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CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1 8 6 1
I a TORNATA DEL
17
FEBBRAIO 1868
PRESIDENZA DEL VIGE -PRE SIDENT E COMMENDATORE RESTELLI.
SOMMARIO. Congedo. — Seguito della discussione del disegno di legge per ispese straordinarie destinate a
lavori marittimi — Il deputato Curzio sostiene Vemendamento per il compimento del molo di Bari — Voto
motivato dal deputato Damiani per la presentazione di altro progetto circa le nuove proposte dopo la votazione
di provvedimenti finanziari — Emendamenti dei deputati Garau, Biancheri e Calvino all'articolo 1 per altri
lavori — Adesione del deputato Cadolini, e opposizioni del deputato Massari G. alla proposta del deputato
Damiani — Osservazioni dei deputati Lazzaro, Nisco, Biancheri e Nicotera — Dichiarazioni del ministro
dei lavori pubblici — La proposta del deputato Damiani è approvata — Questione pregiudiziale opposta dal
deputato Massari G., rigettata — I deputati Crispi e Speciale sostengono lo stanziamento aWarticolo 1 pel
porto di Catania, che non è ammesso — Incidente sulla chiusura, che è deliberata — Spiegazioni dei deputati
Cadolini, Monti C., relatore, e Crispi — Proposta d'ordine del deputato Pescatore, per il rinvio della deliberazione alla seconda seduta, approvata.
La seduta è aperta alle ore 9 antimeridiane.
MASSARI G., segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antecedente, che è poscia approvato.
CALVINO, segretario, espone il sunto delle seguenti
petizioni :
11,961. Pizzolato Giuseppe, già controllore presso
l'uffizio di commisurazione in Portogruaro, provincia
di Venozia, pensionato con un assegno corrispondente
alla sola metà dello stipendio di cui fruiva, ricorre alla
Camera per ottenere il mantenimento della pensione,
tenuto conto degli anni di servizio da lui prestati gratuitamente, dell'avanzata età e delle critiche sue circostanze di fortuna.
11,962.1 segretari comunali di Pescia, Uzzano e di
Buggiano si associano alle petizioni sporte dai colleglli di altri comuni, per ottenere che venga assicur a t a la precaria attuale loro condizione.
CONGEDO.
PRESIDENTE. L'onorevole Prauss domanda un congedo di 20 giorni per motivi di salute.
(È accordato.)
SEGUITO DELIA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE
PER LAVORI MARITTIMI IN VARÍE PROVINCIE.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della
discussione del progetto di legge per autorizzazione
di spese straordinarie per lavori marittimi.
Rammento alla Camera che, al termine dell'ultima
seduta, in cui fu discusso intorno a questo progetto
di legge, l'onorevole Cadolini propose l'ordine del
giorno puro e semplice su tutte le proposte aggiuntive,
su quelle, cioè, che si riferivano a lavori e spese al
di fuori di quelle contemplate nell'articolo 1 del progetto del Ministero.
Ora limiteremo la discussione intorno a questa
proposta dell'onorevole Cadolini.
L'onorevole Curzio ha facoltà di parlare.
CURZIO. L'onorevole Cadolini, nella seduta del decorso mercoledì, proponeva alla Camera un ordine
del giorno puro e semplice sugli emendamenti presentati in ordine al progetto di legge in discussione.
Le ragioni alle quali egli si appoggiava, mi perdoni
l'amico mio, non mi paiono ragioni, o, quanto meno,
valgono assai poco : glielo proverò.
Lascio la difesa degli altri emendamenti ai loro autori ; io mi atterrò strettamente al mio.
Dice l'onorevole Cadolini : non ci occupiamo punto
di questi emendamenti, che riflettono lavori i quali
non sono ritenuti come urgenti nè dal ministro che
ci presentava la legge, nè dalla Commissione che ne
riferisce.
Io domando alla mia volta : ha ella davvero, la Commissione, studiate le condizioni in cui versa il porto
di Bari? Mi sia lecito di dubitarne. Sappia quindi la
Commissione, sappia la Camera che militano per quel
porto le stesse ragioni che hanno spinto il ministro
dei lavori pubblici a provvedere con questo schema ai
lavori nei porti di Salerno e di Napoli. Il porto di Bari,
non altrimenti che gli anzidetti, è da parecchi anni in
4368 —
TORNATA DEL 17 FEBBRAIO 1 8 6 8
costruzione, e, come tutte le opere marittime che, cominciate e non proseguite deperiscono, ove lo si abbandoni del tutto, esposto com'è alle avarie del mare,
io non dubito che in breve non sia per diventare un
mucchio di rovine.
Questa condizione di cose spinse massimamente
quel municipio e quella provincia a fare nei loro bilanci degli stanziamenti i quali torneranno infruttuosi
allo scopo cui sono destinati ss lo Stato non vi concorra, se non per l'intera sua quota, per una parte almeno.
Ecco la vera condizione di quel porto di Bari, il
quale reclama incessantemente il proseguimento dei
suoi lavori. Domandò se questa non costituisce una
vera necessità, la quale se milita pei porti di Salerno
e di Napoli, io non so comprendere perchè non debba
militare altresì pel porto di Bari.
È a sapere che le condizioni finanziarie di quel
porto erano in altri tempi assai prospere; esse furono
peggiorate dal Governo e dalla presente legislazione.
10 non vi parlerò dei diversi stanziamenti fatti nei bilanci dello Stato all'uopo, e che non furono giammai
conceduti ad onta delle reiterate richieste della provincia, del municipio e della Camera di commercio ; io
non vi parlerò punto di questo, sebbene torni acconcio
11 considerare come quelle deliberazioni prese dalla
Camera rimasero frustrate, come le somme stabilite a
questo scopo con la facile e spedita operazione di uno
storno furono impiegate ad altri usi, e forse di meno
interesse per lo Stato.
Il porto di Bari, signori, si veniva costruendo col
prodotto di una contribuzione volontaria, alla quale il
ceto di quei negozianti si sobbarcava. In altri termini,
era una tassa imposta sugli oli, principale prodotto di
quelle contrade, la quale venne tolta in grazia di una
nuova legge sui lavori pubblici che le si opponeva.
Mancando così questo provento, si ricorse allora
ad alcuni stanziamenti i quali, sebbene votati, non
conceduti, privarono del tutto quel porto dei mezzi
necessari alla sua costruzione. In questo stato di cose
che cosa ci resta a fare ?
L'onorevole Cadolini ci dice: ritirate il vostro
emendamento, od io lo fulmino coll'ordine del giorno
puro e semplice ; esso potrebbe risvegliare intorno a
noi un vespaio di altre cento pretese, le quali potrebbero compromettere l'esito della legge in discussione.
Dio buono! Dove sono queste altre cento pretese?
Dove gli emendamenti, gli ordini del giorno che le riflettono ?
Prosegue l'onorevole Cadolini: invitate invece il
ministro a presentarci quando che sia un nuovo progetto di legge inteso a riordinare e sistemare i lavori
dei porti in generale.
Ma non esiste la legge sulla classificazione dei porti,
che pur dovrebbe ispirare al Governo l'adempimento
dei suoi obblighi ?
SESSIONE 1 8 6 7 — CAMEBA DEI DEPUTATI —
Discussioni.
546
L'onorevole Cadolini ha bisogno di un'altra legge
ma egli sa meglio di me che un ministro quando non
vuole, difficilmente lo si costringe...
CADOLINI. Chiedo di parlare.
MASSARI G. Chiedo di parlare.
CURZIO. Egli ha sempre ripieghi e sfuggite per
giustificarsi di quello che avrebbe dovuto aver già
fatto e che non fece, massimamente poi quando si ha
una Camera che volentieri assolve. Se io non sapessi
di quanto ardore l'onorevole Cadolini è animato per
la costruzione delle opere pubbliche in genere, se egli
non ne avesse dato le più splendide prove, quasi quasi
mi sentirei tentato a dubitare fino dei suoi intendi, menti.
E come ? Non si accorge egli che il mezzo che ci
propone è quel vieto ripiego del quale si è fatto uso
ed abuso nella Camera per rimandare, per differire
quistioni vitali, e sulle quali urge prendere una deliberazione qualunque?
In quanto a me, io non ritiro il mio emendamento,
e formolo la questione in questi precisi termini. 0 si
restituiscano al porto di Bari le condizioni finanziarie
in cui era prima, o faccia il Governo quella parte che
gli compete ; imperocché impone giustizia il proseguimento di quei lavori ; esso deve esistere, necessita.
Ma qui odo ripetermi che le condizioni dell'erario
non lo permettono ; noi siamo incalzati dalla durissima necessità delle economie : le economie ! ecco il
motto d'ordine.
Badate, o signori, di non travolgere il vero significato di questa parola ; a volerla applicata con gli
esatti criteri della cosa, della giustizia, conciliata agli
interessi di tutti, non esclusi, beninteso, quelli dello
Stato che devono essere sempre in cima dei nostri
pensieri.
Per me non sarebbe bene economizzato il denaro
che non fosse speso in opere produttive ; al contrario
di quelle che, anche complete, costituiscono per lo
Stato una passività pura per un tempo più o meno
lungo.
Signori, i lavori del porto di Bari appartengono alla
categoriali quelle opere che producono, e progressivamente da un giorno all'altro aumentano il loro provento.
Ve lo dimostrerò con alcuni dati statistici che all'uopo accuratamente ho raccolti, il che vi proverà la
verità del mio assunto, che sono altre,sì una prova irrefragabile dell'importanza di quel porto, se pure lo
si possa o si debba dimostrare da quc Ilo che produce.
E poiché converrà parlare di cod< isti dati, mi permetta la Camera che io le offra lo sp< occhietto comparato con quello di un altro porto, la e li cui importanza
non fu mai posta in dubbio. Questa v erità di fatto mi
porrà nella condizione di convincei -e la Camera di
quanto ho detto e disporla a mio fav( jre.
Ecco i dati statistici :
—
4364
CAMERA DEI DEPUTATI —
Movimenti de' bastimenti per i porti.
Tassa di ancoraggio
Diitti riscossi dall'erario
u
ss
PP
1 1 6 , 2 0 1 19 Non era ancora sta'
bilita l'amministrazione della marina
mercantile italiana.
1862
1863 . . . . . . . .
1864
1865 . . . . . . . .
1866
1867 fino ad agosto
ÌH
o
PH
190,777
286,007
436,568
770,958
726,425
563,169
1861 . . . . . . . .
47,366
186 2
146,909
1863
150,787
1864
...163,319
1865
191,579
1866
164,398
1867 fino ad agosto 72,675
ri
a
•IH
t-l
M
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PH
62
69
9,812 91
8,687 »
10,684 «
14,983 50
9,867 50
12,564 50 fino
a 30 settembre.
69
»
66
56
SS
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1 8 6 1
2 9 0 , 3 0 7
»
1 8 6 2
7 7 5 , 7 5 9
4 7
1 8 6 3
1 5 6 , 2 9 5
31
1 8 6 4
4 6 , 7 8 5
3 8
1 8 6 5
9 1 , 7 7 0
»
1 8 6 6
1 6 6 , 0 5 9
5 0
8 5 , 1 9 2
3 3
1867 fino ad agosto
1 8 6 1
'S
1 8 6 2
a
»3
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.
.
.
.
.
.
1 0 , 4 4 8
6 2
8 0 , 9 8 6
4 8
»
1
1 8 6 3
5 0 , 1 3 1
1 8 6 4
5 , 4 1 2
»
1
1 8 6 5
2 , 5 6 5
1 4
1 8 6 6 .
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\ 1867 fino ad agosto
1 5 , 8 5 6
6 5
3 , 7 6 8
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1867 a tutto settembre 171
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Per i porti
Per
nazionali
gli esteri
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1861
1862
1863. . . .
1864. . . .
i 1865 . . . . . . . . .
1866 . .
1867 a tutto settembre
480
641
509
555
530
518
258
89
103
164
219
248
202
141
569
744
673
774
778
720
399
38,132
40,386
48,640
46,965
49,870
57,816
52,888
1861.
1862 . . . . . . . . .
1863
1864 . . . . . . . . .
1865
1866
1867 a tutto agosto.
357
580
458
508
598
682
390
165
354
267
288
298
284
162
522
934
725
789
889
966
552
58,409
73,504
47,530
63,488
67,078
149,431
90,959
.
.
.
.
.
.
.
Popolazione giusta il censimento del 1861.
Bari
Brindisi
.
34,063
9,105
Signori, dalle cose esposte e dai dati offerti, agevole
riesce l'inferire l'importanza di quel porto, sia che lo
si voglia considerare in rapporto agl'interessi provinciali e commerciali, sia in rapporto alle somme che
continuamente va versando nelle casse dello Stato, le
quali, se nelle attuali condizioni di un'opera in costruzione sono in tanto incremento, ci è lecito sperare, anzi asserire che andranno sempre più crescendo
allorché voi avrete fatto opera perchè sia continuato
il prolungamento di quel molo, il quale possa offrire
la comodità ai legni di entrarvi con ogni vento, ed una
volta entrati riposarsi tranquillamente sugli ancoraggi
senza pericolo, il che non accade quando soffia il
greco-levante.
Movimenti dei bastimenti da' porti.
Da' porti nazionali
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Pi
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Dazi riscossi dall'erario
1
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Esportazione
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SESSIONE DEL 1 8 6 7
importazione.
1861
—
Tonnellaggio
)agli esteri
Totale
97
120
175
263
305
332
272
600
717
698
829
855
661
443
33,848
41,638
51,740
51,661
50,560
115,954
105,553
161 708
378 1144
272 768
290 879
299 910
288 992
161 568
50,450
87.941
52,688
63,340
74,008
152,228
92 ? 463
complessivo
E qui torna in acconcio far notare all'onorevole ministro come sia questo il caso della teoria da lui enunciata nell'ultimo discorso intorno al proseguimento
dei lavori di alcuni porti del regno, i quali se saranno
sospesi nel porto di Bari, io non esito a dichiarare che
recheranno nocumento alle opere in costruzione e porranno il Governo nella durissima condizione, quando
voglia restaurarli, di spendere il doppio ed il triplo, il
che non avverrebbe ora facendoli progredire, come
l'urgenza reclama e gl'interessi dello Stato esigono.
Quel porto deve essere; necessita.
Signori, votate il nostro emendamento. Noi vi abbiamo domandate 100 mila lire in luogo di 150 mila,
che sarebbe la quota spettante al Governo, e vi assi curiamo intanto che, in meno che noi crediate, il porto
di Bari coi suoi prodotti riverserà la somma nelle
casse dell'erario con doppia misura.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole
w 4865
-
TORNATA DEL 17 FEBBRAIO 1 8 6 8
Calvino, debbo annunziare alla Camera che vennero
deposte sul banco della Presidenza altre proposte.
