Mario Cotellessa
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO ASL1 Imperiese
“La Continuità assistenziale vista dall’Ospedale”
Convegno Regionale SIP Liguria, Genova 13 Marzo 2010
Continuità assistenziale
"Quel complesso di interventi che, senza mai andare
incontro ad interruzioni di flusso e quindi
di omissioni o, viceversa, a ridondanze di cure,
realizza un percorso assistenziale articolato in più
servizi e in più figure, in risposta ai bisogni
di salute del bambino"
Clemente A. La continuità dell'assistenza al bambino. Riv.Ital.Pediatr. 2001; 27; 584-585
Esempi di continuità assistenziale
A) con passaggio diretto di responsabilità da una figura
professionale ad un’altra:
- dalla gravidanza alla nascita (dall’ostetrico al
neonatologo)
- dalla nascita all’arrivo a casa (dal neonatologo al
pediatra curante)
- dal pediatra al medico di medicina generale
B) Comunicazione ciclica o bidirezionale
- dalla vita in comunità alla vita casalinga (dal pediatra di
comunità o dal medico scolastico al pediatra
curante)
- dal pediatra del consultorio al pediatra curante
- dallo specialista al pediatra curante
- dall’ospedale al pediatra curante
- dal medico della guardia medica al pediatra curante
Il contesto di riferimento per il bambino
e la sua famiglia:
•
•
•
•
•
punto nascita/ospedale
consultorio
pediatra di famiglia
spesso pediatra “privato”
medicina scolastica (per i bambini più grandi)
Il contesto di riferimento per il bambino
e la sua famiglia:
il modello organizzativo
il D.P.R 128/1969 introduce la possibilità di
realizzare “strutture organizzative a tipo
dipartimentale fra le divisioni, sezioni e servizi
affini e complementari al fine della loro migliore
efficienza operativa dell’economia di gestione e
del progresso tecnico e scientifico”
Il contesto di riferimento
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
sistema organizzativo ultracomplesso;
costante evoluzione delle tecnologie e delle
conoscenze scientifiche,
prevale la specializzazione dei servizi;
viene meno l’integrazione fra le strutture;
cambiamento delle dinamiche della domanda e del
comportamento degli utenti.
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Strutture
Complesse
Strutture Semplici
Dipartimentali
Patologia Ostetrica
e Medicina materno
fetale
Ostetricia e
Ginecologia IM
Area delle scienze
gineco-oncologiche
Ostetricia e
Ginecologia SR
Strutture
Semplici
Senologia
Patologia Ostetrica
e Medicina materno
fetale
Ginecologia
Psicologia
Neuropsichiatria
infantile
Psicologia età
evolutiva
Riabilitazione ed
efficacia dei
trattamenti
Psicologia della
salute mentale
Pediatria
IM-SR
Pediatria d’urgenza
Centro Pediatrico
Riabilitaz. Motoria
Neonatologia
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Il Dipartimento si coordina con altri Dipartimenti e/o Strutture
territoriali ed ospedaliere che offrono prestazioni e servizi per minori
Gli operatori del Dipartimento Donna Bambino sono pediatri, ginecologi, neuropsichiatri
infantili, fisiatri, psicologi, ostetriche, vigilatrici d'infanzia, assistenti sanitari, infermieri
professionali, terapisti della riabilitazione, logopedisti, educatori
DISTRETTI
•
Pediatri di famiglia
•
Dipartimento Cure Primarie (Assistenza Sanitaria Territoriale)
Pediatria di Comunità - Consultori pediatrici
Consultori familiari
Consultori per adolescenti
•
UO di Fisiatria e Riabilitazione
•
Dipartimento di Prevenzione
•
Dipartimento Testa Collo
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
I punti di debolezza
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
a
Aspetti organizzativi generali: problematiche
aperte
• pluralità di soggetti erogatori;
