25 IL MENSILE DI ECONOMIA, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ MADE IN BERGAMO ANNO QUATTRO NUMERO VENTICINQUE | FEBBRAIO DUEMILADODICI | EURO TRE What else? Speciale Cieli verdi Event Caffè del Borgo pagina | 10 pagina | 44 pagina | 94 bergamoup.it 001 Verde Aurora In copertina 3M Mazzucchetti www.presser vice80.it PHONE 24068 SERIATE (BG) - Via Fonderia Rumi, 7 - [email protected] 035.038.52.59 “La felicità si raggiunge perseguendo l’eccellenza nella vita personale come in quella pubblica”. www.bergamoup.it 001 Confucio Se vivi in città o in Provincia, abbonati alla rivista più diffusa per chi vive Bergamo, così ti verrà personalmente recapitata. Basta spedire il tagliando al nostro indirizzo: BMADV Piazza Mons. Chiodi, 30 - 24049 Verdello (Bg) o via Fax: 035 236661 Sì, voglio sottoscrivere l’abbonamento annuale a r (10 numeri) al prezzo di 30 euro per la durata di 10 mesi. Boni•co bancario intestato a BM ADV SRL - Piazza Mons. Chiodi, 30 - 24049 Verdello (Bg) Sede legale: via Corti, 51 - 24126 Bergamo BANCA POMPIANO E FRANCIACORTA - IBAN IT65J0873511101035000350231, speci•cando nome, cognome e causale: Abbonamento BergamoUp Data .................................................................. Firma ................................................................................................................................................ Nome ................................................................................................................................................................................................................................ Cognome Via ...................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................................ Cap ..................................... Città ................................................................................................................................................... Prov. ............. Tel. ....................................................................................................................................................................................................................................... E-mail ............................................................................................................................................................................................................................... Il trattamento dei dati personali che la riguardano viene svolto nell’ambito della banca dati elettronica di BM ADV e nel rispetto di quanto stabilito dalla legge 675/96 sulla tutela dei dati, di cui le garantiamo la massima riservatezza, è effettuato al •ne di aggiornarla su iniziative e offerte di BM ADV. I suoi dati non verranno comunicati o diffusi a terzi e per essi lei potrà richiedere in qualsiasi momento la modi•ca o la cancellazione. Se non desidera ricevere comunicazioni da BM ADV, lo segni barrando l’apposita casella a lato. r redazione Direttore Generale Michele Oggioni [email protected] [email protected] Caporedattrice Maryline Milesi [email protected] Redazione STefania barcella greta nicoletti Raffaella Ravasi Piazza Mons. Chiodi, 31 - Verdello (BG) Amministrazione Barbara Epis [email protected] Art Bm Adv Advertising [email protected] Responsabile grafica e impaginazione fernando migliaccio [email protected] Segreteria [email protected] Pubbliche Relazioni 3385961927 Web www.bergamoup.it Progetto grafico paolovallara.com Stampa Presservice ottanta srl Fotografi Matteo Mottari, Denise Di COstanzo Hanno collaborato: Stefano D’Aste, ETTore Maffi, Rach. Finazzi, Stefano Salvi, Vip International S.r.l., DANILO MORONI, Luca leidi, Joseph procino, Keisuke Ohsaki, Mario Berra, Stefano Berta, Nicola Munaretto, Ada Grilli, mario tintori, Davide Comotti, Roberto rocchi, Paola Crevi, Emanuele lorenzo cavassa, Sara Esposito, morris moratti, maura lorenzi. Crediti Fotogra•ci: Per le immagini senza crediti l’editore ha ricercato con ogni mezzo i titolari dei diritti fotogra•ci senza riuscire a reperirli. È ovviamente a piena disposizione per l’assolvimento di quanto occorre nei loro confronti. © COPYRIGHT BERGAMOUP MAGAZINE: TESTI E IMMAGINI DELLA PRESENTE PUBBLICAZIONE NON POSSONO ESSERE RIPRODOTTI CON MEZZI GRAFICI, MECCANICI, ELETTRONICI O DIGITALI SENZA AUTORIZZAZIONE FIRMATA DA PUBBLIZETA PRODUCTION. OGNI VIOLAZIONE SARÀ PERSEGUITA A NORMA DI LEGGE PUBBLICITÀ E ABBONAMENTI: Tel. 035 236661 L’editoriale | di Maryline JM-W Verde Aurora Che sarà, che sarà, che saràààà... Che sarà della mia vita chi lo sa? Il nuovo anno è iniziato; qualcuno anparole della canzone dei Ricchi e poveri - festival di sanremo 1971 nuncia eventi apocalittici, altri si accontentano di essere pessimisti o fatalisti, come l’ultimo verso di questa melanconica canzone. Noi preferiamo essere ottimisti da domani si vedrà e sarà quel che sarà e ricordarci che motivi di speranza ci sono. Perché - se l’Antichità greca è passata ai posteri per l’Arte scultorea, il XVIII° secolo per la musica e il XIX° per la poesia - la storia ricorderà il XX° per la scienza, ovviamente, ma anche per la politica poiché è stato il secolo con i maggiori progressi dei diritti dell’uomo nel mondo intero e anche il se004 Caporedattrice www.romanzocollage.it colo meno sanguinoso, e ciò nonostante le due guerre, l’Olocausto, i gulag e le guerre etniche. come lo attestano i dati diffusi nell’ultimo libro di Steven pinker: “The better angels of our nature - why violence has declined” Così, aspettando che sorga l’alba della nuova era predetta dai Maya o di scoprire cosa ha in serbo il XXI° vedi bergamoup di dicembre/gennaio secolo, abbiamo deciso di iniziare l’anno con uno Speciale dedicato al meraviglioso viaggio di Ada Grilli alla fotogiornalista ed editrice scoperta delle Aurore Boreali, per colorare il nostro cielo di verde... speranza; perché come diceva Albert Einstein: “Meglio essere ottimisti ed avere torto, che pessimisti ed avere ragione”. N.B.: come sempre, andando sul nostro supplemento virtuale: http://larivistaeterea.wordpress.com, troverete le vostre rubriche abituali e molto altro. 005 02 /12 In copertina BERGAMOUP: 3m•Mazzucchetti 02/12 sommario MONDO INCOGNITA pag. 43 Verde Aurora STORIA DI COPERTINA pag. 10 3M Mazzucchetti Officina meccanica di precisione ARTE pag. SPECIALE: pag. 18 Giuseppe Fornoni “Il Lazzaro” 44 Aurore Boreali Cieli verdi sui laghi ghiacciati Lo stile e l’anima di un artista SPETTACOLO pag. 49Teatro Donizetti e teatro sociale Stagione di prosa e altri percorsi CONTI IN TASCA pag. pag. 50 L’IMU ARTE CULINARIA L’Imposta Municipale 22 In città alta BergamoUp Model 53 Sabor Ibérico Bemur Delicatessen pag. MUSICA E VINILE 26 Bergamo Dischi IMPRENDITORIA GIOVANILE pag. 30 On Ya Mate Take it easy pag. 006 36 STORIA E CULTURA Nella culla del “Voudou” Tra magia e spiritualità Elena MELONI IN CASO DI VIAGGIO pag. 82 Giappone Le due anime dell’armonia SI SALVI CHI PUÒ pag. della nostra 57 Inadeguatezza Classe politica TOP SPEED pag. 86 Mercedes Nuova Classe B CINEMA pag. 61 Goodbye Amen (1977) Di Damiano Damiani A PASSEGGIO PER LA CITTÀ pag. 65 Trasformazioni centro città Nel Novecento - I INCONTRI SPORTIVI pag. Minetti 69 Annalisa Mori Jungle Sushi AVVENIMENTO pag. & 90 Il senso dell’acqua The Perfect Machine Cristina Fabbrini presenta il suo romanzo OROSCOPO 73 Pesci EVENT pag. 92 94 Caffè del Borgo Cigar Club 007 pag. Entrate, chiedete e vi sarà dato! di Maryline JM-W ltre alla normale distribuzione, per rispondere alla richiesta dei nostri lettori, abbiamo deciso di mettere il mensile più dinamico della città gratuitamente a disposizione di tutti presso i seguenti BergamoUp point: O Bergamo Via Guglielmo d’Alzano, 2b Tel. 035 0603115 www.galleriamarelia.it Bergamo Via S. Alessandro, 26/A Tel. 035 319380 www.gionchilie.it Lucchini Casa Treviglio (Bg) Via F.lli Galliari, 6 Tel. 0363 1847489 www.moodphoto-studio.it 008 Redazione Verdello (Bg) P.zza Mons. Chiodi, 30 Tel. 035 236661 Bergamo Via Garibaldi, 4/d Tel. 035 233787 [email protected] Milano 42/A Almè (Bg) - Via Milano, Tel. 035 638123 www.niniva.net Scanzorosciate (Bg) - Corso Europa, 38 Tel. 035 6570027 American Bar - Ristorante Bergamo Viale Vittorio Emanuele II, 12 Tel. 035 217037 Seriate (Bg) Via Pascoli, 2/A Tel. 035 4921473 www.tecnodomo.it Bergamo V. Madonna Della Neve, 35 Tel. 035 0346077 Trattoria da Silvia... buona cucina, buon prezzo, buon appetito! via Roma, 16 - Gorle (Bg) 009 3M Mazzucchetti srl officina meccanica di precisione di Raffaella Ravasi Photo Matteo Mottari a 3M MAZZUCCHETTI S.R.L. - officina meccanica di precisione & costruzione gruppi meccanici - con sede a Vertova (Bergamo), ha iniziato l’attività nel 1975 con Romano Mazzucchetti come officina di torneria e montaggio di precisione. Oggi l’azienda di famiglia è guidata dai tre figli: Massimo, Marco e Armando coadiuvati dal padre che tuttora segue l’attività. L Quale la vostra struttura? 010 Nel 1985 abbiamo dato un impulso al potenziale produttivo con il trasferimento dell’azienda in un capannone coperto di 2000 mq. e con l’ammodernamento dei macchinari. Siamo, infatti, in grado di coprire un ampio spettro di lavorazioni grazie ai reparti di torni e di centri di lavoro. Siamo anche specializzati nella lavorazione di componenti per apparecchiature medicali. E soprattutto, oltre ai reparti di produzione, orgoglio dell’azienda, è il reparto di montaggio, dove vengono assemblati gruppi completi. informazione pubblicitaria Torni Il reparto Tornitura è costituito da 4 torni MORI SEIKI serie NL con spingi barra e caricatore pezzi automatico consentendo la produzione anche in turni non presidiati. Le macchine sono complete di contromandrino e presettaggio utensili per garantire rapidità e precisione. Centri di Lavoro Il reparto dei Centri di Lavoro ha a disposizione 5 macchine di cui una verticale, 2 multi pallet con rispettivamente 6 e 12 pallet. 011 Tutti i centri di lavoro utilizzano porta utensili con attacco MAS BT40 e hanno tutte la possibilità di effettuare misurazioni dei pezzi lavorati direttamente in cabina grazie a sonde di misura RENISHAW. I Magazzini utensili garantiscono una continuità lavorativa che copre ampiamente i turni non presidiati. Macchine di Controllo Dimensionale 3D Macchina di Controllo Dimensionale 3D Zeiss, marca leader nel settore. Grazie alle corse degli assi 700x1000x580 è possibile un controllo anche su pezzi di dimensioni ragguardevoli. Avendo un magazzino tastatori a bordo macchina è programmabile il controllo anche di particolari con profili complessi. È tra le prime macchine in Valle Seriana a montare il software di misura CALIPSO, un’innovazione per dare garanzie di precisione. Macchina di Presetting Utensili 012 Macchina Venturion Zoller di ultima generazione per presetting utensili. Grazie alla telemetria di serie, la lettura della geometria utensile avviene in modo del tutto automatico. Il software Pilot 3.0 e i sistemi di misura Heidenhain sono garanzia di precisione e rapidità di esecuzione. Merito dell’ampio campo di misura, è possibile effettuare presetting di utensili anche di grandi dimensioni, per qualsiasi tipo di lavorazione. informazione pubblicitaria 013 3M MAZZUCCHETTI S.R.L. OFFICINA MECCANICA DI PRECISIONE COSTRUZIONE GRUPPI MECCANICI Via Canale, 2 24029 Vertova (Bg) Tel. 035/710768 - Fax 035/720303 e-Mail: [email protected] [email protected] Le Iris:Nuovo look 014 di Raffaella Ravasi Photo Matteo Mottari informazione pubblicitaria 015 Lungo 8 metri e largo 80 centimetri: ecco le misure del nuovissimo bancone in legno opaco, il più largo di tutta la città! A Le Iris la •loso•a non è cambiata, ma il nuovo look ha trasformato il Ristorante American Bar affacciato su Viale Vittorio Emanuele in un locale più contemporaneo, raf•nato ed accogliente come sempre, ma con l’aria un po’ più metropolitana. Alla parete un carboncino tempera dell’artista bergamasco Alessandro Verdi e una bottigliera con una selezione dei migliori distillati internazionali. Il menù ampliato punta molto sul pesce crudo e la brassèrie: il bancone ha 12 posti a sedere e si può passare dall’antipasto alla cena senza alzarsi. informazione pubblicitaria Ci spiega il titolare Toni che Le Iris con il nuovo look ha potenziato la cucina e la Food Station mobile all’interno consente di raddoppiare le postazioni ai fornelli per Patrik e Salvo con 40 coperti durante la stagione invernale. È l’ora dell’aperitivo e Patrik gentilmente ci fa assaggiare uno dei suoi stuzzichini: Polenta con tartare di gambero crudo e fonduta di taleggio: ottima, dal gusto dolce e deciso. Se durante la bella stagione i clienti reclameranno la Food Station nel dehors, Toni come sempre li accontenterà. Le Iris con la sua ricca carta di vini e selezione di più di cento Champagne funziona anche come enoteca d’asporto confermandosi punto di riferimento in città per lo Champagne d’asporto. Le Iris American Bar – Ristorante Bergamo – Viale Vittorio Emanuele II, 12 016 Tel 035 217037 - www.leiris.it 017 L’anima iperrealista (Il Lazzaro) alla Biennale di Venezia di Greta Nicoletti Photo Matteo Mottari a mia storia è un’opera d’arte più che le mie opere stesse”. Esordisce così Il Lazzaro, al secolo Giuseppe Fornoni, durante il nostro incontro. Io, istantaneamente ne resto folgorata. Sembrerà banale, ma a un’appassionata come me d’arte post-moderna e metropolitana l’apparizione del Lazzaro (bergamasco doc da generazioni) sembra un chiaro segnale di ciò che ho sempre sospettato: l’arte è ovunque, in ogni dove, in ogni come, in ogni perché. La storia di Pino Fornoni merita davvero di essere raccontata, non per costruire a tavolino l’identikit dell’artista maledetto perfetto ma per esaltare un percorso artistico incredibile e un personaggio davvero fuori dal comune. L 018 È un susseguirsi di ribellione e disfacimento la tua gioventù, costellata da una buona dose di spirito di contestazione e tanta amarezza per le vicende che la vita lo obbliga a sopportare. Poi la svolta, alla soglia dei trent’anni, che lo porta per la prima volta a vivere in maniera regolare e che rappresenta anche il momento dell’avvicinamento alla pittura. Ottiene da subito risultati