Il deputato Damiani ha presentato un ordine del
giorno così concepito :
« La Camera invita il Ministero a presentare dopo
la discussione sui nuovi provvedimenti finanziari la
proposta per l'esecuzione di quei lavori che erano nel
disegno Jacini, e che furono tralasciati nei disegni posteriori, salvo l'accertamento del concorso dei comuni
e delle provincie interessate, e passa all'ordine del
giorno. »
L'onorevole Garau propone l'aggiunta di un articolo col quale sia ristabilito lo stanziamento di lire
380,000, divisibile in quattro esercizi, già portato dal
primo progetto Jacini per la demolizione del bastione
San Vincenzo e contemporanea costruzione lungo il
litorale di Cagliari, che rasenta quel bastione, di
un'ampia calata o ponte di sbarco.
L'onorevole Biancheri avv. poi propone il seguente
emendamento estratto dal progetto Jacini.
Aggiungersi all'articolo 1 :
« Protrazione dei moli del porto di San Remo, lire
360,000. »
Aggiungersi all'articolo 4:
« Per la protrazione dei moli del porto di San Remo,
stanziamento nel bilancio 1868, lire 40,000. »
CADOLINI. Domando la parola.
PRESIDENTE. A meno di contrarie dichiarazioni che
faccia l'onorevole Cadolini, è chiaro che la sua prò*
posta, riferendosi in genere a tutte le aggiunte dell'articolo 1 del Ministero, si deve ritenere estesa anche
alle nuove proposte di aggiunzione di lavori e spese di
cui ho dato lettura.
CADOLINI. Io vorrei fare una dichiarazione.
La proposta da me presentata dell'ordine del giorno
puro e semplice, non aveva un significato diverso da
quello dell'ordine del giorno proposto dall'onorevole
Damiani.
Io spiegai nella seduta precedente come non avessi intendimento di sostenere che quelle opere non
si facessero, bensì che le medesime non si potessero
discutere in questa occasione.
Io perciò ritiro la mia e mi associo alla proposta dell'onorevole Damiani ; solo prego l'onorevole presidente
di riservarmi la facoltà di parlare in quel momento in
cui mi spetterà, per rispondere all'onorevole Curzio
il quale, in molte parti, ha travisato il concetto che io
ho sostenuto nella seduta precedente.
PRESIDENTE. Essendo ritirato l'ordine del giorno
puro e semplice, cadono tutte le iscrizioni di quei signori deputati che credettero di parlare su tale proposta.
Ora dunque resterebbe a discutersi invece sulìa proposta del deputato Damiani.
(Parecchi deputati domandano di parlare.)
MASSARI G. Domando la parola per una mozione di
ordine.
PRESIDENTE. La parola spetta all'onorevole Massari
per una mozione d'ordine.
MASSARI G. Vorrei fare riflettere all'onorevole presidente che in realtà l'ordine del giorno presentato dall'onorevole Damiani si risolve nell'ordine del giorno
puro e semplice presentato dall'onorevole Cadolini...
(Segni di assenso del deputato Cadolini.)
DAMIANI. Domando la parola.
MASSARI G. Ciò è tanto vero che l'onorevole Cadolini
stesso...
LA PORTA. Domando la parola.
MASSARI G. Domando perdono : l'onorevole La Porta
mi fa segni negativi ; ma io credo che in nome dei
principii di giustizia distributiva noi non possiamo affatto accettare, mi permetta la Camera questa frase
francese, la fin de non recevoir, che ci si viene a presentare.
Noi veniamo a sostenere il principio dell'equità, non
vogliamo che si facciano parzialità per nessuno ; noi
veniamo a ripetervi lealmente e francamente il motto :
« o tutto, o niente, » perchè crediamo che, trattandosi
di persone le quali hanno gli stessi interessi, gli stessi
diritti, che hanno gli stessi oneri, che hanno gli stessi
doveri, la Camera non possa, senza ledere i principii
più elementari di giustizia distributiva, fare una concessione ad una e negarla ad un'altra che si trova
evidentemente nelle medesime condizioni.
Domando perdono di questa digressione cagionata
da un gesto che ha fatto l'onorevole deputato La Porta
che mi siede rimpetto.
Io faccio osservare all'onorevole presidente che mi
pare che il turno d'iscrizione possa essere conservato,
perchè, torno a ripeterlo, l'ordine del giorno presentato dall'onorevole Damiani non è altro che una forma
diversa della proposta presentata dall'onorevole Cadolini.
PRESIDENTE. Io devo osservare che in una parte è
identico il concetto dell'ordine del giorno Cadolini e
di quello Damiani, ma non dobbiamo però disconoscere che vi ha una differenza essenziale in questo, che
l'ordine del giorno Damiani invita il Ministero, dopo
i provvedimenti finanziari, a presentare un progetto
di legge intorno ai lavori contemplati nel progetto
Jacini ed omessi nei progetti dei successivi ministri.
DAMIANI. Ho domandata la parola. Credo di avere diritto di svolgere le mie idee sull'ordine del giorno che
ho presentato. Dopo l'interpretazione che hanno dato
l'onorevole Curzio e l'onorevole Massari all'ordine deigiorno puro e semplice dell'onorevole Cadolini; ora
che egli lo ha ritirato ed ha accettato il mio, non
posso accettare che sia data al mio ordine del giorno
la interpretazione che fu data al suo. L'intenzione mia
non era certo quella di rimandare questi lavori alle
4366 «
CÀMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1867
calende greche, ma di aggiornarne l'esecuzione a quel
tempo designato dalle legittime esigenze di coloro che
si preoccupano della nostra situazione finanziaria, ed
anche di coloro che conoscono l'urgenza di questi
lavori.
Se il signor presidente continua a lasciarmi la facoltà di parlare, spiegherò il mio ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se non c'è chi insista a volere che sia
mantenuto il turno di parola sull'ordine del giorno
Cadolini, do la parola all'onorevole Damiani, perchè
svolga, il più brevemente possibile, l'ordine del giorno
da lui proposto.
DAMIANI. Io ho veduto nel disegno di legge dell'onorevole Giovanola, che si volle ricorrere ad uno di quei
mezzi termini, che provano, è vero, la buona intenzione del ministro proponente, ( orni pure quella dell'attuale ministro, che ha accettata quella proposta ;
ma che infine non lasciano abbastanza dimostrato di
esseie stati applicati con una stregua esatta. L'onorevole Giovanola ci dice di avere scelto fra qugi lavori,
di cui si proponeva la costruzione dal ministro Jacini, quelli che, per ragioni tecniche e per ragioni fi- I
nanziarie, egli credeva meritassero la preferenza. Ora
queste ragioni tecniche e finanziarie per me non esistono.
Io non intendo affatto contestare la necessità delle
opere che ci sono state proposte, ma non posso ammettere che si contesti la necessità di quelle che sono
state scartate, e quanto sia fondato il mio giudizio, lo
provano il progetto stesso dell'onorevole Jacini, l'altro
dell'onorevole Giovanola accettato dall'attuale ministro, e la relazione stessa della Commissione sulla
quale poggia la nostra discussione. I fatti mostrano
che se oggi noi trascuriamo di spendere dieci per
quelle opere, le quali sono state tralasciate nell'ultimo
disegno, saremo costretti domani a spendere venti. Le
ragioni finanziarie sono poi distrutte da quelle cautele
che tanto il ministro Jacini, quanto il ministro Giovanola presero coll'articolo 2 di questa legge, col quale
l'adempimento di questi lavori si subordina al con- (
corso degli enti morali interessati a norma della legge
sui lavori pubblici del 20 marzo 1865.
Vi sono, è vero, taluni lavori, per i quali gli enti
morali interessati non sono tenuti, in forza della legge
testé accennata, a corrispondere alcuna quota; a quest'ordine appartiene lo sbarcatoio di Licata che è nella
proposta sulla quale discutiamo.
Nel disegno dell'onorevole Jacini vi erano i fari di
scoperta all'isola Pantelleria, alla punta Molaghella e
alla punta Sapone ; vi erano pure i cavafanghi per i
porti della Sardegna : e qui faccio considerare che quei
cavafanghi sono di una necessità urgentissima, giacché da quei porti potrebbero essere mandati posteriormente in altri ove se ne osserva maggiore il bisogno.
Quanto ai fari di scoperta io manifesterò solo l'importanza di quello di Pantelleria, il quale è reclamato
dagli urgenti bisogni della navigazione e del commercio. Questa isola posta a 80 chilometri sud-ovest da
Capo Sorello in Sicilia, ed a 70 est da Capo Bon in
Africa si trova precisamente sulla linea di grande comunicazione tra l'Oriente e l'Occidente, lungo la quale
si ha speranza di vedere tra non molto accresciuto in
larga scala il traffico. Ma su ciò non mi dilungo; credo
sì che in questo momento bisogna assicurarci l'esecuzione di questilavori, cercando però di offrire, a quelli che
si preoccupano della nostra situazione finanziaria, tutte
quelle garanzie che possono darsi onde sia provveduto
a questi indispensabili lavori in quell'epoca nella quale
avremo discusso e votato i nuovi provvedimenti finan«
ziari.
Oggi noi votiamo quelli che ci sono proposti, ma io
voglio che si garantisca al paese, che si garantisca a
quei deputati che rappresentano le provincie nelle
quali debbono effettuarsi quei lavori, che, appena votati i nuovi provvedimenti finanziari, si passi alla votazione, e, come è sperabile, all'esecuzione di quei
lavori. Giammai si è presentato un progetto di lavori pubblici, il quale portasse tanto poco peso alla
finanza come quello che abbiamo sotto gli occhi. Giammai, io credo, un progetto di legge meritava minori
considerazioni di economia quanto quello che venne
presentato dall' onorevole Jacini. Non parlo dei risparmi che da quella stessa proposta si credeva di
poter fare; poiché, per lo stesso porto di Brindisi, che
era uno di quelli che meritavano maggiori spese, lo
stesso ministro Jacini si prometteva risparmi straordinari potendo cedere quel bacino di carenaggio ad
una società privata, spendendo meno di una terza
parte delle somme necessarie nel corso di un ventennio.
Io non mi dilungherò ; ho creduto doversi rendere
conto da una parte delle esigenze di coloro che si preoccupano della nostra posizione finanziaria e dall'altra del diritto che hanno le moltitudini italiane particolarmente interessate in quei lavori che erano nella
proposta Jacini, di ottenere che si eseguano ; ed ho
presentato il mio ordine del giorno che affido alla intelligenza e al patriottismo disinteressato dei miei colleghi ; onde mi prometto che sarà provveduto a tutti
quei lavori che erano nel disegno Jacini, come sono
sicuro si provvederà oggi a questi che sono nella proposta sulla quale versa la nostra discussione.
PRESIDENTE. Ha la parola l'onorevole Calvino.
LA PORTA. L'aveva domandata io per un fatto personale.
PRESIDENTE. Ha ragione ; ha la parola per un fatto
personale. L'onorevole Calvino parlerà dopo.
LA PORTA. Io non credeva che un mio gesto avesse
dato luogo all'onorevole Massari di farmi una tirata,
che io dichiaro essere in senso opposto alle mie convinzioni manifestate giorni sono a proposito di questi
lavori, e a proposito dei lavori dei quali si preoccupa
TORNATA DEL 17 FEBBRAIO 1 8 6 8
l'onorevole Massari. Il mio gesto significava : l'ordine
del giorno Damiani non è l'ordine del giorno puro e
semplice dell'onorevole Cadolini ; non lo è, poiché l'ordine dei giorno Damiani lascia sul banco della Presidenza le proposte che ci sono ; esso si preoccupa di
tutte le proposte Jacini che non sono sotto il giudizio
della Camera.
Egli dice : perchè la Camera oggi, per preoccupazioni finanziarie, decidendo che queste proposte non
si possano accettare, non per questo deve essere chiusa
la speranza alle popolazioni che attendono quei lavori
che in un prossimo avvenire essi si eseguano. Ecco
perchè l'onorevole Damiani, ispirandosi a questo interesse, ispirandosi al bisogno che hanno le popolazioni
di vedere questi sbocchi commerciali una volta attuati
propose il suo ordine del giorno. Ed ecco come stava
bene la differenza che io marcava tra l'ordine del
giorno Cadolini e l'ordine del giorno Damiani. Del
resto, dopo le spiegazioni che questi ha date, io non
aggiungo altre parole.
PRESIDENTE. Ha la parola l'onorevole Calvino.
CALVINO. Io mi permetto di ricordare alla Camera
in brevi parole l'origine del progetto di legge che abbiamo in discussione.
Il ministro Jacini nel gennaio dell'anno scorso presentò un progetto di legge in cui si autorizzavano le
spese per lavori urgentissimi per 18 porti, per materiale
di escavazione per i porti di Sardegna, e, come diceva
l'onorevole Damiani, per tre fari : a Pantelleria, Molaghella e Sapone.
Dopo sei mesi, in giugno, il ministro Giovanola,
preoccupandosi giustamente delle condizioni finanziarie del paese, restringeva da buon amministratore
queste spese nel seguente modo : egli limitava le spese
a quei lavori cominciati la cui interruzione sarebbe
dannosa per lo Stato, e pei lavori non cominciati, siccome non voleva stanziare somme prima del bilancio
del 1870, invitava i municipi e le provincie ad anticipare le quote di concorso per cominciare i lavori negli anni antecedenti. Queste massime il ministro Giovanola le applicava nel suo progetto di legge, ed infatti in esso veggiamo compresi i lavori per alcuni
porti, perchè le provincie ed i comuni avevano dichiarato di voler anticipare le quote di concorso.
Citerò ad esempio il porto di Viareggio, il quale vi
fu incluso perchè il municipio aveva dichiarato di poter anticipare 70,000 lire, e perchè il ministro, come
diceva nella sua relazione, era certo che la provincia
di Lucca, interessandosi per questo importante lavoro,
avrebbe anticipate le somme relative.
Se il ministro includeva i lavori del porto di Viareggio in vista della probabilità degli stanziamenti
che doveva fare la provincia di Lucca, si debbono
tanto più includere nell'attuale progetto quei lavori
per cui le provincie hanno già deliberato di anticipare
tutta la somma che costituisce la quota di concorso.