• ciascuno dei quali ha un diverso mandato,
risponde a gerarchie diverse, persegue
obiettivi propri, non condivisi, talvolta
conflittuali;
• duplicazioni di attività, livelli di qualità
non uniformi
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Aspetti culturali: rapporto e coordinamento con i
medici ed i pediatri di famiglia, con gli operatori del
territorio
b
• carattere imposto delle relazioni di
collaborazione
• reciproca sfiducia fra gli attori coinvolti
• scarsa disponibilità a mettersi in gioco
• supposta perdita di potere
• autoreferenzialità
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
i punti di forza
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
i punti di forza
Lo strumento principale di collegamento fra i vari pezzi
di ospedale e territorio è costituito dai
programmi/progetti
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Progetti
complesso di attività che assicurano unitarietà di processi
e percorsi assistenziali in ordine a problemi che richiedono
specifiche competenze di UO e /o Dipartimenti diversi
si esprime nell’interazione ospedaliera-territoriale fra le
diverse realtà cliniche del Dipartimento
(pediatri ospedalieri, pediatri del consultorio, pediatri di
famiglia, operatori sanitari etc)
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Il progetto
Punti di forza
• impegno progettuale
dei professionisti;
• disponibilità di processi
operativi;
• soluzioni non basate
sulla “volontà dei
singoli”;
• esigenza di valutare i
bisogni globali del
bambino
• con l’indispensabile
coinvolgimento e
sostegno della
famiglia
• identificazione di team
multidisciplinari
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Il sistema di offerta di servizi
Il paziente-utente è spesso costretto ad
inseguire i servizi
ed i vari specialisti
Necessità di porre il bambino al centro
del
sistema di offerta
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
L'ASL 1 Imperiese articola i servizi presenti sul territorio della provincia in tre distretti sanitari:
Distretto imperiese
Distretto sanremese
Distretto ventimigliese
Il Distretto per sua natura accorpa ed integra i servizi che in precedenza erano presenti come singole unità operative
(Anziani, Consultorio, Disabili, Medicina di Base...) cercando di orientare l'offerta di prestazioni in base ai bisogni di salute
della popolazione di riferimento. Il coordinamento e la gestione di tutti i servizi presenti nel Distretto è affidato alle Cure
Primarie, responsabile della qualità e dell'appropriatezza tecnico professionale delle prestazioni che vengono offerte al
cittadino.
All'interno di ogni Distretto è stato attivato uno Sportello Unico per il cittadino che garantisce un punto di accesso
unificato ai servizi sociosanitari, in grado di recepire il bisogno e trasmetterlo all’UVM.
L'Unità di Valutazione Multidisciplinare, che opera in ogni sede
distrettuale, elemento fondamentale della Continuità Assistenziale, è un
gruppo di lavoro composto da operatori con professionalità diverse (medici,
infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali...). Ha il compito di analizzare i
casi di pazienti con bisogni socio sanitari complessi, rispetto ai quali è
necessario rispondere con più servizi, forniti da strutture organizzative
diverse. Per ogni caso viene esaminata la situazione clinica e sociale,
vengono valutate le necessità assistenziali sociali e sanitarie. Si individua un
operatore che è responsabile di gestire il caso e viene elaborato un
progetto individuale di intervento, verificandone regolarmente l'evoluzione
e la necessità di eventuali variazioni nel progetto di cura.