sorprendenti sia artistici sia commerciali: puro autodidatta, si distingue subito per la sua pennellata iperrealista e sanguigna. Su una ventina di opere realizzate, nessuna rimase invenduta. In barba alla fortuna, il Fornoni però cede alla sua indole preponderante e negli anni successivi brucia quel che di positivo aveva costruito. Occorrerà attendere il 2004 perché si attui in lui un vero cambiamento. Rimasto senza lavoro e senza l’affetto della madre (morta proprio in quell’anno), vive un anno molto significativo. Complice anche l’incontro con quella che diverrà poi sua moglie Ludmilla (nella foto insieme all’artista nelle pagine successive), decide di rimettersi in gioco riprendendo a dipingere e rispolverando la parte migliore di sé. Dapprima ci prova con i carboncini, poi riprende con gli oli ma solo la scoperta dell’acrilico lo porta all’apice del suo percorso artistico. Infatti, le tecniche precedenti limitavano la sua espressività legata soprattutto alla pennellata informazione pubblicitaria 019 di Pino Fornoni istantanea. Mentre l’acrilico è perfetto per chi come lui dipinge di getto, lasciando pochissimo margine dell’errore e caricando l’opera di forte pathos e realismo. Ed è da questa rinascita che arriva il nome “Lazzaro”. Da quel momento in poi il fiume non si è più fermato, una volta rotti gli argini il genio creativo del Fornoni non si è più spento e oggi può dire con orgoglio a se stesso e agli altri di riuscire a “vivere della sua arte”. Il suo percorso pittorico lo porta ad avere grandi estimatori dei suoi lavori e di conseguenza ottima promozione proprio in Bergamo. Basta citare il sostegno costante del ristorante Il Borgo di via San Lazzaro (tanto per restare in tema) che per anni ha esposto numerosi suoi quadri nella sala ristorante. E poi la fruttifera e importante collaborazione con la galleria ArtGallery di Bergamo che ha portato le sue opere in giro per il mondo (da Cagliari a Miami, a Ginevra). Attualmente è l’unico artista bergamasco a esporre alla Biennale di Venezia di quest’anno, sotto la sovrintendenza di Vittorio Sgarbi. Una vera soddisfazione, davvero meritata. A chi non ha mai visto i suoi dipinti e a chi è rimasto affascinato dal personaggio consiglio vivamente di visitare la Biennale a Torino, padiglione Italia, sala “Nervi” (l’esposizione si protrarrà fino al 29 febbraio). I quadri portano la firma di Lazzaro by Fornoni. 020 Quest’anno si prospetta particolarmente fortunato per l’artista. Da aprile e per i successivi 6 mesi la Sala Vip dell’Aeroporto di Malpensa ospiterà 13 sue tele. Dal 13 marzo al 4 aprile la Galleria Tadini di Milano esporrà numerose sue opere e ancora sono previste esposizioni al Consolato generale italiano a Nizza e in una galleria sempre della città francese. A maggio, forse, il debutto a Shangai. Ciliegina sulla torta: il prossimo marzo il pittore bergamasco sarà ospite ad un incontro politico e si occuperà personalmente di realizzare un ritratto di Papa Ratzinger. informazione pubblicitaria Lo spirito, i soggetti, lo stile Lo stile del Lazzaro è stato definito impressionista iperrealistico. Il vigore delle sue pennellate è tale da mutare mano a mano che ci si allontana o ci si avvicina alla tela. Si ottiene quasi un effetto fotografico, tangibile. L’uso dell’acrilico è azzeccatissimo, si presta a un tratto leggero ma al tempo stesso materico. Niente di meglio per rendere ciò che l’artista ci vuol comunicare. Ovvero, le due anime di una medesima cosa. Il Fornoni “gioca” su quel che è lezioso e su quel che è spontaneo. Fin dagli albori ad affascinarlo è il duplice significato dell’essere umano. Tanto trascendentale quanto mostruoso. Ed è proprio questo a trasparire nei suoi quadri, dove la fisicità di corpi scolpiti e perfetti si fonde con oscure metropoli fumose e geometrie allegoriche. Protagonisti di moltissime sue opere: uomini d’affari, dinamici e sgargianti, lavoratori fotografati proprio all’apice della loro attività, donne sensuali e provocanti, metropoli futuristiche. 021 Per informazioni rivolgersi a MaxWork www.maxwork.it – tel 035 4823572 In Città Alta Sabor Ibérico Bemur Delicatessen di Raffaella Ravasi Photo Matteo Mottari C ittà Alta ha un nuovo gourmet. SABOR IBÉRICO BEMUR DELICATESSEN di Sara e Manuel ha aperto a fine anno in Via San Lorenzo, a due passi da Piazza Vecchia portando una ventata di novità con i sapori intensi della Spagna. Lei cuoca lui maître sommelier, presentano il loro punto vendita al dettaglio e ritrovo all’ora dell’aperitivo con degustazione. Un angolo intimo con un’atmosfera speciale, un’idea per un aperitivo diverso: da provare un piatto di prosciutto Pata Negra100% ghiande con un calice di Franciacorta rosé. E il connubio Bergamo Murcia che si cela dietro l’acronimo Bemur funziona alla perfezione con un’ampia scelta di prodotti di alta qualità Gourmet nella meravigliosa cornice di Città Alta. Salumi tagliati solo al coltello perché la lama dell’affettatrice scaldandosi ne altera il sapore, formaggi iberici, tapas fredde e calde e per farsi venire appetito… la Tosta, pane tostato con il formaggio Torta del Casar, un formaggio di pecora stagionato un anno accompagnato da 022 un bicchiere di vino spagnolo, presto anche la birra, o da un Franciacorta di Bottega Castello di Bonomi. informazione pubblicitaria Basta contattarli: SABOR IBÉRICO BEMUR DELICATESSEN Bergamo - Via San Lorenzo, 8 tel. 3929287480 - www.saboriberico.it dalle 9:30 alle 13:15 - dalle 17:00 alle 21:00 chiuso lunedì d’estate aperto anche la domenica sera Per gli intenditori di Prodotti spagnoli: CONSERVE Cozze giganti in escabeche latta 20/25 pz cozze giganti in escabeche latta 4/6 pz cannolicchi al naturale chipirones en su tinta Acciughe qualità “00” Cantabria confezione 50u Acciughe “ Salimar “ Cantabria Alici in aceto misura extra grande Cantabria 80u Asparagi Galiziani extra “ cojonudos “ 6/8 u Peperoni Piquillo extra “ cojonudos “ 500 ml Favette Baby in olio extra vergine d’oliva 370 ml 023 SALUMI Prosciutto Pata Negra 100% bellota 42 mesi di stagionatura Prosciutto Pata Negra Recebo 36 mesi stagionatura Prosciutto Chato Murciano Prosciutto Serrano Lomo de 100% Bellota Cecina de León 7 mesi di stagionatura Salame piccante di Chato Murciano Salame di Chato Murciano Salsiccia fine stagionata di Chato Murciano Soprassata di Chato Murciano Paté di Chato Murciano. 024 025 informazione pubblicitaria Bergamo Dischi La profondità della superficie di Stefania Barcella Photo Matteo Mottari C ome nel film “Alta fedeltà” di Stephen Frears, tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby, Ruben Crotti è il proprietario di un negozio di di- schi non nella periferia di Chicago (come quello del protagonista Rob Gordon), bensì a due passi dal centro di Bergamo, in via San Bernardino. Passione per la musica che ha le sue radici in famiglia, grazie ai dischi dei genitori che ascoltavano da Peppino di Capri ai Beatles. Passione per collezionismo nata poi per gioco verso i vent’anni quando Ruben, con la fidanzata (e attuale moglie, ndr), vendeva i dischi del padre nei mercatini di Bergamo, Brescia e Cremona per superare un brutto periodo di depressione. Finché un giorno, avendo accumulato molto materiale, un po’ per sfida e un po’ per gioco ha voluto trasformare le sue passioni in qualcosa di più specifico: è così che nel 2003 ha aperto in via Moroni “Il baule della musica”. Negozio piccolo, ma trampolino di lancio che gli ha permesso nel 2011 di trasferirsi al civico 21 di via San Bernardino, in uno spazio più grande che gli permette di esporre oggi circa 20.000 dischi in vinile. “Per me non c’è differenza tra collezionismo e amore per la musica. Il mio lavoro è simile a quello dell’archeologo. Mi dà una prospettiva di visuale sull’evoluzione della musica. Ho iniziato da giovanissimo a frequentare mercatini, fiere e rassegne. È lì che mi son fatto le ossa, l’esperienza sulla quotazione dei dischi.” 026 Sono tre i fattori che incidono sulla quotazione di un disco: difficoltà di reperibilità, effettive condizioni e richiesta sul mercato. L’acquirente, essendo questo un settore ben specifico, è molto preparato ed esigente. Per vendere devi offrire qualità e prezzo. E da “Bergamo Dischi” si possono trovare prezzi competitivi, rigoroso ordine e catalogazione. “Posso vantarmi del fatto che tutti i dischi che ho adesso sono solo edizioni originali dagli anni Quaranta ai primi anni Novanta, reperiti da privati attraverso un certosino lavoro di scrematura e di ricerca utilizzando i più svariati strumenti (da internet ai mercatini).” informazione pubblicitaria La tipologia del collezionista è molto variegata, anche se ascoltare i dischi prima di acquistarli perché il rapporto bisogna ammettere che il pubblico è piuttosto giovane, dai col cliente è professionale, di estrema collaborazione e di- 20 ai 50 anni. “Bergamo Dischi” è un negozio per dj e ap- sponibilità.” passionati di categorie anche particolari. I dischi vanno da Casadei ai Guns N’ Roses, passando per tutti i generi: pop, Negli ultimi due anni Ruben si avvale della preziosa colla- rock, metal, jazz, classica, folk, country, new wave, ambiti borazione di Cristina Caglioni, oltre che dell’appoggio di molto curiosi ed importanti come colonne sonore, musical moglie e figlie. Il sogno è quello di continuare a fare questo e cartoni animati. lavoro e portare materiale sempre più interessante. “C’è una forte predisposizione a voler ascoltare di tutto, Bergamo Dischi - Via San Bernardino, 21 senza pregiudizi. La necessità e il desiderio di portare tel. 348 9180220 - Info: [email protected] avanti la ricerca del bello, perché sta al commerciante far Cercaci anche su Facebook! innamorare il cliente. In negozio ci sono anche juke box 028 e giradischi dell’epoca, un piatto a disposizione per poter ON YA MATE take it easy di Stefania Barcella Photo Matteo Mottari I più importanti imprenditori di successo e i migliori esperti di marketing hanno dimostrato che il comportamento migliore che un imprenditore possa avere in situazione di crisi come quella attuale è continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione della propria azienda. Il web-marketing rappresenta oggi l’investimento migliore che un’azienda possa fare perché la presenza e la visibilità su internet di un’azienda sarà sempre più importante e decisiva nel futuro e già nel presente è ciò che fa la differenza tra un grande successo e un discreto successo. I vantaggi alla promozione di un’azienda sono molteplici. Migliorando la visibilità in rete, si ha una grande possibilità di ricevere nuovi contatti interessati proprio alla propria attività e non casuali. I costi sono ridotti, l’investimento dura nel tempo e le operazioni compiute sul web sono tutte misurabili e quindi si può anche valutare il ritorno dell’investimento iniziale ed eventualmente prevedere cambiamenti nelle tecniche di promozione in tempo reale. Fatte queste necessarie premesse, abbiamo incontrato e intervistato un giovane affascinante ed intraprendente zingaro del web. È Mattia Carraro, classe 1981, creatore del sito inter- 030 net della nostra rivista. informazione pubblicitaria “Lavoro da cinque anni nel campo del web marketing, dell’email marketing e del web designer con annessa parte grafica. Appassionato di web e dei social media e social sharing a 360°, dopo una formazione analitica per studio e strategia di web marketing, la passione mi ha portato ad un alto livello di conoscenza del web design (codice e grafica), del SEO (Search Engine Optimization), studio di campagne pubblicitarie PPC (Pay Per Click) e dell’e-mail marketing.” siti esistenti per rianimare il business, creazione di loghi e di fan page sui social network, consulenza web marketing (dall’ottimizzazione sui motori di ricerca alle strategie per ottenere la massima visibilità), grafica pubblicitaria, photo e video editing. “Mi ritengo fortunato perché questo lavoro mi permette di fare ciò che amo: bastano la connessione internet ed un pc. Viaggiando apri la mente, sperimenti cose a cui non dai peso al momento ma elabori dopo. È un costante training on the job.” Obiettivo tra qualche anno è quello di essere a capo di una vera e propria web agency, con una squadra affiatata e com- Mattia è un ragazzo che ama viaggiare. Ed è stato pro- petitiva sul mercato. Per il momento, prendendo spunto dal prio un viaggio a cambiare la sua vita: quello in Australia significato del suo sito internet www.onyamate.it possiamo e Nuova Zelanda nel 2006. Il contatto con gente creativa dirgli che è un gran bel lavoro… well done! e con la filosofia di vita take-it-easy ha fatto decollare la semplice passione per il mondo web fino a creare quella Mattia Carraro - www.onyamate.it che è oggi la sua identità. In ogni esperienza l’accento è sulle sensazioni che prova e questo pare essere il suo vincente valore aggiunto anche nel lavoro. Tra le attività principali: creazione siti web (dal sito “vetrina” al sito “e-commerce), restyling di 031 “è molto importante ciò che ti trasmette un oggetto, un luogo, una persona… solo ascoltando quello che provi puoi di conseguenza far capire anche agli altri il cuore e la vera essenza di ciò che stai pubblicizzando. Nel mio lavoro attingo un po’ qua e un po’ là ispirandomi a quello che vedo nella vita e in internet.” 