Le due massime che furono adottate dal ministro
Giovanola ed ammesse dalla Commissione sono state
anche accettate dall'onorevole ministro dei lavori pubblici. L'onorevole ministro dichiarava non volersi
scostare, e, secondo me, fa bene, da queste due massime. Però egli vi diceva, nell'ultima seduta in cui si
trattò di questo progetto di legge, le seguenti parole :
I diversi emendamenti che vengono accennati cambierebbero affatto la natura della legge. Non si tratterebbe più di vedere quali lavori sia dannoso interrompere ; non si tratterebbe più di vedere quali provincie abbiano fondi pronti per concorrere alle spese,
ma si tratterebbe di vedere quale porto sia utile migliorare ed ampliare.
Se mi permette l'onorevole ministro, io credo che
egli non sia nel vero. Diffatti non si tratta di aggiungere nuovi lavori per miglioramento o ampliazione dei
porti, si tratta invece di applicare la massima che egli
ha accettata. I lavori che si propone di aggiungere, sia
per Bari, sia per Trapani, sia per altri porti, non sono
nuovi, ma sono quelli stessi che erano contemplati dal
ministro Jacini come urgenti, e dei quali si ritardava
l'esecuzione per non stanziare per ora fondi a carico
dello Stato.
Ora, se le provincie ed i municipi anticipano le quote
di concorso, i lavori si comincieranno senza stanziare
sino al 1870 alcuna somma sul bilancio dello Stato.
Siccome noi siamo accusati nella Camera, e fuori, di
fare queste proposte soltanto nell'interesse locale, io
credo mio dovere di dire alla Camera che queste proposte noi non le facciamo soltanto nell'interesse locale, ma altresì, applicando massime di buona amministrazione, nell'interesse dello Stato.
Infatti, come pel porto di Trapani, così per i porti
di Savona, di San Remo, di Oneglia, di Porto Maurizio, ogni anno si fanno spese per l'escavazione, ed i
lavori proposti dal ministro Jacini per questi porti
tendono non solo alla sicurezza di essi, ma ben anche
ad impedire che siano riempiti dalla continua invasione delle arene. Questi porti essendo di terza classe,
la spesa della loro escavazione resta metà a carico
dello Stato e metà a carico dei comuni e delle provincie. Ora, se noi facciamo queste opere più presto, noi
solleviamo lo Stato, le provincie ed i municipi da una
spesa che annualmente si spreca, facendo il lavoro
delle Danaidi, cioè scavando i porti e lasciando poi
che l'arena li riempia di nuovo.
In quanto al porto di Trapani in particolare, credo
dovere mio di dire alla Camera che la scogliera proposta, l'unica spesa necessaria non soltanto alla sua
sicurezza, ma pure ad impedire il riempimento del
porto, è da un pezzo studiata, e dovrebbe essere già
eseguita. Sapete, o signori, perchè il Ministero non
l'ha fatto sinora? Perchè volle prima classificare nella
terza classe il porto di Trapani, non so con quanta
giustizia, come pure fece pei porti di Bari, di Catania
- 4368 CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1 8 6 7
e di Sassari, onde il concorso dello Stato, nella spesa
di questa scogliera, non fosse di quattro quinti, ma
della metà.
Ma di ciò non mi lagno ; mi lagno bensì dell'ulteriore ritardo che cagiona un annuale spreco di denaro, che meglio si potrebbe spendere per costruire
l'opera stessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Damiani per isvolgere la sua proposta.
NISCO. Domando la chiusura.
CALVINO. Domando la parola per fare una dichiarazione.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, la dichiarazione del
deputato Damiani servirà ad abbreviare la discussione,
perchè esso dichiara d'essere stato franteso intorno al
significato della sua proposta, nè è conveniente continuare a discutere su ciò che potrebbe essere un equivoco»
DAMIANI. Quando l'onorevole Cadolini ritirò la sua
proposta d'ordine del giorno puro e semplice per accettare il mio ordine del giorno, io credetti di dover
dare una spiegazione la quale mi sembra essere stata
frantesa dall'onorevole mio amico La Porta. Allora io
dissi che non poteva lasciare senza spiegazione la mia
proposta, dopo le parole degli onorevoli Curzio, Lazzaro ed altri. Infatti colla proposta d'ordine dèi giorno
puro e semplice dell'onorevole Cadolini pareva che si
volesse mandare l'esecuzione di questi lavori alle calende greche, invece colla mia proposta se ne rimandava l'esecuzione all'epoca nella quale sarebbero votati i nuovi provvedimenti finanziari.
Non ho altro da aggiungere.
PRESIDENTE. Essendo stata chiesta la chiusura, domando s'è appoggiata.
LAZZARO. Chiedo di parlare contro la chiusura.
PRESIDENTE. L'onorevole Lazzaro ha la parola contro la chiusura.
LAZZARO. Io non mi meraviglio che l'onorevole Nisco
abbia domandato la chiusura, poiché mi pare che da
un pezzo a questa parte sia l'ufficio che egli ha assunto nella Camera.
NISCO. E me ne glorio.
LAZZARO. Io non lo invidio.
NISCO. Grazie tante.
LAZZARO. Ho chiesto la parola contro la chiusura
perchè mi pare che con la sua mozione l'onorevole Damiani abbia detto che egli non intende punto di proporre l'ordine del giorno puro e semplice, come sembrò all'onorevole Massari.
L'onorevole La Porta, se mal non mi appongo, ha
interpretato la mozione Damiani in senso molto diverso da quello in cui l'ha interpretata il suo autore.
Da ciò si mostra come siamo in un equivoco, quindi
non si saprà bene che cosa votare. Bisognerebbe che
almeno fosse inteso che colla proposta dell'onorevole
Damiani la quistione del porto di Bari non resta pre-
giudicata, mentre a me pare che resterebbe pregiudicata ove la mozione Damiani non venisse chiarita e
modificata. Io non intendo prolungare una discussione,
ma voglio salvare i gravi interessi che si trovano compresi nella quistione del porto d'una città così importante come quella di Bari.
NISCO. Domando la parola per ispiegare le ragioni
per cui domando la chiusura.
PRESIDENTE. Ha la parola.
NISCO. Io non invidio punto l'onorevole Lazzaro il
quale domanda sempre la parola contro la chiusura ;
ognuno si tenga la sua gloria, io mi tengo la mia.
L'onorevole mio amico Massari sostiene il principio
del tutto o niente, io sostengo il principio opposto,
cioè meglio qualche cosa che niente ; ed appunto per
ciò io intèndo si venga alla chiusura, poiché io faccio
osservare all'onorevole Lazzaro che se noi non veniamo
alla chiusura, si finirà col conchiudere nulla, e non si
voterà nè pel porto di Bari, nè per quello di Napoli,
nè per gli altri porti che sono contemplati nelle prò-«
poste della Commissione.
A questo proposito io citerò quello che diceva un
celebre ministro un giorno alla Camera francese,
quando gli si rimproverava che presentava sempre
leggi d'interesse locale per accaparrare i voti dei deputati e con danno dello Stato ; sapete che cosa egli rispose? Disse: per la prima parte io non rispondo, per
la seconda parte affermo che il danno dello Stato non
c'è, poiché sono tante le nuove proposte che i deputati
aggiungono a quelle del Governo, che mai nessuna
legge d'interesse locale viene ad una soluzione.
Dunque se noi vogliamo arrivare allo stesso risultato, cioè non venire ad alcuna conclusione, non dobbiamo fare altro che seguitare a discutere come propone l'onorevole Lazzaro.
CALVINO. Domando la parola.
Prima di votare la chiusura, pregherei la Camera
di accordarmi la facoltà di fare una dichiarazione.
Sono due parole, non rientrerò nella discussione.
PRESIDENTE. Faccia dunque la sua dichiarazione.
CALVINO. Prego l'onorevole ministro dei lavori pubblici a dire alla Camera che la mia provincia ha votato l'anticipazione della somma di concorso in lire
90,000, che è la metà della spesa occorrente alla costruzione della scogliera del Ronciglio.
{Segni affermativi del ministro.)
Ho finito, e ringrazio la Camera della sua benevolenza.
BIANCRERI, avv. Chiedo io pure la parola per fare
una dichiarazione. (Rumori)
NICOTERA. Ma allora seguitiamo a discutere.
BIANCRERI, avv. Se l'onorevole Calvino ha fatto una
dichiarazione, spero che l'onorevole Nicotera vorrà
acconsentire che io pure ne possa fare un'altra.
NICOTERA. Domando la parola per un fatto personale. (Rumori e movimenti in senso diverso)
—
4369
-
TORNATA DEL 1 7 FEBBRAIO
PRESIDENTE. Darò la parola all'onorevole Biancheri
per fare egli pure una dichiarazione.
BIANCHERI, avv. Se l'onorevole Nisco non avesse
proposta la chiusura con una teoria molto comoda
per lui, perchè può dichiararsi contento della legge,
mentre che altri non ne sono molto paghi ; se, dico,
non si fosse fatta questa domanda di chiusura, e si
fosse permesso lo sviluppo delle diverse proposte, si
sarebbe venuto a riconoscere come appunto uno dei
criteri dai quali doveva essere diretto il Governo nel
presentare questo stralcio della proposta di legge Jacini, uno di questi criteri era stato falsato in quanto
che, oltre all'importanza dei lavori, c'era anche la ragione che i corpi morali avevano fatti gli stanziamenti
richiesti dalla legge.
L'onorevole Calvino appunto intendeva di mostrare
che la provincia di Trapani aveva fatto lo stanziamento
necessario per quel porto, ed io mi faccio un dovere
di dichiarare e constatare egualmente, come la mia
provincia abbia fatto gli opportuni stanziamenti pel
porto di SanRemo a proposito del quale ho presentato
il mio emendamento.
Ecco perchè mi rincresce che questa domanda di
chiusura sia venuta inopportunamente, e mi trovo per
ciò nella necessità di dichiarare, come fece l'onorevole
Calvino, che la provincia alla quale appartengo ha
adempiuto a tutti gli obblighi che le incombono, e
per conseguenza che il Ministero nello stralcio del
progetto del ministro Jacini non si è attenuto ai diversi criteri nè dell'importanza, nè dell'indispensabilità
dei lavori, e tanto meno dei riguardi prescritti dalla
legge 1865 sulla classificazione dei porti.
CANTELLI, ministro pei lavori pubblici. Il Ministero non ha difficoltà di accettare l'ordine del giorno
Damiani, tanto più che, dopo le molte osservazioni
fatte da coloro che vogliono aumentato il numero dei
porti che dovrebbero essere migliorati, e da altri i
quali dubitano dell'utilità o per lo meno dell'urgenza
dei lavori ad alcuni altri porti, credo che la proposta
Damiani sia, allo stato delle cose, il miglior sistema
da seguirsi col sottoporre a novello studio tutte le
fatte proposte.
Debbo fare però alcune riserve su tale ordine del
giorno.
Il deputato Damiani propone che sia invitato il Ministero a ripresentare il progetto di legge che fu presentato dal ministro Jacini. Questo invito è troppo
tassativo perchè io possa senza riserve accettarlo. Il
Ministero accetta di sottoporre a novelli studi quelle
proposte e quelle altre che possano essere state fatte
posteriormente e di presentare un progetto di legge
con quelle modificazioni che i medesimi studi avessero
chiarite necessarie sia nel numero dei porti da considerarsi, sia nella somma da erogarsi a favore di
ciascuno.
Ma il Ministero non può accettare l'invito di pre-
1868
sentare tal quale il progetto di legge Jacini, che per
circostanze venute dopo a cognizione dell'amministrazione, non potrebbe più essere adottato senza modificarlo.
Se dunque l'ordine del giorno si intende in questo
senso, che dopo novelli studi il Ministero debba presentare una proposta di legge generale, la quale provveda a tutti i lavori che si crederà necessario di fare
ai porti del nostro littorale, stabilendo termini tali
per l'esecuzione dei lavori i quali non portino alle finanze dello Stato un aggravio superiore a quello che
sarà consentito dalle sue condizioni finanziarie, in
questo senso, ripeto, il Ministero accetta l'ordine del
giorno Damiani.
NISCO. Domando la chiusura.
NICOTERA. Mi unisco all'onorevole Nisco, e domando
la chiusura.
PRESIDENTE. La parola è già stata data all'onorevole
Cadolini, e quindi gliela mantengo.
CADOLINI. Io non occuperò molto a lungo la Camera,
ma non posso stare sotto il peso delle parole dell'onorevole Curzio, il quale sembra aver male compreso
quello che io dissi nell'altra seduta.
Non è vero che io abbia escluso le proposte per
opere addizionali solo perchè la Commissione non le
aveva dichiarate d'urgenza. Non dissi ciò nè potea
dirlo, dacché la Commissione non era chiamata ad occuparsi che delle sole opere che erano nel progetto di
legge.
Infatti, volete che la Commissione vada a fare uno
studio generale su tutti i porti, mentre è chiamata a
deliberare sopra sette porti soltanto ? I motivi da me
esposti contro le proposte di altri stanziamenti, sono
di ben altra natura, e non mancherò di richiamarli alla
memoria della Camera.
Debbo poi far riflettere all'onorevole Curzio che
non è giusta l'interpretazione che egli faceva della
legge sulla classificazione dei porti; questa legge, nel
riservare al Parlamento la facoltà di deliberare intorno
alle opere che si riferiscono ai porti, riconosce che i
contributi dello Stato perle opere di competenza mista.,
non ponno essere accordati che allorquando tutti i
poteri dello Stato ne hanno riconosciuta la necessità.
Quella legge impone allo Stato l'obbligo assoluto di
contribuire in certe opere, ma un tale obbligo non può
avere effetto che nei singoli casi in cui il Parlamento
giudichi essere la costruzione di un molo o di una banchina veramente utile e necessaria. Altrimenti sarebbe
curioso il fatto, che, per la legge della classificazione
dei porti, i comuni avessero facoltà di intimare al Governo di fare certe opere, quando il Governo credesse
che non sono necessarie.
Dunque non bisogna andare così sbrigliatamente
nell'interpretare la legge, massimamente quando, ciò
facendo, si va in qualche modo a mettere in dubbio la
facoltà riservata all'alta sovranità del Parlamento,
— 4870 —
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1 8 6 7
L'onorevole Curzio poi metteva quasi in dubbio
quali potessero essere i miei intendimenti quando feci
la proposta dell'ordine del giorno su tutte le aggiunte,
dicendo che io quasi senza volerlo veniva ad adoperare quel sistema di vieti pretesti che si suole adoperare da taluno per far cadere le proposte.
Io debbo far riflettere all'onorevole Curzio che qui
in questo momento e nell'altra seduta non ho avuto
di mira che di riuscire a fare eseguire tutte le opere,
comprese quelle che non fanno parte di questo progetto di legge.