“PROGETTO OBIETTIVO MATERNOINFANTILE,
Piano Sanitario Nazionale 1998-2000”
Il personale delle UO territoriali ed ospedaliere che afferiscono al
dipartimento opera in un sistema organizzativo caratterizzato dalla
massima integrazione, al fine del perseguimento di livelli assistenziali
appropriati ed uniformi…………………………………………………………………
L’organizzazione del lavoro cui deve tendere il modello dipartimentale al
fine di garantire obiettivi di efficienza ed efficacia è quella della
metodologia per progetti………………………………………………………………
L’integrazione funzionale va orientata all’utilizzo dei fattori produttivi in
funzione di progetti mirati, identificando centri di responsabilità e
contributo di ciascuna struttura operativa al progetto
Continuità assistenziale
"Quel complesso di interventi che, senza mai andare
incontro ad interruzioni di flusso e quindi
di omissioni o, viceversa, a ridondanze di cure,
realizza un percorso assistenziale articolato in più
servizi e in più figure, in risposta ai bisogni
di salute del bambino"
Clemente A. La continuità dell'assistenza al bambino. Riv.Ital.Pediatr. 2001; 27; 584-585
Continuità assistenziale
E’ finalizzata all’integrazione fra Ospedale,
Distretto, medici e pediatri di famiglia, con il
coinvolgimento della Comunità locale, per la
definizione di percorsi assistenziali che
vedano coinvolte le figure professionali e che
tengano conto dei bisogni della comunità
Deve passare per un percorso di conoscenza
fra i diversi attori abilitati a seguire il caso
Richiede necessariamente una organizzazione
centrata sul “paziente”
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO
Art.1 - DEFINIZIONE
Il Dipartimento Donna Bambino rappresenta
una aggregazione di strutture operative
finalizzata alla gestione integrata e
coordinata dell’attività assistenziale delle
Strutture Operative che compongono il
dipartimento ……..
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
REGOLAMENTO DEL DIPARTIMENTO
Art.2 – OBIETTIVI GENERALI
GLI OBIETTIVI DEL DIPARTIMENTO SONO:
• L’adeguamento dell’organizzazione alle caratteristiche e alle necessità dei processi
assistenziali assicurando la partecipazione dei professionisti ai processi
decisionali concernenti le linee di sviluppo strategico, l’organizzazione dell’attività e
la gestione delle risorse;
• Il raggiungimento, nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed equità, di una
gestione globale e personalizzata del caso clinico attraverso la definizione e
l’applicazione di linee-guida, il coordinamento e l’integrazione tra le diverse
fasi assistenziali e i diversi professionisti;
• La ricerca dell’ottimizzazione d’uso delle risorse ….
• La razionalizzazione delle risorse non può prescindere dal concetto che il paziente
è al centro del sistema e che la struttura e gli interventi diagnostici e terapeutici si
devono adattare alle sua persona;
• La promozione, il mantenimento e lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze
dei professionisti che a vario titolo e livello di responsabilità operano nell’ambito del
Dipartimento, attraverso iniziative di formazione-aggiornamento e di ricerca clinica;
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Miglioramento degli aspetti culturali attraverso il
potenziamento dei processi di FORMAZIONE
Progetto di formazione-intervento: “Le competenze
l’integrazione specialistica, organizzativa e culturale”
per
qualificare
coordinato dall’Università Bocconi
Metodologia:
•
Attori coinvolti: figure professionali e unità organizzative
•
Individuazione delle aree con forte fabbisogno di integrazione
(assegnazione/utilizzo di risorse umane e materiali, definizione di ruoli e
funzioni, etc)
•
Analisi delle interdipendenze (necessità di scambiare informazioni, di
avere un approccio comune al problema, di avere metodiche comuni, di
condividere percorsi comuni, etc)
•
Costruzione degli strumenti di integrazione definizione di strumenti
concordati di integrazione e coordinamento ( I Progetti)
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Progetti
1.
facilitare il percorso diagnostico della donna in gravidanza e
del bambino
2.
potenziare la rete ostetrica e pediatrica di emergenza
3.
4.
ridefinire l’offerta servizi ambulatoriali
prendere in carico il soggetto con handicap psico-fisico (in
collaborazione con servizi sociali e le associazioni di
volontariato)
prevenire e gestire situazioni di maltrattamento ed abuso dei
minori (Silenzio dei Passerotti) e delle donne
sviluppare percorsi clinico-assistenziali per pazienti pediatrici
e per donne con patologie croniche
5.
6.
7.