032 Bergamo Jazz 2012 Direzione artistica di Enrico Rava per la città, grazie al coinvolgimento di signi•cative realtà associative attive nel campo della musica ma anche del cinema e delle arti •gurative. Brad Mehldau - Buika - Paolo Fresu Jason Moran - Ray Anderson Ambrose Akinmusire - Tim Berne - Craig Taborn e altri artisti Programma Jazz Movie in collaborazione con LAB 80 Domenica 18 marzo Auditorium di Piazza della Libertà - ore 17.15 Bergamo Film Meeting inaugura Bergamo Jazz Performance di Roberto Cecchetto (chitarra): sonorizzazione del •lm Charleston di Jean Renoir Proiezione •lm: Le relazioni pericolose di Roger Vadim Martedì 20 marzo Auditorium di Piazza della Libertà - ore 20.30 Proiezione •lm: L’uomo del banco dei pegni di Sidney Lumet Steve Plays Duke di Daniele Ciprì e Franco Maresco Mercoledì 21 marzo Auditorium di Piazza della Libertà – ore 20.30 Proiezione •lm: L’uomo dal braccio d’oro di Otto Preminger Miles Gloriosus di Daniele Ciprì e Franco Maresco Giovedì 22 marzo Auditorium di Piazza della Libertà - ore 20.30 Proiezione •lm: Thelonious Monk: Straight No Chaser di Charlotte Zwerin Jazz On A Summer’s Day di Bert Stern e Aram Avakian Incontriamo il jazz In collaborazione con CDpM - Centro Didattico Produzione Musica Martedì 20, Venerdì 23 e Sabato 24 Marzo Auditorium di Piazza della Libertà, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 progetto didattico rivolto agli studenti della scuola primaria e secondaria Venerdì 23 marzo GaMEC – ore 18.00 Oren Marshall Solo Oren Marshall (tuba) 033 Con la nuova Direzione Artistica di Enrico Rava “Bergamo Jazz” giunge alla XXXIV edizione, confermandosi festival tra i più longevi e prestigiosi del Vecchio Continente: il più internazionale dei jazzisti italiani •rma un cartellone ricco e variegato, che in particolare getta uno sguardo su quanto di innovativo proviene da oltre Atlantico, senza tralasciare proposte che si pongono come crocevia fra culture diverse. “Bergamo Jazz”, organizzato come di consueto dal Teatro Donizetti e dall’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo del Comune di Bergamo, si articola anche quest’anno in vari momenti spettacolari e di approfondimento, primi fra tutti i concerti ospitati dal 23 al 25 marzo al Teatro Donizetti, sede storica del festival. Numerosi gli appuntamenti dislocati in altri luoghi che nell’insieme contribuiranno a diffondere i suoni del jazz in collaborazione con GaMEC Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea Teatro Donizetti - ore 21.00 Jason Moran Solo Jason Moran (pianoforte) Paolo Fresu/Daniele di Bonaventura/A Filetta: Mistico Mediterraneo Paolo Fresu (tromba, •icorno), Daniele di Bonaventura (bandoneon), A Filetta (voci) Sabato 24 marzo Auditorium di Piazza della Libertà - ore 17.00 Tim Berne Snakeoil Tim Berne (sax alto), Oscar Noriega (clarinetto, clarinetto basso), Matt Mitchell (pianoforte), Ches Smith (batteria, percussioni) Teatro Donizetti - ore 21.00 Ambrose Akinmusire Quintet Ambrose Akinmusire (tromba), Walter Smith III (sax tenore), Sam Harris (pianoforte), Harish Raghavan (contrabbasso), Justin Brown (batteria) Buika featuring Horacio “El Negro” Hernandez Buika (voce), Ivan “Melon” Lewis (pianoforte), Reinier “El Negron” Elizarde (contrabbasso), Ramón Porrina (cajón •amenco), Horacio “El Negro” Hernandez (batteria) Domenica 25 marzo Auditorium di Piazza della Libertà - ore 11.30 Mattia Cigalini Trio Mattia Cigalini (sax alto), Riccardo Fioravanti (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria) in collaborazione con Jazz Club Bergamo Auditorium di Piazza della Libertà - ore 17.00 Craig Taborn Trio Craig Taborn (pianoforte), Thomas Morgan (contrabbasso), Gerald Cleaver (batteria) Teatro Donizetti - ore 21.00 Brad Mehldau Trio Brad Mehldau (pianoforte), Larry Grenadier (contrabbasso), Jeff Ballard (batteria) Ray Anderson Pocket Brass Band Ray Anderson (trombone, voce), Lew Soloff (tromba), Matt Perrine (tuba), Eric McPherson (batteria) Prezzi (inclusi diritti di prevendita) Abbonamenti tre serate al Teatro Donizetti: da 20 a 74 Euro. Rinnovo abbonamenti dal 6 febbraio. Acquisto nuovi abbonamenti dal 20 febbraio (anche online) Biglietti per le singole serate al Teatro Donizetti: da 9 a 34 Euro; giovani al di sotto dei 27 anni da 7 a 25 Euro. In vendita dal 27 febbraio (anche online) Concerti all’Auditorium di Piazza della Libertà: 10 Euro; giovani al di sotto dei 27 anni 7,50 Euro. Performance di Roberto Cecchetto e !lm del 20, 21 e 22 marzo: 5 Euro, ridotto 4 Euro Performance alla GaMEC: ingresso gratuito Informazioni e prevendite: Teatro Donizetti: 035 4160601/02/03 Sito Internet: www.teatrodonizetti.it Via Zanica, 16 - Stezzano (BG) - Tel. 035 592311 - [email protected] Nella culla del “Voudou” Tra magia e spiritualità di Mario Berra Photo Nicola Munaretto 036 S iamo inviati di Miles Magazine e costituiamo il Miles Adventure’s Team con il quale partecipiamo ad eventi ed avventure di viaggio nel mondo. Dopo le competizioni del Mongol Rally e del Mototaxi Junket in Sudamerica nel 2009, abbiamo deciso di cimentarci, a gennaio del 2011, in un nuovo tipo di avventura, basato non sulla prova sportiva ma entrando a stretto contatto con culture che praticano antichi rituali a noi sconosciuti. Abbiamo scelto il Togo-Benin, culla del Voudou, dove è nato e viene ancora praticato quello vero, originario della religione animista. Una spedizione - sponsorizzata da African Explorer, tour operator specializzato nei viaggi in Africa - ricca di suggestioni, dove, dopo un viaggio emozionante di notte, su canoe, abbiamo raggiunto il villaggio di Lébé e partecipato al rito voudou più impressionante, il Kokouzan. Abbiamo poi proseguito alla volta del Benin, dove abbiamo incontrato la gente dei villaggi, seguendo però scrupolosamente il rituale della richiesta di permesso ai capi gerarchici, per poter dare ai bambini i regali che avevamo portato per loro. Siamo poi stati assistiti ed accompagnati da guide locali al Festival del Voudou, di cui abbiamo fatto il reportage fotografico e nei luoghi più significativi della loro storia, come la struggente via degli schiavi, attraverso la quale giungevano al mare dove li attendevano le imbarcazioni per portarli via, dopo aver girato ripetutamente attorno all’albero dell’oblio, che aveva il potere di far loro dimenticare ricordi ed identità. “Il Voudou è come il vento…e racconta di uomini e spiriti. Si tramanda di generazione in generazione e si manifesta in vari modi e luoghi differenti…” 037 Così ci spiegava il Féticheur - Sacerdote della Cerimonia colui che guida i riti che raccontano di un mondo antico, dove il Voudou è anche il loro modo di vivere (in lingua locale youruba significa proprio “spirito” o “messaggero del profondo”). Comunemente - ed erroneamente - viene associato alla magia “del male”, che è una parte minima, mentre la filosofia del Voudou è molto più ampia e solo per fare del bene, perché usato per il male si rivolta contro. Un po’ come paragonare Cristianesimo e Satanismo. Ciò che veramente sconvolge sono i riti di questo mondo che non conosciamo e non comprendiamo come, ad esempio, se qualcuno sta male si sacrifica una capra per farlo guarire. I riti Voudou sono di vario genere: il Kokuozan a cui abbiamo assistito di notte al villaggio di Lébé, è molto impressionante perché i partecipanti si procurano ferite e danzano come invasati fino a cadere in trance. 038 Il nostro reportage è dedicato invece al Festival del Voudou: solare, colorato e pieno di gente in festa, fra danze, canti e rappresentazioni dell’eterna lotta fra bene e male. Si svolge a Ouidah, in Benin, capitale del Voudou, ogni anno a gennaio, con celebrazioni che radunano migliaia di adepti, capi tradizionali e sacerdoti. Qui c’è l’Africa “vera”, dove gli abitanti vivono il presente riferendosi al passato e la storia si perde a memoria d’uomo fra rituali e tradizioni quotidiane di un credo profondo e tenace di persone che ancora non cedono agli schemi proposti dal modello occidentale, in un paese fra i primi ad essere sconvolto dall’arrivo del mondo occidentale, dove gli schiavi percorrevano le strade del “non ritorno (route des ésclaves)” che li portava via per sempre. Uno spaccato di Africa “degli uomini” raccontato dall’incontro con le persone più semplici come i venditori nei mercatini, i bambini che ti circondano e ti chiedono tutto del tuo mondo; i rapporti con i “capi” delle radicate gerarchie sociali; gli uomini Tamberma che, con le sole mani plasmano l’argilla e la paglia per costruire le loro case, gli stregoni, i guaritori e gli oracoli che gestiscono profonde ritualità religiose come il Cristianesimo Celeste. E la magia, che convive con questa spiritualità invadendo la quotidianità di queste genti. 039 040 041 042 speciale Mondo incognita Un fumetto fatto con personaggi che vivono in un guscio al di fuori del nostro mondo e che lo vedono guardandolo attraverso un buco. di Rach. Finazzi Verde Aurora 043 Rach. finazzi [email protected] speciale Cieli verdi e vie carrozzabili sui laghi ghiacciati Il racconto di un viaggio a oltre -30° C di Ada Grilli Photo Ada Grilli & Keisuke Ohsaki apevo da tempo delle aurore boreali, però sono già passati oltre dieci anni da quando le ho viste la prima volta nella Lapponia svedese. Ed era accaduto per caso, mentre questa volta parto proprio a caccia di aurore. Destinazione: il cielo di Yellowknife, Territori del Nord Ovest, Canada. Un’aurora, quando la vedi, ti si pianta nella testa e nel cuore, soprattutto se la prima volta l’hai assaporata fino in fondo senza vani tentativi di fotografarla. S 044 Ho fatto i miei bagagli; più o meno come per andare a sciare sulle nostre montagne, aggiungendo una salopette da snow board in prestito da mio figlio, rivelatasi poi fantasti- Ada Grilli è fotogiornalista ed editore. Si occupa di Artico da oltre una dozzina d’anni e di Antartide solo da un paio. Scrive di viaggi e di paesi. E’ ideatrice e produttrice di eventi espositivi legati a celebrazioni. Vive a Bergamo ma con il cuore in molti altri luoghi del mondo. http://ilmanifestoperipoli.wordpress.com http://memorandatunisia.wordpress.com www.leadingedizioni.com ca per il suo ottimo isolamento dal gelo artico, aggiungendo anche un berretto termico per la macchina fotografica, anche questa ottima scelta. Il resto era costituito da un parka che avevo già usato in Antartide, da guantoni di diverso tipo nessuno dei quali veramente appropriato (essendo le manopole di foca e pelo d’orso ormai divorate dalle tarme), dai fantastici stivali Sorel che uso da quando feci una delle prime escursioni in slitta trainata dai cani nella Lapponia finlandese, da calze di lana australiana senza logo, eccezionali, e da un body lungo di lana, ottimo. Nessun tipo di materiale tecnico, tutti tradizionali, d’altronde, stando alzati di notte fino alle 2 circa (quando di giorno il termometro era quasi stabile intorno ai -26° con punte di -31°) non c’è pericolo di sudare. E, infatti, così è andata, poiché non dovevo scalare montagne o trainare slitte cariche. Solo circolare tranquilla come un fantasma - nel buio quasi totale, quindi badando bene a dove mettere i piedi - alla ricerca di un bel colle da dove la vista poteva essere libera a 360°, possibilmente con boschetti di betulle e di abeti per dare qualche “corpo” terrestre alle immagini che avrei catturato delle aurore, armata solo Ma questo posto dove è? Yellowknife sta a otto fusi orari dall’Italia, poco al di sotto del Circolo Polare Artico, a 1500 km dalla città canadese più vicina, che è Edmonton più a sud. In un territorio anzi nei Territori del Nord Ovest - ampio quasi un milione e mezzo di chilometri quadrati (come dire l’equivalente di Francia, Italia e Spagna insieme), dove vivono soltanto 42.000 anime, per quasi la metà concentrate a Yellowknife e per il resto ben alla larga le une dalle altre, meglio dire disperse in microvillaggi distanziati centinaia di km. Anime per oltre la metà ex anglosassoni, e il resto indiani e inuit. Lontana e appartata dunque YK come una carta “scarta- ta” sul tavolo da gioco. Non esisteva fino a settantacinque anni fa quando è stata tirata su per esigenze logistiche dei cercatori d’oro e subito dopo dei cercatori di diamanti. Sia gli uni che gli altri gratificati da abbondante raccolto se è vero che da quattro baracche o poco più, oggi in pochi decenni si è costruito in grande scala e si parla addirittura di skyline di YK, come se fosse una porzione di Manhattan. D’altronde con ben cinque lingue ufficiali (dunque città cosmopolita) e palazzotti di otto/dieci piani questo agglomerato così lontano è diventato a buon titolo la capitale dei Territori del Nord Ovest. È qui il danaro insomma (non per nulla è chiamata Somba K’e in lingua Dogrib, che significa proprio: Il-postodel-danaro) ed è qui che si vedono le splendide, indimenticabili aurore. Un fenomeno del cielo questo, di quella parte di atmosfera dove i venti solari incontrano atomi e molecole di ossigeno e di azoto, le eccitano e fanno sì che questi diventino fotoni, 045 del mio cavalletto, alternando le osservazioni del cielo a rientri, anche d’urgenza, nella tenda numero due, il mio tepee, dove la stufa era sempre accesa e potevo “riavere” la punta delle mie dita brucianti dal gelo e dove tenevo al caldo le batterie di riserva e altri obiettivi rispetto al grandangolo 18/200, peraltro inutili. speciale ossia emettano luce. Che non è quella continua dello spettro solare, ma è una luce speciale fatta di linee e bande intramezzate da linee e bande nere. L’effetto è quello di archi, tendine, drappeggi, raggi, pulsazioni di intensità variabile nei colori del verde per lo più, talvolta con bordi purpurei, ma anche arancio, giallo, rosso. Lo spettacolo va in onda in prima serata, o nelle ore intorno a mezzanotte, o ancora verso le due del mattino. Ci sono monitoraggi dell’attività geomagnetica che permettono agli esperti di divulgare “previsioni delle aurore” proprio come si fa col tempo atmosferico, quello che tutte le sere ci aiuta a programmare le settimane sulla neve, i viaggi di piacere, le uscite brevi. Dunque, per sapere “che aurora fa” e dove, basta ricorrere a internet e digitare: “aurora forecast Yellowknife”, oppure “Aurora Village Yellowknife” che è la base logistica che ho usato personalmente a 25 km verso nord est. 046 Come ci si muove nei dintorni di Yellowknife al gelo dell’inverno artico? Come sulle nostre montagne? Sbagliato! Ci si sposta in auto, questo sì, possibilmente in pick-up, ma non sempre su strade normali che ci sono e sono pure ghiacciate per circa 6 mesi all’anno, ma senza spargimenti di sale quando nevica sul ghiaccio vecchio di mesi - e sempre bianco !