E in vero, quando io veggo che si viene a combat tere il progetto di cui si tratta, dicendo e nel Parlamento e fuori e per la stampa : badate, il Parlamento
sta per votare 9 milioni di spese, mentre non si è ancora provveduto alle imposte, io dico : ma come ! 9 milioni di spesa quando la Commissione ha ridotto la
proposta a soli 6 milioni? E quando inoltre questi 6
milioni non sono tutti a carico dello Stato, ma solo
per una parte, cioè per 4 milioni ? Quando il progetto della Commissione vi presenta solo 'la spesa di
800 mila lire sul bilancio di quest'anno ? E si va gridand ) attorno che si vogliono far votare 9 milioni di
spesa !
Quando vi sono nemici così aperti, così sfrenati
contro questo progetto di legge io vi domando (io che
sono partigiano delle opere pubbliche in generale, e
specialmente di quelle per le provincie meridionali), vi
domando se non debba temere questi tranelli. Non già
perchè voglia supporre cattive intenzioni in chi commette simili esagerazioni, reputando invece che esse
sieno prodotte soltanto da quel maledetto vizio di non
leggere i progetti di legge. Si veggono scritti nel primo
artìcolo del Ministero nove milioni, e si dice: dunque
la Camera vuol votare nove milioni. Ma in conclusióne
il fatto è questo, ed io qui ho sentito a dire da parecchi :
rifiuteremo il voto a questo progetto, perchè non vogliamo approvare spese finché non abbiamo provveduto alle imposte.
Ora, di fronte a questo linguaggio, non dovevamo
sostenere l'opportunità di non accogliere le proposte
di altre spese?
Ora, si persuada l'onorevole Curzio ed anche l'onorevole Massari, il quale farebbe bene a raccomandare
ad alcuni suoi amici di essere meno feroci contro questo progetto (Si ricìe), che, se noi oggi respingiamo
l'aggiunta di nuove opere, lo facciamo pel bene del
paese ; ma che d'altronde se siamo pronti a votare la
spesa da noi limitata per questi lavori marittimi, saremo pronti altresì a votare le imposte quando sarà
venuto il momento.
»
Bisogna persuadersi che i provvedimenti che noi
facciamo oggi andranno in vigore contemporaneamente a quelli che faremo per ristaurare le finanze, e
non è lecito esagerare la portata di un progetto di
legge, come alcuni hanno fatto, svisandone il significato e le cifre.
Ad ogni modo bisogna che si persuadano tutti che
noi, nel cercare di limitare la discussione e la votazione alle sole proposte di opere che sono state presentate dal Ministero, non siamo stati animati da altro
desiderio che quello di assicurare intanto l'esecuzione
di queste per poi votare, a suo tempo, tutt3 le altre ;
ed io sarò certo il primo a votarle, perchè, dico francamente, le voterei oggi.
Con questo credo avere dissipato dall'animo di tutti
coloro i quali hanno desiderio che si facciano nuove
opere, di avere dissipato, dico, qualunque timore intorno all'intendimento mio sulla proposta che feci e intorno al significato dell'ordine del giorno dell'onorevole Damiani al quale io mi sono associato. Io spero
che la Camera vorrà accettare quest'ordine del giorno
il quale, mentre assicura i provvedimenti che dovremo
fare in avvenire, può togliere ora di mezzo qualunque
ostacolo alla votazione del presente progetto di legge.
MASSARI GIUSEPPE. Domando la parola contro la
chiusura, e la domando perchè la questione, come è
stata enunciata dall'onorevole Cadolini, mi pare che
richieda ancora qualche schiarimento ; e prego l'onorevole Nicotera, il quale ha tutti i motivi d'essere soddisfatto del progetto di legge della Commissione...
NICOTERA. Domando la parola per un fatto personale.
MASSARI G... a non voler tanto insistere sulla chiusura, egli che in tante altre occasioni ne è sempre oppugnatore.
L'onorevole Cadolini ha detto che le proposte che
si facevano per ampliare le cifre delle somme stanziate in questa legge sono una specie di tranello.
CADOLINI. Io non ho detto questo.
MASSARI G. Se ho inteso male, non insisterò sull'espressione.
L'onorevole Cadolini ha detto anche che si tratta di
continuare dei lavori, che non si decretano lavori nuovi.
Ora io lo prego a considerare che, appunto per alcuni
dei porti, e precisamente per quello di cui ho parlato,
per quello di Bari, si tratta della continuazione di lavori, e si tratta di mandare a monte lavori che sono
già fatti, e si tratta per ciò di portare un danno gravissimo, non solo alle opere, ma alle stesse finanze.
Voi, nell'aeconsentire che si faccia giustizia al porto
del quale io vi ho parlato, venite ad avvantaggiare
la finanza ; quindi evidentemente non c'è sorriso, non
c' è denegazione che possa distruggere la mia asserzione.
Torno a ripeterlo, o signori, la quistione è quistione
di giustizia distributiva, è quistione d'equità, nè l'onorevole ministro dei lavori pubblici, nè l'onorevole relatore, nè l'onorevole Cadolini, persone tutte competentissime, e specialmente in questa materia, non mi
hanno dimostrato che divario ci corra tra le condì-
4371
TORNATA DEL 1 7 FEBBRAIO 1 8 6 8
zioni dei porti di Napoli, di Salerno, di Licata e quelle
dei porti di Bari e di altri.
Ora, voi vedete, o signori, che la Camera non ha
bene esaminata la questione, ed in tal guisa viene a
votare alia cieca, viene a commettere una solenne ingiustizia, viene ad associarsi ad una proposta che io
non esito a dichiarare interamente arbitraria.
Dopo ciò non ho altre parole ad aggiungere.
PRENDENTE. Metto ai voti la chiusura. L'onorevole
Nicotera avrà la parola per un fatto personale, dopo
che si sarà votato sulla chiusura.
(La chiusura è approvata.)
NICOTERA. Prima l'onorevole Biancheri, e poi l'onorevole Massari, hanno voluto accennare a me, quando
hanno parlato, lì primo per una dichiarazione, il secondo contro la chiusura ; questi, più specialmente, ha
detto che in certo modo si meravigliava di vedermi
chiedere la chiusura. Ha detto inoltre che io poteva
ritenermi contento.
La Camera è testimone che io non ho parlato assolutamente nell'interesse del porto che riguarda il mio
collegio elettorale, come ha fatto l'onorevole Massari ;
ma ho parlato invece nell'interesse di tutte quelle
opere che, trascurate, che abbandonate, possono tornare molto nocive alle finanze stesse dello Stato. L'onorevole Massari deve ricordare che il primo giorno io
parlai in favore del suo porto di Bari ; vede dunque
che non aveva ragione di rimproverarmi, e di dire che
io doveva tenermi contento di quello che si era fatto
finora, perchè non ho parlato solo nell'interesse del
mio collegio elettorale, ma nell'interesse di tutti i
porti, compreso quello pel quale l'onorevole Massari
sarebbe disposto di rinunziare a tutti gli altri, se non
fosse compreso quello del suo collegio. Dico il vero,
io non saprèi accettare questa sua teoria. Se la Camera
escludesse il porto di Salerno, io voterei pur sempre
volentieri il porto di Bari. Non comprendo come in
una questione di lavori pubblici l'onorevole Massari
possa essere più largo di quello che lo è in politica.
PRESIDENTE. Rileggo l'ordine del giorno del deputato
Damiani per porlo ai voti :
« La Camera invita il Ministero a presentare, dopo
la discussione sui nuovi provvedimenti finanziari, la
proposta per l'esecuzione di quei lavori che erano nel
disegno Jacini, e che furono lasciati ne' disegni posteriori, salvo l'accertamento del concorso de' comuni e
delle provinole interessate, e passa all' ordine del
giorno. »
(È approvato.)
Per effetto dell'approvazione di quest'ordine del
giorno restano fuori di questione, e non soggette a
deliberazione, tutte le aggiunte che furono proposte
all'articolo 1.
Ora panni, per l'ordine della discussione, che convenga discutere intorno alla proposta per la somma
destinata alla sistemazione del porto di Catania, che è
SESSIONE 1867 — CAMERA DEI DEPUTATI -
Discussioni. 547
l'unico argomento in cui sono disaccordi Commissione
e Ministero relativamente all'articolo 1.
La parola spetta all'onorevole Crispi.
MASSARI d. Domando la parola per una questione
pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
MASSARI 6. Desidero che la Camera si pronunzi nettamente. Mi pare che questa proposta rientri precisamente nella categoria di quelle contemplate dall'ordine
del giórno dell'onorevole Damiani e accettato dalla
Camera.
PRESIDENTI. Perdoni ; basterà uno schiarimento all'onorevole Massari per toglierlo da questo suo equivoco.
L'ordine del giorno dell'onorevole Damiani è così
concepito ; lo rileggo, e così ne riconoscerà la vera
portata.
« La Camera invita, ecc. (Vedi sopra)
Ora, siccome il porto di Catania è espressamente
contemplato dal disegno ministeriale che ora ci occupa,
così necessariamente per esso non può ammettersi la
questione pregiudiziale.
MASSARI G. Mi permetta, signor presidente, di dichiarare che anche queste sue spiegazioni non mi appagano, e si appoggiano interamente sopra un equivoco.
La Camera è padrona di fare quel che vuole, ma io
dichiaro che voto sistematicamente contro qualunque
simile proposta... (.Mormorio a Sinistra)
RATTAZZI. È padrone.
MASSARI G... perchè lesiva del principio di giustizia.
PRESIDENTE. Essendo stata opposta la questione pregiudiziale alla proposta per il porto di Catania.,.
(Vari deputati chiedono di parlare)
Insiste l'onorevole Massari?
MASSARI fi. Io insisto. Mi piace votare anche solo.
Propongo la quisti- ne pregiudiziale, perchè questa
proposta rientra nell'ordine di quelle che la Camera
ha deliberato di sospendere.
Desidero che la maggioranza si contraddica. (Rumori
a Sinistra)
PRESIDENTE. Non può supporre che la Camera voglia
contraddirsi.
Ha la parola l'onorevole Cadolini.
GADOLINI. L'onorevole presidente potrebbe anche ricordare come nella seduta precedente, quando appunto
fu messa innanzi l'idea di passare all'ordine del giorno
sopra tutte le proposte addizionali di lavori marittimi, si disse, ed io stesso ho sostenuto più d'una volta,
che si doveva ritenere riservata la facoltà di proporre
emendamenti relativi al porto di Catania...
Una voce a sinistra. Ma non c'è questione su questo.
CADOIJM... perchè questo faceva parte della proposta ministeriale, e quindi poteva essere soggetto delle
nostre discussioni, mentre non lo potevano i lavori
intorno ad altri porti per la semplice ragione che essi
non facevano parte del progetto di legge, e così non
—
4372
CAMERA DEI DEPUTATI —
erano stati sottoposti all'esame della Commissione e
nemmeno abbastanza studiati dal Ministero, il quale
forse non potrebbe lì per lì rispondere.
PRESIDENTE. Dunque domando se e appoggiata la
proposta pregiudiziale dell'onorevole Massari.
(È appoggiata.)
LAZZARO. Domando la parola contro la chiusura.
PRESIDENTE. Ha la parola.
LAZZARO. Ho domandato la parola per una dichiarazione.
Tuttoché io non abbia votato l'ordine del giorno
Damiani, specialmente dopo le dichiarazioni fatte dall'onorevole ministro dei lavori pubblici che lo riducono a nulla, e tuttoché io sia fra quelli che appoggiavano e credevano utilissimo lo stanziamento di una
somma pel porto di Bari per le ragioni svolte dall'onorevole Curzio, ciò nonostante io, quanto al porto di
Catania, non divido l'opinione dell'onorevole Massari,
e non solo credo che la risoluzione testé votata non
pregiudichi l'altra che resta intatta, ma voterò la legge
come quella che, se non in tutto almeno in parte, è utile
alle provincie meridionali ed alla nazione. E questo
voto io do volentieri, poiché credo che, colla esagerazione di certi principii, invece di giovare si noccia alle
cause che si sostengono.
MASSARI G. Non accetto questo rimprovero, non accetto lezioni.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la questione pregiudiziale
proposta dall'onorevole Massari.
(Non è approvata.)
Do la parola dunque all'onorevole Crispi intorno
all'inciso dell'articolo 1, per la sistemazione del porto
di Catania che dal ministro è proposta nella somma
di tre milioni, e che è invece tolta nel progetto della
Commissione.
CRISPI. Duolmi che io debba parlare invece di uno
dei più dotti e più facondi oratori di questa Camera.
Nulladimeno io farò il mio possibile, onde svolgere
l'argomento che son chiamato a trattare.
Noi siamo per la proposta la quale tende a ristabilire la cifra di tre milioni per la sistemazione del
porto di Catania, siccome aveva chiesto l'onorevole
ministro Jacini. La nostra domanda non aggraverebbe
per il momento la parte passiva del bilancio dello
Stato.
La somma che vogliamo sarà inscritta nel bilancio
del 1870, ed essa non sarà impiegata a costruire un
nuovo porto, ma ad impedire che il porto di Catania,
sorto coi denari di quelle provincie, non venga a deperire. Il nostro scopo è che quel porto abbia un antemurale che assicuri un utile ricovéro alle navi che arrivano colà dal Ionio. La Commissione si è opposta,
ed ha fatto due obbiezioni.
Innanzi tutto essa osservò che Catania è a pochi
chilometri da Augusta e da Siracusa. Quindi parve ti-
—
SESSIONE DEL
1867
rarne la conclusione che quel porto non sia necessario.
MONTI C0RI0LAN0, relatore. Domando la parola.
CRI8PL Io prima di tutto dirò alla Commissione che
porti superflui non ve ne sono. Più sono le vie per le
quali il commercio possa incamminarsi, maggiormente
il commercio se ne avvantaggia.
Se noi chiedessimo alla Camera la costruzione d'un
nuovo porto, l'argomento forse potrebbe ribattersi in
vista delle condizioni finanziarie del paese ; ma quando
noi chiediamo una cifra che il Ministero ritenne necessaria per opere difensive d'un porto esistente, ben
capisce la Camera che l'obbiezione in questo caso non
ha veruna importanza.
La seconda obbiezione era che il giorno in cui verrà
costi utta la ferrovia littorale, poco o meno utile sarà
quel porto.
Le stesse ragioni che io rassegnai contro il fatto
della vicinanza di Catania a Siracusa e ad Augusta,
servono di risposta a quest'altro argomento.
In ogni modo, anche il giorno in cui le ferrovie saranno costrutte, non si potrà mai togliere al porto di
Catania quel commercio che riceve dall'opposta spiaggia delle Calabrie.
