 31 maggio 2010,
n.78.Rispetto degli obblighi di finanza pubblica
pag. 37
I.6
Art.76, commi 1 e 4, del d.l. 112 del 25 giugno 2008, convertito in
legge 133 del 6 agosto 2008. Onnicomprensività delle spese di
personale
pag. 40
I.7
Art.14, comma 32 del d.l. 31 maggio 2010, n.78. Riduzione delle
partecipazioni societarie nei Comuni piccoli e medio-piccoli
pag. 41
Cap. II
Il Codice delle autonomie
pag. 44
Cap. III
Il bilancio consolidato
pag. 46
Cap. IV
I principali esiti del controllo della Corte dei conti a livello
centrale e regionale nell’anno 2009 e 2010
pag. 49
PARTE SECONDA
Analisi ricognitiva del fenomeno delle partecipazioni
pag. 52
Premessa
Cap. I
Organismi partecipati e partecipazioni rilevate nel quadriennio
2005/2008
pag. 54
Cap. II
Organismi partecipati rilevati nel triennio 2005/2007
Cap. III
Analisi delle performance delle società partecipate nel triennio
2005/2007
pag. 66
pag. 59
III.1 Società con patrimonio netto positivo
pag. 67
III.2 Società con risultato d’esercizio negativo
pag. 71
III.3 Società con risultato d’esercizio e patrimonio netto negativi
pag. 77
Cap. IV
Analisi dei flussi finanziari. Allocazione in bilancio quadriennio
2005/2007
pag. 79
PARTE TERZA
Analisi dei dati finanziari
pag. 83
Premessa
Cap. I
La rilevanza del fenomeno delle partecipazioni nell’analisi dei
dati del Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti
Pubblici (SIOPE) nel triennio 2007/2009. Gestione di cassa
pag. 83
I.1
Analisi dei flussi finanziari nei Comuni
pag. 85
I.2
Analisi dei flussi finanziari delle Province
pag. 88
Cap. II
La rilevanza del fenomeno delle partecipazioni nell’analisi dei
dati di consuntivo di Comuni e Province nel biennio
2007/2008. Gestione di competenza
pag. 91
II.1
Analisi delle entrate
pag. 92
II.2
Analisi delle spese
pag. 94
ALLEGATI
Parte II
pag. 101
Parte III
pag. 169
Deliberazione n. 14/AUT/2010/FRG
C o r t e
dei
C o n t i
in
Sezione delle Autonomie
nell’adunanza del 22 Giugno 2010
Visto il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12/07/1934
n.1214 e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 14 gennaio 1994 n. 20 e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con il decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, art. 7 comma 7, recante disposizioni per
l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18/10/2001 n.3;
Visto l’art. 9 della deliberazione delle Sezioni Riunite della Corte dei conti 16 giugno
2000 n. 14, recante il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte
dei conti, come modificato con deliberazione della Corte dei conti 3 luglio 2003 n. 2,
pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 16 luglio 2003 n. 163 e con deliberazione della Corte dei
conti del 19 giugno 2008, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 2 luglio 2008 n.153;
Viste le deliberazioni n.12/AUT/2008 del dì 1/9/2008 e n.13/AUT/2008 del
18/09/2008;
Vista la nota prot. 803/AUT/A91/P del 10/06/2010 con la quale il Presidente della
Corte dei conti ha convocato la Sezione delle Autonomie per l’adunanza odierna;
Udito il relatore Cons. Cinzia Barisano;
approva
la relazione allegata, che è parte integrante della presente deliberazione, con la quale si
riferisce al Parlamento sul fenomeno delle partecipazioni in società ed altri organismi da
parte di Comuni e Province.
Dispone che copia della presente deliberazione, con l’allegata relazione sia trasmessa a
cura della Segreteria della Sezione, ai Presidenti delle due Camere del Parlamento, e
comunicata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze,
al Ministro dell’Interno, al Ministro per i rapporti con le Regioni, Ministro per le Riforme per il
federalismo.
Così deliberato nell’adunanza del 22 Giugno 2010.
Il Relatore
Il Presidente
F.to BARISANO
F.to LAZZARO
Depositata in Segreteria il 30 Giugno 2010
Il Dirigente
F.to RIZZOLO
IV
V
Premessa metodologica
● I particolari aspetti del fenomeno delle partecipazioni degli enti locali in organismi1,
sotto il profilo finanziario, gestionale, operativo, contabile, giustificano un’attenzione costante
da parte degli organi di controllo ed hanno determinato, a metà del luglio 2008, la Sezione
delle Autonomie della Corte dei conti ad avviare un’indagine nazionale, secondo logiche
comparative, con l’obiettivo di delineare, grazie anche al supporto delle Sezioni regionali di
controllo2, l’ampiezza del fenomeno e di individuare i modelli organizzativi, gestionali e di
controllo adottati al riguardo dai Comuni e dalle Province3. L’indagine, riferita all’arco
temporale 2005/2008 con analisi finanziarie spinte fino al 2009, è stata strutturata su due
linee di intervento: la prima, con finalità ricognitiva delle dimensioni e dell’andamento del
fenomeno avente anche lo scopo di rilevare, in termini generali, sia i flussi finanziari
intercorrenti tra organismi partecipati e soci pubblici locali che le principali performance degli
organismi stessi, e la seconda, più marcatamente connotata dei caratteri territoriali del
controllo sulla gestione, avente come riferimento un campione significativo di partecipazioni.
La prima linea di intervento di tipo ricognitivo, di cui la presente relazione espone ed
analizza le risultanze, é stata finalizzata ad acquisire informazioni da un lato relative alla
consistenza e alle caratteristiche della partecipazione degli enti (dati dell’ente locale) e
dall’altro di natura prevalentemente contabile, relative agli organismi partecipati (dati della
partecipata). Per esigenze di omogeneità, si è acceduto alla definizione di “partecipazione”,
nel caso della sussistenza di almeno una delle seguenti tre circostanze: a) il possesso in capo
all’ente locale di azioni, quote o comunque di parte del capitale dell’organismo partecipato;
b) l’obbligo previsto in capo all’ente, in via ordinaria o straordinaria, di concorrere
finanziariamente all’attività dell’organismo partecipato; c) la produzione di effetti del risultato
d’esercizio dell’organismo partecipato sul patrimonio dell’ente locale. L’ottica è stata,
pertanto, non solo quella di rilevare le strutture gestionali degli enti locali previste ai vari fini
dall’ordinamento statale (es. società di capitali, consorzi, aziende speciali, ecc.), ma anche
quella di intercettare i più specifici modelli gestionali che rinvengono la propria fonte
direttamente nel codice civile (società cooperative, società consortili, fondazioni, ivi comprese
le fondazioni di partecipazione).
A detti fini, è stato messo a punto un questionario in formato EXCEL inviato a tutti gli
enti locali, per il tramite delle Sezioni regionali, entro febbraio del 2009. Alla data del 30
1
2
3
Venuti già in evidenza nella precedente Relazione della Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, approvata con
deliberazione 13/2008 del 16 settembre 2008.
All’indagine non ha partecipato la Sezione regionale della Lombardia, che ha proceduto ad indagini regionali annuali
limitate ai Comuni con popolazione superiore ai 5000 abitanti. Pertanto, come meglio specificato in seguito, il gap di
informazioni è stato colmato facendo riferimento alla banca dati Registro Imprese-Unioncamere 2008, nei limiti di
quanto ivi contenuto.
Ad eccezione della Val d’Aosta, dove non è stata istituita la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
settembre 20094 risultavano acquisiti 5.296 questionari, pari al 79,25 % del totale5 degli enti
coinvolti nell’indagine6.
Prodromica alla messa a punto della base dati e delle procedure informatiche di
elaborazione è stata un’attività, estremamente gravosa, di riconduzione ad omogeneità delle
risposte fornite dagli enti, troppo spesso incongrue, contraddittorie e incoerenti7. Ad ogni
buon conto, detta attività ha comunque consentito di recuperare una significativa quantità di
informazioni richieste, in prima battuta non utilizzabili. La mole di dati raccolta ed utilizzata è
stata, infatti, decisamente importante: poco meno di 100.000 records relativi alle singole
partecipazioni di 5.9288 enti in 5.860 organismi e circa 60.000 records relativi ad entrate e
spese9.
Successivamente, si è proceduto alle analisi delle risultanze del questionario, di cui si
dà conto nel prosieguo, subito dopo un breve aggiornamento della normativa, della
giurisprudenza e delle pronunce delle Corte dei conti in sede di controllo in materia di
partecipazioni.
● Come sopra accennato, l’arco temporale di riferimento del questionario è stato il
quadriennio 2005/2008, pur se, come si darà meglio conto in relazione, le informazioni più
numerose sono state fornite con riferimento al triennio 2005/2007 che, quindi, è stato
oggetto di approfondimenti più dettagliati.
Il triennio 2007/2009 è stato, invece, oggetto, nella terza parte della relazione, di
analisi di tipo strettamente finanziario, finalizzate a rilevare la misura della ricaduta sul
bilancio dell’ente delle partecipazioni in organismi, sia in termini di cassa che di competenza.
Le analisi di cassa sono state svolte utilizzando la banca dati costituita dal Sistema
Informativo delle Operazioni degli Enti pubblici (SIOPE), sistema che, com’é noto, vede alla
base del proprio funzionamento, l’obbligo, imposto ai singoli enti, di codificare ogni incasso e
pagamento, al fine di individuare la natura economica di ciascuna operazione, in maniera
uniforme sul territorio nazionale. Le voci di entrata analizzate sono state:
4
5
6
7
8
9
I questionari pervenuti oltre detta data non sono stati pertanto elaborati.
78,50% delle Province e 64,34% dei Comuni totali
Esclusi, pertanto, Comuni e Province della Valle d’Aosta e della Lombardia.
I principali nodi hanno riguardato i dati degli organismi comunicati in modo difforme dai diversi enti, quali
quelli anagrafici (denominazione e codice fiscale), di classificazione economica (codici ATECO), quote di
partecipazione, importi (differenti approssimazioni, euro/migliaia di euro, decimali, segno, ecc.). La delicata
operazione di normalizzazione della banca dati è stata svolta mediante il riscontro con altre banche dati a
disposizione della Corte dei conti quali ad esempio Registro delle imprese (Unioncamere), dati Agenzia delle
Entrate, sistemi SIOPE, SIRTEL, CONSOC del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Nel numero degli enti di riferimento sono compresi gli enti della Regione Lombardia per cui è stato possibile recuperare
informazioni dal d.b. Unioncamere 2008 e per questo esso è maggiore del numero degli enti che hanno inviato le
risposte al questionario istruttorio.
La base dati, grazie al supporto dell’Ufficio del Responsabile dei Sistemi informatici (URSIA) e della CONSIP, è
stata riversata nel sistema conoscitivo CONOSCO-Finanza locale della Sezione delle Autonomie (data
warehouse), accessibile da parte di tutte le Sezioni regionali di controllo.
4
-
titolo II: trasferimenti correnti da aziende di pubblici servizi (trasferimenti correnti
da aziende speciali e trasferimenti correnti da altre imprese di pubblici servizi),
-
titolo III: utili delle aziende speciali e partecipate e dividendi di società,
-
titolo IV: trasferimenti di capitale da aziende di pubblici servizi ( trasferimenti di
capitale da aziende speciali, trasferimenti di capitale da altre imprese di pubblici
servizi), riscossione di crediti da aziende di pubblici servizi ( riscossione crediti da
aziende speciali, riscossione crediti da altre imprese di pubblici servizi).
Le voci di spesa analizzate sono state:
-
titolo I: spesa corrente: prestazioni di servizi (contratti di servizio per trasporto, per
smaltimento rifiuti, per riscossione tributi, altri contrati di servizio), trasferimenti
correnti ad aziende di pubblici servizi (trasferimenti correnti ad aziende speciali, ad
altre imprese di pubblici servizi, a imprese pubbliche, a imprese private), oneri
straordinari di gestione (ripiano perdite in aziende di pubblici servizi)
-
titolo II: spesa in conto capitale: trasferimenti in conto capitale ad aziende di
pubblici servizi (trasferimenti in conto capitale ad aziende speciali, trasferimenti in
conto capitale ad altre imprese di pubblici servizi, trasferimenti in conto capitale a
imprese
pubbliche,
trasferimenti
in
conto
capitale
a
imprese
private),
partecipazioni azionarie (partecipazioni azionarie in imprese di pubblici servizi, in
altre imprese), conferimenti di capitale ( conferimenti di capitale in aziende di
pubblici servizi, in altre imprese), concessione di crediti ad aziende di pubblici
servizi (concessione di crediti ad aziende di pubblici servizi, concessione di crediti
a altre imprese di pubblici servizi), concessione di crediti ad altre imprese
(concessione di crediti a imprese pubbliche, a imprese private).
Con riferimento ai dati di competenza, l’arco temporale di riferimento è stato il
biennio 2007/2008, in relazione al quale si è potuto disporre di conti consuntivi riferibili ad un
numero significativo di enti locali. Utilizzando i dati di consuntivo che la Sezione delle
Autonomie acquisisce
telematicamente
da
tutti
gli
enti
locali
(Sistema
Informativo
Rendicontazione Telematica Enti Locali - SIRTEL), sono state rilevate ed analizzate le voci di
entrata (accertamenti nel titolo III –entrate extratributarie, categoria IV “utili netti delle
aziende speciali e partecipate, dividendi di società”) e di spesa (impegni nel titolo I – spesa
corrente – intervento 3 “prestazione di servizi” e intervento 8 “oneri straordinari della gestione
corrente”, e impegni nel titolo II – spesa in conto capitale – intervento 8 “partecipazioni
azionarie” e intervento 9 “conferimenti di capitale”) ritenute più indicative in termini di flussi
finanziari da e verso gli organismi partecipati. Al fine di rendere la lettura dei consuntivi di
maggiore significatività, di alcune voci di spesa si è analizzata anche la distribuzione tra
funzioni e servizi degli enti locali, evidenziandone, in tal modo, la destinazione.
5
Considerazioni conclusive e di sintesi
1) Trova qui ulteriore conferma- e non necessita di essere ribadito - quanto già
evidenziato nella precedente relazione del 200810 e quanto la Corte dei conti ha già esposto
in occasione dell’Audizione al Parlamento sulla finanza locale del 20 gennaio 201011 in merito
agli aspetti maggiormente critici del fenomeno della partecipazione in organismi da parte
degli enti locali, alle ragioni effettive che spesso sottostanno alla sua espansione ed agli
effetti sui bilanci degli enti delle inefficienze gestorie frequentemente collegate al fenomeno
stesso. Ed é proprio in considerazione di tali aspetti, che inducono a ritenere la costituzione e
la partecipazione in società quale strumento spesso utilizzato per forzare le regole poste a
tutela della concorrenza e sovente finalizzato ad eludere i vincoli di finanza pubblica imposti
agli enti locali, che il legislatore, con la manovra finanziaria per il 2010, oggetto del d.l. 31
maggio 2010, n.78, sembra avere, tra l’altro, imposto al fenomeno delle partecipazioni
societarie detenute dai Comuni un ridimensionamento ancora più marcato rispetto a quello
già previsto dal vigente quadro normativo12, soprattutto con riferimento ai Comuni piccoli e
medio-piccoli13.
Rimane, comunque, di grande rilevanza, e non può non essere sottolineata, la
ricaduta in termini di responsabilità organizzative, gestionali, contabili, economiche e
finanziarie che investe gli enti locali di maggiori dimensioni (Province e Comuni grandi e
medio-grandi), per effetto del rinnovato ruolo che essi rivestono nel territorio. Quali centri di
governo del sistema delle partecipazioni, tali enti locali rappresentano il punto di riferimento
e di garanzia del rispetto delle regole che governano il sistema stesso, ed in detta veste
devono essere in grado di operare. Il ruolo di regolatore nel settore dei servizi pubblici non
può più intendersi limitato, per l’ente locale, alla verifica dell’economicità nella resa del
servizio (peraltro, spesso carente) ma deve ritenersi esteso all’accertamento della
compatibilità del sistema locale con un quadro normativo di riferimento articolato e
stringente. Se, infatti, all’ente locale da un lato la collettività chiede servizi svolti secondo
10
Deliberazione della Sezione delle Autonomie 13/2008 disponibile sul sito web della Corte dei conti al seguente
indirizzo:
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2010/delibera_13_2010.pdf
11
Disponibile sul sito web della Corte dei conti al seguente indirizzo:
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_cont
rollo/2010/Audizione_20_gennaio_2010.pdf
12
Si tratta dell’art.14, comma 32, oggetto di un’esposizione più approfondita nel cap. I.7
13
Sul totale di 8101, 7797 Comuni sono interessati dalla norma perché con popolazione inferiore a trentamila abitanti, e
160 perché con popolazione tra trenta e cinquantamila. I 144 Comuni con popolazione superiore a cinquantamila non
sono interessati dalla norma. Come si legge nel prosieguo, una prima elaborazione dei dati acquisiti con la presente
indagine mette in evidenza che, con riferimento al triennio 2005/2007, su un totale di 3361 società partecipate dai
Comuni, le società partecipate dai Comuni con abitanti fino a 30.000 sono 2.584, quelle partecipate dai Comuni tra
30.000 e 50.000 sono 488, quelle partecipate dai Comuni superiori a 50.000 sono 930 (rispettivamente il 76,9%, il
14,5% ed il 27,7% delle 3361 società rilevate nel triennio)
6
parametri di efficacia ed efficienza, dall’altro il legislatore chiede il rispetto di vincoli ben
precisi, che attengono sia all’attività dell’ente locale (obbligo dell’inerenza dell’oggetto
dell’organismo societario alle proprie finalità istituzionali od all’interesse generale, obbligo di
assicurare l’adeguatezza dell’assetto strutturale societario) che alla sfera d’azione e
funzionamento dell’organismo societario (vincoli alle società strumentali, limiti finanziari e
quantitativi ai componenti dei consigli d’amministrazione, obblighi nel reclutamento del
personale e nel conferimento di incarichi, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale,
sottoposizione alla normativa pubblicistica in materia di costo del personale ed in materia di
consulenze, assoggettamento al patto di stabilità). Il sistema di governance del fenomeno
delle partecipazioni societarie adottato dagli enti locali va certamente inteso in senso ampio,
dovendo l’ente rispondere alla richiesta di servizi pubblici tanto in termini di efficacia ed
efficienza quanto di regolarità, correttezza e legalità. È pertanto necessario che l’ente
predisponga strumenti di direzione e controllo del fenomeno adeguati anche a garantire il
costante rispetto della legge, a partire dall’affidamento e gestione del servizio, la cui
disciplina (almeno per quanto riguarda i servizi pubblici locali a rilevanza economica) appare
ormai quasi del tutto definita14.
Peraltro, disegni di legge in corso15 prevedono che il sistema dei controlli interni
all’ente locale sia totalmente riformato sia sotto il profilo complessivo che con specifico
riferimento ai controlli sulle società partecipate. Se, come si auspica, l’iter formativo delle
leggi in questione avrà esito positivo, l’ente locale interessato avrà l’obbligo di definire
preventivamente gli obiettivi gestionali a cui devono tendere le società partecipate e di
organizzare sistemi informativi adeguati a rilevare l’intera attività finanziaria, organizzativa,
gestionale e contabile delle società che consentano il monitoraggio periodico sul loro
andamento. A questo si affiancherà un nuovo controllo sulla qualità dei servizi erogati sia
direttamente che indirettamente dall’ente.
Sembrerebbe, così, recepito l’assunto che la verifica dell’efficacia ed efficienza delle
società pubbliche non possa che inquadrarsi all’interno della politica di programmazione
posta in essere dal socio pubblico, di cui le società costituiscono uno strumento di attuazione.
E, peraltro, un coerente sistema informativo e di controllo è necessario al fine di rendere più
trasparente e flessibile lo strumento societario stesso, anche in funzione dell’accrescimento
della soddisfazione dell’utenza e della comunicazione con i cittadini.
14
15
Si auspica che il regolamento ex art. 23 bis, comma 10, del d.l. 25 giugno 2008, n.112, convertito in legge 6 agosto
2008, n.133, che doveva essere adottato entro il 31 dicembre 2009, e sul quale si è anche espresso il Consiglio di
Stato in sede consultiva con parere 2415 del 24 maggio 2010, veda presto la luce
Si tratta delle norme inserite nel disegno di legge recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della
corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” e nel disegno di legge recante “Disposizioni in materia di
organi e funzioni degli enti locali, semplificazione e razionalizzazione dell’ordinamento e carta delle autonomie locali”
7
Ma l’approdo fondamentale della normativa in itinere, destinato ad imprimere una
svolta essenziale al sistema delle relazioni contabili tra ente locale e società partecipate, è
rappresentato dalla previsione, nella normativa in corso, dell’obbligo per le Province e per i
Comuni con più di 5000 abitanti16 dell’adozione del bilancio consolidato da redigere secondo il
modello contabile di competenza economica. Secondo quanto più volte richiesto dalla Corte
dei conti, il bilancio consolidato non sarà più oggetto di mera facoltà, come già previsto nel
TUEL, bensì di un preciso obbligo imposto in via normativa all’ente locale.
L’adozione di forme di consolidamento dei conti genera implicazioni fondamentali in
due ambiti ben precisi: quello dei sistemi contabili e quello della documentazione e
informazione. Va da subito messo in chiara evidenza che l’effettiva realizzabilità del
consolidamento dei conti non può andare disgiunta da una revisione complessiva del sistema
contabile locale, improntata a consentire una significativa scomponibilità degli aggregati,
essendo sostanzialmente impossibile cogliere dai bilanci degli enti locali informazioni
disaggregate (e quindi consolidabili) sulla gestione degli organismi partecipati. Come è
illustrato nel testo, le maggiori difficoltà di lettura si riscontrano quando le norme concernenti
le unità elementari e gli aggregati di bilancio17 fanno riferimento a contenitori generici,
comportando un più frequente ricorso a voci di bilancio non specifiche o residuali (es.
proventi diversi, trasferimenti, ecc.). Laddove, invece, il dettato normativo appare più
preciso (es. utili netti delle aziende speciali e partecipate e dividendi di società), l’allocazione
in bilancio è di regola abbastanza omogenea e la lettura più immediata. A legislazione
vigente, è pertanto essenziale che, quanto meno, sia rispettato quanto dispone il TUEL e
quanto previsto nei principi contabili per gli enti locali circa gli obblighi informativi sulle
partecipazioni.
E’ noto che uno degli ostacoli più difficili da superare nel consolidamento dei conti è
dato dalla coesistenza all’interno del “gruppo ente locale” (ente-società partecipate) di
sistemi contabili differenti: finanziario ed economico. Di fatto tale situazione impedisce sia
una lettura analitica che complessiva delle gestioni, una loro rendicontazione efficace ed una
adeguata confrontabilità. A questi fini, di grande ausilio sarebbe l’adozione di un piano dei
conti unico costruito in modo da mettere in evidenza le caratteristiche distintive delle
categorie contabili, in particolare di quelle che maggiormente richiamano l’attenzione del
legislatore, soprattutto con riferimento ai vincoli di spesa (consulenze, personale, compensi,
debito, perdite), e da rendere confrontabili e significative anche le numerose voci di spesa di
carattere complessivo e residuale, riscontrabili sia nel rendiconto che nel conto economico.
16
17
Il limite demografico andrà reso coerente con quanto previsto in merito nella manovra finanziaria 2010, ove
confermata in sede di conversione.
DPR 31 gennaio 1996, n.194
8
Anche l’eventuale previsione di documenti di contabilità finanziaria nella gestione
societaria attenuerebbe le difficoltà derivanti dalla coesistenza di sistemi contabili diversi
all’interno del gruppo ente locale. Pur se è generalmente riconosciuta la maggiore
adeguatezza del modello di contabilità generale a rispondere alle esigenze di accountability,
non può non essere considerata l’ulteriore valenza informativa che caratterizza i documenti
contabili di tipo finanziario adottati in ambito pubblico. Estendere anche alle società
partecipate l’adozione di consuntivi finanziari renderebbe più chiaramente tracciabili i flussi
finanziari all’interno del “gruppo ente locale” e faciliterebbe la verifica del rispetto dei vincoli
finanziari imposti alla finanza pubblica (es. in materia di indebitamento o di patto di
stabilità).
E’ su una documentazione contabile esaustiva e chiara e su un’adeguata circolazione
di informazioni che deve fondarsi il sistema di governo del “gruppo ente locale”.
E se i documenti contabili dell’ente locale non risultano sufficientemente analitici e
dovrebbero essere opportunamente ripensati, anche quelli societari meritano senz’altro
qualche riflessione. Non sembra, in particolare, che l’utilizzo del bilancio in forma abbreviata
nelle società partecipate risponda in maniera idonea alle esigenze di consolidamento di conti
e di adeguatezza informativa. La ragione che ne giustifica l’esistenza in ambito civilistico
diventa recessiva quando socio è una pubblica amministrazione, ente esponenziale di una
determinata collettività. A prescindere dalle dimensioni societarie, il mancato coinvolgimento
nella gestione dei
principali
stakeholder (i
cittadini) lascia disattesa l’esigenza di
un’informazione completa e trasparente, che non è sufficientemente soddisfatta da forme
abbreviate di bilancio.
Risulterebbe anche particolarmente utile prevedere l’adozione da parte societaria di
documenti previsionali e programmatici. Questi, che potrebbero affiancarsi al budget o
costituirne uno specifico sviluppo, costituirebbero uno strumento essenziale per la
conoscenza su base prospettica delle scelte economiche e per la valutazione della loro
sostenibilità, soprattutto utile quando la separazione gestionale tra soci e amministratori è
più netta, come nelle società per azioni.
2) L’analisi ricognitiva dei dati rilevati nel questionario istruttorio18, con riferimento
all’arco temporale 2005-200819, ha messo in evidenza l’esistenza di 5.860 organismi
18
19
Il questionario istruttorio è stato inviato a 6576 enti locali (95 Province e 6481 Comuni) pari all’80,12% del totale degli
enti ed all’83,65% della popolazione nazionale. Il numero degli enti che hanno fornito risposte al questionario
istruttorio è di 5296, composta dal 78,50% delle Province e dal 64,34% dei Comuni ed è pari al 79,25 % del totale
degli enti cui è stato inviato il questionario. Il numero degli enti oggetto della presente indagine è stato di 5928, pari al
72,22% del totale di Comuni e Province ed al 77,41% della popolazione complessiva comunale.
Parte seconda, Capitolo I.
9
partecipati20 da 5.928 enti (Comuni e Province), costituiti da 3.787 società e 2.073
organismi diversi.
Il 64,62% (3.787) è rappresentato da organismi aventi forma giuridica societaria. Di
essi, il 43,17% (1.635) è formato da società per azioni, il 37,02% (1.402) da società a
responsabilità limitata, il 14,68% (556) da società consortili ed il 5,12% (194) da società
cooperative.
Il 35,38% (2.073) dei 5860 organismi partecipati ha forma giuridica diversa dalla
societaria. Di essi il 61,55% (1.276) è consorzio, il 14,18% è fondazione, il resto è
rappresentato da altri organismi (istituzioni, aziende speciali, aziende servizi alla persona,
ecc.).
Il 34,67% degli organismi partecipati si occupa di servizi pubblici locali, dato
composto da una percentuale del 10,26% che si occupa di ambiente-rifiuti, del 9,46% che si
occupa di servizio idrico, dell’8,24% che si occupa di trasporti, del 6,71% che si occupa di
energia e gas. Degli organismi partecipati che si occupano di servizi pubblici locali, il 44,39%
riveste la forma di società per azioni, il 23,91% di s.r.l., il 17% di consorzio, il 3,33% di
società consortile.
Il 65,33% degli organismi partecipati svolge attività riconducibili ad altri servizi. Nei
vari settori individuati, la concentrazione maggiore si riscontra nel settore delle attività
culturali sportive e sviluppo turistico, seguito dai servizi di supporto alle imprese, attività
professionali scientifiche e tecniche, agricoltura silvicoltura e pesca, sanità e assistenza
sociale, farmacie. Degli organismi che si occupano di altri servizi, il 18,59% è rappresentato
da s.p.a., il 23,82% da s.r.l. il 22,07% da consorzi, il 12,82% da società consortili. Il 7%
degli organismi che si occupano di altri servizi è rappresentato da fondazioni (comprese le
atipiche fondazioni di partecipazione).
Riguardo alla varietà delle attività esercitate, si può affermare che complessivamente,
l’opzione verso l’organismo multiservizio si va riducendo nel tempo. Con riferimento agli
organismi societari, se si introduce nell’analisi il risultato d’esercizio, si rileva che l’opzione
per il multiservizio premia in termini di performance, almeno in alcune aree territoriali (al
Nord ed, in qualche caso, al Centro).
Considerando il numero delle partecipazioni, nei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti
si concentra mediamente il 60% del totale delle partecipazioni, mentre il 36% è nella fascia
5000-100.000 abitanti ed il solo 2,8% nei Comuni con più di 100.000 abitanti. Integrando
questa rilevazione, che risente ovviamente della maggiore concentrazione dei Comuni nelle
20
Come è stato evidenziato in premessa, l’indagine non ha riguardato la Val d’Aosta, dove non è istituita la sezione
regionale di controllo della Corte dei conti, mentre la Sezione regionale della Lombardia non ha partecipato. La
mancanza di informazioni dovuta alla non disponibilità dei dati della Regione Lombardia è stata colmata facendo
riferimento alla banca dati Registro Imprese-Unioncamere 2008, nei limiti di quanto ivi contenuto.
10
fasce demografiche più basse, con la considerazione del numero dei Comuni all’interno di
ogni classe demografica, si acquisiscono elementi significativi sotto il profilo dell’effettiva
propensione dei Comuni verso il fenomeno delle partecipazioni. Dalla rilevazione del valore
medio delle partecipazioni per singolo Comune, emerge che in quelli sotto i 5.000 abitanti il
numero medio delle partecipazioni è di 4, che sale a 5/6 nei Comuni da 5.000 a 100.000
abitanti ed a 21/22 sopra i 100.000 abitanti.
La rilevazione numerica riferita al triennio 2005/2007, caratterizzato dalla disponibilità
di un maggior numero di informazioni, porta ad evidenziare che il numero complessivo degli
organismi partecipati che compaiono in almeno uno degli esercizi del triennio è di 5.601. Di
questi, le società partecipate dai Comuni sono 3361. Con riferimento alle nuove disposizioni
introdotte dalla manovra finanziaria per il 2010, una prima elaborazione dei dati acquisiti
consente di affermare che nel triennio 2005/2007 le società partecipate dai Comuni
con abitanti fino a 30.000 sono 2.584, quelle partecipate dai Comuni tra 30.000 e
50.000 sono 488, quelle partecipate dai Comuni superiori a 50.000 sono 930
(rispettivamente il 76,9%, il 14,5% ed il 27,7% delle 3361 società rilevate nel triennio).
Con riferimento a ciascuno degli anni componenti il triennio21, si evidenzia nel 2005 la
presenza di 4.992 organismi partecipati e 27.602 partecipazioni, nel 2006 di 5.254 organismi
e 28.466 partecipazioni, nel 2007 di 5.485 organismi e 29.771 partecipazioni. L'incremento
rilevato nel 2007 rispetto ai dati 2005 è stato del 9,88% per gli organismi (5,25% nel 2006 e
4,40% nel 2007) e del 7,86% per le partecipazioni (3,13% nel 2006 e 4,58% nel 2007). Gli
organismi societari rilevati nell’istruttoria presentano un aumento dell’11,08% nel
2007 rispetto al 2005 (6,15% nel 2006 e 4,65% nel 2007).
Per quanto riguarda la rilevazione della forma giuridica, poco meno del 65% degli
organismi partecipati riveste forma societaria. Di queste, la società per azioni è la più
ricorrente, pur se con percentuali di incidenza sul totale società in decremento nel tempo
(47% nel 2005, 45,05% nel 2006 e 43,63% nel 2007), a fronte di un’incidenza sempre
maggiore nel triennio di società a responsabilità limitata (32,57%, 35,02%, 36,57%).
L’espansione del numero delle società a responsabilità limitata può in parte essere attribuita
a trasformazioni di società per azioni che hanno subito riduzioni del capitale sociale sotto il
limite legale. Ma va anche evidenziato che la società a responsabilità limitata presenta
caratteristiche di maggiore flessibilità che la rendono più adatta alla partecipazione di un
socio pubblico che deve rispondere alla collettività dell’andamento societario. Anche la
società consortile rappresenta una percentuale interessante del totale degli organismi
societari (circa il 15%), la cui ragione potrebbe risiedere nel fatto che questa consente di
utilizzare uno strumento societario anche in settori caratterizzati dalla mancanza o non
21
Parte seconda, capitolo II.
11
prevalenza dello scopo di lucro (servizi di informazione, di supporto alle imprese, attività
professionali).
L’analisi reddituale svolta nell’indagine ha considerato, nei limiti delle possibilità,
indicatori di reddito classici, pur non essendo questi del tutto sufficienti a misurare l’effettiva
performance delle società partecipate. La redditività misurata secondo il modello contabile
classico, infatti, non considera, laddove esistente, la capacità della società di produrre valore
anche per soggetti estranei allo stretto assetto proprietario (la generalità degli utenti del
servizio) e, anche in presenza di risultati economici non soddisfacenti, di contribuire talvolta
a migliorare il benessere sociale e ad accrescere l’appeal territoriale. Inoltre, in presenza di
società strumentali in cui il socio utilizza direttamente l’attività aziendale, quest’ultimo valore
aggiunto non viene considerato dalla contabilità, i cui risultati non riescono a misurare il
totale delle utilità effettivamente acquisite dall’ente a fronte del totale del costo dei fattori
produttivi, che invece è integralmente considerato. Ciò si verifica anche in tutti i casi in cui,
in presenza di servizi a tariffa, questa non copra i costi aziendali sostenuti. Qui, la
considerazione del solo risultato d’esercizio pone la società in una (più o meno) costante
situazione di perdita. Tenendo adeguatamente conto del peculiare impatto delle società
partecipate sul tessuto sociale ed economico, sarebbe opportuno che, nella loro valutazione,
il concetto di efficienza potesse applicarsi con riferimento a costi standard affidabili e che tale
concetto fosse adeguatamente bilanciato da valutazioni di efficacia esterna, inglobando in
questa anche l’effettiva soddisfazione dell’utenza e l’integrale misurazione del ritorno
socioeconomico del servizio reso.
Pur nella consapevolezza di tale distonia, si è provveduto, laddove possibile, a rilevare
l’andamento gestionale societario con riferimento ad alcuni valori economico-patrimoniali22.
L’area di approfondimento è stata lo stock di 2541 società partecipate sempre presenti nel
triennio 2005-2007. Di queste, 2196 (86,4% dello stock) hanno patrimonio netto (PN)
sempre positivo, 280 (11%) hanno PN erratico e 65 (2,5%) hanno PN sempre negativo.
L’analisi è stata ulteriormente condotta in tre distinte situazioni con differenti gradi di
criticità: società che nel triennio 2005/2007 presentano PN sempre positivo variamente
correlato al risultato d’esercizio ed al risultato operativo, società con risultato d’esercizio
negativo nel triennio, società con risultato d’esercizio e patrimonio netto entrambi negativi.
L’area di maggiore criticità espone 568 società sempre in perdita (cioè con
risultato d’esercizio negativo), corrispondenti al 22,35% delle 2541 società ricorrenti nel
triennio. Il rapporto tra società, costruito per singola forma giuridica, mette in evidenza che
la percentuale più alta delle società costantemente in perdita è nelle società a responsabilità
limitata (25,61%), seguite dalle società consortili (21,97%). Per quanto riguarda le società a
22
Parte seconda, Capitolo III.
12
responsabilità limitata, il dato conferma che talvolta la società a responsabilità limitata
costituisce l’esito di trasformazioni di società per azioni in forte crisi aziendale scese sotto il
limite legale del capitale sociale. Questi fenomeni avvengono, il più delle volte, in settori
connotati da elevati costi fissi incomprimibili o da sistemi tariffati non sufficienti a coprire i
costi d’esercizio dove le perdite societarie tendono a permanere nel tempo.
Invece, la frequenza delle reiterate perdite in presenza di società consortili potrebbe
derivare dal loro operare in settori no profit dove, pertanto, la chiusura in perdita del
risultato d’esercizio assume rilevanza prevalentemente contabile piuttosto che gestionale.
L’area di attività prevalente è quella dei servizi diversi dai servizi pubblici locali, in cui
è presente il 63,32% delle società sempre in perdita. Il settore che espone la percentuale più
elevata di perdite reiterate è quello delle attività culturali sportive e di sviluppo turistico,
seguito dai servizi di supporto alle imprese.
Nell’area dei servizi pubblici locali, dove si concentra il 37,68% delle società
costantemente in perdita nel triennio, è il settore dei trasporti (seguito da ambiente-rifiuti)
che espone la percentuale più elevata delle società in perdita: a) rispetto al totale delle
società dell’area (50,47%), b) rispetto al totale delle società in perdita (19%), c) rispetto al
totale delle società operanti nello stesso settore trasporti (32,83%). Nel settore dei trasporti,
che rappresenta una consolidata area di crisi, devono trovare conciliazione opposte esigenze:
da un lato, il “servizio universale”, per essere erogato a tutti e senza soluzione di continuità,
dovrebbe reggersi su tariffe che garantiscano la copertura dei costi, dall’altro, la
determinazione delle tariffe non può essere di livello tale da limitare la piena accessibilità ad
un “servizio universale”. Di fatto, nel bilanciamento di tali esigenze è sempre la seconda a
prevalere, anche per la presenza di costi fissi incomprimibili che per gran parte esulano dalla
disponibilità del soggetto erogatore (es. costo del personale). Di conseguenza, la gestione
produce reiterate perdite, cui deve far fronte l’ente socio o nella forma dei contributi in conto
esercizio o del ripiano perdite.
A livello regionale, al di là dei valori assoluti, la percentuale più alta di società
costantemente in perdita nel triennio si riscontra in Basilicata (40% delle società sempre
presenti in Regione), seguita dal Molise (39,13%), Sardegna (38,60%), Puglia, Trentino
A.A., Sicilia. La meno rilevante si riscontra nelle Marche (14,38%), seguita da Abruzzo e
Friuli V.G.
Con riferimento al totale delle società rilevate in ciascuno degli anni del triennio, la
percentuale delle perdite appare elevata, pur se in lieve decremento nel tempo: 43,67
nel 2005, 40,59% nel 2006, 38,92% nel 2007. La tendenza che emerge è quella di
riportare le perdite a nuovo, posto che, mediamente, soltanto nel 38% dei casi le perdite
sono state ripianate.
13
Tra le aree di attività, è quella dei servizi diversi da quelli pubblici locali che evidenzia
le percentuali più alte di società in perdita, pur se decrescenti nel triennio (46,83% nel 2005,
43,05% nel 2006 e 39,89% nel 2007). Il settore dei servizi pubblici locali presenta
percentuali complessive di perdita leggermente più basse delle precedenti nel triennio
(38,69% nel 2005, 36,95% nel 2006 e 37,63% nel 2007).
3) L’analisi dell’allocazione in bilancio delle voci di entrata e di spesa correlate alle
partecipazioni in organismi23 delinea un generale quadro di difformità, più o meno accentuata
a seconda che si tratti di entrata o di spesa ed a seconda delle singole voci che le
compongono.
Per quanto attiene all’entrata, coerente con quanto previsto dal DPR 194/1996 è
apparsa la prevalente allocazione degli utili, pur se è anche frequente l’allocazione in
categorie residuali. Decisamente ampia è la varietà di allocazione delle altre risorse
provenienti dagli organismi partecipati diverse dagli utili, che se da un lato dimostra la
multiformità che possono assumere i flussi finanziari verso l’ente partecipante, dall’altro non
consente certo di quantificarne le dimensioni dalla semplice lettura del bilancio.
Riguardo alla spesa, la prima osservazione attiene alla diffusa allocazione di quella
per ripiano perdite nel titolo II - spesa in conto capitale - (quasi il 25%) contrariamente a
quanto da sempre affermato dalla giurisprudenza della Corte dei conti, che ne ha sempre
evidenziato il carattere di spesa corrente. Peraltro, anche quando l’allocazione è
correttamente avvenuta nel titolo I - spesa corrente -, l’intervento di riferimento è stato,
nella maggioranza dei casi il quinto (trasferimenti) e non l’ottavo (oneri straordinari), come
invece indicato nei Principi contabili per gli enti locali. Il fenomeno è ancora più diffuso
riguardo alla spesa di ricapitalizzazione per ripiano perdite, appostata nel titolo II nel 70%
dei casi, allocazione che, talvolta, ha determinato specifiche pronunce di irregolarità contabile
da parte delle Sezioni regionali della Corte dei conti, trattandosi di spesa non destinata a
forme di
investimento
che,
soprattutto,
non
può
essere
coperta
facendo
ricorso
all’indebitamento.
L’allocazione della spesa per corrispettivi è stata correttamente appostata in netta
prevalenza nel titolo I, pur se l’intervento di riferimento avrebbe dovuto essere il terzo
(prestazione di servizi) e non il quinto (trasferimenti).
4) L’analisi dei flussi finanziari è stata effettuata facendo ricorso ai conti consuntivi
degli enti locali per la gestione di competenza ed alla banca dati SIOPE per la gestione di
cassa24.
23
24
Parte seconda, Capitolo IV.
Parte terza, Cap. I.
14
Utilizzando i dati SIOPE (Sistema Informativo Rendicontazione Telematica Enti
Locali), si è proceduto a rilevare, per tutti i Comuni e le Province, la gestione di cassa (incassi
e pagamenti) delle voci di entrata e di spesa più significative, sotto i profili che qui rilevano,
con riferimento al triennio 2007/2009.
Con riferimento ai Comuni, la tipologia di entrata, tra quelle considerate nell’analisi,
che presenta l’incidenza più elevata sul titolo corrispondente è rappresentata dagli utili. Nel
2007, il tasso complessivo di incidenza sul titolo III è pari al 4,20%, nel 2008, è pari al
5,74%, mentre nel 2009, è pari al 5,13%.
La tipologia di entrata che presenta, dopo gli utili, l’incidenza maggiore sul titolo
corrispondente è rappresentata dai trasferimenti di capitale e riscossione di crediti da aziende
di pubblici servizi.
Invece, il tasso di incidenza complessivo delle voci di spesa qui rilevate sul totale della
spesa corrente ammonta al 12,81% nel 2007, al 12,89% nel 2008 ed al 13,27% nel 2009,
con percentuali maggiori nell’area meridionale (18,33% nel 2007, 18,72% nel 2008 e
19,33% nel 2009).
La voce, tra quelle considerate, maggiormente incidente sul totale del titolo I (spesa
corrente) è rappresentata dalla spesa per prestazione di servizi che qui aggrega soltanto la
spesa per contratti di servizio per trasporto, smaltimento rifiuti, riscossione tributi, altri
contratti di servizio. Questo aggregato di spesa incide sul titolo I nel 2007 per l’11,01%, nel
2008 per l’11,04%, nel 2009 per l’11,64%. La tipologia di spesa più rilevante è quella per
contratti di servizio per smaltimento rifiuti, che nel 2007 incide sul titolo I per l’8,67%, nel
2008 per l’8,60%, nel 2009 per l’8,56%. L’area territoriale che espone sempre la maggiore
incidenza è quella meridionale (in Puglia l’incidenza media sfiora il 18%, in Campania supera
il 15,50%, in Abruzzo supera l’11%, in Basilicata il 10%), a cui segue quella nord-occidentale
(Piemonte e Lombardia superano il 9%) e quella insulare (in Sardegna il tasso supera il
12%). Anche l’incidenza della spesa per contratti di servizio per trasporti appare significativa,
con un’incidenza media complessiva dell’1,74% nel 2007, dell’1,94% nel 2008 e del 2,57%
nel 2009.
L’aggregato di spesa che presenta complessivamente il tasso di incidenza maggiore
sulla spesa in conto capitale (titolo II) è rappresentato dalle partecipazioni azionarie e dai
conferimenti di capitale che complessivamente arriva a pesare mediamente sul titolo quasi il
2,5%. L’area territoriale che presenta il tasso complessivo più rilevante è il Centro ed il Sud.
Altro aggregato complessivamente significativo è rappresentato dalla concessione di
crediti ad aziende di pubblici servizi e concessione di crediti ad altre imprese che
complessivamente arriva a superare il 2% del titolo II.
15
Anche i trasferimenti in conto capitale ad aziende di pubblici servizi presentano tassi
di incidenza complessivamente degne di rilievo.
Con riferimento alle Province, relativamente all’analisi dell’entrata, la voce utili
incide sul totale del titolo III dell’entrata per il 3,30% nel 2007, per il 3,62% nel 2008 e per il
2,62% nel 2009.
Le altre voci di entrata, presenti in un numero limitato di Province, non incidono mai
sul corrispondente titolo in misura superiore all’1%.
Riguardo alle qui rilevate di voci di spesa corrente, l’incidenza complessiva delle
stesse sul titolo I è crescente ed ammonta nel 2007 al 15,89%, nel 2008 al 15,94%, nel
2009 al 17,09%.
Come per i Comuni, la voce maggiormente incidente sul totale del titolo I è
rappresentata dalla spesa per prestazione di servizi. Questo aggregato di spesa,
complessivamente considerato, incide sul titolo I (spesa corrente) nel 2007 per l’11,49%, nel
2008 per l’11,89%, nel 2009 per il 12,50%. In effetti, è soltanto la spesa per contratti di
servizio per trasporto che rileva, superando, da sola mediamente l’11-12% di incidenza sul
totale del titolo I.
Riguardo alle voci di spesa in conto capitale, l’incidenza complessiva delle voci qui
rilevate sul titolo II è decrescente e varia dal 9,97% nel 2007, al 6,63% nel 2008, al 5,67%
nel 2009.
16
PARTE PRIMA
Partecipazioni in organismi da parte di Comuni e Province:
evoluzione del quadro di riferimento
Cap. I
Le società a partecipazione pubblica locale. Innovazioni
normative e giurisprudenziali
Si è già ampiamente rilevato come la presente analisi, pur se con caratteristiche
proprie, si ponga comunque in una logica di continuità rispetto alla precedente relazione
approvata con Deliberazione Sezione delle Autonomie n.13/2008, in ragione di cui ci si
limiterà in questa sede ad alcune considerazioni relative alla più recente e significativa
evoluzione della normativa, della giurisprudenza comunitaria e amministrativa nazionale
e delle pronunce della Corte dei conti adottate nell’esercizio dell’attività consultiva e del
controllo di cui all’art.1, commi 166 e ss. della legge finanziaria 2006.
Il lungo dibattito dottrinario e giurisprudenziale in ordine alla qualificazione
giuridica e collocazione sistematica delle società pubbliche all’interno dell’ordinamento
giuridico,
ha
portato
ad
accogliere,
anche
in
ambito
nazionale,
l’orientamento
sostanzialista affermato in sede europea, che nel caso di specie prescinde da
classificazioni specifiche, ma che dà rilievo ad alcuni elementi di fatto, quali il carattere
generale dell’interesse realizzato, l’utilizzo di denaro pubblico, la sottoposizione a
particolari forme di controllo. Si è già detto che non può ritenersi l’esistenza di uno
statuto speciale applicabile alle società a partecipazione pubblica25, che abbia una
specifica connotazione pubblicistica la quale in qualche modo recepisca la posizione
particolare che tali società occupano nel tessuto ordinamentale giuridico, economico e
sociale26. Tale affermazione non è controvertibile per quanto concerne il profilo genetico,
ma va sicuramente integrata e rettificata ove si guardi all’aspetto strutturale e funzionale
delle società pubbliche ed, in particolare, delle società pubbliche partecipate da enti
locali. Il legislatore, infatti, tenuto conto delle complesse problematiche insorte in ordine
alla posizione di dette società nel mercato, ai loro rapporti con i soci pubblici, all’ambito e
alla natura dell’attività esercitata, all’eludibilità delle norme di carattere generale dettate
ai fini del contenimento dei costi, ha operato numerose incursioni normative in materia,
le quali, disciplinando in maniera peculiare determinati aspetti attinenti alla materia delle
partecipazioni societarie pubbliche (soprattutto locali), hanno attribuito al settore indubbi
25
26
Le problematiche attinenti agli artt. 2449 e 2450 c.c. sono state trattate nella precedente Relazione.
Le società a partecipazione pubblica, infatti, sono sottoposte alla comune disciplina privatistica societaria e
mantengono, almeno sotto il profilo formale, natura di soggetti privati in forza di un contratto avente una causa tipica
(art.2247 c.c.).
17
elementi di specialità. E tale specialità è tanto più evidente quanto più forte è la difficoltà
di rendere compatibili i modelli societari adottati soprattutto dagli enti locali, non solo con
le società di diritto comune ma anche con le regole dettate a livello europeo27.
I.1
Art. 13 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4
agosto 2006, n.248. Le società strumentali
Tra le prime e più forti preoccupazioni del legislatore, c’è stata quella di
preservare la concorrenza e il mercato dal rischio di alterazioni e di assicurare la parità
degli operatori nel territorio nazionale, in presenza di società interamente pubbliche o
miste, costituite o partecipate da amministrazioni pubbliche regionali e locali28 non per
l’esercizio dell’attività di impresa, bensì per lo svolgimento di attività strumentale all’ente
od amministrativa (con esclusione dei servizi pubblici locali29 e dei servizi e centrali di
committenza30), in una posizione che, per la stretta contiguità con l’ente pubblico
costituente, partecipante o affidante, può comportare la fruizione di vantaggi di vario
genere. A prescindere dalle modalità di affidamento di cui in questa sede il legislatore
non si occupa, a decorrere dal 4 gennaio 2010, le società previste dalla norma devono
avere un oggetto sociale esclusivo, nel senso non che siano da ritenersi vietate le società
multiutilities31, ma che le attività devono essere rivolte esclusivamente a favore degli enti
costituenti o partecipanti o affidanti32. Dette società, inoltre, possono operare in ambito
nazionale soltanto con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti e non possono, quindi,
svolgere alcuna attività (d’impresa o non) con altri soggetti, né partecipare ad altre
società o enti aventi sede nel territorio nazionale (art.13 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223,
27
28
29
30
31
32
Delle norme che di seguito si andranno sinteticamente a commentare, le più significative in termini di impatto
sull’organizzazione e gestione degli enti locali hanno costituito, fin dalla loro emanazione, oggetto di specifiche
richieste da parte della Corte dei conti, formulate all’interno dei questionari inviati ai Collegi dei revisori degli enti
locali, previsti dall’art.1, commi 166 e ss. della legge finanziaria 2006. Ciò al fine, soprattutto, di stimolarne
l’applicazione entro i termini specificamente previsti dal legislatore, seppure più volte modificati.
La locuzione è stata intesa (parere Consiglio di Stato n.322/2007, TAR Toscana n.417/2009) in senso ampio, cioè
riferita a tutte le amministrazioni che perseguono il soddisfacimento di interessi pubblici locali, essendo l’ambito
spaziale locale che rende operativa la norma. Pertanto, nelle preclusioni previste ricadono non soltanto gli enti locali
territoriali e le amministrazioni regionali, ma anche le Camere di commercio e le unioni tra di esse, nonché gli altri
enti pubblici operanti a livello esclusivamente locale o regionale.
Il punto sull’inapplicabilità della norma a società di servizi pubblici è fatto dal Consiglio di Stato nella sentenza
n.215/2009.
Si tratta di amministrazioni aggiudicatrici che acquistano forniture e/o servizi destinati ad amministrazioni
aggiudicatrici, o aggiudicano appalti pubblici o concludono accordi quadro di lavori, forniture o servizi destinati ad altre
amministrazioni aggiudicatrici. Le amministrazioni aggiudicatrici che acquistano lavori, forniture e/o servizi facendo
ricorso ad una centrale di committenza sono considerate in linea con la direttiva n.18/2004 a condizione che detta
centrale l’abbia rispettata.
Adunanza Plenaria Consiglio di Stato n.1/2008.
Pertanto, laddove l’affidamento fosse diretto, il requisito della “prevalenza” andrà sostituito da quello della
“esclusività”, fermo restando il rispetto degli altri requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario e nazionale (una
disamina della problematica relativa all’affidamento in house è contenuta nella relazione della Sezione delle
Autonomie del 2008)
18
convertito in legge 4 agosto 2006, n.248)33. Non è negata né limitata la libertà d’iniziativa
economica degli enti territoriali e locali, ma è imposto loro di esercitarla distintamente
dalle proprie funzioni amministrative, per non beneficiare dei privilegi dei quali possono
godere
in
quanto
pubbliche
amministrazioni,
rimediando
così
a
una
frequente
commistione, che il legislatore statale ha reputato distorsiva della concorrenza (Corte
Costituzionale n.326/2008).
Sotto il profilo soggettivo, si è inizialmente escluso che i vincoli imposti da tale
norma operassero sulla capacità di agire della sola società direttamente partecipata e che
quindi fossero eludibili attraverso una società indirettamente partecipata: ne è stata,
pertanto, ritenuta l’operatività anche nei confronti di società di secondo grado (TAR Sicilia
n.2598/2009) e di terzo grado34 (Autorità vigilanza contratti pubblici n.135/2007 e
1n.28/2009, Consiglio di Stato n.4829/2008)35. Di recente, però, nel richiamare la
necessità che della norma in questione, dato il carattere eccezionale, si dia una stretta
interpretazione che non vada oltre i casi esplicitamente previsti (Consiglio di Stato n.
4346/2009), è stato sostenuto che “il richiamo del legislatore al capitale sociale ed alla
figura della costituzione e della partecipazione evoca la necessità che l'ente locale sia
socio, come tale titolare di una partecipazione al capitale sociale” (TAR Lazio n. 36/2010)
“è solo la specifica missione strumentale della società rispetto all’ente che l’ha costituita
ovvero la partecipa a giustificare il divieto legislativo di operare per altri soggetti pubblici
o privati, al fine di non godere della posizione privilegiata sul mercato, determinata
proprio dalla predetta strumentalità, ritenuta dal legislatore fonte di alterazione o di
distorsione della concorrenza e del mercato e di violazione del principio di parità degli
33
34
35
Si ricorda che l’art.13, commi 1 e 2, del d.l. 223/2006, così come successivamente integrato e modificato, così
recita: “1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli
operatori nel territorio nazionale, le società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle
amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti in
funzione della loro attività, con esclusione dei servizi pubblici locali e dei servizi di committenza o delle centrali di
committenza apprestati a livello regionale a supporto di enti senza scopo di lucro e di amministrazioni aggiudicatrici
di cui all'articolo 3, comma 25, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonché, nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di
funzioni amministrative di loro competenza, devono operare con gli enti costituenti o partecipanti o affidanti, non
possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, né in affidamento diretto nè con gara, e non
possono partecipare ad altre società o enti aventi sede nel territorio nazionale. Le società che svolgono l'attività di
intermediazione finanziaria prevista dal testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono
escluse dal divieto di partecipazione ad altre società o enti . 2. Le società di cui al comma 1 sono ad oggetto sociale
esclusivo e non possono agire in violazione delle regole di cui al comma 1.” L’art.48 della legge 23 luglio 2009, n.99
ha eliminato l’obbligo di operare “esclusivamente” con gli enti costituenti, partecipanti o affidanti ed ha introdotto
nella disposizione in argomento la limitazione al territorio nazionale dei vincoli previsti dall’art. 13. Pertanto, deve
ritenersi che le società destinatarie della norma possano acquisire ed esercitare una piena vocazione commerciale al
di fuori dei confini nazionali, non sussistendo il rischio di alterazioni concorrenziali correlato al particolare rapporto
con l’ente territoriale.
Con ciò intendendosi società che non costituite direttamente da amministrazioni pubbliche.
Invero, tale interpretazione non è unanimemente condivisa dalla giurisprudenza amministrativa (vedi in senso
contrario TAR Liguria n.39/2009), né appare coerente con il terzo comma dell’art. 13 in questione laddove viene
assicurata l’effettività del divieto anche attraverso la regolare cessione a terzi dell’attività non consentita ovvero lo
scorporo di essa, anche costituendo una separata società.
19
operatori” (Consiglio di Stato n. 1282/2010). Peraltro, il problema dell’applicazione della
norma alle società indirette si sarebbe posto soltanto in regime transitorio, visto
l’espresso divieto delle società strumentali di partecipare ad altre società od enti aventi
sede nel territorio nazionale.
Sotto il profilo oggettivo, la lacuna normativa relativa alla mancanza di
indicazioni precise circa i caratteri distintivi dell’attività strumentale, che avrebbe potuto
connotare la disposizione in argomento di basso contenuto imperativo, è stata colmata
dalla giurisprudenza amministrativa che ha affermato che possono definirsi strumentali
all’attività degli enti pubblici in funzione della loro attività, tutti quei beni e servizi erogati
da società a diretto ed immediato supporto di funzioni amministrative di natura
pubblicistica di cui resta titolare l’ente di riferimento e con i quali lo stesso ente provvede
al perseguimento dei propri fini istituzionali36. Le società strumentali sono, quindi,
strutture costituite per svolgere attività e servizi rivolti essenzialmente alla stazione
appaltante e non al pubblico, come invece quelle costituite per la gestione dei servizi
pubblici locali che mirano a soddisfare direttamente ed in via immediata esigenze
generali della collettività, anche se occasionalmente fruiti dall’ente locale (Consiglio di
Stato
n.1600/2008,
n.3766/2009,
TAR
Liguria
n.
3989/2009).
Particolarmente
interessante risulta l’apporto fornito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
nell’individuazione specifica di alcuni casi di servizio strumentale in sede di emanazione
del parere previsto nella versione originaria dell’art.23-bis del d.l.112/2008.37
Con riferimento alla produzione di beni o servizi strumentali all’attività dell’ente
locale o allo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative, è stata, pertanto,
creata in ambito nazionale la società partecipata c.d.“monocliente” ad oggetto sociale
esclusivo (concetto che, come si vedrà in seguito, il comma 9 dell’art.23-bis del
d.l.112/2008 ha ripreso, estendendolo sostanzialmente anche alle società che gestiscono
servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto o di procedure non ad evidenza
pubblica o in forma di società mista con affidamento diretto del servizio). La chiusura
totale nei confronti del mercato interno (non richiesta in termini così rigidi in sede
36
37
Con valenza meramente esemplificativa, si segnala l’elencazione dei “servizi a favore della Pubblica amministrazione”
rilevabile nel Rapporto sullo stato del processo di esternalizzazione elle funzioni e dei servizi nei Comuni, elaborato
da Extra-Ancitel: pulizie interne, manutenzione verde pubblico, illuminazione pubblica, manutenzione strade,
manutenzione edifici, progettazione lavori pubblici, direzione lavori pubblici, formazione del personale, edilizia
residenziale pubblica costruzione e gestione, servizio legale/contenzioso, vigilanza e sicurezza del patrimonio
comunale, gestione entrate tributarie, allestimento mostre e impianti di pubblico spettacolo, informatica,
riproduzione stampati, gestione sito web, progettazione urbanistica.
In particolare, è stato deliberato il non luogo a provvedere per la presenza di servizi strumentali all’amministrazione
non riconducibili alla categoria dei servizi pubblici locali di rilevanza economica in caso di ristrutturazione di aree
sportive, gestione e riscossione tariffe, organizzazione di attività e iniziative volte alla promozione e alla
valorizzazione delle risorse culturali ed economiche del territorio di riferimento, gestione del campo da golf di
proprietà comunale, gestione, valorizzazione e fruizione dell’area archeologica, gestione dell’ippodromo, gestione
dei locali della palestra di proprietà comunale, gestione del verde urbano.
20
comunitaria neanche con riferimento alle società in house38), se da un lato esclude che
operativamente entrino in gioco interessi concorrenziali, dall’altro crea non poche
difficoltà ad individuare la soglia della compatibilità tra questo modello “societario” e la
società di capitali di diritto comune. Appare, infatti, difficile conciliare quest’ultima,
tipicamente creata per l’esercizio di un’attività economica allo scopo di conseguire una
remunerazione del capitale investito per cui, quindi, l’apertura al mercato è condizione
ontologica, con un organismo societario strutturalmente chiuso agli utili e al mercato.
I.2
Art.1, commi 718 e ss. legge finanziaria 2007 e art.6, commi 5,
6 e 19, del d.l. 31 maggio 2010, n.78. Limiti remunerativi e
numerici ai consigli d’amministrazione. Limiti per le società in
perdita
Né d’altra parte aiuta a superare le difficoltà di collocazione sistematica di dette
società ritenere esse stesse ordinarie società di capitali in cui convivono la disciplina
pubblicistica,
che
regola
il
socio
pubblico,
e
quella
privatistica,
che
regola
il
funzionamento societario, e ciò in considerazione degli interventi normativi che hanno
inciso direttamente anche sul profilo funzionale. L’obiettivo del contenimento dei costi ha,
infatti, determinato il legislatore a dettare disposizioni destinate alle specifiche società a
partecipazione totale e mista di enti locali ed alle loro controllate39, disponendo limiti
precisi alla remunerabilità dell’incarico40, al compenso del presidente e dei componenti del
consiglio di amministrazione ed al numero complessivo di questi ultimi (art.1, comma
718 e ss. legge finanziaria per il 2007)41. Inoltre, con recentissima disposizione contenuta
nella manovra finanziaria per il 2010, riferita alla totalità delle pubbliche amministrazioni
(art.6, comma 6, del d.l. 31 maggio 2010), il compenso dei componenti del consiglio
d’amministrazione e del collegio sindacale delle società non quotate inserite nel conto
38
39
40
41
Invero, la chiusura al mercato è stata successivamente e nella sostanza estesa dalla normativa nazionale a seguito
della novella dell’art.23-bis del d.l. 112/2008, anche alle società in house, come meglio si vedrà più avanti.
Rispondendo a logiche non sempre immediatamente percepibili, regole parzialmente diverse sono dettate per le
società partecipate da amministrazioni statali, peraltro oggetto di recente revisione normativa come chiarito in nota
42.
È stato di recente riaffermato il divieto di remunerazione in caso di assunzione della carica di componente di
consiglio di amministrazione di società da parte di amministratore pubblico (Delibera Sez. reg. Emilia
Romagna n.25/2010).
È stata, invece, risolta positivamente la problematica inerente l’autonoma
remunerabilità dell’incarico di amministratore di società in house svolto da funzionario in servizio presso
l’ente costitutore in quanto, se l’incarico di amministratore di società partecipata che opera in house non
rientra fra gli ordinari compiti d’ufficio del soggetto che viene designato come amministratore, non vi sono
ragioni per escludere che l’assemblea possa attribuire uno specifico compenso anche all’amministratore che
sia funzionario dell’ente, tenuto conto, da un lato, che l’incarico deve essere autorizzato dall’ente e, dall’altro,
che l’attività di amministratore di società di capitali richiede l’utilizzo di energie specifiche che devono essere
remunerate ai sensi dell’art. 2389 c.c. (Delibera Sez. reg. Lombardia n.228/2010).
Il limite numerico previsto dal legislatore (comma 729) per i componenti dei consigli di amministrazione delle società
miste designati dai soci pubblici non si applica ai componenti designati dai soci subentranti, individuati a seguito di
gara ad evidenza pubblica per la scelta del socio privato, ancorché siano società partecipate interamente da enti
pubblici (Delibera Sez. reg. Lombardia n.20/2009).
21
economico consolidato della pubblica amministrazione e delle società non quotate
possedute in misura totalitaria dalle stesse amministrazioni è ridotto del 10%.
L’introduzione attraverso norme imperative di limiti precisi all’autonomia societaria ha
fatto sorgere la necessità di giungere ad un’interpretazione che facesse sistema con la
norma di matrice codicistica (art.2389 c.c.) la quale non prevede alcun limite ai compensi
in questione, mentre differenzia il compenso che può essere riconosciuto ai componenti
del Consiglio di amministrazione da quello che può essere attribuito agli amministratori ai
quali siano conferite particolari deleghe operative. La Corte dei conti è partita dalla
considerazione
che
il
legislatore
conserva
la
possibilità,
ove
ricorrano
esigenze
organizzative o di finanza pubblica, di introdurre deroghe e limitazioni ai poteri ed ai
diritti che la norma del diritto societario riconosce genericamente agli azionisti ed agli
amministratori di una particolare tipologia di società, quali sono quelle a partecipazione
pubblica locale, e nel rilevare l’intenzione del legislatore di differenziare la disciplina delle
società pubbliche statali da quelle locali42, ha adottato un’interpretazione restrittiva,
stabilendo che il limite onnicomprensivo previsto dal comma 725 includa tutte le forme di
retribuzione, compresa quella dell’amministratore delegato (Delibera Sez. reg. Lombardia
n.220/2008). E ciò, pur ritenendo coerente con la ratio della norma l’ipotesi di compensi
calcolati in osservanza dei suddetti limiti per tutti gli amministratori, inclusi quelle
investiti di particolari cariche, ma poi erogati, individualmente, in misura differenziata, sia
inferiore che superiore agli stessi limiti posti dalla legge (Delibera Sez. reg. Piemonte
n.29/2009), ferma restando la necessità che il compenso variabile, collegato alla
produzione di utili43, venga quantificato secondo le norme di legge.
Le problematiche correlate all’applicabilità in corso di mandato della disciplina
speciale finalizzata alla riduzione dei costi di funzionamento degli organi sociali delle
società controllate, direttamente o indirettamente da un singolo ente locale, a fronte
della regola codicistica che prevede la revocabilità in ogni tempo degli amministratori,
salvo il diritto al risarcimento se la revoca avviene senza giusta causa (art. 2383 c.c.)
sono state risolte dal legislatore il quale ha recentemente previsto (art.17, commi 22-bis
e 22-ter del d.l. 1 luglio 2009 n.78, convertito in legge 3 agosto 2009 n.102) che, in
detta fattispecie, la revoca anticipata degli organi amministrativi e di controllo e degli
organismi di vigilanza in carica può essere disposta a seguito di delibera assembleare
finalizzata al contenimento dei costi, senza che ciò integri gli estremi della giusta causa
42
43
Sullo specifico punto, il legislatore ha di recente previsto esplicitamente la delegabilità e la distinta remunerabilità delle
materie delegabili al presidente e all’amministratore delegato nelle società non quotate direttamente o indirettamente
controllate dallo Stato (art.19, comma 7 e ss. del d.l. 1 luglio 2009 n.78, convertito in legge 3 agosto 2009 n.102).
Sulle modalità di quantificazione del compenso aggiuntivo si è pronunciata la Sez. Lombardia con Delibera n.
334/2009.
22
ex art. 2383 c.c. e senza, quindi, dare luogo al risarcimento del danno E ciò, modificando
ope legis il diverso orientamento precedentemente espresso sul punto dalla Corte dei
conti nell’esercizio dell’attività consultiva (Delibera Sez. reg. Lombardia n.40/200844)
Un recentissimo intervento normativo (art.71 della legge 18 giugno 2009 n.69)
ha fornito l’interpretazione autentica di quanto previsto dal comma 734 dell’art.1 della
legge finanziaria 2007, stabilendo condizioni più flessibili che nel passato all’ineleggibilità
di amministratori di organismi partecipati, legata non più all’aver chiuso in perdita un
triennio consecutivo nel precedente quinquennio, bensì al progressivo peggioramento dei
conti registrato per tre esercizi consecutivi nei cinque anni precedenti, per ragioni riferibili
a non necessitate scelte gestionali. In tal modo, distinguendo tra scelte gestionali
discrezionali e attività in qualche modo condizionata dalla struttura stessa dei conti
aziendali, non si viene più ad attribuire valore negativo a ripetute chiusure in perdita per
importi comunque in riduzione nel tempo, mentre, diversamente, si riconoscono effetti
negativi a gestioni positive ma con margini di utile via via più esigui. Ma, al di là
dell’ineleggibilità degli amministratori di società partecipate, il legislatore è di recente
intervenuto normativamente nella specifica gestione delle società pubbliche, in termini
generali, manifestando un significativo e, sotto alcuni aspetti, inedito interesse per
l’efficientamento delle stesse. Ha, infatti, previsto, nell’art.6, comma 19 del d.l. 31
maggio
2010,
n.78,
il
divieto
per
le
amministrazioni
inserite
nell’elenco
delle
amministrazioni pubbliche redatto annualmente dall’ISTAT di effettuare aumenti di
capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né di rilasciare garanzie a favore
di società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi,
perdite di esercizio, ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripiano di
perdite anche infrannuali. Eccezioni sono previste in presenza delle situazioni di
particolare criticità previste dall’art.2447 c.c., di svolgimento di servizi di pubblico
interesse o di realizzazione di investimenti. Va rilevato che, al fine di salvaguardare la
continuità dei servizi di pubblico interesse, a fronte di grave pericolo per la sicurezza
pubblica si può procedere ad autorizzare gli interventi in questione, con decreto soggetto
a registrazione della Corte dei conti.
In sede regionale, la Corte dei conti ha acquisito notizie circa l’applicazione delle
disposizioni in argomento attraverso specifiche richieste contenute nei questionari ex
art.1, comma 166 e ss. della legge finanziaria per il 2006. In alcune Regioni si è dato atto
di una diffusa conformità a dette disposizioni (Toscana, Calabria), pur riscontrandosi
44
Con tale pronuncia la Sezione, con argomentazioni coerenti con la specifica disciplina prevista per le società pubbliche
statali (art.3, comma 13 legge finanziaria 2008), aveva ritenuto, invece, che la semplice riduzione della spesa della
società non potesse costituire di per sé una giusta causa di revoca anzi tempo degli amministratori ai sensi dell’art.
2383 c.c.
23
ipotesi di mancata applicazione in riferimento alle quali è stata raccomandata l’adozione
di tempestivi provvedimenti, a pena di accertamento delle relative responsabilità nelle
sedi competenti (Delibera Sez. reg. Toscana n.25/2009). La constatazione della mancata
attuazione della normativa in argomento ha determinato il richiamo all’obbligo dell’ente
locale ad esperire i necessari relativi controlli e l’invito al collegio dei revisori dei conti “a
una puntuale attuazione dei “Principi di revisione e comportamento dell’Organo di
revisione degli Enti Locali”, approvati dall’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti,
punto 5.8 in materia di Vigilanza sulle Istituzioni, Aziende, Consorzi e Società controllate,
anche con riferimento al disposto dell’articolo 239, lettera c, TUEL” (Delibera Sez. reg.
Emilia Romagna n.357/2009).
È stata, inoltre, rilevata la necessità di applicare le
disposizioni di riduzione del numero degli amministratori anche in caso di adozione del
sistema dualistico, trattandosi di limitazione numerica che opera congiuntamente in
relazione ai due organi (Delibera Sez. reg. n.Lombardia n.245/2009).
I.3
Art.3, commi 27 e ss. della legge finanziaria 2008. Rispetto
dell’inerenza alla missione istituzionale dell’ente e produzione
di servizi di interesse generale
La dichiarata e perdurante preoccupazione che lo schema societario possa
essere utilizzato per forzare le regole poste a tutela della concorrenza e del mercato,
nonché quella di evitare l’utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni dello
strumento imprenditoriale in settori estranei alle proprie missioni istituzionali, ha
determinato il legislatore ad emanare nel 2008 (e successivamente a modificare e
integrare) disposizioni ancora più incisive rispetto a quelle emanate nel 2006, perché di
portata generale in quanto vincolanti tutte le pubbliche amministrazioni ed aventi ad
oggetto la previsione di limiti Comuni alla costituzione di società ed all’assunzione di
partecipazioni.
Pur
agendo,
stavolta,
sulla
capacità
di
agire
delle
pubbliche
amministrazioni e non delle società partecipate, è indubbio che dalle norme in
argomento rimbalzino forti connotati di species sulla disciplina delle società pubbliche. In
particolare, con il comma 27 dell’art.3 della legge finanziaria 2008, il legislatore ha
circoscritto l’oggetto di tutte le società pubbliche direttamente partecipate alla missione
dell’ente, prevedendo la legittimità soltanto di quelle che producono beni e servizi
strettamente necessari al perseguimento delle finalità istituzionali, facendo sempre salva
la costituzione e l’assunzione di partecipazioni in società che producono servizi di
interesse generale e che forniscono servizi di committenza o di centrali di committenza a
livello regionale a supporto di enti senza scopo di lucro e di amministrazioni
aggiudicatrici ex art.3, comma 25, d.lgs. 166/2003, con il vincolo dei livelli di
24
competenza. Il comma 28 ha inoltre rimesso alla delibera dell’organo competente
l’autorizzazione all’assunzione e mantenimento delle partecipazioni, da motivarsi in
ordine alla sussistenza dei requisiti di legge e da inviare alla sezione competente della
Corte di conti, mentre il comma 29 ha previsto il termine di trentasei mesi (31 dicembre
2010) per la cessione a terzi delle società e delle partecipazioni vietate45.
Per quanto riguarda le società partecipate da enti locali, un primo ordine di
problemi di carattere sistematico e operativo attiene alla compatibilità del citato comma
27 con l’art.13 del d.l.223 del 2006 sopra commentato. La Corte dei conti non ha
riscontrato difficoltà applicative, tenuto conto che il citato art.13 riduce ex lege la
capacità di agire delle (sole) società strumentali partecipate dalle (sole) amministrazioni
regionali e locali vincolandone indefettibilmente la libera attività commerciale e assume,
quindi, effetti diretti sulle dinamiche societarie e sul loro ambito operativo. Il
sopravvenuto comma 27 adotta un approccio diverso e va oltre, ponendo limiti alla
capacità di agire di tutte le pubbliche amministrazioni, le quali possono costituire società
o assumere partecipazioni nelle sole società aventi lo specifico oggetto compiutamente
individuato dalla norma. Pertanto, pur inserendosi nel medesimo percorso finalizzato a
restringere il ricorso allo strumento societario entro limiti ed a condizioni chiaramente
definite,
le
norme
in
esame
prendono
evidentemente
a
riferimento
ambiti
soggettivamente ed oggettivamente distinti (Delibera Sez. reg. Veneto n.106/2009):
una collocazione sistematica delle due norme vedrebbe l’art.13 del d.l.223/2006 in
relazione di species a genus rispetto all’art.3, comma 27 della legge finanziaria 2008.
Sotto lo specifico profilo oggettivo, è emerso un secondo ordine di problemi
relativo all’opportunità di individuare categorie logiche cui riferire i concetti di beni e
servizi strettamente necessari alle finalità dell’ente ed i servizi di interesse generale,
tenuto conto che, almeno fino all’attuazione della specifica delega prevista dalla legge 5
maggio 2009, n.4246, mancano nell’ordinamento riferimenti chiari per la definizione delle
funzioni fondamentali degli enti locali, ai sensi dell’art.117, secondo comma, lett.P della
Costituzione. La Corte dei conti, con riferimento agli enti locali, richiamando il principio
45
46
Anche le norme in questione hanno superato il vaglio di legittimità costituzionale (sentenza Corte Costituzionale
148/2009), essendo riconducibili alla materia “tutela della concorrenza”. Si tratta, infatti, di norme dirette ad evitare
che soggetti dotati di privilegi svolgano attività economica al di fuori dei casi nei quali ciò è imprescindibile per il
perseguimento delle proprie finalità istituzionali, ovvero per la produzione di servizi di interesse generale (casi
compiutamente identificati dal citato art. 3, comma 27), al fine di eliminare eventuali distorsioni della concorrenza,
quindi sono preordinate a scongiurare una commistione che il legislatore statale ha reputato pregiudizievole della
concorrenza (sentenza n. 326 del 2008). Inoltre, esse mirano a realizzare detta finalità con modalità non
irragionevoli, siccome il divieto stabilito dalle disposizioni censurate e l’obbligo di dismettere le partecipazioni
possedute in violazione del medesimo non hanno carattere di generalità, ma riguardano esclusivamente i casi nei
quali non sussista una relazione necessaria tra società, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche, e
perseguimento delle finalità istituzionali.