- e senza catene. Le strade non arrivano dappertutto però, anzi di solito in Canada a un certo punto finiscono nella taiga o nella tundra, oppure proseguono… sui laghi. Infatti, quando il ghiaccio raggiunge i 15 cm di spessore è già “rotabile”. C’è un servizio eccellente di manutenzione sugli oltre 300 km delle cosiddette “ice road”, trafficate più di quanto non si pensi per essere le uniche vie di comunicazione dei tir che garantiscono gli approvvigionamenti e il personale alle miniere di diamanti a nord di YK. È emozionante guidare su una ice road, ma soprattutto è una delizia per la vista fermarsi a osservare le forme e i 047 speciale 048 colori che assume l’acqua quando congela. Vere opere d’arte sotto il velo di neve che il vento spazza ai bordi. Le bollicine d’aria sono rimaste intrappolate in quel momento in cui l’acqua è diventata ghiaccio, e i movimenti delle correnti hanno formato splendide ossature, come costole e nervature e sottili paratie. Se il sole s’infiltra e penetra, l’effetto è eccezionale. Dopo anni di frequentazioni delle montagne nostrane e familiarità con la vista ghiaccio aggrappato alle rocce, o pendente da queste, la vista del ghiaccio di una ice road ha aggiunto un’emozione sorprendente e immagini inedite al mio archivio “glaciale”. Il periodo in cui “andare per aurore” è tra novembre e aprile, in particolare nel 2012 e 2013, per via di una più intensa attività solare. Per volare a YK da Edmonton, o Calgary o Vancouver: www.firstair.ca Per organizzare il pernotto e le attività in loco e nei dintorni: http://www.northernfrontier.com Per prenotare un posto alla base logistica e nel pulmino riscaldati, in modo da portare a casa la pelle ogni sera e vedere le previsioni: www.auroravillage.com Per pernottare in una struttura con camere gigantesche: www.yellowknifeinn.com (in centro), oppure www. coasthotels.com (meno in centro ma con appartamenti super). Consiglio: evitare lo stopover a Edmonton, preferire piuttosto Calgary. Varie compagnie volano in Canada dall’Europa (Francoforte o Londra) a prezzi più o meno equivalenti. Teatro Donizetti &Teatro Sociale Stagione di Prosa e altri percorsi Presso TEATRO SOCIALE Bergamo Alta - Via Colleoni, 4 Informazioni Tel. 035 4160 678 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17 www.teatrodonizetti.it Apertura al pubblico: Solo nei giorni di spettacolo dalle 19 alle 21 Per gli spettacoli della Rassegna ALTRI PERCORSI, l’ATB, in collaborazione con il Teatro Donizetti, offre all’utenza un servizio di trasporto navetta gratuito, in partenza dal Teatro Donizetti con destinazione Città Alta (località Colle Aperto) e ritorno. Andata: partenza navette dal Teatro Donizetti ore 20:30 Ritorno: partenza navette da Colle Aperto 30 minuti dopo la fine dello spettacolo Biglietteria: Presso TEATRO DONIZETTI Bergamo - P.za Cavour, 15 - Tel. 035 4160 601/602/603 Apertura al pubblico: Da lunedì a sabato - dalle 13 alle 20 Nei giorni di spettacolo serale dalle 13 alle 20:30 Nei giorni di spettacolo pomeridiano dalle 14.00 alle 15.30 Prosa TDEATRO ONIZETTI 13-18 dicembre 2011 LE BUGIE CON LE GAMBE LUNGHE di Eduardo De Filippo regia Luca De Filippo 17-22 gennaio 2012 NORA ALLA PROVA DA “CASA DI BAMBOLA” 21-26 febbraio 2012 di Henrik Ibsen adattamento e regia Luca Ronconi con Mariangela Melato CERCANDO PICASSO regia Antonio Calenda con Giorgio Albertazzi e con Martha Graham Dance Company 31 gennaio-5 febbraio 2012 ART di Yasmina Reza con Gigio Alberti, Alessio Boni e Alessandro Haber 6-11 marzo 2012 7-12 febbraio 2012 IL MALATO IMMAGINARIO di Molière regia Marco Bernardi con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani e Carlo Simoni IL CATALOGO di Jean Claude Carrière traduzione e regia Valerio Binasco con Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari 27 marzo-1 aprile 2012 SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di Luigi Pirandello regia Giulio Bosetti 10-15 aprile 2012 LA COMMEDIA DI ORLANDO liberamente tratto da Orlando di Virginia Woolf regia Emanuela Giordano con Isabella Ragonese 8-13 maggio 2012 DONKA. Una lettera a Cechov scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca TDEATRO EATRO ONIZETTI E T S OCIALE Altri percorsi 2 dicembre 2011 - Teatro Donizetti LA MANDRAGOLA di Niccolò Machiavelli ideazione dello spazio, adattamento e regia Ugo Chiti 26 gennaio 2012 - Teatro Sociale LA BELLE JOYEUSE 14 febbraio 2012 - Teatro Sociale di Gianfranco Fiore regia Gianfranco Fiore con Anna Bonaiuto 456 di Mattia Torre regia Mattia Torre 23 aprile 2012 - Teatro Sociale LA CASA DI NINETTA 2 aprile 2012 - Teatro Donizetti di Lina Sastri regia Emanuela Giordano con Lina Sastri THE HISTORY BOYS 12 marzo 2012 - Teatro Donizetti È STATO COSÌ di Alan Bennett regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani di Natalia Ginzburg regia Valerio Binasco con Alba Rohrwacher Operetta TDEATRO ONIZETTI 4 marzo 2012 1 gennaio 2012 31 dicembre 2011 CIN CI LÀ L’ACQUA CHETA CAN CAN di Cole Porter con la Compagnia Corrado Abbati operetta in due atti di Giuseppe Pietri regia Silvia Felisetti operetta in due atti di Carlo Lombardo con la Compagnia Teatro Musica Novecento e Virgilio Ranzato regia Silvia Felisetti con la Compagnia Teatro Musica Novecento IL PAESE DEI CAMPANELLI di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato con la Compagnia Corrado Abbati 049 19 febbraio 2012 Conti in tasca di Luca Leidi Disegno [email protected] L’IMU (Imposta Municipale) IMU La cosiddetta Manovra Monti (o decreto salva Italia) ha anticipato di due anni, modificandola, l’introduzione dell’Imu (Imposta municipale) prevista dal decreto istitutivo del federalismo. L’imposta presenta parecchie similitudini con l’Ici, andata in pensione con il 31 dicembre 2011, ma anche alcune differenze. L’Imu non sostituisce solo l’Ici, ma anche l’Irpef e le addizionali regionali e comunali dovute per le abitazioni principali e relative pertinenze, nonché per le seconde case e comunque per quelle a disposizione (non per gli immobili affittati). Nonostante l’imposta sia comunale, a favore dei Comuni andrà il totale del gettito liquidato sull’abitazione principale e sui fabbricati rurali strumentali, ma solo il 50% dell’incasso relativo agli altri immobili, applicando tra l’altro l’aliquota base senza considerare le eventuali agevolazioni deliberate dal Comune. L’ Oggetto dell’imposta 050 L’imposta si applica sui fabbricati, le aree fabbricabili, i terreni moltiplicando un’aliquota prestabilita al valore dell’immobile e va pagata in due rate annuali aventi scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre. Le aliquote previste dalla legge sono due: l’aliquota base dello 0,76% e quella ridotta prevista per l’abitazione principale pari allo 0,46%. I Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota base dello 0,3% e quella ridotta per l’abitazione principale dello 0,2%. Obbligati al pagamento sono i proprietari, i titolari di diritti reali di godimento (ad esempio usufruttuari), gli utilizzatori dei beni in leasing e i concessionari di beni demaniali. La base imponibile a cui applicare l’aliquota è costituita dal valore dei fabbricati, determinato dalla rendita catastale maggiorata del 5% moltiplicata per il coefficiente: - 160 (100 fino all’anno scorso) per tutte le abitazioni (categoria catastale da A/1 a A/11, con esclusione di A/10); - 80 (50 fino all’anno scorso) per gli uffici (categoria catastale A/10); - 55 (34 fino all’anno scorso) per i negozi (categoria catastale C/1); - 160 (100 fino all’anno scorso) per box, magazzini, tettoie (categoria catastale C/2, C/6, C/7); - 140 (100 fino all’anno scorso) per laboratori artigiani, palestre e stabilimenti balneari e termali senza fini di lucro (categoria catastale C/3, C/4, C/5); luca leidi Dottore commercialista e revisore legale in Bergamo. TOMASI & ASSOCIATI - Studio associato di consulenza aziendale e tributaria Bergamo - Via Foro Boario, 3 - [email protected] si pagava con l’Ici, indipendentemente da quanto deciderà il Comune per le aliquote. «Una percentuale andrà allo Stato. Per noi i saldi rimarranno, in pratica, invariati». F. Tentorio - Sindaco di Bergamo - 60 (50 fino all’anno scorso) per capannoni, fabbriche, centri commerciali, alberghi, teatri e cinema, ospedali privati, palestre e stabilimenti balneari e termali con fini di lucro (categoria catastale da D/1 a D/10, escluso D/5); - 80 (50 fino all’anno scorso) per istituti di credito, cambio e assicurazione (categoria catastale D/5); - 60 (esentati fino all’anno scorso) per i fabbricati rurali strumentali (di qualsiasi categoria catastale). Per i terreni agricoli la base imponibile è costituita dal reddito dominicale maggiorato del 25% moltiplicato per il coefficiente 130 (75 fino all’anno scorso), coefficiente ridotto a 110 per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali. Per le aree fabbricabili (come l’anno scorso) la base imponibile è costituita dal valore di mercato al 1 gennaio di ogni anno. E’ evidente l’aumento dei coefficienti di moltiplicazione, con conseguente incremento del dovuto rispetto a quanto Una prima modifica rispetto all’Ici è il ritorno dell’imposta anche sull’abitazione principale, fino al 2011 esente dal tributo. L’aliquota applicata, come visto, è ridotta. E’ prevista, inoltre, una detrazione di euro 200,00 da ripartire proporzionalmente tra gli aventi diritto, oltre a una detrazione di Euro 50,00, aumentabile dal Comune, per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni purché dimorante e residente nell’unità adibita ad abitazione principale. Equiparate all’abitazione principale sono le pertinenze (box, cantine, solai), per cui anche a esse si applicano aliquota ridotta e detrazioni. Tuttavia, rispetto al passato, è agevolabile una sola pertinenza per tipologia; pertanto il proprietario di due box pertinenziali all’abitazione principale applicherà le agevolazioni solo su un garage. Scompare la possibilità, adottata fino al 2011 con l’Ici da quasi la totalità dei Comuni, di considerare assimilate all’abitazione principale, e quindi esentarle, le abitazioni concesse gratuitamente a parenti. Pertanto dal 2012 queste abitazioni saranno soggette a Imu con applicazione dell’aliquota normale. Ad esempio, nel caso di abitazione posseduta in pari misura da tre fratelli di cui uno solo residente, quest’ultimo pagherà l’imposta ridotta prevista per l’abitazione principale per la propria quota di possesso (1/3), mentre gli altri due pagheranno l’imposta senza agevolazioni. Rimane ferma, come è stato per l’Ici, l’assimilazione ad abitazione principale, con i relativi benefici, della ex casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato, a patto che il coniuge proprietario non assegnatario non sia titolare di diritti reali su altri immobili situati nel territorio dello stesso Comune. Oltre alle agevolazioni sopra indicate, i Comuni potranno ridurre l’aliquota sino allo 0,4% per gli immobili strumentali e per gli immobili posseduti dalle società di capitali, nonché, più in generale, per gli immobili concessi in locazione a terzi. Sarebbe auspicabile che i Comuni, che in tema di Ici applicavano aliquote ridotte per le abitazioni concesse in locazione a canone concordato, si avvalgano di questa disposizione, per non penalizzare i proprietari cha abbiano applicato ai loro inquilini dei canoni calmierati. 051 Abitazione principale 052 BergamoUp Model Elena MELONI di Matteo Mottari 053 Matteo mottari www.matteomottari.it 054 Nome: elena Cognome: MELoni anni: 24 ANNI altezza: 170 CM Professione: universitaria Hobby: pallavolo Passioni: auto SCARPE: 37 TAGLIA: 40 SEGNO zodiacale: sagittario 055 Se anche voi siete aspiranti modelli, contattate la nostra redazione telefonicamente allo 035 236661 o via mail: [email protected]. i s R t o & ' r e an t f f a C a Funicol e l a l re e d All’interno della stazione della Funicolare 056 Terrazza bellavista prenotazioni: tel. 035/210091 grafica: francescochiaro.blogspot.com si Salvi chi può di Stefano Salvi Inadeguatezza della nostra classe Politica In Italia solo i governi tecnici fanno le riforme strutturali a nomina di Mario Monti a presidente del Consiglio, con tutto quello che ne è conseguito e ne sta conseguendo, sta inequivocabilmente dimostrando l’inadeguatezza storica della nostra classe politica. Monti, giusto o sbagliato che sia, ha di fatto realizzato, in due mesi, quelle riforme strutturali che ogni spiegamento politico non è mai riuscito a pensare di fare in quindici anni. Al di là dei meriti o delle colpe, dei vantaggi o degli svantaggi che il Paese avrà attraverso queste riforme, la cosa sconfortante, sotto gli occhi di tutti, è l’assenza cronica del peso politico dei partiti a riguardo delle riforme. E’ come se i partiti, guardati in malo modo dalla classe sociale italiana, facendo un passo indietro, volessero dire “non è colpa nostra quello che sta succedendo, bensì di Mario”, additando l’unico e vero colpevole, secondo loro, di questa rivoluzione sociale. Questo è il vero punto da sottolineare e affrontare, perché tutte le riforme strutturali, se sono veramente tali, non potranno mai accontentare tutti ma, proprio perché strutturali, sono destinate a durare nel tempo. E’ qui la carenza della nostra classe politica, di destra, centro e sinistra: per non dispiacere a fette importanti del proprio elettorato non ha mai voluto, ripeto assolutamente mai, nemmeno affrontare la metà delle riforme attuate da codesto governo. Lo sconforto aumenta se ci si ricorda che le ultime riforme di natura strutturale furono fatte da un altro governo tecnico, nominato dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, all’indomani di Mani Pulite. Infatti, eravamo nel 1992 e Scalfaro nominò l’allora ex gover- L natore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, per presiedere un governo di tecnici e promulgare delle riforme che avrebbero lasciato il segno. Questo fatto, unito a quello di Monti, è lo specchio della nostra classe politica. In Italia le cose veramente importanti non vengono fatte dalla classe politica democraticamente eletta, bensì per poter arrivare a ottenere dei risultati concreti sulla via del rinnovamento, bisogna che i partiti facciano un passo indietro, che si sentano così deresponsabilizzati e facciano fare il lavoro “sporco” a chi è in grado di farlo. Questa analisi potrà sembrare feroce, ma è l’oggettività dei fatti che ci porta ad esprimerci in tal senso. I partiti, di qualunque colore, schieramento e ideologia, preferiscono il quieto vivere alla propositività, allo sviluppo, alla ricerca perché hanno paura, come dicevamo sopra, di ledere gli interessi delle varie lobby che compongono i loro elettorati. Questo è un paese di lobbies e di lobbysti, nel quale si è immediatamente pronti a scagliarsi contro i privilegi altrui, ma guai se qualcuno osa solo pensare che i nostri o altri privilegi possano essere minimamente intaccati. Per la serie, i privilegi degli altri devono essere abbattuti, mentre i nostri devono essere confermati. Ed è proprio su questa base che l’Italia è, e continua ad essere, il Paese dell’immobilismo, proprio perché la classe politica non è null’altro che lo specchio della classe elettorale. Aspettiamoci da questo governo le riforme più profonde ed incalzanti ed anche, se tutte le cose che vengono proposte (l’aumento della benzina, liberalizzazioni, delle banche, delle assicurazioni) non ci dovessero trovare del tutto favorevoli, auguriamoci che possa andare avanti, perché dei correttivi sulle riforme attuate si potranno sempre fare. I correttivi sul nulla, invece, è impossibile farli. 