Non è possibile poi che venga a sopprimersi il piccolo cabottaggio, il quale alimenta a vicenda i porti
delle due opposte spiaggie, della Sicilia e del continente.
La Camera ricorderà che quella costa è una delle
più tormentate dai venti, e nelle condizioni attuali
sono spessi i disastri ai quali vanno soggette le navi
che sono ancorate in Catania, o che hanno bisogno in
momenti di mare fortunoso di ripararsi in quel porto.
Ciò posto, la necessità c'è sempre, e le obbiezioni
che si possano fare contro non hanno alcun fondamento.
La Commissione, non contenta di ciò, ha voluto soggiungere che gli studi tecnici sono incompleti, e però
non siamo in posizione di fissare con esattezza la
spesa che fu determinata dal ministro Jacini.
La Camera non è certo un collegio di scienziati, nè
noi dobbiamo occuparci degli studi tecnici pei lavori
difensivi del porto di Catania.
Resta interamente riservato al Ministero, ove esso
creda che gli studi ultimi siano inferiori d'importanza
agli studi fatti anteriormente al 1836, di scegliere fra
gli uni e gli altri quelli che esso crederebbe più convenienti. La determinazione però della cifra in questa
legge darebbe facilità a che si preparassero cotesti
studi e la provincia di Catania provvedesse per parte
sua. Noi ne avremmo la conseguenza che, venuto il
giorno in cui lo Stato potesse dal suo canto dare il suo
sussidio, si troverebbe tutto in ordine, e verrebbero
soddisfatti i gravissimi interessi di quella provincia.
Ciò posto, mi pare chiaramente dimostrato che una
volta che non occorre fissare pel bilancio attuale una cifra
— 4373
-
TORNATA DEL 17 FEBBRAIO 1 8 6 8
la quale ne aumenti il passivo e che la determinazione
di questa cifra sarà utile pel giorno in cui debb'essere
spesa., la Camera, fissandola, farebbe un'opera prudente e della quale quelle popolazioni le sarebbero riconoscenti. Prego dunque i miei colleghi d'accettare il
proposto emendamento, e mi riserbo di rispondere
qualche altra parola, ove la Commissione, persistendo
nel voto, emesso nella relazione, non voglia associarsi
alla nostra domanda.
SPECIALE. Signori! Preso congedo da voi, onorevoli
colleghi, sin dallo scorso dicembre, non mi sperava sì
presto far parte alle vostre discussioni, quando, dall'estrema Sicilia, intesi essersi già impegnata in quest'Aula un'urgente quistione, e, direi, vitale per l'esistenza economica del mio paese; allora, tuttoché malfermo in salute, corsi alla Camera nella speranza di
ottenere un voto favorevole alle sue secolari aspirazioni.
Giunto fra voi, trovai chiusa la discussione generale
sui progetto di legge presentato dal ministro dei lavori
pubblici per autorizzazione di spese straordinarie per
lavori marittimi ; e tuttoché grandi gli sforzi fatti dagli
onorevoli colleghi Maiorana-Calatabiano, Biancheri,
La Porta, Rattazzi, Crispi, la Commissione non credè
disdire il voto emesso : di sospendere Vautorizzazione
della spesa per la sistemazione del porto di Catania.
Ora, volendo anch'io pigliar parte a sì rilevante quistione, mi permetto riassumere, in accenni, poche idee
in sostegno del seguente emendamento, appoggiato
da molti miei onorevoli colleghi.
« Si chiede l'ammessione dell'inciso all'articolo 1,
« compreso nel progetto ministeriale, e che dalla
« Commissione si vorrebbe soppresso.
« Sistemazione del porto di Catania, L. 3,000,000. «
Dirò poche parole perchè parmi già esaurita la discussione.
Dopo il discorso dell'onorevole Biancheri, e le repliche fatte dagli onorevoli D'Amico e Monti Coriolano relatore, parmi evidente che il voto concorde
della Commissione, di sospendere nel disegno di legge
per lavori marittimi quanto si riferisce al porto di
Catania, sia stato emesso contrario sol perchè non si
el)be mai la Commissione i documenti necessari allo
studio di quell'ardua questione. Ecco tutto.
CAD0LIM. Chiedo di parlare.
SPECIALE. E di vero, venuta la Commissione a discutere la parte del progetto che si riferisce all'opera del
porto di Catania (sono parole dell'onorevole D'Amico),
cercò al Ministero dei lavori pubblici di avere quei
documenti ; però non si ebbe che alcuni progetti d'arte
ch'io direi inutili affatto, poiché oggimai dichiarati
inopportuni, o poco convenienti ai bisogni di quel
paese, il cui commercio si sviluppa ogni dì più che
l'altro mirabilmente.
CAD0LINI. È quello che noi confutiamo.
SPECIALE, L'onorevole D'Amico stesso affermò che
di tatti quegli altri progetti d'arte, relativi allo studio
del porto di Catania (ricordati alla Camera dall'onorevole Biancheri), la Commissione non se ne ebbe mai
comunicazione alcuna. Ora, domando io, come puossi
mai adunque dalla Camera tenere in seria considerazione la proposta della Commissione, la quale, quando
modificava quel progetto di legge (rimettendone la
discussione alle calende greche), non fondò su d'altri
elementi il suo voto, se non che sui rilievi poco esatti
del progetto del 1836, combattuto tecnicamente dal
voto del Consiglio dei lavori pubblici ?
E l'onorevole D'Amico che ci viene a narrar questo :
« Avendo conoscenza di quel progetto, egli dice, e
conservando copia d'una memoria relativa al medesimo, io mi son creduto in dovere di presentarlo alla
Commissione. Noi, vedendo allora un progetto pel
porto di Catania, il quale era più ristretto di quello
ministeriale, e che raggiungeva lo scopo con una somma
minore, non ci siamo eretti giudici, ma abbiamo detto
di studiare il modo di restringere la spesa. Credo poi
che la Commissione ha fatto benissimo a prenderlo in
considerazione, e che se il nostro parere (notate, signori) non sarà stato esatto, come pretende l'onorevole
Biancheri, egli è perche a noi mancavano tutti quegli
altri documenti, tutti quegli altri studi che sono venuti
a giudicare il progetto del 1836.
« L'onorevole Biancheri (vi ha detto il relatore) citò
più scritti, opuscoli ed altri documenti ; si appoggiò
a vari autori ed intelligenti che avevano interloquito
pel porto di Catania. Questo è riuscito affatto nuovo
alla Commissione : la Commissione non sapeva niente
di questi preparativi e precedenti; ed a dire il vero,
quando la Commissione si rivolse al Ministero per
domandare tutti i documenti che potevano riferirsi
alla questione, doveva naturalmente aspettarsi che
tutti le fossero mandati. Invece, non essendole stati
trasmessi i documenti a cui fece allusione l'onorevole
Biancheri, non è da farsi una colpa alla Commissione
se essa dichiara apertamente che non li conosce.
« Col solito metodo (soggiunge l'onorevole relatore)
di mettere nei piani la relazione nell'ultima pagina,
metodo introdotto dal Genio civile, e di non fare
quella relazione che di poche parole, non si acquista
la necessaria conoscenza della cosa. Per questa causa,
se la Commissione non ha potuto antivedere e rispondere a tutte le contingenze della questione relativamente
al porto di Catania, certo la colpa non è sua. »
Onorevoli signori, la semplice esposizione de'fatti
occorsi basta, io credo, alla Camera onde sanzionare
col suo voto il progetto ministeriale.
E sapete, o signori, di quali documenti mancava la
Commissione, quando per un momento volle esaminare
la questione tecnica?
Udite : Mancava del progetto del 22 maggio 1867
de' lavori da farsi a quel porto ;
Mancava dei vari voti emessi sull'argomento dal
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-
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1867
Consìglio superiore dei lavori pubblici, e segnatamente
di quello del 5 febbraio 1867 ;
Mancava della relazione e progetto di massima in
data del 9 settembre 1864 dell'ingegnere-capo cavaliere
Mati, direttore dei lavori marittimi a Livorno, per la
sistemazione del porto di Catania ;
Mancava della relazione del 17 febbraio 1862 della
Commissione presieduta dal contrammiraglio Millelire
intorno alle opere occorrenti per la sistemazione del
porto di Catania ;
Mancava della memoria presentata all'accademia
Gioenia di scienze naturali di Catania nella tornata
del 5 dicembre 1861, sull'ingrandimento di quel porto
dall'ingegnere Sciuto Patti ;
Mancava del parere sull'ingrandimento di quel porto
del capitano di vascello Buca Imbert ;
Mancava della proposta dei capitani marittimi mercantili catanesi per la sistemazione di quel porto in
data del 10 novembre 1862 ;
Mancava finalmente dell'avviso del professore Mario
Distefano intorno al sistema di opere da farsi al porto
di Catania.
Sapete ora, o signori, su quali documenti fondava
la Commissione il suo voto ? Ve lo ha detto l'onorevole D'Amico : sur una memoria a stampa che accompagnava il progetto del 1836 I
Ora, qual fu mai il concetto della Commissione
nello emettere quel voto sospensivo ? Yel disse, onorevoli signor?, lo stesso relatore : « Ci si presentò un
piano sul quale, per mandato degli uffici, la Commissione doveva dare parere ; questo piano parve a
tutti grandioso, esuberante ai bisogni; e dacché si
trovò nel suo seno uno dei membri il quale potè appoggiare questa comune impressione con ragioni
tecniche, e col contrapposto di altro piano che, a primo
aspetto, sembrava e più opportuno, e più proporzionato ai bisogni, e più economico nella spesa, non
eccessivo ed atto ad un tempo a soddisfare ai desiderii di Catania (niente affatto!), la Commissione lo
prese ad esaminare come più attuabile e pratico. «
Attuabile e pratico. Attuabile e pratico un progetto
distrutto dalle considerazioni tecniche di tutti gli uomini d'arte che lo esaminarono e dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ! Signori, me lo perdonino,
sono cose dell'altro mondo !
L'onorevole relatore non si avrebbe mai supposto,
dice egli, che un progetto di legge di argomento positivo e preciso, con limiti definiti e ristretti, avesse
dato luogo a tale e tanta discussione. Mei perdoni l'onorevole relatore, io veramente non mi so dar ragione
di tali sue convinzioni, quando vedo che la Commissione, in piena contraddizione al progetto ministeriale, viene attaccando, senza una ragione valevole al
mondo (che sol quella di non aver potuto apprezzare,
suo malgrado, gli studi fatti), viene attaccando, io diceva, radicalmente i più vitali interessi di cospicue
città marittime, il cui avvenire commerciale interessa,
anziché le singole località, sovrammodo la intera penisola.
L'onorevole relatore poi invitava la Camera a riflettere che quegli stessi atti e documenti procedono
tutti o quasi tutti da Catania; vennero promossi da
rispettabili corporazioni di quell'illustre città. E non
vale l'osservare essere ben naturale che gli uomini del
paese desiderino che il loro porto sia accresciuto il
più possibile a vantaggio di quella ragguardevolissima
parte d'Italia. Ma alla Commissione, che vede le cose
un po' più freddamente, e che tien conto dell'interesse
di tutte le parti dello Stato, non poteva sfuggire come
in vicinanza di Catania esistano due altri porti ; come
presto tutti e tre saranno uniti da strada ferrata ;
come questa circostanza potesse alquanto cambiare le
speranze e previsioni attuali. Epperciò la Commissione
si formò il concetto, non già di contendere, ma di non
trascorrere nel senso di approvare subito il disegno
che le era presentato del grandioso antemurale ed altri miglioramenti al porto di Catania.
Niente di tutto questo, o signori ; e se fra quei documenti avvene alcuno che provenisse da persona incaricata direttamente da quel municipio, non lascia
però quel giudizio di aversi il valore della imparzialità, che fa mai sempre pregio e distinzione del nobile
disinteresse del suo autore.
Riconosciuta da noi di rilevata importanza la comunicazione di quei documenti senza dei quali la Commissione emise una proposta sospensiva, mi diedi tutta
cura, insieme ai miei colleghi Maiorana e Rizzari,
onde dal Ministero le venissero comunicati ; talché speravami di non dovere incontrare più ostacoli presso la
Commissione l'articolo di legge progettato dal Ministero, col quale sono autorizzate nei limiti di spesa
lire 3,000,000 per sistemazione del portò di Catania.
Disgraziatamente la Commissione ci manifesta per
organo del suo relatore lo effetto poco o nulla favorevole prodotto da quei documenti, e la sua inesorabile
insistenza nel voto emesso; udite: « L'onorevole
ministro comunicò alla Commissione un recente voto
del Consiglio superiore dei lavori pubblici, appunto
sopra il porto di Catania. Avuto questo voto, io, come
presidente e relatore della Commissione, mi credetti in
dovere di radunare d' urgenza ieri sera la Commissione stessa, la quale lo ebbe a prendere tosto in considerazione.
« Questo voto, in conclusione, è il suggello di quanto
espose alla Camera l'onorevole ingegnere Biancheri.
il voto, come lui, appella a tutti i documenti, a tutti i
precedenti studi, a tutti i pareri emessi su codesto
ragguardevole soggetto dagli uomini tecnici che hanno
avuto parte nei disegni e nei progetti del porto, e così,
fondato su queste considerazioni, il voto conclude doversi preferire il disegno proposto dal Ministero a
quello che per incidenza rammentò la Commissione.
— 4875 TORNATA DEL, 17 FEBBRAIO 1 8 8 8
« In conseguenza il Consiglio superiore dei lavori
pubblici constata che il suo parere non è che la ripetizione del parere dell'onorevole ingegnere Biancheri,
che cioè: ii vero, l'unico disegno da eseguirsi, sia quello
dato dal Ministero.
« La Commissione, coinè affermai da principio, venuto il documento, ieri sera si adunò ; ma certamente
non ha potuto esaminare la mólta mole dei gravi documenti citati soltanto, non uniti al voto. Di conseguenza essa non si potrebbe allo stato delle cose pronunciare più in là di ciò che fece. »
L'onorevole rei ior : infine interroga la Camera : se
in tal caso sia conveniente accettare la mozione fatta
dall'onorevole Rattazzi, di attenerci senz'altro al parere del supremo corpo tecnico dello Stato e di accettare tutto quanto propongono i corpi consultivi dell'amministrazione.
Io mi spero che la Camera vorrà aderire alla proposta Rattazzi.