8.
sviluppare percorsi clinico-assistenziali per donne con
sospetta patologia oncologica
elaborare programmi di prevenzione ed educazione sanitaria
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
1
facilitare il percorso diagnostico della donna in
gravidanza e del bambino
Il “PERCORSO NASCITA” rappresenta un esempio di continuità
assistenziale con passaggio diretto di responsabilità da
una figura professionale ad un'altra: dalla gravidanza alla
nascita (dall’ostetrico al neonatologo), dalla nascita
all’arrivo a casa (dal neonatologo al pediatra di famigliapdf)
I soggetti coinvolti in questo percorso sono tutti gli operatori
dell’assistenza (ginecologo, ostetrica, psicologo, infermiera
pediatrica, neonatologo e pdf) sia durante la gravidanza
ed il parto che nell’immediato periodo postatale
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
1
facilitare il percorso diagnostico della donna in
gravidanza e del bambino
“PERCORSO NASCITA”
La gestione della gravidanza
Il corso di preparazione al parto
L’allattamento al seno
Dimissione ospedaliera e assistenza territoriale
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
La gestione della gravidanza
•
•
•
•
•
•
identificazione delle diverse fasi
tappe programmate di controllo della
gestazione
individuazione di un percorso di cure
pertinenti (integrazione territorioospedale)
selezione della popolazione
ostetrica a basso rischio
programma di progressiva
autonomia delle ostetriche
ambulatorio della 38°
settimana
cartella unica della gravidanza
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
Corso di
preparazione al
parto

UNIFORMAZIONE DI:
 Numero degli incontri
 Programma di ogni incontro
 Personale coinvolto nel corso
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
Corso di preparazione al parto
Incontri dal I al VIII
SEDE: Consultorio
Operatori coinvolti: ostetrica
consultoriale e (qualora sia
necessario) psicologo
Argomenti: Presentazione del corso
e del programma, accoglienza,
alimentazione, movimenti fetali,
essere genitori, esercizi di
rilassamento, problema del
dolore, il travaglio, il parto, il
secondamento, l’ambulatorio
della 38° settimana, etc
Incontri IX-X
SEDE: Ospedale
Operatori coinvolti: ostetrica
ospedaliera, pediatra
consultoriale o
ospedaliero, vigilatrice
d’infanzia
Argomenti: visita al nido,
allattamento al seno, varie
nozioni puericultura, quesiti
e risposte, etc
procedure ospedaliere di
ricovero, posizione di
travaglio e di parto, etc
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
2005
2006
2007
2008
2009
1566
1514
1576
1609
1549
Partecipazione al
Corso
Preparazione
Parto (%)
29
28
28
28
31
Gravidanze
seguite dal
Consultorio (%)
20
15
15
17
28
9
11
16
8
9
57
54
59
52
61
N° parti
Gravidanze
seguite
dall’Ospedale
(%)
Ambulatorio 38°
settimana (%)
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
media di 5 anni
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Integrazione ospedale-territorio: PERCORSO NASCITA
L’uniformità di assistenza al parto ed al neonato nei due punti nascita
(Imperia e Sanremo)
La continuità assistenziale del neonato e della puerpera (dimissione
ospedaliera e assistenza territoriale; definizione delle responsabilità e
coordinamento con i pdf)





Incontro al Nido con le future mamme (fra 34 e 36a settimana di
gestazione) presenti ostetrica, vigilatrice d’infanzia, pediatra
Durante la degenza al Nido informazioni/educazione sanitaria su vari aspetti
di assistenza al neonato
Alla dimissione (entro 48-72 h) programmazione della 1a ed unica visita di
controllo (entro la 15a giornata) e appuntamento per ecografia delle anche
Consegna del libretto sanitario da consegnare al pdf con allegata relazione
di dimissione, foglio informativo e n° telefono cellulare per “SOS
Allattamento”
Ambulatorio infermieristico per sostegno allattamento al seno
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
3
Ridefinire l’offerta dei SERVIZI AMBULATORIALI DI PEDIATRIA ED