057 Stefano Salvi firma alcune tra le più importanti inchieste televisive che scuotono, come non mai, il mondo politico e dell’informazione in Italia dando vita a un giornalismo che farà scuola. Vincitore di numerosi premi giornalistici - tra cui il Premio Satira Politica per la Televisione - e autore, insieme ad altri inviati di guerra, del best seller L’informazione deviata, edito da Baldini e Castoldi al Premio Ilaria Alpi, nel quale racconta la sua esperienza di inviato in Iraq. Corteggiato dalla Rai in più di un’occasione, ha rinunciato, preferendo il nuovo linguaggio della Rete a quello televisivo e apre www.stefanosalvi.it, che diventa ben presto la prima webtv d’inchiesta. " " " " " " "! Via G.B. Moroni, 255 - Via dei Caniana, 2B 058 Tel. 035.25.90.90 www.grafinvest.it la che aspettavi Uno psi per amico di Mario Tintori disegno Stefano Berta La solitudine e l’adolescente N Nella solitudine il soggetto è confrontato a se stesso, in un dialogo interiore e di integrazione tra quelli che psicoanaliticamente vengono definiti come gli oggetti interni e gli oggetti esterni. Questa dinamica nell’adolescente si manifesta con intensità e tensione ed è indicativa del livello di autonomia e di strutturazione d’identità. Pertanto la solitudine è un affetto che può assumere valore negativo o positivo. Nella “buona” solitudine, quella che aiuta la costruzione e la definizione della propria identità, il contatto con l’altro, seppure con le debite distanze, è mantenuto. Gli oggetti esterni, in particolare quelli parentali entrano nella dimensione intima del soggetto, senza, tuttavia, minare l’esistenza di quelli interni, frutto dei vissuti e delle identificazioni del soggetto. In quest’ottica la solitudine verrebbe a svolgere la funzioMario Tintori psicologo psicoterapeuta [email protected] www.psicologo.bergamo.it ne di salvaguardia degli oggetti interni dalla presa di quelli esterni, i quali, se troppo vicini risulterebbero angoscianti, se troppo lontani verrebbero meno al loro effetto di riferimento, di traccia. Consolidare la propria intimità prendendo le distanze, ma senza rigettare, ciò che proviene dall’esterno. In altri termini: difendere il proprio desiderio dall’ingerenza del desiderio dell’altro. Questa dinamica può offrire un’interpretazione al comportamento apparentemente contradditorio che spesso l’adolescente mostra soprattutto nei confronti delle figure parentali: allontanamento, che sembra rifiuto, dell’altro. Atteggiamento in realtà che si configura come il tentativo, sofferto e faticoso, di sostenere se stesso, la propria autenticità. È un lavoro che richiede tempo e porta a far sì che il racconto interiore possa interagire, senza il timore di perdersi, con il racconto esteriore, aprendo l’adolescente ad un rapporto prima di scambio e poi di autentica relazione con il mondo esterno e con l’altro. 059 egli anni sessanta e settanta l’adolescente solitario poteva assumere agli occhi dei coetanei un’aurea d’interesse; rappresentante romantico, non scevro di autocompiacimento, di un vissuto esistenzialista. Oggi non è così: l’adolescente isolato, solitario, è considerato semplicemente uno “sfigato”. La solitudine è un tratto introversivo e spesso, soprattutto in adolescenza, si associa a ripiegamento riflessivo e ad inibizione. Nulla di più negativo agli occhi dei giorni nostri, dove si è soggetti all’imperativo di un Super-Io sociale e persecutorio che spinge all’esibizione, all’agitazione, al vivere “fuori di sé”. Peccato che l’esasperazione di tutto ciò sia la confusione, il senso di estraneità a se stessi, la depressione. Dunque la solitudine, seppure spesso dolorosa, può essere un’esperienza strutturante la personalità. Cinema di Davide Comotti Goodbye & Amen (1977) di Damiano Damiani… Una spy-story mozzafiato all’ombra della CIA nella Roma degli anni Settanta n lungo piano sequenza si muove sul profilo assolato di Roma, per poi concentrarsi sull’inquadratura di Tony Musante intento a fare ginnastica sulla terrazza di casa: sullo sfondo, la bellissima colonna sonora dei fratelli Guido e Maurizio De Angelis, un contrappunto di percussioni martellanti (una più “dura” che si innesta su una precedente più “morbida”) che si risolvono poi in una sonorità più lirica e di ampio respiro senza però mai perdere di ritmo. Damiano Damiani, dirigendo il capolavoro Goodbye & Amen (1977), sembra far propria la tecnica di Enzo G. Castellari, secondo il quale bisogna prima catturare con forza lo spettatore, per poi iniziare a raccontare la storia. Già, perché un inizio così, preludio a un film mozzafiato, inchioda letteralmente alla poltrona, grazie soprattutto all’indimenticabile tema musicale. Quello che i critici della rivista “Nocturno Cinema” ritengono (giustamente) il miglior film in assoluto di Damiani, rivive finalmente grazie a una bellissima edizione in Dvd della Cecchi Gori Home Video (collana Cinekult), dopo essere stato distribuito solo in Vhs e in qualche passaggio televisivo. U Goodbye & Amen (noto anche con il titolo L’uomo della CIA) costituisce un’opera un po’ anomala nella filmografia di Damiani, un maestro del cinema italiano ricordato soprattutto per i suoi film d’impegno politico e civile: Il giorno della civetta, Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica, Io ho paura, Perché si uccide un magistrato, solo per citare i più famosi, senza dimenticare il dramma carcerario L’istruttoria è chiusa: dimentichi e il western politico Quien sabe? (il più bel western sulla Rivoluzione Messicana). In Goodbye & Amen, Damiani privilegia invece l’aspetto più spettacolare ed emotivo, dirigendo in maniera impeccabile una 061 Davide Comotti [email protected] Goodbye & Amen (1977) di Damiano Damiani… trama che funziona come un precisissimo meccanismo ad orologeria, e coinvolgendo lo spettatore in un’escalation mozzafiato di azione, suspense e colpi di scena. Non manca comunque neppure l’aspetto più impegnato di Damiani, per esempio nel mostrare gli sporchi intrighi della CIA, il cinico comportamento dei suoi agenti e l’ipocrisia della morale borghese. La sceneggiatura, firmata dallo stesso Damiano Damiani e da Nicola Badalucco, si basa sul soggetto di un romanzo di Francis Clifford, Sulla pelle di lui (1974), spostando però la vicenda da Londra alla Roma degli anni Settanta. Non c’è un genere unico in cui si può classificare Goodbye & Amen, trattandosi di un film d’autore a tutti gli effetti che esplica pienamente l’idea del cinema come spettacolo intelligente: in esso, coesistono infatti situazioni tipiche di vari generi (la spy-story, il poliziesco, il thriller claustrofobico e il giallo), mescolati in maniera più che mai omogenea. 062 Un distaccamento della CIA a Roma sta preparando un attentato in un Paese africano: le operazioni sono condotte dall’agente John Dannahay (Tony Musante), il quale scopre che Harry Lambert, un diplomatico americano di stanza a Roma, è colpevole di tradimento e spionaggio nei confronti del nemico e sta cercando di sabotare il loro piano. Nel frattempo, un uomo (John Steiner) armato con un fucile di precisione si barrica nell’Hotel Hilton uccidendo alcuni uomini e prendendo in ostaggio la nobildonna romana De Mauro (Claudia Cardinale) e il suo giovane amante. Una serie di coincidenze fa pensare che il misterioso cecchino sia proprio Lambert, e mentre la polizia italiana intrattiene un duro braccio di ferro con il sequestratore, Dannahay scopre che c’è stato un errore: l’uomo dell’Hilton, che nel frattempo è riuscito a prendere in ostaggio anche l’ambasciatore degli Stati Uniti, è Douglas James Grayson, un reduce di guerra che chiede un cospicuo risarcimento economico per i danni subiti. Con una mossa abile e spregiudicata, Dannahay inserisce il traditore Lambert (Wolfango Soldati) nella fuga del cecchino, e fa in modo che i due si uccidano a vicenda, eliminando così in maniera “pulita” entrambi i problemi. Il plot narrativo è costruito in maniera assolutamente geniale, raccontando e alter- nando abilmente due situazioni (il traditore Lambert e il cecchino dell’Hilton) che in un primo momento sembrano coincidere, poi si ramificano in due strade diverse per ricongiungersi infine nell’emozionante finale, zenith di un percorso narrativo intrinsecamente perfetto. Damiani è abile nel depistare continuamente lo spettatore: egli è portato dapprima a credere che il sequestratore sia davvero il diplomatico Lambert (anche se il dubbio si insinua fin da subito), poi, una volta chiarito l’equivoco, si chiede se Lambert sia davvero il traditore e che legame ci sia fra le due vicende. Un dubbio che prosegue fino al termine del film, quando tutto viene chiarito grazie anche al commissario di polizia, e rimane spazio solo per lo sguardo malinconico di Tony Musante, consapevole di aver cinicamente fatto uccidere un traditore che era però suo amico, mentre le note vibranti della colonna sonora accompagnano la dissolvenza in nero che chiude il film (“goodbye e amen” sembrano proprio le parole che il personaggio interpretato da Musante sta pensando nell’ultima inquadratura). Tutto il film, si è detto, è un concentrato di emozione allo stato puro dalla prima all’ultima immagine, ma ci sono alcune situazioni di particolare potenza visiva che vorrei evidenziare. I corridoi del lussuoso Hotel Hilton occupati dagli agenti dell’antiterrorismo, con giubbotti e caschi antiproiettili, che cercano più volte di liberare gli ostaggi, ma senza successo; l’arrivo dell’elicottero richiesto dal sequestratore per la sua fuga: sulle note martellanti che ritornano periodicamente nei momenti di maggiore tensione, esso viene inquadrato dall’alto, con un montaggio dinamico, mentre sorvola il Colosseo e Piazza San Pietro, per poi atterrare sulla terrazza dell’Hilton; in sostanza, infine, tutta la sequenza finale, con John Steiner e i tre ostaggi vestiti in maniera identica con caschi e impermeabili neri (in modo da non poter essere distinti dalla polizia) che attraversano l’hotel al buio per raggiungere l’elicottero, fino alla sparatoria finale. Assolutamente geniale e spiazzante nel suo cinismo è poi la tecnica utilizzata dall’agente Dannahay per eliminare sia il cecchino che il traditore: convince Lambert ad offrirsi come il “quarto uomo” richiesto da Grayson per coprire la sua fuga, riesce a fornirgli di nascosto una pistola con l’ordine di ucciderlo sparando tutto il caricatore, ma carica a salve i primi due colpi, in modo che il sequestratore abbia a sua volta il tempo di sparare. Anche in questo caso, Damiani La suspense di Goodbye & Amen è veramente “epidermica” e presente in ogni scena: nella corsa contro il tempo che Tony Musante deve fare per chiudere l’ “affare Hil- ton” ed eliminare il traditore, in modo che possa scattare il piano del golpe in Africa; nel braccio di ferro fra il sequestratore e la polizia, agli ordini del commissario Moreno (Fabrizio Jovine, attore spesso presente nei thriller e negli horror di Lucio Fulci); e, infine, anche nei rapporti fra Grayson e gli ostaggi, protagonisti delle sequenze più claustrofobiche del film: Claudia Cardinale, il suo giovane e fragile amante (Gianrico Tondinelli), l’ambasciatore Carson (John Forsythe, celebre per il serial televisivo Dynasty) e, nella fase conclusiva, Wolfango Soldati. Per chiudere il discorso sugli attori, bisogna poi citare il corpulento Renzo Palmer nel ruolo dell’agente Parenti, agli ordini di Dannahay, e due interessanti cammei: Alessandro Haber (un agente della CIA facente parte della squadra di Musante) e il grande attore di teatro Francesco Carnelutti (il barbone che fa da prima vittima alla follia del cecchino). La critica al finto perbenismo borghese di cui si parlava in precedenza emerge nella figura di Claudia Cardinale: liberata da un audace intervento di Musante (una delle poche scene in cui i due attori si incontrano), viene accolta calorosamente dal marito, pur consapevole del suo adulterio, e i due si mettono a parlare tranquillamente di affari e viaggi. Goodbye & Amen è un film realizzato ad alto budget, con grande dispiego di attori, mezzi e location (gran parte del film è stata girata proprio nel lussuosissimo Hotel Hilton di Roma): una delle parti più difficili da realizzare, come afferma il direttore della fotografia Luigi Kuveiller, è stata la sequenza finale, che, come prevedeva il copione, si è dovuta girare al buio all’interno dell’Hilton. “Questa operazione andrà a finire sui manuali”, dice nel finale Palmer a Musante riferendosi al suo piano: a chi scrive, piace pensare che sia una frase rivolta anche a tutto il film. 063 risulta assolutamente geniale, perché non mostra subito il vero piano di Dannahay, riuscendo così a stupire ancora una volta lo spettatore: egli si chiede infatti perché i primi due colpi sparati da Lambert vadano a vuoto, e ottiene risposta solo grazie al commissario di polizia, il quale intuisce la verità osservando i bossoli, ma decide di tacere, perché, come si usa dire, “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Ecco quindi emergere la denuncia politica tanto cara a Damiani (gli oscuri intrighi dei servizi