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IL MENSILE DI ECONOMIA, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ MADE IN BERGAMO
ANNO QUATTRO NUMERO VENTICINQUE | FEBBRAIO DUEMILADODICI | EURO TRE
What else?
Speciale
Cieli verdi
Event
Caffè del Borgo
pagina | 10
pagina | 44
pagina | 94
bergamoup.it
001
Verde Aurora
In copertina
3M Mazzucchetti
www.presser vice80.it
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24068 SERIATE (BG) - Via Fonderia Rumi, 7 - [email protected]
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“La felicità
si raggiunge
perseguendo
l’eccellenza
nella vita personale
come in quella
pubblica”.
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Confucio
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Stampa
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Fotografi
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Hanno collaborato:
Stefano D’Aste, ETTore Maffi, Rach. Finazzi, Stefano Salvi, Vip International S.r.l., DANILO MORONI, Luca leidi, Joseph procino, Keisuke Ohsaki, Mario Berra, Stefano Berta, Nicola Munaretto,
Ada Grilli, mario tintori, Davide Comotti, Roberto rocchi, Paola Crevi, Emanuele lorenzo
cavassa, Sara Esposito, morris moratti, maura lorenzi.
Crediti Fotogra•ci:
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fotogra•ci senza riuscire a reperirli. È ovviamente a piena disposizione per l’assolvimento di quanto occorre nei loro confronti.
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L’editoriale | di Maryline JM-W
Verde Aurora
Che sarà, che sarà, che saràààà... Che sarà della mia
vita chi lo sa? Il nuovo anno è iniziato; qualcuno anparole della canzone dei Ricchi e poveri - festival di sanremo 1971
nuncia eventi apocalittici, altri si accontentano di essere pessimisti o fatalisti, come l’ultimo verso di questa
melanconica canzone. Noi preferiamo essere ottimisti
da domani si vedrà e sarà quel che sarà
e ricordarci che motivi di speranza ci sono. Perché
- se l’Antichità greca è passata ai posteri per l’Arte
scultorea, il XVIII° secolo per la musica e il XIX° per
la poesia - la storia ricorderà il XX° per la scienza,
ovviamente, ma anche per la politica poiché è stato il
secolo con i maggiori progressi dei diritti
dell’uomo nel mondo intero e anche il se004
Caporedattrice
www.romanzocollage.it
colo meno sanguinoso, e ciò nonostante le
due guerre, l’Olocausto, i gulag e le guerre etniche.
come lo attestano i dati diffusi nell’ultimo libro di Steven pinker:
“The better angels of our nature - why violence has declined”
Così, aspettando che sorga l’alba della nuova era predetta dai Maya o di scoprire cosa ha in serbo il XXI°
vedi bergamoup di dicembre/gennaio
secolo, abbiamo deciso di iniziare l’anno con uno Speciale dedicato al meraviglioso viaggio di Ada Grilli alla
fotogiornalista ed editrice
scoperta delle Aurore Boreali, per colorare il nostro
cielo di verde... speranza; perché come diceva Albert
Einstein: “Meglio essere ottimisti ed avere torto, che
pessimisti ed avere ragione”.
N.B.: come sempre, andando sul nostro supplemento virtuale:
http://larivistaeterea.wordpress.com, troverete le vostre
rubriche abituali e molto altro.
005
02
/12
In copertina BERGAMOUP: 3m•Mazzucchetti
02/12
sommario
MONDO INCOGNITA
pag.
43 Verde Aurora
STORIA DI COPERTINA
pag.
10 3M Mazzucchetti
Officina meccanica di precisione
ARTE
pag.
SPECIALE:
pag.
18 Giuseppe Fornoni “Il Lazzaro”
44
Aurore Boreali
Cieli verdi sui laghi ghiacciati
Lo stile e l’anima di un artista
SPETTACOLO
pag.
49Teatro Donizetti e teatro sociale
Stagione di prosa e altri percorsi
CONTI IN TASCA
pag.
pag.
50 L’IMU
ARTE CULINARIA
L’Imposta Municipale
22 In città alta
BergamoUp Model
53
Sabor Ibérico Bemur Delicatessen
pag.
MUSICA E VINILE
26 Bergamo Dischi
IMPRENDITORIA GIOVANILE
pag.
30 On Ya Mate
Take it easy
pag.
006
36
STORIA E CULTURA
Nella culla del “Voudou”
Tra magia e spiritualità
Elena
MELONI
IN CASO DI VIAGGIO
pag.
82 Giappone
Le due anime dell’armonia
SI SALVI CHI PUÒ
pag.
della nostra
57 Inadeguatezza
Classe politica
TOP SPEED
pag.
86 Mercedes Nuova Classe B
CINEMA
pag.
61 Goodbye Amen (1977)
Di Damiano Damiani
A PASSEGGIO PER LA CITTÀ
pag.
65 Trasformazioni centro città
Nel Novecento - I
INCONTRI SPORTIVI
pag.
Minetti
69 Annalisa
Mori Jungle
Sushi
AVVENIMENTO
pag.
&
90 Il senso dell’acqua
The Perfect Machine
Cristina Fabbrini
presenta il suo romanzo
OROSCOPO
73 Pesci
EVENT
pag.
92
94
Caffè del Borgo
Cigar Club
007
pag.
Entrate,
chiedete e
vi sarà dato!
di Maryline JM-W
ltre alla normale distribuzione, per rispondere alla richiesta dei nostri lettori,
abbiamo deciso di mettere il mensile più
dinamico della città gratuitamente a disposizione
di tutti presso i seguenti BergamoUp point:
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Bergamo
Via Guglielmo d’Alzano, 2b
Tel. 035 0603115
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Lucchini Casa
Treviglio (Bg)
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Tel. 0363 1847489
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008
Redazione
Verdello (Bg)
P.zza Mons. Chiodi, 30
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Via Garibaldi, 4/d
Tel. 035 233787
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Milano 42/A
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Trattoria da Silvia...
buona cucina, buon prezzo, buon appetito!
via Roma, 16 - Gorle (Bg)
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3M Mazzucchetti srl
officina meccanica di precisione
di Raffaella Ravasi Photo Matteo Mottari
a 3M MAZZUCCHETTI S.R.L. - officina meccanica di precisione & costruzione gruppi meccanici - con sede a Vertova (Bergamo), ha iniziato
l’attività nel 1975 con Romano Mazzucchetti come officina
di torneria e montaggio di precisione. Oggi l’azienda di famiglia è guidata dai tre figli: Massimo, Marco e Armando
coadiuvati dal padre che tuttora segue l’attività.
L
Quale la vostra struttura?
010
Nel 1985 abbiamo dato un impulso al potenziale produttivo con il trasferimento dell’azienda in un capannone
coperto di 2000 mq. e con l’ammodernamento dei macchinari. Siamo, infatti, in grado di coprire un ampio spettro di lavorazioni grazie ai reparti di torni e di centri di
lavoro.
Siamo anche specializzati nella
lavorazione di componenti per
apparecchiature medicali.
E soprattutto, oltre ai reparti di
produzione, orgoglio dell’azienda,
è il reparto di montaggio, dove
vengono assemblati gruppi completi.
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Torni
Il reparto Tornitura è costituito da 4 torni
MORI SEIKI serie NL con spingi barra e
caricatore pezzi automatico consentendo la
produzione anche in turni non presidiati. Le
macchine sono complete di contromandrino
e presettaggio utensili per garantire rapidità
e precisione.
Centri di Lavoro
Il reparto dei Centri di Lavoro ha a disposizione 5 macchine di cui una verticale, 2
multi pallet con rispettivamente 6 e 12 pallet.
011
Tutti i centri di lavoro utilizzano porta utensili con attacco MAS BT40 e hanno tutte la
possibilità di effettuare misurazioni dei pezzi
lavorati direttamente in cabina grazie a sonde
di misura RENISHAW. I Magazzini utensili
garantiscono una continuità lavorativa che
copre ampiamente i turni non presidiati.
Macchine di Controllo Dimensionale 3D
Macchina di Controllo Dimensionale 3D Zeiss, marca leader nel settore. Grazie alle corse degli assi 700x1000x580
è possibile un controllo anche su pezzi di dimensioni ragguardevoli. Avendo un magazzino tastatori a bordo macchina è programmabile il controllo anche di particolari
con profili complessi. È tra le prime macchine in Valle
Seriana a montare il software di misura CALIPSO, un’innovazione per dare garanzie di precisione.
Macchina di Presetting Utensili
012
Macchina Venturion Zoller di ultima generazione per presetting utensili. Grazie alla telemetria di serie, la lettura
della geometria utensile avviene in modo del tutto automatico. Il software Pilot 3.0 e i sistemi di misura Heidenhain sono garanzia di precisione e rapidità di esecuzione.
Merito dell’ampio campo di misura, è possibile effettuare
presetting di utensili anche di grandi dimensioni, per qualsiasi tipo di lavorazione.
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013
3M MAZZUCCHETTI S.R.L.
OFFICINA MECCANICA DI PRECISIONE
COSTRUZIONE GRUPPI MECCANICI
Via Canale, 2 24029 Vertova (Bg)
Tel. 035/710768 - Fax 035/720303
e-Mail: [email protected]
[email protected]
Le Iris:Nuovo look
014
di Raffaella Ravasi Photo Matteo Mottari
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015
Lungo 8 metri e largo 80 centimetri: ecco le misure del nuovissimo bancone in legno opaco, il più largo di tutta la città!
A Le Iris la •loso•a non è cambiata, ma il nuovo look ha trasformato il Ristorante American Bar affacciato su Viale
Vittorio Emanuele in un locale più contemporaneo, raf•nato ed accogliente come sempre, ma con l’aria un po’ più
metropolitana. Alla parete un carboncino tempera dell’artista bergamasco Alessandro Verdi e una bottigliera con una
selezione dei migliori distillati internazionali.
Il menù ampliato punta molto sul pesce crudo e la brassèrie: il bancone ha 12 posti a sedere e si può passare dall’antipasto alla cena senza alzarsi.
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Ci spiega il titolare Toni che Le Iris con il nuovo look ha
potenziato la cucina e la Food Station mobile all’interno
consente di raddoppiare le postazioni ai fornelli per Patrik
e Salvo con 40 coperti durante la stagione invernale. È l’ora
dell’aperitivo e Patrik gentilmente ci fa assaggiare uno dei
suoi stuzzichini: Polenta con tartare di gambero crudo e
fonduta di taleggio: ottima, dal gusto dolce e deciso.
Se durante la bella stagione i clienti reclameranno la Food
Station nel dehors, Toni come sempre li accontenterà.
Le Iris con la sua ricca carta di vini e selezione di più di
cento Champagne funziona anche come enoteca d’asporto
confermandosi punto di riferimento in città per lo Champagne d’asporto.
Le Iris
American Bar – Ristorante
Bergamo – Viale Vittorio Emanuele II, 12
016
Tel 035 217037 - www.leiris.it
017
L’anima iperrealista
(Il Lazzaro) alla Biennale di Venezia
di Greta Nicoletti Photo Matteo Mottari
a mia storia è un’opera d’arte più che le mie opere
stesse”. Esordisce così Il Lazzaro, al secolo Giuseppe Fornoni, durante il nostro incontro. Io,
istantaneamente ne resto folgorata.
Sembrerà banale, ma a un’appassionata come me d’arte
post-moderna e metropolitana l’apparizione del Lazzaro
(bergamasco doc da generazioni) sembra un chiaro segnale
di ciò che ho sempre sospettato: l’arte è ovunque, in ogni
dove, in ogni come, in ogni perché.
La storia di Pino Fornoni merita davvero di essere raccontata, non per costruire a tavolino l’identikit dell’artista
maledetto perfetto ma per esaltare un percorso artistico
incredibile e un personaggio davvero fuori dal comune.
L
018
È un susseguirsi di ribellione e disfacimento la tua gioventù, costellata da una buona dose di spirito di contestazione e tanta amarezza per le vicende che la vita lo obbliga
a sopportare. Poi la svolta, alla soglia dei trent’anni, che
lo porta per la prima volta a vivere in maniera regolare e
che rappresenta anche il momento dell’avvicinamento alla
pittura. Ottiene da subito risultati sorprendenti sia artistici
sia commerciali: puro autodidatta, si distingue subito per
la sua pennellata iperrealista e sanguigna. Su una ventina di
opere realizzate, nessuna rimase invenduta.
In barba alla fortuna, il Fornoni però cede alla sua indole
preponderante e negli anni successivi brucia quel che di
positivo aveva costruito. Occorrerà attendere il 2004 perché
si attui in lui un vero cambiamento. Rimasto senza lavoro
e senza l’affetto della madre (morta proprio in quell’anno),
vive un anno molto significativo. Complice anche l’incontro con quella che diverrà poi sua moglie Ludmilla (nella
foto insieme all’artista nelle pagine successive), decide di
rimettersi in gioco riprendendo a dipingere e rispolverando
la parte migliore di sé.
Dapprima ci prova con i carboncini, poi riprende con gli
oli ma solo la scoperta dell’acrilico lo porta all’apice del
suo percorso artistico. Infatti, le tecniche precedenti limitavano la sua espressività legata soprattutto alla pennellata
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019
di Pino Fornoni
istantanea. Mentre l’acrilico è perfetto per chi come lui
dipinge di getto, lasciando pochissimo margine dell’errore
e caricando l’opera di forte pathos e realismo.
Ed è da questa rinascita che arriva il nome “Lazzaro”.
Da quel momento in poi il fiume non si è più fermato, una
volta rotti gli argini il genio creativo del Fornoni non si è
più spento e oggi può dire con orgoglio a se stesso e agli
altri di riuscire a “vivere della sua arte”.
Il suo percorso pittorico lo porta ad avere grandi estimatori dei suoi lavori e di conseguenza ottima promozione
proprio in Bergamo. Basta citare il sostegno costante del
ristorante Il Borgo di via San Lazzaro (tanto per restare in
tema) che per anni ha esposto numerosi suoi quadri nella
sala ristorante.
E poi la fruttifera e importante collaborazione con la galleria ArtGallery di Bergamo che ha portato le sue opere in
giro per il mondo (da Cagliari a Miami, a Ginevra).
Attualmente è l’unico artista bergamasco a esporre alla
Biennale di Venezia di quest’anno, sotto la sovrintendenza
di Vittorio Sgarbi. Una vera soddisfazione, davvero meritata. A chi non ha mai visto i suoi dipinti e a chi è rimasto
affascinato dal personaggio consiglio vivamente di visitare la Biennale a Torino, padiglione Italia, sala “Nervi”
(l’esposizione si protrarrà fino al 29 febbraio).
I quadri portano la firma di Lazzaro by Fornoni.
020
Quest’anno si prospetta particolarmente fortunato per
l’artista. Da aprile e per i successivi 6 mesi la Sala Vip
dell’Aeroporto di Malpensa ospiterà 13 sue tele. Dal 13
marzo al 4 aprile la Galleria Tadini di Milano esporrà
numerose sue opere e ancora sono previste esposizioni
al Consolato generale italiano a Nizza e in una galleria
sempre della città francese. A maggio, forse, il debutto a
Shangai.
