Femminismo e piscanalisi
Sociologia delle comunicazioni
5.4.2011
Laura Mulvey
(1975)
“Visual Pleasure and
Narrative Cinema”
Screen film and
television studies
(screen media)
http://www.gla.ac.uk/s
ervices/screen/
Screen negli anni 70:
Film e ideologia
Lo spettatore è il prodotto
dell’ideologia codificata nel
film
strutturalismo, Marxismo,
psicanalisi
(Stephen Heath, Laura Mulvey,
Peter Wollen, Colin MacCabe,
Jean-Louis Baudry ) etc
http://www.gla.ac.uk/services/sc
reen/
Questo saggio si propone di usare la psicoanalisi per scoprire dove e
come la fascinazione del film sia rinforzata da modelli di
fascinazione preesistenti, già attivi nell’individuo e nelle
formazioni sociali che lo hanno plasmato, e prende come punto
di partenza il modo in cui il film riflette, rivela, o anche mette in
scena fedelmente, l’interpretazione socialmente stabilita dalla
differenza sessuale che controlla le immagini, i modi di guardare
erotici, lo spettacolo. E’ utile comprendere cosa è stato il
cinema, come ha operato la sua magia in passato, quando si
tenta di dar forma ad una teoria e una pratica che sfidino questo
cinema del passato. La teoria psicanalitica è quindi un’opportuna
arma politica, in quanto dimostra in qual modo l’inconscio della
società patriarcale abbia strutturato la forma filmica.
(Laura Mulvey ‘Piacere Visuale e Cinema Narrativo’)
Critica del soggetto universale ‘l’uomo’
Carla Lonzi (1974) Sputiamo su Hegel. La donna
clitoridea e la donna vaginale e altri scritti
Luce Irigaray (1975) Speculum. L'altra donna
Teresa De Lauretis (1984) Alice Doesn't: Feminism,
Semiotics, Cinema
Luisa Muraro (1987) Diotima: Il pensiero della
differenza sessuale
Judith Butler (1990) Gender Trouble: Feminism and
the Subversion of Identity
Rosi Braidotti (1994) Nomadic Subjects.
Embodiment and Sexual difference in
Contemporary Feminist Theory.
E paradosso dei fallocentrismo, in tutte le sue ’
manifestazioni, è ch’esso dipende
dall’immagine della donna castrata per dar
ordine e significato al suo mondo. Un’idea
della donna funge da cardine dei sistema: è la
sua mancanza che produce il fallo come
presenza simbolica, è il suo desiderio dì
compensare la mancanza di ciò che il fallo
significa. (Mulveu 1978)
Riassumiamo in breve: la funzione della donna nella
formazione dell’inconscio patriarcale è duplice; anzitutto
ella simbolizza la minaccia di castrazione con la sua assenza
reale di un pene, e in secondo luogo, perciò, innalza il
proprio figlio nel simbolico. Una volta raggiunto questo
risultato, il suo significato nel processo è giunto a termine,
…. li desiderio della donna è assoggettato alla sua
immagine di portatrice della ferita sanguinante; ella può
esistere soltanto in rapporto alla castrazione, non può
trascenderla. …La donna, quindi, nella cultura patriarcale
funge da significante per l’altro maschile, vincolata da un
ordine simbolico in cui l’uomo può vivere le sue fantasie e
ossessioni tramite il dominio del linguaggio, imponendole
all’immagine silenziosa della donna, ancora legata al suo
posto di portatrice, non creatrice, di significato.
(Mulvey 1978)
Il cinema, in quanto
sistema di
rappresentazione
avanzato, pone degli
interrogativi circa i
modi in cui l’inconscio
(modellato dall’ordine
dominante) struttura i
modi di vedere e il
piacere del guardare.
(Mulvey 1978)
Vi sono circostanze in cui il guardare stesso è
una fonte di piacere, proprio come, nel
caso inverso, v’è un piacere nell’essere
guardati. Originariamente, nei suoi Tre
saggi sulla teoria sessuale (1905), Freud
isolava la scopofilia come una delle
componenti istintuali della sessualità che
esistono come pulsioni in modo affatto
indipendente dalle zone erogene, e
associava la scopofilia con lo assumere
altre persone come oggetti,
sottoponendole ad uno sguardo di
curiosità e controllo. I suoi esempi
s’incentrano sulle attività voyeuristiche
dei bambini, sul loro desiderio di vedere e
accertarsi del privato e dei proibito
(curiosità riguardo ai genitali e alle
funzioni corporali. di altre persone,
riguardo alla presenza o assenza del pene,
e, retrospettivamente, riguardo alla scena
primaria). In quest’analisi la scopofilia è
essenzialmente attiva. (Mulvey 1978)
Le convenzioni dei film
tradizionale concentrano
l’attenzione sulla forma
umana. La scala, lo spazio, le
vicende sono antropomorfici;
la curiosità e la voglia di
guardate si mescolano con
una fascinazione della
somiglianza e dei
riconoscimento: il volto
umano, il corpo umano, il
rapporto tra la forma umana e
ciò che la circonda, la
presenza visibile della persona
nel mondo. (Mulvey 1978)
(narcisismo)
Jacques Lacan ha descritto come il
momento in cui un bambino riconosce la
propria immagine nello specchio sia
cruciale per la costituzione dell’io. …. La
fase dello specchio si verifica in un
momento in cui le ambizioni fisiche del
bambino superano la sua capacità
motoria, col risultato che il
riconoscimento di sè è apportatore di
gioia in quanto egli immagina che la sua
immagine rispecchiata. sia più completa,
più perfetta, rispetto all’esperienza che ha
del proprio corpo. Il riconoscimento è
quindi ricoperto dal misconoscimento:
l’immagine riconosciuta è concepita come
il corpo riflesso del sì, ma l’erroneo
riconoscimento di una superiorità
proietta questo corpo al di fuori di sé
come un io ideale, il soggetto alienato,
che, reintroiettato come ideale dell’io, dà
origine alla futura progenie di
identificazioni con altri. Il momento dello
specchio precede il linguaggio per il
bambino. (Mulvey 1978)
John Wayne
Lo sguardo maschile determinante
proietta la sua fantasia sulla figura
femminile, che è definita in
conseguenza. Nel loro tradizionale
ruolo esibizionistico le donne sono
simultaneamente guardate e
mostrate, con il loro aspetto
codificato per ottenere un forte
impatto visivo ed erotico tale da
sottintendere che « si guardi loro
il culo ». La donna mostrata come
oggetto sessuale è il leitmotiv
dello spettacolo erotico: dalle
pinups allo striptease, da Ziegfield
a Busby Berkeley, ella sostiene lo
sguardo, recita e significa il
desiderio maschile. (Mulvey 1978)
Due modalità del piacere
visuale maschile nel
classico film di
Hollywood:
a. scopofilia/voyeurismo: la
donna come mistero da
svelare e da punire
(Hitchock Vertigo,
Marnie)
b. Narcisismo/fetiscismo: la
donna come icona
bidimensionale (i film di
von Sternberg con
Marlene Dietrich)
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