Sul disegno di legge relativo all’individuazione delle funzioni fondamentali si veda il successivo capitolo dedicato al c.d.
Codice delle Autonomie
25
di sussidiarietà, ha affermato che il Consiglio comunale, cui compete l’adozione della
delibera di autorizzazione di cui al comma 28, nell’inquadrare in concreto all’interno di
una delle tipologie societarie ammesse le fattispecie esaminate, esercita quel ruolo,
tipicamente attribuito al Comune, di primario interprete dei bisogni della collettività
locale ed il correlato compito di valutarne le necessità e di soddisfarle, nell’ambito delle
compatibilità gestionali e finanziarie (Delibera Sez. reg. Veneto n.16/2010). Rientra,
quindi, nell’esclusiva competenza di detto organo verificare, caso per caso, quali finalità
il Comune intenda perseguire con quello specifico strumento societario e se queste sono
da considerarsi fra i compiti riservati ad esso dall’ordinamento, nonchè accertare se
l’oggetto societario in questione possa considerarsi prodromico in senso stretto alle
finalità istituzionali, anche alla luce del proprio statuto (Delibera Sez. reg. Piemonte
n.33/2008), dello statuto societario (Delibera Sez. reg. Puglia n.100/2009) e delle linee
programmatiche di mandato. Altre utili indicazioni possono derivare dal bilancio
dell’ente, e precisamente dalle funzioni, che individuano in modo articolato le spese in
relazione alla tipologia delle attività espletate, e dai servizi, che individuano le attività
che fanno capo alle varie compagini organizzative dell’ente (Delibera Sez. reg. Veneto
n.5/2009). In ogni caso, è da ritenere legittima la costituzione di società o l’assunzione
di partecipazioni societarie in mancanza delle quali il fine istituzionale dell’ente locale
non sarebbe in altro modo perseguibile, trattandosi di scelta residuale conseguente
all’acclarata e motivata mancanza di alternative (Delibera Sez. reg. Molise n.32/2009),
che non deve comportare momenti elusivi delle norme dettate in materia di finanza
pubblica e di attività contrattuale delle pubbliche amministrazioni (Delibera Sez. reg.
Lombardia n.187/2009). Recentissima è la definizione del controllo che la Corte dei conti
in sede regionale deve esercitare in merito alle delibere di cui sopra le quali soltanto da
epoca recente devono essere trasmesse alla sezione regionale competente della Corte
dei conti (art.19, comma 2 lett.a) del d.l. 78/2009). Si tratta di controllo ascrivibile alla
categoria del riesame di legalità e regolarità, dovendosi assumere a parametro dei criteri
individuati dal consiglio comunale nella delibera ricognitiva, i limiti normativi di settore
ed, in particolare, quelli delineati dall’art. 3, commi da 27 a 33, della legge 24 dicembre
2007 n.244 (Delibera Sez. reg. Lombardia 877/2009).
Qualora l’attività societaria non risulti prodromica alla realizzazione dell’attività
dell’ente, viene comunque ammesso l’utilizzo dello strumento societario qualora questo
produca servizi di interesse generale. La definizione di servizio di interesse generale
manca a livello normativo nazionale ma si riscontra, in ambito comunitario, nel Libro
bianco sui servizi di interesse generale adottato dalla Commissione europea nel 2003
(Com/2003/0270 def.) e ripreso nel 2004 (Com/2004/0374 def). In detta sede è
26
affermato che l'espressione "servizi di interesse generale" è derivata nella prassi
comunitaria dall'espressione "servizi di interesse economico generale" di cui costituisce
un ampliamento, riguardando sia i servizi di mercato che quelli non di mercato che le
autorità pubbliche considerano di interesse generale e assoggettano a specifici obblighi di
servizio pubblico47. Si tratta, pertanto, di servizi commerciali, servizi non commerciali e
funzioni, e quindi sia di attività che, in virtù di un criterio di interesse economico
generale, vengono offerte dalle grandi industrie di rete, quali energia, servizi postali,
trasporti, telecomunicazioni e sono, comunque, soggette ad obblighi di servizio pubblico
(Libro bianco citato, artt. 16 e 86 Trattato CE); e sia di attività di interesse generale non
economico aventi ad oggetto servizi sociali (es. sistemi scolastici, protezione sociale,
ecc.) e funzioni (giustizia, sicurezza, ecc.), rilevanti all’interno dei vari livelli di
competenza48 (Delibera Sez. reg. Veneto n.106/2009). La genericità delle definizioni
dimostra come la Commissione non ritenga percorribile la strada dell’enucleazione dei
servizi di interesse generale, tenuto conto che la distinzione fra attività economiche e non
economiche ha carattere dinamico ed evolutivo ed appare addirittura superflua per un
crescente numero di situazioni in cui possono coesistere servizi di natura economica e
non economica (Relazione al Consiglio europeo di Laeken del 2001): è l’offerta di beni e
servizi su un certo mercato che, in termini generali, consente di connotare un’attività
come economica, come si tornerà a ribadire in riferimento all’art.23-bis del d.l.112/2008.
Sotto lo specifico profilo del contenimento dei costi derivanti dalla scelta di costituire
società o enti o assumere partecipazioni in società o altri organismi, va rilevato l’obbligo delle
amministrazioni, previsto dal comma 30 dell’art.3 citato, di adottare, una volta scelto di
costituire società o assumere partecipazioni, provvedimenti di trasferimento delle risorse
umane, strumentali e finanziarie in misura adeguata alle funzioni esercitate attraverso gli
organismi costituiti o partecipati, e di provvedere contestualmente alla corrispondente
riduzione della dotazione organica, con attivazione della procedura per la dichiarazione
dell’eccedenza di personale49 (nonché alla riduzione degli stanziamenti in bilancio e del fondo
47
48
49
È sempre il Libro bianco che ne fornisce la nozione stabilendo che l'espressione "obblighi di servizio pubblico" si
riferisce a requisiti specifici imposti dalle autorità pubbliche al fornitore del servizio per garantire il conseguimento di
alcuni obiettivi di interesse pubblico, ad esempio in materia di trasporti aerei, ferroviari e stradali e di energia. Tali
obblighi possono essere imposti sia a livello comunitario che nazionale o regionale.
Specifica la Commissione che i servizi di interesse generale e di interesse economico generale non vanno confusi con il
termine servizio pubblico, che ha contorni meno netti e può avere significati diversi, ingenerando quindi confusione.
In alcuni casi, si riferisce al fatto che un servizio è offerto alla collettività, in altri che ad un servizio è stato attribuito
un ruolo specifico nell'interesse pubblico e in altri ancora si riferisce alla proprietà o allo status dell'ente che presta il
servizio
La previsione è inserita nel ddl. 3 marzo 2010 n. 1167B recante “Deleghe al Governo in materia di lavori
usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi
per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il
lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro” il cui art.13, comma 1,
prevede, tra l’altro, che in caso di esternalizzazione di attività e di servizi, si applicano al personale ivi adibito,
in caso di esubero, le disposizioni dell’articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, concernente
27
per la contrattazione integrativa). Il pregio della disposizione, che applicandosi a tutti gli
organismi partecipati assume una valenza determinante nei confronti del complessivo
processo di esternalizzazione50, risiede senz’altro nel rendere trasparente e certa la
consistenza di detti trasferimenti, che vanno asseverati dagli organi di controllo interno,
tenuti a relazionare in merito al Dipartimento della Funzione pubblica ed alla Ragioneria
generale dello Stato, ed a segnalare eventuali inadempimenti alle sezioni competenti della
Corte dei conti. Il collegamento tra ente costitutore ed organismo partecipato va a riflettersi
in via immediata sull’organizzazione, sul patrimonio e sulle risorse finanziarie dell'ente e deve
trovare adeguata rappresentazione nei documenti di bilancio, per impedire, così, manovre
elusive delle norme di finanza pubblica eventualmente sottostanti la scelta di utilizzare lo
strumento societario (Delibera Sez. reg. Lombardia n.187/2009).
Ma, per altro verso, il citato comma 30 coinvolge gli organi di controllo interno anche
nell’analisi economico-finanziaria del business plan e, più in generale, del piano industriale
dell’organismo costituito o partecipato, operazione necessaria da cui trarre gli elementi
sufficienti a quantificarne il fabbisogno “in misura adeguata”. E ciò dovrebbe da un lato
contribuire a dare la piena consapevolezza all’amministrazione degli oneri correlati
all’esternalizzazione del servizio (la cui errata quantificazione gravemente colposa, con
conseguente sottocapitalizzazione della società, potrebbe essere valutata quale autonoma
fonte di responsabilità per l’amministrazione51), e dall’altro indurre le necessarie valutazioni
circa l’efficacia e l’efficienza della scelta gestoria (qualità e dimensioni del servizio, costi
diretti e indiretti, modalità di controllo, grado di soddisfazione dell’utenza, tecniche di
accountability) anche in relazione alle caratteristiche della struttura aziendale del soggetto
affidatario52, a garanzia del buon andamento dell’ente.
50
51
52
la procedura di dichiarazione di eccedenza, prodromica, ove inefficace il ricollocamento in mobilità, alla messa
in disponibilità del personale.
Anche la determinazione di costituire un’azienda speciale deve trovare riscontro in un piano economicofinanziario definito dall’ente costitutore ai sensi dell’art.3, comma 30 legge finanziaria 2008, da cui devono
emergere le risorse umane, strumentali e finanziarie alla gestione dei servizi in termini di efficacia, efficienza
ed economicità (Delibera Sez. Lombardia n.640/2009)
In proposito ha affermato la Corte dei conti: “In primo luogo la delibera del Consiglio comunale dell’ente
(unico organo a ciò competente) deve dare dimostrazione della convenienza, sotto il profilo economicogiuridico anche della esternalizzazione in forma societaria, del servizio nonché della sufficienza delle risorse
trasferite. In quest’ottica è opportuno richiamare l’art. 3, comma 30, della legge finanziaria 2008. La norma
è particolarmente impegnativa: l’accertata insufficienza delle risorse trasferite in relazione alla funzione da
esercitare specialmente se in limiti temporali brevi potrebbe dar luogo anche a responsabilità degli
amministratori sotto il profilo del danno derivante all’ente per l’impiego delle risorse necessarie a ripianare i
disavanzi dell’organismo partecipato, ove il fatto sia stato causato da una analisi gravemente carente delle
necessità dell’organismo ed ancor più ove sia stato finalizzato a mantenere risorse finanziarie e/o personale
presso l’ente. Si tratta, in ogni caso, di regole intese ad assicurare l’efficacia del servizio reso e l’economicità
complessiva della struttura organizzativa dell’ente” (Delibera Sez. reg. Lombardia n.85/2008).
In tutti i sistemi di amministrazione e controllo, l’adeguatezza degli assetti strutturali (organizzativi, amministrativi e di
controllo) costituisce il principale criterio di valutazione. L’insindacabilità del merito delle scelte gestorie (“business
judgement rule”) da parte del giudice investito dell’esame di un’azione sociale di responsabilità inizia quando sia
acclarabile la predisposizione di assetti strutturali adeguati alla natura e alle dimensione dell’impresa.
28
Numerosi sono gli effetti del comma 27 e ss. non considerati dal legislatore sui
quali la Corte si è comunque pronunciata. Ad esempio, non appaiono definiti, in termini
generali, gli effetti degli atti costitutivi di una società creata senza seguire l’iter
procedimentale indicato dalla legge o il cui statuto non sia conforme alla disciplina
dettata53. Neppure sono stati previsti gli effetti delle dismissioni delle società non
conformi con la disciplina normativa a cui consegua la riassunzione della gestione diretta
del servizio54. Al riguardo, particolarmente rilevanti appaiono le ricadute sulla sorte del
personale
alle
dipendenze
della
società
liquidata,
suscettibili
di
essere
risolte
diversamente a seconda che si tratti di unità originariamente dipendenti dall’ente locale o
assunte direttamente dalla società ovvero trasferite alla società con obbligo di
retrocessione in caso di dismissione o messa in liquidazione della società55.
La Corte dei conti ha acquisito notizie circa l’attuazione delle disposizioni
contenute nell’art.3, commi 27 e ss, della legge finanziaria per il 2008, fin dai questionari
ex art.1, commi 166 e ss. della legge finanziaria 2006 relativi al rendiconto 2007. Ferma
restando la non intervenuta scadenza del termine (originariamente fissato in giugno
2009), è stato, comunque, ritenuto opportuno che gli enti locali, già a partire dalle
attività di approvazione del rendiconto 2007, iniziassero a porre in essere le necessarie
azioni prodromiche ad una conoscenza più approfondita delle partecipazioni in essere,
onde adottare le scelte più trasparenti e consapevoli in ordine alla dismissione delle
partecipazioni non coerenti con le disposizioni dettate dalla legge in questione (Delibera
Sez. reg. Umbria n.9/2009). Di fatto, è stata rilevata attività di scarso rilievo in ordine
all’attuazione
delle
disposizioni
in
esame,
e
diffusi
sono
stati
i
richiami
e
le
raccomandazioni a tal fine (Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Umbria, Molise, ecc.), in
qualche caso anche oggetto di pronunce specifiche (Delibera Sez. reg. Molise n.28/2009).
Si è dato anche atto dell’intervenuta adozione di provvedimenti di ricognizione, che non
hanno dato luogo ad alcuna dismissione (Delibera Sez. reg. Molise n. 13/2009, Sez. reg.
Umbria n.13/2009), così come sono state rilevate applicazioni irrazionali della normativa
in argomento, in caso di affidamento di nuove attività a società costantemente in perdita
53
54
55
È stata al riguardo evidenziata, tra l’altro, l’opportunità di accertare in sede di procedimento per l’acquisto della
personalità giuridica, l’uso strumentale di associazioni, fondazioni o altre istituzioni per la gestione di servizi pubblici
di rilevanza economica (Delibera Sez. Lombardia n.270/2008)
Non deve, ovviamente, trattarsi di servizio pubblico locale, la cui gestione deve essere conforme all’art.23-bis del d.l.
112/2008 e, quindi, non può essere diretta. (TAR Emilia Romagna n.460/2010).
Sulla base di considerazioni non unanimemente condivise a livello regionale, è stata sostenuta la sussistenza
dell’obbligo di reinserimento del personale da parte dell’ente locale, originariamente trasferito alla società, a condizione
che tale obbligo sia previsto a norma di regolamento di servizio o di statuto o di protocollo d’intesa con le
organizzazioni sindacali. Altrimenti, il personale può essere reinserito soltanto ove sia stato assunto originariamente
dall’ente locale a seguito di procedura concorsuale. Il trattamento retributivo sarà quello previsto dal CCNL dell’ente
locale di destinazione, con applicazione del divieto di reformatio in pejus. Non rientrano, invece, nella disciplina della
mobilità collettiva obbligata ex art. 2112 c.c. i dipendenti assunti direttamente dalla società partecipata (Delibera Sez.
Lombardia 68/2008 e 987/2009).
29
e scarsamente operativa (Delibera Sez. reg. Molise n.12/2009). Dubbi in ordine alla
legittimità del mantenimento di partecipazioni societarie sono stati formulati con
riferimento a società avente ad oggetto l’analisi complessiva delle società partecipate
dall’ente con lo scopo di studiarne l’organizzazione e le prospettive di rilancio (Delibera
Sez. reg. Campania n.8/2009). Forti perplessità sono state espresse in merito alla totale
mancanza di motivazioni circa la persistenza delle condizioni richieste dalla legge, in
ipotesi di trasformazione di s.p.a. in s.r.l., non operativa, sottocapitalizzata e del tutto
inidonea a realizzare le attività statutarie (Delibera Sez. reg. Lombardia n.245/2009).
I.4
Art.23-bis del d.l. del 25 giugno 2008, n.112, convertito in
legge 6 agosto 2008, n.133. Servizi pubblici di rilevanza
economica
Ulteriormente aggravata è la sequenza procedimentale prevista nel comma
quarto dell’art.23-bis del d.l.25 giugno 2008, n.112, come novellato dall’art.15 del d.l. 25
settembre 2009, n.135, convertito in legge 20 novembre 2009, n.166, nel caso in cui
l’ente locale scelga di affidare il servizio pubblico locale a rilevanza economica a società
avente i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione in house.56
La disciplina dell’affidamento e gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza
economica, così come riscritta dall’art.23-bis57 citato, prescinde dall’individuazione degli
elementi distintivi di tale categoria di servizi, rimettendone l’onere all’interprete58. Un
primo criterio classificatorio è stato, invero, individuato dalla Corte Costituzionale
nell’esistenza di un mercato concorrenziale di riferimento59, desumibile da indici già
individuati a livello comunitario, rappresentati dall’esistenza di rischi connessi all’attività
da esercitare, dallo scopo lucrativo in capo al gestore, dalla tendenziale copertura dei
56
57
58
59
Per una specifica analisi dei requisiti per l’affidamento “in house” si veda la Relazione del 2008. Si aggiunge soltanto,
un recente e fondamentale approdo giurisprudenziale relativo all’ammissibilità del controllo analogo anche in presenza
di controllo congiunto esercitato a maggioranza da più autorità pubbliche associate e detentrici di una società
concessionaria comune. Necessario è che il controllo sia effettivo, non necessario è che sia individuale (Sentenza Corte
di Giustizia 324C07 del 13 novembre 2008).
Si ricorda che l’attuale disciplina sostituisce, nei limiti dell’incompatibilità, l’art.113 del TUEL sulle cui problematiche
vicende genetiche ci si è soffermati nella precedente Relazione di cui alla citata Delibera 13/2008.
Diversamente, il genus di appartenenza, cioè i servizi pubblici locali, è contenuto in una precisa disposizione
normativa (art.112 TUEL) che ne individua l’oggetto nella produzione di beni ed attività rivolte a realizzare
fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle Comunità locali. La genericità della definizione
non solo ha lasciato tutto lo spazio necessario alle normative di settore ma non offre il fianco ad alcuna
limitazione pregiudiziale per quanto riguarda i soggetti giuridici potenzialmente idonei alla fornitura degli
stessi servizi pubblici locali che possono, pertanto, essere sia di diritto pubblico che di diritto comune.
Com’è noto, la Corte Costituzionale con sentenza 272 del 2004 ha espunto dall’ordinamento l’art.113bis del TUEL
recante la disciplina per la gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica, dichiarato incostituzionale in
quanto la mancanza nella fattispecie di un mercato concorrenziale di riferimento impedisce di ricondurre la materia
alla tutela della concorrenza e quindi alla competenza esclusiva dello Stato.
30
costi attraverso i ricavi, dal finanziamento prevalentemente pubblico60. E seppure alcuni
servizi “sociali” siano destinati a soggetti “deboli” e quindi senza corrispettivo, è
all’interesse economico globalmente perseguito a livello societario che bisogna far
riferimento per l’individuazione o meno della rilevanza economica (Consiglio di Stato
n.5072/2006). Ha affermato al riguardo la Corte dei conti che “Ciò che qualifica
un’attività come economica non è solo il fine produttivo cui essa è indirizzata, ma anche il
metodo con cui è svolta. … l’attività produttiva può dirsi condotta con metodo economico
quando le entrate percepite per l’attività sono tese a rimunerare i fattori produttivi
utilizzati, consentendo nel lungo periodo la copertura dei costi con i ricavi. Non può
invece qualificarsi come “attività economica” la produzione, sia da parte di un soggetto
pubblico che di un soggetto privato, di beni o servizi erogati gratuitamente o a prezzo
politico, ciò che fa oggettivamente escludere la possibilità di coprire i costi con i ricavi.”
(Delibera Sez. reg. Lombardia n.195/2009). Il servizio pubblico a carattere commerciale
non si caratterizza, quindi, per l’oggetto bensì per il requisito di economicità, dovendosi
assicurare, come prevede l’art.2082 c.c., almeno l’equilibrio tendenziale dei costi e dei
ricavi. Nel servizio pubblico privo della rilevanza economica l’equilibrio è, invece,
assicurato dalla fiscalità generale o, comunque, dagli ordinari mezzi di bilancio. In ogni
caso, il servizio pubblico privo di rilevanza economica si configura quando la natura
stessa del servizio od i vincoli a cui esso è sottoposta la gestione non rendano
configurabile l’ esistenza di un mercato concorrenziale (Delibera Sez. reg. Veneto
n.16/2010).
Quindi, posto che l’elemento distintivo della rilevanza economica del servizio
pubblico è l’esistenza di un mercato concorrenziale di riferimento, appare non proprio
semplice individuare in concreto quelle situazioni, senz’altro eccezionali, che “a causa di
peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto
territoriale di riferimento non permettono un efficace e utile ricorso al mercato” e che,
quindi, ai sensi del comma 3, in deroga alle modalità di affidamento ordinario,
consentano l’affidamento di un servizio pubblico a rilevanza economica a favore di società
che abbiano i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per l’affidamento “in house”.
60
Afferma la giurisprudenza amministrativa che “La distinzione tra servizi di rilevanza economica e servizi privi di tale
rilevanza è legata all’impatto che l’attività può avere sull’assetto della concorrenza ed ai suoi caratteri di redditività; di
modo che deve ritenersi di rilevanza economica il servizio che si innesta in un settore per il quale esiste, quantomeno
in potenza, una redditività, e quindi una competizione sul mercato e ciò ancorché siano previste forme di
finanziamento pubblico, più o meno ampie, dell’attività in questione; può invece considerarsi privo di rilevanza quello
che, per sua natura o per i vincoli ai quali è sottoposta la relativa gestione, non dà luogo ad alcuna competizione e
quindi appare irrilevante ai fini della concorrenza. In altri termini, laddove il settore di attività è economicamente
competitivo e la libertà di iniziativa economica appaia in grado di conseguire anche gli obiettivi di interesse pubblico
sottesi alla disciplina del settore, al servizio dovrà riconoscersi rilevanza economica, ai sensi dell’art. 113 del D.Lgs.
n°267/2000, mentre, in via residuale, il servizio potrà qualificarsi come privo di rilevanza economica laddove non sia
possibile riscontrare i caratteri che connotano l’altra categoria” (TAR Sardegna n.1729/2005).
31
E ciò, oltre che logico, appare di fatto dimostrato dalla considerazione che l’Autorità
garante della concorrenza e del mercato dall’entrata in vigore dell’art.23bis in questione
fino alla recente modifica61, ha espresso soltanto pareri negativi circa la sussistenza dei
requisiti
richiesti
per
l’affidamento
diretto62,
con
qualche
eccezione,
motivata
dall’impossibilità di incidere in misura apprezzabile sulle condizioni concorrenziali del
mercato interessato, in ragione della ridotta dimensione in termini di popolazione
interessata e dell’esiguo valore del servizio63. E sarà in linea di massima soltanto il
marginale valore economico del servizio a renderlo non appetibile sul mercato e quindi,
senza percorrere la via della gara, affidabile in house ed a consentire, anche, che il
parere dell’Autorità, in tali casi, non debba essere reso64. Di detto parere, ora, il
legislatore ha chiarito il carattere preventivo, oltre che obbligatorio, confermandone
invece il carattere non vincolante, ferma restando, si ritiene, la necessità per l’ente di
motivare dettagliatamente un’eventuale scelta difforme, al fine di ridurre al minimo il
rischio che deroghe eccezionali diventino la regola.
Con il novellato art.23-bis, l’affidamento diretto a società esplicitamente
qualificate come “in house” risulta la sola eccezione alle forme ordinarie di affidamento
previste nel comma 2 rappresentate, oltre che da quella (lett.a), già prevista, a favore di
imprenditori
61
62
63
64
65
o
società
mediante
procedure
competitive
ad
evidenza
pubblica65,
Modifica che, peraltro, è intervenuta anche per definire i caratteri propri del parere dell’Antitrust, stabilendo che si
tratta di un parere preventivo da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della relazione dell’ente locale e che si
intende reso favorevolmente, alla scadenza del predetto termine. È, inoltre, affidata al potere regolamentare del
Governo la definizione delle soglie di valore oltre le quali assume rilevanza l’emanazione del parere in questione.
Riguardo a quest’ultimo profilo, è auspicabile che la soglia che verrà individuata non sia tale da ridurre eccessivamente
l’ambito di operatività dell’attività dell’Autorità, i cui pareri hanno finora fornito un contributo importante alla corretta
applicazione dei principi affermati dall’art.23-bis. Vanno in merito evidenziati i pareri di non luogo a provvedere in
presenza di servizi strumentali, di non affidabilità in house di pluralità di servizi pubblici, di non obbligo a provvedere in
presenza di società mista.
Ampia è la nozione di SPL a rilevanza economica adottata dall’Antitrust che, nella propria delibera del 16 ottobre 2008,
ha escluso soltanto i servizi sociali privi del carattere imprenditoriale.
Si tratta del parere del 10/9/2009 richiesto dal Comune di Porto San Giorgio, relativo all’affidamento diretto del
servizio di assistenti scuolabus.
Sarà il regolamento di cui al comma 10 a definire le soglie oltre le quali gli affidamenti di servizi assumono
rilevanza ai fini dell’espressione del parere in questione. In effetti, lo schema del regolamento di attuazione
dell’art.23-bis prevede, quale soglia, il valore economico del servizio di 200.000,00 euro, ovvero, anche a
prescindere da tale valore, la presenza di una popolazione superiore a 50.000 unità. A tale previsione, il
parere del Consiglio di Stato n.2415 del 24 maggio 2010 ha collegato effetti irrazionali in quanto da un lato
sarebbero assoggettati al parere affidamenti di servizi di modesto valore nei Comuni con popolazione
superiore a 50.000 abitanti, producendo un inutile sovraccarico dell’attività dell’Antitrust, dall’altro vi sarebbe
sottratta la maggior parte dei servizi locali affidati da Comuni di piccole e medie dimensioni, contrastando con
la funzione del parere che è di garantire l’eccezionalità dell’affidamento. Pertanto, l’indicazione del Consiglio
di Stato è nel senso di prevedere l’obbligo del parere se il valore economico complessivo del servizio superi la
soglia dei 200.000 euro, qualora la popolazione interessata superi le 50.000 unità, ovvero la soglia di 50.000
euro, qualora la popolazione interessata non superi le 50.000 unità.
Lo schema di regolamento ex art.23-bis si occupa, nell’art.2, delle misure di liberalizzazione relative ai servizi
pubblici locali, demandando agli enti locali la verifica circa la possibilità di aprire alla concorrenza, limitando
l’attribuzione dei diritti di esclusiva. Il punto è stato oggetto di critica da parte del Consiglio di Stato il quale,
nel già citato parere 2415 del 24 maggio 2010, ha rilevato la necessità di individuare, con riferimento al
regime di esclusiva, criteri puntuali e definiti. La proposta del Consiglio è, pertanto, nel senso di prevedere
l’attribuzione di diritti di esclusiva limitatamente ai casi in cui, in base ad un’analisi di mercato, la libera
iniziativa economica privata non risulti idonea, secondo criteri di proporzionalità, sussidiarietà orizzontale ed
32
dall’affidamento (lett.b) a “società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione
che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica,
nel rispetto dei principi di cui alla lettera a), le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso,
la qualità di socio e l'attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla gestione del
servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento”.
L’intervento normativo è apparso quanto mai opportuno stante la precedente mancanza
di chiarezza al riguardo, determinata non solo dal fatto che l’originaria versione
dell’art.23-bis aveva totalmente mancato di prevedere espressamente l’ipotesi di
affidamento a società mista66, ma che nemmeno la giurisprudenza amministrativa (non
considerando la Comunicazione della Commissione europea del 5 febbraio 2008, peraltro
non
vincolante), chiamata
a
pronunciarsi
su
precedenti
manifeste difformità
di
orientamento, aveva preso una posizione certa in ordine alle modalità di affidamento a
società mista (Cons. Stato. Ad. Plenaria n.1/2008). L’attuale novella normativa si colloca,
adesso, in posizione di sostanziale coerenza sia con l’orientamento espresso dalla
Commissione europea nella Comunicazione citata del 2008 che con la giurisprudenza
comunitaria, intervenuta in epoca successiva67. Invero, l’attuale disciplina nazionale ha
esplicitato soltanto alcuni principi affermati in sede comunitaria68, connotando invece la
società mista di alcune peculiarità. La prima attiene alla previsione che al socio privato
vengano attribuiti “specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio” in luogo
dell’attribuzione dell’universalità dei compiti prevista in sede comunitaria. In effetti, come
peraltro affermato anche dalla giurisprudenza amministrativa, la previsione di un’unica
gara sia per la scelta del socio che per l’affidamento del servizio avrebbe dovuto rendere
66
67
68
efficienza, a garantire un servizio rispondente ai bisogni della collettività, liberalizzando in tutti gli altri casi le
attività economiche compatibilmente con le caratteristiche di universalità ed accessibilità del servizio.
Creando notevoli difficoltà di individuazione delle modalità di affidamento (se con doppia o unica gara), nonché,
percorsa la via della gara unica, di identificazione e collocazione sistematica di tale forma di affidamento: se tra le
procedure ad evidenza pubblica, facendo prevalere le modalità di scelta del socio privato, oppure tra gli affidamenti
diretti, facendo prevalere la modalità di affidamento del servizio
Afferma la Corte di Giustizia nella sentenza 196 del 15 ottobre 2009 che “l’attribuzione di un appalto pubblico ad una
società mista pubblico-privata senza indizione di gara pregiudicherebbe l’obiettivo di una concorrenza libera e non
falsata ed il principio della parità di trattamento, nella misura in cui una procedura siffatta offrisse ad un’impresa
privata presente nel capitale di detta società un vantaggio rispetto ai suoi concorrenti… Tuttavia, introdurre una doppia
gara sarebbe difficilmente compatibile con l’economia delle procedure cui si ispirano i partenariati pubblico-privati
istituzionalizzati, come quello su cui verte la causa principale, poiché l’istituzione di questi organismi riunisce in uno
stesso atto la scelta di un socio economico privato e l’aggiudicazione della concessione alla società a capitale misto da
istituire a tale esclusivo scopo…. Il ricorso, in tale situazione, a una duplice procedura, in primo luogo, per la selezione
del socio privato della società a capitale misto e, in secondo luogo, per l’aggiudicazione della concessione a detta
società sarebbe tale da disincentivare gli enti privati e le autorità pubbliche dalla costituzione di partenariati pubblicoprivati istituzionalizzati, come quelli di cui trattasi nella causa principale, a motivo della durata inerente alla
realizzazione di siffatte gare e dell’incertezza giuridica per quanto attiene all’aggiudicazione della concessione al socio
privato previamente selezionato”
In particolare, la Corte di Giustizia ha rilevato la necessità che: 1) il socio privato sia selezionato mediante una
procedura ad evidenza pubblica, previa verifica dei requisiti finanziari, tecnici, operativi e di gestione riferiti al servizio
da svolgere e delle caratteristiche dell’offerta in considerazione delle prestazioni da fornire; 2) che la società sia
costituita specificamente al fine della fornitura di detto servizio; 3) che abbia oggetto sociale esclusivo; 4) che
l’oggetto sociale rimanga lo stesso per l’intera durata del contratto; 5) che qualsiasi modifica del contenuto del
contratto intervenuta medio tempore determini l’obbligo di indire una gara.
33
conseguente l’affidamento della generalità dei compiti operativi al soggetto selezionato
con gara, nei confronti del quale devono essere state previamente e positivamente
esperite tutte le necessarie verifiche del possesso dei requisiti di capacità industriale e
operativa. Il socio privato è proprietario di una partecipazione non inferiore al 40% (ed è
l’altra peculiarità della disciplina italiana) e, anche se può non essere socio di
maggioranza, è detentore di una partecipazione di controllo e senz’altro rilevante. Non
avrebbe dovuto, pertanto, richiedersi che fosse soltanto portatore di specifico know how
tecnico, ma avrebbe dovuto essere prevista l’esigibilità (soprattutto in sede di controllo)
della generalità delle capacità finanziarie, industriali e operative necessarie per una
gestione efficace ed efficiente della società costituita69.
La disciplina nazionale caratterizza la società mista70 con il divieto sia di acquisire
la gestione di servizi ulteriori che di svolgere attività “extraterritoriale”, cioè in ambiti
territoriali diversi da quelli di riferimento del socio pubblico oltre che a favore di altri enti
pubblici o privati (art.23-bis comma 9). In tal modo il legislatore, in termini ancora più
rigorosi che non per le società strumentali ex art.13 del d.l.223/200671, ha creato
soggetti economici esclusi dal mercato, non tanto e non solo per ragioni riconducibili alla
tutela della concorrenza, quanto piuttosto perché affidatari di uno specifico servizio svolto
a favore di ben determinati enti, il quale soltanto possono svolgere72.
In conclusione, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a
rilevanza economica può essere effettuato soltanto ai sensi dell’art.23-bis, che ha
evidentemente abrogato quanto al riguardo previsto dall’art.113 del TUEL: è pertanto da
considerarsi illegittima, anche ai sensi della nuova disciplina, la gestione diretta di un
servizio pubblico locale da parte dell’ente locale (TAR Emilia Romagna 460/2010). Va
soltanto aggiunto che, poiché la gestione di un servizio pubblico locale a rilevanza
economica può essere effettuata soltanto mediante affidamento a soggetto terzo e nei
limiti di quanto previsto dall’art.3, comma 27 e ss. della legge finanziaria 2008, tra i
requisiti che connotano il servizio pubblico a rilevanza economica va senz’altro
annoverata anche la rispondenza all’interesse generale, come sopra definita.
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71
72
Nella bozza di regolamento ex comma 10 dell’art.23-bis è previsto l’obbligo per il socio privato di svolgere gli specifici
compiti operati per l’intera durata del servizio, a pena di revoca dell’affidamento.
Oltre che le società affidatarie dirette (quindi tutte le società in house) ed i soggetti a cui è affidata la gestione delle
reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali qualora separata dall’attività di erogazione dei
servizi.
I divieti, stavolta, si applicano espressamente anche alle società di secondo e terzo livello, anche non appartenenti a
Stati membri dell’Unione europea, operanti anche all’estero. In verità, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici si è
pronunciata negativamente in merito all’applicabilità dei divieti ex comma 9 a società partecipata di terzo livello
controllata da società quotata in borsa (Parere 128/2009)
In effetti, il divieto di extraterritorialità risulta notevolmente limitato nei confronti delle società affidatarie dirette le
quali possono partecipare su tutto il territorio nazionale alla prima gara successiva alla cessazione del servizio, avente
ad oggetto i servizi da esse forniti.
34
Con la recente novella, il legislatore ha previsto una più articolata disciplina
transitoria, introdotta direttamente dal comma 8 e non più rinviata al regolamento di cui
al comma 10. La disciplina prevede la cessazione a varie scadenze delle diverse forme di
affidamento non conformi, cessazione che va considerata obbligatoria e che non consente
alcun tipo di proroga del precedente affidamento, anche se effettuato con gara73.
La novella normativa si caratterizza anche per l’espressa previsione di settori
esclusi. Ciò, se da un lato ha fatto chiarezza in merito alle normative di settore che
sopravvivono all’attuale riforma, dall’altro ha creato perplessità in ordine alle ragioni che
sottendono l’esclusione di specifici settori (es. farmacie comunali74) e la conseguente
automatica inclusione di altri, senza distinguo o eccezioni di sorta (es. settore idrico75).
In particolare, l’inclusione nel regime liberalizzato, con l’apertura al capitale
privato del settore idrico (in alcune realtà regionali, peraltro, già avvenuto) ha generato
preoccupazioni soprattutto sotto il profilo della garanzia dell’uniformità tariffaria, sia
metodologica che sostanziale, sul territorio nazionale76. Al riguardo, va sottolineato
quanto recentemente ritenuto dalla Corte Costituzionale (sentenza n.29/2010) in merito
alla differenziazione tariffaria conseguente all’individuazione da parte di legge regionale
di specifiche componenti di costo della tariffa idrica. In sintesi la Corte, nel dichiarare
l’illegittimità costituzionale di una norma regionale che poneva a carico della tariffa idrica
il costo di funzionamento di una struttura di gestione, ha affermato che la determinazione
della tariffa relativa ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell’acqua è ascrivibile alla
materia della tutela dell’ambiente e a quella della tutela della concorrenza, ambedue di
competenza legislativa esclusiva dello Stato77. Una specifica componente di costo
differenzia la tariffa del servizio idrico influendo potenzialmente sulla domanda del
servizio stesso, cosí da porla in contrasto con il parametro normativo interposto e con la
73
74
75
76
77
Vedasi, al riguardo, la sentenza 850 del 16 febbraio 2010 con la quale il Consiglio di Stato ha affermato che la proroga
di precedenti affidamenti effettuati con gara, non prevista ab origine e comunque oltre i limiti consentiti, è da
considerarsi illegittima ai sensi dell’art.23bis in quanto affidamento senza gara.
Rilevate autonomamente nella successiva sezione dedicata all’analisi dei dati.
Peraltro, la previsione da parte di disposizione regionale precedente alla riforma operata attraverso l’art.23bis in
commento, di affidamento mediante gara pubblica come unica forma di affidamento del servizio di erogazione idrica,
quando la legislazione statale prevedeva anche forme diverse (art.113 TUEL), ha superato il vaglio della Corte
Costituzionale trattandosi di norma di più intensa tutela della concorrenza rispetto a quella statale (Corte Cost.
307/2009).
Fondamentale arresto giurisprudenziale al riguardo è rappresentato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale
n.335/2008, in cui è stata affermata la natura di corrispettivo e non di tributo alla tariffa correlata alla fornitura di
acqua. Il Giudice delle leggi, approfondendo il tema specifico della unitarietà della quota tariffaria, ha affermato che
“(…) l’unitarietà della tariffa impedisce (…..) di ritenere che le sue singole componenti abbiano natura non omogenea,
e, conseguentemente, che anche solo una di esse, a differenza delle altre, non abbia natura di corrispettivo
contrattuale. E ciò perché il legislatore, per la remunerazione delle varie componenti del servizio idrico integrato, non
ha istituito tariffe distinte, ma ha concepito la tariffa di detto servizio come un tutt’unico nell’ambito del quale la
suddivisione delle quote risponde solo alla esigenza di una più precisa quantificazione della tariffa stessa, che tenga
conto di tutte le prestazioni che il gestore deve erogare (…)”.
La stessa Corte aveva gia dichiarato incostituzionale una norma regionale che prevedeva l’obbligo di separazione tra
gestione della rete ed erogazione del servizio idrico, riconducendo la materia a funzione fondamentale dei Comuni ed
in quanto tale di competenza esclusiva dello Stato (Corte Cost. n.307/2009).
35
ratio di garantire la concorrenza anche attraverso l’uniforme individuazione su tutto il
territorio dello Stato delle componenti di costo della tariffa. La pronuncia in questione è
destinata ad avere grande rilevanza nel quadro ordinamentale statale e regionale, atteso
che la riconosciuta ascrivibilità della determinazione della tariffa di riferimento e delle sue
componenti
di
costo
alla
competenza
legislativa
esclusiva
dello
Stato
sottrae,
ovviamente, alla Regione la possibilità di dettare una disciplina derogatoria rispetto a
quella statale78. Tale conseguenza è stata apertamente affermata anche nella successiva
sentenza della Corte Costituzionale n.142 del 23 aprile 2010, in cui è stata dichiarata
incostituzionale una norma regionale recante disposizioni circa la determinazione della
tariffa sulla base di prescrizioni dell’amministrazione regionale. È ribadito dalla Corte che
attraverso la determinazione della tariffa nell’ambito territoriale ottimale, il legislatore
statale ha fissato livelli uniformi di tutela dell’ambiente, perché ha inteso perseguire la
finalità di garantire la tutela e l’uso, secondo criteri di solidarietà, delle risorse idriche,
salvaguardando la vivibilità dell’ambiente e le aspettative ed i diritti delle generazioni
future a fruire di un integro patrimonio ambientale. I profili della tutela della concorrenza
vengono poi in rilievo, perché, nella determinazione della tariffa, si persegue anche il fine
di ottenere un equilibrio economico-finanziario della gestione e di assicurare all’utenza
efficienza ed affidabilità del servizio; fine che è raggiunto determinando la tariffa secondo
un meccanismo di price cap79, diretto ad evitare che il concessionario unico abusi della
sua posizione dominante.
78
79
L’organizzazione e la gestione del settore idrico (così come quello dei rifiuti) sono destinate a subire radicali modifiche,
entro un termine relativamente breve, anche sotto un altro profilo, atteso che con l’art.1, comma 1-quinquies, della
legge 42 del 2010, di conversione del d.l.2/2010, recante “Interventi urgenti concernenti enti locali e Regioni”, è stato
aggiunto al comma 186 dell’art.2 della legge 191/2009, il comma 186-bis, che ha previsto la soppressione entro un
anno delle Autorità d’ambito territoriale (ATO) di cui agli artt. 148 e 201 del d.lgs 152/2006 e la conseguente
attribuzione con legge regionale da emanarsi entro un anno delle funzioni già esercitate dalle predette Autorità nel
rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. La norma segue al tentativo di riforma, a tutt’oggi
rimasto inattuato, già tentato con l’art. 2, comma 38 della legge finanziaria per il 2008, il quale prevede che le
Regioni, in sede di delimitazione degli ambiti secondo i criteri e i principi di cui agli articoli 147 e 200 del decreto
legislativo 3 aprile 2006 n.152, devono valutare prioritariamente i territori provinciali quali ambiti territoriali ottimali ai
fini dell'attribuzione delle funzioni in materia di rifiuti alle Province e delle funzioni in materia di servizio idrico integrato
di norma alla Provincia corrispondente e, in alternativa, l’attribuzione delle medesime funzioni ad una delle forme
associative tra Comuni di cui agli articoli 30 e seguenti del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n.
267. Con la legge 42 del 2010 il legislatore, nell’ottica del risparmio, razionalizzazione e semplificazione delle
strutture, si è spinto più avanti non solo sopprimendo tutti gli ATO ma anche, tra l’altro, prevedendo, a decorrere dal
2011, la soppressione dei consorzi di funzioni fra gli enti locali ad eccezione dei bacini imbriferi montani. Sembra
pertanto verosimile che, nell’attribuzione delle funzioni degli ATO dovrà essere preventivamente valutata la Provincia
quale istituzione di area vasta che, nell’assolvere alle funzioni dei vecchi ATO, scongiurerebbe la creazione di nuovi
enti strumentali la cui nascita sarebbe, peraltro, in controtendenza rispetto alle finalità della norma.
È il meccanismo di determinazione tariffaria al prezzo massimo inferiore a quello che sarebbe applicato in un
monopolio non regolato (“tetto al prezzo”).
36
I.5
Art.18 e ss. del d.l. 112 del 25 giugno 2008, convertito in
legge 133 del 6 agosto 2008. Art.9, comma 29 del d.l. 31
maggio 2010, n.78. Rispetto degli obblighi di finanza pubblica.
Come risulta ormai chiaro, uno degli aspetti più qualificanti dell’art.23-bis attiene
alla definizione del complesso di vincoli e di cautele che connota il ricorso a modelli
organizzativi basati su forme di affidamento di servizi pubblici locali prive dell’evidenza
pubblica a soggetti societari (in house e società mista ex comma 2, lett.B) le quali, per le
caratteristiche strutturali che ormai hanno assunto nell’ordinamento, si pongono nei
confronti dell’ente locale in rapporto di forte correlazione (società mista per l’oggetto
sociale), se non di sostanziale assimilazione (in house). Tale peculiare relazione rende
consequenziale prevedere il concorso anche di tali soggetti al rispetto degli obblighi di
finanza pubblica, come più volte affermato dalla Corte dei conti80. A tal fine il legislatore,
nel medesimo art.23-bis, comma 10, lett.A, ha assunto lo specifico impegno, da attuare
in via regolamentare, di prevedere l’assoggettamento dei soggetti affidatari in house di
servizi pubblici locali al patto di stabilità interno e l’osservanza da parte delle società in
house e delle società miste di procedure ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e
servizi
e
per
l’assunzione
di
personale.
Peraltro,
nello
stesso
testo
normativo
(d.l.112/2008, art.18), è rinvenibile, in parte fin dall’originaria stesura, una serie di
disposizioni immediatamente operative in materia di reclutamento e spesa di personale,
di limiti alle assunzioni, di conferimento di incarichi, di assoggettamento al patto di
stabilità (non ancora operativo81), aventi, stavolta, come destinatari le società a totale
partecipazione pubblica e di controllo82. Al di là della mancanza di allineamento tra il
comma 10, lett.A dell’art.23-bis e l’art.18 citati e della loro non sovrapponibilità, sembra
piuttosto chiaro come il legislatore non appaia preoccupato di mantenere una adeguata
80
81
82
Un’ampia trattazione dell’argomento è contenuta nella precedente Relazione di cui alla citata Deliberazione 13/2008.
Ed invero la mancata definizione delle modalità e della relativa modulistica cui la norma subordina l’effettiva
operatività degli obblighi è condizione sufficiente per ritenere sospesa la vigenza delle norme (Delibera Sez. reg.
Piemonte n.14/2010).
In particolare, i primi due commi dell’art.18 hanno inizialmente assoggettato le società a totale partecipazione
pubblica che gestiscono servizi pubblici locali e le altre società a partecipazione pubblica totale o di controllo a specifici
obblighi da rispettare per il reclutamento del personale e per il conferimento di incarichi. In seguito, l’art.19 del d.l
78/2009, convertito in legge 102/2009, aggiungendo il comma 2-bis, ha previsto l’applicazione delle disposizioni che
stabiliscono divieti o limitazioni alle assunzioni di personale a carico del socio pubblico, anche alle società a
partecipazione pubblica locale totale o di controllo: a) che siano titolari di affidamenti diretti di servizi pubblici locali; b)
che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale né
commerciale; c) che svolgano attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni
amministrative di natura pubblicistica inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione. Le
medesime società devono, inoltre, adeguare le proprie politiche di personale alle disposizioni vigenti per le
amministrazioni controllanti in materia di contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o
indennitaria e per consulenze. Infine, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
dell’interno e per i rapporti con le Regioni, sentita la Conferenza unificata, da emanare entro il 30 settembre 2009,
sono definite le modalità e la modulistica per l’assoggettamento al patto di stabilità interno delle predette società a
partecipazione pubblica locale totale o di controllo.
37
coerenza delle disposizioni normative con le caratteristiche ontologiche del modello
societario, quanto piuttosto di scongiurare, almeno teoricamente, il rischio che utilizzando
strumentalmente specifici modelli organizzativi il socio pubblico possa porre in essere
manovre elusive dei vincoli di finanza pubblica o violare principi giuridici fondamentali,
anche di ordine costituzionale, tutelati da precise norme di garanzia. E a ciò ha proceduto
senza valutare del tutto né la reale applicabilità né gli effetti su soggetti e attività di
diritto comune di norme conformate a pubbliche amministrazioni. Se, ad esempio, appare
chiaro che in presenza di una società totalmente partecipata da più enti locali si debba far
riferimento ai vincoli alle assunzioni previste per il socio pubblico che detiene la
partecipazione di controllo, non è altrettanto chiaro quale sia il socio di riferimento
quando, in presenza di quote paritarie o molto frammentate, si sia in presenza di un
controllo congiunto esercitato da enti che possono essere destinatari di differenti vincoli
assunzionali. Inoltre, appare arduo estendere la disciplina relativa al rispetto del patto di
stabilità a soggetti societari, senza prevedere modalità comuni di rilevazione quanto
meno delle voci contabili che assumono valenza ai fini del patto stesso. In più, nel caso di
mancato rispetto del patto di stabilità da parte dell’amministrazione controllante,
l’applicazione automatica ad una società di servizi del divieto di assunzioni è verosimile
che determini ricadute negative sulla collettività in termini di livello e qualità delle
prestazioni.
Forse, agli automatismi normativi di difficile applicabilità ed agli specifici obblighi
di carattere procedurale ed informativo (ex art.3, comma 30 LF 2008), sarebbe stato
probabilmente opportuno affiancare anche effettive e autonome forme di responsabilità
delle amministrazioni di controllo sulla gestione societaria delle risorse umane e
finanziarie, a garanzia sia del contenimento della spesa che dell’efficacia ed efficienza del
servizio reso. Ad ogni buon conto, al di là delle difficoltà applicative e delle incertezze
ermeneutiche, va ritenuto (Delibera Sez. reg. Toscana 45/2010) che la nuova disciplina
comporti l’obbligo del ricorso a procedure di evidenza pubblica da parte di tutte le società
partecipate affidatarie di servizi pubblici locali, in riferimento al reclutamento del
personale, al conferimento di incarichi ed all’acquisto di beni e servizi (art.23-bis, comma
10, lett.a)83.
Va aggiunto che con la manovra 2010 (art. 9, comma 29 del d.l. 78/2010), il
legislatore
83
ha
previsto
per
le
società
non
quotate
controllate
direttamente
o
Peraltro, il medesimo orientamento è manifestato dal Consiglio di Stato nel citato parere 2415 del 24 maggio 2010
reso sullo schema di regolamento ex art.23-bis del d.l. 112/2008. In tale sede è stato, infatti, rilevato che l’elemento
di connotazione delle società soggette alla normativa in materia di personale, incarichi e acquisto di beni e servizi non
è la gestione dei servizi pubblici, bensì la partecipazione al capitale di enti pubblici e che la legge di delega non
contiene alcun discrimine tra società in house e società miste.
38
indirettamente dalle amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della PA,
come individuate dall’ISTAT, l’obbligo di adeguarsi alle politiche assunzionali previste per
le pubbliche amministrazioni stesse, con ciò estendendo espressamente i vincoli
assunzionali anche alle controllate indirettamente.
Oltre allo specifico impatto sul bilancio dell’ente locale delle spese di personale
sostenute dagli organismi partecipati, le pronunce delle Sezioni regionali hanno avuto ad
oggetto anche gli effetti che la disciplina dettata per gli enti locali in merito
all’affidamento di incarichi di collaborazione e di consulenze ha sulle società partecipate e
specificamente sulle società in house. In particolare, tenuto conto degli obblighi di
adeguamento contenuti nell’art.18, comma 2-bis, del d.l. 112/2008 e di quanto disposto
dall’art.3, commi da 55 a 57 della legge finanziaria 2008, nell’esercizio del riesame della
legalità e della regolarità contabile della Corte dei conti relativo alle disposizioni
regolamentari adottate dagli enti locali in materia di affidamento di incarichi di
collaborazione autonoma, è stato affermato che nel regolamento vada espressamente
precisato che le società in house debbono osservare i principi e gli obblighi fissati in
materia per gli enti cui appartengono nonché criteri per il controllo dell’ente locale
sull’osservanza delle regole da parte delle società partecipate (Delibera Sez. reg.
Lombardia n.37/2009). Peraltro, l’obbligo in questione va inquadrato anche in quanto
disposto dall’art.61, comma 7 del d.l. 112/2008 relativo al dovere di conformazione per
le società inserite nel conto economico della pubblica amministrazione, come individuate
dall’ISTAT, (che dovrebbe ricomprendere, quanto meno, tutte le società in house), al
principio di riduzione della spesa per studi e consulenze, per relazioni pubbliche,
convegni, mostre, pubblicità e sponsorizzazioni. Tale disposizione è stata di recente
ribadita nell’art.6, comma 11, del d.l. 78/2010, il quale ha aggiunto la previsione
dell’obbligo che l’inerenza della spesa sia attestata da apposita relazione sottoposta a
controllo del collegio sindacale.
39
I.6
Art.76, commi 184 e 4, del d.l. 112 del 25 giugno 2008,
convertito in legge 133 del 6 agosto 2008. Onnicomprensività
delle spese di personale
La preoccupazione che il ricorso a forme di esternalizzazione da parte degli enti
locali mascheri l’obiettivo di eludere i vincoli di finanza pubblica, soprattutto con
riferimento alle spese di personale, traspare chiaramente dalla normativa fin qui
esaminata. A ciò va aggiunto che, fin dall’originaria manovra estiva del 2008, il
legislatore si era chiaramente espresso affermando un concetto onnicomprensivo di
spesa di personale sostenuta dall’ente locale, quale base di calcolo per la verifica
dell’obbligo di riduzione, includendo, tra l’altro, anche la spesa relativa a “tutti i soggetti
a vario titolo utilizzati, senza estinzione del rapporto di pubblico impiego, in strutture e
organismi variamente denominati partecipati o comunque facenti capo all'ente” (art.76,
comma
1,
d.l.112/2008).
La
determinatezza
di
tale
disposizione,
seppure
non
accompagnata da altrettanta chiarezza , ha indotto la Corte dei conti ad affermare che la
85
disciplina vincolistica in materia di personale debba essere intesa come riferibile anche a
tutte le forme di cooperazione interlocale oltre che di esternalizzazione in senso stretto.
Pertanto, la considerazione unitaria dell'ente territoriale e degli organismi in house ai fini
della verifica del rispetto dei limiti di spesa per il personale implica necessariamente che
vadano considerate come sostenute direttamente dall’ente locale anche le spese di
personale iscritte nel bilancio della società pubblica in house, tanto nel caso di
partecipazione unica totalitaria, quanto nel caso di compartecipazione plurisoggettiva
intercorsa fra vari enti pubblici locali in misura proporzionale alla partecipazione detenuta
(Delibera Sez. reg. Lombardia n.99/2008): ciò implica, in caso di riassunzione all’interno
di un servizio svolto precedentemente da società in house, l’inserimento nella base di
calcolo precedente da prendere a riferimento per verificare il rispetto successivo
dell’art.1, comma 557 della legge finanziaria 2007, anche della spesa di personale
sostenuta dalla società stessa (Delibera Sez. reg. Lombardia n.193/2009). Peraltro, in
presenza di società in house, stante la particolare connotazione della relazione con l’ente
costitutore, a nulla rileva l’esistenza o meno di un rapporto di pubblico impiego86. Ma
inoltre, in caso di mancato rispetto del patto di stabilità, il divieto imposto agli enti
(art.76, comma 4) di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che possano
84
85
86
Il comma 1, insieme al 2 e al 5, dell’art.76 del d.l. 112/2008, è stato abrogato dall’art. 14, comma 8, del d.l. 78/2010,
ed il suo contenuto è ora inserito nel comma 2 dell’art.1, comma 557, della legge finanziaria 2007.
Non appare sufficientemente chiaro, ad esempio, se la permanenza del rapporto di pubblico impiego debba essere
accertata nei confronti dell’ente locale (e allora dovrebbero considerarsi soltanto le forme assimilabili al comando)
ovvero in generale (e allora andrebbero esclusi soltanto i rapporti di lavoro di diritto privato).
Delibera Sez. reg. Campania n. 8/2010.
40
configurarsi come elusivi del divieto di assunzione comporta l’illegittimità per l’ente locale
che ha violato il patto anche di costituire aziende speciali per l’erogazione di servizi.
(Delibera Sez. Lombardia n.79/2008) e l’obbligo di considerare riferite all’ente anche le
spese di personale dell’azienda speciale costituita dall’ente stesso (Delibera Sez. reg.
Emilia Romagna n.17/2010). L’esternalizzazione non può in alcun modo costituire la
risposta per aggirare un divieto o una sanzione legislativa, in quanto rappresenta una
scelta gestionale, subordinata al preventivo accertamento da parte dell’ente dei costi e
dei benefici da essa derivanti, giustificabile solo nella misura in cui risulti la soluzione
preferibile in termini di efficienza, efficacia ed economicità rispetto alla gestione diretta
del servizio (cd. valutazione “make or buy”), anche con riferimento alle ricadute sui
cittadini in un’ottica di lungo periodo (Delibera Sez. reg. Veneto n.52/2009).
In sede regionale, è stata evidenziata la necessità che l’ente locale, in presenza
di violazioni delle disposizioni specifiche contenute nell’art.23-bis relative alle modalità di
affidamento del servizio e dell’art.76, comma 4 del d.l. 112/2008 relativo al divieto di
assunzione di personale in caso di mancato rispetto del patto di stabilità, applichi criteri
rigorosi nella governance politica del fenomeno delle esternalizzazioni, soprattutto
quando l’affidamento dei servizi determini un’ingiustificata lievitazione dei costi di
gestione (Delibera Sez. reg. Lazio n.44/2009).
I.7
Art.14, comma 32 del d.l. 31 maggio 2010, n.78. Taglio delle
partecipazioni societarie nei Comuni piccoli e medio-piccoli
L’esigenza di riduzione dei costi razionalizzando il fenomeno delle partecipazioni
societarie da parte degli enti locali, unita al rischio di comportamenti sostanzialmente
elusivi degli obblighi e vincoli previsti dai sopra commentati commi 27 e ss. dell’art.3
della legge finanziaria 2008, già adottati dagli enti locali destinatari di dette disposizioni e
riscontrati anche dalle Sezioni regionali della Corte dei conti, ha indotto il legislatore a
ritenere che un ridimensionamento effettivo del fenomeno possa essere ottenuto dai
Comuni solo se imposto ope legis. Nel ribadire la vigenza dei vincoli previsti dal sopra
citato art.3, commi 27, 28 e 29 della legge finanziaria 2008, con la manovra finanziaria
2010 il legislatore ha, infatti, vietato espressamente la costituzione di società ai Comuni
con popolazione inferiore a 30.000 abitanti i quali, entro il 31 dicembre 2010, dovranno
mettere in liquidazione quelle già costituite ovvero cederne le partecipazioni. Sono
previste eccezioni nei confronti delle società con partecipazione paritaria o proporzionale
al numero degli abitanti, costituite da più Comuni la cui popolazione complessiva superi i
30.000 abitanti, e nei confronti dei Comuni con popolazione compresa tra 30.000 e
41
50.000 abitanti, che possono detenere la partecipazione di una sola società. Anche tali
Comuni dovranno liquidare le altre società già costituite entro il 31 dicembre 2010.
Un primo ordine di problemi è ermeneutico e attiene, prima di tutto, alla portata
della disposizione: non appare del tutto chiaro se la norma imponga il divieto di
qualsivoglia partecipazione societaria ovvero della sola costituzione delle società,
lasciando impregiudicata l’assunzione od il mantenimento di partecipazioni a società già
costituite (magari da Province o da Comuni grandi). Il richiamo all’art.3, comma 27 della
legge finanziaria 2008, in cui la distinzione è chiara, sembrerebbe deporre per la seconda
ipotesi la quale, però, appare contraria allo spirito della manovra, oltre che irragionevole
laddove si consideri che i Comuni tra 30.000 e 50.000 abitanti possono “detenere” la
partecipazione di una sola società (la disposizione non prevede, in questo caso,
distinzioni di alcun genere). Sempre a livello interpretativo, con riguardo ai Comuni con
popolazione superiore
a
30.000
abitanti, sembra
opportuno
che l’opzione della
partecipazione paritaria, quale eccezione al divieto, non debba comunque prescindere
dalla partecipazione proporzionale al numero di abitanti, posto che gli oneri correlati alla
partecipazione
finanziaria
dovrebbero
sempre
essere
rapportabili
alle
dimensioni
demografiche dell’ente locale.
Ad ogni buon conto, il divieto è dirompente e destinato ad avere effetti diversi a
seconda che il Comune sia piccolo (con abitanti fino a 30.000) o medio (con abitanti tra
30.000 e 50.000). Con riferimento ai Comuni piccoli, va prima di tutto evidenziato che le
funzioni fondamentali ex art.21, comma 3, della legge 42/2009 devono essere esercitate
obbligatoriamente in forma associata (art.14, comma 30 del d.l.78/2010), e, pertanto, è
a tali forme associative che dovranno essere imputate le scelte circa la gestione dei
servizi pubblici locali. Ciò, pur tenendo presente che la gestione dei servizi pubblici locali
di rilevanza economica, almeno per quanto riguarda i settori non esclusi, dovrebbe poter
avvenire soltanto attraverso conferimento ad imprenditori o a società non costituite
dall’ente locale, (art.23-bis, comma 2, lett.a), posto che l’attuale sistema normativo e la
conforme giurisprudenza amministrativa non lasciano spazi alla gestione diretta87 né
appare più ammissibile la costituzione di società miste (ex art.23-bis , comma 2, lett.b).
Diversamente, i servizi locali privi di rilevanza economica potranno essere gestiti
attraverso organismi non societari, quando non direttamente.
I Comuni medi potranno detenere una sola società partecipata e, pertanto, è
verosimile che faranno confluire le partecipazioni in una multiutility (con delicate
operazioni di conferimento, fusione, e quant’altro) anche nella forma di holding (modello
gestionale compatibile con il sistema normativo attualmente vigente solo ove si
87
Come più ampiamente evidenziato nel paragrafo I.4.
42
rivedessero i limiti operativi imposti alle società strumentali dell’ente locale dall’art.13 del
d.l. 223/2006, convertito in legge 248/2006, sopra commentato88).
Entrambe le tipologie di Comuni dovranno procedere alla messa in liquidazione
delle società partecipate o alla cessione delle quote entro il 31 dicembre 2010, e questo
avrà indubbiamente effetti significativi, sotto il profilo sia economico che sociale. La
previsione di un termine così ravvicinato, per quanto non perentorio89, potrebbe
indebolire la posizione dell’ente rispetto ai terzi interessati, che potrebbe essere chiamato
a
deliberare
la
dismissione
di
una
quantità
anche
rilevante
di
partecipazioni,
determinando un presumibile depauperamento economico del valore dell’impresa (e delle
casse dell’ente), trattandosi di assets generalmente privi di particolare appeal nei
confronti del mercato. Inoltre, si profila una significativa ricaduta in termini sociali, ad
esempio, con riferimento al personale, che non potrà essere sempre assorbito dall’ente
locale a seguito di liquidazioni societarie, o che verrà ceduto insieme al ramo d’azienda.
Determinazioni legislative così drastiche e rigorose costituiranno senz’altro
oggetto di attenta riflessione all’atto della conversione in legge del d.l. 78/2010.
Riflessione che, se da un lato terrà conto dell’esigenza di ridurre i costi degli enti locali,
dall’altro dovrà preoccuparsi di evitare il rischio di svendita di un patrimonio economico,
che talvolta l’ente locale ha costruito, ed un disservizio ai cittadini: elementi che
potrebbero annullare gli effetti positivi della sperata riduzione dei costi (peraltro non
quantificata in relazione tecnica). Non vanno, inoltre, sottaciute le intuibili difficoltà
applicative della novella normativa, anche tenendo presente che tutte le più recenti
disposizioni destinate a razionalizzare e contenere il settore delle partecipazioni societarie
degli enti locali sono state oggetto di ripetuti e consistenti differimenti temporali.
88
89
Potendosi molto difficilmente riconoscere alla società holding, secondo quanto argomentato nel precedente paragrafo
I.3 e nel successivo capitolo, i caratteri richiesti dall’art.3, comma 27, della legge finanziaria 2008.
Come più volte affermato dalla Corte dei conti, il termine può considerarsi rispettato quando entro il termine previsto
siano state almeno deliberate le procedure di cessione ed avviate le procedure di dismissione, non essendo
necessario che le stesse siano concluse (Delibera Sez. reg. Lombardia 48/2008).
43
Cap.II
Il Codice delle autonomie
Annunciato nel corso delle ultime legislature, potrebbe finalmente vedere la luce in
quella in corso il testo normativo recante disposizioni in materia di individuazione delle
funzioni fondamentali di Comuni, Province e città metropolitane, nonché delega al Governo in
materia di trasferimento di funzioni amministrative e carta delle autonomie locali. Oggetto
primario del c.d. Codice delle autonomie è l’individuazione, in attuazione dell’art.117, II
comma, lett.p) della Costituzione, delle funzioni fondamentali degli enti locali, tassello
essenziale all’attuazione alla legge delega 42/2009 in materia di federalismo fiscale e
particolarmente importante per la determinazione certa delle finalità istituzionali dell’ente
locale, indispensabile al fine dell’applicazione del citato art.3, comma 27 della legge
finanziaria 2008. È inoltre prevista una serie di disposizioni in materia di soppressione di enti
e organismi inutili che operano in ambito locale e regionale, di razionalizzazione e riduzione
dei costi, di disciplina di piccoli Comuni, di modifica delle funzioni del Consiglio comunale e
del Consiglio Provinciale, di disciplina dei vertici della dirigenza degli enti locali. Di particolare
interesse è la modifica delle norme relative ai controlli degli enti locali, che, al dichiarato
scopo di assicurare la piena responsabilizzazione degli amministratori e dei dipendenti,
apporta modifiche all’integrale sistema dei controlli interni90, prevedendo, con previsione
dell’obbligo solo per i Comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti e per le
Province, anche specifici controlli sulle società partecipate da svolgersi da parte delle
strutture proprie dell’ente. Sotto quest’ultimo profilo, appaiono recepiti e declinati
dettagliatamente tutti gli auspici formulati dalla Corte dei conti sia in sede regionale che
centrale91, soprattutto per quanto riguarda l’attribuzione all’ente locale della competenza a
definire gli obiettivi gestionali della società partecipata ed a misurarne lo scostamento, ad
individuare le più adeguate azioni correttive, a definire un sistema informativo finalizzato a
rilevare i rapporti finanziari tra ente e società, la situazione contabile, gestionale ed
organizzativa. Sembra, così, ormai recepito l’assunto che la verifica dell’efficacia ed efficienza
delle società pubbliche non può che inquadrarsi all’interno dell’analisi delle politiche di
programmazione poste in essere dal socio pubblico, di cui le società costituiscono uno
strumento di attuazione. E che un coerente sistema informativo e di controllo si rende
necessario al fine di rendere più trasparente e flessibile lo strumento societario stesso.
Del tutto in linea con le considerazioni della Corte è anche la previsione del nuovo
controllo sulla qualità dei servizi, svolto in modo da assicurare la soddisfazione dell’utenza e
90
91
L’intero pacchetto normativo è inserito anche nel disegno di legge recante “Disposizioni per la prevenzione e la
repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.
Si veda al riguardo quanto rilevato nelle Considerazioni di sintesi e conclusive della Relazione approvata con la citata
Delibera 13/2008.
44
la comunicazione con i cittadini. Tutta l’attività condotta dall’ente sarà, poi, oggetto, di una
relazione illustrativa della Giunta che esprime valutazioni di efficacia sulla base dei risultati
conseguiti in rapporti ai programmi ed ai costi sostenuti.
Perché il nuovo sistema dei controlli funzioni appare necessario che si strutturi
all’interno dell’ente un’ efficace governance, adeguatamente attrezzata tanto sotto il profilo
dell’organizzazione che delle competenze tecniche92, la quale sia in condizione di gestire il
fenomeno delle partecipazioni non solo di primo livello, in cui l’ente agisce come holding, ma
anche e soprattutto quando il socio pubblico agisce attraverso holding. Va prioritariamente
rilevato che, alla luce del nuovo quadro normativo sopra descritto, la costituzione o il
mantenimento di società holding da parte degli enti locali appare di dubbia ammissibilità93.
Ad ogni buon conto, perché la holding non si risolva in strumento di elusione degli obblighi e
dei vincoli (anche costituzionali, per esempio, in materia di indebitamento) posti all’ente
locale, produttivo solo di costi aggiuntivi privi di adeguata contropartita in termini di
miglioramenti gestionali, deve improntare la propria attività ai principi di corretta gestione
societaria, fondata sull’adeguatezza dei propri assetti e della struttura del gruppo al fine di
esercitare compiutamente l’attività di direzione e coordinamento (art.2497 c.c.). Il socio
pubblico che la detiene deve avere responsabilmente la piena capacità di comprendere i
presupposti, le ragioni e gli effetti delle scelte adottate dalla società holding ed essere
effettivamente in grado di orientarne le decisioni soltanto verso opzioni che non violino i
principi di legalità, buon andamento, trasparenza e pubblicità, che governano l’azione delle
pubbliche amministrazioni. Sotto l’aspetto più strettamente contabile, non eludibile appare la
necessità di adottare un piano dei conti unico che raggiunga un grado di dettaglio adeguato
alle esigenze sia conoscitive che di controllo del socio pubblico e della cittadinanza di
riferimento.
92
93
Della necessità e dell’analisi delle diverse modalità di governance si è già ampiamente trattato nella Relazione di cui
alla citata Deliberazione 13/2008
In particolare, non sembra che la holding corrisponda ai requisiti richiesti dall’art.3, comma 27 della legge finanziaria
2008 mentre, ove venisse individuato un carattere di strumentalità, non sembra possibile rispettare le disposizioni
vincolanti di cui all’art.13 del d.l.223/2006, tra cui, si ricorda, l’esclusività dell’oggetto sociale ed il divieto di
partecipare ad altre società o enti aventi sede nel territorio nazionale.
45
Cap.III Il bilancio consolidato
In evidente coerenza con quanto previsto in materia di società partecipate nonché
con quanto reiteratamente richiesto dalla Corte94, nel citato Codice delle autonomie95 è stata
prevista l’adozione del bilancio, oggetto non più di mera facoltà, come prevista nel TUEL,
bensì di un preciso obbligo imposto in via normativa all’ente locale, da redigere secondo il
modello contabile di competenza economica. L’Osservatorio per la finanza e la contabilità
degli enti locali, che, com’è noto, ha già emanato tre principi contabili aventi rispettivamente
ad oggetto la fase della programmazione, della gestione e della rendicontazione dell’ente
locale96, ha di recente tracciato le linee di un quarto principio contabile, che stabilisce i
requisiti per la redazione e presentazione del bilancio consolidato e per la contabilizzazione
degli organismi controllati, a controllo congiunto e collegati, nel rendiconto consolidato
dell’ente locale97.
L’operazione culturale posta in essere dall’Osservatorio appare di rilievo, e si
colloca in posizione assai avanzata non solo rispetto al disegno di legge relativo al nuovo
Codice delle Autonomie ma anche rispetto all’attuazione della delega contenuta nell’art.2,
lett.h) della legge 42/2009 relativa all’adozione del bilancio consolidato da parte delle
autonomie territoriali e locali, e della delega contenuta nell’art.2 della legge di contabilità
e finanza pubblica 31 dicembre 2009, n.196 relativa all’adozione del bilancio consolidato
delle amministrazioni pubbliche con i propri organismi partecipati, secondo uno schema
tipo definito dal Ministero Economia e Finanze, d’intesa con i Ministeri interessati. E il
94
Le pronunce in merito adottate dalla Corte sono tutte nel senso dell’imprescindibilità di un consolidamento dei conti
(vedi da ultimo Delibera Sez. reg. Piemonte n.14/2010).
95
Ed anche nel disegno di legge recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità
nella pubblica amministrazione”.
96
Una disamina dell’argomento è contenuta nella citata Relazione della Sezione delle Autonomie del 2008.
97
Il lungo studio effettuato dall’Osservatorio circa le numerose problematiche correlate all’aspetto redazionale,
contabile e informativo del bilancio consolidato, è approdato ad alcune scelte di grande rilievo.
1) il gruppo pubblico locale deve comprendere tutte le società controllate dall’ente indipendentemente dalle
attività che esse svolgono, dalla loro mission, dalla loro forma giuridica e dal fatto che siano o meno
controllate da altre società.
2) l’area di consolidamento va definita considerando le realtà soggette ad effettivo controllo, influenza notevole,
controllo congiunto da parte del soggetto economico che abbia in pratica il potere di indirizzare la politica di
gestione di ciascuna di esse.
3) le procedure di consolidamento devono basarsi su un affidabile sistema dei conti tenuto secondo il metodo
della partita doppia. Ove tale requisito non sussista, l’ente deve comunque assicurare l’attendibilità
dell’informazione contabile prodotta ed avviare processi di allineamento di tutte le contabilità del gruppo
nel senso suddetto.
4) il consolidamento degli stati patrimoniali e dei conti economici delle aziende del gruppo deve avvenire in
base a principi contabili e criteri di valutazione uniformi, anche attraverso un’opportuna attività di
armonizzazione. In ogni caso: a) le voci dell’attivo e del passivo, del patrimonio netto, dei proventi e degli
oneri devono essere aggregate, b) il valore contabile della partecipazione della controllante sulla controllata
e la corrispondente parte del patrimonio netto devono essere eliminate, c) saldi, operazioni, proventi ed
oneri infragruppo devono essere integralmente eliminati.
Nel consolidato vanno, inoltre, fornite articolate informazioni integrative, di carattere generale e di dettaglio,
finalizzate al rispetto dei principi di chiarezza, trasparenza e completezza. Infine, considerata l’indubbia complessità
tecnica operativa che connota il consolidamento dei conti del gruppo pubblico locale, viene prevista una disciplina
transitoria che consenta il graduale adeguamento organizzativo, gestionale e contabile dell’ente.
46
quarto principio contabile, che peraltro appare dotato di elementi di gradualità e
flessibilità, costituisce al momento l’unico punto di approdo di tutti i tentativi di applicare
un reale consolidamento dei conti al mondo delle autonomie, e potrebbe rappresentare
per il legislatore un punto di riferimento concreto da tenere in considerazione, anche a
finalità di coordinamento nell’attuazione delle deleghe in discorso.
Non può non rilevarsi, comunque, che la necessità di prevedere forme di
consolidamento dei conti dell’ente locale con quelli delle società partecipate non può
andare disgiunta da una revisione complessiva del sistema dei conti, al fine di
incrementarne la trasparenza, la leggibilità nonchè l’addizionabilità.
Sotto il profilo della documentazione contabile, una prima riflessione andrebbe,
ad esempio, condotta circa il non opportuno utilizzo da parte delle società partecipate del
bilancio in forma abbreviata. La ragione che ne giustifica l’esistenza in ambito civilistico,
data dalle ridotte dimensioni
aziendali
che assicurano comunque una completa
informazione degli azionisti sempre più o meno direttamente coinvolti nella gestione,
dovrebbe in ogni caso cadere quando socio è una pubblica amministrazione, ente
esponenziale di una determinata collettività, stakeholder a tutti gli effetti. Il mancato
coinvolgimento nella gestione lascia integra l’esigenza di un’informazione completa e
trasparente che non è sufficientemente soddisfatta da forme abbreviate di bilancio che,
tra l’altro, rendono ancora più complesse le operazioni di consolidamento98.
Di converso, sempre a finalità di trasparenza informativa e di controllo, non
sembra affatto che la normativa precluda la possibilità di inserire in apposite clausole
statutarie la presentazione di documenti informativi infrannuali, in modo da consentire
una continua e tempestiva informazione sull’andamento societario. Così, potrebbe essere
introdotta anche la presentazione di documenti previsionali, che potrebbero giungere fino
all’adozione di un bilancio preventivo da parte delle società partecipate, strumento
essenziale per la conoscenza su base prospettica delle scelte economiche e per la
valutazione della loro sostenibilità, soprattutto utile quando la separazione gestionale tra
soci e amministratori è più netta, come nelle società per azioni.
Sotto il profilo del modello contabile, se da un lato appare evidente un chiaro
riconoscimento da parte del legislatore della maggiore adeguatezza di quello di
contabilità generale a rispondere alle esigenze di accountability del gruppo ente locale,
anche in termini di consolidabilità dei conti, non può non essere considerata l’ulteriore
valenza informativa che connota i documenti contabili di tipo finanziario adottati in
ambito pubblico, elaborati allo specifico fine di dare evidenza alla misura ed alle
98
Le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata sono escluse dal rispetto dei principi contabili
internazionali (art.4 del d.lgs. 28 febbraio 2005, n.38).