Ciliegina sulla torta: il prossimo marzo il pittore bergamasco sarà ospite ad un incontro politico e si occuperà personalmente di realizzare un ritratto di Papa Ratzinger.
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Lo spirito, i soggetti, lo stile
Lo stile del Lazzaro è stato definito impressionista iperrealistico. Il vigore delle sue
pennellate è tale da mutare mano a mano che ci si allontana o ci si avvicina alla tela.
Si ottiene quasi un effetto fotografico, tangibile.
L’uso dell’acrilico è azzeccatissimo, si presta a un tratto leggero ma al tempo stesso
materico. Niente di meglio per rendere ciò che l’artista ci vuol comunicare. Ovvero,
le due anime di una medesima cosa. Il Fornoni “gioca” su quel che è lezioso e su quel
che è spontaneo. Fin dagli albori ad affascinarlo è il duplice significato dell’essere
umano. Tanto trascendentale quanto mostruoso. Ed è proprio questo a trasparire nei
suoi quadri, dove la fisicità di corpi scolpiti e perfetti si fonde con oscure metropoli
fumose e geometrie allegoriche.
Protagonisti di moltissime sue opere: uomini d’affari, dinamici e sgargianti, lavoratori
fotografati proprio all’apice della loro attività, donne sensuali e provocanti, metropoli
futuristiche.
021
Per informazioni rivolgersi a MaxWork
www.maxwork.it – tel 035 4823572
In Città Alta
Sabor Ibérico
Bemur Delicatessen
di Raffaella Ravasi Photo Matteo Mottari
C
ittà Alta ha un nuovo gourmet. SABOR IBÉRICO
BEMUR DELICATESSEN di Sara e Manuel ha
aperto a fine anno in Via San Lorenzo, a due passi
da Piazza Vecchia portando una ventata di novità con i
sapori intensi della Spagna.
Lei cuoca lui maître sommelier, presentano il loro punto
vendita al dettaglio e ritrovo all’ora dell’aperitivo con degustazione.
Un angolo intimo
con un’atmosfera speciale,
un’idea per un aperitivo diverso:
da provare un piatto di prosciutto
Pata Negra100% ghiande
con un calice di Franciacorta rosé.
E il connubio Bergamo Murcia che si cela dietro l’acronimo
Bemur funziona alla perfezione con un’ampia scelta di prodotti di alta qualità Gourmet nella meravigliosa cornice di
Città Alta. Salumi tagliati solo al coltello perché la lama
dell’affettatrice scaldandosi ne altera il sapore, formaggi
iberici, tapas fredde e calde e per farsi venire appetito… la
Tosta, pane tostato con il formaggio Torta del Casar, un
formaggio di pecora stagionato un anno accompagnato da
022
un bicchiere di vino spagnolo, presto anche la birra, o da
un Franciacorta di Bottega Castello di Bonomi.
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Basta contattarli:
SABOR IBÉRICO BEMUR DELICATESSEN
Bergamo - Via San Lorenzo, 8
tel. 3929287480 - www.saboriberico.it
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SALUMI
Prosciutto Pata Negra 100% bellota 42 mesi di stagionatura
Prosciutto Pata Negra Recebo 36 mesi stagionatura
Prosciutto Chato Murciano
Prosciutto Serrano
Lomo de 100% Bellota
Cecina de León 7 mesi di stagionatura
Salame piccante di Chato Murciano
Salame di Chato Murciano
Salsiccia fine stagionata di Chato Murciano
Soprassata di Chato Murciano
Paté di Chato Murciano.
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Bergamo Dischi
La profondità della superficie
di Stefania Barcella Photo Matteo Mottari
C
ome nel film “Alta fedeltà” di Stephen Frears,
tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby,
Ruben Crotti è il proprietario di un negozio di di-
schi non nella periferia di Chicago (come quello del protagonista Rob Gordon), bensì a due passi dal centro di
Bergamo, in via San Bernardino.
Passione per la musica che ha le sue radici in famiglia,
grazie ai dischi dei genitori che ascoltavano da Peppino di
Capri ai Beatles. Passione per collezionismo nata poi per
gioco verso i vent’anni quando Ruben, con la fidanzata (e
attuale moglie, ndr), vendeva i dischi del padre nei mercatini di Bergamo, Brescia e Cremona per superare un brutto
periodo di depressione.
Finché un giorno, avendo accumulato molto materiale, un
po’ per sfida e un po’ per gioco ha voluto trasformare le
sue passioni in qualcosa di più specifico: è così che nel 2003
ha aperto in via Moroni “Il baule della musica”. Negozio
piccolo, ma trampolino di lancio che gli ha permesso nel
2011 di trasferirsi al civico 21 di via San Bernardino, in uno
spazio più grande che gli permette di esporre oggi circa
20.000 dischi in vinile.
“Per me non c’è differenza tra collezionismo e amore per
la musica. Il mio lavoro è simile a quello dell’archeologo.
Mi dà una prospettiva di visuale sull’evoluzione della musica. Ho iniziato da giovanissimo a frequentare mercatini,
fiere e rassegne. È lì che mi son fatto le ossa, l’esperienza
sulla quotazione dei dischi.”
026
Sono tre i fattori che incidono sulla quotazione di un disco:
difficoltà di reperibilità, effettive condizioni e richiesta sul
mercato. L’acquirente, essendo questo un settore ben specifico, è molto preparato ed esigente. Per vendere devi offrire
qualità e prezzo. E da “Bergamo Dischi” si possono trovare
prezzi competitivi, rigoroso ordine e catalogazione.
“Posso vantarmi del fatto che tutti i dischi che ho adesso
sono solo edizioni originali dagli anni Quaranta ai primi
anni Novanta, reperiti da privati attraverso un certosino
lavoro di scrematura e di ricerca utilizzando i più svariati
strumenti (da internet ai mercatini).”
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La tipologia del collezionista è molto variegata, anche se
ascoltare i dischi prima di acquistarli perché il rapporto
bisogna ammettere che il pubblico è piuttosto giovane, dai
col cliente è professionale, di estrema collaborazione e di-
20 ai 50 anni. “Bergamo Dischi” è un negozio per dj e ap-
sponibilità.”
passionati di categorie anche particolari. I dischi vanno da
Casadei ai Guns N’ Roses, passando per tutti i generi: pop,
Negli ultimi due anni Ruben si avvale della preziosa colla-
rock, metal, jazz, classica, folk, country, new wave, ambiti
borazione di Cristina Caglioni, oltre che dell’appoggio di
molto curiosi ed importanti come colonne sonore, musical
moglie e figlie. Il sogno è quello di continuare a fare questo
e cartoni animati.
lavoro e portare materiale sempre più interessante.
“C’è una forte predisposizione a voler ascoltare di tutto,
Bergamo Dischi - Via San Bernardino, 21
senza pregiudizi. La necessità e il desiderio di portare
tel. 348 9180220 - Info: [email protected]
avanti la ricerca del bello, perché sta al commerciante far
Cercaci anche su Facebook!
innamorare il cliente. In negozio ci sono anche juke box
028
e giradischi dell’epoca, un piatto a disposizione per poter
ON YA MATE
take it easy
di Stefania Barcella Photo Matteo Mottari
I
più importanti imprenditori di successo e i migliori
esperti di marketing hanno dimostrato che il comportamento migliore che un imprenditore possa
avere in situazione di crisi come quella attuale è continuare
a investire nella ricerca e nell’innovazione della propria
azienda. Il web-marketing rappresenta oggi l’investimento
migliore che un’azienda possa fare perché la presenza e
la visibilità su internet di un’azienda sarà sempre più
importante e decisiva nel futuro e già nel presente
è ciò che fa la differenza tra un grande successo
e un discreto successo.
I vantaggi alla promozione di un’azienda sono
molteplici. Migliorando la visibilità in rete, si
ha una grande possibilità di ricevere nuovi contatti interessati proprio alla propria attività e
non casuali. I costi sono ridotti, l’investimento
dura nel tempo e le operazioni compiute sul
web sono tutte misurabili e quindi si può
anche valutare il ritorno dell’investimento
iniziale ed eventualmente prevedere cambiamenti nelle tecniche di promozione in
tempo reale.
Fatte queste necessarie premesse, abbiamo
incontrato e intervistato un giovane affascinante ed intraprendente zingaro del web. È
Mattia Carraro, classe 1981, creatore del sito inter-
030
net della nostra rivista.
informazione pubblicitaria
“Lavoro da cinque anni nel campo del
web marketing, dell’email marketing
e del web designer con annessa parte
grafica. Appassionato di web e dei social media e social sharing a 360°, dopo
una formazione analitica per studio
e strategia di web marketing, la passione mi ha portato ad un alto livello
di conoscenza del web design (codice
e grafica), del SEO (Search Engine
Optimization), studio di campagne
pubblicitarie PPC (Pay Per Click) e
dell’e-mail marketing.”
siti esistenti per rianimare il business, creazione di loghi e
di fan page sui social network, consulenza web marketing
(dall’ottimizzazione sui motori di ricerca alle strategie per
ottenere la massima visibilità), grafica pubblicitaria, photo
e video editing.
“Mi ritengo fortunato perché questo
lavoro mi permette di fare ciò che amo:
bastano la connessione internet ed un
pc. Viaggiando apri la mente, sperimenti cose a cui non dai peso al momento ma elabori dopo. È un costante
training on the job.”
Obiettivo tra qualche anno è quello di essere a capo di una
vera e propria web agency, con una squadra affiatata e com-
Mattia è un ragazzo che ama viaggiare. Ed è stato pro-
petitiva sul mercato. Per il momento, prendendo spunto dal
prio un viaggio a cambiare la sua vita: quello in Australia
significato del suo sito internet www.onyamate.it possiamo
e Nuova Zelanda nel 2006. Il contatto con gente creativa
dirgli che è un gran bel lavoro… well done!
e con la filosofia di vita take-it-easy ha fatto decollare la
semplice passione per il mondo web fino a creare quella
Mattia Carraro - www.onyamate.it
che è oggi la sua identità. In ogni esperienza l’accento
è sulle sensazioni che prova e questo pare essere il suo
vincente valore aggiunto anche nel lavoro.
Tra le attività principali: creazione siti web (dal
sito “vetrina” al sito “e-commerce), restyling di
031
“è molto importante ciò che ti
trasmette un oggetto, un luogo,
una persona… solo ascoltando
quello che provi puoi di conseguenza far capire anche agli
altri il cuore e la vera essenza
di ciò che stai pubblicizzando.
Nel mio lavoro attingo un po’
qua e un po’ là ispirandomi a
quello che vedo nella vita e in
internet.”
032
Bergamo Jazz 2012
Direzione artistica di Enrico Rava
per la città, grazie al coinvolgimento di signi•cative
realtà associative attive nel campo della musica ma
anche del cinema e delle arti •gurative.
Brad Mehldau - Buika - Paolo Fresu
Jason Moran - Ray Anderson
Ambrose Akinmusire - Tim Berne - Craig Taborn
e altri artisti
Programma
Jazz Movie in collaborazione con LAB 80
Domenica 18 marzo
Auditorium di Piazza della Libertà - ore 17.15
Bergamo Film Meeting inaugura Bergamo Jazz
Performance di Roberto Cecchetto (chitarra):
sonorizzazione del •lm Charleston di Jean Renoir
Proiezione •lm:
Le relazioni pericolose di Roger Vadim
Martedì 20 marzo
Auditorium di Piazza della Libertà - ore 20.30
Proiezione •lm:
L’uomo del banco dei pegni di Sidney Lumet
Steve Plays Duke di Daniele Ciprì e Franco Maresco
Mercoledì 21 marzo
Auditorium di Piazza della Libertà – ore 20.30
Proiezione •lm:
L’uomo dal braccio d’oro di Otto Preminger
Miles Gloriosus di Daniele Ciprì e Franco Maresco
Giovedì 22 marzo
Auditorium di Piazza della Libertà - ore 20.30
Proiezione •lm:
Thelonious Monk: Straight No Chaser di Charlotte Zwerin
Jazz On A Summer’s Day di Bert Stern e Aram Avakian
Incontriamo il jazz
In collaborazione con CDpM - Centro Didattico Produzione Musica
Martedì 20, Venerdì 23 e Sabato 24 Marzo
Auditorium di Piazza della Libertà, dalle ore 9.00 alle ore
12.00 progetto didattico rivolto agli studenti della scuola
primaria e secondaria
Venerdì 23 marzo
GaMEC – ore 18.00
Oren Marshall Solo
Oren Marshall (tuba)
033
Con la nuova Direzione Artistica di
Enrico Rava “Bergamo Jazz” giunge
alla XXXIV edizione, confermandosi
festival tra i più longevi e prestigiosi del
Vecchio Continente:
il più internazionale
dei jazzisti italiani
•rma un cartellone
ricco e variegato,
che in particolare
getta uno sguardo
su quanto di innovativo proviene da oltre Atlantico,
senza tralasciare proposte che si pongono come crocevia fra culture diverse. “Bergamo Jazz”, organizzato come di consueto dal Teatro Donizetti e dall’Assessorato alla Cultura e allo Spettacolo del Comune
di Bergamo, si articola anche quest’anno in vari momenti spettacolari e di approfondimento, primi fra
tutti i concerti ospitati dal 23
al 25 marzo al Teatro Donizetti, sede storica del festival.
Numerosi gli appuntamenti
dislocati in altri luoghi che
nell’insieme contribuiranno
a diffondere i suoni del jazz
in collaborazione con GaMEC
Galleria D’Arte Moderna e Contemporanea
Teatro Donizetti - ore 21.00
Jason Moran Solo
Jason Moran (pianoforte)
Paolo Fresu/Daniele di Bonaventura/A Filetta:
Mistico Mediterraneo
Paolo Fresu (tromba, •icorno), Daniele di Bonaventura
(bandoneon), A Filetta (voci)
Sabato 24 marzo
Auditorium di Piazza della Libertà - ore 17.00
Tim Berne Snakeoil
Tim Berne (sax alto), Oscar Noriega (clarinetto, clarinetto basso), Matt Mitchell (pianoforte), Ches Smith (batteria, percussioni)
Teatro Donizetti - ore 21.00
Ambrose Akinmusire Quintet
Ambrose Akinmusire (tromba), Walter Smith III (sax tenore), Sam Harris (pianoforte), Harish Raghavan (contrabbasso), Justin Brown (batteria)
Buika
featuring Horacio “El Negro” Hernandez
Buika (voce), Ivan “Melon” Lewis (pianoforte), Reinier “El
Negron” Elizarde (contrabbasso), Ramón Porrina (cajón
•amenco), Horacio “El Negro” Hernandez (batteria)
Domenica 25 marzo
Auditorium di Piazza della Libertà - ore 11.30
Mattia Cigalini Trio
Mattia Cigalini (sax alto), Riccardo Fioravanti (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria)
in collaborazione con Jazz Club Bergamo
Auditorium di Piazza della Libertà - ore 17.00
Craig Taborn Trio
Craig Taborn (pianoforte), Thomas Morgan (contrabbasso), Gerald Cleaver (batteria)
Teatro Donizetti - ore 21.00
Brad Mehldau Trio
Brad Mehldau (pianoforte), Larry Grenadier (contrabbasso), Jeff Ballard (batteria)
Ray Anderson Pocket Brass Band
Ray Anderson (trombone, voce), Lew Soloff (tromba),
Matt Perrine (tuba), Eric McPherson (batteria)
Prezzi (inclusi diritti di prevendita)
Abbonamenti tre serate al Teatro Donizetti: da 20 a 74 Euro. Rinnovo abbonamenti dal 6 febbraio. Acquisto nuovi abbonamenti dal 20
febbraio (anche online)
Biglietti per le singole serate al Teatro Donizetti: da 9 a 34 Euro; giovani al di sotto dei 27 anni da 7 a 25 Euro. In vendita dal 27 febbraio
(anche online)
Concerti all’Auditorium di Piazza della Libertà: 10 Euro; giovani al di
sotto dei 27 anni 7,50 Euro.