segreti), anche in un film dove ciò che conta è innanzitutto lo spettacolo e l’emozione. Una grande importanza riveste poi l’aspetto psicologico dei personaggi, ciascuno dei quali (pure quelli “secondari”) sono caratterizzati in maniera perfetta, grazie anche alle impeccabili interpretazioni e ai dialoghi serrati e pregnanti. Assolutamente strepitosi sono i quattro protagonisti principali: Tony Musante, sempre elegantissimo in camicia e giacca bianca, si esibisce con destrezza in un ruolo “duro” e cinico; John Steiner (spesso utilizzato in ruoli da psicopatico) è l’attore ideale per interpretare il sequestratore, sempre in bilico fra determinazione, crudeltà e crisi di nervi; Claudia Cardinale sfoggia tutta la sua austera bellezza nel recitare il ruolo di una nobildonna romana adultera che mantiene con il sequestratore un comportamento abbastanza ambiguo; infine, la parte di Harry Lambert è stata affidata a Wolfango Soldati, un attore meno famoso degli altri (lo ricordiamo, per esempio, in Keoma e La via della droga di Enzo G. Castellari) ma non per questo meno bravo nell’interpretare il traditore, uno dei ruoli più difficili, ma in cui si cala egregiamente delineando un personaggio che cerca di apparire sicuro ma non riesce a non far trapelare il suo disagio. en es ta nd dir o qu itt est oa ot (va d un agli lid a p and o p izz o, er a M in q un ar ua Fa a p gh ls sh A io er eri ias n so ta i s Vi te n R na gr er Te a M gn is ) at ata a l. t o t is , a 03 arc e ( P vr 63 on Bg ub et 90 i, 1 ) e 58 0 82 Pr " Cena Discoteca e Karaoke questo e altro al Fashion di Antegnate A passeggio per la città Le trasformazioni del centro città nel Novecento-I di Ettore Maffi C L’Ospitale Grande di San Marco Costruito nella seconda metà del Quattrocento dalla Misericordia Maggiore, per volontà del Maggior Consiglio, ha accorpato gli undici piccoli ospedali che facevano riferimento alle vicinie, per dar vita ad una struttura organica e clinicamente più efficiente. L’edificio fu poi riprogettato nel Cinquecento dall’Isabello e ancor oggi possiamo ammirare gli archi del loggiato che erano stati disegnati dall’insigne architetto. In quel periodo la chiesa, dedicata allora 065 065 on il nuovo anno vogliamo parlare delle trasformazioni del centro di Bergamo che sono state operate nel corso del XX secolo che lo hanno profondamente modificato, anche dal punto di vista viabilistico, creando e potenziando gli assi viari, necessari a sopportare l’incremento di traffico richiesto dalle nuove funzioni. Lo spostamento delle funzioni civiche da Città Alta, avvenuto dagli anni ottanta dell’Ottocento, ha creato necessariamente una richiesta di adeguamento degli spazi del nuovo centro cittadino, a partire dalla riqualificazione dell’ormai fatiscente complesso della Fiera che aveva definitivamente assolto la propria funzione secolare. L’attenzione dell’amministrazione comunale, e non solo, si è subito rivolta alla soluzione di questo problema promovendo bandi di concorso di idee per ridisegnare questa strategica parte della città, creando un ampio dibattito dell’opinione pubblica per la scelta delle migliori proposte. In questo primo intervento parleremo della zona dell’ex ospedale, la Casa Grande di San Marco, che sorgeva a lato della chiesa di San Marco e della creazione di Piazza della Libertà. a S. Antonio abate, venne ridipinta e successivamente impreziosita da opere d’arte del Cavagna e statue di Sanz. Ora la chiesa è dedicata a San Marco, ma continua anche oggi la tradizione, il 17 gennaio, di benedire gli animali e di allestire la piccola fiera di S. Antonio dove si possono comperare di Biligocc di Vallalta, i più pregiati. L’attuale piazzale della Repubblica, fino agli anni trenta dell’Ottocento, era in parte destinato a Orto botanico, collegato al Regio Liceo, dove venivano coltivate oltre duemila specie di piante officinali da utilizzare nella farmacia dell’ospedale ed il rimanente ad orto agricolo. All’inizio del secolo l’ospedale non rispondeva più ai requisiti della medicina moderna e si pensò di costruirne uno nuovo nella ridente Conca d’Oro, un luogo salubre e ben esposto al sole: nel 1927 si iniziarono i lavori e in soli tre anni era pronto, per essere inaugurato dai principi Umberto e Maria di Savoia, l’Ospedale Principessa di Piemonte. Basta leggere le cronache dei giornali di oggi sulle vicende del nuovo ospedale per rendersi conto di come sono cambiati i tempi! Solo dopo la seconda guerra mondiale, si ristrutturerà la parte nord dell’ospedale con la creazione della via Zelasco e il riordino di piazza della Libertà, 066 La Casa della Libertà Per far posto alla nuova Casa del Fascio, dedicata ad Antonio Locatelli, inaugurata nel 1939 e progettata 067 068 dall’arch. Alziro Bergonzo, è stata creata una nuova piazza, che sarà poi completata solo negli anni Cinquanta con la costruzione della Borsa Merci. È un edificio sobrio ed elegante su tre piani e decorato con affreschi che rievocano le imprese di Locatelli. Il progetto originale prevedeva anche una fontana, da collocare al centro nella piazza, che sarà posta solo nel 1998. A fianco è stata inoltre posto un gruppo marmoreo, opera di Elia Ajolfi, scultore che aveva già collaborato con l’importante architetto: lo scorso anno i giornali si sono occupati della villa di via Diaz, progettata dal Bergonzo e già sottoposta a vincolo, che sembra destinata alla demolizione. Nel giardino si trova una statua originale di Ajolfi, simile a quella realizzata poi per Piazza della Libertà. Il Palazzo delle Poste A seguito del piano realizzato dall’arch. Marcello Piacentini per il nuovo disegno del centro di Bergamo, nel 1931 venne inaugurato il Palazzo delle Poste, progettato da Angelo Mazzoni. Al suo interno sono collocati due grandi pitture di Mario Sironi: L’agricoltura o Il lavoro dei campi e L’architettura o Il lavoro in città. Interessante è l’odissea di questi quadri che, strappati e trasferiti d’imperio nel 1972 al Ministero delle Poste a Roma, solo dopo ventisette anni sono stati ricollocati nella loro sede naturale, dopo un meticoloso lavoro di restauro. [segue] Incontri sportivi Minetti The perfect machine Annalisa & A Cosa significa per te sport? Sport non è solo sport… Lo sport mi aiuta a stare meglio, per me vuol dire autonomia e quindi libertà… Quando hai iniziato a correre? L’anno scorso… sono sempre stata molto sportiva: da sempre faccio palestra e sono sicuramente geneticamente predisposta, ma l’anno scorso ho avuto questa possibilità. Come una meravigliosa favola: mi dà carica, gioia… Quanto ti alleni? Tutti i giorni un paio di ore: dalla musica alla famiglia ormai tutto ruota intorno alla corsa. Scusa la scontatissima banalità… ma canti mentre ti alleni? Canticchio mentre mi scaldo, mai durante la gara o duRaffaella ravasi 069 di Raffaella Ravasi Photo Roberto Rocchi & Matteo Mottari nnalisa Minetti non ha bisogno di molte presentazioni: tutti sappiamo quanto sia bella e che di mestiere fa la cantante. Ma forse non tutti sappiamo che Annalisa non è solo il suo fisico statuario e la sua voce, ma uno degli atleti che parteciperà alle Paralimpiadi di Londra 2012 in quanto primatista italiana nella categoria T11 nei 1500 metri. Risponde al telefono mentre è a Milano e sta mangiando un pezzo di cioccolato prima di preparare i bagagli per partire per Roma: malgrado i mille impegni, Annalisa simpatica e disponibile, chiacchiera e ride parlando di sport. Annalisa Minetti rante gli allenamenti in fase di preparazione. Hai cambiato anche alimentazione? Come senti no! Sto finendo il mio pezzo di cioccolato… (e ride ndr), mangio come prima e non mangio quello che non ho mai mangiato tipo i fritti. Ho letto che tuo figlio Fabio ti segue spesso e ti dà il via quando ti alleni? Si, d’estate lo porto sempre con me e Fabietto che ha quattro anni mi dà il via: “4-3-2-1-go!”e inizio l’allenamento! Più canto o più sport? Il canto è insito in me, una parte di me che non ha bisogno di tante cure come la corsa, ma che mi regala sensazioni uniche: quando a fine gara affaticata corro gli ultimi 300 metri sento l’incitamento del pubblico, l’emozione è tanta come quando durante un mio concerto il pubblico canta con me. “Vai Annalisa, non mollare…” e io so che non mollerò. Sai, ho fatto ottimi tempi, grandi risultati in soli due anni e mi confronto con atlete che hanno una decina di anni in meno di me… quando arrivo al traguardo sono veramente senza fiato, ma l’emozione è davvero grande. Londra 2012, cosa ti aspetti? 070 Da gennaio c’è il vero giro di boa… cosa mi aspetto? Per me rappresenta la realizzazione di un sogno che non è solo mio… sono molto credente e sono cresciuta con la ferma convinzione che ogni sofferenza che dobbiamo affrontare, ci porterà a crescere. Anche per conquistare i tempi che ho raggiunto in soli due anni c’è voluto sacrificio e sofferenza… Mi vedo lì, magari seduta ad una cattedra per raccontare ai ragazzi questa mia esperienza, per aiutarli a credere che le sfide sono da affrontare, che i sogni anche quelli che possono sembrare i più irrealizzabili, invece possono esserlo: alzarsi la mattina con un sogno da realizzare e lottare per realizzarlo… questo è sempre stato il mio motto. Grazie Annalisa e in bocca al lupo! Annalisa Minetti & lo Sport 2 Aprile 2010 28 Settembre 2010 03 Ottobre 2010 16 Ottobre 2010 22 Gennaio 2011 12 Marzo 2011 13 Marzo 2011 23 Marzo 2011 03 Aprile 2011 10 Aprile 2011 16-17-18 Maggio 2011 21-22 Maggio 2011 3 Luglio 2011 18 Settembre 2011 18 Settembre 2011 25 Settembre 2011 Montecatini - Duathlon Cava dei Tirreni Velletri - 1500m - Fissato Record Italiano 5’16’’54 Velletri - 800m - Fissato Record Italiano 2’32’’90 Ancona - Qualificazioni Mondiali Indoor - Conferma Record Italiano 2’32’’90 Ancona - Campionati Italiani Indoor - 400m 1° Classificata e Record Italiano 66’’10 Ancona - Campionati Italiani Indoor - 800m 1° Classificata Record Italiano 2’32’’ netto Milano - Manifestazione per Doppia Difesa in Spinning Montecatini - Duathlon 3’ Assoluta Numana (Ancona) - 10 Km Corsa “Testimonial” Aix Les Bains (Lione) Francia – Meeting Atleti Internazionali Record Miglior Prestazione Mondiale 2010/2011 con gli 800 metri in 2m24s76c Forum di Assago - Campionati Italiani - 400 metri in 62” - 800 metri in 2’26” Campionati Italiani di Padova - 800 metri Meeting Notturno Internazionale dell’Arena Civile di Milano Notturna di Milano 1500m in 5.00.27 Miglior Prestazione Mondiale Cava dei Tirreni Podistica di San Lorenzo www.annalisaminetti.com 071 proprietaria di un’agenzia che organizza eventi e matrimoni La nuova opera di videoarte di Alberto Nacci The Perfect Machine presentata a dicembre al Centro Sportivo dell’Università degli Studi di Bergamo realizzata in quattro mesi di riprese all’interno del CUS di Dalmine, ha visto la straordinaria partecipazione degli atleti paralimpici Annalisa Minetti primatista italiana nella categoria T11 nei 1500 metri, Mario Esposito tiro con l’arco alla sua quinta Paralimpiade, Lorenzo Schieda tiro con l’arco e i giocatori di basket in carrozzina della squadra SBS di Bergamo Rudi Cadei e Stefano Villa. In 6 minuti e mezzo il regista racconta “il viaggio nello straordinario dispositivo della vita umana e nelle sue infinite risorse. Nacci cattura gli attimi che compongono il movimento e trasfigura la narrazione delle eccezionali storie che vi si raccontano con scelte sonore e luministiche di efficace forza evocativa”, come spiegato dalla critica d’arte Stefania Burnelli. Il corto è visibile sul sito del regista www.albertonacci.it : arte, sport e informazione sono un altro “buco” nel muro dei luoghi comuni o inquadrando questo QR: La bellezza del corpo umano va oltre ogni banalità: le risorse del corpo umano e la forza della mente, possono superare ogni difficoltà. The Perfect Machine è dedicato a tutti coloro che hanno ritrovato il sorriso grazie allo sport. Lo sport aiuta anche a pensare. 072 Stefania Burnelli critica d’arte Oroscopo Nel suo nuovo album, Non si vive in silenzio, Luisa Corna canta un pezzo sulla melodia del nostro Joseph Procino. Per ascoltare in demo Credi che…, inquadrate questo QR: ARIETE 21 marzo | 20 aprile BILANCIA 23 settembre | 23 ottobre AMORE: venere in acquario vi dona il fascino necessario alla conquista. Ottimo il magnetismo sino al 15. Le coppie vivranno malcontenti e possibili discussioni con la dissonanza di Mercurio. Miglioramenti previsti dal 22. Lavoro: le comunicazioni che attendevate arriveranno. Nuovi progetti e per taluni impieghi, si profileranno dalla terza settimana del mese. Ottimo Febbraio per chiarire situazioni in sospeso con superiori. Amore: Saturno nel segno porta i nati nella terza decade a far chiarezza su situazioni affettive incerte. Venere in acquario, nella prima parte del mese, vi aiuterà a ritrovare l’equilibrio e individuare dei punti fermi da tenere ben presente nella coppia. Lavoro: È un periodo calmo. Non ci sono grandi trasformazioni all’orizzonte, quantomeno nel mese. Attendete con serenità la Primavera e soprattutto l’estate per cambiare rotta! TORO 21 aprile | 20 maggio SCORPIONE 24 ottobre | 21 novembre Amore: Giove splende e irradia il cuore proponendo a single una nuova apertura. Un incontro, se non ancora profilatosi, lo vivrete nella settimana centrale. Il trigono benefico Marte-Giove-Plutone proteggerà le coppie instabili portando novità e realizzazioni. Lavoro: Un periodo brillante con Mercurio in Acquario che stimolerà l’iniziativa e vi condurrà a chiarimenti professionali vincenti. Attenzione a non perdere la pazienza. Cercate la via dell’autocontrollo. Amore: Che bel mese! Anche se il sole quadra il segno, Venere vi bacia e vi regala l’incontro ideale, quello dei sogni. Le coppie barcolleranno dal 12 quando Mercurio in dissonanza vi farà perdere la pazienza! Lavoro: Nulla di nuovo all’orizzonte. Alcune situazioni professionali sono maturate ed evolute. Certo, non a vostro favore o quantomeno come attendavate. Aspettate la fine del mese per ricevere una gradita sorpresa, comunicazione, novità. GEMELLI 21 maggio | 21 giugno SAGITTARIO 22 novembre | 21 dicembre Amore: Saturno vi protegge. Molti single, non sentono la necessità di un