47
variazioni delle risorse finanziarie, allo scopo, oltre che di dimostrare il rispetto
dell’equilibrio finanziario, anche di consentire la verifica del rispetto del sistema dei
vincoli imposti dalla normativa. Estendere anche alle società pubbliche la previsione di
consuntivi finanziari renderebbe più chiaramente leggibili le origini e gli effetti dei flussi
finanziari all’interno della gestione societaria, oltre che immediatamente verificabile il
rispetto dei vincoli finanziari imposti alla finanza pubblica (es. in materia di indebitamento
o di patto di stabilità). Ad esempio, dal consuntivo finanziario potrebbe immediatamente
percepirsi se la gestione corrente assorbe debito, laddove sia sostenuta da risorse
finanziarie e l’indebitamento sia l’unica fonte delle risorse stesse. Inoltre, la visione
consolidata dei conti anche in termini finanziari sarebbe particolarmente utile per dare
evidenza alle voci che assumono rilevanza ai fini del rispetto del patto di stabilità.
E’ ovvio che l’eventuale introduzione di regole di contabilità finanziaria nella
gestione societaria, seppure di forte ausilio, non risolverebbe le difficoltà derivanti dalla
coesistenza di sistemi contabili diversi (finanziario ed economico) all’interno del gruppo
ente locale. Di fatto tale situazione impedisce una lettura sia analitica che complessiva
delle gestioni, una loro rendicontazione efficace ed una adeguata confrontabilità. Dette
esigenze, come già accennato nel precedente paragrafo, rendono non procrastinabile
l’adozione da parte sia dell’ente socio che delle società partecipate di un unico piano dei
conti che, attraverso le necessarie disaggregazioni, metta in evidenza le caratteristiche
distintive dei ricavi e dei costi, in particolare di quelli che maggiormente richiamano
l’attenzione del legislatore, soprattutto con riferimento ai vincoli di spesa (consulenze,
personale, indennità e gettoni, debito, perdite). Senza un piano dei conti comune
appaiono del tutto illeggibili, non confrontabili e, di fatto, non significative le numerose
voci di spesa di carattere complessivo o residuale, riscontrabili sia nel rendiconto che nel
conto economico99, che attengono alle gestioni societarie.
99
Come esposto nei successivi capitoli, la presente indagine dà ulteriore conferma delle difficoltà già evidenziate nella
Relazione dell’anno scorso, di analizzare, ad esempio, voci quali “prestazione di servizi” o “trasferimenti” rinvenibili nel
rendiconto finanziario, ovvero quali “oneri straordinari” di conto economico o “immobilizzazioni finanziarie” o “debiti”
del conto del patrimonio.
48
Cap.IV I principali esiti del controllo della Corte dei conti a livello
centrale e regionale nell’anno 2009 e 2010
Le analisi che la Corte dei conti compie sulle esternalizzazioni sia in sede centrale che
regionale, sono state di recente (20 gennaio 2010) oggetto di audizione al Parlamento della
Corte dei conti in tema di finanza locale. In detta sede, sono stati sottolineati gli aspetti
maggiormente critici del fenomeno, le ragioni che talvolta sottostanno alla sua espansione e
gli effetti sui bilanci degli enti delle inefficienze gestorie delle esternalizzazioni stesse. Tali
considerazioni, a cui si rinvia, hanno trovato ulteriore conferma ed approfondimento nel
presente lavoro.
Invece, con specifico riferimento al controllo sulla gestione degli enti svolto dalle
Sezioni regionali, si sintetizzano qui di seguito i principali esiti cui la Corte è approdata nel
2009/2010 relativamente alla materia in questione.
1) La Sezione regionale di controllo della Lombardia, tra la fine del 2008 e la fine del
2009,
ha
approvato
due
relazioni
relative
a
diversi
aspetti
del
fenomeno
delle
esternalizzazioni dei servizi pubblici locali negli enti locali superiori a 5000 abitanti della
Regione. Trattandosi di ambito di indagine non omogeneo con quello della presente
relazione, le informazioni ivi acquisite non sono state utilizzabili ai fini del presente lavoro. Ad
ogni buon conto, si sintetizzano le principali rilevazioni quantitative di entrambe le indagini.
La prima (approvata con deliberazione n.270/2008) ha conclusivamente messo in
evidenza che nell’anno 2007 gli organismi partecipati dagli enti locali con più di 5000 abitanti
erano 513 di cui 334 società di capitale. Il settore di maggiore concentrazione è stato quello
del ciclo delle acque, seguito da smaltimento rifiuti, assistenza alla persona, trasporto
pubblico. Gli organismi in perdita nel 2006 sono stati 117 e 112 nel 2007, 52 hanno
registrato utili nel 2006 e perdite nel 2007, 8 hanno presentato il patrimonio netto negativo
nel 2007. Il flusso finanziario da enti locali ad organismi partecipati è stato di circa 1 miliardo
di euro nel triennio 2006-2008, la metà del quale ha riguardato la Provincia di Milano.
La seconda relazione (approvata con deliberazione n.1088/2009) ha rilevato che nel
2008 il numero degli organismi partecipati dagli enti locali superiori a 5000 abitanti è stato
pari a 728, di cui 520 società, all’interno delle quali 304 sono a partecipazione pubblica
totalitaria. La maggiore concentrazione si registra nelle Province di Milano, Bergamo, Brescia
e Varese, mentre i settori maggiormente esternalizzati riguardano il ciclo delle acque,
territorio e ambiente, assistenza alla persona, farmacie, smaltimento rifiuti, con una
presenza di organismi multiutility pari al 36%. Delle 520 società partecipate, 155 presentano
perdite ed 8 hanno anche patrimonio netto negativo . I flussi finanziari verso gli organismi
partecipati ammonta complessivamente nel 2008 a 721 milioni di euro, lo 0,59% dei quali è
49
stato per ripiano perdite. I flussi finanziari verso enti locali sono stati pari a 376 milioni di
euro, il cui 57,14 % è stato per utili.
2) La Sezione regionale di controllo della Provincia autonoma di Bolzano con
deliberazione n.2/2009 ha approvato una relazione sulla gestione delle partecipazioni
finanziarie della Provincia autonoma relativa al biennio 2006/2007. Le società di capitale al
31 dicembre 2007 sono risultate 23, nove delle quali in perdita. Ciascuna di esse è stata
analizzata con riferimento al settore di appartenenza e sono state all’uopo formulate
osservazioni. La Sezione ha conclusivamente rilevato: a) in merito alla disciplina Provinciale,
un non completo allineamento con quella nazionale, evidenziando che la valutazione di
merito sulla correlazione della stretta necessità tra l’attività dell’organismo partecipato e le
funzioni amministrate, propedeutica rispetto alla scelta strategica, non può mai prescindere
da un accurato programma che scandisca tempi e modalità di dismissione sulla base di
decisioni singole motivate e trasparenti, la cui adozione appare necessaria ed aderente ai
canoni di buon andamento e di legalità; b) in merito al modello organizzativo, l’esigenza di
far uso dei poteri di autoregolamentazione in capo all’Ente, per costituire un adeguato
sistema di governance pubblica, che ponga le necessarie garanzie del rispetto dei principi di
legalità e trasparenza, nell’ambito del quadro delineato dal codice civile, indirizzando
uniformemente l’azione dei rappresentanti pubblici all’interno degli organi sociali secondo
criteri omogenei di condotta e sancendo le linee generali di coordinamento, indirizzo,
controllo e governo da esercitarsi sulle società controllate, con l’intento di pervenire ad un
sindacato di sana gestione aziendale pubblica. Prioritario appare il superamento della
frammentarietà funzionale dei centri di responsabilità, favorendo processi di interscambio
delle informazioni e di implementazione del sistema di reporting, e della debolezza del
sistema gestionale, prevedendo il rafforzamento del sistema di controllo direzionale; c) sotto
il profilo più strettamente gestionale, la Sezione ha messo in evidenza l’ampia presenza della
presenza pubblica nell’economia Provinciale, anche attraverso il fenomeno dei gruppi di
imprese e catene di controllo diretto e indiretto, e l’esigenza di un ridimensionamento delle
partecipazioni. Sono state rilevate alcune situazioni di peculiarità e talvolta di drammatica
deficitarietà con riferimento a specifiche gestioni societarie (es. aeroportuale e termale); d)
sotto lo stretto profilo degli effetti delle gestioni societarie sul bilancio della Provincia, è stata
messa in evidenza l’irrilevanza dei proventi derivanti dalla partecipazione in società di capitali
in rapporto alle entrate correnti, così come alle entrate tributarie dell’Ente. Di contro sono
apparsi in significativo incremento i flussi monetari/economici dall’ente verso le società
partecipate, in particolare per l’acquisizione di beni e servizi. La spesa per partecipazioni e
conferimenti di capitali ha inciso in misura crescente sulla spesa in conto capitale, posto che
nella voce di bilancio ha trovato finora erroneamente allocazione anche la ricapitalizzazione
50
per perdite degli organismi partecipati; e) per quanto attiene alla trasparenza delle cariche e
al contenimento della spesa per emolumenti, la normativa Provinciale non è ancora
intervenuta a fissare un tetto ai compensi quale parametro per la individuazione della soglia
massima erogabile.
3) La Sezione regionale di controllo del Molise (Deliberazione n.32/2009), nel
commentare le informazioni ricevute (utilizzate anche nella presente relazione) riguardo al
numero delle partecipazioni egli enti locali di competenza, alla presenza di perdite riferite al
quadriennio 2005/2008, al valore complessivo delle perdite, ha rimarcato, sotto il profilo formale,
il ritardo e l’incompletezza delle risposte. Nel merito ha messo in evidenza la necessità di un
costante monitoraggio delle partecipazioni societarie e dei relativi risultati d’esercizio rilevando
come il perpetuarsi di perdite di esercizio in aziende speciali, istituzioni e società di capitali di
gestione di servizi pubblici partecipate, potrebbe comportare la necessità di effettuare
ricapitalizzazioni o trasferimenti volti alla copertura delle perdite subite, con conseguente rischio
per gli equilibri complessivi di bilancio. Detto monitoraggio deve essere finalizzato anche alla
valutazione dell’opportunità di dismissione o di riduzione delle quote di partecipazione nell’ipotesi
di risultati di gestione negativi, soprattutto se essi abbracciano una rilevante serie storica di
esercizi finanziari. E ciò anche in ossequio a quanto previsto dall’art.3, comma 27 e ss. della
legge 24 dicembre 2007, n.244, in considerazione del quale la Sezione ha ritenuto legittime
le costituzioni di società o le assunzioni di partecipazioni societarie in assenza delle quali il
fine istituzionale, cui sono preordinate, non sarebbe in altro modo perseguibile.
4) La Sezione regionale di controllo del Veneto (Deliberazione n.16/2010) ha
commentato le informazioni ricevute attraverso il questionario utilizzato anche per
alimentare il database del presente lavoro, rilevando in primo luogo una carenza di
conoscenza da parte degli enti locali dei rispettivi organismi partecipati. Nelle conclusioni la
sezione ha richiamato l’attenzione sul complesso delle disposizioni normative cui gli enti locali
devono dare attuazione che attengono alla verifica della correlazione tra l’oggetto sociale e le
attività istituzionali dell’ente ed alle conseguenze che derivano dalla strumentalità
dell’organismo partecipato rispetto al socio pubblico sulle attività esercitabili dallo stesso
organismo,
sulla
necessità
di
operare
scelte
di
risanamento
societario
basato
sull’accertamento della sussistenza del pubblico interesse a mantenere le partecipazioni, di
adottare modelli di governance strumentali ad assicurare il rispetto degli standard qualitativi
e ad attuare strategie unitarie tra ente e organismo, di definire sistemi di controllo sulla
gestione degli organismi e di monitoraggio alimentati soprattutto da flussi informativi
costanti, di costruire indicatori economici e di redditività degli organismi, di adottare forme di
bilancio consolidate tra ente locale e organismi partecipati.
51
PARTE SECONDA
Analisi ricognitiva del fenomeno delle partecipazioni
Premessa
Come sinteticamente anticipato in premessa, il questionario istruttorio è stato inviato,
per il tramite delle Sezioni regionali, a 6576 enti locali (95 Province e 6481 Comuni)100 pari
all’80,12% del totale degli enti ed all’83,65% della popolazione nazionale. Il numero degli
enti che hanno fornito risposte al questionario istruttorio è stato complessivamente alto
(5296101), composto dal 78,50% delle Province e dal 64,34% dei Comuni e pari al 79,25%
del totale degli enti cui è stato inviato il questionario, pur se con notevolissime differenze
regionali102 e con alcune lacune obiettivamente significative103. Tali differenze e lacune vanno
necessariamente considerate nella lettura degli approfondimenti effettuati nelle analisi
successive. Il numero degli enti oggetto della presente indagine è stato di 5928104, pari al
72,22% del totale di Comuni e Province ed al 77,41% della popolazione complessiva
comunale.
100
L’invio del questionario non ha compreso né la Valle d’Aosta, dove non è presente una sezione di controllo della Corte
dei conti, nè la Lombardia, che non ha partecipato all’indagine nazionale, procedendo ad indagini regionali annuali
riferite ai Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti. Comunque, le informazioni relative agli organismi
societari partecipati dai Comuni e Province lombarde e le variabili ivi contenute ed a questi relative sono state
acquisite dalla banca dati Registro delle imprese-Unioncamere 2008. Nella trattazione si darà conto delle analisi che,
per mancanza di informazioni, non è stato possibile estendere anche alla Lombardia, mentre alcuna informazione è
riferita a Comuni e Province della Valle d’Aosta.
101
Di questi, 268 hanno comunicato di non possedere alcuna forma di partecipazione in organismi, dato che non è
stato possibile validare in sede centrale.
102
In Calabria la percentuale di risposta è stata del 22,49% (gran parte dei questionari sono stati trasmessi oltre il 30
settembre 2009), nel Lazio del 52,12%, in Campania del 51,16%, e ciò a fronte di altre percentuali regionali molto
vicine al 100% (Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Friuli V. G., Liguria, Marche, Sicilia).
103
Ad esempio, mancano i dati delle Province di Cosenza, Crotone, Pescara, Reggio Calabria, Savona, Verbano Cusio
Ossola, Vercelli, Vibo Valentia, Viterbo, e tra l’altro dei Comuni di Napoli, Foggia, Reggio Calabria, Sassari, Taranto,
Alessandria, Benevento, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lamezia terme, Avellino, ecc.
104
Compresi i dati riferiti a Comuni e Province della Lombardia reperiti dalla banca dati Unioncamere 2008.
52
% Popolazione Comuni elaborati
su totale Popolazione Comuni per regione
85,36%
Abruzzo
68,85%
Basilicata
19,15%
Calabria
49,69%
Campania
99,34%
99,48%
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
67,98%
Lazio
92,01%
Liguria
96,45%
Marche
81,47%
Molise
84,44%
Piemonte
64,59%
Puglia
70,26%
Sardegna
96,95%
99,68%
Sicilia
Toscana
98,14%
Trentino Alto Adige
81,31%
Umbria
95,88%
Veneto
0%
10%
20%
30%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
100%
Nell’analisi dei dati acquisiti, è stato delineato primariamente il quadro complessivo
degli organismi partecipati (5860105) rilevati con riferimento al quadriennio 2005/2008,
distinti per forma giuridica e settore di attività, ed è stata evidenziata la distribuzione delle
partecipazioni complessive nei Comuni, aggregati per classe demografica. Poiché il numero di
informazioni complete per il quadriennio 2005-2008 è inferiore a quella rilevabile nel triennio
2005-2007, si è poi proceduto ad approfondimenti più significativi relativi alle partecipazioni
ed agli organismi partecipati (5.601) rilevati nel triennio (con analisi distinte tra organismi e
partecipazioni) con riferimento ai quali è stato possibile anche costruire serie storiche di dati
e conseguentemente metterne in evidenza gli andamenti. Con specifico riferimento alle
società presenti nel triennio dotate di dati economico-patrimoniali completi (2541), è stato
rilevato l’andamento di alcuni indicatori economico-patrimoniali costruiti sulla base delle
informazioni acquisite. Infine, è stato delineato il complessivo quadro delle società in perdita
nel triennio, con rilevazione anche dei casi di patrimonio netto negativo.
105
Il numero complessivo rappresenta la somma degli organismi intercettati in almeno uno degli anni che formano il
quadriennio di riferimento. L’insieme degli anni in cui è presente il maggior numero degli organismi è costituito dal
triennio 2005/2007 che, infatti, è preso a riferimento per approfondimenti più dettagliati.
53
Cap.I
Organismi
partecipati
e
partecipazioni
rilevate
nel
quadriennio 2005/2008
Il dato ricognitivo da mettere primariamente in rilievo, che delimita il confine
quantitativo del presente lavoro, è rappresentato dal complessivo numero degli organismi
variamente partecipati dagli enti locali (Comuni e Province) rilevati nel quadriennio
2005/2008. Si tratta di 5.860 organismi partecipati da 5928 enti, costituiti da 3.787
società e 2.073 organismi diversi106. Il 64,62% (3.787) è rappresentato da organismi
aventi forma giuridica societaria107. Di essi, il 43,17% (1.635) è formato da società per
azioni, il 37,02% (1.402) da società a responsabilità limitata, il 14,68% (556) da società
consortili ed il 5,12% (194) da società cooperative.
Il 35,38% (2.073) dei 5860 organismi partecipati ha forma giuridica diversa dalla
societaria. Di essi il 61,55% (1.276) è consorzio, il 14,18% è fondazione, il resto è
rappresentato da altri organismi (istituzioni, aziende speciali, aziende servizi alla persona,
ecc.). Tra i consorzi sono stati individuati 84 Ambiti territoriali ottimali (ATO108), i quali, pur
non oggetto di specifiche richieste e analisi109, sono comunque presenti nella banca dati e
corrispondono al 4% del totale degli organismi non societari.
O rg anis mi partec ipati rilevati
nel quadriennio 2005-2008
F orma G iuridic a
%
Società per azioni
Società responsabilità limitata
Società Consortile
Società Cooperativa
1635
1402
556
194
T otale s oc ietà
3787
Consorzio
43,17%
37,02%
14,68%
5,12%
64,62%
1276
T otale c ons orz i
1276
Fondazione
Fondazione di partecipazione
21,77%
61,55%
262
32
T otale fondaz ioni
294
Altro
Non dichiarato
T otale altro
503
2073
T otale
5860
106
21,77%
4,47%
0,55%
14,18%
498
5
T otale altri org anis mi
%
27,90%
23,92%
9,49%
3,31%
5,02%
8,50%
0,09%
24,26%
8,58%
35,38%
Si tratta di forme di partecipazione al capitale o al fondo di dotazione di organismi diversi da quelli societari, come i
consorzi, le fondazioni, ecc. Questo numero non comprende gli organismi non societari partecipati dagli enti locali
lombardi, non rilevabili nella banca dati Unioncamere.
107
Società per azioni, società a responsabilità limitata, società consortile, società cooperativa.
108
Si tratta, com’è noto, di struttura dotata di personalità giuridica, cui gli enti locali partecipano obbligatoriamente, che
ha compiti di organizzazione, affidamento, controllo della gestione del servizio idrico integrato e di gestione integrata
dei rifiuti. La loro forma giuridica prevalente è il consorzio, pur se sono presenti anche società per azioni. Com’è stato
evidenziato nella prima parte della presente Relazione, gli ATO sono in via di soppressione (art.1, comma 1-quinquies
della legge 26 marzo 2010, n.42).
109
E, pertanto, non se ne può fornire un quadro completo.
54
Società
Cooperativa
5,12%
Totale altro
24,26%
Società
Consortile
14,68%
Società per
azioni
43,17%
Società
responsabilità
limitata
37,02%
Degli
Totale
consorzi
61,55%
Totale
fondazioni
14,18%
Altri organismi (35,38%)
Società (64,62%)
organismi
partecipati
sopra
indicati
è
stata
individuata
l’attività
prevalente110. Questa è stata distinta in due grandi settori: servizi pubblici locali (secondo
l’accezione prevalente costituiti da ambiente-rifiuti, idrico, trasporti, energia-gas) e altri
servizi (attività culturali sportive e sviluppo turistico, supporto alle imprese, attività
professionali scientifiche e tecniche, agricoltura silvicoltura e pesca, farmacie, attività
finanziarie assicurative e immobiliari, edilizia residenziale non residenziale urbanizzazione,
informazione Comunicazione editoria, industria, ristorazione, estrazione di minerali, sanità e
assistenza sociale, istruzione, altro).
Le risultanze dell’analisi hanno messo in evidenza che il 34,67% degli organismi
partecipati si occupa di servizi pubblici locali come sopra individuati, dato composto da una
percentuale del 10,26% del totale che si occupa di ambiente, del 9,46% che si occupa di
idrico, dell’8,24% che si occupa di trasporti, del 6,71% che si occupa di energia e gas. Degli
organismi partecipati che si occupano di servizi pubblici locali, il 44,39% riveste la forma di
società per azioni, il 23,91% di s.r.l., il 17% di consorzio, il 3,33% di società consortile. Il
6,22% degli organismi che si occupano di servizi pubblici locali è costituito da ATO
individuabili nei settori idrico e ambientale. A livello territoriale (tab.1), nelle Regioni del Nord
110
L’attività è stata codificata, sulla base di una descrizione sintetica dell’attività economica fornita, secondo la
classificazione di base utilizzata nel Codice ATECO 2007, utilizzata dall’ISTAT e dalle principali figure istituzionali a
partire dal 1° gennaio 2008, predeterminando undici macrovoci e dando la possibilità di indicare, oltre all’attività
prevalente, fino ad altre sette attività ulteriori. Come già evidenziato in premessa, questo settore dell’indagine ha
richiesto operazioni di razionalizzazione e di riconduzione a congruenza e significatività delle informazioni fornite,
estremamente lunghe e gravose.
55
e del Centro si riscontra una distribuzione degli organismi partecipati abbastanza omogenea
tra tutti i servizi pubblici locali. Invece, nelle Regioni meridionali si registra una netta
concentrazione nei settori ambiente e idrico.
Il 65,33% degli organismi partecipati svolge attività riconducibili ad altri servizi. Nei
vari settori individuati, la concentrazione maggiore si riscontra nel settore delle attività
culturali sportive e sviluppo turistico (14% del totale), seguito dai servizi di supporto alle
imprese (7,6%), attività professionali scientifiche e tecniche (5%), agricoltura silvicoltura e
pesca (4,7%), sanità e assistenza sociale (4,65%) farmacie (3,8%). Degli organismi che si
occupano di altri servizi, il 18,59% è rappresentato da s.p.a., il 23,82% da s.r.l. il 22,07% da
consorzi, il 12,82% da società consortili. Il 7% degli organismi che si occupano di altri servizi
è rappresentato da fondazioni111 (all’interno delle quali è presente anche la forma atipica delle
fondazioni di partecipazione112), concentrate nelle attività culturali sportive e sviluppo
turistico, ma anche nella sanità-assistenza sociale e istruzione.
111
La Corte dei conti si è occupata diffusamente del fenomeno delle fondazioni. In particolare, posto che la
fondazione non può che essere costituita per scopi di pubblica utilità, è stato affermato (Delibera Sez. reg.
Lombardia n.1088/2009) che essa può anche esercitare attività d’impresa, con metodo economico, purchè
tale esercizio sia funzionale alla realizzazione dei fini primari della medesima. Nei rapporti con l’ente locale, è
ammissibile che, ove la fondazione svolga servizi pubblici, l’ente partecipi anche con contributi straordinari o
ordinari alla sua attività. Si aggiunge che, in presenza di un servizio pubblico svolto da fondazione, essa
debba essere assoggettata allo stesso sistema di governance ed allo stesso statuto pubblicistico che regola i
servizi stessi.
In sede di Audizione al Parlamento del 20 gennaio 2010 sulla finanza locale, la Corte ha rilevato che il ricorso
che talvolta si fa a detto organismo maschera un sostanziale “abuso della personalità giuridica”, che consiste
nel ricorso ad organismi no profit per mascherare l’esercizio prevalente di attività economiche svolte a fine di
lucro. In particolare, è stato rilevato che la fondazione, per sua natura, dovrebbe utilizzare il reddito
derivante dal patrimonio per lo svolgimento della sua ordinaria attività e proseguire la stessa sino a che non
venga intaccato o, comunque non si esaurisca il patrimonio. Il concetto di perdita gestionale da ripianare è
estraneo alla nozione di fondazione poiché si tratta di un ente incentrato sul patrimonio e non sulla
partecipazione di più soggetti, come avviene nell’associazione o nella società. Di fatto, la situazione è
particolare poiché spesso la fondazione, che dovrebbe ricevere contributi o erogazioni da parte dei soggetti
che fruiscono dell’attività o del servizio reso, ha nel proprio patrimonio unicamente i beni immobili nei quali
opera e lo svolgimento dell’attività presuppone necessariamente un intervento finanziario da parte dell’ente
locale di riferimento. Al riguardo, mentre il comune può erogare specifici contributi ad una fondazione, non
può accollarsi l'onere di ripianare di anno in anno (mediante la previsione di un generico contributo annuale)
o anche occasionalmente le perdite gestionali della fondazione perchè alle stesse deve essere in grado di far
fronte la fondazione col suo patrimonio. Ove l'ente locale assuma l'impegno di far fronte alle perdite
gestionali, sia mediante l'erogazione di generici contributi annuali che il formale ripiano occasionale di
perdite, viene meno la natura di fondazione dell'organismo che, di fatto, si trasforma in ente strumentale del
comune, assumendo natura pubblica alla stessa stregua di un'azienda speciale o di un organismo societario
(Delibera Sez. reg. Lombardia n.1138/2009). Il riconoscimento a enti no profit della qualifica di imprenditore
commerciale comporta l’ascrizione degli stessi alla categoria degli organismi di diritto pubblico, con
conseguente sottoposizione alla normativa sugli appalti.
112
La fondazione di partecipazione è un istituto atipico che ha il suo campo di elezione nelle attività culturali. Essa
unisce, al suo interno, sia la componente patrimoniale, tipica della fondazione, che quella associativa, in quanto
possono coesistere società, associazioni, enti locali, ognuno mantenendo intatte le proprie peculiarità, pur entrando a
far parte di un patrimonio finalizzato alla realizzazione di uno specifico progetto. La fondazione di partecipazione nasce
con la destinazione di un patrimonio a formazione progressiva, in cui si innesta l’adesione patrimoniale, o comunque
valutabile patrimonialmente, di altri svariati soggetti. La struttura appare più duttile rispetto a quella tipica della
fondazione con componenti tipicamente societarie, quali la partecipazione dell’amministrazione alla gestione . Questo,
se da un lato rende tale atipico istituto senz’altro interessante in quanto ulteriore strumento di gestione nella
disponibilità dell’ente locale, dall’altro lo profila di numerosi e importanti elementi di cautela proprio per la mancanza di
uno statuto giuridico tipico di riferimento (l’art.12 c.c. è applicabile solo in via residuale).
56
F orma g iuridic a
s ettore di attività
S ettore
AMBIENTE
ALTRI SERVIZI
RIFIUTI
S E R VIZ I-AMB IE NT E T otale
IDRICO
IDRICO
INFRASTRUTTURE
S E R VIZ I-IDR IC O Totale
TRASPORTI
INFRASTRUTTURE
INFRASTRUTTURE AEROPORTUALI
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
S E R VIZ I-TR AS P O R TI Totale
ENERGIA
ENERGIA ELETTRICA E GAS
S E R VIZ I-E NE R G IA Totale
S E R VIZ I T otale
57
ATTIVITA' CULTURALI, SPORTIVE E SVILUPPO TURISTICO
ALTRO
SERVIZI DI SUPPORTO ALLE IMPRESE
ATTIVITA' PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE
AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
FARMACIE
ISTRUZIONE
ATTIVITA' FINANZIARIE, ASSICURATIVE ED IMMOBILIARI
EDILIZIA RESIDENZIALE E NON, URBANIZZAZIONE
SERVIZI DI INFORMAZIONE, COMUNICAZIONE, EDITORIALI
INDUSTRIA
NON APPLICABILE
SERVIZI DI RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI MINERALI
Altri S E R VIZ I T otale
T otale
S oc ietà
res pons abilità
limitata
24
96
120
90
14
104
80
9
15
104
160
160
488
23,91%
180
153
121
59
21
46
130
19
70
49
29
12
16
8
3
916
23,82%
1404
23,85%
(*): la ripartizione degli organismi nei settori di attività evidenzia la presenza di organismi intersettoriali
S oc ietà per
az ioni
41
197
238
181
29
210
176
52
94
322
136
136
906
44,39%
123
121
115
52
11
20
66
11
81
58
29
13
6
8
1
715
18,59%
1621
27,54%
S oc ietà
C ooperativa
S oc ietà
C ons ortile
1
1
2
2
2
3
2
5
40
40
49
2,40%
30
22
9
7
31
7
2
6
23
7
6
13
15
1
16
10
5
1
2
3
13
26
26
68
3,33%
65
105
112
105
20
6
1
44
9
5
13
4
3
1
145
3,77%
194
3,30%
493
12,82%
561
9,53%
Non
dic hiarato
F ondaz ione di
partec ipaz ione
F ondaz ione
C ons orz io
1
1
1
1
2
1
1
2
0,10%
3
0
0,00%
23
2
2
2
3
2
0,10%
157
27
3
10
1
22
36
1
3
1
3
0,08%
5
0,08%
32
0,83%
32
0,54%
261
6,79%
263
4,47%
ATO
Altro
54
8
99
61
8
153
61
16
139
66
16
4
143
66
16
17
3
2
12
5
31
8
20
12
20
12
347
127
52
17,00% 6,22% 2,55%
130
112
191
3
80
71
17
42
14
180
14
88
10
73
2
26
64
36
3
15
49
4
6
7
15
4
5
1
15
1
1
2
849
14
418
22,07% 0,36% 10,87%
1196
141
470
20,32% 2,40% 7,98%
T otale
c omples s ivo
OP
135
469
604
509
48
557
290
63
132
485
395
395
2041
820
707
448
291
278
274
227
219
202
165
87
53
48
21
6
3846
%
10,26%
9,46%
8,24%
6,71%
34,67%
13,93%
12,01%
7,61%
4,94%
4,72%
4,65%
3,86%
3,72%
3,43%
2,80%
1,48%
0,90%
0,82%
0,36%
0,10%
65,33%
5887 (*)
Analizzando il fenomeno dal lato delle partecipazioni, si evidenzia in primo luogo il
dato quantitativo complessivo rilevato attraverso l’istruttoria: 27.602 nel 2005, 28.466 nel
2006, 29.771 nel 2007 e 11.070 nel 2008113. Interessante appare, al riguardo, comprendere
come le partecipazioni si distribuiscono tra i Comuni, aggregati per classe demografica. Una
prima elementare rilevazione, effettuata considerando i valori assoluti delle partecipazioni,
mette in evidenza che nei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti si concentra mediamente il
60% del totale delle partecipazioni, mentre il 36% è nella fascia 5000-100.000 abitanti ed il
solo 2,8% nei Comuni con più di 100.000 abitanti. Integrando questa rilevazione, che risente
ovviamente della maggiore concentrazione dei Comuni nelle fasce demografiche più basse,
con la considerazione del numero dei Comuni all’interno di ogni classe demografica, si
acquisiscono elementi significativi sotto il profilo dell’effettiva propensione dei Comuni verso il
fenomeno delle partecipazioni.
P artec ipazioni
R ipartiz ione per c las s e demog rafic a
2005-2008
da 0 a 4.999
Partecipazioni
da 1 a 499
da 500 a 999
da 1.000 a 1.999
da 2.000 a 2.999
da 3.000 a 4.999
da 5.000 a 9.999
da 10.000 a 19.999
da 20.000 a 59.999
da 60.000 a 99.999
da 100.000 a 249.999
da 250.000 a 499.999
oltre i 500.000
Totale Comuni
Totale Province
Totale partecipazioni
2005
2.077
2.965
4.493
2.890
3.576
4.144
2.759
1.976
536
410
156
144
26.126
1.476
27.602
2006
2.129
3.031
4.585
2.963
3.698
4.302
2.877
2.046
562
426
159
153
26.931
1.535
28.466
2007
2.196
3.136
4.790
3.126
3.884
4.536
3.030
2.150
578
439
159
150
28.174
1.597
29.771
2008
787
1.148
1.707
1.091
1.399
1.650
1.153
843
245
307
66
30
10.426
644
11.070
da 5.000 a 99.999
da 100.000 a 499.999
2,72%
2,74%
2,65%
3,87%
36,04%
36,34%
36,54%
37,32%
61,25%
60,92%
60,81%
58,81%
2005
2006
2007
2008
Dalla rilevazione del valore medio delle partecipazioni per singolo comune114, emerge
che nei Comuni sotto i 5.000 abitanti il numero medio delle partecipazioni per ciascun
comune è di 4, che sale a 5/6 nei Comuni da 5.000 a 100.000 abitanti ed a 21/22 sopra i
100.000 abitanti.
113
114
I valori comprendono anche le partecipazioni in organismi societari dei Comuni e Province lombarde. Il valore del
2008 risente delle limitate informazioni di cui si dispone.
Dato dal rapporto tra il complessivo numero delle partecipazioni e dei Comuni appartenenti alla medesima fascia
demografica, come rilevati nella presente istruttoria.
58
Valore medio partec ipaz ioni
per C omuni appartenenti alla s tes s a c las s e demog rafic a
2005-2008
da 1 a 499
35
da 500 a 999
30
oltre i 500.000
25
da 1.000 a 1.999
20
da 250.000 a 499.999
15
10
5
da 2.000 a 2.999
da 100.000 a 249.999
0
da 3.000 a 4.999
da 60.000 a 99.999
da 5.000 a 9.999
da 20.000 a 59.999
da 10.000 a 19.999
2005
2006
2007
2008
Cap. II Organismi partecipati rilevati nel triennio 2005/2007
Con riferimento al triennio 2005/2007, la maggiore numerosità e completezza dei
dati acquisiti ha reso possibile un approfondito grado di dettaglio dell’analisi ricognitiva che
ha consentito la rilevazione sia degli organismi partecipati dagli enti locali che delle
partecipazioni115. La disponibilità di una quantità mediamente significativa di informazioni ha
consentito l’esposizione degli andamenti di entrambi i fenomeni nel triennio, esposti nei
diversi ambiti territoriali.
Il primo elemento da focalizzare è che il numero complessivo degli organismi
partecipati116 che compaiono in almeno uno degli esercizi del triennio è di 5.601 (tab.2). Di
questi, il 65,11% (3.647) è rappresentato da società (dato composto dal 28,44% del totale
rappresentato da s.p.a, dal 23,67% rappresentato da s.r.l., dal 9,68% da soc. consortili e dal
3,32% da soc. cooperative), il 22,09% da consorzi (il cui 7% è rappresentato da ATO), il 5%
da fondazioni, il 7,82% da altri organismi.
La rilevazione riferita a ciascuno degli anni (tab.3) evidenzia nel 2005 la complessiva
presenza di 4.992 organismi partecipati e 27.602 partecipazioni, nel 2006 di 5.254 organismi
e 28.466 partecipazioni, nel 2007 di 5.485 organismi e 29.771 partecipazioni. L’incremento,
115
116
Gli effetti della ripartizione si riscontrano soprattutto sulle quantità che, ove riferite agli organismi
partecipati, trattandosi di relazione con gli enti locali che può essere di “uno a molti”, possono risentire di
duplicazioni dovute al diverso riferimento territoriale. Diversamente, il rischio non si corre per quanto
riguarda le partecipazioni, legate agli enti locali da relazione univoca.
Nelle seguenti rilevazioni sono compresi gli organismi societari della Lombardia, rilevati nel db Unioncamere 2008.
59
costante nel tempo, è stato nel triennio complessivamente del 9,88% per gli organismi
(5,25% nel 2006 e 4,40% nel 2007) e del 7,86% per le partecipazioni (3,13% nel 2006 e
4,58% nel 2007). Gli organismi societari aumentano nel triennio dell’11,08% (6,15% nel
2006 e 4,65% nel 2007).
A livello regionale, come si evince dalla successiva tabella, sono le Regioni del Nord
che manifestano le maggiori variazioni in aumento degli organismi partecipati, soprattutto
nel 2006 (Friuli V.G., Emilia Romagna e Veneto), seguite da alcune del Centro (Marche e
Lazio), mentre al Sud-Isole si registrano variazioni di rilievo solo in Calabria e Sardegna.
Regione
Piemonte
Lombardia
Liguria
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Numero Organismi
Partecipati
2005
2006
2007
553
587
597
538
538
538
190
203
209
413
428
459
444
479
503
162
196
214
497
536
561
572
603
635
97
103
105
244
267
277
163
175
186
133
141
149
43
44
45
253
261
277
180
178
192
51
52
55
66
69
75
342
339
348
155
165
174
variazione %
2006/05
6,15%
0,00%
6,84%
3,63%
7,88%
20,99%
7,85%
5,42%
6,19%
9,43%
7,36%
6,02%
2,33%
3,16%
-1,11%
1,96%
4,55%
-0,88%
6,45%
2007/06
1,70%
0,00%
2,96%
7,24%
5,01%
9,18%
4,66%
5,31%
1,94%
3,75%
6,29%
5,67%
2,27%
6,13%
7,87%
5,77%
8,70%
2,65%
5,45%
Dei suddetti organismi è stato rilevato lo stato nell’anno di riferimento. È emersa,
pertanto, una percentuale inferiore all’1% di organismi cessati o non attivi ed una
percentuale più alta e crescente nel tempo di organismi in liquidazione (2,2% nel 2005,
2,9% nel 2006 e 3,5% nel 2007). Le percentuali più elevate di organismi in liquidazione si
riscontrano nelle società e nei consorzi.
Del complesso degli organismi partecipati (tab.4), quelli societari presentano un
andamento numerico costantemente in crescita: gli incrementi superiori al 10% si registrano
in Trentino A.A., in Friuli V.G. , nelle Marche ed in Calabria. Anche l’andamento numerico
degli organismi non societari (tab.5) risulta costantemente in crescita (fatta eccezione per la
Puglia, la Calabria, la Sicilia dove si registrano flessioni), pur se con tassi estremamente
differenziati a livello territoriale.
Per quanto riguarda la rilevazione della forma giuridica, poco meno del 65% degli
organismi partecipati riveste forma societaria. Di queste, la società per azioni è la più
ricorrente, pur se con percentuali di incidenza sul totale società in decremento nel tempo
60
(47% nel 2005, 45,05% nel 2006 e 43,63% nel 2007), a fronte di un’incidenza sempre
maggiore nel triennio di società a responsabilità limitata (32,57%, 35,02%, 36,57%). In
disparte la considerazione, come meglio approfondito in seguito, che l’espansione del numero
delle società a responsabilità limitata possa in parte essere attribuita a trasformazioni di
società per azioni che hanno subito riduzioni del capitale sociale sotto il limite legale, va
evidenziato come la s.r.l. presenti caratteristiche di maggiore flessibilità che la rendono più
adatta alla partecipazione di un socio pubblico che deve rispondere alla collettività
dell’andamento societario. Ad esempio, nella s.r.l. non esiste quella rigida separazione tra
soci e amministratori rinvenibile nella s.p.a., sussistendo concreti poteri di ingerenza nella
gestione da parte dei soci (art.2479 c.c.). Ai soci possono essere riconosciuti nell’atto
costitutivo poteri molto ampi, anche amministrativi (art.2468 c.c., III comma). Inoltre, nella
s.r.l. c’è maggiore libertà nella redazione degli statuti, ritenendosi vigente un principio di
elasticità delle scelte organizzative, limitato soltanto da espresse previsioni normative o da
principi di tutela dei terzi e dei creditori. In più, i soci della s.r.l. godono di poteri informativi
diretti e di poteri ispettivi, che possono essere estesi dallo statuto anche ai casi ulteriori
rispetto a quelli previsti dalla legge (art.2476, II comma).
Anche le società consortili rappresentano una percentuale interessante del totale
degli organismi societari (circa il 15%), la cui ragione, come meglio specificato in seguito,
potrebbe risiedere nel fatto che la società consortile consente di utilizzare uno strumento
societario anche in settori caratterizzati dalla mancanza o non prevalenza dello scopo di lucro
(servizi di informazione, di supporto alle imprese, attività professionali).
Spostando l’analisi a livello regionale, la forma giuridica societaria che evidenzia
incrementi maggiori è senz’altro quella a responsabilità limitata che al Centro cresce
mediamente nel triennio più del 35% (in Toscana del 40%, nelle Marche del 39%) e al Nord
del 30% (in Friuli V.G. del 60%). Anche la società consortile mostra incrementi di rilievo nel
triennio (35% in Friuli, 25% in Basilicata, 19% in Liguria e in Calabria).
Per quanto riguarda gli organismi non societari (1.237), circa il 22% è rappresentato
da consorzi, anch’essi in lieve crescita nel tempo. Dei residui organismi partecipati (11,4%
del totale) circa il 39% è rappresentato da fondazioni, l’11% delle quali è fondazione di
partecipazione.
61
Tipo
Organismo
Forma Giuridica
Società per azioni
Società responsabilità limitata
Società Cooperativa
Società Consortile
Totale Società
Consorzio
Totale Consorzio
Fondazione e Fondazione di
Partecipazione
Società
Consorzio
2005
% Forma
giuridica
47,00%
1.518
32,57%
1.052
5,23%
169
15,20%
491
64,70%
3.230
100,00%
1.167
23,38%
1.167
OO.PP.
- di cui Fondazione di Partecipazione
Altro
Altro
Non dichiarato
Totale Altro
Totale OO.PP.
2006
% Forma
giuridica
45,05%
1.544
35,02%
1.200
5,08%
174
14,85%
509
65,23%
3.427
100,00%
1.172
22,31%
1.172
OO.PP.
2007
% Forma
giuridica
43,63%
1.564
36,57%
1.311
5,10%
183
14,70%
527
65,36%
3.585
100,00%
1.200
21,88%
1.200
OO.PP.
numeri indice
2006/05
2007/06
1,71%
14,07%
2,96%
3,67%
6,10%
0,43%
0,43%
1,30%
9,25%
5,17%
3,54%
4,61%
2,39%
2,39%
10,04%
231
38,82%
249
38,02%
274
39,14%
7,79%
26
4,37%
60,84%
0,34%
11,92%
28
4,27%
61,68%
0,31%
12,47%
30
4,29%
60,57%
0,29%
12,76%
7,69%
7,14%
11,60%
0,00%
10,08%
5,25%
4,95%
0,00%
6,87%
4,40%
362
2
595
4.992
404
2
655
5.254
424
2
700
5.485
L’analisi dei settori di attività mette primariamente in evidenza che nel triennio
2005/2007 il 35,10% degli organismi partecipati è nel settore dei servizi pubblici locali ed il
resto in altri servizi. Il servizio più ricorrente all’interno di quelli pubblici locali è l’ambienterifiuti, che rappresenta il 29,82% del totale dei SPL ed il 10,47% del totale degli organismi,
seguito da quello idrico (27,49% dei SPL e 9,65% del totale), dai trasporti (23,70% dei SPL
e 8,32% del totale) e da energia e gas (18,99% dei SPL e 6,66% del totale). Dei servizi
diversi da quelli pubblici locali, il più frequente è quello relativo alle attività culturali sportive
e sviluppo turistico, che rappresenta il 21% di questi servizi ed il 13,72% del totale, seguito
dai servizi di supporto alle imprese.
62
Area
Attività
Tipologia
Servizio
TRASPORTI
IDRICO
SERVIZI
ENERGIA
AMBIENTE
ALTRO
Settore
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE
INFRASTRUTTURE AEROPORTUALI
INFRASTRUTTURE
Totale
IDRICO
INFRASTRUTTURE
Totale
ENERGIA ELETTRICA E GAS
Totale
RIFIUTI
ALTRI SERVIZI
Totale
Totale
AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA
ATTIVITA' CULTURALI, SPORTIVE E SVILUPPO TURISTICO
SERVIZI DI SUPPORTO ALLE IMPRESE
SERVIZI DI INFORMAZIONE, COMUNICAZIONE, EDITORIALI
ATTIVITA' PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE
EDILIZIA RESIDENZIALE E NON, URBANIZZAZIONE
ATTIVITA' FINANZIARIE, ASSICURATIVE ED IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI MINERALI
INDUSTRIA
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
OO.PP. % per
OO.PP. % sul
Area di attività
totale
6,58%
2,31%
2,99%
1,05%
14,13%
4,96%
23,70%
8,32%
25,06%
8,80%
2,43%
0,85%
27,49%
9,65%
18,99%
6,66%
18,99%
6,66%
23,14%
8,12%
6,68%
2,35%
29,82%
10,47%
100,00%
35,10%
7,20%
4,67%
21,14%
13,72%
11,86%
7,70%
2,35%
1,53%
7,78%
5,05%
4,44%
2,88%
5,31%
3,45%
6,00%
3,89%
0,55%
0,36%
0,16%
0,11%
1,42%
0,92%
5,78%
3,75%
6,65%
4,32%
18,04%
11,71%
1,31%
0,85%
100,00%
64,90%
100,00%
La società per azioni (tab.7), pur essendo la forma giuridica più ricorrente nel
settore dei servizi pubblici locali, spicca nel settore dei trasporti, dove rappresenta il 67% del
totale degli organismi nel settore, a fronte di una percentuale media del 35% negli altri
servizi pubblici locali. La società a responsabilità limitata è la forma più ricorrente nel settore
energia-gas (40,27% del settore), mentre negli altri settori ricorre mediamente nel 19% dei
casi. Il consorzio ricorre frequentemente nel servizio idrico ed in quello ambiente-rifiuti (25%
del totale del settore) dove si riscontra anche una percentuale significativa di ATO (10-12%
del totale del servizio) avente anch’esso prevalentemente forma giuridica di consorzio.
A livello regionale, il servizio pubblico locale che vede concentrata la più elevata
percentuale di organismi partecipati rispetto al totale degli stessi è quello ambiente- rifiuti in
Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Calabria, energia e gas in Lombardia,
Trentino A.A., Umbria, Marche e Abruzzo, Idrico in Piemonte, Veneto, Sardegna, trasporti in
Liguria, Friuli, Emilia Romagna.
63
Regione
Piemonte
Lombardia
Liguria
Trentino Alto
Adige
Veneto
Friuli Venezia
Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
TRASPORTI
IDRICO
ENERGIA
AMBIENTE
2005
2006
2007
2005
2006
2007
2005
2006
2007
2005
2006
2007
OO.PP.% per regione
OO.PP.% per regione
OO.PP.% per regione
OO.PP.% per regione
5,65%
6,37% 6,22% 18,44% 18,50% 18,66% 6,80% 6,59% 6,22% 12,04% 11,90% 11,09%
13,91%
13,59% 13,28% 15,59% 15,33% 15,30% 18,05% 16,76% 15,80% 9,67% 9,41% 9,04%
7,17%
7,01% 6,85% 3,23% 3,55% 3,54% 1,18% 1,10% 1,04% 3,47% 3,37% 3,41%
13,48%
13,16% 13,28%
12,39%
12,53% 12,45% 14,26% 14,58% 14,55%
3,48%
10,22%
8,26%
1,52%
5,00%
3,04%
1,52%
0,22%
3,26%
3,48%
0,00%
0,43%
3,48%
3,48%
100%
4,37%
4,49%
4,48% 24,56% 25,82% 28,76%
1,28%
1,24%
1,19%
6,21%
6,04%
6,22% 10,40% 11,37% 11,26%
3,32%
2,28%
2,43%
2,43%
2,96%
2,75%
2,59%
1,28%
1,42%
1,71%
9,98% 10,37%
6,46%
6,54%
6,53%
7,10%
6,87%
6,48%
4,74%
4,62%
4,44%
8,70%
1,49%
4,88%
3,18%
1,06%
0,21%
3,40%
3,18%
0,00%
0,42%
3,82%
3,61%
100%
5,89%
1,71%
5,13%
2,09%
3,42%
0,19%
5,13%
0,76%
1,14%
0,95%
4,94%
3,99%
100%
5,79%
1,68%
5,42%
2,06%
3,36%
0,19%
5,05%
0,75%
1,12%
1,12%
4,49%
3,55%
100%
5,78%
1,68%
5,41%
1,87%
3,36%
0,19%
5,22%
0,93%
1,12%
1,12%
4,48%
3,36%
100%
7,10%
2,66%
7,99%
1,48%
6,80%
0,00%
2,07%
1,78%
0,89%
0,30%
2,07%
0,00%
100%
6,87%
2,75%
7,97%
1,65%
6,87%
0,00%
2,20%
1,92%
0,82%
0,55%
2,20%
0,27%
100%
6,48% 14,23% 14,03% 13,82%
2,59% 2,19% 2,31% 2,22%
7,77% 3,83% 3,91% 3,92%
1,81% 3,47% 3,73% 4,10%
5,96% 3,65% 3,73% 3,92%
0,00% 0,55% 0,53% 0,51%
2,33% 8,76% 8,70% 8,87%
1,81% 5,47% 5,15% 5,97%
0,78% 1,28% 1,24% 1,19%
0,52% 3,10% 3,02% 3,07%
2,07% 8,58% 8,35% 8,02%
0,78% 2,01% 1,95% 2,22%
100%
100%
100%
100%
3,40%
8,51%
1,45%
4,98%
3,32%
1,24%
0,21%
3,53%
3,11%
0,00%
0,41%
3,73%
3,73%
100%
Con riferimento alle forme giuridiche ricorrenti nei settori diversi dai servizi pubblici
locali (tab.8), la società a responsabilità limitata è decisamente la più frequente (56% del
totale settore nelle farmacie, 35% nelle attività finanziarie, 33% nei servizi di informazione,
Comunicazione ed editoriali), seguita dalla società per azioni (40% nelle attività finanziarie,
35% nell’edilizia residenziale, 40% servizi di ristorazione, 32% servizi di informazione) e dai
consorzi (63% in agricoltura, silvicoltura e pesca, 30% in edilizia residenziale, 27% in
industria). La forma giuridica più frequente nelle attività culturali sportive e turistiche è la
s.r.l. (21% del totale nel settore) seguita dalla fondazione (19%) e dal consorzio. Nei servizi
di supporto alle imprese le forme giuridiche più ricorrenti sono le s.r.l., società consortile,
società per azioni (tutte al 25%), seguite dal consorzio (17%).
Nell’ambito delle rilevazioni relative ai settori, attraverso l’analisi dei codici ATECO si
possono distinguere gli organismi a seconda che si occupino di una sola o più attività, scelta
che può avere ricadute significative in termini non solo gestionali ma anche di qualità delle
performances. Complessivamente, l’opzione verso l’organismo multiservizio (tab.9) si va
riducendo nel tempo. Infatti, rispetto al totale, il 37,34% degli organismi svolge attività
multiservizio nel 2005%, il 36,68% nel 2006 ed il 36,10% nel 2007, con percentuali molto
simili a quelle totali anche se distintamente riferite ad organismi societari e non societari.
Con riferimento agli organismi societari, se si introduce nell’analisi il risultato d’esercizio, si
rileva che l’opzione per il multiservizio premia in termini di performance, almeno in alcune
64
aree territoriali, come viene dettagliatamente dimostrato nel paragrafo dedicato all’analisi
delle società con risultato d’esercizio negativo117.
L’analisi degli organismi partecipati sotto il profilo delle quote di partecipazione al
capitale sociale (tab.10) è, ovviamente, riferita soltanto alle società. La rilevazione è innanzi
tutto basata sulla distinzione tra: società totalmente partecipate da un unico socio pubblico,
totalmente partecipate da più soci pubblici, miste a prevalenza pubblica, miste a prevalenza
privata. A livello complessivo118 emerge chiaramente una prevalenza delle società miste a
prevalenza pubblica, oscillanti nel triennio tra il 35 ed il 40% del totale. A queste seguono le
società miste a prevalenza privata, le società totalmente partecipate da più enti e le società
totalmente partecipate da un unico ente. A livello regionale (tab.11), tale ripartizione
evidenzia eccezioni. Ad esempio, in Piemonte ed in Abruzzo prevalgono le società totalmente
partecipate da più enti, in Liguria, in Trentino ed in Veneto prevalgono le società a
prevalenza privata. L’analisi per classi di quote di partecipazione (tab.12) mette invece in
evidenza che, a livello complessivo, la massima concentrazione delle quote si riscontra
nell’intervallo percentuale che va da 0,01 a 9,99 dove è presente circa l’83% del totale delle
partecipazioni, poco più del 10% è nell’intervallo 10/49,99, il 4,5% è nell’intervallo 50/99,99
e poco più del 2% è nel 100, partecipazione unica totalitaria.
117
118
La Corte dei conti, in presenza di una società in house che concentri nell’oggetto sociale servizi a rilevanza economica
e privi di rilevanza economica, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accertare che, in tal modo, non si
eludano le regole che disciplinano il patto di stabilità interno. Ha, inoltre, evidenziato come la costituzione di una
società multiutility possa porsi in posizione antitetica rispetto alla più recente legislazione in materia oggetto sociale,
economicità ed efficienza (art.3, commi 27 e ss. della finanziaria 2008; art.23-bis del d.l. 112/2008)ed ai principi
pubblicistici che governano la gestione delle società partecipate (Sez. Lombardia n.923/2009)
La rilevazione non comprende la Lombardia, non disponendo del dato delle quote.
65
Cap.III Analisi delle performance delle società partecipate nel
triennio 2005/2007119
All’analisi che segue va fatta una doverosa premessa circa i limiti intrinseci alla
considerazione di indicatori di reddito (gli unici in questa sede disponibili), quali unici
indicatori di performance di società partecipate.
La redditività di una società, misurata contabilmente come capacità di produrre
ricavi che, oltre a coprire i costi, costituiscono anche una remunerazione dei soci proprietari,
fa evidentemente riferimento ad un modello contabile che non considera la capacità della
società di produrre valore anche per soggetti ulteriori rispetto allo stretto assetto proprietario
(la generalità degli utenti del servizio) e che, anche in presenza di risultati economici non
soddisfacenti, contribuisca comunque a migliorare il benessere sociale e ad accrescere
l’appeal territoriale.
Inoltre, in presenza di società strumentali all’ente, in cui il socio utilizza direttamente
l’attività aziendale, quest’ultimo valore aggiunto non viene considerato dalla contabilità, i cui
risultati non riescono a misurare il totale delle utilità effettivamente acquisite dall’ente a
fronte del totale del costo dei fattori produttivi, che invece è integralmente considerato. Ciò si
verifica anche in tutti i casi in cui, in presenza di servizi a tariffa, questa non copra i costi
aziendali sostenuti. Qui, la considerazione del solo risultato d’esercizio pone la società in una
(più o meno) costante situazione di perdita.
Quelle indicate, sono tutte situazioni che, in presenza di società partecipate,
dimostrano l’insufficienza di un approccio al concetto di reddito come unico indicatore di
performance. Sarebbe, pertanto, opportuno che, nella valutazione delle società partecipate, il
concetto di efficienza120 potesse applicarsi con riferimento a costi standard affidabili e che
questo fosse adeguatamente bilanciato da valutazioni di efficacia esterna121, inglobando in
questa anche l’effettiva soddisfazione dell’utenza e l’integrale misurazione del ritorno
socioeconomico del servizio reso.
Pur nella consapevolezza di tale distonia, nel presente capitolo si è provveduto,
laddove possibile, a rilevare l’andamento gestionale societario con riferimento ad alcuni valori
economico-patrimoniali. L’area di approfondimento è stata lo stock di 2541 società
119
In questo capitolo non sono compresi dati relativi alla Lombardia non disponendo di dati economici.
Rapporto tra risultati ottenuti (output) e mezzi impiegati (input). L’efficienza misura il modo in cui i fattori produttivi
sono utilizzati nel processo produttivo e indica la capacità dell’azienda di produrre più unità fisica che di output, dato
un certo ammontare di input.
121
Capacità di raggiungere gli obiettivi previsti sia in termini di obiettivi aziendali (efficacia interna) che in termini di
soddisfazione dei bisogni (efficace esterna).
120
66
partecipate sempre presenti nel triennio 2005-2007. Di queste, 2196 (86,4% dello stock)
hanno patrimonio netto (PN) sempre positivo, 280 (11%) hanno PN erratico e 65 (2,5%)
hanno PN sempre negativo. L’analisi è stata ulteriormente condotta in tre distinte situazioni
cui corrispondono diversi gradi di criticità: società che nel triennio 2005/2007 presentano PN
sempre positivo variamente correlato al risultato d’esercizio ed al risultato operativo, società
con risultato d’esercizio negativo nel triennio, società con risultato d’esercizio e patrimonio
netto entrambi negativi.
III.1
Società con patrimonio netto positivo
Come s’è detto, le società che nel triennio 2005/2007 presentano costantemente
patrimonio netto positivo sono 2196, che, come s’è detto, rappresentano poco più dell’86%
del campione preso a riferimento. All’interno di tale insieme sono stati condotti
approfondimenti sotto il profilo sia reddituale che patrimoniale.
Sotto il profilo reddituale, è stata messa in evidenza una prima macroarea in cui il
risultato d’esercizio è maggiore del risultato operativo (RE>RO). Una tale condizione
sottende una maggiore significatività quantitativa del RE rispetto al RO e si verifica quando la
gestione extracaratteristica apporta valore alla gestione caratteristica che invece, nella
normalità dei casi, dovrebbe chiudersi con valore maggiore122.
Nel triennio detta situazione può descriversi così:
2005: n. 481 società, pari al 21,90% di 2196 società;
2006: n. 411 società, pari al 18,72% di 2196 società;
2007: n. 441 società, pari al 20,08% di 2196 società.
All’interno di questa macroarea si individuano tre sottoinsiemi caratterizzati da
differenti livelli di criticità:
1.
Società con RE>RO con RE e RO entrambi positivi. In questo caso la
situazione reddituale è di costante positività e non desta particolare preoccupazione.
Nel triennio il fenomeno è così distribuito:
a.
2005: n. 90 società, pari al 18,71% di 481 società con RE > RO;
b.
2006: n. 74 società, pari al 18,00% di 411 società con RE > RO;
c.
2007: n. 94 società, pari al 21,32% di 441 società con RE > RO
122
La gestione extracaratteristica riassume tutte le operazioni ed i fenomeni non direttamente ricollegabili all’attività
operativa ordinaria ed a questa sostanzialmente estranei: proventi ed oneri finanziari (es. da partecipazioni azionarie,
interessi ed altri oneri finanziari, utili e perdite su cambio, canoni, ecc.), rivalutazioni e svalutazioni di attività
finanziarie, proventi ed oneri straordinari (plusvalenze e minusvalenze da alienazione di beni, ecc.) imposte sul reddito
d’esercizio (correnti, differite o anticipate).
67
2.
Società con RE>RO con RE positivo e RO negativo. Pur in presenza di una
situazione reddituale positiva, in questo caso la gestione caratteristica mostra aspetti
di criticità in quanto non produce reddito ed è compensata dal valore aggiunto più
che corrispondente apportato dalla gestione extracaratteristica. Il fenomeno è così
distribuito:
a.
2005: n. 118 società, pari al 24,53% di 481 società con RE> RO;
b.
2006: n. 130 società, pari al 31,63% di 411 società con RE> RO;
c.
2007: n. 134 società, pari al 30,39% di 441 società con RE> RO.
3.
Società con RE>RO con RE e RO entrambi negativi. È la situazione
reddituale maggiormente critica in quanto negativa in entrambe le gestioni, pur se il
valore negativo del RE è minore rispetto a quello sempre negativo del RO, per effetto
di apporti positivi della gestione extracaratteristica. La distribuzione nel triennio è la
seguente:
a.
2005: n. 273 società, pari al 56,76% di 481 società con RE> RO;
b.
2006: n. 207 società, pari al 50,36% di 411 società con RE> RO;
c.
2007: n. 213 società, pari al 48,30% di 441 società con RE> RO
Come già si rileva da questa esposizione e come meglio si metterà in evidenza nel
successivo paragrafo dedicato all’analisi delle perdite, la presenza di queste si rileva in
misura costantemente significativa, pur se con andamento decrescente nel tempo.
Sempre con riferimento al profilo reddituale, il primo e più comune indicatore di
bilancio è rappresentato dal c.d. ROE (Return on equity) che mette in rapporto il valore
positivo del risultato d’esercizio con quello, sempre positivo, del patrimonio netto
(RE/PN). Il ROE è un indicatore della redditività effettivamente ottenuta dall’impresa,
riferendosi alla gestione aziendale complessiva (caratteristica ed extracaratteristica) e
costituisce indice del grado di remunerazione del rischio sostenuto dall’imprenditore o dai
soci.
La scarsa affidabilità dei valori assoluti in cui sia il patrimonio netto che il
risultato d’esercizio sono stati espressi nella presente indagine, renderebbe azzardata
qualunque analisi dell’indicatore in sé e del suo andamento123. È sembrato, invece,
assumere significatività, quanto meno in termini di sostanziale positività della gestione,
l’evidenziazione delle situazioni in cui il ROE sarebbe comunque calcolabile, che ricorrono
quando sono positivi sia il patrimonio netto che il risultato d’esercizio. Rispetto alle 2196
società sopra rilevate con PN sempre positivo nel triennio, 1190 (54,19% di 2196) hanno
il ROE calcolabile nel 2005, 1287 (58,61%) hanno il ROE calcolabile nel 2006 e 1294
123
La principale fonte di incongruenza è stata la disomogeneità nell’esprimere il dato quantitativo il quale, nonostante
fosse stato richiesto in migliaia di euro, è stato verosimilmente indicato in euro in un numero imprecisabile di casi.
68
(58,93%) hanno il ROE calcolabile nel 2007. L’andamento, pur nella sua limitata
significatività, appare in leggera espansione.
Lo stock di società con il ROE sempre calcolabile nel triennio è di 812, pari al
36,98% delle 2196. Queste società: a) hanno nel 56% dei casi la forma di società per
azioni, b) si occupano nel 50,21% dei casi di servizi pubblici locali, con le più alte
percentuali rilevabili nel settore energia e gas, seguito da ambiente-rifiuti. c) sono
concentrate nelle Regioni del Nord.
Sotto il profilo patrimoniale, pur disponendo delle voci del conto patrimoniale
rappresentate dal patrimonio netto e dal capitale sociale, è stato possibile condurre l’analisi
in riferimento all’andamento del solo patrimonio netto nel triennio, data la non affidabilità e
congruenza dei valori assoluti in cui è stato espresso il capitale sociale124.
Pertanto, con riferimento al patrimonio netto (PN)125, in presenza di PN sempre
positivo, il valore è stato analizzato relativamente all’area nazionale e regionale ed è stato
così rilevato:
- andamento PN costantemente crescente, che ricorre nel 44,72% delle 2196
società individuate (982 società). In questo caso il PN rappresenta una fonte di
finanziamento permanente e stabile per la società, pur se può costituire comunque fonte
di difficoltà finanziarie e quindi rappresentare un indicatore di stato di crisi dell’impresa,
ove fosse insufficiente o presentasse problemi di liquidità. A livello regionale, le
percentuali più elevate(superiori al 48%) rispetto ai totali regionali si riscontrano in
Emilia Romagna, Marche, Campania, Toscana, Umbria e Veneto, quelle più basse (sotto
il 35%) in Abruzzo, Calabria, Molise e Puglia.
- andamento PN costantemente decrescente, che ricorre con riferimento al
23,13% delle 2196 società esaminate (508 società). In questo caso, pur trattandosi di
valori comunque positivi, si configurano segnali di crisi dell’impresa che andrebbero
specificamente messi in evidenza. A livello regionale sono le Regioni Basilicata e Molise
che fanno registrare le percentuali più elevate di società con PN decrescente, rispetto al
totale regionale.
- andamento erratico nel triennio, che ricorre con riferimento al 32,15% delle
società esaminate (706 società). In questo caso, non possono avanzarsi considerazioni
di natura economico-patrimoniale se non analizzando altre componenti del patrimonio, di
cui qui non si dispone. L’andamento variabile del PN potrebbe essere correlato
124
125
Anche in questo caso, il dato, nonostante fosse stato richiesto in migliaia di euro, è stato verosimilmente indicato in
euro in un numero imprecisabile di casi.
Si ricorda che il patrimonio netto costituisce il c.d. capitale di rischio dell’azienda e rappresenta il valore differenziale
tra attività e passività aziendali, il cui processo di formazione risente delle dinamiche valutative dei singoli elementi,
attivi e passivi, che lo compongono. È idealmente composto dal patrimonio conferito, costituito dall’apporto dei
soci, e dal patrimonio autoprodotto dalla gestione aziendale.
69
all’eventuale adozione societaria dei principi contabili internazionali ed, in particolare, del
criterio del fair value, che potrebbe trasferire sulle valutazioni patrimoniali le oscillazioni
del mercato, rendendone erratico il valore.
Regione
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia Romagna
Friuli Venezia
Giulia
Lazio
Liguria
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino Alto
Adige
Umbria
Veneto
Totale
complessivo
Societ
à con
PN
positiv
o nel
trienni
o
75
23
28
120
248
3,42%
1,05%
1,28%
5,46%
11,29%
Società
con PN
positivo
% su
nel
Tot.Reg.
triennio e
decrescen
te
26 34,67%
20
10 43,48%
11
32,14%
9
8
60 50,00%
34
126 50,81%
44
97
78
111
138
18
233
93
47
109
285
4,42%
3,55%
5,05%
6,28%
0,82%
10,61%
4,23%
2,14%
4,96%
12,98%
42
33
50
69
4
104
32
14
42
139
204
59
230
9,29%
2,69%
10,47%
100,00
%
82
29
111
2196
% su
Tot.
Naz.
Società
con PN
positivo
nel
triennio e
crescente
43,30%
42,31%
45,05%
50,00%
22,22%
44,64%
34,41%
29,79%
38,53%
48,77%
40,20%
49,15%
48,26%
982
18
27
21
26
8
59
33
17
34
41
47
15
45
508
26,67%
47,83%
28,57%
28,33%
17,74%
Società
con PN
positivo
nel
triennio e
andament
o variabile
29
2
11
26
78
38,67%
8,70%
39,29%
21,67%
31,45%
18,56%
37
38,14%
34,62%
18,92%
18,84%
44,44%
25,32%
35,48%
36,17%
31,19%
14,39%
18
40
43
6
70
28
16
33
105
23,08%
36,04%
31,16%
33,33%
30,04%
30,11%
34,04%
30,28%
36,84%
23,04%
75
36,76%
25,42%
19,57%
15
74
25,42%
32,17%
% su
Tot.
Reg.
% su
Tot.
Reg.
706
Come sopra anticipato, non è stato possibile condurre alcuna analisi in merito alle
informazioni quantitative relative al capitale sociale, stante la non congruenza e la non
attendibilità diffusamente riscontrata delle stesse.
E’ stato possibile rilevare soltanto l’informazione quantitativa (non riscontrabile)
relativa all’adozione dei provvedimenti di cui agli artt. 2446 e 2447 c.c.126, dato che
126
Art.2446 c.c.” Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori
o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono
senza indugio convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti. All'assemblea deve essere sottoposta una
relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il
controllo sulla gestione. La relazione e le osservazioni devono restare depositate in copia nella sede della società
durante gli otto giorni che precedono l'assemblea, perché i soci possano prenderne visione. Nell'assemblea gli
amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione. Se entro l'esercizio
successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza che
approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli
amministratori i sindaci o il consiglio di sorveglianza devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del
70
indubbiamente mette in evidenza situazioni di crisi aziendale. La rilevazione complessiva
mostra valori obiettivamente bassi ed un andamento crescente nel triennio, così
evidenziabile: 112 casi nel 2005, 138 casi nel 2006, 156 casi nel 2007. Una così scarsa
frequenza al ricorso ai meccanismi previsti dagli artt.2446 e 2447 c.c. potrebbe, in qualche
modo, conseguire all’eventuale adozione da parte della società dei principi contabili
internazionali, ed, in particolare, del c.d. fair value, criterio di valutazione delle attività,
qualificabile come corrispettivo al “valore corrente” o “equo”. Trattandosi di un criterio basato
sul valore di mercato, può in definitiva introdurre nel bilancio aspettative di plusvalenze che,
seppure incerte perché legate alle oscillazioni di mercato, influenzano le valutazioni societarie
in merito alla possibilità di conseguire redditi futuri e possono ritardare l’attivazione dei detti
meccanismi. L’adozione del criterio del fair value, se giustificata nelle operazioni di
consolidamento, andrebbe consentita entro cautele ben definite (esistenti, per la verità,
stante l’applicazione del fair value soltanto a riserva che è, per di più, tendenzialmente
indisponibile) che garantiscano gli elementi di certezza e affidabilità che il tradizionale criterio
del costo storico assicura da sempre.
Nell’ambito dei servizi pubblici locali, i settori in cui il fenomeno è riscontrato più di
frequente sono rappresentati dai trasporti e dall’ambiente. Nell’ambito degli altri servizi, il
fenomeno è più frequente nelle attività culturali sportive e turistiche e nelle attività
professionali scientifiche e tecniche.
III.2
Società con risultato d’esercizio negativo
Rispetto al complesso delle società costantemente presenti nel triennio considerato,
pari a 2541, lo stock di società sempre in perdita è pari a 568 (22,35% delle società
ricorrenti). Fermo restando che, con riferimento allo stock, la forma giuridica prevalente è la
società per azioni (45,95%), seguita dalla società a r.l. (35,39%), va rilevato che il rapporto
tra società, costruito per singola forma giuridica, mette in evidenza che la percentuale più
alta delle società costantemente in perdita è nelle società a responsabilità limitata (25,61%),
seguite dalle società consortili (21,97%). Per quanto riguarda le società a responsabilità
capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio. Il tribunale provvede, sentito il pubblico ministero, con decreto
soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori.
Nel caso in cui le azioni emesse dalla società siano senza valore nominale, lo statuto, una sua modificazione ovvero
una deliberazione adottata con le maggioranze previste per l'assemblea straordinaria possono prevedere che la
riduzione del capitale di cui al precedente comma sia deliberata dal consiglio di amministrazione. Si applica in tal
caso l'articolo 2436”
Art.2447 c.c. “Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito
dall'articolo 2327, gli amministratori o il consiglio di gestione e, in caso di loro inerzia, il consiglio di sorveglianza
devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento
del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società.”
71
limitata, va rilevato che la sua adozione costituisce talvolta l’esito di forti crisi aziendali le
quali, in alternativa alla ricapitalizzazione, culminano nella decisione di trasformare in s.r.l.
una precedente società per azioni che ha subito riduzioni al capitale sociale sotto il limite
legale. Questi fenomeni avvengono, il più delle volte, in settori connotati da elevati costi fissi
incomprimibili (come, ad esempio, il costo del personale) o da sistemi tariffati non sufficienti
a coprire i costi d’esercizi dove le perdite societarie tendono a permanere nel tempo.
Riguardo alla società consortile, invece, va messo in rilievo che tale forma giuridica,
caratterizzata dalla forma societaria ma dalla mancanza dello scopo di lucro, è quella che,
come il consorzio (con attività esterna), maggiormente si adatta a svolgere attività non
lucrative (melius, servizi pubblici non a rilevanza economica) non caratterizzate, cioè, dal fine
della redditività. Va detto che, di fatto, difficilmente la società consortile partecipata ha
effettivamente uno scopo consortile, ma è l’unico strumento ammesso dall’ordinamento per
utilizzare uno strumento societario nei settori no profit. Trattandosi, quindi, di attività prive di
scopo di lucro sia oggettivo (produzione di utili) che soggettivo (divisione dei dividendi), la
chiusura in perdita del risultato d’esercizio ha rilevanza prevalentemente contabile piuttosto
che gestionale.
Quanto da ultimo considerato trova, in certa misura, conferma nelle seguenti
rilevazioni. Infatti, l’area di attività in cui maggiormente si registrano società costantemente
in perdita nel triennio è quella dei servizi diversi dai SPL, in cui è presente il 63,32% delle
società in questione. Il settore che espone la percentuale più elevata di perdite reiterate è
quello delle attività culturali sportive e di sviluppo turistico (26,27% del totale area), seguito
dai servizi di supporto alle imprese (16,38%) e dalle attività professionali scientifiche e
tecniche (11,58%). Mettendo a raffronto le società sempre presenti con quelle sempre in
perdita, emergono significative percentuali di perdite continue (superiori al 20%) non solo
dei predetti settori, ma anche nell’agricoltura, nell’edilizia residenziale, nell’estrazione di
minerali, nell’industria, nelle attività finanziarie assicurative e immobiliari.
Per quanto riguarda l’area servizi pubblici locali, dove si concentra il 37,68% delle
società costantemente in perdita nel triennio, è il settore dei trasporti (seguito da ambienterifuiti) che espone la percentuale più elevata delle società in perdita: a) rispetto al totale
delle società dell’area (50,47%), b) rispetto al totale delle società in perdita (19%), c)
rispetto al totale delle società operanti nello stesso settore trasporti (32,83%). Già soltanto
da queste rilevazioni emerge chiaramente che il settore dei trasporti rappresenta una
consolidata area di crisi. È questo, in effetti, il settore in cui devono trovare conciliazione
opposte esigenze: da un lato, il “servizio universale”, per essere erogato a tutti e senza
soluzione di continuità, dovrebbe reggersi su tariffe che garantissero la copertura dei costi
(art.117 TUEL), dall’altro, la determinazione delle tariffe non può essere di livello tale da
72
limitare la piena accessibilità ad un “servizio universale”. Di fatto, nel bilanciamento di tali
esigenze è sempre la seconda a prevalere, anche per la presenza di costi fissi, incomprimibili
che per gran parte esulano dalla disponibilità del soggetto erogatore (es. costo del
personale). Di conseguenza, la gestione produce reiterate perdite, cui deve far fronte l’ente
socio o nella forma dei contributi in conto esercizio o del ripiano perdite127.
A livello regionale, la percentuale più alta di società costantemente in perdita nel
triennio si riscontra in Basilicata (40% delle società sempre presenti in Regione), seguita dal
Molise (39,13%), Sardegna (38,60%), Puglia, Trentino A.A., Sicilia. La meno rilevante si
riscontra nelle Marche (14,38%), seguita da Abruzzo e Friuli V.G.
Società sempre in
% sul totale società
Società ricorrenti nel % su società ricorrenti
perdita nel triennio
sempre in perdita nel triennio 2005-2007
nel triennio 2005-2007
Forma Giuridica
2005-2007
triennio 2005-2007
Società per azioni
261
45,95%
1205
21,66%
Società responsabilità limitata
201
35,39%
785
25,61%
Società Cooperativa
19
3,35%
155
12,26%
Società Consortile
87
15,32%
396
21,97%
Totale
568
100,00%
2541
22,35%
Area Attività
SERVIZI
Tipologia Servizio
TRASPORTI
IDRICO
ENERGIA
AMBIENTE
SERVIZI Totale
ALTRO
AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA
ALTRO
ATTIVITA' CULTURALI, SPORTIVE E SVILUPPO TURISTICO
ATTIVITA' FINANZIARIE, ASSICURATIVE ED IMMOBILIARI
ATTIVITA' PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE
EDILIZIA RESIDENZIALE E NON, URBANIZZAZIONE
ESTRAZIONE DI MINERALI
FARMACIE
INDUSTRIA
ISTRUZIONE
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
SERVIZI DI INFORMAZIONE, COMUNICAZIONE, EDITORIALI
SERVIZI DI RISTORAZIONE
SERVIZI DI SUPPORTO ALLE IMPRESE
NON APPLICABILE
ALTRO Totale
Totale complessivo
127
Società sempre in % su Area % sul totale società Società ricorrenti
% su società
perdita nel triennio
Attività sempre in perdita nel
nel
ricorrenti nel
2005-2007
triennio 2005-2007 triennio 2005-2007 triennio 2005-2007
108
50,47%
19,01%
329
32,83%
31
14,49%
5,46%
210
14,76%
32
14,95%
5,63%
230
13,91%
43
20,09%
7,57%
267
16,10%
214
37,68%
1036
20,66%
21
5,93%
3,70%
68
30,88%
69
19,49%
12,15%
268
25,75%
93
26,27%
16,37%
286
32,52%
25
7,06%
4,40%
115
21,74%
41
11,58%
7,22%
163
25,15%
17
4,80%
2,99%
72
23,61%
1
0,28%
0,18%
4
25,00%
6
1,69%
1,06%
105
5,71%
9
2,54%
1,58%
30
30,00%
6
1,69%
1,06%
66
9,09%
5
1,41%
0,88%
44
11,36%
3
0,85%
0,53%
49
6,12%
12
0,00%
58
16,38%
10,21%
216
26,85%
7
0,00%
354
62,32%
1505
23,52%
568
100,00%
2541
22,35%
Va da sé che i trasferimenti a favore del soggetto erogatore che compensano il costo sociale del servizio non sono
rimessi alla discrezionalità delle parti, ma devono essere strettamente collegati ai costi del servizio e derivare da
rigorose valutazioni economiche. Dai costi sociali vanno distinti quelli derivanti da inefficienze e da responsabilità
gestorie, che devono essere chiaramente individuate dall’ente socio. Sia le spese per ripiano perdite che per
contributi in conto esercizio devono trovare copertura nella spesa corrente, non trattandosi di forme di investimento
(Sez. Lombardia n. 36/2009).