Performance di Roberto Cecchetto e !lm del 20, 21 e 22 marzo:
5 Euro, ridotto 4 Euro
Performance alla GaMEC: ingresso gratuito
Informazioni e prevendite: Teatro Donizetti: 035 4160601/02/03
Sito Internet: www.teatrodonizetti.it
Via Zanica, 16 - Stezzano (BG) - Tel. 035 592311 - [email protected]
Nella culla del “Voudou”
Tra magia e spiritualità
di Mario Berra Photo Nicola Munaretto
036
S
iamo inviati di Miles Magazine e costituiamo
il Miles Adventure’s Team con il quale partecipiamo ad eventi ed avventure di viaggio nel
mondo. Dopo le competizioni del Mongol Rally e del
Mototaxi Junket in Sudamerica nel 2009, abbiamo deciso
di cimentarci, a gennaio del 2011, in un nuovo tipo di avventura, basato non sulla prova sportiva ma entrando a
stretto contatto con culture che praticano antichi rituali
a noi sconosciuti. Abbiamo scelto il Togo-Benin, culla del
Voudou, dove è nato e viene ancora praticato quello vero,
originario della religione animista.
Una spedizione - sponsorizzata da African Explorer, tour
operator specializzato nei viaggi in Africa - ricca di suggestioni, dove, dopo un viaggio emozionante di notte, su
canoe, abbiamo raggiunto il villaggio di Lébé e partecipato
al rito voudou più impressionante, il Kokouzan. Abbiamo
poi proseguito alla volta del Benin, dove abbiamo incontrato la gente dei villaggi, seguendo però scrupolosamente
il rituale della richiesta di permesso ai capi gerarchici, per
poter dare ai bambini i regali che avevamo portato per
loro. Siamo poi stati assistiti ed accompagnati da guide
locali al Festival del Voudou, di cui abbiamo fatto il reportage fotografico e nei luoghi più significativi della loro
storia, come la struggente via degli schiavi, attraverso la
quale giungevano al mare dove li attendevano le imbarcazioni per portarli via, dopo aver girato ripetutamente
attorno all’albero dell’oblio, che aveva il potere di far loro
dimenticare ricordi ed identità.
“Il Voudou è come il vento…e racconta
di uomini e spiriti. Si tramanda di generazione in generazione e si manifesta in vari modi e luoghi differenti…”
037
Così ci spiegava il Féticheur - Sacerdote della Cerimonia colui che guida i riti che raccontano di un mondo antico,
dove il Voudou è anche il loro modo di vivere (in lingua
locale youruba significa proprio “spirito” o “messaggero
del profondo”). Comunemente - ed erroneamente - viene
associato alla magia “del male”, che è una parte minima,
mentre la filosofia del Voudou è molto più ampia e solo
per fare del bene, perché usato per il male si rivolta contro.
Un po’ come paragonare Cristianesimo e Satanismo.
Ciò che veramente sconvolge sono i riti di questo mondo
che non conosciamo e non comprendiamo come, ad esempio, se qualcuno sta male si sacrifica una capra per farlo
guarire. I riti Voudou sono di vario genere: il Kokuozan a
cui abbiamo assistito di notte al villaggio di Lébé, è molto
impressionante perché i partecipanti si procurano ferite e
danzano come invasati fino a cadere in trance.
038
Il nostro reportage è dedicato invece al Festival del Voudou: solare, colorato e pieno di gente in festa, fra danze,
canti e rappresentazioni dell’eterna lotta fra bene e male.
Si svolge a Ouidah, in Benin, capitale del Voudou, ogni
anno a gennaio, con celebrazioni che radunano migliaia di
adepti, capi tradizionali e sacerdoti. Qui c’è l’Africa “vera”,
dove gli abitanti vivono il presente riferendosi al passato e
la storia si perde a memoria d’uomo fra rituali e tradizioni
quotidiane di un credo profondo e tenace di persone che
ancora non cedono agli schemi proposti dal modello occidentale, in un paese fra i primi ad essere sconvolto dall’arrivo del mondo occidentale, dove gli schiavi percorrevano
le strade del “non ritorno (route des ésclaves)” che li portava via per sempre. Uno spaccato di Africa “degli uomini”
raccontato dall’incontro con le persone più semplici come
i venditori nei mercatini, i bambini che ti circondano e ti
chiedono tutto del tuo mondo; i rapporti con i “capi” delle
radicate gerarchie sociali; gli uomini Tamberma che, con le
sole mani plasmano l’argilla e la paglia per costruire le loro
case, gli stregoni, i guaritori e gli oracoli che gestiscono
profonde ritualità religiose come il Cristianesimo Celeste.
E la magia, che convive con questa spiritualità invadendo
la quotidianità di queste genti.
039
040
041
042
speciale
Mondo incognita
Un fumetto fatto con personaggi che vivono in un guscio
al di fuori del nostro mondo
e che lo vedono guardandolo
attraverso un buco.
di Rach. Finazzi
Verde
Aurora
043
Rach. finazzi
[email protected]
speciale
Cieli verdi e vie carrozzabili
sui laghi ghiacciati
Il racconto di un viaggio a oltre -30° C
di Ada Grilli
Photo Ada Grilli & Keisuke Ohsaki
apevo da tempo delle aurore boreali, però sono già
passati oltre dieci anni da quando le ho viste la prima volta nella Lapponia svedese. Ed era accaduto per
caso, mentre questa volta parto proprio a caccia di aurore.
Destinazione: il cielo di Yellowknife, Territori del Nord
Ovest, Canada. Un’aurora, quando la vedi, ti si pianta nella testa e nel cuore, soprattutto se la prima volta l’hai assaporata fino in fondo senza vani tentativi di fotografarla.
S
044
Ho fatto i miei bagagli; più o meno come per andare a
sciare sulle nostre montagne, aggiungendo una salopette da
snow board in prestito da mio figlio, rivelatasi poi fantasti-
Ada Grilli è fotogiornalista ed editore. Si occupa
di Artico da oltre una dozzina d’anni e di Antartide
solo da un paio. Scrive di viaggi e di paesi. E’
ideatrice e produttrice di eventi espositivi legati
a celebrazioni. Vive a Bergamo ma con il cuore in
molti altri luoghi del mondo.
http://ilmanifestoperipoli.wordpress.com
http://memorandatunisia.wordpress.com
www.leadingedizioni.com
ca per il suo ottimo isolamento dal gelo artico, aggiungendo anche un berretto termico per la macchina fotografica,
anche questa ottima scelta. Il resto era costituito da un parka che avevo già usato in Antartide, da guantoni di diverso
tipo nessuno dei quali veramente appropriato (essendo le
manopole di foca e pelo d’orso ormai divorate dalle tarme),
dai fantastici stivali Sorel che uso da quando feci una delle
prime escursioni in slitta trainata dai cani nella Lapponia
finlandese, da calze di lana australiana senza logo, eccezionali, e da un body lungo di lana, ottimo. Nessun tipo
di materiale tecnico, tutti tradizionali, d’altronde, stando
alzati di notte fino alle 2 circa (quando di giorno il termometro era quasi stabile intorno ai -26° con punte di -31°)
non c’è pericolo di sudare.
E, infatti, così è andata, poiché non dovevo scalare montagne o trainare slitte cariche. Solo circolare tranquilla come
un fantasma - nel buio quasi totale, quindi badando bene a
dove mettere i piedi - alla ricerca di un bel colle da dove la
vista poteva essere libera a 360°, possibilmente con boschetti di betulle e di abeti per dare qualche “corpo” terrestre
alle immagini che avrei catturato delle aurore, armata solo
Ma questo posto dove è?
Yellowknife sta a otto fusi orari dall’Italia, poco al di sotto
del Circolo Polare Artico, a 1500 km dalla città canadese
più vicina, che è Edmonton più a sud. In un territorio anzi nei Territori del Nord Ovest - ampio quasi un milione e mezzo di chilometri quadrati (come dire l’equivalente
di Francia, Italia e Spagna insieme), dove vivono soltanto
42.000 anime, per quasi la metà concentrate a Yellowknife
e per il resto ben alla larga le une dalle altre, meglio dire disperse in microvillaggi distanziati centinaia di km. Anime
per oltre la metà ex anglosassoni, e il resto indiani e inuit.
Lontana e appartata dunque YK come una carta “scarta-
ta” sul tavolo da gioco. Non esisteva fino a settantacinque
anni fa quando è stata tirata su per esigenze logistiche dei
cercatori d’oro e subito dopo dei cercatori di diamanti. Sia
gli uni che gli altri gratificati da abbondante raccolto se è
vero che da quattro baracche o poco più, oggi in pochi decenni si è costruito in grande scala e si parla addirittura di
skyline di YK, come se fosse una porzione di Manhattan.
D’altronde con ben cinque lingue ufficiali (dunque città
cosmopolita) e palazzotti di otto/dieci piani questo agglomerato così lontano è diventato a buon titolo la capitale
dei Territori del Nord Ovest.
È qui il danaro insomma (non per nulla è chiamata Somba K’e in lingua Dogrib, che significa proprio: Il-postodel-danaro) ed è qui che si vedono le splendide, indimenticabili aurore.
Un fenomeno del cielo questo, di quella parte di atmosfera
dove i venti solari incontrano atomi e molecole di ossigeno e
di azoto, le eccitano e fanno sì che questi diventino fotoni,
045
del mio cavalletto, alternando le osservazioni del cielo a
rientri, anche d’urgenza, nella tenda numero due, il mio
tepee, dove la stufa era sempre accesa e potevo “riavere”
la punta delle mie dita brucianti dal gelo e dove tenevo al
caldo le batterie di riserva e altri obiettivi rispetto al grandangolo 18/200, peraltro inutili.
speciale
ossia emettano luce. Che non è quella continua dello spettro solare, ma è una luce speciale fatta di linee e bande intramezzate da linee e bande nere. L’effetto è quello di archi,
tendine, drappeggi, raggi, pulsazioni di intensità variabile
nei colori del verde per lo più, talvolta con bordi purpurei,
ma anche arancio, giallo, rosso. Lo spettacolo va in onda
in prima serata, o nelle ore intorno a mezzanotte, o ancora
verso le due del mattino.
Ci sono monitoraggi dell’attività geomagnetica che permettono agli esperti di divulgare “previsioni delle aurore” proprio come si fa col tempo atmosferico, quello che tutte le
sere ci aiuta a programmare le settimane sulla neve, i viaggi
di piacere, le uscite brevi. Dunque, per sapere “che aurora
fa” e dove, basta ricorrere a internet e digitare: “aurora forecast Yellowknife”, oppure “Aurora Village Yellowknife”
che è la base logistica che ho usato personalmente a 25 km
verso nord est.
046
Come ci si muove nei dintorni di Yellowknife al gelo
dell’inverno artico? Come sulle nostre montagne?
Sbagliato!
Ci si sposta in auto, questo sì, possibilmente in pick-up,
ma non sempre su strade normali che ci sono e sono pure
ghiacciate per circa 6 mesi all’anno, ma senza spargimenti di
sale quando nevica sul ghiaccio vecchio di mesi - e sempre
bianco !- e senza catene. Le strade non arrivano dappertutto però, anzi di solito in Canada a un certo punto finiscono
nella taiga o nella tundra, oppure proseguono… sui laghi.
Infatti, quando il ghiaccio raggiunge i 15 cm di spessore è
già “rotabile”. C’è un servizio eccellente di manutenzione
sugli oltre 300 km delle cosiddette “ice road”, trafficate più
di quanto non si pensi per essere le uniche vie di comunicazione dei tir che garantiscono gli approvvigionamenti e il
personale alle miniere di diamanti a nord di YK.
È emozionante guidare su una ice road, ma soprattutto è
una delizia per la vista fermarsi a osservare le forme e i
047
speciale
048
colori che assume l’acqua quando congela. Vere opere
d’arte sotto il velo di neve che il vento spazza ai bordi.
Le bollicine d’aria sono rimaste intrappolate in quel momento in cui l’acqua è diventata ghiaccio, e i movimenti
delle correnti hanno formato splendide ossature, come
costole e nervature e sottili paratie. Se il sole s’infiltra e
penetra, l’effetto è eccezionale.
Dopo anni di frequentazioni delle montagne nostrane e
familiarità con la vista ghiaccio aggrappato alle rocce, o
pendente da queste, la vista del ghiaccio di una ice road ha
aggiunto un’emozione sorprendente e immagini inedite
al mio archivio “glaciale”.
Il periodo in cui “andare per aurore” è tra novembre e
aprile, in particolare nel 2012 e 2013, per via di una più
intensa attività solare.
Per volare a YK da Edmonton, o Calgary o Vancouver:
www.firstair.ca
Per organizzare il pernotto e le attività in loco e nei
dintorni: http://www.northernfrontier.com
Per prenotare un posto alla base logistica e nel pulmino riscaldati, in modo da portare a casa la pelle ogni
sera e vedere le previsioni: www.auroravillage.com
Per pernottare in una struttura con camere gigantesche: www.yellowknifeinn.com (in centro), oppure
www. coasthotels.com (meno in centro ma con appartamenti super).
Consiglio: evitare lo stopover a Edmonton, preferire
piuttosto Calgary. Varie compagnie volano in Canada dall’Europa (Francoforte o Londra) a prezzi più o
meno equivalenti.
Teatro Donizetti &Teatro Sociale
Stagione di Prosa e altri percorsi
Presso TEATRO SOCIALE
Bergamo Alta - Via Colleoni, 4
Informazioni
Tel. 035 4160 678 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17
www.teatrodonizetti.it
Apertura al pubblico:
Solo nei giorni di spettacolo dalle 19 alle 21
Per gli spettacoli della Rassegna ALTRI PERCORSI, l’ATB, in collaborazione con il Teatro Donizetti, offre all’utenza un servizio di trasporto navetta
gratuito, in partenza dal Teatro Donizetti con destinazione Città Alta (località Colle Aperto) e ritorno.