OSTETRICIA DECENTRAMENTO DELL’ATTIVITÀ DI 1° LIVELLO NELL’AMBITO
TERRITORIALE
Razionale: principio fondamentale cooperazione intraziendale fra i
diversi operatori sanitari (medici ospedalieri, medici del
consultorio, medici di libera scelta, pediatri di famiglia,
infermiere professionali, ostetriche) etc
Obiettivo: superare l’attuale sistema assistenziale “a steccati” e
condividere percorsi assistenziali comuni, ridefinizione degli
standard di assistenza pediatrica
Progetto operativo: osservazione pediatrica ed ostetrica di I livello
trasferita in sede territoriale (ambulatorio di pediatria generale
e
ostetricia/ginecologia);
osservazione
pediatrica
ed
ostetrica/ginecologica di II livello in sede ospedaliera
(ambulatori specialistici). L’integrazione assistenziale fra
operatori consultoriali ed ospedalieri è garantita da linee guida
assistenziali e protocolli clinico-terapeutici comuni e condivisi
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
4
prendere in carico il soggetto con handicap psico-fisico (in
collaborazione con servizi sociali e le associazioni di volontariato)
Spesso nelle malattie croniche (in particolare nella disabilità) non esiste
interazione fra pediatra curante e pediatra specialista e nucleo
familiare. La famiglia deve rincorrere le necessità assistenziali e
cliniche del bambino malato, sostituendosi al pediatra
Obiettivo: unità e continuità al percorso diagnostico e riabilitativo anche
e soprattutto con una attenzione particolare: 1) alla centralità della
famiglia ("family centred care") 2) al coinvolgimento del
pediatra curante e di tutte le altre figure che ruotano attorno al
bambino ed alla famiglia (scuola, altre agenzie ...) anche con
collaborazione e progetti condivisi con associazioni di famiglie ( è
stato realizzato un percorso di "parent training")
Modello operativo: la famiglia al centro della cura, e gli operatori intorno
ad offrire un percorso condiviso (“presa in cura”) attraverso un
“Progetto riabilitativo multidisciplinare individualizzato”
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
4
prendere in carico il soggetto con handicap psico-fisico (in
collaborazione con servizi sociali e le associazioni di volontariato)
 Presa in carico dei pazienti affetti
da disabilità acuta e cronica garantito
dalle SSD Centro pediatrico di
Riabilitazione motoria e
Neuropsichiatria Infantile che operano
in regime ambulatoriale/consultoriale
 La compresenza degli operatori
nella stessa sede permette la
corretta funzionalità del percorso, che
trova negli incontri programmati
d’equipe e negli incontri di
restituzione alle famiglie i momenti
fondanti la funzionalità e l’efficacia di
tutti l’iter.
Un Pediatra Responsabile, coordinatore di
competenze diverse
 Dipartimento Donna Bambino:
Pediatra, Neuropsichiatra
infantile, Fisioterapista
Psicomotricista, Infermiere
pediatrico, Psicologo.
 Strutt. Profess. Assistenti sociali :
Assistente sociale
 Dipartimento Testa – Collo : Foniatra,
Logopedista
 ASL 2 – Savonese - Osp. S. Corona :
Fisiatra
 Pediatra di famiglia
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
4
prendere in carico il soggetto con handicap psico-fisico (in
collaborazione con servizi sociali e le associazioni di volontariato)
Attività istituzionali presenti
 Presa in carico da parte dell’equipe
del CpRM
 Valutazioni pediatriche/
neuropsichiatriche infantili/
fisiatriche
 Valutazioni trattamenti psicomotori/
fisioterapici /logopedici
 Colloqui con psicologo/ assistente
sociale
 Assistenza infermieristica domiciliare
per situazioni particolarmente
complesse
 Follow up del neonato a rischio
neurologico
Azioni con le famiglie
 Collaborazione con ANFFAS
per parent–training /
sportello Sai / gruppi
di auto mutuo aiuto
 Collaborazione presso
ANFFAS Comunicazione
Alternativa
Aumentativa
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
5
Prevenire e gestire situazioni di maltrattamento e abuso
 Psicologia
 Neuropsichiatria
infantile
 Pediatria IM-SR
 Neonatologia
 Centro Pediatrico
Riabilitaz.