73
Società sempre in Società ricorrenti
% su società
perdita nel triennio
nel
ricorrenti nel
Regione
2005-2007
triennio 2005-2007 triennio 2005-2007
Basilicata
12
30
40,00%
Molise
9
23
39,13%
Sardegna
22
57
38,60%
Puglia
35
108
32,41%
Sicilia
41
133
30,83%
Trentino Alto Adige
69
228
30,26%
Lazio
27
104
25,96%
Umbria
16
62
25,81%
Campania
35
150
23,33%
Veneto
54
257
21,01%
Calabria
7
35
20,00%
Piemonte
53
265
20,00%
Toscana
61
318
19,18%
Liguria
24
128
18,75%
Emilia Romagna
49
287
17,07%
Friuli Venezia Giulia
18
110
16,36%
Abruzzo
13
86
15,12%
Marche
23
160
14,38%
Totale complessivo
568
2541
22,35%
Con riferimento alle singole annualità del triennio, si è rilevata una percentuale
media delle società in perdita pari a circa il 41%, con percentuali annuali lievemente
decrescenti nel tempo (43,67% nel 2005, 40,59% nel 2006, 38,92% nel 2007). La maggior
parte delle perdite è stata riportata a nuovo posto che gli enti hanno dichiarato l’avvenuto
ripiano delle perdite nel 41,38% dei casi nel 2005, nel 37,73% nel 2006 e nel 34,37% nel
2007 (mediamente 37,8%); in presenza di avvenuto ripiano perdite, questo è avvenuto a
carico dell’ente in un numero limitato di casi, pari, mediamente, al 23%. Di fronte a perdite
da ripianare, l’ente socio viene a trovarsi di fronte ad una difficile scelta: procedere a ripiano
o ricapitalizzazione, con significative ricadute negative sul proprio bilancio, ovvero non
ripianare, emarginandosi, così, dalla compagine sociale. Va, infatti, al riguardo messo in
evidenza che il mancato ripiano (o anche la mancata o ridotta ricapitalizzazione) da un lato
comporta di fatto un depauperamento delle risorse pubbliche, equivalente alla perdita di
valore patrimoniale incorporato nella partecipazione sociale, che ha originariamente trovato
copertura in risorse pubbliche. Dall’altro, considerato che di norma il valore dei cespiti sociali
sono più significativi di quanto non emerga dalla situazione patrimoniale della società, la
mancata ricapitalizzazione determina una sostanziale distrazione di tali plusvalenze a favore
degli altri soci (che possono procedere alla ricapitalizzazione) con conseguenze sostanziali
nell’assetto proprietario della società.
74
Esercizio
Totale
società
partecipate
Società
partecipate
in perdita
% di Societa in
perdita su totale
società partecipate
2005
2006
2007
Media 2005-2007
2.695
2.892
3.050
2.879
1.177
1.174
1.187
1.179
43,67%
40,59%
38,92%
40,96%
Società partecipate % di Societa in cui la
Perdita ripianata a
in cui la perdita è
perdita è stata
carico dell'ente
stata ripianata
ripianata
487
443
408
446
41,38%
37,73%
34,37%
37,82%
99
109
100
103
% di Societa in cui la
perdita è stata
ripianata a carico
dell'Ente
20,33%
24,60%
24,51%
23,02%
Le percentuali più elevate di società in perdita si rilevano nell’area Sud e Isole, in
particolare in Basilicata (mediamente 53% annuo), in Molise (mediamente 49,5% annuo),ed
in Sicilia (mediamente 49,04% annuo); quelle meno elevate nell’area Nord-est e Centro
(nelle Marche la percentuale media è del 35,83%, in Friuli V.G. del 36,10%, in Emilia
Romagna del 36,22%, in Veneto del 36,6%)
Regione
Piemonte
Liguria
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
% di Società in Perdita per Regione
% Media
2005
2006
2007
2005-2007
43,01%
40,19% 40,25%
41,15%
42,66%
36,13% 37,74%
38,84%
46,09%
44,36% 50,18%
46,88%
41,67%
35,78% 32,42%
36,62%
37,93%
35,66% 34,72%
36,10%
37,58%
38,23% 32,85%
36,22%
43,41%
37,33% 35,48%
38,74%
43,28%
39,44% 35,21%
39,31%
37,71%
34,69% 35,12%
35,84%
45,95%
42,62% 38,46%
42,34%
40,86%
39,18% 39,22%
39,75%
55,56%
42,86% 50,00%
49,47%
45,00%
45,45% 39,55%
43,33%
49,21%
44,62% 39,71%
44,51%
51,52%
53,13% 54,29%
52,98%
50,00%
50,00% 42,55%
47,52%
47,65%
54,43% 45,06%
49,05%
45,83%
43,24% 49,37%
46,15%
L’analisi per forma giuridica (tab.13) mette in rilievo che le società a responsabilità
limitata sono quelle che più frequentemente chiudono in perdita (mediamente circa nel 45%
dei casi), pur se con valori decrescenti nel tempo, seguite dalle società consortili
(mediamente nel 41% dei casi) e poi dalle società per azioni (39,7%).
Tra le aree di attività (tab.14), è quella dei servizi diversi da quelli pubblici locali che
evidenzia le percentuali più alte di società in perdita, pur se decrescenti nel triennio (46,83%
nel 2005, 43,05% nel 2006 e 39,89% nel 2007). All’interno di questa, i settori
maggiormente critici si rivelano essere quello delle attività culturali sportive e sviluppo
turistico, dell’edilizia residenziale e opere di urbanizzazione, delle attività professionali
scientifiche e tecniche e dei servizi di ristorazione.
75
Il settore dei servizi pubblici locali presenta percentuali complessive di perdita
leggermente più basse delle precedenti nel triennio (38,69% nel 2005, 36,95% nel 2006 e
37,63% nel 2007). Il settore più critico è costantemente quello dei trasporti il quale presenta
perdite medie nel triennio superiori al 48% del totale delle società partecipate operanti nel
settore stesso (nel 2005 la percentuale è stata del 50,44%). Diversamente, il settore con le
percentuali più basse è quello dell’energia-gas, pur se con percentuali in aumento nel tempo
(25,31% nel 2005, 30% nel 2006 e 36% nel 2007).
Aggiungendo all’analisi la tipologia di partecipazione (totalmente pubblica
monopartecipazione, totalmente pubblica multipartecipazione, a prevalenza privata, a
prevalenza pubblica) (tab.15) viene in rilievo prima di tutto che le percentuali più elevate
delle società in perdita si riscontrano nelle società totalmente pubbliche con unico socio o con
più soci (per le società partecipate dai soli Comuni) e nelle società miste a prevalenza
pubblica (per le società partecipate dalle sole Province e congiuntamente da Comuni e
Province). Il dato viene sostanzialmente confermato inserendo nell’analisi anche il settore di
attività. Qui viene in specifica evidenza che, con riferimento alle società partecipate dai
Comuni operanti nel settore dei servizi pubblici locali (tab.16), sono le società totalmente
partecipate da enti locali (sia a mono che a multipartecipazione) quelle che presentano
frequentemente perdite. Questo avviene anche nel settore dei servizi diversi da quelli
pubblici locali, soprattutto nell’area dell’agricoltura silvicoltura e pesca, delle attività culturali.
Diversamente,
sono
le
società
miste
a
prevalenza
privata
che
presentano
più
frequentemente perdite nei settori dei servizi alle imprese, nell’industria, dell’edilizia
residenziale e opere di urbanizzazione, nelle attività professionali scientifiche e tecniche, nei
servizi di informazione, Comunicazione e editoria.
Distinguendo nell’ambito delle attività le società monoservizio da quelle multi
servizio (tab.17), si rileva che l’opzione per il multiservizio premia in termini di
performance, almeno in alcune aree territoriali. Infatti, nel 2005 il 44,77% del totale delle
società partecipate monoservizio chiude in perdita a fronte del 41,11% del totale società
multiservizio, nel 2006 il 41,79% a fronte del 38,67%, nel 2007 il 39,48% a fronte del
37,65%. A livello regionale128, le migliori performances delle società multiservizio rispetto alle
mono, in termini di minori percentuali di chiusure in perdita, si riscontrano diffusamente e
costantemente nell’area Nord (in particolare in Trentino A.A., Friuli V.G., Emilia Romagna) ed
in qualche Regione del Centro-Sud (Toscana, Molise, Campania), mentre più in generale al
Sud le risultanze evidenziano una tendenza opposta. Anche aggiungendo il valore negativo
del patrimonio netto, si notano differenze tra le società in perdita monoservizio e quelle
multiservizio. Nel 2005 il 3,49% del totale società monoservizio ha chiuso in perdita con PN
128
Nell’analisi mancano i dati della Lombardia, non disponendo del dato delle perdite.
76
negativo, a fronte del 2,96% delle multi servizio; nel 2006 il 5,46% a fronte del 3%, nel
2007 il 5,19% a fronte del 3,67%.
Riferendo l’analisi alle partecipazioni a società in perdita d’esercizio emerge un
dato medio di partecipazioni in perdita nel triennio del 35,35%, in costante decremento nel
tempo.
Esercizio
Partecipazioni a
società in perdita
Enti
Società
partecipate in
perdita
Totale
partecipazioni a
società
% Partecipazioni a
società in perdita
2005
5.351
3.025
1.177
13.977
38,28%
2006
4.999
2.756
1.174
14.586
34,27%
2007
5.204
2.988
1.187
15.544
33,48%
Media 20052007
35,35%
Esaminando la distribuzione delle partecipazioni in perdita sul totale dei Comuni
aggregati per classe demografica (tab.18) si rileva, rispetto al totale delle partecipazioni in
perdita, una maggiore concentrazione negli enti locali con abitanti che vanno da 1 a 60.000,
cioè nelle classi demografiche più basse, dove si addensa il maggior numero degli enti
locali129(tab.19). Ma, rapportando il dato al totale delle partecipazioni in perdita per classe
demografica le percentuali massime si evidenziano nelle classi più popolose130.
III.3
Società con risultato d’esercizio e patrimonio netto negativi.
La criticità massima si realizza quando non solo il risultato economico della gestione chiude
con un surplus di esborsi rispetto agli introiti, ma nel patrimonio netto le passività superano
le attività, cioè a dire, si delinea una situazione di dissesto prossima al fallimento in cui il
risultato economico è negativo, i debiti superano le attività aziendali e la società non ha
possibilità di crescita data la mancanza di capitale proprio utilizzabile per far fronte a debiti
verso terzi.
129
130
Nello specifico, le percentuali più elevate si riscontrano nella classe demografica che va da 1000 a 1.999 abitanti
(mediamente 15,09%), da 5.000 a 9.999 abitanti ( mediamente 14,40%%), da 3.000 a 4.999 abitanti (11,84%).
In particolare, nella classe demografica che va da 250.000 a 499.999 abitanti si registra la più alta percentuale
media di partecipazioni in perdita rispetto al totale delle partecipazioni, che è pari al 38,28%, seguita da quella che
va da 100.000 a 249.999 dove la percentuale è del 37,47%. In terza posizione viene il 36,83% che si registra nella
classe demografica più bassa, che va da 1 a 499 abitanti, seguita dalla classe demografica che va da 2.000 a 2.999,
dove si registra la percentuale media di partecipazioni in perdita del 35,52%.
77
Delle 568 società costantemente in perdita nel triennio, sopra analizzate, 32 (5,6%)
hanno anche il patrimonio netto sempre negativo. Di queste 9 (28%) svolgono attività
culturali sportive e sviluppo turistico e 7 sono nei SPL, settore ambiente-rifiuti.
In controtendenza rispetto al fenomeno delle perdite configurabili nella sola
presenza di RE negativo, il quale è considerevole ma in decremento nel tempo, il numero
delle società con RE e PN entrambi (ma non costantemente) negativi è molto meno
considerevole ma in continua crescita (tab.20). Infatti, pur se la percentuale media di questo
genere di società è del solo 4,18% nel triennio rispetto al totale delle società partecipate,
quella riferita a ciascun anno va dal 3,34% del 2005 al 4,62% nel 2007. Così, anche in
rapporto alle società con il solo RE negativo, con un tasso che va dal 7,65% nel 2005
all’11,88% nel 2007 ed un tasso medio del 10,20%.
L’area territoriale in cui sono maggiormente presenti le società in esame è il Sud,
ma anche nelle Isole e nel Centro i numeri sono piuttosto considerevoli. La Regione in cui si
registra la percentuale più alta rispetto al totale regionale delle società partecipate che
presentano il solo RE negativo è il Lazio, con un tasso medio nel triennio del 22,88%, ma
tassi medi significativi si registrano anche in Campania (17,51%), Calabria (12,07%),
Sardegna (15,42%) (tab.21).
E’ anche in questo caso la società a responsabilità limitata che, con riferimento al
totale società partecipate, ricorre più frequentemente tra le società con RE e PN negativi
(mediamente 6,08% annuo) seguita dalla società cooperativa. Quest’ultima è la più
frequente rispetto al totale delle società in perdita (mediamente 15,08%) (tab.22).
Con riferimento ai settori di attività, le società in argomento che si occupano di SPL
rappresentano mediamente poco meno del 4% (TAB.239del totale delle società partecipate
ed hanno la massima concentrazione nel settore dell’ambiente-rifiuti, con percentuali che,
rispetto al totale di settore, vanno dal 41% nel 2005, al 55% nel 2006 al 57% nel 2007.
Anche nel settore dei trasporti si rilevano percentuali considerevoli. Diversamente, le società
in questione che si occupano di servizi diversi da quelli pubblici locali presentano la maggiore
concentrazione nel settore delle attività culturali sportive e di sviluppo turistico, seguite dalle
attività professionali tecniche e scientifiche.
Le partecipazioni a società in perdita con PN negativo sono anch’esse in crescita nel
triennio, e rispetto alle partecipazioni con solo RE negativo, salgono dal 4,84% del 2005 al
7,23% nel 2007 (con una media del 6,37%) mentre rispetto al totale delle partecipazioni
vanno dall’1,66% del 2005 al 2,42% del 2007 (con una media del 2,16%).
78
Cap.IV Analisi
dei
flussi
finanziari.
Allocazione
in
bilancio
quadriennio 2005-2008
Come è stato già sopra evidenziato, non è stato possibile procedere ad analisi
statiche o dinamiche di dati finanziari od economici richiesti nel questionario in valore
assoluto, essendo stati espressi a volte in euro e a volte in migliaia secondo logiche non
individuabili (nonostante l’esplicita richiesta di esprimere i valori assoluti in migliaia di euro).
Pertanto, prescindendo da dette informazioni sostanzialmente inutilizzabili, acquisite tramite
il questionario, la quantificazione della ricaduta finanziaria sui bilanci degli enti locali delle
partecipazioni in organismi, sia sotto il profilo delle entrate che delle spese, è stata effettuata
estraendo dai consuntivi i dati competenza (tramite banca-dati SIRTEL) e di cassa (tramite
banca-dati SIOPE) che sono stati ritenuti influenzati dal fenomeno delle partecipazioni, come
esposto nei successivi capitoli.
Ad ogni buon conto, le risultanze del questionario si sono rivelate comunque
particolarmente interessanti sotto il profilo dell’evidenziazione dell’allocazione in bilancio degli
aggregati finanziari correlati alle partecipazioni, espressamente richiesta nel questionario. Si
è cercato così di mettere in luce, per quanto qui interessa, i processi interpretativi seguiti
dagli enti locali nella costruzione dei bilanci, in modo da renderli, nei limiti del possibile, più
chiari e maggiormente decifrabili.
Con riferimento all’entrata, le informazioni richieste hanno riguardato l’allocazione
degli utili e delle altre eventuali risorse provenienti dagli organismi partecipati. Dalle 4300
informazioni acquisite relative all’allocazione degli utili (tab.24) risulta che in più del 97% dei
casi la risorsa è stata allocata nel titolo III dell’entrata (entrate extratributarie), all’interno del
quale nell’86% dei casi è stata individuata la categoria quarta come quella di riferimento. Ma
all’interno del titolo III gli utili sono stati allocati anche nelle altre quattro categorie, con
relativa prevalenza della quinta (proventi diversi). Intorno all’1% sono state le allocazioni nel
titolo I, II, IV e VI dell’entrata.
Dalle 7000 informazioni acquisite relative all’allocazione di risorse provenienti
dagli organismi partecipati diverse dagli utili (tab.25), risulta, anche in questo caso,
che la prevalente allocazione sia stata nel titolo III (superiore all’80%) e soprattutto nella
categoria prima (proventi da servizi pubblici), seconda (proventi dei beni dell’ente) e quinta
(proventi diversi). Percentuali di allocazione superiori all’8% si sono riscontrate anche nel
titolo IV (entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di
crediti), categoria prima (alienazione di beni patrimoniali), quarta (trasferimenti di capitale
da altri enti del settore pubblico) e quinta (trasferimenti di capitale da altri soggetti), e nel
79
titolo II (entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della Regione e di
altri enti pubblici anche in rapporto all'esercizio di funzioni delegate dalla Regione) categoria
quinta (contributi e trasferimenti correnti da altri enti del settore pubblico). Percentuali di
allocazione superiore al 3% sono state rilevate anche nel titolo I (entrate tributarie).
Con riferimento alle spese, le informazioni richieste hanno riguardato l’allocazione
delle spese (titolo, funzione, servizio, intervento) per ripiano perdite, per ricapitalizzazione
per perdite, per corrispettivi da contratti di servizio. Dalle 844 informazioni acquisite riguardo
all’allocazione in bilancio delle spese per ripiano perdite (tab.26) è emerso che mediamente
si provvede ad allocare nel titolo I tale tipologia di spesa nel 76,8% dei casi, mentre il resto è
allocato nel titolo II. Le funzioni maggiormente ricorrenti sono, per entrambi i titoli, la prima
(funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo), l’ottava (funzioni nel campo
della viabilità e dei trasporti), la nona (funzioni riguardanti la gestione del territorio e
dell'ambiente) e, per il solo titolo I, anche l’undicesima (funzioni nel campo dello sviluppo
economico). Sempre con riguardo al titolo I, i servizi più ricorrenti sono, per le funzioni sopra
individuate, quelli che vanno da uno a cinque, oltre al servizio otto per la funzione prima. Per
quanto attiene all’intervento, l’allocazione della spesa per ripiano perdite, sempre con
riferimento al titolo I, si è riscontrata maggiormente nell’intervento 5 (trasferimenti), pari
mediamente, al 46% dei casi, nell’intervento 8 (oneri straordinari della gestione corrente)
pari mediamente al 39% dei casi, e nell’intervento 3 (prestazione di servizi), pari
mediamente al 9%.
Con riguardo al titolo II, i servizi più ricorrenti sono sostanzialmente gli stessi del
titolo I, fatta eccezione per il servizio quattro, che ricorre raramente. L’allocazione per
interventi vede, invece, la prevalenza dell’intervento 9 (conferimenti di capitale), seguito
dall’intervento 8 (partecipazioni azionarie) e dal 7 (trasferimenti di capitale).
Dalle 368 informazioni acquisite circa l’allocazione in bilancio della spesa per
ricapitalizzazione per perdite (tab.27), è emersa una chiara prevalenza del titolo II,
presente mediamente nel 70% dei casi, mentre il resto è allocato nel titolo I. La funzione
prevalente è senz’altro la nona (funzioni
riguardanti
la gestione del
territorio
e
dell'ambiente), seguita dalla prima (funzioni generali di amministrazione, di gestione e di
controllo). Con riguardo al titolo I, il servizio più ricorrente è il quinto, mentre sono gli
interventi 5, 8 e 3 che, nell’ordine, costituiscono l’allocazione più frequente. Relativamente al
titolo II, i servizi più ricorrenti vanno dall’uno al cinque, mentre gli interventi nettamente più
frequenti sono l’ottavo e il nono.
Dalle 28.800 informazioni acquisite circa l’allocazione in bilancio della spesa per
corrispettivi (tab.28), è emersa una netta prevalenza del titolo I (mediamente nel 93,6%
dei casi), mentre il resto è allocato quasi integralmente nel titolo II (sporadiche le allocazioni
80
nel titolo III e IV). La funzione di più frequente allocazione è la nona (funzioni riguardanti la
gestione del territorio e dell'ambiente) seguita dalla prima, per il titolo I (funzioni generali di
amministrazione, di gestione e di controllo), e dall’ottava, per il titolo II (funzioni nel campo
della viabilità e dei trasporti). I servizi più ricorrenti sono il primo, il secondo, il quarto e il
quinto per entrambi i titoli. Invece, con riferimento al titolo I, l’intervento più ricorrente è
senz’altro il terzo (prestazione di servizi), pari mediamente al 66,5% dei casi, seguito
dall’intervento quinto (trasferimenti). Diversamente, per quanto riguarda il titolo II,
l’intervento decisamente più ricorrente è il primo (acquisizione di beni immobili), pari
mediamente al 57,6% dei casi, seguito dal quinto (acquisizione di beni mobili, macchine ed
attrezzature tecnico-scientifiche).
Le considerazioni che conseguono alla suesposta analisi si differenziano abbastanza
considerevolmente a seconda che si tratti di entrata o di spesa ed a seconda delle singole
voci che le compongono.
Per quanto attiene all’entrata, coerente con quanto previsto dal DPR 194/1996 è
apparsa la prevalente allocazione degli utili che lo stesso provvedimento colloca nel titolo III
dell’entrata, cat. IV131, pur se abbastanza frequente è l’allocazione in categorie residuali
(quinta-proventi diversi). Decisamente ampia è la varietà di allocazione delle altre risorse
provenienti dagli organismi partecipati diverse dagli utili, che se da un lato dimostra la
multiformità che possono assumere i flussi finanziari verso l’ante partecipante, dall’altro non
consente certo di quantificarne le dimensioni dalla semplice lettura del bilancio.
Riguardo alla spesa, la prima osservazione attiene alla ancora diffusa allocazione
di quella per ripiano perdite nel titolo II (quasi il 25%) contrariamente a quanto da
sempre affermato dalla giurisprudenza della Corte dei conti132. Peraltro, anche quando
l’allocazione è correttamente avvenuta nel titolo I, l’intervento di riferimento è stato,
nella maggioranza dei casi il quinto (trasferimenti) e non l’ottavo (oneri straordinari),
come invece è esplicitamente richiesto dai Principi contabili per gli enti locali133. Il
fenomeno è ancora più diffuso riguardo alla spesa di ricapitalizzazione per ripiano perdite,
collocata nel titolo II nel 70% dei casi, in relazione alla quale la Corte dei conti ha,
talvolta, individuato specifiche forme di gravi irregolarità contabili134.
131
132
133
134
Così anche i Principi contabili degli enti locali, punto 90 CE
Si veda al riguardo quanto rilevato nella Relazione del 2008. Si veda, inoltre, ex multis Delibera Sez. reg. Lazio
n.66/2009 in cui è stato formulato giudizio di grave irregolarità contabile in presenza di errata imputazione della
spesa per ripiano perdite.
Terzo principio contabile, punto 92 CE.
Con Delibera n.67/2009, la Sez. reg. Lazio, pur in presenza di copertura con entrate correnti, ha rilevato come la
corretta imputazione in bilancio degli oneri finanziari sostenuti dal Comune per operazioni di copertura delle
perdite delle proprie partecipate, non può fare riferimento alla spesa in conto capitale, bensì a quella corrente, in
quanto l’operazione di ripiano delle perdite non può inquadrarsi tra le spese di investimento, posto che tali spese,
in concreto, non comportano un effettivo incremento del capitale sociale, rappresentando, di contro, l’unica
alternativa alla trasformazione o allo scioglimento della società. In effetti, riconoscere la possibilità di iscrivere
81
L’allocazione della spesa per corrispettivi, che, come contenuto nelle note esplicative
del questionario, doveva intendersi correlata alla stipula di contratti di servizio, è stata
correttamente appostata in netta prevalenza nel titolo I, pur se l’intervento di riferimento
avrebbe dovuto essere il terzo (prestazione di servizi) e non il quinto (trasferimenti).
Nonostante le difformità sopra riscontrate, i punti di approdo comunque validi
appaiono, in sintesi, due. Il primo è che la maggiore difformità e varietà delle allocazioni
in bilancio di voci sia di entrata che di spesa si riscontra quando le norme concernenti
l’ordinamento contabile degli enti locali sono troppo generiche. In questo caso è più
frequente il ricorso a voci di bilancio non specifiche e residuali (es. proventi diversi,
trasferimenti, ecc.). Laddove, invece, il dettato normativo è preciso (es. utili netti delle
aziende speciali e partecipate e dividendi di società), l’allocazione in bilancio è di regola
abbastanza omogenea. Il secondo è nel senso di una conferma ancora più netta della
sostanziale impossibilità di cogliere dai bilanci degli enti locali informazioni chiare sulla
gestione (in particolare) degli organismi partecipati. A legislazione vigente, è pertanto
essenziale che sia rispettato almeno quanto previsto dall’art.172 TUEL (obbligo di
allegare al bilancio dell’ente locale le risultanze dei rendiconti o conti consolidati delle
unioni di Comuni, aziende speciali, consorzi, istituzioni, società di capitali costituite per
l'esercizio di servizi pubblici, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il
bilancio si riferisce). Così come altrettanto opportuno sarebbe anche rispettare quanto
richiesto nei principi contabili per gli enti locali circa gli obblighi informativi sulle
partecipazioni (allegazione dell’elenco delle partecipazioni con specificazione della
quantità e valore nominale, evidenziazione delle ragioni del mantenimento, dei risultati
conseguiti, e delle sinergie con l’ente locale, evidenziazione della specifica collocazione in
bilancio dei trasferimenti finalizzati agli organismi partecipati)135.
135
tale posta tra le spese in conto capitale significherebbe permettere all’Ente di poterle finanziare con ricorso
all’indebitamento, con ulteriore incremento delle passività patrimoniali e degli oneri finanziari conseguenti a
carico di ogni esercizio. A tale conclusione si giunge anche qualora, come nel caso di specie, l’operazione di
ripiano perdite assume le vesti di un “trasferimento in conto futuro aumento di capitale sociale”. Appare infatti
censurabile il comportamento degli amministratori comunali e degli stessi amministratori della società
partecipata volto a far passare una operazione di mero ripiano perdite come una operazione di incremento del
capitale sociale a fini di investimento. Tale “modus operandi”, oltre a contravvenire al principio di attendibilità e
veridicità del bilancio, contravviene anche al principio desumibile dall’art. 162, comma 6 del TUEL nella parte in
cui pone un ulteriore vincolo alla deliberazione, in pareggio finanziario complessivo, del bilancio di previsione,
disponendo che le previsioni di competenza relative alle spese correnti, sommate alle previsioni di competenza
relative alle rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari, non possono essere complessivamente
superiori alle previsioni di competenza dei primi tre titoli dell’entrata.
Terzo principio, punto 171, lett.f e g.
82
PARTE TERZA
ANALISI DEI DATI FINANZIARI
Premessa
La non superabile difformità nell’espressione dei valori assoluti (espressi talvolta in
euro talaltra in migliaia), riscontrata nei dati acquisiti tramite il questionario istruttorio, ha
reso necessario il ricorso a banche dati che consentissero l’evidenziazione della ricaduta
finanziaria sul bilancio degli enti locali delle partecipazioni in organismi. Pertanto, per l’analisi
della gestione di cassa è stata utilizzata la banca dati SIOPE (Sistema Informativo delle
Operazioni degli Enti Pubblici) mentre per la gestione di competenza si è fatto ricorso alla
banca dati SIRTEL (Sistema Informativo Rendicontazione Telematica Enti Locali).
Cap.I
La rilevanza del fenomeno delle partecipazioni nell’analisi dei
dati del Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti
Pubblici (SIOPE) nel triennio 2007/2009. Gestione di cassa
Il ricorso alla banca dati SIOPE si giustifica nella considerazione che detto sistema,
avendo alla base del proprio funzionamento l’obbligo, imposto ai singoli enti, di codificare
correttamente e tempestivamente ogni incasso e pagamento in maniera uniforme sul
territorio nazionale, consente la configurazione di un quadro informativo della finanza
pubblica sufficientemente disaggregato, oltre che omogeneo, trasparente e comparabile136.
Utilizzando i dati SIOPE si è, pertanto, potuto procedere a rilevare, per tutti i Comuni e le
Province al 28 febbraio 2010, la gestione di cassa (incassi e pagamenti) delle voci di entrata
e di spesa più significative, sotto i profili che qui rilevano, con riferimento al triennio
2007/2009.
136
Va detto che a partire dal 2006, primo anno di attuazione della banca dati, i considerevoli ritardi e criticità nella
regolarizzazione delle operazioni di cassa, che hanno avuto indubbiamente effetti importanti sull’affidabilità delle
operazioni di consolidamento dei conti pubblici, si sono andati nel tempo riducendo, pur se le partite da
regolarizzare ancora permangono. Di esse si darà conto nella trattazione a seguire.
83
Le voci di entrata analizzate sono state:
-
titolo II trasferimenti correnti da aziende di pubblici servizi (trasferimenti correnti da
aziende speciali cod.2541, e trasferimenti correnti da altre imprese di pubblici servizi
cod. 2542),
-
titolo III utili delle aziende speciali e partecipate e dividendi di società cod.3400,
-
titolo IV trasferimenti di capitale da aziende di pubblici servizi (trasferimenti di
capitale da aziende speciali cod.4441, trasferimenti di capitale da altre imprese di
pubblici servizi cod.4442),
-
riscossione di crediti da aziende di pubblici servizi (riscossione crediti da aziende
speciali cod.4641, riscossione crediti da altre imprese di pubblici servizi 4642).
Le voci di spesa analizzate sono state:
-
titolo I spesa corrente
o
prestazioni
di
servizi
(contratti
di
servizio per trasporto cod.1302, per
smaltimento rifiuti cod.1303, per riscossione tributi cod.1304, altri contrati di
servizio cod.1305),
o
trasferimenti correnti ad aziende di pubblici servizi (trasferimenti correnti ad
aziende speciali cod.1551, ad altre imprese di pubblici servizi cod.1552, a
imprese pubbliche cod.1571, a imprese private cod.1572),
o
oneri straordinari di gestione (ripiano perdite in aziende di pubblici servizi
cod.1801).
-
titolo II spesa in conto capitale
o
trasferimenti in conto capitale ad aziende di pubblici servizi (trasferimenti in
conto capitale ad aziende speciali cod.2751, trasferimenti in conto capitale ad
altre imprese di pubblici servizi cod.2752, trasferimenti in conto capitale a
imprese pubbliche cod.2781, trasferimenti in conto capitale a imprese private
cod.2782)
o
partecipazioni azionarie (partecipazioni azionarie in imprese di pubblici servizi,
cod.2801 in altre imprese cod.2802)
o
conferimenti di capitale ( conferimenti di capitale in aziende di pubblici servizi
cod.2901, in altre imprese cod.2902)
o
concessione di crediti ad aziende di pubblici servizi ( concessione di crediti ad
aziende di pubblici servizi cod.2041, concessione di crediti a altre imprese di
pubblici servizi cod.2042)
o
concessione di crediti ad altre imprese (concessione di crediti a imprese
pubbliche cod.2071, a imprese private cod.2081).
84
I.1
Analisi dei flussi finanziari dei Comuni
All’analisi specifica delle singole voci di entrata e di spesa dei Comuni va
anteposta la doverosa premessa relativa al grado di completezza della loro codificazione.
Si vuole, cioè, mettere in evidenza che la significatività dell’analisi dipende fortemente
dalla percentuale delle operazioni ancora da regolarizzare. Nel triennio qui in esame
ricade l’esercizio 2007 in cui, per ragioni prevalentemente tecniche, l’entrata e la spesa
afferente al comune di Roma presenta tassi elevatissimi di mancata regolarizzazione, con
la conseguenza della scarsa significatività delle rilevazioni relative alla (sola) Regione
Lazio per il (solo) esercizio 2007.
Infatti, con riferimento agli 8101 Comuni, nell’esercizio 2007 il totale dell’entrata
non regolarizzata rispetto al totale dell’entrata è complessivamente pari al 10,15%.
Depurando la rilevazione dell’elevatissima percentuale riscontrata nel Lazio (70,80%), il
rapporto scende vertiginosamente a non più del 2% (il tasso non raggiunge l’1% in quasi
tutte le Regioni del Nord e del Centro, mentre sale fino al 3% nel Meridione). Riguardo alla
spesa, la percentuale delle partite non
regolarizzate nell’esercizio 2007
ammonta
complessivamente al 10,41% del totale, dato che è fortemente influenzato dall’elevatissima
percentuale riscontrata nel Lazio (61,29% di mancata codifica della spesa, tutta concentrata
nel comune di Roma). Infatti, in ciascuna delle aree territoriali considerate la percentuale non
raggiunge l’1%, fatta ovviamente eccezione per l’area Centro.
Nel 2008, il tasso dell’entrata non regolarizzata è complessivamente pari
all’1,55%, con una percentuale registrata nel Lazio che, pur essendo la più elevata dei
Comuni, scende al 4,36%. Per quanto attiene alla spesa, la percentuale a livello
complessivo si riduce drasticamente all’1,40% del totale della spesa, soprattutto per la
fortissima riduzione della percentuale nel Lazio (3,83%).
Nel 2009 la percentuale delle partite ancora da regolarizzare al 28 febbraio 2010
cresce lievemente. Riguardo all’entrata, il rapporto sale al 3,50% complessivo con
percentuali superiori al 6% nel Meridione e superiore all’11% nel Lazio. Anche per la
spesa, la percentuale complessiva sale rispetto al 2008, portandosi al 2,18% del totale,
con percentuali rilevanti nel Meridione (Calabria 8,97%, Puglia 4,81%) e nel Lazio
(3,68%).
Per quanto riguarda la specifica analisi dell’entrata (tab.29 e ss.), nel triennio
2007/2009, la tipologia di entrata, tra quelle qui considerate, che presenta l’incidenza più
elevata sul titolo corrispondente è rappresentata dagli utili137. Nel 2007, il tasso nazionale
137
La percentuale media nel triennio dei Comuni che presentano il dato rispetto al totale dei Comuni è di circa il 21%
85
di incidenza sul titolo III è pari al 4,20%, con le più alte percentuali registrate nell’area
Nord (Lombardia, Veneto e Trentino A.A.). Nel 2008, il tasso nazionale di incidenza è pari
al 5,74%, mentre nell’area Nord-occidentale sale al 9,34% (la Lombardia espone il tasso
più elevato pari al 12,11%), nell’area Nord-orientale è pari al 6,03% (l’Emilia Romagna
ha il tasso dell’8,13%), al Centro al 4,30% (il Lazio ha il tasso dell’8,64%), al Meridione
allo 0,30% e nell’area insulare all’1,12%. Nel 2009, il tasso nazionale di incidenza sul
titolo III è pari al 5,13%, mentre nell’area Nord-occidentale sale al 6,87%, nell’area
Nord-orientale è pari al 6,51%, al Centro al 4,90%, al Meridione allo 0,23% e nell’area
insulare all’0,91%.
La tipologia di entrata che presenta, dopo gli utili, l’incidenza maggiore sul titolo
corrispondente è rappresentata dai trasferimenti di capitale e riscossione di crediti da
aziende di pubblici servizi (codici 4441, 4442, 4641, 4642)138 che nel 2007 incidono
complessivamente sul totale del titolo IV per l’1,5%, tasso che nell’area Centro raggiunge
il 2,39% del titolo IV dell’entrata dei Comuni per l’elevata incidenza riscontrata nel Lazio
(8,84%). Nel 2008 incidono complessivamente per l’1,81%, con la percentuale maggiore
nell’area Nord-occidentale (3,66% con il 4,72% in Lombardia), mentre nel 2009
rappresentano complessivamente il 2,59% del totale del titolo IV, per l’impennata del
codice 4642 (riscossione di crediti da altre imprese di pubblici servizi) registrata nel
Lazio, che porta nella Regione il tasso di incidenza sul titolo dal 3,60% nel 2008 al
26,78% nel 2009. Le altre entrate derivanti da trasferimenti correnti da aziende di
pubblici servizi (codici 2541 e 2542) presentano irrilevanti tassi di incidenza sul
corrispondente titolo II (di poco superiori allo 0,1%).
Per quanto riguarda l’analisi delle rilevate voci di spesa corrente (tab.32 e ss.) dei
Comuni, il tasso di incidenza complessivo sul totale del titolo I ammonta al 12,81% nel 2007,
al 12,89% nel 2008 ed al 13,27% nel 2009, con percentuali maggiori nell’area meridionale
(18,33% nel 2007, 18,72% nel 2008 e 19,33% nel 2009) seguita dall’area nord-occidentale.
Nel triennio in questione, la voce, tra quelle qui considerate, maggiormente
incidente sul totale del titolo I è rappresentata dalla spesa per prestazione di servizi che, per
quanto qui rileva, aggrega la spesa per contratti di servizio per trasporto (cod. 1302),
smaltimento rifiuti (cod. 1303), riscossione tributi (cod. 1304), altri contratti di servizio (cod.
1305). Questo aggregato di spesa, complessivamente considerato, incide sul titolo I (spesa
corrente) nel 2007 per l’11,01%, nel 2008 per l’11,04%, nel 2009 per l’11,64%. Nello
specifico, la tipologia di spesa decisamente più rilevante è quella per contratti di servizio per
smaltimento rifiuti, che nel 2007 incide sul titolo I per l’8,67%, nel 2008 per l’8,60%, nel
2009 per l’8,56%. L’area territoriale che espone sempre la maggiore incidenza è quella
138
La percentuale media nel triennio dei Comuni che presentano tali dati rispetto al totale Comuni è di circa il 2,50%
86
meridionale (in Puglia l’incidenza media sfiora il 18%, in Campania supera il 15,50%, in
Abruzzo supera l’11%, in Basilicata il 10%), a cui segue quella nord-occidentale (Piemonte e
Lombardia superano il 9%) e quella insulare (in Sardegna il tasso supera il 12%). Anche
l’incidenza della spesa per contratti di servizio per trasporti appare significativa, con
un’incidenza media complessiva dell’1,74% nel 2007, dell’1,94% nel 2008 e del 2,57% nel
2009.
Altra tipologia di spesa relativamente significativa è quella per trasferimenti correnti
ad aziende di pubblici servizi (ad aziende speciali cod.1551, ad altre imprese di pubblici
servizi cod. 1552, a imprese pubbliche cod. 1571, ad imprese private cod. 1572) che
complessivamente incide sul titolo I per l’1,72% nel 2007, per l’1,59% nel 2008 e per
l’1,55% nel 2009. L’area territoriale che presenta l’incidenza più elevata è quella nordoccidentale che risente del significativo tasso di incidenza riscontrato in Liguria (9,34% nel
2007, 9,04% nel 2008 e 8,12% nel 2009). Altre Regioni che mostrano un’incidenza degna di
rilievo sono il Trentino A.A. e la Sicilia.
All’interno della spesa per oneri straordinari di gestione, quella per ripiano perdite in
aziende di pubblici servizi, cod. 1801, appare complessivamente quasi irrilevante rispetto al
totale del titolo I (non raggiunge lo 0,3%), con una presenza decisamente bassa di Comuni
che mostrano la voce in bilancio (400/500 enti su 8101). È verosimile ritenere che tale voce
di spesa non sia allocata nel codice in esame, anche tenuto conto di quanto rilevato sopra in
merito alla sua allocazione in bilancio.
Con riferimento alla spesa in conto capitale (tab.35 e ss.), l’andamento delle voci
di spesa qui rilevate appare significativamente influenzato dall’alta percentuale di mancata
regolarizzazione riscontrata nel 2007 in via generale, ma soprattutto nel Lazio (comune di
Roma). Infatti, nel triennio in questione, le percentuali di incidenza delle voci di spesa in
conto capitale qui rilevate espongono un andamento crescente sia complessivamente (4,88%
nel 2007, 6,29% nel 2008 e 6,63% nel 2009) che per aree territoriali. Nell’area centro il
tasso complessivo passa dal 9% del 2007 a più del 14% nel 2008, nell’area nord-occidentale
dal 4,5% nel 2007 al 6,61% nel 2009, nel meridione dal 4% nel 2007 al 4,8% nel 2008.
L’aggregato di spesa che presenta complessivamente il tasso di incidenza maggiore
sul titolo II è rappresentato dalle partecipazioni azionarie139 (in imprese di pubblici servizi
cod.2801 ed in altre imprese cod. 2802) e dai conferimenti di capitale140 (in aziende di
pubblici servizi cod. 2901 ed in altre imprese cod. 2902), che complessivamente arriva a
pesare sul titolo quasi il 2,5% . L’area territoriale che presenta il tasso complessivo più
139
140
La spesa per partecipazioni azionarie in imprese controllate o collegate comprende, oltre a quella per acquisto di
nuove partecipazioni azionarie, tutto il complesso delle spese correlato alle posizioni detenute all’interno di
compagini societarie, compresi gli aumenti di capitale non per perdite.
L’aggregato riguarda la spesa per conferimento del capitale e per la costituzione dei fondi di dotazione degli enti
strumentali dell’ente locale (aziende speciali, istituzioni, ecc.) nonché la spesa destinata alla ricostituzione di essi.
87
rilevante è il centro (per l’influenza del Lazio, che mostra un tasso superiore al 6%, e la
Toscana, con un tasso superiore al 4%) ed il meridione (nel Molise il tasso di incidenza sul
titolo II supera il 12%) . Quanto rilevato sopra in merito all’allocazione in bilancio della
ricapitalizzazione per perdite induce a ritenere che le tipologie di spesa qui analizzate
comprendano (non correttamente) anche tale voce di spesa.
Altro aggregato complessivamente significativo in termini di rapporto con il titolo II
della spesa è rappresentato dalla concessione di crediti ad aziende di pubblici servizi (ad
aziende di pubblici servizi cod. 2041 e ad altre imprese cod.2042) e concessione di crediti ad
altre imprese (a imprese pubbliche cod.2071 e ad imprese private cod.2081) che
complessivamente arriva a superare il 2% del titolo II. È sempre il centro l’area che espone
il tasso più elevato (nel Lazio si supera il 19%), seguito dall’area nord-occidentale (per
l’influenza della Liguria con un tasso che arriva a sfiorare il 4%).
Anche i trasferimenti in conto capitale ad aziende di pubblici servizi (ad aziende
speciali cod. 2751, ad imprese di pubblici servizi cod. 2752, a imprese pubbliche cod. 2781, a
imprese private cod.2782) presentano tassi di incidenza complessivamente degne di rilievo
(quasi il 2% nel 2007, il 2,20% nel 2009). È anche qui il centro che espone i tassi più elevati
(in Toscana supera il 6% nel 2007 mentre nel Lazio supera il 2,9% nel 2009), seguito
dall’area nord-occidentale (per l’influenza della Liguria con il 3,3% nel 2008 e del Piemonte
con il 4,7% nel 2007).
I.2
Analisi dei flussi finanziari delle Province
Anche per quanto riguarda le percentuali non regolarizzate di entrata e di spesa
delle Province, l’anno 2007 presenta qualche criticità con riferimento, stavolta, alla Provincia
di Trieste. Infatti, pur se le percentuali complessive di mancata regolarizzazione sono
complessivamente basse (0,81% dell’entrata e 0,58% della spesa), quelle riferite alle
Province del Friuli evidenziano tassi indubbiamente rilevanti (15,10% per l’entrata e 14,81
per la spesa). Diversamente, negli anni successivi, le percentuali di mancata regolarizzazione
diventano meno significative: nel 2008 e nel 2009 la percentuale dell’entrata non
regolarizzata è dello 0,14% e 0,58%, mentre la percentuale della spesa è dello 0,08% e
0,10%.
Per quanto riguarda l’analisi dell’entrata (tab.38 e ss.), l’informazione più
significativa è quella relativa agli utili (cod.3400) che è costantemente presente in poco
meno del 50% delle Province e che incide sul totale del titolo III dell’entrata per il 3,30% nel
2007, per il 3,62% nel 2008 e per il 2,62% nel 2009. La distribuzione sul territorio di tale
risorsa è estremamente diversificata, se si tiene conto che nel Nord-est (per la forte influenza
88
del Veneto e dell’Emilia Romagna) l’incidenza è del 5,49% nel 2007, del 6,26% nel 2008 e
del 4,58% nel 2009, nel Nord-ovest (per la forte influenza della Liguria) è del 5,40% nel
2007, del 5,22% nel 2008 e del 3,72% nel 2009, mentre nel Sud e Isole l’incidenza non
arriva mai all’1%.
Le altre voci di entrata, presenti in un numero limitato di Province, non incidono mai
sul corrispondente titolo in misura superiore all’1%, fatta eccezione per i trasferimenti di
capitale e riscossione di crediti da aziende di pubblici servizi (codici 4441, 4442, 4641, 4642)
che nel 2007 incidono complessivamente sul totale del titolo IV per il 2,54% (per la forte
influenza del Veneto e della Lombardia).
Riguardo alle qui rilevate di voci di spesa corrente delle Province (tab.41 e ss.),
l’incidenza complessiva delle stessa sul titolo I è crescente ed ammonta nel 2007 al 15,89%,
nel 2008 al 15,94%, nel 2009 al 17,09%.
Come per i Comuni, la voce, tra quelle considerate, maggiormente incidente sul
totale del titolo I è rappresentata dalla spesa per prestazione di servizi che, per quanto qui
rileva, aggrega la spesa per contratti di servizio per trasporto (cod. 1302), smaltimento rifiuti
(cod. 1303), riscossione tributi (cod. 1304), altri contratti di servizio (cod. 1305). Questo
aggregato di spesa, complessivamente considerato, incide sul titolo I (spesa corrente) nel
2007 per l’11,49%, nel 2008 per l’11,89%, nel 2009 per il 12,50%. In effetti, tenuto conto
che in ambito regionale in materia di trasporti spetta alle Province e ai Comuni un ampio
complesso di competenze, è soltanto la spesa per contratti di servizio per trasporto (1302)
che rileva, superando, da sola mediamente l’11-12% di incidenza sul totale del titolo I. A
livello regionale, si registrano tassi di incidenza di tale tipologia di spesa decisamente
significativi sparsi sul territorio (tali spese superano il 20% di incidenza in Friuli, nelle
Marche, in Campania, in Basilicata).
Altra tipologia di spesa relativamente significativa è quella per trasferimenti correnti
ad aziende di pubblici servizi (ad aziende speciali cod.1551, ad altre imprese di pubblici
servizi cod. 1552, a imprese pubbliche cod. 1571, ad imprese private cod. 1572) che
complessivamente incide sul titolo I per il 4,39% nel 2007, per il 4% nel 2008 e per il 4,49%
nel 2009.
Riguardo alle voci di spesa in conto capitale (tab.44 e ss.), va da subito rilevata la
scarsa presenza nelle Province delle tipologie di spesa riferite ai codici 2041, 2042, 2071,
2081, 2751. Premesso ciò, l’incidenza complessiva delle voci qui rilevate sul titolo II è
decrescente e varia dal 9,97% nel 2007, al 6,63% nel 2008, al 5,67% nel 2009. I dati dei
singoli aggregati di spesa qui considerati espongono risultanze radicalmente diverse rispetto
ai Comuni. Infatti, nelle Province l’aggregato di spesa maggiormente incidente sul titolo II
(per la forte incidenza delle Province dell’Emilia Romagna e della Campania) è rappresentato
89
dai trasferimenti in conto capitale ad aziende di pubblici servizi (ad aziende speciali cod.
2751, ad imprese di pubblici servizi cod. 2752, a imprese pubbliche cod. 2781, a imprese
private cod.2782) che presentano tassi di incidenza complessivi che vanno dal 4,93% nel
2007, al 4,67% nel 2008 ed al 3,13% nel 2009.
Altro aggregato complessivamente significativo in termini di rapporto con il titolo II
della spesa è rappresentato nel 2007 dalla concessione di crediti ad aziende di pubblici servizi
(ad aziende di pubblici servizi cod. 2041 e ad altre imprese cod.2042) e concessione di
crediti ad altre imprese (a imprese pubbliche cod.2071 e ad imprese private cod.2081) che
raggiunge il 3,21% del titolo II, quasi soltanto per la forte incidenza nelle Province della
Toscana e del Veneto.
Complessivamente poco rilevante è il tasso di incidenza delle partecipazioni
azionarie (in imprese di pubblici servizi cod.2801 ed in altre imprese cod. 2802) e dei
conferimenti di capitale (in aziende di pubblici servizi cod. 2901 ed in altre imprese cod.
2902), che complessivamente pesano sul titolo per il solo 1,83% nel 2007, per l’1,64% nel
2008 e per l’1,99% nel 2009, anche se i tassi di incidenza superano il 5% nelle Isole ed il
2,5% nel Sud.
90
Cap.II
La rilevanza del fenomeno delle partecipazioni nell’analisi
dei dati di consuntivo di Comuni e province nel biennio
2007/2008. Gestione di competenza
La dettagliata analisi di cassa delle voci di entrata e spesa rilevanti ai fini che qui
rilevano, possibile utilizzando la codifica applicata alla banca dati SIOPE, è stata integrata con
l’esame delle risultanze contabili rilevabili dalla banca dati SIRTEL gestita dalla Sezione delle
Autonomie. Entro le limitate possibilità consentite dai dati di consuntivo, all’interno dei quali
risulta estremamente difficile individuare con certezza le appostazioni di bilancio correlate al
fenomeno delle partecipazioni141, si è cercato di dare evidenza, stavolta con riferimento alla
gestione di competenza, alle principali voci collegate alle partecipazioni in organismi da parte
degli enti locali, sia relativamente all’entrata che alla spesa, allo scopo di offrire una misura
dell’impatto del fenomeno sul bilancio degli enti, desumibile direttamente dai consuntivi,
considerando separatamente i Comuni dalle Province.
Con riferimento ai conti consuntivi relativi al biennio 2007/2008142 di 6327 enti locali
(valore che comprende la totalità delle Province e 6223 Comuni, pari al 76,82% del totale
Comuni143) è stato pertanto rilevato:
1. riguardo
alle
entrate,
quanto
accertato
in
consuntivo
nel
titolo
III
–entrate
extratributarie, categoria IV “utili netti delle aziende speciali e partecipate, dividendi di
società”;
2. riguardo alle spese, quanto impegnato nel titolo I – spesa corrente – intervento 3
“prestazione di servizi” e intervento 8 “oneri straordinari della gestione corrente”144, e
quanto impegnato nel titolo II – spesa in conto capitale – intervento 8 “partecipazioni
azionarie” e intervento 9 “conferimenti di capitale”.
Di dette voci è stata messa in evidenza la consistenza, la variazione percentuale nel
biennio ed il rapporto percentuale rispetto al corrispondente titolo dell’entrata o della spesa.
Nell’effettuare le suddette rilevazioni non si è mancato di considerare che, soprattutto per
quanto riguarda la spesa, la scarsa analiticità del bilancio non consente una conoscenza
sufficientemente
141
142
143
144
dettagliata
delle
unità
elementari
che
accedono
alla
medesima
Come è stato messo in evidenza nella parte precedente relativa all’analisi delle allocazioni in bilancio.
La scelta di riferire l’analisi dei dati di consuntivo al biennio 2007/2008 e non al triennio 2006/2008 ha tenuto conto
sia del fatto che l’analisi contenuta nella Relazione del 2008 era già riferita ai consuntivi 2005/2006 e sia del fatto
che l’inclusione dell’esercizio 2006 avrebbe ridotto drasticamente le risultanze contabili analizzabili (nel 2006 i dati
trasmessi hanno riguardato poco più di 2000 enti).
Non si è potuto far riferimento alla totalità degli enti locali in quanto si è dovuto considerare, per ovvie esigenze di
omogeneità, gli stessi consuntivi disponibili sia per il 2007 (esercizio in cui l’obbligo di invio non era ancora
generalizzato alla totalità degli enti locali) che per il 2008.
Non è sfuggita la rilevanza anche della voce “trasferimenti” che, però, aggregando flussi finanziari in uscita di genere
estremamente vario, non si è ritenuto di esaminare.
91
appostazione, soprattutto ove si tratti di interventi individuati genericamente o di carattere
residuale. Esempio del primo tipo è rappresentato dalla spesa per prestazione di servizi, nella
quale sono concentrate tipologie estremamente diversificate, mentre esempio del secondo
tipo è rappresentato da quella per oneri straordinari della gestione corrente, riferibile a valori
economici non allocabili in altra voce di natura straordinaria. Nonostante tale premessa di
fondo, si è comunque scelto di analizzare la spesa per prestazione di servizi e quella per
oneri straordinari di gestione corrente145, perché in ogni caso rilevanti nella gestione delle
partecipazioni, tenuto conto che nella prima è appostata anche la spesa per contratti di
servizio stipulati tra enti locali e società partecipate, mentre la seconda appare essere la
naturale allocazione delle spese per ripiano perdite146 (oltre che di altri costi di carattere
straordinario quali transazioni, oneri da sentenze sfavorevoli ecc.). Ad ogni buon conto, allo
scopo di dare maggiore significatività alle rilevazioni, si è proceduto alla massima
disaggregazione di detti interventi di spesa, mettendone in evidenza anche la distribuzione in
termini percentuali tra le funzioni ed i servizi di riferimento, con riferimento all’insieme dei
Comuni, raggruppati anche per classe demografica, ed alle Province.
II.1
Analisi delle entrate
Per quanto riguarda i flussi finanziari in entrata dei Comuni, gli utili netti delle
aziende speciali e partecipate insieme ai dividendi delle società (Tit. III cat. IV)
(tab.47) presentano nel biennio un incremento complessivo del 2,06%, passando da 476 nel
2007 a 485,3 milioni di euro nel 2008, riferibile a circa 1700 enti che presentano in
consuntivo un valore diverso da zero alla voce utili147. Peraltro, tale valore risulta visibilmente
differenziato a livello regionale e rappresenta la risultante di un forte incremento riscontrato
nelle aree Isole e Nord e di un decremento generalizzato nelle altre aree geografiche. In
particolare, le Regioni che hanno fatto registrare i maggiori incrementi sono il Piemonte
(incremento superiore a 8,5 milioni di euro a Torino), la Liguria (incremento superiore a 9
milioni di euro a Genova), la Campania (a causa del milione di utili registrato a Napoli nel
2008), la Calabria (per l’incremento superiore a 1,4 milioni di euro registrato a Reggio
Calabria) e la Sicilia (a causa dei sette milioni di utili registrati a Palermo nel 2008). mentre
quelle dove sono stati riscontrati i decrementi maggiori sono la Lombardia (più di 56 milioni
di euro in diminuzione nel solo comune di Brescia che nel 2007 ha incassato in utili 141
145
146
147
Esaminata in termini di cassa nel precedente paragrafo.
Almeno secondo quanto previsto nei Principi contabili per gli enti locali elaborati dall’Osservatorio sulla finanza locale e
dal Sistema SIOPE
Una maggiore significatività dell’andamento non può non tener conto l’alta percentuale di enti che nel biennio in
esame non presentano alcun valore di consuntivo riferito alla voce utili: 4630 nel 2007 e 4600 nel 2008 su 6327
enti che hanno inviato i dati di consuntivo nel biennio.
92
milioni di euro, decrementi superiori al milione nei Comuni di Monza e Rozzano e decrementi
superiori ai 500 mila euro nei Comuni di Legnano, Lodi, Mantova), l’Umbria ( riduzione
significativa nel comune di Perugia e di Spoleto), la Puglia ( 2,5 milioni di euro in decremento
a Bari) e la Sardegna (azzerata la voce utili nel 2008 per il comune di Sassari che aveva
incassato utili nel 2007 per 1,2 milioni di euro). In valore assoluto il Nord Ovest nel 2008 ha
incassato 272 milioni di euro, il Nord Est 173, il Centro 26, il Sud 7,5, le Isole 8.
La qualità delle performances in termini di produzione di utili acquista un valore
aggiuntivo se considerata in termini di tasso di incidenza sul totale delle entrate correnti,
nella misura in cui, cioè, può essere assunta come risorsa effettiva per l’ente partecipante. Il
rapporto utili/entrate correnti in entrambi gli anni è valutabile a livello nazionale nella misura
dell’1,1%, con percentuali più alte man mano che dal Nord si scende al Sud (supera il 2%
nel Nord Ovest, supera l’1,5% nel Nord Est, mentre non raggiunge lo 0,5% al Centro e al
Sud).
Riferita l’analisi alle Province (tab.48), valori e rilevazioni assumono caratteri
sensibilmente diversi. Prima di tutto va evidenziato che soltanto in due Regioni sono presenti
Province in cui la voce utili da partecipazioni è riscontrata in entrambi gli anni (Liguria, Friuli
V.G.), essendo piuttosto frequente l’assenza della voce di entrata sia nel 2007 (58 su 140
Province) che nel 2008 (53 su 140). Talvolta, le Province di intere Regioni non registrano
alcun utile nel biennio (Sicilia, Molise, Basilicata). Pur con questa premessa, può comunque
rilevarsi che, a livello complessivo, l’andamento degli utili nel biennio mostra un incremento
del 50%, passando da 26 a 39 milioni di euro, con una percentuale di incidenza sul totale
delle entrate correnti comunque decisamente bassa (0,26% nel 2007 e 0,39% nel 2008). In
valore assoluto le Province che registrano importi superiori al milione di euro si trovano quasi
tutte al Nord (Torino, Bergamo, Como, Milano, Pavia, Imperia Venezia, Verona, Lucca),
mentre, in termini percentuali, gli incrementi più consistenti nel biennio si registrano nella
Provincia di Milano, Pavia, Treviso, Venezia, Napoli.
93
II.2
Analisi delle spese
Per quanto riguarda i flussi di spesa corrente dall’ente locale agli organismi
partecipati, si è riferita l’analisi all’andamento degli unici due interventi rilevabili prescindendo
dal riscontro del dato specifico contenuto nel conto economico, quest’ultimo non
diffusamente presente nella banca dati SIRTEL148. Si tratta della spesa per prestazione di
servizi (Tit. I interv. 3) e per oneri straordinari della gestione corrente (Tit. I interv. 8).
La scelta delle voci di spesa da analizzare è ricaduta in primis sulla spesa per
prestazione dei servizi essendo, questa, riferibile, tra l’altro, alla spesa per compensi versati
ai concessionari di pubblici servizi correlati ai contratti di servizio, rientrando in tale voce i
costi relativi all’acquisizione di servizi connessi alla gestione operativa149. L’analisi, inoltre, ha
compreso anche gli oneri straordinari della gestione corrente, voce residuale riferita a costi
non ripetitivi, dove vanno allocati anche i trasferimenti per ripiano perdite150
Per quanto riguarda i Comuni, l’incremento nel biennio della spesa per
prestazione di servizi (tab.49) è stato complessivamente del 5,20%, tasso abbastanza
uniforme anche a livello regionale, pur se con qualche eccezione ( in Lombardia ed in
Sardegna l’aumento supera l’8%, in Calabria non raggiunge il 2). La percentuale d’incidenza
sugli impegni di spesa corrente appare decisamente elevata ed in crescita nel biennio.
Complessivamente raggiunge il 41,82% nel 2007 ed il 42,41% nel 2008, con punte regionale
che sfiorano e superano il 45% (Lombardia, Lazio, Puglia, Sardegna).
Come si è sopra accennato, allo scopo di dare il maggior dettaglio possibile dei dati
rilevabili dai consuntivi, l’intervento di spesa in questione è stato analizzato anche con
riferimento alla sua distribuzione tra le 12 funzioni in cui si ripartisce la spesa comunale ed i
servizi di riferimento. Aggregati i Comuni a livello regionale, lo studio ha consentito di
evidenziare che nel biennio in esame la funzione che vede la più alta concentrazione della
spesa in questione è stata la n.9 relativa alla gestione del territorio e dell’ambiente, dove
mediamente si riscontra più del 30% della spesa per prestazione di servizi, percentuale che
in alcune Regioni del Sud supera il 40% (Molise, Calabria, Puglia, Campania). All’interno di
tale funzione, la massima concentrazione si registra nel servizio 5 (smaltimento rifiuti) dove
mediamente si alloca più del 20% della spesa per la funzione in esame (in Campania ed in
Puglia la percentuale supera il 35%), seguito dal servizio 6 (parchi e servizi per la tutela
ambientale del verde, altri servizi relativi a territorio e ambiente). Una concentrazione di
148
149
150
La scarsa disponibilità dei conti economici non ha consentito di estendere lo studio anche alla voce “trasferimenti ad
aziende speciali e partecipate” che costituisce parte della spesa per trasferimenti (tit. I, interv.5), specificamente
individuabile nella voce di c.e. C19.
Principio contabile n.3, n. 85.
Principio contabile n.3, n.92.
94
tutto rilievo (superiore mediamente al 20%) della spesa per prestazione di servizi si riscontra
anche nella funzione 1 relativa all’amministrazione, gestione e controllo, maggiormente
presente nel servizio 2 (segreteria generale, personale e organizzazione), 1 (organi
istituzionali, partecipazione e decentramento) e 8 (altri servizi generali). Anche la funzione
10 (funzioni nel settore sociale) presenta una elevata concentrazione della spesa per
prestazione di servizi (superiore al 15%), riscontrabile soprattutto nel servizio 4 (assistenza,
beneficenza pubblica e servizi diversi alla persona). Le funzioni 4 (istruzione pubblica) e 8
(campo della viabilità e trasporti) evidenziano una concentrazione media di circa il 10% del
totale della spesa per prestazione di servizi, con maggiore concentrazione la prima nel
servizio 5 (assistenza scolastica, trasporto, refezione e altri servizi) e la seconda nel servizio
2 (illuminazione pubblica e servizi connessi).
Aggregati i Comuni all’interno delle classi demografiche, si rileva che la funzione 1
(amministrazione, gestione e controllo-servizio 1-organi istituzionali, ecc.) concentra la
maggior parte della spesa per prestazione di servizi (tra il 30 e il 40%) con riferimento alle
classi più basse (fino a 999 abitanti), che vedono nella funzione 9 (gestione territorio e
ambiente – servizio 5-smaltimento rifiuti) la concentrazione immediatamente successiva. I
Comuni che vanno da 1.000 a 99.999 abitanti presentano, invece, la massima
concentrazione nella predetta funzione 9 – servizio 5- a cui segue la funzione 1 e poi le
funzioni 10 (settore sociale) e 8 (viabilità e trasporti). I Comuni che vanno da 100.000 a
499.999 abitanti presentano la massima aggregazione nella funzione 10 (settore sociale –
servizio 4 assistenza, beneficenza e servizi diversi) a cui segue la funzione 9 e poi la 1. I
Comuni più grandi (oltre 500.000 abitanti) concentrano la spesa per prestazione di servizi
nella funzione 9 seguita dalla 1 e dalla 10.
Per quanto attiene alle Province, all’incremento complessivo nel biennio di poco
superiore al 6% fanno riscontro tassi molto differenziati a livello di singola Provincia, con
incrementi superiori al 20% (Torino, Milano, Imperia, La Spezia, Savona, Padova, Bologna,
Piacenza, Lucca, Prato, Rieti, Bari, Brindisi, Foggia, Taranto, Potenza, Trapani, Nuoro) ed
inferiori al 20% (Como, Varese, Chieti, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia). La percentuale di
incidenza sul totale degli impegni di spesa corrente appare complessivamente di circa il 40%
nel biennio, con valori, anche in questo caso, molto differenziati tra Province (nelle Province
della Liguria, della Campania e della Basilicata la percentuale supera il 55%, in quelle
dell’Emilia Romagna, dell’Umbria, della Calabria, della Sicilia non raggiunge il 30%).
Anche la distribuzione della spesa per prestazione di servizi tra le nove funzioni delle
Province appare molto differenziata. A livello complessivo, la maggiore concentrazione si
riscontra nella funzione 1 (amministrazione, gestione e controllo) dove si alloca nel biennio
quasi il 25% del totale della spesa per prestazione di servizi (più del 30% nelle Province
95
dell’Abruzzo, della Puglia, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna, meno del 15% in
quelle del Friuli V.G., della Campania e della Basilicata). Anche la spesa allocata nella
funzione 5 (trasporti – Servizio 1 Trasporti pubblici locali) appare consistente, raggiungendo
a livello complessivo più del 23% del totale dell’intervento (più del 40% nelle Province del
Friuli V.G., della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, della Campania, della Basilicata). Nella
funzione 2 (istruzione pubblica) si concentra quasi il19% della spesa per l’intervento, con
percentuali di gran lunga superiori nelle Province del Piemonte (43%) dell’Emilia Romagna
(31%) del Lazio (45%). La spesa è presente soprattutto nel servizio 3 (formazione
professionale ed altri servizi).
Con riferimento alla spesa per oneri straordinari della gestione corrente
(tab.49), l’analisi riferita ai Comuni ha rilevato incrementi nel biennio soltanto con riferimento
all’area Nord e Centro, ed una complessiva riduzione di quasi il 4%. Il tasso di incidenza
complessivo sul totale degli impegni di spesa corrente oscilla intorno all’1,80%, con
differenze piuttosto rilevanti a livello regionale (tassi superiori al 3% si registrano in
Campania, in Molise, in Sicilia). Il tasso di incidenza della spesa per prestazione di servizi e
per oneri straordinari di gestione corrente sul totale della spesa corrente raggiunge
complessivamente il 44%.
La spesa per oneri straordinari appare, con riferimento alla totalità dei Comuni
aggregati per Regioni, sostanzialmente concentrata tra le funzioni 1 – amministrazione,
gestione e controllo - ,9 – gestione del territorio e ambiente, 10 – settore sociale. 8 –
viabilità e trasporti. Nella funzione 1 (soprattutto servizio 4 gestione entrate tributarie e
servizi fiscali e servizio 8 altri servizi generali) è concentrato complessivamente quasi il 52%
della spesa per oneri straordinari, mentre nella funzione 9 quasi il 17%. Nelle funzioni 10 e 8
si registrano percentuali complessivamente tra il 5-6%, con tassi molto variabili a livello
regionale. Anche nella funzione 5 (cultura e beni culturali) si registrano concentrazioni di
rilievo in alcune Regioni (nel 2007 12% in Trentino A.A., 32% in Umbria, 17% in Abruzzo).
L’aggregazione per classi demografiche mette in evidenza concentrazioni della spesa
per la funzione 1 (amministrazione, gestione e controllo) superiori all’80% nelle classi più
basse (da 1 a 499 abitanti) ed in quelle più alte (da 250.000 a oltre i 500.000). Nei Comuni
appartenenti alle classi demografiche medie detta percentuale si riduce mentre aumenta la
consistenza della spesa per altre funzioni, in particolare la funzione 9 (territorio e ambiente),
8 (viabilità e trasporti) e 5 (cultura e beni culturali).
Per quanto riguarda le Province, la variazione nel biennio della spesa per oneri
straordinari della gestione corrente appare complessivamente in crescita consistente (
57,96%), pur se con andamento estremamente differenziato sul territorio. Infatti, numerosi
sono gli aumenti di molto superiori al 100% (Asti, Lodi, Pavia, Savona, Belluno, Pordenone,
96
Udine, Forlì-Cesena, Arezzo, Firenze, Pisa, Prato, Perugia, Pescara, Benevento, Brindisi,
Foggia, Reggio Calabria, Caltanissetta, Catania, Palermo, Trapani) così come i decrementi
superiori al 50% (Alessandria, Biella, Brescia, Como, Imperia, La Spezia, Trieste, Bologna,
Ferrara, Parma, Reggio Emilia, Ascoli Piceno, Latina, Rieti, Teramo). La percentuale di
incidenza sul totale della spesa corrente è scarsamente rilevante pur se in crescita nel
biennio (0,85% nel 2007 e 1,29% nel 2008). Complessivamente, la spesa per prestazione di
servizi e per oneri straordinari pesa sulla spesa corrente per il 40,42% nel 2007 e per il
41,89% nel 2008.
La distribuzione della spesa tra le nove funzioni che compongono la spesa delle
Province vede un’elevatissima concentrazione nella funzione 1 (amministrazione, gestione e
controllo) che mediamente si avvicina al 90% (fanno eccezione le Province del Veneto, delle
Marche, della Campania, della Sardegna dove la percentuale è inferiore al 50%). All’interno
della funzione, il servizio di maggiore concentrazione è il 4 (gestione entrate tributarie e
servizi fiscali) seguito dal 9 (altri servizi generali). Anche la funzione 6 (gestione del
territorio) presenta percentuali talvolta elevate con una sostanziale concentrazione della
spesa nel servizio 1- viabilità (40% in Campania, 24% in Puglia, 38% in Basilicata nel 2007).
Per quanto riguarda i flussi di spesa in conto capitale dall’ente locale agli
organismi partecipati, sono stati esaminati gli andamenti della spesa allocata negli interventi
8 e 9.
L’intervento 8 riguarda la spesa per partecipazioni azionarie in imprese
controllate o collegate in cui, oltre a quella per acquisto di nuove partecipazioni azionarie,
confluisce tutto il complesso delle spese correlato alle posizioni detenute all’interno di
compagini societarie, compresi gli aumenti di capitale non per perdite151.
Per quanto riguarda i Comuni (tab.51), l’andamento nel biennio della spesa per
partecipazioni azionarie, che complessivamente cresce del 35%, appare estremamente
differenziato in quanto fortemente condizionato dalla diffusa presenza di enti che riportano
valore zero alla voce di spesa relativa a partecipazioni azionarie152. Nel 2008 si nota, infatti,
da un lato un significativo andamento riduttivo nella maggior parte delle Regioni (Liguria,
Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna),
che potrebbe sottendere una maggiore attenzione dell’ente locale a sottoscrivere nuove
partecipazioni societarie soprattutto in considerazione delle politiche di riduzione che il
legislatore obbliga ad attuare. Dall’altro, si rilevano talvolta rilevantissimi incrementi
(Piemonte, Lazio, Abruzzo, Campania) che appaiono del tutto in controtendenza se non posti
in relazione con la mancata presenza di un valore positivo nell’esercizio precedente. Anche in
151
152
Secondo il principio contabile n.3
Si tratta di 5513 enti nel 2007 e 5659 nel 2008 su un totale di 6327 enti che hanno inviato il consuntivo nel biennio
considerato.
97
considerazione della limitata presenza della voce di spesa, il tasso di incidenza non raggiunge
l’1% del totale spesa in conto capitale.
Anche per quanto riguarda le Province (tab.52), il complessivo aumento del 31% nel
biennio appare condizionato dalla diffusa assenza di spesa per partecipazioni azionarie
rilevata in numerosi casi nel biennio. In linea di massima, quando la spesa è rilevata in
entrambi gli esercizi normalmente mostra un netto decremento nel 2008, diversamente,
l’aumento di spesa nel 2008 in genere corrisponde alla mancanza della voce di spesa nel
consuntivo 2007. Ad ogni buon conto, in termini complessivi il tasso di incidenza sul totale
della spesa in conto capitale supera di poco l’1%.
L’intervento 9 attiene alla spesa per conferimenti di capitale e riguarda la spesa
per conferimento del capitale e per la costituzione dei fondi di dotazione degli enti
strumentali dell’ente locale (aziende speciali, istituzioni, ecc.) nonché la spesa destinata alla
ricostituzione di essi.
Anche in questo caso l’andamento, sia per quanto riguarda i Comuni che le
Province, risente della diffusa mancanza della voce di spesa nel consuntivo153. L’andamento
per i Comuni è complessivamente crescente (18,86%), pur mettendo in evidenza un
generale processo di riduzione della voce in questione. La percentuale di incidenza sulla
spesa in conto capitale supera di poco l’1% nel 2008. Per quanto riguarda le Province, la
spesa per conferimento di capitale segna una drastica diminuzione nel 2008 (30,35%) ed un
tasso di incidenza sulla spesa in conto capitale di appena lo 0,5%.
153
Si tratta di 5437 enti nel 2007 e 5578 nel 2008.
98
ALLEGATI
Parte II
Analisi ricognitiva del fenomeno delle partecipazioni
Questionari 2005-2008
Organismi partecipati
Tab. 1 – Distribuzione per settore e regioni
Settore di attività
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia
Romagna
Friuli
Venezia
Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino Umbria
Alto
Adige
Veneto
Totale
complessivo
OP
%
AMBIENTE
23
7
18
57
29
10
24
20
53
24
4
70
38
15
48
81
7
13
67
608
29,08%
IDRICO
18
6
6
31
39
13
11
19
82
29
1
104
7
22
28
31
28
9
79
563
26,92%
2
18
53
16
18
33
64
24
1
30
16
18
20
41
76
8
61
506
24,20%
19,80%
7
TRASPORTI
ENERGIA
Totale SERVIZI
Settore di attività
25
3
2
11
29
10
7
5
61
30
24
7
4
8
26
128
10
24
414
73
16
28
117
150
49
60
77
260
107
6
228
68
59
104
179
239
40
231
2091
3,49%
0,77%
1,34%
5,60%
7,17%
2,34%
2,87%
3,68%
12,43%
5,12%
0,29%
10,90%
3,25%
2,82%
4,97%
8,56%
11,43%
1,91%
11,05%
Campania
Emilia
Romagna
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Friuli
Venezia
Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino Umbria
Alto
Adige
Veneto
Totale
complessivo
OP
34,94%
%
102
ATTIVITA' CULTURALI, SPORTIVE E
SVILUPPO TURISTICO
21
5
8
36
129
41
43
35
33
47
6
74
16
25
44
93
96
13
64
829
21,29%
ALTRO
12
21
9
55
56
9
43
15
26
19
21
79
61
42
92
67
23
18
42
710
18,24%
SERVIZI DI SUPPORTO ALLE
IMPRESE
9
ATTIVITA' PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E TECNICHE
5
27
2
AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E
PESCA
8
1
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
11
2
1
21
48
9
13
11
74
17
3
13
8
20
57
74
12
3
34
453
11,64%
18
49
30
5
12
23
13
3
41
6
13
24
29
3
9
11
296
7,60%
10
17
8
5
10
2
8
20
10
8
31
8
117
4
11
278
7,14%
13
59
4
10
10
12
9
1
56
7
4
12
27
8
2
26
274
7,04%
2
26
5
12
2
42
29
1
14
9
3
7
37
3
5
26
227
5,83%
FARMACIE
4
ATTIVITA' FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED IMMOBILIARI
2
1
5
49
18
1
14
22
16
2
24
3
1
3
35
13
13
222
5,70%
ISTRUZIONE
2
3
2
5
48
3
5
11
5
11
4
41
8
3
19
28
4
7
12
221
5,68%
EDILIZIA RESIDENZIALE E NON,
URBANIZZAZIONE
1
4
1
9
21
5
5
14
10
5
3
14
5
6
1
26
2
3
30
165
4,24%
SERVIZI DI INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE, EDITORIALI
1
7
8
3
1
11
4
1
9
90
2,31%
INDUSTRIA
3
1
2
3
3
3
2
53
1,36%
1
48
1,23%
2
21
0,54%
6
0,15%
1
2
NON APPLICABILE
SERVIZI DI RISTORAZIONE
7
2
2
23
1
3
ESTRAZIONE DI MINERALI
Totale ALTRO
Totale complessivo OP
8
3
1
6
22
5
4
3
5
3
10
1
13
4
4
1
1
7
1
1
2
5
1
1
80
42
50
188
513
165
143
137
281
181
46
391
139
131
299
468
289
67
283
2,05%
1,08%
1,28%
4,83%
13,18%
4,24%
3,67%
3,52%
7,22%
4,65%
1,18%
10,04%
3,57%
3,37%
7,68%
12,02%
7,42%
1,72%
7,27%
153
58
78
305
663
214
203
214
541
288
52
619
207
190
403
647
528
107
514
2,56%
0,97%
1,30%
5,10%
11,08%
3,58%
3,39%
3,58%
9,04%
4,81%
0,87%
10,34%
3,46%
3,18%
6,73%
10,81%
8,82%
1,79%
8,59%
(*): la ripartizione degli organismi nei settori di attività evidenzia la presenza di organismi interregionali
3893
5984 (*)
% su tot.