Andata: partenza navette dal Teatro Donizetti ore 20:30
Ritorno: partenza navette da Colle Aperto 30 minuti dopo la fine dello spettacolo
Biglietteria:
Presso TEATRO DONIZETTI
Bergamo - P.za Cavour, 15 - Tel. 035 4160 601/602/603
Apertura al pubblico:
Da lunedì a sabato - dalle 13 alle 20
Nei giorni di spettacolo serale dalle 13 alle 20:30
Nei giorni di spettacolo pomeridiano dalle 14.00 alle 15.30
Prosa
TDEATRO
ONIZETTI
13-18 dicembre 2011
LE BUGIE
CON LE GAMBE LUNGHE
di Eduardo De Filippo
regia Luca De Filippo
17-22 gennaio 2012
NORA ALLA PROVA
DA “CASA DI BAMBOLA”
21-26 febbraio 2012
di Henrik Ibsen
adattamento e regia Luca Ronconi
con Mariangela Melato
CERCANDO PICASSO
regia Antonio Calenda
con Giorgio Albertazzi
e con Martha Graham Dance Company
31 gennaio-5 febbraio 2012
ART
di Yasmina Reza
con Gigio Alberti, Alessio Boni
e Alessandro Haber
6-11 marzo 2012
7-12 febbraio 2012
IL MALATO IMMAGINARIO
di Molière
regia Marco Bernardi
con Paolo Bonacelli, Patrizia Milani
e Carlo Simoni
IL CATALOGO
di Jean Claude Carrière
traduzione e regia Valerio Binasco
con Ennio Fantastichini
e Isabella Ferrari
27 marzo-1 aprile 2012
SEI PERSONAGGI
IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
regia Giulio Bosetti
10-15 aprile 2012
LA COMMEDIA DI ORLANDO
liberamente tratto da Orlando di Virginia Woolf
regia Emanuela Giordano
con Isabella Ragonese
8-13 maggio 2012
DONKA. Una lettera a Cechov
scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca
TDEATRO
EATRO
ONIZETTI E T
S
OCIALE
Altri percorsi
2 dicembre 2011 - Teatro Donizetti
LA MANDRAGOLA
di Niccolò Machiavelli
ideazione dello spazio, adattamento e regia Ugo Chiti
26 gennaio 2012 - Teatro Sociale
LA BELLE JOYEUSE
14 febbraio 2012 - Teatro Sociale
di Gianfranco Fiore
regia Gianfranco Fiore
con Anna Bonaiuto
456
di Mattia Torre
regia Mattia Torre
23 aprile 2012 - Teatro Sociale
LA CASA DI NINETTA
2 aprile 2012 - Teatro Donizetti
di Lina Sastri
regia Emanuela Giordano
con Lina Sastri
THE HISTORY BOYS
12 marzo 2012 - Teatro Donizetti
È STATO COSÌ
di Alan Bennett
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
di Natalia Ginzburg
regia Valerio Binasco
con Alba Rohrwacher
Operetta
TDEATRO
ONIZETTI
4 marzo 2012
1 gennaio 2012
31 dicembre 2011
CIN CI LÀ
L’ACQUA CHETA
CAN CAN
di Cole Porter
con la Compagnia Corrado Abbati
operetta in due atti di Giuseppe Pietri
regia Silvia Felisetti
operetta in due atti di Carlo Lombardo
con la Compagnia Teatro Musica Novecento
e Virgilio Ranzato
regia Silvia Felisetti
con la Compagnia Teatro Musica Novecento
IL PAESE DEI CAMPANELLI
di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato
con la Compagnia Corrado Abbati
049
19 febbraio 2012
Conti in tasca
di Luca Leidi Disegno [email protected]
L’IMU
(Imposta Municipale)
IMU
La cosiddetta Manovra Monti (o decreto salva Italia) ha anticipato di due anni, modificandola, l’introduzione dell’Imu (Imposta municipale) prevista dal decreto istitutivo del federalismo.
L’imposta presenta parecchie similitudini con l’Ici, andata in
pensione con il 31 dicembre 2011, ma anche alcune differenze.
L’Imu non sostituisce solo l’Ici, ma anche l’Irpef e le addizionali regionali e comunali dovute per le abitazioni principali e
relative pertinenze, nonché per le seconde case e comunque
per quelle a disposizione (non per gli immobili affittati).
Nonostante l’imposta sia comunale, a favore dei Comuni andrà il totale del gettito liquidato sull’abitazione principale e
sui fabbricati rurali strumentali, ma solo il 50% dell’incasso
relativo agli altri immobili, applicando tra l’altro l’aliquota
base senza considerare le eventuali agevolazioni deliberate
dal Comune.
L’
Oggetto dell’imposta
050
L’imposta si applica sui fabbricati, le aree fabbricabili, i terreni moltiplicando un’aliquota prestabilita al valore dell’immobile e va pagata in due rate annuali aventi scadenza il 16
giugno e il 16 dicembre.
Le aliquote previste dalla legge sono due: l’aliquota base
dello 0,76% e quella ridotta prevista per l’abitazione principale pari allo 0,46%.
I Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l’aliquota base dello 0,3% e quella ridotta per l’abitazione
principale dello 0,2%.
Obbligati al pagamento sono i proprietari, i titolari di diritti
reali di godimento (ad esempio usufruttuari), gli utilizzatori
dei beni in leasing e i concessionari di beni demaniali.
La base imponibile a cui applicare l’aliquota è costituita
dal valore dei fabbricati, determinato dalla rendita catastale
maggiorata del 5% moltiplicata per il coefficiente:
- 160 (100 fino all’anno scorso) per tutte le abitazioni (categoria catastale da A/1 a A/11, con esclusione di A/10);
- 80 (50 fino all’anno scorso) per gli uffici (categoria catastale A/10);
- 55 (34 fino all’anno scorso) per i negozi (categoria catastale
C/1);
- 160 (100 fino all’anno scorso) per box, magazzini, tettoie
(categoria catastale C/2, C/6, C/7);
- 140 (100 fino all’anno scorso) per laboratori artigiani, palestre e stabilimenti balneari e termali senza fini di lucro
(categoria catastale C/3, C/4, C/5);
luca leidi
Dottore commercialista e revisore legale in Bergamo.
TOMASI & ASSOCIATI - Studio associato di consulenza aziendale e tributaria
Bergamo - Via Foro Boario, 3 - [email protected]
si pagava con l’Ici, indipendentemente da quanto deciderà
il Comune per le aliquote.
«Una percentuale andrà allo Stato.
Per noi i saldi rimarranno, in pratica, invariati».
F. Tentorio - Sindaco di Bergamo
- 60 (50 fino all’anno scorso) per capannoni, fabbriche, centri commerciali, alberghi, teatri e cinema, ospedali privati,
palestre e stabilimenti balneari e termali con fini di lucro
(categoria catastale da D/1 a D/10, escluso D/5);
- 80 (50 fino all’anno scorso) per istituti di credito, cambio
e assicurazione (categoria catastale D/5);
- 60 (esentati fino all’anno scorso) per i fabbricati rurali
strumentali (di qualsiasi categoria catastale).
Per i terreni agricoli la base imponibile è costituita dal
reddito dominicale maggiorato del 25% moltiplicato per il
coefficiente 130 (75 fino all’anno scorso), coefficiente ridotto a 110 per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli
professionali.
Per le aree fabbricabili (come l’anno scorso) la base imponibile è costituita dal valore di mercato al 1 gennaio di ogni
anno.
E’ evidente l’aumento dei coefficienti di moltiplicazione,
con conseguente incremento del dovuto rispetto a quanto
Una prima modifica rispetto all’Ici è il ritorno dell’imposta anche sull’abitazione principale, fino al 2011 esente dal
tributo.
L’aliquota applicata, come visto, è ridotta. E’ prevista, inoltre, una detrazione di euro 200,00 da ripartire proporzionalmente tra gli aventi diritto, oltre a una detrazione di
Euro 50,00, aumentabile dal Comune, per ciascun figlio di
età non superiore a 26 anni purché dimorante e residente
nell’unità adibita ad abitazione principale.
Equiparate all’abitazione principale sono le pertinenze
(box, cantine, solai), per cui anche a esse si applicano aliquota ridotta e detrazioni. Tuttavia, rispetto al passato, è
agevolabile una sola pertinenza per tipologia; pertanto il
proprietario di due box pertinenziali all’abitazione principale applicherà le agevolazioni solo su un garage.
Scompare la possibilità, adottata fino al 2011 con l’Ici da
quasi la totalità dei Comuni, di considerare assimilate
all’abitazione principale, e quindi esentarle, le abitazioni
concesse gratuitamente a parenti.
Pertanto dal 2012 queste abitazioni saranno soggette a Imu
con applicazione dell’aliquota normale.
Ad esempio, nel caso di abitazione posseduta in pari misura
da tre fratelli di cui uno solo residente, quest’ultimo pagherà l’imposta ridotta prevista per l’abitazione principale
per la propria quota di possesso (1/3), mentre gli altri due
pagheranno l’imposta senza agevolazioni.
Rimane ferma, come è stato per l’Ici, l’assimilazione ad abitazione principale, con i relativi benefici, della ex casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato, a patto
che il coniuge proprietario non assegnatario non sia titolare
di diritti reali su altri immobili situati nel territorio dello
stesso Comune.
Oltre alle agevolazioni sopra indicate, i Comuni potranno
ridurre l’aliquota sino allo 0,4% per gli immobili strumentali e per gli immobili posseduti dalle società di capitali,
nonché, più in generale, per gli immobili concessi in locazione a terzi.
Sarebbe auspicabile che i Comuni, che in tema di Ici applicavano aliquote ridotte per le abitazioni concesse in
locazione a canone concordato, si avvalgano di questa disposizione, per non penalizzare i proprietari cha abbiano
applicato ai loro inquilini dei canoni calmierati.
051
Abitazione principale
052
BergamoUp Model
Elena
MELONI
di Matteo Mottari
053
Matteo mottari
www.matteomottari.it
054
Nome: elena
Cognome: MELoni
anni: 24 ANNI
altezza: 170 CM
Professione: universitaria
Hobby: pallavolo
Passioni: auto
SCARPE: 37
TAGLIA: 40
SEGNO zodiacale: sagittario
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Se anche voi siete aspiranti
modelli, contattate la nostra
redazione telefonicamente
allo 035 236661 o via mail:
[email protected].
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All’interno della stazione
della Funicolare
056
Terrazza bellavista
prenotazioni: tel. 035/210091
grafica: francescochiaro.blogspot.com
si Salvi chi può
di Stefano Salvi
Inadeguatezza
della nostra
classe Politica
In Italia solo i governi tecnici
fanno le riforme strutturali
a nomina di Mario Monti a presidente del Consiglio, con
tutto quello che ne è conseguito e ne sta conseguendo,
sta inequivocabilmente dimostrando l’inadeguatezza storica della nostra classe politica. Monti, giusto o sbagliato che sia,
ha di fatto realizzato, in due mesi, quelle riforme strutturali che
ogni spiegamento politico non è mai riuscito a pensare di fare in
quindici anni.
Al di là dei meriti o delle colpe, dei vantaggi o degli svantaggi che
il Paese avrà attraverso queste riforme, la cosa sconfortante, sotto
gli occhi di tutti, è l’assenza cronica del peso politico dei partiti
a riguardo delle riforme. E’ come se i partiti, guardati in malo
modo dalla classe sociale italiana, facendo un passo indietro, volessero dire “non è colpa nostra quello che sta succedendo, bensì
di Mario”, additando l’unico e vero colpevole, secondo loro, di
questa rivoluzione sociale. Questo è il vero punto da sottolineare
e affrontare, perché tutte le riforme strutturali, se sono veramente tali, non potranno mai accontentare tutti ma, proprio perché
strutturali, sono destinate a durare nel tempo. E’ qui la carenza
della nostra classe politica, di destra, centro e sinistra: per non
dispiacere a fette importanti del proprio elettorato non ha mai
voluto, ripeto assolutamente mai, nemmeno affrontare la metà
delle riforme attuate da codesto governo. Lo sconforto aumenta
se ci si ricorda che le ultime riforme di natura strutturale furono
fatte da un altro governo tecnico, nominato dall’allora presidente
della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, all’indomani di Mani Pulite. Infatti, eravamo nel 1992 e Scalfaro nominò l’allora ex gover-
L
natore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, per presiedere
un governo di tecnici e promulgare delle riforme che avrebbero
lasciato il segno. Questo fatto, unito a quello di Monti, è lo specchio della nostra classe politica. In Italia le cose veramente importanti non vengono fatte dalla classe politica democraticamente
eletta, bensì per poter arrivare a ottenere dei risultati concreti
sulla via del rinnovamento, bisogna che i partiti facciano un passo
indietro, che si sentano così deresponsabilizzati e facciano fare il
lavoro “sporco” a chi è in grado di farlo.
Questa analisi potrà sembrare feroce, ma è l’oggettività dei fatti
che ci porta ad esprimerci in tal senso. I partiti, di qualunque
colore, schieramento e ideologia, preferiscono il quieto vivere
alla propositività, allo sviluppo, alla ricerca perché hanno paura,
come dicevamo sopra, di ledere gli interessi delle varie lobby che
compongono i loro elettorati. Questo è un paese di lobbies e di
lobbysti, nel quale si è immediatamente pronti a scagliarsi contro
i privilegi altrui, ma guai se qualcuno osa solo pensare che i nostri o altri privilegi possano essere minimamente intaccati. Per la
serie, i privilegi degli altri devono essere abbattuti, mentre i nostri
devono essere confermati.
Ed è proprio su questa base che l’Italia è, e continua ad essere, il
Paese dell’immobilismo, proprio perché la classe politica non è
null’altro che lo specchio della classe elettorale.
Aspettiamoci da questo governo le riforme più profonde ed incalzanti ed anche, se tutte le cose che vengono proposte (l’aumento
della benzina, liberalizzazioni, delle banche, delle assicurazioni)
non ci dovessero trovare del tutto favorevoli, auguriamoci che
possa andare avanti, perché dei correttivi sulle riforme attuate si
potranno sempre fare. I correttivi sul nulla, invece, è impossibile
farli.
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Stefano Salvi firma alcune tra le più importanti inchieste televisive che scuotono, come non mai, il mondo politico e
dell’informazione in Italia dando vita a un giornalismo che farà scuola. Vincitore di numerosi premi giornalistici - tra
cui il Premio Satira Politica per la Televisione - e autore, insieme ad altri inviati di guerra, del best seller L’informazione deviata, edito da Baldini e Castoldi al Premio Ilaria Alpi, nel quale racconta la sua esperienza di inviato in Iraq.