L'onorevole Crispi è venuto a ricordare alla Camera
da che sia mossa la Commissione per togliere dal progetto di legge presentato lo stanziamento di 3,000,000
riguardante la sistemazione del porto di Catania, e vi
accennò come la Commissione a ciò si determinasse
per i due porti vicini di Agosta e di Siracusa.
10 non torno sulle idee svolte dall'onorevole Crispi,
però fo riflettere agli onorevoli della Commissione che
diviene opera inutile l'eccitare il Governo onde fittiziamente venisse creando la ricchezza ià dove non si
trova. Questa teoria, mei perdonino, è pur troppo puerile ed inesatta.
11 porto di Siracusa può essere grande, munito, sicuro quanto si vuole, tuttavolta si vedrà sempre deserto, e sapete quale ne è la causa? La fertilità del suo
territorio. II territorio di Siracusa non vi dà ne punto
né poco i prodotti naturali delle fertili contrade del
mio paese natio.
Ora, comechè la Commissione insista sulla proposta
sua sospensiva, io credo non essere del tutto opera
inutile intrattenere la Camera su alcune considerazioni
dirette ad attenuare, se non altro, le impressioni poco
favorevoli che mai avrebbero potuto fare le ragioni
svolte nella relazione e preposte al voto della Commissione.
Si legge nella relazione:
« Giova innanzi tutto osservare che il porto di Catania dista 30 chilometri da quello di Augusta e 50 da
quello di Siracusa ; porti entrambi questi due ultimi
per natura e munimenti superiori all'altro sunnominato. Inoltre, quando le strade ferrate in Sicilia avranno
raggiunto lo svolgimento assicurato per legge, tutti e
tre i detti porti, all'estremità del mare Ionio, saranno
riuniti da strada ferrata littoranea ed in congiunzione
colla intera rete dei celeri veicoli dell'isola. Sembrano
queste circostanze di qualche peso da non dimenticare
nell'attuale disanima ; all'uopo della quale in partico-
lare giova altresì premettere che la sistemazione, comunque, ed il miglioramento del porto di Catania rimonta al 1836. »
Signori, l'onorevole Mai oran a nella discussione generale venne a ricordarci come il diritto ad avere eseguite le opere a spese dell'erario dello Stato, o ad
aversi un concorso di questo nella condotta dei lavori,
è stato precedentemente stabilito nella legge sulla
classificazione dei porti, e che ora non si tratta se
non che di mettere in atto questo diritto diggià attribuito a Catania dal regio decreto del 15 marzo 1866.
Ricorda la Camera, che in base alle norme stabilite
negli articoli 184 e 185 della legge sui lavori pubblici
del 20 marzo 1865, quanto ai porti di terza classe, tenuto pur conto del movimento dei bastimenti e dello
introito delle dogane e dello tasse marittime nel triennio 1861, 1862 e 1863, il Governo del Re veniva facoltatq ad approvare con decreto reale la iscrizione graduale dei porti di prima, di seconda e di terza classe.
Ciò fecesi per il porto di Catania col decreto del 15
marzo 1866, allogando quel porto nello elenco di
quelli di terza classe, avuto il parere del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, non che quello del Consiglio di ammiragliato e del Consiglio di Stato.
Parmi evidente adunque, mei perdonino gli onorevoli
della Commissione, di essere affatto nulle le considerazioni sull'opportunità d'un porto nella rada di Catania.
Egli è poi grandemente strano, e direi sovrammodo
incredibile, come avvi chi può per un momento affermare la poca necessità di quel porto... necessità luminosamente dimostrata dalla situazione topografica di
quel paese eminentemente agricolo, che conta una popolazione di 80,000 abitanti, che è centro attivo e naturale di una delle più ricche provincie italiane, che è
sede di un tribunale di commercio e di una Camera
consultiva, che, per aversi un porto, sin dal 1781 da
solo, a spese del suo municipio, murò in buona parte
quell'opera... che vi spese milioni, che il suo commercio dà all'erario nazionale una ingente rendita, che è
una delle più belle città manifatturiere,, per le sue fabbriche dì seterie e cotoni, per le sue inesauribili miniere di zolfo, per i suoi floridi aranceti, per le sue
grandi produzioni di sommacco , frumento, cotone,
tabacchi, olii, vini, che è sede di una Corte di appello,
d'un archiginnasio (l'antica Atene delia Sicilia), d'una
Camera consultiva di commercio, d'una succursale alia
Banca Nazionale.
Del rapidissimo incremento di sua ricchezza fa prova
il moviménto della sua popolazione ascensivo, che agg agii a quello di alcune popolazioni d'America, e supera quello della massima parte delle popolazioni
europee ; che si ebbe dal passato Governo l'istituzione
di una Cassa di corte e di sconto.
Sotto tutti i Governi fu preso in seria considerazione
il suo porto. Il Parlamento del 1848 , decretandolo
¡
—
4376
—
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1 8 6 7
come d'interesse nazionale, gli assegnò pel suo compimento una somma vistosa di più migliaia di ducati.
Il Governo della cessata signoria vi stese provvidamente l'avara sua mano, che è quanto a dire ben grave
cosa!
Quando l'onorevole Menabrea resse il Ministero dei
lavori pubblici, si occupò grandemente di quel porto ;
non dico del Jacini del quale fu speciale cura col progetto del 31 gennaio 1867 ; e del Giovanola che, nella
sua relazione alla Camera, fece notare come il municipio catanese, dopo la classifica dei porti avvenuta in
forza delia legge 20 marzo 1865, notificava a quel
prefetto che, nella impazienza di veder cessare le infelici condizioni di quella stazione marittima, aveva
già votato il concorso spettantegli alla spesa del progetto allora in via di studio, e s'impegnava pure a
procacciare eguale deliberazione da parte della provincia. E sarà ventura grande per quella cospicua
città, soggiungeva l'onorevole ministro, e per gli adiacenti ricchi territorii il vedere tosto iniziati i lavori di
sistemazione per quel porto ideati, giacché nello stato
in cui esso porto attualmente si trova, è inutile lusingarsi di un miglioramento qualsiasi nelle condizioni
commerciali.
Alcuni rilievi statistici, o signori, mi spero, varranno
a far tenere in giusta considerazione il grado che occupa il mio paese fra le città marittime italiane ed a
mutare le deliberazioni prese dall'onorevole Commissione.
Dallo specchio, per provinole, dei redditi ottenutisi
nel 1866, nei rami d'imposta della direzione generale
delle gabelle, in confronto di quelle del 1865, si ha:
Dogane. Prodotto 1866, 1,363,144 47; prodotto
1865, 814,155 49.
Diritti marittimi. Prodotto 1866, 52,466 21 ; prodotto 1865, 35,356 91.
Dazio di consumo. Prodotto 1866, nuovo 882,524 81,
arretrati, zero; prodotto 1865, 781,365 15.
Totale prodotto 1866, 2,298,135 49; quota per
testa 5,101.
Totale prodotto 1865, 1,630,877, 55 ; quota per
testa 3,620.
Talché il 1866 differisce dal 1865 in più 667,257 94,
Dalla statistica dei crediti ipotecari fruttiferi inscritti sulla proprietà fondiaria durante l'anno 1864
ci avete : fruttifero, capitali assicurati con iscrizione,
situazione alla fine del 1863 dei capitali inscritti,
54,772,014; inscrizioni 1864. 8,018,310; rinnovazioni
1864, 1,797,817; cancellazioni e perenzioni nel 1864,
178,662 ; situazione alla fine del 1864, 64,409,479.
Rendite capitalizzate, assicurate con «•iscrizioni : situazione alla fine del 1863 delle rendite capitalizzate inscritte, 54,088,758; inscrizioni 1864, 517,390;
rinnovazioni 1864, 2,815,268; cancellazioni e perenzioni nel 1864, 39,934; situazione alla fine del 1864
57,381,482.
Statistica dei crediti ipotecari fruttiferi inscritti
sulla proprietà fondiaria, durante l'anno 1864: fruttifero, capitali assicurati con iscrizione, situazione alla
fine del 1863 dei capitali inscritti, 64,409,479 ; inscrizioni 1864, 8,847,331 ; rinnovazioni 1864, 1,847,996;
cancellazioni e perenzioni nel 1864, 168,662; situazione alla fine del 1865, 74,926,144.
Rendite capitalizzate assicurate con inscrizione : situazione alla fine del 1864 delle rendite capitalizzate
inscritte. 57,381,482; inscrizioni 1865, 529,600; rinnovazioni 1865, 1,908,272; cancellazioni e perenzioni
1865, 39,934; situazione alla fine del 1865, 59,779,420.
Statistica dei crediti ipotecari infruttiferi inscritti
sulla proprietà fondiaria, durante l'anno 1864 : infruttifero certo; situazione alla fine del 1863 dei capitali
inscritti, 27,431,598; inscrizioni 1864, 1,366,125;
rinnovazioni 1864, 1,002,551; cancellazioni e perenzioni 1864, 66,881; situazione alla fine del 1864,
29,733,393.
Infruttifero eventuale: situazione alla fine del 1863
dei capitali inscritti 91,860,460; inscrizioni 1864,
5,086,909; rinnovazioni 1864, 8,144,554; cancellazioni
e perenzioni nel 1864, 293,880; situazione alla fine del
1864, 104,798,043.
Statistica dei crediti ipotecari infruttiferi inscritti
sulla proprietà fondiaria durante l'anno 1865 : infruttifero certo ; situazióne alla fine del 1864 dei capitali
inscritti, 29,733,393; inscrizioni 1865, 1,502,700;
rinnovazioni 1865, 1,380,695; cancellazioni e perenzioni nel 1865, 66,881 ; situazione alla fine del 1865,
32,549,907.
Infruttifero eventuale: situazione alla fine del 1864
dei capitali inscritti, 104,798,043; inscrizioni 1865,
4,389,160; rinnovazioni 1865,, 9,489,545; cancellazioni e perenzioni nel 1865, 293,880 ; situazione alla
fine del 1865, 118,382,868.
Specchio delle varie riscossioni fatte: tassa sulle
successioni e trasmissioni di proprietà a causa di
morte, 272,134 97; tassa sui redditi dei corpi morali
o manimorte, 144,919 09; tassa sulle società anonime
in accomandita e per azioni, 1420 55; tasse di registro
sugli atti civili, pubblici privati o esteri, 745,353 99 ;
tasse di registro sulle sentenze ed altri atti giudiziari, 53,221 14; tasse e dritti d'ipoteca, 76,831 05;
tasse di bollo, 397,600 31; rendite patrimoniali,
342,264 46; tasse e proventi diversi, 490,235 01 ; lotto,
977,040 27; totale dei proventi ordinari, 3,304,200 50.
Verifiche delle percezioni e numero degli atti e delle
denunzie nella direzione di Catania: atti pubblici,
54,113 ; atti privati, 2576; sentenze ed altri provvedimenti giudiziari, 13,913 ; denunzie di contratti verbali,
258; denunzie di eseguimento di contratti sotto condizione sospensiva, 13; denunzie di successioni, 2684;
denunzie di manomorta, 749; formalità ipotecarie,
11,680; totale degli atti e delle denunzie verificate,
85,986.'
4377 —
TORNATA DEI/ 17 FEBBRAIO 1 8 6 8
Prospetto riassuntivo delle censuazioni dei beni rurali ecclesiastici in Sicilia compiute dal giugno 1864 a
tutto il dicembre 1866 in esecuzione della legge 10
agosto 1862 mediante asta pubblica: numero dei
fondi, 202; numero dei lotti cui si dissero i fondi, 450;
ettari di terreno, 7750 93 28 ; rendita massima ottenuta nel 1860, lire 221,654 67; rendita che servì di base
all'asta e alle trattative, giusta l'articolo 10 della legge,
lire 195,218 58; rendita ottenuta dall'asta e dalle trattative, lire 390,578 85.
Statistica giudiziaria civile e commerciale per l'anno
1863: cause civili in prima istanza; tribunale del circondario di Catania; totale delle cause decise o altrimenti cessate, 1064. Cause civili in grado di appello
innanzi i tribunali di circondario : totale delle cause
decise o altrimenti cessate, 345. Cause commerciali in
prima istanza avanti i tribunali : totale delle cause
decise o altrimenti cessate, 555.
Affari di giurisdizione contenziosa: numero delle
cause, 4477.
Proventi postali, 159,063 26; prodotti telegrafici,
95,171 17 ; riscossioni degli uffici di marchio, prodotto del 1865, 4433 84.
Quadro della rendita dei fabbricati desunta dall'annuario del Ministero delle finanze del 1866, lire
3,714,834 26»
Prospetto indicativo del reddito della dogana di Catania negli anni 1863, 1864, 1865, 1866.
Diritti marittimi Diritti diversi
Importazioni
1863
1864
1865
1866
348,411 26
508,664 12
486,282 10
771,028 48
Se per poco si dà uno sguardo al prospetto indicativo delle singole dogane del regno d'Italia negli anni
1863, 1864, 1865 e 1866, rilevasi che furono ben poche le dogane che diedero un reddito uguale a quelle
di Catania, a meno di quelle di Ancona, Genova, Livorno, Palermo, Messina e Napoli.
Catania adunque è il settimo paese d'Italia che dà all'erario nazionale maggiori proventi, e ciò senza aversi
ancora un porto sicuro, o, meglio, con averne uno che,
per essere rimasto incompleto sin oggi, non fa nel
commercio ricordare il nome di quel paese che per le
sventure che vi si incontrano dai naviganti !
La seconda parte del voto della Commissione riguarda la quistione tecnica di quel lavoro.
In quella relazione si legge :
« La vostra Commissione, o signori, ha potuto consultare una pianta circostanziata e notevole, aggiunta
al piano in quell'epoca studiato da appositi deputati
assai competenti ed esperti, non che l'unito rapporto,
mandato allora per le stampe.
« E confrontando questi documenti con quelli forniti
dal Ministero dei lavori pubblici, la Commissione ha
dovuto riconoscere che più giudizioso ed economico
del progetto recente, esposto solo in modi sommari e
quale progetto di massima, si è senza fallo il piano
preesistente del 1836.
« Una semplice ispezione anco poco approfondita
dei tipi rispettivi manifesta incontrastabilmente la indicata preferenza, all'occhio altresì di persone non perite di arte.
174,958 37
159,317 03
157,505 98
771,028 48
24,846 97
27,201 07
29,133 01
44,109 91
79,513 05 627,729 65
100,556 73 795,738 95
143,571 90 816,492 99
252,009 09 1,334,899 87
« La direzione del nuovo braccio di molo col quale
si penserebbe, secon o il nuovo progetto, di prolungare il molo esistente, nè persuade interamente, nè
mostra la necessità assoluta che l'aggiunta debba
farsi. Inoltre essa non è studiata e prefissa nei necessari estremi, atti a determinare, anco in via di massima, la entità dell'opera.