OP
% su tot.
OP
65,06%
Tab. 2 - Organismi partecipati per tipo e forma giuridica - Triennio 2005-2007
Tipo
Organismo
Forma Giuridica
Numero
Organismi
Partecipati
Società per azioni
Società responsabilità
limitata
Società Cooperativa
Società
Società Consortile
Consorzio
Numero totale
Organismi
Partecipati
% sul
totale
parziale
25
1.593
43,68%
28,44%
1.325
1
1.326
36,36%
23,67%
186
186
5,10%
3,32%
542
542
14,86%
9,68%
3.621
26
3.647
Consorzio
1.156
81
1.237
Totale
1.156
81
1.237
Altro
Totale
22,09%
22,09%
277
38,63%
4,95%
31
31
4,32%
0,55%
29
438
61,09%
7,82%
2
0,28%
688
29
717
12,80%
5.465
136
5.601
100,00%
2
Totale
65,11%
100,00%
277
409
Non dichiarato
% sul
totale
1.568
Totale
Fondazione e
Fondazione di
Partecipazione
- di cui Fondazione
di Partecipazione
Altro
ATO
0,04%
Tab. 3 - Organismi partecipati - Serie storica 2005-2007
Esercizio
n. OO.PP.
OO.PP. "Società"
Numero Partecipazioni
2005
4.992
3.204
27.602
2006
5.254
3.401
28.466
2007
5.485
3.559
29.771
variazione %
n. OO.PP.
OO.PP. "Società"
Numero Partecipazioni
2006/05
5,25%
6,15%
3,13%
2007/06
4,40%
4,65%
4,58%
2007/05
9,88%
11,08%
7,86%
103
Tab. 4 - Tipo organismo 'Società' - distribuzione per zona e regione (serie
storica 2005-2007)
Zona
Regione
Piemonte
Lombardia
Nord Ovest
Nord Est
Centro
Sud
Isole
Tipo Organismo 'Società'
variazione %
2005
2006
2007
2006/05
2007/06
286
311
323
8,74%
3,86%
521
521
521
0,00%
0,00%
Liguria
143
155
159
8,39%
2,58%
Totale
950
987
1.003
3,89%
1,62%
Trentino Alto Adige
243
257
283
5,76%
10,12%
Veneto
288
313
330
8,68%
5,43%
Friuli Venezia Giulia
116
129
144
11,21%
11,63%
Emilia Romagna
306
327
344
6,86%
5,20%
Totale
953
1.026
1.101
7,66%
7,31%
Toscana
334
359
372
7,49%
3,62%
Umbria
67
71
71
5,97%
0,00%
Marche
175
196
205
12,00%
4,59%
Lazio
111
122
130
9,91%
6,56%
Totale
687
748
778
8,88%
4,01%
Abruzzo
93
97
102
4,30%
5,15%
Molise
27
28
28
3,70%
0,00%
Campania
160
165
177
3,13%
7,27%
Puglia
126
130
136
3,17%
4,62%
Basilicata
33
32
35
-3,03%
9,38%
Calabria
38
42
47
10,53%
11,90%
Totale
477
494
525
3,56%
6,28%
Sicilia
149
158
162
6,04%
2,53%
Sardegna
Totale
72
74
79
2,78%
6,76%
221
232
241
4,98%
3,88%
104
Tab. 5 - Tipo Organismo 'Altro' - distribuzione per zona e regione
Variazioni % (serie storica 2005-2007)
Zona
Regione
Tipo Organismo 'Altro'
2005
2006/05
2007/06
267
276
274
3,37%
-0,72%
Lombardia
17
17
17
0,00%
0,00%
Liguria
47
48
50
2,13%
4,17%
Totale
331
341
341
3,02%
0,00%
Trentino Alto Adige
170
171
176
0,59%
2,92%
Veneto
156
166
173
6,41%
4,22%
46
67
70
45,65%
4,48%
Piemonte
Nord Ovest
Nord Est
Centro
Friuli Venezia Giulia
191
209
217
9,42%
3,83%
Totale
563
613
636
8,88%
3,75%
Toscana
238
244
263
2,52%
7,79%
Umbria
30
32
34
6,67%
6,25%
Marche
69
71
72
2,90%
1,41%
Lazio
52
53
56
1,92%
5,66%
389
400
425
2,83%
6,25%
Abruzzo
40
44
47
10,00%
6,82%
Molise
16
16
17
0,00%
6,25%
Campania
93
96
100
3,23%
4,17%
Puglia
54
48
56
-11,11%
16,67%
Basilicata
18
20
20
11,11%
0,00%
Calabria
Isole
2007
Emilia Romagna
Totale
Sud
2006
variazione %
28
27
28
-3,57%
3,70%
Totale
249
251
268
0,80%
6,77%
Sicilia
193
181
186
-6,22%
2,76%
83
91
95
9,64%
4,40%
276
272
281
-1,45%
3,31%
Sardegna
Totale
105
Tab. 6 – Tipo organismo ‘Società’ - distribuzione per forma giuridica e regione (serie storica 2005-2007)
Regione
Società per azioni
Società responsabilità limitata
Società Cooperativa
Società Consortile
variazione %
variazione %
variazione %
variazione %
2006/05 2007/06 2007/05 2006/05 2007/06 2007/05
2006/05
2007/05
2006/05
2007/06
2007/05
0,00%
0,00%
1,96%
3,85%
5,88%
0,00%
0,00%
0,00%
Piemonte
2,21%
-1,44%
0,74%
22,34%
10,43%
35,11%
Lombardia
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
Liguria
1,39%
-1,37%
0,00%
20,00%
7,41%
28,89%
0,00%
0,00%
0,00%
12,50%
5,56%
18,75%
-1,98%
6,06%
3,96%
14,86%
11,76%
28,38%
1,69%
10,00%
11,86%
44,44%
30,77%
88,89%
1,47%
1,45%
2,94%
17,50%
10,64%
30,00%
0,00%
0,00%
0,00%
8,70%
0,00%
8,70%
6,00%
5,66%
12,00%
30,00%
23,08%
60,00%
9,38%
5,71%
15,63%
7,14%
26,67%
35,71%
4,48%
-0,71%
3,73%
14,56%
16,10%
33,01%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
-1,89%
-1,89%
Toscana
1,03%
-0,51%
0,51%
27,16%
10,68%
40,74%
0,00%
0,00%
0,00%
2,08%
6,12%
8,33%
Umbria
0,00%
0,00%
0,00%
36,36%
0,00%
36,36%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
Marche
1,43%
-2,82%
-1,43%
26,09%
10,34%
39,13%
7,69%
7,14%
15,38%
4,35%
4,17%
8,70%
Lazio
7,69%
2,86%
10,77%
17,24%
17,65%
37,93%
0,00%
0,00%
0,00%
7,14%
0,00%
7,14%
-2,27%
2,33%
0,00%
10,26%
11,63%
23,08%
-100,00%
-100,00%
22,22%
-9,09%
11,11%
Molise
0,00%
20,00%
20,00%
12,50%
0,00%
12,50%
0,00%
0,00%
0,00%
0,00%
-8,33%
-8,33%
Campania
0,00%
8,54%
8,54%
10,00%
12,12%
23,33%
33,33%
0,00%
33,33%
2,22%
2,17%
4,44%
Puglia
7,41%
1,72%
9,26%
7,69%
10,71%
19,23%
0,00%
0,00%
0,00%
-5,41%
5,71%
0,00%
Basilicata
-8,33%
0,00%
-8,33%
0,00%
11,76%
11,76%
0,00%
25,00%
25,00%
Calabria
10,00%
9,09%
20,00%
50,00%
33,33%
100,00%
6,25%
11,76%
18,75%
4,29%
1,37%
5,71%
9,68%
8,82%
19,35%
6,52%
0,00%
6,52%
-4,35%
4,55%
0,00%
10,00%
12,12%
23,33%
0,00%
0,00%
0,00%
Trentino Alto
Adige
Veneto
106
Friuli Venezia
Giulia
Emilia
Romagna
Abruzzo
Sicilia
Sardegna
0,00%
2007/06
0,00%
0,00%
0,00%
Tab. 7 - Area Attività 'Servizi' - distribuzione per tipologia e forma giuridica
(triennio 2005-2007)
Area Attività "Servizi"
Forma Giuridica
OO.PP. % per
forma giuridica
OO.PP. % per
Area di attività
Società per azioni
66,67%
15,72%
Società responsabilità limitata
20,86%
4,92%
Società Cooperativa
1,08%
0,25%
Società Consortile
2,58%
0,61%
Consorzio
6,67%
1,57%
Fondazione
0,43%
0,10%
Altro
1,72%
0,41%
100,00%
23,58%
Società per azioni
38,12%
10,50%
Società responsabilità limitata
18,60%
5,12%
2,95%
0,81%
25,78%
7,10%
Altro
2,76%
0,76%
ATO
11,79%
3,25%
100,00%
27,54%
Società per azioni
34,67%
6,59%
Società responsabilità limitata
40,27%
7,66%
Società Cooperativa
10,13%
1,93%
Società Consortile
6,40%
1,22%
Consorzio
5,33%
1,01%
Altro
2,93%
0,56%
Non dichiarato
0,27%
0,05%
100,00%
19,02%
Società per azioni
40,07%
11,97%
Società responsabilità limitata
19,35%
5,78%
Società Cooperativa
0,34%
0,10%
Società Consortile
2,21%
0,66%
25,13%
7,51%
Altro
2,72%
0,81%
ATO
10,02%
2,99%
0,17%
0,05%
100,00%
29,87%
TRASPORTI
Totale
Società Consortile
IDRICO
Consorzio
Totale
ENERGIA
Totale
AMBIENTE
Consorzio
Non dichiarato
Totale
Totale
100,00%
107
Tab. 8 - Area Attività 'Altro' - distribuzione per tipologia e forma giuridica
(triennio 2005-2007)
Area Attività "Altro"
ISTRUZIONE
OO.PP. %
per forma
giuridica
Forma Giuridica
Società per azioni
5,21%
0,30%
Società responsabilità limitata
9,00%
0,52%
Società Cooperativa
2,84%
0,16%
Società Consortile
20,85%
1,20%
Consorzio
29,86%
1,73%
Fondazione
16,11%
0,93%
1,42%
0,08%
14,69%
0,85%
100,00%
5,78%
8,23%
0,55%
18,11%
1,20%
2,88%
0,19%
Fondazione di partecipazione
Altro
Totale
Società per azioni
Società responsabilità limitata
Società Cooperativa
Società Consortile
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
2,47%
0,16%
36,21%
2,41%
Fondazione
8,64%
0,58%
Fondazione di partecipazione
0,82%
0,05%
Altro
18,93%
1,26%
ATO
3,70%
0,25%
100,00%
6,65%
Società per azioni
3,80%
0,27%
Società responsabilità limitata
7,98%
0,58%
11,41%
0,82%
7,60%
0,55%
Consorzio
Totale
Società Cooperativa
AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E
PESCA
Società Consortile
Consorzio
63,88%
4,60%
Fondazione
0,38%
0,03%
Altro
4,94%
0,36%
Totale
100,00%
7,20%
Società per azioni
15,67%
3,31%
Società responsabilità limitata
20,98%
4,44%
3,63%
0,77%
Società Cooperativa
Società Consortile
ATTIVITA' CULTURALI, SPORTIVE
Consorzio
E SVILUPPO TURISTICO
Fondazione
Fondazione di partecipazione
Altro
8,16%
1,73%
16,45%
3,48%
19,04%
4,03%
2,85%
0,60%
13,21%
2,79%
100,00%
21,14%
Società per azioni
25,40%
3,01%
Società responsabilità limitata
26,33%
3,12%
2,08%
0,25%
Società Consortile
25,17%
2,98%
Consorzio
16,40%
1,94%
Fondazione
0,69%
0,08%
Altro
3,93%
0,47%
100,00%
11,86%
Totale
Società Cooperativa
SERVIZI DI SUPPORTO ALLE
IMPRESE
OO.PP. %
per Area di
attività
Totale
108
Area Attività "Altro"
SERVIZI DI INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE, EDITORIALI
OO.PP. %
per forma
giuridica
Forma Giuridica
Società per azioni
32,56%
0,77%
Società responsabilità limitata
33,72%
0,79%
Società Consortile
15,12%
0,36%
Consorzio
6,98%
0,16%
Fondazione
3,49%
0,08%
Altro
8,14%
0,19%
100,00%
2,35%
Società per azioni
17,96%
1,40%
Società responsabilità limitata
20,07%
1,56%
2,46%
0,19%
Società Consortile
36,62%
2,85%
Consorzio
14,08%
1,10%
Fondazione
3,52%
0,27%
Fondazione di partecipazione
0,70%
0,05%
Totale
Società Cooperativa
ATTIVITA' PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E TECNICHE
Altro
4,58%
0,36%
100,00%
7,78%
Società per azioni
35,19%
1,56%
Società responsabilità limitata
29,01%
1,29%
3,09%
0,14%
30,25%
1,34%
2,47%
0,11%
Totale
EDILIZIA RESIDENZIALE E NON,
URBANIZZAZIONE
Società Consortile
Consorzio
Altro
Totale
ATTIVITA' FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED IMMOBILIARI
100,00%
4,44%
Società per azioni
39,69%
2,11%
Società responsabilità limitata
35,05%
1,86%
Società Cooperativa
11,34%
0,60%
Società Consortile
4,64%
0,25%
Consorzio
1,55%
0,08%
Fondazione
0,52%
0,03%
Altro
7,22%
0,38%
100,00%
5,31%
Società per azioni
29,68%
1,78%
Società responsabilità limitata
56,62%
3,40%
Società Cooperativa
0,91%
0,05%
Società Consortile
0,46%
0,03%
Consorzio
0,91%
0,05%
11,42%
0,68%
Totale
FARMACIE
Altro
Totale
SERVIZI DI RISTORAZIONE
100,00%
6,00%
Società per azioni
40,00%
0,22%
Società responsabilità limitata
35,00%
0,19%
Società Cooperativa
10,00%
0,05%
Società Consortile
5,00%
0,03%
Consorzio
5,00%
0,03%
5,00%
100,00%
0,03%
0,55%
Società per azioni
16,67%
0,03%
Società responsabilità limitata
50,00%
0,08%
Altro
Totale
ESTRAZIONE DI MINERALI
OO.PP. %
per Area di
attività
109
Area Attività "Altro"
OO.PP. %
per forma
giuridica
Forma Giuridica
Consorzio
33,33%
0,05%
100,00%
0,16%
Società per azioni
25,00%
0,36%
Società responsabilità limitata
Totale
INDUSTRIA
23,08%
0,33%
Società Cooperativa
9,62%
0,14%
Società Consortile
7,69%
0,11%
26,92%
0,38%
Consorzio
Altro
7,69%
0,11%
100,00%
1,42%
Società per azioni
17,75%
3,20%
Società responsabilità limitata
21,55%
3,89%
3,34%
0,60%
Società Consortile
15,17%
2,74%
Consorzio
27,47%
4,96%
Fondazione
3,64%
0,66%
Fondazione di partecipazione
0,30%
0,05%
10,32%
1,86%
Totale
Società Cooperativa
ALTRO
Altro
ATO
0,46%
0,08%
100,00%
18,04%
Società per azioni
12,50%
0,16%
Società responsabilità limitata
33,33%
0,44%
Società Cooperativa
2,08%
0,03%
Società Consortile
6,25%
0,08%
10,42%
0,14%
2,08%
0,03%
Altro
31,25%
0,41%
ATO
2,08%
0,03%
100,00%
1,31%
Totale
NON APPLICABILE
OO.PP. %
per Area di
attività
Consorzio
Fondazione
Totale
Totale
100,00%
110
Tab. 9 - Organismi partecipati mono/multi servizi – distribuzione per forma giuridica (serie storica 2005-2007)
2005
Tipo
Organismo
Forma
Giuridica
Multiservizio
NO
Società per
azioni
SI
Totale
Società
responsabilità
limitata
NO
SI
Totale
NO
111
Società
Società
Cooperativa
Società
Consortile
SI
817
% per
Forma
Giuridica
54,72%
% sul
totale
16,37%
Numero
Organismi
Partecipati
840
% per
Forma
Giuridica
55,30%
2007
% sul
totale
15,99%
Numero
Organismi
Partecipati
855
% per
Forma
Giuridica
55,56%
% sul
totale
15,59%
676
45,28%
13,54%
679
44,70%
12,92%
684
44,44%
12,47%
1.493
46,60%
29,91%
1.519
44,66%
28,91%
1.539
43,24%
28,06%
778
74,02%
15,58%
888
74,06%
16,90%
970
74,05%
17,68%
273
25,98%
5,47%
311
25,94%
5,92%
340
25,95%
6,20%
1.051
32,80%
21,05%
1.199
35,25%
22,82%
1.310
36,81%
23,88%
115
68,05%
2,30%
120
68,97%
2,28%
129
70,49%
2,35%
54
31,95%
1,08%
54
31,03%
1,03%
54
29,51%
0,98%
Totale
169
5,27%
3,38%
174
5,12%
3,31%
183
5,14%
3,34%
NO
287
58,45%
5,75%
298
58,55%
5,67%
313
59,39%
5,71%
SI
204
41,55%
4,09%
211
41,45%
4,02%
214
40,61%
3,90%
9,84%
9,69%
9,61%
Totale
Altro
Numero
Organismi
Partecipati
2006
491
15,32%
509
14,97%
527
14,81%
Totale Società
NO
1.997
62,33%
2.146
63,10%
2.267
63,70%
Totale Società
SI
1.207
37,67%
1.255
36,90%
1.292
36,30%
Totale
Totale
3.204
100,00%
64,18%
3.401
100,00%
64,73%
3.559
100,00%
64,89%
Totale Altro
NO
1.131
63,26%
22,66%
1.181
63,73%
22,48%
1.238
64,28%
22,57%
Totale Altro
SI
657
36,74%
13,16%
672
36,27%
12,79%
688
35,72%
12,54%
35,82%
1.853
100,00%
35,27%
1.926
100,00%
35,11%
3.327
63,32%
3.505
63,90%
Totale
Totale
1.788
100,00%
Totale
NO
3.128
62,66%
Totale
SI
1.864
37,34%
1.927
36,68%
1.980
36,10%
Totale
Totale
4.992
100,00%
5.254
100,00%
5.485
100,00%
Tab. 10 - Società - distribuzione per tipologia (triennio 2005-2007)
2005
2006
2007
Tipologia Società
% sul
totale
Società
Totalmente partecipate da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate da più soci
pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza Pubblica
Società
% sul
totale
285
10,58%
385
13,31%
444
14,56%
392
14,55%
422
14,59%
456
14,95%
819
30,39%
757
26,18%
912
29,90%
1.080
40,07%
1.083
37,45%
1.087
35,64%
119
4,42%
245
8,47%
151
4,95%
Altro - quota non definita
Totale
% sul
totale
Società
2.695 100,00%
2.892 100,00%
3.050 100,00%
Nota: Dati non disponibili per la Lombardia
Tab. 11 - Società - distribuzione per tipologia e regione (triennio 2005-2007)
2005
Regione
Tipologia Società
Società
Piemonte
Liguria
Trentino Alto
Adige
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
2006
% per
regione
Società
2007
% per
regione
Società
% per
regione
26
9,09%
40
12,86%
43
13,31%
71
24,83%
75
24,12%
77
23,84%
63
22,03%
65
20,90%
77
23,84%
112
39,16%
116
37,30%
118
36,53%
14
4,90%
15
4,82%
8
2,48%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
286
100,00%
311
100,00%
323
100,00%
16
11,19%
20
12,90%
21
13,21%
17
11,89%
21
13,55%
21
13,21%
34
23,78%
39
25,16%
38
23,90%
72
50,35%
71
45,81%
73
45,91%
4
2,80%
4
2,58%
6
3,77%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
143
100,00%
155
100,00%
159
100,00%
14
5,76%
16
6,23%
23
8,13%
14
5,76%
17
6,61%
22
7,77%
136
55,97%
143
55,64%
156
55,12%
66
27,16%
71
27,63%
73
25,80%
13
5,35%
10
3,89%
9
3,18%
Totale
243
100,00%
257
100,00%
283
100,00%
112
2005
Regione
Tipologia Società
Società
Veneto
Totalmente partecipate da
un unico socio pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
2006
% per
regione
Società
2007
% per
regione
Società
% per
regione
36
12,50%
49
15,65%
56
16,97%
64
22,22%
64
20,45%
67
20,30%
80
27,78%
90
28,75%
95
28,79%
97
33,68%
97
30,99%
100
30,30%
11
3,82%
13
4,15%
12
3,64%
Totale
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Friuli Venezia Miste a Prevalenza
Giulia
Pubblica
Altro - quota non definita
288
100,00%
313
100,00%
330
100,00%
4
3,45%
4
3,10%
3
2,08%
95
81,90%
2
1,55%
122
84,72%
3
2,59%
3
2,33%
4
2,78%
14
12,07%
120
93,02%
15
10,42%
Totale
Totalmente partecipate da
un unico socio pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
116
100,00%
129
100,00%
144
100,00%
34
11,11%
43
13,15%
56
16,28%
50
16,34%
59
18,04%
59
17,15%
91
29,74%
84
25,69%
82
23,84%
124
40,52%
132
40,37%
131
38,08%
7
2,29%
9
2,75%
16
4,65%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
306
100,00%
327
100,00%
344
100,00%
21
6,31%
40
11,14%
46
12,37%
55
16,52%
62
17,27%
66
17,74%
93
27,93%
101
28,13%
98
26,34%
156
46,85%
148
41,23%
152
40,86%
8
2,40%
8
2,23%
10
2,69%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
333
100,00%
359
100,00%
372
100,00%
6
8,96%
9
12,68%
10
14,08%
10
14,93%
10
14,08%
11
15,49%
22
32,84%
22
30,99%
22
30,99%
26
38,81%
27
38,03%
25
35,21%
3
4,48%
3
4,23%
3
4,23%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
67
100,00%
71
100,00%
71
100,00%
31
17,82%
47
24,10%
50
24,51%
30
17,24%
29
14,87%
32
15,69%
31
17,82%
38
19,49%
43
21,08%
70
40,23%
72
36,92%
71
34,80%
12
6,90%
9
4,62%
8
3,92%
174
100,00%
195
100,00%
204
100,00%
Emilia
Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Totale
113
2005
Regione
Tipologia Società
Società
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Totalmente partecipate da
un unico socio pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
2006
% per
regione
Società
2007
% per
regione
Società
% per
regione
19
17,12%
24
19,67%
26
20,00%
12
10,81%
12
9,84%
14
10,77%
28
25,23%
19
15,57%
22
16,92%
48
43,24%
46
37,70%
44
33,85%
4
3,60%
21
17,21%
24
18,46%
Totale
Totalmente partecipate da
un unico socio pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
111
100,00%
122
100,00%
130
100,00%
13
13,98%
17
17,53%
21
20,59%
22
23,66%
24
24,74%
27
26,47%
20
21,51%
20
20,62%
22
21,57%
35
37,63%
31
31,96%
28
27,45%
3
3,23%
5
5,15%
4
3,92%
Totale
Totalmente partecipate da
un unico socio pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
93
100,00%
97
100,00%
102
100,00%
3
11,11%
4
14,29%
4
14,29%
1
3,70%
1
3,57%
2
7,14%
7
25,93%
6
21,43%
6
21,43%
15
55,56%
12
42,86%
12
42,86%
1
3,70%
5
17,86%
4
14,29%
Totale
Totalmente partecipate da
un unico socio pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
27
100,00%
28
100,00%
28
100,00%
23
14,38%
25
15,15%
33
18,64%
22
13,75%
26
15,76%
27
15,25%
34
21,25%
40
24,24%
40
22,60%
78
48,75%
70
42,42%
70
39,55%
3
1,88%
4
2,42%
7
3,95%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
160
100,00%
165
100,00%
177
100,00%
18
14,29%
21
16,15%
21
15,44%
5
3,97%
5
3,85%
5
3,68%
37
29,37%
37
28,46%
39
28,68%
58
46,03%
59
45,38%
62
45,59%
8
6,35%
8
6,15%
9
6,62%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Totale
126
100,00%
130
100,00%
136
100,00%
3
9,38%
3
9,68%
6
18,18%
3
9,38%
3
9,68%
3
9,09%
8
25,00%
8
25,81%
8
24,24%
18
56,25%
17
54,84%
16
48,48%
32
100,00%
31
100,00%
33
100,00%
114
2005
Regione
Tipologia Società
Società
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
2006
% per
regione
Società
2007
% per
regione
Società
% per
regione
4
10,53%
4
9,52%
6
12,77%
9
23,68%
9
21,43%
11
23,40%
23
60,53%
26
61,90%
26
55,32%
2
5,26%
3
7,14%
4
8,51%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
38
100,00%
42
100,00%
47
100,00%
10
6,71%
14
8,86%
13
8,02%
16
10,74%
17
10,76%
22
13,58%
46
30,87%
45
28,48%
46
28,40%
72
48,32%
74
46,84%
73
45,06%
5
3,36%
8
5,06%
8
4,94%
Totale
Totalmente partecipate
da un unico socio
pubblico
Totalmente partecipate
da più soci pubblici
Miste a Prevalenza Privata
Miste a Prevalenza
Pubblica
Altro - quota non definita
149
100,00%
158
100,00%
162
100,00%
12
16,67%
13
17,57%
15
18,99%
7
9,72%
6
8,11%
8
10,13%
19
26,39%
20
27,03%
21
26,58%
29
40,28%
33
44,59%
32
40,51%
5
6,94%
2
2,70%
3
3,80%
Totale
72
100,00%
74
100,00%
79
100,00%
Totale
2.764
2.964
115
3.124
Piemonte
Liguria
Trentino Alto
Adige
Veneto
Emilia
Romagna
Tab. 12 - Società - distribuzione per quote e regioni (triennio 2005-2007)
88,28%
72,82%
88,34%
84,28%
80,14%
10 - 49,99
8,10%
13,46%
7,56%
10,35%
13,10%
2005 50 - 99,99
2,77%
11,61%
3,36%
3,54%
5,44%
0,86%
2,11%
0,75%
1,84%
1,32%
Classe quota partecipazione
0,01 - 9,99
100
Totale
100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
0,01 - 9,99
87,51%
73,52%
87,13%
84,72%
78,76%
8,26%
13,01%
8,46%
9,87%
13,32%
2006 50 - 99,99
3,06%
10,73%
3,60%
2,89%
5,94%
100
1,17%
2,74%
0,81%
2,52%
1,98%
10 - 49,99
Totale
100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
0,01 - 9,99
88,00%
74,68%
86,10%
85,39%
79,32%
7,99%
12,55%
9,30%
9,20%
12,86%
2007 50 - 99,99
2,60%
9,52%
3,43%
2,79%
5,04%
100
1,41%
3,25%
1,17%
2,62%
2,78%
10 - 49,99
2005
Molise
Abruzzo
Lazio
84,32%
83,83%
79,45%
70,35%
84,69%
80,95%
10 - 49,99
10,73%
10,64%
12,61%
12,39%
8,95%
11,11%
50 - 99,99
4,00%
4,68%
4,55%
10,62%
3,98%
6,35%
100
0,94%
0,85%
3,38%
6,64%
2,39%
1,59%
100,00% 100,00% 100,00%
100,00%
100,00%
100,00%
0,01 - 9,99
84,13%
82,77%
78,13%
66,96%
84,88%
79,03%
10 - 49,99
10,35%
10,50%
12,29%
13,22%
8,91%
11,29%
50 - 99,99
3,69%
4,62%
4,67%
11,89%
3,29%
6,45%
100
1,82%
2,10%
4,91%
7,93%
2,91%
3,23%
100,00% 100,00% 100,00%
Totale
2007
Marche
0,01 - 9,99
Totale
2006
Umbria
Classe quota
partecipazione
100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
Toscana
Totale
100,00%
100,00%
100,00%
0,01 - 9,99
83,14%
83,40%
78,46%
67,70%
84,71%
78,79%
10 - 49,99
10,75%
10,28%
11,87%
11,50%
8,47%
12,12%
50 - 99,99
4,02%
3,95%
4,61%
11,50%
3,31%
6,06%
100
2,09%
2,37%
5,07%
9,29%
3,50%
3,03%
100,00% 100,00% 100,00%
100,00%
100,00%
100,00%
Totale
116
2005
% sul totale
Sardegna
Sicilia
Calabria
Basilicata
76,18%
59,53%
86,44%
97,03%
80,56%
81,48%
83,60%
10 - 49,99
13,95%
19,53%
5,93%
1,98%
14,53%
7,82%
10,28%
50 - 99,99
6,22%
15,35%
5,93%
0,99%
3,42%
6,17%
4,44%
3,65%
5,58%
1,69%
0,00%
1,50%
4,53%
1,68%
100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
100,00%
Totale
0,01 - 9,99
76,60%
57,89%
86,32%
97,54%
78,33%
80,72%
82,37%
10 - 49,99
13,93%
18,66%
5,98%
1,64%
15,45%
8,84%
10,68%
50 - 99,99
5,80%
16,27%
5,13%
0,82%
4,29%
6,02%
4,60%
3,68%
7,18%
2,56%
0,00%
1,93%
4,42%
2,36%
100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
100,00%
100
Totale
2007
Puglia
0,01 - 9,99
100
2006
Campania
Classe quota
partecipazione
0,01 - 9,99
76,41%
58,53%
85,16%
95,68%
77,43%
81,11%
83,24%
10 - 49,99
13,56%
18,43%
6,25%
3,60%
16,15%
7,78%
10,03%
50 - 99,99
5,46%
15,67%
3,91%
0,72%
4,55%
5,56%
4,11%
4,58%
7,37%
4,69%
0,00%
1,86%
5,56%
2,63%
100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00%
100,00%
100
Totale
Nota: Friuli Venezia Giulia e Lombardia dati non disponibili
117
Tab. 13 Società in perdita - distribuzione per forma giuridica
Esercizio
2005
Forma Giuridica
% Società in
perdita su
Totale
Società
Partecipate
533
45,28%
1.260
42,30%
396
33,64%
823
48,12%
60
5,11%
169
35,50%
188
15,97%
443
42,44%
Società Cooperativa
1.177
100,00%
2.695
43,67%
Società per azioni
499
42,50%
1.286
38,80%
Società responsabilità
limitata
427
36,37%
971
43,98%
49
4,18%
174
28,16%
Società Cooperativa
Società Consortile
199
16,95%
461
43,17%
1.174
100,00%
2.892
40,59%
Società per azioni
499
42,04%
1.306
38,21%
Società responsabilità
limitata
449
37,83%
1.082
41,50%
60
5,05%
183
32,79%
179
15,08%
479
37,37%
Totale
Società Cooperativa
Società Consortile
Totale
% Media 20052007
Totale
Società
Partecipate
Società responsabilità
limitata
Totale
2007
% Società in
Perdita per
Esercizio
Società per azioni
Società Consortile
2006
Società
Partecipate
in Perdita
1.187
100,00%
3.050
38,92%
Società per azioni
510
43,28%
1.284
39,77%
Società responsabilità
limitata
167
35,95%
609
44,53%
Società Cooperativa
26
4,78%
112
32,15%
Società Consortile
62
16,00%
297
40,99%
118
Tab. 14 Società in perdita - distribuzione per tipologia servizio e area attività
Esercizio: 2005
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
IDRICO
SERVIZI ENERGIA
ALTRO
% su
Totale
per Area
Attività
Totale
% Società in
Complessivo
Perdita sul
Società
Totale
Partecipate
Società per
Tipologia di
Servizio
173
12,68%
41,29%
343
50,44%
83
8,24%
19,81%
223
37,22%
61
8,91%
14,56%
241
25,31%
10,20%
24,34%
276
36,96%
35,54% 100,00%
1.083
38,69%
AMBIENTE
102
Totale
419
ISTRUZIONE
29
2,55%
3,82%
69
42,03%
SANITA' E ASSISTENZA
SOCIALE
18
1,92%
2,37%
52
34,62%
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E PESCA
35
2,59%
4,61%
70
50,00%
ATTIVITA' CULTURALI,
SPORTIVE E SVILUPPO
TURISTICO
178
11,38%
23,42%
308
57,79%
SERVIZI DI SUPPORTO
ALLE IMPRESE
115
8,76%
15,13%
237
48,52%
18
1,85%
2,37%
50
36,00%
93
6,39%
12,24%
173
53,76%
42
2,81%
5,53%
76
55,26%
49
4,51%
6,45%
122
40,16%
19
3,92%
2,50%
106
17,92%
4
0,44%
0,53%
12
33,33%
2
0,15%
0,26%
4
50,00%
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA RESIDENZIALE
E NON,
URBANIZZAZIONE
ATTIVITA' FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI
MINERALI
INDUSTRIA
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
Società
% Società in
Partecipate
Perdita su
in Perdita totale Società
in Perdita
(1179)
21
1,11%
2,76%
30
70,00%
134
11,20%
17,63%
303
44,22%
0,41%
0,39%
11
27,27%
64,46% 100,00%
1.623
46,83%
2.706
43,57%
3
760
1.179
100,00%
119
Esercizio: 2006
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
IDRICO
SERVIZI ENERGIA
AMBIENTE
Totale
170
12,16%
27,91%
353
48,16%
73
7,99%
18,34%
232
31,47%
78
8,95%
20,55%
260
30,00%
98
9,95%
22,85%
289
33,91%
35,48% 100,00%
1.134
36,95%
419
26
2,44%
3,41%
71
36,62%
SANITA' E ASSISTENZA
SOCIALE
20
2,07%
2,62%
60
33,33%
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E PESCA
37
2,69%
4,86%
78
47,44%
ATTIVITA' CULTURALI,
SPORTIVE E SVILUPPO
TURISTICO
169
11,23%
22,18%
326
51,84%
SERVIZI DI SUPPORTO
ALLE IMPRESE
116
8,75%
15,22%
254
45,67%
18
1,79%
2,36%
52
34,62%
89
6,16%
11,68%
179
49,72%
45
3,06%
5,91%
89
50,56%
54
4,99%
7,09%
145
37,24%
23
4,55%
3,02%
132
17,42%
4
0,48%
0,52%
14
28,57%
2
0,14%
0,26%
4
50,00%
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA RESIDENZIALE
E NON,
URBANIZZAZIONE
ATTIVITA' FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI
MINERALI
INDUSTRIA
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
% su
Totale
% Società in
Totale
Complessivo
Perdita sul
per Area
Società
Totale
Attività- Partecipate
Società per
Esercizio
Tipologia di
Servizio
ISTRUZIONE
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ALTRO
Società
% Società in
Partecipate
Perdita su
in Perdita totale Società
in Perdita
(1181)
15
1,07%
1,97%
31
48,39%
142
11,19%
18,64%
325
43,69%
0,34%
0,26%
10
20,00%
64,52% 100,00%
1.770
43,05%
2.904
40,67%
2
762
1.181
100,00%
120
Esercizio: 2007
Area
Attività
Tipologia Servizio
Società
Partecipate
in Perdita
% Società in
Perdita su
totale
Società in
Perdita
(1195)
% su
Totale
per Area
AttivitàEsercizio
170
11,88%
38,03%
364
46,70%
86
7,67%
19,24%
235
36,60%
101
9,11%
22,60%
279
36,20%
90
10,12%
20,13%
310
29,03%
447
37,41%
100,00%
1.188
37,63%
25
2,42%
3,34%
74
33,78%
18
2,02%
2,41%
62
29,03%
37
2,64%
4,95%
81
45,68%
ATTIVITA' CULTURALI,
SPORTIVE E SVILUPPO
TURISTICO
164
11,07%
21,93%
339
48,38%
SERVIZI DI SUPPORTO
ALLE IMPRESE
107
8,59%
14,30%
263
40,68%
16
1,93%
2,14%
59
27,12%
93
6,24%
12,43%
191
48,69%
39
3,23%
5,21%
99
39,39%
54
4,93%
7,22%
151
35,76%
29
4,86%
3,88%
149
19,46%
4
0,46%
0,53%
14
28,57%
2
0,13%
0,27%
4
50,00%
15
1,01%
2,01%
31
48,39%
142
11,30%
18,98%
346
41,04%
3
0,39%
0,40%
12
25,00%
748
62,59%
100,00%
1.875
39,89%
1.195
100,00%
3.063
39,01%
TRASPORTI
IDRICO
SERVIZI
ENERGIA
AMBIENTE
Totale
ISTRUZIONE
SANITA' E ASSISTENZA
SOCIALE
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E PESCA
ALTRO
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA
RESIDENZIALE E NON,
URBANIZZAZIONE
ATTIVITA'
FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI
MINERALI
INDUSTRIA
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
121
Totale
Complessivo
Società
Partecipate
% Società
in Perdita
sul Totale
Società per
Tipologia di
Servizio
Tab. 15 Società in perdita - distribuzione per tipologia ente e partecipazione
Tipologia Ente
Tipologia Partecipazione
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
A Prevalenza Privata
Comuni
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
Comuni-Province A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
2005
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
Provincia
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale 2005
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
A Prevalenza Privata
Comuni
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
Comuni-Province A Prevalenza Privata
2006
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
Provincia
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale 2006
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
A Prevalenza Privata
Comuni
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
Comuni-Province A Prevalenza Privata
2007
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
A Prevalenza Privata
Provincia
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale 2007
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
A Prevalenza Privata
Comuni
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
Comuni-Province A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
2008
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi Partecipazione
A Prevalenza Privata
Provincia
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale 2008
114
115
265
327
23
844
13,51%
13,63%
31,40%
38,74%
2,73%
100,00%
9,69%
9,77%
22,51%
27,78%
1,95%
71,71%
266
279
637
750
101
2033
% Società in
Perdita sul Totale
Società
Partecipate
42,86%
41,22%
41,60%
43,60%
22,77%
41,52%
51
61
127
2
241
12
4
25
48
3
92
1177
151
107
248
310
54
870
21,16%
25,31%
52,70%
0,83%
100,00%
13,04%
4,35%
27,17%
52,17%
3,26%
100,00%
4,33%
5,18%
10,79%
0,17%
20,48%
1,02%
0,34%
2,12%
4,08%
0,25%
7,82%
100,00%
12,86%
9,11%
21,12%
26,41%
4,60%
74,11%
109
125
238
6
478
19
4
59
93
9
184
2695
359
305
602
748
188
2202
46,79%
48,80%
53,36%
33,33%
50,42%
63,16%
100,00%
42,37%
51,61%
33,33%
50,00%
43,67%
42,06%
35,08%
41,20%
41,44%
28,72%
39,51%
46
45
119
12
222
10
3
21
46
2
82
1174
168
119
290
288
23
888
20,72%
20,27%
53,60%
5,41%
100,00%
12,20%
3,66%
25,61%
56,10%
2,44%
100,00%
3,92%
3,83%
10,14%
1,02%
18,91%
0,85%
0,26%
1,79%
3,92%
0,17%
6,98%
100,00%
14,15%
10,03%
24,43%
24,26%
1,94%
74,81%
113
103
242
27
485
26
4
54
93
28
205
2892
411
329
715
753
119
2327
40,71%
43,69%
49,17%
44,44%
45,77%
38,46%
75,00%
38,89%
49,46%
7,14%
40,00%
40,59%
40,88%
36,17%
40,56%
38,25%
19,33%
38,16%
49
58
111
4
222
14
1
30
30
2
77
1187
59
23
135
113
7
337
22,07%
26,13%
50,00%
1,80%
100,00%
18,18%
1,30%
38,96%
38,96%
2,60%
100,00%
4,13%
4,89%
9,35%
0,34%
18,70%
1,18%
0,08%
2,53%
2,53%
0,17%
6,49%
100,00%
13,47%
5,25%
30,82%
25,80%
1,60%
76,94%
0,00%
3,42%
4,57%
10,05%
0,00%
18,04%
0,68%
0,00%
2,05%
2,05%
0,23%
5,02%
100,00%
122
128
256
10
516
33
5
71
79
19
207
3050
235
182
399
457
172
1445
40,16%
45,31%
43,36%
40,00%
43,02%
42,42%
20,00%
42,25%
37,97%
10,53%
37,20%
38,92%
25,11%
12,64%
33,83%
24,73%
4,07%
23,32%
55
46
106
3
210
12
1
36
46
42
137
1792
27,27%
43,48%
41,51%
0,00%
37,62%
25,00%
0,00%
25,00%
19,57%
2,38%
16,06%
24,44%
Società
Partecipate
in Perdita
% Società in Perdita sul
Totale Società in Perdita
per Tipologia Ente
17,36%
12,30%
28,51%
35,63%
6,21%
100,00%
18,92%
13,40%
32,66%
32,43%
2,59%
100,00%
17,51%
6,82%
40,06%
33,53%
2,08%
100,00%
0,00%
4,45%
5,93%
13,06%
0,00%
100,00%
13,64%
0,00%
40,91%
40,91%
4,55%
100,00%
15
20
44
79
3
9
9
1
22
438
122
% Società in Perdita
sul Totale Società in
Perdita dell' Esercizio
Totale
Società
Partecipate
Tab. 16 - Società in perdita - distribuzione per tipologia di servizio e
partecipazione
2005
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
SERVIZI
IDRICO
ENERGIA
AMBIENTE
Totale
ISTRUZIONE
SANITA' E
ASSISTENZA
SOCIALE
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E
PESCA
ATTIVITA'
CULTURALI,
SPORTIVE E
SVILUPPO
TURISTICO
SERVIZI DI
SUPPORTO ALLE
IMPRESE
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ALTRO
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA
RESIDENZIALE E
NON,
URBANIZZAZIONE
ATTIVITA'
FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI
MINERALI
INDUSTRIA
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
Tipologia Partecipazione
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
A Prevalenza Privata
Altro - quota non definita
Totale
Totale
Totale
Società
Partecipate dai
COMUNI in
PERDITA
12
8
39
45
3
107
6
31
11
23
2
73
6
8
24
17
2
57
16
22
14
38
1
91
328
1
1
3
8
1
14
0
6
11
0
17
4
2
5
8
1
20
20
5
57
50
3
135
8
4
22
31
1
66
1
3
1
5
10
4
4
17
17
3
45
8
1
9
12
0
30
8
6
10
14
2
40
5
1
6
7
0
19
1
1
1
1
4
1
0
0
2
2
4
2
5
1
14
12
14
34
35
2
97
3
0
3
516
844
123
% su Totale
Servizio
11,21%
7,48%
36,45%
42,06%
2,80%
100,00%
8,22%
42,47%
15,07%
31,51%
2,74%
100,00%
10,53%
14,04%
42,11%
29,82%
3,51%
100,00%
17,58%
24,18%
15,38%
41,76%
1,10%
100,00%
7,14%
7,14%
21,43%
57,14%
7,14%
100,00%
0,00%
35,29%
64,71%
0,00%
100,00%
20,00%
10,00%
25,00%
40,00%
5,00%
100,00%
14,81%
3,71%
42,22%
37,04%
2,22%
100,00%
12,12%
6,06%
33,33%
46,97%
1,52%
100,00%
10,00%
30,00%
10,00%
50,00%
100,00%
8,89%
8,89%
37,78%
37,78%
6,66%
100,00%
26,67%
3,33%
30,00%
40,00%
0,00%
100,00%
20,00%
15,00%
25,00%
35,00%
5,00%
100,00%
26,32%
5,26%
31,58%
36,84%
0,00%
100,00%
25,00%
25,00%
25,00%
25,00%
100,00%
50,00%
50,00%
0,00%
100,00%
14,29%
28,57%
14,29%
35,71%
7,14%
100,00%
12,37%
14,43%
35,05%
36,08%
2,06%
100,00%
% per Area
attività
3,66%
2,44%
11,89%
13,72%
0,91%
32,62%
1,83%
9,45%
3,35%
7,01%
0,61%
22,26%
1,83%
2,44%
7,32%
5,18%
0,61%
17,38%
4,88%
6,71%
4,27%
11,59%
0,30%
27,74%
100,00%
0,19%
0,19%
0,58%
1,55%
0,19%
2,71%
0,00%
1,16%
2,13%
0,00%
3,29%
0,78%
0,39%
0,97%
1,55%
0,19%
3,88%
3,88%
0,97%
11,05%
9,69%
0,58%
26,16%
1,55%
0,78%
4,26%
6,01%
0,19%
12,79%
0,19%
0,58%
0,19%
0,97%
1,94%
0,78%
0,78%
3,29%
3,29%
0,58%
8,72%
1,55%
0,19%
1,74%
2,33%
0,00%
5,81%
1,55%
1,16%
1,94%
2,71%
0,39%
7,75%
0,97%
0,19%
1,16%
1,36%
0,00%
3,68%
0,19%
0,19%
0,19%
0,19%
0,78%
0,19%
0,00%
0,00%
0,39%
0,39%
0,78%
0,39%
0,97%
0,19%
2,71%
2,33%
2,71%
6,59%
6,78%
0,39%
18,80%
0,58%
0,00%
0,58%
100,00%
% su
Totale Società
totale
Partecipate dai
generale
COMUNI
1,42%
0,95%
4,62%
5,33%
0,36%
12,68%
0,71%
3,67%
1,30%
2,73%
0,24%
8,65%
0,71%
0,95%
2,84%
2,01%
0,24%
6,75%
1,90%
2,61%
1,66%
4,50%
0,12%
10,78%
38,86%
0,12%
0,12%
0,36%
0,95%
0,12%
1,66%
0,00%
0,71%
1,30%
0,00%
2,01%
0,47%
0,24%
0,59%
0,95%
0,12%
2,37%
2,37%
0,59%
6,75%
5,92%
0,36%
16,00%
0,95%
0,47%
2,61%
3,67%
0,12%
7,82%
0,12%
0,36%
0,12%
0,59%
1,18%
0,47%
0,47%
2,01%
2,01%
0,36%
5,33%
0,95%
0,12%
1,07%
1,42%
0,00%
3,55%
0,95%
0,71%
1,18%
1,66%
0,24%
4,74%
0,59%
0,12%
0,71%
0,83%
0,00%
2,25%
0,12%
0,12%
0,12%
0,12%
0,47%
0,12%
0,00%
0,00%
0,24%
0,24%
0,47%
0,24%
0,59%
0,12%
1,66%
1,42%
1,66%
4,03%
4,15%
0,24%
11,49%
0,36%
0,00%
0,36%
61,14%
100,00%
32
11
84
85
8
220
14
81
28
57
11
191
27
39
82
60
13
221
37
59
41
114
7
258
890
4
3
13
14
1
35
8
17
22
2
49
5
3
17
15
3
43
30
7
107
86
9
239
15
10
42
69
13
149
3
6
6
13
28
8
7
31
30
5
81
13
2
13
24
1
53
16
13
27
24
11
91
20
5
35
42
3
105
1
3
7
1
12
1
2
0
3
3
4
4
6
1
18
31
28
73
82
12
226
10
1
11
1.143
2.033
% Soc.in Perdita su
Totale Società per
Tipologia-ClusterEsercizio
37,50%
72,73%
46,43%
52,94%
37,50%
48,64%
42,86%
38,27%
39,29%
40,35%
18,18%
38,22%
22,22%
20,51%
29,27%
28,33%
15,38%
25,79%
43,24%
37,29%
34,15%
33,33%
14,29%
35,27%
36,85%
25,00%
33,33%
23,08%
57,14%
100,00%
40,00%
0,00%
35,29%
50,00%
0,00%
34,69%
80,00%
66,67%
29,41%
53,33%
33,33%
46,51%
66,67%
71,43%
53,27%
58,14%
33,33%
56,49%
53,33%
40,00%
52,38%
44,93%
7,69%
44,30%
33,33%
50,00%
16,67%
38,46%
35,71%
50,00%
57,14%
54,84%
56,67%
60,00%
55,56%
61,54%
50,00%
69,23%
50,00%
0,00%
56,60%
50,00%
46,15%
37,04%
58,33%
18,18%
43,96%
25,00%
20,00%
17,14%
16,67%
0,00%
18,10%
100,00%
33,33%
14,29%
100,00%
33,33%
100,00%
0,00%
66,67%
66,67%
100,00%
50,00%
83,33%
100,00%
77,78%
38,71%
50,00%
46,58%
42,68%
16,67%
42,92%
30,00%
0,00%
27,27%
45,14%
41,52%
2006
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
SERVIZI
IDRICO
ENERGIA
AMBIENTE
Totale
ISTRUZIONE
SANITA' E
ASSISTENZA
SOCIALE
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E
PESCA
ATTIVITA'
CULTURALI,
SPORTIVE E
SVILUPPO
TURISTICO
SERVIZI DI
SUPPORTO ALLE
IMPRESE
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ALTRO
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA
RESIDENZIALE E
NON,
URBANIZZAZIONE
ATTIVITA'
FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI
MINERALI
INDUSTRIA
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
Tipologia Partecipazione
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
A Prevalenza Privata
Altro - quota non definita
Totale
Totale
Totale
Società
Partecipate dai
COMUNI in
PERDITA
16
6
40
42
5
109
7
34
7
12
4
64
12
8
30
21
1
72
19
20
13
37
2
91
336
2
0
3
6
1
12
5
3
11
0
19
3
2
8
5
2
20
21
5
47
47
11
131
9
7
23
35
4
78
1
0
3
3
0
7
5
3
14
18
8
48
13
2
9
9
1
34
14
6
8
13
3
44
7
1
8
5
2
23
2
1
0
1
4
1
0
0
1
0
3
1
4
1
9
14
9
30
42
6
101
0
2
2
533
869
124
% su Totale
Servizio
14,68%
5,50%
36,70%
38,53%
4,59%
100,00%
10,94%
53,13%
10,94%
18,75%
6,25%
100,00%
16,67%
11,11%
41,67%
29,17%
1,39%
100,00%
20,88%
21,98%
14,29%
40,65%
2,20%
100,00%
16,67%
0,00%
25,00%
50,00%
8,33%
100,00%
26,32%
15,79%
57,89%
0,00%
100,00%
15,00%
10,00%
40,00%
25,00%
10,00%
100,00%
16,02%
3,82%
35,88%
35,88%
8,40%
100,00%
11,54%
8,97%
29,49%
44,87%
5,13%
100,00%
14,28%
0,00%
42,86%
42,86%
0,00%
100,00%
10,42%
6,25%
29,16%
37,50%
16,67%
100,00%
38,24%
5,88%
26,47%
26,47%
2,94%
100,00%
31,82%
13,64%
18,18%
29,55%
6,82%
100,00%
30,43%
4,35%
34,78%
21,74%
8,70%
100,00%
50,00%
25,00%
0,00%
25,00%
100,00%
100,00%
0,00%
0,00%
100,00%
0,00%
33,33%
11,12%
44,44%
11,11%
100,00%
13,86%
8,91%
29,70%
41,58%
5,94%
100,00%
% per Area
attività
4,76%
1,79%
11,90%
12,50%
1,49%
32,44%
2,08%
10,12%
2,08%
3,57%
1,19%
19,05%
3,57%
2,38%
8,93%
6,25%
0,30%
21,43%
5,65%
5,95%
3,87%
11,01%
0,60%
27,08%
100,00%
0,38%
0,00%
0,56%
1,13%
0,19%
2,25%
0,94%
0,56%
2,06%
0,00%
3,56%
0,56%
0,38%
1,50%
0,94%
0,38%
3,75%
3,94%
0,94%
8,82%
8,82%
2,06%
24,58%
1,69%
1,31%
4,32%
6,57%
0,75%
14,63%
0,19%
0,00%
0,56%
0,56%
0,00%
1,31%
0,94%
0,56%
2,63%
3,38%
1,50%
9,01%
2,44%
0,38%
1,69%
1,69%
0,19%
6,38%
2,63%
1,13%
1,50%
2,44%
0,56%
8,26%
1,31%
0,19%
1,50%
0,94%
0,38%
4,32%
0,38%
0,19%
0,00%
0,19%
0,75%
0,19%
0,00%
0,00%
0,19%
0,00%
0,56%
0,19%
0,75%
0,19%
1,69%
2,63%
1,69%
5,63%
7,88%
1,13%
18,95%
0,00%
0,38%
0,38%
100,00%
% su
Totale Società
totale
Partecipate dai
generale
COMUNI
1,84%
0,69%
4,60%
4,83%
0,58%
12,54%
0,81%
3,91%
0,81%
1,38%
0,46%
7,36%
1,38%
0,92%
3,45%
2,42%
0,12%
8,29%
2,19%
2,30%
1,50%
4,26%
0,23%
10,47%
38,67%
0,23%
0,00%
0,35%
0,69%
0,12%
1,38%
0,58%
0,35%
1,27%
0,00%
2,19%
0,35%
0,23%
0,92%
0,58%
0,23%
2,30%
2,42%
0,58%
5,41%
5,41%
1,27%
15,07%
1,04%
0,81%
2,65%
4,03%
0,46%
8,98%
0,12%
0,00%
0,35%
0,35%
0,00%
0,81%
0,58%
0,35%
1,61%
2,07%
0,92%
5,52%
1,50%
0,23%
1,04%
1,04%
0,12%
3,91%
1,61%
0,69%
0,92%
1,50%
0,35%
5,06%
0,81%
0,12%
0,92%
0,58%
0,23%
2,65%
0,23%
0,12%
0,00%
0,12%
0,46%
0,12%
0,00%
0,00%
0,12%
0,00%
0,35%
0,12%
0,46%
0,12%
1,04%
1,61%
1,04%
3,45%
4,83%
0,69%
11,62%
0,00%
0,23%
0,23%
61,33%
100,00%
42
11
82
79
14
228
16
88
21
59
17
201
34
39
85
62
18
238
46
63
39
106
13
267
934
4
4
13
13
2
36
15
16
23
3
57
6
4
18
14
5
47
36
11
96
89
22
254
22
12
39
70
19
162
3
7
5
12
0
27
10
8
23
30
12
83
21
2
15
23
4
65
25
16
29
26
16
112
35
4
42
42
8
131
3
2
5
4
14
1
2
0
3
3
4
3
7
2
19
37
28
69
87
21
242
2
8
10
1.262
2.196
% Soc.in Perdita su
Totale Società per
Tipologia-ClusterEsercizio
38,10%
54,55%
48,78%
53,16%
35,71%
47,81%
43,75%
38,64%
33,33%
20,34%
23,53%
31,84%
35,29%
20,51%
35,29%
33,87%
5,56%
30,25%
41,30%
31,75%
33,33%
34,91%
15,38%
34,08%
35,97%
50,00%
0,00%
23,08%
46,15%
50,00%
33,33%
33,33%
18,75%
47,83%
0,00%
33,33%
50,00%
50,00%
44,44%
35,71%
40,00%
42,55%
58,33%
45,45%
48,96%
52,81%
50,00%
51,57%
40,91%
58,33%
58,97%
50,00%
21,05%
48,15%
33,33%
0,00%
60,00%
25,00%
25,93%
50,00%
37,50%
60,87%
60,00%
66,67%
57,83%
61,90%
100,00%
60,00%
39,13%
25,00%
52,31%
56,00%
37,50%
27,59%
50,00%
18,75%
39,29%
20,00%
25,00%
19,05%
11,90%
25,00%
17,56%
66,67%
50,00%
0,00%
25,00%
28,57%
100,00%
0,00%
0,00%
33,33%
0,00%
75,00%
33,33%
57,14%
50,00%
47,37%
37,84%
32,14%
43,48%
48,28%
28,57%
41,74%
0,00%
25,00%
20,00%
42,23%
39,57%
2007
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
SERVIZI
IDRICO
ENERGIA
AMBIENTE
Totale
ISTRUZIONE
SANITA' E
ASSISTENZA
SOCIALE
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E
PESCA
ATTIVITA'
CULTURALI,
SPORTIVE E
SVILUPPO
TURISTICO
SERVIZI DI
SUPPORTO ALLE
IMPRESE
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
ALTRO
EDILIZIA
RESIDENZIALE E
NON,
URBANIZZAZIONE
ATTIVITA'
FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
FARMACIE
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
ESTRAZIONE DI
MINERALI
INDUSTRIA
ALTRO
NON APPLICABILE
Totale
Totale
Tipologia Partecipazione
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
A Prevalenza Privata
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
Totalmente Pubblica a Mono Partecipazione
Totalmente Pubblica a Multi partecipazione
A Prevalenza Privata
A Prevalenza Pubblica
Altro - quota non definita
Totale
A Prevalenza Privata
Altro - quota non definita
Totale
Totale
Totale
Società
Partecipate dai
COMUNI in
PERDITA
15
6
49
41
3
114
6
40
12
15
0
73
14
14
43
23
1
95
18
20
16
28
2
84
366
0
1
4
7
0
12
4
5
7
1
17
3
2
6
9
1
21
29
3
51
45
4
132
10
1
14
32
3
60
2
1
3
3
1
10
3
2
21
18
2
46
12
2
8
5
27
15
6
10
10
1
42
12
1
8
7
1
29
2
0
2
0
0
4
1
0
1
2
3
1
4
0
10
20
14
30
37
3
104
3
0
3
518
884
125
% su Totale
Servizio
13,16%
100,00%
122,50%
341,67%
20,00%
100,00%
8,22%
54,79%
16,44%
20,55%
0,00%
100,00%
14,74%
14,74%
45,26%
24,21%
1,05%
100,00%
21,43%
23,81%
19,05%
33,33%
2,38%
100,00%
0,00%
8,33%
33,34%
58,33%
0,00%
100,00%
23,53%
27,78%
44,44%
5,56%
100,00%
14,29%
9,52%
28,57%
42,86%
4,76%
100,00%
18,24%
6,29%
36,48%
35,85%
3,14%
100,00%
16,67%
1,67%
23,33%
53,33%
5,00%
100,00%
20,00%
10,00%
30,00%
30,00%
10,00%
100,00%
6,52%
4,35%
45,65%
39,13%
4,35%
100,00%
44,44%
7,41%
29,63%
18,52%
100,00%
35,71%
14,29%
23,81%
23,81%
2,38%
100,00%
41,38%
3,45%
27,59%
24,14%
3,45%
100,00%
50,00%
0,00%
50,00%
0,00%
0,00%
100,00%
100,00%
100,00%
20,00%
30,00%
10,00%
40,00%
0,00%
100,00%
16,00%
15,20%
30,40%
36,00%
2,40%
100,00%
100,00%
0,00%
100,00%
% per Area
attività
4,10%
1,64%
13,39%
11,20%
0,82%
31,15%
1,64%
10,93%
3,28%
4,10%
0,00%
19,95%
3,83%
3,83%
11,75%
6,28%
0,27%
25,96%
4,92%
5,46%
4,37%
7,65%
0,55%
22,95%
100,00%
0,00%
0,19%
0,77%
1,35%
0,00%
2,32%
0,77%
0,97%
1,35%
0,19%
3,28%
0,58%
0,39%
1,16%
1,74%
0,19%
4,05%
5,60%
0,58%
9,85%
8,69%
0,77%
25,48%
1,93%
0,19%
2,70%
6,18%
0,58%
11,58%
0,39%
0,19%
0,58%
0,58%
0,19%
1,93%
0,58%
0,39%
4,05%
3,47%
0,39%
8,88%
2,32%
0,39%
1,54%
0,97%
5,21%
2,90%
1,16%
1,93%
1,93%
0,19%
8,11%
2,32%
0,19%
1,54%
1,35%
0,19%
5,60%
0,39%
0,00%
0,39%
0,00%
0,00%
0,77%
0,19%
0,19%
0,39%
0,58%
0,19%
0,77%
0,00%
1,93%
3,86%
2,70%
5,79%
7,14%
0,58%
20,08%
0,58%
0,00%
0,58%
100,00%
% su
Totale Società
totale
Partecipate dai
generale
COMUNI
1,70%
0,68%
5,54%
4,64%
0,34%
12,90%
0,68%
4,52%
1,36%
1,70%
0,00%
8,26%
1,58%
1,58%
4,86%
2,60%
0,11%
10,75%
2,04%
2,26%
1,81%
3,17%
0,23%
9,50%
41,40%
0,00%
0,11%
0,45%
0,79%
0,00%
1,36%
0,45%
0,57%
0,79%
0,11%
1,92%
0,34%
0,23%
0,68%
1,02%
0,11%
2,38%
3,28%
0,34%
5,77%
5,09%
0,45%
14,93%
1,13%
0,11%
1,58%
3,62%
0,34%
6,79%
0,23%
0,11%
0,34%
0,34%
0,11%
1,13%
0,34%
0,23%
2,38%
2,04%
0,23%
5,20%
1,36%
0,23%
0,90%
0,57%
3,05%
1,70%
0,68%
1,13%
1,13%
0,11%
4,75%
1,36%
0,11%
0,90%
0,79%
0,11%
3,28%
0,23%
0,00%
0,23%
0,00%
0,00%
0,45%
0,11%
0,00%
0,11%
0,23%
0,34%
0,11%
0,45%
0,00%
1,13%
2,26%
1,58%
3,39%
4,19%
0,34%
11,76%
0,34%
0,00%
0,34%
58,60%
100,00%
45
13
89
76
13
236
15
94
30
57
5
201
37
41
99
64
14
255
48
71
53
108
8
288
980
5
4
13
13
2
37
15
20
22
2
59
8
4
20
14
3
49
50
10
109
87
10
266
26
11
40
75
15
167
4
8
6
13
2
33
10
5
35
30
2
82
28
2
23
20
73
31
16
35
26
8
116
37
6
49
49
7
148
3
2
3
5
1
14
1
2
3
4
4
4
6
1
19
44
35
77
84
22
262
8
4
12
1.340
2.320
% Soc.in Perdita su
Totale Società per
Tipologia-ClusterEsercizio
33,33%
46,15%
55,06%
53,95%
23,08%
48,31%
40,00%
42,55%
40,00%
26,32%
0,00%
36,32%
37,84%
34,15%
43,43%
35,94%
7,14%
37,25%
37,50%
28,17%
30,19%
25,93%
25,00%
29,17%
37,35%
0,00%
25,00%
30,77%
53,85%
0,00%
32,43%
26,67%
25,00%
31,82%
50,00%
28,81%
37,50%
50,00%
30,00%
64,29%
33,33%
42,86%
58,00%
30,00%
46,79%
51,72%
40,00%
49,62%
38,46%
9,09%
35,00%
42,67%
20,00%
35,93%
50,00%
12,50%
50,00%
23,08%
50,00%
30,30%
30,00%
40,00%
60,00%
60,00%
100,00%
56,10%
42,86%
100,00%
34,78%
25,00%
36,99%
48,39%
37,50%
28,57%
38,46%
12,50%
36,21%
32,43%
16,67%
16,33%
14,29%
14,29%
19,59%
66,67%
0,00%
66,67%
0,00%
0,00%
28,57%
100,00%
0,00%
33,33%
50,00%
75,00%
25,00%
66,67%
0,00%
52,63%
45,45%
40,00%
38,96%
44,05%
13,64%
39,69%
37,50%
0,00%
25,00%
38,66%
38,10%
Tab. 17 - Società in perdita - distribuzione per mono/multiservizio
2005
% Società in Perdita su Totale
Società Mono-Multiservizio in
Perdita
Regione
Società Partecipate in
Perdita
Piemonte
Mono
75
Multi
48
Totale
123
Mono
11,03%
Multi
9,36%
Mono
6,29%
Multi
4,02%
Mono
172
Multi
114
Totale
286
Mono
43,60%
Multi
42,11%
30
31
61
4,41%
6,04%
2,51%
2,60%
68
75
143
44,12%
41,33%
70
42
112
10,29%
8,19%
5,87%
3,52%
136
107
243
51,47%
39,25%
61
59
120
8,97%
11,50%
5,11%
4,95%
147
141
288
41,50%
41,84%
Liguria
Trentino
A. A.
Veneto
% Società in Perdita su
Totale Società in Perdita
Totale Società
Partecipate
% Società in Perdita su
totale Società Partecipate
126
Friuli V. G.
43
1
44
6,32%
0,19%
3,60%
0,08%
107
9
116
40,19%
11,11%
Emilia R.
59
56
115
8,68%
10,92%
4,95%
4,69%
144
162
306
40,97%
34,57%
Toscana
72
73
145
10,59%
14,23%
6,04%
6,12%
141
193
334
51,06%
37,82%
Umbria
16
13
29
2,35%
2,53%
1,34%
1,09%
35
32
67
45,71%
40,63%
Marche
23
43
66
3,38%
8,38%
1,93%
3,60%
78
97
175
29,49%
44,33%
Lazio
33
18
51
4,85%
3,51%
2,77%
1,51%
68
43
111
48,53%
41,86%
Abruzzo
24
14
38
3,53%
2,73%
2,01%
1,17%
60
33
93
40,00%
42,42%
Molise
10
5
15
1,47%
0,97%
0,84%
0,42%
14
13
27
71,43%
38,46%
Campania
45
27
72
6,62%
5,26%
3,77%
2,26%
96
64
160
46,88%
42,19%
Puglia
45
17
62
6,62%
3,31%
3,77%
1,42%
93
33
126
48,39%
51,52%
Basilicata
12
5
17
1,76%
0,97%
1,01%
0,42%
25
8
33
48,00%
62,50%
8
11
19
1,18%
2,14%
0,67%
0,92%
17
21
38
47,06%
52,38%
32
39
71
4,71%
7,60%
2,68%
3,27%
72
77
149
44,44%
50,65%
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
22
11
33
3,24%
2,14%
1,84%
0,92%
46
26
72
47,83%
42,31%
680
513
1.193
100,00%
100,00%
57,00%
43,00%
1.519
1.248
2.767
44,77%
41,11%
2006
Regione
Piemonte
Liguria
Trentino A.
A.
Veneto
Società Partecipate in
Perdita
% Società in Perdita su
Totale Società MonoMultiservizio in Perdita
% Società in Perdita
su Totale Società in
Perdita
Totale Società Partecipate
% Società in Perdita
su totale Società
Partecipate
Mono
84
Multi
41
Totale
125
Mono
12,05%
Multi
8,17%
Mono
7,01%
Multi
3,42%
Mono
187
Multi
124
Totale
311
Mono
44,92%
Multi
33,06%
30
26
56
4,30%
5,18%
2,50%
2,17%
74
81
155
40,54%
32,10%
72
42
114
10,33%
8,37%
6,01%
3,50%
148
109
257
48,65%
38,53%
63
49
112
9,04%
9,76%
5,25%
4,09%
166
147
313
37,95%
33,33%
127
Friuli V. G.
44
2
46
6,31%
0,40%
3,67%
0,17%
120
9
129
36,67%
22,22%
Emilia R.
66
59
125
9,47%
11,75%
5,50%
4,92%
156
171
327
42,31%
34,50%
Toscana
60
74
134
8,61%
14,74%
5,00%
6,17%
158
201
359
37,97%
36,82%
Umbria
16
12
28
2,30%
2,39%
1,33%
1,00%
37
34
71
43,24%
35,29%
Marche
34
34
68
4,88%
6,77%
2,84%
2,84%
97
99
196
35,05%
34,34%
Lazio
31
21
52
4,45%
4,18%
2,59%
1,75%
76
46
122
40,79%
45,65%
Abruzzo
20
18
38
2,87%
3,59%
1,67%
1,50%
61
36
97
32,79%
50,00%
7
5
12
1,00%
1,00%
0,58%
0,42%
15
13
28
46,67%
38,46%
Campania
46
29
75
6,60%
5,78%
3,84%
2,42%
100
65
165
46,00%
44,62%
Puglia
43
15
58
6,17%
2,99%
3,59%
1,25%
98
32
130
43,88%
46,88%
Basilicata
12
5
17
1,72%
1,00%
1,00%
0,42%
24
8
32
50,00%
62,50%
Calabria
10
11
21
1,43%
2,19%
0,83%
0,92%
20
22
42
50,00%
50,00%
Sicilia
38
48
86
5,45%
9,56%
3,17%
4,00%
82
76
158
46,34%
63,16%
Molise
Sardegna
Totale
21
11
32
3,01%
2,19%
1,75%
0,92%
49
25
74
42,86%
44,00%
697
502
1.199
100,00%
100,00%
58,13%
41,87%
1.668
1.298
2.966
41,79%
38,67%
2007
Regione
Società Partecipate in
Perdita
% Società in Perdita su
Totale Società MonoMultiservizio in Perdita
% Società in Perdita
su Totale Società in
Perdita
% Società in Perdita
su totale Società
Partecipate
Totale Società
Partecipate
Mono
85
Multi
45
Totale
130
Mono
12,02%
Multi
8,95%
Mono
7,02%
Multi
3,72%
Mono
194
Multi
129
Totale
323
Mono
43,81%
Multi
34,88%
Liguria
26
34
60
3,68%
6,76%
2,15%
2,81%
77
82
159
33,77%
41,46%
Trentino A. A.
96
46
142
13,58%
9,15%
7,93%
3,80%
170
113
283
56,47%
40,71%
Veneto
59
48
107
8,35%
9,54%
4,88%
3,97%
178
152
330
33,15%
31,58%
Friuli V. G.
49
1
50
6,93%
0,20%
4,05%
0,08%
135
9
144
36,30%
11,11%
Emilia R.