Corteggiato dalla Rai in più di un’occasione, ha rinunciato, preferendo il nuovo linguaggio
della Rete a quello televisivo e apre www.stefanosalvi.it,
che diventa ben presto la prima webtv d’inchiesta.
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la che aspettavi
Uno psi per amico
di Mario Tintori disegno Stefano Berta
La solitudine
e l’adolescente
N
Nella solitudine il soggetto è confrontato a se stesso, in
un dialogo interiore e di integrazione tra quelli che psicoanaliticamente vengono definiti come gli oggetti interni e
gli oggetti esterni.
Questa dinamica nell’adolescente si manifesta con intensità e tensione ed è indicativa del livello di autonomia e di
strutturazione d’identità.
Pertanto la solitudine è un affetto che può assumere valore
negativo o positivo. Nella “buona” solitudine, quella che
aiuta la costruzione e la definizione della propria identità, il contatto con l’altro, seppure con le debite distanze,
è mantenuto. Gli oggetti esterni, in particolare quelli parentali entrano nella dimensione intima del soggetto, senza, tuttavia, minare l’esistenza di quelli interni, frutto dei
vissuti e delle identificazioni del soggetto.
In quest’ottica la solitudine verrebbe a svolgere la funzioMario Tintori
psicologo psicoterapeuta
[email protected]
www.psicologo.bergamo.it
ne di salvaguardia degli oggetti interni dalla presa di quelli
esterni, i quali, se troppo vicini risulterebbero angoscianti,
se troppo lontani verrebbero meno al loro effetto di riferimento, di traccia.
Consolidare la propria intimità prendendo le distanze, ma
senza rigettare, ciò che proviene dall’esterno.
In altri termini: difendere il proprio
desiderio dall’ingerenza del desiderio
dell’altro.
Questa dinamica può offrire un’interpretazione al comportamento apparentemente contradditorio che spesso
l’adolescente mostra soprattutto nei confronti delle figure
parentali: allontanamento, che sembra rifiuto, dell’altro.
Atteggiamento in realtà che si configura come il tentativo, sofferto e faticoso, di sostenere se stesso, la propria
autenticità.
È un lavoro che richiede tempo e porta a far sì che il racconto interiore possa interagire, senza il timore di perdersi, con il racconto esteriore, aprendo l’adolescente ad un
rapporto prima di scambio e poi di autentica relazione
con il mondo esterno e con l’altro.
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egli anni sessanta e settanta l’adolescente solitario
poteva assumere agli occhi dei coetanei un’aurea
d’interesse; rappresentante romantico, non scevro
di autocompiacimento, di un vissuto esistenzialista. Oggi
non è così: l’adolescente isolato, solitario, è considerato
semplicemente uno “sfigato”.
La solitudine è un tratto introversivo e spesso, soprattutto
in adolescenza, si associa a ripiegamento riflessivo e ad
inibizione.
Nulla di più negativo agli occhi dei giorni nostri, dove si è
soggetti all’imperativo di un Super-Io sociale e persecutorio che spinge all’esibizione, all’agitazione, al vivere “fuori
di sé”.
Peccato che l’esasperazione di tutto ciò sia la confusione,
il senso di estraneità a se stessi, la depressione.
Dunque la solitudine, seppure spesso dolorosa, può essere
un’esperienza strutturante la personalità.
Cinema
di Davide Comotti
Goodbye & Amen (1977)
di Damiano Damiani…
Una spy-story mozzafiato all’ombra della CIA
nella Roma degli anni Settanta
n lungo piano sequenza si muove sul profilo assolato di Roma, per poi concentrarsi sull’inquadratura
di Tony Musante intento a fare ginnastica sulla terrazza di casa: sullo sfondo, la bellissima colonna sonora
dei fratelli Guido e Maurizio De Angelis, un contrappunto di percussioni martellanti (una più “dura” che si innesta su una precedente più “morbida”) che si risolvono poi
in una sonorità più lirica e di ampio respiro senza però
mai perdere di ritmo. Damiano Damiani, dirigendo il
capolavoro Goodbye & Amen (1977), sembra far propria
la tecnica di Enzo G. Castellari, secondo il quale bisogna
prima catturare con forza lo spettatore, per poi iniziare a
raccontare la storia. Già, perché un inizio così, preludio
a un film mozzafiato, inchioda letteralmente alla poltrona, grazie soprattutto all’indimenticabile tema musicale.
Quello che i critici della rivista “Nocturno Cinema” ritengono (giustamente) il miglior film in assoluto di Damiani,
rivive finalmente grazie a una bellissima edizione in Dvd
della Cecchi Gori Home Video (collana Cinekult), dopo
essere stato distribuito solo in Vhs e in qualche passaggio
televisivo.
U
Goodbye & Amen (noto anche con il titolo L’uomo della
CIA) costituisce un’opera un po’ anomala nella filmografia di Damiani, un maestro del cinema italiano ricordato
soprattutto per i suoi film d’impegno politico e civile: Il
giorno della civetta, Confessione di un commissario di polizia al procuratore della Repubblica, Io ho paura, Perché
si uccide un magistrato, solo per citare i più famosi, senza
dimenticare il dramma carcerario L’istruttoria è chiusa:
dimentichi e il western politico Quien sabe? (il più bel western sulla Rivoluzione Messicana). In Goodbye & Amen,
Damiani privilegia invece l’aspetto più spettacolare ed
emotivo, dirigendo in maniera impeccabile una
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Davide Comotti
[email protected]
Goodbye & Amen (1977)
di Damiano Damiani…
trama che funziona come un precisissimo meccanismo
ad orologeria, e coinvolgendo lo spettatore in un’escalation mozzafiato di azione, suspense e colpi di scena.
Non manca comunque neppure l’aspetto più impegnato
di Damiani, per esempio nel mostrare gli sporchi intrighi della CIA, il cinico comportamento dei suoi agenti e
l’ipocrisia della morale borghese.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Damiano Damiani
e da Nicola Badalucco, si basa sul soggetto di un romanzo
di Francis Clifford, Sulla pelle di lui (1974), spostando
però la vicenda da Londra alla Roma degli anni Settanta.
Non c’è un genere unico in cui si può classificare Goodbye
& Amen, trattandosi di un film d’autore a tutti gli effetti
che esplica pienamente l’idea del cinema come spettacolo
intelligente: in esso, coesistono infatti situazioni tipiche
di vari generi (la spy-story, il poliziesco, il thriller claustrofobico e il giallo), mescolati in maniera più che mai
omogenea.
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Un distaccamento della CIA a Roma sta preparando un
attentato in un Paese africano: le operazioni sono condotte dall’agente John Dannahay (Tony Musante), il quale
scopre che Harry Lambert, un diplomatico americano
di stanza a Roma, è colpevole di tradimento e spionaggio
nei confronti del nemico e sta cercando di sabotare il loro
piano. Nel frattempo, un uomo (John Steiner) armato
con un fucile di precisione si barrica nell’Hotel Hilton
uccidendo alcuni uomini e prendendo in ostaggio la nobildonna romana De Mauro (Claudia Cardinale) e il suo
giovane amante. Una serie di coincidenze fa pensare che
il misterioso cecchino sia proprio Lambert, e mentre la
polizia italiana intrattiene un duro braccio di ferro con il
sequestratore, Dannahay scopre che c’è stato un errore:
l’uomo dell’Hilton, che nel frattempo è riuscito a prendere in ostaggio anche l’ambasciatore degli
Stati Uniti, è Douglas James Grayson, un
reduce di guerra che chiede un cospicuo
risarcimento economico per i danni subiti.
Con una mossa abile e spregiudicata, Dannahay inserisce il traditore Lambert (Wolfango Soldati) nella fuga del cecchino, e fa
in modo che i due si uccidano a vicenda, eliminando così in maniera “pulita” entrambi
i problemi.
Il plot narrativo è costruito in maniera
assolutamente geniale, raccontando e alter-
nando abilmente due situazioni (il traditore Lambert e il
cecchino dell’Hilton) che in un primo momento sembrano coincidere, poi si ramificano in due strade diverse per
ricongiungersi infine nell’emozionante finale, zenith di
un percorso narrativo intrinsecamente perfetto. Damiani
è abile nel depistare continuamente lo spettatore: egli è
portato dapprima a credere che il sequestratore sia davvero il diplomatico Lambert (anche se il dubbio si insinua
fin da subito), poi, una volta chiarito l’equivoco, si chiede
se Lambert sia davvero il traditore e che legame ci sia fra le
due vicende. Un dubbio che prosegue fino al termine del
film, quando tutto viene chiarito grazie anche al commissario di polizia, e rimane spazio solo per lo sguardo malinconico di Tony Musante, consapevole di aver cinicamente
fatto uccidere un traditore che era però suo amico, mentre
le note vibranti della colonna sonora accompagnano la
dissolvenza in nero che chiude il film (“goodbye e amen”
sembrano proprio le parole che il personaggio interpretato da Musante sta pensando nell’ultima inquadratura).
Tutto il film, si è detto, è un concentrato di emozione
allo stato puro dalla prima all’ultima immagine, ma ci
sono alcune situazioni di particolare potenza visiva che
vorrei evidenziare. I corridoi del lussuoso Hotel Hilton
occupati dagli agenti dell’antiterrorismo, con giubbotti e
caschi antiproiettili, che cercano più volte di liberare gli
ostaggi, ma senza successo; l’arrivo dell’elicottero richiesto dal sequestratore per la sua fuga: sulle note martellanti
che ritornano periodicamente nei momenti di maggiore
tensione, esso viene inquadrato dall’alto, con un montaggio dinamico, mentre sorvola il Colosseo e Piazza San
Pietro, per poi atterrare sulla terrazza dell’Hilton; in sostanza, infine, tutta la sequenza finale, con John Steiner e
i tre ostaggi vestiti in maniera identica con caschi e impermeabili neri (in modo da non poter essere distinti dalla
polizia) che attraversano l’hotel al buio per
raggiungere l’elicottero, fino alla sparatoria
finale. Assolutamente geniale e spiazzante
nel suo cinismo è poi la tecnica utilizzata
dall’agente Dannahay per eliminare sia il
cecchino che il traditore: convince Lambert
ad offrirsi come il “quarto uomo” richiesto
da Grayson per coprire la sua fuga, riesce a
fornirgli di nascosto una pistola con l’ordine
di ucciderlo sparando tutto il caricatore, ma
carica a salve i primi due colpi, in modo che
il sequestratore abbia a sua volta il tempo
di sparare. Anche in questo caso, Damiani
La suspense di Goodbye & Amen è veramente “epidermica” e presente in ogni scena: nella corsa contro il tempo
che Tony Musante deve fare per chiudere l’ “affare Hil-
ton” ed eliminare il traditore,
in modo che possa scattare
il piano del golpe in Africa;
nel braccio di ferro fra il sequestratore e la polizia, agli
ordini del commissario Moreno (Fabrizio Jovine, attore
spesso presente nei thriller e
negli horror di Lucio Fulci);
e, infine, anche nei rapporti fra Grayson e gli ostaggi,
protagonisti delle sequenze
più claustrofobiche del film:
Claudia Cardinale, il suo giovane e fragile amante (Gianrico Tondinelli), l’ambasciatore Carson (John Forsythe,
celebre per il serial televisivo
Dynasty) e, nella fase conclusiva, Wolfango Soldati. Per chiudere il discorso sugli attori, bisogna poi citare il corpulento Renzo Palmer nel
ruolo dell’agente Parenti, agli ordini di Dannahay, e due
interessanti cammei: Alessandro Haber (un agente della
CIA facente parte della squadra di Musante) e il grande
attore di teatro Francesco Carnelutti (il barbone che fa da
prima vittima alla follia del cecchino).
La critica al finto perbenismo borghese di cui si parlava
in precedenza emerge nella figura di Claudia Cardinale:
liberata da un audace intervento di Musante (una delle
poche scene in cui i due attori si incontrano), viene accolta calorosamente dal marito, pur consapevole del suo
adulterio, e i due si mettono a parlare tranquillamente di
affari e viaggi.
Goodbye & Amen è un film realizzato ad alto budget, con
grande dispiego di attori, mezzi e location (gran parte del
film è stata girata proprio nel lussuosissimo Hotel Hilton
di Roma): una delle parti più difficili da realizzare, come
afferma il direttore della fotografia Luigi Kuveiller, è stata
la sequenza finale, che, come prevedeva il copione, si è
dovuta girare al buio all’interno dell’Hilton. “Questa operazione andrà a finire sui manuali”, dice nel finale Palmer
a Musante riferendosi al suo piano: a chi scrive, piace pensare che sia una frase rivolta anche a tutto il film.
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risulta assolutamente geniale,
perché non mostra subito il
vero piano di Dannahay, riuscendo così a stupire ancora
una volta lo spettatore: egli si
chiede infatti perché i primi
due colpi sparati da Lambert
vadano a vuoto, e ottiene
risposta solo grazie al commissario di polizia, il quale
intuisce la verità osservando
i bossoli, ma decide di tacere, perché, come si usa dire,
“i panni sporchi si lavano in
famiglia”.
Ecco quindi emergere la denuncia politica tanto cara a
Damiani (gli oscuri intrighi
dei servizi segreti), anche in
un film dove ciò che conta è innanzitutto lo spettacolo e
l’emozione. Una grande importanza riveste poi l’aspetto
psicologico dei personaggi, ciascuno dei quali (pure quelli
“secondari”) sono caratterizzati in maniera perfetta, grazie anche alle impeccabili interpretazioni e ai dialoghi serrati e pregnanti. Assolutamente strepitosi sono i quattro
protagonisti principali: Tony Musante, sempre elegantissimo in camicia e giacca bianca, si esibisce con destrezza in
un ruolo “duro” e cinico; John Steiner (spesso utilizzato
in ruoli da psicopatico) è l’attore ideale per interpretare
il sequestratore, sempre in bilico fra determinazione, crudeltà e crisi di nervi; Claudia Cardinale sfoggia tutta la
sua austera bellezza nel recitare il ruolo di una nobildonna romana adultera che mantiene con il sequestratore un
comportamento abbastanza ambiguo; infine, la parte di
Harry Lambert è stata affidata a Wolfango Soldati, un attore meno famoso degli altri (lo ricordiamo, per esempio,
in Keoma e La via della droga di Enzo G. Castellari) ma
non per questo meno bravo nell’interpretare il traditore,
uno dei ruoli più difficili, ma in cui si cala egregiamente
delineando un personaggio che cerca di apparire sicuro
ma non riesce a non far trapelare il suo disagio.