Motoria
 Pediatria d’urgenza
 Ostetricia e Ginecologia
SR e IM
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
5
Prevenire e gestire situazioni di maltrattamento e abuso
Protocollo d’intesa
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
La prevenzione primaria
La rilevazione
La comunicazione fra servizi
La segnalazione
La denuncia
La protezione
La valutazione
Il trattamento
Il tutore del processo
La governance del protocollo
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
6
sviluppare percorsi clinico assistenziali per pazienti pediatrici e per
donne con patologie croniche
Già dal 2003 (molto prima dell’attuale Piano Sanitario Regionale), è stata attivata una stretta
collaborazione con sedi assistenziali di III livello, attraverso un programma di “SISTEMA A
RETE”.
Sono stati attivati
1. Percorsi clinico diagnostici e terapeutici condivisi con Dip. Ginecologia e
Ostetricia Università di Genova e IST Genova: Sviluppo di percorsi di prevenzione delle
patologie ed il trattamento ostetrico della gravidanza a rischio
2. Percorsi clinico diagnostici e terapeutici condivisi con Istituto Giannina Gaslini e
con il Dip. Ginecologia e Ostetricia Università di Genova: Parto pretermine,
malformazioni, diagnosi prenatale, ecc.; Task Force per abortività ripetuta, diabete ed
ipertensione gestazionale
3. Percorsi clinico-assistenziali per pazienti pediatrici affetti da patologie croniche:
coordinamento con Ist. Gaslini per neurologia, endocrinologia, neonatologia, diabetologia;
4. Percorsi clinico-assistenziali per l’emergenza pediatrica (DEA del Gaslini struttura
centrale di riferimento, collegata con il PS di Sanremo ed Imperia); protocollo per trasporto
neonatale ed il back tran sport; protocollo per i trasporto pediatrico secondario.
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
….la considerazione
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
Gli strumenti di integrazione e coordinamento,
sia di tipo organizzativo che professionale,
devono essere pensati e progettati:
 in sintonia con le specificità delle diverse
situazioni organizzative
 all’interno di un processo che preveda un
elevato livello di condivisione, presupposto
indispensabile per una loro successiva reale
applicazione e per armonizzare il sistema di
valori professionali presenti all’interno del
dipartimento
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
….cosa fare domani
DIPARTIMENTO DONNA BAMBINO
I Programmi per domani
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Definire e approvare il Protocollo Dipartimentale del Parto in Analgesia
Concentrare sul II piano dell’Ospedale a Sanremo l’attività di Ostetricia
Neonatologia Pediatria, trasferendo la Ginecologia e la Senologia al III
piano (uno Spazio per la Donna?)
Avviare i lavori per la ristrutturazione e creazione del nuovo Blocco Sala
Parto a Imperia
Investire nel progetto di istituzione del II livello assistenziale ostetrico e
neonatale
Sperimentare nuovi modelli organizzativi di continuità assistenziale in
Pediatria, con particolare attenzione ai problemi dell’Emergenza
pediatrica
Attivare il PS Ostetrico
Attivare il Progetto di riorganizzazione assistenziale per l’Adolescente (già
presentato al Direttore Sanitario) finalizzato all’Istituzione del Centro di
III livello per i Disturbi dell’Età Evolutiva e del Dipartimento Funzionale di
Assistenza all’Adolescenza
Istituire nel Distretto di Sanremo un CPRM sul modello di quello di
Imperia
Favorire l’attività della Neuropsichiatria Infantile in termini
multidisciplinari, nella naturale collocazione all’interno del Dipartimento
Donna Bambino
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La Continuità assistenziale vista dall`Ospedale