48
65
113
6,79%
12,92%
3,97%
5,37%
166
178
344
28,92%
36,52%
Toscana
63
69
132
8,91%
13,72%
5,21%
5,70%
168
204
372
37,50%
33,82%
Umbria
10
15
25
1,41%
2,98%
0,83%
1,24%
37
34
71
27,03%
44,12%
Marche
33
39
72
4,67%
7,75%
2,73%
3,22%
104
101
205
31,73%
38,61%
Lazio
30
20
50
4,24%
3,98%
2,48%
1,65%
82
48
130
36,59%
41,67%
Abruzzo
23
17
40
3,25%
3,38%
1,90%
1,40%
65
37
102
35,38%
45,95%
Molise
10
4
14
1,41%
0,80%
0,83%
0,33%
15
13
28
66,67%
30,77%
Campania
49
21
70
6,93%
4,17%
4,05%
1,74%
110
67
177
44,55%
31,34%
Puglia
40
14
54
5,66%
2,78%
3,31%
1,16%
104
32
136
38,46%
43,75%
Basilicata
14
5
19
1,98%
0,99%
1,16%
0,41%
26
9
35
53,85%
55,56%
Piemonte
128
Calabria
12
8
20
1,70%
1,59%
0,99%
0,66%
25
22
47
48,00%
36,36%
Sicilia
33
40
73
4,67%
7,95%
2,73%
3,31%
82
80
162
40,24%
50,00%
Sardegna
Totale
27
12
39
3,82%
2,39%
2,23%
0,99%
53
26
79
50,94%
46,15%
707
503
1.210
100,00%
100,00%
58,43%
41,57%
1.791
1.336
3.127
39,48%
37,65%
Tab. 18 – Partecipazioni in società in perdita - distribuzione per classe demografica (2005-2008)
Partecipazioni in società in
perdita
da 1 a 499
da 500 a 999
da 1.000 a 1.999
da 2.000 a 2.999
da 3.000 a 4.999
da 5.000 a 9.999
da 10.000 a 19.999
da 20.000 a 59.999
da 60.000 a 99.999
da 100.000 a 249.999
da 250.000 a 499.999
oltre i 500.000
Totale Comuni
Partecipazioni
da 0 a 4.999
da 5.000 a 99.999
da 100.000 a 499.999
Totale Comuni
Partecipazioni
da 0 a 4.999
da 5.000 a 99.999
da 100.000 a 499.999
Totale Comuni
2005
2006
2007
2008
377
548
845
543
612
710
586
460
108
111
49
28
310
437
710
507
593
756
588
449
126
106
47
29
345
492
796
550
637
772
556
448
116
88
39
33
115
128
217
147
194
200
154
133
27
53
21
2
4.977
4.658
4.872
1.391
2005
2925
1864
188
4.977
2006
2557
1919
182
4.658
2007
2820
1892
160
4.872
2008
801
514
76
1.391
2005
58,77%
37,45%
3,78%
100%
2006
54,89%
41,20%
3,91%
100%
2007
57,88%
38,83%
3,28%
100%
2008
57,58%
36,95%
5,46%
100%
P artec ipaz ioni in s oc ietà in perdita (R E neg ativo)
R ipartizione per c las s e demog rafic a (C omuni)
2005-2008
da 1 a 499
900
da 500 a 999
oltre i 500.000
800
700
600
500
da 1.000 a 1.999
da 250.000 a 499.999
400
300
200
100
da 2.000 a 2.999
da 100.000 a 249.999
0
da 3.000 a 4.999
da 60.000 a 99.999
da 5.000 a 9.999
da 20.000 a 59.999
129
da 10.000 a 19.999
2005
2006
P artec ipaz ioni in s oc ietà in perdita
R ipartiz ione per c las s e demog rafic a
(C omuni)
2005-2008
da 0 a 4.999
da 5.000 a 99.999
2007
2008
P artec ipaz ioni in s oc ietà in perdita
R ipartiz ione per c las s e demog rafic a
(C omuni)
2005-2008
da 100.000 a 499.999
5000
3,78%
3,91%
3,28%
5,46%
4500
4000
3500
37,45%
41,20%
38,83%
36,95%
3000
2500
2000
1500
1000
58,77%
54,89%
57,88%
57,58%
500
0
2005
2006
2007
2008
2005
2006
2007
da 100.000 a 499.999
188
182
160
2008
76
da 5.000 a 99.999
1864
1919
1892
514
da 0 a 4.999
2925
2557
2820
801
Tab. 19 – Partecipazioni in società in perdita - distribuzione per classe
demografica
Esercizio
Tipologia
Ente
Classe
Demografica
Comuni
0
da 1 a 499
1
da 500 a 999
2
da 1.000 a 1.999
3
da 2.000 a 2.999
4
da 3.000 a 4.999
5
da 5.000 a 9.999
6
da 10.000 a 19.999
7
da 20.000 a 59.999
8
da 60.000 a 99.999
9
da 100.000 a 249.999
10
da 250.000 a 499.999
11
oltre i 500.000
Totale Comuni
Totale Province
2005
Province
Totale
Comuni
2006
Province
Totale
Comuni
2007
Province
Totale
0
da 1 a 499
1
da 500 a 999
2
da 1.000 a 1.999
3
da 2.000 a 2.999
4
da 3.000 a 4.999
5
da 5.000 a 9.999
6
da 10.000 a 19.999
7
da 20.000 a 59.999
8
da 60.000 a 99.999
9
da 100.000 a 249.999
10
da 250.000 a 499.999
11
oltre i 500.000
Totale Comuni
Totale Province
0
da 1 a 499
1
da 500 a 999
2
da 1.000 a 1.999
3
da 2.000 a 2.999
4
da 3.000 a 4.999
5
da 5.000 a 9.999
6
da 10.000 a 19.999
7
da 20.000 a 59.999
8
da 60.000 a 99.999
9
da 100.000 a 249.999
10
da 250.000 a 499.999
11
oltre i 500.000
Totale Comuni
Totale Province
Numero Enti
%
Partecipazioni in
che
Partecipazioni
Società con RE- Partecipano in Società in
Negativo
a Società in
Perdita per
Perdita
esercizio
377
548
845
543
612
710
586
460
108
111
49
28
4.977
374
5.351
310
437
710
507
593
756
588
449
126
106
47
29
4.658
341
4.999
345
492
796
550
637
772
556
448
116
88
39
33
4.872
332
5.204
130
277
388
575
349
387
436
293
190
33
19
7
4
2.958
68
3.026
219
303
490
328
370
437
300
183
32
19
6
4
2.691
66
2.757
235
348
551
363
422
461
291
187
31
19
6
4
2.918
71
2.989
7,05%
10,24%
15,79%
10,15%
11,44%
13,27%
10,95%
8,60%
2,02%
2,07%
0,92%
0,52%
93,01%
6,99%
100,00%
6,20%
8,74%
14,20%
10,14%
11,86%
15,12%
11,76%
8,98%
2,52%
2,12%
0,94%
0,58%
93,18%
6,82%
100,00%
6,63%
9,45%
15,30%
10,57%
12,24%
14,83%
10,68%
8,61%
2,23%
1,69%
0,75%
0,63%
93,62%
6,38%
100,00%
Totale
Partecipazioni
in Società
894
1.404
2.145
1.436
1.716
2.142
1.527
1.121
316
264
116
87
13.168
809
13.977
927
1.451
2.218
1.477
1.800
2.268
1.617
1.176
328
273
118
94
13.747
839
14.586
989
1.536
2.365
1.597
1.934
2.435
1.722
1.256
336
279
119
93
14.661
883
15.544
% di Partecipazioni
in Società in Perdita
su Totale
Partecipazioni in
Società per Classe
Demografica
42,17%
39,03%
39,39%
37,81%
35,66%
33,15%
38,38%
41,03%
34,18%
42,05%
42,24%
32,18%
37,80%
46,23%
38,28%
33,44%
30,12%
32,01%
34,33%
32,94%
33,33%
36,36%
38,18%
38,41%
38,83%
39,83%
30,85%
33,88%
40,64%
34,27%
34,88%
32,03%
33,66%
34,44%
32,94%
31,70%
32,29%
35,67%
34,52%
31,54%
32,77%
35,48%
33,23%
37,60%
33,48%
Tab. 20 – Società in perdita con patrimonio netto (PN) negativo
Società in
perdita con
PN negativo
% Società in
perdita con PN
negativo su totale
società
% Società in
perdita con PN
negativo su
totale società in
perdita
Esercizio
Totale società
partecipate
Società partecipate
in perdita
2005
2.695
1.177
90
3,34%
7,65%
2006
2.892
1.174
130
4,50%
11,07%
2007
3.050
1.187
141
4,62%
11,88%
Media 2005-2007
2.879
1.179
120
4,18%
10,20%
Tab. 21 – Società in perdita con patrimonio netto (PN) negativo - ripartizione
per regione
Regione
% Società con PN-RE negativi su Società in
Perdita per Regione
2005
Piemonte
2006
2007
Media 20052007
4,07%
8,00%
8,46%
6,84%
11,48%
7,14%
6,67%
8,43%
Trentino Alto Adige
4,46%
2,63%
7,75%
4,95%
Veneto
6,67%
8,93%
10,28%
8,63%
Friuli Venezia Giulia
4,55%
8,70%
10,00%
7,75%
Emilia Romagna
5,22%
11,20%
13,27%
9,90%
Toscana
4,83%
8,96%
12,12%
8,63%
Umbria
6,90%
14,29%
12,00%
11,06%
Marche
6,06%
8,82%
6,94%
7,28%
21,57%
23,08%
24,00%
22,88%
2,63%
15,79%
17,50%
11,97%
Molise
13,33%
8,33%
14,29%
11,98%
Campania
15,28%
18,67%
18,57%
17,51%
Puglia
12,90%
10,34%
12,96%
12,07%
0,00%
11,76%
15,79%
9,18%
10,53%
19,05%
10,00%
13,19%
7,04%
13,95%
12,33%
11,11%
12,12%
18,75%
15,38%
15,42%
Liguria
Lazio
Abruzzo
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
131
Tab. 22 – Società in perdita con patrimonio netto (PN) negativo - ripartizione
per forma giuridica
Esercizio
2005
Forma
Giuridica
Società per
azioni
Società
responsabilità
limitata
Società
Cooperativa
Società
Consortile
Totale
2006
Società per
azioni
Società
responsabilità
limitata
Società
Cooperativa
Società
Consortile
Totale
2007
Società per
azioni
Società
responsabilità
limitata
Società
Cooperativa
Società
Consortile
Totale
% Società
% Società
% Società
partecipate
Società
partecipate
partecipate
in perdita
in perdita
partecipate in perdita
Società
con PN
Società
in perdita
con PN
partecipate
con PN
negativo
partecipate
con PN
negativo
in perdita
negativo
su Società
negativo
per
su Società
partecipate
esercizio
partecipate
in perdita
27
30,00%
533
5,07%
1.260
2,14%
37
41,11%
396
9,34%
823
4,50%
9
10,00%
60
15,00%
169
5,33%
17
18,89%
188
9,04%
443
3,84%
90
100,00%
1.177
7,65%
2.695
3,34%
37
28,46%
499
7,41%
1.286
2,88%
67
51,54%
427
15,69%
971
6,90%
5
3,85%
49
10,20%
174
2,87%
21
16,15%
199
10,55%
461
4,56%
130
100,00%
1.174
11,07%
2.892
4,50%
38
26,95%
499
7,62%
1.306
2,91%
74
52,48%
449
16,48%
1.082
6,84%
12
8,51%
60
20,00%
183
6,56%
17
12,06%
179
9,50%
479
3,55%
141
100,00%
1.187
11,88%
3.050
4,62%
132
Tab. 23 – Società in perdita con patrimonio netto (PN) negativo - ripartizione
per tipologia di servizio e area di attività
2005
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
SERVIZI
ALTRO
% Società
con PN-RE
Negativi su
totale
Società con
PN-RE
negativi
% su
Totale
Totale per
Società
Area
Partecipate
AttivitàEsercizio
% Società
con PN-RE
Negativi su
Totale
Società
Partecipate
12
13,33%
37,50%
343
3,50%
IDRICO
4
4,44%
12,50%
223
1,79%
ENERGIA
3
3,33%
9,38%
241
1,24%
AMBIENTE
13
14,44%
40,63%
276
4,71%
Totale
32
35,56%
100,00%
1083
2,95%
ISTRUZIONE
2
2,22%
6,25%
69
2,90%
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E PESCA
2
2,22%
3,45%
70
2,86%
ATTIVITA' CULTURALI,
SPORTIVE E SVILUPPO
TURISTICO
18
20,00%
31,03%
308
5,84%
SERVIZI DI SUPPORTO
ALLE IMPRESE
9
10,00%
15,52%
237
3,80%
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
2
2,22%
3,45%
50
4,00%
10
11,11%
17,24%
173
5,78%
2
2,22%
3,45%
122
1,64%
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
ATTIVITA' FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
INDUSTRIA
ALTRO
Totale
Totale
Società
Partecipate
con PN-RE
Negativi
2
2,22%
3,45%
30
6,67%
11
12,22%
18,97%
303
3,63%
58
64,44%
100,00%
1.362
4,26%
90
100,00%
2.445
3,68%
133
2006
Area
Attività
SERVIZI
ALTRO
Tipologia Servizio
% Società
con PN-RE
Negativi su
totale
Società con
PN-RE
negativi
% su
Totale per
Area
AttivitàEsercizio
Totale
Società
Partecipate
% Società
con PN-RE
Negativi su
Totale
Società
Partecipate
TRASPORTI
8
6,15%
17,02%
353
2,27%
IDRICO
3
2,31%
6,38%
232
1,29%
ENERGIA
3
2,31%
6,38%
260
1,15%
AMBIENTE
26
20,00%
55,32%
289
9,00%
Totale
47
36,15%
100,00%
1.134
4,14%
ISTRUZIONE
4
3,08%
4,82%
71
5,63%
SANITA' E ASSISTENZA
SOCIALE
3
2,31%
3,61%
60
5,00%
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E PESCA
4
3,08%
4,82%
78
5,13%
ATTIVITA' CULTURALI,
SPORTIVE E SVILUPPO
TURISTICO
26
20,00%
31,33%
326
7,98%
SERVIZI DI SUPPORTO
ALLE IMPRESE
10
7,69%
12,05%
254
3,94%
3
2,31%
3,61%
52
5,77%
11
8,46%
13,25%
179
6,15%
3
2,31%
3,61%
89
3,37%
ATTIVITA'
FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
4
3,08%
4,82%
145
2,76%
FARMACIE
1
0,77%
1,20%
132
0,76%
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
1
0,77%
1,20%
14
7,14%
INDUSTRIA
3
2,31%
3,61%
31
9,68%
17
13,08%
20,48%
325
5,23%
83
63,85%
100,00%
1.756
4,73%
130
100,00%
2.890
4,50%
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA
RESIDENZIALE E NON,
URBANIZZAZIONE
ALTRO
Totale
Totale
Società
Partecipate
con PN-RE
Negativi
134
2007
Area
Attività
Tipologia Servizio
TRASPORTI
SERVIZI
ALTRO
% Società
con PN-RE
Negativi su
totale
Società con
PN-RE
negativi
% su
Totale per
Area
AttivitàEsercizio
Totale
Società
Partecipate
% Società
con PN-RE
Negativi su
Totale Società
Partecipate
24,49%
364
3,30%
12
8,51%
IDRICO
4
2,84%
8,16%
235
1,70%
ENERGIA
5
3,55%
10,20%
279
1,79%
AMBIENTE
28
19,86%
57,14%
310
9,03%
Totale
49
34,75%
100,00%
1.188
4,12%
3
2,13%
3,26%
62
4,84%
5
3,55%
5,43%
81
6,17%
24
17,02%
26,09%
339
7,08%
13
9,22%
14,13%
263
4,94%
2
1,42%
2,17%
59
3,39%
16
11,35%
17,39%
191
8,38%
2
1,42%
2,17%
99
2,02%
ATTIVITA'
FINANZIARIE,
ASSICURATIVE ED
IMMOBILIARI
3
2,13%
3,26%
151
1,99%
FARMACIE
4
2,84%
4,35%
149
2,68%
SANITA' E
ASSISTENZA
SOCIALE
AGRICOLTURA,
SILVICOLTURA E
PESCA
ATTIVITA'
CULTURALI,
SPORTIVE E
SVILUPPO
TURISTICO
SERVIZI DI
SUPPORTO ALLE
IMPRESE
SERVIZI DI
INFORMAZIONE,
COMUNICAZIONE,
EDITORIALI
ATTIVITA'
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
EDILIZIA
RESIDENZIALE E
NON,
URBANIZZAZIONE
INDUSTRIA
ALTRO
Totale
Totale
Società
Partecipate
con PN-RE
Negativi
4
2,84%
4,35%
31
12,90%
16
11,35%
17,39%
346
4,62%
92
65,25%
100,00%
1.771
5,19%
141
100,00%
2.959
4,77%
135
Analisi dei flussi finanziari. Allocazione in bilancio quadriennio 2005-2008
Entrate
Tab. 24 – Utili. Allocazione in bilancio per Titolo e categoria
2005
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Titolo IV Totale
Titolo VI
Titolo VI Totale
Categoria
Totale
Categoria 3
2
22,22%
Categoria 4
5
55,56%
Categoria 5
2
22,22%
9 0,76%
Categoria 4
1
16,67%
Categoria 5
5
83,33%
6 0,51%
Categoria 1
21
1,82%
Categoria 2
24
2,08%
Categoria 3
42
3,64%
Categoria 4
985
85,36%
Categoria 5
79
6,85%
ND
3
0,26%
1154 97,22%
Categoria 3
1
5,88%
Categoria 4
3
17,65%
Categoria 5
11
64,71%
Categoria 6
1
5,88%
ND
1
5,88%
17 1,43%
ND
1
100,00%
1
Totale complessivo
1187
136
2006
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Titolo IV Totale
Titolo VI
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
3
4
5
6
Categoria 4
Categoria 5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
3
4
5
6
Categoria 4
ND
Titolo VI Totale
Totale complessivo
Totale
2
7
2
1
12
4
7
11
22
25
41
1062
86
4
1240
2
2
3
4
2
1
14
2
1
3
1280
16,67%
58,33%
16,67%
8,33%
0,94% 100,00%
36,36%
63,64%
0,86% 100,00%
1,77%
2,02%
3,31%
85,65%
6,94%
0,32%
96,88% 100,00%
14,29%
14,29%
21,43%
28,57%
14,29%
7,14%
1,09% 100,00%
66,67%
33,33%
0,23% 100,00%
2007
Titolo
Titolo I
Categoria
Totale
Categoria 3
2
20,00%
Categoria 4
6
60,00%
Categoria 5
1
10,00%
ND
1
10,00%
Titolo I Totale
10 0,81% 100,00%
Titolo II
Categoria 4
6
60,00%
Categoria 5
4
40,00%
Titolo II Totale
10 0,81% 100,00%
Titolo III
Categoria 1
22
1,83%
Categoria 2
14
1,16%
Categoria 3
35
2,91%
Categoria 4 1070
88,87%
Categoria 5
61
5,07%
ND
2
0,17%
Titolo III Totale
1204 97,49% 100,00%
Titolo IV
Categoria 1
2
22,22%
Categoria 3
1
11,11%
Categoria 4
3
33,33%
Categoria 5
1
11,11%
Categoria 6
2
22,22%
Titolo IV Totale
9 0,73% 100,00%
Titolo VI
Categoria 4
1
50,00%
ND
1
50,00%
Titolo VI Totale
2 0,16% 100,00%
Totale complessivo
1235
137
2008
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Titolo IV Totale
Titolo VI
Titolo VI Totale
Categoria
Totale
Categoria 3
1
Categoria 4
3
4 0,68
Categoria 3
1
Categoria 4
2
Categoria 5
9
12 2,03
Categoria 1
10
Categoria 2
7
Categoria 3
12
Categoria 4
493
Categoria 5
35
ND
5
562 95,09
Categoria 1
1
Categoria 3
1
Categoria 4
3
Categoria 5
2
Categoria 6
1
8 1,35
Categoria 2
2
Categoria 5
3
5 0,85
Totale complessivo
591
138
25,00%
75,00%
100,00%
8,33%
16,67%
75,00%
100,00%
1,78%
1,25%
2,14%
87,72%
6,23%
0,89%
100,00%
12,50%
12,50%
37,50%
25,00%
12,50%
100,00%
40,00%
60,00%
100,00%
Tab. 25 – Altre risorse provenienti da organismi partecipati diverse dagli utili.
Allocazione in bilancio per Titolo e categoria
2005
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
6
Categoria 1
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Titolo
Titolo
Titolo
Titolo
IV Totale
V
V Totale
VI
1
2
3
5
3
4
5
6
Categoria 5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
2
4
5
6
Titolo VI Totale
Totale complessivo
Totale
30
43,48%
14
20,29%
16
23,19%
5
7,25%
4
5,80%
69 3,61% 100,00%
2
1,59%
6
4,76%
5
3,97%
3
2,38%
93
73,81%
17
13,49%
126 6,59% 100,00%
380
24,20%
401
25,54%
47
2,99%
34
2,17%
536
34,14%
2
0,13%
170
10,83%
1570 82,16% 100,00%
27
20,15%
6
33
34
10
24
134
1
1
1
1
8
1
11
1911
139
4,48%
24,63%
25,37%
7,46%
17,91%
7,01% 100,00%
100,00%
0,05%
9,09%
9,09%
72,73%
9,09%
0,58% 100,00%
2006
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Titolo IV Totale
Titolo VI
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
1
2
3
5
6
1
2
3
4
5
6
1
3
4
5
6
Categoria 2
Categoria 5
Categoria 6
ND
Titolo VI Totale
Totale complessivo
Totale
26
39,39%
18
27,27%
11
16,67%
1
1,52%
4
6,06%
6
9,09%
66 3,26% 100,00%
1
0,71%
6
4,26%
3
2,13%
109
77,30%
2
1,42%
20
14,18%
141 6,97% 100,00%
2
0,12%
358
21,98%
415
25,48%
56
3,44%
31
1,90%
573
35,17%
1
0,06%
193
11,85%
1629 80,48% 100,00%
47
26,55%
9
5,08%
40
22,60%
38
21,47%
11
6,21%
32
18,08%
177 8,75% 100,00%
1
9,09%
6
54,55%
1
9,09%
3
27,27%
11 0,54% 100,00%
2024
140
2007
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Titolo IV Totale
Titolo VI
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
1
2
3
4
5
6
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
6
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
2
4
5
6
Titolo VI Totale
Totale complessivo
Totale
34
44,16%
18
23,38%
17
22,08%
1
1,30%
3
3,90%
4
5,19%
77 3,63% 100,00%
2
1,30%
5
3,25%
5
3,25%
1
0,65%
116
75,32%
25
16,23%
154 7,25% 100,00%
1
0,06%
346
20,39%
412
24,28%
50
2,95%
58
3,42%
635
37,42%
2
0,12%
193
11,37%
1697 79,93% 100,00%
39
21,91%
1
0,56%
3
1,69%
43
24,16%
43
24,16%
15
8,43%
34
19,10%
178 8,38% 100,00%
1
5,88%
1
5,88%
10
58,82%
1
5,88%
4
23,53%
17 0,80% 100,00%
2123
141
2008
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Titolo
Titolo
Titolo
Titolo
IV Totale
V
V Totale
VI
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
2
3
4
5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
2
3
4
5
Categoria
Categoria
Categoria
Categoria
ND
1
4
5
6
Categoria 5
Categoria 2
Categoria 5
Categoria 6
ND
Titolo VI Totale
Totale complessivo
Totale
28
58,33%
7
14,58%
6
12,50%
4
8,33%
3
6,25%
48 5,06 100,00%
5
8,20%
1
1,64%
2
3,28%
48
78,69%
5
8,20%
61 6,43 100,00%
131
18,02%
163
22,42%
21
2,89%
23
3,16%
327
44,98%
62
8,53%
727 76,61 100,00%
23
23,47%
15
15,31%
39
39,80%
11
11,22%
10
10,20%
98 10,33 100,00%
1
100,00%
1 0,11 100,00%
1
7,14%
9
64,29%
1
7,14%
3
21,43%
14 1,48 100,00%
949
142
Spese
Tab. 26 - Ripiano perdite. Allocazione in bilancio per Titolo, funzione, servizio e
intervento
2005
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione 1
Funzione 2
Funzione 4
Funzione 5
Funzione 6
Funzione 7
Funzione 8
Funzione 9
Funzione 10
Funzione 11
Funzione 12
ND
Funzione 1
Funzione 2
Funzione 4
Funzione 5
Funzione 6
Funzione 7
Funzione 8
Funzione 9
Funzione 11
Funzione 12
Titolo II Totale
Totale
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Totale
Servizio
ND
Servizio 1
Servizio 2
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 5
Servizio 6
Servizio 7
Servizio 8
Servizio 1
Servizio 2
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 5
Servizio 6
Servizio 8
Totale
49
1
8
11
5
4
48
53
2
20
5
4
210 73,68%
33
1
1
4
1
5
7
17
3
3
75 26,32%
285
23,33%
0,48%
3,81%
5,24%
2,38%
1,90%
22,86%
25,24%
0,95%
9,52%
2,38%
1,90%
100,00%
44,00%
1,33%
1,33%
5,33%
1,33%
6,67%
9,33%
22,67%
4,00%
4,00%
100,00%
Totale
3
25
27
57
31
34
9
9
14
209
18
14
7
5
9
5
16
74
283
1,44%
11,96%
12,92%
27,27%
14,83%
16,27%
4,31%
4,31%
6,70%
100,00%
24,32%
18,92%
9,46%
6,76%
12,16%
6,76%
21,62%
100,00%
143
2005
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
2
3
5
6
7
8
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
1
7
8
9
Titolo II Totale
Totale
144
Totale
6
22
115
1
2
59
5
210
2
13
30
30
75
285
2,86%
10,48%
54,76%
0,48%
0,95%
28,10%
2,38%
100,00%
2,67%
17,33%
40,00%
40,00%
100,00%
2006
Titolo
Titolo I
Titolo
Titolo
Titolo
Titolo
Titolo
Totale
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
I Totale
II Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
II Totale
IV ND
IV Totale
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Totale
1
2
4
5
6
7
8
9
10
11
12
43
22,16%
1
0,52%
10
5,15%
7
3,61%
4
2,06%
8
4,12%
38
19,59%
60
30,93%
2
1,03%
12
6,19%
7
3,61%
2
1,03%
194 76,68% 100,00%
22
38,60%
3
5,26%
3
5,26%
3
5,26%
5
8,77%
7
12,28%
5
8,77%
7
12,28%
2
3,51%
57 22,53% 100,00%
2
100,00%
2
0,79%
253
1
5
6
7
8
9
11
12
Servizio
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Totale
1
2
3
4
5
6
7
8
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
8
Titolo II Totale
Titolo IV
ND
Titolo IV Totale
Totale
145
3
27
14
48
32
43
7
3
17
194
1
11
13
8
1
12
5
6
57
2
2
253
1,55%
13,92%
7,22%
24,74%
16,49%
22,16%
3,61%
1,55%
8,76%
100,00%
1,75%
19,30%
22,81%
14,04%
1,75%
21,05%
8,77%
10,53%
100,00%
0,79%
2006
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
2
3
5
6
7
8
1
7
8
9
Titolo II Totale
Titolo IV
ND
Titolo IV Totale
Totale
146
Totale
3
21
91
1
2
70
6
194
3
9
14
30
1
57
2
2
253
1,55%
10,82%
46,91%
0,52%
1,03%
36,08%
3,09%
100,00%
5,26%
15,79%
24,56%
52,63%
1,75%
100,00%
2007
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
1
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
50
25,77%
2
1,03%
6
3,09%
10
5,15%
4
2,06%
5
2,58%
31
15,98%
59
30,41%
4
2,06%
14
7,22%
4
2,06%
5
2,58%
194 73,48% 100,00%
23
33,82%
2
2,94%
2
2,94%
2
2,94%
11
16,18%
12
17,65%
6
8,82%
8
11,76%
2
2,94%
68 25,76% 100,00%
2
100,00%
2 0,76%
264
1
5
6
7
8
9
11
12
Titolo II Totale
Titolo IV
ND
Titolo IV Totale
Totale
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Servizio
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Totale
1
2
3
4
5
6
7
8
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
8
4
24
29
39
22
40
7
3
24
192
1
12
6
15
2
20
6
5
67
2
2
261
Titolo II Totale
Titolo IV
ND
Titolo IV Totale
Totale
147
2,08%
12,50%
15,10%
20,31%
11,46%
20,83%
3,65%
1,56%
12,50%
100,00%
1,49%
17,91%
8,96%
22,39%
2,99%
29,85%
8,96%
7,46%
100,00%
100,00%
2007
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo IV
Titolo IV Totale
Totale
Intervento
Intervento 2
Intervento 3
Intervento 4
Intervento 5
Intervento 6
Intervento 7
Intervento 8
ND
Intervento 1
Intervento 5
Intervento 7
Intervento 8
Intervento 9
ND
ND
148
Totale
2
11
1
96
1
3
74
6
194
4
1
8
20
32
3
68
2
2
264
1,03%
5,67%
0,52%
49,48%
0,52%
1,55%
38,14%
3,09%
100,00%
5,88%
1,47%
11,76%
29,41%
47,06%
4,41%
100,00%
100,00%
100,00%
2008
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione 1
Funzione 4
Funzione 5
Funzione 7
Funzione 8
Funzione 9
Funzione 11
ND
Funzione 6
Funzione 7
Funzione 8
Funzione 9
ND
Titolo II Totale
Totale
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Totale
11
3
5
2
3
6
3
2
35
2
1
1
2
1
7
42
Servizio
ND
Servizio 1
Servizio 2
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 5
Servizio 8
Titolo I Totale
Titolo II
16,67%
Totale
2
4
6
4
5
6
7
34
3
1
1
1
1
7
41
Servizio 1
Servizio 2
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 6
Titolo II Totale
Totale
Titolo
Titolo I
83,33%
31,43%
8,57%
14,29%
5,71%
8,57%
17,14%
8,57%
5,71%
100,00%
28,57%
14,29%
14,29%
28,57%
14,29%
100,00%
Intervento
Intervento 3
Intervento 5
Intervento 8
ND
5,88%
11,76%
17,65%
11,76%
14,71%
17,65%
20,59%
100,00%
42,86%
14,29%
14,29%
14,29%
14,29%
100,00%
Totale
3
11
19
2
35
3
1
2
1
7
42
Intervento 7
Intervento 8
Intervento 9
ND
Titolo II Totale
Totale
149
8,57%
31,43%
54,29%
5,71%
100,00%
42,86%
14,29%
28,57%
14,29%
100,00%
Tab. 27 - Ricapitalizzazione per perdite. Allocazione in bilancio per Titolo,
funzione, servizio e intervento
2005
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
1
9
10
11
12
Totale
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
1
4
6
7
8
9
11
12
Titolo II Totale
Totale complessivo
Titolo
Titolo I
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
6
23,08%
15
57,69%
1
3,85%
2
7,69%
2
7,69%
26 23,85% 100,00%
28
33,73%
1
1,20%
1
1,20%
6
7,23%
7
8,43%
29
34,94%
7
8,43%
4
4,82%
83 76,15% 100,00%
109
Totale
3
4
5
6
7
8
9
4
1
14
3
1
2
1
Titolo I Totale
26
Titolo II
Servizio 1
15
Servizio 2
10
Servizio 3
11
Servizio 4
18
Servizio 5
11
Servizio 6
7
Servizio 8
9
Servizio 9
2
Titolo II Totale
83
Totale complessivo
109
Titolo
Intervento
Totale
Titolo I
Intervento 2
1
Intervento 3
6
Intervento 5
11
Intervento 8
8
Titolo I Totale
26
Titolo II
Intervento 1
4
Intervento 5
1
Intervento 7
5
Intervento 8
49
Intervento 9
22
ND
2
Titolo II Totale
83
Totale complessivo
109
150
15,38%
3,85%
53,85%
11,54%
3,85%
7,69%
3,85%
100,00%
18,07%
12,05%
13,25%
21,69%
13,25%
8,43%
10,84%
2,41%
100,00%
3,85%
23,08%
42,31%
30,77%
100,00%
4,82%
1,20%
6,02%
59,04%
26,51%
2,41%
100,00%
2006
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
1
7
8
9
10
11
12
Totale
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
1
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Titolo II Totale
Titolo III
Funzione 1
Titolo III Totale
Totale complessivo
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
3
4
5
6
7
8
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
8
9
5
17,24%
2
6,90%
1
3,45%
18
62,07%
1
3,45%
1
3,45%
1
3,45%
29 24,37 100,00%
23
25,84%
2
2,25%
1
1,12%
2
2,25%
4
4,49%
7
7,87%
34
38,20%
1
1,12%
8
8,99%
7
7,87%
89 74,79 100,00%
1
100,00%
1 0,84 100,00%
119
Totale
Titolo II Totale
Titolo III
Servizio 1
Titolo III Totale
Totale complessivo
151
3
2
2
16
2
1
3
29
12
9
14
25
12
7
8
2
89
1
1
119
10,34%
6,90%
6,90%
55,17%
6,90%
3,45%
10,34%
100,00%
13,48%
10,11%
15,73%
28,09%
13,48%
7,87%
8,99%
2,25%
100,00%
100,00%
100,00%
2006
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
2
3
5
8
Totale
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
1
7
8
9
Titolo II Totale
Titolo III
Intervento 9
Titolo III Totale
Totale complessivo
152
1
4
11
13
29
4
4
55
26
89
1
1
119
3,45%
13,79%
37,93%
44,83%
100,00%
4,49%
4,49%
61,80%
29,21%
100,00%
100,00%
100,00%
2007
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
1
6
7
8
9
10
11
12
6
20,00%
1
3,33%
2
6,67%
3
10,00%
13
43,33%
1
3,33%
3
10,00%
1
3,33%
30 25,86 100,00%
24
27,91%
1
1,16%
1
1,16%
4
4,65%
2
2,33%
5
5,81%
20
23,26%
15
17,44%
8
9,30%
5
5,81%
1
1,16%
86 74,14 100,00%
116
1
2
4
5
6
7
8
9
11
12
Titolo II Totale
Totale complessivo
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
3
4
5
6
7
8
Totale
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
8
9
Titolo II Totale
Totale complessivo
153
5
2
3
12
2
1
5
30
11
11
26
5
17
5
9
2
86
116
16,67%
6,67%
10,00%
40,00%
6,67%
3,33%
16,67%
100,00%
12,79%
12,79%
30,23%
5,81%
19,77%
5,81%
10,47%
2,33%
100,00%
2007
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
Totale
2
3
5
8
1
7
8
9
10
Titolo II Totale
Totale complessivo
154
1
5
9
15
30
2
6
40
36
1
1
86
116
3,33%
16,67%
30,00%
50,00%
100,00%
2,33%
6,98%
46,51%
41,86%
1,16%
1,16%
100,00%
2008
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
1
6
9
11
12
2
18,18%
1
9,09%
4
36,36%
1
9,09%
3
27,27%
11 45,83% 100,00%
1
7,69%
1
7,69%
2
15,38%
1
7,69%
3
23,08%
2
15,38%
1
7,69%
1
7,69%
1
7,69%
13 54,17% 100,00%
24
1
4
6
7
8
9
10
12
Titolo II Totale
Totale complessivo
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
5
6
8
Totale
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
8
Titolo II Totale
Totale complessivo
Titolo
Titolo I
1
1
4
4
1
11
1
2
3
1
3
2
1
13
24
Intervento
Totale
Intervento 3
2
Intervento 5
3
Intervento 8
6
Titolo I Totale
11
Titolo II
Intervento 7
1
Intervento 8
5
Intervento 9
6
ND
1
Titolo II Totale
13
Totale complessivo
24
155
9,09%
9,09%
36,36%
36,36%
9,09%
100,00%
7,69%
15,38%
23,08%
7,69%
23,08%
15,38%
7,69%
100,00%
18,18%
27,27%
54,55%
100,00%
7,69%
38,46%
46,15%
7,69%
100,00%
Tab.28 - Corrispettivi. Allocazione in bilancio per Titolo, funzione, servizio e
intervento
2005
Titolo
Titolo I
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
1.416
21,78%
76
1,17%
125
1,92%
652
10,03%
261
4,02%
161
2,48%
195
3,00%
483
7,43%
2.195
33,77%
596
9,17%
166
2,55%
58
0,89%
116
1,78%
Titolo I Totale
6.500 93,65% 100,00%
Titolo II
Funzione 1
101
24,63%
Funzione 2
6
1,46%
Funzione 3
7
1,71%
Funzione 4
32
7,80%
Funzione 5
9
2,20%
Funzione 6
27
6,59%
Funzione 7
17
4,15%
Funzione 8
57
13,90%
Funzione 9
100
24,39%
Funzione 10
22
5,37%
Funzione 11
16
3,90%
Funzione 12
13
3,17%
ND
3
0,73%
Titolo II Totale
410
5,91% 100,00%
Titolo III
Funzione 1
3
50,00%
Funzione 8
1
16,67%
ND
2
33,33%
Titolo III Totale
6 0,09% 100,00%
Titolo IV
Funzione 5
1
4,00%
ND
24
0,35%
Titolo IV Totale
25
0,36%
Totale complessivo
6.941
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
156
2005
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Servizio
ND
Servizio 1
Servizio 2
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 5
Servizio 6
Servizio 7
Servizio 8
Servizio 9
Servizio 5
ND
Servizio 1
Servizio 2
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 5
Servizio 6
Servizio 7
Servizio 8
Servizio 9
Servizio 1
Servizio 3
Servizio 4
ND
Servizio 5
Titolo IV Totale
Totale complessivo
157
Totale
130
972
1.056
529
873
2.086
331
89
401
33
6.500
1
1
3
112
87
14
49
76
38
5
22
4
410
1
4
1
6
24
1
25
6.941
2,00%
14,95%
16,25%
8,14%
13,43%
32,09%
5,09%
1,37%
6,17%
0,51%
100,00%
100,00%
25,00%
0,73%
27,32%
21,22%
3,41%
11,95%
18,54%
9,27%
1,22%
5,37%
0,98%
100,00%
16,67%
66,67%
16,67%
100,00%
96,00%
4,00%
100,00%
2005
Titolo
Titolo I
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
Totale
194
516
4.173
54
1.336
5
26
70
6
1
119
Titolo I Totale
6.500
Titolo II
Intervento 1
238
Intervento 2
5
Intervento 3
9
Intervento 4
2
Intervento 5
61
Intervento 6
24
Intervento 7
26
Intervento 8
23
Intervento 9
17
Intervento 10
1
ND
4
Titolo II Totale
410
Titolo III
Intervento 1
2
Intervento 3
1
Intervento 5
1
ND
2
Titolo III Totale
6
Titolo IV
Intervento 5
11
ND
14
Titolo IV Totale
25
Totale complessivo
6.941
1
2
3
4
5
6
7
8
9
11
158
2,98%
7,94%
64,20%
0,83%
20,55%
0,08%
0,40%
1,08%
0,09%
0,02%
1,83%
100,00%
58,05%
1,22%
2,20%
0,49%
14,88%
5,85%
6,34%
5,61%
4,15%
0,24%
0,98%
100,00%
33,33%
16,67%
16,67%
33,33%
100,00%
44,00%
56,00%
100,00%
2006
Titolo
Titolo I
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
1.456
21,62%
74
1,10%
136
2,02%
664
9,86%
259
3,85%
172
2,55%
209
3,10%
514
7,63%
2.254
33,48%
650
9,65%
167
2,48%
62
0,92%
116
1,72%
Titolo I Totale
6.733 92,83% 100,00%
Titolo II
Funzione 1
125
25,72%
Funzione 2
6
1,23%
Funzione 3
7
1,44%
Funzione 4
34
7,00%
Funzione 5
19
3,91%
Funzione 6
33
6,79%
Funzione 7
15
3,09%
Funzione 8
75
15,43%
Funzione 9
122
25,10%
Funzione 10
20
4,12%
Funzione 11
12
2,47%
Funzione 12
12
2,47%
ND
6
1,23%
Titolo II Totale
486
6,70% 100,00%
Titolo III
Funzione 1
3
60,00%
ND
2
40,00%
Titolo III Totale
5 0,07% 100,00%
Titolo IV
Funzione 5
1
3,45%
ND
28
96,55%
Titolo IV Totale
29
0,40% 100,00%
Totale complessivo
7.253
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
159
2006
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Servizio
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
7
8
9
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Servizio 3
Servizio 4
ND
Servizio 5
Titolo IV Totale
Totale complessivo
160
Totale
128
1.000
1.109
537
944
2.140
345
85
405
40
6.733
6
136
112
20
51
75
46
5
30
5
486
4
1
5
28
1
29
7.253
1,90%
14,85%
16,47%
7,98%
14,02%
31,78%
5,12%
1,26%
6,02%
0,59%
100,00%
1,23%
27,98%
23,05%
4,12%
10,49%
15,43%
9,47%
1,03%
6,17%
1,03%
100,00%
80,00%
20,00%
100,00%
96,55%
3,45%
100,00%
2006
Titolo
Titolo I
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
Totale
169
456
4.456
59
1.375
4
30
57
6
1
1
119
Titolo I Totale
6.733
Titolo II
Intervento 1
279
Intervento 2
4
Intervento 3
11
Intervento 4
3
Intervento 5
79
Intervento 6
25
Intervento 7
35
Intervento 8
20
Intervento 9
16
Intervento 10
4
ND
10
Titolo II Totale
486
Titolo III
Intervento 1
1
Intervento 3
1
Intervento 5
1
ND
2
Titolo III Totale
5
Titolo IV
Intervento 5
11
ND
18
Titolo IV Totale
29
Totale complessivo
7.253
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
161
2,51%
6,77%
66,18%
0,88%
20,42%
0,06%
0,45%
0,85%
0,09%
0,01%
0,01%
1,77%
100,00%
57,41%
0,82%
2,26%
0,62%
16,26%
5,14%
7,20%
4,12%
3,29%
0,82%
2,06%
100,00%
20,00%
20,00%
20,00%
40,00%
100,00%
37,93%
62,07%
100,00%
2007
Titolo
Titolo I
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
1.575
22,37%
78
1,11%
145
2,06%
681
9,67%
306
4,35%
176
2,50%
245
3,48%
521
7,40%
2.281
32,40%
666
9,46%
181
2,57%
61
0,87%
124
1,76%
Titolo I Totale
7.040 93,62% 100,00%
Titolo II
Funzione 1
127
27,91%
Funzione 2
5
1,10%
Funzione 3
6
1,32%
Funzione 4
35
7,69%
Funzione 5
14
3,08%
Funzione 6
22
4,84%
Funzione 7
9
1,98%
Funzione 8
64
14,07%
Funzione 9
114
25,05%
Funzione 10
28
6,15%
Funzione 11
16
3,52%
Funzione 12
10
2,20%
ND
5
1,10%
Titolo II Totale
455
6,05% 100,00%
Titolo III
Funzione 1
2
40,00%
Funzione 9
1
20,00%
ND
2
40,00%
Titolo III Totale
5 0,07% 100,00%
Titolo IV
ND
20
100,00%
Titolo IV Totale
20
0,27%
Totale complessivo
7.520
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
162
2007
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Titolo III Totale
Titolo IV
Servizio
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
7
8
8
9
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Servizio 3
Servizio 4
Servizio 6
ND
Servizio 5
Titolo IV Totale
Totale complessivo
163
Totale
133
1.076
1.200
557
951
2.174
370
86
447
1
45
7.040
8
112
106
26
50
78
42
2
28
3
455
3
1
1
5
19
1
20
7.520
1,89%
15,28%
17,05%
7,91%
13,51%
30,88%
5,26%
1,22%
6,35%
0,01%
0,64%
100,00%
1,76%
24,62%
23,30%
5,71%
10,99%
17,14%
9,23%
0,44%
6,15%
0,66%
100,00%
60,00%
20,00%
20,00%
100,00%
95,00%
5,00%
100,00%
2007
Titolo I
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
Totale
183
358
4.779
56
1.418
10
34
67
6
1
1
127
Titolo I Totale
7.040
Titolo II
Intervento 1
267
Intervento 2
4
Intervento 3
11
Intervento 4
2
Intervento 5
71
Intervento 6
27
Intervento 7
27
Intervento 8
18
Intervento 9
18
Intervento 10
4
ND
6
Titolo II Totale
455
Titolo III
Intervento 1
1
Intervento 3
1
ND
3
Titolo III Totale
5
Titolo IV
Intervento 5
8
ND
12
Titolo IV Totale
20
Totale complessivo
7.520
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
164
2,60%
5,09%
67,88%
0,80%
20,14%
0,14%
0,48%
0,95%
0,09%
0,01%
0,01%
1,80%
100,00%
58,68%
0,88%
2,42%
0,44%
15,60%
5,93%
5,93%
3,96%
3,96%
0,88%
1,32%
100,00%
20,00%
20,00%
60,00%
100,00%
40,00%
60,00%
100,00%
2008
Titolo
Titolo I
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
Funzione
ND
Totale
867
25,94%
34
1,02%
71
2,12%
358
10,71%
154
4,61%
97
2,90%
119
3,56%
271
8,11%
841
25,16%
346
10,35%
96
2,87%
30
0,90%
58
1,74%
Titolo I Totale
3.342 94,22% 100,00%
Titolo II
Funzione 1
45
23,94%
Funzione 2
3
1,60%
Funzione 3
3
1,60%
Funzione 4
10
5,32%
Funzione 5
9
4,79%
Funzione 6
14
7,45%
Funzione 7
5
2,66%
Funzione 8
37
19,68%
Funzione 9
47
25,00%
Funzione 10
7
3,72%
Funzione 11
7
3,72%
Funzione 12
1
0,53%
Titolo II Totale
188
5,30% 100,00%
Titolo III
Funzione 1
3
60,00%
ND
2
40,00%
Titolo III Totale
5 0,14% 100,00%
Titolo IV
Funzione 5
1
8,33%
ND
11
91,67%
Titolo IV Totale
12
0,34% 100,00%
Totale complessivo
3.547
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
165
2008
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Servizio
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Totale
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
ND
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
Servizio
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Servizio 3
Servizio 4
Titolo III Totale
Titolo IV
ND
Titolo IV Totale
Totale complessivo
166
59
573
626
307
433
834
176
51
254
28
1
3.342
1
50
46
8
13
39
16
1
13
1
188
4
1
5
12
12
3.547
1,77%
17,15%
18,73%
9,19%
12,96%
24,96%
5,27%
1,53%
7,60%
0,84%
0,03%
100,00%
0,53%
26,60%
24,47%
4,26%
6,91%
20,74%
8,51%
0,53%
6,91%
0,53%
100,00%
80,00%
20,00%
100,00%
100,00%
2008
Titolo
Titolo I
Titolo I Totale
Titolo II
Titolo II Totale
Titolo III
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
Intervento
ND
1
2
3
4
5
6
7
8
10
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Intervento 1
Intervento 3
ND
Titolo III Totale
Titolo IV
Intervento 5
ND
Titolo IV Totale
Totale complessivo
167
Totale
123
193
2.259
44
608
10
15
33
1
56
3.342
106
2
7
1
38
11
15
2
4
2
188
1
2
2
5
5
7
12
3.547
3,68%
5,77%
67,59%
1,32%
18,19%
0,30%
0,45%
0,99%
0,03%
1,68%
100,00%
56,38%
1,06%
3,72%
0,53%
20,21%
5,85%
7,98%
1,06%
2,13%
1,06%
100,00%
20,00%
40,00%
40,00%
100,00%
41,67%
58,33%
100,00%
168
Parte III
Analisi dei dati finanziari
169
La rilevanza del fenomeno delle partecipazioni nell’analisi dei dati
del Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici
(SIOPE) nel triennio 2007/2009.
170
Tab. 29 COMUNI ENTRATA 2007 TITOLI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
LIGURIA
TOTALE
NORD OCC.
TRENTINO-A.A.
VENETO
FRIULI-V.G.
EMILIA-ROMAGNA
TOTALE
NORD ORIENT.
TOSCANA
NON
CODIFICATO
TITOLO I
TITOLO II
TITOLO III
TITOLO IV
TITOLO V
TITOLO VI
TOTALE ENTRATA
2007
75.579.608
1.836.836.160
1.113.868.777
876.965.273
1.214.541.979
835.833.807
487.840.384
13.543
61.414.151
122.099.471
39.964.098
91.414.654
15.503.740
51.434.700
6.441.465.989
381.844.357
175.715.703
4.938.407.355
1.612.777.691
2.372.219.557
8.406.528.943
640.526.196
4.195.024.752
22.341.200.197
15.404.922
957.863.103
448.121.545
369.477.680
400.300.946
168.865.236
233.732.180
2.593.765.612
266.713.776
7.794.520.770
3.296.867.485
3.658.626.608
10.112.786.522
1.660.728.979
4.968.032.015
31.758.276.155
43.284.463
266.979.830
662.152.270
421.427.691
689.901.645
175.593.132
146.171.779
2.405.510.809
12.601.368
1.950.533.683
1.024.419.385
878.127.376
992.258.834
562.757.914
467.242.768
5.887.941.329
8.062.962
433.896.922
698.675.756
307.456.486
457.534.925
155.870.758
207.124.094
2.268.621.903
61.762.032
2.045.450.881
834.850.979
1.079.692.506
1.484.488.505
369.610.433
527.097.956
6.402.953.291
125.710.825
4.696.861.315
3.220.098.390
2.686.704.058
3.624.183.909
1.263.832.236
1.347.636.597
16.965.027.331
20.744.144
1.649.197.192
827.283.968
961.526.390
1.015.513.418
590.026.066
478.263.620
5.542.554.798
UMBRIA
9.304.080
328.873.802
276.174.332
159.191.259
550.245.806
119.893.058
109.043.773
1.552.726.110
MARCHE
2.590.252
615.293.397
378.186.797
316.929.150
394.627.853
222.929.406
208.451.454
2.139.008.308
8.726.230.239
1.252.780.843
581.402.990
488.879.826
553.787.970
430.935.833
291.982.847
12.326.000.548
8.758.868.715
3.846.145.233
2.063.048.087
1.926.526.626
2.514.175.047
1.363.784.362
1.087.741.694
21.560.289.764
51.527.092
496.376.833
278.139.232
177.121.082
308.336.329
172.857.592
127.009.070
1.611.367.231
10.992.593
99.646.093
105.747.713
51.365.300
124.184.555
25.117.691
39.258.275
456.312.220
284.438.412
1.654.500.879
1.812.880.462
597.308.801
1.359.646.439
739.550.065
633.263.148
7.081.588.205
95.510.194
1.312.888.576
1.030.506.421
227.243.092
647.446.516
274.192.466
398.973.560
3.986.760.824
3.544.487
146.265.869
208.811.752
69.551.789
230.389.853
106.885.507
96.246.592
861.695.850
57.174.570
473.712.746
649.894.258
230.893.027
331.894.261
330.158.076
261.180.969
2.334.907.909
503.187.348
4.183.390.996
4.085.979.838
1.353.483.092
3.001.897.953
1.648.761.397
1.555.931.614
16.332.632.238
168.025.191
1.262.956.871
2.692.769.294
445.413.560
516.572.223
1.469.285.724
879.002.852
7.434.025.714
3.634.816
548.651.759
945.763.599
232.421.281
752.600.455
59.048.210
189.454.472
2.731.574.593
171.660.007
1.811.608.630
3.638.532.893
677.834.840
1.269.172.679
1.528.333.934
1.068.457.324
10.165.600.307
9.826.140.671
22.332.526.945
16.304.526.693
10.303.175.224
20.522.216.109
7.465.440.909
10.027.799.245
96.781.825.796
LAZIO
171
TOTALE
CENTRO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
TOTALE
SUD
SICILIA
SARDEGNA
TOTALE
INSUL.
TOTALE
NAZIONALE
Tab. 29a COMUNI ENTRATA 2007 CODICI ED INCIDENZA SUI TITOLI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
LIGURIA
TOTALE
NORD OCC.
TRENTINO-A.A.
482.744
3.336.391
22.948.857
329.500
390.364
133.000
2.087.185
1,17
0,34
%
codice
3400 su
titolo
III
2,62
11.906
10.682
415.950
0
0
0
0
0,00
0,02
1,04
0,00
1.672.581
2.864.933
202.709.666
1.102.430
2.654.645
4.546.447
124.611.664
0,79
0,28
8,55
1,58
148.457
285.392
11.027.627
4.038
4.285.588
0
86.551
0,59
0,10
2,98
1,09
2.315.688
6.497.398
237.102.100
1.435.968
7.330.597
4.679.447
126.785.401
0,84
0,27
6,48
1,39
cod. 2541
cod. 2542
cod. 3400
cod.4441
cod. 4442
cod. 4641
cod. 4642
% non
codificato
% 2541
e 2542
su titolo
II
% 4441,
4442,
4641 e
4642 su
titolo IV
0,24
0
80.981
21.924.677
296.359
168.052
0
89.553
1,80
0,01
5,20
0,08
VENETO
892.560
4.145.477
46.231.300
101.527
1.400.518
0
5.428.321
0,21
0,49
5,26
0,70
FRIULI-V.G.
213.802
342.995
13.426.839
142.461
703.297
0
0
0,36
0,08
4,37
0,18
EMILIA-ROMAGNA
TOTALE
NORD ORIENT.
TOSCANA
247.653
5.199.935
78.185.337
0
203.830
6.758
1.992.093
0,96
0,65
7,24
0,15
1.354.015
9.769.388
159.768.152
540.347
2.475.697
6.758
7.509.967
0,74
0,35
5,95
0,29
172
595.510
2.184.060
19.923.977
393.388
1.984.080
0
7.145.337
0,37
0,34
2,07
0,94
UMBRIA
3.400
885.649
2.711.951
0
661.176
0
0
0,60
0,32
1,70
0,12
MARCHE
83.416
795.401
7.006.266
28.873
461.551
0
450.000
0,12
0,23
2,21
0,24
LAZIO
48.705
1.215.051
1.498.650
0
629.832
707.237
47.606.599
70,80
0,22
0,31
8,84
731.030
5.080.161
31.140.844
422.261
3.736.640
707.237
55.201.936
40,63
0,28
1,62
2,39
234.228
1.151.115
834.316
5.655
170.058
0
5.497
3,20
0,50
0,47
0,06
9.336
229.722
9.087
0
238.842
0
0
2,41
0,23
0,02
0,19
CAMPANIA
78.298
497.801
1.177.305
367.038
154.917
0
945.301
4,02
0,03
0,20
0,11
PUGLIA
30.000
218.209
1.406.443
40.060
16.175
0
63.707
2,40
0,02
0,62
0,02
BASILICATA
66.263
554.190
390.638
69.180
11.206
0
0
0,41
0,30
0,56
0,03
CALABRIA
TOTALE
SUD
SICILIA
91.856
165.903
429.685
0
100.492
0
7.069
2,45
0,04
0,19
0,03
509.980
2.816.941
4.247.472
481.933
691.689
0
1.021.573
3,08
0,08
0,31
0,07
683.352
393.996
173.836
613.614
868.397
1.525
416.172
2,26
0,04
0,04
0,37
93.559
232.250
496.908
54.355
636.445
0
8.011
0,13
0,03
0,21
0,09
776.910
626.247
670.744
667.969
1.504.843
1.525
424.183
1,69
0,04
0,10
0,20
5.687.624
24.790.134
432.929.311
3.548.478
15.739.466
5.394.967
190.943.061
10,15
0,19
4,20
1,05
TOTALE
CENTRO
ABRUZZO
MOLISE
SARDEGNA
TOTALE
INSUL.
TOTALE
NAZIONALE
Tab. 30 COMUNI ENTRATA 2008 TITOLI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
LIGURIA
TOTALE
NORD OCC.
TRENTINO-A.A.
VENETO
FRIULI-V.G.
EMILIA-ROMAGNA
TOTALE
NORD ORIENT.
TOSCANA
NON
CODIFICATO
97.948.934
TITOLO I
1.653.890.426
TITOLO II
1.257.076.670
TITOLO III
825.264.639
TITOLO IV
1.122.340.696
TITOLO V
984.680.599
TITOLO VI
475.157.007
TOTALE ENTRATA
6.416.358.971
27.715
54.312.858
127.245.056
39.827.391
88.567.331
13.856.970
44.532.227
368.369.548
108.057.070
3.510.974.730
2.742.255.033
2.277.648.315
4.880.241.670
554.109.549
991.651.509
15.064.937.877
20.282.192
868.378.208
670.812.876
378.730.629
454.461.478
129.498.607
221.692.807
2.743.856.797
226.315.912
6.087.556.222
4.797.389.635
3.521.470.975
6.545.611.175
1.682.145.724
1.733.033.550
24.593.523.192
1.186.141
232.132.322
774.380.527
453.105.391
731.225.501
178.238.321
148.215.287
2.518.483.491
20.774.226
1.711.406.183
1.239.302.792
832.998.612
884.574.203
540.272.274
481.960.555
5.711.288.845
129.975
393.027.127
750.251.277
309.772.926
354.183.819
166.241.339
186.511.384
2.160.117.848
6.163.883
1.698.957.521
1.147.864.624
1.095.480.818
1.383.933.110
357.103.727
510.707.992
6.200.211.674
28.254.226
4.035.523.153
3.911.799.219
2.691.357.748
3.353.916.633
1.241.855.660
1.327.395.218
16.590.101.858
17.507.997
1.432.810.800
1.084.659.164
928.747.443
990.379.890
537.560.258
465.132.161
5.456.797.713
UMBRIA
3.829.759
303.365.152
308.747.197
137.081.970
469.802.021
187.578.490
104.515.557
1.514.920.145
MARCHE
5.459.993
573.602.634
431.487.763
314.443.270
346.798.918
196.610.359
212.713.388
2.081.116.325
288.319.295
1.849.843.579
1.858.654.583
813.650.913
804.828.491
553.695.063
438.608.198
6.607.600.121
315.117.043
4.159.622.165
3.683.548.707
2.193.923.595
2.611.809.320
1.475.444.170
1.220.969.303
15.660.434.304
44.117.338
467.820.697
328.900.152
164.657.534
255.362.894
159.915.130
126.599.118
1.547.372.863
7.578.614
96.664.122
114.539.751
52.494.008
150.504.821
26.099.792
44.930.955
492.812.063
267.653.303
1.558.181.446
1.952.156.667
569.669.332
1.306.522.602
863.494.155
681.492.578
7.199.170.084
99.905.881
1.295.818.998
1.167.674.695
254.234.891
700.504.366
263.455.762
421.650.310
4.203.244.904
669.050
157.015.118
227.890.214
64.912.804
240.557.651
111.867.099
100.078.272
902.990.209
66.625.865
466.327.573
732.976.456
224.241.546
439.934.648
354.076.043
358.912.243
2.643.094.374
486.550.051
4.041.827.954
4.524.137.936
1.330.210.116
3.093.386.982
1.778.907.982
1.733.663.476
16.988.684.496
250.118.516
1.187.807.062
2.734.044.529
436.810.988
619.389.909
1.313.917.493
1.051.409.625
7.593.498.121
208.217
514.645.953
961.010.468
222.601.112
722.694.848
54.255.099
198.977.303
2.674.393.000
250.326.733
1.702.453.015
3.695.054.997
659.412.100
1.342.084.757
1.368.172.592
1.250.386.927
10.267.891.121
1.306.563.966
20.026.982.509
20.611.930.495
10.396.374.533
16.946.808.867
7.546.526.127
7.265.448.474
84.100.634.971
LAZIO
173
TOTALE
CENTRO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
TOTALE
SUD
SICILIA
SARDEGNA
TOTALE
INSUL.
TOTALE
NAZIONALE
Tab. 30a COMUNI ENTRATA 2008 CODICI ED INCIDENZA SUI TITOLI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
LIGURIA
TOTALE
NORD OCC.
TRENTINO-A.A.
VENETO
FRIULI-V.G.
EMILIA-ROMAGNA
TOTALE
NORD ORIENT.
TOSCANA
318.677
5.189.331
30.182.877
737.316
2.049.077
0
1.671.537
1,53
0,44
3,66
%
(4441,
4442,
4641,
4642)
su titolo
IV
0,40
29.713
8.182
605.961
0
7.000
0
0
0,01
0,03
1,52
0,01
2.263.424
3.519.018
275.729.635
865.631
2.924.184
12.611.697
214.158.570
0,72
0,21
12,11
4,72
108.127
376.138
22.490.477
2.038
4.504.247
250.000
86.581
0,74
0,07
5,94
1,07
2.719.941
9.092.669
329.008.951
1.604.985
9.484.508
12.861.697
215.916.689
0,92
0,25
9,34
3,66
cod. 2541
cod. 2542
cod. 3400
cod.4441
cod. 4442
cod. 4641
% non
codificato
su totale
entrata
cod. 4642
%
(2541,
2542)
su titolo
II
%
3400 su
titolo III
0
99.373
26.966.072
0
524.354
0
11.491
0,05
0,01
5,95
0,07
406.789
2.125.270
34.730.894
327.235
947.911
163.969
855.244
0,36
0,20
4,17
0,26
88.778
471.680
11.413.704
111.244
145.057
0
0
0,01
0,07
3,68
0,07
214.704
2.208.482
89.061.418
75.299
609.684
2.794.746
24.841.968
0,10
0,21
8,13
2,05
710.271
4.904.806
162.172.088
513.778
2.227.005
2.958.715
25.708.703
0,17
0,14
6,03
0,94
174
311.630
2.288.089
15.710.098
77.681
699.143
29.333
824.808
0,32
0,24
1,69
0,16
UMBRIA
106.495
344.993
1.357.505
0
310.979
0
0
0,25
0,15
0,99
0,07
MARCHE
45.115
833.184
6.872.643
0
706.202
0
425.476
0,26
0,20
2,19
0,33
LAZIO
30.994
681.436
70.320.430
318.800
12.814
0
28.646.145
4,36
0,04
8,64
3,60
494.235
4.147.701
94.260.676
396.481
1.729.138
29.333
29.896.429
2,01
0,13
4,30
1,23
138.501
1.184.060
875.161
0
93.134
0
0
2,85
0,40
0,53
0,04
MOLISE
59.033
257.869
1.440
0
66.000
0
0
1,54
0,28
0,00
0,04
CAMPANIA
27.328
311.556
1.682.770
75.426
422.742
59.412
793.768
3,72
0,02
0,30
0,10
PUGLIA
29.576
230.166
289.344
0
24.640
0
9.834
2,38
0,02
0,11
0,00
BASILICATA
29.871
702.407
249.082
14.766
60.340
0
0
0,07
0,32
0,38
0,03
0
190.215
921.497
18.498
616.368
0
18.991
2,52
0,03
0,41
0,15
284.309
2.876.274
4.019.294
108.689
1.283.224
59.412
822.593
2,86
0,07
0,30
0,07
228.266
1.424.262
6.765.720
351.825
80.741
0
352.714
3,29
0,06
1,55
0,13
10.000
93.357
594.483
120.000
9.965
0
0
0,01
0,01
0,27
0,02
238.266
1.517.619
7.360.203
471.825
90.706
0
352.714
2,44
0,05
1,12
0,07
4.447.021
22.539.069
596.821.211
3.095.758
14.814.580
15.909.158
272.697.129
1,55
0,13
5,74
1,81
TOTALE
CENTRO
ABRUZZO
CALABRIA
TOTALE
SUD
SICILIA
SARDEGNA
TOTALE
INSUL.
TOTALE
NAZIONALE
Tab. 31 COMUNI ENTRATA 2009 TITOLI
REGIONE
PIEMONTE
NON
CODIFICATO
TITOLO I
TITOLO II
TITOLO III
TITOLO IV
TITOLO V
TITOLO VI
TOTALE
ENTRATA
165.019.766
1.585.648.131
1.378.883.827
899.880.657
1.058.923.759
552.141.995
483.988.428
2.196.708
55.113.575
132.845.532
38.664.956
112.921.384
12.808.959
44.535.995
399.087.110
148.557.446
3.397.613.703
2.793.822.824
2.188.954.086
3.059.385.742
640.571.582
1.043.178.557
13.272.083.938
34.117.747
776.497.313
675.588.605
383.649.849
342.752.504
150.648.153
210.831.747
2.574.085.917
349.891.667
5.814.872.722
4.981.140.788
3.511.149.548
4.573.983.389
1.356.170.689
1.782.534.726
22.369.743.529
24.983.336
229.732.196
767.038.571
456.562.840
782.833.596
166.945.338
149.548.649
2.577.644.526
22.531.589
1.643.102.047
1.281.517.839
805.599.791
882.922.624
524.417.002
478.618.030
5.638.708.921
759.048
383.240.249
826.036.704
301.533.535
367.908.227
208.017.901
154.577.040
2.242.072.704
6.718.203
1.712.473.300
1.247.270.053
1.060.048.053
1.066.561.300
385.032.702
504.923.865
5.983.027.476
54.992.176
3.968.547.793
4.121.863.167
2.623.744.218
3.100.225.747
1.284.412.942
1.287.667.585
16.441.453.628
42.453.680
1.321.649.265
1.135.759.179
959.719.807
947.751.104
428.154.861
433.036.877
5.268.524.774
UMBRIA
643.326
296.536.930
321.658.620
146.722.993
365.954.291
211.385.029
111.374.199
1.454.275.388
MARCHE
4.899.888
558.604.936
493.826.485
302.451.563
288.026.370
198.292.591
209.525.323
2.055.627.156
1.025.063.979
1.537.937.721
2.969.082.331
886.870.083
1.255.649.254
654.880.666
675.585.130
9.005.069.164
1.073.060.874
3.714.728.853
4.920.326.615
2.295.764.446
2.857.381.019
1.492.713.146
1.429.521.529
17.783.496.481
ABRUZZO
62.298.891
433.252.216
443.057.182
166.696.495
276.646.865
183.069.678
138.219.581
1.703.240.909
MOLISE
10.493.998
85.470.332
137.781.422
58.452.393
149.265.967
26.290.282
49.188.945
516.943.339
CAMPANIA
524.413.898
1.618.580.000
2.232.533.767
562.631.656
1.294.908.100
1.060.815.035
752.336.867
8.046.219.324
PUGLIA
218.481.107
1.253.267.339
1.255.489.415
268.166.873
627.710.800
300.351.417
431.790.343
4.355.257.293
1.382.454
149.881.208
245.172.732
70.995.975
224.683.251
120.615.006
85.142.158
897.872.783
299.560.652
459.177.861
727.143.928
204.909.373
374.101.953
367.236.691
237.492.627
2.669.623.086
1.116.631.000
3.999.628.957
5.041.178.446
1.331.852.765
2.947.316.935
2.058.378.110
1.694.170.521
18.189.156.733
387.763.143
1.128.185.977
2.918.175.854
403.270.189
523.355.610
1.378.808.096
950.045.507
7.689.604.376
2.629.927
492.189.057
1.240.173.448
225.393.035
628.978.515
56.548.270
206.149.938
2.852.062.191
390.393.070
1.620.375.034
4.158.349.302
628.663.224
1.152.334.125
1.435.356.367
1.156.195.445
10.541.666.566
2.984.968.786
19.118.153.358
23.222.858.318
10.391.174.201
14.631.241.216
7.627.031.253
7.350.089.806
85.325.516.938
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
LIGURIA
TOTALE NORD
OCCIDENT.
TRENTINO-A.A.
VENETO
FRIULI-V.G.
EMILIA-ROMAGNA
TOTALE NORD
ORIENT.
TOSCANA
175
LAZIO
TOTALE
CENTRO
BASILICATA
CALABRIA
TOTALE
SUD
SICILIA
SARDEGNA
TOTALE
INSUL.
TOTALE
NAZIONALE
6.124.486.564
Tab. 31a COMUNI ENTRATA 2009 CODICI ED INCIDENZA SUI TITOLI
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
LIGURIA
TOTALE
NORD OCC.
TRENTINO-A.A.
112.714
4.009.341
30.078.241
189.295
2.534.885
0
15.566
2,69
0,30
3,34
%
(4441,
4442,
4641,
4642)
su titolo
IV
0,26
25.499
8.182
615.227
0
0
0
0
0,55
0,03
1,59
0,00
2.901.406
3.891.843
193.043.996
130.738
1.612.645
429.829
15.193.839
1,12
0,24
8,82
0,57
154.058
285.128
17.408.761
22.038
341.507
0
86.581
1,33
0,07
4,54
0,13
3.193.677
8.194.495
241.146.224
342.072
4.489.037
429.829
15.295.986
1,56
0,23
6,87
0,45
cod. 2541
cod. 2542
cod. 3400
cod.4441
cod. 4442
cod. 4641
cod. 4642
% non
codificato
%
(2541,
2542)
su titolo
II
%
codice
3400 su
titolo
III
0
93.957
34.727.704
0
245.083
1.128.974
97.084
0,97
0,01
7,61
0,19
VENETO
522.158
4.090.916
40.450.172
240.412
598.639
152.024
4.415.329
0,40
0,36
5,02
0,61
FRIULI-V.G.
149.629
686.003
11.170.729
115.860
34.877
29.776
5.960
0,03
0,10
3,70
0,05
EMILIA-ROMAGNA
TOTALE
NORD ORIENT.
TOSCANA
197.880
1.949.251
84.550.584
386.861
415.570
1.500.000
2.667.719
0,11
0,17
7,98
0,47
869.667
6.820.128
170.899.190
743.133
1.294.169
2.810.774
7.186.093
0,33
0,19
6,51
0,39
176
64.908
3.743.960
28.176.982
189.500
377.380
33.333
3.801.697
0,81
0,34
2,94
0,46
UMBRIA
11.000
310.319
1.365.586
0
109.411
0
0
0,04
0,10
0,93
0,03
MARCHE
98.658
1.008.216
5.029.226
5.061
706.437
0
106.949
0,24
0,22
1,66
0,28
194.260
1.056.405
77.860.417
98.665
0
0
336.207.406
11,38
0,04
8,78
26,78
368.826
6.118.900
112.432.211
293.226
1.193.228
33.333
340.116.052
6,03
0,13
4,90
11,96
135.107
2.160.440
1.278.540
5.765
59.856
0
0
3,66
0,52
0,77
0,02
1.033
683.030
0
0
0
0
0
2,03
0,50
0,00
0,00
CAMPANIA
93.182
826.012
871.987
150.000
375.972
0
1.153.179
6,52
0,04
0,15
0,13
PUGLIA
92.141
579.404
502.357
0
227.362
0
0
5,02
0,05
0,19
0,04
BASILICATA
26.769
714.562
282.474
12.319
62.229
0
0
0,15
0,30
0,40
0,03
5.000
124.502
136.780
208.670
54.187
0
0
11,22
0,02
0,07
0,07
353.232
5.087.950
3.072.138
376.753
779.606
0
1.153.179
6,14
0,11
0,23
0,08
152.920
1.145.815
5.655.022
1.186.866
403.209
0
0
5,04
0,04
1,40
0,30
11.000
127.677
41.497
17.043
259.167
0
61.538
0,09
0,01
0,02
0,05
163.920
1.273.492
5.696.518
1.203.910
662.375
0
61.538
3,70
0,03
0,91
0,17
4.949.322
27.494.964
533.246.281
2.959.094
8.418.416
3.273.936
363.812.847
3,50
0,14
5,13
2,59
LAZIO
TOTALE
CENTRO
ABRUZZO
MOLISE
CALABRIA
TOTALE
SUD
SICILIA
SARDEGNA
TOTALE
INSUL.
TOTALE
NAZIONALE
Tab. 32 COMUNI SPESA 2007 TITOLO I E INCIDENZA
REGIONE
TITOLO I
cod. 1302
cod. 1303
cod. 1304
cod. 1305
cod. 1551
cod. 1552
cod. 1571
cod. 1572
cod. 1801
%
(1551,
%
%
%
%
% 1303
% totale
1302
1304 1305 1552, 1801
su Tit.
codici
su Tit.
su Tit. su Tit. 1571, su Tit.
su Tit. I
I
I
I
I
1572)
I
su Tit. I
177
LIGURIA
1.609.151.042
17.230.484
113.570.297
8.035.376
2.586.410
2.215.038
80.833.632
64.701.850
2.607.696
537.195
1,07
7,06
0,50
0,16
9,34
0,03
18,17
LOMBARDIA
7.247.545.005
103.211.099
635.626.301
35.480.562
11.627.106
13.955.768
21.030.905
8.061.042
19.715.657
2.383.011
1,42
8,77
0,49
0,16
0,87
0,03
11,74
PIEMONTE
3.295.102.117
37.698.554
305.091.749
12.016.562
4.916.304
6.641.736
24.676.015
12.495.406
4.238.526
351.647
1,14
9,26
0,36
0,15
1,46
0,01
12,39
VALLE D'AOSTA
181.861.762
497.637
6.596.900
443.554
478.539
150.118
257.264
460.789
372.603
1.936
0,27
3,63
0,24
0,26
0,68
0,00
5,09
Tot. NORD-OCC.
12.333.659.926
158.637.774
1.060.885.248
55.976.055
19.608.360
22.962.660
126.797.816
85.719.087
26.934.483
3.273.789
1,29
8,60
0,45
0,16
2,13
0,03
12,65
EMILIA-ROMAGNA
3.462.450.101
33.032.872
163.694.231
16.670.083
4.852.484
4.017.238
9.053.063
5.613.417
11.656.007
1.028.151
0,95
4,73
0,48
0,14
0,88
0,03
7,21
FRIULI-V.G.
1.218.199.823
5.778.237
91.489.862
4.565.981
2.666.965
126.677
2.858.164
2.221.162
4.054.314
397.304
0,47
7,51
0,37
0,22
0,76
0,03
9,37
TRENTINO-A.A
1.173.855.390
2.556.036
23.103.735
2.283.993
707.619
50.675.967
21.313.998
1.255.025
3.535.509
472.182
0,22
1,97
0,19
0,06
6,54
0,04
9,02
VENETO
3.258.411.018
55.956.522
137.797.572
9.422.914
8.072.626
2.456.462
43.826.847
6.096.783
11.561.456
1.367.774
1,72
4,23
0,29
0,25
1,96
0,04
8,49
Tot. NORD-ORIENT.
9.112.916.332
97.323.666
416.085.400
32.942.970
16.299.694
57.276.342
77.052.072
15.186.388
30.807.287
3.265.411
1,07
4,57
0,36
0,18
1,98
0,04
8,19
LAZIO
3.183.653.080
101.518.998
205.569.443
12.242.410
5.750.183
7.610.011
9.981.219
1.791.426
7.956.801
2.764.127
3,19
6,46
0,38
0,18
0,86
0,09
11,16
MARCHE
1.162.788.993
30.328.706
89.243.871
7.064.375
1.112.255
2.245.276
1.499.638
1.203.193
5.183.574
1.582.998
2,61
7,67
0,61
0,10
0,87
0,14
11,99
TOSCANA
3.035.180.173
58.206.916
183.238.122
18.809.123
6.873.597
9.167.354
35.316.623
3.933.038
9.826.375
1.072.260
1,92
6,04
0,62
0,23
1,92
0,04
10,76
690.334.139
32.844.357
47.647.045
5.595.825
1.342.287
58.563
4.428.408
130.228
1.708.770
18.139
4,76
6,90
0,81
0,19
0,92
0,00
13,58
8.071.956.385
222.898.976
525.698.480
43.711.732
15.078.322
19.081.204
51.225.888
7.057.885
24.675.520
5.437.524
2,76
6,51
0,54
0,19
1,26
0,07
11,33
ABRUZZO
862.879.698
7.663.635
94.673.800
5.910.787
2.673.040
2.472.619
847.267
819.097
1.502.336
65.261
0,89
10,97
0,69
0,31
0,65
0,01
13,52
BASILICATA
409.568.468
15.203.799
44.135.682
1.021.976
1.292.642
23.970
592.958
67.513
5.857.522
3.099
3,71
10,78
0,25
0,32
1,60
0,00
16,65
CALABRIA
1.336.579.742
11.801.769
124.676.804
2.783.699
2.626.864
728.356
3.202.103
253.486
3.124.028
980.749
0,88
9,33
0,21
0,20
0,55
0,07
11,24
CAMPANIA
3.861.426.014
106.856.665
601.881.917
12.554.976
2.873.940
18.979.139
9.582.775
14.611.062
10.034.177
1.912.980
2,77
15,59
0,33
0,07
1,38
0,05
20,18
MOLISE
240.526.588
2.935.441
18.133.501
1.074.590
250.046
123.623
4.108.005
84.136
1.903.730
23.263
1,22
7,54
0,45
0,10
2,59
0,01
11,91
PUGLIA
2.309.970.065
53.730.945
406.349.506
18.271.228
3.212.998
4.229.779
11.209.033
1.177.848
6.490.625
5.547.516
2,33
17,59
0,79
0,14
1,00
0,24
22,09
Tot. MERIDIONALE
9.020.950.576
198.192.254
1.289.851.210
41.617.255
12.929.530
26.557.485
29.542.140
17.013.142
28.912.418
8.532.869
2,20
14,30
0,46
0,14
1,13
0,09
18,33
SARDEGNA
1.467.970.476
15.206.189
185.538.989
10.029.595
4.726.863
1.815.933
1.306.596
287.355
4.711.525
1.801.823
1,04
12,64
0,68
0,32
0,55
0,12
15,36
SICILIA
4.114.485.213
76.023.502
349.160.648
11.166.782
3.217.789
32.431.311
63.837.809
2.692.131
4.747.280
8.790.230
1,85
8,49
0,27
0,08
2,52
0,21
13,42
Tot. INSULARE
5.582.455.689
91.229.692
534.699.637
21.196.377
7.944.652
34.247.244
65.144.405
2.979.486
9.458.805
10.592.052
1,63
9,58
0,38
0,14
2,00
0,19
13,93
44.121.938.907
768.282.362
3.827.219.975
195.444.388
71.860.558
160.124.935
349.762.321
127.955.988
120.788.513
31.101.646
1,74
8,67
0,44
0,16
1,72
0,07
12,81
UMBRIA
Tot. CENTRALE
Tot. complessivo
Tab. 33 COMUNI SPESA 2008 TITOLO I E INCIDENZA
REGIONE
TITOLO I
cod. 1302
cod. 1303
cod. 1304
cod. 1305
cod. 1551
cod. 1552
cod. 1572
cod. 1801
LIGURIA
1.674.726.169
16.087.208 120.048.882
5.542.131
2.009.557
41.647.495
2.582.264
3.645.051
7,17
0,33
0,12
8,58
9,04
0,22 17,84
LOMBARDIA
8.031.388.203 121.319.166 761.370.827
31.719.348
12.385.874
15.898.364
20.120.935
9.719.437
19.624.549
71.768.740
9,48
0,39
0,15 11,54
0,81
0,89 13,25
PIEMONTE
3.622.568.509
10.905.786
4.868.803
11.304.007
23.425.143
12.436.855
5.801.300
922.441
9,44
0,30
0,13 11,03
1,46
0,03 12,52
4.637
388.301
143.195
709.206
37.007
3,33
0,17
0,20
3,90
0,64
0,02
27.685.341 150.605.109
63.946.982
28.717.319
76.373.238
9,09
0,36
0,15 10,93
2,00
0,56 13,49
VALLE D'AOSTA
Tot. NORD-OCC.
195.408.864
41.950.391 341.840.328
6.509.538
324.206
388.356
13.524.091.746 179.754.110 1.229.769.575
48.491.471
19.652.590
E.-ROMAGNA
3.788.227.842
FRIULI-V.G.
1.273.237.579
397.345
37.252.691 162.204.030
478.333 106.670.730
cod. 1571
%
(1551,
%
%
%
%
%
%
1552,
totale
1801
1302 1303 1304 1305
1571,
codici
su Tit.
su su Tit. su Tit. su Tit.
1572)
su Tit.
Tit. I
I
I
I
I
su Tit.
I
I
4,56
16.280.574
4.281.538
4.550.389
11.193.670
6.016.750
17.984.060
376.805
4,28
0,43
0,11
5,81
1,05
0,01
6,87
5.597.888
93.016.791
3.225.534
3.891.420
112.055
2.536.237
2.190.907
3.631.381
147.314
7,31
0,25
0,31
8,30
0,67
0,01
8,98
2.993.766
178
TRENTINO-A.A.