« Di più, l'antemurale che oggi si progetta, è tanto
maggiormente lungo, discosto e dispendioso di quello
saggiamente proposto nel 1836, da non potersi il nuovo
disegno ammettere nè in senso assoluto, nè al confronto di documento ed antecedente siffatto. Nella
pianta dimostrante le nuove idee mancano peranco gli
scandagli della profondità di mare alla quale il lavoro
grandioso di detto antemurale dovrebbe erigersi. Si
aggiunga che il medesimo apparirebbe ad alcuno (almeno per ora) non del tutto urgente e surrogabile forse
con altre opere, l'insieme delle quali parrebbe a qualche commissario, esperto dell'arte e del luogo, potersi
restringere a dodici centinaia di mila lire. »
Io, vel ripeto, o signori, questa relazione fu combattuta mirabilmente dal voto del Consiglio superiore
dei lavori pubblici.
L'onorevole relatore ha interrogata la Camera se
conviene attenerci al parere, senz'altro, di questo
corpo consultivo.
In vero, io sperava che l'onorevole relatore, il quale
faceva un appello alla Camera per rendersi giudice
nella scelta di quei progetti, avrebbe, almeno per
sommi capi, esposto le ragioni svolte in quel voto.
^
— 4378
CAMERA DEI DEPUTATI
Niente di tutto questo. Ebbene, supplirò io a questa
importante lacuna. Eccovi il voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
In quanto al progetto dei signori D'Amico e Coppetta (che è il progetto del 1836 sostenuto ad oltranza
dalla Commissione), attesa la limitata lunghezza dello
antemurale proposto, l'interno del porto resterebbe
ancora in gran parte soggetto alle traversie fra levante e scirocco, nè si potrebbe ripararlo allungando
l'antemurale dal lato di tramontana (il che peraltro
porterebbe una variazione ed ampliamento del progetto), perchè tale allungamento risulterebbe perniciosissimo alle manovre delle navi per entrare ed uscire
dal porto. Più della metà poi del proposto antemurale
dallato di mezzogiorno è tracciato in località già riparata dal capo Santa Croce e dalla zona poco profonda
della Praia, che le mareggiate in quella direzione
hanno da attraversare prima di giungere al porto, per
cui non è dimostrata la necessità di quell'opera, almeno
fino dopo esperienza bene accertata, necessità che è
ammessa da uno solo de'progetti esaminati, e da tutti
gli altri è respinta.
Che, stante la vicinanza dello antemurale progettato alla testata del molo esistente da un lato ed
alla costa dall'altro per soli circa 200 metri, e col
molo e colla cassa sottovento, sarebbe per riuscire
assai difficile la manovra di entrata e di uscita delle
navi con tempi fortunosi e contrari, come fu riconosciuto dagli stessi progettanti, i quali si trovarono costretti a dare una dimostrazione teorico-pratica delle
manovre da eseguirsi in tali circostanze ; manca quindi
di uno degli elementi più essenziali di un porto, la facilità di entrata e di uscita. Attesa poi la ristrettezza
dello spazio ridossato dell'antemurale proposto, non si
potrebbe ottenere una conveniente stazione per le
navi in contumacia, senza incagliare il movimento di
entrata e di uscita dal porto delle altre navi. Per poca
prominenza in mare del proposto antemurale poco
vantaggio ne ritrarrebbero le navi in partenza che vi
si recassero all'àncora per attendere il momento favorevole di mettere alla vela, perchè in molte occasioni diffìcilmente potrebbero riuscire a cavarsi dal
golfo e guadagnare il largo, ma correrebbero rischio
di essere gettate alla costa e contro il molo sottovento.
Il progetto in esame è corredato da tutti i documenti dimostrativi delle opere da farsi, e giustificativi
delle spese da incontrarsi, quali sono dai vigenti regolamenti prescritti, e con tali elementi resta pienamente
dimostrato e giustificato il pregio, la entità, il costo
delle opere previste in tre milioni di lire.
L'asserto di uno dei membri della Commissione parlamentare che si possa provvedere alla sistemazione
del porto di Catania con una spesa di 12 centinaia di
mila lire è una proposizione che non può ritenersi
seria da chi per poco ha notizia della condizione di
quel porto e della natura dei lavori di cui si tratta.
-
SESSIONE DEL 1 8 6 7
Il progetto del 22 maggio 1867, risultato di lunghi
e maturi studi dei migliori ingegneri governativi nel
ramo dei lavori marittimi, combinato dopo presa conoscenza di tutti gli studi anteriori fatti in argomento
da ingegneri di Governi precedenti o privati, definitivamente sistemato nella forma 22 maggio ultimo, dopo
replicati esarai e modificazioni fatte pel suggerimento
del Consiglio, è quanto si è trovato di meglio a combinare in argomento, e ulteriori e nuovi studi non avrebbero alcuno scopo.
Resta ancora un'ultima considerazione.
L'onorevole relatore rammentava le massime sulle
quali iì signor ministro Giovanola fondava la sua ristretta proposta.
La prima massima consisteva nel non considerare
se non se quei lavori che, già iniziati, non potrebbero
interrompersi senza esporli a notevoli nocumenti ; la
seconda massima era di aggiungere quegli altri pei
quali gli enti morali, obbligati per legge a sopportare
parte delle spese, fossero in grado di fare tali anticipazioni da esimere il Governo ¿all'obbligo di stanziare fondi propri prima del 1870. Ora, io ricordo
alla Camera come la pronta sistemazione dei porto di
Catania ha per base queste due massime ad un tempo.
Si sono spesi dei milioni da quel comune per murare
il suo porto, e se non si viene a tempo, o signori, a
proteggere quelle opere incominciate con nuovi munimenti, tutto andrà perduto. Dall'altro canto udiste
come quel municipio, nell'impazienza di veder cessare le infelici condizioni di quella stazione marittima,
ha di già votato il concorso spettantegli per la spesa
del progetto e che già lo ha allogato sui suoi bilanci.
La Commissione infine con un lirismo ch'io direi
preadamitico, dopo d'aver fatta una proposta sospensiva, si dichiarava non punto contraria alle mire della
città di Catania « Se essa propose di rimandare ad
« epoca, se non più propizia, più assicurante, lo stan« ziamento dei fondi, si fa in vista pure delle stret« tezze dell'erario, ed anche nell'interesse dello stesso
« municipio (cosa ben strana !), affinchè potesse vedere
« coronati i suoi voti da un buon numero di suf« fragi. »
Signori, io non potrei più valevolmente rispondere
a queste conclusioni, che con le parole dell'onorevole
ministro pe' lavori pubblici :
« La provincia e la città di Catania, i corpi morali
che hanno dalla legge l'obbligo di concorrere a questa
spesa, si dichiararono disposti ad assumere ed anticipare la somma loro spettante, in modo che lo Stato
non abbia ad avere alcun carico di spesa prima del
1870. Il bilancio dello Stato non verrebbe gravato che
della metà della somma che è portata in questa legge,
la quale somma essendo di tre milioni, lo Stato concorrerebbe per un milione e mezzo, ed esso non comincierebbe a portare ne' suoi bilanci assegnamento per
questa spesa se non dal 1870 in poi, e sarebbe sempre
4379
-
T O R N A T A D E L 17 F E B B R A I O 1868
libero alla Camera di ripartirla in quel numero d'anni
che credesse opportuno.
« Credo che con questa cautela non si venga realmente a portare un tale aggravio al bilancio dello
Stato , per cui si debba respingere una proposta la
quale tende ad incoraggiare i municipi e le provincie a
concorrere collo Stato in lavori i quali, se riguardano
gl'interessi speciali delle provincie e dei comuni, riguardano anche in gran parte gl'interessi generali
dello Stato. »
Io quindi non posso che raccomandare alla Camera
di voler approvare l'articolo primo della legge come
fu proposto dal Ministero, nella speranza che anche la
Commissione voglia recedere dalla sua proposta di
sospensione per ciò che riguarda il porto di Catania.
Signori, noi siamo alla vigilia di votare nuove leggi
d'imposte, e di chiedere nuovi sacrifizi alle popolazioni,
prostrate dallo sgoverno di sette anni nella più penosa
disillusione ! Dite : è poi giusto, o signori, d'isterilire
la ricchezza dei particolari, senza dare un potente impulso alle sorgenti di produzione, senza elevare, ed
abilitare economicamente le località in cui si trovano
gli elementi della produzione stessa, depressa per fatto,
talora, ed incuria del Governo ? Signori, correndo sempre di questo passo, noi non troveremo che l'abisso !
CALVINO. Domando la chiusura.
PRESIDENTE. Essendo domandata la chiusura, interrogo se è appoggiata.
(E appoggiata.)
MONTI C., relatore. Domando là parola per rettificare
alcuni fatti. {Mormorio)
PRESIDENTI. Si potrebbe votare la chiusura colla riserva, come si è fatto altre volte, di dare la parola al
relatore quando la chiusura venisse accettata. {Mormorio)
CADOLINI. Domando la parola contro la chiusura.
PRESIDENTE. Ha la parola.
CADf LINI. Io parlo contro la chiusura, sebbene sia
desideroso che la discussione finisca, perchè il preopinante, l'onorevole mìo amico Speciale, ha fatto dire a
noi cose tali...
SPECIALE. Me ne appello al resoconto.
CADOLINI.. che noi non dicemmo, per cui naturalmente non possiamo stare sotto il peso delle sue parole che per noi suonano accusa, e che potrebbero essere accolte da coloro che interpretassero il nostro operato come lo interpreta l'onorevole Speciale.
Bisogna poi anche lasciare campo ad alcuni commissari di esprimere quale fu l'opinione da essi sostenuta nel seno della Commissione; perchè se in alcuni punti la relazione rappresenta il voto unanime
della Commissione, in alcuni altri non rappresenta
che quello della sua maggioranza. Ed è soprattutto
importante il riferire che, riguardo alla teoria per la
quale si vuol negare la necessità che si debbano intraprendere opere intorno al porto di Catania, non tutti
SESSIONE 1867 — CAMERA DEI DEPUTATI —
Discussioni.
548
erano d'accordo, reputando parecchi di essi che il
porto di Catania abbia una innegabile importanza
commerciale, malgrado la vicinanza d'altri porti, mentre erano d'accordo nel rinviare per ora ogni stanziamento riguardo al porto stesso. Dal canto mio io mi
sono associato a questa conclusione, specialmente
perchè credeva che la questione tecnica dovesse essere
risoluta prima della votazione della legge.
PRESIDENTE. Parli contro la chiusura.
CADOLINI. Io l'altro giorno ho citato i fatti pei quali
anche il voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici, non può a priori tenersi per inappellabile, ed a
questo proposito ho citato il fatto del porto di Napoli.
BIANCHERI, ingegnere. Domando la parola.
PRESIDENTE. Perdoni, onorevole Cadolini, ora entra
proprio nel merito.
CADOLINI. Ma dobbiamo pure difenderci dalle accuse
che furono lanciate contro di noi.
PRESIDENTE. Potrà farlo, se la Camera non chiuderà
la discussione.
La parola spetta all'onorevole Calvino in favore della
chiusura.
CALVINO. Io ho domandata la chiusura nell'interesse
della legge e nell'interesse di Catania. La Camera sa
che noi abbiamo un'altra seduta al tocco ; siamo al
mezzogiorno, quindi dobbiamo scioglierci e tenere
un'altra seduta per questa discussione, che si protrarrebbe di troppo.
Se veramente la discussione non fosse esaurita, io
non propugnerei la chiusura; ma, poiché mi pare che
questa questione sia stata ampiamente svolta e discussa, da una parte l'onorevole relatore e gli altri
membri della Commissione avendo difesa la loro proposta, e dall'altro lato l'onorevole ingegnere Biancheri e l'onorevole Maiorana-Calatabiano avendo dette
le ragioni nell'altro senso, la questione è esaurita.
Siccome però ora gli onorevoli Crispi e Speciale
hanno fatte altre considerazioni, io non mi opporrei a
che si riserbasse la parola all'onorevole relatore, o a
qualcuno dei membri della Commissione.
PRESIDENTE. Metto ai voti la chiusura senza riserva.
MONTI C0RI0LAN0, relatore ed altri. Colla riserva.
CRISPI ed altre voci. Senza riserva.
MONTI C0RI0LAN0, relatore. Faccio riflettere all'onorevole Crispi...
PRESIDENTE. Perdoni : il. dubbio nato era questo. Io
credeva fosse intesa la riserva di accordar la parola al
relatore; postochè vien fatta opposizione...
CADOLINI. Hanno parlato tutti in un senso.
PRESIDENTE... io non posso a meno che mettere ai
voti prima di tutto la chiusura assoluta ; quando questa
fosse respinta metterò allora ai voti la chiusura con la
riserva, cioè che il relatore debba parlare, coll'avvertenza che la deliberazione cade sulla chiusura della
discussione sull'intero capitolo 1, giacché tanto sul
— 1380 —
CAMERA DEI DEPUTATI —
porto eli Catania, quanto sugli altri porti si è largamente parlato nella discussione generale.
MONTI CORIOLINO, relatore. Domando la parola su
questa proposta. (Eumori)
Come si può votare la chiusura senza dar la parola
al relatore, o...
PRESIDENTE. Questa sarà la ragione per cui la Camera non approverà la chiusura assoluta.
MONTI CORIOLANO, relatore. Ma io vorrei parlare
contro la chiusura generale.
PRESIDENTE. Sulla domanda di chiusura non può
parlare che uno contro ed uno in favore.
MONTI CORIOLANO, relatore. Io non ho da dire che
poche parole. (Rumori)
PRESIDENTE. Io non posso lasciarla parlare.
Metto ai voti la chiusura della discussione sul capitolo primo in via assoluta, cioè che escluda anche nel
relatore la facoltà di parlare.
(Dopo prova e controprova non è ammessa.)
Ora metto ai voti la chiusura colla riserva che accorda al relatore la parola. Chi approva la chiusura
con questa riserva è pregato eli alzarsi.
(Segue la prima alzata)
Faremo la controprova : chi non ammette la riserva
si alzi.
Voci. Noi L a chiusura, e non la riserva!
PRESIDENTE. La chiusura con riserva : la questione è
eli sapere se è ammessa la chiusura con riserva ; adesso
abbiamo votato intorno a questo punto, ora quelli che
non ammettono la chiusura con riserva sono pregati
di alzarsi.
CfUSPI. L a chiusura condizionata.