partner, ma per scaricare i malcontenti accettate il flirt che Venere vi regalerà dal 12. Per molte coppie, le stelle consigliano relax e ricerca dell’intimità. Lavoro: Lo stimolo di Giove ha già condotto molti a modifiche professionali, seppur di leggero conto. Attendete il semestre successivo per veder confermato un contratto, un progetto che vi frutterà un bel po’ di quattrini. Amore: un Febbraio magico. Le stelle vi sorridono conducendovi a nuovi emozionanti incontri, e a un’espansione delle amicizie. Siate ben disposti ed evitati dispotismi di qualsivoglia natura. Mercurio è pestifero e le stella mi annunciano un litigio che ferirà l’orgoglio. Lavoro: Un momento di arresto. I pianeti vi obbligano a scegliere. Dovrete decidere se proseguire sulla vostra strada o accettare un incarico che potrebbe creare del malcontento, ma fruttare di più. Meditate. CANCRO 22 giugno | 22 luglio CAPRICORNO 22 dicembre | 20 gennaio Amore: Marte in Vergine vi sostiene con decisione, per sviscerare tensioni nella coppia. Saturno, ancora in quadratura per la terza decade, vi esorterà a una riflessione profonda su eventuali trasferimenti. I single godranno il vivace passaggio di Venere in Pesci. Attenzione a non “abboccare –facilmente- all’amo della seduzione”. Lavoro: Ottime novità le vivrete alla fine di Febbraio. Siate cauti nel prendere una decisione che potrebbe costarvi molto. Attendente la Primavera per guardarvi altrove. Amore: Un Febbraio sconvolgente. Marte-Giove-Plutone garantiscono una lenta, graduale trasformazione del vostro Io, conducendovi ad una nuova visione del mondo e permettendovi di affiancare il vostro cuore a persone completamente differenti. Lavoro: Mercurio vi porterà a viaggiare. Nel vostro piccolo, vi muoverete. Nuovi contatti, telefonate e comunicazioni attese dalla metà del mese. Favorite le professioni legate alla scrittura e all’informazione. LEONE 23 luglio | 22 agosto AQUARIO 21 gennaio | 19 febbraio Amore: Giove rende il mare delle vostre emozioni molto agitato. Siate consapevoli che tutto passa, tranne quelle parole dette di troppo che faranno incrinare il rapporto dal 12 in poi. Mercurio non perdona. Siate più riflessivi. Lavoro: Un “incipit” inviato direttamente da Urano, signore delle circostanze e dell’azione, ha condotto i nati nella prima decade, all’avvio imprenditoriale; La libera professione è proprio in linea con il vostro carattere deciso, ma sensibile. E visto come andranno le cose a Febbraio, non ve ne pentirete. Amore: Che bel periodo! Venere, nella prima parte di Febbraio, sarà nel vostro segno a garanzia di charme e incontri piccanti. Saturno, stabilizzerà le coppie tormentate e permetterà ai single di osare senza scrupoli. Giove in una posizione scomoda al Sole, vi esorterà ad affrontare situazioni che vi vedranno vincenti. Lavoro: Ottimo Mercurio dal 12 in poi per firme contrattuali. VERGINE 23 agosto | 22 settembre PESCI 20 febbraio | 20 marzo Amore: Marte regna sovrano. Azione, iniziativa, forza di volontà e soprattutto leadership nella coppia sono il giusto mix d’ingredienti per un Febbraio che non lascia spazio al tempo libero. Le coppie dovranno trovare un accordo: molte saranno le incomprensioni che affronterete a Febbraio. Per i single, un incontro decisivo riporterà l’amore nella vostra vita. State in campana! Lavoro: Venere in Pesci fa presagire piccole entrate a sorpresa. Forse un extra, un incentivo economico o quel premio che da tempo attendavate. Amore: Venere nel segno è garanzia di magnetismo e fascino. I single avranno un incontro da far girare la testa. La coppia vivrà momenti di attrazione e intesa. Bene i viaggi e le evasioni dalla routine. Ottime le possibilità di realizzare sogni nel cassetto dal 22. Lavoro: Saturno imbastisce sin da ora, l’opera di trasformazione che vi vedrà protagonisti da fine anno. Febbraio segnerà la svolta per un progetto. Ottimo mese per i commercianti. Joseph procino Laureato in scienze della comunicazione, e specializzando in editoria multimediale presso l’Università di Bergamo, studia astrologia dal Prof. Umberto Pirotta di Milano, partecipando a vari seminari su come predire avvenimenti nella vita del singolo in relazione al transito dei pianeti. Per informazioni: [email protected] - 346 0062854 073 di Joseph Procino Creative Up Realizzare un cuore di Paola Cervi Photo credits Paola Cervi Occorrente: 2 quadrati di cm 30 x 30 di tessuto - potete anche riciclare qualche avanzo di stoffa - spilli - matita - forbici - ovatta per imbottiture - pistola per colla a caldo - nastro per •occhi - macchina per cucire Esecuzione: con una fotocopiatrice, potete ingrandire o ridurre a piacere il disegno allegato, io ho ottenuto un cuore di cm 22 x 21. Ritagliatelo. 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) Sovrapponete i due quadrati di tessuto diritto contro diritto tenendoli uniti con alcuni spilli, posizionate al centro del vostro quadrato il cuore ritagliato, avendo cura di lasciare tutt’attorno un bordo di almeno 1 cm di tessuto, con la matita, disegnate il contorno, con la macchina da cucire, iniziate la cucitura seguendo la vostra linea a matita partendo a circa 2 cm, dall’incavo del cuore e •nendo sempre a 2 cm dall’incavo, •ssate il •lo, ora potete tagliare il tessuto in eccesso, lasciando sempre 1 cm. oltre la cucitura, rivoltate il cuore dal lato dritto del tessuto, dall’apertura nell’incavo, inserite l’ovatta, avendo cura di dare forma al cuore imbottendo a piacere, dopo aver imbottito, cucire a mano l’apertura, (le meno esperte, possono usare la colla a caldo), per abbellire il nostro cuore, possiamo incollare, sempre con la colla a caldo, un nastro per appenderlo ed un •occo. 074 Paola cervi e-mail: [email protected] Con l’avvicinarsi di S.Valentino, può essere un’idea regalo per chi vi sta a cuore, o per abbellire la casa appendendoli sulle maniglie delle porte o sulle chiavi dei mobili, se ne possono fare anche di più piccoli, per decorare il portachiavi. Spazio alla vostra fantasia! Casting Sarà il tuo sedere a far girare la testa degli Italiani? di Maryline JM-W hi non ricorda i manifesti dei fondoschiena più famosi del mondo della corsetteria? Nati con le forme di Rosa Fumetto, la capo soubrette del Crazy Horse, furono questi spot pubblicitari degli anni novanta a dare notorietà al marchio di biancheria intima “Roberta” e a portare fortuna a Michelle Hunziker, che ha cominciato proprio da qui! C La Vip International, già a suo tempo agenzia d’appoggio della griffe - che ha portato famose fotomodelle (quali Rosangela Bessi - miss Italia 1990) a rappresentare il mondo della lingerie Bergamasca - sta selezionando i più bei sederi del Bel Paese per un nuovo spot pubblicitario. Per fissare un appuntamento, chiamate la nostra redazione allo 035 236661. Tra i fondoschiena che hanno colpito la Vip International, si segnala quello di Jenny Tonetti, modella per un giorno di BergamoUp di luglio-agosto scorso. Insomma, sedere da seguire... presto su queste pagine! Tecnologia di Emanuele Lorenzo Cavassa Grafene ei volte più elastico dell’acciaio, cinquanta volte più resistente. Conducibilità termica elevata, bassa densità. Segnatevi questo nome, perché è il materiale del secolo in corso: Grafene. Direttamente dai miracoli delle nanotecnologie, le promesse di questa rivoluzionaria struttura esagonale monoatomica sono enormi. Informatica, sicurezza, energia, ambiente: le principali attività in cui siamo coinvolti potranno essere rivoluzionate da questa tecnologia. Nata nel 2004 dagli studi di Andre Geim e Konstantin Novoselov dell’Università di Manchester, è valso loro un Premio Nobel per la Fisica nel 2010. Composto da carbonio - guarda caso l’atomo su cui si basa la vita sul pianeta Terra ed il più diffuso nell’universo - il Grafene punta ad essere IL materiale. S Con il Grafene sono stati potenziati sensori per rilevare esplosivi, grazie ad una schiuma ottenuta da fogli continui di questo materiale dei miracoli, rendendo i normali sensori sensibili fino a dieci volte rispetto ai gas comunemente rilasciati dalle bombe. 076 Processori al Grafene sono in fase di sperimentazione. Un team di ricercatori dell’università dell’UCLA ha realizzato dei chip da 100 Ghz, con velocità di punta fino a 300 Ghz. Anche il colosso IBM lavora in questo settore per la creazione di nuovi avveniristici e super veloci unità di elaborazione per computer. Chip con questa efficienza non solo possono essere veloci, Emanuele lorenzo cavassa, blogger e techmriter, si occupa di tecnologia e new media dal 2001. cura il sito www.ilfetutorial.org ma possono andare alle velocità attuali (1-3 Ghz) con un centesimo dei consumi. L’efficienza energetica non sarà solo indiretta grazie ai consumi minori del Grafene; infatti, molecole di Grafene “stropicciate” sono state utilizzate per stoccare in maniera sperimentale l’idrogeno, il combustibile del futuro. Oltre al problema dello stoccaggio, uno degli svantaggi dell’idrogeno è l’alta energia richiesta per il rilascio nel momento del bisogno: problema risolto grazie al modo in cui le molecole di Grafene e quelle del gas si uniscono tra di loro. Basta infatti applicare un movimento ondulatorio affinché i legami tra gas e carbonio si spezzino. E siamo appena ad inizio degli anni 2000. Il ventiduesimo secolo è ancora tutto da percorrere. Se il Silicio è stato la più grande rivoluzione del secolo passato, la versatilità del Grafene ne farà la molecola di quello in corso. Persone e personaggi Joseph Procino di Paola Cervi Photo Sara Esposito, primissimo piano di Morris Moratti H Ho il piacere di intervistare, Joseph Procino, oltre che un “collega” - avrete sicuramente letto la pagina dell’oroscopo di Berga- moUp - un cantante che ha vissuto l’emozione di partecipare alle selezioni per i Giovani Talenti del prossimo Festival di San Remo, con la sua canzone “Folle, dolce, fragile” che trovate su Youtube o inquadrando questo QR: Joseph inizia a cantare all’età di 6 anni in famiglia: “Mio padre era un appassionato di musica italiana. Mia madre ha sempre amato la musica. Sono cresciuto attraverso le loro canzoni preferite. Mi sono esibito sul palcoscenico per la prima volta a 8 anni, piazzandomi al primo posto ad un concorso di canto ad Ancona, da lì ho iniziato a studiare canto con Paolo Cernuschi, Gabriella Mazza (jazzista di Bergamo) sino ad arrivare all’età di 18 anni, poi ho intrapreso un percorso con Maurizio Zappatini (vocal coach di Renga e Ligabue) e all’età di 25 con Tiziana Varisco (vocalist per gli Stadio e Lavezzi)”. 078 Paola cervi e-mail: [email protected] Joseph si considera un ragazzo normalissimo, semplice, ama stare con gli amici, suonare, scrivere musica e viaggiare. Cantare lo rende felice, gli permette di sentirsi libero. “Ho senz’altro molti difetti, ma cerco la strada dell’accettazione e non del senso di colpa. Cerco di evolvermi ogni giorno, attraverso lo studio, la musica e il contatto con la gente”. “L’ultimo evento a cui ho partecipato è stato il concerto di fine anno al PalaBrescia con artisti del calibro di Enrico Ruggeri, Marco Masini, Gatto Panceri, Paola e Chiara, I Sohnora, Luisa Corna. Una bella emozione che non scorderò tanto facilmente, come del resto, non posso dimenticare la recente esperienza di “Sanremo Social”, una valida vetrina per il mio pezzo. Ho potuto confrontarmi con artisti altrettanto validi pur comprendendo le difficoltà di una Commissione nel 079 Gli chiedo di raccontarmi un evento a cui ha partecipato come cantante e che ricorda in modo particolare: 080 giudicare 1180 brani e sceglierne solamente 60.” Joseph ha anche una seconda passione, l’astrologia, ha studiato per tre anni con il Dott.Umberto Pirotta, che ora vive a Milano, ma è stato docente per anni all’Università della Terza età di Crema. Per saperne di più: www.myspace.com/josephofficialsite 081 Per gli appassionati di musica leggera, dall’inizio dell’anno Joseph ha iniziato una serie di appuntamenti live in alcuni locali di Brescia e Milano - con un bravissimo pianista-, riadattando cover di Bowie e Jovi, e pezzi loro, il tutto, in chiave acustica. In caso di... Viaggio Giappone Le due anime dell’armonia di Greta Nicoletti ivere lo spirito del Giappone significa soprattutto immergersi nella cultura della perfezione con un percorso interiore che coinvolge mente e corpo. Lasciandosi trasportare dal fascino zen. Una meta perfetta da vivere quando si ha parecchio tempo a disposizione. Il viaggio richiede tempi lunghi e anche a livello emotivo ci vuole tempo per metabolizzare la quantità di flussi energetici che si percepiscono in questa terra. V Posto sotto il segno della Bilancia, il Giappone è un arcipelago composto da 4 isole divise in 8 regioni indipendenti. A Nord, l’isola di Hokkaido con capitale Sapporo, regno di natura e foreste; è la zona meno modernizzata del Paese, ideale per una vacanza relax. A Sud, l’isola di Kyushu offre scenari splendidi, meta prediletta da chi ama deliziarsi con piatti di pesce particolari. La parte centrale (Honshu) è dominata dalla capitale, Tokyo, specchio della iper-modernità che cozza con le tradizioni; c’è spazio per gli acquisti tax-free o per assistere all’antica arte del kabuki. Più a ovest il triangolo del Kensai, con le antiche capitali Nara e Kyoto, sfoggia templi, castelli e tesori artistici. Per chi ama le stoffe, Takamatsu, nell’isola di Shikoku, regala la tintura tsutsugaki. 