1.201.462.982
18.908.194
2.098.801
498.669
50.617.270
25.424.861
1.395.946
4.272.020
710.580
1,57
0,17
0,04
2,04
6,80
0,06
8,90
VENETO
3.523.429.917
64.537.665 140.589.595
7.584.791
7.697.931
1.914.141
31.178.778
5.619.569
12.535.957
1.552.858
3,99
0,22
0,22
6,26
1,45
0,04
7,75
Tot. N.ORIENT
9.786.358.320 110.382.010 414.718.610
29.189.701
16.369.558
57.193.856
70.333.546
15.223.172
38.423.418
2.787.557
4,24
0,30
0,17
5,83
1,85
0,03
7,71
LAZIO
3.810.573.699 102.294.669 228.836.405
4.993.082
6.025.499
6.638.781
10.196.519
4.572.681
7.250.698
1.951.629
6,01
0,13
0,16
8,98
0,75
0,05
9,78
MARCHE
1.286.076.377
28.400.490 104.383.199
7.431.786
1.444.022
2.358.001
1.726.175
566.584
6.383.459
336.554
8,12
0,58
0,11 11,01
0,86
0,03 11,90
TOSCANA
3.282.740.097
73.728.359 204.928.146
25.544.153
6.957.149
7.588.889
18.607.071
29.723.105
9.373.428
895.870
6,24
0,78
0,21
9,48
1,99
0,03 11,49
49.196.144
2.360.511
1.039.845
68.399
6.358.620
77.778
1.674.658
271.276
6,64
0,32
0,14 12,99
1,10
0,04 14,14
9.120.494.611 248.131.801 587.343.894
40.329.533
15.466.515
16.654.070
36.888.385
34.940.148
24.682.243
3.455.329
6,44
0,44
0,17
9,77
1,24
0,04 11,05
3.122.731
2.913.050
2.485.411
1.665.941
830.917
2.340.014
147.802 11,47
0,33
0,31 13,09
0,78
0,02 13,89
42.719.396
681.800
1.078.601
26.928
693.703
62.619
5.689.837
34.919 10,09
0,16
0,25 13,84
1,53
0,01 15,37
9,27
0,22
0,20 10,39
0,43
0,09 10,91
6.803.867 15,59
UMBRIA
Tot. CENTRALE
741.104.438
ABRUZZO
933.568.194
BASILICATA
423.587.867
43.708.284
9.032.096 107.095.654
14.126.381
CALABRIA
1.409.924.976
9.900.046 130.630.346
3.083.688
2.812.112
743.111
3.043.873
308.108
1.988.277
CAMPANIA
4.077.085.639 144.164.112 635.781.604
10.489.421
3.363.359
16.738.684
8.275.517
6.769.093
11.348.548
19.258.767
1.385.829
274.773
27.170
2.964.478
86.858
1.159.230
76.305.670 445.100.887
17.438.279
3.412.642
5.035.812
8.285.503
2.535.663
9.598.502.122 256.480.331 1.380.586.654
36.201.748
13.854.538
25.057.115
24.929.015
MOLISE
257.702.763
PUGLIA
2.496.632.683
Tot. MERID.
2.952.025
1.277.703
0,26
0,08 19,47
1,06
0,17 20,69
7,47
0,54
0,11
9,26
1,64
0,00 10,91
13.919.167
4.604.701 17,83
0,70
0,14 21,72
1,19
0,18 23,10
10.593.260
36.445.073
12.874.245 14,38
0,38
0,14 17,58
1,01
0,13 18,72
3.835.818 11,94
5.252
SARDEGNA
1.584.986.735
14.215.289 189.195.323
8.783.913
5.028.179
1.163.305
1.498.089
333.209
4.671.805
0,55
0,32 13,71
0,48
0,24 14,43
SICILIA
4.259.222.833 117.604.706 315.200.331
7.704.926
2.978.357
33.268.010
49.001.883
3.749.427
6.155.319
21.408.909
7,40
0,18
0,07 10,41
2,16
0,50 13,08
Tot. INSULARE
5.844.209.568 131.819.995 504.395.654
16.488.838
8.006.537
34.431.315
50.499.972
4.082.636
10.827.123
25.244.727
8,63
0,28
0,14 11,31
1,71
0,43 13,45
73.349.737 161.021.696 333.256.027 128.786.198 139.095.176 120.735.096
8,60
0,36
0,15 11,04
1,59
0,25 12,89
Tot. complessivo
47.873.656.367 926.568.247 4.116.814.387 170.701.291
Tab. 34 COMUNI SPESA 2009 TITOLO I E INCIDENZA
REGIONE
TITOLO I
cod. 1302
%
(1551,
%
%
%
%
%
%
totale
1552,
1302 1303 1304 1305
1801
1571,
codici
cod. 1303
cod. 1304 cod. 1305 cod. 1551
cod. 1552
cod. 1571
cod. 1572 cod. 1801
su
su Tit. su
su su Tit.
su Tit.
1572)
Tit. I
I
Tit. I Tit. I
I
su Tit.
I
I
127.376.325
5.581.756 1.017.469
616.942 83.793.254 51.084.534
2.261.825 1.997.074 7,51 0,33 0,06 8,68
8,12 0,12 16,92
LIGURIA
1.696.001.075
13.290.927
LOMBARDIA
7.886.671.287
150.284.361
701.384.837
28.342.626
7.982.680
16.175.090
22.610.751
7.404.868
20.940.723
2.627.229
8,89 0,36 0,10 11,26
0,85
0,03 12,14
PIEMONTE
3.585.566.886
47.971.578
334.954.751
9.366.034
3.224.655
12.447.095
23.841.766
5.301.259
5.763.796
4.565.192
9,34 0,26 0,09 11,03
1,32
0,13 12,48
VALLE D'AOSTA
201.172.419
367.658
6.719.377
383.542
406.242
14.421
503.349
1.219.180
237.223
19.339
3,34 0,19 0,20
3,92
0,98
0,01
Tot. NORD-OCC.
13.369.411.667
43.673.959 12.631.047
29.253.548 130.749.120
65.009.842
29.203.567
9.208.835
8,75 0,33 0,09 10,76
1,90
0,07 12,73
211.914.524 1.170.435.290
4,91
179
EMILIA-ROMAGNA
3.822.760.840
37.857.782
179.124.716
19.324.311
4.561.111
11.058.817
10.719.502
9.356.189
19.062.301
199.510
4,69 0,51 0,12
6,30
1,31
0,01
7,62
FRIULI-V.G.
1.288.320.975
6.075.457
102.165.741
3.367.926
2.690.728
143.942
3.680.045
2.167.165
4.135.470
658.964
7,93 0,26 0,21
8,87
0,79
0,05
9,71
TRENTINO-A.A.
1.242.567.269
2.836.822
15.033.174
2.097.836
476.536
55.069.964
24.670.204
3.034.240
6.245.930
509.276
1,21 0,17 0,04
1,65
7,16
0,04
8,85
VENETO
3.432.039.944
140.912.843
137.356.819
6.283.696
4.307.731
2.143.797
28.043.110
7.696.993
13.807.252
188.435
4,00 0,18 0,13
8,42
1,51
0,01
9,93
Tot. N. ORIENT.
9.785.689.028
187.682.904
433.680.451
31.073.770 12.036.106
8,86
LAZIO
5.850.575.596
383.424.816
248.373.455
10.282.456
MARCHE
1.260.167.239
31.697.592
109.026.850
TOSCANA
3.265.222.975
72.094.953
201.032.765
2.401.632
760.299
42.023
4.924.848
106.748
2.195.257
39.145.244 11.371.355
15.480.051
31.776.478
37.570.844
24.066.093
UMBRIA
68.416.521
67.112.860
22.254.586
43.250.954
1.556.185
4,43 0,32 0,12
6,79
2,05
0,02
5.625.629
8.207.152
9.853.533
7.589.838
8.779.511
2.518.020
4,25 0,18 0,10 11,07
0,59
0,04 11,70
4.900.423
840.212
3.684.059
1.767.572
587.738
4.231.109
653.047
8,65 0,39 0,07 11,62
0,82
0,05 12,49
21.560.733
4.145.215
3.546.818
15.230.525
29.286.519
8.860.216
1.435.689
6,16 0,66 0,13
9,15
1,74
0,04 10,94
366.187
6,84 0,33 0,10 13,79
0,99
0,05 14,83
4.972.943
5,48 0,35 0,10 10,75
0,98
0,04 11,77
733.160.867
47.791.412
50.121.174
11.109.126.678
535.008.774
608.554.244
ABRUZZO
997.819.211
10.098.389
117.616.453
3.369.779
2.716.461
2.718.213
1.236.540
275.331
1.489.849
1.613.597 11,79 0,34 0,27 13,41
0,57
0,16 14,14
BASILICATA
428.254.256
15.700.918
45.535.224
595.970
1.150.985
35.517
815.914
128.978
6.859.399
23.620 10,63 0,14 0,27 14,71
1,83
0,01 16,54
9,69 0,32 0,15 10,81
0,47
0,29 11,57
5.377.363 17,43 0,24 0,08 20,30
0,94
0,13 21,36
8,69 0,22 0,11 10,75
1,54
0,00 12,29
4.938.833 18,15 0,68 0,08 21,91
1,36
0,20 23,47
32.926.284 16.061.669 15,42 0,37 0,12 18,17
Tot. CENTRALE
CALABRIA
1.409.229.379
9.199.702
136.573.354
4.513.063
2.117.202
656.402
2.617.765
387.127
2.939.998
CAMPANIA
4.280.831.710
109.491.225
746.120.728
10.165.041
3.295.232
13.738.202
7.384.251
8.133.454
10.784.425
MOLISE
264.629.778
4.595.334
22.984.639
573.661
297.901
29.836
3.635.502
80.698
329.498
PUGLIA
2.519.108.245
75.441.718
457.341.538
17.134.787
2.128.878
8.523.423
8.346.191
6.957.690
10.523.114
Tot. MERIDIONALE
9.899.872.579
36.352.300 11.706.658
25.701.592
24.036.163
15.963.277
1,00
0,16 19,33
SARDEGNA
1.677.017.831
14.586.480
219.792.950
6.325.661
4.953.774
438.932
1.138.036
919.770
5.101.376
2.231.094 13,11 0,38 0,30 14,65
0,45
0,13 15,23
SICILIA
4.319.273.009
114.902.962
334.874.418
38.096.223
6.876.144
29.669.319
62.115.363
8.191.200
6.948.451
6.553.352
7,75 0,88 0,16 11,45
2,48
0,15 14,08
Tot. INSULARE
5.996.290.840
129.489.442
554.667.367
44.421.884 11.829.918
30.108.251
63.253.398
9.110.970
12.049.828
8.784.446
9,25 0,74 0,20 12,35
1,91
0,15 14,40
50.160.390.791 1.288.622.930 4.293.509.287 194.667.157 59.575.084 168.959.963 316.928.021 149.909.520 141.496.726 40.584.079
8,56 0,39 0,12 11,64
1,55
0,08 13,27
Tot. complessivo
224.527.286 1.526.171.935
4.103.214
5.043
Tab. 35 COMUNI SPESA 2007 TITOLO II E INCIDENZA
REGIONE
LIGURIA
TITOLO II
550.161.324
cod. 2041 cod. 2042
60.000
LOMBARDIA
8.942.615.092
PIEMONTE
1.913.197.719 1.200.000
VALLE D'AOSTA
136.484.511
cod. 2071 cod. 2081 cod. 2751
289.342
102.385 108.571.277
0
1.671.458.405
1,40
1,92
2,32
5,63
1,67
0,69
1,25
3,62
3.923.804 6.475.662 2.360.880 22.783.426 58.295.969
3,90
4,70
0,23
8,82
293.232
0,04
1,05
0,00
1,09
981.837 14.909.006 62.225.097 141.804.541 7.856.099 20.158.576 34.783.494 17.620.702 42.669.521 68.781.993
0
0
0
0 19.665.580 11.918.535 13.363.070 2.798.119
180
0
0
TRENTINO-A.A
943.585.944
0
497.647
803.462
419.975
VENETO
1.497.205.638
942.600
1.307.840
381.663
550.712 1.404.261 16.400.441 3.501.693
Tot. N. ORIENT
4.716.365.708
LAZIO
1.254.726.996
MARCHE
TOSCANA
UMBRIA
Tot. CENTRALE
481.341
1,42
1,12
4,55
2.190.535
1,14
0,99
2,69
4,82
318.618
0,72
0,51
0,43
1,67
3.871.380 2.526.578 11.054.942
581.532 7.719.427
639.930
1.227.235
1,90
1,08
0,18
3,16
7.675.327 2.452.561 2.507.291
5.616.337 19.726.094
1,94
2,02
0,21
4,17
942.600 21.471.066 13.103.660 16.930.257 4.675.083 23.147.416 9.041.035 33.426.172 7.738.141 19.704.697
9.245.545 23.462.482
1,49
1,28
1,11
3,88
3.174.384
1,49
3,16 10,11 14,76
11.581
482.425
0
7.613.105
0
0
11.581 134.938.736
45.466
0 7.702.307
964.464 12.494.511
735.617
795.596
1.462.547
0,45
0,92
1,56
5.218.724
6,25
3,11
0,72 10,08
4.956
156.677
0,50
0,38
0,00
0,88
984.045 8.671.035 5.852.741 22.662.548 2.925.831 75.036.266 12.452.379 19.014.677 46.295.576 10.012.333
2,88
2,37
3,91
9,16
0,61
2,58
0,14
3,33
0
0
52.505
370.077
1.360.007 1.624.746
48.670 35.639.656
9.855.368
0
107.999
5.195.544
965.949
923.261 4.820.035
804.014
67.510
9.311.518 2.380.244 65.920.355 8.162.317 17.787.506
984.045
68.243
244.343
2,01
2.828.299
160.980
472.157
135.283
74.797
898.585 1.725.144
525.854.266
600.393.775
582.842
3.989.199
1.319.815.460
3.700.790.497
424
2.740.312 2.768.421 10.706.705 3.805.463 7.752.834
604.115.721
0
546
25.783
FRIULI-V.G.
0 126.843.206
0 2.596.499
31.668
755.985 3.361.120
cod. 2901
626.128
59.644 57.092.569 11.286.535 2.218.259
3.205.574
cod. 2801 cod. 2802
9.566.663
0
3.327.143 1.031.306
cod. 2782
%
(2041, %
2042, totale
2071, codici
2081) su
su Tit. II
Tit. II
5.801.031
310.809
128.494
cod. 2781
%
(2801,
2802,
2901,
2902)
su
Tit. II
663.957 2.446.969 5.004.034 127.159.196 4.580.752 13.028.774 26.969.004 11.417.361 14.010.267
2.746.767
Tot. NORD-OCC. 11.542.458.646 1.362.385 111.607.385
E.ROMAGNA
7.070 12.402.393
cod. 2752
%
(2751,
2752,
cod. 2902 2781,
2782)
su
Tit. II
2.560.360 1.929.700
212.552
ABRUZZO
444.555.825
0
380.000
7.179
216.156
19.880
53.304
508.462
2.114.169
157.214
262.391
BASILICATA
267.354.340
0
0
0
422.648
160.134
124.815
0
766.618
90.069
44.459
53.464
253.339
0,39
0,17
0,16
0,72
438.838
6.713.914
511.645
326.483
1.143.090
3.388.702
1,65
1,22
0,17
3,04
2.636.373 39.290.208
1,26
2,67
0,11
4,03
CALABRIA
440.538.923
0
0
12.241
747.469
52.808
78.380
CAMPANIA
1.767.911.685
590
1.484.564
0
421.655
131.986
4.423.851
MOLISE
146.707.426
0
0
0
316.930
0
37.433
PUGLIA
Tot.
MERIDIONALE
806.556.427
0
8.100
9.505 5.965.134
1.041
325.334
3.873.624.625
590
1.872.664
28.925 8.089.992
365.849
830.102.850
0
400.167
0
857.442.080
0
694.159
1.687.544.930
0
1.094.327
837.861 16.851.393
61.232
1.387.255
621.475 4.631.934
0
36.618
49.008 25.183.620 2.332.149 1.165.999
0 18.525.586
304.323
1,01 12,65
0,22 13,88
2.958.665
3,17
0,84
0,74
4,75
4.458.280 75.160.980
1,56
2,32
0,26
4,13
195.871
1.633.335
1.603.998
1,66
0,46
0,05
2,17
5.638.672 1.064.020 2.078.774
4.482.224
1.133.815
1,33
1,02
0,10
2,46
330.819 19.178.202 1.411.702 2.274.645
6.115.559
2.737.813
1,50
0,74
0,08
2,31
Tot. complessivo 25.520.784.406 2.317.155 270.984.179 15.140.643 48.745.935 78.131.958 193.375.390 22.049.185 200.816.185 60.098.269 65.082.604 108.784.481 180.155.601
1,94
1,62
1,32
4,88
SARDEGNA
SICILIA
Tot. INSULARE
1.823
5.043.117 1.895.401 53.016.969 3.712.552 6.467.883
321.031 10.744.479
2,93
0
27.159
42.176
143.823 5.013.188
690.610
42.176
145.646 5.013.188
717.769
240.481 13.539.530
90.339
347.682
Tab. 36 COMUNI SPESA 2008 TITOLO II E INCIDENZA
REGIONE
LIGURIA
%
(2751,
2752,
TITOLO II cod. 2041 cod. 2042 cod. 2071 cod. 2081 cod. 2751 cod. 2752 cod. 2781 cod. 2782 cod. 2801 cod. 2802 cod. 2901 cod. 2902 2781,
2782)
su
Tit. II
593.734.889 305.228
0
3.174 22.056.155
246.337
514.497
128.590 3.727.089 11.620.687 4.324.784
692.157
28.735
3,34
LOMBARDIA
4.919.354.486
PIEMONTE
1.515.266.780 1.215.624
VALLE D'AOSTA
Tot. NORD-OCC.
134.984.891
50.000 71.542.358
0
TRENTINO-A.A.
581.458.471
0
968.731.972 1.334.418
181
VENETO
1.385.553.455
Tot. N.-ORIENT.
4.465.467.793 3.451.418
LAZIO
1.491.053.695
MARCHE
TOSCANA
UMBRIA
Tot. CENTRALE
0
7.163.341.045 1.570.853 75.178.310
EMILIA-ROMAGNA 1.529.723.894 1.500.000
FRIULI-V.G.
3.635.952
440.746.608
617.000
4.198.766
0,74
1,79
1,55
4,08
3,72
3,26
0,34
7,32
1.611.684
0,14
1,92
0,00
2,06
980.809 25.848.008 61.904.926 11.831.163 39.944.299 28.684.797 24.241.316 19.683.414 30.363.922 37.709.795
1,57
1,98
1,45
5,00
0
110.502 5.114.841
0
563.888
0
4.378.694 8.418.005
0
20.584
168.104
198.394
4.153.352
4.992.900
1,80
1,17
2,19
5,16
379.782
2.596.917
22.722
115.142
0,52
0,14
1,32
1,98
5.141.777 1.298.652
9.361.689
5.005.097
3.713.749
1,69
1,71
0,20
3,60
675.198 1.349.474 15.332.307 2.561.964
7.601.462
3.134.573 11.823.838
1,94
1,18
0,60
3,72
6.752.231 8.459.883 32.869.341 8.226.079 10.336.621 2.987.588 31.219.798 10.664.400 28.918.566 12.315.745 20.645.630
1,65
1,15
1,15
3,96
0
462.665
226.077 7.468.314
92.160
555.386
14.329
577.047
0
152.629
855.204 6.945.160
5.549.778 1.650.000
529.907
726.938
0 280.375.023
0
1.210.806.911
0
2.917.439
490.819.310
258.000
820.344
258.000 284.112.805
0
0
40.757
832.396
289.257
360.000 2.439.828
592.857
78.968
30.638
359.308 33.341.658
267.642
3.789.900 91.979.934
1.575.059
2,53
6,35
778.364
364.474
3.965.240
205.043
1.728.155
1,26
0,59
0,64
2,48
3.454.360 20.650.865
433.374
225.198 1.700.000 14.420.108 13.074.593 1.060.959 28.548.896 6.014.234
18,81 27,69
4.026.793
3,23
4,31
0,40
7,94
290.830
35.534
1,07
0,25
0,22
1,54
586.026 4.180.585 16.610.496 13.558.967 2.198.631 64.358.510 6.696.035 14.385.635 113.126.672
7.365.541
2,41
4,15
7,96 14,52
51.592
999.346
0,50
0,41
0,01
0,93
828
4.654
0
353.004.688
0
BASILICATA
277.951.633
0
0
0
CALABRIA
495.240.586
0
1.500.000
9.080
CAMPANIA
1.722.567.530
0
538.344
76.803
238.204
162.817.413
0
0
0
277.908
PUGLIA
735.722 38.964.826
9.358.498
ABRUZZO
MOLISE
222.999
850.883 20.579.014 4.182.039 10.655.649 17.734.136
%
(2041, %
2042, totale
2071, codici
2081) su Tit.
su
II
Tit. II
3,77 7,35
4.534.877 11.739.235 31.870.609
162.150
739.789 6.583.807 24.718.491 6.551.777 2.160.877 1.046.738 10.715.076 6.424.002
0
3.633.426.524
815.485 3.681.351 56.320.749 10.017.055
%
(2801,
2802,
2901,
2902)
su
Tit. II
0,25
590
27.422
765.135
116.148
0
306.922
99.346
0
40.281
2.610
42.312
342.135
466.480
40.383
82.853
304.710
999.998 59.276.127
228.680
515
730.904 4.219.876
18.815
93.314
437.258 1.750.000
2.034.583
18.000
49.686
3.176.135
240.610
1.520.297
86.598
12.693
1.374.110
0
1.732.050
0,65
0,64
0,01
1,31
144.199
454.258
6.925.966
936.430
1.847.375
1,58
0,59
0,40
2,57
4.949.295 19.827.721
1,54
4,94
0,05
6,52
1.200 21.114.541
1,14
12,98
9.896.519
2,04
1,66
0,08
3,79
6.006.892 55.417.552
1,48
3,26
0,10
4,85
2.199.267 1.802.636 22.250.507
24.989
287.670
1.443.164
28.305
271.241 15.909.235
879.280.192
0
0
Tot. MERID.
3.890.862.043
0
2.038.344
SARDEGNA
886.738.125
0
0
0
0
260.507
318.412
0
194.391
298.724
9.653.459
814.747
1.929.384
1,14
0,37
0,00
1,52
SICILIA
817.968.828
0
443.141
157
235.353
553.388
693.888 4.787.291
1.801.829
127.917
4.832.964 32.809.825
2.402.312
1,41
4,46
0,08
5,95
Tot. INSULARE
1.704.706.952
0
443.141
157
235.353
813.895 1.012.301 4.787.291
1.996.220
426.641 14.486.423 33.624.572
4.331.696
1,27
2,33
0,04
3,65
Tot. complessivo
20.857.804.358 5.280.271 368.524.831 10.118.003 64.914.487 93.125.700 96.695.762 52.636.648 128.760.683 45.097.499 126.897.316 195.437.803 125.470.213
1,69
2,45
2,15
6,29
91.128 1.781.200 5.570.304 59.956.711 2.718.839
2.501.357 3.069.108 49.423.278
68.375
0,17 14,29
Tab. 37 COMUNI SPESA 2009 TITOLO II E INCIDENZA
REGIONE
LIGURIA
LOMBARDIA
PIEMONTE
V.D'AOSTA
Tot. N. OCC.
%
(2751,
2752,
TITOLO II
cod. 2041 cod. 2042 cod. 2071 cod. 2081 cod. 2751 cod. 2752 cod. 2781 cod. 2782 cod. 2801 cod. 2802 cod. 2901 cod. 2902 2781,
2782)
su
Tit. II
1.390.545.930 600.000 2.634.137
70.206
167.000 40.673.635 6.473.395 9.314.095 2.961.221 15.184.835 1.010.204 6.058.083 27.131.796 4,27
145.018.695
0
0
0
0
56.525
25.020
3.551.223.239 4.964.015 40.870.926
2.247.332
1.408.361
4.624.036
21.495.633
6.692.877
55.557
9.491.417
95.923
4.433.129
6.400.547
521.537.869
0
0
9.514.220
5.608.325.734 5.564.015 53.019.283
2.373.095 11.066.778 45.393.594
182
E.ROMAGNA
998.152.532
0
285.567
11.927 10.375.433
FRIULI-V. G.
1.286.410.277
0
874.929
2.022.088
TRENT.A. A.
613.677.678
0
0
1.006.160
VENETO
1.344.371.709 3.000.000
4.872.497
Tot. N.ORIENT
4.242.612.197 3.000.000
6.032.993
LAZIO
32.458.682 22.432.539
404.990
%
(2801,
2802,
2901,
2902)
su
Tit. II
3,55
%
(2041,
2042,
2071,
2081)
su
Tit. II
0,25
%
totale
codic
i su
Tit. II
8,07
464.749
1.759.091
200.000
80.270
0,34
1,73
0,00
2,06
18.986.179 86.640.093
7.900.375
16.194.376
6.518.061
1,46
3,30
1,39
6,15
120.364
824.940
285.382
2,83
0,55
3,65
7,03
23.277.399 34.015.509
2,26
3,07
1,28
6,61
3.832.023
1.622.199
26.184.412 103.911.876 10.790.034
665.543
4.284.901
1.860.200
7.421.009
268.273
8.911.402
1.650.734
8.563.756
1,43
1,94
1,07
4,44
285.586
3.985.090
9.206.286
2.112.377
7.853.240
2.237.179
612.602
999.347
3.608.017
1,80
0,58
0,25
2,63
1.343.417
504.149
1.315.885
155.684
2.364.323
143.436
864.906
19.315
313.996
0,71
0,22
0,38
1,31
3.500.000 22.016.220
1.718.095
14.617.100
5.962.659
12.070.948
5.670.431
985.862
3.382.415
3.598.859
2,56
1,01
2,48
6,05
6.540.174 34.020.656
6.872.878
29.424.172 10.090.920
29.709.520
8.319.319 11.374.773
6.051.811 16.084.629
1,79
0,99
1,17
3,95
1.138.081.349
0
154.220
200.000
0
699.459
42.105.019
7.841.971
13.291.028
3.624.192
5,02
4,51
0,03
9,55
MARCHE
418.880.222
0
0
0
25.000
0
316.590
64.286
1.643.448
2.605.597
10.311
251.328
115.883
0,48
0,71
0,01
1,20
TOSCANA
410.648.658
0
0
0
4.827.886
9.346
77.473
48.108
1.731.775
845.342
56.790
1.096.208
637.912
0,45
0,64
1,18
2,27
3.322.609 16.350.649
29.376
67.073.423
1.152.341
2,96
4,29 12,23 19,48
13.127.877 37.617.058 16.664.945
81.711.987
5.530.328
3,03
3,59
6,25 12,88
18.142
130.630
0,77
0,09
0,20
1,06
300 13.020.307
1,50
7,91
0,08
9,49
UMBRIA
1.972.487.984
0 241.174.920
74
54.117
490.535
54.362.117
249.876
Tot. CENTR.
3.940.098.212
0 241.329.140
6.430.045 17.815.470 16.568.467
200.074
4.907.004
1.199.340
96.861.199
8.204.241
ABRUZZO
360.935.509
0
600.000
59.561
58.214
0
0
138.932
2.650.876
113.103
61.382
BASILICATA
164.850.014
0
0
3.000
125.104
9.946
0
78.149
2.379.203
0
23.717
1.707.878.333
0
400.000
7.344
115.207
634.990
9.155.174
843.452
34.580.929
457.546
190.534
14.623.341
8.419.813
2,65
1,39
0,03
4,07
CAMPANIA
859.843.351
0
175.600
1.134
812.598
0
22.581
388.870
25.539.989
6.901
809.818
305.331
3.699.214
3,02
0,56
0,12
3,69
MOLISE
256.703.762
0
0
0
1.170
56.863
103.030
12.000
593.129
2.774
101.966
500
457.598
0,30
0,22
0,00
0,52
PUGLIA
510.349.790
0
0
18.045
562.662
28.202
103.852
1.555.240
8.617.669
900.511
107.349
1.278.844
4.084.077
2,02
1,25
0,11
3,38
Tot. MERID.
3.860.560.758
0
1.175.600
89.084
1.674.955
730.000
9.384.637
3.016.643
74.361.795
1.480.836
1.294.767
16.226.458 29.811.640
2,27
1,26
0,08
3,61
SARDEGNA
819.172.478
0
931.725 14.312.601
132.885
649.491
168.031
26.979
3.145.633
6.731.848
2.462.947
50.286.634
711.048
0,49
7,35
1,88
9,71
SICILIA
798.875.910
0
0
196.000
309.989
663.415
9.217.046
229.484
28.038
539.115
2.086.690
1,30
0,36
0,00
1,66
Tot. INSULARE 1.618.048.388
0
931.725 14.312.601
132.885
845.491
478.020
690.394 12.362.679 6.961.333 2.490.985 50.825.750 2.797.738
Tot.
19.269.645.290 8.564.015 302.488.742 23.515.029 51.802.278 55.041.303 168.606.710 44.434.737 155.746.284 158.290.422 42.615.504 178.093.404 88.239.844
complessivo
0,89
3,90
0,95
5,74
2,20
2,42
2,01
6,63
CALABRIA
0
0
Tab. 38 PROVINCE 2007 ENTRATE TITOLI E INCIDENZE
REGIONE
PIEMONTE
TITOLO II
TITOLO III
cod.
2541
TITOLO IV
cod. 2542
cod. 3400
cod.
4441
cod. 4442
cod.
4641
cod. 4642
%
%
(4441,
(2541, % 3400 4442,
su Tit.
2542)
4641,
III
su Tit.
4642)
II
su Tit.
IV
460.249.820
53.169.160
152.767.819
187.361
0
4.094.655
0
309.874
0
0
0,04
7,70
0,20
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
LOMBARDIA
460.114.697
161.061.924
446.869.070
44.167
19.401
6.221.215
545.050
42.700.447
0
0
0,01
3,86
9,68
LIGURIA
131.431.088
24.804.392
88.779.894
0
0
2.583.037
0
5.744
0
0
0,00
10,41
0,01
19.401 12.898.907 545.050 43.016.066
0
0
0,02
5,40
6,33
VALLE D'AOSTA
Totale NORD-OCC.
TRENTINO-A. A.
1.051.795.605 239.035.475
688.416.784 231.528
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
VENETO
231.456.971
46.616.772
180.357.469
0
56.375
2.692.329
0
0
0
18.000.000
0,02
5,78
9,98
FRIULI-V.GIULIA
209.672.049
24.605.476
114.887.513
0
70.000
735.845
0
4.500.000
0
0
0,03
2,99
3,92
EMILIA-ROMAGNA
213.733.177
45.901.859
384.970.148
0
2.150
3.000.621
25.000
0
120.000
0
0,00
6,54
0,04
654.862.197 117.124.107
680.215.131
0
128.525
6.428.794
25.000
4.500.000 120.000 18.000.000
0,02
5,49
3,33
Totale N.ORIENT.
TOSCANA
183
469.059.871
73.632.427
287.977.978
0
578.586
1.483.364
0
500.000
0
0
0,12
2,01
0,17
UMBRIA
90.183.041
12.168.286
32.277.466
0
32.986
4.450
0
0
0
0
0,04
0,04
0,00
MARCHE
195.056.089
23.756.489
110.405.312
0
0
141.366
0
0
0
0
0,00
0,60
0,00
240.506.214
41.695.629
178.663.150
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
994.805.215 151.252.831
609.323.906
0
611.572
1.629.179
0
500.000
0
0
0,06
1,08
0,08
LAZIO
Totale CENTRALE
ABRUZZO
93.135.197
16.098.774
68.740.461
0
0
0
139.134
0
0
0
0,00
0,00
0,20
MOLISE
41.350.193
3.076.171
19.370.954
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
CAMPANIA
526.284.222
40.705.319
248.103.873
0
393.538
175.140
0
0
0
0
0,07
0,43
0,00
PUGLIA
184.406.086
15.486.285
93.422.475
0
0
5.293
0
0
0
0
0,00
0,03
0,00
85.301.886
5.614.142
50.158.701
0
76.818
0
0
0
0
0
0,09
0,00
0,00
286.823.224
22.514.727
71.793.365
0
32.925
0
0
0
0
0
0,01
0,00
0,00
1.217.300.810 103.495.418
180.433 139.134
BASILICATA
CALABRIA
Totale MERID.
551.589.830
0
503.281
0
0
0
0,04
0,17
0,03
SICILIA
420.158.150
20.007.026
40.389.572
0
1.401
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
SARDEGNA
228.431.021
9.233.544
62.348.629
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
648.589.171
29.240.570
102.738.201
0
1.401
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
4.567.352.998 640.148.401 2.632.283.851 231.528 1.264.180 21.137.314 709.183 48.016.066 120.000 18.000.000
0,03
3,30
2,54
Totale INSULARE
Totale complessivo
Tab. 39 PROVINCE 2008 ENTRATE TITOLI E INCIDENZE
REGIONE
PIEMONTE
TITOLO II
TITOLO III
TITOLO IV
cod. 2541 cod. 2542
cod. 3400
%
%
(4441,
(2541, % 3400 4442,
cod. 4442 cod. 4641 cod. 4642 2542 ) su Tit.
4641,
III
su Tit.
4642)
II
su Tit.
IV
cod.
4441
423.637.434
59.302.534
99.136.756
0
103.054
4.484.953
0
526.028
0
0
0,02
7,56
0,53
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
LOMBARDIA
424.492.218
148.823.863
594.502.276
4.295
5.174
5.797.912
837
258.113
8.109.333
0
0,00
3,90
1,41
LIGURIA
153.414.564
25.168.144
73.336.622
0
17.272
1.889.473
0
55.795
0
0
0,01
7,51
0,08
1.001.544.216
233.294.542
766.975.655
4.295
125.500 12.172.337
837
839.935 8.109.333
0
0,01
5,22
1,17
VALLE D'AOSTA
Totale NORD-OCC.
TRENTINO-A. A.
0
0
0
0
0
0
0
0
VENETO
219.760.730
54.818.930
202.544.629
0
18.914
6.787.978
0
528.915
FRIULI-VENEZIA
GIULIA
220.241.499
39.956.010
130.119.536
0
4.635
815.183
0
2.414.477
8.122
313.179
EMILIA-ROMAGNA
0
0
0,00
0,00
0,00
0 20.000.000
0,01
12,38
10,14
0
0
0,00
2,04
1,86
120.000
0
0,00
3,57
0,09
120.000 20.000.000
0,00
6,26
2,85
231.326.609
62.271.661
487.482.729
0
1.550
2.220.926
671.328.839
157.046.600
820.146.894
0
25.099
9.824.087
355.360.010
83.899.612
231.622.115
68.013
1.092.326
1.818.625
0
0
0
0
0,33
2,17
0,00
UMBRIA
75.131.473
12.857.157
21.141.501
0
53.307
4.450
0
0
0
0
0,07
0,03
0,00
MARCHE
116.927.274
22.610.912
102.886.290
0
21.000
118.372
0
0
0
0
0,02
0,52
0,00
83.496.867
46.586.689
38.102.216
0
0
111.290
0
0
0
0
0,00
0,24
0,00
630.915.623
165.954.371
393.752.122
68.013 1.166.633
2.052.737
0
0
0
0
0,20
1,24
0,00
ABRUZZO
77.805.005
15.524.683
81.400.191
0
0
342.186
13.330
132.509
0
0
0,00
2,20
0,18
MOLISE
28.001.916
3.619.336
18.835.868
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
CAMPANIA
464.640.415
35.521.097
116.715.731
0
613.020
719.884
0
0
0
0
0,13
2,03
0,00
PUGLIA
193.045.604
24.996.691
83.802.488
0
28.750
0
0
0
0
0
0,01
0,00
0,00
0,00
Totale N. ORIENT.
TOSCANA
184
LAZIO
Totale CENTRALE
8.122 3.256.571
BASILICATA
125.085.630
4.444.588
51.188.923
0
36.302
0
0
0
0
0
0,03
0,00
CALABRIA
310.199.906
23.122.024
116.436.254
10.000
40.410
0
0
0
0
0
0,02
0,00
0,00
1.198.778.477
107.228.418
468.379.455
10.000
718.482
1.062.070
13.330
132.509
0
0
0,06
0,99
0,03
SICILIA
420.951.189
23.390.796
28.699.943
0
1.468
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
SARDEGNA
168.087.631
11.802.945
61.977.323
0
0
148.133
0
0
0
0
0,00
1,26
0,00
589.038.819
35.193.741
90.677.266
0
1.468
148.133
0
0
0
0
0,00
0,42
0,00
22.289 4.229.016 8.229.333 20.000.000
0,05
3,62
1,28
Totale MERID.
Totale INSULARE
Totale complessivo 4.091.605.973
698.717.672 2.539.931.392
82.308 2.037.182 25.259.365
Tab. 40 PROVINCE 2009 ENTRATE TITOLI E INCIDENZE
REGIONE
PIEMONTE
TITOLO II
TITOLO III
TITOLO IV
cod. 2541 cod. 2542
%
%
(4441,
(2541, % 3400 4442,
cod.
cod. 4442 cod. 4641 cod. 4642 2542)
su Tit.
4641,
4441
III
su Tit.
4642)
II
su Tit.
IV
cod. 3400
396.412.814
48.929.305
114.045.752
0
170.508
2.580.184
0
0
0
0
0,04
5,27
0,00
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
LOMBARDIA
390.615.569
133.347.611
266.862.547
181.169
11.403
3.740.649
0
516.457
6.390.667
500.000
0,05
2,81
2,78
LIGURIA
161.292.261
27.715.312
60.888.418
0
0
1.500.338
0
38.527
0
0
0,00
5,41
0,06
948.320.644
209.992.228
441.796.717
181.169
181.912
7.821.171
0
554.984 6.390.667
500.000
0,04
3,72
1,69
VALLE D'AOSTA
Totale
NORD-OCC.
TRENTINO-A. A.
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
VENETO
272.840.010
65.217.339
179.040.022
0
0
3.739.790
0
226.678
0
0
0,00
5,73
0,13
FRIULI-V. GIULIA
230.829.438
49.210.277
165.781.208
0
546.846
950.721
0
1.305.346
0
0
0,24
1,93
0,79
EMILIA-ROMAGNA
308.447.167
60.005.274
342.843.115
0
5.300
3.296.031
0
0
120.000
0
0,00
5,49
0,04
812.116.615
174.432.890
687.664.344
0
552.146
7.986.543
0 1.532.024
120.000
0
0,07
4,58
0,24
366.635.115
95.961.242
226.338.073
68.011
865.502
1.544.939
0
0
0
0
0,25
1,61
0,00
UMBRIA
83.590.249
13.155.286
18.934.104
0
95.069
4.450
0
0
0
0
0,11
0,03
0,00
MARCHE
166.362.738
24.184.070
78.512.433
0
45.830
126.938
0
0
0
0
0,03
0,52
0,00
LAZIO
274.771.902
39.213.947
74.605.533
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
891.360.004
172.514.544
398.390.143
68.011
1.006.400
1.676.327
0
0
0
0
0,12
0,97
0,00
70.461.480
14.647.132
40.996.803
0
0
0
0
28.164
0
0
0,00
0,00
0,07
29.934.478
3.803.666
23.729.152
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
CAMPANIA
476.270.647
37.645.067
99.682.009
0
715.601
175.140
0
0
0
0
0,15
0,47
0,00
PUGLIA
211.019.804
17.983.812
79.206.446
0
80.500
674.434
0
0
0
0
0,04
3,75
0,00
BASILICATA
120.595.928
5.288.906
38.812.249
0
30.000
0
0
0
0
0
0,02
0,00
0,00
CALABRIA
Totale
MERIDIONALE
SICILIA
270.123.128
29.143.171
106.366.220
10.000
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
1.178.405.466
108.511.754
388.792.880
10.000
826.101
849.574
0
28.164
0
0
0,07
0,78
0,01
0,98
Totale NORDORIENT.
TOSCANA
185
Totale
CENTRALE
ABRUZZO
MOLISE
SARDEGNA
Totale
INSULARE
Totale
complessivo
361.018.303
19.815.937
30.679.634
0
1.452
0
0
300.598
0
0
0,00
0,00
194.093.890
16.205.343
40.764.627
0
0
74.067
0
0
0
0
0,00
0,46
0,00
555.112.192
36.021.280
71.444.261
0
1.452
74.067
0
300.598
0
0
0,00
0,21
0,42
4.385.314.921
701.472.696
1.988.088.345
259.181
2.568.011
18.407.681
0 2.415.770 6.510.667
500.000
0,06
2,62
0,47
Tab. 41 PROVINCE SPESE 2007 TITOLO I ED INCIDENZE
REGIONE
PIEMONTE
LOMBARDIA
LIGURIA
Totale NORD-OCC.
TITOLO I
cod. 1302
cod. 1303 cod. 1304
cod. 1305
cod. 1551
776.442.185
51.735.828
47.240 2.134.295
804.721
0
1.204.653.828
114.956.295
528.219 1.302.891
271.546.179
53.713.531
cod. 1571
cod. 1572
1.764.816
1.146.402
64.727.995
4.240.083
3.260.961
492.697
3.631.466
17.025.705
153.419
1.615.178
1.066.685
1.017.374
1.800.560
2.038.325
576.211 3.590.605
6.659.982
4.327.646
3.274.887
6.578.428
22.222.516 40.284.081
8.398.030
752
2.252.642.192
220.405.654
VENETO
559.868.166
48.913.199
13.778
69.131
2.701.819
FRIULI-VENEZIA GIULIA
251.914.648
110.653.924
6.085
335.219
534.722
EMILIA-ROMAGNA
cod. 1552
0
6,66
0,01
0,27
%
(1302,
1303,
1304,
1305)
su
Tit. I
0,10
7,05
0
%
%
%
%
1302 1303 1304 1305
cod. 1801
su Tit. su
su
su
I
Tit. I Tit. I Tit. I
%
(1551, %
1552, 1801
1571,
su
1572) Tit. I
su Tit. I
8,71
0,00
9,54
0,04
0,11
0,35
10,05
2,03
0,00
96.970 19,78
0,00
0,06
0,59
20,43
2,18
0,04
83.792.026
96.970
9,78
0,03
0,16
0,30
10,26
4,35
0,00
5.955.670
0
8,74
0,00
0,01
0,48
9,23
13,73
0,00
361.467 43,93
0,00
0,13
0,21
44,27
2,71
0,14
0
423.192
30.000
6.365.704
88.151
1.608.482
2.895.030
28.999.187
0
1,92
0,01
0,06
0,35
2,34
5,29
0,00
22.310.666 42.315.755 11.323.060
41.320.562
361.467 11,88
0,00
0,05
0,38
12,31
8,11
0,02
634.584.499
12.203.616
35.977
380.998
2.237.352
1.446.367.313
171.770.739
55.840
785.348
5.473.893
TOSCANA
754.815.624
135.740.065
217.056 1.256.466
675.737
344.314
3.697.994
1.453.809
32.622.259
2.386 17,98
0,03
0,17
0,09
18,27
5,05
0,00
UMBRIA
170.056.395
19.318.450
8.831
10.200
0
168.348
2.353.511
516
14.831.798
0 11,36
0,01
0,01
0,00
11,37
10,20
0,00
MARCHE
297.644.095
61.016.800
5.484
206.600
21.587
0
48.393
51.356
3.004.716
26 20,50
0,00
0,07
0,01
20,58
1,04
0,00
50.535
5.181
2.608.658
377.015
5.000
8.974.048
5.287.610
281.906 1.478.448
3.305.981
889.676
6.104.899 10.479.729
55.746.383
Totale NORD-ORIENT.
186
LAZIO
687.072.228
3.819.561
1.909.588.340
219.894.877
182.858.815
429.033
5.738
7.492
3.315.372
0
288.681
184.906
52.519.622
48.253
1.152
72.447
158.316
0
1.500
56.091
CAMPANIA
865.035.101
278.927.493
45.905
305.796
1.123.288
9
359.829
112.713
18.130.534
PUGLIA
419.146.091
268.008
252.304
263.882
193.915
641.636 41.652.460
911.072
8.815.047
BASILICATA
121.338.783
29.860.511
3.967
0
13.464
328
194.751
Totale CENTRALE
ABRUZZO
MOLISE
CALABRIA
Totale MERIDIONALE
333.950.903
1.124.106
83.925
172.239
255.902
1.974.849.315
310.657.404
392.990
821.856
5.060.257
2.204.885 1.799.014
SICILIA
567.668.474
SARDEGNA
203.801.455
Totale INSULARE
771.469.929
Totale complessivo
8.354.917.091
0,56
0,01
0,00
0,38
0,94
2,13
0,01
51.577 11,52
0,01
0,08
0,17
11,78
3,83
0,00
683.600
43.164
0,23
0,00
0,00
1,81
2,05
0,63
0,02
77.041
0
0,09
0,00
0,14
0,30
0,53
0,26
0,00
6.328 32,24
0
0
0
520.003
12.180
869.022
641.644 42.822.474
1.277.291
28.769.995
49.165
0,01
0,04
0,13
32,42
2,15
0,00
0,06
0,06
0,06
0,05
0,23
12,41
0,00
0 24,61
0,00
0,00
0,01
24,62
0,16
0,00
0,34
0,03
0,05
0,08
0,49
0,42
0,10
366.914 15,73
0,02
0,04
0,26
16,05
3,72
0,02
0
317.422
178.370
704.678
1.008.015
1.540.987
569.831
1.116.371
46.681
0,39
0,32
0,03
0,12
0,86
0,75
0,01
42.665
463.768
3.118.895
496.747
9.418
3.028
478.632
257.935
0,02
0,02
0,23
1,53
1,80
0,48
0,13
2.246.495 1.841.679
642.139
3.823.573
1.504.763
1.550.405
572.860
1.595.003
304.616
0,29
0,24
0,08
0,50
1,11
0,68
0,04
211.223.968 1.181.544 11,07
0,04
0,09
0,29
11,49
4,39
0,01
41.611
924.975.169 3.148.627 7.318.394 24.323.686
29.674.395 96.068.419 30.231.367
Tab. 42 PROVINCE SPESE 2008 TITOLO I ED INCIDENZE
REGIONE
LIGURIA
TITOLO I
cod. 1302
cod.
1303
3.021
cod.
1304
cod. 1305
cod. 1551
cod. 1552
cod. 1571
408.195
2.418.998
263.767
2.528.304
1.797.674
2.301.219
4.482.720 21.543.786
1.957.761
2.339.208
19.969.254
cod. 1572
280.487.913
55.085.077
LOMBARDIA
1.356.908.858
163.671.765
PIEMONTE
Totale
NORD-OCC.
EMILIA-ROMAGNA
887.962.730
51.806.233
21.921 2.016.904
2.525.359.501
270.563.075
943.523 3.592.412
675.222.380
18.516.318
FRIULI-V.G.
268.535.114
112.788.707
318.063
54.827
VENETO
Totale
NORD-ORIENT.
LAZIO
620.784.385
79.956.312
12.401 1.232.021
3.015.203 12.677.950 46.274.232
8.306.407
1.564.541.880
211.261.338
24.174 1.829.885
4.094.317 12.677.950 48.738.323
9.719.394
39.608.011
497.582
9.440.250
3.951.846
45.775
21.627
3.422.148
504.000
743.323
430.321
16.178.758
600
144.942
2.818
15.035.351
2.866.749
7.560.995
1.431.622
9.895.016
38.588.103
4.314.838
12.000
269.273
157.926
918.581 1.167.313
10.194
374.999
1.580
222.865
979.570
187
5,83
0,00
0,23
0,11
6,17
7,93
0,00
14,10
905.831 10,71
0,04
0,14
0,31
11,21
4,87
0,04
16,12
2.146.029
1.358.161
23.007.773
500.897
2,74
0,00
0,06
0,12
2,92
3,93
0,07
6,92
3.345.867
42,00
0,00
0,08
0,10
42,18
1,38
0,00
43,57
13.254.371
12,88
0,00
0,20
0,49
13,57
12,97
0,00
26,54
500.897 13,50
0,00
0,12
0,26
13,88
7,08
0,03
20,99
0,57
0,00
0,00
0,39
0,97
2,92
0,00
3,89
1.159 19,05
0,00
0,09
0,00
19,15
1,04
0,00
20,19
3.945 18,94
0,01
0,13
0,00
19,09
2,26
0,00
21,35
13,76
0,00
0,17
0,00
13,93
8,02
0,00
21,95
19.418 12,00
0,01
0,08
0,14
12,23
2,83
0,00
15,06
58.230
0,08
0,03
0,00
2,21
2,32
0,62
0,03
2,97
261.262 23,59
0,00
0,07
0,03
23,69
0,08
0,17
23,94
821.463
13.107
TOSCANA
791.008.294
149.837.647
104.433 1.058.378
33.367
UMBRIA
Totale
CENTRALE
ABRUZZO
189.405.373
26.054.398
2.034.074.724
244.065.064
325.200
99.453
0
257.650
2.820.276
52.744
7.056.395
52.480
768.599
119.498
CALABRIA
385.768.007
949.058
113.009
1.963
112.317
569.150
253.852
32.500
2.921.729
CAMPANIA
861.863.239
259.158.472
74.451
208.386
1.104.574
1.156.159
41.457
314.231
12.686.571
MOLISE
PUGLIA
Totale
MERIDION.
SARDEGNA
SICILIA
Totale
INSULARE
Totale
complessivo
15,93
90.280.876
1.548
163.036
0,01
68.010.404
317.891
35.952.202
3,38
485.278
3.805
152.385.435
12,55
4.622.160
27.924
194.876.812
0,33
6.387.571
4.076.405
BASILICATA
0,09
1.901.505
64.096.614
144.562 1.703.018
0,07
9.819
336.451.906
8.400
148.514 12,06
%
(1551,
Tot.
%
1552,
1801 codici
1571,
su
su
1572)
Tit. I Tit. I
su
Tit. I
2,46 0,27 23,37
7.881.288 21.817.372
717.209.152
MARCHE
%
(1302,
%
%
%
%
1303,
cod.
1302 1303 1304 1305
1304,
su
su
1801
su
su
1305)
Tit. I Tit. I Tit. I Tit. I
su
Tit. I
757.318 19,64 0,00 0,15 0,86 20,65
14.314
30.429
0,25
0,03
0,00
0,03
0,30
0,98
0,01
1,29
63.698 30,07
0,01
0,02
0,13
30,23
1,65
0,01
31,89
0,00
51.422.853
641
30.217
84.006
2.216
237.810
1.494
2.193
101.716
0,06
0,16
0,00
0,23
0,67
0,00
0,90
438.319.244
12.936.883
171.787
171.842
2.650
209.847 30.636.780
101.500
14.601.922
452.038
2,95
0,04
0,04
0,00
3,03
10,39
0,10
13,53
2.084.635.591
309.160.292
442.209
565.650
5.589.074
2.184.966 31.202.856
608.350
31.200.035
865.657 14,83
0,02
0,03
0,27
15,15
3,13
0,04
18,32
245.863.748
61.722
217.090
196.270
3.744.709
441.000
142.240
200.596
4.028.196
0,03
0,09
0,08
1,52
1,72
1,96
0,00
3,67
577.736.919
3.473.445
659.204
461.407
686.999
120.000
237.512
591.455
497.632
3.455
0,60
0,11
0,08
0,12
0,91
0,25
0,00
1,17
823.600.666
3.535.166
876.294
657.677
4.431.707
561.000
379.752
792.051
4.525.829
3.455
0,43
0,11
0,08
0,54
1,15
0,76
0,00
1,91
9.032.212.362 1.038.584.936 2.430.762 8.348.641 24.863.136 44.802.283 88.140.125 25.636.970 204.202.853 2.295.258 11,50
0,03
0,09
0,28
11,89
4,02
0,03
15,94
Tab. 43 PROVINCE SPESE 2009 TITOLO I ED INCIDENZE
REGIONE
LIGURIA
LOMBARDIA
PIEMONTE
Totale
NORD-OCC.
EMILIA-ROMAGNA
TITOLO I
cod. 1302
cod.
1303
cod.
1304
cod. 1305 cod. 1551
315.052.591
64.964.824
269.669
332.713 1.015.497
1.267.241.755
148.303.899
129.166
755.053 2.465.831 24.830.457
818.061.918
63.543.268
2.400.356.265
276.811.991
135.657 1.988.674
253.028
2.050
6.400
534.492 3.076.440 3.734.356 24.838.907
cod. 1552
cod. 1571
5.539.846 1.461.056
cod. 1572
2.986.857
1.540.045 4.818.844 13.845.836
2.076.377
9.156.268 6.666.675 84.014.868
642.521.581
17.897.787
28.917
511.494
152.075
1.600
284.531.886
118.087.231
3.456
376.821
242.417
26.025
VENETO
Totale
NORD-ORIENT.
LAZIO
612.832.099
92.783.505
5.260
862.245 1.422.127 3.205.228 63.328.326 11.690.423 11.051.557
1.539.885.566
228.768.523
0,06
0,19
11,97
3,55
0,01
15,53
0,02
0,24
0,03
8,06
8,51
0,00
16,57
11,53
0,02
0,13
0,16
11,84
5,19
0,02
17,05
25.632
6.471.922
71.637
2,79
0,00
0,08
0,02
2,89
4,85
0,01
7,76
200.040
41,50
0,00
0,13
0,09
41,72
2,29
0,07
44,08
15,14
0,00
0,14
0,23
15,51
14,57
0,00
30,08
14,86
0,00
0,11
0,12
15,09
8,25
0,02
23,35
499.538
244.683
188
1.320.193
15.804
308.569.067
67.935.563
51
337.091
27.693
TOSCANA
763.669.679
149.047.019
47.841
970.424
12.123
UMBRIA
Totale
CENTRALE
ABRUZZO
174.177.684
25.547.146
9.000
290.704
1.935.144.067
243.849.921
4.583 1.406.829 4.384.625
738.000
159.940.057
45.805
57.118
152.111.014
35.649.661
7.440
CALABRIA
400.156.275
201.068
91.453
CAMPANIA
791.655.815
256.719.439
50.110.365
152.365
1.637
5.708
432.747.618
14.315.079
56.814
37.774
1.986.721.145
307.083.417
242.539.261
87.707
584.106 3.824.503
5.669.794
0,19
0,00
0,00
0,20
0,40
2,10
0,04
2,53
166.890
3.230.718
22,02
0,00
0,11
0,01
22,13
1,10
0,00
23,24
1.583.423 1.049.718 22.770.560
19,52
0,01
0,13
0,00
19,65
3,42
0,00
23,08
14,67
0,01
0,17
0,00
14,84
7,31
0,00
22,15
12,60
0,00
0,08
0,07
12,76
2,93
0,01
15,71
537.039
72.696 1.602.803 1.446.646 5.122.625
BASILICATA
Totale
INSULARE
Totale
complessivo
0,01
7,77
271.677
688.727.637
SICILIA
1.460.507 1.380.840 28.336.144
3.505.096
%
(1551,
Tot.
1552, % 1801
codici
1571, su Tit. I
su Tit. I
1572)
su Tit. I
3,17
0,11 24,41
11,70
37.633 1.750.560 1.816.619 3.232.852 64.814.466 13.071.263 45.859.623
MARCHE
PUGLIA
Totale
MERIDION.
SARDEGNA
160.280
386.774 67.182.175
FRIULI-V.G.
MOLISE
%
(1302,
cod. % 1302 % 1303 % 1304 % 1305 1303,
1801 su Tit. I su Tit. I su Tit. I su Tit. I 1304,
1305)
su Tit. I
339.258 20,62
0,09
0,11
0,32 21,13
400
4.190 12.195.781
2.871.458 4.878.812 43.866.853
113.306
584.404
154
0,03
0,04
0,00
2,19
2,26
0,60
0,00
2,86
590.250
483.346
100.000
23,44
0,00
0,02
0,02
23,48
0,71
0,07
24,25
6.351.718 2.825.456
0,05
0,02
0,00
0,03
0,10
1,81
0,71
2,62
32,43
0,03
0,14
0,06
32,66
2,34
0,01
35,02
0,30
0,00
0,01
0,00
0,32
0,67
0,00
0,99
54.980
3,31
0,01
0,01
0,00
3,33
11,45
0,01
14,80
486.807 1.187.793 4.127.019 2.116.179 37.934.100 1.351.175 36.347.205 3.044.894
15,46
0,02
0,06
0,21
15,75
3,91
0,15
19,82
0,04
0,15
0,11
0,60
0,90
0,79
1,52
3,21
181.112
0,58
0,22
0,09
0,04
0,93
0,29
0,03
1,25
1.439.082 3.870.228
0,42
0,20
0,09
0,21
0,92
0,44
0,48
1,84
8.668.161.295 1.059.887.455 2.731.347 8.376.452 12.807.059 35.425.603 116.063.998 26.667.603 211.527.631 7.931.021
12,23
0,03
0,10
0,15
12,50
4,50
0,09
17,09
26.730
371.122
28.309
117.338
272.344 1.117.582
264.084
244.683
753.757
13.631
136.857
466.652 1.060.004
98.715
510.762 16.894.354
300.000
9.625
64.304
34.889
2.418 37.557.669
11.998.494
257.662 1.461.431
50.000
717.603
2.964
563.514.992
3.285.895 1.228.597
501.193
220.989
65.040
570.104
696.713
806.054.253
3.373.603 1.599.719
758.856 1.682.419
115.040
1.287.707
699.677
1.153.515 3.689.116
285.567
Tab. 44 PROVINCE SPESE 2007 TITOLO II ED INCIDENZE
REGIONE
TITOLO II
cod. 2041 cod. 2042
0
cod. 2081
cod.
2751
cod. 2752
cod. 2781
PIEMONTE
237.553.492
5.549
0
65.655
4.862.581
LOMBARDIA
831.904.736 3.500.000
0 1.230.000
0
17.585
1.818.512 14.239.813
LIGURIA
Totale
NORD-OCC.
VENETO
137.424.048
0
0
0
0
915 1.235.549
0
83.240
0
1.206.882.276 3.500.000
915
cod. 2071
11.750
%
(2041,
2042,
cod. 2782 cod. 2801 cod. 2802 cod. 2901 cod. 2902 2071,
2081)
su
Tit. II
6.516.970 1.411.707 3.922.876
514.500
72.805
0,00
%
(2751,
2752,
2781,
2782)
su
Tit. II
4,82
%
(2801,
2802,
2901,
2902)
su Tit.
II
2,49
19.458.088
3.817.624
2.752.156
977.285
381.109
0,57
4,27
0,95
0
893.799
0
2.548.089
0
6.000
0,00
0,88
1,86
6.990.754 14.251.564
26.868.856
5.229.330
9.223.120
1.491.785
459.914
0,39
3,99
1,36
309.661
189
325.909.031
0 20.000.000 5.476.000
0
0
5.969.870
15.581
3.280.403
2.959.616
960.050
500.000
587.489
7,82
2,84
1,54
FRIULI-V.G.
138.308.949
0
0
0
0
0
1.202.971
147.679
1.548.738
41.332
84.172
100.820
251.718
0,00
2,10
0,35
EMILIA-ROMAGNA
Totale
NORD-ORIENT.
TOSCANA
497.533.682
0
7.410.000
0
1.000.374 125.917
3.295.555
5.243.192
41.939.257
1.167.390
1.506.954
26.913
60.957
1,69
10,17
0,56
961.751.661
0 27.410.000 5.476.000
1.000.374 125.917 10.468.396
5.406.453
46.768.398
4.168.338
2.551.176
627.733
900.164
3,52
6,53
0,86
392.593.781
0
0
5.292.753
1.113.917
4.077.818
280.879
1.021.121
0 1.687.238
48.808.309
0
0
0
0
0
754.665
0
885.532
0
90.783
MARCHE
155.441.004
0
0
0
0
0
120.391
0
50.360
0
LAZIO
235.057.179
0
0
0
0
0
0
4.848
302.457
9.398.357
831.900.273
0
0
500.000 95.493.044 258.107
6.167.809
1.118.765
5.316.168
9.679.237
2.939.665
106.866.789
0
0
0
0
0
0
0
936.799
0
103.768
0
30.821.604
0
0
0
0
0
0
0
0
0
189.091
0
CAMPANIA
430.493.140
0
0
0
0
26.000
39.400
951.966
76.631.509
332.542
983.204 19.345.400
PUGLIA
146.072.177
0
0
0
0
0
0
0
297.660
0
UMBRIA
Totale
CENTRALE
ABRUZZO
MOLISE
BASILICATA
CALABRIA
Totale
MERIDIONALE
SICILIA
SARDEGNA
Totale
INSULARE
Totale
complessivo
500.000 95.493.044 258.107
24,45
2,74
0,76
0
0
0,00
3,36
0,19
1.468.614
0
177.726
0,00
0,11
1,06
359.147
20.000
150.000
0,00
0,13
4,22
20.000 2.014.964
11,54
1,55
1,76
0
0,00
0,88
0,10
0
0,00
0,00
0,61
197.000
0,00
18,04
4,85
716.340
0,00
0,20
1,32
1.211.763
0
49.691.546
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0,00
0,00
0,00
210.054.920
0
0
0
0
0
0
57.476
2.297.137
1.290.274
291.560
102.291
151.452
0,00
1,12
0,87
974.000.177
0
0
0
0
26.000
39.400
1.009.441
80.163.105
1.622.816
2.779.386 19.447.691 1.064.792
0,00
8,34
2,56
135.130.846
0
0
0
0
0
0
0
1.386.240
1.168.297
9.811.878
317.702
0
0,00
1,03
8,36
86.149.789
0
0
0
0
0
0
0
338.596
0
691.497
40.000
624.100
0,00
0,39
1,57
221.280.635
0
0
0
0
0
0
0
1.724.836
1.168.297 10.503.375
357.702
624.100
0,00
0,78
5,72
4.195.815.022 3.500.000 27.410.915 7.211.549 96.493.418 493.265 23.666.359 21.786.223 160.841.362 21.868.017 27.996.721 21.944.911 5.063.934
3,21
4,93
1,83
Tab. 45 PROVINCE SPESE 2008 TITOLO II ED INCIDENZE
REGIONE
LIGURIA
TITOLO II
cod. 2041 cod. 2042 cod. 2071
cod.
2081
cod.
2751
97.354.508
cod. 2752
cod. 2782
190
3.024
387.472
1.861.648 21.890.596
22.017.926
548.750
89.380
3.768.004
318.243
6.454.343 21.983.000
26.173.402
886.993
1.101.535
2.084.459
157.194.644
1.323.801
VENETO
Totale NORDORIENT.
LAZIO
262.289.099
MARCHE
104.874.365
TOSCANA
338.434.910
LOMBARDIA
712.962.202
PIEMONTE
Totale NORDOCC.
EMILIAROMAGNA
FRIULI-V.G.
229.209.385
UMBRIA
Totale
CENTRALE
ABRUZZO
BASILICATA
1.039.526.095
7.000.000
930.000
36.000
1.658
7.000.000
558.011.893
930.000
120.000
977.495.636
120.000
25.000
25.000
37.658
774
774
3.850.000
429.952
32.470.235
0,98
1,11
8,52
865.281
3,47
0,92
0,00
4,38
7.406.938 2.148.286 2.394.409
5,26
1,23
0,76
7,25
26.598.568
1.499.423
557.634
5,34
0,37
0,03
5,73
476.630
957.863
1.550.000
41.000
1,75
1,03
0,00
2,79
4.138.213
289.922
1.731.231
3.101.385
42.154
616.195
2,35
1,43
0,00
3,78
6.563.549
2.851.011
29.287.662
3.101.385
3.091.577
32.728 1.214.829
3,96
0,76
0,01
4,74
3.058
343.730
77.661
753.635
107.476
135.142
480.000
90.628
5.530.340
884.120
4.767.432
559.175
763.524
714.037
30.000
42.645
5.619.669
1.412.905
974.458
494.414
243.003
614.908.137
3.850.000
429.952
6.526.977
991.596
103.523.847
739.400
66.362.329
211.565.960
CAMPANIA
375.261.314
160.000
30.409.070
PUGLIA
Totale
MERIDION.
SARDEGNA
175.145.711
SICILIA
Totale
INSULARE
Totale
complessivo
138.153.073
160.000
89.068.459
50.000
227.221.532
3.821.419.631
442.431
1.506
4.546.007
962.569
52.724.525
574.826
8.383.507
1.538.902
66.393.438
3.026.139
25.000
50.000
7.000.000
120.000
4.855.000
468.760
25.000
774
914.702
32.728
0,00
0,30
0,00
0,31
72.476
0,95
0,61
0,00
1,56
865.516
3,43
0,65
1,14
5,22
16.009
2,95
0,27
0,00
3,22
408
954.001
2,21
0,54
0,63
3,38
5.000
1.790
0,71
0,48
0,00
1,20
52.900
100.000
0,00
0,23
0,00
0,23
120.000
20.000
2,15
1,50
0,00
3,65
8.000
14,47
5,55
0,00
20,01
657.676 19.761.000
26.329
962.268.232
%
(2041,
Totale
2042,
cod./
2071,
Tit.II
2081) /
Tit.II
0,00
4,77
6,42
4.086.731
4.067.669 2.114.680
%
(2801,
2802,
2901,
2902) /
Tit.II
3,85
257.410
139.128.626
CALABRIA
MOLISE
505.964
cod. 2781
%
(2751,
2752,
cod. 2081 cod. 2802 cod. 2901 cod. 2902
2781,
2782) /
Tit.II
20.000 2.424.567
33.606 1.271.719
0,92
408
389.621
7.000
231.937
23.355
3.707.170 20.557.758
297.508
1.651.361
0,02
0,00
0,11
5,11
0,51
0,00
5,63
394.621
880.222
7,12
2,65
0,00
9,78
66.000
105.000
0,29
2,38
0,06
2,72
2,14
8,30
0,00
10,44
105.000
1,41
5,98
0,02
7,42
10.729.176 43.828.993 2.642.044 5.548.462
4,68
1,64
0,31
6,63
2.954.489
1.323.214 10.146.901
3.186.426
1.620.722 11.798.263
627.610 20.038.629 27.364.509 130.660.597
0,09
750.432
122.443
66.000
Tab. 46 PROVINCE SPESE 2009 TITOLO II ED INCIDENZE
REGIONE
LIGURIA
TITOLO II
cod. 2041
cod.
cod. 2071 cod. 2081
2042
90.805.947
cod.
2751
205.199
20.000
101.358
cod. 2782
PIEMONTE
Totale
NORD-OCC.
EMILIA-ROMAGNA
200.782.115
826.908.223 4.000.000
FRIULI-V.G.
181.247.543
951.799
301.654
3.432.052
VENETO
Totale NORDORIENT.
LAZIO
321.769.348
3.464.146
185.276
214.999.146
191
MARCHE
121.169.120
TOSCANA
333.389.043
UMBRIA
Totale
CENTRALE
ABRUZZO
BASILICATA
12.000
1.890.000
500.000 11.999.170
500.000 11.999.170
1.226.413
360.833
7,01
1,40
0,39
9,51
4.334.544
1.062.599
1.051.925
3.376
419.035
3,19
1,26
-0,01
4,46
2.897.224 22.569.422 19.384.684
4.666.199
3.347.432
1.331.789 1.179.868
5,44
1,27
0,23
7,45
495.188
3.459.382
52.070
3,89
0,83
-2,49
7,20
115.861
292.401
174.260
2,59
0,32
0,00
2,91
2.959.701
3.384.202
382.635
452.195
2,05
1,31
0,00
3,37
2.042.105 23.650.241
3.995.250
4.134.418
154.937
678.525
3,07
0,89
-1,24
5,20
3.683.819
91.223
218.996
100.000
0,34
1,90
-0,19
2,44
90.382
1.607
868
0,57
0,08
0,00
0,65
5.132.616
6.015
1.555.174 17.258.488
733.150
692.346
589.588
2.172.527
558.791
8.151
913.000
589.588
63.631.660
%
(2041,
Totale
2042,
cod./
2071,
TIT. II
2081) /
Tit.II
0,23
1,91
2.295.507
413.000
500.000
cod. 2802
%
(2801,
2802,
2901,
2902)/
Tit.II
0,55
3.603.599
716.671
34.209.514
703.766.823
804.209 22.462.049 14.141.095
2.073.015
217.199 110.585
cod. 2081
909.045
535.320.160 4.000.000
1.005.406.564
110.585
cod. 2781
LOMBARDIA
502.389.674
1.890.000
cod. 2752
%
(2751,
2752,
cod. 2901 cod. 2902
2781,
2782)/
Tit.II
102.000 400.000
1,13
2.873.024
1.291.941
50.000
154.937
1.968.384
37.804
1.586.623
169.940
1,59
0,54
-0,15
2,27
462.836
42.645
8.836
16.009
1,38
0,20
0,00
1,57
2.431.220
3.764.268
1.777.064
286.817
1,02
0,86
-0,13
2,01
384.151
25.227
35.494
0,68
0,10
0,00
0,78
72.600
0,00
0,14
0,00
0,14
52.833.279
220.603
CALABRIA
220.293.473
102.000
119.626
3.268.714
2.471.016
517.712
39.432
48.581
2,71
0,27
0,00
2,98
CAMPANIA
291.577.379
13.373
7.183
7.308.427
9.064.251
200.825 12.500.000 29.223.750
232.860
5,62
14,46
0,00
20,08
20.000
75.458
360.692
3.526.182
MOLISE
31.837.230
PUGLIA
166.495.472
Totale
MERIDION.
SARDEGNA
SICILIA
Totale
INSULARE
Totale
complessivo
826.668.494
90.095.787
0,00
0,39
0,00
0,39
2,33
0,00
0,00
2,33
356.900
3,23
5,20
0,00
8,43
89.025
0,08
1,35
0,00
1,43
12.375
1,80
0,95
0,00
2,75
101.400
0,99
1,14
0,00
2,12
3.303.000 12.216.369 815.546 11.084.673 37.034.758 62.595.264 14.054.291 23.026.259 31.036.079 2.603.509
3,14
1,99
-0,32
5,68
115.373
176.809 10.937.833 15.445.601
5.000
100.235.455
190.331.241
3.553.081.345 4.000.000
5.000
30.000
743.765 12.667.526 29.253.750
68.511
1.048.927
193.457
1.615.008
884.809
50.893
193.457
1.683.519
884.809
1.099.820
75.000
75.000
192
La rilevanza del fenomeno delle partecipazioni nell’analisi dei dati
di consuntivo
di Comuni e Province nel biennio 2007/2008.
193
Tab. 47 – Comuni - Entrate correnti e Utili 2007/2008
Utili delle aziende speciali
e partecipate
da Titolo III Entrate
Cat. IV
Entrate Correnti
Accertamenti
Regione
PIEMONTE
Var.
Utili
Utili /
Entrate
Correnti
2007
2008
2007
2008
07/08
2007
2008
a
b
c
d
c/d
c/a
d/b
3.566.546.630
3.661.984.458
18.239.678
26.275.652
44,06
0,51
0,72
LOMBARDIA
7.829.471.942
7.923.171.848
257.124.855
223.223.568
-13,18
3,28
2,82
LIGURIA
1.699.757.438
1.757.610.746
15.776.088
21.938.326
39,06
0,93
1,25
13.095.776.010 13.342.767.052
291.140.620
271.437.546
-6,77
2,22
2,03
24,18
1,83
2,17
Totale Nord
Ovest
TAA
1.140.933.597
1.192.557.727
20.858.604
25.902.961
VENETO
3.574.953.002
3.605.053.337
44.487.495
47.834.057
7,52
1,24
1,33
FVG
1.330.338.700
1.411.915.885
12.646.259
11.365.356
-10,13
0,95
0,80
EMILIA R
3.734.974.037
3.854.381.139
69.893.759
87.723.208
25,51
1,87
2,28
Totale Nord
Est
9.781.199.335 10.063.908.088
147.886.118
172.825.582
16,86
1,51
1,72
TOSCANA
3.344.188.006
3.390.162.254
16.901.076
17.290.662
2,31
0,51
0,51
UMBRIA
713.242.433
723.883.234
2.640.840
1.891.044
-28,39
0,37
0,26
MARCHE
1.172.271.361
1.200.123.851
6.002.539
5.928.646
-1,23
0,51
0,49
1.564.363.284
1.615.389.304
587.881
633.658
7,79
0,04
0,04
6.794.065.084 6.929.558.644
26.132.336
25.744.011
-1,49
0,38
0,37
LAZIO
Totale Centro
ABRUZZO
762.342.098
796.632.575
1.166.130
976.226
-16,29
0,15
0,12
MOLISE
203.866.806
218.760.493
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
CAMPANIA
4.060.897.885
4.099.261.353
545.865
1.945.507
256,41
0,01
0,05
PUGLIA
2.163.681.702
2.201.836.189
6.051.329
2.689.866
-55,55
0,28
0,12
377.716.092
393.006.394
239.655
245.253
2,34
0,06
0,06
1.122.685.942
1.169.326.514
417.816
1.453.757
247,94
0,04
0,12
8.691.190.525 8.878.823.518
8.420.793
7.310.608
-13,18
0,10
0,08
7.291.778 4.094,63
0,01
0,22
BASILICATA
CALABRIA
Totale Sud
SICILIA
SARDEGNA
3.180.670.497
3.261.615.650
1.492.745.344
173.836
1.612.717.525
1.756.409
700.796
-60,10
0,12
0,04
Totale Isole
4.673.415.841 4.874.333.175
1.930.244
7.992.574
314,07
0,04
0,16
Totale
GENERALE
43.035.646.795 44.089.390.477
475.510.112
485.310.320
2,06
1,10
1,10
194
Tab. 48 – Province - Entrate correnti e Utili 2007/2008
Entrate Correnti
Utili delle aziende
speciali
a
e partecipate
a
Utili
2007
2008
2007
2008
07/08
2007 2008
a
b
c
d
c/d
da Titolo III Entrate
Variazione
Cat. IV
A.P. DI
ALESSANDRIA
aUtili /
Entrate
Correnti
a
Accertamenti
Provincia
a
106.191.669
103.556.217
0
A.P. DI ASTI
52.057.568
51.485.663
A.P. DI BIELLA
45.465.205
43.779.281
A.P. DI CUNEO
140.231.187
143.287.434
c/a
d/b
0
n.a.
n.a.
n.a.
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
0
124.672
n.a.
n.a.
0,28
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI NOVARA
71.123.680
77.046.124
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI TORINO
381.121.376
431.673.759
4.088.554
4.286.236
4,84
1,07
0,99
A.P. DI VERBANOCUSIO-OSSOLA
47.564.281
46.068.577
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI VERCELLI
49.588.526
61.033.944
0
74.044
n.a.
n.a.