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A passeggio per la città
Le trasformazioni del centro città
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di Ettore Maffi
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L’Ospitale Grande di San Marco
Costruito nella seconda metà del Quattrocento dalla Misericordia Maggiore, per volontà del Maggior
Consiglio, ha accorpato gli undici piccoli ospedali
che facevano riferimento alle vicinie, per dar vita ad
una struttura organica e clinicamente più efficiente. L’edificio fu poi riprogettato nel Cinquecento
dall’Isabello e ancor oggi possiamo ammirare gli archi del loggiato che erano stati disegnati dall’insigne
architetto. In quel periodo la chiesa, dedicata allora
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065
on il nuovo anno vogliamo parlare delle trasformazioni del centro di Bergamo che sono
state operate nel corso del XX secolo che lo
hanno profondamente modificato, anche dal punto
di vista viabilistico, creando e potenziando gli assi
viari, necessari a sopportare l’incremento di traffico
richiesto dalle nuove funzioni.
Lo spostamento delle funzioni civiche da Città Alta,
avvenuto dagli anni ottanta dell’Ottocento, ha creato
necessariamente una richiesta di adeguamento degli
spazi del nuovo centro cittadino, a partire dalla riqualificazione dell’ormai fatiscente complesso della
Fiera che aveva definitivamente assolto la propria
funzione secolare.
L’attenzione dell’amministrazione comunale, e non
solo, si è subito rivolta alla soluzione di questo problema promovendo bandi di concorso di idee per ridisegnare questa strategica parte della città, creando
un ampio dibattito dell’opinione pubblica per la scelta delle migliori proposte.
In questo primo intervento parleremo della zona
dell’ex ospedale, la Casa Grande di San Marco, che
sorgeva a lato della chiesa di San Marco e della creazione di Piazza della Libertà.
a S. Antonio abate, venne ridipinta e successivamente impreziosita da opere d’arte del Cavagna e statue
di Sanz. Ora la chiesa è dedicata a San Marco, ma
continua anche oggi la tradizione, il 17 gennaio, di
benedire gli animali e di allestire la piccola fiera di
S. Antonio dove si possono comperare di Biligocc di
Vallalta, i più pregiati.
L’attuale piazzale della Repubblica, fino agli anni
trenta dell’Ottocento, era in parte destinato a Orto
botanico, collegato al Regio Liceo, dove venivano
coltivate oltre duemila specie di piante officinali da
utilizzare nella farmacia dell’ospedale ed il rimanente
ad orto agricolo.
All’inizio del secolo l’ospedale non rispondeva più
ai requisiti della medicina moderna e si pensò di costruirne uno nuovo nella ridente Conca d’Oro, un
luogo salubre e ben esposto al sole: nel 1927 si iniziarono i lavori e in soli tre anni era pronto, per essere
inaugurato dai principi Umberto e Maria di Savoia,
l’Ospedale Principessa di Piemonte.
Basta leggere le cronache dei giornali di oggi sulle vicende del nuovo ospedale per rendersi conto di come
sono cambiati i tempi!
Solo dopo la seconda guerra mondiale, si ristrutturerà la parte nord dell’ospedale con la creazione della
via Zelasco e il riordino di piazza della Libertà,
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La Casa della Libertà
Per far posto alla nuova Casa del Fascio, dedicata ad
Antonio Locatelli, inaugurata nel 1939 e progettata
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dall’arch. Alziro Bergonzo, è stata creata una nuova piazza, che sarà poi completata solo negli anni Cinquanta con
la costruzione della Borsa Merci. È un edificio sobrio ed
elegante su tre piani e decorato con affreschi che rievocano le imprese di Locatelli. Il progetto originale prevedeva
anche una fontana, da collocare al centro nella piazza, che
sarà posta solo nel 1998. A fianco è stata inoltre posto un
gruppo marmoreo, opera di Elia Ajolfi, scultore che aveva
già collaborato con l’importante architetto: lo scorso anno
i giornali si sono occupati della villa di via Diaz, progettata dal Bergonzo e già sottoposta a vincolo, che sembra
destinata alla demolizione. Nel giardino si trova una statua
originale di Ajolfi, simile a quella realizzata poi per Piazza
della Libertà.
Il Palazzo delle Poste
A seguito del piano realizzato dall’arch. Marcello Piacentini per il nuovo disegno del centro di Bergamo, nel 1931
venne inaugurato il Palazzo delle Poste, progettato da Angelo Mazzoni. Al suo interno sono collocati due grandi pitture di Mario Sironi: L’agricoltura o Il lavoro dei campi e
L’architettura o Il lavoro in città. Interessante è l’odissea di
questi quadri che, strappati e trasferiti d’imperio nel 1972
al Ministero delle Poste a Roma, solo dopo ventisette anni
sono stati ricollocati nella loro sede naturale, dopo un meticoloso lavoro di restauro. [segue]
Incontri sportivi
Minetti
The perfect machine
Annalisa
&
A
Cosa significa per te sport?
Sport non è solo sport… Lo sport mi aiuta a stare meglio,
per me vuol dire autonomia e quindi libertà…
Quando hai iniziato a correre?
L’anno scorso… sono sempre stata molto sportiva: da
sempre faccio palestra e sono sicuramente geneticamente
predisposta, ma l’anno scorso ho avuto questa possibilità.
Come una meravigliosa favola: mi dà carica, gioia…
Quanto ti alleni?
Tutti i giorni un paio di ore: dalla musica alla famiglia ormai tutto ruota intorno alla corsa.
Scusa la scontatissima banalità… ma canti mentre ti alleni?
Canticchio mentre mi scaldo, mai durante la gara o duRaffaella ravasi
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di Raffaella Ravasi Photo Roberto Rocchi & Matteo Mottari
nnalisa Minetti non ha bisogno di molte presentazioni: tutti sappiamo quanto sia bella e che di
mestiere fa la cantante. Ma forse non tutti sappiamo che Annalisa non è solo il suo fisico statuario e la sua
voce, ma uno degli atleti che parteciperà alle Paralimpiadi
di Londra 2012 in quanto primatista italiana nella categoria T11 nei 1500 metri.
Risponde al telefono mentre è a Milano e sta mangiando
un pezzo di cioccolato prima di preparare i bagagli per
partire per Roma: malgrado i mille impegni, Annalisa simpatica e disponibile, chiacchiera e ride parlando di sport.
Annalisa
Minetti
rante gli allenamenti in fase di preparazione.
Hai cambiato anche alimentazione?
Come senti no! Sto finendo il mio pezzo di cioccolato… (e ride ndr), mangio come prima e non mangio
quello che non ho mai mangiato tipo i fritti.
Ho letto che tuo figlio Fabio ti segue spesso e ti dà
il via quando ti alleni?
Si, d’estate lo porto sempre con me e Fabietto che
ha quattro anni mi dà il via: “4-3-2-1-go!”e inizio l’allenamento!
Più canto o più sport?
Il canto è insito in me, una parte di me che non ha
bisogno di tante cure come la corsa, ma che mi regala sensazioni uniche: quando a fine gara affaticata
corro gli ultimi 300 metri sento l’incitamento del
pubblico, l’emozione è tanta come quando durante un mio concerto il pubblico canta con me. “Vai
Annalisa, non mollare…” e io so che non mollerò.
Sai, ho fatto ottimi tempi, grandi risultati in soli due
anni e mi confronto con atlete che hanno una decina
di anni in meno di me… quando arrivo al traguardo
sono veramente senza fiato, ma l’emozione è davvero grande.
Londra 2012, cosa ti aspetti?
070
Da gennaio c’è il vero giro di boa… cosa mi aspetto?
Per me rappresenta la realizzazione di un sogno che
non è solo mio… sono molto credente e sono cresciuta con la ferma convinzione che ogni sofferenza che dobbiamo affrontare, ci porterà a crescere.
Anche per conquistare i tempi che ho raggiunto in
soli due anni c’è voluto sacrificio e sofferenza… Mi
vedo lì, magari seduta ad una cattedra per raccontare ai ragazzi questa mia esperienza, per aiutarli a
credere che le sfide sono da affrontare, che i sogni
anche quelli che possono sembrare i più irrealizzabili, invece possono esserlo: alzarsi la mattina con un
sogno da realizzare e lottare per realizzarlo… questo
è sempre stato il mio motto.
Grazie Annalisa e in bocca al lupo!
Annalisa Minetti & lo Sport
2 Aprile 2010 28 Settembre 2010
03 Ottobre 2010
16 Ottobre 2010
22 Gennaio 2011
12 Marzo 2011
13 Marzo 2011
23 Marzo 2011
03 Aprile 2011
10 Aprile 2011
16-17-18 Maggio 2011
21-22 Maggio 2011
3 Luglio 2011
18 Settembre 2011
18 Settembre 2011
25 Settembre 2011
Montecatini - Duathlon
Cava dei Tirreni
Velletri - 1500m - Fissato Record Italiano 5’16’’54
Velletri - 800m - Fissato Record Italiano 2’32’’90
Ancona - Qualificazioni Mondiali Indoor - Conferma Record Italiano 2’32’’90
Ancona - Campionati Italiani Indoor - 400m 1° Classificata e Record Italiano 66’’10
Ancona - Campionati Italiani Indoor - 800m 1° Classificata Record Italiano 2’32’’ netto
Milano - Manifestazione per Doppia Difesa in Spinning
Montecatini - Duathlon 3’ Assoluta
Numana (Ancona) - 10 Km Corsa “Testimonial”
Aix Les Bains (Lione) Francia – Meeting Atleti Internazionali Record Miglior Prestazione
Mondiale 2010/2011 con gli 800 metri in 2m24s76c
Forum di Assago - Campionati Italiani - 400 metri in 62” - 800 metri in 2’26”
Campionati Italiani di Padova - 800 metri
Meeting Notturno Internazionale dell’Arena Civile di Milano
Notturna di Milano 1500m in 5.00.27 Miglior Prestazione Mondiale
Cava dei Tirreni Podistica di San Lorenzo
www.annalisaminetti.com
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proprietaria di un’agenzia che organizza eventi e matrimoni
La nuova opera di videoarte di Alberto Nacci The Perfect Machine presentata a dicembre al Centro Sportivo
dell’Università degli Studi di Bergamo realizzata in quattro
mesi di riprese all’interno del CUS di Dalmine, ha visto
la straordinaria partecipazione degli atleti paralimpici Annalisa Minetti primatista italiana nella categoria T11 nei
1500 metri, Mario Esposito tiro con l’arco alla sua quinta
Paralimpiade, Lorenzo Schieda tiro con l’arco e i giocatori
di basket in carrozzina della squadra SBS di Bergamo Rudi
Cadei e Stefano Villa. In 6 minuti e mezzo il regista racconta “il viaggio nello straordinario dispositivo della vita
umana e nelle sue infinite risorse. Nacci cattura gli attimi
che compongono il movimento e trasfigura la narrazione
delle eccezionali storie che vi si raccontano con scelte sonore e luministiche di efficace
forza evocativa”, come spiegato dalla critica d’arte Stefania
Burnelli. Il corto è visibile sul
sito del regista www.albertonacci.it : arte, sport e informazione sono un altro “buco”
nel muro dei luoghi comuni o
inquadrando questo QR:
La bellezza del corpo umano va oltre ogni banalità:
le risorse del corpo umano e la forza della mente, possono
superare ogni difficoltà.
The Perfect Machine è dedicato a tutti coloro che hanno
ritrovato il sorriso grazie allo sport.
Lo sport aiuta anche a pensare.
072
Stefania Burnelli
critica d’arte
Oroscopo
Nel suo nuovo album, Non si vive in
silenzio, Luisa Corna canta un
pezzo sulla melodia del nostro
Joseph Procino. Per ascoltare in
demo Credi che…,
inquadrate questo QR:
ARIETE 21 marzo | 20 aprile
BILANCIA 23 settembre | 23 ottobre
AMORE: venere in acquario vi dona il fascino necessario alla conquista. Ottimo il magnetismo sino al 15. Le coppie vivranno malcontenti e possibili discussioni con la dissonanza
di Mercurio. Miglioramenti previsti dal 22.
Lavoro: le comunicazioni che attendevate arriveranno. Nuovi progetti e per taluni impieghi, si profileranno dalla terza settimana del mese. Ottimo Febbraio per chiarire situazioni in sospeso con superiori.
Amore: Saturno nel segno porta i nati nella terza decade a far chiarezza su situazioni
affettive incerte. Venere in acquario, nella prima parte del mese, vi aiuterà a ritrovare
l’equilibrio e individuare dei punti fermi da tenere ben presente nella coppia.
Lavoro: È un periodo calmo. Non ci sono grandi trasformazioni all’orizzonte, quantomeno nel mese. Attendete con serenità la Primavera e soprattutto l’estate per cambiare
rotta!
TORO 21 aprile | 20 maggio
SCORPIONE 24 ottobre | 21 novembre
Amore: Giove splende e irradia il cuore proponendo a single una nuova apertura. Un
incontro, se non ancora profilatosi, lo vivrete nella settimana centrale. Il trigono benefico
Marte-Giove-Plutone proteggerà le coppie instabili portando novità e realizzazioni.
Lavoro: Un periodo brillante con Mercurio in Acquario che stimolerà l’iniziativa e vi condurrà a chiarimenti professionali vincenti. Attenzione a non perdere la pazienza. Cercate
la via dell’autocontrollo.
Amore: Che bel mese! Anche se il sole quadra il segno, Venere vi bacia e vi regala l’incontro ideale, quello dei sogni. Le coppie barcolleranno dal 12 quando Mercurio in dissonanza vi farà perdere la pazienza!
Lavoro: Nulla di nuovo all’orizzonte. Alcune situazioni professionali sono maturate ed
evolute. Certo, non a vostro favore o quantomeno come attendavate. Aspettate la fine del
mese per ricevere una gradita sorpresa, comunicazione, novità.
GEMELLI 21 maggio | 21 giugno
SAGITTARIO 22 novembre | 21 dicembre
Amore: Saturno vi protegge. Molti single, non sentono la necessità di un partner, ma per
scaricare i malcontenti accettate il flirt che Venere vi regalerà dal 12. Per molte coppie, le
stelle consigliano relax e ricerca dell’intimità.
Lavoro: Lo stimolo di Giove ha già condotto molti a modifiche professionali, seppur di
leggero conto. Attendete il semestre successivo per veder confermato un contratto, un
progetto che vi frutterà un bel po’ di quattrini.
Amore: un Febbraio magico. Le stelle vi sorridono conducendovi a nuovi emozionanti incontri, e a un’espansione delle amicizie. Siate ben disposti ed evitati dispotismi di
qualsivoglia natura. Mercurio è pestifero e le stella mi annunciano un litigio che ferirà
l’orgoglio.
Lavoro: Un momento di arresto. I pianeti vi obbligano a scegliere. Dovrete decidere se
proseguire sulla vostra strada o accettare un incarico che potrebbe creare del malcontento,
ma fruttare di più. Meditate.
CANCRO 22 giugno | 22 luglio
CAPRICORNO 22 dicembre | 20 gennaio
Amore: Marte in Vergine vi sostiene con decisione, per sviscerare tensioni nella coppia.
Saturno, ancora in quadratura per la terza decade, vi esorterà a una riflessione profonda
su eventuali trasferimenti. I single godranno il vivace passaggio di Venere in Pesci. Attenzione a non “abboccare –facilmente- all’amo della seduzione”.