082 Alla velocità della luce Il turista straniero si trova in un contesto dove tutto è pulito e funziona perfettamente, i furti sono rari anche in metropoli futuriste come Tokyo. Lo Giornalista, appassionata da sempre di vita e di viaggi. “Scrivere di viaggi e viaggiare scrivendo. Due passioni che nascono insieme e che si arricchiscono nel momento in cui si riescono a condividere le esperienze con altri appassionati di meravigliosi mondi che aspettano di essere scoperti”. Località da non perdere La scalata del Monte Fuji, la cima più alta del Paese, meta mistica da sfidare nelle prime ore dal mattino; da luglio ad agosto quando la montagna non è innevata e i rifugi aperti. Un bagno termale in una calda sorgente (onsen); una delle più famose è a Kusatsu Onsen, a 150 km da Tokyo. Visita ai templi di Kyoto, antica capitale e centro culturale; lo spettacolare Kinkaku-ji (Padiglione Dorato) ricoperto di lamine d’oro riflesse nel lago. Le passeggiate tra i ciliegi del cammino del Filosofo e nel Palazzo Imperiale; tappa al Museo della Bomba Atomica di Hiroshima. Se affascina il mondo dei Ninja, esiste il Museo a Osaka celebrativo del periodo feudale! Gion, quartiere storico di Kyoto, è il distretto delle geishe più esclusivo, il miglior posto per vedere spettacoli e intrattenimenti della misteriosa figura che ha dovuto superare cinque difficili anni di allenamenti per ricoprire tale ruolo. Vivono in case da tè in legno immerse in viuzze inerpicate; per incontrare ed essere serviti da una geisha è consigliabile prenotare un pacchetto presso un’agenzia. Passeggiando lungo Hanamikoji Street in prima serata è possibile vederle e scattare foto con il tradizionale kimono. L’estetica del sapore La tavola giapponese appartiene a un universo estetico fatto di geometrie variabili, rituali e ingredienti selezionati che esaltano il simbolismo.”Mangiare con gli occhi” per soddisfare palato e vista. Alimento base il riso di cui non si spreca nulla; si distilla il sake, la bevanda nazionale, con le foglie si realizzano oggetti di uso quotidiano, le spighe diventano paglia per i tatami e i tetti, da vari residui si ricava carta. Il pesce si sposa tutto, crudo e raffinato diventa sushi o sashimi accompagnato da salsa di soia o wasabi (rafano verde). Diffuso anche il consumo di carne, pollo, carne bovina e di maiale in frittura (tempura) o in agrodolce. I tradizionali cakes Wagashi si possono definire autentici preziosi per la loro rara bellezza e i sapori creativi. Sono 083 Shinkansen super-express (treno pallottola - nella foto nelle pagine successive) ha una velocità di oltre 270 km/h; vi si accede con il Japan Rail Pass e permette di girare rapidamente molte tappe consigliate. L’urbanesimo è eterogeneo e a tratti sconvolgente; le città ospitano il 76,9% della popolazione, la sola capitale 12 milioni di abitanti. Una giusta posizione di quartieri ingloba cultura, commercio, industria, finanza. Ma il 23% della popolazione è considerata rurale; vive ancor oggi nel baraku, il tipico villaggio nipponico, che conserva aspetti tradizionali legati a una precisa organizzazione. realizzati con semplici materie prime: farina di riso o grano, fagioli rossi di azuki, alghe gelatinose di agar-agar e zucchero, frutti freschi e noci. Sono ipocalorici, ricchi di fibre, proteine e vitamine, aminoacidi e sali minerali. Due le categorie; i kanagashi (dolci morbidi) e gli higashi (dolci secchi a lunga conservazione). “Bere il tè per coltivare la vita” scrisse il monaco buddista zen Eisai. All’inizio del XIII secolo intraprese un viaggio spiegando le proprietà depurative del tè, giunto sull’isola nella prima metà del VI secolo. Oggi la sua diffusione è universale e incorpora la cultura giapponese, dove l’atto di preparare e bere il tè ha acquisito senso estetico, artistico e filosofico. Si usa il tipico matcha, una polvere fine di colore verde scuro, dal gusto forte e amaro. Elementi essenziali di cerimonia: casa del tè, sala per il tè, stanza di preparazione, d’attesa e sentiero che attraversa un giardino. Principali utensili: ciotola per il tè (chawan), contenitore (chaire), frullino di bambù (chasen) e mestolo di bambù (chashaku). 084 Oasi di vita Colori vividi, fresca brezza di acqua, terra e piante, fiori o sempreverdi; i giardini (nella foto) sono sinonimo di pace e meditazione. L’arte ha una storia secolare tale da rappresentare l’archetipo dell’Eden; anche al centro di città caotiche c’è spazio per ritrovare se stessi, nel panorama di un Paese la cui superficie è coperta per il 67% da foreste. A Tokyo si trovano il splendido Rikugien, che consiste in 88 scene tratte da poemi famosi, e uno dei più famosi della città antica, il Koishikawa Korakuen; o il parco Hama Rikyu lungo la baia. Kyoto ospita il più bel giardino del Giappone, il Kenrokuen che esibisce laghetti, stagni, cascate, ponti, casa del tè… Notizie e consigli utili passaporto valido; visto non necessario fino a un periodo di tre mesi per scopi turistici, di studio e affari Fuso orario: 8 ore in meno rispetto all’Italia (7 con l’ora legale) Clima: continentale; sull’isola meridionale di Kyushu subtropicale, sull’isola settentrionale di Hokkaido rigido. Mai inferiore a 5°C. Stagione migliore: primavera e autunno, da marzo a giugno, o settembre Moneta: yen giapponese Lingua: giapponese Vaccinazioni: non richieste Acquisti: negozi aperti dalle 10 alle 18 anche nelle festività; grandi magazzini sei giorni su sette Mance: non sono mai attese Trasporti: ferrovie sviluppate per 26mila km con treni veloci; Honshu è l’isola meglio servita, traghetti e tunnel sottomarini assicurano il collegamento nell’intero arcipelago. Giganteschi scali marittimi Elettricità: munirsi di trasformatore e adattatore per la presa corrente, gli elettrodomestici hanno la spina diversa da quella italiana Togliersi le scarpe: prima di entrare in ristoranti, alberghi, scuole, camerini dei negozi è consuetudine obbligatoria; sono spesso a disposizione ciabatte di plastica 085 Documenti: Top Speed di Stefano D’Aste Photo Matteo Mottari a test di vetture a test di moto, scooter, quad passando per barche, jet sky e magari aerei o elicotteri, potrebbe sembrare il programma del magazine di un pazzo, invece sono solo alcuni argomenti che andremo a trattare in queste pagine; parleremo di Motorsport (a cui molti Bergamaschi sono legati), parleremo delle loro esperienze e risultati, di quello che capita dietro le quinte delle corse svelando curiosità e aneddoti a volte simpatici quasi ridicoli ma a volte sconvolgenti; la vita di un pilota che spesso può sembrare semplice e senza problemi ma che poi raramente è così. Alcune semplici pagine sulla tecnica di base applicata ai veicoli o alla guida, consigli su come affrontare le 4 stagioni con la propria auto stradale, spesso smentendo i luoghi comuni che non fanno altro che complicare le cose. E per concludere non poteva mancare l’argomento a richiesta, se avete dubbi che volete chiarire, inviatemi un’e-mail a [email protected]; farò il possibile per risolvere i Vs dubbi. D Abitacolo: Definirei netto e di categoria il salto di qualità dell’interno, sia dal punto di vista del design che dei materiali utilizzati. Bello e ben visibile, lo schermo al centro della plancia che insieme al “pomellone” di comando funzioni, ricordano un po’ quelli utilizzati in alcuni modelli Bmw. La strumentazione è ben visibile,tutto l’occorrente è facile da raggiungere da un colpo d’occhi. La posizione di guida è più rilassata, bassa e il sedile guadagna la regolazione dell’altezza, rispetto alla versione precedente. Posteriormente spazio non ne manca e risulta sufficiente anche per i più alti; il bagagliaio è capiente, con un volume prossimo ai 360 litri. Mercedes Nuova Classe B Lei è una Me le altre no. Su strada: 086 Comoda e maneggevole, copia bene le asperità del terreno pur non essendo eccessivamente morbida e al volante sembra di guidare una vettura meno ingombrante. Ottima la stabilità alle alte velocità, mentre se impegnata al limite a velocità medio basse, lo sterzo perde un po’ di precisione senza però risultare pericoloso o difficile da gestire; le reazioni sono sempre molto sincere e assolutamente ben coadiuvate dai controlli elettronici. Molto contenuti sia i rumori aerodinamici che qualsiasi altro rumore determinato dal movimento. Stefano D’Aste pilota automobilistico Casco d’Oro 2007 “Italia che Vince” - vincitore nel 2007 del campionato del Mondo Turismo FIA Yokohama independent’s Trophy, nonché nel 1994 5th al Campionato Italiano 125 cc su Cagiva (Vinto da Valentino Rossi) - 1998 5th Campionato Italiano 250 su Aprilia 4th Classe A7 Rally di Monza su Clio A7 - 2003 2nd Campiontao Europeo Clio 3.0 V6 1° classificato Rally di Monza (Toyota Corolla) - 2004 4° Campionato Europeo Turismo Ind (BMW 320i) - 2005 3° Campionato del Mondo Turismo I(BMW 320i) - 2006 3° Campionato del Mondo Turismo I (BMW 320i) - 2007 Campione del Mondo Turismo I (BMW 320si) - 2008 3° Campionato del Mondo Turismo I (BMW 320si) - 2009 4° Campionao del Mondo Turismo I (BMW 320si) Telaio e Frenata: Il telaio è stato completamente rivisto applicando nuove tecnologie di sicurezza: è decisamente più lungo, mentre il passo della vettura è stato ridotto. La frenata è davvero ottima e gli spazi sono migliorati; è quasi sovradimensionata se si pensa alle prestazioni della vettura. Ottimo anche l’abs che interviene solo nei casi limite a testimonianza dell’ottimo grip meccanico della vettura. Controlli elettronici: Oltre ai più comuni controlli di trazione,stabilità e frenata, Mercedes introduce sulla classe B, per la prima volta di serie, il Collision Prevention Assist, un sistema che grazie all’utilizzo di un radar montato anteriormente è in grado di percepire la distanza dalla vettura antistante e in grado di avvisare tempestivamente il guidatore riducendo i rischi di tamponamento. 087 ercedes, 088 MOTORE PRESTAZIONI CONSUMI: Motore 4 cilindri 1.796 – Euro 5 Alimentazione Gasolio Cambio Manuale 6 rapporti Trazione Anteriore Potenza motore 109cv a 4600 rpm Coppia motore Nm Domande a 4 Romain Grosjean Da cosa nasce la tua passione? La mia passione nasce da mio padre. Ancora oggi a volte corre nel campionato Svizzero e lavora per un team di Rally come avvocato. Quando ero molto piccolo mi portò in una pista di kart e io mi innamorai subito dei motori. Inizialmente le mie ambizioni erano di diventare uno sciatore professionista dato che mio nonno fu Vice campione del mondo di sci ad Aspen nel 1950, così sciai fino all’età di 11 anni. Il rischio più grosso in pista e fuori? In pista penso il sorpasso che ho fatto in Gp2 nel 2009 a Monaco durante gara2. Mi sono sentito decollare come se la mia vettura si fosse trasformata in un aereo, l’impatto è stato violento ma nessuna conseguenza. Fuori dalla pista dovrebbe essere quando con il mio migliore amico Mathias scendevamo per le piste rosse o nere con il Bob!! Perdevamo 2 o 3 Bob ogni inverno… Il ricordo più bello? Questo è una domanda davvero difficile perché sto vivendo la mia passione e quindi ci sono così tanti bei momenti da ricordare. Come posso sceglierne uno in particolare? Ricordo tutti i miei titoli, ma la mia prima gara in Formula 1 a Valencia nel 2009 probabilmente è la più bella. Sono sicuro che il mio ritorno in Formula1 quest’anno a Melbourne sarà un gran risultato. La macchina da corsa a cui sei rimasto più affezionato e perché? Bene, penso che sia definitivamente la F1. É il pinnacolo di quello che si può raggiungere con una vettura da corsa. Le emozioni che trasmette sono fantastiche! Sono talmente fantastiche che non vorresti finisse mai: non sto più nella pelle mentre aspetto di risalirci a Jerez per i test! 089 Photo Danilo Moroni avvenimento Il senso dell’acqua di Raffaella Ravasi - Photo Matteo Mottari ercoledì 11 gennaio è stato presentato il romanzo “Il senso dell’acqua” di Cristina Fabbrini al Caffè Letterario di Bergamo. L’autrice ex cronista bergamasca, 42 anni è stata presentata dal giornalista Andrea Benigni e dal marito Marco Serravalle. “Il senso dell’acqua” è l’opera prima della Fabbrini: un romanzo autobiografico ambientato nei Balcani dove presente e passato si intrecciano. Due sono, infatti, i piani di lettura della narrazione dove si alterna la vita presente e passata dell’autrice: oggi e 200 anni fa. Il romanzo è nato dall’esigenza di dar forma ad appunti sparsi che hanno accompagnato negli ultimi sette anni la vita di Cristina Fabbrini. Perché proprio “Il senso dell’acqua”? “Perché l’acqua ricorre spesso nei miei sogni” ha spiegato l’autrice. Il romanzo come sottolineato nella presentazione dal giornalista Andrea Benigni “potrebbe essere un ottimo spunto per un film”. “Il senso dell’acqua” edizione Emil, in libreria da fine novembre. 090 M event event Cigar Club Amico della Pediatria 092 di Stefania Barcella - Photo Maura Lorenzi affè Bergamo, 14 dicembre 2011. Una serata dedicata allo scambio degli auguri natalizi del Cigar Club, ma anche e soprattutto l’occasione per devolvere sponsorizzazioni e introiti all’associazione benefica Amici della Pediatria. L’evento ha avuto un coinvolgimento e un numero di partecipanti fuori da ogni più rosea aspettativa: circa 60 persone sono state accompagnate dal menù proposto dallo Chef del Caffè Bergamo e dai vini delle Cantine Trapanesi, la Vodafone main partner della serata. Il momento clou è stato l’accensione del sigaro Juan Lopez Selecciòn n. 2, uno dei Robustos più apprezzati del panorama cubano, abbinato con un Bas Armagnac Dartigalongue ’95. Il Cigar Club Bergamo in circa due anni è diventato uno dei club più attivi non solo del panorama associazionistico bergamasco, ma unanimemente riconosciuto come uno dei Cigar Club più fervidi di iniziative e ricco di presenze da tutto il nord Italia, con numeri impressionanti per un club di appassionati del fumo lento. Il 2012 si preannuncia ricco di novità e cambiamenti che porteranno ancora più lustro. Per contatti: [email protected] 093 C event Caffè del Borgo Inaugurazione 094 di Stefania Barcella - Photo Matteo Mottari icco buffet, molti amici e ottimo dj set per l’inaugurazione di Caffè del Borgo lo scorso 13 gennaio in piazza monsignor Chiodi a Verdello. Un lungo aperitivo che si è protratto con un gran via vai di gente fino all’una. Musica lounge e chill out per riscaldare l’ambiente, funky house-jazz e commerciale durante la serata. I titolari Francesco della Zuana e Sara Gariani vi aspettano tutte le mattine per deliziose colazioni con le loro immancabili brioches, torte e buonissime sfogliatine. A pranzo la scelta è tra la tavola fredda o il menù del giorno a prezzo fisso. L’appuntamento è poi per l’aperitivo serale, ogni venerdì con dj set. Chiuso il lunedì pomeriggio. 095 R 096 IL MENSILE DI ECONOMIA, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ MADE IN BERGAMO ANNO QUATTRO NUMERO VENTICINQUE | FEBBRAIO DUEMILADODICI | EURO TRE What else? In copertina Giuseppe Fornoni (Il Lazzaro) 001 pagina | 18