0,12
893.343.492
957.930.998
4.088.554
4.484.953
9,70
0,46
0,47
A.P. DI BERGAMO
169.355.639
163.244.171
1.729.567
790.698
-54,28
1,02
0,48
A.P. DI BRESCIA
183.227.402
189.331.339
830.438
149.725
-81,97
0,45
0,08
A.P. DI COMO
100.065.342
88.143.052
1.497.891
320.510
-78,60
1,50
0,36
A.P. DI CREMONA
77.257.162
73.103.710
197.971
237.702
20,07
0,26
0,33
A.P. DI LECCO
51.090.540
48.879.261
208
973
368,30
0,00
0,00
A.P. DI LODI
31.289.468
29.763.599
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
T o t a le P IE MO NT E
A.P. DI MANTOVA
A.P. DI MILANO
A.P. DI PAVIA
A.P. DI SONDRIO
A.P. DI VARESE
79.245.809
78.430.703
850.528
980.400
15,27
1,07
1,25
589.493.947
577.456.120
5.000.000
15.000.000
200,00
0,85
2,60
86.158.161
83.894.357
369.460
1.726.660
367,35
0,43
2,06
37.330.564
38.108.031
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
123.295.396
108.798.004
189.216
189.216
0,00
0,15
0,17
1.479.152.347 10.665.278 19.395.883
81,86
0,70
1,31
Totale LOMBARDIA 1.527.809.429
A.P. DI GENOVA
154.739.629
158.068.013
175
134.950
77.014,55
0,00
0,09
A.P. DI IMPERIA
51.744.825
59.767.971
1.872.000
911.808
-51,29
3,62
1,53
A.P. DI LA SPEZIA
41.000.353
52.768.084
480.000
360.000
-25,00
1,17
0,68
A.P. DI SAVONA
T o t a l e L I GU RI A
62.802.620
74.530.530
432.584
471.873
9,08
0,69
0,63
310.287.428
345.134.597
2.784.759
1.878.631
-32,54
0,90
0,54
2.782.217.942 17.538.591 25.759.467
46,87
0,64
0,93
Totale Nord Ovest 2.731.440.348
A.P. DI BELLUNO
61.302.675
63.944.489
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI PADOVA
111.624.632
120.438.706
480.871
188.929
-60,71
0,43
0,16
A.P. DI ROVIGO
41.932.951
44.604.485
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI TREVISO
113.612.895
128.517.600
100.427
202.738
101,87
0,09
0,16
A.P. DI VENEZIA
128.158.632
142.926.026
1.478.463
3.000.446
102,94
1,15
2,10
A.P. DI VERONA
112.314.261
120.808.107
1.109.605
1.851.323
66,85
0,99
1,53
A.P. DI VICENZA
108.781.888
123.728.765
0
1.063.672
n.a.
n.a.
0,86
Totale VENETO
677.727.935
744.968.178
3.169.365
6.307.108
99,00
0,47
0,85
195
Entrate Correnti
Utili delle aziende
speciali
a
a
e partecipate
a
aUtili /
da Titolo III Entrate
Variazione
Utili
Entrate
Correnti
a
2007
2008
2007
2008
07/08
2007 2008
a
b
c
d
c/d
Accertamenti
Cat. IV
Provincia
c/a
d/b
A.P. DI GORIZIA
37.184.373
40.127.554
249.460
364.262
46,02
0,67
0,91
A.P. DI PORDENONE
57.217.423
65.974.333
248.320
307.295
23,75
0,43
0,47
A.P. DI TRIESTE
74.024.009
80.807.127
16.297
27.873
71,03
0,02
0,03
109.124.924
127.674.600
213.416
115.754
-45,76
0,20
0,09
277.550.730
314.583.613
727.494
815.183
12,05
0,26
0,26
129.522.048
165.271.517
102.933
36.445
-64,59
0,08
0,02
A.P. DI FERRARA
61.203.502
60.423.917
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI FORLI’ –
CESENA
67.583.481
64.471.839
160.282
3.503
-97,81
0,24
0,01
A.P. DI MODENA
A.P. DI UDINE
Totale FVG
A.P. DI BOLOGNA
102.070.536
99.680.960
846.690
976.950
15,38
0,83
0,98
A.P. DI PARMA
74.231.935
72.158.005
129.600
274.560
111,85
0,17
0,38
A.P. DI PIACENZA
52.353.348
64.325.926
88.013
61.609
-30,00
0,17
0,10
A.P. DI RAVENNA
80.890.564
80.584.176
567.773
420.258
-25,98
0,70
0,52
A.P. DI REGGIO
NELL’EMILIA
76.079.098
76.072.369
499.317
576.135
15,38
0,66
0,76
A.P. DI RIMINI
55.106.279
51.379.535
406.013
3.465
-99,15
0,74
0,01
699.040.792
734.368.243
2.800.621
2.352.926
-15,99
0,40
0,32
T o t a l e N o r d E s t 1.654.319.457
1.793.920.034
6.697.480
9.475.217
41,47
0,40
0,53
Totale EMILIA.R
A.P. DI AREZZO
77.664.559
85.126.135
1.616
2.272
40,64
0,00
0,00
A.P. DI FIRENZE
186.613.512
185.848.950
7.309
10.265
40,45
0,00
0,01
A.P. DI GROSSETO
84.631.924
75.913.493
0
3.681
n.a.
n.a.
0,00
A.P. DI LIVORNO
68.933.135
70.476.123
16.615
23.335
40,45
0,02
0,03
A.P. DI LUCCA
76.173.098
83.263.593
1.349.707
1.472.103
9,07
1,77
1,77
A.P. DI MASSA
CARRARA
50.115.828
49.327.771
98.055
95.031
-3,08
0,20
0,19
A.P. DI PISA
92.073.416
106.280.404
85.157
135.255
58,83
0,09
0,13
A.P. DI PISTOIA
55.934.141
62.631.346
7.309
10.265
40,45
0,01
0,02
A.P. DI PRATO
41.580.636
51.395.108
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI SIENA
89.095.500
100.878.355
2.434
3.419
40,47
0,00
0,00
822.815.748
871.141.278
1.568.201
1.755.626
11,95
0,19
0,20
141.778.166
153.879.749
4.450
4.450
0,00
0,00
0,00
45.136.749
57.168.549
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale UMBRIA
186.914.915
211.048.298
4.450
4.450
0,00
0,00
0,00
A.P. DI ANCONA
99.890.461
101.810.761
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI ASCOLI
PICENO
81.810.275
79.737.312
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI MACERATA
67.882.158
69.500.840
141.366
118.372
-16,27
0,21
0,17
A.P. DI PESARO
URBINO
91.009.229
89.059.743
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
340.592.123
340.108.657
141.366
118.372
-16,27
0,04
0,03
Totale TOSCANA
A.P. DI PERUGIA
A.P. DI TERNI
Totale MARCHE
196
Entrate Correnti
Utili delle aziende
speciali
a
a
e partecipate
a
aUtili /
da Titolo III Entrate
Variazione
Utili
Entrate
Correnti
a
2007
2008
2007
2008
07/08
2007 2008
a
b
c
d
c/d
Accertamenti
Cat. IV
Provincia
c/a
d/b
A.P. DI FROSINONE
75.356.776
80.629.401
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI LATINA
79.110.555
78.594.557
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI RIETI
42.090.184
45.842.688
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI ROMA
558.705.543
533.361.456
0
111.290
n.a.
n.a.
0,02
A.P. DI VITERBO
55.310.427
57.150.077
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale LAZIO
810.573.486
795.578.179
0
111.290
n.a.
n.a.
0,01
Totale Centro
2.160.896.271
2.217.876.412
1.714.017
1.989.739
16,09
0,08
0,09
A.P. DI CHIETI
65.874.298
60.854.790
0
342.186
n.a.
n.a.
0,56
A.P. DI L’AQUILA
66.302.380
55.725.306
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI PESCARA
52.551.838
41.935.417
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI TERAMO
50.869.749
47.371.524
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale ABRUZZO
235.598.266
205.887.037
0
342.186
n.a.
n.a.
0,17
A.P. DI
CAMPOBASSO
37.118.146
36.428.012
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI ISERNIA
18.610.188
17.297.838
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale MOLISE
55.728.335
53.725.850
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI AVELLINO
79.415.410
80.800.962
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI BENEVENTO
58.652.944
49.214.726
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI CASERTA
152.736.945
144.614.393
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI NAPOLI
475.615.967
467.088.316
175.140
469.884
168,29
0,04
0,10
A.P. DI SALERNO
198.248.932
187.805.141
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
964.670.198
929.523.538
175.140
469.884
168,29
0,02
0,05
180.121.251
195.796.823
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
49.647.702
58.430.189
5.100
0
-100,00
0,01
n.a.
A.P. DI FOGGIA
102.194.039
114.325.035
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI LECCE
117.552.979
109.912.807
0
851.208
n.a.
n.a.
0,77
76.790.858
92.227.867
193
0
-100,00
0,00
n.a.
Totale PUGLIA
526.306.829
570.692.722
5.293
851.208
#####
0,00
0,15
A.P. DI MATERA
54.457.005
57.620.467
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale CAMPANIA
A.P. DI BARI
A.P. DI BRINDISI
A.P. DI TARANTO
A.P. DI POTENZA
103.058.200
118.366.302
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale BASILICATA
157.515.205
175.986.769
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI CATANZARO
98.694.990
99.098.865
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI COSENZA
166.219.922
165.017.969
4.000
4.000
0,00
0,00
0,00
A.P. DI CROTONE
47.976.360
49.459.367
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
112.843.300
126.874.888
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
40.100.871
39.151.419
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
465.835.444
479.602.508
4.000
4.000
0,00
0,00
0,00
A.P. DI REGGIO DI
CALABRIA
A.P. DI VIBO
VALENTIA
Totale CALABRIA
197
Entrate Correnti
Utili delle aziende
speciali
a
a
e partecipate
a
aUtili /
da Titolo III Entrate
Variazione
Utili
Entrate
Correnti
a
2007
2008
2007
2008
07/08
2007 2008
a
b
c
d
c/d
c/a
d/b
Accertamenti
Cat. IV
Provincia
Totale Sud
2.405.654.277
2.415.418.423
184.433
1.667.278
804,00
0,01
0,07
A.P. DI AGRIGENTO
56.728.417
53.252.530
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI
CALTANISSETTA
39.580.191
39.072.044
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI CATANIA
134.089.701
127.841.733
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
38.027.553
37.163.684
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI ENNA
A.P. DI MESSINA
83.645.428
77.737.476
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI PALERMO
138.659.921
133.631.253
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI RAGUSA
43.715.208
41.319.109
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI SIRACUSA
52.430.601
55.006.771
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
A.P. DI TRAPANI
47.228.660
45.253.024
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
Totale SICILIA
634.105.680
610.277.625
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
104.292.338
94.828.784
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
22.180.972
23.373.620
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
18.625.822
21.686.817
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
38.020.377
42.013.006
0
148.133
n.a.
n.a.
0,35
20.079.724
27.262.039
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
33.681.902
57.912.863
37.922.115
64.342.100
0
0
0
0
n.a.
n.a.
n.a.
n.a.
n.a.
n.a.
294.793.999
311.428.480
0
148.133
n.a.
n.a.
0,05
928.899.679
921.706.104
0
148.133
n.a.
n.a.
0,02
9.881.210.032 10.131.138.916 26.134.521 39.039.833
49,38
0,26
0,39
A.P. DI CAGLIARI
A.P. DI CARBONIAIGLESIAS
A.P. DI MEDIO
CAMPIDANO
A.P. DI NUORO
A.P. DI OLBIATEMPIO
A.P. DI ORISTANO
A.P. DI SASSARI
Totale SARDEGNA
Totale Isole
Totale GENERALE
198
Tab. 49 – Comuni - Spese correnti, prestazioni di servizi e oneri straordinari gestione corrente - 2007/2008
Regione
PIEMONTE
Titolo I Impegni
Prestazioni
Titolo I Impegni
a
a
2007
2008
di Servizi
Titolo I Spesa Int. 3
Spesa Int. 5)
2007
2008
e
f
g
Prestazioni
h
Variazione
di Servizi
Prestazioni / Titolo I impegni
di Servizi
a
07/08
2007
2008
g/h
g/e
h/f
Oneri straordinari
gestione corrente
Titolo I Spesa Int. 8
Utili
2007
2008
i
l
Oneri
Var. Oneri
straordinari
a
07/08
i/l
straordinari
/ Titolo I impegni
2007
2008
i/e
l/f
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Straordinari)/
Titolo I impegni
2007
2008
(g+i)/e
(h+l)/f
PIEMONTE
3.390.796.319
3.533.204.352
1.401.770.705
1.454.098.872
3,73
41,34
41,16
25.768.049
28.964.765
12,41
0,76
0,82
42,10
41,98
LOMBARDIA
7.363.993.569
7.647.046.132
3.295.028.148
3.578.742.548
8,61
44,75
46,80
75.035.316
77.579.323
3,39
1,02
1,01
45,76
47,81
LIGURIA
Totale N.Ovest
TAA
1.572.258.088
1.661.101.786
563.780.547
582.595.321
3,34
35,86
35,07
13.658.348
29.540.855
116,28
0,87
1,78
36,73
36,85
12.327.047.976
12.841.352.271
5.260.579.399
5.615.436.741
6,75
42,68
43,73
114.461.713
136.084.943
18,89
0,93
1,06
43,60
44,79
199
987.285.804
1.010.323.288
296.940.976
308.304.231
3,83
30,08
30,52
8.473.928
12.671.636
49,54
0,86
1,25
30,93
31,77
VENETO
3.243.612.092
3.384.111.202
1.353.701.801
1.413.683.705
4,43
41,73
41,77
22.855.266
38.802.466
69,77
0,70
1,15
42,44
42,92
FVG
1.180.264.291
1.267.158.363
492.505.376
522.789.200
6,15
41,73
41,26
12.112.058
18.200.002
50,26
1,03
1,44
42,75
42,69
EMILIA R
3.599.545.762
3.731.782.719
1.441.296.258
1.502.184.552
4,22
40,04
40,25
29.789.207
20.941.889
-29,70
0,83
0,56
40,87
40,81
Totale Nord Est
9.010.707.949
9.393.375.572
3.584.444.411
3.746.961.689
4,53
39,78
39,89
73.230.458
90.615.993
23,74
0,81
0,96
40,59
40,85
TOSCANA
3.113.479.070
3.216.696.518
1.225.326.239
1.289.285.618
5,22
39,36
40,08
29.683.020
32.068.565
8,04
0,95
1,00
40,31
41,08
663.492.506
701.089.915
279.726.143
296.864.825
6,13
42,16
42,34
3.546.711
2.692.005
-24,10
0,53
0,38
42,69
42,73
MARCHE
1.108.106.308
1.142.051.678
457.170.985
489.719.614
7,12
41,26
42,88
18.358.848
9.123.266
-50,31
1,66
0,80
42,91
43,68
LAZIO
1.470.173.512
1.544.206.485
665.618.606
700.145.152
5,19
45,27
45,34
29.451.074
39.538.699
34,25
2,00
2,56
47,28
47,90
Totale Centro
UMBRIA
6.355.251.397
6.604.044.596
2.627.841.973
2.776.015.208
5,64
41,35
42,04
81.039.654
83.422.535
2,94
1,28
1,26
42,62
43,30
ABRUZZO
714.926.914
747.527.082
300.134.215
316.224.483
5,36
41,98
42,30
13.527.525
13.343.310
-1,36
1,89
1,78
43,87
44,09
MOLISE
184.904.449
191.128.600
69.738.628
72.745.914
4,31
37,72
38,06
9.036.666
9.185.044
1,64
4,89
4,81
42,60
42,87
CAMPANIA
3.921.523.752
3.971.197.224
1.692.802.209
1.751.608.311
3,47
43,17
44,11
249.155.775
191.324.968
-23,21
6,35
4,82
49,52
48,93
PUGLIA
2.040.404.465
2.087.375.924
984.345.249
1.014.037.382
3,02
48,24
48,58
49.257.845
49.770.742
1,04
2,41
2,38
50,66
50,96
354.159.641
371.344.660
153.073.236
159.996.277
4,52
43,22
43,09
6.670.082
7.040.229
5,55
1,88
1,90
45,10
44,98
CALABRIA
1.064.704.282
1.103.842.412
445.556.629
452.198.739
1,49
41,85
40,97
22.237.430
23.160.721
4,15
2,09
2,10
43,94
43,06
Totale Sud
8.280.623.504
8.472.415.903
3.645.650.167
3.766.811.106
3,32
44,03
44,46
349.885.323
293.825.015
-16,02
4,23
3,47
48,25
47,93
SICILIA
3.048.789.822
3.101.497.111
1.119.556.091
1.155.633.411
3,22
36,72
37,26
100.624.159
83.715.951
-16,80
3,30
2,70
40,02
39,96
SARDEGNA
1.361.184.292
1.468.321.283
649.912.079
702.825.297
8,14
47,75
47,87
34.322.585
36.005.109
4,90
2,52
2,45
50,27
50,32
Totale Isole
4.409.974.114
4.569.818.394
1.769.468.170
1.858.458.709
5,03
40,12
40,67
134.946.744
119.721.060
-11,28
3,06
2,62
43,18
43,29
40.383.604.939
41.881.006.734
16.887.984.120
17.763.683.453
5,19
41,82
42,41
753.563.892
723.669.545
-3,97
1,87
1,73
43,68
44,14
BASILICATA
Tot.GENERALE
Tab. 50 – Province – Spese correnti, prestazioni di servizi e oneri straordinari gestione corrente – 2007/2008
Spese Correnti
Titolo I Impegni
Prestazioni
Titolo I Impegni
di Servizi
Variazione
a
Titolo I Spesa Int. 3
Prestazioni
Provincia
a
2007
e
A.P. DI
ALESSANDRIA
A.P. DI ASTI
Spesa Int. 5)
2008
f
Prestazioni
Oneri straordinari
di Servizi
/ Titolo I
impegni
gestione corrente
Var. Oneri
Oneri
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Titolo I Spesa Int. 8
straordinari
straordinari
straordinari/
Tributarie
2007
g
2008
h
07/08
g/h
a
Utili
2007
g/e
2008
h/f
2007
i
a
2008
l
07/08
i/l
/ Titolo I
impegni
2007 2008
i/e
l/f
Titolo I impegni
2007
(g+i)/e
2008
(h+l)/f
100.260.712
101.361.298
50.708.794
48.845.421
-3,67
50,58
48,19
127.517
61.675
-51,63
0,13
0,06
50,70
48,25
47.651.650
47.665.022
21.026.582
21.482.432
2,17
44,13
45,07
28.244
886.616
3.039,12
0,06
1,86
44,18
46,93
A.P. DI BIELLA
39.470.686
38.776.437
12.139.098
13.420.007
10,55
30,75
34,61
132.013
6.003
-95,45
0,33
0,02
31,09
34,62
A.P. DI CUNEO
128.587.557
134.353.596
34.471.644
40.787.323
18,32
26,81
30,36
0
0
n.a.
0,00
0,00
26,81
30,36
A.P. DI NOVARA
63.917.639
70.367.070
38.218.614
39.560.529
3,51
59,79
56,22
8.629
4.850
-43,79
0,01
0,01
59,81
56,23
A.P. DI TORINO
200
358.857.960
419.690.480
156.453.976
194.538.065
24,34
43,60
46,35
0
0
n.a.
0,00
0,00
43,60
46,35
A.P. DI VERBANOCUSIO-OSSOLA
44.589.406
43.516.500
30.588.742
28.696.482
-6,19
68,60
65,94
124.598
117.398
-5,78
0,28
0,27
68,88
66,21
A.P. DI VERCELLI
43.806.598
49.361.655
28.213.186
30.514.592
8,16
64,40
61,82
0
30.000
n.a.
0,00
0,06
64,40
61,88
Totale PIEMONTE
827.142.209
905.092.059
371.820.635
417.844.851
12,38
44,95
46,17
421.000
1.106.541
162,84
0,05
0,12
45,00
46,29
A.P. DI BERGAMO
141.708.651
146.312.798
54.337.177
56.367.817
3,74
38,34
38,53
6.653.917
13.615.189
104,62
4,70
9,31
43,04
47,83
A.P. DI BRESCIA
166.615.746
180.728.921
69.233.613
71.510.173
3,29
41,55
39,57
541.597
200.000
-63,07
0,33
0,11
41,88
39,68
A.P. DI COMO
98.259.284
80.205.785
51.226.056
40.069.840
-21,78
52,13
49,96
400.230
80.693
-79,84
0,41
0,10
52,54
50,06
A.P. DI CREMONA
74.289.834
71.354.122
28.622.448
28.404.322
-0,76
38,53
39,81
1.052.336
2.686.375
155,28
1,42
3,76
39,94
43,57
A.P. DI LECCO
45.109.659
43.087.146
25.799.475
22.455.370
-12,96
57,19
52,12
343.506
1.231.097
258,39
0,76
2,86
57,95
54,97
A.P. DI LODI
28.220.204
26.719.212
11.928.170
10.224.142
-14,29
42,27
38,27
17.332
910.044
5.150,59
0,06
3,41
42,33
41,67
A.P. DI MANTOVA
70.558.196
69.573.639
26.576.754
27.241.805
2,50
37,67
39,16
756.683
492.283
-34,94
1,07
0,71
38,74
39,86
497.680.256
508.481.558
129.644.475
156.469.845
20,69
26,05
30,77
0
0
n.a.
0,00
0,00
26,05
30,77
A.P. DI PAVIA
74.541.511
73.828.944
28.753.032
30.747.990
6,94
38,57
41,65
827
91.187
10.930,61
0,00
0,12
38,57
41,77
A.P. DI SONDRIO
32.382.707
31.873.414
15.605.895
12.816.167
-17,88
48,19
40,21
0
0
n.a.
0,00
0,00
48,19
40,21
A.P. DI MILANO
A.P. DI VARESE
Totale LOMBARDIA
109.325.756
75.483.412
30.960.511
21.923.147
-29,19
28,32
29,04
3.644.231
30.823
-99,15
3,33
0,04
31,65
29,08
1.338.691.804
1.307.648.951
472.687.605
478.230.620
1,17
35,31
36,57
13.410.660
19.337.692
44,20
1,00
1,48
36,31
38,05
Spese Correnti
Titolo I Impegni
Prestazioni
Titolo I Impegni
di Servizi
Variazione
a
Titolo I Spesa Int. 3
Prestazioni
a
Spesa Int. 5)
Tributarie
Provincia
2007
e
A.P. DI
GENOVA
A.P. DI
IMPERIA
A.P. DI
LA SPEZIA
A.P. DI
SAVONA
Prestazioni
2008
f
2007
g
2008
h
07/08
g/h
di Servizi
/ Titolo I
impegni
gestione corrente
Var. Oneri
Oneri
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Titolo I Spesa Int. 8
straordinari
straordinari
straordinari/
Utili
a
Oneri straordinari
a
2007
g/e
2008
h/f
2007
i
2008
l
07/08
i/l
/ Titolo I
impegni
2007 2008
i/e
l/f
Titolo I impegni
2007
(g+i)/e
2008
(h+l)/f
136.390.293
140.962.541
74.693.032
79.642.475
6,63
54,76
56,50
0
0
n.a.
0,00
0,00
54,76
56,50
48.706.142
53.994.359
26.748.830
32.133.093
20,13
54,92
59,51
625.101
237.212
-62,05
1,28
0,44
56,20
59,95
37.088.144
49.152.693
8.392.965
22.076.347
163,03
22,63
44,91
593.277
116.396
-80,38
1,60
0,24
24,23
45,15
54.437.955
65.454.958
32.585.758
40.676.356
24,83
59,86
62,14
73.171
781.652
968,25
0,13
1,19
59,99
63,34
276.622.534
309.564.552
142.420.585
174.528.271
22,54
51,49
56,38
1.291.549
1.135.260
-12,10
0,47
0,37
51,95
56,75
2.442.456.546
2.522.305.562
986.928.825
1.070.603.742
8,48
40,41
42,45
15.123.210
21.579.493
42,69
0,62
0,86
41,03
43,30
51.057.730
53.839.974
11.374.741
11.946.669
5,03
22,28
22,19
6.782
13.694
101,91
0,01
0,03
22,29
22,21
91.161.186
102.389.024
29.709.959
59.295.049
99,58
32,59
57,91
12.606
996
-92,10
0,01
0,00
32,60
57,91
38.737.001
40.325.165
11.124.583
11.682.076
5,01
28,72
28,97
0
0
n.a.
0,00
0,00
28,72
28,97
95.772.795
109.695.990
45.171.639
50.477.533
11,75
47,17
46,02
1.598.598
1.275.565
-20,21
1,67
1,16
48,83
47,18
111.090.684
117.975.744
30.473.568
28.982.187
-4,89
27,43
24,57
952.990
1.341.169
40,73
0,86
1,14
28,29
25,70
95.955.956
103.052.675
42.954.238
47.419.316
10,39
44,76
46,01
4.167.448
2.908.550
-30,21
4,34
2,82
49,11
48,84
84.843.060
89.846.499
40.490.807
40.442.285
-0,12
47,72
45,01
1.261.303
1.730.000
37,16
1,49
1,93
49,21
46,94
Totale VENETO
568.618.411
617.125.071
211.299.534
250.245.114
18,43
37,16
40,55
7.999.727
7.269.973
-9,12
1,41
1,18
38,57
41,73
A.P. DI GORIZIA
34.744.041
38.380.496
20.269.709
21.488.023
6,01
58,34
55,99
46.990
74.580
58,72
0,14
0,19
58,48
56,18
50.919.504
60.377.043
25.467.946
26.257.888
3,10
50,02
43,49
1.173.728
3.393.302
189,10
2,31
5,62
52,32
49,11
71.159.286
80.175.006
52.577.039
54.560.071
3,77
73,89
68,05
173.444
7.340
-95,77
0,24
0,01
74,13
68,06
92.712.731
110.088.086
51.358.835
55.009.066
7,11
55,40
49,97
458.113
3.290.814
618,34
0,49
2,99
55,89
52,96
249.535.562
289.020.632
149.673.530
157.315.048
5,11
59,98
54,43
1.852.275
6.766.036
265,28
0,74
2,34
60,72
56,77
Totale LIGURIA
Totale Nord Ovest
201
A.P. DI
BELLUNO
A.P. DI
PADOVA
A.P. DI
ROVIGO
A.P. DI
TREVISO
A.P. DI
VENEZIA
A.P. DI
VERONA
A.P. DI
VICENZA
A.P. DI
PORDENONE
A.P. DI
TRIESTE
A.P. DI
UDINE
Totale FVG
Spese Correnti
Titolo I Impegni
Prestazioni
Prestazioni
Titolo I Impegni
di Servizi
Variazione
a
Titolo I Spesa Int. 3
Prestazioni
a
Spesa Int. 5)
Tributarie
Provincia
2007
e
2008
f
2007
g
2008
h
07/08
g/h
di Servizi
/ Titolo I
impegni
gestione corrente
Var. Oneri
Oneri
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Titolo I Spesa Int. 8
straordinari
straordinari
straordinari/
Utili
a
Oneri straordinari
a
2007
g/e
2008
h/f
2007
i
2008
l
07/08
i/l
/ Titolo I
impegni
2007 2008
i/e
l/f
Titolo I impegni
2007
(g+i)/e
2008
(h+l)/f
A.P. DI BOLOGNA
113.506.407
150.292.542
26.059.158
35.628.189
36,72
22,96
23,71
344.849
135.373
-60,74
0,30
0,09
23,26
23,80
A.P. DI FERRARA
54.511.382
54.159.939
12.777.621
11.281.307
-11,71
23,44
20,83
39.803
4.850
-87,81
0,07
0,01
23,51
20,84
A.P. DI FORLI’ –
CESENA
58.706.626
56.862.877
13.073.273
11.784.959
-9,85
22,27
20,73
275.245
1.657.459
502,18
0,47
2,91
22,74
23,64
A.P. DI MODENA
87.705.225
86.378.051
32.188.914
30.516.600
-5,20
36,70
35,33
246.094
206.861
-15,94
0,28
0,24
36,98
35,57
A.P. DI PARMA
66.457.153
67.851.983
19.633.876
20.529.950
4,56
29,54
30,26
140.000
0
-100,00
0,21
0,00
29,75
30,26
A.P. DI PIACENZA
47.041.714
59.584.564
15.413.332
23.526.548
52,64
32,77
39,48
1.037.186
1.346.680
29,84
2,20
2,26
34,97
41,74
A.P. DI RAVENNA
74.762.075
74.738.432
37.784.513
36.104.971
-4,45
50,54
48,31
312.036
258.683
-17,10
0,42
0,35
50,96
48,65
A.P. DI REGGIO
NELL’EMILIA
69.913.822
71.376.813
16.317.791
16.800.730
2,96
23,34
23,54
317.437
48.163
-84,83
0,45
0,07
23,79
23,61
202
A.P. DI RIMINI
48.836.986
46.536.061
13.467.179
12.362.943
-8,20
27,58
26,57
0
0
n.a.
0,00
0,00
27,58
26,57
Totale EMILIA R
621.441.390
667.781.263
186.715.658
198.536.199
6,33
30,05
29,73
2.712.651
3.658.069
34,85
0,44
0,55
30,48
30,28
Totale Nord Est
1.439.595.363
1.573.926.966
547.688.721
606.096.361
10,66
38,04
38,51
12.564.653
17.694.078
40,82
0,87
1,12
38,92
39,63
A.P. DI AREZZO
67.792.245
75.401.860
30.715.633
33.635.747
9,51
45,31
44,61
24.098
142.250
490,29
0,04
0,19
45,34
44,80
A.P. DI FIRENZE
158.826.546
165.609.714
87.540.668
89.636.924
2,39
55,12
54,13
529.179
3.973.789
650,93
0,33
2,40
55,45
56,52
A.P. DI
GROSSETO
76.429.528
66.946.119
16.698.527
13.817.322
-17,25
21,85
20,64
6.311
18.785
197,67
0,01
0,03
21,86
20,67
A.P. DI LIVORNO
59.585.542
59.301.893
30.276.422
30.544.460
0,89
50,81
51,51
0
0
n.a.
0,00
0,00
50,81
51,51
A.P. DI LUCCA
70.596.337
78.084.911
18.105.904
33.740.003
86,35
25,65
43,21
1.390.995
1.891.579
35,99
1,97
2,42
27,62
45,63
A.P. DI MASSA
CARRARA
44.586.091
47.270.343
19.972.027
20.982.798
5,06
44,79
44,39
0
479.664
n.a.
0,00
1,01
44,79
45,40
A.P. DI PISA
79.429.495
95.623.496
32.484.235
37.917.592
16,73
40,90
39,65
108.850
1.944.800
1.686,67
0,14
2,03
41,03
41,69
A.P. DI PISTOIA
49.459.007
57.701.686
24.219.293
28.897.761
19,32
48,97
50,08
20.311
24.834
22,27
0,04
0,04
49,01
50,12
A.P. DI PRATO
33.913.135
41.790.097
18.193.646
22.189.755
21,96
53,65
53,10
28.375
2.034.718
7.070,92
0,08
4,87
53,73
57,97
A.P. DI SIENA
79.452.432
92.924.588
41.320.278
46.949.867
13,62
52,01
50,52
0
100.000
n.a.
0,00
0,11
52,01
50,63
720.070.360
780.654.707
319.526.631
358.312.230
12,14
44,37
45,90
2.108.119
10.610.420
403,31
0,29
1,36
44,67
47,26
Totale TOSCANA
Spese Correnti
Titolo I Impegni
di Servizi
Variazione
a
Titolo I Spesa Int. 3
Prestazioni
a
Spesa Int. 5)
Tributarie
2007
e
A.P. DI TERNI
Prestazioni
Titolo I Impegni
Provincia
A.P. DI PERUGIA
Prestazioni
131.339.118
2008
f
2007
g
2008
h
149.302.060
40.261.922
38.123.976
07/08
g/h
di Servizi
/ Titolo I
impegni
gestione corrente
Var. Oneri
Oneri
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Titolo I Spesa Int. 8
straordinari
straordinari
straordinari/
Utili
a
Oneri straordinari
a
2007
g/e
2008
h/f
-5,31
30,65
25,53
2007
i
2008
l
303.412
07/08
i/l
2.862.594
/ Titolo I
impegni
2007 2008
i/e
l/f
Titolo I impegni
2007
(g+i)/e
2008
(h+l)/f
843,47
0,23
1,92
30,89
27,45
203
40.901.810
52.954.344
16.172.957
15.700.317
-2,92
39,54
29,65
0
719.765
n.a.
0,00
1,36
39,54
31,01
Totale UMBRIA
172.240.928
202.256.405
56.434.879
53.824.292
-4,63
32,77
26,61
303.412
3.582.358
1.080,69
0,18
1,77
32,94
28,38
A.P. DI ANCONA
94.325.907
97.832.272
36.786.447
37.634.662
2,31
39,00
38,47
581.256
410.020
-29,46
0,62
0,42
39,62
38,89
A.P. DI ASCOLI
PICENO
78.604.763
78.044.832
24.621.981
24.796.772
0,71
31,32
31,77
625.278
261.976
-58,10
0,80
0,34
32,12
32,11
A.P. DI MACERATA
60.286.049
65.593.427
29.196.794
30.228.312
3,53
48,43
46,08
795.239
863.925
8,64
1,32
1,32
49,75
47,40
A.P. DI PESARO
URBINO
83.322.001
82.712.254
31.637.448
30.089.517
-4,89
37,97
36,38
1.250.617
628.061
-49,78
1,50
0,76
39,47
37,14
Totale MARCHE
316.538.720
324.182.786
122.242.669
122.749.263
0,41
38,62
37,86
3.252.391
2.163.983
-33,46
1,03
0,67
39,65
38,53
A.P. DI FROSINONE
68.390.707
70.995.255
26.391.030
24.450.423
-7,35
38,59
34,44
706.805
801.823
13,44
1,03
1,13
39,62
35,57
A.P. DI LATINA
64.422.519
66.040.231
22.788.602
23.013.213
0,99
35,37
34,85
414.949
155.981
-62,41
0,64
0,24
36,02
35,08
A.P. DI RIETI
38.383.337
43.330.491
9.897.313
13.647.444
37,89
25,79
31,50
203.562
68.718
-66,24
0,53
0,16
26,32
31,65
A.P. DI ROMA
504.360.595
478.300.178
187.740.289
177.749.210
-5,32
37,22
37,16
1.574.914
2.600.000
65,09
0,31
0,54
37,54
37,71
51.115.530
52.615.607
17.255.583
16.661.251
-3,44
33,76
31,67
484.338
421.126
-13,05
0,95
0,80
34,71
32,47
Totale LAZIO
726.672.687
711.281.761
264.072.818
255.521.541
-3,24
36,34
35,92
3.384.568
4.047.649
19,59
0,47
0,57
36,81
36,49
A.P. DI VITERBO
Totale Centro
1.935.522.694
2.018.375.659
762.276.996
790.407.326
3,69
39,38
39,16
9.048.490
20.404.410
125,50
0,47
1,01
39,85
40,17
A.P. DI CHIETI
61.621.043
54.815.852
22.352.126
16.778.957
-24,93
36,27
30,61
0
0
n.a.
0,00
0,00
36,27
30,61
A.P. DI L’AQUILA
58.903.053
50.658.267
18.470.654
16.023.502
-13,25
31,36
31,63
1.054.852
897.566
-14,91
1,79
1,77
33,15
33,40
A.P. DI PESCARA
43.806.059
39.709.162
11.925.540
11.068.386
-7,19
27,22
27,87
246.943
970.825
293,14
0,56
2,44
27,79
30,32
A.P. DI TERAMO
42.509.848
36.752.769
10.354.509
9.963.641
-3,77
24,36
27,11
876.751
78.773
-91,02
2,06
0,21
26,42
27,32
Totale ABRUZZO
206.840.003
181.936.050
63.102.829
53.834.486
-14,69
30,51
29,59
2.178.547
1.947.164
-10,62
1,05
1,07
31,56
30,66
A.P. DI CAMPOBASSO
33.560.796
34.023.186
13.871.042
12.580.409
-9,30
41,33
36,98
57.499
104.979
82,57
0,17
0,31
41,50
37,28
A.P. DI ISERNIA
17.820.397
16.649.453
4.992.014
4.286.750
-14,13
28,01
25,75
644.358
1.093.210
69,66
3,62
6,57
31,63
32,31
Totale MOLISE
51.381.193
50.672.639
18.863.055
16.867.159
-10,58
36,71
33,29
701.857
1.198.189
70,72
1,37
2,36
38,08
35,65
Spese Correnti
Titolo I Impegni
Prestazioni
Prestazioni
Titolo I Impegni
di Servizi
Variazione
a
Titolo I Spesa Int. 3
Prestazioni
a
Spesa Int. 5)
Tributarie
Provincia
2007
e
2008
f
2007
g
2008
h
A.P. DI AVELLINO
71.442.925
69.170.629
43.451.453
43.902.722
A.P. DI
BENEVENTO
54.297.750
47.482.712
15.682.286
A.P. DI CASERTA
138.104.628
128.038.059
A.P. DI NAPOLI
406.039.684
368.474.482
A.P. DI SALERNO
181.979.591
178.011.882
90.080.735
Totale CAMPANIA
851.864.578
791.177.765
477.484.069
A.P. DI BARI
142.866.105
166.650.050
66.899.838
45.641.294
57.867.358
A.P. DI FOGGIA
90.268.683
A.P. DI LECCE
108.519.285
A.P. DI BRINDISI
204
A.P. DI TARANTO
07/08
g/h
di Servizi
/ Titolo I
impegni
gestione corrente
Var. Oneri
Oneri
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Titolo I Spesa Int. 8
straordinari
straordinari
straordinari/
Utili
a
Oneri straordinari
a
2008
l
07/08
i/l
/ Titolo I
impegni
2007 2008
i/e
l/f
Titolo I impegni
2007
g/e
2008
h/f
2007
i
2007
(g+i)/e
2008
(h+l)/f
1,04
60,82
63,47
1.397.328
737.476
-47,22
1,96
1,07
62,78
64,54
12.822.021
-18,24
28,88
27,00
73.829
733.661
893,73
0,14
1,55
29,02
28,55
71.690.539
69.849.314
-2,57
51,91
54,55
0
75.717
n.a.
0,00
0,06
51,91
54,61
256.579.056
238.912.803
-6,89
63,19
64,84
5.903.848
7.055.916
19,51
1,45
1,91
64,64
66,75
94.189.849
4,56
49,50
52,91
2.314.154
1.990.689
-13,98
1,27
1,12
50,77
54,03
459.676.708
-3,73
56,05
58,10
9.689.159
10.593.458
9,33
1,14
1,34
57,19
59,44
88.086.828
31,67
46,83
52,86
1.647.336
889.999
-45,97
1,15
0,53
47,98
53,39
14.538.522
23.252.597
59,94
31,85
40,18
202.038
882.489
336,79
0,44
1,53
32,30
41,71
104.161.718
34.112.708
44.922.559
31,69
37,79
43,13
3.088
1.501.082
48.517,11
0,00
1,44
37,79
44,57
100.704.755
37.156.732
35.652.984
-4,05
34,24
35,40
1.229.624
756.979
-38,44
1,13
0,75
35,37
36,16
73.039.340
79.575.313
22.156.160
42.341.140
91,10
30,33
53,21
1.552.033
915.164
-41,03
2,12
1,15
32,46
54,36
Totale PUGLIA
460.334.708
508.959.194
174.863.960
234.256.107
33,96
37,99
46,03
4.634.119
4.945.713
6,72
1,01
0,97
38,99
47,00
A.P. DI MATERA
48.452.604
53.062.382
21.571.640
22.676.158
5,12
44,52
42,73
674.450
464.469
-31,13
1,39
0,88
45,91
43,61
A.P. DI POTENZA
99.244.453
113.530.646
57.254.531
72.767.906
27,10
57,69
64,10
1.118.299
1.037.880
-7,19
1,13
0,91
58,82
65,01
Totale BASILICATA
147.697.057
166.593.028
78.826.171
95.444.064
21,08
53,37
57,29
1.792.749
1.502.349
-16,20
1,21
0,90
54,58
58,19
80.255.802
83.580.223
23.247.093
16.505.344
-29,00
28,97
19,75
3.042.494
4.327.996
42,25
3,79
5,18
32,76
24,93
A.P. DI COSENZA
144.900.647
140.946.159
31.467.743
35.061.720
11,42
21,72
24,88
976.462
765.000
-21,66
0,67
0,54
22,39
25,42
A.P. DI CROTONE
45.848.305
44.709.538
13.798.316
10.068.680
-27,03
30,10
22,52
337.617
329.863
-2,30
0,74
0,74
30,83
23,26
94.026.479
112.448.636
21.031.518
17.170.636
-18,36
22,37
15,27
1.735.922
4.166.952
140,04
1,85
3,71
24,21
18,98
36.406.187
33.709.932
8.370.860
6.096.802
-27,17
22,99
18,09
448.484
637.417
42,13
1,23
1,89
24,22
19,98
401.437.419
415.394.489
97.915.530
84.903.180
-13,29
24,39
20,44
6.540.979
10.227.228
56,36
1,63
2,46
26,02
22,90
2.119.554.958
2.114.733.164
911.055.614
944.981.704
3,72
42,98
44,69
25.537.409
30.414.101
19,10
1,20
1,44
44,19
46,12
A.P. DI
CATANZARO
A.P. DI REGGIO DI
CALABRIA
A.P. DI VIBO
VALENTIA
Totale CALABRIA
Totale Sud
Spese Correnti
Titolo I Impegni
Prestazioni
Prestazioni
Titolo I Impegni
di Servizi
Variazione
a
Titolo I Spesa Int. 3
Prestazioni
a
Spesa Int. 5)
Tributarie
Provincia
2007
e
2008
f
2007
g
2008
h
51.719.493
47.723.675
14.586.490
11.983.775
35.218.513
34.634.886
11.269.124
120.871.984
128.058.766
A.P. DI ENNA
35.081.690
A.P. DI MESSINA
gestione corrente
Var. Oneri
Oneri
Titolo I Spesa Int. 8
straordinari
straordinari
straordinari/
Utili
a
a
-17,84
28,20
25,11
203.724
416.623
104,50
0,39
0,87
28,60
25,98
10.328.607
-8,35
32,00
29,82
387.552
1.960.509
405,87
1,10
5,66
33,10
35,48
45.211.159
50.874.974
12,53
37,40
39,73
3.166.643
8.073.134
154,94
2,62
6,30
40,02
46,03
37.008.086
7.526.863
8.125.303
7,95
21,46
21,96
453.120
382.644
-15,55
1,29
1,03
22,75
22,99
77.852.865
78.660.183
22.533.112
24.327.182
7,96
28,94
30,93
1.242.031
906.826
-26,99
1,60
1,15
30,54
32,08
A.P. DI PALERMO
136.666.328
134.629.610
39.538.458
37.143.265
-6,06
28,93
27,59
265.846
4.998.890
1.780,37
0,19
3,71
29,13
31,30
A.P. DI RAGUSA
44.332.992
40.435.841
13.488.658
12.285.838
-8,92
30,43
30,38
1.208.485
536.833
-55,58
2,73
1,33
33,15
31,71
A.P. DI SIRACUSA
48.448.778
48.894.196
13.165.920
15.620.133
18,64
27,17
31,95
353.567
59.678
-83,12
0,73
0,12
27,90
32,07
205
A.P. DI TRAPANI
2008
l
07/08
i/l
Titolo I impegni
2008
h/f
A.P. DI CATANIA
2007
i
/ Titolo I
impegni
2007 2008
i/e
l/f
2007
g/e
A.P. DI
AGRIGENTO
A.P. DI
CALTANISSETTA
07/08
g/h
di Servizi
/ Titolo I
impegni
(Prestazioni di
Servizi
+ Oneri
Oneri straordinari
2007
(g+i)/e
2008
(h+l)/f
44.242.463
46.925.361
8.783.344
10.738.710
22,26
19,85
22,88
257.360
2.120.080
723,78
0,58
4,52
20,43
27,40
Totale SICILIA
594.435.105
596.970.604
176.103.128
181.427.787
3,02
29,63
30,39
7.538.328
19.455.216
158,08
1,27
3,26
30,89
33,65
A.P. DI CAGLIARI
100.474.758
86.694.712
32.843.323
31.308.733
-4,67
32,69
36,11
1.284.239
2.365.471
84,19
1,28
2,73
33,97
38,84
19.358.473
17.293.663
10.830.907
7.945.604
-26,64
55,95
45,95
0
2.085
n.a.
0,00
0,01
55,95
45,96
16.059.547
17.186.495
7.650.187
7.117.510
-6,96
47,64
41,41
20.335
12.877
-36,68
0,13
0,07
47,76
41,49
A.P. DI NUORO
31.913.783
35.480.888
8.915.707
10.743.668
20,50
27,94
30,28
13.192
238.609
1.708,78
0,04
0,67
27,98
30,95
A.P. DI OLBIATEMPIO
19.922.049
23.548.793
12.830.247
15.327.250
19,46
64,40
65,09
0
0
n.a.
0,00
0,00
64,40
65,09
A.P. DI ORISTANO
31.377.606
34.123.266
7.808.114
9.270.271
18,73
24,88
27,17
41.841
22.597
-45,99
0,13
0,07
25,02
27,23
A.P. DI SASSARI
53.396.485
58.675.893
19.640.678
18.639.416
-5,10
36,78
31,77
3.271.052
5.403.192
65,18
6,13
9,21
42,91
40,98
272.502.700
273.003.710
100.519.164
100.352.452
-0,17
36,89
36,76
4.630.658
8.044.831
73,73
1,70
2,95
38,59
39,71
A.P. DI CARBONIAIGLESIAS
A.P. DI MEDIO
CAMPIDANO
Totale SARDEGNA
Totale Isole
Totale GENERALE
866.937.805
869.974.314
276.622.291
281.780.239
1,86
31,91
32,39
12.168.986
27.500.046
125,98
1,40
3,16
33,31
35,55
8.804.067.366
9.099.315.665
3.484.572.447
3.693.869.373
6,01
39,58
40,60
74.442.748
117.592.128
57,96
0,85
1,29
40,42
41,89
Tab. 51 – Comuni - Spese in conto capitale, partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale - 2007/2008
Titolo II Impegni
Regione
2007
o
2008
p
Partecipazioni Azionarie
Titolo II Spesa Int. 8
2007
q
2008
r
Variazione
%
07/08
q/r
Conferimenti di capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
t
2008
u
(Part. az.
Partecipazion Partecipazion Conferimenti Conferimenti
+ Conf.
i Azionarie/ i Azionarie/ di capitale/ di capitale/
Variazione
cap.) su
Titolo II
Titolo II
Titolo II
Titolo II
Titolo II
Impegni
Impegni
Impegni
Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
2007
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(q+t)/o
(Part. az.
+ Conf.
cap.) su
Titolo II
Impegni
2008
(r+u)/p
PIEMONTE
1.539.313.248 1.432.373.674
7.107.104
16.175.068
127,59
43.643.195
34.963.376
-19,89
0,46
1,13
2,84
2,44
3,30
3,57
LOMBARDIA
8.849.757.751 5.205.949.926
37.464.831
40.214.074
7,34
12.987.389
12.046.498
-7,24
0,42
0,77
0,15
0,23
0,57
1,00
566.990.830
3.637.852
861.804
-76,31
6.333.018
787.248
-87,57
0,75
0,15
1,31
0,14
2,06
0,29
10.872.417.708 7.205.314.430
LIGURIA
Totale N.Ovest
483.346.710
48.209.788
57.250.946
18,75
62.963.603
47.797.121
-24,09
0,44
0,79
0,58
0,66
1,02
1,46
906.758.035
5.281.443
5.914.652
11,99
6.282.568
2.254.392
-64,12
0,63
0,65
0,75
0,25
1,37
0,90
1.230.947.508 1.225.517.097
6.679.061
1.885.299
-71,77
27.285.650
15.022.982
-44,94
0,54
0,15
2,22
1,23
2,76
1,38
494.269.323
1.783.409
744.019
-58,28
570.074
65.292
-88,55
0,32
0,15
0,10
0,01
0,42
0,16
EMILIA R
1.607.796.104 1.517.872.542
12.126.041
7.245.409
-40,25
8.985.178
6.141.347
-31,65
0,75
0,48
0,56
0,40
1,31
0,88
Totale Nord Est
4.238.516.678 4.144.416.996
25.869.955
15.789.379
-38,97
43.123.470
23.484.013
-45,54
0,61
0,38
1,02
0,57
1,63
0,95
TOSCANA
1.246.531.257 1.353.820.717
20.883.081
8.973.182
-57,03
5.526.222
11.258.257
103,72
1,68
0,66
0,44
0,83
2,12
1,49
TAA
VENETO
FVG
842.909.647
556.863.419
206
UMBRIA
426.716.257
369.009.586
2.444.848
1.856.444
-24,07
54.583
191.358
250,58
0,57
0,50
0,01
0,05
0,59
0,55
MARCHE
360.909.276
366.863.838
1.305.829
476.641
-63,50
2.649.451
438.381
-83,45
0,36
0,13
0,73
0,12
1,10
0,25
LAZIO
579.805.182
581.674.052
329.160
1.457.836
342,90
3.259.463
1.593.732
-51,10
0,06
0,25
0,56
0,27
0,62
0,52
2.613.961.971 2.671.368.193
24.962.918
12.764.103
-48,87
11.489.719
13.481.728
17,34
0,95
0,48
0,44
0,50
1,39
0,98
ABRUZZO
Totale Centro
365.067.478
273.948.390
431.455
1.146.097
165,64
404.780
143.148
-64,64
0,12
0,42
0,11
0,05
0,23
0,47
MOLISE
131.503.945
210.671.504
22.298
25.330
13,60
18.239.501
7.899.976
-56,69
0,02
0,01
13,87
3,75
13,89
3,76
1.859.488.506 1.665.515.196
CAMPANIA
2.963.477
58.660.518
1.879,45
24.514.476
14.595.454
-40,46
0,16
3,52
1,32
0,88
1,48
4,40
PUGLIA
822.457.472
700.437.499
4.220.728
607.977
-85,60
1.134.577
1.398.886
23,30
0,51
0,09
0,14
0,20
0,65
0,29
BASILICATA
198.777.612
199.735.761
571.281
189.708
-66,79
222.667
1.368.476
514,59
0,29
0,09
0,11
0,69
0,40
0,78
416.231.740
429.829.208
336.092
59.227
-82,38
2.348.927
3.230.642
37,54
0,08
0,01
0,56
0,75
0,65
0,77
3.793.526.753 3.480.137.558
8.545.332
60.688.858
610,20
46.864.927
28.636.582
-38,90
0,23
1,74
1,24
0,82
1,46
2,57
CALABRIA
Totale Sud
SICILIA
523.653.529
616.861.358
1.848.936
2.539.522
37,35
1.028.985
82.972.902
7.963,57
0,35
0,41
0,20
13,45
0,55
13,86
SARDEGNA
615.260.131
754.973.149
821.040
166.561
-79,71
1.279.795
1.833.742
43,28
0,13
0,02
0,21
0,24
0,34
0,26
Totale Isole
Tot.GENERALE
1.138.913.660 1.371.834.507
2.669.976
2.706.083
1,35
2.308.779
84.806.644
3.573,22
0,23
0,20
0,20
6,18
0,44
6,38
22.657.336.771 18.873.071.685
110.257.969
149.199.369
35,32
166.750.499
198.206.087
18,86
0,49
0,79
0,74
1,05
1,22
1,84
Tab. 52 – Province - Spese in conto capitale, partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale - 2007/2008
Titolo II Impegni a
Provincia
A.P. DI
ALESSANDRIA
Partecipazioni Azionarie Variazione
Titolo II Spesa Int. 8a
Conferimenti
Partecipazioni Partecipazioni
Conferimenti di
a
di capitale/
Azionarie/ Titolo Azionarie/ Titolo
capitale/ Titolo
Variazione
Titolo II
II Impegni
II Impegni
II Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
UtiliConferimenti di
capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
2008
2007
2008
07/08
2007
2008
o
p
q
r
q/r
t
u
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(Part. az. + (Part. az. +
Conf. cap.) Conf. cap.)
su Titolo II su Titolo II
Impegni
Impegni
2007
2008
(q+t)/o
(r+u)/p
207
46.446.169
13.037.183
113.619
202.834
78,52
0
0
n.a.
0,24
1,56
0,00
0,00
0,24
1,56
A.P. DI ASTI
9.603.731
12.112.445
0
0
n.a.
22.805
1.166.356
5.014,47
0,00
0,00
0,24
9,63
0,24
9,63
A.P. DI BIELLA
7.128.703
9.905.161
250.000
267.852
7,14
0
2.250
n.a.
3,51
2,70
0,00
0,02
3,51
2,73
A.P. DI CUNEO
29.819.929
38.938.635
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
A.P. DI NOVARA
12.858.931
22.449.552
80.674
0
-100,00
0
0
n.a.
0,63
0,00
0,00
0,00
0,63
0,00
A.P. DI TORINO
96.053.171
88.201.246
2.483.915
862.300
-65,28
234.335
780.665
233,14
2,59
0,98
0,24
0,89
2,83
1,86
19.261.378
11.177.193
56.557
83.645
47,90
0
0
n.a.
0,29
0,75
0,00
0,00
0,29
0,75
40.514.313
36.554.715
833.333
2.000
-99,76
0
0
n.a.
2,06
0,01
0,00
0,00
2,06
0,01
261.686.325
232.376.130
3.818.098
1.418.631
-62,84
257.140
1.949.271
658,06
1,46
0,61
0,10
0,84
1,56
1,45
62.132.908
83.754.497
5.386.977
580.000
-89,23
0
0
n.a.
8,67
0,69
0,00
0,00
8,67
0,69
A.P. DI BRESCIA
81.249.318
154.080.973
1.200.000
249.550
-79,20
17.500
0
-100,00
1,48
0,16
0,02
0,00
1,50
0,16
A.P. DI COMO
52.179.805
35.182.791
0
10.000
n.a.
165.000
0
-100,00
0,00
0,03
0,32
0,00
0,32
0,03
103.757.935
51.133.646
17.500
1.200.000
6.757,14
151.450
0
-100,00
0,02
2,35
0,15
0,00
0,16
2,35
A.P. DI LECCO
15.916.180
17.158.578
0
0
n.a.
85.766
0
-100,00
0,00
0,00
0,54
0,00
0,54
0,00
A.P. DI LODI
16.361.276
7.745.408
0
0
n.a.
0
25.000
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,32
0,00
0,32
A.P. DI
VERBANOCUSIO-OSSOLA
A.P. DI
VERCELLI
Totale
PIEMONTE
A.P. DI
BERGAMO
A.P. DI
CREMONA
A.P. DI MANTOVA
90.249.799
59.911.209
427.474
126.000
-70,52
100.000
0
-100,00
0,47
0,21
0,11
0,00
0,58
0,21
A.P. DI MILANO
462.428.352
241.850.604
0
1.262.000
n.a.
896.000
841.000
-6,14
0,00
0,52
0,19
0,35
0,19
0,87
A.P. DI PAVIA
22.430.331
24.844.612
0
0
n.a.
25.000
243.983
875,93
0,00
0,00
0,11
0,98
0,11
0,98
A.P. DI SONDRIO
59.372.234
30.389.308
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
A.P. DI VARESE
72.000.468
96.280.746
0
0
n.a.
150.000
0
-100,00
0,00
0,00
0,21
0,00
0,21
0,00
1.038.078.605
802.332.371
7.031.951
3.427.550
-51,26
1.590.716
1.109.983
-30,22
0,68
0,43
0,15
0,14
0,83
0,57
Totale
LOMBARDIA
Titolo II Impegni a
Provincia
208
A.P. DI
GENOVA
A.P. DI
IMPERIA
A.P. DI LA
SPEZIA
A.P. DI
SAVONA
Totale
LIGURIA
Totale Nord
Ovest
A.P. DI
BELLUNO
A.P. DI
PADOVA
A.P. DI
ROVIGO
A.P. DI
TREVISO
A.P. DI
VENEZIA
A.P. DI
VERONA
A.P. DI
VICENZA
Totale
VENETO
A.P. DI
GORIZIA
A.P. DI
PORDENONE
A.P. DI
TRIESTE
A.P. DI
UDINE
Totale
FVG
Partecipazioni Azionarie Variazione
Titolo II Spesa Int. 8a
Conferimenti
Partecipazioni Partecipazioni
Conferimenti di
a
di capitale/
Azionarie/ Titolo Azionarie/ Titolo
capitale/ Titolo
Variazione
Titolo II
II Impegni
II Impegni
II Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
UtiliConferimenti di
capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
2008
2007
2008
07/08
2007
2008
o
p
q
r
q/r
t
u
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(Part. az. + (Part. az. +
Conf. cap.) Conf. cap.)
su Titolo II su Titolo II
Impegni
Impegni
2007
2008
(q+t)/o
(r+u)/p
63.326.200
46.432.768
0
1.745.092
n.a.
0
279.386
n.a.
0,00
3,76
0,00
0,60
0,00
4,36
17.854.938
8.472.323
95.363
6.800
-92,87
0
0
n.a.
0,53
0,08
0,00
0,00
0,53
0,08
28.548.853
19.879.318
22.500
0
-100,00
3.340
0
-100,00
0,08
0,00
0,01
0,00
0,09
0,00
27.428.672
20.833.365
885.000
42.299
-95,22
0
0
n.a.
3,23
0,20
0,00
0,00
3,23
0,20
137.158.663
95.617.774
1.002.863
1.794.191
78,91
3.340
279.386
8.264,86
0,73
1,88
0,00
0,29
0,73
2,17
1.436.923.593 1.130.326.275 11.852.911
6.640.372
-43,98
1.851.196
3.338.640
80,35
0,82
0,59
0,13
0,30
0,95
0,88
12.004.218
14.144.153
0
0
n.a.
4.000
0
-100,00
0,00
0,00
0,03
0,00
0,03
0,00
49.520.141
59.148.506
891.900
0
-100,00
10.000
0
-100,00
1,80
0,00
0,02
0,00
1,82
0,00
1.727.076
11.200.378
0
300.000
n.a.
0
0
n.a.
0,00
2,68
0,00
0,00
0,00
2,68
47.729.940
48.598.045
102.400
0
-100,00
10.000
100.000
900,00
0,21
0,00
0,02
0,21
0,24
0,21
29.812.414
31.170.004
29.896
3.100.000 10.269,23
517.000
14.450
-97,21
0,10
9,95
1,73
0,05
1,83
9,99
41.759.920
28.418.726
261.000
715.000
173,95
215.000
100.000
-53,49
0,63
2,52
0,51
0,35
1,14
2,87
41.218.909
49.251.518
2.311.000
5.988
-99,74
552.195
352.195
-36,22
5,61
0,01
1,34
0,72
6,95
0,73
223.772.619
241.931.330
3.596.196
4.120.988
14,59
1.308.195
566.645
-56,68
1,61
1,70
0,58
0,23
2,19
1,94
21.665.577
14.077.649
0
0
n.a.
146.340
5.000
-96,58
0,00
0,00
0,68
0,04
0,68
0,04
27.597.487
35.964.054
0
1.871.000
n.a.
48.330
0
-100,00
0,00
5,20
0,18
0,00
0,18
5,20
14.948.830
14.573.767
0
0
n.a.
52.990
6.850
-87,07
0,00
0,00
0,35
0,05
0,35
0,05
48.913.934
99.442.922
95.332
54.000
-43,36
82.594
33.728
-59,16
0,19
0,05
0,17
0,03
0,36
0,09
113.125.828
164.058.391
95.332
1.925.000
1.919,26
330.254
45.578
-86,20
0,08
1,17
0,29
0,03
0,38
1,20
Titolo II Impegni a
Provincia
A.P. DI
BOLOGNA
A.P. DI
FERRARA
A.P. DI FORLI' CESENA
A.P. DI
MODENA
Partecipazioni Azionarie Variazione
Titolo II Spesa Int. 8a
Conferimenti
Partecipazioni Partecipazioni
Conferimenti di
a
di capitale/
Azionarie/ Titolo Azionarie/ Titolo
capitale/ Titolo
Variazione
Titolo II
II Impegni
II Impegni
II Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
UtiliConferimenti di
capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
2008
2007
2008
07/08
2007
2008
o
p
q
r
q/r
t
u
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(Part. az. + (Part. az. +
Conf. cap.) Conf. cap.)
su Titolo II su Titolo II
Impegni
Impegni
2007
2008
(q+t)/o
(r+u)/p
49.498.532
56.694.294
25.800
0
-100,00
0
0
n.a.
0,05
0,00
0,00
0,00
0,05
0,00
48.778.345
173.490.342
0
0
n.a.
527.382
70.400
-86,65
0,00
0,00
1,08
0,04
1,08
0,04
57.487.174
31.325.762
721.566
77.400
-89,27
0
984
n.a.
1,26
0,25
0,00
0,00
1,26
0,25
53.024.912
52.229.246
15.839
62.083
291,97
35.000
0
-100,00
0,03
0,12
0,07
0,00
0,10
0,12
103.264.009
106.810.869
869.646
1.000.000
14,99
0
0
n.a.
0,84
0,94
0,00
0,00
0,84
0,94
40.607.086
21.174.091
0
0
n.a.
1.008
0
-100,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
87.533.704
65.575.162
9.146
0
-100,00
0
0
n.a.
0,01
0,00
0,00
0,00
0,01
0,00
41.767.938
78.321.338
195.000
0
-100,00
0
0
n.a.
0,47
0,00
0,00
0,00
0,47
0,00
13.936.882
20.154.260
30.000
2.763.991
9.113,30
0
0
n.a.
0,22
13,71
0,00
0,00
0,22
13,71
Totale EMILIA R
495.898.582
605.775.365
1.866.996
3.903.474
109,08
563.390
71.384
-87,33
0,38
0,64
0,11
0,01
0,49
0,66
Totale Nord Est
832.797.028 1.011.765.086
5.558.524
9.949.462
78,99
2.201.839
683.607
-68,95
0,67
0,98
0,26
0,07
0,93
1,05
A.P. DI PARMA
A.P. DI
PIACENZA
A.P. DI
RAVENNA
A.P. DI REGGIO
NELL'EMILIA
A.P. DI RIMINI
209
A.P. DI AREZZO
28.009.008
43.919.896
418.000
510.000
22,01
6.000
0
-100,00
1,49
1,16
0,02
0,00
1,51
1,16
A.P. DI FIRENZE
44.046.776
108.242.927
0
0
n.a.
570.000
498.611
-12,52
0,00
0,00
1,29
0,46
1,29
0,46
A.P. DI
GROSSETO
15.124.851
16.737.634
1.573.717
42.458
-97,30
5.580
0
-100,00
10,40
0,25
0,04
0,00
10,44
0,25
A.P. DI LIVORNO
13.478.692
22.520.068
737
5.000
578,23
62.708
0
-100,00
0,01
0,02
0,47
0,00
0,47
0,02
A.P. DI LUCCA
14.402.156
23.435.115
12.234
0
-100,00
0
20.000
n.a.
0,08
0,00
0,00
0,09
0,08
0,09
A.P. DI MASSA
CARRARA
16.391.368
23.423.850
5.000
5.162
3,23
150.000
125.000
-16,67
0,03
0,02
0,92
0,53
0,95
0,56
A.P. DI PISA
101.402.134
21.764.256
7.124
1.400
-80,35
0
0
n.a.
0,01
0,01
0,00
0,00
0,01
0,01
A.P. DI PISTOIA
25.543.102
22.441.894
197.600
0
-100,00
10.165
0
-100,00
0,77
0,00
0,04
0,00
0,81
0,00
A.P. DI PRATO
15.006.443
20.096.233
700.000
0
-100,00
0
0
n.a.
4,66
0,00
0,00
0,00
4,66
0,00
A.P. DI SIENA
48.413.586
26.458.709
0
185.896
n.a.
8.741
150.408
1.620,72
0,00
0,70
0,02
0,57
0,02
1,27
321.818.116
329.040.582
2.914.412
749.916
-74,27
813.194
794.019
-2,36
0,91
0,23
0,25
0,24
1,16
0,47
Totale
TOSCANA
Titolo II Impegni a
Provincia
2007
o
2008
Conferimenti
Partecipazioni Partecipazioni
Conferimenti di
a
di capitale/
Azionarie/ Titolo Azionarie/ Titolo
capitale/ Titolo
Variazione
Titolo II
II Impegni
II Impegni
II Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
UtiliConferimenti di
capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
2008
07/08
2007
t
2008
q
r
q/r
27.510.197
27.542.883
120.783
42.645
-64,69
0
0
n.a.
0,44
0,15
0,00
0,00
0,44
0,15
A.P. DI TERNI
10.538.949
11.205.202
0
0
n.a.
16.009
16.009
0,00
0,00
0,00
0,15
0,14
0,15
0,14
Totale UMBRIA
38.049.146
38.748.085
120.783
42.645
-64,69
16.009
16.009
0,00
0,32
0,11
0,04
0,04
0,36
0,15
A.P. DI ANCONA
28.476.619
34.708.125
0
46.246
n.a.
49.499
0
-100,00
0,00
0,13
0,17
0,00
0,17
0,13
38.824.231
41.453.769
84.800
480.000
466,04
139.917
67.675
-51,63
0,22
1,16
0,36
0,16
0,58
1,32
22.362.675
30.234.710
464.675
44.382
-90,45
0
0
n.a.
2,08
0,15
0,00
0,00
2,08
0,15
48.373.423
56.739.973
1.029
0
-100,00
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Totale MARCHE
u
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(Part. az. + (Part. az. +
Conf. cap.) Conf. cap.)
su Titolo II su Titolo II
Impegni
Impegni
2007
2008
A.P. DI PERUGIA
A.P. DI ASCOLI
PICENO
A.P. DI
MACERATA
A.P. DI PESARO
URBINO
p
Partecipazioni Azionarie Variazione
Titolo II Spesa Int. 8a
(q+t)/o
(r+u)/p
210
138.036.948
163.136.577
550.505
570.628
3,66
189.416
67.675
-64,27
0,40
0,35
0,14
0,04
0,54
0,39
A.P. DI
FROSINONE
40.169.900
21.484.724
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
A.P. DI LATINA
16.726.554
32.478.986
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
A.P. DI RIETI
43.565.542
38.778.159
0
20.000
n.a.
20.000
0
-100,00
0,00
0,05
0,05
0,00
0,05
0,05
A.P. DI ROMA
150.963.858
150.983.309
5.421.328
311.290
-94,26
150.000
100.000
-33,33
3,59
0,21
0,10
0,07
3,69
0,27
16.753.137
15.024.305
208.161
395.000
89,76
0
0
n.a.
1,24
2,63
0,00
0,00
1,24
2,63
Totale LAZIO
268.178.991
258.749.482
5.629.489
726.290
-87,10
170.000
100.000
-41,18
2,10
0,28
0,06
0,04
2,16
0,32
Totale Centro
766.083.200
789.674.726
9.215.189
2.089.479
-77,33
1.188.619
977.703
-17,74
1,20
0,26
0,16
0,12
1,36
0,39
A.P. DI CHIETI
40.038.552
60.729.826
37.887
442.024
1.066,68
0
0
n.a.
0,09
0,73
0,00
0,00
0,09
0,73
A.P. DI L'AQUILA
22.311.007
17.129.599
120.000
3.073
-97,44
75.000
0
-100,00
0,54
0,02
0,34
0,00
0,87
0,02
A.P. DI
PESCARA
28.996.112
62.419.896
10.810
52.727
387,75
0
7.160
n.a.
0,04
0,08
0,00
0,01
0,04
0,10
A.P. DI TERAMO
14.904.641
66.825.795
4.988
0
-100,00
0
0
n.a.
0,03
0,00
0,00
0,00
0,03
0,00
Totale ABRUZZO
A.P. DI VITERBO
106.250.312
207.105.116
173.685
497.824
186,62
75.000
7.160
-90,45
0,16
0,24
0,07
0,00
0,23
0,24
A.P. DI
CAMPOBASSO
7.645.004
21.013.964
289.091
8.000
-97,23
100.000
42.000
-58,00
3,78
0,04
1,31
0,20
5,09
0,24
A.P. DI ISERNIA
3.925.264
3.635.369
0
20.000
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,55
0,00
0,00
0,00
0,55
Totale MOLISE
11.570.268
24.649.333
289.091
28.000
-90,31
100.000
42.000
-58,00
2,50
0,11
0,86
0,17
3,36
0,28
Titolo II Impegni a
Provincia
A.P. DI
AVELLINO
A.P. DI
BENEVENTO
A.P. DI
CASERTA
Partecipazioni Azionarie Variazione
Titolo II Spesa Int. 8a
Conferimenti
Partecipazioni Partecipazioni
Conferimenti di
a
di capitale/
Azionarie/ Titolo Azionarie/ Titolo
capitale/ Titolo
Variazione
Titolo II
II Impegni
II Impegni
II Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
UtiliConferimenti di
capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
2008
2007
2008
07/08
2007
2008
o
p
q
r
q/r
t
u
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(Part. az. + (Part. az. +
Conf. cap.) Conf. cap.)
su Titolo II su Titolo II
Impegni
Impegni
2007
2008
(q+t)/o
(r+u)/p
89.319.353
66.945.669
0
372.000
n.a.
12.500
80.000
540,00
0,00
0,56
0,01
0,12
0,01
0,68
87.702.545
49.892.394
5.000
0
-100,00
125.000
0
-100,00
0,01
0,00
0,14
0,00
0,15
0,00
61.162.586
146.503.962
0
0
n.a.
692.450
120.000
-82,67
0,00
0,00
1,13
0,08
1,13
0,08
A.P. DI NAPOLI
73.647.790
187.980.759
172.040 19.810.000 11.414,75 18.691.684 12.600.000
-32,59
0,23
10,54
25,38
6,70
25,61
17,24
A.P. DI SALERNO
50.000
n.a.
1,16
0,00
0,00
0,30
1,16
0,30
2.945,34 19.521.634 12.850.000
-34,18
0,19
4,31
5,52
2,75
5,71
7,06
211
41.955.829
16.707.034
Totale
CAMPANIA
353.788.102
468.029.819
A.P. DI BARI
90.093.627
87.328.048
23.355
0
-100,00
0
0
n.a.
0,03
0,00
0,00
0,00
0,03
0,00
A.P. DI BRINDISI
43.673.894
39.547.415
0
2.000
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,01
0,00
0,00
0,00
0,01
A.P. DI FOGGIA
74.411.588
60.819.688
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
A.P. DI LECCE
94.856.309
28.004.510
960.963
42.200
-95,61
0
0
n.a.
1,01
0,15
0,00
0,00
1,01
0,15
A.P. DI
TARANTO
48.391.321
45.807.844
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Totale PUGLIA
351.426.739
261.507.504
984.318
44.200
-95,51
0
0
n.a.
0,28
0,02
0,00
0,00
0,28
0,02
A.P. DI MATERA
11.107.293
25.758.129
10.000
0
-100,00
100.000
0
-100,00
0,09
0,00
0,90
0,00
0,99
0,00
63.888.241
78.686.515
0
25.000
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,03
0,00
0,00
0,00
0,03
74.995.534
104.444.643
10.000
25.000
150,00
100.000
0
-100,00
0,01
0,02
0,13
0,00
0,15
0,02
43.296.442
56.433.200
495.000
139.775
-71,76
84.971
0
-100,00
1,14
0,25
0,20
0,00
1,34
0,25
A.P. DI COSENZA
161.078.305
116.998.239
50.000
45.000
-10,00
0
0
n.a.
0,03
0,04
0,00
0,00
0,03
0,04
A.P. DI CROTONE
35.955.251
5.759.315
712.824
0
-100,00
0
0
n.a.
1,98
0,00
0,00
0,00
1,98
0,00
87.798.859
79.260.529
0
2.718.959
n.a.
153.291
50.000
-67,38
0,00
3,43
0,17
0,06
0,17
3,49
46.709.030
8.324.881
0
0
n.a.
66.481
66.581
0,15
0,00
0,00
0,14
0,80
0,14
0,80
374.837.889
266.776.164
1.257.824
2.903.734
130,85
304.743
116.581
-61,74
0,34
1,09
0,08
0,04
0,42
1,13
601,10 20.101.378 13.015.741
-35,25
0,27
1,78
1,58
0,98
1,84
2,75
A.P. DI
POTENZA
Totale
BASILICATA
A.P. DI
CATANZARO
A.P. DI REGGIO
DI CALABRIA
A.P. DI VIBO
VALENTIA
Totale
CALABRIA
Totale Sud
1.272.868.844 1.332.512.579
485.676
0
662.717 20.182.000
3.377.635 23.680.759
-100,00
0
Titolo II Impegni a
Provincia
A.P. DI
AGRIGENTO
A.P. DI
CALTANISSETTA
Partecipazioni Azionarie Variazione
Titolo II Spesa Int. 8a
Conferimenti
Partecipazioni Partecipazioni
Conferimenti di
a
di capitale/
Azionarie/ Titolo Azionarie/ Titolo
capitale/ Titolo
Variazione
Titolo II
II Impegni
II Impegni
II Impegni
Impegni
07/08
2007
2008
2007
2008
UtiliConferimenti di
capitale
Titolo II Spesa Int. 9
2007
2008
2007
2008
07/08
2007
2008
o
p
q
r
q/r
t
u
t/u
q/o
r/p
t/o
u/p
(Part. az. + (Part. az. +
Conf. cap.) Conf. cap.)
su Titolo II su Titolo II
Impegni
Impegni
2007
2008
(q+t)/o
(r+u)/p
8.957.542
36.160
95.202
0
-100,00
0
0
n.a.
1,06
0,00
0,00
0,00
1,06
0,00
4.913.610
14.140.029
126.250
863.000
583,56
0
0
n.a.
2,57
6,10
0,00
0,00
2,57
6,10
26.790.874
81.070.289
7.875.000
0
-100,00
0
0
n.a.
29,39
0,00
0,00
0,00
29,39
0,00
A.P. DI ENNA
7.063.682
4.943.536
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
A.P. DI MESSINA
250.000
51,36
0
0
n.a.
4,42
0,36
0,00
0,00
4,42
0,36
7.900.000 89.340,17
197.702
180.000
-8,95
0,03
32,09
0,60
0,73
0,63
32,82
A.P. DI CATANIA
3.740.692
69.680.762
165.165
A.P. DI
PALERMO
32.916.351
24.618.765
8.833
A.P. DI RAGUSA
36.971.196
8.925.450
100.000
0
-100,00
0
0
n.a.
0,27
0,00
0,00
0,00
0,27
0,00
4.690.618
2.872.935
572.096
0
-100,00
0
0
n.a.
12,20
0,00
0,00
0,00
12,20
0,00
4.630.211
1.700.000
900.000
-47,06
0
0
n.a.
7,30
19,44
0,00
0,00
7,30
19,44
210.918.138 10.642.546
9.913.000
-6,85
197.702
180.000
-8,95
7,13
4,70
0,13
0,09
7,26
4,79
A.P. DI
SIRACUSA
A.P. DI TRAPANI
212
Totale SICILIA
A.P. DI CAGLIARI
A.P. DI CARBONIAIGLESIAS
A.P. DI MEDIO
CAMPIDANO
A.P. DI NUORO
A.P. DI OLBIATEMPIO
A.P. DI
ORISTANO
A.P. DI SASSARI
23.289.140
149.333.704
23.369.380
32.781.002
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
8.123.627
23.521.253
25.000
250.000
900,00
0
0
n.a.
0,31
1,06
0,00
0,00
0,31
1,06
5.229.546
19.841.821
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
17.821.048
15.854.769
0
0
n.a.
0
29.025
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,18
0,00
0,18
19.923.777
18.687.045
0
0
n.a.
0
0
n.a.
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
10.309.293
20.436.959
691.497
1.646.855
138,16
106.000
101.000
-4,72
6,71
8,06
1,03
0,49
7,74
8,55
26.031.017
15.408.087
2.788
0
-100,00
668.110
1.471
-99,78
0,01
0,00
2,57
0,01
2,58
0,01
Totale
SARDEGNA
110.807.689
146.530.936
719.285
1.896.855
163,71
774.110
131.496
-83,01
0,65
1,29
0,70
0,09
1,35
1,38
Totale Isole
260.141.393
357.449.074 11.361.831 11.809.854
3,94
971.812
311.496
-67,95
4,37
3,30
0,37
0,09
4,74
3,39
30,95 26.314.842 18.327.186
-30,35
0,91
1,17
0,58
0,40
1,48
1,57
Totale
GENERALE
4.568.814.057 4.621.727.740 41.366.090 54.169.926
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Sezione delle Autonomie - Delibera n. 14/2010/AUT