Lavoro: Ottime novità le vivrete alla fine di Febbraio. Siate cauti nel prendere una decisione che potrebbe costarvi molto. Attendente la Primavera per guardarvi altrove.
Amore: Un Febbraio sconvolgente. Marte-Giove-Plutone garantiscono una lenta, graduale trasformazione del vostro Io, conducendovi ad una nuova visione del mondo e permettendovi di affiancare il vostro cuore a persone completamente differenti.
Lavoro: Mercurio vi porterà a viaggiare. Nel vostro piccolo, vi muoverete. Nuovi contatti,
telefonate e comunicazioni attese dalla metà del mese. Favorite le professioni legate alla
scrittura e all’informazione.
LEONE 23 luglio | 22 agosto
AQUARIO 21 gennaio | 19 febbraio
Amore: Giove rende il mare delle vostre emozioni molto agitato. Siate consapevoli che
tutto passa, tranne quelle parole dette di troppo che faranno incrinare il rapporto dal 12
in poi. Mercurio non perdona. Siate più riflessivi.
Lavoro: Un “incipit” inviato direttamente da Urano, signore delle circostanze e dell’azione, ha condotto i nati nella prima decade, all’avvio imprenditoriale; La libera professione
è proprio in linea con il vostro carattere deciso, ma sensibile. E visto come andranno le
cose a Febbraio, non ve ne pentirete.
Amore: Che bel periodo! Venere, nella prima parte di Febbraio, sarà nel vostro segno
a garanzia di charme e incontri piccanti. Saturno, stabilizzerà le coppie tormentate e
permetterà ai single di osare senza scrupoli. Giove in una posizione scomoda al Sole, vi
esorterà ad affrontare situazioni che vi vedranno vincenti.
Lavoro: Ottimo Mercurio dal 12 in poi per firme contrattuali.
VERGINE 23 agosto | 22 settembre
PESCI 20 febbraio | 20 marzo
Amore: Marte regna sovrano. Azione, iniziativa, forza di volontà e soprattutto leadership
nella coppia sono il giusto mix d’ingredienti per un Febbraio che non lascia spazio al tempo libero. Le coppie dovranno trovare un accordo: molte saranno le incomprensioni che
affronterete a Febbraio. Per i single, un incontro decisivo riporterà l’amore nella vostra
vita. State in campana!
Lavoro: Venere in Pesci fa presagire piccole entrate a sorpresa. Forse un extra, un incentivo economico o quel premio che da tempo attendavate.
Amore: Venere nel segno è garanzia di magnetismo e fascino. I single avranno un incontro
da far girare la testa. La coppia vivrà momenti di attrazione e intesa. Bene i viaggi e le
evasioni dalla routine. Ottime le possibilità di realizzare sogni nel cassetto dal 22.
Lavoro: Saturno imbastisce sin da ora, l’opera di trasformazione che vi vedrà protagonisti
da fine anno. Febbraio segnerà la svolta per un progetto. Ottimo mese per i commercianti.
Joseph procino
Laureato in scienze della comunicazione, e specializzando in editoria multimediale presso l’Università di Bergamo,
studia astrologia dal Prof. Umberto Pirotta di Milano, partecipando a vari seminari su come predire avvenimenti
nella vita del singolo in relazione al transito dei pianeti. Per informazioni: [email protected] - 346 0062854
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di Joseph Procino
Creative Up
Realizzare
un cuore
di Paola Cervi Photo credits Paola Cervi
Occorrente:
2 quadrati di cm 30 x 30 di tessuto - potete anche riciclare qualche avanzo di stoffa - spilli - matita - forbici
- ovatta per imbottiture - pistola per colla a caldo - nastro per •occhi - macchina per cucire
Esecuzione:
con una fotocopiatrice, potete ingrandire o ridurre a
piacere il disegno allegato, io ho ottenuto un cuore di
cm 22 x 21. Ritagliatelo.
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
Sovrapponete i due quadrati di tessuto diritto
contro diritto tenendoli uniti con alcuni spilli,
posizionate al centro del vostro quadrato il cuore ritagliato, avendo cura di lasciare tutt’attorno
un bordo di almeno 1 cm di tessuto,
con la matita, disegnate il contorno,
con la macchina da cucire, iniziate la cucitura
seguendo la vostra linea a matita partendo a circa 2 cm, dall’incavo del cuore e •nendo sempre
a 2 cm dall’incavo, •ssate il •lo,
ora potete tagliare il tessuto in eccesso, lasciando sempre 1 cm. oltre la cucitura,
rivoltate il cuore dal lato dritto del tessuto,
dall’apertura nell’incavo, inserite l’ovatta, avendo cura di dare forma al cuore imbottendo a
piacere,
dopo aver imbottito, cucire a mano l’apertura,
(le meno esperte, possono usare la colla a caldo),
per abbellire il nostro cuore, possiamo incollare,
sempre con la colla a caldo, un nastro per appenderlo ed un •occo.
074
Paola cervi
e-mail: [email protected]
Con l’avvicinarsi di S.Valentino, può essere
un’idea regalo per chi vi sta a cuore, o per
abbellire la casa appendendoli sulle maniglie delle porte o sulle chiavi dei mobili, se
ne possono fare anche di più piccoli, per
decorare il portachiavi. Spazio alla vostra
fantasia!
Casting
Sarà il tuo sedere
a far girare la testa degli Italiani?
di Maryline JM-W
hi non ricorda i manifesti dei fondoschiena più
famosi del mondo della corsetteria? Nati con le
forme di Rosa Fumetto, la capo soubrette del
Crazy Horse, furono questi spot pubblicitari degli anni
novanta a dare notorietà al marchio di biancheria intima
“Roberta” e a portare fortuna a Michelle Hunziker, che
ha cominciato proprio da qui!
C
La Vip International, già a suo tempo agenzia d’appoggio della griffe - che ha portato famose fotomodelle
(quali Rosangela Bessi - miss Italia 1990) a rappresentare
il mondo della lingerie Bergamasca - sta selezionando i
più bei sederi del Bel Paese per un nuovo spot pubblicitario.
Per fissare un appuntamento,
chiamate la nostra redazione
allo 035 236661.
Tra i fondoschiena che hanno colpito la Vip International, si segnala quello di Jenny Tonetti, modella per un
giorno di BergamoUp di luglio-agosto scorso.
Insomma, sedere da seguire... presto su queste pagine!
Tecnologia
di Emanuele Lorenzo Cavassa
Grafene
ei volte più elastico dell’acciaio, cinquanta volte
più resistente. Conducibilità termica elevata, bassa
densità.
Segnatevi questo nome, perché è il materiale del secolo
in corso: Grafene. Direttamente dai miracoli delle nanotecnologie, le promesse di questa rivoluzionaria struttura
esagonale monoatomica sono enormi.
Informatica, sicurezza, energia, ambiente: le principali attività in cui siamo coinvolti potranno essere rivoluzionate
da questa tecnologia. Nata nel 2004 dagli studi di Andre
Geim e Konstantin Novoselov dell’Università di Manchester, è valso loro un Premio Nobel per la Fisica nel
2010. Composto da carbonio - guarda caso l’atomo su cui
si basa la vita sul pianeta Terra ed il più diffuso nell’universo - il Grafene punta ad essere IL materiale.
S
Con il Grafene sono stati potenziati sensori per rilevare
esplosivi, grazie ad una schiuma ottenuta da fogli continui
di questo materiale dei miracoli, rendendo i normali sensori sensibili fino a dieci volte rispetto ai gas comunemente rilasciati dalle bombe.
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Processori al Grafene sono in fase di sperimentazione. Un
team di ricercatori dell’università dell’UCLA ha realizzato dei chip da 100 Ghz, con velocità di punta fino a 300
Ghz. Anche il colosso IBM lavora in questo settore per
la creazione di nuovi avveniristici e super veloci unità di
elaborazione per computer.
Chip con questa efficienza non solo possono essere veloci,
Emanuele lorenzo cavassa,
blogger e techmriter, si occupa
di tecnologia e new media dal 2001.
cura il sito www.ilfetutorial.org
ma possono andare alle velocità attuali (1-3 Ghz) con un
centesimo dei consumi.
L’efficienza energetica non sarà solo indiretta grazie ai
consumi minori del Grafene; infatti, molecole di Grafene “stropicciate” sono state utilizzate per stoccare in maniera sperimentale l’idrogeno, il combustibile del futuro.
Oltre al problema dello stoccaggio, uno degli svantaggi
dell’idrogeno è l’alta energia richiesta per il rilascio nel
momento del bisogno: problema risolto grazie al modo in
cui le molecole di Grafene e quelle del gas si uniscono tra
di loro. Basta infatti applicare un movimento ondulatorio
affinché i legami tra gas e carbonio si spezzino.
E siamo appena ad inizio degli anni 2000. Il ventiduesimo
secolo è ancora tutto da percorrere. Se il Silicio è stato la
più grande rivoluzione del secolo passato, la versatilità
del Grafene ne farà la molecola di quello in corso.
Persone e personaggi
Joseph
Procino
di Paola Cervi Photo Sara Esposito, primissimo piano di Morris Moratti
H
Ho il piacere di intervistare, Joseph Procino,
oltre che un “collega” - avrete sicuramente letto la pagina dell’oroscopo di Berga-
moUp - un cantante che ha vissuto l’emozione di
partecipare alle selezioni per i Giovani Talenti del
prossimo Festival di San Remo, con la sua canzone “Folle, dolce, fragile” che trovate su Youtube o
inquadrando questo QR:
Joseph inizia a cantare all’età di 6 anni in famiglia:
“Mio padre era un appassionato di musica italiana. Mia
madre ha sempre amato la musica. Sono cresciuto attraverso le loro canzoni preferite. Mi sono esibito sul
palcoscenico per la prima volta a 8 anni, piazzandomi
al primo posto ad un concorso di canto ad Ancona,
da lì ho iniziato a studiare canto con Paolo Cernuschi,
Gabriella Mazza (jazzista di Bergamo) sino ad arrivare
all’età di 18 anni, poi ho intrapreso un percorso con
Maurizio Zappatini (vocal coach di Renga e Ligabue) e
all’età di 25 con Tiziana Varisco (vocalist per gli Stadio
e Lavezzi)”.
078
Paola cervi
e-mail: [email protected]
Joseph si considera un ragazzo normalissimo, semplice,
ama stare con gli amici, suonare, scrivere musica e viaggiare. Cantare lo rende felice, gli permette di sentirsi libero.
“Ho senz’altro molti difetti, ma cerco la strada dell’accettazione e non
del senso di colpa. Cerco di evolvermi
ogni giorno, attraverso lo studio, la
musica e il contatto con la gente”.
“L’ultimo evento a cui ho partecipato è stato il concerto
di fine anno al PalaBrescia con artisti del calibro di Enrico
Ruggeri, Marco Masini, Gatto Panceri, Paola e Chiara, I
Sohnora, Luisa Corna.
Una bella emozione che non scorderò tanto facilmente,
come del resto, non posso dimenticare la recente esperienza di “Sanremo Social”, una valida vetrina per il mio pezzo. Ho potuto confrontarmi con artisti altrettanto validi
pur comprendendo le difficoltà di una Commissione nel
079
Gli chiedo di raccontarmi un evento a cui ha partecipato
come cantante e che ricorda in modo particolare:
080
giudicare 1180 brani e sceglierne solamente 60.”
Joseph ha anche una seconda passione,
l’astrologia, ha studiato per tre anni con il
Dott.Umberto Pirotta, che ora vive a Milano, ma è stato docente per anni all’Università della Terza età di Crema.
Per saperne di più:
www.myspace.com/josephofficialsite
081
Per gli appassionati di musica leggera,
dall’inizio dell’anno Joseph ha iniziato
una serie di appuntamenti live in alcuni
locali di Brescia e Milano - con un bravissimo pianista-, riadattando cover di Bowie
e Jovi, e pezzi loro, il tutto, in chiave acustica.
In caso di... Viaggio
Giappone
Le due anime dell’armonia
di Greta Nicoletti
ivere lo spirito del Giappone significa soprattutto immergersi nella cultura della perfezione con un percorso interiore che coinvolge mente e corpo. Lasciandosi trasportare dal fascino zen. Una meta perfetta da vivere quando
si ha parecchio tempo a disposizione. Il viaggio richiede tempi lunghi e anche a livello emotivo ci vuole tempo per
metabolizzare la quantità di flussi energetici che si percepiscono in questa terra.
V
Posto sotto il segno della Bilancia, il Giappone è
un arcipelago composto da 4 isole divise in 8 regioni indipendenti. A Nord, l’isola di Hokkaido
con capitale Sapporo, regno di natura e foreste;
è la zona meno modernizzata del Paese, ideale
per una vacanza relax. A Sud, l’isola di Kyushu
offre scenari splendidi, meta prediletta da chi ama
deliziarsi con piatti di pesce particolari. La parte
centrale (Honshu) è dominata dalla capitale, Tokyo, specchio della iper-modernità che cozza con le
tradizioni; c’è spazio per gli acquisti tax-free o per
assistere all’antica arte del kabuki. Più a ovest il
triangolo del Kensai, con le antiche capitali Nara
e Kyoto, sfoggia templi, castelli e tesori artistici.
Per chi ama le stoffe, Takamatsu, nell’isola di Shikoku, regala la tintura tsutsugaki.
082
Alla velocità della luce
Il turista straniero si trova in un contesto dove tutto è pulito e funziona perfettamente, i furti sono
rari anche in metropoli futuriste come Tokyo. Lo
Giornalista, appassionata da sempre di vita e di viaggi.
“Scrivere di viaggi e viaggiare scrivendo. Due passioni che nascono insieme e che si arricchiscono nel momento in cui si
riescono a condividere le esperienze con altri appassionati di meravigliosi mondi che aspettano di essere scoperti”.
Località da non perdere
La scalata del Monte Fuji, la cima più alta del Paese, meta
mistica da sfidare nelle prime ore dal mattino; da luglio ad
agosto quando la montagna non è innevata e i rifugi aperti.
Un bagno termale in una calda sorgente (onsen); una delle
più famose è a Kusatsu Onsen, a 150 km da Tokyo. Visita
ai templi di Kyoto, antica capitale e centro culturale; lo
spettacolare Kinkaku-ji (Padiglione Dorato) ricoperto di
lamine d’oro riflesse nel lago. Le passeggiate tra i ciliegi
del cammino del Filosofo e nel Palazzo Imperiale; tappa al
Museo della Bomba Atomica di Hiroshima. Se affascina il
mondo dei Ninja, esiste il Museo a Osaka celebrativo del
periodo feudale!
Gion, quartiere storico di Kyoto, è il distretto delle geishe
più esclusivo, il miglior posto per vedere spettacoli e intrattenimenti della misteriosa figura che ha dovuto superare cinque difficili anni di allenamenti per ricoprire tale
ruolo. Vivono in case da tè in legno immerse in viuzze
inerpicate; per incontrare ed essere serviti da una geisha
è consigliabile prenotare un pacchetto presso un’agenzia.