PRESIDENTE. Dopo che fu respinta la chiusura assoluta, abbiamo messa ai voti la chiusura condizionata.
Adesso facciamo la controprova per la chiusura non
condizionata. Quelli che approvano la chiusura non
condizionata sono pregati di alzarsi. (.Rumori in vario
senso)
(Segue la votazione.)
È ammessa la chiusura colla riserva che il relatore
abbia la parola.
Voci. Ma no !
BALDINI. Non è ammessa la chiusura.
PRESIDENTE. Domando scusa, la chiusura con riserva
fu ammessa.
Voci. No ! no ! Sì ! sì !
CADOLINI. Domando la parola sulla posizione della
questione»
MAZZARELLA. Non c'è libertà di discussione.
PRESIDENTI. Ha la parola l'onorevole Cadolini.
CADOLINI. Era nata questione se la chiusura che si
doveva mettere ai voti sarebbe stata la chiusura assoluta o la chiusura riservando facoltà al relatore di
parlare. L a chiusura assoluta fu respinta, ed ora si
deve votare sulla chiusura, salva la parola al relatore.
Ecco lo stato delle cose. Ciò che m'importa affer-
SESSIONE DEL
1867
mare si è che la chiusura non fu ancora approvata, e
che ora dobbiamo votare sulla proposta della chiusura,
salva la facoltà al relatore di parlare.
PRESIDENTE. È quella sulla quale si è votato.
CADOLINI. Il presidente dice che ora si mette ai voti
la riserva. No, si mette ai voti la chiusura colla riserva. L a chiusura non fu. peranco approvata.
PRESIDENTE. Perdoni: richiamiamo i fatti.
Quando misi ai voti la chiusura con riserva si alzò
un certo numero di deputati. Dopo feci la domanda
opposta e non si alzò alcuno. Restò dunque ammessa
la chiusura colla riserva, deliberazione che mantengo.
RATTAZZI. Domando la parola.
PRESIDENTE. Questo è positivo. Ora, a fronte eli queste risultanze, io debbo mantenere la deliberazione
della Camera, che è di volere la chiusura colla riserva
di accordare la parola al relatore (Segni di assenso),
e quindi do la parola al relatore.
MONTI C., relatore. Si assicuri la Camera che io non
abuserò della sua sofferenza. Non avrei anzi neppure
chiesta la parola, credendo che nella seduta di mercoledì scorso si fosse per parte della Commissione
posta la questione nel giusto punto in cui alla Commissione stessa si era presentata, se dall'onorevole
Crispi non fosse stato dimostrato col suo dire che,
o egli non prestò abbastanza attenzione , oppure si
è dimenticato di quello che per parte della Commissione fa esposto e riassunto in quella seduta.
CRISPI. Domando la parola per un fatto personale.
MONTI (¡ORIGLINO, relatore. L'onorevole Crispi infatti
cominciò a mettere in dubbio tutto quello che era già
constatato dalla Commissione. Egli ha dichiarato che
la Commissione...
CRISPI. E lei che non ha capito.
MONTI CORIOLANO, relatore... che la Commissione
quasi supponeva che si facesse un porto nuovo ; ha
dichiarato chela Commissione escludeva cotesto porto
nuovo...
CRISPI ed altri. No ! no !
PRESIDENTE. Non interrompano.
MONTI C0RI0LAN0, relatore... attesa la vicinanza di
elue altri porti vicini ; ha dichiarato che la Commissione presumeva di farsi arbitra e giudice sui voti del
Consiglio superiore dei lavori pubblici ; ha dichiarato
che nella Camera non si poteva punto parlare di cose
tecniche; e tante altre cose ha dette contro gl'intendimenti della Commissione, sia per ciò che risulta dagli
atti, sia per quanto risulta dalle ampie spiegazioni
che io ebbi l'onore di dare nella seduta scorsa. È obbligo mio adunque di non lasciare senza risposta delle
obbiezioni così gravi, e venute da un membro ragguardevole di questa Camera, ed appurare la realtà dei
fatti travisata da cose supposte che sono contrarie al
punto in cui riguardare devesi la questione, e molto
più al punto in cui l'ha voluta sempre mettere la
Commissione,
I I. UH lll.-ll I I,
— 4381 —
Ili Hill
J
l 1 II II
II
minga
TORNATA DEL I T FEBBRAIO 1 8 6 8
La Commissione, ripeterò ancora un'altra volta,
non ha mai creduto di pregiudicare gl'interessi di Catania; che anzi ha cercato di poterli conciliare con
quelli futuri ed attuali dell'erario, avuto il debito
riguardo alla spesa per la quale deve concorrere. La
Commissione non ha mai dubitato che si deve curare
questo porto ragguardevole con tutti i mezzi che l'arte
richiede ; ma a lei sembra che si voglia fare un porto
eccessivamente grandioso, e che per questa grandiosità
di lavoro la spesa non sia abbastanza giustificata.
Dunque la Commissione manifestamente non uscì
da questo compendio di esternazioni e di propositi,
abbracciando l'insieme della disputa, non mirando ad
un unico iato o ad alcuni soli suoi lati. Visto che questa spesa, per quanto notevole, di tre milioni, forse
non basterebbe, per motivi non dirò riposti e tecnici, ma alla portata della scienza comune che può
avere qualunque membro del Parlamento, ha creduto
di dover pensare a che cosa convenisse meglio di fare
nell'interesse stesso di Catania, lungi dal sospetto di
un fine dilatorio, o dalla tema di rimandare lontanamente una definizione importante.
Premesse queste cose, la Commissione, o almeno la
sua maggioranza, crede che, dacché Catania vuole così
ampiamente provvedere al suo porto, possano i rappresentanti della nazione andare a rilento nel porre
un limite alla quota metà, per cui solo deve concorrere per legge l'erario.
Questo, rispetto al disegno.
Rispetto poi alla parte economica, ossia alla entità della somma da spendere, la Commissione rimarrebbe ferma nella convinzione che probabilmente
la somma di tre milioni non sarà sufficiente. Perciò
insinuava una più accurata giustificazione, almeno al
riguardo, in vista altresì della considerazione che il
tempo a deliberare con maggiore maturità e cognizione di causa non manca; ed in vista eziandio di non
aggravare, comunque per metà circa in apparenza, il
già grave pondo dei bilanci dello Stato.
Detto questo e ristabiliti i fatti, ciò che preme di
constatare ancora terminando, si è che la Commissione
non si trova uè è mai stata contraria nè in genere ne
in specie agli interessi di Catania, e si rimette alla Camera perchè voglia deliberare in proposito ; ben inteso non recedendo dalla sua proposta, che pare sempre prudenziale, innocua ed opportuna.
CRISPI. Pare che l'onorevole Monti Coriolano non
abbia inteso le mie parole. Domanderei quindi di parlare per un fatto personale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
CRISPI. Ho detto che la Camera non è un collegio
d'uomini tecnici per poter giudicare gli studi ai quali
si vuole dare la preferenza.
Pare che l'onorevole Monti Coriolano abbia inteso
tutto diversamente. Io mi sono dichiarato incompetente, e credo che la Camera lo sia altrettanto.
MA UDINI. No.
CRISPI. No ? Non tutti siamo ingegneri...
C4D0LIKI. Non tutti siamo avvocati, eppure votiamo
delle questioni di diritto.
CRISPI. Il buon senso basta nelle questioni di diritto,
mentre per le opere d'arte si richieggono appositi
studi.
CADGLIM. Per sospendere di deliberare, la Camera
non è mai incompetente.
CRISPI. In queste materie, sui 493 deputati i quali
compongono la Camera, cinque o sei soltanto sono
competenti come uomini d'arte ; gli altri noi sono
punto. Cotesto è il concetto principale che informava
il mio discorso.
In quanto alle altre osservazioni contro di me, farò
riflettere che se l'altra volta non potei ascoltare l'onorevole Monti, egli è perchè ero assente dalla Camera.
Nulladimeno ho letto il suo discorso e la sua relazione,
e ne ho desunto ch'egli si appoggiava a due fatti :
I alla vicinanza di Catania ai porti di Siracusa e di
Agosta ; 2° ai vantaggi di cui godrebbe Catania con
la costruzione della ferrovia del littorale. A questi due
fatti egli annetteva tanta importanza da dedurne la
conseguenza che si poteva per lo meno rinviare ad un
tempo più o meno lontano la questione del porto di
Catania.
Ciò posto, insisto per l'accettazione dell'emendamento proposto dagli amici miei.
PRESIDENTE. Ora si tratterebbe di votare prima di
tutto intorno all'emendamento proposto per introdurre nel capitolo 1 lo stanziamento della cifra di lire
3,000,000 per la sistemazione del porto di Catania, poi
si voterebbe sull'intiero capitolo 1. (Rumori)
Voci. Si rimandi la votazione !
PRESIDENTE. Essendosi fatta la domanda di rimandare la deliberazione...
Voci. No ! no ! Ai voti ! ai voti!
NIC0TERA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Metto dunque ai voti...
PESCATORE. Chiedo di parlare per una mozione d'ordine.
Io non intendo che sia rimandata indefinitamente la
votazione di questo capitolo ; credo però molto conveniente che la deliberazione sia presa da un numero
sufficiente di deputati, e non mi pare che presentemente ci troviamo in questa condizione.
Io faccio istanza che la votazione di questo capitolo
sia rimandata al principio della seconda tornata di
quest'oggi. {Bisbiglio a sinistra)
CRISPI. Faccio osservare che allora voteranno coloro
che non hanno ascoltato la discussione. Capisce bene
l'onorevole Pescatore che sarebbe molto pericoloso il
far votare un articolo di legge da deputati i quali non
furono presenti alla discussione, e che quindi non hanno
sentito gli argomenti che furono addotti pro e contro
di questa questione.
o
- 4382 —
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1867
PESCATORE. Se la Camera è in numero, io ritiro la
mia proposta.
NICOTERA. Io trovo, non già sconveniente il votare
il capitolo adesso, ma sconvenientissimo di protrarre
ancora questa discussione ad altra seduta; e se l'onorevole Pescato--e insiste perchè si verifichi se la Camera
è in numero, io pure farò questa domanda in occasione dei singoli capitoli dei bilanci, poiché faccio notare all'onorevole Pescatore che i bilanci sono stati
votati quando la Camera si trovava in questo stesso
numero di deputati.
Se l'onorevole Pescatore vuol metterci su questo terreno, io sin da oggi, ad ogni capitolo, domanderò che
si verifichi se la Camera è in numero.
Manterrò la promessa.
SPECIALE. Promessa che le faccio anch'io.
PESCATORE. Io mi ricordo che in certe occasioni di
maggior importanza lo stesso onorevole Nicotera dichiarava che, con grande suo rincrescimento, ma attesa la gravità della questione, egli si credeva in dovere di fare istanza perchè fosse verificato se la Camera
era in numero.
Io dunque, in quest'occasione, persuaso dell'importanza grandissima della questione, non faccio che imitare il suo esempio ; però mi sono attenuto ad un
temperamento che credeva potesse soddisfare tutti.
L'istanza perchè sia verificato se la Camera è in
numero ha soventi volte un effetto molto doloroso, di
rimandare la deliberazione a tempo indeterminato. Io
quest'effetto francamente non lo volevo. Capisco anch'io la necessità, non già di chiudere la discussione,
perchè questa, ora che ha parlato il relatore, è chiusa
definitivamente ; ma bensì di venire ad una pronta deliberazione.
Io dunque non proposi se non se (e mantengo la
mia proposta) la dilazione di poche ore, acciocché il
numero dei deputati diventi sufficiente e la deliberazione sia presa con quella convenienza reale che si richiede in simili deliberazioni.
L'onorevole Nicotera farà quello che crederà in
altra occasione ; io sono persuaso che continuerà a tenere la via che ha seguito fin oggi, cioè di lasciar correre quando si tratta di questioni ordinarie (Interruzioni a sinistra), e di muovere l'istanza che ho fatto
io in questioni d'importanza maggiore.
PRESIDENTE. Dunque è fatta la domanda sospensiva,
di rimandare cioè la deliberazione al principio della
seconda seduta d'oggi. Domando se questa proposta...
CRISPI. Perdoni, bisogna vedere se la Camera sia in
numero. Non si può più votare. La proposta dell'onorevole Pescatore tende & questo.
PRESIDENTE. L'onorevole Pescatore non ha insistito
sulla sua domanda di far verificare se la Camera è in
numero, ed ha chiesto che la deliberazione si prenda
al cominciare della seconda seduta.
PESCATORE. Domando scusa : quando si persistesse a
voler votare presentemente, allora, come ho già dichiarato, manterrei la domanda di verificare se la
Camera è in numero.
PRESIDENTE. Perdoni: ho già detto, e chiaramente,
che ella ritira la sua proposta, quando si metta ai voti
l'altra di differire la deliberazione al cominciare della
seconda seduta.
Metto ai voti questa proposta dell'onorevole Pescatore, che la deliberazione, cioè, sia rimandata al cominciare della seconda seduta.
(La sospensione è approvata.)
Ora, prima di chiudere la seduta, domando quando
crede la Camera continuare la discussione e votazione
del progetto.
NICOTERA. La proposta dell'onorevole Pescatore non
riguarda solamente il rimando della votazione dell'articolo, ma riguarda pure tutta la legge.
Io prego la Camera a riflettere che gli altri articoli
non danno luogo a discussione. (No ! no ! a destra)
Non dicano no ; io ripeto quel che ho detto, mettiamoci su di un terreno possibile, altrimenti diventeremo
tutti impossibili.
Gli altri articoli della legge non portano nessuna
discussione, perchè sono una conseguenza (Segni d'assenso del ministro dei lavori pubblici) (mi piace di vedere che l'onorevole ministro dei lavori pubblici è dello
stesso avviso), sono una conseguenza dell' articolo
primo. Quindi la Camera oggi nella seconda seduta
non avrà che ad approvare o respingere come vuole
gli articoli senz'alcuna discussione. (Sii sè!) Per quale
ragione volete rimandare ad una tornata straordinaria una cosa che non richiede tempo ?
PRESIDENTE. Io prego l'onorevole Pescatore ad aderire a questa proposta, perchè appunto essendosi esaurita la discussione, non rimane che a votare.
Quindi, se non si fa opposizione, è determinato che
al cominciare della seduta di quest'oggi si delibererà
sull'articolo primo, e si continuerà, ove occorra, la discussione di questo progettò di legge.,.
Voci. E la votazione ?
PRESIDENTE.. che credo potrà essere votato.
La tornata sarà ripresa al tocco e mezzo.
La seduta è sciolta alle ore 12 1{4.
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resoconto stenografico