Passeggiando lungo Hanamikoji Street in prima serata è
possibile vederle e scattare foto con il tradizionale kimono.
L’estetica del sapore
La tavola giapponese appartiene a un universo estetico fatto di geometrie variabili, rituali e ingredienti selezionati
che esaltano il simbolismo.”Mangiare con gli occhi” per
soddisfare palato e vista. Alimento base il riso di cui non
si spreca nulla; si distilla il sake, la bevanda nazionale, con
le foglie si realizzano oggetti di uso quotidiano, le spighe
diventano paglia per i tatami e i tetti, da vari residui si ricava carta. Il pesce si sposa tutto, crudo e raffinato diventa
sushi o sashimi accompagnato da salsa di soia o wasabi
(rafano verde). Diffuso anche il consumo di carne, pollo,
carne bovina e di maiale in frittura (tempura) o in agrodolce.
I tradizionali cakes Wagashi si possono definire autentici
preziosi per la loro rara bellezza e i sapori creativi. Sono
083
Shinkansen super-express (treno pallottola - nella foto nelle pagine successive) ha una velocità di oltre 270 km/h; vi
si accede con il Japan Rail Pass e permette di girare rapidamente molte tappe consigliate. L’urbanesimo è eterogeneo e a tratti sconvolgente; le città ospitano il 76,9% della
popolazione, la sola capitale 12 milioni di abitanti. Una
giusta posizione di quartieri ingloba cultura, commercio,
industria, finanza. Ma il 23% della popolazione è considerata rurale; vive ancor oggi nel baraku, il tipico villaggio
nipponico, che conserva aspetti tradizionali legati a una
precisa organizzazione.
realizzati con semplici materie prime: farina di riso o grano, fagioli rossi di azuki, alghe gelatinose di agar-agar e
zucchero, frutti freschi e noci. Sono ipocalorici, ricchi di
fibre, proteine e vitamine, aminoacidi e sali minerali. Due
le categorie; i kanagashi (dolci morbidi) e gli higashi (dolci
secchi a lunga conservazione).
“Bere il tè per coltivare la vita” scrisse il monaco buddista
zen Eisai. All’inizio del XIII secolo intraprese un viaggio
spiegando le proprietà depurative del tè, giunto sull’isola
nella prima metà del VI secolo. Oggi la sua diffusione è
universale e incorpora la cultura giapponese, dove l’atto
di preparare e bere il tè ha acquisito senso estetico, artistico e filosofico. Si usa il tipico matcha, una polvere fine
di colore verde scuro, dal gusto forte e amaro. Elementi
essenziali di cerimonia: casa del tè, sala per il tè, stanza
di preparazione, d’attesa e sentiero che attraversa un giardino. Principali utensili: ciotola per il tè (chawan), contenitore (chaire), frullino di bambù (chasen) e mestolo di
bambù (chashaku).
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Oasi di vita
Colori vividi, fresca brezza di acqua, terra e piante, fiori o
sempreverdi; i giardini (nella foto) sono sinonimo di pace
e meditazione. L’arte ha una storia secolare tale da rappresentare l’archetipo dell’Eden; anche al centro di città
caotiche c’è spazio per ritrovare se stessi, nel panorama di
un Paese la cui superficie è coperta per il 67% da foreste.
A Tokyo si trovano il splendido Rikugien, che consiste in
88 scene tratte da poemi famosi, e uno dei più famosi della città antica, il Koishikawa Korakuen; o il parco Hama
Rikyu lungo la baia. Kyoto ospita il più bel giardino del
Giappone, il Kenrokuen che esibisce laghetti, stagni, cascate, ponti, casa del tè…
Notizie e consigli utili
passaporto valido; visto non necessario fino a un periodo di tre mesi
per scopi turistici, di studio e affari
Fuso orario:
8 ore in meno rispetto all’Italia (7 con l’ora legale)
Clima:
continentale; sull’isola meridionale di Kyushu subtropicale, sull’isola
settentrionale di Hokkaido rigido. Mai inferiore a 5°C. Stagione migliore: primavera e autunno, da marzo a giugno, o settembre
Moneta:
yen giapponese
Lingua:
giapponese
Vaccinazioni:
non richieste
Acquisti:
negozi aperti dalle 10 alle 18 anche nelle festività; grandi magazzini
sei giorni su sette
Mance:
non sono mai attese
Trasporti:
ferrovie sviluppate per 26mila km con treni veloci; Honshu è l’isola
meglio servita, traghetti e tunnel sottomarini assicurano il collegamento nell’intero arcipelago. Giganteschi scali marittimi
Elettricità:
munirsi di trasformatore e adattatore per la presa corrente, gli elettrodomestici hanno la spina diversa da quella italiana
Togliersi le scarpe: prima di entrare in ristoranti, alberghi, scuole, camerini dei negozi
è consuetudine obbligatoria; sono spesso a disposizione ciabatte di
plastica
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Documenti:
Top Speed
di Stefano D’Aste Photo Matteo Mottari
a test di vetture a test di moto, scooter, quad passando per barche, jet sky e magari aerei o elicotteri, potrebbe
sembrare il programma del magazine di un pazzo, invece sono solo alcuni argomenti che andremo a trattare in
queste pagine; parleremo di Motorsport (a cui molti Bergamaschi sono legati), parleremo delle loro esperienze e
risultati, di quello che capita dietro le quinte delle corse svelando curiosità e aneddoti a volte simpatici quasi ridicoli
ma a volte sconvolgenti; la vita di un pilota che spesso può sembrare semplice e senza problemi ma che poi raramente
è così. Alcune semplici pagine sulla tecnica di base applicata ai veicoli o alla guida, consigli su come affrontare le 4
stagioni con la propria auto stradale, spesso smentendo i luoghi comuni che non fanno altro che complicare le cose.
E per concludere non poteva mancare l’argomento a richiesta, se avete dubbi che volete chiarire, inviatemi un’e-mail
a [email protected]; farò il possibile per risolvere i Vs dubbi.
D
Abitacolo:
Definirei netto e di categoria il salto di qualità dell’interno, sia dal punto di vista del design che dei materiali utilizzati. Bello e ben visibile, lo schermo al centro
della plancia che insieme al “pomellone” di comando
funzioni, ricordano un po’ quelli utilizzati in alcuni
modelli Bmw.
La strumentazione è ben visibile,tutto l’occorrente è
facile da raggiungere da un colpo d’occhi.
La posizione di guida è più rilassata, bassa e il sedile
guadagna la regolazione dell’altezza, rispetto alla versione precedente.
Posteriormente spazio non ne manca e risulta sufficiente anche per i più alti; il bagagliaio è capiente, con
un volume prossimo ai 360 litri.
Mercedes
Nuova Classe B
Lei è una Me
le altre no.
Su strada:
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Comoda e maneggevole, copia bene le asperità del
terreno pur non essendo eccessivamente morbida e al
volante sembra di guidare una vettura meno ingombrante. Ottima la stabilità alle alte velocità, mentre se
impegnata al limite a velocità medio basse, lo sterzo
perde un po’ di precisione senza però risultare pericoloso o difficile da gestire; le reazioni sono sempre molto
sincere e assolutamente ben coadiuvate dai controlli
elettronici. Molto contenuti sia i rumori aerodinamici
che qualsiasi altro rumore determinato dal movimento.
Stefano D’Aste pilota automobilistico Casco d’Oro 2007 “Italia che Vince” - vincitore nel 2007 del campionato del
Mondo Turismo FIA Yokohama independent’s Trophy, nonché nel 1994 5th al Campionato Italiano 125 cc su Cagiva
(Vinto da Valentino Rossi) - 1998 5th Campionato Italiano 250 su Aprilia 4th Classe A7 Rally di Monza su Clio A7 - 2003
2nd Campiontao Europeo Clio 3.0 V6 1° classificato Rally di Monza (Toyota Corolla) - 2004 4° Campionato Europeo
Turismo Ind (BMW 320i) - 2005 3° Campionato del Mondo Turismo I(BMW 320i) - 2006 3° Campionato del Mondo Turismo I
(BMW 320i) - 2007 Campione del Mondo Turismo I (BMW 320si) - 2008 3° Campionato del Mondo Turismo I (BMW 320si) - 2009
4° Campionao del Mondo Turismo I (BMW 320si)
Telaio e Frenata:
Il telaio è stato completamente rivisto applicando nuove
tecnologie di sicurezza: è decisamente più lungo, mentre il
passo della vettura è stato ridotto. La frenata è davvero ottima e gli spazi sono migliorati; è quasi sovradimensionata se si pensa alle prestazioni della vettura. Ottimo anche
l’abs che interviene solo nei casi limite a testimonianza
dell’ottimo grip meccanico della vettura.
Controlli elettronici:
Oltre ai più comuni controlli di trazione,stabilità e frenata, Mercedes introduce sulla classe B, per la prima volta di
serie, il Collision Prevention Assist, un sistema che grazie
all’utilizzo di un radar montato anteriormente è in grado
di percepire la distanza dalla vettura antistante e in grado
di avvisare tempestivamente il guidatore riducendo i rischi
di tamponamento.
087
ercedes,
088
MOTORE PRESTAZIONI CONSUMI:
Motore
4 cilindri 1.796 – Euro 5
Alimentazione
Gasolio
Cambio
Manuale 6 rapporti
Trazione
Anteriore
Potenza motore
109cv a 4600 rpm
Coppia motore
Nm
Domande a
4 Romain
Grosjean
Da cosa nasce la tua passione?
La mia passione nasce da mio padre. Ancora oggi a volte corre
nel campionato Svizzero e lavora per un team di Rally come
avvocato. Quando ero molto piccolo mi portò in una pista di
kart e io mi innamorai subito dei motori. Inizialmente le mie
ambizioni erano di diventare uno sciatore professionista dato
che mio nonno fu Vice campione del mondo di sci ad Aspen
nel 1950, così sciai fino all’età di 11 anni.
Il rischio più grosso in pista e fuori?
In pista penso il sorpasso che ho fatto in Gp2 nel 2009 a Monaco durante gara2. Mi sono sentito decollare come se la mia
vettura si fosse trasformata in un aereo, l’impatto è stato violento ma nessuna conseguenza. Fuori dalla pista dovrebbe essere quando con il mio migliore amico Mathias scendevamo
per le piste rosse o nere con il Bob!! Perdevamo 2 o 3 Bob ogni
inverno…
Il ricordo più bello?
Questo è una domanda davvero difficile perché sto vivendo
la mia passione e quindi ci sono così tanti bei momenti da
ricordare. Come posso sceglierne uno in particolare? Ricordo
tutti i miei titoli, ma la mia prima gara in Formula 1 a Valencia
nel 2009 probabilmente è la più bella. Sono sicuro che il mio
ritorno in Formula1 quest’anno a Melbourne sarà un gran risultato.
La macchina da corsa a cui sei rimasto più affezionato e perché?
Bene, penso che sia definitivamente la F1. É il pinnacolo di
quello che si può raggiungere con una vettura da corsa. Le
emozioni che trasmette sono fantastiche! Sono talmente fantastiche che non vorresti finisse mai: non sto più nella pelle
mentre aspetto di risalirci a Jerez per i test!
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Photo Danilo Moroni
avvenimento
Il senso dell’acqua
di Raffaella Ravasi - Photo Matteo Mottari
ercoledì 11 gennaio
è stato presentato il
romanzo “Il senso
dell’acqua” di Cristina Fabbrini al Caffè Letterario di
Bergamo. L’autrice ex cronista bergamasca, 42 anni è stata presentata dal giornalista
Andrea Benigni e dal marito
Marco Serravalle.
“Il senso dell’acqua” è l’opera prima della Fabbrini: un
romanzo
autobiografico
ambientato nei Balcani dove
presente e passato si intrecciano. Due sono, infatti, i piani
di lettura della narrazione dove si alterna la vita presente e passata dell’autrice: oggi e 200 anni fa. Il romanzo è
nato dall’esigenza di dar forma ad appunti sparsi che hanno accompagnato negli ultimi sette anni la vita di Cristina
Fabbrini. Perché proprio “Il senso dell’acqua”? “Perché
l’acqua ricorre spesso nei miei sogni” ha spiegato l’autrice.
Il romanzo come sottolineato nella presentazione dal giornalista Andrea Benigni “potrebbe essere un ottimo spunto
per un film”.
“Il senso dell’acqua” edizione Emil, in libreria da fine novembre.
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Cigar Club
Amico della Pediatria
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di Stefania Barcella - Photo Maura Lorenzi
affè Bergamo, 14 dicembre 2011. Una serata dedicata allo scambio degli auguri natalizi del Cigar Club, ma anche e
soprattutto l’occasione per devolvere sponsorizzazioni e introiti all’associazione benefica Amici della Pediatria.
L’evento ha avuto un coinvolgimento e un numero di partecipanti fuori da ogni più rosea aspettativa: circa 60 persone
sono state accompagnate dal menù proposto dallo Chef del Caffè Bergamo e dai vini delle Cantine Trapanesi, la Vodafone
main partner della serata. Il momento clou è stato l’accensione del sigaro Juan Lopez Selecciòn n. 2, uno dei Robustos più
apprezzati del panorama cubano, abbinato con un Bas Armagnac Dartigalongue ’95.
Il Cigar Club Bergamo in circa due anni è diventato uno dei club più attivi non solo del panorama associazionistico bergamasco, ma unanimemente riconosciuto come uno dei Cigar Club più fervidi di iniziative e ricco di presenze da tutto il
nord Italia, con numeri impressionanti per un club di appassionati del fumo lento. Il 2012 si preannuncia ricco di novità e
cambiamenti che porteranno ancora più lustro. Per contatti: [email protected]
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event
Caffè del Borgo
Inaugurazione
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di Stefania Barcella - Photo Matteo Mottari
icco buffet, molti amici e ottimo dj set per l’inaugurazione di Caffè del Borgo lo scorso 13 gennaio in piazza monsignor Chiodi a Verdello. Un lungo aperitivo che si è protratto con un gran via vai di gente fino all’una. Musica lounge
e chill out per riscaldare l’ambiente, funky house-jazz e commerciale durante la serata.
I titolari Francesco della Zuana e Sara Gariani vi aspettano tutte le mattine per deliziose colazioni con le loro immancabili
brioches, torte e buonissime sfogliatine. A pranzo la scelta è tra la tavola fredda o il menù del giorno a prezzo fisso. L’appuntamento è poi per l’aperitivo serale, ogni venerdì con dj set. Chiuso il lunedì pomeriggio.
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IL MENSILE DI ECONOMIA, ARTE, COSTUME E SOCIETÀ MADE IN BERGAMO
ANNO QUATTRO NUMERO VENTICINQUE | FEBBRAIO DUEMILADODICI | EURO TRE
What else?
In copertina
Giuseppe Fornoni (Il Lazzaro)
001
pagina | 18
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